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ilBassano - Ago26

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OMB

DAL DAL 1994 1994

AGOSTO 2026 AGOSTO 2026

Periodico d’informazione locale - Anno VI n. 8

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Candidatura Capitale della Cultura, raccolte 87 idee per mettere a punto il dossier

Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia

Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale

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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto

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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.

ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO LA SOLITUDINE COME EMERGENZA INTERGENERAZIONALE SILENZIOSA servizi alle pag. 4-5

APPRODA A ROMA LA PARTITA DEL TRIBUNALE DELLA PEDEMONTANA

servizio a pag. 6

I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE

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segue a pag. 19

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI

numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti. segue a pag. 3

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ACQUA... NON SPRECHIAMOLA

Buone pratiche per un uso consapevole e sostenibile. Nessuno spreco

Installa un rubinetto alle fontane a getto continuo.

Fai manutenzione

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Chiudi il rubinetto centrale dell’acqua quando stai fuori casa per lunghi periodi.

Raccogli in una bacinella l’acqua usata per lavare frutta e verdura e utilizzala per annaffiare le piante.

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Riduci Nessuno spreco

Ottimizza

Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti, ti radi o ti insaponi. Più volte lo fai, più acqua risparmi. Il rubinetto ha una portata di più di 10 litri al minuto.

Scegli di annaffiare il giardino dopo il tramonto, l’acqua evapora più lentamente e ha il tempo di essere assorbita dal terreno.

Metti in funzione lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico. Per ogni lavaggio si consumano in media tra gli 80 e i 120 litri di acqua.

Nessuno spreco

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Assicurati che i rubinetti di casa siano dotati di frangigetto per diminuire la quantità di acqua in uscita senza diminuire la resa.

Controlla la presenza di eventuali perdite dai rubinetti e dagli scarichi del wc. Un rubinetto che gocciola può perdere fino a 5 litri al giorno.

Riduci i lavaggi delle auto e se necessario ricorriamo solo agli autolavaggi che dispongono di sistemi di raccolta dell’acqua di scarico.

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Scegli di fare la doccia al posto del bagno e chiudi il rubinetto mentre ti insaponi. Con una doccia di 4 minuti si consumano dai 20 ai 40 litri di acqua.

Utilizza per il wc lo sciacquone a scarico differenziato. Oltre il 30% dell’acqua domestica esce dallo scarico del wc (ogni volta circa 12 litri).

Informati se ci sono ordinanze sul risparmio idrico emesse dal tuo Comune o nei luoghi in cui trascorri le vacanze.

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Preferisci piante autoctone che meglio si adattano e che richiedono meno acqua.

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non è una pattumiera. Ogni volta che tiri lo sciacquone consumi circa 12 litri di acqua.

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Effettua una buona pacciamatura attorno alle piante del giardino, in questo modo aiuterai l’acqua a rimanere nel terreno.

ASCOLTACI SU WWW.VENETO24.IT SUL TUO PC O ALEXA Metti l’acqua in frigorifero

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se la vuoi fredda, non farla scorrere dal rubinetto finché non si raffredda.

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FACCIAMO IL PUNTO

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI • Nicola Stievano Segue da pag. 1

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SAN BASSIANO, INSTALLATO UN SECONDO GRUPPO ELETTROGENO: RAFFORZATA LA SICUREZZA ENERGETICA

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n secondo gruppo elettrogeno entra in funzione all’ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa per aumentare il livello di sicurezza in caso di nuove interruzioni della rete elettrica. L’intervento arriva dopo i recenti blackout che hanno interessato il territorio e che avevano coinvolto anche il presidio ospedaliero, lasciando temporaneamente attiva una sola fonte di alimentazione di emergenza. La Direzione dell’ULSS 7 Pedemontana aveva annunciato, subito dopo l’ultimo episodio, un piano di rafforzamento delle misure di protezione energetica della struttura. Una prima fase è stata completata con l’installazione di un secondo generatore, attualmente acquisito tramite noleggio, che si aggiunge al gruppo elettrogeno principale già presente. Il nuovo sistema consentirà di garantire la continuità dell’alimentazione elettrica anche nell’eventualità in cui, durante un blackout, si verificasse un contemporaneo problema tecnico al generatore principale. «Quando si parla di un ospedale che accoglie pazienti critici, le misure di sicurezza devono essere necessariamente ridondanti, cioè capaci di fronteggiare anche più guasti contemporaneamente», spiega il direttore generale dell’ULSS 7 Pedemontana Giovanni Carretta. Durante il precedente blackout, proprio a causa dell’interruzione delle due linee elettriche principali e della disponibilità di un solo generatore funzionante, erano stati trasferiti in via precauzionale sei pazienti critici. «La presenza di un secondo gruppo di continuità – sottolinea Carretta – ci permetterà in futuro di evitare questo tipo di interventi anche in caso di un’interruzione totale e prolungata dell’energia». Parallelamente, l’azienda sanitaria sta lavorando a interventi strutturali per aumentare ulteriormente l’autonomia energetica dell’ospedale e rendere più sicura la rete di alimentazione. Tra gli obiettivi c’è anche una maggiore diversificazione delle fonti elettriche, attraverso interventi richiesti al fornitore della rete, che ha già fornito garanzie sulla realizzazione di opere di potenziamento.

L’ULSS 7 Pedemontana potenzia il sistema di emergenza per garantire continuità elettrica

i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:

la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.

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Giovani e anziani/1. Nel Vicentino i lavoratori domestici regolari sono diminuiti del 6,9% in dieci anni

Badanti in calo e posti che non arrivano: l’assistenza pesa sulle famiglie U na badante che lascia il lavoro, la ricerca di una sostituta che si prolunga per settimane, la domanda per entrare in una struttura che resta in attesa. È dentro questa strettoia che si muovono sempre più famiglie del Bassanese, chiamate a garantire l’assistenza quotidiana a genitori anziani o non autosufficienti mentre il numero dei lavoratori domestici regolari continua a diminuire. Il primo segnale arriva dai dati Inps. In Veneto colf e badanti con almeno un contributo versato sono passati da 64.138 nel 2023 a 61.360 nel 2025: 2.778 persone in meno nell’arco di tre anni. Il calo, però, viene da più lontano. Nel Vicentino la contrazione registrata tra il 2015 e il 2025 è del 6,9%. E il sistema resta fortemente dipendente dalla manodopera straniera, che in provincia rappresenta il 77% degli addetti. Il dato non significa necessariamente che tutte queste persone abbiano abbandonato il lavoro di cura. Una parte potrebbe essersi spostata verso altri impieghi, un’altra potrebbe essere rientrata nel sommerso. Per le famiglie, tuttavia, l’effetto è evidente: trovare una persona disponibile, preparata e disposta a sostenere orari impegnativi diventa sempre più difficile. Anche chi assiste, del resto, sta invecchiando: a livello nazionale più di un lavoratore domestico su quattro ha già compiuto sessant’anni.

La domanda di assistenza, intanto, è destinata ad aumentare. Nel 2024 in provincia di Vicenza vivevano 200.125 persone con almeno 65 anni, pari a circa il 23,4% della popolazione. Bassano, con 42.299 residenti, è uno dei centri più popolosi del Veneto e rappresenta uno dei principali poli di riferimento della Pedemontana. A misurare la pressione sul sistema è anche il numero delle persone che attendono di entrare in una struttura. Nell’Ulss 7 Pedemontana, il territorio sanitario che comprende Bassano, l’infografica elaborata sui dati regionali indica per il 2025 una media di 798 persone in attesa dell’impegnativa di residenzialità. Non si tratta di 798 cittadini bassanesi, ma il dato restituisce comunque la distanza tra le necessità delle famiglie e le risposte disponibili. Nel mezzo restano figli, coniugi e parenti. Quando non si trova una badante e il posto in casa di riposo non arriva, l’assistenza viene assorbita dalla famiglia, spesso mentre i suoi componenti stanno ancora lavorando. Le giornate si riempiono di farmaci da preparare, visite, pasti, telefonate e notti interrotte. Un carico che continua a ricadere soprattutto sulle donne e che può costringere a ridurre l’orario di lavoro o a rinunciare temporaneamente all’occupazione. Per l’anziano che vive solo il rischio non è soltanto sani-

tario. Senza un aiuto quotidiano diminuiscono anche le occasioni di uscire, parlare con qualcuno e mantenere relazioni. La carenza di assistenti familiari finisce così per alimentare l’isolamento, soprattutto nei mesi estivi, quando le reti familiari e di vicinato si assottigliano.

Perché la riduzione dei lavoratori domestici non è soltanto un problema occupazionale. È uno dei punti più fragili del welfare locale e rischia di trasformare la non autosufficienza in solitudine. • Sara Busato

Solitudine dopo i 75 in Veneto: oltre 17mila senza nessuno, serve una rete di comunità

I

l carrello della spesa trascinato da soli il martedì mattina, la fila allo sportello per pagare una bolletta, la sedia vuota accanto nella sala d’attesa del medico di base. Sono i gesti quotidiani di oltre 17mila veneti con più di 75 anni che vivono in completo isolamento: nessun figlio, parente, amico o vicino su cui poter contare. Il dato emerge da un’indagine Istat elaborata sui numeri del 2023 e pubblicata lo scorso febbraio, e a rilanciarlo è lo Spi Cgil del Veneto, che chiede alle istituzioni interventi concreti. Non si tratta di una categoria omogenea. Molti di questi anziani sono autonomi:

escono di casa, sbrigano le incombenze fiscali, si presentano da soli agli appuntamenti sanitari. Ma anche per loro un ricovero, una visita ospedaliera o un imprevisto domestico possono trasformarsi in un ostacolo insormontabile, perché manca chiunque possa accompagnarli o farsi carico del dopo. Per chi invece non è autosufficiente, la solitudine diventa una difficoltà quotidiana, aggravata — nei casi più fragili — da ristrettezze economiche che non consentono di pagarsi un’assistenza adeguata. C’è poi una geografia dell’isolamento. La solitudine pesa di più nelle città medio-grandi, dove il 3,5 per

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cento degli over 75 non ha nessuno intorno, contro il 2,5 per cento dei piccoli comuni e delle zone rurali, dove le relazioni di prossimità nascono con più facilità. Di fronte a questi numeri, il sindacato dei pensionati della Cgil chiede a ogni Comune, grande o piccolo, di censire e monitorare gli anziani soli del proprio territorio, e alle istituzioni pubbliche di coordinare una rete di solidarietà che non lasci nessuno nella condizione di sentirsi abbandonato. Le risorse dei bilanci comunali non sempre bastano a coprire tutti i bisogni, ma alcune risposte costano poco: una rete sociale tra residenti, esperienze di

co-abitazione, l’accoglienza di studenti in casa, un animale da compagnia che tenga viva la giornata. Restano poi i centri per anziani, con le loro attività contro l’isolamento, e — per le amministrazioni con maggiori disponibilità — un servizio di monitoraggio con visite a domicilio o contatti telematici periodici. Perché quel carrello della spesa, la fila allo sportello, la sedia in sala d’attesa smettano di essere gesti da affrontare sempre e soltanto da soli. • (s.b.)

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5 Giovani e anziani/2. Il piano anti-caldo e la rete di vicinato come strumenti di prevenzione

IL CALDO MOLTIPLICA I RISCHI: L’ESTATE PIÙ DIFFICILE NELLE CASE VUOTE

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l caldo entra nelle case in silenzio. Le finestre restano chiuse nelle ore centrali, le tapparelle abbassate, le strade si svuotano. Per molti anziani, però, l’estate non porta soltanto temperature elevate: porta giornate più lunghe, familiari in vacanza, vicini assenti e una solitudine che può trasformare un malessere lieve in un’emergenza. Con le massime destinate a superare abbondantemente i 30 gradi, l’Ulss 7 Pedemontana ha attivato fino al 15 settembre il piano anti-caldo, potenziando l’assistenza ospedaliera e territoriale.

Le raccomandazioni sono quelle ormai note: bere con regolarità, anche senza avvertire lo stimolo della sete, scegliere frutta e verdura, limitare carne, grassi e alcolici, evitare di uscire nelle ore più calde e rinfrescare gli ambienti senza creare sbalzi eccessivi con il condizionatore. Indicazioni semplici, che tuttavia diventano difficili da seguire quando manca qualcuno capace di ricordarle, controllare il frigorifero o accorgersi che una persona non risponde al telefono. È qui che il caldo incontra la solitudine. Un

anziano che vive solo può non percepire subito i segnali della disidratazione, dimenticare di bere o continuare ad assumere farmaci senza chiedere al medico se siano necessarie particolari precauzioni. Stanchezza, capogiri, confusione e perdita di appetito rischiano di essere scambiati per disturbi passeggeri. Se nessuno bussa alla porta, anche il tempo necessario per chiedere aiuto può allungarsi. La fragilità, dunque, non coincide soltanto con una malattia o con l’età avanzata. È anche l’assenza di una rete quotidiana. A Bassano del Grappa la prevenzione passa certamente dai servizi sanitari, dai medici di famiglia e dall’assistenza territoriale, ma chiama in causa l’intera comunità. Una telefonata, una visita, una bottiglia d’acqua portata al vicino del piano di sopra possono diventare gesti di tutela concreta. Farmacisti, amministratori di condominio, commercianti e volontari sono spesso le prime persone in grado di notare un’assenza insolita o un cambiamento nelle abitudini. L’estate rende questo problema più evidente perché molte reti familiari si assottigliano e la città rallenta. Per chi è solo, anche andare a comprare il pane può diventare complicato: il caldo scoraggia le uscite, mentre restare

Il nuovo campo di via Canove contro l’isolamento giovanile

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n pallone che rimbalza su una superficie ancora lucida e sei ragazzi che si contano per fare le squadre. Il nuovo complesso sportivo di via Canove, nel quartiere XXV Aprile (a sud del campo sportivo Baccini e del Pala Angarano), sarà pronto a settembre. Al centro dell’intervento c’è la completa trasformazione dell’attuale spazio di allenamento in un moderno campo da calcio in erba sintetica. Il sindaco di Bassano Nicola Finco lo ha presentato come qualcosa di più di una struttura: un luogo dove i ragazzi imparano a stare in gruppo e a costruire relazioni, e dove l’amministrazione scommette sulla prevenzione. “Investire nello sport significa anche prevenire il disagio giovanile”, ha detto, indicando negli spazi di aggregazione un argine alla solitudine e alle cattive frequentazioni. Secondo l’indagine Espad Italia 2025 dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr calcola che per il 61% degli studenti tra i 15 e i 19 anni la rete sia ormai un ambiente che alimenta isolamento invece di ridurlo. Oltre 50 mila sono già scivolati nel ritiro sociale. Un’altra ricerca del Cnr-Irpps, condotta con l’Istat su un campione di 7.500 studenti fra i 14 e i 19 anni, ha misurato il salto: gli adolescenti che limitano le relazioni al solo contesto scolastico erano il 15% nel 2019, sono diventati il 39,4% nel 2022. Quasi due su cinque. Il punto è che un campo da gioco, da solo, non raggiunge chi è già dentro quel guscio. L’Osservatorio dello Iusve, l’istituto universitario salesiano di Mestre, ha chiesto nel 2025 a un campione di sedici-diciottenni se facessero parte di un’associazione nel tempo libero: ha

chiusi in casa aumenta il senso di isolamento. Il rischio sanitario si somma così a quello sociale, in una spirale fatta di meno movimento, meno incontri e minori occasioni per chiedere aiuto. Il piano anti-caldo è quindi uno strumento indispensabile, ma da solo non basta. Accanto ai bollettini, ai numeri di assistenza e al monitoraggio delle persone fragili serve

una responsabilità diffusa. Conoscere chi vive accanto, chiedere come sta, lasciare un recapito prima di partire può fare la differenza. Perché contro le temperature estreme servono acqua, ombra e cure. Contro la solitudine, invece, la prima protezione resta la presenza degli altri. • Sara Busato

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risposto di sì il 27,8%. Gli altri sette su dieci non frequentano nulla. Sono proprio loro a non presentarsi alle inaugurazioni e a non iscriversi alle società sportive che gestiranno i campi. Chi lavora con gli adolescenti lo ripete da anni: la struttura funziona se dentro c’è qualcuno che chiama i ragazzi per nome, che nota chi ha smesso di venire e va a cercarlo. Altrimenti l’impianto resta a disposizione di chi era già in squadra. Alla fine, restano il pallone e la recinzione nuova. Quanti ragazzi ci sono attorno, e chi va a cercare quelli che non ci sono, è la parte che non si inaugura. • (s.b.)

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PRIMO PIANO

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Il caso. Sostenuta in Commissione Giustizia la riapertura del presidio soppresso nel 2012

TRIBUNALE DELLA PEDEMONTANA, BASSANO PORTA LA BATTAGLIA FINO A ROMA L a richiesta di restituire a Bassano del Grappa un presidio giudiziario è approdata nuovamente a Roma, dove la Commissione Giustizia ha dedicato un’audizione al progetto del tribunale della Pedemontana. Un confronto che ha riportato al centro del dibattito nazionale le conseguenze della soppressione del vecchio tribunale bassanese e la necessità, sostenuta dall’amministrazione comunale e dal Comitato promotore, di garantire servizi più vicini ai cittadini e alle imprese di un’area economicamente e demograficamente rilevante. A rappresentare le ragioni di Bassano sono intervenuti il sindaco Nicola Finco, l’avvocato Francesco Savio per il Comitato e Carmelo Ruberto, già procuratore della Repubblica presso il tribunale cittadino. I tre hanno illustrato gli elementi a favore della riapertura, richiamando il funzionamento del precedente presidio, la disponibilità di strutture già destinate alla giustizia e il peso di un territorio che comprende una parte significativa della

Pedemontana veneta. Il confronto è stato serrato. Antonio D’Alessio di Azione ha ricordato la contrarietà espressa dagli Ordini degli avvocati e da alcuni sindaci dell’Alto Vicentino, osservando che in Italia esistono altre realtà con esigenze analoghe e una condivisione territoriale più ampia. Rachele Scarpa del Partito democratico ha chiesto chiarimenti soprattutto sulle dimensioni del futuro tribunale e sugli organici necessari per renderlo operativo. Anche Erik Pretto, recentemente passato a Forza Italia, ha sollevato interrogativi sui pareri negativi formulati dall’Associazione nazionale magistrati e da una parte degli amministratori vicentini. Finco ha replicato ricordando che numerosi consigli comunali si sono già espressi favorevolmente. Secondo il sindaco, gli amministratori contrari possono sottoporre la questione alle rispettive assemblee e verificare la posizione ufficiale delle comunità rappresentate. Il primo cittadino ha poi ribadito che la riforma del 2012 cancellò un tribunale

efficiente, attivo in un’area strategica e con una forte domanda di servizi giudiziari. Bassano, ha sostenuto, non chiede un trattamento di favore, ma una valutazione fondata sulle caratteristiche del territorio e sulle reali necessità della popolazione. Parallelamente all’audizione, la Giunta bassanese ha approvato un atto di indirizzo a sostegno dell’istituzione del tribunale della Pedemontana. Il documento sarà inviato alla presidenza del Consiglio, al ministro della Giustizia, ai presidenti di Camera e Senato, al presidente della Regione Veneto, ai parlamentari del

territorio, alle Province di Vicenza, Padova e Treviso e ai rispettivi consiglieri regionali. L’amministrazione sottolinea che la chiusura del tribunale di Bassano ha riversato un numero maggiore di procedimenti su quello di Vicenza, aggravandone i carichi di lavoro e le difficoltà organizzative. Una concentrazione che avrebbe inciso sui tempi della giustizia e reso meno agevole l’accesso ai servizi per cittadini, professionisti e imprese della Pedemontana. Tra gli argomenti più forti del fronte favorevole figura la disponibilità immediata

degli immobili. Bassano dispone infatti di un complesso di circa 11 mila metri quadrati formato da Palazzo Antonibon, già sede del tribunale civile, Palazzo Cerato, che ospitava la Procura della Repubblica, e dalla più recente Cittadella della Giustizia. Secondo il Comune, queste strutture permetterebbero di riattivare il presidio senza affrontare gli ingenti investimenti immobiliari necessari in altri territori. L’audizione non ha chiuso la partita. Restano da sciogliere i nodi relativi agli organici, alla sostenibilità organizzativa e alla condivisione con l’Alto Vicentino. Per Bassano, tuttavia, il passaggio parlamentare rappresenta un nuovo avanzamento di una battaglia iniziata dopo la riforma del 2012. La città punta ora a trasformare il sostegno politico e istituzionale raccolto in una decisione concreta, riportando nella Pedemontana un servizio considerato essenziale per l’intero territorio. • Paola Bigon

PROVINCIA, CENTRATO L’OBIETTIVO PNRR: SPESO IL 100% DELLE RISORSE

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nrr: sfida vinta per la Provincia di Vicenza sull’utilizzo dei fondi destinati all’edilizia scolastica nel territorio. L’Ente ha speso il 100% delle risorse assegnate rispettando le scadenze imposte dall’Europa: una cifra che sfiora i 38 milioni di euro (5,5 milioni di euro di fondi propri), che si è tradotta in 14 interventi che hanno cambiato il volto delle scuole superiori vicentine, migliorandone sicurezza sismica, efficienza energetica e vivibilità degli spazi. Dei 14 interventi previsti, 13 sono già stati conclusi entro la data limite del 30 giugno 2026, mentre

un cantiere, a Nove, ha ottenuto una proroga al 31 agosto. L’attenzione della Provincia di Vicenza nei confronti dell’edilizia scolastica superiore non termina però con i fondi Pnrr: sono già circa 20 milioni di euro destinati a tre istituti: il Masotto di Noventa, il Boccioni di Valdagno e lo Scotton di Breganze. Il dettaglio dei 14 interventi sul territorio: Istituto Superiore di Lonigo; Liceo “Quadri” (Vicenza); Istituto Parolini (Bassano del Grappa); Istituto “Montagna” (Vicenza); ITS “Galilei” (Arzignano); Questi interventi sono stati realizzati a scuole

“aperte”, cercando di creare il minore disagio possibile in modo da permettere il regolare svolgimento delle lezioni. Liceo “Martini” (Schio); Istituto “Artusi” (Recoaro Terme); Ipsia “Garbin” (Schio); Sport e palestre scolastiche: Palestra Licei “Lioy” e “Pigafetta” (Vicenza); Ipsia “Garbin” (Thiene); Ita “A. Trentin” (Lonigo); Palazzetto dello Sport “PalaSoldà” (Valdagno); Cantiere in fase finale: Ita “De Fabris” (Nove). • (m.d.v.)

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ATTUALITÀ

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L’emergenza. Siccità, risorgive impoverite e concentrazioni elevate di ozono delineano un quadro sempre più preoccupante

Brenta in sofferenza, il caldo record mette sotto pressione Bassano T

Siccità e caldo record, Etra invita a ridurre i consumi d’acqua

I

l Brenta soffre e con il fiume entra in difficoltà l’intero territorio bassanese. Le temperature eccezionalmente elevate e le precipitazioni insufficienti degli ultimi mesi hanno determinato una sensibile riduzione della portata, aumentando la pressione sull’agricoltura, sulle falde e sugli ecosistemi fluviali. All’inizio di agosto, a Bassano del Grappa, il Brenta registrava una portata di circa 31 metri cubi al secondo, ben al di sotto dei 44 metri cubi ritenuti necessari per garantire contemporaneamente l’equilibrio ambientale e le esigenze irrigue. Un dato che fotografa una crisi idrica ormai concreta, anche se il fiume non si presenta completamente in secca. Il problema non riguarda soltanto il livello dell’acqua visibile lungo l’alveo. La riduzione della portata limita le risorse destinate ai canali irrigui, impoverisce le falde e contribuisce al prosciugamento delle risorgive. Già dalla fine di giugno il Consorzio di bonifica Brenta aveva avviato manovre straordinarie per distribuire l’acqua disponibile e contenere i danni alle coltivazioni. Agricoltori e allevatori si trovano infatti a dover aumentare i consumi proprio nel momento in cui la risorsa diventa più scarsa. A rendere ancora più difficile la situazione è l’andamento delle temperature. Secondo

Arpav, luglio 2026 è stato il quarto luglio più caldo degli ultimi 35 anni in Veneto, con una temperatura media superiore di 2,1 gradi rispetto alla norma. Anche giugno era stato eccezionalmente caldo, accompagnato da precipitazioni inferiori del 15 per cento rispetto alla media climatica. Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto le temperature hanno raggiunto diffusamente i 36-39 gradi, con punte vicine ai 40. Alle massime elevate si sono aggiunte numerose notti tropicali, durante le quali i valori non sono scesi sotto i 20 gradi, riducendo la possibilità di recupero per le persone più fragili e per la vegetazione. Il caldo persistente produce conseguenze anche sulla qualità delle acque. Quando la portata diminuisce, la temperatura del fiume aumenta, l’ossigenazione si riduce e cresce la concentrazione delle sostanze inquinanti. Pesci e altri organismi acquatici sono così esposti a condizioni più difficili, mentre il disseccamento della vegetazione incrementa il rischio di incendi. L’emergenza riguarda anche la qualità dell’aria. Il 31 luglio la centralina Arpav di Bassano ha rilevato una concentrazione massima di ozono pari a 190 microgrammi per metro

cubo, oltre la soglia di informazione fissata a 180. Il superamento è durato due ore. Non è stata raggiunta la soglia di allarme, ma il dato evidenzia gli effetti della combinazione tra alte temperature, forte insolazione e ristagno dell’aria. Le eventuali piogge temporalesche possono offrire un sollievo momentaneo, ma non sono sufficienti a ricostituire le riserve. Spesso l’acqua cade in modo intenso, scorre velocemente verso valle e penetra poco nel terreno. Il quadro bassanese resta quindi delicato: il Brenta deve sostenere contemporaneamente le necessità dell’agricoltura, gli equilibri naturali e gli utilizzi civili, mentre il cambiamento climatico rende sempre più frequenti e prolungate le fasi di caldo e siccità. • Alessia Longin

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emperature eccezionali e siccità stanno mettendo sotto pressione le riserve idriche del territorio. Di fronte agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, l’acqua non può più essere considerata una risorsa illimitata. Etra richiama quindi istituzioni, amministrazioni e cittadini alla responsabilità, chiedendo un impegno comune per tutelare le disponibilità destinate agli usi prioritari. «Come gestori del servizio idrico integrato siamo in prima linea con azioni concrete», sottolinea il presidente di Etra, Flavio Frasson. L’azienda monitora costantemente le fonti di approvvigionamento, interviene nella ricerca e riparazione delle perdite, sostituisce le condotte più datate e realizza collegamenti tra le reti per disporre di fonti alternative. L’obiettivo è ridurre gli sprechi infrastrutturali e assicurare la continuità del servizio anche nelle fasi di maggiore stress idrico. «Lo sforzo tecnico ed economico – aggiunge Frasson – non può però bastare senza un cambiamento nei consumi quotidiani delle comunità». Etra sta collaborando con i sindaci, invitandoli a valutare provvedimenti per limitare l’impiego di acqua potabile nelle attività non essenziali, e ha avviato una campagna informativa

dedicata ai comportamenti sostenibili. Tra le indicazioni vi sono l’irrigazione di orti e giardini soltanto nelle ore serali o notturne e la riduzione del lavaggio di cortili, piazzali, vialetti e automobili. In questa fase è inoltre raccomandato evitare il riempimento di piscine, fontane ornamentali e vasche da giardino. Anche dentro casa sono sufficienti semplici accorgimenti. Prima di partire per le vacanze è opportuno chiudere il rubinetto centrale, controllare eventuali perdite da rubinetti e scarichi e verificare che non vi siano dispersioni. Nella vita quotidiana è preferibile scegliere la doccia al bagno, chiudere l’acqua mentre ci si insapona e conservarla in frigorifero anziché lasciarla scorrere in attesa che diventi fresca. Lavatrice e lavastoviglie dovrebbero essere utilizzate soltanto a pieno carico, privilegiando i programmi Eco. Etra invita infine a verificare e rispettare le ordinanze comunali sul risparmio idrico. Piccoli gesti, se adottati da migliaia di persone, possono produrre un risultato significativo: proteggere l’acqua oggi significa garantire sicurezza e benessere al territorio anche in futuro. • (a.l.)

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ATTUALITÀ

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Sanità. Presentati i risultati del percorso avviato a giugno

Ulss 8 Berica, liste d’attesa in calo e più attività P rosegue il percorso di riorganizzazione avviato dall’Ulss 8 Berica con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa e potenziare l’offerta sanitaria. I risultati sono stati illustrati nel corso del Collegio di Direzione dell’azienda sanitaria, al quale ha preso parte anche l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa. L’incontro rappresenta la prosecuzione del confronto avviato lo scorso giugno tra la Direzione strategica e i Dipartimenti aziendali, con una serie di tavoli dedicati ad affrontare le criticità organizzative e a rafforzare la collaborazione tra le diverse strutture. Nel corso delle riunioni con le Unità operative complesse sono state riviste le schede di budget e raccolte le richieste relative al fabbisogno di personale e agli investimenti. Il percorso ha portato all’assunzione di otto medici e undici infermieri, inserimenti che, secondo l’azienda, hanno già contribuito ai miglioramenti registrati.

I dati presentati evidenziano una riduzione dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie e un incremento dell’attività ambulatoriale, cresciuta del 1,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’assessore regionale Gino Gerosa ha evidenziato come i risultati confermino l’efficacia del lavoro avviato nelle scorse settimane, ringraziando la Direzione

strategica e tutti i professionisti dell’Ulss 8 Berica per l’impegno profuso e ribadendo il sostegno della Regione alle aziende sanitarie per garantire servizi sempre più efficienti ai cittadini. Anche il direttore generale Peter Assembergs ha sottolineato che il calo delle liste d’attesa rappresenta il primo effetto concreto del confronto avviato

con i Dipartimenti, attribuendo il risultato al lavoro svolto quotidianamente dal personale sanitario e amministrativo. Valutazioni positive sono arrivate anche dai direttori dei Dipartimenti. Roberto Saetti, alla guida del Dipartimento di Chirurgie Specialistiche, ha osservato che i primi risultati confermano la validità del percorso intrapreso e che gli incontri con le strutture operative hanno favorito un clima di collaborazione più costruttivo. Cristiano Finco, direttore del Dipartimento Area Chirurgica, ha ricondotto i progressi al lavoro svolto dal personale dell’azienda e al ritrovato equilibrio organizzativo. Anche Claudio Bilato, direttore del Dipartimento Cardiovascolare, ha espresso fiducia nel percorso avviato, ritenendo che i primi segnali siano incoraggianti. Sul fronte amministrativo, il direttore del Dipartimento Amministrativo, Filippo Paccanaro, ha spiegato che è stata avviata una riorganizzazione dei processi finalizzata a migliorare la

programmazione degli investimenti e a rafforzare la collaborazione tra l’area amministrativa e i professionisti sanitari. Una posizione più prudente è stata invece espressa dal direttore del Dipartimento di Urgenza-Emergenza, Vinicio Danzi, che ha preferito non formulare valutazioni in attesa di ulteriori chiarimenti sulla gestione dei Pronto soccorso, considerata particolarmente delicata. La direttrice del Distretto Est, Chiara Marangon, e il referente della specialistica ambulatoriale interna, Francesco Conzada, hanno infine evidenziato la necessità di proseguire il lavoro di definizione dei percorsi assistenziali territoriali, anche in vista dell’attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità. Quasi 2,8 milioni di euro per riqualificare la parte sud del complesso, destinata al social housing e alla nuova sede della Protezione civile. • Redazione Bassano

Ex Caserma Fincato, cantieri verso il traguardo entro la fine dell’anno

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roseguono i lavori di riqualificazione dell’ex Caserma Fincato, uno dei principali progetti di rigenerazione urbana avviati a Bassano del Grappa. Nei giorni scorsi il sindaco Nicola Finco e l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Viero hanno effettuato un sopralluogo per verificare l’avanzamento dei cantieri, che secondo il programma dell’amministrazione dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno. Il recupero del complesso era già iniziato con la ristrutturazione del blocco centrale, reso pienamente utilizzabile attraverso la realizzazione dei nuovi impianti elettrici e idrotermosanitari. L’intervento si concentra ora sulla parte meridionale dell’ex presidio militare, destinata ad

assumere nuove funzioni sociali e operative. «In queste settimane le imprese stanno lavorando e abbiamo un investimento di quasi 2 milioni e 800 mila euro per la riqualificazione della parte sud di questo importante compendio», ha spiegato Finco. Gli spazi ospiteranno appartamenti di social housing rivolti alle persone fragili e alle famiglie in difficoltà, oltre alla nuova sede della Protezione civile. Una risposta che il Comune considera particolarmente importante di fronte alla crescita delle richieste di sostegno legate all’emergenza abitativa. L’amministrazione ha inoltre partecipato a un bando europeo per ottenere circa 2 milioni di euro aggiuntivi, che permetterebbero di

realizzare all’interno dell’area anche il nuovo archivio comunale. L’obiettivo è trasformare progressivamente l’ex caserma in un polo di servizi capace di rispondere alle esigenze della comunità. Parallelamente sono in corso le sistemazioni degli spazi esterni. «L’investimento complessivo è di 700 mila euro e servirà a garantire tutti i sottoservizi, dall’illuminazione pubblica allo smaltimento delle acque meteoriche, fino alla fognatura», ha precisato l’assessore Viero, confermando il completamento delle opere entro la fine del 2026 • (P.b.)

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ATTUALITÀ

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La candidatura. Finco: «Costruiremo un progetto concreto e autentico, capace di valorizzare l’identità e indicare una direzione per il futuro»

Bassano Capitale italiana della Cultura 2029, raccolte 87 idee per costruire il dossier

S

ono 87 le proposte progettuali presentate attraverso la “Call for Ideas” promossa dall’Amministrazione comunale per coinvolgere la città nella costruzione del dossier di candidatura di Bassano del Grappa a Capitale italiana della Cultura 2029. Un risultato che conferma la partecipazione attiva del territorio e la volontà di contribuire alla definizione della Bassano del futuro. Le idee sono emerse dagli incontri organizzati nei mesi di maggio e luglio con i tavoli di lavoro riuniti al Museo civico, dalle attività del Tavolo Agenda Giovani e dalle proposte spontanee avanzate da cittadini, associazioni e gruppi. Un percorso di ascolto che ha permesso di raccogliere contributi diversi, destinati ora a essere analizzati e messi in relazione con gli obiettivi e le linee guida della candidatura. La fase di valutazione servirà a individuare i temi ricorrenti, le possibili connessioni tra i progetti e gli elementi più utili alla costruzione del programma culturale. L’obiettivo non sarà quindi inserire automaticamente tutte le proposte nel dossier, ma farle dialogare all’interno di

una visione complessiva, coerente con l’identità della città e con le prospettive di sviluppo del territorio. Da una prima analisi emerge un quadro particolarmente articolato, sia per la varietà degli argomenti affrontati sia per la pluralità dei soggetti coinvolti. Numerose proposte considerano la cultura non soltanto come produzione artistica, ma come leva per attivare processi di rigenerazione urbana, partecipazione e inclusione. Tra i temi maggiormente presenti figurano l’accessibilità, il protagonismo dei giovani, il rapporto con il mondo produttivo, la valorizzazione degli spazi e il legame tra Bassano e il territorio circostante. «Fin dall’inizio il nostro compito è stato ascoltare e raccogliere le idee nate dal territorio, coinvolgendo associazioni, cittadini e tutti coloro che hanno partecipato attivamente a questa prima fase», sottolinea il sindaco Nicola Finco. «L’elevato numero di progetti ricevuti testimonia il grande lavoro svolto nella fase preliminare e la condivisione degli obiettivi della candidatura». Per il primo cittadino, le 87 proposte

Bassano sfida Bardolino per la Cultura 2029, a confronto due modelli turistici

B rappresentano anche una responsabilità nei confronti di quanti hanno dedicato tempo, competenze e passione al progetto. Nei prossimi mesi il Comune lavorerà alla selezione e all’integrazione dei contributi, con l’obiettivo di presentare una candidatura solida e credibile. «Non vogliamo realizzare un libro dei sogni – conclude Finco – ma un progetto concreto e autentico, espressione della storia e dell’identità di Bassano del Grappa, capace soprattutto di indicare una direzione chiara per il futuro». • Paola Bigon

assano del Grappa e Bardolino sono le due candidate venete al titolo di Capitale italiana della Cultura 2029. Due realtà molto diverse, come mostrano i dati turistici regionali del 2025, che rappresentano però soltanto il punto di partenza di una sfida destinata a giocarsi soprattutto sulla qualità dei dossier. Bardolino può contare sulla forza del Garda e su una macchina turistica consolidata: oltre 513 mila arrivi e 2,5 milioni di presenze, generate per quasi il 90% da visitatori stranieri. La Germania domina nettamente, seguita da Paesi Bassi, Regno Unito, Austria e Danimarca. La candidatura punta a integrare questi flussi con una proposta fondata sul paesaggio, sulla storia del lago e sulle tradizioni locali. Bassano presenta invece proprio il profilo culturale di una città d’arte. Nel

2025 ha registrato quasi 95 mila arrivi e circa 189 mila presenze, distribuite in modo equilibrato tra turisti italiani e stranieri. La permanenza più breve riflette un turismo culturale, escursionistico e di prossimità, attratto dal Ponte, dai Musei civici, dalle opere di Jacopo Bassano e Canova, dalla tradizione remondiniana e da Operaestate. A distinguere il progetto bassanese è anche il percorso partecipativo: la “Call for Ideas” ha raccolto 87 proposte da cittadini, associazioni e operatori. Entro il 23 settembre dovrà essere consegnato il dossier definitivo, mentre la proclamazione è prevista entro marzo 2027. I numeri favoriscono Bardolino, ma saranno visione, solidità e capacità progettuale a decidere la sfida. • (p.b.) Messaggio Pubbliredazionale

Bando “Il Veneto Artigiano 2026”

Sintonizzati Tsul

La Regione Veneto mette a disposizione 3 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese artigiane re milioni di euro per accompagnare gli investimenti delle imprese artigiane venete e favorirne la crescita, la modernizzazione e la transizione tecnologica. È questa la dotazione del bando regionale Il Veneto Artigiano 2026, rivolto alle aziende artigiane con sede operativa in Veneto e regolarmente iscritte all’Albo delle Imprese Artigiane istituito presso la CCIAA competente per territorio. “Le imprese artigiane rappresentano un patrimonio produttivo capace di creare occupazione, innovazione e valore in ogni territorio” osserva Sandro Venzo, presidente del Raggruppamento Bassano del Grappa di Confartigianato Imprese Vicenza. “In questa fase di incertezza e instabilità gli artigiani non posso però essere lasciati soli: SCARICA servono strumenti L’APP che li aiutino nei percorsi RADIO di investimento necessari per VENETO24 SUL TUO SMARTPHONE affrontare le nuove sfide della competitività, incentivando l’ammodernamento delle aziende” conclude Venzo. Gli investimenti finanziabili riguardano l’acquisto di macchinari, impianti produttivi, attrezzature, hardware nuovi di fabbrica (anche in lea-

sing), software, la realizzazione di siti web ed e-commerce, arredi nuovi di fabbrica, opere murarie e di impiantistica, impianti alimentati da fonti rinnovabili, la riqualificazione e potenziamento dei sistemi e degli apparati di sicurezza, gli autocarri a esclusivo uso aziendale e altri interventi funzionali alla crescita delle imprese e alla transizione tecnologica e organizzativa. Le spese devono essere sostenute e pagate interamente a partire dal 1° giugno 2026. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese ammissibili. Le risorse sono suddivise in parti uguali tra due diverse linee di intervento: la prima dedicata alla generalità delle imprese artigiane, la seconda invece riservata alle aziende guidate da Maestri Artigiani iscritti nell’elenco regionale al 30 giugno 2026. Nel caso della Linea Ordinaria, per ciascun progetto il contributo potrà raggiungere un massimo di 60.000 euro, a fronte di una spesa minima di 20.000 euro. Per quanto riguarda invece la Linea Maestri Artigiani, il contributo massimo concedibile è pari a 30.000 a fronte di una spe-

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.

sa minima di 10.000 euro. L’assegnazione delle risorse non seguirà l’ordine cronologico di presentazione delle richieste. I progetti saranno selezionati attraverso una procedura valutativa a graduatoria, che prevede la redazione di una graduatoria provvisoria formata mediante l’attribuzione automatica di un punteggio basato sulla rispondenza del progetto a specifici criteri di priorità indicati nel bando. Saranno premiate in particolare le iniziative capaci di generare nuova occupazione stabile e qualificata, favorire l’assunzione di giovani, ricercatori e persone con disabilità e sostenere l’imprenditoria giovanile e femminile. Ulteriori elementi premianti riguarderanno le misure adottate dalle imprese per facilitare la conciliazione tra vita privata e lavoro. Le richieste di contributo dovranno essere inviate esclusivamente online attraverso il portale SIU della Regione del Veneto. La procedura sarà aperta dalle ore 10.00 di martedì 8 settembre 2026 alle ore 12.00 di martedì 29 settembre 2026.

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È possibile manifestare il proprio interesse e richiedere la consulenza di Confartigianato Imprese Vicenza compilando il modulo di contatto disponibile sul sito

www.confartigianatovicenza.it (sezione Servizi – Bandi e opportunità)

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ECONOMIA

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La collaborazione. Sindaci e Confartigianato uniti per avviare un tavolo permanente sul futuro del bassanese

Sindaci e Confartigianato fanno squadra per il futuro del territorio B assano del Grappa al centro del confronto tra amministrazioni locali e mondo produttivo. Il ristorante Ca’ 7 ha ospitato l’incontro conviviale tra i sindaci del territorio e la Consulta del Raggruppamento di Confartigianato Imprese Vicenza, occasione per fare il punto sull’economia locale e avviare nuove forme di collaborazione.

Ad accogliere i dieci primi cittadini è stato il presidente del Raggruppamento Sandro Venzo, che ha sottolineato il valore di un appuntamento ormai consolidato. A nome degli amministratori, il sindaco di Bassano Nicola Finco ha riconosciuto a Confartigianato il costante impegno a sostegno del tessuto socioeconomico, la capacità di dialogare con istituzioni ed enti

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locali e l’azione propositiva a favore delle imprese. Venzo ha quindi analizzato il difficile quadro internazionale, segnato dall’aumento dei costi dell’energia e dei trasporti in diverse aree del mondo. Fattori che rendono più complessa la programmazione e rischiano di penalizzare soprattutto le aziende inserite nelle filiere internazionali, con conseguenze sull’intero sistema produttivo bassanese.

Dall’incontro è emersa la proposta di istituire un tavolo permanente tra i Comuni e la Consulta del Raggruppamento, con appuntamenti periodici durante l’anno per individuare priorità, affrontare le criticità e costruire una visione condivisa dello sviluppo territoriale. Confartigianato ha inoltre invitato le amministrazioni a promuovere iniziative dedicate alle imprese meritevoli, seguendo esperienze come “Rosà che lavora”, il

“Premio Valore Lavoro” di Cartigliano e “Tezze Città del Fare”. Alla serata hanno partecipato i sindaci di Bassano, Cartigliano, Cassola, Enego, Mussolente, Pove, Romano d’Ezzelino, Rosà, Tezze sul Brenta e Valbrenta. A ciascuno è stato consegnato il Bilancio delle attività 2025 di Confartigianato Imprese Vicenza. • Alessia Longhin

Nuovo headquarter per Peserico

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opo quasi un anno di lavori il quartier generale di Peserico, una delle aziende italiane dell’alta moda più conosciute al mondo, è tornato a splendere di luce propria, grazie ad una ristrutturazione, pressoché totale, con un investimento di vari milioni di euro. Oggi, a Cornedo Vicentino, il sito produttivo e logistico di Peserico dispone di alta tecnologia in tutti i suoi settori, con spazi radicalmente ripensati sia nelle postazioni lavorative che nelle sale riunioni, nelle zone shooting, showroom, uffici direzionali e in tutto ciò dove lavorano ben 280 dipendenti. La rioccupazione dei locali che hanno fatto la storia della società, ha portato a nuovi entusiasmi, a dare ancor più vigore alle operazioni di allargamento produttivo e commerciale. L’inizio di questo 2026 ha visto il management di Peserico impegnato, come accade da molti anni, in un programma retail che ha coinvolto alcune delle più belle location del mondo. Dopo le aperture degli store di Dubai e Miami, il brand vicentino è sbarcato a Doha in Qatar e ad Hong Kong portando a ben 110 i negozi a proprio marchio tra quelli a gestione diretta, franchising e in partnership. “Il retail è per noi importantissimo”, sostiene Riccardo Peruffo, Ceo di Confezioni Peserico, “perché ci permette di avere un rapporto diretto con la clientela, seguendola passo dopo passo, presentando le novità, consigliandola nel modo più opportuno. Proprio per questo abbiamo preparato un team di

persone molto qualificato che sta dando ottimi risultati. Nei prossimi mesi apriremo altre nostre boutiques, in Francia, in Spagna e sicuramente a Montecarlo senza dimenticare le già annunciate aperture a Jeddah, Riyadh e San Francisco”. Peserico ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di oltre 130 milioni di euro, + 5% rispetto all’anno precedente. L’azienda ha anche annunciato che sta potenziando anche l’accessorio di alta pelletteria, dalla borsa alla scarpa. • Lieta Naccari


CULTURA

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Spettacoli. La quarantaseiesima edizione del festival prosegue fino al 12 settembre con oltre cento appuntamenti

OPERAESTATE, BASSANO CAPITALE DELLA DANZA TRA ENERGIA, RITO E RIVOLUZIONE DEI CORPI B L assano del Grappa torna a essere una delle tappe più importanti nel panorama dei festival estivi italiani. Fino al 12 settembre la città e la Pedemontana veneta ospitano la quarantaseiesima edizione di Operaestate Festival Veneto, con un programma che riunisce oltre cento spettacoli di teatro, musica, circo e danza. Un cartellone diffuso, capace di trasformare teatri, piazze e luoghi d’arte in spazi di incontro tra pubblico, artisti e territorio. Uno dei momenti centrali della manifestazione sarà B.Motion, il festival nel festival in programma dal 21 al 30 agosto e dedicato ai linguaggi della contemporaneità. L’edizione 2026 rivolgerà un’attenzione particolare alle scene artistiche della Svizzera e della Lituania, rafforzando la vocazione internazionale di Operaestate e il suo ruolo di osservatorio sulle nuove forme dello spettacolo dal vivo. La danza si conferma il cuore pulsante della rassegna. Grazie alla cura di Michele Mele e alla direzione di Rosa Scapin, il festival mette in dialogo autori affermati e talenti emergenti, offrendo spazio alla ricerca, alla sperimentazione e alla produzione. Tra i protagonisti figurano Daniele Albanese, Michele Di Stefano, Giulia Cannas, Dovydas Strimaitis, Sara Sguotti, Elisa Sbaragli, Elena Antoniou, Roberto Zappalà, Chiara Bersani e Fotini Stamatelopoulou. Particolarmente significativo è anche il ritorno del collettivo Dance Well, formato da persone con il Parkinson, con una nuova produzione che ribadisce il valore inclusivo e trasformativo del movimento. Tra le proposte di maggiore impatto emerge “Irresistible Revolution” della coreografa argentina Ayelen Parolin. Lo spettacolo recupera l’anima festosa del carnevale di Buenos Aires e si lascia attraversare dai ritmi della murga e della cumbia. Dodici interpreti entrano in scena in silenzio, tenendosi per mano come in un’antica carola medievale. Da quella figura iniziale prende vita un crescendo di gesti, accelerazioni e movimenti vorticosi, che conduce i danzatori verso lo sfinimento e una condizione vicina alla trance. Quella che appare come un’esplosione spontanea di energia nasce in realtà da una composizione rigorosa e di estrema precisione. Vestiti con colorati completi sportivi, i corpi oscillano continuamente tra controllo e abbandono, accompagnati dalle percussioni di Benoist Esté Bouvot. La danza si trasforma così in

un rito collettivo, catartico e liberatorio, attraverso il quale la comunità sembra cercare una risposta al disordine e alle inquietudini del presente. Il lavoro di Parolin si inserisce in una corrente della coreografia contemporanea che restituisce al corpo una funzione quasi salvifica. Spettacoli come “Dance People” di Omar Rajeh, “Crowd” di Gisèle Vienne, “Delirious Night” di Mette Ingvartsen, “Room With a View” del collettivo LA(HORDE) e “In girum imus nocte et consumimur igni” di Roberto Castello condividono la ricerca di una dimensione rituale, sospesa tra esperienza sciamanica e

teatro dionisiaco. Il caos diventa uno strumento per ritrovare un ordine possibile, mentre lo spettatore è coinvolto non soltanto sul piano intellettuale, ma anche fisico ed emotivo. Operaestate rinnova così la propria capacità di unire ricerca artistica, partecipazione e valorizzazione del patrimonio locale. Per tutta l’estate Bassano del Grappa si conferma un punto di riferimento internazionale per la danza contemporanea, luogo nel quale i corpi diventano linguaggio, energia condivisa e strumento di rivoluzione. • Alessia Longhin

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Il generale Rispoli a Bassano, viaggio nei luoghi simbolo della memoria nazionale a tutela dei luoghi della memoria e la valorizzazione del patrimonio storico sono state al centro della visita istituzionale compiuta a Bassano del Grappa dal generale di Corpo d’Armata Andrea Rispoli, capo dell’Ufficio per la tutela della cultura e della memoria della Difesa. Il percorso è iniziato a Palazzo Roberti, edificio che ospitò Napoleone Bonaparte tra l’8 settembre 1796, giorno della Battaglia di Bassano, e il 10 marzo 1797. Da qui il giovane generale francese predispose alcune delle operazioni militari decisive della Prima Campagna d’Italia. Rispoli è stato poi ricevuto dal sindaco Nicola Finco nel Palazzo comunale, affacciato su Piazza della Libertà e affiancato dalla storica Loggia con le raffigurazioni dei Dogi della Serenissima e dei Podestà che governarono la città. Durante l’incontro sono state approfondite le possibilità di collaborazione tra il Comune e l’Ufficio della Difesa per promuovere la conoscenza della storia, soprattutto tra le nuove generazioni. La visita è proseguita al Museo civico, dove la direttrice Barbara Guidi ha illustrato le collezioni custodite nel più antico museo del Veneto. La giornata si è conclusa al Museo degli Alpini e sul Ponte Vecchio, il capolavoro ligneo progettato da Andrea Palladio, più volte distrutto e ricostruito, divenuto simbolo della città e della memoria legata agli Alpini, al Veneto e al Monte Grappa. «Bassano rappresenta un esempio straordinario di come storia, cultura e memoria possano convivere nel tessuto di una comunità», ha dichiarato Rispoli. «Dalla stagione napoleonica alle testimonianze della Grande Guerra, la città custodisce un patrimonio che appartiene all’intera Nazione. Conservarlo significa rafforzare la consapevolezza della nostra storia e trasformare la memoria in un impegno verso il futuro». Il generale ha infine ringraziato il sindaco, l’Amministrazione comunale e le istituzioni culturali cittadine per l’attività di tutela svolta. La visita ha preceduto la sua partecipazione alle celebrazioni al Sacrario militare del Monte Grappa, confermando il profondo legame storico tra Bassano e il Massiccio. • (a.l.)


SPORT

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Serie D/1. Ecco i nuovi volti della squadra di Zecchin

BASSANO, QUALITÀ E AMBIZIONE: IL MERCATO GIALLOROSSO PRENDE FORMA D opo un campionato chiuso con un buon ottavo posto, il Bassano ripartirà dalle sue certezze senza stravolgere il progetto tecnico. La conferma in panchina di Gianpietro Zecchin e del direttore sportivo Antonio Mandato ha rappresentato il primo tassello di una programmazione che punta a consolidare quanto di buono è stato fatto nelle ultime stagioni. Il mercato in entrata sta seguendo una linea precisa: esperienza, ma anche gioventù, per alzare il tasso tecnico della squadra. Due acquisti importanti in difesa che andranno a rinforzare il reparto guidato dal capitano Alberto Marchiori: dal Mestre è arrivato Gregorio Zanella, centrale mancino classe 2001, reduce da un’annata da protagonista in Serie D. Con alle spalle esperienze tra Montecchio, Luparense e Arzignano, porta centimetri, fisicità e conoscenza della categoria: “Qui c’è grande professionalità e tanta voglia di fare bene. Il mister? Ne ho sentito dire un gran bene, mi piace il suo calcio e non vedo l’ora di lavorare con lui”, ha

Pol Garcia Tena, @foto Fc Bassano

raccontato presentandosi alla piazza. Accanto a lui, il Bassano ha messo a segno un innesto di grande esperienza con Pol Garcia Tena. Cresciuto nella Juventus, il difensore spagnolo ritrova il direttore sportivo Antonio Mandato, già conosciuto ai tempi del Vicenza,

dopo una carriera costruita tra Serie B e Serie C con le maglie di Vicenza, Como, Cremonese, Latina, Crotone e Trento, oltre ad alcune esperienze all’estero. Leadership e mentalità vincente in uno spogliatoio ricco di giovani: “Ho rifiutato altre proposte, anche dalla Serie C, per venire qui, dove mi lega sicuramente un rapporto familiare, ma soprattutto mi hanno convinto il blasone e la serietà della società, il progetto e le ambizioni, con la speranza di tornare con il Bassano tra i professionisti”, ha dichiarato Garcia Tena. Il futuro del Bassano, però, passa anche dai giovani talenti. Tra le novità figura Davide Kola, centrocampista italo-albanese classe 2008 arrivato dall’Este. Iniezione di qualità poi con il brasiliano di 18 anni Enzo Knittel, centrocampista avanzato nativo di Sorocaba nello stato di San Paolo, che ha già giocato con la squadra locale nel campionato paulista. Più esperto, ma comunque giovane, il 2004 Filippo Mozzo. Arriva dal Vigasio, è considerato un “motorino” del centrocampo: “Sono certo che, con la rosa

allestita dalla società, ci toglieremo grandi soddisfazioni. Sappiamo bene che la categoria è complicata e ricca di squadre attrezzate, ma la chiave del successo sarà la nostra capacità di fare gruppo per superare ogni ostacolo”.

Il colpo in attacco ha il nome e il cognome di Davide Aloia, ariete di 1.90, ex Este, protagonista due anni fa con la maglia del Bra. Per lui 73 presenze e 22 gol in Serie D. Alla corte di Zecchin sono arrivati anche i promettenti under Filippo Munari e Nicola Faccin. Sempre in ottica di crescita, il club ha deciso di aggregare alla preparazione estiva cinque ragazzi del settore giovanile nati nel 2009, confermando la volontà di investire sul vivaio. Dopo le conferme di Davide Costa, Matteo Cecchin, Riccardo Gian e Nicolò Moro, sono arrivate anche quelle di Brandon Medina, classe 2005, che ha rinnovato fino al 2027 dopo un campionato in continua crescita. Stesso discorso per il centrocampista Francesco De Carli, anche lui legato

al club fino al 2027, mentre Tommaso Gattoni proseguirà la sua avventura in giallorosso dopo essere stato tra i giocatori cardine dell’ultima stagione. Anche il giovane esterno Jacopo Maglia (2008) resterà a disposizione della prima squadra. Natura lmente il mercato è stato accompagnato anche da numerose uscite. La società ha salutato diversi elementi della rosa dello scorso anno, avviando un ricambio che consentirà di abbassare l’età media e costruire un gruppo più funzionale alle idee dell’allenatore. Il club ha annunciato complessivamente dieci addii tra cessioni, fine prestiti e scelte personali. Il nuovo Bassano sta prendendo forma: esperienza nei ruoli chiave, valorizzazione dei giovani e continuità tecnica. Una strategia che punta a fare un passo in avanti rispetto alla scorsa stagione e a riportare gradualmente i giallorossi tra le protagoniste in Serie D. • Stefano Parpajola

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SPORT

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Serie D/2. Il direttore sportivo fa il punto sul mercato: dodici arrivi e dodici partenze

MANDATO: “LA SQUADRA È PRONTA. OBIETTIVO? PROVIAMO A MIGLIORARCI” I l Bassano riparte dalla continuità, ma con l’ambizione di provare ad alzare l’asticella. Dopo una stagione definita “straordinaria”, il direttore sportivo Antonio Mandato traccia il bilancio del mercato giallorosso. La linea seguita dalla società è stata chiara: mantenere per quanto possibile l’ossatura della squadra e intervenire con innesti mirati, capaci di garantire qualità, esperienza e prospettiva. “Abbiamo deciso di conservare una base importante – spiega Mandato – perché il campionato dello scorso anno è stato di alto livello. I giocatori che hanno lasciato sono stati sostituiti nel migliore dei modi. Abbiamo cercato di costruire il giusto equilibrio tra giovani ed elementi più esperti. Alla fine il bilancio è di dodici uscite e dodici entrate”. Tra le operazioni concluse, ce n’è una che il direttore sportivo considera particolarmente significativa. “C’è un acquisto che mi rende davvero orgoglioso ed è quello del difensore Gregorio Zanella. Lo avevo corteggiato anche nella scorsa stagione

Antonio Mandato, ds Bassano

e avevo provato a portarlo a Bassano. È un ragazzo di grande valore, sia come calciatore che come persona, e averlo portato qui è motivo di soddisfazione”. Tra i nuovi volti spicca anche Pol Garcia Tena, difensore dal curriculum importante. In questo caso, oltre alle qualità tecniche, ha giocato un ruolo anche un rapporto personale tra il calciatore e il direttore. “Pol ha un percorso che parla da solo. Ai tempi del Vicenza ha sposato mia figlia, quindi possiamo dire che ho giocato in casa e questo mi ha aiutato a portarlo a Bassano. In più, avendo un bambino piccolo, cercava una sistemazione più vicina alla famiglia e noi siamo stati bravi a cogliere l’occasione per chiudere la trattativa”. Il mercato del Bassano, salvo sorprese, è ormai praticamente concluso. “Manca soltanto un under, poi la rosa sarà completa. La differenza rispetto allo scorso anno è che il mister potrà lavorare fin dall’inizio con il gruppo al completo, un aspetto che ci permetterà di preparare al meglio

la stagione”. Grande attenzione anche al settore giovanile. Per il ritiro sono stati aggregati tre giovani che si sono messi in evidenza nella scorsa stagione. “Abbiamo voluto premiare chi ha meritato sul campo. Baron, Zanetti e Sagrillo, tutti classe 2009, arrivano dalla vittoria del campionato Allievi Elite. Avranno questa chance dopo un grande percorso fatto nel nostro vivaio”. Infine lo sguardo si sposta sugli obiettivi. Il direttore sportivo predica equilibrio. “L’obiettivo è migliorare quanto fatto lo scorso anno. Sappiamo però che il livello del campionato si è alzato tantissimo: molte squadre hanno costruito organici da Serie C e almeno sei o sette puntano apertamente alla promozione. Noi vogliamo arrivare tra le prime dieci, ma non dobbiamo porci limiti. Sappiamo che sarà difficile, ma vogliamo continuare a crescere e provare a fare ancora meglio”. • Stefano Parpajola

Vicenza nella Top 10 italiana dell’indice della sportività

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a provincia di Vicenza conquista un posto tra le prime dieci realtà italiane nell’ Indice della Sportività elaborato da Il Sole 24 Ore, un riconoscimento che, secondo il consigliere regionale di Forza Italia Jacopo Maltauro, testimonia la qualità del lavoro svolto da istituzioni, enti locali, scuole e associazioni sportive. Per l’esponente azzurro, il risultato rappresenta il frutto di una collaborazione consolidata tra territorio e mondo dello sport, capace di promuovere l’attività sportiva non solo come pratica agonistica, ma anche come strumento di inclusione sociale, benessere e crescita delle

nuove generazioni. Maltauro ha inoltre ricordato l’impegno della Regione Veneto a sostegno del settore, evidenziando come il Piano dello Sport 2026 metta a disposizione oltre 11 milioni di euro destinati alla riqualificazione degli impianti sportivi, al sostegno delle associazioni e alla promozione dell’attività motoria. “Vicenza dimostra che quando istituzioni e mondo dello sport lavorano insieme i risultati arrivano”, ha dichiarato il consigliere, assicurando il proprio impegno nel favorire la diffusione delle opportunità offerte dai bandi regionali e nel sostenere una programmazione stabile degli interventi. L’obiettivo, ha spiegato,

è continuare a investire nello sportcome leva di sviluppo per i giovani, la salute e la qualità della vita delle comunità. Secondo Maltauro, lo sport riveste infatti un ruolo che va oltre la competizione agonistica, rappresentando un importante presidio educativo e sociale. Da qui l’appello a proseguire negli investimenti per creare nuovi spazi e opportunità in cui ragazze e ragazzi possano crescere, condividere esperienze positive e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. • (r.v.)

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Segue da pag. 1

Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali

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a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo

sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,

non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la

maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.

Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”

REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.

Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare

Filippo Giacinti

la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura

del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio

compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.

Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”

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l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica

Paolo Galeano

di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.


REGIONE

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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025

Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”

Enoch Soranzo

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’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di

accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.

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Giovanni Manildo

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’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per

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coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.

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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”

IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno

Massimo Bitonci

e mezzo fa , è titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi

margini sul territorio, penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante

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Federico Testa

e rallenti gli investimenti necessari per la transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che

un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.

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Sociale. Una nuova rete per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità

DA SETTEMBRE SCENDONO IN CAMPO 900 ASSISTENTI FAMILIARI QUALIFICATI A partire dal mese di settembre la Regione Veneto potrà fare affidamento su 900 nuovi assistenti familiari formati per rispondere alle esigenze di cura delle persone anziane e con disabilità. Il progetto di qualificazione professionale, promosso dalla Regione e realizzato dall’ente Enaip con la collaborazione di una rete di partner, è stato finanziato attraverso

le risorse del Programma Regionale FSE+ 2021-2027. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire un supporto concreto ai nuclei familiari che affrontano la gestione quotidiana di soggetti non autosufficienti, inserendosi in un contesto sociale caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione. “Si tratta di un progetto strategico, finalizzato a migliorare la qualità dei

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servizi rivolti a soggetti non autosufficienti e persone con disabilità, in una società che invecchia sempre più in fretta e che pone interrogativi a cui l’Amministrazione vuole rispondere con coraggio e visione”, spiega l’assessore regionale al Sociale Paola Roma. Il percorso formativo, strutturato per qualificare la figura dell’operatore di assistenza familiare, ha previsto 60 ore di didattica a distanza in modalità e-learning, affiancate da 12 ore dedicate all’orientamento e alla consulenza individuale. L’iniziativa ha riscontrato un’ampia adesione sul territorio regionale. “In tutto si sono iscritte 914 persone, delle quali 638 hanno già terminato la formazione online”, precisa l’assessore Roma. “Tra queste, 567 hanno completato anche il colloquio di verifica finale, che ha permesso loro di ottenere il voucher di partecipazione di 300 euro”. I profili dei nuovi operatori formati verranno inseriti all’interno del Registro degli Assistenti Familiari istituito dalla Regione del Veneto. Attraverso il portale web dedicato, famiglie e lavoratori potranno accedere a un servizio gratuito ideato per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di assistenza sul territorio. Oltre alla formazione delle classiche figure di supporto domiciliare, il programma

regionale ha introdotto la nuova figura dell’assistente di vicinato, promossa dal presidente Alberto Stefani per offrire risposte flessibili alle persone parzialmente autosufficienti. “Non tutti gli anziani possono essere ricoverati in strutture residenziali, per questo è necessario puntare anche su soluzioni alternative e innovative, creando una solida ed efficace rete assistenziale”, aggiunge Roma. Questa figura opera in sinergia con i servizi sociali per monitorare lo stato di salute psicofisica degli anziani, consentendo loro di rimanere nel proprio ambiente domestico e

riducendo l’impatto economico sulle famiglie grazie alla condivisione del compenso tra più nuclei. Per favorire la specializzazione in questo ambito, la Regione ha attivato dal 15 luglio un ulteriore modulo formativo online, che ha già registrato l’adesione di 142 utenti in pochi giorni. “L’assistente di vicinato è un professionista capace di rispondere ai bisogni diffusi di più utenti, consentendo agli anziani di restare più a lungo nelle proprie case e vicino agli affetti”, conclude l’assessore Roma, confermando l’impegno regionale nel rafforzamento dei servizi di prossimità.

Rete delle Pro Loco venete, nuovo bando da 290 mila euro: “Sostegno capillare”

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a Regione Veneto ha dato il via al bando 2026 per la concessione di contributi destinati alla promozione e alla valorizzazione turistica, culturale ed enogastronomica del territorio. La misura mette a disposizione un totale di 290 mila euro, ripartiti in 150 mila euro per i Comitati provinciali Unpli e 140 mila euro per i Consorzi di Pro Loco iscritti nell’elenco regionale. Le risorse serviranno a finanziare programmi dedicati alla tutela dell’identità locale e degli attrattori ambientali e naturali. “Il Veneto, oltre ad essere la prima regione turistica d’Italia, è una terra che sa raccontarsi attraverso le proprie comunità e le proprie tradizioni e le Pro Loco in questo sono protagoniste”, evidenzia il vicepresidente e assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto. “Con questo bando, previsto dalla legge regionale 34/2014, la Regione rinnova un sostegno concreto a una rete capillare che contribuisce in maniera determinante alla promozione dell’offerta turistica regionale, valorizzando borghi e tradizioni che rendono unico il Veneto”. Il provvedimento mira inoltre a incentivare un modello di accoglienza diffuso e sostenibile. “Le Pro Loco hanno

Lucas Pavanetto, assessore regionale al turismo

un ruolo strategico nel promuovere un turismo capace di distribuire i flussi sull’intero territorio e di far conoscere luoghi meno noti ma ricchi di storia e cultura”, conclude Pavanetto. “Investire sulle loro progettualità significa rafforzare la competitività del sistema turistico”. Per accedere ai contributi, i soggetti interessati dovranno presentare domanda entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando


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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema

“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a

differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno

cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del

lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».

Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Salute

Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale

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a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici

di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali

già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento

dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a

ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.

Veneto primo in Italia per donazioni di organi, Stefani: “La solidarietà dei cittadini alla base di un’eccellenza sanitaria

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l Veneto si conferma la regione italiana più virtuosa nel campo delle donazioni di organi. Secondo il Report analitico 2025 del Centro nazionale trapianti, la regione raggiunge un tasso di 49,3 donatori per milione di abitanti, il dato più alto a livello nazionale in un anno record per le donazioni in Italia. Un risultato che viene accolto con soddisfazione dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, che sottolinea il valore di un modello costruito nel tempo attraverso la partecipazione dei cittadini e il lavoro della sanità regionale. «È un dato che ci riempie di orgoglio – afferma Stefani – perché unisce lo spirito di solidarietà che da sempre appartiene alla nostra gente con l’eccellenza raggiunta dal nostro sistema sanitario e dalla rete trapiantologica, grazie alla professionalità dei nostri operatori».

Il primato regionale, secondo il presidente, non nasce da un risultato occasionale, ma da una cultura della donazione consolidata negli anni. «Ha radici profonde nella generosità dei

Veneti e in un lungo lavoro di sensibilizzazione portato avanti dai professionisti della sanità e dalle associazioni del settore», sottolinea Stefani.

Il Veneto vanta una storia di rilievo nel campo dei trapianti. Proprio qui, nel 1985, è stato realizzato il primo trapianto cardiaco italiano grazie alla scelta della famiglia di un giovane donatore. Negli anni, i centri di Padova e Verona, insieme ad altre realtà regionali, hanno raggiunto livelli di eccellenza riconosciuti anche a livello internazionale. Un ruolo importante è svolto anche dalle banche dei tessuti e degli occhi, che si collocano tra le prime realtà europee per quantità di raccolta e attività di lavorazione. «La donazione e il trapianto sono lo specchio di un sistema sanitario di eccellenza – conclude Stefani – sostenuto da équipe altamente qualificate che lavorano ogni giorno, 24 ore su 24. A loro, ai volontari e alle famiglie dei donatori va la nostra riconoscenza per questo importante risultato».

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26 Sicurezza. Intensificate la sorveglianza su aziende sanitarie, ospedali, strutture private accreditate e farmacie

Fentanyl, il Veneto rafforza i controlli su scorte e accessi per prevenire furti e uso illecito

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a Regione Veneto rafforza le misure di controllo sui farmaci a base di Fentanyl per prevenire furti e utilizzi impropri. In un’estate segnata dal furto su commissione avvenuto all’ospedale Israelitico di Roma, Palazzo Balbi ha inviato una circolare alle aziende sanitarie e ospedaliere, alle strutture private accreditate e alle farmacie territoriali, chiedendo di intensificare la vigilanza sulla gestione dei medicinali contenenti questo potente oppioide sintetico e i suoi derivati. Il documento, firmato da Giovanna Scroccaro, responsabile della direzione regionale Farmaceutico, protesica e dispositivi medici, recepisce le indicazioni del Ministero della Salute e individua come priorità l’adozione di procedure specifiche per il controllo delle scorte. Tra le misure previste figurano inventari periodici, il corretto aggiornamento dei registri di carico e scarico, la verifica dell’integrità delle confezioni e la limitazione dell’accesso ai farmaci al solo personale autorizzato e ade-

guatamente formato. Si ricorda che in Italia il Fentanyl viene impiegato esclusivamente per usi medici, sotto stretto controllo sanitario. È utilizzato come anestetico negli interventi di chirurgia maggiore e per il trattamento del dolore cronico grave che richiede una terapia continuativa con oppioidi, oltre che per alleviare gli episodi di dolore intenso nei pazienti oncologici già sottoposti a una terapia di mantenimento. L’allarme riguarda invece i derivati sintetici prodotti illegalmente e destinati al mercato della droga. Tra questi viene citata una variante descritta come fino a 10 mila volte più potente della morfina. Secondo la documentazione allegata alla circolare, negli Stati Uniti e in Europa l’assunzione di queste sostanze, spesso mescolate con eroina, ha provocato numerosi decessi. Tra le forme di diffusione viene indicata anche la polvere giallo chiaro denominata “White Persian” e i cosiddetti “paper trips”, sottili pezzi di

cartone impregnati di Fentanyl. Il documento richiama inoltre i gravi effetti provocati dalla dipendenza e dall’interruzione dell’assunzione, che può causare sintomi di astinenza come sudorazione, ansia, diarrea, dolori alle ossa, crampi

addominali e brividi. Viene inoltre evidenziato il rischio di conseguenze molto gravi quando il Fentanyl viene assunto insieme a eroina, cocaina, alcol o altri farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale. Un sovradosaggio può provocare

una grave insufficienza respiratoria e, nei casi più seri, arresto cardiaco o una violenta reazione allergica. La documentazione indica in circa 2 milligrammi la dose letale stimata per l’uomo. La Regione invita infine tutte le strutture sanitarie a segnalare immediatamente alle autorità competenti eventuali casi di sospetta falsificazione, smarrimento, furto o danneggiamento delle ricette e dei medicinali, comunicando ogni episodio anche alla direzione Farmaceutico. Le indicazioni sono ora in fase di recepimento da parte delle aziende sanitarie venete. Nelle strutture ospedaliere verranno programmati controlli periodici delle scorte per verificare la corrispondenza tra le giacenze e i registri, insieme a verifiche sull’integrità delle confezioni e ispezioni nei reparti in cui il Fentanyl viene impiegato per finalità anestetiche e terapeutiche. L’obiettivo è impedire il furto delle fiale e qualsiasi utilizzo al di fuori degli impieghi consentiti

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soluzioni on-line: www.lapiazzaweb.it •Rubriche •Giochi

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QUANTO NE SAI DEL VENETO? Per ogni domanda scegli una sola risposta. Poi controlla il punteggio online.

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1. Quale fiume attraversa Verona?

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A) Vicenza B) Rovigo C) Belluno

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A) Torcello B) Pellestrina C) Murano

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4. In quale provincia si trova Asolo? A) Treviso B) Padova C) Verona

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5. Quale dolce è nato a Verona?

ORIZZONTALI

2. Scrisse La caverna - 12. Bramosa impazienza - 18. 20. Smonta l’accusa - 22. Centro sul Lago Maggiore con il Sancarlone - 23. Rientranze costiere - 25. Città del Marocco - 28. Fiore blu-violetto - 30. È stato un grande nuotatore russo - 33. Il centro della Toscana con il Giardino dei Tarocchi - 34. Teatro di posa - 35. Ex direttore di Rai News 24 - 38. Cambiano oli in molti - 40. Il dittongo di Diana - 41. Romanzo di Niccolò Ammaniti - 42. Un gigante della strada - 43. Film di Luciano Salce con Ugo Tognazzi - 45. Capitale svizzera - 47. Percuotere con una frusta di nuovo - 48. Sprezzanti - 49. Selezionata - 50. Le estreme in azione - 51. Malattia - 53. Gian Paolo che amò la monaca di Monza - 55. Seggio per sovrani - 58. Lago del Guatemala - 59. Lo sono le mire dell’ambizioso - 60. Filippo, primatista nazionale dei 100 metri piani - 62. Regimi 66. Verso di mici. alimentari - 64. La Pavone de Il geghegè - 65.

VERTICALI

1. La città di san Francesco e santa Chiara - 2. La Leigh di Psyco - 3. Sfrigola in padella - 4. La nota... affermativa - 5. Brian, il musicista di By this river - 6. Direzione opposta a NE - 7. L’Arbore della TV (iniz.) - 8. Si attira con uno... specchietto - 9. 14. Un terzo di miglio - 10. Le nozioni elementari - 11. Forma un trio con Aldo e Giovanni - 13. Lingua proverbialmente ostica - 15. I penultimi su dieci - 16. Avviato, iniziato - 17. Una raccolta di racconti di Aldo Busi - 19. I mercati... con grano e avena - 21. Misere - 24. Uccello dei Passeriformi - 26. La città della donna che dissetò Gesù dal pozzo - 27. Gruppo musicale - 29. Moralmente abbattuto - 30. Gli animali catturati - 31. Lustrino - 32. Il Papa lo è di Cristo - 36. L’ultima lettera greca - 37. Si impone al battesimo - 39. Colonna romana per celebrare la conquista della Dacia - 41. Un gioiello da décolleté - 42. Pesce dall’occhio languido - 44. Dio Vulcano per i Greci - 46. Antichi lucani - 47. Iniziali di Saviano - 48. 51. Vivacizzano la cravatta - 52. La baby sitter per il bimbo - 54. Un giardino con le gabbie - 56. Dramma 57. Nota di chi scrive (sigla) - 59. Sigla di Agrigento - 60. In mezzo ai pasticci - 61. Rendono troppi i topi - 63. Le iniziali della Canalis.

PAROLA INIZIALE

COME SI GIOCA Trova la parola centrale che forma un’espressione corretta sia con quella di sinistra sia con quella di destra. Il riferimento veneto può trovarsi in una delle due espressioni.

2. Dove si trova la Basilica Palladiana?

3. Quale isola è famosa per il vetro?

CRUCIVERBA CRUCIVERBALIBERO

Gioco linguistico · livello medio

A) Brenta B) Adige C) Piave

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PAROLE CONCATENATE DEL VENETO

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SAN MONTE ACQUA BACARO CANAL VINO CITTÀ MARE REGIONE PRODOTTO

ANELLO MANCANTE

A) Babà B) Pandoro C) Cannolo

6. Chi nacque a Possagno? A) Canova B) Vivaldi C) Goldoni

7. Quale vino è legato alla Valpolicella? A) Amarone B) Barbaresco C) Frascati

8. Come si chiamano i piccoli assaggi veneziani? A) Tigelle B) Cicchetti C) Friselle

PAROLA FINALE POLO BIANCA MAREA GUIDATO RACCORDO CLASSICO MODERNA SETTENTRIONALE ORIENTALE VENETO


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30 CRUCIVERBA CHIOCCIOLA CRUCIVERBA A CHIOCCIOLE Scrivi orizzontalmente, una di seguito all’altra (senza tenere conto Nelle 4 spirali dovranno risultare, sempre una di seguito all’altra e iniziando dalle caselle recanti il numero 1, le parole rispondenti

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CRUCIVERBA SIMMETRICO CRUCIVERBA

pasquale.petrullo@gmail.com

ORIZZONTALI

1. Ha numerose paia di zampette - 9. Il Ford dei fumetti - 10. Arbusti con le more - 11. Rete nel ping-pong - 12. 14. Il soggetto di resto - 15. Il veicolo di Ben Hur - 16. In mezzo alla barriera - 17. Era la resina del calzolaio - 18. Titolo di antichi notai - 19. Rimette a posto le scarpe - 22. La ricevono in dono gli sposi - 23. La scrittrice Levi - 24. Un tizio... qualsiasi - 25. Sigla di Cosenza - 26. Causano rotture - 27. Nell’hockey e nel karate - 28. Un ardito... da medaglia - 29. Ragioniere in breve - 30. Il genere di Quentin Tarantino - 31. Il pop che si mangia - 32. Colorato.

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1. Ferra i cavalli - 2. Tratto dell’intestino tenue - 3. Si 5. Ideate... dà con la “long.” - 4. dall’architetto - 6. Una “i” greca - 7. Epoca - 8. Dire per metà - 12. Lupo mannaro - 13. Un’attrazione del luna park - 15. Bambino piccino - 16. Filtrano il sangue - 17. Compenso di lavoratore - 18. Appellativo del re 20. 21. Spicchi di tenda - 26. Grida 28. A Roma vi incontrollate - 27. 1 2 3 4 5 è 1l’INPS2 - 29. L’amico Potter -530. Una pera... 3 di Harry 4 senza polpa - 31. Le ultime di undici. 8 9 10 11 8 9 10 11 1

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DEFINIZIONI A

1. Non si riesce a frenare - Fanno uso di un estratto del papavero Il talento di Mr.Ripley 2. 3. Sposò Onan - Fu il primo re d’Israele - Il giornalista Lerner - 4. In coppia con Tap - Un tipo eccentrico - Incolti e villani - 5. Storica villa di Roma - Non zuccherine - Colonna di libri sovrapposti - 6. L’Arana interprete di Ustica - Le madri dei coniugi - 7. Si cambia traslocando - Il romanziere di Tonio Króger - Un astuccio per reliquie - 8. Film di Akira Kurosawa - Non lo discute il credente - Un mare dell’Antartide - 9. Si rendono ai meritevoli - Simboli di santità - 10. Parte interna dell’abito - Canale per l’irrigazione della pianura padana - 11. Vano per l’equipaggio - Lo emana Mattarella (sigla) - 12. La casa in cui si vive Fondarono Cartagine.

DEFINIZIONI B

(in alto a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Sfocia tra Eraclea e Jesolo - Il jolly nel mazzo - Desiderio smodato - Adeguati, conformati - Fu rivale di Bartali. (in alto a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Universali o internazionali - Lo Stato con Lima - Il giorno che verrà. (in basso a sinistra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella Più che stizziti - Mite e affettuosa - Una collega di Circe - Il parassita della scabbia - Il re della Frigia che odiò l’oro - Bucato col trapano I “ ... media” d’informazione. (in basso a destra): Scrittrice che ha vinto il Premio Bancarella - Pezzo del bikini- Lo è la parte che fa male - Relativi ai formaggi - Dibattito sul

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ALI:1. SiFRAMMENTO leggono in Belgio -INCROCIATO 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla Petrus pace - 11. La punta delINCROCIATO battello - 13. Armonie di suoni - 14. Il proprio... comodo - 15. Il re di Micene FRAMMENTO Petrus fratello di Menelao - 17. Grossa nave da carico - 19. Fetta di carne - 20. Recapita la Petrus corrispondenza - 22. FRAMMENTO INCROCIATO FRAMMENTO INCROCIATO Tipica casetta alpina - 23. Si prepara con il pancarrè - 24. Si spinge remando - 25. Donare senza... dare ORIZZONTALI:1. Si leggono in Belgio - 3. In pieno giorno - 6. L'Aquila sulle targhe - 8. Relativi alla 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. ORIZZONTALI:1. Si battello leggono- in - 3. di In suoni pieno -giorno - 6. L'Aquila sulle -targhe pace - 11. La punta del 13.Belgio Armonie 14. Il proprio... comodo 15. Il -re8.diRelativi Micenealla pace 11. La punta del battello 13. Armonie di suoni 14. Il proprio... comodo 15. Il re di Micene- 22. 20. Recapita la corrispondenza fratello di Menelao 17. Grossa nave da carico 19. Fetta di carne VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano fratello di nave da- 6. carico 19. -Fetta di spinge carne 20.nipote Recapita corrispondenza - 22. Tipica alpina- --17. Si prepara con ilLo pancarrè 24.brizzolata Si Donare senza... dare in giugnocasetta - 4.Menelao Risvegliata 5.23. ÈGrossa attiguo alla stalla è la- chioma... - 7.-remando Un di- 25.la Tipica casetta alpina 23. Si prepara con il pancarrè 24. Si spinge remando 25. Donare senza... dare Paperino 9. Sviluppare un'idea 10. Parte del corpo sopra i fianchi 11. Dolce natalizio milanese 12. 26. Le estreme in offerta - 27. Subito dopo cinque. Vocali campo - 16. gli abiti - 18.dopo Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. 26. Leinestreme in Gruccia offertaper - 27. Subito cinque. Gli anni che si hanno.

VERTICALI:1. Capitale peruviana - 2. Umorista che fa coppia con Lillo - 3. Luigi e Vito li festeggiano VERTICALI:1. Capitale -peruviana - 2.alla Umorista fa ècoppia con Lillo - 3. Luigi Vitonipote li festeggiano in giugno - 4. Risvegliata 5. È attiguo stalla - che 6. Lo la chioma... brizzolata - 7.eUn di in giugno--9.4.Sviluppare Risvegliataun'idea - 5. È attiguo alla del stalla - 6. sopra Lo è lai fianchi chioma... brizzolata - 7. Un nipote di - 12. Paperino - 10. Parte corpo - 11. Dolce natalizio milanese Paperino 9. Sviluppare un'idea Parte- del sopraSan i fianchi natalizio milanese di base (sigla) -- 12. 21. Vocali in -campo - 16. Gruccia per- 10. gli abiti 18.corpo Vi nacque Paolo--11. 19.Dolce Sindacati Vocali campo - 16. Gruccia per gli abiti - 18. Vi nacque San Paolo - 19. Sindacati di base (sigla) - 21. Gli anniinche si hanno. Gli anni che si hanno.

Indovinelli veneti 1. Non ho ruote e non ho ali, ma porto in giro innamorati e curiosi. Scivolo lentamente tra palazzi e ponti e chi mi guida resta sempre in piedi. Chi sono? 2. Nasce dalla terra con un vestito rosso, ha foglie eleganti e un gusto amarognolo. Una città della Marca mi ha reso famoso. Chi sono? 3. Sono fatto di pietra e di genio, ma non sono una statua. A Vicenza porto la firma di un architetto conosciuto in tutto il mondo. Chi sono? 4. Non sono a Roma, eppure mi chiamo Arena. Da secoli osservo la città e d’estate canto con mille voci. Dove mi trovo? 5. Nasce tra colline ordinate come un giardino, sale nel bicchiere con tante piccole bolle e porta con sé il nome di una terra veneta. Chi sono? 6. Unisco due rive e porto sulle spalle secoli di passi e di battaglie. Sono coperto, fatto di legno e Bassano mi considera il suo simbolo. Chi sono?


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