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La Piazza del Conselvano mag2020 72

Page 1

Sport p.19

Regione p.21

Salute p.33

on-line: La prova del nove

MAGGIO 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.72

Cultura p.17

del Conselvano

VELOCITÀ E PREZZO CONVENIENTE

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

DA OGGI E PER SEMPRE!

Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme da comprende e da armonizzare, cercando di garantire il rispetto del distanziamento, unica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilanservizi alle pag 3 e 5 cio da svariati miliardi che ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

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CONSELVE, LE SCUOLE

Didattica on line e attesa per gli esami

La scommessa della Fase 2 e la gara di solidarietà

Mobilitazione generale per la ripresa di tutte le attività con la fine del lockdown intanto nel Conselvano si continua ad aiutare chi è nel bisogno

SANITA’, IL PUNTO

Il coronavirus fa meno paura in ospedale e Rsa CARTURA, LE OPERE

Cantieri mai fermi del tutto, ora si riprende DUE CARRARE, L’APPELLO

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a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci attende una sfida non meno impegnativa. La ripartenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molteplicità di aspetti. Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e che lavora è chiamato all’appello per affrontare una sfida del tutto inedita.

tel. e fax 049 5384181 È un periodico formato da 18 edizioni locali mensilmente autorimessa.italia@tiscali.it recapitato a 300.000 famiglie del Veneto.

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Il regalo di Marcel e coetanei U

Organizzata una raccolta fondi a favore della Croce Rossa

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n compleanno speciale per Marcel Miranda, entrato nella Chiama Ora maggiore età351-6777004 donando alla Croce Rossa i suoi risparmi insieme alla somma raccolta con la sottoscrizione promossa fra i compagni di classe. Il neo diciottenne ha tagliato la torta insieme ai volontari del Comitato Croce Rossa di Due Carrare, ai quali ha consegnato la donazione, oltretutto proprio nella giornata mondiale dedicata alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa. Un gesto di generosità che ha commosso molti, nato da www.lapiazzaweb.it/vacanze un grave lutto che aveva colpito la famiglia di Marcel, in seguito Scopri all’interno le favolose offerte alla tragica morte della scelte esclusivamente per te!nonna materna in un incidente stradale. Dal dolore di quei giorni Una selezione periodica di viaggiil giovane ha maturato l’idea di imped a questo mese gnarsi favore di chi è in difficoltà e ha coinvolto i compagni ad unaprezzo vantaggioso! Viaggia con noi e i nostri giornalisti! di scuola nella raccolta fondi, da lui aperta donando il denaro Ricordando Visita la sezione dedicata sul nostro che aveva risparmiato in vista del suo compleanno. In pochi i nostri cari sito ha www.lapiazzaweb.it giorni raccolto oltre 2300 euro. “Ho cercato di “contagiare” gli altri - ha detto Marcel - per far capire che anche con un solo Nelle ultime pagine del giornale euro si può fare tanto. È tempo per noi giovani di contagiare il mondo, di creare una pandemia di gentilezza per aiutare chi sta affrontando questo duro periodo”. Anthony Addis, presidente del Comitato Croce Rossa di Due Carrare, ha spiegato che il denaro raccolto “verrà usato per l’acquisto di generi alimentari da Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< suddividere tra le famiglie bisognose dei 14 Comuni in cui ope- a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci riamo e per gli aspetti logistici legati alla consegna. Sarà nostra attende una sfida non meno impegnativa. riPadova -LaRubano · Tel. 049 650 005 cura rendicontare tutte le spese sostenute. In queste settimane partenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con info@iofartigiana.it i nostri 95 volontari hanno svolto quasi 300 servizi sul territorio la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una di competenza per consegna farmaci e spese alimentari, sorta ve- di “prova del nove” su più fronti e per una molstiario all’ospedale di Schiavonia e buoni spesa per conto teplicità dei di aspetti. Comuni, oltre a progetti di prevenzione”. (n.s.) Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e PA SS

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In questo numero il nuovo inserto

Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<

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Conselve

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La scuola Istituto Canossiano

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urante il lungo lockdown per tutte le scuole d’�Italia c’�è chi ha fatto di necessità virtù e si è mobilitato per dare continuità educativa ai bambini della scuola primaria e sostegno ai più piccolini della scuola dell’infanzia. Stiamo parlando dell’Istituto Canossiano di Conselve, una scuola paritaria di indiscussa fama centenaria, gestita da religiose, con personale quasi totalmente laico, più di cento alunni alla primaria e una settantina all�’infanzia, coordinati da undici insegnanti. L’ormai famosa didattica a distanza, sulla quale tanto di discute, qui è stata creata giorno per giorno. La superiora dell’�Istituto, Madre Ancilla Rebuli, forte della sua pregressa esperienza come docente di scuola primaria, ha manifestato da subito la volontà di creare delle nuove forme comunicative con le famiglie in modo da non perdere il contatto con gli alunni, in questo frangente così delicato. � “L’�emergenza Covid -19 ci ha imposto una profonda riflessione sul nostro operato garantendo il successo formativo e la continuità dell’�azione educativo-didattica in altre forme. Non è stato

affatto facile- spiega la madre superiora- inventarsi una nuova didattica, visto che fino al 21 febbraio avevamo tutte le aule piene di bambini esultati e ancora addobbate per il carnevale appena festeggiato a scuola. Siamo partiti con semplici messaggi telefonici con le famiglie e poi via via il nostro corpo docente ha saputo far squadra in maniera egregia. Senza remore e con tanta buona volontà le maestre sono riuscite a utilizzare delle piattaforme on line e giorno dopo giorno si sono confrontate con una nuova modalità di approccio con i ragazzi. E� un modo di far scuola diverso, in cui si privilegia la conoscenza a volte a scapito dell�’interazione, alquanto difficoltosa dietro uno schermo, sopratutto per i più piccoli. Come educatrici siamo portate all’�approccio umano e il nostro augurio è quello di ripartire a settembre con un abbraccio di massa�. Comitato scientifico ed evoluzione sanitaria permettendo, anche se l’ottimismo non ci manca”, conclude la superiora. La didattica a distanza ha scandito anche l’attività degli altri istitui conselvani, fino alla scuola superiore, con modalità e organizzazione delle lezioni e

A fianco l’ultima occasione di incontro all’Istituto Canossiano, il 20 febbraio, per la festa di Carnevale, il giorno prima della scoperta del contagio in provincia di Padova

“E’ un modo di fare scuola diverso, che privilegia la conoscenza a scapito dell’interazione, più difficile dietro uno schermo, ma come educatrici siamo per l’apporccio diretto”

SERRAMENTI

VOLTAN GABRIELE

delle attività diverse in base alle necessità degli istituti e all’età degli studenti. Ora c’è attesa per l’ultima fase degli studi, gli esami di maturità e quelli di terza media, quest’anno in una veste del tutto inedita , non senza incognite tanto per gli studenti quanto per gli insegnanti. Nel frattempo all’Istituto Mattei sono scesi in campo i genitori che si sono rimboccati le maniche per tagliare l’erba e sistemare l’aera esterna della scuola, nella speranza che possa tornare presto ad animarsi.

“Spesa sospesa” grazie ai volontari

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ra le tante iniziative di solidarietà messe in campo in queste settimane spicca la “spesa sospesa” a Conselve possibile grazie all’impegno di una task force di associazioni e di volontari che ha permesso di far fronte alle necessità di molte famiglie. “Lo Stato ha cercato di fronteggiare l’emergenza con l’erogazione dei “Buoni spesa” - ricorda il sindaco Alberta Ruzzon - finalizzati all’acquisto di generi alimentari e prodotti di prima necessità a sostegno dei nuclei familiari in difficoltà economiche conseguenti alle misure adottate a livello nazionale per contrastare l’epidemia. Per la forte richiesta le risorse assegnate al Comune di Conselve si sono rilevate però insufficienti rispetto alle necessità e anche il Banco Alimentare della Caritas ha visto in esaurimento le proprie scorte”. A questo appello del Comune hanno risposto promuovendo il progetto della “Spesa Sospesa” l’Associazione Pronto Conselve, la Croce Rossa Italiana Comitato di Due

Carrare, insieme a Caritas, Protezione Civile, Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. “I clienti dei supermercati - ricorda il sindaco - possono effettuare una spesa da donare che verrà depositata in un carrello, ben visibile ed identificabile, il cui contenuto verrà ritirato dai volontari delle associazioni e successivamente distribuito tramite la Caritas alle famiglie in difficoltà”. Intanto finalmente tutte le attività economiche hanno riaperto. I negozi del centro, in particolare, dopo una lunga pausa, si sono preparati per accogliere al meglio i clienti e dare loro la possibilità di fare acquisti in tutta sicurezza.

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Conselvano

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La situazione sanitaria “Congelata” per ora l’ipotesi di un reparto Covid all’ospedale di Conselve

Si allenta l’assedio del Coronavirus nelle residenze per gli anziani L

a grande paura sembra ormai passata nelle residenze per anziani del Conselvano e il peggio è alle spalle. Il Coronavirus è sempre stato tenuto fuori dalle porte della Casa di Riposo “Beggiato” di Conselve mentre alla Rsa dell’Ospedale è riuscito ad insinuarsi solo in parte. E’ finito anche lo “stato d’assedio” della “Sereni Orizzonti” di Bovolenta dove il contagio si era diffuso rapidamente agli inizi di aprile, provocando otto decessi e coinvolgendo oltre l’80 per cento dei 69 ospiti. Alla metà di maggio, dopo quaranta e più giorni di apprensione, la prima bella notizia. Dall’esito dei tamponi gli ospiti positivi erano rimasti 15, mentre gli altri 33 sono risultati negativi. A quel punto sono stati trasferiti nell’area gialla per le due settimane di quarantena, ancora in isolamento ma con una condizione psicologica nettamente migliore. In area verde invece sono rimasti gli 8 anziani mai contagiati, protetti per due mesi con estrema attenzione. Si è ridotto anche il numero di anziani ricoverati al Covid Hospital di Schiavonia. La strategia messa in atto dal personale della casa di riposo di Bovolenta ha dato i frutti sperati, grazie alla disponibilità degli operatori che volontariamente hanno scelto di vivere e lavorare per 14 giorni no stop all’interno della struttura, in modo da ridurre al minimo i contatti esterni e il rischio di contagio. Una scelta impegnativa in un periodo difficile, una decisione che, come tutti si auguravano, ha dato il risultato sperato. “Il nostro sacrificio è stato ripagato - osservano sollevate le operatrici di Bovolenta - anche se resta lo sconforto per i sette ospiti deceduti in questo periodo. Avremmo voluto salvare anche loro e li ricordiamo tutti con affetto.

Ora di certo non abbassiamo la guardia e continueremo a dare il massimo per tenere il virus fuori dalle porte. Abbiamo scelto volontariamente di chiuderci in quarantena perché così abbiamo avuto tutto il tempo per dare il massimo ai nostri ospiti, ci siamo organizzati con i turni in modo da alternare il lavoro al riposo e distribuirci gli impegni. Comprendiamo anche il distacco che i familiari stanno vivendo dai loro cari, per questo noi cerchiamo di dare affetto oltre che cure”. Il momento più drammatico è stata la diffusione del contagio: “nonostante fossimo preparati e formati abbiamo provato smarrimento e paura. I primi giorni è stata dura, a fine turno non riuscivamo mai a staccare, ma non perché ci fosse imposto. I nostri ospiti erano la priorità, dovevamo attivare ogni procedura per tutelarli e per proteggere anche noi stessi. Tornavamo a casa con il terrore di contagiare i nostri cari, da qui la decisione di auto isolarci per 14 giorni. Abbiamo pianto lacrime amare per ogni ospite che ci ha lasciato. Al termine di quell’esperienza abbiamo detto subito che è stata la scelta migliore e adesso finalmente abbiamo anche la conferma con il calo dei contagi. Ora stiamo continuando con il medesimo impegno e ringraziamo della solidarietà che abbiamo ricevuto in queste settimane”. A Conselve aveva tenuto banco la possibilità dell’apertura di un reparto Covid-19 al quinto piano del monoblocco, riservato a malati non gravi o in via di guarigione, di supporto a Schiavonia. Il personale in servizio all’ospedale era già stato avvisato e sembrava che si dovesse iniziare ai primi di maggio. Per ora invece questa eventualità non si è concretizzata.

A fianco, alcune operatrici della casa di riposo di Bovolenta; in alto, il Monoblocco dell’ospedale di Conselve

Collaborazione fra le istituzioni conselvane i sindaci si interrogano sul futuro

S

i torna a parlare di collaborazione e coesione nel Conselvano. L’emergenza di queste settimane ha abbattuto diversi steccati e smussato numerosi spigoli, all’insegna di un maggior dialogo fra comuni dopo gli anni burrascosi del naufragio dell’Unione del Conselvano e, due anni fa, dell’affossamento della fusione fra Conselve, Cartura e Terrassa. Pur rivendicando autonomia e identità gli amministratori locali ammettono che situazioni come il lockdown e, ora, la “fase 2” si affrontano meglio remando tutti tutti insieme e cercando di unire le forze. E’ stato questo il principale tema della tavola rotonda organizzata, ovviamente a distanza sula piattaforma on line Zoom, dal master in “Governance delle reti per lo sviluppo locale” dell’Università di Padova, diretto da Patrizia Messina, che ha moderato il dibattito fra i sindaci, gli amministratori, esponenti del mondo del volonta-

Nicola Stievano

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riato e dell’imprenditoria “Abbiamo voluto soffermarci anche sul post emergenza - ha sottolineato Messina- per capire in che misura la rete intercomunale può aiutare mettendo al centro l’attenzione alla dimensione sociale oltre che le criticità in ambito socio sanitario. Ci siamo chiesti se i tempi sono maturi per una nuova coesione territoriale e per una unità d’azione”. Su questo i sindaci hanno accettato il confronto. “Oggi soffriamo la mancanza di azioni comuni - ha sottolineato Massimo Cavazzana di Tribano - perciò dobbiamo ripartire con azioni concrete in relazione alla semplificazione dei servizi, alla valorizzazione del nostro territorio, attraverso progetti pratici e semplici”. Roberto Milan e Gianluca Piva hanno ricordato il ruolo della protezione civile, Modesto Lazzarin e Massimo Zanardo l’impatto dell’emergenza su famiglie e tessuto economico locale.


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Cartura

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L’emergenza ha fermato alcuni cantieri, ma non tutti

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Durante il lockdown l’amministazione ha proseguito l’iter per il potenziamento dell’illuminazione del campo sportivo

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n attesa dello sblocco definitivo delle opere pubbliche. A seguito delle disposizioni per il contenimento del Covid-19 i cantieri già avviati in paese hanno subito uno stop di alcune settimane, per poi riprendere una volta che le restrizioni sono state allentate. È il caso dei lavori del primo stralcio della pista ciclabile di via Rena, opera dal costo di 300 mila euro co-finanziata dalla Regione per circa 100 mila euro, partiti prima dell’epidemia e ripresi alcune settimane fa. A cavallo del lockdown sono state asfaltare alcune strade comunali tra cui via San Pietro Viminario e via Gazzo e rifatto il percorso ciclopedonale tra via Cimitero e via Bragaleo. Altro intervento, iniziato nei mesi scorsi e riavviato dopo il fermo imposto

dall’emergenza, è la realizzazione degli impianti semaforici per l’attraversamento pedonale in piazza dell’Assunta e in via Rena. Nel frattempo sono partiti pure i lavori preliminari per la posa della fibra ottica, intervento rientrante nel piano di Sviluppo della Banda ultra larga promosso dalla Regione, cui ha aderito anche il Comune di Cartura. Nel periodo di lockdown l’amministrazione comunale ha portato avanti l’iter dell’intervento di efficientamento e potenziamento dell’illuminazione del campo da calcio, il cui cantiere aprirà a breve, e ha affidato l’incarico per la progettazione dei lavori di rinforzo strutturale della copertura e di manutenzione del tetto della palestra scolastica. A febbraio era stata ultimata la sistemazione del

Riprendono i lavori del primo stalcio della pista ciclabile di via Rena così come la costruzione della nuova scuola media, asfaltate alcune strade

tetto della scuola secondaria di primo grado. “Questi lavori sono il frutto di oculata programmazione e mirano a realizzare quegli investimenti previsti e pianificati nel programma amministrativo – commenta l’assessore ai lavori pubblici Massimo Zanardo Sono anche un po’ di ossigeno per l’economia locale visto che danno lavoro, nel pieno rispetto delle normative vigenti, a imprese della zona che occupano maestranze locali”. (f.s.)

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na raccolta di generi di prima necessità per venire incontro alle famiglie messe in difficoltà dal lockdown dovuto all’emergenza Covid-19. Questa l’iniziativa, denominata “Spesa sospesa”, avviata da Comune, parrocchia Santa Maria Assunta, Croce Rossa Italiana Comitato di Due Carrare e Protezione civile con il coinvolgimento dei supermercati locali. I cittadini, che vogliono aderire all’iniziativa, sono invitati ad acquistare alcuni prodotti (pasta, riso, farina, tonno e carne in scatola, fagioli piselli e legumi in scatola, pelati e passata di pomodoro, olio sale zucchero, crackers e fette biscottate, latte a lunga conservazione, biscotti e merendine, marmellata e caffè, omogeneizzati e pannolini per bambini, prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa) e depositarli nei carrelli solidali posizionati all’interno dei supermercati di Cartura oppure portarli in parrocchia o in chiesa. (f.s.)


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Due Carrare

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L’iniziativa Lettera alle leader delle istituzioni

“L’Europa sia più solidale”, appello delle consigliere comunali Il consiglio comunale ha votato una mozione, proposta dalle consigliere di maggioranza e di opposizione, per inviare ai vertici Ue un appello alla solidarietà. Il documento, approvato con il solo voto contrario del capogruppo di “Carraresi noi per voi” Giampietro Crivellaro, è stato trasmesso alle tre donne a capo delle principali istituzioni europee: Christine Lagarde (governatrice della BCE), Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea) e Angela Merkel (presidente del Consiglio dell’Unione europea nel prossimo semestre) e per conoscenza al presidente

consigliere di Due Carrare è un appello a riacquistare e valorizzare il senso di solidarietà tra nazioni in un momento così difficile dal punto di vista sanitario, economico e sociale per l’Europa. Una situazione di difficoltà

da cui, secondo le rappresentanti del consiglio comunale carrarese, si può “uscire efficacemente solo a condizione che i Paesi dell’Unione europea decidano di superare gli egoismi e di compiere un atto coraggioso e deciso

verso una pianificazione e una programmazione economica, sociale e fiscale comune”, questo perché secondo le consigliere “la solidarietà ricevuta crea sempre il terreno fertile per altra solidarietà restituita”.

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In alto: Lagarde, Merkel e Von der Leyen, qui sopra il municipio di Due Carrare

del Parlamento europeo David Sassoli e al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. L’intento della lettera, sottoscritta dalle consigliere di maggioranza Alice Carpanese, Laura Penello, Serena Gazzabin, Cinzia Menegazzo, e di opposizione Giulia Gallinaro, è di esortare i vertici dell’Unione Europea a dare impulso al rafforzamento della coesione tra i Paesi comunitari in questo periodo di emergenza Covid-19. Quello delle

Didattica a distanza, nuova piattaforma attivata dall’Istituto Comprensivo

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i chiama “TiSpiego” la piattaforma per la didattica a distanza attivata dall’Istituto Comprensivo Carrarese Euganeo, sviluppata da un’azienda di Due Carrare, la 4All. Nell’impossibilità di poter fare e seguire le lezioni in classe a causa della chiusura delle scuole per l’emergenza Covid-19, la piattaforma permette agli insegnanti di accedere quotidianamente ad una classe digitale e incontrarsi con i propri studenti non più di persona, ma attraverso uno schermo, continuando così il percorso didattico interrotto. L’aula digitale è accessibile senza necessità di software dedicato: è sufficiente collegarsi a una pagina web

mediante un normale browser. Il docente presenta la lezione con microfono e webcam e ha la possibilità di condividere risorse audio/video, documenti del pacchetto Office, file pdf, immagini e anche lo stesso schermo del proprio pc, dove magari ha in precedenza salvato slide o schermate relative alla lezione. La piattaforma può essere utilizzata anche con dispositivi mobili: cellulari e tablet.


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Tribano

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Ionizzatori per sale, scuole e uffici Al via la sanificazione degli spazi pubblici grazie alla tecnologia donata al Comune da una azienda locale. Cavazzana: “questi trattamenti permettono una efficace azione preventiva nei nostri edifici”

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a “Fase 2” si apre anche con la sanificazione per le strutture pubbliche del comune: asili, scuole, centro anziani, centro parrocchiale, biblioteca, municipio e palestra saranno trattati con la tecnologia della ionizzazione al plasma a freddo. La ditta Jonix, operante nel comune, ha donato infatti alla comunità di Tribano i suoi sistemi di sanificazione, ionizzatori che permettono di intervenire anche su grandi spazi come sale pubbliche ed edifici scolastici. L’accordo è stato siglato nelle settimane scorse con il comune di Tribano rappresentato dal sindaco Massimo Cavazzana: “Si tratta della prova di grandissima generosità e noi siamo orgogliosi di avere nel nostro comune un’azienda così innovativa e attenta alle esigenze della comunità. E’ bastato un incontro con il presidente della ditta Mauro Mantovan e con la direttrice commerciale Mina Bustreo per definire una strategia che permetterà alla no-

stra comunità di mettere in atto una concreta e necessaria azione preventiva”. La ditta, infatti, non solo regalerà le apparecchiature necessarie alla sanificazione continua degli ambienti pubblici ma fornirà tutte le attività commerciali e produttive e le singole famiglie di Tribano concedendo una offerta commerciale. Tutti infatti potranno usufruire di prodotti a prezzi convenzionati e per le piccole aziende, che il comune definirà essere in reale difficoltà, sarà data la possibilità di saldare i sanificatori a 12 mesi, senza spese e interessi. Molto soddisfatto anche il vicesindaco Vittorio Salin: “ Abbiamo impostato una strategia di ampio spettro che coinvolge le famiglie, le aziende e tutte le realtà pubbliche del nostro comune al fine di garantire una soluzione continuativa e sinergica efficace con metodi semplici e costi accettabili. Questa offerta aiuterà il nostro comune a ridimensionare l’emergenza sanitaria che stiamo affrontando

A fianco, gli ionizzatori per la sanificazione, sotto, la consegna al Comune

e che purtroppo non si esaurirà a breve”. Grande disponibilità è stata dimostrata dall’ingegnere Mantovan: “Siamo convinti che un’azienda radicata nel territorio debba fare la sua parte ed essere forza integrante della comunità in cui opera. Potremo monitora-

Convenzione Polizia Locale Approvata la convenzione tra il comune di Tribano e Pernumia per il servizio di Polizia Locale. Tra i sindaci Luciano Simonetto e Massimo Cavazzana è stata espressa una sinergia di competenza, di risorse umane, strumentali ed economiche per dare sicurezza al territorio. Tribano sarà comune capofila e la convenzione avrà durata biennale. (c.l.)

Il cinque per mille al Comune per sostenerne le iniziative Il Sindaco avvisa che è possibile destinare il 5 per mille delle proprie ritenute Irpef ai servizi sociali del comune di residenza. Per farlo basta compilare la dichiarazione dei redditi e firmare nel riquadro che riporta la scritta “Sostegno alle attività sociali svolte dal comune di residenza”. Non c’è nulla da pagare: con questo gesto una quota delle proprie imposte anziché andare allo stato andrà al comune. Grazie a queste risorse il comune potrà potenziare la risorsa del servizio civile comunale, integrare le rette del nido, aiutare lo sport per bambini in difficoltà, ampliare le iniziative culturali. (c.l.)

L’asparago di Tribano a casa L’asparago di Ttibano si fregia della De.Co., la denominazione comunale che gli permette di essere valorizzato come prodotto locale. Questa eccellenza agroalimentare è aratterizzata dallo speciale livello di delicatezza, tenerezza e assenza di fibra, in virtù delle particolari condizioni climatiche, del terreno e dei sistemi di coltivazioni. La 37° edizione della Festa dell’Asparago è rimandata al prossimo anno, ma la Pro Loco si è mobilitata per consegnare a domicilio asparagi, pasticci e sughi. (c.l.)

I consiglieri del gruppo di opposizione “RinnoviAmo Tribano” (foto repertorio)

“La nostra gente va sostenuta” Misure concrete a favore di famiglie, imprese ed anziani. A proporle il grupo consiliare “RinnoviAmo Tribano” che fin dall’inizio dell’emergenza ha cercato di sensibilizzare sulla necessità di fornire da subito forme di aiuto

alle varie componenti economiche e sociali del paese. Sono stati chiesti aiuti per le famiglie che si trovano a dover pagare rette scolastiche senza poterne usufruire, ma anche nuovi mezzi per aiutare i ragazzi nello svolgimento dei compiti a casa (anche mediante streaming). Per le imprese sono state chieste riduzioni e differimenti delle imposte. Per gli anziani è stato promosso

re la realtà del comune di Tribano che darà vita ad uno studio unico nel suo genere”. La Jonix è specializzata nei sistemi di raffreddamento per data center; è attiva in altre città italiane come Pisa e Treviso. Cristina Lazzarin

il servizio della spesa a domicilio coinvolgendo l’associazionismo locale. Non sono mancate le occasioni di conflitto con la maggioranza e di critica sulla mancanza di confronto con cittadini e associazioni, a partire da un aspetto importante come quello relativo ai regolamenti approvati le settimane scorse dal consiglio comunale. Già in precedenza il gruppo consiliare di opposizione guidato da Bazzarello aveva criticato le modalità con cui i documenti erano stati presentati alla commissione, prima dell’approvazione definitiva in consiglio. Per il sindaco invece ormai i tempi erano maturi per procedere.. “Tribano aspetta da decenni regolamenti essenziali sulle strutture sportive- spiega il consigliere Roberto Bazzarello- Le regole vanno scritte insieme, invece il metodo frettoloso del sindaco è stato quello di proporre cinque regolamenti di quasi cento pagine in una decina di giorni, senza confrontarsi con le associazioni e i cittadini che avrebbero potuto esprimere le loro idee. Non abbiamo partecipato alle uniche due commissioni statuto e regolamenti convocate in periodo rischioso. Così i regolamenti sono stati portati in consiglio comunale e lì ci siamo astenuti. Questi regolamenti potevano essere discussi e approvati nei mesi successivi quando l’emergenza Covid è passata!”. (c.l.)


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Bagnoli

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“Didattica a distanza, un’avventura anche per la scuola dell’infanzia” Le insegnanti della “SS Angeli Custodi” raccontano questi tre mesi lontani dai loro bambini, raggiunti a casa attraverso video incontri e lezioni

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i parla molto, in questo periodo, di didattica a distanza per la scuola primaria e secondaria. Tuttavia, anche le scuole dell’infanzia in molti casi si sono attrezzate e hanno continuato non solo a mantenere i contatti con i bambini e le loro famiglie, ma anche a proporre delle attività da svolgere a casa. Tra queste scuole particolarmente sensibili, c’è anche la scuola dell’infanzia “SS. Angeli Custodi” di Bagnoli di Sopra. Le insegnanti si sono rese subito conto che occorreva mantenere stretto il legame con i bambini: fin dai primi giorni di sospensione delle lezioni, hanno iniziato a pubblicare dei link a storie e attività sulla pagina Facebook della scuola, ma poi, in pochissimi giorni, hanno iniziato a condividere tramite il gruppo broadcast (solitamente utilizzato per le comunicazioni alle famiglie) video con storie e attività da svolgere che vedevano come protagoniste proprio le insegnanti. Per i bambini vedere i volti delle loro maestre è emozionante, ma anche “attivante”. “Appena la maestra in video dice di prendere un foglio, mio figlio corre a prenderlo”, racconta una mamma, “proprio come se fosse nella sua sezione, a scuola”. La coordinatrice Catia Baretta racconta come lei e le altre due maestre, Francesca e Michela, hanno riorganizzato tutto il loro lavoro: “La didattica a distanza per noi è innegabile che all’inizio sia stata “strana”, una nuova forma d’insegnamento. Abbiamo lasciato fisicamente i nostri bambini il 21 febbraio dopo una normalissima giornata a scuola e purtroppo a causa di questo virus non li abbiamo più visti, abbracciati, coccolati, consolati. Ma non siamo rimaste ferme, caratteristica che ci contraddistingue, e riunendoci virtualmente in uno dei collegi docenti ,che svolgiamo settimanalmente, precisamente dopo la proposta del Ministro Azzolina di sviluppare attività di didattica a distanza , ci siamo interrogate e abbiamo pensato di provare, per quanto strano, a rientrare in

Lo striscione disegnato dalle maestre appeso fuori dalla scuola dell’infanzia “SS Angeli Custodi”

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contatto, seppur virtualmente coi nostri bambini, perché è difficile stare lontani da loro. Proponiamo quotidianamente le attività cercando come sempre di privilegiare laboratori creativi, spesso con materiali di riciclo, per agevolare le famiglie in questo periodo di lockdown, oltre agli appuntamenti settimanali di Lullaby, balyayoga e attività motoria con i video che gli esperti inviano; abbiamo così cercato di ricreare una quotidianità conosciuta ai bambini, scandendo i giorni quasi come se fossero a scuola, portando avanti, per quanto possibile la nostra programmazione, seppur in modo minimal. È bellissimo per noi sapere di poter stare con i nostri bimbi anche solo in questo modo un po’ “strano” e far sentire loro che per noi sono sempre importanti e al centro del nostro cuore”. Le famiglie apprezzano tantissimo l’impegno delle maestre e sostengono i bambini nello svolgimento delle attività; come dice una mamma “Questa scuola è sempre stata una ‘comunità’, cerchiamo di fare tutti del nostro meglio perché lo sia anche ora”. Cristina Lazzarin

Artisti Uniti vicini a tutti

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i chiama “Artisti Uniti per Bagnoli di Sopra” la community aperta per portare musica, canzoni, poesie e arte direttamente a casa, per far sentire i compaesani un po’ meno soli. L’idea è di un affiatato gruppo di una ventina fra musicisti e cantanti, per professione o per passione. Fanno parte del gruppo, inaugurato con con l’appoggio dell’amministrazione comunale, solo per citarne alcuni, la cantante Valentina Biancato con Nicola Zampieri e Francesco Pavani, la soprano Tiziana Faccio, il cantante Marco Casonato, il direttore d’orchestra Andrea Ferrari. “Bagnoli ha deciso di farsi sentire - affermano -perché questo virus non può fermare la nostra arte, la nostra musica”.


Commercio L’amministrazione si rivolge al Governo

Acquisti in sicurezza con il termoscanner “R

ipartire tutti e in sicurezza”, con questa parola d’ordine è iniziata la “fase 2” anche ad Agna, sulla spinta della necessità di riprendere numerose attività garantendo nel contempo la massima sicurezza. Così è stato fatto fatto per il mercato settimanale della domenica, riaperto e messo in sicurezza rilevando la temperatura delle persone con il termo scanner al varco dell’ingresso. Fino all’ulteriore provvedimento del 18 maggio, che di fatto ha riaperto tutte le attività, il mercato di Agna era ripartito in vorma ridotta, con la presenza di una ventina di bancarelle a fronte dei cento ambulanti che storicamente animano il mercato domenicale del comune conselvano. Ogni domenica chi si reca ad Agna troverà degli agenti di polizia locale che armati di termo scanner misureranno la temperatura ad alcuni metri di distanza: “Grazie a questa misurazione- spiega il sindaco Gianluca Piva- riusciamo a garantire ulteriore sicurezza ai nostri cittadini. Il termo scanner ci è stato prestato da una ditta del paese. Tante sono le persone giunte a fare acquisti da noi e ci ha fatto piacere vedere che c’è voglia di ripartire in maniera molto responsabile. Non abbiamo segnalato assembramenti e nessuno si è presentato senza guanti o ma-

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Agna

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Videochat con il sindaco per tutta l’emergenza

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inché persisterà questa emergenza legata al Coronavirus e ci saranno limitazioni per i nostri spostamenti, il sindaco ricorda che tutte le mattine può essere contattato in Municipio, con possibilità di “vedersi a distanza” via Skype (basta cercare “Piva Gianluca” come utente skype). In ogni caso il sindaco sarà sempre disponibile e reperibile H24 al numero di cell. 3488827378. Nel frattempo l’esperienza maturata in “prima linea” tra i due fuochi dei centri di accoglienza profughi di San Siro a Bagnoli e Conetta a Cona, per tre anni, dal 2015 al 2018, è valsa al sindaco il nuovo incarico nazionale nelle fila del suo partito, Fratelli d’Italia. La leader Giorgia Meloni lo ha scelto come vice responsabile nazionale del dipartimento legalità, sicurezza e immigrazione di FdI. “Sono certa che saprai dedicare la massima attenzione e passione a questo delicato ruolo”, scrive Meloni al sindaco Piva. (c.l.)

Le rilevazioni con il termoscanner all’ingresso del mercato di Agna

scherina. Grazie alla polizia è stato possibile garantire il distanziamento sociale e la collaborazione dei clienti è stata fondamentale”. Il sindaco Piva ha deciso di farsi trovare pronto nella gestione della “fase2” frequentando anche un corso per “Covid Manager”, in modo da porter seguire questo delicato momento in cui la vita economica e sociale stanno riprendendo con nuove regole e accortezze, per evitare il diffondersi del virus. Intanto, già le settimaane scorse, a sostegno delle categorie econoimiche il sindaco ha firmato una nuova delibera di Giunta: “Vedendo che si stanno applicando “due pesi e due mi-

sure” abbiamo deciso di esprimerci politicamente chiedendo al Governo di rivedere la gestione delle tempistiche di riapertura. E’ necessario dare la possibilità a tutte le attività economiche commerciali e alle categorie merceologiche di ripartire subito, quindi anche ai bar, ristoranti, barbieri, parrucchiere, centri estetici, logicamente nel pieno rispetto dei protocolli sanitari e di sicurezza anticoronavirus, ma comunque senza scaglionamenti temporali. Si deve ripartire tutti e subito in sicurezza”. Finché è arrivata la conferma della ripartenza anticipata al 18 maggio Cristina Lazzarin

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Altolà al 5G: Bagnoli, Bovolenta, Cartura e Agna firmano l’ordinanza

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i allarga il numero delle amministrazioni comunali intenzionate a mettere un freno alla diffusione della rete mobile 5G. Nel Conselvano il primo sindaco a firmare un’ordinanza in questo senso è stato Roberto Milan di Bagnoli, seguito dalla collega di Bovolenta Anna Pittarello, quindi è stata la volta del sindaco di Agna Gianluca Piva e di Cartura Pasqualina Franzolin. Simile la formulazione del proveddimento che prevede il divieto di installazione, diffusione e sospensione sul territorio comunale di nuovi impianti di telecomunicazione e telefonia mobile con tecnologia 5G e sue varianti. “Al momento non disponiamo delle informazioni e delle risposte sufficienti riguardo ai potenziali effetti sulla salute del 5G – spiega il sindaco Gianluca Piva – e pertanto abbiamo agito con il principio della precauzione per la nostra cittadinanza e in via prudenziale abbiamo messo “nero su bianco” il nostro Altolà. Non

“Al momento non disponiamo di informazioni sufficienti sugli effetti sulla salute” è un no al progresso – continua Piva – ma ci stiamo giustamente ponendo degli interrogativi e vogliamo studiare a fondo la situazione. In queste settimana il nostro ufficio tecnico sta verificando impianti e frequenze presenti nel nostro paese.”(c.l.)

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Provincia

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Volontariato Federico Morandi, vice presidente e co-fondatore della Onlus

“Il coraggio di Giorgia Libero DAL 1969 mette le ali alla solidarietà” L

Marangoni: “la forza delle nostre fragilità” Guido Marangoni, dall’ingegneria informatica agli spettacoli a teatro e ai libri. Cosa unisce queste passioni? “Scherzando dico sempre che il mio sogno è sempre stato quello di fare l’attore comico, ma a causa di una balbuzie molto importante ci ho rinunciato e mi sono rifugiato dietro al computer perché era molto più facile digitare parole su una tastiera che recitare parole davanti ad un pubblico. Poi ho capito che le due dimensioni stanno bene insieme e mi completano”. Come nasce il suo libro “Anna che sorride alla pioggia”? “Il libro nasce dal grande desiderio di raccontare a tutti un mio grande errore: confondere mia figlia Anna con la sua disabilità. È un errore che ho fatto spesso, ma l’incontro cambia tutto. Nel libro racconto, con leggerezza, il mio incontro con Anna”. Cosa le hanno lasciato gli oltre 300 incontri? “La grande scoperta è che siamo tutti molto più uniti e legati di quello che pensiamo. C’è un grande e potente denominatore comune: la nostra fragilità”.

Alcuni dei ragazzi dell’associazione me somme giunte dalla raccolPAVIMENTI E RIVESTIMENTI IN GRES PORCELLANATO “Giorgia Libero” ta fondi ed erogate da Facebook. Entrambe leLEGNO donazioni sono LVT PIETRA NATURALE Schiavonia, per l’acquisto di un tracciate e documentate per conmonitor MostCare Up – Endless sentireARREDO a tutti di rimanere aggiorBAGNO RUBINETTERIA SANITARI

’associazione Giorgia Libero Onlus è stata costituita a settembre 2016 in ricordo di Giorgia, giovane ragazza padovana di Casalserugo, mancata all’età di 23 anni, dopo una lotta di quasi due anni a causa di un linfoma. “Creare un’organizzazione che potesse essere di supporto a giovani e pazienti colpiti dallo stesso tipo di malattia e problematiche connesse era già di per sé un desiderio di Giorgia, la quale avrebbe realizzato questa associazione anche nel caso in cui fosse riuscita a guarire da questo male. Grazie a questa sua volontà e per dare seguito al suo esempio di lotta coraggiosa per la vita, i suoi genitori, Gigliola e Marino, il fratello Fabio, il compagno Federico e il suo migliore amico Alberto hanno deciso di concretizzare questo suo grande desiderio”. Quali le principali attività? “Fin dal principio la Onlus si è focalizzata nel dare supporto al reparto di Ematologia e Immunologia Clinica dell’Azienda Ospedaliera di Padova dove Giorgia è stata per i ricoveri e le cure”. Significativa è stata la vostra recente raccolta fondi per il reparto di Terapia Intensiva dell’Azienda Ospedaliera di Padova che sta affrontando l’emergenza. Come donerete la cifra raccolta? “La raccolta fondi è stata da subito sorprendente, nemmeno noi quattro rappresentanti (io, Alberto, Diego e Alessandro con l’affiancamento dei genitori di Giorgia) ci saremmo aspettati una soddisfazione simile. Quella sera, nel bel mezzo di alcune riflessioni ci è venuta l’idea di offrire un aiuto concreto. L’obiettivo iniziale era quello di raccogliere 5.000,00 euro come contributo per acquistare dispositivi di protezione per il personale sanitario e per i pazienti, ma dopo poche ore, grazie alle numerose donazioni la raccolta fondi aveva già raggiunto cifre considerevoli superando in 24 ore i 100.000 euro e i 200.000 dopo le prime 48 ore. Per far fronte alle necessità più urgenti, abbiamo deciso di anticipare subito una prima tranche di � 49.900 per poi far seguire quella più ingente di � 450.100 a seguito dell’accredito delle pri-

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nati e per dare prova piena della nostra trasparenza e serietà. Oltre a questo versamento complessivo di � 500.000,00 abbiamo, con l’approvazione degli utenti che hanno partecipato e risposto al sondaggio indetto nella pagina, deciso di aiutare anche la struttura il covid hospital di

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Qual è la dedica preferita? “Le dediche a cui tengo sono quelle che, alla fine di ogni mio incontro e spettacolo, chiedo a chi ho davanti. Quando chiedo al pubblico di farmi loro una dedica gli occhi si illuminano e mi regalano condivisioni meravigliose”. “Buone notizie secondo Anna” come nasce la rubrica? “E’ un modo diverso di invitare tutti noi, me per primo, a non rinunciare all’incontro. Un tentativo di rendere quel momento di imbarazzo, che la disabilità e la diversità spesso mettono in evidenza, un po’ più accogliente tramite la leggerezza”. Quali i sogni per il futuro? “Ne ho moltissimi, forse troppi direbbe mia moglie Daniela. In questo periodo di confinamento sto scrivendo molto, ma anche pensando a qualcosa on line. Non nascondo che quello che manca davvero di più sono gli incontri, gli spettacoli, gli sguardi e gli abbracci”. (f.x.)

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“Donne in casa Le maglie di Salviato esposte alla violenza all’asta per un aiuto non lasciamole sole” U In queste settimane in cui è stata stravolta anche la routine quotidiana delle emozioni, le operatrici, le volontarie e le socie del Centro Veneto Progetti Donna vogliono dire a tutte le donne che ci sono.

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n concomitanza con l’emergenza sanitaria è iniziata la Campagna #iorestoacasa ma #laviolenzanonsiferma che invita le donne a continuare a chiamare il numero verde gratuito 800 81 46 81 dalle ore 8.00 alle ore 20.00, il numero fisso 049.8721277 dalle ore 9.30 alle ore 15.30 dal lunedì al venerdì oppure scrivere alla mail info@centrodonnapadova.it, oltre che sulla pagina Facebook nella sezione messaggi della loro pagina Centro Don-

na Padova Auser, o nel profilo Instagram centrovenetoprogettidonna. “In un momento in cui è giusto fermarsi, per la salute pubblica e per il bene di tutte e tutti noi - spiega Patrizia Zantedeschi, Presidente del Centro Veneto Progetti Donna - Siamo consapevoli che alcuni fenomeni non si arrestano, e la violenza nelle relazioni intime è uno di questi, che al contrario nei momenti di crisi si amplifica. Le case, che per la maggior parte di noi sono il luogo più sicuro oggi per limitare il rischio di contagio, non lo sono per moltissime donne che sono costrette a passare molto più tempo con un partner che le maltratta. Chiediamo a tutte e tutti di pensare che situazioni di violenza continueranno, anche e soprattutto durante questa emergenza, e di non lasciare sole le donne e i loro figli per i quali questo periodo rischia di diventarre un inferno nell’inferno”. Per questo l’assocazione invita a non abbassare la guardia ed è pronta ad intervenire in caso di necessità per trovare una soluzione che permetta di risolvere il disagio. (f.x.)

n viaggio iniziato nel settore giovanile biancoscudato, dove è cresciuto e ha spiccato il volo: da Mantova a Livorno, da Lanciano a Cremona, passando per Novara, Pescara e Bari, per poi tornare a giocare nel Padova. Simone Salviato, che oggi milita nella Luparense, può vantare una carriera di tutto rispetto, con oltre 260 presenze tra serie B e Lega Pro, al fianco di compagni e avversari con i quali ha scambiato la maglia al termine delle partite. Quei cimeli, ricordi di amicizie e rivalità, sono stati messi all’asta su Ebay per sostenere l’Ospedale di Padova nell’emergenza Coronavirus tramite Onlus Live, l’associazione nata dopo la scomparsa del calciatore Piermario Morosini, compagno di squadra di Simone hai tempi di Livorno. “Stavo sistemando la cantina e ho ritrovato le maglie raccolte negli anni - spiega Salviato - Alcune erano davvero speciali e ho pensato che per un collezionista potessero aver un valore: quella del Milan di Antonio Donnarumma in finale di Coppa Italia, quella del Livorno di Andrea Luci durante il primo “Moroday” o quella di Damiano Longhi del Padova in serie A, solo per fare qualche esempio”. Nasce così l’idea di aprire un’asta benefi-

Il calciatore Simone Salviato

ca: “In questi anni con Onlus Live abbiamo acquistato e donato oltre 200 defibrillatori in tutta Italia - continua Simone - Continueremo a farlo anche in futuro, ma in questo momento abbiamo pensato ad aiutare chi è impegnato nella lotta al Covid19”. Durata tre settimane, l’asta ha riscosso il successo desiderato, anche oltre oceano. “La maglia di Giani dello Spezia è stata aggiudicata ad un appassionato degli Stati Uniti, davvero incredibile!”. In tutto, sono stati raccolti 965 euro, che sono già stati donati donati all’Ospedale di Padova. (e.b.)

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Cultura .

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Giorgia Mazzucato L’attrice si racconta

Giorgia Mazzucato

“Il teatro è esperienza dal vivo”

sento l’urgenza di dover fare la mia parte. Sei diventata anche insegnante di Teatro, giusto? Negli ultimi dieci anni mi sono dedicata anche alla pratica dell’insegnamento teatrale all’interno di svariate scuole e accademie italiane. A maggio dell’anno scorso ho fondato la mia Scuola e Casa di produzione teatrale: Shakespeare’s Box a Roma. In questa scuola c’è tutto il teatro in cui credo: un teatro fatto di condivisione, libertà, sperimentazione, gioia e domande importanti.

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l teatro come vocazione fin da quando era bambina. Il palcoscenico come luogo dove esprimere le proprie urgenze. Lo spettacolo come fucina di memoria condivisa. Ha solo 30 anni, ma la profondità con cui Giorgia Mazzucato si racconta ti entra dentro. Quando è iniziato il tuo viaggio nel mondo del Teatro? Le primissime esperienze risalgono alla scuola media, avevo 12 anni. Il vero e proprio battesimo, però, è avvenuto al Liceo Fermi di Padova, dove ho iniziato a recitare e scrivere brani su consiglio del mio primo Maestro, Andrea Pennacchi. È lui che mi ha trasmesso l’amore per il teatro, lo considero il mio mentore. Poi? Mi sono laureata presso la Magistrale di Discipline dello Spettacolo dal vivo all’Alma Mater Studiorum di Bologna, con una tesi di ricerca su Shakespeare. Chi sono i tuoi Maestri? Oltre a Pennacchi, ho avuto l’onore di formarmi con Maestri del calibro di Natalino Balasso, Marco Baliani, Massimiliano Bruno, Patti Stiles, Antonio Vulpio e Jill Farris. Tra tutte le esperienze formative, però, ho il privilegio di aver partecipato ai corsi

di Dario Fo e Franca Rame alla Libera Università di Alcatraz nel 2013, pochi mesi prima che Franca morisse. Non li dimenticherò mai, per l’energia e l’umanità che mi hanno trasmesso. Sei giovane, ma hai già vinto moltissimi premi. Già, ho vinto numerosi premi, tra cui Miglior Artista Internazionale al San Diego Fringe Festival 2017, Premio OFF al Roma Fringe Festival 2017, Miglior Spettacolo al Teatro Avogaria di Venezia. Parlaci dei tuoi spettacoli… Il primo che ho scritto, diretto e interpretato si intitola “Viviamoci”. Ha vinto numerosi premi e - nella sua versione inglese Lifegate - mi ha portato in tournée in California. Un’esperienza indimenticabile. Il secondo si chiama “Comunque”, uno spettacolo in stile “bergonzoniano”, in cui protagonista è la parola, con i suoi giochi e suoni meravigliosi. Poi ho portato in scena “Guerriere”, un omaggio alle donne durante la prima Guerra Mondiale. Infine ho dato vista a “Gesù aveva l’erre moscia”, uno spettacolo in cui emerge il volto umano di Cristo, ma che ha fatto molto discutere per il suo titolo. Prima dell’emergenza sanitaria,

Enrico Beda

erano tutti e quattro in tournée nazionale. A proposito, come cambiata la programmazione con il Coronavirus? Ovviamente tutti gli spettacoli in programma sono stati annullati o rinviati. A differenza di altri, però, rifiuto nel modo più categorico l’idea che il teatro possa essere filtrato da un computer o da uno smartphone. Per me il teatro è empatia con il pubblico: vibrazioni, risate, lacrime, carne ed ossa. In passato ho realizzato dei corti web, ma sono tutt’altra cosa. Cosa fai, quindi, durante queste giornate a casa? Ne approfitto per studiare e scrivere il mio prossimo spettacolo. Si chiara “Komorebi” e parlerà di omobitransfobia. Sto raccogliendo tantissime testimonianze, studi e documenti e che mi permetteranno di raccontare il fenomeno con la profondità che merita. C’è una battaglia culturale da fare in questo campo e

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“Stagione sul sofà” Cartellone digitale

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na stagione sul sofà”: titola così il cartellone digitale del Teatro Stabile del Veneto, che ha scelto di alzare un sipario virtuale per continuare a proporre spettacoli e intrattenere il pubblico anche in questo momento difficile. I canali social YouTube, Facebook e Instagram, infatti, trasmettono nuovi contenuti, live o on demand, fruibili comodamente e gratuitamente da casa: video integrali di spettacoli, fiabe e racconti per famiglie, laboratori teatrali, aperitivi letterari, video letture di grandi romanzi. “Volevamo dimostrare che il teatro è vivo, che il teatro c’è ancora nonostante le sale chiuse. Per questo abbiamo pensato di aprire virtualmente il sipario nelle case dei nostri spettatori, non per essere invadenti, ma per essere utili in un momento difficile” afferma Giampiero Beltotto, Presidente Teatro Stabile del Veneto. Le proposte sono davvero per tutte le età: la rubrica “Famiglie connesse” pubblica fiabe, favole

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SEDE e racconti, gli “Aperitivi letterari” permettono di trascorrere l’aperitivo casalingo in compagnia dei grandi autori letti dagli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza, il “Nordest in Tournée” offre spettacoli ogni weekend, dai grandi classici ai capolavori contemporanei. Non mancano i momenti di formazione interattiva come il laboratorio teatrale di cittadinanza online “L’ora d’aria” o il torneo di poesia performativa “Zoom Poetry Slam”. “I nostri soci hanno accolto questo progetto con entusiasmo - continua Beltotto - Ci auguriamo che questa idea venga accolta con lungimiranza, per il bene e per il futuro delle compagnie, degli artisti, della prosa, degli spettatori e del teatro tutto”. (e.b.)

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Sport

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L’intervista L’arciere padovano

la Federazione mi darà la possibilità, mi piacerebbe seguire i ragazzi del settore giovanile. Amo questo sport, vorrei trasmettere la mia passione ai più giovani”. Se dovessi raccontare il tiro con l’arco ad un bambino, cosa gli diresti? “Gli direi che per vincere serve carattere, ma allo stesso tempo gli spiegherei che questo sport aiuta il carattere a formarsi. Aiuta ad auto gestirsi, a non mollare, a reagire nei momenti difficili, a non avere mai paura. E poi lo inviterei a provare, per capire di persona le emozioni che il tiro con l’arco può regalare.

Galiazzo: “Tokio 2021 ci aspetta” L

’esperienza e la determina- ria di questo sport. Ad Atene 2004, zione nella faretra, la quinta sei stato il primo arciere italiano a Olimpiade nel mirino: l’arciere vincere l’oro olimpico. padovano Marco Galiazzo, primo “Un’emozione incredibile. Era il campione olimpico nella storia del mio esordio a cinque cerchi, avevo tiro con l’arco italiano, si racconta solo 21 anni e non sentivo molte in vista dell’appuntamento di Tok- pressioni. Ricordo tutto di quei yo, ora rimandato al 2021. giorni: il villaggio olimpico, l’atmoCredi sia stato corretto rinviare sfera unica, la gioia incontenibile i Giochi? per quella vittoria storica. Me la “Credo sia stata una decisione sono proprio goduta”. difficile ma necesCome è cam“Ora mi sto allenando biata la tua vita? saria, per garantire la sicurezza di tutti. a casa. Amo questo sport “Ho continuato Ci prepareremo al a fare ciò che fae vorrei continuare meglio per l’anno cevo prima, senza a trasmettere la passione montarmi la teprossimo”. A 37 anni potresti sta. Ho fondato la ai più giovani” essere uno dei veteA.S.D. Arcieri Rio rani della spedizione azzurra. Ma a Ponte San Nicolò, la società a cui cosa ricordi dei tuoi esordi? sono ancora iscritto”. “Ho iniziato a tirare con l’arco a Poi a Pechino 2008 è arrivato 14 anni, insieme a mio padre che l’argento a squadre. A Londra 2012 oggi è anche il mio allenatore. È l’oro, sempre a squadre. stato un amore a prima vista, mi “Anche a Londra è stato un redivertivo moltissimo e subito ho cord: mai l’Italia aveva vinto l’oro capito che avrebbe potuto essere a squadre nel tiro con l’arco. Aver il mio sport. La mia prima società condiviso il primo gradino del poè stata la Compagnia Arcieri Pado- dio olimpico con Michele Frangilli vani, ho vinto praticamente tutti e Mauro Nespoli, ha reso ancora i campionati giovanili e a 16 anni più speciale quella medaglia. Vinsono stato convocato per la prima cere in squadra ha un sapore spevolta in nazionale”. ciale, anche in uno sport indiviLì hai iniziato a scrivere la sto- duale come il nostro”.

Enrico Beda

Atene, Pechino, Londra, Rio. Tokyo sarebbe la tua quinta Olimpiade. “Proprio così. Mi preparerò al meglio per poter conquistare la qualificazione a squadre. Partecipare ancora alle Olimpiadi, sarebbe per me un sogno”. Come e dove si svolgono i tuoi allenamenti? “L’emergenza sanitaria ha stravolto la nostra preparazione: in queste settimane sto facendo allenamento a casa. Solitamente mi alleno al Centro Federale a Cantalupa, in provincia di Torino, sei giorni a settimana: ogni seduta prevede circa 200 tiri in situazioni di stress: con pesi, elastici, in equilibrio precario. Due volte al mese, inoltre, partecipo ai raduni della nazionale”. Stai già immaginando il tuo futuro? “Finché continuerò a divertirmi e a raggiungere buoni risultati, continuerò a tirare. Poi mi piacerebbe rimanere nell’ambiente: se

Pallavolo Tregarofani l’attività non si ferma

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sercizi fisici quotidiani, suggeriti online dagli allenatori e raccontati dalle squadre attraverso i social network. L’emergenza sanitaria e la “permanenza forzata” tra le mura domestiche non hanno scalfito la voglia di allenarsi delle ragazze della Pallavolo Tregarofani, storica società padovana nata negli anni ’60 nel patronato di Madonna Pellegrina, oggi composta da oltre 120 atlete di ogni età, dal mini volley alla prima divisione. “Quando abbiamo capito che lo stop dell’attività sportiva sarebbe stato duraturo, ci siamo adoperati con tutti gli allenatori per proporre alle atlete esercizi fisici di potenziamento e mantenimento, che consentissero di non disperdere la forma fisica acquisita nei

mesi precedenti - spiega Michela Santinon, Direttore Tecnico della società - Prepariamo schede personalizzate per ognuna delle nostre squadre, che inviamo alle ragazze via WhatsApp. Dalla prima squadra al settore giovanile, le nostre atlete continuano ad allenarsi anche in queste settimane, dal salotto o dal giardino di casa”. L’iniziativa ha riscosso entusiasmo tra le ragazze, che ogni giorno raccontano i loro allenamenti su Facebook e Instagram. “Abbiamo chiesto alle atlete di immortalarsi durante gli allenamenti, ma anche durante i momenti di studio o di svago continua il Direttore Tecnico - I capitani di ogni squadra raccolgono le varie testimonianze e le condividono nei canali social del-

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le società, utilizzando l’hashtag #FacciamoSquadra”. Un’iniziativa semplice ma efficace, che contribuisce a mantenere il senso di appartenenza al club anche in queste settimane. “Al di là dell’aspetto sportivo conclude Santinon - è fondamentale che le ragazze continuino ad essere legate, a comunicare e a condividere le loro esperienze. Anche questo significa far parte di una squadra”. (e.b.)


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#Regione

Il Prefetto di Padova Renato Franceschelli

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Il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto

“I cittadini hanno “Ripartiamo dimostrato grande con la massima senso di responsabilità” attenzione” Prefetto Franceschelli, quale il bilancio della prima fase di emergenza? “Possiamo distinguere due momenti e due modalità decisamente diverse. I primi 15 giorni con l’individuazione del focolaio di Vo’ e la chiusura di Schiavonia hanno rappresentato l’emergenza nella maniera più tradizionale, durante la quale abbiamo fornito assistenza alle persone, vigilato sugli accessi, gestito i bisogni e i servizi essenziali. Quando l’emergenza si è allargata sul piano territoriale e ha assunto connotazioni più sanitarie, le cui competenze sono in capo alla regione e alle Uls è cambiato anche il nostro ruolo come Prefettura. Da allora le direttive del Governo hanno avuto un evidente impatto sulla vita di tutti e da parte nostra abbiamo avvertito la necessità di armonizzare le interpretazioni, di coordinare le forze dell’ordine e gli enti locali. La gestione delle deroghe alle attività e filiere essenziali ha rappresentato un onere notevole in termini amministrativi e burocratici, con la gestione di oltre 8 mila domande da parte delle aziende che chiedevano di proseguire. Abbiamo cercato di essere collaborativi e comprendere le singole richieste, negando quelle pretestuose ma riconoscendo la complessità delle filiere presenti a Padova e provincia e cercando sempre una soluzione”. I cittadini come hanno risposto? “Posso dire di aver avvertito un senso responsabilità diffuso nel periodo di maggiore restrizione. I padovani hanno collaborato e si sono adeguati alle disposizioni, lo confermano anche i numeri delle attività di controllo che pubblichiamo quotidianamente sul nostro sito”. I giovani come si sono comportati? “Si sono dimostrati più responsabili e pazienti degli adulti, hanno vissuto la segregazione con minor disagio, probabilmente perché avevano già confidenza con gli strumenti tecnologici che hanno permesso di mantenere le relazioni a distanza”. Come ha vissuto a livello personale questo periodo? “Ho avuto la fortuna di avere mia moglie bloccata qui a Padova e quindi di non essere solo. Come per molti è stato un periodo di lavoro intenso, con giornate veramente piene. Certo mi è mancata la

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dimensione della socialità, come a tutti”. Cosa cambia con la “fase 2”? “Il mondo intorno a noi è cambiato e ci troviamo a gestire una situazione nuova, che coinvolge le amministrazioni pubbliche e il mondo delle aziende. In questo momento l’approccio è improntato alla collaborazione e non solo alla sanzione. Le aziende si trovano di fronte anche a difficoltà di interpretazione delle nuove regole e meritano di essere sostenute e aiutate prima che sanzionate. Questo in caso di difficoltà oggettive, mentre le furbizie non sono ammesse. Il tavolo istituito in Prefettura con gli uffici e forze polizia che eseguono i controlli tiene vivo il dialogo quotidiano con le categorie economiche, con i sindacati e con il mondo bancario. La mia raccomandazione è quella di rendersi conto che la partita non è finita e proprio adesso ci giochiamo un rischio concreto con le riaperture. Dobbiamo evitare le disattenzioni che possono generare nuovi focolai di contagio”. Quali prospettive per i grandi eventi estivi? “Questo è l’ambito sul quale grava un notevole punto interrogativo. In questo periodo è difficile immaginare una gestione a breve termine. Al momento siamo in attesa di indicazioni da parte del governo,sicuramente è il settore che ne sta risentendo di più e che va adeguataNicola Stievano mente sostenuto.

’emergenza Covid-19 ha impegnato in modo massiccio tutte le forze di polizia nella sua fase più acuta nel territorio della Città Metropolitana di Venezia. Ora ci sarà da affrontare la fase 2 tenendo sempre conto che basta qualche disattenzione per far ripartire il virus”. Lo spiega Vittorio Zappalorto Prefetto di Venezia, che è anche coordinatore di tutti i prefetti del Veneto. Zappalorto trevigiano, era stato qualche anno fa anche commissario straordinario per il Comune di Venezia a seguito delle vicissitudini giudiziarie della giunta Orsoni. “Una parte importante del lavorospiega il Prefetto- che è stato fatto in questi difficili mesi, in cui la pandemia è stata così forte, è stata quella dipanare e coordinare le normative in materia che arrivano via via dai vari enti e che a volte erano contraddittorie fra loro”. La Prefettura di Venezia ha dovuto così dare indicazioni sulla corretta applica- che, sono state accolte dalla Prefettura, ad eccezione di circa 200 che non rizione delle normative e dovrà anche far fronte nelle prossime settimane ai spondevano ai requisiti per riaprire. Ora arriva la fase 2. “In questo frantanti ricorsi. “Nel periodo più difficile dell’epidemia - aggiunge Zappalorto - gente – sottolinea il Prefetto Zappasul territorio veneziano fra carabinieri, lorto – è importante innanzitutto seguire l’andamento polizia di stato, guardell’epidemia contradia di finanza e agenti “Ogni giorno stata quotidianamente delle polizie locali, c’erispondiamo alle dal sistema sanitario rano oltre 1200 uomini e donne a presidiare. richieste di aziende e far luce sulle varie normative in modo da Un lavoro importantisdare linee guida chiare simo fatto con grande e cittadini, abbiamo alla cittadinanza e atabnegazione e spirito eseguito decine di tività produttive. Sarà di servizio. I controlli importante ad esemfatti sono stati decine migliaia di controlli” pio, che una attività di migliaia e migliaia le sanzioni comminate. “Va detto - conti- che riapre (si pensi a bar e ristoranti) in nua il Prefetto - che la stragrande mag- linea di massima se non ci sono partigioranza dei cittadini si è attenuta alle colari esigenze, non venga controllata da diverse forze di polizia più volte”. Inregole in modo scrupoloso anche se in tanti hanno chiesto chiarimenti su cosa fine c’è attenzione attenzione e attesa per le disposizioni su momenti aggreera possibile fare e cosa no. I cittadini gativi come concerti, sagre feste paehanno tempestato di telefonate i centralini della Prefettura e a loro sono sta- sane spettacoli. “Si tratta di eventi che te date tutte le delucidazioni ai quesiti per ora restano vietati perché creano di ordine pratico che spesso venivano assembramenti. – conclude il Prefetto Vedremo a giugno con i nuovi decreti se posti”. Sul fronte delle aziende alla Prefettura vi sarà la possibilità di concedere qualsono arrivate 5000 richieste di apertura che forma di autorizzazione”. Insomin deroga nell’ambito delle filiere con- ma, come in tutta Italia, i grandi eventi siderate “essenziali” o riconducibili a rischiano di essere gli ultimi a poter riAlessandro Abbadir partire. queste Queste richieste, fatte le verifi-


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Regione

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L’intervista Maddalena De Luca, Prefetto di Rovigo, ripercorre questi mesi frenetici

“Il Polesine ha dimostrato grande capacità di recupero” P

rima l’emergenza, ora la ripartenza tra mille incognite e dubbi. Ne abbiamo parlato con il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Signor Prefetto, un bilancio di questo lockdown che ci siamo finalmente lasciati alle spalle? “L’esigenza maggiore da parte della popolazione è stata quella di avere informazioni chiare, precise, dirette ed è una cosa che continuiamo a garantire anche adesso. Nei primi momenti evidentemente c’era l’incognita sulle cose da fare: di fronte a misure importanti è stata necessaria una vicinanza particolare alla comunità sia attraverso i sindaci che sono i più vicini alle realtà territoriali sia con i cittadini che si sono interfacciati alla Prefettura”. Come ha retto il Polesine? “Ha risposto molto bene: i cittadini sono stati rispettosi delle regole, hanno compreso il problema e quanto fosse seria e grave la situazione. Durante tutto il lockdown sono stati 50mila i cittadini controllati, con una media di un migliaio al giorno, e la percentuale trasgressioni accertate è stata molto bassa, nell’ordine del 2%. Circa 25mila le attività produttive controllate”. Se lo aspettava un comportamento così virtuoso? “Ci speravo, perché ho avuto modo di cono-

scere la comunità e ho sempre avuto un’ottima impressione”. Nel lockdown sono state molte le aziende che hanno chiesto di poter riaprire prima? “Nella fase del silenzio-assenso non abbiamo riscontrato criticità. Ci sono state 865 comunicazioni da parte di aziende che ritenevano di far parte della filiera produttiva e che si sono adeguate utilizzando al loro interno le precauzioni richieste. I controlli delle forze dell’ordine e dello Spisal hanno dato ottimi risultati: solo 20 i procedimenti di sospensione parziale, nessuna chiusura totale. Chi non aveva diritto, insomma, non ha fatto domanda”. Molta preoccupazione hanno destato le case di riposo. “Ci sono state situazioni colpite dal virus, in particolare a Fratta e agli Istituti Polesani di Ficarolo, ma sono state messe in campo misure importanti che hanno permesso di ricostruire dal singolo contagiato tutta la reti di rapporti, consentendo di isolare tutti i contatti”. Veniamo alla fase 2, cosa dobbiamo aspettarci? “C’è stata una ripresa molto razionale e ci stiamo avviando a una nuova normalità. La cosa veramente importante è questa: finché non ci sarà un vaccino o una cura dedicata, le

uniche armi che abbiamo sono quelle di rispettare le precauzioni che ormai conosciamo. La chiusura ha avuto fortissime ripercussioni dal punto di vista economico, è innegabile: sicuramente è auspicabile che attività produttive, piccoli artigiani, parrucchieri, estetisti riprendano a lavorare al meglio perché tantissime famiglie basano la loro economia famigliare su questo”. Capitolo estate: cosa ci attende, in spiaggia e in città? “Il turismo è stato particolarmente colpito in questi mesi. Mi auguro che possiamo pensare a un’estate nella nuova normalità, che sia estate, che siano vacanze! Quanto agli eventi pubblici, manifestazioni di piazza, cinema, spettacolo dovranno aspettare”. E i ristoranti e bar? “Come sappiamo dovranno essere rispettate le distanze, con un numero di coperti ridotto. Questo avrà certamente un peso, ma sono fiduciosa che queste misure saranno comunque temporanee, in attesa di una vera normalità”. Il Polesine reggerà l’onda d’urto? “Il mio augurio è che il Polesine, che ha già dimostrato grande resilienza e capacità di recupero e di reinventarsi, darà prova della sua forza e saprà recuperare quello che si è perso”. Giorgia Gay

“Imprese e lavoratori hanno bisogno di un supporto costante”

“A

questo punto il tema non è più soltanto sanitario. Tutti gli operatori economici ora avranno bisogno di un supporto costante, con indicazioni chiare”. Lo sostengono gli esponenti del Partito Democratico in Regione con il capogruppo Stefano Fracasso e i consiglieri Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis i quali chiedono un monitoraggio costante che investa l’aspetto economico di imprese e lavoratori. “Bisogna intervenire puntualmente sulle criticità, - affermano e pertanto devono essere coinvolti anche i diretti interessati, tramite i rappresentanti delle categorie economiche, i sindacati e non soltanto a livello regionale. L’auspicio è di allargare il Tavolo Ulss-Sindaci attualmente previsto dalle indicazioni regionali. Imprese e lavoratori non non devono essere solo soggetti passivi ma essere coinvolti in modo da segnalare in tempo reale eventuali difficoltà nell’applicazione delle nuove regole”.

Fase 2 La Regione rivendica autonomia sulle linee operative

Lanzarin: “schede nazionali difficilmente applicabili, cerchiamo di semplificare” N

ei giorni cruciali dell’avvio della “Fase 2” il Veneto rivendica la propria autonomia decisionale anche sulle linee guida da adottare per la ripartenza, in sicurezza ma con efficacia, delle attività economiche e produttive. Lo hanno ribadito gli assessori regionali durante il confronto con le parti sociali a ridosso della riapertura generale. A fare sintesi l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. “Le schede elaborate da Inail e Istituto Superiore di Sanità appaiono troppo complesse e inapplicabili, - ha ribadito - in particolare per ristorazione e turismo. La Regione Veneto, con il supporto del Dipartimento sanitario di Pre-

venzione, è pronta a rielaborare le indicazioni Inail in modo da poter fornire una proposta di prescrizioni chiare, semplici e concrete, nel rispetto dei principi cardine di salute pubblica e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e dei protocolli nazionali già sottoscritti con le parti sociali”. Nei giorni successivi la Giunta ha messo a punto un documento unico, composto da una premessa comune, uguale per tutti i settori, relativa a norme uniformi di igiene, sanificazione, distanziamento fisico e monitoraggio sanitario, e norme di dettaglio specifiche per le diverse attività e comparti, recependo le indicazioni già messe a punto

dai diversi tavoli regionali di settore, in particolare quelle elaborate dal tavolo sul turismo. “Spicca la proposta di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha aggiunto Lanzarin – sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili

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le riaperture”. L’assessore alle attività produttive Roberto Marcato ha lanciato un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: “Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato - dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità”. L’assessore al Turismo Federico Caner ha ricordato che “in Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo”.

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Regione

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L’intervista Maurizio Conte, Commissione ambiente e lavori pubblici in Regione

“Dall’emergenza il Veneto può ripartire di slancio” Tra le priorità il consigliere regionale padovano sottolinea l’attenzione ai servizi sanitari territoriali e al personale in forze, ma anche la necessità di un adeguato rilancio del settore turistico

M

aurizio Conte, Consigliere Regionale padovano, già Assessore Regionale con la delega all’Ambiente, è attuale componente della II^ Commissione Ambiente e Lavori Pubblici. Consigliere Conte, cosa ne pensa della situazione del Veneto dopo l’esperienza dell’emergenza coronavirus? “L’esperienza dell’emergenza coronavirus può diventare una nuova opportunità per il Veneto, per poter ripartire con nuovo slancio e con nuove opportunità. Anche in Veneto sono stati fatti degli errori collegati sicuramente alla non conoscenza del virus e di conseguenza alla necessità di inventare dei protocolli che permet-

tessero un azione di prevenzione e di sicurezza per la salute dei cittadini: nel complesso però la Sanità Veneta ha dimostrato efficienza e preparazione, soprattutto grazie alle intuizioni di qualche luminare e alla professionalità e dedizione che medici, infermieri, operatori sanitari hanno dimostrato”. Cosa potrebbe essere migliorato in Sanità? “Soprattutto in ambito sanitario certe scelte hanno avuto un forte impatto sulle prestazioni sanitarie territoriali (es. chiusura dell’Ospedale di Schiavonia) comportando lo spostamento in altri ospedali, per interventi o per visite specialistiche, di tanti cittadini di quel territorio”.

Maurizio Conte

“Si è capito quindi come sia fondamentale la Medicina del Territorio, l’importanza dei Medici di Base, la necessità di potenziare prestazioni preventive e complementari al di fuori degli Ospedali, rivedendo magari anche le dimensioni delle Ulss sulla base dei flussi reali dei fruitori delle varie prestazioni. Senza dimenticarsi del giusto riconoscimento economico a chi opera nella sanità pubblica. Per questa emergenza in cosa si è impegnato direttamente lei, consigliere Conte?

“Grazie al mio ruolo e all’attività in Consiglio sono riuscito, evidenziando le criticità, a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di calmierare i prezzi delle mascherine e dei vari dispositivi per la sicurezza personale, sull’opportunità di erogare contributi alle società culturali e sportive in forte difficoltà economica, a evidenziare l’inopportunità da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel richiedere il pagamento dei tamponi fatti agli anziani nelle case di riposo”. Quali saranno le priorità che si dovranno affrontare nei prossimi mesi in Regione Veneto? “In Regione Veneto sicuramente il settore del turismo, in forte crisi proprio per l’emergenza coronavirus, diventa prioritario nella politica di rilancio dell’economia di questo territorio. Diventa fondamentale la fase di comunicazione e di promozione per recuperare i flussi turistici Italiano ed Internazionale: è per questo che ho proposto che il portale Veneto.

EU diventi il portale delle prenotazioni turistiche in Veneto, eliminando i costi di gestione booking agli operatori turistici veneti. Collegati al turismo ci sono i settori dell’Agricoltura e dell’Ambiente, settori fondamentali per la valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti tipici della nostra Terra, che hanno bisogno di una nuova politica di rilancio e sostegno guardando alle opportunità di finanziamento dei Fondi Europei”. Come secondo lei si potrebbero risolvere tutte queste questioni/problematiche? “Proprio in considerazione di come il Veneto ha gestito l’emergenza coronavirus, sono sempre più convinto che potremo farcela solo attuando velocemente quel riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia che il popolo Veneto ha chiesto con forza con il referendum del 2017: sarà questo il mio prioritario impegno, se rieletto, nella prossima legislatura in Regione”.

L’intervista Micaela Faggiani racconta la genesi e l’evoluzione di questo progetto tutto veneto

“Il Cantiere delle donne” guida la rivoluzione gentile per la parità di genere “I

l Cantiere delle donne vuole essere un luogo di lavoro, di sperimentazione, di costruzione, al femminile. Vogliamo fare rete, con uno spirito di combattiva solidarietà, per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini”. È questo il senso del Cantiere delle donne, come raccontato da una delle fondatrici, Micaela Faggiani. Un gruppo di migliaia di donne, per ora forzatamente virtuale, a causa dell’emergenza coronavirus, che a breve tornerà a far incontrare le donne anche fisicamente, per fare appunto rete. Come e quando nasce il “Il Cantiere delle donne”? “Nasce a fine gennaio da un’idea condivisa con le colleghe giornaliste Antonella Benanzato e Alessia Da Canal, davanti ad un aperitivo. Si è iniziato con una partecipatissima cena al Caffè letterario di Padova il 17 gennaio, per proseguire con l’organizzazione del secondo incontro con tanto di ospite d’onore, la giornalista Ritanna Armeni. Il coronavirus lo ha però impedito. Il Cantiere comunque non si è dato per vinto e ha pun-

tato sulla rete: è nato su Facebook un gruppo chiuso che ha raggiunto le 3.500 iscritte, provenienti da tutta Italia”. E poi come siete andate avanti? “Alle tre ideatrici intanto si sono aggiunte come amministratrici altre due colleghe giornaliste Lisa De Rossi e Laura Eduati. Da qui anche l’idea di dar vita ad un vero e proprio tg fatto in casa, in tempo di quarantena: proponiamo ogni settimana un pout pourry di esperienze, consigli, frammenti di vita quotidiana delle donne del cantiere, tante e diverse, con professionalità delle più disparate. Un estratto della società al femminile, che si confronta anche attraverso questi nuovi strumenti, con il sorriso e la leggerezza ma anche toccando temi caldi. Un tg disponibile sia nel gruppo chiuso sia nel canale Youtube del Cantiere delle donne. Da qui la prossima apertura di un sito internet e di una pagina Facebook per strutturare meglio i servizi delle donne per le donne, creando anche in un futuro occupazione al femminile”. Perché l’esigenza di dare voce alle donne?

“Il Cantiere vuole diventare un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne. Vogliamo sederci ai tavoli di costruzione della nostra società con professionalità, talento e desiderio di contribuire al miglioramento della “polis” con la nostra visione del mondo”. Quali “battaglie” avete promosso finora? “Una delle prime è stata proprio l’aver radunato così tante donne sotto lo stesso tetto, poi nel momento storico che stiamo vivendo l’aver aiutato molte donne ad aver voce nei confronti delle istituzioni, sulla necessità di organizzare la fase due con aziende aperte e scuole chiuse... così forti anche della nostra vicinanza con le istituzioni abbiamo contattato il presidente Zaia e l’assessore Donazzan e mandato videoappelli al governo fatti dalle mamme del gruppo. Abbiamo fatto rumore su un silenzio assordante, quello dei bambini e degli adolescenti. Non è un caso che si sono confrontate con noi dal

vivo, online, donne di valore come la senatrice Emma Bonino, l’assessore Donazzan, le onorevoli Sara Moretto e Roberta Toffanin. Abbiamo inoltre messo a confronto le donne europee sulla ripartenza”. Come intendete procedere per il futuro, quando anche l’emergenza coronavirus sarà finita? “La nostra mission è la rivoluzione gentile, ossia cambiare il mondo con un’effettiva parità di genere, aiutare le donne a essere valorizzate a dovere, sporcandoci anche noi le mani facendo vedere quanto valiamo e quanto abbiamo da dare, nelle politica, nel sociale, nel lavoro. Abbiamo già trovato alcuni sostenitori uomini che dall’interno delle loro aziende vogliono iniziare a fare questa rivoluzione con noi...ora non ci rimanere che continuare a lavorare”.


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on-line: MAGGIO 2020

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on sappiamo ancora se la prossima estate sarà caratterizzata da temperature tropicali oppure no. Quello che è certo è che gli animali, in particolare i cani, sono spesso vittime del cosiddetto “colpo di caldo”, perché i nostri amici a due e a quattro zampe hanno davvero poca tolleranza del caldo. Ecco alcuni consigli su come far affrontare al meglio la stagione estiva ai nostri animali domestici. Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente aiuto e nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.

Qualche consiglio utile per affrontare il caldo

Estate: come proteggere i nostri amici animali

Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate subito il veterinario. Evitate le passeggiate con il vostro cane nelle ore più calde della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portate sempre con voi acqua e una ciotola. Ricordatevi di applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia. Anche cani e gatti possono scottarsi al sole! Con le alte temperature non mancheranno di far visita le pulci, le zecche e gli

acari, meglio quindi verificare spesso il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. E non dimenticate di applicare preventivamente un antiparassitario con collari, spray o pipette. Per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti è opportuno anche tenere ben pulito e disinfettato il luogo in cui vivono, cuccia o lettiera che sia, cambiando almeno 2 volte la settimana la sabbia o il fondo della loro casa. In estate non solo cani e gatti hanno bisogno di maggiori cure, ma anche uccellini domestici, conigli e roditori oltre che i pesci. Le voliere e le gabbiette vanno posizionate in luoghi all’ombra, freschi e

ventilati, bisogna avere cura di cambiare spesso l’acqua dei beverini e lasciare loro delle vaschette di acqua in cui immergersi. E’ meglio riempire i laghetti ogni sera, per ripristinare l’acqua evaporata durante il giorno e così aggiungere ossigeno nuovo. Per gli acquari è consigliato abbassare la temperatura del riscaldatore di un paio di gradi, lasciare il coperchio aperto ed eventualmente installare sul bordo alcune ventole che aiutano l’abbassamento di qualche grado della temperatura dell’acqua. I rettili, al contrario, amano le temperature più calde e umide e per questo adorano l’estate!

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n treno? E’ conveniente di giorno e con cani di taglia piccola. In nave non c’è una regola, le condizioni le stabilisce ogni singola compagnia. In aereo è più complicato e molto faticoso per i cani di taglia grande e media e le condizioni le condizioni di trasporto vengono stabilite dalle compagnie. In auto è di certo il modo migliore, anche se possono esserci alcuni proiblemi, quali il mal d’auto e la sete! I cani possono infatti soffrire l’auto, come noi, per motivi fisici (cinetosi) o psicologici. I sintomi sono nausea, vomito, paura, agitazione e a volte tentativi di fuga. Ma non dimentichiamo che Fido non sa che stiamo andando in vacanze… quindi non ci spazientiamo se dovesse avere qualche problema di mal d’auto e di agitazione!

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Filariosi Mai abbassare la guardia!

Con l’arrivo dell’estate possiamo dare la giusta protezione ai nostri animali S

appiamo bene quanto pulci e zecche possano rendere un incubo le passeggiate primaverili con i nostri amici a quattro zampe. Ma con l’arrivo dell’estate è bene preoccuparsi maggiormente di una malattia parassitaria del cane e del gatto molto insidiosa e che può essere facilmente trasmessa tramite le punture di zanzara: la filariosi e la filariosi cardiopolmonare. Il rischio di contrarre questa malattia aumenta proprio con l’arrivo del caldo che favorisce infatti la schiusa delle uova delle zanzare. A causare la malattia è un parassita, il Dirofilaria Immitis, che viene trasmesso agli animali tramite delle banali punture di zanzara. In Italia, è diffusa soprattutto nelle regioni della Pianura Padana. Non è facile capirne i sintomi, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale e compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato. Le prime avvisaglie sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, che possono essere diversi tra gatti e cani. Nei gatti i primi segnali della presenza della filariosi sono in genere vomito e difficoltà respiratorie. Più rara nei felini

è la sintomatologia cardiopolmonare che però è più pericolosa per questi animali che per i cani, perché il loro il cuore è molto più piccolo e dunque più fragile. Nei cani la malattia può manifestarsi invece con stanchezza, inappetenza, tosse, insufficienza cardiaca, problemi respiratori, edema polmonare. Per verificare la presenza della malattia basta un semplice prelievo del sangue: i risultati sono molto attendibili nel cane, meno nel gatto. Una volta certi della diagnosi, il veterinario vi aiuterà a scegliere la cura più appropriata.

La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche molto seri. Per prevenire l’insorgere della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, assolutamente privi di effetti collaterali. Il trattamento viene solitamente somministrato da maggio a novembre ed è possibile scegliere l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, oppure un’iniezione, che agisce per circa sei mesi.

La pericolosa malattia è causata un parassita trasmesso agli animali attraverso le punture di zanzara. Per la prevenzione vi sono farmaci specifici

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Animali da compagnia e Covid-19 facciamo chiarezza L’OIPA: “È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla non comprovata trasmissibilità del virus da parte degli animali da affezione, per evitare allarmismi ingiustificati e comportamenti irresponsabili nei loro confronti”

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ra fake news e allarmismi generalizzati, in questi mesi sono circolate molte, fin troppe, informazioni sul rapporto tra trasmissione del virus ed i nostri animali da compagnia. Per questo, cerchiamo di fare chiarezza, affidandoci agli esperti che tanto ci hanno guidato e ci guidano dall’esordio del Covid-19. Nel caso specifico ci siamo rivolti ad OIPA Italia Onlus, l’Associazione Internazionale Protezione Animali, che con i suoi specialisti ci ha aiutato a trovare il bandolo della matassa e che vuole diffondere una corretta informazione sul tema. “Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia (dei Coronavirus – Ndr), come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 – spiega Silvana Confente, medico veterinario di Oipa - È fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione”. La prof.ssa Mirta Bajamonte, Biomedico – Biotecnologo – Embriologo Clinico specializzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana, interpellata da OIPA, afferma:

“Sebbene il SARS-CoV2 parta dagli animali, è altrettanto scientificamente verificato che il ceppo virale, cambiando continuamente ospite e quindi progredendo da una specie animale ad un’altra, abbia subito delle mutazioni che hanno reso il ceppo di attacco all’essere umano specie-specifico, motivo per cui la trasmissione avviene esclusivamente da uomo a uomo. Gli animali che vivono nelle nostre case, a causa della malattia dei loro proprietari, potrebbero, in casi rari, contrarre l’infezione ma non trasmettere a loro volta il virus. È quindi sufficiente che la persona positiva al SARS-CoV2 si comporti con loro adottando le stesse misure preventive utilizzate con gli altri membri della famiglia. Nel rispetto di tutti gli esseri senzienti, è irresponsabile fare dichiarazioni allarmanti che confondano l’opinione pubblica e che, non essendo addetta ai lavori, penserà bene di sbarazzarsi dei propri animali domestici soltanto nel timore, ad oggi ingiustificato, del loro possibile ruolo di contagio nell’epidemia”. Sì, perché purtroppo abbiamo assistito anche a questo fenomeno disumano. L’abbandono degli animali domestici, per paura potessero essere veicolo di contagio. Pertanto, è dovero-

RIAPRE Niente fila NO ASSEMBRAMENTI

GRAZIE

per averci scelto e per continuare a sceglierci

so sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile, ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.). Venendo alla quotidianità di questo periodo e dunque al benessere dei nostri animali, riportiamo le risposte che il Ministero della Salute ha dato ad alcuni dei più frequenti quesiti posti dalla cittadinanza.

Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia? Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.

Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).


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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sitoPer internet dell’Istituto superiore partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

Coronavirus, il piano per la Banca del plasma Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche

#NOI CI SIAMO NEGOZI APERTI

Sperimentazione per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di Veneto richie-che comunitàa Regione se fattedelcon materiali de cortesemente la colla- Le resistono al lavaggio a 60 gradi. borazione della popolazione per mascherine di comunità commerciali compiere unoulteriore passosesulsulla sono monouso sono lavabili camminosidella sfida indicazioni alla pande- che confezione riportano mia da virus SARS-COV-2 che è di possono includere anche il numero responsabile della malattia COVID lavaggi consentito senza che questo 19”, è l’incipit della lettera che diminuisca la loro performance. dallo scorso 11 maggio perso- nel Quali mascherine devole usare ne che sono guarite dall’infezione caso in cui compaiano sintomi di indel terribile virus si sono viste refezione respiratoria? capitare del Veneto con è Nel caso dalle in cuiUlss compaiano sintomi l’invito a donare il sangue. necessario l’utilizzo di mascherine cerSi come trattadispositivi di un invito rivolto a tificate medici. più di 3.000 persone con l’intento, Come smaltire le mascherine? loro collaborazione, -attraverso Se è stata la utilizzata una mascherina di creare, nel tempo monouso, smaltirlapiù conbreve i rifiuti indiffepossibile, una banca del plasma. renziati; spiega il una presidente -L’obiettivo, Se è stata indossata mascheriRegione metterla Luca Zaia,inèuna quello na della riutilizzabile, busta di farsi le trovare preparati nel riutilizzo caso e seguire regole per il suo in cui in autunno ci fosse un nuodopo apposito lavaggio. vo inasprimento dell’infezione da Coronavirus. La sperimentazione della terapia con plasma iper-immune su un panel di ricoverati condotta dalla dottoressa Giustina De Silvestro, Direttore dell’Unità operativa immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti.

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità

Mascherine, istruzioni per l’uso

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Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria sulla qualità dell’aria

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uale legame può esserci tra Couale legame può esserci tra Covid 19 e inquinamento dell’aria? vid 19 e inquinamento dell’aria? La risposta è affidata ad un progetto La risposta è affidata ad un progetto di ricerca nazionale, Pulvirus, che di ricerca nazionale, Pulvirus, che l’Agenzia regionale per la prevenl’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del zione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) e la Protezione civile Veneto (Arpav) e la Protezione civile regionale stanno portando avanti regionale stanno portando avanti insieme con l’Istituto superiore di insieme con l’Istituto superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale Sanità, Enea e Sistema nazionale delle agenzie. delle agenzie. “Abbiamo fortemente promosso “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del persoagenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, nale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” il legame fra inquinamento e Covid” ha spiegato Luca Marchesi, direttore ha spiegato Luca Marchesi, direttore generale Arpav in occasione della generale Arpav in occasione della presentazione del progetto lo scorso presentazione del progetto lo scorso 29 aprile a Roma. 29 aprile a Roma. “Per questo – ha aggiunto - abbia“Per questo – ha aggiunto - abbiamo fortemente promosso un’iniziamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina tiva nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitodati delle nostre stazioni di monitoraggio”. raggio”. Già prima della nascita della task Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientaforce nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle li, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle

egli ospedali della nostra regione e in particolare nell’Azienda Ospedaliera di Padova, che ha assunto ruolo di centro coordinatore, è in atto la sperimentazione della trasfusione ai pazienti con forma grave di COVID 19 del plasma raccolto dai pazienti guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo degli anticorpi in grado di neutralizzare il virus - prosegue la lettera - i confortanti risultati ottenuti nel decorso clinico dei pazienti così trattati ci ha dato la forza per sostenere e avviare la ricerca delle persone che hanno superato la malattia e potrebbero divenire sorgente benefica donando un po’ del loro plasma. Non soltanto: ma abbiamo l’ambizione di poter provvedere alle possibili ricomparse future di questa insidiosa malattia conservando quote congelate del prezioso emocomponente, da utilizzare al momento opportuno”. Chi può donare? “L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale la persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia” si spiega in un video divulgativo, diffuso a supporto della lettera. “Se ha avuto solo il tampone positivo ma non ha avuto sintomi o se ha avuto sintomi ma non è sicuro di avere avuto il coronavirus non è idoneo a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato”. “Lei potrebbe essere la persona che stiamo cercando: la preghiamo perciò di poter aderite alla nostra iniziativa e di comunicarci la sua disponibilità ad essere contattato dal Centro Trasfusionale della sua provincia di residenza - conclude la lettera che è stata inviata ai guariti da COVID 19 - per avere maggiori e più precise informazioni in merito e magari poter concordare un appuntamento per una visita preliminare”.

Un progetto progetto di di ricerca ricerca studia studia le le relazioni relazioni Un tra inquinamento inquinamento ee Covid Covid 19. 19. tra L’Agenzia ambientale ambientale veneta veneta ee la la Protezione Protezione L’Agenzia civile nella nella task task force force nazionale nazionale civile stazioni di monitoraggio dell’aria che stazioni di monitoraggio dell’aria che coprono capillarmente il territorio coprono capillarmente il territorio nazionale soprattutto nelle regioni nazionale soprattutto nelle regioni maggiormente interessate alla panmaggiormente interessate alla pandemia. demia. L’analisi preliminare dei dati duL’analisi preliminare dei dati durante il lockdown indica che i differante il lockdown indica che i differenti inquinanti studiati non hanno renti inquinanti studiati non hanno avuto gli stessi andamenti. Infatti da avuto gli stessi andamenti. Infatti da fine febbraio si nota la diminuzione fine febbraio si nota la diminuzione

del biossido di azoto (NO2) maggiordel biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici. fenomeni atmosferici. Per fare un esempio, il periodo del Per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento e quindi favorevole al miglioramento dell’aria. dell’aria.

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 146832019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del

17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a

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ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono

Le bufale sul Coronavirus Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news

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isinformazione e fake news, non sempre è facile muoversi, soprattutto nei social media e sul web, con sicurezza per distinguere le false notizie dalle informazioni utili. In seguito alla circolazione di queste notizie fuorvianti il Ministero della salute ha dunque avviato una campagna contro le bufale, che aggiorna costantemente. Per quanto riguarda le informazioni sul virus – questa è la raccomandazione principale - è buona norma fare sempre riferimento a fonti istituzionali ufficiali e certificate. Di seguito alcune affermazioni che sono circolate in rete e che sono smentite dal Ministero della Salute. Una volta che mi sono contagiato, il nuovo coronavirus rimarrà per sempre nelle mie cellule: Falso. Una persona che ha contratto il nuovo coronavirus può guarire completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi al nuovo coronavirus non significa rimanere infetti per sempre. Il Coronavirus colpisce l’apparato respiratorio quindi se sono in grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato per confermare se si ha il Covid-19 è con un test di laboratorio e non mediante prove di apnea o esercizi di respirazione. La vitamina D protegge dall’infezione da nuovo coronavirus? Falso. Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che la vitamina D giochi un ruolo nella protezione dall’infezione da nuovo Coronavirus Il virus è sensibile all’alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19: Falso. Il consumo frequente di alcol o su-

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peralcolici non protegge dall’infezione da nuovo coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la salute e generano dipendenza. Il loro consumo non solo non protegge dal virus ma espone al rischio di sviluppare malattie serie, tra cui tumori. Per prevenire il contagio bisogna restare a casa quanto più possibile, rispettare le misure di distanziamento sociale (almeno 1 metro di distanza dalle altre persone) e lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzione a base di alcol per almeno 40- 60 secondi. Si possono fare disinfettanti fatti in casa miscelando candeggina, sale grosso e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso.

sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria? Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici. Come smaltire le mascherine? - Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati; - Se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.


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Salute

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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità Le norme di sicurezza da seguire e le modalità per riprendere senza forzare troppo o rischiare di farsi male

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ttività fisica, ripartire è una scelta sana ma la ripresa va fatta gradualmente e con attenzione. E’ bene ritornare alle abitudini di un tempo, senza tuttavia dimenticare che la “ripartenza” presuppone, per funzionare, l’osservanza di normative con la stessa attenzione mantenuta nel periodo della piena emergenza. Il dottor Franco Giada, Primario di Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa dell’Ulss 3 (in foto), come membro del Comitato Scientifico, si rifà ai consigli stilati di recente dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, che è la società scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport. Le sue raccomandazioni si rivolgono sia a chi fa sport di tipo agonistico, ma anche a chi pratica esercizio fisico per il benessere o come mezzo preventivo e terapeutico. 1. Praticare attività fisica a livello individuale, rispettando l’eventuale indicazione all’utilizzo di una mascherina

chirurgica per coprirsi naso e bocca. 2. Mantenersi a distanza da altre persone. Considerato che l’attività fisica aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori e di conseguenza lo spazio percorso dalle goccioline di saliva presenti nel nostro respiro (droplets), sarà necessario aumentare la distanza di sicurezza portandola ad almeno 5 metri durante il cammino e la corsa e ad almeno 20 metri nel caso del ciclismo. 3. Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti. 4. Appena possibile, dopo l’attività fisica, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, sciacquandole ed asciugandole con una salvietta monouso. Se non si ha accesso ad acqua corrente è possibile ricorrere a prodotti di disinfezione

5. Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate. 6. Buttare subito in appositi contenitori (ben sigillati) i fazzolettini di carta o altri materiali, come cerotti, bende, eccetera 7. Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 8. Qualora si tossisca o starnutisca, coprirsi la bocca e il naso con l’incavo del gomito o con un fazzoletto, preferibilmente monouso, ma non con la mano. Oltre alla prudenza è inoltre corretto riprendere in maniera sicura, efficace e graduale. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha spiegato il Primario – riconosce

l’esercizio fisico come uno dei più importanti mezzi per la riduzione del rischio di mortalità e di contrarre patologie gravi come le malattie cardiovascolari, l’ictus, l’ipertensione, il diabete, l’obesità; e va detto che la riduzione dell’esercizio fisico (il cosiddetto “detraining”) può comportare, anche nel giro di poche settimane, riduzione delle performance fisiche e problemi di vario genere a quasi tutti gli organi: infortuni, traumi, problemi muscolari, eventi cardiovascolari, disturbi della sfera psicologica”. Al fine di contrastare gli effetti deleteri del detraining (del “non allenamento”) sulla ripresa dell’attività fisica, la FMSI raccomanda quindi di attenersi a precise indicazioni in termini di inten-

sità, frequenza, volume e modalità di esercizio. E’ necessario prevedere un aumento graduale del carico o volume totale di esercizio fisico (da aumentarsi ogni 4-6 settimane) ed alternare attività di tipo aerobico (cammino veloce, corsa, ciclismo, eccetera), con attività di tonificazione muscolare (esercizi a corpo libero o con pesi leggeri e/o elastici). Ogni seduta di allenamento deve prevedere una fase iniziale di stretching ed una finale di defaticamento con esercizi di allungamento muscolare. 1. Per le persone “sedentarie” si consiglia iniziare con 150 minuti/settimana di esercizio fisico di lieve intensità, o con 75 minuti/settimana di esercizio fisico ad intensità moderata, fino a raggiungere l’obiettivo di almeno 300 minuti di attività leggera alla settimana, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata alla settimana. 2. Per i “moderatamente attivi” si consiglia di svolgere almeno 300 minuti di attività leggera, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata a settimana. 15 minuti di attività vigorosa per 1-2 volte a settimana devono essere eseguiti in alternativa all’esercizio leggero (60120 minuti) o moderato (30-60 minuti). 3. Per gli “attivi” si consiglia di eseguire almeno 150 minuti di esercizio di intensità moderata a settimana, o 75 minuti di esercizio di intensità vigorosa.

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Y-40® THE DEEP JOY: DALLE TERME AL MARE, LE VACANZE NON SONO PIÙ UN SOGNO! L’estate inizia ON-LINE, grazie ai corsi digital di subacquea o apnea e le immersioni nell’acqua termale della piscina più profonda del mondo, a Montegrotto Terme.

Q

uale sarà la prima cosa che farai una volta tornato alla normalità?” Se in tutti i sondaggi di questo periodo si registra la voglia di rilassarsi, andare al mare, vivere la libertà dell’acqua, Y-40® The Deep Joy, la piscina più profonda del mondo, ha già tutte le carte in regola per avvicinarci a realizzare questo sogno! Il centro di immersioni più frequentato in Europa, ha pensato di proporre tutto il ventaglio dei propri corsi, dalla subacquea all’apnea, anche in questo periodo, comodamente dal proprio divano di casa. Per mezzo del programma Y-40 Digital School, infatti, si potranno frequentare le lezioni teoriche sull’utilizzo delle bombole, le tecniche apneistiche, il soccorso, la respirazione e molto altro, dai livelli base a quelli più avanzati, grazie agli

istruttori a disposizione attraverso l’e-learning. In seguito, si procederà con le immersioni nei 4.300.000 litri d’acqua termale salsobromoiodica a 32°/34°C della struttura entrata nel Guinness dei Primati grazie ai suoi 42 metri di profondità.

Un modo di avvicinarsi all’estate gradualmente, iniziando già da ora con la formazione in rete per procedere poi nella struttura ideata e progettata dall’architetto Emanuele Boaretto con le caratteristiche adatte alla migliore svolgimento della didattica subacquea.

Dai primi passi nel mondo acquatico ai training per diventare istruttori, dai corsi di gruppo legati al calendario di Y-40 alle lezioni private negli orari preferiti, un team di istruttori di fama internazionale è pronto a realizzare il sogno di preparare al meglio tutti gli appassionati di mare alle prossi-

me vacanze estive, con un brevetto riconosciuto in tutto il mondo. Per maggiori informazioni sui corsi Y-40 Digital School, scrivi a info@y-40.com www.Y-40.com Via Cataio 42, Montegrotto Terme (PD)

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Benessere a 360° Ci rivedremo presto… per prenderci cura di voi!


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Ricordando i nostri Cari … Da questo mese laPiazza mette a disposizione dei Lettori e delle Imprese di Onoranze Funebri questo spazio, in ricordo dei propri cari.

049 870 48 84

ACCETTAZIONE TELEFONICA NECROLOGIE

Il servizio, a pagamento, è operativo TUTTI I GIORNI dalle 10.00 alle 18.00

Gobbato - 049 5599505

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