Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.
I manager della sanità padovana: Fortuna in Azienda Ospedale, Benini all’Ulss 6
Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti
SICUREZZA STRADALE, SFIDA ANCORA APERTA:
Dopo anni di lavori su segnaletica, incroci e controlli, Villa del Conte affronta una nuova sfida: ridurre il traffico pesante che attraversa il paese
“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop
CAMPODARSEGO AVANZANO ASILO E ILLUMINAZIONE PUBBLICA
Prosegue a Reschigliano il cantiere da 1,6 milioni di euro, finanziato anche con fondi Pnrr, che potrà accogliere 36 bambini A
L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile
DLiceo classico, scelta da eroi
Giampiero Beltotto
ite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.
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Santa Giustina in Colle, partiti i lavori per la nuova
rete idrica
Sono iniziati nelle scorse settimane a Santa Giustina in Colle i lavori per la sostituzione della rete idrica nelle vie Giovanni XXIII e Villarappa. L’intervento, destinato a concludersi nel corso della prossima estate, prevede un investimento di circa 393 mila euro. Il progetto è affidato a un raggruppamento temporaneo d’impresa formato da Microscavi Srl di Costabissara, Cantieri Spa di Poggio Renatico e Brenta Lavori Srl di Vigonza. L’opera riguarda non solo la posa delle nuove condotte, ma anche il rifacimento dei nodi di interconnessione della rete e degli allacci alle utenze private ritenuti non più adeguati. Tra le novità è prevista anche l’installazione dei nuovi contatori dell’acquedotto all’esterno delle proprietà private, così da facilitare le operazioni di lettura da parte del personale Etra. Si tratta di un intervento programmato da tempo, sottolinea il sindaco Moreno Giacomazzi, perché riguarda un servizio essenziale come quello dell’acquedotto. L’obiettivo è dare una risposta concreta a una parte del territorio dove la rete esistente non era più adeguata. L’opera, oltre a migliorare il servizio per i residenti, ha anche una ricaduta positiva dal punto di vista ambientale, contribuendo a una gestione più efficiente di una risorsa preziosa e limitata come l’acqua. La nuova rete verrà posata lungo la sede stradale delle due vie: in via Giovanni XXIII saranno utilizzate tubazioni in PVC PN 20 con diametro nominale di 160 millimetri, mentre in via Villarappa il diametro sarà di 110 millimetri. L’attuale rete, soggetta a frequenti interventi di manutenzione e ormai insufficiente rispetto al fabbisogno delle utenze, sarà quindi sostituita con un’infrastruttura più moderna ed efficiente. L’estensione complessiva della nuova condotta sarà di circa 1.685 metri. Al termine dei lavori è previsto anche il rifacimento completo della sede stradale con nuova asfaltatura su tutta la larghezza e il ripristino della segnaletica orizzontale.
Redazione Padova
L’intervento è tra via Giovanni
XXIII e via Villarappa Facciamo il punto
Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto
Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”.
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24 - 25 Maggio 2026
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ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le Elezioni amministrative del 24-25 Maggio 2026 messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).
Il progetto. Spazi moderni per accogliere i bambini e sostenere le famiglie
Un nuovo asilo nido prende forma
A Reschigliano di Campodarsego avanza il cantiere del nuovo asilo nido comunale da 1,6 milioni, in parte finanziato dal PNRR. La struttura per 36 bambini 0-3 anni aprirà in primavera e amplierà i servizi per le famiglie
AReschigliano di Campodarsego il cantiere del nuovo asilo nido comunale continua ad avanzare giorno dopo giorno. Un progetto atteso dalle famiglie del territorio, che porterà alla realizzazione di una struttura pensata per accogliere i più
ammonta a circa 1,6 milioni di euro. Una parte importante delle risorse – 720 mila euro – arriva dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinati allo sviluppo dei servizi educativi per l’infanzia, mentre la restante quota, circa
piccoli in spazi moderni, sicuri e progettati a misura di bambino. L’opera sorgerà in via Foffani e rappresenta un intervento significativo per il Comune, che finora non disponeva di un asilo nido pubblico. La nuova struttura nasce proprio con l’obiettivo di ampliare l’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia e di dare una risposta concreta alle esigenze delle giovani famiglie.
L’investimento complessivo
880 mila euro, è stata stanziata direttamente dall’Amministrazione comunale.
Il nuovo asilo nido potrà accogliere fino a 36 bambini nella fascia 0-3 anni e sarà organizzato in ambienti luminosi e funzionali, pensati per favorire il gioco, la crescita e l’apprendimento. Gli spazi interni saranno collegati anche a aree esterne dedicate alle attività all’aperto, per permettere ai bambini di vivere momenti di gioco e so-
cialità in un contesto sicuro e stimolante. Il progetto nasce anche dalla crescente domanda di servizi educativi per la prima infanzia registrata negli ultimi anni nel territorio comunale.
L’Amministrazione ha quindi scelto di investire in una nuova struttura pubblica capace di accompagnare la crescita della comunità e di sostenere le famiglie nella gestione dei tempi tra lavoro e vita familiare. “Stiamo
costruendo un luogo che sarà parte integrante della comunità, dove educazione, benessere e futuro si incontrano”, ha spiegato il sindaco Valter Gallo, sottolineando il valore sociale dell’opera. Il nuovo asilo nido rientra tra i progetti più importanti avviati negli ultimi anni dal Comune grazie anche alle opportunità offerte dai finanziamenti nazionali. Un intervento che guarda al futuro del
territorio e alle nuove generazioni. I lavori stanno procedendo secondo il cronoprogramma previsto e, se tutto continuerà come programmato, la conclusione del cantiere è attesa nel periodo primaverile. Una volta completata, la nuova struttura diventerà un punto di riferimento per molte famiglie di Campodarsego e delle frazioni vicine.
Elena Scapin
Nuovi punti luce Led in quattro vie del territorio
Prosegue a Campodarsego il programma di interventi per migliorare la sicurezza e la qualità degli spazi urbani. Nel 2025 l’amministrazione comunale ha stanziato 1 50 mila euro per completare e potenziare l’illuminazione pubblica in alcune aree del territorio che risultavano ancora prive di adeguata copertura o illuminate solo parzialmente.
Dopo la conclusione delle procedure di affidamento dei lavori e delle verifiche tecniche preliminari, i cantieri sono partiti in questi giorni. Gli interventi interesseranno in particolare via Straelle (S.P. 34), via Marcello, via Sant’Antonio nella frazione di Bronzola e via Barucchella, dove verranno installati nuovi impianti per garantire una maggiore visibilità nelle ore serali e notturne.
Il progetto prevede la posa di nuovi punti luce a tecnologia LED, l’installazione dei sostegni e la realizzazione dei cavidotti necessari al collegamento degli impianti. Le soluzioni adottate sono state progettate nel rispet-
to delle normative regionali vigenti e con un’attenzione specifica all’efficienza energetica e
stire nella sicurezza, nel decoro urbano e nella qualità della vita dei cittadini”, sottolinea il sin-
alla riduzione dell’inquinamento luminoso, aspetti sempre più centrali nella pianificazione delle infrastrutture urbane.
L’intervento, si inserisce nel percorso di progressivo ammodernamento degli impianti comunali, con l’obiettivo di garantire un’illuminazione più efficiente e uniforme nelle diverse zone del territorio, migliorando allo stesso tempo la sicurezza stradale e la fruibilità degli spazi pubblici. “Investire nell’illuminazione pubblica significa inve-
daco Valter Gallo, evidenziando come il potenziamento della rete luminosa rappresenti un tassello importante nella manutenzione e nella valorizzazione del territorio comunale.
Con l’avvio di questi lavori l’amministrazione punta dunque a rispondere alle esigenze emerse negli ultimi anni in alcune aree del comune, proseguendo nel programma di miglioramento dei servizi e delle infrastrutture dedicate alla comunità. (el.s.)
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Sicurezza stradale/1. Rafforzamento dei servizi con un’attenzione particolare alla prevenzione
La sicurezza del territorio diventa un caso: più agenti e controlli sulle strade
L a sicurezza del territorio – e in particolare quella della viabilità – torna al centro dell’azione della Federazione dei Comuni del Camposampierese. È questo uno dei punti principali del programma 2026 presentato dalla nuova presidenza guidata da Gianluca Pedron, 31 anni, sindaco di Borgoricco, che succede a Valter Gallo alla guida dell’ente sovracomunale che riunisce dieci amministrazioni del territorio. Tra le priorità indicate dalla nuova giunta della Federazione figurano il rafforzamento della sicurezza stradale, il potenziamento della Polizia locale, il sostegno alla Protezione Civile e lo sviluppo di servizi condivisi tra i Comuni. Un insieme di azioni che punta a migliorare il control-
La
ciclabile che
lo del territorio e la gestione delle emergenze, con un’attenzione particolare alla prevenzione e alla tutela degli utenti della strada. Sul fronte operativo, la Polizia locale di Federazione – guidata dal comandante Antonio Paoloc-
migliora
C’è una parola che negli ultimi anni è entrata con sempre più forza nel dibattito sulla mobilità locale: sicurezza. E non riguarda solo automobilisti e traffico veicolare, ma anche pedoni e ciclisti, gli utenti più esposti sulle strade del Veneto. La nuova pista ciclopedonale inaugurata lungo la Provinciale 31 tra Camposampiero e Massanzago va letta proprio in questa chiave. Non solo un’infrastruttura per il tempo libero o per il turismo lento, ma soprattutto un intervento che prova a rispondere a una questione concreta: rendere più sicuri gli spostamenti quotidiani lungo una strada che negli
la
ci – si prepara a rafforzare il proprio organico. Il piano prevede l’assunzione di cinque nuovi agenti nei prossimi cinque anni, una misura pensata anche per aumentare i controlli sulle strade e rendere più capillare la presen-
za delle pattuglie nei centri abitati e lungo gli assi più trafficati del Camposampierese.
Accanto al lavoro delle forze di polizia, resta centrale anche il ruolo della Protezione Civile, spesso impegnata nel supporto alla sicurezza del territorio durante eventi, emergenze e manifestazioni pubbliche. Nei giorni scorsi la giunta della Federazione ha approvato un indirizzo per destinare circa 10 mila euro alle visite mediche obbligatorie dei volontari dei gruppi comunali. Si tratta di oltre 200 volontari attivi nei dieci Comuni aderenti, protagonisti nel solo 2025 di quasi 200 attività tra interventi di emergenza, esercitazioni e servizi alla comunità. Parallelamente prosegue anche il percorso di rafforzamen-
to della struttura amministrativa della Federazione. È stato infatti avviato l’iter per la nomina del dirigente coordinatore, figura che avrà il compito di supportare l’organizzazione dei servizi sovracomunali e il coordinamento delle attività tra i diversi enti. La procedura dovrebbe concludersi entro la fine di marzo. L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare un modello di collaborazione tra Comuni che consenta di gestire in modo più efficace temi sempre più centrali per i cittadini: sicurezza, viabilità e capacità di risposta alle emergenze in un territorio caratterizzato da una rete stradale molto frequentata e da flussi di traffico in costante crescita.
Sara Busato
SP31 e rende più sicuri gli spostamenti tra Camposampiero e Massanzago
anni è diventata uno degli assi più trafficati del Camposampierese. Chi percorre abitualmente la SP31 lo sa bene. È una direttrice utilizzata da pendolari, studenti, lavoratori e ciclisti che si muovono tra il Padovano e il Miranese, spesso costretti a condividere spazi ridotti con il traffico automobilistico. In questo contesto la separazione dei flussi diventa un elemento decisivo per ridurre il rischio di incidenti e migliorare la qualità della mobilità.
L’intervento rientra nel progetto della Federazione dei Comuni del Camposampierese, finanziato dalla Regione Veneto
con i Fondi Sviluppo e Coesione, che coinvolge otto amministrazioni con l’obiettivo di costruire una dorsale ciclabile continua. Il nuovo tratto corre lungo via Straelle di Rustega, raggiunge Massanzago e prosegue in via Ca’ Moro, dove è stato introdotto il senso unico per le auto e il doppio senso per le biciclette, fino ad arrivare a via Rinaldi. Un investimento complessivo di quasi 1,16 milioni di euro, sostenuto da Regione, Federazione dei Comuni e amministrazioni locali, a cui si affianca anche un intervento sulla rete fognaria realizzato da Etra.
Ma al di là dei numeri, il senso
dell’opera sta soprattutto nella direzione che indica. In un territorio dove il traffico cresce e le strade restano spesso le stesse di decenni fa, la sicurezza passa sempre più da scelte di pianificazione che tengano insieme mobilità, ambiente e qualità della vita. La ciclabile tra Camposampiero e Massanzago è un tassello di questo mosaico. Non risolve da sola i problemi della viabilità, ma rappresenta un segnale chiaro: la sicurezza stradale non si costruisce solo con controlli e sanzioni, ma anche con infrastrutture pensate per proteggere chi la strada la percorre ogni giorno. (s.b.)
Sicurezza stradale/2. Il percorso verso la tutela dei cittadini
A Villa del Conte la sfida è togliere i mezzi pesanti dal centro abitato
Dalla messa in sicurezza degli incroci più critici alle Zone 30 attorno alle scuole, passando per un lavoro capillare su segnaletica e controlli. Il Comune di Villa del Conte traccia il bilancio degli interventi avviati dal 2019 sul fronte della sicurezza stradale e apre un nuovo capitolo: liberare il centro dal traffico dei mezzi pesanti che oggi gravita su via Cà Dolfin. “Abbiamo iniziato con una mappatura puntuale delle criticità” – spiega il sindaco Antonella Argenti – “per programmare interventi mirati”. Tra le opere principali, la sistemazione dell’incrocio tra la SP39 e la messa in sicurezza della SP22 allo svincolo d’ingresso della frazione di Abbazia Pisani. A questo si aggiunge un lavoro diffuso sulla segnaletica orizzontale e verticale, rinnovata in più tratti della viabilità comunale. Sul fronte dei controlli, l’amministrazione rivendica “una collaborazione costante con la polizia locale”, rafforzata dall’utilizzo dei sensori per la lettura targhe. Negli anni si registra un solo incidente mortale, mentre sono in aumento i sinistri lievi, spesso legati alla distrazione alla guida e all’uso del telefono cellulare. Accanto agli interventi strutturali, sono state
istituite Zone 30 in prossimità dei plessi scolastici, con l’inserimento di dossi rallentatori per contenere la velocità. “Prima di intervenire” – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Matteo Stocco – “c’è stato un grande lavoro di analisi dei flussi e delle condizioni delle strade”.
Ora che gran parte delle criticità storiche risulta affrontata, la questione si sposta su un tema più complesso. Il passaggio dei mezzi pesanti in via Cà Dolfin – accentuato dalla chiusura o limitazione di alcune strade nei Comuni vicini, come Loreggia e San Martino di Lupari – sta creando nuove tensioni nel centro abitato. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il traffico pesante, ma sul tavolo c’è, per ora,
A San Giorgio delle Pertiche rotatorie e ciclopedonale in arrivo
A San Giorgio delle Pertiche la partita della sicurezza stradale si gioca su più fronti. Tra opere attese e cantieri in programma, il 2026 si annuncia come un anno chiave per la viabilità del paese. Il dossier più rilevante resta quello del sottopasso di via Roma, annunciato lo scorso anno come intervento strategico per alleggerire il traffico e ridurre i rischi in uno dei nodi più critici del territorio. Un’opera dal valore complessivo di 30 milioni di euro, ma i lavori non sono ancora partiti: il Ministero deve infatti procedere con l’assegnazione dei fondi. Senza quel passaggio, il cronoprogramma resta congelato. Nel frattempo l’amministrazione guarda avanti. Per il 2026 sono già sul tavolo di-
versi progetti. Il primo riguarda la realizzazione di una nuova rotatoria in centro paese, intervento da due milioni di euro. L’appalto è previsto nel periodo pasquale, con un tempo stimato di circa sei mesi per completare l’opera. L’obiettivo è mettere in sicurezza uno degli incroci più trafficati, riducendo la velocità dei veicoli e migliorando la fluidità della circolazione. A fine anno è in pro-
uno studio di fattibilità. “Un intervento che avrebbe un impatto economico rilevante e conseguenze importanti sull’assetto urbano”, ammettono dall’amministrazione. Tra le priorità resta anche la manutenzione dei fossati: in caso di piogge intense, la scarsa regimazione delle acque può diventare un fattore di rischio per la sicurezza della circolazione. Il quadro che emerge è quello di un Comune che ha investito su prevenzione e controllo, ma che ora si trova davanti a una scelta strategica: governare i flussi sovracomunali che attraversano il territorio, con ricadute che vanno oltre la sola manutenzione ordinaria.
Sara Busato
Il comune vuole mettere in sicurezza le strade e sta studiando come alleggerire via Cà Dolfin dal traffico. L’assessore Stocco: “Condotto un lavoro di analisi dei flussi e delle condizioni delle strade”
gramma un secondo intervento: un’altra rotatoria lungo la Provinciale 10, in via Punara, punto nevralgico per i collegamenti con i Comuni limitrofi e spesso teatro di manovre pericolose. Accanto alla viabilità carrabile, spazio anche alla mobilità dolce. È attesa la realizzazione della ciclopedonale Piovego, destinata a collegare la Treviso–Ostiglia con Arsego. Un’infrastruttura che punta a rafforzare la rete ciclabile e a offrire un’alternativa sicura agli spostamenti in auto, soprattutto per studenti e lavoratori. Tra fondi ancora da sbloccare e cantieri pronti a partire, la sicurezza stradale resta una priorità. Ma il sottopasso di via Roma, al momento, è ancora fermo sulla carta. (s.b.)
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San Giorgio delle Pertiche
Cittadini protagonisti con il “Controllo di vicinato”
S ala consiliare strapiena a San Giorgio delle Pertiche per affrontare un tema quantomai sentito e di stretta attualità. Si è infatti parlato di sicurezza e, più nel dettaglio, è stato presentato il progetto del “Controllo di vicinato”.
A spiegare l’iniziativa è stato il comandante della polizia locale di Camposampiero, Antonio Paolocci, che ha illustrato le modalità di costituzione dei gruppi, il rapporto di collaborazione con le Forze dell’Ordine, il ruolo del coordinatore e i percorsi di formazione previsti per i volontari. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per chiarire obiettivi e funzionamento del servizio, volto a rafforzare la sicurezza attraverso la partecipazione attiva dei cittadini.
Soddisfatto per la numerosa partecipazione l’assessore alla sicurezza Andrea Biasibetti, presente in sala assieme al collega di giunta Andrea Carnio e al consigliere Mario Agostini. Biasibetti ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, confermando la piena disponibilità a collaborare per l’avvio dei gruppi di controllo di vicinato. “Attenzione, non ci sostituiamo alle Forze dell’Ordine, questo è solo un modo per aiutarle e agevolarle per individuare e prendere i malviventi che cercano di entrare nelle nostre case” ha dichiarato l’assessore. “L’invito che faccio alla cittadinanza è quello di contattare il comune perché questo percorso prende avvio questa sera e vuole coinvolgere tutti per dare maggiore sicurezza al nostro territorio” ha concluso Biasibetti. L’amministrazione ha infine informato che saranno messi a disposizione i moduli per la raccolta delle adesioni, passaggio fondamentale per l’attivazione del servizio sul territorio.
Il controllo di vicinato nel padovano è un progetto che sta prendendo sempre più piede, contando ad oggi 31 comuni aderenti. Fondamentale è la sinergia con le amministrazioni locali e, più in generale, con le istituzioni. Lo testimoniano le intese che vengono firmate in Prefettura alla presenza del Questore, dei Comandanti provinciali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei sindaci, l’ultima delle quali risale a fine febbraio con l’adesione dei comuni di Cittadellla. Fontaniva, Rubano e
San Giorgio in Bosco.
Il Prefetto di Padova Giuseppe Forlenza ha recentemente ricordato che i protocolli per il “controllo di vicinato” esprimono la volontà delle comunità locali di essere pienamente protagoniste e collaborative nel mantenimento di adeguati livelli di sicurezza, sottolineando che, aldilà dei profili di ordine e sicurezza pubblica, le intese favoriscono la costituzione di antenne sensibili anche verso i bisogni e le vulnerabilità, valorizzando la capacità dei cittadini di essere tra loro solidali e co-protagonisti della tutela della comunità.
Andrea Benato
Successo per il 46esimo Carnevale sangiorgese
“Un successo che non nasce dal nulla, ma dalle mani e dal tempo dei tantissimi volontari a cui va il nostro più profondo ringraziamento”. L’assessore alla Protezione Civile e lavori pubblici Andrea Carnio commenta così la buona riuscita della quarantaseiesima edizione del Carnevale di San Giorgio delle Pertiche. Due giorni, sabato 7 e domenica 8 febbraio all’insegna del divertimento e dello stare insieme.
I primi colori della nuova edizione del tradizionale Carnevale sangiorgese si sono visti nel primo pomeriggio del sabato con la festa del bambino presso il luna park ed è proseguito, sempre con i più piccoli, nell’atrio del municipio dove è andato in scena lo spettacolo teatrale “La scuola di Magia”. Per grandi e piccini la
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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Camposampiero, Via Vivaldi, 7/9; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Trebaseleghe, Via Torino 17; dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 18.30
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grande festa si è tenuta il giorno successivo con la sfilata dei carri mascherati nel primo pomeriggio della domenica con, a seguire, l’estrazione della lotteria e lo spettacolo pirotecnico (accompagnato dalla musica) presso la Torre Millenaria, con tanto di riprese aeree con droni. Alla manifestazione hanno partecipato anche la giunta comunale con sindaco Daniele Canella (per l’occasione vestito da re Enrico VIII): “Il carnevale non è soltanto una festa: è un momento in cui il cuore della nostra comunità batte all’unisono. Ogni maschera, ogni carro racconta una storia: storie di fantasia, di creatività, di emozioni condivise. È la dimostrazione che la vera ricchezza del Carnevale Sangiorgese non risiede soltanto nei colori e negli spettacoli, ma nelle persone e nell’amore con cui partecipano alla festa. Ringrazio di cuore associazioni, scuole, volontari e cittadini che, con entusiasmo e generosità, anno dopo anno rendono possibile tutto questo. Il loro impegno è ciò che fa battere forte il cuore del carnevale sangiorgese e lo rende un evento unico” ha concluso il sindaco. (a.b.)
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“Già Che Ci Sei”: e ingredienti sicuri per tutta la famiglia
Un ristorante pizzeria
Mmiglia. Da questa consapevolezza nasce la filosofia del Sei
stinguersi puntando su qualità, genuinità e sicurezza alimentare.
Scegliamo ogni giorno una farina pensata per voi
Il locale, accogliente e curato, è diventato un punto di riferimento per chi desidera assaporare piatti della tradizione e pizze speciali senza rinunciare al benessere. L’attenzione alla selezione delle materie prime è al centro di ogni preparazione: verdure fresche, ingredienti di stagione e condimenti scelti con cura si sposano con un impasto unico nel suo genere, che rappresenta il vero fiore all’occhiello del ristorante.
stico e digeribile, ideale per esaltare i con-
La pizza di Già Che Ci Sei è infatti preparagrano tenero tipo 0, frutto della collaborazione tra il Molino Moras di Trivignano Udinese, attivo fin dal 1905, e l’Istituto Superiore di Sanità. Non una farina qualsiasi, ma un prodotto pensato inizialmente per i bambini dai 3 ai 10 anni – i cosiddetti “consumatori sensibili” – e che oggi rappresenta una garanzia anche per gli adulti.
AmorBimbi si distingue perché priva di pesticidi, glifosato e residui di trattamenti chimici, con un contenuto di micotossine ridotto dell’80% rispetto al limite europeo. È il risultato di un percorso produttivo accuratamente controllato, dalla filiera corta del grano italiano alla molitura, fino al confezionamento. Ogni lotto viene analizzato e certificato per garantire la massima sicurezza igienico-sanitaria.
cliente si sente al centro dell’attenzione. È la certezza di trovare un menu vario, capace di soddisfare i gusti di grandi e piccoli, dagli appassionati delle pizze classiche agli amanti delle proposte più creative.
La filosofia del locale è racchiusa in una frase che accompagna da sempre il lavoro dei titolari: “Ognuno di noi è il risultato di ciò che mangiamo e di come mangiamo”. Una convinzione che si traduce ogni giorno nella scelta di ingredienti sani, sicuri e di qualità.
Il successo di Già Che Ci Sei non sta solo nella bontà della pizza, ma anche nella capacità di innovare senza tradire la tradizione. Perché la buona cucina è quella che unisce memoria e futuro, gusto e benessere, territorio e ricerca.
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REZZA ALIMENTARE igienico, sanitaria, priva di pesticidi o glifosato e con l’80% in meno di micotossine rispetto al limite attuale fissato dalla Unione Europea. Farina nata principalmente per lievitati dolci e salati, per il consumo sicuro, nella fascia d’età fra i 3 anni ed i 10 anni, un consumatore dunque sensibile ed ottima pertanto anche per un consumatore adulto, di ogni età. Per la nostra pizza utilizziamo la farina “AmorBimbi”, di grano tenero italiano, proveniente da “filiera corta” e processi certificati, frutto della collaborazione fra il Molino Moras di Trivignano (UD) attivo fin dal 1905 e l’Istituto Superiore della Sanità. Una farina innovativa per un sano cibo.
Servizi. Nuovo calendario di via Zuanon: si potranno conferire i rifiuti solo il sabato mattina
Centro di raccolta rifiuti, si cambia
N
uovo anno, nuovo calendario per il conferimento dei rifiuti al centro di raccolta di Via Zuanon di San Giorgio delle Pertiche. L’amministrazione ha comunicato il nuovo regolamento in vigore da gennaio, in attesa dello spostamento del sito - che sorgerà poco lontano dall’attuale - previsto dopo l’estate. Il nuovo calendario consente il conferimento dei rifiuti solo al sabato mattina, dalle 9 alle 12.30, limitatamente a ingombranti, legno, verde, metalli, piccoli apparecchi elettronici, RAEE R4 e R5. L’accesso resta limitato alle utenze
domestiche del comune di San Giorgio delle Pertiche munite
A teatro vanno in scena storie di donne
Un reading - monologo teatrale per la Giornata Internazionale della Donna. È l’iniziativa proposta del comune di San Giorgio delle Pertiche domenica 8 marzo presso il Cinema Teatro Giardino, riscontrando un’ottima accoglienza da parte del pubblico: ben 450 spettatori. “Forte mi batte ancora il tuo
cuore - Federica, Lucia, Emma, Gloria - Vite che restano”, è il titolo scelto per l’opera, ideata da Nicoletta Masetto che ha scritto i testi con Daniela Borgato e Maria Camilla Bellinato, con la voce narrante di Roberta Chinellato. Musiche e canzoni originali sono firmate da Tito Pavan, che ha accompagnato la voce di
Torna la mostra “Cina è viCina”
È tornata a San Giorgio delle Pertiche la mostra “Cina è viCina”, in occasione del capodanno cinese. L’appuntamento - giunto ormai alla sua quinta edizione - è diventato ormai tradizionale non solo a San Giorgio ma anche a Padova e in Veneto. Il progetto ha lo scopo
di diffondere la cultura e l’arte cinese tradizionali, creando un ponte tra le comunità veneta e cinese. In occasione dell’inizio dell’anno cinese, quello del Cavallo di Fuoco, il municipio ha ospitato una mostra che racconta l’arte tradizionale della del dragone. L’esposi-
di Eco Tessera. Etra e il Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti rendono inoltre noto che sarà possibile usufruire del servizio di ritiro ingombranti porta a porta per un massimo di 5 pezzi nel limite di 2 metri quadrati e fino a due richieste l’anno, chiamando l’apposito numero verde. In merito alla funzionalità della nuova isola si attendono ancora dettagli ma l’amministrazione, assieme agli enti che si occupano della gestione, ha comunicato che sarà attiva h 24. “La nuova isola ecologica rappresenta un passo significativo verso la modernizzazione e
l’efficienza nella gestione dei rifiuti” aveva dichiarato qualche mese fa il vicesindaco Alberto Corsini. “Grazie alla tecnologia automatizzata, i cittadini potranno conferire i propri rifiuti in qualsiasi momento della giornata, garantendo maggiore flessibilità e riducendo il rischio di abbandono illecito”. “La nuova isola ecologica automatizzata non solo faciliterà la raccolta differenziata, ma contribuirà anche a mantenere il nostro territorio più pulito e ordinato” aveva aggiunto l’assessore all’ambiente Caterina Bellotto. Nel frattempo, a feb-
braio, è stata avviata la distribuzione del nuovo calendario di Etra, come ricorda l’assessore Andrea Carnio: “A seguito delle numerose segnalazioni riguardanti la mancata ricezione del calendario cartaceo di Etra, per garantire a tutti l’accesso immediato alle informazioni, presso lo sportello Protocollo del Comune sono disponibili copie cartacee del calendario; per chi preferisce la comodità dello smartphone, è possibile scaricare l’App di Etra, dove il calendario è sempre aggiornato e consultabile”.
Andrea Benato
quattro donne, vissute in epoche e contesti diversi, ma legate da un filo conduttore: l’amore
per la vita. Il progetto ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Padova, in collaborazione con la parrocchia di San Giorgio delle Pertiche e l’Associazione Alla Sbarra. “Le storie raccontate sono reali, hanno per protagoniste donne di questo territorio. Ognuna di loro ha parlato in prima persona attraverso la voce
di un’attrice, per raccontare sogni, speranze, scelte, paure e coraggio, trasformando la scena in uno spazio di testimonianza viva, intima e universale” spiega l’ideatrice Nicoletta Masetto. “Il reading vuole restituire voce a chi ha creduto nei sogni, nella forza della solidarietà, nella vita” conclude l’autrice. (a.b.)
zione, curata dall’associazione Filo di Seta, è rimasta aperta al pubblico dal 14 febbraio fino al 3 marzo, dando l’occasione ai visitatori di conoscere più da vicino la cultura cinese. “Siamo onorati di far parte delle tante iniziative che verranno celebrate nel territorio
provinciale proprio per questa ricorrenza” ha dichiarato il sindaco Daniele Canella. “Questa mostra vuole rinsaldare i rapporti commerciali ma anche quotidiani e di amicizia che vogliamo avere con la comunità cinese” ha concluso il primo cittadino. (a.b.)
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Il
presidente
Racconta ricerca, nuove sfide terapeutiche e valore della donazione.
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La Banca degli Occhi del Veneto tra innovazione e futuro: ricerca, donazione e nuove terapie.
È una fase di profondo rinnovamento
l’approccio a numerose patologie oculari, consentendo in alcuni casi di intervenire non più con tessuti, ma con cellule appositamente selezionate e preparate per svolgere funzioni
Un progresso che non prescinde mai da un principio fondamentale: la sicurezza. Il lavoro della Banca degli Occhi si fonda su criteri rigorosi e non negoziabili. Da un lato vi sono protocolli stringenti per garantire che non vi sia alcun rischio di trasmissione di patologie dal donatore al ricevente; dall’altro, una selezione biologica estremamente attenta dei tessuti, affinché questi possano assicurare qualità e durata nel tempo. Il trapianto deve essere non solo efficace, ma anche sicuro e sostenibile per tutta la vita del paziente. Alla base di questo sistema resta però il valore fondante della donazione. Il trapianto è
nella comunicazione, convinta che parlare di
Ncome esercizio di libertà creativa, affrontando con disincanto e leggerezza un tema complesso come quello della morte, presenza costante nella quotidianità di chi opera nel mondo dei trapianti. Racconti che diventano tentativi di risposta, di rielaborazione, di sguardo umano su un’esperienza universale.
Parallelamente proseguiranno le iniziative a livello regionale per rafforzare il messaggio della donazione. Un ambito in cui il Veneto rappresenta da anni un modello di riferimento, ma che richiede un impegno costante per mantenere alta la consapevolezza dei cittadini. Perché è proprio dal dono che nasce la possibilità di cura, di ricerca e di futuro. In questo contesto, il ruolo della Fondazione si conferma anche culturale e civile, capace di unire rigore scientifico, visione etica e responsabilità sociale. Un lavoro quotidiano che coinvolge professionisti, ricercatori e cittadini, con l’obiettivo di trasformare il progresso medico in beneficio concreto per le persone e per l’intera comunità. Un impegno Con continuità, traspa-
che oggi permettono di compiere un salto di qualità significativo. Tecnologie sviluppate nel corso dei primi decenni del nuovo secolo stanno ora producendo effetti concreti, migliorando l’efficacia dei trapianti e ampliando le possibilità di intervento. All’orizzonte si affaccia inoltre la terapia cellulare, un ambito destinato a cambiare profondamente
Diego Ponzin.
Il presidente Diego Ponzin
Volontari sugli argini: torna “Puliamo i fiumi”
U n gesto concreto per la tutela dell’ambiente e del territorio. A Santa Giustina in Colle si è svolta la nona edizione di “Puliamo i fiumi”, la giornata ecologica dedicata alla pulizia degli argini del Tergola e del Vandura, due dei principali corsi d’acqua che attraversano il territorio comunale. L’iniziativa, organizzata dall’associazione Enal Caccia e Pesca con il patrocinio del Comune, ha registrato una significativa partecipazione di cittadini e volontari appartenenti a diverse realtà associative del territorio. Alla giornata hanno preso parte FIPSAS, Spinning Club Italia, ASD GPC Muson Vecchio e Plastic Free, che insieme ai volontari hanno dedicato alcune ore alla cura degli argini e delle aree naturali.
L’attività si è articolata in due squadre operative, impegnate rispettivamente lungo il fiume Tergola e il fiume Vandura. Nel corso della mattinata sono stati raccolti numerosi sacchi di rifiuti abbandonati, successivamente conferiti all’ecocentro di
Etra per il corretto smaltimento. Presenti anche diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale. Oltre al sindaco Moreno Giacomazzi, hanno partecipato gli assessori Federico Marconato e Massimo Cavinato, i consiglieri Emma Bardellone
e Fabio Tomasin, insieme allo storico consigliere Valerio Bellù, delegato all’Ambiente, da anni impegnato nelle iniziative dedicate alla salvaguardia del territorio.
“Desidero ringraziare di cuore l’associazione Enal Caccia e
Pesca, tutte le realtà associative coinvolte e ogni singolo volontario che ha dedicato tempo ed energie per la tutela dei nostri corsi d’acqua – ha dichiarato il sindaco Moreno Giacomazzi –. La grande partecipazione dimostra quanto la nostra comunità tenga all’ambiente e al bene comune”.
Il primo cittadino ha però sottolineato anche un problema che continua a interessare il territorio: quello dell’abbandono dei rifiuti. “Purtroppo dobbiamo constatare ancora una volta il grave fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Ogni giorno persone incivili deturpano il nostro territorio senza alcun rispetto per la natura e per la collettività. Questi comportamenti, oltre a rappresentare un danno ambientale, costringono l’intera comunità e l’Amministrazione a intervenire con ulteriori risorse per ripulire aree che troppo spesso vengono utilizzate come vere e proprie discariche a cielo aperto”.
A pochi giorni dall’iniziativa
è stato infatti segnalato un ulteriore episodio di degrado ambientale: lungo il fossato di via Vicinale Tergolina sono stati rinvenuti alcuni sacchi contenenti resti di animale scarnificato, presumibilmente pecora o capra. Un gesto che l’amministrazione ha definito grave e inaccettabile. “Si tratta di un episodio che colpisce profondamente la nostra comunità – ha aggiunto il sindaco –. Queste attività vanno condannate con fermezza, con l’auspicio che le autorità competenti possano identificare al più presto i responsabili”. L’amministrazione comunale ha ribadito l’intenzione di continuare a vigilare sul territorio e di collaborare con gli enti preposti affinché simili comportamenti non restino impuniti. “Continueremo a promuovere iniziative di sensibilizzazione e a operare con determinazione – conclude Giacomazzi – perché la tutela dell’ambiente è una responsabilità condivisa e un dovere verso le future generazioni”.
Elena Scapin
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La radio non è più soltanto una
ÈSintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Gianluca Busi, titolare di 22 HBG, realtà specializzata in tecnologie avanzate per la radio e per le infrastrutture audio multimediali.
Busi ha tracciato un quadro lucido e diretto dell’evoluzione della radiofonia contemporanea. Definire oggi la radio, spiega, è sempre più complesso: come è accaduto con il passaggio dal-
l’FM al DAB, il mezzo sta vivendo una nuova fase evolutiva, spinta dall’impatto dell’intelligenza artificiale e da una trasformazione profonda del concetto stesso di multipiattaforma. L’intelligenza artificiale non è più una tecnologia del futuro, ma una presenza già pervasiva, capace di incidere
che timori. L’ipotesi di robot o avatar in grado di condurre programmi radiofonici o intervenire a eventi non è più fantascienza, bensì uno scenario concreto con cui il settore deve iniziare a
Eppure, proprio in questo contesto ipertecnologico, emerge con forza il valore distintivo della radio: l’autenticità. La voce umana, con le sue pause, le vibrazioni, le imperfezioni, resta un elemento insostituibile. Anche quando la tecnologia sarà in grado di ri-
po reale legate al territorio rappresentano un valore sempre più raro. È questo approccio che distingue una radio “viva”, fatta di persone, ricerca e competenze, da modelli completamente automatizzati basati su playlist
però, questa libertà potrebbe evolvere ulteriormente, consentendo all’ascoltatore di selezionare contenuti sempre più affini ai propri interessi, senza rinunciare alla pluralità e alla sorpresa che da sempre caratterizzano il mezzo radiofonico.
In questo scenario, la radio di informazione territoriale assume un ruolo strategico. Contenuti verificati, giornalismo di prossimità, notizie in tem-
Guardando avanti, 22HBG immagina un futuro in cui i contenuti radiofonici potranno essere multilingua, più longevi e capaci di raggiungere pubblici diversi grazie al supporto dell’intelligenza artificiale. Una tecnologia che non sostituisce la ricerca, la verifica e la qualità editoriale, ma le amplifica, rendendo i contenuti più accessibili e valorizzandone il potenziale.
La sfida non è fermare l’innovazione, ma governarla. Monitorare l’uso dell’intelligenza artificiale, evitarne gli abusi e mantenere centrale il valore umano del contenuto sarà la chiave per accompagnare la radio in questa nuova fase evolutiva, senza tradirne l’anima.
Gianluca Busi 22HBG Founder, CEO FM-world
I progetti. L’amministrazione invita i cittadini al tesseramento per mantenere vitale il socile
La Pro Loco apre i tesseramenti Dalla Costa: “Terzo settore da sostenere”
Il tesseramento della Pro Loco di Villa del Conte del 2026 è iniziato a metà febbraio. La nuova campagna è stata rilanciata dai soci anche tramite i social, sottolineando le molte iniziative realizzate negli ultimi anni e i programmi per i prossimi mesi. Inoltre, spiega l’associazione, “aderire tramite il tesseramento darà l’opportunità non solo di prestare servizio in tutta sicurezza, ma anche di usufruire di tutta una serie di agevolazioni e sconti in tutta Italia”. L’apertura delle adesioni arriva in un momento particolare: il governo ha infatti recentemente approvato una riforma del Terzo settore che sta preoccupando molti enti, associazioni ed amministratori locali. Sul tema, e, più in generale, sul ruolo della Pro Loco, è intervenuto il consigliere comunale delegato Michele Dalla Costa: “L’apertura della campagna tesseramenti della Pro Loco rappresenta un momento significativo per la comunità di Villa del Conte. Tesserarsi significa sostenere concretamente un’associazione che da anni contribuisce in modo determinante alla vita sociale, culturale e aggregativa del nostro paese. Il volontariato
costituisce una risorsa preziosa e merita il pieno sostegno dell’Amministrazione comunale e dei cittadini”.
“Per quanto riguarda la riforma del Terzo Settore - prosegue il consigliere - le novità introdotte comportano maggiori adempimenti sotto il profilo amministrativo e gestionale. È importante che tali cambiamenti non diventino un elemento di difficoltà per realtà composte prevalentemente da volontari, ma rappresentino invece un’opportunità per garantire maggiore trasparenza, tutela e riconoscimento del loro impegno”. Dalla Costa ha poi considerato la vitalità dell’associazione negli ultimi anni: “La Pro Loco ha organizzato eventi divenuti punti di riferimento per la comunità. Penso, ad esempio,
Formazione digitale per genitori
Febbraio e marzo dedicati al digitale a Villa del Conte. Dopo le iniziative organizzate negli ultimi anni nei Punti Digitali, il 2026 riparte con “Dritti al Punto”, un progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale. Due gli appuntamenti - presso la sala consiliare di Villa del Conte - con altrettanti laboratori formativi gratuiti dedicati a tutti i genitori dei ragazzi e delle ragazze che frequentano la Scuola Secondaria di I Grado.
Il primo incontro si è svolto a febbraio ed è stato dedicato all’annoso tema del Cyberbullismo con l’obiettivo di “accompagnare i genitori nell’individuazione degli strumenti di prevenzione e nella condivisione delle strategie utili e
degli strumenti di tutela per combattere i rischi legati alle nuove tecnologie”. Il secondo appunta-
mento ha avuto luogo martedì 19 febbraio e ha riguardato la gestione dell’utilizzo dei dispositivi digitali in famiglia, con lo scopo di “affiancare i genitori nel difficile processo di negoziazione con i fi-
alla tradizionale Sagra dei SS. Pietro e Paolo, che propone un’area giovani dedicata alla musica ma anche a momenti di riflessione, come lo scorso anno con il progetto GENZeroviolenza, oltre all’immancabile stand gastronomico. Accanto a questo appuntamento, iniziative come la Festa del Baccalà rappresentano occasioni preziose per valorizzare le tradizioni culinarie locali e rafforzare il senso di comunità. Come amministrazione siamo orgogliosi di poter contare su realtà associative come la Pro Loco e sulle numerose associazioni attive nel nostro territorio. Il nostro impegno è quello di essere al loro fianco non solo attraverso il sostegno economico, ma anche mediante una collaborazione concreta e costante, tesserandoci con loro fin dall’inizio del mandato. In questo spirito di vicinanza e partecipazione, il sindaco è tesserato alla Pro Loco sin dal suo insediamento, detenendo simbolicamente la tessera numero uno. Ringraziando tutti i volontari per l’impegno, rinnovo l’invito ai cittadini a sostenere la Pro Loco attraverso il tesseramento” ha concluso il consigliere.
Andrea Benato
Dalla Festa del Baccalà alla Sagra dei SS. Pietro e Paolo, la Pro Loco rappresenta un cuore pulsante del tempo libero della comunità di Villa del Conte
gli di regole condivise per un uso consapevole di pc e smartphone. ‘Un’occasione preziosa per accompagnare i nostri figli nel mondo digitale in modo sereno, responsabile e consapevole’” ha dichiarato il sindaco Antonella Argente dando il benvenuto a chi ha aderito al corso. Ma la formazione continua, e anche tutto il mese di marzo il comune, assieme ai partner di progetto, è sceso in campo per venire incontro ai cittadini che necessitano di un supporto nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Per tutto il mese il municipio ha messo a disposizione, per due volte alla settimana, due sportelli gratuiti per aiutare chi non si trovasse a proprio agio con pagoPA, SPID o accedere ai servizi online della PA. (a.b.)
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Il quotidiano on-line di notizie aggiornate 29 edizioni locali
Territorio. Campus di carnevale e laboratorio per San Valentino all’Oasi Vallona
Le iniziative per i più piccoli regalano libertà ai genitori
I
n occasione di due eventi particolarmente sentiti nel territorio, l’amministrazione comunale di Villa del Conte ha proposto due nuove iniziative per famiglie con bambini. Come ogni anno febbraio è il mese del carnevale e di San Valentino, occasioni di festa e svago. Per molti genitori, tuttavia, è difficile conciliare lavoro, incombenze e tempo libero; per questo il comune ha pensato a due momenti per coccolare bambini e bambine, lasciando del tempo libero a mamme e papà. Così, il carnevale è stato trasformato in una sorta di campus chiamato “Camp Carnevale di Green Fever ASD - nel punto di accoglienza dell’Oasi Vallona- rivolta a bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni. L’iniziativa è stata patrocinata dal comune e ha permesso alle famiglie, di “disporre di un servizio educativo e ricreativo di qualità, per la gestione del tempo dei figli durante la pausa scolastica del carnevale. Il camp ha consentito ai giovani partecipanti di vivere esperienze coinvolgenti in un’atmosfera di festa, riscoprendo le tradizioni del carnevale, mentre le famiglie hanno potuto godere della tranquillità di un servizio che concilia le esigenze lavorative e gli impegni dei genitori con la cura e l’intrattenimento dei figli. Un’opportunità pensata per semplificare l’organizzazione quotidiana, offrendo ai bambini una serie di attività creative e divertenti, sempre in un ambiente sicuro e sotto la guida di animatori esperti” hanno spiegato gli organizzatori. In occasione della grande festa di Carnevale e spettacolo finale, il sindaco Antonella Argenti e l’assessore Graziella Vigri hanno festeggiato assieme ai bimbi, certificando il successo dell’iniziativa:
“Continueremo a fare il possibile per regalare loro momenti così belli, pieni di sorrisi e di colore. Grazie ai ragazzi e alle ragazze dei centri, grazie agli educatori che ogni giorno fanno magie con loro, grazie a Green Fever per rendere tutto questo possibile” ha commentato Argenti.
Simile a questo il progetto per un San Valentino dedicato (anche) ai genitori, come spiega ancora il sindaco:
“A metà febbraio i bambini e bambine dai 5 ai 12 anni hanno potuto vivere un momento tutto per loro con un laboratori di animazione sul Carnevale patrocinato dal comune e organizzato in collaborazione con
Green Fever And. Come per il Carnevale, anche per questa iniziativa il punto di ritrovo è stato l’Oasi Vallona, sede del gruppo Alpini, che dalle 18 all 22.30 ha ospitato 25 bambini
Le iniziative che la nostra amministrazione ha ideato e realizza, nascono sempre con la stessa attenzione e responsabilità di una buona madre o di un buon padre di famiglia. È questa la nostra cifra distintiva, il nostro valore aggiunto: prenderci cura delle persone, pensando al bene comune con serietà, rispetto e visione nel senso di appartenenza che rende uniti” ha concluso il sindaco.
Andrea Benato
Raduno annuale degli alpini: memoria, doni e gratitudine
Si è svolto il tradizionale incontro annuale del Gruppo Alpini di Villa del Conte, che abbraccia anche le comunità di Curtarolo e Campo San Marino. Oltre ai molti “soci” erano presenti anche la consigliera delegata alle associazioni Cristina Garbuio e il sindaco Antonella Argenti che ha presenziato alla celebrazione religiosa e al pranzo comunitario, assieme a famiglie e simpatizzanti. “Partecipare è stato per me un grande onore, ma soprattutto una concreta dimostrazione della stima profonda e della gratitudine che proviamo verso questi uomini con la penna nera: valorosi, capaci, volenterosi, sempre presenti. Veri esempi di sacrificio, disponibilità e attaccamento al territorio. Villa del Conte vi stima fortemente e vi ringrazia di vero cuore per quello
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che fate ogni giorno e, soprattutto, per quello che siete” ha dichiarato Argenti.
Numerose le attività che hanno visto protagonisti gli alpini di Villa del Conte negli ultimi mesi. Tra gli ultimi omaggi ai caduti tributati dal gruppo locale quello ai martiri delle foibe è stato celebrato il 10 febbraio, mentre poco prima di Natale è stata ricordata la figura di Vittorio Ometto, scomparso lo scorso anno a 100 anni. Ometto negli ultimi anni era diventato un punto di riferimento per la memoria storica del paese grazie ai suoi ricordi di deportato durante la seconda guerra mondiale. “Con un gesto estremamente generoso, i figli Daniela, Ivana e Giuseppe Ometto hanno donato al gruppo di Villa del Conte il cappello di Vittorio ed un rosone in bronzo a cui Vittorio era stato sempre legato, raffigurante l’eroismo degli alpini nella scalata dell’Ortigara per sorprendere gli Austriaci. Per l’occasione è stato scoperto un bassorilievo in frassino raffigurante Vittorio sorridente, e la cui copia è stata donata ai figli” avevano ricordato in quell’occasione gli Alpini. (a.b.)
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Comune e istituzioni per salvare la Medicina di gruppo integrata
S i è svolto un importante momento di confronto istituzionale tra amministrazione comunale ed il nuovo assessore regionale alla salute, il professor Gerosa, per affrontare un tema centrale per la comunità come quello della Medicina di Gruppo Integrata. L’incontro è stato un’occasione concreta per ribadire la necessità di rafforzare e mantenere il servizio sanitario di qualità sul territorio, attualmente previsto fino al 31 dicembre 2026, migliorando l’accesso alle cure e garantendo ai cittadini un’assistenza sempre più vicina, efficiente e coordinata, come l’attuale Medicina di Gruppo Integrata che rappresenta un modello fondamentale per rispondere ai bisogni di salute della popolazione. “Stiamo parlando di una eccellenza – ricorda il primo cittadino, il sindaco Sarah Gaiani - nato dalla lungimiranza di alcuni medici che hanno aderito al progetto e che, in sinergia con il territorio di Campodarsego, hanno saputo costruire un modello organizzativo all’avanguardia. Detto ciò, l’amministrazione si sta battendo da tempo anche per assicurare la continuità dei servizi infermieristici e della continuità assistenziale, per garantire una presa in carico sempre
più di prossimità del paziente”. “Il servizio, o parte di esso non può essere meramente sostituito dalla Casa di Comunità hub di Vigonza – ribadisce ancora una volta, il sindaco Gaiani - struttura che, per collocazione territoriale risulta essere meno facilmente accessibile ai cittadini più fragili, con la conseguenza più che logica, di non perseguire pienamente l’obiettivo di alleggerire la pressione sugli ospedali”.
“L’Amministrazione comunale ha pertanto chiesto all’assessore regionale, che venga quantomeno garantita la presenza di una nuova Casa di Comunità spoke adiacente al territorio di Villanova – afferma il sindaco - più piccola rispetto all’hub, ma in grado di offrire servizi ambulatoriali, assistenza infermieristica, presa in carico dei pazienti cronici e coordinamento strategico con i medici di medicina generale, assicurando la continuità delle cure”. “Confermiamo il nostro massimo impegno istituzionale per garantirne la continuità e per difendere un modello organizzativo che ha dimostrato fino ad oggi efficacia e alta qualità delle cure. Continueremo a operare con determinazione affinché questa eccellenza non venga dispersa e possa anzi essere ulteriormente valorizzata nell’interesse dell’intera comunità. La salute dei cittadini resta e resterà una priorità assoluta per l’amministrazione Comunale”. concludono il sindaco Sarah Gaiani, l’assessore al sociale Elena Pagetta e il consigliere alla Sanità Marco Bavaresco, presenti al colloquio con l’assessore regionale.
Endrius Salvalaggio
Una nuova carica per Sarah Gaiani
Della consulta politiche per la famiglia, denatalità e giovani di Anci, l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani nomina la prima cittadina di Villanova di Camposampiero, che accoglie la carica con grande soddisfazione e senso di responsabilità. “È un incarico che mi riempie di orgoglio – ha dichiarato il sindaco Sarah Gaiani– e che assumo con il consueto spirito di servizio. La Consulta rappresenta un luogo strategico di confronto tra amministratori locali sui temi che riguardano le politiche familiari, il sostegno alla natalità e le opportunità per le giovani generazioni, ambiti oggi più che mai centrali nell’agenda pubblica nazionale e territoriale”. Per il sindaco Gaiani si tratta di un’opportunità concreta per rafforzare il dialogo istituzionale e trasformare le buone pratiche in azioni efficaci. “Sarà un’occasione importante per confrontarmi - continua ancora il sindaco Gaiani - e costruire proposte concrete, ma soprattutto riportare conoscenze, strumenti e opportunità utili alla mia comunità. Al centro del mio impegno vi sarà la volontà di fare rete tra amministratori, nella convinzione che la collaborazione tra enti locali sia la chiave per migliorare davvero la qualità delle politiche pubbliche”. La nomina rappresenta dunque non solo un riconoscimento personale, ma anche un’opportunità per il territorio, che potrà beneficiare di un canale diretto di confronto e di progettazione sulle politiche dedicate alle famiglie e ai giovani. (e.s.)
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DIEGO PONZIN
C’è un modo di parlare della morte senza abbassare la voce. Diego Ponzin lo sceglie: la osserva di traverso, la interroga, la costringe a perdere solennità. In questi dieci racconti la morte smette di essere un tabù e diventa una presenza laterale, quasi domestica, capace paradossalmente di rimettere in circolo la vita, la sua energia più segreta, il suo disordine. Sfilano così personaggi sospesi tra ironia e vertigine: un barone della cosmologia che svanisce lasciando messaggi indecifrabili; uno scrittore fantasma che rifiuta un bypass per morire con eleganza e regolare i conti con il proprio pseudonimo; assassini e vittime che, nel punto più buio, scoprono che l’amore può ancora accadere e che la letteratura è un percorso di crescita e guarigione, capace di elevare l’esperienza del dolore senza negarla. A tenere insieme le storie non è una morale, ma un gesto estremo: l’atto finale di un filosofo celebre, fissato sul suo cadavere con una potenza tale da generare una religione laica, assurda e necessaria. Racconti che fanno sorridere, commuovere, intuire che persino il surreale obbedisce a una segreta geometria. Perché, a forza di parlare di morte, la vita – ostinata – scorre più forte. E forse
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Oculista, da sempre divide la propria vita tra scienza, letteratura e musica. Quando non si occupa di oftalmologia, scrive; quando non scrive, suona il basso con i Motorcycle Mama. Ha pubblicato romanzi, racconti e poesie, mantenendo sempre uno sguardo ironico e distaccato su ciò che accade e inventando quello che non accade, dentro e fuori dal campo visivo.
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«Quando un impostore affermò che l’anziano filosofo gli era apparso in sogno, attraversato da un tripudio di
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L’analisi. Per i padovani a basso reddito l’integrazione sociale appare oggi fragile e instabile
La sfida del “lavoro povero”: erosione salariale ed emergenza abitativa pesano sulle famiglie
I l tessuto economico e sociale di Padova e della sua provincia sta attraversando una mutazione profonda e silenziosa, una trasformazione che mette a nudo una realtà drammatica in cui la povertà non è più sinonimo di esclusione dal mercato del lavoro, ma colpisce con forza crescente anche chi un’occupazione ce l’ha già stabilmente. L’analisi degli indicatori economici locali evidenzia con chiarezza l’emergere dei cosiddetti “nuovi poveri”, ovvero quella vasta platea di lavoratori a basso reddito la cui integrazione sociale appare oggi estremamente fragile e instabile a causa di una erosione costante delle basi materiali del vivere quotidiano, un quadro reso ancora più allarmante dai dati recenti sul potere d’acquisto dei cittadini padovani che, negli ultimi cinque anni, hanno visto i salari reali subire una contrazione media dell’8%.
Questo dato diventa ancora più critico nel comparto del terziario e dei servizi, dove le perdite del valore reale degli stipendi raggiungono punte del 10%, alimentate dall’assenza di un rinnovo puntuale dei contratti collettivi nazionali e da un sistema fiscale che non tiene adeguatamente conto dell’inflazione accumulata, finendo per tutelare le rendite di posizione a discapito del lavoro dipendente. In questo scenario, l’integrazione dei lavoratori è resa ancor più precaria dall’emergenza casa, che rappresenta oggi il principale punto di rottura sociale nel territorio poiché l’accesso a un alloggio dignitoso a costi sostenibili è diventato un miraggio per migliaia di famiglie. Proprio in risposta a questo disagio, nel gennaio 2025 è stato lanciato un appello fondamentale per la costituzione di un Fondo specifico per l’Abitare, volto a dare risposte concrete a un’emergenza
che non è più solo congiunturale ma strutturale.
L’iniziativa si è tradotta in un progetto concreto che vede la collaborazione sinergica di più attori istituzionali coordinati dal Comune di Padova, con l’obiettivo prioritario di intercettare le fragilità sociali prima che sfocino in una esclusione totale e irreversibile, correggendo con urgenza uno squilibrio profondo che vede la rendita erodere il valore reale del reddito da lavoro e rendendo l’abitazione un ostacolo insormontabile.
Per rispondere a questa sfida, le linee guida per il futuro devono puntare a una riforma strutturale del valore del lavoro e della protezione sociale attraverso pilastri fondamentali quali la giustizia salariale, garantita da un salario minimo legale e dal rinnovo dei contratti, una rinnovata responsabilità sociale d’impresa per la
creazione di valore condiviso e un welfare aziendale e territoriale inteso come modello sussidiario per supplire alle carenze del settore pubblico, supportando le famiglie e intercettando il disagio giovanile. In conclusione, la visione per una Padova più equa lega indissolubilmente la coesione sociale alla sicurezza economica, nella consapevolezza che una comunità è re-
Fondi dalla Fondazione Cariparo per rendere lo sport più accessibile
Cinquanta mila euro dalla Fondazione Cariparo destinati per lo sport e l’inclusione sociale. Un importante passo avanti attraverso il progetto “A Ruota Libera” che tocca ambiti come la realizzazione di nuove strutture per il pattinaggio o meglio ancora l’adeguamento degli spazi volto ad eliminare le barriere architettoniche per le persone disabili che vogliono praticare sport, garantendo così standard di alto livello e qualità. Questa iniziativa dal valore complessivo di 84.500 euro, dove la differenza sarà ripartita tra Comune di Villanova di Camposampiero e Asd Altichiero Pattinaggio, offrirà nel
suo insieme una nuova opportunità sportiva alla comunità. Il progetto, che si inserisce nel contesto di un crescente interesse per il pattinaggio, nasce dalla necessità di creare spazi adeguati, quando questa disciplina possa essere praticata tutto l’anno nel parco padre Mario Fattore a Murelle. Con questa formula, d’ora in poi, il pattinaggio sarà una realtà accessibile anche durante i mesi più freddi. Il progetto nel suo insieme prevede l’organizzazione di corsi, competizioni e saggi, contribuendo ad una formazione sportiva completa per giovani e giovanissimi. Inoltre, un aspetto cruciale
del progetto è l’adeguamento degli spazi per le persone più fragili. Il progetto mira a coinvolgere un ampio numero di beneficiari, estendendo l’invito a partecipare anche ai giovani provenienti dai comuni limitrofi. “Grazie al sostegno della Fondazione Cariparo e alla cooperazione con Altichiero pattinaggio - sottolinea l’assessore Elena Pagetta - il progetto “A Ruota Libera” si candida a diventare un punto di riferimento stabile e duraturo per lo sport nella nostra comunità. Un’iniziativa che promette di coinvolgere una rosa di sportivi molto più ampia del solito”. (e.s.)
almente sicura non solo attraverso il controllo dell’ordine pubblico, ma soprattutto quando riduce le disuguaglianze, offre un lavoro dignitoso e non lascia indietro nessuno, poiché senza una base solida di giustizia sociale non può esistere alcuna sicurezza duratura per il territorio padovano.
Vincenzo Gottardo
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Meridiani Paralleli Festival, danze e musiche in onore del patrimonio immateriale Unesco
Celebrare e far conoscere l’importanza della danza, della musica e della arti performative come forme di identità condivisa, parti essenziali del nostro patrimonio culturale e umano: è questo l’obiettivo di “Meridiani Paralleli Festival. Danze e Musiche del Patrimonio Immateriale UNESCO”, giunto alla sua quinta edizione.
Inaugurato questo mese con un evento dedicato al flamenco (riconosciuto parte del Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO) fino al 19 aprile il festival porterà in città artisti di livello nazionale e internazionale che si esibiranno in alcuni luoghi iconici della città, offrendo performance diverse ma tutte accomunate dallo stesso obiettivo: promuovere quello che è un patrimonio immateriale come testimonianza di identità e dialogo.
Un format culturale nato per celebrare l’ingresso di Padova
Urbs Picta nella lista del patrimonio UNESCO, Meridiani Paralleli esprime già dal nome la volontà di celebrare l’incontro e creare un dialogo fra culture e tradizioni diverse ma tutte unite dal linguaggio universale dell’arte che rappresentano: come i meridiani e i paralleli che si incrociano, allo stesso modo durante il festival si intersecano linguaggi, luoghi e visioni diverse.
Il programma del festival si compone di spettacoli e concerti, ma anche visite guidate e workshop, con un focus sulla danza, definita dalla direttrice artistica Marta Roverato come “memoria in movimento”, ossia un linguaggio antico e universale in grado di parlare a generazioni e culture diverse, valicando i limiti dello spazio e del tempo e continuando a vivere attraverso i corpi, i gesti e le comunità.
Imperdibili i prossimi eventi
La presentazione di Meridiani Paralleli Festival
in programma. Il 28 e il 29 marzo si terrà un workshop intensivo di flamenco curato dal ballerino e coreografo José Mericno: a lui sarà affidato il compito di guida-
La propaganda del prestito nazionale nella Grande Guerra
Strumenti di comunicazione fondamentali fra i soldati al fronte e le famiglie, ma anche potenti mezzi di propaganda, in un’epoca in cui buona parte della popolazione era analfabeta e immagini evocative valevano più di molte parole, le cartoline del prestito nazionale sono protagoniste della mostra “La propaganda del prestito nazionale della Grande Guerra” ospitata presso il Museo del Risorgimento e dell’Età Con-
temporanea di Padova fino al prossimo 28 giugno.
La mostra, promossa dalla Regione del Veneto e dall’assessorato alla Cultura del Comune di Padova e realizzata in collaborazione con il Memoriale Veneto Grande Guerra (MeVe) di Montebelluna, è parte di un progetto più ampio che comprende altre esposizioni dedicate alla comunicazione in periodo di guerra, visitabili in diverse città venete.
re danzatori e danzatrici di diverso livello attraverso un percorso di studio incentrato su tecnica, ritmo ed espressione. Il 12 aprile sarà un sito di Padova Urbs Picta
ad ospitare il penultimo evento in programma: presso la Reggia Carrarese si potrà infatti partecipare a una visita guidata, curata dall’Accademia Galileiana, che si concluderà con un concerto di musica medievale a cura dell’Ensemble Il giardino delle rose, diretto dal professore Simone Erre. “La cetra d’oro risuoni con limpide melodie”, questo il titolo dello spettacolo che si pone come un viaggio sonoro fra il IX e il XIII secolo. Il festival si conclude il 19 aprile al Liston a Palazzo Moroni con uno spettacolo dedicato al Dabke, una danza comunitaria originaria del Medio Oriente che è stata riconosciuta dall’UNESCO nel 2023. Con una lezione-spettacolo aperta al pubblico e guidata dal maestro Ali Chaalan, l’ultimo evento in programma si trasformerà in un momento di condivisione e festa collettiva.
Francesca Tessarollo
La mostra padovana è incentrata su una selezione di cartoline donate al Museo da Emilio Zunica Lavagna nel 2025 che raccontano un capitolo importante della storia del secolo scorso, quando le cartoline venivano usate non solo per gli scambi epistolari ma anche come mezzi di persuasione, essenziali per convincere la popolazione a finanziare lo sforzo bellico. Realizzate da alcuni dei migliori artisti e illustratori del
tempo nei maggiori stabilimenti grafici ed editoriali nazionali, le cartoline rappresentavano temi familiari e simboli patriottici e si caratterizzavano per i colori accattivanti e la comprensibilità dei messaggi. Uno strumento in grado di unire informazione economica e la capacità di suscitare emozioni in chi le guardava, queste cartoline sono una testimonianza del ruolo giocato dalla propaganda durante la Grande Guerra. (f.t.)
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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni
Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come
scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti
L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione
”La
presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.
cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”
Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale
Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.
Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?
Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-
muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.
In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?
Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.
A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-
nazionale?
La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.
Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?
Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.
Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non
teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?
Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.
Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?
È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.
Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?
Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.
Valeria Mantovan
Bilancio veneto. Facciamo il punto con l’assessore regionale Giacinti: “Approvazione ad inizio aprile”
“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”
“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”
I
n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.
Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?
Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un
principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti. La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?
Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-
ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio.
Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?
Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.
E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?
I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando
L’assessore regionale Filippo Giacinti
verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?
Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.
Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?
Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali
“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare
servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.
Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.
Manildo critica anche la comunicazione
a rischio
della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.
Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.
Ambiente. L’assessore
Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni
Il Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.
“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-
bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”.
Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.
Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.
Infine, il piano conferma il sup-
porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.
Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio
Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.
Antonino Calabrò Medico LILT Padova
Giulia Torni Tecnico LILT Padova
Elisa Venturini
Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”
“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”
P er molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.
Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?
Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non
era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.
A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?
La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-
ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.
Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo
mondo?
Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.
Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)
Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Nza delle aziende, sulla loro capacità di mantenere le promesse ai clienti, sul margine che riescono a difendere in un mercato sempre più competitivo. Perché puoi avere il miglior prodotto del mondo, ma se poi la merce arriva in ritardo, se le consegne saltano e devi chiamare il cliente per dire “scusa, domani”, hai un problema serio. I tempi di consegna, la puntualità delle spedizioni, la sicurezza nel trasporto non sono dettagli ma fattori che determinano la competitività. Ed è qui che si inserisce Prior Trasporti, realtà specializzata nel trasporto nazionale su gomma che lavora con un obiettivo chiaro: garantire alle imprese un servizio affi dabile e organizzato, capace di sostenere i ritmi serrati del mercato. Dalle industrie manifatturiere alle
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vare davvero giovedì mattina. Accanto all’organizzazione c’è la flessibilità. Le esigenze logistiche cambiano continuamente: volumi diversi a seconda dei periodi, tempi che variano con i picchi produttivi, destinazioni nuove, priorità che saltano fuori all’ultimo. Prior Trasporti costruisce soluzioni su questa variabilità, adattando i servizi invece di proporre pacchetti standard rigidi. La copertura capillare del territorio nazionale consente di intervenire con rapidità non solo sulle tratte principali ma anche su quelle secondarie. Nel trasporto su gomma la capacità di reagire agli imprevisti è quotidiana: traffi co bloccato, variazioni dell’ultimo minuto, urgenze improvvise. La differenza la fa l’esperienza organizzativa. Per le aziende che operano in mercati veloci, dove i margini si assottigliano, contare su un partner logistico solido signifi ca ridurre incertezze e migliorare l’effi cienza. Prior Trasporti si propone così: come partner capace di coniugare puntualità, sicurezza e attenzione al cliente, un riferimento per chi cerca un servizio professionale con soluzioni su misura. Perché nella logistica la differenza sta nella capacità di arrivare puntuali, sempre.
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Il percorso di Despar Nord per condividere valore con il territorio
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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità
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la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato
che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge
Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile
Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,
Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione
protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.
Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.
Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-
Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.
A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.
Sintoniz zati
Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss
Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.
Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.
All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.
Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.
Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-
ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.
Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.
Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.
A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese
di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.
A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.
L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:
1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;
2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;
3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;
4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;
5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;
6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;
7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;
8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;
9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.
L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
L’intervento. Sarà sempre più stretto il rapporto tra le due realtà sanitarie della provincia
Il nuovo DG Paolo Fortuna: «L’Azienda Ospedaliera rafforzerà la collaborazione con territorio e Università»
Ai nostri microfoni il nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova sottolinea il ruolo formativo e strategico della sanità padovana ella rete regionale
La centralità di Padova nel sistema sanitario veneto, il ruolo della formazione universitaria e il rafforzamento delle collaborazioni con il territorio. Sono questi i temi al centro della prima dichiarazione rilasciata ai microfoni di Radio Veneto24 da Paolo Fortuna, nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova. Partendo dal ruolo geografico e strategico del capoluogo euganeo, Fortuna evidenzia come Padova rappresenti prima di tutto un grande polo formativo per il sistema sanitario.
«Padova è innanzitutto una realtà formativa – spiega –. Qui si formano non solo i medici e gli specialisti, ma anche
Patrizia
molte altre figure sanitarie che poi andranno a lavorare sul territorio. Questo aspetto è fondamentale perché significa contribuire direttamente alla crescita e al rafforzamento del sistema sanitario regionale».
La presenza dell’Università e della scuola di specializzazione rende infatti la città un punto di riferimento per la formazione di nuove professionalità, che successivamente saranno chiamate a operare nelle strutture ospedaliere e territoriali del Veneto.
Un altro elemento centrale riguarda il ruolo dell’Azienda Ospedale–Università di Padova all’interno della rete assistenziale locale. «Oggi l’azienda ospedaliera è
l’unico grande ospedale della città – sottolinea Fortuna – e fornisce assistenza anche a molti cittadini che rientrano nel territorio dell’Ulss 6 Euganea». Per questo motivo il rapporto tra le due realtà sanitarie è destinato a essere sempre più stretto. «L’interazione con l’Ulss è fondamentale – spiega –. Si tratta soprattutto di rafforzare percorsi di collaborazione che in realtà esistono già, ma che possono essere ulteriormente sviluppati per migliorare l’organizzazione dell’assistenza».
Padova, inoltre, ospita importanti istituzioni sanitarie regionali che contribuiscono a rafforzare la rete della ricerca e della cura. Tra queste anche lo Iov – Istituto Oncologico Veneto, realtà di riferimento a livello regionale e nazionale. «La vicinanza dei cittadini a queste strutture le rende naturalmente più frequentate – osserva Fortuna – ma questo non significa che l’Azienda ospedaliera universitaria non sia aperta a tutto il territorio del Veneto e anche oltre».
Benini nuova direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea
«Un ritorno a casa, con grande responsabilità»
Un ritorno alle origini, ma anche una nuova sfida per la sanità padovana. Patrizia Benini, appena nominata direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea, ha commentato ai microfoni di Radio Veneto24 l’avvio del suo nuovo incarico, definendolo prima di tutto «un ritorno a casa».
«È un ritorno a casa – spiega – che affronto con molta soddisfazione e con molta gioia. Soddisfazione per il riconoscimento e per la conferma, ma anche gioia perché tornare in un ambiente che si conosce significa poter contare su interlocutori con cui si è già lavorato».
Un contesto familiare, dunque, ma che non riduce la complessità delle sfide da affrontare. «Quando si torna a casa è sempre un rischio – aggiunge – perché le aspettative sono alte. Tuttavia conoscere il territorio e le persone con cui si lavora rappresenta sicuramente un vantaggio nel momento in cui bisogna affrontare i problemi».
Tra i dossier più importanti sul tavolo della nuova direzione generale c’è il processo di riorganizzazione della sanità territoriale, un percorso che coinvolge tutte le aziende sanitarie del Veneto e che è legato anche agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
«Le tempistiche per la riorganizzazione del territorio sono le stesse per tutte le Ulss – chiarisce Benini – e riguardano in particolare l’attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, molti dei quali finanziati con il Pnrr».
Un passaggio chiave sarà quello del rafforzamento degli organici. «Stiamo lavorando molto sul reclutamento del personale – sottolinea – che rappresenta uno dei punti nodali, soprattutto per garantire la presenza medica all’interno delle Case della Comunità nelle ore diurne. A questo si affianca tutto il lavoro di integrazione con il territorio e con le altre strutture della rete sanitaria».
L’ospedale padovano rappresenta infatti una delle più grandi realtà sanitarie del Paese e continua ad attrarre pazienti da tutta la regione e da molte altre aree d’Italia. «Siamo una delle più grandi aziende ospedaliere italiane – conclude il di-
Per quanto riguarda invece il progetto del nuovo ospedale di Padova Est, la direttrice generale precisa che si tratta di una competenza dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova. «È un tema che affronterà il collega – osserva – perché riguarda direttamente quell’azienda». Padova, però, riveste un ruolo particolare all’interno del sistema sanitario regionale. «È una realtà molto centrale dal punto di vista geografico e ha una grande fortuna: la presenza dell’Università e della facoltà di Medicina, che può rappresentare un vantaggio anche in termini di reclutamento delle risorse professionali».
Le criticità, tuttavia, sono simili a quelle che interessano molte altre aziende sanitarie italiane. «I problemi sono un po’ ovunque gli stessi – conclude Benini – e riguardano la riorganizzazione della rete ospedaliera, che deve essere sempre più qualificata, distribuita sul territorio ma anche efficiente». In questo contesto sarà fondamentale il lavoro di rete con tutti gli attori del sistema sanitario locale.
rettore generale – e il nostro compito è continuare a garantire un servizio di alto livello non solo ai cittadini di Padova, ma a tutto il territorio regionale e nazionale».
Paola Bigon
«A Padova abbiamo l’Azienda ospedaliera universitaria e sono certa che i rapporti saranno ottimi. Conosco già il collega e abbiamo lavorato insieme in passato. Inoltre esiste una rete molto importante di privato accreditato, soprattutto per la specialistica, oltre alle quattro strutture ospedaliere presenti. Con tutti loro dovremo costruire una vera partnership».
L’obiettivo, conclude la nuova direttrice generale, resta uno solo: «dare risposte ai cittadini. È questo il compito principale della sanità pubblica».
Il taglio del nastro. A Padova inaugurato il cantiere del nuovo edificio destinato a ospitare laboratori avanzati
La Seconda Torre prende forma: al via i lavori dell’“Orizzonte della Ricerca”
Si è tenuta a Padova la posa della prima pietra della Seconda Torre dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, nuovo ampliamento destinato a diventare il cuore delle future attività scientifiche. La struttura, battezzata “Orizzonte della Ricerca”, ospiterà una Cell Factory di nuova concezione dedicata allo studio delle cellule RNA, delle CAR T e delle tecnologie di medicina personalizzata.
Alla cerimonia, svoltasi nel piazzale adiacente all’IRP in Corso Stati Uniti, hanno partecipato alcune centinaia di persone tra volontari, ricercatori e sostenitori. La benedizione della prima pietra è stata impartita da don Luca Facco, Vicario Episcopale della Diocesi di Padova. L’evento è stato anche l’occasione per la firma dell’Accordo Quadro che unisce Regione Veneto, Università di Padova, IOV, Azienda Ospedale-Università, Fondazione Cariparo, Fondazione Centro Nazionale Ricerca e Sviluppo terapia genica e Fondazione Città della Speranza per accelerare lo sviluppo di terapie avanzate. Il fondatore e presidente IRP Franco Masello ha sottolineato che la Seconda Torre rappresenta «il prosieguo dell’impegno tra pubblico e privato per far sì che la ricerca diventi più velocemente farmaco». Masello ha ricordato il valore simbolico della nuova costruzione, definita «l’Orizzonte della Ricerca, verso il quale salperemo tutti insie-
me».
Il presidente della Fondazione Città della Speranza, Marino Finozzi, ha evidenziato che la nuova struttura «non è solo un cantiere, ma il simbolo della nostra nuova statura», ribadendo l’obiettivo di trasformare la parola “incurabile” in un ricordo del passato. Per l’Istituto di Ricerca Pediatrica, l’amministratore delegato Stefano Lupi ha rimarcato la crescita dell’attività scientifica e la necessità di nuovi spazi. Andrea Camporese, vicepresidente IRP e responsabile del progetto Cell Factory, ha indicato sostenibilità e rapidità come i due cardini del nuovo investimento, ricordando che le nuove terapie dovranno essere non solo efficaci, ma anche accessibili.
Il direttore scientifico dell’IRP, prof. Eugenio Baraldi, ha definito la Cell Factory «un patrimonio importante per la sanità veneta» e un esempio virtuoso di collaborazione strutturata tra pubblico e privato.
Il sindaco di Padova Sergio Giordani ha richiamato il valore simbolico della giornata, ricordando che «da soli si va veloci, ma assieme si va lontano» e ribadendo l’obiettivo di non lasciare che «una malattia precluda il futuro a nessun bambino».
Il prorettore vicario dell’Università di Padova, Antonio Parbonetti, ha parlato di «investimento concreto nelle terapie avanzate» che rafforza il ruolo del Veneto nell’innova-
zione biomedica. Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha definito la nuova torre «la prova concreta che una scommessa ambiziosa può continuare a essere vinta», riconoscendo il contributo della comunità scientifica e dei volontari.
La nuova costruzione sarà collegata all’attuale sede dell’Istituto per ottimizzare costi e spazi comuni, tra cui reception, area accoglienza e direzione tecnica. L’edificio, articolato su tre piani più un livello destinato a parcheggio, coprirà circa 11mila metri quadrati complessivi. Il costo dell’intervento è
stimato in 21 milioni di euro. Il progetto architettonico punta alla massima sostenibilità: sono previste tecnologie impiantistiche a energia rinnovabile e una copertura piana destinata al fotovoltaico.
Nei nuovi laboratori troveranno posto unità di ricerca dedicate all’oncoematologia pediatrica, tra cui attività dell’Università di Padova e gruppi già operativi nell’Istituto, come Euroimmun e R&I.
Con l’avvio del cantiere partirà anche la campagna “Costruiamo insieme il futuro della ricerca”, finalizzata a sostenere economicamente la Seconda Torre. Il nome di ogni
benefattore sarà riportato negli ambienti del nuovo edificio e nell’Albo d’Oro della Fondazione.
La Fondazione Città della Speranza ha espresso gratitudine all’amministrazione comunale di Padova, alla Regione Veneto, all’Arma dei Carabinieri, ai Vigili del Fuoco, all’Interporto e ai professionisti coinvolti nella progettazione e nella direzione lavori. Un ringraziamento particolare va alle aziende che hanno già offerto materiali e supporto tecnico, oltre a Coldiretti per il buffet e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della giornata.
La proposta. Sotto la lente App finanziarie, sfide social e abuso di farmaci tra i più giovani
Pasqualon (UDC): “Una mozione per proteggere il Veneto dai rischi del trading online”
Non più soltanto slot machine e sale scommesse. In Veneto le dipendenze cambiano volto e corrono sugli smartphone. App di compravendita finanziaria, sfide sui social e un uso scorretto di farmaci tra i giovanissimi sono al centro della mozione depositata in Consiglio regionale da Eric Pasqualon (UDC).
A darne notizia è lo stesso consigliere, che parla di un fenomeno in rapida evoluzione anche nel territorio veneto. «Non più solo slot, ma App di trading e sfide social: le dipendenze in Veneto cambiano volto. Ho depositato una mozione per aggiornare le strategie regionali di prevenzione, puntando i riflettori sui rischi del guadagno facile online e sull’abuso di farmaci tra i giovanissimi», afferma Pasqualon.
L’iniziativa, spiega, nasce anche dall’esperienza maturata nel suo ruolo di vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, realtà impegnata nel contrasto alle dipendenze e nella promozione della legalità. A preoccupare sono i numeri raccolti dai Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) del Veneto: a Treviso, nell’area dell’Ulss 2, nel 2025 si è registrato un forte aumento dei casi di trading compulsivo, ovvero l’ossessione per le operazioni finanziarie online vissute come una scorciatoia per guadagnare.
Secondo i dati citati nella mozione, il 45% degli studenti veneti ha giocato d’azzardo almeno una volta. Un dato che, secondo Pasqualon, va letto alla luce di un contesto in cui il rischio è “a portata di smartphone”, tra investimenti finanziari ad alto rischio scambiati per opportunità di lavoro e pericolose sfide digitali che si diffondono sui social.
«Servono risposte immediate: dobbiamo portare l’educazione finanziaria e civica nelle scuole per smontare l’illusione del profitto immediato», sottolinea il consigliere.
Nel dettaglio, la mozione chiede alla Regione Veneto una strategia coordinata che parta da un nuovo accordo con l’Ufficio scolastico regionale per introdurre nelle scuole moduli dedicati ai rischi del tra-
ding compulsivo e delle truffe online. La proposta prevede anche di inserire formalmente le cosiddette “dipendenze finanziarie digitali” tra le priorità del prossimo Piano sanitario triennale e di rafforzare le risorse alle Ulss per controllare e seguire i casi legati a gioco online e acquisti compulsivi.
Infine, il documento punta a sollecitare il Governo nazionale affinché intervenga sulla pubblicità nascosta di prodotti finanziari ad alto rischio che circola sui social media, con particolare attenzione alla tutela dei minori dai messaggi ingannevoli.
«Il Veneto è un modello nel contrasto al gioco fisico, ma ora la battaglia si sposta sul digitale – conclude Pasqualon –. Proteggere le famiglie dal sovraindebitamento e i giovani dalle insidie del web deve essere una priorità assoluta per la nostra Regione».
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Al via la quarta edizione di “Cambio Gioco”
Dal 9 al 13 marzo si è svolta la quarta edizione di “Cambio Gioco”, la settimana dedicata alla prevenzione e al contrasto del gioco d’azzardo patologico, promossa dal Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa puntava a rafforzare il lavoro condiviso con istituzioni, operatori e cittadini, investendo su tempo e conoscenza per incrementare le strategie di prevenzione.
Il tema di quest’anno, “giocare d’anticipo”, invitava a intervenire precocemente attraverso strumenti educativi innovativi e strategie che consolidino fattori protettivi sia a livello individuale sia sociale. Durante la settimana sono stati organizzati incontri, laboratori e momenti di confronto che integrano l’esperienza clinica degli ambulatori del Dipartimento con contributi multidisciplinari, con l’obiettivo di offrire alla comunità strumenti concreti per la riflessione e la sensibilizzazione, in particolare tra i giovani.
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