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Delta nov2015 n132

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del Delta

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Periodico d’informazione locale. Anno XXII n. 132 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Porto Viro Un bel traguardo: ben dieci anni di protezione civile pag.

Ariano Polesine Minoranza decisa: “La sede del parco deve essere qui”

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VENETO IN PRIMO PIANO VIOLENZA: NEL 93% DEI CASI IL MOSTRO È IN CASA

E’ appena nato ed è stato subito inserito nella rete regionale: l’osservatorio del paesaggio dell’ente parco regionale del Delta del Po Veneto mira a monitorare la situazione ambientale e a fare da volano per la valorizzazione dell’ente pag. 8

Alla fine la banda larga arrivera’ sino al mare Anche il deputato del Pd polesano Diego Crivellari, rosolinese, ha seguito l’evolversi della vicenda che, alla fine, ha avuto uno sviluppo positivo: finalmente la banda larga arriverà anche sulla riviera di Rosolina pag.

Le nostre rubriche

a pag.

alle pagg.

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da pagg.

Il tesoretto per la casa di cura di Porto Tolle

Ormai non più esigibile il contributo da 790mila euro per realizzare la casa di riposo. Scambio di accuse tra minoranza e sindaco

P

orto Tolle perde il contributo regionale per la realizzazione della casa di riposo. Un progetto atteso dalla comunità da oltre 20anni. I consiglieri di minoranza Roberto Pizzoli, Raffaele Crepaldi e Silvana Mantovani non fanno tanti giri di parole nell’accusare il primo cittadino di aver perso il contributo di 790mila euro, concesso dalla regione Veneto per la costruzione

della casa di riposo a Porto Tolle. “Un sindaco che tenta maldestramente di addossare la responsabilità della sua inattività a chi l’ha preceduto, addirittura nei 20 anni precedenti, non può che suscitare in tutti i cittadini di Porto Tolle un sorriso di compatimento - affermano all’unisono i tre consiglieri di minoranza - 790mila euro l’importo del contributo regionale, sono diventati inesigibili perché la maggioranza

non ha presentato nessun progetto, avviato nessuna procedura”. Dal canto suo il sindaco afferma: “Da vent’anni a questa parte, le amministrazioni che si sono succedute, prima dei nostri due anni di governo non sono riuscite a fare nulla pur avendo avuto mezzi e opportunità molto più consistenti di quelle delle quali disponiamo noi oggi visto i tagli da parte dello Stato agli enti locali”. pag. 12

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22-23

VENETO RICICLONE, EPPURE bRUCERà RIFIUTI ALTRUI

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INTERVISTA AL REGISTA ANDREA SEGRE

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news da laPiazzaweb 3

In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno

LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUL SITO La notizia più letta sul nostro sito il mese scorso è stata samantha

Muffato, la salzanese che balla per un sogno a seguire sono

stati cliccatissimi i servizi relativi venicemarathon, dodicesimo posto per leonaro Calzavara di pianiga. ricordando fabio Galdiolo, la quarta notizia, invece porto tolle festeggia i due nonni simbolo della città seguici su www.facebook. com/lapiazzaweb

LE NOTIZIE PIÙ VISTE SUI SOCIAL

Sui social è volata la notizia con la piazza ti informi e... risparmi con i Coupin del risparmio!. Subito dopo la notizia più condivisa è stata roberto favazza giovane agricoltore della provincia di Padova, fornirà le sue patate a McDonald’s per il prossimo triennio. Ha interessato molto il popolo dei social la storia del patti territoriali di Chioggia, Cavarzere e Cona entro l’estate il via ai cantieri per sei maxi progetti per oltre 3 milioni e 700 mila euro, l’equipe ospedaliera del reparto di urologia di Dolo ha operato tre uomini affetti da tumore alla prostata con il Robot Da Vinci, un sofisticato sistema robotizzato per la chirurgia di avanguardia www.facebook.com/ lapiazzaweb

EDIZIONI PIÙ VISTE SUL SITO: Le edizioni più lette dai lettori della piazzaweb sono state quelle di: piovese, Conselvano, Miranese sud e Cavarzere seguici su www.lapiazzaweb.it

Salute: tante informazioni anche su www.Piazzaweb.it Sono sempre di più i pazienti internauti. Un italiano su 4 cerca in rete informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni

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a salute oggi corre sul web: 1 italiano su 4, infatti, si rivolge alla rete per cercare informazioni legate ai temi della salute. Una tendenza, questa, aumentata in modo consistente negli ultimi dieci anni: in questo lasso di tempo circa l’85% degli utenti ha cercato informazioni relative alla salute sui siti internet, mentre quasi il 30% ha partecipato a discussioni su questo tema su blog, forum e chat. Sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da GfK Eurisko (su un campione di 2mila italiani) e presentati nel corso dell’incontro ‘Biotecnologie ed innovazione in medicina sul web 2.0. Fonti di informazione, fruitori, linguaggi’. “Negli ultimi dieci anni- ha detto Stefania Fregosi, direttrice delle ricerche quantitative d Dipartimento Salute GfK Eurisko- e’ cresciuta esponenzialmente la quota degli internauti: dall’11% si e’ passati al 68% degli italiani maggiorenni. Ma ad aumentare in modo consistente e’ stata la percentuale di chi si informa sulla salute nel web: 1 italiano su 4, infatti, cerca informazioni sulla salute sul web”. Internet, insomma, e’ diventato il luogo cruciale per cercare e condividere informazioni ed esperienze. Quanto ai trend, questi mostrano “una crescente sensibilita’ al tema salute - ha proseguito l’esperta - mentre il paziente diventa sempre piu’ attento, sensibile e competente, con una conseguente ‘espansione’ delle pratiche di

salute: aumentano cosi’ i comportamenti ‘preventivi’ e cresce la popolazione attenta”. In questo nuovo contesto, dunque, la ricerca di informazioni appare centrale e sembra ridefinire la tradizionale relazione medicopaziente. “Sempre di piu’ oggi - ha sottolineato ancora Fregosi appare cruciale per chi opera nel settore della salute cogliere la sfida e far fronte ai bisogni del ‘cittadino -paziente internauta’. Si tratta di una sfida a due livelli: da un lato riguarda i servizi al cittadino, dall’altro riguarda la relazione medico-paziente, ovvero come ‘ri-definire’ un nuovo tipo di relazione che legittimi e valorizzi il bisogno di protagonismo e consapevolezza del paziente nella gestione della propria salute, senza mettere in difficolta’ il ruolo del medico - ha concluso - a cui il paziente vuole e continua ad affidarsi”. E’ anche per queste ragioni che noi de La piazza ci teniamo molto alle rubriche curate da medici locali che pubblichiamo anche sul nostro sito web. Crediamo importante divulgare informazioni utili a chi voglia rivolgersi a medici del territorio, conosciuti e apprezzati per la loro professionalità. Visitate la nostra sezione Salute, http://www.lapiazzaweb.it/category/salute/, e fateci sapere cosa ne pensate.

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In continua crescita i visitatori nuovi e di rirorno

Il BLOG DEL DIRETTORE Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata contro la violenza alle donne, un fenomeno che colpisce anche il Veneto con numeri importanti. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Occorre, però, spingere ancora sulla prevenzione e sulla cultura del rispetto reciproco. seguici su www.lapiazzaweb.it/category/ilblog-del-direttore/

IL SONDAGGIO Il report diffuso dalla Iarc di Lione, la massima autorità di studio in materia di agenti cancerogeni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, sulla connessione tra consumo di carni rosse, in particolare quelle ‘lavorate’, e insorgenza di tumori al colon e al retto, ha generato sgomento ma anche perplessità. In Veneto Zaia in primis si è lanciato nella difesa della qualità del prodotto veneto. Voi cosa ne pensate. La carne rossa fa davvero male?: la carne rossa fa male? seguici su www.lapiazzaweb.it/ sondaggio/

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L’attenzione verso questa rubrica e i suoi protagonisti è altissima. Questo mese in special modo abbiamo pubblicato le foto di fortunati cagnolini scelti da belle famiglie. Continuamo a ricevere tante foto di cuccioli che cercano casa. Segno della sensibilità dei nostri lettori e della bontà del nostro lavoro per gli animali. seguici su www.lapiazzaweb.it/ category/animali/ 10€

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4 Argomento del mese FORBICE SANITÀ Secondo il Governatore Zaia il Veneto, tra il 2015 e il 2016 subirà, per decisioni del Governo, tagli per 450 milioni di euro e dovrà affrontare nuove spese che peseranno sulle regioni per 2 miliardi 650 milioni

Annunciati nuovi tagli alla sani

di Elisa Dall’aglio

In commissione Sanità presentate le modifiche al testo di legge Azienda Zero

Le minoranze: “Modificato del 75%, servono altre consultazioni. Fermiamoci”

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entre in regione si sta tentando di scrivere una pagina nuova per la Sanità veneta con una riforma che promette un risparmio tra i 40 e i 60 milioni di euro, dal Governo arrivano nuovi tagli ai trasferimenti. “Il Patto Nazionale per la Salute è oramai carta straccia – commenta l’Assessore alla Sanità veneta Luca Coletto -. Praticamente a solo un anno dalla ‘storica’ firma tra Governo e Regioni, Renzi e la Lorenzin non hanno mantenuto un impegno che sia uno. Di fatto si sta violando il diritto costituzionale alla sanità universale. Senza applicare i costi standard e risparmiare dove si spreca davvero l’insostenibilità è alle porte anche per i virtuosi come il Veneto”. “Dicano ciò che vogliono – incalza Coletto – ma la sanità sta finendo in ginocchio. La realtà è un taglio alle Regioni di 2,3 miliardi già quest’anno, ai quali si aggiungerà un 2016 da paura: rispetto a quanto previsto dal ‘fu’ Patto Nazionale per la Salute (un aumento del Fondo Sanitario di 3 miliardi) ne resta uno. Sulle spalle delle Regioni, alla faccia dei solenni impegni più volte sbandierati, resterà un ulteriore miliardo di spesa aggiuntiva determinata dai maggiori costi per erogare i nuovi farmaci per l’epatite e gli altri farmaci innovativi. Di fatto si tratta di almeno 3 miliardi di tagli”. Il Presidente Zaia, tornato insoddisfatto dell’esito del vertice delle

Regioni con il Presidente del Consiglio ha evidenziato come i tagli lineari non ci premino affatto, in quanto il Veneto è il più “risparmioso” d’Italia. “I costi del personale – fa notare Zaia - sono tra i più alti in assoluto, e quindi tra quelli dove si può fare meglio in assoluto in tema di costi standard e spending review. Sono perciò felice – aggiunge il Governatore– di quanto certificano i dati dell’Agenas, che ci indicano come i più risparmiosi d’Italia. Il costo medio annuo del personale del servizio sanitario pubblico in Veneto – rileva Zaia – è di 51.571 euro, contro una media nazionale di 56.273 euro e numerosi picchi che arrivano agli 82.384 euro l’anno della Provincia Autonoma di Bolzano, ai 62.439 della Campania, ai 60 mila e più di Lazio, Valle D’Aosta, Sicilia e Calabria. Siamo ultimi in Italia, quindi orgogliosamente primi!”. A fronte di tutto ciò la maggioranza a palazzo Ferro Fini considera sempre più urgente la riforma sanitaria e a fine ottobre ha depositato in Commissione Sanità un maxi-emendamento sul testo di legge Azienda Zero. “Il testo è il risultato di un importante lavoro di ascolto che ha visto coinvolte tutte le realtà della Sanità e del Sociale veneto, con particolare attenzione alle proposte che ci sono arrivate dagli amministratori locali – annunciano i capigruppo di maggioranza, Silvia Rizzotto, Nicola Finco, Massimi-

liano Barison, Sergio Berlato e Antonio Guadagnini -”. Secondo quanto affermato dai capigruppo la programmazione sanitaria resterà in capo al Consiglio regionale e alla Giunta, come previsto dalla carta statutaria del Veneto. “Per i cittadini non cambierà nulla rispetto agli attuali servizi – sottolineano – anzi, i risparmi ottenuti potranno essere investiti per il miglioramento delle prestazioni e per l’abbattimento delle liste di attesa; l’Azienda Zero si occuperà tra l’altro degli acquisti centralizzati, del modello assicurativo del sistema sanitario regionale, dell’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie e della gestione del contezioso sanitario; resterà inalterato il ruolo della Conferenza dei Sindaci e la figura del Direttore servizi sociali”. Il maxiemendamento non è piaciuto alle minoranze in consiglio. Il Pd, accusa la maggioranaza di aver modificato, il 75% della proposta di legge iniziale. “Per noi una riforma così radicale e strutturale – ha detto Bruno Pigozzo, consigliere Pd - è possibile solo dopo un’ampia consultazione e dopo l’accordo tra le parti protagoniste. Per questo chiediamo che l’iter del Pdl 23 si fermi e ci sia il tempo utile – potrebbe essere una finestra temporale di un anno o due – per sviluppare una proposta concreta, sostenibile, non fantasiosa e realmente condivisa”.

SPERIMENTAZIONE SANITARIA

Med.it: oltre il Cup

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i chiama Oltre il Cup il progetto sperimentale che partirà a dicembre nell’Ulss 1 di Belluno. Il Progetto, realizzato dal Consorzio per l’Informatizzazione delle Ullss venete Arsenàl.it, prevede la possibilità per il paziente di prenotare direttamente dall’ambulatorio del proprio medico di famiglia le Luca Coletto visite e gli esami necessari, senza più doversi recare personalmente agli sportelli dei Centri Unici di Prenotazione. “Oltre il Cup” è stata una delle principali novità che presentate a MED.it 2015, Fiera dell’Innovazione e delle Tecnologie Sanitarie alla Fiera di Vicenza. “Mentre a Roma tagliano con la mannaia anche i fondi per la digitalizzazione – afferma l’assessore alla sanità Luca Coletto – nel Veneto ci crediamo e investiamo. Prima di tutto lo facciamo sui servizi al cittadino, ma anche guardando alle economie che la tecnologia consente di fare, che poi sono soldi in meno che escono dalle tasche della gente e risorse in più da investire in cure e ricerca”. “Una volta a regìme – fa notare Coletto – ‘Oltre il Cup’ garantirà circa 10 milioni di euro l’anno di economie, che si aggiungeranno ai 19 milioni che si risparmiano già da tempo con la possibilità di scaricare i referti direttamente dal computer o dagli smartphone, e ai 3,3 milioni di minori costi che derivano dall’entrata a regime in tutto il territorio della ricetta digitale. Il conto è pari a 32,3 milioni l’anno di risparmi per l’amministrazione e di minori costi per la gente”.

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Argomento del mese 5 Verso l’unificazione delle due Ulss

Il direttore generale dell’Ulss 18 Arturo Orsini

ità, a pagare saranno i cittadini L’azienda sanitaria del Polesine trionfa allo Smau di Milano

Premiata la sanità digitale sin dalla scuola

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’Ulss 18 è stata premiata, assieme ad altre 12 aziende sanitarie del Veneto, all’importante rassegna nazionale Smau di Milano. E’ avvenuto in virtù del progetto @Two!Salute! promosso da Arsenal.it e Regione Veneto che si è aggiudicato il premio eGov 2015 assegnato nei giorni scorsi. Tra i premiati summa cum laude anche l’Azienda Ulss 18 di Rovigo. Lo scopo del progetto era perseguire l’alfabetizzazione digitale, soprattutto in tema di servizi sanitari e accesso a questi, proponendo ore di lezione all’interno delle Ulss per i ragazzi delle medie inferiori. “Il premio eGov è un risultato importante – commenta Annalisa Boschini, direttore della comunicazione dell’Ulss 18 – perché valorizza il percorso di @Two!Salute! avviato con il fascicolo sanitario elettronico. La base didattica sulla quale si fonda l’esperienza è che i ragazzi sono i veri attori dell’evoluzione digitale. Come servizio di marketing e comunicazione, noi abbiamo tenuto lezioni all’istituto superiore de Amicis, il risultato è stato strepitoso”. “Si tratta di cambiare un atteggiamento culturale e un’abitudine, diffondendo una sanità sempre più vicina al cittadino – spiega Arturo Orsini, direttore generale dell’azienda Ulss 18 – per questo l’esperienza nelle scuole, realizzata con il fondamentale contributo degli operatori delle aziende Ulss coinvolte, proseguirà durante quest’anno scolastico”. “Come azienda Ulss 18 di Rovigo abbiamo aderito consapevoli della necessità del coinvolgimento delle giovani generazioni nell’evoluzione dei servizi della sanità – continua Boschini - Ciò li rende consapevoli delle opportunità offerte dal mondo digitale con l’obiettivo di ampliare la loro partecipazione, in particolare favorendo il loro ruolo di mediatori digitali all’interno del nucleo famigliare”.

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In provincia non ci saranno ripensamenti L

e modifiche di recente introdotte alla proposta di legge che prevede la unificazione delle aziende sanitarie, portandole a una per provincia, con la creazione di una “Ulss zero” con compiti logistici, organizzativi e relativi ad assunzioni e personale, non paiono destinate ad avere ripercussioni sul Polesine, dove appare ormai certo che Ulss 18 e Ulss 19 si uniranno. Resta solo da capire le tempistiche esatte. La proposta di legge relativa al riordino delle Ulss è stata infatti di recente modificata. In alcune province gli accorpamenti ipotizzati in un primo tempo potrebbero saltare. E’ il caso di quei territori di maggiori dimensioni nei quali si è pensato a un passo indietro rispetto alla creazione di una Ulss unica. Una casistica nella quale comunque non appare destinata a rientrare il Polesine. Qui appare ormai scritto che Ulss 18 e Ulss 19 si uniranno. Il disegno di legge iniziale prevedeva una Ulss per provincia, con la creazione di una sorta di “Ulss zero” con compiti di coordinamento, logistica, assunzioni, ordini. La modifica alla proposta di legge introdotta nei giorni scorsi ha in primo luogo in parte ridimensionato il ruolo della “Ulss zero” e previsto la possibilità che per le province di maggiori dimensioni si deroghi al principio della Ulss unica. Un problema che ovviamente non interessa il Polesine, dopo Belluno la provincia con il minore numero di abitanti. Qui la realizzazione di una unica Ulss non appare quindi messa minimamente in discussione. Resta da capire quando questo avverrà. Non ci sono certezze, anche se il “punto di non ritorno” potrebbe ragionevolmente essere fissato a dicembre. Non casualmente, dal momento che con l’anno nuovo torneranno in discussione le direzioni generali delle Ulss. Tra avvicendamenti Il 1° gennaio e conferme, il quadro dei dg sarà quindi arriveranno anche le nomine profondamente modificato. Al momento, i due direttori generali dei nuovi direttori polesani (Arturo Orsini per la Ulss generali polesani 18 e Pietro Girardi per la Ulss 19) attendono di avere notizie, presumibilmente a breve. “Comunque - spiega Orsini - in Polesine non dovrebbero esserci gravi stravolgimenti, dal momento che stiamo già battendo la strada dell’accorpamento per determinati servizi. Lo abbiamo fatto per i laboratori, per il Centro unico di prenotazione e stiamo lavorando su altri versanti”. Poche possibilità quindi in Polesine per salvaguardare l’autonomia delle due Ulss. I due direttori generali del resto non appaiono contrari alla unificazione e più che altro il dibattito politico si è levato per questioni essenzialmente di campanile: si è infatti rinfocolata l’antica rivalità tra Adria e Rovigo, con la prima che - tramite alcuni politici dell’attuale maggioranza di governo - ha messo le mani avanti, sostenendo come non ci sia nessuna legge scritta per la quale la sede della nuova Ulss dovrebbe sorgere per forza di cose a Rovigo. Anche se, a dire la verità, non è neppure scontato che si debba arrivare a una dicotomia del genere, dal momento che ovviamente la presenza sul territorio di uffici e strutture sarebbe garantita comunque. Intanto, col 1° gennaio dovrebbero come detto arrivare anche le nomine dei nuovi direttori generali. Difficile a Rovigo una conferma per Orsini, anche per raggiunti limiti di anzianità di servizio, mentre per Girardi ad Adria potrebbe arrivare una conferma, sempre che non giunga una nomina altrove. Resta da vedere cosa deciderà il presidente della Regione.


6 Porto Viro Volontariato Celebrato un traguardo molto importante: i 10 anni di vita

La nostra Protezione civile in festa Cerimonia alla scuola secondaria San Domenico Savio, con tanti ospiti e tante autorità di Elisa Cacciatori

Il plauso della polizia locale

La betoniera pirata beccata da un cittadino

I

l gruppo di protezione civile portovirese coordinato da Paolo Galli celebra i dieci anni dalla nascita della realtà associativa e sceglie di condividere il momento con le nuove generazioni per veicolare un messaggio di condivisione e solidarietà. Il cortile della scuola secondaria San Domenico Savio ha dato il giusto spazio all’esposizione dei mezzi, alla tenda pneumatica e ai numerosi volontari provenienti non solo dal gruppo portovirese ma anche da Rosolina e Loreo per celebrare il momento con le autorità. Ad aprire la cerimonia sono state le parole della coordinatrice del distretto Ro1 Roberta Bonafè che ha ringraziato tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa. E’ stata quindi la volta del saluto del sindaco Thomas Giacon attraverso cui il primo cittadino ha voluto ricordare che da quando a Porto Viro esiste la protezione civile le emergenze vengono affrontate nel migliore dei modi. I volontari si sono quindi riuniti per l’alzabandiera sulle note dell’Inno di Mameli e per la benedizione delle persone

NEWS

E

Foto di gruppo scattata durante la celebrazione e dei mezzi compiuta dal parroco di Scalon don Gianantonio Trenti che si è detto particolarmente entusiasta per l’iniziativa. Don Gianantonio ha ricordato come San Domenico Savio, cui è intitolata la secondaria, avesse a suo modo realizzato un gruppo di protezione civile. “Sto conoscendo sempre di più la realtà meravigliosa di Porto Viro. Conosco oggi la protezione civile e soprattutto i ragazzi delle scuole. Sono pieno di stupore per la scuola intitolato a san Domenico Savio, un ragazzo che a 13 anni ha fondato un gruppetto di protezione civile, gli ‘angeli custodi’”. Ed è stata proprio la giovanissima Francesca, una

studentessa iscritta all’istituto, a recitare la preghiera del volontario di protezione civile prima che i compagni di scuola potessero visitare la tenda pneumatica del gruppo di Rosolina e i mezzi. La mattinata è quindi proseguita nell’aula magna dove si è tenuto un convegno sul rischio idraulico a cui hanno partecipato i volontari, il sindaco l’assessore Roberto Tortello, il direttore del consorzio di bonifica Giancarlo Mantovani, Paolo Longo di Aipo, la responsabile provinciale del servizio di protezione civile Monica Gambardella e il consigliere provinciale delegato alla protezione civile Davide Diegoli.

ssere cittadini attivi non vuol dire fare la spia, ma contribuire a rendere più vivibile il proprio paese. L’invito a collaborare con le forze di polizia giunge direttamente dal comandante della polizia locale Mario Mantovan che, prendendo spunto dalla segnalazione di un residente, invita l’intera cittadinanza a prendere esempio. Il fatto in questione è accaduto sul ponte di Gramignara, struttura che da qualche tempo è stata interdetta al traffico La foto scattata dei mezzi pesanti. Un cittadino al transito di una betoniera ha pensato bene di fotografare con il cellulare il mezzo durante la violazione e di conseguenza di recarsi al comando dove gli agenti hanno potuto preparare il verbale a carico del veicolo che è stato inviato al destinatario con la giusta sanzione. “Quando il rapporto tra cittadini e Polizia funziona bene – ha avuto modo di precisare il comandante sia di stima che in reciproca fiducia, non ci sono telecamere che tengano”. Una cittadinanza attiva può veramente fare la differenza in termini di sicurezza e senso civico. “Tutto per dire che non occorrono eserciti di polizia quando vi è una cittadinanza attiva e presente – conclude Mantovan - sia in questo caso ma anche nel vedere macchine che si fermano in posizione da ‘palo’ mentre altri commettono reati, oppure segnalare gli abbandoni di rifiuti, o tanto altro ancora”. El. Ca.

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E’ festa per l’avis

L

a solidarietà del Gruppo Missionario San Giusto Onlus non conosce confini e raggiunge il Madagascar. L’attività delle volontarie di Porto Viro ha permesso di individuare la possibilità e, di recente, di ottenere un finanziamento pari a 19.500 euro a favore della missione di don Bepi Miele in Madagascar. Il progetto “impegno per un aumento della capacità di autofinanziamento” del centro don Bosco di Mahajanga è stato presentato dall’onlus nel febbraio 2014 nell’ambito di un bando promosso dalla Fondazione Cariparo. L’importanza dell’obiettivo raggiunto, in un tempo in cui la crisi economica ora più che mai si fa sentire anche nel volontariato, sta nel fatto che attraverso tale somma di denaro si potrà raggiungere la gestione in completa autonomia della realtà messa in piedi dai missionari a favore dello sviluppo della popolazione attraverso l’istruzione dei giovani. A presentare l’iniziativa a Porto Viro è stato lo stesso don Bepi, che da 34 anni ha scelto di portare la missione in Madagascar, affiancato dalle volontarie nel centro di ascolto San Giovanni Paolo II. “A Mahajanga abbiamo fondato un centro di formazione professionale dove gli allievi seguiti dagli insegnanti svolgono diverse attività – ha spiegato il missionario Avevamo pensato a due possibilità di sviluppo.

La prima comprendeva la costruzione di un posto in cui fabbricare ghiaccio e venderlo ai pescatori della costa e la seconda ha previsto l’inizio della costruzione per un laboratorio di alluminio, ma non riuscivamo a finirlo”. Il centro del ghiaccio oggi è operativo a tutti gli effetti con la messa in funzione di due camere a freddo per la conservazione del ghiaccio e due grandi bacini. “Ora sarà possibile costruire un laboratorio per la lavorazione dell’alluminio – ha aggiunto don Bepi - Dei benefattori in Cadore hanno donato dei macchinari, e ora si pensa a creare le strutture”. Il progetto attivato permetterà l’indipendenza del settore del freddo e conseguentemente del comparto elettromeccanico per permettere ai giovani impegnati nelle strutture di essere spesati nella retta mensile. Complessivamente il centro interessa 450 allievi, suddivisi in base al tipo di studi professionali, che sono impegnati a scuola 8 El. Ca. ore.


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8 Porto Viro Parco Ed entra subito nella rete regionale: tutti i sindaci presenti alla firma del protocollo

Paesaggio, nasce l’osservatorio di Elisa Cacciatori

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Il fine principale sarà quello di tutelare e promuovere lo splendore naturale dell’area del Delta del Po veneto

’ stato siglato nella sala Veranopolis dell’ex macello a Porto Viro dal sindaco Thomas Giacon, in rappresentanza delle dieci amministrazioni coinvolte, e dall’assessore regionale al Territorio, alla Cultura e ai Parchi Cristiano Corazzari il protocollo d’intesa per l’adesione alla “rete regionale degli osservatori per il paesaggi” dell’Osservatorio locale per il paesaggio del Delta del Po. Il documento definisce la messa in rete dell’organismo locale a seguito dell’approvazione nella seduta dell’8 settembre della richiesta di adesione, del programma biennale delle attività e della proposta di regolamento dell’Osservatorio del Delta approvati con parere favorevole dell’Osservatorio regionale. “Con la firma del protocollo di intesa tra Comuni e Regione abbiamo dato avvio ad uno strumento efficace per la tutela e la valorizzazione del paesaggio del Delta del Po – ha detto l’assessore regionale Cristiano Corazzari - che entra così a pieno titolo nella rete regionale degli osservatori regionali e dei siti di pregio da promuovere e valorizzare”. L’Osservatorio locale mira a fare da volano nel favorire il pensiero e l’azione relativa al paesaggio considerato non solo come ambiente paesaggistico ma anche come uno spazio d’incontro tra la società dall’alto, bensì di una possibilità d’intervento dal locale e le amministrazioni per basso che raccoglie le forze elaborare proposte per la tutela, In questo modo e gli intenti da coloro che il la gestione e la valorizzazione si spera anche paesaggio lo conoscono e del paesaggio. Intende inoltre di potere lo vivono quotidianamente. favorire la partecipazione alle esercitare una L’incontro ha permesso tra le politiche e alle azioni di tutela, funzione di volano altre cose di eleggere il direttore la raccolta di dati necessari per dell’Osservatorio deltino Laura la salvaguardia, la gestione e la riqualificazione dei Mosca, della segreteria tecnica del Contratto paesaggi monitorandoli e seguendone i mutamenti. di Foce, e il comitato di gestione composto dal Non si tratta quindi di uno strumento calato sindaco di Porto Viro, presidente dell’Osservatorio

FOCUS

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Il momento della firma: a sinistra, il sindaco Thomas Giacon di Porto Viro in rappresentanza dei colleghi del Basso Polesine; a destra l’assessore regionale Cristiano Corazzari

in qualità di capofila, dal direttore del Consorzio di bonifica Giancarlo Mantovani, dal commissario dell’Ente Parco Mauro Giovanni Viti, dal direttore dell’osservatorio regionale Ignazio Operti e dalla stessa Laura Mosca, rappresentante della cabina di regia del contratto di Foce delta del Po. “A breve presenteremo l’evento lancio dell’osservatorio con l’ente parco del Delta del Po - dice Mosca - che insieme ai primi cittadini presenti oggi, rappresentano gli enti che parteciperanno alle progettualità di scala vasta”.

Ecco quali sono

APPENA NATO, HA GIà NUMEROSE E IMPORTANTI FUNZIONI

n queste ultime settimane tanto si è parlato dell’Osservatorio locale del Paesaggio del Delta del Po, ma effettivamente che cos’è e a cosa serve questo organismo? Le attività dell’Osservatorio comprendono la raccolta di dati sul paesaggio locale al fine di poter creare un apposito archivio, la predisposizione di una specifica piattaforma digitale, quale può essere un sito web, per favorire la partecipazione e l’accessibilità da tutta la popolazione, la promozione di attività didattiche, di educazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione locale, la trasmissione

all’organismo regionale delle segnalazioni relative alle criticità del territorio locale e le proposte di valorizzazione. L’intento è quello di riuscire a giungere alla promozione di un percorso culturale volto alla valorizzazione del territorio, in particolar modo attraverso il coinvolgimento dei giovani e quindi delle scuole. La sede dell’osservatorio è stata individuata nei locali del Consorzio di Bonifica Delta del Po a Taglio di Po, messi a disposizione a titolo gratuito. L’adesione alla rete regionale ha una durata biennale E può essere riconfermata. L’ambito

territoriale dell’Osservatorio corrisponde ai comprensori comunali coinvolti dal Contratto di Foce del Delta del Po quali Ariano nel Polesine, Chioggia, Corbola, Loreo, Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina, Taglio di Po ma anche all’area della riserva di Biosfera Mab Unesco Delta del Po che corrisponde ai comuni di Adria, Ariano Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po. Il funzionamento dell’Osservatorio è determinato dal comitato di gestione, dal comitato scientifico, dal presidente e dal direttore. Un ruolo, quindi, davvero di primo piano. El. Ca.

Editoriale Basterà la misericordia a salvarci dal malaffare?! di Germana Urbani* segue da pag.

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Anche qui, nel Veneto bianco, nella terra degli scandali del Mose, la gente è davvero scossa dalle notizie emerse nelle ultime inchieste giornalistiche che hanno evidenziato come in questi due anni anche Papa Francesco non sia riuscito a invertire la rotta di prelati che a volte, come ha detto lui, hanno “una doppia vita”. I fedeli sono davvero delusi. Questo Papa ha smosso i cuori del popolo e ha avviato un processo di riforma che nessuno poteva immaginare fino a pochi anni fa. Così, la gente sta con lui, con Francesco, ma senza dimenticare quanto sta accadendo attorno a lui. Nessuno pensa che sia giusto generalizzare ma ciascuno di noi ha conosciuto almeno uno di quei preti chiacchierati che invece di essere pastori sono stati “carrieristi e arrampicatori”. O peggio, palancai. Figure che non hanno fatto il bene delle parrocchie in cui hanno operato. Che hanno chiesto soldi senza usare la giusta trasparenza per spiegare come li spendevano, che hanno impegnato gran parte delle risorse della parrocchia in opere di restauro così impegnative da non aver più sostanze per altro. E solo per metterci una targhetta con il proprio nome. Ma se prima il malcontento serpeggiava solo tra i parrocchiani delusi, oggi non è più così. E’ lo stesso Papa a chiedere con forza ai parroci di essere poveri tra i poveri. Senza mezze parole punta il dito contro i preti ricchi che invece di servire “si servono” intascando per sé. “Vescovi e sacerdoti vincano la tentazione di ‘una doppia vita’, la Chiesa è chiamata a servire, non a diventare ‘affarista’” ha ribadito in una recente omelia che rimarrà nella storia della chiesa. Parole semplici per un appello importante. Il papa sa bene, infatti, che dal comportamento dei preti di fronte al denaro dipende in maniera decisiva la risposta dei fedeli alla loro azione pastorale. I fedeli al loro prete perdonano il carattere difficile, gli sfoghi amari e anche cose più serie, ma non l’attaccamento al denaro. Perciò piace alla gente questo “povero” Papa che è diventato simile ad un eroe. Il suo popolo lo ama tanto da temere per la sua stessa vita; gli atei e i fedeli di altre religioni lo apprezzano, lo stimano. E tutti si preparano a partecipare al Giubileo straordinario della misericordia. Vien da chiedersi però se basterà la misericordia a salvare l’uomo dal malaffare dilagante.

*direttore@lapiazzaweb.it

Un altro momento della cerimonia


Porto Viro 9 Il concorso Anche quest’anno “Il libro volante” ha raccolto tanto entusiasmo

Una gara che fa crescere In tutto hanno partecipato 86 alunni dell’istituto comprensivo di Porto Viro: ecco i premiati di Elisa Cacciatori

E

’ stato rinnovato anche quest’anno l’appuntamento con il concorso “Il libro volante” destinato alle nuove generazioni per favorire ed incentivare la lettura tra i giovani. Nell’ambito della fiera del libro “Assaggi di sapere, delizie da leggere” si è tenuta la premiazione del concorso che da quindici anni si caratterizza come una programmazione certa per le scuole dell’istituto comprensivo di Porto Viro interessate dal 23 aprile, giornata mondiale del libro, fino al 15 settembre dall’iniziativa culturale. Sono stati 86 gli alunni che hanno partecipato alla sfida

Scuola

Lo scopo è quello di incentivare i ragazzi alla lettura, coinvolgendoli e catturandoli all’ultimo libro, suddivisi a seconda dell’età e quindi delle classi, in tre categorie. Ad illustrare le caratteristiche del concorso, in occasione della premiazione che si è tenuta al palazzetto dello sport è stata la presidente del comitato della biblioteca Laura Sarto che ha fatto gli onori di casa con l’assessore alla cultura Marialaura

Tessarin. I diversi lavori sono stati presentati attraverso disegni per la prima categoria, riservata alle classi prime e seconde della scuola primaria, recensioni per la seconda categoria, caratterizzata dalle classi terze, quarte e quinte e recensioni con commento personale per la terza categoria composta dalle tre classi delle scuole medie. La giuria composta dall’assessore alla cultura Marialaura Tessarin, da Laura Sarto, Giulia Franzon e Chiara Laurenti del comitato della biblioteca, da Matteo Pavanello, dalle docenti Elisa Cecconello e Cristina Fabris e da Artilla Milani ha quindi decretato i

Iniziativa per ben 105 nuovi nati UN ALBERO PER OGNI BIMBO PROSEGUE LA BELLA TRADIZIONE

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lberi per i nuovi nati, a Porto Viro si rinsalda la tradizione giunta quest’anno alla diciottesima edizione con 105 bambini. Si è tenuta in sala Frassati al centro giovanile salesiano San Giusto la cerimonia annuale della “festa degli

Ragazzi e docenti assieme per la premiazione vincitori che sono stati premiati con buoni libri spendibili alla fiera del libro. Nella prima categoria per la prima e seconda della scuola primaria sono risultati vincitori Roberta Marangon, Domenico Laganà e Matteo Bovolenta. Nella seconda categoria riservata alle classi terza, quarta e quinta della primaria sono stati premiati Deborah Toffanello, Tessa Pisano

alberi” che quest’anno ha visto la consegna degli alberelli alle famiglie di 50 femminucce e di 55 maschietti. L’iniziativa, nata in linea con quanto disposto dalla legge 113 del 1992 secondo cui il Comune deve porre a dimora un albero per ogni neonato dopo la registrazione anagrafica, continua nonostante non ci siano più stati finanziamenti dedicati al progetto. Ad accogliere le famiglie cui sono state consegnate piantine autoctone di farnia, leccio, acero campestre e carpino bianco, specie

e Victoria Nicolasi. Nella terza categoria per le classi prima, seconda e terza scuola secondaria di primo grado i lettori premiati sono stati Alberto Tiengo, Eleonora Giatti e Linda Chen Ruo Qiu. Nella sezione Gruppo Classe relativa alla I e II categoria è stata infine premiata con una targa la terza A della primaria A. Moro con l’insegnante Monica Bisco.

autoctone, simboli di forza e longevità, sono stati gli assessori Marialaura Tessarin e Alessandro Palli con i consiglieri Ivano Vianello e Raffaella Bovolenta e il vicecomandante di polizia locale Gianfranco Bressan. Non poteva mancare il direttore del centro salesiano don Nicola Munari per la benedizione e alcune parole di gioia nel vedere il gran numero di bambini, simboli del futuro. El. Ca.


10 Porto Tolle La storia Roberto Mainardi ha immortalato la vita dei lavoratori del mare

Un videoracconto dedicato alla pesca di Guendalina Ferro

I

n “Orti nel mare “ sono filmate le gesta del pescatore, i suoi spazi quotidiani, la barca come l’abitazione, ai quali si aggiungono la macchina da presa e l’artista che accompagna nel luogo della mostra. Le relazioni che si intrecciano tra questi inusuali personaggi costituiscono l’originalità del lavoro che non si riduce al gesto finale e cioè, alla “semplice” messa in mostra del video, bensì si carica dell’energia che serve alla messa in atto del progetto. Con i rumori delle barche, nelle spettrali giornate di nebbia, i pescatori arrivano e pescano le cozze e le vongole per fare della molluschicoltura una delle più importanti attività economiche del nostro territorio”. E’la descrizione del progetto realizzato da Roberto Mainardi, scultore, pittore ed eclettico artista di Ariano Ferrarese che descrive e valorizza il lavoro dei pescatori del nostro territorio, attraverso una video opera impreziosita dagli scatti di Luciano Siviero. Lo stesso artista, Mainardi, autore della “piramide continua” ,opera in acciaio inox situata nell’area verde della casa protetta di Bosco Mesola, titolata ai giovani prematuramente scomparsi e della scultura in bronzo de “il volo” situata nelle adiacenze del municipio di Copparo, dedicata all’aviatore, il maggiore pilota Mosè Tomasatti. ”Orti nel mare”la video opera con foto, sarà presentata nei prossimi mesi nel nostro territorio uscendo dai soliti schemi espositivi, come gallerie e musei, ma sarà lo stesso artista, Roberto Mainardi

L’opera è nata grazie anche alla testimonianza di un amico di Pila e sarà presentata a breve

Una vita dura, quella di chi vive della pesca

avevo maturato quando presentai il lavoro all’esame universitario”. “Un’ opera - prosegue il suo racconto - terminata in questi giorni, momento in cui sono riuscito a renderla più organizzata e fagogitabile, grazie all’aiuto e al contributo di Luciano Siviero, di alcuni miei amici e di Fabrizio Boscolo, pescatore di Pila, nonché presidente della cooperativa villaggio, che mi ha parlato del Po e del suo Delta in maniera ancestrale. Una persona colta, un profondo conoscitore del territorio e per questo la persona ideale per parlare del delta in convegni e tavole rotonde che contestualizzeranno il mio nuovo progetto”. Un videoracconto, insomma, per immortalare l’epopea di chi fa della pesca una professione e anche qualcosa di più: una parte della propria vita.

FOCUS Bloccato il rinnovo

Intanto i diritti spaventano tutti

U

Sarà lo stesso autore ad accompagnare i visitatori sui luoghi di realizzazione ad accompagnare i visitatori nei luoghi di esposizione, che sono i luoghi frequentati dai pescatori, come le cooperative, le case e i mercati ittici e le scuole. ”Ciò che il visitatore vivrà sarà l’esperienza di varcare la soglia di una casa, una semplice casa, in provincia di Rovigo, che si trasforma in museo – cita l’autore - Così oltre ad essere una mediazione, è un ribaltamento di ruoli, un rimescolamento di professioni, di situazioni, spazi e mezzi”. “L’idea per realizzare “Orti nel mare”è nata nel 2005 quando dovetti presentare un esame come studente iscritto alla facoltà di design e arti, laurea specialistica all’università dello Iuav di Venezia, dopo essermi diplomato in pittura all’accademia di belle arti di Bologna - racconta Roberto Mainardi - Un progetto che lasciai stare per un po’, ma che mi ero ripromesso di terminare, sviluppandolo secondo l’idea che

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n caso che minaccia di avere conseguenze dirompenti: quest’anno la procedura di rinnovo dei diritti esclusivi di pesca ha subito un brusco intoppo, con un automatismo che ha funzionato per decenni che si è bruscamente interrotto. Titolare dei diritti esclusivi di pesca in laguna è la Provincia di Rovigo, che ha facoltà di assegnarli. A oggi il destinatario era sempre stato il Consorzio pescatori del Polesine di Scardovari, ossia l’ente che raggruppa tutte le cooperative che pescano nelle lagune del Comune di Porto Tolle. A inceppare questo meccanismo ormai rodato, il fatto che questa volta siano state presentate altre due domande di sfruttamento delle lagune, alternative a quella del Consorzio. Questo significa che, a meno di un ricompattamento del fronte delle cooperative, la Provincia sarà costretta a valutare tutte le domande e a mettere a punto un bando. A questo punto la situazione sarebbe estremamente difficile per coloro che vivono della pesca, dal momento che qualcuno potrebbe restare a piedi. Gu. Fe.


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Domenica 13 dicembre 2015 la “4 ore di nuoto per la vita” una manifestazione benefica per la raccolta di fondi a favore di TELETHON e degli studi sulla DISTROFIA MUSCOLARE. Dalle 9.00 alle 13.00 sarà possibile, dietro il versamento di un contributo minimo di 10 euro, accedere alla piscina e nuotare un minimo di due vasche fino a un massimo di quattro ore. Al termine della manifestazione verrà compilata una classifica in base alla distanza coperta. Parallelamente alla 4 ore di nuoto sarà possibile partecipare anche alla MARATONA DI ACQUAFITNESS, organizzata su 3 turni di quarantacinque minuti, durante la quale sarà possibile praticare AQUAGYM o HYDROBIKE sotto la guida degli istruttori di Adria Nuoto. A tutti coloro che parteciperanno anche solo con il contributo verrà consegnata la MAGLIETTA DELLA MANIFESTAZIONE. Per il periodo festivo lo staff della Piscina di Porto Viro sta organizzando attività di Nuoto Libero ed Acquafitness con formula Open cioè a singolo ingresso, dandovi così la possibilità di smaltire gli stravizi culinari tipici delle Festività Natalizie.

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12 Porto Tolle Servizi Divenuto inesigibile il contributo regionale da quasi 800mila euro

E’ emergenza per la casa di riposo I consiglieri di minoranza attaccano il sindaco, che si difende: “Non è stato fatto nulla dai nostri predecessori”

“Crediamo ancora nel risultato finale, ma il percorso non è certamente facile”

di Guendalina Ferro

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orto Tolle perde il contributo regionale per la realizzazione della casa di riposo. Un progetto atteso dalla comunità da oltre 20anni. I consiglieri di minoranza Roberto Pizzoli, Raffaele Crepaldi e Silvana Mantovani non fanno tanti giri di parole nell’accusare il primo cittadino di aver perso il contributo di 790mila euro, concesso dalla regione Veneto per la costruzione della casa di riposo a Porto Tolle. “Un sindaco che tenta maldestramente di addossare la responsabilità della sua inattività a chi l’ha preceduto, addirittura nei 20 anni precedenti, non può che suscitare in tutti i cittadini di Porto Tolle un sorriso di compatimento - affermano all’unisono i tre consiglieri di minoranza-790mila euro l’importo del contributo regionale, sono diventati inesigibili perché la maggioranza non ha presentato nessun progetto, avviato nessuna procedura”. Dal canto suo il sindaco afferma: “Da vent’anni a questa parte, le amministrazioni che si sono succedute, prima dei nostri due anni di governo non sono riuscite a fare nulla pur avendo avuto mezzi e opportunità molto più consistenti di quelle delle quali disponiamo noi oggi

visto i tagli da parte dello Stato agli enti locali e con un patto di stabilità che condiziona di fatto gli investimenti in opere pubbliche”. “Pertanto - prosegue il primo cittadino Claudio Bellan - per quanto noi possiamo fare male comunque faremo quanto e come hanno fatto coloro che ci hanno preceduti, compresi i tre ex assessori tanto bravi a criticare ma che a loro volta non hanno prodotto nulla. Per quanto riguarda i presunti contributi premetto che ad oggi io non ho nessuna comunicazione dalla Regione ma vorrei sottolineare che si tratta di due promesse di contributi da parte della Regione: uno che risale al 2007 e l’altro che risale al 2010 e che diventano effettivamente esigibili se viene confermato qualora l’amministrazione ha un progetto esecutivo ed è in grado di dare il via ai lavori. Passati 7 anni poi la Regione dichiara inesigibile il contributo”. “Pertanto - prosegue il primo cittadino - questa amministrazione forse ha una responsabilità al massimo per due dei sette anni trascorsi, gli altri cinque indubbiamente sono a carico degli ex assessori così bravi. E che oltre a non avere prodotto nulla scaricano le

Il Municipio di Porto Tolle. In paese sta tenendo banco la vicenda relativa al contributo regionale da 800mila euro per la realizzazione della casa di riposo, contributo che sarebbe divenuto inesigibile

loro responsabilità sugli altri in un modo che certamente non gli fa onore. Stiamo parlando di un progetto ambizioso che questa amministrazione ha scritto nel proprio programma elettorale ed è la priorità assoluta, ma non è facile da portare avantoi. Noi ce la stiamo mettendo tutta e sono certo che i cittadini di Porto Tolle comprenderanno le difficoltà per arrivare al risultato, ma io sono un ottimista e posso dire che stiamo creando le premesse perché ciò avvenga”.

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“Resta il fatto - affermano i tre consiglieri di minoranza - che al 31 dicembre di quest’anno il sindaco ci farà perdere anche i posti già accreditati presso la Conferenza dei sindaci. Parliamo dei 30 posti rsa, i 10 del centro diurno per non autosufficienti , i 12 per le assistenze intermedie e i 20 posti per la disabilità, comunità, alloggio per persone con disabilità e capacità ricettiva massimo 20 posti”.

UN NUOVO SERVIZIO

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opo il progetto carta, avviato lo scorso settembre, è partito con le festività della commemorazione dei defunti il nuovo sistema di raccolta differenziata a servizio dei sette cimiteri comunali situati a Porto Tolle, Ca’ Tiepolo, Ca’ Zuliani, Ca’ Venier, Boccasette, Donzella, Tolle e Scardovari. Un servizio che permetterà di differenziare i rifiuti prodotti all’interno dei cimiteri, semplicemente separando i rifiuti vegetali (fiori recisi, piante ecc.) dalle altre tipologie di rifiuti (ceri, lumini, vasi rotti, plastica ecc.).Per agevolare gli utenti saranno messi a disposizione all’interno dell’area cimiteriale, due tipologie di cassonetti in cui poter conferire, separandoli, i rifiuti di genere diverso. “Un progetto importante – afferma l’assessore con delega ai Servizi cimiteriali, Valerio Gibin – che conferma la sensibilità della nostra amministrazione sia per migliorare i servizi in questi particolari luoghi ma anche nei confronti di un tema importante qual è la raccolta differenziata e il rispetto dell’ambiente. L’utenza potrà, d’ora in avanti, separare l’organico, la plastica e gli altri materiali mettendo in atto un gesto civico di straordinario valore. Basterà una semplice azione per ottenere un risultato utile all’intera comunità”. “Un plauso alla società Ecoambiente perché è da tempo attenta verso progetti anche particolari come questo – aggiunge l’assessore all’ambiente Mirco Mancin - ma più in generale a sensibilizzare l’utenza in un corretto e sempre migliore sistema di raccolta differenziata”. La grande quantità di rifiuti prodotti quotidianamente nei cimiteri,

Parte la raccolta nei cimiteri del Comune, per rifiuti come fiori e piante recise ora potranno essere recuperati in impianti di trattamento idonei, attraverso contenitori di colore diverso secondo il tipo di raccolta: verde per l’organico, ovvero, le piccole potature, i fiori, l’erba secca e i rifiuti biodegradabili; grigio per i multi materiali come vasi, la plastica, i lumini e le candele. ”Confidando nel senso civico dei miei concittadini li invito a partecipare nel migliore dei modi a questa opportunità migliorativa”, conclude Mancin. Gu. Fe.


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14 Ariano Il caso La minoranza in consiglio comunale pronta a fare le barricate

“Nessuno ci porterà via il Parco!” La segnalazione: gran parte degli eventi istituzionali viene ormai organizzata a Porto Viro o comunque altrove

“Nel tempo il nostro Comune ha effettuato investimenti davvero importanti”

di Guendalina Ferro

L

a minoranza in consiglio comunale ad Ariano nel Polesine scende in campo compatta chiedendo cge la presenza e la oeratività della sede locale del Parco sia garantira e recuperata. Nessuno usa più la sede del Parco regionale del delta del Po veneto di Ariano nel Polesine, nonostante l’amministrazione comunale, nel corso degli anni, abbia investito centinaia di migliaia di euro per rendere questo spazio accogliente. E’ la denuncia che tre consiglieri della lista civica “Noi per Ariano” inoltrano all’assessore regionale ai Parchi Cristiano Corazzari e al commissario del parco, chiedendo un loro intervento. Un appello per fare in modo che la sede di Ariano nel Polesine del Parco regionale del Delta del Po veneto torni a essere usata. Non è una richiesta banale, sostengono i diretti interessati, dopo che negli ultimi tempi l’ente pare esistere unicamente a Porto Viro. E’ questo il succo della lettera inviata all’assessore regionale ai Parchi Cristiano Corazzari, polesano, e al commissario dell’ente parco. A scriverla, tre consiglieri comunali della lista civica “Noi per Ariano”: Marinella Mantovani, Luisa Beltrame ed Enrico Gianese.

A monte di tutto, “lo svolgimento durante questa settimana di importanti e qualificati incontri a livello istituzionale, organizzati dall’Ente parco regionale veneto del delta del Po, la cui sede si trova fin dalla sua costituzione in via Marconi 6, ad Ariano. Il nostro gruppo consiliare sta sollecitando vivacemente il sindaco di Ariano nel Polesine affinché si attivi per fare rientrare i servizi e il personale del Parco a pieno regime nella sede di Ariano nel Polesine, che da gennaio è spogliata di qualsiasi operatività”. “Il nostro Comune - continuano i tre consiglieri - ha sostenuto con ingenti investimenti pubblici l’insediamento nel 2008 e la permanenza fino ai giorni nostri della sede del Parco. Solo qualche mese fa con un ulteriore investimento di 200mila euro l’immobile che ospita la sede è stato restaurato e rinnovato nei suoi spazi. La programmazione di eventi come quelli in agenda questa settimana, solo negli spazi del centro visitatori di Porto Viro, rappresenta per la comunità arianese un profondo motivo di sconcerto, e manifesta una evidente contraddizione con le rassicurazioni che sono state date circa il ritorno all’operatività della

Il meraviglioso contesto del parco regionale del Delta del Po veneto, Ariano nel Polesine non ha intenzione di vedersi portare via la sede, soprattutto alla luce degli importanti investimenti fatti in questi anni, per centinaia di migliaia di euro

sede del Parco”. La richiesta all’assessore regionale competente e al commissario è allora proprio quella difare in modo che Ariano non resti tagliata fuori dalle iniziative di rappresentanza del Parco regionale, dopo anni nei quali ne è stata legittimamente l’unica sede. “Le chiediamo, quindi - chiudono i tre consiglieri rivolgendosi a Corazzari, ma anche al commissario regionale al quale in questo periodo è stata affidata la gestione del parco - nel pieno rispetto del ruolo che le è

stato affidato, per le prossime iniziative che il Parco sarà chiamato a realizzare, di ritornare a utilizzare gli spazi della sede di Via Marconi, che saranno sicuramente all’altezza di onorare il prestigio delle autorità e personalità invitate”. Non tanto e non solo una questione di campanile, ma il legittimo desiderio di non essere tagliati fuori dallo sviluppo e dalla gestione di quel vero e proprio gioiello ambientale che è il Parco regionale.

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Rosolina 17 Territorio Era un servizio che tanto i cittadini quanto gli esercenti attendevano

La banda larga arriverà sino al mare Determinante l’interessamento dell’amministrazione e del parlamentare Diego Crivellari

SOLIDARIETA’

di Elisa Cacciatori

Volto in prima fila per aiutare i cugini della riviera del Brenta

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a banda larga si fa strada e raggiunge le località incaricata di portare la banda larga in Italia nelle turistico-balneari di Rosolina Mare e Albarella. zone sprovviste, che ha permesso di arrivare L’importante passo avanti compiuto a favore oggi al conseguimento del risultato grazie anche dei residenti e dei turisti in visita alle località agli interventi terminati all’incirca due mesi fa costiere di Rosolina si avvia verso la certezza per connettere in fibra le centrali Telecom di stando a quanto confermato dall’assessore ai Rosolina Mare e Albarella. “Si tratta – aggiunge servizi informatici del comune di Rosolina Giovanni Giovanni Crivellari - di un importantissimo servizio Crivellari, forte anche dell’intervento che ha che la cittadinanza aspettava da anni (ricordo visto l’onorevole Diego Crivellari, membro della infatti che ad oggi non è presente la banda commissione telecomunicazioni e trasporti alla larga nelle nostre località turistiche e che la Camera, intervenire a livello parlamentare sulla connessione veloce è disponibile solo attraverso questione. “Il responsabile nazionale Telecom per operatori mobili o nelle aree pubbliche col la banda larga – ha espresso l’assessore rosolinese servizio wi-fi comunale), reso possibile grazie alla - ci ha garantito che tra la fine dell’anno 2015 determinazione dell’amministrazione comunale e alla collaborazione tra vari e gennaio 2016 verranno enti tra cui, in particolare, ultimati i lavori per portare la La copertura a seguito dell’intervento banda larga nelle realtà locali in questo modo dell’On. Diego Crivellari, che ne sono attualmente verrebbe portata sprovviste, ovvero Rosolina alla soglia importante che si è speso in prima persona a Roma per Mare ed Albarella, portando dei 20 mega sollecitare la realizzazione la copertura a 20 mega”. Tre anni fa è stata stipulata la convenzione tra dell’opera”. Ed è con particolare soddisfazione il Comune di Rosolina con il Consvipo e Infratel che il parlamentare rosolinese si esprime sul spa, ditta del ministero dello Sviluppo economico conseguimento dell’obiettivo.

LA TRADIZIONE

LA FESTA DEI NONNI

E

’ tornata anche quest’anno puntuale la ricorrenza nata a Rosolina per celebrare e rendere omaggio ai nonni del Delta. Nella cornice dell’Isola di Albarella si è tenuta la seconda edizione della “festa dei nonni del Delta”, l’iniziativa frutto dell’impegno dell’amministrazione rosolinese in collaborazione con le altre realtà deltine impegnate nell’individuazione del nonno e della nonna dell’anno. La giornata quest’anno ha visto una serie di attività programmate fin dal pomeriggio con il giro in trenino attraverso l’isola per proseguire con la celebrazione della messa celebrata dal vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo. Il ristorante dell’hotel Capo Nord si è fatto cornice per la conviviale, rigorosamente a base di pesce locale, animata dalla simpatia e dalle battute della cabarettista Giusy Zenere. A conclusione della cena si è tenuta l’attesa consegna delle targhe in cui gli amministratori hanno consegnato i riconoscimenti ai nonni del Delta. “La festa dei nonni è una manifestazione nata per far vedere che il territorio è un’unica realtà – ha avuto modo di considerare il sindaco di Rosolina Franco Vitale – Con tutti i sindaci si è voluto far questo perché i nonni, proprio come ricordato dal vescovo Mons Adriano Tessarollo sono degli angeli

custodi”. Il sindaco di Adria Bobo Barbujani ha consegnato la targa a Roberto Naldini, l’assessore Alessandro Palli e il consigliere Ivano Vianello di Porto Viro a Silvana Motta ed Aldo Tiengo, il sindaco di Moreno Gasparini di Loreo a Rosetta Fini e Daniele Ferro, il consigliere di Taglio di Po Doriano Moschini ad Antonella Benetti e Fabiano Nicolasi, il sindaco di Ariano nel Polesine Carmen Mauri a Fiorella Pironi e Pasquale Zurzolo, il sindaco di Corbola Michele Domeneghetti a Sandro Gallo e ad Emilia Gottardi, la consigliera di Papozze Aldina Chiara Canato a Maria Teresa Passarella e a Fiorenzo Navicella, l’assessore di Porto Tolle Leonarda Ielasi a Umberta Tommasini ed Arnaldo Girardi, il sindaco di Pettorazza Gianluca Bernardinello a Rodolfo Longhin e a Gemma Rossetto, il sindaco Franco Vitale, il vicesindaco Daniele Grossato, l’assessore Sefano Gazzola e il consigliere Daniele Vallese di Rosolina hanno infine consegnato le targhe a Maria Teresa El. Ca. Bet e a Valter Zanini.

Rosolinese doc: Diego Crivellari, deputato del Partito Democratico, ha seguito da vicino l’evolversi della vicenda

a comunità parrocchiale di Volto di Rosolina non dimentica i fatti accaduti l’8 luglio ai danni della Riviera del Brenta e sceglie di destinare il ricavato di un pranzo a favore delle popolazioni colpite dalla distruzione del tornado. Di recente il parroco della parrocchia Santa Maria del Rosario, don Giovanni Natoli, ha voluto accogliere con particolare disponibilità la proposta di un volontario del comitato “Volto in festa” di devolvere un contributo alle popolazioni della Riviera del Brenta dandosi da fare per l’organizzazione del Pranzo di solidarietà che lo scorso 25 ottobre ha permesso di raccogliere mille euro da destinare in beneficenza. Con la collaborazione dei volontari del comitato fiera, dei volontari della speranza, dei frati della Basilica del Santo di Padova e dei supermercati Ali Aliper, 85 persone hanno potuto gustare un ottimo e semplice pranzo che dall’aperitivo all’amaro si è tenuto in un clima di condivisione e solidarietà e che ha visto la presenza del sindaco di Rosolina Franco Vitale con consorte, del consigliere Daniele Vallese con moglie e di tanti bambini, ragazzi, mamme, papà, giovani e nonni. Durante l’occasione don Natoli ha evidenziato l’importanza del gesto di solidarietà che, seppur minimo, ha denotato la generosità che parte da piccoli gesti. La somma è stata inviata con bonifico bancario a don Davide della parrocchia di “San Martino” di Cazzago di Pianiga (Ve) che ha prontamente ringraziato don Giovanni e i benefattori. Un gesto davvero importante sul fronte della solidarietà.

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18 Taglio di Po Lavori pubblici Parte un importante progetto di asfaltature in paese

E’ venuto il momento di metterci una toppa di Silvia Boscaro

E

’ un restyling decisamente importante quello che sta interessando Taglio di Po. Una rimessa a nuovo che proseguirà anche nei prossimi mesi. “Il problema asfaltature nel nostro paese – spiega l’assessore ai lavori pubblici e urbanistica Davide Marangoni – è sempre stato un punto dolente. Numerosi sono i tratti che necessano una risistemazione per eliminare buche e avvallamenti spesso pericolosi per i cittadini. Sono ufficialmente terminati i lavori che hanno interessato via Marchi in località Mazzorno Destro, via milite ignoto e la centralissima via Kennedy. L’asfaltura di queste vie è stata preceduta da lavori in interramento tubi operati da Edison già l’anno scorso. Il ritardo dell’asfaltatura è stato causato da diversi motivi: in via Marchi era necessario attendere il completamento dei lavori per le fognature e, di conseguenza, consentire ad alcune abitazioni di collegarsi all’impianto eliminando il probema relativo agli odori e all’igiene pubblica. Per via Milite Ignoto il ritardo dell’asfaltatura è stato causato dalla necessaria attesa perchè si assestasse il terreno dopo l’intervento di riparazione della fognatura nei pressi dell’acquedotto. Infine, per via Kennedy, abbiamo atteso i lavori di scavo, operati da Enel, del cavo di media tensione”. “I lavori per via Kennedy sono quasi conclusi – specifica Marangoni – si dovrà solo attendere il completamento del tratto tra l’incrocio con via Garibaldi e la strada statale Romea 309. Proprio per questo motivo abbiamo recentemente approvato,

La soddisfazione dell’assessore competente ai Lavori pubblici Davide Marangoni con delibera, il documento programmatico dell’intervento da fare su via Kennedy e che consiste nella sistemazione dei marciapiedi per tutta la via (lato nord), l’asfaltatura del tratto tra via Garibaldi e la Romea comprese le rampe di accesso e uscita e la realizzazione dell’ultimo tratto di pista ciclopedonale. I lavori inizieranno tra la primavera e l’estate 2016 per un costo di circa 300mila euro. Entro l’anno sarà asfaltato anche un primo tratto di via Verona, il secondo nel 2016”. I lavori di sistemazione del manto stradale proseguono anche per altre vie centrali del paese: “E’ stato approvato un progetto esecutivo – spiega Marangoni che prevede l’asfaltatura di via san Marco, dalle scuole G.B. Stella all’incrocio con via d’Annunzio, e di via Piave dal tratto che si incrocia con via san Marco sino a quello con via Roma. Tutto questo per mettere in sicurezza l’accesso e l’uscita degli

Saranno interessate numerose strade, dopo avere sistemato anche altri interventi

Asfaltature in via Marchi, toccata dagli interventi

In tutto è stata stanziata una somma complessiva di circa 300mila euro alunni dalla scuola oltre al fatto che sono effettivamente malmesse”. L’asfaltatura di questo tratto dovrebbe terminare entro l’anno. “Sempre in accordi con Edison – aggiunge l’assessore – saranno sostituite altre linee del gas con conseguente successiva manutenzione della strada. Saranno rimesse a nuovo, quindi, anche la via Romea nel tratto che va dall’incrocio con via San Bellino fino alla S.P. 46, tutta via Trasimeno e via Lago Maggiore, la Prima, Seconda, Terza e Quarta Strada del Villaggio Perla e via Pacinotti.

NEWS La storia dei due coniugi

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rande festa per i coniugi tagliolesi Flaviano Nicolasi e Antonella Benetti che hanno ricevuto il premio “Nonni del Delta in Festa 2015” giunto alla sua seconda edizione. Designati dall’assessore Doriano Moschini, i coniugi Nicolasi sono stati premiati in qualità di “genitori e nonni esemplari – come si legge nella motivazione – da sempre attivi nel volontariato per portare aiuti a persone dei paesi più poveri, molto preparati sui temi della famiglia si sono resi disponibili con la Parrocchia locale collaborando, attraverso corsi specifici, per informare le famiglie e i ragazzi”. Antonella e Flaviano, 58 anni lei, 63 lui, sono nati e cresciuti a Taglio di Po, dove vivono tutt’ora. La loro famiglia è numerosa, con ben sette figli (Mattia, Sara, Laura, Emanuele, Valentina, Giada e Annalisa) e otto nipoti (Samuele, Sofia, Giacomo, Gaia, Francesco, Leonardo, Maddalena e Chiara). Flaviano ha lavorato come caporeparto nel settore di carpenteria presso i Cantieri Visentini mentre Antonella si è dedicata alla cura della famiglia. Un premio meritato. Si. Bo.


Taglio di Po 19 Comune Lo ha annunciato l’amministrazione, assieme al Consvipo

In arrivo un nuovo servizio: è il Wi-fi Ci saranno cinque punti strategici in paese per potersi connettere alla rete libera individuata di Silvia Boscaro

I

l Comune di Taglio di Po ha aderito attivamente al progetto “Polesine Wi Fi”, promosso dal Consorzio di Sviluppo del Polesine. Grazie a questa iniziativa in diversi punti nevralgici di Taglio di Po è possibile connettersi ad Internet utilizzando la nuova rete wi-fi pubblica in maniera del tutto gratuita. A renderlo noto il vicesindaco e assessore all’ambiente e turismo Alberto Fioravanti: “Grazie al Consorzio di Sviluppo del Polesine, – ha spiegato - ben 40 Comuni in tutta la provincia di Rovigo sono integrati in questa nuova rete che ha permesso di creare un importante sinergia di servizi nel territorio. Il progetto prevede la realizzazione di punti di connessione gratuiti ad Internet dislocati nel territorio”. Cinque sono i punti strategici individuati per Taglio di Po: piazza IV Novembre, via Romea Vecchia (incrocio con viale Kennedy), via san Marco (all’altezza della scuola G.B Stella, via Aldo Moro (parco giochi di piazza della Repubblica) e la piazza di Oca Marina. “Il servizio – spiega Fioravanti - è davvero semplice: dal proprio dispositivo occorrerà selezionare la rete “POLESINEfreeWiFi”, aprire il browser internet e seguire le istruzioni della pagina di accesso. Per registrarsi è necessario essere in

L’assessore Alberto Fioravanti illustra il progetto

Da gennaio la gestione e la manutenzione saranno a carico del Comune

possesso di una Sim italiana, fornire un numero di cellulare, un indirizzo mail e una password. Una volta ultimata l’iscrizione, il sistema chiederà di effettuare una chiamata gratuita ad un particolare numero che, dopo alcuni squilli, sarà automaticamente interrotta. Questo procedimento è necessario per verificare e registrare l’utenza”. In prossimità dei punti nei quali è offerto il servizio sarà possibile accedere gratuitamente ad Internet per un massimo di tre ore al giorno. “L’installazione e i primi mesi del servizio – ha specificato – sono stati finanziati dalla Regione Veneto, ma dal 1° gennaio 2016 la gestione e manutenzione sarà a carico del Comune. Per questo motivo, la nostra amministrazione comunale si è incontrata, presso il Consorzio di Sviluppo del Polesine, per discutere dei costi. “ E’ chiaro - ha concluso Fioravanti – che qualsiasi costo di questi tempi sia importante, ma crediamo che sia doveroso proseguire su questa strada che ci allinea con le grandi città e i siti turistici più importanti. Saranno prossimamente installate ulteriori due nuove antenne per cui vedremo di studiare i punti più strategici”. Imminente quindi l’arrivo di un nuovo e importante servizio per tutti la cittadinanza.

CONSIGLIO COMUNALE Preoccupazione per l’accorpamento delle due aziende sanitarie

N

el corso dell’ultimo Consiglio Comunale, del 22 ottobre scorso, è stata approvata all’unanimità (assenti i consiglieri di maggioranza Dario Altieri, Gaia Di Giangiacomo e il consigliere di minoranza Luciano Tamburin) l’ordine del giorno sul tema della nuova proposta di legge della Regione Veneto in merito all’accorpamento di Ulss e Azienda Zero. “La proposta - spiega l’assessore Veronica Pasetto - si basa su un documento condiviso in seno alla Conferenza dei sindaci dell’Ulss 19 della quale sono vicepresidente. In tale documento è palpabile la preoccupazione sul mantenimento dei servizi dato che con l’accorpamento su base provinciale l’Ulss 19 diverebbe la più piccola del Veneto con un evidente pericolo di penalizzazione”. Determinata è quindi la posizione dei membri della Conferenza dei sindaci come si evince dal verbale dell’ultima riunione: “Si sottolinea la preoccupazione delle possibili ripercussioni determinate dalla ‘Riforma’ che prevede l’accorpamento dell’Ulss 18 e 19 correlate alle peculiarità della zona deltizia che richiede servizi organizzati in modo congeniale ad un territorio particolarmente esteso e con densità bassa caratterizzato dalla presenza di piccole comunità sparse e da un indice di vecchiaia molto elevata. La perdita di servizi oggi garantiti, senza un’adeguata corrispondente sostituzione, rischierebbe di non rispondere più ai reali bisogni del territorio”. “La delibera approvata in Consiglio comunale – conclude l’assessore Pasetto – è stata quindi mandata al presidente della Regione Veneto Luca Zaia e per conoscenza anche agli altri Comuni facenti parte dell’Ulss 19 così da permettergli, se lo vorranno, di portare anche loro la questione in Consiglio Comunale. Sono in programma diversi incontri pubblici per informare i cittadini su questo delicato tema. A breve saranno fornite ulteriori informazioni in merito”.

NEWS Con l’assessore regionale Corazzari

PALAVIGOR ANCORA INAGIBILE, FINALMENTE L’INCONTRO DECISIVo

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e criticità strutturali del PalaVigor non sono state ancora risolte e il palazzetto dello sport resta ancora inagibile. La chiusura forzata, avvenuta nel marzo di quest’anno, è stata seguita da un importante impegno, da parte dell’amministrazione comunale, per la ricerca di fondi da destinare alla ristrutturazione della struttura, fortemente danneggiata dal forte vento e dalla mancata manutenzione. “Finalmente è avvenuto l’incontro - spiega l’assessore ai lavori pubblici e urbanistica Davide Marangoni - con l’assessore regionale Cristiano Corazzari. Presenti, oltre al sottoscritto, anche il sindaco Francesco Siviero e il consigliere regionale Graziano Azzalin. Durante l’incontro abbiamo avuto la possibilità di spiegare le criticità, le problematiche e il necessario sforzo finanziario che ci era stato promesso dal suo predecessore per il nostro PalaVigor. L’incontro è stato proficuo con la promessa che la questione sarà ripresa nuovamente in considerazione e che saranno messi in campo tutti gli strumenti per trovare gli opportuni spazi finanziari nelle prossime previsioni di bilancio”. “Nel frattempo - prosegue Marangoni - al fine di velocizzare i necessari iter burocratici, sarà a breve dato l’incarico ad un esperto strutturista di svolgere un check-up completo della struttura portante con un’analisi approfondita dalle fondazioni sino al tetto. Saranno quindi svolte le obbligatorie verifiche sismiche ed entro l’anno avremo un’idea di come poter intervenire”. Si. Bo.

Per sostenere l’allattamento materno

In paese e in polesine e’ attivo un nuovo gruppo: la presentazione

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’ stato presentato ufficialmente nel pomeriggio di sabato 10 ottobre, presso la sala conferenze del Comune di Taglio di Po, il primo gruppo polesano dell’associazione Leche League Italia Onlus (Lega per l’allattamento materno). L’associazione, fondata nel 1956 negli Stati Uniti, è di volontariato, apolitica, aconfessionale e senza scopo di lucro, il cui obiettivo è quello di offrire informazioni, incoraggiamento e sostegno alle mamme che desiderano allattare i propri figli. Oggi è un’autorità riconosciuta a livello internazione ed è presente in 68 Paesi con circa 9000 consulenti. In Italia è stata fondata nel 1979. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Taglio di Po. Presenti, oltre alle consulenti, anche l’assessore alle politiche sociali Veronica Pasetto. L’incontro ha ospitato anche la bellissima mostra “Sotto la stessa pelle” realizzata dalla fotografa padovana Chiara De Marchi, che con questo ambizioso progetto fotografico sull’allattamento, ha voluto raccontare questo gesto naturale attraverso alcuni scatti che rappresentano frammenti di vita quotidiana tra la mamma e il suo bambino, enfatizzando questo dolcissimo legame fatto di latte, coccole e amore. “Le mamme intervenute hanno dimostrato calorosamente il loro interessamento all’iniziativa – ha commentato la responsabile Paola Chiereghin - ci auguriamo che il gruppo possa crescere in fretta per cambiare il mondo ‘una mamma alla volta’”. Si. Bo.

La rassegna è partita il 24 novembre

La magia delle letture incanta i piu’ piccoli: le “favole animate”

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’ iniziata lo scorso 24 ottobre la bellissima iniziativa Favole Animate, promossa dal Comune di Taglio di Po in collaborazione con la Cooperativa San Marco Servizi – Agire. Gli incontri sono in totale quattro. Oltre al primo del 24 ottobre con il tema “I Colori della Natura”, il programma prevede, presso la biblioteca comunale in vicolo Oroboni n.7, la lettura di favole e storie a cura della responsabile della biblioteca Laura Veronese. I prossimi incontri sono fissati per il 7 novembre (Le Filastrocche delle Stagioni), 21 novembre (La Fattoria – Guarda e Scopri) e il 5 dicembre (La Mosca) dalle ore 10 alle ore 11. Gli incontri di animazione alla lettura sono destinati ai bambini della scuola dell’infanzia tra i 3 e i 5 anni. Per partecipare è necessario effettuare la prenotazione presso la biblioteca comunale e il numero massimo per gruppo è di 10 bambini accompagnati da almeno un genitore. “Se le adesioni saranno superiori – spiega l’assessore alla cultura Veronica Pasetto - sarà possibile attivare un secondo gruppo. Lo scopo di questa bellissima iniziativa è quello di promuovere il piacere della lettura nei bambini già nella prima infanzia e di avvicinare alla biblioteca bambini e genitori. Prossimamente questa iniziativa sarà attivata anche presso il nostro asilo nido “Girasole”. Si. Bo.


20 1 Cultura provinciale RO Fondazione Lanciato un nuovo bando, vuole alzare il livello nel non profit

Anche la cultura può farsi impresa di Melania ruggini

ICARO

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a Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo lancia una nuova sfida rivolta alle associazioni, grazie al bando Culturalmente Impresa, che prevede uno stanziamento di 700mila euro per quelle organizzazioni culturali che intendono investire nella propria trasformazione in imprese culturali. Un’altra importante scommessa che si affianca al già noto progetto CulturlaMente, ideato e promosso dalla stessa Fondazione, che nel corso degli anni ha sostenuto economicamente le attività di un’ottantina di associazioni culturali di Padova e Rovigo. Ora la Fondazione ha deciso di ampliare il proprio raggio d’azione sviluppando uno specifico filone dedicato esclusivamente alle organizzazioni non profit che scelgano di indirizzarsi verso un modello di impresa culturale che miri ad un rafforzamento organizzativo, gestionale ed economico coerente con la propria attività. Al bando potranno partecipare le associazioni culturali delle province di Padova e Rovigo che abbiano già beneficiato dei finanziamenti previsti dal Bando CulturalMente nelle edizioni del triennio 2012-2014. Il contributo della Fondazione sarà di tipo economico e tec-

ECCO “45 METRI SOTTO I MARI”

“L nico, dato che verrà garantito un servizio di accompagnamento professionale di durata biennale. Tra gli obiettivi principali del bando: aumentare il livello di autonomia delle organizzazioni dai contributi pubblici e/o privati a favore di altre forme di ricavo (sponsorizzazioni, vendita diretta dei servizi); aumentare i livelli di occupazione delle organizzazioni e contribuire a creare posti di lavoro nel territorio; aumentare i livelli di professionalizzazione sugli aspetti manageriali, gestionali e organizzativi; sviluppare forme di network con altri soggetti terzi; potenziare l’offerta dell’organizzazione.

organizzano il Comune e la biblioteca cittadina

SAN bELLINO, DUE GIORNI DA CAPITALE DELL’ARTE

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er due giorni il Comune di San Bellino diventa un “Cantiere per l’arte”: l’appuntamento con l’arte è fissato venerdì 13 e sabato 14 novembre, grazie all’organizzazione del Comune e della Biblioteca di San Bellino, dell’associazione culturale L’Asino d’oro di Rovigo, con il patrocinio della Regione del Veneto e della Provincia di Rovigo. Protagonisti sono l’artigianato artistico, l’esperienza di gestione di attività culturali, la riflessione sul classico e sull’estetica e il valore dei beni culturali. A presentare il ricco programma sono gli ideatori e coordinatori scientifici: Raffaele Campion, presidente della biblioteca comunale e consigliere comunale alle politiche culturali, e Flavia Micol Andreasi, presidente dell’associazione l’Asino d’oro. “Attraverso un evento di spessore culturale come Cantiere Arte, San Bellino si prepara ad essere un luogo ideale di riflessione sul bello, che se riconosciuto nella sua densa profondità, non può che rendere la vita di ogni comunità migliore” dichiarano. Gli eventi, presso la rinnovata biblioteca comunale, iniziano venerdì 13 alle ore 20.30 con l’aperitivo artistico “Dialoghi e performance delle arti”; come relatori ci sono Melania Ruggini, storica dell’arte e direttore artistico del Festival DeltArte, i restauratori e diagnosti Susanna Trevisan e Sara Caraccio. Gli artisti coinvolti sono Lisa Bettini, body

nuovo appuntamento del festival itinerante

painter e l’Eroica Ensamble, un quintetto di musica classica e jazz formato da allievi del Conservatorio Venezze di Rovigo. Si prosegue sabato ore 10.30 con l’attesa lectio magistralis di Francesca Cappelletti, professore associato di Storia dell’arte moderna all’Università di Ferrara e vicepresidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Un nome di fama mondiale nel campo dei beni culturali, avendo contribuito al ritrovamento della Cattura di Cristo del Caravaggio, ora conservata alla National Gallery di Dublino. Saranno inoltre presenti l’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari, il presidente della provincia Marco Trombini e il sindaco Aldo D’Achille. Nel pomeriggio è prevista la visita guidata al prestigioso Palazzo Ottoboni-Valente ora Tomanin e ai laboratori della Vetreria d’Arte, gioiello di San Bellino e conosciuta a livello internazionale. Me. Ru.

In linea generale, i progetti considerati ammissibili dovranno dimostrare la capacità di rafforzare le associazioni dal punto di vista organizzativo, gestionale e economico attraverso interventi come, ad esempio: formazione di risorse interne; interventi di marketing e/o comunicazione; interventi finalizzati a differenziare le fonti di entrata o a potenziare quelle esistenti; adozione di strumenti gestionali che generino ricadute significative e positive; collaborazione con altri soggetti. Per essere ammessi alla valutazione le proposte progettuali dovranno avere durata biennale o oltre.

’approdo nell’isola che non c’è” è il nuovo evento culturale targato Icaro, la kermesse dedicata all’arte contemporanea per arricchire creativamente la città di Rovigo e i suoi luoghi piu’ significati. Dopo 7 appuntamenti, tra murales, inaugurazioni e installazioni urbane susseguitesi da marzo a settembre, si è passati, domenica 8 novembre, nella sede dell’Arci, capofila del progetto, in viale Trieste 29. In tale occasione è stato presentato il video “45 metri sotto i mari” del gruppo Shakinart, formato da Jonathan De Checchi (attore di teatro e artista di strada under 35) e Marco Zocca Jean Pierre (musicista e scrittore under 35). Il duo artistico è supportato da un ampio e mutevole bacino di giovani artisti emergenti come pittori, musicisti, attori, scrittori, i quali vengono coinvolti dai due fondatori, secondo le occasioni, in atti performativi di vario genere, travalicando quelli che sono i confini delle loro peculiarità artistiche ed incanalandole nella messa in atto di shock artistici, pensati per interagire e comunicare con il pubblico in modo incisivo. Nel video “45 metri sotto i mari” volti, a centinaia, fissano negli occhi e non possono mentire. Incatenano ad una verità senza giustizia né giudizio, nelle profondità di un baratro blu, dove ballano una danza eterna i corpi ormai senz’anima, di coloro che fuggivano per essere liberi. Liberi almeno quanto lo siamo noi. La speranza, che un tempo quegli occhi cercavano nel nostro meraviglioso stivale di fango, ora è svanita; si è mostrata nella sua vera forma: una dolce e placida illusione. Un’innocente e bianca falena, sussurra dal mare cosmico parole di commozione; non per se stessa, ma per noi, ignari prigionieri delle nostre invisibili gabbie. Me. Ru.

Street art Qui a luglio aveva decorato la rotatoria sulla Sp 45

Melinda è tornata a Loreo Entusiasti i “suoi” studenti M

elinda Sefcic, l’artista croata diventata famosa sul Delta del Po per avere realizzato i tre variopinti murales sulla rotatoria della strada provinciale 45, è ritornata in questi giorni a Loreo, che ormai per lei è diventata come una seconda casa. Per l’occasione l’artista ha incontrato una settantina di studenti delle scuole medie della città, gli stessi che avevano lavorato con lei nel mese di giugno mediante i laboratori didattici di DeltArte. L’appuntamento con gli studenti, organizzato dal festival itinerante, ha avuto luogo martedì 27 settembre alle ore 10:30 presso le scuole medie comunali. “È molto bello ritornare in questa città - ha esordito Melinda - che mi ha regalato tante soddisfazioni professionali e umane. In questo territorio ho lasciato un pezzo del mio cuore, grazie all’opera di street art che ho realizzato e che ora fa parte del vostro paesaggio. Credo che questo lavoro con i ragazzi sia stato importante sia per me che per loro. Per me è stato un percorso ricco di spunti e di emozioni: per loro credo sia un’esperienza che ricorderanno anche da adulti. E’ importante far lavorare i ragazzi allo stesso dipinto, perche’ la creatività ha il potere di avvicinare le persone, socializzare, confrontarsi reciprocamente”. Durante l’incontro è

Un ritorno gradito per i ragazzi delle scuole stato presentato il docufilm realizzato con gli studenti, all’interno dei laboratori realizzati a giugno. Gli studenti hanno accolto a braccia aperte l’artista e hanno avuto modo di vedersi immortalati nel video, ripercorrendo insieme le tappe del progetto. Nel video sono raccontate, infatti, le varie fasi dei laboratori che sono sfociati nella realizzazione di due grandi dipinti di gruppo, che ora sono esposti nella suola come testimonianza tangibile di questa esperienza cosi’ proficua. “È’ stato un momento molto emozionante - ha commentato l’ideatrice e curatrice del festival, Melania Ruggini - Quest’anno

DeltArte ha avuto una marcia in piu’ grazie al coinvolgimento delle scuole e pensiamo che questa sia la strada giusta da seguire per educare i ragazzi all’arte contemporanea, vivendola e sperimentandola dal vivo e faccia a faccia con gli artisti”. L’assessore alla Cultura Luciana Berto ha concluso spiegando che la sistemazione pavimentale della rotatoria artistica avverrà ad aprile del prossimo anno, poiché i lavori inizieranno con la bella stagione. Nel frattempo l’artista croata soggiornerà una settimana sul Delta e realizzerà alcuni murales. Me. Ru.


SportSport provinciale Delta 21 3 Calcio Testa della classifica al primo anno in Seconda Categoria

Porto Tolle, una matricola da sogno di riccardo pavanello

VOLLEY

P

romozione in Seconda e al vertice della classifica per meritarsi un posto in Prima il prossimo anno. Più di così cosa si vuole? Il Porto Tolle di Sandro Tessarin sta stupendo tutti in questo inizio di campionato di Seconda tanto da stare già nelle posizioni di vertice. Dopo aver vinto a mani basse il campionato di Terza la scorsa stagione, la società di Porto Tolle che, di fatto, ha sostituito il Delta trasferitosi a Rovigo, ha già fatto vedere a tutti di che pasta è fatto. E la squadra è anche in corsa per un altro obiettivo: la coppa Veneto. I bassopolesani infatti, dopo aver vinto il mini girone di qualificazione, si sono guadagnati anche l’accesso ai 16esimi di finale battendo ai calci di rigore il Pettorazza ai 32esimi. La partita era finita 0-0 e sono serviti i tiri dal dischetto per decretare la vincente. La Coppa, più avanti si va, più può diventare determinante per il passaggio nella categoria superiore. Le vincenti del trofeo, la finalista o anche le semifinaliste possono essere ripescate qualora non risultino vincenti anche del proprio girone. Tornando al campionato, il Porto Tolle è incappato in sole due sconfitte in nove giornate. Fatali le trasferte di Granzette e di Stienta. Il Porto

Debutto con vittoria nella categoria B2

PER L’ALVA INOX bUONA LA PRIMA

O

Tolle sta trovando nel Salara un avversario tosto per la vittoria finale. Eppure al debutto in campionato, proprio contro gli altopolesani, il Porto Tolle era riuscito a vincere per 1-0. A quel successo erano seguite altre vittorie. Rosolina al tappeto per 2-1 così come il Pettorazza per 2-0. Nessun problema anche con San Vigilio e Ca’Emo sconfitte rispettivamente per 6-1 e 4-0. I 15 punti in cinque iornate erano un buon bottino ma il Granzette ha fermato la corsa dei ragazzi di Tessarin. Dopo il ko per 2-1 il Porto Tolle si è subito ripreso vincendo con la Lendinarese per 3-0 e con la Fies-

sese per 2-0. prima della seconda sconfitta in campionato subita contro la Stientese. Ora sotto con un mese importante: in campionato tutte sfide ostiche. Boara Polesine, Villanovese, Villadose e Turchese metteranno alla prova la squadra di Tessarin verso la conquista del titolo di Seconda categoria. La squadra c’è, la società organizzata pure. Compresi i tifosi che hanno deciso di seguire in massa le partite della squadra del paese. Ogni domenica, all’Umberto Cavallari di Porto Tolle, si registrano circa 250 persone a vedere la partita. Più di così...

ttimo esordio per l’Alva Inox Delta Volley Porto Viro che ha vinto largamente contro l’Aduna Volley Casalserugo nella prima partita del campionato di B2. La squadra maschile allenata da Leonardo Falcini, dopo aver ottenuto il pass per la categoria superiore, ha tenuto alto il livello di gioco e l’entusiasmo per partire a mille nella nuova avventura. Primo set molto equilibrato con l’Aduna che tiene testa all’Alva Inox fino a metà del parziale. I nerofucsia però tengono bene il gioco con De Grandis e arrivano a chiudere il punto sul 25-16. Il +9 dà entusiasmo ed energia ai ragazzi di Falcini che pungono anche nel secondo set andando a schiacciare punti pesanti nella metà campo avversaria. Zorzi non fatica a servire palloni importanti ai compagni. Il set, tutto sommato, è una passeggiata, visto il 25-11 finale e il punto del 2-0. Nel terzo parziale il Casalserugo non riesce a tornare in partita e con il 25-19 finale l’Alva Inox porta a casa un netto 3-0 per iniziare alla grande la stagione. In totale 75 punti segnati e soli 46 subiti nella prima partita del girone C. Chi ben comincia è già a metà dell’opera e la squadra di Falcini dovrà misurarsi con lo Slogar Tabor Televita, il Piera Martellozzo, il Bassano volley e l’Avesano di Verona nel mese di novembre. C’è ancora molto da fare ma sembra chiaro che i nerofucsia siano partiti alla grande per ottenere un posto, a fine campionato, che garantirà la partecipazione alla serie B unica a partire dalla prossima stagione sportiva. Ric. Pav.

san vigilio ancora a caccia di punti in classifica

TEMPO DI bILANCI PER LE SQUADRE POLESANE

N

on si può certo dire che il Porto Viro abbia rispettato le premesse di inizio campionato. La squadra del nuovo allenatore Pino Augusti si trova fuori dai play off dopo nove turni di campionato di Prima categoria. Certo, mancano ancora due terzi della stagione ma i blu royal, dopo un avvio convincente, si sono inceppati. La squadra comunque è riuscita a strappare il pass per la qualificazione agli ottavi di Coppa Veneto di categoria. Dopo aver vinto il mini girone di qualificazione, Alessandro Sabatini e compagni hanno battuto in rimonta il Medio Polesine, eliminandolo ai 16esimi di finale. Il Porto Viro vuole andare avanti anche in coppa perché, il passaggio dalla Seconda alla Prima, è arrivato grazie al successo del trofeo. In campionato infatti i ragazzi dell’ex allenatore Roberto Zaia erano arrivati secondi. Con la nuova stagione, i blu royal hanno portato a casa solo quattro vittorie in campionato a fronte di tre pareggi e due sconfitte. Buono il debutto contro il Castelbaldo Masi per 2-1 e altrettanto convincente il secondo turno con la Nuova Audace Bagnolo: 1-1 il finale. Alla terza giornata il primo pareggio conto la Tagliolese (1-1). Poi 5-1 al Papozze e 3-0 al Medio Polesine prima della serie nera di risultati. Contro La Rocca è maturato un 1-1 al 90’. Il peggio però è arrivato in casa, a porte chiuse per la squalifica dello stadio, con la sconfitta per 3-2 nel derby contro lo Scardovari. Solo nel finale il Porto Viro era

riuscito a rimettersi in carreggiata. Dopo il 3-0, l’ex di turno Sabatini e Andreello avevano reso meno amara la sconfitta per il 2-3 finale. Contro l’Azzurra Due Carrare però è arrivata una batosta di quelle che non ti aspetti. I padovani hanno dato una brusca frenata alle ambizioni di Augusti e squadra visto il 3-0. Contro il Boara Pisani è arrivato un 1-1 che sa di brodino per un ammalato. Le individualità di Poncina e Andreello avevano sbloccato la partita con la rete del primo. Un’amnesia difensiva però è costata cara sul finale di primo tempo con il gol del pareggio, poi definivo, dei padovani. I 15 punti maturati in campionato sono pochi, sui 27 disponibili. Il Cavarzere è a +6 e saranno decisive le partite proprio con i veneziani, il Pontecorr e il Due Stelle per capire se i blu royal potranno ambire al primo posto o se si dovranno accontentare di puntare a un piazzamento nei play off. Ric. Pav.

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22 1

IL VENETO

in PRIMO PIANO

25 novembre Una giornata di sensibilizzazione perché le vittime siano meno sole

Violenza: nel 93% dei casi il mostro è in casa anche nella nostra regione L’assessore Lanzarin: “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello” di Maria pavan

S

ono 1.496 le donne che nel 2014 si sono rivolte ai Centri antiviolenza del Veneto, numeri che aumentano di anno in anno grazie anche all’incremento dei servizi di ascolto ed accoglienza sul territorio. Più del 50% di queste donne hanno un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e vivono relazioni stabili in cui sono presenti nella maggior parte dei casi figli e figlie minori. Del totale delle donne, il 93% (1397) è vittime di violenza che si consuma all’interno delle mura domestiche, mentre il 7% (99) di queste sono state vittime di violenza extrafamiliare. È quindi quasi sempre all’interno della famiglia che avvengono le violenze per mano del marito/compagno, dove i figli e le figlie sono spesso spettatori e spettatrici, quando non coinvolti direttamente, e perciò vittime di violenza assistita. Questi gli ultimi dati veneti che riguardano questa piaga privata, troppo spesso taciuta, li ha diffusi il Coordinamento dei Centri Antiviolenza del Veneto e cioè delle richieste di aiuto arrivate nel 2014 ai Centri Antiviolenza delle città di Padova, Venezia, Belluno, Treviso, Verona e Bassano del Grappa. “Questi numeri – hanno commentato le responsabili dei Centri – non devono lasciare indifferenti e devono farci riflettere anche sulle politiche che la nostra Regione

propone per il contrasto al fenomeno della violenza maschile sulle donne. Politiche che ogni anno vengono ridiscusse e che vedono un taglio drastico dei finanziamenti, non permettendo così una programmazione che possa rispondere in modo efficiente ai bisogni delle donne. Dal canto suo la Regione ha pubblicato il bando per l’assegnazione delle risorse destinate per interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. “Nel 2014 sono stati erogati oltre un milione di fondi pubblici tra finanziamenti statali e fondo regionale per sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le strutture di secondo livello – specifica Manuela Lanzarin, assessore regionale al sociale – La Regione Veneto, per parte sua, ha confermato l’erogazione anche quest’anno di 400mila euro. Siamo al lavoro per rendere più omogenea e capillare la rete delle strutture, i costi e le modalità di intervento. Attendiamo però di capire se anche lo Stato confermerà anche per il 2015 i 1.440.000 euro destinati al Veneto per i centri antiviolenza: sono fondi indispensabili per dare continuità alle iniziative di accoglienza, protezione e recupero attivati nelle sette province venete dalla collaborazione tra associazionismo, volontariato e istituzioni pubbliche”. Per dare corso ai propositi sopraindicati,

l’assessore Lanzarin ha promosso a Palazzo Balbi un tavolo tecnico di coordinamento per monitorare il fenomeno delle violenze familiari e di genere e fare il punto sullo stato di applicazione della legge. La rappresentanza istituzionale al tavolo di coordinamento dovrà essere rinnovata entro la fine dell’anno, ma intanto l’assessore al sociale, che ne assumerà anche formalmente il coordinamento, ha voluto fare il punto sulle iniziative in corso, le modalità di rilevazione, il grado di copertura del territorio regionale, i progetti in corso, le risorse disponibili. L’incontro ha così fotografato una situazione molto variegata, che tiene conto del lavoro dei Centri anti violenza e di quello di associazioni o altro che si prodigano in quest’ambito. Quel che emerge è che a due anni dall’entrata in vigore della legge regionale di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne la rete veneta delle strutture attivate conta 15 centri antiviolenza, 9 case rifugio e 12 centri di secondo livello. Altri 6 centri antiviolenza sono in via di attivazione nel Padovano, nella Marca e a Chioggia. Complessivamente le strutture che si avvalgono del contributo finanziario della Regione hanno offerto ascolto telefonico a 6 mila persone, incontrato in colloqui di prima accoglienza 1821 donne e ne hanno ospitato 50 (di cui 36 insieme ai loro figli) nelle

Manuela Lanzarin case rifugio e accompagnato in percorsi di reinserimento 77 (di cui 41 con figli minori) attraverso le case di secondo livello. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere, saranno ricordate tutte le vittime ma anche il grande impegno di coloro che le aiutano ad uscire dall’incubo in cui vivono loro e, spesso, anche i loro figli. In queste giornate di sensibilizzazione, come

ricordano le volontarie dei Centri antiviolenza, occore “raccogliere l’energia per lavorare tutto il resto dell’anno affinché ogni donna possa esser libera nella propria vita. Libera dalle violenze, ma non solo. Libera di essere Donna, libera di poter esprimere la propria individualità e libera di muoversi in una società dove il rispetto reciproco nelle relazioni intime non sia più messo in discussione”.


Il Veneto in primo piano 23 1 Venezia L’esperienza dal 1994 del Centro Anti violenza del Comune

Oltre 5000 le richieste di aiuto e 100 le donne ospitate Dispone di 2 case rifugio dove la donna può trovare ospitalità temporanea, anche per i propri figli. Attivo il progetto “Punto di ascolto sos violenza” di alessandro abbadir

S

ono più di 5.000 le donne che si sono rivolte nel corso degli anni al Centro Antiviolenza del Comune di Venezia per cercare di uscire da una situazione davvero pesante. La media è di circa 300 donne che ogni anno si rivolgono per la prima volta a questo servizio. Provengono dal veneziano, ma dal resto del Veneto e si rivolgono al Centro autonomamente o inviate da altri servizi, dalle forze dell’ordine, dal Pronto Soccorso o dal proprio medico di base e da associazioni del territorio. Sono oltre un centinaio poi quelle che hanno trovato ospitalità nelle 2 case del Centro o in altre strutture dedicate. Hanno trovato un rifugio temporaneo che ha permesso loro di sottrarsi da una relazione violenta, in cui quasi sempre l’autore di violenza è il partner o l’ex partner. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 15 si trova a Mestre in viale Garibaldi, 155/A all’interno del Centro Donna. Ma chi si rivolge al Centro? “L’età media di chi ha chiesto aiuto all’istituzione di viale Garibaldi a Mestre nel 44% dei casi - spiega la responsabile del

Centro la dottoressa Gabriela Camozzi - è compresa tra i 31 e i 45 anni. Il 68% è di nazionalità italiana, il 29% ha un diploma di scuola superiore, il 19% è laureata, quindi il livello culturale conta poco, ma una particolare incidenza ce l’ha l’aspetto economico, dato che il 50% delle vittime ha un’occupazione part time o a tempo determinato, quindi sicuramente instabile”. Nel

Nella città lagunare l’intero mese è dedicato a iniziative e spettacoli sul tema resto della provincia, tanti comuni si sono impegnati aprendo ad esempio Sportelli Donna come a Mira o centri di ascolto contro la violenza di genere a Noale e Mirano. “Il Centro del Comune di Venezia - illustra Gabriela Camozzi - nasce come manifesta esigenza delle donne del veneziano e delle operatrici del Centro Donna, che pongono all’attenzione degli amministratori locali la

necessità di riconoscere il fenomeno della violenza di genere e di offrire uno spazio di ascolto e accoglienza per le donne che subiscono maltrattamenti e violenza. E’stato per lungo tempo il primo e l’unico esempio in Italia di Centro Antiviolenza istituzionale. Da subito il Centro, ha sentito la necessità di dotarsi di una “Casa ad indirizzo segreto” e nell’aprile del 1995, ha ospitato la prima donna veneziana, per una ospitalità temporanea sicura e segreta. Ancora oggi la casa è aperta e ospita donne e bambini”. Ma non solo. Un’altra casa è a disposizione del Centro dal 2009. Anche questa è sottoposta al vincolo della segretezza. Dispone di dieci posti letto per le donne e per i loro figli minori. Preparatissimo il personale che vi lavora. Lo staff è composto dalla responsabile del servizio “Cittadinanza delle donne e culture delle differenze”, dalla responsabile del Centro Antiviolenza, da 3 operatrici di accoglienza (2 assistenti sociali e una psicologa) e da una educatrice. Con il Centro collabora una cooperativa esterna, per la gestione della casa rifugio e della casa

di secondo livello e del progetto “Punto di ascolto sos violenza”. Ci sono 3 consulenti legali messi a disposizione dal Comune di Venezia. Per aiuto si può chiamare il 1522 “Numero Verde Antiviolenza” attivo 24 ore per 365 giorni all’anno. Per ulteriori informazioni scrivere a: centro.antiviolenza@comune.venezia. Sempre a Venezia il Comune ha deciso

di dedicare l’intero mese ad una serie di iniziative e spettacoli per sensibilizzare la cittadinanza su questo fenomeno. Per tutto novembre infine le facciate di Ca’ Farsetti e Ca’ Loredan sul Canal Grande e la fontana di piazzale Giovannacci a Marghera, saranno illuminate di arancione, colore simbolo della “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”

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24 4 Il Veneto in primo piano Scuola Il dibattito a Mira organizzato dall’assessorato alle Politiche educative e il 13 novembre il mondo della scuola è in agitazione ancora una volta contro la legge 107/2015

La riforma che non piace al mondo della scuola Civati e i deputati del Movimento 5 Stelle “bocciano” ancora una volta la Buona scuola: non risponde - sostengono - alle esigenze del mondo della scuola e la getta nel caos

L

a Buona scuola o la scuola alla buona? Insomma la riforma della scuola, la “legge 107/2015”, anche in queste settimane in cui il piano delle assunzioni dei docenti è arrivato alla cosiddetta fase C, quella che interessa l’organico di potenziamento, continua a non convincere tutti e soprattutto molti insegnanti e addetti ai lavori. Questa posizione critica è emersa chiaramente anche lo scorso 10 ottobre, in occasione della serata di confronto e dibattito, organizzata a Mira, dall’assessorato alle Politiche educative del Comune veneziano, cui hanno preso parte, fra i politici, per il Movimento 5 Stelle i deputati Silvia Chimiento ed Emanuele Cozzolino e la cosigliera regionale del Veneto Erika Baldin, l’assessore comunale Orietta Vanin oltre a Pippo Civati, fuoriuscito dal Pd e ideatore della formazione “Possibile”. La contestazione “politica” alla riforma è sul metodo oltre che nella sostanza, a partire, come ha avuto modo di ribadire anche in questa occasione Silvia Chimiento, dall’atteggiamento di totale chiusura del Governo “che ha rifiutato - so-

stiene - un reale confronto soprattutto con gli addetti ai lavori - gli insegnanti - producendo come risultato finale inaspettato ed evidentemente non voluto un processo di aggregazione nella scuola come da tempo non si vedeva contro la riforma stessa, che viene percepita come un attacco non solo alla scuola ma alla democrazia”. Per chi è stata fatta la riforma? Di fatto, sostiene ancora Chimiento, non risponde a quelle che sono le esigenze del mondo della scuola, a partire dalla stabilizzazione dei tanti docenti precari. “Il piano di assunzione è un bluff - dice -: doveva abolire la supplentite e invece ha catapultato la scuola in un gran caos. Delle 148mila assunzioni sbandierate, di fatto ad oggi se ne contano 36mila, di cui 21mila dai pensionamenti e 15mila posti di sostegno, così come previsto ancora dal precedente ministro. Ci saranno le 55mila assunzioni, previste nella fase C, con cui si collocheranno i docenti stabilizzati in una sorta di limbo, costretti ad uno stravolgimento professionale che li porterà ad insegnare

materie per le quali non sono abilitati. Un piano assunzioni, questo, di cui il Governo si è servito per ricattare il parlamento e la società: l’approvazione della riforma in cambio delle assunzioni sbandierate”. Critiche condivise dallo stesso Civati che sono state fra i motivi, ha spiegato il politico, della sua uscita dal Partito democratico e che hanno ispirato anche uno degli otto referendum per i quali a settembre è partita, senza successo peraltro, la raccolta di firme. Si discute della legittimità della riforma anche in Regione Veneto, ha fatto notare la consigliera regionale Erika Baldin, soprattut-

to in merito alle competenze - in materia scolastica - che dovrebbero essere di pertinenza delle Regioni e su cui il Governo vuole con la Buona scuola interferire. La Buona scuola non è però solo un terreno di scontro politico ma rappresenta un contesto entro il quale gli stessi insegnanti fanno fatica a ritrovarsi e che continuano a criticare. Sotto accusa l’eccessivo potere discrezionale in mano ai presidi, i limiti delle modalità di reclutamento degli insegnanti, la solitudine in cui sono lasciati i piccoli plessi con le loro oggettive difficoltà, le modalità con cui viene trattata la formazione dei

Alcuni momenti del dibattito sulla cosiddetta Buona Scuola, il tavolo dei relatori e il pubblico intevenuto docenti, tema quest’ultimo su cui ha invitato a riflettere Antonio Giacobbi, presidente dell’Associazione professionale Proteo Fare Sapere Veneto. I genitori presenti si sono lamentati invece delle classi, cosiddette pollaio, e hanno espresso preoccupazione sulla ideologia gender. Preoccupazione su cui in blocco tutti gli intervenuti hanno rassicurato: sulla Buona scuola si può dire di tutto, ma non v’è traccia dell’intenzione di introdurre questa ideologia gender. Si tratta semmai di un equivoco creato ad arte da alcune associazioni cattoliche oscurantiste.

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A novembre esiste il rischio che l’assetto del corpo docente debba essere in parte rivisto

a riforma della scuola varata dal Gover- che quelli ordinari di praticamente tutte le no Renzi rischia di portare con sé una province italiane, con esiti differenti: alcuni profonda spaccatura nel corpo docenti, a magistrati hanno ritenuto di accogliere i ricorlivello regionale e nazionale. Se in provincia si d’urgenza, mentre altri li hanno rigettati. di Rovigo infatti i prof In particolari, a fine che sono ricorsi al giu- I docenti con diploma agosto, è arrivata una dice del Lavoro sono magistrale ottenuto importante pronuncia un centinaio, con varie prima del 2002 chiedono del Consiglio di Stato, tranche di ricorsi, il nu- di essere inseriti nelle Gae; che decidendo su tre ricorsi che riunivano le mero aumenta via via ricorsi in tutta Italia posizioni di circa 1900 che si sale a un ambito docenti ha accolto la richiesta cautelare alla prima veneto poi italiano. La situazione al centro del difficile con- base dei tre ricorsi, fissando poi l’udienza di tenzioso è quella dei docenti che sono in merito al prossimo 1° dicembre. E’ quindi chiaro che già a novembre nella possesso del diploma magistrale, e non della laurea, ottenuto prima dell’anno scolastico scuola esiste il rischio che l’assetto del corpo 2002. Al momento queste figure professio- docente (stabilito a inzio anno scolastico) nali si trovano escluse dalle graduatorie a debba essere in parte rivisto, in modo da conesaurimento dalla quali andare a pescare per siderare, ai fini degli inserimenti in graduatoria, anche quelle posizioni che non erano le stabilizzazioni prestabilite dal Governo. La questione è estremamente comples- comprese nella prima bozza della ondata di sa e ha interessato sia i Tribunali del Lavoro stabilizzazioni.


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26 1 Voci da palazzo L’intervista Dopo una lunga esperienza amministrativa è approdato in Consiglio Regionale nelle fila di Forza Italia

“Lavoro, sicurezza e sociale: parte da qui il nostro impegno” Il padovano Massimiliano Barison ha affrontato da assessore provinciale all’occupazione gli anni duri della crisi. Ha presentato un progetto di legge sulla sicurezza e ha chiesto il completamento dell’Idrovia Padova - mare

Massimiliano Barison, consigliere regionale (Fi) padovano

di Martina Celegato

M

assimiliano Barison è senza dubbio uno dei nomi più noti della politica locale grazie alle sue esperienze come sindaco di Albignasego, assessore provinciale e, attualmente, membro del Consiglio Regionale. Un’attività molto radicata nel territorio, la sua, che negli ultimi mesi lo ha portato ad affrontare diverse tematiche “calde” a livello Regionale e non solo.  Fra i vari ruoli che ha ricoperto quali maggiormente hanno contribuito a farla diventare il politico e l’amministratore che è ora? “Lavorare e impegnarsi nelle Istituzioni mi ha dato la straordinaria opportunità di entrare a contatto con molte persone e situazioni. Questo insegna ad ascoltare e ad usare sensibilità verso attese e richieste del territorio interpretandole al meglio. Da sindaco è emersa la responsabilità di rappresentare tutta la Comunità, impegnandomi verso le situazioni di sofferenza, emarginazione e difficoltà che rimangono “silenziose”. In Provincia, da assessore al lavoro, ho avuto l’opportunità di impegnarmi su un tema molto caldo. Ho affrontato molte vertenze per crisi aziendali e toccato con mano la disperazione di molti lavoratori ma ho avuto anche molte gratificazioni con situazioni di crisi risolte positivamente, tra

NEWS

I

tutte la Lofra in zona Colli, la Zen ad Albignasego, la Zanardi a Padova, etc. In Regione, facendo tesoro delle esperienze in Comune e Provincia, l’obiettivo è di dare risposte concrete su sociale, lavoro e sicurezza”.  Quali sono le attività che intende portare avanti in tali ambiti? “I cittadini reclamano sicurezza e la cronaca di queste settimane rafforza questa attesa; c’è bisogno di prevenzione e certezza della pena e qui lo Stato è troppo debole e incerto. Presenteremo un Progetto di Legge di riforma delle Polizie Locali per coordinare i vari corpi di Polizia. I cittadini devono sentirsi tranquilli così come è necessario inasprire le pene. Lavoro. E’ indispensabile aiutare le aziende e i lavoratori in difficoltà, attraverso politiche attive per la ricollocazione dei disoccupati. Non possiamo fare affidamento solo sugli ammortizzatori sociali. Sociale. Rafforzare l’integrazione socio-sanitaria con standard di altissimo livello e servizi di aiuto alle fasce più deboli è un obbligo. In questo senso, uno dei primi provvedimenti è stato il finanziamento di 6 milioni di euro per i servizi alla disabilità”.  Secondo lei a che punto siamo in Veneto per sanità e il sociale? “La preoccupazione deriva dai continui tagli

che opera lo Stato, come l’ultima sforbiciata di 250 milioni sulla sanità. La Regione è impegnata con fondi propri e non faremo venire meno il nostro modello positivo. La Riforma della sanità mira a ottimizzare le risorse e migliorare i servizi, riducendo il numero delle Ulss e la burocrazia e applicando uguali standard di qualità in tutto il Veneto. Nei riguardi della realizzazione di un hub per ospitare i migranti presso la base mili-

“Sui profughi dico no alle grandi concentrazioni come l’hub di Bagnoli, creano solo tensioni” tare di Bagnoli di Sopra ha avuto una presa di posizione forte, non semplice in una tematica così delicata. La concentrazione di migranti è un fatto negativo che continuo a denunciare con forza. A Bagnoli si rischia di avere più migranti che cittadini; se si considera poi che a Cona è insediato l’hub della Provincia di Venezia, si comprende la concentrazione che si sta operando nella zona. Questo crea gravi problemi di tenuta sociale; i fatti e le proteste di Este, Padova e altri luoghi testimoniano questo disagio. Per questo ho voluto presentare un provvedimento,

approvato dal Consiglio, che si esprime nettamente contro questo modello di accoglienza. Questa non è accoglienza ma ghettizzazione, e il territorio si è detto pienamente d’accordo. La gestione centralistica attraverso le Prefetture è un metodo intollerabile. Il mio provvedimento mira a lanciare un grido di allarme e sofferenza del territorio a un governo sordo. Per noi accoglienza significa attuare per i veri profughi seri progetti d’integrazione sociale e occupazionale”.  Passiamo alla viabilità, quali sono, secondo lei, le opere che necessitano di un intervento tempestivo? “L’antropizzazione e l’industrializzazione del Veneto necessita di infrastrutture adeguate e potenziate, cose che non sono andate di pari passo e che causano problemi quotidiani come incolonnamenti, traffico, inquinamento. Consapevoli che il periodo non assicura importanti risorse per nuove opere siamo concentrati su dare giusta conclusione alle “incompiute” del territorio (ad esempio la SR10 nella bassa da Carceri a Legnago passando per Montagnana) 2) e sul reperimento di risorse comunitarie per una diversa mobilità rispetto alla gomma (ad esempio l’idrovia Padova-Venezia o la metropolitana di superficie alta-bassa padovana)”.

 Tra le sue proposte di legge c’è anche quella relativa alla Fondazione Museo della Medioevalità a Montagnana. Può darci alcuni dettagli relativi alla proposta? “E’ una proposta che vuole valorizzare le piccole Città e i Borghi. Il Veneto è ricco di arte, storia, cultura e anche le nostre “piccole” Città rappresentano al meglio questa ricchezza. Valorizzare le mura di Montagnana significa ridare pregio e prestigio a tutto il territorio, legando storia, tradizione, cultura alle qualità specifiche del territorio: prodotti tipici, agroalimentare, artigianato. Si creano così nuove opportunità occupazionali ed economiche in un area che ha molto sofferto questo periodo di crisi. Un provvedimento semplice ma concreto e utile per il territorio”.  Quali sono le prossime scadenze relative alla sua attività in Regione? “Oltre al Progetto di Legge sulla Sicurezza, non mancherà il nostro impegno per il completamento dell’idrovia Padova – mare sia in ottica di canale scolmatore, che di tutela ambientale che di canale navigabile. Così potrà essere ripensato tutto il sistema dell’interporto di Padova come retroporto di Venezia nel nuovo modello di sviluppo del sistema portuale offshore – onshore”.

Difesa idrogeologica

FIRMATI GLI ACCORDI COL GOVERNO

l presidente della Regione Luca Zaia ha firmato a palazzo Chigi per il Veneto gli accordi di programma con il governo per l’assegnazione alle Regioni e ai comuni dei 650 milioni previsti dalla prima parte del piano contro il dissesto idrogeologico nelle aree metropolitane e già stanziati dal Cipe. La firma con il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, a cui è intervenuto anche l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin, per la parte veneta si riferisce a “Interventi sulla rete idraulica del bacino Lusore” in comune di Venezia (importo 61.858.573,19 euro), alla “Realizzazione di un invaso sul torrente Astico” nei Comuni di Sandrigo e Breganze nel vicentino (importo 31.275.000 eur) e alla “Realizzazione di un’opera di invaso sul Torrente Orolo” in Comune di Costabissara ed Isola Vicentina (importo 11.000.000 euro). Il Presidente

del Consiglio dei Ministri con proprio decreto del 27 maggio 2014 ha istituito la Struttura di Missione Italia Sicura contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, indicando come obiettivi di provvedere alla semplificazione della governance e delle procedure, di attuare un controllo costante del territorio e di collaborare con tutte le strutture e le amministrazioni regionali per dare attuazione agli interventi di difesa idrogeologica. La strategia individuata è stata quella di ammettere a finanziamento interventi immediatamente cantierabili. “Ringrazio il ministro Galletti per il lavoro svolto – ha commento il presidente Zaia – perché è un buon segnale da parte del governo, non risolutivo ma importante per dare avvio ad altri cantieri, oltre ai 925 che in Veneto sono già stati aperti. Questi accordi cadono infatti in un momento in cui torna ancora viva la memoria

dell’alluvione del 2010, ma anche di tanti altri successivi eventi calamitosi che hanno martoriato il territorio della nostra regione”. “Mi è piaciuto il passaggio del ministro – ha aggiunto Zaia – sulla farraginosità burocratica che affligge le procedure per questi interventi. In Veneto abbiamo ancora cantieri aperti dopo cinque anni dalla grande alluvione. Occorre dare poteri speciali ai commissari nominati per le emergenze. E’ importante che si intervenga per modificare l’approccio culturale nei confronti del territorio, abbandonando la cementificazione per sostituirla con una nuova priorità: le opere per la difesa idrogeologica. Noi in Veneto stiamo facendo la nostra parte fino in fondo ed è all’esame del consiglio regionale una nuova legge sul consumo del suolo che si pone come obiettivo di arrivare nel tempo a “cubatura zero”, prevedendo la ristrutturazione e il risanamento delle

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, Il governatore Luca Zaia e l’assessore regionale alla difesa del suolo Gianpaolo Bottacin zone degradate nelle periferie cittadine e nelle aree agricole. Si può fare anche a livello nazionale con una buona legge e soprattutto a costo zero”.


Voci da palazzo 27 1 Regioni sul piede di guerra “Il Governo decide senza tener conto di chi è virtuoso e di chi non lo è”

Veneto riciclone, eppure un suo inceneritore brucerà rifiuti altrui Consiglio regionale

APPROVATA LA LEGGE DI RIORDINO DELLE FUNZIONI PROVINCIALI

I cittadini sono virtuosi in fatto di rifiuti eppure il Governo non li premia con la decisione di trasformare il termovalorizzatore di Ca’ del Bue a San Michele veronese in un impianto strategico a livello nazionale

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di Germana Urbani

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are quasi una beffa. A fine Ottobre il Veneto ha visto Bottacin ha ribadito la volontà della giunta veneta di opconfermato il suo primato: è la migliore regione italia- porsi fortemente al proposito del Governo: “Non ci faremo na per la gestione dei rifiuti urbani. (E il merito va ai imporre da Renzi – ha sottolineato – un impianto che veneti davvero efficienti e attenti nella raccolta differenzia- brucia rifiuti di altre Regioni. Quella del Governo è una inta.) Nonostante questo, pare che non saranno premiati a gerenza inaccettabile e tutte le Regioni sono sulla nostra dovere, anzi. Il Governo centrale sembrerebbe intenzionato stessa linea”. E’ vero, però, che l’impianto individuato dal a procedere con quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” Governo per far parte della rete nazionale degli inceneritori, circa la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento e cioè quello di Cà del Bue in provincia di Verona, esiste dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno già e rientrerebbe comunque tra i tre previsti dalla Regione dei quali dovrebbe essere nel territorio veneto. per il proprio fabbisogno. L’impianto in questione sarebbe Forte dei risultati della nostra regione il Governatore certamente riqualificato e l’unica differenza vera, rispetto ribadisce il suo no a qualsiasi ipotesi di arrivo di rifiuti indi- ai propositi della giunta Zaia, consisterebbe nel fatto che stinti da altre regioni. “E’ un no chiaro – spiega – netto e l’impianto riceverebbe e smaltirebbe i rifiuti di altre Regioni ampiamente motivato. Lo è stato in passato a fronte di altre meno virtuose della nostra. E la nostra è davvero eccellenanaloghe ipotesi, lo è anche oggi. Questa bella pensata te. L’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti – incalza Zaia – sarebbe l’ennesimo urbani nel Veneto”, curato dall’Osserschiaffo ai virtuosi e un immeritatissi- L’impianto di Cà vatorio Regionale Rifiuti istituito presso mo ennesimo regalo a chi non ha sa- del Bue rientrerebbe l’Agenzia regionale per la Prevenzione puto o voluto affrontare con raziocinio comunque tra i tre e Protezione Ambientale del Veneto, un problema come quello dei rifiuti, previsti a tutt’oggi conferma il trend positivo della raccolche non è certo un’emergenza nata dalla Regione ta differenziata che si attesta al 65%, ieri ma, purtroppo, la regola in alcuni quasi due punti percentuali in più rispetterritori del Paese”. to all’anno precedente (+1,8) a fronte di una produzione Fino ad oggi, la legge prevedeva che ogni regione fos- complessiva di rifiuti urbani di circa 2.241.000 tonnellate, se o diventasse via via autonoma in materia di gestione in lieve aumento (+1,3%), per 455 kg di produzione proe smaltimento dei rifiuti. Tanto che in Veneto, man mano capite (+1,2%), valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia che la differenziata migliorava, venivano chiuse alcune li- nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e registri oltre 60 nee di inceneritori o termovalorizzatori. Anche per questo milioni di presenze turistiche annue. In totale i rifiuti urbani la maggioranza a Palazzo Balbi è concorde con Zaia. Anche avviati a recupero nel 2014 ammontano a circa 1,5 milioni l’assessore regionale alle politiche ambientali Gianpaolo di tonnellate con un aumento del 4,3% rispetto all’anno

In alto l’nceneritore di Cà del Bue (Verona). Sotto da sinistra Luca Zaia, Gianpaolo Bottacin e Stefano Fracasso precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di incenerimento di Padova e di Schio, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate. A fronte di tutto questo il Pd, partito del premier Renzi, fatica qui in Veneto a sostenere la linea del proprio segretario nazionale e auspica un’azione più forte su quelle regioni che non sono virtuose come la nostra. “Il no agli inceneritori in Veneto va bene – afferma Stefano Fracasso consigliere regionale del Pd e vice presidente della Prima commissione – ma a patto però che gli obiettivi contenuti nel piano dei rifiuti, frutto degli emendamenti del Pd (76% di differenziata e 420 kg di produzione procapite all’anno) vengano rispettati”. Fracasso evidenzia, inoltre, come “il 44% dei rifiuti in uscita dagli impianti veneti di trattamento meccanico-biologico finiscono fuori regione: il Veneto – sottolinea – esporta circa 200 mila tonnellate all’anno di combustibile solido secondario”. Ed auspica che “il governo commissari le Regioni che non avviano una raccolta differenziata spinta, cosa che peraltro garantisce maggiore occupazione, basti guardare alle 1.300 aziende venete nelle quali lavorano ben 23 mila addetti”.

ora spetta al Consiglio approvarlo

LA GIUNTA HA ADOTTATO IL PIANO ENERGETICO

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a regione Veneto, dopo anni di attesa, si sta finalmente dotando di un Piano Energetico Regionale. Il Veneto, infatti, deve garantire che nel 2020 il 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili. A stabilirlo è il ‘burden sharing’ che fissa la misura con cui ogni singola Regione deve concorrere al raggiungimento dell’obiettivo nazionale in materia di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, che per l’Italia, in base alla Direttiva europea 2009/28/UE, è fissata al 17% del consumo energetico lordo. Per ora il piano è stato adottato dalla giunta veneta e trasmesso al consiglio per l’approvazione il Piano Energetico Regionale. Un passo che, come ha comunicato l’assessore allo sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato “segna un momento importante per quanto riguarda l’energia e l’ambiente”. “Un ulteriore motivo di soddisfazione per me – aggiunge – è che da vicepresidente e assessore all’energia nell’amministrazione provinciale di Padova ho presentato il

primo piano energetico del Veneto. Vedo quindi la presentazione del piano regionale come una sorta di continuità operativa in questo settore. Ora finalmente anche il Veneto avrà il suo piano energetico. Si tratta del documento che delinea lo stato dell’arte in campo energetico e fornisce le indicazioni da adottare, con particolare riferimento agli obiettivi che le Regioni devono raggiungere in materia di fonti rinnovabili, il cosiddetto Burden sharing. Il Veneto farà la sua parte”. Il piano è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto la partecipazione attiva di tutti gli attori interessati, dal mondo produttivo a quello delle associazioni ambientaliste, agli enti locali. E’ un lavoro di sintesi che ha accolto molte delle osservazioni che sono state formulate nelle fasi finali della sua stesura. Il piano in lunga parte era già stato presentato alla fine della scorsa legislatura grazie al lavoro dell’ex assessore Massimo Giorgetti e dello staff tecnico che lo ha seguito, consentendone l’aggiornamento e ora la presentazione”. “L’iter – conclude l’assessore Marcato – prevede il

L’Assessore regionale allo Sviluppo economico e all’energia Roberto Marcato passaggio in commissione e l’approvazione da parte del consiglio. Mi auguro davvero che la discussione non sia falsata da posizioni ideologiche ma che contribuisca semmai a miglioralo, arrivando a votare un testo condiviso e utile per la crescita del Veneto”. 10,3% dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, derivi da fonti rinnovabili.

utti i dipendenti delle provincie continueranno a fare il proprio lavoro nelle sedi in cui l’anno sempre fatto. A pagare i loro stipendi sarà la regione. Questo in soldoni quanto deciso con il Progetto di Legge n. 67 presentato dalla Giunta per il riordino delle funzioni amministrative provinciali e approvato dal Consiglio regionale , come richiesto dalla Legge “Delrio”. Se, infatti, la riforma Delrio ha confermato in capo alle province una serie di funzioni considerate fondamentali, tra le quali la viabilità, i trasporti, il governo del territorio e l’edilizia scolastica, per tutte le altre funzioni, ritenute “non fondamentali”, tra cui figurano anche cultura, difesa del suolo, sport, servizi sociali e formazione professionale, sono state chiamate a legiferare le Regioni. Il Progetto di Legge elaborato dalla Giunta decreta che tutte le funzioni, fondamentali e non, vengono mantenute in capo alle Province, che potranno continuare a svolgerle con il personale che attualmente se ne occupa. Sarà la Regione a sostenere i costi dei dipendenti delle Province, che continueranno a operare nelle attuali sedi di lavoro. Non vi saranno, perciò, esuberi di personale. Con un emendamento presentato dalla stessa Giunta viene stabilito che tra le funzioni oggetto di riorganizzazione rientrano anche quelle di vigilanza e controllo. La polizia provinciale resterà nella dotazione organica provinciale, in tal mondo conservando la qualità di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, che avrebbe perduto se trasferita nei ruoli regionali. Sarà peraltro la Regione a garantire la copertura dei costi anche di questi lavoratori. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, sarà avviato un percorso di riordino delle società, enti strumentali ed agenzie di Province e Città Metropolitane. Particolare attenzione è dedicata sia alla Città metropolitana di Venezia, sia alla Provincia di Belluno, prevedendo che alla neo costituita città metropolitana potranno, successivamente, essere riconosciute ulteriori funzioni, mentre alla Provincia di Belluno, in ragione delle particolari forme e condizioni di autonomia che le sono state attribuite, vengono riconosciute funzioni ulteriori rispetto alle altre province. Delle spese relative alle funzioni, finanziamenti non superiori a 40milioni di euro annui.


28 1 Cultura veneta Grande schermo L’ultima pellicola, I sogni del lago salato, ha ottenuto forte apprezzamento sia di critica che di pubblico

Andrea Segre, un regista veneto che parla al mondo intero “Ho scelto di fare cinema perché ha il grande potere di stimolare la riflessione e la discussione tra le persone. Un confronto dal quale possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà” Maria Elena pattaro

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un anno di distanza dall’ultimo documentario Come il peso dell’acqua, il regista Andrea Segre, originario di Dolo, torna al cinema con il nuovo film I sogni del lago salato, ambientato tra l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi. Il film, uscito a fine settembre, è stato presentato a numerosi festival fra cui quello di Internazionale a Ferrara, quello di Locarno e alle “Giornate degli autori” di Venezia, ottenendo l’apprezzamento sia del pubblico, sia della critica per la sensibilità con cui il regista riesce ad accostarsi ai temi sociali più delicati. Infatti, fin dal suo debutto sul grande schermo, avvenuto nel 1998 con il film Lo sterminio dei popoli zingari, Segre si è dedicato all’emarginazione etnica e culturale. Stavolta l’occhio della sua macchina da presa si è concentrato su luci e ombre di un paese che sta attraversando un rapido sviluppo economico. “In Kazakistan cercavo la voglia di perdermi in una dimensione spazio-temporale priva di punti di riferimento precisi, in modo da seguire il filo dei pensieri e degli interrogativi esistenziali suscitati da uno spazio senza confini. Immergendomi nella vastità dell’orizzonte kazako, ho girato un film costruito attorno ai sogni e alla crescita economica”.  In che cosa si assomigliano l’Italia degli Anni Cinquanta e il Kazakistan di oggi? “La somiglianza sta nella fiducia che entrambi i paesi hanno riposto nella crescita economico, una fiducia talmente cieca da nascondere le possibili conseguenze negative di uno sviluppo che sacrifica la sostenibilità umana al mito del benessere. Un tratto concreto che unisce lo sviluppo economico dei due paesi è la presenza dell’Eni. L’Azienda, che ha contribuito al boom

italiano nel secondo dopoguerra, è attualmente uno dei maggiori protagonisti dell’estrazione di petrolio e gas in Kazakistan. Questo collegamento è sicuramente un aspetto importante, ma l’intento del film va oltre la realtà geografica dei due paesi, proponendo e suscitando riflessioni esistenziali sul senso della vita e sul peso dell’economia: a quali valori dobbiamo dare importanza? Quali sono i costi dello sviluppo? Da che cosa dipende la qualità della vita?”.  Come avviene la distribuzione dei film non di cassetta e come si potrebbe avvicinare il pubblico a questo tipo di opere? “La diffusione dei film non di cassetta avviene attraverso l’impegno di sale coraggiose che fanno la scelta del cine-documentario, a differenza dei grandi mercati di distribuzione che preferiscono invece i film di intrattenimento. Credo che la gente non vada a vedere i documentari perché non è abituata a farlo, ma se conoscesse di più questa realtà, probabilmente la apprezzerebbe. Negli ultimi tempi, però, si sono registrati dei cambiamenti significativi: sta aumentando, infatti, il pubblico dei cine-documentari. Il mio ultimo film, per esempio, è stato proiettato in trenta sale raggiungendo i 10.000 spettatori nell’arco di un mese”.  Quali sono i punti di forza e quali invece gli svantaggi di un film-documentario rispetto ad un film di finzione? “Il cinema documentario è un linguaggio che riesce a creare delle sinergie inaspettate tra la rappresentazione e la realtà, perché fornisce l’occasione di incontrare persone da raccontare. Secondo me offre una libertà maggiore perché si è coautori delle cose che succedono realmente, invece il rischio della finzione è quello di non

essere abbastanza credibile. Io ho sempre lavorato su entrambi i versanti, tentando di intrecciare i due generi, in modo da arricchirli attraverso lo scambio reciproco2.  Perché ha scelto proprio il cinema come forma di espressione e di sensibilizzazione? “Ho scelto il cinema per trasmettere dei valori, attraverso una forma di comunicazione che sento vicina alla mia sensibilità. Sulla scia di questa convinzione ho deciso di intraprendere la strada di regista, con la

La mostra Rivelazione a Pordenone

sCopErto Un GranDE artIsta MontanarI. assEDIo alla forMa

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ualche genio viene scoperto solo dopo la morte, qualche altro solo in tarda età. Questo è il caso di Montanari, un pittore il cui talento è rimasto segreto fino a pochi anni fa e solo perché lui, l’artista, ha voluto che fosse così. Ma oggi gli amanti della grande arte hanno la possibilità di conoscere la sua opera grazie ad una antologica promossa dal Comune di Pordenone, in assoluto la prima organica esposizione in Italia del lavoro di Pordenone Montanari. La mostra, che rimarrà aperta sino al 17 gennaio, si svolge su una doppia sede: la Galleria “Harry Bertoia” dell’Amministrazione comunale e la sede direzionale di FriulAdria, che ha messo a disposizione cinque grandi spazi che si affacciano su piazza XX Settembre, dove sono esposte alcune tele di grande formato a testimoniare la produzione più recente dell’artista. Lui ha quasi ottant’anni e da un quarto di secolo si è totalmente sottratto al mondo. La sua vicenda ricorda quella della fotografa statunitense

Vivian Maier, nei termini analoghi di scoperta tardiva, e per certi versi fortuita, di una attività artistica di grande spessore condotta lungo un’intera esistenza. Nel caso di “Pordenone” Montanari, a scoprirlo e a restare abbagliato dalla sua arte è stato un imprenditore indiano, nel 2007; a proporlo all’attenzione del grande pubblico un ampio ed entusiastico articolo in cui The Observer, annunciando la prima esposizione delle sue opere a Londra (2010), ne ha svelato la storia e ne ha celebrato il lavoro. Quello dell’Observer è stato capofila di tanti successivi pronunciamenti della grande critica internazionale, che non ha lesinato i giudizi molto positivi su un artista sino a pochi mesi prima pressoché ignoto, essendosi ormai persa memoria delle sue mostre in alcune Gallerie milanesi negli anni ottanta. Per Edward Lucie-Smith, il critico intervistato dal grande quotidiano britannico a margine della mostra del pittore da lui curata all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, “Montanari è un artista

unico, che scardina la storia convenzionale dell’arte postbellica italiana”. “Le nature morte – aggiunge – fanno venire in mente Cézanne e Braque”, mentre gli elementi picassiani e i tratti riecheggianti Francis Bacon che emergono dalla sua pittura si manifestano con caratteri di forte originalità, “in maniera che ancora non avevamo visto mai”. Molti dei dipinti sono caratterizzati da figure che contengono altre figure e riflessi nello specchio. Lucie-Smith in proposito ha detto: “Il messaggio è chiaro: ciò che sembra la rappresentazione oggettiva della realtà va invece letta come specchio della dimensione mentale dell’artista”.

consapevolezza che non tutti i film si imprimono allo stesso modo sulla realtà contemporanea. Le opere che esprimono le tensioni in corso incidono maggiormente la coscienza del pubblico, offrendogli l’occasione di interrogarsi sul mondo in cui è immerso. Il cinema infatti ha questo grande potere: stimolare la riflessione e la discussione con gli altri, e da tale confronto possono nascere nuove strategie d’azione sulla realtà”.


30 1 Turismo SÌ, VIAGGIARE toscana/personaggi

Una Volterra dal cuore Genuino di Renato Malaman

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ono convinto che Volterra ci possa riservare qualche altra scoperta archeologica importante, magari un anfiteatro”. Genuino Del Duca volge lo sguardo all’orizzonte, guarda le balze e scuote la testa, quasi a dire: qui sotto c’è qualcos’altro che gli Etruschi e i Romani per oltre duemila anni ci hanno voluto celare. Poi riprende a cercare chiocciole nel suo giardino, a capo chino, con pazienza, rimuginando pensieri. Genuino, di nome e di fatto, non è un sensitivo, ma ama così tanto il suo territorio di adozione (lui è nato nel Teramano, a Basciano, ma a Volterra ci è arrivato poco più che adolescente con la divisa dell’Arma cucita addosso) che ne percepisce anche i palpiti più nascosti, pure quelli sotterranei. Ha costruito il suo piccolo paradiso in quel prezioso e fragile anfiteatro naturale che è il parco delle balze di Volterra, fatto di spettacolari dirupi, ardite creste, fianchi mozzafiato e desolanti bagliori. Il tutto creato nell’argilla e nell’arenaria dall’erosione del tempo. Genuino Del Duca, classe 1953, è uno dei pionieri del turismo a Volterra, lo è diventato per una vocazione innata (un talento naturale, direbbe qualcuno) e oggi di questo territorio dalle caratteristiche uniche ne è diventato ambasciatore e, quando serve, anche cicerone. In centro, a pochi passi da Piazza dei Priori, Genuino ha aperto nel 2001 il ristorante Del Duca, nel giudizio delle guide da anni il migliore di Volterra, mentre tra le balze ha costruito pietra su pietra l’agriturismo Marcampo, trasformando in tre anni di duro lavoro i ruderi dell’omonimo podere in un luogo di ospitalità, semplice ma curato. Una dimora rurale gettonatissima fra gli stranieri che prenotano on line o per effetto del passaparola. Un piccolo eden completato da cinque ettari di vigneto di nuovo impianto, Merlot e Sangiovese, che regalano ogni anno vini schietti e di qualità crescente. Perché l’arte del vino si apprende anno dopo anno, meditando sulle imperfezioni. Se l’azienda Marcampo oggi ha chiuso il cerchio (ristorazione, ospitalità e prodotti tipici) lo si deve anche alla moglie Ivana (pure lei nativa di Basciano) e alla figlia Claudia che, a differenza del fratello che ha scelto di sviluppare la sua carriera a Milano, dopo la laurea in lingue ha deciso di dedicarsi all’accoglienza nell’agriturismo di famiglia. Un lavoro di cui si è innamorata. La storia di Genuino Del Duca è emblematica. La prova vissuta che talvolta scommettere sul futuro, forti soltanto dall’avere in tasca un po’ di coraggio e tanta passione, può dare dei risultati sorprendenti. Il segreto è credere davvero che il “petrolio” dell’Italia è il turismo, ovvero le bellezze e le bontà di cui il paese è ricco. Un patrimonio da valorizzare con iniziative imprenditoriali nuove, create con fantasia, meglio se basate sui valori dell’ecosostenibilità. Quando all’improvviso Genuino Del Duca decise che la

Il suo cognome fa Del Duca e da giovane faceva il Carabiniere Della città prima etrusca e poi romana famosa per le sue balze, le sue rocche e per l’arte antica dell’alabastro è stato uno dei pionieri del turismo

Ristorante, poi agriturismo e cantina l’imprenditore fai-da-te e “cicerone” crede nel territorio che ama valorizzandolo in tanti modi ed è convinto che sotto terra si celino altri tesori da scoprire NELLA FOTO D’APERTURA GENUINO DEL DUCA NEL SUO PODERE MARCAMPO CHE SORGE FRA LE BALZE DI VOLTERRA. A DESTRA PANORAMA SULLE BALZE E, SOTTO, L’AGRITURISMO MARCAMPO. PIÙ IN BASSO: DEL DUCA CON LA FIGLIA CLAUDIA NELLA NUOVA CANTINA DEL MARCAMPO, LA BADIA A PICCO SULLE BALZE, UN ARTIGIANO MENTRE REALIZZA UNA SCULTURA DI ALABASTRO, UNA VEDUTA DEL CENTRO DI VOLTERRA E IL TEATRO ROMANO. PIÙ SOTTO: IL PALAZZO DEI PRIORI, UNO SCORCIO DELLA PIAZZA OMONIMA E PAESAGGI VOLTERRANI

carriera nei Carabinieri non faceva più per lui scelse di aprire un ristorante, il Vecchio Mulino a Saline di Volterra. “L’inizio fu disastroso” ricorda l’imprenditore “ci trovammo con talmente tante prenotazioni a Pasquetta che andammo in panico”. Confessa che sono stati soprattutto gli errori a insegnargli la strada da seguire. “Basta non arrendersi” aggiunge “e mantenere la rotta”. Scoprire Volterra insieme a lui è un’esperienza che ti prende, perché oltre a decantare le straordinarie bellezze storico-artistiche della città (dal Palazzo dei Priori, al Duomo, al teatro romano) o spiegarti con minuzia i segreti dell’arte dell’alabastro ereditata dagli Etruschi, Genuino Del Duca rivela anche i punti deboli della città. Dalla cronica mancanza di parcheggi (che talvolta scoraggia i visitatori, al punto da costringerli a tornare indietro) ai limitati orari di apertura di certi luoghi di interesse turistico. Questione di mentalità. Per lui tutto questo è inconcepibile perché una città bella come Volterra, il cui profilo dominato dal-

la fortezza è inconfondibile e si coglie da molto lontano, dovrebbe essere organizzata a misura di ospite. Sempre, tutto l’anno. Etruschi prima, Romani poi e le signorie medievali in seguito ci hanno regalato un patrimonio unico. Irripetibile. Genuino Del Duca è stato fra quelli che l’hanno preso in consegna quasi per caso. Ha imparato l’arte dell’accoglienza, ha imparato a fare della ristorazione seria recuperando un luogo magico, si è preso i diplomi Ais e Fisar da sommelier, ha partecipato ad eventi fuori Volterra per “esportare” la buona immagine della città e della sua azienda. E’ diventato anche agricoltore, “muratore”, tecnico, per costruire il suo agriturismo, complesso che è anche un contributo al miglioramento del paesaggio volterrano. Ma gli piace fare anche il “grillo parlante” nei confronti di chi amministra il Comune, trovando puntualmente tante pecche da eliminare. Ascoltare i suggerimenti di chi come lui vive la città come la propria casa aiuta a migliorarla. Volterra ringrazia.


DIRITTO di famiglia

diritto stradale

I controlli stradali per eccesso di velocità Quando spetta il Tfr al coniuge divorziato? Studio Trevisan Laura giolo art. 142 cds sono tutti illegittimi di trevisan susanna a materia è regolata dall’art. 12 bis L. 890/70 di divorzio, Avv. ritualmente passata in giudicato, e non con

L

a sentenza della Corte Costituzionale n° 113/2015, documento di approvazione delle singole apparecchiature ha constatato chiaramente che tutti gli strumenti di utilizzate, NON ESISTE, come previsto dall’art. 345 comma controllo, sulla velocità dei veicoli attualmente in 2 del Reg. di esecuzione del CDS. Quindi non esiste alcun possesso degli organi di Polizia Giudiziaria Italiani sono certificato di approvazione di ogni singola macchina, fuori Legge. Le apparecchiature per la rilevazione dei dal momento che manca a monte l’omologazione del limiti di velocità, sono prive di omologazione da parte del modello, e così di fatto viene delegittimato l’uso delle Ministero dello Sviluppo Economico, come espressamente singole apparecchiature messe in commercio, dovendosi ribadito nella sentenza della Corte Costituzionale n° necessariamente considerare NULLO l’atto derivato dal 113/2015. Per esempio lo “ Scout Speed” della ditta rilevamento degli eccessi di velocità attraverso apparati Sintel Italia Spa che nel Nostro Territorio ha fatto migliaia sprovvisti di omologazione e di singola approvazione”. di vittime con sanzioni salatissime a carico dei Cittadini, La Corte dei Conti , Sez. Giurisdizionale della Toscana è non è mai stato omologato dal Ministero competente. la prima che ha già condannato un Funzionario della Tutto questo perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Polizia Locale di un Comune della Toscana (Sentenza N° Trasporti, si ostina a voler ritenere che l’omologazione 508/2008). Quindi questi strumenti dovrebbero essere e l’approvazione sono termini sinonimi, come ha più ritirati dal mercato. Inoltre, gli Agenti accertatori, che volte smentito la Suprema Corte di Cass. con sentenza sottoscrivono i verbali prodotti usando questi apparecchi N° 15042/2011. Riporto in sintetico alcune sentenze irregolari, potrebbero essere deferiti alla Autorità Giudiziaria del Giudice delle Indagini Preliminari di Torino le N° a norma dell’ art. 476 C.P. e si potrebbe configurare a 4021/2015 e la N° 6170/2015: “E’ stato accertato tutti gli effetti il reato molto grave previsto dall’art. 640 C.P. presso il Ministero delle Infrastrutture e trasporti a Hai delle domande inerenti a questo argomento? seguito di richiesta dello stesso Tribunale di Torino, che il scrivi a diritti@lapiazzaweb.it Studio Trevisan di Trevisan Susanna. Recupero Danni - Infortunistica Stradale Este (PD) - Tel:0429603778 - Via Atheste, 44/F - info.trevisan@libero.it

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(c.d. Legge sul divorzio). Dopo tante diatribe la sentenza di separazione. Se, tuttavia, l’ex coniuge dottrinali e contrasti giurisprudenziali, scaturenti in sede divorzile opta per l’assegno una tantum, perde dalla genericità del dettato legislativo, la Suprema Corte il diritto a percepire detta quota del TFR. ha via via sciolto vari nodi che nel passato avevano Siffatta normativa, che trova pochi eguali nelle trovato soluzioni contrapposte. legislazioni straniere, è particolarmente penalizzante Va anzitutto precisato che la norma riguarda il solo per il coniuge tenuto a versare un assegno divorzile. rapporto di lavoro subordinato, sia pubblico che privato, Di qui il tentativo di eludere la norma licenziandosi e non è applicabile a rapporti di natura privata (ad es. prima che l’ex coniuge depositi il ricorso per divorzio. previdenziale o assicurativo), come sancito dalla Cassaz. Ciò, infatti, come assodato dalla Suprema Corte e con sent. 5720/03. Risultano, pertanto, esclusi anche dalla stessa C. Costituzionale, ne inibisce il diritto gli incentivi versati al lavoratore per indurlo all’esodo a percepire una quota del TFR. Purtuttavia, perche’ anticipato nell’azienda in crisi. sorga il diritto a detta indennità è sufficiente che, al Perché il coniuge divorziato (che spesso di fatto è momento del percepimento del TFR, sia stata anche la moglie) possa vantare diritti sul TFR del proprio ex, solo proposta domanda giudiziale di divorzio, purchè occorre che non sia convolato/a a nuove nozze e che ovviamente questo venga poi deliberato. Siffatto diritto la sentenza di divorzio gli/le abbia riconosciuto il diritto non spetta alle coppie di fatto, né alle coppie sposate ad un assegno divorzile. La indennità spettante è pari al relativamente al periodo di convivenza more uxorio 40% degli emolumenti riferibili agli anni in cui il rapporto ante matrimonio (Cassaz. 10075/03). di lavoro è coinciso con il matrimonio, ivi compresi gli Hai delle domande inerenti a questo argomento? anni di separazione legale, fino alla data del divorzio. Il scrivi a diritti@lapiazzaweb.it vincolo matrimoniale cessa, infatti, solo con la sentenza Studio Legale Avvocato Laura Giolo - Via G. Mazzini, 12 - 45100 Rovigo Tel. 0425/21221 - Fax 0425/28796 - email: info@studiolegalegiolo.com

diritto immobiliare

Tutela dell’acquirente di immobili da costruire o in corso di costruzione: il D.lgs n. 122/2005

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Avv. Carmelo Sergi

el mercato immobiliare è sempre stata assai diffusa la prassi di acquistare un’immobile prima che ne sia stata iniziata o ultimata la costruzione con il vantaggio, per il compratore, di diluire il pagamento del prezzo e nel contempo di dare indicazioni precise sulla distribuzione degli spazi, di scegliere materiale e finiture. Poiché l’acquirente, dopo avere sottoscritto il contratto preliminare (o compromesso) di compravendita, versa una caparra e poi ulteriori somme in base allo stato di avanzamento dei lavori, corre tuttavia il pericolo di perdere quanto pagato in caso di fallimento del costruttore che intervenga prima della stipula del rogito. Per questa ragione, oltre ad altre forme di tutela delle quali tratterò nel prossimo intervento, il legislatore ha introdotto nel nostro ordinamento il D.Lgs 20 giugno 2005 n. 122 in favore delle sole persone fisiche che concludano con un’impresa di costruzioni un contratto preliminare di compravendita o un qualsiasi altro che comporti l’impegno ad acquistare, per sé o per un proprio parente in primo grado (figlio o genitore), la proprietà o altro diritto reale di godimento su di un immobile da costruire per il quale, cioè, sia stato richiesto il permesso di costruire o sia stata presentata la denuncia di inizio attività senza che siano state

completate le finiture e domandato il certificato di agibilità. La tutela è estesa anche ai soci di cooperative edilizie. Più precisamente, gli artt. 2 e 3 del decreto legislativo prevedono l’obbligo per il costruttore, di consegnare al promissario acquirente, contestualmente alla sottoscrizione del contratto preliminare di compravendita, una fideiussione rilasciata da una banca, da un’assicurazione o da intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale tenuto dalla Banca d’Italia, che garantisca la restituzione delle somme e del valore di ogni altro corrispettivo già riscosso o che deve essere riscosso fino alla stipula del rogito oltre agli interessi legali maturati fino al momento in cui tale situazione si si verificata. Non sono oggetto di tutela le somme versate alla stipula del rogito ed anzi è questo il momento in cui la fideiussione non ha più efficacia. Per le società cooperative l’atto di riferimento è quello con il quale siano state versate somme o assunte obbligazioni per ottenere l’assegnazione della proprietà o di un diritto reale di godimento su un immobile da costruire. La mancata consegna della fideiussione, operante fino al trasferimento della proprietà dell’immobile (o di altro diritto reale) anche in caso di mancato pagamento del premio o della commissione da parte del venditore, comporta la nullità del contratto che può essere fatta valere

solo ed esclusivamente dal promissario acquirente. La fideiussione può essere immediatamente escussa per iscritto nei confronti del fideiussore, previo invio della dichiarazione di recesso al costruttore, solo ed esclusivamente al verificarsi di una situazione di crisi costituita dalle circostanze tassativamente determinate dall’art. 3 che sono il pignoramento dell’immobile oggetto del contratto, il fallimento, l’amministrazione straordinaria, il concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa che riguarda le imprese cooperative o l’amministrazione straordinaria. E’ previsto, inoltre, l’obbligo per il costruttore-venditore di cancellare l’eventuale ipoteca gravante sull’immobile nonché di contrarre e consegnare all’acquirente, contestualmente alla stipula del rogito notarile, una polizza assicurativa indennitaria decennale decorrente dalla data di ultimazione dei lavori, a copertura dei danni materiali e diretti all’immobile, compresi i danni a terzi, derivanti da rovina totale o parziale di edifici oppure da gravi difetti costruttivi delle opere, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, e comunque manifestatisi successivamente alla stipula del contratto definitivo di compravendita o di assegnazione se il costruttore è una cooperativa edilizia. Purtroppo il D.Lgs

n. 122/2005 non prevede alcuna sanzione, neppure di carattere amministrativo, a carico del costruttore che non consegni la fideiussione mentre è operante nella sola ipotesi di situazione di crisi del venditore e non qualora il rogito non sia stipulato per altre e diverse ragioni quali il mancato rispetto del termine di ultimazione dei lavori, l’abbandono del cantiere da parte del venditore-costruttore non più in grado di proseguire i lavori, la realizzazione dell’immobile in difformità dal permesso di costruire, l’esistenza di gravi difetti strutturali. In tutti questi casi il promissario acquirente non può escutere la fideiussione, ma deve promuovere un giudizio civile per ottenere la risoluzione del contratto, la restituzione delle somme versate oltre al risarcimento dei danni. Inoltre, il decreto legislativo non prevede che la fideiussione e la polizza postuma decennale debbano essere rilasciate da una banca o un’assicurazione di primaria importanza il che non è cosa di poco conto poiché anche le società che prestano tale garanzia sono soggette a fallimento come purtroppo mi è capitato di riscontrare. E’ perciò importante verificare l’affidabilità del fideiussore prima di sottoscrivere il preliminare. In caso contrario è meglio rinunciare all’acquisto e rivolgersi altrove. Hai delle domande inerenti a questo argomento? scrivi a diritti@lapiazzaweb.it

Avv. Carmelo Sergi - via Umberto I n. 50 - 45100 - ROVIGO - tel. 0425460463 - fax 0425464763 - mail: carmelo.sergi@libero.it


dei nostri amici

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L’ESPERTO

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terinari. Un classico esempio è la manipolazione, se vediamo il nostro quattro zampe più schivo o addirittura aggressivo mentre lo coccoliamo e prima d’ora non lo era mai stato, poniamoci qualche domanda e proviamo a capire se questo comportamento può essere indice di dolore, riferendolo anche al veterinario di fiducia. Come detto, è importantissimo stimolare il cane anziano anche dal punto di vista cerebrale facendogli fare attività cognitive, lente passeggiate esplorative, giochi di apprendimento e memoria. Pertanto, non trascurate il vostro migliore amico lasciandolo invecchiare solo, ma interagite spesso con lui, sollecitatelo e prendetevene cura più di quando era giovane, così avrete modo di vederlo più allegro, appagato e ne beneficerà senza dubbio sia a livello fisico che mentale.

*Educatrice cinofila che collabora con il Rifugio Cipa

A cura della Dottoressa Giulia Albarello - Veterinario

La Trachemys scripta scripta (la tartaruga dalle orecchie gialle)

Attività con il cane anziano La vecchiaia nel cane varia a seconda di una serie di fattori tra cui la taglia, il peso, eventuali malattie che ha avuto in passato, lo stile di vita etc pertanto invecchierà più lentamente un cane ben curato, accudito ed in salute. Anche a livello comportamentale non dobbiamo trascurare il nostro migliore amico ormai non più giovane, perché nonostante il graduale deterioramento fisico è fondamentale mantenere attiva la sua mente motivandolo, facendolo giocare e stimolandolo al movimento. Naturalmente le attività di un cane anziano sono diverse rispetto a quelle che possiamo far svolgere ad un cane giovane tuttavia è giusto sfatare il luogo comune secondo cui non si possono fare attività con un cane anziano. Attività praticate con tempi adatti al suo stato di salute lo aiutano a rimanere attivo e giovane mentalmente e dunque lo supportano anche fisicamente. E’ importante tenere in considerazione il fatto che in un cane anziano si possono riscontrare alterazioni a livello fisico che possono avere effetti anche sul comportamento, pertanto è fondamentale sottoporlo a più frequenti controlli ve-

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IL VETERINARIO

Dott.ssa Veronica Ferrarese - Educatrice cinofila*

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La Trachemys scripta scripta è una specie di tartaruga d’acqua dolce originaria della Florida. Le dimensioni raggiunte dall’esemplare adulto sono di circa 15-18 cm per i maschi e 20-30 cm per le femmine. Oltre alle dimensioni, esistono differenze fenotipiche tra maschi e femmine: il maschio sviluppa unghie molto lunghe negli arti anteriori e possiede una coda sottile con apertura cloacale oltre il margine del carapace; la femmina invece ha una coda più corta e tozza e ha l’apertura cloacale posizionata tra il margine del piastrone e il margine del carapace. Il modo più semplice di tenere una tartaruga trachemys è in un laghetto esterno, di almeno 2 x 3 m e profondo almeno 1 metro; tale profondità permette il letargo ad una temperatura costate (circa 4° C) durante il periodo invernale. L’allevamento in un acquaterrario necessita di una struttura abbastanza grande (100x60x60 con un profondità dell’acqua pari ad almeno una volta e mezza la lunghezza del carapace) con una zona emersa che occupi circa un terzo della superficie completata da una lampada riscaldante e una lampada ad emissione di raggi ultravioletti; sono inoltre necessari un riscaldatore e un filtro per l’acqua.

Le tartarughe del genere trachemys sono prevalentemente carnivore da giovani, mentre da adulte diventano onnivore. In cattività i giovani vanno alimentati tutti i giorni, gli adulti 3 volte alla settimana Gli alimenti assolutamente vietati sono quelli troppo grassi e oleosi; la carne sia rossa che bianca e il pesce sfilettato vanno usati con moderazione perchè troppo ricchi di fosforo e proteine e poveri di calcio, così come i gamberetti essiccati. Vano utilizzati quindi piccoli pesci, girini, invertebrati, crostacei, verdure e mangimi estrusi (25% della razione) variando il più possibile e a rotazione. Soprattutto per gli animali giovani e durante il mantenimento indoor è necessario utilizzare integratori di calcio da spolverizzare sulla razione. Le principali patologie derivano spesso dalle scadenti condizioni di mantenimento in cattività. Ne sono un esempio l’assenza di lampade ad emissione di raggi ultravioletti e l’alimentazione non correttamente integrata e variata che provocano una malattia da carenza di calcio chiamata malattia ossea metabolica e L’alimentazione esclusiva con gamberetti essiccati che porta ad una carenza di vitamina A con conseguenti congiuntiviti ed edema palpebrale.

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L’Editoriale PSICOLOGIA: UNA PROFESSIONE A SERVIZIO DELLA SANITÀ VENETA dott. alessandro De Carlo* modelli sanitari non sono sistemi rigidi e immutabili, ma organizzazioni in evoluzione che variano per provare a rispondere alle esigenze della società. La riforma della Sanità veneta è oggetto del Progetto di Legge Regionale n. 23, una proposta che riduce le attuali Ulss a sette unità provinciali, sopprime la figura del Direttore dei Servizi Sociali e crea un’Azienda Zero che si occuperà di tutta la programmazione. È interessante provare ad analizzare questa riforma con gli occhi degli psicologi, professionisti che lavorano nel Servizio Sanitario Regionale occupandosi di vari ambiti relativi alla Salute. In Veneto il Piano Socio-Sanitario Regionale 2012/2016 ha rappresentato un significativo passo: la definizione delle schede territoriali, un’attenzione all’Umanizzazione delle Cure, l’introduzione delle strutture intermedie, dell’ospedale di comunità e soprattutto l’incentivo alla formazione delle Medicine di Gruppo Integrate sono ottimi strumenti per promuovere un servizio diffuso sul territorio e attento ai bisogni della cittadinanza. Lo spostamento di gran parte delle funzioni di attuazione del Piano Socio-Sanitario ad un’unica Azienda regionale (Azienda Zero), è l’aspetto che, assieme alla soppressione della figura del direttore dei Servizi Sociali, emblema dell’integrazione veneta fra la dimensione sanitaria e l’aspetto sociale dell’assistenza, necessita di essere più monitorato. L’accentramento può portare con sé aspetti positivi in termini di razionalizzazione, ma comporta anche un rischio in termini di vicinanza del servizio. Per questo motivo esistono due proposte che garantirebbero, in maniera innovativa, la tutela della salute psicologica della popolazione. Innanzitutto l’istituzione di uno “Psicologo di Base”, figura complementare al Medico di Base, assicurerebbe alla popolazione la disponibilità di un professionista con le competenze necessarie per dare un supporto scientifico relativo agli aspetti emotivi o relazionali, dimensioni sempre più complesse nella vita delle persone. In secondo luogo esistono degli standard nelle cure chiamati Livelli Essenziali di Assistenza. L’introduzione dei Livelli di Assistenza Psicologici, legati dunque ai servizi minimi a cui la popolazione ha diritto in termini di salute psicologica, sarebbe un’innovazione significativa.

I

Decreto zoppo: nuovi costi sanitari in carico ai pazienti x Carico immediato: torna a sorridere

xChi dorme tanto è un genio

*Presidente dell’ordine degli Psicologi del Veneto

Cevicalgia: x sintomi e cause più comuni

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L’opinione URGENZA E EMERGENZA IN ODONTOIATRIA

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di Dott. Bruno noce*

e emergenze nello studio odontoiatrico possono essere di due tipi: l’urgenza che è la condizione patologica che richiede un trattamento entro le 24 ore ed appunto l’emergenza che richiede un trattamento entro 1 ora. Il dentista deve essere in grado di prevenire, diagnosticare e trattare eventuali urgenze che si possono presentare nella pratica odontoiatrica.Tutti i pazienti devono essere valutati clinicamente, mediante questionario e raccolta anamnestica. Le emergenze mediche più frequenti sono: la sincope, l’ipotensione ortostatica, gli eventi asmatici, gli eventi diabetici, l’attacco anginoso, l’attacco epilettico, l’attacco convulsivo, le reazioni da farmaci, l’ingestione di corpi estranei, le reazioni anafilattiche, l’infarto miocardico, l’arresto cardiorespiratorio.Vista l’entità delle emergenze, in uno studio odontoiatrico devono essere presenti presidi farmacologici e sistemi di resuscitazione per l’utilizzo dei quali l’attuale normativa prevede una formazione specifica per tutto il personale dello studio ( igienista dentale, assistente alla poltrona, segretaria, etc.) che deve essere competente nelle pratiche di BLSD, averele conoscenze teorico pratiche necessarie al riconoscimento di una situazione di emergenza. Gli strumenti dell’emergenza medica dovrebbero essere sempre presenti, in buono stato di conservazione e sempre a portata di mano e sono: bombola di O2 portatile, maschera facciale, cannule orofaringee di tutte le dimensioni, siringhe sterili, misuratori della glicemia, defibrillatore automatico, nitroglicerina compresse, adrenalina, cortisonici, ansiolitici, farmaci anticoagulanti, digitale, apparecchi misuratori di pressione e fonendoscopio. L’insorgenza di una emergenza deve comportare l’attivazione di una procedura standard, a conoscenza di tutto il personale e rodata anche tramite periodiche simulazioni. Ogni studio deve disporre di uno specifico protocollo sulle modalità con cui chiedere l’intervento del 118; in ogni area odontoiatrica gli interventi devono essere pianificati e tutti devono saper comunicare fra loro in modo efficace.Il paziente che incorre in una emergenza deve essere stabilizzato, entro i limiti ragionevoli di competenza, nel più breve tempo possibile prima di essere trasferito in ospedale. Quindi tutti i componenti dell’area odontoiatrica devono: essere preparati a chiedere l’immediata assistenza del 118; controllare il paziente allo scopo soprattutto di riconoscere se sta bene cioè se è sveglio, se risponde a sollecitazioni verbali, agli stimoli dolorosi; saper riconoscere un respiro o colorito della pelle anormali;mantenere la calma ed assicurare livelli elevati di tranquillità e sicurezza nei confronti del personale; saper trattare le situazioni pericolose per la sopravvivenza e mirare a conservare le funzioni vitali del paziente inattesa dei soccorsi; saper valutare gli effetti di ogni sostanza somministrata. Alla luce di tutto ciò, come può una persona che non è un medico intraprendere una attività medica ed allo stesso tempo come possono i pazienti rivolgersi per le cure odontoiatriche a persone non qualificate sapendo che le complicazioni sono sempre dietro l’angolo? *Presidente della Commissione albo odontoiatri rovigo

Siamo felici davvero se stiamo bene Per collaborare all’inserto La Piazza Salute contattare

DECRETO SULL’APPROPIATEZZA: 208 PRESTAZIONI A RISCHIO UN PROGETTO CHE PARTE DA ROVIGO di Francesco noce*

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er limitare la prescrizione di esami e accertamenti diagnostici ritenuti inutili o quantomeno superflui, al fine di ottenere un risparmio all’ onere economico del Sistema Sanitario Nazionale, sono state individuate dal Ministero della Salute 208 prestazioni diagnostiche a rischio di inappropiatezza,i cui oneri economici, se non prescritte dal medico secondo le indicazioni contenute nel Decreto, saranno direttamente imputati al medico che le ha richieste. L’ intenzione dichiarata da parte del Ministro della Salute è quella di evitare il più possibile il peso economico di quella che viene definita come medicina difensiva che sarebbe attuata dai medici per una eventuale prova del loro operato in caso di contestazioni e denunce che risultano sempre più frequenti nei loro confronti. Se questa è l’ intenzione non si poteva scegliere un modo peggiore per porvi rimedio,dal momento che non farà altro che spostare il costo delle prestazioni dal SSN alle tasche dei pazienti piuttosto che a quelle dei medici . Infatti mentre la non richiesta delle prestazioni previste dal Decreto esporrà sempre più il Medico ad eventuali denunce (la colpa vale tanto nel fare quanto nel non fare), a nulla serviranno le giustificazioni di aver seguito le indicazioni ministeriali in caso di giudizio se non vengono modificate le attuali norme legislative sulla colpa professionale del medico. Nella situazione attuale è facile prevedere che i medici continueranno a prescrivere quegli accertamenti non su ricettario del SSN ma su ricettario personale, assicurandosi così la prova del loro operato, e lasciando ai pazienti la decisione se effettuare o meno l’ esame richiesto nel loro interesse, il cui costo, in questo caso, ricadrà direttamente su questi ultimi. Se l’obiettivo dichiarato non viene raggiunto viene sicuramente ottenuto l’effetto collaterale di porre ulteriori costi della sanità a carico dei pazienti. Non si poteva scegliere modo peggiore perché non si può spacciare l’ appropiatezza clinica come un atto amministrativo finalizzato a risparmi e basato su principi amministrativi attuati da burocrati ministeriali in rapporto ai costi delle prestazioni. Non si poteva scegliere un modo peggiore perché l’ appropiatezza clinica si fonda su basi scientifiche, sull’evidenza e sull’esperienza maturata, tenendo ben presente che che si curano persone e non malattie. Ogni medico, ma anche moltissimi cittadini possono testimoniare di come siano state individuate patologie emerse in conseguenza di accertamenti che secondo le disposizioni ministeriali non si sarebbero dovuti prescrivere. Una ulteriore considerazione: è utile avvantaggiarsi di tecnologie diagnostiche che il progresso scientifico mette a disposizione per rendere accurata una ipotesi diagnostica o si devono lasciar marcire nei sottoscala apparecchi costosi e sottoutilizzati? Ciò detto, mentre contestiamo la metodologia usata che rende ancor più difficoltoso e poco sereno l’operare del medico e può mettere a rischio la salute dei cittadini, ci rendiamo anche conto che eventuali sprechi vanno combattuti per rendere il sistema sanitario più efficiente e più equo. Riteniamo quindi indispensabile condividere sul piano scientifico-culturale le modalità di intervento a tal fine migliorando l’ assistenza sia dal lato sanitario che organizzativo. Un contributo che consideriamo praticabile parte dall’esperienza di un gruppo di medici di Rovigo sulla prescrizione di esami di laboratorio che utilizzarono alcuni anni or sono un programma informatico nato su iniziativa del Responsabile del laboratorio dell’ Ospedale cittadino con la collaborazione di alcuni medici di famiglia, basato sull’evidenza scientifica e sull’esperienza clinica, che alla fine della sperimentazione portò al risultato di una prescrizione di esami inferiore di circa il 20-30%. Il progetto si è ulteriormente sviluppato ed implementato, vi è un bord scientifico per la sua validazione ed è sempre aperto a considerazioni e ulteriori sviluppi in base alle conoscenze scientifiche e alle esperienze cliniche da parte di tutti i medici. Ovviamente riguarda per adesso solo l’aspetto delle prescrizioni diagnostiche di laboratorio, ma è un sistema per perseguire una certa appropiatezza non limitando la libertà e l’ autonomia professionale del medico e non togliendoli la dovuta serenità in una attività così difficile ma così importante per la salute dei cittadini.

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la riabilitazione neurologica

Chiediamo alla Dott.ssa Abelli a chi si rivolge e in cosa consiste la riabilitazione Dott.ssa Abelli a chi si rivolge la riabilitazione neurologica? ”La riabilitazione neurologica si rivolge a persone affette da disabilità conseguenti a malattie congenite o acquisite a carico del Sistema Nervoso Centrale e Periferico e muscolari: emiplegie, para-tetraplegie, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, polinevriti, miopatie, paralisi cerebrali infantili...”. In cosa consiste la riabilitazione Neurologica? “Le attività di riabilitazione neurologica si propongono di ridurre la disabilità motoria dei pazienti, favorendo la capacità intrinseca ed adattiva di recupero della persona assistita, stimolando la partecipazione attiva al programma riabilitativo. Sono utilizzate sia tecniche di tipo neuromotorio, logopedico che un approccio che prevede l’utilizzo di ortesi e ausili per accrescere l’autonomia del paziente. La riabilitazione fornisce alle persone disabili gli strumenti necessari per ottenere il massimo grado di indipendenza possibile per ogni paziente neuroleso. Questo può realizzarsi attraverso specifici esercizi riabilitativi proposti dal neuroriabilitatore e attraverso stimolazioni cognitive neurosensoriali ottenibili durante la seduta riabilitativa attraverso specifiche consegne verbalimotorie. La neuro riabilitazione sfrutta la plasticità del sistema nervoso, definibile come la capacità del cervello di adattarsi alle mutevoli pressioni esterne e di acquisire nuove esperienze motorie nella logica funzionale del gesto riabilitativo, che ripropone progetti motori e gestualità del vivere quotidiano”.

PRESTAZIONI FISIOTERAPIA E RIABILITAZIONE Riabilitazione neurologica, ortopedica, pre-post operatoria, reumatologica, dello sportivo, pediatrica, posturale, senologica, respiratoria, urologica perineale, logopedica; Terapia occupazionale; Riabilitazione della colonna vertebrale, mano, gomito, spalla, ginocchio, anca, piede; Riabilitazione a domicilio, funzionale globale di mantenimento di gruppo; Ginnastica correttiva di gruppo; Massaggio per drenaggio linfatico; Kinesiology Taping Therapy; Terapie fisiche strumentali; Tecarterapia; Hilterapia; Noleggio magnetoterapia.

La Dott.ssa Simonetta Abelli

Cosa deve fare un paziente per accedere a questo tipo di riabilitazione? “Il percorso riabilitativo di ogni paziente prevede  una visita fisiatrica che stabilisce lo specifico e personale residuo funzionale rimasto dopo la disabilità, quantificato per mezzo di un’accurata valutazione motoria, eventualmente avvalendosi di specifici test funzionali e schede valutative del grado di disabilità e di autonomia funzionale residua in ambito di attivitàdivita quotidiana.  un progetto riabilitativo individuale con l’obiettivo di garantire il massimo recupero delle funzioni lese, attraverso lo svolgimento di tecniche riabilitative sia manuali che strumentali, eseguite da uno o più terapisti, applicando specifiche metodiche nero riabilitative: Bobath, Kabat, Perfetti, Grimaldi, Feldenkrais, in combinazione ad altre tecniche standard di fisiochinesiterapia manuali e strumentali

(massaggio connettivale, linfodrenaggio manuale, riabilitazione posturale globale, isocinetica).  una valutazione cognitivo logopedica in caso di compromissione delle abilità cognitivo comunicative, finalizzata all’impostazione di un relativo progetto parallelo di recupero delle relazioni interpersonali legate alla parola.  eventuale valutazione di problematiche disfagiche ed eventuale counselling delle strategie più idonee ad un recupero delle funzioni deglutitorie. A termine del ciclo neuro riabilitativo il paziente è sottoposto a una rivalutazione atta ad evidenziare l’effettivo impatto sul quadro motorio plurisegmentario, globale e funzionale in ambito di specifiche destrezze specie legate alla deambulazione e all’espletamento delle attività della vita quotidiana. In tal modo il curante potrà disporre di un background del ciclo”.

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Da Leonardo a Einstein, gli artisti non perdono sonno. Valentino Rossi riesce a riposare per dodici ore

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ormire o non dormire? Questo è il problema. Fa bene riposare lunghe ore oppure no? In media l’essere umano dorme dalle sei alle otto ore al giorno, che significa non vivere un terzo o un quarto della vita. Ma come si fa a non riposare? Prendiamo a esempio i vip. Soggetti a uno stress maggiore rispetto ai comuni mortali. Così dicono. Bah! I capi di Stato dormono assai poco. È risaputo. Margaret Thatcher dormiva solo 3-4 ore a notte, Winston Churchill riposava poco di notte ma poi dopo pranzo faceva sempre un pisolino di un’ora e mezza. Silvio Berlusconi dorme appena due ore (magari passa il resto della notte a fare altre cose…). Negli Stati Uniti è diverso. I presidenti non fanno le alzatacce. Barack Obama ha rispettato la tradizione di Bill Clinton. Non quella di frequentare le stagiste – che avete capito? – ma quella di non svegliarsi prima delle sei ore. IL PISOLINO DEI FENOMENI Chi dorme non piglia pesci. Mah, è solo un luogo comune. Non sempre infatti è così. Perché due geni come Albert Einstein e Leonardo da Vinci adoravano dormire a lungo. Non meno di dieci ore a notte. Dei contemporanei Bill Gates è uno di quelli che riposa di più, con minimo sette ore di sonno. Quindi si deduce che i geni per essere tali debbano dormire molto? Ecco pronta la smentita. Sapete quante ore dormiva Michelangelo Buonarroti? Quattro. E Thomas Edison?

Ancora meno: tre ore di sonno e poi accendeva le sue idee luminose. I DORMIGLIONI Ma torniamo ai figli di Morfeo. Niente sveglia all’alba neanche per Franz Kafka che non si alzava mai prima delle nove ore di sonno. Pure Marilyn Monroe dormiva almeno dieci ore. Mai come due dormiglioni doc del calibro di Valentino Rossi (12 ore a notte) e di Mariah Carey (addirittura 15). Pensate come è corta la giornata per questi eroi del nostro tempo. A proposito di eroi e di grandi condottieri. A Napoleone Bonaparte bastavano 4 ore di sonno per vederlo in grande spolvero. Ad Alessandro Magno addirittura tre. Ma lì c’era da combattere. E poi dormire dentro una tenda non è poi che sia il massimo. Chi dorme poco pensa molto. Soprattutto ai debiti. Ma c’è pure chi pensa ai soldi. Come il miliardario americano Donald Trump che dorme solo tre ore e passa il resto della giornata a contare i dollari. Questa è senza dubbio la migliore patologia per l’insonnia. O no? gmflex - via del Commercio,12 località Borsea rovigo tel.0425474954 - angolo via Modena n°2 (ex autogamma) Mira (Ve) - tel 0414266455


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DOMANDE E RISPOSTE Quando si può usare MED LASE-R? MEDLASE-R si può usare in qualsiasi momento della giornata. Consigliamo di ritagliarsi un momento per potersi dedicare esclusivamente al trattamento, senza doversi occupare di qualsiasi altra cosa. Posso utilizzare MEDLASE-R su tutte le parti del corpo? Certamente è utilissimo contro le rughe e gli inestetismi della cellulite, ma è altrettanto utile per aiutare ad alleviare i disturbi articolari e muscolari: male alle gambe, alle ginocchia, ai piedi, alle mani, alle braccia, alle spalle, al collo, alla schiena e molti altri, prova a massaggiare con il puntale le spalle ed il collo, avvertirai fin da subito una piacevole sensazione di benessere. L’unica avvertenza è quella di non puntare il puntale sugli occhi. In quanto tempo si possono vedere i primi risutati? Già dopo le prime applicazioni, molto dipende dalla

Don Nicola Di Domenico, Caserta Avevo male alla ginocchia, a scendere i gradini per andare a dare la comunione ai fedeli dovevo trovare sempre un punto di appoggio, ho provato questo apparecchio riesco a muovermi facilmente.

Graziella Gaioni, Verona Avevo male alle mani, ora sto bene e sono molto contenta.

Ciamarra Giuseppina, Ravenna Avevo male alla spalla e al collo dopo 10/12 giorni il collo si è sciolto non mi fa male, adesso mi sento veramente bene.

Carlo Adeferro, Rimini Avevo male a una gamba, ho usato questo apparecchio, adesso mi trovo meravigliosamente bene. Adesso faccio le mie passeggiate tranquillamente. Provate per credere.

Angelo Colla, Verona Mi facevano male le mani, dopo 10 giorni ho avuto benefici.

Yelma Stefani, Venezia Avevo male alle ginocchia, ho usato questo apparecchio mi sento davvero bene.

Ofelia Feriotto, Rovigo Avevo male alla testa, ho avuto i risultati che volevo, ho speso bene miei soldi, gli ho proprio spesi volentieri.

Anna Maria Negroni, Padova Mia figlia ha comprato questo apparecchio per le rughe, adesso ha le pelle più giovane e liscia, io avevo male alle mani, ho avuto anche io dei benefici.

MEDLASE-R non è un dispositivo medico, non si propone di fare alcuna diagnosi di patologie o malattie, è un complemento ai fini estetici utile contro le rughe e gli inestetismi della cellulite ed inoltre è utile per aiutare ad alleviare i disturbi muscolari e articolari. Con MEDLASE-R stimolando le zone di interesse grazie al massaggio con il raggio rosso ed infrarosso si possono ottenere molteplici benefici.Tutte le testimonianze sono reali e verificabili e il risultato che si può ottenere varia a seconda della predisposizioni personali.

sensibilità delle zone trattate e dalla costanza delle applicazioni. Si possono fare più trattamenti sulla stessa zona più volte al giorno? Qual’è il tempo massimo di utilizzo giornaliero consigliato? Uno dei pregi di MEDLASE-R è di non avere particolari controindicazioni o limiti di utilizzo. Consigliamo, comunque, un utilizzo massimo di 20 minuti al giorno su ogni zona corporea. Ho un Pace-Maker, posso usare MEDLASE-R? No, è controindicato l’uso di apparecchi elettronici in genere alle persone portatrici di stimolatori cardiaci, è opportuno consultare il medico. È un prodotto italiano? MEDLASE-R è un prodotto interamente italiano.

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il training autogeno: un metodo efficace per raggiungere l’equilibrio psico-corporeo In questa vita frenetica, piena di ritmi ed eventi stressanti, ecco una tecnica che consente al nostro corpo e alla nostra mente di ritrovare il benessere

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l Training Autogeno è una tecnica utile per somatici quali l’ipertensione, l’emicrania, tutti coloro che desiderano raggiungere l’ansia, l’ulcera, la colite, l’eczema cutaneo uno stato di consapevolezza ed equilibrio e la dispepsia. Ma il T.A viene applicato anche in ambito interiore, per ristabilire i propri ritmi circadiani naturali, interrotti dai diversi stimoli che non clinico, come ad esempio nell’educazione. Durante il periodo scolastico il bambino caratterizzano la nostra quotidianità. Nello specifico, il T.A è indicato per i di- si trova spesso in una condizione contradditsturbi d’ansia e del sonno, per l’emicrania, i toria: l’inserimento sociale che da una parte dolori muscolari e i dolori mestruali, tachicar- garantisce protezione e sicurezza (famiglia, dia, asma bronchiale, gastrite e colite, pro- amici, scuola…) e il bisogno sempre magblematiche sessuali ed è largamente utilizza- giore di autonomia. Ecco che l’interferenza di questi due aspetti to per la preparazione potrebbe provocare sia al parto, nello specifico dei disturbi comportaper quanto riguarda la mentali che delle mariduzione del dolore, Una volta acquisita, la tecnica delle paure collegate potrà essere messa in atto senza lattie psicosomatiche. Il trattamento, che io al parto e quelle relanessuna guida, ma in modo però chiamerei semplitive alla nascita di un cemente il gioco con il figlio. Anche i benefici totalmente autonomo T.A, è particolarmente che si possono ottenere sono molteplici: un più profondo e rapido indicato qui poiché stimola il comportamenrecupero di energie, sia fisiche che mentali; to spontaneo del bambino e facilita l’inseriun alleggerimento dei pensieri disturbanti; il mento sociale. Ecco allora che il T.A permette miglioramento di alcune capacità come la di diminuire le tensioni e il nervosismo, di memoria e la concentrazione e la riduzione aumentare le capacità immaginative/crea(in molti casi scomparsa) dei sintomi psico- tive, un attenuazione dell’aggressività e il

La dott.ssa Giorgia Gaiarin miglioramento delle interazioni. Molto utilizzato anche nello sport, poiché gli insuccessi spesso possono essere dovuti all’ipermotivazione, a sentimenti di inferiorità, nervosismo, contratture da tensione… ed è necessario recuperare uno stato di calma per prevenire crampi e contratture, difficoltà a compiere movimenti con leggerezza e tutte quelle difficoltà nella concentrazione prima e durante la prestazione. E’ una tecnica, questa, che va appresa. L’operatore di T.A ha il compito di condurre

l’esercizio e guidare la persona nella fase iniziale di rilassamento, ma è molto importante inserire l’allenamento nella propria quotidianità al fine di trarne i benefici che tale tecnica consente di ottenere. Uno dei principali requisiti è infatti quello di rendere autonoma la persona nell’indursi lo stato di rilassamento: una volta acquisita, la tecnica potrà essere messa in atto senza nessuna guida, ma in modo totalmente autonomo. I corsi di Training Autogeno possono

avvenire sia individualmente che in gruppo. Naturalmente verrà fatto prima un breve colloquio conoscitivo, in modo da poter accompagnare la persona durante tutto il percorso, qualunque essa sceglierà. Poliambulatorio terrassaMedica Via Marconi n. 6 - 35020 terrassa Padovana - Padova tel.: 347/4143070 049/0998352

2° uscita Novembre

scuola: impariamo a “saper essere”

Cervicalgia: sintomi e cause più comuni

l mondo della Scuola, spesso oggetto di discussioni e critiche, rappresenta una complessa realtà di relazioni umane. Allievi, insegnanti e genitori sono i protagonisti di questa realtà che, a Scuola, si incontrano in modo collaborativo e talvolta si scontrano nell’incapacità di comunicare efficacemente desideri, necessità, obiettivi. Diventare adulti oggi significa prepararsi a rispondere con successo a complesse richieste e pressioni da parte della società e tutto questo richiede l’acquisizione di competenze molto trasversali. Così, all’interno della Scuola, i bambini e i ragazzi dovrebbero iniziare a sperimentare ciò che incontreranno lungo il loro percorso di vita; successi, insuccessi, soddisfazioni, frustrazioni. Gli adulti che li circondano sono chiamati a seguirli in questo loro difficile percorso sostenendoli e incoraggiandoli, oltre che spiegando loro le regole della convivenza civile. Accanto alle abilità del “saper fare”, appresa attraverso le tradizionali materie di studio (letteratura, scienze matematiche, lingue straniere ecc.), emerge l’esigenza di acquisire una competenza nuova: il “saper essere”. “Saper essere” significa imparare a conoscersi, avere consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza, saper dare ascolto alle proprie emozioni e saperle gestire, per poter affrontare con successo oggi le sfide dello studio e domani le sfide della vita. “Saper essere” si traduce anche in capacità relazionale, ovvero nella capacità di instaurare relazioni sane, nutrienti e durature, buone per la nostra crescita; imparare a costruire amicizie con i coetanei e a relazionarsi con rispetto ed efficacia con gli adulti. Apprendere il “saper essere” anche molto presto, fin dagli anni della scuola primaria, significa fare prevenzione rispetto al disagio esistenziale. Per la Scuola che ne capisce

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l’importanza, rappresenta l’opportunità di offrire alla comunità uno strumento prezioso e non limitarsi a prevedere soltanto interventi compensativi, quando il disagio dei ragazzi Dott.ssa è conclamato e accompaErika Marangoni gnato al basso rendimento scolastico. Una Scuola al passo con i tempi e portatrice di futuro, investe in questo senso e diventa occasione di apprendimento anche per gli adulti che la “abitano”. Purtroppo infatti non sono rare le situazioni di incomprensione e conflitto tra genitori e insegnanti e tra i colleghi all’interno del corpo docente stesso. La dialettica spesso si fa accesa, genera frustrazioni e demotivazione allo svolgimento di un mestiere straordinariamente bello e importante quale è quello degli educatori. Avere la possibilità di imparare a comunicare bene e a sentirsi “capaci” diventa una risorsa preziosa non solo per i ragazzi ma anche per gli adulti chiamati ad educarli, in quanto, con il loro comportamento, fungono da modello per le nuove generazioni. L’Associazione Culturale Punto Gestalt organizza un incontro aperto al pubblico per parlare di Scuola e di competenze relazionali Sabato 28 Novembre presso il Museo dei Grandi Fiumi - Rovigo dalle 16.00 alle 18.00 Dr.ssa erika Marangoni Counselor professionale laureata in Psicologia dell’educazione Via leopardi, 1 - rovigo 388-3637623 - erikacounselor@gmail.com

a Cervicalgia, o dolore al collo, comunemente chiamata “cervicale” in maniera impropria, è un disturbo alquanto comune dove nella maggior parte dei casi, troviamo all’origine del dolore, un’alterazione non grave che interessa le strutture meccaniche situate nella regione delle vertebre cervico-dorsali: muscoli, legamenti, dischi intervertebrali, articolazioni posteriori che garantiscono sia il movimento (il collo ha un’estrema mobilità per consentire allo sguardo di orientarsi in tutte le direzioni), che il sostegno (il collo, struttura esile, sostiene la testa che è molto pesante); non solo, problemi viscerali (gastriti, ernie latali, coliti, congestione di fegato ecc) possono indurre tensioni fasciali che risalgono fino all’occipite condizionandone il movimento fisiologico delle strutture interessate. Da non dimenticare l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) dato che se presenta anomalie, potrà essere lo starter di tensioni muscolari del collo oltre che di frequenti cefalee; problemi di postura possono portare scompensi a carico della colonna cervicale ed il motivo è semplice, la persona pur essendo inclinata su un lato corregerà il capo per avere uno sguardo orizzontale.Ulteriori fattori possono essere lo stress, la mancanza di movimento, una postura scorretta ed eventi traumatici tra i quali il più comune ed importante il colpo di frusta. Il collo è progettato per il movimento, così come tutto il corpo. La nostra vita quotidiana, invece, ci costringe, nella maggior parte dei casi, a stare fermi, troppo fermi. Le richieste funzionali che facciamo al nostro collo sono inadeguate: si cerca un oggetto e, invece di girare la testa, si mantiene una postura fissa, si sta seduti davanti ad un computer e si tende ad allungare il collo. Queste situazioni portano, inevitabilmente, ad avere una contrattura della muscolatura fino a determinare delle lesioni sia al disco intervertebrale, che alle articolazioni (dipende da qual è

Il Dott. Andrea Bellato l’anello debole). Con l’andare del tempo, infatti, queste microlesioni possono portare ad una patologia molto comune: l’artrosi; tale disturbo, che è legato al logoramento della cartilagine delle articolazioni e dei dischi intervertebrali, dovuto solitamente all’età, viene accelerato quando si effettuano movimenti non corretti e prolungati nel tempo. In persone particolarmente predisposte, questi microtraumi ripetuti possono arrivare a provocare, negli anni, problemi più gravi come l’ernia del disco. La diagnosi è sempre clinica e richiede un anamnesi dettagliata del paziente per conoscere il suo stile di vita, un attento esame obiettivo per escludere o ricavare elementi di sospetto, per cui sarà necessario effettuare indagini diagnostiche come la RMN, l’elettromiografia (muscoli) e i potenziali evocati (midollo). Il trattamento Osteopatico mira a normalizzare tutte le strutture sopra descritte lavorando su muscoli contratti, vertebre ipomobili, fasce e quant’altro non è armonico con il resto del corpo.

Dott. andrea Bellato - Fisioterapista e osteopata - Via Marcanta 15, adria (ro) tel 388 0441845 mail: a.bellato87@gmail.com


A tavola 41 2 LA CUCINA DI CARMEN

PROPOSTE PER UNA CUCINA BIOLOGICA, INTEGRALE, VEGETARIANA, IN SINTONIA CON LA NATURA Carote all’arancia

Ingredienti: 500 g di carote - 1 arancia - 1 C di pangrattato - 1 C d’olio. Preparazione: cuocere a vapore le carote, tagliarle nel senso della lunghezza e metterle in una teglia da forno oliata, spruzzarvi sopra il succo d’arancia, e una spolverata di pane grattugiato. Coprire e mettere in forno per 10 minuti, aggiungere un filo d’olio, scoprire e fare gratinare.

Insalata di cavolfiore radicchio e ceci

Ingredienti: 200 g di ceci lessati - 3 caspi di radicchio di Treviso - 1 cavolfiore piccolo - 1 manciata di scalogno - 1 rametto di rosmarino - 3

bacche di ginepro - olio, sale aromatico e agro di mele q.b. Preparazione: lessare il cavolfiore e lo scalogno in abbondante acqua aromatizzata con rosmarino e le bacche di ginepro. Disporre il radicchio e i ceci lessati in una ciotola capiente, unire il cavolfiore e lo scalogno cotti al dente, condire le verdure con sale, qualche goccia di agro di mele e olio d’oliva.

Sformatini al radicchio

Ingredienti per la pasta: 1 uovo - 1 etto di farina . Per il ripieno: 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 cespi di radicchio - un pizzico di: origano, maggiorana, paprika, curry 100 g di parmigiano. Preparazione: preparare la sfoglia, tagliarla a quadrati di cm. 18x18. Sbollentarla in abbondante acqua salata e porla ad asciugare su una tovaglia.

Lavare il radicchio, tagliarlo a spicchi in verticale, lasciarlo scolare dall’acqua, quindi ungere una teglia con l’olio, porvi l’aglio tagliato a listarelle, le bacche di ginepro, e gli spicchi di radicchio, unire il sale, le spezie e un filo d’olio. Mettere in forno scoperto a temperatura medio alta per circa 40 minuti avendo cura di rigirare 2-3 volte. Quindi frullare. Procedere alla preparazione degli sformatini in questo modo: oliare lo stampino con un pennello, rivestire con il quadrato di sfoglia, sopra a questo stendervi la foglia di radicchio, dentro riempire con la purea di radicchio. Chiudere il fagottino. In una teglia bassa da forno porre gli sformatini, aggiungere acqua quanto basta per poterli scaldare a bagnomaria. Servire rovesciando il fagottino su una salsa di radicchio*. Servire ben caldo. * salsa di radicchio: frullare tre dei cespi di radicchio già cotti, aggiungere panna di soia quanto basta per ottenere una salsina cremosa.

Carmen Bellin Carmen Bellin, Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato “Metti una sera a cena” libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.

Nota Nota: La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. C sta per cucchiaio – c sta per cucchiaino – g sta per grammo – kg sta per chilogrammo – L sta per litro – olio (quando non è specificato altro) sta per olio extra vergine di oliva – q.b. sta per quanto basta.

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PASSO.

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Oroscopo IL MESE DI NOVEMBRE PROMETTE BELLE SORPRESE A CHI SAPRÀ SOLLEVARSI AL DI SOPRA DELLE DIFFICOLTÀ PIÙ SPICCIOLE. VOLATE ALTO

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DETE AL VOLO LE NUOVE OCCASIONI SENZA ESSERE TROPPO SELETTIVI

SCORPIONE DAL AL

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23/10 22/11 SENTIRETE

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