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lapiazza del delta - mag26

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A Loreo il 25 Aprile ha visto protagonisti

soprattutto i ragazzi della scuola media

Modello veneto: funziona davvero?

Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo. Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.

Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”. Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.

Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.

Il Veneto vuole l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”

SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA AZIONE E PREVENZIONE

Continuità delle cure, in Ulss 5 nasce il Dipartimento guidato da Lucia Rizzato

SOCIALE, WELFARE, PIANO CASA E GIOVANI, STEFANI:

LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE

• Nicola Stievano

Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - a erma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni a rettate”.

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Sintoniz

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di diverse metrature e tecnologie energetiche di ultima generazione

Ad Adria prende forma un nuovo progetto residenziale pensato per offrire comfort abitativo, efficienza energetica e soluzioni moderne per chi è alla ricerca di una casa nuova. Il complesCondominio Amolaretta dalla società immobiliare bal Investment, propone appartamenti di nuova costruzione in vendita diretta, situati nella zona Amolaretta.

metri quadrati, adatte sia a single e coppie sia a famiglie che necessitano di spazi più ampi.

Ad Adria nasce la residenza Amolaretta: appartamenti moderni ed e cienti

no di coniugare sostenibilità ambientale e qualità della vita quotidiana.

Particolare attenzione è stata dedicata all’efficienza energetica e alla sostenibilità. Gli appartamenti sono infatti senza utilizzo di gas, impianti completamente elettrici che garantiscono maggiore sicurezza e minori consumi energetici. Il comfort abitativo è assicurato dal una soluzione sempre più apprezzata per la distribuzione uniforme del calore negli ambienti.

Il progetto prevede complessivamente , distribuiti in un complesso residenziale moderno progettato per rispondere alle diverse esigenze abitative. Le unità disponibili presenmetrature variabili dai 50 ai 180

Il sistema impiantistico è completato pompe di calore, consentono sia il riscaldamento invernale sia il raffrescamento estivo, oltre pannelli solari una maggiore efficienza energetica dell’edificio. Tecnologie che permetto-

Il complesso dispone inoltre di auto coperti e garage, paratamente, oltre a spazi comuni pensati per garantire funzionalità e comodità ai residenti.

Situato in una zona tranquilla della citil nuovo condominio rappresenta un’opportunità interessante per chi desidera investire in una casa di nuova costruzione, caratterizzata da soluzioni tecnologiche moderne e da una progettazione attenta alle esigenze abitative contemporanee.

Per informazioni sugli appartamenti disponibili e sulle diverse tipologie è possibile contattare la società immobiliare Building Global Investment oppure scrivere all’indigruppobgi.service@gmail.com.

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PARTITI I LAVORI PER LA VIVIFICAZIONE DELLA LAGUNA MARINETTA

Sono iniziati in località Marinetta i lavori di scavo per la vivificazione della laguna. L’intervento, a idato alla ditta “La Dragaggi” di Boscolo Cucco di Chioggia, è finalizzato al miglioramento del ricambio idrico del bacino e della circolazione delle acque, con la riduzione dei fenomeni di stagnazione e il miglioramento della circolazione delle acque, a vantaggio dell’acquacoltura. Nel corso del sopralluogo, da parte delle autorità civili del territorio, è stato sottolineato il valore dell’intervento per il territorio. “Ho fortemente voluto e lavorato a inché questo intervento diventasse realtà, ottenendo i finanziamenti necessari per avviare i lavori”, ha dichiarato l’assessore alla pesca Sara Biondi. “Si tratta di un risultato frutto di impegno, ascolto del territorio e collaborazione con tutti gli attori coinvolti. Investire nella pesca e nella tutela delle nostre lagune significa difendere identità, lavoro e futuro delle comunità locali”. Sulla stessa linea il sindaco Michele Grossato, che ha ribadito il valore del settore per il territorio: “La pesca rappresenta una delle identità più profonde della nostra comunità, un patrimonio fatto di lavoro, tradizione e competenze che dobbiamo continuare a sostenere e difendere. In questo momento particolarmente di icile, segnato anche dall’emergenza del granchio blu, siamo al fianco dei pescatori e stiamo mettendo in campo tutte le azioni possibili per contrastare questo fenomeno e tutelare il loro lavoro”. “Il lavoro portato avanti a livello regionale, anche attraverso il Tavolo per la vivificazione, ha consentito di creare le condizioni per finanziare interventi concreti nei territori. Si tratta di un risultato importante, che nasce dalla collaborazione tra enti e dalla volontà di dare risposte e icaci al comparto della pesca e alla tutela delle nostre lagune”, ha dichiarato il consigliere regionale Cristiano Corazzari. “Il progetto si inserisce in un percorso condiviso con l’Assessore ai lavori pubblici Stefano Gazzola e ha visto il contributo determinante da parte dell’u icio tecnico, soprattutto da parte dell’Architetto Paolo Baldo, che ha consentito di superare le criticità progettuali e avviare i lavori” ha a ermato l’assessore Gazzola.

• Guendalina Ferro

Il dragaggio consente di migliorare la circolazione delle acque a beneficio dell’acquacoltura

LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE

Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.

Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?

Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?

A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si a rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-

abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in a anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.

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segue da pag. 1

Sicurezza urbana/1. Denunce per droga, guida in stato d’ebbrezza e presidio costante del territorio

Un argine alla criminalità tra Po e valli da pesca, i carabinieri intensificano i controlli

Nel silenzio delle valli da pesca e lungo i rami del Po che disegnano il confine più orientale del Veneto, la sicurezza non fa rumore. Eppure c’è, costante e capillare, a idata ai Carabinieri della Compagnia di Adria che nel 2026 hanno moltiplicato i servizi straordinari di controllo del territorio nel basso Polesine, con Porto Tolle e i comuni rivieraschi nel cuore dell’operazione. Un’operazione concentrata nel basso Polesine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Adria con il supporto del 4° Battaglione Carabinieri “Veneto” di Mestre, ha portato a due denunce alla Procura della Repubblica di Rovigo e a tre segnalazioni alla Prefettura per possesso di sostanze stupefacenti. Un’operazione che riflette un metodo collaudato: presenze straordinarie, posti di controllo mirati, verifica delle misure restrittive in corso. La droga resta il fronte più caldo. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Adria hanno fermato a Porto Viro un veicolo sospetto con a bordo due giovani nordafricani: la perquisizione ha permesso di rinvenire sei dosi di cocaina, per un totale di circa cinque grammi,

Rafforzata

la sorveglianza

nel capoluogo Polesano

Idati oggettivi parlano chiaro: a Rovigo i reati sono in calo. È quanto emerso nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a fine aprile in Prefettura e presieduto dal Prefetto Franca Tancredi, alla presenza dei vertici provinciali delle Forze di Polizia, del sindaco Valeria Cittadin e dell’assessore alla Sicurezza Michele Aretusini. Durante l’incontro è stato analizzato l’andamento della delittuosità nel capoluogo sulla base dei dati aggiornati forniti dalle Forze

dell’Ordine. Dall’esame congiunto è emerso un quadro complessivamente positivo, caratterizzato da un significativo e generalizzato calo dei fenomeni delittuosi sia nel primo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025, sia nell’ultimo semestre rispetto ai sei mesi precedenti. Un risultato che viene attribuito al lavoro del sistema integrato della sicurezza territoriale: coordinamento della Prefettura, operatività delle Forze di Polizia, collaborazione del Comune e presidio della Polizia Locale,

pilastri fondamentali della sicurezza urbana. Nonostante il miglioramento dei numeri, nel corso della riunione è stato evidenziato come permanga in una parte della popolazione un sentimento di insicurezza. Per questo motivo le istituzioni intendono a iancare al controllo del territorio anche azioni di carattere culturale e sociale, ra orzando così il concetto stesso di sicurezza urbana, intesa non solo come repressione ma anche come prevenzione e coesione.

“In un contesto in cui i dati confer-

detenute presumibilmente per lo spaccio. Non mancano episodi che coinvolgono direttamente il territorio di Porto Tolle. I Carabinieri della Stazione locale hanno denunciato un 53enne del luogo per guida sotto l’influenza dell’alcool, sorpreso al volante con un tasso alcolemico pari a 2,01 g/l, più del doppio della soglia penale. La patente è stata immediatamente ritirata. Il quadro che emerge da mesi di controlli è quello di un territorio sostanzialmente tranquillo, ma che richiede presidio costante proprio per la sua conformazione geografica: strade isolate, scarsa illuminazione, confini provinciali porosi. A Taglio di Po, i Carabinieri hanno denunciato un 50enne residente a Porto Tolle per porto di coltello a serramanico con lama da 8,5 centimetri, trovato durante un controllo stradale dopo che il conducente aveva mostrato un atteggiamento nervoso e sospetto. Un territorio che non fa notizia nazionale, ma che le forze dell’ordine non smettono di presidiare. E forse è proprio questo il segnale più importante.

• Sara Busato

mano una significativa riduzione dei reati – ha dichiarato il Prefetto Franca Tancredi – è fondamentale a iancare all’azione repressiva e di controllo del territorio anche un lavoro di carattere culturale e sociale, capace di contrastare il sentimento di insicurezza e di ra orzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. La sicurezza si costruisce anche attraverso la partecipazione, il dialogo e la consapevolezza”.

• (g.f.)

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Sicurezza urbana/2. Nuove telecamere ad alta definizione e varchi elettronici

Rosolina si prepara ad un’estate senza allarmi: potenziata la rete di videosorveglianza

Un finanziamento ministeriale ha permesso al Comune di potenziare in modo significativo la rete di videosorveglianza. Controlli stradali, ambientali e lotta al commercio abusivo: il piano della Polizia Locale in vista della stagione turistica

Con l’avvicinarsi dell’estate, Rosolina alza il livello di guardia. Il Comune della costa rodigina ha messo in campo un piano articolato per la sicurezza urbana, puntando su tecnologia, pattugliamento

e controllo del territorio. Al centro dell’intervento c’è il potenziamento della rete di videosorveglianza comunale, già operativo da alcune settimane: alle 48 telecamere di contesto e ai 5 lettori di targa già esistenti si sono aggiunte 15 nuove telecamere e altri 2 varchi elettronici, per un monitoraggio più capillare non solo nelle aree sensibili ma anche nei principali punti di accesso e uscita dal territorio.

Il nuovo ampliamento si distingue per l’introduzione di dispositivi di ultima

generazione: telecamere ad alta definizione con tecnologia multisensore dotata di quattro obiettivi integrati e nuovi sistemi avanzati per la lettura delle targhe. Un salto qualitativo significativo per un Comune che nelle ultime stagioni ha dovuto fare i conti con le sfide tipiche di una località balneare molto frequentata.

L’investimento è stato reso possibile da un importante finanziamento ministeriale ottenuto circa un anno fa. A esprimere soddisfazione è il vicesindaco Pako Massaro, che definisce l’intervento “un importante passo avanti nella tutela della sicurezza collettiva e nel contrasto di fenomeni illeciti”, sottolineando come dimostri la centralità del tema sicurezza per l’Amministrazione. Ma la videosorveglianza è solo una parte del quadro. Il comandante della Polizia Locale Marco Merlin ha illustrato l’intensa attività di pattugliamento prevista per il 2026 lungo tutto l’arco dell’anno. I controlli di polizia stradale interesseranno l’intero territorio comunale, con il mirino puntato sulle principali violazioni: eccesso di velocità, guida senza assicurazione o senza revisione. I varchi elettronici saranno uno strumento di supporto attivo per la contestazione delle infrazioni, utilizzabile anche dalle altre forze dell’ordine. Non si ferma qui. Proseguirà anche l’attività di polizia ambientale, con l’utilizzo di fototrap-

Furti di rame minacciano la sicurezza idraulica

Nel Delta del Po la sicurezza urbana non riguarda soltanto furti nelle abitazioni, episodi di degrado o controlli stradali. C’è un fronte più silenzioso, ma potenzialmente molto più delicato: quello delle infrastrutture idrauliche. Nelle ultime settimane il Polesine ha registrato una serie di furti e danneggiamenti agli impianti di bonifica, con cavi tranciati e rame sottratto dalle idrovore. Episodi che, secondo le cronache locali, hanno interessato anche impianti strategici come l’idrovora di Ca’ Giustinian e l’impianto irriguo di Goro, costringendo a interventi urgenti per ripristinare la piena funzionalità delle strutture. Il punto non è solo il valore del materiale rubato. In un territorio come il Delta, dove la sicurezza idraulica dipende da canali, pompe, impianti elettrici e sistemi di regolazione delle acque, il danneggiamento di un’idrovora può trasformarsi in un problema collettivo. Un cavo tagliato per recuperare rame può mettere fuori servizio un apparato essenziale, soprattutto in caso di piogge intense o criticità meteo. È qui che il tema della sicurezza urbana cambia scala. Non

riguarda più solo la presenza delle pattuglie o la videosorveglianza nei centri abitati, ma la protezione di strutture pubbliche e tecniche da cui dipende la vita quotidiana del territorio. Le idrovore, nel Delta, non sono semplici impianti: sono presidi di sicurezza. Proteggerle significa difendere case, aziende agricole, strade e comunità.

• (s.b.)

pole per contrastare comportamenti illeciti come l’abbandono dei rifiuti o i conferimenti non autorizzati. Un tema, quello del degrado ambientale, particolarmente sentito nelle zone costiere dove la pressione turistica nei mesi estivi tende ad acuire ogni criticità. Sul fronte delle risorse, il quadro finanziario del Comune appare solido. Il bilancio comunale consente di pianificare con maggiore serenità

gli investimenti futuri, intervenendo su ambiti prioritari come manutenzioni, sicurezza, decoro urbano e servizi sociali. L’assessore al Bilancio Stefano Gazzola ha sottolineato la necessità di trasformare queste risorse in progetti concreti e duraturi, evitando spese improvvisate.

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• Sara Busato

Sociale. Riparte l’organismo comunale dedicato a diritti, inclusione e partecipazione

INSEDIATA LA NUOVA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ: LUCIANA MILANI ALLA GUIDA

Si è recentemente insediata la nuova Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Porto Viro, segnando un momento importante per la comunità e per il rilancio di uno strumento fondamentale di partecipazione, ascolto e promozione dei diritti. A guidarla come presidente Luciana Milani, insegnante, che da anni mette a disposizione della città un patrimonio umano e professionale di grande valore; coordinatrice dell’Unipop di Porto Viro, già vicepresidente della precedente commissione e volontaria di SOS Donna presso lo sportello antiviolenza cittadino.

Una figura di grande esperienza, competenza e profonda sensibilità sociale, da sempre punto di riferimento sui temi delle pari opportunità e dell’impegno civico. Alla vicepresidenza Enrico Andreotti – segnalato dal Gruppo Iniziative per l’Ambiente - giovane erborista e ortoterapeuta, impegnato con persone in di icoltà e con disabilità negli orti sociali. A completare l’organismo Marco

Baru aldi nominato dal gruppo consiliare Porto Viro Sicura, Erica Bonandini in rappresentanza di Confartigianato, Alessia Crepaldi segnalata dall’Ordine delle Ostetriche, Filippo Gnan presidente di AVIS Porto Viro, Samantha Grossato in rappresentanza dell’Associazione Las Medusas, Santina Sandrin e Annalisa Tessarin nominate dalla maggioranza consiliare, oltre all’assessore alle politiche di genere Marialaura Tessarin, membro di diritto. Questa è la terza commissione che l’assessore ha il privilegio di coordinare, e la quarta esperienza complessiva, avendo iniziato come volontaria già nel 2009. “Provo una grande emozione e una sincera soddisfazione nel vedere nuovamente attiva la commissione dopo alcuni anni di sospensione – ha commentato – È un organismo prezioso, capace di unire sensibilità diverse, competenze ed esperienze al servizio della nostra comunità. Nutro una profonda stima verso tutti i membri, persone preparate, capaci e animate da autentico spirito

di servizio: sono certa che sapranno lavorare con passione, concretezza e visione sui temi dell’uguaglianza, del rispetto, della prevenzione delle discriminazioni e della valorizzazione di ogni persona”. L’assessore ha ringraziato la consigliera delegata Cecilia Bernusso, il sindaco ed il Settore A ari Generali, nelle persone di Susanna Zanetti e Federica Lazzarin, che con professionalità, disponibilità e grande attenzione coordinano in modo impeccabile il lavoro sotto il profilo tecnico e organizzativo. “Ripartiamo con entusiasmo, con idee nuove e con la volontà di costruire opportunità concrete” ha aggiunto ancora Tessarin. Il sindaco Mario Mantovan ha presenziato alla prima riunione ribadendo: “Si tratta di un organismo fortemente voluto da questa giunta, dopo un periodo di sospensione durante la precedente amministrazione, con l’obiettivo di promuovere uguaglianza, rispetto e partecipazione attiva nella vita della nostra comunità. È uno strumento

importante di confronto e proposta, che potrà diventare un punto di riferimento per il territorio, capace di ascoltare, raccogliere esigenze e contribuire concretamente all’azione amministrativa. A tutti i componenti

È RIPARTITO IL PASSO BARCA TRA PORTO LEVANTE E ALBARELLA

Èripartito il servizio di traghetto tra Porto Levante e l’Isola di Albarella. Il collegamento, attivo fino all’1 novembre con bici al seguito, unisce le due sponde del Po di Levante e ra orza la Via delle Valli, favorendo il cicloturismo nel Delta del Po e la connessione tra Porto Viro e Rosolina; sarà operativo nei giorni di venerdì, sabato, domenica e festivi, con quattro corse al mattino e quattro al pomeriggio. L’iniziativa, che negli anni ha registrato migliaia di passaggi e un forte interesse anche da parte di turisti stranieri, è frutto della collaborazione tra i Comuni di Porto

Viro e Rosolina, in sinergia con la Provincia di Rovigo. “Siamo particolarmente soddisfatti per la ripartenza del passo barca – ha dichiarato Cinzia Braghin, assessore al turismo del Comune di Porto Viro – Questo servizio, molto atteso da residenti e turisti, consente di unire percorsi ciclabili di grande valore naturalistico; la forte a luenza registrata negli anni conferma l’importanza di investire nella mobilità dolce e in un turismo sostenibile. La ripartenza è il risultato di un lavoro condiviso a dimostrazione di una collaborazione istituzionale e icace per la valorizzazione dell’intero territorio”.

va il ringraziamento mio e dell’amministrazione per la disponibilità e l’impegno assunto”.

Sulla sponda geografica opposta è dello stesso avviso Alessandra Patrian, assessore al turismo del Comune di Rosolina: “Una proposta e iciente e di qualità, pensata per cittadini e turisti, che migliora la mobilità e rende ancora più accessibile la nostra destinazione, valorizzando al tempo stesso il cicloturismo e la sostenibilità. Per Rosolina un’opportunità concreta per ra orzare l’attrattività turistica e o rire servizi sempre più all’altezza delle aspettative”.

• (f.p.)

• Fabio Pregnolato

CComune di Porto Viro

ome emerso nell’ultimo Consiglio Comunale, anche quest’anno il nostro Comune si avvia a registrare un avanzo di amministrazione che, con molta probabilità, supererà il milione di euro. Un risultato importante, che testimonia una gestione attenta e responsabile delle risorse pubbliche. Si tratta di un dato che riteniamo giusto condividere con tutta la cittadinanza e anche con la minoranza consiliare, perché quando si parla di risorse economiche del Comune, si parla di soldi dei cittadini e quindi di un patrimonio collettivo da utilizzare con serietà e visione.

La nostra linea è molto chiara: le priorità saranno quelle di portare a termine i grandi lavori già avviati negli anni precedenti e che, per diversi motivi, non sono stati ancora

conclusi. Non vogliamo creare “cattedrali nel deserto”, opere lasciate a metà o incompiute. Prima di immaginare nuovi interventi, è doveroso completare ciò che è già in essere. Tra i progetti più rilevanti ci sono il Palazzo Arcangeli, un’opera che continua il suo percorso ma che presenta criticità legate a progettazioni sviluppate con eccessiva rapidità e senza una piena valutazione di alcuni aspetti tecnici. Vi è poi l’asilo nido, dove si rende necessario il rifacimento del tetto, con un conseguente aumento dei costi. Anche la cittadella dello sport richiede ulteriori definizioni e integrazioni progettuali, poiché il quadro iniziale non risulta ancora del tutto completo. Sono situazioni che affrontiamo con pragmatismo, senza alimentare polemiche. Oggi il nostro compito è trovare soluzioni concrete e

mettere in sicurezza i progetti, affinché possano essere completati nelle migliori condizioni possibili.

Per questo motivo, l’indirizzo della maggioranza è quello di destinare l’avanzo di amministrazione in via prioritaria al completamento di queste opere. È una scelta di responsabilità e di buon senso, sulla quale chiediamo anche la collaborazione della minoranza, nell’interesse generale della città.

Successivamente, tutte le ulteriori risorse disponibili saranno indirizzate verso due ambiti fondamentali: il rifacimento degli asfalti e il rafforzamento della sicurezza pubblica. Sono temi concreti, sentiti dai cittadini, e che rappresentano un impegno preciso della nostra amministrazione.

Governare significa scegliere con equilibrio,

programmare con serietà e mantenere una visione chiara del futuro. È con questo spirito che continueremo a lavorare per la nostra comunità.

Sempre e comunque: Viva Porto Viro

Continui e vergognosi atti di inciviltà: È ORA DI FINIRLA!

L’inclusione sociale torna al centro dell’azione amministrativa del Comune di Porto Viro, che annuncia l’avvio di un nuovo progetto rivolto alle persone e alle famiglie in situazione di fragilità.

L’iniziativa punta a rafforzare il tessuto sociale cittadino, promuovendo partecipazione, relazioni e senso di appartenenza. Non solo interventi di supporto, ma un percorso di coinvolgimento attivo nella vita della comunità.

Il progetto si sviluppa lungo due filoni: uno promosso direttamente dal Comune e uno sostenuto dai fondi della Fondazione Cariparo, che consentono di ampliare le opportunità e rafforzare le azioni sul territorio. Complessivamente, attraverso le due progettualità, sono stati attivati 34 progetti.

Il nostro obiettivo è costruire una comunità più coesa, capace di prendersi cura dei cittadini più fragili – sottolinea l’assessore ai Servizi Sociali – Siviero Giovanni : ”Vogliamo superare una logica puramente assistenziale e mettere al centro la persona, le sue capacità e il suo ruolo nella società”.

Il progetto si rivolge a cittadini in condizioni di vulnerabilità sociale, isolamento o difficoltà relazionali, con l’obiettivo di offrire occasioni concrete di partecipazione e inclusione. I partecipanti vengono accompagnati in percorsi personalizzati di cittadinanza attiva, realizzati insieme alle associazioni e alle realtà del territorio, con attività che favoriscono socialità, pro-

tagonismo civico e costruzione di legami. Crediamo in una comunità che sappia attivarsi e fare rete – aggiunge l’assessore Siviero Giovanni. Questo progetto rappresenta un investimento sul capitale umano e sociale del territorio.

Un ringraziamento viene rivolto alle associazioni, alle realtà del Terzo Settore e ai soggetti locali coinvolti, che hanno collaborato al progetto e ospitato e affiancato le persone inserite nei percorsi, contribuendo in modo concreto alla loro realizzazione.

Il progetto sarà seguito dai servizi comunali insieme al Terzo Settore e al volontariato locale, in un’ottica di collaborazione e corresponsabilità. Una scelta, sottolinea l’amministrazione, orientata a una comunità più inclusiva e solidale, in cui nessuno resti ai margini.

Cari Cittadini, una delle tematiche che più ci colpisce come Amministrazione ma soprattutto come abitanti di Porto Viro è il decoro urbano. In questi mesi abbiamo sempre lavorato e provveduto per cercare di mantenere e soprattutto prevenire la vergognosa abitudine di abbandonare rifiuti nelle nostre strade, arrecando un danno visivo e igienico che si ripercuote non solo sulla qualità della vita di noi cittadini, ma anche nella stessa reputazione e serietà che il nostro territorio meriterebbe di donare a chi viene a far visita alla nostra cittadina, ma anche ricevere da chi ci vive.

Per quanto la situazione venga gestita al meglio delle nostre possibilità amministrative, ci ritroviamo nostro malgrado a dover agire con metodi molto più drastici e mirati, al fine di porre rimedio in modo definitivo a questa mancanza di rispetto per il nostro territorio. L’assessore

Vianello Ivano, insieme a tutta l’Amministrazione Comunale, sta valutando di procedere con dei controlli estremamente mirati per identificare chiunque si renda responsabile, o anche solo partecipe, all’abbandono dei rifiuti nelle nostre vie e argini del territorio, per procedere immediatamente con delle pesantissime contravvenzioni allo scopo di disciplinare chi ancora non ha il buon senso civile e rispetto per il proprio ambiente. Un ambiente che tutti condividiamo e dobbiamo impegnarci a mantenere sano e decoroso per i nostri concittadini e tutti i visitatori. Pertanto, si invita la cittadinanza a collaborare e non voltarsi dall’altra parte se si dovesse assistere a un atto di abbandono rifiuti o una qualsiasi altra tipologia di indecoroso atto di inciviltà, segnalate sempre le posizioni ma soprattutto se possibile i responsabili di tale gesto. L’amministrazione è sempre al vostro servizio per agire e rendere Porto Viro una Città di cui andare fieri. Viva, comunque e sempre Porto Viro.

Mario Mantovan Sindaco di Porto Viro
Giovanni Siviero assessore ai Servizi Sociali
Ivano Vianello assessore

L’anniversario. La frazione ha ricordato le origini, tra testimonianze, musica e un antico dipinto

Ca’ Cappellino celebra i 70 anni della chiesa di Santa Maria Nascente

Durante un weekend di eventi e festeggiamenti la frazione di Ca’ Cappellino ha celebrato il settantesimo anniversario della consacrazione della chiesa intitolata a Maria Nascente. Don Alfonso Boscolo ha tracciato la storia della località: sulla sponda sinistra del Po Grande tra Contarina e Villaregia, tra il 1707 e il 1714 i nobili veneziani Cappello avevano fatto erigere sul loro fondo un oratorio dedicato a Sant’Andrea. La proprietà passò poi alla famiglia Siviero, che nelle persone dei fratelli Amadio e Felice donò l’oratorio alla fabbriceria della parrocchiale di Contarina nel 1854; il vecchio manufatto, benché bersagliato da più alluvioni, è stato visibile fino agli inizi degli anni 2000. Nel frattempo, dopo l’alluvione del 1951, su appezzamenti di terreno donati da Ettore Fregnan sorse il nuovo complesso parrocchiale: l’architetto Silvio Malatesta tracciò il progetto, la prima pietra venne posta nel 1954 e nel 1956 avvenne la consacrazione della chiesa. Il vescovo clodiense di allora, Giovanni Battista Piasentini, inviò nella curazia il sacerdote don Pietro Balzi, della stessa “Comunità missionaria del Paradiso” del beato martire don Sandro Dordi, che lo seguì nella frazione. Anche per don Balzi si stanno raccogliendo testimonianze per la beatificazione: nella sua se pur breve storia il borgo potrebbe così vantare la presenza di ben due beati. “Solo un edificio? Un recinto chiuso?” – si è chiesto nell’omelia il vescovo di Chioggia Giampaolo Dianin – “Nella sua semplicità e sobrietà mi viene da immaginarlo come un ovile, aperto a tutti, in cui riconoscere il nostro pastore. La chiesa è dedicata a Maria piccola, come tutti ci sentiamo nel cammino cristiano”. A margine del concerto del Coro Miscellaneous il sindaco Mario Mantovan ha riflettuto su come la chiesa sia un luogo che rappresenta storia, fede e identità ed al tempo stesso il fulcro fisico su cui si è sviluppata la frazione: “È stato un momento di grande condivisione, con la presenza di molti parroci della Comunità Cristiana Sinodale portovirese. Ho portato il saluto dell’amministrazione con gratitudine verso tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questo bellissimo momento. Grazie a chi, con impegno e passione, ha ra orzato ancora di più il senso di appartenenza e comunità”. In mezzo ai festeggiamenti

ha suscitato curiosità un dipinto vecchio di almeno centoventi anni, ra igurante Maria Nascente, donato dalla signora Rossana Ottoboni e restaurato da Benvenuto Buora. “Ricordo il quadro di mia nonna materna che abitava a Mea – ha ricordato Rossana – ce l’aveva da appena sposata, e per varie vicende familiari fu un po’ accantonato, finendo addirittura nella camera dei salami: dopo il restauro la sua giusta collocazione non poteva che essere nella chiesa omonima”.

• Fabio Pregnolato

Acras Murazze ancora regine del calcio a 5 femminile

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e ragazze del calcio a 5 femminile ASD Acras Murazze hanno recentemente portato a casa, per la seconda volta consecutiva, la coppa del girone B del Campionato C5 femminile nel circuito della CSEN Tuttocampo Cup 2025/2026. Con una semplice cerimonia in sala consigliare, il sindaco Mario Mantovan, gli assessori Ivano Vianello e Giovanni Siviero e il consigliere Paolo Saggia, hanno voluto consegnare alle calciatrici guidate da Matteo Tiozzo una medaglia ed una targa alla società sportiva dilettantistica capitanata da Orazio Pulvirenti. “Queste ragazze hanno portato in alto il nome di Porto Viro, conquistando il titolo interprovinciale e vincendo il campionato – ha commentato compiaciuto il primo cittadino ricordando i suoi trascorsi come arbitro - risultato di sacrificio, impegno e grande determinazione; ho avuto modo di seguirle e vi assicuro che il calcio a 5 è uno spettacolo: velocità, tecnica e intensità continua, un gioco che emoziona e tiene con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo”. Aggiungendo un invito a tutta la cittadinanza portovirese: “Venite a vedere queste ragazze e sostenetele: il calcio a 5 femminile è una realtà in forte crescita e rappresenta una parte importante del futuro sportivo del nostro territorio. Questa vittoria è di squadra: dal capitano a ogni singola giocatrice, dallo sta alla società. Ognuna di voi ha contribuito a costruire questo risultato. Grazie per le emozioni che ci avete regalato e per l’esempio di sportività che rappresentate. Continuate così, con questa grinta”.

Consegnati gli attestati. Omaggi a Luciano Scarpante e Blandina Zanellati

CELEBRATI I 40 ANNI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE POLESANA, LA CULTURA E’ DI CASA

Si è concluso nella sala della musica l’Anno Accademico 2025/2026 dell’Università Popolare Polesana, appuntamento particolarmente significativo perché coinciso con il traguardo dei 40 anni dalla fondazione dell’istituzione, nata nel 1986. Una giornata carica di significato, che ha celebrato quattro decenni di impegno nella di usione del sapere, nella formazione permanente e nella crescita culturale del territorio deltizio. Ad aprire la cerimonia è stato il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, che ha sottolineato il valore dell’esperienza maturata in questi anni. “Quarant’anni di Università Popolare – ha evidenziato – non rappresentano soltanto un traguardo accademico, ma il racconto di una comunità che ha scelto di non smettere mai di imparare. Porto Tolle

dimostra che la cultura non vive solo nei grandi centri urbani, ma ovunque esista il desiderio di crescere insieme”. Il primo cittadino ha poi ricordato il successo delle iniziative promosse nell’ultimo anno, tra cui lo sportello dedicato all’attivazione della Carta d’Identità Elettronica e i corsi di alfabetizzazione digitale per l’utilizzo dello smartphone, strumenti per avvicinare cittadini alle nuove tecnologie. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Franco Maringelli, referente e coordinatore di zona, per l’impegno organizzativo dimostrato. Nel suo intervento, Maringelli ha ricambiato i ringraziamenti all’amministrazione comunale e in particolare all’assessore Silvia Boscolo, il cui sostegno è stato determinante per la riuscita delle attività, estendendo il plauso anche alla Cooperativa Acqua

A Pila il 25 Aprile guarda al presente

La celebrazione del 25 Aprile nella frazione di Pila, a Porto Tolle, ha riportato al centro il significato più autentico della Festa della Liberazione: ricordare chi sacrificò la propria vita per restituire all’Italia libertà, dignità e democrazia, ma anche interrogarsi sul valore attuale di quei principi. La comunità si è ritrovata in via Curtatone con le Associazioni Combattentistiche per l’alzabandiera alla presenza delle Autorità civili, religiose e militari. La cerimonia è proseguita nella chiesa di San Carlo Borromeo con la Santa Messa celebrata da Padre Fiorenzo in memoria dei caduti, per poi concludersi davanti al Monumento ai Caduti con la deposizione della corona d’alloro, per un momento di silenzio e riconoscenza verso chi rese possibile il ritorno alla pace. Particolarmente significativo

per il supporto logistico e operativo. L’assessore Silvia Boscolo ha rimarcato il ruolo strategico della cultura nella vita delle comunità locali. Le lezioni dedicate al welfare, all’evoluzione normativa degli Ambiti Territoriali Sociali, al turismo e alla promozione del territorio, ha spiegato, restituiscono l’immagine di un Delta del Po che cambia e che cerca di governare il cambiamento con maggiore consapevolezza. Presente anche Alessandro Manfrin, referente della sede dell’università Popolare di Rovigo, che ha illustrato le linee guida future dell’Università Popolare, complimentandosi con i corsisti per la costanza e l’entusiasmo dimostrati durante l’anno. Momento centrale della giornata è stata la consegna u iciale degli attestati ai partecipanti, e ettuata dal sindaco Pizzoli, a testimonianza di

l’intervento del sindaco di Porto Tolle, che ha voluto richiamare il senso profondo della libertà, legandolo non soltanto alla storia italiana, ma anche alle so erenze e alle speranze di tanti popoli che ancora oggi vivono sotto regimi oppressivi.

“Essere liberi significa poter camminare per strada senza timore, poter esprimere il proprio pensiero senza guardarsi alle spalle, poter studiare, lavorare e sognare senza che qualcuno decida per noi il confine dei nostri desideri. Ma la libertà ha un volto ancora più profondo: è il diritto di restare a casa propria in pace - le parole del Sindaco Roberto Pizzoli -. A questo proposito, voglio condividere con voi una storia che mi ha toccato profondamente. È la storia di un’amica, la compagna di un caro amico, una donna iraniana che vive e lavora qui

un percorso formativo che continua a coinvolgere cittadini di ogni età. Spazio anche all’arte e alla memoria locale con un riconoscimento ai curatori della Mostra Permanente dedicata a Sandro Zanellati, artista simbolo della comunità. La mostra, curata dal professor Luciano Scarpante e da Blandina Zanellati, è stata illustrata dallo stesso Scarpante attraverso una lezione magistrale sulla

in Italia e che qui ha studiato. Qualche giorno fa parlavamo della situazione drammatica nel suo Paese d’origine, dove i diritti fondamentali sono calpestati e il dissenso viene pagato con il sangue. Quando hanno tentato di convincere la madre a lasciare l’Iran, a venire qui da noi, dove sarebbe al sicuro la risposta di sua madre è stata un atto di resistenza pura, un monito che dovremmo scolpire nei nostri cuori. Ha detto: ‘Perché dovrei andarmene io? Questa è la mia terra, questa è la mia casa. Non siamo noi che dobbiamo andarcene e privarci della nostra libertà. Sono i dittatori che devono andarsene‘. Queste parole racchiudono l’essenza del 25 Aprile. I nostri partigiani, i padri e le madri della nostra Costituzione, non hanno scelto la fuga. Hanno scelto di restare e di combattere

vita e sulle opere del pittore. Dopo quarant’anni di attività, l’Università Popolare Polesana si conferma così un presidio fondamentale per la crescita civile e culturale del Delta, fedele al motto che ha accompagnato la giornata: non si finisce mai di imparare.

a inché i ‘padroni’ della paura fossero cacciati, restituendo il Paese ai suoi legittimi proprietari: i cittadini. Sua madre, in una casa lontana migliaia di chilometri, sta vivendo oggi lo stesso spirito del nostro 1945. Ci ricorda che la libertà non è un privilegio di chi scappa, ma il diritto di chi resta. Nessuno dovrebbe essere costretto all’esilio per poter essere se stesso”. Parole che hanno saputo dare al 25 Aprile una dimensione viva e universale. La Liberazione non è soltanto una data del passato, ma un messaggio sempre attuale: la libertà va difesa, la democrazia va coltivata, i diritti non possono essere dati per acquisiti.

• (g.f.)

Q200 CENSER, IL CAMPUS

CHE TRASFORMA ROVIGO

NEL LABORATORIO DEL FUTURO

Sintoniz zati sul

’è un luogo a Rovigo dove formazione, ricerca e impresa smettono di essere mondi separati e iniziano a dialogare in modo concreto, quotidiano. Non è un progetto sulla carta, ma una realtà già attiva e in continua evoluzione: si chiama Q200 ed è il campus nato nell’area dell’ex Censer, oggi trasformato in uno dei poli più interessanti dell’innovazione in Veneto. Qui le idee non restano teoria. Si traducono in attività, percorsi formativi, laboratori avanzati e progetti che mettono insieme studenti, ricercatori e imprese. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cariparo e sviluppato insieme a istituzioni e attori economici del territorio, rappresenta un cambio di passo per Rovigo, che da area percepita come marginale si propone sempre più come nodo capace di attrarre competenze e generare valore.

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Q200 Censer non è semplicemente un polo universitario. È pensato come un campus vero e proprio, dove la dimensione della formazione si integra con quella della ricerca e dell’innovazione applicata. L’Università degli Studi di Padova ha scelto di investire qui in modo strutturale, portando corsi di laurea, dipartimenti e attività scienti che di alto livello. Oggi sono circa 2000 gli studenti che gravitano attorno a questo spazio, destinati a crescere con l’attivazione di nuovi percorsi, tra cui quello legato alle scienze motorie. La presenza universitaria non si limita alla didattica. Q200 ospita infatti diversi dipartimenti e attività di ricerca che lo rendono un nodo attivo del sistema accademico. Non una

migliorare le prestazioni e rispondere a normative sempre più stringenti.

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Il rapporto con il mondo produttivo non è accessorio, ma centrale. Q200 Censer nasce proprio con l’idea di creare un ecosistema in cui università e imprese possano crescere insieme, condividendo spazi, conoscenze e opportunità. In questo senso, il campus diventa anche un luogo di incontro stabile, dove si sviluppano collaborazioni, si costruiscono reti e si sperimentano nuovi modelli di sviluppo territoriale, con ricadute concrete sull’economia locale e sulle prospettive occupazionali.

Q200 è anche uno spazio pensato per essere vissuto. Non solo aule e laboratori, ma servizi per gli studenti, biblioteche,

Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO

aule studio, campi sportivi, spazi di socialità e residenze. L’obiettivo è costruire una comunità, un ambiente in cui chi

UN SISTEMA

CHE GUARDA ALL’EUROPA

Accanto alla dimensione sica, c’è poi quella del racconto. La rubrica radiofonica dedicata a Q200 Censer accompagna questo percorso, puntata dopo puntata, dando voce ai protagonisti e mettendo in luce le diverse anime del campus: dalla ricerca scienti ca alle applicazioni industriali, dalla formazione universitaria alle opportunità per le imprese e per il territorio.

in tutto il Veneto

Il risultato è un sistema in continua evoluzione, che non si limita a descrivere il presente ma prova ad anticipare il futuro. Q200 Censer rappresenta oggi un modello di sviluppo capace di mettere insieme sapere, innovazione e territorio, contribuendo a ride nire il ruolo di Rovigo nel panorama regionale e nazionale, con uno sguardo sempre più aperto verso le s de europee e internazionali.

La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.

PER ASCOLTARE L’UNIVERSO:

el cuore del campus Q200

Censer di Rovigo prende forma uno dei progetti scienti ci più ambiziosi a livello europeo. Si chiama COMET ed è il laboratorio che lavora su una s da affascinante: contribuire alla realizzazione dell’Einstein Telescope, lo strumento destinato a rilevare le onde gravitazionali e ad aprire una nuova frontiera nell’osservazione dell’universo.

L’Einstein Telescope rappresenta una delle grandi infrastrutture di ricerca previste dall’Unione Europea nei prossimi anni. L’Italia è tra i Paesi candidati a ospitarlo, con la Sardegna individuata come area ideale per le sue caratteristiche geologiche e sismiche. Tuttavia, la competizione è alta e non basta disporre di un territorio adatto: è necessario dimostrare di avere competenze scienti che e tecnologie in grado di sostenere un progetto di questa portata. Il laboratorio COMET

nasce proprio con questo obiettivo. Inserito in un progetto nazionale coordinato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, si occupa di studiare e sviluppare i materiali utilizzati per gli specchi del telescopio. Si tratta di componenti estremamente delicati, che devono garantire prestazioni ottiche e meccaniche di altissimo livello, indispensabili per intercettare segnali debolissimi provenienti dalle profondità

All’interno del laboratorio vengono utilizzate tecnologie avanzate, in particolare sistemi di deposizione di lm ottici attraverso processi controllati al plasma. Le macchine presenti permettono di lavorare sui materiali con un livello di precisione superiore rispetto agli standard industriali, consentendo ai ricercatori di sperimentare soluzioni innovative e di spingere al massimo le

Questa attività di ricerca non si limita alla fase teorica, ma punta a produrre risultati concreti, in grado di contribuire direttamente allo sviluppo del telescopio. La qualità degli specchi è infatti uno degli

STARTUP, IMPRESE

dall’automotive alla difesa, no alle tecnologie ottiche e digitali. L’obiettivo è quello di creare un ponte tra ricerca scienti ca e sistema produttivo, generando ricadute concrete anche sul piano economico.

La decisione nale sull’Einstein Telescope è attesa nei prossimi anni, ma il lavoro è già in corso. Progetti come COMET dimostrano che il sistema italiano è in grado di competere a livello internazionale, mettendo insieme ricerca, innovazione e capacità industriale.

E in questa s da anche Rovigo ha già conquistato un ruolo di primo piano, diventando uno dei punti in cui il futuro della ricerca europea inizia a prendere forma.

E SICUREZZA: IL LABORATORIO t2i AL SERVIZIO DELL’INNOVAZIONE

Tra le anime del campus Q200

Censer c’è anche quella più direttamente legata alle imprese e al trasferimento tecnologico. A rappresentarla è t2i, agenzia che opera a livello regionale con l’obiettivo di accompagnare le aziende nei processi di innovazione e sviluppo, mettendo a disposizione competenze, strumenti e infrastrutture avanzate.

dell’attività è rappresentato dai laboratori. Qui vengono testati materiali e prodotti secondo standard nazionali ed europei, veri cando prestazioni e conformità alle normative. Serramenti, facciate, componenti edilizi, pavimentazioni: ogni elemento viene analizzato per garantire qualità e sicurezza.

Presente a Rovigo con un incubatore certi cato dal Ministero, t2i segue numerose startup innovative in tutto il Veneto, offrendo supporto sia sico che virtuale. Un’attività che consente di trasformare idee in progetti concreti, aiutando le nuove imprese a strutturarsi, crescere e affrontare il mercato con maggiore solidità.

Accanto all’incubazione, il cuore

Un passaggio fondamentale, perché senza certi cazione un prodotto non può essere immesso sul mercato.

Proprio per questo t2i lavora a stretto contatto con le aziende già nelle fasi iniziali di sviluppo, evitando errori progettuali e riducendo tempi e costi legati alle veri che nali. Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza, in particolare alla reazione al fuoco dei materiali, tema sempre più

centrale anche alla luce delle normative europee e dei recenti episodi che hanno evidenziato criticità nel settore delle costruzioni.

I numeri confermano il ruolo strategico di questa realtà: oltre 400 aziende clienti nel Nordest e un posizionamento che la rende una delle poche strutture in Italia in grado di offrire servizi di

questo livello. All’interno di Q200 Censer, t2i contribuisce così a rendere il campus non solo un luogo di ricerca e formazione, ma anche uno spazio concreto di supporto alle imprese, dove l’innovazione non resta teoria ma diventa applicazione e sviluppo reale per il territorio.

Pesca

e acquacoltura. Nuovi strumenti per operatori del settore ittico

Il Galpa apre due nuovi sportelli

E’ stato presentato nella sede del Comune di Porto Tolle in Piazza Ciceruacchio, il progetto dedicato al supporto e all’innovazione per il settore pesca e acquacoltura, promosso dal Galpa ( Gruppo di Azione Locale della Pesca e dell’Acquacoltura) di Chioggia e Delta del Po. L’appuntamento ha segnato soprattutto l’avvio dei nuovi sportelli informativi di Porto Tolle e Chioggia, destinati a diventare un punto di riferimento stabile per pescatori, cooperative e imprese del settore. L’iniziativa rientra nel Piano di Azione del Galpa (Azione 1.A.1, Progetto n. 7819/VE/25) ed è cofinanziata dall’Unione Europea attraverso il programma PN FEAMPA 2021-2027, con un investimento complessivo di 43.644,84 euro. Ad aprire la presentazione è stato Marco Spinadin, Coordinatore dell’Area Pesca di Confcooperative Veneto, che ha posto l’attenzione sulle principali emergenze che stanno mettendo in di icoltà il settore: dall’invasione del granchio blu, che minaccia gli ecosistemi e danneggia le attrezzature da pesca, fino al caro gasolio, che sta comprimendo i margini economici delle imprese e mettendo a rischio la sopravvivenza di molte attività. Spinadin ha inoltre evidenziato un altro nodo cruciale: l’invecchiamento della forza lavoro nel comparto acquacoltura.

Da qui la necessità di avvicinare i giovani al settore e renderlo nuovamente attrattivo attraverso innovazione, formazione e nuove opportunità professionali. I due sportelli o riranno assistenza nella gestione delle problematiche legate ai diversi mestieri del mare, divulgazione normativa, consulenza sui bandi e sui progetti del Galpa, supporto tecnico alle marinerie e promozione di sistemi innovativi e tecnologici avanzati. Particolare attenzione sarà rivolta anche alla blue economy, alla transizione ecologica e ai processi di modernizzazione aziendale. All’interno del centro servizi sarà inoltre previsto il supporto dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di migliorare l’e icacia delle attività e semplificare l’accesso ai servizi o erti agli operatori. Il sindaco di Porto Tolle e presidente del Galpa ha sottolineato

il valore dell’iniziativa: “Con l’apertura di questi sportelli stiamo gettando un ponte concreto tra le istituzioni e il cuore pulsante della nostra economia: il mondo della pesca. In un settore sempre più complesso, gli sportelli saranno un vero centro di gravità strategico per assistenza tecnica, informazioni e sostegno alla progettualità”. A presenziare alla presentazione anche Simone Brunello, direttore Confcooperative Veneto, Andrea Portieri, direttore del Galpa Chioggia-Delta Po, i presidenti delle cooperative pescatori di Porto Tolle e i rappresentanti dei mercati ittici. Le sedi operative dei nuovi sportelli sono situate a Chioggia, in via Don Eugenio Bellemo 94 e a Porto Tolle In Via Giacomo Matteotti 296.

• Guendalina Ferro

A Pila proseguono gli scavi

Proseguono gli interventi di escavo manutentivo diretti da Infrastrutture Venete alla bocca sud della Laguna di Barbamarco, uscita a mare del Porto di Pila. Un’operazione ritenuta strategica per ripristinare in tempi rapidi le condizioni di navigabilità del tratto interessato e garantire una prima risposta concreta ai pescherecci che quotidianamente escono dal porto di Pila. Il primo intervento di dragaggio, eseguito ad aprile, ha consentito di movimentare complessivamente circa 3 mila metri cubi di materiale. L’operazione ha riportato il canale a una profondità di 3,30 metri, permettendo così ai pescherecci di transitare senza il rischio di incagliarsi. A maggio è prevista la seconda fase dei lavori, subordinata all’integrazione dell’ordinanza della Capitaneria di Porto

per l’estensione dell’area di scavo. In questa fase saranno movimentati circa 40 mila metri cubi di materiale, con l’obiettivo di portare il canale a una profondità di 4 metri, superiore ai livelli normalmente raggiunti che si attestano generalmente oltre i 3 metri. L’intervento rientra in un più ampio programma di manutenzione e miglioramento della via d’acqua, anche attraverso il ripascimento manutentivo già previsto a bilancio e reso possibile grazie a fondi regionali.-si legge in una nota u iciale di Infrastrutture Venete. Obiettivo finale di Infrastrututre Venete, braccio operativo della Regione del Veneto, quello di sostenere il comparto della pesca, settore vitale per l’economia del Delta del Po.

• (g.f.)

Comune di Porto Tolle

MAGGIO 2026

EREDITÀ SCOLPITE: PORTO TOLLE CELEBRA

IL MITO DI MANCIN E IL RICORDO DI RAMELLI

Tra domenica 26 e giovedì 30 aprile, il Comune di Porto Tolle ha ospitato due distinte cerimonie per onorare figure legate alla storia del territorio e della nazione, tra il mondo dello sport e l’impegno civile.

L’omaggio a Eraldo Mancin allo Stadio di Polesine Camerini

Domenica 26 aprile, presso lo stadio “Fratelli Ballarin” di Polesine Camerini, è stata scoperta una targa in memoria di Eraldo Mancin, leggenda del calcio locale e nazionale. L’iniziativa, nata dalla volontà del cugino Elio Mancin e dal sostegno di Alberto Marangon (presidente della Portotollese Calcio), ha permesso a tutta Porto Tolle di stringersi nel ricordo di un grande uomo e di un immenso atleta. In un’atmosfera carica di emozione, la comunità ha celebrato il campione che portò il nome del Delta sul tetto d’Italia, vincendo lo scudetto con le maglie di Fiorentina e Cagliari. All’inaugurazione, il sindaco Roberto Pizzoli ha

reso onore alla sua eredità: “Mancin non è stato solo un fuoriclasse del calcio, ma è un pilastro della nostra identità e della nostra storia sportiva, il calcio unisce le persone e Eraldo rappresenta un esempio per i giovani, testimoniando come sacrificio e dedizione possano portare un ragazzo del nostro Delta fino ai massimi livelli. Lo Stadio resta intitolato ai Fratelli Ballarin ma era comunque doveroso fare una dedica a Mancin”. Con queste parole è stata ribadita la volontà di onorare il campione senza intaccare la storica identità dell’impianto. A fare eco alle parole del Sindaco è stata l’Assessore allo Sport, Silvia Boscolo, che osservando la folla accorsa per l’evento ha dichiarato: “Lo sport ha il potere unico di abbattere le barriere del tempo e unire le generazioni. Vedere oggi un pubblico così variegato, dai giovanissimi che sognano davanti a un pallone ai veterani che hanno vissuto le gesta di Mancin, è la prova tangibile che certi valori restano intramontabili”. Alla cerimonia, benedetta da Don Fabrizio, erano presenti i familiari di Mancin, l’Assessore allo Sport di Porto Viro Ivano Vianello e le società ASD Portotolese e ASD Polesine Camerini, che sono scese in campo subito dopo l’inaugurazione per onorare il campione sul terreno di gioco.

L’inaugurazione del monumento a Sergio Ramelli

Giovedì 30 aprile, presso il Giardino Comunale di Via Dino Campion a Ca’Tiepolo, è stato inaugurato il monumento dedicato a Sergio Ramelli, il giovane studente milanese che perse la vita a 19 anni, nel 1975 durante i violenti “anni di piombo” a seguito di un’aggressione da parte di militanti di estrema sinistra. L’istanza, presentata dall’Associazione Polesine Azione, è stata accolta dall’Amministrazione Comunale. Mirko Dasini, portavoce dell’associazione, ha ringraziato la giunta sottolineando che la targa deve fungere da monito alle generazioni odierne e future affinché simili tragedie non ac-

cadano più.

Il Sindaco Pizzoli ha richiamato i valori di rispetto alla base della convivenza: “L’Italia è una repubblica fondata sui valori antifascisti, principi che ci insegnano come il rispetto dell’altro sia la base della nostra convivenza. Proprio per questo inaugurare questo cippo in un parco frequentato da tanti ragazzi ha un significato profondo: questa targa non deve essere un muro che divide, ma un punto di riflessione che avvicina. L’odio e la violenza vanno condannati sempre, spe-

cialmente quando colpiscono la libertà di pensiero. Ognuno deve essere libero di esprimere le proprie idee senza timore di ritorsioni”.

Con queste due inaugurazioni, l’Amministrazione di Porto Tolle riafferma l’importanza della memoria storica come bussola per il presente. Tra il ricordo del successo sportivo di Mancin e il sacrificio di Ramelli, la comunità locale si stringe attorno a valori universali: l’impegno, il rispetto dell’avversario e la tutela della libertà. Due simboli diversi che, da oggi, consegnano ai cittadini e alle nuove generazioni un patrimonio comune di civiltà e identità.

Sindaco Pizzoli Roberto

ROSOLINA

Il progetto. Gioco, sport e inclusione per bambini e ragazzi del territorio

Presentati i Grest estivi per la stagione 2026

Tornano anche per l’estate 2026 i Grest dedicati ai giovani del territorio, frutto della collaborazione tra Circolo Noi, Sportivando e Scuola dell’Infanzia Sant’Antonio, con il sostegno dell’Amministrazione comunale che finanzia il progetto sia con fondi derivanti dalla partecipazione al bando Cariparo sia con risorse proprie. Il progetto è stato presentato u icialmente il 22 aprile nella Sala Consiliare del Comune di Rosolina e conferma i Grest come un’importante occasione

di crescita, socialità e formazione per bambini e ragazzi. Le attività coinvolgeranno partecipanti dai 20 mesi ai 14 anni, con proposte pensate per coniugare gioco, sport, educazione e inclusione. Tra le novità dell’edizione 2026 figurano laboratori di lingua inglese, percorsi nella natura, giochi d’acqua e iniziative creative. Il Circolo Noi organizzerà il proprio Grest dal 6 al 31 luglio, integrandosi con Sportivando che amplierà l’o erta con attività distribuite anche nei mesi di giugno,

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SPO

per tre settimane, e agosto, per due settimane, con un forte orientamento sportivo e la possibilità per i ragazzi di sperimentare diverse discipline. La Scuola dell’Infanzia Sant’Antonio ra orza invece la propria proposta con importanti novità: sarà attivata una sezione dedicata ai bambini dai 20 ai 36 mesi con orario 8-12, che si aggiunge a quella per i bambini dai 3 ai 6 anni con orario 8-16, ampliando così l’o erta educativa per i più piccoli. Inoltre, il servizio sarà aperto anche ai bambini che hanno già compiuto i 7 anni e che erano iscritti alla scuola, garantendo continuità educativa e relazionale. Tutti i Grest saranno aperti anche ai

bambini con disabilità, che potranno essere supportati da animatori dedicati. Il sindaco di Rosolina, Michele Grossato, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Abbiamo scelto di sostenere concretamente i Grest perché rappresentano non solo un servizio estivo, ma una vera opportunità di crescita per i nostri giovani e un aiuto concreto per le famiglie. Investire in queste attività significa investire nel futuro della comunità.” Anche il parroco Don Francesco ha evidenziato il valore educativo del progetto: “I Grest sono un’occasione preziosa per accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita umana e spi-

rituale. Il nostro obiettivo è formare buoni cittadini, promuovendo valori come la condivisione, il rispetto e la solidarietà”. L’assessore ai Servizi Sociali Sara Biondi ha aggiunto: “I Grest rappresentano un momento fondamentale per la crescita dei ragazzi, non solo dal punto di vista educativo ma anche relazionale. Abbiamo voluto garantire un’attenzione particolare all’inclusione, prevedendo la possibilità di accogliere anche bambini con disabilità attraverso la presenza di animatori dedicati, a inché tutti possano vivere pienamente questa esperienza”.

• Guendalina Ferro

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delle squadre della nostra regione

di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale

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Èstata presentata, alla Camera dei Deputati, la proposta di legge per il riconoscimento dello status speciale delle comunità marine e lacuali, iniziativa che punta a fornire nuovi strumenti ai Comuni turistici maggiormente esposti ai grandi flussi stagionali. Il testo è stato promosso dagli onorevoli Giorgia Andreuzza (Lega), primo firmatario, Gianluca Caramanna (Fratelli d’Italia), Luca Squeri (Forza Italia), Ilaria Cavo (Noi Moderati) e Alberto Gusmeroli (Lega), Presidente della X Commissione Attività produttive, commercio e turismo. Il provvedimento è stato sottoscritto da tutti i capigruppo del centrodestra e da numerosi parlamentari di maggioranza. La proposta è stata elaborata in stretta collaborazione con il network G20 Spiagge, che riunisce i principali comuni costieri italiani. Tra questi figura anche Rosolina. “Con questa proposta vogliamo dare finalmente riconoscimento normativo e strumenti concreti alle comunità marine e lacuali che, soprattutto nei periodi di alta stagione, devono gestire una pressione turistica straordinaria”, hanno dichiarato congiuntamente i promotori. “Queste realtà rappresentano un patrimonio economico, sociale e ambientale di fondamentale importanza per il turismo italiano e per l’intero Paese”. Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato la coordinatrice nazionale del network G20

Spiagge e sindaca di Cavallino-Treporti, Roberta Nesto, insieme a circa trenta sindaci e amministratori locali provenienti da tutta Italia. Presente anche il sindaco di Rosolina, Michele Grossato. Al centro del dibattito il tema delle cosiddette “città a fisarmonica”, località che durante la stagione turistica vedono moltiplicare la propria popolazione, con forti ricadute su servizi pubblici, viabilità, sicurezza e infrastrutture. Ora l’iter parlamentare proseguirà nella X Commissione Attività produttive, con le audizioni e l’esame del testo. • (g.f.)

Celebrazione. Giovani, famiglie e istituzioni insieme nella cerimonia cittadina

LA LEZIONE DEL 25 APRILE PASSA ATTRAVERSO GLI STUDENTI

Loreo ha vissuto il 25 Aprile non come una semplice ricorrenza del calendario civile, ma come una dichiarazione corale di appartenenza ai valori democratici. Una giornata capace di unire generazioni diverse attorno alla memoria della Liberazione e, soprattutto, attorno a una scelta chiara: da che parte stare oggi. In piazza Municipio si sono ritrovati uomini e donne di tutte le età, insieme a un significativo gruppo di ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo grado che, nonostante la chiusura delle scuole, erano presenti. Un segnale forte, che racconta molto del senso civico di una comunità e della volontà dei più giovani di non lasciare la storia chiusa nei libri. Il corteo ha raggiunto l’edificio scolastico Monumento ai Caduti, dove quattro grandi lapidi custodiscono i nomi dei loredani caduti in tutte le guerre. Qui, al suono dell’inno nazionale e durante l’alzabandiera, sono state deposte due corone d’alloro in memoria del sacrificio di chi perse la vita per il Paese. Gli studenti, preparati dalla professoressa Cristiana Di Giuseppe, hanno dato voce alla memoria leggendo

poesie, racconti e riflessioni personali sul dramma vissuto dagli italiani tra il 1940 e il 1945. Un momento intenso, reso ancora più significativo dal ricordo di don Silvio Marchetti, figura a cui è intitolata la scuola. Sono intervenuti l’assessore Domenico Cucchiari, cerimoniere della manifestazione, la consigliera alla cultura Marilena Berto e il sindaco Moreno Gasparini. Nei loro discorsi è stato ribadito il valore autentico del 25 Aprile: il giorno in cui l’Italia si liberò dal nazi-fascismo e pose fine a una delle stagioni più dolorose della sua storia, segnata da guerra, persecuzioni e da un conflitto civile che divise fratelli, amici e conoscenti.

“Ma il momento più significativo è arrivato con una domanda semplice e diretta – rac-

conta la consigliera alla Cultura Marilena Berto – da che parte stiamo? Dalla parte dei totalitarismi, dell’odio, della guerra, dell’oppressione e dell’annientamento di chi è ritenuto diverso? Oppure dalla parte della pace, della democrazia, della Repubblica, dei diritti e della Costituzione? Il richiamo alla “scelta della parte giusta” è risultato potente, trasformando una ricorrenza che potrebbe apparire soltanto formale in un momento di riflessione attuale e concreta. Coinvolgere i ragazzi delle scuole è probabilmente il modo più e icace per fare in modo che quei nomi incisi sulle lapidi non restino soltanto lettere scolpite nel marmo, ma diventino moniti vivi per il futuro”. La risposta, a Loreo, è apparsa chiara nei volti dei presenti, nella partecipazione dei giovani, nel silenzio rispettoso davanti alle lapidi e nell’orgoglio con cui è stato ascoltato l’inno nazionale. La comunità loredana, unita e consapevole, ha scelto ancora una volta la parte giusta: quella della libertà e della dignità umana.

• Guendalina Ferro

Successo per la prima di “Inter Flumina Serenissimae”

Una serata speciale, rara nel suo genere, capace di coniugare spiritualità, ricerca storica e grande musica. Così si è aperta nel Duomo di Loreo la rassegna concertistica Inter Flumina Serenissimae, ideata e diretta dal maestro Luca Sartore, che ha inaugurato un progetto culturale destinato a lasciare il segno nel panorama polesano. La rassegna nasce dall’iniziativa dei musicisti Luca Sartore, Francesco Bergo, Ra aele Magosso e della cantante lirica Silvia Frigato. L’evento ha ottenuto il patrocinio della Pro Loco di Loreo, della Provincia di Rovigo, del Comune di Loreo, della Diocesi di Chioggia, dell’Arcipretale Santa Maria Assunta e dell’associazione Noi di Loreo. Il calendario prevede tre appuntamenti: dopo l’apertura di aprile, la rassegna proseguirà con una data a maggio per concludersi il 25 settembre, in occasione dell’802ª Fiera di San Michele. Alla serata inaugurale erano presenti l’arciprete don Stefano Doria, il sindaco Moreno Gasparini, amministratori locali e numerosi cittadini giunti anche da Adria e Porto Viro. Protagonista dell’esibizione l’Ensemble vocale gradiensis, formato da don Gilberto Dudine, don Giorgio Longo, don Michele Tommasin, Manuel Tomadin e altri vocalisti, interpreti del suggestivo canto

patriarchino, forma melodica liturgica tramandata oralmente nei territori un tempo legati al Patriarcato di Aquileia. Una tradizione antichissima, legata alla liturgia della Messa e dei sacramenti, che a onda le radici nella storia cristiana dell’Alto Adriatico. I brani proposti hanno attraversato tre grandi temi dell’anno liturgico – Natale, Pasqua e il culto mariano – restituendo al pubblico melodie gradesi in parte note, in parte riscoperte, altre quasi scomparse. Il pubblico ha potuto immergersi in sonorità dal carattere calmo e marinaresco, con influssi orientaleggianti e richiami bizantini, in una tessitura musicale libera dove alle note lunghe si alternano improvvisi slanci melodici, capaci di creare un’atmosfera intensa e coinvolgente. A sostenere il canto, lo storico organo costruito nel 1787 da Gaetano Callido, autentico gioiello della scuola organaria veneta, apprezzato per la sua limpida intonazione. “Inter Flumina Serenissimae” si presenta così come una proposta culturale originale e di grande spessore, orientata alla valorizzazione della musica veneziana del Settecento e delle tradizioni sonore del territorio, nel segno della memoria e della bellezza.

• (g.f.)

a cura di

Una scuola che guarda oltre l’aula. Cultura, tecnologia e orientamento al centro del percorso formativo della SFP Cavanis

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La Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia: un modello educativo che cresce guardando al futuro

Dalla visione dei fratelli Marco e Antonio Cavanis ai progetti della sede clodiense: percorsi formativi, cultura e inclusione per accompagnare i giovani verso il mondo del lavoro e le sfide di domani

C’è un filo rosso che attraversa oltre due secoli di storia e unisce la Venezia del 1802 alla Chioggia di oggi: è la visione educativa dei fratelli Marco e Antonio Cavanis. Quella che nacque come una scelta coraggiosa per sottrarre i giovani all’abbandono e offrire loro un futuro dignitoso, nel tempo si è trasformata in una missione internazionale capace di parlare alle nuove generazioni con linguaggi sempre attuali. Oggi la Congregazione delle Scuole di Carità rappresenta molto più di una storica istituzione educativa. È una rete viva, dinamica, presente in diversi Paesi del mondo, capace di mettere in relazione scuole, studenti, docenti e comunità educanti attraverso un modello fondato sull’ascolto, sulla crescita personale e sulla valorizzazione dei talenti. La Rete Educativa Cavanis non è soltanto un coordinamento organizzativo, ma una vera comunità internazionale che condivide una stessa idea di formazione: mettere il giovane al centro, accompagnandolo verso il futuro con competenze, valori e consapevolezza. In questo scenario, la Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia rappresenta uno degli esempi più concreti di come tradizione e innovazione possano convivere in modo efficace. Qui l’eredità educativa dei fondatori si traduce in percorsi formativi capaci di rispondere alle esigenze reali del mondo del lavoro, senza mai perdere di vista la dimensione

Accanto al potenziamento delle strutture, la scuola continua a distinguersi per progetti didattici innovativi che uniscono sapere tecnico, cultura scientifica e crescita personale. È il caso di “Stelle senza età”, iniziativa finanziata dalla Regione Veneto che rappresenta la naturale prosecuzione di percorsi di successo come “Artigiani del cielo” e “One click stars”. Attraverso l’astronomia, le tecnologie digitali e lo studio del cosmo, gli studenti imparano a guardare oltre i confini tradizionali della formazione professionale. Il progetto diventa così occasione di scoperta, ricerca e dialogo tra generazioni. Grazie alla collaborazione con l’Università

Popolare, infatti, “Stelle senza età” ha dato vita a un ponte intergenerazionale fatto di convegni, workshop pratici e uscite didattiche, dove l’entusiasmo dei giovani incontra l’esperienza degli adulti in un reciproco scambio di conoscenze. L’idea che emerge è quella di una scuola che non si limita a trasmettere competenze tecniche, ma costruisce comunità educanti capaci di creare relazioni, inclusione e partecipazione. Un approccio che trova conferma anche nei continui investimenti dedicati alla sicurezza e all’innovazione delle strutture scolastiche. Grazie ai finanziamenti della Regione Veneto, la Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia ha infatti avviato importanti in-

Il percorso didattico si articola su tre livelli fondamentali: Qualifica Professionale (3 anni): Al termine del triennio, gli studenti ottengono una Qualifica di 3° livello EQF. È il primo passo concreto che permette di entrare nel mondo del lavoro come operatori esperti, grazie a una formazione che alterna teoria e molte ore di laboratorio.

Diploma Professionale (4° anno): Per chi desidera eccellere, il quarto anno offre un Diploma di 4° livello EQF. Qui l’accento si sposta sulla gestione dei processi e sull’auto-imprenditorialità, formando tecnici capaci di coordinare un team o gestire un’attività.

Abilitazione Professionale: Fondamentale per settori come il Benessere, il percorso formativo include i requisiti di legge necessari per l’abilitazione, permettendo ai futuri acconciatori ed estetiste di aprire e gestire il proprio salone. In un contesto sociale sempre più complesso, il progetto si propone come un vero strumento di rilancio personale e professionale. Al centro c’è l’orientamento individuale: ogni giovane viene accompagnato attraverso colloqui personalizzati, attività pratiche, workshop motivazionali e percorsi formativi specifici, pensati per valorizzare attitudini e competenze. Il prossimo anno segnerà una tappa fondamentale per la nostra strategia di crescita e cura della persona. Siamo entusiasti di annunciare l’avvio di una collaborazione d’eccellenza con il Poliestetico di Milano, istituzione di riferimento nel panorama della formazione e della ricerca nel settore benessere in Italia. Parallelamente, il nostro impegno si estende attraverso il progetto #Elettroskill 2026, un percorso formativo coordinato da Enel coinvolta nell’ambito del progetto “Energia per la scuola”, in collaborazione con partner tecnici e formativi. Un progetto pensato per rafforzare il collegamento tra formazione professionale e mondo del lavoro, attraverso un modello che integra didattica, pratica e innovazione. L’obiettivo non è soltanto formare lavoratori qualificati, ma aiutare i ragazzi a ritrovare fiducia nelle proprie capacità e costruire un nuovo progetto di vita. È la stessa intuizione che oltre due secoli fa guidò i fratelli Cavanis: offrire ai giovani una bussola sicura in un mondo in continua trasformazione. Oggi, tra laboratori tecnologici, progetti culturali, partnership con le aziende del territorio e una rete educativa internazionale, la SFP Cavanis di Chioggia continua a essere un presidio fondamentale contro la dispersione scolastica e un punto di riferimento per l’intera comunità. Una scuola che forma professionisti preparati, ma soprattutto persone capaci di guardare al futuro con competenza, responsabilità e coraggio.

artistica e sociale capace di coinvolgere studenti, famiglie

Politica. L’assessore chiarisce la posizione della maggioranza e

difende la scelta

Pregnolato replica alle polemiche sul ripristino dell’autovelox

Si accende il confronto politico sulla riattivazione dell’autovelox lungo la Strada Provinciale 38 in direzione Porto Tolle. A intervenire è Renato Pregnolato, assessore al Bilancio del Comune di Taglio di Po, che replica alle critiche sollevate dalla minoranza consiliare. “Essendo stato chiamato in causa pubblicamente, intendo esprimere il mio pensiero e le mie considerazioni riguardo alla riattivazione dell’autovelox sulla Strada Provinciale n. 38 per Porto Tolle”, esordisce Pregnolato. Secondo l’assessore, si tratta del normale ripristino di uno strumento fermo da oltre un anno in seguito a un danneggiamento doloso. “Non è ancora attivo e, quando lo sarà, i cittadini saranno informati preventivamente, anche attraverso stampa locale e social”, precisa. Pregnolato sottolinea inoltre che un’amministrazione pubblica ha il dovere di provvedere alla riparazione delle proprie strutture. In caso contrario, spiega, potrebbe configurarsi un danno erariale sanzionabile dalla Corte dei Conti. L’autovelox, una volta ripristinato,

sarà anche messo in sicurezza per prevenire nuovi atti vandalici e tornerà nelle stesse condizioni precedenti, predisposto per attività bidirezionale. Nel suo intervento l’assessore ricorda che l’impianto fu installato nel 2021 dalla giunta dell’allora sindaco Francesco Siviero, della quale faceva parte anche Marangoni in qualità di assessore. Proprio su questo punto Pregnolato richiama il tema della coerenza politica.

“Quando ero all’opposizione contestai quella decisione, ritenendola inopportuna e sbagliata, soprattutto nel pieno del periodo Covid, quando cittadini e lavoratori vivevano grandi di icoltà negli spostamenti per ragioni sanitarie e professionali”, afferma.

L’assessore aggiunge di aver più volte criticato anche le previsioni di entrata legate alle sanzioni, giudicate eccessive e inattendibili. Non manca un passaggio sulle osservazioni della minoranza relative ai conti comunali e agli equilibri di bilancio. Pregnolato respinge le accuse sostenendo che il rendiconto 2025, in approvazione nei prossimi giorni, presenta risultati positivi e importanti, raggiunti senza alcun introito derivante dall’autovelox sulla SP38, rimasto inattivo per tutto l’anno a causa del danneggiamento. Infine, l’assessore a ronta una delle domande più ricorrenti: perché non rimuovere ora un impianto contestato in passato. “Un amministratore locale deve rispettare le norme esistenti, mentre all’opposizione si può dire ciò che si vuole. Marangoni era favorevole al velox, avendolo installato; noi siamo contrari, ma ce lo siamo trovati e non possiamo toglierlo senza infrangere la normativa. Può sembrare banale, ma è la verità”, conclude.

• Guendalina Ferro

Il Polesine chiede tutela contro la subsidenza

Si è svolto al Museo Regionale della Bonifica Ca’ Vendramin, il convegno “Subsidenza, vietato dimenticare”, promosso da ANBI, (l’Associazione che rappresenta i consorzi di bonifica e irrigazione italiani) che ha riunito istituzioni e rappresentanti politici per a rontare una delle criticità storiche del Polesine. “Abbiamo iniziato una serie di incontri per lavorare per il futuro di questo territorio che non va considerato come un territorio periferico, ma un territorio straordinario che ha ancora molta potenzialità da dimostrare e di cui la Regione del Veneto deve farsi assolutamente protettrice a 360gradi. Abbiamo scelto come maggioranza di costruire una filiera interistituzionale che possa creare una sinergia a livello locale, regionale, nazionale ed europeo in grado di obbligare tutti i rappresentanti a una risposta univoca. L’impegno della Regione è massimo.” Così Alberto Stefani, intervenuto in videocollegamento. Al centro del confronto, due richieste precise: stop a nuove estrazioni di gas in Polesine e riattivazione dei finanziamenti per contrastare

i danni da subsidenza. Sul fronte parlamentare, impegni sono arrivati da Piergiorgio Cortelazzo e Luca De Carlo per il rifinanziamento della legge, mentre Flavio Tosi ha richiamato la necessità di regole condivise con i Paesi dell’Adriatico. Il senatore Bartolomeo Amidei ha ribadito il proprio impegno contro nuove estrazioni di idrocarburi. “Si parla ciclicamente di riavviare i prelievi di gas in Polesine. Ragioniamo con onestà: anche se estraessimo ogni singola molecola di gas sotto i nostri piedi, le problematiche di carattere energetico del nostro Paese sarebbero lontane anni luce dall’essere risolte. Dobbiamo smettere di rincorrere l’emergenza e iniziare a governare i processi. Il Polesine non chiede assistenzialismo, chiede di non essere danneggiato. Chiede di essere messo nella condizione di rimediare a errori del passato di cui è stato vittima e che qualcuno, oggi, al di fuori di questo territorio, sembra intenzionato a ripetere” ha dichiarato Alex Vantini, presidente ANBI Veneto

• (g.f.)

Eventi. Tre tappe nel Delta del Po per correre tra natura e territorio, senza il peso dell’agonismo

PRESENTATA L’ EPICA DELL’ACQUA 2026

Èstata presentata al Museo Regionale della Bonifica di Ca’ Vendramin, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, la quarta edizione di Epica dell’Acqua, l’evento che porterà runner da tutto il mondo nel Delta del Po Veneto, tra valli, spiagge, argini e pinete. La manifestazione, in programma il 16, 17 e 18 ottobre 2026, è una corsa a tappe che unisce sport, natura e territorio in uno degli ambienti più suggestivi e delicati d’Italia. Tre giorni di corsa non competitiva immersi nel paesaggio deltizio, capaci di trasformarsi in un’esperienza unica, umana e culturale. A raccontare l’anima dell’evento è l’ideatore e runner Alberto Marchesani, che sottolinea l’unicità della manifestazione: “Una corsa di 100 chilometri, articolata in tre tappe equivalenti, che va dal ramo più a sud del Delta del Po fino all’Adige, per poi scendere leggermente. Saranno 300 le persone che verranno a correre: 100 che dormiranno con noi, 100 che dormiranno nei luoghi di residenza ma parteciperanno a tutte e tre le tappe, e altre 100 che si uniranno il terzo giorno. Epica dell’Acqua è l’unica corsa a tappe lineari in Italia, sia perché è complicato organizzarla, sia perché si svolge in un territorio poco popolato, che la rende molto bella ma anche impegnativa da gestire. È proprio questa particolarità che ci viene invidiata

dai corridori di tutto il mondo”. Il progetto prende vita dall’esperienza internazionale di Marchesani, abituato a competizioni in autosu icienza tra gli angoli più estremi del pianeta, dal deserto del Sahara alla Mongolia. La sua idea è trasformare la passione per la corsa in un’esperienza accessibile e condivisa, senza bisogno di attraversare continenti o affrontare ambienti proibitivi. “Nel 2022 –racconta Marchesani – dopo il Covid volevo o rire a chi non poteva spostarsi in luoghi estremi la possibilità di vivere una corsa a tappe, non competitiva e unica. Un’esperienza sportiva più contenuta, certo, ma capace di trasmettere la solidarietà e lo spirito umano che rendono Epica dell’Acqua così speciale, senza il peso dell’agonismo”. La presentazione, moderata dal giornalista Rai Samuele Amadori, ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali, a testimonianza del valore condiviso dell’iniziativa. La presidente del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Virginia Taschini, ha evidenziato il ruolo fondamentale delle opere idrauliche: il lavoro delle idrovore, infatti, rende possibile la vivibilità e la fruizione di un territorio fragile come il Delta. Il presidente dell’Ente Parco Delta del Po, Moreno Gasparini, ha sottolineato il valore dell’evento come strumento di promozione turistica, capace

di raccontare il territorio attraverso le tre tappe. Per Mauro Rosatti, direttore dell’Isola di Albarella, la manifestazione rappresenta un modello coerente con le strategie future dell’isola, sempre più orientate a un turismo sostenibile e di qualità. L’assessore regionale Valeria Mantovan ha ribadito l’importanza del Delta del Po, dove la natura convive con le opere idrauliche, mentre il vicesindaco di Rosolina e direttore dell’Ente Parco, Pako Massaro, ha evidenziato come la terza tappa valorizzi le bellezze paesaggistiche del delta. Per il Comune di Taglio di Po, l’assessore Alessandro Marangoni ha sottolineato la crescita organizzativa della manifestazione ad ogni edizione, mentre l’assessore di Porto Tolle,Silvia Boscolo ha rimarcato il notevole coinvolgimento del Comune nelle prime due tappe, durante le quali i runner vivono un’autentica esperienza immersiva nel territorio. Il presidente del consiglio di Adria Sandro Fortuni ha evidenziato il lavoro dell’ASD Gli Epici, associazione organizzatrice dell’evento, già premiata dal Comune di Adria per l’impegno profuso nelle precedenti edizioni. L’assessore alla cultura di Porto Viro, Maria Laura Tessarin, ha sottolineato il valore culturale dell’evento, capace di attraversare il Delta e restituirne un’anima autentica. Significativo

IL GRANCHIO BLU RIDISEGNA LA PESCA NEL DELTA

Oltre 1.200 tonnellate di granchio blu sono state commercializzate nel 2025, ma i costi di gestione erodono gran parte dei ricavi. Nel Delta del Po il fenomeno ha ormai superato la fase emergenziale, trasformandosi in una criticità strutturale per l’economia della pesca e dell’acquacoltura. “Si tratta di un fenomeno strutturale – ha a ermato il direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner –. La sfida è convivere con la specie e a rontarla in modo e icace”. “Siamo in una fase un po’ più serena, anche per i pescatori, perché si sta creando l’opportunità di uno sviluppo del circuito commerciale. È un fenomeno nuovo per noi e speriamo possa diventare una risorsa. Però dobbiamo mettere in

sicurezza gli allevamenti di bivalvi: questo è il nostro obiettivo”. Così il commissario straordinario nazionale per il granchio blu, Enrico Caterino, è intervenuto a margine della presentazione dei dati elaborati da Veneto Agricoltura. Il fenomeno ha assunto negli ultimi anni dimensioni sempre più rilevanti, in particolare nelle aree lagunari della Sacca di Scardovari e della vicina Sacca di Goro, dove la presenza della specie ha esercitato una forte pressione sulle produzioni della molluschicoltura, pilastro dell’economia locale. Nel dettaglio, nel 2025 i quantitativi commercializzati hanno raggiunto 1.204 tonnellate, per un valore complessivo di 1,91 milioni di euro e un prezzo medio di 1,58 euro al chilo. Rispetto al

anche l’intervento di Cinzia, rappresentante UISP, che ha evidenziato come, dalla prima edizione, sia cresciuto nel tempo l’entusiasmo e il numero dei volontari coinvolti. Il ritrovo per Epica dell’Acqua è fissato al Rifugio di Gorino Sullam, a Taglio di Po, il 15 ottobre. La partenza è prevista per venerdì 16 ottobre dal suggestivo ponte di barche, per la prima tappa di 32 chilometri tra argini e paesaggi della bonifica, fino all’isola di Polesine Camerini, costeggiando la Sacca degli Scardovari a Porto Tolle. Arrivo all’azienda agricola Ca’ Bonelli,

2024 si registra un incremento significativo: +70,9% nei volumi e +85,4% nel valore delle vendite. Una crescita che, però, non si traduce in un reale miglioramento della redditività. L’aumento dell’o erta non è accompagnato da una su iciente capacità di assorbimento del mercato, mantenendo i prezzi su livelli contenuti. Particolarmente critico il tema delle eccedenze: nel 2025 il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine ha gestito lo smaltimento di circa 1.163 tonnellate di prodotto non commercializzabile, con un costo superiore a 1,39 milioni di euro, pari a circa il 73% del valore generato dalla vendita. Le ricadute sul tessuto produttivo sono pesanti. Tra il 2022 e il 2025 il comparto

sede del villaggio itinerante. Sabato 17 ottobre si correrà la seconda tappa, 33 chilometri dalla spiaggia di Boccasette(Porto Tolle) lungo la Via delle Valli, fino a Porto Levante(Porto Viro), con trasferimento in traghetto verso l’Isola di Albarella(Rosolina)per il pernottamento. Domenica 18 ottobre l’ultima tappa, ancora di 33 chilometri, da Albarella lungo la Via delle Valli e l’argine dell’Adige, fino all’arrivo a Porto Caleri, nella splendida località balneare di Rosolina Mare

• Guendalina Ferro

dell’acquacoltura in provincia di Rovigo ha registrato una forte contrazione: nel solo 2025 le imprese attive calano del 28,1%, mentre gli addetti diminuiscono del 24,8%. Rispetto al picco del 2023, la riduzione complessiva sfiora il 39% delle imprese e il 35% dell’occupazione. Nel Delta, territorio vocato alla molluschicoltura, il granchio blu si conferma quindi come un fattore strutturale di instabilità economica e organizzativa. Parallelamente crescono le iniziative per il contenimento della specie e la sua valorizzazione commerciale, ma il riequilibrio tra costi e ricavi resta ancora lontano.

• (g.f.)

Alberto Marchesini

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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani

“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”

“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”

Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?

Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che ra orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosu icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?

La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosu icienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?

Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi o erti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori

a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e

operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025. Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’o erta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.

Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?

Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo a rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale.

• (R.R.)

L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”

“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE

PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”

Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.

“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La so erenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare

ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero e icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”. Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non a itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma

L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”

La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.

“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando

le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.

Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:

“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che

rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il ra orzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.

A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30

degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.

“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo o rire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.

previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per a rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.

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Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa

Istruzione. Enaip Veneto da anni è pronto al cambiamento con un modello che anticipa nei fatti ciò che la legge ora codifica

LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA

’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.

Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico

di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.

L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica

e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.

Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale

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Modello veneto: funziona davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale

Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe

il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori

per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in di icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione

sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.

L’intervista. L’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci sui prossimi provvedimenti

LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA

E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ

Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione?

Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.

Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli Venezia Giulia?

Esatto, la nostra situazione è di erente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, a idate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?

Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico

prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.

Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione

di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?

In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare

priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo a inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?

Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.

ULa città scaligera protagonista della Wings for Life World Run

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globale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.

DESPAR NORD IN CORSA A VERONA CON OLTRE 2.000 COLLEGHE E COLLEGHI

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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, a iancando altre App Run u iciali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione di usa.

A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata

della solidarietà”?

Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato

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Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.

La particolarità della corsa è il suo format: non esiste un tra-

guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.

delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al

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Con i nostri progetti CSR vogliamo essere concretamente vicini alle comunità dei territori in cui operiamo, generando valore non solo economico, ma anche sociale. Questa iniziativa ci consente di sostenere la ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di coinvolgere attivamente le nostre persone in un’esperienza che traduce in azione valori come partecipazione, collaborazione, inclusione e solidarietà. Per noi fare impresa significa anche questo: mettere al centro le persone, promuovere il loro benessere e contribuire, insieme, a costruire un impatto positivo e duraturo sulle comunità.

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Nell’Ulss 5 Polesana nasce il nuovo Dipartimento per la continuità delle cure

Nell’Azienda Ulss 5 Polesana è stato avviato nel corso del mese un nuovo modello organizzativo pensato per migliorare la continuità dell’assistenza ai pazienti più fragili nei passaggi tra ospedale e servizi territoriali. Il sistema prevede il coordinamento dei diversi servizi aziendali attraverso un nuovo Dipartimento funzionale per la continuità dell’assistenza. La direzione è affidata alla dottoressa Lucia Rizzato, infermiera e già responsabile delle professioni sanitarie dell’Azienda. Si tratta, come indicato, della prima esperienza di questo tipo a livello regionale. Secondo quanto sottolineato dal direttore generale Mauro Filippi, le professioni sanitarie sono presenti in tutti gli ambiti di cura, sia in ospedale sia sul territorio, con copertura continuativa nelle 24 ore. Questo elemento viene considerato centrale per gestire in modo più efficace i percorsi di assistenza, soprattutto in vista dell’avvio delle Case della Comunità, con particolare attenzione alle persone più fragili. La continuità delle cure resta affidata all’insieme dei professionisti coinvolti, ciascuno secondo le proprie competenze, mentre il nuovo Dipartimento avrà il compito di favorire lo sviluppo e l’attuazione di percorsi integrati. L’obiettivo è evi-

tare interruzioni nell’assistenza tra i diversi livelli di cura. Tra le strutture interessate rientrano medicina, geriatria, cure primarie, servizi per la disabilità, medicina territoriale, strutture intermedie, assistenza domiciliare e la Centrale Operativa Territoriale.

Tra gli obiettivi principali figurano il rafforzamento dei modelli organizzativi per la presa in carico delle persone con patologie croniche e più condizioni di salute concomitanti, il miglioramento della gestione dei passaggi tra ospedale e territorio e lo sviluppo della rete dei servizi territoriali secondo quanto previsto dal DM 77/2022. È previsto inoltre il potenziamento dei percorsi di cura condivisi con pazienti e familiari, insieme all’implementazione della telemedicina e alla maggiore integrazione dei dati tra i servizi.

Il Dipartimento opererà in collaborazione con la medicina del territorio, le strutture private accreditate e la rete dei servizi sociali e socio-sanitari, considerati elementi fondamentali per garantire una presa in carico continua e centrata sulla persona.

La dottoressa Rizzato ha evidenziato come l’incarico rappresenti una sfida e un’opportunità per valorizzare il ruolo delle

professioni sanitarie nei processi di integrazione tra ospedale e territorio. L’obiettivo dichiarato è costruire percorsi di cura centrati sulla persona, evitando frammentazioni e discontinuità, rafforzando la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti e promuovendo modelli organizzativi innovativi, anche attraverso la telemedicina e una gestione condivisa delle informazioni, per garantire risposte tempestive e coordinate ai pazienti fragili.

Ondata di truffe telefoniche in Polesine: attenzione ai falsi operatori CUP

Negli ultimi giorni stanno arrivando diverse segnalazioni di tentativi di truffa telefonica ai danni dei cittadini del Rodigino, messi in atto attraverso la tecnica dello “spoofing”, che consente di mascherare il numero chiamante facendo comparire sul display un recapito apparentemente affidabile e realmente esistente.

In particolare, alcune persone riferiscono di aver ricevuto telefonate che sembrano provenire dal numero del CUP 0425362000. Durante queste chiamate vengono richiesti dati personali, codice fiscale e altre informazioni sensibili.

Le autorità e gli uffici competenti chiariscono

però che il numero 0425362000 è utilizzato esclusivamente per la ricezione delle chiamate e non effettua contatti in uscita. Qualsiasi telefonata in arrivo che appaia provenire da questo recapito non è quindi riconducibile al servizio. Viene inoltre ribadito che il personale del CUP non richiede mai per telefono dati personali, codici fiscali, credenziali bancarie o altre informazioni riservate, poiché le informazioni necessarie risultano già presenti nei sistemi autorizzati.

Il fenomeno è stato segnalato alla Polizia Postale e sono stati effettuati controlli tecnici sui sistemi informatici, dai quali non emergono anomalie o compromissioni. Si trattereb-

be dunque di un uso fraudolento del numero tramite la falsificazione dell’identità telefonica, sfruttando recapiti facilmente reperibili. L’invito alla cittadinanza è quello di mantenere alta l’attenzione, non fornire alcun dato personale durante telefonate sospette e interrompere immediatamente la comunicazione in caso di richieste anomale. Le vere chiamate del CUP hanno infatti solo scopo informativo e riguardano spostamenti, variazioni o assegnazioni di appuntamenti.

Particolare prudenza viene raccomandata di fronte a chiamate che riportino il numero 0425 362000, da considerarsi potenzialmente ingannevoli.

All’ospedale Santa Maria della Misericordia somministrato per la prima volta il farmaco ADZYNMA

Avviata terapia innovativa contro una rara malattia del sangue

Un passo significativo nella cura delle patologie rare arriva dall’AULSS 5 Polesana, dove è stata avviata una terapia innovativa per una malattia ematologica estremamente rara. Nell’ambulatorio di Medicina Trasfusionale dell’ospedale Ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo è stato somministrato per la prima volta in profilassi il farmaco ADZYNMA a una paziente della provincia.

Si tratta della prima terapia enzimatica sostitutiva approvata a livello internazionale per il trattamento della porpora trombotica trombocitopenica congenita (cTTP), patologia conosciuta anche come sindrome di Upshaw-Schulman. Una malattia genetica rara che comporta la carenza dell’enzima ADAMTS13, fondamentale per il corretto funzionamento della coagulazione del sangue.

Quando questo enzima manca o è insufficiente, si formano microtrombi nei vasi sanguigni che possono provocare complicanze anche gravi, tra cui riduzione delle piastrine e anemia emolitica.

Il nuovo farmaco agisce proprio sostituendo l’enzima mancante, contribuendo a prevenire la formazione di coaguli e riducendo il rischio

di episodi acuti. Una terapia considerata un avanzamento importante nella gestione della malattia, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei pazienti.

“È un risultato che testimonia la capacità del nostro sistema di offrire cure avanzate anche in ambiti altamente specialistici e per patologie rarissime”, ha sottolineato la responsabile della Medicina Trasfusionale, Francesca Polese.

Soddisfazione anche dalla direzione generale dell’azienda sanitaria. Mauro Filippi ha evidenziato come l’intervento rappresenti un segnale di eccellenza del servizio sanitario locale, frutto della competenza dei professionisti e dell’investimento continuo sull’innovazione clinica.

Inaugurata la nuova vasca parto all’ospedale

Nell’ospedale di Rovigo è stata inaugurata la nuova vasca parto del Punto Nascita dell’ULSS 5 Polesana, un innovazione significativa pensata per offrire alle future mamme un’alternativa più naturale, sicura e accogliente al parto tradizionale. L’iniziativa, presieduta dal Sindaco Valeria Cittadin, dalla Dottoressa Federica Merlin, dal Direttore Generale dell’ULSS 5 Polesana Mauro Filippi ed insieme all’Assessore regionale Valeria Mantovan, ha voluto mostrare questo un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita e innovazione della sanità polesana. Nel corso della presentazione è stato infatti sottolineato il forte impegno dell’azienda sanitaria nel migliorare la qualità dei servizi, anche grazie agli investimenti in tecnologie e nuove attrezzature che stanno interessando le strutture del territorio. Protagonista della giornata è stata la nuova vasca parto, una soluzione di ultima generazione che consente di affrontare una fase delicata come il travaglio e la successiva nascita in acqua, in un ambiente più intimo e rilassante. Questa modalità come dichiarato, sta prendendo sempre più piede, dato che favorisce il benessere della madre, aiuta a ridurre il dolore e rende più dolce anche il

passaggio del neonato, garantendo un’esperienza più naturale e meno stressante per entrambi.

Il servizio sarà destinato alle donne con gravidanze a basso rischio e sarà seguito da personale sanitario specializzato, il quale valuterà caso per caso le condizioni cliniche per assicurare la massima sicurezza durante tutto il percorso.

Durante l’inaugurazione, le autorità presenti hanno evidenziato come questo intervento non sia solo un miglioramento strutturale, ma anche un segnale concreto di attenzione verso le esigenze delle famiglie e delle nuove generazioni. Al termine della cerimonia è stata effettuata anche una visita ai locali del reparto, dove è stata illustrata nel dettaglio la nuova attrezzatura ed il conseguente taglio del nastro.

Con l’introduzione di questo nuovo servizio, il Punto Nascita di Rovigo amplia così le proprie possibilità assistenziali, offrendo un servizio più moderno, personalizzato e centrato sulla persona, con l’obiettivo di accompagnare le mamme in un momento delicato come quello della nascita in modo sempre più consapevole, sereno e sicuro.

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Giacomo Trivellato

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