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conselvano mar2020 n39

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Sport p.16

Turismo p.21

Salute p.25

del Conselvano

MARZO 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.39

Cultura p.15

Questa copia è certificata da

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consElVE, l’EmErgEnza

Coronavirus, tutti a casa per frenare il rischio contagio

on-line: Dopo il Coronavirus Ambulatorio niente come prima Veterinario Nicola Stievano direttore@givemotions.it Cartura D O M E N I C A M AT T I N A A P E R T O >

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Dalla fine di febbraio la nostra vita è cambiata, Dr. Milan Roberto Dr. Lideosolo Luca questo è sicuro. Questo non riguarda il proord. Vet. PD 538 ord. Vet. PD 602 gressivo isolamento, la chiusura di scuole e negozi, 349 1202137 349 4238734 la sospensione di ogni attività sportiva e culturale, via Stazione, 13 - PEGOLOTTE DI CONA (Venezia) ma coinvolge tutta la nostra quotidianità, l’orgavia Padova, 220 - CAGNOLA DI CARTURA (Padova) nizzazione del lavoro e della famiglia e anche la nostra visione della realtà, ora filtrata dalla lente di questa perenne emergenza. Tutto è nuovo, tutto è inedito e questo ci spiazza, ci disorienta, soprattutto quando, come sta capitando in decine di casi, il male ci tocca da vicino, entra nelle nostre case, ci toglie gli affetti più cari. Ciononostante cerchiamo - e dobbiamo - fare del nostro meglio nel superare la bufera. Chi ancora si ostina ad infrangere le poche e chiare regole di queste settimane fa del male a sé stesso e a chi gli sta accanto: in questo momento siamo tutti chiamati a rinunciare a qualcosa e a mettere da parte il nostro individualismo, servizio pag 3 a sospendere dei progetti e lasciar perdere tuttoa ciò che è superfluo. Anche questa è una lezione che ci viene da queste settimane mai vissute prima. Siamo costretti all’essenzialità, stiamo sperimentando la dimensione del limite e della rinuncia, siamo costretti a fermarci, a riprogrammare il nostro tempo. Tutte esperienze che ciascuno di noi prova ma che ora stiamo vivendo contemporaneamente, tutti insieme. Il messaggio “andrà tutto bene”, le esperienze positive che raccontiamo anche nelle pagine del nostro giornale, ci danno la forza e la determinazione necessaria per ripartire, per riprendere ciò che è rimasto in sospeso e che è stato rimandato. Intanto stiamo cambiando e cambia anche la nostra visione della realtà. Questo vale anche per chi è chiamato a decidere per la collettività. Ora ci rendiamo conto del valore del nostro sistema sanitario e dell’indispensabile ruolo svolto da tutte le diverse figure professionali. Ora ci rendiamo conto di quanto sia importante avere ospedali adeguati, posti in rianimazione a sufficienza, medici preparati, strumenti adeguati. Ricordiamocelo bene, anche quando l’emergenza sarà passata.

cittadini volontari in azione ripuliscono conselve Nel giro di qualche settimana il gruppo spontaneo ha passato in rassegna parchi, fermate dei bus e piazzali portando decoro e ordine

consElVE, VErtEnza

Casa di Riposo confronto tra sindacati e Cda DuE carrarE, ElEzioni

Burattin rompe gli indugi e si candida cartura, sicurEzza

Telecamere puntate sui luoghi sensibili cultura

Premio Galileo, una cinquina tutta da leggere Emergenza sanitaria

Il Veneto in trincea per fermare il contagio Il piano aiuti

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Questa esperienza ci cambierà Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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l flusso di notizie sull’emergenza coronavirus è impetuoso e non concede tregua, ormai da più di un mese. L’inarrestabile susseguirsi di cifre, bollettini sanitari, disposizioni governative, provvedimenti locali, reazioni dà l’idea della dura battaglia che si sta combattendo, a tutti i livelli ormai. Una battaglia che in un modo o nell’altro coinvolge tutti noi e ci impone ci agire con attenzione e senso di responsabilità. segue a pag 3

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Dopo il Coronavirus niente come prima Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Cittadini volontari in azione N

Mese dopo mese il gruppo spontaneo ha ripulito Conselve

el giro di qualche mese sono entrati in azione più volte, in diverse aree di Conselve, per raccogliere i rifiuti abbandonati, ripulire arredi e strutture, restituire un po’ di decoro a parchi, piazzali, fermate dei bus, aiuole e altri luoghi pubblici che troppo spesso sembrano abbandonato a se stessi. Sono i “Cittadini volontari di Conselve”. Ora a causa dell’emergenza sanitaria la loro attività si è fermata, ma appena possibile saranno pronti a ripartire con rinnovato slancio. “Tutto è nato da un sei mesi fa da un’iniziativa spontanea spiega Pierluigi, uno dei volontari - con la forte ambizione di dare vita ad un’azione concreta per trasformare gli spazi in Reschigliano di Campodarsego cui viviamo e renderli più funzionali, puliti e belli da vivere. Palazzina composta da 8 appartamenti, disponibili E’ il punto di partenza di un insieme di esperienze e di un’udue tipologie: duplex al 2° ed ultimo piano con nione di persone di diverse età che si mettono in gioco, intramansarda e soluzione al piano terra e 1° con prendendo un’azione collettiva e partecipata. Il fine è quello taverna. La 1ª tiologia è composta da: zona di mettere in atto iniziative localizzate nelle diverse zone di ingresso, soggiorno, terrazzo, cucina separata, Conselve per promuovere il decoro urbano tramite azioni bagno nestrato e una camera; mansarda con 2 mirate come la pulizia delle pensiline dell’autobus, l’eliminastanze ed un bagno nestrato. Completa di garage zione dei rifiuti abbandonati e altre iniziative di prossima redoppio e posto auto riservato. La 2ª comprende: alizzazione come l’arte di strada o la piantumazione di nuovi soggiorno-cottura, un bagno nestrato e 2 alberi. Siamo un gruppo apartitico, auto-finanziato mediante camere al piano 1°; al piano terra taverna esposta a acquisti di materiali effettuati direttamente dai partecipanti Nicola Stievano sud-est. >Ildirettore@givemotions.it garage e posto auto< interno all'area in maniera etica e trasparente e quindi no-profit. condominiale. sull’emergenza coronavirus è Ci accomuna una passione per la voglia di cambiamentol flusso di notizie Rif. EA785 e EA787 cl. C impetuoso e non concede tregua, ormai da più di che può solo partire da noi, dalle nostre pratiche quotidiane, a partire da 130.000 euro un mese. L’inarrestabile susseguirsi di cifre, bollettidalle centinaia di esperienze concrete, dalla positività, senza ni sanitari, disposizioni governative, provvedimenti continuare a lamentarci di quello che non va. Chi vorrà aiulocali, reazioni dà l’idea della dura battaglia che si sta tarci a raggiungere questo obiettivo sarà il benvenuto”. combattendo, a tutti i livelli ormai. Una battaglia che in un modo o nell’altro coinvolge tutti noi e ci impone ci agire con attenzione e senso di responsabilità. È un periodico formato da 17 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:

Dalla fine di febbraio la nostra vita è cambiata, questo è sicuro. Questo non riguarda solo il progressivo isolamento, la chiusura di scuole e negozi, la sospensione di ogni attività sportiva e culturale, ma coinvolge tutta la nostra quotidianità, l’organizzazione del lavoro e della famiglia e anche la nostra visione della realtà, ora filtrata dalla lente di questa perenne emergenza. Tutto è nuovo, tutto è inedito e questo ci spiazza, ci disorienta, soprattutto quando, come sta capitando in decine di casi, il male ci tocca da vicino, entra nelle nostre case, ci toglie gli affetti più cari. Ciononostante cerchiamo - e dobbiamo - fare del nostro meglio nel superare la bufera. Chi ancora si ostina ad infrangere le poche e chiare regole di queste settimane fa del male a sé stesso e a chi gli sta accanto: in questo momento siamo tutti chiamati a rinunciare a qualcosa e a mettere da parte il nostro individualismo, a sospendere dei progetti e lasciar perdere tutto ciò che è superfluo. Anche questa è una lezione che ci viene da queste settimane mai vissute prima. Siamo costretti all’essenzialità, stiamo sperimentando la dimensione del limite e della rinuncia, siamo costretti a fermarci, a riprogrammare il nostro tempo. Tutte esperienze che ciascuno di noi prova ma che ora stiamo vivendo contemporaneamente, tutti insieme. Il messaggio “andrà tutto bene”, le esperienze positive che raccontiamo anche nelle pagine del nostro giornale, ci danno la forza e la determinazione necessaria per ripartire, per riprendere ciò che è rimasto in sospeso e che è stato rimandato. Intanto stiamo cambiando e cambia anche la nostra visione della realtà. Questo vale anche per chi è chiamato a decidere per la collettività. Ora ci rendiamo conto del valore del nostro sistema sanitario e dell’indispensabile ruolo svolto da tutte le diverse figure professionali. Ora ci rendiamo conto di quanto sia importante avere ospedali adeguati, posti in rianimazione a sufficienza, medici preparati, strumenti adeguati. Ricordiamocelo bene, anche quando l’emergenza sarà passata.

Questa esperienza ci cambierà

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del Conselvano

recapitato a 300.000 famiglie del Veneto.

Questa edizione raggiunge le zone di Conselve, Tribano, Cartura, Bovolenta, Due Carrare e Bagnoli di Sopra per un numero complessivo di 11651 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

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Direttore responsabile Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Chiuso in redazione clicca mi piace! il 17 marzo 2020


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Conselve

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L’emergenza Conselvano blindato

tutti a casa tra timori e speranze Si moltiplicano gli striscioni dei bambini ai balconi #andratuttobene, alla casa di Riposo “Beggiato” chat con gli anziani

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iorni di preoccupazione e di attesa, tra negozi chiusi, piazze e scuole vuote, chiese interdette, strade deserte, mercati fantasma e anziani isolati. Il Conselvano come il resto d’Italia sta vivendo gli effetti dell’emergenza coronavirus nella quotidianità e sta facendo i conti con l’isolamento forzato accompagnato dalle notizie che si rincorrono sulla progressione del contagio. Finora in questa parte della provincia i casi di positività sono inferiori alla media ma non è certo un buon motivo per abbassare la guardia. Anzi i sindaci del Conselvano sono concordi nel raccomandare a tutti i concittadini di rispettare alla lettera le misure previste dai recenti decreti governativi per frenare il contagio. In un documento unitario i primi cittadini raccomandano di non uscire di casa se non per estrema necessità, di usare tutte le precauzioni possibili, in particolare per gli anziani, i soggetti più

esposti al coronavirus. A proposito di anziani, dagli inizi di marzo la Casa di Riposo “Beggiato” è stata blindata, proprio per evitare che il virus possa diffondersi fra gli oltre 120 ospiti e i quasi 100 operatori, con effetti molto preoccupanti. In questa atmosfera ben diversa dal consueto tutto il personale della casa di riposo si prodiga per rendere meno tristi le giornate agli ospiti e cercando comunque di favorire un contatto, seppure a distanza, con i propri cari. Attraverso un tablet, al quale se ne stanno aggiungendo altri di nuovi, gli anziani possono videochiamare i propri cari. Per loro un’esperienza del tutto nuova nella quale, spiegano gli infermieri e gli operatori, vanno guidati e seguiti, per fare in modo che possano comunicare con serenità con i propri cari. A turno gli ospiti si mettono in contatto via web con i parenti, scambiare qualche parola e mandarsi un saluto. Una

modalità che aiuta a vincere l’isolamento forzato e che contribuisce a mantenere le relazioni con i familiari. Un altro messaggio positivo arriva dai ragazzi, attraverso i numerosi cartelloni con il messaggio #andratuttobene che stanno comparendo un po’ ovunque su finestre e balconi, tra colori e disegni allegri, che regalano un sorriso e una speranza. Con lo stesso spirito si moltiplicano anche i flash-mob musicali alla finestra delle abitazioni, per fare sentire tutti un po’ meno soli in questo periodo di difficoltà. L’allarme sanitario e la riorganizzazione delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali hanno avuto degli effetti anche sull’ospedale di Conselve, dove è stata potenziata l’attività di alcuni servizi essenziali e dove non è escluso che ulteriori spazi possano essere impiegati per far fronte alle future necessità. Nicola Stievano

Dal conselvano l’appello dei sindaci “salvaguardiamo il nostro ospedale”

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reoccupazione fra i sindaci della Bassa alla notizia della trasformazione dell’ospedale “Madre Teresa” in “covid hospital”, ospedale dedicato ai pazienti affetti da Coronavirus. Una notizia ventilata ai primi di marzo e piombata alla metà del mese con la chiusura dell’ospedale alle altre attività. Anche i sindaci del Conselvano, preoccupati per il fatto che i propri concittadini dovranno rivolgersi ad ospedali assai più lontani, hanno manifestato tutto il proprio dissenso e preoccupazione. “Non esiste solo un’emergenza coronavirus - afferma il sindaco di Tribano Massimo Cavazzana, anche a nome dei colleghi - ma c’è tutta una macchina sanitaria che non si è fermata e deve continuare ad andare avanti per rispondere alle esigenze dei cittadini, in modo particolare per quelle situazioni più critiche come i pazienti oncologici solo per fare un esempio. Ci sono certe prestazioni che non si possono

rimandare.I pazienti hanno bisogno di un punto di riferimento. E’ giusto riaprire il vecchio ospedale di Monselice e perché no anche Este e Conselve proprio in questa fase di emergenza. Credo che sarebbe il caso di valutare la possibilità di spostare il Covid hospital nella vecchia struttura di Monselice”.


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Conselve

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Il caso Mobilitazione dei rappresentanti sindacali, arriva il primo risultato dopo il confronto

Dipendenti casa di riposo Beggiato chiedono garanzie su turni e pause I

l confronto con i vertici della Casa ta, Cgil - abbiamo avuto un riscontro di Riposo “Beggiato” ha dato i suoi positivo per l’accoglimento dell’invito frutti e ha portato ad un primo risulta- e la presenza delle autorità ha conferto valutato positivamente dai rappre- mato fatto capire che il problema è sentanti sindacali. Ora il confronto tra sentito. Abbiamo sottolineato la nel’ente e i lavoratori proseguirà sugli cessità di un cambio di atteggiamenaltri aspetti sollevati in queste setti- to, ora attendiamo risposte anche mane. Tutto era partito da una deci- sulla necessità di rivedere organizzasa presa di posizione dei sindacalisti, zione e metodologie funzionali, per dopo un’assemblea con i dipenden- questo ci sarà un nuovo incontro”. ti della casa di riposo, riguardo alle “Chiaro che il debito orario matunuove disposizioni interne sui turni e rato nei mesi non ha portato nessun l’organizzazione del lavoro. Scelte che beneficio ai lavoratori -aggiunge Miavevano sollevato le proteste dei di- chele Magrini della Uil - non si può pendenti, i quali si erano visti conteg- pensare che vale la regola per togliegiare i dieci minuti al giorni di pausa re minuti di servizio per ottemperaanche durante i periodi di assenza per re una norma contrattuale e che non malattia o ferie. corrisponda un recupero delle stesSubito dopo la presa di posizione se misure, ciò non depone né per le dei rappresentanti sindacali di Cgil tasche dei lavoratori turnisti e nepCisl e Uil, che avevapure per gli ospiti che no messo in luce anvedono sempre meno Dopo una che alcune criticità le figure professionali prima azione nell’organizzazione nelle stanze. Parliamo dell’assistenza agli di operatori sanitari di protesta il anziani ospiti non auinfermieri che ogni nuovo consiglio di egiorno tosufficienti, i nuovi garantiscono amministrazione lavoro e vicinanza ai vertici della “Beggiato” si erano detti disponinostri anziani”. ha discusso i bili ad un incontro per Da sempre la Begprincipali aspetti giato è una delle poche cercare una soluzione. E così è stato. Lorencon i sindacalisti case di riposo complezo Biancato, neo pretamente con le figure di Cgil, Cisl e Uil sidente della Casa di professionali di ruolo e riposo conselvana, si è con contratto del pubseduto attorno ad un tavolo insieme blico impiego. “Abbiamo colto con agli altri amministratori, al sindaco di favore la stagione di stabilizzazione, Conselve Alberta Boccardo e ai sinda- - conclude Franco Maisto della Cisl calisti per trovare una soluzione con- ora però non vorremmo dimenticarci divisa. che il sensibile taglio sui contingenti Un primo risultato è stato ottenudi assistenza sta portando il persoto, con la restituzione in busta paga nale rimasto a “correre” nelle corsie. dei dieci minuti tolti anche dalle ferie Ci viene detto che sono rispettati gli e dalla malattia. “Non si è trattato di standard regionali, però non dimenun incontro semplice per molteplici tichiamo che gli anziani presentano motivi – racconta Alfredo Sbucafrat- patologie più gravi e croniche”. (n.s.)

studenti dell’Enaip stilisti per un giorno

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alle lezioni teoriche in aula a quelle pratiche... dietro una vetrina. Un’esperienza nuova e coinvolgente per i giovani studenti del corso “Vesti il futuro”, promosso dall’istituto Enaip di Conselve e tenuto dalla docente Germana Landolfi. Prima si sono concentrati sui testi e sulle nozioni, poi si sono misurati con l’attività pratica in un negozio di abbigliamento del paese. Per l’oro un’esperienza nuova, un banco di prova originale e coinvolgente, in cui mettere in pratica quanto appreso per aggiungere al bagaglio di conoscenze anche l’esperienza pratica. Dopo l’attività in aula i corsisti dell’Enaip sono stati ospitati al negozio dove hanno avuto la possibilità di creare degli “outfit” personali con i prodotti messi a disposizione dal punto vendita. “I giovani hanno avuto la possibilità di lavorare su tre manichini, uomo, donna, bambino - racconta Francesco Saverio Solazzo, direttore dell’Ovs di Conselve - che hanno vestito a piaci-

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Due Carrare

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Verso le amministrative Burattin primo candidato

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L’ex assessore della giunta Vason apre la competizione slittata in autunno, il sindaco Moro non ha sciolto la riserva

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nticipando tutti, è stato Graziano Burattin, ex assessore al bilancio nei due mandati del sindaco Sergio Vason, ad aprire a sorpresa la sfida elettorale presentando un gruppo di concittadini pronti a formare una lista civica, il cui programma sarebbe imperniato sulla realizzazione della fusione di Due Carrare con un comune vicino. “Ci vuole una svolta innovativa ed energica – dichiara Burattin - Cercheremo un comune limitrofo per confrontarci, crescere insieme e col quale fare una fusione, convincere i nostri concittadini sulla base di argomentazioni concrete. I cittadini potranno contare su risorse aggiuntive di circa un milione di euro per dieci anni: si potranno abbassare le tasse o migliorare o rendere gratuiti i

servizi in essere: nido infanzia, materne, trasporto alunni, aiuti alle famiglie”. Il gruppo coordinato da Burattin è disposto ad allearsi con quegli schieramenti che condividono l’obiettivo della fusione. In caso contrario, la compagine presenterà una propria lista. Per quanto concerne l’attuale maggioranza, il sindaco Davide Moro non ha ancora annunciato la sua candidatura. “Sulla decisione di candidarmi, ad oggi, non ho ancora sciolto definitivamente la riserva – spiega Moro - La mia maggioranza me lo chiede non solo come impegno per un nuovo programma di prosecuzione delle politiche iniziate in questi cinque anni, ma anche per un rilancio contestuale del Comune. Le sfide da affrontare sono

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L’opposizione sta lavorando alla lista unica

Graziano Burattin

Davide Moro

molte e importanti. Pensiamo alla velocità con cui cambiano le tecnologie e di conseguenza le nostre abitudini, le nostre attività, i nostri rapporti”. Nessuna apertura da parte di Moro verso la proposta di Burattin. “Invocare la fusione con chiunque e a qualunque costo, è una proposta che non prendo

in considerazione – commenta il sindaco -. La fusione deve essere un percorso che le comunità affrontano serenamente immaginandosi un nuovo territorio, uno sviluppo futuro assieme, una progettualità condivisa”. Francesco Sturaro

e liste di opposizione “Due Cararre per il futuro” e “Carraresi noi per voi” stanno dialogando per trovare un’intesa che consenta di presentarsi alle prossime elezioni amministrative con una lista unitaria. “Stiamo cercando una convergenza che sicuramente sarà trovata – afferma il capogruppo di Due Carrare per il futuro, Claudio Garbo – stiamo definendo gli aspetti organizzativi, perché abbiamo la ferma convinzione che chi è stato in carica per i cinque anni non è adatto a governare, in quanto ha dimostrato incapacità e non presenza”. “La nostra idea è di correre insieme con il centrodestra compatto – aggiunge il capogruppo di Carraresi noi per voi, Giampietro Crivellaro – stiamo cercando di risolvere alcune questioni tecniche. Auspico non ci siano delle forzature, da una parte e dall’altra. Il percorso mi sembra possa essere fatto assieme. Credo che si riesca a trovare la quadra e correre insieme”. (f.s.)


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Cartura

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Videosorveglianza In arrivo nuovi impianti

tre telecamere DAL 1969 all’ingresso di Viale giardini e sui cimiteri

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Sistema di videosorveglianza comunale potenziato con nuovi occhi elettronici. A breve il Comune farà installare una telecamera presso il camposanto del capoluogo e un’altra, con opzione lettura targhe, nel parcheggio di via Cimitero. Un terzo occhio elettronico sarà collocato presso il cimitero di Gorgo, mentre all’ingresso di viale dei Giardini sarà posizionato un varco di lettura targhe. L’operazione sarà completata dall’aggiornamento e dall’ampliamento dell’attuale centrale operativa. Il costo dell’intervento è di circa 36mila euro a carico del Comune. “Implementiamo il sistema di videosorveglianza in quanto lo riteniamo utile per monito-

dispositivi per la lettura targhe e telecamere di monitoraggio. “Il sistema di videosorveglianza – prosegue Zanardo - da utilizzare in sinergia con le forze dell’ordine, aiuta ad aumentare i controlli nel territorio, rilevare le infra-

zioni, leggere le targhe di auto, incrementando la possibilità di individuare gli autori di fatti illeciti come avvenuto nel recente passato. Grazie alle migliorate tecnologie, anche la qualità delle immagini sarà più precisa, così

come il raggio di visuale che si andrà a coprire. Appena sarà finanziariamente possibile, auspichiamo di ampliare il sistema di videosorveglianza con ulteriori punti”.

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Rassegne teatrali cancellate a causa dell’emergenza Coronavirus Cancellate, come previsto dalle ultime disposizioni sul coronavirus, le prime date della rassegna teatrale “Andiamo in scena” e di quella per bambini “Apriti Sesamo”. Sono state messe a punto nel teatro parrocchiale in collaborazione con circolo Auser e parrocchia, ma per ora sono sospese, come del resto tutte le altre attività pubbliche e di aggregazione. “Mi auguro – afferma l’assessore alla Cultura, Matteo Vergani - che l’emergenza finisca quanto prima, permettendo lo svolgersi di queste occasioni che aiutano a vedere tutto con più positività e serenità

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Il vice sindaco Massimo Zanardo

Massimo Zanardo -. È arrivato il momento di implementarlo e di migliorare la tecnologia rispetto alla precedente applicazione; lo stiamo facendo con un intervento armonico di implementazione e di aggiornamento software”. Le nuove telecamere andranno a potenziare l’odierno sistema di videosorveglianza composto da sei occhi elettronici, suddivisi in

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che che danno vita alla nostra comunità”. Un auspicio condiviso da tutti. Salvo ulteriori provvedimenti per “Apriti Sesamo”, il 19 aprile la compagnia “Vengo anch’io” ha in programma “Un cappuccetto rosso per due lupi” mentre il 10 maggio l’associazione culturale “I Fantaghirò” dovrebbe portae in scena “Il gatto con gli stivali” (inizio ore 17). Il Comune avviserà sugli sviluppi. (f.s.)


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Tribano

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“sempre ignorate le nostre proposte” Dai banchi dell’opposizione Roberto Bazzarello critica la linea di condotta dell’amministrazione “Ci aspettavamo più coraggio, bocciata anche la mozione sul bonus bebé, abbiamo avuto noi l’idea”

S

ono molti gli elementi che distanziano il gruppo consiliare “Rinnoviamo Tribano” dall’amministrazione comunale guidata da Massimo Cavazzana. E’ per questo che l’intero gruppo ha espresso parere contrario al bilancio di previsione del 2020. “La maggior parte delle opere proposte da Cavazzana sono state programmate dalla precedente amministrazione, come del resto il bando del vigile urbano che era già stato proposto ma era andato deserto” spiega il capogruppo Roberto Bazzarello. Voto contrario anche per la riconferma dell’Irpef che secondo la minoranza è vicina al limite massimo applicabile e si sarebbe potuta diminuire. “Il nostro gruppo- spiega Bazzarello- ha proposto l’inserimento di più scaglioni di imposte in base al reddito per dare un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà. Stesso voto contrario anche sull’Imu che abbiamo proposto di ridurre iniziando dalle famiglie e dalle attività produtti-

A fianco il consigliere Bazzarello, sotto il municipio di Tribano

ve. Ai nostri concittadini stanno chiedendo sacrifici da dieci anni, per far fronte ai debiti progressi. Ci saremmo aspettati più coraggio da questa amministrazione, invece Cavazzana è finito per riconfermare le aliquote del precedente sindaco Argenton, aliquote alle quali votava sempre contrario quando era in minoranza”. Animi ancora più riscaldati quando si è trattato di parlare del bonus bebè che era stato presentato in consiglio comunale il 24 dicembre scorso dal gruppo Rinnoviamo Tribano. Si doveva trattare di un contributo economico straordinario da dare ai genitori dei nati a Tribano per incentivare le nascite e sostenere i genitori. Secondo la mozione non si doveva inserire un criterio di reddito, bensì uno di residenza cioè l’obbligo per la famiglia di abitare a Tribano da 10 anni. Questa mozione è stata però bocciata dalla maggioranza nella seduta del 10 febbraio scorso perché il sindaco

ha sostenuto di aver già stanziato un fondo di 6 mila euro nel bilancio di previsione. Bazzarello: “Cavazzana vuole prendersi la paternità della nostra proposta: non è così perché il capitolo bonus bebè è ancora integro e non vi sono impegni di spesa né delibere di Giunta che testimoniano che sia stato messo in pratica. La politica

Cristina Lazzarin

rinviato l’incontro con tartaglia Rimandata a data da destinarsi l’assegnazione delle Borse di Studio ai ragazzi di Tribano. All’inizio era prevista la presenza del magistrato Roberto Tartaglia, procuratore antimafia a Palermo. Un incontro che si prospetta carico di emozioni, nel quale i ragazzi avranno l’occasione di toccare con mano un testimone positivo dello Stato, un eroe dei nostri tempi. (c.l.)

aperto tutti i giorni l’ufficio relazioni con il pubblico L’Urp, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico è il nuovo front-office con l’utenza che giornalmente si reca presso gli uffici del Comune di Tribano. Questo servizio è fruibile presso il nuovo locale posto al piano primo, tutti i giorni feriali dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12,30 e fornisce informazioni riguardanti i servizi forniti dalle varie Divisioni ed Uffici del Comune e ha il compito di indirizzare l’utenza al fine di ottimizzare, semplificare ed agevolare le richieste dei cittadini. L’ufficio è raggiungibile al numero telefonico 0495342006. .(c.l.)

Viaggio a mauthausen Un viaggio nella storia e nella memoria per i ragazzi di terza media, a Mauthausen insieme a genitori ed accompagnatori. Un’esperienza indimenticabile per il gruppo, una cinquantina di persone in tutto. “Abbiamo deciso di non cancellare il viaggio - spiega il sindaco Massimo Cavazzana, - dopo aver ponderato e valutato con attenzione il da farsi, insieme ai genitori. Non si trattava di un viaggio scolastico ma di una iniziativa comunale, che ripeteremo anche nei prossimi anni visto il successo”.

vera non è fatta di like ma di atti come lo è stata la nostra mozione. La nostra proposta poteva essere integrata con degli emendamenti invece è stata bocciata solo per non riconoscere alla minoranza il ruolo propositivo che ricopre”. Il sindaco risponde ricordando che il bonus era uno degli impegni della campagna elettorale e che ben prima della mozione della minoranza era stato inserito nel bilancio. “Il documento è stato approvato nel consiglio comunale del 29 dicembre ma era stato preparato diverse settimane prima, mentre Bazzarello aveva depositato la sua mozione il 24 dicembre. In ogni caso la proposta della minoranza prevedeva dei vincoli e delle particolarità di difficile applicazione, mentre il contributo che abbiamo stanziato verrà erogato liberamente a chi rientra nella fascia di reddito”.

Il sindaco Massimo Cavazzana lancia una proposta per tenere pulito il territorio

“adottiamo le nostre strade” Il comune lancia l’iniziativa “Adotta una strada di campagna”. E’ rivolta a tutti i cittadini che volontariamente assieme agli amministratori si impegneranno in un azione costante di pulizia e monitoraggio delle vie del comu-

ne colpite costantemente dall’abbandono dei rifiuti. Il sindaco, Massimo Cavazzana, afferma “Mi vergogno ogni giorno nel vedere le strade della zona dove abitiamo sporche da buste di spazzatura, bottiglie abbandonate; negli ultime mesi abbiamo recuperato divani, materassi, porte, lavandini e perfino un tapis roulant gettato direttamente nelle chiuse

di via Pocasso. Ecco perché come amministratori abbiamo deciso di “adottare” ognuno una strada per tenerla pulita, iniziativa che ben si inserisce in un momento di riflessione e isolamento, dove il singolo può mediante il suo esempio, dare impulso all’azione collettiva”. Il Comune fornirà le attrezzature e i giubbotti catarifrangenti e si occuperà del coordinamento dell’operazione. I primi ad impegnarsi manualmente nel progetto saranno gli amministratori; i cittadini che intenderanno aderire potranno farlo a mezzo di una manifestazione aderendo a un patto di collabor+++azione. Il Comune punta ad avere in ogni via una sentinella ambientale alla quale faranno riferimento i volontari interessati ad operare in quello specifico ambito. Le singole squadre, secondo tempi propri si occuperanno autonomamente di recuperare i rifiuti in appositi sacchi che saranno posti ai margini delle strade e rimossi e smaltiti dagli operatori comunali a seguito della loro segnalazione. L’obiettivo che ci prefiggiamo è di mantenere il paese pulito con la complicità e la corresponsabilizzare tutta la comunità, cercando di coinvolgere i cittadini che vivono nei pressi di alcuni luoghi da salvaguardare. (c.l.)


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Bovolenta

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memoria e ricordo, la storia rivive tra musica, teatro, poesia e danza Palasport gremito per l’evento proposto dal gruppo Combattenti e Reduci

Per la parte del “Ricordo” è stato portato in scena Magazzino 18, tratto dalla una rappresentazione di Simone Cristicchi, per iniziare a far comprendere, attraverso la rappresentazione teatrale, musicale con canto, danza e letture una parte della storia che, purtroppo è stata negata a molti” Di particolare effetto il balletto del gruppo Iris e, infine, il coro dei bambini, per una serata emozionante dove i protagonisti hanno saputo esprimere al meglio i messaggi ad un folto pubblico che ha gremito la palestra.

A

ppuntamento con la memoria e il ricordo, tra musica teatro, poesia e danza. Anche quest’anno il palasport ha ospitato l’evento voluto dalla sezione di Bovolenta dell’associazione nazionale Combattenti e Reduc con la parrocchia S.Agostino di Bovolenta e l’Istituto scolastico Comprensivo per mantenere vivo il ricordo delle tragiche vicende legate alla seconda guerra mondiale. E’ un impegno che si rinnova per rendere concreta la memoria dei fatti storici legati al dramma dell’olocausto e dell’internamento (Memoria), unito a quella delle foibe e degli esuli Giuliano Dalmati (Ricordo). “L’iniziativa è partita nel 2009 ricorda Paolo Bonato, segretario dell’associazione combattenti e reduci - e negli anni ha assunto sempre più rilevanza e presenza di pubblico. Inizialmente era organizzata solo la Giornata della memoria con film, serate di testimonianza, poesia e musica a cui si è aggiunta anche la parte teatrale, coinvolgendo da subito le scuole del paese. Il gruppo organizzatore ha maturato, prima di tutto al proprio interno con un percorso storico, la consapevolezza che era doveroso proporre un momento di riflessione anche sul dramma delle foibe, degli esuli e delle violenze subite dagli Italiani fiumani, dalmati e istriani. Per la parte della “Memoria” dopo alcuni anni dove sono state proposte scene e rappresentazioni di vita nei campi di concentramento e sterminio, abbiamo pensato che sia giunto il tempo di proporre delle persone che hanno portato speranza e umanità nelle atrocità quotidiane dei campi. Abbiamo scelto per primo il vissuto di Padre Massimiliano Maria Kolbe e il suo martirio. Grazie ad alcuni amici abbiamo incontrato padre Francesco Ruffato che ci ha dato consigli e spunti importanti per decidere di portare in scena proprio l’esempio che padre Kolbe può dare alla società attuale. Intenso anche l’incontro organizzato per la scuola media qualche giorno pirma della serata, con gli interventi di padre Giuseppe Franco e e padre Alberto Tortelli.

Un momento dello spettacolo “Memoria e Ricordo” portato in scena al palasport di Bovolenta

Bretella, l’appello INSTALLAZIONE - MANUTENZIONE ELEVATORI per DISABILI e ANZIANI

Una petizione per chiedere alle autorità, di ripensare al tracciato della bretella sull’argine. A proporla sono Serenella Raccanello, già impegnata nelle fila di schieramenti di centrodestra, e Ferruccio Cesaro segretario del Partito Democratico di Bovolenta, assistiti dall’avvocato Marco Destro. Numerose le sottoscrizioni.

pet theraphy con i cani Via Verdi, 63 35020 Tribano (Pd) Tel. 049 9585480 Cell. 336 859554 info@iemelevatori.it www.iemelevatori.it

Emozionanti i dieci incontri del primo ciclo di pet terapy nella residenza per anziani Sereni Orizzonti dove i protagonisti sono stati i tre cani di piccola taglia, docili e affettuosi. A condurli e seguirli nella struttura è stata Milena Baccaglini, operatrice qualificata del Siua, l’Istituto di formazione zooantropologica.


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Bagnoli - Agna

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canale sorgaglia sotto la lente l’arpav avvia il monitoraggio

Sicurezza: accesi tre lettori targa ad Agna

Il punto di prelievo fisso installato sul ponte dei Ranari misurerà la qualità dell’acqua quattro volte l’anno

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uattro controlli l’anno per il canale Sorgaglia, anche di recente finito alla ribalta per la presenza di una strana schiuma bianca sulle sue acque. Ma già prima di quest’ultimo episodio

l’Arpav aveva deciso di attrezzare un puunto di prelievo fisso, al ponte dei Ranari, per avere dei dai periodici sulla qualità dell’acqua. Il punto di prelievo di trova a valle della zona industriale di Bagnoli,

C Conselve e Arre, e il mese scorso c’è già stato un primo monitoraggio. A dare notizia dell’attività della nuova stazione di monitoraggio sul Sorgaglia è stato il dirigente dell’Arpav Claudio Gabrieli durante l’incontro convocato in teatro comunale a Bagnoli proprio per discutere lo stato di salute dei corsi d’acqua locali, su tutti il Sorgaglia, e mettere a confronto i risultati delle analisi eseguite lo scorso autunno sia dall’Arpav, su richiesta del Comune di Bagnoli, che da un gruppo di cittadini che, autotassandosi, si è affidato ad un laboratorio privato. I dati sono già stati oggetti di accesi confronti a Bagnoli e dintorni e durante l’incontro il dirigente dell’Arpav ha aggiunto ulteriori elementi. Negli ultimi cinque anni l’ agenzia regionale per l’ambiente ha eseguito 12 interventi lungo il Sorgaglia per un totale di 27 campionamenti fra Bagnoli, Conselve, Arre e Agna. Le analisi hanno rilevato, volta per volta, origini diverse: la più grave

la presenza di insetticidi (scaricati da un’azienda poi individuata e denunciata) che aveva provocato una massiccia moria di peschi, ma anche di tensioattivi, vale a dire detersivi, contenuti nell’acqua usata per lavaggio di attrezzature e poi scaricata illegalmente. E’ stato questo a provocare la formazione della schiuma bianca denunciata anche negli ultimi tempi. Le analisi hanno rilevato anche inquinamento di tipo organico mentre per alcuni episodi non è stato possibile stabilire la causa. Nei mesi scorsi aveva fatto molto discutere il progetto del Consorzio di Bonifica sul collegamento fra questo canale con la Fossa Monselesana. Ora la nuova stazione di moni+toraggio permetterà di analizzare diversi parametri relativi alla qualità dell’acqua. Accanto alle analisi di base ci saranno anche le misurazioni di concentrazioni di metalli, di microinquinanti organici, di pesticidi, di Pfas e di fenoli singoli. (n.s.)

ompletati ad Agna i lavori di potenziamento del sistema di video sorveglianza con l’installazione di tre nuovi apparecchi “targa system cam” con sistema di lettura targhe L’ampliamento dell’esistente impianto con l’installazione di un sistema di video sorveglianza complesso permetterà alla polizia locale e alle forze dell’ordine di monitorare i veicoli in ingresso e in uscita da Agna. “Questo consolidamento del nostro sistema di controllo serve ad aumentare la vigilanza del territorio e garantirà una sempre maggiore sicurezza urbana. – spiega il sindaco Gianluca Piva - I tre nuovi lettori targa saranno collegati al server tramite fibra ottica. Questo impianto di riconoscimento automatico dei numeri di targa scansiona tutto il traffico che scorre nella zona e nel caso invia degli alert alla polizia locale, avremo così – conclude Piva - un controllo efficacissimo di tutti i veicoli in transito in paese e nel circondario, con l’utilizzo di moderni strumenti tecnologici e informatici”. (c.l.)

controllo del vicinato, coinvolti i quartieri centrali per segnalare movimenti sospetti

I

l progetto del Controllo del Vicinato ad Agna continua a crescere dopo il successo dell’iniziativa nel quartiere Aldo Moro e di via Veneto, quartiere molto popoloso con 800 persone residenti circa. In questa zona il gruppo è operativo dal settembre 2018 con circa una cinquantina di persone aderenti al progetto. In questo quartiere il responsabile e coordinatore è Alberto Falaguasta, in collaborazione con l’assessore alla sicurezza Roberto Forin. Un’altra zona attivata da pochi mesi è via Campagnon, con una ventina di iscritti, coordinata dal consigliere comunale Ferdinando Nolo. Le zone coperte dal controllo del vicinato vengono segnalate con appositi cartelli con lo scopo di comunicare a chiunque passi nell’area interessata che il vicinato è vigile ed attento. “Ora stiamo attivando i quartieri di via Don Marco Zen, via Mingoni e via De Gasperi – spiega il sindaco Gianluca Piva-. Di recente abbiamo

organizzato un incontro proprio con i residenti di questa zona e c’è stata una buonissima partecipazione e già una quindicina di persone aderenti; il loro referente sarà Roberto Marangon. Ringrazio l’assessore Forin e il coordinatore Falaguasta che stanno sviluppando il progetto con ottimi risultati. Il Controllo del Vicinato – prosegue Piva - è uno strumento di sicurezza urbana basato sulla partecipazione civica attiva dei cittadini ed in stretta collaborazione con le Forze dell’ordine e le istituzioni locali. L’obiettivo non è di creare sceriffi di quartiere, ci mancherebbe, ma di alzare il livello di attenzione quale strumenti di prevenzione per il nostro territorio. A tutti è richiesto di segnalare eventuali situazioni anomale – conclude Piva favorendo lo sviluppo di una comunicazione efficace, veloce ed organizzata”.E il Sindaco lancia lo slogan: “Fai come me, mettici la faccia e aderisci al Controllo del Vicinato”. (c.l.)


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Provincia

L’associazione Raffaella Boaretto, presidente di “All’ultimo minuto”

“l’esperienza della malattia ci ha aperto al prossimo” C

os’è successo il 15 dicembre 2018? “Mio marito Domenico Boschetto, 50 anni, ex alpino, a dicembre del 2018 si è ritrovato a combattere una dura battaglia contro un’influenza virale che l’ha tenuto quaranta giorni in terapia intensiva, di cui oltre venti sedato e in respirazione assistita per permettere al suo fisico di reagire al violento virus influenzale. Dalla sera prima ha un’incessante tosse e si decide la mattina seguente di andare a fare una semplice lastra all’ospedale e alle ore 17.30 è già in terapia intensiva causa virus polmonare H1N1. Iniziano così i giorni più duri, quelli dove ti aggrappi a tutto soprattutto alla fede dove ho trovato sostegno. Il 7 gennaio, giorno del compleanno di mia figlia più piccola, il risveglio e il ricominciare a sperare”. Cosa le ha insegnato questa esperienza? “Questa esperienza mi ha insegnato tantissimo, ha voluto farmi capire che può succedere a tutti di trovarsi, da un momento all’altro, catapultati dalla vita regolare e normale ad una realtà che mai avresti immaginato. Mi ha insegnato ad ascoltare ancora di più con il cuore il grido di sofferenza delle altre persone, il non girarmi dall’altra parte, l’appoggio, l’abbraccio e il sostegno in certe situazioni è fondamentale”. Come nasce l’Associazione “All’ultimo minuto” e perché ha deciso di fondarla? “L’Associazione nasce perché, proprio all’ultimo minuto, in ogni situazione difficile in cui mi sono trovata, arrivava sempre la soluzione, è questo il motivo del nome, ho deciso di fondarla perché in questa esperienza ho potuto incontrare tantissime persone in serie difficoltà, ma soprattutto sole”. Quali sono i vostri obiettivi? E i vostri sogni? “Gli obiettivi infatti sono quelli di aiutare il mio vicino di casa che può essere il mio o il vostro vicino di casa, quella persona che magari non ha il coraggio di chiedere sostegno ecco il nostro traguardo, far tornare il sorriso in certe famiglie e cercare di dire a queste persone, ci siamo anche noi nel nostro piccolo. Il mio sogno è far sì che più persone possibili siano sostenute in vari modi perché, come ho trovato il sostegno, ho trovato anche la chiusura di molte porte e assicuro che ho imparato, anche dalle chiusure, quanto dolore

si possa immagazzinare”. Cosa consiglierebbe a chi vorrebbe avvicinarsi all’Associazione? “Vorrei che questa Associazione avesse più amici di sostegno possibile perché da soli si va veloci, ma insieme si va più lontano e, proprio per questo, vorrei trasmettere la dolcezza e la bellezza che si prova nell’aiutare il prossimo. Per informazioni sull’Associazione basta scrivere alla mail allultimominuto.23@gmail.com”. Fanny Xhajanka

Con i loro mille anni di storia, i giardini, i granai e le cantine del DOMINIO DI BAGNOLI creeranno un’atmosfera unica, raffinata e indimenticabile per il giorno del vostro matrimonio.

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Sicurezza e risparmio: “Al via i cantieri”

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i chiama “Piano spagnolo”, il programma di investimenti con cui l’ultima legge di bilancio assegna ai Comuni 500 milioni di euro all’anno per la realizzazione di opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile, tra le quali adeguamento e messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici, patrimonio culturale e abbattimento delle barriere architettoniche. Il piano, voluto dall’Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, consentirà ai Comuni di usufruire di un contributo statale, pari a 7,02 milioni di euro per 102 Comuni della provincia di Padova (38,43 milioni complessivi per 563 Comuni del Veneto) da destinare a interventi, non già integralmente finanziati e aggiuntivi rispetto alla programmazione triennale. Mauro Cazzaro (nella foto), Presidente Ance Padova di Assindustria Venetocentro, invitano i Comuni a mettere subito in atto il piano che prevede tempi stringenti: “Siamo a disposizione dei Comuni per fornire tutto il supporto necessario al fine di aprire velocemente i cantieri”.

Il termine per beneficiare del contributo è fissato al 15 settembre 2020, data entro la quale i lavori dovranno necessariamente partire. Le risorse sono state destinate in modo proporzionale alla dimensione dei Comuni, dai 50mila euro fino a 5.000 abitanti ai 250mila per quelli che superano i 250.000 abitanti. “Nonostante le risorse previste conclude Cazzaro - siano ancora insufficienti rispetto alle esigenze di adeguamento e messa in sicurezza degli edifici pubblici, il piano potrà contribuire a proseguire e consolidare la ripresa sia pure moderata degli investimenti e confidiamo che il meccanismo attivato possa essere ulteriormente incrementato”. Su questo ci impegneremo a livello nazionale con Ance”.


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Provincia .

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Sociale Intervista a Anna Donegà, presidente dell’associazione “Noi e il cancro - Volontà di vivere”

“presenza discreta ed empatia tra cure e recupero psicofisico” L’

associazione “Noi e il Cancro - Volontà di Vivere” ha da poco festeggiato 40 anni. Com’è nata? Chi l’ha fondata? Di cosa si occupa? “Nel 1979 un gruppo di donne operate di tumore al seno, mosse dalla necessità di una realtà che potesse aiutarle e sostenerle fisicamente e psicologicamente, dà vita ad una associazione. Nasce così “Noi e il cancro” grazie all’intuizione di Caterina Tanzella. Nel 2020, dopo quarant’anni, l’associazione è un consolidato punto di riferimento per il recupero psicofisico del malato oncologico e per il supporto dei suoi familiari. La qualità della vita del paziente oncologico è da sempre il focus dell’opera di Volontà di Vivere. Come associazione siamo costantemente in ascolto di tutto quello che il mondo della medicina e della psicologia propone di innovativo in questo campo. L’associazione, partendo dalla consapevolezza

che il trattamento puramente clinico sia insufficiente per il completo recupero psicofisico del paziente oncologico, propone dei servizi di supporto alla persona e alla famiglia affinché venga migliorato quell’equilibrio tra corpo e mente che il tumore rompe. La valorizzazione, l’assistenza e il sostegno sono le tre parole-chiave che racchiudono tutto l’operato di Volontà di Vivere, il cui compito, nel tempo è quello di continuare a far sentire la presenza, accogliente ed empatica, “a fianco” di chi sta attraverso il percorso di malattia, consci dell’importanza della centralità del paziente”. Quali sono i vostri obiettivi? E i vostri sogni? “La maggior parte degli obiettivi sono stati raggiunti grazie all’impegno di tutti: siamo riusciti a dare una nuova bella sede all’associazione, abbiamo avviato alcuni nuovi progetti interessanti e collaborazioni con altre associazioni e

istituzioni molto proficui. Ritengo che l’obiettivo principale sia stato quello di mantenere tutti i servizi e le attività che già l’associazione portava avanti: moltissime iniziative per le quali l’impegno costante è individuare risorse umane ed economiche e d’altra parte, farle conoscere per fare in modo che tutte le persone che ne hanno bisogno possano rivolgersi a Volontà di Vivere. Per Volontà di Vivere la speranza è che riesca a rinnovare sempre le sue proposte per continuare la sua missione di rispondere alle esigenze dei malati oncologici che cambiano al cambiare della malattia e, soprattutto, delle cure. Auspico inoltre che la collaborazione fra associazioni e fra associazione e istituzioni (amministrazioni, azienda sanitaria,…) possa diventare in un futuro non troppo lontano un aspetto “scontato” e che tutti capiscano che solo condividendo gli obiettivi si possono raggiungere grandi risultati”.

Cosa consiglierebbe a chi vorrebbe avvicinarsi all’associazione? “Consiglio di avvicinarsi senza paura e con curiosità. Sia i possibili “utenti” che gli aspiranti volontari avvicinandosi all’associazione scopriranno che il suo nome, “Volontà di Vivere”, è realmente specchio di quello che si vive in sede. Sappiamo prenderci non troppo sul serio, cerchiamo di mettere

leggerezza nelle cose che facciamo. Le volontarie sanno accogliere con il sorriso e con empatia e questi aspetti si ripercuotono anche nei servizi che abbinano efficacia ed efficienza, grazie al supporto dei professionisti, all’accoglienza tipica di un’associazione di volontariato. La nostra sede è aperta tutti i giorni, vi aspettiamo anche solo per conoscerci meglio”. Fanny Xhajanka


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Cultura .

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L’8 maggio la cerimonia Al Bo’

premio galileo una cinquina tutta da leggere È

iniziato il countdown per decretare il vincitore del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, che si concluderà l’8 maggio con la cerimonia di premiazione al Palazzo del Bo dell’Università di Padova. Giunto alla sua sua XIV edizione, il premio sarà conteso tra cinque autori finalisti: Andrea Brunelli, Francesca Buoninconti, Giulio Cossu, Anna D’Errico e Carola Frediani. Ne “Il giro del mondo in sei milioni di anni” (Il Mulino, 2018) di Guido Barbujani e Andrea Brunelli il protagonista è Esumim e la sua età è 6 milioni di anni. Esumim è l’immaginario testimone di un viaggio iniziato milioni di anni fa, il cui primo passo – quello di scendere dagli alberi – ha dato avvio alla lunga catena di migrazioni mondiali. Una vicenda intricata, in cui la genetica ci guida nella ricostruzione di una colossale diaspora mai conclusa, che ci porta ancora oggi a spostarci e a incontrarci. in “Senza confini. Le straordinarie storie degli animali migratori” (Codice Edizioni, 2019) Francesca Buoninconti racconta come il

nostro pianeta sia attraversato da miliardi di animali in viaggio. Piccoli o grandi, da soli o in gruppo, percorrono decine di migliaia di chilometri in volo, in marcia o a nuoto, affrontando difficoltà e pericoli, su percorsi infidi che spesso costano loro la vita. Perché migrano? Come fanno a raggiungere la loro destinazione? Come si orientano e come riescono a tornare ogni anno esattamente nel luogo in cui sono nati? Nel libro “La trama della vita. La scienza della longevità e la cura dell’incurabile tra ricerca e false promesse” (Marsilio, 2018) lo scienziato internazionale Giulio Cossu racconta l’evoluzione e la storia delle scoperte più importanti nel campo della medicina rigenerativa. A partire da casi al centro della cronaca e attraverso una serie di esempi, il libro affronta temi di natura etica ed economica sulla ricerca scientifica, approfondendo la scarsa cultura in questo settore, che porta troppo spesso a credere ad imbonitori e a mettere in discussione certezze consolidate. Il libro “Il senso perfetto. Mai sottovalutare il naso” (Codice

I cinque libri finalisti del Premio Galileo assegnato a Padova il prossimo 8 maggio al Palazzo dell’Università

Edizioni, 2019) spiega quanto sia importante il senso dell’olfatto. Come funziona questo nostro senso così raffinato e complesso e al tempo stesso istintivo ed emozionale? Tra ricerca scientifica e tante curiosità, Anna D’Errico ci accompagna in un viaggio alla scoperta dei talenti del naso umano, descrivendo qualità poco note e sfatando molti miti. “In Cybercrime. Attacchi globali, conseguenze locali” (Hoepli, 2019) Carola Frediani è una risposta alla retorica astratta e superficiale sul cybercrimine. Aggettivi controversi, termini arcani, narrazioni parziali e frammentarie, vengono spazzati via da questo libro, in cui si seguono i dettagli delle storie, si entra dentro la dinamica degli attacchi, l’impatto sulle vittime, le ramificazioni sociali, economiche, legali e perfino geopolitiche di singoli episodi.

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la secolare storia delle osterie

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n libro che racconta un luogo che ha segnato secoli di storia del nostro territorio e che ora non c’è più. “L’Osteria a Padova e dintorni”, questo il titolo del volume che narra le vicende di quei luoghi di incontro e aggregazione emblematici del paesaggio sociale di paesi e città; un mondo oggi quasi scomparso, almeno per quel che riguarda i tratti più tipici che lo avevano caratterizzato in passato. Alla parabola delle “case del vino e del gioco” è dedicato il libro edito da Banca Patavina e firmato da un pool di storici e giornalisti che hanno messo a fuoco vari aspetti del tema. Dall’osteria luogo di incontro, magari per vagabondi e disperati, nel Settecento veneto, come racconta Francesca Meneghetti, alle imprese della secolare Fraglia degli osti, ricostruite da Mariantonella Volpe, alla battaglia del clero contro “il vizio del bere”, proposta da Toni Grossi. E ancora, l’ambiente e gli arredi “perfetti” dei locali, tratteggiati da Carlo Alberto Zotti Minici, la tipicità delle bettole della Bassa Padovana, narrata da Tiziano Merlin, la presenza dei locali

a Padova, ricostruita da Claudio Grandis, le ciacole e le cante, rievocate da Dino Coltro, e i primi mutamenti del secolo scorso, colti da Gian Piero Brunetta, quando i pubblici esercizi si trasformarono in birrerie e luoghi di spettacolo. Infine, l’ultima grande evoluzione nella parabola contemporanea: il passaggio da osterie a enoteche, disegnato dal giornalista Renato Malaman, collaboratore del nostro giornale. Ciascun saggio è accompagnato da immagini, quadri, cartoline d’epoca, ma anche alcuni angoli di Padova oggi, fissati dall’obiettivo di Matteo Danesin.

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Sport

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L’intervista Federico Casalini

Federico Casalini, padovano, un passato da calciatore, ha scoperto dopo i trent’anni la passione per la mountain bike e ora organizza tre gare di successo in Veneto

un padovano nel “regno” delle mtb C

ortina Trophy, Marathon dell’Altopiano e Bibione Bike Trophy sono tra le gare di mountain bike più prestigiose nel panorama nazionale. Non tutti sanno, però,

che la mente e il braccio dei tre eventi, il Presidente dell’Asd che li organizza, è un padovano e si chiama Federico Casalini. Come è nata questa tua passio-

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ne per la mountain bike? Fino all’età di trent’anni ho giocato a calcio ma nel periodo estivo, durante la pausa dei campionati, sono sempre andato in mountain bike. Ho sempre adorato pedalare in montagna, in particolare nei tracciati fuori strada dove è molto più forte il contatto con la natura. Poi? “Dopo aver aver smesso con il calcio, ho iniziato ad intensificare i miei allenamenti in mountain bike, prima da solo e poi in squadra. Ho partecipato a centinaia di gare in Italia e all’estero. Grazie a questo sport ho conosciuto luoghi bellissimi e migliaia di appassionati. Ho corso 15 anni, poi i miei muscoli hanno iniziato a chiedere tregua”. E quindi hai pensato di diventare tu l’organizzare di una gara… “Non volevo allontanarmi da questo mondo e con il passare degli anni ho sempre cullato il sogno di poter organizzare un evento di

mountain bike. La mia passione per le Dolomiti venete mi ha spinto fino a Cortina d’Ampezzo e con un po’ di amici corridori abbiamo creato l’ASD Cortina Experience per dare vita nel 2016 al nostro primo evento: Cortina Trophy. Il 18 luglio ci sarà la quinta edizione, la prima riconosciuta come gara nazionale, con due percorsi mozzafiato: uno di 76 km e 2785 metri di dislivello, uno di 47 km e 1500 metri di dislivello”. Poi avete voluto raddoppiare… “Proprio così. Sognavo di poter riportare la mountain bike nell’Altopiano dei 7 Comuni e nel 2017 abbiamo iniziato a costruire un progetto che ha raccolto l’entusiasmo dell’amministrazione di Gallio. Dopo due anni di preparativi, lo scorso settembre abbiamo dato il via alla prima Marathon dell’Altopiano. Anche qui due percorsi: il marathon di 72 km, il classic da 44 km. La prima edizione è stata un successo, con oltre 1.200 parteci-

panti: non vediamo l’ora che sia il 27 settembre per la seconda”. Infine una nuova sfida. Questa volta a Bibione. Non ci fermiamo mai, proprio come in mountain bike. Per il 2020, abbiamo scelto di assumere anche l’organizzazione della Bibione Bike Trophy, un evento molto diverso dagli altri due. Si tratta di una gara di endurance della durata di 6 ore, da affrontare da soli o in modalità staffetta a squadre da 2, 3 o 4 bikers. È al mare e non in montagna, si pedala su un tracciato tra sabbia e sterrato, tra strade e campi erbosi: un evento divertentissimo, che il 19 settembre celebrerà la sua 7° edizione”. Ovviamente non fai tutto da solo. “Figuriamoci, io sono solo il presidente di un team di oltre 30 persone, di cui oltre la metà sono padovani, appassionatissimi come me di mountain bike”. Avete mai pensato di organizzare un evento anche nella nostra provincia? “Come no, il nostro territorio si presterebbe benissimo ad una gara di mountain bike in grado di coniugare difficoltà tecniche a paesaggi incantevoli: dalla città di Padova ai nostri Colli Euganei, passando per gli argini e i corsi d’acqua, per non parlare delle bellezze termali. Di idee ne abbiamo molte e qualcosa bolle già in pentola. Vedremo se si concretizzerà in futuro: a me piacerebbe moltissimo”. Enrico Beda

Hockey su prato, i ragazzi del san giorgio secondi ai campionati nazionali

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i arricchisce la bacheca del Csp San Giorgio di Casale di Scodosia. La formazione Under 18, allenata da Paride Missiaglia e Federico Nalin, ha infatti ottenuto il secondo posto ai campionati nazionali di hockey su prato che si sono disputati a Limone sul Garda (Brescia), organizzati dall’Hc Riva. La vittoria è sfumata solo per una rete nella finalissima contro i romani dell’Hcc Butterfly. La finale a quattro bresciana ha visto gli atleti del Csp San Giorgio fronteggiare appunto i capitolini del Butterfly, i milanesi dell’Hc Bra e il Cus Pisa. L’esordio nella competizione è stato entusiasmante: vittoria per 3-2 all’ultimo secondo proprio contro i futuri campioni d’Italia, quindi 5-4 di misura al Pisa e un 7-5 al Bra. La formazione casalese ha dimostrato di giocare tra i migliori hockey indoor d’Italia e di meritarsi la finale. “L’ultima partita é stata un concentrato di emozioni: molta tecnica, molto cuore, hockey puro” commentano dalla società “Non siamo riusciti ad agguantare il primo posto, ma siamo molto orgogliosi dei nostri ragazzi.

Hanno dimostrato di saper giocare e di voler impegnarsi per vincere, per la maglia”. Il Butterfly ha trionfato per 4-3 e dunque solo una rete ha mancato lo scudetto al petto per i giallorossi della Scodosia. Le soddisfazioni non sono mancate qui, visto che comunque Dario Saoncella si è meritato il titolo di miglior giocatore delle finali. Questo il roster della squadra vicecampione d’Italia: Dario Saoncella, Simone Pernechele, Riccardo Pasqualini, Marco Galetto, Marco Bonis, Marco Bruttomesso, Nicola Moro, Nalin Gianluca, Elia Spigolon, Giovanni Ferraro. (n.c.)


#Veneto e Politica

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L’emergenza Casi in aumento in tutta la regione, servono medici e posti letto

il Veneto affronta il coronavirus: “Dobbiamo frenare il contagio” T

utti gli occhi sono puntati su quella curva tracciata su un foglio: ogni giorno se ne aggiunge un pezzetto, ci si chiede fino a quando continuerà a salire e con quale pendenza. Quella linea segna il numero dei contagiati in Veneto: la sfida è quella di evitare le “impennate”, vale a dire scongiurare il più possibile la diffusione del virus. “Senza controlli - aveva ammonito il governatore del Veneto Luca Zaia - agli inizi di aprile arriveremo a 2 milioni di contagiati. Non possiamo permettercelo”. Altrimenti si vanno ad ingrossare drammaticamente altre due tristi contabilità, quella del numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, dove i posti letto sono limitati, e quella di chi non ce l’ha fatta. FERMARE IL CONTAGIO Nel momento in cui andiamo in stampa il “picco” dei contagi è previsto alla fine di marzo e proprio per questo è importante, raccomanda quotidianamente Zaia, seguire le poche regole che permettono di frenare la corsa del virus. “In Veneto siamo impegnati h24 in questa difficile opera - spiega il governatore veneto - tutti i nostri sforzi vanno in questa direzione. Qualsiasi misura di ulteriore contenimento ci vede dunque assolutamente a favore e la condividiamo. Ma fondamentale, ripeto, è la collaborazione dei cittadini. Non mi stanco di ripetere che la prima

Zaia vara un “piano Marshall” per la sanità locale, con nuovi posti in riabilitazione ed ex ospedali attivati. L’appello del personale sanitario: “siamo in prima linea, servono uomini e mezzi adeguati” e più importante misura resta il rimanere a casa, evitare assembramenti, proteggere coi nostri comportamenti i più deboli e chi ha la salute più fragile della nostra. La miglior cura contro il virus siamo noi stessi col nostro senso civico”. SANITA’ SOTTO PRESSIONE Da oltre un mese sono quotidianamente in prima linea nella “guerra” contro questo nemico invisibile medici, infermieri, operatori, tutto il mondo della sanità composto da persone chiamate a curare chi si ammala ma anche a dover proteggere se stesse, per continuare a lavorare. A migliaia sono sottoposti ad una pressione incredibile e si trovano ad affrontare uno scenario mai visto prima, ad intervenire in una situazione di

perenne emergenza e allerta. I rappresentanti sindacali dei medici e degli infermieri ripetono da tempo che senza un adeguato intervento per rafforzare le fila del personale e adeguare l’intera rete ospedaliera, in particolare le terapie intensive, a questa nuova emergenza si rischia il collasso. L’appello delle nove categorie professionali dei medici, è poi estremamente chiaro su un aspetto: “a fronte di roboanti dichiarazioni televisive e sui giornali di nuovi investimenti miliardari in sanità, i colleghi del territorio siano ancora privi di protezioni di qualità e quantità sufficiente per il loro lavoro quotidiano, tanto che devono autotassarsi per averle e disposizione. Le difficoltà di approvvigionamento - aggiungono i

medici - devono essere risolte dalle massime autorità istituzionali, elette democraticamente e che hanno come responsabilità principale la corretta amministrazione dei proventi delle tasse, risorse che hanno come fine primario la tutela della salute pubblica”. “PIANO MARSHALL” A metà marzo, il governatore Zaia vara un “piano Marshall” per la sanità veneta. “Ci prepariamo all’ipotesi di maggior pressione possibile. I posti letto totali, assommando quelli di terapia intensiva, terapia subintensiva e malattie infettive, passano da 744 a 2.985, dei quali 825 di Terapia Intensiva (a regime normale sono 494), 383 di Terapia Subintensiva Respiratoria (a regime sono 85), 1.777 di malattie infettive (a regime sono 165). A questi si aggiungono 740 posti letto da dedicare alle degenze “normali”, che verranno ricavati con la riattivazione degli ex ospedali di Valdobbiadene, Monselice, Bussolengo, Isola della Scala e Zevio, e 110 posti letto nelle cosiddette “Strutture Intermedie”. Il Piano di Emergenza prevede infine l’indicazione di alcuni “Covid Hospital” che, al loro interno, avranno aree totalmente isolate dal resto della struttura. Sono gli ospedali di Belluno, Vittorio Veneto, Dolo, Jesolo, Trecenta, Schiavonia, Santorso, Villafranca e Borgo Roma a Verona”. Nicola Stievano

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“Lavoratori da tutelare”

“A

nche le fabbriche e le grandi aziende dovrebbero fermarsi”. E’ unanime il coro dei sindacalisti nel chiedere la chiusura di tutte le attività lavorative, ad esclusione delle aziende che svolgono servizi essenziali e quelle che producono materiali sanitari. Per tutte le altre, spiegano, dovrebbe scattare la serrata perché non è possibile garantire per tutti i lavoratori una adeguata protezione, spiegano i rappresentanti sindacali, invocando ammortizzatori sociali e strumenti contrattuali adeguati. La Regione intanto annuncia una prima misura: “dobbiamo preservare tutte le potenzialità produttive del sistema-Veneto, che vale oltre 160 miliardi di Pil” spiega l’assessore al lavoro Elena Donazzan. “Il primo strumento è tutelare il lavoro e le imprese, attraverso gli ammortizzatori sociali, in particolare nelle piccole aziende, con meno di 6 dipendenti, e nei settori non tradizionalmente coperti dalla cassa integrazione. In Veneto le risorse già disponibili, grazie ad una oculata gestione delle crisi aziendali fatta negli anni dalle parti e dalla Regione, ammontano a 58 milioni di euro, cui si aggiungono 5,5 milioni di euro sbloccati oggi grazie all’approvazione in Giunta di una variazione di bilancio”.

Solidarietà Il gruppo della grande distribuzione sostiene la sanità padovana

alì dona un milione all’azienda ospedaliera I l Gruppo Alì guidato dal Presidente Francesco Canella, in questi giorni in cui l’emergenza sta colpendo così duramente il nostro territorio, ha deciso di donare 1 milione di euro a sostegno dell’Ospedale di Padova. L’importante donazione dell’azienda veneta della grande distribuzione andrà a beneficio dell’ospedale della città patavina, oggi in prima linea nella ricerca ed assistenza dei malati affetti dal Coronavirus. Alì Supermercati è nata a Padova nel 1971, quando il Fondatore Francesco Canella, che al tempo gestiva un casolino,

apriva il primo supermercato Alì. La crescita e l’espansione di Alì l’hanno portata oggi ad avere 113 punti vendita gestiti direttamente nel Veneto e nell’Emilia Romagna, ma la passione per il lavoro e l’attenzione al servizio oltre che alla qualità animano ancora l’azienda e tutti collaboratori, come alla sua fondazione. Per questo motivo l’azienda, fortemente ancorata alle sue origini, ha deciso di dare un aiuto concreto dove oggi c’è davvero bisogno, alla sanità. “Stiamo oggi vivendo un’emergenza sanitaria che non ha precedenti. Come azienda che è

nata e cresciuta in questa città abbiamo sentito di dover fare la nostra parte, di condividere la nostra crescita con il territorio. Abbiamo per questo deciso di donare 1 milione di euro all’Azienda Ospedaliera di Padova. Ai medici, infermieri e membri del personale sanitario, che stanno lavorando senza sosta con competenza e impegno per fermare quest’emergenza, va il nostro profondo rispetto e ringraziamento” – afferma il Francesco Canella, Presidente di Alì Supermercati. – “Ci tengo a sottolineare che questa donazione non è solo da parte della

famiglia Canella, ma anche di tutti i 4000 collaboratori che compongono la Famiglia Alì e che da giorni stanno lavorando in prima linea per garantire il servizio di pubblica utilità alla comunità”. Ad Alì è arrivato il ringraziamento di Luciano Fior, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera padovana.


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Politica

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Elezioni regionali Il centrosinistra cerca la sintesi e candida Lorenzoni

“offriamo ai veneti una vera proposta alternativa” I

l centrosinistra scommette su Arturo Lorenzoni, vice sindaco di Padova, per fare sintesi e proporre una solida alternativa al governatore uscente Zaia. Nel 2017 il professore padovano ci era già riuscito nella sua città, a capo di Coalizione Civica, siglando l’alleanza con Sergio Giordani. E ora il Partito Democratico, al termine di un non facile dibattito interno, a lanciare la candidatura a presidente di Lorenzoni, cercando di cucire un’alleanza il più ampia possibile, anche se nel centrosinistra si sono già alzati alcuni distinguo. Il percorso comunque è agli inizi e sarà più lungo del previsto. Professore alla scuola di Ingegneria dell’Università di Padova, 53 anni, dal luglio 2017 ricopre la carica di vicesindaco di Padova con le deleghe, tra l’altro, alle politiche del territorio e sviluppo urbano sostenibile, università, mobilità e viabilità. Alle elezioni

amministrative è stato candidato sindaco, sostenuto da Coalizione Civica, ottenendo 22.357 voti al primo turno. Lorenzoni è visto come l’uomo in grado di coniugare e far dialogare le diverse anime del centrosinistra. C’è chi la definisce una missione ardua, al pari di quella di poter battere il favorito Zaia. Ma sia il Partito Democratico veneto che le altre forze in campo sono consapevoli che è il momento di giocare il tutto per tutto per imporsi in un territorio come il Veneto partendo proprio dalla necessità di voltare pagina. “Appena qualche mese fa - afferma Lorenzoni - tutto questo sembrava impossibile. Ma di cose impossibili ne abbiamo affrontate molte in questi anni. Ora voglio solo ringraziare chi con generosità si è aperto ad una proposta nuova, alternativa e forte. Voglio ringraziare chi ha lavorato per arrivare fino a qui. Abbiamo davanti mesi importanti, nei quali

siamo chiamati, tutti insieme, a costruire un percorso che sappia segnare un vero cambio di passo in Veneto. Essere scelto per rappresentare la società veneta, attraverso l’impegno e le idee di una grande coalizione di forze civiche e politiche, significa già oggi essere considerato per molti un punto di riferimento”. Lorenzoni ha già incassato l’appoggio del coordinamento Verdi - Europa Verde del Veneto, che vuole portare fra i principali temi elettorali le emergenze ambientali, climatiche e sociali del Veneto. Si sono già espressi a favore di Lorenzoni anche una quarantina di sindaci veneti, sottoscrivendo un appello all’unità: “Di fronte a noi c’è una grande opportunità, quella di poter finalmente offrire ai veneti una proposta concreta e alternativa, un progetto nuovo e popolare. Chiediamo a tutti di evitare l’errore grave di trasformare la ricchezza e la pluralità del campo

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riformista e democratico in debolezza. Dividersi è sempre sbagliato. Siamo di fronte ad una scelta di campo. Ciascuno senta su di sè la responsabilità di indicare con chiarezza ai veneti da che parte decide di stare”. Per ora, intanto, la coalizione di tutto il centrosinistra non c’è, a partire da Italia Viva di Renzi e dalle altre forze in campo. (n.s.)

Rebus elezioni Deciso il rinvio, le forze politiche si organizzano

zaia in corsa per il terzo mandato, Forza italia schiera i candidati

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litta in autunno l’appuntamento elettorale per il rinnovo del consiglio regionale veneto. La campagna elettorale subisce una brusca battuta d’arresto, travolta dall’emergenza Coronavirus proprio nel momento in cui i principali schieramenti si stavano organizzando per uscire allo scoperto e svelare le candidature . Ora, in attesa di sviluppi e di tornare alla normalità dopo l’apprensione di queste settimane, l’attività pre elettorale prosegue con minore intensità e ovviamente a distanza, tra consultazioni più o meno formali e un fitto scambio di messaggi per definire candidature, strategie, alleanze. Si stanno delineando anche le prime candidature di spicco: scontata quella del governato-

re uscente Luca Zaia, in corsa per il terzo mandato, che cercherà di sommare il consenso di cui gode la Lega Nord a quello personale attraverso la lista che porterà il suo nome. Tutto da definire lo scacchiere delle alleanze nel centrodestra veneto, perché la Lega punta a totalizzare il maggior numero di seggi possibile in modo da assicurare a Zaia una solida maggioranza per il prossimo quinquennio. La modifica dello statuto regionale, che tanto ha fatto discutere, va anche in questo senso, perché portando i 10 assessori all’esterno del consiglio regionale sarà possibile ripescare altrettanti esponenti della medesima formazione. Intanto a precedere tutti ci ha pensato Forza Italia che, con largo anticipo, ha presentato la propria squadra di 25 candidati proti a schierarsi in tutto il Veneto. E’ il segretario Michele Zuin a lanciare un messaggio chiaro alla Lega: “Mettiamo in campo assessori e sindaci che hanno sempre collaborato con la Lega e con un’ottima esperienza di governo

locale. Per noi i patti e le alleanze nazionali vanno rispettati e siamo una garanzia per il centrodestra. In Veneto poi è grazie alla nostra proposta di legge che la questione dell’autonomia è stata posta a livello nazionale”. Fra le candidature spiccano numerosi sindaci ed ex sindaci dalle province di Padova, Venezia, Treviso e Rovigo, nomi e volti noti, pronti a far fruttare i consensi personali accumulati in anni di attività e di presenza sul territorio. Punta in alto anche Fratelli d’Italia che si aspetta la replica su scala veneta del buon risultato raggiunto nelle recenti consultazioni, che vedono il partito di Giorgia Meloni in ascesa. Nell’ultimo anno il partito ha portato avanti un’intensa campagna acquisti a livello locale, pescando soprattutto nelle fila di Forza Italia e Lega, e ora ha tutta l’intenzione di voler giocare un ruolo determinante nello scacchiere del centrodestra, a partire dalla definizione delle alleanze e delle candidature.Rifiuta con decisione, invece, qual-

Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti candidato presidente

siasi genere o ipotesi di accordo il fronte autonomista, intenzionato a presentarsi in solitaria alle urne per rivendicare e ribadire la forte connotazione locale, concentrata sulle istanze dei veneti mai recepite da Roma. Il Partito dei Veneti si sta preparando da mesi all’appuntamento elettorale ed pronto a scendere in campo anche alle elezioni amministrative di Venezia, dove candida a sindaco il professor Stefano Zecchi. “Abbiamo dato vita al Partito dei Veneti, - spiega il coordinatore regionale Giacomo Mirto - unendo in primis il mondo autonomista e indipendentista, per far fronte all’imbarazzante fallimento di tutti i partiti nazionali che da vent’anni ci incantano con roboanti promesse elettorali che poi fatalmente si rivelano “pacchi” di prima categoria. Siamo in attesa da decadi di federalismo, decentramento, secessione, insomma di gestire da soli i nostri soldi. Eppure dopo un referendum plebiscitario sono passati due senza alcuna risposta”. (n.s.)

l Movimento 5 Stelle ha scelto il suo candidato per le elezioni regionali ormai slittate ad ottobre. Come da tradizione in casa M5S, il nome è stato scelto attraverso la piattaforma Rosseau. Il padovano Enrico Cappelletti ha vinto il ballottaggio con la chioggiotta Erika Baldin. Cappelletti, eletto senatore nella XVII legislatura e già componente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, ha ottenuto sulla piattaforma Rousseau il 51,7% dei voti (844 in termini assoluti). Erika Baldin, che ha incassato il 48,3% dei voti (788). La sfidante ha accettato il responso del voto telematico. Fra le battaglie che Cappelletti ha fatto proprie c’è quella contro la Pedemontana fatta anche firmando personalmente gli esposti alla Procura, alla Corte dei Conti, all’Autorità anticorruzione. “Sento molto la responsabilità di questo momento, - dichiara Cappelletti - perché non si tratta di rappresentare le sole aspirazioni ed istanze del M5S e dei suoi iscritti nella prossima campagna elettorale. Si tratta di ben rappresentare 5 milioni di cittadini del Veneto. Perché è di tutti l’aspirazione a vivere in una regione più sana, dove il costo dello sviluppo non debba essere calcolato in base al numero di malattie che fa insorgere. E’ comune e legittima l’aspirazione di tornare anche in Veneto a fare gare d’appalto regolari, lasciando a becco asciutto i furbetti dei project financing, che moltiplicano per 10 tutti i costi. Dobbiamo tornare a sognare che un Veneto diverso è possibile. Oggi se c’è un settore dell’economia molto promettente è proprio quello legato alla sostenibilità ambientale. Noi in Veneto dobbiamo e possiamo diventare campioni nella sostenibilità, non possiamo perdere questo treno”. (a.ab.)


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Economia

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L’intervista Il sottosegretario all’Economia illustra i contenuti del decreto varato dal Governo

Baretta: “nessuno deve rischiare di perdere il lavoro” I

l sottosegretario all’Economia, Pier Pao- ce l’avrebbero, come il turismo e il settore lo Baretta, illustra i contenuti del decre- della mobilità e dei trasporti. C’è una misuto economico varato dal governo lunedì 16 ra specifica per le t piccole e micro impremarzo per aiutare i lavoratori, le imprese e le se, quelle sotto i 5 dipendenti che oggi non amministrazioni locali dopo lo shock causa- hanno tutela e su cui noi invece prevediamo to dal coronavirus. l’integrazione al minimo. Poi c’è una novità Di che cifre stiamo parlando in questa assoluta, un intervento per qualche milione prima fase? di lavoratori autonomi, partite Iva a cui ver“Abbiamo chiesto al Parlamento l’autoriz- rà dato un primo sostegno di 500 euro. Un zazione a spendere 25 miliardi, ben più della terzo intervento riguarda il blocco delle rate metà sono nel decreto nel tentativo di bloc- e degli adempimenti, tra cui l’Iva, che sono care questa situazione dal punto di vista eco- sospesi e rinviati e i mutui il cui rientro sarà nomico e sanitario”. cadenzato nel tempo. Per aree, quali sono c’è un sostegno “Se ci sarà un altro mese Infine le misure più significaalle famiglie dando la e mezzo di stop economico, possibilità ai genitori tive? “Il primo è la salute. di ottenere congedi padovremo intervenire Dobbiamo potenziare rentali”. ancora, con altre misure” le strutture con struEntriamo nello spementazioni e personacifico. Parlava di catele. Quindi arriveranno attrezzature, saranno gorie normalmente non coperte da tutele assunti medici, infermieri e tecnici e saranno come il turismo e i lavoratori stagionali. pagati gli straordinari. Poi dobbiamo fare in Avranno risposte, riuscirà il governo a dare modo che nessuno perda il lavoro. Estendia- loro sostegno? mo la Cassa Integrazione Guadagni a tutti, “Il turismo presenta una gamma di situaimprese e dipendenti, compresi quei sogget- zioni, dalle spiagge, agli alberghi alle agenzie ti che in base alla legislazione vigente non di viaggio. Tutti questi godranno di diversi

benefici tra cui la sospensione dei contributi per i loro dipendenti. Il problema degli stagionali è molto delicato, perché sono una fascia a rischio su cui di certo ci sarà un intervento. Stiamo definendo le modalità e i criteri, ma sappiamo che è un’area molto a rischio che coinvolge soprattutto quanti si aspettavano di lavorare. Non è facile immaginare una soluzione, noi comunque stiamo pensando a un sostegno economico”. Si diceva dei 500 euro per i liberi professionisti, estendibile ai titolari di negozi a conduzione familiare che sono molti nei nostri territori e nei nostri paesi. Questa misura avrà una cadenza mensile? “Noi adesso istituiamo un fondo e intanto mettiamo delle risorse. Le persone coinvolte saranno circa 4 milioni. E poi con le singole rappresentanze di categoria o con le singole Casse di previdenza definiremo le modalità: fasce di reddito o perdita di fatturato”. Una cosa richiesta è che i meccanismi di accesso siano i più semplici possibile. “Sì, ad esempio pensiamo a un’operazione che fa direttamente l’Inps con semplice domanda ed erogazione, senza troppi passaggi. Nel giro di poche settimane contiamo di far

avere questa risorsa. Altro filone è lo stop al pagamento delle rate e dei mutui. Si sta pensando anche alle bollette? “Sì. Stiamo lavorando con le società di servizi. Noi possiamo sospendere in automatico quello che viene dato allo Stato, non possiamo farlo direttamente con le aziende private con cui servono protocolli di intesa. Credo arriveremo a questo risultato”. Saranno sufficienti queste azioni? “I provvedimenti andranno in Parlamento e quindi sono soggetti a modifiche e miglioramenti. Sono misure tampone. Se, come si prevede ci sarà un altro mese e mezzo di stop economico, certo dovremo intervenire ancora. Bisogna essere consapevoli che stiamo facendo uno sforzo economico particolarmente rilevante. È giusto farlo, ma dobbiamo sapere che non stiamo lesinando le risorse. Mentre si tampona, è importante mantenere una prospettiva per il futuro”.

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È TEMPO DI RELAX!

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Hotel Terme Millepini, rilassarsi in Acqua Termale ai piedi dei Colli Euganei

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l’acqua viene raffreddata per poter essere utilizzata ad una temperatura ideale nelle piscine termali e per la balneoterapia (36°-37°), per le cure alle affezioni delle vie respiratorie e per riscaldare l’albergo durante i mesi freddi, senza consumare gas metano o gasolio per il riscaldamento ed emettere inquinanti e sostanze nocive nell’atmosfera.

alle acque che si spiega tutta la “felicità” del carattere veneto sosteneva Stendhal nel 1817, quasi avesse già segretamente compreso, provandone gli effetti, le caratteristiche chimiche delle più preziose tra le risorse del Bacino Termale Euganeo. UN RIMEDIO NATURALE A CHILOMETRO ZERO L’acqua termale che riempie le 3 piscine dell’Hotel Terme Millepini nasce a 2000 metri d’altitudine, dalle piogge che cadono sulle Piccole Dolomiti, sulle Prealpi, sui Monti Lessini e defluiscono nel sottosuolo a una profondità di 3000 metri prima di arrivare alle preziose sorgenti. Durante questo percorso, attraverso la roccia calcarea, raggiungono temperature di 200°C, si arricchiscono di sali minerali come sodio, potassio, magnesio, iodio, bromo e silicio, raffreddandosi poi nella risalita verso il suolo dove sgorgano a 87°C. LA MIGLIORE OFFERTA DI SALUTE Queste acque rappresentano un utile presidio contro patologie rinosinusali ricorrenti e croniche ed

MIGLIORA L’UMORE, SCONFIGGE LO STRESS L’hotel Terme Millepini è dotato di uno stabilimento termale hanno un’azione disinfettante (contro batteri e funghi) e antisettica. Il loro utilizzo in diverse terapie risolve spontaneamente alcuni tipi di infiammazioni offrendo una sorta di protezione nei confronti di agenti patogeni esterni e interni. L’acqua delle piscine termali ha le stesse caratteristiche e principi attivi dell’acqua che serve per le cure termali, portando beneficio non solo agli adulti, ma anche ai bambini, tant’è che nelle piscine dell’Hotel Terme Millepini si svolgono durante l’anno corsi per mamme e neonati.

CON UN TOCCO DI BENESSERE Uniche al mondo, queste acque termali vengono utilizzate per le piscine, applicate ad una vasta gamma di programmi di remise en forme e sui trattamenti convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale come la balneoterapia termale, le terapie inalatorie e la fangoterapia, ineguagliabile per le sue capacità antinfiammatorie e antidolorifiche. NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE A differenza di tante altre località, alle Thermae di Abano e Montegrotto

interno, di tre piscine coperte e scoperte e di una SPA dotata di ogni comfort in cui mettere a sistema un vero e proprio programma di rigenerazione di mente e corpo. Un culto che si celebra in un ricco comprensorio naturalistico, ai piedi del Parco Regionale dei Colli Euganei, luogo d’eccellenza per il recupero delle energie fisiche ed emotive. www.millepini.it Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD) +39 049 8911766 – info@millepini.it


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Lubiana

Ripartiamo dall’Est Europa, Budapest e Lubiana La nostra proposta di viaggio dal 29 aprile al 3 maggio

DA FINE MARZO

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n attesa di tornare alla normalità e di poter finalmente rimetterci in viaggio ecco la nostra proposta per il ponte del Primo Maggio, un tour di cinque giorni nella vicina Europa Orientale, tra due grandi città, Lubiana e Budapest, ricche di storia, tesori artistici e bellezze naturali. Ecco il programma nel dettaglio. Primo giorno: Partenza – Lubiana - Budapest Ritrovo dei partecipanti nei luoghi indicati e partenza l’Ungheria, Giunti a Lubiana, sosta per il pranzo libero e dopo una breve passeggiata, ripartenza per Budapest. In serata arrivo in hotel a Budapest, sistemazione nelle camere riservate, cena e pernottamento. Secondo giorno: Budapest Prima colazione in hotel incontro con la guida e visita alla città con la parte di Buda, la più antica che sorge in collina dall’aspetto tipicamente medievale. Visita della Cittadella dove si ammirerà il Bastione dei Pescatori, tratto delle mura di difesa costruito dalla corporazione dei pescatori, la Chiesa di Matthia, di origini romaniche, la Fortezza e il Palazzo Reale. pranzo in ristorante in corso di visita e cena in ristorante tipico con musica. Pernottamento in hotel. Terzo Giorno: Ansa del Danubio e minicrociera sul Danubio Prima colazione in hotel. Al mattino partenza verso la regione detta Ansa del Danubio, di grandissimo interesse paesaggistico e d’arte toccando località come Szetendre, famosa località punto di ritrovo di artisti tanto che potrebbe essere definita la “Montmartre di Ungheria”. Graziosa cittadina dalle particolari stradine, vicoli e piazzette che creano davvero un’atmosfera unica. Continuazione della visita con Visegrad, su una collina che domina l’ansa del fiume che deve la sua fama alle rovine del castello eretto da Roberto D’Angiò, distrutta dai Turchi. Si tratta del Palazzo di re Mattia, un’immensa reggia di ben 350 sale. Dai resti della Fortezza la vista sul Danubio è davvero indimenticabile. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio rientro a Budapest , visita alla Casa del Terrore e alle 18 imbarco sul battello per una crociera sul Danubio, per godere di una vista unica della città. Cena in hotel e pernottamento. Quarto Giorno: Budapest – Maribor Prima colazione in hotel e mattinata dedicata al proseguimento della visita con Pest, la città moderna situata sulle rive del Danubio: la Piazza degli Eroi, simbolo del sentimento nazionale con al centro la

Lubiana

svettante colonna con la statua dell’arcangelo Gabriele che regge la corona di Santo Stefano; il Ponte delle Catene. Pranzo in ristorante e nel pomeriggio partenza per Maribor, sistemazione in hotel nelle camere riservate. Cena e pernottamento in hotel. Quinto giorno: Lubiana e Rientro Prima colazione in hotel. Mattinata di visita guidata di Maribor e pranzo in ristorante/hotel. Nel pomeriggio partenza per il rientro in Italia. Quota individuale di partecipazione: 730 euro Supplemento camera singola: 150 euro La quota comprende: Viaggio in pullman GT. Accompagnatore agenzia, 3 pernottamenti in hotel**** a Budapest, 1 pernottamento in hotel**** a Maribor, Sistemazione in camere doppie. Trattamento in pensione completa dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno. Ingressi: Castello Basilica di St. Stefano, Chiesa Matthia, Bastione dei Pescatori e Casa del Terrore, Visegrad nel Palazzo Reneissance di Re Mattia. Assicurazione medico bagaglio La quota non comprende: Ingressi non menzionati alla voce la quota comprende: pranzo del primo giorno, eventuali tasse di soggiorno da pagarsi in loco, extra di carattere personale, quanto non espressamente indicato alla voce la quota comprende

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Colombia, tutti i colori della rinascita di Renato Malaman

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l colore è vita e la Colombia lo ha scelto per rinascere. Colore vivo nei nuovi artistici murales che accendono vicoli e quartieri coloniali delle città, colore sgargiante che dà anima ai ritmi coinvolgenti della Cumbia - danza che i colombiani hanno nelle vene - e colore che rappresenta come in un’allegoria il prezioso patrimonio di biodiversità di cui questo paese latino-americano è custode. Colore dirompente che si sovrappone alla cupezza di qualche decennio fa, quando la Colombia vantava il poco invidiabile primato di paese più violento del mondo. Per effetto soprattutto del narco-

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traffico su cui Pablo Escobar e costruì il suo impero del male - così forte da tenere sotto scacco lo Stato – e per le conseguenze di una guerriglia, strisciante come una cancrena, che rendeva evidenti tensioni politiche fortissime, diseguaglianze sociali e attività criminose spregiudicate che non tolleravano intrusioni. Tensioni che la gente di Colombia (50 milioni di abitanti in un territorio grande tre volte e mezzo quello dell’Italia) vuole dimenticare al più presto, per dare libero sfogo all’anelito mai sopito di una pace sociale duratura, presupposto fondamentale per scommettere sul futuro. continua alla pag. seguente


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Colombia, tutti i colori della rinascita

Il paese sudamericano attraverso i suoi artistici murales e la vivacità della Cumbia riapre le sue porte al mondo offrendo uno scrigno di tesori, un mare da sogno e tanta biodiversità di Renato Malaman s e g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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a Colombia nell’ultimo anno ha visto crescere il proprio Pil di tre punti e mezzo e il turismo ha ripreso a macinare numeri importanti, legati non solo alle presenze nordamericane. Il paese oggi è sicuro, è accogliente e ha una gran voglia di mettere in vetrina le proprie meraviglie. Che sono tante. Basta osservare la carta geografica per rendersene conto. La Colombia ha una posizione invidiabile: si affaccia sia sul Mar dei Caraibi che sul Pacifico, è attraversata da una lunga e frastagliata cordigliera ed è immersa a sud nell’oceano verde della selva amazzonica. Paesaggi con spiagge da poster, città precolombiane rimaste nascoste per secoli, quartieri coloniali con architetture vivacissime. E poi tanta arte e tanta cultura, che oggi diventano volani di interesse anche turistico: vedi il museo di Bogotà dedicato a Fernando Botero, dove sono esposte le opere donate dall’eclettico scultore delle forme paffute, o il centro culturale dedicato - sempre nella capitale - allo scrittore Gabriel Garcia Marquez, Premio Nobel che ha lasciato in eredità al suo paese pensieri e valori per un riscatto sociale. E poi la cantante Shakira, altro orgoglio nazionale che ha conquistato una popolarità universale. La Colombia ancestrale rivive nel Museo dell’Oro di Bogotà dove, protette da sistemi di sicurezza degni di Fort Knox, sono esposte tonnellate d’oro finemente lavorato dai popoli precolombiani. E’ una piccola parte dei tesori di allora, quella salvatesi dalle sanguinarie scorrerie dei Conquistadores che su mandato della

NELLA FOTO GRANDE DI COPERTINA UN’IMMAGINE PITTORESCA DEL QUARTIERE DI GETSEMANI A CARTAGENA. PIÙ SOTTO: DONNE IN COSTUME TRADIZIONALE, LO SKY LINE DELLA AVVENIRISTICA CARTAGENA BALNEARE E IL TELECABLE, LA FUNIVIA CHE ATTRAVERSA L’INTERA MEDELLÌN. IN QUESTA PAGINA: UN MURALES DI BOGOTÀ E - SOPRA - ALTRE IMMAGINI COLTE A CARTAGENA. PIÙ UNA MASCHERA DEL MUSEO DELL’ORO DI BOGOTÀ, UNA SCULTURA DI BOTERO A BOGOTÀ E VENDITRICI DI STRADA A CARTAGENA.A LATO: LE PALME DA CERA DELLA VALLE DEL COCORA, UNO SCORCIO DELLE ISOLE DEL ROSARIO AL LARGO DI CARTAGENA, UN MURALES DI BOGOTÀ E AUTO D’EPOCA NEL PARCO DI COCORA

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Bogotà esibisce i suoi ori precolombiani, Medellìn il suo avveniristico metrocable, Cartagena le sue atmosfere coloniali: i tanti volti di un futuro votato al turismo Corona di Spagna misero a ferro e fuoco la Colombia di allora. Sempre a Bogotà il meglio del patrimonio artistico e storico-culturale è conservato a La Candelaria, il quartiere monumentale della città che conserve le tracce architettoniche più belle del periodo coloniale. Ma ci sono città come Medellìn che hanno saputo proporsi come meta turistica semplicemente perché hanno radicalmente cambiato pelle. Medellìn era il regno di Pablo Escobar e del famigerato Cartello che prendeva il nome della città. Il quartier generale del re del crimine di recente è stato raso al suolo per favorire la costruzione di un grande memoriale, pensato per ricordare le

Centro Unico di Prenotazione 049.7808208 Centro Unico di Prenotazione 049.7808208 CentroCerca Unico di Prenotazione 049.7808208 la sede più vicina su www.caafpadova.it Cerca la sede più vicina su www.caafpadova.it Cerca più vicina su www.caafpadova.it e seguici sula sede : CAAF CGIL Padova - scarica l’App e seguici su : CAAF CGIL Padova - scarica l’App e seguici su : CAAF CGIL Padova - scarica l’App

oltre 46.000 vittime di quella stagione di terrore. Parte delle periferie degradate della città sono diventate un distretto artistico, come la famosa Comuna 13, dove architetti, artisti e visionari di tutto il mondo hanno offerto il loro contributo di creatività per dare una speranza di futuro laddove regnavano solo povertà e sottobosco del crimine. Medellìn è famosa anche per il metrocable, una rete di funivie che collega il centro alle periferie perfettamente integrato nella rete del trasporti pubblici urbani. Un metaforico ponte che unisce le varie anime della metropoli. A Cartagena de Indias è ancora viva la memoria di Nueva Granada, la opulenta e fascinosa città coloniale spagnola dal cui porto partiva verso l’Europa ogni genere di ricchezza, anche quella razziata ai popoli nativi. Non a caso la città è rimasta nell’immaginario collettivo il ‘porto dei pirati’. Il più famoso di loro è sicuramente Francis Drake che nel XVII secolo impose alla città - ancora oggi dominata dalla sua fortezza - un lungo assedio. Da Cartagena, famosa anche per il suo colorito barrio coloniale di Getsemani pieno di localini e di musica, l’11 novembre 1811 partì la rivolta che valse alla Colombia la prima sospirata indipendenza dalla Spagna. E’ diventata meta turistica anche la zona di Armenia, sulla cordigliera, dove si concentra la produzione della miglior varietà di caffè della Colombia e dove si possono ammirare piccole e pittoresche città coloniali come Salento, Pereira e Filandia. Poco lontano si estende anche il parco naturalistico della Valle del Cocora dove svetta la più bella varietà di palma del mondo: la palma da cera, alta fino a 60 metri, elegante e filiforme, in via di estinzione purtroppo. E’ la regina di una specie di eden, circondato da picchi mozzafiato e da accoglienti “incas”, le caratteristiche fattorie coloniali. In Italia dici Colombia e pensi soltanto a famosi calciatori come Asprilla, Cordoba e Cuadrado o a grandi ciclisti come Nairo Quintana, vincitore di un Giro d’Italia, o Edgar Bernal, trionfatore a sorpresa dell’ultimo Tour de France. Eppure i legami tra questi due paesi sono così forti e radicati nel tempo che persino l’inno nazionale della Colombia è stato musicato nel 1887 da un compositore frusinate immigrato in Colombia, Oreste Sindici, su parole del presidente di allora Rafael Nuñez. L’Italia piace ai colombiani soprattutto per il suo ‘cuore a colori’. Quello che più di ogni altra cosa rappresenta il sogno del presente e del futuro prossimo di questo splendido paese sospeso fra due oceani, le Ande e il cuore verde del pianeta.


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Coronavirus

In Veneto tamponi a tappeto, fino a 11.330 al giorno: si parte dagli operatori della sanità

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Coronavirus, cosa cambia nei nostri ospedali Il Veneto riorganizza le attività sanitarie per la terapia intensiva a pag 26

Lo screening (gratuito) che salva la vita

a pag 27

imitazioni ancora più restringenti e tamponi a tappeto sono la risposta che il Veneto intende mettere in campo per fronteggiare l’emergenza coronavirus a 5 giorni dall’entrata in vigore del decreto ministeriale “io resto a casa” che ha esteso a tutta Italia le misure inizialmente adottate per le zone rosse. Il Governatore del Veneto Luca Zaia chiede al governo la chiusura domenicale dei negozi e di inserire le passeggiate e l’attività fisica all’aperto o ai parchi tra le cose che al momento non si possono fare, anche perché ancora troppi sono gli assembramenti che si devono a tutti i costi evitare per limitare le occasioni di contagio. Alcuni sindaci hanno già provveduto con ordinanze a chiudere cimiteri e parchi. Si tratta al momento di provvedimenti di singoli amministratori comunali. Di portata più ampia, che interessa l’intero Veneto, è invece la campagna di tamponi a tappeto che la Regione ha approntato in un nuovo Piano di Sanità Pubblica specifico e che riguarderà intanto il personale sanitario e poi le altre categorie a rischio, oltre a chi presenta sintomi specifici con l’obiettivo di interrompere tutte le possibili catene di trasmissione del virus responsabile di COVID-19. Prosegue alla pag. seguente

Sclerosi multipla, colpisce i giovani ma può essere tenuta sotto controllo a pag 28


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Coronavirus

In Veneto tamponi a tappeto, fino a 11.330 al giorno, si parte dagli operatori della sanità

A Per preservare posti letto in terapia intensiva il Veneto riorganizza le attività sanitarie er preservare i posti letto di area intensiva, in previsione preservare posti letto in terapia intensiva PhaPer di un massiccio afflusso di pazienti, la Regione del Veneto definito attivato una serie diriorganizza nuove modalità operative Ile Veneto le attività sanitarie dell’intero sistema sanitario disponendo, tra l’altro, la sospensione dell’attività chirurgica non urgente che richieda er preservare i posti letto area letto aggiuntivi sia di terapia intensiva dei referti di laboratorio e degli esami ricovero in terapia intensiva post di operatoria, ad eccezione degli intensiva, in previsione di un semintensiva interventi indifferibili in considerazione delle che condizioni cliniche si richiede di ridurre strumentali verranno inviate per posta massiccio di pazienti, l’attività chirurgica programmata a domicilio dell’utente qualora non dei pazienti,afflusso e la sospensione delle la attività di specialistica Regione del pubblica Veneto ehaprivata definito e non urgente nell’ottica di recuperare accessibili online. ambulatoriale convenzionata ad eccezione attivato una serie di nuove modalità personale per garantire la gestione di L’attività di distribuzione diretta delle categorie temporali U (urgente) e B (breve) e degli ambiti operative dell’intero sistema sanitario tali posti letto attivati secondo il piano dei farmaci sarà limitata a quelli ad materno infantile e oncologico. disponendo, tra l’altro, la sospensione La nuova organizzazione operativa sarà regionale valida finoper al la 15 gestione emergenza esclusiva distribuzione ospedaliera, dell’attività chirurgica non urgente che COVID-19. erogando fino a 3 mesi di terapia dopo aprile 2020 ed è stata condivisa dal Comitato Scientifico per il richieda ricovero intensiva E’ stata inoltre disposta la la dimissione da ricovero o a seguito coronavirus istituitoinin terapia Veneto con delibera di Giunta regionale post ad eccezione degli sospensione di tutta di edi invisita specialistica; del 12operatoria, marzo. pressol’attività tutti i servizi, particolare presso i sarà punti utilizzato prelievo; interventi considerazione specialistica ambulatoriale delleURPile tutti canale delle farmacie territoriali E’ stata indifferibili disposta la in sospensione di tutta l’attività chirurgica la chiusura degli gli sportelli di prenotazione con delle condizioni pazienti, il ricovero struttureinpubbliche accreditate utilizzandodelle il flusso della distribuzione programmata percliniche la qualedei è previsto terapia e private un contestuale potenziamento prenotazioni telefoniche. eintensiva la sospensione delle attività di a deglieccezione prestazioni conto (DPC) per i farmaci. post operatoria ad eccezione interventi delle Le risposte dei referti per di laboratorio e deglitutti esami strumentali specialistica ambulatoriale pubblica prioritarizzate come U e B, garantendo, Le attività relative indifferibili in considerazione del quadro clinico dei pazienti, verranno inviate per posta a domicilio dell’utenteall’assistenza qualora non e privata convenzionata ad della eccezione come prime specialistiche psichiatrica sono mantenute inalterate in particolare nell’ambito chirurgiasiaoncologica. Per visite accessibili online. delle categorie temporali (urgente) cheletto di aggiuntivi controllo, l’attività in ambito mentrediretta ogni attività distrettuale rivolta disporre di personale per la Ugestione dei posti L’attività di distribuzione dei farmaci sarà limitata esiaBdi (breve) e degli ambiti materno si materno-infantile (sarà distribuzione al pubblicoospedaliera, va sospesa eccezion terapia intensiva che semintensiva richiede di ridurre ed aoncologico quelli ad esclusiva erogando fino infantile oncologico. cura nell’ottica di ogni struttura avvertire gli dopo fatta per le urgenze e l’assistenza l’attività echirurgica programmata non urgente di a 3 mesi di terapia la dimissione da ricovero o a seguito La nuova organizzazione operativa utenti altrespecialistica; priorità domiciliare. recuperare personale per garantire la gestione di taliprogrammati posti letto con di visita sarà utilizzato il canale delle farmacie sarà valida fino ilalpiano 15 aprile 2020 ed è gestione per riprogrammare l’appuntamento Nell’ambito dell’attività dei attivati secondo regionale per la emergenza territoriali utilizzando il flusso della distribuzione per conto stata condivisa dal Comitato Scientifico al termine dello stato di emergenza; i Dipartimenti di Prevenzione, l’attività COVID-19. (DPC) per tutti i farmaci. perE’ ilstata coronavirus istituito lainsospensione Veneto medici prestazioni dei Servizi dipsichiatrica Igiene e Sanità Pubblica inoltre disposta di tuttaprescriveranno l’attività Leleattività relative all’assistenza sono mantenute con delibera di Giunta regionaledelle del 12strutture con lepubbliche priorità definite fermo restando sono sospese interamente ad eccezione di specialistica ambulatoriale e inalterate mentre ogni attività distrettuale rivolta al pubblico va marzo. comunque la possibilità di segnalare prestazioni urgentidomiciliare. o non private accreditate a eccezione delle prestazioni prioritarizzate sospesa eccezion fattadelle per le urgenze e l’assistenza E’ stata la sospensione di visite situazioni cliniche meritevoli di controlli differibili, a titolo esemplificativo, come U e B,disposta garantendo, sia come prime specialistiche Nell’ambito dell’attività dei quali, Dipartimenti di Prevenzione, tutta l’attività chirurgica programmata attività vaccinali con sono carattere di che di controllo, l’attività in ambito ravvicinati). materno-infantile l’attività dei Servizi dileIgiene e Sanità Pubblica sospese per la quale è (sarà previsto state disposte inoltre misure urgenza, quelle previste urgenti dal calendario ed oncologico curail ricovero di ogni instrutturaSono avvertire gli interamente ad eccezione delle prestazioni o non terapia intensiva post ad per di mitigazione del rischio presso tutti pediatrico per la vaccinali fascia di con età utenti programmati conoperatoria altre priorità riprogrammare differibili, quali, a titolovaccinale esemplificativo, le attività eccezione degli interventi indifferibili i servizi, e in particolare presso i punti 0-6 anni, quelle rivolte alle sorveglianza l’appuntamento al termine dello stato di emergenza; i medici carattere di urgenza, quelle previste dal calendario vaccinale in considerazione del quadroconclinico prelievo; la fermo chiusura pediatrico degli URP per e tutti delledi malattie infettive, le rivolte attivitàalle di prescriveranno le prestazioni le priorità definite la fascia età 0-6 anni, quelle dei pazienti, e in particolare nell’ambito gli sportelli di prenotazione con un screening oncologico di secondo livello restando comunque la possibilità di segnalare situazioni sorveglianza delle malattie infettive, le attività di screening della chirurgia oncologica. Perravvicinati). disporre contestuale potenziamento e le attività certificazione medico cliniche meritevoli di controlli oncologico didelle secondo livello e lediattività di certificazione di Sono personale per la gestione dei posti prenotazioni telefoniche. risposte legaled’urgenza. con carattere d’urgenza. state disposte inoltre misure di mitigazione del rischio medicoLelegale con carattere

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d ogni caso sospetto, probabile e confermato, i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica provvedono ad effettuare un’accurata indagine epidemiologica procedendo per centri concentrici ed allargando, per ogni singolo caso, la ricerca all’individuazione oltre che di tutti i possibili contatti “stretti” (familiari e lavorativi) anche di tutti i contatti occasionali (anche definiti come “non stretti” o a basso rischio). Tutti i contatti così individuati dovranno essere posti in isolamento domiciliare fiduciario (soggetto sintomatico) o in quarantena (soggetto asintomatico). Nell’arco di 7 giorni, annuncia la stessa Regione lo scorso 14 marzo, si passerà da 3.210 tamponi a 11.330 al giorno, coinvolgendo, secondo le singole potenzialità, tutte le microbiologie della rete ospedaliera regionale. “Abbiamo già dato ai Direttori Generali delle Ullss – ha affermato il governatore Zaia nel presentare il piano - le indicazioni di predisporre i tamponi, partendo a tappeto, con priorità a tutti i 54 mila lavoratori della sanità, a quelli delle case di riposo, e ai medici di medicina generale. Subito dopo toccherà a tutte le persone che hanno dei sintomi ma che, oggi come oggi, dovrebbero attendere la fine del periodo di osservazione. La filosofia è semplice: più casi isoliamo, più sicurezza creiamo”. Agli 11.330 tamponi al giorno vanno anche aggiunti i 10.000 che fanno parte del lavoro specifico del professor Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, che sta effettuando un lavoro di studio, supporto e approfondimento su alcune categorie dei servizi essenziali, come cassiere dei supermercati, e operatori dei vari servizi pubblici. Si estende dunque a tutta la regione un modello che a Vo’ Euganeo ha dato i suoi frutti: isolati e testati tutti gli abitanti del paese. “La partita dei tamponi è per noi irrinunciabile – ha sostenuto con forza Zaia – a maggior ragione dopo il risultato di Vo’ Euganeo dove facemmo il tampone a tutta la popolazione isolando 66 casi, con il risultato che oggi Vo’ è il territorio più sicuro d’Italia”. Al momento, prima dell’avio del Piano, i tamponi effettuati in Veneto sono 35.052, di cui 31.135 risultati negativi, 2.780 positivi, 1.137 da approfondire.

DONAZIONI A SOSTEGNO DEL SERVIZIO SANITARIO LA REGIONE VENETO APRE UN CONTO CORRENTE “Stanno affluendo, con la consueta generosità e senso di solidarietà dei Veneti, tante offerte di sostegno al sistema sanitario impegnato nell’immane sforzo di fronteggiare il Coronavirus. Questo è grande segnale di una comunità coesa”. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, annuncia l’attivazione di un conto corrente della Regione per convogliare le tante offerte di aiuto. Il conto corrente ha le seguenti coordinate: IBAN IT 71 V 02008 02017 000105889030 Causale: Sostegno Emergenza Coronavirus, intestato a Regione del Veneto, “È bene - aggiunge Zaia - che le donazioni vengano dirottate su un unico conto corrente che ho fatto istituire e del quale vi renderemo conto puntualmente e con la massima trasparenza. Grazie a tutti!”.

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Salute

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L’importanza della prevenzione

Lo screening (gratuito) salva la vita L

a prevenzione rimane sempre la strategia più appropriata per contrastare in modo efficace il cancro. Sottoporsi al test (che peraltro è gratuito per le fasce d’età considerate a rischio) permette di giocare d’anticipo e battere la neoplasia sul tempo, migliorando le possibilità di cura e guarigione. Lo confermano i dati sugli screening effettuati nel 2018 e 2019 sui residenti di Padova e provincia, che rientravano nella fascia d’età considerata a rischio relativamente ai tumori al seno, al collo dell’utero e al colon-retto. Complessivamente, a livello di Ulss 6 Euganea - su protocolli condivisi con la Regione del Veneto -, sono stati effettuati 270.667 screening (76.846 mammografici, 58.839 citologici, 134.982 colon-retto) con un aumento del numero assoluto degli screenati. Di questi 844, dopo aver risposto “presente” alla chiamata degli screening, hanno scoperto di avere un tumore.

Nell’ultimo biennio le neoplasie individuate con i tre programmi di screening sono state, nello specifico: 140 colon-retto, 229 cervice uterina, 475 mammella, in totale appunto 844. Intercettati in tempo utile, sono stati sottoposti alle cure del caso. “Grazie allo screening sono stati individuati negli ultimi due anni quasi 500 tumori del seno, la maggior parte – sottolinea la dottoressa Ivana Simoncello, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 6 Euganea - trattati chirurgicamente in uno stadio precoce, quindi con un intervento conservativo e buoni tassi di guarigione. Sono state altresì intercettate 229 neoplasie della cervice uterina la maggioranza delle quali in uno stadio precocissimo, per cui sono state trattate con micro-interventi conservativi anche nell’ottica di una gravidanza; solo in pochi

In Ulss 6 Euganea negli ultimi due anni intercettati 844 malati di cancro inconsapevoli

casi la neoplasia era più avanzata e si è reso necessario il ricorso a un intervento chirurgico garantendo comunque un tasso di guarigione elevato. Infine grazie allo screening del tumore del colon-retto sono stati individuati e trattati 140 carcinomi la maggioranza dei quali in uno stadio precoce che ha permesso interventi più conservativi con migliori capacità di recupero e guarigione”. “Ci sono percorsi diagnostici codificati e gratuiti ai quali i cittadini sono invitati a dire “sì”. Un “sì” forte e chiaro, perché – sostiene il direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta – aderendo alla chiamata dei programmi di screening, rivolti alle fasce d’età considerate più a rischio, si possono realmente ridurre le prognosi infauste, giocando d’anticipo, battendo il tumore sul tempo, intervenendo quando è ancora di piccole dimensioni, quindi rendendolo sempre più curabile con successo. Giocando di prevenzione, si vince”. Tutte le informazioni sugli screening proposti dall’Ulss 6 Euganea al link:https://www.aulss6.veneto.it/index. cfm?action=mys.page&content_id=350

#iorestoacasadivertendomi, indicazioni pratiche per genitori e figli, per vivere al meglio questi giorni difficili Un video realizzato dagli operatori del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre della Ulss 3 per dare indicazioni pratiche su come gestire le relazioni quando si è costretti a casa

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iorestoacasadivertendomi ovvero indicazioni pratiche a genitori e bambini per cercare di vivere al meglio questi giorni difficili. E’ il nuovo hashtag, inventato dagli operatori del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre della Ulss 3. In un breve video lo psicologo e psicoterapeuta Pier Luigi Righetti spiega come genitori e figli, costretti a casa per l’emergenza del Coronavirus, possono riscoprire lo stare insieme anche divertendosi e soprattutto facendo in modo che questa sia un’occasione di crescita e arricchimento reciproco. “Cambiano le nostre abitudini, molte certezze costruite negli anni si devono cambiare. Chiusi in casa abbiamo la possibilità di riscoprire la genitorialità e il rapporto con i nostri bambini, a partire dalle cose semplici. Abbiamo più tempo da passare con i nostri bambini, che è un tempo di grande valore” spiega lo specialista. E allora cosa fare. Intanto rispettare le restrizioni: stare in casa, osservare le regole igieniche basilari, come lavarsi le mani; dal momento che non si può uscire approfittare del giardino o del terrazzo. Informare i bambini e i ragazzi di ciò che accade è fondamentale. “Dite sempre la verità su ciò che sta succedendo e in modo semplice, e soprattutto commentate con i bambini le immagini che arrivano dalla televisione e da internet” è la raccomandazione. In questa situazione di vita casalinga forzata il suggerimento ai genitori è quello di concedere pure che i figli guardino la tv, che giochino con i loro video giochi, che siano sui social (sempre naturalmente con un occhio di riguardo da parte dell’adulto) ma ciò che è veramente importante è fare assieme delle attività manuali: costruzioni, lavori di giardinaggio, mar-

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tello e chiodi, viti a cacciaviti, plastilina, colla e colori… tutto quello che può si può fare usando le mani. “La manualità – spiega il dottor Righetti - favorisce lo sviluppo e tiene allenate le emozioni, la psiche, gli aspetti cognitivi, il corpo”. “Ballate, ascoltate musica, - prosegue - stancatevi assieme ai vostri figli. Più grandi sono i vostri figli e più si deve usare la manualità”. “Una delle grandi differenze tra il bambino e l’adulto di fronte alle difficoltà – conclude - è che l’adulto va in ansia mentre il bambino gioca. Significa che noi adulti dobbiamo riprenderci la creatività che è tipica dei bambini”. “Non si sviluppa un bambino ma si sviluppano delle relazioni significative allo sviluppo del bambino stesso”. Quando questa emergenza sarà finita – è l’augurio – torneremo ad incontrarci in strada, arricchiti di questa nuova esperienza che la chiusura casalinga ci ha offerto.


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Sclerosi multipla

Una malattia che colpisce i giovani e giovanissimi ma oggi può essere tenuta più sotto controllo L

a Sclerosi Multipla è una malattia che colpisce soprattutto i giovani, in particolar modo le giovani donne. Una malattia subdola che, purtroppo, coinvolge anche i bambini, ma che oggi, a differenza di 1520 anni fa, trova nella sanità odierna valide armi per contrastarla. E’ una malattia infiammatoria demielinizzante e degenerativa cronica, di natura autoimmune, che colpisce il sistema nervoso centrale, dal decorso imprevedibile caratterizzato da riacutizzazioni, che può causare una disabilità progressiva. Rappresenta la causa più frequente di disabilità neurologica non traumatica nel giovane adulto, con un’età media di esordio fra i 20 ed i 40 anni. Il dottor Luigi Bartolomei, Primario della Neurologia del Distretto di Mirano Dolo della Ulss 3, e la dottoressa Cristina Zuliani, responsabile del Servizio di SM dello stesso Distretto, vogliono partire dalla buona notizia. “Oggi le persone a cui

viene diagnosticata questa patologia, - esordiscono - possono condurre una vita quotidiana molto vicina alla normalità, con poche rinunce: basti pensare, ad esempio, che un tempo veniva sconsigliata la gravidanza alle donne con sclerosi multipla per un suo presunto impatto negativo sulla malattia; ma oggi le evidenze scientifiche ci dicono che la gravidanza non compromette il decorso della malattia, la cui presenza non è quindi incompatibile col desiderio di diventare mamma”. “Qui nel nostro Distretto non abbiamo in cura casi pediatrici, come in altre strutture ospedaliere – ha continuato la Dottoressa Zuliani – ma seguiamo comunque giovani (il più giovane ha cominciato la cura qui a Mirano a 18 anni) che continuano gli studi, lavorano, coltivano passioni. Cioè possono condurre la loro vita come i loro coetanei: penso ad esempio ad un giovane che ha percorso più volte il Cammino di Santiago; oppure chi fre-

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quenta l’Erasmus all’estero od ha pianificato un viaggio al di là dell’Oceano. Impensabile anni fa in cui la progressione della malattia costringeva presto all’uso della sedia a rotelle”. “Oggi, grazie alle nuove terapie farmacologiche avanzate – ha aggiunto al Dottoressa – non si vedono più persone in sedia a rotelle a causa della SM, soprattutto se la malattia viene diagnosticata per tempo. I sintomi possono essere vari: da un formicolio ad una instabilità improvvisa nei movimenti fino ad accusare un problema alla vista o un problema anche di tipo urologico”. Per questo motivo, la Sclerosi Multipla viene trattata in maniera multidisciplinare: nella cura sono diversi i professionisti coinvolti come il ginecologo, l’urologo, l’oculista, il fisiatra e lo psicologo, ma anche l’infettivologo, ecc. Il Servizio di SM nel Distretto di Mirano Dolo è stato avviato nella metà degli anni ’90, quando hanno iniziato ad essere

disponibili le prime terapie modificanti il decorso della malattia, e segue attualmente oltre 370 pazienti, fra cui un centinaio di donne in età fertile. Collaborano con la Dottoressa Zuliani, la Dottoressa Alice Favaretto e l’infermiera Federica Bolgan. Il Servizio dedica una particolare attenzione ai problemi delle donne con SM, con una presa in carico a 360 gradi delle necessità relative alla vita riproduttiva delle pazienti, attraverso percorsi multidisciplinari e multiprofessionali costruiti negli anni. Già al momento della comunicazione della diagnosi e della scelta terapeutica, il colloquio, sia individuale che familiare, affronta ed approfondisce argomenti quali la trasmissibilità ai discendenti della malattia, l’influenza delle terapie sugli aspetti riproduttivi ed endocrini, la relazione tra decorso di malattia e gravidanza/puerperio/allattamento/menopausa. Ove necessario viene proposto un servizio di counsel-

ling con la psicologa. Viene proposta una corretta programmazione della gravidanza, in base allo stato di attività della malattia ed alle terapie in corso, al fine di tutelare la mamma, il bambino e la coppia. La donna con SM viene poi inserita in un percorso di monitoraggio facilitato, ed accompagnata durante la gravidanza, il parto, ed in particolare il puerperio ed allattamento, momenti questi ultimi che richiedono una stretta sorveglianza neurologica, essendo a rischio di una ripresa di malattia. Da anni, insieme al percorso multidisciplinare per la gravidanza, è stato creato anche un percorso neurourologico, frutto della collaborazione con i medici della UOC di Urologia di Dolo (in particolare la Dottoressa Elena Andretta), con un ambulatorio mensile che vede la contemporanea presenza di neurourologo e neurologo SM, per la gestione dei disturbi urinari delle persone affette da sclerosi multipla.

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