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conselvano ott2019 n151

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Sport p.18

Animali p.27

OTTOBRE 2019

Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.151

Cultura p.17

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del Conselvano

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Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa graduatorie esaurite questi poDr. Milandelle Roberto Dr. molti LideodiLuca ord. Vet. PD 538 ord. Vet. PD 602 sti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora 349 1202137 349 4238734precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vavia Stazione, 13 - PEGOLOTTE DI CONA (Venezia) sono220 2.284. E anche in DI questo caso i posti sono via canti Padova, - CAGNOLA CARTURA (Padova) stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere servizio a pag 12 i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.

Sicurezza ambientale: canali sorvegliati speciali

Fa discutere il progetto irriguo che coinvolge il canale Sorgaglia, corso d’acqua che attraversa la zona industriale del Conselvano

CONSELVE, IL CASO

Impianto in funzione, via Padova in attesa CONSELVE, POLEMICA

Lavori alla Tommaseo a lezioni avviate CARTURA, IL PROGETTO

La scuola media non sarà venduta ma valorizzata DUE CARRARE, INIZIATIVA

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uarda al modello finlandese ma di fronte si trova una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Istruzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto l’intricata matassa della scuola italiana. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli insegnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. segue a pag 3

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Un patto per le imprese

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Tribano sigla l’accordo con Confartigianato per una serie di servizi

l via la partnership tra Confartigianato Padova e Comune di Tribano. L’obiettivo? Fornire una serie di servizi per le imprese e per i cittadini.“Metteremo a disposizione gli esperti del nostro ufficio bandi e degli sportelli Ebav (l’ente bilaterale artigianato veneto) e Saninveneto, per consentire ad imprenditori e cittadini di conoscere e partecipare a tutte le opportunità messe a disposizione da enti come la Regione e la Camera di commercio, ma anche dagli enti bilaterali – spiegano Roberto Boschetto, Presidente provinciale di Confartigianato Imprese Padova e il Presidente mandamentale Francesco Pastò -. Offriremo poi una consulenza in merito all’energia, grazie al nostro servizio Sos Energia, anche in vista dell’entrata in vigore del passaggio obbligatorio al libero mercato”. In programma anche una collaborazione per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, grazie ad uno sportello lavoro. Inoltre, saranno concordate iniziative ed incontri di approfondimento su tematiche riguardanti il lavoro. “Le scelte di politica economica degli ultimi tempi hanno sicuramente teso la mano più ai grandi investitori – precisano Massimo Cavazzana e Nikolas Vigato, rispettivamente Sindaco >redazione@givemotions.it< e Consigliere comunale con deleghe al lavoro, commercio e attività produttive del Comune di Tribano -. L’Italia è però da uarda al modello finlandese ma di fronte si trova sempre costituita da piccole e medie imprese che con le fami- una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Iglie costituiscono il motore della nostra economia. Comune di struzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto Tribano e Confartigianato si sono incontrate nella necessità matassa della scuola italiana. e nel desiderio di dare sostegno alle realtà e alle famiglie l’intricata del L’anno scolastico è iniziato con la paradossale sinostro territorio”. A Tribano risiedono oltre 4300 cittadini ed tuazione di avere gli alunni in classe e non gli inseoperano circa cento imprese. gnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue

Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.

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recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Conselve, Tribano, Cartura, Bovolenta, Due Carrare e Bagnoli di Sopra per un numero complessivo di 11651 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

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Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

consigli preziosi per i nostriChiuso amici a 4 zampe in redazione il 4 ottobre 2019


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Conselve

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Il caso Attesa in via Padova e dintorni

Impianto anti fumo e odori, ora la prova Conlusa la fase di installazione e messa in esercizio ora si valuteranno gli effetti, prevista una visita allo stabilimento

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rriva il momento della verità per il nuovo dispositivo di trattamento delle emissioni installato alla Distilleria Bonollo. “Durante il mese di ottobre saranno espletate le operazioni di ottimizzazione mirate alla definitiva messa a regime dell’impianto. Nel rispetto del cronoprogramma concordato con nei mesi scorsi, abbiamo comunicato agli enti competenti l’avvio delle operazioni di rimessa in funzione dell’impianto di produzione e del nuovo impianto di filtrazione” annuncia il direttore industriale di Bonollo Mauro Vi-

cenzetto. Durante il mese di agosto era stato installato il nuovo dispositivo che dovrà servire ad abbattere le emissioni di fumi e di odori della distilleria. La fase di rimessa in funzione dell’impianto con la ripresa della produzione si è protratta per quasi tutto il mese scorso, quindi si è passati alla fase finale. “Contestualmente alla fase di avvio della produzione -continua il dirigente dell’azienda - viene messo in esercizio il nuovo impianto tecnologico studiato per ridurre la concentrazione delle sostanze odorigene nelle emissioni del

Il nuovo impianto anti emissioni installato nello stabilimento di via Padova

camino”.. L’azienda ha comunicato lo stato di avanzamento dei lavori a Prefettura, la Provincia di Padova, l’Arpav, il Comune di Conselve, l’Uls e la commissione consiliare ambiente che da tempo sta seguendo il caso.

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Il mese scorso nella distilleria hanno lavorato 80 manutentori di sei diverse imprese e sono stati allestiti i condotti di collegamento e i sistemi di pompaggio e di raffreddamento.”A questo punto non ci resta che atten-

dere quest’ultima fase e l’avvio definitivo del nuovo impianto - dichiara Andrea Zanetti, presidente della commissione -siamo d’accordo con l’azienda che una volta portati a termine i lavori verrà organizzata anche una visita all’interno dello stabilimento. Intanto cercheremo di capire, in particolare dai residenti, se la messa in funzione della nuova tecnologia porterà dei benefici e permetterà di mettere fine ai disagi patiti in questi anni. Resta da approfondire la questione della rumorosità”. Nicola Stievano

Fallimento Attiva, Berto: “siamo stati corretti”

“N

on ci sto a passare per quello che ha fatto chiudere Attiva”. Denis Berto, ex amministratore della Spa, si difende dalle accuse e ricorda che l’ultimo Cda è rimasto in carica pochi anni rispetto alla lunga storia di Cosecon Attiva e solo nell’ultima fase. Un incarico svolto, oltretuttto, a titolo gratuito. Ora però arriva la scure del rinvio a giudizioni proprio per ll fallimento della Spa. “Abbiamo fatto il possibile il per salvarla attuando il piano di ristrutturazione approvato dal tribunale di Padova, - continua Berto - e preparato dal consiglio di amministrazione, non facendo mai alcun investimento ma solamente mettendo in vendita i beni della società. In pratica non abbiamo fatto investimenti ma solo dismissioni, sempre con la massima trasparenza. Fra i primi atti abbiamo tagliato molte spese di gestione riducendo di molto i costi interni, dimezzando perfino i compensi di chi ne aveva spettanza. Sono convinto di aver fatto il mio dovere civico di amministratore seguendo scrupolosamente le leggi L’ultimo Cda a cui ho preso parte era composto da una rosa di eccellenti professionisti, compresi i rappresentanti delle banche creditrici nei confronti della società, che hanno sempre condiviso quanto fatto. Purtroppo investimenti fatti nel lontano passato e soprattutto una crisi economica immobiliare come nella storia recente non ha agevolato il salvataggio di questa importante realtà per la bassa padovana che in trent’anni ha creato migliaia di posti di lavoro dando serenità e sviluppo per centinaia di famiglie” conclude Berto.


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La polemica Il bando è del 2014 ma solo ora si arriva all’avvio dei lavori, Ruzzon: “disagi al minimo”

Cantiere aperto alla “Tommaseo” opposizioni all’attacco della giunta L

a scuola ormai è iniziata da all’apertura del cantiere, ma ora più di un mese ma gli alunni ci siamo e faremo in modo che della media Tommaseo dovran- tutto prosegua per il meglio. Fra no convivere fino a Natale con qualche mese la Tommaseo sarà il cantiere dei lavori di adeguapiù bella e più sicura, di questo mento alle norme antisismiche. ne siamo certi”. Un’opera necessaria, per oltre I consiglieri di opposizione del due terzi finanziata dalla Regio- Movimento 5 Stelle ricordano ne, ma sui tempi di avvio del can- che il bando risale al 2014 e che il tiere il gruppo consiliare del Mo- progetto di fattibilità da 562 mila vimento 5 Stelle non nasconde le euro è stato approvato nel 2016. critiche, visti i disagi che si pro- “Si deve poi arrivare alla primaspettano per i ragazzi. Alle con- vera del 2018 - continua Tamara testazioni il vice sindaco Antonio Lazzarin «per affidare le indagini Ruzzon risponde assicurando geotecnica e statica preventive che “le lezioni e i lavori si svolge- ai lavori, ed è passato un altro ranno in piena sicurezza per tut- anno e mezzo. Ancora all’epoti, c’è un piano ben preciso stila- ca avevamo chiesto il perché di to da professionisti. Il cantiere è questo ritardo e sembrava che i stato allestito in modo da arreca- lavori dovessero partire d’estate. re il minor disagio Invece siamo ormai possibile alle attiviin ottobre e dall’iniPer il tà scolastiche. Purdelle scuole cirMovimento 5 zio troppo non è stato ca 280 alunni di 14 Stelle i tempi possibile eseguire classi devono coni lavori nel periodo sono sbagliati, vivere con il cantieestivo perché non vi re, perché ormai i il vice sindaco lavori non si potesarebbero stati comunque i tempi per spiega i motivi vano più rinviare, farlo e un cantiere pena la perdita del e le soluzioni aperto da adeguare finanziamento. Ora all’inizio delle lestudenti e insegnazioni avrebbe portato maggiori ti - continua la consigliere del disagi. Assicuriamo comunque Movimento 5 Stelle - dovranno che cercheremo di fare il possi- convivere con un cantiere, mezzi bile perché il cantiere non intral- in movimento e rischi connessi ci la normale attività scolastica. alle zone di lavoro, rumore, polCon la dirigenza, ancora prima vere. Dovranno affrontare una dell’inizio delle lezioni, abbiamo parte dell’anno scolastico stipati concordato lo spostamento di in spazi ristretti, senza aula di inalcune classi nel secondo ples- formatica e probabilmente senza so, sul retro dell’edificio, usando palestra dato che buona parte del degli spazi liberi e alcuni labo- plesso principale è cantiere. Anratori. Entro Natale comunque i che chi lavora in tali condizioni lavori saranno conclusi e avremo non se la passerà bene, dai douna scuola più sicura. Visto che centi alla segreteria al personale abbiamo delle risorse disponibili non docente, con quali aggravate mi sembra opportuno usarle. Chi responsabilità sulla sicurezza dei amministra la cosa pubblica sa ragazzi?” Il tema è stato dibattuto che ci sono dei tempi tecnici per anche nel recente consiglio cola progettazione e per arrivare munale. (n.s.)

Bovolenta in festa per il nuovo ponte, ora si interroga sulla bretella lungo l’argine

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ome annunciato il nuovo ponte di Bovolenta ha aperto nei tempi previsti. Al taglio del nastro diversi sindaci del Conselvano. “Sono particolarmente orgoglioso e felice di essere qui – ha spiegato il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui – perché ho seguito la delicata situazione del ponte sul Bacchiglione fin dal mio arrivo come vice presidente a Palazzo Santo Stefano. Siamo riusciti a dare una risposta concreta ai cittadini e alle imprese tra l’altro in tempi relativamente brevi e rispettando la scadenza dell’inizio delle scuole di settembre”. Il nuovo ponte, costato 350mila euro interamente finanziati dalla Provincia di Padova, è stato realizzato con

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Cartura

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Scuola media trasformata in centro civico e sociale

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Accantonata l’idea di vendere l’edificio una volta avvenuto il trasferimento degli alunni nella attuale primaria

S

fruttando la nuova normativa sulle forme di finanziamento delle opere pubbliche, il Comune ha deciso di modificare le fonti di pagamento della nuova scuola primaria, rinunciando alla permuta di alcuni immobili comunali per co-finanziare l’opera, come invece inizialmente previsto. Tra i beni pubblici che non saranno alienati, figura l’attuale edificio della scuola secondaria di primo grado. Una volta ultimata la nuova primaria, le medie saranno trasferite nel vecchio plesso delle elementari, che a loro volta si sposteranno nella nuova scuola. Nelle intenzioni degli amministratori comunali, l’edificio liberato dovrebbe essere riconvertito ad altro uso pubblico. “Da una difficoltà iniziale potrebbe arrivare un’opportunità per il paese, per le associazioni, per i

cittadini, per i giovani – spiega il vicesindaco Massimo Zanardo – ovvero il mantenimento delle attuali scuole medie, che una volta dismesse e ristrutturate potrebbero diventare un centro civico, il cuore pulsante di Cartura. Si potrebbe indire un concorso per giovani professionisti, perché studino delle soluzioni finalizzate al recupero di questo edificio”. Nulla è ancora definito, ma gli amministratori stanno già vagliando cosa poter ricavare all’interno delle vecchie scuole medie. “L’atrio, adeguatamente attrezzato, potrebbe essere trasformato in spazio civico per incontri e riunioni – precisa Zanardo – Inoltre si potrebbe creare una sala di musica, mentre le altre aule potrebbero ospitare l’archivio e le associazioni. In questo modo si libererebbe

“Il Comune potrà bandire un concorso di idee tra professionisti affinché studino delle soluzioni per recuperare questo edificio”

anche il vecchio municipio, permettendo di pensare in futuro a una riqualificazione di quell’area del paese. Il piazzale davanti alla scuola potrebbe essere destinato a parcheggio. Il lato che guarda alla scuola primaria – prosegue il vicesindaco – potrebbe diventare spazio per attività scolastiche. Stiamo ragionando su questa direzione, ma per il momento non c’è ancora niente di concreto”. (f.s.)

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“Giotto a portata di tutti”, fino a gennaio

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i chiama “Giotto a portata di tutti” il progetto dedicato al grande pittore, promosso da parrocchia Santa Maria Assunta, Comune, Comitato genitori dell’Istituto comprensivo Nicolò Tommaseo e varie associazioni del territorio. L’iniziativa, rivolta a studenti, famiglie, parrocchie e cittadini, consiste in una serie di attività (conferenze, laboratori, concerti) che faranno da cornice all’evento principale del progetto, ovvero la mostra “Il Vangelo secondo Giotto. La Cappella degli Scrovegni”. Allestita nel teatro parrocchiale e visitabile dal 30 novembre al 6 gennaio, la mostra consiste nella riproduzione in scala 1:4 della Cappella degli Scrovegni, realizzata da Itaca Edizioni in collaborazione con il professor Roberto Filippetti, tra i massimi esperti di Giotto. Per maggiori informazioni consultare: pagina facebook “Giotto a portata di tutti”, sito www.giottoaportataditutti. (f.s.)


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Due Carrare

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L’iniziativa Hanno partecipato anche 450 podisti

In marcia per la scuola, invito raccolto da ben 1560 cittadini Ben 1.560 persone di tutte le età hanno preso parte alla terza edizione di “Passo dopo Passo – in marcia per la scuola”. Tra i partecipanti circa 450 podisti. La marcia ludico motoria è stata promossa dal Comitato genitori dell’Istituto comprensivo Carrarese Euganeo, in collaborazione con Marciapadova, Gruppo podistico Borgo di Pontemanco, Pro Loco Due Carrare e il patrocinio dei comuni di Battaglia Terme, Due Carrare e Galzignano Terme. Da consuetudine l’intero ricavato della manifestazione è stato destinato al finanziamento di laboratori scolastici ed extrascolastici, individuati dal collegio docenti.

sono stati premiati i gruppi partecipanti, alla presenza del sindaco Davide Moro, dell’attuale dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Carrarrese Euganeo, Emanuela Borin, e del suo predecessore, Stefania Ponchia.

“La manifestazione è andata ben oltre ogni aspettativa – commenta il sindaco Moro – complimenti al Comitato genitori per l’organizzazione e a tutte le associazioni che hanno dato il loro contributo per la buona riuscita della

marcia: Protezione civile, Avis, Associazione nazionale carabinieri in congedo, Croce Rossa, Superga Cornegliana. Un ringraziamento anche ai tanti volontari e agli sponsor”. (f.s.)

INSTALLAZIONE - MANUTENZIONE ELEVATORI per DISABILI e ANZIANI

Due immagini della marcia per le scuole “Passo dopo passo”

Studenti, famiglie e tanti insegnanti hanno partecipato alla marcia che nelle precedenti due edizioni si era svolta rispettivamente a Battaglia e a Galzignano. I camminatori hanno potuto scegliere tra due percorsi di 7 e 13 chilometri, che si snodavano attraverso il territorio di Due Carrare, con partenza e arrivo in piazza Norma Cossetto. I runner hanno avuto la possibilità di cimentarsi anche su un percorso di 18 km. Al termine della marcia

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Completata la pista ciclopedonale con la provinciale Conselvana Con la recente ultimazione del tratto mancante, la ciclopedonale di via Figaroli è stata completata. Ora la pista ciclabile permette di unire in continuità il centro di Due Carrare con la strada provinciale 92 Conselvana. I lavori hanno interessato un tratto di circa 600 metri, dalla rotatoria con via san Pelagio fino a via Da Lisca, e si sono protratti più del preventivato per la sostituzione della condotta idrica a cura di Acquevenete. Nei giorni scorsi è stato installato un semaforo a chiamata per i pedoni su via Ponte di Riva, all’altezza del ponte, lungo la strada che da Cartura porta a Carrara

Santo Stefano. “Si tratta di una strada provinciale su cui gli automobilisti viaggiano veloci – commenta il sindaco Davide Moro – l’unico strumento che siamo riusciti ad ottenere dalla Provincia per rendere più sicuro quel tratto è il semaforo a chiamata. Con questa soluzione rendiamo più sicuro l’attraversamento, che congiunge i percorsi ciclabili che si sviluppano ai due lati della strada”. (f.s.)


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Tribano

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Scuole e sicurezza nei primi 100 giorni L’amministrazione Cavazzana annuncia l’intervento per la riqualificazione energetica della scuola media, assunzione per la polizia urbana mentre, con i soldi della giunta, è operativo il servizio civile

S

ono molti gli impegni che l’amministrazione Cavazzana aveva preso con i suoi cittadini e in questi primi 100 giorni di governo, molto si sta facendo. Sul tema delle scuole è stato fatto il primo investimento e a giorni inizierà la realizzazione della riqualificazione energetica della scuola media investendo 50 mila euro. A questo farà seguito la completa riqualificazione con i fondi del Miur, già assegnati, per 333.755 euro in attesa di erogazione per il 2020. “Ci fa piacere comunicare che abbiamo potenziato il servizio del doposcuola scolastico dedicando, in collaborazione con la scuola materna parrocchiale, un servizio dedicato ai bambini di prima e seconda classe della scuola primaria comprensivo di mensa. Per le altre classi primarie e secondarie è stato esteso l’ orario del dopo scuola per 5 giorni alla settimana dalle 12,40 alle 17,30, comprensivo di mensa. E’

stata data la possibilità alle famiglie di scegliere l’orario a loro più consono”. Con parte dei fondi derivati dagli stipendi del Sindaco e della Giunta è stato potenziato il contributo a servizio della scuola materna. Non sono state risparmiate energie sul fronte della sicurezza urbana assumendo a tempo pieno un responsabile di polizia urbana di provata esperienza quale l’ex Vice Comandante nel Comune di Conselve, Luciano Legnaro . Grazie alla sua entrata in organico e in collaborazione con i carabinieri sono state attivate azioni di contrasto alla diffusione della droga, alla criminalità ordinaria e ai disagi manifestati dai cittadini. In questi giorni si sta concludendo la sostituzione dell’ illuminazione pubblica a led, una scelta già avviata, che migliorerà la sicurezza e consentirà di ottenere risparmi energetici significativi a seguito delle correzioni apportate all’originario progetto.

Con i fondi congiunti di Fondazione Cassa di Risparmio e dei fondi derivati dagli stipendi di sindaco e giunta, sono stati assegnati due nuovi posti di lavoro in ambito comunale: uno di supporto alla biblioteca comunale raddoppiando le funzioni e aumentando l’ orario di apertura mentre il secondo andrà a supporto di lavori nel campo stra-

dale e manutentivo. Per gennaio è possibile l’ assunzione di altre due persone. Con i fondi di sindaco e giunta è stato possibile rendere operativo il servizio civile comunale, il bando è già stato espletato e i primi cinque ragazzi selezionati si occuperanno di supportare i settori cultura, scuola, sport e segreteria di giunta. “Nei prossimi due mesi con-

Festa dello sport, divertimento entusiamo e sana alimentazione

L’entusiasmo dei bambini ha decretato il successo della Festa dello Sport di Tribano ideata per avvicinare i ragazzi alle nunumerose discipline svolte in paese e per promuovere le virtù della sana alimentazione fra i giovani. All’evento organizzato da Comune, Istituto Comprensivo “Don Paolo Galliero” e Polisportiva di Tribano ha collaborato l’azienda Ortoromi fornendo i succhi di frutta al 100% ottenuti con prodotti freschi e di stagione. Sport e cibo sano sono un binomio perfetto e la presenza di Coldiretti Padova alla manifestazione di Tribano ha voluto proprio proprio testimoniare l’impegno degli agricoltori verso le giovani generazioni, verso i ragazzi che praticano un’attività sportiva e che per crescere in salute hanno bisogno di prodotti genuini, buoni e sicuri, dall’origine certa. Durante la festa dello sport sono state presentate nuove squadre e si sono susseguiti diversi “assaggi di sport” per provare nuove esperienze sportive, per coniugare ginnastica e spettacolo, per ricordare le eccellenze di casa nostra, per vivere in compagnia la magica esperienza dello sport.

Il municipio di Tribano, parte il progetto di servizio civile

Giovani arruolati in Municipio Al via il Servizio Civile Volontario Comunale. “Gioventù Attiva”, questo il nome scelto, ha come obiettivo il coinvolgimento dei giovani nell’ambito delle attività comunali per farli sentire parte attiva all’interno del loro territorio. Tra

i candidati saranno selezionati dieci partecipanti che presteranno la loro opera volontaria in due gruppi da cinque, su due semestri. Sottolinea il sindaco Massimo Cavazzana: “Mai come oggi si ha la necessità di far sentire i ragazzi parte della comunità in cui risiedono, contribuendo alla loro formazione civica, sociale, culturale e professionale mediante attività

cluderemo la pista ciclabile Olmo – Tribano- conclude il sindaco Massimo Cavazzana- e saranno completati i lavori di riqualificazione nel quartiere Castellaro; inizieremo a realizzare i primi interventi riguardanti il cimitero comunale e testeremo il primo sistema di controllo della velocità sulle strade comunali”. Cristina Lazzarin

svolte all’interno del proprio Comune. Attraverso questo progetto i giovani, possono mettere a disposizione le proprie capacità, idee ed attitudini, prestando la loro opera in attività, culturali e sociali, di promozione dello Sport e in attività che hanno come obiettivo la promozione e la diffusione delle iniziative attivate dal Comune per la popolazione”. Alberto Bicciato, consigliere delegato al sociale, sottolinea che il servizio sarà svolto da giovani residenti nel comune di Tribano con età compresa tra i 18 e i 36 anni, avrà una durata di 6 mesi per un totale di 25 ore settimanali. I partecipanti riceveranno, per l’attività prestata, una borsa di studio di 350 euro mensili e sarà inoltre attivata tramite Inail una copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro. L’iniziativa è completamente finanziata con i fondi del sindaco e assessori che hanno rinunciato completamente alle loro indennità mensili. Il comune di Tribano avrà così a disposizione cinque giovani risorse locali pronte a rafforzare, supportare e condividere le tante iniziative programmate dall’ amministrazione comunale e dalle associazioni locali. Cristina Lazzarin


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Agna

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Tribuna tutta nuova per la palestra quasi 200 posti e rifatto DALpavimento 1969 neato l’importanza dell’impegno Approvato il progetto esecutivo a favore assunto come volontari mantedell’impianto sportivo, ci sarà anche PAVIMENTI E RIVESTIMENTI IN GRES PORCELLANATOnendo un presidio costante in ambito comunale. Tra i votanti l’impianto solare termico per avere anche il Sindaco Gianluca Piva LEGNO LVT PIETRA NATURALE l’acqua calda in bagni e spogliatoi che è volontario del gruppo dal

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E

’ stato approvato il progetto definitivo-esecutivo per la realizzazione di una nuova tribuna da quasi 200 posti nella palestra comunale di via Roma ad Agna, con rifacimento di parte del pavimento e della segnaletica a terra e la realizzazione di un impianto solare termico per la l’acqua calda di bagni e spogliatoi. Una volta completati gli adempimenti di gara, il lavoro sarà eseguito in accordo con le società sportive che usufruiscono della palestra nei prossimi mesi. “Come abbiamo scritto nel nostro programma elettorale – commenta il sindaco Piva Gianluca - stiamo rinnovando la nostra palestra comunale utilizzata sia dalle scuole che dalle società sportive del paese con interventi di miglioria e potenziamento della struttura. Nei prossimi mesi inoltre interverremo anche nel campo sportivo Elia Zanellato. Abbiamo infatti recuperato le risorse per la sostituzione delle quattro torri faro costruite negli anni ottanta che necessitano di ammodernamento. In queste settimane inoltre – continua il Sindaco – abbiamo presentato istanza al Governo per progetti fino ad un milione di euro. Nello specifico abbiamo presentato un progetto di messa in sicurezza e miglioramento strutturale ed energetico della scuola media Andrea Brigenti, un progetto di salvaguardia idraulica per il quartiere Aldo Moro e un progetto di asfaltatura in zona artigianale”. L’altra novità rigurarda l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo della Protezione Civile di Agna L’assemblea è stata convocata per nominare i componenti che per i prossimi tre anni guideranno la locale Protezione Civile che conta un gruppo di circa 30 volontari. L’assemblea ha riconfermato all’unanimità Roberto Forin quale Coordinatore e come Vice Coordinatore Angelo Stefanini. I membri del direttivo eletti sono: Belloni Thomas, Nolo Ferdinando, Guariento Leonardo e Corazza Daniele. Nel ringraziare tutti i volontari il nuovo Direttivo ha sottoli-

CONSELVE (PD) VIA VERDI 61/2 A fianco la nuova tribuna che verrà TEL.installata 049.9500679 info@edilconselve.it nella palestra Comunale di Agna

2010. “Complimenti e congratulazioni al nuovo Direttivo – commenta il Sindaco Piva – e auguro tutti un buon lavoro. La nostra amministrazione manterrà il proprio impegno nel fornire le dotazioni strumentali e le risorse necessarie per avere un gruppo performante e ad alto livello”.

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Cristina Lazzarin

Mozione anti cimici

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La giunta comunale ha approvato l’ordine del giorno per chiedere misure straordinarie e adeguati interventi per contenere l’invasione della cimice asiatica. Il fastidioso insetto alineo infatti provoca numerosi danni in agricoltura e Coldiretti ha chiesto lo stato di calamità insieme all’appoggio dei sindaci.

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Memorial Belloni La 16^ edizione del torneo di calcio a sette in memoria di Daniel Belloni, un giovane sportivo scomparso nel 2004, è stata vinta dai Warriors di Agna che si è imposta in finale sulla Falegnameria Grazian Agna per 6 a 2. Al terzo posto la squadra Herta Vernello di Cavarzere ed al quarto posto il Borgorosso FC di Borgoforte.


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Bagnoli

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Lavori ai canali tra dubbi e soluzioni Ai blocchi di partenza il cantiere del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo per mettere in collegamento la Fossa Monselesana al Canale Sorgaglia attraverso lo scolo vitella, opera da tre milioni di euro

I

mminenti i lavori per la realizzazione di un nuovo canale allacciante tra il Sorgaglia e il Vitella. I lavori saranno realizzati dal Consorzio di Bonifica Adige Euganeo e permetteranno il trasferimento del volume d’acqua da un bacino all’altro per un consumo più razionale della risorsa idrica, ciò consentirà infatti di gestire le varie portate in funzione dei bisogni irrigui della zona interessata. Sarà realizzato un escavo ex novo di 811 metri di alveo in parte a cielo aperto e in parte tombinato, e inoltre sarà realizzato un collegamento tra il Le perplessità nuovo canale e la fossa Monselesana, che aumenterà la disponi- rigurdano il rischio bilità di acqua per le campagne di inquinamento durante i periodi siccitosi. Alcune perplessità sono state però del Sorgaglia, canale sollevate dal Movimento Cinque che lambisce la vasta Stelle e dal suo capogruppo Riparazioni a areaExpress industriale Conselve, Luca Martinello, per quanto riguarda lo stato delle ac- di Conselve e Bagnoli

que del Sorgaglia , recentemente soggette a episodi di inquinamento perché le sponde del canale lambiscono la grande zona artigianale. Il pericolo potrebbe derivare dallo sversamento di inquinananti dal Sorgaglia al Vitella, in seguito ai lavori predetti; tutto ciò determinerebbe una contaminazione delle acque ir-

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rigue fin’ora mai avuto. Per questo il sindaco di Bagnoli di Sopra, Roberto Milan, con il sindaco di Agna, Gianluca Piva, e il sindaco di Arre, Michele Teobaldo, hanno proposto di modificare l’intervento realizzando uno sbarramento del corso del Sorgaglia, in corrispondenza dell’area artigianale di Bagnoli di Sopra e Con-

selve, predisponendo un sistema di rilevazione della presenza di inquinanti e, nel caso venisse accertata, le acque sarebbero dirette verso un depuratore esistente. L’idea è piaciuta al presidente del Consorzio di Bonifica, Michele Zanato, che si è impegnato a portarla in discussione nel prossimo CDA. E’certo però che non sarà possibile intervenire durante i lavori che stanno per iniziare perché l’entità della modifica non può essere considerata una variante in opera del progetto ma sarà possibile intervenire realizzando una nuova progettualità. “La nostra idea per il futuro della campagna- spiega Zanato- non è solo quella di portare sempre più acqua alle colture ma di portare acqua pulita in modo che l’agricoltura possa certificare le proprie produzioni e avere un valore aggiunto sul mercato”. Cristina Lazzarin

Sagra del Rosario intrattenimento e cultura

U

n successo l’edizione 343 della sagra del Rosario, da sempre è vissuta come un avvenimento storico e religioso per la comunità. Quest’anno la festa è stata realizzata nell’area adiacente al Teatro Carlo Goldoni. La Pro Loco è un’associazione molto rinnovata al suo interno in questo ultimo anno e intende continuare a valorizzare i prodotti e le bellezze del territorio in sinergia con l’amministrazione comunale e con le associazioni. In occasione di questa edizione sono state molte le novità: presso lo stand gastronomico, in aggiunta al tradizionale menù da sagra, è stato proposto ogni giorno un piatto tipico della cucina veneta. L’area eventi ha offerto un programma di intrattenimento vario che ha paziato dalla serata di musica live, al ballo, al cabaret in dialetto veneto. Tra gli eventi le “Storie dell’immaginario popolare”, tratte dal racconto dei racconti di Giovanbattista Basile, con Eleonora Fuser, Pierdomenico Simone e la Compagnia Sottosopra. “Un sentito grazie va rivolto ai produttori locali e alle aziende che ci supportano- sottolinea il presidente della Pro Loco, Giacomo Grapeggia- . Un grazie sentito anche ai tanti volontari che grazie alla loro disponibilità ci permettono di realizzare tutto questo”. (c.l.)


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Provincia

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L’appello della Provincia Il presidente Fabio Bui teme pesanti ripercussioni

“Ponte a Curtarolo in attesa e Valsugana declassata” L

a Provincia lancia un appello alla Regione per collaborare insieme per risolvere alcune problematiche che stanno mettendo a dura prova l’economia locale e la rete viaria del territorio a nord di Padova, in particolare le località attraversate dalla Sp 47 “Valsugana” oltre alle imprese e ai cittadini che ogni giorno utilizzano il ponte sul fiume Brenta a Curtarolo. “Il declassamento a Strada provinciale della Valsugana – ricorda

“Chiedo alla Regione che l’arteria torni ad essere una strada statale mentre per il ponte siamo molto preoccupati, abbiamo stanziato 4 milioni e non c’è termpo da perdere” il presidente della Provincia Fabio Bui – è stata una scelta non solo inopportuna, ma illogica e dannosa per il territorio anche alla luce del fatto che tutti gli altri tratti sono ancora di competenza dell’Anas o regionale. Non serve discutere i motivi che dettarono tale scelta, ma oggi è il momento di intervenire”. Bui ha proseguito chiedendo quindi a Zaia, “Di intraprendere qualsiasi azione utile a riclassificare la Sp 47 “Valsugana” in Strada statale. Ciò favorirebbe la possibilità per la Provincia di Padova di porre in essere gli interventi richiesti dai sindaci che lamentano da anni la necessità di opere che mitighino i disagi subiti dall’attraversamento di un’arteria fondamentale per il traffico internazionale”. C’è poi il ponte sul fiume Brenta a Curtarolo. Un’infrastruttura che dovrà essere rimessa a nuovo con la partecipazione finanziaria della Regione Veneto. “Non possiamo permetterci di arrivare a un’ordinanza di chiusura – ha ribadito Bui – sarebbe infatti un disastro per l’economia locale e per l’intera rete viaria del nord padovano. Fino al 2017 la gestione

dell’opera era di competenza di Veneto Strade che purtroppo ha ignorato lo stato di conservazione del manufatto. Se fossimo costretti a chiudere il ponte, sarebbe una implicita dimostrazione dell’incapacità di porre in essere azioni istituzionali a difesa del nostro territorio. Ricordo che già con la limitazione del traffico in atto, sia gli amministratori locali che le categorie produttive coinvolte, hanno calcolato danni per circa 9 milioni di euro. Soldi che

A fianco il presidente della Provincia di Padova Fabio Bui

sarebbero bastati a costruire ben due ponti. Noi come Provincia abbiamo impegnato già 4 milioni di euro e in questi giorni stiamo affidando l’incarico di progettazione. Certamente, però, né noi né i sindaci interessati da queste due delicate questioni possono essere lasciati soli. Siamo certi che la Regione si farà ora interprete di queste priorità”.

Nuovi ecografi per le diagnosi di precisione

E

’ proprio il caso di dirlo, ci sono delle immagini che possono salvare una vita. Siamo immersi nel mondo dell’immagine, ma ci sono “fotografie” che nulla hanno a che vedere con l’estetica. Istantanee preziosissime che, sempre più nitide e accurate, sono in grado di “leggere” l’organismo. A marzo di quest’anno erano stati acquistati 26 nuovi ecotomografi, ora ne sono arrivati altri 12: nell’arco di un semestre l’Ulss 6 Euganea completa così il rinnovo delle proprie apparecchiature ecografiche a ultrasuoni per la diagnostica ad alta precisione, grazie a un finanziamento di 751mila euro della Regione del Veneto che complessivamente ammonta a 2 milioni e 84mila euro. Tre dei dodici ulteriori ecografi acquisiti dall’Azienda sanitaria di via Scrovegni sono stati collocati nei reparti di Ginecologia di Camposampiero, Cittadella e Piove di Sacco, due nei poliambulatori di via Temanza e via dei Colli, cinque nei Consultori familiari di Monselice e Conselve, uno al Distretto di Carmignano di Brenta e uno al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita

di Cittadella. Si tratta di ecografi multidisciplinari di media e alta gamma, ambulatoriali o portatili, capaci di fondere assieme gli esiti di Tac o di risonanze magnetiche e le immagini ecografiche. L’impiego in ambito ostetrico delle nuove apparecchiature permetterà di avere ricostruzioni morfologiche del feto in 3D e addirittura in 4D, aggiungendo cioè alle tre dimensioni canoniche dello spazio quella del tempo, dunque con possibilità di valutare con più accuratezza la vitalità del bambino direttamente dai suoi movimenti nella pancia della madre. noltre, rispetto alle precedenti dotazioni, la maggiore precisione dei nuovi ecografi consente di individuare eventuali anomalie della crescita fetale.


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Provincia .

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Pagare con la carta Formazione imprese di credito? L’Ascom: 16 milioni in tre anni “sì ma senza spese” N “I pagamenti con carte di credito a noi vanno benissimo, purchè non finiscano per ingrassare le banche”. Il presidente dell’Ascom di Padova, Patrizio Bertin, entra deciso sulla questione e invita a spostare il punto di vista. “Non siamo certo noi commercianti - precisa - quelli che si oppongono al pagamento tramite mezzi elettronici, però vorremmo non fare la figura dei “cornuti e mazziati”, ovvero di quelli che vengono additati come i soggetti che vogliono il mantenimento del contante perchè incalliti evasori quando invece chiediamo che contante e carte di credito abbiano lo stesso costo, cioè zero”. Tradotto: ben vengano i pagamenti coi pos purchè in presenza di commissioni bancarie nulle per i piccoli pagamenti. “Quando sento - continua Bertin - che in America tutti pagano col bancomat anche un semplice

caffè, mi tolgo tanto di cappello. Peccato che da noi il pagamento di un semplice caffè con la moneta elettronica rischi di costare all’esercente di più del caffè stesso ed in questo senso le esperienze pregresse non ci fanno stare sereni”. Il riferimento è ai pagamenti elettronici “a costo zero” che avrebbero dovuto riguardare i rifornimenti di carburante a tutela dei gestori vittime troppo spesso di rapine, un progetto avviato e poi miseramente accantonato. ”Direi di più - propone Bertin -: si potrebbe incentivare l’uso dei mezzi elettronici di pagamento istituendo un credito d’imposta per i consumatori o introducendo detrazioni e deduzioni fiscali sui pagamenti tracciabili. Agli ultra 65enni, che hanno meno dimestichezza con queste forme di pagamento, si potrebbero distribuire carte prepagate. Ovviamente, e torniamo sempre lì, senza costi”. Quanto alla tassa sui contanti, non mi pare che sia un’ipotesi praticabile. Chi usa la cartamoneta o la moneta metallica deve poterlo fare senza sentirsi un criminale”.

egli ultimi tre anni Fòrema, la storica società di formazione degli industriali padovani (fondata nel 1983), ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese, non solo Pmi (tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi). Solo nel 2018 ha formato 25mila persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati, over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole; ha erogato 63.480 ore di formazione a 1.684 aziende, e oltre 55mila ore in e-learning. Consolidandosi tra le maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia. Dal mese scorso Fòrema è ripartita dal territorio padovano, con una struttura di primo livello di 60 professionisti, completamente operativa. E alza l’asticella dell’offerta formativa, in sinergia con la trevigiana Unis&f (operativa nel territorio di Treviso): 130 corsi - per un totale di 190 giornate di formazione - suddivisi in 6 aree di competenza che toccano tutti gli ambiti della gestione d’impresa, dall’innovazione e sviluppo del prodotto alla

Sabrina Carraro, presidente di Unis&f

gestione finanziaria, dall’organizzazione alla logistica, dalla Lean al 4.0, dalla trasformazione digitale al marketing strategico. In aggiunta a salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente. “Nell’ambito di Assindustria Venetocentro e grazie alla progressiva sinergia tra le nostre società - afferma Sabrina Carraro, Presidente di Unis&f - rilanciamo questo impegno per dare alle imprese una formazione continua, tecnica e manageriale, di primo livello, sempre più tarata sulle loro reali esigenze e fabbisogni, e per attrezzarle a cogliere i cambiamenti e le grandi opportunità per il futuro”.


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Cultura .

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Teatro ai Colli, spettacoli per tutti Nella nuova stagione conferme e novità con tredici appuntamenti fino a primavera sotto la direzione artistica di Gioele Peccenini. Saranno 18 le proposte dedicate alle scuole per avvicinare i giovani al teatro

E

’ un cartellone importante quello che la compagnia teatrale Teatro Fuori Rotta ha pensato per la nuova stagione del Teatro ai Colli di via Monte Lozzo, la sala di comunità diventata un punto di riferimento per l’offerta culturale e di spettacolo della città. La stagione 2019/20 avrà tante conferme, format che tornano ma più ricchi, con più appuntamenti e nuove compagnie. Tredici spettacoli riempiranno la programmazione fino al 18 aprile 2020. La direzione artistica, guidata da Gioele Peccenini, continua il suo lavoro unendo la tradizione dei drammaturghi veneti, ad apprezzati interpreti del territorio, ai grandi interpreti della scena teatrale italiana. Tornerà il Satiro Teatro con A Republica dei mati, Andrea Pennacchi in Raixe Storte nella produzione di Teatro Boxer poi Hemingway tra le lagune venete e Cuba, uno spettacolo di teatro musica con Giovanni Giusto del Teatro dei Pazzi, L’archibugio con il suo Mercante di Venezia. Sa-

liranno sul palco del Teatro Beppe Servegnini, atteso il 16 novembre con “Diario sentimentale di un giornalista”, Marina Massironi con Roberto Citran saranno i protagonisti di “La verità di Bakersfield” l’8 febbraio, e Giobbe Covatta non mancherà di far sorridere e riflettere il pubblico con “Scoop. La donna è superiore all’uomo” il 22 febbraio. Visto il successo della scorsa edizione torna la rassegna domenicale “Famiglie a teatro”, che cresce e propone 10 messe in scena, dal 22 dicembre al 5 aprile. Le storie scelte accontenteranno il giovane pubblico, dai più piccoli che potranno godersi “Camilla, Giorgio e il drago” alla divertente “Pippi Calzelunghe”. Tante le occasioni pensate anche per i ragazzi più grandi, che avranno l’occasione di gustarsi un pomeriggio diverso con “Storia del principe alla ricerca della verità” con gli attori di Fontemaggiore Centro di Produzione Teatrale o “Zeus e il fuoco degli dei” di Teatro Verde di Roma. Alla rassegna do-

Marina Massironi e Roberto Citran (foto di Marina Alessi)

menicale si affianca “Una Mattina a teatro”, dedicata alle scuole con 18 spettacoli scelti dalle migliori produzioni italiane, per avvicinare bambini e ragazzi al mondo del teatro trattando anche tematiche importanti, dal bullismo alla comunicazione. Argomenti a volte difficili da affrontare con bambini e ragazzi, raccontati con storie e personaggi grazie al lavoro delle compagnie teatrali professioniste che mettono a punto drammatur-

gie con il giusto linguaggio, per avvicinare un pubblico giovane ma attento ed esigente. Verranno proposti “Metti via quel cellulare” a “Balla col bullo”, passando per un altro tema caldo come la violenza di genere con “PierinA e il lupo”. In programma anche spettacoli che ricordano i grandi protagonisti della storia come “Leo inventa tutto” e in lingua inglese, con “Free Mandela” ad un grande classico come “A Christmas Carol”. Chiude

questa prima parte del cartellone “Padova è musical”, un contenitore pensato per dare spazio alle compagnie che hanno scelto di mettere sul palco spettacoli con musica, danza, recitazione e particolarmente coinvolgenti. Il primo appuntamento è l’8 novembre con l’opera musical teatrale – The Big Beat, che raccoglie le canzoni dei Beatles cantate e suonate dal vivo da Ivo Zorzi e la Compagnia Teatrale Arte Povera. Il 22 novembre arriva ARS – Creazione Spettacolo con “Fino alle stelle”. Il 6 dicembre omaggio alla musica e alla parola con Faber fragile amico degli Otogrì, dedicato a Fabrizio De Andrè. Ancora grandi autori il 13 con I.F.Production che mette in scena Dylan 66. Il 22 la rassegna chiude con Il pianeta degli alberi di Natale” del Teatro Fuori Rotta. Info www.teatroaicolli.it.

PianoP, musica e spettacolo al Plaza di Abano Terme

Prima edizione della rassegna PianoP ospitata all’Hotel Plaza di Abano Terme, un nuovo format che unisce musica, spettacolo al concetto dell’intrattenimento di qualità, ideato l’organizzazione di Ursula Eventi e la direzione artistica di Alessandra Pascali. Ne esce un calendario di 23 serate, divise tra il venerdì ed il sabato sera, che parte ufficialmente il 19 ottobre con ospiti speciali della serata I Neri per caso, il gruppo a cappella più famoso ed apprezzato in Italia, che presenterà il nuovo disco “We love the Beatles”, un lavoro che ha visto la partecipazione di numerosi artisti italiani per ricantare i successi dei Fab Four. La vocalità torna protagonista anche negli appuntamenti seguenti, a PianoP saranno ospiti anche Choritaly, i Vovalica e i Blubordò a cui è affidato il compito di festeggiare il 31 dicembre. Tra i nomi più attesi e noti al grande pubblico, ci sono alcune icone della musica italiana: Mal dei Primitive, Paolo Vallesi e Andrea Mingardi. Si continua con gli omaggi ai grandi artisti, swing, soul e jazz in compagnia della Sauro’Band, il Modem.Xtet, il Movie Trio, poi il cantante e sassofonista londinese Kenn Baily, La Banda del Sottomarino giallo, Simone Grassi Swingset. A dicembre si entra nell’atmosfera natalizia con Santa Claus is coming assieme a Erika De Lorenzi accompagnata dal chitarrista Alessandro Modenese, il concerto di Irene Guglielmi e l’indimenticabile duetto indimenticabile con Stevie Biondi e Alessandra Pascali. Tutto il programma www.pianop.club.

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Sport

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Calcio Prima Categoria Girone D

Monselice 1926 subito a caccia di vittorie T

ra le formazioni più blasonate del girone D del campionato di calcio di Prima Categoria c’è sicuramente il Monselice 1926, che per la nuova stagione ha presentato una serie di importanti novità. Una di queste è l’arrivo di due nuovi soci. “L’ingresso in società di Renato Comparini e Mattia Mazzon rispettivamente come vicepresidente e direttore sportivo si è concretizzato già da fine marzo. Loro hanno portato uno staff di persone che ha favorito la creazione di un settore giovanile, permettendoci anche di poter alzare l’asticella con la prima squadra” spiega il direttore generale Stefano Loverro. A proposito di prima squadra, a guidarla in panchina c’è ancora mister Simonato. “Luca è in-

nanzitutto un amico. Ma come mi sono sempre promesso, per il bene del Monselice ho sempre distinto le due cose. Se lui è il nostro allenatore per il quinto anno consecutivo è perché ha le qualità giuste per farlo. La sua riconferma ha trovato vecchi e nuovi dirigenti allineati e per noi è motivo d’orgoglio: tenere un tecnico così a lungo vuol dire fargli sentire fiducia e appoggio, lasciandolo lavorare con tranquillità. Cosa ormai rara nel calcio” evidenzia il dg. Ma a quali traguardi ambiscono i biancorossi? “Abbiamo allestito una squadra competitiva. È presto per dire dove si potrà arrivare. Di certo abbiamo una rosa di buoni giocatori, con dei valori umani importanti. Il resto dipenderà solo da noi”. Oltre

alla rinascita delle giovanili (“È sempre stata una mancanza che ci faceva camminare zoppi. L’ingresso di Renato e Mattia ci ha garantito quel mix di esperienza e stabilità che serviva”), un altro progetto interessante è quello relativo al calcio femminile.

A guidare la prima squadra c’è mister Luca Simonato: ci sono i pressupposti per vedere all’opera una squadra competitiva che potrà fare strada

Di recente infatti è stato siglato un accordo di collaborazione con la Virtus Padova. “Ci darà la possibilità entro breve di avere la prima squadra femminile con il nome del Monselice. Nel frattempo stiamo già allestendo una squadra di ragazzine per la categoria Esordienti. È un mondo in piena espansione e ci puntiamo molto. Il concetto secondo cui il calcio è solo ‘uomo’ è obsoleto”. Loverro non è solo il direttore generale della società, ma anche un suo giocatore che sta recuperando la condizione. “È il mio quarto intervento alla cartilagine del ginocchio e ben tre hanno interessato il destro. Sono in linea con la tabella di marcia, ma non voglio avere fretta. Mi piacerebbe tanto po-

ter ritornare ad allenarmi con i miei compagni per novembre, ma non voglio fare previsioni. I ragazzi comunque non mi stanno facendo rimpiangere”. Il Monselice, intanto, continua ad avere un legame strettissimo con la città. “L’amore smisurato che la gente ha per questa squadra è dovuto alla sua storia. Aver fatto cinque anni di serie C ha dato quel valore aggiunto. Ma non tutto è stato rose e fiori, anzi. I tifosi sono stati messi più volte alla prova, basti pensare ai tanti saliscendi di categoria fino al fallimento del 2012. Eppure la passione non solo non si è spenta, ma è addirittura cresciuta. E nel 2014 è arrivata la rinascita”. Davide Permunian

Avvio in salita per l’Este nonostante l’impegno

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vvio di campionato un po’ in salita per l’Este Calcio, che nelle prime giornate del girone C di serie D ha raccolto meno di quanto probabilmente meritava. I giallorossi hanno esordito all’inizio dello scorso mese a Belluno, ottenendo un pareggio (0-0). Nel secondo turno hanno invece incontrato l’ambiziosa Luparense, contro la quale sono stati protagonisti di una prestazione molto positiva. Gli uomini di mister Nicola Zanini, passati in svantaggio nel primo tempo, hanno rimesso la sfida in equilibrio grazie a De Giorgio e ribaltato il risultato con il neo acquisto Tardivo. Uno sfortunato rigore ha poi consentito agli ospiti di strappare il 2-2 finale. Nella terza partita la prima sconfitta contro l’Adriese: uno 0-1 che ha forse punito oltremisura Pozza e compagni, capaci di costruire alcune occasioni importanti su un campo difficile. Amaro anche l’epilogo dell’atteso derby con il Campodarsego. L’Este per più di mezz’ora ha avuto una netta supremazia territoriale, senza però riuscire a creare veri e propri pericoli nell’area avversaria. Così nella ripresa i biancorossi hanno cominciato ad affacciarsi minacciosamente dalle parti di Vencato, trovando l’1-0. I padroni di casa hanno agguantato il pari con una splendida conclusione al volo dell’onnipresente Pozza, ma alla fine si sono dovuti arrendere di fronte alle qualità e alla concretezza degli avversari. È invece terminata 1-1 la gara contro il Legnago, che ha visto sbloccarsi l’attaccante polacco Kitlinski. Nei primi cinque turni, nonostante i soli tre punti racimolati e le oggettive difficoltà ad andare in rete, la compagine giallorossa ha prodotto sempre un buon gioco: un segnale che fa comunque ben sperare per il futuro della stagione. (d.p.)


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#Politica

Autonomia, il traguardo si allontana Il ministro Boccia frena le regioni: prima definiamo i livelli essenziali delle prestazioni. Il politologo Feltrin: anche Salvini sapeva che gli avrebbe fatto perdere milioni di voti al sud

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adesso che è cambiato il governo e la Lega è finita all’opposizione, che cosa accadrà delle richieste di autonomia del Veneto e delle altre regioni? La sensazione, specie dopo l’incontro tra il governatore Zaia e il ministro Boccia, è che siano destinate a finire nel cassetto. O quantomeno che dovranno aspettare un bel po’, sempre che alle parole seguano i fatti. Il neo ministro, pugliese, è arrivato a Venezia promettendo ascolto ma con le idee chiare: l’autonomia differenziata va bene, ma “c’è bisogno di dire che tra Sud e Nord non c’è una competizione aperta. Bisogna rimettere insieme il Paese, non dobbiamo far diventare l’autonomia un tema divisivo né uno strumento di lotta politica”. E dunque, spiega Boccia, prima bisogna definire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). In altre parole, bisogna scrivere nero su bianco quali sono i diritti e i servizi che vanno garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitino e da quanto guadagnino. Giustissimo, in teoria. Il fatto è che la definizione dei Lep, così come è stato per quella dei famosi “costi standard”, rischia di trasformarsi in una storia infinita. E con tutte le urgenze che un governo comunque fragile si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, è facile prevedere che di passi in avanti non se ne faranno molti né troppo in fretta. Uno scenario che difficilmente aiuterà a rasserenare i rapporti tra Regioni e governo, specie considerando che tutto il fronte del Nord a guida centrodestra ha appena depositato la richiesta di referen-

Foto tratta dal sito www.regione.veneto.it

Luca Zaia, Francesco Boccia e Paolo Feltrin

dum abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, ultimo atto di forza voluto da Salvini dopo il passaggio all’opposizione e prima della grande manifestazione organizzata a metà ottobre a Roma. Ma che l’autonomia non veda la luce per “colpa” del nuovo esecutivo, possono affermarlo solo i più convinti soste-

nitori del Capitano. In realtà basta scorrere l’anno e mezzo di governo giallo-verde per verificare come proprio questo tema sia tra quelli che hanno accumulato più rinvii, proclami e rimpalli, con buona pace del famoso “Contratto di governo” e delle promesse di Salvini. A frenare in maniera palese sono

stati i 5 Stelle, che al sud hanno trovato il loro più importante bacino elettorale. Ma forse, sotto sotto, lo stesso leader della Lega ha capito strada facendo che l’autonomia delle regioni del nord gli avrebbe procurato più fastidi che vantaggi. Una conferma di quelle che a lungo sono state considerate poco più che illazioni è venuta a fine settembre da Paolo Feltrin, docente all’università di Trieste, tra i più conosciuti politologi, “mente” dell’Osservatorio elettorale della Regione Veneto, che in una intervista ai quotidiani del gruppo Gedi ha scoperchiato il vaso di Pandora. “ Un sondaggio attendibile e riservato – ha spiegato Feltrin – ha avvertito Salvini che il via libera alla riforma autonomista al nord avrebbe comportato un crollo di consensi nel Mezzogiorno stimato tra i quattro e i cinque milioni di voti”. Un salasso che avrebbe cancellato ogni speranza della Lega di sfondare oltre il Po diventando un vero partito nazionale. E così, rimanda oggi rimanda domani, quando Salvini ha capito che Veneto e Lombardia non erano più disposte a stare ferme e con una manovra finanziaria pesante di fronte, avrebbe preferito aprire la crisi. Interpretazione fermamente smentita da Zaia, ricordando anche numeri alla mano il successo della Lega alle europee nelle regioni del sud. Eppure, il dubbio resta. Aspettando i Lep, i costi standard e una maggioranza in parlamento che finora nessuno ha trovato, quale che fosse il colore del governo.

Sant’Antonio, Sinigaglia rilancia il “no” dei sindaci “Il Tavolo tecnico, istituito per pianificare il passaggio dell’ospedale Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera di Padova, ha concluso la prima fase di lavori individuando e approvando un Piano attuativo che prevede che il Sant’Antonio cambi gestione il 1° gennaio 2020. Per quanto di interesse pubblico viene garantita in toto la prosecuzione delle attività in essere, secondo le precise volontà della Regione del Veneto, quindi per i cittadini / utenti non vi sarà alcun cambiamento: la collettività potrà continuare a fare affidamento sull’ospedale Sant’Antonio, come in precedenza e senza eccezioni”. La nota ufficiale dell’Ulss Euganea cerca di stemperare la tensione, che però in

città sta crescendo man mano che si avvicina un “cambio di casacca” annunciato da tempo ma a cui finora non era stata evidentemente prestata la necessaria attenzione. Dall’Ulss rassicurazioni, oltre che agli utenti, anche al personale sulla continuità dei rapporti di lavoro. Ma che le cose non siano così lisce e scontate lo dimostra l’ultima turbolenta riunione della Conferenza dei sindaci: pur in mancanza del numero legale, i primi cittadini hanno espresso a maggioranza il loro “no” al passaggio. E in Consiglio regionale Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito democratico tra i più attenti conoscitori della materia, ha rilanciato le loro preoccupazioni chie-

dendo alla giunta di fermare l’operazione e rivedere le schede sanitarie della provincia. “Il documento votato dai sindaci — sottolinea Sinigaglia — chiede di rinviare ogni decisione a quando sarà completato il nuovo Polo della salute e riqualificato il Giustinianeo. Non è un no aprioristico, insomma, ma legato alle tempistiche fissate dalla Regione. Per ora non c’è alcun motivo a favore della decisione della Giunta, né in termini di risparmi né, ancora peggio, per tutelare la salute dei cittadini. Invito perciò, nuovamente a fare proprie le istanze dei sindaci e fermare l’intera operazione: è una penalizzazione immotivata di un intero territorio”.

Claudio Sinigaglia

L’Ulss tranquillizza, ma la Conferenza dei sindaci vota contro il passaggio all’Azienda ospedaliera e chiede di attendere la nascita del nuovo ospedale


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Politica

Civica per il Veneto Franco Ferrari

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Partito Democratico Piero Ruzzante

Serve un grande progetto: “Ambiente, sanità pubblica correre insieme per scalzare e mobilità: serve un Veneto gli avversari non lo è a misura d’uomo” F

ranco Ferrari 64 anni imprenditore, residente a Camponogara, in Riviera del Brenta, e capogruppo in Regione della lista “Civica per il Veneto” traccia un bilancio della sua attività di consigliere regionale e delle prospettive per le prossime elezioni. Consigliere Ferrari come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Mi sono sempre impegnato a livello regionale in un lavoro che punta a dare risposte ai cittadini, operando in una situazione economica difficile. Ho cercato di dare risposte concrete nello spirito che contraddistingue la mia azione politica, che non è mai legata a schemi di partito o di schieramento, ma punta alla soluzione concreta dei problemi. Fin da subito ho aperto a Camponogara un ufficio al pubblico nel quale durante la settimana ricevo i cittadini e le istituzioni, ascolto le richieste e cerco di trovare soluzioni”. Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Mi sono impegnato per ridurre i tagli nel settore sanità, per l’ospedale di Dolo con le schede ospedaliere poi approvate in Regione, mantenendo quasi interamente primariati e posti letto e ottenendo fondi per il rilancio. E’ agli atti l’incisività della mia azione. Sempre per l’ospedale di Dolo ho lavorato per la ripartenza dei lavori al Pronto Soccorso e per attrarre decine di milioni di euro per lo sviluppo del presidio. Fra le altre battaglie affrontate c’è stata quella, andata a buon fine, dell’interramento dell’elettrodotto Dolo- Camin, e lo sblocco del Pat di Camponogara e Fossò, fermo da 10 anni. Ho sempre puntato sull’aiuto ai giovani meritevoli: a titolo personale ho creato decine di

borse di studio in collaborazione con le scuole. Fra le delusioni di questi anni, c’è la constatazione purtroppo che anche il ruolo di consigliere regionale nonostante sia espressione del territorio, a livello nazionale non è tenuto nella dovuta considerazione”. Come si colloca politicamente alla luce anche degli ultimi sviluppi nazionali? “Sono stato eletto all’interno della lista Alessandra Moretti Presidente, e sono rimasto fedele agli elettori svolgendo il mio mandato nel gruppo di minoranza, votando secondo coscienza per risolvere i problemi. Non credo che votare per partito preso porti soluzioni per il territorio. Nel 2017 ho ideato “Civica per il Veneto” e di strada la lista ne ha fatta parecchia. Alle comunali di Camponogara è arrivata seconda e sfiorando la vittoria per qualche decina di voti. Sono stato eletto in consiglio comunale: continuerò con scrupolo questo impegno”. Si ricandiderà a consigliere regionale? “In questo momento non ho ancora deciso se ricandidarmi. Spero che il Movimento 5 Stelle, Leu e il Pd non corrano tutti insieme solo nello spirito di scalzare chi amministra la regione. Io per partito preso non aderisco per ora a nessuno degli schieramenti in campo. Valuterò con attenzione i programmi delle formazioni e le coalizioni facendo attenzione ai programmi e alle risposte che questi danno alle istanze dei cittadini. Se nessuno rispondesse a queste caratteristiche continuerò a dedicarmi ad amministrare la mia azienda di Marghera che opera nel settore della metalmeccanica, che ha oltre 100 dipendenti”. Alessandro Abbadir

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ina vita a sinistra: Piero Ruzzante, 56 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini. Eletto nelle fila del PD, dal 2017 è Presidente del Gruppo Misto per Liberi e Uguali, all’opposizione della Giunta Zaia. Che bilancio può fare di questi 5 anni in Regione? “Purtroppo è un bilancio negativo, una cifra su tutte: 2551. Sono gli ettari di suolo consumati tra il 2015 e il 2018, l’equivalente di 6.300 campi da calcio, coperti di cemento in soli tre anni. È un dato impressionante: il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo. Quando ci fermeremo?”. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Innanzitutto alla sicurezza sul lavoro, sempre con un confronto positivo con il sindacato, dal quale è nato un filone di atti presentati in Consiglio, spesso accolti anche dalla maggioranza. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: la Giunta deve assume i tecnici Spisal che ha promesso. Ogni giorno in Veneto ci sono 200 incidenti sul lavoro, uno ogni 4 giorni è mortale”. Che giudizio da di questi 5 anni di Giunta Zaia? “Chi l’ha mai visto? È stato presente a poco più del 10% delle sedute e al 2,7% delle votazioni. Si è occupato sempre e solo di autonomia. Eppure la Lega ha governato l’Italia per 10 anni con Berlusconi, per 25 anni il Veneto con Galan e Zaia: continuano a parlare di autonomia, ma quando potevano non l’hanno mai data”. Cosa la preoccupa di più? “La situazione della sanità pubblica, dove i numeri parlano chiaro: taglio del 20% dei posti letto negli ospedali pubblici e aumento del 16% dei posti letto privati. La spesa a favore dei privati è aumentata del 28% nel comparto ambulatoriale e 24% nei ricoveri, le strutture private sono aumentate

del 8,84%, quelle pubbliche sono diminuite del 6,39%. In silenzio stanno privatizzando la sanità e chi vive in Veneto se n’è accorto: nel 2016 un veneto su 7 ha rinunciato a curarsi. Quali sono le potenzialità del Veneto? Quali invece le criticità su cui intervenire? “La più grande scommessa è quella di rendere il turismo e la manifattura compatibili tra loro, con l’ambiente e con la salute umana. Viviamo in una terra tra le più belle e ricche del mondo, ma una minoranza la sta letteralmente devastando. In questo senso, sono due le linee di intervento su cui la politica deve agire: la ricerca e la mobilità. O il Veneto diventa una regione a misura d’uomo, oppure continuerà l’emorragia di 12 mila giovani all’anno”. Qual è la battaglia politica di cui è più orgoglioso? “Sono due: la prima è la legge per i centri antiviolenza È un ottimo strumento, che però va finanziato maggiormente: un contributo regionale di 92 centesimi per ogni donna presa in carico non è assolutamente sufficiente. La seconda è l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mia mozione per il mantenimento dell’archivio del Vajont a Belluno: una sorta di risarcimento morale, seppur minuscolo, per le popolazioni colpite” Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Lavorerò perché si realizzi il progetto di una grande lista civica e di sinistra, che possa allearsi con il M5S e il PD. L’obiettivo è costruire una vera alternativa alla Lega, che metta al centro l’ambiente e gli interessi generali e non le speculazioni private, edilizie e finanziarie. Per quel che mi riguarda, lavorerò per un rinnovamento di persone e di idee. Piero Ruzzante potrà continuare a dare il suo contributo in mille altre forme e modi.esa del concorso per enEnrico Beda trare in ruolo”.

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Politica

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“Tante battaglie vinte con impegno” Intervista al consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, che stila un bilancio del suo mandato tra le fila dell’opposizione, tra dure lotte e numerose soddisfazioni

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n vista delle elezioni regionali della primavera 2020, il consigliere rodigino del Pd, Graziano Azzalin, fa il punto sui cinque anni passati a palazzo Balbi. Mancano pochi mesi a fine legislatura. Qual è il suo bilancio? “È stato un mandato intenso e complicato: la prima battaglia ha riguardato un tema nazionale, il referendum contro le trivellazioni, un impegno portato avanti in opposizione alle scelte del governo Renzi, schierato per l’astensione. Una scelta sbagliata, perché il nostro territorio ha già sperimentato gli effetti delle estrazioni di metano e ne sta pagando ancora le conseguenze, in termini di abbassamento del suolo e dissesto idrogeologico. E sempre in tema di referendum, ho combattuto un’altra lotta contro la consultazione truffa sull’autonomia voluta da Zaia. Mai detto di essere contrario, ma era evidente che la chiamata alle armi del governatore non servisse a niente, se non alla sua propagan-

da. L’Emilia Romagna, per esempio, ha avviato la trattativa senza spendere un euro. Il ‘sì critico’ del Pd Veneto è stato un errore, ha permesso a Zaia di raggiungere il quorum e di far partire una nuova campagna su Roma che tradisce la volontà dei veneti. Senza mai dire che il primo a tradire è stato il suo ‘capitano’ Salvini, folgorato sulla via del sovranismo”. Quali sono stati gli atti più significativi di questi quattro anni e mezzo e gli obiettivi raggiunti? “Non è semplice rapportarsi a una maggioranza che, dati i rapporti di forza, non è molto disponibile ad ascoltare le nostre proposte. Quando accade, perciò, la soddisfazione è doppia: penso ai fondi per Casa Matteotti, un Progetto di legge che ha trovato unanimità in aula e con cui la Regione garantirà 105mila euro nel triennio per manutenzione, conservazione e valorizzazione dell’immobile di Fratta Polesine e del giardino. Per quanto riguarda le lotte di questi

Graziano Azzalin

anni ricordo la legge per il contenimento del consumo di suolo, svilita poi dalla maggioranza che ha bocciato molte nostre proposte, infarcendo il provvedimento di deroghe e rendendolo praticamente inutile. Con specifico riferimento al Polesine, invece, penso al Piano sociosanitario e alle schede ospedaliere per garantire alla provincia di Rovigo, una specificità vera. O

ancora i fondi, 200mila euro, a sostegno dell’aziende agricole colpite dalla cimice asiatica, con il mio emendamento approvato nell’ultimo assestato di bilancio, gli interventi (da incrementare) al porto di Pila e sulle lagune dopo una mobilitazione del territorio e l’impegno per modificare la legge regionale sugli alloggi Ater”. Per il futuro: come si possono

battere la Lega e Zaia? “A prima vista sembrerebbe una missione impossibile, ma i fallimenti della giunta Zaia, mascherati con le armi della propaganda, sono tanti e non dobbiamo stancarci di parlarne: dal caso Pfas, alla gestione post emergenziale dei danni della tempesta Vaia o alle legge sull’edilizia popolare. Occorre lavorare però per creare un’alternativa credibile e non un cartello di nomi. Il Pd deve mettersi al servizio di questo progetto. Sconfiggere la destra non è impossibile, a Padova e Rovigo abbiamo dimostrato che si può fare allargando la coalizione. Credo che, anche per quanto accaduto a livello nazionale, sia indispensabile dialogare con Cinque Stelle e LeU, partendo dalle lotte comuni fatte in consiglio a cominciare dalla difesa dell’ambiente e della sanità pubblica”. Marco Scarazzatti

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e pensiamo a un possibile linguaggio dei cani, la prima cosa che ci viene in mente è l’abbaio. In effetti, si tratta sicuramente di uno strumento di comunicazione molto efficace, almeno in termini di percettibilità: difficile non accorgersi che il nostro amico sta abbaiando, anche se non è molto vicino a noi. Questo perché i suoni emessi con l’abbaio sono molto forti e arrivano lontano. Ma i cani hanno anche altri strumenti di comunicazione: ci sono i movimenti della coda, quelli delle orecchie e delle zampe, le posizioni, o meglio posture, che il loro corpo assume quando vogliono comunicare qualcosa. E poi ancora la mimica facciale, cioè i movimenti dei muscoli del muso e della testa, e pure della bocca, usati anch’essi per lanciare messaggi. Insomma, anche se non parlano come noi, ne hanno di cose da dire e lo fanno costantemente, sia verso di noi sia verso i loro simili e anche altri animali. E non è l’abbaio il loro più importante mezzo di comunicazione. Spesso, però, noi non capiamo cosa intendono dirci ed è un peccato: ecco allora qualc h e utile chiave di lettura del... “canese”!

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I nostri cani ci parlano! Impariamo a capirli Il linguaggio canino è complesso, e solo in minima parte basato sui suoni: molti messaggi, infatti, vengono trasmessi senza fare alcun rumore. Ecco come comunicano i cani e come interpretare i loro segnali Tutto di questo cane comunica chiaramente il suo stato: è pronto ad agire e sta solo aspettando l’indicazione del suo partner umano.

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cani ci capiscono molto bene e sanno leggerci con grande abilità, sappiamo tutti che è così, perché ce lo dimostrano quotidianamente, per esempio anticipando le nostre intenzioni quasi prima di qualsiasi nostra mossa. C’è una ragione profonda per questo. Nel soddisfare l’esigenza di comunicare con il suo branco umano, il cane può contare su una eccellente capacità di associare causa a effetto, cioè un segnale di qualunque genere alla relativa conseguenza. L’abilità di associare causa-effetto, rende il cane maestro assoluto della “premonizione”. Ma, dietro, c’è un lavoro di “studio” che dura tutta la vita!

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Quando un cane ha la bocca leggermente aperta e la lingua che fuoriesce un poco, non ci sono suoni particolari e il respiro è normale, questa espressione indica una situazione di tranquillità e serenità emotiva, il cane non ha alcun motivo di agitarsi o di entrare in attenzione e si sente del tutto a suo agio. La lingua è visibile e poggia sui primi denti inferiori. La canna nasale è normale, senza tensioni né pieghe, e così le labbra, rilassate. In questa condizione non dobbiamo aspettarci nulla di particolare dal nostro amico, almeno finché uno stimolo di qualunque genere, esterno o proveniente dal cane stesso, non lo indurrà a modificare la sua situazione di quiete.

Osserviamo la loro bocca A

bbiamo anticipato che i suoni, pur avendo una discreta importanza per le capacità comunicative, non sono la parte più vasta del linguaggio canino: infatti, i nostri amici si esprimono molto di più con il corpo e con le sue varie parti. Cominciamo proprio da queste ultime e nello specifico con il muso, molto espressivo, se sappiamo “leggerlo” correttamente. Quando è tranquillo, per esempio, il cane tende a tenere la bocca leggermente aperta. Quando la chiude bene e non riusciamo più a vedere nulla dell’interno, di solito significa che sta esaminando qualcosa e, di norma, si tratta di uno stimolo visibile o che provoca un rumore che attira l’attenzione del nostro amico. La canna nasale è rigida, tesa ma non

arricciata. In questi casi, il cane appare ben concentrato sullo stimolo e lo esamina (come nella foto grande a destra), con la vista se è a tiro di sguardo, con l’udito se non lo è, con entrambi se oltre a essere visibile provoca rumore. In genere questa condizione è di breve durata: se lo stimolo non è davvero interessante, il cane smette di concentrarsi e si rilassa, riaprendo la bocca e distogliendo l’attenzione; se invece la faccenda impone una reazione o un avvicinamento per approfondire la cosa, il cane riaprirà ugualmente la bocca e andrà a investigare oppure abbaierà, se lo ritiene necessario. Se, però, si trattasse di una possibile preda, il cane potrà anche partire all’inseguimento, in silenzio, da buon “lupo” quale è rimasto da questo punto di vista.

Lo sbadiglio ha più significati: come per noi, può indicare sonno o fame, certo, ma spesso è invece indice di stress e, sempre come accade a noi, è contagioso!

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Un muso rilassato è facile da “leggere” ed è l’espressione più serena dei nostri amici. La potenza di questo messaggio, all’apparenza tanto banale, è invece tale da indurre relax anche in chi lo osservi da vicino.

Se le labbra si sollevano...

È

il primo segnale evidente che qualcosa turba il nostro amico. Non ha ancora deciso, in realtà, cosa fare ma è infastidito e lo segnala mostrando una piccola porzione della sua dentatura, come monito verso ciò che lo preoccupa. Può essere accompagnata da un ringhio leggero o una specie di “borbottio”. La canna nasale non è arricciata. In genere questa espressione compare quando, per esempio, un estraneo a due o quattro zampe si sta avvicinando e il cane non apprezza questa probabile invasione del suo spazio personale, la cui ampiezza può variare molto da soggetto a soggetto. Ma non è detto che la situazione debba peggiorare: può darsi che il cane, una volta che lo stimolo sia più vicino, lo riconosca, per esempio se ha già incontrato la persona o il cane in arrivo, e sia contento di rivederlo. Ovviamente, può accadere anche l’opposto. In sostanza, si tratta di un’espressione ancora interlocutoria ma attivata da una certa diffidenza di fondo. Gli sviluppi sono ancora incerti. Se le labbra si sollevano a scoprire tutti gli incisivi e il naso si “arriccia”, il cane si sta arrabbiando, quindi espone una porzione più ampia della dentatura per intimidire l’invasore in arrivo, di solito accompagnando il gesto con un ringhio più forte e cupo mentre anche la canna nasale si arriccia in conseguenza del maggiore sollevamento delle labbra. Se ciò che preoccupa il cane continuerà ad avvicinarsi, ci sarà una reazione, in genere attacco ma è possibile anche la fuga.


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Serve una visione d’insieme

Il loro corpo comunica È importante osservare ogni singolo segnale con attenzione

A

parte situazioni particolari, per esempio quando del cane riusciamo a cogliere solo una “sezione”, non è mai bene soffermarsi su un solo dettaglio del suo corpo per riuscire a capire ciò che sta dicendo. Infatti, i nostri amici quasi mai affidano a una sola gestualità (o a un singolo suono) il loro messaggio. Quasi sempre si tratta di combinazioni, di un insieme di segnali che coinvolgono molte o anche tutte le parti del corpo, a volte con l’ausilio aggiuntivo della voce. Per esempio, per capire cosa sta cercando di dirci un cane che sta fermo, immobile, e ci fissa negli occhi mentre agita la coda a scatti, è molto importante osservare anche le zampe: se le anteriori sono parallele o una delle due è avanzata e il posteriore ap-

pare pronto a spingere in avanti, ci sono molte probabilità che attacchi, se non mutiamo l’atteggiamento che lo sta innervosendo. Limitandoci a osservare la coda, per esempio, in questo caso avremmo un’indicazione insufficiente. E così è quasi sempre per quanto riguarda il linguaggio del corpo, che esprime spesso concetti complessi. Per “leggere” questi messaggi serve però una certa esperienza.

Sicurezza evidente

N

ella foto possiamo ammirare un Rottweiler in posa “plastica”. Tutto il suo corpo esprime grande sicurezza e determinazione, e la coda portata alta sottolinea tale atteggiamento in modo inequivocabile. Le zampe posteriori sono solidamente piantate al suolo e la muscolatura è tesa, pronta a spingere il cane in avanti. Il petto

si spinge in fuori e tutta la mimica facciale esprime forte determinazione e mancanza di timore. Si tratta di una postura molto “assertiva” che indica grande sicurezza nei propri mezzi ma non è necessariamente un messaggio rivolto a “dominare” qualcuno, piuttosto una chiara affermazione di questo tipo: “Non ho paura di nessuno e non sono intimorito da nulla. Non sono qui per lottare ma non mi tirerò indietro, se verrò aggredito”.

Raramente il cane parla con una sola parte del corpo, dunque bisogna saper controllare ogni movimento in maniera attenta

Quella coda che sporge verso l’alto (foto a sinistra) è un chiaro segnale di sicurezza e determinazione.

PANCIA ALL’ARIA Un gesto di grande importanza e segnale di fiducia totale

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ettersi a pancia all’aria è una postura che tutti conosciamo perfettamente, perché molti cani la utilizzano quando gli facciamo le coccole, ma il suo significato principale non ha nulla a che fare con questa situazione. Come possiamo vedere nella foto in alto che ritrae un lupo adulto mentre mostra i denti a un cucciolo, la posizione di quest’ultimo ha lo scopo di segnalare all’adulto l’assoluta non belligeranza del piccolo. Il significato, nello specifico, è questo: “Sono piccolo e indifeso e sono alla tua mercé. Se volessi potresti uccidermi ma non lo farai perché sai che sono innocuo e non ho nessuna intenzione di lottare con te”. E in effetti, mostrando il ventre e la gola, il piccolo espone tutte le sue zone più delicate, quelle dove un morso dell’adulto sarebbe letale. La stessa postura viene utilizzata spesso anche dai nostri cani, cuccioli e adulti, quando interagiscono con noi. Come il lupacchiotto, i nostri cani ci stanno comunicando la loro totale assenza di volontà di conflitto e, esponendo ventre e gola, mostrano di avere la massima fiducia nei nostri confronti. Un gesto di grande coraggio, in realtà.

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Quando cambiare atteggiamento Abbracci poco affettuosi e posture che devono mettere in guardia. Ecco quando dobbiamo stare attenti ai segnali che i nostri amici a quattro zampe ci mandano, per evitare spiacevoli incidenti... Questo gesto (a sinistra) può esprimere volontà di dominare l’altro e, in tal caso, non è legato alla sfera sessuale.

N

ella immagine a destra, troviamo una postura che, a volte, viene equivocata con quella che esprime sicurezza, con conseguenze non sempre gradevoli. Rispetto al cane “sicuro”, infatti, qui ci sono differenze significative: il corpo è ugualmente teso ma, osservando bene, si nota che spinge già in avanti e la zampa anteriore destra è oltre la sinistra, pronta ad assecondare lo slancio che sta per arrivare dalla posteriore sinistra, già in movimento e in procinto di spingere il cane in avanti. La femmina di Dogo Argentino nella foto, inoltre, ha le orecchie rivolte in avanti e gli occhi sono fermamente puntati su ciò che ha di fronte e che non le piace affatto. Il pelo sulla parte iniziale della schiena, subito dietro il collo, è sollevato, la coda sta per alzarsi e le mascelle sono ben serrate con i muscoli tesi. Se avessimo il sonoro, probabilmente avvertirem-

A dispetto di quanto potrebbe sembrare, le capacità di interazione dei cani sono molto evolute e spesso superiori anche alle nostre

mo un ringhio sordo... la ragione, nello specifico, è il cucciolo che si nasconde spaventato dietro la madre, svezzato da poco, come ci rivelano le mammelle ingrossate. Mamma Dogo è pronta a lottare per difendere il suo piccolo e chi le sta di fronte farà bene a capirlo e a interrompere la sua avanzata, se non vuole scoprire quanto può

essere pericolosa una femmina di cane che teme per suo figlio! C’è anche un altro gesto che non deve trarre in inganno. Quando due cani si incontrano e, dopo reciproche ispezioni olfattive, uno dei due si pone lateralmente all’altro e gli appoggia una zampa sulla parte posteriore del collo, il messaggio è chiarissimo:

“Il più forte sono io e te lo dimostro”. La situazione è critica, da un certo punto di vista, ma non necessariamente. Il cane che viene “toccato” ha probabilmente già comunicato all’altro che non si sente alla sua altezza e, perciò, il gesto suggella un patto già scritto poco prima e potremmo assistere a rituali di gioco nei quali il “dominante” vince fisicamente sull’altro. Ma se i due non si sono ben intesi, invece, la cosa facilmente evolverà in modo conflittuale e potremmo assistere a una ribellione, con il cane “toccato” che si svincola dalla presa e assume un atteggiamento minaccioso. Quanto i due siano decisi a confrontarsi lo sapremo in pochi istanti ma non sarebbe strano se uno dei due decidesse di lasciare il campo oppure esprimere volontà di pacificazione voltando la testa dall’altra parte.

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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio C

’è una Food Valley in Emilia meno famosa e più appartata delle altre, discreta e amante dell’intimità per sua natura. Capace di declinare i suoi straordinari tesori del gusto con le atmosfere oniriche che generano certi suoi borghi e certi suoi castelli, nascosti in suggestivi angoli dell’Appennino. E’ la provincia di Piacenza. Nelle sue vallate nascono tesori gastronomici rari e preziosi come la coppa, la pancetta e il sala-

di Renato Malaman

me (salumi locali protetti da una triplice Dop) e si producono vini tradizionali e schietti come il Gutturnio o il Vin Santo di Vigoleno. Food Valley appartata ma capace di dare ali ai sogni, si diceva. Basta entrare al Museo degli Orsanti di Vigoleno per averne un’idea, dedicato a quegli artisti di strada che già nel XVIII secolo giravano di paese in paese con i loro spettacoli da circo, allestiti per sbarcare il lunario. Erano cantastorie,

ammaestratori di animali e regalavano emozioni a chi conduceva una vita misera e il mondo non lo avrebbe girato mai. Il Museo degli Orsanti, memoria viva di quella irripetibile epopea dello spettacolo popolare, è nato dalla passione di Maria Teresa Alpi, che nel secolo scorso ha dedicato la vita per rimettere insieme, come in un mosaico, le tessere di quel mondo onirico fatto di ammaestratori di scimmie e domatori di orsi. continua alla pag. seguente


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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio

Viaggio nell’altra Food Valley, quella dei Colli Piacentini, fra Castell’Arquato, Vigoleno e Gropparello, dove all’ombra di borghi turriti e castelli si scoprono tante gustose tipicità di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente

E

sembra uscito da una commedia fantasy anche il castello di Gropparello, trasformato con il suo immenso parco - da Rita e Gianfranco Gibelli - in un villaggio di fiaba, teatro di attività didattiche di ogni genere. Proposte a ritmo continuo. Un maniero ancora vivo, con tanto di storie di fantasmi e una cornice ambientale che avrebbe suggestionato anche Walt Disney. Piacenza e le sue valli, Piacenza e i suoi borghi. Un piccolo universo di cose buone e belle da scoprire, oggi capace di diventare volano di un marketing turistico dal volto nuovo, fresco, inedito. Dove l’intreccio fra enogastronomia di qualità alta, seppur semplice nei suoi valori tradizionali, e un sistema costituito da gemme turistico-culturali di primordine è elemento distintivo. Vedi il borgo di Castell’Arquato, a pieno titolo fra i Borghi più belli d’Italia e Bandiera arancione del Tci per la qualità dei suoi servizi, dove sono osterie e taverne a far da contorno gustoso al centro medievale, alla piazza, al palazzo Ducale e a quello del Podestà, alla Collegiata e alla Rocca Viscontea. Osterie e taverne che propongono anche i salumi piacentini tradizionali e i formaggi della zona, accanto alla pasta fresca, fra cui i caratteristici pisarei’ e fasö, e a tanti altri gustosi prodotti di fattura artigianale. Come la batarö, caratteristiche focaccine da farcire con i salumi, o la chisöla, focaccia con i ciccioli di maiale. Da queste parti lo gnocco fritto si chiama chisulén ed è prodotto De.Co. da ricordare anche gli anolini, lo stracotto di asinina, la pìcula ‘d cavall a base di carne equina tritata finemente e la tasca di vitello. Fra i dolci la torta sbisigona, fatta con ingredienti semplici e i farsö, frittelle tipiche della festa di San Giuseppe. Oppure il latte in piedi, versione locale del crème caramel.

Le tre stelle del territorio sono le Dop dei salumi: coppa, pancetta e salame. Dalle cantine arriva il profumo dolce e antico del Vin Santo. Da Piacenza tanti tour per un turismo culturale nuovo

Anche il borgo di Vigoleno, frazione di Vernasca, si fregia degli stessi marchi di qualità turistica e sorprenderà per la ricchezza del suo corredo architettonico e artistico-culturale, stretto com’è nelle sue fortificazioni, intervallate da possenti torri, da cui si possono godere dei bellissimi panorami sulle valli dell’Ongina

e dello Stirone, fiumi che scorrono su ampi letti di ciotoli verso la pianura. La Pieve di San Giorgio esprime bene il carattere austero e solenne della storia di questo piccolo borgo turrito, dove poi si scoprono sorprese come il Museo degli Orsanti, luoghi di una memoria rara, tramandata (fino alla creazione del museo) dalla

pura trasmissione orale. Negli oggetti esposti rivive un mondo che ci ricorda quello di Pinocchio. Le escursioni del gusto portano anche a visitare le tante cantine della zona, dove accanto al Gutturnio (la cui briosità è nota agli appassionati del genere: c’è contiguità peraltro con

l’area della ‘cugina’ Bonarda) è in vetrina il Vin Santo di Vigoleno, Doc dal 1996, frutto di uve Santa Maria, Melara, Bervedino o Ortrugo e Trebbiano e frutto di un processo di affinamento che dura ben 60 mesi, di cui 48 in botte. Sono ben 21 i vini della Doc “Colli Piacentini” E poi c’è Piacenza città, dominata dall’angelo di rame che svetta sul campanile del duomo, capoluogo riservato e tranquillo, seppur di nobile lignaggio come testimoniano il Palazzo Gotico e l’aristocratica Piazza Cavalli. Piacenza da cui è partita la riscossa turistica di tutta la provincia, espressa anche da iniziative come quelle promosse dal Consorzio Turistico Promo Piacenza Emilia o da piacenzawinecastletour.com Esperienze consigliate. A Castell’Arquato: B&B di charme Dimora del Podestà e ristorante Stradivarius; a Cadeo il Relais (con ristorante) Cascina Scottina; a Vigoleno le cantine Lusignani e Visconti, oltre naturalmente al Museo degli Orsanti. A Gropparello il castello della famiglia Gibelli con relativa Taverna. Per gli amanti dello shopping in grande stile c’è il Fidenza Outlet Village, poco lontano dall’uscita dell’autostrada di Fidenza. Un parco commerciale anche bello da vedere oltreché ricco di proposte. Anche gastronomiche, perché il Piacentino… piace sempre.


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otrebbe far ricordare un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi princìpi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, come reumatismi, artrite, artrosi ed osteoporosi, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad un prodotto termale, a conferma di quanto già espresso a livello nazionale nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. Una giornata, quella iniziata nel panificio, che finisce nelle case di ciascuna famiglia ad allietare i momenti di convivio, mentre quella del fango accoglie l’ospite nella sua di casa, l’elegante camerino del centro termale che tra piscine e grotte termali scalda la mattinata grazie alle sapienti mani del fangoterapista.

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Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

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li esperti attendono meno malati ma virus più insidiosi. Ogni anno 8 mila morti sono riconducibili alle complicanze influenzali. Bambini e anziani i più esposti Meno malati, più rischio di complicanze per chi incapperà nell’influenza quest’anno. Gli esperti sono pressoché concordi, e dall’incontro annuale promosso da Assosalute a Milano sono giunte indicazioni precise su cosa dobbiamo aspettarci e come prepararci all’ormai prossimo “picco” dell’influenza. Nel complesso i numeri, per quanto leggermente sotto la media delle ultime stagioni, sono comunque imponenti: circa 15 milioni di italiani saranno obbligati a trascorrere qualche giorno a letto, o per una vera influenza (6 milioni) o per virus “cugini” ma non per questo meno fastidiosi. Capire se si è stati attaccati dalla prima o dai secondi non è sempre facile, ma l’influenza si distingue da tutte le altre forme per tre caratteristiche che devono essere contemporaneamente presenti: brusca della febbre oltre i 38 gradi, dolori muscolari/articolari e presenza di un sintomo respiratorio come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.

La prevenzione non ha età Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

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Un ricco calendario di iniziative per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione. Casi in leggero aumento, ma diminuisce la mortalità in darsena via delle Macchine (10-12.30, 15.30-17.30), il 21 ottobre a Mestre, Hotel NH Laguna Palace (10-12.30, 15.3017.30) e si conclude lunedì 28 ottobre al Lido di Venezia, a Santa Maria Elisabetta (10-12.30) e a Pellestrina, Sestier Zennari (15.30-17.30). Le visite senologiche vengono effettuate solo su prenotazione telefonando, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle ore 12, alla segreteria Lilt (041958443). PADOVA Il “mese rosa” si è aperto sabato 5 ottobre, dalle 10 alle 18, col Tour della prevenzione che ha visto l’equipe medica e i volontari della Lilt sul Liston con un ambulatorio mobile. Il 6 ottobre ha fatto tappa a Montegrotto Terme con la 2° edizione della “Biciclettata in Rosa”. Sabato 12 ottobre, la Lilt sarà presen-

Autunno

Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi

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Tumore al seno, l’Ottobre rosa in Veneto ’iniziativa più conosciuta è forse il “vaporetto rosa” che dal 30 settembre viaggia ogni lunedì per il Veneziano, ma l’Ottobre rosa — il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno — è un susseguirsi di proposte in ogni angolo del Veneto pensate per sensibilizzare le donne e invitarle alla prevenzione precoce, che rimane il modo migliore di affrontare quella che rimane la neoplasia con la maggiore incidenza nella popolazione femminile, con quasi 53 mila diagnosi stimate nel 2018, ma anche quella con le più elevate percentuali di guarigione (l’87%) se presa in tempo. I dati, infatti, non possono lasciare nessuna donna tranquilla: il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%). Numeri assoluti a parte, anche percentualmente il trend dei tumori al seno negli ultimi quindici anni non è diminuito, anzi appare in leggero aumento (+0,3% per anno) anche se per fortuna continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-0,8% per anno). Complessivamente, si stima che una donna su 8 in Italia si ammali di tumore al seno nel corso della sua vita. Ecco allora una breve mappa per “orientarsi” nelle proposte, dal Veneziano al Padovano fino al Rodigino. VENEZIA Il vaporetto rosa, iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con Alilaguna e Ulss 3, offre tutti i lunedì screening gratuiti. Dopo la prima tappa a Ca’ Farsetti lo scorso 30 settembre, e quella del 7 ottobre a Murano e Burano, il mese prosegue lunedì 14 ottobre a Marghera,

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te con un Info point dalle 16 alle 19 a Sant’Agostino di Albignasego, dove alle 17 gli specialisti della Lega offrono informazioni sulla prevenzione e corretta diagnosi precoce in ambito senologico e ginecologico. Sabato 19 ottobre, dalle 10 alle 16, si replica a Montagnana con informazioni e visite senologiche gratuite presso l’ambulatorio mobile posizionato di fronte al Municipio. Alle 16.30 parte la quarta edizione dell’Urban trail di Montagnana, marcia ludico motoria il cui ricavato sarà devoluto alla Lilt. ROVIGO Tutto il Rodigino è interessato dal progetto “Donne… il seno di poi”, realizzato dalla Provincia, dalla Commissione pari opportunità e dall’Andos con la collaborazione dei 50 Comuni, che hanno sottoscritto già nel 2008 un Patto di alleanza per il comune impegno nella lotta al tumore al seno. L’azienda Ulss 5 Polesana mette a disposizione i propri specialisti, a cui si affiancano i volontari di diverse altre associazioni. Dopo Rovigo il 28 settembre, gli incontri di approfondimento sono previsti a Frassinelle Polesine il 3 ottobre, a Rosolina il 4, a Bosaro il 7, ad Adria il 10, a Corbola l’11, a Loreo il 17, a Porto Viro il 18, a Stienta il 24 e a Canaro il 25.

quella che si prospetta rischia di essere un’influenza più “pesante” del solito, a detta degli esperti. “Registriamo la diffusione di due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – ha spiegato a Milano Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – che sono responsabili di forme influenzali con un più alto rischio di complicanze, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili”. Ai primi sintomi, cosa fare? Il consiglio degli esperti è, innanzitutto, quello di non precipitarsi al pronto soccorso. Il rischio, infatti, è quello di intasare il servizio, finendo per trascorrere ore in attesa e magari per infettare altri cittadini. Meglio, per prima cosa, un’automedicazione responsabile evitando però gli antibiotici, che vanno assunti solo su prescrizione del medico di base. E poi i buoni “consigli della nonna”: riposare molto ed evitare i cambi improvvisi e frequenti di temperatura. La strada maestra, però, specialmente per i soggetti più fragili e a rischio di complicanze, rimane quella della vaccinazione, che non mette al riparo da tutti i virus ma contribuisce alla copertura generale della popolazione. E se il tema non ha mai suscitato le stesse accanite reazioni riscontrate per le vaccinazioni dei bambini in età scolare, i dati indicano comunque un calo delle vaccinazioni. “Ma così facendo – ricorda ancora Pregliasco – si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio, specialmente quando l’età avanza. Per fortuna nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, con una buona metà di soggetti ormai abituati alla vaccinazione, mentre a livello generale meno del 15% di italiani si vaccina”. Il periodo migliore per vaccinarsi è quello tra metà ottobre e fine dicembre, considerando che la copertura inizia dopo due settimane e rimane attiva per più di sei mesi. Anche in Veneto le Aziende sanitarie stanno predisponendo le loro campagne informative e di vaccinazione, con l’Ulss 3 Serenissima che per prima ha definito il suo programma annunciando la diffusione di quasi 120 mila dosi di vaccino: si prevede di utilizzarne 69.500 per persone in età adulta, mentre 20.440 sono le dosi destinate agli utenti al di sopra dei 75 anni d’età, e più di un migliaio sono le dosi pronte per i bambini d’età compresa tra 6 mesi e 9 anni. La distribuzione avverrà prevalentemente presso i medici di famiglia, mentre una parte molto minore dell’attività si svolgerà negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. “La vaccinazione – sottolinea Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica – è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Non dimentichiamoci che ogni anno circa 8 mila decessi sono ricollegabili all’influenza, sia per polmonite sia perché si aggravano e complicano patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie”.

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“Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio” A sessant’anni dall’apertura la svolta dell’Hotel Sollievo di Montegrotto. Il manager Matteo Moretti: “Accanto all’offerta per il benessere ospitiamo incontri formativi e culturali, meeting aziendali, guardiamo ai giovani, con orari flessibili e nuove proposte”

S

essant’anni fa, correva l’anno 1959, fu nientemeno che Padre Pio a suggerire il nome per il nuovo albergo che stava aprendo i battenti in centro a Montegrotto: “Sollievo dalla sofferenza”. Da decenni l’Hotel Sollievo, con il suo centro benessere e le sue piscine, con gli ampi spazi per l’accoglienza, è un punto di riferimento nell’offerta turistica dell’area termale e ora è pronto ad affrontare le sfide del cambiamento grazie all’impulso impresso in quest’ultimo anno dalla nuova gestione, in capo alla Solgest. Proprio in questi giorni si stanno definendo anche gli aspetti che riguardano la proprietà della struttura. Ne parliamo con Matteo Moretti, amministratore e proprietario della

società, in modo da proseguire il lavoro avviato lo scorso anno, quando siamo entrati all’Hotel Sollievo”. In questi mesi il nuovo corso ha già portato ad alcune novità, a partire da una maggiore flessibilità, dalle aperture “daily” con diverse formule, compresa quella fortunata della fascia “pausa pranzo”, alle sempre più numerose partecipazioni ad eventi, sia formativi che culturali. “Abbiamo adottato un nuovo approccio - continua Moretti - che coinvolge l’intera struttura aziendale. Ai nostri dipendenti abbiamo chiesto di uscire dai vecchi schemi che per decenni hanno caratterizzato il turismo termale e iniziare a ragionare in termini di maggiore interazione e integrazione tra le diverse realtà che compongono

d’eccezione, il mitico Dan Peterson e ci impegneremo anche sul fronte del welfare aziendale. L’Hotel Sollievo si apre così al territorio e diventa luogo di opportunità nuove, teatro di eventi, oltre che confermarsi come rinomato centro di soggiorno all’insegna del benessere”. Moretti sottolinea la particolarità dell’offerta termale. “Torniamo alle

origini, riaprendo le antiche grotte termali, grazie alle quali esaltare le virtù e le proprietà dell’acqua termale per la cura e il benessere del corpo. Altro nostro obiettivo è quello di insegnare ai giovani come curarsi con le terme, andando così a coprire un “gap generazionale” che finora ha tenuto lontano dalle nostre terme un’intera

fascia d’età. Noi invece vogliamo comunicare che le terme sono per tutti e alla portata di tutti, in grado di garantire un servizio di qualità ad un prezzo concorrenziale. Dalla nostra abbiamo una lunga e consolidata esperienza unite alle potenzialità di una struttura che vogliamo rendere ancor più interessante e competitiva”.

Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo Solgest, impegnato da mesi in questa operazione cruciale. “La proprietà sarà acquisita da una cordata di investitori russi - spiega Moretti - con i quali abbiamo avviato da tempo un dialogo che sta portando i suoi risultati positivi. Si tratta di persone pronte ad investire risorse in questa attività, animati dello stesso spirito imprenditoriale che l’Italia ha conosciuto nel dopoguerra. Sono pronti a cogliere con entusiasmo le opportunità positive che vengono dalla nostra area termale, una delle più celebri in Europa, tanto da voler rilevare anche il vicino hotel Montecarlo, chiuso da tempo, e ricostruirlo riportando alla luce l’anfiteatro romano. Il punto fermo sarà proprio sulla gestione con un contratto pluriennale alla nostra

l’offerta del nostro albergo. Ecco allora l’apertura delle piscine e della nostra Spa a chi non soggiorna in albergo, con offerte giornaliere a prezzi interessanti, anche per fasce orarie, una formula subito accolta con favore. Anche il ristorante ora è aperto all’esterno, così come la nostra area convegni è a disposizione per eventi pubblici e privati. Ospitiamo importanti incontri con autori e personaggi della cultura ed eventi anziani. Con l’Università di Padova stiamo mettendo a punto un progetto di formazione per aiutare le aziende e i loro dipendenti ad essere al passo con i tempi. Unire la ricerca all’impresa, ecco la formula per trovare un nuovo slancio. Ospiteremo inoltre il “team building” tenuto da un coach

Dati e servizi L’Hotel Sollievo conta 48 dipendenti, 110 stanze, un centro wellness, quattro piscine, di cui due all’aperto. Non mancano le aree giochi per i bambini e la possibilità di partecipare ai corsi di nuoto. Sul sito internet www.hotelsollievoterme.it sono riportati tutti i dettagli sia dell’offerta alberghiera che quelli della “daily spa”, insieme a tutte le altre iniziative organizzate e aperte a tutta la cittadinanza.

• Approvato un documento che chiede di ripensare formazione • e reclutamento nella sanità pubblica. In Italia servirebbero • almeno 56 mila medici per coprire i vuoti in organico • bbiamo un pacchetto di proposte •

“A

concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” ingaggiata per rispondere al problema della carenza di medici, che ha visto questa estate la giunta far sedere allo stesso tavolo le università venete e gli Ordini dei medici, oltre a investire molti milioni di euro per avviare alla professione i giovani medici già laureati creando una apposita scuola regionale, mentre diverse Ulss sono dovute ricorrere a cooperative private per garantire la funzionalità dei reparti più sguarniti. Il Documento approvato dalle Regioni si compone di una premessa e di sedici

• •

FARMACIA CESTER - Porto Viro (Ro) FARMACIA DOTT. COLLA - Corbola (Ro) IKONOMU di Rosolina (Ro) intervenire su punti, relativiFARMACIA a cinque diversi ambiti - Volto nazionale e adesso occorre FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio tutto il sistema dellaAriano formazione e del nel Polesine sanitario nazionale, le nuove(Ro) esigenze di reclutamento con misure urgenti, come MEDICO - Porto già Tolle (Ro) a fare in Veneto. formazione, laCENTRO programmazione futuraDELTA del abbiamo iniziato FARMACIAnecessari NADALINI numero di professionisti alla - Adria Quelle(Ro) che proponiamo sono tutte cose FARMACIA SAN GIORGIO - Cà Venier fare di PortoTolle (Ro) sanità italiana, le strategie per rendere più che si possono presto e bene. Penso FARMACIA SAN PAOLO Loreo (Ro) attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e -ad esempio al tema dell’inserimento negli gli interventi FARMACIA necessari a raggiungere gli ospedali dei medici(Ve) laureati e abilitati ma SAN GIUSEPPE - Cavarzere standard europei in materia di tempi e non ancora-specializzati e a quello PARAFARMACIA NATURFARMA Taglio di Po (Ro) di poter funzioni. “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione

trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.


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Tre doni “speciali” per la sanità veneziana U

na buona sanità dipende da molti fattori, non ultima la capacità del territorio e dei suoi abitanti di sostenere lo sforzo delle istituzioni. E tre storie che arrivano dal Veneziano aiutano a comprendere perché il Veneto continua a essere un’eccellenza in campo non solo nazionale. La prima buona notizia arriva da Dolo, dove la Pediatria può ora contare su nuovi arredi donati da un imprenditore locale, Graziano Scantamburlo, che già in passato aveva dimostrato la sua generosità. Questa volta ha regalato al reparto un televisore e quattro tavolini con sedie, tutto a misura di bambino, per rendere ancor più accogliente la sala di attesa che ogni giorno accoglie tanti bambini coi loro genitori. Dietro la donazione, c’è però più dell’impegno di un singolo. “Il signor Graziano – ha raccontato il Primario della Pediatria, il dottor Vecchiato – da qualche anno invita i suoi clienti a lasciare un’offerta prima di uscire dal negozio: un modo concreto per far partecipare la comunità ad un bene superiore che è quello comune” Mirano, invece, deve ringraziare Omar Rosa, di Maerne, e gli amici che hanno

Grazie alla generosità di imprenditori, ex dipendenti e familiari dei pazienti Dolo, Mirano e Mestre sono oggi più funzionali e attrezzati a rispondere ai bisogni dell’utenza

partecipato alla colletta raccogliendo 1.600 euro utilizzati per l’acquisto di ausilio e dispositivi utili all’attività del reparto di Neurologia. Una scelta nata dal desiderio della moglie Caterina, scomparsa a soli 43 anni dopo essere stata curata con dedizione, competenza e gentilezza proprio nel reparto neurologico dell’ospedale veneziano. “Si tratta di una donazione che per noi assume un doppio valore – ha sottolineato il primario di Neurologia, Luigi Bartolomei – perché contribuisce certamente ad aumentare la qualità del nostro servizio assistenziale, ma soprattutto evidenzia come ci sono cittadini che danno merito al lavoro che svolgiamo, lo riconoscono. Un lavoro delicato, che necessita di attenzione verso il prossimo, dove si cerca di dare le risposte che vengono attese, sia per l’assistenza specificatamente sanitaria, ma anche per l’aspetto relazionale”. L’ultimo dono è arrivato invece al pronto soccorso dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre: dieci carrozzine “su misura” sono il regalo che Francesco Sorato ha voluto lasciare a suggello di quarant’anni di lavoro come infermiere, consegnandole al direttore generale

dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, e al personale. «Sono lieto di fare questo dono – ha spiegato Francesco Sorato, ora in pensione ma sempre attivo nel volontariato – e ancor di più sono lieto del lavoro che abbiamo fatto per pensare e consegnare delle carrozzine particolarmente adatte a quest’area particolare: con la loro dotazione che consente di sollevare, in qualunque posizione necessaria, gli arti di una persona, permetteranno ai pazienti in attesa di sostare in condizioni migliori rispetto a una normale sedia». Con le nuove carrozzine anche la movimentazione dei pazienti negli spazi del Pronto Soccorso e all’interno dell’Ospedale potrà essere fatta al meglio, come ha ricordato nel ringraziarlo il direttore generale: “Oggi con questo dono rendiamo più ricca la dotazione di strumentazioni del Pronto Soccorso; ma credo conti ancora di più il fatto che ci sentiamo più ricchi quanto a sostegno e attenzione: il signor Sorato rappresenta, con la sua opera di volontariato svolta all’Angelo, tutto quel mondo fatto di volontari e di associazioni che non si stanca di partecipare alla vita dell’Ospedale, e a cui va il nostro sincero ringraziamento”.

Prevenzione e cura del Melanoma eV dei tumori della cute Quasi sette milioni di euro per la sanità padovana dalla Regione

ia libera dalla Giunta regionale ad altri 9 milioni di euro di finanziamenti in edilizia e macchinari per tre importanti Ullss venete: la 1 Doalomiti, prevenzione del melanoma e dei stile di vita come prolungate esposila 6 Euganea e la 9 Scaligera. tumori della cutesono è importantissima. I finanziamenti stati approvati, zioni solari con insufficiente uso delle Infatti dei tumori della cute creme protettive e anche l’abuso di su l’incidenza proposta dell’assessore alla Saniè molto alta: perLanzarin, il melanoma lampade abbronzanti. tà, Manuela dopo varia che sidai è 12 aiconcluso 20 casi positivamente l’anno per 100.000 l’iter diabitanvaluta- 350 mila euro) e in attrezzature sanitati edzione è raddoppiata ultimi 15 anni. RICONOSCERE dei progettinegli da parte della Com- rieCOME (3 milioni 507 mila euro). UN MELANOMA missione Regionale. «Tenere i conti in ordine, come si COS’E’ IL MELANOMA sintomo il cambiaAll’Ulss 1 Dolomiti sono stati asse- fa Ilnella sanitàprincipale veneta – èsottolinea Un melanoma puòpernascere sulla mento di unLanzarin nevo o –la cicomparsa gnati 360 mila euro lavori di ristrutl’assessore consentedidiuno cute,turazione in motlidi casi un nevo pree- nuovo. alcunesustanze del reparto proseguire con continuità in una posistente, congenito o acquisito, Si di parte dall’osservazione di Medicina dell’Ospedale di Pievema di litica investimenti alla quale,di: ogniassianche nelleL’Ulss mucose, nell’occhio e sul metria, bordi, colore, dimensioni Cadore. 9 Scaligera ha ottenuto anno, riusciamo a destinare almeno ed cuoio evoluzione del nevo stesso. La sola 1 capelluto. milioni 754 70 milioni di osSimila tratta di un di cancro parservazione del melanoma però non baeuro. Sa- tipo euro. Ognuno Tre Ulss venete si spartiscono ticolarmente aggressivo. Infatti ogni sta, occorre una valutazione attenta ranno utilizzati di questi euro da 9 milioni per attrezzature e anno, fa registrare 7000 nuovi parte dello specialista viene dermatologo perin Italia l’acquisto anchecon investimenti edilizia. Altri utilizzato casidie 1500 decessi. La fascia d’età più inl’ausilio dell’adeguata strumentazione. attrezzature al prestoLafinanziati a rischio è quella e i 60 anni prevenzione secondaria melaall’Ospedale di tra i1150progetti meglio, delper(mediana alla diagnosi 57 anni, noma mira a una diagnosi di leSan Bonifacio, ché precoce ogni proper 67 13 anni milioni e mezzo al decesso) nel 20% dei casi purtroppo sioni sospette o in cambiamento; anche per accessori getto, prima anche soggetti tra i 15 ed igià 39 anni. paziente con nevi èatipici o displesici relativi ad attrezzature realizzate un di essere finanziato, valutato con aumentato rischio anche nell’Ulss e per i relativi lavori di ade- presenta attenzioneun dalla Commissione regioQUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO in assenza di familiarità per melanoma. guamento edilizio. nale. Nemmeno un centesimo, quindi, I fattori di rischio permaggiore l’insorgenza del rischia di essere sprecato». L’investimento riguartumore si dividono fattori individuali LA da però l’Ulss 6 in Euganea. Alla sanità ConVIDEODERMATOSCOPIA la stessa delibera, la Giunta ree ambientali: per melanoma, La videodermatoscopia tratta di padovana familiarità vanno 6 milioni e 857 mila gionale ha autorizzato altri 11siprogetti cuteeuro, chiara, biondiaocopertura rossi, occhi metodica non invachecapelli serviranno fi- una per circa 13,5 dermatologica milioni, che saranno chiari, presenza di un numero elevato che permette di esaminare le cananziaria per investimenti in conto ca- siva finanziati con un successivo provvedi nevi, ustioni durante delle strutture pigmentate pitale anno solari 2019 in edilizial’infanzia. (3 milioni ratteristiche dimento. I fattori ambientali sono legati allo dell’epidermide, non apprezzabili alla

L

semplice ispezione ad occhio nudo. L’indagine viene effettuata tramite un videodermatoscopio digitale che elabora i vari tipi di immagine con un ingrandimento del nevo fino a 70 volte la sua dimensione. Permette soprattutto l’archiviazione dell’immagine del nevo con la possibilità, a distanza di tempo, nel corso delle successive visite, di poterlo confrontare per vedere se ci sono stati cambiamenti o mutazioni del nevo stesso al fine di apprezzare minimi cambiamenti che non si possono vedere ad occhio nudo. L’esame è completamente indolore e lo stesso paziente può seguirlo attraverso lo schermo. Chiama la struttura per avere maggiori informazioni!

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Appuntamenti

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Venezia, grandi concerti

Venice Fashion Week 2019

Teatro Toniolo

Dal 17 al 26 ottobre 2019

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enerdì 18 ottobre alle 21 al Teatro Toniolo di Venezia c’è Antonella Ruggiero in concerto con La vita imprevedibile delle canzoni, live dell’omonimo album del 2016 (Sony Music Classical), con il maestro Andrea Bacchetti a dirigere un ensemble d’archi sulle celebri canzoni dei Matia Bazar. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Antonella Ruggiero. Ancora al Teatro Toniolo, sabato 19 ottobre, alle 21, va in scena Francesco Renga, in concerto con L’altra metà tour. Qui è possibile acquistare i biglietti per il concerto di Francesco Renga. Prodotto da Michele Canova Iorfida e composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo, il nuovo album rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Francesco Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche. Sabato 2 novembre, al Teatro Goldoni di Venezia, ci sono Stefano Bollani e Chucho Valdés in concerto, nell’ambito del Venezia Jazz Festival Fall Edition. L’estro musicale e la fantasia versatile di Bollani e l’energia afro-cubana e il ritmo latino di Valdés danno vita a uno spettacolo musicale di fortissimo impatto. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Stefano Bollani e Chucho Valdés.

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filate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile a Venezia: un evento che si svolgerà dal 17 al 26 ottobre 2019. Arrivata alla sua 9^ edizione la manifestazione è un evento di cultura della moda rivolto a designer e marchi nazionali e internazionali che ha nel programma tra palazzi, hotel e boutique; sfilate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile, sartoriale, artigianale, etica e slow. Made in Italy e arte contemporanea, palazzi e atelier artigiani aperti con sfilate e mostre, giovani creativi, alto artigianato, moda sostenibile e ospiti internazionali: Venice Fashion Week è una manifestazione nata per promuovere il potenziale della città di Venezia e del Veneto come luogo produttivo, creativo e di ispirazione.

Padova, concerto Jethro Tull Gran teatro Geox

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l 3 novembre la mitica band dei Jethro Tull sarà al Gran teatro Geox. I Jethro Tull sono una leggenda vivente della musica internazionale. Hanno all’attivo più di 60 milioni di album venduti in tutto il mondo. Era il 2 febbraio del 1968 nel famoso Marquee Club di Wardour Street, quando i Jethro Tull si esibirono per la prima volta sotto questo nome. Per celebrare questo anniversario, Ian Anderson porta in tutto il mondo il Jethro Tull 50 Anniversary Tour. Tra le band più importanti e influenti di tutti i tempi nel progressive rock, l’immenso catalogo di opere dei Jethro Tull comprende folk, blues, musica classica e heavy rock. Ogni concerto del tour cinquantennale sarà un ampio mix degli album storici della band, da This Was fino ai giorni nostri.

Giornate FAI d’Autunno a Treviso e provincia In 260 città

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abato 12 e domenica 13 ottobre 2019 torna in 260 città il weekend dedicato alla bellezza. 700 luoghi del nostro Paeseinaccessibili o poco valorizzati da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite. Sarà l’occasione per visitare l’abbazia di Follina aperta sabato, 14:00 – 18:00 e domenica 10:00 – 12:30 / 14:00 – 18:30. O Il Lanificio Poletti, sempre a Folina. La mattina di domenica 13 ci sarà la possibilità di visitare il Lanificio con i macchinari in funzione, per poter meglio apprezzare questo magnifico esempio di manifattura tessile avente oltre duecento anni di storia, ancora oggi in funzione. Queste visite speciali saranno riservate agli iscritti FAI (per chi non lo fosse ci sarà la possibilità di iscriversi in loco). Partenza visite ore 10:00, 10:30, 11:00 e 11:30. Prenotazione obbligatoria. Alla fine di queste visite verrà offerto un buffet durante la pausa pranzo.

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Rovigo, Il Giapponismo in Europa Palazzo Roverella

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a mostra è dedicata all’influenza che l’arte giapponese ha avuto sulla cultura figurativa europea tra Otto e Novecento. Quella del Giapponismo è stata una tendenza che ha influenzato le nuove generazioni di artisti, letterati, musicisti e architetti, dalla Germania all’Olanda, al Belgio, dalla Francia all’Austria, alla Boemia, fino all’Italia. Sono numerosi gli autori che si sono lasciati sedurre dalle composizioni grafiche, dalle linee e dai colori tipici dell’arte giapponese. Qualche esempio? Paul Gauguin, Herri de Touluse-Lautrec, Vincent van Gogh, Gustav Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha.


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema di cavolfiore

Polpette di cuscus ai funghi

Crostata esotica

Ingredienti: 1 cavolfiore medio - 5 scalogni - 1 spicchio d’aglio 100 g di fiocchi di cereali a scelta 1 pizzico di maggiorana - 1 pizzico di curry - 2 foglie di alloro - brodo vegetale e sale q. b.

Ingredienti: 300 g di cuscus - 200 g di funghi - 2 spicchi d’aglio - 2 C d’olio - una manciata di curry - 1 uovo - 1 C di parmigiano grattugiato - pane grattugiato q. b.

Ingredienti: 300 g di farina tipo 2 - 100 g di burro - 100 g di zucchero - 2 tuorli - 1 C di succo di mela la scorza grattugiata di un limone - 1 pizzico di sale - marmellata di frutta esotica (o altro tipo).

Preparazione: cuocere il cavolfiore nel brodo vegetale (indicativamente una ciotolina a persona). Intanto in una padella oliata fare rosolare gli scalogni e l’aglio, quindi aggiungerli al cavolfiore, unire la maggiorana, il curry, il sale e i fiocchi; passare con il frullatore ad immersione in modo da ottenere una crema della giusta densità. Servire in coppette e guarnire a fantasia.

Preparazione: cuocere il cuscus come da ricetta base. A parte preparare i funghi, scolarli e farli cuocere in una pentola con un po’ d’olio e l’aglio schiacciato. Salare e, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. Quando sia il cuscus, sia i funghi sono cotti, amalgamare il tutto, unire il curry, l’uovo, il parmigiano e formare delle polpette. Passarle quindi nel pane grattugiato e disporle in una placca da forno precedentemente oliata. Metterle in forno a dorare e servirle ben calde su fette di pane grigliato.

Preparazione: lavorare la farina con il burro, aggiungere lo zucchero e i tuorli. Amalgamare tutti gli ingredienti e formare una palla. Lasciarla riposare per circa mezz’ora in luogo fresco. Quindi lavorare ulteriormente l’impasto, infarinare una tortiera e stenderlo in questa (tenendo da parte un po’ di pasta per il bordo e la guarnizione). Bucherellare con una forchetta, stendervi la marmellata e guarnire a scelta. Infornare per 25 minuti circa. Sfornare e servire sia tiepida che a temperatura ambiente.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Ottobre Questo mese vi regala un tempo ancora mite e favorevole per passeggiate all’aria aperta e investimenti sul futuro molto proficui. Non temete nulla!

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Scorpione Anche se sentirete il bisogno di isolarvi per riflettere, ricordate che avete talento e risolverete le questioni professionali

Gemelli

Sagittario

Una storia sentimentale cominciata da poco subirà una fase di stallo. Meglio chiudere che trascinare ciò che non va

La luna piena vi regala istanti con il partner destinati a lasciare ricordi che porterete per sempre nel cuore

Cancro

Capricorno

Rinnovare i vostri spazi è un’esigenza. Date libero sfogo alla fantasia per renderli il più originale possibile

Arriva una svolta importante nella vita professionale. Gli eventi si susseguiranno rapidamente, cogliete l’opportunità

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NUOVA DATA DI SELEZIONE: 07 NOVEMBRE 2019

DGR 851-852-853-854-855-856 DEL 6/2019 - DGR 1986 DEL 12/2016 –DGR 2029 DEL 12/2017 DGR 1799 del 27/11/2018 - DDR 42 del 14/01/2019 - DGR 762 del 04/06/2019


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conselvano ott2019 n151 by LaPiazza give emotions - Issuu