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laPiazza del Miranese Nord - Aprile 26

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Noale capofila del Progetto IN.TE.S.E. Continuità ai servizi e supporto alle famiglie

Dalla Valdastico alla Holding

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

del Miranese Nord

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO

E VERTENZE APERTE

“IL VENETO E’ UN ESEMPIO”

Ecco i vertici dell’Ulss 3: Barbiero, Bovo e Maritati

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

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di Miranese Nord

“MINORI

A RISCHIO?

SERVE UN CENSIMENTO”

Il fenomeno dei ragazzi che in gruppo compiono atti vandalici nel Miranese è purtroppo in continua crescita, tanto da essere diventata una emergenza da a rontare al più presto con un censimento dei ragazzi a rischio, comune per comune. E’ questa la proposta contro il fenomeno delle baby-gang che lancia il presidente della conferenza dei sindaci dell’Usl 3, Andrea Martellato, dopo gli episodi degli ultimi mesi a Camponogara, Dolo e Fossò, dove si sono riscontrati aggressioni di minorenni ad adulti, vandalismi contro le vetrate dei negozi e risse anche a sprangate tra gruppi di giovanissimi. “In questo momento - spiega Martellato - Non penso servano gli operatori di strada, ma sarebbero più utili dei mediatori culturali ed educatori in grado di individuare i gruppi a rischio e lavorare su quelle famiglie in cui l’integrazione è solo di facciata. Persone che siano in grado di capire quali di icoltà si trovano di fronte questi ragazzi”.

L’appello, dunque, è rivolto in primo grado ai servizi sociali dei singoli paesi, perché, come continua il presidente della conferenza, “Cerchino di capire da dove deriva il disagio sociale di queste nuove famiglie, che troppo spesso si somma negli stessi luoghi a quello delle già presenti famiglie disagiate del territorio. Gli operatori sociali più di tanto non possono ottenere, perchè il disagio spesso arriva da una assenza di educazione e trasmissioni di valori da parte delle famiglie, che lasciano ore e ore i ragazzini in balia di internet senza fare i dovuti controlli”, Controlli che, invece, sarebbero richiesti dagli stessi comuni per reprimere le situazioni di violenza accadute negli ultimi mesi. Come è accaduto ad esempio proprio a Dolo, dove gli aggressori sono stati presto identificati dalle telecamere.

• Massimo Tonizzo

Situazione difficile nel Miranese. La proposta del presidente della conferenza dei sindaci

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.

La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

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Segue da pag. 1 FACCIAMO
• Nicola Stievano

Emergenza

Costampress, la proprietà disattende gli impegni: liquidazione giudiziale in arrivo

Oltre 100 lavoratori a rischio nelle prossime settimane alla Costampress di Gardigiano di Scorzè: ora al momento in cui scriviamo, incombe concretamente la liquidazione giudiziale, il fallimento. Questo scenario si concretizza dopo mesi di vertenze. L’azienda si occupa di pressofusioni per il settore dell’automotive. Il fondo proprietario dell’azienda, Accursia Capital, ha disatteso in maniera palese l ‘impegno ribadito e assunto al tavolo istituzionale della Unità di Crisi della Regione Veneto. E’ successo perciò nel concreto, che la somma di 150.000 euro che doveva essere versata a Costampressper sbloccare le manutenzioni degli impianti, non è mai arrivata. Durissima la presa di posizione dell’assessore regionale al lavoro Massimo Bitonci che ha sentito tradita clamorosamente la fiducia della Regione, ente che su questa vertenza aveva messo molto impegno ed energia nel corso degli ultimi mesi. “Abbiamo monitorato la situazione di Costampress - dice in una nota l’assessore regionale Bitonci - dedicando tempo ed energie alla ricerca di soluzioni di equilibrio. Oggi però ci ritroviamo a constatare il mancato rispetto degli impegni assunti in sede regionale da parte del fondo tedesco Accursia Capital che possiede e controlla Costampress tramite le sue partecipate. Dopo l’acquisizione dell’azienda da

Sindacati

Nparte del fondo, un anno fa, abbiamo seguito con attenzione le evoluzioni e apprezzato la nomina ad amministratore unico di Domenico Cavaliere, un manager incaricato della ristrutturazione, anche in funzione dell’avvio del procedimento unitario con l’obiettivo di un concordato preventivo”. Qualche buon segnale la Regione del Veneto a dire la verità lo aveva intravisto per il futuro di Costampreess. “In questi ultimi mesi - a erma Bitonci - i numeri della produzione e del fatturato di Costampress sono progressivamente migliorati, grazie al supporto dei principali clienti. Un sostegno condizionato ad un impegno finanziario della proprietà, che avrebbe dovuto anche consentire di realizzare un pacchetto di manutenzioni, oramai indispensabili su diversi macchinari dello stabilimento”. “Peraltro - puntualizza Bitonci - l’impegno di Accursia a e ettuare il versamento era stato confermato nell’incontro che si era tenuto con sindacati e Regione, da Swen Graf, Managing Director di Accursia Capital. Un incontro turbolento in cui venivano dichiarate dallo stesso manager, con grande sorpresa dei presenti, le cessioni della padovana Aluminium Die Casting e della friulana Friulpress, altre due società dello stesso settore, recentemente acquisite da Accursia con l’obiettivo, dichiarato ai tavoli, di creare sinergie con Costampress”. Nette le conclusioni. “Con

disappunto - sottolinea l’assessore - prendiamo atto del comportamento di Accursia Capital. Un comportamento che evidenzia un modus operandi poco trasparente e rispettoso e sulla cui regolarità delle operazioni sarà chiamato ad esprimersi il Tribunale di Venezia. Come Regione terremo l’ attenzione verso eventuali future acquisizioni del fondo che punteranno alle nostre aziende. Restiamo impegnati a valutare insieme alle parti sociali tutte

soluzioni per consentire la continuità produttiva e la tutela dell’occupazione”. “Convocheremo - conclude Bitonci - un nuovo incontro del tavolo regionale per approfondire i termini della situazione con prospettive che possano prevedere l’intervento di subentranti”.

• Alessandro Abbadir

e sindaco di Scorzè: “Si intervenga con urgenza per garantire la continuità operativa”

on sono da meno le durissime prese di posizione dei sindacati e del sindaco di Scorzè su Costampress. “Le segreterie Fiom Cgil e Fim Cisl - si legge in una nota congiunta delle rappresentanze territoriali - esprimono sdegno e ferma condanna per l’atteggiamento del fondo di investimento Accursia Capital. Si tratta di un atto di irresponsabilità che spinge l’azienda verso il baratro. Il mancato versamento di risorse vitali all’azienda rende la proposta di concordato che pende al Tribunale di Venezia fragile. Esiste il rischio concreto ed imminente che il Tribunale

non omologhi il piano in corso per ina idabilità di Accursia e quindi che si vada verso la liquidazione giudiziale”. Poi un altro aspetto. “Senza manutenzione - sottolineano i sindacati - Costampress non è in grado di onorare le commesse né di servire i clienti. Questo immobilismo, unito allo svuotamento patrimoniale già attuato, ossia la vendita di immobili, terreni e macchinari, conferma la natura puramente speculativa e predatoria della gestione Accursia. Chiediamo alla Regione ed ai commissari della procedura,di intervenire con urgenza per salvaguardare la continuità operativa

di Costampress Spa e di operare a inché soggetti seri possano proporsi per l’acquisizione del sito e della forza lavoro”. Netta la posizione anche del sindaco di Scorzè Giovanbattista Mestriner.

“Dispiace - dice - per le famiglie dei lavoratori coinvolti. A questo punto si faccia presto, e si proceda a passi spediti verso il fallimento. Si liberi il sito in modo da permettere a imprenditori seri di poterlo rilevare”.

• (A.A.)

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che possibile realizzare capi per la prima comunione, cresima, per le damigelle e testimoni o per una bella serata. Inoltre in sartoria potete trovare tessuti italiani di alta qualità o essere accompagnati nella scelta dei tessuti. E se avete un capo che ci tenete tanto, ma non vi va piu bene, potete portarlo in sartoria per farlo modificare e dargli una seconda vita. Potete ordinare maglieria da donna: maglioni, maglie, cardigan, abiti personalizzati su misura, con la scelta di filati natu-

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Il sindaco Giovanni Battista Mestriner

Emergenza lavoro/2. Le azioni del Comune di Martellago per incrementare l’occupazione

“Cantiere Lavoro”, le azioni del Comune di Martellago per incrementare l’occupazione

Lo sportello “Cantiere Lavoro” del Comune di Martellago si conferma un servizio utile alla cittadinanza in cerca di una nuove opportunità professionali. Il report 2025 del servizio, promosso dall’assessorato alle Politiche Sociali, mette in luce alcuni dati utili a delineare la profilazione di chi richiede supporto nella ricerca lavoro. Le donne rappresentano il 76,7% dell’utenza totale. Oltre la metà dei contatti (58,1%) riguarda infatti cittadini tra i 30 e i 55 anni, seguiti da una quota rilevante di “over 55” che tocca il 23,3%. Più contenuta, ma comunque presente, la quota dei giovani sotto i 30 anni accedono al

servizio,circa il 18% del totale. Il livello di istruzione dei richiedenti vede una polarizzazione significativa: se la metà esatta degli utenti possiede la licenza media, esiste una fetta consistente di diplomati e qualificati (36,8%) e una piccola ma qualificata rappresentanza di laureati (13,2%). Interessante notare come il servizio lavori in stretta sinergia con il servizio sociale comunale, dato che il 44,2% di chi richiede supporto è già in carico ai servizi del Comune. Ma cosa chiedono concretamente i cittadini quando si siedono a colloquio con l’operatrice accreditata? “Le richieste non si limitano alla semplice compilazione di documenti – dice il

sindaco Andrea Saccarola. Sebbene la stesura del curriculum vitae occupi il 28,6% delle attività, quasi un colloquio su tre (29,3%) è dedicato all’orientamento puro, ovvero alla necessità di definire un obiettivo professionale che sia davvero consapevole e realizzabile. Molto sentita è anche la richiesta di supporto strategico per l’inserimento nel mercato (27,6%), che include la preparazione ai colloqui e l’esplorazione dei canali di ricerca online e della Pubblica Amministrazione. I questionari di gradimento rivelano che l’80% degli utenti si sente “del tutto soddisfatto”, citando spesso l’empatia e la capacità dell’operatrice di trasformare un momento di crisi in un’opportunità di riscatto. Il Comune guarda anche al futuro con il “Progetto Tesi”, un’iniziativa dedicata ai neo-laureati residenti a Martellago. L’obiettivo è infatti quello di valorizzare le eccellenze locali attraverso una serata di presentazione pubblica dei lavori di laurea. Informazioni utili”. Lo sportello riceve il mercoledì dalle 16 alle 18 nella sede municipale, previo appuntamento.

• Alessandro Abbadir

Noale, cassa integrazione negli stabilimenti dell’Aprilia

“ANoale, l’ambito produttivo in questo momento storico sta godendo un buon momento a livello a livello di occupabilità”. A dirlo è il sindaco di Noale Stefano Sorino. Sorino si so erma sulla questione dell’Aprilia, l’azienda storica motociclistica del paese. Una azienda che ha parte dei lavoratori fra Noale stessa e Scorzè, in cassa integrazione. “Credo - dice Sorino - che l’Aprilia oggi abbia una parte di produzione in cassa integrazione da qualche mese. Noale viene toccata ma non troppo perché a Noale c’è il reparto corse, reparto sviluppo. Questo è un reparto come dire, molto vivo in questo momento storico, basta vedere i risultati della MotoGP di cui siamo tutti molto orgogliosi. Insomma dei risultati per i quali facciamo un grande in bocca al lupo. Il grosso della produzione e la questione degli ammortizzatori sociali, è legata a Scorzè. Questo però probabilmente dipende da dei fattori di mercato, molto come dire esogeni rispetto al territorio locale. Devo dire però che a mio modo di vedere, rispetto ad altri momenti, ad altri anni, la situazione non è così critica sotto il profilo occupazionale, almeno per ora”. Sul versante della formazione il Comune è orgoglioso della presenza dell’Enaip come scuola di formazione. “Noi abbiamo - dice Sorino - una una scuola superiore professionale che è l’Enaip, che ogni anno, garantisce professionalità ai suoi studenti. Si parla di meccanici, informatici, elettricisti, meccanici e reparto

di estetiste e c’è un altissimo un’altissima percentuale di occupabilità, che credo sia sopra 80% oggi. Come Comune abbiamo come servizio “o icina lavoro” che è un servizio gratuito di informazione, orientamento, accompagnamento alla ricerca attiva del lavoro e devo dire che c’è una buona risposta”. Il sindaco però non nasconde le preoccupazioni. “In questo momento - dice - la situazione è tutta in divenire. Vediamo insomma quello che sta succedendo con la guerra in Iran, nel canale di Suez, nello stretto di Hormuz, non lascia ben sperare. Ci sarà sicuramente un condizionamento, un riverbero a cascata a livello di produzione, a livello di costo dell’ energia che poi si ripercuoterà su imprese e lavoratori. Come paese Italia, siamo uno dei paesi al mondo come l’energia costa di più”..

Lo sportello lavoro di Martellago si conferma centrale nel supporto occupazionale: donne, adulti tra 30 e 55 anni e over 55 sono i principali utenti

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La questione. Il PD chiede garanzie e monitoraggi continui mentre l’amministrazione rivendica trasparenza

IMPIANTO SIRCA E ODORI, CONFRONTO APERTO

Noale il caso dell’impianto di recupero termico Sirca e dei disagi odoriferi continua a tenere banco, alimentando un confronto che intreccia valutazioni tecniche, sensibilità ambientali e responsabilità amministrative. Nelle ultime settimane sono intervenuti sia il Partito Democratico locale sia l’amministrazione comunale, delineando posizioni diverse ma accomunate dalla necessità di fare chiarezza. Il PD Noale rivendica un approccio “pragmatico”, fondato sull’analisi dei dati prima di qualsiasi presa di posizione. Nessuna contrarietà pregiudiziale all’impianto, viene precisato: l’opera presenta infatti elementi positivi di icilmente contestabili, come la riduzione delle emissioni complessive di anidride carbonica, il calo del tra ico di mezzi pesanti e la diminuzione dei rischi connessi al trasporto di residui liquidi. In una fase storica segnata dall’incertezza energetica, interventi orientati al recupero di calore e all’efficientamento sono considerati utili e coerenti con gli obiettivi di sostenibilità.

Accanto ai benefici, però, i democratici evidenziano alcune criticità che non possono essere trascurate. In particolare, chiedono garanzie “assolute” sull’e icacia dei sistemi di abbattimento delle emissioni e sull’introduzione di protocolli di monitoraggio continuo.

La disponibilità pubblica dei dati, sottolineano, rappresenta un passaggio essenziale per costruire fiducia e assicurare un controllo costante sull’impatto dell’impianto.

Il tema più sensibile resta quello dei disagi odoriferi, segnalati da numerosi cittadini negli ultimi mesi. I monitoraggi e ettuati hanno rilevato la presenza di sostanze come acetone e stirene: valori inferiori alle soglie di rischio sanitario, ma comunque in grado di generare una molestia olfattiva percepita come sempre meno tollerabile. Per il PD, il diritto alla salute non può essere disgiunto da quello a una qualità della vita adeguata, che includa anche il benessere ambientale quotidiano.

Di fronte a queste osservazioni, l’amministrazione comunale respinge le accuse

di opacità e ribadisce di aver operato con trasparenza sin dall’inizio. Le informazioni disponibili, viene evidenziato, sono state condivise tempestivamente e ogni eventuale rischio per la salute avrebbe comportato l’attivazione immediata dei protocolli previsti a livello sovracomunale. L’ente sottolinea inoltre come la percezione di odori acri

non equivalga automaticamente alla presenza di sostanze pericolose.

Il Comune ricorda di aver fornito tutta la documentazione richiesta anche ai consiglieri e di aver collaborato con ARPAV nelle attività di monitoraggio.

Ora l’attenzione è rivolta ai prossimi passaggi: la consegna dei dati e della relazione tecnica del primo monito-

PREPARAZIONE ATLETICA E BENESSERE PER I CARABINIERI

Promuovere il benessere fisico e la preparazione atletica del personale dell’Arma: è questo l’obiettivo dell’incontro tenutosi presso la sala comunale di Noale, che ha visto riuniti il SIM Carabinieri e le principali istituzioni del territorio. All’incontro hanno preso parte il Sindaco di Noale, Stefano Sorino, il Presidente del Consiglio Comunale con delega allo sport Giuseppe Mattiello, il Presidente Regionale Veneto del CNS Libertas Lorenzo Boscaro e la responsabile delle piscine dello Sporting Club Noale Manuela Lovo, insieme ai rappresentanti della segreteria regionale Veneto del SIM Carabinieri: Gianmarco Guarascio, Segretario Generale Regionale Aggiunto Vicario, Giovanni Pitarra, Segretario Generale Provinciale Venezia, e Matteo Grasso, Segretario Provinciale

Venezia. Grazie alla disponibilità delle istituzioni e delle realtà sportive coinvolte, è stata confermata la messa a disposizione di una struttura idonea che permetterà ai Carabinieri iscritti al sindacato e ad altri appartenenti alle Forze di Polizia di prepararsi al conseguimento del DOSB – Deutsches

Olympisches Sportabzeichen, prestigioso brevetto sportivo u iciale del Comitato Olimpico Tedesco. Riconosciuto a livello internazionale, il DOSB certifica il livello di preparazione atletica attraverso prove di resistenza, forza, velocità e coordinazione. Si tratta di un riconoscimento particolarmente apprezzato

raggio e, successivamente, gli esiti del secondo. Solo a quel punto sarà possibile avere un quadro completo. È già previsto un incontro pubblico con i tecnici, con l’obiettivo di restituire ai cittadini informazioni chiare e verificabili.

• Riccardo Musacco

negli ambienti militari e sportivi europei, in quanto attesta standard fisici elevati e una preparazione completa. L’iniziativa rappresenta un importante momento di collaborazione tra istituzioni, mondo sportivo e rappresentanze sindacali militari, con l’obiettivo di valorizzare la preparazione fisica dei militari dell’Arma e favorire percorsi di crescita sportiva e professionale. L’appuntamento ora è fissato per l’8 giugno presso la pista di atletica e le strutture dello Sporting Club Noale, in via Aurelio De Pol n. 5 e 7, dove si svolgeranno le attività in collaborazione con il Comitato Libertas Veneto per l’atletica e con lo Sporting Club Noale per il nuoto.

• (M.T.)

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Il settore. “Noale in fiore” riporta in primo piano il dibattito sul futuro delle iniziative

Successo per la manifestazione, ma il futuro delle Pro Loco è a rischio?

Edizione da record quella del 2026 per Noale in fiore, che porta come principale conseguenza, però, un grosso punto interrogativo per il futuro. Con le 60mila persone presenti, che durante la giornata si sono recate nel centro storico per passare una giornata tra banchetti floreali e attrazioni, l’evento di Noale diventa automaticamente il simbolo stesso di cosa potrebbe succede con il palesato cambio di gestione fiscale per le attività del terzo settore a partire dal prossimo anno, un cambio che paradossalmente potrebbe penalizzare proprio le manifestazioni con maggiori presenze e di conseguenza introiti.

“E’ stata una edizione che rimarrà nella memoria - spiega il presidente della Pro Loco Enrico Scotton - Il borgo è stato letteralmente preso d’assalto, con un afflusso di persone costante fino a pomeriggio inoltrato. Siamo ovviamente stati aiutati dal tempo, ma un merito va sicuramente all’organizzazione, che ha gestito in maniera puntuale anche qualche imprevisto durante la giornata”. Stefano Sorino, sindaco di Noale, ha poi aggiunto i suoi ringraziamenti ai circa 150 volontari mobilitati, tra Pro Loco, Croce Rossa e altre associazioni locali.

“Un lavoro gratuito e silenzioso che rende possibili queste manifestazioni”, ha detto il sindaco, ma proprio questa “gratuità” e “silenziosità” ora potrebbe diventare il problema da risolvere, come ha sottolineato nel momento cerimoniale l’assessore regionale delegata alle Pro Loco Paola Roma assieme al consigliere regionale Alessio Morosin.

“La recente riforma fiscale - le sue parole - che riguarderà proprio le Pro Loco potrebbe mettere a rischio molte manifestazioni ormai storiche del territorio. E’ invece nostra ferma intenzione tutelare il lavoro e lo sviluppo delle associazioni di volontariato, che spesso sono il vero motore delle attività di una città”.

Buone notizie in questo senso potrebbero arrivare proprio dall’unione delle Pro Loco, che ha annunciato un prossimo incontro che punterà a rendere patrimonio immateriale dell’UNESCO la rete delle Città Murate, tra cui è presente anche Noale.

Che - non bisogna dimenticarlo - presenta dati eloquenti: 45 anni di festa (una tra le più antiche nel miranese), almeno 60mila presenze, 200 banchi presenti, tra espositori di piante e fiori (più di 40) e la novità dell’anno: l’espo-

sizione degli hobbisti e lo spazio per i più piccoli con attrazioni in legno e la possibilità di attraversare il fossato a bordo di gommoni, messi a disposizione da FreeWaters.

“Per noi sono giornate di duro lavoro ma anche di grande soddisfazione - la conclusione del presidente Scotton - E vogliamo dire grazie a chi dedica il proprio tempo, sottraendolo a lavoro e famiglia, per far vivere le città. Noi non molliamo e continueremo, vedremo come, su questa strada”.

• Massimo Tonizzo

Donne agricoltrici protagoniste

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nche quest’anno si è rinnovato l’appuntamento con il concorso letterario “Parola alle Donne” promosso dalla Città di Noale, giunto ormai alla sedicesima edizione, concorso che avvicina sempre scrittori e scrittrici che raccontano tramite inediti personaggi sempre nuove narrazioni. La sedicesima edizione del concorso si è inserita in un contesto particolarmente significativo: il 2026 è stato infatti proclamato dalla FAO “Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici”. Un’iniziativa mondiale che ha riunito istituzioni, organizzazioni internazionali e leader del mondo rurale per valorizzare il ruolo delle donne nei sistemi agroalimentari e ra orzare l’accesso a diritti, risorse e opportunità. Il concorso ha quindi contribuito ad accrescere la consapevolezza del ruolo cruciale che le donne svolgono nei sistemi agroalimentari. “Anche quest’anno - ha sottolineato l’Assessore alle Pari Opportunità e alle politiche per il sociale Lorenza Barina - I racconti proposti e le narrazioni presentate, sono state strumenti interessanti per raccontare di mondi liberi ed inclusivi, avvicinandoci a realtà più rispettose delle individualità e meno legate a stereotipi”. La premiazione, con il patrocinio della Città Metropolitana di Venezia e della Consigliera di Parità e in collaborazione con la locale Pro Loco ed il Circolo Auser Dal Maistro, si è tenuta anche quest’anno nell’ambito della splendida cornice di NoaleInFiore e ha visto trionfare Monica Nasato con Vino e Menta, seguita da Elisabetta Tobaldo (La battaglia di Cesare) e Nerina Poggese (Con la Giusta Luna). È già disponibile intanto il bando del Concorso 2026-2027 dedicato quest’anno ad una riflessione impertinente sulle bugie delle donne, idea nata in occasione del bicentenario dalla nascita di Collodi, padre del più celebre “Pinocchio”.

• (M.T.)

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MARTELLAGO

Atti

VANDALISMI, TRA ALLARME E RASSICURAZIONI

Atti vandalici, episodi di inciviltà e, in alcuni casi, fatti più gravi. A Martellago il tema della sicurezza torna al centro del dibattito politico a seguito di alcuni episodi deplorevoli avvenuti negli ultimi tempi in città e nelle frazioni, con posizioni diverse ma un punto comune: la necessità di intervenire. A sollevare la questione è il consigliere di opposizione Alessio Boscolo, che invita a leggere i recenti episodi come parte di un fenomeno più ampio. “Non si tratta solo degli ultimi fatti – spiega – ma di una serie di vandalismi che si ripetono nel tempo”. Dai danneggiamenti ai capitelli e alle casette dei libri, fino agli atti contro centri civici e parchi, in particolare a Olmo. Boscolo richiama anche episodi più gravi: aggressioni tra giovani a Maerne e gli incendi di auto della scorsa estate. “Il rischio –osserva – è che passi il messaggio di impunità. Anche quando i responsabili vengono individuati, i cittadini non percepiscono conseguenze”.

Secondo il consigliere, il territorio è già ben coperto da telecamere, ma questo non basta: “Servono per le

indagini, non per prevenire”. La risposta, quindi, dovrebbe essere più ampia: risarcimento dei danni, eventuali lavori socialmente utili, ma soprattutto un percorso educativo. “Parliamo di ragazzi – aggiunge – e dietro c’è spesso un disagio che va a rontato”.

Da qui la proposta di ra orzare il lavoro di rete tra scuole, associazioni e servizi sociali, riprendendo esperienze passate come il progetto “Educherete”. “O rire alternative è fondamentale per evitare che il vandalismo diventi uno sfogo abituale”.

Una visione che trova una replica articolata da parte del sindaco Andrea Saccarola, che invita però a ridimensionare i toni. “Non siamo di fronte a un’emergenza – chiarisce – ma a episodi diversi, che non possono essere letti come un unico fenomeno”. Saccarola sottolinea come, anche negli ultimi casi, le verifiche siano in corso: “Dalle immagini si vedono soprattutto sagome e sono necessari ulteriori controlli. Inoltre si tratta di gruppi di erenti”. Un altro elemento riguarda la provenienza: “In molti casi non sono ragazzi del territorio”.

Sul piano operativo, il sindaco evidenzia i limiti degli strumenti a disposizione: “Non tutto è penalmente rilevante. I carabinieri possono intervenire e segnalare, ma non sempre ci sono gli estremi per procedere”. Anche i controlli, aggiunge, hanno un raggio limitato rispetto all’estensione del Comune. Per quanto riguarda gli

episodi più gravi, come gli incendi delle auto, precisa: “Non risultano collegati direttamente a Martellago”. E ribadisce che il Comune, quando necessario, si attiva anche nelle sedi giudiziarie. Saccarola rivendica quindi l’impegno sul fronte della prevenzione: “Abbiamo operatori di strada che seguono

Una ragazza immersa tra i fiori che guarda al futuro: è questa l’immagine protagonista del nuovo murales inaugurato nelle scorse settimane a Olmo di Martellago, sulla cabina E-Distribuzione di Piazza Maestri del Lavoro. Un’opera che ridisegna lo spazio urbano e ra orza il dialogo tra infrastrutture e territorio, trasformando un elemento tecnico in arte condivisa. L’intervento rientra nel progetto nazionale “Cabine d’Autore”, promosso da E-Distribuzione, società del Gruppo Enel guidato da Flavio Cattaneo, con l’obiettivo di valorizzare esteticamente le cabine elettriche e renderle parte integrante del paesaggio cittadino. Il murales,

questi ragazzi e servizi dell’ULSS che il Comune finanzia. Alcune situazioni sono già state prese in carico”. A questo si aggiungono gli spazi dedicati ai giovani: uno già attivo a Maerne e un nuovo centro in apertura a settembre.

• Riccardo Musacco

firmato dall’artista Diego Montagner, propone un messaggio forte e attuale: la figura femminile tra i fiori diventa simbolo di libertà, crescita e identità. Un invito a costruire contesti capaci di sostenere le aspirazioni di ogni donna. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte il sindaco Andrea Saccarola, la presidente del Consiglio comunale Martina Marolda, l’artista e i rappresentanti di E-Distribuzione. Con oltre 500 cabine già trasformate in tutta Italia, il progetto continua a dare forma a un museo di uso, accessibile a tutti.

• (R.M.)

Droni e Protezione Civile, la lezione che guarda al futuro

Nell’ambito dell’evento nazionale “4D SECURITY – Beyond Cartesio”, promosso dall’Associazione Radioamatori Italiana, i volontari della Protezione Civile di Martellago hanno portato tra i banchi di scuola una testimonianza concreta di innovazione e servizio al territorio. Protagonista la squadra droni, che ha coinvolto gli studenti in un’esperienza formativa capace di unire tecnologia, sicurezza e senso civico. Il sindaco Andrea Saccarola ha sottolineato il valore dell’iniziativa, evidenziando come si tratti di “un’occasione preziosa per avvicinare i più giovani a queste tecnologie, spiegandone non solo le potenzialità, ma soprattutto l’importanza di un utilizzo consapevole e responsabile”. Un messaggio chiaro, che mette al centro non solo l’innovazione, ma anche la cultura della prevenzione e dell’impegno civico. I droni, oggi, rappresentano molto più di semplici strumenti di ripresa: sono veri e propri “moltiplicatori di forze” nelle operazioni di emergenza. In pochi minuti possono essere operativi, garantendo una visione aerea immediata e riducendo

i rischi per gli operatori a terra. Dotati di sensori avanzati come termocamere, sistemi LiDAR e dispositivi di trasmissione in tempo reale, consentono alle sale operative di prendere decisioni rapide e basate su dati concreti. Dalla ricerca di persone disperse al monitoraggio degli incendi boschivi, dalle alluvioni ai terremoti, fino alla logistica sanitaria, gli scenari di utilizzo sono molteplici. Tuttavia, restano alcune criticità legate all’autonomia limitata delle batterie, alle condizioni meteo e a normative ancora non pienamente adeguate all’evoluzione tecnologica.

A raccontare l’esperienza sul campo è stato l’operatore Paolo Maurizi, certificato per il volo non a vista, che ha evidenziato l’entusiasmo degli studenti: “È stata un’ottima occasione per trasmettere la consapevolezza di come l’uso dei droni nella protezione civile possa offrire sicurezza agli operatori e un supporto tecnologico fondamentale, come nel caso della termocamera nelle operazioni di ricerca e soccorso”.

Maurizi ha poi ribadito un concetto chiave: il drone non è un semplice strumento

Premiata per la svolta digitale MARTELLAGO

ricreativo, ma un mezzo professionale in grado di fare la di erenza in contesti critici. “Non deve essere considerato come un aquilone dei tempi moderni, ma come una risorsa concreta, anche in ambito professionale. Le normative, però, non sempre tengono il passo, limitandone in parte lo sviluppo”. Dietro iniziative come questa c’è un lavoro costante fatto di formazione, dedizione e passione. Un impegno spesso silenzioso, ma essenziale per la sicurezza della comunità. Il ringraziamento dell’amministrazione comunale è andato a tutti i volontari per aver creduto nel progetto e per l’energia che ogni giorno trasmette.

• Riccardo Musacco

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Un riconoscimento che guarda al futuro e premia il percorso intrapreso verso una pubblica amministrazione sempre più innovativa. Nelle scorse settimane il sindaco di Martellago Andrea Saccarola ha ritirato all’M9 Museo del ‘900 un importante premio nell’ambito della digitalizzazione della Pubblica amministrazione. L’occasione è stata un convegno dedicato ai temi delle Smart City e Smart Land, promosso da WindTre, che ha riunito amministratori e professionisti per confrontarsi su turismo, sostenibilità e sviluppo urbano. Un momento di dialogo sulle trasformazioni in atto nei territori, sempre più orientati verso modelli

connessi, e icienti e attenti alla qualità della vita. Il Comune di Martellago è stato premiato per la sottoscrizione di un protocollo d’intesa sulla Smart City, riconoscimento che valorizza il lavoro portato avanti dall’amministrazione comunale negli ultimi anni. “Guardiamo avanti — ha sottolineato Saccarola — continuando a costruire un territorio moderno, sostenibile e vicino ai cittadini”. Un obiettivo che passa attraverso innovazione e servizi, con l’ambizione di rendere Martellago sempre più protagonista nel panorama delle città intelligenti.

• (R.M.)

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Opere pubbliche. Cantieri al via nel 2026 per migliorare tra ico, sicurezza e viabilità

APPROVATE LE NUOVE ROTATORIE DELLE FRAZIONI DI CAPPELLA E GARDIGIANO

AScorzé si fa un ulteriore passo in avanti per la nuova viabilità su tutto il territorio comunale: sono stati u icialmente approvati i progetti delle due nuove rotonde su via Moglianese, che interesseranno le frazioni di Cappella e Gardigiano.

L’approvazione di fattibilità tecnico-economica è arrivata ad aprile dagli u ici della Città Metropolitana, responsabile e finanziatrice dei lavori.

I due interventi si collocheranno lungo la provinciale 39 “Moglianese”. Il primo interesserà il centro di Cappella, all’incrocio tra la Moglianese e via Dante, proprio di fronte alla piazza della frazione. Il secondo invece riguarderà l’incrocio tra la provinciale e via Campocroce a Gardigiano: in questo caso il progetto prevede la realizzazione di due rotonde appaiate attraverso un unico cantiere. Due interventi attesi dalla cittadinanza,

Prosegue nel segno della continuità e della collaborazione istituzionale il Progetto IN.TE.S.E. (Integrazione Territoriale Servizi Socio-Educativi), dedicato al sostegno delle persone a ette da demenza e malattia di Parkinson. La Giunta comunale di Noale ha approvato, il rinnovo dell’accordo di gestione associata con i Comuni di Martellago, Scorzè e Salzano per il biennio 2026–2027, confermando Noale nel ruolo di capofila. Si tratta di un’iniziativa avviata nel 2013 a livello regionale con il supporto della Regione del Veneto e dell’AULSS 3 Serenissima, nata con l’obiettivo di o rire alle persone in fase lieve-moderata della malattia un contesto protetto di socializzazione e stimolazione cognitiva. Un servizio che, nel tempo, si è dimostrato fondamentale anche per alleggerire il carico assistenziale delle famiglie, spesso impegnate quotidianamente in percorsi complessi e silenziosi. Con il rinnovo dell’accordo, i quattro Comuni consolidano una collaborazione che ha permesso di estendere il servizio su tutto il territorio, superando la precedente esclusione dalla

che sostituiranno l’attuale viabilità, fatta di semafori che regolano le immissioni delle auto provenienti da strade comunali, e che generano spesso code. L’intervento mira quindi a migliorare la scorrevolezza del tra ico e a ridurre gli incolonnamenti, ma anche la sicurezza e il decoro urbano. La gara per l’aggiudicazione dei lavori dovrebbe svolgersi già a maggio, stando al cronoprogramma dell’iter amministrativo, seguita dall’approvazione del progetto esecutivo. L’avvio del cantiere è previsto a settembre 2026 e dovrebbe avere una durata di circa 250 giorni, dunque l’opera dovrebbe essere consegnata alla cittadinanza verso la fine dell’estate del 2027; due interventi che costeranno in tutto quasi un milione e mezzo di euro. Tecnicamente, la rotatoria Ovest (a Cappella) sarà realizzata allargando la carreggiata sul lato sud per agevolare l’inserimento dei veicoli, anche attraverso l’utilizzo di nuove barriere spartitra ico. La rotatoria di Gardigiano invece verrà realizzata ampliando la carreggiata verso nord-est, il che ha richiesto l’occupazione di parte di un’area agricola. Il progetto prevede poi il rifacimento degli attraversamenti pedonali che verranno riposizionati in ingresso e uscita dalle rotatorie sostituendo i semafori attuali e l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione a led per migliorare

rete dei 13 Comuni del Distretto 3 già aderenti al progetto. Oggi IN.TE.S.E. rappresenta una risposta concreta e capillare ai bisogni delle persone più fragili. Attualmente il servizio coinvolge circa 20 utenti residenti nei Comuni aderenti, con incontri che si svolgono presso la Sala “Daminato” di Noale. Le attività proposte spaziano dalla stimolazione cognitiva ai momenti di socialità, a iancate da percorsi psico-educazionali rivolti ai caregiver e iniziative di empowerment, strumenti preziosi per migliorare la qualità della vita complessiva. Dal punto di vista organizzativo, il Comune di Noale continuerà a svolgere il ruolo di soggetto capofila. I costi operativi, tra cui la presenza dell’operatore socio-sanitario e la gestione degli spazi, saranno suddivisi tra i Comuni in base alla popolazione residente, mentre le eventuali spese di trasporto resteranno a carico dei singoli enti di provenienza degli utenti.

visibilità ed e icienza. Gli interventi impatteranno anche sul sistema idraulico, con l’adeguamento del sistema delle acque meteoriche e la realizzazione di un nuovo fossato nell’area della rotatoria est, mentre i percorsi pedonali rimarranno immutati. Le due rotonde si inseriscono in un più ampio piano di ripensamento della viabilità, iniziato con la precedente amministrazione e che

prevede la costruzione (per ora) di altre due rotonde attraverso un accordo pubblico privato. Una rotonda sostituirà l’incrocio della Crosarona (tra Scorzé, Noale e Trebaseleghe), e una sarà posizionata nel centro del capoluogo, tra via Cercariolo e via Venezia.

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I lavori. Nelle scorse settimane si è concluso un intervento in via Piovega

ALLARGATA LA CARREGGIATA, ACCESSO ALL’ECOCENTRO PIÙ SICURO

Hanno riaperto nelle scorse settimane i cancelli dell’ecocentro comunale di via Piovega a Salzano. I cancelli va detto sono tornati u icialmente ad aprirsi, dopo il taglio del nastro a metà aprile con una apertura straordinaria dalle ore 12 alle ore 15, un evento che ha segnato la fine di un intervento atteso e strategico per il territorio. A spiegare di cosa si è trattato è direttamente l’assessore comunale ai lavori pubblici del Comune di Salzano Claudio Bottacin. “La principale novità - spiega Bottacin - riguarda la definitiva risoluzione delle criticità lungo la strada di accesso: si sono infatti conclusi i lavori di ampliamento della carreggiata, un investimento da 272.000 euro a idato alla ditta Fratelli Michieletto Strade che mette fine alle storiche problematiche di transito. Prima dell’intervento, percorrere via Piovega risultava particolarmente complesso a causa della sede stradale ridotta, che rendeva estremamente di icoltoso l’incrociarsi dei mezzi in contemporanea, specialmente durante i giorni di maggiore a lusso”. Questa conflittualità secondo il Comune di Salzano, è stata ora totalmente eliminata “grazie all’allargamento del piano stradale e all’ottimizzazione del sistema di raccolta delle acque piovane”. Non erano mancate infatti nel corso degli anni, tante proteste e lamentele da parte dei residenti e non erano mancati a dire il vero anche tanti piccoli e grandi incidenti con animi tesi e alterchi fra automobilisti. Anche il sindaco di Salzano, Luciano Betteto per questo esprime soddisfazione per la riuscita dell’opera, sottolineando l’importanza della struttura e la sua funzione per tutta la cittadinanza. “L’ecocentro rappresenta - dice il primo cittadino dell’ente locale - un vero fiore all’occhiello per la nostra comunità, come dimostrato dall’altissimo numero di persone che usufruisce del servizio con grande senso civico. È una promessa mantenuta per la sicurezza dei cittadini: era prioritario risolvere le di icoltà di accesso ed ora l’area è finalmente sicura e funzionale, pronta ad accogliere al meglio l’importante flusso di utenti”. Vanno fatte poi delle altre considerazioni importanti secondo il Comune di Salzano. “Con la riapertura fatta ad aprile - sottolinea e conclude l’assessore Bottacin - terminerà il

disagio di doversi recare presso i centri di raccolta di Maerne, Mirano e Noale, dei quali si potrà comunque ancora usufruire. L’ecocentro di via Piovega ha ripreso i consueti orari, accogliendo i cittadini con una viabilità rinnovata, capace di gestire correttamente il transito dei veicoli in entrata e in uscita”. Insomma si spera che grazie a questo intervento problemi legati all’accesso viario del servizio non ve ne siano più.

• Alessandro Abbadir

Inaugurato il nuovo “Punto Biblioteca“ a Robegano

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’ stato inaugurato nelle scorse settimane a Casa Piatto a Robegano il nuovo “Punto Biblioteca”. Si tratta di un servizio della Biblioteca comunale “Marco Polo” pensato per venire incontro alle esigenze di quella parte di popolazione che per motivi diversi (età avanzata, condizioni di disabilità, di icoltà ad accedere al servizio di trasporto pubblico, ecc.) si trova impossibilitata a raggiungere facilmente il centro cittadino, ma che non vuol comunque rinunciare al piacere di leggere. Ogni primo e ultimo mercoledì del mese dalle 10 alle 12 nella stanza al piano terra di Casa Piatto in via Leonardo da Vinci il personale della Biblioteca sarà a disposizione degli utenti con una scelta delle ultime novità in fatto di libri e Dvd. Sarà inoltre possibile ritirare i volumi richiesti in prestito (tramite prenotazione telefonica allo 041 5709747 o via mail a biblioteca@ comune.salzano.ve.it), prorogare o restituire i prestiti scaduti. E’ inoltre prevista la possibilità, per tutti coloro che lo desiderano, di leggere gratuitamente i quotidiani locali Si tratta di un servizio che il Comune ha pensato in funzione degli abitanti di Robegano, non solo per favorire la di usione sul territorio della buona pratica della lettura anche in luoghi non propriamente dedicati alla stessa, ma anche per fornire un nuovo momento di aggregazione e di socializzazione per la comunità. Alla cerimonia c’erano il sindaco Luciano Betteto e l’assessore alla Cultura Michela Mu ato, che ha sostenuto l’iniziativa e ha consentito che essa si realizzasse. E’ seguito un momento di allegria per festeggiare la nuova realtà

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Politica.

Intervengono i consiglieri Romano De Zuani e Maria Grazia Vecchiato

OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO SU MENSA SCOLASTICA E SCELTE URBANISTICHE

Aumentano i costi della nuova mensa scolastica in costruzione presso la scuola primaria San Giovanni Bosco a Salzano e le opposizioni con la lista “Progetto Comune“ vanno all’attacco dell’amministrazione comunale. A spiegarlo chiaramente è la consigliera di opposizione Maria Grazia Vecchiato. La Vecchiato fa la cronistoria dell’opera in programma.

“L’intervento, finanziato con 900.000 euro dei fondi Pnrr e 290.000 euro del bilancio comunale - dice - ha preso avvio da qualche mese, in contemporanea con le attività scolastiche dei due plessi presenti nell’area. A novembre, poi, l’amministrazione comunale ha aggiunto altri 200.000 euro per opere “complementari e di finitura” non previste, mentre il costo dei nuovi arredi dovrebbe essere a carico della ditta che ha in appalto il servizio di ristorazione scolastica”. Ma fa capire la consigliera di opposizione, i problemi non finiscono qui e anzi i costi lievitano ulteriormente.

“Si viene a sapere dagli u ici comuna-

li - dice - che per terminare i lavori, e consegnare la nuova struttura per l’avvio del prossimo anno scolastico, risultano necessari ulteriori nuovi finanziamenti per una cifra importante, si parla di circa 250.000 euro. Come minoranza ho portato la questione in sede di Consiglio Comunale nelle scorse settimane con un’interpellanza in merito, chiedendo al sindaco Luciano Betteto come mai i costi dell’opera stiano lievitando così. Ho fatto presente, poi tra l’altro, che la nuova mensa sarà più piccola dell’esistente (tre sale che accolgono fino a 200 alunni per turno) poiché sarà in grado di ospitare solamente 130 alunni per turno. Dunque una nuova struttura che riduce la capacità di risposta alle necessità di fruizione con costi altissimi per il suo realizzo, parliamo di una cifra che supererà il milione e 600mila euro. Valeva la pena di investire importanti risorse su una scuola che vede due plessi datati e che presentano da tempo diverse criticità anche strutturali”?

Il sindaco Luciano Betteto interpellato

sottolinea come “saranno fatti degli accertamenti per capire nel dettaglio il perché di questa levitazione dei costi”. Intanto all’attacco del Comune ci va anche il consigliere di opposizione del gruppo misto Romano De Zuani che punta il dito invece sulla questione della variante urbanistica che riguarda il centro di Robegano. “Guardando la variante - dice De Zuani - viene spontaneo chiedere se la riduzione del lotto dovuta alla nuova strada e all’ampliamento della piazza, sommati ai vincoli derivanti dalla cabina

elettrica esistente e il rispetto dei parametri imposti precedentemente per la costruzione e cioè le distanze minime di 5 metri dai confini e dalla strada e l’obbligo di ricavare 30 metri quadrati di parcheggio alberato, rendano possibile l’intervento edificatorio previsto. Non è inoltre specificata la superficie minima di parcheggio che deve essere garantita se si intendono ricavare ambienti commerciali o direzionali. La libertà di scelta lasciata all’imprenditore acquirente può dar luogo ad un intervento che

guardando al lato speculativo possa essere di forte impatto negativo per il centro di Robegano senza possibilità controllo da parte dell’amministrazione”. “L’intervento previsto ad uso residenziale o commerciale direzionale, aumentando residenti, utenti, esigenze e tra ico, non può che rendere comunque - concludepiù problematica la situazione del centro e della piazza di Robegano che già oggi ha il problema parcheggi”.

• Alessandro Abbadir

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PRONTO PER LA SETTIMA EDIZIONE

DEL SALONE NAUTICO DAL 27 AL 31 MAGGIO

Conto alla rovescia per la settima edizione del Salone Nautico, in programma dal 27 al 31 maggio 2026, che riporterà l’Arsenale al centro della scena internazionale. Un appuntamento che, anno dopo anno, sta consolidando un ruolo strategico non solo per la città, ma per l’intero quadrante del Mediterraneo. E mentre i lavori di allestimento procedono, si parla già dell’edizione 2027, segno di un progetto che guarda lontano.A darne notizia è il sindaco Luigi Brugnaro, in occasione della conferenza stampa a Ca’ Farsetti: “Quello di Venezia è l’unico Salone del Mediterraneo orientale ed è un capitale da non disperdere. Sette anni fa abbiamo voluto con determinazione riportare la nautica a casa, nell’Arsenale, per ribadire con forza la nostra identità: città d’acqua, città di mare, città che dall’Oriente ha tratto ricchezza, scambio, apertura al mondo. Il Salone non è soltanto un evento espositivo, ma un progetto

strategico per Venezia e per l’intero comparto. Qui la nautica è un settore economico, è storia, cultura, lavoro, formazione. È il nostro destino”. Le cifre confermano la visione: 300 imbarcazioni attese (240 in acqua), 270 espositori, 55.000 metri quadrati di bacino acqueo e 1.100 metri lineari di pontili. Una piattaforma che unisce storia, tecnologia e ricerca, trasformando l’Arsenale in una vetrina internazionale. “La Marina Militare conferma il proprio impegno e sarà al fianco della città anche per questa settima edizione del Salone, rendendo disponibili le darsene dell’antico Arsenale e parte degli spazi militari a terra”, ha sottolineato il Capitano di Vascello Carlo Marchi, aggiungendo: “La Marina Militare intende contribuire all’attrattività della manifestazione con la presenza di alcune delle sue unità navali più moderne”. Alberto Galassi, CEO di Ferretti Group, ha ricordato il valore unico dell’appuntamento veneziano: “Venezia ha un tesoro:

questo Salone appartiene ormai all’Italia, è un patrimonio nazionale. Con la cancellazione dell’evento di Dubai, Venezia sarà la vera cartina di tornasole del futuro e salute della nautica”. Accanto ai cantieri italiani, sono attese presenze da Croazia, Germania, Francia, Inghilterra, Polonia e Turchia. Una geografia che cresce e si diversifica, posizionando Venezia come punto di connessione tra i Paesi. Le aree indoor ospiteranno motori elettrici e ibridi, soluzioni a idrogeno, materiali innovativi, sistemi di gestione energetica e componenti per ridurre consumi ed emissioni. Nel bacino dedicato, dimostrazioni e prove in acqua mostreranno l’evoluzione del settore, a iancate da una selezione di water toys di nuova generazione. Torna anche il Wood Village, spazio dedicato alla cantieristica tradizionale in legno. Qui le maestranze lagunari mostrano tecniche costruttive antiche, restauri filologici e imbarcazioni che raccontano l’identità marittima

veneziana. Un patrimonio materiale e culturale che il Salone valorizza con continuità. La Camera di Commercio Venezia Rovigo ha confermato la partnership con Assonautica Venezia e Assonautica nazionale per i programmi legati alla Blue Economy ed E-Regatta. “Squadra che vince non si cambia”, ha sintetizzato il vicepresidente Roberto Bottan, evidenziando la continuità di un lavoro che unisce impresa, associazioni e promozione del territorio

• Guendalina Ferro

PIAZZALE BASTIA, IL COMUNE DI NOALE COMPLETA LA RIQUALIFICAZIONE DELLE AIUOLE

Il Comune di Noale ha da poco ultimato l’intervento di sistemazione e riqualificazione delle aiuole del parcheggio di Piazzale Bastia, con l’obiettivo di migliorare il decoro urbano e la qualità degli spazi a servizio dei cittadini. Un’operazione mirata che restituisce ordine e valorizza un’area particolarmente frequentata. I lavori hanno previsto la sostituzione dei teli pacciamanti, ormai deteriorati, che nel tempo avevano favorito la crescita di piante infestanti, compromettendo l’aspetto complessivo delle aiuole. Contestualmente si è intervenuti con la sostituzione di tre piante morte, ripristinando

così la continuità del verde. Le superfici sono state sistemate con granulato di porfido e arricchite con la piantumazione di piccoli arbusti selezionati per la loro resistenza al calore. Saranno inoltre eseguite le necessarie irrigazioni fino al completo attecchimento delle nuove essenze. L’intervento contribuisce a rendere più accogliente un parcheggio strategico, utilizzato quotidianamente dai cittadini diretti alla Casa di Comunità e al vicino centro storico.

• (R.M.)

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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.

Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo?

Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni? Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

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Filippo Giacinti
• (R.R.)
Diego Ruzza

L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE

LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

oi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto.

“Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.

“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare? Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

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Una nuova direzione per l’Ulss 3 Serenissima: Michela Barbiero, Chiara Bovo e Antonio Maritati sono i tre nuovi direttori strategici dell’azienda sanitaria veneziana, che affiancheranno il direttore generale Massimo Zuin nel governo dell’Ulss. L’annuncio è stato dato nel corso della conferenza dei sindaci, alla presenza dei rappresentanti del territorio.

“Si tratta di una direzione completamente rinnovata, composta da profili di eccellenza con professionalità ed esperienza consolidate – ha sottolineato Zuin -. Sono certo che sapranno interpretare le necessità del territorio e farsi voce dei professionisti della salute e del mondo sociale”.

A Michela Barbiero è stata affidata la Direzione amministrativa. Laureata in Scienze politiche all’Università di Padova, vanta oltre 34 anni di esperienza nel settore sanitario e più di sedici come direttore amministrativo in diverse aziende del Veneto, tra cui l’ex Ulss 17 di Este, l’ex Ulss 5 di Arzignano e Azienda Zero. Dal 2020 guidava la Direzione amministrativa dell’Ulss 6 Euganea di Padova. Barbiero ha dichiarato: “Il mio impegno sarà orientato a un governo amministrativo concreto, basato

su lavoro di squadra, ascolto e confronto, per accompagnare i processi di cambiamento e garantire servizi di qualità ai cittadini”.

La Direzione sanitaria è affidata a Chiara Bovo, laureata in Medicina e Chirurgia con specializzazioni in Patologia clinica e Igiene e medicina preventiva. Con un’esperienza trentennale, Bovo ha guidato Direzioni sanitarie in aziende ospedaliere e territoriali a Verona e nell’Ulss 6 Euganea, occupandosi tra l’altro degli Ospedali riuniti Padova sud. “Sono onorata di questo incarico – ha detto Bovo – e lavorerò in squadra per garantire ogni giorno la migliore sanità possibile per le persone che si affidano a noi”.

Ad occuparsi della Direzione sociosanitaria è Antonio Maritati, laureato in Scienze politiche e dirigente amministrativo con oltre vent’anni di esperienza nella salute pubblica. Maritati ha coordinato progetti interregionali, partecipato a riforme dell’assistenza territoriale e diretto la Commissione salute e relazioni socio-sanitarie della Regione Veneto. “Ascolto, lavoro di squadra e collaborazione con sindaci e comunità locali saranno le basi del mio impegno, con particolare attenzione all’avvio delle case della comunità”, ha dichiarato.

Ulss 3 Serenissima, la nuova triade strategica: Barbiero, Bovo e Maritati prendono il timone

Obiettivo rafforzare servizi e prossimità ai cittadini

In Veneto strutture di comunità sopra la media nazionale: già attivati oltre metà dei servizi

Il Veneto si colloca sopra la media nazionale nello sviluppo della sanità territoriale prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con un numero significativo di strutture già in funzione almeno in parte.

Secondo l’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, in regione sono state programmate 99 Case di comunità: di queste, il 64,6% ha già attivato almeno un servizio, un dato nettamente superiore alla media italiana ferma al 45,5%.

Situazione analoga per gli ospedali di comunità, strutture pensate per alleggerire la pressione sugli ospedali tradizionali e garantire assistenza più vicina ai cittadini. In Veneto ne sono previsti 73, e 47 risultano già operativi almeno in parte, pari al 64% del totale, contro una media

nazionale che si attesta al 27%.

Buoni risultati emergono anche sul fronte della digitalizzazione sanitaria. Nel Fascicolo sanitario elettronico regionale sono disponibili 14 tipologie di documenti su 20 previste dalla normativa nazionale, un dato in linea con la media italiana secondo i dati aggiornati al 30 settembre 2025 del Ministero della Salute. A spiccare è soprattutto la partecipazione dei cittadini: l’89% dei residenti in Veneto ha dato il consenso alla consultazione dei propri documenti sanitari digitali, una percentuale che supera di gran lunga la media nazionale, ferma al 44%. Numeri che confermano come, in Veneto, il percorso di rafforzamento della sanità sul territorio e l’adozione degli strumenti digitali procedano a un ritmo più sostenuto rispetto al resto del Paese.

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La raccomandazione degli specialisti dell’Ulss 3. “Gesti impulsivi possono avere conseguenze gravissime”

“Mai scuotere un neonato che piange”:

Scuotere un neonato che piange, anche quando il pianto è prolungato e difficile da calmare, è un gesto da evitare in modo assoluto. A ribadirlo sono gli specialisti dell’Ulss 3 Serenissima, che in occasione delle giornate nazionali di sensibilizzazione dell’11 e 12 aprile tornano a diffondere informazioni sulla Sindrome del Bambino Scosso, una condizione potenzialmente gravissima.

Secondo gli esperti, movimenti bruschi e ripetuti possono provocare lesioni cerebrali anche irreversibili, con conseguenze che vanno da deficit motori e cognitivi fino a danni alla vista, all’udito e, nei casi più gravi, al decesso.

Il pianto del lattante, spiegano i pediatri, è una forma naturale di comunicazione e può manifestarsi anche per periodi prolungati senza una causa patologica evidente, soprattutto nelle ore serali. Una situazione che può mettere alla prova la pazienza dei genitori, in particolare in condizioni di stress o stanchezza. Gli specialisti sottolineano l’importanza di mantenere la calma e di verificare sempre i bisogni primari del bambino, come alimentazione, cambio e comfort. In caso di pian-

to persistente, si possono adottare strategie rassicuranti come il contatto fisico, il dondolio, il bagnetto o una breve passeggiata. Se la situazione diventa difficile da gestire, è consigliato mettere il neonato in sicurezza nella culla e allontanarsi per qualche minuto, chiedendo eventualmente supporto a familiari o al pediatra.

L’Ulss 3, insieme alla Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica e a Terre des Hommes, promuove una serie di iniziative sul territorio per rafforzare la consapevolezza sul tema. Oltre agli incontri informativi nei centri vaccinali, sono previsti stand e attività divulgative a Marghera e momenti di sensibilizzazione negli ospedali, con il coinvolgimento di operatori sanitari, famiglie e associazioni di volontariato.

La dieta mediterranea diventa terapia: l’Ulss 3 Serenissima apripista in Italia

Non più solo stile di vita, ma vera e propria “prescrizione medica”. La dieta mediterranea entra ufficialmente nei percorsi di prevenzione e cura del sistema sanitario: a fare da apripista in Italia è l’Ulss 3 Serenissima, che ha messo a punto il primo Percorso primario diagnostico terapeutico assistenziale (Ppdta) interamente dedicato al modello alimentare simbolo della tradizione italiana. Un cambio di paradigma che trasforma olio d’oliva, pesce, pasta, frutta, verdura e legumi in strumenti concreti di salute pubblica. Il progetto, coordinato dal geriatra Nicola Veronese, punta a colmare il divario tra evidenze scientifiche e pratica clinica quotidiana, traducendo le linee guida nazionali in un sistema organizzato e multidisciplinare. Il nuovo percorso entrerà nella fase operativa entro un paio di mesi e coinvolgerà l’intera rete territoriale: ospedali, distretti, case della comunità, medici di famiglia e pediatri. Qui verrà monitorata l’adesione alla dieta mediterranea attraverso questionari digitali e strumenti di valutazione, con l’obiettivo di individuare precocemente i soggetti a rischio.

Chi risulterà distante da questo stile alimentare sarà preso in carico da équipe composte da dietisti, infermieri di comunità e, in prospettiva, anche psicologi di base. Un approccio integrato che punta a intervenire su patologie croniche come diabete e obesità, trasformando l’alimentazione in leva preventiva e terapeutica.

Non solo teoria: il progetto prevede anche attività pra-

tiche, dalla consulenza nutrizionale ai veri e propri laboratori di cucina, che si svolgeranno nelle case della comunità o a distanza, tramite telemedicina. Un modo per rendere concreta e accessibile l’adozione di abitudini più sane. «L’obiettivo è costruire interventi personalizzati di salute pubblica – spiega Veronese – lavorando su una maggiore consapevolezza e su comportamenti quotidiani sostenibili». Una sfida tutt’altro che scontata: oggi solo il 5% della popolazione italiana segue pienamente la dieta mediterranea, percentuale che nell’Ulss 3 sale al 20%, ma che si punta ad aumentare ulteriormente.

A incidere sul progressivo abbandono di questo modello contribuiscono ritmi di vita sempre più frenetici, fattori sociali ed economici e il crescente consumo di cibi ultra-processati. Un paradosso che vede i Paesi del Nord Europa avvicinarsi alla dieta mediterranea mentre quelli dell’area mediterranea tendono ad allontanarsene.

«Vogliamo rendere la dieta mediterranea una componente concreta, misurabile e sostenibile dei percorsi assistenziali – sottolinea il direttore generale Massimo Zuin – trasformando un patrimonio culturale in uno strumento terapeutico capace di migliorare la qualità della vita». Un’iniziativa che ha già attirato l’attenzione della comunità scientifica nazionale: esperti del Consiglio nazionale delle ricerche, dell’Istituto superiore di sanità e dell’Università di Padova hanno discusso il progetto in un recente webinar, evidenziandone il valore innovativo.

Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre

anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.

I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

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Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati.

L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo,

Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.

Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione

la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.

I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

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