del Miranese Nord
DAL 1994
AGOSTO 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 172
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Scorzè, boccata d’ossigeno per Costampress: tutelati 90 posti di lavoro
Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia
Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale
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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto
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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.
ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO NESSUNO DEVE SENTIRSI SOLO: NOALE RAFFORZA LA RETE D’ASCOLTO servizi alle pag.4-5
NOALE, IL RIMPASTO IN GIUNTA ACCENDE IL DIBATTITO: OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO
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I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti. segue a pag. 3
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segue a pag. 19
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FACCIAMO IL PUNTO
del Miranese Nord
SCORZÈ RINNOVA L’ADESIONE PER UNA CITTÀ PIÙ VERDE
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nche per il 2026 il Comune di Scorzè aderisce all’iniziativa “Alberi per la Pianura Veneta”, il progetto promosso dalla Regione del Veneto e realizzato attraverso Veneto Agricoltura che offre ai cittadini la possibilità di ricevere gratuitamente giovani alberi e arbusti autoctoni da mettere a dimora nei propri giardini o terreni. L’iniziativa si inserisce nelle politiche regionali dedicate al contrasto dei cambiamenti climatici, alla tutela della biodiversità e al miglioramento della qualità ambientale. L’obiettivo è incrementare il patrimonio arboreo pubblico e privato, favorendo la diffusione di specie autoctone capaci di arricchire gli ecosistemi e di offrire importanti risorse alimentari per api e altri insetti impollinatori, fondamentali per l’equilibrio dell’ambiente. La distribuzione delle piante è affidata a Veneto Agricoltura, attraverso il Centro Vivaistico di Montecchio Precalcino, struttura specializzata nella produzione e nella conservazione di specie autoctone. Le piantine, di uno o due anni di età, saranno consegnate gratuitamente ai cittadini che ne faranno richiesta. Ogni nucleo familiare residente nel Comune di Scorzè potrà prenotare fino a un massimo di dieci esemplari tra alberi e arbusti, contribuendo così in modo concreto alla riqualificazione del territorio e alla creazione di nuovi spazi verdi. Per partecipare è necessario effettuare la prenotazione attraverso il portale dedicato alberinpianura.it, dove sono disponibili tutte le informazioni sulle specie disponibili, le modalità di richiesta e i tempi di distribuzione. Con questa adesione l’amministrazione comunale conferma il proprio impegno a favore della sostenibilità ambientale, invitando i cittadini a prendere parte a un’iniziativa che, attraverso piccoli gesti diffusi, può contribuire a rendere il territorio più verde, resiliente e ricco di biodiversità.
Prenotazioni online per contribuire ad arricchire il patrimonio arboreo del territorio
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI • Nicola Stievano Segue da pag. 1
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i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:
la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.
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• Riccardo Musacco
ASCOLTA ORA del Miranese Nord è una testata giornalistica di proprietà di
ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Noale, Martellago, Salzano e Scorzè per un numero complessivo di 15.046 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numeSrl ro iscrizione ROC 32199
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Giovani e anziani/1. L’assessore Lorenza Barina illustra lle politiche per le generazioni più fragili
NESSUNO DEVE SENTIRSI SOLO: NOALE RAFFORZA LA RETE D’ASCOLTO E INCLUSIONE “L e fragilità che coinvolgono giovani e anziani, adolescenti e famiglie, sono cambiate profondamente. Da una parte incontriamo adolescenti che vivono situazioni di isolamento, disagio relazionale, dipendenze o difficoltà educative; famiglie con difficoltà lavorative ed abitative; anziani che affrontano la solitudine, la perdita dell’autonomia o il peso della malattia. Situazioni diverse che richiedono risposte mirate e unite da un principio comune: nessuno deve sentirsi solo”. A dirlo è l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Noale, Lorenza Barina (in foto), delineando l’impegno dell’amministrazione a supporto dell’intera comunità. Si parte dai giovani. “L’amministrazione comunale - spiega Barina - ha scelto di investire non soltanto nei servizi, ma nella costruzione di una rete che metta insieme istituzioni, scuola, famiglie, volontariato e associazioni del territorio che possa essere strumento di prevenzione, inclusione e promozione dell’autonomia. L’attenzione verso i più giovani rappresenta una delle priorità. Oggi le difficoltà degli adolescenti assumono forme nuove: isolamento, disagio relazionale, dipendenze, fragilità educative. Per questo abbiamo rafforzato i percorsi educativi già presenti e avviato nuove progettualità capaci di parlare il loro linguaggio”. Il centro di aggregazione “La Casetta Gialla”, assicura l’assessore, continua ad essere un punto di
L’assessore Lorenza Barina
riferimento per bambini e ragazzi, offrendo attività educative, ricreative e occasioni di crescita in un ambiente sicuro e inclusivo. Accanto a questo proseguono l’Educativa Domiciliare e il doposcuola, servizi che accompagnano i ragazzi e sostengono le famiglie nei momenti di maggiore difficoltà. “Da settembre - annuncia Barina - prenderà il via anche il nuovo progetto Etruria, un laboratorio di podcast rivolto ai ragazzi dai 13 anni in su. Un’iniziativa che permetterà ai giovani di sviluppare capacità comunicative, creatività e competenze digitali, ma soprattutto di trovare uno spazio in cui esprimersi e confrontarsi, accompagnati dagli educatori. Sarà
solo una delle iniziative che verranno presentate a sostegno degli adolescenti e dei giovani adulti che vivono momenti di maggior fragilità con il coinvolgimento della scuola, dello sport e delle altre agenzie ricreative perché educare è una responsabilità condivisa”. Accanto a questi servizi, il Comune ha voluto rafforzare gli interventi di prevenzione come l’“Educativa di Strada”. Gli operatori incontrano i ragazzi nei luoghi che frequentano ogni giorno come le piazze, i parchi e gli spazi informali di aggregazione, cercando di instaurare relazioni di fiducia e intercettando precocemente situazioni di disagio. Anche gli incontri organizzati
nel locale “Night&Day” durante i mesi scorsi hanno rappresentato un’importante occasione di dialogo con i giovani su temi delicati come le dipendenze e i comportamenti a rischio, attraverso il confronto, l’ascolto e la possibilità di dare risposte competenti su temi complessi. L’attenzione alla persona prosegue poi anche nell’età adulta attraverso percorsi educativi personalizzati, progetti di inclusione sociale e lavorativa, sostegni economici, cohousing e strumenti che accompagnano le persone verso il recupero dell’autonomia. • Alessandro Abbadir
Per gli anziani sempre più servizi di prossimità
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l Comune di Noale assicura che per gli anziani continua ad investire su servizi che permettono la permanenza nel loro ambiente di vita attraverso l’assistenza domiciliare, il trasporto sociale, la consegna dei pasti pronti e l’erogazione dei contributi a sostegno della domiciliarità. “Accanto ai servizi tradizionali - spiega l’assessora Barina - si è attivato il progetto VirtuosaMente, dedicato alle persone residenti a Noale con decadimento
cognitivo nelle fasi iniziali, e si è consolidato il Centro Sollievo per le persone affette da demenza, che rappresenta un importante supporto anche per i loro familiari. Le iniziative dedicate all’invecchiamento attivo e la collaborazione con l’Auser e l’associazione pensionati dimostrano quanto sia importante creare occasioni di incontro per contrastare l’isolamento”. Questa attività complessa a favore della popolazione non sarebbe
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possibile, secondo Barina, “senza il lavoro quotidiano e attento delle assistenti sociali, del responsabile del servizio, del personale amministrativo e di tutti gli operatori che mettono competenza, sensibilità e umanità al servizio dei cittadini. A loro va il nostro ringraziamento, insieme a quello rivolto ai volontari, alle parrocchie, alle associazioni sportive, alle realtà culturali e ricreative che collaborano con il Comune. Il valore di una
comunità si misura anche dalla capacità di lavorare insieme”. • (A.A.)
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5 Giovani e anziani/2. La situazione nel Comune di Martellago
AULA STUDIO E CENTRO AGGREGATIVO, RISPOSTE ALLE NECESSITÀ DEI GIOVANI casi di maggiore bisogno. Un punto di riferimento ormai consolidato è il Caffè Alzheimer, uno spazio dedicato ai caregiver e ai familiari delle persone affette da Alzheimer, dove è possibile ricevere supporto, confrontarsi e condividere esperienze. Attenzione è riservata anche alle donne over 65 attraverso il progetto Smart Woman, un’iniziativa che unisce formazione digitale e socializzazione. Il gruppo affronta temi legati all’infor-
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iovani e anziani: due fasce d’età spesso segnate da fragilità a cui il Comune di Martellago tenta di dare risposte concrete. Per i più giovani, l’ente locale ha consolidato la realizzazione e la gestione di un centro aggregativo permanente, aperto due volte alla settimana e dedicato agli adolescenti. Si tratta di uno spazio educativo, aggregativo e socializzante dove i ragazzi possono incontrarsi, confrontarsi e partecipare ad attività guidate da educatori qualificati. La sede si trova a Maerne, in via Don Berti (presso l’ex biblioteca). Durante il periodo estivo, l’offerta si amplia con laboratori
tematici che spaziano da attività pratiche, come la pesca e la manutenzione delle biciclette, a esperienze artigianali e creative dedicate alla preparazione del gelato e della pizza, fino ai laboratori teatrali.Nel 2026, il Comune ha inoltre ha concretizzato la riapertura dell’Aula Studio, accessibile tutti i giorni a Martellago. Un luogo pensato per offrire ai giovani uno spazio riservato non solo allo studio, ma anche all’incontro e alla condivisione, contribuendo a creare un ambiente sano e stimolante. Tra gli interventi più significativi si conferma il servizio di Educativa di Strada, uno strumento fondamentale per intercet-
tare gruppi di ragazzi spesso lontani dai circuiti scolastici, sportivi o dai servizi educativi del territorio. Grazie alla presenza diretta degli educatori nei luoghi di ritrovo, è possibile individuare precocemente situazioni di fragilità, isolamento o comportamenti problematici, costruendo percorsi di accompagnamento e sostegno personalizzati. Grande attenzione è rivolta anche alla popolazione anziana, con interventi mirati a contrastare la solitudine e a garantire un supporto concreto nella vita quotidiana. Vengono attivati il servizio di aiuto per la spesa, la consegna dei pasti a domicilio e l’assistenza domiciliare nei
Polizia e supermercati Alì uniti contro le truffe agli anziani
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na sinergia concreta tra istituzioni e grande distribuzione per difendere gli anziani dai raggiri. È stata presentata alla Questura di Venezia l’iniziativa di responsabilità sociale promossa insieme ad Alì Supermercati, nata per sensibilizzare i cittadini, prevenire i raggiri e diffondere la cultura della sicurezza sul territorio. Al centro della campagna c’è un video esplicativo realizzato dalla Questura con l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (Anps ), ricco di consigli pratici per riconoscere i tentativi di truffa più frequenti. Per garantirne la massima diffusione, Alì esporrà all’ingresso dei propri punti vendita manifesti dedicati dotati di un Qr code collegato al canale YouTube dell’azienda, promuovendo il contenuto anche su tutti i propri canali social ufficiali. “La sinergia tra imprese e istituzioni ci permette di agire in modo incisivo sulla prevenzione - dichiara il Questore Antonio Sbordone (in foto con il presidente Ali Gianni Canella). Questo impegno si rivolge in modo prioritario agli anziani, la fascia più fragile. Quando scoprono di essere stati raggirati affrontano non solo un danno economico, ma soprattutto un duro danno emotivo”. Sulla stessa linea Gianni Canella, presidente di Alì
matizzazione e all’utilizzo delle nuove tecnologie, offrendo allo stesso tempo un’importante occasione di incontro, amicizia e scambio reciproco. “Attraverso questi interventi il Comune - sottolinea il sindaco Andrea Saccarola - conferma il proprio impegno nel costruire una comunità più coesa, attenta alle fragilità e capace di promuovere inclusione”. • Alessandro Abbadir
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Spa: “Essere vicini alle comunità significa anche contribuire alla loro sicurezza. Mettere i nostri luoghi di prossimità al servizio di una campagna di prevenzione è un modo concreto per dare valore al nostro impegno, proteggendo le persone più vulnerabili”. • (A.A.)
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Politica. Il sindaco Stefano Sorino ridisegna le competenze
NUOVE DELEGHE E NUOVO ASSETTO PER LA GIUNTA LIDIA MAZZETTO ENTRA NELL’ESECUTIVO N uovo assetto per la Giunta comunale di Noale. Il sindaco Stefano Sorino ha conferito a fine luglio le nuove deleghe amministrative a Lidia Mazzetto, che entra ufficialmente a far parte dell’esecutivo cittadino dopo le dimissioni dell’assessore Marianna Duregon. Una scelta che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, punta a garantire continuità all’azione di governo e a rafforzare il lavoro sui settori legati alla cultura, alla promozione della città e al mondo della scuola. Competenza del Sindaco saranno invece le seguenti materie: personale, lavori pubblici e manutenzione, sanità, edilizia privata., bilancio, tributi, comunicazione ed innovazione tecnologica. Mazzetto, già consigliera delegata dell’Amministrazione comunale, assume ora un ruolo diretto all’interno della Giunta, portando con sé l’esperienza maturata nel corso del mandato. A lei vengono affidate le deleghe agli Eventi culturali, alla Pinacoteca “Lancerotto”
Lidia Mazzetto
e alle attività di Palazzo Scotto, alla Biblioteca comunale, all’Associazione Città Murate, al Turismo e alla Pubblica Istruzione. Un pacchetto di competenze ampio e trasversale, che riunisce alcuni degli ambiti considerati strategici per l’identità e la promozione di Noale, dalla valorizzazione del patrimonio storico
e artistico alla programmazione culturale, fino ai servizi rivolti alle nuove generazioni. Con l’ingresso di Mazzetto, la Giunta prosegue dunque il proprio percorso amministrativo nel segno della continuità, facendo leva su una figura che ha già avuto modo di conoscere
da vicino la macchina comunale e le esigenze della comunità. La nuova assessora sarà chiamata a dare seguito alle attività già avviate e, allo stesso tempo, a sviluppare nuove iniziative nei settori di competenza, in collaborazione con il sindaco, gli altri componenti dell’esecutivo e il Consiglio comunale. Il sindaco Stefano Sorino ha voluto innanzitutto rivolgere un ringraziamento a Marianna Duregon per il lavoro svolto durante il periodo trascorso in Giunta. “Desidero ringraziare Marianna Duregon per la dedizione, la disponibilità e il contributo che ha offerto all’Amministrazione comunale – ha dichiarato il primo cittadino –. Il suo lavoro è stato prezioso e rappresenta un patrimonio importante per la nostra squadra”. Poi il benvenuto alla nuova assessora: “Do il benvenuto a Lidia Mazzetto nella Giunta comunale. In questi anni ha già dimostrato competenza, serietà e grande spirito di servizio. Sono certo che saprà
affrontare questo nuovo incarico con la stessa passione e lo stesso senso di responsabilità, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi che la nostra Amministrazione si è prefissata per la città di Noale”. Mazzetto ha accolto il nuovo incarico con gratitudine e determinazione, sottolineando la volontà di proseguire il lavoro già intrapreso. “Ringrazio il sindaco Stefano Sorino per la fiducia che ha voluto accordarmi – ha affermato –. Raccolgo questo incarico con entusiasmo, consapevole della responsabilità che comporta e con la volontà di mettere a disposizione della comunità il mio impegno e la mia esperienza maturata negli anni”. L’obiettivo, ha aggiunto, sarà quello di “lavorare in piena sintonia con il sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale per continuare a dare risposte concrete ai cittadini”. • Riccardo Musacco
RIMPASTO DI GIUNTA, LE OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO: “ORA SERVE STABILITÀ”
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Noale il rimpasto della Giunta Sorino riaccende il confronto politico. Impegno Comune accoglie la nomina di Lidia Mazzetto, cui sono state affidate cultura, turismo, pubblica istruzione, biblioteca e Palazzo Scotto, dopo le dimissioni di Marianna Duregon. Alla nuova assessora viene rivolto l’augurio di buon lavoro, con la speranza che il completamento della Giunta possa aprire una fase di maggiore stabilità e permettere all’amministrazione di ritrovare compattezza ed efficacia. L’opposizione conferma quindi il proprio impegno “serio, attento e determinato”, ma anche leale e costruttivo nell’interesse
della comunità. Critico invece Michele Celeghin, ex sindaco e capogruppo di Coraggio Italia, che parla di “non un rimpasto, ma un vero e proprio rimpastino”, accompagnato da uno “spezzatino di deleghe”. Secondo Celeghin, il problema non riguarda la persona della neoassessora, alla quale augura buon lavoro, ma la distribuzione delle competenze, che rischierebbe di creare confusione nella macchina comunale. Per l’ex sindaco, la scelta appare legata soprattutto agli equilibri interni della maggioranza più che a una precisa visione amministrativa.
Durissimo anche il giudizio del segretario del Pd di Noale Fabrizio Stevanato, che definisce la nomina di Mazzetto “usato garantito” e parla di un “rimpasto in miniatura”. Secondo Stevanato, la nuova assessora non sostituisce realmente Duregon, visto che la delega al Bilancio resta al sindaco, mentre il nuovo assetto sarebbe frutto soprattutto di esigenze politiche interne. Il Pd esprime così forti perplessità sulla scelta e sulle prospettive dell’amministrazione, sostenendo di non aspettarsi risultati positivi per la città. • (R.M.)
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Polemica. Per l’esponente di Coraggio Italia “Se non si condivide il progetto, non si può votare a favore”
Caso Sirca, Celeghin attacca “È un corto circuito politico” È il caso Sirca a riaccendere il confronto politico a Noale. Nel mirino dell’opposizione è finita la deliberazione approvata dalla Giunta comunale nelle scorse settimane sul procedimento autorizzativo relativo al nuovo impianto di trattamento dei rifiuti liquidi della Sirca Spa, azienda classificata tra gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante. A contestare le modalità con cui l’Amministrazione ha assunto la propria posizione è Michele Celeghin, ex sindaco ora consigliere di Coraggio Italia, che parla di una vicenda “politicamente singolare”. Il nodo, secondo Celeghin, sta nel voto favorevole espresso dalla Giunta e nelle precisazioni che lo hanno accompagnato. L’assessore ai Servizi Sociali Lorenza Barina ha infatti depositato una nota, allegata al verbale della seduta, per chiarire che il suo voto favorevole non rappresenta “né oggi né in futuro” un assenso al progetto Sirca, ma soltanto la volontà di chiedere un’istruttoria rigorosa e trasparente. Una posizione che, successivamente, è stata fatta propria anche dal sindaco Stefano Sorino, dal vicesindaco Manente e dagli altri componenti della Giunta, attraverso annotazioni apposte sul documento. È proprio questa modalità a sollevare le perplessità del capogruppo di opposizione. “Se un amministratore vota a favore di una delibera e sente poi la necessità di precisare che quel voto non significa approvare il progetto, qualcosa non torna – sostiene Celeghin –. Su una questione così delicata sarebbe necessaria una posizione politica chiara. Non si può votare sì e contemporaneamente prendere le distanze dal contenuto dell’atto”. La discussione si concentra anche sui contenuti della deliberazione. Nel documento vengono infatti richiamate le segnalazioni dei residenti relative alle molestie olfattive, il clima di preoccupazione presente nella comunità e le criticità ambientali e sanitarie già evidenziate. La Giunta chiede inoltre ulteriori approfondimenti e richiama il principio di precauzione, arrivando a considerare anche la cosiddetta “opzione zero”, vale a dire la possibilità di non realizzare l’impianto. Elementi che, secondo Celeghin, rendono ancora più difficile comprendere la scelta di esprimere un voto favorevole. “Se l’Amministrazione considera fondate le criticità evidenziate e ritiene necessario valutare persino l’opzione zero, deve spiegare con chiarezza quale sia la propria posizione sul progetto e sull’area interessata”, afferma
l’ex sindaco, da tempo impegnato in Consiglio comunale sul tema dei disagi odoriferi e delle segnalazioni dei cittadini. Nel mirino finisce anche il parere tecnico allegato alla deliberazione. Per Celeghin, il via libera del Responsabile di Settore riguarda esclusivamente la regolarità tecnica e amministrativa dell’atto e non entra nel merito delle questioni ambientali e sanitarie. “Le valutazioni politiche contenute nella delibera – sostiene – sono quindi responsabilità della Giunta”.
Martina Favaretto regina della scherma: doppio oro mondiale nel fioretto
• Riccardo Musacco
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ondiale da incorniciare per Martina Favaretto. La fiorettista noalese di 24 anni ha scritto una delle pagine più belle della scherma italiana conquistando due medaglie d’oro ai Campionati del Mondo disputatisi ad Hong Kong nelle scorse settimane. Prima il successo nella prova individuale, culminato in una finale tutta azzurra contro Arianna Errigo, poi il bis nella gara a squadre insieme alla stessa Errigo, Anna Cristino e Martina Batini, superando in finale gli Stati Uniti. Per Favaretto si tratta della definitiva consacrazione dopo i due bronzi mondiali conquistati nelle precedenti edizioni. Il titolo individuale le vale anche il primato nel ranking internazionale del fioretto femminile e la consacra tra le grandi interpreti della specialità. La finale con Errigo ha regalato all’Italia una splendida doppietta, con l’argento dell’esperta campionessa e il primo oro iridato individuale della giovane veneziana, decima azzurra della storia a conquistare il titolo mondiale nel fioretto femminile. Con il successo nella prova a squadre, l’Italia chiude una rassegna iridata da protagonista assoluta, confermandosi ai vertici della scherma mondiale. Per Martina Favaretto è il Mondiale perfetto: due ori che la proiettano definitivamente da Noale fino al tetto del mondo. • (R.M.)
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Il sopralluogo. Il direttore generale dell’Ulss 3 Massimo Zuin ha visitato la struttura di via Trento
CASA DELLA COMUNITÀ, LA SANITÀ DI PROSSIMITÀ PRENDE FORMA L a nuova Casa della Comunità di Martellago è già una realtà operativa e si prepara all’inaugurazione ufficiale prevista per il mese di settembre. Nelle scorse settimane il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha effettuato un sopralluogo nella struttura insieme al sindaco Andrea Saccarola, accompagnati dalla direttrice del Distretto di Mirano-Dolo, Marta Soave, che ha illustrato gli spazi e i servizi già attivi all’interno del complesso, realizzato attraverso il rinnovamento e l’ampliamento della storica sede distrettuale. L’obiettivo della nuova Casa della Comunità è quello di rafforzare il modello della sanità territoriale, portando i servizi più vicini ai cittadini e offrendo un punto di riferimento unico per la presa in carico di numerose esigenze sanitarie e socio-assistenziali. La struttura è già pienamente funzionante con il Punto Unico di Accesso, lo sportello Anagrafe sanitaria e Cup, il punto prelievi, la continuità assistenziale
medica e infermieristica, i servizi di cure primarie, l’ambulatorio medicazioni, l’assistenza protesica, il Servizio Infanzia Adolescenza e Famiglia, il servizio di integrazione scolastica e l’ambulatorio vaccinale pediatrico. Tra le novità più significative figura anche il trasferimento da Mirano dello sportello protesica, operativo tre mattine alla settimana, pur mantenendo
la possibilità di gestire molte pratiche anche da remoto. Dal primo agosto viene inoltre trasferito nella nuova sede l’ambulatorio medicazioni, completando così il progressivo spostamento di alcuni servizi strategici destinati all’utenza del territorio. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Andrea Saccarola, che ha sottolineato come la nuova struttura rappresenti
molto più di una semplice sede sanitaria. “Quella che stiamo per consegnare ai cittadini – ha evidenziato – è un luogo pensato per avvicinare sempre di più la sanità alle persone, offrendo servizi moderni, accessibili e di prossimità”. Per il primo cittadino si tratta di un investimento strategico scelto dall’Ulss 3 Serenissima per il territorio di Martellago, destinato a rafforzare il ruolo del
Comune all’interno della rete sanitaria provinciale. Un intervento che punta a migliorare la qualità dell’assistenza e a rispondere in maniera più efficace ai bisogni di famiglie, anziani e cittadini di tutte le età, concentrando in un’unica sede numerosi servizi essenziali. Saccarola ha inoltre ringraziato il direttore generale Massimo Zuin, la direttrice del Distretto Marta Soave e tutto il personale dell’Ulss 3 Serenissima per il lavoro svolto nella realizzazione del progetto e per l’attenzione riservata alla comunità martellacense. Appuntamento quindi a settembre, quando la Casa della Comunità sarà inaugurata ufficialmente. Un momento simbolico che segnerà il completamento di un percorso già iniziato con l’attivazione dei servizi e che conferma la volontà di investire su una sanità territoriale sempre più capillare, accessibile e vicina ai cittadini. • Riccardo Musacco
Arriva il laboratorio di slackline per i più giovani
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l Comune di Martellago punta sullo sport e sulle attività all’aria aperta con una nuova iniziativa dedicata ai ragazzi tra i 10 e i 13 anni. A settembre prenderà il via un laboratorio introduttivo di slackline, disciplina che consiste nel camminare e mantenere l’equilibrio su una fettuccia elastica tesa tra due punti fissi, come gli alberi, trasformando il movimento in un’attività ludica e sportiva allo stesso tempo. L’appuntamento è fissato per martedì 1 e venerdì 4 settembre, dalle 11 alle 12.30, nell’area verde vicino al bar del Parco Laghetti di Martellago. I partecipanti avranno la possibilità di apprendere le tecniche di base, muovere i primi passi sulla linea e sperimentare
un’attività capace di sviluppare equilibrio, concentrazione e coordinazione in un ambiente sicuro e stimolante. L’amministrazione comunale consiglia la partecipazione a entrambe le giornate, così da seguire un percorso completo e trarre il massimo beneficio dall’esperienza. In caso di maltempo, il laboratorio sarà rinviato a lunedì 8 settembre, mantenendo gli stessi orari. L’iniziativa rappresenta un’occasione per trascorrere qualche ora all’aria aperta, fare nuove amicizie e scoprire uno sport originale che sta conquistando sempre più giovani. • (R.M.)
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MARTELLAGO
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Il dibattito. L’assessore Favaretto ha illustrato spese e iniziative
COMUNITÀ EUROPEA DELLO SPORT, IL CONFRONTO L a designazione di Martellago come Comunità Europea dello Sport 2026, ottenuta insieme ai Comuni di Trebaseleghe e Zero Branco, è approdata al centro del dibattito in Consiglio comunale attraverso un’interpellanza illustrata dal consigliere di opposizione Alessio Boscolo, primo firmatario del documento sottoscritto anche dagli esponenti di minoranza Luca Barbacane, Massimo Corò, Claudia Tronchin e Mattia Vegli. L’interpellanza chiedeva all’amministrazione di fare chiarezza sullo stato di attuazione del progetto, sui costi sostenuti, sulle attività realizzate e sul rispetto degli impegni assunti nei confronti di ACES Europe, l’organismo che assegna il riconoscimento. Tra le richieste figuravano anche la trasmissione della documentazione di candidatura, delle relazioni periodiche e del rendiconto economico. A rispondere è stato l’assessore allo Sport Daniele Favaretto, che ha illustrato nel dettaglio le spese affrontate dal Comune. La quota di adesione e candidatura è stata di 1.478,66
euro, trasferita al Comune capofila di Trebaseleghe, mentre 268,66 euro sono stati destinati all’organizzazione della visita della commissione di ACES Europe. A queste si aggiungono 965,36 euro per i viaggi, eventi e partecipazioni e 661,85 euro per l’acquisto delle bandiere consegnate alle società sportive locali durante le iniziative istituzionali. Nessuna spesa è stata sostenuta per comunicazione, consulenze o incarichi esterni. Favaretto ha precisato che gli sponsor hanno gestito direttamente i rapporti con ACES Europe senza alcun coinvolgimento economico del Comune di Martellago e che le relazioni trimestrali richieste dal regolamento sono di competenza del Comune capofila, Trebaseleghe. L’assessore ha quindi ripercorso le principali iniziative già realizzate nel 2026: dalla serata dedicata all’esperienza ciclistica Treviso-Santa Maria di Leuca all’inaugurazione ufficiale della Comunità Europea dello Sport a Zero Branco, passando per gli eventi dedicati allo sport e alla disabilità come Pescabilità e Guidabilità, le giornate
dello sport negli istituti comprensivi, gli incontri con l’atleta paralimpico Matteo Zaramella, le gare ciclistiche organizzate dall’UC Martellago e il progetto “Premia lo Sport” dedicato agli atleti del territorio. Nel calendario restano ancora la Settimana della mobilità sostenibile, organizzata con le scuole per promuovere pedibus e bicicletta, e la Festa dello Sport in programma a settembre con il coinvolgimento delle associazioni locali. Quanto ai risultati ottenuti, Favaretto ha indicato una maggiore visibilità del territorio e una crescente attenzione verso la cultura dello sport, sottolineando il coinvolgimento delle associazioni e la partecipazione della cittadinanza agli eventi promossi. Per le ulteriori risorse economiche necessarie al completamento del progetto, l’assessore ha spiegato che è ancora in corso la quantificazione del contributo destinato alla Festa dello Sport di settembre. • Riccardo Musacco
Tubature da controllare, il Comune chiede verifiche dopo il maxi guasto
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opo il maxi allagamento che nelle scorse settimane ha interessato via delle Motte e lasciato per ore senza acqua migliaia di utenti tra Martellago, Peseggia e Gardigiano, il Comune vuole fare chiarezza sullo stato della rete idrica. Il sindaco Andrea Saccarola ha annunciato un incontro con Veritas per verificare le condizioni di alcune tubature ormai datate presenti sul territorio. La rottura ha interessato una condotta principale del diametro di 300 millimetri, risalente ai primi anni Settanta e collocata sotto una proprietà privata. «Hanno applicato una fascia di riparazione, ma bisogna capire se sarà
sufficiente», spiega il primo cittadino, ricordando come nello stesso tratto si siano già verificati tre cedimenti negli ultimi otto anni. Secondo Saccarola, tra le possibili cause del guasto potrebbero aver inciso anche le elevate temperature e gli sbalzi di pressione sulla rete. L’intervento di Veritas si è comunque concluso in circa dodici ore, un tempo considerato molto rapido vista la complessità dell’operazione. Ora l’obiettivo è programmare verifiche e valutare eventuali interventi strutturali per evitare che episodi simili possano ripetersi. • (R.M.)
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SALZANO
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Estate. Il bilancio dopo le 8 serate organizzate
“NOTTI COLORATE DEL MIRANESE”: UN SUCCESSO DA OLTRE 180 MILA PRESENZE G rande successo l’edizione 2025 delle “Notti Colorate del Miranese”, il calendario estivo promosso da Confcommercio del Miranese in collaborazione con le amministrazioni comunali, i distretti del commercio e altre realtà attive sul territorio. Otto appuntamenti, distribuiti tra il 31 maggio e il 15 luglio, hanno animato altrettanti centri cittadini Salzano, Olmo, Mirano, Scorzè, Maerne,
Spinea, Noale e Robegano con serate di festa, luci, musica e shopping sotto le stelle. Un format ormai riconosciuto e molto atteso, che ha saputo rinnovarsi ancora una volta, attirando 180.000 presenze complessive. La formula, ha previsto aperture straordinarie serali dei negozi e dei pubblici esercizi, spettacoli e intrattenimenti per tutte le età, valorizzando i centri storici come luoghi
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di incontro, socialità e vitalità economica. Le serate si sono svolte sempre di sabato, fatta eccezione per l’ultima tappa del calendario, la Robeganotturna, proprio nel territorio di Salzano, che ha chiuso in bellezza. Sei le amministrazioni comunali che hanno collaborato all’organizzazione degli eventi permettendo la realizzazione di un progetto diffuso e partecipato. A rendere davvero speciali le serate, però, sono state le circa 230 attività commerciali che hanno deciso di aderire e credere nel progetto, tenendo aperto, organizzando iniziative, promozioni e contribuendo in maniera determinante al successo complessivo. Le scenografie urbane, come le lune piene luminose sospese tra le vie o i pupazzi giganti illuminati, hanno fatto da cornice spettacolare allo shopping serale e alle offerte gastronomiche che hanno arricchito ogni evento, creando un’atmosfera festosa e coinvolgente. “Come Confcommercio crediamo fortemente nel valore delle “Notti Colorate”: ogni serata rappresenta un’opportunità concreta per le attività del territorio di farsi conoscere, di incontrare nuovi clienti e rafforzare il rapporto con la comunità - dichiara Ennio Gallo, presidente di Confcommercio del Miranese. Le 180.000 presenze di quest’anno ci confermano che questo progetto funziona e che c’è una grande voglia di vivere i centri
cittadini in modo aperto e partecipato. Un risultato importante, reso possibile anche grazie all’impegno straordinario delle attività commerciali che hanno scelto di tenere aperto, accendere le vetrine e accogliere i visitatori con professionalità e calore. Sono loro a dare completezza a ogni serata, perché chi partecipa alle Notti Colorate si aspetta anche la possibilità di fare acquisti. Il nostro sincero ringraziamento va a loro, così come alle amministrazioni comunali che hanno reso possibile
questo percorso di collaborazione”. Le Notti Colorate del Miranese” confermano la loro capacità di generare nuovi flussi nei centri urbani, offrendo serate vitalità per la comunità e occasioni di visibilità per il commercio locale. Appuntamenti che anche quest’anno, hanno saputo coniugare intrattenimento e promozione economica, rafforzando il legame tra cittadini, territori e attività del commercio di prossimità. • Alessandro Abbadir
Pittrici Veneziane”: un corso per riscoprire l’arte al femminile
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ell’ambito dei corsi di formazione per giovani e adulti promossi dal Comune di Salzano per il periodo settembre-ottobre 2026, si segnala il percorso intitolato “Pittrici Veneziane - Itinerari veneziani della storia dell’arte”, tenuto dalla docente Gabriella Niero. L’iniziativa si inserisce all’interno della rassegna “Donna Vita Libertà”, progetto che coinvolge i Comuni di Spinea, Santa Maria di Sala, Salzano e Noale grazie al contributo della Fondazione di Venezia. Il corso si terrà presso l’aula consiliare della Filanda Romanin-Jacur e si articolerà in quattro lezioni da un’ora e mezza ciascuna, in programma nei giovedì 10, 17, 24 settembre e 1° ottobre 2026, dalle ore 18:30 alle 20:00. L’attivazione del percorso è subordinata al raggiungimento di un numero minimo di 12 iscritti. La quota di partecipazione è pari a 40 euro e il versamento verrà richiesto solo al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Si tratta di un corso che si inserisce attivamente in un percorso del Comune di Salzano volto a valorizzare l’emancipazione delle
donne nella storia del Veneto, di Venezia e dell’Italia. Un’attenzione culturale e sociale che l’amministrazione comunale ha intenzione di portare avanti anche nei prossimi mesi e all’interno della programmazione dei prossimi anni. • (A.A.)
SALZANO
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Amministrazione. Nessuna aggiudicazione per i lotti da 516mila euro
ASTA DESERTA: OFFERTA TROPPO BASSA PER IL CAMPO DA CALCIO DI ROBEGANO
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l Comune di Salzano ha messo all’asta l’area del campo sportivo di Robegano, ma l’asta pubblica indetta dal Comune per la vendita del campo da calcio si è risolta nelle scorse settimane con un nulla di fatto. L’unica offerta pervenuta è arrivata da parte di ML, un’azienda del territorio, e si trattava di un’offerta che era ben al di sotto del prezzo fissato dal Comune guidato dal sindaco Luciano Betteto. L’operazione, finita al centro della bufera, coinvolge due lotti per una base d’asta complessiva di 516.000 euro: il Lotto A (l’ex scuola media tra via XXV Aprile e via Perosi, di 1.418 metri quadri) e il Lotto B (la porzione nord del campo da calcio di via Verdi, estesa per 4.230 metri quadri). Il primo cittadino Luciano Betteto ha difeso a spada tratta la scelta, ribadendo che si tratta di un piano di riqualificazione per restituire vivibilità e decoro al centro cittadino, garantendo nuove opere pubbliche senza gravare sulle casse comunali e nel pieno rispetto dei vincoli urbanistici e ambientali. “Aprendo la busta - spiega - c’era solo un’offerta che proponeva un prezzo che era il 10% di quello fissato dal Comune”. Le opposizioni e i cittadini hanno esultato. Dalle opposizioni di centrosinistra arriva a questo punto al sindaco l’invito a cambiare strada: “ML, secondo quanto previsto dal bando d’asta - spiega per il gruppo Progetto Comune Maria Grazia Vecchiato in una nota - ha presentato tutta la documentazione e le dichiarazioni previste, ma proprio nell’ultima pagina, quella dell’offerta, si manifestava la sorpresa: la proposta economica risultava inferiore a quella a base d’asta. Dunque nessuna assegnazione. La sorpresa è stata grande, i cittadini presenti hanno applaudito. Come gruppo consiliare esprimiamo la convinzione che questa asta nulla
sia un’occasione per riflettere su scelte poco condivise. Altre soluzioni per Robegano ci sono”. Il sindaco di Salzano Luciano Betteto però
tira dritto: “La nostra convinzione su questa questione non cambia dice infine Betteto - ora valuteremo cosa fare per poi riproporre un
nuovo bando in grado di essere più vicino alle esigenze del mercato”. La questione della vendita del campo da calcio e dell’area limitrofa però rischia di non fermarsi qui. I residenti contro questa operazione hanno da tempo raccolto centinaia di firme e formato diversi comitati. Se non si riuscirà a vendere l’area nel giro di pochi mesi, l’argomento rischia di diventare materia di scontro politico alle comunali del prossimo anno, in cui con ogni probabilità il sindaco in carica si ripresenterà. • Alessandro Abbadir
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Oasi Lycaena come “Luogo del cuore Fai”
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opo aver raccolto 2.000 firme contro il progetto di polo logistico che vorrebbero costruire al confine dell’Oasi, il Comitato “Fronte dell’Oasi” rilancia e invita i cittadini a votare l’Oasi Lycaena come “Luogo del cuore” del Fondo per l’Ambiente Italiano. “Le 2.000 firme raccolte in poco più di due mesi di attività presso le diverse iniziative pubbliche e banchetti in piazza (tutte raccolte fisicamente riportando i dati dei documenti dei sottoscrittori) - sottolineano al Comitato - sono già un grosso risultato che ha permesso di sensibilizzare molte persone sul valore naturalistico dell’Oasi e sulla minaccia che incombe se si dovesse concretizzare il progetto di polo logistico con un continuo movimento di camion, inquinamento acustico, luminoso e pericolo per la viabilità della zona”. Le firme raccolte saranno prossimamente consegnate alle autorità competenti, ma il Fronte ha già aperto una nuova iniziativa invitando ad aderire alla campagna del Fai che chiede agli italiani di votare il loro “luogo del cuore”. Perché allora non indicare proprio l’Oasi Lycaena come “luogo del cuore” per tutti quelli che hanno “a cuore” la sua salvezza? L’obiettivo, secondo il programma FAI, è raccogliere almeno 3.000 voti così da poter accedere al Bando che il ai lancerà l’anno prossimo per finanziare i progetti di salvaguardia presentati a favore dei “luoghi del cuore” che hanno superato questa soglia minima di voti. Insomma la corsa contro il tempo è cominciata e si spera a Salzano e fra gli ambientalisti di vincerla. • (A.A.)
SCORZÈ
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Economia. Salvaguardata la continuità produttiva dell’azienda di Gardigiano
COSTAMPRESS, IL TRIBUNALE CONCEDE L’ESERCIZIO PROVVISORIO, SOLLIEVO PER LAVORATORI U na boccata d’ossigeno fondamentale per guadagnare tempo e gestire nel migliore dei modi una complessa fase di transizione. Una novità che rappresenta un grande sospiro di sollievo per la Costampress, l’azienda di pressofusioni di Gardigiano di Scorzè finita in liquidazione a causa del comportamento poco trasparente dei precedenti proprietari. Sulla vertenza si erano subito concentrate le attenzioni della Regione Veneto, con l’obiettivo prioritario di evitare la perdita di un presidio industriale strategico per il territorio. Ma cosa è successo esattamente nelle ultime settimane? Il Tribunale di Venezia, nelle scorse settimane, aprendo la liquidazione giudiziale ha contestualmente autorizzato l’esercizio provvisorio. In altre parole, ha dato mandato ai curatori di proseguire l’attività d’impresa perché, come si legge nella nota diffusa dagli amministratori di Costampress: “La prosecuzione consente la cessione dell’attività con ricavi maggiori per i creditori, senza perdita dell’avviamento e mantenendo i posti di lavoro”.
Grande soddisfazione è stata espressa dai 90 lavoratori rimasti, che avevano scritto un’accorata lettera al giudice per chiedere la concessione dell’esercizio provvisorio. Questa misura non rappresenta solo un atto tecnico per salvare la continuità produttiva: è un segnale politico e sociale contro la logica dei fondi speculativi. L’azienda,
va ricordato, nell’ultimo semestre ha ridotto le perdite. Sulla base di quanto sintetizzato dall’amministrazione, nei prossimi mesi e fino a ottobre 2026 la Costampress potrebbe soddisfare ordini per un valore di 1,1 milioni di euro e consegnare complessivamente merci per oltre 2,3 milioni di euro attingendo allo stock disponibile. Per i sindacati Fim
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GOLOSI
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Cisl e Fiom Cgil, il lavoro, il territorio e il futuro delle famiglie non possono essere cancellati da chi considera le aziende come semplici numeri su un bilancio. Per sindacati e lavoratori il giudice ha rimesso al centro l’economia reale e il valore sociale dell’impresa, “sbarrando la strada a chi specula sulla pelle di chi lavora”. “Accolgo con immenso piacere la
prosecuzione dell’attività di Costampress - spiega Cristian Modesto per la Fiom Cgil - attraverso l’esercizio provvisorio concesso dal giudice, ed allo stesso tempo il conferimento dell’incarico come curatori ai precedenti commissari della procedura, i dottori Scibilia ed Anfodillo, persone per le quali nutro stima. Ora è il momento di concentrare le energie, anche con l’aiuto dell’Unità di Crisi della Regione Veneto che è stata fondamentale nel percorso che ci ha portati ad avere questa ulteriore possibilità, per trovare soluzioni di continuità che garantiscano la piena occupazione dei lavoratori e delle lavoratrici, che hanno sempre creduto in questa realtà industriale. La Costampress nutre tutt’oggi la fiducia dei clienti e lavora con marginalità positive. Gli sforzi vanno concentrati per utilizzare questi mesi per consolidare le manifestazioni di interesse fino ad ora pervenute e rilanciare l’attività con soggetti industriali seri che credano nel progetto”. • Alessandro Abbadir
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CULTURA
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La rassegna. Spettacoli, laboratori e percorsi formativi dedicati a famiglie, scuole e piccolissimi per educare all’ascolto
“Piccoli sguardi, grandi orizzonti”: al via la 32ª edizione della stagione teatrale P renderà ufficialmente il via dal prossimo mese di ottobre la trentaduesima edizione della storica stagione di teatro per le nuove generazioni e le scuole, promossa dal Settore Cultura del Comune di Venezia in stretta collaborazione con Arteven, Circuito Multidisciplinare Regionale. Intitolata “Piccoli sguardi, grandi orizzonti”, la rassegna ospitata al Teatro del Parco di Mestre offrirà un ricco e articolato programma di spettacoli, laboratori e percorsi educativi pensati per accompagnare la crescita dei giovani spettatori, stimolando l’empatia, la condivisione e la riscoperta del valore del tempo e dell’ascolto. Come sottolineato dall’assessore alla Cultura Paolo Romor, investire nella cultura significa investire sul futuro della comunità, valorizzando un Teatro del Parco che negli ultimi anni, grazie ai consistenti investimenti dell’Amministrazione, si è trasformato in un polo culturale d’eccellenza, affiancandosi alla biblioteca, alla presenza della
Biennale e alle residenze artistiche per diventare un vero laboratorio permanente di creatività e coesione sociale. La programmazione della stagione 2026-2027 si aprirà ufficialmente sabato 3 ottobre con una giornata di Open Day a ingresso gratuito, ricca di appuntamenti tra cui le performance musicali dello swing italiano e internazionale del Caffeina Swing Quartet, l’omaggio a Pippi Calzelunghe, installazioni immersive con farfalle e lucciole luminose e suggestivi spettacoli di fuoco, offrendo inoltre l’opportunità di rinnovare i primi abbonamenti. L’offerta si suddivide in percorsi mirati per ogni fascia d’età: il “Percorso 3-10 anni” proporrà nove spettacoli domenicali pomeridiani con grandi classici della letteratura rivisitati in chiave contemporanea — come Robin Hood, Il Mago di Oz, Il gatto con gli stivali, Canto di Natale e Winnie-The-Pooh — accanto a spettacoli di clownerie e teatro fisico, mentre il “Percorso 0-3 anni” riserverà ai più piccoli tre appuntamenti sen-
soriali intimi con il pubblico accolto direttamente sul palcoscenico. Dal 9 novembre 2026 all’8 marzo 2027 torneranno anche le matinée scolastiche di “A Teatro con la Scuola – Mappe per l’avventura” e le “Fiabe Musicali” curate dall’Associazione
Amici della Musica di Mestre con il sostegno di Eco+Eco, dedicate a unire l’arte narrativa all’educazione ambientale. Le modalità di acquisto di abbonamenti e biglietti prenderanno il via in concomitanza con l’Open Day del 3 ottobre al Teatro
del Parco e proseguiranno nei giorni successivi presso il Teatro Toniolo e online sulla piattaforma Vivaticket a partire dal 15 ottobre, mentre tutte le informazioni dettagliate sono consultabili sul portale istituzionale www.culturavenezia.it.
“Circus Fever!”: dal 20 al 30 agosto 2026 il Parco Albanese-Bissuola di Mestre si accende con il grande circo contemporaneo
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al 20 al 30 agosto 2026 il Parco Albanese-Bissuola di Mestre si trasformerà nel cuore pulsante dell’arte circense contemporanea grazie a Circus Fever!, una ricca rassegna all’aperto diffusa tra lo Chapiteau e l’Arena Sic, pensata per incantare famiglie, giovani e appassionati di tutte le età. La manifestazione offrirà una programmazione quotidiana con inizio degli spettacoli a partire dalle ore
18.00, affiancata da speciali appuntamenti mattutini alle ore 10.00 nei giorni 22, 23, 29 e 30 agosto, unendo compagnie nazionali e internazionali di altissimo livello. Il cartellone vedrà alternarsi le performance di Anita Monaco con La storia vera di Pazzerotto e La Voie Ferrée in L’imprévu sidéré, le sognanti produzioni del Teatro nelle Foglie — tra cui La dolce follia, Interno notte, Sogni in scatola, Fiorella
racconta e Cartoon Toylete —, le acrobazie del Nanirossi Show, l’energia di Chilowatt Company in Rex, l’eleganza del Collettivo 6tu in Fili invisibili, le poesie sceniche di NoCompagnia con Equilibri inediti, il fascino del Circo El Grito in Specchio errante e l’allegria di Tony Fratello Clown in Un clown in cerca di risate. L’offerta sarà arricchita da laboratori circensi pomeridiani nei fine settimana
del 22 e 23 agosto (ore 17.00), mentre i biglietti manterranno prezzi estremamente popolari: 2,50 euro per La vera storia di Pazzerotto e Specchio Errante, e 5,00 euro per tutti gli altri spettacoli. I tagliandi sono già disponibili in prevendita sul circuito Vivaticket e nei punti vendita autorizzati, oppure direttamente sul posto a partire da un’ora prima dell’inizio di ogni rappresentazione, fino a esaurimento posti.
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Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali
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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo
sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,
non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la
maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.
Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”
REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.
Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare
Filippo Giacinti
la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura
del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio
compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.
Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”
I
l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica
Paolo Galeano
di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.
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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025
Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”
Enoch Soranzo
L
’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di
accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.
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’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per
Giovanni Manildo
coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.
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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”
IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno
Massimo Bitonci
e mezzo fa , è titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi
margini sul territorio, penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante
Federico Testa
e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che
un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.
L’intervista. Piefrancesco Munari, neo presidente e sindaco di Cavarzere, traccia le linee del mandato
“COSÌ VOGLIO RILANCIARE ATER VENEZIA” R idurre il numero degli alloggi sfitti, accelerare le assegnazioni e rafforzare la collaborazione con le istituzioni per garantire legalità ed efficienza. Sono questi i primi obiettivi che Pierfrancesco Munari indica nei suoi primi giorni da presidente di Ater Venezia. Sindaco di Cavarzere, già vicepresidente di ASM Spa, Munari affronta il nuovo incarico con la consapevolezza delle difficoltà ma anche con la convinzione che il patrimonio abitativo pubblico possa rappresentare una risposta concreta al disagio sociale. Presidente Munari, ci racconta qualcosa di lei e del suo percorso professionale? Ho 44 anni, sono sposato e ho due figlie. Per cinque anni sono stato consigliere comunale a Cavarzere. Dal 2021 sono sindaco della città. Ora è arrivata questa opportunità alla guida di Ater Venezia. È un incarico prestigioso che affronto con grande senso di responsabilità.
Pierfrancesco Munari
Si aspettava questa nomina? Sì. Ho presentato la candidatura insieme ad altre 58 persone e ritenevo di
avere le competenze per questo ruolo. Mi auguro che la scelta sia stata fatta proprio sulla base delle qualifiche e dell’esperienza maturata. Quale sarà il primo obiettivo del suo mandato? Ater deve fare Ater. Significa dare il maggior numero possibile di case a chi ne ha realmente bisogno e ridurre il numero degli immobili sfitti. Gestiamo circa 11 mila alloggi in 44 Comuni della Città metropolitana, quindi parliamo di un patrimonio enorme. Con il Piano Casa nazionale e quello regionale si aprono prospettive interessanti. Qual è oggi la situazione degli immobili inutilizzati? Sono presidente da pochi giorni e mi sono fatto consegnare una serie di report Comune per Comune. Nel centro storico di Venezia il dato è particolarmente pesante: circa un terzo degli alloggi risulta sfitto. Considerando l’intero patrimonio provinciale la percentuale diminuisce, ma è evidente che c’è molto
lavoro da fare. Tra le criticità ci sono anche le occupazioni abusive... La mia esperienza da sindaco mi ha insegnato che si deve operare sempre e solo nel rispetto della legalità. Su questo non ci possono essere compromessi. Le occupazioni abusive non solo creano situazioni di degrado, ma penalizzano le persone che attendono regolarmente in graduatoria l’assegnazione di una casa. Il suo predecessore ha ricevuto minacce. La preoccupano? Assolutamente no. Da sindaco ho già affrontato situazioni simili. Quando un ente lavora nel rispetto delle leggi e dello Stato democratico non deve lasciarsi intimidire. Cavarzere poi è uno dei territori con il maggior numero di alloggi popolari... Cavarzere, dopo Venezia, è tra le realtà con più edilizia residenziale pubblica: conta oltre 700 alloggi tra patrimonio comunale e Ater. Tuttavia oggi devo
ragionare da presidente dell’intero ente. Non ci saranno corsie preferenziali. Come concilierà il ruolo di sindaco con quello di presidente di Ater? Sarà fondamentale il lavoro di squadra. In Comune posso contare sulla Giunta e sul vicesindaco, mentre in Ater ci sono 74 dipendenti e due dirigenti, anche se il fabbisogno previsto arriva fino a 120 unità. Vorrei rafforzare l’organico per migliorare i servizi. Le giornate saranno intense ma sono abituato a ritmi impegnativi. Ha già avviato i primi contatti istituzionali? Sì. Ho incontrato il presidente della Regione Stefani, il sindaco di Venezia Venturini e l’assessore Roma. La collaborazione con tutte le istituzioni sarà decisiva. Ci sono già sul tavolo collaborazioni ad esempio con l’Ulss3 e la Polizia Penitenziaria per alloggi non ERP a favore del personale di questi enti. • Riccardo Musacco
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L’intervista. Il Presidente della città di Venezia traccia un bilancio radiofonico dei suoi primi mesi di mandato
VENTURINI: «VENEZIA DEVE RESTARE SÉ STESSA, IL FUTURO PASSA DA MESTRE E DAL NUOVO STADIO» A poco più di due mesi dalla sua elezione a sindaco di Venezia, Simone Venturini ha tracciato un primo bilancio del suo nuovo incarico ai microfoni della trasmissione radiofonica “Te lo do io il Veneto” su Radio Veneto24, raccontando un inizio di mandato vissuto senza pause con la consapevolezza di un grande senso di responsabilità
e l’obiettivo prioritario di mantenere un contatto costante e diretto con il territorio e con la cittadinanza. Il primo cittadino ha rivendicato uno stile amministrativo lontano dalle mondanità, sottolineando come l’onore di ricevere personalità di spicco si accompagni al medesimo piacere di partecipare alle sagre di paese o di visitare i centri anziani,
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con Alberto Gottardo
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preferendo la vicinanza reale alle passerelle formali. Tra i primi temi affrontati c’è quello della storica festa del Redentore, definita un appuntamento identitario che non può e non deve essere snaturato nei suoi elementi tradizionali - dal ponte votivo alla messa, dai fuochi d’artificio alle tavolate -, evidenziando come le normative sulla sicurezza introdotte negli anni abbiano permesso di gestire l’evento tutelandone la riuscita senza criticità. Guardando alle grandi trasformazioni urbane, Venturini ha individuato nel nuovo polo sportivo di Tessera un’opera strategica per il futuro del territorio, confermando che i lavori stanno rispettando il cronoprogramma: l’arena polifunzionale sarà pronta già nel prossimo anno, mentre il nuovo stadio verrà completato all’inizio del 2028 con l’ambizione di ospitare i grandi concerti del Nord Italia e, perché no, grandi star internazionali, mentre il vecchio stadio Penzo continuerà a vivere come punto di riferimento per il calcio cittadino e per altre discipline sportive. Sul piano culturale, il sindaco ha confermato la massima attenzione istituzionale verso la Mostra del Cinema e il lavoro della Biennale, definita un pilastro economico e culturale per il quale intende favorire il massimo dialogo con tutte le componenti, a partire dalla stima condivisa con Pietrangelo Buttafuoco. Quanto alle recenti polemiche Venturini ha ricordato il suo ruolo: “Il mio lavoro in questi in questi due mesi è stato quello di sminare campi minati, di ridurre le distanze, far parlare le persone che magari non si parlavano, anche per quanto riguarda il rapporto tra la parte sindacale e il datore di lavoro”. Ampio spazio è stato dedicato ai temi della sicurezza e del decoro urbano, distinguendo nettamente tra il contrasto all’abusivismo e al degrado e la lotta alla microcriminalità, per la quale Venturini ha invocato interventi di livello nazionale, come carceri moderne e strumenti normativi più efficaci per evitare l’immediata scarcerazione di chi viene fermato per reati predatori o di spaccio. Affrontando il settore della casa e delle politiche sociali, il sindaco ha ricordato i traguardi raggiunti con le 1.200 assegnazioni e i recuperi abitativi, puntando ora
a una forte sinergia con la Regione. “In 5 anni da assessore ho fatto 1.200 assegnazioni e 1.200 restauri”. Altro obiettivo, ottenere il rifinanziamento della legge speciale: “Venezia deve avere le risorse per far fronte agli extra costi che si trova ad affrontare. Fare ogni cosa a Venezia costa di più, dalla pulizia della città alla raccolta differenziata, alla manutenzione. La legge speciale è andata appunto per ridurre questo delta”. Venturini ha poi sottolineato la portata degli investimenti che stanno cambiando il volto di Mestre e Marghera grazie a progetti come la riqualificazione di piazza Mercato, l’area di via Ulloa, la nuova questura, la casa della comunità e i nuovi poli universitari, pensati per sostituire edifici obsoleti con abitazioni efficienti per il ceto medio. “Stiamo facendo un lavoro importante per attrarre nuovi cantieri - ha aggiunto - perché Mestre ha scontato una crescita veloce tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso, dove l’estetica era l’ultimo dei problemi, e oggi invece l’operazione che stiamo mettendo in campo è anche di demolizione e ricostruzione. Buttiamo giù immobili brutti, non efficienti dal punto di vista energetico, e non più all’altezza delle aspettative delle giovani coppie, per lasciare posto ad abitazioni belle e
di qualità”. Tra i correttivi annunciati, il sindaco è intervenuto anche sul recente episodio dei bambini sanzionati per aver giocato a pallone a Murano, anticipando modifiche al regolamento e il potenziamento degli spazi dedicati: “Stiamo intervenendo per modificare il regolamento e potenziare i luoghi a disposizione dei nostri ragazzi”. Il sindaco ha ribadito quindi la sua visione urbanistica: la Venezia storica non necessita di grandi opere iconiche o di alterazioni della propria identità, ma del recupero di spazi inutilizzati come gli ex Gasometri, riservando le grandi innovazioni architettoniche e lo sviluppo propulsivo al cuore della terraferma mestrina. Infine una battuta sul rapporto con il giovane presidente della Regione Veneto Alberto Stefani: “Abbiamo percorsi però simili sia nella formazione, con la laurea in giurisprudenza, sia nel percorso politico nato sul territorio. Un percorso che ci accomuna. E’ un rapporto apportato sulla massima collaborazione, ci sono già dei dialoghi avanzati sul tema del sociale, delle impegnative per le case di riposo, delle case della comunità e non da ultimo anche il tema del social housing. Sono convinto che collaboreremo molto bene insieme”.
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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema
“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a
differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno
cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del
A� M�R� S�N�A C�D� Sintonizzati sul F�S�N� T�R�I�A� D�L Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.E A P�L�E�T�I�A A� L�D� D� V�N�Z�A
lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».
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• Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi.
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Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale
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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici
di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali
già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento
dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a
ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
“Turismo Sociale e Inclusivo”: da progetto pilota sulle spiagge a buona prassi regionale di inclusione
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a progetto sperimentale dedicato alle spiagge accessibili a modello regionale di inclusione sociale. È questo il percorso compiuto dal Progetto Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto, nato nel 2017 su iniziativa della Regione del Veneto con l’obiettivo di rendere il litorale fruibile alle persone con disabilità o con ridotta mobilità e oggi diventato una buona pratica riconosciuta a livello regionale. L’iniziativa, partita inizialmente nelle tre aziende sanitarie costiere – ULSS 3 Serenissima, ULSS 4 Veneto Orientale e ULSS 5 Polesana – ha rappresentato una vera rivoluzione nel modo di concepire il turismo accessibile. Accanto all’eliminazione delle barriere fisiche sono stati introdotti servizi di accompagnamento, assistenza sanitaria dedicata e attività per favorire una piena partecipazione alla vita di spiaggia. Nel corso dell’incontro celebrativo è stato il direttore generale dell’ULSS 5 Polesana, Massimo Zuin, tra i protagonisti del progetto fin dalle sue
origini, a ripercorrerne la crescita. «Il progetto, partito in forma sperimentale nelle spiagge delle ULSS 3, 4 e 5 Polesana, si è poi ampliato a tutte le ULSS del Veneto, diventando una buona prassi. Punto di forza del progetto è il fare rete tra pubblico e privato, tra istituzioni, operatori e associazioni di categoria», ha sottolineato Zuin. Un modello che negli anni ha saputo evolversi. Già nel 2018 alle spiagge accessibili si sono affiancate attività sportive e ricreative dedicate e il progetto “50 Boys for 50 Days”, che ha permesso a giovani con disabilità provenienti da tutto il Veneto di sperimentare percorsi di tirocinio lavorativo negli stabilimenti balneari, favorendo autonomia personale e inclusione lavorativa. Nello stesso anno sono nate anche le “Bandiere d’Argento”, riconoscimento assegnato agli stabilimenti distintisi per i più elevati standard di accessibilità. Dopo la pausa imposta dalla pandemia, il progetto è ripartito con ancora maggiore slancio. Dal 2022, grazie al finanziamento del Ministero per
le Disabilità, è stato esteso a tutte le nove ULSS del Veneto, ampliando il proprio raggio d’azione dalle spiagge alle città d’arte, ai territori montani e collinari e rafforzando i percorsi di autonomia abitativa e lavorativa. L’edizione 2025-2026 ha introdotto importanti innovazioni. Tra queste la realizzazione del modellino tridimensionale di Villa Pisani per favorire la fruizione del patrimonio culturale da parte delle persone con disabilità visiva, i corsi di formazione rivolti agli operatori turistici sull’accessibilità universale, la nuova certificazione di “Azienda Inclusiva” destinata alle realtà che investono concretamente nell’accoglienza senza barriere e nuovi strumenti per migliorare l’accessibilità delle spiagge. Nel 2026 sono stati inoltre acquistati sollevatori per persone con disabilità, accessori per le sedie Job e 26 altalene inclusive destinate agli arenili di Chioggia e del Lido di Venezia. Tra le novità anche il braccialetto con QR Code “Se mi perdo”, pensato per consentire il rapido ritrovamento delle persone fragili in caso
di smarrimento, oltre a una app dedicata che permette di consultare e prenotare tutte le attività direttamente dallo smartphone. Nel corso della cerimonia il vicesindaco di Chioggia Serena De Perini e il sindaco Mauro Armelao hanno ribadito il sostegno dell’amministrazione comunale a un progetto che rappresenta un valore aggiunto non solo sul piano sociale, ma anche per la qualità dell’offerta turistica del territorio. L’excursus storico dell’iniziativa è stato affidato al dottor Vanni Stangherlini, che ha ripercorso le principali tappe di un progetto cresciuto anno dopo anno fino a diventare un punto di riferimento nazionale sul tema dell’accessibilità. Momento particolarmente significativo della giornata è stata la consegna del riconoscimento al titolare di un’azienda inclusiva Fabrizio Boscolo Nale, premiato per l’impegno e il contributo profuso nella realizzazione e nello sviluppo del progetto. Guendalina Ferro
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26 Innovazione. Le nuove macchine sono dotate di intelligenza artificiale e permettono esami più rapidi e precisi con minori radiazioni
Ospedale dell’Angelo, rivoluzione nella diagnostica: rinnovate tutte le grandi apparecchiature
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n grande intervento di ammodernamento tecnologico sta cambiando il volto della diagnostica all’ Ospedale dell’Angelo. Il presidio mestrino sta completando la sostituzione dell’intero parco delle grandi apparecchiature di Radiologia e Neuroradiologia, con l’arrivo di nuove TAC, risonanze magnetiche, mammografi e altri strumenti di ultima generazione. Un vero e proprio cantiere distribuito all’interno della struttura ospedaliera, con il trasferimento delle vecchie apparecchiature e l’installazione delle nuove tecnologie attraverso interventi complessi che coinvolgono mezzi specializzati, gru e personale tecnico qualificato. «È in corso un cantiere diffuso e progressivo nelle aree non direttamente accessibili dell’Ospedale – spiega il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin –. Stiamo sostituendo tutte le grandi macchine diagnostiche, garantendo così un rinnovo completo delle dotazioni tecnologiche. L’Ospedale di Mestre può contare su strumenti all’avanguardia secondo gli standard più moderni disponibili». L’operazione rientra negli obblighi previsti dalla convenzione di gestione dell’ Ospedale dell’Angelo nell’ambito del project financing: il rinnovo periodico delle apparecchiature è infatti a carico del concessionario, secondo un programma di aggiornamento tecnologico che prevede sostituzioni sulla base dell’evoluzione della medicina e delle necessità diagnostiche. Complessivamente saranno circa quaranta le nuove apparecchiature installate, per un investimento di diversi milioni di euro. Le nuove tecnologie sono state individuate attraverso un con-
fronto tra direzione ospedaliera, concessionario e specialisti dei reparti di Radiologia e Neuroradiologia, con l’obiettivo di garantire strumenti adeguati alle esigenze cliniche quotidiane. «Le apparecchiature sono state valutate insieme ai professionisti che le utilizzeranno – sottolinea il direttore del Dipartimento di Radiologia clinica, interventistica e di neuroscienze, Enrico Cagliari –. In questo modo possiamo assicurare strumenti capaci di rispondere alle richieste degli specialisti e all’evoluzione delle attività diagnostiche». Tra le novità più importanti ci sono le nuove TAC, capaci di acquisire immagini ad alta velocità e di effettuare anche studi particolarmente complessi, come quelli dedicati alle coronarie e ai vasi intracranici. Un ruolo centrale è svolto dall’ intelligenza artificiale, presente nei nuovi sistemi di TAC, risonanza magnetica e mammografia. I software avanzati consentono di migliorare la qualità delle immagini, ridurre i tempi degli esami e supportare i professionisti nella lettura diagnostica. Le nuove tecnologie permettono inoltre di diminuire l’esposizione dei pazienti alle radiazioni: in particolare TAC e mammografi garantiscono immagini di elevata qualità con una dose sensibilmente ridotta rispetto alle apparecchiature precedenti. Il rinnovamento del parco tecnologico rappresenta un passaggio strategico per l’Ospedale dell’Angelo, chiamato ogni giorno a garantire un numero elevato di prestazioni diagnostiche per il territorio veneziano. Con il completamento dell’intervento, previsto entro l’estate, il presidio potrà contare su una dotazione completamente aggiornata, capace di coniugare maggiore efficienza, qualità delle immagini e attenzione al paziente.
Ospedale di Chioggia, raggiunto il traguardo di mille ecocardio in dieci anni
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ille ecocardiografie eseguite in dieci anni: è il traguardo raggiunto dall’ Ospedale di Chioggia, un risultato che la Regione Veneto ha voluto valorizzare come esempio di qualità assistenziale e integrazione tra professionalità sanitarie. A esprimere le proprie congratulazioni è stato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, dopo l’annuncio del direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Massimo Zuin. «L’eccellenza di un modello sanitario si afferma attraverso diversi fattori – ha dichiarato Stefani – tra cui l’alto livello professionale del personale, l’innovazione tecnologica e la capacità di garantire attenzione concreta ai cittadini». Il traguardo riguarda in particolare l’attività dell’ambulatorio di Cardio-oncologia dell’ospedale chioggiotto, dove gli esami ecocardiografici hanno consen-
tito di monitorare nel tempo pazienti sottoposti a terapie oncologiche, individuando tempestivamente eventuali complicanze cardiovascolari. «Esprimo le mie congratulazioni al primario Valle e a tutto il personale dell’ambulatorio di Cardio-oncologia – ha aggiunto il presidente regionale – per un percorso che ha garantito mille risposte di alta specializzazione ai pazienti». Secondo Stefani, il risultato è il frutto di un modello organizzativo costruito sulle esigenze delle persone assistite, basato sulla collaborazione tra reparti e professionisti e su strategie di cura mirate. «È un risultato importante che merita attenzione e valorizzazione – ha concluso – perché dimostra come la sinergia tra competenze diverse possa tradursi in un’assistenza sempre più tempestiva e personalizzata».
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Ogni 20 minuti tutte N le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. el mondo dei servizi tecnici e della manutenzione, la parola che fa più paura non è “guasto”. È “coordina-
mento”. Trovare un idraulico, poi un elettricista, poi qual-
cuno che rifinisca le pareti, poi un’impresa che si occupi
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zi che spazia dalla manutenzione tecnica agli interventi
in grado di garantire continuità operativa, intervenendo su
edili fino alla gestione completa degli ambienti. L’obiettivo
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è diventare un interlocutore unico per chi ha bisogno di
va, con la capacità di pianificare gli interventi in funzione
intervenire su casa, ufficio o attività commerciale, elimi-
delle esigenze di chi lavora in quegli spazi ogni giorno. In
nando la frammentazione tra più fornitori e garantendo
entrambi i casi, la logica è la stessa: non risolvere un pro-
invece un coordinamento efficiente di tutte le operazioni.
blema nell’immediato e passare oltre, ma intervenire in
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modo efficace e duraturo per prevenire le criticità future.
offrire servizi chiavi in mano: interventi che comprendo-
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seguire ogni fase del lavoro dalla valutazione iniziale fino
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tramite tra figure diverse che non si parlano.
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QUANTO NE SAI DEL VENETO? Per ogni domanda scegli una sola risposta. Poi controlla il punteggio online.
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1. Quale fiume attraversa Verona?
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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno
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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano
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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona
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5. Quale dolce è nato a Verona?
ORIZZONTALI
2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.
VERTICALI
1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.
PAROLA INIZIALE
COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.
2. Dove si trova la Basilica Palladiana?
3. Quale isola è famosa per il vetro?
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Gioco linguistico · livello medio
A) Brenta B) Adige C) Piave
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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO
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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO
ANELLO MANCANTE
A) Babà B) Pandoro C) Cannolo
6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni
7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati
8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle
PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO
Enigmistica
30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti
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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA
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ORIZZONTALI
1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.
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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1
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DEFINIZIONI A
1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.
DEFINIZIONI B
(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul
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ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.
VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.
Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?
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