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laPiazza del Camposampierese Est - Marzo 2026

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In strada tra prudenza e nuova consapevolezza

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Nell’ultimo biennio la mobilità nel nostro Veneto è tornata, a pieno regime, ai ritmi frenetici del periodo pre-pandemico. Spostamenti per lavoro, studio e un turismo sempre più pervasivo hanno riportato il traffico a livelli massimi. Ma cosa ci dicono i numeri dell’ultimo rapporto Istat sulla sicurezza stradale? Il quadro che emerge è in chiaroscuro, ma con un raggio di luce che merita la nostra attenzione. Il dato più incoraggiante riguarda gli incidenti mortali: la prima metà del 2025 ha mostrato una riduzione degli incidenti con lesioni (-1,3%) e delle vittime, in linea con un calo generale. Nel 2024, le vittime sulle nostre strade furono 269. Numeri ancora tragicamente alti, ma che raccontano un calo un calo significativo. L’indice di mortalità in Veneto è calato da 2,4 a 2,1 decessi ogni 100 incidenti. Si tratta di un risultato d’eccellenza se confrontato con la sostanziale stagnazione del dato nazionale. Guardando lontano, dal 2010 a oggi, la nostra regione ha ridotto la mortalità stradale di oltre il 32%, superando la media italiana. Tuttavia, non è il momento di brindare. Se le “croci” diminuiscono, il numero complessivo di incidenti e di feriti è in lieve aumento, rispettivamente dello 0,7% e dell’1,3%. Questo scollamento ci suggerisce che, sebbene la sicurezza dei veicoli e la tempestività dei soccorsi riescano a salvare più vite, la frequenza degli impatti resta legata a distrazioni e volumi di traffico critici. Il Veneto, inoltre, è tra le regioni più colpite per mortalità ciclistica, con 27 ciclisti deceduti registrati nel 2025. Ogni incidente rappresenta un costo umano e sociale immenso e non possiamo abbassare la guardia.

I manager della sanità padovana: Fortuna in Azienda Ospedale, Benini all’Ulss 6

Bilancio regionale ultimi ritocchi prima del varo definitivo: parla l’assessore Giacinti

SICUREZZA STRADALE, SFIDA ANCORA APERTA:

Tra ciclabili e strade provinciali: come il Camposampierese investe sulla sicurezza della mobilità quotidiana

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“Quello di Lupin III”: Davide Zanella, artista punto di riferimento per la comunità pop

L’intervento, finanziato da Comune, Provincia e Regione, inizierà tra poco; possibili disagi durante i lavori saranno contenuti dall’amministrazione

L’assessore regionale: stanziati subito 18 milioni per le borse studio, attenzione al disagio giovanile

Liceo classico, scelta da eroi

Giampiero Beltotto

Dite la verità: non mandate i vostri figli al classico perché avete paura del loro fallimento, quindi, non scommettendo sulla loro intelligenza, sulla loro capacità di abnegazione, di sacrificio, di volontà ferrea, scegliete per loro un percorso agevole. Quanti dei lettori di questo giornale hanno frequentato il glorioso liceo classico? Ricorderanno le ore trascorse sui Promessi Sposi, sull’aoristo passivo, su Tacito (intraducibile tanto quanto Quintiliano) o su Platone, che mi toccò alla maturità.

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30esimo anniversario della Caritas

Un riconoscimento da parte del Consiglio comunale di Borgoricco, alla Caritas parrocchiale San Leonardo di Borgoricco, per il raggiungimento di trent’anni di attività accanto alle persone più bisognose, contribuendo ogni giorno a rendere la comunità più umana e solidale. La Caritas, fondata da Don Valentino durante il suo ministero a Borgoricco, nasce come strumento educativo alla carità. Non sostituendosi di proposito all’impegno di tutti per il bene comune, ma per essere uno strumento pedagogico che educa e indica cammini di solidarietà. Don Giovanni, attuale parroco di Borgoricco, sottolinea il valore di questo anniversario come tappa significativa per la comunità fra tre decenni di impegno che hanno reso Borgoricco più solidale grazie alla dedizione di volontari e donatori. “La Caritas è un organismo pastorale con lo scopo principale di educare la comunità cristiana alla carità - evidenzia Don Giovanni - promuovendo l’ascolto, l’accompagnamento e il sostegno concreto alle persone povere e agli emarginati. L’obiettivo finale è la promozione integrale della persona e la costruzione di una comunità più solidale, in cui nessuno sia lasciato indietro”. “Quello raggiunto è un traguardo che parla di una realtà viva, composta da volontari che ogni giorno mettono a disposizione nelle tre parrocchie: tempo, energie e competenze per il prossimo - spiega l’assessore alle politiche sociali Giovanna Guion - sostenendo famiglie nei momenti di difficoltà che fanno compagnia agli anziani soli e che entrano nelle case nei momenti di vulnerabilità. La rete che si costruisce tra le tre Caritas del territorio ed i servizi sociali ha lo scopo di garantire un monitoraggio più attento dei bisogni e un intervento sociale efficace”. I trent’anni della Caritas non sono solo una ricorrenza, ma l’apertura di nuovi cammini di solidarietà e progettualità condivise, nel segno di una comunità che continua a prendersi cura dei suoi membri attraverso una struttura parrocchiale, fra Borgoricco, Sant’Eufemia e San Michele delle Badesse.

Endrius Salvalaggio

Riconoscimento

al lavoro educativo e solidale

Liceo classico, scelta da eroi Giampiero Beltotto

Sapete che cosa diceva la mia insegnante nel liceo milanese di cui lei era Papessa riconosciuta e riverita? Che lì per lì avremmo trovato i Promessi Sposi noiosi, ma quando saremmo diventati vecchi o nei giorni della malinconia, proprio quelle pagine dell’eterno don Lisander ci avrebbero ristorato l’anima. La Papessa (unico arbitro della nostra esistenza in quegli anni) ci insegnò anche a leggere, nel senso di articolare le parole a voce alta in modo tale che gli altri capiscano perché “non leggi per te e basta, ma per tutto il mondo e devi leggere ad alta voce e lentamente per capire, per gustare le parole e per trasmetterle”. Leggo che al classico, proprio quello del 1923 pensato dal fascistissimo Giovanni Gentile, grazie al quale abbiamo la più bella scuola del mondo, ci va il cinque per cento dei nostri ragazzi. Credo che la percentuale corrisponda al numero di italiani che si entusiasmano per il bello in sé, cioè per ciò che ci rende umani. A casa mia anche figli e nipoti considerano il classico la scuola dell’obbligo perché non possiamo concepirci senza quelle cose inutili che sono la letteratura, il greco e il latino, la filosofia. Ho scoperto con orrore che il legislatore ha tolto la magnifica differenza con tutte le altre scuole, l’avere cioè la quarta e la quinta ginnasio. Tutti uguali ci vogliono. Nelle infinite porcherie commesse a danno della scuola, questa la considero tra le peggiori, come la fine del riassunto e la lallazione che insulta i nostri ragazzi perché li vuole incapaci di reggere allo stress del risultato, quasi che la vita sia una noiosa passeggiata sull’olio scivoloso della parità. Ah certo, dovete considerare i vostri figli un po’ eroi per iscriverli al classico, dei magnifici figli di Sparta e di Atene. Vostro figlio come Leonida che ci salvò con anche meno del cinque per cento dalle invasioni e che quando l’imperatore nemico gli ingiunse di abbassare lo scudo perché erano troppo pochi per salvare la pelle, rispose “vieni a prenderlo”. O vostra figlia come Aspasia di Atene compagna di Pericle e con lui all’origine di quella che noi poveracci chiamiamo democrazia: la ragazza potrebbe lavorare con onore nella comunicazione. Saranno gli unici, i vostri figli, che quando il telecronista dice “naiki” avvertiranno un brivido d’orrore lungo la schiena, ma saranno quelli che dopo cinque anni non rinunceranno a pensare con la propria testa e a concludere che “uno vale uno lo dici a tua sorella”. Se li volete forti i figli e se scommettete su di loro chiedete la sezione aspra e dura dove c’è il professore di filosofia che insegna Platone e Sant’Agostino e non comizia di politicamente corretto. Pure qualche scappellotto farebbe bene a chi decide per il classico ma so che questo finale potrebbe alzare un polverone. Rinuncio allo scappellotto, ma per favore ritorniamo al vecchio ma sempre giovanissimo ginnasio. Quarta e quinta, s’intende. Astenersi perditempo e perdigiorno. E poi come dice il Maestro Arbore, “meno siamo, meglio stiamo”. continua

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Redazione: Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Redazione >redazione@givemotions.it<

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Cultura. L’evento si svolgerà fino al 29 marzo presso il Centro Culturale Aldo Rossi

La città ospiterà la 39esima mostra del libro

I l tema scelto quest’anno per la Mostra del Libro è l’acqua, elemento vitale per tutti gli esseri viventi. Un’occasione per riflettere sull’importanza dell’acqua nella nostra vita e per promuovere una maggiore consapevolezza sulla conservazione di questa preziosa risorsa. L’inaugurazione della mostra del libro si è svolta alla presenza delle autorità civili e dei cittadini. A tagliare il nastro c’era anche il Presidente della Regione

come Gigliola Alvisi, Antonella Viola, Elia Milani, Alessandro Sallusti, Luca Palamara, Giulio Zambon, Monica Oriente, Alberto Pellai, Andrea Franzoso, Alvise Trisciuzzi, Francesca Rava, Maurizio Dainese, Luca Bianchini, Francesco Vecchi, Tatiana Spolador, Luca Pappagallo, Antonio Caprarica e tanti altri scrittori emergenti. È un evento che coinvolgerà tutte le fasce di età a partire dai bambini delle scuole dell’infan-

Veneto Alberto Stefani.

Per l’occasione è stato presentato l’ottavo quaderno di storia locale. “Borgoricco: dal periodo romano al secondo dopo guerra”, a cura di Flavio Frasson e Ugo Coletti, (tratto da un manoscritto del Prof. Antonio Rettore), rispettivamente già sindaco e funzionario del comune di Borgoricco e appassionati di storia locale. Molti Autori presentano i loro libri durante i dieci giorni della Mostra del Libro,

zia, con laboratori e letture ad alta voce. E ancora, per le scuole secondarie, con gli autori che dialogheranno con i ragazzi su temi di attualità che riguardano l’adolescenza. Per gli adulti tanti incontri con gli autori di fama nazionale per approfondire e conoscere temi di straordinaria rilevanza. Il museo della centuriazione romana sarà aperto con visite guidate e teatralizzate, con l’esperta archeologa, con interventi degli attori di Came-

rini con Vista e Febo Teatro. Un occhio di riguardo è doveroso per le persone più fragili ai quali sono dedicate giornate di visite e laboratori. Sono sicuramente giorni intensi per tutta la comunità in cui cultura, conoscenza e perché no ….divertimento, animeranno il cuore culturale del comune di Borgoricco.

“La 39esima Mostra del Libro di Borgoricco rappresenta un appuntamento atteso e

profondamente radicato nella nostra Comunità. Il tema scelto quest’anno, richiama un elemento essenziale e universale, come l’acqua che nutre la vita, così come i libri nutrono la mente. Attraverso incontri con autori di rilievo nazionale, momenti dedicati alle scuole, alle famiglie e alle persone più fragili, desideriamo offrire un’occasione di crescita, confronto e consapevolezza. La cultura è una risor-

sa preziosa, capace di generare conoscenza, senso critico e coesione sociale. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare e a vivere questi giorni come un’esperienza condivisa, in cui la lettura diventa strumento di dialogo, formazione e futuro per la nostra Borgoricco” dicono il sindaco Gianluca Pedron e dell’Assessore alla Cultura Gabriella Boesso. Endrius Salvalaggio

Gianluca Pedron alla guida della Federazione dei Comuni del Camposampierese

E’ Gianluca Pedron, 31 anni, sindaco di Borgoricco, il nuovo presidente della Federazione dei Comuni del Camposampierese. Il neo presidente resterà alla guida dell’ente per tutto il 2026, con un mandato che nasce all’insegna della condivisione degli obiettivi e di una programmazione annuale mirata, con al centro sicurezza, Protezione civile, Polizia locale e supporto tecnico-amministrativo agli enti. “Assieme agli altri 9 sindaci di Federazione - commenta Gianluca Pedron - abbiamo definito un’agenda all’insegna della concretezza e del lavoro di squadra. L’obiettivo per il 2026 è rafforzare ciò che già funziona e migliorare i servizi sovracomunali, a partire dalla sicurezza, dalla Protezione civile e dal supporto tecnico ai comuni. Vogliamo continuare a lavorare in modo concreto, mettendo al centro l’efficienza e l’interesse delle comunità che rappresentiamo”.

Tra i primi dossier affrontati dalla nuova presidenza c’è quello della Protezione civile che, con un atto

di indirizzo approvato dalla giunta, prevede la copertura dei costi (10 mila euro) per le visite mediche obbligatorie per i volontari appartenenti ai gruppi comunali di Protezione civile della Federazione. Una compagine, quella dei volontari della Protezione civile che afferisce direttamente ai dieci comuni della Federazione, che solo nel 2025 ha messo in campo quasi 200 attività complessive tra interventi di emergenza (emergenze idrauliche, la ricerca di persone scomparse, il taglio alberi e gli sversamenti di carburante nelle vie d’acqua), addestramenti, servizi per manifestazioni tra cui eventi di rilievo sovracomunali. Si registrano infatti 35 interventi di emergenza; 73 addestramenti e 85 servizi per manifestazioni. Altro asse strategico è quello della Polizia locale di Federazione guidata dal comandante Antonio Paolocci. Il piano prevede l’assunzione di cinque nuovi agenti in un orizzonte di cinque anni, mediamente un ingresso all’anno. Nel programma 2026 trova spazio anche una riflessione sull’Ufficio

Europa. L’obiettivo è implementare e far evolvere il servizio, attribuendogli una nuova fisionomia e rendendolo però più operativo e più vicino ai comuni, soprattutto nel supporto concreto alla gestione dei bandi e dei finanziamenti. Infine, dopo le dimissioni della direttrice, Annamaria Giacomelli, è stato avviato l’iter per la nomina del dirigente coordinatore della Federazione dove sono già previste due prove di valutazione, con l’obiettivo di arrivare alla scelta definitiva entro fine marzo. (e.s.)

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Sicurezza stradale/1. L’amministrazione investe in tecnologia per potenziare prevenzione e indagini

A Trebaseleghe pattuglie in prima linea

L

’amministrazione di Trebaseleghe comunale prosegue il proprio impegno sul fronte della sicurezza urbana, con un rafforzamento delle attività di controllo del territorio e con nuovi investimenti nel sistema di videosorveglianza.

L’azione si fonda sul lavoro quotidiano della Polizia Locale e su un progressivo potenziamento degli strumenti tecnologici a supporto delle attività di prevenzione e di indagine. Nel corso del 2025 il Comando di Polizia Locale ha svolto un’intensa attività operativa. Tra i principali dati si segnalano oltre 300 accertamenti in ambito anagrafico – tra iscrizioni, cancellazioni e verifiche per conto dell’Ufficio immigrazione della Questura di Padova – nonché 113 pratiche istruite per il rilascio di autorizzazioni e contrassegni di parcheggio per persone con disabilità. Gli agenti sono inoltre intervenuti con titolarità in 34 sinistri stradali e hanno garantito con continuità i

servizi di viabilità negli orari di entrata e uscita degli alunni, oltre ad attività di controllo durante il mercato settimanale del mercoledì.

Accanto a queste attività, il Comando è stato destinatario di 217 segnalazioni di intervento di natura amministrativa, riguardanti situazioni molto diverse tra loro: abbandono di rifiuti, animali vaganti, problematiche legate alla sicurezza stradale, manutenzione del verde privato, sopralluoghi per passi carrai e specchi parabolici, notifiche e accertamenti per altri enti e autorità, accesso agli atti e numerose altre richieste provenienti dalla cittadinanza.

Un supporto sempre più rilevante alle attività di controllo e di indagine è rappresentato dal sistema comunale di videosorveglianza, recentemente implementato. L’investimento attuato attraverso un project financial ammonta a circa 100 mila euro consentendo così di migliorare il monitoraggio

di diverse aree del territorio e di offrire un supporto concreto anche alle attività di polizia giudiziaria. Il percorso di sviluppo proseguirà anche nel corso dell’anno corrente. L’Amministrazione comunale ha infatti programmato un intervento per integrare e rendere compatibili i diversi impianti installati negli anni, facendoli funzionare con un unico sistema gestionale. Questo consentirà di rendere più efficiente l’utilizzo degli impianti,

Come una nuova pista ciclopedonale prova a

C’è una parola che negli ultimi anni è entrata con sempre più forza nel dibattito sulla mobilità locale: sicurezza. E non riguarda solo automobilisti e traffico veicolare, ma anche pedoni e ciclisti, gli utenti più esposti sulle strade del Veneto.

La nuova pista ciclopedonale inaugurata lungo la Provinciale 31 tra Camposampiero e Massanzago va letta proprio in questa chiave. Non solo un’infrastruttura per il tempo libero o per il turismo lento, ma soprattutto un intervento che prova a rispondere a una questione concreta: rendere più sicuri gli spostamenti quotidiani lungo una strada che negli anni è diventata uno degli assi più trafficati del Camposampierese. Chi percorre abitualmente la SP31 lo sa bene. È una direttrice utilizzata da pendolari, studenti, lavoratori e ciclisti che si muo-

di lettura targhe e l’integrazione dei diversi dispositivi presenti sul territorio. Tra le ipotesi allo studio vi è anche la possibilità di installare nuovi dispositivi di controllo semaforico in alcune aree come quella di Fossalta, tenendo conto delle segnalazioni dei cittadini. L’obiettivo dell’Amministrazione non è quello di incrementare l’attività sanzionatoria, ma di migliorare la sicurezza della circolazione e prevenire comportamenti pericolosi.

riducendo i costi di manutenzione e migliorando la capacità operativa del sistema.

Parallelamente sarà potenziato anche il sistema dedicato alla lettura delle targhe dei veicoli, strumento particolarmente utile sia per il controllo della circolazione sia per le attività di sicurezza urbana. L’amministrazione ha previsto un ulteriore investimento di 50 mila euro, che permetterà l’installazione di otto nuove telecamere

ridurre i rischi quotidiani

vono tra il Padovano e il Miranese, spesso costretti a condividere spazi ridotti con il traffico automobilistico. In questo contesto la separazione dei flussi diventa un elemento decisivo per ridurre il rischio di incidenti e migliorare la qualità della mobilità.

L’intervento rientra nel progetto della Federazione dei Comuni del Camposampierese, finanziato dalla Regione Veneto con i Fondi Sviluppo e Coesione, che coinvolge otto amministrazioni con l’obiettivo di costruire una dorsale ciclabile continua. Il nuovo tratto corre lungo via Straelle di Rustega, raggiunge Massanzago e prosegue in via Ca’ Moro, dove è stato introdotto il senso unico per le auto e il doppio senso per le biciclette, fino ad arrivare a via Rinaldi. Un investimento complessivo di quasi 1,16 milioni di euro, sostenuto da Regione,

Il sindaco Antonella Zoggia sottolinea: “Il lavoro della Polizia Locale e gli investimenti che stiamo portando avanti sulla videosorveglianza vanno nella direzione di una sicurezza concreta e diffusa. Non puntiamo a una logica repressiva, ma a strumenti che ci consentano di prevenire i problemi, migliorare il controllo del territorio e garantire ai cittadini una maggiore tutela della qualità della vita”.

Federazione dei Comuni e amministrazioni locali, a cui si affianca anche un intervento sulla rete fognaria realizzato da Etra. Ma al di là dei numeri, il senso dell’opera sta soprattutto nella direzione che indica. In un territorio dove il traffico cresce e le strade restano spesso le stesse di decenni fa, la sicurezza passa sempre più da scelte di pianificazione che tengano insieme mobilità,

ambiente e qualità della vita. La ciclabile tra Camposampiero e Massanzago è un tassello di questo mosaico. Non risolve da sola i problemi della viabilità, ma rappresenta un segnale chiaro: la sicurezza stradale non si costruisce solo con controlli e sanzioni, ma anche con infrastrutture pensate per proteggere chi la strada la percorre ogni giorno. (s.b.)

Sicurezza

stradale/2. I cantieri all’opera e le piste ciclabili nel Camposampierese

Viabilità sotto pressione giorno dopo giorno, per pedoni e ciclisti urge maggiore protezione

L a sicurezza stradale torna al centro della programmazione della Provincia di Padova. Nel programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028 sono previsti interventi per quasi 195 milioni di euro destinati alla rete viaria provinciale tra strade, ponti e infrastrutture. Una quota rilevante riguarderà il Camposampierese, con cantieri e opere di adeguamento della viabilità pensati per ridurre i rischi e migliorare la mobilità tra i comuni del territorio. Tra le novità più rilevanti c’è anche il futuro passaggio di gestione della SR307, la cosiddetta “vecchia strada del Santo”, che collega Padova con l’area del Camposampierese attraversandone diversi centri abitati. A partire da aprile 2026 la competenza sulla strada passerà progressivamente dalla Regione Veneto alla Provincia di Padova. Un cambiamento che consentirà all’ente provinciale di intervenire direttamente sulla manutenzione e sulla programmazione degli interventi lungo un’arteria particolarmente trafficata da pendolari e residenti. Per analizzare le criticità della strada è già previsto un confronto con i sindaci del territorio. Uno dei cantieri più significativi riguarda la SP34 tra Campodarsego e Borgoricco, dove la Provincia ha programmato un intervento da 2,8 milioni di euro per l’adeguamento della carreggiata. Il progetto interessa la SP34 “delle Centurie” e prevede l’allargamento della sede stradale e la realizzazione di una pista ciclabile nel tratto tra Borgoricco e Campodarsego, in località Fiumicello. L’obiettivo è separare i flussi di traffico tra auto, mezzi pesanti, ciclisti e pedoni lungo una direttrice utilizzata ogni giorno anche per raggiungere le aree produttive della zona. La progettazione è prevista nel 2025, mentre l’avvio dei lavori dovrebbe partire nel 2026. Interventi sono previsti anche a San Giorgio delle Pertiche, dove la Provincia ha inserito più opere nel piano triennale. Il principale riguarda l’adeguamento della viabilità tra SP10 e SP39, con l’allargamento di via

Punara e la realizzazione di una pista ciclabile. L’investimento previsto è di 1,785 milioni di euro e punta a migliorare la sicurezza in un tratto utilizzato quotidianamente dai residenti e dal traffico locale. Sempre nello stesso comune è prevista anche la realizzazione di una rotatoria in via Anconetta, intervento da 730 mila euro destinato a mettere in sicurezza un incrocio ritenuto critico.

Nel territorio del Camposampierese sono già stati completati alcuni lavori negli ultimi mesi. Tra questi il rifacimento del ponte lungo la SP44 a Camposampiero, al chilometro 3+400, in corrispondenza del tombotto sullo scolo Marzeneghetto. L’intervento ha riguardato la ricostruzione del ponte e la sistemazione della sede stradale, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza della circolazione e il deflusso delle acque.

Sempre lungo la SP44 sono inoltre previsti nuovi interventi di adeguamento della viabilità nel tratto che collega Camposampiero alla frazione di Rustega. Il progetto prevede l’allargamento della carreggiata e la realizzazione di una pista ciclabile in due lotti, che saranno appaltati insieme per ridurre i disagi alla circolazione durante i lavori.

Tra le opere concluse di recente figura anche il rifacimento del ponte sulla SP97 a Loreggiola, sul Rio Acqualunga. L’infrastruttura è stata completamente ricostruita dalla Provincia di Padova con un investimento di circa 700

mila euro, sostituendo la precedente struttura che presentava criticità legate all’età del manufatto.

Il territorio beneficia inoltre di alcuni interventi finanziati attraverso il bando provinciale per la viabilità 2025, che prevede contributi ai comuni per opere di messa in sicurezza della rete stradale locale. Tra i progetti sostenuti rientra la rotatoria tra via Caltana e via Bassa a Campodarsego, realizzata dal Comune nel 2025 grazie a un cofinanziamento provinciale di 200 mila euro. Stesso contributo anche per la rotatoria tra SP71 e via Ronchi a Loreggia, opera che sarà realizzata dal Comune con il sostegno della Provincia.

Un finanziamento è stato assegnato anche al Comune di Trebaseleghe per interventi di messa in sicurezza lungo la SP44 Sant’Ambrogio, nel tratto compreso tra via Villanova e via Manetti. Le opere sono collegate al futuro riassetto della SR245, che non attraverserà più il centro di Trebaseleghe, con conseguenti modifiche alla viabilità provinciale e comunale. Su questo progetto è già stato avviato il confronto tra Regione Veneto, Provincia e Comune. Accanto alle grandi opere, il piano provinciale prevede anche una serie di interventi diffusi sulla rete viaria, a partire dalla manutenzione straordinaria delle pavimentazioni stradali, considerata uno degli strumenti più efficaci per migliorare la sicurezza e ridurre la gravità degli incidenti.

Sara Busato

Un progetto da 2,8 milioni di euro per separare i flussi di traffico tra auto, mezzi pesanti e ciclisti, con lavori previsti dal 2026

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Borgoricco

Volontariato. Dal 2008 volontario della Protezione Civile di Borgoricco

Premiato il coordinatore uscente Giovanni Favaron

Il gruppo conta 25 volontari e 4 mezzi per gli interventi, oltre all’attrezzatura da usare in caso di bisogno. E’ uno dei gruppi più numerosi e preparati del Camposampierese

La Protezione Civile di Borgoricco ha rinnovato il proprio coordinatore ed i membri del direttivo del gruppo. Giovanni Favaron, 67 anni, pensionato da 18 anni ed impegnato nella Protezione Civile dove era già stato coordinatore per due mandati e vice coordinatore, oltre ad avere una parentesi anche come coordinatore del distretto del Camposampierese, ha ceduto il passo a Giampaolo Barban. “Giovanni è stata una persona che ha sempre dimostrato una forte leadershipracconta il vicesindaco, con delega alla Protezione Civile, Riccardo Michelazzo - condita da un’ottima preparazione e da una grande professionalità. Ha guidato il gruppo comunale e del distretto del Camposampierese nel difficile periodo della pandemia, dimostrandosi sempre all’altezza della situazione. Al suo posto è subentrato Giampaolo Barban, 66 anni, pensionato e dal 2000 iscritto alla Protezione Civile di Borgoricco. Ha fatto parte del nucleo operativo provinciale della Protezione Civile per 6 anni e da 15 anni radioamatore dedicato al servizio degli apparati radio del Distretto del Camposampierese. E’ intervenuto in diverse grandi scenari emergenziali tra cui l’Aquila, San Felice sul Panaro e Montemonaco”.

Inoltre, negli ultimi 3 anni, il nuovo coordinatore è stato vice coordinatore del gruppo comunale di Protezione Civile di Borgoricco, mentre gli altri membri del direttivo eletti all’unanimità sono: Favaron Giovanni, Maretto Tiziano, Barizza Franco, Pastrello Alessandro, Zago Luigi, Corrocher Samuele. “Durante il Consiglio comunale del 23 febbraio scorso, abbiamo deciso, a nome di tutta la comunità, di consegnare una targa a Giovanni Favaron per testimoniare la nostra stima e gratitudine - ha dichiarato il sindaco Gianluca Pedron in apertura del Consiglio comunale - e per il prezioso e costante servizio svolto in tutti questi anni” . “Ho avuto modo di conoscere Giovanni appena eletto nel precedente mandato nel 2019 – ricorda il vice sindaco Michelazzo - e fin da subito ho trovato in lui una figura con un’ottima preparazione, grande esperienza e professionali-

tà”.

“La Protezione Civile di Borgoricco oggi conta 25 volontari e 4 mezzi adibiti per gli interventi, oltre a moltissime attrezzature da utilizzare in caso di bisogno. Il nostro gruppo è uno tra i più numerosi e preparati del Camposampierese, grazie all’affiatamento e alla passione di tutti i componenti, ma anche grazie al supporto di tutte le altre amministrazioni contigue”, conclude il sindaco Pedron.

Il Comune elogia ventitré eccellenze scolastiche

Premiati i ragazzi e le ragazze che si sono distinti per i risultati ottenuti in ambito scolastico. “Sono ventitré gli studenti che, dalla terza media fino alla laurea magistrale - preannuncia l’amministrazione comunale di Borgoricco - hanno ottenuto il massimo dei voti, rappresentando il futuro della comunità locale e il loro successo diventa per tutti motivo di orgoglio”. “La loro determinazione e l’entusiasmo, sono un esempio e ci ricordano l’importanza dell’istruzione e della formazione. Un

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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi:

Camposampiero, Via Vivaldi, 7/9; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Trebaseleghe, Via Torino 17; dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 18.30

Piazzola sul Brenta, Via della Roggia 5 int 1; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00

ringraziamento particolareannuncia l’assessore con delega alla cultura e istruzione Grabriella Boesso - va in primis alle famiglie che sostengono e incoraggiano i propri figli nel loro percorso scolastico giorno per giorno fra mille difficoltà quotidiane. Un plauso particolare poi va a questi giovani cittadini che attraverso lo studio investono per il loro futuro”. “Oltre alle famiglie, come appena detto, un altro pilastro fondamentale dell’istruzione sono senza dubbio gli stessi insegnanti che si adoperano quotidianamente per la formazione degli studenti. Anche a loro, a nome dell’amministrazione comunale di Borgoricco vanno i nostri ringraziamenti. A tutti i ventitré premiati facciamo i più calorosi auguri e complimenti, ansiosi di vedere cosa riserverà a loro il futuro. Continuate instancabilmente a lavorare sodo e a inseguire i vostri sogni!” conclude il primo cittadino di Borgoricco, Pedron Gianluca e l’assessore alla cultura e istruzione Grabriella Boesso. (e.s.)

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Scantamburlo

Lapide commemorativa in ricordo dei dodici “Giusti”

opo una ricerca storica, ambiziosa e precisa nei dettagli, condotta da professor Dino Scantamburlo di Camposampiero, avvalendosi su testimonianze orali e scritte dei discendenti, sono stati descritti i fatti storici di dodici eroici cittadini, che durante il periodo nazifascista hanno deciso di salvare vite umane ebree. “A loro l’amministrazione comunale di Camposampiero - spiega il sindaco di Camposampiero Katia Maccarrone - ha voluto dare voce, attraverso una lapide commemorativa, ai dodici “Giusti” che hanno scelto salvare vite umane quando farlo significava mettere in pericolo la propria vita e famiglia”.

Di seguito i nomi dei giusti riportati nella lapide oltre una breve storia su ciò che hanno materialmente fatto:

1) Giuseppe Artuso, ospitò per più di un anno nella sua casa a Centoni, i coniugi Samuel Bernath, medico ebreo di Venezia, ricercato, la moglie Gesualda Roxas, i figli Giselda di 10

Piantate

oltre

anni e Alessandro di 9 anni.

2) Giuseppe Cargnin, di Rustega, ospitò nella barchessa della sua casa in via Borgo Rustega nel 1944 - 45 l’ebreo cecoslovacco Nicola Biheller, mandato da lui dal parroco di Rustega don Francesco Leonardi.

3) Giudo Colle, primario chirurgo nell’Ospedale di Camposampiero dal 1927 al 1950, nascose e protesse come finti malati in Ospedale alcuni ebrei ricercati: tra questi, il rabbino capo di Padova Eugenio Coen Sacerdoti e la moglie Amalia Dina, Anselmo Formiggini e altri.

4) Massimiliano Guiotto ospitò nell’estate - autunno 1944 nella sua casa di Borgo Padova una coppia di ebrei padovani ricercati.

5) Santina Mariscalchi ved. Miatello, residente nell’ultima casa del paese a Centoni, ospitò nella sua casa una coppia di ebrei anziani, parenti della famiglia ebrea ospitata dai vicini Scarpazza.

6) Don Fernando Pavanello, cappellano a Camposampiero, operò su

indicazioni del parroco mons. Rostirola per trovare alloggi segreti a famiglie ebree. Inoltre procurò in municipio tessere annonarie e documenti di identità falsificati ad ebrei e a ricercati affinchè potessero fuggire in Svizzera e salvarsi

7) Mons. Luigi Rorstirola cercò famiglie disponibili a dare ospitalità a famiglie di ebrei. Protesse tutti costoro con la sua autorevolezza. Ospitò in canonica per alcuni giorni più di un ebreo ricercato.

8) Ernesto Rubinato, profugo a Camposampiero da Lama dei Peligni (Chieti) che lavorò da novembre 1943 a maggio 1945 nell’Ufficio Anagrafe del Comune. E’ documentato che procurò, anche su richiesta di don Pavanello, tessere annonarie e documenti falsificati per soccorrere ebrei e ricercati e favorirne lo spostamento all’estero, in particolare in Svizzera.

9) Graziano Scarpazza, di Centoni, al confine con il paese contiguo Fratte, ospitò per circa un anno una

800 nuove piante, operazione da 40 mila euro

Sono in fase conclusiva gli interventi di potatura e alleggerimento su numerose alberature in diverse aree del territorio comunale di Camposampiero. “Da sempre – spiega l’assessore alle politiche ambientali Carlo Gonzo - questa amministrazione è sempre più attenta alla stabilità e alla sicurezza del patrimonio verde pubblico. L’importo complessivo attuale dell’operazione, ammonta a 40 mila euro”.

“Già all’inizio di marzo la ditta aggiudicataria - prosegue l’assessore Gonzo - procederà con la rimozione della staccionata lun-

go via Martiri delle Foibe, ormai ammalorata. Oltre alla rimozione, verrà effettuata una selezione delle essenze da conservare, anche alla luce dell’importante ricrescita di arbusti spontanei che oggi ostacolano la normale manutenzione. Il costo previsto per l’intervento di smaltimento e sistemazione dell’arginatura è pari a 21mila euro”. “Prima delle festività natalizie, - continua l’assessore Gonzo - in collaborazione con la Federazione dei Comuni del Camposampierese, è stata eseguita la risagomatura delle piante lungo la pista ciclo-

pedonale Ostiglia, in via Fabris”. Un’importante iniziativa c’è stata anche da parte della Provincia di Padova che, in collaborazione con Ali supermercati, Etifor e Fiab, ha provveduto alla piantumazione di ben 350 alberi lungo il marciapiede destro, dalla rotatoria tra via Pasubio, via San Marco e via Martiri delle Foibe fino alla S.r. 307. L’iniziativa è stata denominata “Progetto di riempimento alberi lungo la via Ostiglia - Treviso”.

“Il periodo 2025 – inizio 2026 si è rivelato da record per quanto riguarda la messa a dimora di

famiglia di ebrei, composta dal capofamiglia, dalla moglie Gertrud, dai figli Hans ed Elena.

10) Don Sereno Venturin, già cappellano militare in Africa e rientrato dopo l’8 settembre 1943, collaborò in aiuto a don Pavanello e convinse sua madre ad ospitare in casa per alcuni mesi la signora Blimia Mayer Adler, ebrea fuggita, prima da Vienna e poi da Padova e le prestò assistenza fino alla morte avvenuta nell’ospedale di

Camposampiero a dicembre 1944

11) Suor Artemisia Zuffellato, superiora delle Suore Dorotee nell’Ospedale di Camposampiero fino al 1947, operò in accordo e in collaborazione attiva con il primario prof. Colle per accogliere, nascondere e proteggere nel sotterraneo dell’Ospedale, dietro a nomi inventati di ebrei ricercati.

12) P. Sisto Ceccato, nato a Camposampiero e qui sepolto, frate conventuale, nascose per qualche mese nel suo convento a Vicenza una coppia di ebrei di Brescia, ricercati.

“Oggi, mentre in Europa si combattono nuovamente guerre, mentre l’antisemitismo torna a manifestarsi anche nelle nostre società democratiche, le storie dei “Giusti” ci indicano un’unica strada chiara: quella del coraggio civile, della solidarietà concreta, della difesa della dignità umana, sempre e ovunque” conclude il sindaco Maccarrone.

Endrius Salvalaggio

nuove alberature a Camposampiero, anche per altre iniziative – puntualizza Gonzo - che, con l’amministrazione comunale ha partecipato all’iniziativa “Un albero per la Pianura Padana”, distribuendo 420 piante di diverse tipologie a 40 famiglie che avevano aderito al progetto. Ulteriori 50 piante di alto fusto sono state donate grazie al contributo della FABI – Federazione Autonoma Bancari Italiani, che ha erogato al comune un contributo di 3.000 euro. Le piante sono state collocate presso scuole e parchi pubblici. (e.s.) L’assessore Carlo Gonzo

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Manutenzione. Finanziati interventi di efficienza energetica

Il Comune ottiene 342mila euro dal Ministero dell’Ambiente

I l Comune di Camposampiero, aveva presentato nel maggio scorso al Ministero dell’Ambiente la richiesta di contributo a fondo perduto per l’efficientamento energetico per un plesso di Camposampiero ed uno di Rustega.

La domanda riguardava la realizzazione di un progetto di riqualificazione di due edifici di proprietà comunale, ovvero il municipio e la scuola dell’infanzia di Rustega.

“Dopo mesi di lavoro e attesa, in queste settimane – spiega il sindaco Katia Maccarrone – abbiamo appreso dell’assegnazione della cifra di ben 341.948,7 euro. Con questo finanziamento, renderemo più performanti i due edifici interessati, intervenendo su finestre e infissi e nella sostituzione di vecchi corpi illuminanti con nuove tecnologie a led ad alta efficienza. Per la palestra di Rustega, visto i costi energetici e la mole di ore di consumo, l’idea è quella di renderla, innanzitutto, più autonoma possibile dal consumo energetico”.

“Nello specifico - ripercorre il sindacocon il decreto di assegnazione che destina per il municipio 200.359,78 euro verrà installato buona parte delle finestre, ad oggi datate, e non efficienti nella tenuta energetica, e la sostituzione di parecchie lampa-

de con altre a maggiore efficienza e minor consumo”.

Il medesimo Decreto assegna poi, ulteriori 141.588,92 euro per la scuola dell’infanzia di Rustega. Con questo finanziamento saranno sostituiti tutti i serramenti, con il risultato di avere un ambiente non solo rinnovato, ma soprattutto isolato in maniera efficace rispetto all’esterno, sia per il freddo d’inverno che per il calore in primavera estate.

“Abbiamo lavorato insieme agli uffici in maniera frenetica nella primavera scorsa perché questo bando funziona “a sportello”, cioè ad esaurimento delle risorse disponibili, valendo la regola per chi prima arriva prima alloggia - continua il sindaco -. Abbiamo, per questo motivo inserito la domanda nelle primissime ore di apertura del bando e oggi, con soddisfazione, possiamo annunciare questo ottimo risultato. Se lo aggiungiamo ai 56mila euro ottenuto con altro recente Decreto, possiamo dire che si avrà un buonissimo risultato di rinnovo ed efficientamento degli edifici pubblici - conclude Katia Maccarrone -. Per le strutture interessate sono state fatte le diagnosi energetiche e la palestra di Rustega sarà il primo plesso ad essere preso in considerazione”.

Endrius Salvalaggio

42esima Edizione dei Concerti di Primavera

Si avvia alla conclusione la 42esima edizione dei Concerti di Primavera a Camposampiero, che per tutto il mese di marzo ha animato la Sala Filarmonica con appuntamenti di qualità e grande partecipazione di pubblico. Dopo il concerto del 1° marzo con la Piccola Orchestra Veneta diretta da Giancarlo Nadai e l’apprezzata esibizione del 22 marzo con il soprano Laura Cherici accompagnata al pianoforte da Alberto Boischio, la rassegna si prepara a chiudere domenica 29 marzo alle 16.00 con il Trio Latinamericando: Marco Cilona e Roberto Cilona ai flauti, Massimo Aureli alla chitarra. Ingresso 5 euro, ridotto 3. Un’edizione che ha preso il via lo scorso 22 febbraio all’Auditorium dell’Oasi Sant’Antonio con un prestigioso concerto dell’Orchestra di Flauti diretta da Paolo Totti. Protagonisti i solisti Matteo Sampaolo, primo flauto dell’Orchestra del Teatro La Fenice, e Niccolò Valerio dell’Orchestre National de Lyon, espressione delle autorevoli scuole flautistiche italiana e francese. Oltre 80 flautisti provenienti da tutta Italia hanno dato vita a un programma che ha spaziato da Antonio Vivaldi a Wolfgang Amadeus Mozart, da Claudio Monteverdi a Igor Stravinsky, includendo anche Domenico Cimarosa e Christoph Willibald Gluck. L’inaugurazione è stata arricchita dalla masterclass del M° Sampaolo, che ha coinvolto sette giovani flautisti del Triveneto, confermando la vocazione formativa della rassegna. “Per la quarantaduesima edizione abbiamo pensato a una proposta che accenda i riflettori su Camposampiero”, ha sottolineato Giancarlo Valerio dell’Agimus. Soddisfazione espressa anche dal sindaco Katia Maccarrone, che ha evidenziato la capacità dell’associazione di rinnovarsi mantenendo alta la qualità. Nati nel 1983 su iniziativa dell’Agimus e della Biblioteca comunale, i Concerti di Primavera si confermano un punto di riferimento per la scena musicale cittadina, con un cartellone capace di coniugare tradizione, sperimentazione e attenzione ai giovani talenti. Per informazioni: Biblioteca comunale di Camposampiero, biblioteca@comune. camposampiero.pd.it. (e.s.)

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Aperto il portale per il Contributo di accesso 2026 a Venezia Sintoniz zati

ne e al pagamento del Contributo di accesso

Il provvedimento introduce anche per il 2026 un sistema articolato su due fasce di pagamen-

anticipata e migliorare la capacità di governo

ventuale applicazione a regime. Anche nel corso del 2026 il contributo non sarà applicato alle

isole minori individuate dal Regolamento comunale. L’orario di applicazione sarà dalle ore

nuta tramite il portale cda.ve.it, seguita dalle biglietterie Vela e da altri canali online.

La sperimentazione per il 2026 prevede complessivamente 60 giornate, secondo il seguente calendario.

Viabilità. Giorni contati per il semaforo di via Cornara

Via ai lavori per la nuova rotatoria

Inizieranno a fine marzo i lavori per l’inserimento di una nuova rotatoria a Massanzago in corrispondenza dell’incrocio tra via Cornara e S.P.31, nel punto in cui oggi è ancora funzionante un semaforo. “L’opera - spiega il vicesindaco Stefano Scattolin - servirà a migliorare la sicurezza del transito veicolare e a ridurre l’inquinamento”. L’idea di realizzare una rotonda in quel tratto viario non è nuova, ma soprattutto a causa delle difficoltà incontrate nel reperimento delle risorse necessarie, il progetto si era arenato. La “storia” della rotonda risale a quasi vent’anni fa, precisamente nel 2008 quando venne abbozzata una prima progettazione e si tennero alcuni incontri preliminari in Regione con l’assessore alla mobilità e alle infrastrutture dell’epoca Renato Chisso, nell’ambito degli interventi per la realizzazione della ciclabile Massanzago - Sandono. L’incarico per la progettazione venne affidato allo Studio Breda - Patrizi - Sandonà di Padova che aveva stimato un costo complessivo di circa 450 mila euro, che avrebbero dovuto essere in parte coperti da Regione e Provincia ma l’opera non fu poi eseguita per le difficoltà nel finanziarne il costo complessivo. “Il progetto era stato aggiornato nel 2013,

reinserito nella programmazione del comune nel 2021 e quindi rivisto ed approvato ad aprile 2022, redatto sempre dallo stesso Studio, ed aggiornato prima dell’appalto. Oggi il costo previsto dell’intervento ammonta a 695 mila euro, dei quali 227.695 derivanti da fondi propri dell’amministrazione comunale (avanzo anni precedenti e oneri di urbanizzazione), 190 mila da un contributo della Provincia di Padova, 277.305 da un contributo regionale” continua il vicesindaco. “La ditta che ha vinto la gara di appalto con il maggior ribasso è la RA Costruzioni Srl di Montegrotto Terme, che ha già preso visione della zona e sta ipotizzando l’organizzazione del cantiere per l’avvio dei lavori previsto a fine marzo. Nel frattempo l’amministrazione

Alla scoperta di villa Baglioni

Si è tenuta sabato 28 febbraio la quarta edizione della manifestazione culturale “I luoghi dei Tiepolo in festa”, presso la sede comunale di Villa Baglioni. Organizzato dalla biblioteca e dall’assessorato alla cultura - in collaborazione con la rete “I luoghi dei Tiepolo” - l’evento ha portato i visitatori a immergersi nella bellezza di Villa Baglioni, scoprendo gli affreschi del maestro. Con l’occasione è stato presentato il volume “Villa Baglioni e gli affreschi di Giambattista Tiepolo. Storia e Arte” del dott. Marco Perin. Durante i tre turni di visita è stato possibile riscoprire la storia dell’attuale sede del municipio che risale probabilmente alla prima metà del Seicento quando fu costruita per conto della famiglia Pegolotto. Nel 1718 fu acquistata da Giambattista Baglioni, membro di una ricchissima famiglia

comunale ha incontrato i proprietari interessati ad accordi per la cessione di aree per l’inserimento della rotatoria stessa e per i relativi lavori necessari per la realizzazione” informa Scattolin. “Il Responsabile unico del progetto, sarà il dr. Gianni Campello, responsabile del Settore lavori pubblici del comune, con la collaborazione dell’ufficio tecnico e degli uffici servizi contratti e finanziari del comune. L’amministrazione rende noto alla cittadinanza che, inevitabilmente, ci saranno dei disagi nel traffico locale e in quello che raggiunge le attività artigianali-industriali nella zona, disagi che si cercherà di ridurre con soluzioni collegate al prosieguo dei lavori” conclude il vicesindaco.

Andrea Benato

di stampatori e librai che si unì al patriziato veneziano nel 1716. Egli ingrandì la villa e la portò alle forme attuali, abbellendola con uno stupendo ciclo ad affresco opera di Giambattista Tiepolo. La parte centrale della villa e la barchessa di sinistra furono acquistate nel 1929 dall’amministrazione comunale e in seguito furono restaurate. L’evento dell’ultimo sabato di febbraio si inserisce in un proget-

to più ampio, quello della “Rete dei luoghi dei Tiepolo” che nasce con l’obiettivo di promuovere degli itinerari culturali sulle orme della famiglia di artisti, Giambattista con i figli Giandomenico e Lorenzo. La rete vuole valorizzare l’immenso patrimonio artistico attraverso dei percorsi turistici, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale. (a.b.)

A fine marzo partono i lavori per la nuova rotonda all’incrocio tra via Cornara e S.P. 31: opera da 695 mila euro per maggiore sicurezza e riduzione delle emissioni, appalto assegnato e possibili disagi al traffico

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Il comune aderisce al progetto Legami

Il comune di Loreggia aderisce al progetto Legami, diretto alla prevenzione del disagio minorile, sostegno educativo e supporto alle famiglie. Il programma, prevede nel dettaglio che i bambini e ragazzi siano compresi dai 6 - 14 anni per le scuole primarie e secondarie di primo grado; famiglie in situazione di disagio socio - economico; famiglie con difficoltà di conciliazione famiglia - lavoro e famiglie con minori con DSA/BES. I destinatari del progetto vengono individuati in collaborazione con Enti Locali, Servizi sociali e scolastici. Il progetto Legami, è finalizzato anche per prevenire e contrastare situazioni di disagio educativo, psico - relazionale e socio - ambientale; sostenere i minori nel percorso scolastico e di crescita e di supportare le famiglie nel ruolo genitoriale.

Verranno realizzati dei laboratori educativi pomeridiani in funzione delle singole realtà territoriali, con uno sportello di consulenza psicologica per i ragazzi e le famiglie per circa 50 ore. Verrà messo a disposizione un educatore per ognuno dei Comuni coinvolti, per 90 ore totali di presenza all’interno delle scuole - famiglie a supporto di massimo 10 minori dal punto di vista educativo e le rispettive famiglie dal punto di vista genitoriale. Tali attività mirano a rafforzare l’autostima, le competenze sociali e la capacità di orientamento dei partecipanti, favorendo una partecipazione attiva alla vita della comunità.

Se i ragazzi sono affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o che manifestano Bisogni Educativi Speciali (BES), devono affrontare diverse problematiche e molte volte affrontano sfide significative sia dal punto di vista organizzativo che psicologico. Al momento della diagnosi, i genitori spesso provano senso di colpa, frustrazione, preoccupazione e impotenza. È importante comprendere che questa condizione non ha un colpevole, ma piuttosto provare ad affrontare la situazione in modo costruttivo.

Verrà quindi implementato un servizio qualificato di professionisti e tutor dell’apprendimento affinché i bambini e i ragazzi possono seguire un percorso formativo adatto alle loro esigenze ed imparare a gestire le proprie fragilità per favorire una maggiore consapevolezza del sé e delle proprie attitudini e capacità. E ancora, in conclusione, l’obiettivo è di fornire un servizio di tutoraggio

individuale o in piccoli gruppi a sostegno dello studio a favore di tutti quei bambini e ragazzi che hanno difficoltà nello svolgimento dei compiti scolastici, nel mantenere la concentrazione e nel formulare piani di azione a causa delle difficoltà di apprendimento o problemi di iperattività, nel rendimento scolastico e nelle attività quotidiane. “Ciò detto, con la delibera approvata pochi giorni fa – dichiara il sindaco Manuela Marangon – e considerata l’importanza del progetto, verranno indicati al più presto i responsabili competenti per l’adozione di tutti gli atti necessari e conseguenti all’approvazione dell’atto di indirizzo ”.

Ex stazione ferroviaria, venduta a 78 mila euro

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“Dopo un lungo percorso burocratico, per l’ex stazione ferroviaria di Loreggia si può finalmente iniziare a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. L’immobile - spiega Daniele Canella, vice presidente vicario della Provincia di Padova, con delega al Patrimonio - è stato assegnato alla Fondazione Valentini che lo trasformerà in uno spazio recettivo e di servizi gestiti da persone con disabilità. Un esito che racchiude un duplice significato, ovvero da un lato il recupero e la valorizzazione di un edificio legato alla memoria e alla storia del territorio, dall’altro la sua restituzione alla collettività come elemento qualificante lungo una delle ciclovie più apprezzate a livello nazionale”. La Fondazione Valentini - si legge nel comunicato provinciale - ha scelto l’edificio di Loreggia per la sua posizione strategica, essendo vicina alla strada, con l’intento di trasformarlo in un centro di servizi e accoglienza facilmente accessibile. “La missione della Fondazione – spiega il presidente Gianni Valentini, presidente della Fondazione – è offrire alle persone con disabilità l’opportunità di essere protagoniste di percorsi di vita indipendente. Nell’ex casello di Loreggia realizzeremo uno spazio dedicato ai cicloturisti, con servizi recettivi, noleggio biciclette, ricarica batterie, piccola officina, servizi igienici e, possibilmente, anche ospitalità. La struttura sarà aperta anche agli altri frequentatori, con la possibilità di organizzare feste, eventi e altre iniziative accompagnate da un servizio di ristorazione. Eventuali utili saranno interamente reinvestiti nei progetti della Fondazione, a sostegno della sua missione”. L’ex casello ferroviario costruito nei primi anni del 900’ si trova in via Tolomei a Loreggia, lungo la Treviso - Ostiglia ed è una delle principali piste ciclo - pedonali del Veneto. Oggi il percorso si snoda per 110 km, da Treviso fino a Legnago. La pista ciclo -pedonale è immersa nei paesaggi della campagna veneta, attraversando borghi e oasi naturali, offrendo un’esperienza immersiva nella storia, nella cultura e nella natura del territorio. Inoltre, il tracciato esistente della Treviso - Ostiglia dispone già di aree di sosta, punti di ristoro e servizi per il noleggio biciclette. La prossima sfida - si legge nelle dichiarazioni di Valentini - sarà accelerare i tempi ed avviare una collaborazione efficace con il comune di Loreggia per definire il progetto e partire al più presto.

“Sarebbe bello riuscire a proporre le prime attività già con l’arrivo della bella stagione” conclude il presidente della Fondazione . (e.s.)

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Campagna di sensibilizzazione sul benessere degli animali

I l benessere degli animali, sia quelli di casa sia quelli che vivono nel territorio, per l’amministrazione comunale di Trebaseleghe sta diventando una priorità da affrontare attraverso un regolamento comunale, per avere regole più chiare e indicazioni pratiche su come tenere e accudire correttamente gli animali d’affezione, e per rafforzare una cultura del rispetto verso tutte le forme di vita. “Il rispetto per gli animali e la cura dell’ambiente sono valori primari - sottolinea l’assessore alla Promozione Ambientale Rosa Chiara Casarin - vogliamo dare a Trebaseleghe strumenti semplici e utili con regole chiare, informazione e buon senso, perché il benessere degli animali dipende anche dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi. Per questo con l’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) di Padova inseriremo uno spazio informativo alla prossima festa di primavera e in seguito una serata aperta a tutti i cittadini”.

L’idea di fare informazione nasce anche da situazioni che, purtroppo sono state rilevate dal comune come animali lasciati soli per giorni, cani tenuti lega-

ti senza possibilità di muoversi, spazi sporchi o senza riparo, mancanza di cure di base e attenzioni quotidiane. E poi ci sono comportamenti che sembrano “innocui” - riferisce l’amministrazione comunale - ma non lo sono.

“Comprare cuccioli da canali poco chiari (spesso dall’estero) alimenta traffici crudeli e rischiosi - continua l’assessore Casarin - ovvero, abbandonare nei parchi o canali animali presi da piccoli

come le tartarughe, può creare problemi seri all’ambiente e alla fauna locale”. Anche su questi aspetti, le norme oggi sono più severe e l’attenzione generale è cresciuta negli anni. Per questo motivo il comune vuole affiancare alle regole anche un lavoro di sensibilizzazione semplice e comprensibile.

In questo contesto, l’amministrazione comunale sta approfondendo anche il tema della fauna selvatica e della qualità degli ecosistemi. È stato infatti preso in esame uno studio di fattibilità per realizzare dei corridoi ecologici con dei collegamenti “verdi” tra siepi, corsi d’acqua e fasce alberate che aiutano gli animali a spostarsi in sicurezza e migliorano anche il loro paesaggio. “Lo studio evidenzia che, grazie alla presenza di diversi corsi d’acqua e a interventi mirati, si potrebbe valorizzare la rete naturalistica già presente con azioni progressive e concrete, coinvolgendo anche i proprietari e cercando forme di sostegno economico previste da bandi pubblici. Il percorso è avviato e proseguirà con confronti e approfondimenti” conclude Casarin.

Endrius Salvalaggio

Nuova copertura di telefonia mobile e internet

Dopo un percorso amministrativo avviato da tempo, il comune di Trebaseleghe ha raggiunto nei giorni scorsi un accordo con una società nazionale specializzata nelle infrastrutture per la telefonia mobile - internet per realizzare un nuovo impianto. L’intervento punta a rispondere alle difficoltà di segnale e di connessione dati segnalate da cittadini e attività della zona, migliorando per la frazione di Sant’Ambrogio di Trebaseleghe la copertura della telefonia mobile. Il progetto era stato avviato prima del periodo pandemico, ma nel tempo ha incontrato rallentamenti anche per ragioni organizzative ed economiche. Con l’insediamento della seconda amministrazione Zoggia, nel giugno 2024, l’iter è stato ripreso e portato avanti fino alla definizione dell’accordo. L’impianto verrà installato in area pubblica e l’avvio dei lavori sarà previsto a breve, dopo l’acquisizione dei pareri e delle verifiche degli enti competenti, tra cui l’agenzia regionale per la prevenzione ambientale, il consorzio di bonifica e l’ufficio tecnico comunale. “Sappiamo quanto, soprattutto in alcune zone, la mancanza di segnale sia un disagio concreto nella vita di tutti i giorni - commenta Federico Cazzaro, consigliere delegato a digitalizzazione e Retiche, con questo intervento nato dall’ascolto delle segnalazioni dei cittadini, vuole dare una risposta pratica per poter telefonare e collegarsi con continuità, sia da casa che da lavoro”. Come si legge dal verbale di deliberazione della giunta comunale, l’approvazione e la disponibilità per stazione radio mobile nella frazione di Sant’Ambrogio, verrà posizionata in via dell’Artigianato. (e.s.)

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730/2026

Caf Piombino Dese: Via Regina Caterina Cornaro 3 (di fronte al campanile)

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Testimonianze di invalidi del lavoro agli studenti

La cultura della prevenzione passa dalla scuola

U n momento di dialogo diretto e di ascolto attento tra i banchi di scuola. Nei giorni scorsi il vicepresidente nazionale ANMIL, Bruno Giraldo, insieme al presidente territoriale dell’associazione e ad alcuni volontari – lavoratori che hanno vissuto personalmente l’esperienza di un infortunio sul lavoro – ha incontrato circa cento studenti delle cinque classi terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Piombino Dese. L’incontro si è svolto nell’aula magna dell’istituto alla presenza degli insegnanti delle classi coinvolte e del dirigente scolastico, che ha accolto gli ospiti sottolineando il valore educativo dell’iniziativa. Durante l’appuntamento i rappresentanti dell’associazione hanno condiviso le proprie esperienze personali, spiegando ai ragazzi come un incidente sul lavoro possa cambiare profondamente la vita di una persona e quanto la prevenzione e il rispetto delle norme di sicurezza siano elementi

fondamentali per tutelare la salute dei lavoratori.

Il confronto si è sviluppato in forma di dialogo: dopo le testimonianze iniziali, diversi studenti hanno posto domande e chiesto chiarimenti sui rischi presenti nei luoghi di lavoro, sui diritti dei lavoratori e sul ruolo delle istituzioni nella prevenzione degli incidenti. Un momento di partecipazione che, secondo gli insegnanti presenti, ha dimostrato l’interesse dei ragazzi verso un tema spesso percepito come lontano ma che riguarda direttamente il loro futuro.

L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il lavoro svolto da ANMIL – Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, organizzazione fondata nel 1943 e riconosciuta dallo Stato come ente morale. L’associazione rappresenta e tutela le persone che hanno subito infortuni sul lavoro o malattie professionali, offrendo assistenza e consulenza e promuovendo

iniziative di sensibilizzazione pubblica. Tra le attività più significative ci sono proprio gli incontri nelle scuole, dove le testimonianze dirette diventano strumenti educativi per diffondere tra i giovani una maggiore consapevolezza sui temi della sicurezza.

Quello di Piombino Dese non è un episodio isolato, ma si inserisce in un percorso educativo già avviato negli anni precedenti. Il momento si colloca infatti all’interno delle attività formative promosse dall’Istitu-

Record nel basket e Coppa Veneto nel volley

Un territorio che continua a dimostrare grande attenzione per lo sport e per le associazioni che ne animano la vita quotidiana. Nelle scorse settimane il palasport di Piombino Dese è stato al centro di eventi sportivi che hanno coinvolto atleti, appassionati e cittadini, confermando il ruolo dello sport come elemento importante per la comunità locale.

Uno dei momenti più significativi si è svolto a febbraio, quando il palasport ha ospitato la gara di Serie B di basket in carrozzina tra Padova Millennium Basket e Albatros Trento. La partita si è conclusa con una netta vittoria della

squadra padovana per 137-15, ma a rendere la serata davvero memorabile è stata soprattutto la prestazione straordinaria di Dario Benedetti, autore di 105 punti personali in poco più di trenta minuti di gioco. Un risultato che rappresenta uno dei punteggi individuali più alti mai registrati nella pallacanestro in carrozzina italiana. Benedetti ha realizzato 26 punti nel primo quarto, 31 nel secondo, 40 nel terzo e 8 nell’ultimo periodo prima di lasciare il campo nel finale. Una performance che ha contribuito anche alla decima vittoria consecutiva del Padova Millennium Basket nel campionato di Serie B.

to Comprensivo di Piombino Dese, impegnato da tempo in progetti dedicati alla cittadinanza attiva e alla prevenzione. Già nell’anno scolastico 2023-2024, nell’ambito dei percorsi di educazione civica e legalità, l’istituto aveva organizzato per le classi terze un incontro con i rappresentanti di ANMIL dedicato alla sicurezza sul lavoro e alla prevenzione degli incidenti. L’appuntamento di quest’anno rientra inoltre in un programma più ampio di sensibilizzazione che l’associazione porta avanti nelle scuole del territorio. Dall’inizio dell’anno scolastico i volontari ANMIL hanno infatti incontrato circa 700 studenti in diversi istituti della provincia, portando nelle aule testimonianze dirette e momenti di confronto.

Il valore di queste iniziative appare ancora più evidente se si osservano i dati sugli infortuni sul lavoro. Secondo le rilevazioni diffuse da INAIL, nei primi dieci mesi del 2025 in Veneto sono state registrate oltre 60 mila de-

nunce di infortunio, mentre gli incidenti mortali hanno sfiorato quota cento, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri che confermano quanto il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro resti centrale anche in un territorio fortemente produttivo come il Veneto. In questo contesto iniziative di sensibilizzazione rivolte agli studenti assumono un valore ancora più significativo. Realtà come quella di Piombino Dese, inserita nel tessuto economico dell’Alta Padovana caratterizzato da piccole e medie imprese artigiane, industriali e agricole, mostrano quanto sia importante investire fin da giovani nella cultura della prevenzione. Portare nelle scuole testimonianze dirette come quelle dei volontari ANMIL significa offrire agli studenti strumenti concreti di consapevolezza, affinché la sicurezza diventi un valore radicato già prima dell’ingresso nel mondo del lavoro.

La gara disputata a Piombino Dese ha confermato il ruolo del paese come punto di riferimento per il basket in carrozzina nel territorio dell’Alta Padovana, grazie anche alla presenza e all’attività del Millennium Basket, realtà sportiva che da anni promuove lo sport inclusivo e la partecipazione. Accanto alla pallacanestro, anche la pallavolo ha regalato una soddisfazione importante al movimento sportivo locale. La società Supervolley Piombino ha infatti conquistato la Coppa Veneto, imponendosi in finale con un netto 3-0 contro l’Arena Volley Team Verona. Un risultato prestigioso

che conferma la crescita della società e la qualità del lavoro svolto negli ultimi anni. Nella finale si è distinta anche l’atleta Nicole Dotta, premiata come MVP della gara, riconoscimento che sottolinea il livello tecnico espresso dalla formazione di Piombino Dese. Tra basket in carrozzina e pallavolo, Piombino Dese conferma così la propria vocazione sportiva. Le attività delle associazioni locali e la partecipazione della comunità dimostrano come lo sport continui a essere un elemento capace di unire il territorio, valorizzare i giovani e promuovere inclusione e partecipazione. (e.s.)

Sociale. Il Comune di Camposampiero cerca giovani volontari retribuiti per cultura e sociale

Pubblicato il bando per il Servizio Civile Universale, scadenza l’8 aprile

Èstato pubblicato il bando per la selezione dei Volontari del Servizio Civile Universale. I candidati dovranno presentare la domanda entro il prossimo mercoledì 8 aprile, entro le ore 14:00 Grazie ad un accordo con l’Università di Padova, è possibile svolgere il Servizio Civile presso il Comune di Camposampiero, in biblioteca - ufficio cultura e all’ufficio sociale. Si tratta di un’importante opportunità di formazione e impiego per i giovani, lungo un anno a servizio della comunità, ma anche un anno per imparare a lavorare, apprendere nuove competenze a contatto con personale preparato, crescere professionalmente, conoscere settori importanti del mondo del lavoro, confrontarsi con gli altri, mettersi alla prova, fare nuove amicizie.

“Le nostre strutture da più vent’anni anni ospitano i volontari del Servizio Civile - sottolinea il sindaco di Camposampiero Katia Maccarrone - e stiamo parlando di un’esperienza importante e significativa, per l’indubbio beneficio che porta ai servizi, e soprattutto per il bagaglio di conoscenza che i giovani maturano nel corso del loro impiego, che potranno utilizzare, con profitto, nel prosieguo della propria vita lavorativa”. “Il Comune di Camposampiero vanta una tradizione consolidata - prosegue il sindaco - nella progettualità dedicata ai giovani, un’esperienza che negli anni ha dato i suoi frutti con ripercussioni positive sui servizi erogati alla cittadinanza. Consolidata è anche la collaborazione con l’Università di Padova, che gestisce il

Servizio Civile, di cui il Comune di Camposampiero è “Ente partner”. Significativi i risultati ottenuti in questi anni che, grazie al Servizio Civile è stato possibile realizzare importanti

progetti culturali e sociali che rischiavano di essere accantonati a causa della carenza di personale ed è stato fornito un supporto notevole alla biblioteca, principale istituzione cultu-

Silvia Fabris è la nuova dirigente amministrativa della Federazione

Silvia Fabris nata nel 1976 e originaria di Breganze, succede all’ex dirigente Anna Giacomelli, con le medesime funzioni di coordinamento della Federazione dei Comuni del Camposampierese. Si è conclusa la procedura di selezione, dopo il colloquio con la Commissione tecnica, svoltosi venerdì 27 febbraio scorso, che aveva individuato 8 candidati idonei. La Giunta della Federazione, (composta dai 10 sindaci dei comuni aderenti), hanno scelto all’unanimità la dott.ssa Silvia Fabris. Attualmente la dott.ssa Fabris è dirigente del

servizio bilancio e contabilità presso la Città Metropolitana di Genova. In precedenza, ha ricoperto il ruolo di responsabile finanziario e delle risorse umane del Comune di Marostica e ha lavorato come funzionario amministrativo nei comuni di Romano d’Ezzelino e Santorso, dopo una solida esperienza sul campo come istruttore amministrativo - contabile nei comuni di Mason Vicentino e Vicenza. Il suo percorso formativo comprende una laurea triennale con lode in Comunicazione presso l’Università di Padova, una laurea

magistrale in Management delle Organizzazioni Pubbliche presso l’Università Unitelma Sapienza di Roma ed un Master di primo livello in Project Management della PA. A giorni conseguirà, presso l’Università di Ferrara, un Master di secondo livello sul “Miglioramento delle PERFormance degli Enti Territoriali e delle altre Pubbliche Amministrazioni per la creazione di Valore Pubblico”.

“Il ruolo da dirigente amministrativo e coordinatore nella Federazione rappresenta un compito importante e strategico. Era ne-

cessario sin da subito, individuare una figura di comprovata esperienza nella pubblica ammini-

rale cittadina.

Ma al di là dei benefici indiscutibili che apporta all’Ente, la soddisfazione principale è vedere dei giovani che escono formati dopo un anno di servizio, pronti ad affrontare le sfide del mondo del lavoro con uno sguardo attento ai temi sociali e ai valori civici. Possono partecipare al bando giovani di età compresa fra i 18 e i 28 anni compiuti, senza limiti di titolo di studio. È previsto un compenso di 519,47 al mese. La durata del servizio è di dodici mesi con un impegno di 25 ore a settimana (di media), sono inoltre previsti 20 giorni di permessi retribuiti. Ai fini contributivi i dodici mesi di servizio sono equiparati ad un anno di lavoro.

strazione, che abbiamo rinvenuto all’unanimità nel profilo professionale della dott.ssa Fabris, cui vanno le nostre congratulazioni e l’augurio di buon lavoro”. Commenta il presidente della Federazione dei Comuni del Camposampierese, Gianluca Pedron “A nome della Federazione rivolgo un sentito ringraziamento anche all’ex dirigente, Anna Maria Giacomelli, per gli otto anni di servizio alla guida della Federazione, svolti con grande impegno e professionalità” conclude il Presidente Pedron. (e.s.)

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Nasce a Padova il “Negozio delle Idee”: inaugurazione il 18 aprile

Un appuntamento centrale sarà il realizzato in coll’Istituto di Istruzione

Superiore Giovanni Valle

UVene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .

. Il concorso, aperto a tutti i cittadini dai 14 ai 99 anni, intende valorizzare e reinterpretare il patrimonio urbano, artistico e architettonico della , dai murales alle Ville Liberty, passando per le trasformazioni urbane e le relazioni sociali che caratterizzano i quartieri di Borgomagno, Isola di Torre, Mortise, Sacro Cuore, Ar-

il mosso dal va, pensato per rivitalizzare una zona urbana oggi poco valorizzata e offrire alla comunità un punto di incontro, scambio culturale e confronto creativo.

Ogni partecipante può inviare fino a tre fotografie, sia in formato cartaceo (30x40 cm) sia digitale (JPEG), con l’indicazione del nome dell’autore e della localizzazione dello scatto. Le opere saranno valutate da una giuria di esperti tre esposte in mostra pubblica presso il creduto nel progetto e nella sua capacità

Uno spazio creativo e culturale all’Arcella per valorizzare il quartiere, coinvolgere cittadini, artisti e associazioni locali

L’idea nasce dall’esperienza diretta del fondatore, tato come l’iniziativa sia stata motivata dal desiderio di ridare vita alla San Carlo, merciale ormai parzialmente dismesso.

“L’obiettivo re gli spazi sfitti e degradati, trasformandoli in un punto di riferimento culturale per il quartiere. Vogliamo creare un centro socio-culturale aperto a tutti, dove cittadini, associazioni e artisti possano sperimentare, esporre e confrontarsi”.

L’APP

Il progetto del Negozio delle Idee prevede non solo uno spazio espositivo, ma anche un calendario di iniziative culturali e artistiche: mostre di pittura, lavori di ceramisti e vetrai locali, presentazioni di libri, incontri scientifici e astronomici. Una particolare attenzione sarà dedicata ai giovani e alle nuove generazioni, con laboratori e attività volte a stimolare creatività, partecipazione e senso civico.

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Bilancio 2026 tra il “modello Stefani” e le barricate delle opposizioni

Il dibattito sul bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Veneto si è aperto in un clima di forte contrapposizione politica. La manovra, che muove complessivamente 18,95 miliardi di euro, è stata presentata dall’assessore Filippo Giacinti come un atto di “stabilità e coraggio”, ma ha subito innescato una pioggia di critiche dalle minoranze, che accusano la Giunta di muoversi tra “giochi di prestigio contabili” e tagli occulti. Il cuore finanziario della Regione resta la sanità, con uno stanziamento record di oltre 11 miliardi di euro. Il Presidente Stefani ha confermato il mantenimento dell’IRPEF zero, un pilastro identitario che la maggioranza difende come

scudo per il potere d’acquisto delle famiglie. Tuttavia, il capogruppo del PD, Giovanni Manildo, ha ribaltato il racconto: per l’opposizione, la scelta di non toccare la leva fiscale è una “bandiera ideologica” pagata a caro prezzo dai cittadini. Il riferimento è ai 42 milioni di euro pubblici utilizzati per ripianare i mancati incassi della Pedemontana e alle liste d’attesa nelle RSA, dove oltre 11mila veneti restano esclusi dal supporto pubblico. Se da un lato la Giunta rivendica investimenti importanti (69 milioni per il sociale e 18 milioni per le borse di studio), le minoranze parlano di “fumo”. La critica principale riguarda la riallocazione di fondi già esistenti

L’intervista. Valeria Mantovan, assessore regionale alla cultura e formazione

”La

presentati come nuove risorse, specialmente per le aree montane e le piccole imprese. Sul fronte infrastrutture, lo scontro è totale: mentre la maggioranza stanzia oltre 140 milioni per la rete viaria, il centrosinistra e i movimenti ambientalisti chiedono “meno asfalto e più ferro”, invocando il rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano. In questo scenario, il bilancio 2026 non è solo un documento di numeri, ma il terreno di scontro su cui si misurerà la tenuta del Veneto post-zaiano, tra la promessa di un’amministrazione “tax-free” e l’urgenza di servizi che molti territori fragili sentono ormai come insufficienti.

cultura in Veneto? Non più per pochi, ma risorsa viva e feconda per il territorio”

Dal nuovo approccio alla gestione del patrimonio, fino all’impegno per i giovani e la sfida del disagio sociale

Valeria Mantovan, già sindaco di Porto Viro, è oggi alla guida di uno dei comparti più prestigiosi e complessi della Regione del Veneto: l’assessorato alla Cultura, all’Istruzione e alla Formazione. Una sfida che raccoglie con la grinta di chi viene dalla “trincea” dei Comuni e la visione di chi vuole svecchiare l’idea stessa di cultura. L’abbiamo incontrata negli studi di Veneto24 per fare il punto sulle priorità del suo mandato.

Assessore Mantovan, il Veneto vanta un patrimonio storico e artistico unico al mondo. Quali sono le linee guida della sua gestione?

Il nostro patrimonio architettonico e artistico è una ricchezza riconosciuta internazionalmente, ma non possiamo limitarci a contemplarlo. La parola d’ordine è tutela, certo, ma con una prospettiva innovativa. Questo significa far nascere le politiche culturali dal confronto costante con il territorio, con le fondazioni e con tutti quei soggetti che pro-

muovono la cosiddetta “cultura diffusa”. La mia è una visione di squadra: voglio scardinare l’idea che la cultura sia un bene d’élite, un lusso per pochi. Deve diventare un valore accessibile a ogni fascia sociale e generazionale.

In che modo questo settore può dialogare con l’economia reale?

Cultura significa impresa, occupazione e creazione di valore economico. Proprio in questi giorni, insieme a Confartigianato, abbiamo affrontato il tema delle nuove competenze. Non stiamo parlando di teoria, ma di formare figure altamente qualificate. Penso ai restauratori: negli ultimi dieci anni il Veneto ha investito oltre 25 milioni di euro, unici a livello nazionale, formando circa 600 esperti. Investire nel capitale umano significa rendere il nostro patrimonio un volano di sviluppo concreto.

A settembre ci sarà la Mostra del Cinema di Venezia, la sua prima da assessore. Che impronta vuole dare a questa vetrina inter-

nazionale?

La Regione confermerà e rafforzerà la sua presenza storica. Tuttavia, stiamo introducendo un approccio diverso: attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), abbiamo deciso di investire pesantemente nella formazione specifica per il settore cinematografico. Non vogliamo solo ospitare le grandi produzioni, ma formare in Veneto le maestranze e i professionisti che quelle produzioni le rendono possibili.

Lei ha alle spalle un’esperienza da sindaco a Porto Viro. È più difficile amministrare una città o gestire un assessorato regionale?

Sono ruoli completamente differenti. Fare il sindaco significa essere il “front office” dei cittadini, spesso dovendo gestire emergenze con mezzi del tutto inadeguati. In Regione ci occupiamo di macro-temi e i tempi di reazione devono essere rapidissimi, ma posso contare su una struttura tecnica e organizzativa straordinaria. Dico sempre che i sindaci sono dei veri eroi: avendo vissuto entrambe le realtà, vedo chiaramente la differenza di risorse tra una macchina comunale e quella regionale.

Lei fa parte di una nuova generazione di amministratori. Non

teme che la sua giovane età e una visione diversa possano attirare critiche?

Ho imparato che la critica è il minimo comune denominatore di chiunque faccia amministrazione attiva. Ho iniziato dieci anni fa, passando per il Comune e la Provincia prima di arrivare qui. Un tempo ero più sensibile, oggi ascolto tutti ma vado avanti con le mie idee. Se per raggiungere un obiettivo strategico per i veneti dovrò accettare delle critiche, ne sarò ben lieta. Quello che conta è la strada che intento percorrere.

Sul fronte del diritto allo studio, ci sono novità importanti per le borse di studio. Com’è stato possibile recuperare i fondi necessari?

È stato fatto un lavoro enorme. Il Veneto, per scelta politica, non applica l’addizionale IRPEF, a differenza di altre regioni. Questo significa che non abbiamo “tasse extra” da cui attingere, quindi ogni investimento richiede sacrifici e una gestione oculata. Quest’anno, grazie allo sforzo del Presidente e dei colleghi in giunta, siamo riusciti a trovare subito 18 milioni di euro per coprire le borse di studio. È una risposta concreta alle necessità delle famiglie.

Chiudiamo con un tema delicato: il disagio giovanile. La formazione può essere un argine a questo fenomeno?

Assolutamente sì. Il disagio giovanile è ormai un’emergenza, alimentata anche da un uso smodato dei social media che propone modelli frustranti e tossici per i ragazzi. Non si può rispondere solo con le sospensioni o la repressione: abbiamo capito che non funziona. Stiamo studiando un protocollo coordinato tra Regione, Ufficio Scolastico Regionale, Ministero e ASL. Serve un approccio scientifico, ma soprattutto umano, per intercettare il malessere prima che esploda. Dobbiamo adattarci a questa nuova realtà con strumenti nuovi.

Valeria Mantovan

Bilancio veneto. Facciamo il punto con l’assessore regionale Giacinti: “Approvazione ad inizio aprile”

“Più risorse per assistenza e sanità territoriale, per le scuole e la manutenzione delle strade”

“Maratona” per uscire dall’esercizio provvisorio e nuovo piano di investimenti, razionalizzazione dei costi e priorità al territorio. “Siamo una squadra di ex sindaci, sappiamo cosa serve ai cittadini”

I

n queste settimane i corridoi di Palazzo Balbi sono il teatro di una vera e propria maratona burocratica. Filippo Giacinti, assessore regionale al Bilancio, impegnato a far quadrare i conti di una regione che punta a uscire dall’esercizio provvisorio entro Pasqua. Lo abbiamo incontrato per capire dove andranno le risorse dei veneti.

Assessore Giacinti, quali sono le novità principali di questo bilancio?

Abbiamo puntato sulla razionalizzazione della spesa. Non si tratta di semplici tagli, ma di recuperare risorse intervenendo sui costi di funzionamento della macchina amministrativa e potenziando la lotta all’evasione fiscale. È un

principio di equità: non è giusto che qualcuno paghi sempre per gli altri. Sebbene gran parte del bilancio sia vincolato a sanità e trasporti, abbiamo trovato margini per dare segnali importanti. La sanità territoriale resta una priorità. In che modo sosterrete i medici di medicina generale?

Siamo intervenuti su due fronti. Da un lato, abbiamo reperito i fondi per coprire gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale per il personale delle medicine integrate. Dall’altro, abbiamo equiparato le borse di studio per la specializzazione in medicina generale alle altre specializzazioni. È una questione di dignità: non deve esserci una “serie B” nel percorso di studi medi-

ci, specialmente quando abbiamo bisogno di figure sul territorio.

Scuole e infrastrutture: cosa troveranno i cittadini nel nuovo documento?

Per la prima volta abbiamo messo a bilancio subito tutte le risorse per il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie. Sul fronte sociale, abbiamo stanziato fondi per i carichi assistenziali degli anziani, sia nelle case di riposo che a domicilio. Per quanto riguarda le infrastrutture, abbiamo più che raddoppiato i fondi per la manutenzione delle strade regionali, passando da 9 a 20 milioni, e previsto oltre 60 milioni complessivi per la sicurezza idraulica.

E per la Pedemontana? Il peso economico per la Regione spaventa ancora?

I costi a carico della Regione sono in diminuzione. È fisiologico che le grandi infrastrutture abbiano un carico maggiore all’inizio, ma con l’aumento delle entrate da pedaggio ci stiamo avviando

L’assessore regionale Filippo Giacinti

verso la sostenibilità dell’opera. Quando vedremo l’approvazione definitiva del bilancio?

Il Consiglio sta lavorando alacremente, maggioranza e minoranza incluse. L’obiettivo è approvare tutto entro Pasqua o la settimana successiva. È una sfida entusiasmante e sono convinto che daremo al Veneto le risposte che attende.

Lei è stato a lungo sindaco di Albignasego. Cosa si porta dietro di quell’esperienza nel suo nuovo ruolo?

Il capogruppo dem Manildo: “Bilancio, scelte ideologiche, fondi già stanziati spacciati per nuovi e servizi essenziali

“Dietro i quasi 1 9 miliardi di euro del bilancio di previsione 2026-2028 si nasconde un’eredità pesante che ricade sui cittadini e sulle imprese venete”. Così il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, commenta l’illustrazione delle leggi di stabilità e bilancio avvenuta in Prima commissione a Palazzo Ferro Fini.Secondo Manildo, la giunta Stefani conferma una continuità preoccupante con la stagione Zaia, adottando “scelte puramente ideologiche”, come il mancato intervento sull’addizionale Irpef. “Rinunciare a una fiscalità progressiva significa tagliare

servizi essenziali – sottolinea -. È inaccettabile che le famiglie e le imprese paghino il prezzo di decisioni che dovrebbero garantire equità e investimenti sul territorio”.

Il capogruppo Pd evidenzia inoltre l’impatto sull’economia: “Mentre si celebra l’assenza di nuove tasse, resta intatta l’Irap, penalizzando le aziende che creano ricchezza e occupazione. Le attività produttive continuano a fungere da bancomat per ripianare i debiti della Pedemontana, un’opera che ipoteca il futuro della Regione”.

Manildo critica anche la comunicazione

a rischio

della giunta: “Si dà risalto a fondi già stanziati, come i 30 milioni destinati alle aree interne, spacciandoli per nuove risorse. Le zone più fragili del Veneto avrebbero bisogno di investimenti strutturali e non di restyling contabili”. Il Partito Democratico annuncia proposte puntuali per garantire trasparenza e una riforma dei servizi: “Il Veneto merita una programmazione che guardi al futuro, non una gestione che si limita a tappare i buchi del passato. Sanità territoriale, sociale e diritto allo studio devono tornare al centro dell’agenda politica”.

Il legame con la propria città resta nel cuore, ma l’esperienza da sindaco è fondamentale per capire le esigenze reali dei cittadini. Il Presidente Stefani ha voluto una giunta composta quasi interamente da ex sindaci: parliamo la stessa lingua, a prescindere dall’appartenenza politica. Sappiamo che la buona amministrazione si misura sui servizi alla persona, come le piazze o gli auditorium che abbiamo creato ad Albignasego, rendendola una città a misura di famiglia.

Ambiente. L’assessore Elisa Venturini annuncia un piano da 63 milioni

Sicurezza idraulica e difesa del suolo, nuove risorse contro il rischio alluvioni

I l Veneto accelera sulla sicurezza idraulica e la difesa del suolo, confermando la tutela del territorio come una priorità dell’azione amministrativa. L’assessore all’Ambiente Elisa Venturini illustra i nuovi stanziamenti previsti nel bilancio di previsione 2026-2028, sottolineando come gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni abbiano reso indispensabile un rafforzamento degli interventi strutturali.

“La tutela del territorio e la sicurezza delle comunità restano priorità assolute dell’azione amministrativa”, dichiara l’assessore, evidenziando come il nuovo bilancio rafforzi gli interventi strategici per proteggere cittadini, imprese e infrastrutture. La strategia regionale si poggia su un solido piano finanziario: per il triennio a venire sono stati stanziati 9 milioni di euro che si sommano ai 25,6 milioni di mutui già contratti e ai 28 milioni ottenuti attraverso i fondi comunitari FESR. Secondo Venturini, “si tratta di un’operazione importante con cui riusciremo a impegnare su-

bito importanti risorse per la resilienza idrica e la messa in sicurezza del territorio dal rischio alluvioni”. Un pilastro centrale di questa difesa è rappresentato dai bacini di laminazione. Il programma complessivo prevede 23 invasi, con un investimento superiore ai 550 milioni di euro: a oggi 10 strutture sono operative, 3 in fase di realizzazione e 10 in progettazione. L’assessore ha definito tali opere come “una delle principali strategie di mitigazione del rischio idraulico dal momento che hanno scongiurato danni di enorme gravità durante le ondate di maltempo”.

Oltre ai grandi invasi, l’azione regionale si concentra sulla manutenzione di circa 8.000 chilometri di argini tra rete principale e secondaria. “La sicurezza del territorioaggiunge l’assessore - passa attraverso una visione di lungo periodo e investimenti costanti nella prevenzione. I risultati ottenuti finora dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta”.

Infine, il piano conferma il sup-

porto alla Protezione Civile con nuovi bandi per l’adeguamento dei piani comunali e il miglioramento delle attrezzature dei volontari. L’impegno della Regione proseguirà nei prossimi anni con il monitoraggio costante della rete e il completamento delle opere programmate per una resilienza sempre maggiore.

Veneto al voto, 38 Comuni alle urne il 24 e 25 maggio

Il Veneto si prepara ad un appuntamento elettorale decisivo per il futuro di diverse comunità locali. Il 24 e 25 maggio prossimi i cittadini di 38 Comuni della regione saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla Città Metropolitana di Venezia, unico capoluogo di provincia coinvolto in questa tornata amministrativa, dove l’attuale amministrazione guidata da Luigi Brugnaro si sottoporrà al giudizio degli elettori. Oltre alla sfida in laguna la competizione elettorale riguarda sei centri urbani con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, che rappresentano snodi politici e demografici fondamentali per il territorio regionale. Tra questi figurano Albignasego e Monselice nella provincia di Padova, Castelfranco Veneto in quella di Treviso, San Bonifacio nel veronese, Arzignano e Lonigo nel vicentino. Nelle diverse aree della regione il voto interesserà realtà eterogenee. In provincia di Padova si voterà, tra gli altri, in centri come Campodarsego e Due Carrare, mentre nel veneziano saranno coinvolti anche i comuni di Cavallino-Treporti e Torre di Mosto. La Marca Trevigiana vedrà alle urne anche gli abitanti di Spresiano e Silea, mentre nel rodigino si voterà a Villadose. Nel vicentino, oltre ai poli maggiori, la tornata elettorale toccherà tra gli altri Malo e Recoaro Terme. L’eventuale turno di ballottaggio per i comuni sopra i 15.000 abitanti è fissati nei giorni 7 e 8 giugno.

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Elisa Venturini

L’artista. Padovano, ha reinventato l’immaginario pop ed espone il tutto il mondo

Non solo Lupin, Davide Zanella si racconta: “Ho trasformato la passione in professione”

“Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro”

P er molti Davide Zanella, fondatore e titolare di Arte Zeta Studio, “è quello di Lupin”. Da anni infatti Davide è il titolare della licenza esclusiva per l’Italia per riprodurre Lupin III e la sua banda. Punto di riferimento per la comunità pop italiana, Davide però è andato oltre, esponendo a Lugano, Parigi, Miami, Milano e affermandosi a livello internazionale come artista che ha saputo reinventare l’immaginario pop contemporaneo con uno stile personalissimo e subito riconoscibile. Il critico d’arte Giorgio Chinea Canale lo definirebbe neopop probabilmente, dato che la sua visione artistica riesce a parlare a tutti in maniera diretta ed emozionale. Ho incontrato Davide nel suo studio a Vigonza e insieme abbiamo fatto il punto sulle sue attività e sul suo percorso artistico e professionale.

Ciao Davide, sei riuscito a trasformare una tua passione nel tuo lavoro: quando hai capito che la pittura, l’arte e la creatività erano ormai diventate una “cosa seria”?

Credo che il momento preciso non sia stato romantico, ma molto concreto. Non è stato “mi sento artista”, è stato “ok, ora devo far quadrare i conti con quello che creo”. Quando ho iniziato a fare preventivi, a gestire clienti, materiali, scadenze, a ragionare in termini di progettazione e non solo di ispirazione… lì ho capito che non

era più solo passione. Era una professione. La pittura è diventata una cosa seria quando qualcuno ha iniziato a fidarsi di me non solo per un disegno, ma per trasformare uno spazio, un locale, una scuola, una casa. Quando ho capito che il mio lavoro cambiava l’ambiente in cui le persone vivevano, allora ho sentito il peso – e la bellezza – della parola “professionista”.

A livello italiano sei associato a Lupin III da molti anni. Ci vuoi raccontare come è nata questa liaison con uno dei personaggi più iconici della pop culture contemporanea?

La mia storia con Lupin III è nata da una passione autentica. Lupin non è solo un personaggio: è stile, ironia, eleganza, movimento. È un equilibrio perfetto tra leggerezza e genialità. Negli anni ho iniziato a studiarne il tratto, i vari stili, la costruzione del personaggio. Non era copia, era comprensione. Questo mi ha portato a collaborazioni ufficiali in Italia come disegnatore autorizzato. Quello che mi ha sempre affascinato di Lupin e la sua banda è che sono in continuo movimento. Cambiano i disegnatori, i character designer, passano i decenni ma restano sempre unici. E in fondo mi rivedo in questa cosa: evolvere senza perdere identità. Negli ultimi anni con il tuo lavoro di artista hai fatto un salto di qualità verso produzioni più “ma-

ture”: hai aperto una temporary gallery a Milano, hai partecipato a importanti fiere internazionali in Svizzera, a Miami, a Parigi… com’è cambiato il tuo lavoro? È cambiato il livello di consapevolezza. Quando porti le tue opere in contesti internazionali, non puoi più lavorare solo di pancia. Devi avere una visione, una coerenza, una linea riconoscibile. Aprire una temporary gallery a Milano mi ha fatto capire quanto sia importante controllare l’esperienza dello spettatore. Le fiere in Svizzera, Miami, Parigi mi hanno insegnato invece il confronto: sei in mezzo a centinaia di artisti, e devi chiederti perché qualcuno dovrebbe fermarsi davanti al tuo lavoro. Il mio linguaggio si è fatto più stratificato. Meno decorativo fine a sé stesso, più concettuale. Più attenzione ai materiali, alle superfici, alla serialità ragionata. E soprattutto è cambiato il mio modo di pensare: oggi progetto una collezione, non solo un quadro.

Che consiglio daresti al giovane Davide di 30 anni fa? E che consiglio daresti a un ragazzo o a una ragazza che si approccia a questo

mondo?

Al Davide di 30 anni fa direi: “Non aspettare di sentirti pronto. Non succederà mai. Esponiti prima.” Investi di più sulla formazione. Costruisci una rete con altri professionisti-artisti. L’unione fa la forza. A un ragazzo o una ragazza direi una cosa molto chiara: il talento non basta. Servono disciplina, capacità relazionale e competenze imprenditoriali. Studiate l’arte, ma studiate anche contratti, marketing, comunicazione. E soprattutto costruite uno stile che vi appartenga davvero, non quello che funziona su Instagram per tre mesi.

Qual è stata la richiesta più bizzarra che hai ricevuto per un’opera su commissione? (se si può dire)

Sì, ma senza fare nomi! Una volta mi è stato chiesto di costruire un manichino di Lupin a grandezza naturale, con tutte le parti mobili. Quando il committente è venuto a ritirarlo l’ha seduto sul sedile del passeggero, gli ha messo la cintura di sicurezza e se n’è andato… Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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coinvolgendo l’intera filiera. Grazie a certificazioni energia rinnovabile, economia circolare e mobilità

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la sintesi della visione di Despar Nord, azienda che ha scelto di fare della sostenibilità ambientale un pilastro strategico del proprio sviluppo, intraprendendo da oltre un decennio un percorso strutturato e in continua evoluzione. Il Marchio dell’Abete ha costruito negli anni un sistema di gestione ambientale capace di generare un miglioramento costante delle performance, coinvolgendo l’intera catena del valore: fornitori, collaboratori e clienti. Un impegno trasversale che si traduce in progetti concreti e risultati misurabili, anche in ambito di economia circolare. Un passaggio fondamentale è stata la certificazione UNI EN ISO 14001 che Despar Nord, prima realtà della grande distribuzione organizzata in Italia, ha ottenuto ancora nel 2013 e confermata nel 2025 per il tredicesimo anno consecutivo. Nel 2025 è salito a 90 il numero dei siti certificati tra punti vendita, sedi, piattaforme logistiche e polo agroalimentare Agrologic. Un risultato non scontato

che è frutto di oltre un decennio di investimenti in soluzioni tecniche sostenibili e di una strategia complessiva che ha incrementato, attraverso l’adozione di tecnologie innovative, sia l’efficienza energetica che la riduzione delle emissioni di gas effetto serra della rete di vendita e logistica in tutte le cinque regioni in cui è presente l’azienda. Nei punti vendita di nuova costruzione o ristrutturazione trovano spazio illuminazione full LED, impianti fotovoltaici, pompe di calore, sistemi di recupero del calore dagli impianti del freddo alimentare e soluzioni per l’ottimizzazione delle centrali frigorifere. A questo si aggiunge

Il percorso di Despar Nord tra certificazione ambientale e innovazione sostenibile

Wecity, Despar Nord ha promosso una challenge rivolta ai collaboraha permesso di incrementare e sviluppare il percorso di crescita sostenibile di Despar Nord, che ora più che mai rivolge lo sguardo a obiettivi importanti che mirano a rafforzare un percorso orientato alla creazione di valore condiviso,

Despar Nord, la tutela del territorio passa anche attraverso la riforestazione

protezione del territorio e tutela della biodiversità. Per questo Despar Nord è attiva anche sul fronte della riforestazione, con interventi che negli ultimi anni hanno portato alla piantumazione di migliaia di alberi in diverse aree d’Italia.

Già nel 2021, con il “Progetto Natura”, l’azienda ha collaborato con Etifor (spin-off dell’Università di Padova) e con l’iniziativa WOWnature, promuovendo un piano di riforestazione collegato alla vendita delle linee a marchio Verde Vera ed Econvivo riuscendo così a piantare, dal 2021 a oggi, quasi 4.000 alberi.

Dal 2023 questo impegno si è rafforzato anche grazie al progetto nazionale “Bosco Diffuso Despar”, promosso in collaborazione con Despar Italia e gli altri soci del con-

Emilia-Romagna, raggiungendo quota 650 alberi complessivi nelle aree interessate dal Bosco Diffuso nelle regioni di operatività.

A questo si aggiungono le attività finalizzate alla prevenzione e alla rigenerazione dei territori colpiti da calamità ambientali, con l’obiettivo di favorire il recupero delle aree danneggiate e di rafforzare la resilienza dei territori più esposti ai rischi climatici, come il caso dell’iniziativa in partnership con PlanBee e con il coinvolgimento attivo delle scuole dei territori selezionati, che ha permesso di piantare 250 nuovi alberi a Colle Umberto in provincia di Treviso presso i terreni di Feeducia, una microazienda agricola che segue pratiche di agricoltura rigenerativa.

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Undici mosse per risollevare la sanità veneta: Stefani presenta a Palazzo Balbi i nuovi Direttori Generali delle Ulss

Inuovi Direttori Generali della sanità regionale hanno sottoscritto formalmente il proprio impegno per il prossimo quinquennio.

Il Presidente della Regione Alberto Stefani, infatti, ha presentato quella che vuole essere una squadra solida e unita, undici curricula di grande prestigio che hanno saputo dimostrare le proprie capacità agli occhi della giunta. Tra volti già noti e nuovi entrati, andiamo a scoprire chi sono da oggi i “sindaci della sanità”, come li ha chiamati lo stesso Stefani.

All’Ulss 1, che coordina Belluno e tutta l’area dolomitica, sbarca Giuseppe Dal Ben, già direttore dell’Azienda Ospedaliera a Padova, dove, con il suo operato, si è confermato un “top manager” in ambito sanitario. Dal Ben ha seguito personalmente le fasi iniziali per la creazione del nuovo ospedale e l’apertura del nuovo reparto di pediatria. A differenza dei colleghi, resterà alla guida dell’Ulss dolomitica solo fino al 30 giugno, quando scadrà il suo incarico da commissario temporaneo. Sarà invece Giancarlo Bizzarri a prendere le redini della sanità nella Marca Trevigiana. Dopo aver coordinato servizi sociosanitari del Veneziano e con una carriera maturata in Liguria, sua terra d’origine, Bizzarri porta esperienza tecnica e logistica. Ha anche ricoperto prestigiosi incarichi nell’ambito della formazione, che testimoniano le sue eccellenti capacità comunicative, fondamentali per mettere in relazione le istituzioni e il cittadino.

Alla guida dell’Ulss 3 Serenissima arriva Massimo Zuin, già direttore dei Servizi Sociosanitari per il medesimo territorio. Docente allo IUAV e laureato in scienze politiche, rappresenta un profilo di prestigio sul piano logistico-organizzativo e conosce già molto bene il territorio e i suoi bisogni.

Spostandoci a nord nella medesima provincia, il Veneto Orientale sarà di competenza di Carlo Bramezza, che lascia quindi l’Ulss 7 per tornare a ricoprire un incarico già suo in passato. Con una lunga esperienza alla guida della sanità territoriale, si tratta di una delle scelte più solide a disposizione e su di lui viene riposta la massi-

ma fiducia della Giunta regionale per questo ritorno in Veneto Orientale.

Ed è proprio dalla guida dell’Ulss 4 che proviene Mauro Filippi, il nuovo Direttore Generale del Rodigino. Il 63enne vanta un curriculum completamente incentrato sulla sanità, che lo ha visto diventare il primo infermiere promosso a DG di una Ulss.

Patrizia Benini lascia invece Verona per assumere la guida di una differente Ulss, quella di Padova. Laureata in medicina e chirurgia con master conseguito proprio nel capoluogo euganeo, intende sfruttare la centralità della città del Santo per estendere la rete di servizi e formazione locale, puntando molto proprio sulla formazione di nuovi operatori sociosanitari.

A Vicenza arrivano invece Giovanni Carretta (Ulss 7 Pedemontana) e Peter Assembergs (Ulss 8 Berica). Il primo, padovano, ha recentemente diretto l’Ulss 3 Serenissima, che ha visto l’Ospedale dell’Angelo di Mestre eletto miglior ospedale d’Italia. Oltre a questo importante traguardo, ha avuto anche un incarico nella Commissione Regionale Vaccini. Assembergs, invece, è svedese

di nascita e lombardo d’adozione. Pur essendo un profilo di carattere più manageriale, è stato anche Direttore Generale dell’Asst Bergamo Ovest. Ultimo, ma non certo per importanza, è Pietro Girardi, che torna a dirigere l’Ulss 9 Scaligera dopo prestigiosi incarichi in altre province della regione, tra i quali quello di Direttore Amministrativo dello IOV. Fino a pochi giorni fa dirigeva l’Ulss 5 Polesana.

A questi nove Direttori Generali si affiancano altri quattro volti: Paolo Fortuna, ex DG della provincia di Padova, raccoglie l’eredità di Dal Ben alla giuda dell’Azienda Ospedale Università di Padova, mentre quella di Verona va a Paolo Petralia. Lo IOV e Azienda Zero, invece, passano invece sotto la responsabilità, rispettivamente, di Patrizia Simionato e Paolo Fattori. Anche in questo caso stiamo parlando di professionisti che hanno maturato grande competenza nell’ambito sociosanitario e amministrativo. Simionato è stata alla guida dell’Ulss 5 e ha appena concluso il mandato come DG dell’Ulss 8, mentre Fattori è stato membro della task force regionale per il contenimento della pandemia da Covid19.

L’evento non è stato, però, solo un elenco di nomi e curricula, infatti il Governatore Stefani ha presentato anche undici punti che faranno da filo conduttore per il prossimo quinquennio della sanità regionale, un “patto con i cittadini” per affrontare le più grandi sfide della salute e della vita dei Veneti. Vediamolo con ordine:

1. Promozione, rafforzamento e valorizzazione dei progetti di telemedicina e teleconsulto, per una sanità sempre più vicina a una popolazione che fa sempre più fatica a spostarsi per accedere alle cure;

2. Miglioramento dei tempi d’erogazione delle prestazioni specialistiche, per far fronte a quello che da anni è uno dei principali problemi della nostra sanità;

3. Potenziamento del rapporto ospedale-territorio, per garantire che il paziente sia seguito con approccio globale dalla presa in carico fino alla dimissione;

4. Monitoraggio delle Case di Comunità, presidi fondamentali per garantire capillarità sul territorio, specialmente nelle zone periferiche;

5. Monitoraggio del progetto PNRR “Casa come primo luogo di cura”, un piano che si integra strettamente con quello delle Case di Comunità e della telemedicina;

6. Gestione dei casi di cronicità e promozione di screening e stili di vita sani attraverso la formazione del cittadino;

7. Campagne di informazione territoriale sul funzionamento della telemedicina;

8. Valorizzazione di progetti volti all’umanizzazione delle cure, in modo particolare per quanto riguarda pazienti oncologici e malati terminali, con un focus sulle cure palliative;

9. Promozione della conciliazione vita-lavoro per il personale sanitario, attualmente oberato da ritmi insostenibili; 10. Attivazione di programmi di deblistering, per ridurre il costo dei farmaci, in particolare se di nuova generazione, 11. Dialogo col cittadino.

L’ultimo punto, un’aggiunta dell’ultimo secondo voluta fortemente dal Presidente Stefani, è un impegno solenne ad ascoltare la popolazione per capire le difficoltà e i bisogni con cui i Veneti devono fare i conti ogni giorno.

L’intervento. Sarà sempre più stretto il rapporto tra le due realtà sanitarie della provincia

Il nuovo DG Paolo Fortuna: «L’Azienda Ospedaliera rafforzerà la collaborazione con territorio e Università»

Ai nostri microfoni il nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova sottolinea il ruolo formativo e strategico della sanità padovana ella rete regionale

La centralità di Padova nel sistema sanitario veneto, il ruolo della formazione universitaria e il rafforzamento delle collaborazioni con il territorio. Sono questi i temi al centro della prima dichiarazione rilasciata ai microfoni di Radio Veneto24 da Paolo Fortuna, nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedale–Università di Padova. Partendo dal ruolo geografico e strategico del capoluogo euganeo, Fortuna evidenzia come Padova rappresenti prima di tutto un grande polo formativo per il sistema sanitario.

«Padova è innanzitutto una realtà formativa – spiega –. Qui si formano non solo i medici e gli specialisti, ma anche

molte altre figure sanitarie che poi andranno a lavorare sul territorio. Questo aspetto è fondamentale perché significa contribuire direttamente alla crescita e al rafforzamento del sistema sanitario regionale».

La presenza dell’Università e della scuola di specializzazione rende infatti la città un punto di riferimento per la formazione di nuove professionalità, che successivamente saranno chiamate a operare nelle strutture ospedaliere e territoriali del Veneto.

Un altro elemento centrale riguarda il ruolo dell’Azienda Ospedale–Università di Padova all’interno della rete assistenziale locale. «Oggi l’azienda ospedaliera è

l’unico grande ospedale della città – sottolinea Fortuna – e fornisce assistenza anche a molti cittadini che rientrano nel territorio dell’Ulss 6 Euganea».

Per questo motivo il rapporto tra le due realtà sanitarie è destinato a essere sempre più stretto. «L’interazione con l’Ulss è fondamentale – spiega –. Si tratta soprattutto di rafforzare percorsi di collaborazione che in realtà esistono già, ma che possono essere ulteriormente sviluppati per migliorare l’organizzazione dell’assistenza».

Padova, inoltre, ospita importanti istituzioni sanitarie regionali che contribuiscono a rafforzare la rete della ricerca e della cura. Tra queste anche lo Iov – Istituto Oncologico Veneto, realtà di riferimento a livello regionale e nazionale. «La vicinanza dei cittadini a queste strutture le rende naturalmente più frequentate – osserva Fortuna – ma questo non significa che l’Azienda ospedaliera universitaria non sia aperta a tutto il territorio del Veneto e anche oltre».

Patrizia Benini nuova direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea

«Un ritorno a casa, con grande responsabilità»

Un ritorno alle origini, ma anche una nuova sfida per la sanità padovana. Patrizia Benini, appena nominata direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea, ha commentato ai microfoni di Radio Veneto24 l’avvio del suo nuovo incarico, definendolo prima di tutto «un ritorno a casa».

«È un ritorno a casa – spiega – che affronto con molta soddisfazione e con molta gioia. Soddisfazione per il riconoscimento e per la conferma, ma anche gioia perché tornare in un ambiente che si conosce significa poter contare su interlocutori con cui si è già lavorato».

Un contesto familiare, dunque, ma che non riduce la complessità delle sfide da affrontare. «Quando si torna a casa è sempre un rischio – aggiunge – perché le aspettative sono alte. Tuttavia conoscere il territorio e le persone con cui si lavora rappresenta sicuramente un vantaggio nel momento in cui bisogna affrontare i problemi».

Tra i dossier più importanti sul tavolo della nuova direzione generale c’è il processo di riorganizzazione della sanità territoriale, un percorso che coinvolge tutte le aziende sanitarie del Veneto e che è legato anche agli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

«Le tempistiche per la riorganizzazione del territorio sono le stesse per tutte le Ulss – chiarisce Benini – e riguardano in particolare l’attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, molti dei quali finanziati con il Pnrr».

Un passaggio chiave sarà quello del rafforzamento degli organici. «Stiamo lavorando molto sul reclutamento del personale – sottolinea – che rappresenta uno dei punti nodali, soprattutto per garantire la presenza medica all’interno delle Case della Comunità nelle ore diurne. A questo si affianca tutto il lavoro di integrazione con il territorio e con le altre strutture della rete sanitaria».

L’ospedale padovano rappresenta infatti una delle più grandi realtà sanitarie del Paese e continua ad attrarre pazienti da tutta la regione e da molte altre aree d’Italia. «Siamo una delle più grandi aziende ospedaliere italiane – conclude il di-

Per quanto riguarda invece il progetto del nuovo ospedale di Padova Est, la direttrice generale precisa che si tratta di una competenza dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova. «È un tema che affronterà il collega – osserva – perché riguarda direttamente quell’azienda». Padova, però, riveste un ruolo particolare all’interno del sistema sanitario regionale. «È una realtà molto centrale dal punto di vista geografico e ha una grande fortuna: la presenza dell’Università e della facoltà di Medicina, che può rappresentare un vantaggio anche in termini di reclutamento delle risorse professionali».

Le criticità, tuttavia, sono simili a quelle che interessano molte altre aziende sanitarie italiane. «I problemi sono un po’ ovunque gli stessi – conclude Benini – e riguardano la riorganizzazione della rete ospedaliera, che deve essere sempre più qualificata, distribuita sul territorio ma anche efficiente».

In questo contesto sarà fondamentale il lavoro di rete con tutti gli attori del sistema sanitario locale.

rettore generale – e il nostro compito è continuare a garantire un servizio di alto livello non solo ai cittadini di Padova, ma a tutto il territorio regionale e nazionale».

«A Padova abbiamo l’Azienda ospedaliera universitaria e sono certa che i rapporti saranno ottimi. Conosco già il collega e abbiamo lavorato insieme in passato. Inoltre esiste una rete molto importante di privato accreditato, soprattutto per la specialistica, oltre alle quattro strutture ospedaliere presenti. Con tutti loro dovremo costruire una vera partnership».

L’obiettivo, conclude la nuova direttrice generale, resta uno solo: «dare risposte ai cittadini. È questo il compito principale della sanità pubblica».

Il taglio del nastro. A Padova inaugurato il cantiere del nuovo edificio destinato a ospitare laboratori avanzati

La Seconda Torre prende forma: al via i lavori dell’“Orizzonte della Ricerca”

Si è tenuta a Padova la posa della prima pietra della Seconda Torre dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, nuovo ampliamento destinato a diventare il cuore delle future attività scientifiche. La struttura, battezzata “Orizzonte della Ricerca”, ospiterà una Cell Factory di nuova concezione dedicata allo studio delle cellule RNA, delle CAR T e delle tecnologie di medicina personalizzata.

Alla cerimonia, svoltasi nel piazzale adiacente all’IRP in Corso Stati Uniti, hanno partecipato alcune centinaia di persone tra volontari, ricercatori e sostenitori. La benedizione della prima pietra è stata impartita da don Luca Facco, Vicario Episcopale della Diocesi di Padova. L’evento è stato anche l’occasione per la firma dell’Accordo Quadro che unisce Regione Veneto, Università di Padova, IOV, Azienda Ospedale-Università, Fondazione Cariparo, Fondazione Centro Nazionale Ricerca e Sviluppo terapia genica e Fondazione Città della Speranza per accelerare lo sviluppo di terapie avanzate. Il fondatore e presidente IRP Franco Masello ha sottolineato che la Seconda Torre rappresenta «il prosieguo dell’impegno tra pubblico e privato per far sì che la ricerca diventi più velocemente farmaco». Masello ha ricordato il valore simbolico della nuova costruzione, definita «l’Orizzonte della Ricerca, verso il quale salperemo tutti insie-

me».

Il presidente della Fondazione Città della Speranza, Marino Finozzi, ha evidenziato che la nuova struttura «non è solo un cantiere, ma il simbolo della nostra nuova statura», ribadendo l’obiettivo di trasformare la parola “incurabile” in un ricordo del passato. Per l’Istituto di Ricerca Pediatrica, l’amministratore delegato Stefano Lupi ha rimarcato la crescita dell’attività scientifica e la necessità di nuovi spazi. Andrea Camporese, vicepresidente IRP e responsabile del progetto Cell Factory, ha indicato sostenibilità e rapidità come i due cardini del nuovo investimento, ricordando che le nuove terapie dovranno essere non solo efficaci, ma anche accessibili.

Il direttore scientifico dell’IRP, prof. Eugenio Baraldi, ha definito la Cell Factory «un patrimonio importante per la sanità veneta» e un esempio virtuoso di collaborazione strutturata tra pubblico e privato.

Il sindaco di Padova Sergio Giordani ha richiamato il valore simbolico della giornata, ricordando che «da soli si va veloci, ma assieme si va lontano» e ribadendo l’obiettivo di non lasciare che «una malattia precluda il futuro a nessun bambino».

Il prorettore vicario dell’Università di Padova, Antonio Parbonetti, ha parlato di «investimento concreto nelle terapie avanzate» che rafforza il ruolo del Veneto nell’innova-

zione biomedica.

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha definito la nuova torre «la prova concreta che una scommessa ambiziosa può continuare a essere vinta», riconoscendo il contributo della comunità scientifica e dei volontari.

La nuova costruzione sarà collegata all’attuale sede dell’Istituto per ottimizzare costi e spazi comuni, tra cui reception, area accoglienza e direzione tecnica. L’edificio, articolato su tre piani più un livello destinato a parcheggio, coprirà circa 11mila metri quadrati complessivi. Il costo dell’intervento è

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stimato in 21 milioni di euro. Il progetto architettonico punta alla massima sostenibilità: sono previste tecnologie impiantistiche a energia rinnovabile e una copertura piana destinata al fotovoltaico.

Nei nuovi laboratori troveranno posto unità di ricerca dedicate all’oncoematologia pediatrica, tra cui attività dell’Università di Padova e gruppi già operativi nell’Istituto, come Euroimmun e R&I.

Con l’avvio del cantiere partirà anche la campagna “Costruiamo insieme il futuro della ricerca”, finalizzata a sostenere economicamente la Seconda Torre. Il nome di ogni

benefattore sarà riportato negli ambienti del nuovo edificio e nell’Albo d’Oro della Fondazione.

La Fondazione Città della Speranza ha espresso gratitudine all’amministrazione comunale di Padova, alla Regione Veneto, all’Arma dei Carabinieri, ai Vigili del Fuoco, all’Interporto e ai professionisti coinvolti nella progettazione e nella direzione lavori. Un ringraziamento particolare va alle aziende che hanno già offerto materiali e supporto tecnico, oltre a Coldiretti per il buffet e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della giornata.

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La proposta. Sotto la lente App finanziarie, sfide social e abuso di farmaci tra i più giovani

Pasqualon (UDC): “Una mozione per proteggere il Veneto dai rischi del trading online”

Non più soltanto slot machine e sale scommesse. In Veneto le dipendenze cambiano volto e corrono sugli smartphone. App di compravendita finanziaria, sfide sui social e un uso scorretto di farmaci tra i giovanissimi sono al centro della mozione depositata in Consiglio regionale da Eric Pasqualon (UDC).

A darne notizia è lo stesso consigliere, che parla di un fenomeno in rapida evoluzione anche nel territorio veneto. «Non più solo slot, ma App di trading e sfide social: le dipendenze in Veneto cambiano volto. Ho depositato una mozione per aggiornare le strategie regionali di prevenzione, puntando i riflettori sui rischi del guadagno facile online e sull’abuso di farmaci tra i giovanissimi», afferma Pasqualon.

L’iniziativa, spiega, nasce anche dall’esperienza maturata nel suo ruolo di vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, realtà impegnata nel contrasto alle dipendenze e nella promozione della legalità. A preoccupare sono i numeri raccolti dai Servizi per le Dipendenze (Ser.D.) del Veneto: a Treviso, nell’area dell’Ulss 2, nel 2025 si è registrato un forte aumento dei casi di trading compulsivo, ovvero l’ossessione per le operazioni finanziarie online vissute come una scorciatoia per guadagnare.

Secondo i dati citati nella mozione, il 45% degli studenti veneti ha giocato d’azzardo almeno una volta. Un dato che, secondo Pasqualon, va letto alla luce di un contesto in cui il rischio è “a portata di smartphone”, tra investimenti finanziari ad alto rischio scambiati per opportunità di lavoro e pericolose sfide digitali che si diffondono sui social.

«Servono risposte immediate: dobbiamo portare l’educazione finanziaria e civica nelle scuole per smontare l’illusione del profitto immediato», sottolinea il consigliere.

Nel dettaglio, la mozione chiede alla Regione Veneto una strategia coordinata che parta da un nuovo accordo con l’Ufficio scolastico regionale per introdurre nelle scuole moduli dedicati ai rischi del tra-

ding compulsivo e delle truffe online. La proposta prevede anche di inserire formalmente le cosiddette “dipendenze finanziarie digitali” tra le priorità del prossimo Piano sanitario triennale e di rafforzare le risorse alle Ulss per controllare e seguire i casi legati a gioco online e acquisti compulsivi.

Infine, il documento punta a sollecitare il Governo nazionale affinché intervenga sulla pubblicità nascosta di prodotti finanziari ad alto rischio che circola sui social media, con particolare attenzione alla tutela dei minori dai messaggi ingannevoli.

«Il Veneto è un modello nel contrasto al gioco fisico, ma ora la battaglia si sposta sul digitale – conclude Pasqualon –. Proteggere le famiglie dal sovraindebitamento e i giovani dalle insidie del web deve essere una priorità assoluta per la nostra Regione».

via

PADOVA Dal 9 al 13 marzo si è svolta la quarta edizione di “Cambio Gioco”, la settimana dedicata alla prevenzione e al contrasto del gioco d’azzardo patologico, promossa dal Dipartimento Dipendenze dell’Ulss 6 Euganea. L’iniziativa puntava a rafforzare il lavoro condiviso con istituzioni, operatori e cittadini, investendo su tempo e conoscenza per incrementare le strategie di prevenzione. Il tema di quest’anno, “giocare d’anticipo”, invitava a intervenire precocemente attraverso strumenti educativi innovativi e strategie che consolidino fattori protettivi sia a livello individuale sia sociale. Durante la settimana sono stati organizzati incontri, laboratori e momenti di confronto che integrano l’esperienza clinica degli ambulatori del Dipartimento con contributi multidisciplinari, con l’obiettivo di offrire alla comunità strumenti concreti per la riflessione e la sensibilizzazione, in particolare tra i giovani.

Al
la quarta edizione di “Cambio Gioco”

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