Elezioni comunali, Campodarsego verso l’appuntamento alle urne
Camposampierese Ovest
Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso
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Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana. Dalla Valdastico
PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO
E VERTENZE APERTE
I CONTROLLI: IRREGOLARITA’
SU SICUREZZA A SANTA GIUSTINA
Nuova governance all’Uls 6 e Azienda Ospedale: Fortuna sceglie i direttori
SAN GIORGIO DELLE PERTICHE: CAPANNINA, VIA ALLA DEMOLIZIONE
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GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO
l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.
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del Camposampierese Ovest
AL VIA IL PIANO DI RIQUALIFICAZIONE PER GLI EDIFICI PUBBLICI
Il Comune di Campodarsego compie un passo deciso verso la sostenibilità, ottenendo nuovi finanziamenti per migliorare l’e icienza energetica degli edifici pubblici. Grazie a un finanziamento statale previsto dal programma C.S.E. 2025 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, saranno interessati da interventi mirati la sede municipale e la scuola di Reschigliano. L’operazione, che supera complessivamente i 360 mila euro, punta a un rinnovamento concreto e visibile.
Nel palazzo comunale, sede centrale degli u ici amministrativi, è previsto un completo ammodernamento degli impianti: nuova illuminazione a LED, installazione di pannelli fotovoltaici e introduzione di schermature solari per migliorare il comfort interno e ridurre l’impatto energetico. Un intervento che unisce innovazione tecnologica e razionalizzazione dei consumi. Parallelamente, anche la scuola di Reschigliano sarà oggetto di una riqualificazione significativa.
Oltre al relamping e all’impianto fotovoltaico, verranno sostituiti gli infissi e installate schermature solari, con benefici diretti sull’isolamento termico e sulla qualità degli ambienti destinati agli studenti. L’obiettivo è duplice: da un lato abbattere i consumi e le emissioni, dall’altro contenere la spesa pubblica, rendendo più sostenibile la gestione degli edifici nel lungo periodo.
Si tratta di interventi che non solo migliorano le prestazioni energetiche, ma incidono concretamente sulla quotidianità di chi vive e utilizza questi spazi. I lavori partiranno nei prossimi mesi e rappresentano un tassello importante nel percorso di transizione energetica intrapreso dall’amministrazione. Un investimento che guarda al futuro e che dimostra come anche a livello locale sia possibile coniugare e icienza, innovazione e attenzione all’ambiente.
• Elena Scapin
Interventi concreti tra sostenibilità e risparmio
GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO
In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere. La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie
capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.
Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.
Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.
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Segue da pag. 1
• Nicola Stievano
Emergenza lavoro/1. Utile per attività quotidiane ma ancora periferica,
manca strategia e formazione
Il Veneto al bivio dell’intelligenza artificiale: innovazione senza regia
Nel Veneto operoso, quello che ha costruito la propria identità su manifattura, export e capacità di adattamento, l’intelligenza Artificiale è già entrata dalla porta principale. Ma lo ha fatto in silenzio, quasi in punta di piedi. E soprattutto senza una regia. I numeri dell’indagine di Fòrema — oltre 300 aziende tra Padova, Treviso e Vicenza — raccontano una realtà che, più che innovativa, appare sospesa. L’AI si usa, eccome: per scrivere email, sintetizzare riunioni, produrre contenuti. Attività utili, certo. Ma ancora periferiche. Ancora lontane dal cuore del lavoro. Il punto non è la tecnologia. È il lavoro. Solo un’azienda su cinque ha integrato l’AI nei processi produttivi veri, quelli che generano valore. E appena il 14,9% ha una strategia. Il resto si muove per tentativi, per iniziativa individuale, spesso a idandosi più alla curiosità dei singoli che a una visione aziendale. È qui che si apre la frattura: tra chi governa il cambiamento e chi lo subisce. Oltre il 90% dei lavoratori dichiara competenze nulle o di base sull’intelligenza artificiale. Un dato che pesa più di qualsiasi percentuale sull’adozione tecnologica. Perché misura la distanza reale tra strumenti disponibili e capacità di utilizzarli. È il rischio più concreto: non
perdere il treno dell’innovazione, ma salirci senza sapere dove porta. Il Veneto, del resto, non è nuovo a queste transizioni. Ha già attraversato rivoluzioni produttive, digitali, organizzative. Ma questa volta la velocità è diversa. E diverso è anche il tipo di
impatto: non riguarda solo le macchine, riguarda le competenze, i ruoli, il senso stesso del lavoro. La domanda che emerge dall’indagine è chiara: le imprese vogliono più produttività, vogliono liberare tempo dalle attività ripetitive, vogliono concentrare
Santa Giustina in Colle, lavoro e sicurezza sotto la lente
Il lavoro torna al centro dei controlli e, con esso, il tema della sicurezza. Anche Santa Giustina in Colle rientra nel maxi servizio messo in campo dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, un’operazione su scala provinciale che ha acceso i riflettori sulle condizioni nei luoghi di lavoro. Nel comune del Camposampierese, i militari hanno ispezionato un bar, rilevando irregolarità legate alla formazione e alla gestione della sicurezza. In particolare, è stata contestata al datore di lavoro l’omessa formazione dei dipendenti e il mancato
aggiornamento del corso RSPP, figura chiave per la prevenzione dei rischi. Violazioni che, pur senza portare alla sospensione dell’attività, si inseriscono in un quadro più ampio di criticità di use. L’intervento a Santa Giustina in Colle è infatti parte di un’operazione più estesa che ha coinvolto diversi settori, dalla ristorazione ai servizi alla persona, con dieci persone denunciate e sei attività sospese in tutta la provincia. Un bilancio che fotografa una realtà ancora segnata da lacune sul fronte della sicurezza e del rispetto delle normative. Tra le irregolarità più frequenti emerse durante i controlli, la mancata
redazione del Documento di valutazione dei rischi, l’assenza di formazione obbligatoria, l’omissione delle visite mediche e carenze nei protocolli di emergenza. Elementi che incidono direttamente sulla qualità del lavoro e sulla tutela dei lavoratori. Il caso di Santa Giustina in Colle, pur senza esiti estremi, diventa così emblematico: un campanello d’allarme su quanto la prevenzione resti un nodo aperto anche nelle realtà più piccole. Complessivamente, l’operazione ha portato a oltre 212 mila euro di ammende e quasi 47 mila euro di sanzioni amministrative. Dall’Arma ribadiscono che i controlli
energie sulle decisioni. In altre parole, vogliono un lavoro più qualificato. Ma senza formazione, senza governance, senza una strategia condivisa, il rischio è opposto: un lavoro svuotato, frammentato, a idato agli strumenti senza essere davvero guidato. Lo dice con chiarezza Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema: la transizione digitale non può essere lasciata al caso. E non è solo una questione aziendale. È un tema di sistema. Perché se l’innovazione resta individuale, non diventa sviluppo. Se resta episodica, non diventa competitività. E soprattutto, se non investe sulle persone, non diventa lavoro. Il Veneto, oggi, è davanti a un bivio che non è tecnologico ma culturale. L’intelligenza artificiale può essere una leva straordinaria di crescita. Oppure l’ennesima occasione mancata, che accentua le di erenze tra imprese strutturate e piccole realtà, tra lavoratori formati e chi resta indietro. Non basta adottare strumenti. Serve decidere che lavoro si vuole costruire. E forse è proprio questa la vera sfida: non inseguire l’intelligenza artificiale, ma governare il futuro del lavoro che porta con sé.
proseguiranno anche nelle prossime settimane, in vista dei ponti primaverili. L’obiettivo resta quello di garantire legalità e sicurezza, riportando al centro la dignità del lavoro.
• (s.b.)
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Il lavoro cresce, ma non in modo uniforme. E soprattutto pone una domanda di fondo: quanto è solida questa ripresa? I dati di Veneto Lavoro fotografano un mercato dinamico nel quadriennio 2020–2024, ma con squilibri settoriali e territoriali che restano evidenti. Nel territorio ana-
lizzato si registrano 66.165 assunzioni complessive, con un saldo occupazionale positivo di +5.490 posti e un incremento di +5.590 contratti a tempo indeterminato. Numeri che, letti da soli, raccontano una fase espansiva. Ma il dettaglio mostra una crescita trainata soprattutto dall’industria.
La variazione occupazionale per settore evidenzia uno sbilanciamento netto: l’industria registra l’aumento più consistente, seguita dai servizi, mentre l’agricoltura resta marginale. Una dinamica che conferma la vocazione produttiva del territorio, ma che segnala anche una fragilità del comparto terziario, ancora lontano da una piena stabilizzazione. Il grafico cumulato dell’occupazione mostra una crescita costante dopo il crollo del 2020, con una progressione che si ra orza nel biennio 2022–2024, fino a sfiorare i +6.000 posti. Un recupero che segue la fase post-pandemica, ma che oggi entra in una fase più complessa, legata all’incertezza economica e ai costi energetici. Sul fronte contrattuale, l’aumento dei rapporti stabili rappresenta uno degli elementi più significativi. Tuttavia, la distribuzione delle assunzioni evidenzia ancora una forte presenza di tempo determinato e somministrazione, con l’apprendistato che resta su livelli intermedi. In altre parole, la stabilizzazione cresce ma non domina: il mercato continua a reggersi su una quota rilevante di lavoro flessibile, segnale di prudenza da parte delle imprese. La mappa territoriale mostra una di usione capillare dell’incremento
Il mercato chiede 920 mila tecnici entro il 2028
Il mercato del lavoro accelera sulla transizione digitale e la domanda di competenze tecniche cresce a ritmi sostenuti. Secondo le previsioni di Unioncamere, tra il 2024 e il 2028 serviranno circa 920 mila nuovi professionisti in grado di gestire e sviluppare tecnologie come cybersecurity, cloud computing e big data. A trainare il cambiamento sarà soprattutto l’intelligenza artificiale, destinata a incidere in modo profondo sull’organizzazione del lavoro. “Gli ITS sono importanti – spiega Alberto Zanatta, Presidente di ITS Digital Academy “Mario Volpato” - perché creano un ponte diretto tra scuola e lavoro, formando tecnici altamente specializzati e richiesti dalle imprese, con tassi di occupazione oltre l’80% entro un anno dal diploma. Il 92% dei nostri studenti, una volta finito il ciclo di studi, trova lavoro in un settore perfettamente coerente con il proprio percorso formativo. In alcuni casi il lavoro arriva ancor prima di a rontare l’esame per il diploma”. I segnali sono già evidenti: oltre un quinto delle aziende con più di 50 dipendenti utilizza soluzioni basate sull’AI, con una quota significativa che le applica nei processi centrali. In questo scenario, si ra orza il ruolo degli ITS, gli Istituti tecnologici superiori, percorsi biennali post diploma pensati per colmare il divario tra formazione e fabbisogni delle imprese. Il contesto generale del lavoro mostra segnali positivi anche sul fronte occupazionale.
Le rilevazioni Istat indicano che, a novembre 2025, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,7%, il livello più basso da quando esistono serie storiche comparabili. In calo anche la disoccupazione giovanile, attestata al 18,8%, in progressiva riduzione rispetto agli anni precedenti. Un andamento che ra orza il legame tra formazione tecnica e inserimento professionale. Nel Nordest, uno dei territori più dinamici sul fronte dell’innovazione, il sistema produttivo esprime una domanda ampia e diversificata. Migliaia di imprese operano nel comparto ICT e nella trasformazione digitale, a cui si aggiungono aziende di settori tradizionali impegnate in processi di riorganizzazione tecnologica. In questo contesto, l’o erta formativa degli ITS viene aggiornata costantemente per rispondere alle evoluzioni del mercato. Per il biennio 2025-2027 sono stati ammessi oltre 400 studenti, selezionati tra più di 600 candidati, con percorsi distribuiti nelle diverse sedi del Veneto. I profili formati spaziano dallo sviluppo software alla cybersecurity, dal marketing digitale all’intelligenza artificiale, fino alla realtà aumentata e alla produzione multimediale. L’obiettivo è ridurre il disallineamento tra domanda e o erta di lavoro, formando figure altamente specializzate e immediatamente spendibili.
• (s.b.)
occupazionale, con alcuni poli che emergono più di altri. Comuni come Camposampiero, Campodarsego e Piombino Dese risultano tra i principali bacini di assunzione, a conferma di una concentrazione nelle aree a maggiore densità produttiva. Una crescita di usa, ma non uniforme: il rischio è quello di accentuare il divario tra territori più dinamici e aree periferiche. Il quadro che emerge è quindi doppio. Da un lato, una ripresa occupazionale concreta, sostenuta dall’industria e accompagnata da un aumento dei contratti
stabili. Dall’altro, criticità strutturali: servizi meno dinamici, uso ancora rilevante di contratti flessibili, di erenze territoriali marcate. La sfida, ora, non è solo creare lavoro, ma migliorare la qualità e la tenuta nel tempo. Perché i numeri crescono, ma il mercato resta in equilibrio fragile. E la vera partita si gioca sulla capacità di trasformare la ripresa in stabilità.
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• Sara Busato
Sociale. Dalla guida della Pro Loco al passaggio di testimone a Vinicio Zampieri
L’EREDITÀ DI RENZO LIBRALON CONTINUA
NEL SEGNO DEL VOLONTARIATO
Renzo Libralon non era soltanto il presidente della Pro Loco di Campodarsego, ma un autentico punto di riferimento per l’intera comunità. Per oltre vent’anni ha saputo unire persone, mediare situazioni, costruire legami solidi e trasmettere entusiasmo, incarnando pienamente il senso più profondo del volontariato: dare senza chiedere nulla in cambio. Carismatico e instancabile, sempre guidato da trasparenza e dedizione, ha lasciato un segno concreto non solo nelle attività dell’associazione, ma nel tessuto stesso del territorio. Tra le iniziative più significative, spicca la Festa del Volontariato, ideata da Libralon per radunare, in occasione della festa del patrono San Martino, tutte le associazioni del territorio. L’evento è pensato come un’opportunità aperta a tutta la cittadinanza, dove ci si ritrova per condividere momenti di musica e convivialità insieme agli Alpini. Oltre a favorire l’incontro e la collaborazione, la giornata si traduce in un concreto
gesto di solidarietà: vengono raccolte provviste da destinare alla Caritas e alle Cucine Popolari, o rendo così aiuto a chi ne ha bisogno. Tra i progetti più rappresentativi resta la Magnalonga, manifestazione cicloturistica che attraversa l’intero territorio comunale, coniugando sport, scoperta del paesaggio e solidarietà. Il ricavato è stato negli anni devoluto alle scuole materne o reinvestito in iniziative locali, ra orzando il legame tra evento e comunità. L’edizione di quest’anno, la ventiduesima, conferma la solidità di una tradizione che continua a essere un punto fermo per il territorio, pur senza la presenza diretta di Libralon. Fino agli ultimi giorni, Renzo ha continuato a seguire da vicino la vita della comunità, mantenendo uno sguardo costante sul futuro della Pro Loco. “Ha dato la vita per gli altri, accantonando la propria salute – racconta Vinicio Zampieri –. Per comprendere davvero una persona come lui bisognava vivergli accanto: era un esempio straordinario
di altruismo”. A ricordarne il valore è anche il sindaco Valter Gallo, che ha sottolineato: “Campodarsego perde una grande persona, alla quale sento il dovere di dire un commosso grazie per tutto ciò che ha fatto in vita”. Oggi Zampieri, dopo oltre quindici anni di
collaborazione al suo fianco, raccoglie un’eredità impegnativa: proseguire le attività, valorizzare quanto costruito e allo stesso tempo guardare avanti. La Pro Loco, realtà consolidata del territorio e parte del sistema associativo locale, punta ora ad ampliare la partecipazione,
IL COMUNE AL VOTO IL 24 E 25 MAGGIO: CRESCE L’ATTESA PER I CANDIDATI
Campodarsego si prepara a tornare alle urne. Le elezioni amministrative sono fissate per il 24 e 25 maggio, una data che segna l’avvio di una nuova fase politica per il Comune padovano. A pochi giorni dalla definizione u iciale delle candidature, cresce l’attesa per conoscere i nomi di chi si contenderà la guida dell’amministrazione.
Il voto arriva dopo un quinquennio che, nel 2020, si era aperto con un consenso particolarmente netto. In quell’occasione Valter Gallo, sostenuto dalla lista civica “Uno di voi”, era
stato eletto con il 67% dei voti, in una tornata caratterizzata anche da una partecipazione significativa, con un’a luenza del 69%. Numeri che avevano delineato un mandato solido e una chiara indicazione da parte dell’elettorato. Oggi, a distanza di cinque anni, il contesto si presenta inevitabilmente diverso. Il territorio ha a rontato cambiamenti, nuove esigenze e sfide amministrative che saranno al centro del confronto elettorale. Il prossimo passaggio alle urne rappresenta quindi non solo una verifica del lavoro svolto, ma anche un momento
coinvolgendo nuove forze, in particolare tra i giovani, per garantire continuità e sicurezza nell’organizzazione degli eventi. È proprio Vinicio Zampieri a indicare tra le priorità future la creazione di eventi culturali capaci di coinvolgere i giovani, o rendo loro esperienze che vadano oltre la quotidianità e che permettano di scoprire il valore del dono e del fare insieme, nel solco dei valori trasmessi da Libralon. Renzo Libralon se n’è andato troppo presto, ma il suo spirito continua a vivere nelle attività quotidiane della Pro Loco e nell’impegno di chi ne porta avanti le idee. La sua eredità non è soltanto organizzativa, ma profondamente morale: un patrimonio fatto di entusiasmo, fiducia nella comunità e amore per il territorio, elementi che continuano a definire l’identità stessa di Campodarsego
decisivo per delineare le prospettive future della comunità.
Nei prossimi giorni è attesa l’u icializzazione delle liste e dei candidati sindaco. Sarà quello il passaggio che darà forma concreta alla competizione, chiarendo se prevarrà una linea di continuità con l’attuale amministrazione o se emergeranno proposte alternative in grado di intercettare il consenso dei cittadini.
• (r.p.)
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Amministrative 24 - 25 Maggio 2026
ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le Elezioni amministrative del 24-25 Maggio 2026 messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).
• Elena Scapin
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SAN GIORGIO DELLE PERTICHE
CHATGPT ARRIVA IN COMUNE PER DIGITALIZZARE GLI UFFICI
ChatGPT approda in comune.
Lo ha stabilito una delibera di giunta con la quale si è deciso di acquistare, per un anno, un abbonamento alla versione business del popolare sistema di intelligenza artificiale, che sarà impiegato dall’U icio Lavori Pubblici per esigenze tecniche del settore. Come è noto, specie ai più giovani, ai professionisti o agli amanti della tecnologia, il sistema di IA consente di svolgere diverse operazioni in tempi più rapidi rispetto al lavoro umano, e può essere impiegato in diversi ambiti: dalle trascrizioni di testi alle traduzioni, dai riassunti alla compilazione di atti, fino all’analisi di dati e scrittura di interi documenti partendo da un “prompt”, cioè da un comando. Malgrado la tecnologia sia ancora in fase di addestramento e rodaggio, per molti rappresenta oggi uno strumento imprescindibile di lavoro, che può velocizzare e rendere più e icienti i processi, sebbene sotto la supervisione umana.
Muovendo da queste premesse, l’amministrazione comunale di San Giorgio delle Pertiche ha ritenuto utile aggiungere questo servizio all’interno dell’ULP, considerando, si legge nella delibera, che “uno degli obiettivi dell’attuale amministrazione è la digitalizzazione delle procedure amministrative, sia lato interno sia verso i cittadini”. Le esigenze dell’ULP sono “tecniche del settore, finalizzate a migliorare e velocizzare l’elaborazione delle documentazioni di u icio, senza ricorrere all’utilizzo di informazioni sensibili, disponibili nella banca dati e nei server”, si apprende ancora dalla delibera. Con lo stesso atto è stato inoltre approvato l’acquisto di un’altra licenza, quella a Canva Pro, un software che verrà utilizzato sia dall’U icio Cultura sia dall’U icio Comunicazione per la redazione dei volantini e dei contenuti multimediali per la cittadinanza, oltre che altre comunicazioni che richiedano contenuti grafici.
Canva è un software più tradizionale, sebbene integrato di recente con alcune funzionalità tipiche dell’IA, che viene solitamente utilizzato per progetti grafici, presentazioni, slides ecc. I costi dei due pacchetti sono di 746,60 euro per ChaGPT (per due utenti) e di 168 euro per Canva; il totale, aggiungendo l’IVA, ammonta a poco più di mille euro che saranno finanziati grazie
a risorse del PNRR. Interventi come questo, infatti, ricadono nei dettami del bando a cui il comune ha partecipato. L’obiettivo è quello di “supportare e accompagnare le amministrazioni nel processo di adeguamento degli assetti organizzativi e di ra orzamento della capacità amministrativa, attraverso lo sviluppo delle capacità di pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro, per promuoverne la trasformazione amministrativa, organizzativa e digitale in corso”.
• Andrea Benato
Sei nuovi defibrillatori per i cittadini
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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Camposampiero, Via Vivaldi, 7/9; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Trebaseleghe, Via Torino 17; dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 18.30 Piazzola sul Brenta, Via della Roggia 5 int 1; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00
ella confinante Campodarsego è in atto un passo concreto verso una maggiore tutela della salute pubblica. Durante il Consiglio comunale di marzo, l’Amministrazione ha ricevuto sei nuovi defibrillatori, frutto della collaborazione tra istituzioni, imprese e associazioni locali. Un risultato significativo reso possibile grazie al contributo della Pro Loco, guidata da Renzo Libralon, della Maschio Gaspardo e del Rotary Club Camposampiero. Una sinergia che conferma la capacità del territorio di attivarsi in modo concreto per il bene comune. Nel corso della seduta è stata u icializzata la donazione del dispositivo da parte della Pro Loco, già accettata formalmente dall’ente. Per gli altri defibrillatori, in arrivo nelle prossime settimane, il Comune ha comunque espresso un riconoscimento u iciale, evidenziando il valore del gesto e lo spirito di servizio dimostrato dai soggetti coinvolti. I nuovi dispositivi saranno collocati in punti strategici delle diverse frazioni, con l’obiettivo di garantire una copertura capillare e facilmente accessibile. “Un gesto significativo, che sottolinea la generosità e lo spirito di servizio dimostrati, e che evidenzia come la collaborazione tra istituzioni e realtà associative possa tradursi in un impatto concreto e vitale per la cittadinanza”, ha dichiarato il sindaco Valter Gallo. Campodarsego si conferma così un Comune sempre più cardioprotetto, ra orzando una rete già presente tra scuole, impianti sportivi e strutture pubbliche. Un percorso costruito grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, con ricadute dirette sulla sicurezza dei cittadini. Investire in questi strumenti significa investire nella vita, consolidando un modello di comunità attenta, solidale e orientata alla prevenzione.
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Il locale. I ricordi della Capannina saranno valorizzati, mentre l’area diventerà un’opportunità concreta
CANELLA: “SALVARE E VALORIZZARE LA MEMORIA”
Capannina. Un nome che ai giovani di oggi ricorda la Versilia o il noto locale fronte mare a Jesolo. In pochi ricordano che anche uno storico locale di San Giorgio delle Pertiche aveva questo nome. Il passato remoto è d’obbligo visto che a fine marzo l’insegna luminosa è stata definitivamente rimossa, anticipando la demolizione dello stabile prevista nelle prossime settimane. La deposizione della storica scritta ha simbolicamente dato il via ad una nuova fase che, da un lato prevede un nuovo assetto urbanistico ma dall’altro avvia una serie di iniziative volte a raccogliere i ricordi di chi ha vissuto gli anni “ruggenti” del locale, affinchè non vadano dispersi con la demolizione dello stabile. Per questo il 21 marzo l’amministrazione comunale ha annunciato, proprio davanti all’ex locale, un progetto di recupero della memoria, da conservare e valorizzare. Si partirà proprio dall’insegna, che sarà restaurata da una ditta specializzata. A seguire la cittadinanza è invitata a raccogliere fotografie, video e testimonianze legate alla storia della Capannina. Il materiale raccolto verrà catalogato e
inserito in una mostra dedicata a cui seguirà una pubblicazione. Malgrado la nostalgia la decisione di demolire l’immobile non aveva alternative. Chiuso da più di 25 anni, l’ex sala da ballo appartiene al comune dall’inizio degli anni Duemila, in seguito a una complessa operazione urbanistica. Il recupero con la precedente finalità non sarebbe stato possibile dal momento che l’edificio sorge in centro abitato e non è dotato di parcheggi, oltre al fatto che le condizioni di stabilità sono critiche e sono presenti materiali edili e inerti speciali che richiedono una bonifica. D’accordo alla demolizione anche la Soprintendenza che ha dichiarato lo stabile di “non interesse culturale” a causa delle difformità tra l’edificio odierno e la struttura originale che risale addirittura al Seicento. Nel tempo sono state apportate significative variazioni che si sono stratificate, originando l’immobile attuale.
Quale futuro si prospetta, dunque? Nell’immediato, dopo la demolizione, sarà realizzato un piazzale pubblico mentre si stanno valutando soluzioni per restituire lo spazio alla collettività.
Grazie a questa operazione il comune otterrà un contributo dal GSE (Gestore servizi energetici) di oltre un milione e mezzo di euro che sarà destinato, alla demolizione stessa, al completamento del
nuovo complesso scolastico di Arsego, all’allestimento del nuovo auditorium e del nuovo palasport. Al termine della cerimonia il sindaco Daniele Canella ha condiviso una riflessione: “Non
Via Palladio, ripartono i cantieri
Novità in vista per l’assetto urbanistico di Arsego. A metà marzo le famiglie residenti sono state raggiunte da una lettera dell’amministrazione in cui viene annunciata la ripartenza di un cantiere fermo da anni. Cuore dei lavori sarà l’ingrandimento del parco pubblico nei pressi di via Palladio che verrà raddoppiato, dagli attuali 2000 metri quadri si passerà ad oltre 3800. Il parco verrà dotato di un campo
da basket, uno da bocce, uno da beach-volley e una struttura attrezzata, il tutto recintato e videosorvegliato. Inoltre, dopo 20 anni di abbandono e degrado, in via Jappelli sono partiti i lavori per l’edificazione dei 7 nuovi condomini. La durata stimata dei lavori è di circa un anno come ha spiegato il sindaco Daniele Canella: “Ci saranno dei disagi durante i lavori in corso ma contiamo che durino il meno possibile. Ci auguriamo che quest’area ci possa
ho vissuto direttamente gli anni della Capannina, ma nel tempo ho ascoltato molti racconti, ricordi e aneddoti che restituiscono con forza ciò che questo luogo ha rappresentato per la nostra comunità.
È un patrimonio immateriale che merita attenzione e rispetto. Per questo, mentre a rontiamo con responsabilità le scelte necessarie sul piano urbanistico, siamo impegnati nella ricerca di eventuali finanziamenti che possano consentire, in prospettiva, una valorizzazione dell’area recuperata. L’obiettivo - ha aggiunto il primo cittadino - è coniugare memoria e futuro, trasformando un passaggio complesso in un’opportunità concreta per il territorio. La memoria della Capannina non dovrà essere collegata al rudere degradato di un edificio che per anni è stato simbolo del paese ma, anche grazie a questa iniziativa culturale, potrà essere immortalato nel tempo e trasmesso di generazione in generazione attraverso i ricordi e le emozioni di chi l’ha vissuta” ha concluso Canella.
essere consegnata quanto prima per metterla a disposizione della cittadinanza. Ci sarà inoltre un’altra importante novità: la realizzazione di 20 nuovi parcheggi in via Palladio dove attualmente mancano. Questa operazione punta a risolvere un problema atavico”.
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• Andrea Benato
• (a.b.)
L’appuntamento. Interventi di esperti e istituzioni su sostenibilità
Agricoltura e ambiente: grande partecipazione al convegno
La Festa dei Fiori e dell’Agricoltura 2026, svoltasi a metà aprile, ha animato Santa Giustina in Colle con un calendario ricco di appuntamenti tra esposizioni, iniziative culturali e momenti di incontro. All’interno di questo programma articolato su più giornate, particolare rilievo ha assunto la serata di giovedì 9 aprile, quando, nella tensostruttura della manifestazione, si è svolto il convegno “Reflui zootecnici: la risorsa nascosta dell’agricoltura”. Un appuntamento che ha registrato una significativa partecipazione, anche grazie alla presenza di numerosi esperti del settore, o rendo un confronto approfondito su un tema centrale per il territorio. La Festa dei Fiori si è confermata anche quest’anno come uno degli eventi più sentiti dalla comunità: una manifestazione capace di unire tradizione agricola, esposizioni florovivaistiche, momenti culturali e occasioni di socialità, valorizzando il legame tra territorio, produzione e qualità della vita.
Protagonisti dell’incontro sono stati i reflui zootecnici, ovvero gli scarti prodotti dagli allevamenti. È emerso come, se gestiti correttamente, possano diventare una
risorsa preziosa, utilizzata come fertilizzante naturale; al contrario, una gestione non adeguata può avere e etti negativi sull’ambiente. Un tema particolarmente rilevante in un territorio come quello del Camposampierese, caratterizzato da una forte presenza agricola e da una crescente attenzione alle tematiche ambientali. Negli ultimi anni, anche a livello regionale, il Veneto ha ra orzato le politiche legate alla qualità delle acque e alla riduzione dell’impatto dei nitrati, in linea con le direttive europee, evidenziando la necessità di una gestione sempre più attenta e sostenibile delle pratiche agricole. Promosso dal Comune in collaborazione con AVA, CPS e Pro Loco, il convegno ha coinvolto operatori del settore e cittadini, o rendo un’analisi chiara degli aspetti normativi, tecnici e gestionali.
Il dottor Alessandro Calliman, agronomo esperto in normativa ambientale e gestione dei reflui, ha illustrato il quadro normativo vigente e le opportunità di finanziamento per le aziende agricole. Il Vice Commissario Alberto Maccatrozzo, appartenente alla Polizia Locale, ha approfondito il tema dei controlli e delle sanzioni, evidenziando
NEGOZIO STORICO
l’importanza del rispetto delle regole. Dal punto di vista tecnico, il professor Paolo Berzaghi, docente universitario esperto in zootecnia e nutrizione animale, ha messo in luce il valore delle concimazioni organiche. Il dottor Enrico Bernardi, tecnico specializzato in innovazione agricola, ha invece presentato soluzioni tecnologiche per una gestione più e iciente dei reflui. Dal confronto è emerso un messaggio chiaro: in un territorio dove attività agricole e aree abitative convivono, è fondamentale trovare un equilibrio tra produzione, tutela dell’ambiente e qualità della vita.
• Elena Scapin
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Asfaltature per le vie più tra icate
Strade più sicure e condizioni migliori per chi ogni giorno si muove sul territorio di Santa Giustina in Colle. Si sono conclusi in questi giorni diversi interventi di manutenzione straordinaria che hanno interessato più vie del paese, con l’obiettivo di risolvere criticità segnalate nel tempo e migliorare la qualità della viabilità. Le asfaltature hanno riguardato via Rettilineo, parte di via Fratte, via Villarappa, alcuni tratti di via Montegrappa e via Manzoni — compresa la porzione sterrata — oltre al sottopasso di via Cao del Mondo. Interventi attesi, soprattutto nelle zone dove il manto stradale risultava più usurato. La scelta delle strade non è stata casuale: si è intervenuti dove il tra ico è più intenso e dove le condizioni dell’asfalto richiedevano un intervento prioritario. A completare i lavori, anche il rifacimento della segnaletica orizzontale, esteso
sia ai tratti rinnovati sia ad altri punti considerati più critici, per aumentare la sicurezza di automobilisti, ciclisti e pedoni. Parallelamente è stata e ettuata la pulizia di circa cinquanta caditoie tra via San Giorgio, l’area del sottopasso, via Dante e via Custoza. Un intervento meno visibile, ma fondamentale per evitare allagamenti e migliorare il deflusso dell’acqua piovana. Questi lavori si inseriscono in un impegno più ampio dell’amministrazione: il Comune ha infatti approvato il bilancio 2026–2028, che prevede circa 1,4 milioni di euro di investimenti complessivi nel triennio, destinati anche alla manutenzione del territorio e alla sicurezza stradale. Un insieme di interventi concreti che puntano a rendere il paese più sicuro, ordinato e vivibile per tutti.
• (el.s.)
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VILLA DEL CONTE
sindaco:
Baby vandali in azione, Argenti: “Già identificati”
Un estintore dentro un cestino in un parco pubblico. Questa volta non si è trattato di un “semplice” abbandono di rifiuti, bensì di vandalismo urbano visto che sono stati divelti anche alcuni cartelli stradali. A darne notizia è il sindaco Antonella Argenti che ha visionato l’accaduto a inizio marzo, perlustrando un parco pubblico a Villa del Conte. “Ieri, come
troppe altre volte, la mia passeggiata è finita a raccogliere schifezze lasciate dagli altri. Non è più sopportabile. Vedere angoli del paese rovinati, soprattutto sapendo che dietro ci sono quasi sempre giovanissimi, fa male due volte: come sindaco e come cittadino” attacca Argenti, puntando il dito contro gli eco-vandali che, a quanto pare, sono noti.
D“Ho ormai molte testimonianze, nomi, situazioni chiare. I genitori dei primi identificati sono già stati convocati e altri lo saranno presto. Nei parchi stanno arrivando telecamere mobili –posizionate a random, senza schema prevedibile. Ma non è solo questione di telecamere. È questione di educazione, di valori, di senso di appartenenza. Per questo mi rivolgo direttamente a voi: genitori, parlate ai vostri figli. Spiegate loro che il parco, la piazza, la panchina non sono “cose del Comune”: sono cose nostre, pagate con i soldi di tutti noi” continua il primo cittadino. “Se in casa non c’è regola e rispetto, di icilmente fuori nascerà da solo. Ragazzi, lo dico a voi senza giri di parole: se continuate ad entrare nei cantieri privati a distruggere arredi pubblici, a lasciare i vostri resti in ogni angolo, così state solo preparando il terreno per diventare pessimi adulti. Come quelli che che sfasciano rotonde, scappano dopo gli incidenti e pensano che tanto “non ci beccheranno mai”. Succede già fin troppo spesso sulle nostre strade. Poi quando li raggiungi attraverso il sistema di videosorveglianza, dichiarano di non essersi accorti, pur avendo la macchina distrutta”.
opo il successo di Carnevale e San Valentino è tornata anche a Pasqua l’iniziativa promossa da Green Fever ASD con l’amministrazione comunale di Villa del Conte, per l’occasione nominata “Pasqua con noi”. Il progetto, rivolto a bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni, è pensato per agevolare le famiglie che hanno così potuto godere della tranquillità di un servizio che concilia le esigenze lavorative e gli impegni dei genitori con la cura e l’intrattenimento dei figli. L’opportunità è stata pensata per semplificare l’organizzazione quotidiana, o rendo ai bambini una serie di attività ricreative, motorie e divertenti, sempre in un ambiente sicuro e sotto la guida di animatori esperti. Quattro i momenti di ritrovo presso l’Oasi Vallona, sede del gruppo Alpini locali. Le attività proposte per intrattenere i più giovani sono state numerose, da quelle ludico sportive all’aiuto compiti.
Oltre al campus, il comune di Villa del Conte ha proposto un’altra iniziativa pensata per i più piccoli: la distribuzione delle uova pasquali. Come lo scorso anno, in collaborazione con l’associazione Davide Onlus, ai nati tra il 2012 e il 2023 è stato consegnato un uovo di Pasqua. La distribuzione è avvenuta o direttamente a scuola, o presso la sala consiliare nella giornata di sabato 4 aprile, previa prenotazione. “Un ringraziamento speciale va a Davide Onlus per questa bellissima iniziativa che dimostra ancora una volta quanto sia importante, per noi, prenderci cura dei nostri piccoli cittadini: dai più piccolini degli asili e quest’anno, anche ai ragazzi della secondaria, per una dolcissima Pasqua comunitaria” ha commentato il sindaco Antonella Argenti.
Argenti anticipa quindi l’arrivo di ulteriori telecamere, anche se, sostiene, è necessario puntare di più sull’educazione e sulla prevenzione piuttosto che sulla punizione. “Le telecamere fisse e mobili aumenteranno ancora, anche se non è quello che vorremmo. Abbiamo sempre creduto nella correttezza delle persone. Purtroppo oggi non basta più. Per me è una sconfitta personale. Non mi fermerò davanti a queste “sciocchezze”, perché so benissimo dove portano se non si interviene.
Abbiamo tutti una responsabilità. Io la mia la sto assumendo fino in fondo. Mi aspetto che ognuno faccia la propria parte. Grazie a chi ama davvero questo paese. A chi lo rovina: siete vuoti come i cestini che non usate per la vostra inciviltà. E spezzati come la segnaletica che lasciate a terra preferendo la fuga alla responsabilità. Ma arriviamo anche da voi, il tempo di leggere i sistemi di videosorveglianza” conclude Argenti.
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• Andrea Benato
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IL COMUNE ADERISCE AI COMUNI AMICI DELLA PREVENZIONE
L’u icialità è arrivata con una delibera di Giunta: il comune di Villa del Conte aderisce ai “Comuni Amici della Prevenzione”, una rete promossa dalla LILT, Lega Italiana Lotta ai Tumori. Facile intuire le motivazioni, anche in considerazione del fatto che la battaglia contro il cancro non conosce distinzioni politiche: “Il comune di Villa del Conte intende contribuire, in collaborazione con i soggetti del volontariato e del privato sociale, alla di usione di una cultura di prevenzione e di tutela della salute e del benessere” si spiega nella delibera. “L’attività dell’amministrazione comunale è e deve essere finalizzata anche alla tutela del diritto alla salute della cittadinanza promuovendo e sostenendo, nei limiti delle proprie risorse finanziarie, tutte le iniziative intraprese nel campo della ricerca scientifica, della prevenzione e dell’informazione”. Muovendo da queste premesse il comune ha quindi formalizzato l’adesione alla rete della LILT. Nello specifico il progetto prevede la costituzione di una campagna di comunicazione e prevenzione per la realizzazione di iniziative a favore dei cittadini. La delibera precisa inoltre che “LILT non persegue fini di lucro ma svolge un’attività volta alla prevenzione delle malattie tumorali anche tramite iniziative a carattere divulgativo, creando in tal modo una sinergia con le finalità socio-assistenziali proprie del comune”. Sindaco e assessori hanno pertanto considerato la proposta “coerente con le politiche di integrazione socio-sanitaria che l’amministrazione intende promuovere a favore della propria comunità”, prendendo atto “che l’attivazione di tale iniziativa costituisce ulteriore esempio di collaborazione tra Enti e associazioni impegnati a garantire sempre maggior e miglior accesso e fruibilità ai servizi socio-sanitari, anche solo a livello di prevenzione”. Al fine di favorire le attività della LILT l’amministrazione ha infine stabilito di destinare 200 euro alla lega, contribuendo così alle attività promosse. Con l’adesione alla rete dei comuni amici della prevenzione, il comune riceverà materiali di sensibilizzazione da distribuire alla cittadinanza e fiocchi di PVC di grandi dimensioni da esporre nei luoghi più visibili del territorio comunale, durante le campagne Nastro rosa (ottobre) e Nastro blu (novembre).
Inoltre, si legge sul sito della LILT, i comuni si impegnano a “di ondere la cultura della prevenzione oncologica, e ettuare visite gratuite, educare alla salute nelle scuole, supportare i pazienti oncologici e le loro famiglie”. In provincia di Padova, nel 2025, erano poco più di 20 i comuni aderenti all’iniziativa, molti dei quali nell’Alta Padovana come San Giorgio delle Pertiche, Campodarsego, Trebaseleghe, Santa Giustina in Colle e Fontaniva.
• Andrea Benato
Crescita, società e giovani. Tre incontri per riflettere
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partito qualche settimana fa “Abitare nuovi campi da gioco”, un ciclo di incontri in tre serate organizzato dall’associazione Aid Sporting 88 con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Villa del Conte presso la Sala Benedettina del Centro Parrocchiale di Abbazia Pisani. Il filo rosso che ha unito gli incontri è la comprensione della società attuale per accompagnare i giovani nella crescita. Il relatore è stato Andrea Sales, psicologo e formatore di grande esperienza, che ha portato il pubblico a riflettere su come la società attuale influisca sulla crescita dei ragazzi e su come sia possibile sostenerli nel diventare più autonomi, consapevoli e capaci di a rontare le sfide quotidiane di crescita. Inoltre, durante la seconda serata si è parlato anche di social network e intelligenza artificiale e della loro influenza nel modo di stare assieme mentre l’incontro conclusivo del 16 aprile ha a rontato il tema del giudizio e della sua possibile trasformazione in uno strumento di crescita. Al termine della prima serata il sindaco Antonella Argenti ha commentato: “Grande partecipazione e forte coinvolgimento ieri alla prima serata tenuta dal professionista dottor Andrea Sales nella sala parrocchiale di Abbazia Pisani. Un momento di confronto importante, che ha saputo fotografare la società attuale e stimolare riflessioni, dubbi e domande sulla crescita dei nostri giovani. Tutti i presenti sono usciti arricchiti da questo incontro, portando con sé nuovi spunti e consapevolezze. Incontri come questo rappresentano per i genitori ed i cittadini un’occasione preziosa per fermarsi, riflettere sul percorso genitoriale intrapreso e crescere insieme con nuove consapevolezze come comunità educante” ha concluso Argenti.
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Addio alle carte d’identità cartacee
Dal 3 agosto 2026 le carte di identità cartacee non saranno più valide. Lo ricorda l’amministrazione comunale invitando i cittadini che sono ancora in possesso del vecchio documento, a provvedere per tempo alla sostituzione con la Carta d’Identità Elettronica (CIE). La novità deriva dall’entrata in vigore del Regolamento UE 2019/1157, che stabilisce standard di sicurezza uniformi per tutti i documenti di identità rilasciati dagli stati membri dell’Unione Europea. Le carte di identità cartacee, infatti, non soddisfano più i requisiti minimi di sicurezza previsti dalla normativa europea. Per questo motivo, dal 3 agosto 2026 il documento cartaceo cesserà di essere valido indipendentemente dalla data di scadenza riportata, come chiarito anche dalla Circolare del Ministero dell’Interno n. 76/2025. Inoltre, sempre da quella data, non sarà più possibile richiedere la carta di identità in formato cartaceo, nemmeno in caso di urgenza. L’unico documento rilasciato sarà quindi la Carta d’Identità Elettronica. er ottenere la CIE è necessario prenotare un appuntamento online accedendo alla sezione “Prenotazione CIE”, presente nel menu in alto del sito istituzionale del
Comune. È importante ricordare che ogni prenotazione sia valida per una sola persona. Una volta completata la procedura, il sistema invierà automaticamente una email di conferma ai recapiti indicati durante la registrazione. In caso di di icoltà nella prenotazione online, è possibile contattare telefonicamente gli u ici al numero 0499222111, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00.
“Per agevolare i cittadini, abbiamo pensato che l’ufficio servizi demografici ampli gli orari di apertura dal
Inaugurata la nuova auto del Club 3
Q3 febbraio 2026 fino al 30 settembre 2026. L’invito rivolto alla cittadinanza è quello di non attendere gli ultimi mesi e procedere quanto prima alla richiesta della Carta d’Identità Elettronica, così da evitare possibili attese e garantire la continuità di un documento valido per l’identificazione e per i viaggi nei Paesi dell’Unione Europea”. Spiega il primo cittadino di Villanova di Camposampiero, Sarah Gaiani.
• Endrius Salvalaggio
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ualche settimana fa si è svolta una giornata importante per la comunità, all’insegna della solidarietà e dell’impegno verso i più fragili. Alla presenza della consigliera generale della Fondazione Cariparo, Catia Ventura e del presidente Lions Club Camposampiero, Massimo Finco, è stata ufficialmente inaugurata la nuova auto del Club 3, ottenuta grazie al contributo delle due realtà. L’evento ha visto la partecipazione dei volontari dell’associazione di trasporto sociale, attiva da ben 21 anni sul territorio e punto di riferimento fondamentale per molte persone in di icoltà. Qualche numero: L’associazione conta 47 autisti attivi, oltre 20 persone per attività amministrativa, 1.187 trasporti e 40.000 km fatti nel 2025. Il nuovo mezzo rappresenta un ulteriore passo avanti nel garantire un servizio e iciente e capillare, capace di rispondere concretamente ai bisogni
della comunità. Il sindaco Sarah Gaiani e l’assessore al sociale Elena Pagetta, al momento dell’inaugurazione hanno espresso grande soddisfazione per i risultati raggiunti dal Club 3, sottolineando che “il valore del lavoro quotidiano svolto dai volontari diventa essenziale e determinante per un servizio tutt’altro che scontato, rivolto ai più fragili”. La cerimonia si è conclusa con la benedizione del mezzo da parte di Don Luca, parroco di Villanova di Camposampiero, simbolo non solo di un nuovo strumento operativo, ma anche di una comunità unita e attenta ai bisogni dei suoi membri più vulnerabili. Un gesto concreto che testimonia come la collaborazione tra associazioni, istituzioni e cittadini possa generare valore e migliorare la qualità della vita di molti.
• (e.s.)
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Territorio. Una mobilitazione civica per chiedere l’intervento regionale
RACCOLTA FIRME PER CHIEDERE IL SEGUITO
DEI SERVIZI DELLA MEDICINA DI GRUPPO INTEGRATA
Lo avevamo scritto poche settimane fa che a Villanova di Camposampiero, il servizio di medicina integrata potrebbe essere sostituito da una casa di comunità a Peraga. Struttura che, ricordava il primo cittadino di Villanova, per collocazione territoriale risulta essere meno accessibile ai cittadini più fragili, con la conseguenza più che logica, di non perseguire pienamente all’obiettivo di alleggerire la pressione sugli ospedali, mentre, invece, la medicina di gruppo risulta gestire ambulatori aperti 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 2 ore al sabato; un servizio infermieristico stabile; gestione integrata delle patologie croniche come diabete, scompenso cardiaco, TAO e BPCO e prima presa in carico dei casi con codice bianco Ad oggi, dopo che l’amministrazione comunale ed i consiglieri di minoranza, intravedendo una possibile
chiusura dell’ambulatorio presidiata da medici di medicina generale ed infermieri, come un pericolo di un disservizio per la cittadinanza, è stato attivata una raccolta firme. I cittadini potranno sottoscrivere la petizione fino al 30 aprile, recandosi presso la biblioteca comunale e l’ufficio anagrafe, negli orari di apertura al pubblico. “La convenzione regionale che attualmente sostiene i costi di gestione del servizio scadrà alla fine dell’anno e, al momento, non risultano provvedimenti - anticipa il sindaco Sarah Gaiani - che ne prevedano la proroga. Per questo motivo è stata avviata una mobilitazione civica per chiedere la continuità di un servizio che garantisce numerosi benefici alla comunità”. “Senza il finanziamento regionale - continua il sindaco - l’offerta sanitaria rischierebbe di essere notevolmente ridotta in termini di orari e servizi, con il pericolo che
molti cittadini, in particolare anziani, persone fragili o con di icoltà di spostamento siano costretti a rivolgersi al privato o a strutture più lontane”. “L’apertura della Casa della Comunità hub di Peraga rappresenta sicuramente un’opportunità per il territorio, ma non dovrebbe comportare un indebolimento dei servizi già presenti. Privarsi di una realtà già funzionante significherebbe infatti ridurre l’e icacia dell’assistenza territoriale e aumentare la pressione sugli hub sanitari e sui pronto soccorso. Una possibile soluzione strutturale è già individuata: secondo la normativa vigente, la struttura potrebbe essere riconosciuta come casa di comunità spoke, mantenendo servizi garantiti 12 ore al giorno per 6 giorni alla settimana”. conclude il sindaco
Sarah Gaiani
Attraverso la raccolta firme l’amministrazione di Villanova, chiede
LETTURE ANIMATE IN BIBLIOTECA COMUNALE
La rassegna delle letture animate in biblioteca comunale continua a registrare un grande successo di partecipazione, confermandosi come uno degli appuntamenti più apprezzati dalle famiglie e dai più piccoli. L’iniziativa, pensata per avvicinare i bambini al mondo dei libri in modo creativo e coinvolgente, propone momenti di narrazione, gioco e attività laboratoriali che trasformano la lettura in un’esperienza divertente e stimolante. Durante gli incontri, le storie prendono vita grazie alla voce degli animatori e alla partecipazione attiva dei bambini, che vengono coinvolti in attività pensate per stimolare fantasia, curiosità e amore per la lettura.
formalmente alla Regione del Veneto e all’Azienda Ulss 6 Euganea il rimborso dei costi del personale già sostenuti dai medici per mantenere il servizio attuale; la copertura strutturale dei costi di gestione, compresi personale di supporto e servizio infermieristico; un percorso amministrativo chiaro
La rassegna è rivolta ai bambini dai 3 agli 8 anni e rappresenta un’occasione preziosa per trascorrere del tempo in biblioteca, luogo sempre più vivo e aperto alla comunità. “I riscontri che stiamo ricevendo sono davvero molto incoraggianti – commenta soddisfatta l’assessore alla cultura Angela Bombo – nel vedere la biblioteca riempirsi di bambini, con entusiasmo e voglia di scoprire nuove storie è motivo di grande orgoglio. Con queste iniziative vogliamo avvicinare i più piccoli alla lettura fin dalla tenera età e rendere la biblioteca uno spazio sempre più accogliente, creativo e partecipato per tutta la comunità. Desidero inoltre rivolgere un sentito
con tempi certi per la trasformazione della medicina di gruppo integrata in Casa della Comunità Spoke, garantendo la continuità dei servizi sanitari di prossimità.
• Endrius Salvalaggio
ringraziamento al personale della biblioteca e alle nostre super lettrici che, con passione, impegno e grande disponibilità, rendono possibili questi appuntamenti mensili tanto attesi dalle famiglie”. Il prossimo appuntamento è fissato per il 16 maggio alle ore 10:00 è prevista una nuova mattinata di letture animate e attività per i più piccoli. L’invito è rivolto a tutte le famiglie con bambini dai 3 agli 8 anni che desiderano condividere un momento di scoperta, fantasia e divertimento tra le pagine dei libri.
• (e.s.)
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LUISETTO SERVIZI ECOLOGICI SRL
DEMOLIZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI Strategie sostenibili per il recupero dei materiali
Utuizione di Oscar Luisetto. Dietro ad ogni gesto di riciclo ci sono valori: rispetto per la Terra, responsabilità verso le generazioni future.
Nata nel 1981, a Massanzago, in provincia di Padova, come autodemolizione, l’azienda Luisetto in breve tempo ha esteso i suoi servizi alle attività di recupero e smaltimento di rottami ferrosi, rivolgendosi sia ad aziende che a privati.
servizio di qualità in tutta sicurezza. Negli anni, la Luisetto srl ha potuto aggiungere al suo parco macchine due nuove cesoie a rotazione idraulica completa a 360 gradi, da installare sugli escavatori presenti nella ditta e nuove attrezzature d’avanguardia.
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Con continui interventi di miglioramento ha formato e qualifi cato il personale tecnico, specializzandolo nelle attività di demolizione industriale, demolizioni speciali e di grandi dimensioni, nonché nelle demolizioni di impiantistica interna. Parallelamente ha sviluppato anche un servizio dedicato al recupero e allo smaltimento dei rottami derivanti dalle lavorazioni.
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Con attrezzature specializzate e un team altamente qualificato, l’azienda Luisetto srl offre anche un servizio completo di recupero e smaltimento di rifiuti non ferrosi, tra cui plastica, legno, rifiuti non pericolosi di ogni tipo e rifiuti ingombranti. L’azienda ha inoltre ampliato i propri servizi includendo lo sgombero di magazzini e attività commerciali.
Attenta alla tutela dell’ambiente, fornisce consulenza ambientale e burocratica per la corretta compilazione di modulistica e registri, nel rispetto della normativa vigente. Offre ai suoi clienti un servizio sicuro, di qualità garantita e fiducia certificata: rispondendo ai requisiti, è certificata ISO 14001 per la gestione dell’impianto di recupero di rifiuti non pericolosi; dispone delle autorizzazioni di trasporto CAT 1, CAT 4, CAT 5 e CAT 8.
Ogni lavorazione della Luisetto srl viene svolta nel totale rispetto della normativa comunitaria e nazionale in tema di sicurezza. Crediamo e riteniamo importante che un servizio di qualità debba avvenire tutelando, in ogni momento dell’intervento, la salute dei suoi tecnici, dei suoi collaboratori, dei clienti e dell’ambiente che lo circonda.
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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto
Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.
Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello
stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-
Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per
ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.
L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia
TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO
ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO
Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?
Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?
Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni
proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.
Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?
Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente
del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?
L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.
I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?
È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole
20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso
di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?
Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.
Lucas Pavanetto
I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti
Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto
Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?
Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.
Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.
Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.
Avete scelto di non aumentare l’addizio-
nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?
La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?
Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.
Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza
“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”
Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?
L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.
Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?
Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.
Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?
Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.
Il trasporto su gomma appare oggi molto
frammentato. Come intendete riorganizzarlo?
Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni? Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Filippo Giacinti
• (R.R.)
Diego Ruzza
L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli
CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO
“Noi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce
in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto.
“Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.
“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro
nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli
Sintoniz zati sul
ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù
degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.
• Alberto Gottardo
in collaborazione con:
La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin
Il libro. “Perseveranza” è il nuovo romanzo della scrittrice e giornalista padovana, una storia disturbante e a ascinante
IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI
“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”
Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.
“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.
“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?
L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.
La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?
Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,
intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.
Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?
Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,
chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale
che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?
Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,
ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.
Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare?
Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.
• Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola crescono insieme
DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO
CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI
Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole
Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-
mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.
Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.
Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un
percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.
A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi
gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente
anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.
Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord
Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al
rispetto dell’ambiente.
Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).
La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.
Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.
Sintoniz zati
Padova, nuova governance per la sanità: Fortuna ridisegna i vertici dell’Azienda ospedaliera
Nominati i nuovi direttori: Carla Destro alla sanità, Fabio Perina confermato all’amministrazione, Paolo Simioni alla guida della ricerca
Si completa il nuovo assetto ai vertici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Con l’insediamento del direttore generale Paolo Fortuna, prende forma la squadra che guiderà uno dei poli sanitari più rilevanti del Veneto, tra continuità e nuove nomine. Il primo tassello riguarda la direzione sanitaria, affidata alla dottoressa Carla Destro, che succede al dottor Michele Tessarin.
Per Destro si tratta di un ritorno a Padova dopo l’esperienza maturata all’Ulss 5 Polesana, dove ha ricoperto un ruolo chiave nella direzione medica ospedaliera e nella gestione del rischio clinico. Un profilo tecnico e gestionale che punta a rafforzare l’organizzazione dei servizi e la qualità dell’assistenza.
Nel segno della continuità, invece, la scelta sul fronte amministrativo: Fabio Perina resta al suo posto, incarico che ricopre dal marzo 2021. Una conferma che garantisce stabilità nella gestione economica e organizzativa dell’azienda, in una fase di trasformazione e rilancio.
Il terzo pilastro della nuova governance è rappresentato dal professor Paolo Simioni, nominato direttore scientifico per i prossimi quattro anni. Succede al professor Paolo Navalesi e porta con sé un profilo di alto livello nel panorama della medicina padovana e nazionale. Il suo incarico sarà centrale per il coordinamento della ricerca e per il rafforzamento del legame tra attività clinica e innovazione scientifica. La nuova squadra delineata da Fortuna mette insieme competenze consolidate e nuove energie, con l’obiettivo di affrontare le sfide della sanità contemporanea: dalla gestione delle liste d’attesa al potenziamento della medicina territoriale, fino allo sviluppo della ricerca e dell’alta specializzazione.
Un equilibrio tra esperienza e rinnovamento che punta a consolidare il ruolo strategico di Padova nel sistema sanitario regionale e nazionale, rafforzando un modello capace di coniugare assistenza, didattica e ricerca.
Ulss 6 Euganea, nuova direzione strategica: integrazione, trasparenza e visione i pilastri
Integrazione, trasparenza e visione. Sono questi i tre assi su cui si fonda la nuova Direzione Strategica dell’Ulss 6 Euganea, presentata dal direttore generale Patrizia Benini. Una squadra rinnovata che guiderà l’azienda sanitaria più grande del Veneto, con un bacino di quasi un milione di abitanti, quattro ospedali e una rete articolata tra distretti e servizi territoriali.
Accanto alla direttrice generale entrano due nuovi direttori: Elena Debora Toffanello, 48 anni, geriatra con esperienza sia ospedaliera che territoriale, nominata Direttore Sanitario, e Francesco Favretti, 62 anni, statistico con una lunga carriera nella gestione amministrativa in ambito sanitario, scelto come Direttore Amministrativo. Confermato invece Stefano Vianello nel ruolo di Direttore Socio-Sanitario.
La nuova governance punta su un equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità economica. Toffanello avrà il compito di coordinare l’attività sanitaria complessiva, dall’ospedale alla prevenzione, fino alle cure primarie e pal-
liative, con un ruolo chiave nello sviluppo della medicina territoriale e nell’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Favretti sarà invece chiamato a garantire la tenuta dei conti e la pianificazione finanziaria, governando risorse umane, approvvigionamenti, sistemi informativi e logistica, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’azienda in un contesto di crescente complessità. Resta centrale il ruolo di Vianello, ponte tra sanità e sociale, con la responsabilità dell’integrazione tra prestazioni sanitarie e assistenza sociale e il coordinamento dei servizi dedicati ad anziani, disabili, minori e famiglie, oltre alle aree della psichiatria e delle dipendenze. Una squadra che, nelle intenzioni della direzione, dovrà rafforzare la collaborazione interna e il dialogo con i territori, in particolare con i Comuni, anche in vista dell’avvio degli Ambiti Territoriali Sociali, tassello chiave della riorganizzazione dei servizi sul territorio.
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Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Sara Busato
Francesco Favretti, Elena Debora To anello, Patrizia Benini, Stefano Vianello
Il DG Paolo Fortuna delinea la strategia: potenziare l’eccellenza dell’Azienda Ospedale Università e migliorare la rete territoriale.
Sanità a Padova, la reingegnerizzazione al centro del nuovo modello
La direttrice indicata è la reingegnerizzazione, intesa come trasformazione profonda dell’organizzazione sanitaria basata su tre pilastri: assistenza e presa in carico, ricerca e formazione, innovazione tecnologica e digitalizzazione. A delineare questo percorso è il direttore generale Paolo Fortuna, che ha tracciato le linee di sviluppo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, confermandone il ruolo di polo di eccellenza e attrattore per pazienti da tutto il Veneto e dall’Italia, grazie anche all’elevato volume di prestazioni. Parallelamente, la strategia punta a rafforzare la qualità della sanità sul territorio, valorizzando gli ospedali della rete. In questo quadro rientrano la concentrazione di attività specialistiche, come dialisi e riabilitazione cardiologica e ortopedica al Sant’Antonio, e il consolidamento della collaborazione con Cittadella, Camposampiero, Schiavonia e Piove di Sacco. La reingegnerizzazione implica anche un cambiamento culturale, orientato a guidare i citta-
dini verso un utilizzo più appropriato dei servizi, riducendo i tempi di accesso e migliorando l’efficacia delle cure, anche in vista del nuovo policlinico di Padova est. Centrale resta inoltre la capacità di attrarre e trattenere professionisti sanitari, in un contesto segnato da carenza di personale. Tra le priorità individuate figurano il rinnovamento organizzativo, la digitalizzazione con attenzione alla cybersicurezza, la sostenibilità e l’ascolto. L’obiettivo è anticipare i bisogni e adattare l’offerta, mantenendo un equilibrio tra eccellenza ospedaliera e sviluppo della rete territoriale.
Il
Dottor Claudio Pilerci nuovo Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea
Un
ruolo cruciale nel coordinamento delle strutture ospedaliere per migliorare l’efficienza e la qualità delle cure
Il dottor Claudio Pilerci, classe 1965, è stato nominato Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assumendo un ruolo chiave nell’organizzazione sanitaria dell’azienda. Dal 1° settembre 2023, Pilerci ricopriva il ruolo di Direttore medico dell’Ospedale di Piove di Sacco. Ora, con il nuovo incarico, sarà responsabile del coordinamento delle Direzioni dei quattro presidi ospedalieri aziendali (Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Schiavonia), per garantire il buon funzionamento delle attività sanitarie, l’efficienza delle strutture ospedaliere e la qualità delle cure offerte. La nomina, formalizzata con la firma del contratto con il Direttore Generale dell’Ulss 6, dott.ssa Patrizia Benini, segna un nuovo
capitolo nella carriera del dottor Pilerci, che ha alle spalle un ampio percorso formativo e professionale. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 e specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha completato nel 2004 un Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie presso l’Università Bocconi di Milano e nel 2022 ha conseguito un titolo per il supporto all’attuazione del PNRR in Regione Veneto.
Il dottor Pilerci ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui quello di Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria - LEA in Regione Veneto dal 2021 al 2023. Ora, con il nuovo incarico, porterà la sua esperienza per ottimizzare l’intera rete ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assicurando una gestione integrata e una migliore presa in carico dei pazienti, con un forte coordinamento tra ospedali e territorio. L’obiettivo è quello di garantire una sanità più efficiente e orientata alla qualità delle cure.
Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture
Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati.
L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.
Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo, anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.
I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento. Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il con-
senso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.
Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza. I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.
La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione
la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.
I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.
Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre
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Istituto Oncologico Veneto. Rafforzata la rete di collaborazioni internazionali per innovare i percorsi di cura
IOV protagonista in Europa: alleanze strategiche per rivoluzionare ricerca e cure oncologiche
L’Istituto Oncologico Veneto IRCCS consolida il proprio ruolo nel panorama europeo della sanità e della ricerca, rafforzando una rete di collaborazioni internazionali che punta a innovare le cure oncologiche e migliorare concretamente la vita dei pazienti.
La novità più significativa arriva nel 2026, con l’ingresso in EUREGHA, il network che riunisce le autorità sanitarie regionali e locali europee. Una scelta strategica che consente allo IOV di dialogare direttamente con le istituzioni dell’Unione Europea e contribuire alla definizione delle politiche sanitarie, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità e dell’innovazione.
Non meno rilevante è l’impegno nella rete nazionale APRE, di cui lo IOV è parte da oltre quindici anni, a supporto della partecipazione italiana ai programmi europei di ricerca e innovazione.
Accanto a queste collaborazioni, l’Istituto è attivo in numerosi network scientifici di alto profilo, tra cui EURADOS, MELODI, EARMA, ESTRO ed ELBS.
«L’ingresso in EUREGHA e il consolidamento della nostra presenza nelle principali reti europee rappresentano un passaggio strategico», sottolinea la direttrice generale Patrizia Simionato. «Essere parte attiva di oltre dieci network internazionali significa contribuire alle politiche sanitarie europee e garantire ai pazienti modelli di cura sempre più avanzati e sostenibili».
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Ma il percorso internazionale dell’Istituto parte da lontano. Dal 2010, infatti, lo IOV è membro di OECI, una delle principali reti oncologiche europee. Un contesto in cui vengono condivisi modelli avanzati di cura, promossa la ricerca traslazionale e facilitato l’accesso ai finanziamenti comunitari. L’obiettivo è ambizioso: ridurre le disuguaglianze e garantire standard sempre più elevati nell’assistenza ai pazienti oncologici.
Sul fronte dell’innovazione digitale, dal 2023 l’Istituto partecipa a DIGICORE, piattaforma strategica che punta a migliorare la qualità e l’integrazione dei dati sanitari. Un passaggio cruciale per sviluppare nuove metodologie di ricerca e rendere più efficiente l’utilizzo delle tecnologie nella pratica clinica.
Il progetto
Sulla stessa linea il direttore scientifico Antonio Rosato, che evidenzia il valore della dimensione internazionale: «Oggi è imprescindibile per una ricerca di qualità. Queste collaborazioni permettono di sviluppare studi multicentrici e accelerare il trasferimento delle innovazioni dalla ricerca alla pratica clinica».
Una strategia che rafforza il profilo dello IOV come centro di riferimento internazionale, capace di integrare ricerca, tecnologia e assistenza. Con un obiettivo chiaro: trasformare la cooperazione europea in cure sempre più efficaci per i pazienti oncologici.
“Stai Bene” entra
nella fase 4.0
Dalla presa in carico alla misurazione dell’impatto delle cure. Al Centro di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedale-Università di Padova evolve il progetto “Stai Bene”, nato nel 2021 su iniziativa della direttrice Alessandra Biffi e sostenuto da AIL Padova. Da agosto 2025 il programma è entrato nella nuova fase “Stai Bene 4.0 – Misuriamo l’impatto!”, con l’obiettivo di valutare in modo strutturato gli effetti delle cure integrate sulla qualità della vita dei pazienti più giovani. Il modello, ormai consolidato, mette in rete ospedale, domicilio e territorio, accompagnando bambini e adolescenti con patologie onco-ematologiche lungo tutto il percorso terapeutico. In quattro anni sono stati coinvolti oltre 300 pazienti e le loro famiglie, con più di 15mila interventi e un tasso di adesione superiore al 97%.
La nuova fase segna un passaggio decisivo: non solo assistenza, ma anche misurazione degli esiti in termini di benessere, recupero della quotidianità e reinserimento sociale. Stai Bene 4.0 introduce inoltre strumenti tecnologici avanzati, come realtà virtuale e teleriabilitazione, integrati in un approccio multidisciplinare che comprende supporto psicologico, attività motoria, nutrizione e percorsi di rientro a scuola. Il progetto è sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da AIL Nazionale e dalla sezione padovana dell’associazione, e proseguirà fino al 31 gennaio 2027.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare un’esperienza locale in un modello replicabile su scala nazionale, capace di ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare i percorsi di cura nei centri di oncoematologia pediatrica italiani.
Intervento innovativo a Padova: curata con un robot una rara malattia
L’équipe dell’Unità operativa di Chirurgia toracica dell’Azienda, diretta dal professor Andrea Dell’Amore, ha eseguito per la prima volta nella regione – e tra le primissime esperienze a livello nazionale – l’asportazione della prima costa con tecnica robotica. L’operazione è stata effettuata per trattare la cosiddetta sindrome dello stretto toracico superiore, una patologia invalidante che colpisce soprattutto i giovani. Si tratta di un problema legato alla compressione di nervi e vasi sanguigni nella zona tra collo e spalla, che provoca forti dolori alle braccia, spesso accentuati da alcuni movimenti, e può compromettere in modo significativo la vita quotidiana e lavorativa.
Se non curata, la malattia può portare nel tempo a complicazioni serie, come la formazione di coaguli nel sangue, problemi alla circolazione e una progressiva perdita di forza muscolare negli
arti superiori. Nonostante ciò, resta una condizione ancora poco riconosciuta: i sintomi iniziali, poco specifici, vengono spesso scambiati per problemi alla colonna cervicale o infiammazioni dei tendini della spalla. L’intervento realizzato dall’équipe veneta rappresenta l’avvio di un programma strutturato che punta sull’utilizzo della chirurgia robotica. Una scelta che consente operazioni meno invasive, con minore dolore per il paziente e tempi di recupero più rapidi, oltre a degenze più brevi. Grazie al supporto del robot, il chirurgo può lavorare con una visione più precisa e dettagliata delle strutture coinvolte, riducendo il rischio di complicazioni dopo l’operazione. Un cambiamento significativo rispetto alle tecniche del passato, che richiedevano interventi più estesi e invasivi per risolvere una patologia che oggi può essere affrontata in modo più semplice ed efficace
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