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la Piazza di Padova ago2020

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Ecobonus p.36

Salute p.41

AGOSTO 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.132

Regione p.33

Turismo p.44

on-line: Si torna a scuola la sfida più dura

di Padova

Ci sono distanze da garantire, norme anti assembramento da rispettare, spazi e tempi da riorganizzare. Già al termine dell’anno scolastico a giugno, dopo mesi di didattica a distanza ed esami con modalità mai viste prima, era chiaro che la ripresa di settembre sarebbe stata tutt’altro che semplice. Questi mesi estivi, con il virus sempre in agguato e pronto a rialzare la testa, finora tenuto a bada dalla rete sanitaria locale, hanno confermato poi la necessità di attrezzarsi per la stagione autunnale che si annuncia carica di incognite. La riapertura delle scuole, assolutamente necessaria, richiede una mobilitazione generale e una rapidità d’azione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Le linee guida nazionali sono molto generiche e vaghe per certi aspetti, rimandando all’autonomia di ogni singolo istituto le soluzioni operative per riprendere le lezioni in sicurezza. Ecco allora dirigenti, sindaci e amministratori a misurare le aule, a progettare demolizioni e Servizi da pag. 7 riadattare nuove classi in tempi da record, a reperire risorse aggiuntive oltre agli stanziamenti nazionali, ad organizzare turni di entrata e uscita per armonizzare i servizi come il trasporto scolastico, la mensa e il doposcuola. Il tutto in tempi strettissimi e con la consapevolezza che a settembre difficilmente si potrà contare su un numero maggiore di docenti, a meno che in queste settimane il governo non prema sull’acceleratore. Per giorni e giorni la discussione, anche politica, si è concentrata sui nuovi banchi, un falso problema in quasi la totalità dei casi, a fronte di questioni ben più pressanti come la mancanza di aule e di personale. In questo mese di campagna elettorale per le regionali, inevitabilmente, la scuola in tempo di Covid diventerà materia di confronto e di scontro,come si è visto anche nel recente rapporto fra Regione e Governo proprio sulle misure per la riapertura. Ma stavolta non è proprio il caso di ridurre tutto alle solite scaramucce elettorali, la posta in gioco è altissima e ne va dell’assoluta necessità di riportare i nostri ragazzi in classe e permettere loro di frequentare le lezioni. La scuola non ha bisogno di chiacchiere ma di risorse, persone e mezzi. E’ una sfida che non possiamo perdere.

TRAM, CULTURA, TRADIZIONI, ATTIVITÀ STORICHE

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Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

TRAM SIR 3

Al via la seconda linea tra progetti, cantieri e disagi

Una città che cerca se stessa tra storia e innovazione

L’OPINIONE

Daniele Marini: costruiamo una “città felice” GALLINE PADOVANE

Grande successo per il blog di Cristina Papini OBIETTIVO QUARTIERE

Drogheria Preti, la ricetta vincente è la “padovanità” OBIETTIVO QUARTIERE

Alla Guizza un polmone “verde” di 65 mila mq MUSICA

L’Opv riabbriaccia il suo pubblico CITY LIFE

Andrea Pennacchi: “una carezza o un sciafòn a seconda...”

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Foto di Riccardo Stefani

Si torna a scuola la sfida più dura Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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rmai è una corsa contro il tempo: si avvicina il 14 settembre, giorno in cui la campanella tornerà a suonare dopo sei mesi e mezzo di silenzio. Da settimane i dirigenti scolastici, gli insegnanti e tutto il personale scolastico stanno mettendo a punto, insieme alle amministrazioni locali, i dettagli per la riapertura dopo il lungo lockdown. E’ la sfida più dura della fase 3, lasciata per lo più alla buona volontà dei singoli. segue a pag 3

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La notizia del mese

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Si torna a scuola la sfida più dura Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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Si è aperta una nuova fase di governo Rimpasto di giunta dopo le dimissioni di Lorenzoni

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Ci sono distanze da garantire, norme anti assembramento da rispettare, spazi e tempi da riorganizzare. Già al termine dell’anno scolastico a giugno, dopo mesi di didattica a distanza ed esami con modalità mai viste prima, era chiaro che la ripresa di settembre sarebbe stata tutt’altro che semplice. Questi mesi estivi, con il virus sempre in agguato e pronto a rialzare la testa, finora tenuto a bada dalla rete sanitaria locale, hanno confermato poi la necessità di attrezzarsi per la stagione autunnale che si annuncia carica di incognite. La riapertura delle scuole, assolutamente necessaria, richiede una mobilitazione generale e una rapidità d’azione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Le linee guida nazionali sono molto generiche e vaghe per certi aspetti, rimandando all’autonomia di ogni singolo istituto le soluzioni operative per riprendere le lezioni in sicurezza. Ecco allora dirigenti, sindaci e amministratori a misurare le aule, a progettare demolizioni e riadattare nuove classi in tempi da record, a reperire risorse aggiuntive oltre agli stanziamenti nazionali, ad organizzare turni di entrata e uscita per armonizzare i servizi come il trasporto scolastico, la mensa e il doposcuola. Il tutto in tempi strettissimi e con la consapevolezza che a settembre difficilmente si potrà contare su un numero maggiore di docenti, a meno che in queste settimane il governo non prema sull’acceleratore. Per giorni e giorni la discussione, anche politica, si è concentrata sui nuovi banchi, un falso problema in quasi la totalità dei casi, a fronte di questioni ben più pressanti come la mancanza di aule e di personale. In questo mese di campagna elettorale per le regionali, inevitabilmente, la scuola in tempo di Covid diventerà materia di confronto e di scontro,come si è visto anche nel recente rapporto fra Regione e Governo proprio sulle misure per la riapertura. Ma stavolta non è proprio il caso di ridurre tutto alle solite scaramucce elettorali, la posta in gioco è altissima e ne va dell’assoluta necessità di riportare i nostri ragazzi in classe e permettere loro di frequentare le lezioni. La scuola non ha bisogno di chiacchiere ma di risorse, persone e mezzi. E’ una sfida che non possiamo perdere.

stata un’estate particolarmente calda a Palazzo Moroni. Le annunciate dimissioni del vicesindaco Arturo Lorenzoni, candidato alle prossime regionali come sfidante di Luca Zaia, hanno aperto le porte a un rimpasto di giunta e dato il via a una nuova fase di governo della città. Salutato con una bicchierata informale con sindaco e assessori, il 14 luglio Lorenzoni ha lasciato sul tavolo di Sergio Giordani un pacchetto di deleghe pesanti. Nessuna lunga attesa, però. Dopo una settimana sono arrivati nomi e novità (già largamente circolati), con l’ingresso in giunta del 38enne presidente di BusItalia Andrea Ragona al quale il sindaco ha affidato le due deleghe più importanti di Lorenzoni, Urbanistica e Mobilità. Ragona, d a questo mese ambientalista ex presidente di Legambiente, è il terzo asRicordando sessore esponente di Coalizione civica. Per ristabilire gli equilibri, Giordani ha “trasferito” a Francesca Benciolini la i nostri cari delega al Provveditorato, prima nelle mani di Andrea MiNelle ultime pagine del giornale calizzi che è stato nominato nuovo vicesindaco. Sceglierlo come braccio destro rende un po’ più politico il percorso futuro della guida della città, se si considera che nel 2017 Micalizzi ha ottenuto il maggior numero di preferenze fra i candidati del Partito democratico. Sicurezza e Polizia locale passano a Diego Bonavina, EdiNicola Stievano >direttore@givemotions.it< lizia residenziale e Politiche abitative a Marta Nalin, Edilizia privata ad Antonio Bressa. Un rimpasto sotto il segno Padova · Tel. 049 650 005 rmai è una corsa contro il tempo: si avvicina- ilRubano 14 del massimo equilibrio politico e di un gruppo di lavoro info@iofartigiana.it settembre, giorno in cui la campanella tornerà a giovane chiamato da Giordani a mettere in cantiere, di pari suonare dopo sei mesi e mezzo di silenzio. Da settipasso con gli obiettivi degli ultimi due anni di mandato, la mane i dirigenti scolastici, gli insegnanti e tutto il perSara Salin Padova del futuro. sonale scolastico stanno mettendo a punto, insieme alle amministrazioni locali, i dettagli per la riapertura dopo il lungo lockdown. E’ la sfida più dura della fase 3, lasciata per lo più alla buona volontà dei singoli. È un periodico formato da 18 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Redazione: seguee a pag

Si torna a scuola la sfida più dura Servizi Funebri · Trasporti Nazionali/Internazionali · Opere Cimiteriali

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di Padova

recapitato a 316.016 famiglie del Veneto.

Questa edizione raggiunge i quartieri di Padova per un numero complessivo di 98.000 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

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La città che cambia

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Tram, al via nel 2021 la seconda linea Primi cantieri, fino al 15 settembre, ed è già caos. I tecnici evidenziano le criticità e il Comune cerca di ridurre i disagi

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l battesimo è, a dir poco, di fuoco. Il nuovo tram Sir 3, che collegherà la stazione ferroviaria a Voltabarozzo, è ai blocchi di partenza. A fine luglio è stato presentato, a palazzo Moroni, il progetto definitivo: due grandi cantieri, altri 28 mini-interventi, traffico e smog ridotti del 40 per cento, prima corsa nel 2023, dopo 19 mesi di lavori. Tutto questo sulla carta: i primi cantieri, aperti agli inizi di agosto con chiusura prevista entro il 15 settembre, hanno da subito creato code, rallentamenti e disagi, riaccendendo pure le polemiche su una questione destinata a essere rovente anche nel prossimo autunno. I lavori, eseguiti da AcegasApsAmga in collaborazione con il Comune, hanno riguardato l’ammodernamento delle condotte idriche nel sottosuolo. Ma andiamo per ordine. I lavori della seconda linea, che passerà per via Tommaseo, ospedale, Forcellini e parco Iris, partiranno alla fine del 2021 quando la zona della stazione si trasformerà nel primo grande cantiere. In contemporanea aprirà anche l’altro secondo grande cantiere, quello per la realizzazione del nuovo ponte di Voltabarozzo e il capolinea Sud. “I tecnici hanno cercato il più possibile di progettare interventi che non siano troppo invasivi – ha detto il sindaco Sergio Giordani -. È ovvio che, per un’opera di questa portata, qualche problemino ci sarà, ma in futuro avremo una città più sostenibile con il 40% in meno di traffico ed emissioni”.

Cinque i grandi nodi sul tappeto nei prossimi anni: lo spostamento dei sottoservizi (come quello di queste settimane), il ponte Omizzolo, l’incrocio via Giustiniani-Gattamelata, il ponte di Voltabarozzo, il capolinea con il nuovo deposito Problemi che i tecnici comunali e i consulenti di Italferr hanno già evidenziato al Comune che sta cercando dei piani per affrontarli. A preoccupare sono alcuni passaggi del tram nella viabilità cittadina. In prima linea sulla questione il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Micalizzi. «Dobbiamo porci per tempo i problemi e, di conseguenza, organizzare i cantieri. Vogliamo anticipare, attraverso un protocollo congiunto, tutti i passaggi predisponendo una tabella di marcia che consenta di comunicare prima la presenza dei lavori in modo i cittadini possano regolarsi. Tutto ciò servirà a evitare che i cantieri del Sir 3 siano invasivi come lo erano stati per la prima linea tramviaria. La logica che stiamo seguendo è quella di andare a sistemare, rimettere a nuovo o riposizionare, le tubature della rete idrica e fognaria, per far sì che quando sarà in funzione il metrobus che collegherà la Stazione a Voltabarozzo, magari l’anno dopo non si debbano riaprire le strade perché ci sono problemi nei sottoservizi. Grazie a questo metodo, poi, tutti i cantieri procederanno più rapidamente, senza imprevisti e con i disagi ridotti al minimo”. Nicoletta Masetto

Verso le Elezioni 2020 ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici

elettorali

e

inserti

pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

Liliana Gori Comitato No Rotaie: “È solo questione di volontà politica”

“S

e il Comune volesse potrebbe cambiare il mezzo indicato nel progetto Stazione FS-Voltabarozzo. E non lo dico io, ma direttamente il MIT”. A parlare è Liliana Gori, presidente del Comitato No Rotaie Voltabarozzo. “È solo una questione di volontà politica, i “pasticci” delle ultime settimane lo hanno reso fin troppo evidente. Il vincolo per usufruire dei fondi relativi ai 56 milioni è che il mezzo deve essere realizzato “a rotaie e “a fili” come sta scritto nei documenti ministeriali – incalza la presidente del Comitato –. Quindi, non è vero che si perderebbero i finanziamenti: il tram non esclude il filobus. Ovviamente il contributo

per un eventuale sistema a filobus sarebbe inferiore perché il costo di una linea è nettamente più basso rispetto a quella prevista per un tram. Il costo di un singolo filobus, però, varia da 400 a 700 mila euro di gran lunga più basso rispetto ai i costi di una singola carrozza da tre cassoni che, anche scontata, vale a 2 milioni e 100 mila euro, com’è stato dichiarato ufficialmente. Pure la stessa installazione di una linea filobus costa molto meno, anche in fatto di manutenzione. La posa di rotaie, e relativi interventi di mantenimento, hanno invece costi altissimi. Dove stanno, allora, i reali benefici di questo sistema già obsoleto prima di essere realizzato?”. (n.m.)

Elezioni

Liliana Gori

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La città che cambia

Costruiamo una “città felice” L’idea del sociologo Daniele Marini, direttore scientifico di Community Research&Analysis, per lo sviluppo del territorio

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e prospettive di una città, in un’economia e una società sempre più interdipendenti, sono direttamente proporzionali alla capacità di progettarsi come un sistema territoriale intelligente. Il futuro si gioca nella competizione fra aree in grado di affermarsi per le loro specializzazioni, per la capacità di identificarsi ed essere identificate quali depositarie di un brand particolare e unico, per l’attitudine a integrarsi nelle reti di relazioni economiche e sociali più ampie, per la possibilità di attrarre risorse, competenze e professionalità necessarie al proprio sviluppo. In questo senso, tutti gli attori locali (e non solo) sono chiamati a riflettere, in particolare dopo la pandemia che sta riscrivendo gli assetti socio-economici, sul futuro di Padova. Come sempre accade, dentro alle difficoltà si schiudono nuove opportunità. Che però devono essere colte, da tutti. Si tratta di individuare i fattori strategici lungo i quali delineare una progettualità di medio-lungo termine che sia coerente e, soprattutto, condivisa. Realizzare ciò non significa ripartire da zero. Ma una nuova progettazione è possibile offendo al capitale (economico, culturale, sociale, artistico…) accumulato una nuova declinazione e innestando le necessarie innovazioni. Riprendendo uno studio realizzato alcuni anni fa, in comparazione con quello della fine degli anni ’90 del secolo scorso realizzato dal CIR del compianto Ruggero Menato, è possibile individuare alcune direttrici lungo le quali proiettare lo sviluppo di Padova, accomunate da “4 C” di assoluto pregio: 1) C come Cultura (rappresentata dal ruolo dell’istruzione superiore e dell’università, dall’offerta culturale in generale); 2) C come Cura (le sfere dell’ambito medico-sanitario – in particolare, nell’epoca della pandemia – e, nello stesso tempo, anche la dimensione simbolica e religiosa della cura di sé, oltre a quella del turismo); 3) C come Coesione (simboleggia la presenza molteplice del mondo associativo e volontario, a maggior ragione dopo che Padova è Capitale Europea del Volontariato 2020); 4) C come Crocevia (poli logisitici e della distribuzione, infrastrutture, commistione fra industria sviluppata e servizi avanzati, ma anche come luogo di incontro fra culture, di scambi internazionali). Quattro caratteristiche che sommano aspetti materiali e immateriali, fattori strutturali e simbolici. Che possono definire Padova come una “feli-città”. La costruzione di una “città felice” è il tema-chiave del futuro. È il tema della qualità della vita che costituisce un fattore essenziale per la competitività e l’attrattività di un’area. Padova e le città della sua provincia dispongono, sotto questo profilo, di

sintesi al proprio interno e, quindi, inadeguata nel realizzare un’azione di lobby utile al territorio, a rappresentarlo all’esterno. Padova ha in seno molte risorse per realizzare un progetto sul suo futuro in grado di aumentare la propria competitività, di calamitare risorse elevate, di realizzare un sistema territoriale intelligente. Di pensarsi come una “feli-città”, in cui identificarsi e farsi identificare:

affermandolo come brand riconosciuto. Lo sviluppo di un territorio non si manifesta solo con la crescita economica o il grado di esportazioni, ma anche con la capacità di creare un ambiente vivibile, funzionale e coeso: appunto, felice.

Daniele Marini Università di Padova Direttore Scientifico Community Research&Analysis

PIZZERIA un patrimonio di assoluto rilievo nazionale e internazionale. Tuttavia, la storia e la collocazione geografica privilegiata non rappresentano più di per sé fattori competitivi e di attrazione se non sono inseriti nei processi di trasformazione economica e simbolica a livello globale. In questo senso, vi sono alcuni rischi da evitare. Il primo è che le classi dirigenti locali non abbiano la percezione dell’urgenza di cambiamento per fronteggiare la situazione attuale e a venire. Come se Pado- Cultura, Cura, va vivesse con ritmo più Coesione, Crocevia tipico di un “nobile in decadenza”, che si attri- sono le direttrici buisce un ruolo e una polungo le quali sizione – in virtù del suo passato – oggi sempre proiettare lo meno riconosciuto. Basti sviluppo di una pensare alla minore capacità di attrarre studenti “felic-città” in cui nelle università venete, identificarsi e farsi alla fuga dei giovani verso identificare altre nazioni in cerca di opportunità lavorative (il fenomeno della fuga dei cervelli). Il secondo è di chiudersi in uno “splendido isolamento”, scarsamente collegata ai progetti che i diversi attori stanno sviluppando all’interno della città (si pensi alla liquidazione della ZIP senza che vi sia una progettualità alternativa, piuttosto che il Padova Innavtion Hub), e a quelli espressi dagli altri territori. Il terzo rinvia al tema di una “rappresentanza degli interessi debole”, incapace di trovare una

• Chi è Daniele Marini Daniele Marini insegna Sociologia dei Processi Economici all’Università di Padova. Ha concentrato la sua attività di studio e ricerca sui modelli di sviluppo sociale ed economico. Ha diretto la Fondazione Corazzin (1995-2000) e, dopo aver contribuito a creare e guidato la Fondazione Nord Est (2000-2013), ha fondato ed è Direttore Scientifico di Community Research&Analysis. Ha collaborato per diversi anni con “Il Sole24Ore”. Editorialista de “La Stampa” e dei quotidiani del Gruppo GEDI Nordest, partecipa a diversi Comitati Scientifici, fra cui EntER (Università Bocconi, Milano), “l’Industria” (il Mulino, Bologna) e Advisory Board di Federmeccanica. Il suo ultimo libro è “Fuori classe. Dal movimento operaio ai lavoratori imprenditivi della Quarta rivoluzione industriale” (Mulino, 2018).

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La città Vitache in città cambia

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L’intervento Andrea Colasio, assessore a Cultura e Turismo

“Sarà un autunno di grandi eventi” ono ottimista. Ci aspetta un autunno di grandi eventi e importanti manifestazioni culturali in città, dopo i mesi di stop a ogni iniziativa. Eventi culturali, spettacoli e turismo sono estremamente importanti per l’economia della nostra città, basta pensare che, prima del Covid, il numero dei turisti era costantemente in crescita negli ultimi anni grazie anche alla nostra politica culturale, che si sviluppa su due fronti. Il primo è un’offerta straordinaria di capolavori dell’arte, a partire dagli affreschi del Trecento di Padova Urbs picta candidati al patrocinio mondiale dell’Unesco, fino alle grandi mostre di respiro nazionale e internazionale, per inserire la città nel circuito mondiale del turismo culturale. Il secondo è il sostegno e la valorizzazione del vivacissimo tessuto culturale del territorio attraverso una serie di eventi e spettacoli più locali ma di identica qualità e interesse. Dal Castello Festival, la rassegna estiva che fino a settembre animerà la “piazza d’armi” del Castello Carrarese, fino

a GirovagArte, rassegna itinerante di spettacoli nei quartieri. Una strategia “glocal”, capace di pensare in grande ma allo stesso tempo attenta alla propria identità locale. E in autunno avremo due mostre evento di grande richiamo: la prima, dal 10 ottobre, sarà “Van Gogh. I colori della vita” al Centro Culturale Altinate San Gaetano, organizzata da Linea D’Ombra di Marco Goldin, la seconda, dal 24 ottobre a Palazzo Zabarella, proposta dalla Fondazione Bano dal titolo “I Macchiaioli. Capolavori dell’Italia che risorge”. Due mostre di altissimo livello che attireranno migliaia di turisti e appassionati d’arte, speriamo anche dall’estero. Parallelamente proseguiamo la promozione internazionale di Padova Urbs picta, con i suoi otto luoghi affrescati dai maestri del ‘300, in attesa che l’Unesco si riunisca per decidere di attribuire loro il riconoscimento di “Patrimonio dell’Umanità”. Ci sostiene in questo anche l’impegno del Governo che, nel decreto rilancio, ha stanziato due milioni di euro a sostegno del-

Andrea Colasio

Le mostre su Van Gogh e i Macchiaioli da ottobre porteranno a Padova migliaia di turisti e appassionati d’arte

la nostra candidatura. Ma Padova sarà attrattiva anche grazie ad altre significative proposte culturali, a partire dalla “Fiera delle Parole” che quest’anno si terrà in Fiera, fino al Portello River Festival, al festival del romanzo storico Chronicae Sugarpulp, alla rassegna Arti Inferiori, al Festival di fotografia Photo Open Up, al Festival Jazz e alla Rassegna di danza. Ma perché il volano economico messo in moto

dalle offerte culturali funzioni davvero, e porti in turisti e viaggiatori consapevoli delle opportunità che la città offre, è necessario dotarsi di mezzi adeguati. Entro l’autunno anche Padova avrà, come tutte le più importanti città turistiche del mondo, il proprio portale web dove trovare tutte le proposte della città e attraverso il quale prenotare direttamente e costruire il proprio soggiorno a Padova.

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Cristina Papini “Una grande passione totalizzante”

Nove anni di successi del blog Galline Padovane I

l 25 luglio ha festeggiato con una bottiglia balloon personalizzata i nove anni dal primo post pubblicato su quello che definisce “una stanza di casa mia”. Cristina Papini, local blogger e influencer padovana, dal 2011 non ha mai cambiato rotta e il suo gallinepadovane.it anno dopo anno è diventato un blog personale capace di resistere nel tempo e di crescere in popolarità e consensi. Voleva essere una community locale tutta al femminile dove si chiacchiera in quell’attività tipica delle chat. “L’idea di chiamarlo Galline Padovane mi era venuta nel 2008. Lo so, può sembrare un nome frivolo. Ma è il simbolo della città: funziona e me lo tengo”. Alle spalle una lunga passione per il web che Cristina Papini ha voluto traslare in un luogo virtuale nel quale poter mettere in luce le peculiarità di Padova e del Veneto attraverso la creazione di contenuti, amplificati grazie ai social network. “Una grande passione è l’ingrediente base della ricetta di questo successo”, spiega Papini, che confessa. “Sono sempre online. Questo è un lavoro totalizzante”. A scriverle sono tantissimi. Lo hanno fatto anche durante il lockdown, quando l’attività di Galline Padovane non si è mai fermata. “Sono molte le attività che negli anni hanno scelto di digitalizzarsi e che quindi hanno proseguito la comunicazione nonostante la chiusura. In più – racconta la blogger – in un momento così difficile mi è sembrato doveroso offrire degli spazi free sui social e in cinquanta giorni di confinamento sono stata letteralmente bombardata di richieste”. Cristina ha dato una mano a chi ha scelto di reinventarsi a causa del coronavirus: ha promosso i prodotti tipici del territorio, ha

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La città che cambia

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aiutato con l’e-commerce chi si è trasformato in delivery e take away. Ha messo in campo quello che per lei è ordinario e per gli altri invece non lo è. Mesi che sono sembrati anni, in cui Cristina Papini ha “sfruttato” la popolarità del suo blog per stimolare i propri lettori a stare a casa. “Li ho intrattenuti con le liste delle cose da fare, con la condivisione delle loro domeniche, con i suggerimenti del libro da leggere, con il pranzo di Pasqua. Sono arrivate centinaia di fotografie”. Mettere la città in vetrina per lei è un lavoro. Un business che funziona e che resiste nel tempo. Ha avuto visione, ha saputo investire sulla propria passione e capire che il digitale è imprescindibile. “I blogger non sono dei neofiti e nel futuro ci siamo dentro ormai da diversi anni. Solo che – afferma la creatrice di Galline Padovane – i cosiddetti paròni hanno ancora molte reticenze, perché in Italia c’è una scarsissima cultura digitale e purtroppo il mercato del web viene sporcato da soggetti truffaldini che spacciano per reali numeri fasulli comperati”.

Cristina Papini

Riqualificazione dell’ex Vescovi Lo storico edificio si trasforma

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o storico opificio della fine degli anni Cinquanta all’angolo tra via Vicenza e via Volturno è pronto per essere riqualificato e restituito alla città. Ristrutturazione e cambio di destinazione d’uso, senza aumento di volumi, che vedranno al piano terra l’apertura del punto vendita NaturaSì, attualmente in via Vicenza, e al piano superiore l’attività di ristorazione Pizzicotto. L’ex torrefazione, ormai fatiscente e nell’ottobre scorso occupato dal collettivo Gramigna, sarà trasformata grazie ad una convenzione fra i proprietari dell’immobile e l’amministrazione comunale, “con l’impegno da parte degli investitori della realizzazione di nuovi parcheggi, la risistemazione di quelli esistenti, il miglioramento della pista ciclabile, l’installazione di una colonnina di ricarica elettrica e la realizzazione di nuove aiuole verdi che si aggiungeranno alle storiche palme”, spiega l’assessore alle attività produttive e all’edilizia privata Antonio Bressa, che annuncia la chiusura dei lavori entro Natale.

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Undici locali storici arricchiscono l’Albo cittadino

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’ Albo cittadino dei locali e delle attività storiche si è arricchito di undici nomi, passando da 122 a 133 esercizi con una lunga storia alle spalle. Bisogna avere più di quarant’anni di vita e alcune specifiche per entrarne a far parte. Istituito oltre dieci anni fa in collaborazione con la Camera di Commercio e le associazioni di categoria del commercio e dell’artigianato, ha l’obiettivo di sostenere e far conoscere questo patrimonio prezioso della città, ricco di tradizioni e artigianalità. “Il nostro intento – spiega Antonio Bressa, assessore alle attività produttive e al commercio – è la valorizzazione di questo patrimonio che rappresenta una parte importante dell’identità culturale di Padova e che troverà spazio anche nelle prossime azioni di promozione turistica. Infatti – anticipa l’amministratore di Palazzo Moroni – si stanno svi-

luppando vere e proprie visite guidate alla ricerca di questi luoghi, a partire da quelli più simbolici e significativi”. Verificati i requisiti da parte della Commissione, i locali e le attività storiche inseriti nell’Albo del Comune di Padova sono il panificio “Tradizioni di Gaia” di piazza della Frutta, la cioccolateria “Pasticceria Dal Corso” di largo Debussy, la fioreria “Santissima Trinità” di via Curzola, la fioreria “Arte del Fiore” di via Oberdan angolo via VIII Febbraio, il panificio “La spiga di Ivana Zancanaro” di via Minio, il negozio di elettrodomestici “Rosy Star” di via Annibale da Bassano, il negozio di biancheria “Angolo della biancheria” di viale Arcella, il colorificio “Savna” di via Oberdan, il Caffè Diemme di via Beato Pellegrino, Acconciatore Adriano di via Beato Pellegrino e la Caffetteria Cappellari di piazzale Barbato. (s.s.)

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La città .solidale

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Volontariato Comune, CSV provinciale e Diocesi in campo per dare sostegno ai più colpiti dalla crisi

Nuove povertà, l’emergenza continua Borse spesa gestite dai volontari

Csv, settembre di eventi tra live, streaming e solidarietà

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rima i buoni spesa, poi le borse spesa. Comune, CSV provinciale e Diocesi di Padova sono immediatamente scesi in campo, assieme a numerose organizzazioni e a circa 1.700 volontari, grazie alla campagna “Per Padova Noi Ci Siamo”. Nella fase 2 del progetto, dal 18 maggio, sono state oltre quattromila le persone raggiunte con le borse spesa. 1.309 famiglie, per l’esattezza, sostenute nelle difficoltà economiche causate dal Covid-19. Dopo i buoni alimentari erogati dal Governo, le borse hanno costituito una nuova boccata di ossigeno per tanti: un valore tra i cinquanta e i cento euro da spendere nei supermercati e nei negozi aderenti. Dal primo luglio, grazie alla solida rete che si è costruita in questi mesi di emergenza, la modalità di distruzione delle borse spesa cambia. Non si telefona più, perché a farsi carico della raccolta delle famiglie in difficoltà saranno le stesse organizzazioni, oltre ai Servizi sociali di Palazzo Moroni. La situazione non è risolta. Ecco perché Caritas, grande distribuzione, CSV provinciale, associazioni e organizzazioni hanno deciso di coordinarsi nella gestione presente e futura. Rimane invece aperta la raccolta fondi collegata al progetto “Per Padova noi ci siamo”, per coprire le esigenze straordinarie delle famiglie nei prossimi mesi. “Nei mesi dell’emergenza abbiamo attivato diversi canali, mettendo in campo iniziative che si sono rivelate fondamentali”, afferma l’assessora ai Servizi sociali del Comune di Padova Marta Nalin, che ricorda anche l’individuazione di luoghi sicuri per le persone senza fissa dimora. “Il tema delle nuove povertà si fa sempre più sentire e per questo – spiega – continueremo a dare risposte, individuando nuove forme per dare sostegno a quanti sono stati più colpiti da questa crisi che non è solo sanitaria, ma sociale ed economica”. Volontari in campo, quindi. “Sono la grande ricchezza della nostra città e della nostra provincia”, sostiene il presidente provinciale di CSV Emanuele Alecci, che sottolinea come in questi

mesi sono state stabilite relazioni con le persone raggiunte, spesso andando al di là della consegna della spesa o della mascherina. “Ciò che emerso dentro questa profonda sofferenza – racconta don Luca Facco, direttore della Caritas diocesana – è la parte buona, solidale e generosa dei padovani che in tanti e in diversi modi hanno dimostrato nei fatti interesse alle sofferenze degli altri”.

Chiesa di San Giorgio in Braida sito patrimonio dell’Umanità UNESCO

el mese di settembre gli appuntamenti ed eventi organizzati da Padova Capitale Europea del Volontariato riprenderanno con forza, ma in sicurezza. Il 13 settembre sarà la volta di una biciclettata fotografica proposta dal tavolo ambiente e urbanistica di Padova capitale europea del volontariato. Dalle 10 alle 15, ogni mezz’ora partirà un gruppo alla scoperta di alcuni luoghi significativi sul tema rigenerazione e ambiente. Il 20 settembre la versione innovativa e virtuale delle stracittadine della Padova Marathon saranno dedicate anche a Padova capitale con una raccolta fondi a favore di alcune associazioni del territorio e al progetto “Per Padova noi ci siamo” che continua a dare risposta alle necessità legate alle nuove povertà. Il Festival Solidaria 2020 si svolgerà dal 21 al 27 di settembre in vari luoghi della città di Padova: incontri di carattere pubblico uniti a spettacoli dal vivo e in streaming. Apertamente è il tema dell’edizione 2020 di Solidaria, il Festival alla terza edizione che quest’anno rappresenta una delle tappe fondamentali dell’anno da capitale europea del volontariato. Il tema 2020, pensato prima dell’emergenza Covid-19, assume ora un nuovo e più forte significato. Apertamente vuole significare la necessità di riprendere il contatto con l’ambiente e il paesaggio che ci circonda come luogo di relazione e non poteva esserci occasione migliore dei 20 anni dalla stesura della Convenzione europea del paesaggio. Ma “apertamente” richiama anche ad un approccio mentale aperto, necessario per costruire comunità accoglienti ed inclusive. La chiusura della settimana sarà domenica 27 settembre con la Festa del volontariato prevista a Padova al Prato della Valle. Nel rispetto delle limitazioni imposte dalle misure cautelative legate alla pandemia, l’evento non perderà quel senso di “incontro” tra le associazioni e la cittadinanza. Per tutte le informazioni: www.padovacapitale.it


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DOMENICA

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2020

PAESAGGI URBANI Percorsi di rigenerazione e partecipazione Scegli uno dei tre percorsi. Iscriviti. Partecipa alla biciclettata fotografica per raccontare il territorio attraversoicorsid’acqua,glispaziverdi,edificiepiazze.Contribuisci alla rigenerazione urbana per una città inclusiva e sostenibile. la biciclettata è aperta a tutti previa iscrizione sul sito

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I minorenni dovranno essere accompagnati da un adulto. I percorsi saranno in territorio urbano, su strade asfaltate e variano tra 12 e 18 km con 6 soste lungo il percorso. L’iniziativa è proposta dal tavolo ambiente e urbanistica di Padova capitale europea del volontariato 2020. main partner:

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Centro Drogheria Preti, quasi novant’anni di attività tra spezie, aromi e colori

La ricetta vincente è la “padovanità” I

l profumo delle “droghe” da cucina avvolge, già in strada, ancor prima di entrare. Come il sapore, sempre più rarefatto, delle vetrine d’altri tempi di questo negozio che si affaccia su una delle piazze più belle del mondo. Al civico 26 di Prato della Valle, la Drogheria Preti è, da quasi novant’anni, uno dei luoghi simbolo del commercio padovano. Situata nell’angolo che da Prato della Valle porta alla Basilica del Santo, è uno spazio di profumi, sapori e colori. Dal 2006 l’edificio e gli arredamenti sono tutelati dalla Soprintendenza per la Conservazione dei Beni Culturali di Venezia per il loro valore etnoantropologico e storico. La Drogheria è la Bottega per antonomasia. Perché qui ci trovi davvero di tutto, e molto di più: dentro a una manciata di metri quadrati riempiti di spezie, semi, fragranze naturali, tele per quadri, colori a olio, a tempera e acquerelli e, poi, oli, vini e liquori, puoi scoprire il “cuore” della città. “In questi mesi il fatturato, come quello di tutte le attività commerciali, ha registrato, ovviamente, un crollo – spiega il titolare Daniele Bettella –. Il calo è stato intorno al 75 per cento, ma c’è chi, tra i miei colleghi e sono tanti, è andato sotto zero. Io ho continuato a lavorare, poco ma di continuo. Ho riaperto a fine marzo e, durante tutta l’emergenza, ho garantito consegne a domicilio in città e In mezzo a vini, fuori”. Daniele, che prioli e dolciumi ma faceva il barista alla scoperta e il rappresentante di alimentari, è stadi una delle più to insignito nel 2007 antiche botteghe del titolo di “Padovano eccellente” della città proprio per il modo encomiabile con cui conduce l’attività di “drogheria storica padovana”, inserita tra i percorsi turistici della

• La storia

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nserita in un palazzo dell’800, ospitò la Farmacia Santa Giustina, oggi di fronte. Fu trasformata in drogheria negli anni Trenta. A gestirla Giuseppe Preti, proprietario degli Oleifici Ziveri che producevano olio, saponi e affini. L’attività venne poi rilevata da Luigi Zuin: da garzone di bottega, nel 1963, divenne proprietario, aggiungendo il proprio nome all’insegna originaria tuttora visibile.

città. Ha rilevato il negozio nel 2000 da Luigi Zuin, il garzone di bottega che ne era diventato proprietario nel 1963, e dai figli. In tanti anni anche la storia è passata di qui: crisi, guerre e, ora, persino la pandemia. Ma la Drogheria è stata più forte, riuscendo a superare i momenti bui. Dove sta, allora, il segreto di un’attività che, nonostante tutto, ha resistito e continua a farlo? Forse nel profumo inebriante delle spezie o nel sapore deciso di olii e vini che arrivano da tutte le regioni? “La ricetta sta in pochi ingredienti da conservare con cura – prosegue Daniele, appas-

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sionato di rugby, vela e viaggi –: nella grande varietà dei prodotti, in modo da soddisfare tutte le richieste dei nostri clienti, ma soprattutto nella qualità. È questa che ha sempre guidato le scelte di acquisto e ci ripaga con la piena soddisfazione di chi viene qui a comprare anche solo dei dolciumi. Clienti esigenti? Si, ma per “colpa” nostra: qui sono sempre stati abituati a pretendere il meglio”. All’appello manca, ancora, l’ingrediente segreto, quello che fa la differenza. “Non ho problemi a svelarlo: è la padovanità – conclude Daniele –. A “salvarmi”, in questo periodo, sono

stati i miei clienti abituali, affezionati. Cosa hanno comprato durante il lockdown? Colori, pennelli e materiali per tinteggiare e pulire casa, ma anche spezie e ingredienti per cucinare. Infine, ho venduto anche colori e tele per quadri, qualcuno si è messo a dipingere, è tornato a passioni antiche, a valori autentici”. Questo posto non è solo un negozio, è molto di più. È, davvero, lo specchio di ciò che sta intorno. Insieme alle spezie si respira l’anima di una città che resiste perché non è mai venuta meno a se stessa. Nicoletta Masetto

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Arcella L’ “Angolo della biancheria” è tra le attività storiche del quartiere

Un Distretto del Commercio per salvare l’Arcella Il negozio di Sara Compagnin, e prima di mamma Carla, è una sorta di istituzione, emblema di una realtà urbana che ha visto trasformazioni tra le più radicali rispetto ad altre aree della città. “Oggi l’Arcella ha un’identità così caotica da essere …senza identità – spiega Sara Compagnin, titolare del negozio, in viale Arcella 2, aperto dalla mamma Carla Tonello nel 1979, dalla quale ha raccolto il testimone nel 2015 -. Nessuno ha mai avuto il coraggio di investire sul serio, di progettare, di avere un pensiero lungimirante non solo in difesa dei commercianti, ma dell’intero quartiere. Anzi, di recente è stato fatto di peggio: hanno chiuso via Anelli alla Stanga e ce l’hanno “trasferita” qui! In una situazione come questa sfido chiunque a stare a galla. Cerchiamo di non arrenderci, di far quadrare i conti, ma la coperta è sempre più corta, la situazione insostenibile tanto che riuscire a reggere è sempre più una “missione impossibile”. Sara ha iniziato a frequentare la bottega di mamma da piccola. E, quando non era in negozio, la potevi trovare giusto di fronte, nella pizzeria di papà Orlando, la mitica “Tavernetta”, altro luogo storico di un’Arcella che non c’è più. Tra biancheria per la casa, intimo, camicie da notte e pigiami, maglieria, abiti donna (anche taglie comode), lenzuola e tovaglie su misura, spugna pure personalizzata, il negozio è nell’albo delle botteghe storiche a conferma del legame stretto costruito negli anni con il territorio. “Il lockdown è stato una mazzata – confessa Sara -, cerco di rimboccarmi le maniche, l’ho imparato dai miei genitori. La passione per il lavoro e la fiducia dei clienti mi danno la forza per non mollare, ma non basta. I problemi, in verità, c’erano anche prima del Covid-19:

il piccolo commercio, le botteghe come la mia, erano già state messe a dura prova dai grandi centri commerciali e dagli acquisti on line. Come uscirne? Di recente, qualche spiraglio è arrivato da un tavolo con l’assessore al Commercio, Bressa. Si vorrebbe costituire un portale attraverso il quale negozi e attività dell’Arcella, e non

solo, possano farsi conoscere. Oggi bisogna osare di più se vogliamo salvarci: una concreta possibilità potrebbe derivare dalla costituzione di un Distretto del commercio. Sarebbe una concreta boccata d’ossigeno per provare a far rinascere le attività esistenti e avviarne di nuove prima che sia davvero Nicoletta Masetto troppo tardi”.

Festa d’Irlanda

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Sara Compagnin con la madre Carla

ppuntamento con le Birre tradizionali irlandesi, il Shop Corner con stand e prodotti, la musica dal vivo e DJ set, l’Area Streeet Food, ai Giardini dell’Arena, da mercoledì 16 a domenica 20 settembre 2020. Come dentro a un pub di Temple Bar, sulle rive del fiume Shannon o in una vecchia osteria della campagna irlandese, fra danze indiavolate e pinte che tintinnano. Giorni e notti fatte di arpe e violini incalzanti, flauti e dolci cornamuse, bodhran e chitarre che battono, tutto in un’atmosfera magica. L’ingresso è gratuito, dalle 20 ad offerta libera. Gli orari di apertura sono mercoledì, dalle 18 all’una; da venerdì a domenica; dalle 11 all’una, aperti tutto il giorno, sia per pranzo che per cena. È organizzato da Italia on The Road – Cibo da strada, This Is Ireland e Via Audio. Per informazioni: info@ viaaudio.it – matteo.camisasca@viaaudio.it. (n.m.)

Arcella Bella

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state targata Arcella Bella fino al 13 settembre al Parco Milcovich. Serate di musica, incontri, food in un giardino estivo aperto per tutta l’estate nel più grande quartiere cittadino. Ci saranno stand, aperti anche per colazione e pranzo, dove poter mangiare panini, pizze e bere birra. È vietato introdurre all’interno bottiglie di vetro e oggetti pericolosi. “Invitiamo tutti i partecipanti – raccomandano gli organizzatori - a rispettare le norme di distanziamento, solo in questo modo potremo continuare a offrire una rassegna di eventi dal vivo in serenità e per tutti”. Il programma sempre aggiornato degli eventi è consultabile sulle pagine social del Festival Arcella Bella. (n.m.)


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Guizza Pasticceria Gelateria San Marco si rinnova e cambia look

La passione è il motore per andare avanti ti per continuare a resistere sono gli stessi che mettiamo nella preparazione dei nostri prodotti: la passione per ciò che si fa, credere nella propria attività, cercare di soddisfare sempre il cliente: questo ripaga dei sacrifici e pure di quegli aiuti che, per le piccole attività come la nostra, non ci sono”. A riprova della tenacia e dell’amore per la loro pasticceria i titolari hanno “osato” anche di più.

Nella foto di gruppo, con gli amici della Virtus Basket per festeggiare la promozione in serie B della squadra cittadina.

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vere passione, credere in se stessi e nella propria attività e, per questo, realizzare alla perfezione…anche una pastina mignon”. Ha le idee chiare Paolo Davide Guzzonato titolare con la sorella Silvia della Pasticceria Gelateria San Marco in quartiere Guizza, all’angolo tra le vie Guizza e Genovesi. Basta, del resto, anche solo un colpo d’occhio per capire che le sue non sono parole di circostanza: il “pezzo forte” della pasticceria, fondata nel 1967 da Maurizio e Adriana, i genitori di Paolo e Silvia, non è un dolce scenografico

(che pure viene eseguito se richiesto), ma …una pastina mignon. In verità, è un bignè ripieno di crema Chantilly. Un prodotto minuto, eseguito a regola d’arte, curato fin nei minimi dettagli, uno scrigno prezioso di gusto in cui stanno racchiusi tutta la sapienza e il talento di un vero pasticciere. “E’ un’arte che ho imparato da mio padre, maestro pasticciere conosciuto in Italia e all’estero, per anni, impegnato nelle associazioni di categoria – afferma Guzzonato -. Un’arte si apprende ma, per non disperderla, deve essere coltivata: è un esercizio quotidia-

no di tecnica e di passione”. Una “buona” pratica che Pasticceria San Marco non ha interrotto nemmeno durante lo stop obbligato. “Il tempo di organizzarci e, dopo appena quindici giorni, ci siamo rimessi al lavoro eseguendo consegne a domicilio”. Tra queste anche quella fatta in ospedale a Padova: paste e brioches, portate ancora calde, al personale impegnato nel reparto Malattie infettive. “Un piccolo gesto per esprimere gratitudine infinita”. Un grazie che i fratelli Guzzonato (nella foto) rivolgono anche alla clientela. “Gli ingredienti vincen-

Valentina Penello onlus: assistenza continua per i malati oncologici e le loro famiglie

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n’attività assistenziale, clinica, burocratica, psicologica, sociale e spirituale. È quanto assicura quotidianamente Valentina Penello onlus che, con infermieri, psicologi e assistenti, continua ad operare ancor di più in questo periodo di emergenza. L’associazione è nata in ricordo di Valentina, giovane mamma stroncata da un tumore. “Nel rispetto delle indicazioni ministeriali – spiega il presidente Andrea Gallocchio – tutti i nostri operatori continuano ad assistere i malati oncologici e terminali e le loro famiglie. L’Azienda Sanitaria ci ha messi in rete tra le realtà riconosciute per l’assistenza e la presa in carico globale e per il sostegno al malato durante i programmi terapeutici. L’associazione intercetta i bisogni per i quali i pazienti non bussano ad altre porte. Facciamo parte della Federazione Cure Palliative di Padova e tutti i nostri operatori sono autorizzati. La finalità è proprio quella di ridurre gli acces-

si ospedalieri, soprattutto in questo periodo, provvedendo a domicilio all’esecuzione di prelievi ematici, somministrazione di terapie di supporto prescritte. Il progetto si svolge sempre attraverso un’informazione continua e costante con il medico di medicina generale, il medico oncologo di riferimento e la famiglia, semplificando così la gestione della cura”. Sono una ventina le persone che, con grande spirito di servizio, operano in tutto il territorio dell’Aulss 6 di Padova e provincia. Oltre al personale infermieristico, lo staff è composto da psicologhe che sono accanto ai pazienti attraverso videochiamate o, nei casi più gravi, assicurando la presenza. Per contatti: 348 6043240; mail: info@valentinapenellonlus.org. (n.m.)

“Vista la pausa forzata abbiamo pensato di rinnovare il locale, non accadeva da 35 anni. A mamma Adriana è preso un colpo, ma poi non è passato giorno che non ‘controllasse’ di persona i lavori. Non ci siamo fermati neanche a ferragosto. Per ripartire bisognava, comunque, rischiare: noi abbiamo pensato che la nostra attività lo meritasse”. Nicoletta Masetto


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Guizza La giunta approva il primo stralcio del Parco Guizza nord

Il più grande parco di Padova è realtà A

ltri 65 mila metri quadrati di verde a Padova. Diventa realtà il più grande parco della città del Santo. un parco estensivo, con molte e diverse potenzialità che si affianca a quello di Albignasego per un totale di quasi 150 mila metri quadrati grazie al quale è salva il cuneo verde dell’area sud della città. A chiederlo, a più riprese e da più parti, erano stati per primi proprio gli abitanti del quartiere, da anni in prima linea nel chiedere maggiore attenzione alla vivibilità a partire dalla realizzazione di aree verdi. Un passo decisivo è stata l’adozione da parte della giunta del PUA “Parco Guizza Nord- 1°stralcio” grazie al quale il Comune entrerà in possesso del terreno di 66.574 metri quadrati. Il grande parco urbano, il più vasto della città, sarà adiacente al parco che si trova nel limitrofo Comune di Albignasego, lungo via Modigliani e in continuità con gli impianti sportivi già esistenti. Il PUA, di iniziativa privata, è classificato dal Piano degli Interventi per la maggior parte come “zona di perequazione ambientale” per una superficie di 80.926 metri quadrati, ai quali ne vanno aggiunti 4.332 destinati a verde attrezzato. Il Piano è stato, quindi, approvato ed aggiornato a ottobre scorso proprio con l’obiettivo di arrivare a disporre delle aree necessarie alla realizzazione del Parco Urbano. La ditta richiedente ha presentato un progetto di PUA che prevede la realizzazione di edifici residenziali per una volumetria di complessivi 12.139 metri cubi con un consumo di suolo di circa 16 mila. Di fatto è stato rivisto un piano, che era già consolidato, riducendo di comune accordo con i proprietari la cubatura concessa. Un’ operazione per niente semplice che sindaco e assessori non esitano a definire “un grande risultato da un punto di vista amministrativo”. Soddisfatta l’assessore al Verde, Chiara Gallani: “Dove adesso c’è il mais avremo un parco bellissimo che vogliamo progettare anche con il coinvolgimento degli abitanti del quartiere come abbiamo già fatto, con grande successo, per il Parco dei Salici, attraverso i primi interventi che hanno visto la partecipazione dei residenti. Per le sue dimensioni il Parco sarà, comunque, a disposizione di tutta la città: potrà diventare un punto di riferimento per famiglie e giovani, come accade con il nostro Parco Iris. Padova ha bisogno di verde e

Si realizza il sogno inseguito da anni dagli abitanti della Guizza: “ora anche per noi un polmone verde e migliore qualità della vita”

di verde di qualità. E questo è certamente un intervento che va in questa direzione”. Guizza è destinata a diventare l’oasi dei padovani. Sempre qui, con la firma di Renzo Piano, sarà interamente ri-

disegnato il parco dei Salici. L’accordo prevede che il gruppo di giovani architetti guidati da Piano e da Edoardo Narne, dell’ateneo patavino, diano vita a un grande parco, a sua volta laboratorio di

altrettanti progetti. L’intervento è frutto della convenzione tra il settore Verde del Comune e il Dipartimento Ingegneria civile edile e ambientale del Bo. Nicoletta Masetto

Giardineria, la casa dei fiori

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iardineria Comunale, un vero gioiello del Comune. Le numerose piante e i fiori, di tutti i tipi e varietà, che vediamo in giro per la città a vestire di colori ponti, aiuole, rotatorie, uffici, piccoli angoli urbani e spazi pubblici arrivano da questo angolo di verde pressoché sconosciuto. Si trova in zona Cimitero Maggiore. In giardineria si progettano e si disegnano, ad esempio, le rotonde

P A D O V A

Il sindaco Giordani in visita nelle serre della Giardineria

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ornate di fiori e tutti i decori verdi della città, siano essi una fioriera su un lampione oppure una grande aiuola al centro di una rotonda spartitraffico; o ancora, gli addobbi per gli eventi e, persino, le magnifiche azalee che hanno sorpreso i tanti padovani appena è stato possibile uscire di casa, finita l’emergenza sanitaria, per una passeggiata o un giro in bicicletta. Un luogo fatto, prima di tutto, di persone. Sono i giardinieri e le giardiniere che seguono tutti i giorni questo meraviglioso giardino. Il loro lavoro consiste nel curare e annaffiare quotidianamente le piante, controllare le serre, riparare le attrezzature, inventare sempre nuove creazioni. La fontanella con annesso abbeveratoio per i cani, ad esempio, viene proprio da qui: fu un giardiniere della Giardineria comunale a costruirla, per la prima volta, tre anni fa. Ora ce ne sono une trentina in tutta Padova. Un piccolo gioiello a cui il Comune tiene molto: non tutte le città, infatti, hanno una grande casa del verde come questa. (n.m.)


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Spettacoli

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Il cartellone Teatro Stabile del Veneto

Verdi, più di trenta spettacoli per “resistere” Fino al 10 settembre il Teatro Verdi di Padova riporta il pubblico in sala per tornare ad assaporare “Tutti i gusti del teatro”

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enti titoli per oltre trenta serate tra spettacoli, letture sceniche, film e gare di poesia, animano il cartellone della Stagione Estiva del Teatro Stabile del Veneto. “Padova riparte anche con il teatro e questo è un segnale molto importante perché evidenzia come la città abbia deciso convintamente di investire sulla cultura – afferma l’assessore Andrea Colasio -. Un cartellone di grande qualità, che offrirà davvero spettacoli per tutti i gusti”. “È una stagione dove la collaborazione con la città di Padova e l’amministrazione comunale è centrale – dichiara Giampiero Beltotto, presidente Teatro Stabile del Veneto – Non si tratta di un semplice lavoro tra soci, ma di una condivisione ampia sulla scelta dei titoli, degli artisti e degli spettacoli”. Questi i prossimi appuntamenti al Teatro Verdi. Tra i cinque spettacoli presentati in forma di studio, da non perdere: La fatica d’essere spettatore di Pierre Notte con Fabio Sartor (27-28 agosto), Tutta la vita della compagnia padovana Amor Vacui (31 agosto-1 settembre), L’uomo che ride (4-5 settembre) con Michele Maccagno e ‘Ndrangheta di Teatro Bresci con Giacomo Rossetto (7-8 settembre). Tra gli ospiti sul palco non mancano grandi nomi della scena veneta e nazionale come Andrea Pennacchi con Eroi (29 agosto), un racconto dell’Iliade in cui il narratore, accompagnato dalle

musiche di Giorgio Gobbo e Sergio Marchesini, mescola Bush e Agamennone, Omero e Kill Bill, maestri di judo ed eroi della mitologia, ma anche Tiziano Scarpa, il cui testo Groppi d’amore nella scuraglia è portato sulla scena da Silvio Barbiero (3 settembre), Valerio Mazzucato e Laura Cavinato che danno vita alle parole di Meneghello con Pomo pero, dime ‘l vero (24-25 agosto) e il padovano Loris Contarini con Binario Vivo. Dopo il grande successo di Zoom Poetry Slam, primo torneo virtuale organizzato dallo Stabile del Veneto durante il lockdown che ha trasformato in arena la nota piattaforma di video call, la poesia performativa degli slam occupa per la prima volta il palcoscenico del Verdi per una sfida a colpi di versi che animerà tre serate alla fine di agosto (girone A: 26 agosto; girone B: 2 settembre; finale: 9 settembre). A chiudere il programma (10 e 11 settembre), infine, sarà un appuntamento d’eccezione con il film Diario di primavera, diretto da Stefano Cordella con gli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza: il progetto, nato come una rilettura contemporanea della tragedia tedesca Risveglio di primavera di Wedekind e iniziato a dicembre 2019 come produzione teatrale, ha cambiato veste in corso d’opera a causa dell’emergenza sanitaria e, per consentire agli allievi della Scuola di conseguire il diploma, è stato trasformato in un lungometraggio. https:// www.teatrostabileveneto.it/.

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In basso Giacomo Rossetto, attore e regista di “’Ndrangheta”

Slam Poetry tra poesia e cinema

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opo il grande successo di Zoom Poetry Slam, primo torneo virtuale organizzato dallo Stabile del Veneto durante il lockdown, la poesia performativa degli slam occupa per la prima volta il palcoscenico del Verdi per una sfida a colpi di versi che animerà tre serate con finale il 9 settembre. A chiudere il programma (10 e 11 settembre) sarà un appuntamento d’eccezione: il film “Diario di primavera” diretto da Stefano Cordella che ha come protagonisti gli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza. Il progetto, nato come una rilettura contemporanea della tragedia tedesca “Risveglio di primavera “di Wedekind e iniziato a dicembre 2019 come produzione teatrale, per consentire agli allievi della Scuola di conseguire il diploma durante l’emergenza, è stato trasformato in un lungometraggio. (Ni. Ma.)

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Concerti L’OPV riabbraccia il suo pubblico

Dagli Eremitani al Castello Carrarese musica sotto le stelle La musica dell’Orchestra di Padova e del Veneto riparte dai luoghi simbolo della città

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on “Lezioni di suono”, un originale omaggio a Beethoven e i concerti al Castello Carrarese e al Museo Eremitani, l’Orchestra di Padova e del Veneto è protagonista con la sua musica in alcuni luoghi simbolo di Padova. Un’estate che vede il coinvolgimento di alcune eccellenze nazionali nel campo della cultura, da Fazioli (azienda leader nella produzione di pianoforti a coda e da concerto) a Rai 5, in attesa della nuova stagione concertistica attesa per novembre. Dopo mesi di forzata inattività, a causa dell’emergenza sanitaria, l’Opv ha ripreso a fare musica dal vivo con rinnovato slancio. “È stato anche per noi un periodo di pesanti sacrifici – spiega Paolo Giaretta, vicepresidente dell’Opv – con la perdita di commesse importanti, di una parte dei concerti della 54esima Stagione, di concerti Families & Kids e sul territorio regionale, di produzioni televisive e, soprattutto, del rapporto vitale con il nostro pubblico. Abbiamo cercato, per quanto possibile, di supplire offrendo, attraverso i nostri social, una significativa selezione di produzioni tratte dal nostro archivio sonoro. Il successo registrato da queste proposte ci conforta. Ringraziamo quanti ci hanno seguito perché conferma quel rapporto unico che lega un’orchestra al suo pubblico nell’ esperienza dello spettacolo dal vivo. Siamo ripartiti con alcune registrazioni per la Rai e per il Comune nel Palazzo della Ragione e al Teatro Verdi. Un percorso accattivante che, attraversando letteralmente la stagione estiva, permette all’OPV di riabbracciare musicalmente il suo pubblico fino alla già annunciata Stagione concertistica che sarà inaugurata il prossimo novembre”. Una ripresa possibile grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, della Regione Veneto e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Padova, ai quali si affiancano la Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo

e l’associazione Amici dell’OPV. “Con il Maestro Marco Angius – prosegue Giaretta – stiamo reimpostando la Stagione 2020/2021, per renderla ancora più attrattiva, conservando l’attenzione per l’anniversario beethoveniano che finora non si è potuto degnamente celebrare. L’avvio segnerà un’ importante novità: lo svolgimento di una parte significativa dei concerti al Teatro Verdi, che doteremo di una camera acustica per rendere ottimale la resa sonora”. Nell’impostare la nuova campagna abbonamenti “terremo conto del sacrificio subito dai nostri abbonati per la Stagione 2019/2020 – conclude il vice presidente –. Non sarà facile riprendere e tornare a regime, ma sono certo che con l’aiuto di tutti, con il sostegno degli Amici dell’Orchestra e delle istituzioni nostre socie potremo rinnovare quel rapporto di fiducia e di condivisione di emozioni che fa parte della nostra storia comune”. Tra gli altri eventi, fino al 7 settembre: “Il mito di Ercole: tra Rinascimento e rinascita”. Alcuni tra più riconosciuti esperti del settore si confronteranno, tra arte e musica, nei luoghi simbolo del Rinascimento patavino. Tra tutti il Cortile del Palazzo Mantua Benavides, che custodisce la colossale statua in pietra di Ercole. L’OPV ha accolto l’invito dell’architetto Paola Cattaneo a prendere parte a questo nuovo progetto tra arte e musica, grazie anche alla collaborazione con l’assessorato alla Cultura e al sostegno della Fondazione Alberto Peruzzo. Per informazioni, calendario e prenotazioni su questo e su altri eventi Opv è possibile consultare il sito e le pagine social. Hanno riaperto anche gli uffici di via Marsilio da Padova 19. Orari: dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle17; recapiti telefonici: 049 656848-656626; attive tutte le caselle email. Nicoletta Masetto

L’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal Maestro Marco Angius

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Cultura

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“Ci rifiutiamo di vivere nell’ombra della paura” Andrea Pennacchi rivolge uno sguardo alla Padova che resiste, alla comunità che si ritrova a teatro e al bar

“Vedo tanta rabbia che esce in maniera inarticolata da gente che avrebbe bisogno di una carezza o di un sciafon”

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ome tutte le città anche Padova fatica a mantenere i nervi saldi e a rinunciare alla normalità di momenti goderecci. Me ne sono accorto addirittura a teatro: quando ho fatto lo spettacolo al Teatro Carrarese c’era un sacco di gente e tutti erano contenti di esser fuori a bere birrette e a godersi lo spettacolo. Questa epidemia segna un momento difficile ovviamente, ma ha un lato positivo: ci ha costretti e ci costringe a rivedere le priorità, a separare le cose importanti da quelle che non sono importanti. Si vede che la gente fa scelte precise e

“Questa epidemia ci ha costretti e ci costringe a rivedere le priorità a separare le cose importanti da quelle che non sono importanti” non esce ogni sera per partito preso, piuttosto seleziona le proposte. E questa è una cosa di cui forse sentirò la mancanza: la capacità di reagire. Viviamo un po’ con l’impressione di esser sopravvissuti dopo un uragano. E in questo momento di relativa calma - mentre ci dicono e ci ripetono che a ottobre sarà più dura di nuovo - ci rifiutiamo di vivere nell’ombra della paura.

Vitalità potente Questa vitalità è bella e potente. È una forma di reazione al dolore o alle difficoltà che avevamo dimenticato forse dal dopoguerra. Non dico che una volta si stava meglio, ma per capire cosa è importante si corre sempre qualche rischio. In fondo siamo stati chiusi per

mesi e ora, come bestioline dopo una tempesta, sfidiamo la paura e usciamo. Mi ha colpito notare come la prima cosa che in molti hanno fatto, appena dopo la riapertura, è stato affrontare i rischi per bersi un caffè al bar! Questa cosa mi ha riempito di tenerezza, guardare le persone stare pochi secondi al bar, bere con un sorrisetto e poi via con la mascherina.

Ne usciremo migliori? C’è poi la questione: ne usciremo migliori? Come diceva Makkox, chi era messo bene ed era moralmente buono uscirà migliore, si impegna ad esser cento volte più ineccepibile, mentre chi stava sull’orlo lo vedo più vacillante verso il baratro. Vedo tanta rabbia che esce in maniera inarticolata da gente che avrebbe bisogno di una carezza o di un sciafon, a seconda di come la vedi sul piano educativo. Andrea Pennacchi

• Chi è

Andrea Pennacchi Teatrista dal 1993, Andrea Pennacchi è autore e interprete di opere teatrali. Per il cinema ha recitato in “Io sono Li” di Andrea Segre, “La sedia della felicità” per Carlo Mazzacurati e in “Suburra”. Tra le fiction, è stato nel cast di Don Matteo, Il paradiso delle signore, A un passo dal Cielo. Oggi è ospite fisso di Propaganda Live su La7 con il personaggio del Pojana. È uscito da poco il libro “Pojana e i suoi fratelli” con prefazione di Natalino Balasso.


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Sport

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Assindustria Padova Marathon non si ferma

Distanti ma uniti: “Stracittadine virtual edition” C

hi si ferma è perduto. Per questo, nel momento tariato di Padova, fermo restando che le 27 onlus in cui la Padova Marathon è costretta a riman- coinvolte nella Padova Marathon potranno contidare l’appuntamento al 18 aprile 2021 a causa della nuare a raccogliere fondi con le iscrizioni attraverso pandemia, Assindustria Sport rilancia promuoven- Rete del Dono. Per quanto riguarda maratona e do le le “Stracittadine Virtual Edition”, in program- mezza maratona, l’appuntamento è per il 18 aprile ma domenica 20 settembre, data inizialmente pre- 2021”. “Purtroppo, la situazione di emergenza sanivista per l’evento. taria non ci ha lasciato alternative - ha sottolineato “Abbiamo sperato fino all’ultimo di poter correre l’assessore allo sport del Comune di Padova Diego tutti assieme, arrivando a suo tempo alla sofferta Bonavina -. Le incertezze sono ancora troppe per decisione di spostare l’evento da aprile a settembre poter allestire una manifestazione complessa come e poi dovendo forzatamente rinunciare. In que- la Padova Marathon in tutta sicurezza. Ma nel moste settimane abbiamo assistito ai mento in cui diamo appuntamenrinvii dei più importanti appun- Il presidente Destro: to al prossimo anno, siamo ben tamenti podistici al mondo, dalla lieti di poter dar spazio a una nuo“Vogliamo maratona di New York a quella di va esperienza come quella propocoinvolgere più Berlino, sino a quella di Boston. sta dalle Stracittadine Virtual EdiE anche noi siamo costretti da- persone, in un evento tion, con cui sarà possibile correre, gli eventi a spostarci al 2021, una e dire “io ci sono”, ma rispettando popolare ma senza le regole sul distanziamento fisico. decisione che abbiamo condiviso con le amministrazioni dei ComuIl tutto raccogliendo fondi per una assembramenti” ni attraversati (in primis Padova, e buona causa”. Alla presentazione poi Rubano, Selvazzano Dentro, Teolo, Abano Ter- c’erano, inoltre, a Palazzo Moroni il consigliere prome e, per la mezza maratona, Montegrotto Terme), vinciale con delega allo sport Loredana Borghesan, e con Provincia di Padova, Regione Veneto e Fidal”, il presidente del CSV di Padova Emanuele Alecci e il afferma Leopoldo Destro, presidente di Assindudirettore di Promex Franco Conzato. Nicoletta Masetto stria Sport, società organizzatrice. “Ma la voglia di correre non viene certo meno. Anzi. Proprio per lanciare un segnale positivo, abbiamo deciso di rilanciare proponendo una corsa che vuole essere, sì, popolare, ma senza assembramenti, così come imposto dalle regole sul distanziamento sociale. Il ricavato andrà devoluto al Centro Servizio Volon-

Da sinistra: Destro, Conzato, Bonavina, Borghesan e Alecci. Sotto i vari tracciati delle Stracittadine

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n programma una 24 ore per correre, dalle 00.01 alle 23.59 di domenica 20 settembre. I percorsi in programma sono quattro, da 5, 10, 15 e 20 chilometri, da coprire ognuno dove vuole e quando vuole nell’arco di quella giornata. Saranno, in ogni caso, tutti percorsi non competitivi: non è una gara ma un modo per stare assieme e non arrendersi al Covid 19. Partecipando - ovunque, su un percorso scelto a piacere e con partenza libera - si contribuirà a una raccolta fondi a favore del Centro Servizio Volontariato di Padova (grazie alle iscrizioni attraverso i punti vendita dei supermercati Alì e Alìper e online) o di una delle tante charity coinvolte nel progetto. Le iscrizioni apriranno dal 22 agosto e chiuderanno pochi minuti prima dell’evento. Possono essere effettuate secondo tre modalità: attraverso la prevendita dei pettorali nei 114 punti vendita dei Supermercati Alì e Alìper al costo di 5 euro (con il ricavato destinato in beneficenza al CSV, tolte le spese organizzative; online, direttamente nella piattaforma virtuale del portale Endu (modalità pensata, in particolare, per chi risiede fuori dal Veneto, col costo che terrà conto delle spese di spedizione del pettorale e col ricavato

anche in questo caso destinato in beneficenza al CSV); attraverso una delle 27 onlus coinvolte nella Padova Marathon. L’iscrizione dà diritto alla maglia dell’evento e al pettorale. Una volta iscritti i podisti sono chiamati a registrarsi sul portale Endu, il cui link sarà presente anche nel sito della Padova Marathon (www. padovamarathon.com) inserendo il codice presente nel proprio pettorale, in modo da poter ricevere il diploma di partecipazione e poter concorrere all’estrazione dei premi prevista nei giorni successivi all’evento. Non solo, scaricando l’app “Never Alone” integrata al sito non ci sarà bisogno di fare nulla il giorno dell’evento perché tutte le info arrivano automaticamente a Endu. E chi non scaricherà l’app potrà comunque trasmettere a Endu i chilometri fatti contati col proprio Gps e il tempo impiegato. Su questa base sarà elaborata una sorta di classifica generale e saranno sorteggiati i premi, che saranno diversi in base alle quattro distanze percorse.

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#Regione

Elezioni regionali Al voto per il rinnovo del Consiglio Regionale il 20 e 21 settembre

Il Veneto alle urne, corsa alle candidature M

olti gli aspiranti, ma pochi gli eletti. Si fa più stretta la “porta” del nuovo Consiglio Regionale del Veneto che uscirà dalle prossime elezioni: 50 posti disponibili, oltre a quello del presidente eletto, anziché 60, una cura dimagrante che si farà sentire soprattutto per gli sconfitti. Chi vice quest’anno infatti, per effetto della legge elettorale modificata di recente, piglia tutto. PREMIO DI MAGGIORANZA Da una parte infatti il premo di maggioranza assegna 29 seggi, pari al 60 per cento del totale, alla coalizione che si aggiudica almeno il 40% delle preferenze. Dall’altra il meccanismo per cui i 10 assessori, ovviamente espressione della maggioranza, lasceranno libero il loro posto in consiglio assicura allo schieramento vincente l’ingresso di altri dieci candidati. Le opposizioni invece saranno minoranza di nome e di fatto,visto che dovranno spartirsi i 20 posti rimanenti, con il rischio concreto che alcune liste o alcuni territori rimangano esclusi dalla rappresentanza. Ecco perché la corsa alle candidature, che si consuma lontano dai riflettori, è particolarmente combattuta, anche fra le liste della stessa coalizione. Ogni nome viene calibrato e pesato in base al numero di voti che sarà in grado di garantire, perché saranno i voti a fare la differenza sui posti da assegnare e nel definire gli equilibri e i rapporti di forza anche fra il gruppo di maggioranza.

APERTA LA CAMPAGNA ELETTORALE Sarà comunque una campagna elettorale estiva e breve, iniziata ufficialmente con la firma del decreto del presidente della Regione del 30 luglio scorso per la convocazione dei comizi elettorali e l’indizione delle elezioni,come ampiamente annunciato, per do-

menica 20 e lunedì 21 settembre. I veneti sono chiamati al voto per il rinnovo del consiglio regionale e anche per quello di alcuni consigli comunali, non moltissimi, tra i quali spicca Venezia. L’eventuale ballottaggio per i Comuni sopra i 15 mila abitanti è previsto per il 4 e 5 ottobre. E’ una campagna elettorale anomala, condizionata dall’emergenza Covid che impedisce assembramenti: niente maxi adunate dunque ma decine di incontri mirati con piccoli gruppi sul territorio e molta attività on line e social. Tornando alle date, il 22 agosto a mezzogiorno scade il termine di presentazione delle liste dei candidati. A quel punto i giochi sono fatti e la corsa elettorale ingrana la quarta per un mese.

Cinquanta i posti disponibili, chi vince “piglia tutto”: il premio di maggioranza ne assegna 29 alla coalizione che supera il 40 per cento delle preferenze ASPIRANTI PRESIDENTI Gli schieramenti sono ormai quasi delineati ed espressi dai candidati presidenti usciti allo scoperto già ai primi giorni di agosto. Scontata la ricandidatura per il terzo mandato del governatore uscente Luca Zaia, così come è scontato che sia il favorito di questa tornata elettorale. A sostenerlo direttamente ci sono la Lega, la lista del presidente e quella definita “dei sindaci”, oltre all’appoggio del resto del centrodestra, a partire da Forza Italia a Fratelli d’Italia. In discussione i rapporti di forza

delle singole liste per la definizione delle candidature con le relative proiezioni sui posti in consiglio e la definizione, delicatissima, dei relativi equilibri. Nell’area di centrosinistra i candidati presidenti annunciati sono quattro. Il vice sindaco di Padova Arturo Lorenzoni, sostenuto dal Partito Democratico e dai movimenti civici si trova davanti alla grande sfida di coalizzare i consensi intorno al suo nome e alla proposta di un Veneto alternativo a quello dell’attuale maggioranza. La senatrice vicentina Daniela Sbrollini scende in campo invece con i colori di Italia Viva, che ha scelto di correre in solitaria anche in Veneto. Nell’area ambientalista ecco invece la candidatura di Carlo Costantini a capo di Veneto Verde con il chiaro intento di dare vita ad una forza politica autonoma. Guarda decisamente a sinistra, inoltre, la lista Solidarietà Ambiete Lavoro che candida a presidente Paolo Benvegnù, segretario regionale di Rifondazione Comunista. Uno dei primi candidati ad uscire allo scoperto era stato quello del Movimento 5 Stelle con Enrico Cappelletti, fedele all’impegno di correre da solo per rafforzare il ruolo in Veneto. Il fronte indipendentista non può mancare a questa competizione e si presente con il Partito dei Veneti, guidato da Antonio Guadagnini.

Si vota anche per 41 Comuni e per il referendum

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ono 41 i Comuni veneti in cui si voterà anche per il rinnovo del consiglio comunale e del sindaco, appena quattro quelli con più di 15 mila abitanti e uno solo il capoluogo di provincia: Venezia, Portogruaro, Castelfranco Veneto e Lonigo. Uno solo il Comune al voto in Polesine, si tratta di Villadose. Nel Veneziano si vota anche a Dolo, che per un soffio, appena 18 abitanti, si posiziona nella fascia sotto i 15 mila, quindi senza il ballottaggio. A Padova si vota in 8 Comuni, fra i quali Bovolenta, Campodarsego, Due Carrare, Sant’Angelo di Piove di Sacco. Tutti gli elettori sono chiamati ad esprimersi anche sul referendum costituzionale che inizialmente era stato indetto per la primavera scorsa, poi spazzato via dall’emergenza sanitaria. Si tratta di votare con un sì o un no la modifica della legge costituzionale approvata dal Parlamento l’autunno scorso per la riduzione del numero dei parlamentari. Votando, sì, si approva la legge e si andranno, quindi, a tagliare i parlamentari di 345 unità, portando i parlamentari ad un totale di 600 fra Camera e Senato. Votando no, invece, si lascerà tutto come è adesso e si continueranno ad avere 945 parlamentari. Il referendum popolare è indetto per decidere se approvare o meno la legge per il taglio dei parlamentari. Essendo un referendum di approvazione e non di abrogazione, non è richiesto il quorum per la validità del voto: questo significa che non è necessario che si rechino alle urne il 50% più uno dei votanti per rendere il referendum valido e ogni voto avrà il suo valore. In questi mesi il dibattito sul referendum è stato quasi inesistente.

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Regione

Economia L’accordo rientra in un ampio progetto europeo da cinque miliardi

Da Banca Ifis e Bei 50 milioni per le piccole e medie imprese

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Assindustria Venetocentro e Banca Patavina: alleanza per vincere la crisi di liquidità

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l coronavirus ha lasciato il segno sull’economia e sul tessuto delle imprese. Il mondo finanziario cerca delle soluzioni per favorire la ripresa in questa fase ancora segnata da difficoltà e incertezze. E’ il caso di Banca Ifis e Banca Europea per gli Investimenti (BEI) che di recente hanno sottoscritto un’intesa con la quale vengono messi a disposizione cinquanta milioni di euro per finanziare e sostenere progetti di investimento e crescita delle piccole e medie imprese italiane. Si tratta del secondo accordo finalinea con la strategia di diversificaziolizzato con l’istituzione finanziaria ne delle fonti di raccolta della Banca europea dopo quello del giugno 2019, - spiega Luciano Colombini, Ammiper analogo importo e con caratterinistratore Delegato di Banca Ifis– rafstiche simili alla linea di credito già in forzerà ulteriormente il nostro imessere, che porta la complessiva eropegno a immettere, in modo agile gazione fino a cento milioni di euro, e veloce, nuova finanza nel sistema rafforzando ulteriormente, anche in economico italiano integrando, antermini prospettici, tale canale di apche in questa nuova provvigionamento e complessa fase di per Banca Ifis. Sarà finanziato ripartenza, le diverLa nuova conse misure messe in venzione fa parte di anche il capitale campo dalla Banca un ampio progetto circolante per far fin dall’inizio della paneuropeo finanziato da BEI del vafronte alle esigenze pandemia a sostegno della liquidità lore complessivo di di liquidità e delle imprese”. cinque miliardi di “La partnership euro e definito “Coarginare gli effetti tra BEI e Banca Ifis vid-19” che vuole della pandemia si rafforza con una essere la prima rinuova linea di cresposta di BEI al sodito che garantisce un sostegno agstegno dell’economia reale durante giuntivo alle PMI messe a dura prova la pandemia mondiale. dalla pandemia del coronavirus e dal“In questo delicato momento storile sue conseguenze economiche. Il co andiamo a rinnovare con BEI una finanziamento della BEI permetterà importante partnership a conferma a Banca Ifis di erogare nuovi prestiti del nostro sostegno delle piccole e alle aziende, a condizioni competimedie imprese. Questo accordo, in

Gianni Barison

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tive, anche nella forma di sostegno alla liquidità e al capitale circolante, sostenendole per superare una sfida senza precedenti”, ha dichiarato Miguel Morgado, Direttore operazioni BEI per Italia, Balcani e Malta. I contratti di finanziamento interesseranno le piccole e medie imprese di tutti i settori produttivi: dall’agricoltura all’artigianato, dall’industria ai servizi, dal turismo al commercio, ai trasporti, all’energia e all’ambiente. Banca Ifis metterà a disposizione di queste aziende contratti di finanziamento, a tassi di interesse e durate più vantaggiosi. I progetti finanziabili riguardano: investimenti materiali e immateriali, tra cui l’acquisto di impianti, attrezzature e macchinari, spese per ricerca, sviluppo e innovazione, per la tutela ambientale e le energie rinnovabili, oltre al finanziamento del capitale circolante necessario per l’attività operativa. Le aziende interessate devono avere, a livello consolidato, un numero massimo di 249 dipendenti.

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empi rapidi di delibera dei finanziamenti, entro un massimo di 15 giorni dalla presentazione della richiesta, e piena assistenza alle aziende nella presentazione delle domande, nel calcolo dei fabbisogni e predisposizione della documentazione necessaria, al fine di favorire e accelerare l’iter di accesso ai finanziamenti assistiti dalle garanzie statali. E’ questo il contenuto dell’accordo siglato tra Assindustria Venetocentro e la Bcc Banca Patavina, aderente al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, per sciogliere le tensioni sulla liquidità aziendale, anche a causa dei ritardi nei pagamenti, segnalati dal 61% delle aziende), e dare un nuovo impulso alla ripartenza. L’intesa prevede anche condizioni migliorative di accesso al credito per ogni classe di rating attribuito alle imprese. “È un’esigenza strategica, - dichiarano i vertici di Assindustria Venetocentro, Maria Cristina Piovesana e Massimo Finco - considerando come in molti casi la crisi di liquidità determina una stringente necessità di controllo dei flussi di cassa a breve. Il fattore tempo è essenziale. Banca Patavina ha subito espresso la volontà di essere vicina alle imprese del territorio in cui è nata ed è operativa”. “Il tempo è nemico - sottolinea Gianni Barison, Direttore Generale di Banca Patavina - e anche un solo giorno improduttivo arreca danno all’economia e alle famiglie. E’ la risposta tangibile che vogliamo dare a una fetta importante delle micro, piccole e grandi imprese del nostro territorio fortemente colpite dalla chiusura imposta dal lockdown, per una strategia di ripartenza che le porti nuovamente ad essere trainanti per la nostra economia”.

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Con il nuovo provvedimento il bonus fiscale sale infatti al 110% e, con gli strumenti della cessione del credito e dello sconto in fattura, rende praticamente “gratuiti” gli interventi di ristrutturazione determinati da categorie definite trainanti. Il criterio per definire le tempistiche ammesse invece è quello “per cassa”: è infatti fondamentale la data effettiva per il pagamento, che deve dunque avvenire nel periodo compreso tra i 1° luglio 2020 ed il 31 dicembre 2021.

Sono previste tre categorie di interventi, definite “trainanti”, che permettono l’accesso all’Ecobonus 110%, come già approfondito nel precedente appuntamento di questa Rubrica. Scegliendo una di queste categorie è possibile portare il beneficio fiscale al 110% anche per altri interventi ammessi, definiti “trainati”, che invece diversamente e da soli avrebbero uno sgravio fiscale inferiore, quali ad esempio gli interventi di sostituzione degli infissi, installazione di pompe di calore, caldaie e scaldacqua a pompa di calore e altro previsto dal vecchio Ecobonus. Infine l’Ecobonus al 110% è esteso agli interventi previsti dal precedente sismabonus, per lavori di adeguamento antisismico.

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SUPERBONUS 110% Il 24 luglio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida riepilogativa del Superbonus 110%. l manuale contiene le principali informazioni sul funzionamento, con la cessione del credito e lo sconto in fattura oppure usufruendo della detrazione in 5 anni:

CHI PUÒ USUFRUIRNE Il Superbonus si applica agli interventi effettuati da: CONDOMÌNI PERSONE FISICHE Le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni.

CASE POPOLARI gli Istituti autonomi case popolari (Iacp), comunque denominati nonché gli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”. In particolare, la detrazione spetta per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà o gestiti per conto dei Comuni, adibiti a edilizia residenziale pubblica.

Per tali soggetti il Superbonus spetta anche per le spese sostenute dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022

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LE ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE di utilità sociale, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge n. 266/1991 e le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e delle provincie autonome di Trento e Bolzano, previsti dall’articolo 7 della legge n. 383/2000

LE ASSOCIAZIONI E SOCIETÀ SPORTIVE dilettantistiche iscritte nel registro istituito ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c), del decreto legislativo n. 242/1999, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

La detrazione spetta ai soggetti che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento in base ad un titolo idoneo al momento di avvio dei lavori o al momento del sostenimento delle spese, se antecedente il predetto avvio. Si tratta, in particolare, del proprietario, del nudo proprietario o del titolare di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), del detentore dell’immobile in base ad un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario nonché dei familiari del possessore o detentore dell’immobile. I titolari di reddito d’impresa o professionale rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati dal condominio sulle parti comuni.

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Economia Nei primi giorni di sconti già si è notato un incremento, la spesa media intorno ai 160 euro a famiglia

Saldi ad agosto, scommessa per il commercio R

iusciranno i saldi di agosto, inediti ma necessari in un anno così particolare, a risollevare le sorti del commercio e a dare una sferzata ai consumi dopo il lungo lockdown e la lenta ripresa? Tutti vorrebbero poter rispondere con un convinto sì, a partire dai negozianti per dare una svolta ad una annata che lascerà il segno. Da inizio mese i padovani stanno facendo shopping beneficiando degli sconti e, stando alle previsioni dell’Ascom, la spesa media per famiglia dovrebbe attestarsi sui 160 euro, circa il 40% in meno rispetto allo scorso anno. Gli operatori del settore si augurano di poter fare di meglio dopo le difficoltà dei mesi scorsi e a fronte di un autunno carico di incognite. Che i saldi, seppur stretti nella morsa delle restrizioni economiche e delle mascherine, osservano i responsabili dell’Ascom di Padova, rappresentino sempre un rito collettivo che, anche in tempi di Covid-19, risponde alle attese dei consumatori, è un dato di fatto, ma un dato di fatto è anche che le famiglie o dispongono di minori risorse o, comunque, non si fidano di spendere visto

che le prospettive per l’autunno sono ancora incerte. “Non vi è dubbio – sottolinea Riccardo Capitanio, presidente di Federmoda Ascom Confcommercio Padova – che si debbano ripristinare i saldi di fine stagione eliminando la bagarre dei saldi mascherati da promozioni. Dobbiamo portare il prezzo indicato sul cartellino al valore reale del capo e non al valore già calcolato per poi poter scendere al 50%. I saldi, in altre parole, devono essere un momento di vera occasione per l’avanzo della merce stagionale e dunque un vantaggio sia per i commercianti che per i consumatori”. Purtroppo i produttori volendo calendarizzare i saldi sempre prima, scaricano gli oneri delle vendite anticipate sui commercianti che però i capi li hanno pagati a prezzo pieno. Nel frattempo, si fanno i conti con la realtà del momento. “Onestamente – prosegue Capitanio – la ripartenza, nel nostro territorio per ciò che attiene al comparto moda, è stata caratterizzata da perdite sì nell’ordine del 20/30%, ma sicuramente inferiori a quelle regi-

Shopping e indotto da 9,7 milioni nei 16 Distretti

C strate nelle grandi città dove lo smart working si è fatto sentire con maggiore evidenza. Non che da noi non abbia avuto il suo peso, anzi, ma sicuramente una parte rilevante dei mancati consumi è dovuta all’incertezza che fa sì che non si spenda e si risparmi in attesa di capire come si evolverà la situazione. Stiamo lavorando per fare una scelta consapevole anche per i saldi invernali, regolarizzando anche le promozioni a ridosso dei saldi. Detto più semplicemente: dobbiamo concentrarci più sulla redditività che sul fatturato perché i “non saldi” non possono essere un alibi”.

oinvolgono 40 comuni, quasi 10mila piccole imprese del commercio e della somministrazione e ricezione; movimenteranno quasi 10milioni di euro con un contributo regionale di poco inferiore ai 4 milioni. Oramai sono quasi tutti a pieno regime i 16 Distretti del commercio riconosciuti e finanziati dalla Regione Veneto in provincia di Padova. “Coinvolgono 549.000 abitanti, 9.500 unità locali di dettaglio e somministrazione senza contare le imprese di servizio alla persona, - spiega Nicola Rossi, presidente di Confesercenti Padova - movimenteranno 9,7 milioni di euro tra attività di ristrutturazione urbanistica, formazione, promozione, assistenza, iniziative e gestione, in parte coperti dal contributo regionale. Si tratta di un susseguirsi di iniziative, incontri e confronti tra le varie amministrazioni ed i manager del distretto al fine di perfezionare questa fase di avvio fortemente condizionata dall’effetto Codiv. E’ ora indispensabile - conclude Rossi -che i negozi di vicinato riconquistino il loro mercato ed il loro ruolo di socializzazione e vivibilità delle nostre città. Se vive il commercio vivono le città”.

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l sole può essere un importante alleato per la salute ma, attenzione, l’eccessiva esposizione e le scottature possono diventare anche un nemico della salute della pelle, causando pat0ologie importanti, come il melanoma e altri carcinomi cutanei. “Un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, senza protezione aumenta il rischio di comparsa di tumori della pelle come il melanoma. Il melanoma, va ricordato, copre il 4.5% di tutti i tumori maligni; e un’attenta protezione e prevenzione vanno messe in atti anche con i bambini piccoli: sono le scottature, in età infantile, a provocare l’80% dei melanomi. E il melanoma è il tumore più aggressivo della pelle: esso rappresenta il 9% dei tumori giovanili nei maschi e il 7% nelle femmine”. Lo spiega la dottoressa Barbara Silvestri, coordinatrice del Gruppo Oncologico Multidisciplinare Melanoma del Distretto di Mirano Dolo della Ulss

Per partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884

3, nonché referente regionale della comunicazione in materia di danni da raggi ultravioletti. La Regione Veneto infatti, nel piano di prevenzione (Direzione Prevenzione Regionale), ha individuato la Ulss 3 Serenissima, con il suo Gruppo Oncologico Multidisciplinare Melanoma, come capofila regionale per la comunicazione in materia di esposizione a radiazioni UV. Il rischio di sviluppare il melanoma cutaneo è elevato sia negli uomini (1 su 66) sia nelle donne (1 su 84). Solo in Veneto si sono registrati 1420 nuovi casi di melanoma nell’anno 2016 (dati Registro Tumori). In Italia, invece, si sono contati all’anno circa 7000 nuovi casi. “Occorre quindi proteggersi con attenzione da questa che è una patologia molto aggressiva, che tende a metastatizzare velocemente. E occorre prestare molta attenzione – dice ancora la dottoressa – alle tracce che possono segnalarne l’insorgenza, poiché il melanoma si può

combattere con efficacia fino alla guarigione completa, se diagnosticato in fase iniziale”. Quando il melanoma è sottile, cioè inferiore al millimetro, senza mitosi e senza ulcerazioni) ci si avvicina al 100% della guarigione. Nell’80% dei casi si riscontrano melanomi sottili, pertanto potenzialmente guaribili chirurgicamente, mentre un 20% si tratta di casi avanzati che richiedono interventi complessi in collaborazione con l’Ospedale hub di Mestre e lo IOV di Padova. La prevenzione va attuata anche rispetto ai bambini, soprattutto facendo riferimento a modelli corretti di stili di vita promossi dagli adulti: se un bambino è abituato fin dalla tenera età a vedere mamma e papà spalmarsi la crema solare prima di mettersi al sole, ci saranno sicuramente buone probabilità che quel bambino sarà indotto a fare lo stesso da grande.

Coronavirus

Meno di 7 minuti per individuare un positivo

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n test rapido che in 7 minuti al massimo è in grado di dare l’eventuale positività di chi si sottopone allo screening. E’ l’inizio di un nuovo approccio diagnostico, che porta con sé ulteriori ed imminenti novità e che offre la possibilità di fare diagnosi a tappeto. Insomma un significativo salto in avanti 1) Evita di esporti al sole estivo fra le 11.00 e le 16.00 2) Applica una crema solare ad elevato indice di rispetto protezioneal tampone “tradizionale” che, comunque al momento, 3) Rinnova l’applicazione della crema ogni due ore 4) Proteggiti dai raggi UV con cappello, maglietta, occhialiancora da sole l’unica modalità rimane 5) Proteggi la pelle dei bambini e investirai sulla diagnostica. loro salute 6) Evita l’esposizione solare durante la gravidanza per evitare latest comparsa Il nuovo rapido,di macchie brevetcutanee permanenti tato in Corea e in fase di speri7) Bevi molta acqua durante l’esposizione solare mentazione, è stato presentato 8) Evita l’esposizione solare se stai assumendo farmaci ufficialmente dal dottor Roberto 9) Riduci l’uso delle lampade abbronzanti Rigoli, primario di Microbiologia 10) Vai sul sito dell’Arpav per sapere quando esporti al sole in maniera sicura: www. arpa.veneto.it/temi-ambient…/agenti-fisici/radiazioni-uv molecolare all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso e coordinatore delle 14 unità di Microbiologia molecolare del Veneto, che assieme all’Istituto superiore di sanità, sta lavorando per la validazione del test rapido. I primi dati ne confermerebbero l’affidabilità: sono state testate 1000 persone con tampone rapido e con il classico tampone; di queste sono una è risultata, al test rapido, un falso positivo.

Le 10 regole per proteggersi dal sole

Coronavirus, sperimentazione veneta del test che scopre i positivi in 7 minuti Le misure restrittive riportano il silenzio, soprattutto nelle ore della movida

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Le misure restrittive riportano il silenzio, soprattutto nelle ore della movida

Coronavirus, si apre una nuova fase per la diagnostica

Meno di 7 minuti per individuare un positivo

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l lockdown ha riportato il silenzio di giorno e soprattutto nelle ore notturne, quelle della movida con la musica e il chiacchiericcio delle persone. Sono i risultati del monitoraggio effettuato dai tecnici dei dipartimenti Arpav provinciali che seguono l’inquinamento acustico. Le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno creato una situazione unica che ha permesso di mettere in luce quanto siano impattanti sul clima acustico delle città e dei centri urbani le abitudini quotidiane legate agli spostamenti per motivi di lavoro, scolastici e perso- sono state effettuate misure diurne in samento e strada principale, in due penali. Ogni dipartimento, a partire dallo alcune vie della città: in centro è stato riodi, a inizio marzo, prima dell’entrata in scorso marzo, ha eseguito misure spot e misurato il livello in due punti, uno in vigore dei provvedimenti emergenziali, e campagne di monitoraggio per valutare ZTL e uno esterno alla ZTL; nei quartieri in aprile in periodo di lockdown. Attral’effetto deihaprovvedimenti di lockdown di Borgo Roma, Santa di Padova verso siil èmonitoraggio è stato possibile l lockdown riportato il silenzio di giorno e soprattutto nelle oreBorgo Milano In tutti i equartieri osservata una riduzione del livello sul clima quelle acustico areeconurbane ed e il Lucia sono state effettuate su di valutare la riduzione di rumorecon durante notturne, delladelle movida la musica chiacchiericcio delle sonororilevazioni diurno, in media 6 dB, correlato principalmente la nettail extra urbane. restrizionieffettuato stradedaiurbane molto trafficate. periodo diurno e anche notturno. persone. Sono L’influenza i risultati deldelle monitoraggio tecnici dideisolitoriduzione del traffico urbano; anche nelle vie più trafficate di Verona la sul rumore Arpav negli spostamenti nelle at-l’inquinamento Il confronto è stato fatto con misure del tra i 4 La è evidente dudipartimenti provinciali cheeseguono acustico. riduzione è notevole, e 5riduzione dB, mentrediè rumore di 3 dB sulla tangenziale tività è stata confrontata, in alcuni coneseguite punti.zona del centrorante la giornata, la variazione Le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria2019 hanno creato negli una stessi sud. Nella ZTL latutta riduzione del livelloma sonoro è limitata, testi, con unica rilevazioni tutti siano i quartieri si è del os-traffico maggiore si registra infati dalle 4, situazione che haprecedenti permesso dieseguite mettere in luceInquanto im- di in Padova conseguenza comunque ridotto rispetto alle 21 altrealle zone negli stessi puntiacustico di misura; una riduzionedella del livello sonoro condel differenze pattanti sul clima delle in cittàaltre e deisi-centriservata urbani le abitudini città anche in assenza lockdown.in alcuni intervalli anche tuazioni invece è preferito monitorare media die 6 dB, Tanto correlato princi-meglio, di 9adB. quotidiane legatesiagli spostamenti per motivi didiurno, lavoro, inscolastici per capire una riduzione del rumore di 3 dB corrinuovi siti,Ogni e proseguire le misure palmente la nettasponde riduzione del trafA Treviso è fisica statodel eseguito monitopersonali. dipartimento, a partireanche dallo scorso marzo, hacon eseguiun dimezzamento dell’intensità suono eun6 dB corrinella Fase per poterdivalutare l’in- per valutare l’effetto dei spondono ad una riduzione raggio plurigiornaliero in piazza Trentin, to misure spot2,e campagne monitoraggio fino ad un 1/4. cremento della rumorosità centro storico, attualmente uno dei provvedimenti di lockdown sul ambientale clima acustico delle aree urbane ed A Noventa Vicentina,nel in provincia di Vicenza, è stato eseguito un all’aumentare delle attività antropiche. luoghi più alla moda della movida treviextra urbane. L’influenza delle restrizioni sul rumore negliInquinamento, spostamenti monitoraggio continuo di una settimana a bordo strada nei pressi monitoraggi sono in corso e lo contesti, giana. misure sono state eseguite eUlteriori nelle attività è stata confrontata, in alcuni con rilevazioni edell’incrocio tra via Prolin e viaLe Migliadizzi, classificate nel pianodal di lockdown ritorno saranno per diversinegli mesi perpunti seguire le in altre situazioni in- zonizzazione acustica comunale 6 al 12 rispettivamente aprile scorso, durante il lockdown precedenti eseguite stessi di misura; come strada di attraalla normalità. Uno variazioni dovutemonitorare al progressivo e dal 25inaldue 31 periodi, maggio,a in Fasemarzo, 2, conprima bar vece si è preferito nuovi “ritorno siti, e proseguire le misure anche versamento e strada principale, inizio alla normalità” e poter così completare e locali riaperti. Sono evidenti le diffenella Fase 2, per poter valutare l’incrementoildella rumorosità ambiendell’entrata in vigore dei provvedimenti emergenziali, e in aprile in studio dell’Arpav confronto tra le diverse situazioni. renze tra il primo e il secondo periodo, in tale all’aumentare delle attività antropiche. Ulteriori monitoraggi sono periodo di lockdown. Attraverso il monitoraggio è stato possibile valuIl rumore stradaleperè diversi stato monitorato particolare nella fascia tranotturno. le 22 e in corso e lo saranno mesi per seguire le variazioni dovute tare la riduzione di rumore durante il periodo diurnooraria e anche aal Padova, Verona e Vicenza. fico urbano; anche più trafficate Il dipartimento di Venezia ha invece progressivo “ritorno alla normalità” e poter così completare il con- nelle vie La riduzione di rumoreleè3.evidente durante tutta la giornata, ma la A Padova e Verona in particolare sono di Verona la riduzione èvariazione notevole,maggiore tra i 4 e si registra scelto infati di monitorare siti4,residenziali parfronto tra le diverse situazioni. dalle 21 alle con differenze in state controllate strade urbane dB, mentre è di 3 dBalcuni sullaintervalli tangenziale ticolarmente silenziosi, lontani da imporIl rumore stradalealcune è stato monitorato a Padova,5 Verona e Vicenza. anche di 9 dB. ed Aextraurbane conin misure spot, sud. Nella zonastradel centroA ZTL la riduziotanti infrastrutture di trasporto e da altri Padova e Verona particolare sonoconstate controllate alcune Treviso è stato eseguito un monitoraggio plurigiornaliero in frontate i dati raccolti neglispot, anniconfrontate ne delcon livello limitata, in nel con-centrorilevanti di rumor. de urbane con ed extraurbane con misure i datisonoro rac- èpiazza Trentin, storico, sorgenti attualmente uno deiConfrontando luoghi più alla scorsi. misure rappresentative seguenza del traffico moda comunque ridottotrevigiana. il livello mediostate sull’intervallo colti negliLeanni scorsi.sono Le misure sono rappresentative della variazione della movida Le sonoro misure sono eseguite dalora6 al dellalivello variazione livello sonoro alleimposta altre zone12della anche anche in equesto evidente del sonoro del diurno a causa delladiurno variazionerispetto di traffico aprilecittà scorso, duranterio, il lockdown dal 25caso al 31èmaggio, in l’auFase a causa della variazione di traffico impo- in assenza del lockdown. mento valori lenella Fase 2tra soprattutto dai provvedimenti di quarantena. 2, con bar e locali riaperti. Sonodei evidenti differenze il primo e staAdai provvedimenti di a una ridu-in particolare nelle orenella serali e oraria notturne, minori Padova le misure sonoquarantena. state condotte a inizio Tanto aprile inper 23 capire punti meglio, il secondo periodo, fascia tra le con 22 e le 3. A Padova le misure sono rumore differenze nel scelto periodo diurno. Probabildella città, a bordo strada, in state diversecondottipologie dizione stradedelurbane e indi 3 dBIlcorrisponde dipartimentoun di Venezia ha invece di monitorare siti resite a iniziodiaprile in differenti 23 punti (attraversamento, della città, dimezzamento fisica del mente a lontani causa da delle attivitàinfrastrutture svolte ducondizioni traffico ingresso/uscita,dell’intensità di denziali particolarmente silenziosi, importanti a bordo strada, in siti diverse tipologie di suono e 6dell’intera dB corrispondono ad una rantesorgenti la giornata dalleConfrontando persone costrette quartiere, ecc.). I 23 di monitoraggio, rappresentativi di trasporto e daridualtri rilevanti di rumor. il livello stradesono urbane e in condizioni di traffico zione fino admisure un 1/4. sonoro medio sull’intervallo a casa dalla quarantena, cheè evidente si sono città, stati raggruppati per quartiere, e confrontati con le orario, anche in questo caso differentinegli(attraversamento, ingresso/ in provincia di nellaoccupate per esempio di eseguite stessi punti negli anni 2014/2015. A Noventa Vicentina, l’aumento dei valori Fase 2 soprattutto nellediorepiccoli serali lavori e notturuscita, di quartiere, ecc.).scorsi I 23sono siti state di effettuate Vicenza,misure è stato eseguito un monitoragdelle abitazioni o attività di A Verona tra marzo e aprile diurne, con minori differenzesistemazione nel periodo diurno. Probabilmente a causa monitoraggio, dell’intera gio continuo una settimana bordodurante giardinaggio. Anche la maggior ne in alcune vie rappresentativi della città: in centro è stato misurato il livello indidue delle attivitàa svolte la giornata dalle persone costrettepresena casa città, sono stati raggruppati per strada nei pressi tra via za dioccupate bambinipernella zonadiresidenziale punti, uno in ZTL e uno esterno alla quartieZTL; nei quartieri di Borgo Roma, dell’incrocio dalla quarantena, che si sono esempio piccoli lavori die re, e confrontati conLucia le misure eseguite e via Migliadizzi, classificate di giochi svolti all’aperto in Anche giardino può Borgo Milano e Santa sono state effettuateProlin rilevazioni su strade sistemazione dellenelabitazioni o attività di giardinaggio. la magnegli stessi punti negli anni 2014/2015. piano di con zonizzazione comunale sul livelloesonoro periodo urbane di solito molto trafficate. Il confronto è stato fatto misure acustica gior presenza di bambini aver nellainfluito zona residenziale di giochidel svolti all’aVerona tranegli marzo e punti. aprile scorsi rispettivamente come perto strada attraverdelA2019 eseguite stessi in di giardino può averdiurno. influito sul livello sonoro del periodo diurno.

Segue dalla pag. precedente

Le misure restrittive riportano il silenzio, soprattutto nelle ore della movida

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l tampone rapido – spiega il dottor Rigoli illustrandone alla stampa il funzionamento – è molto più flessibile: si infila nelle due narici, viene intinto nel reagente, strizzato e messo in un dispensatore di gocce. Ne bastano poche gocce distribuite in una sorta di “saponetta” per avere in meno di 7 minuti il risultato”. “La novità di questo tipo di tampone – prosegue - è che va alla ricerca diretta del virus che va a prendere, eventualmente ci fosse, nella cosiddetta “cantina” dei batteri nel retro faringeo, viene stemperato nel liquido e distribuito nella “saponetta”. Qui c’è un punto in cui sono presenti degli anticorpi specifici contro il Covid 19 Se Il test rapido in via esiste, il virus si attacca agli anticorpi specifici provocando di sperimentazione una colorazione cromatica (la in Veneto presentato bandina rossa) che se invece è negativo non si genera”. Alla dal dottor Rigoli fine c’è un “controllo” che asdi Microbiologia sicura che lo screening è stato effettuato correttamente in tutmolecolare di Treviso: ti i suoi passaggi. “Darà la possibilità di Il test rapido (che ha un costo di 12 euro) non consenfare screening a tappeto te una diagnosi definitiva, è nei nuovi possibili casi considerato uno screening. I positivi al test rapido sono poi positivi; lo useremo eventualmente confermati con nei Pronto soccorso altri accertamenti effettuati a degli ospedali” Microbiologia molecolare, precisa il dottor Rigoli che tuttavia sottolinea: “la velocità dell’analisi del test rapido ci consente comunque di isolare immediatamente gli ipotetici positivi”. Treviso non è l’unica realtà in cui il test rapido si sta sperimentando, altri centri ci stanno lavorando fra cui Vicenza, che lo ha utilizzato per i pazienti positivi provenienti dal Kosovo. A Treviso è stato provato su 1000 persone. “Dobbiamo raccogliere una quantità di positivi pari a 100, - prosegue il dottor Rigoli - quindi di trasmetteremo i dati allo Spallanzani di Roma, centro di riferimento italiano, e al Ministero della Salute per inserire il test rapido nel Piano di Sanità pubblica”. E’ questo l’inizio di un nuovo approccio che darà la possibilità di fare diagnostica rapida a tappeto nei nuovi possibili casi positivi. Si sta ipotizzando ad esempio di utilizzarlo nei Pronto soccorso degli ospedali del Veneto che stanno ricominciando ad avere affluenza elevata.

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l sole può essere un importante alleato per la salute ma, attenzione, l’eccessiva esposizione e le scottature possono diventare anche un nemico della salute della pelle, causando pat0ologie importanti, come il melanoma e altri carcinomi cutanei. “Un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, senza protezione aumenta il rischio di comparsa di tumori della pelle come il melanoma. Il melanoma, va ricordato, copre il 4.5% di tutti i tumori maligni; e un’attenta protezione e prevenzione vanno messe in atti anche con i bambini piccoli: sono le scottature, in età infantile, a provocare l’80% dei melanomi. E il melanoma è il tumore più aggressivo della pelle: esso rappresenta il 9% dei tumori giovanili nei maschi e il 7% nelle femmine”. Lo spiega la dottoressa Barbara Silvestri, coordinatrice del Gruppo Oncologico Multidisciplinare Melanoma del Distretto di Mirano Dolo della Ulss 3, nonché referente regionale della comunicazione in materia di danni da raggi ultravioletti. La Regione Veneto infatti, nel piano di prevenzione (Direzione Prevenzione Regionale), ha individuato la Ulss 3 Serenissima, con il suo Gruppo Oncologico Multidisciplinare Melanoma, come capofila regionale per la comunicazione in materia di esposizione a radiazioni UV. Il rischio di sviluppare il melanoma cutaneo è elevato sia negli uomini (1 su 66) sia nelle donne (1 su 84). Solo in Veneto si sono registrati 1420 nuovi casi di melanoma nell’anno 2016 (dati Registro Tumori). In Italia, invece, si sono contati all’anno circa 7000 nuovi casi. “Occorre quindi proteggersi con attenzione da questa che è

una patologia molto aggressiva, che tende a metastatizzare velocemente. E occorre prestare molta attenzione – dice ancora la dottoressa – alle tracce che possono segnalarne l’insorgenza, poiché il melanoma si può combattere con efficacia fino alla guarigione completa, se diagnosticato in fase iniziale”. Quando il melanoma è sottile, cioè inferiore al millimetro, senza mitosi e senza ulcerazioni) ci si avvicina al 100% della guarigione. Nell’80% dei casi si riscontrano melanomi sottili, pertanto potenzialmente guaribili chirurgicamente, mentre un 20% si tratta di casi avanzati che richiedono interventi complessi in collaborazione con l’Ospedale hub di Mestre e lo IOV di Padova. La prevenzione va attuata anche rispetto ai bambini, soprattutto facendo riferimento a modelli corretti di stili di vita promossi dagli adulti: se un bambino è abituato fin dalla tenera età a vedere mamma e papà spalmarsi la crema solare prima di mettersi al sole, ci saranno sicuramente buone probabilità che quel bambino sarà indotto a fare lo stesso da grande.

Le 10 regole per proteggersi dal sole 1) Evita di esporti al sole estivo fra le 11.00 e le 16.00 2) Applica una crema solare ad elevato indice di protezione 3) Rinnova l’applicazione della crema ogni due ore 4) Proteggiti dai raggi UV con cappello, maglietta, occhiali da sole 5) Proteggi la pelle dei bambini e investirai sulla loro salute 6) Evita l’esposizione solare durante la gravidanza per evitare la comparsa di macchie cutanee permanenti 7) Bevi molta acqua durante l’esposizione solare 8) Evita l’esposizione solare se stai assumendo farmaci 9) Riduci l’uso delle lampade abbronzanti 10) Vai sul sito dell’Arpav per sapere quando esporti al sole in maniera sicura: www.arpa.veneto.it/temi-ambient…/agenti-fisici/ radiazioni-uv

I video sulla salute I cartoni dei Minicuccioli per esporsi correttamente al sole

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cartoni animati sono a disposizione su YouTube, dove è possibile vedere i tre episodi. Ne “L’armatura” (https://youtu.be/HC1iTTkdaZ0) un buffo coniglietto pensa di proteggersi dai raggi solari mettendosi addirittura un’armatura. “Non solo al mare!” (https://youtu.be/yRjSeqRTh1w) racconta di un pulcino che vuole giocare a pallone e pensa di poterlo fare sotto il sole senza crema protettiva perché non si trova in spiaggia. “Anche in acqua?” (https://youtu.be/vkOFFZJ-iss) parla invece di un ranocchio pensa di poter fare il bagno al mare senza essersi prima cosparso di crema solare. L’acqua non protegge dai raggi UV. Un quarto minivideo dell’Ulss 3 (https://youtu.be/ sCW8U5XlGhs), la “regola dell’ABCDE”, è dedicato infine a tutti, grandi e piccoli, e illustra le modalità in cui è bene

“autocontrollarsi”, osservando i nei. A preoccupare devono essere A=Assimetria della forma del neo; B=Bordi irregolari o indistinti; C=Colore variabile con più sfumature; D=Dimensioni; E=Evoluzione, cioè1 modifiche rapide di forma, colore, dimensione del neo, improvviso sanguinamento.

Una rete di sorveglianza e aiuto per le neomamme

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iutare le neomamme a vivere in e territoriale in queste settimane sta serenità gravidanza e nascita, coinvolgendo (con la didattica a diprevenire la depressione post-partum, stanza) 900 ostetriche, 150 psicologi/ eventualmente diagnosticarla e pren- psichiatri, 200 ginecologi, 2500 medici dere in carico le donne che ne sof- di medicina generale e 500 pediatri di frono. Questo l’obiettivo del progetto libera scelta che operano nelle 3 Ulss regionale di prevenzione, diagnosi e pilota del progetto (Belluno, Treviso e cura della depressione materna sele- Padova) e in tutti i punti nascita della zionato e finanziato dal Ministero della Regione. Il progetto prevede, inoltre, test di Salute con 275 mila euro: la Regione, in collaborazione con il Registro Na- screening alle partorienti nei punti nascita istituito presso il Coordinamento scita del Veneto, per identificare le nemalattie rare, intende implementare i omamme a rischio, e la sperimentaziopercorsi di accompagnamento per la ne, nelle aree pilota del Feltrino, della gravidanza, il parto e il periodo neona- Marca Trevigiana e dell’Alta Padovana, tale in tutte le nove Ulss del Veneto, delle visite a domicilio delle ostetriche valorizzando le esperienze migliori, sia territoriali subito dopo il parto. Il progetto della Regione Veneto ospedaliere che territoriali, già preè stato scelto senti in alcune dal Ministero aree del Veneto, per ripensare il con particolare percorso di acattenzione al dicompagnamensagio psichico to al parto e ai materno. primi mesi di A breve partirà vita dei neonati la campagna ine per sperimenformativa che vetare una nuova drà in distribuzioattenzione al ne pieghevoli e rischio di delocandine nei repressione delle parti di ostetricia -mamme. e ginecologia di Depressione materna: nLee ostatistiche ci tutte le Ulss, nei dicono che una poliambulatori, il Ministero della partoriente su consultori e studi Salute sceglie dieci vive con dei medici di meil progetto veneto ansia e soffedicina generale e renza interiore pediatri di libera scelta, per ricordare alle donne che l’evento della nascita, sino ai casi più “ogni nuova vita è una grande avven- gravi nei quali il malessere interiore tura” e lanciare il messaggio che, in sfocia nella patologia psichica, con caso di difficoltà, è possibile chiedere gravi ripercussioni sulla salute e la vita aiuto ai servizi ospedalieri e territoriali stessa del minore e della madre. L’obiettivo del progetto è investire indicati. Nel frattempo è iniziato il programma di formazione che coinvolge- sui servizi esistenti per creare una rà nel tempo 4 mila operatori sanitari, cultura accogliente nei confronti delper sensibilizzarli sugli aspetti psichici le neomamme, superare l’isolamento della gravidanza e del parto, aiutarli e lo stigma sociale che circonda le ad intercettare eventuali segnali di mamme in difficoltà, e prevenire dimalessere o depressione e per creare sagi psichici che possono sfociare in rete tra servizi, compresi quelli di psi- tragedie o che, in ogni caso, mettono in crisi la relazione madre-bambino e chiatria per i casi più a rischio. Il piano di formazione ospedaliera le relazioni familiari.


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laPiazza

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Artena, lassù dove osa il Rugby Nella cittadina laziale, borgo verticale da percorrere a dorso di mulo, è sorto il museo internazionale ‘Fango e sudore’, luogo visionario e suggestivo dove è conservata l’anima della palla ovale di Renato Malaman

Corrado Mattoccia ha raccolto nella sale del castello una galleria di cimeli unica, comprese 1800 magliette, molte delle quali autografate Tra i fondatori figura l’ex campione padovano Mauro Bergamasco

P

iù in alto della palla ovale lanciata verso il cielo con un drop o un calcio piazzato. Più in alto di quei pali del campo da rugby che pur rappresentano una vetta ambiziosa. Ecco, lassù in alto, ad Artena - un borgo spettacolare che si impenna abbarbicato su una parete dei Monti Lepini, con le sue strette viuzze a far da radici - lassù è stato realizzato un sogno. Quello di un museo internazionale dedicato al rugby. Ovvero il Museo del Rugby “Fango e sudore”. Progetto visionario che ha reso il suggestivo borgo-presepe di Artena, che si trova nella parte più a sud della provincia di Roma a due passi dal casello di Valmontone sulla A1, un ombelico del mondo della palla ovale. Ovvero di uno sport ultracentenario che si distingue per valori e leggende assolutamente unici. Una meta (nel vero senso della parola) per ‘pellegrini’ del rugby che arrivano anche da lontano, persino dalla Nuova Zelanda. Il Museo del Rugby, progetto visionario frutto della esagerata passione di Corrado Mattoccia, ex giocatore del Colleferro e rugbista a 360 gradi, è delle più belle gallerie internazionali dedicate alla palla ovale e ai suoi miti, dove anche il visitatore profano riesce a cogliere la ‘religiosità’ di questo sport, impastato di riti e di valori

IN QUESTA PAGINA ALCUNE IMMAGINI DEL MUSEO; IL FONDATORE CORRADO MATTOCCIA CON IL MITICO GARETH EDWARDS; MAURO BERGAMASCO CON MAXIME MBANDÀ E ALCUNI BABY RUGBISTI

che lo rendono unico. Il museo, che raccoglie oltre duemila magliette originali (molte delle quali autografate) e preziose memorabilia di tanti eventi importanti, è ospitato nel castello di Artena. Borgo che è talmente ‘verticale’ che le sue strette vie possono essere percorse solo a piedi o a dorso di mulo (c’è pure un’escursione turistica organizzata in questo modo). C’è tanto da vedere in questo luogo, che un tempo si chiamava Montefortino e sorge su un’antica città dei Volsci, come hanno appurato gli scavi archeologici effettuati nel 1830 da Lord Beverly. L’architettura risale all’età dei Papi. Paolo IV nel 1557 la distrusse nell’ambito delle contese con i Colonna e fu il cardi-

nale Scipione Borghese a ricostruirle nel 1614. In agenda sono da mettere la centrale Piazza Vittoria, l’Arco Borghese, la via del Borgo, la via Nuova e il Convento di San Francesco. Nel borgo sono ststi girati diversi film, fra cui il ‘Romeo e Giulietta’ di Zeffirelli. Ultimamente è proprio il Museo del Rugby (ospitato nel castello dall’ottobre 2018) a fornire un buon pretesto per fare un salto ad Artena. Fra i fondatori del museo figura anche Mauro Bergamasco, star padovana del rugby, socio fondatore del museo con altri sette temerari amici di Mattoccia. Bergamasco che, oltre a donare tanti cimeli legati alla sua carriera (tra cui uno dei due calzettoni del Selvazzano con cui disputò

la sua prima partita con la selezione internazionale dei Barbarians), talvolta fa pure il lavapiatti nei ‘terzi tempi’ organizzati nel museo quando arrivano delegazioni ospiti. Specie gli amici del Petrarca. Anche Vincent Candela, che tutti ricordano come calciatore della Roma ma che in realtà nasce a Tolosa come rugbista, è fra quanti hanno dato un pezzetto di cuore per il museo. ‘Fango e sudore’ di Artena è pure gemellato con una squadra irlandese e ha avuto l’onore di aver portato una mostra temporanea a Toyota in Giappone, in occasione del nono mondiale di rugby. Un altro gemellaggio è stato stretto con il Museo di Twickenham , in Inghilterra, e con il New Zealand Museum di Palmerston

North in Nuova Zelanda, tempio degli All Blacks, squadra a cui è dedicata una sezione del museo. Esposta pure la prima maglia della nazionale italiana, quella indossata dagli azzurri a Barcellona nel 1929, contro la Spagna (9-0 per gli iberici). E poi una collezione di maglie azzurre: quelle indossate da campioni di ieri e di oggi come Raineri, Bettarello, Marchetto e altri. E poi quelle di stelle mondiali come Gallagher, Alatini, Rush, Campese e molti altri. La collezione comprende oggetti storici come i leggendari cappellini e poi cravatte, palloni, gagliardetti, trofei, manifesti, libri, palloni, bandiere, foto autografate. Oltre 18.000 oggetti. Un patrimonio unico.


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A tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura

Carmen Bellin Salsa di pomodoro crudo

Crepes alle melanzane

Flan di mele

Ingredienti: 4 pomodori rotondi ben maturi - 1 cipollotto - 1 cetriolo - 1 peperone rosso - 1 spicchio d’aglio - sale - 1 pizzico di origano - 1 pizzico di peperoncino piccante - 1 C di olio. Preparazione: lavare le verdure e tagliarle grossolanamente a pezzi. Versarle in un frullatore capiente (o utilizzare il frullatore a immersione dentro una pentola) insieme all’origano, al peperoncino, al sale e all’olio crudo. Frullare fino ad ottenere una crema omogenea. Servire ben freddo.

Ingredienti: 200 g di farina - 1 uovo - latte di riso q. b. - 2 melanzane - 1 cipolla - 1 spicchio d’aglio - 1 pizzico di origano - 1 ciuffo di erba luigia sale e olio q. b. Preparazione: rompere l’uovo in una ciotola, unire la farina e mescolando con la frusta aggiungere a filo il latte di riso fino ad ottenere una pastella abbastanza consistente. Quindi in una padellina antiaderente versare un mestolino piccolo e formare la crepes. Passarle in un tagliere di legno e continuare fino ad esaurire la pastella. Nel frattempo pulire e lavare le melanzane, tagliarle a pezzetti, tritare la cipolla e l’aglio, farle cuocere. A scelta si possono riempire le crepes con i pezzetti oppure si passano un po’ con il frullatore per ottenere una crema. Si stende quindi l’impasto sulle crepes, si arrotolano, si pongono in una placca da forno oliata e si fanno dorare per circa 15 minuti. Servire le crepes con un ciuffo o qualche foglia di erba luigia.

Ingredienti: 5 mele renette - 120 g di miele - 70 g di mandorle dolci - 50 g di uvetta - 40 g di amido di mais - 3 mandorle amare - 2 uova - 2 C di melassa di canna - la scorza di 1 limone - un pizzico di sale. Preparazione: lavare le mele, tagliarle a fette, quindi metterle in una casseruola con pochissima acqua, un pizzico di sale e la scorza del limone. Cuocere a fiamma bassa per circa 15 minuti, mescolando con un cucchiaio di legno. Spegnere e lasciare intiepidire, quindi passare al setaccio per ottenere una purea. A parte preparare le mandorle cui va tolta la pellicina, ridurle in farina con un macinino da caffè. Lavare l’uvetta e metterla in ammollo in acqua tiepida. Scaldare il forno e portarlo a una temperatura di 170°. In una terrina lavorare a lungo i tuorli con il miele, quindi unire l’amido di mais, il composto di mele tiepido (eliminando le scorze di limone), le mandorle e l’uvetta ben strizzata. A parte montare gli albumi a neve fermissima e incorporarli con delicatezza. Sul fondo di uno stampo per budini distribuire un cucchiaio di melassa, quindi versarvi la crema. Porre lo stampo in una teglia di diametro maggiore e dai bordi piuttosto alti, in cui si verserà dell’acqua bollente sino ad una altezza pari alla metà di quella dello stampo. Infornare e cuocere per 40 minuti, finchè la crema sarà rassodata. Lasciar freddare, quindi rovesciare il flan su un piatto da portata e guarnire con scagliette di mandorle. Per una presentazione più elegante, preparare il dessert in coppette singole. In questo caso il tempo di cottura va dimezzato. Va servito freddo. E’ ottimo anche il giorno dopo.

Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

Ariete Lascerete prevalere l’istinto e questo vi consentirà di fare scelte a volte anche radicali. Avete bisogno di aria nuova e cambiamenti. Il vostro intuito vi sostiene

Toro Si apre un periodo intenso, di progetti e occasioni che vi consentiranno di sistemare questioni della vostra vita a lungo rimaste in sospeso. Entusiasmo e convinzione

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Agosto Agosto, tra leggerezza e nuovi progetti

Bilancia Riposo ed energia hanno allontanato dubbi e insicurezze. E’ tempo di tornare con fiducia a pensare al vostro futuro. La vostra positività vi rende attraenti

Scorpione Avete voglia di cambiare a tutti i costi, anche se questo comportamento poterà ad uno sconvolgimento delle vostre abitudini. Uscite da un periodo impegnativo, avete bisogno di sentirvi leggeri

Gemelli

Sagittario

Il vostro ritorno alla routine dopo la pausa estiva potrebbe disorientarvi. Potreste avere bisogno di ripensare ai vostri obiettivi. Saprete tuttavia riconsiderare con chiarezza le vostre priorità

E’ tempo di rallentare e godervi i benefici di un lavoro impegnativo su cui avete investito grandi energie negli ultimi mesi. Riposo è la parola chiave prima di riprendere con nuove sfide

Cancro Comincerete a vedere i risultati concreti del lavoro svolto negli ultimi mesi. Arrivano le buone notizie e la serenità necessaria per tornare a dedicarvi anche alla vita sociale

Leone Avete vissuto un periodo atipico e molto faticoso. Ora c’è bisogno di relax ed evasione per tornare più forti di prima ad affrontare nuove sfide e nuovi stimoli

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