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laPiazza del Delta - Aprile26

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Porto Tolle rilancia il teatro. Quattro serate di buonumore

Dalla Valdastico alla Holding

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO

E VERTENZE APERTE

IGENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

Arriva il numero unico 116117 attivo h24 per info e assistenza non urgenti

ROSOLINA, IL PONTE DI BRONDOLO SI SOLLEVA DOPO 59 ANNI

Attivata la campata mobile mai utilizzata dal 1967: migliorano navigazione e trasporti lungo il Po di Brondolo, con benefici per turismo ed economia locale

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

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PIANO PRIMO
PIANO SECONDO

Ad Adria nasce la residenza Amolaretta: appartamenti moderni ed e cienti

offrendo soluzioni adatte sia a single e coppie sia a famiglie che necessitano di spazi più ampi.

no di coniugare sostenibilità ambientale e qualità della vita quotidiana.

e tecnologie energetiche

Ad Adria prende forma un nuovo progetto residenziale pensato per offrire comfort abitativo, efficienza energetica e soluzioni moderne per chi è alla ricerca di una casa nuova. Il complesso , realizzato dalla società immobiliare Building Global Investment, propone appartamenti di nuova costruzione in vendita diretta, situati nella zona Amolaretta.

Particolare attenzione è stata dedicata all’efficienza energetica e alla sostenibilità. Gli appartamenti sono infatti senza utilizzo di gas, impianti completamente elettrici che garantiscono maggiore sicurezza e minori consumi energetici. Il comfort abiriscaldamento a una soluzione sempre più apprezzata per la distribuzione unifor-

Il complesso dispone inoltre di acquistabili separatamente, oltre a spazi comuni pensati per garantire funzionalità e como-

Il progetto prevede complessivamente 23 appartamenti, distribuiti in un complesso residenziale moderno progettato per rispondere alle diverse esigenze abitative. Le unità disponibili presentano metrature variabili dai 50 ai 180

Il sistema impiantistico è completato pompe di calore, consentono sia il riscaldamento invernale sia il raffrescamento estivo, oltre pannelli solari una maggiore efficienza energetica dell’edificio. Tecnologie che permetto-

Situato in una zona tranquilla della citil nuovo condominio rappresenta un’opportunità interessante per chi desidera investire in una casa di nuova costruzione, caratterizzata da soluzioni tecnologiche moderne e da una progettazione attenta alle esigenze abitative contemporanee.

Per informazioni sugli appartamenti disponibili e sulle diverse tipologie è possibile contattare la società immobiliare Building Global Investment oppure scrivere all’indigruppobgi.service@gmail.com.

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d’interni, vendita di arredi e realizzazione di soluzioni “chiavi in mano”, seguendo il cliente in ogni fase del progetto.

Il nuovo percorso amplia questa visione, introducendo soluzioni innovative capaci di migliorare non solo l’estetica e la funzionalità degli spazi, ma anche la qualità della vita quotidiana

Tra queste, i sistemi radianti Sunshower, integrabili all’interno della doccia, progettati per favorire il benessere muscolare e articolare, nonchè stimolare la produzione di vitamina D, trasformando un gesto quotidiano in un momento rigenerante.

A completare il tutto, un team di professionisti che a anca il cliente nella realizzazione di spazi su misura, progettati per rispondere alle esigenze di chi li vive ogni giorno.

FURTI E DANNI AGLI IMPIANTI IDRAULICI

Furti e pesanti danneggiamenti a infrastrutture strategiche per la sicurezza del territorio. Il Consorzio di Bonifica Delta del Po ha reso noto che, ad aprile, l’idrovora di Ca’ Giustinian a Porto Viro e l’impianto irriguo Goro ad Ariano nel Polesine sono stati colpiti da raid che ne hanno compromesso la piena funzionalità. I tecnici dell’ente consortile sono già al lavoro per ripristinare nel più breve tempo possibile il corretto funzionamento delle strutture, valutando anche l’eventuale utilizzo di presidi di emergenza qualora si rendessero necessari. Dell’accaduto sono state immediatamente informate le autorità competenti. I Carabinieri hanno avviato le indagini per individuare i responsabili dei furti e dei danneggiamenti. Dal Consorzio arriva un richiamo forte sulla gravità dell’episodio. Non si tratta soltanto di furti di materiali o atti vandalici, ma di azioni che colpiscono impianti fondamentali per la gestione idraulica del Delta del Po, un’area notoriamente delicata sotto il profilo ambientale e idraulico. Le conseguenze, infatti, potrebbero andare ben oltre il valore economico delle attrezzature sottratte. A essere messa a rischio è la sicurezza complessiva del territorio, la tutela delle attività agricole, la tenuta del sistema idraulico e, in prospettiva, anche l’incolumità dei cittadini.-si legge nella nota u iciale del Consorzio- Il Delta del Po vive di equilibrio tra acqua, terra e attività produttive: per questo ogni attacco alle infrastrutture di bonifica rappresenta un danno all’intera collettività.

• Guendalina Ferro

Il Consorzio di Bonifica al lavoro per il ripristino delle funzionalità

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere. La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

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ATTREZZI

ATTREZZI

Segue da pag. 1
FACCIAMO IL PUNTO
• Nicola Stievano

Emergenza lavoro/1.

Il Delta rischia la desertificazione economica

ADDIO GIOVANI, ADDIO IMPRESE

Meno giovani, meno imprese, meno prospettive. Il lavoro nel Polesine si muove dentro una doppia contrazione che rischia di incidere sul futuro economico del territorio: da un lato la fuga degli under 35, dall’altro il crollo dell’imprenditoria giovanile. Due fenomeni paralleli che, letti insieme, restituiscono una fotografia sempre più fragile del mercato locale. Negli ultimi anni la provincia di Rovigo ha visto ridursi, secondo i dati di Cna Padova e Rovigo, in modo significativo la presenza e il ruolo dei giovani nel sistema produttivo. Tra il 2011 e il 2024 sono stati 1.755 i giovani tra i 18 e i 34 anni che hanno lasciato la provincia per cercare opportunità all’estero, con un aumento di oltre il 300% rispetto ai livelli di inizio periodo. Un dato che pesa soprattutto perché riguarda in larga parte profili qualificati: quasi la metà degli espatriati è laureata.

“L’emorragia di giovani costa al Veneto oltre 1,5 mld di euro l’anno. - commenta il presidente Cna Padova e Rovigo Montagnin - Imprese, categorie e Politica devono lavorare insieme per trattenere i giovani sui loro territori anche favorendo i passaggi generazionali in azienda e stimolando l’imprenditorialità giovanile”. Parallelamente si assottiglia anche la base imprenditoriale giovanile. Al 31 dicembre

2025 le imprese guidate da under 35 sono scese a 1.476, con un calo del 39% rispetto al 2015 e del 25,3% rispetto al periodo pre-Covid . Una flessione molto più marcata rispetto a quella complessiva delle imprese, segnale di una di icoltà specifica delle nuove generazioni a entrare e restare nel mondo del lavoro autonomo. Il risultato è un mercato del lavoro che fatica a rigenerarsi. Da un lato mancano lavoratori, dall’altro vengono meno anche i futuri imprenditori. E il problema non è solo demografico: la popolazione giovanile, infatti, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi anni (-1,7% rispetto al 2019), mentre a diminuire è la capacità di trasformare questa presenza in occupazione e impresa. A incidere è un insieme di fattori strutturali: accesso al credito, instabilità economica, attrattività limitata del territorio. Ma anche la di icoltà di costruire percorsi professionali solidi, in grado di trattenere competenze e valorizzare il capitale umano. Il rischio, sempre più concreto, è quello di una desertificazione economica progressiva. Non mancano, tuttavia, segnali di erenziati all’interno della provincia. Il Basso Polesine mostra una maggiore vitalità, con un tasso di imprenditorialità giovanile più alto e una propensione all’impresa superiore alla media. Al contrario, il Medio Polesine evidenzia

Ancora una morte sul lavoro a Contarina

Un’altra morte sul lavoro, un’altra ferita che riapre il tema della sicurezza nel Polesine. È successo nell’area dell’ex zuccherificio di Contarina, dove un operaio ha perso la vita dopo una caduta dall’alto durante un intervento in cantiere. Una dinamica ancora al vaglio, ma che, secondo le prime ricostruzioni, richiamerebbe uno schema purtroppo noto: lavori in subappalto e un incidente da ponteggio. A poche ore dalla tragedia, CGIL, CISL e UIL tornano a chiedere un cambio di passo. “Siamo di nuovo a piangere una morte sul lavoro nel nostro territorio e questo è inaccettabile”, a er-

mano le organizzazioni sindacali, esprimendo vicinanza alla famiglia della vittima e ai colleghi. Il punto, però, è più ampio e riguarda un sistema che continua a mostrare fragilità. Sotto accusa finisce soprattutto la catena degli appalti. “È sempre più spesso lì che si concentrano gli infortuni più gravi”, spiegano, con il rischio che proprio sulla sicurezza si scarichino i costi della competizione. Da qui la richiesta di regole più stringenti, maggiore trasparenza e piena applicazione dei contratti collettivi. Tra le priorità indicate anche l’estensione a tutta la provincia del Protocollo sulla sicurezza già

il calo più marcato, a conferma di un divario territoriale che si riflette anche sulle opportunità di lavoro. Il quadro è quello di un territorio che fatica a trattenere i giovani. Non solo lavoratori, ma anche futuri imprenditori: una perdita che

sottoscritto a Rovigo e la riattivazione del tavolo di coordinamento su legalità e prevenzione, fermo da mesi. I sindacati chiedono inoltre più ispettori, controlli ra orzati e un piano stabile di formazione continua, che coinvolga lavoratori e imprese. La linea è chiara: la sicurezza non può essere considerata un costo accessorio. Servono investimenti, anche in innovazione, e una maggiore valorizzazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Ma soprattutto, avvertono, serve un cambio culturale.

• (s.b.)

pesa sul ricambio nel mercato del lavoro e sulla capacità di innovazione e crescita del sistema economico locale.

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• Sara Busato

Emergenza lavoro/2. Mercato del lavoro in movimento ma fragile

DUEMILA ASSUNZIONI AD APRILE, MA SOLO IL 14% A TEMPO INDETERMINATO

Sono 1.960 le assunzioni previste ad aprile e 6.140 nel trimestre aprile-giugno. Numeri che fotografano un mercato del lavoro in movimento, ma ancora fragile. Nel Polesine, infatti, solo il 18% delle imprese prevede nuove entrate e appena il 14% dei contratti sarà a tempo indeterminato. I dati arrivano dal Sistema informativo Excelsior e restituiscono un quadro fatto di timidi segnali positivi — +50

assunzioni rispetto ad aprile 2025 e +210 sul trimestre — ma anche di limiti strutturali. Le imprese non frenano, nonostante inflazione e incertezze economiche, ma continuano a cercare soprattutto profili operativi: il 41% delle entrate riguarda operai specializzati e conduttori di impianti, mentre il 43% richiede una qualifica o un diploma professionale. Il tessuto produttivo resta ancorato alla piccola impresa: il

69% delle assunzioni avverrà in aziende con meno di 50 dipendenti. Più della metà delle entrate (51%) si concentra nei servizi, mentre resta contenuta la domanda di figure altamente qualificate: dirigenti, tecnici e specialisti si fermano al 9%, sotto la media nazionale, e i laureati rappresentano appena l’8%. A pesare è anche la qualità della domanda di lavoro. Nel 24% dei casi si tratta di profili generici e nel 42% delle assunzioni non è richiesta esperienza specifica. Un dato che amplia le possibilità di ingresso, ma conferma una domanda orientata verso mansioni a bassa specializzazione.

Nel dettaglio, ad aprile sei assunzioni su dieci — circa 1.170 — si concentrano nell’area della produzione e dei servizi. Crescono il terziario e il settore primario, mentre l’industria segna una frenata: 620 entrate previste ma 150 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Resta poi il nodo del reperimento del personale. Quasi una impresa su due (47%) segnala difficoltà a trovare i profili richiesti, con punte del 61% nelle aree tecniche e della progettazione.

Più semplice, invece, assumere nel commercio, che si conferma il comparto

300 candidati e 30 aziende a Rosolina Mare

Trecento persone in fila per un colloquio, una trentina di aziende alla ricerca di personale. Il turismo nel Delta del Po riparte da qui, da un contatto diretto tra chi o re lavoro e chi lo cerca, con l’obiettivo di trasformare la stagione estiva in un’occasione concreta di occupazione. È tornato anche quest’anno “IncontraLavoro Turismo Rovigo – Delta”, il recruiting day promosso da Veneto Lavoro e dal Centro per l’Impiego, in collaborazione con il Comune di Rosolina e gli operatori del comparto. Al centro congressi di Rosolina Mare, per una giornata, si sono incrociate le esigenze delle imprese e le aspettative dei candidati, soprattutto in vista dei mesi primaverili ed estivi. I numeri restituiscono l’immagine di un territorio che prova a reagire: circa 300 persone, arrivate da tutto il Delta, hanno sostenuto colloqui e consegnato curriculum, confrontandosi con una trentina di realtà tra stabilimenti balneari, strutture ricettive e servizi collegati al turismo. Profili diversi, dalle posizioni stagionali a quelle più qualificate, in un settore che continua a rappresentare uno dei principali serbatoi occupazionali del Polesine. “Momenti come questo rappresentano un’occasione concreta di incontro tra domanda e o erta di lavoro – osserva il sindaco di Rosolina, Michele Grossato – e dimostrano la volontà del

territorio di creare opportunità e valorizzare il turismo del Delta”. Lo scorso anno, ricorda il primo cittadino, oltre il 60% dei candidati aveva trovato un impiego per la stagione. Un dato che alimenta aspettative anche per il 2026, in un contesto in cui il lavoro resta uno dei nodi centrali per il territorio. Alla giornata hanno preso parte anche il sindaco di Adria, Massimo Barbujani, il dirigente Fabio Becchelli e la responsabile del Centro per l’Impiego di Adria, Valeria Longhin, a conferma del ruolo di queste iniziative come leva operativa per sostenere l’occupazione locale.

con il maggior numero di ingressi: 250 ad aprile e 760 nel trimestre. Seguono turismo e ristorazione, servizi alle imprese e costruzioni.

Sul fronte contrattuale, prevale la flessibilità: il 66% delle assunzioni sarà a tempo determinato, l’11% in somministrazione e solo il 17% stabile, tra tempo indeterminato e apprendistato.

Una quota significativa delle nuove entrate riguarda infine giovani e lavo-

ratori stranieri: gli under 30 saranno il 32% delle assunzioni, mentre il 31% delle imprese prevede di inserire personale immigrato. Un segnale di apertura, ma in un mercato ancora segnato da precarietà e basso livello di qualificazione.

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• Sara Busato

Opere

e polemiche.

Lavori sulla Romea, scontro sulla manutenzione

STRADE E CANTIERI, BOTTA E RISPOSTA TRA MANTOVAN E PERMUNIAN

APorto Viro il tema dei lavori pubblici torna al centro del dibattito politico e amministrativo, tra cantieri in partenza e polemiche sulla manutenzione della rete viaria. Presto prenderà infatti il via un intervento atteso da anni: la realizzazione della seconda parte della rotatoria lungo la statale Romea, strategica per la sicurezza e per lo sviluppo della zona industriale. Il sindaco Mario Mantovan ha annunciato l’imminente apertura del cantiere, ricordando come l’opera fosse uno dei punti qualificanti del programma elettorale: “Siamo nella fase finale di un percorso su cui abbiamo lavorato e insistito molto”.

L’intervento, secondo l’amministrazione, consentirà di rallentare la velocità dei veicoli lungo un tratto particolarmente critico della Romea, migliorando al contempo la sicurezza complessiva. Non mancheranno però i disagi: durante i lavori, previsti indicativamente tra

aprile e giugno, sarà necessaria una deviazione della corsia in direzione Venezia–Ravenna. Il tra ico verrà dirottato su alcune strade comunali, tra cui via Murazze e via delle Industrie, con inevitabili ripercussioni per residenti e attività locali.

Il primo cittadino ha assicurato un monitoraggio costante della situazione anche in relazione all’impatto sulle infrastrutture locali e al confronto con ANAS. Parallelamente al cantiere della rotatoria, il Comune ha avviato anche una serie di interventi di manutenzione stradale. In particolare, sono partiti i lavori di asfaltatura proprio di via Murazze, seguita dalle vie Argine Po, Carrer e Po Vecchio; nelle intenzioni del sindaco, il primo passo di un piano più ampio che interesserà diverse altre strade del territorio nei prossimi mesi. Mantovan ha parlato di un impegno portato avanti “con serietà e responsabilità”, invitando i cittadini ad avere pazienza e fiducia.

Sul fronte politico, però, non mancano le critiche. I consiglieri di opposizione Stefano Permunian e Mattia Mantovani di Porto Viro Sicura hanno presentato un’interpellanza in consiglio comunale ad oggetto: “Situazione critica della viabilità comunale e responsabilità dell’amministrazione nella mancata manutenzione programmata”. “Da un lato – ha a ermato Permunian – ci è stato detto che non possono indicare come interverranno, dall’altro che mancano risorse a causa di debiti della precedente amministrazione”. Una ricostruzione contestata dalla minoranza, sostenendo che l’attuale giunta avrebbe invece trovato un avanzo di bilancio di circa un milione di euro al momento dell’insediamento. Prosegue spedita invece la realizzazione della Cittadella dello Sport, progetto avviato negli anni scorsi e portato avanti dall’attuale amministrazione: “Abbiamo autorizzato un subappalto

L’ULTIMO RESPIRO DELLA MAGNOLIA DI VIA ROMA

“Se un albero scrivesse l’autobiografia, non sarebbe diversa dalla storia di un popolo” scrisse Khalil Gibran, non immaginando come quelle parole ben si sarebbero adattate all’imponente magnolia di via Roma a Porto Viro, recentemente abbattuta. Far tagliare una meraviglia della natura non è stata una decisione semplice per i proprietari, da anni informati da esperti agronomi sulle condizioni della pianta, ammalata all’interno e attaccata da parassiti e muschi che ne ricoprivano il tronco.

Recentemente poi, la vecchia magnolia era diventata pericolosa per i passanti e cominciava a provocare danni al vicino edificio con le radici che si espandevano in ogni direzione creando crepe nei pavimenti e nei muri, ai marciapiedi, alle fognature e sull’asfalto adiacente. Di icile stabilirne l’età: alcuni parlano di un secolo di vita ma di sicuro è presente, già molto rigogliosa, in foto degli anni ‘40 e ‘50. L’albero era entrato nella quotidianità di generazioni di donadesi come riferimento geografico: un amico verde, punto di ritrovo per amici podisti,

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con le sue fronde o riva una zona d’ombra alla calura estiva. La sua presenza silenziosa, testimone dello scorrere di decenni di vita portovirese oggi non c’è più e ha fatto scendere qualche lacrima. “Suggerisco di sostituirla con un alberello per cominciare un nuovo corso di vita – ha proposto il consigliere comunale Armida Panizzo - La magnolia resterà nei nostri ricordi di donadesi, come altri ‘monumenti’ tipo il bar Bertaglia o il ‘giro di bichi’.”

• (f.p.)

per un importo complessivo di 184 mila euro – ancora Mantovan – che riguarda in particolare la sistemazione delle aree esterne e delle finiture, un passaggio tecnico che avvia alla fase di completamento”. Permunian ed il suo gruppo consiliare hanno depositato una mozione per intitolare l’impianto alla

memoria di Primo Nuvoletto, scomparso a gennaio: “Un riconoscimento doveroso ad un nostro storico imprenditore che ha dedicato la propria vita alla solidarietà, al volontariato e alla comunità di Porto Viro”.

• Fabio Pregnolato

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Cultura

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di Porto Viro

Ed è nuovamente 1° maggio in

Conto alla rovescia per l’edizione 2026 della duegiorni al San Giusto. Ci sono date da segnare in agenda anno dopo anno… e senza dubbio quella del 1° maggio è ormai una lunga tradizione per gli amici e simpatizzanti dell’oratorio cittadino. Mancano pochi giorni alla nuova edizione della Festa dell’Oratorio che, come da tradizione, si svolgerà in due giornate e sotto il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Porto Viro.

Il 1°maggio l’ASD San Giusto organizza il consueto torneo di calcio per bambini e ragazzi; 33 squadre, appartenenti a 9 società sportive, si affronteranno a partire dalla mattinata. La giornata sarà accompagnata da giochi, gonfiabili, stand gastronomici, musica e attrazioni varie. Un appuntamento unico per ragazzi e famiglie per gustare un tempo nel verde della pineta portovirese all’insegna dello sport e del divertimento.

E domenica 3 maggio si replica con l’accoglienza sui campi da gioco e negli spazi oratoriani di una trentina di associazioni che operano sul territorio e con cui l’oratorio salesiano si interfaccia per pro-

poste educative e ricreative. Ogni associazione avà modo di presentarsi e farsi conoscere. Dimostrazioni, raduni, presentazione attività associative, esercitazioni, musica, tornei e rassegne, mostre e laboratori… e ancora stand gastronomici, gonfiabili e attrazioni per i più piccoli. Dalle 10.30 fino a sera la giornata è dedicata a conoscere, provare, incuriosirsi e, perché no, appassionarsi. L’oratorio apre ancora le sue porte all’intera cittadinanza e si presenta con le proprie attività e collaborazioni; e tuttavia intende anche contribuire a costruire rete

NIDI – CRESCO CON IL TEATRO

Il Comune di Porto Viro partecipa con entusiasmo alla quinta edizione del progetto “Nidi – Cresco con il teatro”, ideato e promosso da Arteven, che porta il linguaggio teatrale direttamente negli asili nido del Veneto, coinvolgendo bambini e bambine della primissima infanzia in un’esperienza culturale ed educativa unica.

L’appuntamento per Porto Viro è fissato per lunedì 25 maggio alle ore 10.00 presso l’asilo nido “La Coccinella”, struttura gestita da Coopselios dal 2007, che accoglie bambini dai 3 ai 36 mesi. Il nido rappresenta una realtà educativa di qualità, dotata di due sezioni, cucina interna, atelier creativo, ampio giardino esterno e spazi pensati per favorire lo sviluppo e la crescita dei più piccoli. Lo spettacolo proposto si intitola “Oltre – Giochi di immaginazione per piccolissimi spettatori”, a cura della compagnia Schedia Teatro: un’espe-

tra i tanti che in città e sul territorio operano nel volontariato e nel servizio alla comunità. Fedele alle parole di don Bosco che promuoveva e operava per la formazione di ‘buoni cristiani e onesti cittadini’, l’oratorio San Giusto intende rinnovare il proprio impegno educativo.

Appuntamento allora per tutti il 1 e 3 maggio, mattina e pomeriggio, in Oratorio. Vi aspettiamo numerosi.

La Comunità educativa dell’Oratorio San Giusto

rienza sensoriale e immersiva pensata appositamente per i bambini in età 0-3 anni, capace di parlare il loro linguaggio fatto di suoni, colori, movimenti e suggestioni.

Il teatro per la primissima infanzia non è una semplice riduzione del teatro “per grandi”, ma un linguaggio specifico, delicato e profondamente rispettoso dei tempi e delle percezioni dei bambini. È un teatro che si costruisce attraverso immagini evocative, ritmi morbidi, musiche avvolgenti e gesti essenziali. Non racconta storie nel senso tradizionale, ma apre spazi di scoperta, stimola la curiosità, nutre l’immaginazione e crea un primo contatto emotivo con l’arte e la bellezza.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’Assessorato alla Cultura, attraverso l'impegno dell'assessore Marialaura Tessarin, in sinergia con l’Assessorato alle Scuole e al Sociale, nella persona dell’Assessore Giovanni Siviero, a testimonianza di una visione condivisa che mette al centro il benessere e la crescita culturale dei bambini fin dai primi anni di vita.

“Portare il teatro nei nidi significa riconoscere ai bambini, fin dai primissimi mesi, il diritto alla cultura, alla meraviglia e all’espressione,” dichiara l’Assessore alla Cultura Marialaura Tessarin.

“Questo progetto rappresenta per noi un inve-

Marialaura Tessarin Assessore

Cari Concittadini,

dopo le Festività Pasquali e con le condizioni meteo favorevoli, sono iniziati i lavori di asfaltatura in Via Murazze, intervento commissionato dalla nostra Amministrazione, e nelle Vie: Argine Po, Carrer e Po Vecchio, a carico della ditta che sta eseguendo la posa della fibra ottica.

Si tratta di quattro interventi importanti, perché parliamo di alcuni dei principali punti di accesso alla nostra Città, che merita decoro, sicurezza e attenzione.

Raccomando a tutti la massima attenzione durante i lavori e vi chiedo un po’ di pazienza per eventuali disagi temporanei.

stimento prezioso sul futuro, perché educare alla bellezza e all’immaginazione significa contribuire a formare persone più sensibili, aperte e consapevoli. Siamo orgogliosi di aver aderito a questa iniziativa e di offrire ai nostri piccoli cittadini un’esperienza così significativa e coinvolgente.”

Un ringraziamento speciale va alla responsabile dell’asilo nido “La Coccinella”, Irene Zanellato, per aver accolto il progetto con grande entusiasmo e disponibilità, e ad Arteven per aver ideato e promosso un’iniziativa di così alto valore educativo e culturale.

Il Comune di Porto Viro conferma così il proprio impegno nel sostenere percorsi innovativi che intrecciano cultura, educazione e comunità, a partire dai più piccoli.

Un passo alla volta stiamo intervenendo sul territorio, con l’obiettivo di migliorare concretamente le nostre strade, proseguirà infatti il continuo intervento da parte dell’ufficio manutenzioni per la ripresa di tratti danneggiati, lo stesso dicasi per lavori più consistenti da parte della ditta appaltatrice locale.

Grazie a tutti per la collaborazione e per la fiducia che dimostrate ogni giorno.

Viva Porto Viro

Il Sindaco Mario Mantovan

Mario Mantovan Sindaco di Porto Viro

valori

ADDIO A TONI PAIO, CONOSCIUTO IN CITTÀ PER L’IMPEGNO POLITICO E LA PASSIONE SPORTIVA P

spirato a Corbola all’età di 88 anni Antonino Tumiati, conosciuto da tutti a Porto Viro come ‘Toni Paio’, figura storica e profondamente radicata nella comunità cittadina. Nato il 10 gennaio 1938, ha saputo coniugare la vita lavorativa con un impegno costante nel sociale, nello sport e nella politica locale, diventando negli anni un volto familiare e rispettato. Personaggio noto e riconoscibile, ha rappresentato per decenni una presenza costante, sempre fedele ai propri ideali: il suo percorso politico, iniziato dapprima con la DC e dal 1967 al 1977 con il PCI, lo portò a fondare l’anticapitalista “Partito del Diritto al Lavoro” – un PDL ben anteriore a quello berlusconiano - espressione personale del suo pensiero, di cui era segretario e presidente nazionale. Un’esperienza che, pur nella sua dimensione locale, ha lasciato un segno tangibile: Tumiati si candidò più volte alla carica di sindaco di Porto Viro a partire dal 2004, ripresentandosi poi nel 2009, 2014 e 2017 con un programma elettorale battuto rigorosamente a macchina in cui auspicava il passaggio all’economia dell’idrogeno e la costruzione di un nuovo ospedale. Nella tornata del 2009, con 388 voti e un 4,16% raggiunse il traguardo di un seggio tra la

minoranza del consiglio comunale durante il mandato di Geremia Gennari. In tempi di politica spesso sguaiata o urlata, così ricorda quell’esperienza il primo cittadino Mario Mantovan: “Ha fatto una legislatura stupenda, si notava la sua volontà nell’essere rappresentativo di un gruppo di elettori sedendo a quel tavolo, benvoluto da tutti”. Al di là della politica, Toni Paio era conosciuto per il suo carattere mite; molto legato alla frazione di Taglio, dove viveva, si dedicò anche allo sport, in particolare al calcio. In tanti hanno ricordato il suo impegno sul rettangolo verde negli anni ’50, allenando con poche risorse disponibili e spesso di tasca sua, ragazzini tolti dalla strada e riuscendo a sfornare anche qualche talento senza chiedere nulla. Dopo le giovanili del Rosolina, fu il primo allenatore dell’A.C. Donada nella stagione 1969/70: con Giancarlo Micheletti primo presidente, alla fine del campionato regionale di terza categoria i granata si posizionarono quinti, dopo 11 vittorie, 9 pareggi e 6 sconfitte. Pur non avendo avuto una carriera agonistica da giocatore, seppe trasmettere passione e valori a tanti giovani. All’ultimo saluto, nella chiesa della “sua” Taglio, anche don Carlo ha ricordato i due pilastri della sua vita:

di formazione professionale per studenti scuola media

l’attaccamento alla famiglia e alle origini, e l’impegno sociale, politico, amministrativo “vissuto forse da persona schiva che sapeva stare al suo posto, ma con impegno per la comunità, i giovani, la città”. Un uomo che, con il suo esempio, ha dimostrato quanto sia importante credere nelle proprie idee e impegnarsi per realizzarle.

• Guendalina Ferro

PORTO VIRO

Via Giuseppe Mazzini, 169

portoviro@enaip.veneto.it

Aperto un nuovo Centro Sollievo Alzheimer

resso l’oratorio salesiano di San Giusto a Porto Viro è stato recentemente inaugurato un nuovo Centro Sollievo per persone con Alzheimer, sesta struttura di questo genere sul Delta del Po ad o rire un servizio di grande valore per il nostro territorio. Nello specifico, uno spazio dedicato alle persone affette da Alzheimer e malattie degenerative e alle loro famiglie, nato grazie alla collaborazione con l’associazione O icine Sociali diretta da Marinella Mantovani. Un luogo pensato per o rire sostegno concreto, attività di stimolazione cognitiva e momenti di socialità, in un ambiente accogliente e familiare.

“Non è solo un servizio sanitario o assistenziale, ma un vero punto di riferimento per le famiglie che ogni giorno a rontano situazioni di icili e delicate – ha riflettuto il sindaco Mario Mantovan - un aiuto concreto fatto di presenza, ascolto e condivisione. Ringrazio O icine

Sociali, i volontari, i servizi sociali comunali, don Carlo Beorchia e i Salesiani, l’Ulss 5 e tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto, con impegno e grande sensibilità. Come amministrazione continueremo a sostenere queste iniziative, perché aiutarsi, esserci e prendersi cura gli uni degli altri è ciò che ci rende comunità”. Presenti al taglio del nastro anche il dottor Marcello Mazzo, dirigente dei Servizi Sociali dell’Ulss 5 Polesana e l’assessore con delega ai servizi socio-assistenziali Giovanni Siviero che ha ribadito: “È un momento di gioia essere riusciti a dare il servizio di sollievo anche a persone e famiglie toccate dalla malattia in città. Saremo contenti di avervi fra noi a sostenere con la vostra presenza la scelta di aiuto che i volontari e le istituzioni stanno cercando di dare a chi è in di icoltà”.

• (g.f.)

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La rassegna. Significativo l’incontro intergenerazionale tra studenti e ospiti al San Nicolò

STORIE DI DONNE, STORIE DI GENERAZIONI

Una mattinata in cui la memoria è diventata voce e il testimone della storia è passato simbolicamente da una generazione all’altra. Nell’ambito della rassegna “Primavera alla Pari”, il Centro Servizi Anziani S. Nicolò ha ospitato l’incontro “Storie di donne, storie di generazioni”, un appuntamento dal forte valore umano e sociale, pensato per intrecciare vissuti, esperienze e sguardi tra giovani e anziani. L’iniziativa, dedicata a riscoprire le radici del territorio e il coraggio delle donne che ne hanno costruito l’identità, ha visto riuniti gli ospiti della struttura e gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Porto Tolle. A partecipare attivamente sono stati in particolare gli alunni della classe terza della Scuola Secondaria di Primo Grado e una rappresentanza del Consiglio Comunale dei Ragazzi, protagonisti di un dialogo autentico con le “nonne” del CSA in un clima di ascolto attento e reciproco. L’evento è stato pro-

mosso dall’Assessore alle Pari Opportunità

Silvia Boscolo, in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità di Porto Tolle. Obiettivo dichiarato: abbattere le distanze tra generazioni attraverso il potere del racconto e del confronto diretto. Durante l’incontro, gli studenti hanno rivolto numerose domande alle ospiti, mosse dalla curiosità di conoscere un passato apparentemente lontano, ma fondamentale per comprendere il presente. Tra i temi a rontati: Costumi e quotidianità: come ci si vestiva nelle occasioni speciali e quali erano i ritmi della vita domestica. Istruzione e diritti: le di icoltà delle ragazze nel frequentare la scuola nel dopoguerra e il valore attribuito allo studio. Evoluzione sociale: il ruolo della donna, segnato da sacrifici, responsabilità familiari e dai primi passi verso l’emancipazione. “Vedere gli occhi dei ragazzi illuminarsi di fronte ai racconti dei nostri anziani è la dimostrazione che la memoria è un bene prezioso

Dopo il successo degli anni scorsi, Porto Tolle rinnova l’appuntamento con la comicità e il buon teatro: tornano i “Mercoledì a Teatro”, la rassegna promossa dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con Arteven, ospitata ancora una volta al Palazzetto dello Sport L. Milani. Alla conferenza stampa erano presenti il Sindaco Roberto Pizzoli, l’Assessore alla Cultura Silvia Boscolo e Mattia Zorzetto, responsabile della programmazione teatrale di Arteven. Ad arricchire l’incontro, anche la presenza del dirigente scolastico e di due ragazze del Consiglio Comunale dei Ragazzi, invitate per promuovere il coinvolgimento delle giovani generazioni nella vita culturale del territorio. La rassegna prevede quattro serate, tutte dedicate alla comicità in forme diverse: dalla Commedia dell’Arte ai monologhi contemporanei, dalle favole reinterpretate alle storie dialettali della

tradizione locale.

Il programma degli spettacoli prevede il 29 aprile – Francesco Paolantoni e l’Orchestra Saverio Mercadante in “Si ride… a crepafavole”.Un viaggio comico tra favole celebri rivisitate: Cappuccetto Rosso che vuole farsi chiamare Olga, Biancaneve in crisi, i Tre Porcellini come non li avete mai visti.

Il 7 maggio – Max Pisu in “A etti Instabili”. Uno spettacolo che mette al centro i rapporti umani, fragili e preziosi, raccontati con ironia e leggerezza.

Il 27 maggio – I Sbregamandati in “Da la banda del formanton”.Il gruppo portotollese chiude la rassegna con una nuova commedia dialettale che parla d’amore, famiglia e ostacoli inattesi.

Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.00. Durante la conferenza di presentazione, l’Assessore Silvia Boscolo ha sottolineato l’importanza del teatro come luogo di crescita e partecipazione.”Il teatro – ha

e collettivo,” ha dichiarato l’Assessore Silvia Boscolo. “Questo incontro non è stato solo un momento celebrativo, ma un atto di consapevolezza. Ringraziamo il CSA S. Nicolò, l’Istituto Comprensivo e la Commissione Pari Opportunità per aver reso possibile questo scambio che arricchisce la comunità e rende onore alla forza delle donne del nostro passato”. “Oggi i ruoli si sono ribaltati: la scuola è entrata al S. Nicolò, ma i veri maestri sono stati gli ospiti. Ha dichiarato il Sindaco Roberto Pizzoli”gli studenti hanno imparato che la storia non è un elenco di date sui libri, ma un testimone vivo fatto di volti e sacrifici. Il futuro dei nostri ragazzi ha bisogno della memoria dei nostri anziani per restare in piedi, perché si può correre verso il domani solo se si ha la terraferma su cui poggiare i piedi”.

evidenziato – è uno spazio prezioso per riflettere, divertirsi e stare insieme. Con questa rassegna vogliamo o rire serate di qualità, mantenendo prezzi accessibili e promuovendo il coinvolgimento dei più giovani”. Grande attenzione, infatti, alle politiche culturali per ragazzi e famiglie: biglietto a soli 2 euro per i giovani e 13 euro per gli adulti. Un invito concreto all’avvicinamento delle nuove generazioni al teatro. Nel suo intervento il Sindaco Roberto Pizzoli ha ringraziato le realtà che collaborano all’organizzazione: Polizia Locale, Protezione Civile, Tennis Club e Pro Loco, fondamentali per logistica e sicurezza. “Il Palazzetto torna ad essere un punto di riferimento per la cultura e la comunità – ha dichiarato – un luogo in cui ritrovarsi, partecipare e vivere insieme l’intrattenimento di qualità”. • (g.f.)

ROSOLINA

L’anniversario. Sindaco Michele Grossato: “Ricordare non è mai un gesto automatico. E’ una scelta”

DON FRANCESCO ANDRIGO: “BISOGNA FAR BEATI I CARABINIERI CADUTI A MALGA BALA”

Rosolina ha commemorato l’82esimo anniversario dell’eccidio di Malga Bala, oggi Slovenia. Dodici giovani carabinieri persero la vita nell’adempimento del loro dovere. Tra loro Antonio Ferro che insieme agli altri undici commilitoni, sono stati decorati con la Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla memoria”. La mattinata è iniziata al cimitero di Rosolina, dove Claudio Polello, della banda musicale Vincenzo Bellini – di cui faceva parte anche Antonio Ferro – ha suonato il saxofono, accompagnando il silenzio dell’Arma e di tutti i familiari di Antonio Ferro davanti alla sua tomba. Il momento di raccoglimento ha

introdotto con naturalezza la cerimonia principale, che si è poi spostata nella piazza a lui intitolata a Volto di Rosolina, davanti al cippo dedicato ai ‘Carabinieri caduti per la patria nell’adempimento del loro servizio”. A presenziare, oltre al prefetto Franca Tancredi e al vice questore Maria Olivieri, c’erano tutte le forze dell’ordine, dalla Guardia Costiera di Porto Levante alla Guardia di Finanza, numerosi comandanti di stazione dei carabinieri della provincia, la polizia locale di Rosolina, i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, e i bambini della scuola di Volto. La loro partecipazione ha dato vita a un momento in cui memoria, autorità e cittadinanza si sono incontrati in un unico filo emotivo. Il prefetto di Rovigo Franca Tancredi ha a ermato: “Celebriamo le persone, la loro umanità, la loro fedeltà al dovere, il loro valore silenzioso. Il nostro compito, come istituzioni e come comunità, è duplice: il primo è custodire la memoria, perché la memoria è un atto di giustizia. È restituire un volto, una voce, una storia a chi è stato travolto dalla brutalità della

violenza. È impedire che l’oblio diventi complice di ciò che non deve ripetersi. Il secondo compito è trasformare questa memoria in responsabilità. Viviamo in un’epoca in cui la pace, che siamo abituati a considerare stabile, non è mai garantita per sempre. I conflitti che vediamo nel mondo ci ricordano quanto la convivenza civile, il dialogo e il rispetto reciproco siano beni fragili, da difendere ogni giorno”. Le parole del prefetto hanno introdotto con naturalezza l’intervento del sindaco Michele Grossato, che ha

sottolineato: “Un atto di responsabilità ricordare il Carabiniere Antonio Ferro, figlio della nostra terra, di Rosolina. A lui oggi rivolgiamo un pensiero particolare, perché nel suo sacrificio riconosciamo non solo una storia individuale, ma il simbolo di un dovere portato fino alle estreme conseguenze”. A seguire, il colonnello Campora ha ripercorso la vicenda dei dodici carabinieri, ricordandone il sacrificio e il coraggio, o rendo così un quadro storico e umano che ha reso ancora più vivi i ricordi dei presenti. Don Francesco Andrigo, parroco della parrocchia Santa Maria Vergine del Rosario di Volto di Rosolina, ha poi preso la parola prima di benedire il cippo, osservando:“Abbiamo tutti un po’ di commozione dopo il racconto della vicenda da parte del colonnello. Ricordiamo 12 carabinieri, uccisi in quel modo. 12 come il numero degli apostoli. Mamma mia qui dobbiamo aprire la causa di beatificazione, bisogna farli beati i carabinieri. Sarebbe Bello. Perché chi dà la vita in quel modo, imita Cristo che ha dato la vita per l’umanità, il ver-

sare il sangue è il segno più alto della donazione. Non c’è amore più grande di colui che dà la vita. Un giorno, durante la mia visita alla sorella Natalia, ho visto una cartolina dove Antonio parla di Dio, con parole di fede”. La cerimonia ha trovato il suo coronamento nell’intervento dell’assessore Sara Biondi, che ha messo in luce il coinvolgimento dei ragazzi della scuola media, collegando memoria storica e formazione civica:“La commemorazione organizzata, qui a Rosolina, ha avuto un significato ancora più profondo grazie al coinvolgimento della nostra scuola. I nostri ragazzi hanno saputo trasformare la memoria in linguaggio vivo: con disegni, un podcast, brochure e un fumetto, dedicato alla vita di Antonio Ferro. È proprio qui che la memoria diventa futuro: quando le nuove generazioni la accolgono, la rielaborano e la rendono parte della propria crescita. Perché ricordare non è solo un dovere, ma un atto educativo che costruisce cittadini consapevoli”.

• Guendalina Ferro

Infrastrutture. Predisposta nel 1967 ma

mai attivata, è stata finalmente sollevata

ALZATA DOPO 59 ANNI LA CAMPATA MOBILE

DEL PONTE FERROVIARIO DI VILLAGGIO NORGE

Dopo 59 anni, la campata mobile del ponte ferroviario sul Po di Brondolo di Rosolina si è finalmente sollevata, rendendo operativo un meccanismo previsto fin dalla costruzione dell’infrastruttura, datata 1967, ma mai attivato fino a oggi. Il ponte era infatti stato progettato con una campata centrale predisposta al sollevamento, pensata per consentire il transito di imbarcazioni, di varie dimensioni, lungo la tratta Venezia–Mantova. Per decenni però quella predisposizione è rimasta inattiva, trasformando il ponte in uno dei principali colli di bottiglia della navigazione interna. L’altezza ridotta

impediva il passaggio di imbarcazioni turistiche di medie dimensioni e limitava il potenziale del trasporto merci su acqua, costringendo gli operatori a scelte meno e icienti. I lavori sono costati complessivamente 7 milioni di euro, di cui 4 milioni di lavori appaltati. Il finanziamento è stato sostenuto dalla Regione Veneto e, in parte, dall’Unione Europea, che ha riconosciuto il valore del progetto nel bando CEF TRANSPORT 2021, destinando 2,4 milioni di euro al suo completamento.

L’intervento, concluso a fine marzo, ha permesso di ripristinare e rendere finalmente operativa la campata mobile,

All’Isola di Albarella è in corso un intervento artistico che unisce formazione, creatività e valorizzazione del territorio. Protagonisti sono gli studenti della classe 4LD – indirizzo arti figurative – del Liceo Artistico “Giulio Romano” di Mantova, accompagnati dalla dirigente scolastica Alida Irene Ferrari e dai docenti Ermanno Poletti e Vincenzo Denti. Il progetto nasce nell’ambito della formazione scuola-lavoro e ha come obiettivo la realizzazione di un grande murale dedicato ai fenicotteri rosa, simbolo della biodiversità del Delta del Po. L’opera ra igura una coppia di fenicotteri immersi in un ambiente ricco di elementi botanici e si sviluppa su più superfici dell’edificio, trasformandolo in un punto di forte identità visiva all’interno dell’isola. Il lavoro ha preso forma dopo mesi di studio in aula, durante i quali gli studenti hanno approfondito la flora e la fauna del territorio. L’intervento unisce tre tecniche artistiche: a resco, utilizzato per i fenicotteri sulla facciata principale; gra ito su intonaco, impiegato per la vegetazione che li circonda; stencil, usato per rappresentare sui lati dell’edificio le foglie della Populus Alba, l’albero da cui deriva il nome “Albarella”. L’opera, che copre una superficie complessiva

dotata ora di un moderno sistema di movimentazione oleodinamico che permette al ponte di sollevarsi fino a 7 metri sul livello medio mare. Un cambiamento che apre una nuova stagione per il Polesine, favorendo: il passaggio da gomma ad acqua per una parte del trasporto merci; il transito di imbarcazioni turistiche di medie dimensioni, con ricadute positive sull’economia del turismo fluviale; una navigazione più fluida e continua lungo un asse strategico come quello del Po di Brondolo. A sottolineare il valore del traguardo raggiunto è Rudy Toninato, presidente di Assonautica Acque Interne Veneto–Emilia, che definisce quello del 28 marzo “un sogno che si avvera”, una data destinata a restare nel cuore di chi opera sulle vie d’acqua e che per anni ha dovuto fare i conti con le limitazioni del ponte. Toninato evidenzia il ruolo fondamentale di chi ha reso possibile il risultato: l’ingegnere Francesco Veronese, che ha seguito il progetto con continuità; l’ex assessore regionale Elisa De Berti, determinante per il finanziamento dell’opera; gli ingegneri Fasiol prima e Grosso oggi, di Infrastrutture Venete, che hanno portato avanti il percorso tecnico-amministrativo; gli operai che, in anni di cantiere, hanno trasformato un progetto rimasto sulla carta per decenni in un’infrastruttura finalmente

funzionante. Toninato, inoltre, rivolge un ringraziamento al Presidente Stefani e all’assessore regionale Ruzza, che – comprendendo la fondamentale importanza delle vie d’acqua interne del Veneto – stanno seguendo con attenzione il completamento dell’opera e sostenendo il percorso verso la piena operatività del sistema. Per arrivare al completamento definitivo

del ponte serviranno circa quattro mesi: il tempo necessario per renderlo totalmente automatizzato e sollevabile sia di giorno che di notte. Un passaggio decisivo che consentirà agli interporti di Cremona, Mantova e Rovigo di essere pienamente collegabili con il porto di Venezia.

di 180 metri quadrati, rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra scuola e territorio possa generare risultati di valore artistico e culturale, o rendo agli studenti un’esperienza diretta sul campo. Il progetto verrà presentato u icialmente il 1° maggio, durante la Festa di Primavera, accompagnato da una mostra dei bozzetti e degli elaborati realizzati dagli studenti nel percorso creativo.

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• Guendalina Ferro

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Pesistica Olimpica. Alberto Doni “E’ un orgoglio per la nostra comunità”

ALESSANDRA MILANI: LA CAMPIONESSA PRONTA A DIFENDERE L’ORO EUROPEO

L’atleta Polesana nel 2025 ha conquistato nella pesistica olimpica il titolo europeo ai campionati disputati a Durazzo, coronando un percorso fatto di allenamenti intensi e sacrifici. A questo successo si è aggiunto anche un prestigioso quinto posto ai Mondiali disputati a Las Vegas, risultato che conferma il suo valore a livello internazionale. “Un riconoscimento a una nostra concittadina che ci ha rappresentato in maniera eccellente a livello europeo e mondiale. Un’eccellenza di altissimo livello e un orgoglio enorme per la nostra comunità – ha commentato il vicesindaco Alberto Doni –. Ci auguriamo che possa continuare a conquistare altri eccezionali risultati”. La vittoria agli Europei è stata per la stessa atleta una sorpresa, almeno inizialmente. “Me ne sono resa conto quando ho ricevuto le congratulazioni dall’allenatore della terza classificata – racconta Milani –. In quel mo-

mento ho capito davvero di aver coronato anni di allenamenti e sacrifici, anche se la mia carriera sportiva è relativamente breve”.

Dopo l’oro europeo, l’atleta ha puntato subito a un’altra sfida importante: i Mondiali negli

Stati Uniti. Per sostenere le spese del viaggio

si è a idata alla piattaforma di donazioni online GoFundMe, riuscendo a raccogliere in appena due giorni la somma necessaria per raggiungere l’America. “È stata una sorpresa incredibile vedere tanta solidarietà in così poco tempo”, racconta con emozione

Alessandra. Arrivata negli Stati Uniti, Milani si è preparata alla gara con determinazione. “Il giorno della competizione avevo la febbre, ma ho deciso di non prendere medicinali per evitare qualsiasi interferenza con i controlli antidoping. Alla fine sono arrivata quinta, ma per me è stato un risultato importante”. Un risultato che l’atleta ha voluto dedicare a tutte le persone che l’hanno sostenuta nel suo percorso. Ora lo sguardo è già rivolto ai prossimi obiettivi: difendere il titolo europeo ai campionati che si disputeranno a maggio in Belgio e, in caso di risultato positivo, partecipare ai Mondiali previsti ad Atene, in Grecia. “Il mancato podio negli Stati Uniti è una grande motivazione per allenarmi e cercare il riscatto ai Mondiali”, spiega. Per Milani lo sport è molto più di una competizione. “Lo sport ti cambia la vita e la migliora. Non solo in palestra, ma anche nella quotidianità. Ti aiuta a vivere meglio,

ECOAMBIENTE, L’OMBRA DEI RINCARI DIETRO I RITARDI DEL DIGESTORE

La consigliera di Rovigo, Merlo attacca la governance: “Piano industriale disatteso e rischi di extracosti per i cittadini. Necessaria trasparenza su conflitti di interesse e spese di comunicazione”.

Il futuro della gestione dei rifiuti a Rovigo e l’efficienza di Ecoambiente diventano terreno di un acceso scontro politico. Al centro della discussione in Consiglio Comunale sono finiti i lavori per il maxi digestore di via Zennaro, l’impianto per il trattamento della frazione organica considerato il pilastro per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti urbani nel territorio. Nonostante l’importanza strategica dell’opera, finanziata con i fondi del PNRR, i ritardi sulla tabella di marcia e le incertezze sulla governance societaria sollevano forti preoccupazioni per le tasche dei contribuenti.

Ad alzare i toni è stata la consigliera del Forum dei cittadini, Dina Merlo, già assessore all’Ambiente nella giunta Ga eo. Merlo ha aperto il suo intervento definendo “ingiustificata” l’assenza del Consiglio di Bacino, l’organo deputato alla vigilanza su Ecoambiente: una mancanza che, secondo la consigliera, rappresenta un vulnus democratico e tecnico in un momento cruciale per le scelte strategiche della città. L’ex assessore ha puntato il dito contro l’attuale assetto di potere, ravvisando una “concentrazione di cariche” in capo all’amministrazione comunale che potrebbe generare profili di conflitto di interessi. Richiamando le linee guida dell’ANAC, Merlo ha ribadito la necessità di una netta distinzione tra controllore e controllato, suggerendo che l’attuale stallo e le opacità gestionali siano figli di questo

Ha preso il via la prima edizione di “Inter flumina Serenissimae”, una rassegna concertistica unica nel suo genere, pensata per raccontare, attraverso la musica, il legame profondo tra territorio, storia e cultura, nel cuore del Delta tra Adige e Po. Un progetto che trova proprio in Loreo il suo luogo ideale: una città che ancora oggi conserva nella propria identità il segno della Repubblica di Venezia, la Serenissima, evocata anche nel titolo della rassegna. Non a caso, la Pro Loco di Loreo, guidata dal presidente Diego Siviero,

ha sostenuto con convinzione l’iniziativa ideata dal maestro Luca Sartore, direttore artistico dell’evento.. La rassegna nasce dalla “pensata” condivisa di un gruppo di musicisti e cantanti del Delta, con l’obiettivo di coniugare musica, memoria e identità. Il filo conduttore è il Settecento veneziano, epoca di grande fermento artistico, in cui la musica sacra e profana si intrecciava con la vita quotidiana della Serenissima. Tre gli appuntamenti in programma, tutti con inizio alle ore 21 e ospitati nel suggestivo scenario del Duomo di Santa Maria Assunta e della Chiesa della

in salute, sia fisicamente sia mentalmente. E la solidarietà che ho ricevuto da chi ha creduto in questo sogno mi ha dato una forza enorme”. “Dietro una gara che dura pochi minuti – sottolinea il consigliere allo sport Walter Bellato – c’è un lavoro fatto di sacrificio e allenamenti continui. Il nostro impegno è far conoscere Alessandra, anche agli studenti delle nostre scuole, perché possa essere un esempio per i giovani che desiderano avvicinarsi allo sport. Come in ogni disciplina, i risultati arrivano solo con l’allenamento, la dedizione, il sacrificio e la motivazione”. La storia di Alessandra Milani dimostra come passione, impegno e solidarietà possano trasformare un sogno in una realtà capace di portare il nome di Loreo sui palcoscenici internazionali.

• Guendalina Ferro

squilibrio istituzionale.

Il nodo del Piano Industriale e del PNRR Il punto più critico riguarda la tenuta economica della società. Il piano industriale, che nel 2022 aveva garantito un finanziamento bancario da 22 milioni di euro, risulta oggi “largamente disatteso”. Merlo ha chiesto con forza perché non sia stata ancora operata una revisione urgente del documento, specialmente considerando che gli oltre 20 milioni di euro ottenuti dal PNRR per l’impianto a biometano e gli ecocentri dovrebbero, in teoria, portare a una riduzione strutturale delle tari e. Al contrario, il rischio concreto è che i ritardi accumulati — figli di uno stallo politico durato mesi — si traducano in un aumento dei costi operativi. Secondo la consigliera, i costi derivanti dai “piani di emergenza” per gestire i rifiuti in assenza dell’im-

pianto a pieno regime non resteranno in capo alla società, ma verranno trasferiti direttamente nelle bollette dei cittadini dei 50 Comuni serviti. “Serve una campagna informativa onesta e capillare”, ha incalzato Merlo, chiedendo conto anche di ingenti spese per la comunicazione (pari a decine di migliaia di euro) che non sembrano tradursi in un reale vantaggio informativo per l’utenza. In chiusura, la richiesta del Forum dei cittadini è stata perentoria: eliminare i conflitti di interesse, ra orzare il controllo pubblico da parte dei soci e procedere immediatamente alla revisione del piano industriale per evitare che il passaggio alla transizione ecologica diventi un costo insostenibile per le famiglie rodigine. Il termine per la consegna dei lavori è fissato al 30 giugno 2026, ma la corsa contro il tempo sembra essere appena iniziata.

Santissima Trinità. Seguirà, il 15 maggio, “Fantasmagorie monastiche”, con musiche a quattro mani per gli organi della Serenissima. A chiudere la rassegna, il 25 settembre, sarà “Autunno a Venezia”, cantate per soprano nel crepuscolo dei dogi, con la partecipazione della soprano Silvia Frigato. La musica barocca veneziana, con la sua forte espressività, i contrasti e la ricchezza delle ornamentazioni, diventa così il filo invisibile che unisce i tre appuntamenti. Nata tra chiese, scuole grandi e oratori a acciati sui canali, questa musica continua a essere una voce viva

della memoria: racconta la devozione, i riti, le feste e la quotidianità della Serenissima. In questo senso, ogni concerto si trasforma in un atto di custodia del passato. Il suono dell’organo riporta alla luce gesti, parole e storie che rischierebbero l’oblio, trasformando l’ascolto in un’esperienza immersiva, capace di restituire al pubblico non solo la bellezza della musica, ma anche il senso profondo di un’identità che attraversa il tempo.

• (g.f.)

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Eccellenze.

Rosestolato, Temporin e Travaglia hanno ricevuto le borse di studio

TRE GIOVANI TAGLIOLESI , PREMIATE DA BANCADRIA

Nell’elegante Salone del Grano di Rovigo si è svolta la cerimonia di consegna delle borse di studio di Banca Adria Colli Euganei, un momento dedicato a valorizzare il merito e le eccellenze del territorio. Ogni studente premiato ha raccontato il proprio impegno negli studi e i progetti per il futuro, tra entusiasmo e gratitudine. Il presidente di Banca Adria, Mauro Giuriolo, ha sottolineato: “Assegniamo le borse di studio per sostenere, almeno in parte, il percorso formativo dei giovani studenti dei territori dove sono presenti sportelli di Banca Adria, e mi auguro che qualcuno di loro possa in futuro diventare un nostro collaboratore”. Tra i 37 premiati, tre giovani studentesse di Taglio di Po si sono distinte per risultati scolastici e impegno: Matilde Rosestolato, che ha conseguito il massimo dei voti alle scuole medie, e le amiche Maria Temporin e Agnese Travaglia, che fin dalle elementari hanno condiviso l’esperienza scout con l’Agesci per 11 anni. Per le due amiche tagliolesi, la nuova borsa di studio rappresenta un ulteriore traguardo nel loro percorso di studi. Maria Temporin, diplomata al

Liceo Linguistico di Adria con 100, ha conseguito i due titoli equipollenti alle lauree in Pianoforte al Conservatorio A. Buzzolla e la laurea triennale in Scienze Politiche a Padova, con 110 e lode, trascorrendo un anno di studi a Madrid. Ora frequenta la laurea magistrale in Filosofia a Bologna. “È la mia terza borsa di studio da Bancadria – dichiara Temporin –. È un riconoscimento per il mio impegno e una spinta a continuare a formarmi. La mia aspirazione è insegnare, ma voglio anche studiare, scrivere e viaggiare”. Oltre agli studi, Maria è curatrice dell’Adria Street Music Festival, che quest’anno giunge alla quarta edizione, confermando il suo impegno artistico e culturale sul territorio. Il festival, promosso dal Conservatorio e dal Comune di Adria, prevede che i musicisti dell’istituto si esibiscano nelle strade della città, portando la musica classica direttamente tra la gente. “Una grande soddisfazione aver ricevuto questa nuova borsa di studio”, racconta Agnese Travaglia. “Vero è che il voto è relativo, perché non è indice di quanto uno sia bravo o meno. Però rimane la soddisfazione dopo un lungo e di icile

percorso di studi. La conferma è che con l’impegno si può portare a termine tutto ciò che si vuole, con volontà e dedizione”. Agnese, dopo il Liceo Scientifico e Scienze Applicate di Adria, dove ha conseguito 100/100, ha completato la laurea triennale in Ingegneria Industriale a Trento con 110 e lode. Oggi frequenta la laurea magistrale in Ingegneria Energetica, sempre in Trentino, grazie alla collaborazione tra le università di Trento e Bolzano, alternando i semestri tra le due sedi. “La mia aspirazione è poter lavorare nel campo energetico, con le energie rinnovabili, per ridurre gli sprechi ambientali. Un consiglio è che anche le piccole cose, i piccoli gesti, possono aiutare”, conclude Agnese, testimoniando come studio, passione e volontà possano aprire grandi opportunità.

• Guendalina Ferro

È nato “Ocarina-mente”

Musica, creatività e mente attiva. Con questi obiettivi è nato “Ocarina-mente – Musica e creatività per la mente attiva”, un laboratorio artistico-musicale dedicato agli over 65 che unisce manualità, apprendimento e socialità attraverso il suono di uno degli strumenti più curiosi della tradizione popolare: l’ocarina. L’iniziativa è promossa da O icine Sociali APS come naturale prosecuzione del percorso “Cervello in forma”, progetto dedicato al benessere e alla stimolazione cognitiva che nei mesi scorsi ha coinvolto numerosi partecipanti del territorio. Il laboratorio è articolato in due momenti distinti ma complementari. Nel primo appuntamento i partecipanti hanno potuto conoscere la storia e il fascino di questo antico strumento musicale e prendere parte a un laboratorio creativo presso il Museo dell’Ocarina di Grillara, (ad Ariano nel Polesine), durante il quale hanno realizzato la propria ocarina, modellandola con le proprie mani. La seconda fase del progetto è dedicata invece alla musica vera e propria. I partecipanti stanno imparando a suonare l’ocarina, scoprendo le prime note e il piacere di fare musica insieme. Dopo il primo incontro del 9 aprile, gli appuntamenti proseguiranno il 30 aprile, sempre alle ore 15, alla Casa della Musica e della Cultura a Taglio di Po. “Con questo

laboratorio vogliamo o rire un’esperienza che tenga insieme più dimensioni: la scoperta delle tradizioni del nostro territorio, rappresentate dall’ocarina e dalla sua storia, ma anche il benessere della persona – spiega Marinella Mantovani, presidente di O icine Sociali –. La musica è uno straordinario strumento di stimolazione cognitiva: coinvolge memoria, attenzione e coordinazione e allo stesso tempo crea relazione e condivisione. Costruire l’ocarina con le proprie mani e poi imparare a suonarla diventa così un piccolo viaggio creativo che aiuta a mantenere la mente attiva e curiosa”. L’iniziativa si inserisce nel progetto Comunità Gentili, realizzato nell’ambito del Bando Invecchiamento Attivo, con l’obiettivo di promuovere attività capaci di favorire benessere, partecipazione e socialità attraverso esperienze culturali e creative.

• (g.f.)

Territorio. In programma Laboratori didattici, il Forum mondiale MAB Unesco e progetti scientifici

GOLETTA CATHOLICA TORNA A NAVIGARE

Dopo tre mesi di permanenza in cantiere per le operazioni di carenaggio, la storica Goletta Catholica tornerà ad essere ormeggiata nel porto di Albarella a Rosolina. La gestione delle attività è a idata alla Fondazione Goletta LAB, fondazione di partecipazione costituita da Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Università di Padova e Legambiente Nazionale APS Onlus, che coordinerà laboratori, iniziative culturali e attività scientifiche rivolte a studenti e giovani del territorio.

“Sarà il mese di maggio – ha evidenziato come novità il Presidente di Fondazione Lab Giuseppe To oli – ad aprire i confini, a partire dal 18 e fino al 23, in occasione del terzo Forum Mondiale dei giovani MAB UNESCO che si terrà per la seconda volta nella Riserva della Biosfera Delta del Po, con un focus su Goletta Catholica e sul messaggio forte che porta alle nuove generazioni”. “Giovedì 21 maggio sarà dedicato allo storico veliero, aperto alla visita di oltre 300 giovani provenienti da 142 Paesi Riserve di Biosfera MAB UNESCO”-ha precisato il presidente

dell’ente parco Moreno Gasparini. Tra le novità,è prevista, dal 27 al 31 maggio,la presenza di Goletta al Salone Nautico di Venezia, con uno spazio espositivo e un punto di ormeggio nell’Arsenale, per far conoscere la missione e i progetti della Fondazione anche a livello internazionale. “Abbiamo costituito un tavolo di lavoro – ha aggiunto To oli – per la definizione di iniziative da realizzare, tra luglio e settembre, all’insegna della cultura e dello spettacolo, con l’obiettivo di ra orzare la presa su istituzioni e comunità locali, senza mai perdere di vista il messaggio forte e il senso di appartenenza all’Area del Delta del Po, di cui Goletta Catholica è portatrice”.Nelle calde sere d’estate, la Goletta diventerà un suggestivo palcoscenico per musica, danza, ca è letterari, cinema di nicchia e d’autore e altre iniziative culturali. Per quanto riguarda i laboratori a bordo di Goletta Catholica, dopo un 2025 che ha visto oltre 5.000 studenti delle scuole primarie e secondarie delle province di Padova e Rovigo salire a bordo, il nuovo calendario prevede che, da settembre a ottobre 2026 e con completamento tra marzo e giugno 2027, verranno realizzsti

50 laboratori,rivolti a circa 100 classi delle scuole primarie e secondarie delle province di BL, TV, VE, VI e VR. Altro punto

forte del programma saranno le azioni di monitoraggio in navigazione, condotte dal Dipartimento BCA dell’Università di

ENERGIA ALLE STELLE, RISCHIO PER LA SICUREZZA IDRAULICA

Gli effetti delle tensioni internazionali sono arrivati anche nel Delta del Po. Il conflitto in Medio Oriente, infatti, sta provocando un forte aumento dei costi energetici che rischia di pesare anche sulla sicurezza idraulica del territorio. A farlo presente è il Consorzio di Bonifica Delta del Po, che attraverso una rete di 41 idrovore rappresenta il principale baluardo contro il rischio di allagamenti in un’area particolarmente fragile, dove vaste porzioni di territorio si trovano sotto il livello del mare anche di quattro metri. L’escalation bellica sta infatti mettendo in crisi le previsioni del bilancio consortile, pari a circa 9 milioni di euro, che a inizio anno aveva programmato una spesa energetica di circa 2,5 milioni.

Fino ai giorni immediatamente precedenti lo scoppio del conflitto, l’ente pagava l’energia intorno ai 100 euro al megawattora. Dal 4 marzo il prezzo medio è salito a 150 euro/MWh, con un aumento del 50%. Nella giornata di oggi si è registrato addirittura un picco di 217 euro/ MWh, un dato che ha messo in stato di massima allerta i tecnici del Consorzio.

Secondo le proiezioni, da qui alla fine dell’anno il Consorzio – che oltre alle idrovore gestisce anche una trentina di impianti irrigui – dovrà sostenere 283 mila euro di costi in più rispetto a quanto previsto a inizio 2026. Il direttore del Consorzio, Rodolfo Laurenti, esprime forte preoccupazione: “Sappiamo che i costi energetici

Padova. “Gli impegni già definiti per il 2026 nell’ambito dei progetti RES MAB e NAT CONNECT – ha precisato Sandro Mazzariol di UNIPD– puntano ora ad individuare possibili sinergie tra le attività produttive e la salvaguardia dell’ambiente, accanto ad azioni di ripristino ecologico e di ra orzamento degli elementi di collegamento dei territori interessati, in un quadro di adattamento ai cambiamenti climatici”. Un valore aggiunto sarà rappresentato dalla convenzione, ormai in dirittura d’arrivo, con il Centro Studi sugli impatti dei cambiamenti climatici, coordinato dal prof. Marco Marani dell’Università di Padova, che prevede l’installazione di sofisticate strumentazioni a bordo e fuori bordo per rilevare composizione e qualità dell’aria e temperatura dell’acqua, con trasmissione dei dati via satellite a centri di ricerca nazionali e internazionali. Dall’8 all’11 ottobre, prestigiosa meta sarà la 58° Barcolana di Trieste, con iniziative a bordo della Goletta a supporto della regata.

aumentano velocemente e calano lentamente. Con un aggravio imprevisto di 283 mila euro saremo costretti a sottrarre queste risorse all’operatività. Sono risorse versate dai cittadini contribuenti che dal 2025 devono farsi carico anche dei costi per rimediare ai danni da subsidenza, pari a 400 mila euro l’anno, precedentemente coperti dallo Stato. Rendiamo pubblici questi dati per far comprendere le di icoltà, spesso imprevedibili, con cui combattiamo ogni giorno”. Per richiamare l’attenzione su queste criticità, il Consorzio aderisce all’iniziativa nazionale promossa da ANBI denominata “Idrovore Tricolori”. • (g.f.)

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• Guendalina Ferro

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Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi

Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione. Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo?

Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?

Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

• (R.R.)

Filippo Giacinti
Diego Ruzza

L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

oi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto. “Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.

“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

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Ambiente solido e percorso di crescita in primaria azienda veneta

La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

Il libro. “Perseveranza” è il nuovo romanzo della scrittrice e giornalista padovana, una storia disturbante e a ascinante

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare?

Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

tycar può avere carattere. Lunga poco più di

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giate allargate trasmettono subito l’idea di una guida dinamica, mentre all’interno della gamma spiccano le versioni più sportive, capaci di arrivare fino a 226 cavalli. Numeri che, tradotti su strada, significano uno 0-100 in meno di sette secondi: valori da sportiva più che da utilitaria. Ma il vero punto di forza della Raval è l’equilibrio tra prestazioni e praticità. L’autonomia dichiarata fino a circa 440-450 chilometri nella configurazione con batteria più capiente la rende utilizzabile anche fuori città, pur mantenendo una vocazione urbana evidente. Le varianti con batteria da 37 kWh sono infatti pensate soprattut-

Interessante anche la funzione Vehicle to Load, che consente di alimentare dispositivi esterni: un dettaglio che racconta come l’auto elettrica stia diventando sempre più un hub energetico

Se la Raval rappresenta l’elettrico accessibile e giovane, la Cayenne elettrica porta il discorso su un altro livello. Il SUV di Porsche entra infatti nell’era full electric con ambizioni da protagonista assoluto, sfruttando la piattaforma PPE a 800 volt e puntando su prestazioni da riferimento. La versione base supera i 400 cavalli, ma è con la Turbo Electric che si entra in un territorio quasi da hypercar: oltre 1.100 cavalli, accelerazione da 0 a 100 in circa 2,5 secondi e Numeri impressionanti che non fanno dimenticare la vocazione da grande viaggiatrice. La batteria da circa 100 kWh consente autonomie nologia avanzata, prestazioni da primato e un

Sanità territoriale, arriva il numero unico

24 ore su 24 per i bisogni non urgenti

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Nel rodigino arriva un nuovo punto di riferimento per i cittadini nella gestione dei bisogni sanitari non urgenti. È stato presentato presso la Cittadella sanitaria dell’Ulss 5 Polesana a Rovigo il numero pubblico 116117, un servizio gratuito attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, pensato per offrire risposte rapide e coordinate in ambito sanitario e sociosanitario.

A illustrare il funzionamento del sistema sono stati il direttore generale Mauro Filippi, il direttore dei servizi socio-sanitari Marcello Mazzo e la direttrice della funzione territoriale Domenica Lucianò, che hanno sottolineato come il nuovo servizio rappresenti un tassello fondamentale nella riorganizzazione della sanità territoriale.

ricontattato da un medico della continuità assistenziale oppure essere indirizzato verso i servizi più adeguati.

Tra le novità principali, cambia anche l’accesso alla guardia medica: non sarà più possibile recarsi direttamente nelle sedi territoriali, ma sarà necessario contattare prima il 116117, che valuterà la richiesta e attiverà il percorso più corretto. Questo sistema consente di organizzare meglio gli interventi e di fornire al personale sanitario informazioni già strutturate prima del contatto con il paziente.

È stato inoltre previsto un numero alternativo, 800 311 330, da utilizzare esclusivamente nei casi in cui il 116117 non sia raggiungibile, ad esempio in alcune aree di confine dove potrebbe non esserci copertura di rete adeguata.

Il numero 116117 non sostituisce il 118, che resta il riferimento per le emergenze, ma si rivolge a tutte quelle situazioni che non richiedono un intervento immediato, con l’obiettivo di offrire ai cittadini un accesso semplice e uniforme ai servizi, evitando confusioni e migliorando l’appropriatezza delle richieste.

Attraverso le centrali operative situate a Vicenza e Mestre, gli operatori dedicati gestiranno le chiamate anche in sinergia tra loro per garantire continuità e tempestività nelle risposte, con le chiamate che verranno valutate ed indirizzate verso tre principali ambiti: informazioni sui servizi, bisogni sanitari e richieste sociosanitarie. A seconda del caso, il cittadino potrà ricevere indicazioni immediate, essere

Come sottolineato dai dirigenti, si tratta di un sistema complesso che richiederà un periodo di adattamento, soprattutto per i cittadini. Proprio per questo è fondamentale utilizzare correttamente il numero, evitando di chiamarlo per emergenze o per prestazioni già garantite da altri canali, come le prenotazioni sanitarie o le visite dal medico di base durante gli orari di ambulatorio.

L’obiettivo finale è migliorare l’organizzazione delle risposte sanitarie e sociosanitarie, offrendo ai cittadini un servizio più chiaro, accessibile e coordinato. Un cambiamento che, come accaduto in passato con l’introduzione del 118, richiederà tempo ma punta a diventare un riferimento stabile per il territorio.

Ulss 5 Polesana, una squadra unita alla guida della sanità del territorio

La Direzione Strategica dell’Ulss 5 Polesana si presenta al completo, espressione di competenze diverse ma accomunate da un’unica visione: garantire una sanità sempre più vicina ai cittadini e capace di rispondere in modo efficace ai bisogni del territorio. A comporre il vertice aziendale sono il Direttore dei

Servizi Socio-Sanitari Marcello Mazzo, il Direttore

Sanitario Monica Briani, il Direttore Generale Mauro Filippi e il Direttore Amministrativo Roberto Sembeni. Quattro figure chiave che, attraverso un lavoro

sinergico, guidano l’organizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari polesani. Alla base dell’azione della Direzione Strategica vi sono valori condivisi come impegno, collaborazione e responsabilità, elementi fondamentali per costruire un sistema sanitario efficiente, accessibile e di qualità. Un lavoro quotidiano che punta a rafforzare il rapporto con la comunità, migliorando i servizi e rispondendo con concretezza alle esigenze dei cittadini.

Giacomo Trivellato

Endocrinologia. Innovazione e attenzione alle patologie rare: nuove terapie avanzate all’Ulss 5 Polesana

Rovigo, all’Ulss 5 Polesana avviata una terapia innovativa per l’ipoparatiroidismo cronico

L’Ulss 5 Polesana compie un nuovo passo sul fronte dell’innovazione clinica e della presa in carico delle patologie rare. Nei giorni scorsi, infatti, il servizio di Endocrinologia aziendale, afferente alla Medicina Interna diretta dal dottor Stefano Cuppini, ha avviato con successo un nuovo trattamento con palopegteriparatide, attualmente unico farmaco approvato per l’ipoparatiroidismo cronico. Si tratta di un risultato di rilievo per l’azienda sanitaria polesana, reso possibile grazie alla recente autorizzazione alla rimborsabilità da parte dell’Aifa e alla collaborazione con la Farmacia ospedaliera di Rovigo, che ha consentito di importare rapidamente il medicinale e di iniziare la terapia per un paziente seguito dall’Ulss 5. L’avvio del trattamento assume un valore ancora più significativo se si considera che, al momento, sono meno di dieci in tutto il Veneto i pazienti che hanno intrapreso questo nuovo percorso terapeutico. Un

dato che conferma il ruolo attivo dell’azienda sanitaria nell’accesso alle cure più avanzate e nell’attenzione verso i bisogni dei malati affetti da patologie rare.

Il traguardo raggiunto è il frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto specialisti, servizi aziendali e reti regionali e nazionali, con l’obiettivo di garantire ai pazienti un’assistenza aggiornata, appropriata ed equa.

L’impegno dell’Ulss 5 prosegue anche sul piano della formazione e del confronto tra professionisti.

Mercoledì 15 aprile si è tenuto infatti il convegno “Salute integrata:

l’evoluzione della cura cardio-nefro-metabolica”, momento di dialogo tra ospedale e territorio pensato per migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza.

“L’introduzione di terapie innovative rappresenta un segnale concreto della capacità della nostra Azienda di offrire percorsi di cura sempre più avanzati”, ha commentato il direttore generale.

Iloprost a domicilio per le pazienti con sclerodermia

Migliorare la qualità di vita delle pazienti croniche, portando la cura fuori dall’ospedale e dentro le loro case. È questo l’obiettivo del progetto di domiciliazione della terapia con iloprost avviato dall’Azienda Ulss 5 Polesana, attraverso l’Uos di Angiologia afferente alla Uoc di Medicina, nell’ambito del Day Hospital multidisciplinare. Il modello, presentato anche al XLV Congresso nazionale della Società italiana di angiologia e patologia vascolare, introduce un cambio di paradigma nella gestione della sclerodermia. La terapia con Iloprost, indicata per la vasculopatia sclerodermica, consente di ridurre la frequenza e la gravità del fenomeno di Raynaud, migliorare la tolleranza al freddo e favorire la guarigione delle ulcere digitali. Tradizionalmente, però, richiede infusioni ospedaliere di circa sei ore, con una permanenza prolungata in reparto.

La novità introdotta dall’Ulss 5 è l’uti-

lizzo di infusori portatili a siringa, dispositivi indossabili che permettono la somministrazione del farmaco direttamente a domicilio, in condizioni di sicurezza clinica. Un passaggio che consente alle pazienti di seguire la terapia nel proprio ambiente quotidiano, con maggiore autonomia e minore impatto sulla vita personale.

Il progetto è il risultato di oltre due anni di lavoro organizzativo e clinico, necessari per definire criteri di selezione, protocolli di sicurezza e percorsi assistenziali. Oggi il programma è pienamente operativo e i primi risultati evidenziano benefici concreti. Le pazienti segnalano un sensibile miglioramento della qualità della vita, grazie alla riduzione degli accessi in ospedale e dei tempi di permanenza nelle strutture sanitarie.

Non solo. Anche sul piano organizzativo emergono effetti rilevanti: l’impiego dei nuovi dispositivi consente una riduzione fino al 66% del tempo di as-

sistenza infermieristica dedicato alla sorveglianza dell’infusione, liberando risorse per altre attività cliniche. Il progetto coinvolge un’équipe multidisciplinare composta dai medici Marco Marzolo, Monica Milan, Elena Borella, Laura Grillini, Elisa Miozzo, Franziska Wabersich e Stefano Cuppini, insieme al personale infermieristico Marta Tomasi, Barbara Tamiello, Martina Tiziani, Federica Salvan e Francesca Manzato. “La domiciliazione delle terapie rappresenta una delle direzioni strategiche più importanti per la sanità moderna, soprattutto nella gestione delle patologie croniche – sottolinea il direttore generale Mauro Filippi –. Questo progetto dimostra come innovazione organizzativa, competenze professionali e attenzione ai bisogni dei pazienti possano tradursi in un servizio concreto, capace di migliorare la qualità della vita e rendere più efficiente il sistema sanitario”.

Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure

Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati.

L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi pre-

dal 1969 al vostro servizio

cisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo, anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente. I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema. Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili. I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

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