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ilBassano - Aprile26

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Bassano punta al riconoscimento di Capitale

della Cultura 2029

Dalla Valdastico alla Holding

Il Veneto sta attraversando una stagione di pragmatismo politico che sembra voler mandare in so itta decenni di veti incrociati e dossier impolverati. Se fino a poco tempo fa parlare di gestione autonoma delle autostrade o del completamento della Valdastico Nord appariva come un esercizio di retorica elettorale destinato a scontrarsi con il muro della burocrazia romana o delle resistenze locali, oggi lo scenario è radicalmente mutato. Il cambio di passo impresso da Alberto Stefani, in stretta sinergia con il Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini, ha trasformato queste “eterne incompiute” in obiettivi a portata di mano, delineando un modello di governance territoriale che fa della concretezza la sua cifra distintiva. Il caso della holding autostradale regionale è emblematico. Per anni il controllo delle tratte strategiche, a partire dalla BresciaPadova, è rimasto sospeso in un limbo di concessioni in scadenza e rimpalli normativi. Lo sblocco arrivato negli ultimi giorni rappresenta una discontinuità netta rispetto al passato: l’idea di una società “in house” controllata dalla Regione non è più un’ipotesi di scuola, ma un progetto operativo che ha incassato il via libera politico di via Nomentana.

Trasporto pubblico e biglietto unico, l’assessore Ruzza traccia il percorso

PARADOSSO VENETO, TRA LAVORO POVERO

E VERTENZE APERTE

LE SFIDE

Uls 7 Pedemontana: completata la nuova direzione strategica

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

l mercato del lavoro veneto di questa prima parte del 2026 ci consegna una fotografia in chiaroscuro. Se da un lato la dinamica delle assunzioni resta in terreno positivo non possiamo ignorare il segnale di un rallentamento: il bilancio del primo bimestre (+7.200 unità) è sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente. Siamo di fronte a una fase di “mantenimento della base occupazionale” , dove la crescita è frenata da un’intensificazione delle cessazioni, in particolare per i contratti a termine.

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per evitare che controllati, attraverso botteghe dell’usato sul

Presso i Centri del riuso saranno presenti operatori formati la commerciabilità e le possibilità di riutilizzo dei

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MUSICA DAL VIVO: ESTATE DI STELLE TRA ICONE E NUOVE HIT

Un’estate che trasforma il Parco Ragazzi del ’99 in una vera cittadella della musica dal vivo. Il Bassano Music Park torna con un cartellone di forte richiamo, capace di unire star internazionali e protagonisti italiani in una sequenza di eventi pensati per attrarre pubblico anche da fuori provincia. Non solo concerti, ma appuntamenti che diventano esperienze condivise, tra grandi produzioni e performance più intime. Ad aprire il programma, il 2 luglio, è Rod Stewart, unica tappa italiana del tour: una carriera lunga oltre mezzo secolo che approda sul palco con uno spettacolo di respiro internazionale. Il 10 luglio arrivano gli OneRepublic, tra le band pop-rock più seguite al mondo, forti di miliardi di ascolti e di hit globali. Il 14 luglio sarà la volta di Tommaso Paradiso, che alterna i nuovi brani ai successi più conosciuti, mantenendo uno stile diretto e riconoscibile. Il 15 luglio spazio ai Pooh, protagonisti di un tour celebrativo che attraversa sessant’anni di storia musicale italiana e richiama più generazioni. Gran finale il 31 luglio con Sting, in trio, per un concerto ra inato e atteso dopo il rinvio dello scorso anno. La forza del cartellone sta nella varietà: grandi show internazionali, sonorità pop-rock contemporanee, momenti più raccolti e appuntamenti dal forte valore simbolico. Il festival conferma così la propria capacità di parlare a pubblici diversi, dai fan storici alle nuove generazioni, o rendo un’esperienza completa sotto il profilo musicale ed emotivo. Oltre all’impatto artistico, la rassegna genera ricadute positive per il territorio: turismo, ristorazione e ospitalità beneficiano di un calendario che porta visibilità e movimento. Le prevendite sono già attive sui principali circuiti, a conferma dell’attesa per una stagione che promette di riportare al centro l’energia e la condivisione della musica dal vivo, valorizzando al tempo stesso il territorio e la sua capacità organizzativa.

• Redazione Bassano

Cartellone ricco tra pop globale e grandi nomi italiani

GENERAZIONE VENETO, OLTRE I MITI DEL LAVORO

In questo scenario, dominato da incertezza economica e di icoltà nel reperimento di manodopera in un contesto demografico sfavorevole, emerge con forza la questione giovanile. La ricerca Iusve-Veneto Lavoro presentata agli inizi di aprile ci svela un mondo che sfida i luoghi comuni. I nostri giovani non sono spettatori passivi: quasi uno su due (47,5%) è pronto a cercare un nuovo lavoro se quello attuale compromette il proprio benessere, anche a costo dell’instabilità. Non è un segnale di fragilità, ma di una maturata proattività e di una nuova scala di valori. Tuttavia, i punti di debolezza restano nodi strutturali che non possiamo più eludere.

La “questione salariale” è la preoccupazione principale per il 65% degli intervistati, seguita dalla precarietà contrattuale (29,4%). I dati confermano che l’ingresso nel mercato avviene ancora prevalentemente con contratti a termine, spesso nel settore dei servizi e del turismo, e con un ricorso frequente al part-time (quasi uno su tre). È un paradosso: chiediamo competenze e “consapevolezza delle proprie

capacità”, ma o riamo percorsi che faticano a garantire quella stabilità (richiesta dal 51,1% dei giovani) necessaria per costruire un futuro.

Eppure, tra le pieghe di questi dati, si scorgono segnali che fanno ben sperare. C’è una rinnovata voglia di “squadra”: il 67,5% dei giovani desidera collaborare e aiutarsi tra colleghi, ripudiando la competizione esasperata. Questa spinta alla cooperazione e al dialogo costruttivo con le figure senior è un patrimonio sociale immenso.

Il Veneto del 2026 si trova a un bivio: per trasformare il “rallentamento” in una nuova opportunità occorre rispondere con politiche coraggiose alla domanda di reddito e stabilità dei giovani. Investire su di loro non è solo un atto di giustizia, ma l’unica strategia per garantire la tenuta di un sistema produttivo che, pur tra mille fatiche, continua a generare valore. Infine non può essere ignorato il tema del “lavoro povero”, che investe giovani e meno giovani: il Veneto non ne è immune, anzi, so re di queste disparità evidenti che vanno sradicate.

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Segue da pag. 1
FACCIAMO
• Nicola Stievano

Emergenza lavoro/1. Manifatturiero ed edilizia più colpiti

INFORTUNI IN AUMENTO E VITTIME

PIÙ CHE RADDOPPIATE NEL 2025

Tornano a crescere gli infortuni sul lavoro in provincia di Vicenza e, soprattutto, aumenta in modo significativo il numero delle vittime. È il quadro che emerge dall’analisi del Centro Studi della Cisl Vicenza sui dati Inail relativi al 2025, numeri che segnano una frenata rispetto al calo degli ultimi anni e riaccendono l’allarme sul fronte della sicurezza. Nel corso dell’anno sono state presentate 13.138 denunce di infortunio, in lieve aumento rispetto alle 13.090 del 2024. Un incremento contenuto, ma su iciente a interrompere la flessione registrata nel biennio precedente. Il dato resta distante dal picco del 2022, quando si erano superati i 16 mila casi, ma indica comunque un’inversione di tendenza che preoccupa il sindacato. “L’attenzione sul tema non è mai venuta meno – sottolinea il segretario generale della Cisl Vicenza, Ra aele Consiglio –ma i numeri del 2025 segnalano una pericolosa inversione di rotta. Le attività di prevenzione e vigilanza, da sole, non bastano ancora a incidere in modo strutturale su un fenomeno che continua ad avere dimensioni rilevanti”.

A pesare è soprattutto la distribuzione degli infortuni nei diversi comparti produttivi. Oltre un terzo degli episodi si concentra nel manifatturiero, con 4.194 casi, confermandosi il settore più

Bassano

tiene,

Iesposto. Seguono il commercio (860 denunce) e le costruzioni (847). È ancora il manifatturiero a registrare anche l’incremento più marcato (+116 casi), davanti alla sanità (+44) e alle costruzioni (+43). In controtendenza, seppur con numeri limitati, risultano alcuni comparti come assicurazioni, organizzazioni e alloggio e ristorazione. Il dato più allarmante riguarda però gli esiti mortali. Nel 2025 le vittime sul lavoro in provincia sono state 19, più del doppio rispetto alle 8 registrate nel 2024. Un balzo che riporta il territorio ai livelli precedenti, dopo due anni di progressiva diminuzione. Anche in questo caso, i settori più colpiti restano il manifatturiero e l’edilizia.

L’analisi per fasce d’età evidenzia un fenomeno di uso e trasversale. Gli infortuni coinvolgono tutte le classi anagrafiche: il 14,7% riguarda i giovani tra i 15 e i 24 anni, il 18,5% la fascia 25-34, il 16,6% i lavoratori tra i 35 e i 44 anni, mentre le percentuali più alte si registrano tra i 45 e i 55 anni (21,2%) e tra i 55 e i 64 anni (17%). Residuale la quota degli over 65. Una parte dei casi, circa il 10%, include anche infortuni scolastici, incidendo sul dato complessivo.

“Si tratta di un fenomeno che attraversa tutte le età – osserva Consiglio –. I più giovani pagano spesso inesperienza e carenze nella formazione,

mentre tra i lavoratori più anziani incidono talvolta la sottovalutazione dei rischi o condizioni operative più complesse. La sicurezza deve diventare un elemento centrale fin dalla scuola e accompagnare tutto il percorso lavorativo”. Particolarmente esposti risultano i lavoratori stranieri, coinvolti nel 39% degli infortuni, a fronte di una presenza nel mercato del lavoro provinciale stimata attorno al 10%. “Su questo fronte – aggiunge Consiglio – pesano diversi fattori: dalla formazione insu iciente alle di icoltà linguistiche nella comprensione delle norme di sicurezza, fino alla

ma perde slancio: in calo contratti a termine e di apprendistato

l lavoro tiene, ma perde slancio. Anche a Bassano del Grappa, uno dei territori più produttivi del Vicentino, il mercato occupazionale mostra segnali di rallentamento dopo la spinta degli anni post-pandemia. I numeri regionali raccontano di un Veneto ancora solido, con un tasso di disoccupazione tra i più bassi d’Italia, ma la crescita si fa più lenta e il 2025 segna un cambio di passo: le assunzioni diminuiscono e le imprese frenano, soprattutto nei comparti manifatturieri.

Nel Bassanese, dove il tessuto economico è costruito su una rete di usa di piccole e medie imprese, la situazione appare in chiaroscuro. Da un lato la tenuta dell’occupazione, sostenuta da settori storici come il metalmeccanico, il mobile e l’artigianato; dall’altro una maggiore prudenza nelle nuove assunzioni e una riduzione dei contratti a termine e dell’apprendistato, che tradizionalmente rappresentano la porta d’ingresso per i più giovani. Il nodo resta quello delle competenze. Le

maggiore presenza nei settori a rischio. Servono interventi mirati e strumenti adeguati, anche sul piano della mediazione culturale”. Le donne rappresentano invece il 28,7% delle denunce, una quota inferiore rispetto al loro peso complessivo nel mercato del lavoro vicentino, pari al 43,4%. Un divario che riflette, almeno in parte, la minore presenza femminile nei comparti a più elevata esposizione al rischio.

aziende cercano personale, ma faticano a trovarlo con le qualifiche adeguate. Un paradosso ormai strutturale: domanda e o erta non si incontrano. E così, mentre alcune imprese rinviano investimenti o rallentano la produzione, cresce la di icoltà di inserire nuove figure nei reparti produttivi e tecnici. In questo scenario, la formazione torna al centro. Bassano può contare su un sistema scolastico articolato, con istituti tecnici e professionali che negli anni hanno costruito un legame diretto con il mondo del lavoro. Ma la sfida oggi è accelerare: ra orzare i percorsi professionalizzanti, investire sugli Its e rendere più rapido il passaggio dalla scuola all’impresa.

• (s.b.)

• Sara Busato

Emergenza lavoro/2. L’intelligenza artificiale è integrata in solo un’azienda su cinque

VENETO AL BIVIO: L’AI È ENTRATA, IL LAVORO RESTA SENZA GUIDA

Nel Veneto operoso, quello che ha costruito la propria identità su manifattura, export e capacità di adattamento, l’Intelligenza Artificiale è già entrata dalla porta principale. Ma lo ha fatto in silenzio, quasi in punta di piedi. E soprattutto senza una regia. I numeri dell’indagine di Fòrema — oltre 300 aziende tra Padova, Treviso e Vicenza — raccontano una realtà che, più che innovativa, appare sospesa. L’AI si usa, eccome: per scrivere email, sintetizzare riunioni,

produrre contenuti. Attività utili, certo. Ma ancora periferiche. Ancora lontane dal cuore del lavoro. Il punto non è la tecnologia. È il lavoro. Solo un’azienda su cinque ha integrato l’AI nei processi produttivi veri, quelli che generano valore. E appena il 14,9% ha una strategia. Il resto si muove per tentativi, per iniziativa individuale, spesso a idandosi più alla curiosità dei singoli che a una visione aziendale. È qui che si apre la frattura: tra chi governa il cambiamento e chi lo subisce. Oltre il 90% dei lavoratori

Il terziario: lavoro solido,

Il terziario vicentino si conferma una delle principali leve occupazionali del territorio, ma con equilibri interni sempre più articolati. È quanto emerge dal report sulla demografia d’impresa di uso da Confcommercio Veneto e Unioncamere Veneto, che fotografa un comparto da 26.735 sedi d’impresa e 9.641 unità locali, capace di generare lavoro per oltre 131 mila addetti. Un sistema ampio e diversificato, che tiene insieme commercio, turismo e servizi, e che continua a rappresentare un presidio occupazionale di uso. “Il comparto resta solido e strategico”, sottolinea il presidente di Confcommercio Vicenza Nicola Piccolo, evidenziando come le imprese – soprattutto nel commercio al dettaglio – abbiano rafforzato la propria struttura per reggere la competizione e garantire continuità occupazionale. Proprio il commercio al dettaglio si conferma il primo bacino di lavoro: 7.530 imprese e quasi 4 mila unità locali, per oltre 36 mila addetti. Un settore ancora fortemente radicato, anche se cresce la presenza di punti vendita controllati da realtà esterne alla provincia. Dinamica simile, ma con una minore incidenza di operatori “da fuori”, nel commercio all’ingrosso, che occupa quasi 30 mila lavoratori. È però nel turismo che emerge con maggiore evidenza il tema della qualità del lavoro. La ristorazione, con 4.617 imprese e quasi 33 mila addetti, resta uno dei pilastri occupazionali,

dichiara competenze nulle o di base sull’intelligenza artificiale. Un dato che pesa più di qualsiasi percentuale sull’adozione tecnologica. Perché misura la distanza reale tra strumenti disponibili e capacità di utilizzarli. È il rischio più concreto: non perdere il treno dell’innovazione, ma salirci senza sapere dove porta. Il Veneto, del resto, non è nuovo a queste transizioni. Ha già attraversato rivoluzioni produttive, digitali, organizzative. Ma questa volta la velocità è diversa. E diverso è anche il tipo di impatto: non riguarda solo le macchine, riguarda le competenze, i ruoli, il senso stesso del lavoro. La domanda che emerge dall’indagine è chiara: le imprese vogliono più produttività, vogliono liberare tempo dalle attività ripetitive, vogliono concentrare energie sulle decisioni. In altre parole, vogliono un lavoro più qualificato. Ma senza formazione, senza governance, senza una strategia condivisa, il rischio è opposto: un lavoro svuotato, frammentato, a idato agli strumenti senza essere davvero guidato. Lo dice con chiarezza Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema: la transizione digitale non può essere lasciata al caso. E non è solo

caratterizzato da una forte identità territoriale e da una prevalenza di imprenditoria locale. Più frammentato il quadro dei servizi, dove convivono modelli molto diversi: dalle attività immobiliari, poco strutturate ma radicate localmente, ai trasporti, dove cresce il peso di operatori esterni e si registra la maggiore apertura a capitali e gestioni fuori provincia. Un terziario che continua a sostenere l’occupazione vicentina, ma che si trova di fronte a una trasformazione profonda: tra radicamento territoriale, nuove forme di impresa e una crescente sfida sulla qualità e stabilità del lavoro.

una questione aziendale. È un tema di sistema. Perché se l’innovazione resta individuale, non diventa sviluppo. Se resta episodica, non diventa competitività. E soprattutto, se non investe sulle persone, non diventa lavoro. Il Veneto, oggi, è davanti a un bivio che non è tecnologico ma culturale. L’intelligenza artificiale può essere una leva straordinaria di crescita. Oppure l’ennesima occasione mancata, che accentua le

differenze tra imprese strutturate e piccole realtà, tra lavoratori formati e chi resta indietro. Non basta adottare strumenti. Serve decidere che lavoro si vuole costruire. E forse è proprio questa la vera sfida: non inseguire l’intelligenza artificiale, ma governare il futuro del lavoro che porta con sé.

• Sara Busato

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Dal Parlamento ai Comuni. Cresce il fronte contrario alla riforma: al centro il ruolo territoriale nella tutela delle lavoratrici

CONSIGLIERA DI PARITÀ , DA ROMA AI TERRITORI: IL CASO ARRIVA ANCHE A BASSANO

La possibile soppressione della figura della Consigliera di Parità accende il confronto politico su più livelli istituzionali, dal Parlamento fino ai Consigli comunali. Una vicenda che nelle ultime settimane ha visto un progressivo allargamento del dibattito, fino a coinvolgere anche Bassano del Grappa, dove il tema è approdato u icialmente in aula attraverso un’interpellanza delle minoranze. Tutto prende avvio a fine febbraio, quando viene depositato in Parlamento uno schema di decreto legislativo che prevede l’eliminazione delle consigliere regionali e provinciali, accentrando le funzioni in un unico organismo nazionale con sede a Roma. Una proposta che ha subito sollevato perplessità, soprattutto per il possibile indebolimento del presidio territoriale a tutela delle lavoratrici.

In Veneto la questione viene portata all’attenzione della Regione dall’iniziativa della consigliera del Partito Democratico Chiara Luisetto. Da lì il dibattito si estende rapidamente: il Consiglio comunale di Vicenza rilancia

il tema, seguito da Bassano del Grappa e, successivamente, anche da altre realtà come Schio e Padova. A Bassano il Partito Democratico e i gruppi di minoranza, con i consiglieri Paola Tessarolo e Roberto Campagnolo, presentano un’interpellanza per chiedere all’Amministrazione comunale di esprimere una posizione chiara contro la riforma. Un’iniziativa che ha trovato un primo riscontro positivo: nel corso del dibattito, infatti, l’Amministrazione comunale ha dimostrato consenso alla mozione attraverso l’Assessora al Sociale, Francesca Busa, segnale di un’attenzione condivisa sul tema anche da parte della maggioranza. Al centro del confronto politico c’è soprattutto il tema della prossimità. Secondo i promotori dell’interpellanza, la soppressione dei livelli territoriali renderebbe più di icile per le lavoratrici accedere a strumenti di tutela rapidi ed e icaci. La Consigliera di Parità, infatti, rappresenta un punto di riferimento diretto per intercettare situazioni di discriminazione, spesso sommerse, e attivare percorsi di assistenza e

conciliazione. Le critiche si concentrano anche sugli e etti a cascata sulle politiche locali. A Bassano, la figura provinciale è parte integrante della Rete per le Pari Opportunità e contribuisce alla costruzione di strumenti come il Piano

delle Azioni Positive inserito nel PIAO comunale. La sua eventuale eliminazione, sostengono le opposizioni, rischierebbe di indebolire un sistema già attivo sul territorio.

Nel frattempo, a livello nazionale, l’iter del provvedimento ha registrato un

FIGURA INTRODOTTA NEL 1991, PRESIDIO PER I DIRITTI NEL LAVORO

La Consigliera di Parità è una figura istituzionale prevista dall’ordinamento italiano per garantire l’uguaglianza tra uomini e donne nel mondo del lavoro. Introdotta con la legge 125 del 1991 e disciplinata dal decreto legislativo 198 del 2006, opera a livello nazionale, regionale e provinciale con un ruolo centrale proprio nei contesti occupazionali. Il suo ambito d’azione riguarda tutte le possibili

discriminazioni legate al lavoro: dall’accesso alle assunzioni alle di erenze salariali, dalle mancate opportunità di carriera fino ai casi di licenziamento o penalizzazione legati alla maternità. Interviene anche nelle situazioni di molestie o ambienti lavorativi ostili, o rendo alle lavoratrici assistenza gratuita e orientamento per far valere i propri diritti. Dal punto di vista operativo, la Consigliera

può attivare percorsi di conciliazione tra lavoratrice e datore di lavoro, ma anche intervenire formalmente nei procedimenti, fino ad agire in giudizio nei casi più rilevanti. Svolge inoltre un’importante funzione di vigilanza, monitorando l’andamento dell’occupazione femminile e promuovendo azioni per ridurre il divario di genere.

Accanto alla tutela individuale, ha un ruolo

primo passaggio significativo. A fine marzo la commissione parlamentare ha espresso un parere che recepisce le istanze provenienti dai territori, invitando a non sopprimere la figura. Si tratta però di un passaggio non vincolante: la decisione finale spetta ora al Governo. È proprio su questo punto che si concentra l’attenzione delle amministrazioni locali e delle forze politiche. L’interpellanza presentata a Bassano chiede infatti al Comune non solo di prendere posizione, ma anche di attivarsi nelle sedi istituzionali competenti – dalla Provincia alla Regione fino all’ANCI –per sostenere il mantenimento di un presidio considerato fondamentale. La partita resta aperta. In attesa della decisione definitiva del Governo, il confronto continua a svilupparsi tra Roma e i territori, con un elemento condiviso: la centralità del tema lavoro e della tutela concreta dei diritti, soprattutto per le donne.

strategico nelle politiche del lavoro, collaborando con enti locali, aziende e parti sociali per favorire ambienti professionali più equi e inclusivi. La sua presenza sul territorio consente interventi rapidi e mirati, rendendola un punto di riferimento concreto per chi a ronta situazioni di discriminazione sul lavoro.

• (p.b.)

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• Paola Bigon

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Il provvedimento di Finco. Facciate, vetrine, colombi e cani: igiene,

STRETTA SUL DECORO URBANO: NUOVE REGOLE PER IL CENTRO STORICO

Un’azione concreta per contrastare incuria e comportamenti scorretti e rilanciare l’immagine della città. A Bassano del Grappa l’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Finco ha introdotto una nuova ordinanza che punta a riportare ordine e decoro nel centro storico, cuore identitario e motore economico del territorio.

Il provvedimento, presentato in conferenza stampa in Piazza Libertà, nasce anche dalle segnalazioni di cittadini e commercianti, sempre più preoccupati per situazioni di degrado di uso. L’obiettivo è chiaro: intervenire su quegli elementi che, nel loro insieme, contribuiscono a definire la qualità dello spazio urbano

e la percezione della città, soprattutto agli occhi dei visitatori. Tre gli ambiti principali su cui si concentra l’ordinanza. Il primo riguarda gli immobili: viene ra orzato l’obbligo di manutenzione delle facciate e di pulizia delle vetrine, con particolare attenzione agli spazi commerciali sfitti. Vetrine sporche o abbandonate, infatti, incidono negativamente sull’immagine complessiva del centro e alimentano una sensazione di trascuratezza che può riflettersi anche sull’attrattività turistica. Il secondo fronte è quello legato alla presenza dei colombi. L’amministrazione prosegue le azioni già avviate, chiedendo ai privati di installare sistemi dissuasori su balconi e cornicioni. Secondo i dati forniti dal Comune, le campagne di contenimento hanno già prodotto una riduzione significativa della popolazione di volatili, con e etti positivi sia sul piano igienico sia su quello del decoro.

Infine, attenzione alla vita quotidiana e al comportamento dei proprietari di animali domestici. Oltre all’obbligo di raccolta delle deiezioni solide, viene introdotta con maggiore forza la necessità di lavare con acqua quelle liquide. Una misura che mira a tutelare la pulizia di strade, portici e accessi alle attività, rispondendo anche alle richieste di chi vive e lavora nel centro storico.

Il messaggio dell’amministrazione è netto: il decoro urbano non è un dettaglio estetico, ma un elemento strutturale dell’identità cittadina. In una fase in cui Bassano guarda anche a importanti sfide culturali e turistiche, ogni segnale

di incuria rischia di indebolire il posizionamento della città.

Accanto alle norme, però, c’è anche un richiamo alla responsabilità condivisa. Il tema del guano, ad esempio, viene affrontato non solo come problema visivo ma anche sanitario, mentre sul fronte degli animali domestici si insiste sul rispetto reciproco tra cittadini. L’ordinanza, sottolinea il sindaco, non è contro gli animali ma contro i comportamenti incivili.

L’applicazione delle nuove disposizioni sarà graduale. Nella prima fase, la polizia locale privilegerà informazione e sensibilizzazione, con l’obiettivo di

accompagnare cittadini e operatori verso una maggiore consapevolezza. Solo successivamente entreranno in vigore controlli più stringenti e sanzioni per chi non rispetterà le regole, come confermato dal comandante Ivano Berti. Al di là degli aspetti normativi, il provvedimento assume anche un valore culturale e politico. Riportare il tema del decoro al centro del dibattito pubblico significa intervenire su abitudini quotidiane e senso civico, chiamando in causa l’intera comunità.

•

Paola Bigon

Voucher nidi: contributi fino a 1.500 euro per le famiglie

Sono aperti i termini per richiedere i voucher destinati ai servizi per la prima infanzia. Dal 1° aprile le famiglie possono presentare domanda per ottenere il contributo promosso dalla Regione del Veneto, pensato

per sostenere le spese dei nidi e delle strutture educative per i bambini da zero a tre anni. Per il territorio del Bassanese sono stati stanziati complessivamente 245.980 euro, risorse destinate a supportare concretamente le famiglie nella gestione dei costi educativi. Il contributo varia da 900 a 1.500 euro e copre le spese sostenute tra il 1° settembre 2025 e il 31 agosto 2026. Possono presentare domanda i residenti nei Comuni dell’ambito territoriale con un ISEE 2025 non superiore a 22 mila euro e con figli iscritti per almeno due mesi, anche non consecutivi, a servizi educativi riconosciuti. Le richieste saranno valutate attraverso una graduatoria.

Le domande devono essere presentate entro il 15 maggio 2026 esclusivamente online tramite il sito del Comune di Bassano del Grappa.

Il sindaco Nicola Finco

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La candidatura. Musei, rigenerazione urbana e rete pedemontana al centro del progetto

DAL PONTE AL FUTURO: BASSANO PUNTA

AL TITOLO DI CAPITALE DELLA CULTURA 2029

Bassano del Grappa rilancia con decisione la propria candidatura a Capitale italiana della Cultura 2029, forte di un percorso già consolidato con il riconoscimento di Città Veneta della Cultura 2025 e di un anno segnato da risultati significativi nella valorizzazione del patrimonio. Una sfida sostenuta apertamente dalla Regione del Veneto: il presidente Alberto Stefani parla di una candidatura condivisa e sostenuta con determinazione, sottolineando come la città rappresenti uno scrigno di storia, arte e architettura e un naturale crocevia di scambi culturali tra area alpina, pianura e Venezia. Il progetto a onda le radici in un patrimonio artistico di assoluto rilievo. Accanto al simbolo per eccellenza, il Ponte Palladiano, Bassano custodisce – insieme a Possagno – il più ampio nucleo di opere di Antonio Canova e una delle collezioni più rilevanti dedicate a Jacopo Bassano e alla sua bottega. I Musei Civici, fondati nel 1828, rappresentano uno dei presidi culturali più antichi del Veneto e raccolgono testimonianze che spaziano da

Guariento a Lotto, da Artemisia Gentileschi a Tiepolo e Hayez, oltre alle celebri collezioni Remondini e alla ceramica bassanese.

A questo patrimonio si a ianca una capacità concreta di produrre cultura contemporanea. Lo dimostra il successo della mostra dedicata a Giovanni Segantini, che ha superato i 108 mila visitatori, confermando la città come polo attrattivo anche sul piano espositivo. Un ruolo ra orzato da Operaestate Festival Veneto, giunto alla 46ª edizione, che nel tempo ha costruito una rete internazionale nel campo delle arti performative, con progetti innovativi come Dance Well, oggi di usi anche fuori dai confini nazionali.

La candidatura si inserisce all’interno di una visione più ampia, sintetizzata nel progetto di “Risorgimento Urbano” promosso dall’amministrazione. Il sindaco Nicola Ignazio Finco sottolinea come l’obiettivo sia trasformare Bassano in un laboratorio contemporaneo, evitando una città “sotto vetro” e puntando invece su una crescita dinamica, capace di coniugare tutela del

patrimonio e sviluppo economico e sociale. Rigenerazione degli spazi, attenzione ai giovani, sostenibilità e mobilità dolce sono i pilastri di una strategia che mira a rendere la città più connessa e competitiva, valorizzandone la posizione strategica tra Padova, Vicenza e Trento. Il 2025 ha segnato anche il ritorno del “Cavallo colossale” di Canova, intervento simbolico che testimonia la capacità di mettere in rete istituzioni e soggetti privati. Parallelamente, la città conferma il proprio dinamismo sul fronte della lettura e della partecipazione culturale, con il titolo di “Città che legge” e una Biblioteca Civica che supera le 100 mila presenze annue. La candidatura guarda però oltre i confini comunali, puntando su una dimensione territoriale più ampia. La Pedemontana veneta si propone come sistema integrato, sostenuto da infrastrutture e da una rete di quattordici Comuni riuniti in un’Intesa Programmatica d’Area. Cultura, turismo, ambiente ed enogastronomia diventano così elementi di un’unica strategia.

l percorso verso il 2029 prevede il coinvolgimento diretto della comunità attraverso tavoli tematici e consultazioni pubbliche, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Progetti come “Cantiere 35” e la rigenerazione di spazi simbolo rappresentano i primi tasselli di un disegno più ampio. Bassano del Grappa si presenta così con

Sostegni bipartisan alla candidatura: dalla Regione al Parlamento cresce il consenso

La candidatura di Bassano del Grappa a Capitale italiana della Cultura 2029 trova un sostegno trasversale sul piano politico, a partire dalla Regione del Veneto fino ad arrivare al Parlamento. Un appoggio che ra orza il percorso della città e ne sottolinea il valore strategico non solo culturale, ma anche territoriale ed economico.

L’assessore regionale alla Cultura, Valeria Mantovan, ha ribadito il pieno sostegno della Regione al progetto,

definendo Bassano «un laboratorio culturale vivo» capace di coniugare patrimonio storico e progettualità contemporanea. Non solo un museo a cielo aperto, dunque, ma una realtà dinamica che negli ultimi anni ha dimostrato di saper attrarre pubblico e investimenti, come confermato dal successo delle mostre e dalla forza di eventi come Operaestate. Mantovan ha evidenziato anche un elemento strategico della candidatura: la capacità di rappresentare l’Italia dei

territori pedemontani e montani, finora mai protagonisti del titolo di Capitale della Cultura. In questo senso Bassano, grazie anche alle infrastrutture e alla sua posizione geografica, può diventare un punto di connessione tra ambiti diversi, dalla ricerca all’impresa, fino al turismo culturale.

Sul piano parlamentare, arriva il sostegno della senatrice Mara Bizzotto, che definisce la candidatura «solida, credibile e profondamente identitaria». Secondo Bizzotto, Bassano rappresenta

un simbolo del Veneto e dell’Italia, capace di mettere insieme eccellenze storiche come il Ponte degli Alpini, le opere di Canova e il patrimonio dei Musei Civici con una visione orientata al futuro.

La senatrice sottolinea in particolare come il progetto possa generare ricadute concrete per il territorio, creando opportunità per giovani, imprese e operatori culturali. La candidatura viene così letta non solo come un riconoscimento simbolico, ma come un

una candidatura che unisce radici profonde e capacità di innovazione, proponendosi come modello di sviluppo culturale in grado di connettere territori, competenze e comunità.

motore di sviluppo in grado di ra orzare l’attrattività dell’area pedemontana. A emergere è quindi un quadro di sostegno ampio e articolato, che accompagna la città nel percorso verso il 2029. La sfida di Bassano si gioca infatti su più livelli: culturale, istituzionale e territoriale. Ed è proprio questa convergenza di visioni e interessi a rappresentare uno degli elementi di forza della candidatura.

• (p.b.)

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• Redazione Bassano

Risparmi e sostenibilità. Scelta dettata da equilibrio tra risparmi per i cittadini e sostenibilità economica della società

ETRA APPROVA IL BUDGET 2026 ALL’UNANIMITÀ

Via libera all’unanimità al budget 2026 di ETRA SpA Società benefit da parte del Comitato di Coordinamento dei sindaci soci, riunito martedì 24 marzo a Cittadella. Un’approvazione maturata al termine di un confronto serrato e costruttivo tra il management aziendale e le amministrazioni locali, chiamate a fare sintesi in un contesto economico complesso e in continua evoluzione. A sottolineare il valore del risultato è Nicola Finco, sindaco di Bassano del Grappa e presidente del Comitato: il documento approvato, spiega, tiene conto delle nuove dinamiche internazionali che stanno generando incertezze e turbolenze economico-finanziarie, con ricadute concrete anche sui territori. Proprio per questo, le scelte adottate mirano a trovare un equilibrio tra sostenibilità dei conti e tutela delle comunità locali. Si tratta di un’approvazione che risponde alla volontà condivisa dai sindaci di alleggerire il peso sui cittadini, pur mantenendo la solidità economico-finanziaria della società. Un risultato non scontato, soprattutto alla luce degli aumenti legati a fattori esterni, come il costo del

lavoro, cresciuto in seguito al rinnovo dei contratti collettivi dei settori ambiente e gas-acqua. Sulla stessa linea anche Gianmaria Boscaro, presidente del Consiglio di Bacino Brenta per il servizio idrico, che definisce il budget un primo passo verso una strategia più ampia: controllo dell’indebitamento, contenimento dei costi operativi e del personale, senza rinunciare agli investimenti e alla qualità dei servizi. Un bilanciamento delicato, costruito attraverso il lavoro condiviso tra enti locali ed ETRA. Analoga soddisfazione arriva da Germano Racchella, presidente del Consiglio di Bacino per i rifiuti, che evidenzia come tale impegno sia stato possibile anche grazie a una riflessione sui tempi e sulle priorità degli investimenti. Un passaggio che ra orza la visione della multiutility come patrimonio dei territori, da sostenere e valorizzare nel lungo periodo. Il budget 2026 si caratterizza dunque per una ricalibrazione degli investimenti e una razionalizzazione della spesa, con l’obiettivo di contenere i costi senza compromettere l’operatività.

Una risposta concreta a uno scenario generale che impone prudenza ma

anche capacità di adattamento. In questo quadro si inserisce anche la proposta del presidente del Consiglio di amministrazione, Flavio Frasson, che guarda ai prossimi mesi con l’intenzione di avviare un tavolo congiunto tra ETRA ed enti regolatori. L’obiettivo

è ridefinire il Piano industriale della società, aggiornando le previsioni sugli investimenti, il piano economico-finanziario, il sistema tari ario e gli standard di qualità del servizio. Una prospettiva che punta a consolidare il ruolo di ETRA come attore strategico

per il territorio, capace di a rontare le sfide future mantenendo al centro l’equilibrio tra sostenibilità economica, servizi e icienti e attenzione ai cittadini.

CONFARTIGIANATO:

A fronte di uno scenario internazionale che rischia di bloccare il presente e ipotecare il futuro delle imprese, sono state recentemente approvate due importanti misure a tutela dei prodotti artigianali. A ricordare di che si tratta è Sandro Venzo, presidente del Raggruppamento di Bassano del Grappa: “La prima è contenuta nella Legge annuale delle PMI che dal 7 aprile mette, finalmente, uno stop all’ambiguità legata ai termini ‘artigianato’ e ‘artigianale’ a favore di un riconoscimento di chi artigiano lo è realmente. Una norma che va a favore anche dei consumatori facendo chiarezza sui prodotti, e servizi, che si acquistano. ‘Artigianato’ e ‘artigianale’, infatti, non potranno più essere usati con leggerezza o, peggio, in modo ingannevole, magari per fare concorrenza

– continua il presidente-. La denominazione potrà essere quindi usata esclusivamente per i prodotti realizzati attraverso un processo produttivo continuo, senza congelamento o conservazione, e venduti entro tempi ben precisi dalla cottura. Anche in questo caso lo scopo è duplice: tutelare, da un lato gli artigiani del settore, dall’altro eliminare le ambiguità che confondono non

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sleale. L’utilizzo è da ora riservato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’Albo, con sanzioni fino all’1% del fatturato (minimo 25.000€) per chi usa i termini in modo improprio. Per Confartigianato si tratta di un risultato importante raggiunto dopo anni di battaglie. Si riconosce così che ‘artigiano’ è un prodotto effettivamente frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione degli imprenditori. In particolare, la novità tutela proprio i settori simbolo della manifattura Made in Italy quali ad esempio, l’alimentare, la moda, l’artigianato artistico

“L’altra novità, che va sempre sotto il segno della tutela del lavoro artigiano e del Made in Italy, è un Disegno di Legge che introduce una definizione rigorosa di “pane fresco”

Il DDL, quindi, mette in chiaro che il pane fresco dovrà essere ben distinto da quello ottenuto da impasti surgelati o precotti, con scaffali separati e informazioni trasparenti. Anche in questo caso sono previste sanzioni per chi viola le regole: l’uso improprio della dicitura “pane fresco” sarà equiparato a una frode, con conseguenze fino alla so“L’attuale congiuntura politica ed economica rischia però di vanificare i migliori intenti. A fronte di un riconoscimento del lavoro artigiano sono però gli stessi artigiani e le imprese artigiane ad essere a rischio, e con loro produzione e occupazione. Dai trasporti, come emerso nell’ultima assemblea pubblica regionale del settore, alla manifattura, dalla ceramica alla moda, passando per tutto il sistema casa: le ripercussioni di quando sta accadendo sullo scacchiere internazionale vanno infatti a incidere pesan-

temente sui costi energetici e delle materie prime”, aggiunge Venzo. Confartigianato Vicenza ribadisce perciò l’importanza di interventi immediati soprattutto sul fronte energia e relative forniture, ma anche di meccanismi di compensazione per le PMI e sostegno alla liquidità.

• Paola Bigon

Il dibattito. Si riaccende il confronto sul presidio giudiziario tra esigenze locali, imprese e visione provinciale

TRIBUNALE PEDEMONTANA, SCONTRO SU PROSSIMITÀ ED EFFICIENZA

Il futuro del Tribunale della Pedemontana torna al centro del dibattito politico e istituzionale, riportando Bassano del Grappa al cuore di una discussione che intreccia prossimità dei servizi ed e icienza amministrativa. A riaccendere il confronto è l’intervento della consigliera regionale Morena Martini, che ha replicato con toni netti alle posizioni espresse dall’avvocato Gaetano Crisafi, presidente del Comitato per una giustizia di qualità a Vicenza. Al centro dello scontro non ci sono soltanto modelli organizzativi, ma questioni concrete che riguardano cittadini e imprese: tempi della giustizia, distanza dagli u ici giudiziari, capacità del sistema di rispondere alle esigenze di un territorio produttivo come quello bassanese. Martini fonda la propria

posizione su un principio chiaro: la giustizia deve essere accessibile. Secondo la consigliera, le critiche alla riapertura del tribunale sarebbero «ideologiche e fuorvianti», perché ignorano le di icoltà quotidiane di chi è costretto a spostarsi per decine di chilometri per ottenere tutela dei propri diritti. Il tema della prossimità si lega così a quello dello sviluppo economico. Artigiani e imprese, sottolinea Martini, rappresentano una componente essenziale del tessuto locale e devono essere ascoltati. Limitare il loro ruolo nel dibattito significherebbe adottare una visione distante dalla realtà. Non a caso la consigliera definisce «elitario» un approccio che tende a centralizzare i servizi, rischiando di generare disservizi e congestionare strutture già sotto

pressione.

Nel ragionamento di Martini emerge anche un elemento politico e simbolico: Bassano non chiede privilegi, ma rispetto. Una comunità che contribuisce in modo significativo alla crescita economica della provincia, evidenzia, merita attenzione nelle scelte istituzionali. In questa prospettiva, la riapertura del Tribunale della Pedemontana non rappresenterebbe una frammentazione, bensì un’opportunità per ra orzare l’equilibrio territoriale e migliorare la qualità dei servizi.

Le critiche al fronte contrario si concentrano soprattutto sul rischio di una giustizia percepita come lontana. Un sistema troppo accentrato, secondo Martini, finirebbe per allontanare cittadini e imprese dalle istituzioni, con conseguenze non solo amministrative ma anche sociali ed economiche. Da qui l’invito a superare una visione puramente tecnica e a considerare il contesto territoriale nella sua complessità.

Il confronto si inserisce inoltre in un quadro più ampio di posizioni politiche. Martini richiama infatti l’orientamento del sottosegretario Andrea Ostellari, ritenuto in linea con l’obiettivo di riportare equilibrio e prossimità nei servizi giudiziari. Un’impostazione che, a suo avviso, risponde meglio alle esigenze dei territori rispetto a una gestione centralizzata.

Non manca infine una riflessione sulla rappresentanza politica. La consigliera sottolinea come alcuni esponenti eletti

Nel 2025 Bassano del Grappa consolida la propria attrattività turistica con numeri in crescita e performance superiori alla media regionale. A sottolinearlo è l’assessore al Turismo Giada Pontarollo, commentando i dati sui flussi dell’ultimo anno: “Una città sempre più capace di attirare visitatori, anche per più giorni”. Nel confronto tra 2024 e 2025 gli arrivi passano da 89.656 a 94.862 (+5,8%), mentre le presenze salgono da 173.404 a 188.987 (+9%). Un incremento che indica non solo più turisti, ma anche soggiorni medi più lunghi, arrivati a sfiorare i due giorni.

A trainare la crescita è stata anche l’o erta culturale legata al titolo di Città Veneta della Cultura e alla mostra dedicata a Giovanni Segantini, capace di attirare pubblico nazionale e internazionale.

Il turismo italiano resta prevalente negli arrivi, ma sono gli stranieri a garantire permanenze più lunghe e un contributo sempre più decisivo alle presenze complessive. Tra i mercati principali si confermano Germania e Austria, mentre cresce

anche l’interesse da Paesi extraeuropei come la Cina.

Il dato più significativo emerge dal confronto con il Veneto: mentre la regione registra una crescita contenuta (+2,3% arrivi e +0,9% presenze), Bassano raddoppia e supera di gran lunga queste percentuali.

“La sfida ora – conclude Pontarollo – è trasformare eventi straordinari in un’o erta sempre più continuativa, valorizzando un territorio capace di diventare meta stabile nel panorama turistico del Nord Italia”.

• (p.b.)

anche grazie al consenso del territorio bassanese si oppongano con decisione al progetto, sollevando interrogativi sulla coerenza tra mandato elettorale e scelte politiche. Un richiamo che evidenzia come il tema non sia solo tecnico, ma profondamente politico.

Il nodo resta dunque aperto. Da una parte le ragioni dell’e icienza e della sostenibilità organizzativa, dall’altra quelle della prossimità e dell’accessibilità. La

sfida sarà trovare un punto di equilibrio capace di coniugare questi elementi senza trasformare il confronto in una contrapposizione ideologica. Il territorio, intanto, attende una risposta chiara e operativa, consapevole che la qualità della giustizia passa anche dalla sua capacità di essere vicina ai cittadini.

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• Paola Bigon

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Doppia delibera di Giunta. E icientamento energetico in tre scuole e avvio dell’iter per la nuova Canova

SCUOLE, IL COMUNE ACCELERA: VIA AL PERCORSO PER I CANTIERI E NUOVA CANOVA

Doppio passo avanti del Comune su due interventi strategici per il sistema scolastico: la riqualificazione energetica di tre edifici e il percorso per la realizzazione della nuova scuola Canova. Le decisioni, contenute in due deliberazioni di Giunta, segnano un avanzamento concreto su opere attese, con l’amministrazione orientata a valutare il partenariato pubblico-privato come strumento operativo, nel rispetto dei principi di trasparenza, concorrenza e parità di trattamento.

Sul fronte dell’e icientamento energetico, il progetto riguarda la scuola primaria Papa Giovanni XXIII, la secondaria di

Riqualificazioni e nuova Canova, via alle proposte

primo grado Jacopo Vittorelli e la scuola dell’infanzia XXV Aprile. L’obiettivo è migliorare le prestazioni degli edifici, ridurre i consumi e garantire ambienti più sostenibili e funzionali per studenti e personale.

La procedura è stata formalmente avviata e ha già registrato un primo interesse da parte del mercato: due operatori economici hanno manifestato la disponibilità a presentare proposte progettuali. Il Comune ha quindi deciso di aprire una finestra di 45 giorni per consentire anche ad altri soggetti di avanzare proposte concorrenti, favorendo così un confronto ampio e competitivo. Al termine del periodo stabilito, tutte le proposte saranno valutate in modo comparativo secondo i criteri previsti dalla normativa, con l’obiettivo di individuare la soluzione più vantaggiosa sotto il profilo tecnico, ambientale ed economico, a beneficio della comunità scolastica e dell’intero territorio.

Parallelamente procede anche il percorso relativo alla nuova Canova. In questo caso la Giunta ha riconosciuto, in via preliminare, l’interesse pubblico di una proposta progettuale già presentata da un operatore economico. Un passaggio che non costituisce approvazione, ma rappresenta la base per l’avvio di una procedura ad evidenza pubblica.

Anche per questo intervento si apre una fase competitiva: è stato fissato un termine di 60 giorni entro il quale altri operatori potranno presentare

proposte alternative, con l’obiettivo di migliorare o rendere più vantaggiosa l’iniziativa sotto il profilo progettuale ed economico-finanziario.

Conclusa questa fase, l’amministrazione procederà a una valutazione approfondita e comparativa, analizzando qualità progettuale, sostenibilità economico-finanziaria e interesse pubblico complessivo, prima di assumere decisioni definitive.

Una strategia che punta a coniugare rapidità e trasparenza, per individuare le soluzioni migliori per il futuro delle scuole cittadine.

Dislessia, sportello gratuito per famiglie e studenti

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ABassano del Grappa prende forma un nuovo punto di riferimento per studenti e genitori alle prese con i disturbi specifici dell’apprendimento. Lo Sportello Dislessia, promosso dai volontari dell’Associazione Italiana Dislessia, entra infatti in una nuova fase: dopo l’avvio sperimentale in una sede privata, il servizio viene ora ospitato all’interno del Centro per le Relazioni e le Famiglie, in uno spazio comunale pensato per garantire maggiore accessibilità e accoglienza.

Il progetto si inserisce in una rete già attiva a livello provinciale, dove iniziative analoghe sono presenti da tempo in altri comuni vicentini. In questi contesti, gli sportelli hanno dimostrato di essere un supporto concreto per le famiglie, o rendo chiarimenti su percorsi diagnostici, diritti scolastici e strumenti utili per a rontare le di icoltà legate allo studio.

L’attivazione anche a Bassano risponde a un’esigenza evidente: la città rappresenta un importante bacino scolastico e la possibilità di trovare un servizio gratuito sul territorio consente di ridurre tempi e spostamenti, facilitando l’accesso alle informazioni e al confronto. Lo sportello mette a disposizione consulenze personalizzate, indicazioni sulle certificazioni, supporto nell’utilizzo degli strumenti compensativi e un aiuto nel dialogo con le scuole. A gestirlo sono volontari che conoscono da vicino queste problematiche. Per contatti: 392 4859675, vicenza@ aiditalia.org.

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Formazione dedicata e percorso di crescita

L’intervista.

L’attaccante ha toccato quota 15 in campionato

Giulio Fasolo: il superman del finale di stagione

iulio Fasolo si è preso in mano il Bassano. L’attaccante ha infatti realizzato 12 gol da febbraio in poi andando in rete in sette delle otto partite giocate. Il tutto è stato arricchito dalla perla di due triplette realizzate contro Mestre e Portogruaro e dalla doppietta contro l’Adriese. Un exploit impressionante. La svolta per il giocatore vicentino è arrivata nel 2026. Nella prima parte di stagione infatti erano arrivati solamente 3 gol. Poi l’esplosione tecnica definitiva. Quella in maglia giallorossa è la miglior stagione della sua carriera. Il punto più alto infatti lo aveva raggiunto nel 2021/2022 con 11 reti segnate con la Clodiense. Le gioie erano state 9 invece l’anno precedente con il Mestre. Le ultime annate erano state complicate: 6 gol in due stagioni tra Cjarlins Muzane, Adriese e Luparense. Serviva una svolta per ripartire. E Fasolo a inizio stagione lo aveva fatto intendere chiaramente: “Bassano, ricomincio da te per tornare in alto. Questa è un’occasione di rilancio per me e so che posso fare bene. Voglio tornare ai numeri che ho raggiunto in

passato. La doppia cifra è l’obiettivo ma mi piace fare anche assist”. Fasolo si è superato, è andato in rete per 15 volte e ha fornito tre assist per i compagni (dati aggiornati a due giornate dalla fine). Una chiave della sua stagione va trovata nel rapporto con mister Gianpietro Zecchin, con cui l’attaccante aveva già lavorato a Mestre: “È una persona vera. Ti dà i consigli giusti, ti aiuta a leggere meglio la partita. Il suo calcio è propositivo, ragionato, fatto di trame pulite. È un tipo di gioco che può esaltare le mie caratteristiche”, aveva dichiarato. E il ritorno al matrimonio si è compiuto nel migliore dei modi. Nel 3-5-2 bassanese Fasolo si è esaltato per davvero, giocando al fianco di una vera prima punta, libero di legare tra centrocampo e attacco, ma anche di essere presente in zona rete. Arrivato con un ritardo di condizione, dopo un adattamento iniziale, il numero 10 è diventato fondamentale e insostituibile. Il vicentino è infatti il giocatore più impiegato da Zecchin nell’intera rosa giallorossa. Leader totale, trascinatore e goleador: il sogno ora è

di formazione professionale per studenti scuola media

quello di ritornare nei professionisti, dove aveva giocato con il Cittadella in Serie B (5 presenze) e con la Virtus Verona e con il Gozzano in Serie C: “All’epoca non ero pronto mentalmente. Ora lo sono. Mi piacerebbe avere una seconda possibilità. Ma tutto parte da qui, dal Bassano, da questa stagione”, aveva raccontato a inizio annata. Ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti e quello che era un sogno di inizio settembre ora sembra potersi avvicinare a una solida realtà e a una nuova vita. Superman Giulio Fasolo si è preso il Bassano e ora non vuole più saperne di fermarsi..

• Stefano Parpajola

Francesco Turlon: una vita Orange raccontata dal decano di Basket Bassano

Dallo storico campetto all’aperto di San Marco a punto di riferimento per generazioni di ragazzi: la storia di Francesco Turlon è quella di un uomo che ha fatto della pallacanestro una missione educativa prima ancora che sportiva. Tutto inizia a Bassano, tra asfalto e canestri consumati, dove muove i primi passi da giocatore. È lì che prende parte alla nascita del Basket Bassano 1975. Poi la svolta naturale: dalla palla a spicchi in mano a coach. “Da ragazzino è partito tutto”, racconta. Da allora non ha più abbandonato questo mondo. “Il basket”, racconta, “è cambiato profondamente. Una volta i genitori erano marginali, oggi sono molto presenti. I ragazzi facevano più sacrifici, ora sono più supportati e tutelati. Questo, in parte, è un bene, ma in parte no: sembra che tutto sia dovuto”. Un cambiamento che passa anche dai nuovi strumenti: “Non c’erano i media, non c’era il telefonino. Oggi i ragazzi vedono un’altra pallacanestro, come quella dell’NBA, che è molto diversa da quella che praticano. Un tempo questo era uno sport più vero”. Eppure la scintilla resta. Turlon la trova ogni giorno nel lavoro con i giovani e

nel progetto Orange1 Basket Bassano: “È un progetto che mi a ascina: qui si punta sui ragazzi. Ci si confronta con culture diverse, con altri modi di vivere. È un’esperienza che apre la mente”. La sua idea di basket è chiara: “Se non ti diverti, non avrai lo spirito di sacrificio per a rontare le delusioni. Prima viene la passione, poi il sacrificio e poi la tutela della persona. Non basta il talento: io devo guardare chi ho davanti e l’attitudine che mette sul parquet”. Tra i ricordi più belli non ci sono solo le vittorie. “Le soddisfazioni più grandi arrivano dai ragazzi che hanno poco spazio ma che riescono comunque a vivere dei successi. Mi piace condividere queste gioie con tutto il gruppo, anche con i comprimari”. E quando si parla di momenti di icili, Turlon sorprende: non guarda al passato, ma al futuro. “Il momento più duro sarà quando smetterò. Perché il basket è condivisione, ti accompagna nella vita, dentro e fuori dal campo”. Per concludere si lascia andare a un sogno che sa di sfida: “Vincere lo scudetto con l’Under 15”.

• (s.p.)

IL BASSANO SI TINGE DI ROSA: È NATA UFFICIALMENTE “FC BASSANO WOMEN”

Èu icialmente nata Fc Bassano Women, la nuova prima squadra femminile di Bassano del Grappa, frutto della collaborazione tra Fc Bassano e UsBassanese. Si tratta di un passo importante per lo sviluppo del calcio femminile sul territorio, che segna il coronamento di un progetto avviato quattro anni fa e che ora, con l’ingresso della prima squadra, vuole dare continuità alle giovani atlete locali. Giannantonio Tessarollo, coordinatore del settore giovanile e del calcio femminile, ha sottolineato l’importanza di questa nuova fase: “Abbiamo costruito negli anni 4 squadre nel settore giovanile, dall’Under 10 all’Under 17. Sentivamo però che fosse necessario dare continuità con una prima squadra, per evitare di perdere le nostre giocatrici più promettenti”. La squadra, che giocherà nel campionato regionale di

Eccellenza, si confronterà con le squadre della regione con l’obiettivo di fare un campionato tranquillo e di adattamento. Dopodiché si penserà a crescere anno dopo anno. Il progetto si distingue anche per la sua unicità: mentre molte squadre femminili vengono gestite da società separate, Fc Bassano Women rappresenta un’eccezione, poiché la stessa società gestisce l’intero settore femminile, mantenendo un forte legame con il club di via Piave. “Vogliamo fare le cose fatte bene, con una struttura solida e completa”, ha dichiarato Tessarollo, evidenziando l’importanza di avere un progetto continuo e stabile. Un nuovo direttore sportivo con esperienza nell’ambiente è stato scelto per guidare il club; l’allenatore Matteo Demozzi, con il suo collaboratore Paolo Turcato e il preparatore atletico Matteo Gastaldello, garantiranno la continuità

dell’esperienza con l’Under 17 femminile, portando avanti il lavoro di sviluppo delle giovani atlete. Il messaggio di Tessarollo è chiaro e ricco di significato: “Vogliamo dare l’opportunità a tante ragazze che si stanno avvicinando al calcio di poterlo fare nella loro città. Ce ne sono tante e noi vogliamo dare la possibilità di farlo a Bassano”, ha concluso. Anche il presidente di Fc Bassano, Lara Bertoncello, ha espresso la sua soddisfazione per il risultato

SUPER BASSANO: SALVEZZA RAGGIUNTA

La salvezza prima di tutto. Il Bassano ha raggiunto la matematica permanenza in categoria con cinque giornate d’anticipo. Un risultato frutto di un cammino solido e costante, che ha visto la squadra di Gianpietro Zecchin mai realmente coinvolta nella lotta per le zone calde della classifica. L’obiettivo di inizio stagione era chiaro: evitare la retrocessione. Poi pensare al dopo. “Costruire grandi cose, mattone dopo mattone”, aveva dichiarato il direttore generale Luca Bertapelle ad agosto. Il primo tassello dell’edificio giallorosso, dopo il trionfo contro l’Adriese per 4-0, è stato posto. La squadra di Zecchin ha risposto presente durante l’intero percorso, mostrando grande continuità. Tra la fine di settembre e l’inizio di gennaio, il Bassano ha vissuto il suo momento

di forma migliore, con un’incredibile striscia di 14 risultati utili consecutivi, fatta di 6 vittorie e 8 pareggi. A complicare le cose, però, è stato un inizio di 2026 di icile, soprattutto per il calendario insidioso che ha messo di fronte i giallorossi a squadre di vertice. Tuttavia, gli uomini del Mercante si sono velocemente risollevati, ricominciando a fare punti e mettendo in ghiaccio il principale obiettivo stagionale. E lo ha fatto in bello stile.

Tre acuti con due splendide vittorie nel proprio stadio, per 4-1 contro il Mestre e per 4-0 contro l’Adriese, e con il colpaccio a casa dell’Este (1-2). Un raggiante mister Zecchin non ha nascosto la sua soddisfazione per quanto di buono fatto. Poi, però, ha alzato l’asticella: “I ragazzi sono stati molto bravi. Anche contro l’Adriese, che era in ottima forma, non è stato facile. Ora ci concentriamo su ogni partita, senza limiti, e proveremo a dare tutto per cercare di puntare ai play-o ”. La sconfitta contro il Campodarsego per 1-0 del 12 aprile ha poi ridimensionato la dimensione dei sogni giallorossi, ma il percorso rimane positivo. Tra i protagonisti

raggiunto: “La nascita di Fc Bassano Women è per me, donna impegnata nel calcio, motivo di grande orgoglio. Vedere una prima squadra femminile in maglia giallorossa è un passaggio storico per il nostro club e per tutta la città”. Bertoncello ha poi sottolineato come questo progetto rappresenti una visione moderna e concreta del calcio, con l’obiettivo di guardare al professionismo in futuro. Il Bassano si conferma così una società moderna e che guarda all’avvenire. La città si prepara ad accogliere una nuova generazione di calciatrici, offrendo loro l’opportunità di crescere nel loro territorio e di fare sport in una realtà solida e professionale. L’era di una Bassano rosa è u icialmente cominciata.

• Stefano Parpajola

di questa stagione spicca il bomber Giulio Fasolo, autore di 15 gol dopo le prime 31 giornate: “Sono felice per il traguardo raggiunto. Ora il mio obiettivo è continuare a segnare e aiutare la squadra a salire in classifica”. Anche l’esperto Tommaso Gattoni, che ha segnato i suoi primi due gol con la maglia del Bassano al Mercante proprio contro l’Adriese, punta con ambizione al futuro: “Abbiamo raggiunto il primo obiettivo e siamo contenti. Sono felice per il gruppo, io ero arrivato a ottobre in un momento delicato. Ora non ci poniamo limiti, guardiamo una partita alla volta”. Il sogno play o forse è sfumato a Campodarsego. Il Bassano però può comunque sorridere e guardare al futuro con fiducia.

• (s.p.)

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Dalla Valdastico alla Holding, il nuovo volto del Veneto

Questo significa poter trattenere sul territorio circa 400 milioni di euro di pedaggi all’anno, risorse che in precedenza prendevano la via del bilancio centrale o dei soci privati e che ora potranno essere reinvestite direttamente per la manutenzione delle strade venete e la riduzione delle tari e. È il passaggio da una subalternità gestionale a una sovranità infrastrutturale che il Veneto rivendicava da tempo senza successo.

Lo stesso dinamismo si respira sul fronte della Valdastico Nord. La prospettiva di collegare l’A31 al Trentino è stata per trent’anni l’emblema dello

stallo istituzionale, prigioniera del “no” ideologico delle amministrazioni confinanti e della mancanza di una spinta governativa univoca. Oggi, l’intesa raggiunta sulla variante con sbocco a Trento Sud segna il superamento di un tabù storico. Mentre in passato il progetto naufragava regolarmente tra ricorsi e mancate intese tecniche, l’attuale convergenza tra Venezia e Trento, sostenuta dal potere di coordinamento del Ministero, ha creato un corridoio negoziale finora inesistente. Non si tratta solo di posare asfalto, ma di chiudere una ferita logistica che penalizzava l’intero sistema produttivo del Nord-

Est, o rendo finalmente un’alternativa concreta al congestionamento del Brennero. Il motore di questa improvvisa accelerazione risiede in gran parte nella solidità del rapporto tra Alberto Stefani e Matteo Salvini. Questo “asse” ha permesso di superare le frizioni che storicamente rallentavano i rapporti tra la periferia e il centro. La sintonia politica tra il leader della Lega veneta e il titolare del MIT ha creato una corsia preferenziale per le istanze del territorio, trasformando le rivendicazioni regionali in priorità dell’agenda di governo. Stefani è riuscito a capitalizzare il proprio peso politico a Roma per

ottenere garanzie e decreti, mentre Salvini ha trovato nel Veneto il laboratorio ideale per dimostrare la capacità del Ministero di sbloccare i cantieri. È questa filiera corta del potere, priva delle mediazioni estenuanti del passato, a spiegare perché dossier rimasti chiusi nei cassetti per trent’anni stiano trovando una soluzione proprio in questi mesi, segnando una stagione di realismo che punta dritto ai risultati tangibili. Ora non resta che attendere per vedere se questi accordi saranno e ettivamente realizzate o se si tratterà di “pre – intese” che, come quelle dell’Autonomia, sono rimaste tali per molto tempo.

L’intervista. L’assessore Lucas Pavanetto fa il punto sul mondo del lavoro e sulle potenzialità della regione più visitata d’Italia

TRA SFIDE OCCUPAZIONALI E IL NUOVO

ORIZZONTE DEL TURISMO TUTTO L’ANNO

Assessore Pavanetto, viviamo un periodo di forti incertezze economiche. Quali sono le risposte concrete che le imprese e i lavoratori trovano oggi nel suo?

Fin dalla prima seduta di consiglio, la giunta Stefani ha messo al centro del dibattito la necessità di potenziare il welfare aziendale e a rontare l’emergenza sociale in senso ampio. Non si tratta solo di grandi investimenti, che pure vedranno nuovi strumenti presentati a breve, ma di una analisi profonda su cosa serva realmente per attrarre e mantenere i lavoratori nel nostro territorio. Il problema oggi non è solo la mancanza di o erta, ma la di icoltà di far incontrare domanda e opportunità a causa di fattori esterni come l’emergenza abitativa. Molte opportunità di lavoro non vengono colte perché mancano alloggi vicini alle sedi aziendali o perché il trasporto pubblico non copre adeguatamente i collegamenti. Su questi due assi - casa e mobilitàstiamo concentrando il nostro lavoro. In questo contesto, che ruolo giocano i centri per l’impiego, spesso visti in passato solo come u ici burocratici per la disoccupazione?

Oggi la prospettiva è radicalmente cambiata. Veneto Lavoro è diventato un’eccellenza rispetto ad altre regioni

proprio per la sua capacità di agire in modo proattivo. Non parliamo più solo di gestione dell’urgenza o di lavoro stagionale, ma di un punto di incontro strategico tra competenze e richieste. Abbiamo messo in campo figure fondamentali come i case manager e gli account manager. I primi si occupano di costruire curriculum “ad hoc” sulle specializzazioni del lavoratore, mentre i secondi mantengono il contatto diretto con le imprese per comprenderne le necessità. Evitiamo così che il lavoratore disperda energie portando curriculum nelle aziende sbagliate, puntando invece tutto sulla precisione del match tra domanda e o erta.

Passando al turismo, lei viene da una realtà come Jesolo. Qual è lo stato di salute del settore nel litorale e nell’intera regione?

Il Veneto si conferma per l’ennesima volta la prima regione in Italia per presenze turistiche, con 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Se guardiamo al comprensorio di Jesolo e Cavallino, parliamo di circa 12 milioni di presenze sicure: una cifra impressionante che rappresenta quasi tre volte gli abitanti dell’intero Veneto. La mia esperienza come amministratore a Jesolo, prima come consigliere e poi come presidente

del consiglio comunale, mi ha permesso di vivere queste dinamiche dall’interno. Il turismo è una leva economica imprescindibile, ma la vera sfida della nostra amministrazione è cambiare paradigma. Lei ha parlato spesso della necessità di superare il concetto di “destagionalizzazione”. Cosa intende esattamente?

L’obiettivo è smettere di parlare di “destagionalizzazione”, perché quel termine implica l’accettazione passiva di una stagionalità che oggi non dovrebbe più esistere. Dobbiamo ragionare su “città turistiche che vivono tutto l’anno”. Questo non serve solo ad aumentare le presenze attraverso eventi invernali, ma è un messaggio vitale per chi investe e per chi lavora. Chi sceglie di impegnarsi nel turismo non può farlo solo per quattro o cinque mesi per poi dover cercare un altro impiego. Dobbiamo dare stabilità e dignità a chi vive “di” turismo. È un modello che vogliamo applicare ovunque: dal litorale alla montagna, fino alle terme, che hanno potenzialità ancora inesplorate.

I dati dicono però che il turismo è molto concentrato. Come pensa di coinvolgere il resto del territorio veneto?

È un dato su cui riflettere: l’80% dei 74 milioni di presenze si concentra in sole

20 località. Questo significa in Veneto ci sono potenzialità ancora da sfruttare. Parlo del turismo dei cammini, delle ciclabili, del turismo esperienziale e della ricerca. Non c’è solo il “sole e mare” o le grandi città d’arte come Venezia e la montagna di Cortina. Centinaia di piccoli comuni possono e devono diventare protagonisti di un’o erta turistica diversificata, la nostra Giunta lavorerà intensamente su questo fronte. Un esempio di promozione integrata è stato “Casa Veneto” durante le Olimpiadi, un progetto che ha permesso

di mostrare alla stampa internazionale non solo lo sport, ma le eccellenze di tutte le nostre province. Infine, uno sguardo alla politica locale. In vista delle amministrative a Venezia, qual è il profilo ideale per il dopo-Brugnaro?

Credo che Luigi Brugnaro abbia fatto un lavoro straordinario, portando una modernità che altri sindaci non avevano saputo imprimere, specialmente nella riqualificazione di Mestre e con progetti come il “Bosco dello Sport”, una struttura di livello europeo strategica per l’attrattività del Veneto. Proprio a Mestre abbiamo recentemente inaugurato la nuova sede di Veneto Lavoro, recuperando u ici provinciali disabitati: un segnale forte di collaborazione tra Regione e Città. Per il futuro, la mia esperienza come coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e ora come capogruppo e assessore mi dice che serve una squadra coesa. Non cerchiamo necessariamente un nome di bandiera, ma l’uomo giusto al momento giusto. In questo senso, Simone Venturini è un ottimo candidato: ha lavorato bene in questi anni e ha saputo creare un forte spirito di squadra attorno a sé.

Lucas Pavanetto

I conti della Regione. L’assessore Filippo Giacinti

Bilancio da 18,9 miliardi Le novità per il Veneto

Assessore Filippo Giacinti, i tempi di approvazione del bilancio regionale sono stati rispettati. Cosa significa questo per i cittadini veneti?

Siamo riusciti ad approvare il bilancio di previsione con un mese di anticipo rispetto alla scadenza di legge del 30 aprile. È un risultato politico e tecnico di rilievo perché ci permette di essere pienamente operativi da subito. Invece di procedere con la spesa in dodicesimi, come fatto nei primi tre mesi dell’anno, ora possiamo attuare gli obiettivi dell’amministrazione disponendo dell’intera capacità di spesa per i restanti tre quarti dell’esercizio. Parliamo di una manovra da 18,9 miliardi di euro. Sebbene sia un “bilancio ponte” tra due amministrazioni, introduce novità sostanziali su fronti caldi come la sanità e il diritto allo studio.

Quali sono i settori che beneficeranno maggiormente di queste risorse? Il sociale e la sanità territoriale sono le nostre bussole. Abbiamo stanziato fondi specifici per equiparare le borse di studio dei medici di medicina generale a quelle delle altre specialità e per coprire i costi del rinnovo contrattuale delle medicine di gruppo integrate. Per la prima volta nella storia della Regione, finanziamo al 100% le borse di studio per gli studenti universitari del Veneto e garantiamo risorse immediate per il sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.

Sul fronte delle infrastrutture, abbiamo raddoppiato i fondi per la manutenzione straordinaria delle strade tramite Veneto Strade e rifinanziato la Legge 39 con 18 milioni di euro destinati ai Comuni per la sicurezza stradale. Non abbiamo dimenticato la prevenzione del rischio idraulico, aggiungendo 9 milioni di euro agli stanziamenti già programmati.

Avete scelto di non aumentare l’addizio-

nale IRPEF, nonostante le critiche delle opposizioni. Come pensate di sostenere questa strategia nel lungo periodo?

La nostra strada è quella dell’e icienza e della sussidiarietà, non dell’aumento della pressione fiscale. Puntiamo molto su “Venexus”, un’iniziativa del Presidente Stefani che permette alle imprese di far confluire risorse destinate a scopi sociali e sanitari direttamente in progetti regionali, liberando così fondi per altre iniziative. Inoltre, attendiamo per giugno l’approvazione del federalismo fiscale. L’auspicio è che una parte consistente delle tasse pagate dai veneti rimanga finalmente sul territorio, garantendoci maggiore autonomia finanziaria. Quali i prossimi impegni in questo periodo non facile?

Da maggio inizieremo il “bilancio partecipativo”: incontreremo sindaci, sindacati e associazioni di categoria per condividere le scelte in vista del prossimo esercizio economico. Nel segno della condivisione e della responsabilità.

Trasporti. L’assessore regionale Diego Ruzza

“Biglietto unico, avanti con la sperimentazione”

Assessore Diego Ruzza, tra cinque anni che tipo di mobilità troveranno i cittadini veneti?

L’obiettivo condiviso con il Presidente Stefani e l’intera Giunta è consegnare un Veneto moderno, e icace e realmente fruibile. Stiamo lavorando per portare a termine la riforma del trasporto pubblico locale (TPL) basata sulla Legge n. 8 del 2025. La Regione tornerà a essere protagonista come coordinatrice dei distretti, con l’intento di uniformare il servizio e correggere le criticità attuali. Il mondo degli spostamenti sta cambiando e dobbiamo rispondere alle esigenze non solo dei centri urbani, ma soprattutto delle periferie e delle aree extraurbane.

Da anni si parla del “biglietto unico”. Quali i tempi e le risorse?

Per trasformare questo progetto in realtà, abbiamo già iniziato a stanziare risorse a bilancio per la progettazione e la sperimentazione. L’idea è un sistema moderno tramite app che permetta a turisti, pendolari e studenti di muoversi tra traghetti, autobus e treni regionali con un solo titolo di viaggio. È un’operazione complessa vista la varietà del nostro territorio, che spazia dal mare alla montagna. L’obiettivo è arrivare a una fase di sperimentazione concreta nei prossimi due anni.

Un punto critico sono i collegamenti ferroviari con gli aeroporti. Quando potremo arrivare in treno al Marco Polo di Venezia o al Catullo di Verona?

Non voglio fare promesse a vanvera, quindi non fornirò date certe finché non saremo pronti, ma posso garantire che i progetti stanno procedendo rapidamente, sia su Venezia che su Verona. Per Verona, l’obiettivo è collegare il Catullo alla stazione di Porta Nuova e alla sponda orientale del Lago di Garda. Riuscire a portare il treno direttamente in questi due scali rappresenterebbe un salto di qualità enorme per tutta la regione.

Il trasporto su gomma appare oggi molto

frammentato. Come intendete riorganizzarlo? Stiamo definendo con Province e Comuni i “bacini ottimali” per uniformare i flussi di utenza. La vera svolta sarà la creazione di un’Agenzia Regionale, prevista dalla Legge 8/2025, che gestirà questi bacini in una “triangolazione perfetta” tra Regione, aziende e territorio. Questo nuovo modello genererà ritorni economici che verranno reinvestiti nel TPL, permettendoci di aumentare le corse anche nelle zone più lontane dai centri. Solo o rendo servizi capillari possiamo incentivare lo “shift modale” e togliere auto dalle strade. Infine, capitolo sicurezza stradale. Cosa bolle in pentola per i Comuni?

Con l’approvazione del bilancio 2026 rifinanzieremo la Legge 39 con 18 milioni di euro. Questi fondi daranno risposta a circa cinquanta Comuni per interventi su viabilità e sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti. Una volta assegnate le risorse, i Comuni avranno un anno di tempo per aggiudicare le gare e iniziare i lavori: vogliamo che i cantieri partano subito.

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Filippo Giacinti
• (R.R.)
Diego Ruzza

L’iniziativa. Al Forum Lavoro di Trento la presentazione con l’intervento del professor Carlo Cottarelli

CARTA, RADIO E WEB: IL GRUPPO EDITORIALE LA PIAZZA RACCONTA ANCHE IL TRENTINO

“Noi proviamo sempre a fare una cosa di icile: dare ai territori oltre alla rappresentazione di ciò che sta accadendo, anche una prospettiva della direzione che le comunità stanno prendendo”. Una frase dell’editore del gruppo La Piazza - LaPiazzaweb e Radio Veneto24 che esemplifica benissimo perché a Trento lo scorso 9 aprile il gruppo abbia deciso di invitare il professore Carlo Cottarelli a tenere a battesimo al Castello del Buonconsiglio la presentazione di Radio Trentino24 e dell’edizione di Trento de La Piazza. Pochi in Italia infatti sono in grado di raggiungere vette di chiarezza e di solidità accademica nell’indicare ad un pubblico vasto, e non per forza così informato sulle dinamiche della macro economia, prospettive di futuro. E così la presentazione di radio ed edizione cartacea e online sono diventate occasione per una lezione sul futuro del Trentino, del Nord Est e di questo pezzo di mondo che chiamiamo Italia. Non poteva esserci viatico migliore per spiegare appunto l’idea di fondo dei tre media che nascono in Trentino per dare una voce

in più al territorio, come ha ricordato in chiusura del convegno il nostro editore Giuseppe Bergantin, ma appunto con un approccio glocal: raccontare il particolare senza mai perdere di vista il contesto.

“Siamo qui per restare e vi diamo appuntamento all’anno prossimo” ha detto l’editore rinnovando l’intenzione appunto di rendere il Forum Lavoro un appuntamento fisso nell’agenda già fitta di eventi della primavera trentina. Ospite d’onore della giornata è stato il professor Carlo Cottarelli, economista di chiarissima fama. Prima di Cottarelli, che ha spiegato le dinamiche che rendono più faticoso che in altre regioni d’Europa, mantenere la competitività nel Nord Est d’Italia, hanno preso la parola il sindaco di Trento Franco Ianeselli e il vice presidente della Provincia, con delega al lavoro, Achille Spinelli.

“La situazione del Trentino è positiva dal punto di vista occupazionale e mantiene il trend degli ultimi anni, senza segnali di cedimento” ha detto Spinelli. “Dobbiamo intervenire su demografia, competenze e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sulle dinamiche del lavoro

nel prossimo futuro - ha aggiunto -. Per questo abbiamo avviato un percorso di crescita dei salari e delle retribuzioni, un patto sviluppato all’interno delle categorie economiche e sindacali con i quali siamo impegnati nella costruzione di politiche di stimolo rivolte ai settori industriali, per sviluppare ulteriormente politiche di welfare e benessere lavorativo. Abbiamo poi diversi indicatori che dimostrano come l’attivazione femminile sul nostro territorio sia significativa”. Carlo Cottarelli

ha sottolineato durante la sua esposizione le ripercussioni relative alle recenti tensioni internazionali in Medio Oriente. “Lo shock energetico dovuto all’incertezza geopolitica globale - ha aggiunto - può portare a inflazione, recessione e quindi ad un più alto rischio di perdere il lavoro e in generale a una crescita minore del reddito delle famiglie. Servono interventi immediati come aiuti economici per sostenere chi è in di icoltà mentre nel lungo periodo la priorità deve essere liberarsi dalla schiavitù

degli idrocarburi, sia con le rinnovabili ma anche con l’energia nucleare”. “Essere parte di un momento tanto importante per comprendere i nostri territori è per noi una grande sfida e motivo di soddisfazione; con la nostra nuova proposta editoriale locale vogliamo raccontare il Trentino in modo fruibile da tutti in forma gratuita”, ha concluso l’editore Bergantin.

La presentazione a Trento L’editore Giuseppe Bergantin

IL PERSEVERARE DI BARBARA CODOGNO, “DIABOLICO” E SENZA COMPROMESSI

“Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale”

Giornalista, scrittrice, curatrice d’arte, viaggiatrice… Barbara Codogno riesce a vivere mille vite diverse, tutte controcorrente.

“Perseveranza” (Apogeo Editore), il nuovo romanzo di Codogno, è una storia disturbante e a ascinante. Una storia che racconta il lato oscuro della nostra società e che mette il lettore di fronte a una serie di provocazioni impossibili da ignorare. Un libro da leggere, insomma. Per questo ho incontrato Codogno per approfondire insieme a lei i tanti spunti del suo splendido romanzo.

“Perseveranza” è un libro che non fa compromessi. Da dove sei partita per raccontare questa storia?

L’incipit è un fatto reale: un violinista che a un concerto resiste alla sua tosse fino alla fine dell’esecuzione del pezzo. Ricordo benissimo: ero al Pollini di Padova e ne rimasi impressionata. Cominciai a riflettere sulla fatica che aveva fatto quel musicista: resistere a qualcosa di fisico per un bene più grande. Da qui l’idea di parlare di un uomo che, invece, non aveva mai amato nulla che gli fosse valso la decisione di uno sforzo.

La genesi di questo romanzo è stata molto lunga, come mai?

Io non sono una scrittrice prolifica, ho sempre tempi lunghi. Inseguo idee,

intuizioni. Il mio processo di scrittura prevede che il personaggio si incarni in me: finché non lo sento pronto, non scrivo. E non faccio progetti, non so che cosa succederà… il personaggio prende vita da solo e mi guida nella scrittura. Poi sai, io scrivo amalgamando tutto: pensiero, parola, voce narrante… tutto in un unico flusso continuo e anche questo comporta che io debba entrare in quel particolare stato emotivo che mi permette una fusione perfetta.

Lo stile di questo libro è molto personale, un flusso di coscienza in cui si mescolano più piani temporali, realtà e percezione, memoria e invenzione, lampi e oscurità. Come nasce una scrittura così potente?

Ti svelo un segreto. Dopo la laurea in filosofia ero in crisi, mi avvicinavo al giornalismo e alla curatela d’arte ma i primi passi mi trovarono timida e spaesata. Così decisi di fare un corso di teatro. In città era arrivato il figlio di Lee Strasberg, John. Faceva delle audizioni e io mi presentai con una cosa super drammatica in stile Carmelo Bene, della serie: spiriti, apparite! Strasberg rise come un pazzo e mi scelse perché a suo avviso avevo incredibili potenzialità comiche. Quel suo corso mi ha cambiato la vita. Sul paco lui interrompeva la tua recitazione,

chiedendoti: ma il personaggio ha fatto colazione? E fuori che tempo fa? Ti spiazzava! È stata una rivelazione che poi è confluita nella scrittura: il personaggio è nel mondo: dentro alla pagine ma soprattutto fuori da queste. Il personaggio è pensiero, corpo, vita. Una lezione che ha lasciato il segno. Il tuo è un romanzo che non rassicura il lettore. Negli ultimi anni, invece, si sono moltiplicare opere rassicuranti, che cercano di mettere le cose a posto. Cosa ne pensi? Credo di essere per natura lontana dal mainstream. Oggi o devi mettere in piazza il tuo disagio, con storie tipo che sei guarita da un male incurabile, che hai un passato da tossico, oppure che la vita è bellissima e che felicità sta nelle piccole cose. Una ipocrisia provinciale, una menzogna banale

che edulcora la vita reale. Ma non parlerei di amore per la verità: nel mio caso è gusto estetico. Una cosa mi diverte: si parla spesso di personaggi storici, reali, che poi sulla carta diventano romanzeschi. Io faccio il contrario: il mio è un personaggio tutto inventato, eppure dalla carta nasce un personaggio reale, che vogliamo comprendere con categorie psichiche e sociali. Strano cortocircuito. Di cui sono ovviamente orgogliosa! Il tuo protagonista, Berto, è una persona ributtante. Quanto è stato di icile “scriverlo”, raccontarlo?

Entrare in contatto con lui è stato molto complesso. Poi è scattata la scintilla e tutto quello che per 4 anni avevo accumulato pensando a lui l’ho sputato sulla carta in meno di un mese. Certo, Berto è un vero stronzo,

ma sai che molte persone a lettura ultimata mi han detto: beh, ma anche io mi sento un po’ Berto… perché chi di noi non ha augurato la morte al tipo che ti so ia il parcheggio? Io credo che Berto sia anche la parte oscura e inconfessabile di noi tutti. Una parte eh? Lui è uno stronzo con s maiuscola.

Oltre alla scrittura sei impegnati su diversi fronti artistici: hai altri progetti di cui ci vuoi parlare?

Ti ho appena citato un grandissimo regista rumeno, io ho la fortuna di avere in copertina un’opera di Radu Belcin, grandissimo pittore anche lui rumeno. Che assieme a Flavia Pitis e ad altri grandi artisti sarà protagonista di una mostra dedicata alla pittura contemporanea che curerò a settembre a Padova. La mostra titola: “Sul futuro del corpo”. E come vedi, io sempre là torno: il corpo è la centralità della mia indagine. Corpo inteso come un tutt’uno di carne, pensiero, ambiente, parola… in questo caso il futuro del corpo è il futuro del corpo della pittura oggi in grande trasformazione.

• Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro

Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Educazione, territorio e futuro: quando impresa e scuola

crescono insieme

DESPAR NORD E LE SCUOLE: UN IMPEGNO

CHE NUTRE LE NUOVE GENERAZIONI

Dalla sana alimentazione ai progetti per la didattica: vent’anni di iniziative per accompagnare bambini, famiglie e insegnanti verso uno stile di vita più consapevole

Un percorso condiviso con le istituzioni scolastiche, le amministrazioni pubbliche, il mondo dell’associazionismo locale e quello delle imprese territoriali del mercato agroalimentare. Questo il programma di lungo corso e ampio respiro che Despar Nord ha intrapreso nell’ultimo ventennio per diventare partner di percorsi e progetti educativi a favore dei più piccoli, favorendo la di usione delle buone pratiche per la migliore educazione alimentare, raccontando l’importanza dei corretti stili di vita e dell’attività fisica, incoraggiando la conoscenza dell’ambiente e della natura e sostenendo la didattica nelle scuole. Un piano di idee e iniziative per investire con responsabilità nel futuro delle comunità e generare valore condiviso nei territori in cui il marchio dell’Abete è presente. Negli anni, queste iniziative sono cresciute e si sono trasformate, coinvolgendo sempre più insegnanti, studenti e famiglie. L’obiettivo è rimasto lo stesso: unire apprendimento e diverti-

mento, portando nelle scuole – ma anche fuori – esperienze nuove, stimolanti e coinvolgenti.

Tra i progetti più rappresentativi c’è “Le Buone Abitudini Despar”, un vero e proprio punto di riferimento per l’educazione alimentare nato con l’obiettivo di supportare scuole e famiglie nel raggiungere un concetto ampio di qualità della vita, con particolare attenzione ai temi della sana alimentazione e dell’adozione di stili di vita salutari. Nato per promuovere corretti stili di vita tra i più giovani, dal suo avvio vent’anni fa ha coinvolto numerosi comuni del Veneto, promuovendo il coinvolgimento e l’adesione di centinaia di insegnanti e migliaia di alunni, diventando un’occasione preziosa per parlare di benessere in modo semplice e concreto.

Il progetto accompagna bambini, insegnanti e famiglie lungo tutto il percorso della scuola primaria, grazie a programmi pensati su misura per ogni classe e sviluppati insieme a specialisti del settore. Un

percorso educativo completo, che aiuta a costruire abitudini sane fin da piccoli. Negli ultimi mesi, “Le Buone Abitudini” ha preso vita anche in modo nuovo e originale, trasformando alcuni punti vendita Interspar in vere e proprie aule didattiche.

A Bassano del Grappa, oltre 250 bambini di sei scuole tra infanzia e primaria hanno partecipato a laboratori dedicati alla scoperta della piramide alimentare. Guidati da un’educatrice professionista, hanno imparato a riconoscere i diversi

gruppi di alimenti e a capire quanto sia importante seguire una dieta varia ed equilibrata. A Castelfranco Veneto, invece, i più piccoli sono stati accompagnati in un viaggio fatto di storie, profumi e colori. Attraverso il racconto animato di una cantastorie e attività manuali ed esperienziali, i bambini hanno esplorato il mondo dei legumi, delle spezie, delle erbe aromatiche e dei cereali, scoprendone caratteristiche, sapori e proprietà. Accanto a questi percorsi educativi, Despar Nord sostiene concretamente

anche la didattica nelle scuole di tutta Italia con iniziative come “Scuola Facendo” e “Stickermania”. Solo negli ultimi due anni, questi progetti hanno permesso di raccogliere oltre 1,1 milioni di euro, destinati all’acquisto di materiali e attrezzature per più di 4.700 scuole, tra istituti pubblici e paritari di ogni ordine e grado. Un impegno che va oltre il semplice sostegno economico: è una scelta che guarda lontano, mettendo al centro le persone, l’educazione e il futuro delle nuove generazioni.

Dalla natura al supermercato: i bambini scoprono la biodiversità con Despar Nord

Imparare a rispettare l’ambiente partendo da esperienze concrete, da vivere con curiosità e meraviglia. È questo lo spirito del nuovo percorso educativo avviato da Despar Nord, pensato per avvicinare i più piccoli ai temi della sostenibilità e della tutela degli ecosistemi. Per farlo, l’azienda ha scelto di collaborare con Moretto Farm, una realtà trevigiana giovane e innovativa che ha fatto della sostenibilità la propria missione. Qui, infatti, si applicano ogni giorno i principi dell’economia circolare e si lavora per proteggere e valorizzare la biodiversità, attraverso attività come l’acquaponica e l’apicoltura sostenibile. Moretto Farm è anche una delle eccellenze promosse da Despar Nord all’interno del progetto “Sapori del Territorio”, nato per dare valore alle produzioni locali e sostenere uno sviluppo responsabile, legato alla qualità e al

rispetto dell’ambiente.

Proprio da questa collaborazione è nato un percorso educativo speciale, che ha visto protagonisti gli alunni delle classi terze della scuola primaria “Ugo Foscolo” di Montebelluna (TV).

La prima tappa si è svolta direttamente in azienda, dove i bambini hanno potuto osservare da vicino la serra acquaponica e scoprire come nasce il miele, imparando a conoscere i processi naturali e le tecniche sostenibili utilizzate.

Il percorso si è poi concluso all’Interspar di Montebelluna, trasformato per l’occasione in uno spazio di condivisione e scoperta. Qui i bambini hanno ripercorso il viaggio del miele e presentato disegni, lavori e riflessioni nati dall’esperienza vissuta, diventando veri protagonisti di un progetto che lega natura, cibo e lavoro.

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La composizione della nuova Direzione Strategica dell’ULSS 7 Pedemontana è stata formalizzata dal Direttore Generale Giovanni Carretta, che ha confermato alla Direzione Sanitaria il dott. Antonio Di Caprio, mentre la Direzione dei Servizi Socio-Sanitari è stata affidata alla dott.ssa Paola Vescovi e la Direzione Amministrativa alla dott.ssa Laura Esposito. Il Direttore Generale ha spiegato che le nomine sono state decise tenendo conto non solo delle competenze professionali dei dirigenti, ma anche delle loro doti umane, come la capacità di ascolto, l’orientamento alla risoluzione dei problemi e la dedizione al servizio della comunità. Ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione dei Sindaci del territorio per definire insieme le priorità dell’Azienda sanitaria.

Il dott. Antonio Di Caprio, 49 anni, residente a Bassano del Grappa, ha un lungo percorso professionale alle

spalle, con laurea in Medicina e Chirurgia e specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva presso la Seconda Università di Napoli, completato da due master di II livello in gestione sanitaria e valutazione delle tecnologie in sanità. Ha maturato esperienza in diverse ULSS venete e ha ricoperto incarichi a livello regionale, tra cui la partecipazione a gruppi di lavoro su telemedicina, assistenza sanitaria e salute mentale. Di Caprio ha dichiarato di considerare la nomina una importante attestazione di stima e di voler mettere a disposizione dell’Azienda le competenze maturate, con l’obiettivo di servire al meglio i bisogni di salute dei cittadini della Pedemontana.

La dott.ssa Paola Vescovi, originaria di Asiago e laureata in Psicologia all’Università di Padova, ha alle spalle una lunga carriera nella sanità pubblica veneta, con particolare esperienza in disabilità, non autosufficienza e servizi territoriali. Proveniente dall’ULSS 2

ULSS 7 Pedemontana: completata la nuova Direzione Strategica

Di Caprio, Vescovi ed Esposito per guidare l’Azienda sanitaria

Marca Trevigiana, dove negli ultimi due anni ha ricoperto lo stesso incarico, prenderà servizio il 7 aprile. Vescovi ha sottolineato la volontà di mettere la propria esperienza al servizio della popolazione dell’ULSS 7, auspicando una stretta collaborazione con i Sindaci del territorio.

La dott.ssa Laura Esposito, veneziana, laureata in Giurisprudenza e specializzata in management dei servizi sanitari e direzione di strutture complesse, proviene dall’ULSS 3 Serenissima. Ha maturato una carriera consolidata nei diversi settori amministrativi delle aziende sanitarie, ricoprendo incarichi di coordinamento e direzione, tra cui quello del Dipartimento Amministrativo Unico e della gestione risorse umane. Esposito ha dichiarato di iniziare il nuovo incarico con entusiasmo e umiltà, ponendo l’ascolto come strumento fondamentale per affrontare le complessità quotidiane e trovare le migliori soluzioni.

Nuovo ambulatorio per la salute del pavimento pelvico femminile

L’Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Bassano ha attivato un nuovo Ambulatorio di Educazione e Rieducazione del Pavimento Pelvico, dedicato alla presa in carico precoce delle problematiche legate al parto. Il servizio è rivolto a tutte le donne che partoriscono al San Bassiano, con valutazioni già prima delle dimissioni e percorsi differenziati in base alla gravità della condizione.

«Molte problematiche del pavimento pelvico compaiono dopo il parto, sia naturale sia cesareo – spiega il dott. Roberto Rulli, direttore dell’U.O.C. Ostetricia e Ginecologia –. Il nostro ambulatorio consente una valutazione precoce e percorsi di riabilitazione per-

sonalizzati, con incontri di gruppo o individuali e esercizi da fare a casa. L’obiettivo è garantire un recupero più rapido e prevenire eventuali complicanze future, come prolassi o incontinenza urinaria».

Gli incontri si svolgono direttamente al San Bassiano, con una valutazione finale al termine dei cicli per monitorare i progressi o, se necessario, proseguire con visite specialistiche uroginecologiche.

Il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana, dott. Giovanni Carretta, sottolinea: «Questo ambulatorio dimostra l’attenzione della nostra Azienda alla salute femminile, arricchendo il percorso nascita e rafforzando l’offerta del servizio pubblico».

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Fascicolo sanitario elettronico, scattata la scadenza del 31 marzo per l’adeguamento delle strutture

Prosegue anche in Veneto il percorso del Fascicolo sanitario elettronico, destinato a diventare il fulcro della sanità digitale. Il 31 marzo ha segnato una data importante: entro questo termine tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, si sono dovute adeguare alle nuove modalità di trasmissione dei dati.

L’obiettivo è rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni sanitarie dei cittadini. Il Fascicolo rappresenta infatti una sorta di archivio digitale personale dove vengono raccolti documenti, esami e referti legati alla storia clinica di ciascun assistito. Attraverso questo strumento, ogni cittadino può consultare i propri dati e condividerli con medici e specialisti, favorendo cure più rapide e coordinate.

Per rendere il sistema davvero efficace, tutte le strutture dovranno utilizzare un linguaggio comune e rispettare tempi pre-

cisi: i referti dovranno essere caricati entro cinque giorni dalla visita o dall’esame. In questo modo, anche in caso di accesso al pronto soccorso in un’altra zona del Paese, i sanitari potranno avere subito un quadro chiaro delle condizioni del paziente. I numeri mostrano una crescita significativa dell’utilizzo. Tra luglio e settembre 2025, il 27% degli italiani ha consultato il Fascicolo sanitario elettronico. Il Veneto si distingue con una delle percentuali più alte: il 66% dei cittadini ha già utilizzato il servizio. Complessivamente, oltre 6,4 milioni di persone hanno effettuato almeno un accesso, mentre per circa 23 milioni di cittadini è stato caricato almeno un documento.

Resta però ancora limitata la quota di chi ha dato il consenso alla consultazione dei propri dati da parte dei medici, ferma al 44%. Molto alta, invece, la partecipazione dei medici di famiglia e dei pediatri, con oltre il 95% già presenti nel sistema.

Tra gli strumenti più importanti c’è il cosiddetto profilo sanitario sintetico, una scheda aggiornata dal medico di base o dal pediatra che riassume le informazioni principali sulla salute del paziente. Si tratta di un documento essenziale per permettere ai sanitari di capire rapidamente la situazione clinica, soprattutto nei casi di urgenza.

I cittadini possono accedere al Fascicolo tramite identità digitale e hanno pieno controllo sui propri dati: possono decidere chi può consultarli, modificare in qualsiasi momento le autorizzazioni e verificare chi ha avuto accesso alle informazioni. Anche la revoca del consenso è sempre possibile e non comporta conseguenze sull’assistenza sanitaria.

Fascicolo sanitario elettronico: accesso in pochi clic con i video tutorial della Regione Veneto

La Regione del Veneto punta sulla semplicità per avvicinare i cittadini al Fascicolo Sanitario Elettronico. Sono infatti disponibili una serie di video tutorial chiari e immediati, pensati per guidare passo dopo passo nell’utilizzo dei servizi sanitari online e nella gestione della propria salute digitale. I video accompagnano l’utente nelle principali funzionalità del fascicolo: dall’accesso tramite identità digitale alla consultazione di referti, ricette e documenti clinici, fino alla possibilità di monitorare il proprio percorso sanitario e avere sempre a disposizione la propria storia medica in modo sicuro e organizzato. Non mancano indicazioni pratiche anche su come aggiornare i dati, condividere le informazioni con i professionisti sanitari e sfruttare al meglio i servizi disponibili. I contenuti, realizzati da Give Emotions – società editrice de La Piazza, LaPiazzaweb e Radio Veneto24 – nascono con l’obiettivo di rendere più accessibili e intuitivi gli strumenti messi a disposizione dal sistema sanitario regionale, favorendone così una diffusione sempre più ampia tra gli utenti.

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