Skip to main content

Dentro la Notizia_Settembre2025

Page 1


SETTEMBRE 2025

Medicina territoriale, è attivo il primo ambulatorio infermieristico

di Adria

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

segue a pag. 20

BANDO

Con 402 iscritti in meno e 13 cattedre tagliate, la scuola polesana riflette un’emergenza demografica strutturale che pesa sulla riorganizzazione dei plessi e sugli investimenti affrontati dagli enti locali

INGRESSI E ASSUNZIONI PER SUPERARE LE CRITICITÀ NEGLI UFFICI

Mentre l’Amministrazione potenzia il personale e rilancia i servizi, la vicenda di “Mario” continua a generare polemiche

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Il suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

a

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio
pag.

Focus scuola/1. Saldo negativo di 402 studenti e 13 cattedre in meno, la scuola cerca riscatto

Polesine, banchi più vuoti e fuga di talenti

S

ono 23.608 gli studenti iscritti alle scuole statali di ogni ordine e grado in provincia di Rovigo per l’anno scolastico in corso. Un dato che, però, conferma la tendenza negativa: rispetto allo scorso anno si contano 402 alunni in meno, dopo il già pesante calo di 388 unità registrato nel 2023/24. Il decremento riguarda soprattutto le scuole primarie e secondarie di secondo grado, che segnano un saldo negativo di 200 iscritti. Seguono le scuole medie con 110 alunni in meno, e la scuola dell’infanzia, che perde 95 iscritti. Le conseguenze non si fanno attendere: il calo demografico ha portato al taglio di 13 cattedre, riducendo l’organico docente a 2.092 unità complessive, a cui si aggiungono circa 400 insegnanti di sostegno. Resta invece stabile il personale amministrativo, tecnico e ausi-

liario (Ata), che conta circa 800 addetti tra primarie e secondarie. Un quadro che conferma le difficoltà del sistema scolastico polesano, stretto tra crisi demografica e riduzione delle risorse. Negli ultimi anni la provincia ha visto partire sempre più giovani, soprattutto laureati. Il fenomeno dell’emigrazione giovanile dal Polesine continua a crescere, confermandosi una delle criticità più gravi per il territorio. Ogni anno circa tremila diplomati lasciano le scuole superiori della provincia, ma meno di 800 scelgono di rimanere. Tra chi prosegue gli studi universitari, solo una minoranza torna a vivere stabilmente in provincia dopo la laurea. Il numero di under 35 che hanno lasciato Rovigo e il Polesine è passato dai 47 casi del 2011 ai 192 del 2024, un incremento costante che evidenzia una tendenza ormai strutturale.

Ancora più preoccupante è la composizione di questo esodo: oltre il 61% di chi parte è laureato, segnale che la perdita riguarda in modo particolare giovani con alta formazione. Il quadro si intreccia con i dati sul lavoro. Nel 2024 il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha raggiunto il 15,6%, a fronte di una media regionale del 10,9%. Anche l’indicatore dei cosiddetti Neet – giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano – fotografa una situazione più critica rispetto al resto del Veneto: 17,5% contro una media del 10,5%. Tra le cause la mancanza di lavoro qualificato, ben retribuito e compatibile con la vita privata. A questo si aggiungono la scarsità di alloggi in affitto e un contesto sociale poco stimolante, che spinge molti a cercare altrove condizioni migliori. Poi ci sono radici storiche: il Polesi-

Addio smartphone in classe: ad Adria il modello degli armadietti elettronici

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, gli istituti superiori delle province polesane si preparano a dire addio all’uso libero dei telefoni cellulari in classe, allineandosi alle regole già in vigore nelle scuole elementari e medie. La circolare ministeriale dello scorso giugno ha evidenziato gli effetti negativi di un uso eccessivo dello smartphone su salute, benessere e rendimento scolastico degli studenti, lasciando agli istituti ampia autonomia nella gestione delle modalità di applicazione. Tra le soluzioni adottate, l’istituto Cipriani-Colombo di Adria rappresenta un modello all’avanguardia:

grazie ai fondi del Pnrr, in due dei tre plessi scolastici erano già stati installati armadietti porta cellulari con chiusura elettronica, un sistema partito come sperimentazione e ora consolidato. Il terzo plesso, per motivi di costi, sarà oggetto di ulteriori valutazioni, ma l’impegno è quello di uniformare le modalità di gestione in tutta la scuola. L’iniziativa non si limita a un intervento logistico: l’istituto punta anche a un percorso educativo, volto a stimolare negli studenti una maggiore consapevolezza sull’uso corretto del digitale e a ridurre comportamenti dannosi o distrattivi durante le lezio-

ne resta un territorio rurale, incapace di valorizzare le competenze dei laureati. Un territorio che si conferma così una delle aree più fragili della regione per quanto riguarda la capacità di trattenere e valorizzare le nuove generazioni. Il suono della campanella ha segnato l’inizio del nuovo anno scolastico, ma dietro l’entusiasmo dei primi giorni si cela un dato che non può passare inosservato: il calo de-

ni. Il contesto nazionale conferma l’urgenza di interventi simili. I dati delle prove Invalsi mostrano un aumento della quota di studenti delle superiori con scarse competenze in italiano e matematica, fenomeno che viene attribuito anche alla crescente presenza dei dispositivi mobili nella vita scolastica. Con l’inizio delle lezioni, la scuola di Adria si propone come un modello che coniuga sicurezza, organizzazione e educazione digitale, preparando gli studenti a un utilizzo più consapevole della tecnologia e a un rientro in aula meno “digitale” e più concentrato sullo studio. (s.b.)

gli studenti. Meno presenze tra i banchi, corridoi più silenziosi, un segnale che riflette i cambiamenti demografici del territorio. La sfida, ora, è trasformare questa diminuzione in un’occasione di rinnovamento: ripensare il ruolo dell’istruzione e restituire alla scuola quella centralità che da sempre rappresenta il cuore pulsante della comunità polesana.

Focus scuola/2. Dietro l’inaugurazione, quali risposte concrete per famiglie e bambini?

Nido “Magicabula” milionario: favola educativa o spot da PNRR?

Un investimento di oltre due milioni di euro, finanziato con i fondi del Pnrr, ha permesso alla comunità di Adria di riavere a disposizione un asilo nido moderno, sicuro e sostenibile. Il nuovo edificio di via Bettola, che ospita il nido Magicabula, è stato realizzato secondo i più avanzati standard antisismici ed energetici ed è classificato Nzeb (Nearly Zero Energy Building), cioè a consumo energetico quasi nullo. La struttura è pronta ad accogliere sessanta bambini dai tre mesi ai tre anni, ampliando l’offerta educativa rispetto al precedente stabile che disponeva di 45 posti. L’obiettivo dell’amministrazione è di incrementare ulteriormente la capienza fino a 75 posti nei prossimi anni, rispondendo così alle crescenti esigenze delle famiglie del territorio. Il nuovo asilo nido non rappresenta solo un modello di sostenibilità ed efficienza energetica, ma anche un esempio di attenzione alle famiglie. Durante la demolizione del vecchio edificio, costruito nel 1978, il servizio educativo non è mai stato interrotto: per un mese i piccoli alunni sono stati ospitati nei locali della scuola dell’infanzia Gregnanin dell’Istituto comprensivo Adria Uno, garantendo così continuità e

serenità alle famiglie. Per consentire il trasloco e l’organizzazione degli spazi nella nuova sede, il servizio sarà sospeso solo nei primi quattro giorni di luglio. L’Amministrazione comunale, riconoscendo l’eccezionalità della situazione, ha inoltre previsto l’azzeramento della retta per le famiglie che decideranno di non far frequentare i propri figli durante l’intero mese. Un’ulteriore misura di supporto ha riguardato la mensa: poiché la scuola Gregnanin non dispone di cucina interna, il Comune si è attivato per garantire la preparazione e la fornitura dei pasti tramite un ente esterno, così da non interrompere il servizio di refezione. Il nuovo edificio del nido Magicabula è stato progettato nel pieno rispetto delle più recenti norme antisismiche e offre ambienti accoglienti, luminosi e funzionali. Tra i punti di

forza spiccano un atrio polivalente di 80 metri quadrati, ideale per attività collettive, e un ampio giardino esterno, che permetterà ai bambini di trascorrere tempo all’aria aperta in totale sicurezza. La struttura è stata concepita con un’attenzione particolare al benessere e alla crescita dei più piccoli. Fiore all’occhiello la cucina interna, con una cuoca dedicata alla preparazione quotidiana di menù settimanali freschi ed equilibrati, studiati per garantire una dieta varia e salutare. Con l’inaugurazione del nuovo nido Magicabula, Adria compie un passo importante verso un futuro più sostenibile e a misura di famiglia. Un investimento che non si traduce soltanto in muri e servizi, ma in un segnale concreto di attenzione alle nuove generazioni e alla qualità della vita della comunità.

Scuola, la stangata continua: con libro, corredo e cancelleria si va a oltre a mille euro

Il rientro sui banchi si conferma un duro colpo per le tasche delle famiglie italiane. Secondo le stime accompagnare un figlio al primo anno delle scuole superiori può costare più di 1.300 euro. Una cifra che comprende libri, corredo scolastico e ricambi, e che si somma alle spese sostenute durante l’estate, mettendo ulteriormente in difficoltà i bilanci domestici. Il capitolo più pesante resta quello dei libri di testo: già lo scorso anno la spesa media superava i 715 euro e le proiezioni per il 2025 non offrono prospettive migliori. In generale, si registra un aumento medio del 5%: i libri rincarano del 3,8%, la cancelleria del 6,1%, mentre gli articoli di cartoleria sono l’unico segmento in lieve calo, con un -4,1%. In

questo quadro cresce il ricorso al mercato dell’usato, che permette risparmi consistenti, fino al 50% rispetto al nuovo. Per esempio, per una prima liceo classico l’acquisto di testi e vocabolari può arrivare a 500 euro, ma con l’usato la spesa si riduce a circa 350 euro. Anche la grande distribuzione si muove per venire incontro alle famiglie: sempre più supermercati propongono sconti fino al 15% sui testi nuovi.

A ciò si aggiunge l’espansione del mercato online, dove le piattaforme dedicate allo scambio di libri registrano un aumento esponenziale di utenti, confermandosi una valida alternativa per contenere i costi. Un ritorno a scuola che, tra rincari e sacrifici, somiglia sempre più a una corsa a ostacoli per

le famiglie. La sfida ora è trovare soluzioni concrete e durature: dal potenziamento del mercato dell’usato al sostegno delle piattaforme di scambio, passando per politiche pubbliche capaci di alleggerire un peso che, anno dopo anno, rischia di trasformare il diritto allo studio in un lusso. (s.b.)

Il nuovo Magicabula: un esempio virtuoso di edilizia scolastica moderna o un’eccezione che conferma il ritardo del sistema? Un’inchiesta sul rapporto tra investimenti pubblici, inclusione e sostegno alle famiglie

Istituto Oncologico Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

20

Scuole vuote e soldi in corsa: a Cittadella e Fontaniva si investe per salvare l’istruzione, ma il problema resta nei numeri che denunciano un inesorabile calo

Arriva l’autunno, tra atmosfere accoglienti, colori caldi e ambienti da vivere in sicurezza

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

Il sindaco Pierobon conferma: niente nuova imposta comunale ul reddito, nonostante le difficoltà di bilancio

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

INicola Stievano >direttore@givemotions.it<

l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio a pag. 20
pag. 25
23
22

Focus scuola. Mensa senza rincari, libri gratuiti, trasporto scolastico agevolato e servizi di pre-accoglienza

Fontaniva investe nella scuola: scelta coraggiosa o risposta tardiva?

L’Amministrazione Comunale di Fontaniva ha deciso di investire oltre 350.000 euro per sostenere le famiglie e la scuola per l’anno scolastico 2025-2026. Questa importante somma sarà utilizzata per aiutare le famiglie con figli in età scolare attraverso diverse iniziative, volte a creare un ambiente favorevole alla crescita e allo sviluppo dei giovani. La scuola rappresenta uno degli assi portanti della vita di una comunità, e per questo motivo l’Amministrazione Comunale di Fontaniva ha scelto di sostenere le famiglie e le istituzioni scolastiche del territorio. Il Sindaco Alberto Trento sottolinea che “crediamo che la scuola sia uno degli assi portanti della vita di una comunità” e che per questo motivo l’Amministrazione Comunale di Fontaniva sostiene le famiglie e le istituzioni scolastiche del territorio. Innanzitutto, il Comune investirà 133.000 euro per cofinanziare le spese di gestione delle scuole dell’infanzia paritarie parrocchiali. Questa somma consentirà di abbattere le rette a carico delle famiglie e di coprire i costi del trasporto scolastico per i più piccoli e i servizi dedicati agli alunni con disabilità. In questo modo, le famiglie potran-

no beneficiare di un servizio di alta qualità senza dover sostenere costi eccessivi. Inoltre, il Comune garantirà il servizio di trasporto scolastico agevolato su tutti i plessi delle scuole primarie e secondarie di primo grado comunali. Le famiglie copriranno solo il 20% del costo effettivo, mentre il Comune si farà carico della restante parte, pari a 165.000 euro l’anno. Questo servizio sarà sicuro, efficiente e accessibile a tutti, garantendo che gli studenti possano raggiungere la scuola senza problemi. Per agevolare la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, il Comune assicurerà gratuitamente il servizio di pre-accoglienza mattutina per le famiglie. Questo servizio sarà finanziato con 17.000 euro annui e consentirà alle famiglie di conciliare meglio i tempi di vita e di lavoro. Saranno inoltre forniti gratuitamente i libri agli alunni della scuola primaria, con un investimento di 13.000 euro. Questo aiuterà ad alleggerire le spese scolastiche a carico delle famiglie e a garantire che tutti gli studenti abbiano accesso ai materiali necessari per la loro formazione. L’Amministrazione Comunale ha inoltre scelto di farsi interamente carico dell’adeguamento Istat

sul costo della mensa scolastica. Questo significa che le famiglie non dovranno affrontare aumenti di costo in un momento di forte pressione inflattiva, e potranno così mantenere un equilibrio economico stabile. Questa scelta dimostra l’impegno del Comune a sostegno delle famiglie e della scuola. Il Comune stanzierà inoltre 20.000 euro per sostenere le spese correnti dell’Istituto Comprensivo Carmignano e Fontaniva e cofinanziare progetti educativi promossi dalla scuola. Questa somma sarà utilizzata anche per coprire i costi per le utenze e i

A Carmignano di Brenta si scommette sul benessere in aula

Con la scuola iniziata da poche settimane, a Carmignano di Brenta non si spengono i riflettori sull’importanza degli ambienti scolastici. L’amministrazione comunale ha avviato una serie di interventi di manutenzione straordinaria con un obiettivo chiaro: garantire a studenti, insegnanti e personale scolastico spazi più accoglienti, funzionali e adatti all’apprendimento. Tra gli interventi più significativi spicca l’installazione di veneziane in tutte le aule e i laboratori della

servizi di base, garantendo che la scuola possa funzionare correttamente e offrire ai suoi studenti un ambiente di apprendimento favorevole. Infine, il Comune promuoverà i progetti Pedibus e Bicibus come modalità alternative e sicure per raggiungere la scuola. Questi progetti favoriranno stili di vita sani, la tutela dell’ambiente e la socializzazione tra le famiglie. Gli studenti potranno così raggiungere la scuola in modo sicuro e divertente, sviluppando al contempo una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’attività fisica e della protezione dell’am-

biente.

L’Assessore all’Istruzione Matteo Telatin sottolinea che “sostenere la scuola non è solo un dovere, è una scelta di visione”. L’obiettivo è chiaro: creare le condizioni perché le famiglie possano vivere Fontaniva come un luogo in cui si sta bene, si cresce insieme e si costruisce il futuro. Con questo investimento, il Comune di Fontaniva dimostra il suo impegno a sostegno della scuola e delle famiglie, e si impegna a creare un ambiente favorevole alla crescita e allo sviluppo dei giovani.

scuola primaria “De Amicis”, un’operazione dal valore complessivo di 17.365,09 euro, nata proprio dalle segnalazioni degli operatori scolastici. Una richiesta concreta, quella di proteggere le classi da un’eccessiva illuminazione e dal calore, che si è tradotta in un miglioramento tangibile della qualità della vita in aula. Per il Comune si tratta di un investimento non solo strutturale ma culturale, che conferma la centralità della scuola come luogo di crescita, educazione e socialità. In un tempo in cui si parla spesso di crisi del sistema scolastico, a Carmignano si sceglie di partire dalle basi, letteralmente: dai muri, dalle finestre, dalla luce. Per costruire, giorno dopo giorno, una scuola migliore. (r.p.)

Focus scuola/2. A Cittadella dietro agli interventi virtuosi si nasconde una sfida più profonda

Il calo demografico svuota le aule, persi 300 alunni in cinque anni

Il mondo della scuola a Cittadella si trova davanti a una sfida che nessuna manutenzione o progetto culturale sembra in grado di risolvere: la crisi demografica. Negli ultimi anni l’Istituto Comprensivo, che raccoglie quattro scuole dell’infanzia, cinque primarie e la secondaria di primo grado, ha perso circa 300 alunni, scendendo a quota 1500 iscritti complessivi. Un trend in calo che colpisce soprattutto i plessi delle frazioni, costringendo Comune e scuola a un continuo sforzo di adattamento. Per fronteggiare la situazione l’amministrazione comunale ha puntato su servizi aggiuntivi e sostegni concreti. A Laghi, ad esempio, il doposcuola per la prima classe primaria è interamente finanziato dal Comune, mentre per le altre classi vengono coperti i corsi di inglese e l’attività motoria. Alcune associazioni affiancano le scuole con doposcuola dedicati sia agli alunni della primaria che della secondaria, con attenzione particolare agli studenti più fragili (BES e DSA). Gli investimenti riguardano anche trasporti, mense e manutenzioni: due nuove men-

se sono state realizzate alla scuola media e a Pozzetto, mentre sono in corso interventi di efficientamento energetico con sostituzione di caldaie e illuminazione. Non mancano i contributi economici per i progetti scolastici, come le iniziative per il Giorno del Ricordo che hanno portato a una premiazione da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un fiore all’occhiello resta l’indirizzo musicale della scuola secondaria, più volte premiato in concorsi nazionali. Ma l’offerta formativa è ampia: dalle visite alla Biennale di Venezia

alle uscite a Caorle con attività ambientali, fino agli incontri con personalità del territorio come la Tenente di Vascello Sofia Berto, ex allieva dell’Istituto. Per il nuovo anno scolastico 2025/26 sono in arrivo altre novità: l’estensione del doposcuola ai plessi ancora scoperti e il nuovo servizio di posticipo per la scuola dell’infanzia fino alle 18, che sarà presentato il 2 settembre in Torre di Malta.

“Il nostro impegno per la scuola è costante – sottolinea l’assessore alla Cultura Paola Geremia –. Investiamo in servizi, manutenzioni, progetti culturali e sostegni alle famiglie, perché crediamo che la scuola sia il cuore della comunità. Tuttavia, il nodo demografico resta irrisolto: nonostante gli sforzi, i numeri calano e questo mette in difficoltà l’intero sistema scolastico. È necessaria una riflessione più ampia, che coinvolga istituzioni e famiglie, per restituire prospettive al nostro territorio”. La vera emergenza, dunque, non sta nei servizi ma nei numeri: senza bambini, anche le scuole più attrezzate rischiano di svuotarsi. Elena Scapin

Scuola, la stangata continua: con libro, corredo e cancelleria si va a oltre i mille euro

Il rientro sui banchi si conferma un duro colpo per le tasche delle famiglie italiane. Secondo le stime accompagnare un figlio al primo anno delle scuole superiori può costare più di 1.300 euro. Una cifra che comprende libri, corredo scolastico e ricambi, e che si somma alle spese sostenute durante l’estate, mettendo ulteriormente in difficoltà i bilanci domestici. Il capitolo più pesante resta quello dei libri di testo: già lo scorso anno la spesa media superava i 715 euro e le proiezioni per il 2025 non offrono prospettive migliori. In generale, si registra un aumento medio del 5%: i libri rincarano del 3,8%, la cancelleria del 6,1%, mentre gli articoli di cartoleria sono l’unico segmento in lieve calo, con un -4,1%. In questo quadro cresce il

ricorso al mercato dell’usato, che permette risparmi consistenti, fino al 50% rispetto al nuovo. Per esempio, per una prima liceo classico l’acquisto di testi e vocabolari può arrivare a 500 euro, ma con l’usato la spesa si riduce a circa 350 euro. Anche la grande

distribuzione si muove per venire incontro alle famiglie: sempre più supermercati propongono sconti fino al 15% sui testi nuovi. A ciò si aggiunge l’espansione del mercato online, dove le piattaforme dedicate allo scambio di libri registrano un aumento esponenziale di utenti, confermandosi una valida alternativa per contenere i costi. Un ritorno a scuola che, tra rincari e sacrifici, somiglia sempre più a una corsa a ostacoli per le famiglie. La sfida ora è trovare soluzioni concrete e durature: dal potenziamento del mercato dell’usato al sostegno delle piattaforme di scambio, passando per politiche pubbliche capaci di alleggerire un peso che, anno dopo anno, rischia di trasformare il diritto allo studio in un lusso. (s.b.)

La vera emergenza della scuola cittadellese non si vede nei muri né nei bilanci, ma nei numeri: 300 studenti in meno in pochi anni, frazioni svuotate e classi che rischiano di chiudere

ogni campo, ogni emozione. Live

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby delle squadre della nostra regione

Sabato e domenica dalle 14:00 alle 19:00

Ascoltaci in tutto il Veneto in

Radio Ufciale Calcio Padova

Ortopedia d’eccelenza, premiati Bassano e Asiago

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

segue a pag. 20

RITORNO IN CLASSE FRA MILLE INCOGNITE, CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI AL BANDO

Le difficoltà della scuola non si fermano al calo delle nascite: edifici obsoleti, spazi inadeguati e una forza lavoro priva di stabilità aggravano un quadro già critico

A POCHI GIORNI DI DISTANZA DUE VIOLENZE INAUDITE

Un professore sessantaduenne accoltellato per un rifiuto e una quarantatrenne aggredita dall’ex marito in una sala slot

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio a pag.

Focus scuola/1. Un’analisi sui dati demografici e le scelte dell’amministrazione

Meno bambini, più cantieri: Bassano investe milioni mentre le classi si svuotano

ABassano del Grappa, come nel resto d’Italia, le culle vuote si traducono in aule sempre più vuote. La contrazione delle nascite sta mettendo a dura prova il sistema scolastico cittadino, costringendo l’amministrazione a prendere decisioni difficili e a ripensare l’intera rete degli edifici scolastici. La chiusura della storica scuola Cremona, avvenuta nei mesi scorsi, è solo l’ultimo segnale di una tendenza che sembra inarrestabile. Nel 2024 sono nati a Bassano solo 239 bambini, e nei primi sei mesi del 2025 i nuovi arrivati sono stati appena 118. Se il trend dovesse continuare, le proiezioni per l’anno scolastico 2029/2030 mostrano un calo drastico: si prevedono circa 409 alunni in meno nelle scuole primarie (equivalenti a 24 classi) e una riduzione di 157 studenti alle medie (pari a 7 classi).

Un esempio concreto degli effetti di questa denatalità si è avuto alla scuola San Francesco di Rondò, dove la prima classe non è stata avviata a causa di sole 11 iscrizioni. Nonostante il provvedimento, 4 dei 11 bambini frequenteranno la stessa scuola, inseriti in una pluriclasse con gli alunni di terza. I genitori dei restanti 7 bambini hanno optato per le scuole XXV Aprile e San Lazzaro, attratti anche dalla possibilità del tempo pieno. Anche la scuola Pascoli, con il suo indirizzo montessoriano, è costretta a spostarsi. Per i prossimi due anni, gli alunni saranno ospitati negli spazi dell’Istituto Scalabrini, garantendo così la continuità del loro percorso educativo. Il Comune, per assicurare un’adeguata sistemazione, ha accettato un canone annuo di 118.040 euro. Terminato questo

periodo, sarà necessario individuare una sede definitiva. Il calo delle nascite non è l’unica sfida. L’amministrazione deve gestire 25 edifici scolastici, tra elementari, medie, asili nido e scuole materne, e deve farlo in un’ottica di sicurezza, modernità e sostenibilità. Per questo, sono già iniziate le indagini strutturali su tutti gli edifici per capire dove e come intervenire.

Confermati tutti i servizi parascolastici. Tra questi il sostegno al trasporto pubblico scolastico, finanziato al 60%, per garantire spostamenti sicuri ed economici agli studenti. A ciò si aggiunge il bonus mensa per la scuola dell’infanzia e primarie statati, a sostegno delle famiglie a basso reddito. Nonostante le difficoltà, la città guarda avanti. È stato infatti approvato il progetto esecutivo per la costruzione

della nuova scuola Canova. Con un investimento di 9 milioni di euro, nascerà la più grande scuola elementare della città: un edificio moderno e funzionale con 20 aule e una superficie di oltre 3.500 metri quadrati. La nuova Canova, oltre a offrire spazi all’avanguardia per gli studenti di oggi, sarà un punto di riferimento strategico per la futura riorganizzazione della rete scolastica cittadina.

L’era dei cellulari a scuola volge al termine, gli istituti si stanno organizzando

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, gli istituti superiori di Bassano si preparano a dire addio all’uso libero dei telefoni cellulari in classe, allineandosi alle regole già in vigore nelle scuole elementari e medie. La circolare ministeriale dello scorso giugno ha evidenziato gli effetti negativi di un uso eccessivo dello smartphone su salute, benessere e rendimento scolastico degli studenti, lasciando agli istituti ampia autonomia nella gestione delle modalità di applicazione.

“Il ministero prevede il divieto del cellulare durante l’orario scola-

stico – commenta Martina Polo, dirigente del Liceo Brocchi – sia durante le lezioni che negli intervalli. Nell’ambito della loro autonomia, gli istituti possono decidere le modalità di applicazione e le eventuali sanzioni”. Presidi e docenti sono al lavoro per aggiornare i regolamenti interni e recepire le indicazioni ministeriali. La circolare del 16 giugno ha esteso il divieto anche alle scuole superiori, lasciando però libertà a ciascun istituto di definire le modalità operative. Al Liceo Brocchi si è deciso di adottare un approccio graduale, puntando

La sfida demografica resta dunque aperta e complessa, ma Bassano sceglie di affrontarla investendo sul futuro. Se da un lato le culle vuote impongono razionalizzazioni, dall’altro la nascita di una scuola dimostra la volontà di non arrendersi, ma di trasformare la crisi in occasione di rinnovamento.

sulla fiducia nei ragazzi. Fino allo scorso anno, l’uso dello smartphone era consentito anche per fini didattici; ora entrerà in vigore un divieto assoluto. Alcuni istituti si stanno attrezzando con armadietti in cui riporre i telefoni, altri con porta-cellulari da parete. Il contesto nazionale conferma l’urgenza di misure simili: i dati delle prove Invalsi mostrano un aumento della quota di studenti delle superiori con scarse competenze in italiano e matematica, fenomeno collegato anche alla diffusione dei dispositivi mobili in classe. (s.b.)

Focus scuola/2. Un’inchiesta sullo stato dell’edilizia scolastica e sulle (poche) risorse disponibili

Scuole vecchie per un mondo che cambia: il ritardo della manutenzione scolastica

Con l’avvio del nuovo anno scolastico tornano in primo piano i nodi irrisolti che da anni pesano sul mondo dell’istruzione: strutture vecchie, numeri in calo e precarietà del personale. Temi che non riguardano solo Bassano, ma che rispecchiano una tendenza nazionale.

Gli edifici scolastici del territorio, come in molte altre città italiane, mostrano i segni del tempo. Aule concepite decenni fa, impianti che richiedono interventi di messa in sicurezza e spazi non sempre adeguati ai nuovi bisogni educativi. “Sarebbe stato opportuno, sottolinea Maria di Pino, segretaria dem del circolo di Bassano - avviare una riflessione e una pianificazione prima dell’inizio delle lezioni. In questo contesto, va accolta positivamente l’iniziativa dell’amministrazione Finco che ha attivato un tavolo di confronto con dirigenti, tecnici e rappresentanti dei genitori. Un passo nella direzione giusta, ma che ora deve tradursi in scelte concrete. Le analisi in corso restituiranno dati importanti, ma il tempo stringe: famiglie e studenti chiedono risposte certe e programmi a lungo termine”.

A complicare ulteriormente il quadro c’è il calo demografico, fenomeno che riguarda tutta Italia ma che si fa sentire in modo particolare nelle scuole primarie. La diminuzione delle iscrizioni costringe i Comuni a rivedere la rete scolastica, con il rischio di accorpamenti o chiusure di plessi storici. Non si tratta solo di scelte politiche: parametri normativi ben precisi stabiliscono la formazione delle classi e spesso lasciano poco margine di manovra alle amministrazioni locali.

Accanto alle criticità strutturali ed organizzative, resta aperta la questione del lavoro precario

nella scuola. “Insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario vivono in una condizione di incertezza che pesa non solo sul loro percorso professionale, ma anche sulla vita personale. - conclude la segretaria di Pino - Una fragilità che non riguarda solo Bassano, ma migliaia di città italiane, e che mina la qualità stessa del sistema educativo”.

La scuola italiana, e con essa quella bassanese, si trova dunque davanti a un bivio. Da un lato c’è la necessità di investire su sicurezza e modernità delle strutture; dall’altro occorre affrontare i cambiamenti sociali e demografici, ripensando il modo stesso di fare scuola.

La scuola non è soltanto il luogo dove si trasmette il sapere, ma il cuore di una comunità che decide come investire nel proprio futuro. La sfida, per Bassano come per l’Italia intera, è trasformare le criticità in un’occasione di rinnovamento. Mettere la scuola al centro delle scelte politiche ed economiche, perché senza una scuola solida, moderna e inclusiva, anche il domani della città rischia di rimanere incerto.

Sara Busato

Scuola, la stangata continua: con libro,

corredo

e cancelleria si va a oltre a mille euro

Il rientro sui banchi si conferma un duro colpo per le tasche delle famiglie italiane. Secondo le stime accompagnare un figlio al primo anno delle scuole superiori può costare più di 1.300 euro. Una cifra che comprende libri, corredo scolastico e ricambi, e che si somma alle spese sostenute durante l’estate, mettendo ulteriormente in difficoltà i bilanci domestici. Il capitolo più pesante resta quello dei libri di testo: già lo scorso anno la spesa media superava i 715 euro e le proiezioni per il 2025 non offrono prospettive migliori. In generale, si registra un aumento medio del 5%: i libri rincarano del 3,8%, la cancelleria del 6,1%, mentre gli articoli di cartoleria sono l’unico segmen-

to in lieve calo, con un -4,1%. In questo quadro cresce il ricorso al mercato dell’usato, che permette risparmi consistenti, fino al 50% rispetto al nuovo. Per esempio, per una prima liceo classico l’acquisto di testi e vocabolari può arrivare a 500 euro, ma con l’usato la spesa si riduce a circa 350 euro. Anche la grande distribuzione si muove per venire incontro alle fa-

miglie: sempre più supermercati propongono sconti fino al 15% sui testi nuovi. A ciò si aggiunge l’espansione del mercato online, dove le piattaforme dedicate allo scambio di libri registrano un aumento esponenziale di utenti, confermandosi una valida alternativa per contenere i costi. Un ritorno a scuola che, tra rincari e sacrifici, somiglia sempre più a una corsa a ostacoli per le famiglie. La sfida ora è trovare soluzioni concrete e durature: dal potenziamento del mercato dell’usato al sostegno delle piattaforme di scambio, passando per politiche pubbliche capaci di alleggerire un peso che, anno dopo anno, rischia di trasformare il diritto allo studio in un lusso. (s.b.)

A Bassano come altrove, i numeri non lasciano scampo: accorpamenti e razionalizzazioni diventano inevitabili. Ma a pagare il prezzo sono le comunità locali e il diritto a una scuola di prossimità

Maria di Pino

Istituto Oncologico Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 20

della Bassa Padovana

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

Di fronte al calo inesorabile degli iscritti ste resiste con oltre tremila studenti alle superiori, Monselice alle prese con la riorganizzazione degli istituti

alle pagg. 8 e 9

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

La scienziata padovana Elisabetta Boaretto guida il team di studio sulla diga di Siloe

IL CAMMINO DEL POETA

IL PERCORSO DEL PETRARCA

Entro fine anno sarà inaugurato un nuovo tracciato ciclo-pedonale che collega la stazione di Monselice al borgo di Arquà Petrarca

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi
Servizio a pag.
Servizio

Focus scuola/1. Dai licei ai tecnici, contro il calo demografico si punta su innovazione e qualità

Meno studenti alle superiori, crollo annunciato Este resiste con i suoi oltre tremila iscritti

Anche la Bassa Padovana si prepara a fare i conti con un calo strutturale della popolazione scolastica, a partire dall’infanzia e dalle primarie che già risentono del crollo delle nascite. Ma anche gli istituti superiori si troveranno a fare i conti con una contrazione degli iscritti già dai prossimi anni. Secondo le stime, in provincia di Padova gli studenti in età da scuola superiore passeranno dai quasi 45 mila del 2025 a poco più di 31 mila nel 2038, con una diminuzione di oltre 13 mila ragazzi in tredici anni. Con queste prospettive resisteranno le scuole più strutturate e in grado di essere punto di riferimento nel territorio, come quelle gli istituti superiori di Este, che costituiscono un polo forte e attrattivo per tutta la Bassa Padovana.

“Este può essere orgogliosa delle proprie scuole - sottolinea l’assessore alla Pubblica Istruzione Luigia Businarolo - perché rappresentano un patrimonio di qualità e innovazione. Offrono ai ragazzi strumenti concreti per affrontare il futuro, ma anche valori di cittadinanza e inclusione. Il mio augurio a studenti e insegnanti è di vivere questo nuovo anno con entusiasmo e

curiosità”.

Nella città atestina gli iscritti alle superiori superano quota 3.000, distribuiti in istituti che spaziano dai licei all’istruzione tecnica e professionale. Il “G.B. Ferrari”, con 1.400 studenti, resta il liceo di riferimento, capace di offrire percorsi classico, scientifico, sportivo, linguistico e artistico. I riconoscimenti non mancano: l’indagine Eduscopio 2024 della Fondazione Agnelli lo ha premiato come miglior liceo classico e delle scienze applicate della provincia di Padova. A ciò si aggiunge la forte vocazione internazionale, con scambi, certificazioni e il percorso ESABAC che porta al doppio diploma italiano e francese.

Accanto al Ferrari opera l’Istituto Salesiano Manfredini, che conta circa 450 studenti. Qui la preparazione tecnica va di pari passo con la formazione personale, secondo lo spirito salesiano. Meccanico, elettrico, grafico e ristorazione sono i principali settori, ma la novità è l’inserimento dei corsi IFTS, che nell’ultimo anno integrano una specializzazione europea in Turismo e Meccatronica.

Con i suoi 1.100 studenti, l’IIS Eu-

ganeo rappresenta un pilastro della formazione tecnica e professionale. Informatica, elettronica, meccanica-meccatronica, biotecnologie, odontotecnico e logistica sono i principali indirizzi, sostenuti da laboratori digitali di ultima generazione, torni e frese a controllo numerico e persino un simulatore di volo. L’istituto lavora in stretta sinergia con l’ITS Meccatronico Veneto, che garantisce un tasso di occupazione del 99% entro due anni dal diploma.

Un anniversario importante riguarda l’IIS Atestino, che celebra i cinquant’anni dalla fondazione. Nei locali dell’ex convento di San Francesco convivono indirizzi economici e tecnici: Amministrazione, finanza e marketing, Relazioni internazionali, Costruzioni e settore geotecnico. La scuola si distingue

per i progetti di inclusione e l’attenzione all’alternanza scuola-lavoro, anche con esperienze all’estero.

Non mancano le novità alla primaria. L’Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” ha avviato l’anno scolastico all’insegna dell’innovazione: laboratori di scienze, giochi matematici, l’introduzione

della filosofia già nei primi anni, fino al Gioco Sport e alla festa del volontariato. A inizio settembre l’istituto ha ospitato i Summer Camp Sfera Futura, tre giorni di formazione per docenti e dirigenti dedicati alla didattica non frontale, alla gamification e all’uso di strumenti digitali e cloud. Nicola Stievano

La denuncia del sindacato: “Affitti troppo alti per i docenti precari, costretti a rinunciare all’incarico”

Tra i problemi più urgenti emersi in questi mesi spicca la difficoltà dei docenti precari a trovare affitti a prezzi accessibili, costringendoli a rifiutare gli incarichi. Il problema è emerso nel corso della decima giornata nazionale della Cisl Scuola Padova e Rovigo dedicata ai rappresentanti sindacali (Rsu) e delegati. La segretaria generale Stefania Bellamio ha sottolineato l’importanza di valorizzare il ruolo della rappresentanza sindacale in ogni istituto e ha ricordato le difficoltà incontrate dagli insegnanti precari.

Sandra Biolo, segretaria Cisl Veneto, ha confermato la gravità del calo demografico, citando dati specifici: rispetto all’anno precedente ci sono 2.460 studenti in meno a Padova, 145 a Rovigo e ben 9.567 in tutto il Veneto.

Un altro tema caldo è la carenza di personale Ata, il cui organico è ancora basato su una normativa di oltre vent’anni fa, legata al numero di studenti, che continua a diminuire a causa del calo demografico. Questo si scontra con l’aumento delle funzioni amministrative decentrate alle segreterie sco-

lastiche. C’è, infine, il problema degli insegnanti di sostegno, per i quali mancano le garanzie necessarie per rispettare le regole contrattuali e le graduatorie.

Samuel Scavazzin, segretario generale Cisl Padova e Rovigo, ha ribadito che le condizioni dei lavoratori possono essere migliorate solo attraverso una contrattazione efficace e il rinnovo puntuale dei contratti. Scavazzin ha evidenziato come la leva contrattuale sia essenziale per riconoscere la professionalità di insegnanti e personale, spesso trascurata. (n.s.)

pluriclasse non decolla alla primaria Cini

All’ombra della Rocca scatta la riorganizzazione scolastica per far fronte agli effetti del calo di iscrizioni alla primaria da un alto e, dall’altro, alla necessità del liceo di avere più spazio per le classi. Guardando ai numeri sono circa 315 i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia, mentre alle primarie sono 737, alle secondarie 518 e negli istituti superiori 1825, con molti studenti che arrivano dal territorio circostante.

La chiusura della scuola primaria “Vittorio Cini” di Costa Calcinara, che in questi mesi ha fatto tanto parlare e sollevato non poche polemiche, ormai era nell’aria da tempo e le stesse famiglie, viste le incertezze e i tempi stretti, hanno scelto di spostare i figli in altre scuole anziché intraprendere la strada della pluriclasse. “Nonostante ci fosse un numero esiguo di iscritti - ricorda Elisabetta Volpito, assessore all’istruzione del Comune di Monselice - l’Ufficio scolastico provinciale aveva proposto di provare la soluzione della pluriclasse, unendo gli alunni di prima con quelli di terza. Per le materie principali gli insegnanti sarebbero stati differenziati ma alla fine i genitori hanno fatto una scelta diversa e preferito iscrivere i figli nelle altre scole. Le famiglie dei 15 bambini di seconda hanno chiesto di non smembrare la classe che infatti è stata trasferita alla primaria del Carmine con gli stes-

Miazzi: “Troppi

L’inizio dell’anno scolastico a Monselice porta stangate sui servizi essenziali. A denunciarlo è il consigliere di minoranza Francesco Miazzi, che parla senza mezzi termini di “aumenti vergognosi fino al 300% e abolizione delle esenzioni per le fasce più deboli”.

La mensa scolastica diventa più cara e meno equa: il buono pasto passa da 4,84 a 5 euro, mentre chi prima, con un ISEE fino a 6.000 euro, non pagava nulla, ora dovrà versare 2 euro a pasto per il primo figlio e 1,50 per i successivi. “Una famiglia a basso reddito con

si docenti. Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia paritaria Caramore dopo la partenza delle suore la gestione è stata affidata ad una ditta privata ed è stata formata una sezione. Per le scuole primarie di San Cosma l’Ufficio scolastico ci ha dato la possibilità di istituire il tempo prolungato che, in accordo con i genitori, partirà dal prossimo anno scolastico.

Al liceo Cattaneo, invece, gli spazi non bastano e stiamo lavorando con la Provincia per mettere a disposizione proprio le aule della Vittorio Cini a partire dal prossimo anno scolastico. In questo modo l’edificio scolastico continuerà ad essere usato e anche il quartiere ne beneficerà. Per quest’anno intanto alcune classi hanno trovato ospitalità in Patronato. All’istituto Kennedy troveranno posto i corsi serali del CPA, sempre in convenzione con la Provincia. Alle medie Zanellato e Guinizzelli partiranno i corsi outdoor con i quali sfruttare al meglio i laboratori scolastici, con la novità dei 30 mila euro dal Pnrr per il nuovo laboratorio di robotica e la stampante 3D.

Sul fronte dell’edilizia scola-

stica grazie ad un finanziamento che copre poco più di metà dei 57 mila euro di spesa è stato rifatto il tetto alla scuola dell’infanzia del Carmine e con il progetto calore abbiamo cambiato caldaie e valvole termostatiche in tutte le nostre scuole, mente alla Guinizzelli abbiamo sostituito anche il sistema d’allarme”.

Volpito risponde infine alle critiche dell’opposizione sull’aumento del costo dei servizi scolastici, a partire dalla mensa. “In questi ultimi anni - ricorda - ci sono stati continui aumenti dei costi generali, ai quali il Comune non può continuare a far fronte da solo. Abbiamo aspettato già alcuni anni, durante i quali le famiglie hanno continuato a beneficiare di tariffe ben più basse di quelle praticate nel resto del territorio. L’aumento introdotto quest’anno comunque è li linea com quello che viene chiesto nelle scuole della bassa padovana e in alcuni casi anche al di sotto con le tariffe praticate in alcuni Comuni. Continueremo a garantire anche il trasporto scolastico per infanzia, primaria e medie”.

Nicola Stievano

L’assessore all’istruzione Elisabetta Volpito ricorda gli investimenti sulle scuole e replica alle critiche sul caro-mensa: “Le tariffe erano bloccate da anni e sono in linea con quanto chiesto anche nei comuni vicini. Trasporto scolastico sempre garantito”

due figli al tempo pieno – denuncia Miazzi – si troverà a spendere almeno 70 euro al mese. È inaccettabile, un colpo basso a chi ha meno”.

Ancora più pesante la situazione del trasporto scolastico: l’abbonamento annuale sale da 222 a 270 euro, le esenzioni spariscono del tutto e i rincari toccano cifre record. “Chi aveva due figli con ISEE tra 12.000 e 14.000 euro pagava 142 euro - spiega il consigliere - ora si ritrova a sborsarne 472, come chi guadagna molto di più”. Per Miazzi queste delibere del-

la Giunta “colpiscono le famiglie più fragili e quelle numerose (con due o tre figli), in pieno contrasto con quanto tutti gli istituti di previdenza stanno denunciando in merito al calo demografico; inoltre, l’aumento del costo del trasporto rischia di spingere molte famiglie a ricorrere all’auto privata, con un effetto diretto e dirompente sull’aumento del traffico cittadino. Continueremo a a chiedere con forza la revisione delle tariffe. Il diritto allo studio non può essere sacrificato per scelte politiche sbagliate”.

Istituto Oncologico Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

del Camposampierese Est

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 20

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE

FRA MILLE INCOGNITE,

Dal maxi-investimento provinciale ai progetti locali di Trebaseleghe e Loreggia: il territorio scommette sull’istruzione ma fa i conti con numerose criticità

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

E OPERE PUBBLICHE: LA GRANDE SCOMMESSA DA 6 MILIONI DI CAMPOSAMPIERO

Dal ponte sul Muson al restyling di Palazzo Nodari: un piano ambizioso per rendere il territorio più sicuro, inclusivo e moderno

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

INicola Stievano >direttore@givemotions.it<

l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 10
Servizio

Focus scuola. Un viaggio tra cantieri, diagnosi energetiche e visioni educative per capire cosa cambierà

Scuole padovane sotto esame: 50 milioni per colmare decenni di ritardi

L a Provincia di Padova si prepara a rivoluzionare il proprio sistema scolastico con un ambizioso piano di investimenti da oltre 50 milioni di euro. L’obiettivo è chiaro: modernizzare gli edifici, renderli più funzionali e adatti alle esigenze di studenti e insegnanti. A guidare il progetto è il consigliere provinciale Alessandro Bisato, che sottolinea l’importanza di creare “istituti superiori funzionali, attraenti e performanti”.

Un piano complessivo da oltre 50 milioni di euro per immaginare un sistema scolastico padovano più moderno, funzionale e vicino alle esigenze di studenti e insegnanti. È questa la strategia messa in campo dalla Provincia di Padova, seguita direttamente dal consigliere delegato Alessandro Bisato. “Stiamo investendo molto sulle scuole – ha commentata il consigliere provinciale - vogliamo che gli istituti supe-

riori siano funzionali, attraenti e performanti. Abbiamo in programma una serie di interventi che hanno come prospettiva fondamentale quella di rendere efficiente e razionale l’utilizzo degli ambienti scolastici”.

Il primo passo riguarda l’istituto Newton-Pertini di Camposampiero, il polo scolastico più grande della provincia con 2.100 studenti. Sono stati infatti approvati i documenti di fattibilità che delineano le alternative progettuali per la sua riqualificazione. Per questa operazione l’investimento ammonta a due milioni di euro, inserito nel più ampio disegno di rinnovo dell’offerta scolastica padovana. Il progetto prevede due interventi principali: da un lato la ristrutturazione del blocco ovest, con particolare attenzione ai laboratori; dall’altro la realizzazione di una nuova palestra. La struttura sportiva consentirà finalmente di evita-

re i continui spostamenti degli studenti verso la Geodetica di Camposampiero e il Palastraelle di Borgoricco.

“Questo progetto è solo uno dei tanti su cui la Provincia di Padova sta lavorando per garantire scuole più moderne, sicure e sostenibili su tutto il territo-

rio. L’obiettivo è razionalizzare e ridurre i costi di sedi prese in affitto e dei mezzi di trasporto noleggiati per portare i ragazzi nelle palestre”, prosegue Bisato. “Nel lungo periodo le scuole saranno organizzate in plessi con tutti i servizi, anziché in diverse succursali”.

Oltre alla ristrutturazione e all’ammodernamento degli istituti, la Provincia di Padova sta concentrando i suoi sforzi su altri due fronti cruciali per la riqualificazione del sistema scolastico: l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico. La Provincia sta conducendo una diagnosi energetica su tutti i plessi scolastici. L’obiettivo è individuare i punti deboli e definire gli interventi necessari a ridurre i consumi e, di conseguenza, i costi di gestione. “Con i progetti pronti, andremo a chiedere fondi al governo”, ha spiegato il consigliere Alessan-

dro Bisato. Questa strategia permetterà di accedere a finanziamenti statali per avviare progetti mirati e sostenibili. Un altro asse di investimento riguarda la ristrutturazione degli edifici più datati per adeguarli alle norme antisismiche più recenti. La sicurezza degli studenti e del personale è una priorità assoluta e gli interventi mirano a garantire che tutti gli istituti siano conformi agli standard di sicurezza più elevati. “Abbiamo investito molto per garantire edifici sicuri, sostenibili e all’avanguardia, al servizio della crescita delle nuove generazioni - conclude Alessandro Bisato, delegato alla pubblica istruzione -. Stiamo investendo in sicurezza, efficienza energetica e qualità degli spazi educativi, offrendo agli studenti e al personale un ambiente adeguato ai bisogni di oggi e alle sfide del futuro”.

Trebaseleghe e Loreggia: investimenti sulla scuola tra nuovi edifici e servizi potenziati

A Trebaseleghe sono ufficialmente partiti i lavori per la realizzazione del nuovo polo scolastico, un progetto che segna una svolta per l’Istituto comprensivo del paese. Le ruspe hanno già abbattuto le vecchie strutture, ormai non più adeguate, per fare spazio a un complesso moderno finanziato con i fondi del PNRR. Il nuovo edificio, che si estenderà su un’area di circa 5 mila metri quadrati, sarà realizzato su un unico piano, accessibile ed efficiente, con materiali sostenibili. Tra le principali

novità, una mensa capace di accogliere fino a 650 studenti e una palestra più funzionale e sicura, pensata per valorizzare le attività sportive. La consegna è prevista entro marzo 2026, un traguardo che rappresenterà un passo importante per tutta la comunità scolastica di Trebaseleghe. Parallelamente, anche Loreggia investe sul fronte scuola. Il Comune ha approvato due variazioni di bilancio che liberano oltre 230 mila euro destinati a manutenzioni, servizi e sostegni sociali. Per l’en-

trata anticipata sono stati stanziati 4.200 euro, portando la spesa complessiva a 16.500, mentre altri 3.362 euro andranno a rafforzare il servizio mensa, che raggiunge così un totale di 43.862 euro. Il costo del buono pasto salirà da 5,62 a 5,85 euro, ma per il prossimo anno scolastico le famiglie continueranno a pagare la quota invariata di 4,90 euro. Una scelta che permetterà un risparmio quotidiano di quasi un euro per ciascuno dei circa 200 alunni che utilizzano il servizio. Tra gli interventi princi-

pali figura anche il rifacimento dei bagni delle scuole medie, con un investimento di 46.500 euro. Un doppio segnale, quello di Treba-

seleghe e Loreggia, che conferma l’attenzione dei due Comuni verso scuola, servizi e qualità della vita dei più giovani. (s.b.)

Alessandro Bisato

Focus scuola/2. Il nuovo anno si apre all’insegna del cambiamento e su un nuovo modello educativo

Equilibrio precario e mille incognite, Camposampiero fa i conti con le criticità

Con l’avvio del nuovo anno scolastico, a Camposampiero arrivano diverse novità che riguardano tutti gli ordini di scuola: dall’infanzia alla secondaria di primo grado, passando per primaria, mensa e trasporto scolastico. Alla scuola paritaria Umberto I è stata attivata una nuova sezione primavera, che accoglie una decina di bambini di due anni, in aggiunta ai 175 già iscritti nelle sezioni tradizionali. Alla scuola dell’infanzia Arcobaleno di Rustega, invece, le tre sezioni complessive ospiteranno 65 bambini.

Alla primaria Ungaretti partiranno cinque classi, tutte con orario completo: dalle 8.00 alle 13.00, dal lunedì al venerdì, più i sabati alternati. A Camposampiero, le classi di scuola primaria sono in totale 19, suddivise tra i plessi Cesare Battisti e quello dell’ex-liceo. Qui le lezioni si svolgeranno solo al mattino fino al 20 settembre, mentre la mensa sarà attiva dal 22 settembre, data in cui entrerà in vigore anche l’orario completo.

Un cambiamento riguarda anche le tariffe mensa nei comuni

del Camposampierese: il costo passa da 5,62 a 5,85 euro. A Camposampiero il Comune ha deciso di sostenere le famiglie, fissando la quota a 5 euro per pasto alla primaria (con un aumento di 10 centesimi rispetto allo scorso anno). Per l’infanzia il costo è invece di 3,80 euro a pasto, con un incremento di 20 centesimi. La spesa complessiva a carico del Comune ammonta a 80mila euro. Per la secondaria di primo grado Parini, tutte le classi prime seguiranno l’orario a settimana corta, così come le quattro seconde e due terze. Resteranno invece con la settimana lunga (da lunedì a sabato) una seconda e quattro terze.

Anche il trasporto scolastico subisce modifiche: torna lo scuolabus per gli alunni che terminano alle 14.10. Il servizio riguarda 295 studenti, dall’infanzia alla secondaria di primo grado, e comporta una spesa di 220mila euro per il Comune. Le famiglie contribuiranno per il 30%: 160 euro per chi utilizza una sola corsa e 240 euro per chi usufruisce di andata e ritorno. Tra nuove sezioni, orari riorganizzati, tariffe aggiornate e servizi potenziati, il nuovo anno scolastico si apre dunque all’insegna del cambiamento, con l’obiettivo di conciliare le esigenze delle famiglie e la qualità dell’offerta educativa sul territorio.

Sara Busato

Tra aumenti delle tariffe e investimenti pubblici, il ritorno sui banchi a Camposampiero solleva interrogativi sull’equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità economica. Un’analisi delle scelte amministrative e del loro impatto sulle famiglie

Scuola, la stangata continua: con libro, corredo e cancelleria si va a oltre a mille euro

Il rientro sui banchi si conferma un duro colpo per le tasche delle famiglie italiane. Secondo le stime accompagnare un figlio al primo anno delle scuole superiori può costare più di 1.300 euro. Una cifra che comprende libri, corredo scolastico e ricambi, e che si somma alle spese sostenute durante l’estate, mettendo ulteriormente in difficoltà i bilanci domestici. Il capitolo più pesante resta quello dei libri di testo: già lo scorso anno la spesa media superava i 715 euro e le proiezioni per il 2025 non offrono prospettive migliori. In generale, si registra un aumento medio del 5%: i libri rincarano del 3,8%, la cancelleria del 6,1%, mentre gli articoli di cartoleria sono l’unico segmento in lieve calo, con un -4,1%. In questo quadro cresce il

ricorso al mercato dell’usato, che permette risparmi consistenti, fino al 50% rispetto al nuovo. Per

esempio, per una prima liceo classico l’acquisto di testi e vocabolari può arrivare a 500 euro, ma con l’usato la spesa si riduce a circa 350 euro. Anche la grande

distribuzione si muove per venire incontro alle famiglie: sempre più supermercati propongono sconti fino al 15% sui testi nuovi. A ciò si aggiunge l’espansione del mercato online, dove le piattaforme dedicate allo scambio di libri registrano un aumento esponenziale di utenti, confermandosi una valida alternativa per contenere i costi. Un ritorno a scuola che, tra rincari e sacrifici, somiglia sempre più a una corsa a ostacoli per le famiglie. La sfida ora è trovare soluzioni concrete e durature: dal potenziamento del mercato dell’usato al sostegno delle piattaforme di scambio, passando per politiche pubbliche capaci di alleggerire un peso che, anno dopo anno, rischia di trasformare il diritto allo studio in un lusso. (s.b.)

Istituto Oncologico Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

del Camposampierese Ovest

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 20

RITORNO IN CLASSE FRA MILLE INCOGNITE, CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI AL BANDO

La nostra inchiesta approfondisce come saranno riorganizzati plessi e servizi, e se gli interventi risponderanno davvero alle esigenze di studenti e insegnanti

VILLA DEL CONTE DICHIARA GUERRA AGLI ECO-VANDALI

Nuove fototrappole e multe salate per chi abbandona rifiuti: l’amministrazione guidata da Antonella Argenti passa ai fatti

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 15
Servizio a pag. 20

Focus scuola. Un’analisi sull’ambizioso piano di ammodernamento degli istituti superiori

50 milioni per le scuole: investimenti sufficienti a trasformare davvero il sistema?

L a Provincia di Padova si prepara a rivoluzionare il proprio sistema scolastico con un ambizioso piano di investimenti da oltre 50 milioni di euro. L’obiettivo è chiaro: modernizzare gli edifici, renderli più funzionali e adatti alle esigenze di studenti e insegnanti. A guidare il progetto è il consigliere provinciale Alessandro Bisato, che sottolinea l’importanza di creare “istituti superiori funzionali, attraenti e performanti”.

Un piano complessivo da oltre 50 milioni di euro per immaginare un sistema scolastico padovano più moderno, funzionale e vicino alle esigenze di studenti e insegnanti. È questa la strategia messa in campo dalla Provincia di Padova, seguita direttamente dal consigliere delegato Alessandro Bisato.

“Stiamo investendo molto sulle scuole – ha commentata il consi-

gliere provinciale - vogliamo che gli istituti superiori siano funzionali, attraenti e performanti. Abbiamo in programma una serie di interventi che hanno come prospettiva fondamentale quella di rendere efficiente e razionale l’utilizzo degli ambienti scolastici”. La Provincia di Padova sta lavorando per garantire scuole più moderne, sicure e sostenibili su tutto il territorio. “L’obiettivo è razionalizzare e ridurre i costi di sedi prese in affitto e dei mezzi di trasporto noleggiati per portare i ragazzi nelle palestre”, prosegue Bisato. “Nel lungo periodo le scuole saranno organizzate in plessi con tutti i servizi, anziché in diverse succursali.” Oltre alla ristrutturazione e all’ammodernamento degli istituti, la Provincia di Padova sta concentrando i suoi sforzi su altri due fronti cruciali per la riqualificazione del sistema scolastico: l’efficientamento

energetico e l’adeguamento antisismico. La Provincia sta conducendo una diagnosi energetica su tutti i plessi scolastici. L’obiettivo è individuare i punti deboli e definire gli interventi necessari a ridurre i consumi e, di conseguenza, i costi di gestione. “Con i progetti pronti, andremo a chiedere fondi al governo”, ha spiegato il consigliere Alessandro Bisato. Questa strategia permetterà di accedere a finanziamenti statali per avviare progetti mirati e sostenibili. Un altro asse di investimento riguarda la ristrutturazione degli edifici più datati per adeguarli alle norme antisismiche più recenti. La sicurezza degli studenti e del personale è una priorità assoluta e gli interventi mirano a garantire che tutti gli istituti siano conformi agli standard di sicurezza più elevati. “Abbiamo investito molto per garantire edifici sicuri, sostenibili e all’avanguardia, al

servizio della crescita delle nuove generazioni. - conclude Alessandro Bisato, delegato alla pubblica istruzione - Stiamo investendo in sicurezza, efficienza energetica e

qualità degli spazi educativi, offrendo agli studenti e al personale un ambiente adeguato ai bisogni di oggi e alle sfide del futuro”. Sara Busato

Scuola, la stangata continua: con libro, corredo e cancelleria si va a oltre a mille euro

Il rientro sui banchi si conferma un duro colpo per le tasche delle famiglie italiane. Secondo le stime accompagnare un figlio al primo anno delle scuole superiori può costare più di 1.300 euro. Una cifra che comprende libri, corredo scolastico e ricambi, e che si somma alle spese sostenute durante l’estate, mettendo ulteriormente in difficoltà i bilanci domestici. Il capitolo più pesante resta quello dei libri di testo: già lo scorso anno la spesa media superava i 715 euro e le proiezioni per il 2025 non offrono prospettive migliori.

In generale, si registra un aumento medio del 5%: i libri rincarano del 3,8%, la cancelleria del 6,1%, mentre gli articoli di cartoleria sono l’unico segmento in lieve calo, con un -4,1%. In questo quadro cresce il ricorso al mercato dell’usato, che permette risparmi consistenti, fino al 50% rispetto al nuovo. Per esempio, per una prima liceo classico l’acquisto di testi e vocabolari può arrivare a 500 euro, ma con l’usato la spesa si riduce a circa 350 euro. Anche la grande distribuzione si muove per venire incontro alle famiglie: sempre più

supermercati propongono sconti fino al 15% sui testi nuovi. A ciò si aggiunge l’espansione del mercato online, dove le piattaforme dedicate allo scambio di libri registrano un aumento esponenziale di utenti, confermandosi una valida alternativa per contenere i costi. Un ritorno a scuola che, tra rincari e sacrifici, somiglia sempre più a una corsa a ostacoli per le famiglie. La sfida ora è trovare soluzioni concrete e durature: dal potenziamento del mercato dell’usato al sostegno delle piattaforme di scambio, passando per politiche

pubbliche capaci di alleggerire un peso che, anno dopo anno, rischia

di trasformare il diritto allo studio in un lusso. (s.b.)
Alessandro Bisato

Focus scuola/2. Esame delle risorse destinate ai programmi formativi dell’Istituto Comprensivo

San Giorgio delle Pertiche, tra cantieri e promesse: studenti a metà strada

L’estate, oltre a segnare la pausa delle lezioni, è stata anche il momento per programmare interventi di manutenzione ordinaria negli edifici scolastici di San Giorgio delle Pertiche. L’amministrazione comunale ha avviato una serie di lavori finalizzati a garantire sicurezza, efficienza e accoglienza agli studenti tornati sui banchi di scuola. “L’obiettivo – sottolinea il vicesindaco Alberto Corsini, con delega alla pubblica istruzione e all’edilizia scolastica – è far sì che i nostri ragazzi possano iniziare l’anno scolastico in ambienti sicuri e confortevoli. Il periodo estivo rappresenta l’occasione migliore per portare avanti questi lavori senza interferire con le attività didattiche”. Quello appena iniziato sarà l’ultimo anno scolastico “di transizione” per la scuola elementare di Arsego. Dal prossimo settembre, infatti, i bambini e le insegnanti potranno finalmente entrare nel nuovo edificio scolastico. Il progetto

prevede la costruzione di una struttura moderna e funzionale: dieci ampie aule didattiche, quattro laboratori, una spaziosa biblioteca, una palestra omologata e un auditorium. Non solo spazi e funzionalità: la nuova scuola sarà anche all’avanguardia sul piano energetico e ambientale. L’edificio, progettato a consumo quasi nullo, sarà alimentato da un impianto fotovoltaico capace di garantire riscaldamento e ventilazione con trattamento dell’aria, assicurando comfort interno e sostenibilità. Confermati tutti

i servizi parascolastici. Tra questi il servizio di pre-accoglienza continuerà a essere coperto per il 60% dal Comune, riducendo così i costi a carico delle famiglie. Ancora più significativo il sostegno al trasporto pubblico scolastico, finanziato al 70%, per garantire spostamenti sicuri ed economici agli studenti. A ciò si aggiunge il bonus infanzia, complessivo di 12mila euro, a sostegno delle famiglie a basso reddito per l’iscrizione dei bimbi alle scuole dell’infanzia “Abbiamo poi deliberato un sostegno di 21mila

Villa del Conte, iscrizioni stabili alla primaria

È iniziato senza intoppi il nuovo anno scolastico per gli alunni della scuola primaria di Villa del Conte. Nonostante il calo demografico che interessa anche il territorio, la prima classe elementare parte con una ventina di iscritti, un numero in linea con quello degli anni precedenti. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonella Argenti, conferma la propria attenzione alle esigenze delle famiglie garantendo la continuità di alcuni servizi fondamentali. Tra questi il trasporto scolastico e la pre-accoglienza, che consente agli alunni di entrare a scuola già dalle 7:30, ben prima dell’inizio delle lezioni fissato per le 8:15. Un’opportunità utile in particolare per i genitori che devono recarsi al lavoro nelle prime ore della mattina. Confermato anche il servizio di doposcuola, realizzato grazie alla collaborazione con le associazioni del territorio, senza aumenti delle rette d’iscrizione rispetto allo scorso anno. Nonostante le difficoltà di bilancio e una riduzione

del Fondo di solidarietà destinato al Comune, l’amministrazione ha scelto di investire risorse significative per assicurare a studenti e famiglie un’educazione accessibile e servizi scolastici di qualità.

“Investire nei bambini e nel loro futuro significa investire nel territorio – commenta il sindaco – i contributi che diamo alle famiglie rappresentano il nostro modo di sostenere e di dare priorità all’educazione e al benessere dei più piccoli”.

Buone notizie arrivano anche sul fronte dell’edilizia scolastica.

Le nove classi della scuola primaria “De Amicis” saranno temporaneamente ospitate nel plesso della secondaria per consentire i

lavori di efficientamento energetico, finanziati con fondi statali pari a 1 ,2 milioni di euro. A questi si aggiunge la costruzione della nuova mensa scolastica, del valore di 500 mila euro, finanziata dal Pnrr.

“Abbiamo terminato la realizzazione della mensa presso le scuole primarie di Abbazia Pisani - specifica Antonella Argenti -. Stiamo realizzando l’asilo nido sempre ad Abbazia Pisani, con fondi Pnrr (600mila euro) che si affianca ai servizi dati dalla parrocchia. Sono felice che sarà pronto per la primavera del prossimo anno. Per questo il mio ringraziamento va all’assessore assessore ai Lavori pubblici Matteo Stocco e a tutti gli uffici pubblici”. (s.b.)

In arrivo un edificio moderno e energeticamente efficiente con aule, laboratori e servizi innovativi, pensato per rispondere alle esigenze educative e ambientali delle nuove generazioni

I sindaci della Marca fanno il punto sullo stato di salute della medicina territoriale

di Castelfranco

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 20

RITORNO IN CLASSE FRA MILLE INCOGNITE, CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI AL BANDO

La città guida un progetto ambizioso contro abbandono scolastico e marginalità giovanile. Ma dietro i numeri, restano dubbi sull’impatto concreto

Tra critiche e voti determinanti, il piano rappresenta la più grande operazione urbanistica degli ultimi 50 anni a Castelfranco

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio

Focus scuola. Tre milioni di euro per contrastare abbandono scolastico e supportare i giovani

Castelfranco al bivio: scuola o strada?

Attività educative di strada, riqualificazione urbana e ascolto dei giovani: il piano triennale per non lasciare indietro nessuno nella Marca occidentale

Posta al confine di tre province, Castelfranco è il polo scolastico più importante della Marca, seconda solo a Treviso. Questa caratteristica la porta ad essere una città che pone molta attenzione al tema dell’abbandono scolastico e al fenomeno dei Neet, i giovani che non lavorano, non studiano, non seguono percorsi di formazione, un fenomeno che riguarda anche la nostra regione, che si attesta a circa il 10%, in linea con la media europea e tra i tassi più bassi in Italia, ma ben distante da altre regioni sviluppate in Europa. La città del Giorgione è risultata vincitrice di un finanziamento complessivo di 3 milioni e 327mila euro nell’ambito del bando “DesTeenazione - Desideri in

azione”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e cofinanziato dall’Unione Europea. Nei prossimi tre anni, Castelfranco, in qualità di comune capofila dell’Ambito territoriale sociale Veneto 8, dovrà gestire una serie di interventi nei 29 comuni della Marca occidentale. Si tratta di progettualità legate soprattutto alla fascia d’età dagli 11 ai 18 anni, su temi come l’inclusione sociale, la valorizzazione delle competenze affettive e relazionali, anche se le prime iniziative che saranno messe in campo riguarderanno il contrasto alla dispersione scolastica, come riferito dall’assessore comunale al sociale, Oscar Miotti: “Andremo a intervenire con azioni già a settembre. Convocheremo

tutti gli istituti scolastici, per poi attivare questo servizio, così da evitare che siano le scuole a spendere dei soldi quando invece ci sono già le risorse. C’è poi tutta una progettualità per l’inclusione per i Neet: partiranno ad esempio le educative di strada, per monitorare il

territorio. Si tratta di educatori socio-pedagogici chiamati ad avvicinare i preadolescenti e gli adolescenti nei luoghi di aggregazione presenti nei vari comuni”. L’educativa di strada e le azioni per prevenire l’abbandono scolastico sono solo alcuni dei progetti previsti da DesTeenazione, che vedranno anche azioni a supporto delle figure genitoriali. Il progetto vedrà anche il recupero e la riqualificazione dell’ex-caserma della Guardia di Finanza di via Damini, a fianco della caserma dei Vigili del Fuoco, per una spesa complessiva di 390mila euro, tra sistemazione e messa a norma dell’edificio (270 mila euro) e l’acquisto di materiali, attrezzature per laboratori e arredi specifici per le attività (120 mila euro). L’immobile, di circa 1590 metri quadrati, è di proprietà dell’Usl 2 Marca Trevigiana e ha ospitato i finanzieri dal 1985 fino al trasferimento nel-

Prescuola e mensa, tra risorse limitate e soluzioni d’emergenza

Il 10 settembre è suonata la campanella nei diversi plessi scolastici di Castelfranco. Dopo le turbolenze registrate a inizio 2025 per il nodo delle iscrizioni alle scuole primarie, con alcuni plessi più in sofferenza di altri, il nuovo anno scolastico a Castelfranco vede attivate tutte le classi prime. Le settimane iniziali sono comunque destinate a una fase di rodaggio, come confermato da Marica Galante, vicesindaco e assessore alla scuola, che la settimana antecedente alla prima campanella ha incontrato i comitati dei genitori: “Anche per

quest’anno si stanno attivando i diversi servizi accessori, ad esempio il prescuola, negli stessi plessi scolastici dello scorso anno, come Villarazzo, Sant’Andrea Oltre il Muson, Salvarosa, Treville. Questo grazie alla collaborazione con i comitati dei genitori o di quelli frazionali. Laddove non si riesce, come amministrazione verremo incontro con quelle che sono le funzioni miste, ossia impegnando in parte il personale scolastico a queste funzioni. Il 22 settembre parte il servizio della mensa, mentre confermiamo il trasporto scolastico con le mo-

la sede di via dei Pini di alcuni anni fa. L’ex-caserma diventerà uno spazio multifunzionale con orari di apertura flessibili, facilmente raggiungibile anche da altri comuni, dove i giovani e ragazzi, a prescindere dalle loro abilità motorie o dalla loro identità di genere, possano sentirsi ben accolti e pienamente coinvolti nelle attività previste dal progetto Desteenazioni. Nel frattempo, a Castelfranco è partito “Up Town”, il progetto di politiche giovanili finanziato dal Piano di politiche giovanili della Regione del Veneto, volto a promuovere la partecipazione attiva e il protagonismo giovanile. I ragazzi dai 14 anni in su sono chiamati a far parte di una realtà che crea spazi e opportunità per incontrarsi, confrontarsi, proporre iniziative e partecipare attivamente alla vita della comunità.

Leonardo Sernagiotto

dalità dello scorso anno. Ricordo che il Comune investe molto sul mantenimento del trasporto scolastico alla portata di tutti, con un abbonamento annuale da 280 euro e con diverse agevolazioni, che ripagano in minima parte (circa un quinto) gli oltre 350mila euro del servizio. Sulla carta è tutto a posto, però i primi 15 giorni sono di solito utili a far emergere eventuali problematiche fattive, che cercheremo di risolvere tempestivamente. A nome mio e dell’amministrazione, un augurio di buon inizio scuola a tutti gli studenti”. (l.s.)

Oscar Miotti

Archiviata l’era dei cellulari fra i banchi, saranno spenti anche durante l’intervallo

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, gli istituti superiori della provincia di Treviso si preparano a dire addio all’uso libero dei telefoni cellulari in classe, allineandosi alle regole già in vigore nelle scuole elementari e medie. La circolare ministeriale dello scorso giugno ha evidenziato gli effetti negativi di un uso eccessivo dello smartphone su salute, benessere e rendimento scolastico degli studenti, lasciando agli istituti ampia autonomia nella gestione delle modalità di applicazione.

“Il ministero prevede il divieto del cellulare durante l’orario scolastico – commentano alcuni dirigenti scolastici – sia durante le lezioni che negli intervalli. Nell’ambito della loro autonomia, gli istituti possono decidere le modalità di applicazione e le eventuali sanzioni”. Presidi e docenti sono al lavoro per aggiornare i regolamenti interni e recepire le indicazioni ministeriali. La circolare del 16 giugno ha esteso il divieto anche alle scuole superiori, lasciando però libertà a ciascun istituto di definire le modalità operative.

Alcune scuole hanno deciso di adottare un approccio graduale, puntando sulla fiducia nei ragazzi e sulla responsabilizzazione indivi-

duale. Fino allo scorso anno, l’uso dello smartphone era consentito anche per fini didattici, con app e strumenti digitali impiegati per ricerche, quiz e attività collaborative. Ora, invece, entrerà in vigore un divieto più rigido e generalizzato.

Per gestire concretamente la nuova normativa, alcuni istituti si stanno attrezzando con armadietti personali o collettivi dove gli studenti dovranno depositare i dispositivi all’ingresso in aula; altri prevedono porta-cellulari da parete in ogni classe, sotto la supervisione degli insegnanti.

Il contesto nazionale conferma l’urgenza di misure simili: i dati delle prove Invalsi mostrano un

aumento della quota di studenti delle superiori con scarse competenze in italiano e matematica, fenomeno che alcuni esperti collegano anche alla distrazione causata dall’uso continuo dei dispositivi mobili. In questo quadro, il divieto vuole essere non solo una norma disciplinare, ma anche un’opportunità educativa per ristabilire attenzione, concentrazione e qualità dell’apprendimento.

Molti dirigenti scolastici sottolineano che il provvedimento dovrà essere accompagnato da un lavoro educativo più ampio, in cui si insegni agli studenti un uso consapevole della tecnologia, sia a scuola che nella vita quotidiana.

Sara Busato

Il divieto assoluto dello smartphone in classe cancella anche l’uso didattico degli strumenti digitali. È la fine della didattica innovativa?

Un’inchiesta sul rischio che la lotta alla distrazione diventi una regressione tecnologica, in un sistema scolastico già in difficoltà

Rientro sui banchi, stangata da 1.300 euro nel trevigiano : prezzi dei libri ormai alle stelle

Il ritorno sui banchi di scuola si sta rivelando un vero e proprio salasso per le famiglie trevigiane. Secondo i calcoli di Federconsumatori, per un solo figlio che inizia il primo anno delle superiori, la spesa totale potrebbe superare i 1.300 euro. Questo costo, che include corredo scolastico, ricambi e libri di testo, sta mettendo a dura prova il bilancio familiare, già provato dalle spese estive. L’allarme è stato lanciato da Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari di Treviso, che sottolinea come le spese per centri estivi e altre attività si sommino al rientro, creando un peso non indifferente sul bilancio domestico. Il problema principale e più gravo-

so rimane il costo dei libri di testo. Già lo scorso anno, la spesa media per i volumi superava i 715 euro, e le proiezioni per il prossimo anno non lasciano ben sperare. L’Associazione italiana editori prevede un ulteriore rincaro dell’1,8%, che si aggiunge agli aumenti tra il 7,5% e l’8,2% registrati negli ultimi tre anni. Per dare un sostegno concreto alle famiglie, l’ente bila-

terale del terziario EbiCom Treviso ha attivato un contributo per i dipendenti delle 6.000 aziende aderenti nei settori commercio, servizi e turismo. Le famiglie potranno richiedere un aiuto fino a 150 euro per figlio (200 euro dal terzo figlio in poi) per l’acquisto di libri di testo e abbonamenti per i mezzi pubblici. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 ottobre. Per alleggerire il carico sulle famiglie, l’obiettivo è introdurre la detraibilità del 19% delle spese per i libri, applicabile almeno fino a un ISEE di 40.000 euro, una misura già prevista per lo sport e la sanità. Questa agevolazione permetterebbe di dare ossigeno alle famiglie, garantendo il diritto allo studio. (s.b.)

Assistenza sanitaria non urgente, debutta il numero 116-117 ed è boom di chiamate

di Cavarzere

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 20

Edifici vetusti, criticità e barriere architettoniche, pioggia di interventi nelle scuole a Cavarzere. A Cona il Comune punta sulla sostenibilità energetica degli edifici. Il crollo delle nascite pone una scelta: o pluriclassi o meno scuole

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

ARRIVA LA TARIP NEL CENTRO CITTÀ MA NON MANCANO LE CRITICHE

Munari difende la Tariffa Puntuale e parla di necessità ambientale, ma Sinistra Italiana accusa l’amministrazione di poca chiarezza

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 10
Servizio a pag. 20

Focus scuola/1. Il sindaco Pierfrancesco Munari fa il punto della situazione

Edifici vetusti, criticità e barriere architettoniche, pioggia di interventi e manutenzione nelle scuole

Sostituzione e adeguamento dei sanitari nelle scuole primarie “Dante Alighieri” e all’asilo Serafin: Alla “Lombardo Radice” adeguamento della mensa.

Interventi di edilizia scolastica e manutenzione nel territorio comunale di Cavarzere. Nel corso degli ultimi anni l’assessorato all’istruzione, ha seguito con attenzione le necessità degli edifici scolastici del territorio, promuovendo interventi di manutenzione, adeguamento e messa in sicurezza dei plessi, questo al fine di garantire ambienti accoglienti, funzionali e sicuri per alunni, personale e famiglie sia del capoluogo che delle diverse frazioni. “Tra gli interventi realizzati si segnalano - sottolinea il sindaco di Cavarzere Pierfrancesco Munari - la predisposizione della mensa per lo scodellamento dei pasti alla scuola primaria “Lombardo Radice” della frazione di Bo-

scochiaro, il rifacimento completo delle sette grandi tende alla scuola primaria Giovanni XXIII. E poi è stata fatta la sostituzione e adeguamento dei sanitari nelle scuole primarie “Dante Alighieri” e “Lombardo Radice”, nonché all’asilo “Tullio Serafin”. Con gli adeguamenti dei fondi Pnrr e statali è stata fatta la ristrutturazione dei servizi igienici e l’ abbattimento delle barriere architettoniche all’asilo nido comunale, alla primaria Dante Alighieri, la Giovanni XXIII e alla secondaria di primo grado Cappon”. E’ stata fatta anche l’installazione dei sistemi anti-sfondellamento dei solai alla Cappon. In tema di infrastrutture tecnologiche è stata realizzata una miglioria delle reti

telefoniche e degli apparecchi in tutti gli edifici scolastici. Per quanto riguarda il progetto Relamping, questo è in fase di completamento, prevede la sostituzione dei corpi illuminanti con soluzioni a basso consumo energetico in diversi plessi scolastici, questo per migliorare la qualità della luce, ridurre i costi di gestione e garantire una maggiore sostenibilità ambientale. Sono inoltre già programmati: l’adeguamento e la sistemazio-

Famiglie in difficoltà, aiuti per l’acquisto dei libri

Visti i bassi salari il continuo impoverimento delle famiglie anche nel cavarzerano il Comune di Cavarzere ha promosso e sostenuto numerose iniziative a favore degli alunni e delle famiglie, per garantire pari opportunità. Il doposcuola alla “Lombardo Radice” di Boscochiaro è stato confermato anche per l’anno scolastico in corso il servizio già attivo, è gestito da una cooperativa specializzata. Le attività comprendono supporto ai compiti, metodo di studio, attività ludico-motorie e laboratori espressivi. E’ stato confermato lo

stanziamento per l’acquisto dei libri gratuiti agli alunni della scuola primaria. Grazie ai fondi regionali ci sarà il rimborso quasi integrale dei libri di testo per studenti di scuola secondaria di I e II grado le cui famiglie hanno un basso reddito. Contributi sono stati dati all’istituto comprensivo (infanzia, primaria e secondaria di I grado) per progetti e funzionamento amministrativo. Un contributo è stato dato alla scuola dell’infanzia paritaria “Santa Caterina” di Cà Venier. Progetti educativi e culturali sostenuti. Ci sarà anche quest’anno l’iniziati-

va “Incontriamo l’Autore”: incontri con scrittori in collaborazione con l’istituto comprensivo. Non mancheranno incontri in biblioteca: visite guidate, letture animate e attività per promuovere l’abitudine alla lettura. Fra i progetti istituiti

“Canta e Suona con la Banda”: è rivolto ai bambini dai 3 ai 10 anni, li avvicina allo studio della musica e alla creatività, offrendo loro la possibilità di esibirsi con la banda musicale cittadina. Un’iniziativa che unisce educazione musicale, socialità e valorizzazione delle realtà associative locali. (a.a.)

ne degli impianti antincendio ed elettrici;la rinfrescatura della mensa della Giovanni XXIII. Ma l’impegno, precisa il sindaco Munari non è solo per gli interventi murati o agli impianti alle strutture. Il Comune di Cavarzere nel corso del tempo ha infatti avviato un importante percorso digitalizzazione dei servizi scolastici del quale beneficeranno sia gli insegnanti che le famiglie del territorio. Le richieste di agevolazioni scolastiche in fase di

prima iscrizione transiteranno così attraverso il nuovo portale comunale. Dal 2022 è operativo infatti il passaggio alla piattaforma eCivis Solution, software che ha reso più snella la gestione dei servizi scolastici e a domanda individuale, facilitando l’accesso da parte delle famiglie e riducendo i tempi di attesa. Il Comune di Cavarzere insomma ritiene una priorità il comparto della scuola.

Alessandro Abbadir

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby delle squadre della nostra regione

Il calo demografico svuota le classi, verso una radicale riorganizzazione

“Il calo demografico è costante da quasi una trentina d’anni. Si sente in tutte le scuole di ordine e grado del veneziano. Ora sempre più bisognerà scegliere se optare per mantenere i plessi sul territorio e quindi istituire sempre più pluriclassi (cioè classi con bambini e bambine di età differenti) oppure scegliere di accorpare i bambini in meno plessi e fornire un servizio di maggior qualità“. A dirlo è Luigi Zennaro presidente provinciale dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi). Zennaro fa una analisi precisa della situazione delle scuole sul territorio. “Nel veneziano - spiega - ci sono delle realtà territoriali che soffrono in maniera più forte delle altre il calo demografico. L’area sud in particolare quella cioè di Chioggia Cavarzere e Cona, nel corso degli anni ha sofferto non poco un lento e costante declino delle iscrizioni. L’ufficio scolastico regionale fa fatica solitamente a concedere la formazione di classi con meno di 15 alunni, ma purtroppo con questa realtà avremo a che fare nei prossimi anni se non decenni. In altre zone dell’area metropolitana di Venezia come certi quartieri del Comune di Ve-

nezia, Marghera ad esempio il declino demografico è mitigato dalla presenza di tanti bambini stranieri, visto che in questi quartieri la presenza di famiglie e comunità del Bangladesh o del Nord Africa è molto numerosa”. In calo le iscrizioni anche nelle aree della Riviera del Brenta e del Miranese sia agli asili alle medie e alle elementari. Il calo demografico si fa sentire però fa notare Zennaro, di più in questo momento alle scuole primarie (elementari) e alle secondarie di primo grado (medie) rispetto invece ad esempio alle superiori. “Il calo demografico però comincerà a farsi sentire alle scuole superiori già nei prossimi anni - precisa. Ora è mitigato da percentuale di scolarizzazione più alta rispetto ai decenni

precedenti e dal fatto che alcune scuole superiori si contendono gli iscritti con strategie di marketing”. Quello che però appare ineluttabile per Zennaro è la necessità di una riorganizzazione radicale della scuola sia statale che paritaria. “Anche con un numero di iscritti che scende costantemente - spiega - c’è la necessità per mantenere aperte le scuole, di avere almeno due bidelli in servizio. Ora ci si trova di fronte a due possibilità: o tenere aperte le scuole anche con pochi alunni (magari perché considerate essenziali e punto di aggregazione delle comunità), e allora di va verso la soluzione delle pluriclassi cioè una classe con alunni di età diverse come succede spesso nelle comunità montane, o invece chiudere i plessi (e destinarli ad altri usi) e mantenere classi diverse per ogni età portandoli in un’unica (o poche scuole) anche se si trovano fuori dal paese di residenza”. Zennaro è a favore della seconda soluzione. “Credo - conclude - che si debba puntare a mantenere classi diverse per ogni età che a mio avviso permettono una qualità dell’insegnamento più alta”.

Alessandro Abbadir

Cona, il Comune punta sulla sostenibilità energetica dei plessi

In tema di efficientamento energetico degli edifici scolastici, il Comune di Cona si prepara a cogliere le opportunità del nuovo Conto Termico. Il Comune infatti ha recentemente preso contatti con uno studio di ingegneria per analizzare e sviluppare progetti per gli edifici pubblici,in particolare gli edifici scolastici. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle nuove opportunità offerte dal Conto Termico 3.0. Il nuovo decreto prevede un potenziamento del sostegno economico destinato ai piccoli Comuni. Per gli edifici scolastici c’è la possibilità di ottenere un contributo pubblico che copre fino al 100% della spesa ammissibile. “Per Cona - spiega il sindaco Alessandro Aggio - è già stato avviato uno studio tecnico per valutare una serie di interventi sulla scuola primaria “Gabriele D’Annunzio”, con l’obiettivo di

migliorarne l’efficienza energetica e ridurre i consumi. Tra gli interventi individuati c’è la coibentazione dell’edificio e la realizzazione di una copertura isolante. Parallelamente, il Comune sta considerando la possibilità di intervenire anche sulla scuola dell’infanzia, dove saranno sostituiti gli infissi e aggiornati sia il sistema di illuminazione che quello di riscaldamento. Per quest’ultimo aspetto, il decreto prevede l’abbandono delle caldaie alimentate a metano, in favore di sistemi ibridi alimentati da impianti fotovoltaici e pompe di calore. Se i progetti saranno ritenuti ammissibili, gli incentivi statali copriranno il costo degli interventi, rappresentando un’opportunità per la sostenibilità degli ambienti scolastici senza gravare sulle casse comunali”. Con la pubblicazione del decreto è possibile

procedere con la presentazione delle domande di contributo e l’avvio dell’iter per la realizzazione degli interventi. “Questi progetti, se ottenuti - conclude Aggio - andranno ad aggiungersi ai recenti lavori effettuati negli edifici nell’ambito del progetto Amica-E, che hanno visto per le scuole l’efficientamento dell’illuminazione, la sostituzione delle caldaie e alle medie la realizzazione del cappotto termico”. (a.a.)

“La scelta sarà fra più scuole con pluriclassi o meno plessi mantenendo le classi per ogni età“

IMPIANTO di ESSICCAZIONE, STOCCAGGIO E COMMERCIALIZZAZIONE CEREALI E OLEAGINOSE

VENDITA PRODOTTI PER L’AGRICOLTURA (sementi, concimi, prodotti fitosanitari, olii e filtri…)

VENDITA AL DETTAGLIO mangimi e cereali di nostra produzione, prodotti per il giardinaggio e agricoltura fai da te. PELLET e LEGNA

Assistenza sanitaria non urgente, debutta il numero 116-117 ed è boom di chiamate

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 20

di Chioggia

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

RITORNO IN CLASSE FRA

MILLE INCOGNITE,

CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI AL BANDO

A Chioggia con ristrutturazioni ed investimenti si punta ad ambienti sicuri. Nel 2026 un nuovo nido a Sottomarina. Luigi Zennaro presidente provinciale Anp: “Il calo demografico pone una scelta: o pluriclassi o meno plessi scolastici”

AGGREDITA IN STRADA A SOTTOMARINA

LA POLITICA CHIEDE RISPOSTE

Una passeggiata serale si trasforma in incubo. La vittima trasportata in ospedale, il suo cane smarrito ritrovato dopo ore grazie all’Apa e ai volontari

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

IScuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio a pag.

Focus scuola/1. L’assessore Angelo Mancin fa il punto della situazione nel territorio clodiense

Mense, nidi e palestre da milioni: intanto studenti e docenti chiedono normalità

Oltre 550 interventi nel 2024 e nuovi progetti in arrivo: il Comune di Chioggia punta su scuole più sicure, efficienti e accoglienti con investimenti milionari e un asilo nido da 2 milioni di euro

“P er gli edifici scolastici c’è un piano da milioni di euro tra lavori conclusi e nuove grandi opere. Dai cantieri del 2024 all’ampliamento di mense e laboratori, fino a un nuovo asilo nido da oltre 2 milioni di euro con fondi Pnrr, il Comune di Chioggia punta anche sull’efficienza energetica per liberare risorse. La “mission” è quella di un impegno costante e una programmazione attenta per garantire ambienti sicuri, moderni e funzionali ai nostri studenti”. A dirlo è l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Chioggia Angelo Mancin. “Le priorità della nostra amministrazione sono: scuole, strade, palestre e

verde pubblico - sottolinea Mauro Armelao, sindaco di Chioggia. “In particolare aggiunge Armelao- la nostra attenzione è massima sulla scuola, in primis perché i bambini devono poter studiare in ambienti sicuri e dignitosi e poi, dopo tanti anni di abbandono e incuria, per dare dignità lavorativa a tutto il personale docente e Ata, professionalità che si prende cura ogni giorno dell’istruzione e dell’educazione dei nostri figli, pilastro fondamentale per il futuro del nostro Paese”. Tracciando un bilancio degli importanti interventi di manutenzione sugli edifici scolastici realizzati nel 2024 e 2025 e illustrando i progetti strategici

che cambieranno il volto di molte scuole della città si nota che sono tanti gli interventi eseguiti, quelli in corso di esecuzione e quelli in programma. Tramite l’applicativo “Sos Scuole”, nel corso del 2024 sono state gestite circa 550 istanze di riparazione. Sono stati eseguiti lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, tra cui rifacimenti di servizi igienici e scarichi acque reflue, sostituzioni serramenti e rubinetterie, ausili per l’eliminazione di barriere architettoniche, sostituzione di alcune recinzioni, revisioni generali dei servizi igienici. A questi si aggiungono lavori di più ampio respiro come l’adeguamento degli scoperti degli asili nido, la riqualificazione delle segreterie, l’impermeabilizzazione di diverse coperture e la messa in sicurezza di alcune facciate. È stato inoltre completato il risanamento delle coperture delle scuole Caccin e Galilei e sono stati

totalmente rinnovati gli spogliatoi della palestra della scuola “Don Milani”. Alla scuola “Don Milani” è stata anche riqualificata la palestrina, in cui si svolgono anche attività sportive extrascolastiche. Infine il sindaco sull’educazione civica in classe. ”C’è bisognoconclude il sindaco - di ritornare tra i banchi di scuola, con la polizia locale e insegnare ai giovani

come ci si debba comportare, alla guida delle biciclette, perché abbiamo un grosso problema legato alle biciclette elettriche e quindi servono agenti tra gli studenti, proprio per insegnare l’ Abc del comportamento in strada e anche il comportamento legato ai rifiuti per iniziare già da piccoli ad avere la cultura della differenziata”. Alessandro Abbadir

Seminari e consulenze per crescere un figlio: il segnale che le famiglie non ce la fanno più da sole

Sono 370 le famiglie del territorio che sono entrate a far parte del progetto “Mille giorni”. Si tratta di utilissimo e articolato intervento a sostegno della genitorialità nei primi anni di vita del bambino (appunto, i primi 1000 giorni del piccolo, da qui il nome del progetto) con l’obiettivo di promuovere presso le famiglie che fanno richiesta un accompagnamento competente e integrato durante il delicato periodo che va dalla gravidanza ai 3 anni del figlio. “Come amministrazione - sottolinea Sandro Marangon, assessore ai servizi sociali

del Comune di Chioggia - siamo fermamente convinti che lavorare nella direzione dell’accompagnamento, e quindi della prevenzione, sia sempre la strada migliore. Si tratta di risposte concrete a bisogni dei cittadini e il numero di famiglie,che si sono avvalse del percorso dalla sua istituzione ci sprona a continuare su questo tipo di progettualità”. Nello specifico: sono stati realizzati 11 seminari, curati dalle équipe delle cooperative “Titoli Minori” e Approdo, su tematiche fondamentali per il benessere dei bambini nella fascia

0-3 anni, tra cui il sonno del bambino e la disostruzione pediatrica. E ancora: la regolazione emotiva, la gestione dei comportamenti aggressivi, l’alimentazione nella prima infanzia, il valore del tocco e del contatto nella relazione educativa. E’ stato organizzato anche un webinar online, per raggiungere anche i genitori impossibilitati a partecipare in presenza. Inoltre, sono state attivate 3 consulenze individuali di supporto psicologico, richieste direttamente da alcune famiglie o sollecitate dai Servizi Sociali del Comune. (a.a.)

ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime elezioni regionali messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

L’assessore Mancin
l’assessore Sandro Marangon

Focus scuola/2. Interviene Luigi Zennaro presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Presidi

L’inesorabile crollo demografico spazzerà via classi e interi plessi

“Il calo demografico è costante da quasi una trentina d’anni. Si sente in tutte le scuole di ordine e grado del veneziano. Ora sempre più bisognerà scegliere se optare per mantenere i plessi sul territorio e quindi istituire sempre più pluriclassi (cioè classi con bambini e bambine di età differenti) oppure scegliere di accorpare i bambini in meno plessi e fornire un servizio di maggior qualità“. A dirlo è Luigi Zennaro presidente provinciale dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi). Zennaro fa una analisi precisa della situazione delle scuole sul territorio. “Nel veneziano - spiega - ci sono delle realtà territoriali che soffrono in maniera più forte delle altre il calo demografico. L’area sud in particolare quella cioè di Chioggia Cavarzere e Cona, nel corso degli anni ha sofferto non poco un lento e costante declino delle iscrizioni. L’ ufficio scolastico regionale fa fatica solitamente a concedere la formazione di classi con meno di 15 alunni, ma purtroppo con questa realtà avremo a che fare nei prossimi anni se non decenni. In altre zone dell’area metropolitana di Venezia come certi quartieri del Comune di Venezia, Marghera ad esempio

il declino demografico è mitigato dalla presenza di tanti bambini stranieri, visto che in questi quartieri la presenza di famiglie e comunità del Bangladesh o del Nord Africa è molto numerosa”. In calo le iscrizioni anche nelle aree della Riviera del Brenta e del Miranese sia agli asili alle medie e alle elementari. Il calo demografico si fa sentire però fa notare Zennaro, di più in questo momento alle scuole primarie (elementari) e alle secondarie di primo grado (medie) rispetto invece ad esempio alle superiori. “Il calo demografico però comincerà a farsi sentire alle scuole superiori già nei prossimi anni - precisa. Ora è mitigato da percentuale di scolarizzazione più alta rispetto ai decenni precedenti e dal fatto che alcune scuole superiori si contendono gli iscritti con strategie di marketing”. Quello che però appare ineluttabile per Zennaro è la necessità di una riorganizzazione radicale della scuola sia statale che paritaria. “Anche con un numero di iscritti che scende costantemente - spiega - c’è la necessità per mantenere aperte le scuole, di avere almeno due bidelli in servizio. Ora ci si trova di fronte a due possibilità: o tenere aperte le scuole anche con pochi

alunni (magari perché considerate essenziali e punto di aggregazione delle comunità), e allora di va verso la soluzione delle pluriclassi cioè una classe con alunni di età diverse come succede spesso nelle comunità montane, o invece chiudere i plessi (e destinarli ad altri usi) e mantenere classi diverse per ogni età portandoli in un’unica (o poche scuole) anche se si trovano fuori dal paese di residenza”. Zennaro è a favore della seconda soluzione. “Credoconclude - che si debba puntare a mantenere classi diverse per ogni età che a mio avviso permettono una qualità dell’insegnamento più alta”.

Alessandro Abbadir

Nel 2026 in arrivo un nuovo asilo nido a Sottomarina

Il 2025 si è aperto per il Comune di Chioggia con una visione strategica che punta a risolvere criticità storiche e a creare nuove opportunità per studenti e personale. È stato approvato il progetto di fattibilità da 500.000 per ampliare la mensa della scuola “Don Milani”. L’attuale refettorio, di 162 metri quadrati costringe a tre turni per i pasti, con disagi per gli alunni. L’intervento permetterà di passare a due soli turni, garantendo un servizio più efficiente, e di realizzare due nuovi laboratori didattici e un’aula di sostegno, spazi fondamentali per un’offerta formativa completa. Sarà realizzata la ristrutturazione globale della primaria Marchetti. Si partirà con il rifacimento dei due blocchi e bagni sul lato est. Seguirà un efficien-

tamento energetico grazie ai fondi del conto termico. Durante i lavori, la vicina scuola Gregorutti fungerà

da “polmone”, ospitando temporaneamente le classi per non interrompere la didattica. Una volta terminato il cantiere alla Marchetti, la stessa Gregorutti verrà completamente ristrutturata per diven-

tare una nuova e moderna scuola dell’infanzia, destinata ad accogliere gli alunni della scuola Padoan di Calle San Nicolò che si trova attualmente in un edificio fatiscente. La scuola “Giovanni Pascoli” di Sottomarina è stata parzialmente liberata grazie al trasferimento di alcune classi al plesso “CaccinGalilei”. Ciò apre la strada alla riconversione dell’ l’edificio. Infine il Comune si è aggiudicato un finanziamento Pnrr di 1.728.000 euro (su un progetto totale da 2.228.000 ) per la costruzione di un nuovo asilo nido a Sottomarina. L’opera, che sorgerà in una zona di recente urbanizzazione popolata da giovani famiglie, creerà 72 nuovi posti per divezzi e lattanti. La struttura, la cui costruzione terminerà entro i primi mesi del 2026. (a.a.)

“La scelta sarà fra più scuole con pluriclassi o meno plessi mantenendo le classi per ogni età“

IMPIANTO di ESSICCAZIONE, STOCCAGGIO E COMMERCIALIZZAZIONE CEREALI E OLEAGINOSE

VENDITA PRODOTTI PER L’AGRICOLTURA (sementi, concimi, prodotti fitosanitari, olii e filtri…)

Pellet PRESTAGIONALE

VENDITA AL DETTAGLIO mangimi e cereali di nostra produzione, prodotti per il giardinaggio e agricoltura fai da te. PELLET e LEGNA

Il presidente regionale Anp Luigi Zennaro

Istituto Oncologico

Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

segue a pag.20

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

Crollo inesorabile della popolazione scolastica, a Conselve in sette anni persi 165 studenti, ma ci sono famiglie da sostenere sul fronte delle spese, interventi e progetti edilizi

La scienziata padovana

Elisabetta Boaretto guida il team di studio sulla diga di Siloe

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

Non passa la mozione di sfiducia, dibattito acceso, orna l’ipotesi del controllo di vicinato in alcune zone

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

a pag.

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio

Focus scuola/1. A risentirne maggiormente l’infanzia e la primaria, con una contrazione delle classi

Popolazione scolastica, un crollo inesorabile

In sette anni 165 iscritti in meno a Conselve

L’assessore Silvoni: “Dietro quei numeri ci sono famiglie da sostenere e un futuro da custodire. Rispondiamo con maggiori investimenti”

I l dato più eloquente sta nei registri delle scuole conselvane: nel 2018 gli alunni erano 1.130, nell’anno scolastico che si è appena concluso invece 965 . In appena sette anni la popolazione scolastica di Conselve ha perso 165 studenti, almeno il 15% Un calo che colpisce in particolare la fascia 0-6 anni, direttamente legata all’andamento delle nascite. La fotografia scattata dall’assessore al bilancio Federica Silvoni parte dai numeri: “Nel 2010 a Conselve erano nati 95 bambini. Nemmeno 15 anni dopo, nel 2024, i nuovi nati sono stati appena 51, quasi la metà. Un simile e inesorabile calo non può non riflettersi sulle iscrizioni».

Alla scuola dell’infanzia, ad esempio, si è passati da 250 iscritti nel 2017 a 174 nel 2024 (circa un terzo in meno). Anche la primaria è scesa da 527 a 416 bambini nello stesso periodo, mentre la secondaria di primo grado è passata da 320

Nuove

scuole

a 278 alunni. “Non è un fenomeno isolato – spiega Silvoni – ma la conferma che la denatalità nazionale sta incidendo profondamente anche sul nostro territorio e porterà ad un numero inferiore anche di classi”. Di fronte a questa tendenza, l’amministrazione comunale non resta a guardare e cerca di andare incontro alle famiglie attraverso un pacchetto di misure a sostegno di chi ha figli in età scolare. La più significativa riguarda il nido “Il Girasole”: con 29.677 euro di fondi, il Comune finanzia voucher per abbattere le rette. Il contributo coprirà fino al 100% del costo per i nuclei con Isee fino a 12 mila euro, e resterà comunque al 50% anche per chi supera i 50 mila euro. «Abbiamo scelto un criterio universale – sottolinea l’assessore – perché il sostegno alla genitorialità deve raggiungere tutti, seppur in misura diversa».

Confermato poi lo “Spazio gio-

co”: due ore pomeridiane aggiuntive (dalle 16 alle 18) che accoglieranno dieci bambini tra i 12 e i 36 mesi, seguiti da educatori qualificati. Costo dell’operazione: 24 mila euro, a retta invariata. “È una risposta concreta alle esigenze dei genitori che lavorano – aggiunge Silvoni – e un modo per potenziare la capacità recettiva della struttura”.

Accanto ai servizi, ci sono gli investimenti strutturali: circa 32 mila euro per nuove giostrine esterne al nido, cofinanziate dalla Regione, e oltre 1,5 milioni di euro per la ristrutturazione completa della scuola dell’infanzia statale, con cappotto, infissi nuovi e pannelli solari. Intanto avanzano i lavori dei due nuovi edifici scolastici – primaria e secondaria – per un valore complessivo di quasi 10 milioni di euro coperti dal Pnrr. Infine, attenzione alle tariffe: la

mensa costa da 2,50 a 4,10 euro a pasto a seconda dell’Isee, mentre il trasporto scolastico ha una tariffa standard di 50 euro al mese, ridotta a 25 per i fratelli e scontata del 50% per le famiglie con redditi fino a 8 mila euro.

“La scuola è una priorità assoluta per questa amministrazione –sot-

alla sfida del calendario, resta da sciogliere il nodo della viabilità

C’è aria di ottimismo in municipio, dove viene ribadito che i lavori delle nuove scuole primaria e secondaria di primo grado procedono secondo cronoprogramma e, nonostante qualche imprevisto tecnico, non hanno subito particolari ritardi. Anzi, nel caso della primaria, il cantiere è persino in anticipo: l’impresa conta di consegnare l’edificio già entro la fine di quest’anno. “Da scadenza Pnrr – spiega il sindaco Umberto Perilli – i lavori dovranno concludersi entro l’estate del 2026. Gli alunni inizieranno

l’anno scolastico 2026-2027 nei due nuovi plessi”.

Mentre la costruzione procede a ritmo sostenuto, l’amministrazione comunale lavora anche sul fronte della viabilità, un aspetto particolarmente sentito e dibattuto. L’obiettivo è garantire un accesso sicuro e scorrevole alla futura cittadella scolastica di via Traverso, che ospiterà migliaia di studenti di tutte le età: dai piccoli dell’asilo nido fino ai ragazzi delle scuole superiori. “Stiamo valutando interventi di razionalizzazione

della circolazione – aggiunge Perilli – con l’allargamento di alcuni tratti di carreggiata, la realizzazione di marciapiedi e una nuova viabilità interna collegata agli ingressi dei plessi”.

In particolare è allo studio una modifica della viabilità di via Traverso e via Vettorato. L’amministrazione intende trasformare l’attuale pista ciclabile in fascia di parcheggio temporaneo, così da consentire a genitori e accompagnatori di far salire e scendere i ragazzi in sicurezza. Contestualmente, la

tolinea Stefania Mastellaro, assessore all’istruzione –. I numeri ci dicono che gli alunni diminuiscono, ma noi rispondiamo investendo di più, per garantire a ogni bambino le stesse opportunità e rendere Conselve un territorio amico delle famiglie”.

Nicola Stievano

ciclabile verrà spostata di qualche decina di metri e integrata in un nuovo percorso che collegherà via Beggiato con la secondaria di primo grado.

Tra le ipotesi, anche una regolamentazione più stringente del traffico nelle ore di punta (7.30-8.30) e la creazione di aree di sosta temporanea per agevolare i flussi. “La strada è privata e ne discuteremo con i proprietari – conclude il sindaco – ma l’obiettivo resta garantire sicurezza e funzionalità alla cittadella scolastica”. (n.s.)

ATribano il nuovo anno scolastico 2025/2026 si apre con 351 studenti distribuiti tra nido, infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Una comunità scolastica vivace che, nonostante il calo demografico che tocca anche il territorio, continua a crescere grazie a progetti educativi, servizi e investimenti messi in campo dal Comune.

Il sindaco Massimo Cavazzana sottolinea l’impegno dell’amministrazione: “La scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma un presidio di comunità. Per questo, anche quest’anno, abbiamo scelto di sostenere famiglie e studenti con contributi concreti e servizi innovativi”.

Tra i numeri più significativi, l’asilo nido comunale Il Grillo Parlante ospiterà una trentina di bambini dai 3 mesi ai 3 anni, con una progettazione educativa personalizzata e attività outdoor a contatto con la natura. La scuola dell’infanzia Madonna di Fatima accoglierà 80 piccoli alunni, mentre alla primaria Edmondo De Amicis siederanno tra i banchi 145 bambini. Alla secondaria Don Paolo Galliero gli iscritti saranno 107.

Accanto all’attività didattica, il Comune ha confermato i servizi di ingresso anticipato e uscita posticipata per agevolare i genitori che lavorano, oltre al doposcuola

attivo fino alle 17:30. “Sappiamo quanto la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro sia una sfida quotidiana – spiega Cavazzana – e vogliamo che nessuna famiglia si senta sola”.

Sul fronte delle risorse, l’amministrazione ha stanziato oltre 26 mila euro di contributi all’asilo nido, e 32.640 euro alla scuola dell’infanzia più altri 160 euro a bambino, per un minimo di ulteriori 12.800 euro. Altri 8.500 euro vanno all’Istituto Comprensivo, mentre è di 15 mila euro il contributo al doposcuola. Non mancano le borse di studio per meriti scolastici, civili e di volontariato, pensate per riconoscere l’impegno dei ragazzi non solo sui libri, ma anche nella comunità.

Il nuovo anno parte anche con investimenti in edilizia scolastica: ristrutturazioni, adeguamenti antincendio, nuovi laboratori e spazi per il benessere degli studenti, per

Bovolenta, inaugurato il nuovo asilo: accoglierà fino a venti

Sono già 18 le iscrizioni al nuovo asilo nido comunale inaugurato a Bovolenta, una struttura che rappresenta un investimento importante per il futuro del paese. Il nido potrà accogliere fino a venti bambini in un ambiente sicuro, moderno e ricco di stimoli educativi.

La sindaca Anna Pittarello, dopo il taglio del nastro, ha sottolineato il valore dell’opera: “Il nido è un luogo pensato per accogliere, educare e far crescere i nostri bambini. È un presidio fondamentale per le famiglie, ma anche un investimento sul futuro della comunità».

La nuova struttura è stata realizzata grazie ai fondi Pnrr, con un

bambini

costo complessivo di circa 400 mila euro, e trova posto nell’edificio che già ospitava le scuole medie. ll calo delle iscrizioni ha portato ad una riorganizzazione degli spazi dell’edificio. Al piano rialzato sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione per adeguare gli spazi alle esigenze dei più piccoli, garantendo ambienti luminosi e funzionali al nido. Al piano superiore invece trovano posto i bambini della scuola dell’infanzia. Nell’edificio che ospita la primaria hanno trovato posto anche le classi delle medie. L’apertura del nido comunale, ricorda ancora il sindaco, risponde a un bisogno concreto della po-

un totale di quasi 190 mila euro. Nel dettaglio 124 mila euro vanno alla ristrutturazione energetica dell’auditorium, 35 mila per il completamento dell’intervento anticendio e del laboratorio cutina e altri 30 mila per la riqualificazione del piazzale scolastico. “Stiamo costruendo scuole accoglienti, sicure e sostenibili – commenta il sindaco – perché il futuro dei nostri ragazzi passa anche attraverso la qualità degli ambienti in cui crescono”.

Infine, i primi giorni di scuola sono stati dedicati al progetto Accoglienza: quattro giornate con laboratori, sport e visite guidate per favorire la socializzazione e smorzare l’ansia dei più piccoli. “Il ritorno sui banchi – conclude Cavazzana – non è solo un rito annuale, ma un momento di comunità. Vogliamo che ogni bambino e ragazzo di Tribano inizi l’anno con entusiasmo e fiducia”. (n.s.)

polazione: offrire un servizio educativo qualificato che consenta di conciliare meglio tempi di lavoro e genitorialità. Pittarello ha concluso ricordando come l’investimento non sia rivolto solo alle famiglie di oggi, ma rappresenti un tassello per rendere Bovolenta più attrattiva anche in futuro. “Il nostro obiettivo – ha detto – è offrire servizi che rendano il paese accogliente per chi sceglie di viverci e crescerci dei figli”.

Confermati doposcuola, ingressi anticipati e borse di studio per meriti scolastici e civili. Oltre 190 mila euro per interventi strutturali e contributi diretti alle scuole. I primi giorni dedicati all’accoglienza, con laboratori, sport e attività per favorire la socializzazione

Giovani volontari hanno ripulito le scuole prima dell’inizio delle lezioni

Medicina territoriale, è attivo il primo ambulatorio infermieristico

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 20

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

RITORNO

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

Con 402 iscritti in meno e 13 cattedre tagliate, la scuola polesana riflette un’emergenza demografica strutturale e fa i conti con una difficile riorganizzazione

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

DUE MILIONI DAL RIGASSIFICATORE

Scontro politico sui fondi LNG: il Comune ospitante contesta l’intesa, rivendicando un ruolo centrale e risorse dedicate

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio

Focus scuola/1. Saldo negativo di 402 studenti e 13 cattedre in meno, la scuola cerca riscatto

Polesine, banchi più vuoti e fuga di talenti

Nuovo anno scolastico, ma in Polesine si contano meno studenti: -402 in un anno, -13 cattedre. Giovani in fuga e pochi rientri dopo la laurea: il territorio fatica a trattenere talenti

S ono 23.608 gli studenti iscritti alle scuole statali di ogni ordine e grado in provincia di Rovigo per l’anno scolastico in corso. Un dato che, però, conferma la tendenza negativa: rispetto allo scorso anno si contano 402 alunni in meno, dopo il già pesante calo di 388 unità registrato nel 2023/24. Il decremento riguarda soprattutto le scuole primarie e secondarie di secondo grado, che segnano un saldo negativo di 200 iscritti. Seguono le scuole medie con 110 alunni in meno, e la scuola dell’infanzia, che perde 95 iscritti. Le conseguenze non si fanno attendere: il calo demografico ha portato al taglio di 13 cattedre, riducendo l’organico docente a 2.092 unità complessive, a cui si aggiungono circa 400 insegnanti di sostegno. Resta invece stabile il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata),

che conta circa 800 addetti tra primarie e secondarie. Un quadro che conferma le difficoltà del sistema scolastico polesano, stretto tra crisi demografica e riduzione delle risorse. Negli ultimi anni la provincia ha visto partire sempre più giovani, soprattutto laureati. Il fenomeno dell’emigrazione giovanile dal Polesine continua a crescere, confermandosi una delle criticità più gravi per il territorio. Ogni anno circa tremila diplomati lasciano le scuole superiori della provincia, ma meno di 800 scelgono di rimanere. Tra chi prosegue gli studi universitari, solo una minoranza torna a vivere stabilmente in provincia dopo la laurea. Il numero di under 35 che hanno lasciato Rovigo e il Polesine è passato dai 47 casi del 2011 ai 192 del 2024, un incremento costante che evidenzia una tendenza ormai strut-

turale. Ancora più preoccupante è la composizione di questo esodo: oltre il 61% di chi parte è laureato, segnale che la perdita riguarda in modo particolare giovani con alta formazione. Il quadro si intreccia con i dati sul lavoro. Nel 2024 il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha raggiunto il 15,6%, a fronte di una media regionale del 10,9%. Anche l’indicatore dei cosiddetti Neet – giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano – fotografa una situazione più critica rispetto al resto del Veneto: 17,5% contro una media del

10,5%. Tra le cause la mancanza di lavoro qualificato, ben retribuito e compatibile con la vita privata. A questo si aggiungono la scarsità di alloggi in affitto e un contesto sociale poco stimolante, che spinge molti a cercare altrove condizioni migliori. Poi ci sono radici storiche: il Polesine resta un territorio rurale, incapace di valorizzare le competenze dei laureati. Un territorio che si conferma così una delle aree più fragili della regione per quanto riguarda la capacità di trattenere e valorizzare le nuove generazioni. Il suono della campanella ha se-

gnato l’inizio del nuovo anno scolastico, ma dietro l’entusiasmo dei primi giorni si cela un dato che non può passare inosservato: il calo degli studenti. Meno presenze tra i banchi, corridoi più silenziosi, un segnale che riflette i cambiamenti demografici del territorio. La sfida, ora, è trasformare questa diminuzione in un’occasione di rinnovamento: ripensare il ruolo dell’istruzione e restituire alla scuola quella centralità che da sempre rappresenta il cuore pulsante della comunità polesana.

Sara Busato

Calano le iscrizioni, chiude la storica scuola dell’infanzia paritaria di Donzella (Porto Tolle)

Il nuovo anno scolastico si è aperto senza una delle realtà educative più storiche del Delta. La scuola dell’infanzia paritaria Santa Caterina da Siena di Donzella non riaprirà le sue porte: lo aveva annunciato il Comitato di gestione, spiegando che “a causa delle poche iscrizioni raccolte, l’istituto paritario, dopo 70 anni di attività, chiuderà definitivamente il 26 giugno 2025”. La notizia è stata accolta con grande amarezza nella comunità di Porto Tolle: per generazioni l’asilo ha rappresentato un punto di riferimento per i piccoli deltini e per le loro famiglie. Fondato nel 1954 dalle suore Cistercensi della Carità di Anagni, l’istituto aveva festeggiato proprio lo scorso anno il settantesimo anniversario di attività.Dopo la trasformazione in scuola paritaria e l’uscita delle suore, che lasciarono Donzella nell’estate del

2020, la struttura era stata portata avanti con il sostegno di maestre, volontari e famiglie. La chiusura della Santa Caterina da Siena rappresenta la seconda perdita per il territorio in pochi anni: già nel 2022 la scuola paritaria Buon Pastore di Boccasette aveva cessato l’attività, venendo sostituita da una sezione statale all’interno del plesso della primaria. Le cause, spiegano dal Comitato, vanno ricercate principalmente nel calo demografico e nelle difficoltà economiche: “Nonostante l’importanza educativa e sociale, le paritarie non riescono a garantire rette competitive rispetto alle scuole statali”. Restano attive, per ora, le altre due realtà paritarie di Porto Tolle – la Maria Ausiliatrice di Scardovari e la Santa Maria Goretti di Polesine Camerini – oltre all’asilo comunale di Ca’ Tiepolo. (s.b.)

La nuova sezione Primavera: risponde davvero alle esigenze?

Dalle aule alle prime esperienze di gioco, Porto Viro investe sul futuro dei suoi cittadini più giovani con due iniziative che parlano di cura, sostegno e comunità. Un contributo di 10mila euro a favore dell’Istituto Comprensivo cittadino. La decisione, approvata all’unanimità dall’amministrazione di Porto Viro, mira a coprire una parte delle spese sostenute dalla scuola durante l’anno scolastico 2024/2025.

Le risorse serviranno a saldare i costi già affrontati per l’acquisto di materiale d’ufficio e prodotti per la pulizia, la manutenzione della strumentazione informatica e dell’impianto di condizionamento, e alcuni lavori di tinteggiatura. Le spese totali rendicontate ammontano a oltre 17mila euro, coperti solo parzialmente dal contributo comunale. Questa iniziativa rientra tra le responsabilità del Comune, che per legge deve garantire il funzionamento delle scuole materne, elementari e medie, occupandosi di bollette, manutenzioni e forniture. L’amministrazione ha voluto evidenziare l’efficacia della gestione diretta degli acquisti da parte della scuola, un metodo che snellisce le procedure e rende più semplice l’approvvigionamento

dei materiali. Per assicurare una rapida erogazione dei fondi e la continuità dei servizi scolastici, l’atto è stato dichiarato immediatamente esecutivo. Sul fronte dei servizi per l’infanzia, l’associazione “Il Giardino blu” ha inaugurato la nuova sezione Primavera, rivolta ai bambini dai 24 ai 36 mesi che non hanno ancora l’età per frequentare la scuola materna. Si tratta di un progetto unico nel territorio, pensato per rispondere alle esigenze delle famiglie e offrire ai piccoli un percorso educativo su misura. La mattinata, indicativamente dalle 8 alle 13, sarà dedicata al gioco e alle attività creative all’interno degli spazi della scuola, con la costante presenza delle insegnanti. I piccoli potranno inoltre

esplorare il grande giardino della struttura, un luogo pensato per esperienze educative e ludiche a contatto con la natura. Il momento del pranzo, preparato nella cucina interna da personale specializzato, sarà il momento conclusivo della giornata, pensato anche per favorire lo sviluppo dell’autonomia dei bambini. I posti sono limitati a un massimo di dieci bambini. Le famiglie interessate potranno richiedere il bonus nido per coprire parte della retta. Dal sostegno all’Istituto Comprensivo alla nascita della sezione Primavera, la comunità si stringe attorno ai più giovani, con l’obiettivo di costruire un futuro in cui istruzione e crescita vadano di pari passo.

Sara Busato

L’amministrazione destina 10mila euro all’Istituto Comprensivo per coprire spese scolastiche, mentre l’associazione “Il Giardino Blu” inaugura la nuova sezione Primavera per bambini dai 24 ai 36 mesi, offrendo un percorso educativo tra gioco, natura e autonomia

Scuola, la stangata continua: con libro, corredo e cancelleria si va a oltre ai 1000 euro

Il rientro sui banchi si conferma un duro colpo per le tasche delle famiglie italiane. Secondo le stime accompagnare un figlio al primo anno delle scuole superiori può costare più di 1.300 euro. Una cifra che comprende libri, corredo scolastico e ricambi, e che si somma alle spese sostenute durante l’estate, mettendo ulteriormente in difficoltà i bilanci domestici. Il capitolo più pesante resta quello dei libri di testo: già lo scorso anno la spesa media superava i 715 euro e le proiezioni per il 2025 non offrono prospettive migliori. In generale, si registra un aumento medio del 5%: i libri rincarano del 3,8%, la cancelleria del 6,1%, mentre gli articoli di cartoleria sono l’unico segmen-

to in lieve calo, con un -4,1%. In questo quadro cresce il ricorso al mercato dell’usato, che permette risparmi consistenti, fino al 50% rispetto al nuovo. Per esempio, per una prima liceo classico l’acquisto di testi e vocabolari può arrivare a 500 euro, ma con l’usato la spesa si riduce a circa 350 euro. Anche la grande distribuzione si muove per venire incontro alle famiglie: sempre più supermercati propongono sconti fino al 15% sui testi nuovi. A ciò si aggiunge l’espansione del mercato online, dove le piattaforme dedicate allo scambio di libri registrano un aumento esponenziale di utenti, confermandosi una valida alternativa per contenere i costi. Un ritorno a scuola che, tra

rincari e sacrifici, somiglia sempre più a una corsa a ostacoli per le famiglie. La sfida ora è trovare soluzioni concrete e durature: dal potenziamento del mercato dell’usato al sostegno delle piattaforme di scambio, passando per politiche pubbliche capaci di alleggerire un peso che, anno dopo anno, rischia di trasformare il diritto allo studio in un lusso. (s.b.)

IMPIANTO di ESSICCAZIONE, STOCCAGGIO E COMMERCIALIZZAZIONE CEREALI E OLEAGINOSE

VENDITA PRODOTTI PER L’AGRICOLTURA (sementi, concimi, prodotti fitosanitari, olii e filtri…)

VENDITA AL DETTAGLIO mangimi e cereali di nostra produzione, prodotti per il giardinaggio e agricoltura fai da te. PELLET e LEGNA

Assistenza sanitaria non urgente, debutta il numero 116-117 ed è boom di chiamate

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

19

del Miranese Nord

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE FRA MILLE INCOGNITE, CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI

AL BANDO

Martellago, il Comune ha investito oltre un milione di euro nel plesso di via Trento. Luigi Zennaro presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Presidi:“Il calo demografico rivoluzionerà il mondo della scuola”

Arriva l’autunno, tra atmosfere accoglienti, colori caldi e ambienti da vivere in sicurezza

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

MARTELLAGO CAMBIA VOLTO: DIECI ROTATORIE IN ARRIVO

Primo cantiere già aperto in via Castellana. Obiettivi: ridurre velocità, snellire gli incroci critici e migliorare la sicurezza per tutti gli utenti della strada

E VALE 600 MILIONI

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

a tutti i clienti in omaggio una STUPENDA SORPRESA

Via Venezia, 110 · Oriago di Mira (Ve) cell. 327 1372668 · ororiviera@libero.it

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Il suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 11
Servizio a pag. 19 segue a pag.
pag. 24
21
20
27 segue a pag. 5

Un milione speso e tanti progetti: ma i problemi veri della scuola restano irrisolti

“Investire nella scuola significa investire nel futuro: il nostro impegno per i bambini, le famiglie e la comunità è una priorità. L’istruzione è il cuore pulsante di ogni comunità che guarda al futuro con fiducia e responsabilità”. A dirlo è il sindaco di Martellago Andrea Saccarola dopo un’estate dedicata a mettere in ordine i plessi scolastici del territorio. Per questo motivo, sottolinea Saccarola, il Comune di Martellago ha scelto di mettere la scuola al centro della propria azione, con interventi concreti e duraturi che migliorano la qualità della vita scolastica e sostengono il percorso di crescita dei ragazzi. Uno dei progetti più significativi di quest’ultimo periodo a Martellago, è la ristrutturazione del plesso scolastico di via Trento, un intervento atteso da anni che diventa realtà.

“Abbiamo investito oltre 1 milione di euro per rendere l’edificio più sicuro ed efficiente dal punto di vista energetico - affermano il primo cittadino Andrea Saccarola e l’assessore ai lavori pubblici Luca Faggian. “Non si tratta solo un miglioramento strutturaledice l’assessore al bilancio e pubblica istruzione Silvia Bernardo - bensì lavorare costantemente per garantire ai nostri bambini ambienti scolastici all’altezza delle loro potenzialità”. E non solo. “Parallelamente - sottolinea Saccarola - continuiamo a sostenere il progetto Pedibus, un’iniziativa vincente e collaudata nel nostro territorio grazie all’impegno delle nostre associazioni dei genitori che coniuga salute, sostenibilità e socialità. Accompagnare i bambini a scuola a piedi, in gruppo e in sicurezza, significa educare fin da

piccoli al rispetto per l’ambiente, favorire l’autonomia e rafforzare il senso di comunità”. Il successo del Pedibus è frutto della collaborazione tra scuola, famiglie e volontari, “un esempio concreto di come si costruisce una città più vivibile e attenta ai più piccoli”. “Infine, non potevamo trascurare - precisa Saccarola - il valore dell’educazione come esperienza attiva e partecipata”. Per questo il Comune continuerà a sostenere numerosi progetti educativi e di aggregazione per i ragazzi, che spaziano dalla creatività alla scienza, dalla lettura al digitale. Iniziative che arricchiscono il percorso scolastico e stimolano curiosità, spirito critico e capacità di lavorare insieme. “Tutti questi interventi - conclude il sindaco di Martellago - non sono iniziative isolate, ma parti di una visione

Tra classi ridotte e iscrizioni in calo: il sistema scolastico veneziano scricchiolao

La popolazione scolastica nel veneziano è tendenzialmente in diminuzione ma ci sono delle particolarità a riguardo dei territori e delle fasce d’età. Lo analizza uno studio dell’Osservatorio Scolastico Veneziano con la Città Metropolitana di Venezia. Complessivamente sono iscritti alle scuole di ogni ordine e grado 81.128 (alunni e alunne ) in 4077 classi. Se si vanno a guardare i dati nei diversi territori distretto per distretto, si vedono delle chiare differenze. Nel distretto di Mirano il 40,2 % della popolazione

scolastica è iscritta alle elementari, il 27,9 alle scuole medie e il 31,9 % alle scuole superiori. Per le scuole primarie si nota come la scelta dei genitori sia quella prevalente del tempo pieno, a parte il distretto di San Donà dove la scelta cade sul tempo normale. Un forte calo di iscritti collegato alla crisi demografica si nota alle primarie in tutti i distretti, mentre non è ancora arrivato in modo netto alle superiori. Andando ad analizzare le iscrizioni all’anno 2025- 2026 delle scuole superiori, si vede che diminuisce la percen-

tuale degli iscritti ai licei che sono all’inizio di quest’anno scolastico 13363 rispetto ai 13482 dello scorso anno. Diminuiscono anche gli iscritti all’istruzione professionale che passano da 5.663 dell’anno scorso a 5.524 di quest’ anno. In calo leggermente anche l’istruzione artistica che vede 1.478 iscritti a settembre di quest’anno rispetto ai 1529 dello scorso anno. In leggero aumento invece sono gli iscritti all’istruzione all’istruzione superiore tecnica: sono 12.565 nel 2025/26 mentre erano 12.540 l’anno scorso. (a.a)

più ampia: una scuola pubblica di qualità, radicata nel territorio, inclusiva e capace di preparare cittadini consapevoli e responsabili. Continueremo a investire in questa direzione, con convinzione e con l’ascolto costante di chi vive la scuola ogni giorno: bambini, insegnanti, genitori. Perché il futuro della nostra comunità comincia da qui”.

Alessandro Abbadir

Focus scuola/2. Interviene Luigi Zennaro presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Presidi

L’inesorabile calo demografico scatena il terremoto nella riorganizzazione dei plessi”

“Il calo demografico è costante da quasi una trentina d’anni. Si sente in tutte le scuole di ordine e grado del veneziano. Ora sempre più bisognerà scegliere se optare per mantenere i plessi sul territorio e quindi istituire sempre più pluriclassi (cioè classi con bambini e bambine di età differenti) oppure scegliere di accorpare i bambini in meno plessi e fornire un servizio di maggior qualità“. A dirlo è Luigi Zennaro presidente provinciale dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi). Zennaro fa una analisi precisa della situazione delle scuole sul territorio.

“Nel veneziano - spiega - ci sono delle realtà territoriali che soffrono in maniera più forte delle altre il calo demografico. L’area sud in particolare quella cioè di Chioggia Cavarzere e Cona, nel corso degli anni ha sofferto non poco un lento e costante declino delle iscrizioni. L’ ufficio scolastico regionale fa fatica solitamente a concedere la formazione di classi con meno di 15 alunni, ma purtroppo con questa realtà avremo a che fare nei prossimi anni se non decenni. In altre zone dell’area metropolitana di Venezia come certi quartieri del Comune di Venezia, Marghera ad

esempio il declino demografico è mitigato dalla presenza di tanti bambini stranieri, visto che in questi quartieri la presenza di famiglie e comunità del Bangladesh o del Nord Africa è molto numerosa”. In calo le iscrizioni anche nelle aree della Riviera del Brenta e del Miranese (nord e sud) sia agli asili alle medie e alle elementari. Il calo demografico si fa sentire però fa notare Zennaro, di più in questo momento alle scuole primarie (elementari) e alle secondarie di primo grado (medie) rispetto invece ad esempio alle superiori. “Il calo demografico però comincerà a farsi sentire alle scuole superiori già nei prossimi anni - precisa. Ora è mitigato da percentuale di scolarizza-

zione più alta rispetto ai decenni precedenti e dal fatto che alcune scuole superiori si contendono gli iscritti con strategie di marketing”. Quello che però appare ineluttabile per Zennaro è la necessità di una riorganizzazione radicale della scuola sia statale che paritaria. “Anche con un numero di iscritti che scende costantemente - spiega - c’è la necessità per mantenere aperte le scuole, di avere almeno due bidelli in servizio. Ora ci si trova di fronte a due possibilità: o tenere aperte le scuole anche con pochi alunni (magari perché considerate essenziali e punto di aggregazione delle comunità), e allora di va verso la soluzione delle pluriclassi cioè una classe con alunni di età diverse come succede spesso nelle comunità montane, o invece chiudere i plessi (e destinarli ad altri usi) e mantenere classi diverse per ogni età portandoli in un’unica (o poche scuole) anche se si trovano fuori dal paese di residenza”. Zennaro è a favore della seconda soluzione. “Credo - conclude - che si debba puntare a mantenere classi diverse per ogni età che a mio avviso permettono una qualità dell’insegnamento più alta”.

Alessandro Abbadir

Mense scolastiche a Salzano, il costo del buono pasto resta invariato

Si sono concluse le procedure per la concessione del servizio di refezione scolastica per il periodo 2025-2030 a Salzano. Il costo del servizio resterà identico per le famiglie. Destinatari saranno gli alunni della scuola dell’infanzia “Il Girotondo” e delle primarie di Salzano e Robegano. Ad aggiudicarsi l’appalto è stata la ditta Sodexo, già presente negli anni precedenti, che si è confermata come l’impresa più qualificata per esperienza e capacità organizzativa. Si tratta di una realtà multinazionale con oltre cinquant’anni di attività nel settore della ristorazione. Tra i requisiti ritenuti fondamentali figurano la corretta alimentazione, la qualità e la sicurezza dei prodotti, l’attenzione alla territorialità e stagionalità, la

valorizzazione del biologico e una corretta gestione della raccolta differenziata dei rifiuti. Come già avvenuto negli anni passati, saranno inoltre organizzati incontri di educazione alimentare rivolti ai bambini e alle famiglie, con l’obiettivo di diffondere buone pratiche nutrizionali sui temi della salute e della sostenibilità. Grande attenzione sarà dedicata al biologico, che rappresenterà una componente stabile dei menù scolastici proposti nelle scuole di Salzano.“L’alimentazione è un tema prioritario per le famigliesottolinea il sindaco Luciano Betteto. Abbiamo voluto garantire che i pasti offerti ai nostri ragazzi siano di elevata qualità, con particolare attenzione al biologico e al rispetto dell’ambiente. Nono-

stante il cospicuo aumento dei prezzi dei prodotti per preparare i pasti, il Comune ha compiuto un notevole sforzo per assicurare la continuità di un servizio di qualità senza aggravio. Il costo del buono pasto, infatti, resterà assolutamente invariato”. (a.a.)

“La scelta sarà fra più scuole con pluriclassi o meno plessi mantenendo le classi per ogni età“

Il presidente provinciale Anp Luigi Zennaro

Assistenza sanitaria non urgente, debutta il numero 116-117 ed è boom di chiamate

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 20

A Mirano alle scuole dell’obbligo si mantengono tutte le classi. A Santa Maria di Sala aperto l’asilo nido “Margherita Hack”. Sicurezza, a Spinea arrivano le “piazze scolastiche”. Calano gli iscritti in tutta l’area metropolitana

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

OCCUPAZIONI ABUSIVE A SPINEA, NUOVO CASO AL VILLAGGIO DEI FIORI

L’ultima occupazione riguarda una madre precaria con due figlie. Il vicesindaco: “Situazioni inaccettabili, ma siamo bloccati dalla legge”

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

a tutti i clienti in omaggio una STUPENDA SORPRESA

Via Venezia, 110 · Oriago di Mira (Ve) cell. 327 1372668 · ororiviera@libero.it

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio
Servizio

Focus scuola/1. Il Comune fa il punto della situazione all’inizio dell’anno scolastico

Mirano, tra led e doposcuola la scuola si accende, ma a quale prezzo?

AMirano non mancano novità con l’avvio dell’anno scolastico. Nell’ambito degli interventi di efficientamento energetico di 28 edifici comunali, durante l’estate, diverse scuole sono state sottoposte a relamping ovvero ad interventi di sostituzione delle lampade tradizionali con lampade a Led e di aggiornamento tecnologico delle plafoniere con sistemi di controllo dell’illuminazione per migliorare l’efficienza energetica. I lavori sono stati completati alla primaria “Dante Alighieri” nel capoluogo, materna Saggiotti nel capoluogo, materna ZanettiMeneghini a Zianigo, primaria Carducci a Scaltenigo e Pellico a Campocroce. Sono in corso di completamento nella secondaria “Da Vinci” e nella materna “Wolf Ferrari” nel capoluogo. Sul versante degli iscritti è certo che le scuole primarie e secondarie di primo grado mantengo-

no tutte le sezioni dello scorso anno. Ad esempio nella primaria di Campocroce sono attive 6 sezioni. Anche le scuole paritarie mantengono le sezioni degli scorsi anni. ”La verifica degli equilibri di bilancio approvata dal Consiglio Comunale delle scorse settimane - ha dichiarato il sindaco Tiziano Baggio - ha confermato la validità delle politiche fin qui adottate dal Comune, basate su un approccio rigoroso e responsabile fondato sulla riduzione accelerata del debito e sul controllo della spesa, oltre che sull’attenzione alle entrate. Grazie a questa strategia, siamo riusciti a far fronte alle sempre maggiori riduzioni dei trasferimenti e accantonamenti obbligatori, i cosiddetti tagli, e all’aumento generalizzato dei costi, senza dover ridurre alcun servizio, ma, al contrario, ad aumentarli, migliorando la qualità della vita cittadina. Sia-

mo orgogliosi delle politiche familiari adottate, in particolare con il servizio di prescuola e post scuola, che ha fin qui rappresentato un aiuto fondamentale per molte mamme e papà, e con la prossima attivazione del servizio di doposcuola per le scuole primarie, un supporto ancora più completo e vicino alle esigenze della nostre comunità. Nel dettaglio anche quest’an-

no è confermato il servizio pre e post-scuola da fine settembre fino al termine dell’anno scolastico. Il pre-scuola, dalle 7.30 alle 8 sarà garantito per le scuole statali dell’infanzia e primarie. Il post-scuola, dalle ore 16 alle 17 solo per le scuole dell’infanzia statali. Nel Comune ci sono due asili nidi e l’apertura di un nuovo asilo nido comunale è prevista per il 2026 nella barchessa di

Nido “Margherita Hack” tra simboli e contraddizioni: cresce la scuola, crescono

I messaggi dei genitori dei bimbi, che da quest’anno frequentano il nuovo asilo nido “Margherita Hack” di Santa Maria di Sala, sono stati messi in una capsula del tempo che è stata sepolta nel giardino della scuola. I pensieri e i biglietti di auguri ai piccoli per la loro vita saranno aperti tra 30 anni quando i bambini ora poco più che neonati, saranno forse a loro volta genitori. Questa la bella iniziativa fatta dal Comune di Santa Maria di Sala dopo il taglio del nastro della nuova scuola nelle scorse settimane. “E’ una giornata importante per la comunità di Santa Maria di Sala - ha detto il sindaco Alessandro Arpi. L’inaugurazione dell’asilo nido comunale “Margherita Hack” rappresenta non solo un investimento concreto nel futuro dei nostri bambini, ma anche un simbolo di speranza, crescita e inclusione”. Il

nuovo nido comunale “Margherita Hack” è una struttura educativa all’avanguardia, dedicata ai bambini dai 3 ai 36 mesi. L’investimento complessivo ammonta a circa 2,47 milioni di euro, di cui 1,7 milioni finanziati tramite fondi Pnrr. La struttura può accogliere fino a 60 bambini, suddivisi per fasce d’età: 12 posti per i lattanti, 48 posti per divezzi e bambini più grandi. L’edificio si sviluppa su 3.600 metri quadrati, all’interno di un’area complessiva di 5.000 metri quadrati, ed è stato progettato secondo i più alti standard di sostenibilità energetica. Sul versante scuola il Comune conferma che saranno a disposizione per il trasporti scolastico nelle scuole del territorio 4 autobus. Il Comune ha anche annuncia l’aumento di un euro per il buono pasto alle mense scolastiche. (a.a.)

villa Bianchini a Zianigo. Anche per l’anno scolastico 2025/2026 sono confermate per il trasporto le 4 linee attivate negli anni precedenti: linea 1 Zianigo, linea 2 Vetrego, linea 3 Campocroce, linea 3A Vetrego. Infine il Comune di Mirano come forma di sostegno alle famiglie ha previsto contributi per la frequenza dei figli ai centri estivi 2025. Alessandro Abbadir

i costi

Focus scuola/2. Gli assessori Sonia Martignon, Massimo De Pieri e Loredana Mainardi intervengono

Emergenza sicurezza per gli alunni A Spinea le “piazze scolastiche”

“L’estate a Spinea è stata caratterizzata da un programma intenso di lavori pubblici con particolare attenzione agli interventi in prossimità delle scuole”. A dirlo è l’assessora comunale ai lavori pubblici Sonia Martignon. In via Luneo è in completamento il cantiere per la realizzazione dell’incrocio rialzato con via Marco Polo e di un dosso all’altezza di via Barzizza, con l’obiettivo di moderare la velocità dei veicoli. In viale Sanremo, nei pressi della scuola Vico, verrà realizzato un dosso per rendere più sicuri i passaggi pedonali utilizzati dagli studenti. Interventi analoghi sono previsti in via Fregene, accanto alla scuola “Anna Frank”. “Nei prossimi mesi - continua Martignon - saranno programmati ulteriori interventi di grande utilità per la comunità scolastica: il nuovo parcheggio in via Marco Polo e la sistemazione del parcheggio in via Rossignago, con l’obiettivo di sperimentare le prime “piazze scolastiche” che già in alcuni Comuni hanno saputo coniugare sicurezza, fruibilità dello spazio urbano a disposizione, e rispetto dei residenti delle zone contermini”. Importanti novità in ambito scolastico anche

dall’assessore alla pianificazione del territorio, Massimo De Pieri. “Abbiamo previsto due interventi che riguardano direttamente la sicurezza e la fruibilità delle scuole di Spinea - dice. Il primo riguarda l’area dell’ex bocciodromo. Qui, a cura del privato, verrà sistemata tutta l’area esterna, inclusa quella dell’ex ecocentro, con la realizzazione di nuovi parcheggi e sistemazione a verde; anche l’attuale parcheggio con l’impianto fotovoltaico, che rappresenta l’accesso principale alla nuova scuola verrà riqualificato”. “Stiamo lavorando - spiega - per anticipare il più possibile i tempi in modo che, già a partire dall’apertura dell’anno scolastico 2026-2027, l’area sia adeguata e funzionale.

L’obiettivo è restituire una zona completamente riqualificata, con parcheggi, spazi verdi e percorsi sicuri per l’accesso alla scuola”. “Il secondo intervento - prosegue De Pieri - è legato al piano norma 16b di via Cici. All’interno del progetto urbanistico dell’area è stato concordato l’allargamento della strada, che diventerà a due corsie con marciapiede e connessione ciclabile a beneficio degli alunni della scuola Goldoni”. Per quanto riguarda il sostegno alle famiglie,

l’assessora all’istruzione Loredana Mainardi informa che dal 17 settembre al 17 ottobre 2025 sarà possibile presentare la domanda per il “Buono Libri” e contenuti didattici alternativi. Il contributo varia in base all’Isee 2025 e può arrivare fino a 200 euro. Sono confermati i contributi per il trasporto alunni disabili e per l’accesso agli asili nido. Infine una nota dolente. La giunta comunale ha determinato le nuove tariffe a carico degli utenti per le mense stabilendo dei leggeri aumenti. Alessandro Abbadir

I dati dell’Osservatorio Scolastico Veneziano sulle iscrizioni nel territorio metropolitano

La popolazione scolastica nel veneziano è tendenzialmente in diminuzione ma ci sono delle particolarità a riguardo dei territori e delle fasce d’età. Lo analizza uno studio dell’Osservatorio Scolastico Veneziano con la Città Metropolitana di Venezia. Complessivamente sono iscritti alle scuole di ogni ordine e grado 81.128 (alunni e alunne ) in 4077 classi. Se si vanno a guardare i dati nei diversi territori distretto per distretto, si vedono delle chiare differenze. Ad esempio nel distretto di Venezia centro storico, il 63,2 % degli studenti sono studenti delle scuole superiori, il 15,6 % delle scuole medie e il 21,2 % delle scuole elementari. La situazione si capo-

volge se si vanno ad osservare le percentuali inerenti il distretto di Mestre Sud (Marghera), il 38,7 % fa le scuole elementari, il 25,7 % fa le medie, il 35 ,4 % le superiori. Nel territorio provinciale le cose cambiano ancora. Nel distretto di Mirano (nord e sud) il 40,2 % della popolazione scolastica è iscritta alle elementari, il 27,9 alle scuole medie e il 31,9 % alle scuole superiori. Per le scuole primarie si nota come la scelta dei genitori sia quella prevalente del tempo pieno, a parte il distretto di San Donà dove la scelta cade sul tempo normale. Un forte calo di iscritti collegato alla crisi demografica si nota alle primarie in tutti i distretti, mentre non è ancora arrivato

in modo netto alle superiori. Andando ad analizzare le iscrizioni all’anno 2025- 2026 delle scuole superiori, si vede che diminuisce la percentuale degli iscritti ai licei che sono all’inizio di quest’anno scolastico 13363 rispetto ai 13482 dello scorso anno. Diminuiscono anche gli iscritti all’istruzione professionale che passano da 5.663 dell’anno scorso a 5.524 di quest’ anno. In calo leggermente anche l’istruzione artistica che vede 1.478 iscritti a settembre di quest’anno rispetto ai 1529 dello scorso anno. In leggero aumento invece gli iscritti all’istruzione all’istruzione superiore tecnica: sono 12.565 nel 2025/26 mentre erano 12.540 l’anno scorso. (a.a)

Confermati i contributi per il trasporto alunni disabili e per l’accesso agli asili nido. Aumentano le tariffe per la mensa

Istituto Oncologico

Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

RITORNO

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

CLASSE

A Saonara gli interventi fatti consegnano scuole all’avanguardia. Famiglie in difficoltà, a Vigonza pasti gratis per i meno abbienti. Troppi precari fra gli insegnanti di sostegno. Ghion (Anp): “Il modello di scuola del dopoguerra deve cambiare”

La scienziata padovana

Elisabetta Boaretto guida il team di studio sulla diga di Siloe

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

Marciapiedi rifatti, attraversamenti rialzati, più verde e parcheggi: completato il maxi-intervento urbano

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

20 segue a pag. 20

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 15
Servizio a pag.

Focus scuola/1. Cantieri conclusi, ne parla il sindaco Michela Lazzaro

Saonara investe milioni sulle scuole: innovazione o propaganda di facciata?

Alunni in classe e il Comune di Saonara ci tiene ancora una volta a ribadire l’impegno negli ultimi anni a rendere le strutture scolastiche più moderne ed efficienti. “Una recente indagine - spiega il sindaco Michela Lazzaro - indica l’istituto comprensivo di Saonara come uno dei più moderni di tutta la Provincia di Padova. E allora vale la pena elencare i maggiori interventi che il Comune ha eseguito negli ultimi anni e che tutt’oggi continua a mettere in atto nelle scuole. L’auditorium “Agostino Rigato” è stato completamente ristrutturato e riqualificato dal punto di vista energetico: è stato installato un nuovo sistema di climatizzazione, migliorato l’isolamento termico, installato pannelli fotovoltaici e corpi illuminanti a Led, sostituito il controsoffitto con pannelli fonoassorbenti e tinteggiato l’intero locale. L’ investimen-

to totale è stato di 155 mila euro. Alla scuola Marco Fanno di Saonara lo scorso anno, è stata realizzata un’aula per l’attività di musica. L’allestimento, a cura dall’istituto comprensivo, è stato realizzato con fondi del Pnrr. Alle scuole Borgato e Rigato sono state allestite delle aule digitali. Sono state realizzate quindi un’aula coding alla Borgato e un’aula coding e un’aula di scienze alla Rigato. Anche le mense scolastiche di Saonara e Villatora sono state completamente abbellite grazie alla ditta che gestisce il servizio di refezione”. Nell’estate del 2023, grazie ad un contributo di oltre 150 mila euro del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, erano stati sostituiti gli infissi della scuola Rigato di Villatora. Il Comune ha approvato il progetto di fattibilità tecnico economica per l’efficientamento energetico della scuola Galileo Galilei di Villatora,

per rendere l’edificio ad elevata efficienza energetica, con emissioni prossime a zero, riduzione degli inquinanti. Il progetto prevede l’installazione di pompe di calore più efficienti, il miglioramento dell’isolamento termico, l’installazione di infissi in Pvc, l’installazione di un impianto fotovoltaico e la sostituzione dei corpi illuminanti. L’investimento previsto è di 1 milione e 900.000 euro. A fine agosto sono iniziati i lavori di efficientamento energetico anche della Borgato di Saonara per un investimento di 120.000 euro. Alla Galilei è in fase di allestimento la nuova aula di informatica e alla scuola Rigato è stata realizzata una nuova aula dotata di arredi per accogliere una classe aggiuntiva. “Questi interventi - conclude la sindacainsieme progetti didattici avviati, sono la dimostrazione di quanto il Comune ritiene centrale la cultura

Flc Cgil Padova: “La precarietà degli insegnanti di sostegno è un danno alle famiglie”

“All’avvio del nuovo anno scolastico, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto celebra un “grande lavoro di stabilizzazione” esibendo numeri: 4.020 immissioni in ruolo complessive, di cui 950 sul sostegno, e oltre 2.000 docenti confermati rispetto allo scorso anno come garanzia di continuità. Una rappresentazione rassicurante, che però non trova riscontro nella realtà delle scuole. Dietro agli annunci, infatti, resta un dato: sono tantissimi i posti di sostegno in Veneto coperti da docen-

ti precari”.A denunciarlo è il comitato precari Flc Cgil Padova con il suo coordinatore Alessio Meloro. “Non si tratta di episodi isolati - dice Meloro - ma di una condizione cronica che si ripete ogni anno e che compromette il diritto allo studio e all’inclusione degli studenti e delle studentesse con disabilità. La situazione di Padova ne è una prova. Nella sola provincia ci sono 234 cattedre di sostegno a tempo determinato nella secondaria di secondo grado, 379 nella secondaria di primo gra-

do, 31 4 nella scuola primaria e 60 nella scuola dell’infanzia. In totale, 987 cattedre a tempo determinato, senza considerare gli spezzoni”. “Questo numero da solo - conclude - supera le 950 assunzioni sul sostegno che l’amministrazione rivendica come risultato per l’intero Veneto. La continuità non si ottiene con contratti a tempo determinato rinnovati annualmente. Spacciare la precarietà reiterata per continuità significa tradire le famiglie, gli alunni e i docenti”. (a.a.)

e l’istruzione e quanto sia importante la scuola nella società di oggi. Tra le attività proposte: gli incontri sul bullismo, sul cyberbullismo, la devastazione della droga e temi sensibili che toccano da vicino le giovani generazioni. Ciò è possibile grazie ad un dialogo costante con il corpo docente e i dirigenti scolastici”.

Focus scuola/2. Interviene Enrico Ghion, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Padova

Il modello di scuola come è stato impostato nel dopoguerra deve cambiare

“Nel giro di un quinquennio, al massimo un decennio assisteremo ad un crollo della natalità che porterà a ripensare radicalmente al modello della scuola come è stata impostata dal dopoguerra in poi“. A dirlo è Enrico Ghion, presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi) del padovano e che è preside a Piove di Sacco dell’Istituto di Istruzione Superiore Albert Einstein. “Il crollo delle iscrizioni- spiega Ghion - è nettissimo alle scuole elementari e alle scuole primarie di secondo grado (le medie) mentre lo è ancora in maniera non del tutto evidente alle superiori”. Nel Piovese ad esempio, ma anche in tutto il padovano, il calo è mitigato da una parte da un tasso di scolarizzazione superiore rispetto ai decenni precedenti, dall’altro che di fatto dal 2015- 16 in poi il calo delle nascite in Italia si è fatto sempre più evidente e che quindi sarà visibile alle superiori solo nel giro di qualche anno. Per Ghion, ci si troverà perciò davanti soprattutto alle scuole elementari, al dilemma se creare delle pluriclassi e quindi lasciare aperti più edifici o concentrare in meno scuole gli alunni, dando loro un servizio didattico migliore. “Sono dell’idea - diceche sia preferibile di gran lunga

concentrare in meno scuole più alunni e mantenere classi diverse per ogni anno di età, che creare sistemi pluriclasse cioè classi uniche con bambini di diverse età. Una soluzione quest’ultima che è adatta a realtà montane ma che va evitata dove è possibile”. Per questo Ghion suggerisce, come già succede ad esempio per le polizie locali, istituti comprensivi consorziati che appartengono a diversi Comuni come in alcuni casi già comincia a succedere. “E’ sicuramente un vantaggio anche dal punto di vista economico – sottolinea. Tenere aperto un edificio per pochi alunni infatti necessita comunque di costi energetici e di personale che devono per forza esserci per far funzionare la struttura”. Ghion poi affronta il problema del divieto dei cellulari in classe per il quale il governo ha previsto quest’anno una stretta. “Ritengo che sia necessaria una limitazione - dice - ma va detto anche che il cellulare e il suo accesso a internet rappresenta

sempre più uno strumento importante in tema di ricerca a scuola se si considera che certe famiglie non hanno i soldi per comprare ad esempio un tablet ai figli. Quindi serve anche in questo da parte delle scuole della flessibilità, per una scuola che cambia”. Infine il problema dei bambini stranieri nelle scuole. “Se ci sono gli strumenti e i progetti di inclusione, accoglienza e integrazione - spiega Ghion - questi bambini e bambine, non sono un problema ma una risorsa. Ad esempio a Padova vicino al Centro Giotto, in un quartiere in cui le famiglie straniere sono numerose, la elementare Giovanni XXIII è diventata da tempo un esempio didattico da seguire”. Alessandro Abbadir

Investimenti straordinari per una popolazione scolastica sempre più ridotta

Al via le lezioni e scuole in ordine nel territorio vigotino dopo un investimento complessivo di 788.000 euro e la sostituzione di infissi per un totale di 805 metri quadrati. Le strutture comunali coinvolte nei lavori sono: 4 scuole primarie e 1 scuola dell’infanzia. Per primaria statale Anna Frank di Busa si sono spesi 246.607euro, per la primaria Marconi di Pionca 130.906; alla primaria Mantegna di Perarolo 155.376, alla scuola dell’infanzia di San Vito si è speso per i lavori 79.910 euro. “Siamo intervenuti poi in un anno - spiega il sindaco Gianmaria Boscaro - con interventi record per il rifacimento totale delle coperture della media di Vigonza, della materna di Codi-

verno, della elementare di Peraga, della elementare di Vigonza, ed è stato approvato il progetto per appaltare anche una manutenzione radicale della scuola di Busa”. Per quanto riguarda le iscrizioni è confermata una sezione per ogni scuola elementare con una doppia sezione a Peraga, anche se in generale i numeri sono in calo come la natalità. I servizi a domanda individuale come mensa, trasporto, retta asilo nido non hanno subito incrementi significativi e comunque ben al di sotto dell’inflazione degli ultimi anni.”In questo ultimo anno - sottolinea Boscaro - è stato fatto un lavoro molto profondo sull’edilizia scolastica e altri lavori partiranno entro fine

anno, in particolare è stata messa in sicurezza la parte delle coperture in quattro scuole ed è in partenza l’intervento sul quinto plesso. Questo si aggiunge anche il mantenimento dei costi dei servizi scolastici, per i quali il Comune ha assorbito la maggior parte dell’inflazione per garantire dei servizi di qualità a un prezzo accessibile per le famiglie. In particolare si è conclusa da poco la nuova gara per la gestione della mensa, improntata ad un servizio qualitativo alto, coniugando un costo che è aumentato di poco. Soprattutto sono stati garantiti pasti gratuiti agli studenti con famiglie a basso reddito per evitare che potessero andare in difficoltà”. (a.a.)

La scelta sarà fra scuole con pluriclassi o meno plessi. Il divieto del cellulare in classe? Si ma senza esagerazioni

Istituto Oncologico

Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

24

di Padova Nord

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE FRA MILLE INCOGNITE, CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI AL BANDO

Il calo demografico si fa sentire in tutte le scuole, la scelta è fra la chiusura di istituti o pluriclassi, intanto i Comuni investono sugli edifici per garantire sicurezza a studenti e personale

Arriva l’autunno, tra atmosfere accoglienti, colori caldi e ambienti da vivere in sicurezza

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

SICUREZZA IDRAULICA: IN ARRIVO UN MILIONE PER RIPARARE IL MUSON

L’intervento è cruciale per contrastare l’erosione e rafforzare la resilienza del territorio agli eventi meteorologici estremi

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola

sotto pressione

INicola Stievano >direttore@givemotions.it<

l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 5
Servizio a pag. 24
30
26

Focus scuola/1. L’analisi di Enrico Ghion, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Padova

Crollo nascite, si va verso il collasso: in arrivo pluriclassi e chiusure di istituti

“N el giro di un quinquennio, al massimo un decennio, assisteremo ad un crollo della natalità che porterà a ripensare radicalmente al modello della scuola come è stata impostata dal dopoguerra in poi“. A dirlo è Enrico Ghion, presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi) del padovano. “Il crollo delle iscrizioni- spiega Ghion - è nettissimo alle scuole elementari e alle scuole primarie di secondo grado (le medie) mentre lo è ancora in maniera non del tutto evidente alle superiori”. Il calo è mitigato da una parte da un tasso di scolarizzazione superiore rispetto ai decenni precedenti, dall’altro che di fatto dal 2015- 16 in poi il calo delle nascite in Italia si è fatto sempre più evidente e che quindi sarà visibile alle superiori solo nel giro di qualche anno. Per Ghion ci si troverà perciò davanti soprattutto alle scuole elementari, al dilemma se creare delle pluriclassi e quindi lasciare aperti più edifici o concentrare in meno scuole gli alunni, dando loro un servizio didattico migliore. “Sono

dell’idea - dice - che sia preferibile di gran lunga concentrare in meno scuole più alunni e mantenere classi diverse per ogni anno di età, che creare sistemi pluriclasse cioè classi uniche con bambini di diverse età. Una soluzione quest’ultima che è adatta a realtà montane ma che va evitata dove è possibile”. Per questo Ghion suggerisce, come già succede ad esempio per le polizie locali, istituti comprensivi consorziati che appartengono a diversi Comuni come in alcuni casi già comincia a succedere. “E’ sicuramente un vantaggio anche dal punto di vista economico - sottolinea. Tenere aperto un edificio per pochi alunni infatti necessita comunque di costi energetici e di

personale che devono per forza esserci per far funzionare la struttura”. Ghion poi affronta il problema del divieto dei cellulari in classe per il quale il governo ha previsto quest’anno una stretta. “Ritengo che sia necessaria una limitazione - dice - ma va detto anche che il

cellulare e il suo accesso a internet rappresenta sempre più uno strumento importante in tema di ricerca a scuola se si considera che certe famiglie non hanno i soldi per comprare ad esempio un tablet ai figli. Quindi serve anche in questo da parte delle scuole del-

la flessibilità, per una scuola che cambia”. Infine il problema dei bambini stranieri nelle scuole. “Se ci sono gli strumenti e i progetti di inclusione, accoglienza e integrazione - conclude Ghion - questi bambini e bambine, non sono un problema ma una risorsa”.

A Curtarolo interventi sui plessi nel segno della sostenibilità, avviato il doposcuola per la media

Nelle ultime settimane grazie a un finanziamento a fondo perduto del GSE di 524 mila euro, il Comune di Curtarolo ha realizzato un ampio intervento di riqualificazione delle coperture degli edifici scolastici. I lavori hanno interessato la scuola primaria A. Frank di Curtarolo, la scuola primaria G. e V. Cappellari di S. Maria di Non e la palestra della scuola Cappellari, con la sostituzione delle vecchie coperture, l’installazione di nuovi materiali isolanti, sistemi di aerazione

e la posa di tetti più performanti ed efficienti. Parallelamente, è stato avviato anche il rifacimento degli impianti di illuminazione con moderne lampade a LED. Una scelta che garantisce un notevole risparmio energetico, un miglior comfort per studenti e insegnanti e, soprattutto, un minore impatto ambientale. Accanto agli interventi strutturali, l’amministrazione ha lavorato alla progettazione di un nuovo servizio rivolto ai ragazzi e alle famiglie: il doposcuola per la scuola media.

Si tratta di un percorso pomeridiano dedicato all’avvicinamento alle arti, alla cultura e all’espressione di sé, rivolto ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni. Il progetto proporrà attività annuali culturali, artistiche ed espressive condotte da educatori esperti, con un approccio interdisciplinare capace di rispondere alle esigenze tipiche di questa età. Il doposcuola non sarà solo uno spazio di laboratori, ma offrirà anche un servizio di supporto allo studio e ai compiti, con l’aiuto attivo di educa-

tori e docenti specializzati.

“La nostra attenzione verso i ragazzi – dichiara il sindaco Martina Rocchio – non si limita a garantire edifici sicuri ed efficienti, ma si estende anche alla loro crescita personale e culturale. Con il progetto del doposcuola vogliamo offrire alle famiglie un servizio di qualità, capace di accompagnare i giovani in un percorso educativo che unisce studio, creatività e socialità. È un investimento sul futuro”.

IDRAULICI – CALDAIE – POMPE DI CALORE – CLIMA

Enrico Ghion

Focus scuola/2. Interessati il nido, la palestre le la mensa della Don Bosco

Vigodarzere, il paradosso: meno studenti ma più cantieri per gli edifici da ristrutturare

Se da una parte l’inesorabile calo delle nascite porterà al ridimensionamento di alcune scuole nel medio periodo, dall’altra non viene meno l’impegno delle amministrazioni comunali nell’azione di ammodernamento e messa in sicurezza degli edifici scolastici, spesso strutture con diversi decenni sulle spalle che necessitano di una attenta opera di sistemazione.

Anche a Vigodarzere è stata una stagione di lavori nelle scuole. Durante la pausa estiva il Comune ha approfittato della chiusura degli edifici scolastici per realizzare una serie di interventi di manutenzione straordinaria che hanno interessato l’asilo nido Il Piccolo Principe, la palestra della scuola media Moroni e la palestra con la mensa della primaria Don Bosco. Si tratta di opere attese, rese ancora più urgenti dai danni causati dalla violenta grandinata del luglio 2023, che aveva lesionato tetti e coperture provocando infiltrazioni. “Era fondamentale intervenire subito – racconta il sindaco Adolfo Zordan – perché quei danni rischiavano di compromettere la fruibilità degli spazi. Lavorare in estate ci ha permesso di arrivare pronti a settembre, consegnando ad alunni e personale ambienti

non solo rinnovati, ma soprattutto sicuri”.

All’asilo nido sono stati rifatti tetto e controsoffitti, ridipinte le pareti e introdotti nuovi arredi. “Volevamo che i bambini ritrovassero spazi accoglienti e confortevoli – aggiunge Zordan –. Intanto prosegue anche il cantiere del nuovo asilo, in parte finanziato dal PNRR”.

Alla scuola Moroni l’intervento più consistente ha riguardato la palestra, con una nuova copertura in acciaio zincato, bagni rinnovati e un servizio igienico accessibile a persone con disabilità, spogliatoi riqualificati e porte sostituite.

All’esterno è stata costruita una rampa per eliminare le barriere ar-

chitettoniche. “Qui non parliamo solo di manutenzione – sottolinea il sindaco – ma di inclusione vera, perché una scuola deve essere accessibile a tutti”.

Infine, alla primaria Don Bosco sono in corso i lavori di sistemazione del tetto della palestra e della mensa. Le opere proseguiranno nelle prossime settimane, ma si svolgeranno solo all’esterno, garantendo che non ci siano interruzioni per l’attività motoria e la mensa degli alunni.

“La scuola è il cuore della comunità – conclude Zordan –. Investire negli edifici scolastici significa investire sul futuro dei nostri ragazzi e restituire alle famiglie la serenità che meritano”.

Sul sostegno la carenza è strutturale, i sindacati:

“La continuità non è precarietà mascherata”

All’avvio del nuovo anno scolastico l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto ha presentato come un “grande lavoro di stabilizzazione” le 4.020 immissioni in ruolo, di cui 950 sul sostegno, e oltre 2.000 docenti confermati. Numeri rassicuranti, che però, a detta delle organizzazioni sindacali del settore, non rispecchiano la realtà delle scuole.

A denunciarlo è Alessio Meloro, coordinatore del Comitato Precari della Flc Cgil Padova: “Dietro gli annunci restano centinaia di cattedre di sostegno coperte da precari. Nella sola provincia ci sono 234 cattedre di sostegno a tempo determinato nella secondaria di secondo grado, 379 nella seconda-

ria di primo grado, 314 nella scuola primaria e 60 nella scuola dell’infanzia. In totale, 987 cattedre a tempo determinato, senza considerare gli spezzoni. Questo numero da solo supera le 950 assunzioni sul sostegno che l’amministrazione rivendica come risultato per l’intero Veneto. È la prova evidente che i numeri celebrati dall’USR non corrispondono alla realtà, ma servono probabilmente a nascondere un’emergenza strutturale”.

Il problema, sottolinea Meloro, è strutturale: “La conferma di un precario non è stabilizzazione. La continuità non si ottiene con contratti rinnovati di anno in anno, ma con assunzioni stabili, percorsi di formazione programmati e con-

corsi adeguati al fabbisogno”. Critiche anche al recente decreto sulla continuità, giudicato un palliativo che “istituzionalizza la precarietà”, e al concorso PNRR2, che in Veneto non ha previsto posti sul sostegno per la secondaria di secondo grado.

Per la Flc Cgil servono interventi concreti: un piano straordinario di assunzioni sui posti vacanti, percorsi di specializzazione realmente accessibili e concorsi con numeri adeguati. “Alle famiglie diciamo che non sono sole – conclude Meloro –. La vera inclusione richiede insegnanti stabili e preparati: la continuità si costruisce con stabilità vera, non con la precarietà mascherata”.

Il sindaco: “Si tratta di opere rese ancora più urgenti dai danni causati dalla violenta grandinata del luglio 2023, che aveva lesionato tetti e coperture provocando infiltrazioni. Era fondamentale intervenire subito”

SPO T 24 DIRETTA

ogni campo, ogni emozione. Live

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby delle squadre della nostra regione

Sabato e domenica dalle 14:00 alle 19:00

Radio Ufciale Calcio Padova

Ascoltaci in tutto il Veneto in

La mensa della scuola Primaria don Bosco a Vigodarzere

Istituto Oncologico

Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

di Padova Sud

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

23

AL BANDO

Famiglie alle prese con i continui aumenti, scattano le contromisure e le soluzioni per non gravare sui nuclei più fragili, intanto si investe su ristrutturazioni e sicurezza

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

Arriva l’autunno, tra atmosfere accoglienti, colori caldi e ambienti da vivere in sicurezza

ALBIGNASEGO SOTT’ACQUA, CITTADINI ESASPERATI

Non si fermano le polemiche sulla ricerca delle responsabilità per gli allagamenti di fine agosto. “C’è un problema oggettivo”, evidenziano i cittadini. “Fenomeno diffuso ovunque”, ribatte l’amministrazione

VALE 600 MILIONI

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

INicola Stievano >direttore@givemotions.it<

l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Via Roma, 164 Albignasego PD | Via Guizza, 89 PD
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio a pag. 23 segue a pag.
pag. 30
25
24
33
a pag. 5

Focus scuola/1. Ad Albignasego servizi e agevolazioni per ridurre l’incremento delle spese

Caro-scuola per le famiglie numerose e fragili, le contromisure per neutralizzare gli aumenti

Mensa: costo invariato e raddoppiato il contributo comunale; bloccate le rette del nido che restano sotto la media regionale; navetta gratuita per gli studenti degli istituti superiori diretti a Padova

I l calo della popolazione scolastica, generalizzato in tutta la provincia, si avverte meno ad Albignasego dove le scuole sono numerose e gli alunni stabili, dopo anni di crescita. Nel prossimo futuro è prevista una leggera flessione sulla spinta delle minori nascite, anche se in parte sarà compensata dai nuovi arrivi.

Intano l’anno scolastico 2025/2026 si apre con un messaggio chiaro: sostenere le famiglie e investire nella qualità della scuola. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Filippo Giacinti ha scelto infatti di farsi carico degli aumenti dei costi, evitando qualsiasi rincaro a carico degli utenti.

“Albignasego continua a sostenere concretamente le famiglie –spiega Giacinti – fornendo servizi efficienti per i nostri piccoli cittadini e contenendo il più possibile le tariffe. Anche quest’anno il Comune coprirà l’incremento delle spe-

se, perché non ricadano sulle famiglie”. Un impegno che parte dai più piccoli: per la scuola dell’infanzia il Comune conferma un contributo annuo di 600 euro per ciascun alunno residente, oltre al sostegno al servizio di pre e post-tempo, coperto al 50% fino a un massimo di 10 euro. In totale, circa 200 famiglie potranno beneficiare di questo aiuto. “Sono servizi che armonizzano tempi di lavoro e impegni scolastici, garantendo spazi sicuri anche oltre l’orario standard”, sottolinea il sindaco. L’attenzione si concentra anche sull’inclusione. Il Comune finanzia la quota residua per i bambini con disabilità non coperta da Ulss o fondi statali, “a testimonianza dell’impegno a non lasciare indietro nessuno”, osserva Giacinti. E sempre in tema di servizi, continua l’attività dello Spazio di consulenza psicopedagogica gratuito, rafforzato con fondi aggiuntivi per ampliare il numero di

colloqui offerti.

Sul fronte degli asili nido, particolare rilevanza ha il “Marco da Cles”, che nel 2025 riceverà 488.000 euro di stanziamenti comunali. Le famiglie non vedranno aumenti nelle rette, che restano a una media di 302 euro, ben al di sotto della media regionale (351 euro).

Grande attenzione anche ai servizi scolastici quotidiani. Il servizio mensa, che prepara oltre 200.000 pasti l’anno con prodotti biologici e rispettando i Criteri Ambientali Minimi, ha visto il contributo comunale per ogni pasto salire da 0,80 a 1,59 euro. “Abbiamo deciso di sostenere noi questo incremento – spiega il sindaco – così da mantenere invariato il prezzo per gli utenti e garantire qualità”. Per le famiglie numerose con Isee inferiore a 30.000 euro resta confermato un sostegno dedicato.

Non meno importante il trasporto scolastico per primaria e secondaria di primo grado, che impiega autobus Euro 6 dotati di sistemi di sicurezza avanzati e sempre con un accompagnatore a bordo. L’investimento ammonta a 195.000 euro, coperto per il 75% dal Comune.

Un’attenzione particolare è ri-

Lavori estivi e volontariato per aule ed edifici più sicuri

Durante la chiusura estiva le scuole di Albignasego sono state al centro di un vasto programma di manutenzione e ammodernamento per garantire spazi sicuri e moderni per il rientro di settembre. Operai e tecnici hanno lavorato intensamente per rinnovare le strutture e gli arredi, con interventi che hanno interessato tutti gli istituti, dall’adeguamento antincendio al

miglioramento degli ambienti interni. Alla scuola Valgimigli sono stati eseguiti lavori di sicurezza antincendio, mentre alla Marconi sono stati sostituiti due serramenti e adeguati gli impianti esterni. Alla scuola Rodari sono stati conclusi gli interventi ai servizi igienici e le manutenzioni interne, e alla Raggio di Sole stanno per terminare i collegamenti con la nuova palestra, fru-

servata anche agli studenti delle superiori. Albignasego si conferma tra i pochi comuni del territorio a offrire un servizio navetta gratuito verso le scuole di Padova, con un investimento di 134.000 euro. Le linee coprono gli istituti Scalcerle, Duca degli Abruzzi, San Benedetto da Norcia, Marconi, Cornaro e Gramsci. “Abbiamo voluto garantire continuità a un servizio molto apprezzato – evidenzia Giacinti –che alleggerisce le famiglie, riduce il traffico privato e promuove la

mobilità sostenibile”. Non solo servizi, ma anche investimenti sulle strutture. Durante la pausa estiva gli edifici scolastici sono stati interessati da lavori di manutenzione e ammodernamento, dall’adeguamento antincendio al miglioramento degli spazi interni. Inoltre, ogni anno il Comune destina 100.000 euro a progetti didattici e attività integrative, per arricchire l’offerta educativa e sostenere la crescita dei ragazzi. Nicola Stievano

ibile anche dai residenti. Anche la scuola

A. Moro ha ricevuto manutenzione straordinaria alla tubazione antincendio e la scuola media Sant’Agostino ha visto la manutenzione del suo impianto fotovoltaico. Complessivamente, quest’anno sono stati destinati 1,8 milioni di euro alla manutenzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici. Oltre alle ditte specializzate, anche i giovani di Albignasego hanno dato il loro contributo, partecipando a iniziative di sistemazione e abbellimento delle scuole durante l’estate. Hanno tinteggiato pareti, ripristinato arredi e curato giardini e aiuole, rendendo gli spazi più accoglienti e funzionali per il nuovo anno scolastico. Un esempio di volontariato e segno di attenzione verso l’intera comunità. (n.s.)

Focus scuola/2. Sul fronte dell’edilizia la sfida è trovare risorse per la sicurezza e la funzionalità

Edifici e aree scolastiche da riqualificare A Casalserugo demolizioni e ricostruzioni

Se da un lato la denatalità e il calo delle iscrizioni si fanno sentire soprattutto nei Comuni più piccoli, dall’altra c’è la necessità di rimodernare gli edifici scolastici per renderli più adatti ad ospitare studenti, insegnanti e personale per gran parte della giornata, favorire l’attività didattica, garantire sicurezza e sostenibilità anche sotto il profilo energetico. Anche le aree circostanti devono essere sempre più funzionali e concepite per valorizzare i plessi scolastici.

A Casalserugo è stato inaugurato il nuovo Campus Area 3, un progetto di riqualificazione che trasforma radicalmente l’area circostante, le scuole e la biblioteca. L’intervento ha visto la demolizione di un’ampia porzione di asfalto, sostituita da circa 1.000 metri quadrati di spazi rinnovati, di cui oltre il 70% è stato dedicato al verde per la comunità.

L’area è stata arricchita con 400 metri quadrati di aiuole, che ospitano nuove alberature e arbusti, e un’area giochi di 300 metri quadrati pensata per i più piccoli. Non mancano le 16 panchine gioco e quelle urbane, oltre a cestini colorati per promuovere la raccolta differenziata. Il campus si arricchisce

anche di sei giochi a terra e di una pista di 10 metri dedicata all’educazione stradale, un’iniziativa che coniuga divertimento e apprendimento delle regole della strada. Inoltre, il campus è stato arricchito con l’installazione eseguita lo scorso anno, di attrezzi sportivi nel parco pubblico.

“Ciò che rende quest’opera un esempio di eccellenza - spiega il sindaco Matteo Cecchinato - è la grande collaborazione che l’ha resa possibile in tempi record. Il progetto ha coinvolto circa 50 persone e una decina di aziende, coordinate dall’Ufficio Tecnico Comunale e dall’Amministrazione. Il loro impegno ha garantito che l’area fosse pronta e aperta per l’inizio del nuovo anno scolastico. A dirigere i lavori e a curare il progetto esecutivo è stato proprio l’Ufficio Tecnico Comunale, a conferma del grande lavoro svolto dalla struttura municipale”.

Uno degli obiettivi principali dell’intervento è stato rendere il campus completamente pedonale. È stata abbattuta una recinzione ammalorata per collegare direttamente il nuovo spazio al parco pubblico Santina Salotto. L’accesso alla scuola De Amicis è stato

messo in sicurezza da Via Firenze, creando una zona protetta e isolata dal traffico veicolare grazie all’uso di dissuasori e catenelle. La viabilità è stata rivista con la creazione di due nuove aree di sosta e 15 nuovi parcheggi auto. L’illuminazione è stata completamente rifatta con nuovi pali stradali e fari a LED, anche nel parcheggio della scuola Orsato, per garantire maggiore sicurezza anche nelle ore serali. L’intera opera è stata resa possibile grazie a un cofinanziamento che ha unito il Comune a fondi esterni per un totale di 110.000 euro. La Fondazione Cariparo ha contribuito con 70.000 euro, che si aggiungono ad altri contributi per 40.000 euro per la sistemazione della viabilità, a testimonianza di un impegno condiviso per lo sviluppo del territorio.

Maserà, scuole più sicure: completati i lavori da 300 mila euro alla primaria di Ca’ Murà

A Maserà di Padova l’attenzione alle scuole resta una priorità. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, i bambini della primaria “Ca’ Murà” di Bertipaglia troveranno un edificio completamente rinnovato, più sicuro e più accogliente.

L’intervento, del valore complessivo di 300 mila euro interamente finanziati dalla Regione, ha interessato in modo radicale il plesso che ospita circa 120 alunni: il tetto è stato rifatto con nuovi pluviali, sono stati installati frangisole moderni e sostituiti gran parte degli infissi interni. In questi giorni si stanno completando le tinteggiature esterne, che regaleranno alla scuola colori luminosi e un aspetto del tutto rinnovato.

“Abbiamo iniziato subito al termine delle lezioni – spiega il sin-

daco Gabriele Volponi – per consegnare a settembre una scuola completamente trasformata. Solo dai colori sarà più solare e più bella, e ci auguriamo che questo contribuisca a rendere i bambini più felici e motivati nello studio”.

Il plesso di Ca’ Murà a Bertipaglia rappresenta il punto di riferimento per le classi a tempo normale, mentre nel capoluogo di

Maserà è stabilito il tempo pieno. In totale, nel comune sono circa 300 gli alunni iscritti alle primarie e 350 quelli alle scuole medie, a cui si aggiungono oltre 160 bambini delle scuole dell’infanzia e poco più di 50 al nido. Negli ultimi anni l’amministrazione ha scelto di programmare interventi di manutenzione straordinaria a rotazione su tutti gli edifici scolastici: dopo la media due anni fa e la primaria Mazzini l’anno scorso, quest’estate è stato il turno di Bertipaglia. “Ribadiamo la nostra attenzione costante agli immobili scolastici – sottolinea il sindaco – perché investire sulla sicurezza e sulla qualità degli spazi significa investire direttamente sul futuro delle nuove generazioni”. (n.s.)

Un’ampia area coperta da asfalto è stata sostituita da 1.000 metri quadrati di spazi rinnovati, di cui oltre il 70% è stato dedicato al verde. 400 metri quadrati di aiuole ospitano nuove alberature e arbusti con un’area giochi di 300 metri quadrati pensata per i più piccoli

Alunni e genitori il primo giorno di scuola nel nuovo Campus Area 3

049 794924 · www.agenziazaramella.it

Istituto

Oncologico

Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

A Padova investimento milionario per le superiori, tra ristrutturazioni e nuove costruzioni, non mancano gli aiuti per le famiglie, ci si interroga sugli effetti del calo demografico

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

Arriva l’autunno, tra atmosfere accoglienti, colori caldi e ambienti da vivere in sicurezza

Trasporti pubblici, rigenerazione urbana, sicurezza idraulica, parchi: il punto con il vice sindaco Micalizzi

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

a

23 segue a pag. 23

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio
pag.

Focus scuola/1. A Padova le lezioni sono riprese con alcune novità, spicca il “silenzio digitale” in classe

Scuola a Padova, stop agli smartphone ma non ai rincari: tra divieti e stangata sulle mense

Apartire dal nuovo anno scolastico, una novità importante riguarda gli asili nido e le scuole dell’infanzia di Padova: per insegnanti ed educatori sarà vietato l’uso di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici durante l’orario di lavoro. L’obiettivo del Comune è creare un ambiente educativo più sereno, dove i bambini da 0 a 6 anni possano crescere senza le distrazioni digitali che troppo spesso influenzano la nostra quotidianità. La decisione nasce da un confronto tra l’amministrazione, i dirigenti scolastici e gli educatori. Il provvedimento si basa anche su ricerche scientifiche che dimostrano come la presenza costante degli smartphone, anche se in sottofondo, possa condizionare lo sviluppo dei più piccoli. Come ha sottolineato il Comune, nidi e scuole dell’infanzia devono rimanere “luoghi in cui prevalgono relazioni autentiche, l’ascolto

e l’attenzione dell’adulto”. La misura si allinea quindi con le raccomandazioni del Ministero dell’Istruzione e con il codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Si mira a un vero e proprio “silenzio digitale”, che promuova un ambiente libero dai condizionamenti della tecnologia, dove la relazione educativa sia al centro di tutto.

Il nuovo anno scolastico porta con sé anche un’altra novità, meno positiva per le famiglie: l’aumento dei costi per le mense. Nelle scuole dell’infanzia, l’incremento previsto è di circa il 5%. I dati dello scorso anno mostrano l’importanza del servizio: sono stati erogati oltre un milione di pasti, di cui la maggior parte nelle scuole, servendo un totale di 8712 persone tra bambini e adulti. Per le scuole dell’infanzia si registra, quindi, un incremento medio del 5%, con due eccezioni: la fascia di reddito più bassa (0-4.000

euro) passerà da 2 a 5 euro al mese, mentre il servizio merenda subirà un aumento contenuto, da 10 a 11 euro. Per quanto riguarda primarie e medie, i rincari saranno più consistenti soprattutto per le fasce di reddito più alte. Le categorie soggette al pagamento del servizio mensa aumenteranno infatti da 3 a 6. In concreto, il costo massimo di un pasto salirà da 4,81 a 5,20 euro alle elementari e da 5,42 a 6,10 euro alle medie. Negli asili nido e in alcune scuole dell’infanzia, i pasti dovranno essere preparati nelle cucine interne affidate a ditte esterne o gestite direttamente dal comune. Intanto proseguono i cantieri degli edifici scolastici finanziati da fondi Pnrr come la sala polifunzionale all’interno della primaria Lombardo Radice a Brusegana. Per la mensa della scuola Manin alla Madonna Incoronata i tempi si allungano. Un problema questo che attanaglia un Comune su quattro in tutta la provincia di Padova, compresa la revisione del servizio scuolabus per gli iscritti. Ma solo le stesse amministrazioni che per fronteggiare le spese delle famiglie dovuto ai rincari cercano di limitare al massimo l’impatto. C’è da sottolineare anche che dove si registrano rialzi quasi sempre si tratta di adeguamenti Istat o di correzioni dopo anni di blocco.

L’intervento. Enrico Ghion, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Padova

“La scelta sarà fra scuole con pluriclassi o meno plessi.
Per l’inclusione la Giovanni XXIII esempio

“N el giro di un quinquennio, al massimo un decennio assisteremo ad un crollo della natalità che porterà a ripensare radicalmente al modello della scuola come è stata impostata dal dopoguerra in poi“. A dirlo è Enrico Ghion, presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi) del padovano. “Il crollo delle iscrizioni- spiega Ghion - è nettissimo alle scuole elementari e alle scuole primarie di secondo grado (le medie) mentre lo è ancora in maniera non del tutto evidente alle superiori”. Per Ghion, ci si troverà perciò davanti soprattutto

alle scuole elementari, al dilemma se creare delle pluriclassi e quindi lasciare aperti più edifici o concentrare in meno scuole gli alunni, dando loro un servizio didattico migliore. “Sono dell’idea - dice - che sia preferibile di gran lunga concentrare in meno scuole più alunni e mantenere classi diverse per ogni anno di età, che creare sistemi pluriclasse cioè classi uniche con bambini di diverse età. E’ sicuramente un vantaggio anche dal punto di vista economico. Tenere aperto un edificio per pochi alunni infatti necessita comunque di costi energetici

da seguire”

e di personale che devono per forza esserci per far funzionare la struttura”. Ghion poi affronta il problema del divieto dei cellulari in classe per il quale il governo ha previsto quest’anno una stretta. “Ritengo che sia necessaria una limitazione - dice - ma va detto anche che il cellulare e il suo accesso a internet rappresenta sempre più uno strumento importante in tema di ricerca a scuola. Serve anche in questo da parte delle scuole della flessibilità, per una scuola che cambia”.

Infine il problema dei bambini stranieri nelle scuole. “Se ci sono gli strumenti e i progetti di inclusione, accoglienza e integrazione - spiega Ghion - questi bambini e bambine, non sono un problema ma una risorsa. Ad esempio a Padova, vicino al Centro Giotto, in un quartiere in cui le famiglie straniere sono numerose, la elementare Giovanni XXIII è diventata da tempo un esempio didattico da seguire”. (a.ab.)

ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime elezioni regionali messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

Sara Busato
Enrico Ghion

Superiori: palestre, laboratori e

Dalla Provincia maxi investimento da 85 milioni

L a Provincia di Padova si prepara a rivoluzionare il proprio sistema scolastico con un ambizioso piano di investimenti da oltre 85 milioni di euro. L’obiettivo è chiaro: modernizzare gli edifici, renderli più funzionali e adatti alle esigenze di studenti e insegnanti. A guidare il progetto è il consigliere provinciale Luigi Alessandro Bisato, che sottolinea l’importanza di creare “istituti superiori funzionali, attraenti e performanti”. Un piano per immaginare un sistema scolastico padovano più moderno, funzionale e vicino alle esigenze di studenti e insegnanti. È questa la strategia messa in campo dalla Provincia di Padova, seguita direttamente dal consigliere delegato Alessandro Bisato. “Stiamo investendo molto sulle scuole – ha commentata il consigliere provinciale - vogliamo che gli istituti superiori siano funzionali, attraenti e performanti. Abbiamo in programma una serie di interventi che hanno come prospettiva fondamentale quella di rendere efficiente e razionale l’utilizzo degli ambienti scolastici”. Un imponente programma di interventi infrastrutturali interesserà nei prossimi anni diversi istituti scolastici cittadini, con risorse provenienti in gran parte dal Pnrr. Il progetto più significativo riguarda il nuovo Marconi-Bernardi, con un investimento stimato in 39 milioni di euro. L’obiettivo è la completa riqualificazione del plesso di via Manzoni, che ospita sia l’Istituto Tecnico Marconi che il Professionale Bernardi. Costruito a partire dagli anni ’50, l’edificio ha visto di recente un primo adeguamento sismico sull’ala nord-ovest, ma necessita ora di una ristrutturazione complessiva, in particolare dei laboratori. Un altro cantiere di rilievo è quello del nuovo Marchesi, che sorgerà nell’ex Configliachi di via Reni, per un costo stimato di 15 milioni di euro. Le demolizioni sono già iniziate lo scorso luglio. Dopo decenni di attesa, parte anche l’intervento per il Selvatico, finanziato con 13,5 milioni di euro: l’istituto d’arte tornerà a essere suddiviso tra la storica sede di largo Meneghetti e quella di via Belzoni. Le scadenze del Pnrr im-

pongono la conclusione dei lavori entro giugno 2026. Previsti inoltre 2 milioni di euro per il trasferimento dell’indirizzo odontotecnico del Ruzza in via Cave, all’interno del convitto Magarotto, dove verranno realizzati nuovi laboratori in circa 18 mesi. Interventi anche sul fronte sportivo: il liceo artistico Modigliani beneficerà dell’efficientamento delle aule e della costruzione di una nuova palestra, che potrà accogliere temporaneamente anche gli studenti del Selvatico; un’ulteriore palestra è prevista all’istituto agrario San Benedetto da Norcia. In totale, i fondi del Pnrr destinati al territorio ammontano a 45 milioni di euro, ai quali potrebbero aggiungersi i 39 milioni del nuovo Marconi-Bernardi. L’impegno complessivo dell’amministrazione provinciale arriverebbe così a sfiorare gli 85 milioni di euro. “Questo progetto è solo uno dei tanti su cui la Provincia di Padova sta lavorando per garantire scuole più moderne, sicure e sostenibili su tutto il territorio. L’obiettivo è razionalizzare e ridurre i costi di sedi prese in affitto e dei mezzi di trasporto noleggiati per portare i ragazzi nelle palestre”, prosegue Bisato. “Nel lungo periodo le scuole saranno organizzate in plessi con tutti i servizi, anziché in diverse succursali.”

Oltre alla ristrutturazione e all’ammodernamento degli istituti, la Provincia di Padova sta concentrando i suoi sforzi su altri due fronti cruciali per la riqualificazione del sistema scolastico: l’efficientamento energetico e l’adeguamento antisismico.

La Provincia sta conducendo

una diagnosi energetica su tutti i plessi scolastici. L’obiettivo è individuare i punti deboli e definire gli interventi necessari a ridurre i consumi e, di conseguenza, i costi di gestione. “Con i progetti pronti, andremo a chiedere fondi al governo”, ha spiegato il consigliere Alessandro Bisato. Questa strategia permetterà di accedere a finanziamenti statali per avviare progetti mirati e sostenibili. Un altro asse di investimento riguarda la ristrutturazione degli edifici più datati per adeguarli alle norme antisismiche più recenti. La sicurezza degli studenti e del personale è una priorità assoluta e gli interventi mirano a garantire che tutti gli istituti siano conformi agli standard di sicurezza più elevati. “Abbiamo investito molto per garantire edifici sicuri, sostenibili e all’avanguardia, al servizio della crescita delle nuove generazioni. - conclude Alessandro Bisato, delegato alla pubblica istruzione - Stiamo investendo in sicurezza, efficienza energetica e qualità degli spazi educativi, offrendo agli studenti e al personale un ambiente adeguato ai bisogni di oggi e alle sfide del futuro”.

Nuovo Marconi-Bernardi, 39 milioni di euro destinati alla completa riqualificazione del plesso di via Manzoni che necessita di una ristrutturazione complessiva, in particolare dei laboratori. Un altro cantiere di rilievo è quello del nuovo Marchesi, che sorgerà nell’ex Configliachi di via Reni, per un costo stimato di 15 milioni di euro

Approftta dell’ultimo anno del bonus ristrutturazione! Ti ofriamo un’occasione imperdibile di ristrutturare il tuo vecchio bagno con solo 11.500 € +iva al 10%

CHIAVI IN MANO Devi solo passare da noi per scegliere le fniture!

Sara Busato
Il complesso dell’istituto Marconi e il vice presidente della Provincia Luigi Alessandro Bisato

Istituto Oncologico Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 20

Piove di Sacco, 5000 studenti in classe fra problemi di trasporto e carenza aule. Ghion (Anp): “Il modello di scuola impostato nel dopoguerra deve cambiare”. A Legnaro pioggia di agevolazioni alle famiglie degli studenti meno abbienti

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

La scienziata padovana Elisabetta Boaretto guida il team di studio sulla diga di Siloe

Oltre 600mila euro in arrivo dalla vendita di edifici fatiscenti finanzieranno nuovi interventi, mentre si intensificano i contatti con Ater e i sindacati inquilini

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Il suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Bellotto Giancarlo, Rosita, Morena
Bellotto Giancarlo, Rosita, Morena
Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag.
Servizio

Focus scuola/1. Nel Piovese una situazione a luci ed ombre tratteggiata dalla sindaca Lucia Pizzo

5000 studenti in classe fra problemi di trasporto e carenza di aule

Il territorio del Comune di Piove di Sacco all’inizio dell’anno scolastico vede circa 2.000 bimbi e ragazzi iniziare l’avventura dal nido al primo ciclo della scuola dell’obbligo, con un sostanziale mantenimento delle sezioni nei vari plessi scolastici anche delle frazioni. Per quanto riguarda l’istruzione professionale è assicurata dall’Enaip e l’offerta formativa è pressochè completa con le scuole secondarie De Nicola ed Einstein, licei ed istituto tecnico. A fare il punto della situazione nel suo Comune è la sindaca di Piove di Sacco Lucia Pizzo. “Il trasporto scolastico extraurbano - dice Pizzo - è funzionale alle esigenze, anche se l’anno scorso abbiamo segnalato qualche criticità sia con Actv che con Busitalia. Ad oggi il numero degli iscritti necessita di numerose aule esterne agli istituti, che sono ospitate negli edifici delle parrocchie del Duomo e di Sant’Anna e, per quanto riguarda l’Enaip, nella casa

delle associazioni”. Ovviamente gli orari di punta generano disagi per quanto riguarda il traffico, spesso causati da genitori che ritengono, magari per esigenze di velocità, di attendere i figli già grandi appena fuori dal cancello. Effettivamente, sottolinea la sindaca, 5.000 studenti ( comprese le superiori) che si recano a scuola sono un privilegio e una responsabilità. “Con orgoglio - continua - quest’anno si concretizza anche il sogno dell’avvio delle lezioni nelle nuove scuole dell’infanzia Borgo Rossi e Davila. Di fronte alla nuova scuola Davila, nel parcheggio libero dell’ex Foro Boario, è stata istituita una zona con divieto di sosta temporaneo per gli orari di inizio e fine lezioni, dal lunedì al venerdì, per consentire agli studenti che arrivano o sostano, di poter fruire di un’area libera dalle auto”. È imminente poi l’asfaltatura del parcheggio di via Taliercio, che consentirà ai genitori dell’asilo Borgo Rossi di godere di un parcheggio

dedicato, confinante con la scuola. Vicino verrà anche realizzato, nel sedime del plesso che verrà demolito a breve, un parco giochi recintato a servizio del quartiere. “L’attenzione è massima nello sperare - spiega Pizzo - in una forte collaborazione con i genitori, i docenti ed i dirigenti, per promuovere progettualità e strategie che siano anche collegate

Ad Arzergrande, i cantieri proseguono nei prossimi mesi

Anche ad Arzergrande la scuola è ripresa con interventi che si sono resi necessari in estate per evitare disagi a famiglie e alunni. I lavori, programmati e portati avanti dal Comune, hanno riguardato la media, la primaria di via Fermi e la primaria di Vallonga, con azioni mirate al rispetto delle normative sulla sicurezza, alla prevenzione degli infortuni e al miglioramento della qualità degli spazi. Il sindaco Filippo Lazzarini è contento. “Questi lavori si sono potuti realizzare - dice - grazie all’ingegner Casotto responsabile dell’uf-

ficio tecnico, per la professionalità e la costante attenzione dimostrate. Il suo impegno rappresenta un valore aggiunto prezioso per la nostra comunità e, in particolare, per i giovani. Siamo anche un Comune piccolo ma non facciamo mancare i servizi ai cittadini. La cura delle scuole è un investimento sul futuro, perché significa garantire ai ragazzi luoghi sicuri, accoglienti e adeguati per crescere e formarsi”. L’amministrazione conferma che nei prossimi mesi, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, continuerà a program-

ad offerte extrascolastiche di qualità, dove gli spazi scolastici diventano spazi accessibili per le necessità sia post scuola, sia di iniziative che tendano a limitare l’isolamento dei giovani e a promuovere la socialità”. Sarà utile, sottolinea il Comune, l’ascolto degli studenti, “perché le loro proposte possono aiutare loro stessi ad escogitare strategie per

mare e realizzare interventi per la sicurezza degli edifici scolastici. E’ stato fatto fra i lavori programmati: la sostituzione porte dei servizi igienici non conformi agli standard di sicurezza; serrature e maniglie con dispositivi anti-aggancio e apertura d’emergenza;sostituzione termosifoni ammalorati con nuovi elementi a norma dei vetri non a norma con vetri di sicurezza antisfondamento. Alla primaria di Vallonga la manutenzione dei pavimenti in alcune aule e nell’atrio, con ripristino del sottofondo. (a.a.)

evitare le devianze e l’auto-isolamento”. “Sull’argomento - conclude Pizzo - tutta la nostra azione amministrativa è protesa a raccogliere le disponibilità e le sollecitazioni degli attori nel nostro territorio, perché la scuola sia un momento della giornata integrato in un’esperienza positiva”.

Alessandro Abbadir

Focus scuola/2. Interviene Enrico Ghion, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Padov

L’inesorabile crollo demografico spazzerà via classi e interi plessi

“Nel giro di un quinquennio, al massimo un decennio assisteremo ad un crollo della natalità che porterà a ripensare radicalmente al modello della scuola come è stata impostata dal dopoguerra in poi“. A dirlo è Enrico Ghion, presidente dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi) del padovano e che è preside a Piove di Sacco dell’Istituto di Istruzione Superiore Albert Einstein. “Il crollo delle iscrizioni- spiega Ghion - è nettissimo alle scuole elementari e alle scuole primarie di secondo grado (le medie) mentre lo è ancora in maniera non del tutto evidente alle superiori”. Nel Piovese ad esempio, ma anche in tutto il padovano, il calo è mitigato da una parte da un tasso di scolarizzazione superiore rispetto ai decenni precedenti, dall’altro che di fatto dal 2015- 16 in poi il calo delle nascite in Italia si è fatto sempre più evidente e che quindi sarà visibile alle superiori solo nel giro di qualche anno. Per Ghion, ci si troverà perciò davanti soprattutto alle scuole elementari, al dilemma se creare delle pluriclassi e quindi lasciare aperti più edifici o concentrare in meno scuole gli alunni, dando loro un servizio didattico migliore. “Sono dell’idea

- dice - che sia preferibile di gran lunga concentrare in meno scuole più alunni e mantenere classi diverse per ogni anno di età, che creare sistemi pluriclasse cioè classi uniche con bambini di diverse età. Una soluzione quest’ultima che è adatta a realtà montane ma che va evitata dove è possibile”. Per questo Ghion suggerisce, come già succede ad esempio per le polizie locali, istituti comprensivi consorziati che appartengono a diversi Comuni come in alcuni casi già comincia a succedere. “E’ sicuramente un vantaggio anche dal punto di vista economico – sottolinea. Tenere aperto un edificio per pochi alunni infatti necessita comunque di costi energetici e di personale che devono per forza esserci per far funzionare la struttura”. Ghion poi affronta il problema del divieto dei cellulari in classe per il quale il governo ha previsto quest’anno una stretta. “Ritengo che sia necessaria una limitazione - dice - ma va detto anche che il cellulare e il suo accesso a internet rappresenta sempre più uno

strumento importante in tema di ricerca a scuola se si considera che certe famiglie non hanno i soldi per comprare ad esempio un tablet ai figli. Quindi serve anche in questo da parte delle scuole della flessibilità, per una scuola che cambia”. Infine il problema dei bambini stranieri nelle scuole. “Se ci sono gli strumenti e i progetti di inclusione, accoglienza e integrazione - spiega Ghion - questi bambini e bambine, non sono un problema ma una risorsa. Ad esempio a Padova vicino al Centro Giotto, in un quartiere in cui le famiglie straniere sono numerose, la elementare Giovanni XXIII è diventata da tempo un esempio didattico da seguire”.

Alessandro Abbadir

Il sindaco di Legnaro Danieletto:“manutenzioni

finite, tante agevolazioni per famiglie in difficoltà”

Scuole in ordine a Legnaro dove si sono conclusi nelle scorse settimane i lavori negli edifici. “Con la riapertura delle aule, le scuole del territorio - sottolinea il sindaco Vincenzo Danieletto - si presentano rinnovate grazie a una serie di interventi di manutenzione. L’obiettivo è stato quello di garantire spazi sempre più sicuri, moderni e funzionali per bambini e ragazzi”. Alla scuola dell’infanzia “La Girandola”, sono stati fatti lavori di manutenzione ordinaria e acquistati nuovi giochi per il giardino esterno, in sostituzione di attrezzature ormai non più idonee. Sotto il grande gazebo sarà realizzata una pavimentazione antitrauma, così da offrire ai piccoli un ambiente

protetto in cui giocare e socializzare. Alla primaria “Piscopia” è stata completata la posa della pavimentazione in gomma nell’aula polivalente, intervento che permetterà agli alunni di fare l’attività motoria a terra senza spostarsi dal plesso scolastico, migliorando la sicurezza e il comfort durante le attività.

Anche la primaria “Don Milani” e la scuola secondaria “Verdi” sono state interessate da lavori significativi: in entrambi i plessi sono stati acquistati nuovi arredi per sostituire e integrare quelli presenti, garantendo agli studenti ambienti più accoglienti e funzionali. A questi si aggiungono interventi di manutenzione ordinaria che hanno permesso di risolvere

piccole criticità e migliorare la qualità complessiva degli spazi”. Il Comune di Legnaro , però come altri enti locali del comprensorio, visto il perdurare in Italia di bassi stipendi, fra i più bassi in Europa, ha previsto per le famiglie agevolazioni per il buono mensa. Nel dettaglio: a Legnaro il costo del buono mensa sarà di 5 euro. Se si ha un Isee fino a 10 mila euro si avranno 180 buoni pasto gratuiti, da 10.000 a 20.000 saranno invece 80 buoni gratuiti. Per il trasporto scolastico sono previsti sconti così per nuclei famigliari con più figli. Per il secondo fratello si pagherà il 70% della tariffa per il terzo fratello: 50% della tariffa dal quarto figlio in poi il servizio sarà gratuito. (a.a.)

La scelta sarà fra scuole con pluriclassi o meno plessi. Il divieto del cellulare in classe? Si ma senza esagerazioni

15/2 •

Via Carrarese, 8 • 35044 Montagnana (PD)

Via Michiel,
35028 Piove di Sacco (PD)

Assistenza sanitaria non urgente, debutta il numero 116-117 ed è boom di chiamate

della Riviera del Brenta

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

segue a pag. 20

Dolo, si punta su un campus diffuso per il territorio. Per le scuole un piano di investimento da 9 milioni di euro. A Mira lavori per 5 milioni. Il crollo delle nascite pone una scelta: o pluriclassi o meno scuole

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

SOTT’ACQUA: 180 MM DI PIOGGIA, CENTINAIA DI CASE ALLAGATE E DANNI

Il Canale Taglio tra Mira e Mirano è il punto più fragile, ma mancano almeno 4 milioni di euro per sistemarlo

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

IScuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio alle pagg. 5 e 6
Servizio a pag.

Focus scuola/1. Il sindaco Gianluigi Naletto sottolinea la vocazione del distretto scolastico

Dolo, si deve puntare ad un campus diffuso sul territorio

“Sarà completato nel 2026 un piano di investimenti comunali da 9 milioni di euro”

C on i suoi oltre 4.000 studenti, Dolo si conferma anche per il nuovo anno scolastico uno dei più importanti hub della conoscenza e della formazione per la crescita della comunità metropolitana. Il liceo scientifico “Galileo Galilei”, l’istituto tecnico commerciale statale “Maria Lazzari”, l’istituto professionale di stato per i servizi commerciali, per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera Cesare Musatti, il centro di formazione professionale regionale Enaip e l’istituto comprensivo statale “Tina Anselmi”, costituiscono l’importante e attivo distretto del “sistema scuola” dolese. “Si tratta - dice il sindaco di Dolo Gianluigi Naletto - di un’eccellenza nell’ambito dei servizi alla persona che da numerosi decenni connota Dolo come

“Città gentile”, generatrice di relazioni capaci di futuro. Consapevole di questo, per quanto di competenza, il Comune continua il suo impegno nel qualificare l’edilizia scolastica dell’istituto comprensivo Anselmi, completando un piano di investimento di circa 9 milioni di euro entro il 2026. Recentemente è stata inaugurata la scuola di Arino “San Giovanni Bosco”. Pur afferendo le scuole secondarie di secondo grado alla Città Metropolitana di Venezia, il Comune continuerà ad impegnarsi per un necessario aumento degli spazi da dedicare al liceo Galilei e agli istituti Lazzari e Musatti, permettendo l’identificazione di Dolo come campus laboratoriale superiore del Veneto”. Progettazione e pianificazione condivisa, fa sapere il sindaco,

animeranno i tavoli di lavoro, per una sinergia che, ad oggi, registra una potenziale ricaduta economica che sfiora i 15 milioni di euro. Il messaggio che il Comune di Dolo lancia è quello di contribuire attivamente a far decollare “un campus diffuso sul territorio che veda nuovi laboratori nel distretto scolastico e moderni impianti dedicati allo sport ed alla formazione fisica e mentale dei giovani. È l’antidoto per rispondere al mal di vivere dei ragazzi”. La sfida è quella di sviluppare, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, la filiera scientifica (tradizionale e delle scienze applicate), del benessere e della salute (liceo sportivo), delle scienze umane e linguistica”. Tutti comunque devono fare i conti con il calo demografico che, per il nuovo anno scolastico, significa 134.000 studenti in meno tra i banchi a livello nazionale con una conseguente

I dati dell’Osservatorio Scolastico Veneziano sulle iscrizioni nel territorio metropolitano

La popolazione scolastica nel veneziano è tendenzialmente in diminuzione ma ci sono delle particolarità a riguardo dei territori e delle fasce d’età. Lo analizza uno studio dell’Osservatorio Scolastico Veneziano con la Città Metropolitana di Venezia. Complessivamente sono iscritti alle scuole di ogni ordine e grado 81.128 (alunni e alunne ) in 4077 classi. Se si vanno a guardare i dati nei diversi territori distretto per distretto, si vedono delle chiare differenze. Nel distretto di Mirano il 40,2 % della popolazione scolastica è iscritta alle elementari, il 27,9 alle scuole medie e il 31,9 % alle scuole superiori. Per le scuole primarie si nota come la scelta dei genitori sia quella prevalente del tempo pieno, a parte il distretto di San Donà dove la scelta cade sul tempo normale. Un forte calo di

iscritti collegato alla crisi demografica si nota alle primarie in tutti i distretti, mentre non è ancora arrivato in modo netto alle superiori. Andando ad analizzare le iscrizioni all’anno 2025- 2026 delle scuole superiori, si vede che diminuisce la percentuale degli iscritti ai licei che sono all’inizio di quest’anno scolastico 13363 rispetto ai 13482 dello scorso anno. Diminuiscono anche gli iscritti all’istruzione professionale che passano da 5.663 dell’anno scorso a 5.524 di quest’ anno. In calo leggermente anche l’istruzione artistica che vede 1.478 iscritti a settembre di quest’anno rispetto ai 1529 dello scorso anno. In leggero aumento invece gli iscritti all’istruzione all’istruzione superiore tecnica: sono 12.565 nel 2025/26 mentre erano 12.540 l’anno scorso. (a.a)

riduzione delle cattedre. “Se Dolo - conclude Naletto - è oggi riconosciuto come hub formativo rivierasco è perché molte sono le progettualità proposte dalla scuola, in collaborazione con il Comune, affinché la “maturità” dello studente sia non solo una serie di prove, ma anche una valutazione globale del percorso curriculare ed extracurri-

culare, che abbia come metodo la cooperazione tra partner pubblici, privati e del no profit. In quest’ottica potranno essere valorizzate esperienze di scuola lavoro, attività di orientamento e sinergie, all’insegna dell’educazione civica e di percorsi di cittadinanza attiva, per la “maturazione” dello studente”. Alessandro Abbadir

L’inaugurazione della scuola di Arino

Focus scuola/2. Interviene Luigi Zennaro presidente regionale dell’Associazione Nazionale Presidi

Il calo demografico rivoluzionerà alla radice il mondo della scuola

“Il calo demografico è costante da quasi una trentina d’anni. Si sente in tutte le scuole di ordine e grado del veneziano. Ora sempre più bisognerà scegliere se optare per mantenere i plessi sul territorio e quindi istituire sempre più pluriclassi (cioè classi con bambini e bambine di età differenti) oppure scegliere di accorpare i bambini in meno plessi e fornire un servizio di maggior qualità“. A dirlo è Luigi Zennaro presidente regionale dell’Anp (Associazione Nazionale Presidi). Zennaro fa una analisi precisa della situazione delle scuole sul territorio. “Nel veneziano - spiega - ci sono delle realtà territoriali che soffrono in maniera più forte delle altre il calo demografico. L’area sud in particolare quella cioè di Chioggia Cavarzere e Cona, nel corso degli anni ha sofferto non poco un lento e costante declino delle iscrizioni. L’ ufficio scolastico regionale fa fatica solitamente a concedere la formazione di classi con meno di 15 alunni, ma purtroppo con questa realtà avremo a che fare nei prossimi anni se non decenni. In altre zone dell’area metropolitana di Venezia come certi quartieri del Comune di Venezia, Marghera ad esempio il declino demografico

è mitigato dalla presenza di tanti bambini stranieri, visto che in questi quartieri la presenza di famiglie e comunità del Bangladesh o del Nord Africa è molto numerosa”. In calo le iscrizioni anche nelle aree della Riviera del Brenta e del Miranese sia agli asili alle medie e alle elementari. Il calo demografico si fa sentire però fa notare Zennaro, di più in questo momento alle scuole primarie (elementari) e alle secondarie di primo grado (medie) rispetto invece ad esempio alle superiori. “Il calo demografico però comincerà a farsi sentire alle scuole superiori già nei prossimi anni - precisa. Ora è mitigato da percentuale di scolarizzazione più alta rispetto ai decenni precedenti e dal fatto che alcune scuole superiori si contendono gli iscritti con strategie di marketing”. Quello che però appare ineluttabile per Zennaro è la necessità di una riorganizzazione radicale della scuola sia statale che paritaria. “Anche con un numero di iscritti che scende costantemente - spiega - c’è la necessità per mantenere aperte le scuole, di avere almeno due bidelli in servizio. Ora ci si trova di fronte a due possibilità: o tenere aperte le scuole anche con pochi alunni (magari perché considerate

essenziali e punto di aggregazione delle comunità), e allora di va verso la soluzione delle pluriclassi cioè una classe con alunni di età diverse come succede spesso nelle comunità montane, o invece chiudere i plessi (e destinarli ad altri usi) e mantenere classi diverse per ogni età portandoli in un’unica (o poche scuole) anche se si trovano fuori dal paese di residenza”. Zennaro è a favore della seconda soluzione. “Credo - conclude - che si debba puntare a mantenere classi diverse per ogni età che a mio avviso permettono una qualità dell’insegnamento più alta”.

Alessandro Abbadir

Mira, sulle scuole interventi per oltre 5 milioni di euro

Riparte l’anno scolastico e anche a Mira non sono mancati tanti cantieri dedicati alle scuole. Ma non finisce qui. Nel 2025 si concluderanno lavori per 3 milioni di euro, mentre nel 2026 sarà la volta di importanti interventi alle scuole di Marano e Malcontenta, per altri 2,5 milioni di euro, ai quali andrà aggiunto anche il completamento del nuovo asilo nido di Oriago, il cui valore si attesta a 2,2 milioni di euro. È terminata la manutenzione straordinaria della media Leopardi di Mira Taglio con il rifacimento di tutti i pluviali, la rete di scarico, l’installazione di tutta la guaina nuova e la sistemazione delle corti interne, oltre a degli interventi edili per la certificazione di prevenzione incendi. Costo 350.000 euro. “E’ stato completato - spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Lorenzin - l’intervento di efficien-

tamento della scuola Petrarca di Borbiago, con la sostituzione di tutti gli infissi, l’applicazione di schermature solari, la copertura del tetto con pannelli isolanti. Il costo dell’intervento è di 760.000 e grazie al conto termico, una parte consistente rientrerà nelle disponibilità del Comune”. “Grazie al contributo del Ministero di 800.000 - continua Lorenzin in una notaa luglio scorso sono stati affidati i lavori per l’adeguamento sismi-

co e l’efficientamento della scuola De Amicis a Marano. Dureranno 6 mesi e inizieranno a giugno 2026. É stato approvato ad agosto anche il progetto esecutivo per l’efficientamento delle scuola elementari Goldoni e parte della Calvino ad Oriago. Il costo complessivo è di 570.000, ma circa 200.000 rientreranno nelle disponibilità del Comune grazie al ricorso al conto termico. Il progetto sarà messo a gara a breve e i lavori partiranno entro fine anno”. Per la media “Gino Strada” di Malcontenta si è in attesa dell’esito della partecipazione al bando “sport” per un finanziamento che consentirebbe di completare la sistemazione della palestra. Infine i lavori di costruzione dell’asilo nido di Oriago saranno ultimati entro giugno 2026. Sarà un asilo con 60 posti per bambini da 0 a 3 anni. (a.a.)

La scelta sarà fra più scuole con pluriclassi o meno plessi mantenendo le classi per ogni età

Il presidente regionale Anp Luigi Zennaro

Medicina territoriale, è attivo il primo ambulatorio infermieristico

di Rovigo

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

segue a pag. 21

RITORNO IN CLASSE FRA MILLE INCOGNITE, CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI AL BANDO

Tra progetti annunciati e realtà quotidiana, gli studenti e le associazioni raccontano una situazione spesso distante dalle dichiarazioni ufficiali

A ROVIGO SCOPPIA LO SCONTRO

SUL PROGETTO SAI

L’accoglienza dei migranti al centro della polemica tra maggioranza e opposizione

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

a pag.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio

Focus scuola/1. Per il 2025/2026 l’obiettivo è ampliare i progetti e renderli più inclusivi

La scuola da sola non ce la fa: il Comune costretto a tappare i buchi con orientamento e tirocini

Scuola, lavoro e cultura si intrecciano a Rovigo in un progetto che vuole accompagnare i ragazzi verso il mondo adulto. Attraverso testimonianze e dati, l’inchiesta mette in luce come la comunità e le istituzioni si stiano impegnando per non lasciare indietro nessuno

Il futuro dei giovani passa attraverso la scuola, ma anche dal sostegno che la comunità è in grado di offrire loro. Ne è convinta l’Amministrazione comunale di Rovigo, che nell’ultimo anno scolastico ha scelto di affiancare gli istituti cittadini con una serie di iniziative capaci di coniugare formazione, orientamento e crescita personale. Durante l’anno scolastico 2024/2025 il Comune, in stretta collaborazione con gli istituti secondari di secondo grado, ha avviato numerosi Percorsi per le Competenze Trasversali e per

l’Orientamento (PCTO). Un’occasione preziosa per gli studenti, che hanno potuto frequentare gli uffici comunali e confrontarsi con la realtà lavorativa, sperimentando in prima persona il significato di professionalità e responsabilità. Parallelamente, - informa l’assessore all’istruzione Erika De Luca - sono stati attivati tirocini formativi con Università e Conservatori, pensati per trasformare in pratica le conoscenze acquisite sui banchi di scuola. Un’esperienza che arricchisce i curricula, ma soprattutto aiuta i ragazzi a capire se il settore

scelto risponde davvero alle loro aspettative. Il riscontro positivo da parte di famiglie, scuole e studenti ha spinto l’Amministrazione a guardare avanti: per l’anno scolastico 2025/2026 l’obiettivo è ampliare ulteriormente l’accesso ai percorsi di orientamento, rendendoli più capillari e inclusivi. Accanto ai progetti di alternanza scuola-lavoro, il Comune ha investito anche su attività laboratoriali mirate a rafforzare le competenze trasversali. Educazione digitale, promozione della lettura, percorsi di cittadinanza attiva: strumenti pensati non solo per arricchire il percorso scolastico, ma anche per formare cittadini consapevoli e partecipi della vita comunitaria. Grande attenzione è stata dedicata anche all’offerta culturale rivolta alle scuole. L’assessore alla Cultura Erika De Luca ricorda con sod-

Ecco come cambia lo studio in Polesine

Rovigo si prepara a vivere tre giornate di confronto, cultura e innovazione. Dal 25 al 27 settembre si terrà infatti il Festival universitario, manifestazione organizzata dal Consorzio Università Rovigo (Cur) per celebrare i 30 anni di presenza accademica in città.

“Non sarà una replica dell’University Day di febbraio – chiarisce la presidente del CUR, Maria Cristina Acquaviva – ma un’occasione nuova, pensata per mostrare non solo agli studenti ma anche alla cittadinanza quanto Rovigo sia una città universitaria, con due atenei prestigiosi come Padova e Ferrara che hanno investito in Polesine. Troppo spesso si tende a dimenticare l’esistenza del Cur, e invece vogliamo dimostrare che qui si studia bene, si cresce e si esce con una laurea riconosciuta da università di primissimo piano”.

Il format del Festival punta a coinvolgere, più che a spiegare. Non lezioni frontali, ma tavole rotonde e dialoghi aperti: “Non vogliamo che qualcuno parli e gli altri ascoltino – spiega Acquaviva – ma creare un vero confronto tra studenti, docenti, imprenditori e cittadini. La mattina sarà dedicata agli atenei: giovedì 25 settembre i docenti di Ferrara, venerdì quelli di Padova. I pomeriggi saranno aperti a tutti: famiglie, curiosi, cittadini, perché si parlerà di temi trasversali, dall’intelligenza artificiale al futuro del lavoro, dalle competenze richieste dal mercato alle trasformazioni sociali in corso”.

Il Festival sarà anche un’occasione per mettere in evidenza i legami che il Cur ha stretto con il territorio: dalle convenzioni con il mondo del sociale e della pubblica

disfazione l’esperienza avviata lo scorso anno: “I percorsi di avvicinamento alla musica e al teatro hanno coinvolto centinaia di studenti, con laboratori, incontri con gli artisti e spettacoli dedicati. L’introduzione del coro delle voci bianche presso il Teatro Sociale ha rappresentato un

amministrazione, fino alla collaborazione con Avis, che istituirà borse di studio per tesi sul tema del dono del sangue. “Vogliamo che il Cur sia un ponte tra il mondo accademico e il tessuto produttivo locale – sottolinea Acquaviva – uno strumento utile per unire università e territorio”. Il Festival sarà la cornice giusta per annunciare nuove opportunità formative “Non vogliamo anticipare senza certezze – spiega Acquaviva – ma il lavoro è in corso e l’obiettivo è ampliare sempre di più l’offerta, intercettando le vocazioni del territorio, dallo sport alla sanità, fino alle professioni tecniche”. Gli iscritti al Cur restano stabili, nonostante il calo demografico che colpisce il Veneto. “Mantenere i numeri è già un successo – commenta Acquaviva –ma l’arrivo di nuovi corsi potrà dare nuova

momento di grande valore, unendo formazione e divertimento. È stata un’esperienza molto apprezzata da insegnanti e famiglie, tanto che abbiamo deciso di riproporla, ampliandola a un numero maggiore di istituti e arricchendola con nuove collaborazioni”.

Guendalina Ferro

linfa alla vita universitaria. Vogliamo che Rovigo sia sempre più riconosciuta come città universitaria, un luogo dove studiare bene, crescere e guardare al futuro”. (g.f.)

Erika De Luca

Focus scuola/2. Analizziamo le azioni dell’assessore Rizzato e dell’Amministrazione

Rovigo e l’università, tra promesse e ritardi

Lorenzo Rizzato, giovane assessore con delega alle università, ha solo 26 anni ma idee chiare sul futuro accademico e culturale della città capoluogo di Provincia. Un percorso iniziato già ai tempi della sua attività da rappresentante studentesco, proseguito come consigliere comunale e oggi consolidato nel ruolo di amministratore.

“Una delle iniziative che tra l’altro mi aveva visto primo firmatario durante la precedente amministrazione – ricorda Rizzato – era la mozione per l’abbattimento della quota IMU per coloro che affittavano a prezzo calmierato agli studenti. All’epoca ero all’opposizione, ma la proposta venne approvata all’unanimità e oggi questa misura è stata confermata anche dall’attuale amministrazione”.

L’impegno dell’assessore si è concentrato anche sul potenziamento dei servizi. “Sono state avviate interlocuzioni con il consorzio universitario per migliorare la University Card, che permette agli studenti iscritti al Cur di avere sconti e agevolazioni presso gli esercizi del territorio. Era una mia proposta già dai tempi in cui ero rappresentante degli studenti universitari a Rovigo, e che ho portato avanti come consigliere provinciale”.

Tra i fronti aperti c’è anche la

collaborazione con Esu (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Padova, per mensa e alloggi, fondamentali per gli studenti delle facoltà legate all’ateneo patavino.” Inoltre, - sottolinea Rizzato, come assessore ai lavori pubblici- stiamo lavorando al progetto di manutenzione straordinaria del tetto dell’ex liceo Celio, sede del corso di ingegneria idraulica in inglese. “I lavori pubblici sono un settore impegnativo, ma intervenire sulle strutture universitarie significa migliorare la qualità dello studio”.

Tra le novità di settembre, la prima edizione del Festival universitario, sostenuto anche con il contributo del Cur e della Fondazione Cariparo. Un’occasione di incontro che rafforza il legame tra

studenti e città. Ma l’obiettivo più ambizioso resta l’ampliamento dell’offerta formativa. “Il grande sogno è portare ulteriori corsi in città – spiega Rizzato –. Ci sono interlocuzioni in corso da parte del sindaco e di altri colleghi di giunta. L’obiettivo straordinario sarebbe di arrivare a 3.000-4.000 iscritti. Sono giovane come assessore, ho ventisei anni, bisogna pensare in grande”.

Secondo Rizzato, la città sta finalmente cambiando passo. “L’università è un settore in salute che per fortuna sta crescendo. La classe dirigente di Rovigo, che in passato vedeva questo ambito come secondario, oggi riconosce all’università un ruolo fondamentale e comincia a investirci, a crederci e a lavorarci. Non è una cosa scontata”.

Il discorso dell’Assessore Rizzato si allarga anche al turismo, altro asse strategico: “Lo stesso vale per il settore turistico, sempre visto come secondario. Ma i numeri delle mostre del Roverella dimostrano che non lo è affatto, e che anzi si possa fare veramente tanto per crescere ancora di più. Non sarà facile, non basterà un anno, ma con determinazione sono sicuro che Rovigo possa avere un ruolo in primo piano in entrambi i settori”.

Guendalina Ferro

Il nuovo legame tra studenti e donatori di sangue

Un patto che intreccia formazione, cura e cultura del dono, mettendo al centro i giovani. A Palazzo Angeli è stato firmato il protocollo d’intesa tra il Consorzio Universitario di Rovigo (Cur), Avis provinciale Rovigo e Avis comunale Rovigo: un accordo che rappresenta il primo esempio di questo tipo in Veneto. Ad aprire i lavori è stata la presidente del CUR, Maria Cristina Acquaviva, che ha evidenziato il valore di questa nuova collaborazione: “Ringrazio i presenti e le autorità che hanno voluto esserci per questo appuntamento che testimonia l’importanza della collaborazione con Avis. Il mondo accademico dei ragazzi è il target privilegiato per intrecciare sinergie e promuovere la cultura del dono e della solidarietà, valori che AVIS porta avanti a Rovigo e nel Polesine; un’esperienza per la

formazione della persona, la crescita umana, civile e culturale che, con oggi, sarà ancora più vicina ai giovani che qui studiano e crescono”. Nel concreto, il protocollo prevede la messa a disposizione, da parte di Avis, di materiale promozionale, spazi dedicati sui siti e sui canali social, oltre alla presenza di medici, dirigenti associativi e volontari in incontri ed eventi informativi rivolti a studenti e docenti delle università di Ferrara e Padova e dell’ITS Academy Marco Polo. Saranno inoltre istituite borse di studio e fondi per progetti di ricerca sulla donazione e sugli standard di sicurezza per donatori e riceventi.

Dal canto suo, il Cur si impegna a promuovere le attività di Avis attraverso i propri canali, a ospitare desk informativi e a coordinare le iniziative di divulgazione e di sup-

A 26 anni, l’assessore Rizzato guida Rovigo verso una nuova stagione accademica: University Card, collaborazioni con Esu, manutenzione universitaria e Festival per rafforzare il legame studenti-città

porto ai giovani, rafforzando il legame tra formazione accademica e cittadinanza attiva.

Il sindaco di Rovigo, Valeria Cittadin, ha ribadito la centralità di questa sinergia: “Questa collaborazione enfatizza il ruolo che anche i giovani possono avere per vivere i valori della solidarietà, nel nostro tessuto comunale dove Avis è presente da ben settant’anni. Lo sappiamo: il sangue è un bene prezioso che ha bisogno sempre di attenzione e di persone che volontariamente si prestano per aiutare l’altro. Anche questo vuol dire essere cittadini attivi”. A chiudere gli interventi, i vertici Avis: Francesco Chiavilli, presidente provinciale, ha parlato di “traguardo importante, perché donare e valorizzare il rapporto con chi è giovane e qui si forma è fondamentale”. (g.f.)

Istituto Oncologico

Veneto, cambio al vertice, Benazzi nuovo Commissario

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

Fabrizio Boron:

Terme Euganee

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE FRA MILLE INCOGNITE, CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI

AL BANDO

Alle Terme si punta su investimenti e opere, a Montegrotto nuova vita per la scuola di Turri, classi al completo e nuovi servizi ad Abano

Arriva l’autunno, tra atmosfere accoglienti, colori caldi e ambienti da vivere in sicurezza

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

Focus sulla stazione Terme Euganee, teatro di recenti violenze. Gli agenti sono ora dotati di spray al peperoncino e manganello

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

a pag. 23 segue a pag. 23

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 16
Servizio

Focus Scuola. Iscrizioni

Abano, istituti scolastici alla prova del nove fra classi al completo e servizi potenziati

E

’ stato un avvio a pieno regime quello che Abano Terme sta vivendo in questo inizio di anno scolastico con numeri importanti e con una rete di servizi che accompagna le famiglie dai primi mesi di vita dei bambini fino alla conclusione della scuola secondaria di primo grado. Una comunità che può contare su una ricca e varia offerta educativa, segno della centralità che la scuola riveste nel tessuto cittadino. Il percorso parte già nei primissimi anni: sono infatti attivi due asili nido comunali, “Prati Colorati” in via Prati e il nido di Monterosso, nella frazione omonima. A questi si aggiungono la scuola dell’infanzia statale “Mago Merlino” a Monterosso e tre scuole dell’infanzia paritarie parrocchiali associate FISM: San Lorenzo, Sacro Cuore e Monteortone. Seguono i cinque plessi di scuola primaria – Busonera, De Amicis, Giovanni XXIII, Manzoni e Pa-

scoli – e la scuola secondaria di primo grado “Vittorino da Feltre”, punto di riferimento per tutti gli studenti delle medie. I dati confermano un andamento positivo: sono circa un centinaio i bambini iscritti agli asili nido comunali, un numero che va a saturare la disponibilità delle strutture. Anche le scuole dell’infanzia, statali e paritarie, registrano una sostanziale stabilità nelle iscrizioni. Segnale che i servizi educativi del territorio rispondono ai bisogni delle famiglie, offrendo non solo un luogo sicuro e accogliente per i più piccoli, ma anche un supporto prezioso nell’organizzazione quotidiana.

Particolare attenzione viene infatti riservata ai servizi complementari. Per i più piccoli c’è il prolungamento dell’orario degli asili nido fino alle 18.00, così da agevolare i genitori che lavorano. Prosegue inoltre il progetto “Crescere Insieme”,

rivolto ai neo-genitori con figli sotto i tre anni: un percorso gratuito articolato in tre diverse attività di relazione genitore-bambino che si sviluppano lungo tutto l’anno, con appuntamenti ospitati nella struttura comunale del Nido Prati Colorati.

Passando alla scuola primaria, al via otto nuove classi prime distribuite nei diversi plessi cittadini. Per la secondaria di primo grado saranno invece sette le prime classi pronte a

partire, con la conferma del servizio di trasporto scolastico che collega i quartieri alla sede della Vittorino da Feltre, garantendo così accessibilità e inclusione.

In tutti i plessi scolastici, inoltre, vengono attivati i servizi di pre-scuola, post-scuola e doposcuola del progetto “Scuola Idea”, frutto della collaborazione tra Comune, Cooperativa Nuova Idea e Cooperativa Bottega dei Ragazzi. A questo si aggiunge la novità di “Pran-

A lezione di risparmio energetico: riscaldamento con le acque termali reflue

La Scuola secondaria di primo grado “Vittorino da Feltre” di Abano Terme è il primo edificio pubblico non alberghiero in Veneto a essere riscaldato con le acque termali reflue, ossia quelle di scarto. L’impianto, operativo dall’ottobre dell’anno scorso, consente un abbattimento dei costi energetici del 65%. Un investimento da 150.000 euro che ha trasformato la scuola in un

modello virtuoso di sostenibilità. Dal punto di vista tecnico, l’acqua termale viene captata a circa 65° gradi, raffreddata a 35 gradi tramite pompe di calore e immessa nell’impianto di riscaldamento del plesso. Una volta utilizzata, torna in circolo a circa 30 gradi per poi essere smaltita nei canali dedicati.

“Questo risultato – dichiara il sindaco Federico Barbierato –

rappresenta un esempio concreto e innovativo di come il calore delle nostre acque termali possa essere messo al servizio della comunità”. Per quanto riguarda le scuole primarie “Busonera” e “Manzoni” è stato predisposto lo studio di fattibilità per la realizzazione di due impianti di produzione di acqua calda alimentati da pompe di calore geotermiche, collegate a sonde

•Installazione pompe di calore ad alta efficienza

•Ventilazione meccanica

•Installazione prodotti delle migliori marche

•Sostituzioni caldaie

•Ristrutturazione Bagno

“Chiavi in Mano”

Preventivi gratuiti

collocate all’esterno degli edifici. Grazie al calore naturale del sottosuolo, i due plessi potranno disporre di un sistema di riscaldamento moderno, efficiente e a basso impatto ambientale. Infine per la primaria “Giovanni XXIII”, è stata presentata alla Regione la richiesta per l’utilizzo delle acque termali primarie provenienti dalle strutture alberghiere, per riscaldare il plesso scolastico.

ziamo Insieme”, un servizio che consente agli alunni di fermarsi a scuola dopo le lezioni mattutine per condividere il pranzo con amici e compagni, trasformando il momento della mensa in un’occasione di socialità e crescita. Con strutture al completo e servizi sempre più articolati, Abano Terme si conferma una realtà dinamica e attenta al futuro delle nuove generazioni.

Nicola Stievano

“L’obiettivo - aggiunge il sindaco - è ridurre significativamente i costi di gestione e le emissioni, mettendo a frutto le risorse energetiche del territorio. Dal 2017 ad oggi abbiamo ha già investito 3,6 milioni di euro in opere per l’efficienza energetica, ottenendo una riduzione dei consumi di gas e dei costi del 55%, con una spesa passata da 325.000 euro annui a 135.000 euro”.

denatalità e classi che si svuotano

La ricetta di Montegrotto per invertire la rotta

I

n un periodo segnato dalla forte denatalità e dalla contrazione del numero degli studenti, Montegrotto Terme ha voluto progettare ed investire sulla qualità e attrattività non solo in termini di servizi scolastici, ma anche di un plesso che vada oltre il tradizionale concetto di edificio scolastico. La scuola primaria Don Milani di Tutti diventerà un vero e proprio centro civico, dove la comunità potrà incontrarsi e organizzare attività anche al di fuori dell’orario scolastico. La palestra e gli spazi comuni saranno accessibili in orario extrascolastico per attività sportive, culturali e ricreative, trasformando la scuola in un punto di riferimento per l’intera comunità di Montegrotto.

Sono partiti in questi giorni, infatti, i lavori per la riqualificazione e l’ampliamento della Don Milani. Un intervento da 3,5 milioni di euro che trasformerà il vecchio edificio scolastico, chiuso nel 2021 per inagibilità, in un moderno polo educativo e culturale. Quindi non solo una scuola ma un vero e proprio centro polifunzionale che potrà essere utilizzato dall’intera comunità. Il progetto, firmato dall’architetto Giuseppe Cappochin, prevede un’architettura a misura di studente, con ambienti pensati per una didattica attiva e

inclusiva.

“La nuova scuola primaria di Turri - sottolinea il sindaco Riccardo Mortandello - è un esempio di come le difficoltà a volte possono diventare opportunità. I gravi problemi strutturali emersi ci offrono l’opportunità di dare a questo territorio una scuola non solo sicura, ma in grado di creare per i ragazzi un ambiente dove ‘fare scuola’ con un insegnamento attivo, piuttosto che ‘stare a scuola’ con un tradizionale insegnamento passivo. Sarà capace di attrarre famiglie anche dai comuni limitrofi grazie alla sua posizione strategica e all’offerta formativa innovativa”.

Il nuovo edificio si svilupperà su due piani, con un ampliamento verso ovest. Al piano terra troveranno spazio l’ingresso principale, un’ampia area per attività collettive denominata “Agorà”, una palestra e uno spazio aperto al pubblico che po-

tranno essere utilizzati in modo indipendente dalle attività scolastiche, in fasce orarie diverse dalle attività didattiche. Una caratteristica innovativa sarà la gradonata con funzione integrata di scala e spazio didattico, che metterà in collegamento diretto gli studenti con il contesto naturale circostante.

“Abbiamo progettato - afferma l’assessore alla Programmazione urbanistica e transizione green Luca Fanton - una scuola completamente nuova, con un’architettura flessibile che integra gli spazi esterni con quelli interni, attenta alla salute fisica e psicologica dei bambini. Le aule avranno pareti mobili che potranno scomparire per dar vita a spazi più grandi, e anche i mobili saranno flessibili in linea con le moderne concezioni didattiche. Avremo anche degli orti didattici per l’insegnamento all’esterno”.

A Montegrotto i rappresentanti sindacali della scuola: “Affitti troppo alti per i docenti precari”

Montegrotto ha ospitato la decima giornata nazionale della Cisl Scuola Padova e Rovigo dedicata ai rappresentanti sindacali (Rsu) e delegati. La segretaria generale Stefania Bellamio ha sottolineato l’importanza di valorizzare il ruolo della rappresentanza sindacale in ogni istituto. Tra i problemi più urgenti, ha ricordato la difficoltà dei docenti precari a trovare affitti a prezzi accessibili, costringendoli a rifiutare gli incarichi. Un altro tema caldo è la carenza di personale Ata, il cui organico è ancora basato su una normativa di oltre vent’anni fa, legata al numero di studenti, che continua a diminuire a causa del calo demografico. Questo si scontra con l’aumento delle funzioni amministrative de-

centrate alle segreterie scolastiche. C’è, infine, il problema degli insegnanti di sostegno, per i quali mancano le garanzie necessarie per rispettare le regole contrattuali e le graduatorie. Samuel Scavazzin, segretario generale Cisl Padova e Rovigo, ha ribadito che le condizioni dei

lavoratori possono essere migliorate solo attraverso una contrattazione efficace e il rinnovo puntuale dei contratti. Scavazzin ha evidenziato come la leva contrattuale sia essenziale per riconoscere la professionalità di insegnanti e personale, spesso trascurata. Sandra Biolo, segretaria Cisl Veneto, ha confermato la gravità del calo demografico, citando dati specifici: rispetto all’anno precedente ci sono 2.460 studenti in meno a Padova, 1 45 a Rovigo e ben 9.567 in tutto il Veneto. Biolo ha concluso definendo le Rsu come le “sentinelle” della scuola, incaricate di fare da tramite tra il sindacato e il personale e di aiutarlo a risolvere le problematiche quotidiane.

Al piano terra troveranno spazio l’ingresso principale, un’ampia area per attività collettive denominata “Agorà”, una palestra e uno spazio aperto al pubblico che potranno essere utilizzati in modo indipendente dalle attività scolastiche, in fasce orarie diverse dalle attività didattiche

Stefania Bellamio

I sindaci della Marca fanno il punto sullo stato di salute della medicina territoriale

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 19

di Treviso Ovest

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE FRA MILLE INCOGNITE, CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI AL BANDO

L’allarme sindacati e istituzioni sulla fuga dei docenti mette a rischio la continuità formativa sul territorio

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

Arriva l’autunno, tra atmosfere accoglienti, colori caldi e ambienti da vivere in sicurezza

PREGANZIOL VARA UN BILANCIO A MISURA DI FAMIGLIE

Importanti investimenti per edilizia scolastica, sicurezza stradale e verde pubblico.

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

INicola Stievano >direttore@givemotions.it<

l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 11
Servizio a pag. 19

Focus scuola. Un’inchiesta sul ruolo crescente delle associazioni genitori nella gestione dei servizi scolastici

Studenti in movimento: chi decide come si spostano i bambini?

Alla scuola primaria “Marconi” di Zero Branco l’anno scolastico si è aperto con la tradizionale cerimonia dell’alzabandiera, organizzata dal Gruppo Alpini. Un momento solenne, che segna simbolicamente l’avvio delle lezioni e che verrà riproposto anche a fine anno come segno di chiusura del percorso scolastico.

Dopo la cerimonia, l’Amministrazione comunale ha portato i propri saluti istituzionali in tutti i plessi del territorio, comprese le scuole dell’infanzia.

“Con questa cerimonia vogliamo trasmettere agli alunni l’importanza dei valori di appartenenza e comunità. - sottolinea l’assessore con delega alla scuola e servizi per l’infanzia Nicole Cazzaro -. L’amministrazione è stata presente in tutte le scuole del territorio per un augurio sincero di buon inizio d’anno a studenti, insegnanti e famiglie”.

Novità importanti arrivano anche sul fronte del trasporto scolastico. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Genitori, da quest’anno sarà attivato un servizio dedicato agli alunni della primaria di Sant’Alberto che frequentano il doposcuola del venerdì alla scuola “Pascoli” di Scandolara. Un pullmino li accompagnerà e li riporterà a casa alle 16.30, facilitando così l’organizzazione delle famiglie e la partecipazione dei bambini alle attività integrative. L’iniziativa è sostenuta dal Comune per rispondere alle esigenze organizzative delle famiglie e favorire la partecipazione dei bambini alle attività integrative.

“Questa novità nasce dall’ascolto delle famiglie e dalla collaborazione con le associazioni del territorio. - prosegue l’assessore - È un esempio concreto di come, lavorando insieme, si possano trovare soluzioni utili e sostenibili

per la comunità scolastica e le famiglie”.

Anche per quest’anno scolastico grazie all’interessamento dell’Amministrazione Comunale e al dialogo con MOM - Mobilità di Marca, nell’obiettivo di garantire maggiore flessibilità negli spostamenti da e verso la città di Treviso, gli abbonamenti degli utenti di Sant’Alberto e Scandolara, che normalmente utilizzeranno la linea 102, potranno comprendere anche la linea 101, senza costi aggiuntivi. Per rendere possibile l’estensione, come già lo scorso anno, è necessario raccogliere i nominativi dei nuovi utenti che desiderano usufruire di questo servizio. Chi ha già utilizzato la linea 101 lo scorso anno non dovrà fare nulla: la gestione sarà automatica da parte di MOM. “Si tratta, per più motivi - dagli ingressi posticipati a scuola alle attività pomeridiane o altro - di un’oppor-

tunità concreta per agevolare gli spostamenti degli studenti delle frazioni. - conclude l’assessore Cazzaro - Avere più corse a disposizione significa più flessibilità e meno disagi, un risultato che siamo soddisfatti di aver raggiunto anche quest’anno grazie alla disponibilità e all’ascolto da parte del Presidente MOM Giacomo Colladon”. Il nuovo anno scolastico parte quindi sotto il segno della conti-

Scuola, allarme trasferimenti: il Veneto rischia di perdere centinaia di docenti

Parte da Treviso il nuovo campanello d’allarme, ma il problema riguarda tutto il Veneto: migliaia di insegnanti hanno chiesto il trasferimento, un numero in crescita rispetto agli anni scorsi, favorito dall’allentamento dei vincoli che limitavano la mobilità. Il rischio, segnalano sindacati e istituzioni scolastiche, è una vera e propria fuga di personale. Molti docenti, arrivati in Veneto da altre regioni, stanno valutando il ritorno a casa o un nuovo spostamento. “Ogni anno ci troviamo a fare i conti con

le stesse criticità – spiega Alvise Sponza, segretario generale FLC CGIL –. Assistiamo a un saldo negativo tra nuovi insegnanti e pensionamenti, e quest’anno il caro affitti ha colpito anche la provincia di Treviso. Sempre più colleghi sono costretti a rinunciare al posto di lavoro”. La questione non è solo personale, ma profondamente economica. Il costo della vita, e in particolare l’impennata degli affitti, sta diventando una delle ragioni decisive nelle scelte dei docenti. Per chi proviene da aree dove vive-

re costa meno, stabilirsi nelle province venete è sempre più difficile. La conseguenza è una dinamica che rischia di aggravare la cronica carenza di insegnanti nelle scuole della regione. Per i neoassunti o i docenti con pochi anni di servizio, lo stipendio spesso non basta a coprire spese essenziali: l’alloggio assorbe gran parte del reddito, lasciando poco margine per risparmi, investimenti professionali o semplicemente per mantenere un tenore di vita dignitoso. Le aule rischiano di svuotarsi non solo per

il calo demografico, ma anche per mancanza di insegnanti. Dal cuore del Veneto arriva un nuovo allarme: il numero crescente di richie-

nuità e dell’innovazione: da un lato i momenti che rafforzano il senso di appartenenza alla comunità, dall’altro i servizi che rispondono alle necessità quotidiane delle famiglie, dal trasporto scolastico al doposcuola. Un percorso che proseguirà lungo l’anno con l’obiettivo di rendere sempre più centrale la scuola come luogo di crescita, incontro e partecipazione per tutta la comunità. Sara Busato

ste di trasferimento da parte dei docenti potrebbe lasciare scoperte decine di cattedre già dal prossimo anno scolastico. (s.b.)

Focus scuola/2. Le scuole superiori della Marca vietano l’uso dei telefoni anche durante gli intervalli

Archiviata l’era dei cellulari fra i banchi

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, gli istituti superiori della provincia di Treviso si preparano a dire addio all’uso libero dei telefoni cellulari in classe, allineandosi alle regole già in vigore nelle scuole elementari e medie. La circolare ministeriale dello scorso giugno ha evidenziato gli effetti negativi di un uso eccessivo dello smartphone su salute, benessere e rendimento scolastico degli studenti, lasciando agli istituti ampia autonomia nella gestione delle modalità di applicazione.

“Il ministero prevede il divieto del cellulare durante l’orario scolastico – commentano alcuni dirigenti scolastici – sia durante le lezioni che negli intervalli. Nell’ambito della loro autonomia, gli istituti possono decidere le modalità di applicazione e le eventuali sanzioni”. Presidi e docenti sono al lavoro per aggiornare i regolamenti interni e recepire le indicazioni ministeriali. La circolare del 16 giugno ha esteso il divieto anche alle scuole superiori, lasciando però libertà a ciascun istituto di definire le modalità operative.

Alcune scuole hanno deciso di adottare un approccio graduale, puntando sulla fiducia nei ragazzi e sulla responsabilizzazione individuale. Fino allo scorso anno, l’u-

so dello smartphone era consentito anche per fini didattici, con app e strumenti digitali impiegati per ricerche, quiz e attività collaborative. Ora, invece, entrerà in vigore un divieto più rigido e generalizzato.

Per gestire concretamente la nuova normativa, alcuni istituti si stanno attrezzando con armadietti personali o collettivi dove gli studenti dovranno depositare i dispositivi all’ingresso in aula; altri prevedono porta-cellulari da parete in ogni classe, sotto la supervisione degli insegnanti.

Il contesto nazionale conferma l’urgenza di misure simili: i dati delle prove Invalsi mostrano un aumento della quota di studenti

delle superiori con scarse competenze in italiano e matematica, fenomeno che alcuni esperti collegano anche alla distrazione causata dall’uso continuo dei dispositivi mobili. In questo quadro, il divieto vuole essere non solo una norma disciplinare, ma anche un’opportunità educativa per ristabilire attenzione, concentrazione e qualità dell’apprendimento.

Molti dirigenti scolastici sottolineano che il provvedimento dovrà essere accompagnato da un lavoro educativo più ampio, in cui si insegni agli studenti un uso consapevole della tecnologia, sia a scuola che nella vita quotidiana.

Rientro sui banchi, stangata da 1.300 euro a Treviso: prezzi dei libri alle stelle, le famiglie non ce la fanno

Il ritorno sui banchi di scuola si sta rivelando un vero e proprio salasso per le famiglie trevigiane. Secondo i calcoli di Federconsumatori, per un solo figlio che inizia il primo anno delle superiori, la spesa totale potrebbe superare i 1.300 euro. Questo costo, che include corredo scolastico, ricambi e libri di testo, sta mettendo a dura prova il bilancio familiare, già provato dalle spese estive. L’allarme è stato lanciato da Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari di Treviso, che sottolinea come le spese per centri estivi e altre attività si sommino al rientro, creando un peso non indifferente sul bilancio domestico. Il problema principale e più gravoso rimane il costo dei

libri di testo. Già lo scorso anno, la spesa media per i volumi superava i 715 euro, e le proiezioni per il prossimo anno non lasciano ben sperare. L’Associazione italiana editori prevede un ulteriore rincaro dell’1,8%, che si aggiunge agli aumenti tra il 7,5% e l’8,2% registrati negli ultimi tre anni. Per dare un sostegno con-

Il divieto assoluto dello smartphone in classe cancella anche l’uso didattico degli strumenti digitali. È la fine della didattica innovativa?

Un’inchiesta sul rischio che la lotta alla distrazione diventi una regressione tecnologica, in un sistema scolastico già in difficoltà

creto alle famiglie, l’ente bilaterale del terziario EbiCom Treviso ha attivato un contributo per i dipendenti delle 6.000 aziende aderenti nei settori commercio, servizi e turismo. Le famiglie potranno richiedere un aiuto fino a 150 euro per figlio (200 euro dal terzo figlio in poi) per l’acquisto di libri di testo e abbonamenti per i mezzi pubblici. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 ottobre. Per alleggerire il carico sulle famiglie, l’obiettivo è introdurre la detraibilità del 19% delle spese per i libri, applicabile almeno fino a un ISEE di 40.000 euro, una misura già prevista per lo sport e la sanità. Questa agevolazione permetterebbe di dare ossigeno alle famiglie, garantendo il diritto allo studio. (s.b.)

Sara Busato

I sindaci della Marca fanno il punto sullo stato di salute della medicina territoriale

di Treviso

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

Emergenza anche a Treviso tra banchi vuoti, cattedre vacanti, precari in attesa studenti con disabilità lasciati soli e famiglie alle prese con il caro libri

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

TREVISO: BATTAGLIA CONTRO

Contestato il piano urbanistico approvato dall’amministrazione. Per coalizione civica distrugge l’ambiente

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

21 segue a pag. 21

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 12
Servizio a pag.

Focus scuola/1. Fino al 30% di posti vacanti nel sostegno, rischio per gli studenti fragili

Emergenza scuola a Treviso: cattedre vuote, precari e studenti disabili lasciati soli

Anche all’avvio di questo nuovo anno scolastico, nelle province di Treviso e Belluno persistono criticità che rischiano di compromettere il diritto allo studio degli studenti. Nonostante alcuni miglioramenti, soprattutto nel ruolo dei dirigenti scolastici, la carenza di personale docente e Ata rimane allarmante.

A Treviso sono stati assegnati 5 dirigenti su 6 posti disponibili, mentre a Belluno solo 3 su 6, dove la difficile posizione geografica, l’aumento del costo della vita e la mancanza di infrastrutture ostacolano l’attrattività del territorio per il personale scolastico.

La situazione più grave riguarda i docenti, soprattutto quelli di sostegno: tra Treviso e Belluno manca circa il 20-30% degli insegnanti dedicati agli alunni con disabilità, che rischiano così di iniziare l’anno senza il supporto necessario. Il Ministero ha autorizzato assunzioni solo per un terzo delle cattedre vacanti, lasciando un ampio ricorso a supplenze temporanee, con evidenti conseguenze sulla qualità didattica.

Il personale ATA, fondamentale per il funzionamento delle scuole, presenta ancora molte carenze: su oltre 550 posti vacanti tra collaboratori scolastici e assistenti ammi-

nistrativi nelle due province, meno della metà sono stati coperti con assunzioni a tempo indeterminato. Anche tra i DSGA persistono molte posizioni scoperte, che le autorità scolastiche stanno tentando di colmare con nomine aggiuntive.

Secondo Anna Lucia Tamborrini, segretaria generale della Cisl Scuola Belluno Treviso, “il percorso verso una scuola stabile, inclusiva e di qualità passa necessariamente dalla stabilizzazione del personale precario. Garantire continuità agli studenti significa investire nel futuro del nostro territorio e della società intera”.

Il messaggio che emerge con for-

za è chiaro: l’istruzione non è una spesa da tagliare, ma un investimento imprescindibile per la crescita sociale e culturale. Solo con

Al via corsi formazione, dialogo interreligioso e IA tra le priorità

Mentre gli studenti si siedono per i primi giorni sui banchi di scuola, la Fism la federazione che a Treviso rappresenta oltre 200 scuole dell’infanzia con quasi 12 mila iscritti, si è già attrezzata per introdurre importanti novità in questo anno scolastico 2025/26. In attesa del tradizionale convegno di studio, che si terrà il 27 settembre alle Fiere di Santa Lucia di Piave sul tema di grande attualità “Culture e religioni”, a fine agosto si è svolto il corso residenziale di 4 giorni per una trentina di coordinatrici sul tema dell’accompagnamento dei genitori secondo il modello del “comparenting”, tenuto dai professori Mario Becciu e Anna Rita Colasanti.

Inoltre, in questi giorni è stato presentato alle scuole il piano formativo pedagogico 2025/2026 articolato in 11 percorsi tematici di complessive 114 ore, che, in modalità mista presenza/online, verranno svolti in più edizioni per rispondere a tutte le adesioni che giungeranno entro il 13 settembre. Due in particolare le novità al centro della formazione: l’intelligenza artificiale e il dia-

logo interreligioso. “Temi – spiega il coordinatore pedagogico, prof. Francis Contessotto – che dobbiamo considerare non come rischi, ma come opportunità. Con l’aiuto di qualificati docenti ed esperti cercheremo di fornire ai nostri insegnanti gli strumenti per poter affrontare sfide complesse ma ineluttabili”.

Per parlare di dialogo interreligioso, FISM Treviso si affiderà all’equipe di Studi Ecumenici di Venezia, mentre ad affrontare la spinosa questione dell’intelligenza artificiale saranno don Alessandro Mantini, ingegnere e teologo, lo psicologo Alessandro Ricci e l’avvocato Emanuele Montemarano, con un approccio multidisciplinare.

“La formazione dei docenti è fondamentale per promuovere la qualità dell’offerta educativa delle scuole associate e per questo ringrazio il prof. Contessotto e la Commissione pedagogica provinciale per il lavoro svolto, grazie al quale anche quest’anno contiamo di richiedere un finanziamento a FondER partecipando al bando che scadrà ad otto-

risorse adeguate e personale stabile si potrà assicurare un servizio scolastico all’altezza delle sfide di oggi e domani.

bre, così da poter offrire gratuitamente la formazione al personale” spiega la presidente Simonetta Rubinato.

L’offerta del piano formativo è molto articolata e comprende anche un corso residenziale sull’educazione attraverso l’arte che sarà tenuto da don Antonio Scattolini, docente di Iconografia Cristiana presso varie università. Altri temi che saranno affrontati

durante i corsi sono l’importanza dell’ascolto, la psicomotricità relazionale, la presenza di bambini autistici (la cui presenza è in aumento), il ruolo strategico del personale di segreteria. Non mancherà il corso dedicato all’insegnamento della religione cattolica in linea con le direttive ministeriali che lo configurano quale percorso culturale e non come catechesi.

Focus scuola/2. Le scuole superiori vietano l’uso dei telefoni anche durante gli intervalli

Archiviata l’era dei cellulari fra i banchi, saranno spenti anche durante l’intervallo

Con l’inizio del nuovo anno scolastico gli istituti superiori si preparano a dire addio all’uso libero dei telefoni cellulari in classe, allineandosi alle regole già in vigore nelle scuole elementari e medie. La circolare ministeriale dello scorso giugno ha evidenziato gli effetti negativi di un uso eccessivo dello smartphone su salute, benessere e rendimento scolastico degli studenti, lascian-

regolamenti interni e recepire le indicazioni ministeriali. La circolare del 16 giugno ha esteso il divieto anche alle scuole superiori, lasciando però libertà a ciascun istituto di definire le modalità operative.

Alcune scuole hanno deciso di adottare un approccio graduale, puntando sulla fiducia nei ragazzi e sulla responsabilizzazione individuale. Fino allo scorso anno, l’u-

parete in ogni classe, sotto la supervisione degli insegnanti.

Il contesto nazionale conferma l’urgenza di misure simili: i dati delle prove Invalsi mostrano un aumento della quota di studenti delle superiori con scarse competenze in italiano e matematica, fenomeno che alcuni esperti collegano anche alla distrazione causata dall’uso continuo dei dispositivi mobili. In questo qua-

do agli istituti ampia autonomia nella gestione delle modalità di applicazione.

“Il ministero prevede il divieto del cellulare durante l’orario scolastico – commentano alcuni dirigenti scolastici – sia durante le lezioni che negli intervalli. Nell’ambito della loro autonomia, gli istituti possono decidere le modalità di applicazione e le eventuali sanzioni”. Presidi e docenti sono al lavoro per aggiornare i

so dello smartphone era consentito anche per fini didattici, con app e strumenti digitali impiegati per ricerche, quiz e attività collaborative. Ora, invece, entrerà in vigore un divieto più rigido e generalizzato. Per gestire concretamente la nuova normativa, alcuni istituti si stanno attrezzando con armadietti personali o collettivi dove gli studenti dovranno depositare i dispositivi all’ingresso in aula; altri prevedono porta-cellulari da

dro, il divieto vuole essere non solo una norma disciplinare, ma anche un’opportunità educativa per ristabilire attenzione, concentrazione e qualità dell’apprendimento. Molti dirigenti scolastici sottolineano che il provvedimento dovrà essere accompagnato da un lavoro educativo più ampio, in cui si insegni agli studenti un uso consapevole della tecnologia, sia a scuola che nella vita quotidiana.

Sara Busato

Riattivazione fermata bus fronte stazione ferroviaria e definiti i percorsi pedonali di accesso

Nell’ambito dei lavori di riqualificazione della stazione ferroviaria di Treviso da parte di RFI si comunica che a partire dallo scorso 8 settembre è stata riattivata la fermata bus antistante la biglietteria MOM.

Per garantire la massima sicurezza e una fruizione ordinata degli spazi, l’accesso alla stazione dall’area di fermata BUS potrà avvenire esclusivamente

con i seguenti itinerari: ingresso dal binario 1 (torre piezometrica) e ingresso principale attraverso il percorso pedonale protetto ricavato tra l’area di cantiere e la viabilità carraia di Piazzale Duca d’Aosta.

Sarà presente un presidio della Polizia Locale, incaricato di fornire assistenza e informazioni ai fruitori della stazione e delle aree annesse.

Il divieto assoluto dello smartphone in classe cancella anche l’uso didattico degli strumenti digitali. È la fine della didattica innovativa?

Un’inchiesta sul rischio che la lotta alla distrazione diventi una regressione tecnologica, in un sistema scolastico già in difficoltà

Assistenza sanitaria non urgente, debutta il numero 116-117 ed è boom di chiamate

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

segue a pag. 21

di Venezia e Mestre

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

RITORNO IN CLASSE FRA MILLE INCOGNITE, CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI AL BANDO

Divieto di smartphone nelle scuole superiori di Venezia per migliorare concentrazione e rendimento, con nuove regole e strumenti per gestire i dispositivi

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

I consiglieri regionali PD chiedono alla regione di contribuire a risolvere la situazione di stallo

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 14
Servizio a pag. 21

Focus scuola/1. Un progetto che rafforza il legame tra istruzione superiore, cultura e sviluppo territoriale

Besio contro la scuola “di plastica”: “Senza ostacoli i ragazzi non crescono”

L’assessore Laura Besio punta su educazione consapevole, innovazione e nuove discipline STEM, integrando intelligenza artificiale e sicurezza online, con progetti di volontariato e collaborazioni con università e fondazioni

N el suo primo giorno di scuola da mamma e assessore, Laura Besio ha visto concretizzarsi una piccola grande vittoria della comunità: la partenza della classe prima alla scuola di San Giovanni Bosco a Ca’ Sabbioni, salvata grazie all’impegno di tutti. Un traguardo reso possibile da scuola, famiglie e istituzioni insieme, che per lei rappresenta la vera forza dell’educazione.

Qual è la sua priorità assoluta oggi in tema di educazione e scuole?

“Continuo a credere nella scuola come quello spazio dove si entra bambini e si esce cittadini. Ecco perché è importante accendere la luce sul contenuto più che sulla forma. Serve recuperare il suo vero ruolo: a scuola si vive un percorso che contempla anche cadute, errori, rallentamenti, che fanno parte della crescita. Sono contraria alla smania di voler sempre tutelare tutto e tutti, ripulendo dagli ostacoli: promuovere con un voto che non rispecchia la reale condotta per non turbare gli animi, oppure evitare i voti per non creare pressioni. Se sterilizziamo ogni difficoltà, costruendo un ambiente senza spigoli, non permettiamo ai ragazzi di imparare ad affrontare la vita: sbagliare, cadere, ri-

alzarsi. In sintesi, crescere. Nonostante un disorientamento generale, sono convinta che la scuola rimanga il luogo privilegiato in cui si istruisce e si forma la persona, si valorizzano i talenti, si trasmettono valori fondamentali per la comunità. È il posto in cui si educa, si impara, si scopre e si costruisce insieme il futuro. Questa è la vera sfida. E sono felice che la mia delega sia alle politiche educative e non solo all’istruzione, perché l’educazione è responsabilità di molti, non solo della scuola”.

Tecnologia e futuro del lavoro: quali innovazioni didattiche state sperimentando?

“Quest’anno abbiamo introdotto due nuove tematiche: l’intelligenza artificiale e le discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica). Come tutte le novità, vanno conosciute e accompagnate: saranno un’opportunità o un rischio a seconda di come sapremo gestirle. Ho insistito molto sull’uso consapevole del web: tecnologia e social sono strumenti affascinanti ma anche pericolosi, se affrontati senza preparazione. Per la prima volta abbiamo portato nelle scuole l’esperienza del papà di Carolina Picchio, la prima vittima riconosciuta di cyberbulli-

smo”.

Ci sono progetti specifici promossi dal Comune che portano la sua firma?

“Sì, e ne sono fiera: per la prima volta abbiamo portato a scuola, in modo strutturato attraverso gli Itinerari Educativi, il tema del volontariato inteso come servizio gratuito. Un Paese senza solidarietà è sterile. I ragazzi hanno risposto con entusiasmo: è un segnale che mi dà fiducia”.

Collaborazioni: quali sono i rapporti con università, fondazioni e associazioni?

“Con il protocollo d’intesa firmato nel 2023 tra Regione Veneto, Comune di Venezia, Ca’ Foscari, Iuav, Accademia di Belle Arti, Fondazione Venezia Capitale della Sostenibilità e Conservatorio Benedetto Marcello è nato il progetto Venezia Città Campus. Mira a potenziare l’offerta formativa, attrarre talenti da tut-

to il mondo, rafforzare i legami tra atenei, imprese e territorio, sostenere programmi di residenzialità agevolata e realizzare nuovi posti letto”.

Dispersione scolastica: qual è la situazione a Venezia e come intervenite?

“È un fenomeno da monitorare, ma guardando ai dati dell’Ufficio Inadempienza Scolastica non vedo una reale emergenza nel Comune di Venezia. Più della metà degli studenti segnalati come “dispersi” durante l’anno poi rientra a scuola, grazie a un lavoro silenzioso ma prezioso. Agiamo con sensibilizzazione, chiedendo alle scuole di segnalare subito le assenze critiche. Offriamo colloqui psico-educativi ai genitori, attiviamo percorsi individualizzati per il minore e la famiglia, laboratori di motivazione allo studio e riorientamento, e ci avvaliamo di mediatori lin-

guistici. L’obiettivo non è punire, ma recuperare: riportare i ragazzi nel circuito scolastico, farli rientrare e trovare la loro strada. La maggior parte lo fa”.

Un assessore deve anche sognare: come immagina Venezia città educativa tra dieci anni? “Sogno una narrazione diversa delle nuove generazioni, troppo spesso descritte come svogliate. Esiste invece una maggioranza silenziosa di ragazzi che studiano, lavorano, fanno volontariato. È questa la gioventù che dobbiamo raccontare e valorizzare, anche con riconoscimenti come il Premio San Marco. E sogno che venga recuperata la cultura del lavoro: oggi qualcuno illude i giovani che si possa ottenere senza fatica, con le scorciatoie dei social. Ma il lavoro è impegno, responsabilità, crescita e partecipazione: è il motore del Paese”. Guendalina Ferro

Laura Besio

Focus scuola/2. Le scuole superiori della vietano l’uso dei telefoni anche durante gli intervalli

Archiviata l’era dei cellulari fra i banchi, saranno spenti anche durante l’intervallo

Con l’inizio del nuovo anno scolastico gli istituti superiori si preparano a dire addio all’uso libero dei telefoni cellulari in classe, allineandosi alle regole già in vigore nelle scuole elementari e medie. La circolare ministeriale dello scorso giugno ha evidenziato gli effetti negativi di un uso eccessivo dello smartphone su salute, benessere e rendimento scolastico degli studenti, lasciando agli istituti ampia autonomia nella gestione delle modalità di applicazione.

“Il ministero prevede il divieto del cellulare durante l’orario scolastico – commentano alcuni dirigenti scolastici – sia durante le lezioni che negli intervalli. Nell’ambito della loro autonomia, gli istituti possono decidere le modalità di applicazione e le eventuali sanzioni”. Presidi e docenti sono al lavoro per aggiornare i regolamenti interni e recepire le indicazioni ministeriali. La circolare del 16 giugno ha esteso il divieto anche alle scuole superiori, lasciando però libertà a ciascun istituto di definire le modalità operative.

Alcune scuole hanno deciso di adottare un approccio graduale, puntando sulla fiducia nei ragazzi e sulla responsabilizzazione indivi-

duale. Fino allo scorso anno, l’uso dello smartphone era consentito anche per fini didattici, con app e strumenti digitali impiegati per ricerche, quiz e attività collaborative. Ora, invece, entrerà in vigore un divieto più rigido e generalizzato.

Per gestire concretamente la nuova normativa, alcuni istituti si stanno attrezzando con armadietti personali o collettivi dove gli studenti dovranno depositare i dispositivi all’ingresso in aula; altri prevedono porta-cellulari da parete in ogni classe, sotto la supervisione degli insegnanti. Il contesto nazionale conferma l’urgenza di misure simili: i dati delle prove Invalsi mostrano un

aumento della quota di studenti delle superiori con scarse competenze in italiano e matematica, fenomeno che alcuni esperti collegano anche alla distrazione causata dall’uso continuo dei dispositivi mobili. In questo quadro, il divieto vuole essere non solo una norma disciplinare, ma anche un’opportunità educativa per ristabilire attenzione, concentrazione e qualità dell’apprendimento.

Molti dirigenti scolastici sottolineano che il provvedimento dovrà essere accompagnato da un lavoro educativo più ampio, in cui si insegni agli studenti un uso consapevole della tecnologia, sia a scuola che nella vita quotidiana.

Sara Busato

Venezia fa un passo indietro: ripristinati ventuno operatori nelle scuole dell’infanzia

Buone notizie per le famiglie e per i più piccoli: in Prefettura si è concluso un incontro decisivo tra Fp Cgil, Comune di Venezia e AMES, che ha portato al ripristino di 21 operatori nei servizi educativi della città. Il tavolo, richiesto dalla Cgil a seguito dello stato di agitazione del personale ausiliario e di cucina dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali, ha avuto esiti concreti: 18 operatori saranno dedicati alla tutela dei bambini con bisogni speciali, mentre 3 saranno destinati alle sostituzioni del personale, assicurando continuità e qualità del servizio.”Quando si ripristinano i diritti dei bambini, non c’è nessuno che vince o perde – commenta Paolo D’Agostino, Segretario della Fp Cgil Venezia –. I genitori potranno essere soddisfat-

ti assieme a noi di questo risultato straordinario”.

Nel corso dell’incontro, le parti hanno concordato anche la sospensione pratica di alcune parti del contratto integrativo contestate dal sindacato e respinte dal referendum dei lavoratori a luglio. Inoltre, è stata decisa la riapertura del tavolo che aveva portato all’accordo di giugno, con l’impegno dell’azienda a non emanare nuo-

vi ordini di servizio sulle questioni ancora in discussione. Un altro punto chiave riguarda la riorganizzazione del personale: verrà convocato a breve un nuovo incontro per affrontare le posizioni di chi non ha condiviso il trasferimento, rispettando l’accordo siglato nel 2018. Un passo importante reso possibile proprio dall’assunzione dei nuovi operatori.

“Saranno tavoli complessi e avremo bisogno del supporto di tutti i lavoratori di Ames – conclude D’Agostino –. Il sindacato esiste per rappresentare i bisogni reali, e oggi abbiamo dimostrato di saperlo fare. Rimane però fondamentale mantenere alta l’attenzione sui prossimi confronti per ottenere risultati concreti e non solo dichiarazioni di intenti”. (r.v.)

Il divieto assoluto dello smartphone in classe cancella anche l’uso didattico degli strumenti digitali. È la fine della didattica innovativa?

Un’inchiesta sul rischio che la lotta alla distrazione diventi una regressione tecnologica, in un sistema scolastico già in difficoltà

ogni campo, ogni emozione. Live

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby delle squadre della nostra regione

Sabato e domenica dalle 14:00 alle 19:00

San Bortolo, il rinnovato reparto di Chirurgia Vascolare al quinto piano

Fabrizio Boron:

“Svolta storica, daremo un solido futuro al Veneto”

Turismo e agricoltura, un anno positivo, ma preoccupano i tagli Ue al primario

Valentina Martelli, visione creativa italo-americana nel mondo dei media

IE’ quasi certo, al voto il 23 novembre

l tempo scorre e di convocazione di elezioni regionali non si vede neppure l’ombra. Tutto ormai lascia presagire che la consultazione che chiamerà al voto i veneti per eleggere il nuovo consiglio regionale e soprattutto il tanto atteso nuovo presidente si terrà il prossimo 23 novembre ovvero la data ultima possibile.

A fissare la data delle elezioni dovrà essere, così stabilisce la legge, l’attuale amministrazione, quindi il decreto di indizione porterà la firma del Presidente Zaia e, appunto, non potrà andare oltre il 23 novembre. Il fatto che si arrivi all’ultimo giorno utile, evidentemente, non nasconde le forti tensioni che si vivono nella maggioranza attualmente al governo della regione Veneto. La difficoltà, dunque, a trovare una sintesi tra riunioni sul territorio e vertici romani è palpabile e sta producendo questo continuo slittamento.

Nei giorni scorsi il Ministro e Segretario della Lega, Matteo Salvini ha provato a rompere gli indugi e a lanciare la candidatura di un suo fedelissimo, il giovane e brillante segretario veneto del partito, Alberto Stefani. Una proposta, questa, che ha trovato, immediatamente, il via libera del presidente Luca Zaia e del Sindaco di Treviso, Mario Conte.

a pag. 21

RITORNO IN CLASSE FRA MILLE INCOGNITE, CARO LIBRI E MENSA, CELLULARI AL BANDO

Le sfide a Vicenza: mancano insegnanti e Ata, intanto cala il numero degli studenti famiglie alle prese con il caro libri, spese fino a 300 euro e nessuna detrazione

GRANDE FESTA PER L’APERTURA

DEL PARCO DELLA PACE

Dal 25 al 28 settembre incontri, concerti e dibattiti animeranno la nuova grande area, finalmente restituita alla città

Intanto Agsm Aim ha messo a segno la maxi fornitura di gas per la Pubblica Amministrazione

Scuola sotto pressione

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

I l suono della prima campanella in classe quest’anno è arrivato in un contesto di speranze e di preoccupazioni per la scuola veneta. Da un lato ci sono le immissioni in ruolo disposte dall’Ufficio scolastico regionale: più di 4.000 docenti assunti, di cui 950 di sostegno, rappresentano un segnale positivo dopo anni di contenziosi e supplenze frequenti. È una boccata d’ossigeno che può dare maggiore stabilità alle classi e migliorare la continuità didattica.

Servizi alle pagg. 8 e 9
Servizio a pag. 6
Servizio a pag. 21 segue
pag. 24

Focus scuola/1. L’intervista al dirigente dell’Ufficio territoriale scolastico VIII Nicoletta Morbioli

Il paradosso della scuola: mancano insegnanti e Ata, intanto cala il numero degli studenti

Anche quest’anno non sono mancati i problemi, a causa di molte rinunce all’incarico da parte dei supplenti.

L’anno scolastico è appena iniziato ma nell’Ufficio scolastico territoriale (il vecchio Provveditorato agli Studi), si è da tempo al lavoro per garantire la copertura di tutti i posti che riguardano i docenti, per tutti gli ordini di scuola, e il personale Ata, ossia i collaboratori scolastici, gli assistenti tecnici e il personale delle segreterie delle scuole. Lo scorso anno tra scuole dell’infanzia (7648 bambini), primaria (33.199), I°grado (22.942) e3 II° grado cioè superiori (40.566), il numero totale complessivo era di 104.355 tra alunni e studenti, con 5.145 classi. Quest’anno si scende a 102.921, con 5.079 classi. Nonostante questo calo, in Veneto Vicenza rimane la provincia con un maggior numero di studenti (seguono Verona con 102.477 e Padova con 100.225) e più classi. A fare il punto della situazione di questo nuovo anno scolastico è la

dirigente dell’Ufficio scolastico VIII di Vicenza, Nicoletta Morbioli. Siete riusciti a risolvere il consueto problema delle assegnazioni di docenti?

«Abbiamo lavorato tutta l’estate per far sì che con l’inizio delle lezioni tutto fosse a posto. Abbiamo immesso in ruolo 1.036 persone in tutti gli ordini di scuola, di cui 186 di sostegno, 151 all’Infanzia/ Primaria, 245 al I grado e 454 al II grado e abbiamo assegnato 1.818 supplenze, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado».

Si è saputo di molte rinunce da parte dei docenti proprio in relazione alle supplenze, il che significa che in molte scuole si è iniziato l’anno con un organico incompleto?

«Quello delle rinunce è stato davvero un problema, nonostante la rinuncia comporti sanzioni, come la perdita della possibilità di ricevere altre proposte di lavoro dalle graduatorie per l’anno scolastico in corso. Abbiamo toccato quota 200, ma ci siamo subito attivati per

rilanciare un ulteriore turno di nomina a copertura dei posti lasciati liberi».

Evidentemente questi docenti, che spesso provengono da altri territori, devono fare i conti con il divario tra stipendio e costo della vita, in particolare degli affitti, che a Vicenza sono molto alti.

«È un problema che abbiamo riscontrato anche con i direttori delle segreterie scolastiche, visto che Vicenza era la provincia che aveva più posti scoperti, proprio in quanto i potenziali aspiranti provenivano da altre Regioni e hanno optato per province più vicine. Quest’anno, tuttavia, abbiamo già nominato in tempi record i 22 direttori a copertura di tutti i posti vacanti. Per quanto riguarda il personale Ata abbiamo assunto 137 persone a tempo indeterminato e nelle scorse settimane abbiamo convocato gli interessati per assegnare ulteriori 500 posti a tempo determinato».

Sulla normativa relativa ai telefoni cellulari in classe, come stanno reagendo le scuole?

«Il divieto, già previsto nelle scuole del primo ciclo, vale a dire fino alle medie, è stato esteso alle superiori. Le scuole stanno aggiornando i propri regolamenti e il patto di corresponsabilità educativa, anche con specifiche sanzioni disciplinari. Lo stop al cellulare a scuola non incide sugli altri strumenti tecnologici e digitali utilizzati per finalità didattiche, di cui sono abbondantemente fornite le scuole».

Quali altre sfide dovrà affrontare la scuola vicentina?

Quest’anno partono i Poli per

Ritorno al futuro: i libri usati alla ribalta fra gli studenti

Non si può certo definirli vintage, ma sta di fatto che i libri usati, o di seconda mano che dir si voglia, stanno tornando a fare breccia, più tra i genitori che tra gli studenti, per la verità, visto che sono loro a doversi sobbarcare le spese d’istruzione dei figli.

Sta di fatto che in questi ultimi anni è tornato prepotentemente alla ribalta un fenomeno che decenni fa era la normalità: lo scambio di libri usati. Oggi viene proposto perfino da alcune librerie, al di là degli sconti sui libri nuovi e in qualche caso anche dai supermercati, mentre un tempo ci si doveva

preoccupare per tempo di contattare chi era in procinto di finire gli studi o, appena usciti i cosiddetti “quadri” cioè i voti, chi era stato promosso per accaparrarsi i testi a prezzi ridotti e spesso anche con le note a margine, non quelle degli editori, bensì degli studenti. Questa, che in passato era vista come una scelta obbligata per chi aveva poche possibilità economiche, oggi viene a volte definita economia circolare, dato che, oltre a fa risparmiare soldi a chi deve acquistare e guadagnarne a chi vende, è una scelta che in qualche modo aiuta l’ambiente, visto che si

risparmia l’uso di carta che serve a stampare nuovi libri. Non sempre, tuttavia, è possibile ricorrere al mercato dell’usato, ma quando avviene i risparmi sono cospicui: a volte si arriva a spendere la metà del prezzo di copertina, ma il costo complessivo della spesa varia da scuola a scuola, a seconda se si frequenta un liceo (dove i testi rimangono tra i più costosi), piuttosto che un istituto tecnico o professionale.

l’Infanzia che riuniscono in un unico plesso o in edifici vicini un nido (o micronido o nido integrato) e una o più scuole dell’infanzia, formando l’unità di base minima. L’obiettivo primario è la creazione di un sistema educativo continuo per i bambini da zero a sei anni e oltre. Altro obiettivo fondamentale è garantire che in un determinato territorio, i bambini e le famiglie abbiano accesso a servizi educativi e scolastici 0-6 di alta qualità, inclusivi e interconnessi sia a livello organizzativo che pedagogico».

Oltre al passaggio “di mano in mano”, in questo del tutto particolare business scolastico rientrano alcune librerie specializzate e, come detto, perfino i supermercati, come Alleanza 3.0 di Coop per la scuola. Inoltre, rispetto al passato, gli studenti possono contare oggi sulle vendite online e sulle piattaforme per lo scambio dei libri presenti ormai in molti istituti scolastici.

Focus scuola/2. Gli aumenti dei libri seguono l’inflazione, ma il potere d’acquisto cala

Stangata libri di testo: spese fino a 300 euro a figlio, famiglie senza detrazioni

Parlare di scuola significa anche parlare dei libri di testo, che rappresentano un impegno economico importante per le famiglie, anche perché sommato a tutta una serie di spese che vanno dallo zaino alla cartolibreria (con aumenti medi del 5%), alla mensa, solo per citarne alcune. Ogni anno i programmi prevedono spesso testi diversi e questa, chiaramente, è una voce di spesa sulla quale è difficile poter risparmiare. In questo periodo molte librerie e cartolibrerie (sono in tutto 78 le attività in provincia e 22 in città, secondo i dati camerali aggiornati a fine 2024) sono sotto pressione proprio per l’acquisto dei testi scolastici. A tastare il polso della situazione è la presidente dell’Associazione provinciale Cartolibrai di Confcommercio Vicenza, Valentina Traverso.

«Quest’anno – afferma Traversol’aumento medio dei prezzi è stato in linea con l’inflazione, cioè attorno all’1,7%-1,8% e anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, in un recente rapporto, ha evidenziato come la dinamica dei prezzi in questi ultimi anni sia equiparabile all’inflazione reale. Il problema però è un altro – spiega -: le famiglie hanno visto ridurre il

proprio potere di acquisto nel tempo su tanti altri fronti ed è chiaro che, per fare un esempio, sborsare all’inizio di un ciclo scolastico delle medie oltre 300 euro per un figlio è un bell’impegno, anche se è vero che poi alcuni libri durano tre anni».

In passato si è ragionato sulla possibilità di poter detrarre questo tipo di spesa dai redditi.

«Sono anni che lo chiediamo come categoria, ai governi di ogni colore, ma finora senza successo. Invece è stato introdotto un tetto di spesa, di fatto, inutile, perché non avendolo adeguato agli aumenti dei prezzi mette solo in difficoltà gli insegnanti, che per non sforare il limite indicano come consigliati dei libri che invece sono obbligatori, creando malumore tra le famiglie».

Firmate il “Manifesto per la Lettura”

«Per incentivare la lettura dobbiamo mettere le librerie al centro: servono politiche lungimiranti, investimenti concreti, meno burocrazia e un’alleanza per la promozione e il supporto di queste attività che mantengono viva la cultura e l’importanza del libro». È questo l’invito ai vicentini, che arriva dalla presidente dell’Associazione provinciale Cartolibrai di Confcommercio Vicenza Valentina Traverso, a firmare il “Manifesto per la Lettura” lanciato da Ali –Associazione Librai Italiani, sulla piattaforma Change.org.

«Sottoscrivere, il Manifesto –spiega la presidente - significa condividere l’idea che i libri debbano continuare a essere uno strumento di emancipazione, conoscenza e dialogo e che sostenere i luoghi

Cosa potrebbero fare le scuole in tal senso?

«Limitare al massimo i cambi di edizione effettuati nel giro di poco tempo: il passaggio dei libri tra fratelli, ad esempio, significherebbe un considerevole risparmio per le famiglie».

I librai invece cosa possono fare?

«La priorità oggi, per le nostre attività, è far leggere di più, soprattutto i ragazzi: la scuola in tal senso riveste un ruolo essenziale nel favorire la “bibliodiversità”, perché va bene abituare i più giovani ad affrontare alcuni testi classici, ma ci sono anche letture di qualità che i ragazzi potrebbero sentire più vicine a loro e che il libraio può certamente consigliare all’insegnante ed allo studente».

che li ospitano, in primis le librerie e le biblioteche, equivale a investire nel futuro».

L’appello arriva in un momento clou per molte famiglie vicentine, quello dell’acquisto dei libri scolastici (vedi intervista in questa stessa pagina) e non a caso nel manifesto di Ali il ruolo della scuola è sottolineato in più punti, a cominciare dalla richiesta di considerare il libraio un consulente esperto che affianca gli insegnanti nella scelta dei libri di narrativa, organizza la-

boratori, eventi, percorsi di lettura. «È davvero bello – sottolinea Traverso -, quando qualche docente arriva in libreria per scegliere con i propri alunni i libri da leggere durante l’anno scolastico o l’estate; in quest’occasione si crea una sinergia straordinaria e si riesce a conciliare i gusti di lettura dei più giovani con le esigenze della scuola. Non mancano in città gli incontri con l’autore nelle scuole: l’auspicio è che le librerie del territorio siano sempre più coinvolte». (mdv)

La presidente dei cartolibrai di Vicenza evidenzia come il prezzo dei libri scolastici aumenti con l’inflazione, ma il potere d’acquisto delle famiglie cala, rendendo difficoltosa la gestione dei costi all’inizio del ciclo scolastico

ogni campo, ogni emozione. Live

Dirette dai campi delle principali squadre di calcio venete e aggiornamenti in tempo reale di volley, basket e rugby delle squadre della nostra regione

Sabato e domenica dalle 14:00 alle 19:00

Ascoltaci in tutto il Veneto in

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Dentro la Notizia_Settembre2025 by LaPiazza give emotions - Issuu