Speedline riparte con Sigit, Arpi: “Una giornata storica”
La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma
La Lega vive settimane di profonda e sotterranea fibrillazione, e l’epicentro di questa scossa si trova, ancora una volta, in Veneto. L’esito del recente Consiglio federale di Roma, risoltosi con un congelamento delle nomine dei vicesegretari, ha plasticamente descritto lo stato di tesa tregua che attraversa via Bellerio. Quello che apparentemente si presenta come un rinvio tecnico, nei fatti nasconde un confronto serrato sul futuro identitario del partito, con il Veneto a fare da capofila di una richiesta chiara: rimettere i territori e i governatori al centro della cabina di regia.
Dal punto di vista della base e dei quadri veneti, il dibattito attuale va ben oltre la pura assegnazione delle poltrone. La trattativa reale si muove lungo l’asse tra il segretario federale Matteo Salvini e la figura più rappresentativa del leghismo veneto, Luca Zaia.
La prospettiva emersa nelle ultime ore non vede semplicemente l’ex Doge nel ruolo di vice, bensì come potenziale garante di una decisa “svolta a Nord” . Un assetto che sul piano dei pesi politici interni avrebbe lo scopo di blindare l’eredità e il controllo politico delle storiche roccaforti settentrionali.
Più poteri alle Regioni: la Cgil mette in guardia
E OBIETTIVI RAGGIUNTI
servizi alle pag. 4-5
Veneto primo in Italia: medici di famiglia nelle Case di Comunità
E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA
• Nicola Stievano
l tempo scorre inesorabile: il 30 giugno 2026 non è più una data cerchiata in rosso sul calendario di amministratori e tecnici, ma una scadenza immediata che bussa alle porte dei nostri municipi e u ici. Anche per il Veneto questa non è una scadenza qualunque: è il momento della verità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’ora in cui i progetti devono trasformarsi definitivamente in opere compiute, i cantieri devono chiudersi e la burocrazia deve lasciare spazio ai fatti.
segue a pag. 3
AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CONFRONTO SERRATO, STEFANI: “RICHIESTE SACROSANTE”
a pag. 21
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FACCIAMO IL PUNTO
NOTTE GIALLA CANCELLATA A SPINEA TRA POLEMICHE
Niente notte gialla sabato 4 luglio a Spinea. Gli organizzatori di Confcommercio del Miranese hanno lamentato una scarsa adesione e, dopo almeno due mesi di preparativi, hanno annunciato lo stop alla serata di apertura estiva dei locali di via Verdi e dintorni. “La Notte Gialla non si svolgerà” il comunicato firmato da Patrizia Vianello per la Confcommercio Miranese, “La decisione è maturata dopo oltre un mese di lavoro dedicato alla raccolta delle adesioni da parte delle attività commerciali del territorio. Rispetto agli anni precedenti, la risposta registrata a Spinea non ha raggiunto un livello tale da consentire l’organizzazione dell’evento secondo lo spirito e le finalità che da sempre lo caratterizzano. Da qui la scelta, condivisa e ponderata, di fermarsi. Quando viene meno un’adesione significativa da parte delle attività commerciali, l’evento perde inevitabilmente parte del suo significato. Le attività beneficiano di queste manifestazioni, ma è importante che credano nel progetto e lo sostengano concretamente”. I commercianti di Spinea, però, non ci stanno a passare per i «colpevoli» della sospensione, e rispondono con dati e numeri a Confcommercio. “La loro proposta per l’organizzazione era per gran parte di noi insostenibile. La richiesta per partecipare all’apertura straordinaria e contribuire alla manifestazione era di 220 euro per i locali di ristorazione e di 80 euro per le altre attività commerciali, una cifra che parte di noi in questo periodo giudica eccessiva. In alcuni comuni l’apertura extra non costa nulla, e così non si tira indietro nessuno”. “Siamo profondamente dispiaciuti per l’annullamento della Notte Gialla” - dice il sindaco Franco Bevilacqua - “Un appuntamento da sempre molto atteso dai nostri cittadini e che rappresenta una serata fondamentale di condivisione, socialità e divertimento per tutta la comunità. Comprendiamo appieno il momento di complessa congiuntura economicache i nostri negozianti stanno attraversando. La nostra vicinanza alle attività produttive è da sempre massima e concreta”.
• Massimo Tonizzo
Sindaco dispiaciuto per l’annullamento: salta l’evento estivo
E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA
Guardando i dati del monitoraggio territoriale, emerge un quadro di indiscutibile orgoglio per il nostro Nord-Est. Il Veneto si conferma locomotiva d’Italia anche nella capacità di spendere e realizzare. Nella nostra regione viene gestita una mole finanziaria monumentale da 14,3 miliardi di euro per 64.800 progetti complessivi: una transizione che ha già portato alta tecnologia negli ospedali, nuove strutture di cura e assistenza e un tasso di completamento dei cantieri comunali superiore alla media nazionale. Questi numeri ci dicono che la macchina amministrativa locale ha retto l’urto.
Laddove lo Stato centrale ha spesso mostrato fiatone e ritardi, stavolta il pragmatismo degli enti locali ha risposto positivamente. I sindaci e i tecnici dei piccoli comuni, spesso lasciati soli a combattere con la piattaforma ReGiS, hanno fatto i salti mortali, supportati negli ultimi mesi dalle task force di esperti per evitare il blocco delle autorizzazioni e dei cantieri e veder sfumare i generosi fondi messia disposizione. Ora è tempo di tirare le somme, di completare i cantieri e poi la rendicontazione. Tuttavia è necessaria una riflessione più profonda che vada oltre il 30 giugno e il 31 agosto, l’ultima data utile per la rendicontazione. La vera sfida, infatti, comincia il giorno dopo. Cosa ce ne faremo di queste
infrastrutture se non avremo le risorse umane per gestirla? Abbiamo costruito asili nido, ma avremo i fondi di bilancio corrente per assumere gli educatori? Stiamo digitalizzando la sanità e creando Case della Comunità, ma dove troveremo i medici e gli infermieri per riempirle, vista la crisi vocazionale del settore? A complicare ulteriormente il quadro, sul fronte sanitario, è lo stallo a livello nazionale sulla riforma della medicina territoriale che riguarda per l’appunto il ruolo dei medici di base nelle nuove Case della Comunità. Il PNRR è stato pensato come una straordinaria iniezione di capitale per le strutture, non per la spesa corrente. Il rischio concreto è di ritrovarsi con scatole tecnologiche bellissime, con edifici nuovi e all’avanguardia ma desolatamente vuoti. Il Veneto ha dimostrato di saper spendere e costruire rispettando quasi sempre tempi e procedure. Ora, però, la politica locale e nazionale deve pretendere una fase due, che va ben oltre il 2026: riforme strutturali e risorse correnti per far funzionare ciò che è stato realizzato, a partire dalla sanità, non certo questione di poco conto. Altrimenti, la più grande opportunità di questo quarto di nuovo secolo rischia di trasformarsi in un monumento all’e icienza edilizia, privo di un’anima sociale e non in sintonia con le necessità quotidiane.
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Segue da pag. 1
Miranese
Mirano passa l’esame Pnrr ? Il bilancio dei cantieri finanziati dall’Europa
“Il Comune di Mirano ha attuato nel rispetto delle tempistiche previste quasi tutti i progetti finanziati dai fondi del Pnrr, per un valore complessivo di 14,64 milioni di euro, di cui 3,7 milioni da cofinanziamento comunale”. A spiegarlo in modo dettagliato è il sindaco Tiziano Baggio, evidenziando come gli interventi strutturali abbiano interessato in particolar modo l’edilizia scolastica, gli impianti sportivi di usi nelle frazioni, la rigenerazione urbana e la svolta digitale dell’ente. Mirano sta procedendo spedita nei tempi prefissati dall’Unione Europea anche sul delicato fronte dei pagamenti dei lavori alle ditte incaricate, assicura il primo cittadino, per il quale “praticamente tutte le opere programmate sul territorio sono state portate a termine con successo”. La mappa dei cantieri fotografa una città che si rinnova partendo dai luoghi nevralgici della comunità e della crescita dei cittadini più giovani. “La prima ad essere conclusa, a fine 2024 - dice
• Alessandro Abbadir Pnrr./1. Investiti oltre 14
Baggio - è stata l’opera di miglioramento sismico e la riqualificazione della mensa della scuola “Azzolini” di via Villafranca, per un investimento di euro 550 mila, finanziato interamente con risorse del Pnrr”. La struttura è oggi sicura, moderna e inserita stabilmente in classe energetica A. Sempre a fine 2024 è terminata la riqualificazione urbanistica di Viale delle Rimembranze, un intervento dal valore complessivo di 650mila euro che ha restituito alla cittadinanza spazi pedonali decisamente più accoglienti, sicuri e sostenibili. A marzo 2025 è stato poi il turno del complesso scolastico “Leonardo da Vinci” in via Paganini. In questo caso i complessi lavori edilizi hanno riguardato il miglioramento sismico e l’adeguamento funzionale di aule, palestra e corpo di collegamento. Si è trattato di un investimento complessivo rilevante, pari a 2.205.000 euro, coperto per 1.050.000 euro da fondi europei, per un milione e 50mila euro dal Comune, e completato da
ulteriori 105mila euro dal Fondo Opere Indi eribili. La primavera del 2025 ha portato importanti novità per gli sportivi del territorio, a Vetrego, con la riqualificazione dell’impianto polivalente. I lavori, per un costo di 2 milioni di euro (di cui 785.627 euro da Pnrr tramite i Piani Urbani Integrati della Città Metropolitana e 1.214.373
euro di cofinanziamento comunale), hanno visto la nascita di una nuova piastra per basket e volley, il potenziamento del campo da calcio, un nuovo corpo tribune con spogliatoi e il riassetto della viabilità. Nel capoluogo è stato invece e icientato l’impianto di illuminazione del campo sportivo (130mila euro) con moderni fari a led
Asilo nido, “Stazione di Posta”, pista di atletica, gli ultimi cantieri da completare
Mancano ormai pochi dettagli per completare definitivamente il quadro delle opere Pnrr nel Comune di Mirano. Entro giugno sarà terminata la ristrutturazione e riconversione della Barchessa di Villa Bianchini a Zianigo, destinata a ospitare un nuovo e moderno asilo nido. L’investimento complessivo è di 1,9 milioni di euro (1,1 milioni da fondi Pnrr e 800mila da cofinanziamento comunale) e il servizio educativo sarà attivo
già dal prossimo settembre. A fine giugno si concluderanno anche i lavori per la “Stazione di posta” a Villa Dissegna, una struttura da 1,09 milioni di euro dedicata all’accoglienza delle persone in di icoltà e al servizio dei 17 Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale. È invece quasi del tutto ultimato l’importante intervento da 2,5 milioni di euro allo stadio comunale di via Matteotti. I lavori hanno riguardato il rifacimento totale e la messa a norma Fidal della
pista di atletica, l’e icientamento energetico degli spogliatoi e nuove dotazioni. Le strutture saranno utilizzabili dalle società sportive già a fine giugno, mentre l’inaugurazione u iciale si terrà a settembre. “La nuova pista di atletica restituisce - commenta il sindaco Baggioun impianto all’altezza delle esigenze delle società sportive”.
• (a.a.)
regolabili su 4 livelli di potenza. Stessa tecnologia a led ad alta e icienza e bassi consumi per il pattinodromo “Manuel Calzavara” di Scaltenigo. Tra i fiori all’occhiello del piano c’è stato il restauro di Villa Marini Angeloni Bianchini, finanziato con 2,5 milioni di euro del Pnrr. Inaugurata lo scorso maggio, la villa ha riaperto le porte alla comunità come vivace centro culturale e di aggregazione sociale. Al suo interno è già operativa l’aula studio-biblioteca per i giovani universitari, affiancata da mostre d’arte in sinergia con l’Accademia di Belle Arti di Venezia e la Fondazione Riviera Miranese. Infine, la modernizzazione ha toccato la macchina comunale con la digitalizzazione dei servizi (850mila euro totali, di cui 161mila municipali). Il totale rinnovo del sito web istituzionale e il nuovo sportello telematico permettono ora ai cittadini di presentare le proprie istanze online in modo rapido e sicuro.
Villa Bianchini a Zianigo
La pista di atletica
completati che si avviano alla conclusione
Spinea, il Comune costretto ad aggiungere 1,3 milioni per completare le opere
Apoche settimane dalla scadenza del 30 giugno 2026, termine ultimo per completare le opere del Pnrr, il Comune di Spinea fa il punto sui cantieri e sul loro impatto sulla città e sulle casse comunali. Si tratta di un percorso complesso, segnato da scadenze rigide e risorse ingenti: sul piatto ci sono circa 18 milioni di euro destinati alle opere pubbliche del territorio. Mentre la riqualificazione di piazza Fermi e piazza Marconi, l’ampliamento della mensa della
scuola “Anna Frank” e la palestra Belfiore sono già conclusi, altri importanti cantieri si trovano in fase di ultimazione. Tra le opere maggiori spicca la nuova scuola “Ungaretti” (9,2 milioni di euro), che ha permesso di realizzare un moderno edificio in via Pascoli e demolire la vecchia struttura. Al posto di quest’ultima sorgerà un parco verde che ridisegnerà l’intera area tra il Municipio e l’accesso al Parco Nuove Gemme. La scuola è aperta da marzo, ma restano da completare alcune
opere accessorie entro giugno. Pur essendo un intervento finanziato, il Comune ha dovuto aggiungere ben 650 mila euro di tasca propria per nuovi arredi, modifiche alle facciate e per lo smaltimento del cemento amianto rinvenuto nel vecchio stabile in quantità superiori alle previsioni. Per il Cinema Bersaglieri l’e icientamento energetico da 1,5 milioni è terminato nel 2024, ma la riapertura è sospesa. Le brutte sorprese erano dietro l’angolo. Sono infatti emerse necessità non attese per rendere l’opera fruibile: sostituzione delle poltroncine, rifacimento dei bagni, adeguamenti antincendio e interventi sui montascale privi di certificazione. Tra il 2025 e il 2026 il Comune ha dovuto stanziare ben 430 mila euro aggiuntivi per completare i lavori e ottenere il necessario Certificato di Prevenzione Incendi. L’intervento da 1,6 milioni di euro per l’asilo nido di via Rossignago è invece sostanzialmente concluso. Restano solo alcune finiture esterne, come recinzioni e cancelli, a carico dell’ente che finora ha investito circa 70 mila euro di fondi propri per garantire la sicurezza del plesso. Infine, procede la messa in
Cinema Bersaglieri, il rammarico del sindaco Franco Bevilacqua
Non manca il rammarico fra gli amministratori comunali di Spinea per le brutte sorprese emerse con l’avanzamento dei cantieri programmati del Pnrr. “Parecchi degli interventi finanziati in tutto o in parte con fondi Pnrr hanno reso necessario un impegno economico aggiuntivo da parte dell’amministrazione comunale - spiega l’assessora ai Lavori pubblici Sonia Martignon. Ricordo che fra il 2024 e il 2026 il Comune ha messo a disposizione circa 1,3 milioni di euro per completare o migliorare gli interventi”. Nonostante le di icoltà, l’assessora rivendica il lavoro svolto: “Siamo comunque soddisfatti perché, a quasi due anni dal nostro insediamento, abbiamo saputo far fronte alle criticità emerse nei vari cantieri finanziati dal Pnrr, portando a termine quasi tutti gli interventi dei quali ora la città può beneficiare”. Tuttavia, il commento del sindaco Franco Bevilacqua è amaro, specialmente sul fronte del Cinema Bersaglieri: “In questo momento - dice il primo cittadino a Veneto 24 - abbiamo in corso il completamento dei lavori del cinema Bersaglieri. Sul versante degli interventi Pnrr purtroppo questa è stata la scoperta più negativa perché il progetto
era carente e quindi abbiamo dovuto finanziare in due step i lavori programmati. Il grosso degli interventi a questo punto di fatto li ha finanziati il Comune. Quella sul Cinema è stata davvero una brutta sorpresa”.
• (a.a.)
sicurezza dell’ex discarica di via Luneo da 7,6 milioni (4,4 dal Pnrr e 3,2 dalla Regione). Il Lotto 2 è quasi concluso, mentre il Lotto 1 è in corso. Dopo uno stallo per la mancanza di fondi regionali, nel 2024 sono stati reperiti altri 500 mila euro per riavviare l’iter. Il completamento è previsto entro il 2026, cui seguiranno dieci
anni di monitoraggio ambientale continuativo. Insomma si arriverà a conclusione ma tra brutte sorprese e di icoltà il piano delle opere Pnrr è stato un vero e proprio percorso ad ostacoli a Spinea.
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• Alessandro Abbadir
Il cinena Bersaglieri
La nuova scuola Ungaretti
Politica. Il sindaco Tiziano Baggio replica con i numeri: “Polemiche senza fondamento”
FRATELLI D’ITALIA ATTACCA: “COMUNE
IN AFFANNO, CITTADINI LASCIATI AD ASPETTARE”
Uici comunali sotto pressione, personale insu iciente, tempi d’attesa sempre più lunghi e cittadini costretti a fare i conti con servizi ridotti. È un attacco frontale quello lanciato da Fratelli d’Italia contro l’amministrazione comunale di Mirano guidata dal sindaco Tiziano Baggio. Nel corso di una conferenza stampa e di una serie di incontri pubblici sul territorio, il gruppo consiliare composto da Matteo Baldan, Elisabetta Bonato e Alberto Scantamburlo ha denunciato quello che definisce “un progressivo indebolimento della macchina amministrativa”. Secondo i consiglieri di opposizione, il problema principale sarebbe la mancanza di una programmazione strutturata sul personale. I numeri presentati parlano di una riduzione del 10% dell’organico negli ultimi diciotto mesi, con 108 dipendenti attualmente in servizio contro un fabbisogno stimato di almeno 120 unità per garantire standard adeguati. Ad alzare ulteriormente i toni
è stato soprattutto il consigliere Alberto Scantamburlo, che ha attribuito precise responsabilità politiche alla giunta. “Le risorse per assumere ci sono, e la scelta si fa a bilancio. Se non è stato fatto, è una responsabilità politica precisa”, ha dichiarato, contestando le priorità economiche dell’amministrazione.
L’affondo di Scantamburlo non si è fermato al tema del personale. Il consigliere ha richiamato episodi che, a suo dire, dimostrerebbero il deterioramento organizzativo del Comune: dagli u ici rimasti al freddo ai furti avvenuti all’interno della sede municipale, fino agli allagamenti e alle segnalazioni rimaste senza risposta. Critiche anche agli orari di ricevimento del pubblico, giudicati ancora troppo limitati rispetto al periodo pre-pandemico. “In molti casi – sostiene – sono rimasti gli orari ridotti introdotti durante il Covid soltanto per coprire le di icoltà organizzative dell’ente”.
Tra i casi simbolo indicati dall’opposi-
zione c’è quello delle carte d’identità elettroniche. La consigliera Elisabetta Bonato denuncia infatti tempi di prenotazione troppo lunghi proprio mentre si avvicina la scadenza europea per il passaggio definitivo ai documenti digitali. In alcuni casi, sostiene FdI, gli appuntamenti disponibili slitterebbero fino ad agosto. Critiche anche per il numero della polizia locale, che “a volte squilla a vuoto”. Per raccogliere il malcontento dei cittadini, Fratelli d’Italia ha annunciato il lancio di un sondaggio pubblico collegato alla campagna “Mirano che cambia”, che avrebbe già raccolto circa 300 segnalazioni in meno di un anno. Non si è fatta attendere la replica del sindaco Tiziano Baggio, che respinge le accuse parlando di “ricostruzioni fantasiose” e di polemiche prive di dati verificabili. “Dal 2022 al 2025 il Comune ha registrato 41 assunzioni e 38 uscite, passando da 101 a 104 dipendenti complessivi”, sottolinea
il primo cittadino, ricordando anche i vincoli normativi che impediscono di sostituire il personale prima delle uscite e ettive.
Baggio difende inoltre i risultati raggiunti dagli u ici comunali, evidenziando il miglioramento dei tempi per gli accessi agli atti, scesi da 43 a 25 giorni medi, e lo sforzo organizzativo messo in campo
per le carte d’identità elettroniche con aperture straordinarie e oltre 2.100 pratiche gestite negli ultimi mesi. “La sostenibilità di un Comune passa da organizzazione, equilibrio di bilancio e capacità di dare risposte concrete”, conclude il sindaco.
• Riccardo Musacco
APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE IL SECONDO MONITORAGGIO DEL PAESC
Mirano conferma la propria rotta verso una città più sostenibile, resiliente e attenta alle sfide ambientali. Il Consiglio Comunale ha approvato il secondo monitoraggio del PAESC, il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima, documento che fotografa lo stato di avanzamento delle politiche ambientali e delle azioni avviate negli ultimi anni.
Non un semplice adempimento tecnico richiesto dall’Unione Europea, ma uno strumento strategico che, come sottolineato dall’assessora alle Politiche Ambientali Elena Spolaore, rappresenta “una scelta politica
strutturale e non simbolica”. Il monitoraggio evidenzia risultati concreti: dal 2005 al 2024 le emissioni di CO2 sono diminuite del 38,66%, mentre le emissioni evitate grazie alle azioni già attuate raggiungono quasi 14.400 tonnellate, pari a circa il 60% dell’obiettivo fissato per il 2030. Nel piano trovano spazio interventi su verde urbano, ciclabilità, e icientamento energetico delle scuole e mitigazione idraulica. Solo con l’ultima variazione di bilancio sono stati destinati oltre 100 mila euro alla riqualificazione del patrimonio verde cittadino. Cresce anche la raccolta di erenziata, passata dal 79,47%
del 2021 al 82,53% del 2025. Tra i progetti avviati figurano inoltre la prima Comunità Energetica Rinnovabile di Mirano, iniziative di forestazione urbana e attività educative rivolte alle scuole. “La sostenibilità non è uno slogan – ha ribadito il sindaco Tiziano Baggio – ma una politica concreta fatta di investimenti, programmazione e responsabilità”. Mirano ha infine confermato la volontà di rinnovare il Patto dei Sindaci, ra orzando il proprio impegno nelle politiche europee per la neutralità climatica.
• (r.m.)
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L’Angelo conferma la certifi cazione UNICEF
’Angelo si conferma l’unico ospedale HUB del Veneto certificato da UNICEF Italia come “Amico delle Bambine e dei Bambini”, e consegue un ulteriore riconoscimento: le buone pratiche messe in atto all’Ospedale di Mestre per neomamme e neonati diventano un punto di riferimento anche per gli altri ospedali della Baby Friendly Hospital Initiative (BFHI), promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’UNICEF.
Unico HUB del Veneto “Amico delle Bambine e dei Bambini”
tidiano svolto dagli operatori sanitari e conferma l’efficacia di un modello organizzativo fondato sulla formazione continua, sull’accoglienza e sulla presa in carico globale della famiglia. Il team UNICEF ha apprezzato in particolare il percorso di formazione sul campo “Progetto BFHI 2025”, la piattaforma elearning dedicata al personale neoassunto, l’utilizzo di materiali informativi multilingue accessibili tramite QR code e l’organizzazione della Terapia Intensiva Neonatale, che garantisce la presenza dei genitori senza limitazioni di orario. “Questo percorso - ha
scimento UNICEF è arrivato al termine del positivo percorso intrapreso dall’ospedale nella promozione, protezione e sostegno dell’allattamento, dell’alimentazione infantile e della genitorialità responsiva. Promuovere l’allattamento significa costruire salute, equità e futuro. Ringrazio tutte le professioniste e i professionisti coinvolti per l’impegno quotidiano e la qualità del lavoro svolto”.
“Siamo molto orgogliosi di questo risultato – commenta il Direttore generale dell’Ulss 3, Massimo Zuin – l’Ospedale dell’Angelo è l’unico grande ospedale del Veneto ad aver ottenuto e questo importante riconoscimento UNICEF, e oggi vede riconfermata la propria eccellenza anche nell’ambito
ternazionali promossi da UNICEF e OMS”. Dopo un lungo e articolato monitoraggio, il team di valutazione ha riconosciuto l’elevata qualità dell’assistenza garantita alle mamme, ai neonati e alle famiglie, evidenziando in particolare la capacità delle diverse figure professionali di lavorare in modo integrato e condividere principi e obiettivi dell’iniziativa Baby Friendly Hospital Initiative. Dalle interviste è emerso inoltre il forte apprezzamento delle madri per il contatto pelle a pelle immediatamente dopo il parto, per il supporto pratico e il counselling ricevuti durante tutto il ricovero e per l’attenzione riservata al percorso di accompagnamento alla genitorialità. Un riconoscimento che valorizza il lavoro quo-
sistenziale alle famiglie anche dopo la dimissione, vizi a supporto della maternità, dell’allattamento e tuata dal team UNICEF dal 2 al 4 dicembre scorso, ha previsto interviste a personale sanitario, madri e donne in gravidanza, oltre all’osservazione diretta degli ambienti assistenziali e alla verifica della documentazione clinico-organizzativa. Dalla valutazione è emersa un’elevata qualità dell’assistenza offerta lungo tutto il percorso nascita, grazie a un lavoro multidisciplinare orientato ai diritti dell’infanzia e al sostegno delle famiglie. L’iniziativa Baby Friendly promossa da UNICEF e OMS sostiene la creazione di ambienti sanitari e comunitari capaci di tutelare i diritti di bambine e bambini e garantire il miglior inizio possibile di vita e ad oggi in Italia la rete UNICEF conta 36 Ospedali e strutture certificati; 12 Comunità Amiche dei bambini e delle bambine; oltre 1100 Baby Pit Stop UNICEF presenti sul territorio nazionale.
All’Ospedale di Chioggia
introdotto il
sistema
“Rezum”: l’ipertrofi a prostatica viene curata con il vapore acqueo
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to dell’ipertrofia prostatica benigna, una patologia molto frequente negli uomini con l’avanzare dell’età e spesso responsabile di disturbi urinari che incidono significativamente sulla qualità della vita.
“Il sistema ‘Rezum’ – spiega il Primario di Urologia, Wanni Battanello – è una metodica già utilizzata nei più avanzati centri ospedalieri italiani e internazionali.
Utilizza un sottile strumento introdotto attraverso l’uretra, e in questo modo consente di effettuare piccole iniezioni di vapore acqueo direttamente all’interno del tessuto prostatico responsabile dell’ostruzione. Il vapore, riscaldato a circa 103°C, trasferisce in modo controllato energia termica alle cellule trattate, determinandone la distruzione. Nel corso delle settimane successive, il tessuto trattato viene progressivamente riassorbito dall’organismo, con una conseguente riduzione del volume della prostata e un miglioramento del flusso urinario e dei sintomi correlati. I
benefici clinici iniziano generalmente a manifestarsi entro poche settimane dal trattamento e tendono a consolidarsi nei mesi successivi”.
Il sistema “Rezum”, in sostanza, porta un miglioramento dei sintomi urinari legati all’ipertrofia prostatica benigna. La procedura è mini-invasiva e non
Cinque sono stati i casi già trattati, in regime di day hospital, quindi dimessi il giorno stesso. “Il trattamento – sottolinea Battanello – può essere utilizzato in casi specifici, su indicazione dell’urologo. E’ particolarmente indicato per uomini con sintomi urinari dovuti a ipertrofia prostatica benigna che non desiderano assumere farmaci a lungo termine, che non hanno ottenuto risultati soddisfacenti dalla terapia medica o che desiderano evitare un intervento chirurgico tradizionale. Può rappresentare inoltre una valida opzione per pazienti portatori di catetere ve-
scicale e per coloro che presentano condizioni che rendono meno indicata l’anestesia generale”. Il nuovo trattamento è stato introdotto all’Ospedale di Chioggia grazie alla collaborazione multidisciplinare del Dipartimento Chirurgico diretto dal dottor Salvatore Ramuscello e dell’Urologia diretta dal Primario Battanello, con la collaborazione specialistica del dottor Giuseppe Alario. “L’introduzione del sistema ‘Rezum’ – sottolinea la dottoressa Chiara Bovo, Direttore sanitario dell’Ulss 3 Serenissima – conferma l’impegno complessivo dell’Ospedale di Chioggia, e in particolare dell’Urologia, nell’offrire ai pazienti soluzioni terapeutiche moderne, efficaci e sempre meno invasive. Si amplia così il ventaglio delle possibilità di cura personalizzata, riducendo al contempo i tempi di degenza e l’impatto del trattamento sulla vita quotidiana dei pazienti. Con l’introduzione di questa recente tecnologia, l’Ospedale di Chioggia si allinea ai più avanzati centri urologici nazionali, mettendo a disposizione del territorio, per gli utenti che a giudizio dell’urologo possono essere avviati al trattamento, una procedura innovativa, sicura e supportata da solide evidenze scientifiche”.
Un dipinto dal Premio Mestre di Pittura alle pareti
di un dipinto pregevole - spiega il direttore generale Massimo Zuin - che è stato donato all’Ulss 3 Serenissima da Federfarma Venezia, nel quadro di una collaborazione avviata quest’anno. E’ stato selezionato tra i dipinti partecipanti al ‘Premio Mestre di Pittura’, e la collocazione qui all’Angelo testimonia del rapporto stretto e della vicinanza della comunità cittadina, delle associazioni, dei professionisti, di chi fa arte, con questo Ospedale, che è sempre più un punto di riferimento, un luogo riconosciuto e considerato importante. Ringrazio quindi il ‘Premio’, e il ‘Circolo Veneto’ che promuove la rassegna di pittura, e ringrazio Federfarma, che ha scelto l’opera e ne fa dono all’Ospedale”.
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temi legati alla cura e all’assistenza e che, per il suo valore artistico, meriti di essere esposto in pubblico. Questo primo dipinto e quelli che selezioneremo di anno in anno vengono acquistati da Federfarma per farne dono all’Ulss 3 Serenissima; l’Ulss 3 Serenissima, quindi, collocherà le opere nei propri spazi aperti al pubblico”.
La prima opera selezionata, e collocata negli spazi del CUP dell’Angelo, si intitola “Madonna con bambino allergico” ed è stata dipinta da
che unisce i due protagonisti”. Presenti alla cerimonia, Christiano Costantini, presidente del Circolo Veneto, e Cesare Campa hanno voluto ringraziare l’Azienda sociosanitaria per per aver accolto la proposta di collaborazione, ed hanno sottolineato il desiderio di allargare ulteriormente le collaborazioni tra il ‘Premio’ e le istituzioni e gli enti della città, così che la rassegna possa continuare ad offrire alla cittadinanza, in spazi nuovi e diversi, quanto realizzato dai tantissimi artisti che partecipano alla rassegna.
Servizi. Aggiornati i criteri di accesso e introdotto il nido estivo
Nuove regole e un servizio educativo immerso nel verde
Nuove regole per i nidi comunali e uno sguardo rivolto al futuro dei servizi educativi per l’infanzia. Il Consiglio comunale di Mirano ha approvato il nuovo regolamento dei nidi d’infanzia comunali, destinato a disciplinare anche il futuro servizio educativo “Primo Maggio”, in fase di realizzazione nella barchessa di Villa Bianchini a Zianigo. Il nuovo testo aggiorna criteri di accesso e graduatorie, introducendo elementi ritenuti più vicini alle esigenze delle famiglie e all’evoluzione dei servizi per la prima infanzia. Tra le novità più significative vi è la possibilità di presentare domanda di iscrizione anche per i bambini non ancora nati, purché la nascita sia prevista entro il 31 maggio precedente o coincidente con l’anno educativo di riferimento. Il regolamento conferma inoltre l’attenzione verso le situazioni di maggiore fragilità sociale. Restano prioritarie le domande relative a bambini con disabilità, orfani o nuclei seguiti dai servizi sociali. Seguono le famiglie monogenitoriali con genitore lavoratore, i nuclei con entrambi i genitori lavoratori o studenti e le famiglie con genitori disoccupati iscritti ai Centri per l’impiego.
Previsti punteggi aggiuntivi anche per le famiglie con altri figli già inseriti nei servizi educativi o presenti nel nucleo familiare, oltre a una maggiore valorizzazione dell’ISEE per garantire tutela alle fasce economicamente più fragili. Tra gli aspetti introdotti per la prima volta compare anche il servizio di nido estivo, che sarà organizzato operativamente dai futuri enti gestori. Parallelamente il Comune ha avviato la raccolta di manifestazioni di interesse non vincolanti per il nuovo nido “Primo Maggio” di Zianigo, struttura ormai prossima al completamento.
Il nuovo servizio nascerà all’interno di Villa Bianchini, immerso nel verde, e sarà caratterizzato da un progetto educativo fortemente orientato al rapporto con la natura e agli spazi esterni, con attività dedicate all’esperienza quotidiana all’aria aperta. Conclusi i lavori edilizi, si procederà con l’allestimento degli arredi e con l’individuazione del soggetto gestore. Nel frattempo il Comune punta a raccogliere l’interesse delle famiglie per programmare al meglio l’avvio del servizio.
Il nido offrirà due modalità di fre-
quenza: tempo pieno dalle 7.30 alle 18.30 e part-time dalle 7.30 alle 14.30, entrambe con orari di ingresso e uscita flessibili. Le tariffe saranno comunicate successivamente attraverso i canali u iciali del Comune. La manifestazione di interesse non rappresenta un’iscrizione definitiva, ma consentirà alle famiglie di ricevere aggiornamenti e di accompagnare passo dopo passo la nascita di un nuovo servizio educativo destinato a diventare un punto di riferimento per il territorio.
• Riccardo Musacco
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Mobilità sociale, un nuovo veicolo per il trasporto assistito
Un nuovo veicolo attrezzato per garantire mobilità, autonomia e inclusione sociale alle persone più fragili del territorio. A Mirano, in piazza Martiri, si è svolta la cerimonia di consegna del nuovo mezzo destinato al trasporto di anziani, persone con disabilità e cittadini con di icoltà di movimento. Il veicolo è stato concesso in comodato gratuito da PMG Italia nell’ambito del “Progetto Mobilità Sociale 2026-2028”. Alla consegna erano presenti il sindaco Tiziano Baggio, l’assessore alle Politiche sociali Francesco Venturini, i rappresentanti di PMG Italia e le aziende sponsor che hanno sostenuto economicamente l’iniziativa. Dopo il taglio del nastro, in municipio sono stati consegnati gli attestati di ringraziamento agli imprenditori che hanno aderito al progetto finanziando il servizio attraverso gli spazi pubblicitari presenti sulla carrozzeria del mezzo. Una collaborazione tra pubblico e privato che consente di mantenere operativo il servizio senza costi diretti per il Comune. Il nuovo progetto sostituisce lo storico “Mobilità Garantita”, attivo da anni a Mirano e diventato un punto di riferimento per molte famiglie. L’obiettivo resta quello di accompagnare le persone più fragili verso ospedali, visite mediche, terapie, attività sociali e appuntamenti legati ai diritti civici. Negli ultimi due anni sono stati e ettuati circa 3.800 accompagnamenti, numeri che confermano quanto il servizio sia richiesto in un territorio segnato dall’aumento della popolazione anziana e da esigenze familiari sempre più complesse. L’accordo con PMG Italia, rinnovato dopo un avviso pubblico, prevede il comodato gratuito del mezzo per due anni, con possibilità di proroga. Il nuovo veicolo rappresenta così non solo uno strumento di trasporto, ma anche un segnale concreto di vicinanza e inclusione verso le persone più vulnerabili della comunità.
• (r.m.)
Il nuovo impianto. Il sindaco Baggio: “Investimento sul futuro e sulla sicurezza”
INAUGURATO IL NUOVO CICLODROMO
“ATTILIO BENFATTO” A SCALTENIGO
Una nuova casa per il ciclismo giovanile, pensata per allenarsi in sicurezza e coltivare la passione per lo sport lontano dal tra ico stradale. È stato inaugurato a Scaltenigo il nuovo Ciclodromo “Attilio Benfatto”, il moderno impianto comunale dedicato all’attività ciclistica giovanile realizzato all’interno del polo sportivo della frazione miranese. Una mattinata di festa, sport e partecipazione che ha coinvolto società sportive, famiglie, amministratori e tanti giovani atleti. L’inaugurazione è stata preceduta dalla sfilata delle ragazze e dei ragazzi dell’UC Mirano e del GS Scaltenigo, accompagnati dalla banda cittadina lungo le vie del centro fino al nuovo impianto di via Ballò. Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Mirano Tiziano Baggio, il presidente del GS Scaltenigo Nevio Calzavara, il presidente dell’UC Mirano Paolo Bustreo, il presidente regionale della Federazione
Ciclistica Italiana e un ospite simbolo del grande ciclismo italiano: Francesco Lamon, campione olimpico, miranese, cresciuto sportivamente proprio nell’UC Mirano. Il nuovo ciclodromo nasce da una proposta dell’UC Mirano con un obiettivo preciso: o rire ai bambini e ai ragazzi uno spazio sicuro dove allenarsi e avvicinarsi al ciclismo in un periodo in cui praticare sport su strada è sempre più complesso e rischioso. L’intervento ha interessato un’area di circa 12 mila metri quadrati, un ex vivaio abbandonato oggi completamente riqualificato e trasformato in un circuito polivalente utilizzabile sia dai ciclisti sia dai pattinatori. Il tracciato si sviluppa su tre di erenti lunghezze — 310, 600 e 885 metri — con curve, rettilinei e pendenze studiati specificamente per la formazione delle categorie giovanili. Grande attenzione è stata riservata anche all’inserimento ambientale dell’opera, con la piantumazione
di 33 nuove alberature tra frassini, carpini e aceri campestri, oltre a diverse essenze arbustive. Durante la cerimonia il nuovo impianto è stato u icialmente intitolato ad Attilio Benfatto, storico ciclista miranese e anima dell’UC Mirano. Professionista tra gli anni Sessanta e Settanta, Benfatto è ricordato soprattutto per la vittoria di una tappa del Giro d’Italia del 1969 conclusa al Velodromo Vigorelli di Milano. Una figura che ancora oggi rappresenta i valori più autentici del ciclismo popolare: sacrificio, passione e determinazione.
“Con questa opera diamo finalmente ai più piccoli un luogo sicuro dove allenarsi e vivere lo sport – ha dichiarato il sindaco Tiziano Baggio –. Oggi allenarsi su strada è sempre più di icile e pericoloso: questo impianto rappresenta un investimento concreto sulla sicurezza, sull’educazione sportiva e sulla crescita delle nuove generazioni”. Soddisfazione anche da
CER Mirano One, attivi sito e sportello informativo
La Comunità Energetica Rinnovabile
“CER Mirano One” entra u icialmente in una nuova fase di sviluppo. Dopo il completamento degli ultimi passaggi burocratici e amministrativi, sono diventati operativi il sito internet u iciale e lo sportello informativo dedicato a cittadini, imprese e associazioni interessati ad aderire al progetto di energia condivisa promosso sul territorio miranese. Attraverso il portale www.cermirano.it è ora possibile conoscere il funzionamento della Comunità Energetica, approfondire le opportunità previste dalla normativa nazionale e richiedere informazioni per entrare a far parte della
rete locale di produzione e condivisione dell’energia da fonti rinnovabili. Accanto al sito è stato attivato anche lo Sportello CER, pensato per o rire supporto tecnico e consulenze personalizzate grazie alla presenza di un ingegnere specializzato nel settore energetico. Il servizio fornisce chiarimenti pratici sul funzionamento delle comunità energetiche e accompagna cittadini e imprese nelle procedure di adesione. Lo sportello è contattabile telefonicamente, via WhatsApp o tramite posta elettronica e permette anche di fissare appuntamenti in presenza al Centro Civico “A. Masenello” di Mirano.
Per promuovere ulteriormente il progetto, domenica 31 maggio lo Sportello CER è stato presente con un punto informativo alla piscina comunale in occasione della giornata conclusiva della “Swim Week”, manifestazione organizzata da Mirano Nuoto in collaborazione con l’associazione
parte delle società sportive cittadine.
“Per una società sportiva poter contare su uno spazio protetto significa lavorare meglio sulla formazione dei giovani e sulla passione per il ciclismo”, ha sottolineato il presidente dell’UC Mirano Paolo Bustreo. Il nuovo ciclodromo ra orza ulteriormente il polo sportivo di Scaltenigo, già punto
di riferimento per il territorio grazie alla presenza di pattinodromo, campo da calcio, palestra scolastica, bocciodromo e campo da tennis. Un’area che continua così a crescere come centro dedicato allo sport di base, alla socialità e alla comunità.
• Riccardo Musacco
La Colonna. “Nel mese di maggio sono già arrivate numerose richieste di informazioni e adesione”, spiega il presidente di CER Mirano One Andrea Levantino. “È un segnale importante che conferma la crescente attenzione verso un modello energetico fondato sulla sostenibilità e sulla condivisione dell’energia all’interno della comunità locale. Vogliamo accompagnare cittadini e imprese con informazioni chiare e supporto concreto”. Nel frattempo il Comune di Mirano e l’associazione CER Mirano One stanno definendo un patto di collaborazione finalizzato a ra orzare le attività di informazione e coinvolgimento
della cittadinanza sui temi dell’energia rinnovabile e della transizione ecologica. “Le comunità energetiche rappresentano una grande opportunità per i territori - sottolinea il sindaco Tiziano Baggioperché uniscono sostenibilità ambientale, partecipazione e attenzione ai costi energetici che incidono sulla vita quotidiana di famiglie e imprese. Crediamo molto in questo progetto e nella collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini per costruire un modello energetico più sostenibile e vicino al territorio”.
• (r.m.)
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Il Castelletto e le grotte diventano il cuore della stagione 2026
Mirano punta sempre di più su un turismo culturale, sostenibile e diffuso, capace di valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico della città attraverso esperienze lente e coinvolgenti. È stata presentata in questi giorni la nuova stagione 2026 “Mirano da scoprire. Il Castelletto, le grotte e i percorsi della città”, un progetto che mette insieme cultura, ambiente e partecipazione della comunità locale. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Mirano, Echidna — realtà culturale attiva sul territorio da oltre vent’anni — e il Bel-Vedere Lab, gruppo di cittadinanza attiva impegnato nella valorizzazione del complesso di Villa Belvedere. Un lavoro condiviso che negli ultimi anni ha permesso di trasformare il Castelletto e le Grotte in uno dei luoghi simbolo della città, capace di attrarre visitatori e costruire nuove occasioni di fruizione del territorio. Il bilancio della stagione 2024-2025 conferma la crescita dell’interesse attorno al progetto. Oltre 2.600 persone hanno partecipato alle visite guidate al Castelletto e alle Grotte, mentre circa un centinaio di visitatori ha preso parte agli altri itinerari culturali proposti in città. Numeri accompagnati anche da un importante lavoro organizzativo
e volontario: 90 giornate di apertura del sito e circa 50 dedicate alla manutenzione e alla cura degli spazi. Particolarmente significativo anche il coinvolgimento delle giovani generazioni. Circa 400 bambini e ragazzi under 14 hanno partecipato alle attività organizzate nel corso dell’ultima stagione, confermando la volontà di costruire un progetto culturale accessibile e partecipato. Cuore del programma 2026 saranno ancora le visite guidate al Castelletto e alle Grotte di Villa Belvedere, il suggestivo complesso neogotico ottocentesco fatto realizzare da Vincenzo Paolo Barzizza lungo il corso del Muson. Accanto agli itinerari tradizionali verranno proposte nuove esperienze, come il percorso “Da Mulino a Mulino… incontrando Tiepolo”, una passeggiata culturale che attraversa il centro storico seguendo il fiume e intrecciando archeologia industriale, parchi storici e patrimonio artistico. Tra le novità più attese ci sarà anche il progetto teatrale immersivo “Il Belvedere segreto del Conte B. – Viaggio al di là del qua”, prodotto da Echidna e realizzato da Francesca Boldrin con la regia di Alessandro Lucci. Dopo la sperimentazione avviata nel 2025, l’esperienza verrà consolidata nella nuova stagione con un format site specific pensato appositamente per il Castelletto, trasformato
così in uno spazio narrativo ed emozionale dove storia, teatro e paesaggio si intrecciano. “Il Castelletto e le Grotte rappresentano uno dei luoghi più a ascinanti e identitari della nostra città”, sottolinea il sindaco Tiziano Baggio, evidenziando come il progetto stia contribuendo a creare una rete di itinerari e narrazioni capaci di valorizzare il territorio in chiave sostenibile. Sulla stessa linea anche l’assessora alla Cultura e al Turismo sostenibile Maria Francesca Di Raimondo, che parla di “una modalità di scoperta lenta e consapevole del territorio”, mentre Echidna e Bel-Vedere Lab ribadiscono l’obiettivo di trasformare il Castelletto in “un luogo vivo, aperto e partecipato”.
• Riccardo Musacco
“La musica col cuore” per celebrare volontariato e comunità
Vent’anni di musica, volontariato e solidarietà. Il Mirano Summer Festival si prepara a tornare anche nell’estate 2026 confermandosi uno degli appuntamenti più attesi del Nordest. La storica manifestazione si svolgerà dal 26 giugno al 18 luglio nell’area degli impianti sportivi di Mirano e celebrerà il traguardo della ventesima edizione con lo slogan “La musica col cuore”. La presentazione u iciale si è svolta nei giorni scorsi alla presenza del patron del festival e presidente dell’associazione Volare 4.0 Paolo Favaretto, del sindaco Tiziano Baggio e della vicesindaco Maria Giovanna Boldrin, insieme ai rappresentanti delle realtà che sostengono l’iniziativa. Anche quest’anno il festival unirà concerti, spettacoli
e intrattenimento a un forte spirito comunitario e solidale, elemento che negli anni ha trasformato il Mirano Summer Festival in molto più di una semplice rassegna musicale. Accanto agli eventi musicali, infatti, il festival continuerà a sostenere progetti sociali e iniziative benefiche, grazie anche alla collaborazione con Fondazione Città della Speranza e numerose aziende del territorio che supportano l’organizzazione. Per quasi un mese Mirano tornerà così a essere punto di riferimento per migliaia di giovani e famiglie, in un’edizione speciale che punta a celebrare il percorso costruito in questi vent’anni di attività.
• (r.m.)
SANTA MARIA DI SALA
Industria. Si chiude una fase che ha tenuto col fiato sospeso centinaia di lavoratori per mesi
Una nuova vita per lo stabilimento della Speedline
Per la Speedline si apre u icialmente una nuova fase. Dopo mesi di incertezza e apprensione per il futuro dello storico stabilimento di Santa Maria di Sala, è arrivata l’aggiudicazione formale dell’azienda al gruppo Sigit, realtà industriale italiana leader nel settore automotive. Un passaggio che viene accolto dal territorio come un momento decisivo non solo per la continuità produttiva del sito, ma anche per la tutela dell’occupazione e delle competenze costruite in decenni di
attività. Speedline rappresenta infatti uno dei marchi simbolo dell’eccellenza manifatturiera italiana nel mondo, conosciuto per la produzione di cerchi in lega di alta gamma destinati anche ai più prestigiosi marchi automobilistici internazionali. La nuova proprietà porta ora in dote solidità industriale, esperienza e una prospettiva di rilancio concreto. Il gruppo Sigit, con sede a Torino, è infatti una delle realtà italiane più importanti nella progettazione e produzione di componenti in materiale
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termoplastico, gomma e alluminio per il settore automotive. Un’azienda che opera a livello internazionale e che potrà sviluppare importanti sinergie industriali con il sito veneziano. A commentare con soddisfazione il risultato raggiunto è il sindaco di Santa Maria di Sala, Alessandro Arpi, che parla apertamente di una “giornata storica” per il territorio. “Oggi è una giornata di grande speranza e orgoglio per Santa Maria di Sala e per tutto il tessuto produttivo veneto e nazionale – dichiara il primo cittadino -. L’aggiudicazione a una realtà industriale italiana prestigiosa e specializzata nell’automotive come il gruppo Sigit rappresenta la fine di un periodo di incertezza e l’inizio di una rinascita”. Secondo Arpi, l’operazione segna un punto di svolta fondamentale per garantire un futuro stabile allo stabilimento e ai suoi lavoratori. “Siamo sicuri che, grazie alle competenze del gruppo e al piano di investimenti previsto, riusciremo a rilanciare pienamente un marchio che è un vero simbolo del Made in Italy nel mondo”, aggiunge. Il sindaco ha inoltre voluto rivolgere un ringraziamento alle istituzioni che hanno seguito da vicino tutta
la complessa vicenda, a partire dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Un ringraziamento sincero va al Ministro per l’attenzione costante, la determinazione e l’impegno profuso nel contrastare le speculazioni finanziarie e nel difendere con forza questo asset strategico. Il Ministero ha dimostrato concretamente cosa significa tutelare il lavoro e le competenze del nostro Paese”. Parole di riconoscenza anche per i Commissari Straordinari che hanno accompagnato il percorso dell’amministrazione straordinaria. Un ringraziamento particolare viene rivolto al dottor Maurizio Castro, indicato dal sindaco come figura decisiva per il buon esito dell’operazione grazie
alla sua attività di mediazione e alla guida esercitata durante tutta la trattativa. L’Amministrazione comunale continuerà ora a seguire da vicino le prossime fasi del percorso, a partire dal confronto con le organizzazioni sindacali e dalla definizione degli accordi per la continuità occupazionale e produttiva del sito. “La salvaguardia delle competenze dei nostri lavoratori era la nostra priorità – conclude Arpi -. Oggi, grazie al lavoro di squadra tra istituzioni, commissari e parti sociali, il futuro della Speedline torna a essere solido, competitivo e saldamente radicato nel nostro territorio”.
• Riccardo Musacco
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L’ultimo appuntamento con “Aperitivo in Villa”, svoltosi il 24 maggio a Villa Farsetti, dimostra che le criticità segnalate dall’opposizione nei mesi scorsi erano fondate e meritavano attenzione. Ne è convinto Massimo Iovine, consigliere comunale di Civica Insieme, che rivendica il ruolo svolto dal gruppo nel sollecitare una gestione più attenta dei grandi eventi ospitati nel complesso monumentale. Il riferimento è all’edizione del 12 aprile, quando la elevata a luenza aveva provocato forti disagi per residenti e automobilisti. Le strade della frazione si erano riempite di veicoli, con parcheggi improvvisati anche davanti ad accessi privati, mentre all’interno della Villa erano emerse criticità legate alla sicurezza e ai servizi disponibili per il pubblico. A destare preoccupazione era stato anche l’incendio di un truck per la somministrazione di alimenti, che aveva richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco. Dopo quell’episodio, tutti i consiglieri di opposizione avevano presentato una segnalazione a Prefettura, Questura e Soprintendenza chiedendo maggiori garanzie nell’organizzazione delle manifestazioni. Secondo Iovine, l’evento del 24 maggio ha mostrato un cambio di passo. “È stato predisposto un piano del tra ico più e icace, con percorsi e parcheggi segnalati, mentre all’interno della Villa sono state migliorate l’accessibilità ai servizi e le condizioni di sicurezza”, sottolinea. Per Civica Insieme la strada intrapresa è quella giusta: valorizzare Villa Farsetti
attraverso eventi di richiamo, ma senza compromettere la vivibilità del territorio, il rispetto dei residenti e la tutela di un bene storico di grande valore. Il gruppo chiede inoltre maggiore trasparenza nella gestione degli spazi e degli eventi ospitati nel complesso monumentale, annunciando che continuerà a vigilare a inché venga sempre garantita la funzione pubblica della Villa e la tutela dell’interesse della comunità.
SANTA MARIA DI SALA
La firma. Il sindaco Arpi: “Un impegno morale verso le famiglie e il territorio”
PIÙ SICUREZZA SULLA NOALESE: AL VIA
IL PROGETTO PER STIGLIANO E VETERNIGO
Dopo anni di attese, segnalazioni e richieste da parte dei residenti, prende finalmente forma il percorso che porterà alla messa in sicurezza di uno dei tratti più delicati della Strada Regionale 515 “Noalese”, arteria fondamentale per la viabilità tra il Miranese e il Padovano. È stato infatti firmato il protocollo d’intesa tra il Comune di Santa Maria di Sala e Veneto Strade, atto che sancisce u icialmente l’avvio della redazione del DOCFAP, il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali. Si tratta del primo passo concreto verso un intervento atteso da tempo nelle frazioni di Stigliano e Veternigo, dove negli anni si sono verificati numerosi incidenti, alcuni dei quali molto gravi. Lo studio tecnico riguarderà il tratto compreso tra il chilometro 24+600 e il chilometro 25+000 della regionale, includendo gli incroci con via Rugoletto e via Tintoretto, punti considerati particolarmente critici sia dai cittadini sia dagli amministratori locali. Il DOCFAP avrà il compito di individuare le soluzioni più e icaci per migliorare la sicurezza stradale. Tra le ipotesi al vaglio vi sarà anche la realizzazione di una rotatoria, soluzione spesso indicata come strategica per ridurre la velocità dei veicoli e limitare il rischio di collisioni. Lo studio analizzerà inoltre costi, impatti ambientali e conseguenze sulla viabilità, definendo anche un cronoprogramma delle future fasi progettuali e realizzative. Grande soddisfazione viene espressa dal vicesindaco Daniel Basso, che sottolinea il valore della collaborazione istituzionale raggiunta in questi mesi. «La collaborazione tra i nostri enti ha permesso di sbloccare la situazione, trasformando le necessità concrete espresse dal territorio in una pianificazione tecnica lungimirante», a erma. Ma oltre agli aspetti amministrativi e tecnici, il progetto porta con sé anche un forte significato umano. Lo ricorda il sindaco Alessandro Arpi, che collega direttamente la firma del protocollo a un impegno assunto con la comunità dopo il tragico incidente costato la vita, lo scorso anno, a un giovane motociclista proprio lungo quel tratto della Noalese. “Si apre finalmente una fase operativa costruita grazie alla collaborazione tra enti e alla volontà dell’Amministrazione di dare risposte concrete ai cittadini – dichiara il primo cittadino -. Era un impegno morale
prioritario che avevamo assunto, in primis con la famiglia del ragazzo vittima di quel terribile incidente, e poi con tutta la cittadinanza. Oggi quel dovere comincia a trasformarsi in realtà”. La speranza del territorio è ora che l’iter possa proseguire senza rallentamenti, trasformando lo studio preliminare in un’opera concreta capace di garantire maggiore sicurezza a residenti, pendolari e automobilisti che ogni giorno percorrono quell’arteria stradale.
•
Riccardo Musacco
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Giada Milan, talento al pianoforte, primo premio a Trento
Un altro importante successo arricchisce il percorso musicale di Giada Milan. La giovane pianista salese, 15 anni, studentessa della prima classe del Liceo Musicale Giorgione di Castelfranco Veneto, ha conquistato il primo premio con il punteggio pieno di 100/100 al concorso musicale “Accordarsi è Possibile”, promosso dal Liceo Musicale e dal Conservatorio di Trento. Giada si è imposta nella categoria “Giovani Talenti fino a 18 anni”, confermando una crescita artistica che negli ultimi tre anni l’ha vista collezionare numerosi riconoscimenti in competizioni nazionali, spesso ottenendo il massimo dei voti.
La giovane musicista studia pianoforte dall’età di 11 anni, quando ha iniziato il suo percorso alle medie musicali. Oggi è seguita dai maestri Ilaria Torresan e Massimiliano Grotto, che ne accompagnano la formazione e lo sviluppo tecnico e interpretativo. Il 2026 si era già aperto con un’altra esperienza significativa. Giada è infatti salita sul palco del prestigioso Teatro Accademico di Castelfranco Veneto in occasione della seconda edizione del Piano Classic Concert, evento organizzato dall’associazione CCmotorday a sostegno del progetto sociale “Buoni Amici Social Street” del Centro Atlantis. In quell’occasione la giovane pianista ha condiviso la scena con studenti dei conservatori e musicisti già avviati alla professione, eseguendo composizioni di Frédéric Chopin e Franz Schubert. Un’esibizione che ha conquistato il pubblico grazie alla sensibilità interpretativa, al controllo tecnico e alla maturità musicale dimostrata nonostante la giovane età. Il nuovo successo ottenuto a Trento rappresenta un’ulteriore conferma del talento di Giada Milan, una giovane promessa del pianoforte che continua a crescere e a portare il nome di Santa Maria di Sala sui palcoscenici della musica classica.
• (r.m.)
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Mirano summer festival una storia lunga vent
Musica, solidarietà e comunità: il festival celebra un traguardo
Il Mirano Summer Festival celebra la ventesima edizione tra crescita nazionale, grandi nomi, volontariato e una comunità che ha trasformato una festa tra amici in un punto di riferimento dell’estate italiana
ent’anni. Ci vuole un momento per rendersene conto davvero. Vent’anni di musica, serate, incontri e un’intera comunità che ogni estate si ritrova ai Campi Sportivi di Mirano. Vent’anni di volontari che iniziano la giornata presto e la fi niscono a notte fonda, di famiglie che tornano puntuali, di ragazzi che crescono con il Summer come sfondo naturale della
Il Mirano Summer Festival oggi è molto più di un evento locale. Lo racconta bene il suo fondatore e presidente dell’Associazione Volare 4.0, Paolo Favaretto: “È nata vent’anni fa tra amici per fare una festa di musica ed è diventata un appuntamento a livello nazionale”. E la crescita si vede soprattutto da un segnale preciso. “Quello che è cambiato negli ultimi anni –spiega Favaretto – è che fi no a un anno e mezzo fa facevamo fatica a trovare gli artisti. Adesso sono loro che ci chiedono di suonare al Summer, perché la
manifestazione sta funzionando”. Un cambiamento che si rifl ette anche sul cartellone, sempre più ricco e trasversale. “È un programma importante – racconta – con Emma, Gabbani, Panariello, Elio, Cristina D’Avena e tanti altri artisti, oltre a cover band di grande livello”. Un segnale chiaro della direzione presa dal festival, che oggi si posiziona stabilmente tra gli appuntamenti estivi più seguiti del
Ma la crescita non è solo artistica. È anche organizzativa e strutturale. “Abbiamo aperto le iscrizioni per i gruppi musicali e a fine gennaio avevamo già 3.500 band candidate – racconta Favaretto – non sapevamo neanche come gestirle tutte, ma è un segnale straordinario di quanto il progetto sia diventato
Dietro le quinte, il lavoro è imponente. “Abbiamo 250 volontari e 90 persone dedicate alla sicurezza –spiega – tutti formati, con percorsi adeguati. L’intera manifestazione è controllata anche con sistemi di videosorveglianza collegati con la Prefettura”. Un’organizzazione complessa che negli anni è diventata sempre più strutturata e professionale. Il cuore però resta il volontariato. Favaretto lo sottolinea
con forza: “Non sono solo vent’anni di sacrifi cio, sono vent’anni di scelta. Ragazzi che potrebbero stare altrove e invece decidono di essere lì, dietro un banco o nel backstage, per far parte di qualcosa”. Un’altra dimensione fondamentale è quella sociale. Negli anni il festival ha sostenuto progetti solidali e continua a farlo. “Abbiamo già donato 10.000 euro alla Città della Speranza – spiega Favaretto – e anche quest’anno l’obiettivo principale è continuare a sostenere i bambini e le famiglie che ne hanno bisogno”. Accanto alla musica, il festival si arricchisce di nuove aree e iniziative. Tra queste l’area dedicata alla ristorazione e ai locali provenienti da diverse città del Nord Italia. “Abbiamo creato un’area bacari con locali di Milano, Treviso e Padova – racconta Favaretto – e uno spazio gastronomico completamente all’aperto, pensato per vivere l’esperienza del Summer a 360 gradi”. Non manca lo sport. Il 1° luglio, infatti, il festival ospiterà un momento speciale: “Premiamo le squadre che sono salite di categoria insieme alla Federazione Nazionale Calcio – spiega Favaretto – sarà una serata importante con la presenza di molti sindaci del territorio”.
A fare da cornice, una manifestazione che ormai ha superato i confi ni locali. “Quest’anno avremo anche diverse televisioni nazionali – conclude Favaretto – il Summer sta diventando davvero un punto di riferimento per l’estate”.
Una crescita che non cambia però lo spirito originario. Vent’anni dopo, il Mirano Summer Festival resta una cosa semplice nella sua origine e complessa nella sua realizzazione: una comunità che ogni estate si ritrova per costruire qualcosa insieme.
Ci vediamo ai Campi Sportivi. Il Summer è pronto.
Il progetto. Alberi, biodiversità e laboratorio didattico
PARCO DELL’AMICIZIA , IL NUOVO SPAZIO VERDE NATO DAI RISPARMI IN BOLLETTA
Nuova area verde per Spinea, ancora più preziosa perché nata dai risparmi in bolletta degli stessi cittadini. È stato inaugurato con una grande partecipazione dei residenti e alla presenza dei bambini delle scuole il nuovo parco dell’Amicizia, realizzato grazie ai minori costi generati da chi ha rinunciato alle bollette cartacee di Veritas ed è passato alle smart. Nato in un’area inizialmente destinata all’urbanizzazione, il nuovo parco deve il suo nome alla scelta dei bambini delle tre classi seconde della scuola primaria Anna Frank, che hanno partecipato alla cerimonia con cartelloni, filastrocche e un entusiasmo contagioso. La speranza del comune è - ovviamente - che l’area diventi un preciso punto di ritrovo per il quartiere. Il parco è il risultato della collaborazione tra Veritas e l’amministrazione comunale, ed è stato realizzato grazie ai risparmi ottenuti dalla digitalizzazione delle bollette. Il progetto prevede la piantumazione di alberi di diverse
specie, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria con un incremento della biodiversità e la creazione di un vero laboratorio didattico a cielo aperto per le nuove generazioni. La varietà delle piante messe a dimora, oltre venti esemplari, garantirà una maggiore resilienza alle malattie e ai cambiamenti climatici.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco di Spinea Franco Bevilacqua, il vicesindaco Emanuele Ditadi, l’assessore all’Ambiente Paolo Barbiero, l’amministratore delegato di Veritas Andrea Razzini, i rappresentanti della ditta L’Agreste e il dirigente scolastico Giuseppe Peluso. Il sindaco ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando come Spinea sia la prima città ad avviare questo progetto di Veritas. “Siamo molto soddisfatti per questo risultato, che rappresenta un passo concreto verso la città verde che abbiamo immaginato e promesso ai cittadini. Quest’area avrebbe potuto essere edificata, ma abbiamo scelto
con convinzione di destinarla a parco, restituendo alla comunità uno spazio di qualità, inclusivo e sostenibile. Il Parco dell’Amicizia è un simbolo della direzione che vogliamo dare a Spinea: più natura, più benessere, più attenzione alle nuove generazioni”. Chi dice addio alla carta attraverso lo Sportello on line - accessibile dal sito
www.gruppoveritas.it - può partecipare a un contest e scegliere a quale progetto destinare il risparmio indotto dalla mancata stampa, imbustamento e consegna delle proprie bollette. Con questi fondi, nel 2023 è stata creata un’area destinata al ripopolamento degli insetti impollinatori, con relative arnie, all’interno dell’ex discarica di Mirano,
nel 2024 sono stati forniti materiali alle associazioni che organizzano le giornate ecologiche e la pulizia del territorio, mentre l’anno scorso ha vinto la piantumazione di alberi e piante di acero, ciliegio, rosmarino e lavanda nell’area verde di Spinea. • Massimo Tonizzo
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IL COMUNE ALZA LA GUARDIA SULLA SICUREZZA E IL DECORO
Un futuro prossimo inevitabilmente incentrato sul tema della sicurezza e della lotta al degrado per il comune di Spinea, che ha concluso la sua serie di incontri con i residenti dei vari quartieri facendo il punto e aggiornando sui molti fronti aperti che interessano la città. In primo piano il tema della lotta alle occupazioni abusive al Villaggio dei Fiori, sul quale il vice sindaco Emanuele Ditadi ha ribadito che “Il comune nei mesi scorsi ha stretto un accordo con Insula per la sorveglianza privata dell’area e per la rimozione dei contatori dell’energia, così da impedire allacci abusivi. Purtroppo questo impegno non è stato mantenuto, ma noi continueremo a essere presenti e a pretendere un intervento in modo da poter garantire sicurezza e decoro, che sono richieste sacrosante”. Sul tema sicurezza ha poi aggiunto: “Abbiamo attualmente 11 agenti, di cui tre di fresca assunzione, e vogliamo arrivare a 12.
Grazie alla sottoscrizione della convenzione con Venezia abbiamo inoltre un servizio di controllo capillare h24 e una control room moderna ed e icace”. Altro punto molto sentito dai residenti quello relativo alle scuole, con l’assessora ai Lavori pubblici Sonia Martignon che riferisce: “Abbiamo il progetto pronto per due piazze scolastiche, davanti alla scuola Vico e davanti alla scuola Anna Frank, così da consentire agli alunni e ai genitori che attendono all’uscita una adeguata sicurezza. Per la velocità delle auto nelle zone in prossimità delle scuole, l’unica cosa che possiamo fare per scoraggiare questi comportamenti scorretti è mettere dei dissuasori. Purtroppo le risorse non sono infinite, ma stiamo facendo il possibile per procedere in questa direzione”.
In primo piano anche i rapporti con il comune di Venezia, sui quali il sindaco Franco Bevilacqua ha spiegato ai residenti: “Insula ora ha cambiato presidente e il
Comune di Venezia ha un nuovo sindaco, ma con Simone Venturini, che nella passata amministrazione aveva proprio la delega alla Casa e quindi conosciamo bene, i rapporti sono già in essere e questo rapporto di collaborazione ha già portato al risultato della messa in vendita degli alloggi di proprietà del Comune di Venezia. La nostra speranza è che gli immobili attualmente vuoti possano essere venduti, così da essere risistemati e non trovarsi più alla mercé degli abusivi. Noi non molleremo e da parte nostra confermiamo l’impegno e la presenza in questo quartiere”. Primo passo, intanto la sistemazione del parco giochi di piazza Cortina: “L’Amministrazione ha all’attivo un piano di sistemazione delle aree giochi a partire da quella del Villagio dei Fiori. Nel parchetto di piazza Cortina verranno installati nuovi giochi - due altalene, un castello doppio, due giochi a molla -, una nuova piattaforma con gomma colata e sarà predisposto
nuovo arredo urbano. Un investimento importante per il divertimento dei bambini ma anche per un maggior decoro dell’area, perché la sicurezza
OLTRE TRENTA ATLETI PORTANO ALTO IL NOME DELLA CITTÀ
Oltre trenta atleti sono stati premiati dall’Amministrazione comunale di Spinea, in segno di apprezzamento e riconoscenza per gli importanti risultati raggiunti, che portano in alto il nome di Spinea nelle diverse discipline a livello nazionale e mondiale.
“Lo sport è un valore fondamentale per la crescita della persona e della comunità – ha dichiarato il Sindaco Franco Bevilacqua – Perché insegna il rispetto delle regole, l’impegno, il sacrificio e la capacità di lavorare insieme. Attraverso lo sport si costruiscono relazioni, si favorisce la socialità e si promuove il benessere psicofisico, soprattutto tra i giovani. Per questo come Am-
tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale. I provvedimenti. Interventi al Villaggio dei Fiori, più controlli h24, scuole e parchi riqualificati
ministrazione crediamo sia importante sostenere le associazioni sportive e valorizzare chi, con passione e determinazione, rappresenta con orgoglio la nostra città”.
La cerimonia si è svolta alla presenza degli atleti, delle famiglie, delle società sportive e della giunta comunale. I premiati, che si sono distinti in numerose discipline, ottenendo risultati di rilievo a livello regionale, nazionale e internazionale, sono stati Gianno Bonas (psicologo), Giuseppe Lazzarin (karate), Matteo Romoli (ciclismo), Greta Bugnolo (salto triplo), Matteo Dei Rossi (parascherma), Maurizio Ferri (nuoto paralimpico), Gaia Novello (volley), Alice Sorato (paratletica),
si costruisce anche così, con ambienti sicuri e frequentati dalle famiglie”.
Gabriele Bulgarelli, Elia Busana, Alessio Cerza, Alvise Marin, Sofia Menin, Alessio Mu ato e Nacucchi Gabriel (arco), Victoria Antonello e Jonathan Rosciglioni (kumite), Giacomo Gobbato, Juri Levorato, Andrea Giolo, Matteo Barison, Melissa Chinellato, Leonardo Ceccato, Riccardo Ceccato, Alberto Gorin, Edoardo Colle, Filippo Salvalaio, Christian Capozza, Jacopo Murciano e Andrea Gobbato (pattinaggio), Nicholas Masiero, Gianmaria Giacomi, Elvis Martinello, Alessandro Volpato e Alex Cimetto (pattinaggio artistico). • (m.t.)
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La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma
Acomplicare il risiko concorrono fattori esterni che spingono per una rapida definizione degli equilibri. Da un lato vi è il costante monitoraggio dei flussi elettorali, dall’altro la pressione esercitata dalle nuove correnti identitarie radicali legate alla nascita di movimenti come “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci, capace di intercettare parte del
dissenso ma guardato con forte prudenza dall’ala più istituzionale e pragmatica del settentrione. Per gli amministratori veneti, la priorità resta la tutela dell’autonomia e il radicamento sul territorio, elementi che hanno storicamente decretato il successo del brand Liga Veneta. Se l’accordo di mediazione interna dovesse reggere, la struttura del partito potrebbe
La Lega alla ricerca di una sintesi tra leadership nazionale e correnti identitarie
evolvere verso un modello a doppia trazione, simile alla storica dinamica della Csu bavarese: una leadership nazionale a iancata
da un forte e autonomo presidio del Nord. Al contrario, se la sintesi dovesse sfumare, il rischio è che il malcontento accumulato nei territori del Nord-Est si addensi attorno ai volti storici della governance regionale. La partita veneta, con le sue tese dinamiche congressuali e i posizionamenti in vista dei futuri appuntamenti elettorali, si conferma il vero termometro della tenuta della Lega.
Il dibattito. Da questo mese dedichiamo le pagine regionali ad un confronto su temi di attualità per il Veneto
STEFANI TIRA DRITTO SULL’ AUTONOMIA:
“SACROSANTE RICHIESTE DAL TERRITORIO”
L’obiettivo resta rafforzare l’efficienza amministrativa e dare risposte più rapide ai cittadini
L’autonomia infiamma il dibattito politico veneto e nazionale su fronti contrapposti. “A chi ci accusa di spaccare l’Italia, rispondiamo con la Costituzione e con le sacrosante richieste del nostro territorio”: con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto al termine dell’audizione a Roma davanti alle Commissioni A ari costituzionali di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sull’autonomia di erenziata. Nel corso del confronto parlamentare, Stefani ha respinto le critiche mosse da alcuni esponenti dell’opposizione, secondo i quali la riforma rischierebbe di creare disparità tra i territori e di introdurre trattamenti di erenti tra i cittadini.
“Ci viene contestato di voler creare privilegi di erenziati, approvare norme non più uguali per tutti e aumentare gli stipendi nella sanità”, ha dichiarato il governatore, sottolineando di aver
ribadito in aula la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini veneti.
Secondo Stefani, l’autonomia rappresenta uno strumento per ra orzare l’e icienza amministrativa e garantire risposte più rapide alle esigenze locali.
Tra gli obiettivi indicati dal presidente figurano il sostegno al sistema sanitario, l’aumento dell’attrattività del territorio e una maggiore capacità di intervento in caso di emergenze e calamità naturali.
“L’autonomia è responsabilità”, ha a ermato il governatore, evidenziando come il concetto implichi la capacità di rispondere concretamente delle scelte compiute. “I veneti conoscono bene il significato di questa parola e sono abituati a rendere conto del proprio operato”.
Stefani ha infine rilanciato il tema della valorizzazione del personale sanitario, sostenendo che le Regioni in grado di generare risparmi debbano poter destinare maggiori risorse ai lavoratori del settore. “Se una Regione, risparmiando, può aumentare gli stipendi e ra orzare la previdenza del personale della sanità, è giusto che lo faccia”, ha concluso.
Nei giorni successivi Stefani è tornato a difendere con decisione il percorso verso l’autonomia di erenziata, rivendicando la scelta come opportunità
istituzionale e non come fattore di divisione del Paese. L’occasione è venuta dai rilievi della Fondazione Gimbe emersi durante l’audizione in Commissione A ari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa relativi alla riforma, a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate
La Fondazione Gimbe ha ricordato che la Corte Costituzionale ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. “Desta forti perplessità – ha detto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente
sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse. Prima di attribuire nuove competenze – ha avvertito Cartabellotta – occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Secondo Stefani il nodo centrale è il miglioramento della sanità regionale, con l’obiettivo di renderla più vicina ai cittadini e più aderente ai bisogni dei territori. “I veneti hanno diritto a una sanità migliore”, ha a ermato, sottolineando come l’autonomia non comporti sottrazione di risorse ad altre regioni ma una diversa organizzazione delle competenze. “Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi - insiste Stefani -. Stiamo parlando della salute delle persone. La riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. - conclude il presidente della Regione del Veneto - Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.
• (R.R.)
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani
“AUTONOMIA, STAGIONE ARCHIVIATA, NUOVA FASE PER IL REGIONALISMO”
Tra le fila dell’opposizione in Consiglio Regionale l’autonomia invocata da Stefani e dal centrodestra è bersaglio di critiche. Per Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e portavoce delle opposizioni, il progetto dell’autonomia di erenziata sarebbe ormai giunto al termine e, con esso, anche una lunga fase politica segnata da promesse rimaste incompiute.
“Siamo alla fine di lunga stagionea erma - segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia. Quella eterna promessa di un Veneto che avrebbe ottenuto poteri su 23 materie e valanghe di soldi, quel modello, chiacchiere e distintivo, va agli archivi. Non solo perché oggi si sta parlando di sole quattro funzioni, ma perché lo stesso Stefani si dice convinto che a questo schema si agganceranno altre Regioni. Arrivando così alla stessa conclusione di quanto da tempo sosteniamo e indichiamo: ovvero che alcune funzioni possono essere trasferite a
tutte le Regioni a Statuto ordinario”
Per il rappresentante dem, dunque, si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui il rapporto tra Stato e Regioni dovrebbe basarsi su una collaborazione più stretta e condivisa, superando i modelli precedenti di autonomia di erenziata.“Parliamo sostanzialmente di nuova stagione del regionalismo, destinato a scrivere una nuova pagina fatta di leale cooperazione fra lo Stato e le Regioni all’insegna di una cooperazione ra orzata”. Chiara Luisetto, consigliere regionale del Pd, intervenuta a Veneto24 aggiunge: “Credo che sia arrivato il momento di smetterla di illudere le persone e sostenere che con l’autonomia risolviamo tutti i problemi economici di questa regione, di un bilancio che non paga adeguatamente il personale e che non fornisce servizi sociosanitari dignitosi alle persone. Penso che sia necessario invece fare un salto di qualità non a parole, ma con i fatti. Questa riforma invece è svuotata perché non stiamo parlando
di una reale redistribuzione di risorse, néstiamo parlando di un’autonomia cooperativa. E’ piuttosto un’autonomia che spacchetta e divide il paese e che sembrerebbe voler creare disuguaglianze, però senza dare sostanza a una legge, ad un’autonomia che è stata promessa per decenni. Inoltre è stata considerata incostituzionale, perché, lo ricordiamo, la legge Calderoli è stata su sette punti svuotata dalla dalla pronuncia della Corte Costituzionale. Rischiamo davvero una divisione del Paese non corretta e non sana”.
“Avevo chiesto al presidente Stefani di venire in Aula a spiegare ai veneti cosa sta succedendo con l’Autonomia di erenziata”, ha dichiarato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in un intervento in Consiglio regionale. “Di recente è emerso - ha aggiunto il consigliere - che perfino i 300 milioni per la sanità promessi lo scorso anno da Luca Zaia, altro che i nove decimi delle tasse, sarebbero spariti dall’intesa firmata a febbraio. Senza
LA CGIL: “NON SI TRATTA DI RISPOSTE
Presente alla Commissione A ari Costituzionali della Camera con il segretario confederale Christian Ferrari e il responsabile delle riforme istituzionali Florindo Oliverio la Cgil bocca il percorso delle intese preliminari su alcune materie. “Stiamo parlando di “protezione civile”, di “professioni”, di “previdenza complementare e integrativa”, di “tutela della salute”: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, - sottolineano i sindacalisti - sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Basti pensare alla protezione civile: in un tempo segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento degli eventi estremi, davvero si può sostenere che si tratti di una funzione
trasparenza una democrazia diventa zoppa, mutilata”. “Abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio; di fatto sono trascorsi cinque mesi, ma il regolamento prevede 15 giorni” ha puntalizzato Cunegato-. Ci sono interrogazioni a risposta scritta scadute a dicembre. Ho chiesto dati sui
da frammentare ulteriormente, sottraendola a una forte regia nazionale e assegnandola in via esclusiva a questa o quella Regione? E lo stesso vale per la sanità. Attribuire ulteriori margini di autonomia in questa materia significa: accentuare la frantumazione del Servizio sanitario nazionale; indebolire i principi di universalità e uguaglianza dei diritti sociali; rendere ancora più profondi gli attuali – insostenibili – divari territoriali. La salute delle cittadine e dei cittadini non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. E non meno rilevanti sono i rischi nelle altre materie oggetto di devoluzione. Sulle professioni, il pericolo è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro nazionale, creando una giungla di regimi giuridici
medici gettonisti nei Pronto Soccorso a gennaio, sollecitando più volte: ancora niente. I Pronto Soccorso veneti sono in grave crisi e abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo. Sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona la sanità che vale l’80% del bilancio regionale”.
diversi, vincoli, disparità e barriere localistiche. La Corte ha chiarito che qualsiasi ulteriore forma di autonomia deve essere giustificata da specificità concrete di ogni singola Regione. Nelle intese preliminari, questa specificità – come sottolineato da più parti durante queste audizioni – semplicemente non esiste: i testi sono identici, le richieste regionali assolutamente uguali e le motivazioni completamente generiche. Questo dimostra che non si tratta di risposte mirate a bisogni territoriali specifici, supportate da un’istruttoria oggettiva e scientificamente fondata, ma di una scelta puramente politica e ideologica: sostanzialmente, un atto di fede che non necessita né di spiegazioni né di motivazioni.
Chiara Luisetto Giovanni Manildo
L’intervento. Il senatore Udc: “Dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e capaci”
DE POLI E L’AUTONOMIA: “E’ UNA SFIDA DI RESPONSABILITÀ PER RAFFORZARE IL PAESE”
er troppo tempo il dibattito sull’autonomia di erenziata
è stato raccontato come uno scontro tra chi vuole dividere l’Italia e chi vuole difenderne l’unità. È una rappresentazione semplicistica che non aiuta a comprendere la vera questione: l’autonomia serve per rendere le istituzioni più e icaci e più vicine ai cittadini”.
Il senatore Antonio De Poli (Udc) interviene sul dibattito di questi giorni e a erma che la recente audizione del presidente del Veneto Alberto Stefani “ha riportato il confronto sul terreno giusto, quello della responsabilità. Principio che non solo condivido in pieno, - aggiunge il senatore ma da cui vorrei partire, l’autonomia non è una bandiera ideologica né una mera rivendicazione identitaria. È uno strumento per migliorare il funzionamento dello Stato, rendere più e icaci le amministrazioni e costruire servizi più vicini alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.
Per questo ho accolto con favore la decisione della Corte Costituzionale che ha
dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Calderoli. La Consulta ha ricordato che il percorso dell’autonomia rientra pienamente nel quadro costituzionale e che il confronto politico non può trasformarsi in un pregiudizio verso una riforma prevista dalla nostra Carta”.
De Poli richiama il referendum del 2017, con il quale oltre 2,3 milioni di veneti hanno chiesto più autonomia attraverso un referendum consultivo. “L’espressione democratica di una comunità che chiede di poter contribuire in modo più diretto all’organizzazione dei servizi e delle politiche pubbliche. Un mandato politico e istituzionale che merita rispetto. L’esperienza del Veneto dimostra che autonomia e unità nazionale non sono concetti in contrapposizione, al contrario possono ra orzarsi reciprocamente se l’obiettivo resta quello di o rire servizi migliori ai cittadini e rendere più e iciente l’azione pubblica. Naturalmente l’autonomia non può essere interpretata come una corsa solitaria delle Regioni più forti. L’Italia è una e indivisibile.
Ma proprio perché crediamo nell’unità del Paese dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e più capaci di rispondere ai bisogni dei territori, nel solco di quel principio di sussidiarietà che invita ad avvicinare le decisioni ai cittadini ogni volta che questo può migliorare la qualità dei servizi”. Il senatore porta l’esempio della sanità e si chiede; “Se una regione riesce a
organizzare i servizi in modo e iciente, ridurre gli sprechi e liberare risorse, perché non dovrebbe poter reinvestire quei risparmi per valorizzare medici, infermieri e operatori sanitari? In una fase in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali emergenze del sistema sanitario nazionale, poter rendere più attrattivi gli ospedali e i servizi territoriali significa o rire una
risposta che tenga presente le esigenze territoriali e cittadine”. Gli stessi presupposti valgono, continua De Poli, per la protezione civile, il lavoro e la formazione professionale. “Ecco che ritorniamo proprio al tema della responsabilità, riuscire a mettere l’e icienza al servizio dei cittadini, governando in modo più diretto. Sapendo che più competenze comportano più responsabilità, trasparenza e una più chiara valutazione dei risultati ottenuti. A questo proposito - continua - esistono principi che non possono essere messi in discussione. I livelli essenziali delle prestazioni (LEP) devono essere garantiti in ogni parte del Paese. La solidarietà nazionale resta un pilastro irrinunciabile della Repubblica. L’autonomia è una grande occasione per l’Italia perché saprà premiare la buona amministrazione, responsabilizzare chi governa e migliorare concretamente la qualità dei servizi. La sfida non è trasferire competenze da Roma ai territori, ma utilizzare quelle competenze per dare risposte più rapide”.
Il senatore Udc Antonio De Poli
L’intervista. Francesco Rucco, vice presidente del Consiglio regionale, Fratelli d’Italia, ex sindaco di Vicenza
“ALTA VELOCITÀ: SERVE IL CORAGGIO DI DECIDERE UNA VOLTA PER TUTTE”
Francesco Rucco, lei è stato a lungo sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, oggi è vice presidente del Consiglio Regionale: c’è una sfida imminente che la città si accinge ad aff rontare, e che poi toccherà a tutto il resto del Nord-Est: quella dell’Alta Velocità. Dal suo punto di vista, si rischia un pantano burocratico e operativo?
Secondo me l’attuale sindaco Possamai sta di fatto rallentando l’opera per evitare di prendere decisioni nette. Credo che lo abbiano capito anche i vicentini: l’obiettivo è non fare scelte impopolari in vista delle elezioni del 2028, per evitare contraccolpi sul risultato elettorale. Bisogna però considerare che sono già passati tre anni, ne passeranno altri cinque e l’opera in città ancora non è arrivata. Parliamo di un cantiere che durerà oltre dieci anni nel tessuto cittadino, portando un disagio enorme. Chi fa l’amministratore non può fare calcoli elettorali, deve avere il coraggio di a rontare la situazione e decidere una volta per tutte. Abbiamo ancora la possibilità di scegliere come il treno uscirà dalla stazione di Vicenza
verso Padova, incidendo quindi anche sul territorio padovano. Stiamo lavorando per sbloccare la situazione, ma credo che entro l’autunno una decisione definitiva vada presa.
La presidente di Confindustria Vicenza ha spiegato che siamo ormai al terzo anno di “decrescita infelice” della produzione industriale. In questo scenario economico, che ruolo sta avendo e può avere la Regione?
La Regione ha un ruolo fondamentale, e lo dimostra anche la recente e importante nomina di Massimo Giorgetti — già assessore regionale veronese — alla presidenza di Veneto Sviluppo. Veneto Sviluppo è la finanziaria che sostiene le nostre aziende. In questi anni è rimasta un po’ troppo ferma e deve riprendere il ruolo centrale del passato, immettendo liquidità e denaro dove necessario per sostenere imprese che oggi sono in netta di icoltà. Il Veneto non è più quello di venti o trent’anni fa, sta so rendo. Durante la campagna elettorale ho visitato almeno un centinaio di aziende e continuo a farlo tuttora; pochi giorni fa ero in un’azienda casearia di livello
internazionale. La richiesta che arriva unanimemente dal mondo produttivo è chiara: meno burocrazia e più elasticità. Da questo punto di vista, il presidente Stefani e l’assessore Bitonci hanno aperto tavoli strategici per la sburocratizzazione. Sul fronte dei trasporti, inoltre, dopo la Pedemontana è vitale ragionare sull’A31 e sul collegamento a nord con l’Europa: non è solo un raccordo verso Trento, ma un’apertura commerciale, imprenditoriale e turistica verso l’Europa centrale e del Nord che sarebbe una manna dal cielo per l’economia veneta.
Spostandoci sul fronte politico, come si spiega l’alto consenso di tanti vicentini verso figure come Vannacci, Valdegamberi o Joe Formaggio? Sicuramente Vannacci rappresenta l’elemento di novità. Quando si apre uno spazio politico nuovo, com’era accaduto a suo tempo con il Movimento Cinque Stelle, si attirano inevitabilmente quelle persone che non hanno trovato risposte o spazio nei partiti classici. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato, ma di cui bisogna comprendere a fondo il messaggio. Devo dire che alcune delle
posizioni che Vannacci sta esprimendo sono un po’ contraddittorie: sul tema del femminicidio, ad esempio, le sue dichiarazioni non mi trovano a atto d’accordo. Come si trova in questa nuova veste da consigliere regionale dopo tanti anni passati a fare il sindaco e cosa significa aver ricevuto un così alto numero di consensi?
Fare il sindaco è, a mio avviso, il ruolo più bello in assoluto in politica. C’è un legame viscerale: è la tua città, la ami naturalmente e ti trovi a lavorare ogni giorno per il tuo territorio e per la tua comunità. Il Consiglio regionale rappresenta una realtà completamente diversa. È un’assemblea legislativa, il cui approccio assomiglia molto a quello del Parlamento italiano, un vero e proprio “Parlamento veneto” che lavora sulla produzione delle leggi regionali. Devo dire, però, che il livello dei componenti di questo consiglio è molto alto e l’aula è composta da amministratori di ottimo spessore. Il risultato elettorale è un bellissimo risultato, frutto di un lavoro capillare e costante svolto sul territorio a stretto contatto con i cittadini.
VIOLENZA DI GENERE, LANZARIN: “PREVENZIONE E FORMAZIONE CONTRO UN FENOMENO PERVASIVO”
l Veneto può contare su una rete antiviolenza solida e strutturata, composta da 25 Centri Antiviolenza, 42 Case Rifugio e 37 Sportelli. Tuttavia, i dati ci confermano che la violenza contro le donne resta un fenomeno pervasivo e che c’è ancora molto lavoro da fare sul fronte della prevenzione e della promozione di una cultura del rispetto”. Manuela Lanzarin (Lega-Liga Veneta), presidente della Quinta Commissione, interviene con forza sul tema della violenza di genere e sull’attività dell’Osservatorio regionale permanente.
I dati Istat tracciano un quadro drammatico: il 31,7% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza nel corso della propria vita. Una realtà che bussa ogni giorno alle porte dei servizi territoriali: nel solo 2024, i Centri Antiviolenza e gli Sportelli veneti hanno registrato 8.366 contatti, prendendo in carico e accompagnando 3.780 donne. In questo contesto diventa centrale il lavoro dell’Osservatorio regionale, nato grazie a un voto condiviso da tutte le forze politiche. Durante la seduta della Quinta Commissione,
la presidente Roberta Ruggeri ha illustrato il bilancio dei primi sei mesi e le prossime iniziative. L’obiettivo è duplice: monitorare il fenomeno attraverso dati scientifici, grazie a un protocollo con l’Università di Padova, e far crescere una consapevolezza di usa. “La formazione rappresenta uno strumento fondamentale – sottolinea Lanzarin – e dovrà coinvolgere avvocati, assistenti sociali, personale sanitario, giornalisti e personale scolastico”. Il prossimo passaggio sarà l’esame della relazione in Consiglio regionale.
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impermeabilizzazioni opera nel Nord-Est dal 1985, l'impresa è specializzata nel settore delle impermeabilizzazioni edili, civili ed industriali, e delle coibentazioni.
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Despar Nord investe sul Veneto
Ioccupazione e presenza sul territorio
l Veneto si conferma un’area strategica per Despar Nord che, nel 2025, ha consolidato la propria presenza in regione con un percorso capace di coniugare crescita economica, sviluppo territoriale e attenzione alle comunità locali. Accanto ai risultati commerciali, l’azienda ha ra orzato il proprio ruolo sociale attraverso iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. el corso dell’anno Despar Nord ha destinato oltre 160 mila euro ad attività sociali, culturali ed educative realizzate con associazioni, scuole, istituzioni e realtà locali. Tra i progetti più significativi, la collaborazione con la Cooperativa Vite Vere Down Dadi, con cui l’azienda ha promosso percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative per persone con disabilità, coinvolgendo direttamente anche alcuni punti vendita. È proseguita inoltre la partnership con
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che
DESPAR NORD RAFFORZA IL LEGAME CON IL VENETO: CRESCITA, FILIERE LOCALI E SOSTEGNO AL TERRITORIO
coinvolte nell’iniziativa. Oggi sono 81 le micro-realtà artigiane venete presenti sugli sca ali dei punti vendita, alle quali si aggiungono 41 produttori regionali per un totale di oltre mille referenze provenienti dal Veneto. Un modello che sostiene le filiere corte e valorizza i piccoli produttori.
U n percorso di crescita confermato
di euro con un incremento dell’1,49% rispetto al 2024. Sul territorio sono stati investiti oltre 24,5 milioni di euro per il potenziamento della rete vendita, che oggi in Veneto conta 155 punti vendita di cui 81 a gestione diretta e 74 a iliati. È cresciuta anche l’occupazione, con 324 fra nuove assunzioni e stabilizzazioni contrattuali che portano a 4.287 il numero complessivo dei collaboratori
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AAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul
proposito di persone, Despar Nord ha celebrato anche in Veneto i “Giubilei”, l’appuntamento annuale dedicato ai collaboratori e alle collaboratrici con importanti anzianità di servizio e che hanno raggiunto la pensione. L a cerimonia per il Veneto si è svolta nelle scorse settimane a Villa di Montruglio, a Barbarano Vicentino, coinvolgendo complessivamente 378 persone: 41 pensionati e 337 collaboratori premiati per traguardi professionali compresi tra i 15 e i 40 anni di attività in azienda. Nata oltre vent’anni fa, l’iniziativa rappresenta per Despar Nord un momento di riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate nel tempo dai propri collaboratori e collaboratrici. Per l’azienda, celebrare questi percorsi significa perciò valorizzare il contributo che ogni persona ha dato alla crescita di Despar Nord e al consolidamento del legame con il territorio, confermando al tempo stesso l’impegno nello sviluppo occupazionale nelle regioni in cui opera.
lo scorso anno nel solo Veneto ha Despar Nord e il tessuto agroalimentare
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Centro d’Eccellenza in via Stazione guidato da Mirna Vidotto e Daniela Travagin: analisi della figura, lettino termoattivo, cabina ozono e un’assistente dedicata per un percorso studiato sul corpo femminile.
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favorendo circolazione, drenaggio, riduzione del tessuto adiposo. I movimenti sono studiati per le zone che interessano il pubblico femminile, con l’assistente che verifica la corretta esecuzione e adatta l’intensità. Poi c’è la cabina ozono che completa il trattamento favorendo ossigenazione, drenaggio e tonificazione.
lasciato poco spazio per pensare a sé stesse. Il corpo non è più quello di prima, i vestiti non cadono più come un tempo. A quel punto molte decidono di fare qualcosa: palestra, dieta fai da te, qualche settimana di buoni propositi che poi si per- dono nella routine. Poche però si affidano a un metodo strut- turato, studiato specificamente per il corpo femminile. A Bal- lò di Mirano, in via Stazione 119-B, Mirna Vidotto e Daniela Travagin guidano il centro Figurella, Centro d’Eccellenza che applica un metodo internazionale nato oltre quarant’anni fa e perfezionato per rispondere alle esigenze del corpo femmini- le, che funziona diversamente da quello
Il Metodo Figurella non è la promessa miracolosa che si legge sulle riviste, ma un percorso strutturato che combi-
Ma la tecnologia da sola non basta. L’elemento che fa la differenza è l’assistente dedicata: una professionista formata sul Metodo Figurella che diventa il punto di riferimento costante. Segue la cliente durante le sedute, verifica i movimenti, adatta il programma, controlla le misure, tiene alta la motivazione nei momenti difficili. Perché è nei momenti di stallo, quando sembra che non succeda nulla, che serve qualcuno che ti ricordi perché hai iniziato. Accanto al lavoro in centro c’è il programma alimentare, non una dieta ma un’educazione allo stile di vita corretto. Niente privazioni estreme, ma una guida pratica per mangiare in modo equilibrato, compatibile con la vita quotidiana. Il centro propone alle nuove iscritte consulenza e otto sedute in trenta giorni a 299 euro, per testare il metodo. Orari flessibili: dal lunedì al giovedì 10-20, venerdì 10-14. Perché trovare il tempo è uno dei problemi principali quando si decide di prendersi cura di sé. A Ballò di Mirano, Mirna Vidotto e
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specifici guidati dall’assistente. Non è passivo, ma amplifica l’effetto del movimento attraverso la temperatura corporea,
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Accordo tra Regione e medici di base: Case di Comunità aperte 24 ore su 24
La Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale hanno raggiunto un accordo destinato a rendere pienamente operative le Case di Comunità, strutture considerate uno dei cardini della riorganizzazione della sanità territoriale. L’intesa è stata definita al termine di un incontro svoltosi oggi a Venezia tra il presidente della Regione Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia. Mentre a livello nazionale la trattativa è ancora in fase critica, la Regione Veneto per prima in Italia raggiunge un accordo e funge da modello nazionale. L’obiettivo è rafforzare la medicina di prossimità e garantire una presenza stabile dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità, trasfor-
mandole in un punto di riferimento per i cittadini. I dettagli tecnici dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma il modello organizzativo è stato delineato. «Il Veneto si conferma un laboratorio di buone pratiche e un modello per il resto del Paese», ha dichiarato il presidente Stefani. «Fin dall’inizio abbiamo immaginato le Case di Comunità come il cuore della medicina territoriale, luoghi in cui i cittadini possano trovare assistenza continua e vicina ai loro bisogni». L’accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati, inseriti nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garantiscano la loro presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20. Nelle ore restanti sarà invece assicurato dai medici della continuità assistenziale, consentendo così
alle strutture di rimanere operative 24 ore su 24.
Per i medici con incarico a regime orario viene confermato l’impegno di 38 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, con attività prevalente nelle ore notturne e durante i fine settimana, contribuendo a rafforzare la copertura assistenziale nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. L’intesa prevede inoltre la possibilità, per entrambe le categorie di professionisti, di svolgere da sei a dieci ore aggiuntive settimanali, retribuite con un compenso di 60 euro lordi all’ora. Durante questi turni i medici potranno assistere non soltanto i propri assistiti, ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attua-
zione a uno dei progetti strategici della sanità veneta. Le Case di Comunità, ha sottolineato, avranno il compito di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze o richiedano il ricorso agli ospedali. L’obiettivo della Regione è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e
Medici di base, cambi negli ambulatori tra Campalto, Mestre, Mirano e Chioggia
Diverse novità per la medicina di base nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima, con cessazioni di servizio e nuovi inserimenti che riguardano Campalto, Mestre, Mirano e Chioggia.
A Campalto è terminato a fine maggio l’attività della dottoressa Carlotta Moruzzi, che operava nella medicina di gruppo di via Orlanda. L’Ulss 3 Serenissima ha già individuato il sostituto, il dottor Pihe Kenao, che entrerà nella stessa struttura dal 15 luglio e prenderà in carico automaticamente gli assistiti della dottoressa Moruzzi. Fino a quella data sarà la stessa medicina di gruppo a garantire il servizio, an-
che con il supporto di un altro medico esterno. I pazienti potranno continuare a rivolgersi all’ambulatorio attraverso le modalità già in uso, contattando il numero 041.90320.
A Mestre Centro si è invece concluso il 17 maggio il servizio del dottor Matteo Vilardo, che riceveva in viale San Marco 184. Dal giorno successivo è subentrata la dottoressa Carolina Del Piccolo con un incarico a tempo determinato, nello stesso ambulatorio. Anche in questo caso gli assistiti sono stati trasferiti automaticamente nelle liste del nuovo medico.
Novità anche a Mirano, dove a fine maggio ha cessato l’attività il dottor Antonio Vesco, che
visitava nell’ambulatorio di via Vittoria. L’Ulss ha comunicato che i medici dello stesso territorio hanno ancora posti disponibili e per questo gli assistiti sono stati invitati, tramite lettera personale, a scegliere un nuovo medico tra quelli presenti nell’area. Il dottor Vesco operava anche nell’ambulatorio della frazione di Scaltenigo, ma nessun altro medico ha dato disponibilità a proseguire il servizio nella sede. I residenti di Scaltenigo dovranno quindi fare riferimento agli ambulatori di Mirano o Santa Maria di Sala.
A Chioggia ha terminato a fine maggio anche l’attività del dottor Massimo Naccari, che
garantire una maggiore vicinanza ai cittadini, in particolare alle persone fragili e ai pazienti cronici. Un risultato raggiunto attraverso il confronto con i rappresentanti dei medici di famiglia e la definizione di un modello organizzativo che punta a rendere la sanità territoriale più accessibile e capillare.
lavorava nella Medicina di Gruppo Integrata “Madonna Marina”, in via Madonna Marina. In attesa dell’arrivo di un nuovo medico con incarico temporaneo previsto per metà luglio, saranno i colleghi della struttura a seguire anche i suoi pazienti. Per informazioni e appuntamenti resta attiva la segreteria al numero 041.490520.
Sempre a Chioggia ha lasciato definitivamente il servizio anche la dottoressa Boscolo Lucia Rizzo. I suoi assistiti sono già stati presi in carico dall’ambulatorio pubblico attivato dall’Ulss 3 con i medici della continuità assistenziale, nella sede di Strada Marina 500.
Natalità. Il calo delle nascite mette sotto pressione la rete veneta
Veneto, punti nascita verso la chiusura
Il futuro di alcuni punti nascita del Veneto è diventato uno dei temi più delicati della sanità regionale. A far discutere è la prospettiva di chiusura o riconversione di diversi reparti che non raggiungono più la soglia minima dei 500 parti all’anno prevista dagli standard nazionali per garantire sicurezza e qualità delle cure. Il problema non nasce oggi. Da anni il Ministero della Salute chiede alle Regioni di concentrare i parti nei centri con volumi più elevati, ritenuti più sicuri sia per le madri sia per i neonati. Tuttavia il progressivo calo della natalità sta rendendo sempre più difficile mantenere attivi i punti nascita negli ospedali periferici.
In Veneto la situazione è diventata particolarmente evidente negli ultimi mesi. Alcuni presidi sono scesi ben al di sotto della soglia dei 500 parti annui e rischiano ora di perdere il servizio. La Regione è chiamata a presentare una riorganizzazione della rete, anche per evitare contestazioni sul rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza.
La prospettiva ha però scatenato una forte reazione nei territori interessati. Sindaci, amministratori locali e rappresentanti politici sostengono che la semplice applicazione dei parametri numerici non tenga conto delle peculiarità geografiche e so-
ciali di molte aree venete. Il timore è che la chiusura dei punti nascita rappresenti l’ennesimo passo verso l’indebolimento degli ospedali periferici, con conseguenze per l’intero sistema sanitario locale.
Particolarmente acceso è il dibattito nell’Alto Vicentino attorno all’ospedale di Valdagno, dove nelle ultime settimane si sono moltiplicate prese di posizione e richieste di intervento alla Regione. La difesa del punto nascita è diventata un tema trasversale che coinvolge amministratori, forze politiche e cittadini.
Nel confronto è entrata anche la proposta avanzata dall’europarlamentare Flavio Tosi, che suggerisce di sperimentare la rotazione del personale tra gli ospedali della stessa area per garantire gli standard richiesti senza arrivare alla chiusura dei reparti. Una soluzione che punta a mantenere la presenza del servizio nei territori più fragili e che potrebbe aprire un confronto con il Ministero.
Sul tavolo resta però un dato difficile da ignorare: in Veneto nascono sempre meno bambini. È questo il vero nodo che sta mettendo sotto pressione la rete dei punti nascita e che obbliga la sanità regionale a trovare un equilibrio tra sostenibilità, sicurezza clinica e diritto dei cittadini ad avere servizi vicini al proprio territorio.
Punti nascita a rischio chiusura, Tosi propone la rotazione del personale tra gli ospedali
L’europarlamentare e segretario regionale di Forza Italia suggerisce di far lavorare periodicamente medici e operatori nelle strutture vicine per mantenere l’esperienza necessaria in tutti gli ospedali veneti
Una possibile soluzione per evitare la chiusura dei punti nascita del Veneto potrebbe passare dalla rotazione del personale sanitario tra gli ospedali del territorio. È la proposta avanzata da Flavio Tosi, europarlamentare e segretario regionale di Forza Italia, intervenuto nel dibattito sull’ipotesi di chiusura di quattro punti nascita nella regione.
In una nota, Tosi si dice convinto che sia possibile individuare una strada per scongiurare la chiusura delle strutture, o almeno di una parte di esse. L’esponente politico esprime inoltre stima nei confronti del direttore Giancarlo Ruscitti e sottolinea la volontà comune di trovare una soluzione condivisa.
Secondo Tosi, il nodo principale è rappresentato dalla normativa nazionale, che considera poco affidabili i punti nascita con meno di 500 parti all’anno. Una valutazione che, spiega, deriva dal rischio che il personale perda
esperienza pratica svolgendo un numero limitato di attività.
Per questo propone di organizzare una rotazione periodica degli operatori tra ospedali vicini. Come esempio cita la possibilità di far lavorare il personale di Adria nella struttura di Rovigo per alcuni periodi. In questo modo, sostiene, medici e operatori potrebbero mantenere un livello adeguato di esperienza sul campo, pur continuando a garantire il servizio nei punti nascita che registrano numeri inferiori alla soglia prevista dalla normativa.
«Il punto nascita rimarrebbe sì sotto la soglia dei 500 parti, ma sarebbe garantita l’affidabilità di chi ci lavora», afferma Tosi.
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