Il riconoscimento a Dino Pallaro e l’orgoglio della comunità
La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma
La Lega vive settimane di profonda e sotterranea fibrillazione, e l’epicentro di questa scossa si trova, ancora una volta, in Veneto. L’esito del recente Consiglio federale di Roma, risoltosi con un congelamento delle nomine dei vicesegretari, ha plasticamente descritto lo stato di tesa tregua che attraversa via Bellerio. Quello che apparentemente si presenta come un rinvio tecnico, nei fatti nasconde un confronto serrato sul futuro identitario del partito, con il Veneto a fare da capofila di una richiesta chiara: rimettere i territori e i governatori al centro della cabina di regia.
Dal punto di vista della base e dei quadri veneti, il dibattito attuale va ben oltre la pura assegnazione delle poltrone. La trattativa reale si muove lungo l’asse tra il segretario federale Matteo Salvini e la figura più rappresentativa del leghismo veneto, Luca Zaia.
La prospettiva emersa nelle ultime ore non vede semplicemente l’ex Doge nel ruolo di vice, bensì come potenziale garante di una decisa “svolta a Nord” . Un assetto che sul piano dei pesi politici interni avrebbe lo scopo di blindare l’eredità e il controllo politico delle storiche roccaforti settentrionali.
Est
Più poteri alle Regioni: la Cgil mette in guardia
E OBIETTIVI RAGGIUNTI
servizi alle pag. 4-5
Veneto primo in Italia: medici di famiglia nelle Case di Comunità
AUTONOMIA DIFFERENZIATA, CONFRONTO SERRATO, STEFANI: “RICHIESTE SACROSANTE”
a pag. 21
E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA
• Nicola Stievano
l tempo scorre inesorabile: il 30 giugno 2026 non è più una data cerchiata in rosso sul calendario di amministratori e tecnici, ma una scadenza immediata che bussa alle porte dei nostri municipi e u ici. Anche per il Veneto questa non è una scadenza qualunque: è il momento della verità per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’ora in cui i progetti devono trasformarsi definitivamente in opere compiute, i cantieri devono chiudersi e la burocrazia deve lasciare spazio ai fatti.
segue a pag. 3
Dove lo butto? Umido organico
L’Umido pulito è il rifuto organico privo di Il rifuto raccolto viene trasformato negli impianti di ETRA in fertilizzante naturale utilizzato in agricoltura per la concimazione organica dei terreni.
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
COME CONFERIRLO
Compostaggio domestico di cucina, gusci di frutta secca, guscio d’uovo, stuzzicadenti, bastoncino in legno di gelati e ghiaccioli, ecc.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Con il Compostaggio domestico puoi conferire l’Umido direttamente nella Compostiera e ottenere del Compost per il tuo giardino.
del Camposampierese Est
FACCIAMO IL PUNTO
A BORGORICCO LA SECONDA
EDIZIONE
DELLA “GIORNATA DEI PRIMI PASSI”
L’ iniziativa dedicata ai nuovi nati e alle loro famiglie, promossa dall’amministrazione comunale come momento simbolico di accoglienza e vicinanza alla comunità. Nel corso della giornata sono stati consegnati i “Bonus Primi Passi”, con un contributo del valore complessivo di € 100,00 per ogni bambino nato nel periodo compreso tra maggio 2025 e marzo 2026. Il bonus, suddiviso in cinque buoni da 20 euro ciascuno, potrà essere utilizzato presso le attività commerciali del territorio aderenti all’iniziativa, sostenendo così sia le famiglie sia il commercio locale. Insieme ai buoni, ad ogni famiglia è stata donata una pianta di limoni, simbolo di crescita, cura e radici. La giornata si è inoltre conclusa con la messa a dimora di un acero rosso, gesto simbolico che rappresenta il legame tra le nuove generazioni, il territorio e il futuro della comunità. “Questa iniziativa vuole essere un primo passo verso le nuove famiglie – sottolinea l’assessore alle Politiche Sociali Giovanna Guion – con un piccolo gesto per dire che la comunità accoglie con gioia ogni nuova nascita e desidera accompagnare i genitori in un percorso fatto di vicinanza, attenzione e sostegno”. L’assessore all’ambiente Marco Bragagnolo ha evidenziato il valore della consegna della pianta e della messa a dimora dell’acero rosso: “Ogni albero rappresenta vita, crescita e futuro. Collegare la nascita di un bambino alla cura di una pianta significa trasmettere un messaggio importante di responsabilità e rispetto verso l’ambiente e verso le generazioni che verranno”. Soddisfazione anche da parte del sindaco, Pedron Gianluca, che ha ringraziato le famiglie partecipanti: “La nascita di un bambino è sempre un momento speciale per tutta la comunità. Con questa iniziativa vogliamo far sentire ogni famiglia parte integrante del nostro paese e ra orzare quel senso di appartenenza che rende viva una comunità”.
• Endrius Salvalaggio
Accoglienza e sostegno alle famiglie dei nuovi nati con bonus da 100 euro
E DOPO IL 2026? LA NUOVA SFIDA
Guardando i dati del monitoraggio territoriale, emerge un quadro di indiscutibile orgoglio per il nostro Nord-Est. Il Veneto si conferma locomotiva d’Italia anche nella capacità di spendere e realizzare. Nella nostra regione viene gestita una mole finanziaria monumentale da 14,3 miliardi di euro per 64.800 progetti complessivi: una transizione che ha già portato alta tecnologia negli ospedali, nuove strutture di cura e assistenza e un tasso di completamento dei cantieri comunali superiore alla media nazionale. Questi numeri ci dicono che la macchina amministrativa locale ha retto l’urto.
Laddove lo Stato centrale ha spesso mostrato fiatone e ritardi, stavolta il pragmatismo degli enti locali ha risposto positivamente. I sindaci e i tecnici dei piccoli comuni, spesso lasciati soli a combattere con la piattaforma ReGiS, hanno fatto i salti mortali, supportati negli ultimi mesi dalle task force di esperti per evitare il blocco delle autorizzazioni e dei cantieri e veder sfumare i generosi fondi messia disposizione. Ora è tempo di tirare le somme, di completare i cantieri e poi la rendicontazione. Tuttavia è necessaria una riflessione più profonda che vada oltre il 30 giugno e il 31 agosto, l’ultima data utile per la rendicontazione. La vera sfida, infatti, comincia il giorno dopo. Cosa ce ne faremo di queste
infrastrutture se non avremo le risorse umane per gestirla? Abbiamo costruito asili nido, ma avremo i fondi di bilancio corrente per assumere gli educatori? Stiamo digitalizzando la sanità e creando Case della Comunità, ma dove troveremo i medici e gli infermieri per riempirle, vista la crisi vocazionale del settore? A complicare ulteriormente il quadro, sul fronte sanitario, è lo stallo a livello nazionale sulla riforma della medicina territoriale che riguarda per l’appunto il ruolo dei medici di base nelle nuove Case della Comunità. Il PNRR è stato pensato come una straordinaria iniezione di capitale per le strutture, non per la spesa corrente. Il rischio concreto è di ritrovarsi con scatole tecnologiche bellissime, con edifici nuovi e all’avanguardia ma desolatamente vuoti. Il Veneto ha dimostrato di saper spendere e costruire rispettando quasi sempre tempi e procedure. Ora, però, la politica locale e nazionale deve pretendere una fase due, che va ben oltre il 2026: riforme strutturali e risorse correnti per far funzionare ciò che è stato realizzato, a partire dalla sanità, non certo questione di poco conto. Altrimenti, la più grande opportunità di questo quarto di nuovo secolo rischia di trasformarsi in un monumento all’e icienza edilizia, privo di un’anima sociale e non in sintonia con le necessità quotidiane.
Sintoniz
A Trebaseleghe i fondi targati ue cambieranno davvero il volto della città?
Trebaseleghe si prepara a chiudere la stagione del Pnrr con un bilancio che vale decine di milioni di euro tra scuole nuove, edifici pubblici riqualificati, e icientamento energetico e infrastrutture. Un’eredità destinata a incidere sul volto del Comune ben oltre la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. A segnare maggiormente la trasformazione del territorio è stata l’edilizia scolastica. “È l’ambito nel quale il Pnrr ha avuto l’impatto più significativo”, osserva il sindaco Antonella Zoggia. “Grazie a questi finanziamenti siamo riusciti a realizzare opere che con le sole risorse comunali sarebbero state di icilmente sostenibili, almeno in tempi così rapidi”. L’intervento più rilevante riguarda la scuola primaria Ponti, demolita e completamente ricostruita grazie a un finanziamento di circa 7,5 milioni di euro. Al suo posto è sorto un edificio moderno, progettato secondo i più recenti standard di sicurezza e sostenibilità energetica. Anche la scuola secondaria di primo grado ha cambiato volto. Nato inizialmente come progetto di adeguamento sismico, l’intervento si è evoluto fino alla demolizione e ricostruzione dell’intero edificio, resa possibile grazie all’integrazione tra fondi Pnrr e risorse comunali. “Abbiamo scelto di guardare avanti - spiega il sindaco - cogliendo l’occasione
per realizzare strutture nuove, più sicure e più adatte alle esigenze delle future generazioni”. Nel comparto scolastico rientra anche la nuova mensa, finanziata con le risorse del Piano, mentre la palestra è stata sostenuta direttamente dal bilancio dell’ente. Gli investimenti hanno interessato anche il patrimonio pubblico esistente. Sono stati completati interventi di e icientamento energetico nella scuola primaria del capoluogo, nella primaria di Sant’Ambrogio, nella scuola media, in municipio e nella biblioteca comunale, con il rinnovo degli impianti e il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici. Tra le opere concluse figura inoltre il nuovo impianto di illuminazione dello stadio comunale “Gaetano Scirea”, dove le vecchie luci sono state sostituite con sistemi a basso consumo, in grado di ridurre i costi di gestione e migliorare l’e icienza complessiva della struttura. Non solo edifici. Una quota importante delle risorse è stata destinata anche alla viabilità. Il Comune ha ottenuto circa 650 mila euro per la riqualificazione di via Fossati, asse strategico della rete stradale locale, interessato da lavori di allargamento e messa in sicurezza. Dietro ai cantieri, però, si è sviluppata una macchina amministrativa particolarmente complessa. “La sfida non è stata soltanto progettare le opere -
sottolinea Zoggia - ma rispettare scadenze molto rigide, a rontare procedure articolate e garantire nel frattempo la continuità dei servizi ai cittadini” La gestione dei lavori nelle scuole ha richiesto il trasferimento temporaneo degli studenti e un costante coordinamento tra u ici comunali, progettisti e imprese. A questo si sono aggiunti l’aumento dei costi dei materiali, gli obblighi di rendicontazione e i rigidi controlli previsti dal Pnrr. “È stato necessario assumersi responsabilità importanti - conclude il sindaco -. I Comuni devono spesso anticipare finanziariamente gli investimenti prima di ricevere i rimborsi previsti. È stato un
La Provincia di Padova sblocca 42 milioni per scuole più sicure
Prima i verbali di vulnerabilità sismica. Poi i progetti di fattibilità rimasti nei cassetti. E ora, con i fondi europei del PNRR, i cantieri aperti negli istituti superiori di tutta la provincia. La Provincia di Padova gestisce 20 interventi PNRR per 42 milioni complessivi, di cui 37,6 milioni PNRR. La parte più consistente riguarda l’edilizia scolastica: scuole superiori di competenza provinciale che attendevano interventi strutturali da decenni.
Il progetto più oneroso del primo piano è la ristrutturazione dell’ala est dell’Istituto Selvatico di Padova: 5,72 milioni, tutti PNRR. Seguono l’adeguamento sismico ai Marconi-Bernardi di Padova (3,5 milioni) e ai Meucci-Caro di Cittadella (2,8 milioni). Il secondo piano aggiunge altri nove cantieri: l’adeguamento del Fanoli di Cittadella (1,2 milioni) e la messa a norma antincendio del Belzoni di Padova (1,48 milioni). A gennaio 2026 sono arrivati
ulteriori 500mila euro ministeriali: 245mila al Liceo Fermi per i controso itti, 120mila al Selvatico, 110mila all’Euganeo di Este. Il consigliere Stefano Agujari Stoppa ha dichiarato: «Questi finanziamenti si aggiungono ai quasi 50 milioni di fondi PNRR già ottenuti per le nostre scuole». Accanto all’edilizia, la Provincia ha attivato i progetti di cittadinanza digitale: estensione di SPID e CIE per le amministrazioni provinciali, con il secondo
percorso impegnativo, ma oggi possiamo vedere risultati concreti che resteranno a disposizione della comunità per molti anni”. A pochi mesi dalla chiusura definitiva della stagione del Pnrr, Trebaseleghe si presenta così con scuole completamente rinnovate, edifici pubblici più e icienti e infrastrutture modernizzate. Un patrimonio che rappresenta una delle più significative operazioni di investimento pubblico realizzate sul territorio negli ultimi decenni.
• Sara Busato
atto ricognitivo interno completato nel 2025. Mancano pochi giorni al 30 giugno. I cantieri nelle scuole padovane corrono.
• (S.B.)
Camposampiero sotto esame: tra cantieri, scadenze e fondi da rendicontare
Sul fronte dei finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Comune di Camposampiero sta portando avanti una serie di interventi che spaziano dalla digitalizzazione dei servizi pubblici alla riqualificazione
scolastica, fino alla rigenerazione di immobili destinati ai servizi per il lavoro. Tutti i progetti risultano inseriti nella piattaforma nazionale ReGiS, il sistema di monitoraggio e rendicontazione predisposto dal Ministero dell’Economia per verificare avanzamento, spese e rispetto dei target del Pnrr. Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, gli interventi sono in corso di completamento e verranno rispettate le tempistiche previste dai
bandi di riferimento. Una parte delle opere, in particolare quelle legate alla transizione digitale della pubblica amministrazione, risulta già conclusa, rendicontata e asseverata dal Ministero. Tra i capitoli più rilevanti c’è quello dedicato alla digitalizzazione dei servizi comunali, con un finanziamento di oltre 360 mila euro destinato all’aggiornamento del sito istituzionale e all’implementazione delle principali piattaforme digitali rivolte ai cittadini: dall’anagrafe online alle notifiche digitali, fino all’integrazione con App IO e con i sistemi di identità digitale Spid e Cie. Un percorso che si inserisce nella strategia nazionale di trasformazione digitale della pubblica amministrazione prevista dal Pnrr, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai servizi e aumentare l’interoperabilità tra enti.
Importanti anche gli investimenti sull’edilizia scolastica. Ammonta infatti a 632.848 euro il contributo statale ottenuto per la ristrutturazione e l’adeguamento sismico della scuola elementare ex Liceo, secondo stralcio, per un’opera dal valore complessivo
di quasi 688 mila euro. A questo si aggiunge il finanziamento da 704.400 euro destinato alla realizzazione della nuova mensa scolastica, nell’ambito della Missione 4 del Pnrr dedicata a istruzione e servizi educativi. Sul versante della rigenerazione urbana e dei servizi al lavoro, il progetto economicamente più consistente riguarda invece Palazzo Nodari. Attraverso un contributo di 1,79 milioni di euro erogato da Veneto Lavoro, sarà demolito e ricostruito l’edificio che ospiterà i nuovi spazi del Centro per l’Impiego. L’intervento, del valore complessivo di 2,5 milioni di euro, rientra nelle misure nazionali per il potenziamento della rete dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro previste dal Pnrr. Nel complesso, i progetti finanziati rappresentano un pacchetto di investimenti superiore ai 3,4 milioni di euro, concentrato su tre assi strategici: innovazione digitale, sicurezza e servizi scolastici, raforzamento delle infrastrutture pubbliche dedicate al lavoro e ai cittadini.
• Sara Busato
Borgoricco, il nido da 787mila euro resta fermo
artiamo dalle buone notizie. Per il comune di Borgoricco, il progetto più riuscito riguarda il Museo della Centuriazione Romana, uno degli attrattori culturali del territorio, situato in viale Europa. L’intervento, finanziato con quasi 500mila euro di fondi PNRR, puntava a rimuovere le barriere fisiche e cognitive per rendere il museo accessibile a tutti, con un
Sintoniz zati sul
portare a termine interventi complessi nei tempi previsti. Chiuso anche il secondo progetto di successo: l’integrazione con la Piattaforma Notifiche Digitali nazionale, che ha permesso di attivare due servizi di notifica digitale ai cittadini. Importo contenuto — circa 33mila euro — ma completato al 100%.
Ben diverso è il panorama per il progetto più importante, almeno per valore economico e impatto sulla comunità: la realizzazione di un nuovo asilo nido comunale attraverso l’ampliamento e la riorganizzazione di alcuni locali della scuola primaria di via Capitello.
Un investimento da 787mila euro, destinato ad aumentare l’o f erta educativa per la fascia 0-3 anni. Al 26 febbraio 2026, la percentuale di pagamenti e f ettivi registrata è dello 0,00%. Nessun movimento contabile visibile nel
sistema nazionale di monitoraggio.
Non è una cifra trascurabile: 787mila euro rappresentano circa il 59% del totale delle risorse PNRR gestite direttamente dal Comune. E alla data del 30 giugno, i fondi devono essere rendicontati o andranno persi.
Il quarto progetto è più piccolo per valore, 15mila euro, racconta la stessa storia. Si tratta dell’adeguamento tecnologico dello Sportello Unico per l’Edilizia alle specifiche di interoperabilità previste dal PNRR, che avrebbe dovuto consentire ai cittadini di interfacciarsi con l’uf icio tecnico comunale attraverso una piattaforma digitale standardizzata.
• (S.B.)
Galà. Premiato un fotografo naturalista borgoricchese
AL TEATRO ALDO ROSSI TRIONFA PIERLUIGI RIZZATO
ABorgoricco c’è un territorio che è pieno di arte, bellezza e passione. Il sipario del suggestivo teatro “Aldo Rossi” ha ospitato la manifestazione “Testimoni del nostro Tempo - Galà della Cultura del Camposampierese”. La prestigiosa manifestazione ideata dal Tavolo della Cultura che ogni anno celebra le eccellenze artistiche e culturali della Federazione dei Comuni. Per Borgoricco si è trattato di una serata doppiamente speciale. Non solo il comune ha accolto l’evento raccogliendo il testimone da Villanova di Camposampiero (dopo un
tour che dal 2019 ha toccato i vari centri della rete per ra orzare l’identità del territorio), ma ha visto un proprio concittadino conquistare il riconoscimento più importante della serata. Le motivazioni della giuria – composta dagli Assessori e Consiglieri alla Cultura dei 10 Comuni – dipingono perfettamente lo spessore dell’artista: “Per aver testimoniato ai più alti livelli, attraverso l’arte della fotografia naturalistica, la bellezza, la forza e il mistero della natura, onorando con il proprio talento il valore universale della cultura e o rendo alla comunità
un esempio straordinario di passione, eccellenza e dedizione”.
“Un premio che proietta Borgoricco ai vertici della proposta culturale della Federazione, rendendo omaggio a un talento capace di parlare un linguaggio universale attraverso l’obiettivo fotografico”. Concludono gli assessori.
“L’evento ha acceso i riflettori su un panorama locale - ha dichiarato il sindaco Gianluca Pedron - incredibilmente eterogeneo e vivace, che è spaziato dalla saggistica alla musica corale, fino all’impegno sociale e all’artigianato artistico”. “Dietro al successo
1000 MIGLIA FRA MOTORI, FESTA E SAPORI
La leggendaria 1000 Miglia ha fatto tappa anche nel territorio di Borgoricco, regalando ai cittadini e agli appassionati di motori un appuntamento imperdibile.
Martedì 9 giugno, il celebre convoglio di auto storiche ha attraversato il paese durante la prima tappa della manifestazione, partita in mattinata da Brescia e diretta verso Padova. La corsa, definita da Enzo Ferrari “la più bella del mondo”, ha portato sulle strade oltre 450 vetture d’epoca provenienti da tutto il mondo, trasformando Borgoricco in un palcoscenico d’eccezione. L’arrivo delle iconiche auto è stato un momento suggestivo e ricco di
fascino, capace di unire generazioni diverse nel segno della passione per la storia automobilistica. In concomitanza con il passaggio della corsa lungo viale Europa, la Piazza del Municipio di Borgoricco si è animata con un altro evento, pensato per coinvolgere tutta la comunità. Protagonisti sono stati i ristoratori locali che hanno proposto specialità gastronomiche del territorio, o rendo ai visitatori un vero e proprio percorso di sapori. È stata un’occasione ideale per valorizzare le eccellenze culinarie locali e vivere una serata all’insegna della convivialità. I locali aderenti all’iniziativa sono stati il Ristorante Pizzeria Convivio 57, Trattoria Ongarato “Al Pessa-
retto”, Macelleria Rosticceria Peron, In Vino Veritas, Pizzeria 180 Grammi, Pasticceria Gallina, La Fonte del Gelato e Al Pioniere. Non è mancato inoltre uno spazio dedicato ai più piccoli, con un’area gonfiabili pensata per garantire divertimento e intrattenimento in sicurezza, rendendo l’evento adatto alle famiglie. “E’ stata una serata da non perdere, con tanto gusto e divertimento per tutti – ha dichiarato il vice sindaco Riccardo Michelazzo –. Un evento internazionale che ha toccato il nostro territorio ed è stato motivo di orgoglio”.
• (E.S.)
SUCCESSO PER IL DECUMANUS STREET FOOD 2026
Profumi, musica e convivialità sono tornati ad animare Piazza Meridiana nella frazione di San Michele delle Badesse. Qualche giorno fa è andata in scena la quinta edizione del Decumanus Street Food, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate borgoricchese, organizzato dalla Pro Loco Borgoricco assieme a tante altre associazioni del territorio. L’evento, ormai diventato un punto di riferimento per gli amanti del cibo di strada e dell’intrattenimento
all’aperto, ha preso il via in entrambe le giornate a partire dalle ore 18:00, trasformando il centro di San Michele delle Badesse in un vivace crocevia di sapori e spettacoli. Il programma musicale ha regalato due serate all’insegna del divertimento. Non sono mancate le attività dedicate alle famiglie. Per tutte le sere sono stati presenti gonfiabili per i più piccoli, rendendo l’evento adatto a tutte le età. Grande protagonista è stato naturalmente il cibo, con
del Galà - continua il sindaco - c’è la volontà di consolidare l’identità di un’area eccellente, anche a livello culturale, promossa dal tavolo della cultura della Federazione dei Comuni del Camposampierese, coordinato dal tecnico Daniele Brunello”. “Premiare questi testimoni significa dire “Grazie” a chi ogni giorno sceglie di costruire ponti insegnando l’universalità della cultura e dell’arte.” Ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Gabriella Boesso.
una ricca selezione di food truck che ha soddisfatto ogni palato. Tra le proposte: specialità argentine, hamburger gourmet, piatti di pesce, cucina messicana, dolci artigianali e barbecue. Un viaggio gastronomico internazionale che si è a iancato, però, alla tradizione locale.
“Un’esperienza fatta di gusto e convivialità fra persone e associazioni – ha dichiarato il vice sindaco Riccardo Michelazzo –. Un ringraziamento va alla Pro Loco e ai
tanti volontari che anche quest’anno si sono messi a disposizione per questa manifestazione, che ha animato il centro della frazione, rendendo pedonale per due sere la SP10”. Il Decumanus Street Food si è confermato così un’occasione imperdibile per vivere due serate di festa nel cuore del territorio, tra buon cibo, musica dal vivo e momenti di aggregazione.
• (E.S.)
oltaci in tutto il Veneto in auto sul tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
• Endrius Salvalaggio
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA L’APP
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA L’APP
CAMPOSAMPIERO
IL TERRITORIO SI RACCONTA IN QUARANTA APPUNTAMENTI
Si evolve e cresce il modo in cui il Camposampierese racconta di sé stesso. Quello che fino ad oggi era un calendario di visite guidate conosciuto come Visit Camposampierese, seppur apprezzato e cresciuto di anno in anno, diventa nel 2026 un vero e proprio palinsesto con quaranta appuntamenti distribuiti per ogni fine settimana da metà maggio a novembre, con aperture coordinate ai principali luoghi di interesse storico, culturale e naturalistico dei dieci Comuni della Federazione. Un passo ulteriore in avanti rispetto al passato che ha richiesto mesi di lavoro, un accordo tra amministrazioni, esperti, associazioni e singoli punti di interesse, e un sistema di prenotazione attivo. La di erenza rispetto alle edizioni precedenti del Visit Camposampierese non è soltanto nel numero di appuntamenti. È nel concetto. Fino ad oggi le visite guidate venivano proposte in modo puntuale, legate a occasioni o periodi specifici. Da quest’anno, chi viene nel Camposampierese in qualsiasi fine settimana (da maggio a novembre) troverà qualcosa di aperto, visitabile e raccontato da un esperto. Un’o erta stabile e ripetibile, che è ciò di cui un territorio ha bisogno per costruire una vera reputazione turistica. Ville, chiesette, parchi, oasi, angoli poco conosciuti ma carichi di storia: tutto accessibile gratuitamente, con prenotazione obbligatoria.
A dare il proprio contributo all’iniziativa è stato, oltre al nutrito team di lavoro, anche Gianluca Pedron, Presidente della Federazione dei Comuni del Camposampierese, che commenta il nuovo servizio così: “Avere quaranta appuntamenti garantiti ogni fine settimana, con un esperto a disposizione, cambia la natura stessa di quello che offriamo. Chi sceglie il Camposampierese per una gita o un soggiorno non deve più sperare di trovare qualcosa di aperto... Questo è il risultato di mesi di lavoro, fatto di concertazioni, coordinamento tra decine di soggetti e un sistema di comunicazione costruito per reggere sei mesi di fila. Un’infrastruttura turistica a tutti gli e etti, pensata per durare e ampliarsi nel tempo”. Ad aggiungere un ulteriore spunto di riflessione è Daniele Canella, delegato al Turismo: “Con questa edizione compiamo un passo ulteriore lungo un percorso di crescita già avviato negli anni scorsi.
Se prima proponevamo singole visite organizzate, oggi presentiamo un palinsesto unitario e continuativo, che rende l’accessibilità ai luoghi il vero punto di forza dell’o erta. Una proposta trasversale e coordinata che innalza il livello complessivo dell’esperienza e contribuisce a ra orzare il Camposampierese come destinazione turistica. Un sistema organizzato che supera il singolo punto di interesse e costruisce una regia capace di rendere il territorio più competitivo, attrattivo e riconoscibile”.
• Endrius Salvalaggio
Dalle carte del notaio Zanon Tergolina riemergono frammenti sconosciuti
Si è dibattuto a lungo sulle lacune nella conoscenza della storia di Camposampiero dovute alla distruzione dell’archivio storico durante l’occupazione francese. Non sono mancate, in passato, le ricerche, anche autorevoli, che hanno ricostruito, in parte, quelli che potremmo definire dei “buchi neri” del tempo; il problema, tuttavia, rimane. Il notaio Zanon Tergolina, testimone della vita quotidiana nel Camposampierese tra dominio Carrarese e signoria Veneziana, questo il titolo del libro, che fa luce su un’epoca cruciale, tra la seconda metà del XIV secolo e la prima metà del XV, ormai al tramonto del medioevo, svela particolari sconosciuti o inediti sul clima sociale, politico, economico del tempo. La ricerca, cui hanno collaborato Paola Barbierato, Marco Bolzonella, Vilma Scalco - oltre alla Biblioteca Comunale di Camposampiero che ha fotografato documenti e atti presso l’Archivio di Stato di Padova - è divisa in sei capitoli: 1. I tempi e i luoghi di Zanon Tergolina; 2. Le tappe della vita; 3. Preti tra la gente; 4. I signori della terra; 5. Mercanti, artigiani, contadini. Il coeso tessuto sociale del Camposampierese; 6. Il clima sociale. Ciascuno dei saggi che compongono i capitoli propone approfondimenti che svelano nuovi particolari sulla storia di quella vivace comunità che fu Camposampiero tra il XIV e il XV secolo: un’occhiata meravigliata all’antico castello, forte e ben fornito, dove “Donne e cavalier vi stanno ad agio”; l’onomastica e la toponomastica; il clima sociale turbato da una lunga serie di piccole “Guerra e pace” ; l’usura di usa e perniciosa; la dote e il testamento come atti indispensabili; infine, la fede come salvacondotto, la Chiesa come potere ma anche i preti tra la povera gente. Quanto mai utile e atteso giunge quindi il poderoso lavoro realizzato a cura di Elda Martellozzo Forin, appena pubblicato da Mediagraf Edizioni. La pubblicazione è stata resa possibile anche grazie alla generosa partecipazione di: Notai 2021, Notaio Roberto Paone - Camposampiero; M5 Fratelli Mistro; Andrea Gumiero, Ado Scantamburlo.
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA L’APP
Lavoro.
IL CENTRO PER L’IMPIEGO A SERVIZIO
DI 11 COMUNI SI SPOSTA A PALAZZO NODARI
Il Centro per l’impiego di Camposampiero trova una nuova sede, centrale, moderna e funzionale all’accoglienza degli utenti in cerca di lavoro. Inaugurato nei giorni scorsi, sarà un centro che o rirà servizi a tutto tondo agli utenti del territorio, ovvero a ben 11 comuni.
“È con viva soddisfazione – sottolinea il sindaco di Camposampiero Katia Maccarrone – che tagliamo il nastro di un’opera molto importante, che si inserisce in modo armonico nel centro storico di Camposampiero. Un bene, nato da una sinergia tra enti, che migliorerà i servizi o erti al cittadino”.
“Oggi i Centri per l’impiego sono moderni centri di attivazione che aiutano le persone in cerca di lavoro a mettersi in contatto con l’azienda – ha aggiunto il Vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione del Veneto, Lucas Pavanetto – e l’inaugurazione di questa sede rappresenta soltanto una delle azioni con cui la Regione del Veneto vuole
avvicinare sempre più i servizi pubblici per l’impiego ai cittadini, non solo in termini di lavoro ma anche di servizi correlati e attrattività del territorio, per mantenere qui i nostri i giovani e per attrarre nuove professionalità. Perché nulla più del lavoro conferisce dignità a ogni individuo e restituisce forza al nostro territorio”.
La nuova sede del Centro per l’impiego si sviluppa su una superficie di circa 500 metri quadri, distribuiti su tre piani, per un totale di 13 postazioni di lavoro e 3 sale riunioni. Il primo e secondo piano sono ad esclusivo utilizzo di Veneto Lavoro, mentre al piano terra il Comune dispone di una nuova Sala pubblica comunale di 140 metri quadri, con 80 posti a sedere e ingresso indipendente, a disposizione della cittadinanza e utilizzabile anche per attività di formazione sul territorio.
Dal punto di vista tecnologico, l’impianto fotovoltaico è perfettamente integrato nel manto, unendo sostenibilità ambientale e tutela estetica. Nella nuova sede, gli
utenti del Centro per l’Impiego, (CPI), persone e aziende, potranno così essere ospitati in spazi adeguati sotto il profilo dell’accessibilità, della sicurezza e della privacy, dove poter svolgere colloqui individuali, incontri con le aziende, attività di orientamento, formazione e laboratori.
Il Centro per l’impiego di Camposampiero ha competenza sui territori dei comuni di Borgoricco, Campodarsego, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Trebaseleghe, Villa del Conte e Villanova di Camposampiero, e si rivolge a una platea potenziale di oltre 70.200 persone in età lavorativa (15-67 anni).
“Sono molto soddisfatto di questa inaugurazione, che ci consente di ospitare il Centro per l’impiego in una sede moderna e funzionale. In un contesto demografico di progressivo invecchiamento della popolazione, la prossimità dei servizi per il lavoro al
ETRA tra le eccellenze italiane della sostenibilità
ETRA si conferma tra le aziende italiane più virtuose sul fronte della sostenibilità. Per il secondo anno consecutivo la multiutility, che opera come società benefit, è stata inserita nella classifica “Leader della Sostenibilità” elaborata dal Sole 24 Ore in collaborazione con Statista, società internazionale specializzata in analisi e ricerche di mercato. Il riconoscimento colloca ETRA tra le 200 grandi imprese italiane che si sono distinte per le proprie performance nei criteri ESG, acronimo che identifica le dimensioni ambientale, sociale e di
governance. La graduatoria, giunta alla sesta edizione, rappresenta uno dei principali punti di riferimento nazionali per valutare l’impegno delle aziende verso modelli di sviluppo sostenibili e responsabili.
Per la realizzazione della classifica sono stati analizzati bilanci di sostenibilità, report ESG, documenti finanziari pubblici e una serie di indicatori qualitativi e quantitativi. Nell’edizione più recente sono stati presi in esame 39 parametri legati alle tre aree della sostenibilità, tra cui la gestione delle emissioni
cittadino è divenuta una condizione indispensabile. Nel 2012 qui c’erano 16.200 under 15, mentre oggi sono 13.000, mentre gli over 65 sono passati da 15.800 a 21.800. Questo significa che nei prossimi anni dovremo fare i conti con una carenza di lavoratori che possiamo fronteggiare solo mettendo al lavoro tutte le persone che possono
e dei consumi energetici, l’utilizzo delle risorse, le politiche dedicate ai lavoratori, l’inclusione, la sicurezza sul lavoro e la trasparenza nella rendicontazione aziendale.
La selezione finale ha coinvolto 240 imprese italiane individuate tra circa 2.000 realtà analizzate. ETRA è stata inserita nel gruppo delle 200 aziende di maggiori dimensioni, ottenendo valutazioni particolarmente positive per la gestione della risorsa idrica, l’attenzione agli aspetti ambientali, la tutela della salute e della sicurezza dei dipendenti, le iniziative
lavorare, compresi lavoratori maturi, giovani e donne. È importante per il sistema ma è importante anche per il singolo individuo, perché solo il lavoro può rappresentare la strada per la propria realizzazione”. Ha concluso il Direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone.
• Endrius Salvalaggio
in ambito sociale e la qualità dei processi di governance.
“Questa conferma nel ranking è per noi motivo di orgoglio – ha dichiarato il presidente Flavio Frasson – e testimonia che il lavoro portato avanti in questi anni sta andando nella giusta direzione ed è riconosciuto anche a livello nazionale. Il risultato premia sia il ra orzamento del percorso ESG sia la trasformazione in società benefit, avvenuta nel 2024 e consolidata nel 2025”.
• (R.P.)
MASSANZAGO
Rinnovata l’adesione alla rete bibliotecaria BiblioAPE
Il comune di Massanzago ha rinnovato la propria adesione alla rete bibliotecaria BiblioAPE, il sistema che riunisce le biblioteche di sedici comuni dell’Alta Padovana. La nuova convenzione, approvata dalla Giunta comunale a fine aprile, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2030. L’accordo coinvolge i comuni di Borgoricco, Camposampiero, Campodarsego, Cittadella, Fontaniva, Galliera Veneta, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, San Martino di Lupari, Santa Giustina
in Colle, Trebaseleghe, Villa del Conte e Villanova di Camposampiero. Obiettivo della collaborazione è continuare a migliorare la qualità dei servizi bibliotecari e culturali o erti ai cittadini attraverso una gestione condivisa delle risorse. La decisione arriva dopo che il comune di Campodarsego aveva comunicato la rinuncia al ruolo di coordinatore tecnico e segreteria della rete a partire dal 2026. A raccogliere il testimone sarà il comune di Borgoricco, che ha manifestato la disponibilità a farsi carico di queste funzioni, ottenendo il consenso unanime degli enti aderenti. La convenzione prevede il mantenimento di servizi omogenei tra le biblioteche aderenti, la promozione della lettura e la realizzazione di eventi culturali comuni. Per sostenere le attività di coordinamento, il comune di Massanzago verserà una quota annua di 300 euro al comune di Borgoricco.
Negli anni BiblioAPE ha ottenuto risultati significativi, tra cui la realizzazione di un catalogo unico online, il potenziamento del prestito interbibliotecario, la formazione del personale e l’organizzazione di iniziative
culturali condivise. Traguardi che hanno portato la Regione Veneto a riconoscere la rete come una delle principali realtà bibliotecarie del territorio regionale. L’importanza del progetto è stato ribadito nelle premesse alla delibera, dove si sottolinea che “la promozione della formazione, dell’educazione e della cultura rivestono un valore irrinunciabile, e rappresentano un elemento di benessere oltre che un fattore di sviluppo delle comunità”. Inoltre la delibera ribadisce che “le biblioteche di pubblica lettura costituiscono il centro informativo locale, poiché rendono disponibili agli utenti ogni genere di informazione e di conoscenza”. Nel corso della presentazione della proposta di delibera è intervenuta l’assessore alle attività produttive e alla cultura Rachele Furlan che ha sottolineato l’importanza per il comune di continuare a fare parte della rete perché “significa mantenere e ra orzare un servizio culturale di qualità per la nostra comunità”.
•
Andrea Benato
Al via la sostituzione dei vecchi bidoni dei rifiuti
Èiniziata a maggio la sostituzione dei vecchi contenitori per la raccolta dei rifiuti da 120 litri nel territorio comunale di Massanzago. L’intervento, curato da ETRA Spa, riguarda tutti i bidoni distribuiti prima del 2016 e punta a migliorare sia l’e icienza del servizio sia il decoro urbano. Con una nota l’amministrazione ha fatto sapere che l’operazione si rende necessaria per diverse ragioni. Da un lato, molti dei contenitori attualmente in uso risultano deteriorati; dall’altro, le nuove normative ambientali impongono colorazioni standardizzate per favorire una corretta raccolta di erenziata. A ciò si aggiunge l’esigenza di aggiornare la tecnologia dei microchip installati sui bidoni, ormai obsoleta. I nuovi contenitori saranno infatti dotati di dispositivi più avanzati, capaci di rilevare con maggiore
precisione i conferimenti dei rifiuti. Un aspetto fondamentale per garantire la corretta applicazione della tari azione puntuale, basata sulla quantità di rifiuti prodotti dalle singole utenze. Per i cittadini che usufruiscono del servizio di raccolta porta a porta, la sostituzione avviene previo contatto telefonico. Gli utenti interessati sono avvisati per concordare la data del ritiro del vecchio contenitore e la consegna di quello nuovo. L’intervento viene eseguito da una ditta incaricata, i cui operatori sono muniti di tesserino identificativo. L’amministrazione comunale e ETRA precisano inoltre che non è richiesto alcun pagamento ai cittadini e che gli addetti non hanno mai necessità di accedere all’interno delle abitazioni.
• (A.B.)
LOREGGIA
Premiazioni. Quarantadue anni di lavoro nel settore delle telecomunicazioni
”STELLA AL MERITO DEL LAVORO” A DINO PALLARO, MAESTRO DELLA TELEFONIA
“Grazie al nostro concittadino Dino Pallaro, onorato con il prestigioso riconoscimento “Stella al Merito del Lavoro”. Queste le parole dell’assessore Stefano Pierobon che per l’occasione porta la fascia da Sindaco. “La nostra comunità – continua l’assessore Pierobon - presso il Teatro Toniolo di Mestre (VE), ha vissuto un momento di immenso orgoglio nel veder consegnare dal Prefetto Forlenza la nomina, a Dino Pallaro, di “Maestro del Lavoro. Un titolo prestigioso che premia
Luna vita distinta per competenza, integrità e passione. Essere uno dei soli 17 premiati in tutta la provincia di Padova dimostra l’eccezionalità del suo percorso, che oggi diventa una vera sta etta di valori per i nostri giovani. La sua carriera testimonia come l’etica e il sacrificio portino a traguardi straordinari che ha fatto del lavoro e la famiglia un fondamento personale”.
Dino Pallaro, nel 1984, appena terminato l’anno di militare, viene assunto nella vecchia SIP con mansione di tecnico
’amministrazione comunale per l’occasione nei giorni scorsi ha regalato una maglietta con lo stemma del comune di Loreggia e la scritta “Loreggia mi da il benvenuto”. Una medaglietta con il simbolo dell’albero della vita. Inoltre, da quest’anno su iniziativa dell’assessore alla cultura, Rosanna Zen, è stato regalato, in occasione della festa dei nuovi nati, un libretto, per promuovere la lettura fin da piccoli. Attraverso tale iniziativa il comune ha aderito e contribuito, grazie all’acquisto di questi libretti, al progetto Aiutaci a crescere. Regalaci un libro, promosso dalla libreria Giunti, che prevede l’allestimento di piccole biblioteche e ai reparti di pediatria o nelle scuole. “Come amministrazione comunale abbiamo aderito al progetto Aiutaci a crescere. Regalaci un libro. – spiega Rosanna Zen assessore con delega alla cultura - ove il ricavato servirà per acquistare ulteriori libri ed a formare piccole biblioteche nei reparti di ospedale per i più piccoli oltre che ad acquistare dei piccoli libri da regalare ai nuovi nati come primo approccio alla lettura”. Insieme, un libro dopo l’altro, motto u iciale di Aiutaci a crescere. Regalaci un libro, risulta essere una delle più grandi campagne di solidarietà per la promozione
di centrale, che all’epoca si adoperavano alle nascenti centrali numeriche, che andavano a sostituire le vecchie centrali a rete elettromeccaniche. Nei i primi anni ha lavorato nell’agenzia padovana gestendo di fatto tutte le varie attivazioni in tutta la provincia, ovvero nelle zone più popolate come la zona Stanga, Arcella, zona Sant’Osvaldo, nonché nella zona di Cittadella e Mejaniga. Tanto per citarne alcune. Nel 1996 con la qualifica di assistente tecnico è passato a lavorare a Mestre con competenze regionali coprendo nella stessa mansione tutte le provincie del veneto. Nel 2002 il sig. Pallaro viene nominato coordinatore tecnico di un gruppo di 10 persone a livello nazionale e si occupava di assistenza tecnica sulle varie centrali di tutta Italia a un livello più alto rispetto al livello fornito territorialmente. Nel 2019 diventa responsabile con qualifica di quadro, di un gruppo di 40 persone. Un gruppo che si è occupato e si sta occupando tutt’ora di stendere le linee guida per i vari territori in materia di commutazione. In 42 anni di attività ha accompagnato il mondo della telefonia dall’analogico a relè, al numerico e all’attuale voip, la telefonia su collegamento dati. La motivazione del riconoscimento di “Maestro del Lavoro” da parte del
della lettura. Ogni anno centinaia di aziende scelgono di partecipare alla campagna Aiutaci a crescere. Regalaci un libro, contribuendo allo sviluppo culturale del nostro paese. Con la donazione di una delle bibliotechine (disponibili in due assortimenti, 0-6 anni e 6-11 anni) le imprese possono regalare una libreria cartonata con tantissimi volumi: dalle prime letture ai grandi classici, dagli albi per colorare alle fiabe più belle, o rendo un’opportunità unica per crescere e imparare.
• (E.S.)
Prefetto è stato l’apprezzamento di un percorso professionale con elevato senso etico, dimostrato dagli insigniti come un esempio concreto e, un punto di riferimento per le giovani generazioni, che oggi si confrontano con un mercato del lavoro sempre più articolato e complesso. Il Prefetto Forlenza ha evidenziato inoltre, come il riconoscimento premia la dedizione
quotidiana al contesto territoriale, valorizzato nel dinamismo economico e arricchito da un prezioso contributo a tutela del bene comune, che restituisce ai giovani, in un’ideale “sta etta di valori tra le diverse generazioni”, come un esempio di un profondo senso di comunità.
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci
• Endrius Salvaggio
DUE NUOVE PROMOZIONI
PER LA PALLAVOLO FEMMINILE
Nella stagione del quarantesimo anniversario sono arrivate due nuove promozioni per la pallavolo Loreggia. La seconda divisione femminile promossa in prima divisione e la prima divisione femminile promossa in serie D, passando dalle competizioni provinciali alle competizioni regionali. Due successi meritati sul campo con grande determinazione, che ha visto trionfare la prima divisione guidata dai coach Nicola Ancilotto e Ariel Scaettoli e la seconda divisione guidata dai coach Cristian Zaramella e Nicola Delesto. “Due gruppi di atlete che in questi anni hanno dimostrato successi e determinazione. Nello scorso anno – commenta il direttore sportivo Andrea Rizzo – con la prima squadra femminile avevamo raggiunto la finale di coppa Padova, sfuggendoci per un so io la vittoria, ma dimostrando che c’eravamo con il gioco, tanto da coronare, quest’anno un obiettivo ormai prefissato da un po’ di tempo, con la promozione dalla serie provinciale alla serie regionale veneta. Idem per la promozione della seconda divisione femminile che ha dimostrato fin da subito il valore della rosa, conquistando la promozione in prima divisione. Due promozioni che sono il frutto di duro lavoro e tanto sacrificio da parte di tutti, tutt’altro che scontate ma meritate sul campo”. “Il mio più grande riconoscimento ringraziamento va a tutte le atlete delle due squadre – continua il direttore Rizzo – che hanno creduto nel nostro progetto e indossato con orgoglio la nostra divisa, ma anche alle loro famiglie che mettono a disposizione risorse per farle partecipare ad allenamenti e competizioni. Ora continueremo a lavorare con la stessa intensità per mantenere i risultati conquistati. Mi auguro che questi traguardi possano aiutare la nostra società ad avere maggiore visibilità nel territorio, continuando la collaborazione con gli sponsor che ci sostengono e creandone anche di nuove”.
Percepito che non basta dire brave alle due squadre, ma che c’è bisogno di sostanza come in tutte le cose, se si vuole andare avanti e mantenere i successi, a farsi garante è la stessa consigliera comunale ed ex allenatrice di pallavolo femminile, Beltrame Alessandra, con delega allo Sport. “Al netto delle due promozioni – rassicura Beltrame Alessandra, con delega allo Sport – che ci onora e ci rende molto
entusiasti dei due obbiettivi raggiunti, ciò che dice il collega Rizzo è vero e realistico. Come amministrazione comunale cercheremo di essere da supporto alle due squadre e alla nuova posizione in cui si trovano. Se finora abbiamo dato tutto ciò che potevamo, d’ora in poi cercheremo di fare e di dare tutto ciò che serve se vogliamo mantenere i livelli appena raggiunti. A nome di tutta l’amministrazione comunale facciamo i nostri migliori complimenti ed auguri a tutti gli addetti ai lavori oltre che ad ogni singola atleta”.
• Endrius Salvalaggio
Sintoniz zati sul
“Stelle in Campo”: sport, musica e solidarietà
Dspipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi:
Camposampiero, Via Vivaldi, 7/9; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Trebaseleghe, Via Torino 17; dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 18.30
Piazzola sul Brenta, Via della Roggia 5 int 1; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00
ue giorni di sport, musica e solidarietà per celebrare cinque anni di impegno a favore della ricerca oncologica. A Loreggia torna “Stelle in Campo”, l’evento simbolo dell’associazione Strenght to Fight, nata nel 2021 dalla volontà di un gruppo di giovani di trasformare una perdita in una concreta opportunità di aiuto per gli altri. Ci sono storie che nascono da un sogno e altre che nascono da una ferita. La storia di Strenght to Fight appartiene a entrambe le categorie. L’associazione, guidata dai fratelli Rebecca Karaboja, presidente, e Nicolò Karaboja, vicepresidente, è nata nel 2021 grazie all’impegno di un gruppo di amici uniti dalla volontà di dare un significato concreto a un dolore condiviso. Alla base del progetto c’è infatti il ricordo di Susy e Samuele, due figure che continuano ancora oggi a rappresentare il cuore pulsante di ogni iniziativa organizzata dall’associazione. Da quella so erenza è nato qualcosa di straordinario: una comunità di volontari, sostenitori, aziende e cittadini che negli anni ha saputo trasformare lo sport, la musica e l’aggregazione in strumenti di solidarietà concreta. “I vuoti non si riempiono, si imparano ad abitare”, racconta Rebecca Karaboja. “Noi abbiamo scelto di abitarli facendo qualcosa che facesse bene agli altri. Ogni evento, ogni sorriso, ogni euro raccolto è un modo per dire che chi abbiamo amato continua a camminare accanto a noi”. In cinque anni di attività Strenght to Fight ha raggiunto risultati significativi, diventando una realtà riconosciuta ben oltre i confini comunali. Grazie all’impegno dei volontari e alla generosità della comunità sono stati raccolti e devoluti oltre 60.000 euro a favore di importanti enti impegnati nella ricerca oncologica e nel sostegno ai pazienti, tra cui l’Istituto Oncologico Veneto (IOV), la Fondazione Città della Speranza e Il Giardino della Ricerca ODV. Il momento più atteso dell’anno è rappresentato da “Stelle in Campo”, la manifestazione benefica che il 20 e 21 giugno tornerà ad animare il Campo Comunale “Samuele Cavallin” di Loreggia.
• (E.S.)
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA L’APP
Q200 CENSER
IL CAMPUS DOVE ROVIGO
SPERIMENTA IL PROPRIO FUTURO
cio. Poi arrivò il quartiere eristico che per anni ha ospitato manifestazioni, eventi e appuntamenti economici di rilievo per il Polesine. Oggi quello stesso luogo sta vivendo una nuova trasformazione. L’area dell’ex Censer è diventata infatti Q200 Censer, il distretto dell’innovazione, della formazione, della ricerca e della cultura promosso dalla Fondazione Cariparo attraverso un importante progetto
Sintoniz zati sul
nella distribuzione di sensoristica per l’industria e la
loro. Per questo Q200 Censer non è stato concepito come ci o servizi, ma come una comunità in cui persone e competenze diverse possono
La vicinanza alla stazione ferroviaria, la presenza di spazi per la formazione, di laboratori specializzati, di residenze per studenti e di aree dedicate agli eventi contribuiscono a rendere il campus un luogo sempre più vissuto e integrato nella città.
L’obiettivo non è soltanto recuperare spazi esistenti, ma costruire un ecosistema capace di mettere in relazione mondi diversi. Università, imprese, startup, laboratori, enti di formazione e realtà culturali condividono oggi lo stesso luogo, creando occasioni di collaborazione e nuove opportunità di crescita per il territorio.
Una delle presenze più importanti è quella dell’Università di Padova, che all’interno di Q200 Censer ha portato attività didattiche, ricerca scienti ca e laboratori avanzati.
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Tra questi c’è il laboratorio Te.Si. del Dipartimento di Ingegneria Industriale, specializzato nelle tecnologie e nei sistemi di lavorazione manifatturiera. Qui studenti, ricercatori e aziende collaborano per sviluppare nuove
CULTURA E TERRITORIO
Il progetto continua a evolversi e molte delle sue potenzialità devono ancora esprimersi completamente. Tuttavia una direzione appare già chiara: fare di Rovigo un punto di riferimento per l’innovazione e la conoscenza, valorizzando il capitale umano e creando connessioni tra chi produce ricerca, chi fa impresa e chi promuove
In un territorio spesso raccontato per le sue dif Q200 Censer rappresenta una scommessa sul futuro. Una scommessa che passa attraverso le idee, le competenze e la capacità di trasformare un luogo simbolo del passato
FABBRICA DELLO ZUCCHERO, LA CULTURA CHE DÀ IDENTITÀ A Q200 CENSER
Dalla memoria dell’antico cio ai nuovi spazi per eventi e iniziative: la realtà guidata da Claudio Curina è il motore culturale del campus rodigino
Sevoluzione dell’esperienza di Rovigo
SCARICA L’APP
e ricerca e innovazione rappresentano il cuore tecnologico di Q200 Censer, la Fabbrica dello Zucchero ne custodisce invece parte della sua anima culturale. Già il nome racconta molto della sua missione: mantenere vivo il legame con la storia dell’area che oggi ospita il nuovo distretto dell’innovazione di Rovigo. Prima del quartiere feristico e del campus universitario, infatti, qui sorgeva lo storico
Festival e si sviluppa grazie a un progetto fnanziato attraverso un bando regionale che aveva l’obiettivo di valorizzare gli spazi del Censer anche dal punto di vista culturale. Nel corso degli anni la realtà ha acquisito attrezzature, competenze e professionalità necessarie per organizzare eventi e iniziative sia all’interno del campus sia nel resto della città.
Oggi il suo ruolo è quello di favorire l’incontro tra tutti i soggetti presenti nel complesso. La disponibilità di strutture come la Sala A. Bisaglia, che può ospitare
quasi 500 persone, rappresenta una risorsa importante per la vita culturale cittadina. Il progetto continua inoltre a evolversi.
Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO
La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.
destinato a diventare una sede per attività culturali e iniziative aperte al pubblico. L’idea è quella di ampliare ulteriormente le opportunità offerte dal campus, rendendolo sempre più un punto di riferimento non solo per studenti e ricercatori ma per l’intera comunità polesana.
in tutto il Veneto
In un contesto in cui si parla spesso di innovazione tecnologica, la Fabbrica dello Zucchero ricorda che anche la cultura è un elemento essenziale dello sviluppo. Perché un campus può crescere davvero solo se riesce a produrre conoscenza, ma anche partecipazione e identità.
DOVE LA RICERCA DIVENTA INNOVAZIONE PER LE IMPRESE
questo ospita non solo strumenti di caratterizzazione dei materiali, ma anche veri e propri impianti industriali che permettono di simulare e studiare le
per sviluppare nuove tecnologie manifatturiere
ll’interno di Q200 Censer trova spazio una delle realtà scientifiche più avanzate di tutta l’Università di Padova. È il laboratorio Te.Si., acronimo di Tecnologie e Sistemi di Lavorazione, struttura del Dipartimento di Ingegneria Industriale specializzata nello studio dei processi manifatturieri e delle loro applicazioni
Nato tra il 2007 e il 2008 grazie a un importante sostegno della Fondazione
Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il laboratorio si è sviluppato con una vocazione molto chiara: costruire un collegamento diretto tra ricerca universitaria e mondo produttivo. Per
L’attività parte dall’analisi del no nale.
Un percorso che coinvolge numerosi settori, dall’automotive all’aerospazio, no al biomedicale. Proprio in quest’ultimo ambito il laboratorio è impegnato nello sviluppo di componenti e protesi realizzati attraverso tecnologie di stampa 3D metallica, con l’obiettivo di Grande attenzione viene dedicata anche alla sostenibilità. Ogni processo produttivo comporta infatti consumi energetici e impatti ambientali che possono essere ridotti grazie alla ricerca. L’obiettivo è ottimizzare le lavorazioni, limitando sprechi, consumi
LA STARTUP CHE MISURA IL MONDO ATTRAVERSO I DATI
a trasformazione digitale passa spesso da strumenti invisibili ma fondamentali: i sensori. È proprio su questo settore che ha costruito la propria attività IT Sensor, azienda fondata nel 2011 da Stefano Pirani e Andrea Spolaor e oggi presente all’interno del campus Q200 Censer. L’impresa nasce dall’esperienza dei due fondatori nel settore della strumentazione industriale. Osservando il mercato, individuarono una nicchia ancora poco presidiata: la vendita online di sensoristica destinata all’industria e alla building automation. Da quell’intuizione è nato un progetto imprenditoriale che negli anni si è consolidato, specializzandosi nella distribuzione di dispositivi in grado di monitorare temperatura, umidità, pressione, anidride carbonica e numerosi altri parametri ambientali.
un ambiente dinamico e aperto allo scambio di competenze.
Più che un semplice centro di ricerca, Te.Si. rappresenta oggi un laboratorio di idee dove università e imprese lavorano insieme per costruire le tecnologie del futuro.
Il legame con Rovigo si sviluppa attraverso il percorso di incubazione avviato negli spazi dedicati all’innovazione locale. Quando le attività di supporto alle startup si sono trasferite nell’area del Censer, anche l’azienda ha scelto di proseguire il proprio percorso all’interno di quello che oggi è diventato Q200 Censer. Tra i temi più attuali affrontati da IT Sensor c’è quello della qualità dell’aria e del monitoraggio ambientale. Le tecnologie sviluppate e distribuite dall’azienda trovano applicazione in edifci, impianti industriali e sistemi di automazione, contribuendo a migliorare ef fcienza energetica, sicurezza e controllo delle condizioni ambientali.
L’azienda guarda inoltre con interesse alle opportunità offerte dall’ecosistema Q200 Censer. La
presenza nello stesso spazio di laboratori universitari, imprese innovative e centri di ricerca potrebbe infatti favorire nuove collaborazioni e nuovi progetti.
Una dimostrazione concreta di come il campus rodigino stia diventando sempre più un luogo in cui idee, competenze e imprese possono incontrarsi e crescere insieme.
Nuovo nido comunale, la gestione affidata alla Coop
Piombino Dese. Cooperativa Progetto Now gestirà il nuovo nido comunale di Piombino Dese, completando così uno dei più importanti progetti realizzati negli ultimi anni dal Comune nell’ambito dell’istruzione e dei servizi per l’infanzia. Fondata a Conselve nel 1997, Progetto Now opera da quasi trent’anni nel settore educativo e socio-sanitario. Oggi può contare su oltre duecento professionisti tra educatori, psicologi, operatori socio-sanitari e personale amministrativo, impegnati nella gestione di servizi rivolti a bambini, famiglie e persone fragili. L’avvio del nuovo nido rappresenta l’ultimo tassello di un investimento strategico promosso dall’amministrazione comunale grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il progetto ha infatti previsto la demolizione e ricostruzione della scuola dell’infanzia “Walt Disney” e la realizzazione del nuovo asilo nido comunale in via Ronchi Sinistra, dando vita a un innovativo polo educativo dedicato ai bambini da 0 a 6 anni. La
particolarità dell’intervento risiede proprio nell’integrazione tra nido e scuola dell’infanzia all’interno della stessa struttura. Una scelta che consentirà di garantire continuità educativa, favorire la collaborazione tra le figure professionali coinvolte e accompagnare in modo più armonico il percorso di crescita dei bambini. L’investimento complessivo, sostenuto attraverso le risorse del PNRR, sfiora i sei milioni di euro e rappresenta una delle più significative operazioni realizzate dal Comune nel settore scolastico. L’obiettivo è quello di ampliare e qualificare l’o erta educativa rivolta alle famiglie, mettendo a disposizione spazi moderni, sicuri e funzionali. Per Progetto Now si apre ora una nuova sfida professionale. La cooperativa sarà chiamata a gestire un servizio destinato a diventare un punto di riferimento per il territorio, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in quasi tre decenni di attività. L’apertura del nuovo nido non rappresenta soltanto l’avvio di un servizio educativo,
ma il completamento di una visione che pone al centro bambini, famiglie e comunità. Un investimento sul presente che guarda al futuro, confermando l’attenzione verso l’educazione come elemento fondamentale per la crescita sociale e culturale del territorio.
• Elena Scapin
Raccolta rifiuti, al via il rinnovo dei contenitori intelligenti
La tutela dell’ambiente continua a essere uno dei temi centrali per la comunità di Piombino Dese, da anni impegnata nella promozione di comportamenti sostenibili e di una gestione sempre più e iciente dei rifiuti. In questo contesto si inserisce il piano avviato da ETRA per la sostituzione dei vecchi contenitori da 120 litri, un intervento che vede Piombino Dese tra i primi comuni coinvolti insieme a Loreggia e Massanzago. L’operazione riguarda i contenitori distribuiti prima del 2016, molti dei quali ormai deteriorati dopo anni di utilizzo. I nuovi bidoni saranno dotati di microchip di ultima generazione, capaci di dialogare con i sistemi installati sui mezzi di raccolta e di garantire una rilevazione più precisa dei conferimenti. Un aggiornamento tecnologico che consentirà di migliorare l’e icienza del servizio, ottimizzare i percorsi di raccolta e rendere sempre
più accurata la misurazione dei rifiuti prodotti. La scelta di partire proprio da Piombino Dese conferma l’attenzione del territorio verso le tematiche ambientali e la corretta gestione delle risorse. Negli anni cittadini, scuole, associazioni e amministrazione hanno contribuito a di ondere una cultura della sostenibilità fondata sulla raccolta di erenziata, sul recupero dei materiali e sulla riduzione degli sprechi. La sostituzione dei contenitori, completamente gratuita per gli utenti, rappresenta quindi non solo un miglioramento tecnico, ma anche un ulteriore passo avanti verso un modello di comunità sempre più responsabile e attenta all’ambiente. Un investimento che guarda al futuro e che ra orza l’impegno condiviso per una gestione dei rifiuti più innovativa e sostenibile.
• (EL.S.)
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate
L’APP
Inclusione. Organizzato dall’associazione Incontri, ha contato oltre settanta iscritti
Concluso il corso di italiano per cittadini stranieri
Concluso di recente il corso serale di lingua italiana rivolto a cittadini stranieri, avviato lo scorso ottobre e articolato in incontri settimanali che ha durato oltre sette mesi mesi. Un percorso partecipato, frequentato prevalentemente da uomini e donne di varie nazionalità, che ha visto complessivamente il passaggio di 73 persone.
Il corso, patrocinato dal comune di Trebaseleghe e organizzato dall’associazione di volontariato Incontri, ha rappresentato un’importante occasione di apprendimento linguistico
e di integrazione sociale. Alle lezioni hanno contribuito i volontari Barbara M., Rebecca B., Alice B., Francesca De F., Silvia M., Elena R., Lorenzo S., Alice L., che hanno accompagnato i partecipanti nello sviluppo di competenze utili alla vita quotidiana.
All’iniziativa hanno partecipato il sindaco
Antonella Zoggia, l’assessore alla cultura
Al termine del percorso, 20 partecipanti hanno ricevuto l’attestato di frequenza per aver preso parte ad almeno 25 ore di lezione. I partecipanti provenivano da diversi Paesi: Marocco (51), India (2), Bangladesh (2), Senegal (3), Kosovo (1), Turchia (2), Brasile (3), Romania (1), Pakistan (6), Mali (1), Cina (1), a conferma della forte eterogeneità culturale del gruppo.
Rosa Chiara Casarin e l’assessore al Sociale Rosanna Trevisan, che hanno sottolineato il valore di questi percorsi per la coesione sociale e l’inclusione nel territorio. Ringraziando l’associazione Incontri per il lavoro svolto e tutti i partecipanti del corso per la loro puntualità e volontà di imparare la lingua italiana oltre che alla volontà di integrarsi.
IL CENTRO DI SANT’AMBROGIO CAMBIA VOLTO
Nel cuore della frazione di Sant’Ambrogio, a Trebaseleghe, prende forma un progetto di radicale trasformazione urbana destinato a incidere profondamente sull’assetto del centro storico. L’intervento, di iniziativa privata, interessa un’area strategica di circa 3.900 metri, oggi caratterizzata da edifici eterogenei, in gran parte fatiscenti e privi di valore architettonico. Il progetto è stato questo mese presentato alla cittadinanza ed il piano prevede la demolizione integrale degli immobili esistenti, alcuni risalenti a epoca antecedente al 1967, altri oggetto di condoni e successive modifiche per lasciare spazio a un nuovo complesso a destinazione mista,
Trebaseleghe ha celebrato la Festa della Repubblica con due giornate dedicate alla memoria storica, ai valori costituzionali e al ricordo della Resistenza. Le iniziative, promosse dall’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione “Vito Pattaro” di Trebaseleghe - Massanzago e con il patrocinio del Comune di Trebaseleghe, hanno inteso unire il ricordo delle origini della Repubblica italiana alla valorizzazione delle figure e degli eventi che hanno contribuito alla liberazione del Paese. Il primo appuntamento si è svolto presso la Sala Consiliare di Trebaseleghe con un incontro pubblico dedicato alla nascita della Repubblica italiana e alla partecipazione.
residenziale e commerciale. “Come amministrazione comunale - sottolinea il sindaco Antonella Zoggia - accogliamo con grande favore questo intervento di iniziativa privata, che rappresenta un investimento importante per il centro di Sant’Ambrogio. Ringraziamo i proprietari per aver scelto di puntare sulla riqualificazione di un’area che aveva bisogno di rinnovamento, contribuendo sia a dare nuove risposte sul piano abitativo, in un momento in cui la domanda di case è molto forte, sia a migliorare il decoro e l’immagine della frazione”. “È un esempio di come anche l’iniziativa privata possa concorrere alla rigenerazione del territorio. A Trebaseleghe - continua
Zoggia - ci sono altri ambiti che avrebbero bisogno di interventi analoghi e auspichiamo che questo progetto possa rappresentare un primo segnale in questa direzione”. Dal punto di vista architettonico, l’intervento si colloca in una linea contemporanea, senza ricorrere a imitazioni storicistiche, ma cercando un dialogo equilibrato con il contesto. Sotto il profilo funzionale, il complesso ospiterà quattro spazi commerciali al piano terra e diciassette unità abitative distribuite ai piani superiori, con varie metrature e tutte dotate di ampie terrazze coperte.
• (E.S.)
Accanto al corso linguistico serale, è stato a iancato un ulteriore percorso dedicato alle donne straniere, organizzato dall’associazione Amici per l’Africa con 37 donne iscritte, per un totale di 50 ore di lezione. Il corso, avviato anch’esso nel mese di ottobre, coinvolge una decina di volontarie – alcune impegnate anche nel servizio di baby sitting – e vede la partecipazione di donne provenienti da Paesi dell’Est Europa, del Nord e Centro Africa e dell’America Latina.
• Endrius Salvalaggio
Nel 1946, infatti, gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica e, per la prima volta nella storia nazionale, anche le donne parteciparono al voto politico, segnando una svolta decisiva nella vita democratica del Paese. La serata è stata dedicata alla memoria, ai valori costituzionali e al ruolo fondamentale della partecipazione civile. Martedì 2 giugno il Comune ha inaugurato u icialmente una nuova strada comunale dedicata al partigiano originario di Trebaseleghe Attilio Cazzaro, caduto durante gli ultimi giorni della guerra di Liberazione. Il programma ha preso avvio con l’alzabandiera in Piazza Principe di Piemonte; a seguire si è svolta l’intitolazione della nuova “Via Attilio
Cazzaro”, alla presenza delle autorità civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d’arma e della cittadinanza. “Con questa intitolazione - a erma il sindaco Antonella Zoggia - vogliamo ricordare un giovane trebaselicense che ha dato la vita per la libertà di tutti noi. Dedicare una strada ad Attilio Cazzaro significa mantenere viva la memoria di eventi tragici. Anche la nostra comunità vuole trasmettere alle nuove generazioni i valori di democrazia, partecipazione e pace su cui si fonda la Repubblica”. Attilio Cazzaro aveva appartenuto, dal 1° luglio 1944, alla brigata partigiana “Lubian”. Dopo il 25 aprile 1945 alle brigate della zona era stato dato l’ordine di distruggere la stazione radio
tedesca situata a Villa Decima di Massanzago. Il 26 aprile un gruppo di partigiani delle brigate “Lubian” ed “Ercole” si era presentato alla villa intimando la resa ai militari tedeschi. Ne era però seguito un combattimento nel quale Attilio Cazzaro era stato ferito mortalmente. È morto il giorno successivo, il 27 aprile 1945, a Villa Baglioni di Massanzago, dove in quel periodo era stato trasferito l’ospedale di Camposampiero. Nato il 25 agosto 1926, Cazzaro era stato successivamente riconosciuto “caduto per la lotta di liberazione”, secondo quanto previsto dalla legge, e insignito della Croce di guerra.
• (E.S.)
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA L’APP
La “Svolta a Nord” e il fragile patto di Roma
Acomplicare il risiko concorrono fattori esterni che spingono per una rapida definizione degli equilibri. Da un lato vi è il costante monitoraggio dei flussi elettorali, dall’altro la pressione esercitata dalle nuove correnti identitarie radicali legate alla nascita di movimenti come “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci, capace di intercettare parte del
dissenso ma guardato con forte prudenza dall’ala più istituzionale e pragmatica del settentrione. Per gli amministratori veneti, la priorità resta la tutela dell’autonomia e il radicamento sul territorio, elementi che hanno storicamente decretato il successo del brand Liga Veneta. Se l’accordo di mediazione interna dovesse reggere, la struttura del partito potrebbe
La Lega alla ricerca di una sintesi tra leadership nazionale e correnti identitarie
evolvere verso un modello a doppia trazione, simile alla storica dinamica della Csu bavarese: una leadership nazionale a iancata
da un forte e autonomo presidio del Nord. Al contrario, se la sintesi dovesse sfumare, il rischio è che il malcontento accumulato nei territori del Nord-Est si addensi attorno ai volti storici della governance regionale. La partita veneta, con le sue tese dinamiche congressuali e i posizionamenti in vista dei futuri appuntamenti elettorali, si conferma il vero termometro della tenuta della Lega.
Il dibattito. Da questo mese dedichiamo le pagine regionali ad un confronto su temi di attualità per il Veneto
STEFANI TIRA DRITTO SULL’ AUTONOMIA:
“SACROSANTE RICHIESTE DAL TERRITORIO”
L’obiettivo resta rafforzare l’efficienza amministrativa e dare risposte più rapide ai cittadini
L’autonomia infiamma il dibattito politico veneto e nazionale su fronti contrapposti. “A chi ci accusa di spaccare l’Italia, rispondiamo con la Costituzione e con le sacrosante richieste del nostro territorio”: con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, è intervenuto al termine dell’audizione a Roma davanti alle Commissioni A ari costituzionali di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sull’autonomia di erenziata. Nel corso del confronto parlamentare, Stefani ha respinto le critiche mosse da alcuni esponenti dell’opposizione, secondo i quali la riforma rischierebbe di creare disparità tra i territori e di introdurre trattamenti di erenti tra i cittadini.
“Ci viene contestato di voler creare privilegi di erenziati, approvare norme non più uguali per tutti e aumentare gli stipendi nella sanità”, ha dichiarato il governatore, sottolineando di aver
ribadito in aula la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini veneti.
Secondo Stefani, l’autonomia rappresenta uno strumento per ra orzare l’e icienza amministrativa e garantire risposte più rapide alle esigenze locali.
Tra gli obiettivi indicati dal presidente figurano il sostegno al sistema sanitario, l’aumento dell’attrattività del territorio e una maggiore capacità di intervento in caso di emergenze e calamità naturali.
“L’autonomia è responsabilità”, ha a ermato il governatore, evidenziando come il concetto implichi la capacità di rispondere concretamente delle scelte compiute. “I veneti conoscono bene il significato di questa parola e sono abituati a rendere conto del proprio operato”.
Stefani ha infine rilanciato il tema della valorizzazione del personale sanitario, sostenendo che le Regioni in grado di generare risparmi debbano poter destinare maggiori risorse ai lavoratori del settore. “Se una Regione, risparmiando, può aumentare gli stipendi e ra orzare la previdenza del personale della sanità, è giusto che lo faccia”, ha concluso.
Nei giorni successivi Stefani è tornato a difendere con decisione il percorso verso l’autonomia di erenziata, rivendicando la scelta come opportunità
istituzionale e non come fattore di divisione del Paese. L’occasione è venuta dai rilievi della Fondazione Gimbe emersi durante l’audizione in Commissione A ari costituzionali del Senato sugli schemi di pre-intesa relativi alla riforma, a proposito delle competenze richieste dalle Regioni su tariffe regionali differenziate, gestione autonoma delle risorse statali per edilizia sanitaria e tecnologie, istituzione di fondi sanitari integrativi regionali, assunzioni di personale e riallocazione di risorse nazionali vincolate
La Fondazione Gimbe ha ricordato che la Corte Costituzionale ha chiarito che il trasferimento di funzioni alle Regioni non può essere giustificato in modo generico, ma richiede un’istruttoria puntuale e motivata per ciascuna funzione oggetto di devoluzione, fondata sul principio di sussidiarietà e sulla dimostrazione che l’esercizio regionale sia in grado di perseguire meglio l’interesse pubblico. “Desta forti perplessità – ha detto Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione – che i quattro schemi di pre-intesa siano sostanzialmente
sovrapponibili, nonostante riguardino Regioni con caratteristiche epidemiologiche, demografiche, organizzative e assistenziali profondamente diverse. Prima di attribuire nuove competenze – ha avvertito Cartabellotta – occorre garantire che i diritti già previsti siano realmente esigibili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Secondo Stefani il nodo centrale è il miglioramento della sanità regionale, con l’obiettivo di renderla più vicina ai cittadini e più aderente ai bisogni dei territori. “I veneti hanno diritto a una sanità migliore”, ha a ermato, sottolineando come l’autonomia non comporti sottrazione di risorse ad altre regioni ma una diversa organizzazione delle competenze. “Voglio ribadire un principio: equità non significa livellare verso il basso la qualità dei servizi - insiste Stefani -. Stiamo parlando della salute delle persone. La riforma Calderoli non esclude nessuno: ciascuna Regione può scegliere se assumersi più responsabilità o lasciare che a gestire risorse e a prendere decisioni sia Roma. - conclude il presidente della Regione del Veneto - Noi, ancora una volta, faremo gli apripista”.
• (R.R.)
Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani
“AUTONOMIA, STAGIONE ARCHIVIATA, NUOVA FASE PER IL REGIONALISMO”
Tra le fila dell’opposizione in Consiglio Regionale l’autonomia invocata da Stefani e dal centrodestra è bersaglio di critiche. Per Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e portavoce delle opposizioni, il progetto dell’autonomia di erenziata sarebbe ormai giunto al termine e, con esso, anche una lunga fase politica segnata da promesse rimaste incompiute.
“Siamo alla fine di lunga stagionea erma - segnata dalla inconcludente propaganda della Lega e di Zaia. Quella eterna promessa di un Veneto che avrebbe ottenuto poteri su 23 materie e valanghe di soldi, quel modello, chiacchiere e distintivo, va agli archivi. Non solo perché oggi si sta parlando di sole quattro funzioni, ma perché lo stesso Stefani si dice convinto che a questo schema si agganceranno altre Regioni. Arrivando così alla stessa conclusione di quanto da tempo sosteniamo e indichiamo: ovvero che alcune funzioni possono essere trasferite a
tutte le Regioni a Statuto ordinario”
Per il rappresentante dem, dunque, si chiude una fase politica e se ne apre un’altra, in cui il rapporto tra Stato e Regioni dovrebbe basarsi su una collaborazione più stretta e condivisa, superando i modelli precedenti di autonomia di erenziata.“Parliamo sostanzialmente di nuova stagione del regionalismo, destinato a scrivere una nuova pagina fatta di leale cooperazione fra lo Stato e le Regioni all’insegna di una cooperazione ra orzata”. Chiara Luisetto, consigliere regionale del Pd, intervenuta a Veneto24 aggiunge: “Credo che sia arrivato il momento di smetterla di illudere le persone e sostenere che con l’autonomia risolviamo tutti i problemi economici di questa regione, di un bilancio che non paga adeguatamente il personale e che non fornisce servizi sociosanitari dignitosi alle persone. Penso che sia necessario invece fare un salto di qualità non a parole, ma con i fatti. Questa riforma invece è svuotata perché non stiamo parlando
di una reale redistribuzione di risorse, néstiamo parlando di un’autonomia cooperativa. E’ piuttosto un’autonomia che spacchetta e divide il paese e che sembrerebbe voler creare disuguaglianze, però senza dare sostanza a una legge, ad un’autonomia che è stata promessa per decenni. Inoltre è stata considerata incostituzionale, perché, lo ricordiamo, la legge Calderoli è stata su sette punti svuotata dalla dalla pronuncia della Corte Costituzionale. Rischiamo davvero una divisione del Paese non corretta e non sana”.
“Avevo chiesto al presidente Stefani di venire in Aula a spiegare ai veneti cosa sta succedendo con l’Autonomia di erenziata”, ha dichiarato Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in un intervento in Consiglio regionale. “Di recente è emerso - ha aggiunto il consigliere - che perfino i 300 milioni per la sanità promessi lo scorso anno da Luca Zaia, altro che i nove decimi delle tasse, sarebbero spariti dall’intesa firmata a febbraio. Senza
LA CGIL: “NON SI TRATTA DI RISPOSTE
Presente alla Commissione A ari Costituzionali della Camera con il segretario confederale Christian Ferrari e il responsabile delle riforme istituzionali Florindo Oliverio la Cgil bocca il percorso delle intese preliminari su alcune materie. “Stiamo parlando di “protezione civile”, di “professioni”, di “previdenza complementare e integrativa”, di “tutela della salute”: materie che incidono direttamente sui diritti delle persone, - sottolineano i sindacalisti - sulla qualità del lavoro e sulla coesione e unitarietà del sistema pubblico. Basti pensare alla protezione civile: in un tempo segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento degli eventi estremi, davvero si può sostenere che si tratti di una funzione
trasparenza una democrazia diventa zoppa, mutilata”. “Abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio; di fatto sono trascorsi cinque mesi, ma il regolamento prevede 15 giorni” ha puntalizzato Cunegato-. Ci sono interrogazioni a risposta scritta scadute a dicembre. Ho chiesto dati sui
da frammentare ulteriormente, sottraendola a una forte regia nazionale e assegnandola in via esclusiva a questa o quella Regione? E lo stesso vale per la sanità. Attribuire ulteriori margini di autonomia in questa materia significa: accentuare la frantumazione del Servizio sanitario nazionale; indebolire i principi di universalità e uguaglianza dei diritti sociali; rendere ancora più profondi gli attuali – insostenibili – divari territoriali. La salute delle cittadine e dei cittadini non può dipendere dal luogo di nascita o di residenza. E non meno rilevanti sono i rischi nelle altre materie oggetto di devoluzione. Sulle professioni, il pericolo è quello di incrinare l’unità del mercato del lavoro nazionale, creando una giungla di regimi giuridici
medici gettonisti nei Pronto Soccorso a gennaio, sollecitando più volte: ancora niente. I Pronto Soccorso veneti sono in grave crisi e abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo. Sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona la sanità che vale l’80% del bilancio regionale”.
diversi, vincoli, disparità e barriere localistiche. La Corte ha chiarito che qualsiasi ulteriore forma di autonomia deve essere giustificata da specificità concrete di ogni singola Regione. Nelle intese preliminari, questa specificità – come sottolineato da più parti durante queste audizioni – semplicemente non esiste: i testi sono identici, le richieste regionali assolutamente uguali e le motivazioni completamente generiche. Questo dimostra che non si tratta di risposte mirate a bisogni territoriali specifici, supportate da un’istruttoria oggettiva e scientificamente fondata, ma di una scelta puramente politica e ideologica: sostanzialmente, un atto di fede che non necessita né di spiegazioni né di motivazioni.
Chiara Luisetto Giovanni Manildo
L’intervento. Il senatore Udc: “Dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e capaci”
DE POLI E L’AUTONOMIA: “E’ UNA SFIDA DI RESPONSABILITÀ PER RAFFORZARE IL PAESE”
“Per troppo tempo il dibattito sull’autonomia di erenziata è stato raccontato come uno scontro tra chi vuole dividere l’Italia e chi vuole difenderne l’unità. È una rappresentazione semplicistica che non aiuta a comprendere la vera questione: l’autonomia serve per rendere le istituzioni più e icaci e più vicine ai cittadini”.
Il senatore Antonio De Poli (Udc) interviene sul dibattito di questi giorni e a erma che la recente audizione del presidente del Veneto Alberto Stefani “ha riportato il confronto sul terreno giusto, quello della responsabilità. Principio che non solo condivido in pieno, - aggiunge il senatore ma da cui vorrei partire, l’autonomia non è una bandiera ideologica né una mera rivendicazione identitaria. È uno strumento per migliorare il funzionamento dello Stato, rendere più e icaci le amministrazioni e costruire servizi più vicini alle esigenze dei cittadini e delle cittadine.
Per questo ho accolto con favore la decisione della Corte Costituzionale che ha
dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sulla legge Calderoli. La Consulta ha ricordato che il percorso dell’autonomia rientra pienamente nel quadro costituzionale e che il confronto politico non può trasformarsi in un pregiudizio verso una riforma prevista dalla nostra Carta”.
De Poli richiama il referendum del 2017, con il quale oltre 2,3 milioni di veneti hanno chiesto più autonomia attraverso un referendum consultivo. “L’espressione democratica di una comunità che chiede di poter contribuire in modo più diretto all’organizzazione dei servizi e delle politiche pubbliche. Un mandato politico e istituzionale che merita rispetto. L’esperienza del Veneto dimostra che autonomia e unità nazionale non sono concetti in contrapposizione, al contrario possono ra orzarsi reciprocamente se l’obiettivo resta quello di o rire servizi migliori ai cittadini e rendere più e iciente l’azione pubblica. Naturalmente l’autonomia non può essere interpretata come una corsa solitaria delle Regioni più forti. L’Italia è una e indivisibile.
Ma proprio perché crediamo nell’unità del Paese dobbiamo avere il coraggio di costruire istituzioni più moderne e più capaci di rispondere ai bisogni dei territori, nel solco di quel principio di sussidiarietà che invita ad avvicinare le decisioni ai cittadini ogni volta che questo può migliorare la qualità dei servizi”. Il senatore porta l’esempio della sanità e si chiede; “Se una regione riesce a
organizzare i servizi in modo e iciente, ridurre gli sprechi e liberare risorse, perché non dovrebbe poter reinvestire quei risparmi per valorizzare medici, infermieri e operatori sanitari? In una fase in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali emergenze del sistema sanitario nazionale, poter rendere più attrattivi gli ospedali e i servizi territoriali significa o rire una
risposta che tenga presente le esigenze territoriali e cittadine”. Gli stessi presupposti valgono, continua De Poli, per la protezione civile, il lavoro e la formazione professionale. “Ecco che ritorniamo proprio al tema della responsabilità, riuscire a mettere l’e icienza al servizio dei cittadini, governando in modo più diretto. Sapendo che più competenze comportano più responsabilità, trasparenza e una più chiara valutazione dei risultati ottenuti. A questo proposito - continua - esistono principi che non possono essere messi in discussione. I livelli essenziali delle prestazioni (LEP) devono essere garantiti in ogni parte del Paese. La solidarietà nazionale resta un pilastro irrinunciabile della Repubblica. L’autonomia è una grande occasione per l’Italia perché saprà premiare la buona amministrazione, responsabilizzare chi governa e migliorare concretamente la qualità dei servizi. La sfida non è trasferire competenze da Roma ai territori, ma utilizzare quelle competenze per dare risposte più rapide”.
Il senatore Udc Antonio De Poli
L’intervista. Francesco Rucco, vice presidente del Consiglio regionale, Fratelli d’Italia, ex sindaco di Vicenza
“ALTA VELOCITÀ: SERVE IL CORAGGIO DI DECIDERE UNA VOLTA PER TUTTE”
Francesco Rucco, lei è stato a lungo sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, oggi è vice presidente del Consiglio Regionale: c’è una sfida imminente che la città si accinge ad a rontare, e che poi toccherà a tutto il resto del Nord-Est: quella dell’Alta Velocità. Dal suo punto di vista, si rischia un pantano burocratico e operativo?
Secondo me l’attuale sindaco Possamai sta di fatto rallentando l’opera per evitare di prendere decisioni nette. Credo che lo abbiano capito anche i vicentini: l’obiettivo è non fare scelte impopolari in vista delle elezioni del 2028, per evitare contraccolpi sul risultato elettorale. Bisogna però considerare che sono già passati tre anni, ne passeranno altri cinque e l’opera in città ancora non è arrivata. Parliamo di un cantiere che durerà oltre dieci anni nel tessuto cittadino, portando un disagio enorme. Chi fa l’amministratore non può fare calcoli elettorali, deve avere il coraggio di a rontare la situazione e decidere una volta per tutte. Abbiamo ancora la possibilità di scegliere come il treno uscirà dalla stazione di Vicenza
verso Padova, incidendo quindi anche sul territorio padovano. Stiamo lavorando per sbloccare la situazione, ma credo che entro l’autunno una decisione definitiva vada presa.
La presidente di Confindustria Vicenza ha spiegato che siamo ormai al terzo anno di “decrescita infelice” della produzione industriale. In questo scenario economico, che ruolo sta avendo e può avere la Regione?
La Regione ha un ruolo fondamentale, e lo dimostra anche la recente e importante nomina di Massimo Giorgetti — già assessore regionale veronese — alla presidenza di Veneto Sviluppo. Veneto Sviluppo è la finanziaria che sostiene le nostre aziende. In questi anni è rimasta un po’ troppo ferma e deve riprendere il ruolo centrale del passato, immettendo liquidità e denaro dove necessario per sostenere imprese che oggi sono in netta di icoltà. Il Veneto non è più quello di venti o trent’anni fa, sta so rendo. Durante la campagna elettorale ho visitato almeno un centinaio di aziende e continuo a farlo tuttora; pochi giorni fa ero in un’azienda casearia di livello
internazionale. La richiesta che arriva unanimemente dal mondo produttivo è chiara: meno burocrazia e più elasticità. Da questo punto di vista, il presidente Stefani e l’assessore Bitonci hanno aperto tavoli strategici per la sburocratizzazione. Sul fronte dei trasporti, inoltre, dopo la Pedemontana è vitale ragionare sull’A31 e sul collegamento a nord con l’Europa: non è solo un raccordo verso Trento, ma un’apertura commerciale, imprenditoriale e turistica verso l’Europa centrale e del Nord che sarebbe una manna dal cielo per l’economia veneta.
Spostandoci sul fronte politico, come si spiega l’alto consenso di tanti vicentini verso figure come Vannacci, Valdegamberi o Joe Formaggio? Sicuramente Vannacci rappresenta l’elemento di novità. Quando si apre uno spazio politico nuovo, com’era accaduto a suo tempo con il Movimento Cinque Stelle, si attirano inevitabilmente quelle persone che non hanno trovato risposte o spazio nei partiti classici. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato, ma di cui bisogna comprendere a fondo il messaggio. Devo dire che alcune delle
posizioni che Vannacci sta esprimendo sono un po’ contraddittorie: sul tema del femminicidio, ad esempio, le sue dichiarazioni non mi trovano a atto d’accordo. Come si trova in questa nuova veste da consigliere regionale dopo tanti anni passati a fare il sindaco e cosa significa aver ricevuto un così alto numero di consensi?
Fare il sindaco è, a mio avviso, il ruolo più bello in assoluto in politica. C’è un legame viscerale: è la tua città, la ami naturalmente e ti trovi a lavorare ogni giorno per il tuo territorio e per la tua comunità. Il Consiglio regionale rappresenta una realtà completamente diversa. È un’assemblea legislativa, il cui approccio assomiglia molto a quello del Parlamento italiano, un vero e proprio “Parlamento veneto” che lavora sulla produzione delle leggi regionali. Devo dire, però, che il livello dei componenti di questo consiglio è molto alto e l’aula è composta da amministratori di ottimo spessore. Il risultato elettorale è un bellissimo risultato, frutto di un lavoro capillare e costante svolto sul territorio a stretto contatto con i cittadini.
Consiglio Provinciale, si impone lo schieramento di centrodestra,
alta l’affluenza
al voto
VIOLENZA DI GENERE, LANZARIN: “PREVENZIONE E FORMAZIONE CONTRO UN FENOMENO PERVASIVO”
E“I’ il centrodestra ad imporsi alle elezioni per il nuovo Consiglio della Provincia di Padova con oltre il 61% delle preferenze e 10 seggi. Il voto, espresso in modo esclusivo da Sindaci e Consiglieri comunali in carica, ha registrato un’altissima a luenza alle urne: hanno infatti votato ben 1.122 elettori sui 1.380 aventi diritto, un dato finale pari all’81,30% del corpo elettorale. Il meccanismo normativo del voto ponderato, calcolato attribuendo pesi specifici e indici differenziati in base alle diverse fasce demografiche
l Veneto può contare su una rete antiviolenza solida e strutturata, composta da 25 Centri Antiviolenza, 42 Case Rifugio e 37 Sportelli. Tuttavia, i dati ci confermano che la violenza contro le donne resta un fenomeno pervasivo e che c’è ancora molto lavoro da fare sul fronte della prevenzione e della promozione di una cultura del rispetto”. Manuela Lanzarin (Lega-Liga Veneta), presidente della Quinta Commissione, interviene con forza sul tema della violenza di genere e sull’attività dell’Osservatorio regionale permanente.
dei Comuni, ha decretato la netta a ermazione della lista “Centrodestra per Padova e Provincia”. La coalizione vincente, che ha riproposto alcuni consiglieri uscenti accanto a nomi nuovi, ha ottenuto il 61,38% dei consensi complessivi, raggiungendo una cifra elettorale finale pari a 51.889 voti ponderati. Alla seconda forza politica in campo, l “Tutta la Provincia uniti per il territorio”, è andato il restante 38,62% delle preferenze, corrispondente a 32.651 voti ponderati. Sulla base di questi conteggi formali, i 16 seggi previsti per
I dati Istat tracciano un quadro drammatico: il 31,7% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito una forma di violenza nel corso della propria vita. Una realtà che bussa ogni giorno alle porte dei servizi territoriali: nel solo 2024, i Centri Antiviolenza e gli Sportelli veneti hanno registrato 8.366 contatti, prendendo in carico e accompagnando 3.780 donne. In questo contesto diventa centrale il lavoro dell’Osservatorio regionale, nato grazie a un voto condiviso da tutte le forze politiche. Durante la seduta della Quinta Commissione,
la presidente Roberta Ruggeri ha illustrato il bilancio dei primi sei mesi e le prossime iniziative. L’obiettivo è duplice: monitorare il fenomeno attraverso dati scientifici, grazie a un protocollo con l’Università di Padova, e far crescere una consapevolezza di usa.
“La formazione rappresenta uno strumento fondamentale – sottolinea Lanzarin – e dovrà coinvolgere avvocati, assistenti sociali, personale sanitario, giornalisti e personale scolastico”. Il prossimo passaggio sarà l’esame della relazione in Consiglio regionale.
comporre l’assemblea di Palazzo Santo Stefano sono stati proporzionalmente ripartiti in 10 seggi alla lista di centrodestra e 6 seggi all’altra formazione. Il nuovo Consiglio Provinciale risulta dunque u icialmente composto dai consiglieri elencati per voti di preferenza ponderati, fra loro diversi sindaci: Michele Sigolotto (7.617 voti), Davide Moro (5.471), Luigi Sabatino (5.367), Moreno Giacomazzi (5.046), Umberto Perilli (4.686), Elena Pagetta (4.122), Stefano Agujari Stoppa (4.113), Sofia Pinato (4.040), Enrico Perusin (4.026), Stefano Baraldo (3.993),
Enrico Turrin
Massimo Cavazzana
ed Emanuela Gastaldello (3.365).
tutte le notizie del Trentino
Manuela Lanzarin
Francesco Rucco
Vincenzo Gottardo (3.896), Bruno Cacciavillani (3.823),
(3.801), Marco Concolato (3.799),
(3.673)
Il nuovo Consiglio della Provincia di Padova
PROFESSIONISTI AL TUO SERVIZIO
SU MISURA
Sintoniz zati sul
LUISETTO SERVIZI ECOLOGICI SRL
DEMOLIZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI
Strategie sostenibili per il recupero dei materiali
na storia di recupero e smaltimento, quella della Luisetto Servizi Ecologici srl, fondata grazie ai valori e all’in-
servizio di qualità in tutta sicurezza. Negli anni, la Luisetto srl ha potuto aggiungere al suo parco macchine due nuove cesoie a rotazione idraulica completa a 360 gradi, da installare sugli escavatori presenti nella ditta e nuove attrezzature d’avanguardia.
FORMAZIONE UNIVERSITARIA INTERNAZIONALE
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
per professioni e mercati internazionali
www.ciels.it
L’ALBERO DEL MONDO
Via Borgo Botteghe, 19 Piove Di Sacco (PD) info@lalberodelmondo.it
tel: 347 1830264 335 1240393
Con continui interventi di miglioramento ha formato e qualifi cato il personale tecnico, specializzandolo nelle attività di demolizione industriale, demolizioni speciali e di grandi dimensioni, nonché nelle demolizioni di impiantistica interna. Parallelamente ha sviluppato anche un servizio dedicato al recupero e allo smaltimento dei rottami derivanti dalle lavo-
Recuperare e smaltire correttamente significa proteggere l’ambiente, rispettare la legge, aumentare la sicurezza e valorizzare materiali ancora utili. Molti rottami provenienti dagli impianti hanno un alto valore riciclabile, ad esempio: il rame dei cavi elettrici, l’acciaio delle tubazioni, l’alluminio delle canalizzazioni, l’ottone delle valvole. Con il riciclo si riduce l’estrazione di nuove materie prime e si risparmia
OVUN V I VUN
DA GIARDINO TRASCURATO
Con attrezzature specializzate e un team altamente qualificato, l’azienda Luisetto srl offre anche un servizio completo di recupero e smaltimento di rifiuti non ferrosi, tra cui plastica, legno, rifiuti non pericolosi di ogni tipo e rifiuti ingombranti. L’azienda ha inoltre ampliato i propri servizi includendo lo sgombero di magazzini e attività commerciali.
Attenta alla tutela dell’ambiente, fornisce consulenza ambientale e burocratica per la corretta compilazione di modulistica e registri, nel rispetto della normativa vigente. Offre ai suoi clienti un servizio sicuro, di qualità garantita e fiducia certificata: rispondendo ai requisiti, è certificata ISO 14001 per la gestione dell’impianto di recupero di rifiuti non pericolosi; dispone delle autorizzazioni di trasporto CAT 1, CAT 4, CAT 5 e CAT 8.
Ogni lavorazione della Luisetto srl viene svolta nel totale rispetto della normativa comunitaria e nazionale in tema di sicurezza. Crediamo e riteniamo importante che un servizio di qualità debba avvenire tutelando, in ogni momento dell’intervento, la salute dei suoi tecnici, dei suoi collaboratori, dei clienti e dell’ambiente che lo circonda.
SCARICA L’APP
Manutenzione • Realizzazione • Irrigazione A GIARDINO PERFETTO
RADIO VENETO2 4
SUL TUO SMARTPHONE
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Via Cavaizza 26, Rosara di Codevigo - 346 0096742 - info@mysite.com
Produzione e vendita con posa di Lapidi - Loculi - Monumenti
Sede e lavorazione: Codevigo (Pd) Via Garubbio 9
Esposizione: Chioggia (Ve) Campo Marconi 165 www.venetatombstone.it Cel. 348 8283216
Despar Nord investe sul Veneto
Ioccupazione e presenza sul territorio
l Veneto si conferma un’area strategica per Despar Nord che, nel 2025, ha consolidato la propria presenza in regione con un percorso capace di coniugare crescita economica, sviluppo territoriale e attenzione alle comunità locali. Accanto ai risultati commerciali, orzato il proprio ruolo sociale attraverso iniziative dedicate all’inclusione, all’educazione e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. el corso dell’anno Despar Nord ha destinato oltre 160 mila euro ad attività sociali, culturali ed educative realizzate con associazioni, scuole, istituzioni e realtà locali. Tra i progetti più significativi, la collaborazione con la Cooperativa Vite Vere Down Dadi, con cui l’azienda ha promosso percorsi di integrazione sociale e opportunità lavorative per persone con disabilità, coinvolgendo direttamente anche alcuni punti vendita. È proseguita inoltre la partnership con
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
che
DESPAR NORD RAFFORZA IL LEGAME CON IL VENETO: CRESCITA, FILIERE LOCALI E SOSTEGNO AL TERRITORIO
coinvolte nell’iniziativa. Oggi sono 81 le micro-realtà artigiane venete presenti sugli sca ali dei punti vendita, alle quali si aggiungono 41 produttori regionali per un totale di oltre mille referenze provenienti dal Veneto. Un modello che sostiene le filiere corte e valorizza i piccoli produttori.
U n percorso di crescita confermato
di euro con un incremento dell’1,49% rispetto al 2024. Sul territorio sono stati investiti oltre 24,5 milioni di euro per il potenziamento della rete vendita, che oggi in Veneto conta 155 punti vendita di cui 81 a gestione diretta e 74 a iliati. È cresciuta anche l’occupazione, con 324 fra nuove assunzioni e stabilizzazioni contrattuali che portano a 4.287 il numero complessivo dei collaboratori
SCARICA L’APP
VENETO2 4
TUO SMARTPHONE
AAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul
proposito di persone, Despar Nord ha celebrato anche in Veneto i “Giubilei”, l’appuntamento annuale dedicato ai collaboratori e alle collaboratrici con importanti anzianità di servizio e che hanno raggiunto la pensione. L a cerimonia per il Veneto si è svolta nelle scorse settimane a Villa di Montruglio, a Barbarano Vicentino, coinvolgendo complessivamente 378 persone: 41 pensionati e 337 collaboratori premiati per traguardi professionali compresi tra i 15 e i 40 anni di attività in azienda. Nata oltre vent’anni fa, l’iniziativa rappresenta per Despar Nord un momento di riconoscimento dell’esperienza e della professionalità maturate nel tempo dai propri collaboratori e collaboratrici. Per l’azienda, celebrare questi percorsi significa perciò valorizzare il contributo che ogni persona ha dato alla crescita di Despar Nord e al consolidamento del legame con il territorio, confermando al tempo stesso l’impegno nello sviluppo occupazionale nelle regioni in cui opera.
lo scorso anno nel solo Veneto ha Despar Nord e il tessuto agroalimentare
OLIAMBULATORIO OALESE
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
SCARICA L’APP
Sintoniz zati sul
Apoco più di due settimane dall’attivazione, il numero europeo armonizzato 116117 sta già entrando nelle abitudini dei cittadini padovani. Il servizio, operativo dal 19 maggio nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, ha infatti registrato oltre 6.800 chiamate nei primi quattordici giorni di attività, confermando l’interesse e la necessità di uno strumento dedicato alle esigenze sanitarie non urgenti.
Il 116117 rappresenta una delle principali novità introdotte nel sistema sanitario territoriale. Si tratta del numero telefonico gratuito che permette ai cittadini di entrare in contatto con la continuità assistenziale, ottenere informazioni sui servizi sanitari e ricevere indicazioni appropriate quando il problema di salute non richiede l’intervento immediato del Pronto Soccorso.
I dati raccolti nelle prime due settimane mostrano una media di quasi 500 chiamate al giorno, con picchi particolarmente elevati nelle fasce orarie serali e durante i fine settimana, quando gli ambulatori dei medici di medicina generale sono chiusi. Un risultato che evidenzia come il servizio stia rispondendo a un’esigenza concreta della popolazione, offrendo un punto di riferimento unico per orientarsi all’interno della rete sanitaria. Attraverso il 116117 è possibile contattare il servizio di continuità assistenziale, ex guardia medi-
ca, ricevere informazioni su medici di famiglia e pediatri di libera scelta, ottenere indicazioni sulle farmacie di turno e sugli altri servizi sanitari presenti sul territorio. Il numero non sostituisce invece il 118 o il 112 per le emergenze e le urgenze, che continuano a rappresentare il riferimento per tutte le situazioni che richiedono un intervento immediato. L’introduzione del servizio rientra nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale promosso a livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di semplificare l’accesso ai servizi sanitari e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. Il sistema consente infatti di indirizzare il cittadino verso la risposta più adeguata al proprio bisogno, evitando sovraccarichi alle strutture di emergenza per problematiche che possono essere gestite in altri contesti assistenziali.
I numeri registrati nelle prime settimane testimoniano una risposta positiva da parte della popolazione di Padova e provincia. Per questo l’Ulss Euganea invita i cittadini a ricordare e utilizzare il 116117 ogni volta che si presenta un problema sanitario non urgente o quando si ha bisogno di informazioni e orientamento all’interno del sistema sanitario. Un servizio destinato a diventare sempre più centrale nella gestione dell’assistenza territoriale e nel rapporto quotidiano tra cittadini e sanità pubblica.
Quasi 7 mila chiamate in due settimane al 116117, il nuovo numero sanitario entra nelle abitudini dei cittadini
“Ho provato il 116117 e vi racconto com’è andata”
• di Nicola Stievano
Sono una delle circa settemila persone che hanno composto il numero unico 116117 per le richieste sanitarie non urgenti in Veneto nelle prime settimane di attività. Il Numero Europeo Armonizzato, che di fatto dal mese scorso rappresenta l’accesso al servizio di continuità assistenziale - l’ex guardia medica - ma anche il punto di prima informazione di carattere sanitario, è gratuito e raggiungibile sia dal telefono fisso che dal cellulare. Ma veniamo alla mia personale esperienza proprio nei primi giorni di avvio del nuovo numero unico. Dopo una notte pressoché insonne a casua di un insistente dolore ad un orecchio, di buon mattino, alle 6.50 per la precisione, ho composto il 116117 per chiedere l’eventuale assistenza della guardia medica, visto che era sabato. L’attesa è durata qualche istante e la risposta pressoché immediata. Sono stato messo in comunicazione con una giovane donna che ha raccolto la mia segnalazione e i miei dati. Dopo avermi fatto qualche domanda per completare il quadro mi ha
spiegato che avrebbe girato la segnalazione alla continuità assistenziale del mio distretto dell Ulss 6 e che sarei stato contattato direttamente dal medico. Mi ha raccomandato infine di rispondere anche ad un eventuale numero privato. Da quel momento è iniziata l’attesa ma non è stato un problema visto che non si trattava di un’urgenza, per la quale altrimenti avrei agito diversamente. La telefonata è arrivata dopo mezz’ora, da un numero privato in effetti. Il medico aveva le informazioni lasciate al numero unico e, dopo qualche altra domanda, mi ha dato appuntamento all’ambulatorio della continuità assistenziale alle 10.45. Anche in questo caso l’attesa davanti all’ambulatorio è durata pochi istanti. Dopo una breve visita il medico ha prescritto la cura e sono tornato a casa. L’esperienza pertanto è stata positiva, con attese ridotte, nessun disguido e con un riscontro immediato e positivo. Se il servizio confermerà questa prima impressione rappresenterà senz’altro un passo avanti nel rendere più semplice il rapporto tra assistenza sanitaria e cittadini.
Accordo tra Regione e medici di base: Case di Comunità aperte 24 ore su 24
LSintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.
a Regione Veneto e i sindacati dei medici di medicina generale hanno raggiunto un accordo destinato a rendere pienamente operative le Case di Comunità, strutture considerate uno dei cardini della riorganizzazione della sanità territoriale. L’intesa è stata definita al termine di un incontro svoltosi a Venezia tra il presidente della Regione Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e le rappresentanze sindacali dei medici di famiglia. Mentre a livello nazionale la trattativa è ancora in fase critica, la Regione Veneto per prima in Italia raggiunge un accordo e funge da modello nazionale. L’obiettivo è rafforzare la medicina di prossimità e garantire una presenza stabile dei professionisti sanitari all’interno delle Case di Comunità, trasformandole in un punto di riferimento per i cittadini. I dettagli tecnici dell’accordo sono ancora in fase di definizione, ma il modello organizzativo è stato delineato. «Il Veneto si conferma un laboratorio di buone pratiche e un modello per il resto del Paese», ha dichiarato il presidente Stefani. «Fin dall’inizio abbiamo immaginato le Case di Comunità come il cuore della medicina territoriale, luoghi in cui i cittadini possano trovare assistenza continua e vicina ai loro bisogni». L’accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati, inseriti nelle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), garantiscano la loro presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20.
Nelle ore restanti sarà invece assicurato dai medici della continuità assistenziale, consentendo così alle strutture di rimanere operative 24 ore su 24. Per i medici con incarico a regime orario viene confermato l’impegno di 38 ore settimanali all’interno delle Case di Comunità, con attività prevalente nelle ore notturne e durante i fine settimana, contribuendo a rafforzare la copertura assistenziale nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. L’intesa prevede inoltre la possibilità, per entrambe le categorie di professionisti, di svolgere da sei a dieci ore aggiuntive settimanali, retribuite con un compenso di 60 euro lordi all’ora. Durante questi turni i medici potranno assistere non soltanto i propri assistiti, ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. Secondo l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, l’accordo rappresenta un passaggio fondamentale per dare concreta attuazione a uno dei progetti strategici della sanità veneta. Le Case di Comunità, ha sottolineato, avranno il compito di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze o richiedano il ricorso agli ospedali. L’obiettivo della Regione è ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e garantire una maggiore vicinanza ai cittadini, in particolare alle persone fragili e ai pazienti cronici. Un risultato raggiunto attraverso il confronto con i rappresentanti dei medici di famiglia e la definizione di un modello organizzativo che punta a rendere la sanità territoriale più accessibile e capillare.
In Oncologia il make-up aiuta i pazienti a sentirsi meglio durante le cure
Migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici prima, durante e dopo le cure. È questo l’obiettivo di “Esteticamente DH”, progetto giunto alla seconda edizione e ospitato nei giorni scorsi nell’Unità operativa di Oncologia degli Ospedali Riuniti Padova Sud dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa è stata organizzata con il supporto di una squadra di specialisti e si è articolata in due momenti distinti. La prima parte, aperta anche ai familiari, è stata dedicata all’informazione e al confronto. Durante gli incontri sono stati illustrati gli effetti delle terapie su pelle e mucose, con suggerimenti pratici per affrontare al meglio i disagi legati alle cure e consigli utili per la gestione quotidiana. Non è mancato uno spazio dedicato alle domande e alla condivisione delle esperienze dei pazienti.
La seconda fase, riservata agli assistiti, ha trasformato alcune stanze del reparto in una “Temporary Beauty SPA”. Qui sono stati proposti massaggi a viso e mani, riflessologia plantare e consulenze personalizzate dedicate all’immagine, al trucco correttivo, all’armocromia e alla cura dei capelli.
«In una delle stanze solitamente dedicate alle terapie, e che per l’occasione cambiano veste, si eseguono massaggio viso e mani e riflessologia plantare, con un operatore dedicato per ogni paziente», ha spiegato la dottoressa Laura Merlini, direttore della struttura. «Tutte queste attenzioni danno la connotazione di “coccola” alla parte pratica».
Le indicazioni fornite durante il laboratorio sono state condivise con il personale sanitario coinvol-
to nel progetto, con l’obiettivo di aiutare i pazienti a vivere il percorso di cura in modo più consapevole e partecipato.
«Lo scopo dell’evento, che rappresenta un valore aggiunto alla nostra quotidianità, è quello di informare le pazienti per migliorare il loro benessere e far vivere l’ospedale non solo come luogo di cura, ma anche come spazio in cui ci si prende cura della persona a tutto tondo», ha aggiunto la dottoressa Merlini, ringraziando la Fondazione Altre Parole per il sostegno all’iniziativa già avviata lo scorso anno a Piove di Sacco e ora estesa ai due poli ospedalieri.
Accesso
Sintoniz zati sul
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Trentino aggiornate in tempo reale.