Investimento da 11 milioni per l’ex caserma sede del’Its Academy Meccatronico
Dalla Valdastico alla Holding
Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in soff itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.
Veneto2
Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso
PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO
E VERTENZE APERTE
PESA SULL’ECONOMIA E SULLE AZIENDE
Sintoniz zati
Assembergs incontra tutti i primari e i coordinatori
ABBATTUTO L’ALBERGO CITTADINO “NUOVA FORMA DI SOSTEGNO E AIUTO”
GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO
l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.
segue a pag. 3
Veneto2
servizi
servizio a pag. 6
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
CALCIO: LA CITTÀ APPLAUDE
GLI “EROI” DELLA PROMOZIONE IN SERIE B
Più che una promozione in serie B è sembrata una festa scudetto quella che si è svolta allo stadio Menti al termine della partita contro il Brescia, finita 1-1 e che si è poi estesa all’intero centro storico con l’epilogo finale in piazza dei Signori. Dopo la consegna della coppa da parte della Lega Pro, con lo stadio impazzito di gioia per quasi un’ora, giocatori, staff e il presidente Stefano Rosso sono saliti su un pullman scoperto sfilando verso il centro storico tra cori, urla e incitamenti, per arrivare fino a Palazzo Trissino, sede del Comune, accolti dagli applausi dei tifosi e della gente, e ricevuti dal sindaco Giacomo Possamai e dall’assessore allo sport Leone Zilio.
Poi il saluto dalla Loggia del Capitaniato, dai balconi della Sala Bernarda, dove solitamente si svolge il consiglio comunale, ad una piazza dei Signori gremita di persone, come raramente si è visto (bisogna ritornare ad un biennio fa alla famosa e partecipata Adunata degli Alpini), dove spiccavano ovunque i colori biancorossi, che ha visto i giocatori accolti da una vera e propria folla impazzita di gioia.
Infine, sul palco allestito in piazza, tra i cori da stadio si sono alternati l’applauditissimo mister Fabio Gallo, il capitano Filippo Costa i giocatori e i componenti dello staff tecnico e medico. A salire sul palco con la coppa è stato il presidente Stefano Rosso, che ha ringraziato i tifosi tra l’entusiasmo della gente. Una giornata e una serata impossibile da dimenticare per i tifosi che, finita la festa uff iciale si sono sparsi per i bar del centro per il classico spritz prima di cena. Un risultato, quello della promozione in B che la città che attendeva con ansia e che era stato fallito per quattro anni e ora è finalmente riuscito.
• Mauro Della Valle
Un risultato che la città attendeva con ansia, che era stato fallito per quattro anni
GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO
In questo scenario, dominato da incertezza economica e diff icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere. La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie
capacità”, ma offriamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.
Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.
Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, soff re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.
eneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare he la radio con una qualità audio per fetta
Segue da pag. 1
FACCIAMO IL PUNTO
• Nicola Stievano
Fracasso: “Coniugare competitività delle imprese e tutela dei lavoratori”
Il contesto internazionale sta generando un clima di incertezza. Con il presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro della provincia di Vicenza, Andrea Fracasso, facciamo il punto della situazione. «Le aziende vicentine sono storicamente molto orientate all’export è ciò che sta accadendo sta incidendo sulle strategie delle imprese, che devono ricostruire reti commerciali e individuare nuovi sbocchi. Nonostante ciò, il sistema dimostra una buona capacità di resilienza: accanto a realtà che stanno rallentando, ve ne sono altre che continuano a investire e a riposizionarsi. In questo quadro, il ruolo del consulente del lavoro si conferma centrale nel supportare le imprese anche nelle scelte organizzative e di gestione delle risorse umane in una fase di transizione».
Sul finire del 2025 molte aziende hanno fatto domanda per la Cig, la cassa integrazione guadagni.
«È così ma molte lo hanno fatto spesso in via preventiva. Nei primi mesi del 2026 questa tendenza si è in parte confermata: ciò significa che molte aziende stanno utilizzando la cassa integrazione come leva di gestione prudenziale, ma non mancano situazioni più critiche, soprattutto in alcuni comparti manifatturieri, dove si sono già registrate riduzioni di personale»
Il Festival del Lavoro che si svolge a Roma avrà per titolo “Le nuove sfide del lavoro”. Quali saranno? “Tra le priorità vi è sicuramente quella del calo demografico che impone una riflessione concreta sulla partecipazione al mercato del lavoro, con riferimento anche alla necessità di favorire una maggiore inclusione e valorizzazione dell’occupazione femminile, che rappresenta una leva fondamentale per sostenere la crescita e la tenuta del sistema produttivo. In questo contesto si inserisce anche una delle sfide normative più rilevanti dei prossimi mesi, legata al recepimento della disciplina europea in materia di trasparenza retributiva, che avrà impatti significativi sia sul piano organizzativo sia su quello culturale, contribuendo a rafforzare i principi di equità e parità nel mercato del lavoro». Le altre priorità?
«Il dibattito si svilupperà su tre pilastri: un welfare ampliato e generativo, capace di rispondere ai nuovi bisogni delle persone lungo tutto l’arco della vita lavorativa; la sicurezza e la qualità dell’occupazione che andranno coniugate con la competitività delle imprese e la tutela dei lavoratori, anche attraverso modelli organizzativi innovativi e una maggiore attenzione al benessere; l’intelligenza artificiale che cambierà processi produttivi, competenze e modalità di lavoro: sarà fondamentale accompagnare questa
transizione con adeguate politiche formative e con un quadro normativo adeguato».
Anche la provincia di Vicenza purtroppo non è estranea al tema degli incidenti sul lavoro.
« Il tema degli infortuni resta prioritario: come consulenti e come Ordine, abbiamo una interlocuzione diretta sia con l’Inail sia con l’Ispettorato territoriale del lavoro, per promuovere una cultura della prevenzione sempre più diffusa, aff iancando le aziende non solo negli adempimenti normativi, ma anche nella costruzione di modelli organizzativi orientati alla sicurezza».
• Marina Puviani
2025: lavoro in calo, ma il settore metalmeccanico tiene e segna un + 4%
In provincia di Vicenza, secondo i dati di Veneto Lavoro, la domanda di lavoro del 2025 ha visto 111.800 assunzioni, in calo del -2% rispetto al 2024. Tale andamento è legato prevalentemente alla diminuzione delle assunzioni del settore dei servizi (64.600, -5%), sebbene anche l’agricoltura sia stata interessata da una lieve flessione (4.900, -3%). È ancora una volta il settore metalmeccanico a raddrizzare le corti del mercato del lavoro, almeno per quanto riguarda gli esiti dello scorso anno. La
provincia di Vicenza, infatti, è l’unico territorio a mostrare un saldo positivo con +3.900 posizioni lavorative, in lieve miglioramento rispetto al 2024, grazie appunto alle performance del comparto metalmeccanico.
Nel terziario l’andamento delle assunzioni è invece stato diff usamente negativo, con diminuzioni più significative nel comparto dell’ingrosso e logistica, nelle attività dei servizi di pulizia e in quelle connesse ai servizi alla persona.
L’industria registra all’opposto un lieve incremento (42.300, +1%) grazie alla crescita delle assunzioni avvenuta, come detto, nel metalmeccanico (+4%) che aveva subìto un segno negativo nel 2024 di 740 unità, e nelle costruzioni (+3%) che compensano la riduzione registrata nel made in Italy (-2%).
Il bilancio occupazionale di fine anno è risultato perciò positivo (+3.900) seppur di poco, rispetto a quello del 2024 (+3.400). Tale risultato è con-
seguenza delle buone performance dell’industria che registra un saldo positivo (+1.000) e migliore dell’anno precedente (-480) grazie al già citato recupero del metalmeccanico e, anche se meno significativo, del made in Italy e delle “altre industrie”. Il bilancio del terziario è positivo (+2.700), ma risulta ridimensionato in chiave tendenziale a causa del rallentamento più marcato di servizi turistici, commercio all’ingrosso, servizi di pulizia e alcune attività del terziario avanzato
Emergenza lavoro/2. Lucio Turra, direttore dell’Uff icio Pastorale del lavoro della Diocesi di Vicenza
Turra: “Il 29 aprile all’Ospedale San Bortolo organizzeremo la Veglia del lavoro”
La Festa del Lavoro del 1° maggio sarà preceduta a Vicenza dalla Veglia del lavoro, che si svolgerà mercoledì 29 aprile all’Ospedale San Bortolo. Ce ne parla Lucio Turra, direttore dell’ufficio della Pastorale del lavoro della Diocesi Vicenza.
essi sono impiegati».
Quest’anno avete deciso di effettuare la veglia il 29 aprile all’Ospedale San Bortolo di Vicenza. Perché?
«La Festa del Lavoro del 1° maggio, nell’esperienza pastorale, è diventata una occasione importante per riflettere sui temi del lavoro con una connotazione particolare di attenzione all’aspetto spirituale e valoriale del lavoro. Da anni in concomitanza con questa festività in diocesi si svolge una veglia di preghiera legata ad un tema e ad una situazione di lavoro particolare, che intendono dare senso alla dignità dei lavoratori e delle lavoratrici negli svariati contesti dove
«È un luogo più che simbolico, dove si incontrano le esperienze quotidiane di relazioni tra pazienti, familiari e medici, infermieri, operatori sanitari, personale amministrativo. Il lavoro di cura è un messaggio di “missione”, perché ogni
figura di lavoratore/lavoratrice costruisce, ogni giorno, le dinamiche di vicinanza alla sofferenza umana. La parabola del Buon Samaritano è il paradigma del lavoro di cura».
È questo il messaggio che lancerete con la veglia?
«Il messaggio dei Vescovi di quest’anno è incentrato su un tema di grande attualità:
“Il lavoro e l’edificazione della pace”. Il lavoro di cura è un lavoro di pace, perché è espressione di una attività umana per la vita, per costruire nel bene relazioni umane, per dare aiuto a coloro che sono nel bisogno. Facendo un collegamento importante con coloro che sono impegnati nella cura nei luoghi di guerra, potremmo anche dire che sono le sentinelle della pace sociale».
Come Pastorale del lavoro qual è il vostro impegno concreto nel territorio?
«La storia della pastorale del lavoro nasce a Vicenza negli anni Settanta ed è stata alimentata e sostenuta dalla sensibilità del Vescovo Arnoldo Onisto, molto attento ai temi del lavoro, delle crisi aziendali, delle problematiche legate ai vari periodi di crisi. La Commissione ha rappresentato e rappresenta un importante soggetto di inclusione delle questioni sociali presenti nella nostra realtà economica e nei nostri territori. Negli anni duemila c’è stata l’unificazione della Commissione della Pastorale del lavoro con la Commissione Giustizia & Pace, ma è sotto il pontificato di Papa Francesco che ha assunto la connotazione definitiva di Pastorale Sociale, del Lavoro, della Giustizia & della Pace, della Cura del Creato».
Donne disoccupate in aiuto agli anziani soli
La Fondazione Diakonia Vicenza Ets e Caritas nel 2023 hanno ideato il progetto triennale “A.s.t.r.i. - Anziani sostenuti territorialmente da rete integrata”, con l’obiettivo di incrociare la richiesta di impiego da parte di donne disoccupate con le necessità di aiuto e assistenza da parte di persone anziane sole, con alcuni lievi deficit cognitivi e/o comportamentali, ma autosuff icienti. Negli anni scorsi sono state avviate al lavoro 30 donne, alle quali quest’anno se ne sono aggiunte ulteriori 10, per un totale di 40 persone.
Le neodiplomate presteranno servizio nelle case degli anziani per aiutarli nelle attività quotidiane, senza trascurare la parte più “emotiva”: quella del dialogo, dell’ascolto o della semplice compagnia.
Le retribuzioni sono state interamente sostenute dai fondi del progetto e non sono andate a gravare sugli anziani beneficiari, segnalati dai Centri di ascolto e accompagnamento Caritas delle parrocchie e dai Servizi sociali di Vicenza e dei Comuni partner. Si chiude così il progetto sostenuto da Fondazione Cariverona, Fondazione Mioni onlus e Anap Confartigianato Vicenza e da una rete di partner composta
• Mauro Della Valle
dall’Usl 8 Berica e i Comuni di Vicenza, Torri di Quartesolo, Creazzo e Monticello Conte Otto che, nell’arco dei tre anni di attuazione, ha portato beneficio a circa 150 anziani. Grazie a un nuovo contributo erogato dalla Fondazione Mioni per questo 2026, per alcune delle neodiplomate sarà assicurata l’assunzione a tempo determinato, con l’auspicio che questo tipo di percorso possa trovare ulteriori finanziamenti.
• (M.P.)
A organizzarla è la Pastorale Sociale, del Lavoro, della Giustizia & della Pace e della Cura del Creato della diocesi di Vicenza
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta
L’albergo cittadino è stato abbattuto. Le persone fragili ospitate in varie strutture
L’ASSESSORE AL SOCIALE MATTEO TOSETTO: “DIAMO IL VIA AL MODELLO VICENZA”
Per certi versi si può definire storica la chiusura definitiva dell’albergo cittadino di via Giordano, adibito da mezzo secolo a dormitorio notturno e destinato ad essere abbattuto per i lavori dell’alta velocità. Il che ha in qualche modo costretto il Comune a una scelta: o costruire una nuova e più consona palazzina o trovare un’alternativa per la sistemazione di tutte le persone fragili in contesti più accoglienti. Soluzione, quest’ultima, privilegiata dall’assessore al sociale Matteo Tosetto e dal sindaco Giacomo Possamai, che hanno ribattezzato questo progetto come “Modello Vicenza”.
«Dal 16 marzo - precisa Tosetto - non c’è più nessuna persona che dorme in via Giordano. Ringrazio Iricav (il concessionario dei lavori per l’alta velocità, Ndr) per aver atteso la fine dell’emergenza freddo e soprattutto che portassimo a compimento i trasferimenti previsti per passare
dall’accoglienza negli hub all’accoglienza diffusa: un modello che consideriamo più rispondente ai nuovi bisogni abitativi».
Al 31 gennaio scorso risultavano ospitate in media nel dormitorio di via Giordano ancora 70 persone, mentre al Centro residenziale di San Marco erano accolti 75 adulti e 25 minori. Ai quali si aggiungevano 26 adulti e 28 minori ospitati negli appartamenti di via Mario, via Bedin, Setteca’, e Bertesina, per un totale di 171 adulti e 53 minori.
«Ora – aggiunge Tosetto - al Centro residenziale di San Marco non c’è più alcun minore. In quella struttura garantiamo l’accoglienza a una media di 76 adulti, mentre tutti i bambini e i nuclei familiari sono stati accolti negli appartamenti presenti in diverse parti della città. Un modello, quello del progressivo passaggio dai grandi hub all’housing sociale, che garantisce anche una migliore
integrazione e un minor impatto sul resto della cittadinanza».
Agli appartamenti già disponibili in via Mario, via Bedin, Settecà e Bertesina, si è aggiunto l’edificio di viale D’Alviano, dove hanno trovato alloggio altri 10 adulti e 11 minori. Inoltre, nell’ambito del piano di accoglienza diffusa sono state aggiunte queste ulteriori soluzioni: 6 alloggi in via dei Mille per l’ospitalità di 5 nuclei familiari, per un totale di 9 adulti e 7 minori; 4 alloggi in altre parti della città per 4 nuclei familiari, per un totale di 8 adulti e 13 minori. Infine, è stata attivata un’accoglienza presso la struttura di housing led temporanea San Bernardino che ospita 18 adulti. Nelle strutture di accoglienza di housing led sono attualmente ospitati 71 adulti e 59 minori.
Complessivamente sono quindi attualmente ospitati dal Comune di Vicenza 147 adulti e 59 minori in
grave stato di emergenza abitativa, mentre 24 adulti hanno di recente trovato in autonomia una diversa soluzione.
A breve saranno assegnati altri 7 alloggi a 6 nuclei familiari per un totale di altri 7 adulti e 8 minori che il
Comune potrà accogliere nell’ambito degli Accordi di Programma con la Regione del Veneto per la destinazione di 18 alloggi a finalità sociali.
• (M.D.V.)
“CON IL CUORE PER IL CUORE”: NUOVI DEFIBRILLATORI NEGLI IMPIANTI SPORTIVI
Il Comune di Vicenza, con il sostegno di Banca delle Terre Venete, ha avviato la revisione e il potenziamento della rete dei defibrillatori automatici esterni (Dae) collocati negli impianti sportivi cittadini, nell’ambito del progetto “Con il cuore per il cuore”, aff idato a Croce Verde Vicenza. L’intervento prevede la verifica della presenza di un Dae in ciascun impianto sportivo di proprietà comunale, il censimento periodico e il controllo generale dello stato di manutenzione degli apparecchi. Inoltre, sono stati acquistati 4 nuovi Dae per aumentare il numero di strutture cardio protette.
La collaborazione tra Comune e Croce Verde rientra in un percorso già avviato con il progetto “Sport+Scuola, con il cuore per il cuore”, che negli anni ha contribuito a rendere cardioprotetti numerosi istituti scolastici e impianti sportivi cittadini, ricevendo anche l’apprezzamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’impegno dedicato alla salute e alla prevenzione sul territorio. Con questo nuovo intervento, Vicenza raff orza il proprio impegno per una città sempre più sicura, attenta alla salute pubblica e alla tutela di chi pratica sport a ogni livello.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Sintoniz zati
LA CITTÀ
La riqualificazione. Un investimento di 11 milioni di euro
L’ex Caserma Borghesi rivive grazie all’Its Academy Meccatronico Veneto
L’ ex Caserma Borghesi, uno dei tanto temuti “buchi neri” della città, dopo decenni di abbandono nel giro di poco più di un anno è tornata a vivere per ospitare la nuova sede dell’ITS Academy Meccatronico Veneto.
Si sono infatti conclusi i lavori di riqualificazione grazie ai quali è stato restituito alla città uno spazio completamente rinnovato, destinato a diventare il polo di riferimento per l’alta formazione tecnica in ambito meccatronico a livello regionale.
La nuova sede, di 2.000 metri quadrati, accoglierà oltre 200 studenti dei bienni ITS: una vera e propria fabbrica 4.0, progettata in ottica green, dotata di laboratori per la didattica tradizionale e di strumentazioni interattive all’avanguardia dedicate alla formazione dei futuri tecnici meccatronici: un investimento di circa 6 milioni di euro per il recupero e di altri 5 per le attrezzature, per un totale di 11 milioni di euro a carico della Fondazione ITS Academy Meccatronico Veneto - che beneficia di fondi propri e del finanziamento Pnrr.
L’edificio centrale, il più grande, sviluppato su tre piani off re 11 spazi a servizio dei laboratori oltre alla portineria, la segreteria didattica, aula meeting e docenti, un bar, un’area relax e spazi dedicati al teamworking. Nel sottotetto recuperato trovano spazio sale riunioni, ripostigli e archivi; nei due corpi laterali i laboratori più grandi con i macchinari più pesanti in dotazione all’ITS Academy Meccatronico Veneto.
«Una sede così all’avanguardia – ha detto Francesco Nalini, presidente ITS Academy Meccatronico Veneto nel corso della giornata inaugurale -, non può che essere destinata a diventare uno dei poli meccatronici più importanti d’Italia e renderà il Veneto più attrattivo per i giovani talenti, oltre che a colmare il divario di genere a partire dalle scuole». «I giovani formati all’ITS sono la linfa vitale delle aziende – ha concluso Barbara Beltrame Giacomello – Presidente Confindustria Vicenza - , senza di loro le aziende non potrebbero andare avanti. Qui tutto il Veneto ha fatto squadra, siamo riusciti a creare un luogo di formazione e di possibilità di costruirsi un futuro grazie al lavoro». L’Its Academy Meccatronico Veneto da oltre 15 anni è punto di riferimento
nella formazione e nell’accrescimento delle competenze tecniche nel tessuto industriale locale e regionale. L’occupabilità dei diplomati si assesta, a sei mesi dal diploma, al 98%. I corsi, gratuiti grazie al finanziamento con fondi Pnrr, si concentrano su 4 profili formativi: Automazione e Sistemi Meccatronici, Innovazione di Processi e Prodotti Meccanici, Informatica nella Digital Factory e Design e tecnologie del Materiali. Staff : 300 docenti, 90 tutor e 17 coordinatori.
•
Comune: dal rendiconto 2025 disponibili sei milioni di euro
Quasi sei milioni di euro subito disponibili per nuovi investimenti in città. Entro la fine di aprile il rendiconto 2025, approvato dalla giunta, sarà sottoposto al voto del consiglio comunale. Si tratta di un piano straordinario di investimenti, un’operazione di revisione contabile, che consente di rimettere in circolo fondi per nuovi interventi. L’amministrazione ha scelto di destinare la cifra in via prioritaria alla manutenzione delle strade, con interventi di asfaltatura (tra questi l’avvio, dopo decenni, di un intervento straordinario di asfaltatura e riqualificazione dell’asse viario di viale Sant’Agostino), sviluppo della mobilità ciclabile e riqualificazione dell’illuminazione pubblica, alla cura del patrimonio comunale con particolare attenzione agli edifici scolastici, e al verde pubblico. Il rendiconto totale 2025 certifica un avanzo complessivo per il Comune di circa 57,5 milioni di euro con accantonamenti prudenziali per oltre 30 milioni, oltre a risorse dedicate a fronteggiare l’aumento dei costi energetici. Una parte dell’avanzo sarà inoltre utilizzata per l’estinzione anticipata di mutui. Infine, prosegue l’investimento sull’innovazione tecnologica, con il reinvestimento di circa 1,25 milioni di euro di fondi residui del Pnrr per la Pubblica amministrazione digitale.
Mauro Della Valle
Il progetto. Un intervento di rigenerazione urbana che porta socialità e inclusione nel più bel parco della città
DOPO QUASI DIECI ANNI LA NUOVA CAFFETTERIA BOTANICA “SERREQUERINI”
Dopo una riqualificazione complessiva durata quasi dieci anni, non priva di polemiche, anche in queste ultime fasi dei lavori, nel suggestivo spazio di Parco Querini sono tornate a vivere le serre. Com’era stato preannunciato, il restaurato e originale spazio è stato affidato per una gestione triennale alla cooperativa sociale AgenDo, realtà cittadina che dal 1985 promuove il lavoro e l’autonomia di persone con sindrome di Down, che si è aggiudicata il bando promosso dal Comune. Non a caso, infatti, la caffetteria botanica “serreQuerini” è stata inaugurata il 21 marzo, in occasione della Giornata mondiale della sindrome di Down, alla presenza degli amministratori locali, di consiglieri regionali e parlamentari vicentini, oltre a centinaia di cittadini. Nella
caffetteria lavoreranno a turno una ventina di persone con sindrome di Down, affiancate da un operatore e da due persone al banco del bar. Posizionato vicino all’ingresso di viale Rodolfi il locale off re piccola ristorazione, un luogo di relax e condivisione, in cui si promuoveranno attività sociali, culturali, artistiche e ricreative, prevedendo l’inserimento lavorativo di persone con disabilità. I vicentini e i turisti potranno così godere del più bel parco della città ma allo stesso tempo, come si era provato a fare anche in passato, di un luogo di ritrovo e di ristoro nell’ambito di un progetto inclusivo, dove poter gustare caffè, tè, torte, biscotti, succhi e macedonie, in un contesto che valorizza anche il piccolo patrimonio botanico della struttura.
Nell’immobile di circa 330 metri
quadrati, riportato a nuova vita grazie ad un progetto di architettura contemporanea, trovano posto serra fredda, serra calda, Belvedere e portico. All’interno, la serra fredda ospita il nuovo bancone in legno carbonizzato che accoglie la caffetteria, che in questa fase iniziale sarà aperta dal mercoledì alla domenica dalle 9 alle 17; la serra calda è invece caratterizzata da una ricca presenza di piante e verde. La torretta, infine, è pensata come spazio flessibile per ospitare incontri, attività condivise e mostre d’arte.
L’iter pluriennale è stato strutturato in cinque interventi per un investimento complessivo di 1 milione e 850 mila euro, finanziato con il Bando periferie poi confluito nel Pnrr, il Bilancio partecipativo del 2016 e altri fondi comunali.
Nel 2027 rinascerà il Cinema Corso, proposta selezionata con il concorso di architettura
L’ex Cinema Corso ha finalmente un futuro. Dopo quasi trent’anni di chiusura, lo storico edificio di corso Fogazzaro tornerà a vivere grazie al progetto firmato dal raggruppamento guidato da AltraLinea s.r.l. s.t.p., con Sparch s.r.l., vincitore del concorso internazionale di architettura promosso dalla Fondazione Giuseppe Roi. Il costo stimato dell’opera è di 2,8 milioni di euro. Alla prima fase hanno partecipato 125 proposte, provenienti dall’Italia e da quattro Paesi europei a testimonianza dell’interesse suscitato da un intervento che aff ronta una questione cruciale per molte città storiche: come rigenerare edifici novecenteschi introducendo funzioni contemporanee, senza snaturarne l’identità e garantendone la sostenibilità nel lungo periodo. La proposta – si legge in una nota - è stata
selezionata per «La solidità dell’impianto architettonico, la coerenza nell’organizzazione funzionale degli spazi e la capacità di integrare rigore tecnico, sostenibilità gestionale e visione culturale. Il progetto interpreta in modo maturo e misurato la visione di CORSO – Culture del Contemporaneo, trasformando un edificio simbolico del Novecento vicentino in un’infrastruttura culturale capace di evolvere nel tempo. Non si tratta semplicemente di una riqualificazione edilizia, ma di un intervento strategico per la città: restituire al centro storico una funzione produttiva e contemporanea, capace di dialogare con l’eredità palladiana senza esserne schiacciata, e di colmare un vuoto nel sistema culturale locale dedicato alla sperimentazione e alle nuove generazioni». «Una rinascita che riguarda un edificio dis-
messo da anni e una zona del centro storico che troverà un nuovo sviluppo grazie all’idea di collocare l’ingresso non più verso corso Fogazzaro ma verso il liceo Pigafetta e il Liceo Lioy – commenta il sindaco Giacomo Possamai -». Così Francesca Lazzari, presidente Fondazione Giuseppe Roi: «La trasformazione dell’ex Cinema Corso è un investimento culturale sul futuro di Vicenza. Ora inizia la fase più concreta: tradurre il progetto in realtà, costruendo consenso e collaborazione attorno a questo spazio». Nei prossimi mesi saranno esposti i progetti finalisti nelle sale Ipogee di Palazzo Thiene; verrà perfezionato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) e saranno avviate le procedure per l’attivazione del finanziamento e l’inizio dei lavori. L’inaugurazione è prevista per l’autunno 2027.
Entro l’estate sarà conclusa la ciclopedonale a Nord della città
Sono in corso I lavori, che si concluderanno entro l’estate, per la realizzazione del nuovo percorso ciclopedonale lungo gli argini del fiume Bacchiglione. Si tratta di oltre due chilometri che collegano le ciclabili di Caldogno e di Dueville con quella di Laghetto e poi da qui fino al centro storico: un accesso veloce e sicuro per la ciclabilità dai Comuni a nord della città.
Il percorso si collegherà alla parte finale della pista ciclopedonale di Laghetto e proseguirà lungo la Roggia del Maglio per 500 metri, fino all’area comunale in località Livelon: la nuova ciclabile proseguirà sull’argine del Bacchiglione per quasi due chilometri, buona parte dei quali nel comune di Caldogno, fino a congiungersi alla ciclabile già esistente nel Comune di Dueville, che conduce alle risorgive del Bacchiglione. Fin qui la parte tecnica, che si è sviluppata in pochi mesi. Quella amministrativa e progettuale data a 23 anni fa con un protocollo di intesa tra Provincia, Comune di Vicenza,
Dueville e Caldogno risale al 2003. Il primo finanziamento del Comune di Vicenza al 2008. Poi si aggiunsero altre risorse con il bando periferia nel 2017 per un totale di oltre 429 mila euro. Dopo l’alluvione del 2010, il Genio civile ha realizzato sulla sponda del fiume importanti opere di consolidamento arginale, che di fatto hanno sospeso
Cl’iter di realizzazione dell’opera, ripreso dopo l’approvazione del collaudo dei lavori, avvenuto nel 2025. I lavori sono stati finanziati dal Comune di Vicenza per 177.468 euro, dalla Provincia per 35.000,00 euro, dal bando statale periferie per 106.780 e dal Comune di Caldogno per 110.000 euro, per un totale di 429.248 euro.
on la consegna da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) al Comune di Vicenza del nuovo locale destinato all’ampliamento della velostazione, realizzato all’interno del fabbricato viaggiatori della stazione, salgono a 204 i posti riservati e custoditi per chi arriva in stazione in bicicletta.
La nuova struttura è dotata di rastrelliere a due livelli e offre una capacità di 100 posti bici che si aggiungono ai 104 già disponibili nella prima velostazione, inaugurata lo scorso maggio.
Anche l’accesso a questo nuovo spazio
avverrà tramite app, avvicinando lo smartphone al lettore posizionato in prossimità degli ingressi, con le stesse modalità già in uso nella velostazione esistente. All’interno della velostazione è stato predisposto anche un locale che potrà essere destinato alle funzioni di cicloff icina per piccole riparazioni delle biciclette.
Questa prima fase di interventi rientra in un progetto di restyling più ampio che interesserà l’intero complesso della stazione di Vicenza e che sarà avviato da Rfi previa disponibilità di finanziamenti.
CISL. Una famiglia spende mediamente oltre 2.000 euro all’anno
Le spese per la sanità preoccupano i vicentini
Le spese per la sanità preoccupano i vicentini e, naturalmente, più basso è il reddito più alte sono le preoccupazioni. Questo è quanto emerge dall’indagine elaborata dall’Ufficio studi della Cisl di Vicenza, che ha esaminato oltre 1.000 questionari ai quali hanno risposto altrettanti lavoratori (la metà dei quali non iscritti al sindacato). Secondo i rispondenti, la sanità vicentina nel suo complesso funziona, visto che il 63% del campione esprime una valutazione positiva sul sistema, ma se si valutano i vari aspetti, dai tempi di attesa, considerati troppo lunghi per oltre l’84%, al
costo delle cure, il giudizio risulta meno positivo. Proprio l’impatto economico viene considerato preoccupante, in maniera crescente con il diminuire del reddito: più quest’ultimo è basso, più aumentano le lamentele. Non a caso dichiara di avere avuto difficoltà di accesso ai servizi il 74,7% dei lavoratori con reddito inferiore ai 10 mila euro l’anno, mentre si scende al 58,1% nella fascia di reddito tra i 30 e i 40 mila euro annui. Proprio il ricorso a visite ed esami a pagamento è uno dei punti sui quali si è focalizzata l’attenzione dell’Uff icio studi che ha messo a confronto la spesa
TLDV
Sintoniz zati sul
TE LO DO IO IL VENETO
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta
Il commento alle notizie del giorno dal lunedì al venerdì alle 17:00
con Alberto Gottardo
media pro-capite annua personale per prestazioni sanitarie in Veneto, circa 850 euro (dati Fondazione Gimbe 2023), riparametrando il dato sulla base della composizione media dei nuclei familiari, che è di 2,29 persone. Ne risulta una spesa media annua ipotetica di quasi 2.000 euro per ogni famiglia vicentina, per prestazioni medico-sanitarie di varia natura (prestazioni mediche, farmaci o dispositivi senza il rimborso del Servizio sanitario nazionale). Va sottolineato che la spesa media spalma la cifra su tutti, neonati inclusi: è evidente quindi che i costi reali delle famiglie sono molto più alti. «Nessuno mette in dubbio la qualità elevata del nostro sistema sanitario - commenta il segretario provinciale Raff aele Consiglio -, ma questo non può essere l’alibi per negare i problemi: i lavoratori vicentini faticano ad accedere a molte prestazioni e queste difficoltà riguardano soprattutto le fasce più deboli economicamente, perché è sempre più diff usa la tendenza a compensare chiedendo una prestazione a pagamento. Una strada non percorribile per tutti». Sono stati poi sondati altri due aspetti: la carenza dei medici di base, tema sempre di attualità e l’accesso alle case di riposo per gli anziani. Sul primo punto
si è detto preoccupato “solo” il 18,6% dei rispondenti, sul secondo il 5,7%. Quest’ultima questione riguarda circa un lavoratore vicentino su 5 (il 20,7% dei rispondenti dichiara la presenza di uno o più anziani non autosuff icienti nel proprio nucleo familiare) e per la maggior parte di loro (circa il 77%) rappresenta un elemento di diff icoltà, pur
con diversi livelli di intensità. Al primo posto tra gli ostacoli nell’assistenza dei propri cari, vi è la mancanza di tempo a causa del lavoro (53,8%), seguita dal costo elevato delle Rsa (51,8%) e dalla carenza di servizi di assistenza pubblici adeguati (42,5%).
• Mauro Della Valle
Il riciclo di abiti usati contro la moda usa e getta
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Sono 26, ovverosia 10 in più, le nuove campane per la consegna di indumenti usati che sono state posizionate in città (alcune in sostituzione delle attuali), da Comune, Aim Ambiente e Insieme Cooperativa sociale, con l’obiettivo di garantire un sistema più eff icace di raccolta, gestione e valorizzazione degli indumenti usati, con una distribuzione più razionale e più presente anche nei quartieri per aumentare la capillarità della raccolta dei materiali. Le campane sono molto più sicure rispetto a tentativi di forzature e aperture indebite, grazie a sistemi meccanici antintrusione. All’interno è installato un sensore per il monitoraggio del livello di riempimento, che consentirà di ottimizzare la frequenza degli svuotamenti e l’organizzazione del lavoro. I punti di raccolta per gli indumenti usati continueranno a essere presenti anche nelle quattro riciclerie della città, oltre che presso le sedi vicentine di Insieme cooperativa sociale di via
Dalla Scola 255 e in via Pecori Giraldi 56. «Nel 2025 il nostro impianto – ha dichiarato Marina Fornasier presidente di Insieme Cooperativa sociale -, ha gestito 475 tonnellate di indumenti usati. Prevediamo un ulteriore aumento nel 2026 visti i modelli di consumo attuali che, spinti dal fast e ultra-fashion, producono sempre più rifiuto di minor qualità. Conferire correttamente a Tessuto Sociale e comprare beni usati a livello locale rappresentano il modo migliore con cui i cittadini possono sostenere l’intera filiera e garantire la gestione legale e il massimo recupero degli indumenti a fine vita».
Va ricordato inoltre che è possibile consegnare indumenti usati in sacchi chiusi anche tramite il servizio gratuito di raccolta ingombranti a domicilio, attivo in tutta la città, compreso il centro storico, per le persone residenti del comune di Vicenza prenotando il ritiro al numero verde 800 748 746.
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
COMMERCIALE?
Sintoniz zati
TI PIACEREBBE FAR
GRUPPO IN FORTE
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
CERCHIAMO TE!
I grandi appuntamenti. La città si trasforma in un palcoscenico mondiale
VICENZA, MAGGIO 2026: L’ARTE DI PALLADIO TRA JAZZ, BIBBIA E GRANDI TRILOGIE
Dal trentennale di “Vicenza Jazz” all’omaggio di Sir András Schiff: la città berica si trasforma in un palcoscenico mondiale. Se c’è un momento dell’anno in cui Vicenza rivela la sua anima di “Città del Palladio” non solo come etichetta architettonica, ma come organismo culturale vivo, quel momento è maggio. Il 2026 non fa eccezione, offrendo un calendario che intreccia la sacralità dei luoghi classici con le sperimentazioni contemporanee del jazz e il dialogo interdisciplinare del Festival Biblico. L’evento più atteso è senza dubbio la XXX edizione di Vicenza Jazz, in programma dal 15 al 25 maggio. Quest’anno il festival celebra un doppio anniversario: i suoi trent’anni di vita e il centenario della nascita di Miles Davis. Sotto la direzione artistica di Riccardo Brazzale, la rassegna invade teatri, club e piazze con un cartellone monumentale. Tra gli appuntamenti imperdibili, il ritorno del leggendario batterista Billy Cobham (18 maggio) e il sassofono di Joshua Redman (19 maggio) al Teatro Comunale. Ma il jazz a Vicenza è anche suggestione visiva: la Basilica Palladiana ospita per l’occasione una mostra del celebre fotografo Guido Harari, mentre il tradizionale “Concerto all’alba” si terrà il 24 maggio nella cornice mistica dell’Abbazia di Sant’Agostino con Dimitri Espinoza. Per gli amanti della musica classica, i primi giorni di maggio sono dominati da “Omaggio a Palladio”. Il celebre pianista e direttore Sir András Schiff, insieme alla sua orchestra Cappella Andrea Barca, torna al Teatro Olimpico per una serie di concerti (2 e 3 maggio) che promettono di essere tra i vertici della stagione. Il programma, che spazia da Mozart a Brahms, sfrutta l’acustica perfetta del teatro coperto più antico del mondo, regalando un’esperienza quasi trascendentale. Sempre all’Olimpico, la rassegna “All’Olimpico col Pedrollo” (dal 10 al 13 maggio) porterà sul palco giovani talenti e gala lirici, confermando il teatro come cuore pulsante della formazione e dell’esecuzione d’eccellenza.
In Basilica Palladiana prosegue l’ambizioso progetto espositivo
“Ispirazione Europa”. Il mese di maggio segna la fase clou della mostra “Italia-Germania: Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento”. Si tratta di un dialogo serrato tra i capolavori di Canova e le visioni contemporanee di Anselm Kiefer. La mostra, che chiuderà i battenti proprio il 2 maggio per lasciare spazio ai preparativi della successiva tappa (dedicata alla Francia nel 2027), ha trasformato la Basilica in un laboratorio di riflessione sull’identità artistica europea, attirando migliaia di visitatori da tutto il continente.Dal 19 al 24
maggio, Vicenza torna a essere la capitale del Festival Biblico. Giunto alla sua 22ª edizione, il festival propone quest’anno una riflessione profonda sul tema “Il potere del limite”. Attraverso conferenze, meditazioni e dialoghi tra credenti e laici, la città si interroga su come il limite possa essere non un ostacolo, ma uno spazio di senso e di responsabilità. Gli incontri si snodano tra il cortile del Palazzo Vescovile e i chiostri di Santa Corona, offrendo momenti di pausa e pensiero nel frenetico calendario primaverile.
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Riaperti il bar e la terrazza della Basilica Palladiana
Con l’arrivo uff iciale della primavera ha riaperto la terrazza della Basilica Palladiana, che si potrà visitare durante l’orario di apertura del monumento, da martedì a domenica dalle 10 alle 18 fino al 26 luglio. Da venerdì 31 luglio e per tutto il mese di settembre sarà aperta venerdì, sabato e domenica. L’ingresso è compreso nel biglietto del monumento: intero 6 euro, ridotto 4 euro.
Il bar in terrazza sarà aperto tutti i venerdì e sabato dalle 18 alle 23, domenica dalle 18 alle 21. Da giugno a settembre il bar prolungherà gli orari di apertura: venerdì e sabato dalle 19 all’1, domenica dalle 19 alle 23. L’ingresso è possibile con un biglietto intero da 2 euro o ridotto da 1 euro riservato ai residenti di Vicenza e provincia su esibizione di un documento di identità. Abbonamento da 10 euro che vale per l’intera stagione. Nel periodo di aperura della mostra “Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti” (dal 27 marzo al 26 luglio), sarà possibile accedere alla terrazza con un biglietto unico da 15 euro (ridotto 13 euro) che comprende la visita del monumento e della mostra. Aperture straordinarie della Basilica Palladiana, con la terrazza, e della mostra “Guido Harari. Incontri”: 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno.
SCARICA
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Sfida ambiziosa. Il nuovo regolamento comunale trasforma piloni e sottopassi in spazi di espressione creativa
Vicenza si fa tela: con i “Muri Liberi” la Street Art rigenera la città
Vicenza sceglie il colore e la creatività giovanile per ridisegnare i propri confini. L’uff icio Politiche Giovanili ha lanciato una sfida ambiziosa: trasformare la street art da fenomeno spesso percepito come marginale a strumento strategico per incidere sulla qualità della vita cittadina. Il progetto “Muri Liberi” (conosciuto anche come “Wall of Fame”) nasce
proprio per promuovere nuove sottoculture urbane, incentivando un protagonismo che non riguarda solo i più giovani, ma l’intera comunità. L’Amministrazione comunale ha uff icializzato questo percorso con l’approvazione del “Regolamento comunale per l’utilizzo libero di spazi per murales”, deliberato dal Consiglio lo scorso aprile 2025. L’obiettivo è duplice: da un lato, valorizzare e
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta
Ascoltaci
migliorare esteticamente gli spazi di proprietà pubblica, spesso situati in zone periferiche o aree di transito; dall’altro, favorire una riappropriazione consapevole dei luoghi da parte dei cittadini. La street art, nella sua multidisciplinarietà, viene oggi riconosciuta come un potente motore di sviluppo culturale e sociale, capace di stimolare la partecipazione attiva e la consapevolezza civica attraverso percorsi di collaborazione visiva. Il progetto identifica specifiche pareti che diventano “tele bianche” a disposizione della fantasia degli artisti. La partecipazione è libera, ma vincolata al rispetto di un regolamento preciso. Chiunque intenda dipingere deve accettare le norme vigenti, che impongono il divieto assoluto di realizzare immagini offensive, ingiuriose o scritte d’odio. Un aspetto fondamentale riguarda la natura “fluida” di queste opere: come accade nei più celebri Wall of Fame internazionali, il Comune non assicura la permanenza dei lavori nel tempo. Gli spazi sono pronti ad accogliere nuovi strati di vernice e nuove visioni, in un turnover creativo costante che invita gli artisti a monitorare periodicamente la disponibilità dei siti.
La geografia dei “Muri Liberi” abbraccia tutta Vicenza, dai quartieri storici alle arterie principali. Tra i siti più significativi figurano le pile del viadotto di via Ferretto de Ferretti, i piloni del Viadotto Stanga (accessibili dal cavalcavia di via A. Moro) e il sottopassaggio pedonale tra viale del Sole e via Brigata Granatieri di Sardegna. Il progetto tocca anche luoghi simbolo della rigenerazione urbana come il Muro ex Zambon in via Monte Zovetto, i percorsi del Mercato Nuovo e della Ricicleria Ovest. Anche parchi e scuole sono
dedicata al tema delle Invenzioni la seconda edizione del Vicenza Storia Festival, che si svolgerà al Teatro Olimpico dal 24 al 26 aprile: otto gli incontri previsti (preceduti da cinque conferenze pre festival organizzati al Palladio Museum, Fondazione di Storia, Biblioteca Bertoliana, Biblioteca La Vigna, Museo Civico).
Ad aprire allora la prima giornata del Festival, venerdì 24 aprile alle 19, sarà Vito Mancuso con la sua lezione dedicata all’invenzione di Dio. Appuntamento poi alle 21.00 con Laura Pepe: si parlerà di diritto e della sua nascita.
Sabato 25 aprile, alle ore 17, sarà la volta della lezione di Francesca Cappelletti sul barocco, seguita alle ore 19 da Silvia Ferrara, che racconterà delle origini della scrittura, e infine – alle ore 21 – da Massimo Cacciari, con il suo intervento dedicato all’invenzione della politica.
Il libro, nelle parole di Alessandro Marzo Magno, sarà protagonista dell’incontro delle 17 di domenica 26 aprile. Appuntamento poi alle 19 con Amedeo Feniello e la sua lezione sui numeri. A chiusura
coinvolti: dai muri del parco “Marcello Mantovani” in via Lussemburgo alle pareti perimetrali della scuola “2 Giugno” in via Strasburgo e della “Lattes” in via Quadri. Spazi significativi sono stati individuati anche presso il retro dell’anfiteatro ai Ferrovieri, la parete nord della Palestra Piarda e il centro civico di via Turra. Completano la mappa tratti di via Goldoni, viale Grappa e via Istria. Una rete capillare che invita writer e street artist a lasciare il proprio segno, trasformando grigie superfici cementizie in un museo diffuso e in continua evoluzione.
delle tre giornate del Festival, alle 21, Piero Martin si addentrerà nella storia dell’invenzione che Neruda ha definito «frutto terribile d’elettrica bellezza», la bomba atomica.
L’evento è ideato e progettato dagli Editori Laterza, organizzato da Athesis in collaborazione con Città di Vicenza e Fondazione di Storia.
Sintoniz zati
Sintoni zati
Cerchiamo personale per contatto diretto con aziende e attività O riamo assunzione a tempo indeterminato full time o part time
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
4 passa al sistema di ultim zione DAB che permette di as oltare on una qualità audio pe e
Formazione dedicata e percorso di crescita
Calcio. Il difensore del Vicenza ripercorre carriera, rivalsa e crescita personale
THOMAS SANDON: “IL CAMPIONATO VINTO È STATO MERITO DEL GRUPPO”
La conquista del campionato non è solo un traguardo sportivo, ma il punto più alto di un percorso fatto di crescita, sacrificio e riscatto. A raccontarlo è Thomas Sandon, difensore classe 2003 nativo di Abano Terme ma col cuore che pulsa solo per il Lane, è stato uno dei protagonisti di questa stagione vincente per il Vicenza, e con questa intervista abbiamo ripercorso alcune emozioni, momenti chiave e il lavoro che ha portato la squadra al titolo.“È stato qualcosa di incredibile, spiega, soprattutto per quello che ci hanno trasmesso i tifosi durante tutto l’anno. Ma il momento della vittoria è stato unico: la festa insieme a loro, l’entusiasmo, sono emozioni che diff icilmente si dimenticano”. Un successo costruito passo dopo passo, con segnali chiari già durante la stagione. “Abbiamo capito che poteva succedere qualcosa di importante in alcune partite chiave. Penso alla sfida contro le Dolomiti Bellunesi, ribaltata dopo essere andati sotto, oppure alla vittoria contro l’Inter
under 23 in inferiorità numerica, ottenuta negli ultimi minuti. Lì si è vista la forza del gruppo. Eravamo solidi, subivamo poco e segnavamo tanto: era evidente che stessimo facendo qualcosa di grande”. Fondamentale, in questo percorso, il lavoro dell’allenatore Fabio Gallo, arrivato dopo la delusione della scorsa stagione. “Non era facile ripartire dopo quello che era successo. La scottatura era ancora presente, ma il mister ci ha dato subito una mentalità chiara: essere solidi, prendere pochi gol e fare bene le cose semplici. Poi la qualità sarebbe venuta fuori. E così è stato”. Una crescita che Sandon sente anche a livello personale: “Mi sento più completo e consapevole. Ho fatto ugualmente degli errori, ma non mi è mai mancata la fiducia ed è qui che il confronto continuo con l’allenatore ha avuto quel valore in più, il quale mi ha aiutato a migliorare e oggi mi sento più sicuro nel mio ruolo”. Determinante anche la forza del gruppo, costruito su una chimica diversa rispetto al passato. “All’inizio eravamo un po’ scarichi, ed era
normale, ma con l’arrivo di giocatori con grande voglia di mettersi a disposizione, si è creata subito una bella unione. Stiamo bene insieme e questo ha fatto la differenza”. Un gruppo che ha saputo valorizzare anche il settore giovanile, con diversi giocatori cresciuti nel club. “È motivo di grande orgoglio. Con alcuni compagni abbiamo fatto tutto il percorso insieme, fino alla prima squadra, il che ha reso questo traguardo ancora più speciale”. Sandon guarda poi anche al suo percorso personale, partito tra Abano Terme e Padova; il classe 2003 ha dovuto comunque passare momenti difficili. “Sono cresciuto nel Padova, però è stata un esperienza difficile condizionata anche da alcuni infortuni che hanno destabilizzato la mia forma fisica, da li sono andato via e non è stato semplice. Avevo voglia di rivalsa. Oggi però mi sento vicentino al 100%”. Indimenticabile, in questo senso, il primo gol tra i professionisti, proprio contro il Padova nell’ottobre del 2023: “È stato un momento epico. Il primo gol, contro la
squadra che mi aveva lasciato andare, al Romeo Menti, sotto la curva… un mix di emozioni incredibile”. Ora, con il campionato in tasca, la squadra non ha intenzione di rallentare. “Non vogliamo fermarci. Abbiamo altri obiettivi, come essere la miglior difesa e continuare a fare bene. Giochiamo per una maglia importante e vogliamo onorarla fino alla fine”. Lo sguardo si sposta anche sul futuro, con ambizioni chiare: “voglio dimostrare di essere pronto
per la Serie B, con il sogno di spingermi anche oltre. Lavorerò ogni giorno per questo”. Infine, un messaggio ai tifosi: “ringraziandoli, voglio assicurare a nome di tutta la squadra che non vogliamo accontentarci. Ci sono tutte le basi per fare qualcosa di ancora più importante. Daremo tutto per costruire un futuro all’altezza della storia di questo club”.
• Giacomo Trivellato
TRA FESTA E FUTURO: IL VICENZA CHIUDE UN CICLO ED È PRONTO A RIPARTIRE
C’è un momento preciso in cui una stagione smette di essere solo vincente e diventa qualcosa di più: per il Vicenza quel momento coincide con il pareggio per 1-1 contro l’Union Brescia. Non tanto per il risultato, quanto per ciò che è seguito: una festa che ha travolto squadra e città, partita dallo stadio e culminata nella splendida cornice di Piazza dei Signori. Un’immagine che racconta più di qualsiasi classifica il valore di questo campionato. Dal punto di vista sportivo, però, quella gara ha segnato anche l’inizio di una nuova fase. Nell’uscita successiva il Vicenza ha mostrato un singolare calo sia mentale che fisico. La sconfitta per 2-0 sul
campo del Lecco è emblematica: ritmo più basso, meno brillantezza e una squadra con la testa già proiettata verso la Serie B. Nulla di inatteso, ma un passaggio utile per leggere con lucidità il momento. Questo finale di stagione, infatti, offre spunti interessanti anche in ottica futura. Se da un lato la struttura della squadra ha dimostrato solidità e continuità lungo tutto il campionato, dall’altro emergono alcune aree su cui intervenire. Una su tutte è la corsia sinistra: l’assenza di un’alternativa credibile a Costa, ha evidenziato la necessità di inserire un vice all’altezza, capace di garantire rotazioni e mantenere lo stesso livello di intensità.
In prospettiva, la Serie B rappresenterà un salto netto. Serviranno profondità, qualità e una gestione più equilibrata delle energie lungo l’arco della stagione. Il Vicenza parte da basi importanti, ma dovrà evolversi per reggere l’urto di un campionato più competitivo. La lettura complessiva resta comunque positiva: lo stop col Lecco non ha ridimensionato il percorso, ma lo ha completato, ricordando che ogni traguardo porta con sé nuove esigenze e questa promozione è solo l’inizio di qualcosa di Bellissimo.
• (G.T.
Fonte: Goal.com
Fonte: Biancorossi.net
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto
Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tariffe. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.
Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello
stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-
Est, off rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per
ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno eff ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.
L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia
TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO
ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO
Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?
Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e affrontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di offerta, ma la diff icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come uff ici burocratici per la disoccupazione?
Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni
proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e offerta.
Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?
Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente
del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?
L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.
I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?
È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole
20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’off erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso
di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?
Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando uff ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.
Lucas Pavanetto
I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti
Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto
Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?
Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.
Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.
Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.
Avete scelto di non aumentare l’addizio-
nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?
La nostra strada è quella dell’eff icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?
Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.
Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza
“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”
Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?
L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, efficace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.
Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?
Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.
Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?
Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.
Il trasporto su gomma appare oggi molto
frammentato. Come intendete riorganizzarlo? Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo offrendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?
Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Filippo Giacinti
• (R.R.)
Diego Ruzza
L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli
CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO
oi proviamo sempre a fare una cosa diff icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce
in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto.
“Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli. “La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro
nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli
ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in diff icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù
degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.
Sintoniz zati sul
Adottiamo un papero e, tutti insieme, niente sarà impossibile.
Con il tuo 5x1000 ci aiuterai a crescere e a diventare sempre più forti e solidali nel sostegno dei bambini malati e delle loro famiglie, in cura presso l’Ospedale San Bortolo di Vicenza.
• Progetto Bridge: garantire la crescita e poten ziare il servizio.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta. SCARICA L’APP
già completare 2026
• Garantire continuità alla psicologa dedicata, in Chirurgia Pediatrica.
• Acquistare Nutrilab posizione corporea, per il reparto Pedia
• Donare un exoscopio
l’Unità Operativa di Chirurgia Pediatrica di un insufllatore pediatrico, di ultima genera zione.
Donare alla Pediatria un ecografo palmare il reperimento degli accessi vascolari.
Acquisto latte materno
C.F. 95123820243
Inquadra il QR CODE per conoscere cosa abbiamo realizzato e quello che possiamo ancora fare insieme, con il tuo contributo.
La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin
Il libro. “Perseveranza” è il nuovo romanzo della scrittrice e giornalista padovana, una storia disturbante e aff ascinante
IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI
“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”
Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.
“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e affascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.
“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?
L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.
La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?
Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,
intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.
Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?
Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,
chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale
che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato diff icile “scriverlo”, raccontarlo? Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,
ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti soff ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.
Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare?
Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.
• Giacomo Brunoro
•
Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Educazione, territorio e futuro: quando impresa e
scuola crescono insieme
DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO
CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI
Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole
Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la diffusione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-
mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.
Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.
Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un
percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.
A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi
gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente
anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.
Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord
Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al
rispetto dell’ambiente.
Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).
La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.
Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.
Sintoniz zati
Vene t o 2 4 passa al sistema di ultim a gener a zione DAB che permette di as coltare an c h e la ra d io con una qualità audio pe r fe t ta .
Un primo momento di confronto diretto con chi ogni giorno guida reparti e servizi: il direttore generale dell’Ulss 8 Berica, Peter Assembergs, ha incontrato per la prima volta tutti i primari e i coordinatori delle professioni sanitarie, in rappresentanza degli ospedali e della rete territoriale vicentina.
Dopo il precedente passaggio con i direttori di dipartimento, l’iniziativa segna un ulteriore passo nel percorso di conoscenza e condivisione avviato dalla nuova direzione. Al centro, il ruolo strategico del personale, considerato il valore fondamentale dell’Azienda, e in particolare la funzione chiave di primari e coordinatori, chiamati a guidare lo sviluppo dei percorsi di presa in carico dei cittadini.
Nel doppio incontro, ospitato nell’Aula Magna aziendale, Assembergs ha ribadito la necessità di affrontare in modo unitario le sfide che attendono il sistema socio-sanitario, a partire dal potenziamento dei servizi territoriali anche alla luce degli investimenti legati al PNRR. Un percorso che
richiederà collaborazione, integrazione tra professionalità e una sempre maggiore capacità di lavorare in squadra, sia all’interno dell’Azienda sia in sinergia con le altre realtà del sistema sanitario regionale.
Il direttore generale ha sottolineato la qualità delle competenze presenti nell’Ulss 8 Berica, evidenziando come spetti proprio ai responsabili delle unità operative e ai coordinatori valorizzare al meglio le risorse e favorire modelli organizzativi sempre più integrati. L’obiettivo resta quello di migliorare la risposta ai bisogni di salute dei cittadini, rafforzando l’efficacia e la continuità dell’assistenza.
Tra le priorità indicate anche il completamento dell’organico dirigenziale. Assembergs ha infatti confermato l’impegno ad accelerare le procedure per la copertura dei primariati ancora vacanti, attraverso nuovi concorsi e nomine. Un passaggio ritenuto fondamentale per consolidare l’assetto organizzativo e dotare l’Azienda di tutti gli strumenti necessari per affrontare le sfide future.
Ulss 8 Berica, Assembergs incontra primari e coordinatori:
“Fare squadra per rafforzare la presa in carico”
COINVOLTI DISTRETTI E CONSULTORI
Menopausa, incontri informativi per affrontarla con consapevolezza
La menopausa rappresenta una fase naturale della vita di ogni donna, segnata dalla fine della fertilità ma anche da cambiamenti fisici ed emotivi che possono incidere sul benessere quotidiano. Vampate, disturbi del sonno, variazioni dell’umore e altri sintomi possono essere affrontati grazie a cure e strategie mirate, capaci di garantire una buona qualità della vita.
Per accompagnare le donne in questo percorso, i Consultori Familiari dei Distretti Est
e Ovest dell’Ulss 8 Berica promuovono una serie di incontri informativi aperti alla cittadinanza. Gli appuntamenti offrono uno spazio di confronto e approfondimento, in cui professionisti – psicologi e personale ostetrico-ginecologico – illustrano gli aspetti fisiologici e psicologico-emotivi della menopausa. Un’occasione preziosa per ricevere informazioni corrette, chiarire dubbi e affrontare con maggiore consapevolezza questa importante fase della vita.
Ascoltaci in tutto il Veneto
Dipendenze Oltre 20 appuntamenti a Vicenza e nei Comuni limitrofi, stand nelle piazze e punti informativi negli ospedali
“Io Non Mi Gioco”: varata la campagna informativa 2026 dell’Ulss 8 Berica
urtroppo non riusciamo che a intercettare una parte infinitesimale dei potenziali pazienti, la maggior parte dei quali rimane per noi un target sconosciuto». La diagnosi del dott. Mauro Codogno, direttore del Ser.D dell’Ulss 8 Berica è sconfortante ma reale: chi ha dipendenze dal gioco patologico, molto spesso non se ne rende conto e se lo fa è convinto di poter gestire la situazione. «I nostri pazienti – spiega Codogno - hanno una prevalenza nelle fasce di età più mature, nella maggioranza si tratta di over 50 con dipendenze legate per lo più alle slot, seguite dai giochi numerici, dal trading online e in quota residua dalle scommesse, ma il fenomeno preoccupante esploso durante la pandemia e poi rimasto a livelli molto alti è legato ai giovani». Questo il motivo per cui da anni tutte le aziende sanitarie, in accordo con la Regione, promuovono singole campagne informative e anche per il 2026, “Io Non Mi Gioco”, vedrà lo svolgimento di un denso programma di iniziative: oltre 20 appuntamenti a Vicenza e nei Comuni limitrofi, tra cui stand nelle piazze, punti informativi negli ospedali, un’iniziativa di prevenzione online (“Breaking the rules”) e serate informative; sono state inoltre coinvolte numerose scuole del territorio.
Nel territorio di competenza dell’Usl 8 Berica, che coinvolge quasi mezzo milioni di abitanti, il Ser.D, il Servizio che si occupa di dipendenze, nel 2025 ha pre-
so in carico 158 persone, in linea con gli anni precedenti. Tuttavia, pur non avendo a disposizione rilevazioni puntuali, la stessa Azienda sanitaria stima siano almeno tra le 1.500 e 2.000 quelle che avrebbero bisogno di un aiuto specialistico: in cura, dunque, c’è un cittadino su potenziali dieci. Una dipendenza (simile a quelle di alcol e stupefacenti), che negli anni si è trasformata in una emergenza sanitaria, ma soprattutto economica e sociale.
D’altro canto, i numeri non mentono: in vent’anni in Italia, il giro d’affari è passato dai 25 miliardi di euro del 2004, ai 157 del 2024, dei quali il 60% online, porta di accesso per i giovani e giovanissimi, tra i quali molte ragazze. Anche in questo caso percentuali quasi raddoppiate: dall’8% del 2019, al 14% del 2024. Il gioco d’azzardo dovrebbe essere vietato ai minori, ciononostante, secondo dati Cnr, oltre un milione e mezzo di studenti italiani dichiara di aver giocato nell’ultimo anno.
«Il nostro intento – conclude il direttore del SerD -, è far capire che quello che inizialmente viene visto come un passatempo si può facilmente trasformare in dipendenza e che esiste una rete a cui chiedere aiuto». Info: Serd Vicenza 0444 757550; Serd Montecchio Maggiore e Valdagno 0444.492994; Serd Noventa Vicentina 0444 755662; oppure scrivere a iononmigioco@aulss8.veneto.it; whatsapp 345 7743469.
Mauro Della Valle
In Veneto strutture di comunità sopra la media nazionale
Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe evidenzia risultati migliori rispetto al resto d’Italia per Case e ospedali di comunità, mentre cresce l’uso del fascicolo sanitario digitale Il Veneto si colloca sopra la media nazionale nello sviluppo della sanità territoriale prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con un numero significativo di strutture già in funzione almeno in parte. Secondo l’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, in regione sono state programmate 99 Case di comunità: di queste, il 64,6% ha già attivato almeno un servizio, un dato nettamente superiore alla media italiana ferma al 45,5%.
Situazione analoga per gli ospedali di comunità, strutture pensate per alleggerire la pressione sugli ospedali tradizionali e garantire assistenza più vicina ai cittadini.
In Veneto ne sono previsti 73, e 47 risul-
tano già operativi almeno in parte, pari al 64% del totale, contro una media nazionale che si attesta al 27%.
Buoni risultati emergono anche sul fronte della digitalizzazione sanitaria. Nel Fascicolo sanitario elettronico regionale sono disponibili 14 tipologie di documenti su 20 previste dalla normativa nazionale, un dato in linea con la media italiana secondo i dati aggiornati al 30 settembre 2025 del Ministero della Salute.
A spiccare è soprattutto la partecipazione dei cittadini: l’89% dei residenti in Veneto ha dato il consenso alla consultazione dei propri documenti sanitari digitali, una percentuale che supera di gran lunga la media nazionale, ferma al 44%.
Numeri che confermano come, in Veneto, il percorso di rafforzamento della sanità sul territorio e l’adozione degli strumenti digitali procedano a un ritmo più sostenuto rispetto al resto del Paese.
Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture
Nuove regole per ospedali e ambulatori: referti entro cinque giorni e dati condivisi per migliorare le cure. Veneto capofila nell’utilizzo del servizio digitale, lo usano due cittadini su tre
anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente.
I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.
Sintoniz zati sul
Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche radio con una qualità audio per fetta
Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati. L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.
Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi precisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo,
Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.
Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.
I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.
Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto
La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione
la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili.
I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.
Sintoniz zati
zati
(VI), Oderzo (TV), Olmo di Creazzo (VI), Padova (PD), Pieve di Soligo (TV), Piove di Sacco (PD), Piovene Rocchette (VI), Ponte nelle Alpi (BL), Reschigliano (PD), Rovigo (RO), San Lazzaro di Savena (BO), San Martino di Lupari (PD), San Pietro in Casale (BO), San Vendemiano (TV), Schio (VI), Sottomarina di Chioggia (VE), Staranzano (GO), Taggì di Sotto (PD), Teolo (PD), Thiene (VI), Treviso (TV), Tricesimo (UD), Trichiana (BL), Trieste (TS), Udine (UD), Valdagno (VI), Vedelago (TV), Vicenza (VI), Villorba (TV).