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Conselvano gen2018 n7

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Sport p.18

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p.33

Salute p.27

GENNAIO 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 7

Cultura p.17

on-line:

del Conselvano www.compro-oro-conselve.it

CONSELVE, ASSISTENZA

Cinque cani conquistano gli anziani ospiti CONSELVE, LA POLEMICA

Fusione a tre, i sindaci spingono, dibatitto acceso

Un nuovo “patto” per l’area produttiva conselvana L’accordo fra industriali, Comuni, Zip e Camera di Commercio di Padova punta servizio a pag 6 a ridare smalto alla zona industriale

DUE CARRARE, PROGETTO

Battuta d’arresto per il centro commerciale CARTURA, ESERCITAZIONE

Protezione civile, 80 volontari mobilitati TRIBANO, LA PROTESTA

Ancora mini blackout, residenti infuriati AGNA, MIGRANTI

Bonus da 91 mila euro per il Comune BAGNOLI, IL CASO

Palazzetto, terzo tentativo di vendita all’asta POLITICA

Il 4 marzo si vota: le nuove regole

Sanità veneta: liste d’attesa scandalose!

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l Ministero ha promosso l’ultimo Bilancio sanitario del Veneto a pieni voti. Zaia, giustamente, ha cantato vittoria parlando di un modello virtuoso. Negli stessi giorni, però, andava in onda sulla Rai la trasmissione Petrolio con un’inchiesta che denunciava alcuni comportamenti inammissibili. In particolare un primario di ginecologia proponeva ad una paziente di saltare le liste d’attesa per un intervento pagnado, a lui, 2000 euro. segue a pag 3

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Facciamo. il punto

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Sanità veneta: liste d’attesa scandalose! Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Il nostro Governatore non è certo stato a guardare e ha subito presentato un esposto-denuncia alla magistratura sui fatti in questione, rubricando, però, la faccenda sotto la voce “mele marce”. Sarà. La realtà però è che i tempi d’attesa per le principali prestazioni sanitarie sono davvero lunghissime. Oltre un anno per fare una visita oculistica, addirittura di più per qualche piccolo intervento definito di routine. E potremmo andare avanti a lungo con un elenco davvero scoraggiante per i pazienti e i contribuenti veneti. Il problema è un bubbone pronto ad esplodere, se ne parla costantemente da oltre dieci anni e sembra non ci sia modo di risolvere la questione dignitosamente. A questo proposito il Veneto a fine 2016 si è dotato di una legge per il contenimento dei tempi che intercorrono fra la prescrizione del medico di base e l’erogazione della prestazione specialistica. L’obiettivo: dimezzare i giorni d’attesa per visite ed esami che, pur non essendo urgenti, registrano lunghe code nell’accesso. Addirittura si annunciava in quel frangente che i direttori generali che non avessero mantenuto questi obiettivi avrebbero potuto essere rimossi dal governatore Zaia. L’opposizione consiliare e i sindacati sanitari erano critici nei confronti del provvedimento, in quanto a corollario della legge non era stato previsto un nuovo aumento di risorse. L’assessore alla sanità Luca Coletto aveva promesso l’apertura degli ospedali fino alle 23 per almeno tre giorni alla settimana e dalle 8 alle 12 alla domenica e nei festivi. Ma aumentando l’orario d’apertura occorreva aumentare il numero di medici e infermieri. Per farlo occorreva stanziare nuove risorse. Probabilmente non è stato fatto. Ormai la gente è rassegnata: chi ha bisogno di una visita urgente e può permetterselo consulta uno specialista privatamente. Chi non può aspetta affidandosi alla buona sorte. E’ questa la sanità d’eccellenza di cui si vantano i nostri politici?

I migliori amici degli anziani S

ono diventati i migliori amici di ospiti e operatori della Rsa x di Conselve: stiamo parlando dei cinque cani protagonisti del progetto di attività assistita con gli animali promosso da Uls 6 e Ordine dei Veterinari di Padova, in collaborazione con la “Sereni Orizzonti” che gestisce la struttura. Ogni appuntamento si è trasformato così in un momento di festa e di “cura”, in tutti i sensi. Un paziente, raccontano gli operatori della Rsa, che da mesi non parlava a causa di un ictus, durante uno degli incontri ha pronunciato la parola “cane” e pian piano ha ripreso a parlare. Un altro ospite, il signor Gino, si è fatto portavoce di tutti i pazienti per chiedere che le visite di questi cinque amici possano continuare anche in futuro. Nina, collie blue merle di 6 anni, è cieca ma si aggira tra gli anziani con disinvoltura. Lo stesso fa Pippo, spinger spaniel di ben 15 anni ancora vivace e attivo, insieme a Eva, border collie di 3 anni, Ariel australian shepherd di 5 e Baldo, pastore del Lagorai. “Non contano la razza e l’età dei cani, è importante l’attitudine e la capacità di gestire lo stress emotivo a cui gli animali sono sottoposti in questi incontri” spiega la dottoressa Chiara Bottaro, veterinario dell’equipe che ha seguito il progetto. “Gli ospiti hanno avuto modo di divertirsi, svagarsi e migliorare la comunicazione - aggiunge Lamberto Barzon, presidente dell’Ordine dei Veterinari di Padova - i cani hanno rappresentato dei mediatori tra il conduttore ed il paziente, facilitando le relazioni sociali e costituendo un’occasione di scambio affettivo e di gioco. Le attività sono state ricche di significato, lo abbiamo visto dal sorriso e dallo sguardo raggiante degli ospiti”. Pieno sostegno anche da parte dell’Uls 6, ora si lavora per riproporre l’iniziatva. (n.s.)

del Conselvano

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Ottimi risultati alla Rsa conselvana per l’idea dei veterinari

Verso le Elezioni 2018 elezioni

ricorda ai soggetti interessati la propria disponibilità ad ospitare per le prossime Elezioni messaggi politici elettorali e inserti pubblicitari allegati al giornale. (In ottemperanza alla legge 28 del 22 Febbraio 2000).

PER INFORMAZIONI: tel. 049

È un periodico formato da 15 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Conselve, Tribano, Cartura, Bovolenta, Due Carrare e Bagnoli di Sopra per un numero complessivo di 13.200 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

8704884 · info@givemotions.it

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 18 gennaio 2018


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Conselve .

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Il dibattito Confronto molto acceso

Fusione a tre, per i sindaci è fattibile Entra nel vivo il progetto con le tre assemblee pubblice e l’imminente affidamento dello studio di fattibilità

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l 2018 sarà l’anno della verità per il progetto di fusione fra Conselve, Cartura e Terrassa, lanciato lo scorso settembre dai tre sindaci. In queste settimane l’affidamento dell’incarico per lo studio di fattibilità, intanto saranno avviati i colloqui con le realtà del territorio. Quindi il voto in consiglio comunale e, in caso di via libera, l’organizzazione del referendum. L’obiettivo è quello di concludere il percorso prima delle elezioni amministrative della primavera 2019 a Terrassa. A spezzare una lancia a favore della fusione è Pasqualina Franzolin,

sindaco di Cartura, a margine della prima assemblea pubblica. “La fusione non deve essere vista come uno strumento per sopprimere un Comune - spiega - ma solo nuova veste amministrativa, più efficiente ed efficace. La nostra responsabilità di amministratori è portare avanti questo percorso d’informazione e presa di coscienza. Riteniamo che questa possa essere un’opportunità vincente per il futuro e lo sviluppo della nostra comunità. Siamo ancora nella fase propedeutica; sarà importante il lavoro della commissione che convocherà

Luca Martinello del Movimento 5 Stelle di Conselve è molto critico sul progetto

tavoli di consultazione per raccogliere pareri e suggerimenti”. Anche gli altri sindaci ribadiscono le ragioni che li hanno convinti ad intraprendere questo percorso. Da una parte la necessità di unire le forze sempre più risicate dei tre municipi cercando di beneficiare delle economie di scala, dall’altra la prospettiva di un generoso contributo di 22 milioni di euro, un toccasana per le casse comunali. Luca Martinello del Movimento 5 Stelle di Con-

selve è nettamente contrario al progetto: “E’ una iniziativa legata esclusivamente alle opportunità economiche e politiche di cui gli attuali amministratori vogliono beneficiare. La primavera scorsa in campagna elettorale non si era mai parlato di fusione. E poi non vogliamo consegnare il nostro futuro allo stesso gruppo di amministratori che già si sono distinti per iniziative fallimentari come l’Unione del Conselvano la gestione dei rifiuti”. (n.s.)

Da Cartura si organizza il fronte “no fusione”

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l fronte del no alla fusione si organizza a Cartura e vede i tre gruppi consiliari di opposizione uniti. Pronti anche il simbolo e il nome “Viva Cartura” sotto i quali confluiranno tutte le future iniziative. Le minoranze non condividono la fretta con cui le tre amministrazioni comunali hanno dato il via al progetto nonostante le perplessità manifestate nei rispettivi consigli comunali dalle altre forze politiche, al punto che a Cartura e Terrassa le minoranze si sono rifiutate di far parte della commissione intercomunale. “I nostri gruppi rappresentano il 70 per cento dei voti espressi alle ultime amministrative - affermano i consiglieri Romano Terrassan e Nicola Vanin di “Cartura Continua”, Emma Bottaro del Movimento 5 Stelle e Aladino Lorin di “Cartura Futura” - e non vogliono essere complici di questa “con-fusione” inventata a tavolino e di questo tentativo unilaterale di cancellare il nostro Comune. Cartura con le frazioni di Cagnola e Gorgo sono la nostra storia e patrimonio di tutti”. Non convince nemmeno lo studio di fattibilità che verrà affidato a breve. “Sarà una analisi parziale, fatta da tecnici che non vivono qui e che valuteranno dati Istat, piani regolatori, piante organiche ma non entreranno nel merito dei bisogni e delle aspettative dei nostri concittadini. Per fare una valutazione seria e prendere una decisione consapevole ci vogliono almeno 5-6 anni. Diciamo no a questa fusione non obbligatoria che assegnerà a Cartura e anche a Terrarra un ruolo marginale, escludendo del tutto le frazioni”.


Committente Responsabile Antonio De Poli


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Conselvano .

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Tavolo tecnico programmatico Confindustria coinvolge Zip e comuni di Conselve, Bagnoli e Arre

Un nuovo “patto” per la rinascita della zona industriale conselvana E

’ stato attivato il “Tavolo e di investimenti direttamente in tecnico programmatico per sedi Nazionali o Europee come a la gestione della zona industriale Bruxelles. Questo tavolo di svilupdel Conselvano (ZIC)” promosso po colmerà un vuoto contro l’indalla Delegazione Confindustria curia, il degrado, la speculazione di Este insieme ai Comuni di Arre, immobiliare e la trascuratezza Bagnoli di Sopra, Conselve, Triba- per non lasciare spazio a fatti ilno e al Consorzio Zona Industria- leciti come l’abbandono di rifiuti, le di Padova (ZIP). La costituzione anche tossici-nocivi, o peggio ad del Tavolo è stata sottoscritta nei infiltrazioni malavitose. E’ priogiorni scorsi nella sede di Mita ritario per il territorio tornare ad Spa a Conselve (PD) da Francesco investire nelle attività produttive, Blasi rappresentante di territo- nella valorizzazione della imprerio della Delegazione Confindu- se sane che creano prodotti di stria di Este, dai Sindaci Alberto pregio e di qualità oltre che ocSturaro di Arre, Roberto Milan cupazione tutelando l’ambiente. di Bagnoli di Sopra, Alberta Boc- Serviva un supporto tecnico-opecardo di Conselve, Piergiovanni rativo e questo è stato individuato Argenton di Tribano e da Alberto e condiviso in ZIP. Il tavolo ha il Cecolin Presidente del Consorsostegno della Camera di Comzio ZIP. Attualmenmercio che si è resa Roberto milan: disponibile ad inte nel conselvano operano oltre 2.400 “Colmiamo il dirizzare investiaziende, un commenti nel territorio. vuoto di plesso economico L’Amministrazione produttivo da vadi Padova e quella incuria e lorizzare e tutelare. Provinciale sono fatorniamo a “Credo sia un nuovo vorevoli ad un allarinizio per ritornare gamento. Ho persoprogettare il a pensare e progetnalmente lavorato territorio” tare il territorio del perché il territorio conselvano- spiega il sindaco di di Bagnoli di Sopra fosse dentro Bagnoli Roberto Milan- Per me è alle zone interessate dalle agevodi fondamentale importanza cre- lazioni fiscali e contributive delare rete tra comuni, attraverso le le “Aree di crisi non complesse” associazioni di categoria econo- individuate nel 2017 dalla Regiomiche e consulenti tecnici comne Veneto e dal Ministero dello petenti come quelli di ZIP, per Sviluppo Economico. Il tavolo di gestire il territorio e per portare in lavoro di ZIC è un ulteriore passo esso investimenti e progettualità. in avanti per sostenere le imprese E’ un punto di ri-partenza dopo il e attirarne altre, quelle controllafallimento di Attiva e dopo un pe- te e di qualità, per dare sostegno riodo di stasi. Questo raggruppa- vero all’occupazione. Gli ammimento si dedicherà alla gestione nistratori territoriali, controllanpratica del verde e alla ristruttu- do e gestendo collegialmente le razione delle infrastrutture, inve- imprese locali, possono evitare stendo sul controllo e sicurezza di cadere nella morsa e nei ricatti della zona industriale e sulla for- come quello dell’occupazione in nitura di servizi per le imprese e cambio di inquinamento”. per i cittadini. Assieme possiamo Cristina Lazzarin ricominciare a parlare di progetti

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“Uomini e non eroi” Ghirello racconta Falcone e Borsellino e la loro lotta alla mafia

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’ arrivato fino a Papa Francesco «Uomini e non eroi», il libro dedicato alla vicenda dei giudici Falcone e Borsellino raccontata da Giorgio Ghirello. E’ stato lo stesso autore a consegnarlo al pontefice in occasione di un incontro in Vaticano, una grande emozione per l’imprenditore conselvano è presidente dell’associazione “Patti chiari” con la quale promuove la cultura della legalità nelle scuole e in incontri pubblici. Da studioso del fenomeno criminale mafioso ha pubblicato il libro, edizioni Proget Padova, dedicato ai due magistrati siciliani. Racconta la storia di due “persone speciali”, senza tralasciare altri uomini che, come loro, “volevano consegnare

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ai giovani una società migliore di quella in essere fino a quel momento, perché si sentissero protagonisti, padroni della loro vita e non dovessero mai chiedere “per favore” al potente politico o mafioso del momento ciò che comunque spettava loro per diritto”. L’autore ripercorre le tappe delle vite parallele dei due magistrati cogliendone le differenze caratteriali e, soprattutto, le innegabili affinità culturali e professionali, tra racconti personali, aneddoti, aforismi e immagini. La prefazione è firmata dal magistrato Leonardo Guarnotta, già componente del “pool antimafia” con Falcone, Borsellino e Giuseppe Di Lello nonché presidente del Tribunale di Palermo.

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La Soprintendenza congela il centro commerciale

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Avviato il provvedimento per introdurre il vincolo di non modificabilità dei luoghi intorno al Castello del Catajo

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olpo di scena nella vicenda centro commerciale, il cui progetto ora rischia il definitivo stop. Pochi giorni dopo l’approvazione in consiglio comunale dell’accordo di programma con Deda per la costruzione del mall, ai comuni di Due Carrare, Montegrotto e Battaglia è giunta la comunicazione, inviata dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, di avvio del procedimento per l’imposizione di misure prescrittive di tutela indiretta a favore del complesso del Castello del Catajo. Rifacendosi agli articoli 45 e 46 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, l’atto individua un’ampia zona intorno al Catajo, includente anche l’area dove dovrebbe sorgere il centro commerciale, che la Soprintendenza vorrebbe porre

sotto il proprio vincolo, garantendo così la non modificabilità dei luoghi. Il provvedimento è motivato “dalla necessità di conservare i caratteri peculiari della cornice ambientale entro la quale il bene in oggetto è collocato, con particolare riferimento alla salvaguardia delle principali direttrici prospettiche e visuali dalle quali è possibile apprezzare il rapporto di relazioni instaurato dall’inserimento del complesso architettonico nel contesto in cui si colloca“. Se la proposta della Sopritendenza dovesse essere adottata in via definitiva, il centro commerciale non verrebbe costruito. L’ultima parola in merito spetta, però, alla Commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto, che, una volta raccolti documenti, obiezioni e

Il sindaco Moro: “finora eravamo rimasti soli”

ora l’ultima parola spetta alla commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto entro l’inizio di aprile

pareri, dovrà decidere entro l’inizio di aprile se adottare o meno il provvedimento. Come è logico Deda, proprietaria del terreno su cui dovrebbe sorgere il mall, presenterà le sue osservazioni per tentare di dimostrare la compatibilità del suo progetto di centro commerciale con l’area a ridosso del Catajo. Francesco Sturaro

l blocco al centro commerciale è stato accolto con soddisfazione dalle associazioni ambientaliste e di categoria di commercianti e agricoltori, mobilitatesi in questi mesi contro il progetto del mall a Due Carrare. “La Soprintendenza conferma quanto in passato affermato sia da Regione, che da principio aveva stroncato la possibilità di trasformare quell’area da agricola a commerciale, che del Piano Ambientale del Parco Colli” dichiarano Francesco Miazzi delle associazioni ambientaliste del Parco Colli e Annachiara Capuzzo del comitato “La nostra Terra”. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Davide Moro, per mesi nell’occhio del ciclone: “Fin dall’inizio della questione centro commerciale dicevo che serviva l’intervento di un ente superiore: Regione e Comune possono fare ben poco. Bene che la Soprintendenza si sia espressa. Finora il Comune era rimasto solo”..(f.s.)


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Cartura .

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L’esercitazione Il bilancio dell’assessore Vergani

Prova superata per la Protezione Civile, “promossi” tutti i volontari Più di ottanta volontari, oltre ad altre forze operative di supporto, sono stati coinvolti nell’esercitazione di protezione civile “Paleocapa 2017”. I membri del gruppo di protezione civile del distretto Padova sud, coadiuvati da colleghi dei gruppi comunali di Terrassa Padovana, Conselve, Agna, Candiana, dai Carabinieri in congedo, dalla Croce Rossa, dal Gruppo Alpini e dalla Pro Loco di Cartura, sono stati impegnati in una simulazione di rischio esondazione del canale di Cagnola. Nell’occasione è stato attivato anche il Centro operativo comunale (Coc) previsto dal Piano comunale di pro-

L’assessore alla protezione civile Matteo Vergani

tezione civile. “Un evento molto importante – commenta l’assessore di riferimento, Matteo Vergani - perché per la prima volta è stata testata in ambito esercitativo non solo l’operatività dei volontari, ma anche di tutta la macchina comunale con la presenza del sindaco in primis, degli assessori e consiglieri, ma anche di alcuni funzionari comunali nei ruoli di competenza”. All’esercitazione ha dato il proprio contributo anche il nucleo

operativo provinciale, che ha lavorato alla preparazione dell’iniziativa e ha messo a disposizione una insacchettatrice per sabbia. “Dobbiamo essere tutti consapevoli dell’importanza che hanno iniziative come queste per affron-

tare situazioni di reale emergenza – prosegue Vergani – in cui i nostri territori e quelli limitrofi sono stati purtroppo già coinvolti. L’auspicio è che possa essere un’esperienza formativa per tutti, di allenamento, di modellamento

e miglioramento ulteriore della struttura organizzativa, ma che serva anche a sensibilizzare tutti i cittadini: c’è ancora molto bisogno di persone che operino come volontari e che diano il proprio supporto”. (f.s.)

Premiata la ricerca storica sulla grande guerra “Nel cuore nessuna croce manca” Altro prestigioso riconoscimento per gli studenti della scuola secondaria di primo grado. Dopo la vittoria della fase provinciale del concorso nazionale “Il milite non più ignoto”, gli allievi della classi terze G e H, autori nell’anno scolastico 20162017 della ricerca di storia locale sulla Prima guerra mondiale dal titolo “Nel cuore nessuna croce manca”, hanno conquistato anche il Premio Brunacci, sezione ricerche scolastiche, indetto dal comune di Monselice. Le due classi si sono così aggiudicate 300 euro in buoni-libro. “La ricerca si presenta come un lavoro multimediale ben

organizzato che ha portato i ragazzi a scoprire personaggi e momenti del loro recente passato – recita un passaggio della motivazione del Premio Brunacci - Assai pregevoli sono le fonti storiche reperite dalla meticolosa ricerca effettuata dai ragazzi”. Gli studenti, ormai tutti alle superiori, sono stati seguiti nel loro lavoro di ricerca dalle insegnanti Laura Bozza, Stefania Bozza, Benedetta Faggionato, Antonella Scarpa.(f.s.)


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Mini blackout, si cerca la soluzione Dopo le prime segnalazioni Bazzarello ha contattato il gestore della rete elettrica: “Verifiche a buon punto, ci auguriamo che il problema possa essere risolto in modo da avere un servizio stabile e sicuro”

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nno nuovo, problemi vecchi. Uno di questi è dato dall’interruzione di energia elettrica che si verifica con costanza nei comuni del conselvano. Il primo a farsene portavoce è stato Roberto Bazzarello, leader dei giovani amministratori di Forza Italia Veneto, Vice-Presidente Anci Veneto Under 35 e capogruppo di minoranza a Tribano che già a novembre scorso aveva inviato un reclamo alla Società che si occupa della gestione della rete elettrica chiedendo di verificare i dati di esercizio e di proporre una soluzione per risolvere questo disagio. Una volta studiato il problema Enel aveva comunicato di aver riscontrato la presenza di un componente guasto all’interno di una cabina di trasformazione e di averlo sostituito. Ma nel mese di dicembre si sono verificate altre interruzioni di energia che hanno continuato ad alimentare le lamentele dei cittadini e soprattutto veri danni

materiali: dalle schede delle caldaie bruciate ai televisori, alle centraline degli allarmi. “A seguito di nuove segnalazioni ho inviato ai responsabili di Enel i dati che mi sono stati comunicati dai cittadini per chiedere un’ulteriore verifica- spiega Bazzarello- La società, con la quale sono rimasto in contatto quotidiano, mi ha assicurato un pronto intervento e mi ha proposto un incontro per studiare insieme a me le soluzioni tecniche in grado di assicurare un servizio in linea con le aspettative dei clienti e del nostro territorio.” Nelle settimane scorse, dopo i reclami di Bazzarello, e dell’altro consigliere di minoranza Cavazzana, anche l’ufficio Tecnico del Comune di Tribano si è unito alla protesta e il 3 gennaio scorso ha inviato un reclamo a E-Distribuzione chiedendo un intervento rapido. “Il problema alla rete elettrica non è recente ma lo portiamo avanti da anni, purtroppo

A fianco il consigliere comunale di Forza Italia Roberto Bazzarello

nessuno è mai intervenuto e i cittadini sono sempre stati inascoltati. Oggi i contatti con la società e le verifiche alla rete sono a buon punto: sono felice di vedere che altre forze politiche si sono accodate alla mia protesta. Insieme possiamo agire da più parti per

Semaforo pedonale preso di mira due volte dai vandali A neppure 24 ore dalla sistemazione del semaforo pedonale alla rotonda sulla Monselice - mare i vandali hanno colpito ancora distruggendo di nuovo le pulsantiere da entrambi i lati dell’attraversamento. La riparazione era costata quasi mille euro e ne sono serviti altrettanti per rimettere in funzione l’impianto. “Sono soldi dei cittadini che hanno tutto il diritto di sentirsi indignati come il sottoscritto - racconta arrabbiato il sindaco Piergiovanni Argenton. Abbiamo sporto denuncia ai carabinieri che hanno già avviato le indagini per individuare l’autore di un gesto tanto ignobile. Chiediamo alla popolazione di collaborare e di fornire ogni informazione che possa rivelarsi utile a smascherare il colpevole o i colpevoli. Non escludo di far ricorso all’installazione di telecamere o foto trappole data la gravità dei fatti. Anche in questo secondo caso abbiamo richiesto l’assistenza della Ditta specializzata per la sostituzione delle pulsantiere, in modo da rimettere in funsione l’impianto”. Argenton conclude ricordando che questo atto di vandalismo mettere in pericolo chi attraversa la Monselice - mare in bici o a piedi, per lo più ragazzi e giovani del paese.

Polemica sulle luminarie Contestato dal consigliere di minoranza Roberto Bazzarello il progetto luminarie comunali per le festività appena trascorse. A detta del consigliere non si dovevano spendere circa 10 mila euro)per noleggiare i materiali illuminando solo parte del paese (le tre chiese, la biblioteca, 4 luminarie in centro paese, una ad Olmo e una a San Luca e l’albero di Natale in centro). Meglio sarebbe stato, secondo Bazzarello, fare un progetto di acquisto di luminarie utili a coprire l’intero territorio comunale. (c.l.)

La “hugbike” consegnata all’associazione “Viviautismo” di Padova

Donata la “bici degli abbracci” Hugbike è uno speciale tandem in cui il guidatore “abbraccia” da dietro il passeggero. Nasce dal “sogno” di un padre che desiderava fortemente peda-

lare con il figlio autistico. Ideata e realizzata dalla Fondazione “Oltre il Labirinto” di Treviso, questa speciale “bici degli abbracci” è assemblata dai ragazzi con autismo della fondazione sotto la supervisione di operai specializzati. La speciale bicicletta è stata donata da Hiref, azienda specializzata negli impianti di climatizzazione industriale ai ragazzi dell’Asso-

sollecitare un intervento rapido che assicuri al nostro territorio di avere un servizio efficiente e soprattutto stabile. Sono fiducioso che nei primi giorni del 2018 ci saranno novità importanti che comunicherò dopo aver incontrato i vertici della società”. (c.l.)

ciazione Viviautismo di Padova “Potere aiutare chi, con capacità ed entusiasmo, ha creato una struttura a sostegno di chi soffre è un privilegio di cui ci sentiamo onorati: sapere che dei bambini “pedaleranno” in sicurezza con i loro genitori, condividendo momenti di libertà, guardando avanti con fiducia, ci riempie di sorrisi e dà a noi la forza di “pedalare” con loro” affermano Mauro Mantovan e Luca Galletti, rispettivamente Amministratore Delegato e Presidente di Hiref SpA. “Siamo davvero grati ad Hiref per questo bellissimo regalo di Natale. L’Hugbike che ci hanno donato si inserirà principalmente nei progetti estivi di socializzazione e inserimento sul territorio dove potremmo programmare delle belle biciclettate con i nostri ragazzi con pic-nic annesso – spiega Laura Nardino dell’associazione Viviautismo - Allo stesso tempo potrà anche essere inserita, qualora i progetti individuali lo richiedano, all’interno delle terapie per insegnare ai nostri bambini e ragazzi ad andare in bicicletta”. L’Associazione Viviautismo Onlus è stata costituita nel 2008 da un piccolo gruppo di genitori di bambini con disturbi dello spettro autistico, dopo un percorso poco fruttuoso di ricerca nel territorio di servizi adeguati per i loro figli.


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Agna .

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“Risarcimento” da 91 mila euro per il disagio provocato dagli hub Il Viminale ha riconosciuto ad Agna il contributo che adrà a migliorare le infrastrutture e la sicurezza, il sindaco “questo non cambia la mia posizione”

un impegno elettorale da parte di tutti nei nostri confronti, un impegno forte per la chiusura dei due hub che da oltre due anni impattano sul nostro territorio e che sono negativi per tutti, anche per i profughi ospitati. Una situazione non accettabile e che pian piano ci sta sfiancando. Noi non siamo il distretto del profugo e vogliamo ritornare a vivere normalmente. Continuerò a battagliare in tutti i modi possibili, senza mai piegarmi e non arretro di un centimetro”.

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l Ministero dell’interno ha riconosciuto al comune di Agna un contributo di più di 91 mila euro per il disagio causato dai due hub di Conetta e San Siro che stringono il paese di Agna, comune proprio al centro del famigerato “distretto del profugo”, come è stato ribattezzato dai mass media. Il contributo è finalizzato ad interventi straordinari, motivati dalle ricadute dei due vicini centri di accoglienza sul territorio. Dopo aver ringraziato il Ministero, il sindaco Gianluca Piva ha spiegato come utilizzerà questi soldi. “Il contributo è finalizzato a migliorie infrastrutturali e della sicurezza del nostro paese. Io la considero una piccola battaglia vinta perché Agna sta subendo i medesimi danni e problemi dei comuni che ospitano direttamente i migranti. E’ anche una piccola vittoria etica e morale della nostra amministrazione che si sta battendo fin dal primo giorno contro questa modalità di accoglienza in mega strutture, negative e dannose tanto per il territorio quanto per i profughi ivi ospitati. La mia battaglia continua ancor di più e più forte di prima, giorno dopo giorno finché queste strutture non saranno chiuse. Farò tutto ciò che è in mio potere per contrastare la permanenza dei due hub che stanno generando difficoltà e danni permanenti sul nostro tessuto sociale, economico e del mercato immobiliare. In questo 2018 sarò ancora in prima linea in questa campagna e nel chiedere la cessazione delle basi, nella speranza che alle Politiche si affermi il centro-destra e che venga trovata una soluzione definitiva alla nostra situazione. Mai mi piegherò ai dictat romani e difenderò a tutti i costi il mio Paese”. Detto fatto il sindaco Piva ha scritto una lettera al centro- destra: “Mi rivolgo a voi – spiega Gianluca Piva unico Sindaco della provincia di Padova iscritto a Fratelli d’Italia e con alle spalle una forte sezione di Agna con ben 111 tesserati - chiedendo

I volontari presenti al msercato domenicale di Agna lo scorso anno quando si registrò il picco di presenze di migranti

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L’impegno sociale dell’amministrazione comunale nei confronti dei paesi del Centro Italia colpiti dal Sisma del 2016 e del 2017 continua. Dopo i più 3.300 euro erogati lo scorso anno al comune di Arquata del Tronto, ora sono stati destinati altri 1.600 euro dall’Istituto “Ugo Betti” di Camerino, consegnati di recente agli interessati.

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Il 27 e 28 gennaio l’amministrazione comunale di Agna, in collaborazione con l’associazione via Annia e lo Sci Club di Tonezza del Cimone, ha organizzato la prima ciaspolada in notturna sulla neve, con meta i luoghi della Grande Guerra. Accompagnati dallo staff dello Sci Club di Tonezza del Cimone, come da consolidata tradizione.


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Bagnoli .

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Palazzetto Widmann, terza asta Le prime due sono andate deserte, a fine gennaio il nuovo tentativo, il prezzo base scende a 63 mila euro Intanto il Comune sta cercando di mantenere il bene fra le disponibilità pubbliche, raccolte molte firme Alcune immagini della recente manifestazione di fronte al Palazzetto

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nche il secondo tentativo di vendita Palazzetto Widmann, il gioiello del Settecento finito all’asta con i beni del fallimento Cosecon, al prezzo a base d’asta di 843 mila euro, è andato deserto. Alla terza asta, il 30 gennaio, la cifra scenderà a 630 mila euro e se anche in quell’occasione non si presenterà nessuno si passerà a trattativa privata, con possibilità di prelazione da parte dello Stato. Tutto questo fa crescere l’ottimismo fra chi sta cercando di “salvare” l’edificio e riportarlo ad essere un bene pubblico, fruibile dalla comunità. “Stiamo lavorando su più fronti - conferma il sindaco Roberto Milan -e ora abbiamo più tempo a disposizione, un fatto certamente positivo. Il palazzetto è un monumento nazionale e per questo abbiamo coinvolto il Ministero dei Beni Culturali insieme con quello dello Sviluppo

il sindaco milan: “stiamo lavorando su più fronti, abbiamo coinvolto anche i ministeri dei Beni Culturali e dello Sviluppo Economico”

Economico per trovare dei fondi che ci permettano di rientrare in possesso dell’edificio”. Un’altra strada è quella intrapresa con l’esposto presentato da Luca Martinello del Movimento 5 Stelle di Conselve insieme a Diego Boscarolo, ex consigliere di Bagnoli, con il quale si chiede al Governo di “confiscare” il Palazzetto

visto che l’allora Cosecon aveva beneficiato di un finanziamento pubblico per realizzare nell’edificio un centro di formazione professionale. Dopo il restauro, agli inizi degli anni Duemila, invece il palazzo diventò la sede della Spa, poi fallita. “Tra i progetti finanziabili dal Ministero del Tesoro - sottolineano Martinello e Bo-

scarolo - c’era anche il restauro del Palazzetto per farne un centro di formazione professionale con un spesa di circa 1,7 milioni di euro, di cui un milione coperto dallo Stato. Invece la scuola di formazione professionale non è mai stata avviata, né si sono mai viste le 12 aule con i laboratori previsti dal progetto, insieme alle 10 persone da assumere, perché nel 2006 Cosecon ha trasformato l’edificio nella propria sede legale. Visto il mancato rispetto degli obblighi e considerato il fatto che Cosecon - Attiva è fallita, non sta che recuperare le somme erogate attraverso l’acquisizione dell’edificio”. Del caso si stanno interessando anche alcuni parlamentari. In questi mesi l’associazione Kaleidoscopio ha promosso una sottoscrizione raccogliendo centinaia di adesioni in tutto il Conselvano per chiedere che il bene torni ad essere pubblico.

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l 2017 è stato un anno in cui si è assistito a molti conflitti prodotti dalla presenza del centro di accoglienza per i richiedenti asilo che dodici mesi fa conteneva circa un migliaio di migranti. Da parte sua il sindaco Roberto Milan ha più volte espresso la sua contrarietà a questo modo di gestire il fenomeno migratorio e ha soprattutto contestato le concentrazioni nella base di San Siro e Conetta. Finalmente è avvenuto l’alleggerimento tanto richiesto ed ora le presenze sono circa 300. Questo cambiamento è il risultato di tanto lavoro sia nelle sedi del governo centrale a Roma sia a livello locale in Prefettura a Padova, dove Milan ha ripetutamente sollecitato l’alleggerimento e la chiusura definitiva. Il progetto europeo, PandPAS , di cui il Comune di Bagnoli è capofila, l’unico in tutta Italia, ha lo scopo di mettere in risalto le criticità della concentrazione dei migranti e fornire strumenti per diminuire le problematiche e le tensioni sociali correlate alla presenza di richiedenti asilo nel territorio. Bagnoli riceverà così un finanziamento europeo di 134 mila euro a cui il comune ne dovrà aggiungerne comunque da parte propria altri 20 mila, per incentivare e promuovere dieci buone pratiche per l’inclusione dei rifugiati e richiedenti asilo. (c.l.)


VERONA, 31 GENNAIO - 3 FEBBRAIO 2018


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Provincia .

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Due ospedali da 900 posti nel futuro di Padova

Il personaggio L’ottantenne di Este Francesca Verdolin si racconta

Domatrice di elefanti e orsi “la mia vita straordinaria” U

na vita segnata da mille peripezie eppure sempre vissuta fino in fondo. Tanto dolore ma anche il coraggio di ripartire e ricominciare. La storia di Francesca Verdolin, 80 anni, atestina, è una di quelle che vale la pena raccontare. “Nel 1956 conobbi un domatore danese che lavorava nel circo di Orlando Orfei e me ne innamorai. Dopo un mese ci sposammo: all’inizio solo civilmente, perché lui era di religione protestante e per il matrimonio dovevamo attendere il permesso

na, in provincia di Livorno, durante le prove di un numero, un leone azzanna il marito di Francesca alla gola, uccidendolo. A 32 anni lei rimane sola con due figli da mantenere, ma non si perde d’animo. Si adatta a svolgere diversi lavori, trova un nuovo compagno e impara ad ammaestrare gli elefanti del circo. Nel 1978 subisce un arresto cardiaco. Trascorre molti giorni in ospedale e si salva, ma ha bisogno di una sistemazione più stabile e tranquilla. Torna dunque a Este e inizia

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La giovane Francesca Verdolin durante uno spettacolo con l’orso al circo

a lavorare come donna di servizio presso la casa di una famiglia facoltosa. Nuovi lutti la colpiscono negli anni: vengono a mancare due dei tre figli e l’amato nipote, ma Francesca ancora oggi, mentre mostra le sue tante foto ricordo, non perde il sorriso. “Il bilancio della mia vita è comunque positivo” dice. Davide Perrmunian

dal Vaticano. Non avevo nemmeno vent’anni, ma Este mi stava stretta. Lasciai tutto e iniziai a girare il mondo con mio marito”. Nel 1968 il circo, all’epoca in Brasile, fa arrivare dalla Danimarca due cuccioli di orso per un nuovo numero. Gli animali, però, restano bloccati alla frontiera per una ventina di giorni e quando vengono consegnati è troppo tardi per addestrarli. “Non sapevamo cosa farne, così ho deciso di donarli alla mia città natale” spiega Francesca. E’ il 1968 e nella parte superiore del castello carrarese viene allestita una gabbia attrezzata per accogliere i due orsi, che diventano una delle attrazioni principali del parco. Finché qualcuno comincia a temere che la collocazione non sia delle migliori per il loro benessere e opta per il trasferimento in Trentino. “Facevano cuccioli ogni anno, segno che non soffrivano affatto, ma hanno deciso così. Io ho adottato uno di questi cuccioli, Lisa, e l’ho cresciuta con me in Brasile. Mi voleva un bene dell’anima, la notte la chiudevo in bagno ma lei si liberava e veniva ad accucciarsi ai piedi del mio letto. Purtroppo, quando è diventata troppo grande, ho dovuto regalarla”. Il 2 giugno 1969 a Ceci-

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Non ancora ventenne si innamorò di un domatore danese e iniziò a girare il mondo con il circo, nel 1968 donò alla sua città due orsi. Ripartì da zero dopo la morte del marito, ucciso da un leone

adova avrà un nuovo ospedale. Anzi, due. Finalmente, dopo un decennio di proclami e false partenze, arriva l’intesa tra Regione e Comune di Padova sulla costruzione del “Nuovo Policlinico” nell’area di Padova Est e alla riqualificazione dell’attuale ospedale di via Giustiniani. Un’operazione valutabile in circa 700 milioni di euro complessivi d’investimento (circa 500 per il nuovo ospedale e circa 200 per il Giustinianeo), che porterà a realizzare novecento posti letto ad altissima specializzazione nel nuovo Policlinico a Padova Est e altri novecento, con funzioni diverse e non sovrapposte, all’attuale nosocomio, opportunamente riqualificato. Tra i particolari dell’accordo sottoscritto da Zaia e Giordani, spicca la cessione gratuita delle aree di Padova Est dal Comune di Padova alla Regione, l’impegno della Regione alla riqualificazione del Giustinianeo con la cessione al Comune di Padova delle aree che verranno liberate e bonificate per realizzare il Parco cittadino delle Mura, il mantenimento della qualificazione di

struttura pubblica dell’attuale sede dell’Istituto Oncologico Veneto, che eviterà così eventuali manovre speculative, l’impegno condiviso a non realizzare strutture con funzioni sanitarie sovrapposte. Salvo imprevisti, il nuovo Policlinico di Padova sarà realizzato in circa otto anni, dei quali circa 3 di pratiche burocratiche e di progettazione. Poi toccherà alle ruspe. L’accordo specifica anche che “i contenuti sanitari dei due ospedali saranno complessivamente destinati a soddisfare i bisogni dei cittadini padovani e del restante territorio sia regionale, che nazionale, che internazionale, e saranno definiti dalla Regione, evitando sovrapposizioni e duplicazioni non funzionali all’assistenza”.


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Provincia .

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Più colore e più vita dietro le sbarre Ricreati gli spazi in carcere a Padova: “Abitare Ristretti” coinvolge studenti e fa lavorare i detenuti

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no spazio rinnovato, ripensato, colorato, questo e molto di più è il progetto Abitare Ristretti, presentato alla Casa di Reclusione di Padova dalla Cooperativa sociale AltraCittà, che gestisce laboratori di lavoro per 27 persone detenute e la biblioteca d’istituto, una realtà attiva da 20 anni accanto a Ristretti Orizzonti/Granello di Senape, che invece segue la redazione della rivista Ristretti Orizzonti, il Centro di documentazione Due Palazzi e il TG Due Palazzi. Abitare Ristretti nasce come un progetto condiviso e concreto, pensato per trasformare una parte del luogo di pena in uno spazio multifunzionale, dove coesistono attività culturali, attività di lavoro, di informazione e formazione. Un modello nel quale i diversi elementi della rieducazione e del recupero si integrano. Un’esigenza conseguente all’aumento delle persone detenute impegnate nel lavoro, in pochi mesi si è passati da 12 a 27 detenuti, per questo AltraCittà ha pensato

Due immagini dei lavori eseguiti all’interno del carcere Due Palazzi con “Abitare Ristretti”

di creare un workshop che coinvolgesse anche gli studenti universitari, che hanno ascoltato le esigenze di chi questi spazi li vive ogni giorno, li utilizza. A guidare i ragazzi in questo confronto e studio progettuale Marella Santangelo, docente di architettura all’Università di Napoli, poi la sociologa Viviana Ballini, con la collaborazione del progetto Gangcity dell’Università

e il Politecnico di Torino. Dalla carta si è passati nel giro di pochi mesi ai fatti. Sono caduti 15 muri, sono state tinteggiate sbarre e finestre con colori vivi come il giallo e il bluette, costruiti mobili per la biblioteca, ampliato le zone dedicate al lavoro. I cambiamenti più importanti hanno interessato in particolare il laboratorio, dove si confezionano ed assemblano materiali per la Fischer Italia, che

collabora con AltraCittà dal 2014. I detenuti, che hanno scelto di impegnarsi nelle attività, sono entusiasti “Passiamo qui 4 ore e mezza al giorno – spiegano – facciamo tutto manualmente, i prodotti di rilegatura e cartoleria vanno poi venduti, questi invece sono parte delle bottiglie di maraschino, che realizziamo manualmente: arriviamo fino a 1600 pezzi al giorno”. I detenuti

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si dividono in turni, ognuno di loro si sta specializzando in un settore, che potrebbe diventare una risorsa a pena compiuta. Ma per il momento è un modo per impegnare il tempo, imparare, sentirsi utili. Oltre alla Fisher Italia a questo progetto ha dato un contributo il Colorificio Ard-Fratelli Raccanello spa, come sponsor tecnico e supporto nella fase di ristrutturazione. Il progetto AbitareRistretti non finisce con questo primo ampliamento e ristrutturazione, sono altri i passi necessari. La Polizia Penitenziaria ha proposto la progettazione di un “padiglione autonomo” sul modello dell’esperienza delle carceri spagnole, con un padiglione autonomo per le persone detenute che lavorano e sono attive nell’area, con un sistema di videosorveglianza. Tutto il progetto è un work in progress che si può seguire sul sito www.abitareristretti.it, dove si possono vedere le fasi dei lavori e leggere i contenuti scritti nel blog da detenuti e volontari.


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Cultura .

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La luminosa “anima” del porfido Oltre 2.500 visite alla mostra personale al centro culturale San Gaetano dello scultore Francesco Rampin che ha dedicato il suo lavoro artistico all’incontro fra la pietra, il colore, la luce e l’interazione coi metalli

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uaranta sculture in porfido portano un tocco inedito di colore e luce al centro culturale San Gaetano a Padova hanno richiamato ben 2.500 persone. Un risultato più che lusinghiero per la mostra “La pelle del porfido” con le opere dello scultore Francesco Rampin, artista di Casalserugo. Nell’ampio e luminoso atrio del centro Altinate l’esposizione ha portato all’attenzione del grande pubblico le sculture realizzate negli ultimi sette anni da Rampin ed è arricchita da un’installazione che ricrea l’atmosfera dello studio dell’artista. Rampin, classe 1948, inizia la sua carriera artistica con la pittura, in cui si distingue per l’uso sapiente del colore. Per le sculture usa il porfido e il ferro, materiali che conferiscono iridescenze enigmatiche, invitando lo spettatore a guardare le opere da vicino, girandovi intorno, per cogliere i giochi di luce e le diverse sfumature di colore. E’ una scultura

dal forte impatto visivo, nel solco dell’artista rumeno Costantin Brancusi. In alcuni casi il ferro penetra la struttura del monolito creando un amalgama armonioso. In altri invece l’intelaiatura in ferro e la pietra danno origine a due strutture diverse, quasi una scultura nella scultura: è il caso di “Lancia” in cui l’armatura è un’opera a sé stante che vive di vita propria. In altre opere il legno e il marmo si compenetrano, si ´feriscono`, si toccano sensualmente o sono in equilibrio, come in Giocoliere dell’universo e in Giocoliere del Mare. Nel suo Albero della Vita le grandi foglie sono ancorate ai rami da esilissimi fili, facendo acquistare alla composizione una leggerezza e poeticità non comuni. «E’ stata una grande emozione esporre al San Gaetano e raccogliere le impressioni dei visitatori. - afferma Rampin - Rivolgo un speciale ringraziamento a mio figlio Matteo che, in qualità di architetto, ha

Le leggi razziali a Padova Per le “Giorno della Memoria” il Comune di Padova propone alle Scuderie di Palazzo Moroni la mostra “Padova. Le leggi razziali. Lo sterminio”, ideata da Giuliano Pisani e curata da Giorgio Biasco e Mario Jona. L’esposizione è aperta fino al 4 febbraio e ricorda il dramma della discriminazione antiebraica, preludio delle persecuzioni e dello sterminio.

Mannarino sperimenta sul palco con “L’impero crollerà” Dopo un tour legato all’uscita di un album, Mannarino si ritaglia uno spazio live di sperimentazione. “L’impero crollerà”. Mannarino, torna sul palco con un nuovo lavoro pensato per una dimensione “più intima” e per offrire uno spettacolo inedito al pubblico che continua a seguire la sua evoluzione. La parola impero è presente in varie canzoni. È un simbolo ma anche una metafora, è anche quel luogo immaginario che fa da sfondo a molte delle sue storie. Appuntamento a Padova al Gran Teatro Geox il 29 marzo.

Venditti a Padova l’8 marzo Sul palco del Geox Antonello Venditti verrà affiancato da una vera e propria Superband di musicisti. Appuntamento a giovedì 8 marzo 2018. In occasione della Giornata Internazionale della Donna e del proprio compleanno, Venditti terrà al Gran Teatro Geox di Padova uno speciale concerto dal titolo “Viva le Donne”, con gli storici successi del suo repertorio. Sul palco per l’occasione, unica nel suo genere, Venditti verrà affiancato da una vera e propria Superband di musicisti.

L’artista Francesco Rampin al centro Altinate a Padova con una sua opera

saputo creare una installazione che ha dato risalto alle opere e ha conquistato lo spazio immenso (900 mq) del Centro Culturale San Gaetano creando una atmosfera museale. Questa mostra per soddisfazione e gratificazione conquista il secondo posto de-

gli eventi più belli della mia vita, ovviamente dopo la nascita dei miei figli. La riuscita della mostra era palese nello sguardo emozionato, dove si vedeva la luce brillare negli occhi dei visitatori quando incrociavano la luce dei colori e delle forme. Grazie anche

agli altri miei figli Luca, Marco, Elisa, Alice, mio nipote Alessandro e sopratutto mia moglie che mi hanno aiutato a realizzare la mostra. Un’esperienza che mi ha arricchito molto e che porterò sempre nel cuore. Sono rimasto molto colpito anche dalle testimonianze lasciate dai visitatori, che ringrazio uno ad uno». Ad esempio uno di loro ha scritto: “solo uno spirito nobile, un animo aperto, un cuore grande può coniugare con sapienza materiali così diversi e donare forme, immagini, sensazioni e visioni che si avvicinano alla natura e alle sue forme. La ricerca è profonda e l’esperienza dell’artista permette al visitatore di coglierla e di assaporarne gli aspetti più intimi ed umani fusi in un tutt’uno con la materia elaborata scientemente e coscientemente”.

Professione fotografo: “In ogni scatto c’è una parte di me” Bisogna osare, se ti poni dei limiti rimani sempre e solo dietro a una fotocamera. Oggi chiunque fotografa qualunque cosa della propria vita. Le foto invadono i dispositivi digitali e quasi mai vengono sviluppate. Molti giovani credono che basti questo a costruire un giorno una professione. Ma non è così. Stefano Sturaro, titolare dello studio fotografia gFproduzioni di Conselve, ha iniziato a fotografare a 17 anni, colpito dai colori della natura e dall’intensità emotiva del bianconero. “La pellicola – ricorda il fotografo - è stata una gavetta importante: fino al 2004 ho fotografato solo con 35mm e medio formato. Molti giovani oggi acquistano subito la reflex digitale di fascia alta per sentirsi già al pari di un professionista. La tecnologia aiuta, ma può anche tradire: saper catturare la luce con otturatore, diaframma

e iso è un allenamento mentale. L’analogico è scuola, e anche oggi propongo alcuni servizi a pellicola”. Dalla natura al giornalismo, e poi al settore dei matrimoni, il passo è stato breve: Stefano adora fotografare in mezzo alla gente tanto che i suoi reportage nel sociale hanno prodotto importanti mostre pubbliche. Ma il settore per cui lo studio è ormai un riferimento nella zona sud di Padova sono i matrimoni. “Certo il cuore del nostro lavoro – spiega Sturaro – sono le coppie di futuri sposi. Per loro lavoriamo a 360° con la massima priorità, e ci spostiamo in tutto il Nord Italia, soprattutto in Veneto. Io sviluppo un progetto attorno a ogni una coppia, non corro dietro al singolo scatto. Così per altri progetti: -i clienti apprezzano il metodo di lavoro

e il mio stile artistico. Ma ci occupiamo anche di fotografia di famiglia, riprese sportive anche con service di stampa, riprese di eventi locali con photoshooting e broadcasting video”. In un’era dove il digitale ha invaso la vita quotidiana, affacciarsi al mestiere di fotografo professionista implica una calibrata miscela di capacità tecniche, formazione, creatività e iniziativa. “Ma non basta – ricorda Stefano – è fondamentale essere imprenditori saper gestire un’attività e sviluppare un brand; altrimenti la fotografia rimane una passione. Ma le opportunità ci sono, l’importante è specializzarsi per distinguersi ed emergere. E poi, se lavori bene, sono i clienti a premiarti, con recensioni positive!”. Visitate il sito e vedrete! https://www.grandeeffe.it


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XXXXX Sport .

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Pallanuoto A febbraio in vasca

I giocatori del Team Euganeo da febbraio impegnati nel campionato in serie D

Sogna ancora la C il Team Euganeo R

iparte dalla serie D l’avventura del Team Euganeo. La squadra atestina di pallanuoto, retrocessa dalla C, tornerà in vasca a febbraio. “Questo sarà un anno di transizione: stiamo lavorando per ricostruire un gruppo che rispetto alla scorsa stagione ha perso pedine importanti” spiega il dirigente Giuseppe Guarini. Per motivi di studio o di lavoro, infatti, alcuni ragazzi si sono ritirati. Il regolamento, inoltre, impone di dare largo spazio alla linea verde: di conseguenza a scendere in acqua sarà una compagine ampiamente composta da giovani, compresi quelli dell’under 20, con qualche veterano a fungere da collante e guida dello spogliatoio. Tra questi Alvise Ferro, confermato nel ruolo di capitano, e l’allenatore-gioca-

tore Alberto Turra. “Non abbiamo grandissime aspettative, nel senso che sarà molto difficile per il momento ambire a una nuova promozione. Per poter puntare al ritorno in C credo ci vorranno almeno due o tre anni. Adesso vogliamo far crescere i nostri giocatori e piano piano migliorare l’alchimia della squadra”. Ciò ovviamente non si tradurrà in una resa incondizionata agli avversari: “Cercheremo sempre di dare il massimo. Ci stiamo allenando duramente per farci trovare pronti già dall’inizio del campionato”. Viene spontaneo chiedersi cosa non abbia funzionato lo scorso anno, quando il Team Euganeo non è riuscito a evitare l’ultimo posto in classifica con una sola vittoria all’attivo. “Abbiamo forse pagato la preparazione non

l’allenatore turra: “intanto pensiamo a fare bene in serie D, per poter puntare alla promzione servirà un impegno di qualche anno, intanto facciamo crescere gli atleti”

ottimale. La pallanuoto è uno sport dove anche nelle categorie inferiori è necessario essere al top della forma fisica, altrimenti è difficile restare lucidi durante le fasi di gioco. Poi in trasferta disputavamo le partite su campi grandi, a cui non eravamo abituati. Abbiamo incontrato squadre blasonate formate anche da giocatori con un passato nei maggiori campionati nazionali e società che hanno bacini d’utenza di centinaia di atleti” è l’analisi

di Guarini. “Il girone d’andata ci ha visti andare in grande difficoltà. Abbiamo lottato di più nella seconda parte, riuscendo a far soffrire in casa nostra avversari contro cui in precedenza avevamo perso malamente, ma non è bastato per raggiungere la salvezza”. La prima squadra si allena due volte a settimana per due ore ciascuna: una è dedicata al nuoto puro e semplice, una alla tecnica. Ferro e compagni hanno già avuto modo di testare la propria condizione in alcune amichevoli. Lo scorso dicembre il Team Euganeo ha organizzato la prima edizione del memorial “Antonio Crivellaro”, dedicato al giovane pallanuotista scomparso nel 2005 per un tragico incidente. Nel corso del torneo la compagine atestina ha affrontato sfide di livello conquistando il quarto posto e mettendo in evidenza un discreto stato di forma. A differenza della scorsa stagione, quando le partite casalinghe erano ospitate nella piscina di Sant’Urbano, dotata della profondità richiesta dalla serie C, quest’anno i “leoni” potranno giocare di nuovo a Este. Davide Permunian

“Quattro passi tra Redentore ponti e canai” Pallacanestro aleBovolenta gli “Appiedati” vittorie con danno la carica

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rosegue in modo positivo il cammino della Pallacanestro Redentore nel campionato regionale di serie D. La squadra allenata da coach Fabio Baù (in foto) è arrivata alla sosta natalizia con un bilancio complessivo di sette vittorieanno e sei era sconfitte, o scorso stato che un successo, con la partecipazione di ha fruttato un totale di 14 punti: oltre 1.700 appassionati di podismo amatoriale. Anche per quanto basta per restare in piena questa edizione la marcia“Quattro passi tra ponti e canai”, fra corsa per ottenere un postodiaiBovolenta, playoff. Analizzando da vicinoorgal’angli argini e le campagne Polverarapiù e Brugine, damentosu della compagine atestina“Appiedati si nota come capitan Roin e comnizzata iniziativa del gruppo Bovolenta” ormai da pagnianni, abbiano perso quasi sempre contro avversariL’appuntamento che li precedono otto le adesioni si annunciano numerose. classifica (eccezion fatta peral l’impresa compiuta superando 73-57 il èinper domenica 28 gennaio Parco Salvo d’Acquisto. Il ritrovo Peschiera del Garda secondo nella nona giornata) e abbiano allo stesso è alle 8, per partire poi alle 8.30. Quattro i percorsi della marcia modo battuto quasi sempre formazioni che occupano posizioni infeludico motoria, di 3,9,13 e 21 chilometri, con relativi punti di ririori (tranne la percorso. Scuola Basket Polesine,dei contro la quale è arrivatoanche nella storo lungo il Ci saranno ristori differenziati terzagli giornata brutto ko esterno perle78-74). Buona parte dei successi per amici aun quattro zampe. Fra caratteristiche salienti della è giunta inilvolata, segnosulla che istorica biancorossi sannosuggestiva soffrire e sono matugiornata passaggio “Ponta”, confluenratitra molto rispetto passata nella gestione dei dove finali c’è di parza i due corsi alla d’acqua chestagione attraversano il centro, antita. D’altro canto per dare corpo all’obiettivo playoff è necessaria una che un piccolo attracco per le barche fluviali. Mobilitate anche le crescita sul piano delche gioco che permetta agli uomini di Baù di portare associazioni locali come sempre daranno il loro fondamena casa i risultati con più tranquillità e magari riuscire a mettere diftale contributo alla buona riuscita della maniestazione.in“Un ficoltà anche le squadre maggiormente attrezzate. Nelle ultime quattro grazie a tutte le associazioni e non - afferma Argenide Favaro gare prima della sosta il Redentore conquistato tre vittorie: il 65-58 degli “Appiedati” - che ci hannoha aiutato e permesso di organizcontroanche il Vigodarzere, il 71-77 contro e ilin 47-53 contro Schio. zare questa edizione. Un Malo grazie, anticipo, ancheNulla alle da farepersone invece contro l’Araceli Vicenza, che ha espugnato Este senza tante che arriveranno dalle provincie di Padova, Treviso In casa biancorossa il fatica clima èdell’organizzazione comunque positivo: eproblemi Venezia(62-79). per condividere con noi la c’è la consapevolezza di come al gruppo non manchino entusiasmo (compresa la levataccia prima dell’alba) e il piacere di realizzaree voglia di fare bene. (d.p.) una giornata fantastica, ideale anche per i bambini”.

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#Politica

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Il 4 marzo si vota, ecco come L’indicazione è di barrare solo il simbolo del partito scelto, sostenendo così sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Il voto disgiunto viene invalidato

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deputati e 24 senatori. Sono questi i seggi che i candidati veneti dovranno conquistarsi e non sarà semplice. La nuova legge elettorale proporzionale con cui l’Italia voterà il 4 marzo è un sistema di voto misto che prevede un 36 per cento di collegi uninominali e per il resto collegi plurinominali. Non ci sarà un premio di maggioranza ma ci sarà una soglia di sbarramento del 3 per cento sotto la quale una lista – apparentata o non - non ha diritto di accesso in Parlamento. Chi sarà eletto alla Camera dei deputati? “I collegi uninominali per la Camera sono 232. Per questi posti coalizioni e partiti propongono un solo nome. Sarà eletto chi prenderà più voti. Gli

altri 386 seggi verranno assegnati secondo il metodo proporzionale in base ai voti raccolti dalle singole liste nei collegi plurinominali. Per la ripartizione, conterà la percentuale presa dalla lista su scala nazionale. Gli Italiani all’estero potranno eleggere 12 deputati”. Chi sarà eletto al Senato? “Il metodo è più o meno lo stesso della Camera, cambia solamente la ripartizione dei 193 seggi assegnati con metodo proporzionale, che per il Senato, sarà su base regionale. I collegi uninominali saranno 116 per il Senato: un solo candidato per le coalizioni o i partiti che corrono da soli. Il vincitore sarà eletto. Solo 6 i senatori eletti all’Estero”. Come si vota? Invalidato il voto di-

sgiunto “Come sempre verranno consegnate al cittadino elettore due schede, una per la Camera e una per il Senato. Sulla scheda ci saranno solo i candidati al proprio collegio uninominale e i partiti che lo sostengono. Per i collegi plurinominali, invece, ci sarà il simbolo del partito e un listino di pochi nomi dei candidati di quel collegio. La cosa più semplice è quella di barrare solo il simbolo del partito scelto, sostenendo così sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Se si barra il nome del candidato uninominale, il voto è valido ma per il proporzionale è assegnato in quota parte alle liste che compongono la coalizione a sostegno del candidato uninominale. Si può anche apporre una doppia X sul

nome del candidato uninominale e su uno dei partiti che lo sostiene. Viene invalidato, invece, il voto disgiunto: non si può cioè votare un candidato uninominale e un partito non collegato a quel nome”.

Facsimile delle scheda elettorale

Gessica Rostellato, Partito Democratico

Debutto in Parlamento tra lavoro e agricoltura: “meno burocrazia e più aiuti alle nostre imprese” E

’ stata una delle new entry in Parlamento di questa legislatura ormai alle battute finali: Gessica Rostellato, padovana di Cartura, venne eletta nel 2013 con il Movimento 5 Stelle per poi approdare, due anni dopo, al Partito Democratico dopo una breve permanenza del gruppo misto. Mamma di due figli ancora piccoli, prima di entrare il Parlamento ha lavorato per molti anni prima come impiegata contabile e poi come impiegata addetta alla gestione del personale sia in azienda che in studi di consulenza del lavoro. Alla Camera ha lavorato ho lavorato per i primi due anni in Commissione lavoro pubblico e privato occupandosi soprattutto di contrattualistica, riduzione della burocrazia per i datori di lavoro, lavoro femminile e conciliazione vita-lavoro. Ha seguito da vicino anche molti temi legati al mondo agricolo. Gessica Rostellato, come è stato è il suo debutto in Parlamento? Come ha trovato l’attività politica a Roma? “Sicuramente complicata, conoscere i regolamenti e la macchina amministrativa non è facile e richiede del tempo. La cosa

più importante è capire in che modo si può incidere ed essere operativi. L’impressione esterna non rende l’idea: arrivare a dei risultati è molto più complicato di quello che sembra e quindi anche la cosa più semplice viene complicata dalla burocrazia. C’è uno scollamento tra i ministeri e gli enti locali, una mancanza di comunicazione che probabilmente è uno dei problemi più gravi del nostro paese”. Ci può elencare i tre risultati più importanti che ha ottenuto per il nostro territorio? “Aver gettato le basi per il nuovo casello di Monselice, da posizionare all’incrocio con la Monselice Mare è sicuramente un punto importante, che avrà valenza strategica per il territorio. In questo senso, è stato bello collaborare con istituzioni ed aziende al di là di appartenenze politiche ma

solo per il bene del cittadino. Poi affrontato varie tematiche nel territorio: le crisi occupazionali, la vicenda della C&C, il finanziamento al Consorzio di Bonifica per l’intervento tra il Gorzone e l’Adige. Infine, con il progetto ‘Bellezza Italia’ siamo riusciti a far avere diversi finanziamenti per il recupero del patrimonio artistico del territorio, tra cui mi piace ricordare la Barchessa Gurian nel comune di Bagnoli”. Qual è stata la situazione più bella che ha vissuto come deputata? “Sicuramente l’esperienza di conoscenza e di avvicinamento al mondo carcere: conoscere i detenuti e il funzionamento delle carceri dall’interno è stato istruttivo, anche toccante. E poi aver avuto la possibilità di visitare e conoscere tante aziende del territorio, specialmente quelle agricole che sono

“A livello locale ho seguito la questione del nuovo casello di Monselice, la vicenda della C&C, le crisi occupazionali e gli interventi idraulici lungo Adige e Gorzone. C’è ancora tanto da fare”

la spina dorsale del nostro paese”. Quale invece quella che ricorda in modo negativo? “Più che un singolo momento, è stata spiacevole la sensazione di sentirsi poco utili e di non riuscire ad aiutare in modo concreto le persone. A volte, mentre si devono affrontare complicate questioni di procedura e di burocrazia, sembra di perdere del tempo quando invece si vorrebbe fare di più per aiutare i cittadini. E’ come sentirsi impotenti, ed è una sensazione brutta”. Su quali progetti vorrebbe seguire in futuro, se ne avrà la possibilità? “Creare opportunità di lavoro per le nostre aziende guardando verso l’estero, mettere in condizioni le nostre imprese per poter ampliare il loro mercato espandendosi in altri mercati perché questo significherebbe aumentate il pil e le occasioni di lavoro per i nostri cittadini”. Sta valutando una sua ricandidatura? “Si, anche se naturalmente non è una cosa che dipende solo da me ma anche dal partito e ovviamente dalle scelte dei cittadini. Io mi sono messa a disposizione”.


I Commercianti di

Conselve

augurano a tutti un

Felice Anno Nuovo


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Politica

Antonio De Poli Udc – Noi con l’Italia

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Massimiliano Malaspina Coordinatore di Chioggia

La nostra grande proposta: Grande Nord: una rivoluzione fiscale “In parlamento saremo centrata sulla famiglia il sindacato del Veneto” A

ntonio De Poli, 57 anni, senatore e presidente dell’UDC è stato in prima linea nell’accordo tra Udc - Noi con l’Italia in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. L’UDC riporta lo scudocrociato nel centro destra. Cosa vi aspettate? “Abbiamo dato vita a un soggetto politico “ NOI CON L’ITALIA -UDC” che, richiamandosi chiaramente all’identità storica e ai valori dello Scudo crociato, intende essere il partito del buon senso e della responsabilità. Per noi la cosa più importante sono i contenuti. Siamo convinti che il nostro contributo sarà determinante per la vittoria del centrodestra. L’ala democristiana della coalizione porterà al voto milioni di elettori che, in questi anni, si sono rifugiati nell’astensionismo. E saremo il valore aggiunto che porterà il centrodestra ad essere maggioranza nel Paese”. Come sono i rapporti con gli altri alleati della coalizione? “Siamo in buoni rapporti. Da tempo abbiamo scelto una strada ben precisa. Abbiamo compiuto una scelta di campo che è chiara e coerente con la nostra storia. Stiamo nel campo del PPE, nel centrodestra, insieme a chi come noi si riconosce nei valori del popolarismo e del liberalismo cattolico. Chi al nostro interno non si è trovato d’accordo, come Casini, è uscito dal partito e ha preso altre strade”. In questo periodo di grande sfiducia nei confronti della politica, come pensate di attirare gli elettori? “I cittadini si riavvicinano alla politica quando vedono che i politici fanno qualcosa di concreto. Nel mio piccolo, l’ho visto con il mio ruolo istituzionale di Senatore Questore, ovvero colui che si occupa dei bilanci e delle spese di Palazzo Madama. In 5 anni in cui sono stato Senatore Questore abbiamo ottenuto risultati tangibili: 188 milioni di euro di risparmi, tagliate di 37 milioni di euro le indennità a tutti i senatori. E’ la politica del fare.

Ed è quello che chiedono gli elettori”. All’interno del programma del centrodestra quali sono i punti che porterete avanti? “Nel centrodestra “Noi con l’Italia – Udc” farà la differenza: saremo i portavoce di famiglie, piccole medie imprese e fasce più deboli della popolazione come anziani e disabili. Questa è la forza dello Scudo crociato, la forza dei valori. Siamo una forza che punta sulla concretezza: su questo “terreno” possiamo battere i nuovi populismi”. Parliamo allora di contributi concreti. Lavoro, famiglie, politiche sociali: cosa proponete? “Il capitolo più importante per noi è il Lavoro: serve una riduzione strutturale del costo del lavoro a beneficio di imprese e lavoratori. Basta con la politica dei bonus. Se alle aziende costa meno assumere, le aziende assumono di più. Questa è la logica. La nostra proposta: riduciamo di 6 punti percentuali il cuneo fiscale. Ridurre di 1 punto il cuneo fiscale (che oggi in Italia si attesta al 48% contro una media OCSE del 32%) costa 1,7 miliardi. Famiglie: è la nostra battaglia identitaria. La nostra proposta: una rivoluzione fiscale centrata sulla famiglia, introducendo il quoziente familiare. Di che si tratta? Redistribuiamo il carico fiscale sulla base del numero dei componenti della famiglia. In altre parole, facciamo pagare meno tasse alle famiglie mono-reddito e con più figli a carico. Solo così – concependo la famiglia come un’impresa sociale – riusciremo a sostenere il vero e grande ammortizzatore sociale della crisi: la famiglia appunto! Politiche sociali: l’imperativo è invertire la tendenza. Il Fondo nazionale delle Politiche sociali, dal 2008 ad oggi, è crollato da 1,8 mld a 276 milioni. Una proposta fattibile: la detrazione fiscale totale delle rette a favore delle famiglie che pagano le rette per le case di riposo degli anziani”.

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i sono organizzati in una struttura che presuppone un comitato di indirizzo e tanti comitati locali, ciascuno con un proprio coordinatore, per rappresentare la questione settentrionale, quella proposta dagli autonomisti e dagli indipendentisti del Nord. E’ il Grande Nord, il movimento che dallo scorso maggio è sceso ufficialmente in campo con l’intento di portare nelle istituzioni e sostenere gli interessi esclusivamente di questa parte del Paese. Tra i fondatori l’ex “serenissimo” Roberto Bernardelli, gli indipendentisti veneti Franco Roccon e Carmen Gasparini, ma anche l’ex sottosegretario alla Salute, ex assessore regionale, Francesca Martini. Cosa fanno e quali sono i loro obiettivi? Lo abbiamo chiesto a Massimiliano Malaspina, coordinatore del Comitato Grande Nord di Chioggia, composto dall’unione dei movimenti Prima il Veneto e Rinascere, di cui Malaspina era segretario nazionale. Cos’è Grande Nord e cosa rappresenta nell’attuale panorama politico? “Grande Nord, non è una Lega 2 che raccoglie ex leghisti delusi dall’evoluzione nazionalista del Carroccio. E’ un movimento che riunisce esponenti provenienti da varie esperienze politiche, una confederazione di movimenti autonomisti che si sono uniti per avere, insieme, più forza e maggior peso politico, nata con l’obiettivo di dare voce alle esigenze dei territori del Nord”. Perché avete preso le distanze dalla Lega? “La Lega ha tradito il suo mandato. E’ diventato un movimento nazionale, come tanti altri. Il nostro è un movimento macroterritoriale del Grande Nord, così come si deduce dal nostro simbolo, a differenza del Carroccio che lo ha rimosso – il nord - dal suo simbolo, dal suo nome. Noi crediamo nell’autonomia del Nord. Non siamo un movimento secessionista. Siamo un movimento macroregionale che è nato un anno fa dalla confederazione di tanti movimenti autonomisti, in Veneto, Piemonte, Lombardia… e in tutto il Nord”. Come vedete l’alleanza della Lega col

centrodestra? “Improbabile. Sembra – è evidente – il frutto di un calcolo politico più che di una condivisione di obiettivi e programmi. Le varie anime all’interno della coalizione si smentiscono l’un l’altra nelle proprie dichiarazioni di intenti già in campagna elettorale. Come potranno governare il Paese?” E la Lega di Zaia? Che ha ottenuto il successo del referendum sull’autonomia? “Zaia non è Salvini. Ma noi non siamo alleati di Zaia, siamo altro dalla Lega. Anche noi abbiamo appoggiato con forza le ragioni del referendum sull’autonomia del Veneto, un referendum che ha avviato il suo iter, peraltro, proprio per iniziativa di quella componente indipendentista della Lega veneta…” In quale direzione andrete, una volta eletti al Governo? “Noi appoggiamo chiunque - che sia a destra o a sinistra poco importa - che abbia delle buone idee e delle buone proposte, favorevoli ai cittadini del nord. Noi siamo il sindacato del Nord; il nostro obiettivo è difendere gli interessi del Nord, la nostra battaglia non nasconde altre finalità. Le cariche, le poltrone, il potere non ci interessano. Stiamo in questi giorni frenetici valutando le candidature alle elezioni Politiche, io sono responsabile per la campagna elettorale in Friuli, tra i nostri militanti non ci sono persone che scelgono la politica con l’intento di andare al Governo a rappresentare i propri interessi. Questo modo di fare politica non è più credibile né potrà raccogliere più tanti consensi tra la gente”. Nel mese di dicembre avete presentato il movimento a Chioggia. Come siete stati accolti? “E’ un po’ presto per capire il sentire delle persone, non abbiamo ancora un termometro per avere dei significativi riscontri. Sul piano politico, abbiamo colto però una certa preoccupazione da parte della dirigenza della Lega. Questo ricompattamento delle forze autonomiste mette in allerta la vecchia squadra del Carroccio, che non ha prodotto grossi risultati”.

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Politica

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L’intervista Diego Crivellari

Fatti concreti e risorse per il Polesine Intervista al deputato dem Diego Crivellari: “Posso dirlo con soddisfazione: alcuni risultati per il territorio e per la nostra provincia sono davanti agli occhi di tutti”

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atti concreti e risorse tangibili per il Polesine e i polesani”: così riassume il suo impegno in Parlamento Diego Crivellari, deputato del Partito Democratico, classe 1975. In vista delle elezioni del 4 marzo prossimo abbiamo tracciato con lui un bilancio di questo anno e, in generale, del suo quinquennio a Montecitorio. Si ritiene soddisfatto dell’attività svolta durante il suo incarico per il Polesine? “Posso dirlo con soddisfazione: alcuni risultati per il territorio e per la nostra provincia sono davanti agli occhi di tutti. È stata una legislatura ricca di battaglie e di impegno con l’avvio del progetto delle aree interne,

ma soprattutto una legislatura volta a cercare risultati tangibili, magari poco appariscenti, ma utili per la nostra provincia. Gli stessi amministratori locali hanno confermato che l’azione parlamentare e il lavoro svolto fino a oggi ha permesso di ottenere risorse utili per il territorio e per i polesani. Abbiamo avuto anche soddisfazioni a livello nazionale, mi riferisco ad esempio alla norma sull’omicidio stradale, l’aumento dei trasferimenti alle province e l’Ape social per i lavoratori marittimi. Personalmente io ho voluto rappresentare il Polesine ed essere di raccordo con il territorio”. L’ultima Legge di bilancio che

novità ha portato? “Con l’ultima legge di bilancio, molto del lavoro fatto anche grazie ad altri colleghi si è concretizzato: il piano subsidenza, il fondo anti bracconaggio, il Fondo scuole innovative, la proroga dei mutui per i Comuni colpiti dal sisma, la legge sul parco del Delta del Po con il vincolo dell’intesa regionale, il riconoscimento dello stato di calamità per i danni del maltempo di agosto scorso e la definizioni dei confini dell’Autorità di sistema dei porti del mare adriatico che con Venezia, Chioggia, Porto Levante e oggi anche Mantova, trova basi concrete il processo di miglioramento e sviluppo dell’idrovia Padano-Veneta.

Sulla parte infrastrutturale va ricordato che la possibilità che anche l’asta navigabile polesana sia punto di passaggio per i trasporti e la logistica che guarda al nord Europa nasce da un lavoro lontano iniziato proprio nei primi mesi dell’insediamento delle Camere e delle Commissioni”. Proprio riguardo al tema dei trasporti e delle infrastrutture cosa è stato fatto di preciso? “ Vorrei ricordare il Decreto Porti, la Riforma delle autorità portuali e il Piano strategico dei porti e della logistica, che hanno permesso, assieme a un lungimirante Ministro dei Trasporti, di dare appunto concretezza a uno degli elementi di sviluppo del nostro territorio.

Vorrei ricordare anche il forte impegno sul piano della Romea, di cui un primo progetto per la messa in sicurezza e il miglioramento ad Ariano Polesine è pronto a partire in questi primi mesi del 2018”. Si ricandiderà alle prossime elezioni? Con quali obiettivi da portare avanti per il Polesine? “Ho dato la mia disponibilità a ricandidarmi. Con l’obiettivo di completare e rafforzare il lavoro svolto in questi 5 anni sul territorio e per il territorio. In linea generale, vorrei continuare a lavorare per un Polesine più forte e consapevole delle proprie potenzialità, in campo economico, ambientale, culturale, infrastrutturale”.

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Editoriale

Le visite con il cronometro: “Avanti un altro!”

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e liste di prenotazione per visite specialistiche e accertamenti clinico-diagnostici, sono un fenomeno spesso di lunghe attese, a volte oltre ogni limite di sopportazione, quando non segno di pericolosi ritardi per la diagnosi o la cura di una malattia. Rappresentano inoltre un vero cruccio anche per le amministrazioni regionali e per le locali aziende sanitarie. Ed ecco spuntare dal cilindro la magia per farle scomparire: ben tre Regioni, attualmente Lazio, Lombardia e Sardegna hanno imposto per decreto un “tempario” alle prestazioni dei medici. Ovviamente senza consultarli. Una visita neurologica deve essere eseguita in 20 minuti, altrettanti per una ecografia ginecologica o una mammografia, non più di 50 minuti per una risonanza magnetica, 30 minuti per una gastroscopia, ben 35 se ad essa si associa la biopsia di una o più sedi di esofago, stomaco o duodeno. Così per ogni prestazione viene stabilito il tempo entro cui la stessa deve concludersi.

Anche il tempo d’ascolto è tempo di cura Influenza a rilento in Veneto

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Visual Training.

Tablet e tv tolgono il sonno ai bimbi

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Trattamenti laser refrattivi: Lasek

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dal 1867 il passato si fonde con il futuro


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L’influenza in Veneto va a rilento, colpiti soprattutto i bambini

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inora l’influenza è stata clemente con noi veneti. Lo testimonia il terzo Rapporto elaborato dall’inizio della sorveglianza (partita a ottobre) da parte della Direzione Prevenzione della Regione del Veneto, diffuso oggi dall’Assessore alla Sanità, e relativo alla settimana tra l’1 e il 7 gennaio. In questo lasso di tempo, i dati pervenuti dalla rete di 104 medici “sentinella” sul territorio indicano che sono state colpite da virus 30.181 persone, pari a un’incidenza di 6,15 casi ogni mille assistiti, il che porta a 93.500 il totale dei cittadini veneti che hanno dovuto mettersi a letto dall’inizio della stagione influenzale. Il 6,15 per mille del Veneto, come anche emerso dal rilevamento

precedente, costituisce un’incidenza inferiore di più della metà rispetto alla media nazionale, che ha raggiunto 13,24 casi per mille assistiti. Il dato statistico è confermato anche dalla valutazione delle diverse fasce d’età. Il monitoraggio effettuato ha portato a registrare per ora 7 segnalazioni di complicanze legate all’influenza, di cui 6 forme gravi (4 maschi e 2 femmine tra 41 e 82 anni), con 5 ricoveri in terapia intensiva. Secondo gli esperti della Direzione Prevenzione della Regione, “l’andamento di questa stagione in Veneto non differisce sostanzialmente da quello delle annate precedenti, mentre è ancora presto per capire se la curva d’incidenza seguirà l’andamento nazionale, sinora

delineato con valori molto più alti, o se seguirà l’andamento più contenuto delle ultime stagioni”. Tra le fasce d’età, la più colpita è ancora quella dei bimbi da zero a 4 anni con un tasso del 15 per mille (ma a livello nazionale è già a 28,5 per mille), seguita dalla seconda fascia pediatrica (5-14 anni) con un tasso di 6,31 casi per mille, stabile rispetto alla settimana precedente e molto più basso della media nazionale che è del 15,1 per mille. Le classi di età centrali (15-64 anni) segnano incrementi contenuti e raggiungono 6,38 casi per mille (13,37 in Italia), mentre i meno colpiti risultano gli ultrasessantacinquenni con 3,29 casi per mille, poco più di un terzo della media nazionale, attestata a 8,07 per mille.

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l’editoriale

Le visite con il cronometro: “Avanti un altro!” Metodi da catena di montaggio di una fabbrica di tayleriana memoria da parte di chi, alla ricerca di una facile efficienza, mette a rischio la sicurezza dei pazienti, la tranquillità dei medici, e mette a repentaglio la qualità della relazione fra medico e paziente. Tali decreti sono stati aspramente criticati dai Medici. Gli Ordini Professionali e le Associazioni di Categoria ne hanno richiesto l’immediato ritiro, preoccupati delle possibili dannose conseguenze. E’ pur vero che in regime ambulatoriale è necessario predisporre delle agende di prenotazione che seguano una cadenza temporale, ma queste vengono predisposte con un tempo medio fra una prestazione ed un’ altra, tenendo conto della complessità della stessa, ovvero se si tratta di prima visita o di visita di controllo. Agende utilizzate più come strumento orientativo utile all’organizzazione e non certo per indicare un limite temporale alla prestazione. Si dovrà liquidare in fretta il paziente scaduto il tempo? E se si tratta di comunicare una patologia neoplastica? Se occorre spiegare quale terapia assumere, come eseguirla correttamente, quali eventuali ulteriori accertamenti e i motivi per cui eseguirli?

Ecco cosa potrebbe accadere in un ambulatorio: Medico rivolto al paziente, magari anziano e in periodo invernale, quando si indossano più indumenti: “Per cortesia si può spogliare?” Appena il paziente, dopo diversi minuti è pronto per esser visitato: Medico: “Adesso si può rivestire” Paziente: “Dottore ma..... non le ho ancora riferito i miei disturbi e poi..... non mi ha visitato” Medico: “Mi spiace il suo tempo è scaduto. Avanti un altro!” Il “tempario” adattato alla professione medica è una logica aberrante e pericolosissima, che potrebbe avere effetti devastanti qualora dovesse essere estesa a tutto il sistema. Il Medico non può sottrarsi all’imperativo deontologico che gli impone di dedicare al paziente tutto il tempo di cui necessita: per visitarlo, per dare tutte le informazioni e le spiegazioni richieste e ottenere il consenso informato. Ma prima deve dedicare tempo all’ascoltazione del paziente e alla sua narrazione. Anche il tempo dell’ascolto è “tempo di cura”. Sono le basi per un corretto rapporto medico-paziente e per un “alleanza terapeutica” fra medico e malato che rischiano di naufragare nel mare melmoso del “tempario”.

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Aumentano i minori che dormono poco per l’utilizzo di tablet e smartphone Troppi bambini dormono molte ore in meno di quello che serve loro per star bene. Andare a letto presto nella propria camera è fondamentale

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l 25% dei bambini a 5 anni dorme meno delle ore raccomandate e già a 1-2 anni di vita il 12-13% dei bambini utilizza i moderni devices elettronici (tablet, smartphone e TV) in fase di addormentamento. E’ quanto emerge da una recente ricerca presentata in anteprima durante un convegno a Chioggia dal dottor Mattia Doria, coordinatore dei Pediatri di Libera Scelta del Distretto clodiense, e coordinatore scientifico nazionale del progetto. Il tema su cui il medico si è soffermato a lungo è quello delle abitudini al sonno e la loro correlazione con i disturbi del comportamento. La ricerca da cui sono statti tratti i dati preliminari si è sviluppata su 11 regioni italiane sotto l’egida della Federazione Italiana Medici Pediatri. Dal quadro generale emerge, anche, quanto i bambini abbiano poca autonomia durante il sonno notturno dal momento che oltre il 34% dei bambini di età 3-5 anni dorme nel lettone o in camera con i genitori. Per quanto attiene ai disturbi del comportamento emerge che essi siano favoriti dall’andare a letto tardi, dall’utilizzo frequente dei devices elettronici e dal dormire meno delle ore raccomandate mentre siano molto

meno presenti nei bambini che vanno a letto presto e si addormentano nel proprio letto con la lettura di un libro da parte di un genitore. Ma il Convegno Pediatrico Clodiense dedicato, quest’anno, alla prevenzione e stili di vita, ha visto protagoniste del dibattito tutte le 8 azioni del progetto della Regione Veneto Genitoripiù (www.genitoripiu.it). Prendersi cura del bambino significa pensare alla sua salute già prima del concepimento e lungo tutto l’arco della vita con particolare attenzione ai suoi primi anni. Per questo motivo il progetto Genitoripiù propone 8 azioni di provata efficacia: 8 azioni con un unico obiettivo, promuovere la salute fisica e psicologica del proprio bambino. Assumere l’acido folico nei tempi e nelle quantità corrette, non fumare in gravidanza e davanti al bambino, non bere in gravidanza e in allattamento, fare tutte le vaccinazioni raccomandate, mettere il bambino a dormire a pancia in su, allattare al seno, proteggerlo dagli incidenti in auto e in casa, leggergli un libro. Gli interventi del dottor Leonardo Speri, responsabile regionale del progetto Genitoripiù e della dottoressa Stefania Porchia dell’Università Ca’ Fo-

scari di Venezia hanno presentato le 8 azioni ed hanno messo in evidenza quali siano le azioni per le quali c’è bisogno di sviluppare una maggiore attenzione nel territorio della Ulss 3: la recente rilevazione fatta nel 2016 mette in evidenza che le conoscenze degli operatori del percorso nascita sono sostanzialmente allineate con quelle regionali, hanno la positiva tendenza ad essere maggiormente proattivi con i genitori, hanno un’ottima conoscenza sulla tematica dell’allattamento ma un po’ meno sulla posizione sicura in culla (a pancia in su!) e sulla protezione in casa. Ci sono sempre più conferme scientifiche che queste 8 azioni sono quelle che riescono ad intervenire più efficacemente sia nella prevenzione dei rischi più importanti nei primi anni di vita, sia per garantire ai bambini un vero e proprio capitale di salute per il futuro. Sono molto connesse tra di loro e, attuate insieme, moltiplicano la loro efficacia: una singola azione può essere efficace per prevenire molti problemi e un singolo problema di salute può essere prevenuto con il contribuito sinergico di più azioni. “I pediatri di famiglia – ha commentato il Diretto-

re Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben- sono da sempre impegnati a garantire, attraverso l’istituto dei bilanci di salute, i migliori standard di salute per tutti i bambini e valutano con favore che anche altre figure professionali siano coinvolte attraverso questo progetto regionale a collaborare nel sostenere i migliori principi di prevenzione e stili di vita”. “Fondamentale – ha aggiunto il DG – è diffondere quindi i corretti comportamenti e cercare, inoltre, da adulti, di dare il buon esempio”.

Il Ministero promuove Benessere allo zenzero: Guardare troppo da vicino la nuova star potrebbe nascondere unla problema. Regione: conti in attivo

Ottica Toffoli è sinonimo di eccellenza in :

CONTATTOLOGIA AVANZATA • IPOVISIONE • VISUAL TRAINING

Con il Visual Training si ristabilisce l’equilibrio dei muscoli oculari. anta vittoria, Zaia, dopo che il Tavolo del

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Ministero dell’Economia e delle Finanze

Il Visual Trainig è una disciplina nata negli anni sessanta in America, per migliorare le performance visive degli atleti, che si è poi espansa in vari ambiti. Pensare di vedere dieci decimi ed avere una visione perfetta non è sufficiente.

il bilancio consuntivo 2016 quindi migliorareha promosso le performance visive, Sanità veneta. affrontaredella lo stress e insegnare al cervello ad squadra compatta della veneta utilizzare gli“La occhi insieme, consanità meno dispendio – ha affermato il Governatore – gestita di energie.

con la prudenza e la saggezza del buon padre di famiglia, ha vinto ancora, anche Affrontaresui lo a conti.stress Non ce lidurante siamo fatti dalanoi,lettura, ma distanza prossimale, un sono stati valutati per euro per euroatleta dal Tavolosignifica In realtà la visione da lontano dieci decimi è avere delleMinisteriale ottime performance visive durante Adempimenti per l’Istruttoria Bilancioaffrontare consuntivo 2016, effettuata solo un centesimo delle nostre performance una gara, del oppure lo stress di tutti i nel luglio 2017, che si conclude attestando visive. I nostri occhi hanno la capacità della giorni quando stiamo davanti al computer a el giro di appena un anno il nostro mediche potreste provare ad associare che ‘La Regione Veneto presenta a conto profondità di campo, distanza prossimale. paese ha registrato un vero della e lo tridimensionalità, zenzero. Sembra che i suoi principi consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni della della convergenza, E’ per questo importante seguire delle norme di proprio boomvisione delle venditeperiferica, dei prodotti attivi sostengano il sistema immunitario: 729 mila euro’”. in cui è presente lo zenzero (+108,4%). ottimo in caso di raffreddori di della motricità,dell’accomodazione; queste sono e mal igiene visiva, innanzitutto la distanza di “Mentre manovre più politiche che Si tutte tratta dileunvarie ingrediente originario ossa. Se si avverte un leggero pizzicorino sfaccettature delle performance lettura: mai stare troppo vicini ad un testo o al tecniche, e comunque tecnicamente dell’Estremo visive. Oriente, e già conosciuto alla gola, masticarne qualche pezzetto computer,inspiegabili avere sempre un ottima illuminazio– aggiunge il Governatore nel Medioevo. Può essere utilizzato nei fresco, evita che il fastidio si possa ne, ed importantissimo avere sempre una – vorrebbero escludere il Veneto dalla cibi e, secondo i suoi cultori, avrebbe trasformare in un vero e proprio mal di La Regione Veneto presenta a conto E’ quindi importante postura ergonomicamente Regioni benchmark in corretta. sanità, il Veneto proprietà terapeutiche. Si dice che la non gola.più considerare consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni 729 mette a segno un’accoppiata storica, come organoriduca svincolato corpo ma sual’occhio radice faciliti la digestione e Volete dal dimagrire? Anche qui lo zenzero abbinando i conti inOptometrico attivo con il primo attuare edin èaiuto: perè molto questo del Centro Toffolimila è i gas intestinali.delle indagini a 360°, vi viene utilizzatoLa nellefilosofia euro. “Tutto senza aumentare le tasse”, posto indiItalia, appena riconosciutoci dal a 360° Avrebbe benefiche per diete dimagranti. che nonproprietà possiamo più svincolare la visoneL’azione della benefica proprio quella attuare un’indagine sottolinea Zaia. della Salute, per la capacità di il postura. riequilibrio della flora ebatterica, frutta infatti, unita alle spezie, fa per Ministero Visione postura della sono due discipline gradi poter prevenire, migliorare e quindi erogazione dei LEA, i Livelli Essenziali di che significa che sul podio, con i conti in contenimento dei costi, la razionalizzazione aiuterebbe a sciogliere i grassi. Pare bruciare permette complementari che fanno parte calorie, di un unicodi depurare rieducare le performance visive, perche Assistenza che, per legge e sulla base della attivo, la promozione sui LEA, zero tasse, dell’utilizzo delle risorse impiegate, sia molto utilizzato per combattere l’organismo dalle tossine accumulate processo funzionale. ricordiamoci che sono dirigono il Costituzione, tuttegli le occhi Regioni che sarebbero la sanità veneta vince la medaglia d’oro, assegnando ai Direttori Generali obbiettivi la nausea. Chi ne fa uso assicura che e aiuta il senso di sazietà. Inoltre Lapiùterapia visiva del è quella che si propone di nostro corpo. obbligate a garantire ai loro cittadini”. quella d’argento e anche quella di bronzo”. e indicatori di performance, utilizzando rende rapida la guarigione cavo contribuisce allo smaltimento delle “Il tutto – fa notare il Governatore – senza La promozione è arrivata attraverso con prudenza e visione di lungo respiro la orale. tossine, stimolando la diuresi. Viene tasse, unici in Italia a non aver introdotto, diverse linee d’azione, come la redazione quota di Gestione Sanitaria Accentrata che Inosmma, se soffrite dei malanni consumato anche per combattere la di Piani di rientro per le Aziende più in ogni anno il Riparto del Fondo Sanitario e non lo faremo nemmeno quest’anno, tipici di questa stagione, alle cure fame nervosa. difficoltà, l’attuazione di politiche di Nazionale assegna alla Giunta. l’addizione regionale Irpef sulla sanità, il

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Il Ministero promuove la Regione: conti in attivo

Trattamenti laser refrattivi: Lasek

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anta vittoria, Zaia, dopo che il Tavolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha promosso il bilancio consuntivo 2016 della Sanità veneta. “La squadra compatta della sanità veneta – ha affermato il Governatore – gestita con la prudenza e la saggezza del buon padre di famiglia, ha vinto ancora, anche sui conti. Non ce li siamo fatti da noi, ma sono stati valutati euro per euro dal Tavolo Ministeriale Adempimenti per l’Istruttoria del Bilancio consuntivo 2016, effettuata nel luglio 2017, che si conclude attestando che ‘La Regione Veneto presenta a conto consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni 729 mila euro’”. “Mentre manovre più politiche che tecniche, e comunque tecnicamente inspiegabili – aggiunge il Governatore – vorrebbero escludere il Veneto dalla Regioni benchmark in sanità, il Veneto mette a segno un’accoppiata storica, abbinando i conti in attivo con il primo posto in Italia, appena riconosciutoci dal Ministero della Salute, per la capacità di erogazione dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza che, per legge e sulla base della Costituzione, tutte le Regioni sarebbero obbligate a garantire ai loro cittadini”. “Il tutto – fa notare il Governatore – senza tasse, unici in Italia a non aver introdotto, e non lo faremo nemmeno quest’anno, l’addizione regionale Irpef sulla sanità, il che significa che sul podio, con i conti in attivo, la promozione sui LEA, zero tasse, la sanità veneta vince la medaglia d’oro, quella d’argento e anche quella di bronzo”. La promozione è arrivata attraverso diverse linee d’azione, come la redazione di Piani di rientro per le Aziende più in difficoltà, l’attuazione di politiche di

La Regione Veneto presenta a conto consuntivo 2016 un avanzo di 13 milioni 729 mila euro. “Tutto senza aumentare le tasse”, sottolinea Zaia. contenimento dei costi, la razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse impiegate, assegnando ai Direttori Generali obbiettivi e indicatori di performance, utilizzando con prudenza e visione di lungo respiro la quota di Gestione Sanitaria Accentrata che ogni anno il Riparto del Fondo Sanitario Nazionale assegna alla Giunta.

primi trattamenti laser refrattivi risalgono ai primi anni 90. Da allora molta strada è stata fatta soprattutto per quanto riguarda la tecnologia laser. Sostanzialmente i difetti di refrazione sono miopia ed ipermetropia e a questi può sovrapporsi l’astigmatismo. Nella miopia l’occhio è un po’ più lungo del normale (ad ogni mm corrispondono circa 3 diottrie di difetto) e la messa a fuoco è limitata ad una determinata distanza, tanto minore quanto è maggiore la miopia. Per esempio ad una diottria di miopia corrisponde una messa a fuoco di un metro (oltre questa distanza l’immagine si sfuoca progressivamente) mentre a 10 diottrie corrisponde una distanza di soli 10 cm. Pur essendo considerata lieve una miopia di 3 diottrie, questa comporta una forte limitazione funzionale in quanto la messa a fuoco è limitata a 33cm. Nell’ipermetropia invece l’occhio è più corto e generalmente abbiamo a che fare con difetti più modesti (l’ipermetropia generalmente è al di sotto delle 3 diottrie anche se esistono casi con 10 diottrie di ipermetropia). L’astigmatismo è un’anomalia di curvatura della cornea che costituisce la prima lente dell’occhio che invece di essere sferica, risulta fatta come un pallone da rugby. Possiamo quindi avere astigmatismo associato a miopia o ad ipermetropia, mentre ovviamente non possiamo avere miopia associata ad ipermetropia in quanto si tratta di difetti opposti! Con un trattamento laser noi possiamo operare miopia, ipermetropia ed astigmatismo, mentre per la presbiopia la problematica è più complessa. Il Laser ad eccimeri vaporizza il tessuto e quindi permette di modificare la forma della cornea per consentire la messa a fuoco. Questa vaporizzazione non avviene sulla superficie che è ricoperta da una pellicina (epitelio) che si riforma ogni settimana, ma nello strato di collagene che da la forma alla cornea stessa.

Nella PRK (primissima tecnica applicativa) l’epitelio viene eliminato con una spatolina e successivamente al trattamento laser si attende la ricrescita di quest’ultimo (3-4 giorni); in questo periodo l’occhio è infastidito dalla presenza di una abrasione.Nella Lasik la cornea viene tagliata con una lama vibrante o con un laser ed il trattamento effettuato all’interno della cornea. Il flap creato viene poi riposizionato. Lo svantaggio di questa tecnica è l’indebolimento strutturale permanente, mentre il vantaggio è il poco dolore ed il veloce recupero visivo. Nella LASEK (Camellin 1998) l’epitelio viene scollato con una soluzione alcolica e successivamente al trattamento si riposiziona sullo stroma trattato. Il nuovo epitelio crescerà sotto quello vecchio e lo sostituirà progressivamente. I vantaggi sono un minor fastidio postoperatorio ed una minor reazione infiammatoria. Si tratta quindi di una tecnica intermedia tra PRK e Lasik con un basso rischio di complicanze. Entrambe queste tecniche citate sono comunque utilizzate ed ogni chirurgo decide in relazione al caso ed al paziente. Per concludere dunque possiamo affermare che il laser ad eccimeri ha raggiunto una maturità tecnica ed un’esperienza a livello mondiale di assoluto rilievo. Ovviamente si possono operare pazienti che abbiano superato l’età adolescenziale in cui i difetti miopici possono ancora modificarsi. Dott. Massimo Camellin Oftalmologo Via Dunant, 10 - Rovigo tel. 0425 411357 mail: segreteria@sekal.it web: www.lasek.it

A Verona e Treviso centri di riferimento regionali per l’autismo • • • • • • •

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l sistema sanitario del Veneto rafforza il suo impegno per l’autismo con l’istituzione di due Centri di Riferimento regionali ad altissima specializzazione per la presa in carico di minori, adolescenti, e adulti con disturbi dello spettro autistico, che avranno sede all’ Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e all’Ulss 2 Treviso. Lo ha deciso oggi la Giunta regionale che, su proposta dell’Assessore alla Sanità Luca Coletto, ha approvato una delibera nella quale, tra l’altro, si assegnano ai due Centri funzioni diversificate, in coordinamento tra loro e con compiti anche di coordinamento dei servizi per le persone autistiche nell’ambito dell’intera rete sanitaria regionale. “Una nuova organizzazione – fa notare Coletto – con la quale la sanità veneta fa un salto di qualità, al massimo livello scientifico, nel sostenere e accompagnare in un percorso, che di fatto dura tutta la vita, le moltissime persone che soffrono di una sindrome comportamentale di fortissimo impatto sulla vita sociale degli interessati, sulle loro capacità relazionali, sulle famiglie. Fare il possibile per garantire una vita migliore a queste persone non è solo un’eccellenza sanitaria, ma anche un dovere morale al quale il Veneto risponde presente”.

Il Centro di Verona, attraverso l’attività dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliera, si occuperà della diagnosi precoce, degli accertamenti eziologici e degli approfondimenti internistici. Sarà quindi formata un’equipe composta non solo da neuropsichiatri e psicologi, ma anche da figure mediche specialistiche in grado di occuparsi di tutti gli approfondimenti necessari: neuroradiologi, genetisti, gastroenterologi, otorinolaringoiatri, allergologi, immunologi, endocrinologi. Il Centro di Treviso, presso l’Unità Operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, dovrà invece occuparsi delle persone adolescenti e giovani adulte, favorendo le autonomie personali e sociali e l’inserimento lavorativo.


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Tra le vette U innevate col Trenino Rosso del Bernina

n itinerario che sorprende e meraviglia. Un percorso incredibile che seduce grazie ad un paesaggio naturale e incontaminato che muta lento, passando dalle verdi distese di campi ai bianchi e dominanti ghiacciai eterni, il tutto per donarci uno spettacolo fiabesco con paesaggi da quadro ed emozioni da film. Il trenino Rosso del Bernina, conosciuto come il treno più bello del mondo scala la montagna affrontando pendenze del 70 per mille fino a toccare il cielo a oltre 2000 metri di altitudine, il punto più alto raggiunto da un treno in Europa. Partendo da Tirano a 429 metri sul livello del mare, con un percorso di circa 60 km, attraverso tutte le fasce vegetazionali delle Alpi, arriva ai 2253 metri del passo del Bernina per, poi, scendere, in modo più graduale e dolce, ai circa 1800 metri di St. Moritz. Partenza da la stazione di Tirano. Dopo essere passato a fianco del santuario della Madonna di Tirano, il trenino rosso si addentra nella Valle di Poschiavo, in territorio svizzero. Dopo pochi km supera il famoso viadotto di Brusio, simbolo della tratta ferroviaria. Il viadotto elicoidale, un vero gioiello architettonico e ingegneristico, è stato realizzato per permettere al treno di superare il dislivello, allungandone il percorso, come unica alternativa possibile alla cremagliera. Superato il primo tratto della valle si incontra il lago di Poschiavo, a quasi 1000 metri sul livello del mare. Da Poschiavo il trenino si inerpica sulla pendice della montagna seguendo un percorso che permette una vista mozzafiato sulla Valposchiavo e Valtellina. Raggiunta quota circa 1700

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il trenino arriva a Cavaglia, amena conca, ideale per rilassanti passeggiate. La tappa successiva, dove il bosco di abete rosso lascia il posto al bosco di larici, è Alp Grum a 2091 metri da dove si può ammirare il ghiacciaio del Palù. Dopo Alp Grum il trenino lascia il bosco per i pascoli di alta montagna fino ad arrivare al passo del Bernina. Dopo lo sbarramento del lago Bianco inizia la discesa, tra i pascoli di montagna. Qui si incontrano Il lago Nero e il lago Piccolo, due laghetti naturali alpini alimentati da ruscelli e non da acqua di ghiacciaio come avviene per il lago Bianco. Dopo aver lasciato la partenza delle due funivie Lagalb e Diavolezza il trenino, abbassandosi di quota, con un ampio tornante arriva in prossimità del maestoso gruppo del Bernina, la cui cima principale, il pizzo Bernina raggiunge i 4049 metri sul livello del mare. I ghiacciai che rivestono il gruppo montuoso terminano con la lingua glaciale di Morteratsch il cui impressionante ritiro nell’ultimo secolo è ben visibile dalla morena glaciale sulla pendice della montagna. Tappa a Morteratsch alla base del ghiacciaio, nel cuore del gruppo del Bernina. Attraverso bei boschi a prevalenza di pino cembro il percorso continua fino a Pontresina, allo sbocco della val Roseg, dove c’è la coincidenza per i treni che vanno verso la Bassa Engadina o Coira e ritorno a Tirano. Il viaggio verso St. Moritz volge al termine. Dopo aver superato l’Engadina e la caratteristica chiesetta di San Gian dai due campanili (quello più grande senza tetto) il trenino arriva in stazione a St. Moritz a 1775 metri sul livello del mare.


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Due ascensori mozzafiato per la Regina delle Dolomiti Sono stati realizzati a Rocca Penia, a 3.265 metri, sulla stazione a monte della funivia della Marmolada, su una parete a strapiombo. Ampie vetrate permettono la vista di un panorama unico sul ghiacciaio di Renato Malaman

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à dove osano soltanto le aquile una nuova ardita opera dell’uomo sfida lo strapotere dei ghiacci eterni. Sulla sommità della funivia della Marmolada, impianto che sale fino ai 3.265 metri di Punta Rocca e che quest’anno compie mezzo secolo, sono stati costruiti due nuovi ascensori da brivido, panoramici, costruiti a strapiombo su una parete di mille metri, per rendere la Marmolada accessibile a tutti. I due ascensori sono a disposizione degli sciatori e dei turisti: collegano la stazione di Punta Rocca con le piste. Un impianto avveniristico, posto all’arrivo della funivia di Malga Ciapèla, che sale appunto fino a Punta Rocca (metri 3.265), la quota più alta raggiungibile con un impianto di risalita nelle Dolomiti, e collega il piano d’imbarco della funivia con il ghiacciaio, colmando quel dislivello di circa 14 metri che fino ad ora poteva essere superato solo grazie a quattro rampe di scale. Giustificata la soddisfazione di chi li ha costruiti: «Questi due ascensori – sottolinea Mario Vascellari, presidente della società impiantistica Marmolada srl - consentono di rendere la nostra montagna, che è il cuore delle Dolomiti, alla portata di tutti, proprio di tutti. Anche dei diversamente abili. Abbiamo eliminato ogni barriera che poteva frapporsi alla libera fruizione di questo meraviglioso monumento della natura». Un’opera che migliora la proposta turistica di questa bella e appartata area della provincia di Belluno, che ha i suoi must nella suggestiva Rocca Pietore e nel borgo di Sottoguda, paese famoso per i suoi antichi fienili, oltreché per i Serrai, un orrido che in questo periodo è reso più prezioso da fantasmagoriche cascate di ghiaccio, ammirabili passeggiando su un comodo sentiero. Chiamati Rocca e Penia, come le due cime più alte del massiccio della Marmolada, e costati 900 mila euro, gli ascensori hanno una portata di 42 persone ciascuno e, grazie alle porte in vetro e alle ampie vetrate delle cabine, consentono di ammirare le vette dolomitiche che circondano la Marmolada. Come prescrive la normativa, ci sono anche delle scale interne parallele agli ascensori, anche queste panoramiche poiché si sviluppano intorno alle ampie vetrate della struttura. I lavori sono iniziati nel maggio 2016 con la perforazione e il consolidamento delle basi degli ascensori che salgono praticamente a strapiombo sopra i 1000 metri della parete sud della Marmolada. «La realizzazione – spiegano dalla società – è stata impegnativa per l’altitudine e la conformazione del luogo, per il trasporto dei materiali sono stati utilizzati i gatti delle nevi, l’elicottero e la stessa

L’ardita opera, che renderà più agevole l’accesso alle piste e ai sentieri d’estate, completa l’offerta dell’area bellunese già resa preziosa dal borgo di Sottoguda e dallo spettacolare orrido dei Serrai

LA NUOVA TORRE CON I DUE ASCENSORI PANORAMICI. SOTTO: LA FUNIVIA CHE SALE AI 3.265 METRI DI PUNTA ROCCA, LA SOMMITÀ DELL’IMPIANTO CON LE PISTE DA SCI, UN DETTAGLIO DELLA STRUTTURA DOVE SCORRONO GLI ASCENSORI, UNO SCORCIO DI SOTTOGUDA, ALTRA VISTA SU PUNTA ROCCA, I SERRAI DI SOTTOGUDA E LA STAZIONE DI PARTENZA DELLA FUNIVIA A MALGA CIAPÈLA

funivia per gli ingombri minori. Combattendo spesso anche contro il vento che, a 3 mila metri di altitudine, è spesso impetuoso». Vento che il 22 dicembre scorso ha fatto saltare la cerimonia di inaugurazione. Per limitare l’impatto ambientale la struttura riflette i colori della natura nei diversi momenti della giornata grazie all’acciaio e ad ampie vetrate che permettono di ammirare lo spettacolare panorama circostante. «Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti. Siamo orgogliosi – ribadisce Mario Vascellari – dell’apprezzamento ricevuto dai tecnici e dalle autorità competenti che hanno approvato questo progetto, che migliora l’aspetto complessivo della stazione con una struttura architettonicamente innovativa. In vista dei mondiali di sci previsti a Cortina nel 2021 abbiamo altri ambiziosi progetti per collegare i comprensori sciistici della zona. I mondiali sono un treno che non bisogna perdere». Va ricordato che la Marmolada è il gruppo montuoso più imponente dell’intero arco alpino e non a caso viene chiamata la Regina delle Dolomiti. L’accesso alle sue nevi perenni è reso possibile dai tre tronconi della funivia che parte da Malga Ciapèla (1450 metri): il primo tratto è un

muro di roccia verticale in cima al quale si trova la stazione di Banc d’Antermoja (2.350); il secondo tratto conduce alla stazione Serauta a 3 mila metri che ospita il Museo Marmolada Grande Guerra, inaugurato nel 1990 ed ampliato e ristrutturato ex novo nel 2015; mentre l’ultimo tratto attraversa quasi totalmente il ghiacciaio fino a raggiungere la stazione di Punta Rocca (3.265). Il dislivello totale è di 1.810 metri, la lunghezza dell’impianto è di 4.365 metri, la velocità massima 12 metri al secondo, la capacità massima 960 persone all’ora, la durata del viaggio Malga Ciapèla - Punta Rocca di 12 minuti. La costruzione della funivia della Marmolada, 50 anni fa, costituì una vera rivoluzione per la valle Agordina e la comunità di Rocca Pietore; un investimento importante che permise di far arrivare il turismo in aree cronicamente soggette all’emigrazione forzata e fino ad allora periferiche rispetto alle grandi direttrici turistiche. Una scelta lungimirante che oggi viene suggellata da questo ulteriore investimento in tecnologia d’avanguardia, che rende la montagna più accessibile. E permette a chi vuole conoscerla da più vicino di poter realizzare questo sogno.


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Food & Drink GUSTO IN SCENA IL 25 E 26 FEBBRAIO A VENEZIA Torna Gusto in Scena il 25 e 26 febbraio, presso la Scuola Grande si S. Giovanni Evangelista, e per la decima volta propone il format di successo “4 eventi in contemporanea”: il Congresso di Alta Cucina, I Magnifici Vini, Seduzioni di Gola e Fuori di Gusto. Di giorno visitatori, operatori e gourmet possono partecipare al Congresso in sala Badoer, un ambiente del ‘1000, degustare vini ed eccellenze gastronomiche negli splendidi saloni del 1261. La sera possono prendere parte al Fuori di Gusto, un fuori salone che coinvolge il meglio della ristorazione e dei grandi alberghi veneziani. Venezia diventa per qualche giorno la capitale dell’enogastronomia italiana. Le spezie sono da secoli ingredienti che apportano sensazioni gustative intense e caratterizzanti. Per questa loro particolarità, sarà “La Cucina del Senza incontra il mondo delle spezie” il tema dell’edizione numero dieci del congresso aperto agli operatori e al pubblico. Il tema delle spezie è un omaggio a Venezia, città che nei secoli dopo il Mille, assunse il controllo dei commerci di spezie nel Mediterraneo e le diffuse in Europa.

“Fare La Cucina del Senza significa realizzare piatti gustosi e saporiti senza che ci si accorga della mancanza di sale o grassi aggiunti e dessert molto piacevoli senza zucchero aggiunto. Sottolineiamo il termine aggiunto che è essenziale in questo nuovo stile alimentare. Le sensazioni gustative tornano a essere legate esclusivamente alle caratteristiche degli ingredienti. Non vengono alterate dal sale, che copre i sapori, al contrario della convinzione diffusa. Anche i grassi

bili per la nostra vita: quelli contenuti negli alimenti sono sufficienti per una dieta equilibrata, quelli aggiunti invece rappresentano un eccesso; eliminarli o ridurli può essere di aiuto a prevenire l’insorgere di diverse patologie...” racconta Marcello Coronini, ideatore de La Cucina del Senza. La Cucina del Senza è un percorso di sperimentazione aperto in cui Coronini continua a coinvolgere gli chef ed i pasticceri invitati a Gusto in Scena, analizzando anno

in cottura modificano il gusto dei prodotti. Oltre a creare assuefazione, lo zucchero non permette di cogliere le note aromatiche delle materie prime. Si tratta di una cucina gustosa quanto attenta alla salute, con il giusto equilibrio tra benessere fisico e piacere della tavola. Sale, grassi e zucchero sono indispensa-

per anno ingredienti che contribuiscono a rendere i piatti “del Senza” gustosi e salutari. “L’intuizione per me rivoluzionaria – sostiene Coronini – è di togliere in contemporanea l’aggiunta di sale, grassi e zucchero, che se in eccesso, sono fattori infiammatori e negativi per la salute. Nel momento in cui ho

avuto questa intuizione ho capito che ciò avrebbe permesso di equilibrare il metabolismo e bruciare i grassi superflui”. Le linee guida de La Cucina del Senza sono ispirate alla semplicità e consentono di preparare varianti dei piatti che siamo soliti fare in versione “Senza”. Premesso che gli ingredienti possono contenere sale, grassi o zucchero, (basta evitare quelli che ne hanno un eccesso), si possono usare ad esempio nel senza sale aggiunto, acciughe e capperi, basta lavarli con cura in acqua corrente. Anche formaggi e salumi possono essere utilizzati, ma con determinati accorgimenti. Le regole sono molto precise, semplici e facili da attuare e chiunque può avvicinarsi senza problemi a questa straordinaria cucina. Due saloni dedicati: I Magnifici Vini di mare, montagna, pianura e collina

Seduzioni di Gola, le eccellenze gastronomiche. La qualità dei prodotti gastronomici è essenziale per realizzare La Cucina del Senza e con un buon piatto serve un buon vino. “La qualità è sempre pre-requisito – afferma Coronini - poi, tra tante proposte di qualità, cerco di aiutare qualche piccolo produttore sconosciuto, chi propone progetti innovativi e trasmette passione per ciò che produce. Ho creato il concetto di PRODUTTORI DEL SENZA, che non sono senza un qualcosa, ma sono attenti ad evitare in produzione gli interventi che non sono positivi per la nostra salute”. Le cantine sono caratterizzate dalla distinzione in funzione di questi quattro terroir: vini di mare, montagna, pianura, collina. La Comunità Europea ha riconosciuto l’importanza di questa classificazione attraverso l’approvazione di un brevetto europeo.

ANTEPRIMA CHIARETTO: A LAZISE IL ROSÉ DEL GARDA La Dogana Veneta di Lazise si prepara per la decima edizione di Anteprima Chiaretto. Domenica 11 e lunedì 12 marzo 2018 il Consorzio Tutela del Chiaretto e del Bardolino, in collaborazione quest’anno con il Consorzio Valtènesi, porta in riva al lago di Garda più di 80 produttori con circa 140 vini per presentare l’annata 2017 del Chiaretto prodotto sulle due riviere, quella veneta e quella lombarda. La due giorni dedicata ai rosé gardesani prevede l’apertura al pubblico nella giornata di domenica 11 dalle 10 alle 18, mentre il lunedì 12 marzo sarà interamente riservato agli operatori di settore, dalle 14 alle 20. “Insieme, il Chiaretto di Bardolino e il Valtènesi Chiaretto – spiega Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino – sfiorano i 12 milioni di bottiglie, collocando il lago di Garda nel ruolo di leader assoluto nella produzione italiana di rosé a denominazione di origine. Quest’anno abbiamo voluto unire le forze delle due riviere gardesane all’insegna di uno stile territoriale unico nel panorama dei vini rosati italiani. Uno stile che trova fondamento nei suoli morenici che accomunano le due sponde del lago, nel clima mediterraneo del nostro territorio

TREVISO SLOW WINE 2018 e anche nella disponibilità di uve autoctone naturalmente vocate alla vinificazione in rosa, come la corvina veronese per il Chiaretto di Bardolino e il groppello per il Valtènesi Chiaretto. È una collaborazione che i nostri due consorzi intendono rendere sempre più solida, ricercando future alleanze anche con le altre aree italiane storicamente orientate alla produzione di rosati da uve autoctone”. L’orario di apertura al pubblico domenica 11 marzo è dalle 10 alle 18, mentre il lunedì l’Anteprima apre per gli operatori dalle 14 alle 20.

Domenica 28 gennaio 2018, dalle ore 10.30 alle ore 19.00, le sale del Centro Congressi del Best Western Premier BHR Treviso Hotel saranno pronte ad accogliere questo prestigioso appuntamento enogastronomico, che ha registrato nella scorsa edizione la presenza di oltre 70 espositori e più di 1000 visitatori. Quest’anno verranno accolte altrettante rinomate case vinicole del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige presenti nella Guida Slow Wine 2018 di Slow Food Editore e come nelle precedenti edizioni, verrà dedicato spazio alle

eccellenze gastronomiche degli “Artigiani del Cibo” selezionati da Slow Food Treviso, i cui prodotti potranno essere degustati e acquistati dal pubblico. Ospiti speciali di questa edizione una rappresentanza di cantine della Slovenia. Un viaggio che si snoda dal Trentino Alto Adige, a Verona con le aree del Custoza, Bardolino, Valpolicella e Soave, al Vicentino e al Padovano con Breganze e i Colli Berici e Euganei, a Treviso con le Colline del Prosecco, alla zona del Piave e di Pramaggiore, proseguendo attraverso le Terre

di Pianura e Le Colline Orientali del Friuli, il Collio, Isonzo e Carso, per concludersi nella vicina Slovenia. L’area ristoro/degustazione, a cura di BHR Treviso Hotel, proporrà piatti tipici della cucina veneta preparati dallo staff del Ristorante DiVino Osteria Trevigiana, partner dell’iniziativa con la direzione dell’Hotel. Sarà così possibile completare la visita con un genuino pranzo domenicale che coniuga la cultura del vino e la tradizione alimentare all’insegna dei princìpi dettati da Slow Food.


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Crema di patate Ingredienti: 2 cipolle medie - 3 patate - 1 L d’acqua 2 C di olio - 1 pizzico di prezzemolo tritato.

Tortino di miglio

Crocchette di ricotta

Ingredienti: 200 g di miglio - acqua - sale - 1 cipolla - 1 manciata di origano - 200 g di caciota - olio - 1 C di tamari.

Ingredienti: 300 g di ricotta - sale q.b. - 1 pizzico di noce moscata 1 manciata di prezzemolo - pane grattugiato q.b. e gomasio.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Preparazione: ungere una teglia d’olio, tagliare le cipolle a fette sottili e farle dorare, unire le patate tagliate a dadini, saltare il tutto assieme per 5 minuti. Aggiungere l’acqua, il sale e far cuocere per circa 30 minuti. A fiamma spenta frullare il tutto (con il frullatore a immersione) condire con l’olio crudo e il prezzemolo tritato. Deve risultare una crema vellutata. Servire così o con l’aggiunta di crostini.

Preparazione: tostare e cuocere il miglio; nel frattempo tritare la cipolla molto sottilmente, la caciota a dadini, mettere questi ingredienti in una teglia da forno con un pò di origano e quando il miglio sarà pronto versarlo nella teglia, rimestarlo bene agli altri ingredienti e spianarlo bene con un cucchiaio di legno. Cospargere con un pò di pane grattugiato e mettere in forno a temperatura media per 30 minuti circa (deve formarsi una crosticina dorata in superficie). Servire ben caldo.

Note

Preparazione: avorare la ricotta col sale, la noce moscata, il prezzemolo e un po’ di pane grattugiato. Formare delle palline, infornare in una teglia oliata e cuocere per 15-20 minuti avendo cura di girarle. Devono assumere un colore dorato.

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

Pizzeria · Piadine · Panini caldi

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Oroscopo

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l’

Ariete Voglia di divertimento al massimo, grazie a Mercurio in Sagittario che vi regalerà vacanze divertenti e varie

Toro Vi sentirete bene con voi stessi, certi degli obiettivi da raggiungere, attenzione all’impulsività

Gennaio L’anno inizia con le migliori prospettive, le stelle sono dalla vostra parte!

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Bilancia Separate mente e cuore, assecondate le emozioni positive che nutrite dentro. Saranno la guida migliore per decisioni importanti

Scorpione Da metà mese in poi sarete turbati, negli affetti mostrerete un volto meno accomodante. Non siate precipitosi ma astuti

Gemelli

Sagittario

Vivaci, sereni, innamorati della vita e felici di quello che avete e che sapete già che riuscirete ad ottenere in futuro

Vi aspetta, nel complesso, un ottimo periodo che vi consentirà di chiudere con alcune antipatiche faccende del passato

Cancro

Capricorno

La grinta e la determinazione non vi mancheranno mai. Attenzione alle insoddisfazioni affettive, evitate l’irruenza

Finalmente un periodo che vi porterà risultati concreti, migliorie in famiglia, nella gestione delle finanze, negli affetti

Leone

Acquario

Siete molto facili all’ira, approfittate però delle ottime opportunità per allargare la cerchia delle conoscenze

Assecondate la voglia di divertirvi, di uscire, di conoscere gente e magari anche di viaggiare e concedervi qualche sfizio extra

Vergine

Pesci

Il vostro cuore sarà riscaldato da emozioni forti e finalmente serene. Gli imprevisti passeggeri non lasceranno traccia

Il settimo cielo è vostro! Il cuore colmo di affetto e gioia vi rende distratti ma va bene, per i single è in arrivo un colpo di fulmine


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