Skip to main content

Dentro la Notizia_Aprile2025

Page 1


APRILE 2025

Endocrinologia, l’Azienda Ulss5

punto di riferimento per il territorio

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 21

Il mercato immobiliare di Adria segna un calo elle vendite e un aumento negli affitti, creando una situazione insostenibile per chi cerca casa

Il sindaco di Adria, Massimo Barbujani, ha annunciato che entro fine anno prenderà il via un progetto di riqualificazione della passeggiata lungo la riviera

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 9
Servizio a pag. 21
pag. 23
pag. 22
29
Servizio a pag. 3

Un tetto sopra la testa diventa sempre di più un miraggio, i giovani svantaggiati

I prezzi e la disponibilità degli immobili sono fortemente legati alla posizione, con una crescente difficoltà nel reperire abitazioni nei centri urbani.

La flessione dei tassi di interesse ha incentivato una ripresa nelle compravendite, mentre persiste la scarsità di appartamenti in affitto

Il mercato immobiliare continua a essere fortemente influenzato dalle dinamiche economiche e sociodemografiche. La disponibilità e i prezzi degli immobili variano significativamente a seconda della posizione: più ci si avvicina ai centri urbani o alle aree con maggiori servizi, più crescono i costi e le difficoltà nel reperire immobili. Lo conferma il Dott. Andrea Binello, Direttore Generale di Banca Annia, che sottolinea come l’andamento dei tassi di interesse abbia inciso sul numero di compravendite e mutui.

Dopo aver toccato il picco massimo tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, l’aumento dei tassi ha inizialmente ridotto le transazioni immobiliari. Tuttavia, a partire da settembre 2024, la diminuzione dei tassi e un lento recupero del potere d’acquisto delle famiglie hanno contribuito a una ripresa delle compravendite. Persistono, invece, difficoltà nel reperire appartamenti in affitto, a causa di una domanda in costante crescita per motivi di studio, lavoro e turismo, a fronte di un’offerta stabile.

Massimo, anni 43 montatore di Tecno Crane da 34 anni.

Negli ultimi anni, il mercato immobiliare si è polarizzato verso due estremi: da un lato, la domanda di immobili di ampia metratura e di pregio, caratterizzati da elevata classe energetica, ampi spazi e servizi; dall’altro, l’interesse per immobili a prezzo contenuto, destinati a residenza per categorie con minori possibilità economiche o per l’affitto. Questo trend ha influenzato l’andamento delle compravendite e le strategie di investimento.

Nel primo semestre del 2024,

in Veneto, i nuovi mutui hanno registrato una flessione dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in attenuazione rispetto al calo del semestre precedente (-23,4%). Tale riduzione è stata in parte mitigata dal progressivo calo dei tassi di interesse: tra la fine del 2023 e il secondo trimestre del 2024, il tasso medio

sui mutui a tasso fisso è sceso di 0,7 punti percentuali, mentre quello sui mutui indicizzati è diminuito di 0,4 punti. Alla fine del secondo trimestre 2024, la quota di nuovi mutui a tasso fisso ha raggiunto il 92,7%, rendendo il tasso fisso la scelta predominante. Tuttavia, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, la tendenza si sta invertendo: il calo dei tassi (ormai ridotti di 1,5 punti) sta spingendo una crescente domanda verso il tasso variabile, ora più conveniente. Banca Annia, solo nel 2024, ha erogato oltre 700 mutui per la prima casa, per un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro.

I giovani rappresentano una delle categorie più svantaggiate nell’accesso alla casa, a causa di redditi bassi e instabili e della difficoltà ad accumulare risparmi. Il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa, rappresenta una soluzione concreta. Dal 2013, questo strumento ha permesso l’erogazione di oltre 90.000 mu-

tui ipotecari per un valore complessivo di oltre 10 miliardi di euro, con il 58% dei beneficiari compresi tra i 20 e i 35 anni. Con il Decreto Sostegni bis del 2021 e le successive proroghe fino al 2024, i requisiti per accedere alle garanzie statali sono stati aggiornati: età inferiore a 36 anni, ISEE non superiore a 40.000 euro e l’assenza di altri immobili di proprietà. Grazie a queste condizioni, le banche possono erogare mutui fino al 100% del valore dell’immobile, facilitando l’accesso alla prima casa per le giovani generazioni.

In conclusione, il mercato immobiliare sta attraversando una fase di trasformazione, caratterizzata da un progressivo riequilibrio tra domanda e offerta e da nuove opportunità per giovani e imprese. Il ruolo delle banche rimane cruciale nel sostenere l’accesso alla casa e nel supportare lo sviluppo del comparto edilizio.

Sara Busato

IMMAGINIAMO IL FUTURO. DA SEMPRE.

Insieme ogni sfida è possibile. Con la stessa passione e visione senza limiti che hanno i bambini nei loro sogni, in Tecno Crane immaginiamo e realizziamo un domani migliore. La nostra dedizione è ciò che ci spinge a vedere il potenziale in ogni sfida. Vuoi entrare a far parte della nostra squadra Scrivici alla mail info@tecnocrane.it

Affitti bloccati e costi proibitivi: tutto questo è il mercato del Polesine

Negli ultimi anni, la crisi abitativa in Polesine è diventata una realtà che colpisce tutte le fasce della popolazione.

La Caritas, da parte sua, interviene a supporto delle famiglie in difficoltà, ma la soluzione al problema abitativo rimane un nodo complesso da sciogliere. A questo proposito abbiamo intervistato Davide Girotto, direttore Caritas diocesana Adria-Rovigo.

Sentiamo dire che la crisi della casa non risparmia il Polesine. Ci racconta la situazione reale?

“Purtroppo, è un problema che riguarda tutta la zona in modo omogeneo. Gli affitti sono bloccati, mentre il costo delle case in vendita è diventato proibitivo rispetto agli stipendi attuali. E chi ci prova a chiedere un mutuo, spesso si scontra con rate impossibili da sostenere”.

E il patrimonio immobiliare pubblico? Potrebbe essere una soluzione?

“Sulla carta abbiamo un bel po’ di case pubbliche, il problema è che tante sono vecchiotte e avrebbero bisogno di una bella rinfrescata, se non proprio di lavori importanti. Se non ci si investe, restano lì inutilizzate o poco

appetibili”.

Si dice che l’arrivo di Amazon abbia avuto un impatto sul mercato degli affitti. È vero?

“Sì, Amazon ha portato occupazione nella zona, ma la maggior parte dei contratti di lavoro è a termine. Questo rende difficile per molte persone accedere a una casa, perché i proprietari temono di affittare a chi non ha garanzie di reddito stabile. Di conseguenza, la domanda cresce, ma l’offerta resta limitata”. Il vostro aiuto come Caritas in quale ambito interviene?

“Ci occupiamo di coordinare la promozione umana ovvero tutti quei servizi destinati alle persone che si trovano in una situazione di disagio. In Polesine ci sono tantissime persone che soffrono. Se poi andiamo a vedere cos’è la povertà non solo dal punto di vista economico ma anche in termini di mancanza di relazioni, mancanza di possibilità di accesso all’istruzione, della mancanza di un lavoro, quel numero non descrive una situazione ben più grave. Non abbiamo un piano specifico per la questione abitativa, ma sosteniamo le famiglie più fragili in-

tervenendo nei singoli casi. Ad esempio, abbiamo aiutato una famiglia in difficoltà riorganizzando gli spazi di una canonica inutilizzata e trasformandola in una casa, in cui ancora oggi vive. Inoltre, supportiamo chi, pur avendo la possibilità di pagare un affitto, non riesce ad anticipare le mensilità richieste, che sono recentemente aumentate da tre a cinque. Infine, siamo intervenuti anche con prestiti per il pagamento delle bollette, il cui costo è cresciuto negli ultimi anni a causa della situazione geopolitica europea”.

Quali soluzioni si potrebbero adottare per migliorare la situazione?

“L’emergenza abitativa è un problema nazionale. Serve una volontà politica forte e incisiva. Una soluzione nell’immediato non esiste. Servirebbero politiche di edilizia sociale più incisive, incentivi per ristrutturare gli alloggi pubblici e interventi per sbloccare il mercato degli affitti. Anche una maggiore stabilità lavorativa aiuterebbe a rendere il settore immobiliare più accessibile”.

In città i prezzi in calo, ma il mercato resta difficile

A febbraio 2025, il mercato immobiliare di Adria ha registrato un calo dei prezzi per le vendite e un aumento dei costi per gli affitti, delineando un quadro complesso per chi cerca casa. Il prezzo medio richiesto per gli immobili residenziali in vendita si attesta a 983 al metro quadro, segnando un calo dell’1,31% rispetto a febbraio 2024, quando si aggirava intorno ai € 996/m². Il valore più alto degli ultimi due anni è stato registrato a novembre 2023, con una media di € 1.005/m², mentre il punto più basso si è toccato a luglio 2024, con € 967/m². Nonostante il leggero ribasso, l’acquisto di una casa rimane un obiettivo sempre più difficile da raggiungere per molte famiglie. Il settore degli affitti, invece, mostra una tendenza opposta: il prezzo medio richiesto

a febbraio 2025 è stato di € 7,93 al mese per metro quadro, in aumento del 2,06% rispetto ai € 7,77 di febbraio 2024. Il valore più alto

è stato registrato a gennaio 2025, con € 7,95/m², mentre il minimo degli ultimi due anni risale a giugno 2023, con € 7,53/m². Questo incremento rende il mercato delle locazioni sempre più oneroso per chi non ha la possibilità di acqui-

stare una casa. Se confrontiamo i dati con la media provinciale, emerge un ulteriore elemento di riflessione: il prezzo richiesto per gli immobili in vendita a Adria ( 983/m ² ) è inferiore rispetto alla media provinciale di € 1.052/m². Per gli affitti, invece, la differenza è meno marcata, con un costo medio a Adria di € 7,93/m² mensili, rispetto agli € 8,06 della provincia. L’andamento del mercato immobiliare ad Adria solleva una questione fondamentale: l’accessibilità alla casa per le fasce più deboli della popolazione. Se da un lato i prezzi di vendita scendono leggermente, dall’altro gli affitti continuano a crescere, rendendo sempre più difficile per i cittadini con redditi medio-bassi trovare una sistemazione adeguata. (s.b.)

Case vecchie e senza investimenti: perché l e abitazioni pubbliche potrebbero risolvere il problema abitativo solo se ristrutturate Intervista al direttore della Caritas diocesana Adria Rovigo Davide Girotto.

San Bassiano, oculistica potenziata con l’apertura della seconda sala operatoria

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 23

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

DISPERAZIONE ABITATIVA: PREZZI ALLE

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

L’emergenza travolge famiglie, studenti e giovani coppie, con affitti alle stelle e scarsa disponibilità di alloggi pubblici

AL VIA GLI INCENTIVI PER CALDAIE E CANNE FUMARIE FINO A 700 EURO

Nuove agevolazioni per incentivare l’uso di tecnologie efficienti e sostenibili, aiutando anche chi è in difficoltà con il pagamento delle bollette idriche

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

NDiritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 7
Servizio a pag. 2
pag. 25
Servizio a pag. 3

Emergenza casa. La crescente domanda e la scarsità di alloggi complicano la situazione

Chi cerca casa trova solo una graduatoria: la vergogna degli alloggi chiusi a Bassano

Con 94 appartamenti sfitti tra le case popolari comunali e una domanda crescente, la crisi abitativa a Bassano continua a pesare su famiglie

L ’emergenza abitativa è ormai un tema sociale di primaria importanza in molte città italiane. Da un lato, i costi degli affitti nel mercato privato sono in costante aumento, rendendo sempre più difficile per famiglie, studenti e lavoratori trovare una casa a prezzi accessibili.

Dall’altro, l’edilizia residenziale pubblica fatica a rispondere alla domanda crescente, tra lunghe graduatorie e immobili da ristrutturare che tardano a essere rimessi a disposizione. Anche il mercato immobiliare di Bassano del Grappa continua a registrare una crescita significativa. Nel mese di febbraio, il prezzo medio richiesto per gli immobili residenziali in vendita ha raggiunto i 1.891 euro al metro quadro, segnando un aumento del 6,66% rispetto allo stesso mese del 2024, quando il valore medio si attestava a 1.773 euro/m². Negli ultimi due anni, febbraio 2025 ha segnato il picco più alto per il costo delle abitazioni all’interno del comune. Il valore più basso, invece, è stato registrato a giugno 2023, quando il prezzo medio richiesto per un immobile in vendita si fermava a 1.692 euro al metro quadro.

L’andamento conferma la tendenza al rialzo del mercato locale, con una crescente domanda che continua a spinge-

re i prezzi verso nuovi massimi. Negli ultimi anni, anche il mercato degli affitti ha subito un’impennata nei prezzi, complice l’aumento della domanda e la ridotta disponibilità di alloggi. Inoltre, la competizione tra studenti, giovani coppie e lavoratori ha reso quasi impossibile trovare una casa a prezzi sostenibili. A febbraio 2025, il canone medio richiesto per gli immobili residenziali in affitto è stato di € 10,80 al metro quadro mensile, segnando un aumento del 26,91% rispetto a febbraio 2024, quando era di € 8,51 al metro quadro. Negli ultimi due anni, il valore più alto nel comune di Bassano del Grappa è stato registrato a set-

tembre 2024, con una media di € 11,03 al metro quadro. Il prezzo più basso, invece, è stato rilevato a gennaio 2024, con un canone medio di € 8,18 al metro quadro mensile. E infine il fenomeno degli affitti brevi ha ulteriormente ridotto l’offerta, spingendo molti proprietari a preferire contratti più redditi-

zi e di breve durata rispetto ai classici affitti a lungo termine. L’altra faccia del problema riguarda l’edilizia residenziale pubblica, che dovrebbe offrire una soluzione abitativa a chi non può permettersi il mercato privato. Tuttavia, i ritardi nella gestione delle graduatorie e la scarsità di alloggi disponibili aggravano la crisi. Secondo i dati Ater, nella provincia di Vicenza si contano 4200 appartamenti di cui circa 600 sono sfitti. Nello specifico prendendo Bassano, Ater gestisce 374 appartamenti di questi 60 sono ancora sfitti: 10 attualmente in vendita, 24 da fare manutenzioni e assegnare. Infine, 26 riguardano i tre caseggiati di via Trozzetti realizzati alla fine degli anni ‘40 dalla famiglia Westen, proprietaria delle ex Smalterie per le famiglie dei dipendenti della storica azienda bassanese e poi passati in gestione all’Ater, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica.

Mentre l’emergenza abitativa continua a pesare su famiglie e cittadini in difficoltà, le istituzioni annunciano interventi che sembrano poter cambiare, anche se con tempi lunghi, la situazione abitativa. Grazie all’approvazione della variante in consiglio comunale, l’Ater potrà avviare la demolizione degli edifici di via Trozzetti e riorganizzare gli spazi. Ma i tempi non sono immediati: “Dobbiamo ancora completare l’iter – spiega il presidente Ater Valentino Scomazzon – e solo l’anno prossimo potremo iniziare a liberare gli ultimi appartamenti rimasti Un’operazione da 10 milioni di euro, che però non risolve nell’immediato il problema della casa per chi è in lista d’attesa”.

A pesare sulla crisi abitativa ci sono anche le case popolari di proprietà del Comune: 285 appartamenti, di cui ben 94 sfitti. Un dato che fa riflettere, considerando che la domanda di alloggi è in costante crescita. “In tutta Bassano, gli appartamenti di edilizia popolare sono 659, ma - conferma il presidente Ater - non bastano a soddisfare le richieste. Intanto, mentre le graduatorie scorrono, si attende l’autunno per un nuovo bando e un’ulteriore lista di assegnazioni”. Ma il problema resta: tra lungaggini burocratiche, alloggi vuoti e tempi incerti, l’emergenza abitativa a Bassano è ancora lontana da una soluzione concreta.

una bomba sociale pronta

C’è un tema di alloggi pubblici e famiglie povere che non hanno dove stare. Ma anche di tante famiglie del cosiddetto ceto medio che un reddito ce l’hanno, ma in questo momento a Bassano non riescono a trovare una casa in affitto.

Il Partito Democratico scende in campo con la proposta di un piano “per garantire il diritto alla casa, regolamentare gli affitti turistici, recuperare gli alloggi pubblici sfitti e incentivare gli affitti a lungo termine per residenti e studenti”.

Un vero e proprio piano casa, fatto di norme e investimenti.

“La casa non è un lusso - ha spiegato Maria Di Pino, segretaria dem del circolo di Bassano - ma un diritto fondamentale, un pilastro per lo sviluppo delle comunità, per la coesione sociale, per l’attrattiva dei territori. E oggi il Veneto ha bisogno di un piano serio e strutturato per affrontare l’emergenza abitativa”. La creazione di un’Agenzia regionale per la casa, Un piano di edilizia residenziale pubblica da 50 milioni all’anno, il potenziamento dei fondi per l’affitto e la morosità, tutela contro gli sfratti e incenti-

vi per alloggi destinati a studenti e lavoratori. Queste le cinque azioni strategiche del piano regionale per la casa e l’abitare.

“L’aumento del costo del denaro, - prosegue la segretaria dem - unito all’inflazione hanno reso l’emergenza abitativa un problema sempre più diffuso tra la popolazione non un problema della fascia più deboli. Tra le categorie più colpite quella degli studenti”. Si tratta di una questione che coinvolge sia il settore dell’edilizia popolare, con tutte le sue implicazioni sociali e urbanistiche, sia il mercato degli affitti privati, con le sue dinamiche economiche e normative. Da un lato, emerge la necessità di garantire alloggi accessibili e dignitosi per le fasce più vulnerabili della popolazione, attraverso politiche abitative efficaci e interventi strutturali. Secondo gli ultimi dati della Cisl in media sono 250 le domande di assegnazione che arrivano negli uffici di Ater. Dall’altro, il mercato privato degli affitti solleva problematiche legate ai costi, all’inflazione, alla disponibilità delle abitazioni e alla tutela degli inquilini, con un impatto significativo sulla

qualità della vita nelle città. Non per ultimo il fenomeno degli affitti brevi, con implicazioni significative sia per il mercato immobiliare sia per la vivibilità dei centri urbani. L’aumento degli affitti brevi ha contribuito a una progressiva riduzione della disponibilità di case, facendo lievitare i prezzi - che può incidere anche del 40% del reddito pro-capite - e rendendo sempre più difficile per i residenti trovare soluzioni abitative accessibili. “Molte città hanno adottato misure per gestire il fenomeno degli affitti brevi, cercando un equilibrio tra il richiamo turistico e la tutela del diritto all’abitare. Anche a Bassano del Grappa la questione si sta facendo sempre più rilevante, rendendo necessaria un’azione regolamentare a livello comunale. La situazione dell’abitare sta assumendo i contorni di un’emergenza sociale – sottolinea la rappresentante del Partito Democratico – ed è fondamentale avviare una riflessione più ampia sull’impatto che questo fenomeno ha sulla comunità e sul mercato immobiliare locale”.

Sara Busato

Mercato immobiliare: una crescita che nasconde la crisi del settore

Il mercato immobiliare residenziale del Vicentino ha recuperato la falsa partenza di inizio anno, chiudendo il 2024 con un andamento complessivamente stabile rispetto al 2023. Tuttavia, persiste il problema della scarsa disponibilità di case e appartamenti in vendita, un fattore che rischia di rallentare ulteriormente il settore. Questa la fotografia tracciata da Fimaa-Confcommercio Vicenza, alla luce dei dati OMI pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. Secondo le statistiche, nel quarto trimestre del 2024 si sono registrate 3.202 compravendite, con un incremento dell’8,7% rispetto allo stesso periodo del 2023, quando le transazioni furono 2.947.

“Il dato positivo di fine anno –commenta Elena Costa, presidente provinciale degli agenti FimaaConfcommercio – è il risultato della chiusura di numerose trattative avviate nei mesi precedenti, piuttosto che di un autentico risveglio del mercato. Più che una crescita strutturale,

assistiamo a un riequilibrio del settore”. Un ulteriore stimolo alle vendite è arrivato dalla scadenza del “sismabonus acquisti” al 31 dicembre 2024, che ha incentivato l’acquisto di immobili venduti da imprese di costruzione dopo interventi di demolizione e ricostruzione.

Guardando al bilancio complessivo dell’anno, il numero totale di immobili residenziali compravenduti nel Vicentino nel 2024 si attesta a 10.147, con una variazione minima rispetto ai 10.135 del 2023 (+0,12%). A livello territoriale, la città di Vicenza segna un aumento del 2,53%, mentre il resto della provincia registra una lieve flessione dello 0,37%. Anche le superfici oggetto di compravendita sono in calo dello 0,62%.

Per il 2025, la prudenza rimane d’obbligo. “La recente riduzione del costo del denaro da parte della BCE – osserva Costa – dovrebbe facilitare l’accesso ai mutui, ampliando la platea di potenziali acquirenti. Tuttavia,

la disponibilità di immobili sul mercato è sempre più scarsa”. Un monitoraggio sui principali portali immobiliari conferma questa tendenza, con un calo del 30% degli annunci di vendita rispetto a tre anni fa.

Secondo la presidente di FimaaConfcommercio Vicenza, il settore sta attraversando un “corto circuito”. “La domanda di case c’è ed è elevata, ma l’offerta non riesce a soddisfarla. Le nuove abitazioni hanno prezzi spesso fuori portata per molti, a causa dell’aumento dei costi di costruzione e dei severi standard energetici richiesti. Di conseguenza, chi vorrebbe cambiare casa spesso rinuncia, lasciando fermo il mercato dell’usato”.

Questa situazione penalizza soprattutto i giovani alla ricerca della loro prima casa.Anche il mercato delle locazioni è sotto pressione. Molti proprietari sono restii ad affittare per timore delle difficoltà legate agli sfratti in caso di morosità. (s.b.)

Anche famiglie con reddito fisso non riescono più a trovare alloggi a prezzi accessibili, alimentando un’emergenza sociale sempre più urgente

della Bassapadovana

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo. Il conto alla rovescia

segue a pag. 21

ALLE STELLE

A Monselice sempre più numerosi gli sfratti, mancano risorse per la morosità elevata, a Este il 20% delle abitazioni è sfitto, al via la rivoluzione edilizia per rinnovare gli edifici

DA CAVA A OASI, ECCO LA TRASFORMAZIONE DEL MONTE IN CENTRO DIDATTICO

L’intervento eviterà la possibile riconversione a discarica, dando vita a spazi per scuole, università e associazioni impegnate nella sostenibilità

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio a pag. 21
pag. 23
pag. 22
29
Servizio a pag. 3

L’approfondimento. Avviato il piano vendite per recuperare nuove entrare e pagare le ristrutturazioni

Case popolari chiuse per mancanza di fondi: mentre 100 famiglie aspettano

AMonselice sono sempre più numerosi gli inquilini che perdono la casa perché non riescono a pagare l’affitto. Un fenomeno in crescita che ha delle importanti implicazioni sociali e richiede interventi da parte delle istituzioni.

“Nel corso degli ultimi anni - racconta Rossella Molon, assessore al sociale del Comune di Monselicei servizi sociali stanno registrando nel nostro territorio un considerevole aumento dei nuclei familiari in situazione di emergenza abitativa, a causa di numerose persone e famiglie che sono oggetto di procedure di sfratto”. Anche per far fronte a questa criticità il Comune intende investire sul patrimonio immobiliare pubblico e cercare di destinare quanti più alloggi possibili a chi ne ha diritto.

“Alla fine del 2024 - continua l’assessore - è stato aperto il bando di concorso per l’accesso all’Edilizia Residenziale Pubblica. Sono pervenute oltre 100 domande, la cui graduatoria è in fase di elaborazione da parte di Ater e verrà pubblicata nei prossimi mesi sui canali istituzionali dei due enti.

Attualmente nel territorio co-

munale sono presenti più di 300 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, tra cui 180 alloggi di proprietà del Comune di Monselice ed alloggi di proprietà dell’Ater di Padova”.

Monselice, insieme a Piove di Sacco, è il comune con numero più elevati di alloggi di edilizia residenziale pubblica e il problema maggiore è quello di riuscire a garantire le manutenzioni e le ristrutturazioni, in modo da avere un numero adeguato di appartamenti da assengare.

“Abbiamo circa un 10% di alloggi di proprietà comunale destinati all’edilizia popolare che sono sfitti - osserva Molon - perché richiedono interventi di manutenzione straordinaria, ma a causa della elevata morosità mancano risorse per eseguire i lavori di sistemazione. Stiamo procedendo con un piano di vendita degli alloggi per le persone che hanno manifestato l’interesse ad acquistare, allo scopo di recuperare nuove entrate per procedere alla ristrutturazione di quelli più datati”, conclude l’assessore.

Per quanto riguarda i tempi di

attesa per l’assegnazione ci vogliono mediamente dai 6 ai 7 mesi. “I tempi sono stabiliti dalla normativa regionale - ricorda Tiberio Businaro, presidente dell’Ater di Padova -. Dal momento in cui si fa il bando c’è un’istruttoria con i tempi per le osservazioni, gli eventuali ricorsi fino ad arrivare alla graduatoria finale. E’ un percorso articolato che viene gestito dai Comuni, noi possiamo seguirli e non vediamo l’ora di assegnare

gli alloggi, qualora fossero disponibili. Non è certo nostra volontà lasciare gli alloggi sfitti”. Per gli appartamenti vuoti in attesa di ristrutturazione Businaro aggiunge: “Nessuna Ater riesce ad avere la capacità finanziaria per riattare tutti gli alloggi, la sostenibilità non c’è, per questo servirebbe una iniezione di denaro pubblico. Laddove c’è la possibilità di avere dei contributi pubblici noi ci aggrappiamo subito e partiamo con

gli interventi. Incrementando il numero degli alloggi disponibili si riuscirebbe invece a scorrere la graduatoria e ad assegnare un posto anche a chi ha l’Isee più alto e quindi paga un canone maggiore. Questo porterebbe più risorse alle Ater che potrebbero così avere più disponibilità per le manutenzioni. Servirebbe un piano casa nazionale, ma sono decenni che non si fa”.

Nicola Stievano

Monselice fa i conti con il caro affitti, un alloggio nuovo costa 2000 euro al metro

Affitti in aumento all’ombra della Rocca. Nel giro di un anno a Monselice il valore medio dei canoni è cresciuto del 3,6%. Questo perché gli affitti sono molto richiesti ma c’è poca disponibilità sul mercato, quindi il prezzo aumenta. Per un bilocale in centro, guardando ai recenti dati Tecnocasa, si spendono almeno 500 euro al mese, mentre per un trilocale si parte da 600 euro, con un leggero ribasso in periferia.

Quanto alle vendite, un appartamento nuovo richiede in media un investimento di duemila euro al metro quadrato.

Un impegno economico che non sempre i potenziali acquirenti sono in grado di affrontare.

Proprio per agevolare la fascia media di chi non è “troppo povero” per accedere all’edilizia residenziale pubblica o alle graduatorie Ater ma non riesce a sobbarcarsi una spesa troppo elevata viene in soccorso il social housing, che si sta diffondendo un po’ su tutto il territorio anche se non è ancora così esteso perché richiede risorse e strumenti adeguati. Anche il settore edilizio chiede di essere sostenuto e il senatore Antonio De Poli ritiene necessario trovare un nuo-

vo schema normativo, che introduca misure incisive per l’edilizia. “E’ necessario individuare strumenti normativi e finanziari adeguati, prevedendo anche sgravi fiscali e agevolazioni per incentivare gli investimenti nel recupero delle aree da riqualificare. Siamo al lavoro per la revisione del Testo unico sull’edilizia e per una legge, incardinata in Commissione VIII in Senato, sulla rigenerazione urbana. Ritengo prioritario intervenire con un Piano Casa che favorisca l’accesso all’abitazione per i ceti medi e dia nuova linfa al comparto edilizio”.

Gli alloggi Ater nella frazione San Bortolo, l’assessore al sociale di Monselice Rossella Molon

Emergenza

Este, il 20% delle case desolatamente vuote,

rivoluzione edilizia per avere nuovi alloggi

E’ nella bassa padovana che si concentra il maggior numero di alloggi vuoti e sfitti. Mentre chi è alla ricerca di una casa fa i conti con un mercato asfittico e sempre più esoso, c’è un patrimonio immobiliare che resta inaccessibile, per tutta una serie di motivi. Si va dalle abitazioni che avrebbero bisogno di una radicale opera di riqualificazione, se non addirittura di essere demolite per far posto a nuovi edifici, ai proprietari che non se la sentono di mettere sul mercato i propri beni. Se la media italiana di alloggi vuoti è del 27,2%, è nella bassa padovana secondo i dati degli agenti immobiliari Fimaa di Ascom Confcommercio, che si trovano i valori più elevati, a partite dal Montagnanese. Segue Este, con il 20% di abitazioni chiuse mentre a Monselice si scende al 17,5%. Di fronte a questi numeri qualcosa si muove e proprio da Este parte una vera e propria “rivoluzione edilizia” che punta a mettere a disposizione, entro i prossimo anno, alcune decine di alloggi di edilizia residenziale pubblica.

“Tra opere di ristrutturazione e riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare e altre ancora in corso l’investimento complessivo supera i 30 milioni di euro”, spiega Tiberio Businaro, presidente dell’Ater di Padova. “E’

Matteo Pajola.

Fra gli interventi principali spiccano giusto in questi giorni i progetti del Pinqua, il Programma innovativo per la qualità dell’abitare, finanziati con il Pnrr. Ecco allora la demolizione delle vecchie scuole di Schiavonia per costruire 10 alloggi di edilizia pubblica, costo 2,6 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 2,1 milioni per l’intervento gemello di demolizione dell’ex scuola a Prà per far spazio a 8 appartamenti. Importante anche la riqualificazione energetica di 30 alloggi sfitti per 1,3 milioni di euro, a cui si aggiungono gli interventi per quasi 2.4 milioni su altri 12 condomini. Continuano poi i progetti di ristrutturazione degli edifici storici in centro, come palazzo Contarini che diventerà centro museale per 4 milioni di euro, il palasport di via Zanchi trasformato in piazza e te-

polifunzionale con 2,8 milioni.

“A Este abbiamo un patrimonio pubblico molto importante, - aggiunge il sindaco - e queste operazioni unite al superbonus nel 2023 permetteranno una riqualificazione anche dal punto di vista estetico e una complessiva rivalutazione. Il tema casa è fra i più complessi e difficili, sicuramente l’investimento messo in campo è significativo e porterà i suoi frutti. Le opere avranno una ricaduta sul sul sociale, dove ci sono situazioni non di facile gestione. Non abbiamo comunque casi fuori controllo anche se c’è sempre qualche aspetto che va gestito con interventi mirati. Credo che in città non si sia mai visto un investimento di questa portata, in collaborazione con Ater e la Regione, ora siamo concentrati nel rispettare i tempi”.

Nicola Stievano

La banca: “Il mercato immobiliare si è polarizzato, ormai i mutui non coprono più il 100% del valore”

Negli ultimi anni, spiega Andrea Binello, direttore generale della Bcc Banca Annia, “il mercato si è polarizzato concentrandosi verso gli estremi e cioè da un lato verso immobili di ampia metratura e di pregio e dall’altro verso immobili di prezzo contenuto da sistemare con una spesa limitata per destinarli a residenza per categorie economiche con minori possibilità o all’affitto”. A questo si aggiunge la dinamica dei mutui, ora in ripresa dopo il calo di anno fa. “Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 il trend di crescita della domanda di mutui per l’acquisto delle abi-

tazioni è proseguito, complice il continuo ed intenso calo dei tassi (ormai 1,5 punti in meno pari ad un calo del 40% rispetto all’inizio del 2024), e la domanda si sta orientando maggiormente verso il tasso variabile ora più conveniente, anche se sempre esposto al rischio di un rialzo futuro dei tassi”. Quanto alle imprese di costruzione, il settore nella bassa padovana fatica a riprendersi. “Il settore edilizio è importante per il territorio - aggiunge Binello - e permette di creare posti di lavoro e fatturato diretto, indiretto e nella catena delle forniture di

prodotti e servizi. Rispetto al passato, quando le imprese di costruzione chiedevano finanziamenti prossimi al 100% dell’intervento, investendo pochi denari propri, negli ultimi anni, anche grazie a nuove regole imposte dalla vigilanza in ambito bancario ed a una maggiore consapevolezza e solidità delle imprese di costruzioni locali, la quota di capitale investita direttamente dalle imprese è aumentata e quindi alle banche richiedono un finanziamento pari al 50% al massimo dell’acquisto del terreno e tra un 60% e un 70% del costo di costruzione”.

Entrano nel vivo i progetti messi a punto dal Comune e dall’Ater per recuperare e riqualificare una parte importante del patrimonio immobiliare, l’investimento supera i 30 milioni di euro. Il sindaco: “Iniziativa di portata storica”

La demolizione delle ex scuole di Schiavonia

Alta formazione in epatologia, gli Ospedali Riuniti

Padova Sud nella top 5 dei migliori centri

del Camposampierese Est

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 16

Con pochi alloggi gestiti e un sistema di graduatoria provinciale, i Comuni cercano di rispondere alle esigenze locali collaborando con enti del terzo settore

IL PONTE COSTERÀ 2,5 MILIONI

Un investimento cruciale per la sicurezza idraulica e la viabilità del comune, con un incontro pubblico per spiegare i dettagli del progetto.

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano

>direttore@givemotions.it<

Nelle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 9
Servizio a pag. 16
Servizio a pag. 3

Emergenza casa. La mancanza di case continua a creare continue problematiche tra le famiglie

Affitti introvabili, alloggi pubblici inagibili: a Trebaseghe è una corsa ad ostacoli

L a situazione abitativa nel comune di Trebaseleghe, come in molte altre realtà locali, è segnato da difficoltà e limiti strutturali, soprattutto nell’ambito dell’edilizia popolare. Sebbene siano presenti appartamenti di edilizia popolare gestiti dall’Ater, la gestione e l’assegnazione di questi alloggi non dipendono direttamente dall’amministrazione comunale, ma sono regolate da una graduatoria provinciale che restringe ulteriormente le possibilità di rispondere alle esigenze abitative locali. Sindaco, qual è la situazione nel suo comune in riferimento all’edilizia popolare?

“Nel comune di Trebaseleghe esistono circa una decina di appartamenti di edilizia popolare gestiti dall’Ater. Tuttavia, essendo sotto la gestione diretta di questo ente, il Comune non ha potere decisionale sull’assegnazione di questi alloggi. Al momento, alcuni di questi appartamenti risultano non agibili a causa della necessità di importanti lavori di ristrutturazione. Alcuni sono stati messi in vendita, ma quelli ancora disponibili sono già assegnati da molti anni a persone presenti nelle graduatorie. Un ulteriore ostacolo è rappresentato dal fatto che la graduatoria di assegnazione è provinciale, il che limita ulteriormente la capacità del Comune di rispondere alle esi-

genze locali. Il Comune può segnalare ad Ater situazioni di particolare urgenza, ma una volta effettuata l’assegnazione, non ha più alcun margine di intervento”.

Quali misure sta adottando l’amministrazione per fronteggiare l’emergenza abitativa?

“L’Amministrazione comunale collabora attivamente con enti del Terzo Settore, come Caritas e altri, per segnalare e affrontare situazioni emergenziali cercando soluzioni abitative adeguate. Tuttavia, non esistono strumenti specifici che permettano al Comune di assegnare direttamente alloggi o di garantire una precedenza nella ricerca della casa. In casi di emergenza estrema, come minori rimasti senza casa, il Comune interviene temporaneamente coprendo le spese di accoglienza in comunità madre-bambino o fornendo fondi per sistemazioni temporanee come bed and breakfast. Tuttavia, queste soluzioni sono solo palliative e non risolvono il problema abitativo strutturale. Una difficoltà aggiuntiva riguarda anche le persone che, pur avendo un lavoro stabile e uno stipendio, non riescono a trovare casa a causa della scarsità di abitazioni in affitto a prezzi accessibili. I proprietari, infatti, non hanno convenienza economica ad affittare a canoni calmierati, così l’offerta si

riduce ulteriormente”.

Sono previsti investimenti per la costruzione di alloggi popolari?

“A quanto mi risulta, non sono previsti investimenti specifici per la costruzione di nuovi alloggi popolari a Trebaseleghe. In passato, esistevano fondi speciali che hanno permesso la realizzazione del quartiere Pep, costruito decen-

ni fa per l’edilizia popolare. Attualmente, però, non esistono leggi o finanziamenti specifici che permettano di replicare iniziative simili, e la normativa vigente sul consumo di suolo limita ulteriormente la possibilità di nuove costruzioni”.

Che ruolo ha la Regione nel supportare il Comune?

“Non mi risultano, al momento, forme di incentivazio-

ne o contributi regionali che possano facilitare interventi di recupero o di nuova costruzione per incrementare gli alloggi da affittare o per l’edilizia popolare”.

Esistono situazioni di cohousing, collaborando con il terzo settore o privati?

“Attualmente, a Trebaseleghe non esistono progetti strutturati di co-housing. Uno dei principali ostacoli è la mancanza di convenienza economica per i privati a ristrutturare e affittare immobili. Molti proprietari preferiscono vendere le case piuttosto che affrontare le spese di ristrutturazione o il rischio di inquilini morosi, considerando le difficoltà nel procedere con gli sfratti in tempi ragionevoli. Nonostante ciò, l’amministrazione comunale mantiene un dialogo costante con Caritas e altri enti del Terzo Settore per esplorare soluzioni alternative. In alcuni casi specifici, si è giunti ad accordi con proprietari privati per ristrutturare e garantire il pagamento dell’affitto attraverso il sostegno diretto degli enti coinvolti. Stiamo altresì valutando la possibilità di collaborare con enti terzi per affidare la responsabilità giuridica e gestionale di eventuali immobili da comprare e/o ristrutturare per poi destinarli all’affitto calmierato in situazioni sociali disagiate”.

Il sindaco di Trebaseleghe, Antonella Zoggia

Emergenza abitativa/2. A Massanzago si cerca di superare il disagio sociale con il sostegno regionale

Fragilità sociale sotto osservazione, patto con le associazioni del territorio

Nel comune di Massanzago, la situazione dell’edilizia popolare si presenta come una sfida invisibile, ma non meno drammatica. Con i suoi circa 6mila abitanti, il paese non è alle prese con un’emergenza abitativa di grande portata, ma questo non significa che le difficoltà sociali non siano gravi. Qual è la situazione dell’edilizia popolare nel suo comune?

“A differenza di altri comuni, Massanzago – un paese di circa 6mila abitanti – non sta affrontando un’emergenza abitativa. Nel nostro territorio non sono presenti case di edilizia popolare, ma ciò non significa che non ci siano situazioni di fragilità. Quando si verificano casi di difficoltà, attiviamo una rete di supporto coinvolgendo le realtà locali. La solidarietà tra i cittadini è una nostra grande risorsa. Ad esempio, di recente ci siamo occupati di una famiglia con un minore a carico che stava attraversando un periodo difficile. Abbiamo collaborato anche con la Caritas per offrire il necessario sostegno”.

Quali misure sta adottando l’amministrazione per fronteggiare le difficoltà sociali?

“Grazie ai finanziamenti della Regione Veneto, il nostro comune può attuare interventi mirati a supportare le fasce più vulnerabili della popolazione, aiutandole a sostenere le spese legate all’abitare. Questi interventi rientrano in un progetto personalizzato di presa in carico, volto a garantire un aiuto concreto e duraturo. Uno degli strumenti chiave è il Sostegno all’Abitare (SoA), che ha una

duplice funzione: da un lato, affiancare le amministrazioni comunali che già destinano risorse proprie per fronteggiare difficoltà legate all’affitto, ai mutui e alle bollette; dall’altro, prevenire situazioni di disagio abitativo. L’obiettivo è quello di offrire un supporto tempestivo e strutturato, in un’ottica di prevenzione e solidarietà”. Esistono situazioni di cohousing nel comune?

“Al momento non ci sono progetti di co-housing attivi, ma è un’idea che abbiamo nel cassetto e che intendiamo sviluppare. Con l’aumento della popolazione anziana, riteniamo fondamentale pensare a soluzioni abitative innovative che favoriscano la socialità e il supporto reciproco. Il cohousing rappresenta un modello abitativo costruttivo e sostenibile, ma per realizzarlo è necessario il coinvolgimento di imprenditori lungimiranti, capaci di condividere questa visione e di investire in un progetto che possa davvero migliorare la qualità della vita della comunità”.

Sara Busato

Tra affitti alle stelle e liste d’attesa infinite per le case popolari

Nella provincia di Padova, trovare casa è diventato un vero e proprio rompicapo. La città, come molte altre in Italia, si trova a fronteggiare un’emergenza abitativa che mette a dura prova soprattutto studenti e giovani lavoratori. La disparità tra chi cerca un alloggio e le offerte disponibili è lampante, soprattutto nel mercato degli affitti, dove i prezzi sono spesso proibitivi.

Non va meglio sul fronte delle case popolari, gestite dall’Ater che in provincia sono 7400 alloggi. Se da un lato queste abitazioni rappresentano una risorsa fondamentale, con i loro canoni d’affitto contenuti, dall’altro la domanda supera di gran lunga l’offerta. Le lunghe liste d’attesa e i tempi biblici per ottenere un alloggio sono solo la punta dell’iceberg. A

Il comune non possiede case popolari, ma cerca di affrontare le difficoltà sociali attraverso una rete di solidarietà tra i cittadini e con il support della Caritas

ciò si aggiunge il problema della manutenzione: molti degli alloggi necessitano di interventi urgenti, ma le risorse economiche a disposizione dell’Ater sono limitate. Un circolo vizioso che sembra difficile da spezzare. Tra le possibili soluzioni, si ipotizza un ampliamento del parco alloggi, che permetterebbe di ac-

cogliere anche persone con un Isee più alto, generando maggiori entrate per l’Ater. Queste risorse aggiuntive potrebbero essere reinvestite nella manutenzione, migliorando la qualità degli alloggi esistenti. Un altro nodo cruciale riguarda gli appartamenti sfitti: circa 800 abitazioni nella provincia di Padova sono attualmente inutilizzabili e richiederebbero un investimento di 50 milioni di euro per essere rimesse a norma. Una cifra considerevole, che evidenzia la necessità di un piano nazionale per l’edilizia popolare. L’emergenza abitativa è una sfida complessa, che richiede soluzioni a lungo termine e un impegno concreto da parte delle istituzioni. Senza un intervento deciso, il diritto alla casa rischia di diventare un miraggio per molti. (s.b.)

Sabrina Schiavon, sindaco di Massanzago

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

33

del Camposampierese Ovest

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 16

Il sindaco Moreno Giacomazzi esamina le difficoltà legate all’aumento degli affitti e alla carenza di alloggi popolari. Pur con risorse limitate, il Comune sta cercando soluzioni per supportare i cittadini a rischio sfratto

TRA POCHI MESI AL VIA GLI INTERVENTI

IDRAULICI A VILLA DEL CONTE

Migliorare la gestione delle acque e prevenire esondazioni: questo l’obiettivo dei lavori, con interventi nelle aree critiche e manutenzione straordinaria dei bacini

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

NNicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 8
Servizio a pag. 16
Servizio a pag. 3

Emergenza casa. Il comune risponde alla crescente domanda di servizi e abitazioni

San Giorgio delle Pertiche, case da ricchi: ma chi può ancora permettersele?

S an Giorgio delle Pertiche si conferma un comune in espansione, distinguendosi tra le poche realtà della provincia di Padova con un saldo demografico attivo. Nel 2023, infatti, sono nati 88 bambini a fronte di 78 decessi, registrando un incremento di dieci unità. Un dato significativo che il sindaco Daniele Canella attribuisce alla forte presenza di giovani coppie nel territorio. “Credo che questo risultato sia dovuto alla forte presenza di giovani coppie nel nostro territorio. Molti ragazzi scelgono di restare qui perché trovano servizi adeguati, opportunità di lavoro e un’alta qualità della vita”, commenta il sindaco Daniele Canella. “Siamo in saldo positivo da diversi anni, e questo giustifica le scelte e gli investimenti dell’amministrazione verso la famiglia. Fin dal nostro insediamento ab-

biamo introdotto un bonus simbolico di 200 euro per ogni nuovo nato”.

Parallelamente, l’amministrazione sta investendo in infrastrutture scolastiche e servizi per le famiglie. È in fase di completamento il nuovo asilo comunale, mentre nelle prossime settimane verrà inaugurata una nuova mensa per la scuola elementare di Cavino. Inoltre, è in costruzione una nuova scuola elementare dal valore di 9 milioni di euro, finanziata in parte con fondi del Pnrr Questi interventi rispondono alla crescente domanda di servizi da parte delle famiglie che scelgono di risiedere nel territorio, contribuendo anche all’incremento della richiesta abitativa. Per questo, a San Giorgio delle Pertiche si stanno sviluppando nuove aree di espansione edilizia per soddisfare le

esigenze di una popolazione in crescita. Se in molte città il tema delle nuove povertà e delle difficoltà abitative è sempre più rilevante, nel comune padovano la situazione appare più contenuta. Alcuni casi isolati di sfratto sono stati affrontati tempestivamente dai servizi sociali, evitando che si trasformassero in un’emergenza.

“Il tema della casa ha un impatto significativo anche sul mondo del lavoro e sulle persone che desiderano trasferirsi nel nostro territorio per motivi professionali”, sottolinea il sindaco Canella, evidenziando come questi cambiamenti riflettano l’evoluzione della società. Il declino della famiglia patriarcale e l’aumento dei nuclei monocomponenti portano a nuove sfide sociali. “Dobbiamo interrogarci sulle conseguenze di questo cambiamento”, prosegue il sindaco.

Aumento dei prezzi delle case, le sfide per i nuovi acquirenti

Il mercato immobiliare di San Giorgio delle Pertiche sta vivendo un momento di forte espansione, con un aumento significativo dei prezzi delle case che ha raggiunto l’11,04% in un solo anno. Questo balzo potrebbe essere legato a una crescente domanda di abitazioni o a una riduzione dell’offerta disponibile. Il picco è stato registrato a settembre 2024, seguito da una leggera flessione, segnale di un possibile assestamento dopo un periodo di forte apprezzamento. Mentre le vendite volano, il mercato degli affitti mostra in-

vece una tendenza più contenuta, con un aumento di appena lo 0,91% nello stesso periodo. Tuttavia, i dati rivelano una certa volatilità: il valore massimo è stato raggiunto ad agosto 2024, con 8,88 /mq, mentre il minimo risale a maggio 2023, quando si attestava a 6,00 /mq. Queste oscillazioni potrebbero essere dovute a fattori stagionali, come un aumento della domanda durante i mesi estivi, o a cambiamenti strutturali nella richiesta di locazioni. La crescita dei prezzi delle case potrebbe rendere più difficile l’accesso

alla proprietà per i nuovi acquirenti, soprattutto per le giovani coppie o i primi acquirenti. Al contrario, il mercato degli affitti, pur in leggero aumento, rimane una soluzione più accessibile e stabile per chi cerca

“L’indebolimento del nucleo familiare e il crescente isolamento delle persone creano situazioni di fragilità, dove diventa imprescindibile l’intervento della pubblica amministrazione, un ruolo che un tempo veniva svolto dalla famiglia allargata”. San Gior-

gio delle Pertiche si conferma dunque un comune dinamico, capace di crescere e rispondere in modo concreto alle esigenze della sua comunità, puntando su servizi, infrastrutture e sostegno alle famiglie.

una casa senza affrontare gli alti costi dell’acquisto. Per comprendere appieno le dinamiche del mercato immobiliare di San Giorgio delle Pertiche, sarebbe necessario analizzare ulteriori fattori, come i tassi di interesse sui mutui, l’andamento del mercato del lavoro locale e l’attrattività della zona per nuovi residenti. Un miglioramento delle infrastrutture, dei servizi o delle opportunità lavorative potrebbe spiegare l’aumento della domanda, mentre la volatilità degli affitti potrebbe dipendere da fenomeni temporanei, come

l’arrivo di lavoratori stagionali o studenti. Il mercato immobiliare di San Giorgio delle Pertiche sembra essere in piena trasformazione, con opportunità per gli investitori ma anche sfide per chi cerca casa. Monitorare l’evoluzione di questi trend sarà cruciale per capire se la crescita dei prezzi è destinata a continuare o se il mercato troverà un nuovo equilibrio. Intanto, per chi sta valutando di acquistare o affittare, è il momento di agire con attenzione, tenendo d’occhio le opportunità e le oscillazioni del mercato. (s.b.)

Quando trovare casa diventa un miraggio

Nella provincia di Padova, trovare casa è diventato un vero e proprio rompicapo. La città, come molte altre in Italia, si trova a fronteggiare un’emergenza abitativa che mette a dura prova soprattutto studenti e giovani lavoratori. La disparità tra chi cerca un alloggio e le offerte disponibili è lampante, soprattutto nel mercato degli affitti, dove i prezzi sono spesso proibitivi. Non va meglio sul fronte delle case popolari, gestite dall’Ater che in provincia sono 7400 alloggi. Se da un lato queste abitazioni rappresentano una risorsa fondamentale, con i loro canoni d’affitto contenuti, dall’altro la domanda supera di gran lunga l’offerta. Le lunghe liste d’attesa e i tempi biblici per ottenere un alloggio sono solo la punta dell’iceberg. A ciò si aggiunge il problema della manutenzione: molti degli alloggi necessitano di interventi urgenti, ma le risorse economiche a disposizione dell’Ater sono limitate. Un circolo vizioso che sembra difficile da spezzare. Tra le possibili soluzioni, si ipo-

Misure per

tizza un ampliamento del parco alloggi, che permetterebbe di accogliere anche persone con un Isee più alto, generando maggiori entrate per l’Ater. Queste risorse aggiuntive potrebbero essere reinvestite nella manutenzione, migliorando la qualità degli alloggi esistenti. Un altro nodo cruciale riguarda gli appartamenti sfitti: circa 800 abitazioni nella provincia di Padova sono attualmente inutilizzabili e richiederebbero un investimento di 50

contrastare l’aumento

milioni di euro per essere rimesse a norma. Una cifra considerevole, che evidenzia la necessità di un piano nazionale per l’edilizia popolare. L’emergenza abitativa è una sfida complessa, che richiede soluzioni a lungo termine e un impegno concreto da parte delle istituzioni. Senza un intervento deciso, il diritto alla casa rischia di diventare un miraggio per molti.

degli affitti. Il punto con il sindaco di Santa Giustina in Colle

Moreno Giacomazzi

Sindaco, quali misure concrete per adottare e contrastare l’aumento degli affitti e la carenza degli alloggi popolari?

“Il Comune ha margini di intervento limitati dal punto di vista economico, poiché la costruzione di nuove abitazioni è principalmente nelle mani di imprenditori e imprese edili. Tuttavia, abbiamo valutato l’ipotesi di agevolare chi desidera investire a Santa Giusti Nicola, e stiamo approfondendo questa possibilità. Per quanto riguarda il costo delle costruzioni, il Comune non ha un ruolo diretto, ma è evidente che il settore edilizio ha subito un’impennata dei prezzi, rendendo sempre più difficile l’accesso a nuove abitazioni. Questo fenomeno ha aggravato l’emergenza abitativa, con numerosi cittadini in difficoltà e a rischio sfratto. L’intervento del Comune in questi casi è possibile solo in presenza di minori, e cerchiamo sempre soluzioni compatibili

con le nostre competenze, pur non essendo un’agenzia immobiliare”

Quali fattori hanno contribuito all’aumento dei prezzi nel settore edilizio?

Le case popolari sono una risorsa preziosa, ma i tempi di attesa lunghi e la scarsità di risorse per la manutenzione minano la qualità e la disponibilità degli alloggi

“Negli ultimi anni, gli affitti sono saliti vertiginosamente a causa dell’aumento dei tassi sui mutui, che ha reso più difficile l’accesso al credito. Ora che i tassi si stanno abbassando, mi auguro che ciò porti a una riduzione degli affitti, ripristinando un equilibrio nel mercato”.

Qual è stato l’impatto del Superbonus 110% sul mercato immobiliare e sulle materie prime?

“L’esplosione del mercato immobiliare nel 2008 è avvenuta anche perché le banche concedevano prestiti superiori al valore delle abitazioni, un fenomeno che ha avuto conseguenze sul lungo termine. Oggi, è necessario un maggiore sostegno dal mondo della finanza e un intervento sul prezzo delle materie prime per le costruzioni. L’introduzione del Superbonus 1 10% ha infatti alterato il mercato, facendo lievitare i costi: servirebbero misure correttive per riportare equilibrio nel settore edilizio”. (s.b.)

Il sindaco di Santa Giustina in Colle, Moreno Giacomazzi

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

di Cavarzere

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 23

A Cavarzere in forte difficoltà soprattutto le famiglie con figli a carico. Aumenta il prezzo delle case. Il mercato degli affitti è praticamente scomparso.

Un momento di riflessione e memoria per la comunità, con la partecipazione delle città gemellate di Cassino e Settimo Torinese.

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio a pag.
Servizio

Morosità, case vuote e liste infinite: così l’edilizia popolare si è inceppata

“S icuramente per il Comune di Cavarzere la gestione dell’edilizia residenziale pubblica e della sua capacità di accogliere le esigenze del territorio, rappresenta un fattore critico, date anche nuove situazioni di disagio amplificate negli ultimi anni, dove il costo della vita hanno reso più difficile sbarcare il lunario per famiglie con figli a carico”. A dirlo è l’assessore comunale alle politiche sociali Marco Grandi che fa il punto della situazione dell’edilizia popolare sul territorio. “Ogni anno - dice Grandi - abbiamo bandito il concorso per l’assegnazione e la gestione della graduatoria e negli ultimi anni non si è arrivati a terminare la lista perché siamo di fronte a una carenza di alloggi data prevalentemente dalla vetustà di queste strutture e dalla necessità di fare interventi importanti prima di renderli disponibili. Solo la proprietà comunale conta quasi 300 alloggi popo-

lari al netto di quelli dell’Ater, ma la vetustà delle strutture, richiede interventi che impegnano risorse non nelle disponibilità. Tra l’altro alcuni sono dislocati fuori dal centro abitato e quindi meno appetibili”. “Spesso - sottolinea Grandi - viene rifiutata la possibilità di assegnazione da nuclei che non vogliono uscire dal centro, anche se che l’assegnazione può essere fatta su tutto il territorio”. Per sistemare gli alloggi vetusti una strategia c’è. “E’ in atto il piano vendite che abbiamo messo in esecuzione subito dopo il nostro insediamento - prosegue Grandi - che ha visto già delle alienazioni di alloggi. E’ stato bandito solo per l’asta pubblica, quindi non per gli alloggi messi a disposizione per gli inquilini. Si tratta di due lotti, un primo di 17, e uno di 11 alloggi messi all’asta per recuperare le risorse destinate poi alle ristrutturazioni”. “Le emergenze abitative - spiega Grandi - sono un capi-

tolo a parte. C’è un vincolo preciso del 10%, della possibilità di emergenza abitativa sul numero di assegnazioni disponibili. Queste si cerca di destinarle a soggetti che abbiano difficoltà contingenti e temporanee. Ci sono poi molte situazioni di morosità. C’è da dire che spesso vengono proposti dei cambi alloggio, perché magari i nuclei che erano di 5 o 6 perso-

Nordio (Ater Venezia):“Occupazioni abusive e bandi da rifare”

Sono tantissime le richieste di alloggi popolari nel territorio veneziano e altissimo è anche lo sforzo dell’azienda territoriale per l’edilizia residenziale di dare una risposta alle esigenze dei residenti. A parlarne è il presidente dell’Ater Venezia Fabio Nordio. In tutto il veneziano sono 11.300 gli alloggi Ater gestiti dall’Azienda Territoriale per l’Edilizia Territoriale. Uno dei fenomeni più preoccupanti che si è diffuso nel corso del tempo è stato quello dell’occupazione abusiva .”In tutto il veneziano - spiega Nordio - abbiamo circa 210 alloggi occupati in modo abusivo da

Massimo, anni 43 montatore di Tecno Crane da 34 anni.

persone e famiglie che poi fanno allacciamenti a utenze di luce acqua e gas, che quasi sempre non pagano. In tanti casi assistiamo dal punto di vista giudiziario di fatto, ad una depenalizzazione di queste illegalità. Ad averne danno sono soprattutto i cittadini che fanno regolarmente domanda di alloggio residenziale e si vedono le case fruibili, occupate da abusivi che spesso distruggono letteralmente gli alloggi”. Nordio sottolinea la peculiarità nel territorio cavarzerano. “Nello specifico a Cavarzere - spiega Nordio - ci sono oltre 600 alloggi di edilizia popolare in gestione.

ne si sono ridotti a 1 o 2. A volte vari motivi non vengono accettati dagli inquilini che si trovano così in una situazione di difficoltà a supportare spese di affitto, ma anche di riscaldamento di case, diventate troppo grandi”. “Una delle soluzioni - conclude Grandi - a questa difficoltà a reperire alloggi verrà data dall’ultimazione dei cantieri, del progetto Pin-

Una situazione quasi unica per densità nel veneziano. Questi alloggi sono stati costruiti negli anni Sessanta e Settanta soprattutto per dare una soluzione abitativa ai lavoratori impiegati a Porto Marghera e alle loro famiglie”. Infine un altro problema. “A complicare le assegnazioni degli alloggi, ci sono stati recentemente - conclude - dei pronunciamenti della Corte Corte Costituzionale che ha rigettato il principio introdotto nei bandi che dava priorità a chi era residente sul territorio da oltre 5 anni. I bandi dovranno essere rifatti“. (a.a.)

qua, le unità abitative che sono già state demolite e stanno per essere ricostruite in via Cavour, 10 alloggi completamente nuovi e moderni. Il secondo stralcio in via Marconi darà ulteriore slancio alla possibilità di trovare alloggi stando naturalmente all’interno delle regole per definire i criteri di assegnazione”.

Alessandro Abbadir

IMMAGINIAMO IL FUTURO. DA SEMPRE.

Insieme ogni sfida è possibile. Con la stessa passione e visione senza limiti che hanno i bambini nei loro sogni, in Tecno Crane immaginiamo e realizziamo un domani migliore. La nostra dedizione è ciò che ci spinge a vedere il potenziale in ogni sfida. Vuoi entrare a far parte della nostra squadra Scrivici alla mail info@tecnocrane.it

Emergenza casa. Le agenzie immobiliari a Cavarzere tratteggiano

un mercato in evoluzione

Aumenta il prezzo delle case

Affitti per famiglie introvabili

Case in affitto per famiglie nell’area di Cavarzere e Cona? Sempre meno. A tratteggiare una situazione problematica per l’area dei Comuni dell’area sud del veneziano per chi vuole trovare una casa in cui vivere e non comprarla, sono direttamente le agenzie immobiliari della zona. Le agenzie fino a qualche anno fa, riuscivano a lavorare equamente sia con chi cercava casa per acquistarla sia con chi le cercava in affitto per la famiglia. “ Contratti di affitto lunghi è davvero difficile farli di questi tempi - chiarisce Dario Bondesan dell’agenzia immobiliare Etrusco di Cavarzere. La situazione che ci troviamo davanti è che contratti di affitto lunghi di fatto da diverso tempo, non se ne trovano più. La paura maggiore di chi affitta le case è quella poi di non riuscire più se necessario, a liberare in tempi brevi gli immobili per questo infatti sono sempre meno i proprietari che mettono in affitto la loro casa. Il fenomeno degli affitti brevi poi qui a Cavarzere non è certo diffuso come a Venezia o nella vicina Chioggia, che ovviamente sono località turistiche”. Il mercato delle compravendite invece si

è ripreso. “ A Cavarzere - sottolinea Bondesan - la tipologia di immobile che va per la maggiore è quello della casetta singola o bi famigliare. Il prezzo delle case è in aumento e pure le compravendite nel corso degli ultimi mesi sono riprese con l’abbassamento dei tassi. Anche i mini appartamenti sono diventati soprattutto negli ultimi anni notevolmente più costosi. Mediamente si superano i 100 mila euro per acquistarli nuovi” . Nel contesto nazionale, il mercato immobiliare ha visto i prezzi medi attestarsi a 1.880 euro al metro quadro, con un incremento dell’1,5% nell’ultimo trimestre del 2024. Le città che hanno registrato i maggiori aumenti annuali sono Vicenza (+15,6%), Como (+13,2%) e Trieste (+10,1%), seguite da Brescia e Rovigo (+10%). Il Vene-

to si distingue per una crescita dell’8,5%, confermandosi tra le regioni più dinamiche del Paese. Il Veneto insomma, protagonista di una crescita significativa, continua a rappresentare una delle realtà più vivaci del mercato immobiliare italiano. Sottolinea una situazione complicata in tema di contratti di affitto per famiglie anche l’agenzia immobiliare Gabetti a Cavarzere. “La questione della difficoltà di trovare case in affitto è un problema reale per il territorio, soprattutto nel Cavarzerano - sottolineano i referenti dell’agenzia immobiliare Gabetti. Nell’area del rodigino che anche noi seguiamo (Adria ad esempio) le cose vanno un po meglio, ma sempre in linea con la tendenza nazionale del fenomeno”.

Binello (Banca Annia): “giovani in difficoltà, in aiuto fondi di garanzia”

“Il mercato immobiliare del territorio, sia per gli affitti che per le compravendite, è molto influenzato dalle dinamiche economiche e socio demografiche. I prezzi e le disponibilità degli immobili variano molto in base a dove sono situati e più ci si avvicina a centri urbani o zone con più servizi, maggiori sono i prezzi e le difficoltà a reperire una casa”. A dirlo il dottor Andrea Binello, direttore generale di Banca Annia. Binello che fa l’analisi della situazione anche per l’area del veneziano. “Il problema dei mutui per i giovani con redditi bassi, instabili e che spesso iniziano a lavorare molto più tardi rispetto alle generazioni precedenti - dice Binello - si può risolvere anche grazie

alle garanzie statali. Il Fondo di garanzia mutui prima casa gestito da Consap (società del Ministero dell’Economia e delle Finanze) esiste dal 2013 per concedere una garanzia dello Stato per il mutuo richiesto. Il Fondo ha consentito di erogare più di 90.000 mutui ipotecari, il 58% dei quali a giovani tra i 20 e i 35 anni, per un totale di oltre 10 miliardi di euro”. E le imprese locali di costruzione o vendita cosa chiedono alla banca?

”Grazie a nuove regole imposte dalla vigilanza in ambito bancario - conclude - ed a una maggiore consapevolezza e solidità delle imprese di costruzioni locali, la quota di capitale investita direttamente dalle imprese è aumentata e quindi alle banche richiedono

un finanziamento pari al 50% al massimo dell’acquisto del terreno e tra un 60% e un 70% del costo di costruzione”. Insomma tante novità anche dal versante degli istituti di credito. (a.a.)

La tipologia di casa più ricercata è la casetta singola. Salgono i prezzi e le compravendite

Lunedì 9.30-12.30 15.30-19.00

Martedì 9.30-12.30 15.30-19.00

Mercoledì 9.30-12.30 15.30-19.00

Giovedi 15.30-19.00

Venerdì 9.30-12.30

Vaccinazioni per proteggere gli animali da malattie infettive comuni

Controlli di routine per monitorare la salute generale dell'animale e identificare eventuali problemi di salute precocemente

Trattamenti medici per trattare malattie o infezioni

Consulenza nutrizionale per aiutare a scegliere la dieta giusta per il proprio animale

di Albarello G. e Favaro E.
Dir. San.
Dott.ssa
Elisa
Favaro
Alessandro Abbadir
Andrea Binello

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 21

A Chioggia ci sono 240 famiglie in graduatoria per alloggi popolari. Case in affitto? Si ma solo per i turisti. Compravendite più numerose dove ci sono i servizi

La nuova concessione di 25 anni da 11,5 milioni di euro garantirà crescita nei traffici merci e un futuro più solido per l’occupazione locale

2026

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio a pag. 21
pag. 23
pag. 22 pag. 28
Servizio a pag. 3

Emergenza casa. L’assessore Sandro Marangon traccia il quadro di una situazione critica

Casa cercasi, disperatamente: in 240 attendono a Chioggia, ma gli alloggi restano chiusi

“La città di Chioggia, si trova ad affrontare una situazione critica a causa della concentrazione di numerosi sfratti in un breve periodo di tempo. Durante la pandemia di Covid-19, gli sfratti erano stati sospesi, ma con la loro ripresa simultanea, i Comuni hanno dovuto gestire un numero elevato di emergenze abitative. Il Comune ha diverse situazioni di emergenza in corso”. A dirlo è l’assessore comunale Sandro Marangon che fa il punto della situazione a Chioggia. “Il Comune - sottolinea - sta lavorando per affrontare l’emergenza abitativa attraverso due progetti finanziati dal Pnrr. Il primo riguarda l’housing first, che prevede la creazione di alloggi temporanei per persone in difficoltà. In particolare, saranno ristrutturati 7 alloggi che potranno ospitare circa 15 persone. Questi alloggi rientrano in un progetto di housing sociale basato sulla coabitazione temporanea tra persone singole in situazioni

di difficoltà. Il secondo progetto riguarda la creazione di una “stazione di posta”, che offrirà altri 4-5 posti di emergenza abitativa. Si tratta di un centro-servizi rivolto, alle persone in situazioni di disagio abitativo come chi si trova senza dimora, per l’accoglienza per qualche notte, docce, servizi di orientamento legale e amministrativo, accompagnamento all’abitare, orientamento al lavoro e connessione con i centri per l’impiego, mediazione linguistica/ culturale oltre che e un indirizzo dove farsi recapitare la posta, e la distribuzione di beni essenziali. I lavori termineranno a gennaio 2026”. Termometro dell’emergenza abitativa è anche la situazione degli alloggi Erp (Edilizia Residenziale Pubblica) destinati alle famiglie in graduatoria. “Alcuni alloggi - dice Marangon - necessitano di lavori di sistemazione prima di poter essere assegnati. Il Comune sta collaborando con l’Ater, l’ente che gestisce l’edili-

zia residenziale pubblica, per accelerare il recupero di unità abitative. La situazione è critica: ci

sono 240 famiglie in graduatoria che attendono una sistemazione. In particolare, la gestione diven-

La consigliera Penzo (Pd): “I progetti di housing non bastano”

“Il progetto di housing first e anche di housing sociale va benissimo: utilizziamo questa grande opportunità dei fondi europei. Quello che mi lascia perplessa è che ci sono tantissime altre questioni che devono essere affrontate dal Comune”. A dirlo è Barbara Penzo consigliera comunale di opposizione del Pd a Chioggia. “C’è il problema - spiega Penzo - delle liste d’attesa delle persone

che hanno richiesto l’alloggio, famiglie in difficoltà, mentre degli appartamenti sono vuoti e chiusi perché necessitano di interventi. C’è poi il grande problema delle morosità. A Chioggia abbiamo un tasso elevatissimo di gente che non riesce a pagare gli alloggi popolari, c’è tutta un’analisi da fare”. Ma no solo. “C’è - spiega Penzo - il problema annoso, delle occupazioni abusive,

che sono tante. C’è comunque un’emergenza abitativa importante, perché non ci sono disponibilità di affitto e qui si innesca il grande meccanismo degli appartamenti che si convertono in B&B, in entrambi i centri (Chioggia e Sottomarina) e che ovviamente va a togliere dal mercato del privato quelle che possono essere invece disponibilità per le persone, per le famiglie. Questo è un gran-

ta difficile nei casi che coinvolgono nuclei familiari con minori, ai quali il Comune è obbligato a fornire una risposta immediata. Nonostante alcuni alloggi siano già stati assegnati, le soluzioni si stanno esaurendo. Abbiamo istituito il servizio di “Segretariato sociale”, uno sportello con funzioni di informazione, consulenza ed orientamento”. C’è poi l’appello del sindaco di Chioggia Mauro Armelao. “Mesi fa - dice il sindaco - ho lanciato un appello sulla situazione di difficoltà abitativa di alcune famiglie in città. Gli immobili residenziali pubblici non riescono a soddisfare tutte le necessità e parte di queste famiglie in emergenza, hanno la possibilità economica di pagare un affitto. Da qui il mio appello alla cittadinanza, a coloro che hanno immobili sfitti e chiusi affinché possano valutare di affittarli, lo ribadisco, a coloro che hanno la possibilità di pagare”.

Alessandro Abbadir

de problema che cominciamo a sentire in maniera impattante anche qui da noi, come a Venezia”. “Ci sarebbero famiglie - conclude - che hanno anche i soldi per pagare un affitto, ma che non riescono a trovare casa perché magari hanno figli e quindi i proprietari rifiutano perché hanno scelto la via della casa alloggio stagionale. Nessuno da più la casa in affitto come una volta”. (a.a.)

La consigliera Barbara Penzo
L’assessore Sandro Marangon

Case in affitto? Si ma solo per i turisti

Il mercato degli affitti a Chioggia e Sottomarina è bloccato a causa di contratti troppo vincolanti per i proprietari di case, pensati negli anni Sessanta e Settanta. E’ boom invece da qualche anno di affitti brevi, legati cioè ad alloggi da dare ai turisti soprattutto nel periodo estivo, visto che ci si trova in una località balneare ben nota. Nel mercato delle compravendite il territorio di Chioggia e Sottomarina é invece frizzante. Emerge dal lavoro di tutti i giorni delle agenzie immobiliari che lavorano nell’area clodiense. “Il mercato degli affitti lunghi - chiarisce Lorenza Giraldo titolare dell’agenzia Soluzione Casa di Chioggia - è praticamente sparito. I contratti che riusciamo a fare in un anno si contano sulle dita delle mani. C’è un vero e proprio boom invece di affitti brevi e cioè nel caso del territorio di Chioggia, di case che vengono date in locazione soprattutto a turisti nel periodo estivo, visto il periodo balneare, per qualche mese. O per qualche settimana. Il fatto è che molti proprietari ritengono più redditizio mettere in affitto le case per brevi periodi, che darli a inquilini con contratti di locazione lunghi. La loro paura è quella di non riuscire a tornare in possesso della casa in tempi brevi soprattutto se si ha a che fare con famiglie”. Diversa la

La

situazione invece delle compravendite. Secondo l’ultimo report di Idealista,il 2024 si è confermato un anno di forte crescita per il mercato immobiliare di Chioggia e Sottomarina. A Sottomarina, il prezzo medio al metro quadro ha raggiunto i 2.685 euro, segnando un aumento del 6,0% rispetto a dicembre 2023. Il centro storico di Chioggia segue con un valore medio di 2.324 euro al metro quadro, in crescita del 5,1% nello stesso periodo. Variazioni ben superiori all’aumento medio nazionale del 2,2% per le abitazioni usate nel 2024.

“Il mercato a Chioggia è davvero frizzante - sottolinea Lorenza Giraldo - sia a Sottomarina, che a Chioggia centro storico. Poi anche all’Isola Verde e a Valli. Un po meno nella frazione di Sant’ Anna. Le richieste e gli acquisti delle case si fanno più facilmente in territori vicini ai ser-

vizi. Anche Conche di Codevigo è un centro che attira l’interesse degli acquirenti da Chioggia. I prezzi delle case? Dipende dalla tipologia di abitazione che le persone cercano“. I prezzi negli ultimi anni sono saliti davvero. “Spesso per i giovani che hanno lavori non ancora stabilizzaticonclude la titolare dell’agenzia immobiliare - è più complicato”. Anche un miniappartamento da 50 metri quadrati si aggira sui 100 mila euro. Poi se si vogliono case più spaziose che vanno dai 100 ai 140 metri quadrati , si arriva verso i 300- 400 mila euro. Se di ultima generazione anche mezzo milione di euro. Conferma una situazione complicata per gli affitti lunghi anche l’agenzia immobiliare Euro casa. “Sono sempre più difficili da trovare - dice il titolare dell’agenzia” .

Alessandro Abbadir

storia di Alberto Rossi: dalla strada a Chioggia ad un lavoro

in biblioteca a Vicenza

Dalla strada a Chioggia, ad un lavoro in una biblioteca a Vicenza. Una storia a lieto fine di emergenza abitativa ,è quella di Alberto Rossi. “La mia situazione - racconta l’uomo di 57 anni - è precipitata nel 2011 quando ero titolare di una azienda e per scelte aziendali sbagliate la mia azienda fallì con una serie di debiti ed incombenze finanziarie. In poco tempo mi ritrovai in strada a dormire in auto. Al problema di trovarmi senza casa, si aggiunse anche un problema di dipendenza dall’alcol che, grazie all’impegno sono riuscito ad allontanare dalla mia vita”. Ma Alberto Rossi torma con la memoria a oltre una decina di anni

fa. “In quel periodo - racconta - dopo aver perso il lavoro sono finito a dormire per periodo in auto, poi grazie anche all’interessamento delle autorità locali e delle associazioni dell’area, mi è stato assegnato un alloggio di emergenza, con il tempo sono riuscito a ritrovare un lavoro”.

Da Chioggia però Alberto si è spostato negli anni successivi nel vicentino. “Anche in questa nuova realtà - racconta - è stato importante trovare un tetto sopra la testa, e anche in questo caso un lavoro. Con il tempo le cose sono andate sempre meglio e grazie ad una cooperativa sociale, ho trovato alla fine lavoro all’interno di una importante bi-

blioteca di Vicenza. Un lavoro che mi piace molto e mi permette di vivere dignitosamente”. Un percorso insomma quello di Alberto Rossi che dimostra come l’emergenza abitativa sia a volte anche il frutto di percorsi di vita accidentati che però, possono essere riorganizzati con l’impegno personale e l’aiuto della comunità. “Da due anni - conclude Alberto - ho lasciato dietro alle spalle il problema della dipendenza dall’alcol che mi creava ovviamente non pochi problemi sul lavoro. Ora dal periodo in cui ero senza una casa, con tanto impegno la mia situazione è cambiata notevolmente in meglio”. (a.a.)

A Sottomarina e Chioggia spopolano affitti di qualche settimana. Costo dgli immobili in forte aumento. Compravendite più numerose in territori vicini ai servizi

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

del Conselvano

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 19

29

DISPERAZIONE ABITATIVA:

STELLE

Nel Conselvano ormai non si costruisce più, a spingere le vendite è l’usato ma i prezzi tendono a salire e trovare una sistemazione è sempre più insostenibile per le famiglie

La squadra di maggioranza rivendica l’impegno e i risultati ottenuti ma non convince le minoranze, il Pd presenta le sue osservazioni

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 8
Servizio a pag. 19
pag. 21
pag. 20 pag.
Servizio a pag. 3

Focus Emergenza casa. Intanto il Comune ha assegnato 12 alloggi Ater

“Nuove abitazioni praticamente inesistenti e costi alle stelle, l’usato traina le vendite”

Conselve fa i conti con il caro abitazioni e i prezzi in ascesa anche per gli affitti, ma chi cerca una casa nuova o recente fatica a trovarla perché da anni ormai qui si costruisce pochissimo. Troppo alti i costi per le imprese che si vedrebbero costrette a fissare prezzi decisamente fuori mercato. Meglio aspettare tempi migliori e accontentarsi dell’usato. Secondo i dati di Tecnocasa in centro a Coselve il costo medio di un usato è 650-750 euro in centro e 600-700 in periferia mentre il nuovo va dai 950 euro ai 1050 in centro e circa 150 euro in meno in periferia. Quanto agli affitti, per un bilocale in centro vengono chiesti in media 450 euro mentre un trilocale parte da 550 euro.

“A Conselve la richiesta di affitti è sempre viva, - spiega Cosetta Furlan dell’agenza Tecnocasa - in questo momento c’è meno offerta, ma in zona qualcosa si

trova ancora. Abbiamo richieste da coppie che vogliono iniziare una vita insieme, oppure persone anziane che cercano un alloggio più piccolo. Il nuovo a Conselve è praticamente inesistente perché per le imprese non ci sarebbe margine nella rivendita. Sul fronte dell’usato il mercato è più dinamico e ci sono diversi edifici ben messi, anche nei centri limitrofi. E’ ancora molto sentita l’idea di acquistare casa perché l’affitto è visto come un periodo di passaggio. E’ necessario poter contare su un po’ di risparmi da parte perché è vero che i tassi dei mutui si sono abbassati e questo aiuta un po’, ma serve una certa disponibilità economica per l’acquisto”.

Paolo Mastellaro, agente immobiliare, conosce bene il mercato immobiliare di Conselve e conferma i problemi dei costruttori legati all’aumento esponenziale dei costi. Ritiene necessario age-

volare le ristrutturazioni degli edifici usati anche per dare ossigeno alle imprese: “Ci sono numerosi edifici datati che necessitano di ristrutturazioni costose. Servirebbero degli incentivi pensati per questo genere di interventi, con dei paletti per evitare speculazioni. Questo darebbe un aiuto anche ai costruttori che si trovano in difficoltà nelle zone della provincia dove i prezzi di vendita sono più bassi mentre i costi da sostenere non hanno fatto che crescere. Passando a chi acquista, invece, oggi le coppie giovani sono più propense perché riescono ad accedere alle agevolazioni sui mutui ma il più delle volte è sempre necessario avere alle spalle chi fornisce garanzie oppure un capitale di partenza, tutt’altro che indifferente”.

Intanto sul fronte dell’edilizia popolare ci sono delle novità significative dopo anni di attesa. Ad annunciarlo è Susanna Lazzarin, consigliera con delega al sociale: “Finalmente abbiamo aperto bando Ater, fatto che non succedeva dal 2016 mentre le graduatorie non erano aggiornate da cinque anni. Su 68 domante presentate siamo riusciti ad assegnare 12 alloggi. Questo ci ha permesso di svuotare l’insediamento di roulotte accanto all’ecocentro

Da “Conselve Ospitale” una risposta all’emergenza abitativa

Da ormai un anno è divento un punto di riferimento per chi ha necessità di un sistemazione provvisoria, in tempi in cui si moltiplicano i casi di emergenza abitativa. Si tratta di “Conselve Ospitale”, una iniziativa della casa di riposo “Beggiato” e della parrocchia di Conselve con la Caritas, che gestiscono un alloggio a disposizione di persone che hanno la necessità di una sistemazione urgente e temporanea. Si tratta due stanze con due letti ciascuna e bagno indipendente, con una cucina ad uso comune, ricavate al piano superiore della palazzina uffici

accanto alla residenza per anziani. E’ una soluzione di emergenza da mettere a disposizione di chi ha bisogno di una sistemazione temporanea per un motivo imprevisto o perché ha necessità di stare accanto ad un proprio familiare ricoverato in ospedale o in casa di riposo, il tutto ovviamente con la discrezione che richiedono questi casi. “Si tratta di bisogni sociali sempre più presenti- ricordano i promotori del servizio avviato lo scorso anno - e per i quali al momento non c’è una risposta sul territorio. Non è un albergo di lusso ma una sistemazio-

ne temporanea che garantisce la dovuta privacy in un momento di bisogno. Ci auguriamo che questa forma di collaborazione fra le istituzioni, accomunate dalla sensibilità ai temi sociali, possa essere di esempio per iniziative future. Abbiamo voluto dare a questo spazio una connotazione sociale, aperta al territorio grazie alla collaborazione con la parrocchia e la Caritas, che si interfaccia con il settore sociale del Comune in caso di particolari necessità alle quali dare riposta”. Visti i tempi, un servizio senz’altro richiesto. (n.s.)

in zona industriale. Finalmente queste persone potranno contare su una sistemazione più dignitosa e stabile. Adesso è in corso la pulizia dell’area e di conseguenza anche le aziende potranno lavorare in un contesto più idoneo. Per le emergenze abitative possiamo contare su tre appartamenti al Beolo”.

Nicola Stievano

Paolo Mastellaro

L’intervista. Andrea Binello, direttore generale di Banca Annia, con sede a Cartura

“Trovare casa ormai è sempre più costoso l’altalena dei tassi ha condizionato il mercato”

“Il mercato immobiliare del nostro territorio, sia per gli affitti che per le compravendite, è molto influenzato dalle dinamiche economiche e sociodemografiche. Ormai trovare un immobile in condizioni adeguate sia per l’affitto che per l’acquisto è sempre più difficile e costoso e dove le nuove costruzioni, rispettose degli obiettivi di risparmio energetico, hanno prezzi davvero notevoli” così afferma il Dott. Andea Binello, Direttore Generale di Banca Annia, la banca di credito cooperativo che ha sede a Cartura. Come è cambiato il mercato immobiliare nel vostro territorio negli ultimi anni?

A prescindere dall’impatto del Superbonus per le ristrutturazioni che meriterebbe un’analisi specifica, dal nostro osservatorio anche il mercato immobiliare, come tanti altri settori economici, negli ultimi anni si è polarizzato concentrandosi verso gli estremi e cioè da un lato verso immobili di ampia metratura e di pregio per vari motivi (come ad esempio elevate classe energetica, comodità, verde, spazi, servizi) e dall’altro verso immobili di prezzo contenuto da sistemare con una spesa limitata per destinarli a residenza per categorie economiche con minori possibilità o all’affitto. A questa situazione si aggiunge anche il fatto che l’aumento dei tassi, che hanno raggiunto la punta massima tra la fine dell’anno 2023 e l’inizio dell’anno 2024, ha contribuito a ridurre le compravendite di abitazioni almeno fino all’autunno dello scorso anno. A partire dal mese di settembre del 2024, grazie al calo dei tassi più evidente e ad un lento e progressivo recupero del potere di acquisto delle famiglie, le compravendite delle abitazioni sono invece in ripresa.

Perché il numero di mutui per la casa è diminuito?

In Veneto nel primo semestre del 2024 i flussi di nuovi mutui hanno registrato una flessione dell’11,7% rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso, in attenuazione rispetto al semestre precedente (-23,4%). A questo calo si è associata una diminuzione meno accentuata delle com-

pravendite di abitazioni (-5,6%).

L’attenuazione nel calo delle nuove erogazioni è prevalentemente ascrivibile alla flessione del costo dei finanziamenti: tra la fine del 2023 e il secondo trimestre del 2024 il tasso medio sui nuovi mutui a tasso fisso è diminuito di 0,7 punti percentuali (-0,4 per i finanziamenti indicizzati). Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 il trend di crescita della domanda di mutui per l’acquisto delle abitazioni è proseguito, complice il continuo ed intenso calo dei tassi (ormai 1,5 punti in meno pari ad un calo del 40% rispetto all’inizio del 2024), e la domanda si sta orientando maggiormente verso il tasso variabile ora più conveniente, anche se sempre esposto al rischio di un rialzo futuro dei tassi. La nostra Banca nel 2024 ha erogato oltre 700 mutui, per un totale di oltre 80 milioni di euro, per l’acquisto della prima casa.

I giovani in particolare si trovano in difficoltà nell’acquisto di una casa, come agevolarli?

Il problema dei mutui per i giovani con redditi bassi, instabili e che spesso iniziano a lavorare molto più tardi rispetto alle generazioni precedenti e quindi hanno meno risparmi accumulati per acquistare un’abitazione, a maggior ragione visti i prezzi attuali, si può risolvere anche grazie alle garanzie statali. Il Fondo di garanzia mutui prima casa gestito da CONSAP (società del Ministero dell’Economia e delle Finanze) esiste dal 2013 per concedere una garanzia dello Stato per il mutuo richiesto.

La condizione base per aderire al Fondo era avere non più di 35 anni di età, ora portati a 36, e acquistare un immobile non di lusso da destinare a prima casa, del valore non superiore ai 250.000 euro. Dal 2021 servono anche un ISEE non superiore ai 40.000 euro, la cittadinanza italiana o il permesso di soggiorno e nessun altro immobile di proprietà adibito a prima casa. E le imprese locali di costruzione o vendita cosa chiedono alla banca?

Le imprese locali di costruzione sono molto importanti per il territorio perché contribuisco a creare posti di lavoro e fatturato diretto, indiretto e nella catena delle forniture di prodotti e servizi. Rispetto al passato, quando le imprese di costruzioni chiedevano finanziamenti prossimi al 100% dell’intervento, investendo pochi denari propri, negli ultimi anni, anche grazie a nuove regole imposte dalla vigilanza in ambito bancario ed a una maggiore consapevolezza e solidità delle imprese di costruzioni locali, la quota di capitale investita direttamente dalle imprese è aumentata e quindi alle banche richiedono un finanziamento pari al 50% al massimo dell’acquisto del terreno e tra un 60% e un 70% del costo di costruzione. L’elevata domanda supporta il lavoro delle imprese di costruzione che spesso vendono tutti gli appartamenti in costruzione prima della fine dei lavori con preliminari che aiutando l’impresa a chiedere meno finanziamento alla Banca e a terminare più rapidamente l’intervento.

L’ostacolo più grande è affrontare l’impegno economico. “I flussi dei mutui hanno registrato una flessione lo scorso anno, poi sono ripresi, i giovani possono ricorrere al fondo garanzia”

Binello Andrea

Endocrinologia, l’Azienda Ulss5

punto di riferimento per il territorio

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

29

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

DISPERAZIONE ABITATIVA: PREZZI ALLE STELLE

Rosolina supera nettamente la media provinciale, con un incremento significativo dei prezzi di vendita e affitto. Le località costiere continuano ad attirare investimenti, con un impatto evidente sulle quotazioni immobiliari

L’inaugurazione del primo lotto della ciclovia VenTo segna un passo fondamentale nella realizzazione del percorso ciclabile nazionale che collegherà Venezia a Torino

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

a

23 segue a pag. 23

NDiritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

a pag. 3

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 14
Servizio
pag.
Servizio

Rosolina come Cortina: affitti da record, case da sogno, ma solo per chi può permettersele

Una panoramica dei prezzi di vendita e affitto nelle diverse località, con una crescita importante nelle zone più turistiche e ben servite

Il mercato immobiliare del Polesine mostra una notevole vivacità nei primi mesi del 2025, con variazioni significative nei prezzi di vendita e affitto tra i comuni di Porto Tolle, Porto Viro e Rosolina. Quest’ultima si distingue per i valori più elevati, superando nettamente la media provinciale. A febbraio 2025, Rosolina ha registrato un prezzo medio di vendita di 2.787 euro al metro quadro, un valore che eclissa la media provinciale di 1.052 euro. Anche sul fronte degli affitti, Rosolina si posiziona in cima alla classifica con 18,88 euro al mese per metro quadro,

segnando un incremento del 73,85% rispetto a febbraio 2024. Questo dato supera di gran lunga la media provinciale di 8,06 euro. Porto Viro segue con prezzi di vendita di 981 euro al metro quadro, leggermente inferiori alla media provinciale. Tuttavia, il mercato degli affitti mostra una dinamica interessante, con un prezzo medio di 10,05 euro al mese per metro quadro, superiore alla media provinciale. Questo valore rappresenta un aumento del 54,38% rispetto a febbraio 2024. Porto Tolle si caratterizza per un mercato più stabile, con prezzi di vendita di 732 euro al

metro quadro, inferiori sia alla media provinciale che a quelli di Porto Viro e Rosolina. Anche gli affitti si attestano su valori più contenuti, con una media di 7,11 euro al mese per metro quadro, comunque in aumento rispetto all’anno precedente. Per la vendita Rosolina si conferma la località più esclusiva, con prezzi quasi tripli rispetto alla media provinciale. Porto Viro si colloca in una fascia intermedia, mentre Porto Tolle offre le soluzioni più economiche. Anche negli affitti, Rosolina primeggia con valori molto elevati, seguita da Porto Viro. Porto Tolle presenta i prezzi più accessibili. L’analisi del mercato evidenzia dunque un forte divario tra le diverse località del Polesine. Rosolina si conferma la meta più esclusiva,

con prezzi di vendita e affitto significativamente superiori alla media. Porto Viro si posiziona in una fascia intermedia, mostrando una crescita solida, mentre Porto Tolle rimane l’opzione più accessibile per chi cerca soluzioni più economiche. Questa eterogeneità riflette un crescente

Porto Tolle non grida allarme, ma la casa è un problema per chi vuole restare

Si può parlare di emergenza abitativa a Porto Tolle?

“Non parlerei di emergenza, ed è un aspetto positivo. Tuttavia, ci sono alcune criticità da affrontare, in particolare nella gestione degli immobili Ater. Da un lato, i tempi di attesa per le graduatorie sono troppo lunghi, dall’altro molti alloggi necessitano di interventi di manutenzione, il che rallenta ulteriormente le assegnazioni”.

La situazione è diversa per gli immobili di residenza pubblica?

“Per gli immobili di residenza pubblica la gestione è diretta, il che rende i procedimenti più

Massimo, anni 43 montatore di Tecno Crane da 34 anni.

agili. Come amministrazione, abbiamo attivato un progetto di housing sociale, per venire in-

contro a chi vive una situazione di difficoltà abitativa. Questa iniziativa sperimentale nasce con

l’intento di supportare i servizi sociali e favorire una rete di collaborazione tra i vari soggetti coinvolti nella gestione di situazioni di disagio. Crediamo fermamente che avere una casa rappresenti una condizione fondamentale per il benessere sociale ed economico di ogni persona o famiglia. Il nostro obiettivo è affiancare chi è in difficoltà nella ricerca di soluzioni concrete per migliorare le proprie condizioni di vita”.

Il tema della casa è rilevante per tutta la comunità.

“Assolutamente. Il nostro comune conta 8733 abitanti, di cui

interesse per le località costiere, con un impatto evidente sulle quotazioni immobiliari. L’andamento del mercato suggerisce che la domanda per immobili in aree turistiche e ben servite continuerà a sostenere i prezzi nei prossimi mesi.

una buona parte è costituita da persone anziane. I giovani che decidono di rimanere a Porto Tolle per motivi di lavoro si trovano ad affrontare il problema degli affitti elevati e dei prezzi delle abitazioni, che non sono alla portata di tutti. Negli ultimi anni, molti giovani hanno scelto di trasferirsi in altre province del Veneto, contribuendo all’incremento della popolazione anziana. Sebbene non vi sia un’emergenza abitativa vera e propria, la nostra rete sociale è solida e ben radicata, e questo permette di affrontare al meglio le difficoltà”. (s.b.)

IMMAGINIAMO IL FUTURO. DA SEMPRE.

Insieme ogni sfida è possibile. Con la stessa passione e visione senza limiti che hanno i bambini nei loro sogni, in Tecno Crane immaginiamo e realizziamo un domani migliore. La nostra dedizione è ciò che ci spinge a vedere il potenziale in ogni sfida. Vuoi entrare a far parte della nostra squadra Scrivici alla mail info@tecnocrane.it

Mercato immobiliare, due pesi due misure: case di pregio o case per disperati

Il mercato immobiliare continua a essere fortemente influenzato dalle dinamiche economiche e sociodemografiche. La disponibilità e i prezzi degli immobili variano significativamente a seconda della posizione: più ci si avvicina ai centri urbani o alle aree con maggiori servizi, più crescono i costi e le difficoltà nel reperire immobili. Lo conferma il Dott. Andrea Binello, Direttore Generale di Banca Annia, che sottolinea come l’andamento dei tassi di interesse abbia inciso sul numero di compravendite e mutui.

Dopo aver toccato il picco massimo tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, l’aumento dei tassi ha inizialmente ridotto le transazioni immobiliari. Tuttavia, a partire da settembre 2024, la diminuzione dei tassi e un lento recupero del potere d’acquisto delle famiglie hanno contribuito a una ripresa delle compravendite. Persistono, invece, difficoltà nel reperire appartamenti in affitto, a causa di una domanda in costante crescita per motivi di studio, lavoro e turismo, a fronte di un’offerta stabile.

Negli ultimi anni, il mercato immobiliare si è polarizzato verso due estremi: da un lato, la domanda di immobili di ampia metratura e di pregio, caratterizzati da elevata classe energetica, ampi spazi e servizi; dall’altro, l’interesse per immobili a prezzo contenuto, destinati a residenza per categorie con minori possibilità economiche o per l’affitto. Questo trend ha influenzato l’andamento delle compravendite e le strategie di investimento. Nel primo semestre del 2024, in

Veneto, i nuovi mutui hanno registrato una flessione dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in attenuazione rispetto al calo del semestre precedente (-23,4%). Tale riduzione è stata in parte mitigata dal progressivo calo dei tassi di interesse: tra la fine del 2023 e il secondo trimestre del 2024, il tasso medio sui mutui a tasso fisso è sceso di 0,7 punti percentuali, mentre quello sui mutui indicizzati è diminuito di 0,4 punti. Alla fine del secondo trimestre 2024, la quota di nuovi mutui a tasso fisso ha raggiunto il 92,7%, rendendo il tasso fisso la scelta predominante. Tuttavia, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, la tendenza si sta invertendo: il calo dei tassi (ormai ridotti di 1,5 punti) sta spingendo una crescente domanda verso il tasso variabile, ora più conveniente. Banca Annia, solo nel 2024, ha erogato oltre 700 mutui per la prima casa,

rappresenta una soluzione concreta. Dal 2013, questo strumento ha permesso l’erogazione di oltre 90.000 mutui ipotecari per un valore complessivo di oltre 10 miliardi di euro, con il 58% dei beneficiari compresi tra i 20 e i 35 anni.

Con il Decreto Sostegni bis del 2021 e le successive proroghe fino al 2024, i requisiti per accedere alle garanzie statali sono stati aggiornati: età inferiore a 36 anni, Isee non superiore a 40.000 euro e l’assenza di altri immobili di proprietà. Grazie a queste condizioni, le banche possono erogare mutui fino al 100% del valore dell’immobile, facilitando l’accesso alla prima casa per le giovani generazioni.

In conclusione, il mercato immobiliare sta attraversando una fase di trasformazione, caratterizzata da un progressivo riequilibrio tra domanda e offerta e da

per un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro.

I giovani rappresentano una delle categorie più svantaggiate nell’accesso alla casa, a causa di redditi bassi e instabili e della difficoltà ad accumulare risparmi. Il

nuove opportunità per giovani e imprese. Il ruolo delle banche rimane cruciale nel sostenere l’accesso alla casa e nel supportare lo sviluppo del comparto edilizio.

Sara Busato

I prezzi e la disponibilità degli immobili sono fortemente legati alla posizione, con una crescente difficoltà nel reperire abitazioni nei centri urbani. La flessione dei tassi di interesse ha incentivato una ripresa nelle compravendite, mentre persiste la scarsità di appartamenti in affitto

Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa,

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

del Miranese Nord

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 21

DISPERAZIONE ABITATIVA: PREZZI ALLE STELLE

Alloggi popolari? Ancora troppi da risistemare. Anche a Noale è esploso il fenomeno degli affitti brevi. Il Sunia di Venezia denuncia una situazione spaventosa

SALZANO, ROTTURA NELL’OPPOSIZIONE: TRE CONSIGLIERI LASCIANO LA LISTA

Lanza, De Zuani e Fabris abbandonano la lista di minoranza, criticando l’immobilismo politico e promettendo un cambio di rotta con un nuovo gruppo propositivo

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

NDiritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag.
Servizio a
Servizio

Abitazioni inagibili e famiglie in attesa:

il corto circuito dell’edilizia pubblica

Il Comune di Noale ha un patrimonio immobiliare Erp composto da 35 alloggi tutti risalenti agli anni ‘60; attualmente ce ne sono 28 di occupati. Lo stato degli immobili è molto critico in quanto per anni non è stato eseguito alcun intervento, neanche minimo, di manutenzione.

“Come amministrazione - spiega l’assessora comunale Lorenza Barina - abbiamo pertanto dato priorità a questo aspetto ed infatti l’Ufficio Patrimonio del Comune ha eseguito una puntuale ricognizione che ha rilevato la condizione di salute degli immobili, evidenziando tra le altre cose irregolarità e, in alcuni casi, abusi edilizi. Il tutto è stato dettagliato in una relazione con la fotografia aggiornata che rileva per ciascun fabbricato. La relazione è fondamentale per poter programmare un piano di azioni che portino il Comune a poter disporre e garantire una risposta certa e rapi-

da ai cittadini. Quanto è emerso, richiede uno sforzo economico particolarmente ingente e pertanto le azioni messe in campo hanno da subito evidenziato la necessità di collaborazione con Ater Venezia”. “Abbiamo pertanto valutato - continua l’assessore Barina - di procedere al convenzionamento per tre anni con Ater Venezia per continuare il bando di assegnazione degli alloggi liberi, chiaramente se, in condizioni tali da poter essere abitati. Questo comporta che la gestione delle procedure di attribuzione punteggi, l’elaborazione della graduatoria e la gestione di eventuali ricorsi viene affidata ad Ater Venezia. Una ulteriore convenzione con Ater Venezia riguarda la gestione degli alloggi occupati di proprietà comunale. In capo al Comune resta pertanto la gestione degli alloggi sfitti. La collaborazione che abbiamo attivato con Ater Venezia ha

Nordio (Ater Venezia):“Occupazioni

Alloggi Ater. Sono tantissime le richieste di alloggi popolari nel territorio veneziano e altissimo è anche lo sforzo dell’azienda territoriale per l’edilizia residenziale di dare una risposta alle esigenze dei residenti. A parlarne è il presidente dell’Ater Venezia Fabio Nordio. In tutta l’area del veneziano sono circa 11.300 gli alloggi Ater gestiti dall’Azienda Territoriale per l’Edilizia Territoriale. Uno dei fenomeni più preoccupanti che si è diffuso nel corso del tempo, è stato quello dell’occupazione abusiva.”In tutto il veneziano - spiega Nordio - abbiamo circa 210

inoltre dato rilievo alla presenza di 103 alloggi di proprietà Ater nel nostro territorio comunale,

abusive e bandi da rifare”

alloggi occupati in modo abusivo da persone e famiglie che poi fanno allacciamenti a utenze di luce acqua e gas che quasi sempre non pagano. In tanti casi assistiamo dal punto di vista giudiziario ad una depenalizzazione di fatto di questi comportamenti illegali. A ad averne danno sono soprattutto i cittadini che fanno regolarmente domanda di alloggio residenziale e si vedono le case fruibili occupate da abusivi che spesso distruggono letteralmente gli alloggi”. “L’identikit - dice Nordio - di chi fa richiesta di alloggio popolare è mutato. La maggioranza

dei quali al momento risultano 17 sfitti, ma non assegnabili in quanto necessitano di opere di

sono italiani che fanno fatica a trovare casa in affitto e arrivano da situazione di fine locazione o morosità. Ci sono ora tanti rappresentanti di quel ceto medio impoverito che non ha soldi per case da acquistare o in cui andare in affitto”. Infine un altro problema. “A complicare le assegnazioni degli alloggi, ci sono stati recentementeconclude - dei pronunciamenti della Corte Corte Costituzionale che ha rigettato il principio introdotto nei bandi che dava priorità a chi era residente sul territorio da oltre 5 anni. I bandi dovranno essere rifatti“. (a.a.)

manutenzione”. Per il 2025 Ater prevede la sistemazione e pertanto la possibili assegnazione di 2 o 3 di questi alloggi. “Infine - conclude - abbiamo fatto richiesta ad Ater Venezia di avere la possibilità di poter accedere a degli alloggi a canone calmierato e stiamo attendendo un riscontro dall’ente”. A Salzano intanto nelle scorse settimane sono stati consegnati 8 alloggi Ater che vanno incontro alle esigenze di emergenza abitativa. A spiegarlo il sindaco Luciano Betteto e il presidente Ater Fabio Nordio. “Gli appartamenti in questionespiega Betteto - si trovano in via Cimarosa a Salzano. Si tratta di appartamenti di medie piccole dimensioni che vanno alle persone che hanno fatto richiesta di alloggio”. Le prossime assegnazioni riguarderanno appartamenti più ampi per famiglie numerose.

Alessandro Abbadir

Case in affitto? Quasi un’impresa trovarle e a prezzi abbordabili

Case in affitto nell’area nord del Miranese? Sempre meno. A tratteggiare una situazione davvero problematica per l’area dei Comuni di Scorzè Noale e Martellago per chi vuole trovare una casa in cui vivere e non comprarla, sono direttamente le agenzie immobiliari dell’area. Le agenzie fino a qualche anno fa riuscivano a lavorare equamente sia con chi cercava casa per acquistarla sia con chi provenendo magari da fuori zona le cercava in affitto, sia per se stesso che per la famiglia.”Il mercato degli affitti - spiega la referente dell’agenzia immobiliare Si. Re di Noale - si è ridotto tantissimo nel corso degli ultimi anni. Anche a Noale è esploso il fenomeno degli affitti brevi. La città murata infatti si presta per dei tour a Venezia, per turisti. Sempre meno sono a disposizione case per famiglie. I proprietari fanno fatica infatti a stipulare contratti d’affitto con persone, specie famiglie, che poi difficilmente lasciano la casa in tempi brevi”. E poi le case in affitto che si trovano, per collocazioni che non siano affitti brevi, sono davvero a prezzi importanti. Per 70 metri quadrati infatti a Noale si arrivano a spendere nel capoluogo circa 800 euro al mese. Ma non va meglio

nelle frazioni. La situazione non è buona nemmeno per vendere immobili. Almeno per certe fasce di acquirenti. Per comprare una casa per i giovani, servono una serie di garanzie spesso complicate da ottenere. Altro problema è anche quello legato all’età di chi magari essendo rimasto in affitto tutta la vita si trova a cercare una nuova abitazione dopo i 45 o 50 anni (madri o padri separati) per non parlare di chi arriva in questa situazione dopo i 60. I prezzi degli appartamenti non sono poi per le tasche di tutti. E spesso sono in vendita sul mercato case che hanno un costo che va dai 300 mila euro in su. Spesso case con classe energetica elevata. A Scorzè la situazione è simile ma con qualche differenza. “Anche a Scorzè - spie-

gano i referenti dell’agenzia l’Arte di Abitare agenzia di Scorzè - trovare affitti lunghi è davvero complicato. Come agenzie per noi si tratta certo di una pratica che non è sparita, ma è fortemente diminuita rispetto agli anni scorsi. Qui comunque il fenomeno degli affitti brevi non è frequente come a Noale. Ci si trova di fronte, nel caso degli affitti, ad una certa saturazione del mercato dovuta al fatto che le case sono state date in locazione per molti anni, come una sorta di investimento a lungo termine“. Tante agenzie immobiliari poi denunciano una situazione non facile sul versante anche delle garanzie per acquistare immobili che le banche chiedono.

Binello (Banca Annia): “Giovani in difficoltà, ma esistono fondi di garanzia”

“Il mercato immobiliare del territorio, sia per gli affitti che per le compravendite, è molto influenzato dalle dinamiche economiche e socio demografiche. I prezzi e le disponibilità degli immobili variano molto in base a dove sono situati e più ci si avvicina a centri urbani o zone con più servizi, maggiori sono i prezzi e le difficoltà a reperire un immobile”. A dirlo il dottor Andrea Binello, direttore generale di Banca Annia. Binello che fa l’analisi della situazione anche per il territorio del Miranese. “Il problema dei mutui per i giovani con redditi bassi, instabili e che spesso iniziano a lavorare molto più tardi rispetto alle generazioni precedenti - dice

Binello - si può risolvere anche grazie alle garanzie statali. Il Fondo di garanzia mutui prima casa gestito da Consap (società del Ministero dell’Economia e delle Finanze) esiste dal 2013 per concedere una garanzia dello Stato per il mutuo richiesto. Il Fondo ha consentito di erogare più di 90.000 mutui ipotecari, il 58% dei quali a giovani tra i 20 e i 35 anni, per un totale di oltre 10 miliardi di euro”. E le imprese locali di costruzione o vendita cosa chiedono alla banca? ”Grazie a nuove regole imposte dalla vigilanza in ambito bancario - conclude - ed a una maggiore consapevolezza e solidità delle imprese di costruzioni locali, la quota di capitale

investita direttamente dalle imprese è aumentata e quindi alle banche richiedono un finanziamento pari al 50% al massimo dell’acquisto del terreno e tra un 60% e un 70% del costo di costruzione”. Insomma tante novità anche dal versante degli istituti di credito. (a.a.)

Anche a Noale è esploso il fenomeno degli affitti brevi. C’è una certa saturazione del mercato dovuta al fatto che le case sono state date in affitto per molti anni, come una sorta di investimento

Alessandro Abbadir
Andrea Binello

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

del Miranese Sud

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 21

A Spinea, tensione alle stelle al Villaggio dei Fiori a causa di occupazioni abusive. Mirano cerca di tamponare con contributi per l’affitto

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

MIRANO: INAUGURATO IL RESTYLING DELLA SCUOLA SECONDARIA “L. DA VINCI”

Grazie ai fondi del Pnrr e al cofinanziamento comunale, sono stati eseguiti lavori di consolidamento strutturale, efficientamento energetico e sistemazione dei percorsi esterni

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano

>direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 8
Servizio a pag. 21
pag. 23
pag. 22
Servizio a pag. 3

Botte tra giovanissimi, è allarme

Troppi episodi di violenza, con protagonisti giovani e giovanissimi nel Miranese, con indignazione e preoccupazione sia tra i cittadini sia tra le istituzioni locali. Il caso più grave, l’aggressione a Spinea ai danni di una minorenne da parte di un gruppo di bulle sue coetanee, accaduta poco dopo una maxi rissa tra baby gang alla Nave de Vero a Marghera, che ha portato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia a intervenire chiedendo di adottare misure più severe contro questi gravi episodi. “I bulli di oggi rischiano di diventare i fuorilegge di domani. Per questo è necessario adottare misure decise, come l’applicazione del Daspo anche ai minorenni e l’istituzione di zone rosse per garantire maggiore sicurezza”, la dichiarazione del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che considera questi episodi come segnali di possibili derive criminali future. “Non possiamo ignorare la gravità di questi comportamenti: i ragazzi crescono in fretta, anche nel crimine. Serve una risposta decisa, senza esitazioni nell’applicare gli strumenti già previsti dal nostro ordinamento. Apprezzo l’impegno delle Forze dell’Ordine e dell’autorità giudiziaria, così come l’annuncio del ministro dell’Interno Piantedosi sull’aumento degli organici di polizia in Veneto. Tuttavia, è fondamentale accompagnare queste misure con interventi mirati e sanzioni efficaci”, ha aggiunto Zaia, chiedendo tra le possibili soluzioni il Daspo anche per chi ha più di quattordici anni. “Una misura preventiva, non di una condanna, che può avere un valore educativo e dissuasivo nei confronti dei comportamenti illeciti”. Intanto, il sindaco di Spinea Franco Bevilacqua annuncia una mappatura delle aree a rischio. “Vogliamo compiere un passo avanti con una ricerca-mappatura del fenomeno, coinvolgendo scuole, associazioni sportive e operatori di strada. L’obiettivo è individuare con precisione le aree di maggiore criticità per intervenire in modo mirato, partendo dalla base e non dall’alto”.

Dopo il caso a Spinea pronto un monitoraggio in tutto il Miranese

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >

La conferenza di Roma, alla quale hanno partecipato anche alcuni amministratori delle città venete, è stata l’occasione per fare il punto con rappresentanti di città ed istituzioni europee sulle politiche abitative in Italia e in Europa e su alcuni temi urgenti come l’edilizia residenziale pubblica, le agenzie sociali per l’abitare, la carenza di affitti e l’energia verde e il consumo di suolo. L’intento è scambiare buone pratiche, cercare soluzioni, proporre politiche sulla casa. Nella speranza che qualcosa si muova anche a livello nazionale perché “è ora di mettere il diritto alla casa, la protezione delle famiglie vulnerabili e la transizione energetica in cima all’agenda”. L’incontro internazionale ha cercato di fornire uno strumento utile agli amministratori pubblici, locali e nazionali, che quotidianamente devono confrontarsi con il fenomeno della precarietà abitativa, per interpretare la realtà e selezionare le esperienze positive già esistenti. In questi anni, hanno sottolineato gli esperti, cambiamenti radicali si sono manifestati nella società, nella famiglia e nella condizione economica della popolazione. La domanda di alloggi a prezzi accessibili supera di gran lunga l’offerta, creando una situazione di crisi che colpisce persone di tutte le età e famiglie di tutte le dimensioni, in particolare nei contesti cittadini dove più grave è il deficit di patrimonio pubblico. È uno scenario purtroppo in crescita, aggravato dall’ampliamento delle diseguaglianze economiche e sociali e dall’impoverimento della classe media. Tante persone si vedono negato un diritto, quello all’abitare, che è un diritto essenziale per il pieno riconoscimento della dignità di ogni persona e, in seconda battuta, dei suoi diritti di cittadinanza. L’obiettivo si è ampliato rispetto al passato: occorre rispondere anche all’esigenza di nuove residenze ad affitti calmierati, rivolte a quelle fasce intermedie che non riescono a soddisfare il proprio bisogno sul mercato per ragioni economiche e per assenza di un’offerta adeguata, e che però non rientrano nei requisiti per l’assegnazione di alloggi popolari. Questa categoria comprende una varietà di tipologie come giovani coppie a basso reddito, famiglie monogenitoriali, anziani, studenti, lavoratori fuori sede, immigrati. La conferenza ha approfondito le esperienze delle Agenzie sociali per l’Abitare, uno strumento pubblico già presente a Torino, Milano, Napoli, Firenze e Modena, per calmierare il mercato degli affitti residenziali. Lo scopo è reperire alloggi nel mercato privato tramite accordi con i proprietari, in modo da arrivare ad affitti a canone concordato. Una soluzione ancora poco praticata nelle nostre città.

La polemica. Baldan “Per la maggioranza sono altre le priorità”. Il sindaco: “Pronti a discuterne”

Fratelli d’Italia all’attacco sul traffico nel quadrante sud

Matteo Baldan propone un anello stradale per deviare il traffico lontano dal centro, ma il sindaco Tiziano Baggio risponde che serve una soluzione più ampia, condivisa con i Comuni limitrofi

L a situazione del traffico nel quadrante sud di Mirano è un tema acceso e di lunga data, che per anni ha angosciato residenti e pendolari. Le strade del quartiere, in particolare tra viale Venezia, via Vittoria, via Cavin di Sala, via Scaltenigo, via Battisti, via Scortegara e via Matteotti, sono ormai insufficienti a gestire l’afflusso giornaliero di mezzi, e la conseguenza è un collasso viario che si ripete quotidianamente. Matteo Baldan, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, ha riportato l’attenzione su questa criticità, criticando come la maggioranza sembra preferire progetti ambiziosi ma non prio-

no all’area urbana, per deviare il traffico di passaggio lontano dalle strade più congestionate del centro. “L’attuale rete viaria è obsoleta”, afferma Baldan, “e il semplice ampliamento delle strade è un’opzione impraticabile. È necessario alleggerire il traffico fornendo percorsi alternativi”. Sebbene l’idea richieda investimenti significativi, Baldan è convinto che un progetto di questo tipo migliorerebbe notevolmente il flusso del traffico, riducendo l’inquinamento e il congestionamento, e rendendo il centro più vivibile.

L’invito del capogruppo è di aprire un dialogo con la maggioranza su questo tema cruciale,

ritari, come la nuova pista ciclabile “bicipolitana”, piuttosto che affrontare il problema strutturale del traffico.

Baldan sostiene che una soluzione realizzabile e già adottata altrove potrebbe essere la creazione di un anello stradale intor-

che non è solo una questione politica ma una necessità per migliorare la qualità della vita cittadina. Propone inoltre di prendere in considerazione anche la creazione di un anello ciclabile parallelo, per incentivare l’uso della bicicletta come mez-

zo di trasporto sostenibile. Il sindaco, Tiziano Baggio, ha risposto affermando di essere aperto a discutere qualsiasi proposta che possa migliorare la vita dei cittadini. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza di una visione metropolitana condivisa con altri Comuni limitrofi: “Non possiamo risolvere un problema così complesso agendo

da soli come singolo Comune. Serve una proposta concreta e sostenibile che non danneggi il territorio, solo allora potremo procedere”. Questa complessità richiede quindi una sintesi tra esigenze locali e strategie metropolitane più ampie, un equilibrio tra visione progettuale e sostenibilità ambientale. Mentre la discussione su come gestire

al meglio il traffico a Mirano è destinata a proseguire, la speranza è che attraverso il dialogo e la cooperazione si possa finalmente trovare una soluzione che risponda alle aspettative dei cittadini e ponga le basi per uno sviluppo urbano più armonioso e vivibile.

Patti di Collaborazione: è possibile presentare proposte per prendersi cura dei beni comuni

Nelle scorse settimane, il Comune di Mirano ha adottato un aggiornamento del Regolamento comunale per la partecipazione, volto a promuovere l’associazionismo e il volontariato civico. Le modifiche apportate si concentrano principalmente sul Titolo V, intitolato “Prendiamoci cura della nostra città”, che introduce nuovi strumenti per incentivare la partecipazione dei cittadini. Una delle novità principali è l’introduzione dei Patti di Collaborazione, suddivisi in complessi e ordinari, per agevolare la cura dei beni comuni da parte di tutti i cittadini. La platea delle entità che possono proporre e stipulare un patto è stata ampliata: ora possono partecipare associazioni, gruppi informali, comitati, istituti scolastici, categoria degli operatori economici senza fini di lucro, e singoli cittadini. Inoltre, è stato istituito un Ufficio di Cittadinanza Attiva, che avrà il compito di coordinare le attività istruttorie necessarie per la sottoscrizione dei patti. Un’altra

modifica significativa è l’introduzione dell’obbligo di rendicontazione, per garantire trasparenza e responsabilità. Le modifiche si fondano su due principi cardine: la proposta di collaborazione è un atto volontaristico e gratuito, e non implica l’instaurazione di un rapporto di lavoro con il Comune di Mirano. Questa iniziativa nasce da un percorso condiviso che ha coinvolto cittadini, associazioni e personale comunale, tramite incontri di formazione e dibattiti per costruire un sistema partecipativo solido. L’amministrazione comunale mira a continuare su questa strada, promuovendo ulteriori percorsi formativi e accom-

pagnando i soggetti coinvolti nella costruzione dei Patti di Collaborazione. È già in programma una seconda fase partecipativa per creare patti pilota, con la collaborazione dei cittadini e dei vari soggetti attivi che hanno preso parte agli incontri precedenti. Tutti i cittadini, le associazioni e i gruppi possono già richiedere informazioni e presentare proposte utilizzando i modelli disponibili sul sito comunale, scrivendo all’indirizzo e-mail apposito. Questo aggiornamento normativo punta a rendere Mirano un modello di collaborazione efficace e radicato tra amministrazione e cittadinanza. (r.m.)

ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime elezioni comunali messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

Riccardo Musacco

Prezzi alle stelle, case inafferrabili:

il mercato immobiliare spinge ai margini

“Il mercato immobiliare del nostro territorio, sia per gli affitti che per le compravendite, è molto influenzato dalle dinamiche economiche e socio demografiche. I prezzi e le disponibilità degli immobili variano molto in base a dove sono situati e più ci si avvicina a centri urbani o zone con più servizi, maggiori sono i prezzi e le difficoltà a reperire un immobile”. A dirlo il dottor Andrea Binello, direttore generale di Banca Annia. Binello che fa l’analisi della situazione anche per il territorio del Miranese. “A questa situazione - spiega Binello -si aggiunge anche il fatto che l’aumento dei tassi, che hanno raggiunto la punta massima tra la fine dell’anno 2023 e l’inizio dell’anno 2024, ha contribuito a ridurre le compravendite di abitazioni almeno fino all’autunno dello scorso anno. A partire dal mese di settembre del 2024, grazie al calo dei tassi più evidente e ad un lento e progressivo recupero del pote-

re di acquisto delle famiglie, le compravendite delle abitazioni sono invece in ripresa. Rimangono comunque le difficoltà a reperire appartamenti in affitto a causa della domanda elevata e crescente per motivi di studio, lavoro, cura e turismo, a fronte di un’offerta stabile”.”Il mercato immobiliare - spiega Binellonegli ultimi anni si è polarizzato concentrandosi versi gli estremi e cioè da un alto verso immobili di ampia metratura e di pregio, dall’altro verso immobili di prezzo contenuto da sistemare con una spesa limitata per destinarli a residenza per categorie economiche con minori possibilità o all’affitto”. Per il direttore di Banca Annia in Veneto nel primo semestre del 2024 i flussi di nuovi mutui hanno registrato una flessione dell’11,7%. A questo calo si è associata una diminuzione meno accentuata delle compravendite di abitazioni (-5,6%). Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 il trend di crescita della doman-

da di mutui per l’acquisto delle abitazioni è proseguito, complice il continuo ed intenso calo dei tassi. I giovani in particolare si trovano in difficoltà nell’acqui-

sto di una casa, come agevolarli?

“Il problema dei mutui per i giovani con redditi bassi, instabili e che spesso iniziano a lavorare molto più tardi rispetto alle ge-

nerazioni precedenti - dice Binello - si può risolvere anche grazie alle garanzie statali. Il Fondo di garanzia mutui prima casa gestito da Consap (società del Ministero dell’Economia e delle Finanze) esiste dal 2013 per concedere una garanzia dello Stato per il mutuo richiesto. Il Fondo ha consentito di erogare più di 90.000 mutui ipotecari, il 58% dei quali a giovani tra i 20 e i 35 anni, per un totale di oltre 10 miliardi di euro”. E le imprese locali di costruzione o vendita cosa chiedono alla banca?”Grazie a nuove regole imposte dalla vigilanza in ambito bancario - conclude- ed a una maggiore consapevolezza e solidità delle imprese di costruzioni locali, la quota di capitale investita direttamente dalle imprese è aumentata e quindi alle banche richiedono un finanziamento pari al 50% al massimo dell’acquisto del terreno e tra un 60% e un 70% del costo di costruzione”.

Alessandro Abbadir

Contributi briciole, graduatorie piene: a Mirano il diritto alla casa è al minimo storico

Il tema dell’emergenza abitativa a Mirano è molto sentito. Uno dei problemi principali in questo momento per le famiglie è il caro affitto. “Nel 2024 - spiega il Comune di Mirano - l’ente locale ha stanziato un fondo di 44.500 euro destinato alle famiglie che si trovano in difficoltà economiche per sostenerle nel pagamento dell’affitto. Il contri-

nuclei familiari con figli minori o persone con disabilità e alle famiglie mono-genitoriali, con un Isee inferiore a 14.657 euro. Il bando per richiedere il contributo si è chiuso. Le domande presentate dai cittadini e risultate idonee sono state 105. Tutte finanziate. L’importo del contributo comunale variava da un massimo di 500 ad un minimo di 250 euro e rappresenta un’azio-

porto alle famiglie fragili dopo che l’analogo contributo erogato dallo Stato non è stato più finanziato”. A Mirano gli alloggi di proprietà dell’Ater nel territorio comunale sono circa 140, dei quali alcuni attualmente non utilizzabili. La buona notizia è che il Comune ha ricevuto un finanziamento di 150 mila euro nell’ambito del Por Fest20142020 (Programma Operativo Regionale), Asse 6, azione integraSviluppo Urbano Sostenibile), per recuperare appartamenti di edilizia pubblica attualmente non abitabili. A febbraio è stata pubblicata la graduatoria definitiva per l’assegnazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (case popolari) presenti nel territorio comunale, di proprietà di Ater Venezia. Le domande inserite in graduatoria a seguito di un bando sono state

Il direttore di Banca Annia

210 alloggi occupati abusivamente e famiglie fuori: chi protegge i regolari?

Alloggi Ater. Tantissime le richieste di alloggi popolari nel territorio veneziano e altissimo è anche lo sforzo dell’azienda territoriale per l’edilizia residenziale di dare una risposta alle esigenze dei residenti. A parlarne è il presidente dell’Ater Venezia Fabio Nordio. In tutta l’area del veneziano sono circa 11.300 gli alloggi Ater gestiti dall’Azienda Territoriale per l’Edilizia Territoriale. Uno dei fenomeni più preoccupanti che si è diffuso nel corso del tempo è stato quello dell’occupazione abusiva degli alloggi .”In tutto il veneziano - spiega Nordio - abbiamo circa 210 alloggi occupati in modo abusivo da persone e famiglie che poi fanno allacciamenti a utenze di luce acqua e gas che quasi sempre non pagano. In tanti casi assistiamo dal punto di vista giudiziario di fatto ad una depenalizzazione di questi comportamenti illegali. Ad averne danno sono soprattutto i cittadini che fanno regolarmente domanda di alloggio residenziale e si vedono le case fruibili, occupate da abusivi che spesso distruggono letteralmente gli alloggi”. Nordio sottolinea come siano le zone di Venezia Comune

e poi della Riviera del Brenta, Miranese, Cavarzere e Chioggia le aree in cui Ater ha storicamente più alloggi che gestisce. A Chioggia gli alloggi sono 300 dell’Ater e 300 comunali. Tanti alloggi poi si trovano in Riviera del Brenta soprattutto a Mira e Dolo, ma tanti anche a Spinea e Mirano, e pure a Noale e Scorzè. Nordio sottolinea come sia cambiato nel corso degli anni il numero degli alloggi che l’Azienda riesce a consegnare all’utenza e a chi ne fa richiesta. “Siamo passati da

una consegna - dice - di 70 alloggi annui a circa 350”. Posizioni condivise dal consigliere Ater sul territorio Piegiorgio Fassini. Servono investimenti e risorse per costruire nuovi alloggi e per recuperare soprattutto gli alloggi sfitti che hanno bisogno interventi importanti per poter essere fruiti. “L’identikit - dice Nordio - di chi fa richiesta di alloggio popolare è cambiato nel corso degli anni. Non ci sono solo immigrati, anzi. La maggioranza sono italiani che fanno fatica a trovare casa in affitto. Sono famiglie con diversi minori o situazioni in cui ci sono storie di disoccupazione che durano da parecchio tempo. Ma ci sono anche tanti anche rappresentanti di quel ceto medio impoverito che case da acquistare non ne trova più da nessuna parte”. Infine un altro problema. “A complicare le assegnazioni degli alloggi, ci sono stati recentemente - concludedei pronunciamenti della Corte Corte Costituzionale che ha rigettato il principio introdotto nei bandi che dava priorità a chi era residente sul territorio da oltre 5 anni. I bandi dovranno essere rifatti“.

Alessandro Abbadir

A Spinea, tensione alle stelle al Villaggio dei Fiori

A Spinea il caso delle occupazioni abusive ha creato allarme proprio nelle ultime settimane. Per questo abbiamo chiesto al sindaco Franco Bevilacqua di fare il punto della situazione. A marzo infatti un appartamento era stato occupato da nove persone scatenando l’ira dei residenti e anche del presidente di Insula, la società partecipata del Comune di Venezia di cui lo stabile è proprietaria. “Nel nostro territorio - dice il sindaco - le situazioni di occupazione abusiva sono sporadiche e, in ogni caso, non riguardano immobili di proprietà comunale. Stiamo comunque monitorando il fenomeno per intervenire laddove necessario. Un’area su cui ci stiamo concentrando è il Villaggio dei Fiori, un quartiere popoloso ma anche ricco di vitalità. Abbia-

mo già avviato diversi incontri con gli enti che possiedono gli alloggi, con l’obiettivo di migliorare le condizioni abitative e la qualità

della vita nel quartiere. L’approccio che adottiamo è sempre costruttivo: cerchiamo di collaborare con tutti gli attori coinvolti per trovare soluzioni efficaci e

durature, senza generare inutili allarmismi. Attualmente, abbiamo circa 90 domande in attesa di assegnazione, di cui 35 presentate da cittadini stranieri che possiedono i requisiti previsti per partecipare ai bandi. L’impegno è di trovare soluzioni concrete per rispondere a queste richieste. Nonostante la disponibilità diretta di alloggi da parte del Comune sia limitata, ci siamo attivati. Nel 2022 abbiamo stanziato 30mila euro nell’ambito del bando regionale, mentre nel 2023, pur in assenza di un’iniziativa da parte della Regione, abbiamo deciso di procedere autonomamente, mettendo a disposizione la stessa cifra. Inoltre, grazie all’intervento dei servizi sociali e a soluzioni di coabitazione, siamo riusciti a rispondere a diverse situazioni di bisogno”. (a.a.)

Le aree in cui l’Azienda gestisce più immobili sono oltre a quelle nel Comune di Venezia, nel Miranese a Chioggia, Cavarzere, Riviera del Brenta. Aumentano le partecipazioni ai bandi di assegnazione

Al centro il direttore dell’Ater Venezia Fabio Nordio

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

a pag. 18

di Padova Est

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Per un mini appartamento si superano i 100 mila euro. Case spaziose? Oltre i 350 mila euro. Emerge dalle esigenze abitative un tessuto sociale frantumato: madri single, padri separati, anziani in difficoltà

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

A Ponte San Nicolò, l’intervento, che include anche il recupero dell’ex stalla della villa, è visto come un passo importante verso il completamento di un centro culturale di riferimento

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio a pag. 18
Servizio a pag. 3

Compravendite? Prezzi alle stelle Case in affitto non se ne trovano

Trovare casa in affitto nei Comuni del comprensorio di Padova Est e cioè quelli di Saonara, Ponte San Nicolò, Vigonza e Noventa Padovana è sempre più difficile. A tratteggiare una situazione davvero problematica per chi vuole (o ha solo questa possibilità economica) vivere in affitto e non comprare una casa, sono direttamente le agenzie immobiliari della zona. Le agenzie fino a qualche anno fa riuscivano a lavorare equamente sia con chi cercava casa per acquistarla, sia con chi provenendo magari da fuori o era residente, le cercava in affitto per se stesso o per la famiglia. Ora di fatto si fanno solo compravendite o in qualche caso affitti brevi. Di sicuro non affitti per le famiglie. “Case in affitto per famiglie - spiega l’agenzia Ag Immobiliare che si trova in centro a Noventa Padovana - non ce ne sono. Si tratta di un mercato che praticamente è scomparso o quasi, da anni. Di affitti ne trattiamo per i negozi non per le famiglie”. Il problema però è anche

Binello

(Banca

riuscire ad acquistare casa ad un prezzo ragionevole visto che sul versante delle compravendite i prezzi si sono alzati notevolmente. “I prezzi sono aumentati fortemente - spiegano all’agenzia Ag - anche un miniappartamento costa oltre 100 mila euro. Per case più ampie e in classe energetica più elevata, sicuramente il costo è ancora di più alto. Ci aggiriamo a quel punto sui 350 mila euro”. Una situazione simile a quella di Noventa Padovana la tratteggia Augusto Malimpensa titolare dell’agenzia immobiliare Magnolia in centro a Saonara. “Trovare casa in affitto a Saonara - spiega Malimpensa - è complicato. Di affitti per famiglie non se ne trovano. Il problema è che su questo territorio non si sono costruite negli anni 90 e inizi 2000 quelle case che ora in altre realtà i proprietari mettono in affitto magari come investimento. In realtà del padovano dove si mettono in affitto appartamenti appena costruiti, questi vanno letteralmente a ruba. I prezzi del-

Annia):

le case sono saliti nel corso degli anni e l’abbassamento dei tassi di interesse negli ultimi mesi ha favorito la ripresa del mercato delle compravendite. Per 70 – 80 metri quadrati si superano i 200 mila euro”. Per i giovani comprare è più complicato. A constatare la situazione nel suo territorio è il sindaco Michela Lazzaro. “Case

in affitto non se ne trovano - dice - ne piccole ne grandi, cioè dai 120-150 metri quadrati. Le case appena vengono costruite si vendono, e si vendono anche sulla carta”. Va detto che nel contesto nazionale, il mercato immobiliare ha visto i prezzi medi attestarsi a 1.880 euro al metro quadro, con un incremento dell’1,5% nell’ul-

“Giovani in difficoltà, ma esistono fondi di garanzia”

“Il mercato immobiliare del territorio, sia per gli affitti che per le compravendite, è molto influenzato dalle dinamiche economiche e socio demografiche. I prezzi e le disponibilità degli immobili variano molto in base a dove sono situati e più ci si avvicina a centri urbani o zone con più servizi, maggiori sono i prezzi e le difficoltà a reperire un immobile”. A dirlo il dottor Andrea Binello, direttore generale di Banca Annia. Binello che fa l’analisi della situazione anche per il territorio della zona di Padova

est dove a Ponte San Nicolò ha una filiale. “Il problema dei mutui per i giovani con redditi bassi, instabili e che spesso iniziano a lavorare molto più tardi rispetto alle generazioni precedenti - dice Binello - si può risolvere anche grazie alle garanzie statali. Il Fondo di garanzia mutui prima casa gestito da Consap (società ministeriale) esiste dal 2013 per concedere una garanzia dello Stato per il mutuo richiesto. Il Fondo ha consentito di erogare più di 90.000 mutui ipotecari, il 58% dei quali a giovani tra i 20

e i 35 anni, per un totale di oltre 10 miliardi di euro”. E le imprese locali di costruzione o vendita cosa chiedono alla banca? ”Grazie a nuove regole imposte dalla vigilanza in ambito bancario - conclude - ed a una maggiore consapevolezza e solidità delle imprese di costruzioni locali, la quota di capitale investita direttamente dalle imprese è aumentata e quindi alle banche richiedono un finanziamento pari al 50% al massimo dell’acquisto del terreno e tra un 60% e un 70% del costo di costruzione”. (a.a.)

timo trimestre del 2024. Il Veneto si distingue per una crescita dell’8,5%, confermandosi tra le regioni più dinamiche del Paese. Il Veneto insomma, protagonista di una crescita significativa, continua a rappresentare una delle realtà più vivaci del mercato immobiliare italiano. Alessandro Abbadir

Emergenza casa. Il punto nei Comuni di Ponte San Nicolò, Saonara e Vigonza

Nuove fragilità e alloggi da sistemare, cresce la pressione anche dall’esterno

Comuni sempre pronti ad intervenire in aiuto delle persone in difficoltà abitativa nell’area di Padova est. A fare un preciso punto della situazione nel suo territorio è il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro Ruzza. “Di alloggi Erp (Edilizia residenziale pubblica ) nel Comune che amministrospiega - ne abbiamo 134. Di alloggi Erp proprietà dell’Ater di Padova ce ne sono 22 in via Paradisi (riservati agli ultrasessantenni), 50 in via Parigi, 16 in via Don Masetto e 2 via Santa Maria. Alloggi Erp di proprietà del Comune invece ce ne sono 12 Piazza Zanella, 30 in via Tintoretto, 2 in via Luganega”. Anche nel territorio comunale di Vigonza il problema del pagamento dei canoni di locazione è per le fasce più deboli c’è. E per questo il Comune di Vigonza per l’anno 2024, a sostegno pagamento locazioni ha erogato 7.835 euro a favore di 4 nuclei famigliari in difficoltà. “La situazione abitativa - continua il sindaco di Vigonza Gianmaria Boscaro - è sempre un tema delicato per le fasce fragili della popolazione che si aggrava per l’assenza di immobili in locazione. I Comuni dell’area sono in prima linea insieme ad Ater per cercare di mettere a disposizione degli alloggi, ma le spese di gestione e manutenzione

sono in continuo aumento e non sempre sostenibili. Per quanto riguarda il nostro Comune non abbiamo avuto un aumento consistente delle richieste da parte dei nostri cittadini, mentre riscontriamo molte richieste da altre zone della provincia”. Sotto attenzione è tenuta anche la situazione degli alloggi di residenzialità popolare anche a Saonara anche se per il momento “non ci sono particolari criticità sotto questo versante”, fa sapere la sindaca Michela Lazzaro. Ammette il problema sociale il sindaco di Ponte San Nicolò Gabriele De Boni. “Fortunatamente sul nostro territorio - spiega De Boni - nel tempo non si sono creati agglomerati problematici e quartieri popolari. Gli alloggi popolari sono sparsi

a macchia di leopardo fra frazioni e capoluogo. Di alloggi popolari ne abbiamo meno di una cinquantina. Molto importante in questo momento è cercare di individuare le nuove fragilità che si pongono davanti e che si sono moltiplicate negli ultimi 20 anni. A creare una esigenza abitativa nuova e importante è spesso la frantumazione del tessuto famigliare, con la presenza di madri separate con figli, padri separati fuori di casa, coppie di anziani in difficoltà economica. L’importante è prevenire questi fenomeni prima che si arrivare a situazioni estreme in cui le persone restano sulla strada. Per questo essenziale e prezioso è il lavoro dei servizi sociali”.

Alessandro Abbadir

Sindacato inquilini: “Famiglie senza casa, divise e nella disperazione”

Michele Brombin, segretario provinciale del Sunia di Padova, il sindacato unitario nazionale inquilini segue a decine di casi di emergenza abitativa e traccia un quadro preoccupante, nel quale a pesare sono le distorsioni del mercato, la carenza di alloggi e i prezzi impazziti, ma anche la burocrazia.

Nella cintura urbana di Padova il Sunia sta seguendo diverse situazioni critiche, storie nelle quali ci sono famiglie divise, persone per strada, bambini e mamme spostati da una parte all’altra, ma anche pensionati che non sono più in grado di sostenere le spese dell’affitto. “Stiamo seguendo dei casi veramente difficili - spiega Brombin - proprio nei Comuni che cir-

condano Padova ( area di Padova Est). Abbiamo il caso di una famiglia senza casa, con la madre e i tre figli ospitati in una struttura di accoglienza e il padre, che ha un lavoro part time, costretto ad arrangiarsi con sistemazioni di fortuna o a dormire per strada. Dovrebbe anche occuparsi di trovare un nuovo alloggio, ma in queste condizioni non ci riesce. Intanto però il Comune sta spendendo 240 euro al giorno per garantire una sistemazione alla moglie e ai tre bambini. E’ una spesa notevole, abbiamo proposto all’amministrazione comunale di affittare da privati un alloggio e darlo in concessione ma non se n’è fatto nulla”. “Va detto - sottolinea Brombin - che i Comu-

ni si trovano da soli ad affrontare l’emergenza abitativa. Alcuni servizi sociali adottano il sistema che ho ribattezzato “spacca famiglia”, come quello di cui parlavo, invece di intervenire subito con l’assegnazione in emergenza abitativa. Ma ci sono anche assistenti sociali che arrivano ad opporsi all’ufficiale giudiziario perché non vogliono dividere il nucleo familiare e separare i bambini da uno dei genitori. Regione e lo Stato fanno poco o nulla per il diritto alla casa”.

Emergono con forza le esigenze abitative di un tessuto sociale frantumato: madri sigle, padri separati, anziani in difficoltà

di Padova Nord

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 23

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

CASA

A Cadoneghe il diritto alla casa è una urgente sfida sociale, numerose le criticità nell’edilizia residenziale pubblica. Il Sunia: “Decine di casi di famiglie rimaste senza un tetto e spesso divise”

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

LA DEMOLIZIONE DELLA TORRE A BAGNOLI HA FATTO PIÙ DANNI DEL PREVISTO

I residenti di Cadoneghe lamentano danneggiamenti a case e spazi pubblici. La ditta interviene per risolvere la situazione

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio
Servizio
Servizio

Focus emergenza abitativa. L’assessore al sociale di Cadoneghe Paola Ranzato fa il punto

Fotografia di un paradosso: gli alloggi ci sono ma le famiglie restano in attesa

In un territorio molto ambito dal punto di vista abitativo, nonostante la domanda elevata esistono ancora numerose criticità. “Siamo l’ottavo comune per numero di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma una parte di questi non è assegnata. Intendiamo lavorare sul social housing”

“L’accesso a un’abitazione dignitosa rappresenta una delle sfide sociali più urgenti per le amministrazioni locali, che si trovano a gestire situazioni di crescente difficoltà economica e di emergenza sociale”: questa la premessa di Sara Ranzato, assessore al sociale del Comune di Cadoneghe, da anni in prima linea proprio sul fronte delle politiche abitative. Cadoneghe, per la sua posizione strategica nella cintura urbana di Padova e la vicinanza ai principali servizi, è un territorio molto ambito dal punto di vista abitativo. Tuttavia, nonostante la domanda elevata, esistono ancora numerose criticità nel settore dell’edilizia residenziale pubblica.

“Il patrimonio di alloggi ERP di proprietà di Ater Padova sul nostro territorio comunale è si-

gnificativo, - continua l’assessore - siamo l’ottavo Comune dei 101 comuni della provincia di Padova per numero di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma una parte di questi risulta attualmente non assegnata. Un numero consistente di abitazioni è sfitto da anni e necessita di interventi di ristrutturazione prima di poter essere riassegnato alle famiglie in lista d’attesa. Questa situazione evidenzia un problema strutturale: da un lato la crescente richiesta di case a prezzi calmierati, dall’altro la difficoltà di recuperare e mettere a disposizione il patrimonio abitativo pubblico esistente.

L’emergenza abitativa è spesso il risultato di altre problematiche sociali che colpiscono in modo trasversale la popolazione”.

Ecco allora che la perdita del

lavoro e la precarietà economica rendono difficile sostenere un affitto o ottenere un mutuo, mentre il sovraindebitamento può portare a situazioni di sfratto o di difficoltà nel reperire una nuova sistemazione. “Anche le separazioni e la disgregazione dei nuclei familiari - osserva Ranzato -creano frequentemente la necessità di trovare soluzioni abitative alternative in tempi brevi. In assenza di un sistema efficace di supporto, queste situazioni possono trasformarsi in emergenze, con un impatto diretto sulla qualità della vita delle persone coinvolte”.

Per affrontare queste sfide, il Comune di Cadoneghe intende promuovere un approccio basato su interventi concreti e su una maggiore collaborazione tra istituzioni pubbliche e privati. “Un primo passo riguarda il dialogo con l’Ater - spiega l’assessore Ranzato - per accelerare il recupero e la riassegnazione degli alloggi sfitti, individuando risorse economiche e strumenti amministrativi che possano agevolare il processo di ristrutturazione. Parallelamente, diventa sempre

più importante coinvolgere i proprietari di immobili privati attraverso incentivi che favoriscano la rimessa sul mercato degli appartamenti attualmente non utilizzati. Esistono modelli di successo in altre realtà, come le Agenzie sociali per la locazione, che po-

De Poli: “Serve un Piano Casa con misure ad hoc per la rigenerazione urbana”

“Serve un Piano Casa che favorisca l’accesso all’abitazione per i ceti medi e dia nuova linfa al comparto edilizio. L’edilizia rappresenta un motore fondamentale e non possiamo permetterci un rallentamento che penalizzi imprese e lavoratori”: questa la ricetta del senatore Udc Antonio De Poli per rispondere all’emergenza abitativa. Vanno individuati strumenti normativi e finanziari

adeguati, prevedendo anche sgravi fiscali e agevolazioni per incentivare gli investimenti nel recupero delle aree da riqualificare. “Il centrodestra al Governo è a lavoro per la revisione del Testo unico sull’edilizia - aggiunge De Poli - e per una legge (incardinata in Commissione VIII in Senato) sulla rigenerazione urbana. E’ necessaria un’azione coordinata che garantisca continuità negli

investimenti per evitare il blocco dei cantieri e favorire la crescita del settore; semplificazione burocratica, per accelerare le procedure e incentivare nuovi progetti; rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale, per un’edilizia moderna ed efficiente. Occorre un’azione concreta per sostenere il settore e offrire nuove opportunità ai cittadini”.

trebbero essere replicati con l’obiettivo di garantire ai proprietari pagamenti sicuri e agevolazioni fiscali, favorendo al contempo l’accesso alla casa per le fasce più deboli.

Uno strumento su cui intendiamo lavorare - puntualizza l’assessore - è quello del social housing, un modello abitativo pensato per chi ha un reddito troppo alto per accedere all’edilizia pubblica ma insufficiente per sostenere i costi del libero mercato. Attraverso partenariati tra pubblico e privato, è possibile realizzare nuovi progetti che offrano soluzioni abitative a canone calmierato, contribuendo così a ridurre la pressione sulla domanda di alloggi ERP.

Garantire il diritto alla casa è una priorità che richiede un impegno costante e strategie a lungo termine. La nostra amministrazione continuerà a lavorare su più fronti per rendere il territorio più inclusivo, sostenendo le persone in difficoltà e promuovendo politiche abitative che rispondano alle reali esigenze della nostra comunità”.

Sara Ranzato, assessore al sociale del comune di Cadoneghe

Focus emergenza abitativa/2. Il segretario provinciale del sindacato unitario inquilini e assegnatari Michele Brombin

Il Sunia: “Cittadini ignorati e calpestati, diciamo no al metodo spacca-famiglia”

C’è chi l’emergenza casa la tocca con mano, quotidianamente, perché si trova in prima linea accanto a chi un’abitazione l’ha persa per uno sfratto o non riesce proprio a trovarla, perché è rimasto senza lavoro, oppure perché è straniero, ma anche anziano e la pensione non basta per permettersi di pagare un affitto. Michele Brombin, segretario provinciale del Sunia di Padova, il sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari di questi casi ne segue a decine e traccia un quadro preoccupante, nel quale a pesare sono le distorsioni del mercato, con la carenza di alloggi e i prezzi impazziti, ma anche la burocrazia e il rapporto difficile con le istituzioni.

Nella cintura urbana di Padova il Sunia sta seguendo diverse situazioni critiche, storie nelle quali ci sono famiglie divise, persone per strada, bambini e mamme spostati da una parte all’altra, ma anche pensionati che non sono più in grado di sostenere le spese dell’affitto. “Stiamo seguendo dei casi veramente difficili - spiega Brombin - proprio nei Comuni che circondano Padova. Abbiamo il caso di una famiglia rimasta senza abitazione, con la madre e i tre figli ospitati in una struttura di accoglienza e il padre, che ha un lavoro part time,

costretto ad arrangiarsi con sistemazioni di fortuna o a dormire per strada. Dovrebbe anche occuparsi di trovare un nuovo alloggio, ma in queste condizioni non ci riesce. Intanto però il comune sta spendendo 240 euro al giorno per garantire una sistemazione alla moglie e ai tre bambini in una struttura di ac-

coglienza. E’ una spesa notevole, abbiamo proposto all’amministrazione comunale di affittare da privati un alloggio e darlo in concessione alla famiglia, che in questo modo potrebbe riunirsi, ma non se n’è fatto nulla, il comune non ne vuole sapere. Eppure risparmierebbe parecchio denaro e potrebbe dare un po’ di respiro ad un nucleo familiare che si trova in evidente difficoltà.

Va detto - aggiunge il segretario del Sunia padovano - che i Comuni spesso si trovano da soli ad affrontare l’emergenza abitativa e gli approcci sono sono gli stessi. Alcuni servizi sociali adottano il sistema che ho ribattezzato “spacca famiglia”, come quello di cui parlavo, invece di intervenire subito, come chiediamo inascoltati noi del Sunia, con l’assegnazione in emergenza abitativa, un provvedimento previsto dalla legge regionale. Ma ci sono anche assistenti sociali che arrivano ad opporsi all’ufficiale giudiziario proprio perché non vogliono dividere il nucleo familiare e separare i bambini da uno dei genitori. Purtroppo la Regione e lo Stato fanno poco o nulla per garantire il diritto alla casa che invece dovrebbe essere al primo posto nelle loro priorità”, conclude Brombin. Nicola Stievano

Tra Cadoneghe e Limena un appartamento nuovo costa 250 mila euro

Comprare casa a nord di Padova significa affrontare un investimento che non tutti possono permettersi, in particolare per le nuove abitazioni, considerati i prezzi rilevati in questi mesi dalla Fiaip, la Federazione italiana agenti immobiliari professionali. A Cadoneghe per una abitazione nuova bisogna mettere in conto un investimento superiore ai 2200 e fino ai 2400 euro al metro quadrato nei quartieri Bragni, Castagnara e Mejaniga, in centro si pagano almeno duecento euro in più, fra i 2300 e i 2500 euro al metro. Questo significa che per acquistare un appartamento da 1 00 metri quadrati si spendono circa 250 mila euro, una cifra che non tutte le famiglie riescono a sostenere, considerata anche la quota che si riesce

a coprire con i mutuo. Si spende qualcosa di meno nelle località più periferiche di Bagnoli e Mezzavia, tra i 1500 e i 1700 euro al metro quadrato. Guardando invece all’usato ristrutturato e in ottime condizioni il costo va da un minimo di 1200 euro in periferia ad un massimo di 1800 nelle zone centrali mentre solo per i fabbricati da ristrutturare le quotazioni scendono sotto i mille euro. Anche a Limena in pieno centro per un nuovo alloggio si possono arrivare a spendere 2400 euro al metro quadrato, ma in questo caso la media è più bassa e la quotazione di partenza è di duemila euro per alcune tipologie di nuovi immobili. Sull’usato ristrutturato invece si fa da un minimo di 1200 euro in periferia ai 1800 in centro. Le quota-

zioni restano elevate a Vigodarzere dove in centro per un edificio di nuova costruzione i prezzi vanno da 1900 euro a 2200 euro al metro quadrato, mentre a Busiago e Saletto si scende intorno ai 1500. L’usato ristrutturato è valutato dai 1200 euro della periferia ai 1700 in centro. Infine a Curtarolo troviamo i prezzi più contenuti con 1500-1600 euro per il nuovo nelle zone centrali e 1300-1400 nelle frazioni, per poi scende di qualche centinaio di euro con l’usato. Il problema generalizzato, confermano gli agenti immobiliari della Fiaip padovana, resta quello degli affitti, con difficoltà crescenti nel trovare appartamenti in locazione. E più ci si avvicina alla città più il prezzo aumenta e la disponibilità cala vertiginosamente.

“A nord di Padova seguiamo numerose situazioni critiche, con persone per strada, famiglie divise e sportate da una parte all’alta. I Comuni spesso si trovano da soli ad affrontare questi casi ma la sensibilità non è sempre la stessa”

Una manifestazione di protesta del Sunia di Padova

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

di Padova Sud

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 16

A sud di Padova si continua a costruire ma mancano le soluzioni alla portata delle tasche di una famiglia media, per chi è alla ricerca di un alloggio è una vera e propria odissea

LA SCUOLA ENTRA IN GIARDINO CON IL NUOVO CAMPUS SCOLASTICO

Con il finanziamento della Fondazione Cariparo, il nuovo spazio sarà inaugurato a settembre a Casalserugo, in onore della storica figura educativa Santina Salotto.

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 12
Servizio
Servizio

Emergenza casa. A Casalserugo nel giro di due anni attesi un centinaio di alloggi

Nuove case, vecchi problemi: il costo sociale del mattone e il buco degli affitti

D a Albignasego a Casalserugo, passando per Maserà, il ritornello è sempre lo stesso: è vero, siamo nella cintura urbana di Padova dove si continua a costruire ma mancano le soluzioni adatte e sostenibili per chi è alla ricerca di una abitazione. I prezzi, intanto, continuano a salire, specialmente per gli immobili nuovi e per l’usato recente. Stando alle ultime rilevazioni ad Albignasego il valore al metro quadrato di un immobile nuovo va da1600-1700 euro al metro quadrato dei quartieri più periferici ad oltre 2600 euro nelle zone centrali e a Sant’Agostino, San Lorenzo e Ferri. Per l’usato ristrutturato le quotazioni scendono di circa un migliaio di euro, un po’ di più per gli alloggi da ristrutturare.

“Ad aumentare i prezzi del nuovo fanno da padrone gli aumenti dei costi dei materiali e il momento di incertezza economica del paese”, spiega Barbara Mamprin, presidente Fiaip di Padova. “Intanto il

mercato delle locazioni è caratterizzato da un vivace dinamismo con prezzi in rialzo, aggiungerei troppo al rialzo, per il segmento residenziale”.

Anche Andrea Binello, direttore generale di Banca Annia, osserva che alle porte della città “trovare un immobile in condizioni adeguate sia per l’affitto che per l’acquisto è sempre più difficile e costoso. In questa area le nuove costruzioni, rispettose degli obiettivi di risparmio energetico, hanno prezzi davvero notevoli e molti acquirenti si trovano in difficoltà”.

A Casalserugo, ad esempio, aggiunge il sindaco Matteo Cecchinato, “facciamo i conti con una carenza generalizzata di alloggi nuovi a fronte di una domanda interna in crescita. Abbiamo diverge giovani coppie costrette ad andare ad abitare altrove perché non hanno modo di trovare case disponibili in paese e anche per l’usato si trovano a fare i conti con prezzi elevati. Anche fra gli anziani ci sono delle difficoltà,

in particolare per chi vive in affitto e si è trovato aumenti del 20-30%, ai quali è impossibile far fronte con a sola pensione”. La prospettiva è una ripresa delle opere: “Stanno partendo dei cantieri - aggiunge Cecchinato - e nel giro di due anni dovrebbero essere ultimati circa un centinaio di alloggi nuovi, per i quali stiamo trattando affinché i prezzi non siano troppo elevati. All’interno di queste

lottizzazioni saranno cedute al Comune delle aree in cui potremo eseguire degli interventi di edilizia convenzionata a prezzi concordati , in media circa il 10-20% in meno rispetto al mercato”.

A Maserà la situazione è più stabile sul fronte dell’edilizia popolare: “Due anni fa assegnato le ultime 10 abitazioni» spiega il sindaco Gabriele Volponi «e per ora non ne abbiamo altre disponibili, ma nei bandi non c’è una grande richiesta. Direi che abbiamo passato momenti peggiori, ora possiamo contare su una settantina di appartamenti convenzionati con Ater, tutti riqualificati e gli ultimi in classe energetica A+. E’ vero invece che si fatica a trovare alloggi in affitto anche da noi, ma in media abbiamo prezzi più bassi di Albignasego”.

Il sindacato: “In cintura urbana il diritto alla casa resta una chimera”

Nella cintura urbana di Padova il Sunia, il sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari, sta seguendo diverse situazioni critiche, storie nelle quali ci sono famiglie divise, persone per strada, bambini e mamme spostati da

una parte all’altra, ma anche pensionati che non sono più in grado di sostenere le spese dell’affitto. “Stiamo seguendo dei casi veramente difficilispiega il segretario provinciale Sunia Michele Brombin - proprio nei Comuni che circon-

dano Padova. Va detto che i Comuni spesso si trovano da soli ad affrontare l’emergenza abitativa e gli approcci sono sono gli stessi. Alcuni servizi sociali adottano il sistema che ho ribattezzato “spacca famiglia”, come

quello di cui parlavo, invece di intervenire subito, come chiediamo inascoltati noi del Sunia, con l’assegnazione in emergenza abitativa, un provvedimento previsto dalla legge regionale. Ma ci sono anche assistenti sociali che arrivano ad opporsi all’ufficiale giudiziario proprio perché non vogliono dividere il nucleo familiare e separare i bambini da uno dei genitori. Purtroppo la Regione e lo Stato fanno poco o nulla per garantire il diritto alla casa”.

I valori immobiliari ad Albignasego (dati Fiaip)

Emergenza casa. Paolo Mastellaro dell’agenzia immobiliare Habitat di Maserà fa il punto

650 euro per un miniappartamento: vivere in affitto è diventato un lusso

Un appartamento in affitto, nuovo o usato fa poca differenza, nella cintura urbana a sud di Padova è una chimera. Lo conferma uno degli operatori del settore immobiliari della zona, Paolo Mastellaro, dell’agenzia Habitat di Maserà. “Ogni giorno entrano in negozio o ci chiamano almeno dieci persone alla ricerca di un alloggio in affitto, la domanda è altissima ma non c’è offerta, ormai i mini appartamenti si affittano a 650 euro. E i prezzi salgono più ci si avvicina a Padova e alle zone con maggiori servizi. A cercare alloggi in affitto sono spesso single, anche separati che hanno necessità di trovare una sistemazione in tempi brevi, ci sono sia italiani che stranieri”.

Ma ci sono anche proprietari che non affittano perché hanno paura delle conseguenze e degli imprevisti di una locazione. “Bisognerebbe trovare una soluzione, - continua Mastellaro - una forma di protezione con un soggetto terzo per mettere al sicuro i proprietari. Potrebbe essere una formula assicurativa attivata con uno strumento regionale, andrebbe fatto un piano ad hoc per far si ché chi ha degli immobili disponibili li possa affittare con tranquillità”. Un altro strumento per sostenere gli affitti è il canone concordato, che adesso si può fare in tutti i Comuni. “E’ un affitto calmierato

con incentivi fiscali, regolato da un accordo messo a punto dal Comune fra sindacato inquilini e piccoli proprietari. Se in un determinato comune il regolamento manca si può far riferimento ad uno dei comuni vicini. Questa formula consente una rimodulazione dei prezzi, almeno dove è possibile usarla”.

Tra Maserà e Albignasego si continua a costruire più che in altre zone della provincia, quindi la disponibilità di abitazioni nuove non manca ma negli ultimi anni i prezzi sono sensibilmente cresciuti e l’impegno finanziario non è sempre sostenibile. I giovani sono più portati all’acquisto perché riescono ad accedere alle agevolazioni sui mutui ma il più delle volte è sempre necessario avere alle spalle chi fornisce garanzie oppure un capitale di partenza, tutt’altro che

indifferente.

“Sul nuovo si vende - aggiunge Paolo Mastellaro - ma per gli acquirenti l’impegno è notevole, con prezzi che vanno dai 230 mila euro per un appartamento da due camere dai 350 mila euro in sù per abitazioni più grandi. Nelle nostre zone mentre le compravendite sul nuovo vanno, c’è invece poca disponibilità sull’usato. Abbiamo un patrimonio di abitazioni chiuse e da riqualificare, si tratta di edifici datati che necessitano di ristrutturazioni costose. Servirebbero degli incentivi pensati per questo genere di interventi, con dei paletti per evitare speculazioni. Questo darebbe un aiuto anche ai costruttori che si trovano in difficoltà nelle zone della provincia dove i prezzi di vendita sono più bassi mentre i costi da sostenere sono gli stessi”. Nicola Stievano

Ad Albignasego e Maserà poche case vuote

La media nazionale di case vuote, abitazioni non occupate da tempo, è superiore al 27%, vale a dire che in tutta la penisola almeno una casa su quattro resta, per vari motivi, fuori dalla disponibilità immediata di alloggi, aumentando così la penuria di immobili per l’affitto o la vendita. In provincia di Padova, rilevano gli agenti immobiliari della Fimaa, è controcorrente la cintura urbana, dove invece le percentuali di case vuote sono addirittura un terzo di di quelle nazionali. E’ il caso di Albignasego che si pone in fondo alla classifica, terzultima con appena il 7,3% di immobili non occupati. Appena

due posizioni sopra c’è Maserà con l’8,7%, insieme agli altri comuni della cintura urbana. Sono questi i comuni, spiegano gli agenti immobiliari, che ottengono i migliori risultati a dimostrazione che la popolazione tende ad uscire dalla città rimanendo però in un raggio d’azione coperto dai servizi. Più ci si allontana e meno appetibile diventa l’alloggio anche se di fronte alla penuria cronica di alloggi, magari anche comuni più distanti dal capoluogo, potrebbero diventare interessanti”

E’ il caso appunto di centri come Albignasego e Maserà che, seppure in condizioni eco-

nomiche diverse, si trovano di fronte ad una domanda sempre elevata sia per le case in affitto che per quelle in vendita. E il possibile arrivo del tram, dalla Guizza attraverso Albignasego fino addirittura alle porte del centro di Maserà, potrebbe migliorare ancora questa situazione, almeno sulla carta. Perché poi, come concludono i rappresentanti degli agenti immobiliari, si espande poi anche in questi centri il problema emergente degli affitti brevi: “Insieme alla mancanza di tutele nei riguardi della proprietà privata, viene messa a dura prova la tenuta del sistema casa”. (n.s.)

“Ogni giorno almeno dieci persone chiedono per una locazione ma non c’è disponibilità, ormai per un mini appartamento si pagano 650 euro. Per le case sfitte servirebbero incentivi dedicati”

• Progettazione di interni

• Fornitura superfici gres, legno, resine e resilienti

• Consulenze globali

• Arredi e complementi

• Ristrutturazioni complete

• 1.000 mq di spazio espositivo

Paolo Mastellaro

di Padova

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 25

Il nostro approfondimento: a Padova trovare un alloggio a prezzi sostenibili è una sfida impossibile, eppure ben il 14 per cento delle abitazioni è sfitto o vuoto, l’Ater: “Servono più soldi per le manutenzioni”

IL TURISMO IN CITTA’ VOLA: 1,8 MILIONI

PRESENZE, BOOM DI STRANIERI

L’assessore Colasio: “Raccogliamo i frutti degli investimenti nelle strutture museali che rilanciano Padova città d’arte

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

NNicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6, 7 e 8
Servizio a pag. 4
Servizio a pag. 25
pag. 27
Servizio a pag. 3

Affitti agli studenti, prezzi alle stelle Corsa senza sosta per il mattone, +6,1%

Nel 2024 le quotazioni più alte in centro e zona Pedrocchi, ma anche a Nazareth. Il tram spinge le valutazioni degli immobili. Gli affitti registrano un aumento generalizzato, cresce il divario tra nuovo e usato. Per chi acquista restano difficili le condizioni di accesso al credito. Mamprin (Fiaip Padova):

“Valutazioni complesse per gli immobili che hanno usufruito del bonus 110%”

Nel corso del 2024, il mercato immobiliare di Padova e Provincia ha registrato una significativa crescita nel numero di compravendite. Nei primi nove mesi dell’anno, si è osservato un aumento del 6,1% rispetto allo stesso periodo del 2023, confermando una tendenza positiva che ha coinvolto sia il capoluogo che le aree limitrofe.

Nel comparto residenziale, nelle aree caratterizzate da un patrimonio immobiliare più datato, si è verificato un leggero calo delle quotazioni. Tuttavia, gli immobili vecchi continuano a essere appetibili per alcune categorie di acquirenti, in particolare laddove si possono sfruttare i bonus fiscali per ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche.

A Padova città, il primo semestre del 2024 ha visto un totale di 1.707 transazioni immobiliari, con un incremento del 6,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato è supportato da una crescita costante nei primi due trimestri dell’anno, con un +7,8% nel primo trimestre e un +5,3% nel secondo.

Il presidente Fiaip Padova Barbara Mamprin evidenzia alcuni aspetti chiave del mercato immo-

biliare. Il primo riguarda l’attenzione crescente degli acquirenti verso la classe energetica degli immobili. Il secondo riguarda l’ampliamento della differenza di prezzo tra il nuovo e l’usato, con le abitazioni di nuova costruzione fortemente influenzate dall’aumento dei costi dei materiali. Infine, il terzo aspetto riguarda l’impatto del taglio dei tassi di interesse da parte della BCE, avviato nel 2024, che ha favorito la ripresa del mercato, dopo che nel 2023 l’aumento dei tassi aveva contribuito a una riduzione delle compravendite.

Analizzando i valori immobiliari nelle diverse zone della città, nel centro storico le abitazioni in ottime condizioni registrano prezzi medi compresi tra 2.900 e 3.000 euro al metro quadro. In zona Pedrocchi, i valori salgono a circa 3.600-4.000 euro al metro quadro, mentre nella prestigiosa area di Prato della Valle le quotazioni si attestano tra i 3.100 e i 3.400 euro al metro quadro. Questi dati evidenziano un lieve aumento rispetto ai valori del 2023, confermando la stabilità e l’attrattività del mercato immobiliare padovano.

L’interesse per la classe energetica degli edifici è in crescita: sem-

tezza economica generale stanno facendo lievitare i prezzi degli immobili di nuova realizzazione, che però risultano molto richiesti grazie alle tecnologie avanzate e alle

ziale sta registrando rincari significativi, con le locazioni per studenti che restano particolarmente elevate.

“Nonostante le difficili condizio-

ni di accesso al credito, il mercato immobiliare di Padova ha mostrato segnali positivi nel 2024. - conclude Barbara Mamprin, presidente Fiaip Padova - Le previsioni per

cato, sostenuta da fattori come la crescita economica e l’attrattività per studenti e professionisti. Le

Il settore continua a beneficiare di una domanda sostenuta, trainata da condizioni economiche più

resse per gli immobili in posizioni strategiche. La crescita dei prezzi

za positiva delle transazioni indica per gli agenti immobiliari un aumento della fiducia da parte degli acquirenti e degli investitori. Sara Busato

il commento alle notizie del giorno dalle 17:00 con Claudio Campagnolo

A caccia di alloggi: sfida impossibile, eppure il 14% rimagono ancora vuoti

APadova, la ricerca di un alloggio è diventata una vera e propria sfida. Nonostante la città conti 115.941 abitazioni, ben 16.550 risultano vuote, un dato allarmante che rappresenta il 14,3% del patrimonio immobiliare. Questa situazione crea una forte disparità tra chi cerca casa e l’offerta disponibile, specialmente per gli affitti, mettendo in difficoltà soprattutto studenti e giovani lavoratori. Tuttavia, è fondamentale distinguere tra il mercato privato e gli alloggi popolari gestiti dal Comune e dall’Ater. Ogni anno, l’amministrazione comunale assegna nuove abitazioni attraverso una graduatoria, rivolta a persone e nuclei familiari in condizioni di fragilità economica, inclusi i senza dimora. In dieci anni, i senza dimora a Padova sono passati da 55 a 248, mettendo a dura prova la graduatoria per gli alloggi popolari. Nonostante le difficoltà, nel 2023, su 71 assegnazioni, 26 hanno trovato una sistemazione, pari al 36,6% del totale. Per queste famiglie, sono stati attivati interventi di supporto e accompagnamento abitativo specifici. Il Comune ha inoltre stanziato diversi sostegni economici per chi non ha una dimora stabile. Nel 2023, ben 323 famiglie hanno beneficiato di 392 contributi destinati al sostegno all’abitare. Le risorse sono state impiegate per coprire morosità relative a canoni di locazione, spese condominiali e utenze domestiche, con l’obiettivo di prevenire

situazioni di emergenza abitativa e scongiurare gli sfratti.

A testimonianza dell’attenzione rivolta alle fasce più vulnerabili della popolazione, l’Assessorato ai Servizi Sociali ha stanziato 30mila euro per interventi di particolare rilevanza pubblica, finalizzati al contrasto della povertà estrema. Da quattro mesi la gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica - dei 1658 appartamenti - è passata nuovamente sotto la responsabilità diretta dell’amministrazione comunale. Il Comune ha affidato il compito ad Aps Holding della manutenzione degli immobili comunali e dei relativi servizi. Un’operazione che garantirebbe un risparmio nella gestione, di disporre in maniera strutturale nuove risorse economiche da destinare al continuo miglioramento del patrimonio e al potenziamento dell’edilizia residenziale pubblica in città. Un’emergenza abitativa che sta colpendo anche le fasce più vulnerabili della popolazione. Tra queste, gli studenti universitari che si trovano in una situazione critica a causa della grave carenza di residenze universitarie pubbliche, della scarsa disponibilità di alloggi nel mercato privato e del continuo aumento dei canoni di locazione.

Ma Padova potrebbe presto vedere un allentamento della pressione sul mercato degli affitti grazie all’apertura di nuove soluzioni abitative per gli studenti. Secon-

riferito dagli operatori privati coinvolti nei progetti, già dal prossimo anno accademico saranno disponibili nuove strutture, contribuendo ad ampliare un’offerta che oggi risulta gravemente insufficiente rispetto alla domanda. Emergenza abitativa che colpisce la città, con studenti, lavoratori e giovani coppie in forte competizione per un numero limitato di alloggi. L’obiettivo è riportare sul mercato abitativo spazi inutilizzati, favorendo interventi di rigenerazione urbana per la creazione di residenze studentesche moderne e accessibili. Le condizioni poste restano chiare: le nuove strutture dovranno nascere dal recupero di immobili o aree dismesse e garantire una quota di posti letto riservata alle graduatorie ESU, assicurando così un accesso equo agli alloggi per la popolazione studentesca.

Sara Busato

Per gli studenti mancano ancora posti a prezzi accessibili

Sono note in città le condizioni di difficoltà del mercato immobiliare per rispondere alla crescente domanda di alloggi in affitto anche da parte degli studenti universitari. Nel giro di pochi anni, il numero di posti letto negli studentati privati a Padova raggiungerà quota 4.141, con strutture di fascia medio-alta e rette che possono arrivare fino a 1.000 euro al mese. A questi si aggiungono 1.654 posti già disponibili nei collegi universitari cattolici, che offrono una rete capillare sul territorio. Tuttavia, il fabbisogno ideale per gli studenti fuori sede è

stimato in 8.500 posti, pari al 20% del totale degli iscritti, evidenziando una persistente carenza di soluzioni abitative accessibili. Nei giorni scorsi l’assessore all’edilizia privata Bressa ha visitato il cantiere di via Belzoni che prevede la messa a disposizione di 474 posti letto grazie a una struttura completamente riqualificata di ben 13.914mq e che ha previsto la cessione del Parco Città dei Bambini di via Sant’Eufemia al Comune, anche prevedendo un vicolo di collegamento dell’area verde con via Belzoni. In via Turazza, il nuovo edificio ospiterà 235 stu-

denti in un edificio all’avanguardia dal punto di vista energetico grazie all’utilizzo delle nuove tecniche di costruzione in legno. Entrano nel vivo i lavori di riqualificazione di una parte del collegio dei Padri Comboniani destinato a diventare il primo nuovo studentato pubblico della città. La struttura sarà oggetto di una maxi-ristrutturazione da oltre 5,2 milioni di euro. Centonove posti letto distribuiti su oltre 2.400 metri quadrati: è questo il progetto dell’Esu, che punta a inaugurare il nuovo studentato per l’inizio del prossimo anno accademico.

C’è anche un’emergenza sociale: in dieci anni, i senza dimora a Padova sono passati da 55 a 248, mettendo a dura prova la graduatoria per gli alloggi popolari. Nonostante le difficoltà, nel 2023, su 71 assegnazioni, 26 hanno trovato una sistemazione, pari al 36,6% del totale. 323 famiglie hanno beneficiato di 392 contributi destinati al sostegno all’abitare

• Progettazione di interni

• Fornitura superfici gres, legno, resine e resilienti

• Consulenze globali

• Arredi e complementi

• Ristrutturazioni complete

• 1.000 mq di spazio espositivo

do quanto

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

A Piove di Sacco i prezzi delle case dopo la pandemia si sono impennati. Decine di alloggi popolari sul territorio sono sfitti perché da sistemare. Il Sunia di Padova: nuclei famigliari a rischio

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

LA SICUREZZA E LA LEGALITÀ, UN APPELLO ALLE FAMIGLIE E ALLE ISTITUZIONI

Un’aggressione a un minorenne accende il dibattito sulla sicurezza urbana e il ruolo delle famiglie nel prevenire comportamenti violenti

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

a pag. 16 segue a pag. 16

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano

>direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio
Servizio a pag. 3

Emergenza casa. Agenzie immobiliari a Piove di Sacco evidenziano

Case in affitto non se ne trovano e comprare casa costa una fortuna

Il fenomeno degli affitti brevi è poco diffuso. Prezzi più abbordabili per le compravendite fuori dal centro

Trovare casa in affitto nell’area del Piovese è sempre più difficile. A tratteggiare una situazione davvero problematica per chi vuole (o ha solo questa possibilità economica) vivere in affitto, sono direttamente le agenzie immobiliari della zona. Le agenzie fino a qualche anno fa riuscivano a lavorare equamente sia con chi cercava casa per acquistarla, sia con chi provenendo magari da fuori (o era residente), le cercava in affitto per se stesso o per la famiglia. Ora di fatto si fanno solo compravendite o in qualche caso affitti brevi. Di sicuro non affitti per le famiglie. “Affitti per famiglie è davvero difficile trovarne - raccontano i referenti dell’agenzia Veneto Case di Piove di Sacco. In un anno gli affitti che abbiamo trattato si contano

sulle dita di una mano. Il problema è che i proprietari di case non se la sentono di dare in affitto la casa a famiglie, perché quando ad esempio ci sono dei minori è più complicato farli uscire dall’abitazione anche in presenza di uno sfratto per morosità, oltre che per fine locazione. Il mercato della casa però dal punto di vista delle compravendite è ripartito, e anche i prezzi sono aumentati. Ad esempio una casa di 150 metri quadrati di nuova generazione arriva a costare 300-350 mila euro. I costi si sono alzati anche per semplici appartamenti mini o medio-piccoli che arrivano a superare i 100 mila euro”. Conferma questa tendenza anche Stefano Tasca titolare dell’agenzia immobiliare Tasca di Piove di Sacco. “Il mercato anche a Piove

di Sacco sul versante degli affitti - spiega - è completamente bloccato. C’è da pensare ad esempio che ormai affitti lunghi non ne trattiamo quasi più. Se ci sono queste occasioni, non arrivano spesso neanche nelle agenzie, ma si risolvono con dei passaparola nel giro di poche settimane. Anche a Piove di Sacco il fenomeno degli affitti brevi si è affacciato con lavoratori e qualche turista, ma è un fenomeno ancora non diffuso come in altre realtà“. Nel mercato delle compravendite le cose vanno in maniera differente. Il mercato immobiliare a Piove di Sacco e dintorni è completamente cambiato dopo la pandemia. “I prezzi - spiega Tasca - sono aumentati fortemente e da qualche mese, con il calo dei tassi di interesse sui mutui , sono aumentate le compravendite. I prezzi non sono dappertutto uguali sul territorio. A Piove capoluogo, case ed appartamenti hanno un costo,

ne hanno uno differente cioè con case meno costose, realtà come Corte ad esempio”. Va detto che nel contesto nazionale, il mercato immobiliare ha visto i prezzi medi attestarsi a 1.880 euro al metro quadro, con un incremento dell’1,5% nell’ultimo trimestre del 2024. Il Veneto si distingue

Sindacato inquilini: “Famiglie senza casa, divise e nella disperazione”

Michele Brombin, segretario provinciale del Sunia di Padova, il sindacato unitario nazionale inquilini segue a decine di casi di emergenza abitativa e traccia un quadro preoccupante, nel quale a pesare sono le distorsioni del mercato, la carenza di alloggi e i prezzi impazziti, ma anche la burocrazia. Nella cintura urbana di Padova il Sunia sta seguendo diverse situazioni critiche, storie nelle quali ci sono famiglie divise, persone per strada, bambini e mamme spostati da una parte all’altra, ma anche pensionati che non sono più in grado di sostenere le spese dell’affitto. “Stiamo seguendo dei casi ve-

ramente difficili - spiega Brombin - proprio nei Comuni che circondano Padova (area di Padova Est). Abbiamo il caso di una famiglia senza casa, con la madre e i tre figli ospitati in una struttura di accoglienza e il padre, che ha un lavoro part time, costretto ad arrangiarsi con sistemazioni di fortuna o a dormire per strada. Dovrebbe anche occuparsi di trovare un nuovo alloggio, ma in queste condizioni non ci riesce. Intanto però il Comune sta spendendo 240 euro al giorno per garantire una sistemazione alla moglie e ai tre bambini. E’ una spesa notevole, abbiamo proposto all’amministrazione comunale

di affittare da privati un alloggio e darlo in concessione ma non se n’è fatto nulla”. “Va detto - sottolinea Brombin - che i Comuni si trovano da soli ad affrontare l’emergenza abitativa. Alcuni servizi sociali adottano il sistema che ho ribattezzato “spacca famiglia”, come quello di cui parlavo, invece di intervenire subito con l’assegnazione in emergenza abitativa. Ma ci sono anche assistenti sociali che arrivano ad opporsi all’ufficiale giudiziario perché non vogliono dividere il nucleo familiare e separare i bambini da uno dei genitori. Regione e lo Stato fanno poco o nulla per il diritto alla casa”.

per una crescita dell’8,5%, confermandosi tra le regioni più dinamiche del Paese. Il Veneto insomma, protagonista di una crescita significativa, continua a rappresentare una delle realtà più vivaci del mercato immobiliare italiano.

Alessandro Abbadir

Emergenza casa/2. Il sindaco di Arzergrande Filippo Lazzarin ha pronta una ricetta

Edilizia in tilt, sfratti in crescita: e se bastasse davvero un sindaco con un piano?

“La soluzione al problema abitativo? Uno stretta intesa pubblico - privato che vada incontro alle esigenze delle famiglie fornendo prodotti immobiliari a prezzi accessibili in aree servite da servizi”. A dirlo è il sindaco di Arzergrande Filippo Lazzarin che illustra una ricetta che potrebbe essere mutuata da altri Comuni della zona. “In queste settimane - spiega Lazzarinsi sta completando nel territorio del Comune che amministro la costruzione a ridosso del centro del paese di 4 nuove palazzine per 8 appartamenti ciascuna. In questo modo ci si trova davanti alla realizzazione di fatto di un nuovo piccolo quartiere che farà arrivare in paese un centinaio di persone in più. Si tratta di appartamenti che infatti vanno a ruba, perché venduti a prezzi accessibili. Nello specifico parliamo e cioè di case da circa 90- 100 metri quadrati vendute a 200 mila euro ciascuna. Una soluzione che è fra le più ricercate sul territorio e che dà risposte alle esigenze delle famiglie con figli con un prezzi di mercato non indifferente ma certo almeno accessibile“. Il sindaco Lazzarin si rende conto che il suo Comune rappresenta una eccezione rispetto al resto del

territorio limitrofo, in cui invece risposte abitative davvero efficaci non se ne riescono a dare. “La soluzione che abbiamo trovato - sottolinea - indica come sia sempre più necessario programmare questi interventi di edilizia residenziale in accordo con i privati in modo da offrire una risposta sul mercato alle esigenze del territorio. Per questo dico sempre che da questo punto di vista rappresentiamo una mosca bianca”. Il sindaco Lazzarin ricorda come Arzergrande rappresenti anche un centro che pur non essendo grandissimo è sentito da chi ci abita come servito da tutti i servizi necessari.“Abbiamo un asilo nido e la presenza di tutte le scuole di ogni ordine e gradospiega. C’è poi vicinanza con Piove di Sacco e servizi come l’ospedale e altri uffici”. Lazzarin non

dimentica però come anche nel suo Comune ci siano casi di difficoltà economica a pagare affitti, e la presenza di una decina di case Ater. L’emergenza casa è affrontata anche dal Comune di Piove di Sacco. “Molte energie si spendono – spiega l’assessora Paola Ranzato del Comune di Piove - per la continua crescita degli sfratti, un lavoro complicato che comporta, la gestione di un dialogo e degli interventi fattivi che coinvolgono sia proprietari che affittuari. Parallelamente è di enorme importanza la gestione del patrimonio dell’edilizia popolare, con bandi biennali per l’assegnazione degli alloggi sia di proprietà comunale che dell’Ater. Stiamo sollecitando vengano rimessi in disponibilità decine di alloggi sfitti per la mancanza di interventi manutentivi” . Alessandro Abbadir

Ater, nel padovano ci sono 800 alloggi sfitti da sistemare

L’Ater di Padova gestisce 7.400 alloggi in tutta la provincia e ogni giorno è in prima linea sul fronte dell’emergenza abitativa con migliaia di richieste, superiori alla disponibilità di alloggi. C’è anche la necessità di garantire la manutenzione del patrimonio immobiliare con le risorse a disposizione. A parlarne è Tiberio Businaro presidente Ater Padova. “Le graduatorie - dice Businaro - sono molto affollate e le case disponibili sono inferiori alle richieste. La situazione nella nostra provincia è a macchia di leopardo ma tendenzialmente ci sono più richieste che offerte. Le aziende Ater sono in difficoltà perché i canoni degli alloggi stabiliti dalla normativa sono bassi. Incrementando il numero degli alloggi disponibili si riuscirebbe a scorrere la gra-

duatoria e ad assegnare un posto anche a chi ha l’Isee più alto e quindi paga un canone maggiore. Porterebbe più risorse alle Ater”. In media per l’assegnazione di un alloggi ci vogliono 6-7 mesi, i tempi sono stabiliti dalla normativa.

Un problema importante è che ci sono centinaia di appartamenti vuoti in attesa di ristrutturazione. ”Tra Padova e provincia gli alloggi sfitti sono circa 800 - spiega Businaro - per sistemarli tutti ci vorrebbero intorno ai 50 milioni

di euro. Una parte sono già finanziati e sono in corso le manutenzioni, ma nessuna Ater riesce ad avere la capacità finanziaria per risistemare tutti gli alloggi. Noi facciamo quasi 3000 interventi di manutenzione all’anno. Ovviamente abbiamo un budget che è confinato nel nostro bilancio, ogni anno incassiamo circa 11 milioni di euro di canoni quindi riusciamo ad impegnarne tra i due e mezzo e tre per le manutenzioni”. Ater Padova vende anche il suo patrimonio. ”E’ naturale - conclude - che ci sia un piano vendite, vendiamo solo quello che è approvato nel piano regionale. Se in un anno vendiamo 30 alloggi ne costruiamo 40 di nuovi e questo aiuta anche a gestire il patrimonio. Talvolta sono gli stessi inquilini che acquistano”.

Ormai quasi pronti 32 appartamenti a prezzi accessibili. Il Comune di Piove di Sacco sollecita la risistemazione di alloggi popolati sfitti

della Riviera del Brenta

Inaugurazione dell’asilo Coccinella a Mestre, ora l’edificio è più grande e sostenibile

Rivoluzione nella raccolta rifiuti in Riviera del Brenta e Miranese. Nuovi calendari in arrivo

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

4

Elegante, maestosa, senza tempo: l’Amerigo

Vespucci è arrivata nella Serenissima

Riqualificazione del centro di Dolo: tra demolizioni, ricostruzioni e nuovi spazi pubblici

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

21

DISPERAZIONE ABITATIVA:

A Dolo bomba sociale in arrivo, è boom di sfratti per morosità. In Riviera è esploso il fenomeno degli affitti brevi. Gli inquilini ora sono soprattutto turisti e lavoratori in trasferta

PIÙ SOSTENIBILE E MODERNO

Con una nuova struttura educativa che risponde a 99 richieste di iscrizione, il comune di Mira punta sullo sviluppo sostenibile e sull’innovazione per il benessere delle famiglie

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

25 segue a pag. 25

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 10
Servizio a pag.
27
26
Servizio a pag. 3

Emergenza casa. Il sindaco di Dolo Gianluigi Naletto tratteggia una situazione angosciante

Bomba sociale a orologeria: centinaia a rischio sfratto, alloggi ancora vuoti

Attualmente nel comune dolese sono 76 le famiglie in lista d’attesa per una casa

D

olo può contare su 45 residenze a finalità sociale di proprietà comunale, e 194 di proprietà dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) di Venezia; delle quali 13 ancora chiuse e non assegnabili di Edilizia residenziale pubblica (Erp) e 11 non Erp in gestione al Comune. Attualmente nel comune dolese sono 76 le famiglie in lista d’attesa per una casa. E’ una fotografia della situazione abitativa pubblica sul territorio, che corrisponde, allargando l’osservatorio di analisi, a quella veneta, dove si stimano a fine 2024, oltre 10.000 famiglie in attesa di assegnazione di un alloggio popolare. A fare il punto della situazione è il sindaco Gianluigi Naletto. “Il pericolo dello sfratto - spiega il sindaco - è dietro l’angolo: caro affitti, disoccupazione e morosità nei pagamenti, rappresentano l’anticamera dello stesso. Uno sfratto dovuto sempre meno per neces-

sità del locatore (fine locazione) e sempre più derivante da una incapacità dell’affittuario di far fronte alle spese del vivere quotidiano. “Il disagio a livello locale - continua Naletto - oltre per chi lo subisce, pesa anche agli stessi proprietari privati, che devono rientrare in possesso dell’immobile, tanto che, anche a Dolo, sempre più locatori abbandonano l’idea degli affitti di lunga durata per scegliere locazioni brevi, ad esempio a turisti o a lavoratori temporanei. Oggi, infatti, sottoscrivere affitti lunghi, significa guadagnare di meno e rischiare di più, provocando in tal modo un circolo vizioso che si traduce in un costante aumento dei canoni”. In generale, gli sfrattati sono giovani che hanno perso il lavoro, famiglie monoreddito con un figlio, oppure anche famiglie con due redditi ma con più figli a carico, tutti accomunati dall’assenza di lavoro o comunque lavori

“poveri” e “precari”. In questi ultimi anni, dopo il blocco sfratti dovuto alla pandemia, si è visto un costante aumento della platea

A Mira 15 persone assistite con il sistema cohousing

Il problema relativo all’emergenza abitativa a Mira purtroppo non diminuisce, ma sempre più persone si rivolgono ai servizi sociali e al Comune perché non riescono a trovare un contratto in locazione adatto alle proprie possibilità. Non solo la poca disponibilità di alloggi in affitto, ma anche la difficoltà ormai sempre più evidente di salari non adeguati al costo della vita, crea inevitabilmente una forbice

e un emergenza sempre più alta. Il target di persone in difficoltà sono soprattutto le famiglie monogenitoriali e monoreddito con figli in età scolastica che non riescono a far fronte a tutte le spese. “Purtroppo - spiega l’assessore comunale ai servizi sociali Chiara Poppi - dal 2023 non è stato più finanziato il bando affitti regionale che poteva aiutare per qualche mese, alleggerendo le famiglie. Si parla a Mira

di circa 100.000 euro in meno ogni anno che andavano ad aiutare più di 100 nuclei famigliari. Per quanto riguarda invece l’Erp abbiamo ancora vigente la scorsa graduatoria che vede 96 domande idonee. Grazie alla sinergia con Ater sono state assegnati più di 15 appartamenti e ora lo stesso sta predisponendo le istruttorie per l’assegnazione di 3 alloggi. Sappiamo che Ater sta continuando la ristrutturazione di altri

di persone a rischio sfratto, sempre più larga e variegata. “Anche nelle scorse settimane - racconta il sindaco- una giovane coppia

di stranieri in affitto con due figli e due stipendi da 1.200 euro netti mensili, dichiarava la seria difficoltà a pagare le bollette della luce e del gas. Oggi però pure gli anziani ed i disabili possono diventare dei potenziali sfrattati; lo testimoniano i recenti dati di alcune associazioni sindacali e di tutela dei consumatori. Registrano una significativa crescita delle ingiunzioni di pagamento che, unita all’inflazione reale e al caro vita, contribuirà presto a definire un quadro per le persone più fragili sicuramente destinato ad aggravarsi”. Infine un fenomeno preoccupante. “Per le persone sole - conclude Naletto - anche a Dolo, le richieste di residenza da parte di soggetti senza fissa dimora, è in significativo aumento. Una situazione rarissimamente registrata prima, in Comuni sotto la soglia dei 15.000 abitanti come il nostro. Così come anche i pignoramenti immobiliari delle prime case per insolvenza dei mutui”.

Alessandro Abbadir

appartamenti. Stiamo sistemando 3 appartamenti di proprietà che valutiamo di assegnare per emergenza abitativa, che si sommano ai già 3 cohousing esistenti,uno per uomini adulti, uno per donne e uno per donne con minori gestito insieme ad un gruppo di volontari dell’associazione DiCasa. In questo momento sono quindi circa 15 persone che il Comune assiste nei cohousing”. (a.a.)

Case per turisti ma non per residenti: la crisi che nessuno vuole vedere

Il mercato degli affitti in Riviera del Brenta è bloccato a causa di contratti troppo vincolanti per i proprietari di case. Contratti pensati negli anni Sessanta e Settanta, e che non offrono garanzie agli stessi proprietari. Nel mercato delle compravendite invece ci si trova di fronte a segmenti di mercato in termini di offerta di case, che sono completamente spariti. E’ quello che emerge dall’esperienza di diverse agenzie immobiliari che lavorano sul territorio di Mira e Dolo da diversi anni. “Il mercato nel territorio dolese - spiega Davide Favaro titolare dell’agenzia immobiliare Favaro che si trova in centro a Dolo da 35 anni - vede di fatto una scomparsa dei classici affitti di locazione per famiglie. I contratti di locazione pensati decenni fa sono visti dai proprietari come troppo vincolanti per i rischi di non rientrare in possesso dell’immobile per anni. I prezzi di una casa in affitto? Per 70 metri quadrati circa 700 euro a mese. Proprio per questo ci si sta orientando sempre più verso gli affitti brevi. Un tipo di affitto che dura mediamente un anno. A Dolo a fruirne sono soprattutto o turisti.

Sul versante invece del mercato immobiliare delle compravendite, ci troviamo di fronte dei segmenti di mercato che di fatto sono introvabili. Cioè ad esempio l’immobile usato da poco cioè per capirci case che hanno al massimo 10- 15 o 20 anni cioè costruite nei primi anni 2000. Ma si tratta di una ampiezza ricercatissima difficile da trovare. Poi ci sono case sempre a Dolo da 110 metri quadrati e oltre e quelle nuove. Con queste, i prezzi superano i 400 mila euro”. A Mira la situazione non è diversa. “Le case

Andrea Binello (Banca Annia):

in affitto come una quindicina o una ventina di anni fa - spiegano i referenti dell’agenzia immobiliare Valore Casa di Mira - di fatto non ci sono più. Trattiamo casi di affitto ma di fatto sono tutti affitti brevi. Cioè per turisti o operai in trasferta a Porto Marghera. Occasioni su questo versante ce ne sono di più ad Oriago. Case date in affitto a famiglie non se ne trovano più. Per quanto riguarda le compravendite non si sono certo fermate, ma polarizzate quello si”. Resta difficile cioè trovare sul mercato un prodotto di qualità ma con un prezzo abbordabile che non sia cioè una casa di lusso o un appartamento economico. Su questa linea anche l’opinione di Immobiliare Riviera di Mira “E’ complicato - spiega il titolare dell’agenzia Riviera - trovare immobili dell’usato da poco. E’ più semplice trovare del nuovo oppure case che hanno ormai 5060 anni. Per quanto riguarda gli affitti invece la maggioranza del mercato è orientata sugli affitti brevi. Quelli classici di un tempo ne trattiamo una ventina in un anno. Davvero pochi rispetto ad un tempo”.

Alessandro Abbadir

“C’è un fondo gestito da Consap per dare garanzie ai giovani”

“Il mercato immobiliare del territorio, sia per gli affitti che per le compravendite, è molto influenzato dalle dinamiche economiche e socio demografiche. I prezzi e le disponibilità degli immobili variano molto in base a dove si trovano, e più ci si avvicina a centri urbani o zone con più servizi, maggiori sono i prezzi e le difficoltà a reperire un immobile”. A dirlo il dottor Andrea Binello, direttore generale di Banca Annia. Binello che fa l’analisi della situazione anche per il territorio della Riviera del Brenta. La banca è una storica realtà della Riviera del Brenta che ha filiali a: Mira, Dolo, Fiesso D’Artico, Fossò, Camponogara, Campolongo. “L’aumento dei

tassi- spiega Binello - ha contribuito a ridurre le compravendite di abitazioni almeno fino all’autunno dello scorso anno. A partire dal mese di settembre del 2024, grazie al calo dei tassi più evidente e ad un lento e progressivo recupero del potere di acquisto delle famiglie, le compravendite sono invece in ripresa. Rimangono le difficoltà a reperire appartamenti in affitto a causa della domanda elevata e crescente per motivi di studio, lavoro, cura e turismo, a fronte di un’offerta stabile”. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 il trend di crescita della domanda di mutui per l’acquisto delle abitazioni è proseguito, complice il continuo ed intenso calo dei

tassi. I giovani però si trovano in difficoltà nell’acquisto di una casa, come agevolarli? “Il problema dei mutui per i giovani con redditi bassi, instabili e che spesso iniziano a lavorare molto più tardi rispetto alle generazioni precedenti - dice Binello - si può risolvere anche grazie alle garanzie statali. Il Fondo di garanzia mutui prima casa gestito da Consap (società del Ministero dell’Economia e delle Finanze) esiste dal 201 3 per concedere una garanzia dello Stato per il mutuo richiesto. Il Fondo ha consentito di erogare più di 90.000 mutui ipotecari, il 58% dei quali a giovani tra i 20 e i 35 anni, per un totale di oltre 10 miliardi di euro”. (a.a.)

Anche in Riviera del Brenta è esploso il fenomeno degli affitti brevi. Gli inquilini ora sono soprattutto turisti e lavoratori in trasferta

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 miliioni

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 22

Il sogno di una stabilità abitativa si allontana per migliaia di giovani e lavoratori precari, con affitti che raggiungono cifre proibitive. La povertà e la precarietà economica rendono impossibile l’accesso a una casa dignitosa

IL CENTRO ANTIVIOLENZA DEL POLESINE HA ACCOLTO 174

A disposizione uno spazio sicuro ma anche un percorso costante di supporto psicologico, legale e sociale

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

NDiritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 10
Servizio a pag. 22
pag. 24
pag. 23 pag. 29
Servizio a pag. 3

Focus emergenza casa. Il segretario denuncia case sfitte, manutenzione insufficiente e difficoltà per giovani e immigrati

Emergenza abitativa: 400 case sfitte e 16 senza tetto

Mauro Baldi, segretario del Sunia Cgil, denuncia la crisi abitativa a Padova e Rovigo, causata da speculazioni, ritardi nelle assegnazioni di edilizia pubblica e mancanza di manutenzione. Aumento dei prezzi e difficoltà per giovani e immigrati.

COOPERATIVA AGRICOLA

NUOVA COOPERATIVA

U n territorio segnato da speculazioni e ritardi nelle assegnazioni dell’edilizia residenziale pubblica. È questa la fotografia scattata da Mauro Baldi, segretario del Sunia Cgil di Padova e Rovigo, sindacato degli inquilini privati e degli assegnatari di edilizia pubblica. Secondo Baldi, la mancanza di dati aggiornati a livello regionale rende difficile avere un’analisi precisa, ma le testimonianze e i numeri, per quanto datati al 2022, dipingono un ritratto allarmante: in provincia si contavano, tre anni fa, circa 400 case sfitte, di cui 200 solo nel capoluogo, e sedici persone senza fissa dimora.

Il segretario ha sottolineato come l’arrivo di grandi realtà come Amazon abbia innescato una vera emergenza abitativa. “Le persone arrivavano da ogni parte d’Italia e non trovavano case in affitto - ha dichiarato Baldi -”, evidenziando come la scarsità di alloggi abbia fatto lievitare i prezzi degli affitti. Tale dinamica, unita alla presenza di numerosi immobili Erp (edilizia residenziale pubblica, n.d.r.) trascurati per mancanza di manutenzione, contribuisce a un peggioramento della crisi, rendendo gli alloggi non solo inaccessibili ma anche spesso inadatti alle necessità abitative.

Un ulteriore nodo critico riguarda la gestione dei bandi pubblici. In un recente bando, destinato alla ricollocazione di 150 alloggi, Baldi ha denunciato ritardi e inadempienze: “Dopo un mese e mezzo, non ri-

sultano ancora assegnati gli alloggi previsti”, penalizzando chi avrebbe potuto beneficiarne.

La questione degli immigrati e delle regole regionali per l’assegnazione degli alloggi è stata anch’essa oggetto di accesa critica. Baldi ha ricordato come l’articolo 7 della legge regionale, che escludeva chi non risiede in Veneto da almeno cinque anni, avesse creato disparità e ostacolato la partecipazione a bandi di chi, pur essendo indispensabile per il tessuto economico e sociale del territorio, non potesse usufruire dei servizi abitativi. Un ricorso portato avanti con il Tribunale di Padova ha messo in luce l’anticostituzionalità di tale norma, aprendo la strada a possibili revi-

sioni che potrebbero, in futuro, favorire una maggiore equità nella distribuzione degli alloggi.

Infine, il segretario del Sunia Cgil di Padova e Rovigo ha affrontato il tema degli affitti e dell’autonomia abitativa dei giovani. Baldi ha denunciato come i prezzi degli affitti, che possono arrivare a cifre insostenibili, arrivando anche a 900 euro mensili per contratti condivisi, rendano difficile per molti giovani e lavoratori precari il sogno della stabilità abitativa. In un contesto in cui la crisi economica e le difficoltà occupazionali si fanno sentire, il problema degli alloggi diventa una questione sociale di primaria importanza.

Giacomo Capovilla

Le trasformazioni del mercato immobiliare

IMPIANTO di ESSICCAZIONE, STOCCAGGIO E COMMERCIALIZZAZIONE

CEREALI E OLEAGINOSE

VENDITA PRODOTTI PER L’AGRICOLTURA

(sementi, concimi, prodotti fitosanitari, olii e filtri…)

VENDITA AL DETTAGLIO mangimi e cereali di nostra produzione, prodotti per il giardinaggio e agricoltura fai da te.

PELLET e LEGNA

La disponibilità e i prezzi degli immobili variano significativamente a seconda della posizione: più ci si avvicina ai centri urbani o alle aree con maggiori servizi, più crescono i costi e le difficoltà nel reperire immobili. Lo conferma il Dott. Andrea Binello, Direttore Generale di Banca Annia, che sottolinea come l’andamento dei tassi di interesse abbia inciso sul numero di compravendite e mutui. Dopo aver toccato il picco massimo tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, l’aumento dei tassi ha inizialmente ridotto le transazioni immobiliari. Tuttavia, a partire da settembre 2024, la diminuzione dei tassi e un lento recupero del potere d’acquisto delle famiglie

hanno contribuito a una ripresa delle compravendite. Persistono, invece, difficoltà nel reperire appartamenti in affitto, a causa di una domanda in costante crescita per motivi di studio, lavoro e turismo, a fronte di un’offerta stabile. Nel primo semestre del 2024, in Veneto, i nuovi mutui hanno registrato una flessione dell’11,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in attenuazione rispetto al calo del semestre precedente (-23,4%). Tale riduzione è stata in parte mitigata dal progressivo calo dei tassi di interesse: tra la fine del 2023 e il secondo trimestre del 2024, il tasso medio sui mutui a tasso fisso è sceso di 0,7 punti percentuali, mentre quello sui mutui

indicizzati è diminuito di 0,4 punti. Alla fine del secondo trimestre 2024, la quota di nuovi mutui a tasso fisso ha raggiunto il 92,7%, rendendo il tasso fisso la scelta predominante. Tuttavia, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, la tendenza si sta invertendo: il calo dei tassi sta spingendo una crescente domanda verso il tasso variabile, ora più conveniente. Banca Annia, solo nel 2024, ha erogato oltre 700 mutui per la prima casa, per un valore complessivo di oltre 80 milioni di euro. I giovani rappresentano una delle categorie più svantaggiate nell’accesso alla casa, a causa di redditi bassi e instabili e della difficoltà ad accumulare risparmi.

Sara Busato

Mauro Baldi, segretario del Sunia Cgil di Padova e Rovig

Focs emergenza casa/2. Mauro Rossin illustra il nuovo percorso di sostegno per chi vive difficoltà quotidiane

Disagio e precarietà sempre più diffusi, accoglienza sociale alla Locanda della Casa

N

el cuore di Rovigo, la Locanda della Casa si erge come simbolo di una nuova visione dell’accoglienza sociale. Inaugurata a fine agosto 2023, questa struttura nasce dall’esigenza di dare continuità al servizio offerto dai frati cappuccini. Mauro Rossin, responsabile della Locanda e operatore del centro di ascolto della Caritas, ci guida alla scoperta di un approccio che va ben oltre il fornire un pasto: qui ogni incontro è un’opportunità per ascoltare, comprendere e supportare chi vive situazioni di disagio abitativo e sociale. Attraverso un impegno quotidiano, operatori e volontari trasformano il momento del pranzo in un’occasione di incontro umano e di rinascita, offrendo non solo un pasto caldo, ma anche un sostegno concreto per chi fatica a reintegrarsi nel mondo del lavoro e a superare le difficoltà quotidiane.

Com’è nata l’iniziativa della Locanda della Casa e quale ruolo riveste nel contesto del centro di ascolto della Caritas?

“Mi occupo del centro di ascolto della Caritas di Rovigo e sono anche il referente della Locanda della Casa, aperta a fine agosto 2023. In sostanza, la nostra iniziativa ha preso il posto della mensa precedentemente gestita dai frati cappuccini. Quando quella mensa è stata chiusa, abbiamo accolto le persone che vi si erano affezionate, garantendo loro continuità di servizio e un approccio personale e integrato”.

Qual è l’impatto che questa nuova realtà ha avuto sul territorio e sulla vita dei frequentatori?

“Attualmente, ogni giorno ospitiamo tra le 35 e le 40 persone, un

numero superiore rispetto ai circa 15 che frequentavano la mensa dei frati. Il cambiamento d’ambiente ha generato un passaparola positivo e ci ha permesso di instaurare un vero percorso di accompagnamento sociale. Durante il pranzo, ad esempio, non ci limitiamo a offrire un pasto, ma cerchiamo di conoscere ogni persona, chiedendo nome, cognome e le motivazioni che li spingono ad accedere al servizio. Questo contatto diretto ci consente di individuare situazioni di disagio che, altrimenti, potrebbero rimanere nascoste in un contesto anonimo”.

Oltre al servizio di pranzo, quali altre attività vengono svolte per rafforzare il legame con gli ospiti?

“La Locanda non si limita al solo aspetto alimentare. Organizziamo diverse iniziative che vanno dalla partecipazione a uscite, come quella realizzata recentemente con l’Uisp di Rovigo e il gruppo Camminata Nordica Granzette, fino a corsi di lingua italiana e assistenza nella compilazione dei moduli per il centro per l’impiego. Queste attività sono fondamentali per instaurare un rapporto di fiducia e per camminare insieme verso il miglioramento della condizione personale e sociale degli ospiti”.

Il disagio abitativo assume molteplici forme. Può spiegarci come si declinano le diverse situazioni di bisogno che riscontra nel suo lavoro?

“Certamente. Il termine ‘disagio abitativo’ copre diverse realtà. Da un lato, vi sono le persone che dormono in strada, circa una decina a Rovigo; il centro d’ascolto del Comune gestisce una casa solidale e un’unità mobile per questi casi.

Inoltre, vi sono coloro che si rifugiano nell’asilo notturno Casa Solidale dove, a seconda del periodo dell’anno, si accoglie una decina o poco più di persone, garantendo loro un riparo temporaneo che altrimenti lascerebbe la strada come unica soluzione. Un’altra categoria comprende coloro che, pur avendo un alloggio, vivono in condizioni di grande precarietà, dove difficoltà economiche come il pagamento delle bollette rendono difficile mantenere una casa dignitosa. Infine vi sono persone che, pur possedendo un’abitazione, provengo-

no da percorsi di difficoltà sociale, quali disoccupazione, dipendenza o fragilità psichica, e che continuano a cercare sostegno frequentando i servizi, tra cui la mensa della Locanda”.

Dal suo lungo percorso nel settore, quali cambiamenti ha notato nel tempo riguardo alle esigenze delle persone e al mercato del lavoro?

“L’esperienza maturata nel centro di ascolto dal 2013 mi ha permesso di osservare una costante presenza del disagio abitativo, senza segni di diminuzione significa-

tiva. Il problema oggi non è tanto un aumento della povertà, quanto la difficoltà ad accedere agli strumenti essenziali per reinserirsi nel mondo del lavoro. Per esempio, la ricerca di un impiego ora richiede competenze tecnologiche, come l’uso dello smartphone o la gestione della posta elettronica, abilità che non tutti possiedono o possono permettersi. Per questo motivo, il nostro approccio non si limita al cibo, ma include anche supporto formativo e pratico per superare queste barriere”.

In Veneto il piano anti aggressioni high-tech da 4 milioni

33

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

Ad Abano e Montegrotto i prezzi del nuovo sempre più in alto e gli affitti brevi riducono la disponibilità per chi cerca casa, con Ater Abano sperimenta interventi di social housing

Barbierato introduce il Piano degli Interventi per dare nuova vita agli edifici abbandonati, con l’obiettivo di migliorare l’estetica e stimolare il turismo

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

a

16 segue a pag. 16

NDiritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano

>direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio
pag.
Servizio a pag. 3

L’approfondimento. Tra Abano e Montegrotto l’offerta non manca ma i prezzi sono mediamente alti

Terme da vivere, ma non da abitare: il paradosso del mercato immobiliare

Il mercato immobiliare è vivace, ad Abano in un anno prezzi cresciuti del 7,2%: “Si costruiscono condomini moderni per chi ha una certa disponibilità economica, manca invece un usato recente”

C’è un dato, su tutti, che rende l’idea di come stia correndo il mercato immobiliare nell’area termale. Ad Abano Terme, nella prima metà del 2024 i prezzi medi degli alloggi sono aumentati del 7,2 per cento, un balzo in avanti che non si registra in altre zone della provincia. E le quotazioni, infatti, sono tra le più elevate del padovano. Secondo i dati rilevati da Tecnocasa ad Abano si paga di più che a Montegrotto. Un appartamento nuovo nel centro di Abano costa almeno 2600 euro al metro quadrato, 2500 in periferia, mente per un alloggio signorile ci vogliono intorno ai 3000 euro. A Montegrotto inve-

ce si spende qualche centinaio di euro in meno per il nuovo, specialmente in periferia. L’usato invece permette di risparmiare anche nella città aponense, con quotazioni sui 1500 euro in media, mentre a Montegrotto l’usato mediamente vale 1100 euro al metro. Quanto agli affitti, ad Abano per un monolocale servono almeno 400 euro al mese, che salgono a 600 per il bilocale e a 700 e oltre per un trilocale o sistemazioni più grandi.

Come osserva Cosetta Furlan dell’agenzia Tecnocasa di Montegrotto, il giro d’affari del turismo si riflette anche sul mercato immobiliare local: “Tanti proprietari

hanno convertito i loro contratti in locazioni turistiche, vale a dire affitti brevi, più remunerativi in questa zona. La richiesta turistica si fa sentire e questo però sottrae alloggi a chi in questa zona vive e lavora. Abbiamo infatti una clientela per lo più giovane che lavora negli alberghi o nelle attività dell’area termale e cerca una sistemazione vicina anche per una questione di orari. E poi ci cono i pensionati e gli anziani che vedono ancora le Terme come in una zona in cui trasferirsi per la presenza di numerosi servizi ma anche di offerte per il tempo libero, per le attività sportive e la cura personale”. Questa richiesta, anche per gli acquisti, non fa aumentare il prezzo medio, specialmente sugli immobili nuovi. Ecco allora che, a differenza di quanto succede a pochi chilometri di distanza, tra Abano e Montegrotto costruire continua ad essere un buon affare per gli impresari

che riescono così ad avere un certo margine di guadagno. “Si continua a costruire condomini molto moderni - aggiunge Furlan - con belle terrazze abitabili, ormai più richieste del giardino. Per comprarli però serve una buona disponibilità economica, il mutuo da solo non basta e il prezzi richiesti sono impegnativi”.

Anche l’usato si colloca facilmente: diciamo che in zona si vende di tutto se il prezzo è congruo.

“Se stiamo dentro i valori di mercato - conferma Furlan - anche gli immobili usati vendono tranquillamente ricollocati. C’è disponibilità per l’usato dagli anni Settanta

Chi è in graduatoria aspetta, le case restano chiuse: il cortocircuito dell’edilizia pubblica

Le persone in difficoltà nel trovare una casa sono sempre di più e la disponibilità di alloggi non basta per tutti. Anche a Montegrotto l’emergenza abitativa si fa sentire, specialmente negli ultimi anni. A confermarlo è la vice sindaca nonché assessore al sociale Elisabetta Roetta: “C’è un forte aumento dell’emergenza abitativa e la notevole crescita delle persone che si rivolgono ai servizi sociali del Comune, viviamo un periodo in cui è anche chi lavora fatica a trovare casa, ma il nostro compito di amministratori è quello di dare risposte ai cittadini ma, a volte, non abbiamo gli strumenti o le risorse

per farlo”.

Per dare una risposta a chi si trova in difficoltà l’amministrazione di Montegrotto può contare su 11 appartamenti di proprietà comunale destinati alle emergenze abitative. Sono alloggi destinati a persone o nuclei familiari che hanno avuto uno sfratto e che non sono in grado, per motivi economici o lavorativi, di trovare una soluzione nel mercato immobiliare. A questi si aggiungono i 43 appartamenti dell’Ater, anche se quelli disponibili sono 36 perché gli altri sette sono liberi da anni. E qui si pone il problema delle ristrutturazioni degli alloggi popolari,

costretti a rimanere vuoti in attesa dei fondi necessari per far fronte ai lavori. “Uno di questi appartamenti però - continua Roetta - è libero addirittura dal 2013. Sono anni che Ater promette di sistemare gli alloggi ma ad oggi non è mai stato fatto niente. Eppure ci ne sarebbe estremo bisogno, anche perché si tratta di immobili di ampie dimensioni, che pertanto potrebbero ospitare famiglie numerose, le quali anche se si trovano ai primi posti della graduatoria non riescono ad ottenere l’alloggio. Come amministrazioneconclude la vice sindaca - abbiamo deciso di affiancare le persone che si trovano in emer-

agli inizi del Duemila, con varie soluzioni e diversi prezzi che permettono a più tipologie di acquirenti, con diverso potere di acquisto, di trovare la soluzione che fa per loro. Quel che manca, invece, è un usato recente, soluzioni che si pongano su una fascia mediana sia come età che come prezzo. Non vediamo molta disponibilità di edifici sui 10-15 anni, al massimo arriviamo ad una ventina di anni fa o poco più, ma non oltre. Su questo ha pesato anche il fatto che dopo la crisi immobiliare del 2008 si è costruito di meno per diversi anni e pertanto la disponibilità è ridotta”.

Nicola Stievano

genza abitativa con dei percorsi di accompagnamento all’autonomia sia per la ricerca di un’abitazione sia per la gestione delle risorse economiche”.

Elisabetta Roetta, vice sindaco di Montegrotto Terme

Focus emergenza casa. Avviato il progetto con l’Ater per la costruzione di nuovi alloggi

Quando il ceto medio diventa fragile: la risposta di Abano è il social housing

Abano è una città ad alta intensità abitativa: la richiesta di alloggi è elevata, in tutte le fasce della popolazione, e spesso le difficoltà sono legate ai prezzi tropo elevati. Giovani coppie senza grandi capitali disponibili, famiglie monoparentali, anziani soli: sono alcune delle categorie che in questi anni faticano nel trovare una sistemazione, specialmente in realtà fortemente urbanizzate e turistiche come quella termale. Da questa consapevolezza nasce il progetto di “social housing” che l’Ater padovana ha avviato in collaborazione con il Comune per combattere anzitutto il “disagio abitativo” e mettere a disposizione degli alloggi di qualità a prezzi sostenibili.

“Vogliamo favorire l’inclusione sociale - spiega Tiberio Businaro, presidente dell’Ater - e ci siamo detti, perché l’Ater non può fare anche questo? Perché non possiamo intervenire anche per diverse fasce di reddito, a favore del ceto medio che fa sempre più fatica a trovare una sistemazione?

Ripartiamo dal recupero o ricostruzione di alcuni fabbricati fatiscenti grazie ad opportunità come il conto termico e finanziamenti che ci permettono di abbattere i costi. La strategia prevede la cessione di un’area comunale in via Stazione, attualmente occupata da due edifici che saranno demoliti per fare spazio alla costruzione di otto alloggi ad elevata efficienza energetica”. Una volta costruiti, il Comune individuerà gli assegna-

tari attraverso uno specifico bando in cui fisserà i criteri in modo da favorire chi sta cercando una casa ma non riesce a sostenere le quotazioni del libero mercato.

Gli alloggi saranno progettati con soluzioni sostenibili, includendo isolamento termico, impianti per l’energia rinnovabile e tecnologie a basso consumo, aspetti che permetteranno di ridurre i costi per gli inquilini e l’impatto ambientale complessivo.

“Il progetto - aggiunge Businaro - non solo migliorerà il decoro dell’area, ma contribuirà anche a creare un contesto abitativo sicuro e inclusivo, rafforzando il tessuto sociale del territorio. Questo intervento rappresenta un esempio di come l’edilizia sociale sostenibile possa essere non solo una risposta concreta a esigenze urgenti, ma anche un modello da

replicare per futuri sviluppi nel contrasto alla crisi abitativa”.

“Con Ater sono in corso delle interlocuzioni a 360 gradi - sottolinea il sindaco di Abano Terme Federico Barbierato - utili e necessarie per dare riscontro ai problemi che affrontano i nostri cittadini. In questi incontri abbiamo parlato di diversi progetti tra cui l’utilizzo di immobili Ater per l’insediamento di famiglie in lista per edilizia residenziale pubblica e la realizzazione di un progetto per la costruzione di un nuovo edificio di almeno 8 unità da destinare a giovani coppie od anziani. A questo si aggiunge il recente bando predisposto dal settore sociale per la predisposizione di una graduatoria non di edilizia residenziale dove a breve si provvederà alla assegnazione di due nuove unità abitative”.

Nella città ad alta intensità abitativa si cerca di dare una risposta concreta al disagio di chi non trova casa attraverso soluzioni sostenibili con il contributo del conto termico e finanziamenti bancari

Trovare un immobile in condizioni adeguate sia per l’affitto che per l’acquisto è sempre più difficile e costoso e dove le nuove costruzioni, rispettose degli obiettivi di risparmio energetico, hanno prezzi davvero notevoli. Ne abbiamo parlato con Andrea Binello, direttore generale della di Banca Annia.

“A questa situazione - spiega - si aggiunge anche il fatto che l’aumento dei tassi, che hanno raggiunto la punta massima tra la fine dell’anno 2023 e l’inizio dell’anno 2024, ha contribuito a ridurre le compravendite di abitazioni al-

meno fino all’autunno dello scorso anno. A partire dall’autunno scorso, grazie al calo dei tassi più evidente e ad un lento e progressivo recupero del potere di acquisto delle famiglie, le compravendite delle abitazioni sono invece in ripresa. Rimangono comunque, anche nella zona termale le difficoltà a reperire appartamenti in affitto a causa della domanda elevata e crescente anche per motivi di lavoro, cura e turismo, a fronte di un’offerta stabile”.

C’è poi la necessità di aiutare i giovani che faticano a sostenere

investimenti importanti. “Grazie alle garanzie statali si può risolvere il problema dei mutui per i giovani con redditi bassi, - continua Binello - instabili e che spesso iniziano a lavorare molto più tardi rispetto alle generazioni precedenti e quindi hanno meno risparmi accumulati per acquistare un’abitazione, a maggior ragione visti i prezzi attuali. A determinate condizioni possono consentire alle banche di erogare anche mutui che coprano l’intero costo di acquisto dell’immobile aiutando quindi i giovani nell’acquisto di una casa”.

Tiberio Businaro presidente Ater con il sindaco Federico Barbierato e il vice Francesco Pozza

di Treviso Ovest

Se gli uomini imitassero di più le donne si potrebbero evitare 600 morti ogni anno

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Sboccia la primavera, idee e consigli per il garden perfetto anche in terrazza

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

Mogliano Veneto, Quinto di Treviso e Zero Branco assistono a un’impennata dei prezzi di case e affitti, aggravando la già grave crisi abitativa

Il progetto di ripristino mira a migliorare la qualità dell’acqua e proteggere la biodiversità fluviale

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

19 segue a pag. 19

NDiritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano

>direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 9
Servizio a pag.
pag. 24
Servizio a pag. 3

Emergenza casa. La difficoltà delle giovani coppie di accedere alla casa si fa sempre più sentito

Giovani senza casa, la Marca rischia il collasso sociale

Il diritto alla casa, l’emergenza abitativa, la difficoltà, specie per le coppie più giovani, di trovare un’abitazione. Ma anche nuove modalità di abitare e progetti innovativi per rendere la casa un bene più accessibile. Quello dell’abitare è un tema caldo che riguarda molteplici soggetti, dal mondo delle istituzioni a quello dell’associazionismo, con al centro un grande la famiglia. La Marca Trevigiana in prima linea per cercare di arginare il problema attraverso la creazione di un fondo di sostegno all’abitare lanciato dall’Associazione Comuni della Marca Trevigiana in collaborazione con il Centro Studi Amministrativi della Marca. È un fondo nato dalla collaborazione con tutto il territorio, grazie alla Regione del

Veneto, alla collaborazione con i Comuni, l’Ater di Treviso, le Caritas trevigiane ma anche il mondo imprenditoriale, quello sindacale, quello delle associazioni e del terzo settore e non ultimo i proprietari.

“Il fondo da una parte vuole essere un sostegno nel pagamento dell’affitto per le famiglie e una garanzia per chi affitta, allo stesso modo prevede un percorso di accompagnamento all’abitare, una parte di formazione necessaria per la gestione di un alloggio. - presidente dell’Associazione Comuni Marca Trevigiana Paola Roma - Riteniamo sia l’Ats l’ambito giusto a dover gestire il tema della casa, perché per i Comuni si tratta soprattutto di sociale”.

In un’Italia segnata da precarietà economica e difficoltà

di accesso al credito, la casa si conferma un bene di straordinaria importanza, non solo come luogo di vita, ma anche come investimento e patrimo-

nio da tramandare. “La casa diventa un bene di trasmissione intergenerazionale molto potente - spiega Francesco Belletti, direttore del Centro Interna-

Dormiva in un garage, è morto: la casa negata che uccide in silenzio

La morte di un uomo sfrattato, trovato senza vita in un garage a Treviso, riaccende l’attenzione sull’emergenza abitativa in Veneto. Un dramma che non può essere ignorato e che, secondo la Cgil di Treviso, richiede azioni immediate e concrete per tutelare il diritto alla casa. Questa tragedia rappresenta solo la punta dell’iceberg di una crisi abitativa sempre più grave, che sta spingendo molte famiglie e cittadini nella precarietà. Il sindacato chiede con forza un piano casa a livello regionale, con

zionale Studi e Famiglia -. Metà delle persone che hanno acquistato casa lo hanno fatto con il sostegno dei genitori, percentuale che arriva al 70% per gli under 35”.

Un dato che evidenzia come la famiglia si trasformi in una sorta di “banca senza interessi” per le nuove generazioni, offrendo un supporto fondamentale per l’acquisto della prima casa. Un aiuto prezioso, soprattutto in un contesto in cui i giovani faticano a ottenere mutui e a sostenere i costi elevati degli immobili. Il fondo di sostegno all’abitare della Marca Trevigiana rappresenta un passo importante per affrontare l’emergenza abitativa e garantire un futuro più sereno alle famiglie del territorio.

misure strutturali per aumentare l’offerta di alloggi popolari, calmierare gli affitti e fornire supporto a chi è in difficoltà. Secondo una stima della Cgil, in Veneto ci sono circa 20mila richieste di alloggi popolari ancora inevase, mentre 6mila unità Erp risultano vuote e necessitano di interventi di manutenzione e recupero. “Vanno ripristinate le misure di sostegno alla morosità incolpevole e attuate politiche per contenere il caro affitti,” afferma Mauro Visentin, segretario della Cgil di Treviso.

“L’aumento dei costi delle locazioni e la mancanza di interventi adeguati stanno ostacolando la crescita economica e la mobilità dei lavoratori. Sempre più persone rinunciano a opportunità professionali perché non possono permettersi un affitto in linea con il proprio reddito”. Un altro aspetto critico è l’incremento delle locazioni ad uso turistico, che sta alterando il tessuto sociale e residenziale delle città venete. Per contrastare questo fenomeno, il sindacato propone l’adozione di

piani urbani comunali volti a regolamentare gli affitti brevi e turistici. “Non si tratta solo di garantire un tetto sopra la testa, ma di assicurare dignità, sicurezza e inclusione sociale,” conclude Visentin. “L’abitare è un diritto fondamentale, non un privilegio.” Le organizzazioni sindacali esortano le istituzioni e la politica a un cambio di passo, affinché vengano adottate misure efficaci per affrontare un problema che coinvolge un numero sempre maggiore di cittadini. (s.b.)

Massimo, anni 43

IMMAGINIAMO IL FUTURO. DA SEMPRE.

Insieme ogni sfida è possibile. Con la stessa passione e visione senza limiti che hanno i bambini nei loro sogni, in Tecno Crane immaginiamo e realizziamo un domani migliore. La nostra dedizione è ciò che ci spinge a vedere il potenziale in ogni sfida. Vuoi entrare a far parte della nostra squadra Scrivici alla mail info@tecnocrane.it

montatore di Tecno Crane da 34 anni.

assegnati, fondi Pnrr in arrivo: ma la casa resta un miraggio per troppi

Anche la provincia di Treviso non è esente dalla crisi abitativa, un fenomeno che negli ultimi anni ha reso ancora più urgente una gestione attenta e strategica del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Ater Treviso continua a lavorare per garantire alloggi dignitosi e sostenibili alle fasce di popolazione più vulnerabili, investendo nella manutenzione degli immobili. “Nei prossimi due anni abbiamo previsto interventi di manutenzione per un totale di due milioni di euro. Inoltre, abbiamo avviato appalti significativi per oltre 200 unità che necessitano di lavori, con costi compresi tra i 15.000 e i 40.000 euro per ciascun intervento –commenta Mauro Dal Zilio, presidente di Ater Treviso –. Grazie anche ai fondi del Pnrr, abbiamo richiesto oltre undici milioni di euro. Tutti gli appalti sono stati assegnati e siamo in linea con il programma”.

La gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica nella provincia di Treviso richiede una pianificazione attenta per rispondere alle esigenze abitative del territorio. La distribu-

zione degli alloggi Erp e non Erp nei comuni limitrofi evidenzia questa necessità: a Quinto di Treviso sono presenti 28 alloggi Erp di proprietà Ater, mentre Morgano conta 5 alloggi Erp e 12 alloggi non Erp. A Zero Branco, invece, Ater gestisce 12 alloggi Erp di proprietà e 1 alloggio Erp

comunale. Il comune che richiede il maggiore impegno in termini di gestione è Mogliano Veneto, con 308 alloggi Erp e 37 alloggi non Erp di proprietà Ater, oltre a 22 alloggi Erp comunali affidati all’ente.

“Il nostro impegno nel garantire una risposta concreta alle esigenze abitative del territorio è costante – spiega Dal Zilio –. Operiamo in sinergia con le amministrazioni locali per migliorare la qualità della vita dei cittadini”. Ater si finanzia attraverso i canoni di locazione e le vendite programmate degli alloggi. “Attualmente, nella provincia abbiamo dieci appartamenti in vendita – sottolinea il presidente –. Abbiamo ereditato un patrimonio di 1.000 unità destinate alla vendita, ma abbiamo deciso di ridurlo a 300 unità. La logica è chiara: se possediamo un’intera palazzina, conviene mantenerla, mentre in condomini misti, dove Ater possiede solo uno o due appartamenti, la vendita può essere una scelta strategica. Ater Treviso ha per sua missione quella di supportare le famiglie e i cittadini che cercano casa”.

Ater Treviso ha avviato interventi di manutenzione per un totale di due milioni di euro, con l’obiettivo di migliorare le condizioni degli immobili residenziali pubblici e garantire case dignitose a chi ne ha più bisogno

Sara Busato

Mogliano Veneto si conferma il comune con i prezzi più elevati

Nel mese di febbraio 2025, il mercato immobiliare nei comuni di Quinto di Treviso, Zero Branco e Mogliano Veneto ha registrato un incremento dei prezzi sia per le vendite che per gli affitti, confermando una tendenza al rialzo rispetto all’anno precedente. A Quinto di Treviso il prezzo medio delle case in vendita è stato di 1.642 euro/mq, in crescita del 9,98% rispetto ai 1.493 euro/mq di febbraio 2024. Il picco massimo è stato raggiunto a luglio 2024 (1.649 euro/mq), mentre il minimo si è registrato a maggio 2023 (1.361 euro/mq).

Per gli affitti, il prezzo medio è salito a 9,84 euro/mq al mese (+21,03% rispetto agli 8,13 euro/ mq del 2024). Il valore più alto si è registrato a febbraio 2025, mentre il più basso è stato maggio 2023 (6,57 euro/mq). I prezzi

di vendita e affitto sono inferiori alla media provinciale (1.849 euro/mq e 10,90 euro/mq). Le case in vendita hanno a Zero Branco raggiunto un prezzo medio di 1.845 euro/mq (+6,77% rispetto ai 1.728 euro/mq del 2024). Il massimo è stato registrato a febbraio 2025, mentre il minimo risale ad aprile 2023 (1.634 euro/mq).

Per gli affitti, il prezzo medio è stato di 9,01 euro/mq al mese (+9,21% rispetto agli 8,25 euro/ mq del 2024). Il valore più alto è stato a gennaio 2025 (9,05 euro/mq), mentre il più basso a dicembre 2023 (7,51 euro/mq).

Anche qui, i prezzi sono sotto la media provinciale. A Mogliano Veneto, le case in vendita hanno raggiunto i 2.222 euro/mq (+8,18% rispetto ai 2.054 euro/ mq del 2024). Il massimo si è re-

gistrato a febbraio 2025, mentre il minimo è stato ad agosto 2023 (1.914 euro/mq).

Gli affitti sono saliti a 1 0,89 euro/mq al mese (+16,60% rispetto ai 9,34 euro/mq del 2024). Il valore più alto si è registrato a febbraio 2025, mentre il più basso è stato ad aprile 2024 (9,24 euro/mq). Il mercato immobiliare nei tre comuni analizzati mostra un trend in crescita sia per la compravendita che per gli affitti. Mogliano Veneto si conferma il comune con i prezzi più elevati, mentre Quinto di Treviso e Zero Branco mantengono valori inferiori alla media provinciale. L’aumento significativo degli affitti potrebbe indicare una crescente domanda di locazioni, riflettendo dinamiche socio-economiche in evoluzione. (s.b.)

Mauro Dal Zilio, presidente di Ater Treviso

Ospedale Ca’ Foncello: riconoscimento per l’eccellenza nella cura del tumore renale

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

DISPERAZIONE ABITATIVA:

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

segue a pag. 21

Ma a Treviso l’insolvenza sulle rate dei mutui è molto bassa e cresce il numero degli under 35 che scelgono di investire sul mattone

CON LA CARDIOLOGIA DI TREVISO CITTADELLA DELLA SALUTE

Intervista al primario Carlo Cernetti, fra tecniche, numeri e prossimi obiettivi del centro di eccellenza dell’Ulss 2

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

Diritto alla casa, questione sociale

NNicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio alle pagg. 10 e 11
Servizio a pag. 21
pag. 23
pag. 22 pag. 29
Servizio a pag. 3

L’analisi. Alessandrini, dg di CMB, afferma

Casa: tra il peso dei rincari e l’incertezza sul mercato le famiglie si muovono con cautela

Per il manager della banca del territorio i trevigiani hanno dimostrato, di fronte alle grandi crisi, di avere resilienza e vitalità: “Si riesce a mantenere gli impegni presi per l’acquisto delle abitazioni, l’insolvenza sulle rate dei mutui è bassa e cresce il numero di giovani che investe nel mattone”

Prima la grande recessione della fine del primo decennio del nuovo secolo. Poi il nuovo scivolone del 2012-2013. Infine la pandemia globale del 2020. “Eppure i dati più recenti raccontano una storia di resilienza e ripartenza in questo territorio. Nel 2023 i consumi delle famiglie hanno superato persino i livelli del 2007, considerato da molti un anno di riferimento pre-crisi”. A spiegarlo è Claudio Alessandrini, direttore generale di CentroMarca Banca, istituto di credito fortemente radicato a livello locale e con sede nel capoluogo. Per capire il “tema casa”, va compreso il peso economico e sociale di quest’area, con un valore complessivo dei consu-

mi che supera i 40 miliardi di euro e da solo rappresenta il 36% del totale regionale. “Una vitalità che ha saputo andare oltre le difficoltà, se pensiamo che nel 2023 i consumi risultano superiori dell’1% rispetto al periodo pre-Covid”. E anche per quest’anno le previsioni indicano una crescita: “Contenuta, ma regolare. Comunque superiore alla media nazionale. Un buon segnale che dimostra una straordinaria capacità di adattamento”.

Focalizzando l’analisi sul credito alle famiglie, dopo dodici anni di crescita nel 2023-2024 si è verificata una battuta d’arresto. “I prestiti – spiega il direttore – hanno mostrato segnali di stabilità, se non una leggera flessione, soprat-

tutto a causa della contrazione dei redditi reali, messi sotto pressione da inflazione e caro-vita. E l’andamento dei tassi di interesse ha reso più oneroso accendere nuovi finanziamenti, soprattutto per l’acquisto della casa. Da un lato c’è più cautela delle famiglie nel fare debito e dall’altro il sistema bancario locale è ancora alle prese con le conseguenze della crisi delle popolari”. Nonostante le difficoltà economiche, c’è un segnale positivo che arriva dal monitoraggio dei crediti. “La percentuale delle insolvenze sulle rate da parte delle famiglie resta molto bassa, dimostrando che, nonostante il peso dei rincari e l’incertezza del mercato del lavoro, le famiglie riescono in larga parte a mantenere gli impegni presi. E questo – sottolinea Alessandrini – è un segnale di equilibrio finanziario che merita attenzione”.

Mutui casa dal cui fronte arriva un segnale incoraggiante. “Cresce il numero di giovani e di giovani

coppie under 35 che scelgono di investire nel mattone. Se nel biennio 2022-2023 i mutui a questa fascia di età rappresentavano il 35% del totale, nel 2024 si è superata quota 40%. Un dato – dichiara il manager di CentroMarca Banca –che racconta il desiderio, ancora

forte, di mettere radici e costruire un futuro stabile, nonostante i costi elevati e le incertezze. E si tratta anche del frutto di alcune politiche di sostegno e di una crescente attenzione del mercato finanziario alle esigenze delle nuove generazioni”.

Sulla politica per la casa il Pd cittadino anticipa la campagna elettorale Zabai: “Va istituito un assessorato che segua l’evoluzione del problema”

“Oggi il 60% dei trevigiani ha un reddito annuo inferiore ai ventiseimila euro e il 40% delle famiglie è composto da nuclei singoli. In un contesto come questo è fondamentale ripensare completamente la politica della casa a livello locale”. Lo afferma Marco Zabai, consigliere comunale del Partito democratico, che da quando è entrato a palazzo dei Trecento ha fatto delle politiche abitative il suo cavallo di battaglia. “Non possiamo più ignorare la situazione di chi vive in una fascia grigia. Non abbastanza povero per

accedere alle case popolari, ma nemmeno abbastanza ricco per permettersi un affitto di mercato. A queste persone dobbiamo dare risposte concrete, insieme a chi invece si trova in condizioni di forte fragilità economica”.

Un tema che l’unione comunale del partito ora ha scelto di mettere al centro di quella che ha tutto il sapore di apertura anticipata della campagna elettorale per le prossime amministrative. Stilando l’elenco dei problemi e quello delle proposte. Come l’isti-

tuzione dell’assessorato alla casa a tempo pieno, con una figura che segua in modo continuo e competente l’evoluzione del problema abitativo. A questa si affiancherebbe la creazione di un’agenzia sociale comunale per la locazione: per favorire la mediazione tra proprietari e inquilini per canoni agevolati, gestire fondi per la morosità incolpevole e sostenere progettualità innovative come il co-housing, i bandi per le giovani coppie e le coabitazioni collaborative. Viene proposta l’introduzione di agevolazioni per chi affit-

ta a canone calmierato, oltre alla possibilità di utilizzare di contributi straordinari di urbanizzazione per costruire o riqualificare alloggi sociali. In parallelo andrebbe attivata una vera e propria fondazione di comunità, con l’obiettivo di coinvolgere pubblico e privato nel finanziamento di servizi di walfare abitativo. Infine, il capitolo emergenza: il Pd chiede protocolli anti-sfratto “ben strutturati”, piani freddo “pianificati con largo anticipo”, un maggiore supporto all’housing first e all’offerta di comunità alloggio. (s.s.)

Dal Zilio: “Ater in prima fila per l’emergenza casa”

Entro fine anno la città avrà 80

Entro la fine dell’anno la città avrà a disposizione ottanta alloggi Ater in più. Sono quelli dei cantieri aperti a Monigo, tra via Castagnole e via Feltrina. Due progetti per i quali il presidente dell’ente Mauro Dal Zilio afferma che l’investimento è stato “senza eguali” e che “dimostra il nostro essere in prima fila per l’emergenza casa”. Ma non finisce qui. “Abbiamo appena affidato i lavori per l’abbattimento degli altri edifici fatiscenti e andremo dunque a realizzare altri trentadue alloggi nuovissimi, efficienti dal punto di cista energetico, pronti ad accogliere nuove famiglie. Rispettando i tempi del Pnrr, a fine anno entrambi i cantieri saranno terminati e poi partiremo con l’iter burocratico che poterà, ci auguriamo in estate, ad assegnare tutti gli alloggi”, fa sapere il numero uno dell’ente di via D’Annunzio.

Ma andiamo con ordine. Il primo cantiere riguarda ventiquattro alloggi di edilizia residenziale pubblica che vanno a completare l’area Peep 7.2: un edificio a “doppia L” il cui “gemello” (il primo stralcio) è già stato terminato e i cui alloggi sono già stati assegnati non senza qualche intoppo: i lavori infatti erano iniziati nel 2018, dopodiché la ditta appaltatrice era fallita, i lavori sono stati riassegnati con una nuova gara e la nuova ditta li ha portati a termine la scorsa primavera. Questa seconda tranche costerà cinque milioni di euro, finanziati grazie ai reinvestimenti delle vendite di Ater, a fondi regionali relativi al Piano nazionale di edilizia abitativa e al Piano strategico per le politiche della casa del Veneto, oltre che a fondi del Pnrr nell’ambito del progetto Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare), di cui Ater è soggetto attuatore per conto del Comune di Treviso. Chi beneficerà dell’assegnazione di questi nuovi alloggi avrà a disposizione una casa a totale risparmio energetico, tra fotovoltaico, involucro termico e caldaia di ultima generazione.

“Nel primo edificio a doppia elle di Monigo – fa sapere la vicepresidente di Ater Marina Bo-

notto – grazie alla riserva di posti per la Prefettura sono stati assegnati alloggi a ben tre rappresentanti delle forze dell’ordine. Sicuramente – commenta Bonotto – contribuirà ad aumentare la percezione di sicurezza del quartiere”.

Il secondo cantiere, invece, è in via Feltrina: si tratta di trentadue alloggi di nuovissima generazione, i primi di un progetto ampio che coinvolgerà sette lotti con la demolizione di ben ottantotto alloggi oggi fatiscenti e non agibili dal punto di vista igienico. Per arrivare a un totale di 163 nuove case da assegnare tra edilizia sociale e residenziale calmierata. In questa prima fase l’investimento complessivo è di quasi 11 milioni di euro (in parte con fondi Pnrr e in parte con fondi Ater). Un progetto che rientra nell’ambito del Pinqua, che prevede interventi finalizzati a ridurre il disagio abitativo aumentando il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, rigenerando così il tessuto socioeconomico dei centri urbani, migliorando l’accessibilità, la funzionalità e la sicurezza di spazi e luoghi degradati, spesso localizzati nelle periferie. E il Comune di Treviso ha in piedi, ap-

punto con Ater in qualità di principale soggetto attuatore, opere per oltre 35 milioni di euro. Le prime trentadue unità abitative, pronte appunto entro la fine di quest’anno, sono suddivise in due edifici a quattro piani con un seminterrato a uso garage, con appartamenti che vanno dai 50 agli 80 metri quadrati: palazzine immerse in un parco verde a uso pubblico, collegato al centro dalla pista ciclabile. Nell’ambito del Pinqua – oltre al rifacimento degli alloggi popolari che risalgono al secondo dopoguerra – è incluso anche il completo rifacimento delle linee di urbanizzazione della zona compresa fra le vie Feltrina, Cisole e La Bassa.

“Sono orgogliosa, perché durante questo mandato abbiamo investito tantissimo e non solo per le grandi nuove costruzioni, ma anche in quello che non si vede, come i riatti, che lo scorso anno sono stati più di duecento. Per i prossimi anni sono stati messi a bilancio altri due milioni di euro”, fa sapere la vicepresidente di Ater Treviso. “Siamo primi in Italia per interventi e quello che stiamo facendo oggi resterà nella storia della città”, le fa eco il consigliere Oscar Borsato. (s.s.)

Cantieri in fase ormai avanzata in via Castagnole e via Feltrina, ma questo mese saranno demoliti altri vecchi edifici sempre a Monigo dove entro la fine del 2030 verranno realizzati ulteriori 32 alloggi

Grazie al Pinqua, Treviso riuscirà a demolire 88 case fatiscenti distribuite in sette lotti, che diventeranno 163 nuove case da assegnare tra edilizia sociale ed edilizia residenziale calmierata

Inaugurazione dell’asilo

Coccinella a Mestre, ora l’edificio è più grande e sostenibile

di Venezia e Mestre

Elegante, maestosa, senza tempo: l’Amerigo

Vespucci è arrivata nella Serenissima

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

DISPERAZIONE ABITATIVA: PREZZI ALLE STELLE

Nonostante gli sforzi, il numero degli alloggi disponibili non basta a soddisfare la crescente richiesta, mentre i fondi restano limitati e la burocrazia rallenta le pratiche

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

LA “HYDROGEN VALLEY” VENETA NASCE A PORTO MARGHERA

L’impianto per la produzione di idrogeno verde sarà alimentato da energie rinnovabili e favorirà la sostenibilità e la decarbonizzazione

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

a pag. 25 segue a pag. 25

NDiritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 14
Servizio

Venezia, contributo di accesso 2025: prenotazioni e pagamenti attivi

Apartire dallo scorso 18 marzo, i visitatori di Venezia possono finalmente prenotare e pagare il contributo di accesso per il 2025 attraverso il nuovo portale online, disponibile al link https://cda.ve.it/it/. Oltre alla possibilità di effettuare il pagamento, il sito offre anche tutte le informazioni relative a eventuali esenzioni, esclusioni e modalità di registrazione. L’importante novità della sperimentazione del 2025 è l’ampliamento del periodo di validità del contributo. Quest’anno, infatti, saranno 54 le giornate di accesso a pagamento, rispetto alle 29 previste nel 2024. La prima fase del contributo sarà attiva dal 18 aprile al 4 maggio, seguita da un’altra serie di date a maggio, giugno e luglio, che interesseranno vari giorni della settimana. Il contributo sarà dovuto dalle 8:30 alle 16:00, con una tariffa differenziata. Chi prenota con almeno quattro giorni di anticipo potrà pagare un importo ridotto di 5 euro, mentre chi prenota a partire dal terzo giorno precedente alla visita dovrà versare 10 euro. Un’altra novità importante è l’introduzione della registrazione tramite identità digitale, come SPID, CIE o CNS, per semplificare l’accesso al portale. Le categorie che dovranno registrarsi online, qualora non siano residenti in Veneto, includono lavoratori e imprenditori con sede nel centro storico o nelle isole minori della laguna, atleti e accompagnatori impegnati in eventi sportivi, locatari di immobili nel Comune di Venezia, nonché i dipendenti di enti pubblici che risiedono nella città antica o nelle isole circostanti. Inoltre, il portale consente anche ai parenti di residenti o proprietari di immobili nella città di registrarsi, così come chi invita persone a visitare la città. Queste esenzioni e le categorie di persone che avranno diritto a benefici specifici sono tutte dettagliate nel portale, rendendo facile per chi ha diritto ad agevolazioni sfruttare la possibilità di accedere gratuitamente o a condizioni favorevoli.

Online il portale per effettuare il pagamento e richiedere esenzioni

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

La conferenza di Roma, alla quale hanno partecipato anche alcuni amministratori delle città venete, è stata l’occasione per fare il punto con rappresentanti di città ed istituzioni europee sulle politiche abitative in Italia e in Europa e su alcuni temi urgenti come l’edilizia residenziale pubblica, le agenzie sociali per l’abitare, la carenza di affitti e l’energia verde e il consumo di suolo. L’intento è scambiare buone pratiche, cercare soluzioni, proporre politiche sulla casa. Nella speranza che qualcosa si muova anche a livello nazionale perché “è ora di mettere il diritto alla casa, la protezione delle famiglie vulnerabili e la transizione energetica in cima all’agenda”. L’incontro internazionale ha cercato di fornire uno strumento utile agli amministratori pubblici, locali e nazionali, che quotidianamente devono confrontarsi con il fenomeno della precarietà abitativa, per interpretare la realtà e selezionare le esperienze positive già esistenti. In questi anni, hanno sottolineato gli esperti, cambiamenti radicali si sono manifestati nella società, nella famiglia e nella condizione economica della popolazione. La domanda di alloggi a prezzi accessibili supera di gran lunga l’offerta, creando una situazione di crisi che colpisce persone di tutte le età e famiglie di tutte le dimensioni, in particolare nei contesti cittadini dove più grave è il deficit di patrimonio pubblico. È uno scenario purtroppo in crescita, aggravato dall’ampliamento delle diseguaglianze economiche e sociali e dall’impoverimento della classe media. Tante persone si vedono negato un diritto, quello all’abitare, che è un diritto essenziale per il pieno riconoscimento della dignità di ogni persona e, in seconda battuta, dei suoi diritti di cittadinanza. L’obiettivo si è ampliato rispetto al passato: occorre rispondere anche all’esigenza di nuove residenze ad affitti calmierati, rivolte a quelle fasce intermedie che non riescono a soddisfare il proprio bisogno sul mercato per ragioni economiche e per assenza di un’offerta adeguata, e che però non rientrano nei requisiti per l’assegnazione di alloggi popolari. Questa categoria comprende una varietà di tipologie come giovani coppie a basso reddito, famiglie monogenitoriali, anziani, studenti, lavoratori fuori sede, immigrati. La conferenza ha approfondito le esperienze delle Agenzie sociali per l’Abitare, uno strumento pubblico già presente a Torino, Milano, Napoli, Firenze e Modena, per calmierare il mercato degli affitti residenziali. Lo scopo è reperire alloggi nel mercato privato tramite accordi con i proprietari, in modo da arrivare ad affitti a canone concordato. Una soluzione ancora poco praticata nelle nostre città.

Venezia e Mestre

Sociale. Iniziativa a sostegno di chi ha un reddito alto per l’edilizia residenziale pubblica

Venezia: nuovi bandi per il social housing, 330 alloggi già assegnati

La Giunta comunale di Venezia ha approvato due bandi per la locazione di alloggi comunali tramite contratto di social housing. L’iniziativa mira a contrastare lo spopolamento e recuperare alloggi inutilizzati, favorendo famiglie e giovani coppie.

L a Giunta comunale, su proposta dell’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini, ha approvato la delibera relativa ai bandi 2025 per la locazione, con contratto di social housing, di alloggi del patrimonio comunale esclusi dall’ambito dell’edilizia residenziale pubblica.

L’iniziativa mira a contrastare lo spopolamento, favorire il reinsediamento delle famiglie e

tro storico, isole e terraferma. La graduatoria avrà validità di due anni.

“Il Comune di Venezia è impegnato da tempo nell’ampliare l’offerta abitativa con particolare attenzione al social housing, per sostenere chi ha un reddito troppo alto per accedere all’edilizia residenziale pubblica, ma insufficiente per il mercato privato” spiega l’assessore Venturi-

recuperare alloggi attualmente inutilizzati. A tal fine, sono stati predisposti due bandi:

Il primo bando, in pubblicazione entro marzo, riguarda la locazione di alloggi del patrimonio comunale che necessitano di lavori di manutenzione. La graduatoria definitiva avrà validità di un anno.

Il secondo bando, atteso entro maggio, sarà destinato alla locazione di alloggi suddivisi tra cen-

ni. “Grazie ai bandi precedenti, sono stati già assegnati 330 alloggi tra terraferma, centro storico e isole. Queste iniziative sono fondamentali per facilitare l’accesso alla locazione a famiglie e giovani coppie, contribuendo alla rigenerazione del tessuto sociale e al legame con il territorio, sia per motivi di studio che di lavoro. Inoltre, permettono il recupero di alloggi attualmente inutilizzati”.

Riassetto urbanistico dell’area del Casino’

di Tessera: via libera della Giunta

La Giunta comunale ha licenziato, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin, la delibera per il riassetto urbanistico dell’area dove insiste la Casa da Gioco (Casino’) di Tessera-Ca’ Noghera. La delibera era già stata adottata dal Consiglio comunale nel mese di luglio dello scorso anno stabilendo che gli eventuali interventi sull’area non saranno più soggetti al contributo straordinario del DPR 380/2001, in quanto le attività svolte dalla Società Casinò Venezia Gioco Spa sono dichiaratamente di interesse pubblico, in forza della concessione governativa assegnata al Comune di Venezia.

“In questo modo - spiega l’assessore De Martin - attribuiamo

all’area che ospita la Casa da Gioco la destinazione d’uso appropriata. Andiamo cosi a sanare una situazione urbanistica che strideva con la possibilità di sviluppo del Casinò e questo dimostra come questa Amministrazione abbia a cuore lo sviluppo della società e

dei suoi lavoratori. Con l’approvazione della delibera adesso sarà possibile la programmazione necessaria alla società per garantire la prosecuzione dell’attività e, assecondando l’obiettivo condiviso dall’Amministrazione comunale, favorire lo sviluppo della stessa”.

La città alla deriva sul fronte casa ancora 545 alloggi da assegnare

Con oltre 31 milioni di euro in investimenti, il

Comune cerca di rattoppare una situazione critica che minaccia la stabilità abitativa della città

umeri importanti per il Piano Casa del Comune di Venezia, valido per il triennio 2024-2026 e su cui l’amministrazione Brugnaro punta molto per rilanciare la residenzialità riqualificando l’immenso patrimonio immobiliare di proprietà. Sono 26 milioni e 200mila euro i fondi messi sul piatto per il restauro e la messa a disposizione di circa 600 appartamenti. Mentre si arriva a 31 milioni e 420mila euro contando anche gli interventi di risanamento dal punto di vista delle parti comuni e dell’efficientamento energetico accedendo al Superbonus 110%.

Nel 2024 sono stati assegnati 194 alloggi, 38 in terraferma e 156 in centro storico e isole, con l’obietti-

vo, per il 2025, altri 545 quasi equamente suddivisi tra la città storica e l’entroterra veneziano. Infine, nell’ambito di uno specifico programma per l’attuazione di strategie integrate di sviluppo urbano sostenibile (S.I.S.U.S.), il Comune impegnerà ulteriori 2 milioni e 980mila euro per la realizzazione di 26 appartamenti in via del Lavoratore, a Marghera, abbattendo gli stabili esistenti.

Abbiamo parlato di questo importante investimento con l’assessore alla coesione sociale Simone Venturini, un impegno che lo stesso assessore non ha esitato a definire “storico”. “In questo momento - spiega Venturini - noi abbiamo in questo biennio un numero di immobili, più di 500, che non

c’è mai stato nella storia di questa città, neanche col piano Fanfani. Le assegnazioni effettuate finora sono tutte sostanzialmente andate a buon fine, certo, c’è ancora chi pensa che il Comune sia un’agenzia immobiliare e quindi che in qualche modo possa concertare qualsiasi scelta di appartamenti. Molto spesso davanti a una necessità il Comune ha degli alloggi disponibili e quelli sono perché gli altri sono in restauro. L’utente può farci sapere il gradimento o meno di un immobile ma poi non è detto che siamo in grado di soddisfare le sue aspettative. Noi quando scorriamo una graduatoria abbiamo degli alloggi disponibili che sono quelli che ci vengono consegnati, restaurati e poi provvediamo ad assegnarli. Su via del Lavoratore bisogna dire che specie in terraferma il patrimonio abitativo comunale è stato costruito in anni in cui la qualità edilizia non era la principa-

“Città Campus”, ma troppi studenti restano senza casa

In una Venezia sempre più destinata a divenire “Città Campus”, nelle intenzioni dell’attuale amministrazione comunale, oltre, ovviamente, a seguire la consueta vocazione turistica, la popolazione residente nella città storica sta mutando le sue caratteristiche, evidenziando sempre più una componente legata al mondo studentescoaccademico. Sede di due importanti atenei come Ca’ Foscari e lo Iuav, oltre al consorzio Viu, Venice International University e alcuni presidi di atenei esteri, la città apre i suoi spazi a quanti, per motivi di studio, ricerca e docenza, magari per un tempo limitato, deve soggiornare in città e viverla.

Pertanto negli ultimi anni sono aumentati i posti letto nelle residenze universitarie

pubbliche a prezzo calmierato per chi ne ha diritto o, in alternativa, in quelle convenzionate. Tre sono le residenze di Ateneo per Ca’ Foscari, quella di San Giobbe che prevede 138 posti letto per gli assegnatari del bando per il Diritto allo Studio Universitario (bandi indetti dall’Esu, l’Ente regionale per il Diritto allo Studio), 82 posti letto con tariffa a mercato libero e 8 posti letto foresteria, con prezzi dai 314 ai 541 euro. Quella di S.Marta con 82 posti letto a prezzi calmierati previsti per gli assegnatari del bando per il Diritto allo Studio Universitario, 250 posti letto a tariffa agevolata Housing Sociale, 318 posti letto con tariffa a mercato libero. Canoni dai 311 ai 551 euro. Infine, la più recente, inaugurata a fine 2023, quella di Via Torino, che offre

le priorità. All’epoca si doveva fare in fretta e andare al massimo risparmio. In questo caso è stato più logico abbatterli e creare un complesso nuovo con tutti i comfort. Faremo un progetto sperimentale con venti appartamenti classici di edilizia residenziale pubblica e sei appartamenti in co-housing, tutti in classe energetica di alta qualità. La parte più complessa del piano

142 posti letto in camere singole, doppie e minialloggi, 86 posti letto a prezzi calmierati e 56 a tariffa libera. Qui i costi variano dai 195 ai 470 euro al mese. Poi sono previste anche residenze convenzionate sia miste, maschili e femminili che solo femminili e con costi più elevati.

L’offerta però non soddisfa ancora la domanda e, pertanto, per molti e chi se lo può permettere, si aprono le porte del mercato privato dove si possono riscontrare richieste dai 600 ai 1300 a Venezia centro storico e dai 400 ai 650 euro in terraferma. “Negli affitti privati il comune dovrebbe mettersi in gioco a canone concordato – suggerisce Angelica Morresi, portavoce di Udu Venezia, l’Unione degli Universitari – per venire incontro alla

– conclude l’assessore – è stata gestire velocemente il tutto. In questi anni abbiamo riformato completamente Insula, che è l’azienda che si occupa della manutenzione e gestione degli alloggi, ma anche le procedure di assegnazione, le procedure di bando e le procedure di restauro riuscendo a comprimere al massimo i tempi”.

domanda e abbassare i prezzi si dovrebbero costruire nuove residenze e che restano pubbliche, ce ne sarà una a breve al Lido. Dopo le proteste di due anni fa per i canoni elevati degli affitti che ci videro protestare con le tende davanti alle sedi universitarie questo è un tema molto sentito e dibattuto. Poi c’è il problema degli studenti fuori corso, dopo i tre anni, infatti, non si può far domanda per un alloggio convenzionato ed è necessario cercare un posto in affitto nel privato”. (r.m.)

Riccardo Musacco

Emergenza casa/2. Tra infiltrazioni e problemi strutturali, la Nave di Altobello cerca una nuova vita

Nordio: “La carenza di fondi e la burocrazia rendono ogni miglioramento una battaglia”

Il Presidente di Ater Venezia, Fabio Nordio, spiega gli obiettivi di recupero degli alloggi pubblici e le difficoltà finanziarie e burocratiche nel processo di ristrutturazione

Abbiamo incontrato Fabio Nordio, Presidente di Ater Venezia, per parlare della situazione abitativa nella città lagunare e delle sfide che l’ente sta affrontando per migliorare le condizioni di vita dei residenti. Con una gestione che spazia dal centro storico alla terraferma.

Presidente Nordio, qual è la situazione attuale degli alloggi Ater nel Comune di Venezia?

“Al momento, nel Comune di Venezia, gestiamo circa 6.000 alloggi, che vanno dal centro storico alla terraferma. Ogni anno, ne riusciamo ad assegnare tra 300 e 350, un numero che negli ultimi venti anni è aumentato notevolmente. Prima eravamo fermi a circa 70 assegnazioni all’anno, quindi possiamo dire che il no-

stro impegno è aumentato significativamente, nonostante i fondi siano molto più limitati rispetto al passato. Abbiamo completato, ad esempio, il progetto della Giudecca, a Campo Marte. Questi 20 alloggi sono stati progettati da Álvaro Siza, un architetto portoghese di fama internazionale, e finalmente siamo riusciti a portare a termine i lavori iniziati più di 40 anni fa. Ora l’area circostante sarà trasformata in una piazza, che il Comune si è impegnato a riqualificare come un parco verde attrezzato”. Quali sono le principali problematiche da affrontare?

“Le difficoltà maggiori riguardano sicuramente il reperimento dei fondi. Riqualificare gli alloggi, soprattutto quelli nel centro

storico, è molto costoso. Un alloggio in terraferma può costare tra i 25.000 e i 40.000 euro per essere riqualificato, mentre nel centro storico, dove i lavori sono complessi a causa della storicità degli edifici, possiamo arrivare a 100.000, 140.000 euro. Le difficoltà burocratiche sono un’altra sfida. Per esempio, l’ultimo alloggio che abbiamo riqualificato alla Giudecca ha richiesto sette mesi solo per ottenere i permessi necessari per i lavori. Abbiamo lanciato un bando per assegnare venti alloggi alla Giudecca per le persone con disabilità, tutti senza barriere architettoniche e dotati di ascensore”.

Parliamo de La Nave di Altobello, un complesso a due passi dal centro di Mestre che vive ancora problemi di degrado...

“La nave di Altobello è una vecchia struttura con 102 alloggi, ma purtroppo aveva problemi di infiltrazioni e di staticità. Abbiamo deciso di trasferire le 36 famiglie che vivevano lì in al-

tri alloggi del Comune. Abbiamo promesso loro che li avremmo spostati e, dopo un anno, siamo riusciti a mantenere la promessa. Stiamo anche valutando la possibilità di riqualificare quella struttura con un mix sociale, dove possano convivere diverse categorie di persone, dagli inquilini di edilizia residenziale

pubblica a impiegati pubblici, guardie carcerarie, operatori sanitari e studenti. Questo fa parte di un progetto di rigenerazione urbana in collaborazione con lo Iuav che va oltre la semplice ristrutturazione edilizia: vogliamo creare un ambiente di vita sano e integrato socialmente”. Riccardo Musacco

San Bortolo Vicenza, Oculistica nella rete per le malattie rare

Vola il turismo in Veneto, superati i 73 milioni di presenze, Caner: “siamo la destinazione di riferimento”

Sostenibilità, il Veneto fa scuola, Confindustria Veneto Est: “Le imprese green crescono più del doppio”

Il conto alla rovescia

Le elezioni regionali si avvicinano, ma non troppo. Se fino a poco fa sembrava ormai assodato che si sarebbe votato il prossimo autunno, a sparigliare le carte, con un colpo a sorpresa di fronte allo stesso Zaia, ci ha pensato il ministro dell’Interno che ha rotto il tabù delle elezioni nella primavera 2026. Al di là del vivace dibattito che ne è scaturito resta un dato di fatto, il conto alla rovescia, più o meno lungo, è iniziato.

Anche se i partiti e le coalizioni non appaino, almeno al momento, particolarmente lanciati nello sprint finale, nonostante manchino pochi mesi e di mezzo ci sia anche l’estate, periodo storicamente molto complicato per fare campagna elettorale.

Il centrodestra è alle prese con il braccio di ferro tra Lega e Fratelli d’Italia.

Quando scriviamo queste righe non conosciamo ancora l’esito del pronunciamento della Consulta sulla possibilità per i Presidenti, in questo caso Luca Zaia in Veneto e Vincenzo De Luca in Campania, di essere eletti per un ulteriore mandato, ma i pronostici, in questo senso, non consentono loro di sperarci troppo.

28

DISPERAZIONE ABITATIVA:

A Vicenza il mercato delle locazioni è fermo ma ci sono ottomila alloggi sfitti, ben tremila in centro. I prezzi intanto lievitano e le famiglie non riescono a sostenere l’impegno economico per l’acquisto di una abitazione

SICUREZZA STRADALE, IL SINDACO: “LA VELOCITA’ DA CONTROLLARE”

Possamai si rivolge direttamente al Governo per le rilevazioni sulle strade urbane. “I residenti ci chiedono di installare gli autovelox”

Il ministro dell’Interno ribadisce l’autonomia delle Regioni nella scelta della data, Zaia: “Cosi possiamo anche risparmiare”

21 segue a pag. 21

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

elle ore in cui “la Piazza” era ormai pronta per andare in stampa, con l’approfondimento “Dentro la notizia” dedicato all’emergenza abitativa, a Roma si apriva la prima conferenza internazionale sulla casa “All we need is HOME”. Un titolo azzeccato, grazie ai Beatles ovviamente per l’ispirazione, che va subito al cuore del problema: la casa è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, perché senza casa viene meno anche la tenuta sociale, insieme alla dignità delle persone

Servizi alle pagg. 6 e 7
Servizio a pag. 4
Servizio a pag.
pag. 23
22
Servizio a pag. 3

La statua della Madonna sta facendo il giro del mondo

Ad un anno dall’avvio ufficiale del giubileo mariano, è partito il lungo viaggio

Dopo un fine settimana dedicato ai vicentini, con l’esposizione nella loggia del Capitaniato, in piazza dei Signori e nella Basilica di Monte berico, la statua della madonna è partita per un lungo viaggio attraverso i cinque continenti. Un week end, quello dello scorso 7 marzo, scelto non a caso nello stesso giorno, nel 1426 la Vergine Maria è apparsa per la prima volta a Vincenza Pasini sul colle di Monte Berico, a cui poi è seguita una seconda apparizione l’1 agosto del 1428. In quelle due occasioni la Madonna promise all’anziana donna che avrebbe posto fine all’epidemia di peste a seguito della costruzione di una chiesa a lei dedicata. E così fu. La statua è già in viaggio per l’Argentina, dove ha fatto tappa prima a Buenos Aires e poi a Cordoba. Poi sarà la volta del Brasile, quindi dell’Australia, del Canada, e infine dell’Europa con Lussemburgo, Belgio Svizzera, prima di rientrare in Italia, dove sono previste altre tappe prima del ritorno a Vicenza. Ad essere toccate saranno ovviamente tutte località che nel corso dell’800 e dei primi del 900 hanno visto la grande emigrazione veneta e vicentina, comunità per le quali la Madonna di Monte Berico rappresenta più che un simbolo ma un segno identitario nonostante la lontananza dalla terra degli avi.

Diritto alla casa, questione sociale

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it

La conferenza di Roma, alla quale hanno partecipato anche alcuni amministratori delle città venete, è stata l’occasione per fare il punto con rappresentanti di città ed istituzioni europee sulle politiche abitative in Italia e in Europa e su alcuni temi urgenti come l’edilizia residenziale pubblica, le agenzie sociali per l’abitare, la carenza di affitti e l’energia verde e il consumo di suolo. L’intento è scambiare buone pratiche, cercare soluzioni, proporre politiche sulla casa. Nella speranza che qualcosa si muova anche a livello nazionale perché “è ora di mettere il diritto alla casa, la protezione delle famiglie vulnerabili e la transizione energetica in cima all’agenda”. L’incontro internazionale ha cercato di fornire uno strumento utile agli amministratori pubblici, locali e nazionali, che quotidianamente devono confrontarsi con il fenomeno della precarietà abitativa, per interpretare la realtà e selezionare le esperienze positive già esistenti. In questi anni, hanno sottolineato gli esperti, cambiamenti radicali si sono manifestati nella società, nella famiglia e nella condizione economica della popolazione. La domanda di alloggi a prezzi accessibili supera di gran lunga l’offerta, creando una situazione di crisi che colpisce persone di tutte le età e famiglie di tutte le dimensioni, in particolare nei contesti cittadini dove più grave è il deficit di patrimonio pubblico. È uno scenario purtroppo in crescita, aggravato dall’ampliamento delle diseguaglianze economiche e sociali e dall’impoverimento della classe media. Tante persone si vedono negato un diritto, quello all’abitare, che è un diritto essenziale per il pieno riconoscimento della dignità di ogni persona e, in seconda battuta, dei suoi diritti di cittadinanza. L’obiettivo si è ampliato rispetto al passato: occorre rispondere anche all’esigenza di nuove residenze ad affitti calmierati, rivolte a quelle fasce intermedie che non riescono a soddisfare il proprio bisogno sul mercato per ragioni economiche e per assenza di un’offerta adeguata, e che però non rientrano nei requisiti per l’assegnazione di alloggi popolari. Questa categoria comprende una varietà di tipologie come giovani coppie a basso reddito, famiglie monogenitoriali, anziani, studenti, lavoratori fuori sede, immigrati. La conferenza ha approfondito le esperienze delle Agenzie sociali per l’Abitare, uno strumento pubblico già presente a Torino, Milano, Napoli, Firenze e Modena, per calmierare il mercato degli affitti residenziali. Lo scopo è reperire alloggi nel mercato privato tramite accordi con i proprietari, in modo da arrivare ad affitti a canone concordato. Una soluzione ancora poco praticata nelle nostre città.

Sintoniz zati sul

Veneto2 4 passa al sistema di ultima generazione DAB che permette di ascoltare anche la radio con una qualità audio per fetta.

Ascolta

Il dibattito. Il tema che abbiamo affrontato il mese scorso al centro del confronto politico

L’appello del sindaco al Governo: “Ci consentano di controllare la velocità”

La sicurezza stradale a Vicenza è stata al centro di un consiglio comunale urgente dopo numerosi incidenti mortali. Il sindaco Possamai ha chiesto al Governo di permettere la rilevazione della velocità nelle strade urbane e preannunciato un piano per moderare il traffico.

L a sicurezza stradale lungo le strade della città e della prima periferia, oggetto del nostro approfondimento “Dentro la Notizia” del numero dello scorso marzo, è stata uno degli argomenti che la maggioranza (con i voti favorevoli dell’opposizione) ha voluto portare in discussione con un ordine del giorno urgente e non previsto in Consiglio comu-

sociazione nazionale dei Comuni), che si è lamentata del fatto che l’attività di vigilanza e di controllo nelle città è diventata più difficile da effettuare, rendendo le strade sempre più pericolose. «Non possiamo pensare che in città avvenga un incidente mortale ogni mese – ha detto il sindaco -. Non solo non è possibile installare autovelox fissi a Vicen-

nale (due le mozioni approvate in seguito: una della maggioranza, l’altra delle minoranze), come risposta ai tanti incidenti stradali, anche con esiti mortali, avvenuti nelle ultime settimane. Oltre a questo, il sindaco Giacomo Possamai ha voluto fare un appello al Governo per consentire la rilevazione della velocità nelle strade urbane. Appello, peraltro, già fatto in passato anche dall’Anci (As-

za, oltre a quello che già c’è in via Aldo Moro ma è quasi impossibile fare anche controlli con gli autovelox mobili. È dunque difficilissimo dare risposte ai cittadini in merito alla sicurezza stradale. Siamo subissati di richieste da parte dei residenti dei quartieri che chiedono l’installazione di autovelox o sistemi di rilevazione della velocità. La verità è che non possiamo installarli».

La formazione post diploma in Italia per i professionist del turismo

Vicenza ha già all’attivo alcune zone 30/kmh, ma la polizia locale non può rilevare la velocità dei mezzi e pertanto si tratta di zone a velocità ridotta che rischiano di restare solo sulla carta. Per questo Possamai ha preannunciato

un piano di interventi che mettano in fila tutte le attività di moderazione del traffico e dissuasione della velocità, oltre all’illuminazione degli attraversamenti pedonali. «L’unico strumento che abbiamo a disposizione – ha sottolineato il sindaco-, non è il controllo, salvo in rari casi, ma quello di trovare dei sistemi per ostacolare chi va a grandi velocità, come l’installazione di isole pedonali o il restringimento delle carreggiate».

Attivo il bonus sconto per muoversi in autobus

C’è tempo fino al 31 agosto per richiedere il bonus di 200 euro per l’acquisto di abbonamenti annuali (o di almeno 10 mesi) al trasporto pubblico urbano ed extraurbano di Svt (Società vicentina trasporti). L’azienda ha infatti aderito all’iniziativa della Regione del Veneto per incentivare l’uso di autobus e tram con il fine di promuovere la mobilità collettiva per ridurre le percorrenze con mezzi privati e contribuire così al miglioramento della qualità dell’aria. Possono richiedere il bonus tutti i maggiorenni residenti nel vicentino proprietari di un’autovettura o motoveicolo e in possesso di patente di guida di categoria B o superiore. Il beneficiario del voucher può essere il richiedente o un componente

del suo stato di famiglia, sempre se maggiorenne e in possesso di patente di guida valida. «Suggeriamo e chiediamo ai vicentini – dice il presidente di Svt Marco Sandonà -, di consultare la funzione “Pianifica il tuo viaggio” sul sito o sulla nostra app. Sono certo che molti cittadini che fino a oggi si sono mossi autonomamente scopriranno che il trasporto

pubblico può essere per loro una valida alternativa, più economica e senza lo stress del traffico e del cercare parcheggio, per non parlare naturalmente dei benefici sul piano della sostenibilità ambientale». Le domande possono essere presentate online sulla piattaforma regionale, già attiva dal 25 febbraio, https://btqa.regione.veneto.it/Home

“Vendesi, vendesi, neanche un buco per affittasi”

Nel lontano 1980 Lucio Battisti cantava “Il monolocale”: “Vendesi. vendesi, neanche un buco per affittasi”. In città e nell’hinterland la situazione è esattamente quella citata nella canzone di Battisti. Ad esasperare la situazione sono una serie di fattori, alcuni “strutturali”, altri che si sono venuti a sommare nel corso del tempo.

Tra questi, sicuramente l’opportunità, che si è aperta recentemente per molti proprietari, di entrare nel settore turistico grazie ai cosiddetti affitti brevi, che oltre ad essere molto remunerativi, non creano alcun tipo di problema legato al contratto d’affitto. Elemento questo che ha di fatto tolto una fetta di mercato per quanti sono alla ricerca di un affitto lungo.

Altro elemento, fino a qualche anno fa poco significativo, è quello degli universitari che nell’ultimo decennio sono saliti da poche centinaia a circa 5 mila unità, molti dei quali provenienti da fuori provincia o regione, e quindi alla costante ri-

cerca di una collocazione abitativa a prezzi accettabili. Università, Esu e Comune stanno cercando di coprire la falla con la creazione di studentati, ma come spesso accade la risposta delle istituzioni è sempre molto in ritardo rispetto alla domanda. Sta di fatto che ora sono circa un migliaio gli studenti in cerca di sistemazione.

Ciliegina sulla torta, la costruzione della linea ferroviaria dell’alta velocità, che a breve porterà allo sfratto decine di famiglie che a fine febbraio hanno ricevuto la comunicazione ufficiale ma per le quali non è stata ancora trovata una soluzione abitativa alternativa. Tanto da sollevare le critiche dell’opposizione che in una nota a firma della consigliera Simona Siotto (Fratelli d’Italia), sottolineano “Le condizioni economiche disastrose in cui versano queste famiglie, molte delle quali monoreddito, costrette a lasciare i propri appartamenti senza ci siano ancora alternative». Nota che si è aggiunta a quelle di Adl Cobas e del

Sunia (il sindacato degli inquilini) che hanno richiesto interventi immediati e soluzioni concrete.

D’altro canto, proprio il Sunia in un’indagine (riportata su queste pagine nel numero di febbraio) aveva messo in evidenza che degli oltre 11 mila alloggi potenzialmente disponibili a Vicenza, quasi 8 mila risultano essere sfitti e di questi 3.000 nel solo centro città.

Risultato: molte famiglie, che pur si potrebbero permettere di pagare

Costa (agenti immobiliari): “Viviamo un corto circuito”

«Per fortuna il mercato immobiliare residenziale del vicentino può contare sulle compravendite, perché se le nostre agenzie dovessero vivere solo di affitti ci sarebbe ben poco da stare allegri». Elena Costa, presidente provinciale degli agenti immobiliari Fimaa-Confcommercio Vicenza, non gira attorno al problema. «Per quanto riguarda le locazioni Vicenza ha sempre potuto contare sugli americani e sulla loro necessità di trovare una collocazione, visto che il villaggio americano e la base Ederle non offrivano molte opportunità. Se in passato questo è stato un problema relativo per chi era in cerca di case in affitto, oggi per tutta una serie di circostanze (vedi articolo di apertura, Ndr), viene a pesare. Infatti, potendo contare su un contributo da parte del Governo statunitense, i dipendenti delle Basi americane hanno sempre potuto sostenere prezzi più alti, il che in qualche modo ha “drogato” il mercato, che in parte è in sofferenza anche per questa ragione. Speriamo che una volta conclusi i lavori di costruzione delle nuove palazzine abitative all’interno della

Massimo, anni 43 montatore di Tecno Crane da 34 anni. Emergenza

un normale affitto ma non a questi costi di mercato, non riescono a trovare casa, mentre quelle maggiormente in difficoltà economica (circa 1.100) sono allocate nelle liste d’attesa del Comune per le case popolari. Patrimonio immobiliare, quest’ultimo che non gode di buona salute, visto che su 1.500 appartamenti, circa 500 non sono abitabili.

Insomma, il risultato finale è paradossalmente drammatico: le case

caserma Ederle, parte del personale possa rientrare, liberando così un buon numero di case, villette e appartamenti». Nell’attesa Vicenza sta perdendo attrattività. A cercare una sistemazione, infatti, non ci sono solo gli studenti universitari, ma anche moltissimi impiegati statali, operatori sanitari, ecc, vincitori magari di concorsi, che a causa della difficoltà a trovare casa e dei prezzi troppo elevati, appena possono si fanno trasferire altrove, il che crea notevoli problematiche e carenze di personale in luoghi strategici come le scuole, l’Inps, gli ospedali e molti altri enti.

«Stiamo vivendo un vero e proprio corto circuito – spiega la presidente Costa -. La domanda c’è ed è elevata, anche per chi vuole comprare, ma non riesce ad essere soddisfatta: le nuove abitazioni hanno prezzi che pochi possono permettersi, perché i costi di costruzione sono aumentati. Così chi vuole cambiare casa passando al nuovo, spesso non lo fa e rimane dov’è, facendo sì che il mercato dell’usato sia sempre più carente di offerta». Un circolo vizioso penalizzante per

ci sono, ma i proprietari, vuoi per problemi burocratici, o a causa della pressione fiscale, vuoi per il timore di non riuscire a sfrattare inquilini morosi, oppure perché economicamente non ne hanno necessità, preferiscono tenerle sfitte. Fattori che, uniti alla mancanza di incentivi, oppure, come qualcuno ha proposto, a penalizzazioni per chi non affitta, ha portato all’attuale situazione.

i giovani in cerca di prima casa, che trovano poca disponibilità di immobili e anche quando individuano qualcosa da riattare, si trovano di fronte a costi di ristrutturazione elevati e spesso desistono. Anche da qui la crescente domanda di locazioni: «Purtroppo – conclude Costa -, dobbiamo fare i conti anche con la ritrosia dei proprietari ad affittare, un po’ per la nota ragione degli affitti brevi turistici, di gran lunga i preferiti, e molto anche perché temono la lentezza nella procedura degli sfratti, in caso di affittuari morosi». mdv

IMMAGINIAMO IL FUTURO. DA SEMPRE.

Insieme ogni sfida è possibile. Con la stessa passione e visione senza limiti che hanno i bambini nei loro sogni, in Tecno Crane immaginiamo e realizziamo un domani migliore. La nostra dedizione è ciò che ci spinge a vedere il potenziale in ogni sfida. Vuoi entrare a far parte della nostra squadra Scrivici alla mail info@tecnocrane.it

Mauro Della Valle

Emergenza abitativa/2. In centro città non si trovano soluzioni in tempi brevi

Le agenzie immobiliari mete di pellegrinaggi

“In agenzia assistiamo quasi a dei pellegrinaggi di persone disperate in cerca di qualsiasi cosa da affittare: giovani coppie, impiegati o docenti con residenze in altre province o regioni, anche dal Sud, universitari accompagnati dai genitori che offrono garanzie economiche, ma anche di serietà. Insomma, non una bella situazio-

poter dare risposta alle tante richieste, dietro le quali ci sono persone, ciascuna con i propri problemi da risolvere. Pur capendo la ritrosia di chi non vuole affittare, per le mille ragioni che sono note a tutti, devo dire che, per quanto riguarda la nostra personale esperienza, in tanti anni non abbiamo mai avuto alcun problema con nessuno». È il

nea Zanella -, sia per le garanzie che offrono i genitori, sia per il loro modo di comportarsi, chi ha affittato non ha mai avuto modo di lamentarsi. Ma lo stesso possiamo dire del personale sanitario, degli impiegati, dei docenti, delle coppie. Insomma, credo che da parte dei proprietari ci dovrebbe essere un po’ più di apertura, ripeto, pur capen-

ne». Diego Zanella, contitolare dell’agenzia immobiliare 5Stelle, situata in centro città, offre una fotografia piuttosto sbiadita del mercato della locazione, in particolar modo a Vicenza. «È davvero frustrante per noi non

caso, ad esempio degli studenti universitari, ai quali non sempre si vuole affittare perché si teme che mettendosi assieme in tre o quattro poi creino disagi a chi abita nello stabile o danni all’appartamento. «In realtà – sottoli-

do a pieno le loro ragioni. Forse si sarebbe dovuto pensare fin dall’inizio ad aprire studentati, visto quanto si è spinto affinché le facoltà universitarie potessero attrarre studenti anche a Vicenza». mdv

I bicamere variano dai 700 ai 1.000 euro.

Un mini dai 500 ai 600 euro

Sabrina Billato contitolare dell’agenzia 5Stelle: «È evidente che, se uno può contare solo su un normale stipendio, fa molta fatica». In città ha fatto scalpore un annuncio di affitto che in poche ore ha superato le 1.250 visualizzazioni, oltre 50 mail di richiesta informazioni e più di 60 telefonate.

A dare un quadro concreto di cosa significhi cercare casa a Vicenza pensa l’altro contitolare dell’agenzia 5Stelle, Sabrina Billato: «In città – dice -, gli affitti di un bicamere variano dai 700 ai 1.000 euro, a seconda se la zona e semi centrale o centrale. Un mini, il che significa camera, bagno e cucinotto, dai 500 ai 600 euro. Ovviamente senza contare le bollette. È evidente che, se uno può contare solo su

un normale stipendio, fa molta fatica. Ciò nonostante, non si fa tempo a mettere un annuncio nel nostro sito, che entro un paio d’ore hanno già chiamato decine di persone, supplicando di fermarlo a loro nome, a volte senza nemmeno vedere di che cosa si tratta. Noi riceviamo mediamente circa una cinquantina di richieste di affitto al mese, ma purtroppo la risposta è sempre la stessa: la richiameremo se si dovesse liberare qualcosa». A questo proposito ha fatto scalpore, recentemente, un annuncio immobiliare dell’agenzia in cui lavora la stessa presidente provinciale degli agenti immobiliari Fimaa-Confcommercio Vicenza Elena Costa (vedi articolo in queste stesse pagine), che in poche ore ha superato le 1.250

visualizzazioni, oltre 50 mail di richiesta informazioni e oltre 60 telefonate, e non si trattava certo di una reggia: 35 metri quadrati, bagno cieco, una camera, niente terrazzo, né tanto meno garage. «Eppure – dice Costa – ce lo hanno chiesto anche coppie e famiglie con figli, in cerca disperatamente di una sistemazione. Questo dimostra che quando si parla di emergenza non si sta esagerando: è un problema che in qualche modo deve essere risolto, anche se tempo ci vorranno anni». mdv

Diego Zanella, contitolare dell’agenzia 5Stelle: «Forse si sarebbe dovuto pensare da subito ad aprire studentati, visto quanto si è spinto affinché le facoltà universitarie potessero attrarre studenti anche a Vicenza».

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook