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laPiazza del Conselvano - Aprile26

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Conselve, Prato Comunale al via tra le polemiche i lavori di abbattimento e ripiantumazione

Dalla Valdastico alla Holding

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

del Conselvano

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO

E VERTENZE APERTE

Nuova governance all’Uls 6 e Azienda Ospedale: Fortuna sceglie i direttori

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

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FACCIAMO IL PUNTO

ALLA SCUOLA GIRASOLE NUOVI GIOCHI INCLUSIVI

Giostrine nuove alla scuola per l’infanzia Il Girasole di via Traverso. E’ stato completato il montaggio di tutto il nuovo parco giochi, rinnovato quasi totalmente dopo molti anni. Nel giardino della scuola, rimessa quasi a nuovo con una serie di lavori nell’estate di due anni fa, sono state posizionate anche alcune giostrine che si trovavano nel giardino dell’ex “ala C”, trasformata in gruppo appartamenti per persone con lieve disabilità. Nel giardino del Girasole sono state trasferiti due castelli in legno e tre giostrine a molla e messi accanto ad alcune giostrine ancora in buono stato e a quelle nuove.

“I giochi esterni della scuola per l’infanzia Il Girasole - spiega l’assessore alle Politiche Scolastiche Stefania Mastellaro – erano ridotti veramente male. Giostrine vetuste e non più sicure; per alcune abbiamo dovuto provvedere allo smontaggio o al transennamento per impedire ai bambini di avvicinarsi. Abbiamo capito fin da subito che c’era la necessità di provvedere al ripristino del parco giochi e in collaborazione con le docenti abbiamo scelto la tipologia di giostrine e il loro posizionamento”.

La scelta delle varie tipologie è stata fatta soprattutto in virtù di giochi che potessero essere inclusivi, e quindi adatti a tutti i bambini che frequentano la scuola. Il costo totale per acquisto e montaggio è stato di 26mila euro e comprende una altalena doppia più cestone rotondo in grado di ospitare più di un bimbo e con una pavimentazione antiurto smorzacadute di 40 metri quadrati, un percorso step composto da una passerella sospesa, una oscillante e alcuni passaggi di ricongiungimento formati da fiori in metallo, un tavolo e tre sedute a forma di margherite colorate, un tavolino per la manipolazione con vaschette contenitive e le relative sedute e un pinball formato da un disco in polietilene con cupola in policarbonato, sotto al quale c’è un labirinto per le biglie.

Con una spesa di 26 mila euro rimesso in sesto il parco giochi esterno alla scuola

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere. La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

Progetto2_Layout 1 13/03/2026 16:29 Pagina 1

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

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• Nicola Stievano

Emergenza lavoro/1. Complesso il mosaico

CONSELVANO, PESA LA DISOCCUPAZIONE,

MA IL TERZIARIO TRASCINA LE ASSUNZIONI

Nell’ultimo decennio il mercato del lavoro nel territorio di Conselve emerge come un mosaico complesso, fatto di eccellenze produttive che resistono e nuove dinamiche dei servizi che avanzano, pur in un quadro di crescenti incertezze sociali. Secondo i dati di Veneto Lavoro relativi al periodo dal 2015 al 2024, l’area ha dimostrato una vitalità sorprendente, mettendo in evidenza un volume complessivo di oltre 47.400 assunzioni. Questo dinamismo non è rimasto fine a se stesso, ma ha generato un saldo occupazionale netto positivo di 2.585 unità. Un dato particolarmente incoraggiante riguarda la natura di questi nuovi posti di lavoro: la variazione dei contratti a tempo indeterminato segna infatti un incremento di 1.600 posizioni. Si tratta di un segnale di estrema importanza per la stabilità del tessuto sociale locale, indicando che una parte significativa delle imprese ha scelto di investire stabilmente sul territorio e sulle persone, superando la logica della pura flessibilità. Tuttavia, osservando il dettaglio degli ultimi cinque anni, dal 2020 al 2024, si nota come il motore della crescita abbia cambiato marcia e direzione. In questo quinquennio le assunzioni sono state circa 24.890, con un saldo di 1.380 unità, ma è la composizione settoriale a rivelare la vera trasformazione in atto. Il comparto dei servizi ha assunto un ruolo

predominante, trainato in modo quasi inaspettato dal settore dell’istruzione. Gli occupati delle scuole sono in aumento e questo fenomeno suggerisce un forte ricambio generazionale o una riorganizzazione dei servizi pubblici che ha registrato maggiori assunzioni. Sul fronte industriale, Conselve mantiene una vocazione specialistica di rilievo: settori come la refrigerazione industriale e la fabbricazione di cavi elettrici hanno continuato a spingere, con incrementi nelle assunzioni che in alcuni casi hanno superato il 200%. Di contro, la crisi sembra mordere il settore agricolo tradizionale, dove il supporto alla produzione vegetale ha perso terreno, segnando un calo del 23% nelle opportunità d’ingresso. Ma la vera sfida per il futuro di Conselve emerge incrociando questi flussi con i dati sulla disoccupazione. Qui il quadro si fa più cupo: lo stock di persone immediatamente disponibili al lavoro è passato dalle 180 unità del 2020 alle 755 del 2024. È un paradosso tipico degli ultimi anni, osservano gli esperti: mentre le aziende faticano a trovare profili specializzati e continuano ad assumere, il numero di chi cerca lavoro senza successo quadruplica. Dei 755 disponibili oggi, 605 sono disoccupati con precedenti esperienze e 150 sono inoccupati in cerca della prima opportunità. Questa discrepanza tra domanda e o erta indica che lo sviluppo economico non sta riuscendo

a integrare tutte le fasce della popolazione locale, lasciando indietro chi non possiede competenze aggiornate o chi è rimasto vittima di crisi settoriali e ha raggiunto un’età lavorativa avanzata. Questa tendenza locale si specchia, pur con le dovute proporzioni, nel più ampio contesto regionale, che nel febbraio 2026 evidenzia un rallentamento generalizzato, con un saldo occupazionale bimestrale positivo ma inferiore a quello dell’anno precedente

e un aumento delle cessazioni contrattuali. Nel Conselvano la crescita dei servizi e la tenuta dell’industria hi-tech sono segnali positivi, ma la sfida è riqualificare quel bacino di disoccupati in costante aumento. Il rischio è che una parte della comunità resti ai margini di una trasformazione che corre più veloce delle tutele sociali.

Nicola Stievano

Conselve Prossima Fermata: una bussola per i giovani nel labirinto del lavoro

Nonostante un mercato del lavoro che nel Conselvano ha fatto registrare oltre 24.000 assunzioni negli ultimi quattro anni, per molti giovani del territorio la strada verso l’autonomia resta una salita ripida e incerta. I dati statistici più recenti mostrano una realtà sfaccettata: a fronte di un saldo occupazionale complessivamente positivo, restano oltre 750 persone inserite nello “stock” dei disponibili presso i Centri per l’Impiego locali, con una quota sig-

nificativa di ragazzi in attesa di una prima vera opportunità o reduci da esperienze lavorative brevi e frammentate. Per chi ha tra i 18 e i 29 anni, questo scenario può apparire come un labirinto privo di una chiara segnaletica.

Proprio per rispondere a questo senso di smarrimento, i Servizi Sociali del Comune hanno messo a punto “Conselve Prossima Fermata”, lo sportello giovani promosso dalla Fondazione IRPEA – ETS. Non si tratta di un

freddo u icio burocratico, ma di uno spazio di ascolto e consulenza progettato su misura per chi cerca di capire “cosa fare da grande”.

L’obiettivo dell’iniziativa è ambizioso quanto necessario: aiutare i ragazzi a non perdere il treno del proprio futuro, fornendo gli strumenti necessari per orientarsi e ripartire con consapevolezza.

Attraverso colloqui individuali e attività dedicate, lo sportello punta a far emergere le attitudini

inespresse dei partecipanti. Spesso il limite del mercato locale non è la totale assenza di posti, ma la di icoltà dei candidati nel presentarsi con un progetto di vita definito e consapevole. Gli operatori qualificati di Irpea lavorano proprio su questo, promuovendo l’autonomia e la crescita personale. I giovani del Conselvano avranno l’occasione per valorizzare le proprie competenze e trasformare l’incertezza in un percorso professionale solido.

L’andamento delle assunzioni nel Conselvano (elaborazione Veneto Lavoro)

MANCANO BRACCIA E GIOVANI MENTI, ARRANCA IL RICAMBIO GENERAZIONALE

Non una periferia di passaggio, ma una destinazione strategica capace di riscrivere il proprio futuro attraverso il turismo e la forza del terziario. È questa l’istantanea del Conselvano emersa dai rappresentanti mandamentali di Confcommercio Padova durante l’ultima riunione nella sede di via Matteotti a Conselve. Al centro del dibattito, guidato dal presidente mandamentale Leopoldo

To ano, una consapevolezza nuova: il territorio, attraversato dalla storica Via Romea Germanica, possiede tutte le carte in regola per trasformarsi in un polo attrattivo di rilievo, ma deve fare i conti con nodi strutturali che ne

frenano il potenziale. I numeri del comparto fotografano un tessuto economico vibrante e radicato. Al 31 dicembre scorso, il mandamento contava ben 1.853 imprese del terziario. Entrando nel dettaglio, il settore dei servizi fa la parte del leone con 900 attività, seguito dal commercio (728) e dal turismo (225), comparto quest’ultimo rappresentato in larga parte dall’eccellenza di bar e ristoranti locali. Si tratta di un’economia basata sulla capillarità e sulla piccola dimensione: circa la metà di queste realtà conta meno di cinque addetti. Tuttavia, sotto la superficie dei numeri positivi, emergono segnali di allarme

L’agricoltura continua ad essere una voce significativa nel panorama conselvano, nonostante la marcata contrazione degli addetti e la chiusura delle aziende i cui titolari avevano raggiunto un’età avanzata senza poter contare sul ricambio generazionale. A guardare al futuro del settore a Conselve e dintorni sono le donne imprenditrici, sempre più numerose, ormai più di una su quattro nelle aziende agricole locali, spesso giovani e provenienti da altre esperienze lavorative.

Proprio le imprese guidate da donne, sottolinea Coldiretti Padova sono spesso protagoniste di percorsi innovativi e multifunzionali, dalla vendita diretta all’agriturismo, dall’agricoltura sociale alla trasformazione dei prodotti. Non a caso il 60% delle aziende agricole in rosa del nostro territorio è impegnato in attività sostenibili e green, mentre cresce anche il livello di formazione con una imprenditrice su quattro laureata.

“Le nostre colleghe - ricorda Valentina Galesso titolare di una fattoria didattica a Bovolenta

che preoccupano i vertici dell’associazione. Se la componente femminile tiene il passo della media provinciale con 405 imprese (il 21,85% del totale), il dato sui giovani imprenditori è meno entusiasmante: solo 116 sono le aziende guidate da under 35, un numero persino inferiore alle 134 imprese con titolare straniero. “Il dato sui giovani – ha sottolineato con forza To ano – si intreccia con una di icoltà ormai cronica nel reperire collaboratori. È un paradosso: abbiamo le opportunità, ma mancano le braccia e le menti. Questo, nella migliore delle ipotesi, porta a una riduzione dell’attività, nella peggiore alla chiusura definitiva”.

L’incontro, che ha visto la partecipazione del presidente provinciale Patrizio Bertin e del direttore generale Otello Vendramin, ha ribadito come il ruolo dell’associazione sia fondamentale non solo per la tutela sindacale o l’accesso al credito tramite Fidimpresa, ma anche per la gestione delle criticità quotidiane che colpiscono i piccoli centri. Un esempio concreto è stato il recente caso della frazione di Pontecasale a Candiana: grazie alla segnalazione del fiduciario locale Italo Guzzon, Confcommercio è intervenuta presso i gestori telefonici per

nonché presidente regionale delle agricoltrici di Coldiretti - sono protagoniste nei mercati a chilometro zero, nelle fattorie didattiche e sociali, negli agriturismi, nelle cantine e nelle stalle, dove oltre ad assicurare la produzione di cibo sano e di qualità trovano anche il tempo per mantenere ruoli di rappresentanza nelle organizzazioni agricole e nelle comunità locali, contribuendo alla tutela del territorio e allo sviluppo delle aree rurali. Sono le promotrici di un’agricoltura capace di innovare, tutelare il territorio e garantire qualità alimentare”. La presenza di una guida femminile nelle aziende agricole conselvane dimostra una straordinaria capacità di coniugare mestieri antichi con un’agricoltura che punta ad essere moderna e innovativa. Questo “esercito rosa” nei campi è spesso composto da giovani che hanno a rontato un percorso di studi e scelgono di continuare l’attività di famiglia oppure che hanno scoperto l’agricoltura in un secondo momento, portando nel primario l’esperienza e la preparazione accumulata in precedenza.

ripristinare i collegamenti interrotti da un incidente, evitando l’isolamento prolungato delle attività commerciali. La sfida per il Conselvano è più aperta che mai. La rigenerazione urbana e il turismo legato ai cammini storici o rono una prospettiva di crescita inedita, ma la solidità di questo scenario dipenderà dalla capacità del territorio di tornare a essere attrattivo per le nuove generazioni,

garantendo quel ricambio necessario a mantenere vivi i centri storici e la loro identità produttiva, a partire dalle attività commerciali e dai servizi che più di altre hanno risentito della crisi economica dell’ultimo ventennio.

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• Nicola Stievano
Il direttivo della Confcommercio del mandamento Conselvano

Verde pubblico. L’intervento è stato preceduto da un incontro pubblico con i tecnici

AL VIA IL PIANO DI RISANAMENTO DEL PRA’ “STIAMO PIANTANDO 160 NUOVI ALBERI”

Il cantiere per la riqualificazione del Pra’ Comunale di Conselve è u icialmente entrato nel vivo, segnando l’inizio di una trasformazione radicale per quello che è considerato il cuore verde del centro cittadino. I lavori fin dal primo giorno hanno immediatamente catturato l’attenzione e la curiosità dei conselvani, storicamente legati da un profondo sentimento di a etto verso questo spazio pubblico, ma l’intervento ha anche sollevato reazioni vivaci e contrastanti tra la popolazione. Per illustrare con trasparenza le varie fasi del progetto, l’amministrazione comunale ha promosso poco prima dell’avvio del cantiere una serata informativa pubblica, durante la quale i tecnici incaricati hanno spiegato i dettagli di un piano d’azione che ha già ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza ed è costantemente monitorato da un agronomo specializzato. Il punto più dibattuto dell’intera operazione riguarda l’abbattimento di 55 alberi esistenti.

Questa decisione, come emerso dalla relazione agronomica che ha censito l’intero patrimonio arboreo del parco, si è resa necessaria poiché le piante in questione sono state classificate come malate e pericolanti, rappresentando un potenziale rischio per l’incolumità dei frequentatori. A queste si aggiungono due esemplari sani, il cui sacrificio è però dettato da stringenti esigenze tecniche del progetto architettonico. In merito a questa delicata scelta, il consigliere delegato Luca Bisacco ha precisato: “Si tratta di piante malate che possono rappresentare un pericolo per chi frequenta il Pra’. Inizialmente era previsto anche l’abbattimento di 5 piante sane per questioni tecniche, invece saranno solo due gli alberi da tagliare. Al loro posto saranno messe a dimora 160 piante autoctone, circa la metà in primavera e l’altra metà in autunno. Questi lavori fanno parte della prima delle tre fasi dell’intervento che prevede la ripiantumazione e la succes-

siva manutenzione e cura per i prossimi anni. Inoltre, verrà installato un impianto di irrigazione per i periodi di siccità e la creazione del viale di ingresso che manca nel cancello centrale”. Questo primo step rappresenta solo il tassello iniziale di un disegno più ampio che mira a restituire dignità e sicurezza all’area. Le successive fasi del cronoprogramma, infatti, vedranno lo spostamento del campo da calcio all’esterno del parco, verso gli impianti

sportivi di via Vettorato, e la completa demolizione del bar esistente, che sarà ricostruito accanto all’ingresso. “Per entrambe le fasi – ha aggiunto Bisacco – come amministrazione ci siamo già attivati per reperire finanziamenti e ci aggiorneremo nei prossimi mesi”. In difesa dell’intervento è sceso in campo anche l’assessore al commercio e attività produttive Cristian Maneo, che non ha risparmiato critiche alla gestione passata: “Si tratta del più importante

intervento mai realizzato sul nostro Pra’, dopo l’incuria a cui è stato lasciato dalle precedenti amministrazioni. I vialetti saranno in calcestruzzo drenante e le nuove piante saranno alte circa 5 metri, ancora giovani per sviluppare al meglio l’apparato radicale ma abbastanza grandi da fornire subito un buon impatto visivo e ombreggiamento”.

DUBBI E RILIEVI DAGLI “AMICI DEL PRA” SULLE PAVIMENTAZIONI, L’OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO

Ilavori al Pra’ Comunale hanno sollevato, come era prevedibile, numerose reazioni fra i cittadini, le forze politiche e non solo. Il Comitato “Amici del Pra’” ha espresso da subito alcune riserve, già sottoposte all’amministrazione comunale. “Nonostante ci sia il nulla osta della Aoprintendenza alcune scelte progettuali ci sembrano poco sensate e poco funzionali.a ermano dal comitato - Dobbiamo pensare che le prossime piantumazioni saranno di piante di dimensioni ridotte e ci vorranno dai 10 ai 20 anni per rivedere un prato ombroso e ben alberato. Quindi abbattere ciò che non sia strettamente necessario per la sicurezza non appare una

scelta improntata alla conservazione del verde. Inoltre sono previsti tre spazi aperti molto ampi tenuti a prato. Considerando le temperature elevate delle nostre primavere/ estati, sarebbe stato sicuramente più utile alla cittadinanza ombreggiarle maggiormente. Il punto dolente è però legato alla quantità di calcestruzzo prevista. Ad oggi si andrebbe a cementare tutto l’ingresso principale con una fascia di 8 metri di larghezza che entra fin quasi al limitare dell’odierno campo di calcio. Sono previsti poi una serie di viali, sempre in calcestruzzo drenante, che nelle zone non ombreggiate saranno caldissimi, tracciati in modo assai poco funzionale. Il comitato chiede

all’amministrazione di diminuire l’ampiezza della grande piattaforma d’ingresso”. Anche dall’opposizione piovono critiche.

Il gruppo consiliare “Noi per Conselve”, è drastico: “Il progetto non solo comporta la perdita di alberi storici, ma prevede anche una significativa cementificazione dell’area. È paradossale parlare di “ritorno agli antichi splendori” mentre si aumenta il consumo di suolo. Un altro punto critico riguarda la demolizione del bar, da sempre punto di ritrovo per molte persone. Verrà sostituito da un chiosco vicino al cancello, una soluzione marginale che non o re la stessa qualità di fruizione né la stessa integrazione con il verde. Un intervento così impattante avrebbe richiesto maggiore trasparenza, confronto e partecipazione”.

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• Nicola Stievano

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Politica. Il sindaco aveva annunciato il ritiro della delega alla protezione civile,

surrughe in consiglio

Anche Borille lascia la giunta, entrano Bissacco e Lazzarin

Il panorama politico di Conselve è assai movimentato: nel giro di appena du settimane, la giunta guidata dal sindaco Umberto Perilli dopo le dimissioni dell’assessore Federica Silvoni ha a rontato anche l’uscita di Renato Borille. L’esponente di Forza Italia e ormai ex assessore alla Protezione Civile, al termine di un confronto con il sindaco, ha rassegnato anche le dimissioni dal consiglio comunale e quindi dalla compagine di maggioranza “Conselve Riparte”. Il punto di rottura è arrivato a fine marzo, quando il sindaco ha comunicato a Borille la decisione di revocargli l’unica delega assegnatagli. La reazione dell’interessato non si è fatta attendere: il giorno successivo, Borille ha protocollato le dimissioni non solo dalla giunta, ma anche dal consiglio comunale, chiudendo definitivamente la sua esperienza amministrativa iniziata nel giugno 2022. I rapporti si erano incrinati già da mesi, alimentati dalle polemiche sulla gestione della Protezione Civile e, in particolare, dalla perdita di un contributo regionale di 9.500 euro destinato all’acquisto di attrezzature per i volontari. Un episodio che aveva portato Borille a fare “scena muta” di fronte a un’interrogazione della minoranza, spingendo il sindaco a metterlo sotto osservazione. Nonostante una mozione di sfiducia respinta a gennaio, il “cambio di rotta” richiesto da Perilli non è mai arrivato.

“La delega è stata ritirata per permettere all’amministrazione di portare avanti al meglio i progetti in cantiere: procediamo con una giunta più forte”, ha commentato il sindaco Perilli. Significativa l’assenza di ringraziamenti pubblici per l’assessore uscente, un silenzio che pesa molto più delle parole. Il sindaco ha provveduto ha sostituire i due assessori dimissionari: il nuovo assetto vede ora Luca Bissacco impegnato tra Sport e Bilancio, mentre Susanna Lazzarin aggiunge la Protezione Civile alle sue competenze nei Servizi Sociali. In consiglio comunale invece entrano Antonio Bottin e Pamela Gargiulo. L’instabilità dell’esecutivo ha rinvigorito gli altri schieramenti politici, che leggono in questi movimenti i segnali di una compagine in crisi. Il Partito Democratico, per voce della segretaria Isabella Buniolo, parla di “crepe evidenti in una maggioranza eterogenea” e chiede un confronto pubblico. Secondo i dem, i nodi irrisolti sono ormai più di uno: dalla gestione della viabilità scolastica allo stallo sulla casa di riposo Beggiato, fino

al mancato recupero dell’ex Hotel Oasi e alle contestazioni sul Pra’ Comunale. Dai banchi dell’opposizione arriva il commento di Carlo Capuzzo (Idea Comune e FdI), che definisce la situazione come il “punto di non ritorno” per un cartello elettorale che starebbe perdendo i suoi pezzi più significativi. Nel frattempo, Melania Bortoletto e Nicolas Destro di “Noi per Conselve” hanno alzato il tiro appellandosi direttamente al Prefetto, denunciando una “giunta che si sta sgretolando” e chiedendo un passo indietro immediato del sindaco per porre fine a quella che definiscono una crisi permanente.

Ex Hotel Oasi, asta deserta: con il prossimo tentativo il prezzo scenderà

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dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Tribano, Via Barbarigo, 22;

aperto il giovedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30 Anguillara Veneta, Via Fratelli Cervi, 9a; aperto il giovedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30 Agna, Via Corner, 8; aperto il giovedì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30

i è concluso con un nulla di fatto il primo tentativo di vendita all’asta dell’ex Hotel Oasi di Conselve. Nonostante l’attesa per il recupero dello storico albergo di via Rossini, situato in pieno centro e chiuso ormai dal 2019, nessuna o erta è stata presentata entro i termini stabiliti e l’asta è andata deserta. Per questa ragione, a breve verrà fissata una nuova vendita giudiziaria che vedrà un prezzo di partenza inevitabilmente ribassato rispetto ai valori iniziali. Il valore stimato dai periti per il complesso immobiliare era stato quantificato in 830.000 euro, con una soglia minima per partecipare fissata a 622.500 euro, grazie a uno sconto del 20%. L’edificio, finito all’asta in seguito a una procedura di espropriazione immobiliare, rappresenta oggi una ferita aperta nel tessuto urbano: si tratta di una struttura imponente di sette piani e ben 4.300 metri quadrati, sorta alla fine degli anni Settanta. Ai tempi del suo massimo splendore, l’Oasi era un riferimento a tre stelle dotato di 69 camere, ristorante, pizzeria, sale polivalenti e un ampio parcheggio di tremila metri quadrati. Tuttavia, il declino iniziato circa dieci anni fa, dopo vari passaggi di gestione, ha portato a una chiusura che pare di icile da risolvere senza investimenti massicci. Gli elevati costi di ristrutturazione e adeguamento normativo, uniti alle incertezze del mercato, hanno finora scoraggiato ogni tentativo di rilancio o riconversione. Nel frattempo, la prolungata agonia della struttura ha generato pesanti ricadute sulla sicurezza del quartiere. Le incursioni clandestine all’interno dei locali, l’abbandono di rifiuti e i frequenti bivacchi nelle aree circostanti hanno messo in allarme i residenti, costringendo le forze dell’ordine a continui controlli per arginare il degrado. La speranza è che il prossimo ribasso del prezzo possa finalmente attirare un investitore capace di restituire decoro al cuore del paese.

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Bovolenta: Il 24 e 25 maggio si vota per il rinnovo dell’amministrazione comunale, entra nel vivo la campagna elettorale

PITTARELLO CORRE PER IL TERZO MANDATO A SFIDARLA SCENDE IN CAMPO MELATO

Al momento di andare in stampa, una settimana prima della chiusura del termine di presentazione delle liste, sono due i candidati sindaci per l’appuntamento con le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Da una parte, come già annunciato da settimane, il sindaco uscente Anna Pittarello punta al terzo mandato alla guida della sua lista civica “Bovolenta Viva”, dall’altra ha annunciato u icialmente la candidatura Michele Melato, a capo di una formazione civica che punta ad una alternativa all’attuale amministrazione.

Figura esterna alle dinamiche politiche tradizionali, Melato si presenta alla guida di un nuovo progetto di natura civica. Una proposta che nasce dalla volontà di mettere a disposizione della comunità bovolentana le competenze manageriali maturate in anni di carriera ad alto livello nel settore dell’ingegneria e delle grandi costruzioni.

Nato e cresciuto a Bovolenta, 59 anni

da compiere il prossimo 7 maggio, Michele Melato ha forgiato il suo senso del dovere partecipando attivamente al volontariato nella Pro Loco e nella Protezione Civile. Laureato in Architettura a Venezia, ha iniziato il suo percorso professionale “sul campo”, in cantiere, per poi diventare socio dirigente della Società di Ingegneria SIIS di Padova. “Credo che Bovolenta abbia bisogno di una guida tecnica e manageriale capace di trasformare le idee in realtà,” dichiara Melato. “Il mio percorso mi ha insegnato il valore della responsabilità e della collaborazione. Oggi sento il dovere di restituire al mio paese l’esperienza acquisita, o rendo un’alternativa che metta al centro i progetti e la concretezza. Il nostro non è un progetto chiuso o di parte, è una chiamata a raccolta per tutte le realtà, le associazioni e i cittadini che sentono la necessità di cambiare rotta”.

Pittarello ha colto l’occasione dell’ultimo consiglio comunale per tracciare un

Ubilancio dell’attività svolta e indicare quindi la rotta da seguire. “In questi anni abbiamo affrontato sfide importanti: alcune previste, altre imprevedibili. Abbiamo lavorato insieme per migliorare il nostro paese, per garantire servizi migliori, per promuovere la cultura, l’istruzione, lo sport e la partecipazione civica. Voglio ricordare alcuni dei traguardi di cui sono più orgogliosa: il nuovo micronido, la bretella che migliorerà la viabilità di tutto il territorio, una idrovora potenziata in centro paese, l’asfaltatura di diverse strade comunali, la sistemazione di tutte le scuole con tutti i certificati prevenzione incendi, un nuovo sistema antincendio per la sicurezza degli impianti sportivi, la sistemazione dei cimiteri, degli alloggi di edilizia popolare, la manutenzione dei parchi e grande attenzione ai servizi scolastici per aiutare le famiglie, il recupero del patrimonio librario dell’Accademia dei Concordi, lo studio di fattibilità per 3 progetti idraulici fondamentali per Bovolenta,

na risposta corale di solidarietà ha mobilitato la comunità di San Siro a Bagnoli, dove oltre 120 persone si sono riunite per un pranzo benefico a sostegno dell’associazione “Sine Modo” di Tribano.

L’iniziativa è nata per reagire al grave furto che, poche settimane fa, ha rischiato di paralizzare questa realtà impegnata nel riscatto sociale di persone vulnerabili attraverso il lavoro agricolo e artigianale. Dei malviventi si erano introdotti di notte

il finanziamento della rotonda in Via Madonna e tanto altro.

Ma al di là dei numeri e dei progetti realizzati, credo che il valore più grande di questa esperienza sia stato costruire un senso di comunità: ascoltare le voci di tutti, e posso dirlo visto che sono stata presente tutti i giorni in

nel capannone dell’associazione rompendo una finestra. Agendo indisturbati e favoriti dall’assenza di telecamere, avevano svuotato la struttura di ogni attrezzo: motocoltivatori, mototrivella, decespugliatori, seghe circolari e levigatrici. Un danno da migliaia di euro che ha sottratto agli ospiti gli strumenti quotidiani del loro percorso di autonomia. Per sanare questa ferita, i volontari della Parrocchia di San Siro hanno organizzato un “pranzo di primavera” fondato sulla generosità

municipio, condividere speranze e preoccupazioni, lavorare insieme per il bene comune. Sono certa che chi verrà dopo di me continuerà a portare avanti con passione e dedizione gli obiettivi che ci siamo prefissati”.

• Nicola Stievano

del territorio. Il menu, a base di erbe spontanee, è stato reso possibile grazie ai prodotti biologici di El Tamiso, ai formaggi dei caseifici Morandi e Traverso, ai vini della Cantina di Conselve e alla collaborazione del ristorante Campagnon. L’evento ha permesso di raccogliere oltre 1.500 euro, già consegnati all’associazione. Tuttavia, la sfida per riacquistare tutto il materiale rubato continua: è ancora possibile donare attrezzature agricole e di falegnameria dismesse o inviare un contributo tramite il sito www.sinemodo.it.

Michele Melato
Anna Pittarello

L’inaugurazione. Costata quasi un milione di euro, mette in sicurezza 25 ettari accanto al centro

NUOVA IDROVORA, IL PRIMO PASSO PER LA TANTO ATTESA BRETELLA NORD

L’ inaugurazione della nuova idrovora Isola di Bovolenta rappresenta molto più di un semplice intervento tecnico: è l’opera che spiana definitivamente la strada al cantiere della tanto attesa bretella nord, i cui lavori di costruzione hanno preso il via nei giorni successivi. Questo impianto di sollevamento, costato complessivamente 950.000 euro grazie al contributo di 750.000 euro della Regione Veneto e 200.000 euro della Provincia di Padova per le opere accessorie, è l’elemento propedeutico essenziale per la nuova arteria stradale che correrà accanto all’argine, con l’obiettivo di liberare finalmente il centro cittadino dal tra ico di attraversamento, specialmente quello pesante.

La nuova idrovora, realizzata dal Consorzio di Bonifica Bacchiglione, raddoppia la portata del precedente impianto grazie a due pompe capaci di sollevare 150 litri d’acqua al secondo, garantendo la sicurezza idraulica di un’area di 25 ettari nota come il “catino” dell’Isola, storicamente al centro di evacuazioni

per l’alto rischio di allagamento. Come spiegato dall’ingegner Nazzareno Paganizza, direttore del Consorzio, l’intervento ha previsto anche la costruzione di un bacino di invaso da 1.200 metri cubi e nuove condotte posate da Acquevenete con un investimento di oltre 400.000 euro. Questo traguardo tecnico è il preludio necessario per la bretella, un’opera lunga 900 metri dal costo di oltre 4 milioni di euro, a cui si aggiungeranno in futuro 2,3 milioni per il rifacimento del ponte di via San Gabriele. Il via libera definitivo è arrivato dopo che il Consiglio di Stato ha respinto l’ultimo ricorso sull’appalto assegnato a Ecovie, permettendo alla Provincia di iniziare i lavori, come confermato dal vice presidente Daniele Canella, che ha lodato la sinergia tra gli enti. Durante la cerimonia, il sindaco Anna Pittarello ha pronunciato un discorso carico di emozione, definendo l’opera “un sogno che si realizza dopo 11 anni di battaglie, di ostacoli, di rinvii e di tante fatiche”. Per il primo cittadino, la bretella non è solo un’infrastruttura

pubblica, ma un simbolo della tenacia di una comunità che non si è mai arresa di fronte ai meandri della burocrazia e a resistenze spesso pretestuose. “Abbiamo scelto di andare avanti con quella testardaggine che, a Bovolenta, non è un difetto, ma un marchio di fabbrica”, ha affermato Pittarello, ricordando come il progetto sia rimasto per troppo tempo intrappolato dalla burocrazia e dai ricorsi. La sindaca ha ringraziato il Consorzio Bacchiglione, la Provincia guidata da Sergio Giordani e i vari

tecnici che hanno creduto nel valore strategico dell’intervento, ma non ha risparmiato critiche a chi ha ostacolato il cammino: “Talvolta, a livello regionale, qualcuno ha scelto di non credere fino in fondo in questo progetto per calcoli politici o mancanza di visione. Eppure, noi amministratori locali sappiamo che quando un’opera serve ai cittadini non c’è colore politico che tenga”. Pittarello, ricordando chi come lei ha vissuto personalmente il dramma dell’alluvione, ha sottolineato che la

bretella restituirà finalmente dignità al centro storico, ridando respiro ai residenti oppressi da un traffico ormai insostenibile. L’inaugurazione segna dunque il primo passo per il completamento di un’opera strategica per l’intera Saccisica e il Conselvano, con l’impegno di monitorare rigore i tempi di realizzazione per chiudere definitivamente una sfida durata oltre un decennio.

• Nicola Stievano

CARTURA

L’iniziativa. Ottenuto un contributo ministeriale di 24mila euro

IL COMUNE INVESTE SULLE PISTE CICLABILI E SUL CICLOTURISMO

Sistemazione e valorizzazione delle piste ciclabili, promozione della mobilità ciclistica e del cicloturismo, sono questi i capisaldi del progetto “Green ride”, con cui il Comune di Cartura si è aggiudicato un contributo di quasi 24 mila euro, messo a disposizione dal Ministero per lo Sport e i Giovani con il bando “Bici in Comune”. Cartura è risultata

una delle duecento municipalità, tra le duemila partecipanti, a ottenere una fetta dei 12.600.000 euro stanziati dall’iniziativa ministeriale promossa insieme alla società Sport e Salute e Anci. Il contributo del Ministero, a cui il Comune ha aggiunto 6.670 euro di fondi propri per un totale di oltre 30.000 euro, sarà investito nei prossimi dodici mesi per migliorare

la fruibilità delle piste ciclabili lungo le direttrici nord-sud ed est-ovest, le Sp 92 e 17. La somma sarà impiegata anche per promuovere l’uso della bicicletta tra i cittadini di tutte le età e per valorizzare i percorsi ciclopedonali e cicloturistici che attraversano il territorio comunale, con particolare riferimento alla Ciclovia del Sale. A questo scopo saranno organizzati eventi specifici con il coinvolgimento di scuole e associazioni, in primis l’Auser di Cartura. Nell’ambito del progetto il Comune interverrà per riqualificare le piste ciclabili, a cominciare dalla ciclopedonale che a ianca la strada provinciale 92. Per garantire una maggiore sicurezza sarà potenziata la segnaletica verticale e orizzontale dei percorsi ciclopedonali. “È prevista anche l’installazione di totem informativi dotati di QR code” – spiega il sindaco Serenella Negrisolo –, finalizzati alla scoperta e valorizzazione del patrimonio architettonico e culturale, delle eccellenze enogastronomiche e dei percorsi ciclopedonali che attraversano il territorio. La riqualificazione delle piste ciclabili consentirà una

Nelle scorse settimane sono iniziati i lavori di efficientamento energetico e miglioramento sismico dell’ ex scuola secondaria di primo grado. A intervento concluso l’ immobile comunale di via Ponte di Riva, che ha accolto gli studenti delle medie sino all’anno scolastico 2020-2021, sarà adibito a centro civico. “ Uno spazio dedicato alle associazioni culturali presenti e un edificio di riferimento per eventi culturali locali – precisa il sindaco Serenella Negrisolo -, in grado di accentrare in un unico edificio iniziative culturali del Comune in modo da ridurne la dispersione”. L’operazione consentirà di recuperare un immobile comunale attualmente dismesso, rendendolo fruibile alla cittadinanza e diminuendone sensibilmente i costi di gestione. “ Il progetto è stato sviluppato con l’obiettivo di perseguire il maggiore risparmio energetico possibile con il massimo contenimento dei costi – prosegue il sindaco

Negrisolo -. Si prevede l’installazione di una pompa di calore reversibile e di un sistema di ventilazione meccanica controllata con recupero termico negli ambienti dimensionati in funzione della destinazione d’uso e dell’a ollamento previsto. È prevista anche la riqualificazione energetica dell’impianto di illuminazione, con sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con corpi di nuova generazione a Led a basso consumo”. Saranno, inoltre, installati un nuovo impianto di climatizzazione e, sulla copertura dell’edificio, un impianto fotovoltaico. Il costo dell’intervento, ammontante a 741.000 euro, sarà sostenuto dal Comune grazie a circa 518.000 euro di apposito finanziamento erogato dalla Regione Veneto e, per la restante quota, a un mutuo contratto con la Cassa depositi e prestiti.

migliore interconnessione casa-scuola, casa-impianti sportivi e casa-lavoro. Il progetto prevede anche una serie di iniziative pubbliche volte a incentivare l’utilizzo della bicicletta quale mezzo di trasporto sostenibile e, al contempo, veicolo di promozione del territorio, delle sue bellezze architettoniche e naturalistiche”. Numerosi gli eventi rientranti nel progetto che saranno proposti in collaborazione con scuole e Auser: letture animate in biblioteca

incentrate sulla bicicletta, corsi di educazione civica e stradale a scuola, giornate ecologiche in bici, incontri sulla salute con relatori medici e personalità dello sport. “Ogni persona a qualsiasi età è una risorsa preziosa per la comunità” – commenta la presidente di Auser Cartura, Daniela Tramarin – “e questo progetto è un contesto perfetto per dimostrarlo”.

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• Francesco Sturaro

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DAVIDE MORO E GABRIELE PAGGIARO

IN CORSA PER LA FASCIA TRICOLORE

Si profila una sfida a due per la carica di primo cittadino di Due Carrare. Salvo sorprese, dovrebbero essere il sindaco uscente Davide Moro e l’ex assessore nell’amministrazione Vason, Gabriele Paggiaro, gli unici contendenti alla fascia tricolore alle elezioni comunali del 24 e 25 maggio. Sindaco di Due Carrare dal 2015, Davide Moro, 48 anni, sposato con Elisa e padre di tre figli, è insegnante di matematica applicata all’IIS Kennedy di Monselice, con una lunga esperienza da ricercatore all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. È cofondatore del gruppo civico PraticaMente che guida il Comune da due mandati. “Il gruppo civico ha amministrato per dieci anni con concretezza sulla valorizzazione delle relazioni in seno alla comunità – dichiara Moro -, realizzando opere utili al miglioramento della qualità della vita e dello stare assieme nella

convinzione che solo l’ascolto e la solidarietà alimentano la crescita e il benessere di tutti. Dopo cinque anni di amministrazione orientata ai risultati e con nuove sfide economiche ed energetiche all’orizzonte, ci ripresentiamo ai cittadini di Due Carrare chiedendo di rinnovare la fiducia per sfruttare l’esperienza maturata e poter proseguire il lavoro intrapreso nei tanti progetti aperti”. Fra i progetti in itinere Moro ricorda il completamento dei lavori di mitigazione del rischio idrogeologico (Chiodare, via Nespollari, centro Due Carrare e Terradura), la riqualificazione del complesso Petrobelli-Soranzo e dell’ex biblioteca. Candidato della lista civica “Uniti per Due Carrare”, sostenuta da tutto il centrodestra (Lega, FdI, Forza Italia, Udc) e da un gruppo ambientalista, Gabriele Paggiaro intende incentrare il suo programma sulla persona. Sposato, padre di due figli, im-

pegnato nel sociale e nella vita della comunità, il sessantottenne Paggiaro è stato scelto per la sua esperienza amministrativa e per il suo radicamento nel territorio. Funzionario tecnico in pensione, ha svolto il suo servizio nei comuni di Selvazzano Dentro, Anguillara Veneta e Saccolongo ed è stato assessore a Lavori pubblici (20052015) ed Edilizia privata (2010-2015). “Uniti per Due Carrare nasce per dare una risposta forte ai bisogni dei cittadini – spiega Paggiaro -. Più attenzione alle fragilità, più cura del territorio, più ascolto. Basta trascuratezza: serve una gestione attenta, concreta e presente. Le priorità sono chiare: potenziare i servizi sociali, tutelare le fasce più

Sintoniz zati sul

deboli, garantire manutenzione costante a strade, parchi, patrimonio idraulico e beni pubblici, investire sui giovani, creando spazi e opportunità. Un ruolo centrale sarà riconosciuto alle

associazioni, ai gruppi sportivi e alle parrocchie, cuore pulsante della comunità”.

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• Francesco Sturaro
Davide Moro e Gabriele Paggiaro

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terza media proprio all’Istituto Comprensivo Don Paolo Galliero

Michele Masiero è diventato il più giovane arbitro d’Italia

rande vanto a Tribano per il giovanissimo Michele Masiero che a soli 14 anni è diventato il più giovane arbitro d’Italia. Da tempo Michele aveva manifestato l’intenzione di far diventare questa sua passione per il calcio qualcosa di più, così ha frequentato il corso presso la sezione AIA di Este per conoscerne meglio le regole. Michele infatti frequenta la terza media proprio all’istituto comprensivo Don Paolo Galliero di Tribano con ottimi risultati ed è giocatore della squadra dei giovanissimi nella Polisportiva del paese, in qualità di difensore centrale. Nel mese scorso a Este sono stati così accolti cinque nuovi direttori di gara tra cui Michele Masiero, promosso a soli 14 anni e 2 giorni. I nuovi fischietti si aggiungono ai 15 nominati a novembre, portando a ben 20 gli allievi qualificati dalla sezione nel corso della corrente stagione sportiva. L’esame si è tenuto alla presenza del Componente del Comitato Regionale Arbitri Alessandro Bassan. “Siamo molto soddisfatti della qualità che hanno dimostrato questi giovani” ha sottolineato il Presidente Ilie Rizzato. “Tra pochi giorni questi ragazzi a ronteranno la loro prima gara ed il debutto assoluto

di formazione professionale per studenti scuola media

sarà sempre un momento emozionante. Mi auguro – auspica Rizzato – che le società del territorio, e magari qualche genitore in tribuna, abbiamo la comprensione che le prime gare, con tutte le di icoltà che portano, sono un passaggio fondamentale per avere arbitri nelle categorie superiori. Abbiamo lavorato molto in questi anni sul reclutamento, grazie al coordinamento di Enrico Albertin e Matteo Baldo: a loro e alla squadra di associati che si sono dedicati all’arruolamento e al corso, vanno i nostro complimenti”. Questi i nomi dei nuovi colleghi della sezione: Valentino Barbetta, Amine Loukili, Michele Masiero, Pietro Muzzolon, Amjad Zerrad. Grande la soddisfazione del primo cittadino di Tribano, Massimo Cavazzana, che ha visto nascere e crescere nella comunità Michele: “Desidero ringraziare la sezione AIA di Este per il grande lavoro svolto nel formare giovani preparati e motivati. Un traguardo eccezionale, raggiunto grazie a impegno, disciplina e una passione autentica per lo sport. La sua determinazione rappresenta un esempio virtuoso per tanti ragazzi del territorio che si avvicinano al mondo arbitrale e alle discipline sportive con serietà e dedizione. Credo profondamente

nei giovani che scelgono di impegnarsi nello sport, soprattutto in quei ruoli che spesso restano nell’ombra ma che sono essenziali per far vivere ogni partita. Gli arbitri sono custodi delle regole, garanti del rispetto e della lealtà sportiva. Vedere un ragazzo di 14 anni assumersi questa responsabilità con maturità e coraggio è un segnale straordinario per tutta la nostra comunità. Michele dimostra che quando ai giovani si dà fiducia, loro sanno restituire molto di più”.

• Cristina Lazzarin

Bilancio sostenibile finanzia pista ciclabile e il campo da padel

E’ stato approvato, nell’ultimo consiglio comunale, un avanzo di bilancio che sfiora i 900mila euro, a dimostrazione di una gestione finanziaria solida e coerente con le previsioni e interventi già programmati per il territorio. Il risultato è stato reso possibile anche grazie al fatto che diversi progetti inizialmente coperti dagli avanzi 2024 sono stati successivamente finanziati tramite contributi a fondo perduto, liberando risorse aggiuntive. A questo si aggiunge una rigorosa attività di verifica fiscale che ha consentito di consolidare ulteriormente le entrate comunali. “Abbiamo costruito un bilancio sostenibile, capace di coniugare rigore e sviluppo - ha spiegato Cavazzana - mantenendo anche la riduzione dell’Irpef per le fasce più deboli, pur in un contesto complesso”. Nel corso dello stesso consiglio comunale, sono stati già destinati 627mila euro dell’avanzo a interventi immediatamente cantierabili. Tra le principali opere figurano il primo stralcio della pista ciclabile di via Casette, con un investimento di 307.500 euro supportato da un contributo provinciale di 192.500 euro e la realizzazione di un nuovo campo da padel, finanziato al 90% dal Gal Patavino. Previsti anche interventi sulla sistemazione delle gradinate del campo da calcio “Rizzo”, la riqualificazione della biblioteca comunale, il completamento dell’illuminazione led degli impianti sportivi e la rigenerazione urbana dell’area mercato di viale Galliero. Proseguirà inoltre la riqualificazione di villa Brazolo, sede municipale, grazie a un contributo regionale. A queste opere si aggiungono ulteriori risorse destinate alla manutenzione del territorio, tra cui verde pubblico, sistema idraulico e viabilità, con l’obiettivo di ra orzare l’e icienza operativa dell’Ente.

• (C.L.)

L’analisi. L’instabilità in Medio Oriente e le incertezze logistiche impattano sulle attività artigiane della nostra provincia

CRISI ENERGETICA TRA COSTI E RINCARI LA RISPOSTA DELLE IMPRESE PADOVANE

Il tessuto produttivo di Padova e della sua vasta provincia si trova oggi ad affrontare una fase di estrema criticità, un momento storico delicatissimo in cui l’incrocio pericoloso tra l’instabilità geopolitica che infiamma il Medio Oriente e il persistere dei rincari delle materie prime sta delineando quello che il presidente di Cna Padova e Rovigo, Luca Montagnin, definisce senza mezzi termini una vera e propria “tempesta perfetta” per le piccole e medie imprese locali che da sempre costituiscono il cuore pulsante del nostro territorio.

L’analisi congiunturale condotta recentemente evidenzia una serie di rincari a catena che colpiscono duramente i settori chiave dell’economia provinciale, partendo dalla logistica e dai trasporti dove si registra una situazione allarmante sulla tratta marittima Shanghai-Genova con un aumento dei noli del dodici per cento in una sola settimana, portando i costi a raggiungere la cifra di 3.474

dollari per singolo container, un peso insostenibile per chi commercia con l’estero.

Non va meglio sul fronte delle materie prime fondamentali, con un’impennata preoccupante per i metalli come rame, ferro e alluminio, oltre al legno che segna incrementi compresi tra il dieci e il quindici per cento, mettendo in ginocchio il prestigioso settore del legno-arredo dell’Alta Padovana dove le aziende di imballaggi industriali segnalano un’incidenza del costo del legname aumentata del venti per cento solo nell’ultimo trimestre. Anche la metalmeccanica so re terribilmente per le di icoltà nel reperimento dell’acciaio inox e della componentistica più complessa, con situazioni paradossali in cui le quotazioni dei prodotti, come ad esempio le tubazioni in PVC, restano valide per sole ventiquattro ore, rendendo di fatto impossibile ogni tipo di programmazione aziendale seria o la formulazione di preventivi attendibili

per i clienti. Nonostante gli ingenti investimenti fatti dalle imprese padovane negli anni scorsi per dotarsi di impianti fotovoltaici, l’energia autoprodotta non riesce purtroppo più a compensare il mix esplosivo dei costi operativi e, come sottolineato con forza da imprenditori locali quali Sante Venturato della Vemec di Stanghella e Giovanni

Salvalaggio della Sarp, il fotovoltaico aiuta sicuramente a mitigare il peso delle bollette elettriche ma non può nulla contro l’aumento vertiginoso dei costi dei carburanti e della logistica che grava pesantemente sui margini di profitto ormai ridotti all’osso. La preoccupazione maggiore che agita i sonni degli artigiani riguarda la tenuta degli ordini nel medio periodo,

A DUE CARRARE IL DIARIO DI PRIGIONIA DI GIOVANNI DAL MARTELLO

Il 28 marzo la barchessa di Villa

Dolfin – Dal Martello detta “La Mincana” ha ospitato la partecipata presentazione in anteprima del libro “Diario di prigionia di Giovanni Dal Martello (1943-1945) e villa Dolfin la Mincana” (Tracciati editore). Curato da Paolo Valandro, cultore di storia locale ed esperto della famiglia da Carrara, il volume è incentrato sul diario redatto in prigionia da Giovanni Dal Martello (1922-2021). Chiamato alle armi nel 1942, il giovane artigliere carrarese fu fatto prigioniero dopo l’8 settembre. Internato dapprima nel lager tedesco IV

B di Muhlberg, fu poi avviato al lavoro coatto nella vicina cittadina di Eilenburg. “Liberato nell’aprile 1945, Giovanni riuscì a rientrare in Italia solo il successivo settembre, dopo un estenuante e tortuoso percorso di duemila chilometri attraverso quattro nazioni – spiega il curatore Valandro, che tra i suoi svariati ambiti di studio e ricerca annovera anche le vicende dei caduti e reduci delle Due Carrare nei due conflitti mondiali e la storia delle ville venete presenti nel territorio carrarese -. Oltre a contenere la trascrizione del suo diario di guerra e di prigionia, il testo racconta le origini

poiché il rallentamento della domanda internazionale, unito all’impossibilità oggettiva di adeguare i listini di vendita alla folle velocità dei rincari, mette a serio rischio la sopravvivenza di migliaia di micro-realtà artigiane.

Cna Padova avanza richieste urgenti e concrete al Governo, invocando un sostegno al credito immediato tramite una moratoria per le aziende che registrano perdite di fatturato significative, oltre a nuovi incentivi per chi continua a puntare sull’e icientamento energetico nonostante le di icoltà. Serve inoltre un intervento deciso per stabilizzare i prezzi dell’energia e dei carburanti alla fonte attraverso calmieri mirati e misure specifiche che possano tutelare le filiere locali dalla volatilità estrema dei mercati globali, garantendo che la cura e la qualità del lavoro padovano non vengano spazzate via da dinamiche finanziarie esterne.

• Vincenzo Gottardo

vicentine dei Dal Martello e il loro arrivo a Padova all’inizio del Novecento, la sua biografia e numerose notizie, anche inedite, sull’abitazione di famiglia: la villa veneta Dolfin La Mincana, posta al centro della vasta proprietà di famiglia.” La storia di Giovanni dal Martello – il cui diario di prigionia, come sottolinea Valandro nell’introduzione, rappresenta “un unicum nell’intera Due Carrare” – o re l’opportunità di allargare lo sguardo sugli oltre 600 mila Internati Militari Italiani che condivisero la sua stessa sorte.

• (F.S.)

PROFESSIONISTI servizio

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VOLTAN AUTOESPURGO, INTERVENTI RAPIDI E SOLUZIONI CONCRETE

Dietro ogni emergenza una competenza che si costruisce nel tempo

Ci sono servizi che entrano in gioco solo quando qualcosa si

Tel. 049 91 15 058 - info@carrarespurghi.it

rompe la normalità di una casa o di un’azienda nel momento meno opportuno. Ma dietro a questi interventi c’è un lavoro continuo fatto di prevenzione, tecnologia e competenza che raramente viene raccontato, perché funziona proprio quando non si vede. È il caso di Voltan Autoespurgo, realtà con sede a Maserà di Padova specializzata nei servizi ecologici e nella gestione delle reti fognarie, attiva su tutto il territorio padovano con mezzi adeguati e personale formato per affrontare sia l’ordinario che l’imprevisto. Il settore in cui opera l’azienda non ammette ritardi. Un problema alle tubature o a una fossa biologica non può aspettare il giorno dopo, e proprio per questo Voltan Autoespurgo ha strutturato un servizio di pronto intervento capace di rispondere rapidamente alle emergenze, raggiungendo anche il centro storico di Padova e l’intera provincia, compresi i contesti più difficili da raggiungere con i mezzi pesanti. Il cuore dell’attività è rappresentato dallo spurgo di pozzi neri e fosse biologiche, dalla disostruzione di condotte e

Ma l’attività non si limita alla gestione delle fognature, e qui sta una delle caratteristiche più rilevanti di Voltan Autoespurgo: la capacità di offrire un servizio davvero completo. Il prosciugamento di interrati allagati, la bonifica e pulizia di cisterne, la gestione dei depuratori, il trattamento delle sabbie degli autolavaggi, gli interventi di sanificazione, disinfestazione e bonifica ambientale compongono un repertorio tecnico che poche realtà del territorio riescono a garantire con la stessa ampiezza. A questo si aggiunge il trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi e non, attività che richiede competenze specifiche e il rispetto rigoroso delle normative ambientali: Voltan Autoespurgo gestisce direttamente il trasferimento dei materiali verso siti autorizzati, offrendo alle aziende che devono gestire scarti di produzione o liquami un interlocutore unico e affidabile. La forza dell’azienda risiede nella combinazione tra esperienza maturata sul campo e una dotazione tecnica pensata per operare anche negli spazi più ridotti, con un approccio che punta sempre alla risoluzione definitiva del problema piuttosto che al rattoppo dell’emergenza. Per questo Voltan Autoespurgo propone anche servizi di manutenzione programmata, fondamentali per prevenire guasti e garantire il corretto funzionamento degli impianti nel tempo: perché intervenire prima che il problema si manifesti costa sempre meno, in denaro e in disagio, che gestirlo quando è già esploso. In un contesto dove infrastrutture e reti richiedono attenzione co-

all’azienda di adattarsi a ogni tipo di intervento, dalle operazioni in centri storici fino ai lavori più complessi su larga scala.

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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.

Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo? Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?

Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

• (R.R.)

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Filippo Giacinti
Diego Ruzza

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

“Noi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto. “Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.

“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

Sintoniz zati sul

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

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• Alberto Gottardo
La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare? Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

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Padova, nuova governance per la sanità: Fortuna ridisegna i vertici dell’Azienda ospedaliera

Nominati i nuovi direttori: Carla Destro alla sanità, Fabio Perina confermato all’amministrazione, Paolo Simioni alla guida della ricerca

Si completa il nuovo assetto ai vertici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Con l’insediamento del direttore generale Paolo Fortuna, prende forma la squadra che guiderà uno dei poli sanitari più rilevanti del Veneto, tra continuità e nuove nomine. Il primo tassello riguarda la direzione sanitaria, affidata alla dottoressa Carla Destro, che succede al dottor Michele Tessarin.

Per Destro si tratta di un ritorno a Padova dopo l’esperienza maturata all’Ulss 5 Polesana, dove ha ricoperto un ruolo chiave nella direzione medica ospedaliera e nella gestione del rischio clinico. Un profilo tecnico e gestionale che punta a rafforzare l’organizzazione dei servizi e la qualità dell’assistenza.

Nel segno della continuità, invece, la scelta sul fronte amministrativo: Fabio Perina resta al suo posto, incarico che ricopre dal marzo 2021. Una conferma che garantisce stabilità nella gestione economica e organizzativa dell’azienda, in una fase di trasformazione e rilancio.

Il terzo pilastro della nuova governance è rappresentato dal professor Paolo Simioni, nominato direttore scientifico per i prossimi quattro anni. Succede al professor Paolo Navalesi e porta con sé un profilo di alto livello nel panorama della medicina padovana e nazionale. Il suo incarico sarà centrale per il coordinamento della ricerca e per il rafforzamento del legame tra attività clinica e innovazione scientifica. La nuova squadra delineata da Fortuna mette insieme competenze consolidate e nuove energie, con l’obiettivo di affrontare le sfide della sanità contemporanea: dalla gestione delle liste d’attesa al potenziamento della medicina territoriale, fino allo sviluppo della ricerca e dell’alta specializzazione.

Un equilibrio tra esperienza e rinnovamento che punta a consolidare il ruolo strategico di Padova nel sistema sanitario regionale e nazionale, rafforzando un modello capace di coniugare assistenza, didattica e ricerca.

Ulss 6 Euganea, nuova direzione strategica: integrazione, trasparenza e visione i pilastri

Integrazione, trasparenza e visione. Sono questi i tre assi su cui si fonda la nuova Direzione Strategica dell’Ulss 6 Euganea, presentata dal direttore generale Patrizia Benini. Una squadra rinnovata che guiderà l’azienda sanitaria più grande del Veneto, con un bacino di quasi un milione di abitanti, quattro ospedali e una rete articolata tra distretti e servizi territoriali.

Accanto alla direttrice generale entrano due nuovi direttori: Elena Debora Toffanello, 48 anni, geriatra con esperienza sia ospedaliera che territoriale, nominata Direttore Sanitario, e Francesco Favretti, 62 anni, statistico con una lunga carriera nella gestione amministrativa in ambito sanitario, scelto come Direttore Amministrativo. Confermato invece Stefano Vianello nel ruolo di Direttore Socio-Sanitario.

La nuova governance punta su un equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità economica. Toffanello avrà il compito di coordinare l’attività sanitaria complessiva, dall’ospedale alla prevenzione, fino alle cure primarie e pal-

liative, con un ruolo chiave nello sviluppo della medicina territoriale e nell’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Favretti sarà invece chiamato a garantire la tenuta dei conti e la pianificazione finanziaria, governando risorse umane, approvvigionamenti, sistemi informativi e logistica, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’azienda in un contesto di crescente complessità.

Resta centrale il ruolo di Vianello, ponte tra sanità e sociale, con la responsabilità dell’integrazione tra prestazioni sanitarie e assistenza sociale e il coordinamento dei servizi dedicati ad anziani, disabili, minori e famiglie, oltre alle aree della psichiatria e delle dipendenze. Una squadra che, nelle intenzioni della direzione, dovrà rafforzare la collaborazione interna e il dialogo con i territori, in particolare con i Comuni, anche in vista dell’avvio degli Ambiti Territoriali Sociali, tassello chiave della riorganizzazione dei servizi sul territorio.

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Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul

Sara Busato
Francesco Favretti, Elena Debora To anello, Patrizia Benini, Stefano Vianello

Il DG Paolo Fortuna delinea la strategia: potenziare l’eccellenza dell’Azienda Ospedale Università e migliorare la rete territoriale.

Sanità a Padova, la reingegnerizzazione al centro del nuovo modello

La direttrice indicata è la reingegnerizzazione, intesa come trasformazione profonda dell’organizzazione sanitaria basata su tre pilastri: assistenza e presa in carico, ricerca e formazione, innovazione tecnologica e digitalizzazione. A delineare questo percorso è il direttore generale Paolo Fortuna, che ha tracciato le linee di sviluppo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, confermandone il ruolo di polo di eccellenza e attrattore per pazienti da tutto il Veneto e dall’Italia, grazie anche all’elevato volume di prestazioni. Parallelamente, la strategia punta a rafforzare la qualità della sanità sul territorio, valorizzando gli ospedali della rete. In questo quadro rientrano la concentrazione di attività specialistiche, come dialisi e riabilitazione cardiologica e ortopedica al Sant’Antonio, e il consolidamento della collaborazione con Cittadella, Camposampiero, Schiavonia e Piove di Sacco.

La reingegnerizzazione implica anche un cambiamento culturale, orientato a guidare i cittadini verso un utilizzo più appropriato dei servizi, riducendo i tempi di accesso e migliorando l’efficacia delle cure, anche in vista del nuovo policlinico di Padova est. Centrale resta inoltre la

capacità di attrarre e trattenere professionisti sanitari, in un contesto segnato da carenza di personale. Tra le priorità individuate figurano il rinnovamento organizzativo, la digitalizzazione con attenzione alla cybersicurezza, la sostenibilità e l’ascolto. L’obiettivo è anticipare i bisogni e adattare l’offerta, mantenendo un equilibrio tra eccellenza ospedaliera e sviluppo della rete territoriale.

Un ruolo cruciale nel coordinamento delle strutture ospedaliere per migliorare l’efficienza e la qualità delle cure

Il dottor Claudio Pilerci, classe 1965, è stato nominato Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assumendo un ruolo chiave nell’organizzazione sanitaria dell’azienda. Dal 1° settembre 2023, Pilerci ricopriva il ruolo di Direttore medico dell’Ospedale di Piove di Sacco. Ora, con il nuovo incarico, sarà responsabile del coordinamento delle Direzioni dei quattro presidi ospedalieri aziendali (Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Schiavonia), per garantire il buon funzionamento delle attività sanitarie, l’efficienza delle strutture ospedaliere e la qualità delle cure offerte. La nomina, formalizzata con la firma del contratto

con il Direttore Generale dell’Ulss 6, dott.ssa Patrizia Benini, segna un nuovo capitolo nella carriera del dottor Pilerci, che ha alle spalle un ampio percorso formativo e professionale. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 e specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha completato nel 2004 un Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie presso l’Università Bocconi di Milano e nel 2022 ha conseguito un titolo per il supporto all’attuazione del PNRR in Regione Veneto. Il dottor Pilerci ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui quello di Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria - LEA in Regione Veneto dal 2021 al 2023. Ora, con il nuovo incarico, porterà la sua esperienza per ottimizzare l’intera rete ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assicurando una gestione integrata e una migliore presa in carico dei pazienti, con un forte coordinamento tra ospedali e territorio. L’obiettivo è quello di garantire una sanità più efficiente e orientata alla qualità delle cure.

Reingegnerizzazione e nuovi modelli: la strategia AOUP unisce l’hub di Padova alla rete provinciale

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Il Dottor Claudio Pilerci nuovo Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea

Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure

Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati.

L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi pre-

cisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo, anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente. I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema. Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili. I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

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