A Trebaseleghe decisiva la videosorveglianza urbana per scovare il malvivente
Dalla Valdastico alla Holding
Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.
Veneto2 4
Est
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Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso
PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO
E VERTENZE APERTE
IL TERRITORIO METTE IN LUCE DUE FENOMENI PROBLEMATICI
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Nuova governance all’Uls 6 e Azienda Ospedale: Fortuna sceglie i direttori
MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEI FOSSI: BORGORICCO INVESTE NELLA SICUREZZA IDRAULICA
Interventi su 10 chilometri di rete idraulica in tutto il territorio comunale per migliorare il deflusso delle acque e ridurre il rischio di allagamenti
GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO
l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.
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per evitare che controllati, attraverso botteghe dell’usato sul
Presso i Centri del riuso saranno presenti operatori formati la commerciabilità e le possibilità di riutilizzo dei
è un progetto ETRA S.p.A. Società benefit Consiglio di Bacino Brenta per i , per ridurre la produzione di rifiuti e per prolungare la vita
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I Centri del Riuso sono attivati vicino ad alcuni Centri di accessibili a tutti gli utenti di ETRA muniti
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puoi trovare gli indirizzi, i giorni e gli orari di apertura dei Centri del Riuso presenti sul territorio.
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APERITALK
APRE IL PERCORSO VERSO APERICUORE 2026
Grande partecipazione e coinvolgimento per il primo appuntamento di AperiTalk, il ciclo di incontri promosso da AperiGiovani, giunto alla sua terza edizione. La serata inaugurale, tenutasi martedì 17 marzo, ha a rontato un tema delicato e spesso evitato: il lutto. Un momento intenso e partecipato, che ha saputo rompere il silenzio attorno al dolore e alla perdita, o rendo ai presenti uno spazio autentico di ascolto e condivisione. Fondamentale il contributo della professionista del servizio Rimanere Insieme di ADVAR, che ha guidato una riflessione profonda sulla fragilità come elemento intrinseco dell’esperienza umana. “Non avere paura, a rontala” è il filo conduttore dell’intero percorso, che punta a creare occasioni di dialogo sincero tra giovani, lontano da schemi rigidi e lezioni frontali. AperiTalk nasce infatti con l’obiettivo di costruire contesti in cui ciascuno possa esprimersi liberamente, riconoscendo nelle proprie fragilità una possibilità di crescita condivisa. Un approccio che richiama il kintsugi, l’arte giapponese che valorizza le crepe trasformandole in elementi preziosi. Il ciclo proseguirà con un altro appuntamento, sempre alle ore 20.00 presso la Sala Consiliare di Casa Pattaro a Trebaseleghe: il 5 maggio dedicato al tema dell’errore e del fallimento. Ogni incontro prevede anche un momento conviviale, a sottolineare l’importanza della relazione e della condivisione. AperiTalk rappresenta uno dei progetti più significativi di AperiGiovani, realtà che negli anni è diventata punto di riferimento per il territorio. Il percorso culminerà con AperiCuore 2026, in programma dal 28 maggio al 1° giugno, coinvolgendo diversi comuni e ampliando l’impatto sociale dell’iniziativa. Un evento che porterà al centro ascolto, inclusione e partecipazione, valori oggi più che mai necessari.
• Redazione Padova
Il ciclo prosegue a Trebaseleghe con appuntamenti su tossicodipendenze ed errori
GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO
In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.
La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie
capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.
Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.
Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.
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Segue da pag. 1 FACCIAMO
• Nicola Stievano
Emergenza lavoro/1. Ripresa occupazionale reale ma a macchia di leopardo
L’industria traina, ma la stabilità è ancora in bilico
Il lavoro cresce, ma non in modo uniforme. E soprattutto pone una domanda di fondo: quanto è solida questa ripresa? I dati di Veneto Lavoro fotografano un mercato dinamico nel quadriennio 2020–2024, ma con squilibri settoriali e territoriali che restano evidenti. Nel territorio analizzato si registrano 66.165 assunzioni complessive, con un saldo occupazionale positivo di +5.490 posti e un incremento di +5.590 contratti a tempo indeterminato. Numeri che, letti da soli, raccontano una fase espansiva. Ma il dettaglio mostra una crescita trainata soprattutto dall’industria. La variazione occupazionale per settore evidenzia uno sbilanciamento netto: l’industria registra l’aumento più consistente, seguita dai servizi, mentre l’agricoltura resta marginale. Una dinamica che conferma la vocazione produttiva del territorio, ma che segnala anche una fragilità del comparto terziario, ancora lontano da una piena stabilizzazione. Il grafico cumulato dell’occupazione mostra una crescita costante dopo il crollo del 2020, con una progressione che si ra orza nel biennio 2022–2024, fino a sfiorare i +6.000 posti. Un recupero che segue la fase post-pandemica, ma
che oggi entra in una fase più complessa, legata all’incertezza economica e ai costi energetici. Sul fronte contrattuale, l’aumento dei rapporti stabili rappresenta uno degli elementi più significativi.
Gli ITS al centro della transizione digitale
Il mercato del lavoro accelera sulla transizione digitale e la domanda di competenze tecniche cresce a ritmi sostenuti. Secondo le previsioni di Unioncamere, tra il 2024 e il 2028 serviranno circa 920 mila nuovi professionisti in grado di gestire e sviluppare tecnologie come cybersecurity, cloud computing e big data. A trainare il cambiamento sarà soprattutto l’intelligenza artificiale, destinata a incidere in modo profondo sull’organizzazione del lavoro. “Gli ITS sono importanti – spiega Alberto Zanatta, Presidente di ITS Digital Academy “Mario Volpato” - perché creano un ponte diretto tra scuola e lavoro, formando tecnici altamente specializzati e richiesti dalle imprese, con tassi di occupazione oltre l’80% entro un anno dal diploma. Il 92% dei
nostri studenti, una volta finito il ciclo di studi, trova lavoro in un settore perfettamente coerente con il proprio percorso formativo. In alcuni casi il lavoro arriva ancor prima di a rontare l’esame per il diploma”. I segnali sono già evidenti: oltre un quinto delle aziende con più di 50 dipendenti utilizza soluzioni basate sull’AI, con una quota significativa che le applica nei processi centrali. In questo scenario, si ra orza il ruolo degli ITS, gli Istituti tecnologici superiori, percorsi biennali post diploma pensati per colmare il divario tra formazione e fabbisogni delle imprese. Il contesto generale del lavoro mostra segnali positivi anche sul fronte occupazionale. Le rilevazioni Istat indicano che, a novembre 2025, il tasso di
Tuttavia, la distribuzione delle assunzioni evidenzia ancora una forte presenza di tempo determinato e somministrazione, con l’apprendistato che resta su livelli intermedi. In altre parole, la stabilizzazione
cresce ma non domina: il mercato continua a reggersi su una quota rilevante di lavoro flessibile, segnale di prudenza da parte delle imprese. La mappa territoriale mostra una di usione capillare dell’incremento occupazionale, con alcuni poli che emergono più di altri. Comuni come Camposampiero, Campodarsego e Piombino Dese risultano tra i principali bacini di assunzione, a conferma di una concentrazione nelle aree a maggiore densità produttiva. Una crescita di usa, ma non uniforme: il rischio è quello di accentuare il divario tra territori più dinamici e aree periferiche. Il quadro che emerge è quindi doppio. Da un lato, una ripresa occupazionale concreta, sostenuta dall’industria e accompagnata da un aumento dei contratti stabili. Dall’altro, criticità strutturali: servizi meno dinamici, uso ancora rilevante di contratti flessibili, di erenze territoriali marcate. La sfida, ora, non è solo creare lavoro, ma migliorarne la qualità e la tenuta nel tempo. Perché i numeri crescono, ma il mercato resta in equilibrio fragile. E la vera partita si gioca sulla capacità di trasformare la ripresa in stabilità.
• Sara Busato
disoccupazione è sceso al 5,7%, il livello più basso da quando esistono serie storiche comparabili. In calo anche la disoccupazione giovanile, attestata al 18,8%, in progressiva riduzione rispetto agli anni precedenti. Un andamento che ra orza il legame tra formazione tecnica e inserimento professionale. Nel Nordest, uno dei territori più dinamici sul fronte dell’innovazione, il sistema produttivo esprime una domanda ampia e diversificata. Migliaia di imprese operano nel comparto ICT e nella trasformazione digitale, a cui si aggiungono aziende di settori tradizionali impegnate in processi di riorganizzazione tecnologica. In questo contesto, l’o erta formativa degli ITS viene aggiornata costantemente per rispondere alle evoluzioni del mercato. Per il
biennio 2025-2027 sono stati ammessi oltre 400 studenti, selezionati tra più di 600 candidati, con percorsi distribuiti nelle diverse sedi del Veneto. I profili formati spaziano dallo sviluppo software alla cybersecurity, dal marketing digitale all’intelligenza artificiale, fino alla realtà aumentata e alla produzione multimediale. L’obiettivo è ridurre il disallineamento tra domanda e o erta di lavoro, formando figure altamente specializzate e immediatamente spendibili. Una risposta concreta a un mercato che cambia rapidamente e che richiede competenze sempre più mirate.
• (s.b.)
VENETO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: OPPORTUNITÀ SILENZIOSA, RISCHIO SENZA STRATEGIA
Nel Veneto operoso, quello che ha costruito la propria identità su manifattura, export e capacità di adattamento, l’Intelligenza Artificiale è già entrata dalla porta principale. Ma lo ha fatto in silenzio, quasi in punta di piedi. E soprattutto senza una regia. I numeri dell’indagine di Fòrema — oltre 300 aziende tra Padova, Treviso e Vicenza — raccontano una realtà che, più che innovativa, appare sospesa. L’AI si usa, eccome: per scrivere email, sintetizzare riunioni, produrre contenuti. Attività utili,
certo. Ma ancora periferiche. Ancora lontane dal cuore del lavoro. Il punto non è la tecnologia. È il lavoro. Solo un’azienda su cinque ha integrato l’AI nei processi produttivi veri, quelli che generano valore. E appena il 14,9% ha una strategia. Il resto si muove per tentativi, per iniziativa individuale, spesso a idandosi più alla curiosità dei singoli che a una visione aziendale. È qui che si apre la frattura: tra chi governa il cambiamento e chi lo subisce. Oltre il 90% dei lavoratori dichiara competenze nulle o di base sull’intelli-
genza artificiale. Un dato che pesa più di qualsiasi percentuale sull’adozione tecnologica. Perché misura la distanza reale tra strumenti disponibili e capacità di utilizzarli. È il rischio più concreto: non perdere il treno dell’innovazione, ma salirci senza sapere dove porta. Il Veneto, del resto, non è nuovo a queste transizioni. Ha già attraversato rivoluzioni produttive, digitali, organizzative. Ma questa volta la velocità è diversa. E diverso è anche il tipo di impatto: non riguarda solo le macchine, riguarda le competenze, i ruoli, il senso stesso del lavoro. La domanda che emerge dall’indagine è chiara: le imprese vogliono più produttività, vogliono liberare tempo dalle attività ripetitive, vogliono concentrare energie sulle decisioni. In altre parole, vogliono un lavoro più qualificato. Ma senza formazione, senza governance, senza una strategia condivisa, il rischio è opposto: un lavoro svuotato, frammentato, a idato agli strumenti senza essere davvero guidato. Lo dice con chiarezza Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema: la transizione digitale non può essere lasciata al caso. E non è solo una questione aziendale. È un tema di
Democrazia in fabbrica: alla Spami di Piombino
Dese la Fiom conquista tutti i seggi
La democrazia entra in fabbrica e lo fa con numeri che pesano. Alla Spami di Piombino Dese, per la prima volta dalla nascita dello stabilimento, lavoratrici e lavoratori hanno scelto di dotarsi di una rappresentanza sindacale interna. Un passaggio non solo formale, ma sostanziale: su 337 dipendenti, sono stati in 241 a recarsi alle urne, con un a luenza superiore al 70 per cento. Un dato che, da solo, racconta il clima e la richiesta di partecipazione. Il risultato è netto: la lista della Fiom conquista tutti e sei i seggi disponibili. Un esito che segna l’avvio di una nuova fase per il sito produttivo, finora privo di rappresentanza interna strutturata. La vicenda di Piombino Dese si inserisce in un quadro più ampio di rinnovata partecipazione nel comparto metalmeccanico padovano, ma è qui che il segnale appare più forte: per la prima volta i lavoratori scelgono di organizzarsi e di portare dentro i cancelli della fabbrica strumenti di rappresentanza e tutela collettiva. Non si tratta soltanto di un risultato sindacale, ma di un indicatore sociale. In un contesto produttivo dove spesso prevalgono individualizzazione e frammentazione, il voto alla Spami restituisce invece l’immagine di una comunità che si riconosce e decide di contare. Dalla Fiom di Padova parlano di “esercizio concreto di democrazia” e sottolineano come
la partecipazione resti “lo strumento principale per dare voce a chi lavora”. Un messaggio che, da Piombino Dese, punta a estendersi ben oltre i confini dello stabilimento.
sistema. Perché se l’innovazione resta individuale, non diventa sviluppo. Se resta episodica, non diventa competitività. E soprattutto, se non investe sulle persone, non diventa lavoro. Il Veneto, oggi, è davanti a un bivio che non è tecnologico ma culturale. L’intelligenza artificiale può essere una leva straordinaria di crescita. Oppure l’ennesima occasione mancata, che accentua le di erenze tra imprese
strutturate e piccole realtà, tra lavoratori formati e chi resta indietro. Non basta adottare strumenti. Serve decidere che lavoro si vuole costruire. E forse è proprio questa la vera sfida: non inseguire l’intelligenza artificiale, ma governare il futuro del lavoro che porta con sé.
• Sara Busato
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Lavori. Sicurezza del territorio e prevenzione idrogeologica
INTERVENTI SU 10 KM DI FOSSI COMUNALI
L’assessorato all’Ambiente del Comune di Borgoricco informa la cittadinanza che è stata fatta la manutenzione straordinaria della rete dei fossi su tutto il territorio comunale, comprese le frazioni di Sant’Eufemia e San Michele delle Badesse. I lavori hanno interessato complessivamente circa 10.000 metri lineari di fossati e hanno previsto operazioni di scavo, pulizia, risagomatura e ripristino della funzionalità idraulica, al fine di garantire il corretto deflusso delle acque meteoriche e ridurre in maniera
APPUNTAMENTI
Usignificativa il rischio di allagamenti e criticità idrogeologiche. Si tratta di un intervento organico e di uso, che ha coinvolto l’intera rete idraulica minore del territorio, spesso soggetta a fenomeni di interramento e ostruzione, e che rappresenta un elemento fondamentale per la sicurezza idraulica locale. L’azione rientra in una più ampia programmazione di manutenzione e prevenzione del rischio idrogeologico, che l’amministrazione comunale sta portando avanti con continuità, con l’obiettivo di garantire una gestione
CONTRO
IL BULLISMO
e icace e sostenibile del territorio, anche alla luce della crescente intensità degli eventi meteorologici.
“Con questo intervento abbiamo dato una risposta concreta e strutturata a una delle possibili criticità del nostro territorio. La manutenzione della rete idraulica minore – dichiara l’assessore all’Ambiente Arch. Marco Bragagnolo –è un’attività spesso poco considerata, ma fondamentale, poichè investire in prevenzione significa ridurre i rischi, tutelare i cittadini e preservare il nostro patrimonio ambientale. Con-
n percorso avviato contro il bullismo che nasce dalla volontà di educare e sensibilizzare l’intera comunità su un fenomeno che, purtroppo, sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. Si tratta di un’iniziativa di grande rilevanza, che a ronta un tema ad alto rischio per la salute psicofisica dei ragazzi d’oggi. L’obiettivo che si pone l’amministrazione di Borgoricco, è quello di promuovere informazione, consapevolezza e prevenzione, contrastando ogni forma di bullismo e cyberbullismo che possa mettere in pericolo il benessere dei giovani e avere ricadute negative anche
sulle famiglie. “Siamo convinti che l’educazione al rispetto dell’altro rappresenti il primo passo fondamentale per costruire – scandiscono il sindaco Gianluca Pedron e l’Assessore delegato alla Pubblica Istruzione Gabriella Boesso - una comunità più inclusiva e un futuro fondato sulla convivenza pacifica. Solo attraverso l’impegno condiviso di istituzioni, scuola, famiglie e cittadini possiamo creare un ambiente sicuro e attento ai bisogni delle nuove generazioni”. “Il bullismo prospera dove c’è silenzio. Iniziative come questa rompono il muro dell’omertà e della solitudine, o rendo ai ragazzi esempi di riscatto e agli adulti
ABorgoricco prende il via “Mamma in movimento” e “Gravidanza in movimento”, un’iniziativa gratuita promossa dal Comune di Borgoricco, in collaborazione con l’associazione Purpleen, inserita all’interno dei percorsi dedicati alla neo - genitorialità di “Mi fido di te”. L’iniziativa è pensata per accompagnare le donne in due momenti profondi e delicati della vita: la gravidanza e il post partum. Il progetto nasce con l’obiettivo di o rire uno spazio di benessere, salute, movimento e condivisione, in cui prendersi cura di sé all’aria aperta, ritrovare energia, dedicarsi del tempo e
vivere un’esperienza positiva insieme ad altre donne. Gli incontri saranno guidati dalla dott.ssa Francesca Carniel, laureata in Scienze motorie, con proposte studiate per rispondere con attenzione ai bisogni delle future mamme e delle neo-mamme.
“La gravidanza e il post partum sono momenti di grande trasformazione - dichiara l’assessore alle Politiche sociali e sanitarie Guion Giovanna - tanto sul piano fisico quanto su quello emotivo e relazionale. In queste fasi, poter contare su occasioni dedicate e su spazi di incontro può fare una di erenza reale”. “Investire in
percorsi come questo significa essere accanto alle famiglie e contribuire a costruire comunità”. Conclude l’assessore alle Politiche sociali e sanitarie Guion Giovanna ed il sindaco Gianluca Pedron. Gli incontri sono gratuiti e si terranno nelle giornate del 23 aprile, 4, 11, 21, 28 maggio e 4 giugno. “Mamma in movimento” si svolgerà dalle 17.00 alle 17.45, mentre “Gravidanza in movimento” dalle 18.00 alle 18.45.
• (e.s.)
tinueremo con questa linea, con interventi programmati per garantire maggiore sicurezza e qualità della vita alla nostra comunità”. Si rinnova l’invito alla cittadinanza a contribuire al mantenimento dell’e icienza della rete idraulica, anche e soprattutto nei fossi privati, evitando qualsiasi forma di ostruzione e segnalando eventuali criticità agli u ici competenti. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’U icio Ambiente del Comune.
bussole educative per non sentirsi soli davanti alle sfide digitali e sociali dei nostri tempi. La cittadinanza, le scuole e le famiglie sono invitate a partecipare attivamente. Creare una rete solida tra istituzioni, esperti e famiglie è l’unico vero antidoto per garantire ai nostri ragazzi un ambiente di crescita sicuro e sereno” concludono congiuntamente il sindaco Gianluca Pedron e l’Assessore delegato alla Pubblica Istruzione Gabriella Boesso.
•(e.s.)
• Endrius Salvalaggio
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dell’Ortofrutta
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CAMPOSAMPIERO
9 to 8
dell’Ortofrutta e dei Fiori
l Mostra Mercato dell’ortofloricoltura
l Mostra giardini e vendita fragole
l Gonfiabili e giostre per bambini
l Fiera Mercato di qualità
l Active Park per ragazzi
l FragolArte - La via degli artisti
l Macchine radiocomandate e modellismo
l Esibizione allieve Gruppo danza “Alla Sbarra”.
l Esposizione di moto con ospite a sorpresa.
l Aperture al pubblico della Torre Dell’Orologio
l Concerto N.A.M.E.
l Concerto Alunni dell’Istituto Comprensivo “Parini”
l Elezione di Miss Fragola
l Esibizione balli hip hop lezione
MASSANZAGO
IL COMUNE ADERISCE AL PIANO DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE
Una nuova mobilità sostenibile per i comuni della Federazione del Camposampierese. È l’obiettivo di due importanti progetti varati a fine marzo, a cui ha aderito anche il comune di Massanzago. I due nuovi strumenti strategici sono il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) e il Biciplan, dedicato in modo specifico allo sviluppo e alla pianificazione dei collegamenti ciclabili tra i diversi centri. Il Pums rappresenta il quadro generale della mobilità sostenibile e abbraccia diversi ambiti: dal trasporto pubblico al tra ico automobilistico, dalla creazione di zone 30 alla gestione della mobilità scolastica e aziendale. Si tratta di uno strumento di pianificazione complessiva che definisce
una visione integrata, all’interno della quale troveranno spazio tutti gli interventi futuri sul sistema dei trasporti nei dieci comuni della Federazione. Il progetto è stato finanziato per il 70% dalla Fondazione Cariparo, con un contributo complessivo di circa 68 mila euro.
Oltre al Pums è stato ideato il Biciplan, un progetto mirato interamente alla mobilità in bicicletta. Il piano prevede la progettazione e il potenziamento di piste ciclabili, la creazione di collegamenti tra i comuni, percorsi casa-scuola sicuri e itinerari a vocazione turistica. Sono inoltre previsti interventi per la realizzazione di parcheggi dedicati alle biciclette e per una migliore integrazione con le stazioni ferroviarie e
le linee di autobus, favorendo così una mobilità sempre più intermodale. I fondi per il Biciplan provengono interamente dalla Federazione.
I due progetti sono stati presentati u icialmente martedì 14 aprile presso la sala consiliare di San Giorgio delle Pertiche, in un incontro aperto al pubblico alla presenza del presidente della Federazione, Gianluca Pedron e dei tecnici incaricati della redazione dei piani. Verosimilmente seguiranno altri incontri nelle prossime settimane, per illustrare alla cittadinanza i dettagli della nuova idea di mobilità del territorio.
In una nota conclusiva, la Federazione precisa che “l’ambizione è costruire una rete ciclabile sicura ed e iciente su un territorio di quasi duecento chilometri quadrati, valorizzando la posizione strategica del Camposampierese, al centro del quadrilatero Treviso-Venezia-Padova-Cittadella, e creando connessioni e icaci con le grandi direttrici già esistenti, come la pista ciclabile Treviso-Ostiglia”. Tutti i dettagli dei due progetti sono consultabili sul sito della Federazione dei comuni del Camposampierese.
• Andrea Benato
Carnevale,
successo per la prima edizione
Buona la seconda. Dopo l’annullamento del Carnevale di Massanzago previsto a febbraio (a causa del maltempo), l’evento è stato recuperato a marzo ottenendo un’accoglienza che è andata forse addirittura oltre le aspettative degli organizzatori, prima fra tutti la Pro Loco che per settimane ha preparato l’evento con il patrocinio del Comune. Tra le vie del paese hanno sfilato 11 carri allegorici, accompagnati dalla banda musicale, dalle majorettes e da numerosi ragazzi e ragazze delle scuole locali. A rendere ancora più suggestiva la sfilata anche alcuni costumi provenienti direttamente dal Carnevale di Venezia. Già dalle 10 del mattino cittadini e visitatori potevano curiosare tra i carri in fase di allestimentom, mentre vicino al municipio sono state allestite alcune postazioni dedicate ai truccabimbi, dove i più piccoli hanno potuto
trasformarsi in personaggi fantastici e prepararsi a festeggiare. Non è mancato infine un punto ristoro, organizzato sempre dalla Pro Loco, che già dalla mattinata e per tutta la giornata ha servito panini, bibite e crepes alla Nutella. Il pomeriggio è trascorso tra musica, colori e allegria, coinvolgendo grandi e piccoli che hanno manifestato entusiasmo e gratitudine agli organizzatori, anche attraverso numerosi commenti sui social. La soddisfazione è stata ancora più grande se si considera che questa è stata la prima edizione del Carnevale di Massanzago. Nonostante si trattasse di un debutto, nulla è stato lasciato al caso: dall’organizzazione logistica alla gestione della sicurezza. Un esordio più che positivo, che lascia ben sperare per le future edizioni della manifestazione.
• (a.b.)
730/2026
Caf Piombino Dese: Via Regina Caterina Cornaro 3 (di fronte al campanile)
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Marzia whatsapp 389.0189051 Pietro whatsapp 340.9771290
Caf Massanzago: Via Roma n°33 (a fianco Alì)
Lucia whatsapp fisso 049.6887360
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Il servizio. Ottenuto un importante finanziamento dalla Fondazione Cariparo
AL VIA IL PROGETTO INNOVATIVO “BIBLIO BENESSERE”
La Biblioteca di Camposampiero negli ultimi anni ha avuto una forte sviluppo, sia nella quantità dei prestiti di libri, passati da 7.098 del 2014 a 17.610 del 2024, con un incremento del 148% negli ultimi 10 anni, sia nelle iniziative che nella presenza di tante persone e tante realtà che ruotano attorno agli spazi di Villa Campello. Tuttavia, l’azione di questo importante presidio culturale non può essere misurato solo in termini numerici o di performance. Il progetto “Biblio Benessere”, presentato al bando Biblioteche Sociali alla Fondazione Cariparo, ha l’obiettivo di strutturare con continuità e professionalità di nuovi spazi e opportunità di incontro con sé stessi e con gli altri, accoglienti e a misura delle diverse fasce d’età e necessità. Mira a coinvolgere attivamente i cittadini, in particolare tramite le associazioni di volontariato e gli istituti scolastici, per ra orzare il tessuto connettivo della comunità e per
coinvolgere le persone più fragili e a rischio di solitudine ed emarginazione. Ha l’obiettivo, inoltre, di creare spazi e occasioni di decelerazione, per dare la possibilità ai cittadini di ritrovare un tempo più lento, più vuoto, più presente, orientato alla qualità, alla riflessione e alla relazione. Infine, il progetto vuole dare spazio al tempo della memoria e al recupero di narrazioni e conoscenze legate al passato della comunità, perché la “profondità” di prospettiva possa creare radici più solide. “Con il finanziamento ottenuto di 24mila euro – dichiara l’assessore alla cultura Lorenza Baggio - a cui si aggiungono 6mila euro di cofinanziamento del Comune, nel prossimo triennio 2026 - 2028 si prevede di creare spazi all’aperto e all’interno non solo per i libri ma anche per la lettura, autonoma o condivisa, e per la conversazione; di aumentare e strutturare nella qualità le occasioni di incontro e formazione
personale, con particolare attenzione alle categorie più fragili, e tenere vivo il legame tra passato e presente, raccogliendo testimonianze orali, con la digitalizzazione di testi e fotografie e/o valorizzando la memoria locale e le esperienze intergenerazionali”.
È un progetto innovativo, per la sua capacità di proporre una visione sociale, che metta in pratica e renda concreto il principio di “biblioteca oasi di decelerazione”, alla cui realizzazione saranno chiamati, fin da subito, cittadini volontari, associazioni ed enti, istituzioni
scolastiche. “Una delle regole della biblioteconomia – a erma la bibliotecaria Donata Riccitiello - salva il tempo del lettore è spesso interpretata come “risparmia tempo” al lettore aiutandolo a trovare le informazioni nel modo più veloce possibile. Oggi invece prendersi cura del tempo del lettore - cittadino diventa anche proporre luoghi per vivere vite più consapevoli e creare comunità più coese, dando vita a spazi e occasioni in cui si possa sperimentare decelerazione, lentezza, contatto umano con sé e con gli altri”. Il progetto “Biblio Benessere” vede la biblioteca come presidio del tempo umano e spazio di aggregazione sociale, lungo la direzione dell’inclusione, dello scambio tra generazioni, della cura del volontariato e del ruolo del libro come strumento di incontro.
• Endrius Salvalaggio
Primo maggio manifestazione ludico motoria
Il 1° maggio Loreggia si tinge di rosa con la corsa podistica a carattere ludico motorio. La distanza del percorso varia da 4,5 km a 7,5 km, con partenza dal campo sportivo di Loreggiola. L’unico obbligo sarà quello di indossare una maglietta rosa. Il ritiro per l’occorrente per la corsa, alla modesta cifra di 12 euro, sarà ritirabile durante la giornata del 1° maggio dalle 09:00 -10:00, ovvero nella giornate precedenti, presso la sagra di Loreggiola, nello stand gastronomico nel campo sportivo. La manifestazione è alla sua terza edizione e sensibilizza in particolare le donne che sono state a ette da carcinoma al seno. “Tolte le spese vive – spiega il sindaco
di Loreggia, Manuela Marangon - il ricavato sarà devoluto all’associazione di Camposampiero “Fiori di Cactus”, che hanno come mission quella di aiutare ed adoperarsi per tutte quelle persone che hanno o hanno avuto una neoplasia in generale o una neoplasia al seno”. L’associazione “Fiori di Cactus” con sede a Camposampiero, è nata il 10 febbraio 2003 per o rire un aiuto alle donne operate al seno, a coloro che a rontano ora questa esperienza e/o ai malati di tumore in generale. L’associazione è formata da volontarie, quasi tutte operate che hanno superato positivamente il trauma oltre da volontari che prestano la loro opera.
“L’organizzazione priva di scopi di lucro, si mantiene con le quote associative e con libere erogazioni. Ricordiamo ancora che “Fiori di Cactus”, inizia la sua attività dalla volontà di un gruppo di donne che hanno vissuto l’esperienza del cancro al seno, oltre al Dr Angelo Giacomazzi, medico chirurgo specializzato in chirurgia generale e senologia, punta di diamante dell’ospedale di Camposampiero; ora in quiescenza. Visto il fine della manifestazione, vi aspettiamo numerosi, anche dai comuni contigui” si auspica il primo cittadino di Loreggia, Manuela Marangon.
• (e.s.)
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La cerimonia. Visita a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica
“18 in Comune”: il percorso per i diciottenni
Si è recentemente concluso “18 in Comune”, un progetto promosso e finanziato dal Comune di Camposampiero in collaborazione con la cooperativa La Esse s.c.s., che ha coinvolto i giovani nati tra giugno 2007 e giugno 2008. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare un’occasione concreta di incontro e dialogo tra ragazze e ragazzi e le istituzioni locali, favorendo una maggiore consapevolezza del ruolo attivo che i giovani possono assumere nella vita della comunità. Il percorso ha preso avvio u iciale il 23 gennaio 2026 presso la sala consiliare del Comune, con la cerimonia di consegna della Costituzione ai neodiciottenni.
All’evento hanno partecipato l’amministrazione comunale e alcuni rappresentanti dell’associazione ANPI di Camposampiero, che hanno sottolineato il valore simbolico e civile del raggiungimento della maggiore età, o rendo spunti di riflessione sull’importanza della partecipazione alla vita pubblica. Successivamente, i partecipanti hanno preso parte a tre incontri tematici, culminati in una visita conclusiva a Roma, durante la quale hanno avuto l’opportunità di visitare Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. Nel corso delle attività, i giovani hanno potuto conoscere da vicino il funzionamento dell’amministrazione comunale, incontrando il sindaco Katia Maccarrone, la giunta e dei giovani consiglieri, oltre che a
visitare gli u ici del municipio e del centro per l’Impiego di Camposampiero.
Hanno inoltre visitato la sede della Polizia Locale della Federazione dei Comuni del Camposampierese e la centrale operativa della videosorveglianza. In questa occasione, il comandante ha evidenziato come il passaggio all’età adulta comporti una maggiore responsabilità, ponendo l’accento non solo sugli aspetti legali, ma soprattutto sul rispetto verso gli altri.
L’ultima tappa si è svolta a Villa Campello, sede della Biblioteca comunale e nella Casa delle Associazioni, dove i partecipanti hanno incontrato la bibliotecaria e alcuni rappresentanti, tra cui l’associazione Sala Prove e la Pro Loco cittadina, che hanno illustrato le numerose iniziative culturali e sociali del territorio.
A marzo il percorso si è concluso con la visita a Roma. Oltre alla scoperta della città, i ragazzi e le ragazze hanno visitato Palazzo Madama, dove sono stati accolti dal senatore questore Antonio De Poli, che ha illustrato il funzionamento delle attività parlamentari, la
NEGOZIO
Proseguono i lavori in Via Sant’ Antonio
“D
storia dell’edificio e il valore delle istituzioni democratiche, con particolare riferimento alla Costituzione Italiana.
“Ringrazio il Senatore Questore Antonio De Poli per i momenti di approfondimento – dichiara il sindaco Katia Maccarrone – riservandoci una calorosa accoglienza. Le ragazze e i ragazzi porteranno con sé il ricordo di questa esperienza speciale. Ringrazio la cooperativa La Esse, gli u ici comunali, la Federazione, il centro per l’Impiego e tutte le associazioni coinvolte, ma soprattutto le ragazze e i ragazzi che hanno aderito alla nostra proposta”.
Soddisfazione anche nelle parole della consigliera delegata Eleonora Visentin. “Avviare un progetto dedicato ai diciottenni rappresenta un segnale forte. Abbiamo voluto o rire ai giovani l’opportunità di avvicinarsi concretamente alla macchina amministrativa e di conoscere gli spazi e le persone che operano per la comunità”.
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opo l’apertura della rotonda di via Sant’Antonio e al susseguirsi di molte attestazioni di soddisfazione e di apprezzamento, da parte dei cittadini, per la fluidità della viabilità di quest’area che in precedenza so riva di code e criticità – anticipa contenta il sindaco Katia Maccarrone – proseguono ora i lavori di finitura, previsti fra i lavori di ultimazione dell’opera”. In questi giorni, infatti, ripartono alcuni lavori che mancano ancora al completamento del progetto, e che coinvolge anche l’intera opera fino all’intersezione con via Fabris e l’ingresso ai santuari. A partire dall’11 marzo la ditta preposta ha posato i tratti mancanti di recinzione sul muretto di separazione tra Via Sant’Antonio e l’area dei Santuari, riprendendo la forma e il colore di quella esistente. E’ stata avviata l’illuminazione degli attraversamenti partendo proprio in questi giorni da quello di fronte all’ingresso della Casa di Spiritualità. “Altri lavori che saranno realizzati nelle prossime settimane – spiega il sindaco - riguardano l’illuminazione,
l’asfaltatura, l’arredo verde e la segnaletica verticale e orizzontale. Saranno posati anche i nuovi lampioncini di illuminazione della pista ciclabile lato Vandura, dove il nuovo impianto di illuminazione è già stato predisposto. Saranno sostituiti anche i lampioni stradali all’incrocio con i Santuari, modificando la finitura dell’incrocio”. “La posa della nuova illuminazione - prosegue il sindaco - è propedeutica all’asfaltatura finale di tutto l’ambito, dalla rotatoria a Via Sant’Antonio, alla strada di accesso ai Santuari. A seguire sarà completata la segnaletica, in particolare quella orizzontale con i vari attraversamenti, tutti illuminati per una maggiore sicurezza nelle ore serali. Il tocco finale sarà l’arredo verde della rotatoria”. “La fine lavori è stata assegnata alla ditta per i primi di maggio. Per l’inaugurazione stiamo pensando come fare, ma sarebbe bello e significativo avvicinarsi alla festa di Sant’Antonio” conclude soddisfatta il sindaco Maccarrone.
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LOREGGIA
Addio a Cornelio Zacchia, fondatore di una storica impresa edile
Se ne va Cornelio Zacchia, un uomo che nella sua vita ha reso grande tutto ciò che faceva. Ha reso grande la sua famiglia con ben cinque figli, ha reso grande la sua impresa edile, che negli anni ha servito migliaia di imprese e singoli cittadini e che negli ultimi vent’anni ha saputo aprire anche uno store per sanitari ed arredamento. Partito con poco negli anni 60, ha saputo sin da subito aprirsi la sua strada con buoni prodotti e onestà intellettuale. “Negli individui - si legge nella pagina facebook di Zacchia Srl - Cornelio ha sempre apprezzato l’onestà nelle persone cercando di mostrare rispetto per il prossimo e ricevendo rispetto dagli altri”.
“Posso dire che questo comportamento si è rivelato utile nei momenti di di icoltà, perché ho potuto contare sulla comprensione e sulla benevolenza di tanti amici e paesani. Ad essi va la mia sincera gratitudine. Lo stesso atteggiamento l’ho assunto nei confronti dei miei clienti” diceva Cornelio Zacchia, quando era ancora in vita. Attraverso le parole di Cornelio, i figli Luigino, Silvano, Elena, Antonella, Letizia e l’azienda tutta, annunciano la triste scomparsa del loro padre e fondatore di Cornelio Zacchia, che con ingegno e intraprendenza ha saputo porre le basi di quella che dal 1962 ad oggi, si può chia-
mare una realtà aziendale che continua a perseguire gli ideali di onestà e dedizione posti in essere e trasmessi instancabilmente con orgoglio da Cornelio.
“Deve essersi impegnato molto, assieme a sua moglie - considera il sindaco di Loreggia, Manuela Marangon - ad inculcare ai loro cinque figli concetti come onestà e rispetto per il prossimo. Con i tempi che corrono, non è poi così scontato vedere cinque fratelli lavorare tutti assieme in un’unica azienda. Questo risultato è frutto di un ottimo lavoro, fatto dietro le quinte, da una famiglia con dei grandi valori morali”.
“Mancherà molto ai suoi figli un uomo che con lungimiranza ha creato una delle aziende più storiche della nostra comunità. Un uomo che con la moglie ha saputo essere marito, padre, imprenditore e poi nonno con grande equilibrio e passione. Un uomo d’altri tempi, in grado di cedere il passo al momento giusto, accompagnando i suoi figli che tuttora lavorano insieme e che lo ricordano con molto a etto” conclude Manuela Marangon sindaco di Loreggia.
• Endrius Salvalaggio
Ancora chiuso il ponte delle Galle: proroga dei lavori fino al 15 maggio
Si protrae ancora una volta e stavolta per l’ultima volta, l’apertura del ponte delle Galle. Nero su bianco è scritto nella pratica di ordinanza inviata al comune di Loreggia e protocollata lo scorso 23.03.226 a firma del responsabile del settore esercizio e monitoraggio rete viaria Ing. Luca Fiorentino. Fra le motivazioni si legge che l’impresa di costruzioni per conto della Società Veneto Strade SpA deve proseguire con i lavori di sistemazione sul torrente Muson dei Sassi lungo la Sr 307 strada del Santo, dal km. 20+380 al km. 20+750 nel Comune di Loreggia (PD) ; e che per esigenze di carattere tecnico, al fine di consentire la sicura e corretta esecuzione dei lavori, è necessario mantenere la sospensione totale del tra ico con deviazione sulla SR. 308 e viabilità locale fino al giorno 15.05.2026, 24 ore su 24, compresi sabati e domeniche. “Dal canto nostro abbiamo deciso, vista da distribuzione del mensile La Piazza, che copre ben 70 per cento circa del territorio, di darne notizia attraverso questo canale - scandisce il sindaco di Loreggia, Manuela Marangon - anche se, nel precedente articolo scritto sempre in questa testata, i lavori certamente stavano procedendo secondo la tabella di marcia, ma anche che ad oggi, la data prevista per la riapertura era comunque subordinata allo spostamento dei sotto servizi”. “Vista l’ordinanza di proroga - continua il sindaco, Marangon - non stiamo parlando di intraprendere la notizia con filosofia, o meglio ancora con leggerezza, ma di leggere una ordinanza di un ente incaricato alla costruzione del ponte Galle che dice in poche parole che gli serve più tempo per concludere i
lavori in sicurezza”. “Da lì a farne una polemica gratuita non è nello stile di questa amministrazione. Sicuro è che non ci stiamo dimenticando di nessun cittadino e di nessun commerciante, come si vuol far credere, e che se il ponte delle Galle fosse stato aperto per Pasqua saremmo stati tutti più contenti” conclude il sindaco di Loreggia Marangon.
• (e.s.)
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Il contributo. Il finanziamento servirà per rifare la pista di pattinaggio, ma non solo
IL COMUNE VINCE UN BANDO DA 50MILA EURO
Il comune di Loreggia ha partecipato al bando “Work in sport”, bando promosso dalla Fondazione Cariparo per potenziare e promuovere la pratica motoria e sportiva, favorire l’adozione di corretti stili di vita, con il conseguente miglioramento del benessere psico - fisico delle persone, attraverso l’assegnazione di contributi per l’adeguamento e la riqualificazione di strutture sportive e di palestre scolastiche.
Il contributo massimo concesso a ciascun progetto è di 50.000 euro. Il progetto del comune di Loreggia e’ stato accolto a pieno, ammesso e finanziato con formula piena. Lo stesso prevede il rifacimento della pista di pattinaggio e l’implementazione dell’area esterna polivalente lato scuola secondaria A. Canova. In particolare, i lavori prevedono, la pista di pattinaggio con una nuova resinatura del manto della pista di pattinaggio - spiega il sindaco Manuela Marangon - e la sostituzione della tavola fermapiede, la quale risulta deteriorata ed usurata. A questo verranno sostituite le pedane di atletica leggera e l’area esterna. Il progetto prevede la demolizione totale delle pedane di salto in alto, getto del peso e del disco. Demolizione necessaria in quanto le pedane presentano crepe e cedimenti strutturali”. In particolare, la pedana peso sarà rifatta all’ingresso dell’entrata della palestra, con una scelta progettuale duplice, in quanto la nuova collocazione oltre a sfruttare un miglior settore di caduta degli attrezzi, dà la possibilità di essere utilizzata anche da persone con limitata capacità motoria. La pedana del disco - martello verrà realizzata nella medesima posizione di quella esistente, ma sarà leggermente traslata in avanti, per permettere di installare i basamenti che dovranno sostenere la gabbia di protezione a norma IAAF. Il progetto complessivamente ha un costo complessivamente stimato per 121.514,92 euro che sarà sostenuto per 50mila euro dalla Fondazione, mentre il restante con i fondi propri del Comune. “Con questo progetto, si contribuirà a rendere gli spazi per lo svolgimento dell’attività fisica più accoglienti, sicuri e sostenibili, migliorandone la qualità e ampliandone la fruizione da parte delle persone. Particolare attenzione sarà dedicata a rendere le strutture in grado di rispondere anche ai bisogni delle persone con disabilità”. Conclude Manuela Marangon, sindaco di Loreggia.
• Endrius Salvalaggio
Torna la Sagra Santa Croce fino al 3 maggio
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spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Camposampiero, Via Vivaldi, 7/9; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Trebaseleghe, Via Torino 17; dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 18.30
Piazzola sul Brenta, Via della Roggia 5 int 1; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00
oreggiola tornerà a vestirsi di festa per la sagra di Santa Croce, un appuntamento che ogni anno unisce tradizione, musica, buon cibo e la straordinaria energia della nostra comunità. Dieci giorni ricchi di iniziative per tutte le età, dove il vero protagonista è lo spirito di collaborazione che anima il paese. A fare da capofila sarà l’associazione Arca, attraverso tanti volontari che ogni anno si aggiungono. “La loro fatica, il tempo dedicato alla comunità - sottolinea il sindaco Manuela Marangon - il tempo regalato con sacrificio, traduce il loro lavoro in gioia e voglia di stare tutti insieme. Un gruppo, nato parecchi anni fa, che ha saputo fare inclusione anche attraverso la partecipazione dei figli che in quell’ambiente sono nati e cresciuti”.
“Ragazzi e ragazze che mi dicono “essere stati allattati” sotto quel capannone - continua il sindaco Marangon - e che pertanto lo vivono come fosse un po’ casa loro, oggi sono le nuove leve, i nuovi promotori della sagra di Santa Croce. L’associazione Arca si integra con il comitato genitori asilo, il gruppo volontari oratorio Don Primo Tieppo, catechismo, Acr e Scout”.
La sagra di Loreggiola Santa Croce è composta da alcune giostrine nel piazzale davanti alla chiesa di Loreggiola, da diversi appuntamenti e da un nutrito stand gastronomico, presso il campo sportivo.
Nelle giornate dal 24 aprile in poi si potrà acquistare anche il kit della manifestazione del 1° maggio, Loreggia si tinge di rosa, con la corsa podistica a carattere ludico motorio. Una manifestazione alla sua terza edizione e che sensibilizza in particolare le donne che sono state a ette da carcinoma e/o da un carcinoma al seno.
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Sociale. I bambini e ragazzi al centro della crescita della comunità
PQUANDO I GIOVANI PROGETTANO UNA CITTÀ P
iombino Dese negli ultimi anni sta costruendo una direzione molto chiara: mettere i ragazzi e i bambini al centro della vita della comunità, non come semplici destinatari di iniziative, ma come parte attiva del modo in cui il territorio cresce e si trasforma. Due episodi recenti raccontano bene questa idea, anche meglio di tante parole: da una parte la consegna dei dizionari agli alunni delle classi terze della scuola primaria, dall’altra l’inaugurazione del Parco Arcobaleno alle Meolde. Due momenti diversi, ma che sembrano parlare la stessa lingua. Nel primo caso, quello dei dizionari, non si è trattato solo di un gesto simbolico. L’Amministrazione Comunale ha incontrato i bambini insieme all’Assessore all’Istruzione Claudio Bastarolo, all’Assessore alla Cultura Ornella Marangon e alla bibliotecaria Arianna Mason, consegnando uno strumento che accompagnerà il loro percorso scolastico. Ma il messaggio è andato oltre il libro in sé: le parole non servono solo per scrivere bene, ma per scegliere come stare al mondo. Usarle bene significa imparare a costruire relazioni, a comunicare senza ferire, a dare forma ai pensieri.
E la risposta dei ragazzi ha reso tutto ancora più concreto: entusiasmo, curiosità, e persino un biglietto di ringraziamento fatto a mano, colorato, spontaneo, che ha ribaltato il rapporto istituzione–scuola in qualcosa di molto più diretto e umano. Pochi giorni dopo, lo stesso filo è riapparso nel nuovo Parco Arcobaleno alle Meolde. Un parco pensato per essere inclusivo, aperto, vissuto da tutti, ma soprattutto nato con un dettaglio che lo rende diverso da molti altri: i ragazzi non sono stati spettatori, ma hanno partecipato alla sua costruzione ideale. Hanno scelto il nome, hanno immaginato gli spazi, hanno contribuito a dare forma alle aree gioco e alla disposizione degli elementi. In pratica, una parte di quel parco porta già la loro firma, anche se non scritta. Se si guardano insieme questi due episodi, si capisce che non sono iniziative isolate. Da una parte la scuola, dall’altra lo spazio pubblico, ma in mezzo c’è la stessa idea: crescere una comunità partendo da chi la vive per primo nel futuro, cioè i più giovani. Anche perché il Comune, dentro il suo Piano degli Interventi e nelle sue politiche di programmazione del territorio, sta portando avanti una
logica di riqualificazione degli spazi e attenzione alle scuole che va proprio in questa direzione, cioè rendere il paese più a misura di persona, non solo di infrastruttura. Alla fine, quello che emerge è quasi una fotografia semplice ma potente: bambini che ricevono strumenti per imparare a leggere il mondo e, allo stesso tempo, bambini che contribuiscono
a costruire fisicamente il luogo in cui quel mondo lo vivranno. Piombino Dese si racconta così, senza grandi proclami, ma attraverso gesti concreti che parlano tutti nella stessa direzione: quella di una comunità che prova a crescere insieme ai suoi giovani, non dopo di loro.
• Elena Scapin
Karate, quasi 900 iscritti per la tappa regionale
iombino Dese. Una giornata di sport vissuta fino in fondo, dentro e fuori dal tatami. A marzo il Palazzetto dello Sport di Piombino Dese ha ospitato la terza tappa del 16esimo Campionato Regionale Veneto di karate, organizzato dalla Federazione Italiana Karate. Fin dal mattino la struttura è stata animata da atleti, tecnici e famiglie: oltre 660 atleti in gara, più di 50 giudici e quasi 900 iscritti complessivi hanno dato vita a un evento partecipato e ben strutturato. La manifestazione era parte del circuito regionale che accompagna le società per tutta la stagione agonistica e rappresentava un passaggio importante nel percorso sportivo degli atleti. Sul tatami si sono alternate le prove di kata e kumite, con competizioni suddivise per categorie e società. I risultati hanno premiato il lavoro svolto durante l’anno, ma la giornata ha messo in evidenza soprattutto l’impegno quotidiano che sta dietro a ogni prestazione. Nonostante grandi numeri, l’organizzazione ha saputo gestire l’evento con ordine e continuità, grazie a una programmazione precisa delle gare e al supporto fondamentale dello sta e dei volontari. La presenza dei vertici federali per tutta la giornata ha confermato l’importanza dell’appuntamento nel panorama regionale.
• (el.s)
Sicurezza urbana. Messi a disposizione 150 mila euro
RAFFORZATA LA RETE DI CONTROLLO
L’amministrazione comunale prosegue il proprio impegno nella sicurezza urbana, con un ra orzamento delle attività di controllo del territorio e con nuovi investimenti nel sistema di videosorveglianza. L’azione si fonda sul lavoro quotidiano della Polizia Locale e su un progressivo potenziamento degli strumenti tecnologici a supporto delle attività di prevenzione e di indagine. Nel corso del 2025 il Comando di Polizia Locale ha svolto un’intensa attività operativa: fra i principali dati si segnalano oltre 300 accertamenti in ambito anagrafico – tra iscrizioni, cancellazioni e verifiche per conto dell’u icio immigrazione della Questura di Padova, nonché 113 pratiche istruite per il rilascio di autorizzazioni e contrassegni di parcheggio
Pper persone con disabilità.
Gli agenti sono inoltre intervenuti in 34 sinistri stradali e hanno garantito con continuità i servizi di viabilità negli orari di entrata e uscita degli alunni, oltre ad attività di controllo durante il mercato settimanale del mercoledì. Accanto a queste attività, il comando è stato destinatario di 217 segnalazioni di intervento di natura amministrativa, che spaziano fra l’abbandono dei rifiuti, animali vaganti, problematiche legate alla sicurezza stradale, manutenzione del verde privato, sopralluoghi per passi carrai e specchi parabolici, notifiche e accertamenti per altri enti e autorità, accesso agli atti e numerose altre richieste provenienti dalla cittadinanza.
Un supporto sempre più rilevante alle attività
er dare avvio alla riscossione sull’investimento del Pnrr che mette a disposizione 7,5 milioni di euro e che a ianca anche il finanziamento Gse di 1 milione e 739 mila euro, per la sistemazione delle aree esterne, della nuova scuola primaria, c’è necessità della demolizione della scuola esistente che, dovrà avvenire entro giugno 26’.
Ciò implica una soluzione sullo spostamento delle classi esistenti dalle festività pasquali e fino alla fine della scuola. L’amministrazione comunale, dirigente scolastica e cittadini, hanno trovato soluzione individuando una soluzione temporanea. Ovvero, le 17 classi della primaria saranno concentrate nell’area scolastica di piazzale Fermi
Èstato individuato il responsabile dell’incidente, che si era dileguato, del danneggiamento avvenuto nei giorni scorsi in via Montello Secondo a Trebaseleghe grazie all’attività investigativa condotta dalla Polizia Locale. Secondo quanto ricostruito, il conducente del veicolo, a seguito di una fuoriuscita di strada, ha abbattuto una pianta e parte della segnaletica stradale, allontanandosi senza
di controllo e di indagine è rappresentato dal sistema comunale di videosorveglianza, recentemente implementato. L’investimento attuato attraverso un project financial ammonta ad una spesa di circa 100 mila euro consentendo così di migliorare il monitoraggio di diverse aree del territorio e di o rire un supporto concreto anche alle attività di polizia giudiziaria. E ancora. L’amministrazione comunale ha infatti programmato un intervento a rendere compatibili i diversi impianti installati negli anni, facendoli funzionare con un unico sistema gestionale. Questo consentirà di rendere più e iciente l’utilizzo degli impianti, riducendo i costi di manutenzione e migliorando la capacità operativa del sistema. Parallelamente sarà potenziato anche il
con una parte che troverà spazio nei nuovi locali della scuola secondaria, mentre alcune classi saranno ospitate in moduli prefabbricati temporanei. Si tratta di strutture già utilizzate in molti contesti scolastici e pienamente idonee allo svolgimento delle attività didattiche. I moduli saranno dotati di servizi igienici, accessibili alle persone con disabilità, impianto di climatizzazione e uscite di sicurezza. L’Amministrazione comunale quando ha incontrato i genitori degli alunni e spiegato il da farsi, precisando che ogni aspetto organizzativo è stato attentamente valutato assieme alla scuola e agli u ici competenti, come il trasporto scolastico, sicurezza degli accessi, accessibilità degli spazi ecc.
sistema dedicato alla lettura delle targhe dei veicoli, strumento particolarmente utile sia per il controllo della circolazione sia per le attività di sicurezza urbana. L’amministrazione ha previsto un ulteriore investimento di 50 mila euro, che permetterà l’installazione di otto nuove telecamere di lettura targhe e l’integrazione dei diversi dispositivi presenti sul territorio. Tra le ipotesi allo studio vi è anche la possibilità di installare nuovi dispositivi di controllo semaforico in alcune aree come quella di Fossalta, tenendo conto utili segnalazioni dei cittadini. L’obiettivo dell’amministrazione non è quello di incrementare l’attività sanzionatoria, ma di migliorare la sicurezza della circolazione e prevenire comportamenti pericolosi. L’amministrazione Zoggia che porta avanti sin da
“Siamo consapevoli che questo passaggio richieda un periodo di adattamento – ha sottolineato l’amministrazione comunale di Trebaseleghe – ma si tratta di una soluzione strettamente temporanea. Eravamo consapevoli fin dall’inizio della necessità di procedere con la demolizione dell’edificio entro le scadenze previste dal Pnrr. Allo stesso tempo abbiamo scelto di attendere il più possibile nella speranza che potesse essere concessa una proroga nei termini.
“La decisione di trasferire le classi solo negli ultimi due mesi di scuola risponde quindi alla volontà di ridurre al minimo i disagi per famiglie e studenti - spiega Antonella Zoggia, sindaco di Trebaseleghe - e allo
sempre il concetto di sicurezza come migliore qualità di vita, punta sulle attività della Polizia Locale come primo investimento. “I progetti di cui stiamo parlando, vanno nella direzione di una sicurezza concreta e sempre più di usa. Non puntiamo ad una logica repressiva, ma a dei strumenti che ci consentano di prevenire i problemi, migliorare il controllo del territorio e garantire ai cittadini una maggiore tutela, ma allo stesso tempo, di essere sempre più e icienti ed e icaci, ovvero, più veloci e precisi nello scovare ed imputare le varie irregolarità” spiega il primo cittadino di Trebaseleghe, Antonella Zoggia.
stesso tempo contenere la spesa pubblica, rispettando però le scadenze che sono vincolanti, per non perdere i finanziamento del del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. In definitiva - conclude il primo cittadino - la nuova scuola primaria, insieme alla nuova secondaria di primo grado, darà vita a un campus scolastico moderno e integrato, pensato per rispondere alle esigenze della didattica contemporanea e o rire alla comunità spazi educativi più sicuri, funzionali e sostenibili, pronto per il prossimo anno scolastico di settembre 26’”.
•(e.s.)
informare le autorità. Determinante, ai fini dell’identificazione, si è rivelato il nuovo sistema di videosorveglianza urbana, recentemente entrato in funzione, che ha consentito di registrare in più occasioni il transito del mezzo coinvolto. Il sistema, gestito dalla Polizia Locale di Trebaseleghe, è stato utilizzato in modo e icace e puntuale. Identificato il responsabile, si procederà ora con la richiesta di risarcimento dei
danni. “I danneggiamenti alle infrastrutture e alla segnaletica stradale comportano ogni anno costi rilevanti per le casse comunali - sottolinea Federico Cazzaro consigliere delegato alla Sicurezza e alla Polizia Locale - spesso, di icilmente recuperabili proprio a causa della mancata individuazione dei responsabili”. “In tale prospettiva, il nuovo sistema di controllo della viabilità rappresenta uno strumento fondamentale per
la tutela del patrimonio pubblico e per il contenimento della spesa. Oltre alla tecnologia, oggi indispensabile, confidiamo nel senso di responsabilità di tutti gli utenti della strada e in caso di sinistro, di segnalarlo all’u icio tecnico comunale, ovvero alla Polizia Locale”. Conclude Federico Cazzaro consigliere delegato.
• (e.s.)
• Endrius Salvalaggio
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Utuizione di Oscar Luisetto. Dietro ad ogni gesto di riciclo ci sono valori: rispetto per la Terra, responsabilità verso le generazioni future.
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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto
Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.
Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello
stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-
Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per
ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.
L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia
TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO
ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO
Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?
Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?
Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni
proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.
Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?
Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente
del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?
L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.
I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?
È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole
20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso
di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?
Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.
Lucas Pavanetto
I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti
Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto
Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?
Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.
Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.
Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.
Avete scelto di non aumentare l’addizio-
nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?
La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?
Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.
Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza
“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”
Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?
L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.
Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?
Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.
Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?
Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.
Il trasporto su gomma appare oggi molto
frammentato. Come intendete riorganizzarlo? Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?
Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.
• (R.R.)
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Filippo Giacinti
Diego Ruzza
CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO
“Noi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce
in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto. “Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.
“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro
nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli
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ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù
degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.
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• Alberto Gottardo
La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin
Il libro. “Perseveranza” è il nuovo romanzo della scrittrice e giornalista padovana, una storia disturbante e a ascinante
IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI
“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”
Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.
“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.
“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?
L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.
La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?
Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,
intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.
Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?
Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,
chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale
che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?
Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,
ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.
Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare?
Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.
• Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola crescono insieme
DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO
CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI
Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole
Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-
mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.
Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.
Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un
percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.
A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi
gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente
anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.
Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord
Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al
rispetto dell’ambiente.
Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).
La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.
Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.
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Padova, nuova governance per la sanità: Fortuna ridisegna i vertici dell’Azienda ospedaliera
Nominati i nuovi direttori: Carla Destro alla sanità, Fabio Perina confermato all’amministrazione, Paolo Simioni alla guida della ricerca
Si completa il nuovo assetto ai vertici dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. Con l’insediamento del direttore generale Paolo Fortuna, prende forma la squadra che guiderà uno dei poli sanitari più rilevanti del Veneto, tra continuità e nuove nomine. Il primo tassello riguarda la direzione sanitaria, affidata alla dottoressa Carla Destro, che succede al dottor Michele Tessarin.
Per Destro si tratta di un ritorno a Padova dopo l’esperienza maturata all’Ulss 5 Polesana, dove ha ricoperto un ruolo chiave nella direzione medica ospedaliera e nella gestione del rischio clinico. Un profilo tecnico e gestionale che punta a rafforzare l’organizzazione dei servizi e la qualità dell’assistenza.
Nel segno della continuità, invece, la scelta sul fronte amministrativo: Fabio Perina resta al suo posto, incarico che ricopre dal marzo 2021. Una conferma che garantisce stabilità nella gestione economica e organizzativa dell’azienda, in una fase di trasformazione e rilancio.
Il terzo pilastro della nuova governance è rappresentato dal professor Paolo Simioni, nominato direttore scientifico per i prossimi quattro anni. Succede al professor Paolo Navalesi e porta con sé un profilo di alto livello nel panorama della medicina padovana e nazionale. Il suo incarico sarà centrale per il coordinamento della ricerca e per il rafforzamento del legame tra attività clinica e innovazione scientifica. La nuova squadra delineata da Fortuna mette insieme competenze consolidate e nuove energie, con l’obiettivo di affrontare le sfide della sanità contemporanea: dalla gestione delle liste d’attesa al potenziamento della medicina territoriale, fino allo sviluppo della ricerca e dell’alta specializzazione.
Un equilibrio tra esperienza e rinnovamento che punta a consolidare il ruolo strategico di Padova nel sistema sanitario regionale e nazionale, rafforzando un modello capace di coniugare assistenza, didattica e ricerca.
Ulss 6 Euganea, nuova direzione strategica: integrazione, trasparenza e visione i pilastri
Integrazione, trasparenza e visione. Sono questi i tre assi su cui si fonda la nuova Direzione Strategica dell’Ulss 6 Euganea, presentata dal direttore generale Patrizia Benini. Una squadra rinnovata che guiderà l’azienda sanitaria più grande del Veneto, con un bacino di quasi un milione di abitanti, quattro ospedali e una rete articolata tra distretti e servizi territoriali.
Accanto alla direttrice generale entrano due nuovi direttori: Elena Debora Toffanello, 48 anni, geriatra con esperienza sia ospedaliera che territoriale, nominata Direttore Sanitario, e Francesco Favretti, 62 anni, statistico con una lunga carriera nella gestione amministrativa in ambito sanitario, scelto come Direttore Amministrativo. Confermato invece Stefano Vianello nel ruolo di Direttore Socio-Sanitario.
La nuova governance punta su un equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità economica. Toffanello avrà il compito di coordinare l’attività sanitaria complessiva, dall’ospedale alla prevenzione, fino alle cure primarie e pal-
liative, con un ruolo chiave nello sviluppo della medicina territoriale e nell’organizzazione delle case e degli ospedali di comunità. Favretti sarà invece chiamato a garantire la tenuta dei conti e la pianificazione finanziaria, governando risorse umane, approvvigionamenti, sistemi informativi e logistica, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo dell’azienda in un contesto di crescente complessità. Resta centrale il ruolo di Vianello, ponte tra sanità e sociale, con la responsabilità dell’integrazione tra prestazioni sanitarie e assistenza sociale e il coordinamento dei servizi dedicati ad anziani, disabili, minori e famiglie, oltre alle aree della psichiatria e delle dipendenze. Una squadra che, nelle intenzioni della direzione, dovrà rafforzare la collaborazione interna e il dialogo con i territori, in particolare con i Comuni, anche in vista dell’avvio degli Ambiti Territoriali Sociali, tassello chiave della riorganizzazione dei servizi sul territorio.
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Sara Busato
Francesco Favretti, Elena Debora To anello, Patrizia Benini, Stefano Vianello
Il DG Paolo Fortuna delinea la strategia: potenziare l’eccellenza dell’Azienda Ospedale Università e migliorare la rete territoriale.
Sanità a Padova, la reingegnerizzazione al centro del nuovo modello
La direttrice indicata è la reingegnerizzazione, intesa come trasformazione profonda dell’organizzazione sanitaria basata su tre pilastri: assistenza e presa in carico, ricerca e formazione, innovazione tecnologica e digitalizzazione. A delineare questo percorso è il direttore generale Paolo Fortuna, che ha tracciato le linee di sviluppo dell’Azienda Ospedale Università di Padova, confermandone il ruolo di polo di eccellenza e attrattore per pazienti da tutto il Veneto e dall’Italia, grazie anche all’elevato volume di prestazioni. Parallelamente, la strategia punta a rafforzare la qualità della sanità sul territorio, valorizzando gli ospedali della rete. In questo quadro rientrano la concentrazione di attività specialistiche, come dialisi e riabilitazione cardiologica e ortopedica al Sant’Antonio, e il consolidamento della collaborazione con Cittadella, Camposampiero, Schiavonia e Piove di Sacco. La reingegnerizzazione implica anche un cambiamento culturale, orientato a guidare i citta-
dini verso un utilizzo più appropriato dei servizi, riducendo i tempi di accesso e migliorando l’efficacia delle cure, anche in vista del nuovo policlinico di Padova est. Centrale resta inoltre la capacità di attrarre e trattenere professionisti sanitari, in un contesto segnato da carenza di personale. Tra le priorità individuate figurano il rinnovamento organizzativo, la digitalizzazione con attenzione alla cybersicurezza, la sostenibilità e l’ascolto. L’obiettivo è anticipare i bisogni e adattare l’offerta, mantenendo un equilibrio tra eccellenza ospedaliera e sviluppo della rete territoriale.
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Dottor Claudio Pilerci nuovo Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea
Un ruolo cruciale nel coordinamento delle strutture ospedaliere per migliorare l’efficienza e la qualità delle cure
Il dottor Claudio Pilerci, classe 1965, è stato nominato Direttore della Funzione Ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assumendo un ruolo chiave nell’organizzazione sanitaria dell’azienda. Dal 1° settembre 2023, Pilerci ricopriva il ruolo di Direttore medico dell’Ospedale di Piove di Sacco. Ora, con il nuovo incarico, sarà responsabile del coordinamento delle Direzioni dei quattro presidi ospedalieri aziendali (Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Schiavonia), per garantire il buon funzionamento delle attività sanitarie, l’efficienza delle strutture ospedaliere e la qualità delle cure offerte. La nomina, formalizzata con la firma del contratto con il Direttore Generale dell’Ulss 6, dott.ssa Patrizia Benini, segna un nuovo
capitolo nella carriera del dottor Pilerci, che ha alle spalle un ampio percorso formativo e professionale. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1991 e specializzato in Igiene e Medicina Preventiva, ha completato nel 2004 un Executive Master in Management delle Aziende Sanitarie presso l’Università Bocconi di Milano e nel 2022 ha conseguito un titolo per il supporto all’attuazione del PNRR in Regione Veneto.
Il dottor Pilerci ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui quello di Direttore della Direzione Programmazione Sanitaria - LEA in Regione Veneto dal 2021 al 2023. Ora, con il nuovo incarico, porterà la sua esperienza per ottimizzare l’intera rete ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, assicurando una gestione integrata e una migliore presa in carico dei pazienti, con un forte coordinamento tra ospedali e territorio. L’obiettivo è quello di garantire una sanità più efficiente e orientata alla qualità delle cure.
Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture
Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati.
L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.
Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo, anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.
I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento. Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il con-
senso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.
Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza. I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.
La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione
la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.
I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.
Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre
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Istituto Oncologico Veneto. Rafforzata la rete di collaborazioni internazionali per innovare i percorsi di cura
IOV protagonista in Europa: alleanze strategiche per rivoluzionare ricerca e cure oncologiche
L’Istituto Oncologico Veneto IRCCS consolida il proprio ruolo nel panorama europeo della sanità e della ricerca, rafforzando una rete di collaborazioni internazionali che punta a innovare le cure oncologiche e migliorare concretamente la vita dei pazienti.
La novità più significativa arriva nel 2026, con l’ingresso in EUREGHA, il network che riunisce le autorità sanitarie regionali e locali europee. Una scelta strategica che consente allo IOV di dialogare direttamente con le istituzioni dell’Unione Europea e contribuire alla definizione delle politiche sanitarie, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità e dell’innovazione.
Non meno rilevante è l’impegno nella rete nazionale APRE, di cui lo IOV è parte da oltre quindici anni, a supporto della partecipazione italiana ai programmi europei di ricerca e innovazione.
Accanto a queste collaborazioni, l’Istituto è attivo in numerosi network scientifici di alto profilo, tra cui EURADOS, MELODI, EARMA, ESTRO ed ELBS.
«L’ingresso in EUREGHA e il consolidamento della nostra presenza nelle principali reti europee rappresentano un passaggio strategico», sottolinea la direttrice generale Patrizia Simionato. «Essere parte attiva di oltre dieci network internazionali significa contribuire alle politiche sanitarie europee e garantire ai pazienti modelli di cura sempre più avanzati e sostenibili».
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Ma il percorso internazionale dell’Istituto parte da lontano. Dal 2010, infatti, lo IOV è membro di OECI, una delle principali reti oncologiche europee. Un contesto in cui vengono condivisi modelli avanzati di cura, promossa la ricerca traslazionale e facilitato l’accesso ai finanziamenti comunitari. L’obiettivo è ambizioso: ridurre le disuguaglianze e garantire standard sempre più elevati nell’assistenza ai pazienti oncologici.
Sul fronte dell’innovazione digitale, dal 2023 l’Istituto partecipa a DIGICORE, piattaforma strategica che punta a migliorare la qualità e l’integrazione dei dati sanitari. Un passaggio cruciale per sviluppare nuove metodologie di ricerca e rendere più efficiente l’utilizzo delle tecnologie nella pratica clinica.
Il progetto
Sulla stessa linea il direttore scientifico Antonio Rosato, che evidenzia il valore della dimensione internazionale: «Oggi è imprescindibile per una ricerca di qualità. Queste collaborazioni permettono di sviluppare studi multicentrici e accelerare il trasferimento delle innovazioni dalla ricerca alla pratica clinica».
Una strategia che rafforza il profilo dello IOV come centro di riferimento internazionale, capace di integrare ricerca, tecnologia e assistenza. Con un obiettivo chiaro: trasformare la cooperazione europea in cure sempre più efficaci per i pazienti oncologici.
“Stai Bene” entra
nella fase 4.0
Dalla presa in carico alla misurazione dell’impatto delle cure. Al Centro di Oncoematologia Pediatrica dell’Azienda Ospedale-Università di Padova evolve il progetto “Stai Bene”, nato nel 2021 su iniziativa della direttrice Alessandra Biffi e sostenuto da AIL Padova. Da agosto 2025 il programma è entrato nella nuova fase “Stai Bene 4.0 – Misuriamo l’impatto!”, con l’obiettivo di valutare in modo strutturato gli effetti delle cure integrate sulla qualità della vita dei pazienti più giovani. Il modello, ormai consolidato, mette in rete ospedale, domicilio e territorio, accompagnando bambini e adolescenti con patologie onco-ematologiche lungo tutto il percorso terapeutico. In quattro anni sono stati coinvolti oltre 300 pazienti e le loro famiglie, con più di 15mila interventi e un tasso di adesione superiore al 97%.
La nuova fase segna un passaggio decisivo: non solo assistenza, ma anche misurazione degli esiti in termini di benessere, recupero della quotidianità e reinserimento sociale. Stai Bene 4.0 introduce inoltre strumenti tecnologici avanzati, come realtà virtuale e teleriabilitazione, integrati in un approccio multidisciplinare che comprende supporto psicologico, attività motoria, nutrizione e percorsi di rientro a scuola. Il progetto è sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da AIL Nazionale e dalla sezione padovana dell’associazione, e proseguirà fino al 31 gennaio 2027.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare un’esperienza locale in un modello replicabile su scala nazionale, capace di ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare i percorsi di cura nei centri di oncoematologia pediatrica italiani.
Intervento innovativo a Padova: curata con un robot una rara malattia
L’équipe dell’Unità operativa di Chirurgia toracica dell’Azienda, diretta dal professor Andrea Dell’Amore, ha eseguito per la prima volta nella regione – e tra le primissime esperienze a livello nazionale – l’asportazione della prima costa con tecnica robotica. L’operazione è stata effettuata per trattare la cosiddetta sindrome dello stretto toracico superiore, una patologia invalidante che colpisce soprattutto i giovani. Si tratta di un problema legato alla compressione di nervi e vasi sanguigni nella zona tra collo e spalla, che provoca forti dolori alle braccia, spesso accentuati da alcuni movimenti, e può compromettere in modo significativo la vita quotidiana e lavorativa.
Se non curata, la malattia può portare nel tempo a complicazioni serie, come la formazione di coaguli nel sangue, problemi alla circolazione e una progressiva perdita di forza muscolare negli
arti superiori. Nonostante ciò, resta una condizione ancora poco riconosciuta: i sintomi iniziali, poco specifici, vengono spesso scambiati per problemi alla colonna cervicale o infiammazioni dei tendini della spalla. L’intervento realizzato dall’équipe veneta rappresenta l’avvio di un programma strutturato che punta sull’utilizzo della chirurgia robotica. Una scelta che consente operazioni meno invasive, con minore dolore per il paziente e tempi di recupero più rapidi, oltre a degenze più brevi. Grazie al supporto del robot, il chirurgo può lavorare con una visione più precisa e dettagliata delle strutture coinvolte, riducendo il rischio di complicazioni dopo l’operazione. Un cambiamento significativo rispetto alle tecniche del passato, che richiedevano interventi più estesi e invasivi per risolvere una patologia che oggi può essere affrontata in modo più semplice ed efficace
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