del Camposampierese Est
DAL 1994
AGOSTO 2026
Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 165
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Sicurezza idraulica: stanziati dalla Regione 737 mila euro del Genio Civile per i fiumi padovani
Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia
Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale
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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto
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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.
ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO IL CAMPOSAMPIERESE RISPONDE A DUE FORME DIVERSE DI SOLITUDINE servizi alle pag. 4-5
MASSANZAGO, ULTIMI INTERVENTI PER COMPLETARE I CANTIERI
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I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE
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pag. 25
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segue a pag. 19
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI
numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti. segue a pag. 3
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del Camposampierese Est
TREBASELEGHE SI PREPARA ALLA FIERA DEI MUSSI
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l simbolo dell’antica Fiera dei Mussi risalta ora sulla casetta del parco, in vista dell’842esima edizione della storica manifestazione. Il simbolo più identitario di Trebaseleghe, il “musso”, torna a farsi vedere in città grazie all’entusiasmo e alla creatività dei ragazzi di “Ci Sto? Affare Fatica!”, protagonisti del progetto dedicato alla cittadinanza attiva giovanile. L’intervento più significativo di quest’anno ha riguardato il Parco Draganziolo, dove i giovani hanno completamente sistemato e riverniciato la casetta esterna, realizzando a mano un grande “musso”, simbolo storico di Trebaseleghe e dell’antica Fiera dei Mussi, affiancato dallo stemma comunale. Un’opera che assume un significato ancora più speciale mentre la città ci si prepara a vivere l’842esima edizione dell’antica Fiera dei Mussi, in programma tra la fine di agosto e l’8 settembre. Grazie ai ragazzi volontari, sono stati inoltre riverniciati la casetta interna del parco, che ospita i servizi e il punto ristoro, tutti i tavoli e le panchine dell’area verde, le parti in legno delle giostrine ed è stata effettuata una raccolta dei rifiuti, restituendo uno spazio pubblico più curato e accogliente per tutta la cittadinanza. “I risultati ottenuti dimostrano come ai giovani viene data fiducia e l’opportunità di mettersi in gioco - affermano il sindaco Antonella Zoggia e il consigliere delegato alle Politiche giovanili Riccardo Zorzetto - sappiano rispondere con entusiasmo, responsabilità e creatività. Il “musso”, realizzato al parco Draganziolo non è soltanto un bellissimo disegno pensato e voluto da loro per coprire un graffito realizzato dai vandali di qualche mese fa, ma rappresenta il legame dei ragazzi con la storia e le tradizioni di Trebaseleghe. È un segno concreto del loro impegno per il bene comune e un messaggio di appartenenza che accompagna l’avvicinarsi dell’antica Fiera dei Mussi”. A conclusione delle attività, i partecipanti hanno ricevuto l’attestato di impegno e il tradizionale “buono fatica” del valore di 50 euro, riconoscimento previsto dall’iniziativa per premiare il tempo dedicato alla cura dei beni comuni.
Tutto pronto per l’842esima edizione in programma dal 28 agosto all’8 settembre
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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI • Nicola Stievano Segue da pag. 1
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i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:
la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.
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• Endrius Salvalaggio
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Questa edizione raggiunge le zone di Borgoricco, Camposampiero, del Camposampierese Est Loreggia, Massanzago, Piombino Dese e Trebaseleghe per un numero complessivo di 14.277 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia è una testata giornalistica di proprietà di Srl n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199 Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino
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Chiuso in redazione il 7 agosto 2026
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Giovani e anziani/1. Servizio continuativo che unisce assistenza nutrizionale e vicinanza umana
PASTI A DOMICILIO: A TREBASELEGHE CONTINUA L’ASSISTENZA ANCHE DURANTE L’ESTATE A nche durante i mesi estivi prosegue senza interruzioni il servizio di consegna dei pasti a domicilio promosso dal Comune di Trebaseleghe, un’iniziativa pensata per garantire un sostegno concreto agli anziani e alle persone che, per età o condizioni di salute, incontrano difficoltà nella preparazione dei pasti quotidiani. Un servizio che, soprattutto nel periodo estivo, quando il caldo e l’isolamento possono accentuare le situazioni di fragilità, rappresenta un importante punto di riferimento per numerose famiglie. Attualmente sono una ventina gli utenti che usufruiscono del servizio, reso possibile grazie alla collaborazione tra il Comune, la Casa Don Orione e l’associazione di volontariato Alidor. Ogni giorno i pasti vengono preparati dalla cucina della Casa Don Orione nel pieno rispetto delle normative igienico-sanitarie e delle esigenze nutrizionali degli utenti, comprese le diete speciali prescritte per motivi di salute. La consegna viene effettuata da una decina di volontari dell’associazione Alidor, che con costanza e disponibilità raggiungono le abitazioni delle persone assistite. Il loro contributo va ben oltre la semplice distribuzione del pranzo: spesso la consegna diventa anche un’occasione
di dialogo, un momento di vicinanza umana che contribuisce a contrastare la solitudine e a mantenere un contatto diretto con gli anziani più fragili. Proprio questo aspetto rappresenta uno dei punti di forza del servizio. La presenza quotidiana dei volontari consente infatti di cogliere tempestivamente eventuali situazioni di difficoltà o di disagio, segnalando ai servizi competenti possibili criticità e offrendo un’importante rete di attenzione nei confronti delle persone che vivono sole. Il servizio è stato fortemente sostenuto dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonella Zoggia, che ha voluto consolidare un’iniziativa capace di coniugare assistenza sociale, prossimità e volontariato. Per accedere al servizio è necessario presentare domanda ai Servizi Sociali del Comune, che valutano le richieste e l’inserimento degli utenti. È previsto il pagamento di una quota fissa a carico del beneficiario. “Ho voluto fortemente il mantenimento e il potenziamento di questo servizio perché rappresenta una risposta concreta ai bisogni delle persone più fragili della nostra realtà”, dichiara l’assessore alle Politiche sociali Rosanna Trevisan. “Desidero ringraziare i volontari dell’associazione Alidor, la
Casa Don Orione e tutti coloro che collaborano quotidianamente per garantire questa importante attività. Non si tratta soltanto di consegnare un pasto caldo: ogni visita è anche un’occasione per scambiare due parole, verificare come stanno le persone e intercettare eventuali situazioni di difficoltà o di solitudine. È una forma di vicinanza che ha un grande valore umano e sociale e che rende il nostro territorio ancora più attento ai bisogni degli anziani”. In un periodo dell’anno in cui molti
servizi rallentano la propria attività, la continuità della consegna dei pasti a domicilio conferma l’attenzione dell’Amministrazione comunale verso le fasce più deboli della popolazione e il ruolo fondamentale svolto dal volontariato locale, capace ogni giorno di trasformare un gesto semplice come la consegna di un pranzo in un prezioso momento di cura e di relazione. • Sara Busato
Oltre 17mila anziani veneti soli: la spesa, la fila, la sedia vuota
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l carrello della spesa trascinato da soli il martedì mattina, la fila allo sportello per pagare una bolletta, la sedia vuota accanto nella sala d’attesa del medico di base. Sono i gesti quotidiani di oltre 17mila veneti con più di 75 anni che vivono in completo isolamento: nessun figlio, parente, amico o vicino su cui poter contare. Il dato emerge da un’indagine Istat elaborata sui numeri del 2023 e pubblicata lo scorso febbraio, e a rilanciarlo è lo Spi Cgil del Veneto, che chiede alle istituzioni interventi concreti. Non si tratta di una categoria omogenea. Molti di questi anziani sono autonomi: escono di casa, sbrigano le incombenze fiscali, si presentano da soli agli appuntamenti sanitari. Ma anche per loro un
ricovero, una visita ospedaliera o un imprevisto domestico possono trasformarsi in un ostacolo insormontabile, perché manca chiunque possa accompagnarli o farsi carico del dopo. Per chi invece non è autosufficiente, la solitudine diventa una difficoltà quotidiana, aggravata — nei casi più fragili — da ristrettezze economiche che non consentono di pagarsi un’assistenza adeguata. C’è poi una geografia dell’isolamento. La solitudine pesa di più nelle città medio-grandi, dove il 3,5 per cento degli over 75 non ha nessuno intorno, contro il 2,5 per cento dei piccoli comuni e delle zone rurali, dove le relazioni di prossimità nascono con più facilità. Di fronte a questi numeri, il
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sindacato dei pensionati della Cgil chiede a ogni Comune, grande o piccolo, di censire e monitorare gli anziani soli del proprio territorio, e alle istituzioni pubbliche di coordinare una rete di solidarietà che non lasci nessuno nella condizione di sentirsi abbandonato. Le risorse dei bilanci comunali non sempre bastano a coprire tutti i bisogni, ma alcune risposte costano poco: una rete sociale tra residenti, esperienze di co-abitazione, l’accoglienza di studenti in casa, un animale da compagnia che tenga viva la giornata. Restano poi i centri per anziani, con le loro attività contro l’isolamento, e — per le amministrazioni con maggiori disponibilità — un servizio di
monitoraggio con visite a domicilio o contatti telematici periodici. Perché quel carrello della spesa, la fila allo sportello, la sedia in sala d’attesa smettano di essere gesti da affrontare sempre e soltanto da soli. • (S.B.)
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5 Giovani e anziani/2. Dopo i soggiorni estivi per la terza età l’appuntamento “Noi con voi”
CAMPOSAMPIERO VICINO A CHI E’ FRAGILE E NON PUO’ CONTARE SU UNA RETE DI SOSTEGNO
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a difficoltà non è soltanto preparare il pranzo. Per molte persone anziane o con disabilità, soprattutto quando manca una rete familiare, anche garantire ogni giorno un pasto completo può diventare un problema. È a questa forma di fragilità, spesso accompagnata dalla solitudine, che il Comune di Camposampiero prova a rispondere con il nuovo servizio di pasti sociali a domicilio. L’iniziativa è rivolta ai residenti che, anche temporaneamente, non sono in grado di cucinare autonomamente a causa di una malattia, di un’infermità o di un periodo di convalescenza. Persone che vivono sole o che non possono contare sulla presenza quotidiana di familiari in
grado di aiutarle. “Sono molte le persone anziane e disabili adulte che, anche solo per un periodo limitato, non riescono a provvedere alla preparazione del pasto” – spiega la assessora alle Politiche sociali Roberta Scantamburlo –. Abbiamo voluto consentire loro di riceverlo direttamente a domicilio, continuando a rimanere nelle proprie abitazioni, mantenendo le consuete abitudini di vita e potendo contare su un’alimentazione quotidiana adeguata. Il servizio interviene così in uno dei punti più delicati della vita degli anziani soli: la possibilità di restare nella propria casa anche quando le autonomie iniziano a ridursi. La mancanza di un aiuto familiare,
infatti, può trasformare una difficoltà temporanea in un ostacolo alla gestione della quotidianità. A risentirne possono essere proprio le necessità più semplici, a cominciare dalla preparazione dei pasti. La gestione è stata affidata alla cooperativa Cirfood, che si occupa della prenotazione, della preparazione e della consegna a domicilio. Il servizio è disponibile per tutti i cittadini residenti nel Comune di Camposampiero, con il costo interamente a carico degli utenti. Il pasto comprende un primo, un secondo, un contorno, frutta, pane e acqua. Le consegne vengono effettuate dal lunedì al venerdì al prezzo di 9 euro. È possibile richiedere anche la formula della «giornata alimentare», proposta al costo di 15,16 euro. Per informazioni ci si può rivolgere al Servizio sociale del Comune, mentre le prenotazioni devono essere effettuate direttamente con Cirfood, telefonando al numero 049 0998598. L’amministrazione comunale ha avviato in questi giorni una campagna informativa attraverso il sito istituzionale, i canali social e la distribuzione di locandine negli uffici dell’ente. Informazioni vengono fornite anche direttamente dall’Ufficio sociale e dai Servizi sociali, con l’obiettivo di raggiungere le persone che potrebbero
avere bisogno del servizio e le famiglie che le assistono. Il progetto si inserisce in un programma più ampio rivolto alla popolazione anziana, nel quale la risposta ai bisogni materiali si accompagna alla promozione delle occasioni di incontro. Nei giorni scorsi si sono conclusi i soggiorni estivi in montagna per gli ultrasessantacinquenni, organizzati insieme ad altri quattro Comuni del territorio. Il prossimo appuntamento sarà invece
«Noi con voi», una giornata trascorsa insieme tra visita turistica, messa in un santuario e pranzo. La destinazione scelta per quest’anno è Palmanova. Un’iniziativa che, accanto al nuovo servizio dei pasti, punta a contrastare un altro rischio della terza età: quello di affrontare da soli le difficoltà della vita quotidiana. • Sara Busato
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Giovani soli davanti alle scelte, a Massanzago arrivano i colloqui gratuiti
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i può essere circondati da persone, avere molti contatti sul telefono e sentirsi comunque soli. Per tanti giovani la solitudine non coincide con l’assenza fisica degli altri, ma con la difficoltà di trovare qualcuno con cui condividere dubbi, paure e decisioni sul futuro. È in questo spazio che si inserisce “Di scelta in scelta”, il servizio di orientamento gratuito attivato anche per i residenti di Massanzago tra i 14 e i 35 anni. Il progetto offre colloqui individuali e personalizzati a chi deve scegliere cosa fare dopo la scuola, l’università o un percorso Its, pensa di cambiare indirizzo oppure cerca un lavoro, un tirocinio, un’esperienza all’estero o un’opportunità di Servizio civile. Non è uno sportello psicologico e non nasce espressamente contro l’isolamento, ma può diventare un primo punto di ascolto per chi rischia di affrontare da solo una fase di incertezza. Il tema è stato rilanciato a maggio dal Csv di Padova e Rovigo, che ha richiamato un’indagine europea condotta nel 2022 su oltre 20 mila cittadini. Il 13% dei giovani intervistati si dichiarava molto solo, mentre la quota superava un terzo considerando chi provava questa
condizione almeno qualche volta. La fine degli studi aumenterebbe di tre punti il rischio di solitudine, la perdita del lavoro di sette. Numeri che non descrivono direttamente Massanzago, dove non risulta una rilevazione comunale del fenomeno, ma aiutano a leggere il valore del nuovo servizio. Per i ragazzi significa poter incontrare un’operatrice, conoscere le opportunità del territorio e costruire con maggiore consapevolezza il proprio percorso. Perché, davanti a una scelta, il primo bisogno può essere quello di non sentirsi soli. • (S.B.)
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BORGORICCO
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Seconda edizione. Premiati i migliori scatti tra 48 partecipanti e 264 fotografie
GRANDE SUCCESSO NEL CONCORSO FOTOGRAFICO “SILVANO COLETTO” S i è tinta di emozione, creatività e grande partecipazione la serata di mercoledì 15 luglio, quando il Teatro “Aldo Rossi” di Borgoricco ha aperto le porte per la cerimonia conclusiva della seconda edizione del concorso fotografico “Silvano Coletto”. Una serata speciale interamente dedicata all’arte dello scatto, nata per rendere omaggio alla memoria e all’eredità umana e artistica di Silvano Coletto. Per oltre sessant’anni, Coletto ha raccontato la realtà con uno sguardo attento, curioso e profondamente sensibile. La seconda edizione del concorso ha registrato un’adesione straordinaria,
confermando la crescita e il valore culturale dell’iniziativa. A testimoniarlo sono i numeri dell’edizione 2026 con 48 partecipanti, 264 fotografie presentate, 2 temi di gara, 2 categorie concorsuali e oltre 300 votanti per la giuria popolare. I premiati nella serata per la categoria Giovanissimi, la 1° classificata è stata Emily Fratin – con “L’ombra del tempo”, la 2° classificata è stata Enada Kumrija con “Luce tra i pioppi” ed la 3° classificata è stata Ada Rettore con “Vite ordinate”. Sul Tema Libero, la 1° classificata è stata Annabelle Fiorin con “L’uroboro siamo noi”. Per la categoria Giovani e Adulti dal
tema tradizioni contadine e paesaggio rurale del Veneto il 1° classificato è stato Davide Gasparini con “Senza titolo”, il 2° classificato è stato Oscar Cavallaro con “Marginalità”, mentre il 3° classificato è stato Francesco Latilla con “Lupo di mare, Elisa Crestani con “Stalle e campagne. Tema Libero, con il 1° Classificato Nicola Bugin con “M31 Galassia di Andromeda”. “La buona riuscita di un evento di tale portata è il risultato di un importante lavoro di squadra. Un sentito ringraziamento va alla famiglia di Silvano Coletto, per aver condiviso e sostenuto questo progetto. Un ringraziamento va ai componenti della
giuria: Pierluigi Rizzato, Lisa Marinetto e Cristian Bosa, agli amici della cultura e all’ufficio cultura, nonché a tutte le persone che hanno collaborato con dedizione all’organizzazione dell’evento. Un grazie davvero speciale va a tutte le
fotografe e a tutti i fotografi partecipanti. Ognuno di loro ha portato una storia” dichiarano il sindaco Gianluca Pedron e l’assessore alla Cultura Gabriella Boesso. • Endrius Salvalaggio
ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE NEGLI EDIFICI COMUNALI
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ei mesi scorsi, il comune di Borgoricco ha realizzato una serie di interventi diretti all’abbattimento delle barriere architettoniche oltre a far favorire l’accessibilità a tutta l’utenza nei vari edifici comunali. Prova ne sono il nuovo ascensore installato presso la scuola elementare “A. Locatelli” di Borgoricco e una nuova rampa di accesso esterna presso la palestra della scuola elementare “T. Mazzonetto” a San Michele delle Badesse. I due interventi si configurano all’interno di un programma che pone come obbiettivo
l’inclusione e l’accessibilità, che l’amministrazione comunale di Borgoricco sta portando avanti da diversi anni. Gli interventi sono costati complessivamente 122.500,00 euro di cui rispettivamente 118.467,02 euro relativi all’ascensore e 4.032,98 euro per la rampa di accesso. I lavori sono stati terminati il mese scorso, come prestabilito contrattualmente. “Il costo delle opere è stato sostenuto dal comune di Borgoricco con risorse proprie per 13.720,00 euro, mentre la restante quota pari ad 108.780,00 euro è stata finanziata dalla Regione Veneto attraverso un
contributo assegnato al comune, a seguito della partecipazione ad un bando relativo al fondo per l’inclusione delle persone con disabilità di cui all’art. 34, comma 1, del D.L. 22 marzo 2021, nr. 41 - linea A1. Credo che come amministrazione comunale, abbiamo fatto un passo avanti per tutti, una vittoria per tutta la comunità e l’utenza che frequenta quotidianamente questi appositi spazi”. Scandisce il primo cittadino di Borgoricco, Gianluca Pedron. • (E.S.)
QUARANT’ANNI DI SPARTUM, L’AMMINISTRAZIONE PREMIA LA PRESIDENTE GIOVANNA ZANDARIN
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el corso della seduta del Consiglio Comunale di qualche settimana fa, l’amministrazione comunale di Borgoricco ha voluto rendere omaggio a Ginnastica e Danza Spartum A.S.D. e A.P.S., consegnando una targa alla presidente Giovanna Zandarin in occasione del 40mo anniversario di fondazione dell’associazione. Nata nel 1985, Spartum rappresenta da quattro
decenni un punto di riferimento per la promozione della ginnastica e della danza nel territorio, formando generazioni di atleti e conseguendo importanti risultati a livello regionale e nazionale. Accanto all’attività sportiva, l’associazione ha saputo ampliare il proprio impegno a favore della comunità e la scelta di diventare anche Associazione di Promozione Sociale (A.P.S.), ha infatti
consentito di sviluppare iniziative rivolte all’inclusione e al sostegno delle famiglie, tra cui il progetto di doposcuola “Oltre la Campanella”, realizzato grazie alla collaborazione di educatrici, psicologhe e operatori qualificati. “Con questo riconoscimento - l’amministrazione comunale - ha voluto esprimere la propria gratitudine a Giovanna Zandarin e a tutti i dirigenti, istruttori, volontari, atleti e
famiglie che, con passione e dedizione, hanno contribuito in questi quarant’anni a fare di Spartum una realtà sportiva e sociale di grande valore per Borgoricco”.
Ginnastica e Danza Spartum A.S.D. e A.P.S opera in diversi ambiti, precisamente si occupa di: ginnastica artistica e ritmica; hip hop, danze caribiche, propedeutica & psicomotricità, pilates & ginnastica per adulti, calisthenics, fitness & personal training e servizi alla famiglia presso il centro Tomasoni. • (E.S.)
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CAMPOSAMPIERO
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Il documento. Approvate le linee guida per governare l’innovazione per i dieci enti locali associati
INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL CAMPOSAMPIERESE appena approvato dai dieci comuni associati, introduciamo delle regole chiare, perché la tecnologia resti al servizio delle persone e non il contrario”. Il personale della Federazione potrà dunque utilizzare l’intelligenza artificiale per attività come l’analisi documentale, la ricerca normativa, l’elaborazione statistica o di altro tipo, per snellire e velocizzare i processi, assicurando il presidio costante e la validazione umana di ogni output generato dall’IA, mediante l’adozione di tutte le misure necessarie a mitigare i rischi dei sistemi. • Endrius Salvalaggio
S
ì all’intelligenza artificiale negli uffici se serve a generare valore pubblico. Sposando questa prospettiva, la Federazione dei Comuni del Camposampierese, con i dieci comuni aderenti, è tra le prime realtà in Veneto a governare la trasformazione digitale, attraverso un quadro di regole per l’uso dell’IA nel lavoro quotidiano dell’ente locale. Il “Disciplinare per l’innovazione e l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale”, approvato dalla Giunta della Federazione, recepisce l’“AI Act” europeo, la legge nazionale 132/2025 e i principi della DGr Veneto 1467/2025:trasparenza, qualità dei dati, benessere umano e ambientale, non discriminazione, accountability, riservatezza, valutazione del rischio, efficienza, innovazione e formazione. Alla base del documento appena approvato, si ha l’obiettivo strategico di efficientare l’attività degli uffici, usando l’IA come assistente e non come sostituto del lavoro umano, sfruttando in maniera intelligente la tecnologia per fornire ai cittadini servizi più rapidi, economici e vicini ai bisogni reali del territorio. Il disciplinare sarà proposto come modello dinamico per i dieci comuni associati, così da offrire delle linee guida condivise ed evitare fenomeni di disparità digitale sul territorio, nel rispetto dell’autonomia organizzativa di ciascun ente. “L’intelligenza artificiale è uno strumento utile, che può davvero aiutarci a lavorare meglio - sottolinea il presidente della Federazione dei Comuni del Camposampierese, Gianluca Pedron - ed ad offrire servizi più efficienti ai cittadini. Sarà fondamentale che se ne faccia un uso critico e consapevole. L’IA non può e non deve sostituire il giudizio dei tecnici né la responsabilità politica di chi amministra. Con questo documento,
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L’amministrazione presenta ai cittadini le proposte per il nuovo centro storico
L
’amministrazione comunale ha presentato alla cittadinanza lo studio di rivisitazione urbana volto a valorizzare il patrimonio storico e architettonico della città, migliorando al tempo stesso la qualità degli spazi pubblici e della vita quotidiana. Il progetto è nato dalla volontà di rafforzare l’identità urbana di Camposampiero e di renderla sempre più attrattiva, sia per i residenti sia per i visitatori. Una visione che ha preso le mosse dalle caratteristiche distintive della città: le due torri medievali, il sistema delle piazze, il complesso dei Santuari Antoniani, le ville storiche e il reticolo di corsi d’acqua che da sempre ne definisce il paesaggio urbano. Nel corso della serata sono state illustrate diverse alternative progettuali, elaborate da un gruppo di professionisti del territorio incaricati dal Comune. Si è trattato dello Studio Cavallin Associati, dello Studio Libralon e Baggio, dello Studio Negri e Fauro e dell’architetto Alberto Sabbadin, realtà che operano da anni nel contesto locale e che hanno messo a disposizione una conoscenza approfondita delle caratteristiche urbanistiche e sociali della città. Le proposte sono state organizzate in successivi stralci funzionali e costituiranno la base sulla quale l’amministrazione definirà le priorità degli interventi futuri. “Tra gli obiettivi principali del piano figurano la riduzione del traffico veicolare nel centro storico, l’incremento della mobilità pedonale e la valorizzazione degli spazi pubblici come luoghi di incontro, socialità e aggregazione. L’intento è quello commenta il sindaco di Camposampiero, Katia Maccarrone - di creare un centro più accogliente e fruibile, sia per i cittadini che per le attività commerciali, capace di coniugare la tutela della memoria storica con le esigenze della vita contemporanea”. “L’incontro rappresenta anche un’importante occasione di confronto con la cittadinanza, chiamata a conoscere e condividere una visione di sviluppo che guarda al futuro senza perdere il legame con la storia e l’identità di Camposampiero” conclude il sindaco. • (E.S.)
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CAMPOSAMPIERO
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Centro storico. Il sindaco maccarone ed il suo team pronti a dare il via al progetto
PIANO A STRALCI PER RIDURRE IL TRAFFICO, CREARE AREE PEDONALI E PARCHEGGI G randi progetti nell’amministrazione Maccarrone sulla rivisitazione del centro storico di Camposampiero. Uno studio presentato in Sala Filarmonica, che considera molteplici nuovi aspetti propedeutici ed ambiziosi e dà la possibilità di sperimentare le soluzioni in modo graduale, come ad esempio la riduzione del traffico di attraversamento, un eventuale senso unico lungo la 307, la regolamentazione della sosta, la pedonalizzazione parziale o più ampia delle piazze, la realizzazione di ulteriori parcheggi a ridosso del centro, è al vaglio dell’amministrazione comunale di Camposampiero. Altri aspetti di questo nuovo studio in itinere riguardano l’eliminazione delle barriere architettoniche ed il
superamento dei dislivelli, nuove pavimentazioni, verde ed arredo urbano, un collegamento migliore con i santuari Antoniani attraverso un viale alberato con più accessibilità e fruibilità per il Campo Marzio, valorizzazione del “giro delle acque” come itinerario, l’ex campo da calcio Varrati da destinare parzialmente a parcheggio, ma anche ad attività sportiva ed a parco verde con percorso ciclopedonale che segue il Rio Barbacan. “Lo scopo è quello di rafforzare l’identità urbana di Camposampiero e renderla sempre più attrattiva sia per i residenti che per i visitatori. Una visione – sostiene il sindaco di Camposampiero, Katia Maccarrone - che prende le mosse dalle caratteristiche distintive della città con le due torri medievali, il
sistema delle piazze, il complesso dei santuari Antoniani, le ville storiche e il reticolo di corsi d’acqua, che da sempre ne definisce il paesaggio urbano. L’obiettivo è rivisitare questo spazio urbano per renderlo più vivibile e fruibile da tutti”. “Come Amministrazione non vogliamo fermarci alla presentazione che abbiamo avuto in Sala Filarmonica a fine giugno - conclude il sindaco Maccarrone - ma iniziare concretamente e in tempi certi già almeno con un primo stralcio di lavori, dedicando le relative risorse finanziarie. Tutto con un’accurata progettazione, condivisa con la Soprintendenza e gli enti superiori”. • Endrius Salvalaggio
Grande successo di presenze con lo shopping night ed i vari eventi estivi
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iamo nel cuore dell’estate, e a Camposampiero tutti gli importanti eventi promossi dal Comune, dalla Pro loco e dalle varie realtà cittadine, svolte nelle scorse settimane hanno portato migliaia di persone nelle piazze del centro storico, oltre che in Villa Campello, sede della Biblioteca e del parco storico. Dalla musica, allo spettacolo per grandi e piccoli, alle testimonianze storico - culturali, allo shopping, alle proposte gastronomiche, ha portato un’importante partecipazione da parte di molte persone. La serata che ha fatto il tutto esaurito, è stata senza dubbio quella dedicata allo shopping night, con migliaia di persone che hanno invaso la via principale dal tramonto fino a notte, cogliendo l’occasione per gli acquisti di inizio saldi. Gli show
proposti hanno animato le vie e le piazze trasformandole in una grande festa per grandi e bambini, mentre i negozi sono rimasti aperti fino a mezzanotte. Notti aperte, una rassegna che ha contato ben circa 20 appuntamenti, ha avuto l’obiettivo di vivacizzare il centro storico e valorizzare il parco di villa Campello, offrendo appuntamenti per un pubblico sempre più eterogeneo. Considerando l’affluenza delle persone nei vari appuntamenti, si può sottolineare la buona riuscita di tutto il pacchetto di Notti Aperte, con un primo cittadino più che soddisfatto. “C’è stata voglia di ritrovarsi e di aggregarsi nei meravigliosi luoghi che abbiamo a disposizione. Un grazie va rivolto a tutti i volontari - sottolinea il sindaco Katia Maccarrone - in primis alla Pro Loco, che
hanno dedicano tantissimo tempo e passione per poter realizzare tutto ciò”. “Vorrei evidenziare un aspetto particolare, che caratterizza Camposampiero con la presenza di un numero elevato di botteghe storiche, riconosciute dalla regione Veneto come luoghi storici del commercio. In queste proposte estive si è voluto valorizzare in modo davvero originale questa realtà importante, attraverso visite guidate curate dall’ufficio turistico della Federazione dei Comuni, dove è stato possibile incontrare i commercianti nel campo della ristorazione, l’oreficeria, abbigliamento, mobili, fotografia ecc. ecc” conclude l’assessore alle attività produttive Moira Simeonato.
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LOREGGIA
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Il progetto. Opportunità ai ragazzi dai 14 ai 19 anni di capire il mondo del volontariato
Giovani al lavoro per ridare colore a scuola e municipio
A
nche quest’anno l’amministrazione comunale di Loreggia ha aderito al progetto “Ci sto? affare fatica!”, iniziativa che trasforma l’estate dei ragazzi dai 14 ai 19 anni in un’opportunità, per chi ha voglia di mettersi in gioco svolgendo piccoli lavori all’interno del territorio comunale, suddivisi in due squadre per una durata di due settimane, al termine delle quali tutti i partecipanti hanno ricevuto un buono fatica spendibile nei negozi del territorio. Grazie al supporto della cooperativa Carovana,
l’aiuto indispensabile dei collaboratoti, sono state composte due squadre di 10 ragazzi ciascuna. Con il supporto della consigliera comunale con delega alle politiche giovanili, Menegazzo Celeste e assistiti da un loro coetaneo maggiorenne, i ragazzi si sono messi per due settimane al lavoro con carta vetrata, vernici e pennelli. Riconoscibili dalla maglietta rossa, con il loro impegno hanno eseguito la tinteggiatura della recinzione frontale della scuola Rodari nella frazione di Loreggiola, nella prima settimana e la recinzione della sede comunale nella seconda settimana. In questo modo è stato possibile dare nuovo look alle zone esterne di due edifici appartenenti alla comunità. Al termine di ogni settimana, grazie alla disponibilità di alcuni volontari, la protezione civile ha spiegato ai ragazzi l’importanza di fare volontariato e del valore della loro associazione nei territori. La consigliera comunale con delega alle politiche giovanili, Menegazzo Celeste, soddisfatta per come sono andate le cose, esprime riconoscimento a tutti i volontari che vi hanno partecipato, incoraggiando altri per il prossimo anno. “E’ stato bello chiedere a
giovani di adoperarsi a dipingere le inferiate degli edifici pubblici (con quel caldo che faceva) e vedere che ognuno di loro non si è tirato indietro, impegnandosi al meglio delle loro capacità - riporta il consigliere con delega alle politiche giovanili Menegazzo Celeste - capendo, anche, cosa significa fare volontariato ed essere partecipativi, senza paura di sporcarsi le mani. Fondamentale è stata la collaborazione e l’aiuto dei due collaboratori Antonio D’Agostini e Paolo Cavinato che con la loro disponibilità e le loro capacità artigianali hanno aiutato tutti nello spiegare e controllare ciò che c’era da fare”. Anche il primo cittadino, Manuela Marangon, che ha seguito il progetto da vicino, dichiara: “E’ stata un’ occasione per tutti di fare nuove amicizie, acquisire un po’ di manualità e stare per qualche ora lontano dai cellulari e social assaporando il contatto umano. Mettersi in gioco fare fatica per un unico obiettivo è quello che fa di un gruppo una squadra e il risultato è il successo di tutti”. • Endrius Salvalaggio
Il Comune aderisce a “Alberi per la Pianura Veneta”
L
a Regione del Veneto, nell’ambito delle sue azioni di contrasto ai cambiamenti climatici e di miglioramento dei servizi ecosistemici nel territorio regionale, ha predisposto il progetto “Alberi per la Pianura Veneta”. Per il comune di Loreggia, ogni cittadino potrà prenotare sul sito compilando il format, al massimo 10 piante a persona. Per ulteriori informazioni contattare l’ufficio Tecnico Comunale alla seguente mail: lavori.pubblici@comune. loreggia.pd.it. La Regione Veneto mette a disposizione tre tipologie di piante: alberi prima grandezza come querce, tigli, trassini, destinati a diventare, a maturità, alti 20 - 30 m e con un notevole sviluppo della chioma, se lasciati crescere; alberi di seconda grandezza come acero campestre, carpino bianco, destinati a diventare, a maturità, alti fino a 15 - 20 m con lo sviluppo della chioma più limitato del gruppo precedente; diversamente dagli alberi precedenti, gli arbusti hanno un fusto unico, con fiori vistosi e bacche, in certe specie come ad
esempio biancospino o il prugnolo, con rami spinosi che raggiungono dimensioni massime minori di 6-7 m. In tal caso possono anche essere coltivati in fioriere, purché sufficientemente profonde. Le prenotazioni scadono il 30 settembre prossimo e la consegna delle piantine avverrà indicativamente nei mesi da ottobre – novembre con modalità e orari che verranno forniti dall’ufficio Tecnico Comunale ai cittadini che aderiranno all’iniziativa. Il consigliere delegato che segue il progetto per l’amministrazione di Loreggia è Renato Milani, il quale si augura che la richiesta di piante sia numerosa e aggiunge: ”Cerchiamo nel nostro piccolo di dare il nostro contributo contro il riscaldamento climatico. La Regione Veneto ha messo a disposizione 3 tipologie di alberi, dai più alti al più bassi, ed in base agli spazi si può leggere la guida messa a disposizione con la distanza dai manufatti, dalle strade e dai confini di proprietà. Insomma difficile sbagliare nella scelta”.
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• (E.S.)
MASSANZAGO
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Viabilità. Interventi straordinari su sottoservizi per garantire sicurezza e rapidità
ALTRI 34 MILA EURO PER CHIUDERE CICLABILE E ROTATORIA IN SICUREZZA
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on una delibera di giunta approvata nei giorni scorsi, il comune di Massanzago ha stanziato 34.442,14 euro per completare alcuni interventi indispensabili alla conclusione di due importanti opere pubbliche in corso di realizzazione sul territorio comunale: il collegamento
ciclopedonale tra la frazione di Zeminiana e Massanzago e la nuova rotatoria all’incrocio tra la Strada provinciale 31 “del Muson Vecchio” e via Cornara, con il relativo collegamento della viabilità ciclabile. Entrambi i cantieri sono ormai in fase avanzata e prossimi alla conclusione. Nel corso dell’esecuzione
dei lavori, tuttavia, sono emerse alcune interferenze dirette e indirette con infrastrutture e manufatti presenti nelle aree limitrofe ai cantieri, in particolare lungo via Cornara, via Fracalanza e via Zeminianella. Situazioni che, secondo quanto evidenziato dall’amministrazione comunale, hanno determinato criticità sotto il profilo della sicurezza stradale e rendono necessario intervenire prima della chiusura definitiva delle opere. Le problematiche riguardano soprattutto la presenza di sottoservizi e manufatti legati alle reti del gas, dell’acquedotto e dell’energia elettrica. A seguito delle modifiche apportate alla viabilità e agli spazi interessati dai cantieri, alcuni allacciamenti e infrastrutture, sia interrate sia esterne, si trovano infatti in posizioni che non sono più considerate idonee dal punto di vista della sicurezza. Per questo motivo il comune ha deciso di finanziare una serie di interventi straordinari di manutenzione e adeguamento stradale nelle aree adiacenti ai due cantieri. L’amministrazione ha evidenziato come la necessità di procedere rapidamente con questi lavori sia legata proprio alla volontà di completare le opere pubbliche senza ritardi e di risolvere tutte le problematiche emerse in fase di cantiere. Da qui la scelta di ricorrere all’affidamento diretto, ritenuto lo
Conclusa la 46esima Sagra del melone, tra tradizione e territorio
strumento più efficace per assicurare tempi rapidi di esecuzione, nel rispetto dei principi di efficacia, economicità, tempestività, trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa. L’incarico è stato affidato alla Edilcappel Srls di Camposampiero, che ha presentato un’offerta ritenuta congrua e conveniente. I lavori hanno inoltre interessato la viabilità nel mese
• Andrea Benato
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i è conclusa a luglio la 46esima edizione della Sagra del Melone, appuntamento storico che ogni anno richiama cittadini e visitatori all’insegna della tradizione, dello stare assieme e della valorizzazione delle eccellenze locali. L’inaugurazione della manifestazione si è svolta nel giardino di Villa Baglioni, dove i partecipanti hanno potuto prendere parte a una visita guidata agli affreschi di Giambattista Tiepolo. La cerimonia è poi proseguita con gli interventi delle autorità civili e istituzionali, che hanno dato ufficialmente il via all’evento. Uno dei momenti più significativi dell’apertura della manifestazione è stato dedicato alla consegna dei riconoscimenti ad alcune realtà imprenditoriali e associative che, attraverso il loro lavoro, contribuiscono allo sviluppo economico, sociale e culturale della comunità. Le targhe sono state conferite alla Trattoria Pizzeria Alla Pecorella, che ha festeggiato i 75 anni di attività; a Petrin Auto, presente sul territorio da 60 anni; a Giuseppe Cuogo, che ha raggiunto il traguardo dei 50 anni di attività; a Falac, azienda specializzata nella produzione di lampadari artistici con 45 anni di storia; a Ortofrutta Bortolato, storica
di luglio con il restringimento temporaneo e l’istituzione di un senso unico alternato della strada comunale Via Fracalanza in corrispondenza del ponte sul Fiume Muson Vecchio. Modifiche al traffico provvisorie che serviranno per completare i lavori e arrivare al completamento delle opere.
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attività familiare giunta ai 70 anni. Un riconoscimento è stato inoltre assegnato a Phoenix Boxe ASD per l’impegno nella promozione dello sport e dell’inclusione, al Centro Studi del Movimento per l’attività svolta nell’ambito della salute e della prevenzione, ed a Eltima – Sistemi di Sicurezza per gli investimenti e l’innovazione nel settore della sicurezza tecnologica. La sagra è proseguita per 6 giorni tra stand gastronomici, musica e intrattenimento. • (A.B.)
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TREBASELEGHE
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Il provvedimento. Il sindaco Zoggia: “Non possiamo più tollerare queste situazioni”
BASTA RIFIUTI ABBANDONATI: SPOSTATI I CONTENITORI PER GLI ABITI alle 18.00 e ogni sabato dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 15.00 alle 17.00. L’Amministrazione comunale invita tutti i cittadini a utilizzare correttamente il servizio, conferendo esclusivamente indumenti e materiali ammessi e senza lasciare sacchi o rifiuti all’esterno dei contenitori. L’occasione è utile per ricordare che l’abbandono dei rifiuti rappresenta un illecito punito con pesanti sanzioni amministrative e che, nei casi più gravi previsti dalla legge, può costituire anche reato. • Endrius Salvalaggio
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i fronte a situazioni di degrado che si ripetevano con sempre maggiore frequenza, l’amministrazione comunale ha chiesto ad Etra Spa di intervenire con un provvedimento ad hoc. Su richiesta del sindaco Antonella Zoggia, i tre contenitori per la raccolta degli abiti usati sono stati trasferiti all’Ecocentro comunale di via Manetti. I cassonetti, fino ad oggi collocati nel parcheggio di via Edison a Trebaseleghe, in piazza a Sant’Ambrogio, nel parcheggio del cimitero di Silvelle e nel parcheggio scuole di Fossalta, erano diventati negli ultimi mesi teatro di continui abbandoni di sacchi, indumenti e rifiuti di ogni genere, spesso depositati all’esterno dei contenitori, con gravi conseguenze sotto il profilo del decoro urbano, dell’igiene e della tutela ambientale. Le numerose segnalazioni e gli interventi di pulizia effettuati non sono stati sufficienti a fermare comportamenti incivili che hanno trasformato punti destinati alla raccolta di abiti e rifiuti tessili in vere e proprie discariche a cielo aperto. “Abbiamo scelto di spostare i contenitori all’Ecocentro - afferma il sindaco Zoggia - perché non possiamo più tollerare il ripetersi di situazioni di degrado causate dall’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Chi conferisce correttamente non deve pagare le conseguenze dei comportamenti irresponsabili di pochi. Confidiamo nel senso civico dei cittadini affinché questa nuova collocazione, per quanto limitata negli orari, consenta di garantire un servizio ordinato, rispettoso dell’ambiente e del decoro del nostro territorio. Continueremo inoltre a contrastare con determinazione ogni forma di abbandono dei rifiuti, applicando le sanzioni previste dalla normativa”. I contenitori sono ora disponibili presso l’Ecocentro comunale di via Manetti, aperto ogni mercoledì dalle ore 15.00
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I bambini scrivono ai nonni
I
n vista della festa dell’anziano, durante l’antica Fiera dei Mussi, il Comune di Trebaseleghe invita i più piccoli a dedicare un pensiero agli anziani. Un disegno da colorare, una frase da scrivere con il cuore e un messaggio di affetto destinato ai nonni e a tutte le persone anziane. È questo il significato della nuova iniziativa promossa dal Comune di Trebaseleghe in occasione della Festa dell’Anziano, in programma da venerdì 4 settembre nell’ambito della tradizionale antica Fiera dei Mussi. “Con questa iniziativa vogliamo offrire ai bambini l’opportunità di esprimere, un pensiero di affetto verso le persone anziane - sottolinea l’assessore alle Politiche Sociali Rosanna Trevisan - che rappresentano tutt’ora una risorsa preziosa della società odierna. La Festa dell’Anziano è uno dei momenti più belli dell’antica Fiera dei Mussi perché mette al centro le relazioni umane e il valore dell’incontro tra generazioni”. L’iniziativa è rivolta a tutti i bambini, chiamati a realizzare un elaborato personale colorando il disegno predisposto dal Comune, accompagnandolo da un pensiero, un augurio o una dedica. Un gesto semplice ma capace di creare un ponte fra generazioni, valorizzando il ruolo degli anziani come custodi di esperienze, memoria e affetti. I disegni potranno essere ritirati presso il piano terra del Municipio, della Biblioteca comunale, oppure scaricati dal sito internet del Comune. Gli elaborati dovranno essere consegnati presso la Casa Don Orione, dove saranno raccolti e successivamente consegnati agli anziani nel corso della Festa. “L’appuntamento rappresenta uno dei momenti proposti dall’antica Fiera dei Mussi, che quest’anno giunge alla 842esima edizione, che ogni anno affianca alla tradizione agricola numerose iniziative dedicate alla socialità e alla valorizzazione delle persone” conclude l’assessore alle Politiche Sociali Rosanna Trevisan. • (E.S.)
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CULTURA
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L’esposizione. Al Palazzo della Gran Guardia di Padova fino al 13 settembre le creazioni in bianco e nero
Le magiche Terre Euganee viste attraverso l’obiettivo del fotografo Francesco Munaro C ’è tempo fino al prossimo 13 settembre per visitare la mostra “Terre Euganee” al Palazzo della Gran Guardia: un intenso racconto fotografico firmato da Francesco Munaro e dedicato a un territorio, quello dei Colli Euganei, che può riservare molte sorprese a un osservatore attento. In esposizione le creazioni in bianco e nero del fotografo, che per il tema della mostra si è ispirato all’inserimento dei Colli Euganei nel Patrimonio MAB UNESCO - L’uomo e la biosfera. Un importante traguardo raggiunto nel luglio del 2024, che coinvolge tutti i 15 comuni del Parco Regionale dei Colli Euganei e che non è da intendersi solo come un riconoscimento alle bellezze naturali, paesaggistiche e storico-culturali del territorio, ma anche come un significativo tributo all’impegno delle persone che costantemente lo valorizzano. Il programma MAB UNESCO nasce infatti nel 1971 per promuovere i territori in cui si manifesta un rapporto equilibrato fra uomo e ambiente, raggiungibile tramite la tutela della biodiversità e
le pratiche di sviluppo sostenibile. Un riconoscimento al territorio e alla sua gestione da parte dell’uomo quindi, che, nelle parole di Munaro, “pone una sfida rivolta al futuro, per uno sviluppo sostenibile che ne esalti le peculiarità e allo stesso tempo le preservi”. Gli scatti di Francesco Munaro esposti alla Gran Guardia suggeriscono come il dialogo fra uomo e ambiente, in questo territorio, sia armonico: anche se nelle foto non compaiono persone, la loro presenza si riconosce attraverso le tracce lasciate nei luoghi in cui vivono. Gli scatti in bianco e nero riflettono invece l’interesse dell’artista nei confronti della luce e della sua natura mutevole, che le permette di trasformarsi in ombra. È proprio nel passaggio fra luce ed ombra che lo spazio e il tempo sembrano fondersi, creando una zona in continua trasformazione e dando vita a delle suggestioni oniriche in cui, nell’intenzione di Munaro, ognuno può trovare il proprio, personale “incanto”. La mostra è un’occasione unica per conoscere l’opera di un artista che ha
iniziato il proprio percorso negli anni Novanta, per arrivare, a fine anni 2000, alla sperimentazione della fotografia all’infrarosso. È in questa fase che scopre un nuovo linguaggio espressivo che lo porterà ad indagare, attraverso l’obiettivo, il territorio: non solo i Colli Euganei, ma anche la campagna e la
Laguna Veneta, con un ficus sui luoghi di interesse storico-artistico e sui siti abbandonati in cui la natura riesce a riprendere il proprio spazio. Numerosi i premi e riconoscimenti ottenuti, inclusi il Premio Speciale Fulvio Roiter nell’ambito del V^ Concorso Europeo EBT (2009), il primo premio nella se-
zione “Persone” nel concorso del 2017 della rivista “National Geographic”, il “Portfolio Award” e il “Silver Award” nel San Francisco Bay International Photo Awards (2020). • Francesca Tessarollo
SENTINELLA DEL FIUME BACCHIGLIONE
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il Castello di San Martino della Vaneza fra storia e misteri
Una storia lunga più di mille anni lega il fiume Bacchiglione e il Castello di San Martino della Vaneza, a Cervarese Santa Croce. Un tempo in cui questa edificazione medievale ha cambiato più volte funzione, ma non ha mai smesso di dialogare con il fiume. Prima fortezza, poi porto fluviale, infine museo: oggi il castello narra tutta la sua storia e non nasconde anche qualche mistero. Molti degli oggetti conservati nel Museo Archeologico del fiume Bacchiglione sono stati recuperati proprio dall'acqua: reperti preromani e romani, ceramiche medievali, antiche imbarcazioni monossili. Oggetti comuni che oggi permettono di ricostruire e raccontare una storia fatta di gesti quotidiani e che lasciano in sospeso più di qualche interrogativo. Passeggiando tra le mura e lungo il fiume, viene spontaneo chiedersi quante storie il castello abbia vissuto, e quante ne siano andate perdute. Di molte si conoscono i protagonisti e le date. Di altre restano soltanto pochi oggetti, qualche traccia e molte domande. La struttura si trova inoltre lungo la Ciclovia Fiume Bacchiglione I1/I2, un itinerario di circa 60 chilometri che segue in gran parte gli argini del fiume attraversando campagne, borghi rurali e numerosi luoghi di interesse storico e architettonico. Il Castello di San Martino della Vaneza è oggi proprietà della Provincia di Padova Per informaUn patrimonio da scoprire Castello di zioni sulle visite guidate e sulle Episodio 5 San Martino ASCOLTACI SU della Vaneza attività, è possibile contattare il WWW.VENETO24.IT Museo a info@castellosanmartiAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO PC O ALEXA nodellavaneza.it. Il Castello si trova in via San Martino, 23 a Cervarese Santa Croce (Padova). Clicca sui QR-code per vedere i video di presentazione.
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TERRITORIO
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Sicurezza idraulica. Approvati gli interventi, Venturini: “Prevenzione e cura del territorio sono una priorità”
LA REGIONE INVESTE 737 MILA EURO PER LA MANUTENZIONE DEI CORSI D’ACQUA I l Genio Civile di Padova ha approvato tre interventi di manutenzione ordinaria sui corsi d’acqua dei circondari idraulici di Padova ed Este, per un investimento complessivo di 737.500 euro. Le opere interesseranno numerosi fiumi e canali tra le province di Padova, Venezia, Vicenza, Verona e Treviso e consentiranno di mantenere efficiente il reticolo idraulico attraverso interventi di sfalcio della vegetazione, decespugliamento, disboscamento delle scarpate e degli argini, taglio delle alberature pericolanti e manutenzione delle piste di servizio. Nel dettaglio, il programma comprende un intervento da 437.500 euro relativo all’accordo quadro per la manutenzione ordinaria di tratti dei corsi d’acqua del circondario padovano e due ulteriori interventi da 150.000 euro ciascuno destinati rispettivamente ai circondari idraulici di Padova e di Este. Le attività saranno realizzate nei prossimi mesi lungo i principali corsi d’acqua del territorio e consentiranno di preservare la funzionalità delle opere idrauliche, favorendo il corretto deflusso delle acque e contribuendo alla prevenzione del rischio idraulico.
L’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Elisa Venturini
«La manutenzione ordinaria rappresenta una delle azioni più efficaci per garantire la sicurezza idraulica del territorio – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile Elisa Venturini –. Intervenire con continuità sulla vegetazione, sugli argini e sulle pertinenze dei corsi d’acqua significa mantenere efficiente il reticolo idraulico e ridurre il rischio di criticità durante gli eventi meteorologici più intensi.» «Questi interventi – prosegue Venturini – confermano la volontà della Regione di investire in una prevenzione concreta e costante. La sicurezza del territorio si costruisce attraverso una manutenzione programmata, capillare e puntuale, che permette di tutelare cittadini, imprese, attività agricole e patrimonio ambientale prima ancora che si verifichino situazioni di emergenza». Ecco quali sono i corsi d’acqua interessati dagli interventi: - Fiume Adige, lungo l’argine sinistro, dal confine tra le province di Padova e Verona, nel comune di Castelbaldo, fino alla foce nel Mare Adriatico, nel comune di Chioggia. - Fiume Brenta, dal Ponte Vigodarzere nel comune di Padova fino al Ponte di Santa Margherita nel comune di Codevigo. - Torrente Muson dei Sassi, dal ponte della ferrovia nel comune di Castelfranco Veneto fino alla confluenza con il fiume Brenta nel comune di Padova. - Fiume Bacchiglione e relativi affluenti, dal confine con la provincia di Vicenza fino alla confluenza con il fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. - Canale Brentella, dall’incile sul fiume Brenta nel comune di Limena fino alla confluenza con il Bacchiglione nel comune di Padova. - Canale Battaglia, dall’incile sul Bacchiglione nel comune di Padova fino al sostegno della Bastarda, nel comune di Monselice. - Canale Roncajette, dal Ponte Kennedy nel comune di Padova fino al comune di Bovolenta. - Canale Cagnola, dal Ponte di Cagnola fino al comune di Bovolenta. - Canale Bagnarolo. - Fiume Fratta-Gorzone, dal ponte in località
Sabbion, nel comune di Cologna Veneta, fino alla confluenza nel fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. Nell’ambito dello stesso corso d’acqua sono inoltre previsti interventi dal Ponte dell’Isoletta, nel comune di Pressana, fino al ponte della ferrovia nel comune di Stanghella. - Fiume Frassine – Brancaglia – Santa Caterina, dal comune di Montagnana fino alla confluenza con il Gorzone nel comune di Vescovana. Sono inoltre previsti interventi sul fiume Frassine dal Ponte della Torre nel comune di Este fino al Ponte
della SR10 in località Prà. - Canale Bisatto, dal ponte della SP10 nel comune di Albettone (VI) fino al ponte della SP47 nel comune di Vo’, oltre al tratto dal Ponte di Cà Barbaro, nel comune di Este, fino al Bagnarolo, nel comune di Monselice. - Canal di Valle, lungo l’argine di ponente nel comune di Chioggia. - Nodo idraulico di Padova, comprendente Canale Scaricatore, Canale San Gregorio, Canale San Massimo, Canale Piovego, Canale Roncajette Superiore e Tronco Maestro.
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2026
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Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali
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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo
sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,
non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la
maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.
Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”
REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.
Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare
Filippo Giacinti
la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura
del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio
compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.
Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”
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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica
Paolo Galeano
di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.
REGIONE
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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025
Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”
Enoch Soranzo
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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di
accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.
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Giovanni Manildo
’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per
coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.
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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”
IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno e mezzo fa , è
Massimo Bitonci
titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi margini sul territorio,
penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante e rallenti gli investimenti necessari per la
Federico Testa
transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle
aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.
Programmazione. L’assessore all’ambiente, clima e Protezione Civile: “Prevenire è una condizione necessaria”
VENTURINI: “14 MILIONI PER LA DIFESA DEL SUOLO E DEL LITORALE, ALTRI 3 MILIONI PER I COMUNI” D alla programmazione strategica alla concretezza della prevenzione: per la Regione del Veneto è il momento di passare decisamente ai fatti. L’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Protezione Civile, Elisa Venturini, ha delineato il pacchetto complessivo di risorse messe in campo dall’assessorato, pensato per anticipare le criticità del territorio, superare la logica della sola emergenza temporanea e agire in chiave strutturale. Il piano d’azione poggia su una visione di lungo periodo e su due pilastri finanziari complementari. Da un lato è stato perfezionato l’iter per l’accensione di un mutuo da 14 milioni di euro destinato a coprire il piano triennale di interventi per la sicurezza idraulica e la difesa della costa. Dall’altro, a queste risorse si
affiancano ulteriori 3 milioni di euro interamente dedicati ai Comuni per il 2026, che verranno assegnati tramite un apposito bando a cui le amministrazioni locali potranno partecipare direttamente. La scelta strategica di ricorrere a un mutuo che copre l’intero piano triennale — strutturato con 3 milioni di euro per l’annualità in corso e 2 milioni di euro per ciascuna delle due successive — nasce proprio con l’obiettivo di pianificare con lungimiranza e di impostare un’unica grande proce-
dura di gara per ciascun ambito. Questo passaggio permette di azzerare i passaggi burocratici superflui, accelerare l’affidamento dei lavori e garantire risposte rapide, certe e tempestive alle comunità locali. Il cuore della Elisa Venturini programmazione dell’Assessorato si fonda su un monitoraggio continuo, basato su dati oggettivi e su un dialogo stretto e costante con il territorio, per trasformare l’analisi in interventi mirati coordinati dai Geni
Civili. Per la sicurezza idraulica diffusa vengono stanziati 7 milioni di euro in totale, a favore di interventi di sistemazione, pulizia e messa in sicurezza dei corsi d’acqua e delle reti idrauliche nelle province di Belluno, Padova, Treviso, Verona, Vicenza, Venezia e Rovigo, essenziali per regimare i flussi idrici ed evitare criticità idrogeologiche. Altri 7 milioni vanno alla difesa del litorale e contrasto all’erosione. A Venezia sono in programma interventi mirati di ripascimento e di sistemazione delle difese del litorale veneto, estesi dalla foce del Tagliamento fino alla foce dell’Adige. A Rovigo interventi specifici per il mantenimento della linea di costa e il contrasto all’erosione del litorale veneto compreso tra la foce dell’Adige e la foce del Po di Goro.
Per il sostegno diretto ai Comuni vengono stanziati 3 milioni di euro per il 2026, si tratta di risorse messe a bando per supportare le amministrazioni comunali nella prevenzione e nella tutela ambientale locale. “Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza temporanea e affrontare le sfide climatiche con una visione strategica e di lungo periodo. Questo piano rappresenta il vero cuore della nostra programmazione: prevenire significa agire prima che i fenomeni colpiscano il territorio. Con i 14 milioni a mutuo e i 3 milioni messi a bando per i Comuni diamo risposte concrete e capillari, lavorando fianco a fianco con le amministrazioni locali per tutelare l’ambiente, la sicurezza dei cittadini e la prosperità del nostro territorio.”
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Nuovo ospedale. Il sindaco Giordani spinge per la sinergia istituzionale mentre la Regione ricalcola le rate
POLO DI PADOVA EST NEL CAOS FINANZIARIO: PIANO INAIL, COSTI E SPONDA DEL COMUNE I l maxi-progetto del nuovo ospedale di Padova Est si muove su un crinale sempre più stretto, stretto tra l’impennata dei costi delle materie prime e la sostenibilità di un piano finanziario che continua a far discutere i livelli istituzionali. Al centro delle tensioni ci sono i dubbi sull’accordo originario con l’Inail, impostato su rate pluriennali
ingenti — stimate in circa 25 milioni di euro all’anno per un quarto di secolo — che al termine del periodo non assicurerebbero tuttavia alla Regione la proprietà finale dell’infrastruttura, lasciando aperta una pesante ipoteca sui conti futuri della sanità veneta. Su questo fronte si inserisce con fermezza la linea del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il quale
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ha confermato la volontà di portare a termine l’opera ma senza subire passivamente i vincoli economici del vecchio schema. L’obiettivo dichiarato da Palazzo Balbi è esplorare canali di cofinanziamento statale a Roma per tagliare i costi e salvaguardare il patrimonio pubblico, stimando un potenziale risparmio superiore ai 200 milioni di euro. Nelle interlocuzioni con il territorio, il governatore ha inoltre garantito che il cronoprogramma non subirà rallentamenti e che il progetto terrà conto delle
nuove esigenze post-Covid, dell’intelligenza artificiale e del supporto agli operatori sanitari, inserendo anche la tutela e la valorizzazione di presidi storici strategici come l’ospedale Sant’Antonio. In questa delicata fase di transizione si muove il sindaco di Padova, Sergio Giordani, che ha chiesto e ottenuto un tavolo di confronto istituzionale congiunto insieme a Regione e Università per fare chiarezza sul futuro dell’opera e coordinare le tappe. Palazzo Moroni ribadisce la
massima disponibilità al dialogo costruttivo, ricordando gli investimenti già compiuti dal Comune sull’area est — a partire dal sistema tranviario e dalla viabilità di contorno — ma esige certezze sui tempi e garanzie sulla tenuta complessiva del sistema sanitario locale. Tra fondi da ricalcolare a Roma, ipotesi di mutuo alternative e la ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e stabilità di bilancio, la partita per il nuovo polo di Padova Est rimane aperta e complessa.
De Poli (Udc): “Il nuovo Ospedale di Padova sia riconosciuto come eccellenza nazionale. Ora servono le risorse, bisogna fare rete”
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l nuovo Polo della Salute di Padova ha tutte le carte in regola per diventare un’eccellenza sanitaria nazionale: una struttura di alta specializzazione, con una forte vocazione alla ricerca clinica”. Lo dichiara il senatore UDC Antonio De Poli, intervenendo nel dibattito pubblico sul nuovo Ospedale di Padova. “Come ha ricordato, di recente, il direttore generale dell’A zienda ospedaliera, Paolo Fortuna – prosegue De Poli – se il nuovo polo venisse usato per la sanità ordinaria sarebbe un fallimento per tutti. Il progetto dovrà avere le caratteristiche per diventare ospedale di terzo livello, secondo i criteri della riforma voluta dal ministro Schillaci: questo è il nostro auspicio. Lo merita Padova, lo merita la sua tradizione medica che, insieme all’Università, ha scritto pagine importanti nella storia della Medicina”. “Non a caso – aggiunge il senatore – va in questa direzione anche la posizione della rettrice Daniela Mapelli che, nei confronti con il presidente della Regione Alberto Stefani e il sindaco Sergio Giordani, ha ribadito la volontà comune Antonio De Poli di realizzare un ospedale moderno, punto di riferimento per il Veneto e per l’Italia. È la conferma che l’ambizione prossima Legge di Stabilità, come UDC chiederemo un su questo progetto non è solo politica, ma condivisa da adeguato sostegno finanziario dello Stato, per rispettare chi la sanità e la ricerca padovana le vive ogni giorno”. le tempistiche dei progetti e arrivare rapidamente alla Secondo De Poli “adesso bisogna passare ai fatti, tradu- messa a terra e all’avvio dei cantieri”, sottolinea il senatore. rre questa progettualità in cantieri: è una priorità della “Il progetto, primo in Italia per dotazione di posti letto, ha Regione. Il nuovo Ospedale è un ponte verso il futuro, nel suo Dna un valore aggiunto: la sinergia tra assistenza che si costruisce con solidità, campata dopo campata, clinica e ricerca accademica, grazie al ruolo centrale per reggere il peso delle generazioni future”. dell’Università. È un passaggio epocale per la sanità veneta Sul fronte della viabilità, De Poli fa presente che “l’intervento che avrà una struttura all’avanguardia per tecnologie e della Regione sulla Sr308 per l’accesso al nuovo ospedale digitale. Come istituzioni abbiamo una grande responsè un primo passo importante ma, da solo, - avverte - non abilità: farci trovare pronti. Per Padova ha vinto finora basta. Parliamo di una struttura che sarà un hub nazionale, il gioco di squadra, grazie al dialogo tra i diversi livelli non solo regionale: serve ripensare la viabilità a 360 gradi, istituzionali: con lo stesso metodo dobbiamo affrontare dalla zona San Lazzaro alla Sp47, alla Sr10, all’intera Sr308”. la questione delle risorse. Siamo fieri di questo risultato, “Le risorse vanno trovate, bisogna fare rete. Su questo ma ora più che mai è il momento di fare rete”. punto c’è già l’impegno concreto della Regione, con il Conclude De Poli: “Il nuovo Ospedale di Padova, che formerà presidente Stefani e l’assessore Gerosa, e sono fiducio- anche i medici del domani, sarà un modello per il futuro so che anche il Governo farà la sua parte. In vista della della sanità nazionale ed internazionale”.
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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema
“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a
differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno
cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del
lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».
Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale
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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza
fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne
vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e
prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà
a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.
Alessandra, nata a 615 grammi, dedica la laurea alla Patologia Neonatale che le salvò la vita
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a sua storia personale è diventata il punto di partenza per una scelta di vita e di studio. Alessandra Favarato, quasi ventiduenne, si è laureata in Psicologia con il massimo dei voti, 110 e lode, dedicando la propria tesi alla Patologia Neonatale dell’ospedale di Camposampiero, il luogo dove la sua vita è iniziata in condizioni estremamente difficili. Il tema scelto per il suo lavoro di laurea riguarda l’impatto della prematurità sullo sviluppo dell’attaccamento nel bambino pretermine. Una scelta tutt’altro che casuale: Alessandra, infatti, conosce in prima persona il percorso affrontato dai piccoli nati molto prima del termine della gravidanza.
È venuta al mondo il 7 ottobre 2004, alla 26ª settimana di gestazione, con un peso di appena 615 grammi e una lunghezza di 31 centimetri. Dopo circa cento giorni di ricovero e cure intensive, trascorsi nella Patologia Neonatale di Camposampiero, è stata finalmente dimessa insieme alla sua famiglia. “Ho scelto questo argomento di tesi – racconta Alessandra – perché credo sia importante sensibilizzare le persone sul tema della prematurità, soprattutto quella severa, che comporta tante difficoltà e tante battaglie da affrontare”. Un’esperienza che ha influenzato anche il suo futuro professionale: “Fin da piccola ho sentito il
bisogno di svolgere una professione che mi permettesse di aiutare chi si trova in difficoltà. Per questo ho scelto Psicologia e spero, tra qualche anno, di diventare una psicoterapeuta capace di accompagnare concretamente i pazienti nei momenti più complessi della loro vita”. Nel suo percorso c’è però anche un profondo senso di riconoscenza verso chi si è preso cura di lei nei primi mesi di vita. “Sarò grata per sempre al personale che mi ha assistita durante il ricovero nella Patologia Neonatale di Camposampiero, che è stata la mia prima vera casa. Io e la mia famiglia non smetteremo mai di ringraziarli”. Proprio per questo Alessandra ha scelto di dedi-
care la sua tesi all’équipe sanitaria che l’ha accolta da neonata e ha voluto consegnare personalmente una copia del suo lavoro agli attuali professionisti della Pediatria e Patologia Neonatale di Camposampiero, diretta dal dottor Luca Vecchiato. Un incontro ricco di emozioni, vissuto insieme alla mamma Stefania, durante il quale Alessandra ha potuto riabbracciare anche alcuni operatori presenti già al momento della sua nascita. Tra loro l’ostetrica Alessandra Paggioro e l’infermiera Martina Coró, che avevano contribuito alle sue cure durante il ricovero in terapia intensiva neonatale.
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26 Lo studio. Analizzati 40 anni di dati veneti: grazie ai nuovi criteri diagnostici i decessi sono diminuiti
La risonanza cardiaca svela la forma più nascosta della cardiomiopatia aritmogena Operata al cuore a Padova una
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a prevenzione della morte improvvisa negli atleti compie un nuovo passo avanti grazie alla ricerca padovana. Uno studio condotto dall’Unità di Patologia Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera e dell’Università di Padova ha analizzato quattro decenni di dati raccolti nel Registro regionale veneto della morte improvvisa giovanile, evidenziando come i nuovi strumenti diagnostici abbiano ridotto in modo significativo il numero di vittime, ma anche fatto emergere una forma della malattia più difficile da individuare. Al centro della ricerca c’è la cardiomiopatia aritmogena (ACM), una patologia genetica del cuore nella quale il tessuto muscolare del miocardio viene progressivamente sostituito da tessuto fibro-adiposo, creando un terreno favorevole allo sviluppo di aritmie potenzialmente letali. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology, ha preso in esame i casi registrati tra il 1985 e il 2024, un patrimonio di dati unico per continuità e accuratezza diagnostica. I risultati mostrano un calo netto delle morti improvvise legate alla cardiomiopatia aritmogena negli atleti agonisti. Dopo l’introduzione nel 2010 dei criteri diagnostici aggiornati, i casi sono passati da 0,43 a 0,14 ogni 100mila persone all’anno. Anche la mortalità improvvisa complessiva nello sport è diminuita, passando da 1,41 a 0,64 casi ogni 100mila persone all’anno. Nella popolazione degli atleti veneti deceduti improvvisamente, la quota attribuita all’ACM è scesa dal 31% al 22%, un dato che conferma l’efficacia dei programmi di prevenzione e dello screening sportivo. La scoperta più rilevante riguarda però l’evoluzione della malattia. Se in passato la cardiomiopatia aritmogena si presentava soprattutto nella sua forma classica, con il coinvolgimento del ventricolo destro o di entrambi i ventricoli, oggi emerge con maggiore frequenza una variante che interessa principalmente il ventricolo sinistro.
Una forma definita dagli specialisti “mancina”, perché colpisce la parte sinistra del cuore, che risulta più difficile da individuare con gli esami tradizionali. Una trasformazione che rappresenta una nuova sfida per la medicina sportiva, perché questa variante può sfuggire ai controlli di primo livello. Secondo lo studio, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma tradizionale possono non essere sufficienti per riconoscere la forma “mancina” della malattia. Nella casistica analizzata, composta da 51 atleti deceduti per ACM, l’ecocardiogramma era risultato positivo soltanto nel 5,8% dei casi in cui era stato eseguito. La risonanza magnetica cardiaca con mezzo di contrasto (CE-CMR) emerge invece come uno strumento fondamentale per individuare il danno del muscolo cardiaco, grazie alla capacità di evidenziare le aree di fibrosi che rappresentano il substrato delle aritmie. Nei casi in cui l’esame era stato effettuato prima del decesso, la risonanza aveva individuato le alterazioni compatibili con la malattia anche quando gli altri controlli risultavano normali. Per questo motivo gli autori dello studio suggeriscono di aumentare il livello di attenzione negli atleti che presentano segnali sospetti durante lo screening, come aritmie ventricolari provocate dallo sforzo, ridotti voltaggi elettrici o familiarità per malattie cardiache. In presenza di ulteriori elementi di rischio, la risonanza magnetica con contrasto potrebbe quindi diventare un passaggio decisivo per arrivare a una diagnosi più precoce. Lo studio conferma anche una marcata prevalenza maschile nei casi di morte improvvisa da cardiomiopatia aritmogena nello sport: dei 51 casi analizzati, soltanto uno ha riguardato un’atleta donna. La ricerca padovana dimostra come la prevenzione continui a essere un elemento centrale nella tutela degli sportivi, ma evidenzia anche la necessità di aggiornare continuamente gli strumenti diagnostici.
bambina arrivata dagli Emirati Arabi
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arrivata a Padova dagli Emirati Arabi, quattro anni e un cuore che non teneva. La seguiva la Cardiochirurgia della Columbia University, ma per operarla la famiglia è salita su un aereo diretto in Veneto. A prenderla in carico è stata l’équipe di Vladimiro Vida, direttore della Uoc di Cardiochirurgia pediatrica e Cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il quadro clinico era complesso: stenosi valvolare mitralica congenita severa, stenosi sopravalvolare e sottovalvolare, ipertensione polmonare secondaria, coartazione aortica. I chirurghi non hanno aperto lo sterno. Hanno lavorato attraverso una minitoracotomia ascellare destra — pochi centimetri sotto il braccio — con circolazione extracorporea periferica. Hanno resecato la membrana sopravalvolare, eseguito la commissurotomia, corretto l’apparato sottovalvolare. La valvola mitralica è rimasta la sua: nessuna protesi. La bambina è stata estubata in giornata, senza complicanze. Vida il proprio mestiere lo descrive con un verbo che appartiene più alla bottega che
alla sala operatoria. «Ripariamo i cuori malati». Riparare, non sostituire: è la logica della chirurgia conservativa, e a Padova passa anche dalla preparazione. Prima di entrare in sala l’équipe studia il cuore su modelli stampati in tre dimensioni e in realtà virtuale, provando la sequenza dei gesti su una copia dell’anatomia che troverà. È il passaggio che ha permesso di estendere l’accesso sottoascellare, nato per i difetti semplici, alle patologie valvolari e alle anatomie congenite complesse. Con trecento procedure l’anno, l’Azienda Ospedale Università di Padova è il centro italiano con la più vasta esperienza di cardiochirurgia mininvasiva. Il 48 per cento dei pazienti arriva da altre regioni o dall’estero, richiamato dalla tecnica, dalla tecnologia e dalla personalizzazione delle cure. Le cardiopatie congenite sono anomalie strutturali del cuore e dei grandi vasi presenti dalla nascita e riguardano otto nati su mille. Ma solo il 60 per cento viene individuato entro il primo anno di vita: quattro bambini su dieci con una malformazione cardiaca crescono senza che nessuno l’abbia ancora vista.
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soluzioni on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Giochi
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QUANTO NE SAI DEL VENETO? Per ogni domanda scegli una sola risposta. Poi controlla il punteggio online.
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1. Quale fiume attraversa Verona?
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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno
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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano
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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona
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5. Quale dolce è nato a Verona?
ORIZZONTALI
2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.
VERTICALI
1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.
PAROLA INIZIALE
COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.
2. Dove si trova la Basilica Palladiana?
3. Quale isola è famosa per il vetro?
CRUCIVERBA CRUCIVERBALIBERO
Gioco linguistico · livello medio
A) Brenta B) Adige C) Piave
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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO
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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO
ANELLO MANCANTE
A) Babà B) Pandoro C) Cannolo
6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni
7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati
8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle
PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO
Enigmistica
30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti
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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA
pasquale.petrullo@gmail.com
ORIZZONTALI
1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.
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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico di Harry Potter 30. 3 4 5 Una pera... senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1
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DEFINIZIONI A
1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.
DEFINIZIONI B
(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul
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ORIZZONT
ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne 20. Recapita la corrispondenza - 22. Tipica alpina --5.23. Si prepara con- 6.ilLo pancarrè - 24.brizzolata Si spinge in giugnocasetta - 4. Risvegliata È attiguo alla stalla è la chioma... - 7. remando Un nipote di- 25. Donare senza... dare Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.
VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 21. Vocali in campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) -- 12. Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.
Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?
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