Camposampierese, appello della sindaca: “Subito interventi sulla 308”
Modello veneto: funziona davvero?
Con i cordoni della borsa ormai stretti dal bilancio approvato, il Consiglio Regionale del Veneto si è trasformato in un palcoscenico di scontri verbali che vanno ben oltre la semplice contabilità. È una sfida di visioni, un “botta e risposta” continuo che vede la maggioranza difendere il modello veneto e le opposizioni tentare di scardinarlo pezzo dopo pezzo.
Il primo vero scontro frontale riguarda la mobilità. Carlo Cunegato, dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, ha scosso l’aula con un attacco durissimo: “Presidente, mentre nel resto del mondo si corre verso il futuro, nel vicentino siamo fermi a treni a gasolio che sembrano reperti archeologici. Pagare abbonamenti esorbitanti per servizi da terzo mondo è un insulto ai lavoratori”.
Non si è fatta attendere la replica dai banchi della Lega e della Civica Zaia, che hanno risposto piccati: “Non abbiamo la bacchetta magica per elettrificare migliaia di chilometri in una notte, gli investimenti sono programmati e servono tempi tecnici, non slogan”. Ma è stato Giovanni Manildo del Partito Democratico a rincarare la dose, spostando l’asse sul sociale: “I tempi tecnici non sfamano le famiglie.
Con 25 milioni, briciole rispetto ai 19 miliardi totali, potremmo dare trasporti gratuiti agli studenti. Non farlo è una scelta politica deliberata contro i giovani”.
del Camposampierese Est
Il Veneto vuole l’autonomia energetica, Bitonci: “Lavoriamo sulle concessioni”
SICUREZZA URBANA, UNA CHIMERA FRA AZIONE E
PREVENZIONE
PRINCIPALI CRITICITÀ
Psoriasi nei bambini, a Padova garantite diagnosi precoce e cure su misura
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
• Nicola Stievano
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino ci consegna l’immagine di un Capo dello Stato che abita la «bellezza del dubbio». Così nelle sale austere e silenziose del Quirinale la burocrazia non è il mostro che tutti denunciamo, ma un argine saggio, un tempo sospeso di riflessione. “La burocrazia, tutti la detestano - a erma il presidente del film - perché è lenta ma serve proprio a questo: a non prendere decisioni a rettate”.
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del Camposampierese Est
RISTORI PER I CITTADINI COLPITI DALL’ALLUVIONE
Il Comune di Trebaseleghe riconosce un contributo straordinario a favore di cittadini e imprese colpiti dall’alluvione che ha interessato il territorio tra il 23 e il 24 settembre 2025. “L’obiettivo - fa sapere l’amministrazione Zoggia - è quello di o rire un sostegno concreto a chi ha subito danni. A seguito dell’eccezionale evento meteorologico infatti sono arrivate ben 83 segnalazioni di allagamenti e danni a beni mobili e immobili allo specifico canale messo a disposizione attivato dagli u ici comunali per raccogliere le istanze dei cittadini”.
L’Amministrazione, valutate le disponibilità di bilancio, ha deliberato di determinare in mille euro il contributo ad ogni richiedente che ne aveva diritto. Si tratta di una misura forfettaria improntata a criteri di equità e semplificazione, data la di icoltà a quantificare precisamente l’ammontare dei danni subiti. L’amministrazione ha deciso di destinare anche la donazione di 15mila euro da parte di un’azienda del territorio che ha a sua volta subito danni in occasione dell’evento alluvionale e che ha voluto in tal modo esprimere concreta vicinanza alla comunità di Trebaseleghe. “Con questo provvedimento vogliamo dare un segnale concreto di vicinanza alle famiglie duramente colpite dall’alluvionesottolinea Zoggia -. Il contributo ha natura forfettaria e certamente non compensa integralmente i danni subiti, ma rappresenta una risposta sostenibile e immediatamente attuabile. Abbiamo ritenuto doveroso a iancare alle risorse ricevute in donazione anche un impegno diretto del comune pari a 68 mila euro, per ra orzare l’intervento e raggiungere il maggior numero possibile di cittadini e imprese”. “L’erogazione dei contributi, già deliberata dalla Giunta Comunale, avverrà nel mese di maggio a conclusione delle verifiche istruttorie e degli adempimenti amministrativo - contabili necessari da parte degli u ici competenti”.
• Endrius Salvalaggio
Trebaseleghe: contributi da mille euro per famiglie e imprese
LA GRAZIA, I DUBBI E LE TRAPPOLE
Peccato che, uscendo dalla sala e tornando alla cronaca, il dubbio si trasformi in sospetto e la saggezza della procedura in una fretta che lascia storditi.
Il caso della grazia concessa a Nicole Minetti per ragioni umanitarie somiglia a un copione scritto male, dove la nobile “cura estrema dello Stato” inciampa su un nome che evoca i fantasmi di una stagione politica che è ancora lontana dall’essere archiviata e che continua a maturare i suoi frutti avvelenati. Perché tanta urgenza?
Perché quel velo di riservatezza che oggi, alla luce delle inchieste giornalistiche, appare anziché come la doverosa tutela verso un minore come piuttosto un maldestro tentativo di tenere sotto traccia una vicenda esplosiva?
A squarciare l’esile velo del silenzio è un’inchiesta giornalistica che prima rende pubblico il provvedimento firmato dal Presidente della Repubblica e in seguito ne svela i tanti lati oscuri, dagli intrighi in Venezuela in cui a farne le spese sono proprio dei bambini indifesi, alle visite fantasma in ospedali italiani che si a rettano a smentire contatti o consulenze. Se queste fondamenta crollano, non siamo più di fronte a una scelta politica discutibile o ad una decisione che può sembrare superficiale ma a un vero e proprio corto circuito istituzionale. Nel caos che ne è seguito finisce anche il rimpallo delle reciproche respons-
abilità. Il Quirinale non indaga, non fa il detective, si è detto: il Presidente della Repubblica esercita il suo potere di concedere o negare la grazia sulla base di un’istruttoria tecnica che gli viene consegnata. È il Ministero della Giustizia a dover garantire la genuinità di quel fascicolo che a sua volta ha ricevuto dalla Procura che ha condotto le indagini “sul campo” e tratto le proprie conclusioni. Ma in questo passaggio qualcosa si è rotto e qualcuno ha si è lasciato prendere la mano, quantomeno, da una insolita fretta o approssimazione, che di fronte a provvedimenti così definitivi come una grazia, è sempre cattiva consigliera. Non si può permettere che lo strumento della grazia - un atto quasi sacro, per questo concesso con parsimonia dai capi di stato - venga profanato da procedure opache o, peggio, da falsità documentali. Ecco allora la richiesta di chiarimenti urgenti del Quirinale al ministro della Giustizia per fare luce su un caso che potrebbe condizionare pesantemente il confronto politico. Mentre il Governo fa quadrato attorno a un Guardasigilli sempre più in a anno e la procura corre ai ripari con un rapido supplemento di indagine, resta l’amarezza per un’istituzione che meritava più rispetto. La grazia, diceva il film, è bellezza. Qui, purtroppo, sembra rimasta solo la bruttezza di una trappola tesa alla credibilità dello Stato.
segue da pag. 1
FURTI E ALLARME SICUREZZA, CAMPOSAMPIERO SCHIERA I CITTADINI
Un gruppo di cittadini organizzati, un filo diretto con le forze dell’ordine e un obiettivo dichiarato: prevenire i furti e ra orzare la sicurezza nei quartieri. Parte da qui il progetto di “controllo di vicinato” illustrato in municipio, nel corso di una serata informativa che ha visto la partecipazione di amministrazione comunale, polizia locale e numerosi residenti. “È la riprova che il tema della sicurezza urbana è particolarmente sentito dai cittadini - confermano gli amministratori, sindaca e assessore - La competenza naturalmente è delle Forze dell’ordine, ma anche i cittadini possono svolgere un ruolo molto importante, che vogliamo valorizzare con questo progetto”. L’iniziativa punta a costruire una rete di collaborazione tra cittadini e istituzioni, senza sostituirsi alle forze dell’ordine ma a iancandole con un sistema di attenzione di usa. “Il controllo di vicinato non è un intervento diretto, ma un modo per aumentare la capacità di osservazione e segnalazione sul territorio”, è stato ribadito nel corso dell’incontro.
Il modello è già di uso in diverse realtà e si basa su gruppi di residenti che, coordinati tra loro, condividono informazioni utili su movimenti sospetti o situazioni anomale, attivando tempestivamente i canali u iciali di segnalazione. Un approccio
che, secondo i promotori, consente di ra orzare il presidio del territorio e prevenire episodi di microcriminalità. Il progetto a Camposampiero nasce anche sulla scia di esperienze analoghe avviate in altri comuni e trova il sostegno della Prefettura. L’obiettivo è creare comunità più consapevoli e coese dove la sicurezza diventa un impegno condiviso.
“Un gruppo di Controllo del vicinato è il miglior strumento per prevenire i furti nelle case - ha spiegato il comandante Paolocci -. Nessuno conosce il vicinato meglio dei suoi residenti. Ma il principale obiettivo è ricostruire o ra orzare i rapporti di solidarietà e conoscenza di vicinato. In quest’epoca di vita frenetica, a volte, non ci si conosce nemmeno tra vicini. L’obiettivo è quello di essere attenti, aiutarsi, darsi una mano nel creare una miglior socialità della zona. Questo aiuta certamente anche la sicurezza. Non dobbiamo creare «sceri i» di quartiere, ma persone attente e solidali”.
Nel corso della serata sono state illustrate anche le modalità operative: dalla suddivisione del territorio in aree, alla nomina dei referenti di zona, fino all’utilizzo di strumenti di comunicazione rapidi tra i membri dei gruppi e con le forze dell’ordine. Centrale resta il ruolo della polizia locale, che coor-
dina e verifica le segnalazioni. Non sono mancate le adesioni: diversi cittadini hanno manifestato interesse a partecipare attivamente, segno di una sensibilità crescente sul tema della sicurezza urbana. Il prossimo passo sarà la costituzione dei primi gruppi operativi. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di interventi sul territorio, che
Il Veneto tra allarme furti e nuove risorse ai Comuni
Il tema della sicurezza urbana resta uno dei nodi più sensibili anche in Veneto, dove la percezione dei cittadini continua a misurarsi con numeri ancora significativi, soprattutto sul fronte dei furti in abitazione. Nel 2024 la regione ha registrato 18.561 episodi, con un aumento del 16,8% rispetto all’anno precedente e un peso pari all’11,9% del totale nazionale. Un dato che colloca il Veneto tra i territori più esposti a un fenomeno che incide non solo sulle statistiche criminali, ma anche sulla vita quotidiana delle famiglie, sulla fiducia nei
quartieri e sulla richiesta di maggiore presidio. Nel primo semestre del 2025, tuttavia, si è registrato un primo segnale di rallentamento: i furti in abitazione sono scesi a 6.833, con una diminuzione del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una flessione ancora prudente, che non consente di parlare di inversione strutturale, ma che indica l’e etto di un’attenzione crescente da parte delle forze dell’ordine e delle amministrazioni locali.
In questo quadro si inserisce anche il Decreto Sicurezza 2026, che ra orza il ruolo dei Comuni
comprende anche il potenziamento dei controlli e degli strumenti di prevenzione. Ma la scommessa, a Camposampiero, è soprattutto culturale: trasformare la sicurezza in un bene condiviso, costruito giorno per giorno a partire dai quartieri.
• Sara Busato
nella prevenzione e nel controllo del territorio. Il provvedimento prevede il rifinanziamento del fondo nazionale per la videosorveglianza, nuove risorse per la sicurezza urbana e la possibilità di destinare parte dei proventi delle sanzioni del Codice della strada e dell’imposta di soggiorno al personale della Polizia locale. Viene inoltre esteso il Daspo urbano, strumento pensato per intervenire nelle aree più fragili o segnate da degrado e comportamenti molesti. Per i Comuni veneti, dai centri maggiori ai paesi della cintura urbana, la sfida è duplice: contenere i reati e ricostruire sicurezza percepita. Telecamere, pattugliamenti, collaborazione con i cittadini e controllo di vicinato diventano così tasselli di una strategia più ampia, in cui la sicurezza non è solo repressione, ma presenza costante sul territorio.
• (S.B.)
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I CARABINIERI PRESIDIANO LA CITTÀ
TRA CONTROLLI CAPILLARI E NUOVE FRAGILITÀ
Reati sostanzialmente stabili, ma fenomeni in trasformazione. Il bilancio 2025 dei Carabinieri del Comando provinciale di Padova restituisce l’immagine di un territorio presidiato, dove la sicurezza urbana resta una priorità quotidiana tra controlli, prevenzione, contrasto alla criminalità e ascolto dei cittadini. Nel corso dell’anno l’Arma ha registrato 31.400 reati, un dato in linea con il 2024 e pari a circa il 85% del totale provinciale.
Nella sola città di Padova i reati denun-
ciati ai Carabinieri sono stati 8.746, il 58,9% del totale cittadino. Numeri che confermano il ruolo centrale dell’Arma nel sistema di sicurezza del territorio. Il presidio è stato capillare. Nel 2025 sono stati effettuati 39.526 servizi perlustrativi, di cui 264 con il supporto delle Squadre Intervento Operative del 4° Battaglione Mestre. In media, ogni giorno, sono state impiegate 108 pattuglie, per un totale di 223.911 ore di controllo.
Sono state identificate 138.279 persone e controllati 85.684 veicoli, con incrementi
rispettivamente del 12,8% e del 14,4% rispetto all’anno precedente. Accanto all’attività su strada, resta forte il rapporto con la comunità. Le chiamate gestite al 112 sono state 247.354, mentre gli interventi e ettuati sono stati 37.107. Nelle caserme della provincia si sono rivolti ai militari 139.662 cittadini, con una media di 382 accessi al giorno. Sul fronte repressivo, il 2025 si è chiuso con 567 arresti e 6.904 denunce in stato di libertà, per un totale di 7.471 soggetti coinvolti. I reati riguardano soprattutto rapine, furti, stupefacenti, lesioni e violenze domestiche. Nel corso delle attività sono state sequestrate anche 208 armi e 3.030 munizioni.
Tra le criticità più evidenti c’è l’aumento delle truffe agli anziani. Gli autori denunciati sono stati 62, con un incremento del 87% rispetto al 2024. Per contrastare il fenomeno, i Carabinieri hanno organizzato 93 incontri informativi, coinvolgendo oltre 5.200 cittadini con consigli pratici per riconoscere i raggiri e contattare tempestivamente il 112.
Resta alta anche l’attenzione sulla violenza di genere. Dal primo gennaio 2025 sono stati gestiti 825 casi: 505 maltrattamenti in famiglia, 275 atti persecutori e 45 violenze sessuali. Sono stati 242 i soggetti arrestati o sottoposti a misure cautelari, mentre 583 persone sono state denunciate.
Trebaseleghe alza l’asticella sulla sicurezza
ATrebaseleghe la sicurezza urbana torna al centro dell’agenda politica. Non è una novità, ma il segnale è chiaro: l’amministrazione alza l’asticella, ra orzando controlli e investendo ancora sulla videosorveglianza. Una scelta che intercetta una domanda sempre più di usa tra i cittadini, quella di vivere spazi pubblici percepiti come sicuri. Ma che apre anche una riflessione più ampia su quale modello di sicurezza si voglia costruire. I numeri raccontano un presidio costante. Nel 2025 la Polizia Locale ha gestito centinaia di pratiche anagrafiche, oltre cento autorizzazioni per disabili, decine di incidenti stradali. A questi si sommano più di duecento interventi su segnalazione: rifiuti abbandonati, animali vaganti, criticità viarie, manutenzioni. È il volto quotidiano della sicurezza, quello meno visibile ma più vicino alla vita reale. E poi c’è la tecnologia. Telecamere, lettori targhe, sistemi integrati. Circa 100 mila euro già investiti, altre 50 mila in arrivo per otto nuove installazioni. L’obiettivo dichiarato è rendere il controllo più e iciente, supportare le indagini, prevenire i reati. In prospettiva, anche nuovi dispositivi semaforici nelle aree più critiche. Il sindaco Antonella Zoggia lo dice
chiaramente: niente deriva repressiva, ma prevenzione. Un equilibrio non semplice da tenere, soprattutto in una fase in cui la percezione del rischio cresce più velocemente dei reati reali. Trebaseleghe sceglie dunque una strada precisa: integrare il lavoro degli agenti con la tecnologia, senza rinunciare alla dimensione territoriale.
Preoccupa inoltre la delittuosità minorile: i reati commessi da minori sono stati 595, in aumento del 19,2%, con maggiore incidenza tra i sedicenni.
In parallelo, l’Arma ha incontrato 7.958 studenti in 146 scuole, concentrandosi sulla prevenzione dell’uso di droga e dei comportamenti a rischio.
Sul fronte antidroga, infine, sono stati arrestati 143 soggetti, denunciate 220 persone e segnalati al Prefetto 478
assuntori. I sequestri hanno riguardato 86 chili di sostanze stupefacenti, 450 piante di cannabis e 32 pasticche di ecstasy.
La sicurezza urbana, oggi, si gioca sempre più sull’equilibrio tra controllo, prevenzione e capacità di intercettare le nuove fragilità.
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• Sara Busato
del nostro Tempo”
PREMIATE LE ECCELLENZE CULTURALI
DEL CAMPOSAMPIERESE
Il tavolo della cultura è un organismo che agisce sotto la tutela della Federazione dei Comuni del Camposampierese ed è composto dagli assessori e consiglieri alla cultura dei 10 comuni aderenti. Si è tenuta così la settima edizione di “Testimoni del nostro Tempo - Galà della Cultura del Camposampierese”, manifestazione promossa dal Tavolo della Cultura, iniziativa di rete attraverso la quale si premiano le eccellenze culturali presenti nel territorio, ovvero gli interpreti di quella tensione estetica che li rende “testimoni”, appunto, delle pulsioni artistiche contemporanee. La sede della premiazione cambia ogni anno comune e toccherà, a suo tempo,
a tutti i 10 comuni del Camposampierese per ra orzare la filosofia di rete che sta alla base dell’iniziativa. Dopo Piombino Dese (2019), Massanzago (2021), S. Giorgio delle Pertiche (2022), S. Giustina in Colle (2023), Villa del Conte (2024) e Villanova di Camposampiero (2025), quest’anno è stato Borgoricco a ospitare il Galà presso il teatro Aldo Rossi. “Lo scopo della manifestazione – sottolineano i componenti del Tavolo della Cultura - è quella di valorizzare l’opera di quanti (individui, associazioni, istituzioni) che, con la propria attività hanno contribuito e tuttora contribuiscono alla promozione e valorizzazione dei diversi linguaggi culturali
ed artistici nel territorio e tra la popolazione del Camposampierese”. Il premio viene assegnato, con cadenza annuale, a una persona/associazione/istituzione per ciascun comune della Federazione del Camposampierese. Il momento clou della serata è stato l’annuncio del testimone della Cultura del Camposampierese 2026 con il riconoscimento speciale assegnato a Pierluigi Rizzato, fotografo naturalista premiato dal Comune di Borgoricco. Questa la motivazione dell’assegnazione del premio da parte della giuria: “Per aver testimoniato ai più alti livelli, attraverso l’arte della fotografia naturalistica, la bellezza, la forza e il mistero della natura,
DICIOTTENNI IN VISITA A PALAZZO MONTECITORIO
Si è svolta l’annuale gita a Roma dedicata ai diciottenni del 2007. Un appuntamento ormai consolidato che rappresenta un momento significativo di crescita, scoperta e di condivisione. Due giornate intense, durante le quali i giovani hanno avuto l’opportunità di visitare non solo alcune delle principali attrazioni che rendono unica la capitale italiana, ma anche di vivere un’esperienza istituzionale di grande valore con l’ingresso a Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati. Un’occasione per avvicinarsi
alle istituzioni e comprendere più da vicino il funzionamento della vita democratica del nostro
Paese Italia, arricchita dal fascino senza tempo dei luoghi simbolo di Roma, tra storia, arte e cultura. “Questa esperienza rappresenta molto più di una semplice gita – sottolinea l’assessore alle politiche sociali e giovanili Giovanna Guion – è un momento educativo importante, che permette ai nostri ragazzi di sentirsi parte attiva della comunità e vedere con i propri occhi i luoghi delle istituzioni che senz’altro lascerà un segno concreto nel
onorando con il proprio talento il valore universale della cultura e o rendo alla comunità un esempio straordinario di passione, eccellenza e dedizione”.
loro percorso di crescita”. L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto dedicato ai giovani del territorio. A partire da aprile, infatti, prenderà il via il nuovo “Percorso Diciottenni” rivolto ai nati nel 2008 residenti nel comune di Borgoricco con un ciclo di incontri pensati per accompagnare i nuovi diciottenni nel passaggio alla maggiore età, a rontando temi come la sicurezza, la cittadinanza attiva, il primo soccorso e il confronto. “Investire sui giovani significa investire sul futuro della nostra comunità – dichiara il sindaco Gianluca Pedron –
UN NUOVO PERCORSO “DICIOTTENNI…LO SGUARDO D’OGGI”
L’amministrazione Comunale, in collaborazione con l’associazione Purpleen, organizza sette incontri, dedicati ai ragazzi nati nell’anno 2008, finalizzati a creare dibattito tra i giovani con serate istruttive su tematiche attuali. Il percorso è dedicato ai neo diciottenni residenti nel Comune di Borgoricco e intende affrontare, attraverso lo svolgimento di incontri e appuntamenti, diverse tematiche legate alla
cittadinanza attiva e solidale, per una partecipazione consapevole e responsabile alla vita civile, politica e sociale. Il programma di fine maggio e giugno vede due appuntamenti. Martedì 26 maggio ore 20:30 : “Pillole di Pronto Soccorso”: serata sul primo soccorso con la Croce Verde, presso la Sala Consiliare; Infine, Martedì 2 giugno ci sarà la “Consegna Costituzioni”, che avverrà durante la Festa della Repubblica dove sarà ricavato uno
“Attraverso questa iniziativa – ribadisce Fabio Marzaro, assessore portavoce del Tavolo della Cultura – ci proponiamo di rinforzare l’identità culturale del territorio, ritenendo che essa sia un elemento imprescindibile per lo sviluppo. Per creare un territorio ricco, nel senso pieno della parola, servono artigiani, imprenditori, professionisti, ma vi è bisogno, non da meno, di persone in grado di interpretare con la propria sensibilità e di restituire col proprio talento la sete di cultura, di conoscenza, di arte che è innata nell’essere umano”.ve.
• Endrius Salvalaggio
che, attraverso queste iniziative vogliamo o rire occasioni di confronto e momenti di crescita che possano aiutare i ragazzi a diventare cittadini responsabili e consapevoli”. .
• (E.S.)
spazio dedicato ai ragazzi nati nel 2008 con la consegna della Costituzione Italiana. “Attraverso queste iniziative vogliamo o rire occasioni di confronto su tematiche attuali e di vita – dichiara il sindaco Gianluca Pedron – oltre che costruire momenti di crescita che possano aiutare i ragazzi a diventare cittadini responsabili e consapevoli”.
• (E.S.)
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Bilancio. Frasson: “Servizi essenziali sempre più resilienti”
ETRA, RECORD DI INVESTIMENTI: 94,7 MILIONI PER IL TERRITORIO
“Essere oggi una Società Benefit significa garantire efficienza, continuità e resilienza dei servizi essenziali”. È da qui che parte il bilancio 2025 di ETRA SpA, dalle parole del presidente Flavio Frasson che fotografano un anno segnato da scelte strategiche e da uno scenario globale complesso.
Il dato più evidente è quello degli investimenti: oltre 94,7 milioni di euro, il valore più alto mai raggiunto, pari a 162 euro per abitante servito. Numeri approvati all’unanimità dall’assemblea dei soci riunita a Cittadella, insieme alla decisione di mantenere in azienda gli utili per finanziare nuovi interventi. Non si tratta solo di cifre. Il 2025 segna un cambio di passo: la sostenibilità diventa il criterio guida di ogni scelta, dalla gestione dell’acqua fino al ciclo dei rifiuti. Un approccio che punta a coniugare sviluppo infrastrutturale e tutela delle risorse.
In questo percorso, non manca il riconoscimento istituzionale. A metà della presentazione del bilancio, il presidente del Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti Germano Racchella e il presidente del Consiglio di Bacino Brenta Gianmaria Boscaro hanno espresso piena soddisfazione per i risultati raggiunti, sottolineando la solidità del modello e la capacità della multiutility di rispondere alle sfide del territorio con una visione di lungo periodo.
Tra i risultati più concreti emerge il ra orzamento della rete idrica: il 95% di distrettualizzazione consente oggi un controllo puntuale delle perdite, trasformando l’infrastruttura in un sistema intelligente e più resiliente. A questo si aggiungono 10,2 chilometri di nuove reti fognarie e l’avvio del calcolo completo delle emissioni, primo passo verso strategie di decarbonizzazione.
Sul fronte energetico e ambientale, ETRA ha spinto sull’innovazione di usa: 14 Comunità Energetiche Rinnovabili attivate nei Comuni soci, il potenziamento degli impianti fotovoltaici e l’ottenimento della certificazione ISO 50001. Parallelamente, prende forma il nuovo polo logistico di Asiago, destinato a migliorare la gestione dei rifiuti riducendo anche le emissioni legate ai trasporti.
Al
via il progetto sul controllo del vicinato
UImportanti anche i numeri dell’economia circolare: tari azione puntuale estesa al 100% delle utenze non domestiche, 13 ecocentri aperti H24 e una rete di centri di riuso che ha superato gli obiettivi con quasi 1.500 accessi.
Il tutto mantenendo un equilibrio tariffario attento alle famiglie, nonostante l’accelerazione sugli investimenti. Un risultato reso possibile anche grazie alla capacità di intercettare fondi europei e nazionali e a una gestione finanziaria rigorosa.
Il bilancio 2025 restituisce così l’immagine di una realtà solida e in
crescita, ma anche di un modello che guarda avanti. Le sfide per il biennio 2026-2027 sono già tracciate: completare le grandi opere, ra orzare i sistemi di gestione del rischio e continuare a investire sulle competenze.
Sul fondo resta un obiettivo chiaro: generare valore duraturo per il territorio. Un percorso che passa anche dall’educazione ambientale, con quasi 1.700 iniziative nelle scuole e oltre 40 tonnellate di rifiuti abbandonati recuperati.
• Redazione Padova
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n’iniziativa che punta a ra orzare la sicurezza urbana attraverso la collaborazione attiva tra cittadini e istituzioni. Con la serata introduttiva avvenuta nei giorni scorsi di fatto è partito il nuovo progetto, con partecipazione di una buona parte di cittadini presenti. Nel corso dell’incontro, il comandante della Polizia Locale, della Federazione dei Comuni del Camposampierese, Antonio Paolocci, ha illustrato le finalità del progetto, le modalità operative e il ruolo fondamentale dei cittadini nel segnalare situazioni sospette. Una relazione chiara ed esaustiva, fa sapere l’amministrazione comunale, che ha contribuito a chiarire dubbi e a stimolare un confronto costruttivo con i presenti. Per attivare questo progetto è necessaria l’adesione di cittadini volontari che andranno a costituire i gruppi di zona ed infine, il nuovo progetto sarà siglato anche da un accordo con la Prefettura di Padova. Ad esprimere soddisfazione per l’avvio dell’iniziativa è il consigliere delegato alla sicurezza, Edoardo Conte, che ha voluto ringraziare pubblicamente il Comandante Paolocci per l’approfondimento o erto durante la serata: “Un ringraziamento per la professionalità e la completezza dell’esposizione, che ha permesso ai cittadini di comprendere appieno il valore del nuovo progetto. Auspichiamo una partecipazione sempre più ampia da parte dei cittadini, poiché solo attraverso una collaborazione sempre più di usa si può rendere realmente e icace questo progetto”. L’amministrazione comunale, nel frattempo, sta lavorando su più fronti per garantire maggiore sicurezza, come ad esempio il ra orzamento della rete di videosorveglianza. Tuttavia, come ribadito dal consigliere, la tecnologia da sola non basta. “La collaborazione tra cittadini resta un elemento fondamentale per costruire un sistema di sicurezza integrato e partecipato. Il progetto si inserisce dunque in una visione più ampia, che vede nella sinergia tra istituzioni e comunità; la chiave per migliorare la qualità della vita e il senso di sicurezza sul territorio” conclude il consigliere Conte.
• (E.S.)
Flacio Frasson
Edoardo Conte
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MOBILITÀ DEL FUTURO: PRESENTAZIONE PUBBLICA DI PUMS E BICIPLAN
La Federazione dei Comuni del Camposampierese ha presentato due strumenti che potrebbero cambiare il modo in cui il territorio si muove nei prossimi dieci anni: il Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e il Biciplan, il piano strategico per la mobilità ciclabile. All’incontro sono intervenuti i professionisti che hanno curato la redazione dei piani, il Presidente della Federazione Gianluca Pedron ed i tecnici. Cosa sono e perché contano. Il Pums è il piano generale della mobilità sostenibile: riguarda tutto, dal tra ico automobilistico al trasporto pubblico, dalle “zone 30” alla mobilità scolastica e aziendale, fino alla logistica e alla mobilità elettrica. È il documento che fornisce la visione d’insieme, quella “cornice strategica” entro cui si collocano tutti gli interventi futuri sul sistema dei trasporti dei dieci Comuni della Federazione. Il Biciplan
ha invece un focus preciso: la mobilità ciclabile. Pianifica le piste ciclabili, i collegamenti intercomunali, i percorsi casa - scuola e quelli turistici, i parcheggi per le biciclette e l’integrazione con stazioni ferroviarie e autobus. Non è però un piano separato: il Biciplan è contenuto e valorizzato dentro il Pums, che ne analizza gli e etti complessivi in termini di sostenibilità e di impatto sulla mobilità generale.
L’ambizione è costruire una rete ciclabile sicura su un territorio di quasi 200 km2, valorizzando la posizione strategica del Camposampierese nel cuore del quadrilatero Treviso - Venezia - Padova - Cittadella, e collegandosi alle grandi direttrici già esistenti: la Treviso - Ostiglia, il cammino di Sant’Antonio, il Muson dei Sassi, il fiume Tergola e l’asse Camposampiero - Mira. A precisare l’iniziativa è Gianluca Pedron, Presidente della Federazione
dei Comuni del Camposampierese, che a erma: “Con il Pums e il Biciplan ci siamo dati una visione strategica che va ben oltre i confini del singolo Comune. Il Biciplan disegna la rete ciclabile del futuro, ma è dentro il Pums che questa rete trova il suo pieno significato dove viene valutata in relazione al trasporto pubblico, alla mobilità pedonale, alla sostenibilità ambientale, al tra ico. È un approccio di sistema, non una somma di interventi isolati. L’obiettivo è costruire un territorio più accessibile, dove spostarsi in modo sostenibile sia una scelta conveniente per tutti”. Per qualsiasi informazione, si potrà contattare il settore sviluppo economico della Federazione, sito a Camposampiero, ovvero via email a suap@fcc.veneto.it
• Endrius Salvalaggio
“Nella strada regionale 308 va fatta una corsia in più. Regione e Governo se ne facciano carico”
• (E.S.) Il
La Sr 308 è oramai diventata un problema insostenibile e non parlarne peggiora solo la situazione, già al limite. A sollevare il tema è il sindaco di Camposampiero, Katia Maccarrone, che con contezza porta il tema della viabilità fino a Roma. Si perchè, un’opera di questa portata, non si risolve solo a livello regionale, ma da chi governa ed è a capo alle deleghe in Infrastrutture e Trasporti. Tornando alla 308 i frequenti incidenti a causa del problema dell’unica corsia, ne denotano la pericolosità, soprattutto quando non vengono rispettati i limiti di velocità e il divieto di sorpasso su tutta la tratta. Oltre a questo, il nodo irrisolto della viabilità crea ogni giorno rallentamenti e code, soprattutto in alcuni orari.
“Bisogna tener conto che questa strada è a servizio del tra ico pesante che serve le nostre aree artigianali, molto sviluppate in questo territorio e che hanno bisogno di adeguata viabilità, oltre a questo, il tra ico che si riversa nella 308 è anche quello leggero, che molto spesso è causa di incidenti. La sfida - argomenta il sindaco di Camposampiero, Katia Maccarrone - è quella di potenziare l’arteria con il raddoppio delle corsie. I costi certamente saranno elevati pertanto è necessario che le risorse arrivino a livello nazionale, cioè da Roma. La Regione si faccia parte attiva per questo nei confronti del Governo. A chiederlo sono anche le associazioni di categorie economiche”. “Si realizzi un nuovo
progetto a stralci funzionali, da Padova verso il camposampierese, in modo da ridurre gli incolonnamenti. Si prosegua poi per stralci, come a stralci è stata realizzata. Questa strada, poi, non deve diventare a pagamento. Sono del tutto contraria a ipotesi di project financing con apposizione di pedaggi. Concludo con un ulteriore forte appello alla Regione: la mobilità è un tema molto importante, che va a rontato anche con una programmazione relativa al trasporto pubblico” conclude il sindaco di Camposampiero, Katia Maccarrone.
Ambiente. Presentati i risultati del monitoraggio
MASSANZAGO
QUALITÀ DELL’ARIA, DIFFUSI
I DATI DELLE RILEVAZIONI
Sono state rese note a metà aprile le rilevazioni ARPAV sulla qualità dell’aria nel territorio comunale. Lo rende noto l’amministrazione in una lunga nota, rispondendo alle numerose segnalazioni pervenute dai cittadini riguardanti la percezione di odori molesti. “Il comune di Massanzago ha prontamente attivato una collaborazione con ARPAV a seguito della richiesta formale del 1° settembre 2025. L’indagine, svolta nel periodo gennaio-marzo 2026, ha previsto l’impiego di un mezzo mobile MMO (Monitoraggio Mobile Odori) per la misurazione continua di oltre 20 composti potenzialmente odorigeni. Un’analoga rilevazione è stata condotta anche nel territorio della città di Noale” si legge nella premessa della nota. “I risultati: l’attività di monitoraggio restituisce un quadro non critico sotto il profilo della qualità dell’aria nel territorio comunale. Le concentrazioni medie delle sostanze rilevate risultano contenute e, nella maggior parte dei casi, ben al di sotto dei valori di riferimento normativi e sanitari. Tuttavia, accanto a questa situazione di
fondo stabile, emergono alcuni elementi di attenzione. In particolare, per alcune sostanze (tra cui acetone, stirene, etilacetato) si registrano episodi sporadici caratterizzati da picchi di concentrazione anche significativi, seppur di breve durata. Questi fenomeni non delineano una condizione di inquinamento continuo, ma indicano la presenza di emissioni intermittenti, verosimilmente riconducibili a sorgenti specifiche e non di use” continua la nota. La ricerca delle cause di queste emissioni ha portato ad analizzare la “direzione dei venti che suggeriscono una provenienza prevalente da aree circoscritte del territorio, ra orzando l’ipotesi di fonti localizzate che, in determinate condizioni meteoclimatiche, possono generare tali aumenti temporanei di concentrazione” spiega l’amministrazione. “Dal punto di vista sanitario, i dati raccolti non evidenziano criticità per la tutela della salute umana” sottolinea la nota, che prova a spiegare anche il tema delle molestie olfattive. “Alcuni dei composti rilevati possono contribuire alla percezione di odori
anche a concentrazioni relativamente basse. Tuttavia, la natura episodica dei picchi e la di icoltà di correlare in modo diretto tutte le segnalazioni ai soli inquinanti monitorati indicano che il fenomeno degli odori potrebbe essere legato anche alla presenza di ulteriori sostanze non oggetto della campagna di misura, ma percepibili dall’olfatto umano anche a concentrazioni molto ridotte. In conclusione, il monitoraggio evidenzia una qualità dell’aria complessivamente nella norma.”
• Andrea Benato
A Villa Baglioni la storia del libro si tocca con mano
Si è svolta con successo l’iniziativa “Dal torchio al touchscreen”, presso la suggestiva cornice di Villa Baglioni. In occasione della Giornata internazionale del libro e del diritto d’autore, la biblioteca comunale, l’associazione Billi Integration e la Cooperativa C.S.S.A. (con il patrocinio del comune) hanno presentato un itinerario esperienziale tra le sale della sede del municipio, accompagnando i visitatori in un percorso storico che ha cercato di scandire il passaggio dalle prime tecniche di scrittura fino ai giorni nostri. Particolarmente suggestiva è stata la presenza di scritti originali che hanno reso la mostra ancora più autentica e coinvolgente. Chi ha avuto la possibilità di partecipare ha potuto apprezzare e sfogliare volumi rari e preziosi solitamente non accessibili al tratto (frammenti di Vangelo e atti notarili del XIII - XIX secolo, xilografie del Cinquecento, volumi a stampa dal Seicento al Novecento), un un
percorso guidato tra gli spazi della Villa, arricchito da momenti di interazione. Il tour - condotto da Marco Perin e Matteo Vercesi - si è concluso con un aperitivo conviviale. “Un’iniziativa che unisce tradizione e innovazione, inserita nel progetto Tiepolo 2.0, per guardare al futuro senza dimenticare le nostre radici”, hanno commentato gli organizzatori. Tiepolo 2.0 è un progetto di valorizzazione e promozione del Parco di Villa Baglioni, finanziato con 170.800 euro della fondazione Cariparo, vinti lo scorso anno dal comune. Il bando, dal titolo “Luoghi (non) comuni), mira a sostenere progetti di rigenerazione culturale e ambientale nelle porcine di Padova e Rovigo. Dopo iniziative come “Dal torchio al touchscreen”, Villla Baglioni sarà dunque protagonista anche nei prossimi mesi di altri eventi e progetti culturali.
• (A.B.)
Bilancio Comunale. 2,2 milioni per estinguere mutui e stabilizzare i conti
IL CONSIGLIO APPROVA LA VENDITA DEGLI IMPIANTI PUBBLICI DEL GAS
Seduta importante per il Consiglio comunale di Piombino Dese, chiamato ad approvare sia il rendiconto finanziario 2025 sia una delle decisioni economicamente più rilevanti degli ultimi anni: la futura vendita della rete comunale del gas. Per quanto riguarda il bilancio, l’assessore Filippo Venturin ha spiegato che il Comune mantiene una situazione economica “in equilibrio”, senza particolari criticità. Nel 2025 il Comune ha sostenuto circa 700 mila euro di spese per manutenzioni, asfaltature, verde pubblico, scuole e strutture sportive, oltre a circa 120 mila euro destinati agli
interventi per gli anziani e ai contributi per le rette delle case di riposo. È stato inoltre confermato un avanzo libero di amministrazione di circa 733 mila euro. Il consigliere di opposizione Francesco Scquizzato si è astenuto sul rendiconto, chiedendo maggiore confronto sulle future scelte di spesa e sugli interventi legati al decoro urbano. Il tema centrale della serata è stato però quello della rete del gas. Il Consiglio ha infatti approvato all’unanimità il percorso che porterà il Comune alla vendita degli impianti comunali del gas nell’ambito della gara ATEM Padova 1, la procedura che coinvolge
numerosi Comuni del territorio.
A spiegare il funzionamento dell’operazione è stato l’assessore Luigi Benozzi. Negli anni scorsi i singoli Comuni potevano gestire direttamente la propria rete del gas attraverso concessioni locali. Le nuove norme nazionali prevedono invece gare su scala territoriale più ampia, organizzate per gruppi di Comuni. Nel caso di Piombino Dese, la rete comunale è stata stimata in circa 2,2 milioni di euro. Secondo quanto illustrato in aula, mantenere la proprietà degli impianti non sarebbe economicamente conveniente per il Comune, perché le future entrate derivanti dalla gestione del servizio diminuirebbero in modo significativo rispetto a quelle attuali.
Per questo motivo l’amministrazione ha scelto la strada della vendita. Le risorse ottenute serviranno principalmente a ridurre l’indebitamento del Comune attraverso l’estinzione di alcuni mutui, così da compensare la riduzione delle future entrate legate al gas e mantenere più stabile il bilancio comunale negli anni successivi. Benozzi ha spiegato che si tratta di una scelta praticamente
Firmato il protocollo con Plastic Free
Anche il Comune di Piombino Dese entra u icialmente nella rete di Plastic Free Odv Onlus, l’associazione di volontariato nata nel 2019 e oggi presente in tutta Italia con progetti dedicati alla tutela dell’ambiente e alla lotta contro l’inquinamento da plastica. La firma del protocollo d’intesa segna l’avvio di una collaborazione tra il Comune e l’associazione, con l’obiettivo di organizzare iniziative ambientali, giornate ecologiche, attività di sensibilizzazione e progetti rivolti alla cittadinanza e alle scuole. A dare la notizia è stata Eleonora Vanzetto, referente Plastic Free per Piombino Dese, che ha voluto sottolineare il significato dell’accordo raggiunto con l’amministrazione comunale. “Non è stato firmato solo un documento, ma è stato sancito un atto d’amore verso il nostro territorio”, ha scritto Vanzetto nel messaggio di uso dopo la firma del protocollo. La referente ha inoltre ringraziato il sindaco Cesare Mason e l’assessore all’ambiente Luigi Benozzi “che hanno sempre dimostrato massima disponibilità”, oltre alla referente regionale Sara Grolla Pollon Simionato per il supporto dato al progetto. Plastic Free opera attraverso gruppi di volontari che organizzano raccolte di rifiuti, pulizie di aree verdi e spazi pubblici, campagne informative e attività dedicate alla riduzione della plastica monouso. L’associazione è particolarmente attiva anche nel coinvolgimento delle scuole e dei giovani attraverso percorsi di educazione ambientale. Negli ultimi anni anche Piombino Dese ha mostrato attenzione crescente verso questi temi, con
iniziative dedicate alla cura del territorio, alla manutenzione degli spazi pubblici e alla sensibilizzazione ambientale. Durante l’ultimo Consiglio comunale, lo stesso assessore Benozzi aveva evidenziato l’importanza del contributo dei volontari nella tutela e nella pulizia del paese. La firma del protocollo rappresenta ora un passo ulteriore verso una collaborazione strutturata tra Comune, associazione e cittadini, con l’obiettivo di promuovere una maggiore attenzione all’ambiente e alla salvaguardia del territorio.
(EL.S.)
obbligata anche per gli altri Comuni coinvolti nella stessa gara, soprattutto perché le attuali normative consentono agli enti locali di ottenere una valutazione economica della rete molto più favorevole rispetto al passato. Anche il consigliere Scquizzato ha espresso voto favorevole, ricordando però che l’acquisto della rete del gas nel 2008 era stato, a suo giudizio, “una grande opera-
zione” per le casse comunali, grazie alle importanti entrate garantite in questi anni. La procedura richiederà ancora diversi passaggi tecnici e amministrativi e gli e etti concreti della vendita si vedranno nei prossimi anni, ma il voto del Consiglio rappresenta già un passaggio decisivo per il futuro economico dell’ente.
• Elena Scapin
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commento alle notizie del giorno
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d’interni, vendita di arredi e realizzazione di soluzioni “chiavi in mano”, seguendo il cliente in ogni fase del progetto.
Il nuovo percorso amplia questa visione, introducendo soluzioni innovative capaci di migliorare non solo l’estetica e la funzionalità degli spazi, ma anche la qualità della vita quotidiana
Tra queste, i sistemi radianti Sunshower, integrabili all’interno della doccia, progettati per favorire il benessere muscolare e articolare, nonchè stimolare la produzione di vitamina D, trasformando un gesto quotidiano in un momento rigenerante.
A completare il tutto, un team di professionisti che a anca il cliente nella realizzazione di spazi su misura, progettati per rispondere alle esigenze di chi li vive ogni giorno.
Ambiente. Il sindaco Manuela Marangon: “Stiamo parlando di progetti importanti”
IL COMUNE INVESTE NEL
DIGITALE E NELLE AREE VERDI
Il comune di Loreggia ha aderito al bando pubblico “Risorse in Comune”, avente come obiettivo il finanziamento per investimenti relativi allo sviluppo nella pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro. Il comune di Loreggia ha ottenuto un finanziamento pari a 32.647 euro, il quale permette la realizzazione della digitalizzazione dell’archivio delle pratiche. La digitalizzazione costituirà un importante presupposto per garantire in seguito la riduzione dei tempi di lavoro e la facilitazione all’accesso per la consultazione documentale edilizia, anche storica. “Stiamo parlando di un obiettivo rientrante nei punti programmatici di questo nostro primo mandato - puntualizza il primo cittadino di Loreggia, Manuela Marangon - con la finalità di rendere più agile e veloce il lavoro dei dipendenti e della stessa utenza”. Conseguentemente, l’amministrazione Marangon consapevole delle problematiche ambientali e dell’importanza degli animali da compagnia ha aderito anche al bando provinciale:”Un nuovo parco nel tuo Comune”, per la realizzazione
di un nuovo parco e di sgambamento per cani in prossimità degli impianti sportivi, in via dello Sport. “Grazie a questo successivo bando - continua il sindaco - abbiamo potuto partecipare ad una opportunità che dà attenzione particolare ai quattro zampe promosso dal settore ambiente della Provincia di Padova al quale progetto ne siamo stati assegnatari”. Sempre la Provincia di Padova, subordinata all’obiettivo posto dalla Comunità Europea sulla riduzione dell’emissione di gas serra, ha intrapreso a livello locale azioni rivolte all’incremento delle piantumazioni di nuovi alberi attraverso il bando “Un nuovo parco nel tuo Comune”. Stiamo parlando di una piantumazione in un’area di 5000 mq di essenze autoctone, dove adiacente sorgerà anche l’area di sgambamento per cani.
Marangon, partecipe dell’ultima recente conferenza stampa indetta dalla Provincia di Padova, ha già dato avvio ai tre progetti. “Stiamo parlando di progetti importanti finalizzati all’ambiente, alla qualità della vita di tutti i nostri cittadini, oltre al nostro contributo alle politiche
europee sull’antinquinamento. Detto ciò, colgo l’occasione di ringraziare la Provincia di Padova, in particolare il consigliere Turetta per la sensibilità dimostrata rispetto a questi temi. Un ringraziamento particolare va all’Agenzia Regionale Veneto Agricoltura, all’Ulss 6 Euganea, Etra Spa, Acegas, Acquevenete, al distretto Florovivaistico di Saonara, Euripa e a quanti hanno collaborato in questi mesi”.
• Endrius Salvalaggio
Testimonianza di Luca Riccardi e Katia Dengo
Si è svolto a Loreggia la presentazione del libro “Tin Dur “, di Luca Riccardi. Una testimonianza sulla convivenza con la malattia e sulla gestione quotidiana evidenziando la necessità di accettazione. “TIN DUR”, che in dialetto romagnolo significa “tieni duro”, è il racconto crudo, ironico e profondamente umano di Luca Riccardi, psicologo e psicoterapeuta che si trova a fronteggiare una diagnosi che non concede sconti: il diabete di tipo 1. Il libro non si limita di raccontare una malattia cronica, ma un viaggio che parte da lontano – da un intervento al cuore in tenera età – per arrivare a una maturità segnata da nuove sfide: la celiachia, le di icoltà lavorative e il complesso equilibrio familiare. Il tutto,
attraverso un dialogo immaginario e geniale con il CEO di Google, Sundar Pichai, l’autore ripercorre le tappe di una “caduta” e di una faticosa, ma luminosa, rinascita. Particolarmente toccanti sono le pagine dedicate al rapporto con la famiglia – il vero ancoraggio nel mare in tempesta – e la passione per le motociclette, metafora di libertà e di quel desiderio di “alzarsi in volo”, oltre i limiti imposti dalla patologia. Il libro funge anche da accorata esortazione al mondo medico attraverso un richiamo a non dimenticare mai la componente umana del trattamento, la di erenza sottile ma abissale tra “curare” e “prendersi cura”.
• (E.S.)
ORE 16:30
La patente per lo smartphone
22 maggio 2026
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Biblioteca Comunale di Camposampiero, Via Tiso da Camposampiero, 12.
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Serata formativa con la già Senatrice
Elena Ferrara e la Pedagogista
Francesca Paracchini.
Puoi partecipare in presenza o online:
Sala Consiliare di Massanzago, Via Roma, 59. Possibilità di visitare il Tiepolo
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Il ricordo. Dalla giornata nazionale della legalità alle iniziative
nelle scuole
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “INCOLPEVOLI PER NON AVERE COMMESSO IL FATTO”
n occasione della giornata Nazionale sulla Legalità, istituita come del ricordo, dopo l’attentato di Capaci dove persero la vita i magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta e, successivo, appena alcune settimane dopo, la strage che uccise anche il Giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta, in quella che viene ricordata come la “strage di via D’Amelio”, da allora, il 23 maggio di ogni anno viene celebrata la ricorrenza nazionale del giorno della legalità, con l’intento di commemorare le vittime di tutte le mafie e, in particolare, di quelle delle stragi del 1992. Anche quest’anno, in cui ricorre il XXXIII anniversario di quei tragici eventi, il Ministero dell’istruzione e del merito invita, tutte le amministrazioni del Paese a programmare, in prossimità e in occasione del 23 maggio, momenti commemorativi e attività volte a di ondere all’interno dell’intera comunità scolastica la cultura della prevenzione e del contrasto di qualunque forma di illegalità, di sopruso e sopra azione, stimolando il confronto tra e con le nuove generazioni. Considerata
l’importanza della ricorrenza, il Ministero auspica di favorire la partecipazione di persone o studenti alle numerose iniziative celebrative programmate sul territorio, al fine di educare i giovani alla cultura del rispetto e della legalità. Per questi motivi, l’amministrazione di Loreggia per il giorno 22 maggio, presenterà il libro “Incolpevoli per aver commesso il fatto”. Storia di Cristina Pavesi, vittima della mafia del Brenta. Di Gianluca Ascione (Autore) e Michela Pavesi (Autore). Un intenso libro di inchiesta che ricostruisce la storia di Cristina Pavesi, giovane studentessa universitaria vittima innocente della mafia del Brenta nel 1990. Il testo narra la ricerca di giustizia e il dovere della memoria, con una storia vera e documentata, che riguarda la vittima, uccisa il 13 dicembre 1990 a 20 anni a causa dell’esplosione provocata dalla banda di Felice Maniero durante l’assalto ad un treno tra Venezia e Padova. Un libro scritto da Gianluca Ascione, esperto in libri noir e Michela Pavesi, zia di Cristina, che ha collaborato attivamente per mantenere viva la memoria della nipote. A sottoli-
neare l’importanza dell’appuntamento è l’assessore alla cultura, Rosanna Zen che oltre ad auspicarsi una buona partecipazione della serata nella presentazione del libro, a erma: “Il comune di Loreggia, promuove la presentazione del libro “Incolpevoli per non avere commesso il fatto”, come momento di riflessione e di celebrazione delle vittime innocenti, morte per mano delle mafie. Ritengo a nome dell’amministrazione comunale, sia importante onorarle e ricordarle a inché la loro morte, solo per essersi trovate nel posto sbagliato nel momento sbagliato, non sia stata inutile, o peggio ancora dimenticata” conclude l’assessore Zen.
• Endrius Salvalaggio
Oltre cinquanta bimbi tra natura, giochi e pesca
Si è svolta con molta partecipazione la tradizionale giornata ecologica dedicata ai ragazzini della scuola primaria di Loreggiola oltre ai bambini della classe quinta di Loreggia. Hanno potuto assaporare il bello del verde, del profumo dei campi e dei fiori, dopo una lunga passeggiata che ha portato oltre cinquanta ragazzi presso l’oasi creata dalla famiglia Scalco/Mason. Ad aspettarli i volontari dell’associazione pescatori che hanno o erto ai bambini un panino e una bibita oltre ad un gadget. “Questa uscita didattica è sempre stata tanto attesa dai ragazzi - lo dice il vicesindaco Chiara Andretta - un momento diverso per poter apprendere quanto bello il mondo è se ci prendiamo cura dei nostri ragazzi”. Presenti all’appuntamento la protezione civile che ha garantito ordine e sicurezza dei ragazzi per tutto il percorso, i volontari, e l’amministrazione comunale. Riconosciuta da parte dell’amministrazione comunale, l’importanza e validità della manifestazione in funzione alle finalità di coinvolgimento
per famiglie e bambini di Loreggia e Loreggiola, l’amministrazione ricorda anche che il primo maggio si terrà l’incontro della manifestazione di pesca aperta a tutti i bambini, lungo il corso d’acqua Acqualonga. “La buona riuscita di tutte le edizioni precedenti delle due iniziative e la soddisfazione dei bambini e delle famiglie partecipanti ha fatto si – dichiara il primo cittadino di Loreggia, il sindaco Manuela Marangon – che anche quest’anno fossero riproposte entrambe manifestazioni. Nella speranza che il tempo possa essere clemente, mi auguro che tutto possa procedere per il meglio e che la partecipazione sia corposa”.
• (E.S.)
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L’ULTIMO EMOZIONANTE ABBRACCIO ALLA SCUOLA MEDIA “GIOVANNI PONTI”
Trebaseleghe ha vissuto un momento di intensa partecipazione e profonda emozione collettiva, con la visita di addio alla storica scuola media “Giovanni Ponti”, destinata alla demolizione nell’ambito del processo di rinnovamento edilizio scolastico finanziato dal PNRR. Per un pomeriggio, le porte dell’edificio – attivo dal 1962 – si sono riaperte per accogliere ex alunni, insegnanti, dirigenti, personale scolastico e cittadini. I corridoi, le aule ormai vuote, i laboratori silenziosi e le stanze degli insegnanti hanno fatto da cornice a incontri, abbracci e racconti. Un ritorno carico di memoria in luoghi che per oltre sessant’anni hanno rappresentato un punto di riferimento educativo e umano per l’intera comunità. Un clima di nostalgia di usa, ma anche di consapevolezza del passaggio verso il
futuro, che ha accompagnato l’iniziativa. Come ha sottolineato il Sindaco Antonella Zoggia: “Per Trebaseleghe è un momento importante. La nuova scuola è già pronta e ci accingiamo a lasciare questa struttura e ad abbatterla. Ma non sono solo muri a cui diciamo addio, stiamo parlando di un mondo di ricordi, di crescita, di comunità costruita da tutti noi dentro questi spazi. Non muore il valore che questa scuola ha rappresenta resta nei principi che ci ha trasmesso, nel contributo degli insegnanti, dei dirigenti e del personale. È parte delle nostre radici. Oggi è un momento di nostalgia, ma anche di riconoscimento”. Parole che trovano eco anche nell’intervento del dirigente scolastico Paolo Lamon, che ha evidenziato il significato evolutivo di questo passaggio. “Per molti di noi
MAJORETTES BLUE BELL
Successo di rilievo nazionale per le Majorettes Blue Bell di Trebaseleghe, che si sono classificate al primo posto nella sezione Baton Senior, all’8° campionato nazionale Majorettes Sport ANBIMA-MWF. La competizione, tra le più importanti del settore, ha visto la partecipazione di oltre 800 majorettes, suddivise in 36 gruppi, provenienti da Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Trentino Alto-Adige, Umbria e Veneto. Un risultato che arriva al termine di un percorso costruito negli anni attraverso allenamenti costanti, partecipazioni a eventi e collaborazioni con altri gruppi, consolidando la reputazione della formazione come una delle realtà più solide del panorama majorettes. Le Blue Bell rappresentano infatti una presenza attiva anche oltre i confini comunali, partecipando ad eventi e spettacoli in collaborazione con altre
questa è la seconda scuola che vediamo demolire. È inevitabile provare nostalgia, ma è una nostalgia costruttiva. La società evolve e con essa la scuola: passiamo a strutture nuove, più funzionali e inclusive. Questi edifici erano concepiti in un’epoca diversa, in cui non tutti gli alunni potevano accedervi. Oggi l’obiettivo è l’inclusione”. Accanto alla visione istituzionale, si è levata la voce più intima e personale di chi quei luoghi li ha vissuti quotidianamente. Lucia Capobianco, ex insegnante di inglese, ha espresso con semplicità il sentimento condiviso da molti So che è inevitabile, ma lo vivo come uno spreco. È un edificio bellissimo, pieno di ricordi. Sapere che verrà abbattuto mi stringe il cuore. Qui sono nate amicizie durature, che ci ritroviamo ancora oggi. Io ho il cuore legato a questa scuola e a questa città”.
CAMPIONESSE
NAZIONALI
formazioni. “Sono spesso ospiti in altri paesi e organizzano manifestazioni insieme ad altri gruppi - a erma il vicesindaco e assessore allo sport Francesca Pizziolo - ovviamente, siamo molto contenti di questo grande risultato. Molti ci hanno chiesto come mai le majorettes non fossero presenti all’inaugurazione della Festa dei Fiori di Trebaseleghe. Il motivo è stato che erano impegnate al campionato nazionale, che hanno vinto”. Il presidente dell’associazione Blue Bell, Franco Squizzato, sottolinea come il risultato conseguito rappresenti “il frutto di un lavoro costante e strutturato, sviluppato nell’arco dell’ultimo anno, ma anche il coronamento di un percorso lungo oltre trentatré anni di attività associativa”.
Il gruppo, composto da circa 25 ragazze, con un’età che varia dai 6 ai 30 anni è la testimonianza che si tratta di una formazi-
L’iniziativa, intitolata “Il colore dei nostri ricordi”, ha permesso ai partecipanti di lasciare un segno tangibile del proprio passaggio attraverso pensieri scritti e testimonianze, che saranno raccolti e digitalizzati per dare vita a un archivio permanente della memoria collettiva. La dismissione dell’edificio, prevista entro il mese di giugno segnando la conclusione di una lunga storia educativa e l’avvio di una nuova fase, quella del moderno polo scolastico.
• Endrius Salvalaggio
one che, pur mantenendo un legame con la tradizione delle bande, ha ormai raggiunto una piena autonomia artistica e organizzativa, inserendosi in un contesto nazionale evoluto. Squizzato evidenzia inoltre come le majorettes oggi partecipino a festival ed esibizioni anche indipendenti dalla presenza della banda musicale, collaborando con altri gruppi in manifestazioni di rilievo, come eventi coreografici e rassegne tematiche. Sul piano organizzativo, il presidente dell’associazione Blue Bell fa sapere, che l’attività prevede attualmente allenamenti settimanali costanti, con la possibilità di incrementare ulteriormente le ore di allenamento per sostenere il crescente livello tecnico richiesto nelle competizioni nazionali. “Questo successo, conferma l’evoluzione del movimento e la solidità del nostro gruppo, che continua a
distinguersi per dedizione, qualità e capacità di rinnovarsi nel tempo” conclude Squizzato. • (E.S.)
Sintoni
Oltre 200 opere al concorso promosso dal Laboratorio Ecourbano Padova
Irazione con l’Istituto Comprensivo Giovanni Valle – liceo artistico di Grafica Audiovisivo e Multimediale – ha promosso un importante concorso fotografico aperto a tutti, con l’obiettivo di incentivare i giovani alla conoscenza del territorio e valorizzare il patrimonio urbano e artistico spesso poco conosciuto.
a cura di
L’ARCELLA RACCONTATA ATTRAVERSO LA FOTOGRAFIA
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fatte di luce, silenzio e presenza umana, costruiscono una narrazione essenziale capace di cogliere l’emozione dell’istante.
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Tema del concorso: “I murales e le ville Liberty della zona Nord di Padova”. L’iniziativa ha riscosso un successo oltre le aspettative: sono infatti arrivate oltre 200 opere fotografiche che verranno ora selezionate da una giuria di esperti. Le sei migliori fotografie saranno premiate ed esposte dal 23 maggio al 5 giugno presso la sede del Laboratorio Ecourbano Padova nella Galleria San Carlo, nel cuore dell’Arcella. Non solo mostra: il progetto prevede anche la realizzazione di una pubblicazione dedicata ai murales e alle ville Liberty dei quartieri nord della città. Il volume, previsto per marzo 2027, accompagnerà cittadini e visitatori in un vero e proprio percorso urbano attraverso luoghi, colori, architetture e storie del territorio.
La mostra ha registrato oltre 500 visitatori tra appassionati di fotografia, cittadini e curiosi, confermando l’interesse crescente verso le attività culturali promosse dal Laboratorio Ecourbano.
Le prossime iniziative confermano la volontà dell’associazione di trasformare la sede della Galleria San Carlo in un vero “negozio delle idee”, uno spazio sempre vivo, attrattivo e partecipato.
Il 5 giugno alle ore 18.30 si terrà l’incontro dal titolo “L’intelligenza artificiale: capire da dove arriva, come funziona e dove sta andando”, con relatore Michele Marchetto, laureato magistrale in informatica, da oltre vent’anni attivo nel settore e autore di diverse pubblicazioni di tecnica e cultura.
La cerimonia di premiazione si svolgerà il 23 maggio presso i giardini accanto alla Torre Gregotti, conosciuti come “Giardini Magnete”. Alcune opere verranno inoltre esposte in speciali cornici progettate dagli studenti del Valle e installate sulle colonne della torre affacciate sul giardino, trasformando lo spazio
atmosfera.
modo superficiale o penalizzante, ma che custodiscono invece un importante patrimonio artistico, umano e culturale. Grande interesse ha suscitato anche la recente mostra fotografica organizzata dal Laboratorio Ecourbano, che ha visto protagonisti tre autori molto apprezzati:
Mauro Minotto, Stefano Casali e Andrea Gallato.
Mauro Minotto rappresenta una delle figure più solide e riconosciute della fotografia
Accanto a lui Stefano Casali, definito da molti “il poeta del silenzio industriale”, ha presentato una ricerca fotografica intensa e identitaria dedicata agli spazi abbandonati e alle architetture dismesse, luoghi che diventano memoria visiva del passato industriale e sociale.
Andrea Gallato ha invece proposto una fotografia più intimista, dove lo scatto diventa ascolto e contemplazione. Le sue immagini,
Azienda Tipografica, da sempre impegnata nel raccontare storie del passato attraverso immagini capaci di emozionare e mantenere viva la memoria collettiva.
La serata sarà accompagnata dalla musica del talentuoso Adriano Antico e si concluderà con un momento conviviale aperto al pubblico. Per informazioni ed essere sempre informati sulle attività del Laboratorio inviare una e mail a : laboratorioecourbano@libero.it oppure web: lepadova.it
Galleria San Carlo - Arcella Padova
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L’intervista. Colloquio con il presidente della Regione Alberto Stefani, dal sociale all’abitare, dal welfare ai giovani
“BADANTI CERTIFICATE E 69 MILIONI PER AIUTARE CHI HA I NONNI IN RSA”
“Per assicurare un alloggio a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un piano da 50 milioni di euro per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’o erta dell’edilizia residenziale”
Presidente Alberto Stefani, parliamo di sociale. Registro badanti e assistenti di quartiere, cosa cambia per i cittadini?
Per i cittadini si profila un nuovo sistema di welfare territoriale regionale, che avrà come punto di forza un’organizzazione dell’assistenza domiciliare più professionale e una rete di servizi sempre più integrata. Saranno potenziati gli sportelli oltre che ra orzato il registro dell’assistenza familiare. In parole semplici: abbiamo istituito un nuovo albo per le badanti, che saranno formate e controllate, per dare servizi migliori e consentire alle famiglie di sentirsi più sicure. Da questo registro, poi, attingeremo per identificare gli ‘assistenti domiciliare di vicinato’, ossia un nucleo di operatori qualificati, che saranno condivisi tra più nuclei familiari. In sostanza, avremo badanti più preparate e, per anziani parzialmente autosu icienti, anche figure che possono occuparsi di assistenza e disbrigo di piccole faccende. Il provvedimento che avvia questo nuovo corso destina fondi per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e promuoverne di nuovi in territori, in collaborazione con Veneto Lavoro. Sarà una bella rivoluzione. Ma non tutte le situazioni sono risolvibili a livello domiciliare e molte famiglie sono costrette a misurarsi con i costi delle rette delle RSA. Come si muove la Regione?
La spesa per mantenere un familiare in RSA è un impegno importante per non pochi nuclei familiari. Un contesto complesso come quello attuale, segnato da aumenti dei costi come conseguenza della situazione internazionale, ci impone di dare risposte ai cittadini. Nell’ultimo bilancio di previsione, come Regione abbiamo stanziato 69 milioni di euro per sostenere le famiglie con anziani non autosu icienti, ospiti nelle RSA, e per i caregiver. Si tratta di un finanziamento con risorse proprie che non ha precedenti e va a contribuire a quello che è comunemente chiamato ‘bonus anziani’. Tra il sostegno alla domiciliarità e quello agli anziani in struttura ci stiamo impegnando verso un welfare regionale moderno e sostenibile. E, soprattutto, che non lascia sole le famiglie. State lavorando anche al welfare aziendale, con quale obiettivo?
Per trattenere talenti e manodopera specializzata è necessario fare un passo avanti e creare condizioni di equilibrio tra occupazione e vita. Il lavoro è cambiato, infatti, e con esso gli approcci per sostenerlo. I servizi o erti devono essere sempre più strategici. Sono convinto che la nostra regione può diventare un laboratorio privilegiato perché il 25% delle nostre imprese ha già introdotto politiche a sostegno dei dipendenti; una percentuale superiore alla media nazionale che potrebbe crescere se tutti avessero a disposizione i mezzi per farlo. Come Regione non possiamo obbligare gli imprenditori
a varare o potenziare soluzioni di welfare aziendale, ma possiamo accompagnarli e sostenerli nei percorsi necessari. Attualmente Veneto Welfare è una direzione di Veneto Lavoro; l’intenzione è di renderla autonoma. Sarà non soltanto un ente strumentale dedicato all’erogazione di risorse mirate previste dai fondi europei, ma anche un compagno di strada nelle procedure che consentano di realizzare progetti di welfare come contributi per i trasporti, asili aziendali, buoni acquisto o voucher. La maggior parte del nostro tessuto produttivo è composto da PMI e la metà sembra già interessata. Altro tema caldo è il piano casa, l’abitare resta un’emergenza in tutta la regione, come a rontarla? Quella dell’abitare è una sfida strategica. Per assicurare un alloggi a chi lavora, abbiamo varato Generazione Casa, un programma per riqualificare 8.800 immobili inutilizzati e migliorare l’offerta dell’edilizia residenziale. Garantendo a giovani, lavoratori e
operatori sanitari, che oggi risultano esclusi dalla graduatorie, di poter trovare una casa a prezzi accettabili. Da subito, come amministrazione regionale, abbiamo messo sul tavolo un piano da 50 milioni di euro. Non solo: pensare alla casa significa dare più futuro al Veneto e, in quest’ottica, abbiamo tenuto in particolare considerazione le necessità degli studenti. In collaborazione con gli Esu regionali, abbiamo scelto di investire su un progetto che entro il 2029 farà raggiungere il numero di 4.819 alloggi per studenti, il 53% in più rispetto alla dotazione del 2025.
Ad oggi si è raggiunto il numero di 3.138. Ne sono previsti per il prossimo triennio ulteriori 1.681. Questo significa che per l’anno accademico 2028/29 l’o erta raggiungerà 2.175 posti a Padova, 1.725 a Venezia, 919 a Verona.
Ha fatto molto discutere la sua proposta sul divieto di cellulare agli under 14, come intende concretizzarla?
Nessuno può negare che i social rappresentino un’opportunità e, contemporaneamente, un pericolo. La cronaca ci fornisce quotidianamente casi di cyberbullismo, violenza, disagio giovanile, patologie che sono conseguenza di troppa esposizione al digitale. Dobbiamo a rontare la realtà di un ambiente ormai frequentato abitualmente da ragazzini di 10, 11 o 12 anni, che non hanno la maturità e la capacità critica per leggere molte storie che vengono postate. E’ inaccettabile che tanti nostri giovani siano esposti a tanti contenuti violenti senza alcun filtro. L’obiettivo che ci siamo proposti è solo di tutelarli, che significa non esporli a situazioni virtuali che possono generare comportamenti non corretti nel mondo reale. L’ultimo disegno di legge che ho firmato da deputato andava in questa direzione. Nei giorni scorsi, l’ho ripresentato in Consiglio regionale. • (R.R.)
L’intervento. Il senatore Udc Antonio De Poli: “Bene il piano casa del Governo e della Regione Veneto”
“CASA, SERVE UNA SVOLTA: PIÙ TUTELE PER I PROPRIETARI E AFFITTI PIÙ ACCESSIBILI”
Il tema dell’abitare torna con decisione al centro del dibattito politico nazionale e locale. A dare voce a quella che definisce una priorità assoluta per il futuro del Paese è il senatore Antonio De Poli (Udc), che traccia una rotta chiara: la casa non deve essere più considerata un semplice bene privato, ma una risorsa collettiva strategica.
“Garantire il diritto all’abitare significa dare concretezza a un principio riconosciuto dalla nostra Costituzione come fondamentale per una vita dignitosa. Per questo”, spiega con convinzione il Senatore, “ritengo che la casa non sia semplicemente un bene materiale, ma una vera infrastruttura sociale ed economica”. Le proiezioni per il prossimo decennio sono allarmanti: l’Italia necessiterà di circa 700.000 alloggi accessibili. La so erenza maggiore colpisce il ceto medio, quella fascia di popolazione troppo “ricca” per l’edilizia popolare
ma troppo povera per sostenere il mercato libero. De Poli guarda con favore alle mosse dell’Esecutivo, ma chiede un cambio di passo strutturale: “Accolgo positivamente l’annuncio del Governo e della Regione Veneto sul Piano Casa per la realizzazione di 100.000 nuovi alloggi nei prossimi dieci anni. Ma sono convinto che, per essere davvero e icace, questo intervento debba essere accompagnato da riforme strutturali sul mercato delle locazioni”.
Il nodo centrale è il paradosso degli 8,5 milioni di immobili vuoti. Perché restano sfitti? La risposta risiede nell’insicurezza giuridica. “Secondo il Censis, l’82% dei proprietari non a itta per paura di non riuscire a rientrare in possesso dell’immobile in caso di morosità. È qui che bisogna intervenire”, incalza il parlamentare. Per scardinare questa situazione, De Poli ha messo sul tavolo tre proposte legislative concrete. La prima riguarda il DDL 774 sulla riforma
L’ASSESSORE GEROSA: “PNRR IN VENETO: MISURA 6 SANITÀ, IL TRAGUARDO DEL 30 GIUGNO È VICINO, TEMPI RISPETTATI”
La Misura 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la sanità in Veneto è ormai sulla via del completamento, con l’obiettivo di essere pienamente operativa entro il 30 giugno 2026. A confermarlo è l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che ha recentemente ricevuto un aggiornamento sullo stato dei lavori da parte dei tecnici coinvolti nella realizzazione del progetto.
“Il rush finale verso la scadenza del 30 giugno sta dando risultati decisamente positivi, superando
le previsioni più ottimistiche,” ha dichiarato Gerosa. “Grazie a un intenso lavoro di squadra tra la Regione e le Aziende Sanitarie, siamo in grado di rispettare i tempi e completare la Misura 6 sanitaria, fondamentale per il potenziamento del sistema sanitario veneto”.
Il programma, che coinvolge numerose iniziative in tutta la regione, ha già registrato progressi significativi, come ha sottolineato l’assessore:
“Abbiamo visto dei dati molto positivi in quasi tutte le voci della Misura 6, con risultati che
rispecchiano gli impegni assunti dalla Giunta regionale, come il ra orzamento dei servizi territoriali, il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, e il sostegno alle categorie vulnerabili, inclusi i giovani”.
A livello operativo, la Regione Veneto ha completato la costruzione di 73 Case di Comunità e, a giugno, saranno attive ben 101 strutture, superando così l’obiettivo di 91 stabilito dal PNRR. Anche i lavori per gli Ospedali di Comunità sono in fase avanzata, con 29 strutture già completate, a fronte delle 30
degli sfratti: l’obiettivo è dimezzare i tempi di esecuzione (da 6 a 3 mesi) e concludere l’esecuzione forzata entro 4 mesi, prevedendo sanzioni per ogni giorno di ritardo. “Serve dare ai proprietari tempi certi, contrastare gli abusi e riportare sul mercato migliaia di immobili oggi inutilizzati”. Parallelamente, il DDL 828 punta a reintrodurre la cedolare secca al 21% sugli immobili commerciali per “contrastare la desertificazione delle nostre città e ridare vitalità ai centri storici”, mentre il DDL 775 mira a fare chiarezza sulla cedolare al 10%, legandola alla destinazione dell’immobile e non alla natura del contraente.
“La casa torni al centro della politica”, conclude De Poli. “Le politiche abitative richiedono visione e coraggio riformatore. Con queste proposte vogliamo o rire un contributo concreto: rimettere la casa al centro significa rimettere al centro le persone”.
previste. “Siamo sulla buona strada per completare il programma entro la fine di giugno, con una rete sanitaria più forte e preparata per a rontare le sfide future,” ha concluso Gerosa.
Antonio De Poli, senatore Udc
L’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa
Istruzione.
LA FILIERA “4+2” RIDISEGNA LA SCUOLA TECNICO-PROFESSIONALE ITALIANA
C’ è una data che segna una discontinuità nella storia recente dell’istruzione italiana: settembre 2025. Da quell’anno scolastico, la filiera tecnologico-professionale cessa di essere un cantiere sperimentale e diventa parte integrante dell’ordinamento nazionale. Non più un progetto pilota riservato a istituti selezionati, ma un canale formativo strutturale disponibile in ogni scuola tecnica e professionale del paese. È la riforma comunemente identificata con la formula “4+2”, promossa dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il nome sintetizza l’architettura del modello: quattro anni di percorso negli istituti tecnici e professionali, al termine dei quali lo studente consegue il diploma professionale, seguiti da due anni opzionali di specializzazione presso gli ITS Academy. Un percorso complessivo di sei anni pensato come un continuum coerente tra scuola, impresa e alta formazione tecnica.
Nel panorama della formazione professionale veneta, ENAIP Veneto occupa una posizione di primo piano. Ente accreditato dalla Regione Veneto, presente dal 1951 — quest’anno ricorre il 75° anniversario dalla fondazione — opera oggi attraverso 18 scuole di formazione professionale distribuite in tutte le province regionali. Ciò che rende la storia di ENAIP particolarmente rilevante nel contesto della riforma è che il modello ora codificato dalla legge — formazione quadriennale, coinvolgimento diretto delle imprese, alternanza strutturale tra aula e contesto lavorativo — è nei suoi tratti essenziali il modello che ENAIP pratica da anni nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). Questi si articolano in un triennio, al termine del quale lo studente consegue la qualifica professionale di 3° livello EQF riconosciuta in Italia e in Europa, e in un quarto anno che porta al diploma professionale di Tecnico
di 4° livello EQF. Con la riforma a regime, questo diploma consente l’accesso diretto alle ITS Academy, replicando la sequenza logica che la riforma intende generalizzare all’intero sistema.
L’offerta di ENAIP Veneto copre nove settori professionali: amministrazione, automotive, benessere, elettrico, informatico, meccanico, ristorazione, turismo e vendite. Per ciascun settore sono disponibili percorsi triennali per la qualifica
e percorsi di quarto anno per il diploma professionale. Enaip con l’approvazione della Regione Veneto ha avviato 27 corsi di 4 anni di Diploma Professionale di Tecnico per l’anno in corso, distribuiti tra tutte le province e attivati nelle sedi dell’ente. In sperimentazione della filiera 4+2 attualmente ha un secondo anno partito nel 2024/2025, 9 primi anni avviati nel 2025/2026 e prevede di avviare tra i 15 e i 22 corsi con questo modello.
Con l’entrata a regime della riforma, le scuole di formazione professionale accreditate — come quelle della rete ENAIP — non sono soggetti marginali rispetto alla filiera, ma ne costituiscono un nodo strategico. La legge prevede esplicitamente la possibilità per le regioni di integrare i percorsi IeFP nell’architettura della nuova filiera. Ad aprile 2026 i dati della fase sperimentale restituiscono un quadro in rapida espansione: le scuole aderenti sono passate da 180 a 396 in un solo anno (+120%), i percorsi attivati da 225 a 628 (+210%). Il Ministero ha stanziato 105 milioni di euro per i campus formativi. Per il Veneto, che ha fatto della formazione professionale tecnica duale un elemento identitario del proprio sistema produttivo, questi investimenti rappresentano un’opportunità concreta di valorizzare un patrimonio costruito da soggetti come ENAIP, che hanno anticipato nella pratica quotidiana ciò che la riforma ora eleva a modello nazionale
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Segue
Modello
veneto: funziona
Il clima si è fatto se possibile ancora più rovente quando il dibattito ha toccato l’autonomia, il vessillo storico della giunta. Il Presidente Alberto Stefani ha rivendicato con orgoglio il percorso intrapreso, definendo l’autonomia come una “moltiplicazione di libertà” che porterà risposte rapide e concrete ai territori. Una visione che però è stata attaccata da due lati opposti. Davide Lovat, per Resistere Veneto, ha gelato l’entusiasmo della maggioranza parlando di un “vicolo cieco a zero risorse”, una scatola vuota che lascerebbe
davvero? E’ scontro in Consiglio Regionale
il Veneto ancora schiavo della burocrazia romana. Dall’altra parte, le minoranze di centrosinistra hanno ammonito sui rischi di una frammentazione dei diritti essenziali, paventando un Veneto a due velocità dove chi vive nelle valli bellunesi o nel Polesine rischia di diventare un cittadino di serie B. Non meno acceso è stato il confronto sulla sicurezza e il welfare. Stefano Valdegamberi ha lanciato una provocazione che ha fatto saltare sulla sedia diversi consiglieri, proponendo di responsabilizzare i genitori
per i reati dei figli minorenni, arrivando a ipotizzare la revoca dei benefici regionali per le famiglie inadempienti. “Il welfare non può finanziare chi non educa”, ha tuonato in aula. La risposta è arrivata immediata dalle opposizioni, che hanno definito la proposta “punitiva e miope”, sostenendo che il disagio sociale si cura con gli educatori di strada e i centri di aggregazione, non togliendo il pane di bocca a chi è già in di icoltà. A chiudere il cerchio delle tensioni è intervenuta Elisa De Berti, che ha riportato l’attenzione
sulla gestione delle case popolari. Con un tono che non ammette repliche, ha ribadito la linea dura della Giunta: “La legalità non è un optional. Chi occupa abusivamente deve sapere che il Veneto non è terra di nessuno. Le case ERP vanno a chi rispetta le regole e sta in graduatoria, punto”. Un botta e risposta infinito che dimostra come, anche senza il bilancio da votare, la politica veneta del 2026 sia tutt’altro che una palude stanziale, ma un fiume in piena pronto a esondare a ogni seduta.
L’intervista. L’assessore regionale allo sviluppo economico Massimo Bitonci sui prossimi provvedimenti
LA SFIDA DELL’AUTONOMIA ENERGETICA
E IL PATTO TRA IMPRESE E UNIVERSITÀ
Abbiamo incontrato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Massimo Bitonci per approfondire la strategia della Regione Veneto per la sicurezza energetica. Il bilancio di previsione 2026 sembra tracciare una rotta molto definita: in che modo sosterrete la crescita attraverso l’energia e l’innovazione? Il bilancio 2026 è guidato da una linea chiarissima: sostenere il sistema produttivo veneto attraverso l’innovazione, l’energia, l’accesso al credito e la valorizzazione dell’imprenditorialità. Lo facciamo con strumenti concreti e risorse mirate. Abbiamo approvato il bilancio e i relativi collegati includendo una serie di misure, tra cui un ordine del giorno della maggioranza nato da un mio suggerimento, che indica con precisione il nostro progetto energetico. Il punto focale sono le concessioni idroelettriche, sia le grandi che le medie derivazioni, che scadranno nel 2029. Da decenni queste concessioni sono condotte direttamente da ENEL, che ne gestisce il 70% in Veneto.
Una situazione cdiversa rispetto ad altre realtà. Qual è l’iniziativa che state lanciando insieme al Friuli
Venezia Giulia?
Esatto, la nostra situazione è di erente da quella delle province autonome. In Trentino-Alto Adige, ad esempio, la società Dolomiti Energia è interamente di proprietà pubblica dei comuni di Trento, Rovereto e della Provincia. Per questo, insieme al Friuli Venezia Giulia, stiamo lanciando un’iniziativa per arrivare pronti al 2029 con l’obiettivo di lavorare sulla vera autonomia energetica del Veneto. Vogliamo che queste concessioni vadano “in house”, a idate a una realtà partecipata dalla Regione e dalla Provincia di Belluno, dove si trovano fisicamente gli impianti. Quali saranno i vantaggi per il territorio?
Siamo fortemente convinti, e i numeri di altre realtà lo confermano, che l’idroelettrico garantisca una forte marginalità. Vogliamo che queste risorse rimangano a casa nostra, ai veneti e alle aziende venete. Gestire internamente significa poter ribaltare il vantaggio economico
prodotto sul territorio direttamente alla Provincia di Belluno, alla Regione, alle imprese e ai cittadini. Il percorso è lungo, ma vogliamo essere prontissimi per la scadenza del 2029.
Restando sul fronte energetico, stiamo vivendo un momento drammatico. Quanto è importante, in questa fase, investire sulle energie rinnovabili? È fondamentale. Attualmente il Veneto produce 1,7 gigawatt da fonti rinnovabili, ma l’obiettivo che l’Europa ci pone per il 2030 è di 5,8 gigawatt. È un percorso complesso, ma stiamo per approvare in giunta una delibera sulle “zone idonee” e sulle “zone di accelerazione”. L’idea è la massima semplificazione: togliamo burocrazia per l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle zone dove il consumo di suolo è zero, come aree industriali, autostradali e cave. In questi luoghi la Regione si farà carico della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), eliminando la necessità della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) per i singoli interventi. È una spinta fortissima alla realizzazione
di impianti rinnovabili su capannoni e insediamenti produttivi esistenti. Passiamo all’innovazione: nel 2026 sono previsti circa 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale?
In realtà le risorse sono anche maggiori. Bisogna capire che la Regione Veneto, non applicando l’addizionale regionale, utilizza prevalentemente i fondi di coesione per gli incentivi alle imprese e per il sociale. Recentemente abbiamo approvato un bando da 3 milioni di euro per le startup innovative, lavorando insieme ai rettori delle università venete e dello IUAV. Abbiamo fatto una scelta precisa: dare
priorità alle aziende che assumono o impiegano ricercatori, stagisti universitari e neolaureati. Vogliamo incentivare il collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa, spingendo a inché i ragazzi possano fare stage qualificati. Questo approccio riguarda anche altri settori, come l’imprenditoria femminile?
Certamente. Abbiamo confermato il bando per l’imprenditoria femminile anche per quest’anno, con altri 3 milioni di euro. Solitamente era una misura alternata ogni due anni, ma ho voluto fortemente rifinanziarla perché, a fronte di un aumento generale delle partite IVA in Veneto, il settore femminile ha registrato un lieve calo. Dobbiamo incentivare i settori più deboli per contribuire alla parità di opportunità. Complessivamente, tra startup innovative e attrazione degli investimenti, abbiamo messo in campo quasi 50 milioni di euro, senza contare gli strumenti finanziari di Veneto Sviluppo e Veneto Innovazione a favore delle nostre imprese.
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ULa città scaligera protagonista della Wings for Life World Run
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globale a sostegno della ricerca sulle lesioni del midollo spinale. In contemporanea mondiale, alle 13.00, centinaia di migliaia di partecipanti si sono messi in movimento in diversi Paesi, uniti dall’obiettivo comune di contribuire al progresso scientifico.
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Tra le città italiane protagoniste dell’edizione 2026, Verona è stata l’unica tappa veneta, a iancando altre App Run u iciali come Roma, Milano, Palermo e Aosta. All’evento veronese hanno preso parte moltissime persone tra runner, camminatori e partecipanti in sedia a rotelle, in un contesto caratterizzato da inclusione e partecipazione di usa.
A segnare in modo particolare l’appuntamento veronese è stata
della solidarietà”?
Anche quest’anno abbiamo scelto con entusiasmo di rinnovare questo impegno, coinvolgendo ancora una volta le nostre quasi 10.000 persone e sostenendo interamente il costo della loro iscrizione. La straordinaria adesione dei nostri collaboratori e delle nostre collaboratrici è il segno concreto del forte senso di responsabilità, appartenenza e comunità che ci unisce. Correre o camminare insieme, in contemporanea con il resto del mondo, per chi non può farlo, rappresenta per noi molto più di una partecipazione sportiva: è un gesto semplice, ma dal significato
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Spinale dell’Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, a testimonianza del legame tra la manifestazione e la ricerca medico-scientifica.
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guardo fisso, ma una “Catcher Car” virtuale che parte trenta minuti dopo il via e raggiunge progressivamente i partecipanti, segnando la conclusione della prova per ciascuno.
delle persone e lo spirito di squadra siano elementi fondamentali del nostro modo di fare impresa. Iniziative come la Wings for Life World Run ci permettono di trasformare questi valori in un’esperienza concreta e condivisa, creando occasioni autentiche di incontro, conoscenza e relazione tra migliaia di colleghi e colleghe provenienti da territori diversi. Ritrovarsi insieme per una causa così importante rafforza il senso di appartenenza e ci ricorda che, anche attraverso piccoli gesti, possiamo contribuire a qualcosa di più grande. Sono momenti che consolidano il legame tra le persone e danno ancora più valore al
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Nel bambino la psoriasi non è soltanto una malattia della pelle. È una patologia infiammatoria cronica che può incidere profondamente sulla crescita, sul benessere psicologico e sulla qualità della vita quotidiana. Proprio da questa consapevolezza nasce l’approccio adottato all’Azienda Ospedale-Università di Padova, dove la presa in carico dei piccoli pazienti si fonda su diagnosi precoce, terapie mirate e un lavoro di squadra tra specialisti. Nel video divulgativo realizzato dalla struttura di Dermatologia Pediatrica, la professoressa Anna Belloni Fortina spiega come la psoriasi infantile presenti caratteristiche diverse rispetto a quella dell’adulto. Le manifestazioni cutanee possono essere meno tipiche, con lesioni talvolta più sottili, meno desquamanti e distribuite in aree differenti del corpo. Questo rende la diagnosi più complessa e richiede competenze specifiche per evitare ritardi nell’individuazione della malattia. Proprio la diagnosi precoce rappresenta uno degli elementi chiave. Intervenire tempestivamente permette non solo di controllare i sintomi, ma anche di ridurre il rischio di evoluzione verso forme più severe o di sviluppare patologie associate. La psoriasi, infatti, non è una condizione isolata: può essere collegata ad altre problematiche, anche sistemiche, che richiedono un monitoraggio attento nel tempo. Accanto agli aspetti clinici, emerge con forza il tema dell’impatto psicologico. Prurito, arrossamenti e lesioni visibili possono generare disagio, influenzare l’autostima e creare difficoltà nei rapporti con i coetanei. Nei bambini e negli adolescenti questo peso può tradursi in isolamento, insicurezza e sofferenza emotiva. Per questo la presa in carico non può limitarsi alla terapia dermatologica, ma deve includere una visione globale del paziente. È qui che entra in gioco l’approccio multidisciplinare adottato a Padova. Dermatologi, pe-
Psoriasi nei bambini a Padova: diagnosi precoce e cure su misura
diatri, ma anche altri specialisti collaborano per costruire percorsi personalizzati, in grado di rispondere alle diverse esigenze dei pazienti. L’obiettivo è offrire un’assistenza completa, che tenga insieme cura della malattia, prevenzione delle complicanze e attenzione alla qualità della vita. Sul fronte terapeutico, negli ultimi anni si sono registrati importanti progressi. Accanto ai trattamenti topici e sistemici tradizionali, oggi sono disponibili terapie innovative, inclusi farmaci biologici, che consentono di intervenire in modo mirato sui meccanismi dell’infiammazione. Questo permette di ottenere risultati più efficaci e duraturi, con un miglior controllo della malattia anche nei casi più complessi. La scelta del trattamento viene sempre calibrata sul singolo paziente, tenendo conto dell’età, della gravità della patologia e dell’impatto sulla vita quotidiana. L’obiettivo non è solo la remissione delle lesioni cutanee, ma anche la riduzione dei sintomi e il miglioramento del benessere complessivo del bambino. Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla famiglia. Genitori informati e coinvolti diventano parte integrante del percorso di cura: saper riconoscere i segnali della malattia, seguire correttamente le terapie e mantenere un dialogo costante con i medici contribuisce in modo decisivo al successo del trattamento. L’educazione terapeutica diventa quindi uno strumento essenziale per affrontare la patologia nel lungo periodo. Il messaggio che arriva dalla Dermatologia Pediatrica padovana è chiaro: la psoriasi nei bambini si può gestire in modo efficace, ma è necessario un approccio integrato, precoce e personalizzato. Non basta intervenire sulla pelle, bisogna prendersi cura del bambino nella sua interezza, accompagnandolo in un percorso che unisce competenza clinica, innovazione terapeutica e attenzione alla dimensione umana.
Paola
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Padova Sud, impiantate lenti telescopiche intraoculari per pazienti ipovedenti
Importante traguardo per l’Oculistica degli Ospedali Riuniti Padova Sud: due pazienti ipovedenti, affetti da maculopatia avanzata, hanno ricevuto con successo l’impianto di lenti telescopiche intraoculari con sistema galileiano, una procedura altamente specializzata che consente di migliorare la visione centrale attraverso un ingrandimento selettivo dell’immagine su aree retiniche ancora funzionanti.
“Si tratta di un intervento complesso, già sperimentato lo scorso anno, disponibile in pochi centri a livello regionale”, spiega il dr. Giuseppe Lo Giudice, direttore dell’UOC Oculistica, che ha effettuato gli impianti. “Nei pazienti selezionati correttamente, può comportare un significativo miglioramento della qualità della vita, ma è fondamentale avere aspettative realistiche”.
L’accesso alla procedura è limitato a pazienti con maculopatia avanzata stabile e aree retiniche periferiche funzionanti, mentre sono esclusi coloro con precedenti interventi di cataratta, patologie retiniche diffuse o altre condizioni oculari che compro-
mettano la visione. Parte integrante del percorso è una riabilitazione visiva strutturata, indispensabile per il successo dell’intervento.
L’introduzione della chirurgia telescopica si inserisce in un contesto di crescente specializzazione e attività dell’UOC di Schiavonia: dal 2022 al 2026 gli interventi di cataratta sono passati da circa 2.300 a oltre 4.100 annui (+60%), mentre la chirurgia vitreoretinica è cresciuta da 50 a oltre 350 interventi (+400%). Le procedure complesse, tra cui retina, glaucoma e cornea, hanno registrato un aumento superiore a sette volte.
“Il dato significativo non è solo la quantità di interventi, ma la complessità dei casi trattati e la capacità di offrire prestazioni altamente specialistiche”, conclude il dr. Lo Giudice.
L’impianto di lenti telescopiche rappresenta un ulteriore passo avanti per la gestione di pazienti con grave compromissione visiva, contribuendo al consolidamento del centro come punto di riferimento regionale per la chirurgia oculare avanzata.
Redazione Salute
Padova, impiantato il catetere più sottile al mondo: svolta contro le aritmie
Un passo avanti concreto nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa arriva da Padova, dove l’Azienda Ospedale-Università ha impiantato con successo il più sottile elettrocatetere da defibrillazione transvenoso oggi disponibile. Un dispositivo di ultima generazione, utilizzato in pochissimi centri al mondo, con un diametro di appena 1,5 millimetri, capace di aprire nuove prospettive
nella gestione delle aritmie più pericolose.
Per capire la portata dell’innovazione, è utile chiarire cos’è un elettrocatetere da defibrillazione transvenoso. Si tratta di un sottile filo conduttore collegato a un defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD), inserito attraverso una vena fino al cuore, dove viene posizionato generalmente nel ventricolo destro. Il suo compito è duplice: da
un lato monitora continuamente il ritmo cardiaco, dall’altro interviene quando necessario, trasmettendo impulsi o scariche elettriche per interrompere aritmie potenzialmente letali.
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In questo contesto, la riduzione delle dimensioni rappresenta un elemento decisivo. I cateteri tradizionali, più grandi, possono infatti aumentare il rischio di complicanze legate al sistema venoso o alle strutture cardiache. Il nuovo dispositivo, grazie al diametro ultraridotto e a una struttura progettata per garantire resistenza e durata nel tempo, consente un approccio meno invasivo e più sicuro, soprattutto nei pazienti giovani o con vasi di piccolo calibro. L’intervento eseguito a Padova si inserisce in un percorso di innovazione che punta a rendere sempre più personalizzati i trattamenti cardiologici. La possibilità di utilizzare
elettrocateteri più sottili e affidabili riduce infatti il rischio di complicanze e la necessità di reinterventi, migliorando la qualità della vita dei pazienti e ampliando le indicazioni anche a categorie finora più difficili da trattare, come i pazienti pediatrici.
Si tratta di un risultato che conferma il ruolo della sanità veneta e
dell’ospedale padovano tra i centri di riferimento a livello nazionale e internazionale nella cardiologia interventistica. Un traguardo che non è solo tecnologico, ma clinico: perché ogni millimetro in meno può tradursi in maggiore sicurezza, meno invasività e più possibilità di cura.
Cittadella, operata a 88 anni: nove ore in sala e torna a casa
A88 anni affrontare un intervento maggiore al fegato per un tumore delle vie biliari è una sfida che fino a pochi anni fa sarebbe stata considerata proibitiva. Oggi, invece, grazie all’evoluzione della chirurgia e a un approccio sempre più personalizzato, anche casi ad altissima complessità possono trovare una risposta. È quanto accaduto all’ospedale di Cittadella, dove Rosa – nome di fantasia – è stata sottoposta a un intervento durato nove ore ed è tornata a casa dopo venti giorni di ricovero. Tutto inizia con un segnale evidente: l’ittero. Prima gli occhi, poi la pelle che si colora di giallo. Il figlio, medico, la accompagna in ospedale. Gli accertamenti rivelano un tumore delle vie biliari già avanzato, con una parte importante del fegato compromessa. Una diagnosi difficile, resa ancora più delicata dall’età della paziente. Eppure Rosa è lucida, determinata, pronta a capire e a scegliere.
Il caso viene valutato da un’équipe multidisciplinare che coinvolge chirurghi, radiologi e anestesisti. Il primo passo è preparatorio: viene posizionato un drenaggio biliare per ridurre l’ittero e consentire al fegato sano di recuperare funzionalità. Una fase delicata, che si rivela decisiva. Solo dopo questo passaggio si apre la possibilità dell’intervento.
La scelta non è scontata. L’età, i rischi, la complessità tecnica impongono valutazioni approfondite. Alla fine si decide di procedere con un’epatectomia destra allargata al lobo caudato, con ricostruzione vascolare: un intervento altamente impegnativo, sia dal punto di vista chirurgico sia per l’impatto sull’organismo. Secondo il direttore della Chirurgia, si tratta di un caso di elevata complessità, raro anche nella letteratura scientifica per pazienti di questa età. Tuttavia, l’evo-
luzione della medicina consente oggi di superare limiti che un tempo erano considerati invalicabili, a condizione che ogni passaggio sia attentamente pianificato: dalla tempistica alla tecnica, dalla gestione anestesiologica alla riabilitazione precoce.
Il decorso post-operatorio conferma la bontà del percorso. Rosa recupera progressivamente e, dopo venti giorni, viene dimessa. Prima di lasciare l’ospedale, si rivolge al personale con parole semplici ma significative: per lei, in quel periodo, i medici e gli operatori sono stati una famiglia.
Una storia che racconta non solo un successo clinico, ma anche il cambiamento della chirurgia di fronte a una popolazione che invecchia e chiede risposte sempre più avanzate, senza rinunciare alla qualità della cura e alla dignità della persona.
Paola Bigon
Paola Bigon
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