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del Conselvano

Periodico d’informazione locale. Anno XXI n.21 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Arre in festa Loris Capovilla cardinale, “che emozione” pag.

Agna, ambiente Allagamenti estesi, urgono lavori ai canali

Bagnoli, proposta Terreni sfitti ex Cosecon da coltivare

12

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www.lapiazzaweb.it

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EDITORIALE

vigenzone: cartura con il fiato sospeso

Ad ogni pioggia intensa il nostro Veneto va in crisi di Nicola Stievano

Il maltempo caratterizzato da abbondanti precipitazioni che hanno ingrossato fiumi e canali del padovano, provocando esondazioni in vari punti del territorio, ha creato preoccupazione anche a Cartura per il Vigenzone. pag. 8

rotonda a s. stefano tra le polemiche

Montano le polemiche relative la costruenda rotatoria all’intersezione tra la Strada provinciale 17 (via Roma) e via Gorghizzolo, a Carrara Santo Stefano. In base all’accordo di programma sottoscritto tra Comune e Deda srl. pag. 14 10%

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O

Lavoratori riassunti la Pu.ma rinasce

Accordo con gli americani della Bradbury l’azienda riprende l’attività e la produzione

N

uova vita per le Industrie Pu.ma dopo il travaglio degli ultimi mesi e il fallimento, nonostante la fama internazionale dell’azienda. Ora lo stabilimento di Tribano, che impegnava molti lavoratori del Conselvano, torna in attività su iniziativa della statunitense Bradbury, colosso della metallurgia da 600 dipendenti e 130 milioni di dollari fatturato, presente in 12 Paesi nei cinque continenti. Al termine di settimane di trattativa con i curatori fallimentari della Pu.ma, la Provincia e i sindacati, gli

americani hanno assunto i primi 24 dipendenti rimasti senza lavoro con l’impegno di inserirne in organico altri 33 prima della fine dell’anno. “Le potenzialità dell’azienda c’erano ancora tutte – ha sottolineato l’assessore Massimiliano Barison - per questo la Provincia si è subito attivata nel suo ruolo istituzionale per garantire la cassa integrazione straordinaria di un anno. Nel frattempo, il 6 novembre, la Pu.Ma Srl è stata dichiarata fallita dal Giudice del Tribunale fallimenta-

re e il 14 novembre la Provincia ha subito aperto un tavolo per salvare questa importante realtà produttiva del territorio con il coinvolgimento dei sindacati, del curatore fallimentare e del sindaco di Tribano. La notizia di oggi è sicuramente in controtendenza, a dimostrazione di come in Italia si può investire, creare occupazione e produzione. Il piano industriale prevede inoltre un aumento del numero dei dipendenti e si arriverà nel 2015 ad assumere buona parte pag. 6 dei lavoratori”.

rmai è un dato di fatto, una tendenza confermata anno dopo anno. Ogni pioggia intensa, in qualsiasi periodo dell’anno, si trasforma il “allerta meteo” con la concreta possibilità che il sistema dei nostri fiumi entri in crisi in più punti contemporaneamente, provocando allagamenti tanto nei centri urbani quanto in aperta campagna. L’ultimo episodio è la prova che ormai il nostro territorio non è più in grado di reggere l’urto delle precipitazioni sempre più concentrate e intense. Se fino a qualche anno fa in queste occasioni si parlava di “evento eccezionale”, ora siamo di fronte se non alla norma, a fenomeni che si ripetono cono una certa frequenza, almeno due - tre volte nel corso dell’anno. Un fatto del quale bisogna prendere atto, evitando di trincerarsi dietro all’ineluttabilità del clima. Del resto le responsabilità delle emergenze continue e dell’ormai evidente dissesto idrogeologico non possono essere scaricate esclusivamente sulle “avverse condizioni meteo”, ma vanno individuate sull’impatto di decenni di espansione urbanistica, per molti aspetti selvaggia o quantomeno poco controllata, di sviluppo di infrastrutture che non è andato di pari passo con gli interventi su una rete idraulica e di scolo rimasta ferma agli inizi del Novecento, quando non addirittura peggiorate. continua a pag. 3

L’Intervento

“Sulla difesa idrogeologica la Regione ha speso male e poco” di Lucio Tiozzo*

S

ulla difesa idrogeologica del territorio, il Veneto si gioca il proprio futuro. L’errore politico, culturale, in ogni caso storico, compiuto puntualmente da chi ha governato e governa il Veneto da vent’anni, è stato quello di considerare questo capitolo di bilancio come un investimento ‘a fondo perduto’. *Capogruppo PD in Consiglio regionale

continua a pag.

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EDITORIALE

segue da pag.

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Ad ogni pioggia intensa il nostro Veneto va in crisi

Terme Euganee, gli ultimi dati

turismo in calo c’è preoccupazione

C’è preoccupazione negli alberghi di Montegrotto Terme, la cui diminuzione di presenze si sta aggravando di anno in anno di cinque punti percentuali, raggiungendo nel rapporto 2013/2012 un brusco -6,55%. Dato che viene lenito dalla situazione aponense, che dopo una serie di anni negativi dall’inizio del secondo decennio, registra una boccata d’ossigeno. Basti guardare la situazione degli ospiti stranieri che rispetto al 2012 a Montegrotto è diminuita del 9,12% nelle presenze e dell’11,73% negli arrivi, mentre ad Abano è aumentata rispettivamente dell’8,62% e dell’11,58%, quasi vi fosse stato un travaso di clientela.

Girando fra i centri invasi o minacciati dall’acqua si sente spesso dire, per lo più dagli anziani: “Quando ero giovane vedevo scavare lungo i fiumi, adesso da molti, troppi, anni non si fa più”. Un luogo comune? In parte può essere, ma è un dato di fatto che i nostri fiumi sono stati lasciati in balia di sé stessi e quelli più fragili, come il Bacchiglione, per fare un esempio, ne risentono parecchio. Per non parlare di altri corsi d’acqua, dal Muson dei Sassi al Fratta Gorzone, che presentano un regime quasi torrentizio. L’alluvione del novembre del 2010 ha insegnato qualcosa e ha spinto la Regione ad investire sulle opere di prevenzione del rischio, a monte come a valle, mettendo in cantiere, non senza difficoltà in questo periodo di grave crisi economica, lavori che dovrebbero portare a qualche beneficio. La strada però è ancora lunga e tutta in salita, come ha dimostrato l’ultima emergenza. Il nostro territorio, dalla pedemontana al litorale, dal Polesine ai Colli Euganei, martoriati dalle frane che inghiottono vigneti e strade, è costellato da decine di criticità che possono avere conseguenze drammatiche durante le ondate di maltempo. Così, ancora una volta, prima bisogna cercare i soldi per riparare i danni e magari riconoscere anche qualcosa a chi ha avuto l’acqua in casa o ha riportato gravi conseguenze nella propria azienda. Di nuovo il denaro serve per intervenire dopo l’emergenza, rendendo ancora più impegnativo trovare le risorse per tutte le opere che dovrebbero invece servire a prevenire e a ridurre le calamità. Siamo comunque di fronte ad una maggiore coscienza civica su questo tema, dopo un lungo periodo di sostanziale indifferenza, perché ormai nessuno può dirsi veramente tranquillo di fronte alle conseguenze del dissesto idrogeologico, nessuno può chiamarsi fuori dalla responsabilità di tutelare il nostro territorio. di Nicola Stievano

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tecnologia e ricerca per il terzo settore

Il Centro Culturale San Gaetano ha ospistao il Festival per l’Innovazione, la Ricerca, il Sociale e il Territorio che l’associazione L.I.S. – Laboratorio per l’Innovazione sociale ha proposto per riflettere sull’innovazione sociale, su quella nuova modalità di produrre beni e servizi per rispondere a bisogni sociali con le nuove tecnologie. Lenta inversione di tendenza

l’industria locale riprende fiato

La ripartenza dell’industria padovana è in carreggiata, ma è discontinua e incerta e affidata solo alla domanda estera. Il quarto trimestre 2013, informa Confindustria Padova, segna un punto di significativa inversione di tendenza per la produzione. Gli ordini tornano positivi, pur permanendo ridotta visibilità. Ancora in calo (più contenuto) la domanda interna. Accelera l’export, trainato dalle vendite extra-Ue. Si stabilizza l’occupazione. Migliorano le prospettive di inizio anno ma la dispersione è elevata.

Foto: Helder Tavares/ActionAid

actionaid.it

Provincia

il progetto riprende

commercio e imprese

Distilleria Bonollo tra ampliamenti e riqualificazione pag.

tribano

6

I gruppi politici scaldano i “motori” per la campagna delle amministrative pag. 10

due carrare

Risparmio energia, tra rinnovabili e nuove iniziative pag. 14

La marcia dei mille padovani a Roma “siamo esasperati” pag. 20

ambiente

Piazzale Boschetti, Legambiente: “facciamone un grande parco” pag. 23

scienza a padova

Costruito in città il telescopio della sonda spaziale pag.

28

Regione società

L’Orto Botanico dell’Università di Padova pronto a sbarcare all’ Expo di Milano 2015. Un’appendice del giardino unico al mondo sarà infatti presente a Milano il prossimo anno. Un «matrimonio» molto importante, che porta vantaggi all’Expo, che potrà vedere ampliata la propria offerta dal richiamo dell’Orto Botanico, e a Padova e alla sua Università. River Film Festival a maggio

Cyberbullismo, i giovani e le insidie della rete pagg. 24-25-26

sicurezza

Povertà o racket? Lotta congiunta agli accattoni pag. 27

arte Al Museo Correr l’architettura di Léger pag.

“Metteremo in sicurezza il raccordo tra la tangenziale sud est e la A13, un tratto di strada che dal 2008 al 2013 ha visto 47 incidenti con 71 feriti e 2morti. Non possiamo certo stare a guardare”. Così Ivo Rossi vicesindaco reggente di Padova e Massimiliano Barison, sindaco di Albignasego, presentanto il progetto che dovrebbe essere realizzato entro l’estate. Sarà allargato un tratto dello svincolo, la carreggiata sarà separata da un guardrail e illuminata. Il progetto comporta una spesa di 563mila euro, di cui 433mila per la curva della tangenziale Sud.

orto botanico star dell’expo 2015

tel. 02.742001

Conselvano

tangenziale sud messa in sicurezza

Collaborazione con l’Università

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Laboratorio innovazione sociale

Entro l’estate partono i lavori

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il grande cinema in riva al piovego

L’Associazione Culturale Researching Movie in collaborazione con il Comune di Padova - assessorato alla Cultura continua la sua attività in preparazione dell’ottava edizione del River Film Festival, che si terrà a Padova, a Porta Portello in riva al fiume Piovego, dal 28 maggio al 9 giugno. Al centro della scena ci sarà come sempre il grande schermo galleggiante sul quale ogni sera verranno proiettati i film. La novità? Un film in 100 secondi: nasce una nuova sezione dedicata alle opere girate con cellulari, tablet, I-pad, fotocamere che saranno visibili in streaming e che il pubblico potrà votare online.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà di

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Padova, via Lisbona 10 Tel. 049 8704884 Fax 049 6988054 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Questa edizione raggiunge le zone Conselve, Tribano, Cartura, Candiana, Due Carrare, Agna, Bovolenta per un numero complessivo di 13.208 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Venezia Padova Rovigo Treviso

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin

REDAZIONE:

Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 26 febbraio 2014 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese TERRITORIO Le zone colpite sono state tantissime: Veneto orientale, Bassa e Terme padovane, Pedemontana di Treviso e Vicenza, litorali veneziani e il bellunese a causa della neve. Pesanti i danni alle rete di infrastrutture viarie e di servizio (145 milioni) e alla rete idraulica principale e secondaria (213 milioni di euro concentrati nel Veneziano e nel Padovano). E’ piovuta molta più acqua che nel 2010. Non ci sono stati crolli arginali

Alluvioni, danni per oltre

di Alessandro Abbadir

Zaia: “Per la messa in sicurezza del territorio ci servono 2 miliardi 700 milioni”

L’Autorità di Bacino accusa: troppa cementificazione e un sistema di difesa idraulico fermo

A

lluvioni in Veneto, danni per centinaia di milioni di euro (oltre mezzo miliardo) con oltre 130 territori comunali coinvolti dall’ondata di maltempo. Questo il bilancio fatto nelle scorse settimane da comuni, protezioni civili e Regione a fronte di eventi che hanno messo in ginocchio tantissime aree della nostra regione, e che si sono sviluppati lungo un inverno nevoso in montagna e piovoso in pianura. Le zone colpite sono state tantissime: Veneto orientale, Bassa e Terme padovane, Pedemontana di Treviso e Vicenza, litorali veneziani e per il problema della neve la montagna bellunese. Ma ecco la conta dei danni nello specifico presentata dal governatore Luca Zaia al Governo e al capo della protezione civile Franco Gabrielli, costo che si aggira sul mezzo miliardo di euro ma che al conto consuntivo sarà superata di molto. Pesanti i danni alle rete di infrastrutture viarie e di servizio (145 milioni) e ancor più quelli alla rete idraulica principale e secondaria (213 milioni di euro concentrati nel Veneziano e nel Padovano); quindi le famiglie e le attività produttive colpite da nevicate ed esondazioni (73 milioni); i dissesti idrogeologici (37 milioni); la rimozione di neve, lo smaltimento di rifiuti, gli interventi igienico-sanitari (15); le sofferenze dell’agricoltura (10); le operazioni di soccorso pre-

nel padovano

Assegnati 2 milioni di euro al Genio Civile

E

’ arrivata quest’anno parte dei fondi per le alluvioni del padovano del 2010. A gennaio infatti quasi due milioni di euro sono stati assegnati al Genio Civile di Padova per interventi urgenti finalizzati al ripristino di situazioni di particolare criticità, conseguenti ai danni provocati dall’alluvione del 2010. L’assegnazione, disposta con un provvedimento della giunta regionale su relazione dell’assessore alla difesa del suolo Maurizio Conte, rientra nel piano di assegnazione delle risorse finanziarie ripartite con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2013. Per il 2013 in tutta la Regione sono state destinate risorse per circa 10 milioni di euro “per realizzare interventi in conto capitale nei territori colpiti dagli eventi alluvionali in Veneto che hanno determinato l’esondazione di fiumi e torrenti, con conseguenti allagamenti di centri abitati e movimenti franosi, nonché gravi danni alle infrastrutture, agli edifici pubblici e privati e ai beni mobili, l’interruzione di collegamenti viari. Per il superamento dell’emergenza il governo aveva provveduto anche alla nomina di un Commissario delegato”. E’ stata rinviata a successivi provvedimenti la programmazione delle risorse relative alle annualità 2014 e 2015. A.A.

state dai vari corpi e dal personale civile (5). Tutto ciò senza tener conto dei contraccolpi alla stagione turistica invernale e dei disagi subìti dalla popolazione dell’area del bellunese a causa di nevicate di 4 metri. In ginocchio anche la rete turistica in pianura, basti pensare alle decine di alberghi nell’area di Montegrotto Terme, Terme Euganee e Tribano che sono stati messi direttamente fuori uso per settimane. E poi le alluvioni nel Portogruarese e le mareggiate sui litorali che hanno devastato chilometri di arenile a Jesolo e Sottomarina. Il governatore del Veneto sottolinea però che dal 2010 diverse cose sono state fatte. ”E’ piovuta molta più acqua che nel 2010 - spiega Luca Zaia - quando finirono allagati 150 km quadrati di territorio. Però i 925 interventi puntuali di ripristino, consolidamento e realizzazione di interventi di difesa idraulica attuati in questo triennio si sono per ora dimostrati decisivi. Non abbiamo avuto stavolta crolli arginali come allora. Ma i danni sono altissimi. “Gli allagamenti ci sono anche questa volta ma più limitati, con centinaia di famiglie evacuate e aziende in sofferenza. Ma il vero problema ogni volta è e sarà anche nel futuro, la tenuta degli argini. Con il piano straordinario successivo all’alluvione del 2010 la Regione ha erogato 24 milioni nel 2013 e ne

stanzierà ulteriori 100 milioni da qui al 2015. Noi abbiamo iniziato a lavorare sui primi bacini di espansione, ma per attuare integralmente un piano di messa in sicurezza ci servono 2 miliardi 700 milioni - spiega Zaia - a fronte dei quali come Regione riusciamo a reperire dai 50 ai 100 milioni l’anno: troppo poco. Lo Stato deve intervenire, il governo deve dimostrare coraggio e volontà di finanziare i grandi bacini di laminazione. Poi c’è anche un problema di burocrazia che è risolvibile, dando ai Presidenti di regione pieni poteri in tema di lavori pubblici”. ”I fenomeni atmosferici sono sempre più intensi e violenti per i cambiamenti climatici e a questo va aggiunta la trasformazione del territorio. La cementificazione del territorio produce che a parità di piogge le acque superficiali sono di più. Anche le piogge aumentano. E se questo è colpa del clima, la trasformazione del territorio è opera dell’uomo. C’è da sottolineare inoltre che la rete di difesa idraulica è quella del secolo scorso. Gli ultimi interventi sono stati fatti durante il fascismo e prevedevano difese per un territorio agricolo. Nel frattempo i campi sono diventati un’area metropolitana, capannoni, villette e cemento. Il sistema non regge più. Una rete più moderna aiuterebbe a ridurre l’emergenza”.

il Gruppo Deeptel alla co

”Monselice: Si preannuncia l’

Il Gruppo Deeptel, è la catena di negozi di telefonia al dettaglio più importante della Bassa Padovana con punti vendita di tutti i gestori telefonici. Deeptel è nata nel 2004 a Monselice, in Piazza Ossicella, dove oggi è ancora presente il Centro TIM del gruppo, dalla passione e competenza tecnica e commerciale del Presidente Enrico Cremonese, oggi affiancato da un team di veri esperti del settore. I negozi del Gruppo Deeptel hanno come obiettivo la soddisfazione del cliente e la qualità nel servizio offerto, differenziandosi proprio per la cura e la passione nel gestire ogni operazione. Il nuovo negozio in Via Cristoforo Colombo 34, di fianco al distributore Q8 lungo la Strada Statale 10, va a completare il piano di sviluppo per Monselice del gruppo. Il punto vendita si estende per 80mq di esposizione vetrinati e porta la nuova insegna del gruppo: “Deeptel Multi Store”. In questo negozio si può trovare quindi tutto quello che serve per la telefonia fissa e mobile ben suddiviso in settori.

La parte WIND INFOSTRADA occupa una buona porzione del negozio, per poter servire la sempre più esigente clientela del gestore arancione, differenziandosi dai negozi concorrenti per la completezza delle informazioni fornite, data la decennale esperienza con Wind del gruppo.


Argomento del mese 5 In provincia

e mezzo miliardo di euro Consorzi di bonifica Il presidente Giuseppe Romano indica quali sono le opere indispensabili

“Sicurezza idraulica, piano quinquennale da 1,3 miliardi per il Veneto” di Nicola Stievano

U

spalla pag 5 per padova

n piano di investimenti da un miliardo e 350 milioni, con centinaia di cantieri lungo i corsi dei fiumi per i prossimi cinque anni, per la sicurezza idraulica in Veneto. Lo chiedono i consorzi di bonifica, ricordando che i progetti ci sono già, ma è necessario recuperare le risorse. “Già dal 2010 - ricorda Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche - per garantire la difesa idraulica veneta i consorzi hanno presentato 629 progetti del valore di 1 miliardo e 350 milioni euro. E’ il più grande piano di difesa idraulica della Regione, prevede opere infrastrutturali necessarie come il potenziamento e l’ammodernamento degli impianti idrovori, la realizzazione di casse di espansione per contenere le ondate di piena e di canali scolmatori o collettori, consolidamenti arginali e sistemazioni idrauliche; tutti interventi necessari la maggior sicurezza del nostro territorio”. Il sistema idraulico veneto è complesso e delicato, e oltre ai grandi fiumi comprende una rete di canali e corsi d’acqua minori che solcano l’intera pianura. Durante le allerte meteo sono almeno cinquecento uomini della bonifica impegnati a sorvegliare, 24 ore su 24, il livello dei fiumi, il funzionamento degli impianti e manufatti con l’impiego di circa un migliaio di mezzi e macchine operatrici (trattori, escavatori, pompe idrovore mobili), lungo le reti idrauliche. Inoltre, 400 impianti idrovori, grazie alle loro 1000 pompe, muovono 1milione e mezzo di litri d’acqua al secondo, continuando l’incessante attività di pompaggio per evitare la sommersione di ampie distese di territorio e per ripristinare le situazioni più critiche. I consorzi, dopo l’ultima emergenza maltempo, ribadiscono la necessità di destinare risorse al settore della difesa idraulica per la realizzazione di un grande piano, che preveda la concretizzazione delle grandi opere e delle infrastrutture necessarie.

onquista di Via Colombo

’arrivo di Qualità e Cortesia” A grande richiesta dei clienti e del gestore telefonico, torna finalmente a Monselice FASTWEB con un presidio completo per dare supporto a vecchi e nuovi clienti. Assente da circa 2 anni, Fastweb torna con Deeptel a servire Monselice con offerte tutte nuove e in particolare un’offerta di telefonia fissa completa e competitiva, data la copertura dedicata a 20 mega in tutto il Comune di Monselice, per dare le migliori prestazioni in termini di qualità e prezzo. Ma Deeptel è da sempre portatore di novità e offre in esclusiva a Monselice per i negozi di telefonia, il servizio di NOVERCA gestore mobile virtuale presente già dal 2008 in Italia, oggi con offerte per tutti a prezzi convenienti e per tutte le esigenze. Per chi invece cerca una soluzione economica per avere una connessione internet sempre attiva e senza limiti di traffico, Deeptel propone il servizio LINKEM. Operatore nazionale che si serve della tecnologia senza fili Wi-Max, Linkem copre tutto il territorio di Monselice e della Bassa Padovana, da Tribano fino a Saletto con due ripetitori, uno nella zona industriale di Monselice ed un secondo ad Este.

A differenza della normale ADSL, che usa gli oramai vecchi cavi telefonici in rame, che a seconda della distanza dal centro del paese fanno degradare le prestazioni di connessione, Linkem riesce a fornire una connettività stabile a 7 megabit, anche ai clienti distanti dal centro di Monselice, come ad esempio il Quartire Marco Polo, la Zona Industriale, Marendole e Ca’ Oddo. La forza di Linkem è anche il prezzo, 23 €uro, per sempre. Deeptel e il suo staff vi aspettano con tutte le offerte e ottimi prezzi su tutti i Cellulari e Smartphone, per tutte le esigenze! Cosa aspetti? Scegli Deeptel! I negozi del Gruppo Deeptel: Centro TIM P.zza Ossicella Monselice e C.C. Lando Conselve, 3Store C.C. Airone Monselice e Lando Conselve, Deeptel Multi Store C.C. Lando Conselve e Via Colombo Monselice. Fastweb Store Centro Storico Ferrara.

padova dopo l’emergenza

“L’Idrovia va completata” C

ompletare e collegare il Bacchiglione al Brenta, sfruttando l’Idrovia di Padova: questa la ricetta invocata ormai con un coro quasi unanime per mettere in sicurezza buona parte della provincia dall’emergenza fiumi. Il Bacchiglione infatti si ingrossa facilmente ad ogni perturbazione intensa e raggiunge piene sempre più difficili da gestire. Completando l’Idrovia in zona industriale sarebbe possibile, osservano comitati, esperti e amministratori, trovare una via di sfogo per l’acqua in eccesso. Bisogna però trovare i soldi e in fretta, così come servono altri milioni di euro per avviare un serio intervento di scavo dell’alveo del Bacchiglione, anche se resta il problema di dove portare il terreno estratto dal fondo del fiume, visto che dall’attuale legislazione è considerato un rifiuto. Altre opere idrauliche vanno poi programmate nella Bassa Padovana, in particolare lungo l’asta del Fratta - Gorzone e del Frassine. Ma nel territorio padovano non sono solo i fiumi a fare paura. La Provincia di Padova ha avviato le indagini necessarie a individuare gli interventi per ripristinare le Strade provinciali colpite dalle frane nei Colli Euganei. “Da una prima quantificazione – ha spiegato la presidente della Provincia di Padova Barbara Degani – abbiamo stimato in circa 4 milioni di euro i danni causati dall’alluvione lungo le nostre Strade provinciali, in particolare a causa delle frane. Sono interventi ingenti, per questo proprio nei giorni scorsi ho chiesto e ottenuto la disponibilità della Regione di prevedere un fondo per realizzare le Altro fronte opere necessarie. È arrivato il momen- critico sui Colli to di affrontare il problema del rischio Euganei tra frane, idraulico alla radice anche insieme al smottamenti Genio civile e ai Consorzi di bonifica e allagamenti affinché si adottino tutte le buone pratiche necessarie. In particolare, abbiamo invitato i consiglieri e la giunta regionale ad attivarsi quanto prima per creare un fondo apposito in vista del bilancio previsionale della Regione Veneto”. In particolare, lungo la strada provinciale 77 di Rovolon è emersa la particolare importanza del movimento franoso che ha origine a monte della strada e prosegue verso valle per un’estensione totale di circa un ettaro di terreno. La frana è in movimento e, dopo la relazione dei geologi, sarà necessario avviare specifiche indagini geotecniche per capirne le origini e poter ipotizzare gli interventi. Intanto la Provincia cercherà di predisporre nei tempi più rapidi possibili, un primo intervento provvisorio in modo da incanalare le acque a monte e, mediante degli attraversamenti, scaricarle verso valle oltre la strada. Sono in corso di studio anche delle soluzioni relative alla strada 63 “del Cataio” a Battaglia Terme. A seguito dell’alluvione e dell’allagamento della strada, si è verificato un cedimento delle sponde dello scolo consortile che ha interessato parte della carreggiata stradale. Inoltre le mura di recinzione del complesso del Cataio si presentano in uno stato precario tanto che potrebbero collassare coinvolgendo la strada. La Provincia sta quindi analizzando delle ipotesi di intervento tra cui la posa di un guard rail a protezione del manufatto e un risanamento con la riasfaltatura della carreggiata in modo da riaprire la strada il più presto possibile. Finora la Provincia ha stanziato circa 380 mila euro per i primi interventi urgenti alla viabilità. N.S.


6 Conselve

In breve

Occupazione Torna in attività lo storico stabilimento dopo crisi e fallimento

Pu.ma rinasce dalle ceneri La società texana Bradbury rileva l’azienda e assume 24 dipendenti, altri 33 entro l’anno di Nicola Stievano

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uova vita per le Industrie Pu.ma dopo il travaglio degli ultimi mesi e il fallimento, nonostante la fama internazionale dell’azienda. Ora lo stabilimento di Tribano, che impegnava molti lavoratori del Conselvano, torna in attività su iniziativa della statunitense Bradbury, colosso della metallurgia da 600 dipendenti e 130 milioni di dollari fatturato, presente in 12 Paesi nei cinque continenti. Al termine di settimane di trattativa con i curatori fallimentari della Pu.ma, la Provincia e i sindacati, gli americani hanno assunto i primi 24 dipendenti rimasti senza lavoro con l’impegno di inserirne in organico altri 33 prima della fine dell’anno. “Le potenzialità dell’azienda c’erano ancora tutte – ha sottolineato l’assessore Massimiliano Barison - per questo la Provincia si è subito attivata nel suo ruolo istituzionale per garantire la cassa integrazione straordinaria di un anno. Nel frattempo, il 6 novembre, la Pu.Ma Srl è stata dichiarata fallita dal Giudice del Tribunale fallimentare e il 14 novembre la Provincia ha subito aperto un tavolo per salvare questa importante realtà produttiva del territorio con il coinvolgimento dei sindacati, del curatore fallimentare e del sindaco di Tribano. La notizia di oggi è sicuramente in controtendenza, a dimostrazione di come in Italia si può investire, creare occupazione e produzione. Il piano industriale prevede inoltre un aumento del numero dei dipendenti e si arriverà nel 2015 ad assumere buona parte dei lavoratori”. L’analisi della situazione aziendale aveva infatti messo in luce come al curatore fallimentare fossero giunte serie manifestazioni d’interesse dimostrando il valore dell’attività produttiva. Da qui l’appello ad aprire una trattativa fatto dallo stesso Barison agli

Corso apicoltura in sala Dante Cresce l’interesse per i corsi di apicoltura che si tengono in sala Dante su iniziativa di Apat - Apicoltori in Veneto e Federazione italiana apicoltori. In tutto sono cinque lezioni serali teoriche più la prova pratica conclusiva in azienda il 19 aprile al mattino. Il corso è tenuto da apicoltori professionisti e da altri esperti del settore. Le lezioni spaziano dalla morfologia dell’ape alle tecniche di gestione dell’alveare fino alla produzione del miele. Per informazioni e iscrizioni 347 9714305, 349 8764524, mail apicoltoripadova@ yahooo.it. Domenica 16 marzo ci sarà la giornata dell’apicoltore con un convegno.

Nuovo marciapiede in via Terrassa

La presentazione dell’accordo imprenditori interessati. Dopo tre mesi di intensa trattativa si è giunti all’accordo tra tutte le parti coinvolte per non disperdere un importante stabilimento industriale e salvaguardando l’occupazione.   “Avendo già avuto modo di collaborare in passato con industrie Pu.ma su tre progetti in Nord America – ha detto il presidente del gruppo David Cox –  il nostro gruppo è pienamente consapevole della tecnologia avanzata nei sistemi di produzione di pannelli sandwich. Questo, in abbinamento all’esperienza maturata da Bradbury negli ultimi tre decenni sulle linee di produzione di pannelli per l’isolamento, è un successo acquisito per i nostri clienti. Il piano industriale prevede di incrementare il numero dei dipendenti e conseguire risultati davvero importanti”.

Un nuovo tratto di marciapiede lungo via Terrassa per garantire la sicurezza dei pedoni lungo la strada trafficata, in un punto piuttosto critico. Il Comune ha stanziato poco meno di 28 mila euro per la costruzione di 40 metri di marciapiede lungo la provinciale, sulla sinistra per chi arriva da Terrassa, dall’incrocio con via Polonio verso il centro fino all’attraversamento pedonale di collegamento con la pista ciclabile che si trova sulla destra. Questo permetterà a chi abita in via Polonio di raggiungere il centro di Conselve senza essere costretto a camminare sul ciglio della strada, come invece avviene adesso.

“Pronto Conselve” e la formazione L’associazione di volontariato “Pronto Conselve” organizza il corso per volontari soccorritori in programma fino a maggio. “Abbiamo allestito gazebo in piazza - spiega il presidente Lorenzo Zambon - per raccogliere le adesioni e illustrare alcune manovre di primo soccorso in particolare di rianimazione cardio-polmonare con l’utilizzo del defibrillatore semi-automatico”. “Pronto Conselve” conta 62 volontari, di cui 49 soccorritori, che si occupano di soccorso sanitario e servizi alla persona con i mezzi dell’associazione. Un importante servizio sociale sempre più richiesto. Per informazioni sui corsi e l’attività del gruppo tel. 3920212021, email: info@prontoconselve.it.

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a Distilleria Bonollo ha ripreso a lavorare al progetto di riqualificazione e ampliamento dello stabilimento di via Padova. Per due anni il progetto era rimasto “congelato”, dopo la presentazione al pubblico. Ora invece compie nuovi passi avanti. L’intenzione dell’azienda è quella di costruire dei nuovi impianti coperti per lo stoccaggio delle vinacce, di ammodernare l’intera struttura e di migliorare anche l’impatto ambientale. In vista della presentazione del progetto definitivo i tecnici incaricati dall’azienda produttrice di grappa hanno tenuto l’ultima audizione alla commissione consiliare ambiente, per illustrare i dettagli dell’intervento. “Si tratta dello stesso progetto presentato nell’estate di due anni fa - spiega Maria Luisa Nucibella, presidente della commissione - abbiamo voluto questi incontri per capire come ha intenzione di muoversi l’azienda e avere elementi utili per farci un’idea. I tecnici hanno sottolineato soprattutto gli interventi per l’abbattimento dei rumori e degli odori, anche con l’installazione di un biofiltro. Inoltre verrà costruita una vasca di laminazione per la raccolta dell’acqua che verrà riutilizzata nel ciclo produttivo. L’Arpav ha posto delle prescrizioni che l’azienda sta seguendo. Il passo successivo sarà la presentazione del progetto definitivo, che dovrà essere sottoposto al vaglio degli enti coinvolti. Ovviamente continueremo a chiedere informazioni sull’intervento e a seguirne gli sviluppi. La Bonollo, dal canto suo, mette in chiaro che il progetto «va ben oltre ogni

attuale prescrizione di legge per quanto riguarda gli aspetti ambientali e necessita di investimenti consistenti. Tuttavia la sua realizzazione è stata fino ad oggi bloccata dalle contestazioni. Siamo stati oggetto di un’innumerevole quantità di verifiche e monitoraggi, dai quali è emerso che non esiste alcun problema per la salute pubblica». Ora l’azienda intende proseguire e conferma che coprirà anche la spesa di 700 metri di pista ciclabile lungo la provinciale conselvana, fino all’altezza del distributore. “Il piano - prosegue l’azienda prevede la riorganizzazione del ciclo produttivo tramite l’impiego di tecnologie innovative per migliorare ulteriormente gli aspetti di ordine ambientale: è prevista la realizzazione, nella porzione est, di nuovi impianti coperti per il ricevimento, lo stoccaggio e la movimentazione delle materie prime (vinacce). La maggior parte delle ditte concorrenti opera lo stoccaggio delle vinacce esclusivamente in ambiente aperto, le più qualificate e virtuose operano lo stoccaggio in sacconi ermetici”. G.G.


8 Cartura L’Intervento

Emergenza Il caso Con l’ultima piena gli argini del Vigenzone sono stati messi a dura prova

Canale Cagnola sorvegliato di Francesco Sturaro

I

Il sindaco Zanardo invita i cittadini a tenere puliti fossi e tombinature per evitare improvvisi allagamenti

l maltempo di inizio febbraio, caratterizzato da abbondanti precipitazioni che hanno ingrossato fiumi e canali del padovano, provocando esondazioni in vari punti del territorio, ha creato preoccupazione anche a Cartura. A destare apprensione è stata soprattutto la piena del canale Cagnola, che aveva raggiunto un livello tale da farne temere lo straripamento. Per consentire ai cittadini di prepararsi ad un eventuale evacuazione in caso di peggioramento della situazione, il sindaco Massimo Zanardo aveva lanciato un avviso di preallarme alla cittadinanza, poi fortunatamente rientrato. “Il corso d’acqua più sollecitato dalle eccezionali precipitazioni è stato il canale di Cagnola che ha raggiunto livelli di piena forse mai raggiunti prima - commenta il sindaco Zanardo - Le arginature hanno retto all’enorme pressione dell’acqua pur con la formazione di alcuni fontanazzi. Gli altri canali, complice la gestione dei consorzi di bonifica (Cartura ricade nei territori gestiti dai consorzi Bacchiglione-Brenta e Adige Euganeo ndr), non hanno mai raggiunto livelli di attenzione. Anche le scoline stradali hanno smaltito a sufficienza le acque in esse scaricate. Dal punto di vista idraulico la corretta manutenzione dei fossi privati. Pertanto non si sono manifestati particolari punti critici, salvo si invitano i privati a rispettare le norme sul corretto un notevole rialzamento delle acque di falda con mantenimento dei fossati e delle tombinature. Per modeste fuoriuscite in alcune zone”. quanto riguarda i corsi d’acqua non di competenNella criticità del momenza comunale, come il Canale to anche la rete dei fossati ha Apprezzamento Cagnola, dovrebbero essere fatto il suo dovere. “Pochi anni ai volontari della poste in essere quelle misure fa il Comune ha provveduto con protezione civile atte a diminuire i rischi, quali risultati soddisfacenti alla puli- per il ruolo svolto la pulizia delle arginature e lo zia e allo spurgo di affossature nei giorni “caldi” scavo dei canali. Inoltre, a livele tombinature stradali, in punti lo regionale dovrebbero essere che in precedenza manifestavano gravi occlusioni fatti quei lavori strutturali che tutti chiediamo come con conseguenti allagamenti – precisa Zanardo – i bacini di invaso, lo scolmatore e quant’altro necesè indispensabile proseguire nella manutenzione di sario, affinché non si debba vivere nell’emergenza fossi e tombinamenti stradali, ma anche stimolare continua”.

NEWS

S

Durante la piena il canale Vigenzone ha tenuto tutti con il fiato sospeso, non ci sono state conseguenze serie

Nella situazione di criticità dovuta alla piena del Cagnola, ancora una volta un fondamentale ruolo di supporto è stato svolto dai volontari di protezione civile. “Nella gestione dell’emergenza – conclude Zanardo - devo ringraziare i dipendenti comunali che hanno costantemente collaborato con me nei rispettivi ruoli e i volontari di Protezione Civile di Cartura, per il costante e attento servizio svolto giorno e notte. Ringrazio anche il distretto che ha inviato alcune persone a supporto dei volontari di Cartura. Nelle situazioni di emergenza deve migliorare lo scambio d’informazioni e dati tra gli enti, perché non è pensabile che il sindaco del Comune, responsabile della gestione dell’emergenza, non sia informato dagli enti preposti dell’evolversi della situazione”.

“Sulla difesa idrogeologica la Regione ha speso male e poco” di Lucio Tiozzo*

segue da pag.

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Un errore fatale per due motivi. Da un lato perché l’incuria e la scarsa manutenzione hanno trasformato anche gli eventi atmosferici di media portata in una spada di Damocle calamitosa. Dall’altro perché si è rivelata tremendamente miope la visione di chi non ha mai considerato la tutela ambientale come risorsa, come garanzia di una tenuta economica e produttiva di un intero territorio: basti pensare a quante famiglie e aziende sono state irrimediabilmente messe in ginocchio a causa di un’alluvione. Cambiare passo significa spostare le logiche di gigantismo che, fisicamente, hanno intasato fino all’inverosimile la terra veneta in direzione dell’unica, vera, grande opera che doverosamente deve essere ora compiuta, rendendo sicure, compatibili con l’ambiente ed ugualmente produttive le nostre terre. Questo lo si può fare approvando una nuova legge regionale contro il consumo del suolo, proposta che il PD ha presentato da mesi. Ma anche puntando su norme urbanistiche, anche importanti per l’economia locale, come il Piano Casa, che non privino comunque le amministrazioni locali del loro compito di vigilare su ogni forma di speculazione dannosa per il territorio stesso. Di sicuro è indispensabile mettere a disposizione le risorse: per la voce ‘Tutela del territorio’ la Giunta Zaia aveva previsto per il 2014 uno stanziamento di 166,8 milioni. Praticamente gli stessi soldi del 2013 (165,9 milioni) e addirittura meno di quelli stanziati nel 2012 (175,6 milioni). E’ evidente che così non va e che si debba fare uno sforzo straordinario per aumentare di molto questa cifra. Il PD ha proposto un piano di investimenti decennale: 100 milioni in più, rispetto alla proposta della Giunta, nel 2014 e 50 milioni per ognuno dei successivi nove anni, da destinare esclusivamente ad opere infrastrutturali straordinarie di difesa permanente, che esulano dall’ordinaria manutenzione. Basti pensare ai bacini di laminazione, piuttosto che alle barriere subacquee per la tutela degli arenili, per i quali ormai la periodica attività di ripascimento si rivela dispendiosa ed insufficiente. Il presidente Zaia non si limiti ad invocare finanziamenti statali, gli stessi che peraltro hanno consentito di realizzare una parte di interventi negli ultimi anni: decida di fare la propria parte e di investire per il futuro del Veneto. * Capogruppo PD in Consiglio regionale

Appuntamento il 22 marzo, coinvolti i ragazzi

giornata ecologica, insieme per miglioRare l’ambiente

abato 22 marzo il Comune di Cartura promuove dalle 9 alle 12 la giornata ecologica. L’ormai tradizionale iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini e, in particolare gli studenti delle scuole comunali, al rispetto dell’ambiente. Alla manifestazione parteciperanno i bambini delle scuole primarie che, grazie alla disponibilità delle insegnanti, si occuperanno di ripulire gli spazi adiacenti al polo scolastico, i giardini dell’Arena e l’area degli impianti

sportivi. Gli adulti, invece, in base alla partecipazione, verranno divisi in squadre che verranno dislocate sul territorio, per passare in rassegna soprattutto gli argini del canale di Cagnola, sovente utilizzati come luogo di scarico rifiuti da persone incivili. “Alla manifestazione - afferma l’assessore Pasqualina Franzolin - sono state invitati sia le associazioni sia i cittadini di Cartura. Speriamo in una buona affluenza, come negli anni passati. La giornata, oltre ad essere

un’opportunità di sensibilizzazione sul tema dell’ambiente, è anche un momento operativo di pulizia del nostro territorio, difatti ogni volta raccogliamo ingenti quantità di rifiuti abbandonati. Riteniamo importanti manifestazioni di questo tipo, perché convinti contribuiscano a migliorare la cultura generale e il rispetto per l’ambiente”. Per informazioni contattare l’ufficio anagrafe (tel. 049.9555569, e-mail: anagrafe@ comune.cartura.pd.it. F.S.

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Terrassa 9 L’evento Il 30 marzo recital per pianoforte e flauto ad ingresso libero

Garzotto suona in casa

Il giovane terrassano Denis Garzotto al flauto accompagnato dalla pianista Ilaria Barnes di Cristina Lazzarin

Denis Garzotto e Ilaria Barnes in concerto in sala Sambin

C

oncordando con l’aforisma del filosofo tedesco Nietzsche secondo il quale “senza musica la vita sarebbe un errore” l’assessorato alla cultura di Terrassa propone domenica 30 marzo alle ore 18.00, in sala consiliare “P. Sambin” una serata musicale aperta a tutti e con ingresso gratuito: “Recital per pianoforte e flauto” a cura dei maestri Ilaria Barnes al pianoforte e Denis Garzotto al flauto traverso con musiche e sonate di Reinecke, Rachmaninoff, Schubert, Poulanc, Prokofiev, Borne, Riccialdi. Il programma in scaletta vuole essere una

Appello

carrellata di alcuni tra i più importanti pezzi per flauto e pianoforte dall’epoca romantica fino ai primi del ‘900. Per molti alcuni titoli proposti potranno risultare sconosciuti, ma sicuramente appariranno all’orecchio molto familiari in quanto queste melodie sono state rese celebri grazie ai moderni mezzi di comunicazione come radio, tv, cinema, internet. L’esecuzione richiede una particolare cura tecnica e sonora, nonché un grande affiatamento del duo eseguente; infatti i brani in programma fanno parte del repertorio richiesto in numerose audizioni per concorsi

nelle più importanti e prestigiose orchestre del mondo. Il giovane terrassano Denis Garzotto si avvicina allo studio del flauto fin dall’età di nove anni, diplomandosi in flauto traverso nel 1993 sotto la guida di Vincenzo Gallo; successivamente si perfeziona oltre che con lo stesso Gallo con R. Pozzato e all’accademia flautistica veneta con O. Zaralli nel 2001 con brillanti risultati. Già quindicenne si esibiva con alcuni dei più prestigiosi complessi bandistici pugliesi quali città di Lecce, città di Squinzano, città di Sava e città di

protezione civile conselvano “distretto da ridisegnare”

E

’ stato il comune di Terrassa ad ospitare il secondo incontro formativo itinerante organizzati dal distretto di Protezione Civile del Conselvano che comprende Agna, Arre, Anguillara Veneta, Candiana, Conselve, Terrassa Padovana e Tribano. Tra i relatori il neo coordinatore del gruppo di Terrassa, Roberto

Sandonaci diretto dal Maestro G. Chiellini allievo del grande Nino Rota. Ha partecipato a numerose manifestazioni musicali nazionali quali: “Estati valtellinesi” a Teglio (SO), “Incontri musicali” a Gualdo Tadino (PG), “Lavisuona” a Lavis (TN), “Natale 2000” a Selvazzano (PD), “…e lucevan le stelle” ad Arzignano (VI), “Festival folcloristico Città dei trulli” ad Alberobello. Alterna da sempre attività solistico-concertistica con attività d’orchestra, con le quali ha svolto diverse tournee in Italia ed estero riscuotendo numerosi successi. Tutt’ora collabora con

Brunazzo, che porta l’esperienza maturata con l’attività nel corpo dei Vigili del Fuoco. Il coordinatore del distretto, Vanni Massari, ha concluso l’esposizione illustrando le attuali modalità burocratiche adottate per l’attivazione dei gruppi comunali sull’eventuale richiesta della provincia di Padova.E’ stata sottolineata anomalia del Distretto che, dopo la costituzione dell’Unione dei Comuni del Conselvano, vede il suo perimetro non comprendere comuni aderenti all’Unione (Bovolenta) ed invece

l’Orchestra Filarmonica Veneta di Venezia, con il complesso strumentale Città di Galzignano Terme, con la Banda G. Verdi di Conselve. Suona un flauto Sankyo oro 10 carati. La pianista Ilaria Barnes ha intrapreso lo studio del pianoforte dall’età di otto anni. Giovanissima ha partecipato a prestigiose competizioni nazionali classificandosi tra i primi posti, tra questi: Concorso Nazionale “Città di Stresa ‘96” I° premio assoluto vinto all’età di 13 anni, Concorso Nazionale G. Verga ’96 II^ classificata, Concorso Nazionale “Remo Bergamin ’96 I^ classificata.

comprenderne altri fuori ambito (Anguillara e Tribano). A gran voce è stato chiesto l’intervento degli amministratori comunali, sindaci in primis, per sensibilizzare da una parte la Provincia di Padova a ridisegnare la configurazione dei Distretti e dall’altra per sollecitare la Giunta dell’Unione a definire ufficialmente la gestione della funzione di Protezione Civile, tra le prime condivise già da più di un anno. Il prossimo appuntamento è previsto il 20 marzo prossimo ad Arre. C.L.

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10 Tribano Verso le elezioni Il sindaco uscente traccia un bilancio di cinque anni di lavoro

“Percorso amministrativo da continuare”

Dalla videosorveglianza alle nuove caldaie a scuola e in palestra dall’area feste alle piste ciclabili fino alla rotonda, tutti gli interventi di Emanuele Masiero

N

on ha ancora sciolto le riserve, ma il primo cittadino uscente di Tribano ha già dato piena disponibilità. Piergiovanni Argenton ha guidato la sua compagine amministrativa negli ultimi 5 anni non senza qualche difficoltà, ma senza grossi stravolgimenti. D’altronde il periodo economico ha gravato pesantemente sulle casse comunali e portare a termine il programma elettorale è ormai un’impresa. Argenton, all’inizio del mandato, era alla sua prima esperienza amministrativa, ma ha da subito preso delle decisioni che avrebbero sicuramente comportato delle conseguenze rilevanti. In primis la revoca degli appalti della piscina, del cogeneratore e del teleriscaldamento. Cos’altro? Avviato la rete di videosorveglianza, sostituito le caldaie delle scuole comunali e della palestra, recuperato la Loggetta, scavato e sistemato piccoli canali per un totale di circa 5 chilometri, realizzato l’area festeggiamenti e dato avvio ai lavori della pista ciclabile Olmo-Tribano e della rotonda sulla Monselice-Mare, costrui-

CANTIERE Chiusa parte di via Bargarigo

nuova rotatoria due mesi di lavori

C

ambia per almeno un paio di mesi la viabilità in centro per i consentire i lavori di costruzioni della rotonda al posto del semaforo. “Finalmente entrano nel vivo i lavori per un’opera tanto attesa nel nostro Comune - affferma il sindaco Piergiovanni Argenton - che permetterà di migliorare sensibilmente la sicurezza in centro”. Il tratto iniziale di via Barbariga è stato chiuso al traffico e lo rimarrà fino a tutta la primavera, condizioni meteo permettendo. Chi arriva dalla Monselice - mare o dal centro del paese deve proseguire verso San Pietro Viminario o il casello autostradale di Monselice dovrà svoltare, un paio di chilometri più a est, su via Olmo e via Legnosa per poi proseguire in via Bussoli e via Barbarigo. Una deviazione che in condizioni di traffico normale allunga i tempi di circa cinque minuti. I camion invece vengono fatti procedere lungo la strada regionale fino all’incrocio con la Rovigana a Monselice. Anche i mezzi pesanti in uscita al casello vengono subito deviati su questo percorso, nel senso inverso. Gli automobilisti che arrivano da via Barbarigo e sono diretti in centro o verso Monselice potranno usare la nuova bretella che collega direttamente alla regionale e permette solo la svolta a destra. E.M.

to un blocco da 80 loculi e una nuova area di inumazione a terra nel cimitero di Tribano, realizzato un’isola ecologica insieme a Pozzonovo. Sul fronte meramente politico, al primo cittadino va il merito di aver saputo mediare tra le varie forze politiche presenti nella sua coalizione dove hanno convissuto figure provenienti da partiti differenti. Di sicuro chi uscirà vincente dalla prossima forata elettorale dovrà affrontare delle sfide di tutto rispetto: iniziando dall’unione o fusione con Conselve o Monselice. Il tutto condito dalla crisi economica che continua ad assillare le casse dei Comuni italiani. “La coalizione “Progetto comune” ha deciso di continuare questo percorso amministrativo spiega Argenton - c’è dinamismo e voglia di fare bene: la legge elettorale impone un numero di consiglieri e di assessori inferiore rispetto all’attuale. Questo significa che il prossimo sindaco potrà contare su un numero minore di collaboratori: per questo dovranno essere figure che necessariamente mettano insieme professionalità, disponibili-

Piergiovanni Argenton

“Esperienza positiva c’è dinamismo e voglia di fare, il futuro riserva non poche sfide agli amministratori” tà e competenza. Se non ci saranno altre figure condivise da candidare alla carica di sindaco di Tribano, io sarò ben disponibile a continuare questa esperienza come primo

cittadino. Questi anni da sindaco hanno rappresentato una vera e propria crescita personale. Una bellissima esperienza”.

La visita Il consigliere nell’Esercito di Silvio

Bazzarello ospite ad Arcore si prepara per le elezioni

E

’ successo prima di Natale ma la notizia l’ha fatta rimbalzare solo in queste settimane, proprio per giocarsi la carta migliore in vista delle prossime elezioni. Il giovanissimo Roberto Bazzarello, consigliere di minoranza di Forza Italia e coordinatore provinciale di Padova, è stato ospite di Berlusconi nella sua Villa San Martino ad Arcore. Il pranzo, dal menù tricolore, si è tenuto il 21 dicembre scorso alla presenza dei principali dirigenti dell’Esercito di Silvio (tra cui il fondatori Simone Furlan e Alessio Zanon), il responsabile internet di Forza Italia Antonio Palmieri, l’ex direttore di Studio Aperto e TG4 Giovanni Toti oltre che a Maria Rosaria Rossi, segretaria personale del Presidente Berlusconi e il parlamentare veneto ed ex ministro Giancarlo Galan. “Ogni volta che incontro Berlusconi torno a casa con il doppio della carica con cui parto perché è una persona piena di idee e giovane dentro. Quest’anno l’ho incontrato varie volte (la penultima a novembre a Palazzo Grazioli a Roma) ma essere suo ospite a pranzo è stato per me un bellissimo regalo di Natale. Ho portato al presidente gli auguri e i saluti del Veneto e di Padova facendogli dono di alcuni prodotti tipici della Bassa Padovana (tra cui il famoso e pregiato “Friularo Passito”). Il Presidente crede fermamente nel rinnovamento, nei giovani e in una Forza Italia che sia vicina alla gente e ci lavora

Massimo Bazzarello, consigliere di Forza Italia ogni giorno. Non ha certo l’intenzione di rassegnarsi. Noi giovani combatteremo al suo fianco e costruiremo dal territorio una nuova classe politica in grado di convincere la maggioranza degli Italiani a darci fiducia perché le famiglie in povertà e i disoccupati aumentano ogni giorno, i giovani sono costretti ad andare all’estero perché l’Italia non offre nessuna possibilità. Questo è inammissibile per un paese civile come l’Italia!” Dopo pranzo la visita è proseguita a Villa Gernetto a Lesmo che Berlusconi ha fatto restaurare e nella quale sta portando avanti il progetto di realizzarci l’Università C.L. del pensiero Liberale.

LAVORO Argenton ha seguito la trattativa

pu.ma torna in attività

L

e Industrie Pu.Ma Srl di Tribano, fallite lo scorso novembre, tornano in attività. L’azienda, riconosciuta come leader mondiale nella progettazione, produzione e installazione di impianti e sistemi per la produzione di pannelli sandwich in poliuretano con rivestimenti esterni, sia rigidi che flessibili, di diversa estrazione, continuerà a produrre grazie al lavoro svolto dal tavolo aperto dalla Provincia di Padova all’indomani del fallimento con l’americana Bradbury. “Esprimo la mia più viva soddisfazione – afferma il sindaco Piergiovanni Argenton – per il risultato raggiunto. E’ stata trovata una soluzione che ha consentito di salvare l’azienda, preservare la localizzazione e svilupparla ulteriormente. Un risultato che può essere un auspicio e guida per altre esperienze”. Bradbury Group Italy con sede a Tribano, condurrà le operazioni di produzione su uno stabilimento di 19.880 metri quadri che include vendite, progettazione, lavorazioni, assemblaggio e collaudo delle attrezzature. L’acquisizione è coerente con la strategia di crescita del gruppo che ha filiali anche in Australia, Nuova Zelanda e Cina. E.M.

cavazzana punta sui giovani

S

arà “Far rinascere Tribano” il motto della proposta elettorale che si presenterà a Tribano alle prossime elezioni comunali che si terranno quasi sicuramente a maggio. La lista è promossa dal consigliere di minoranza Massimo Cavazzana, veterano della politica che in queste settimane ha voluto ringraziare tutti quelli che hanno sostenuto le sue battaglie in questi anni. “Di fronte ad una prospettiva in cui il 75% dei giovani spera di non risiedere più a Tribano entro cinque anni, e il 65 % degli abitanti pensa a una comunità in regressione per l’assenza di collaborazione e apertura, troviamo l’impegno sincero e disinteressato di quei cittadini che si mettono in gioco per ricomporre nel paese le parti positive e seriamente impegnate, al di là delle appartenenze. Sono tanti infatti i giovani che continuano a credere che un cambiamento sia possibile. Ecco perché facciamo politica e continueremo ad impegnarci con passione nel nostro paese. Noi crediamo in un paese generoso, tollerante, che non teme il confronto leale, aperto ai progetti e alla creatività, che percepisce l’importanza di fare le cose insieme, nonostante la mancanza di risorse e di dialogo”. Ecco quindi l’idea di creare una lista civica unica, senza rigide appartenenze ai partiti, governata dalle eccellenze del Territorio, dai giovani di Tribano, mossi solo dalla voglia di fare il bene del paese, una lista svincolata da interessi personali, senza padroni ed espressione delle associazioni unite tra loro. Gli animatori di questo nuovo gruppo si chiedono se Tribano

Massimo Cavazzana lavora ad una nuova lista ha proprio bisogno di politici professionisti o se con poco più quattromila abitanti sia più necessaria una gestione caratterizzata dal buon senso del buon padre di famiglia. A quanto sembra i tribanesi chiedono che i problemi vengano risolti alla nascita, senza inutili perdite di tempo, senza percorsi tortuosi fatti di riunioni, di accordi strategici e altro. “Siamo appassionati al futuro di Tribano, e la speranza è cosi ostinata dentro di noi, nonostante tutto, da darci la convinzione che un futuro migliore potrà arrivare solo a condizione di operare con coraggio perché le persone più positive, attive, disponibili di Tribano lavorino insieme per la comunità. Crediamo sia possibile costruire un futuro insieme, perché l’anima positiva di Tribano non è divisa come farebbe comodo alla vecchia politica”. Per conoscere i nomi e i volti di questa lista basterà attendere C.L. solo qualche settimana.


12 Arre - Bovolenta Emozione a Sotto il Monte L’ex segretario di Roncalli, 98 anni, è padovano

Capovilla è cardinale “grazie al Papa buono” di Emanuele Masiero

E

mozione a Sotto il Monte, paese natale di Papa Giovanni XXIII, ieri la nomina a cardinale dello storico segretario di Roncalli, il padovano Loris Francesco Capovilla. Nonostante i 98 anni il neo porporato ha leetto senza occhiali il giuramento e ha ricevuto la berretta e l’anello dal cardinale decano Angelo Sodano, ex segretario di Stato. Hanno assistito alla cerimonia i cugini e i nipoti padovani di Capovilla, insieme al parroco di Arre. “E’ stata un’emozione grandissima, accompagnata da altrettanta gioia - raccontano - un’esperienza che porteremo per sempre nel nostro cuore insieme alle tante altre occasioni che il nostro don Loris ci ha regalato in questi decenni così densi di avvenimenti nel segno di una grande fede”. “La nostra è una Chiesa che anche oggi genera sempre nuovi santi, come Papa Giovanni XXIII: è una chiesa che non si ripiega su sé stessa e che guarda con amore materno gli uomini di oggi, anche se tanti non la conoscono”. Lo ha detto il cardinale Angelo Sodano, nell’omelia, prima l’imposizione della berretta e la consegna dell’anello con il decreto firmato da Papa Francesco. “Oggi la Chiesa porta i suoi figli al traguardo della santità eroica - ha aggiunto Sodano -. La Chiesa è madre di santi, come cantava Alessandro Manzoni nel suo Inno alla Pentecoste. C’è una chiesa che ha sempre bisogno di riforma, diceva il Concilio, e che sempre deve essere amata. Oggi siamo scoraggiati dalle miserie umane, ma la Chiesa ci ripete che i tempi non sono cattivi”.

Alla cerimonia solenne i cugini e i nipoti con il parroco di Arre “un’emozione indescrivibile”

Il cardinal Sodano impone la berretta porpora a Loris Capovilla durante la celebrazione a Sotto il Monte, nel bergamasco, dove il vescovo è custode della memoria di Papa Giovanni

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un milione di euro per i “murazzi”

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Il neo porporato ha ricordato la sua infanzia e la lunga vita a servizio della Chiesa “Dovete compatire la mia emozione profonda, irrefrenabile”. Sono state le prime parole del neocardinale Loris Capovilla, al termine della celebrazione di imposizione della berretta cardinalizia. “Signor cardinale Angelo Sodano, decano del Sacro collegio - ha poi proseguito - inviato a Sotto il Monte, latore non di una promozione, né di una onorificenza, bensì di una obbedienza, vi prego di farvi interprete presso il Santo Padre Papa Francesco dei miei sentimenti di gratitudine. Accettatene voi stesso la fioritura, che suscita consolazione ed esultanza”. “A tutti coloro che all’annuncio papale del 12 gennaio mi hanno fatto oggetto di benevolenza, ho inviato quattro righe - ha aggiunto - alla buona, direbbesi al caminetto di casa, quale è la Chiesa e vuole mostrarsi al mondo: Modesto contubernale di Giovanni XXIII - ho scritto - sto per essere aggregato al collegio cardinalizio per deci-

sione di Papa Francesco. Conosco quanto basta la mia piccolezza e mi sento intimidito. Le amabili ed evangeliche parole dei servitori della Chiesa, dinanzi ai quali mi sento come una locusta, mi incoraggiano e mi confortano. “Ho vissuto eventi più grandi di me. Sono passato accanto a esperienze che mi hanno segnato, anche ferito. Non ho gustato il paradiso della fanciullezza. Di conseguenza, una punta di malinconia, pudicamente nascosta, mi ha accompagnato giorno dopo giorno. Chiedo di pregare per me. Io ricambio. Infine, flexis genuis, chiedo a tutti di benedirmi”. Capovilla Ha parlato senza interruzione, nonostante l’evidente commozione, citando più volte Papa Giovanni XXIII. Al termine della cerimonia qualcuno ha gridato “Bravo Loris”.

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n milione di euro per mettere in sicurezza i murazzi veneziani, 4,3 milioni già previsti da diversi mesi per ricostruire l’argine a nord del centro, più alcune migliaia di euro spesi per gestire l’ennesima emergenza. Questo il “conto” che l’amministrazione ha presentato in Regione dopo l’ultima allerta Bacchiglione che ha tolto il sonno a tutto il paese. “Questa volta per fortuna non abbiamo avuto alluvionati - spiega il sindaco Vittorio Meneghello - fatta eccezione per le tre famiglie della “Ponta”. Ma quando mi hanno chiesto di quantificare i danni ho ricordato, per l’ennesima volta, che a noi servono le opere, urgenti ed indifferibili, per rinforzare l’argine nord del Bacchiglione e i murazzi settecenteschi, messi sotto stress ad ogni piena. Un tratto è stato rinforzato con una palizzata installata dal Genio Civile ma non so se la prossima volta sarà sufficiente. I quattro milii e 300 mila euro per l’argine sono in previsione da anni, e prima di Natale la Regione ci ha detto che ne ha impegnati 2 per il primo stralcio. Ci auguriamo che stavolta i lavori partano sul serio”. E.M.


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14 Due Carrare Il caso Secondo Pierangela Negrisolo l’opera è “inutile, oltre che uno spreco”

Polemica per la nuova rotonda Opposizione all’attaco per l’accordo con Deda, Vason ribatte: “intervento previsto, zero costi” di Francesco Sturaro

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ontano le polemiche relative la costruenda rotatoria all’intersezione tra la Strada provinciale 17 (via Roma) e via Gorghizzolo, a Carrara Santo Stefano. In base all’accordo di programma sottoscritto tra Comune e Deda srl, proprietaria dell’area commerciale posta all’uscita del casello autostradale di Terme Euganee, il costo dell’opera, che ammonta a oltre 200 mila euro, è a carico della stessa ditta. Le compagini di opposizione in consiglio comunale, “Prima Due Carrare” e “Insieme per Due Carrare” si sono apertamente schierate contro questa infrastruttura stradale. “Considero l’opera pubblica in costruzione a Santo Stefano uno spreco – commenta la consigliera Pierangela Negrisolo della lista “Prima Due Carrare” - perché non solo è inutile come opera di rallentamento, in quanto sarebbero bastati altri dissuasori, peraltro su questa via, proprio in prossimità della futura rotonda, c’è già un rilevatore fisso di velocità; in secondo luogo, poiché i finanziamenti della Deda srl in cambio di precisi accordi

con il Comune per la costruzione del Centro Commerciale di via Mincana, prevedono la realizzazione di opere pubbliche: allora perché non spenderli meglio questi soldi e finanziare opere più utili alla cittadinanza”. Secondo la consigliera Negrisolo, il Comune avrebbe fatto meglio ad investire le risorse in altre opere prioritarie, come la passerella pedonale sul ponte al confine con Battaglia Terme nella frazione di Chiodare o, ancora, nella valorizzazione del centro storico e dell’abbazia. Dello stesso tenore le osservazioni mosse all’amministrazione comunale dalla coalizione di opposizione “Insieme per Due Carrare” che, inoltre, critica la scelta, considerata pericolosa per gli utenti, di collocare all’interno della rotonda lo storico capitello situato sul crocevia, tra via Roma e via Gorghizzolo. A difesa della rotatoria interviene il sindaco Sergio Vason: “La realizzazione della rotonda a Santo Stefano è un progetto regolarmente e ampiamente approvato dalla Provincia di Padova e rientra nell’accordo

L’incrocio di via Gorghizzolo di programma sottoscritto con la proprietà dell’area commerciale. Il Comune, quindi, non sostiene il costo per la sua realizzazione. Il capitello verrà collocato al centro della rotonda e non sarà di nessun ostacolo visivo, in quanto non perpendicolare a nessun’altra direzione”. Per il primo cittadino di Due Carrare, la rotatoria garantirà anche una diminuzione della velocità di attraversamento del Paese e un ingresso alla chiesa di Santo Stefano più agevole e sicuro.

NEWS Coinvolte le scuole elementari e medie

“m’illumino di meno” con gli studenti

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ue Carrare, tramite gli assessorati all’Ambiente e alla Pubblica Istruzione e in collaborazione con il locale Istituto comprensivo, ha aderito anche quest’anno a M’illumino di meno, campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico proposta dalla trasmissione radiofonica di Radio 2 “Caterpillar”. Per l’occasione il 14 febbraio gli studenti frequentanti le scuole comunali, i loro familiari e tutta la cittadinanza di Due Carrare sono stati invitati a ritrovarsi in piazza del municipio, per osservare la volta Lampioni spenti per una sera celeste con l’ausilio di telescopi. Per scrutare meglio stelle e pianeti, l’amministrazione comunale ha spento per due ore alcuni impianti di illuminazione pubblica, chiedendo ai cittadini di fare altrettanto nelle proprie case, condividendo così l’obiettivo di favorire la riduzione dei consumi energetici per un ambiente migliore e più sostenibile. “La manifestazione ha visto la grande partecipazione di studenti delle scuole elementari e medie del nostro territorio e di tanti genitori – afferma l’assessore all’Ambiente, Claudio Garbo - Anche in questa occasione si è provveduto a spegnere una serie di impianti di pubblica illuminazione e tanti cittadini hanno seguito l’esempio nelle loro abitazioni. Il bel tempo ha permesso di utilizzare al meglio i telescopi, forniti dall’associazione Astronomica Euganea, che grande attrazione hanno esercitato tra i cittadini, giunti in piazza per la visione di stelle e pianeti”. La partecipazione a M’illumino di meno da parte del Comune si inserisce nell’impegno, preso dall’ente locale con l’adesione al progetto europeo Conurbant, di ridurre le emissioni di anidride carbonica in atmosfera. “Risparmiare energia si può e si deve, soprattutto per sottolineare il nostro rispetto per l’ambiente – conclude Garbo - Il buon esempio il nostro Comune lo sta dando da tempo, avendo implementato e aderito a progetti europei per la riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera, portandoci tra i pionieri di queste azioni”. F.S.

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energia sostenibile adesso si può

I

l Comune di Due Carrare è ormai pronto ad aderire al Patto dei sindaci, il movimento europeo che impegna gli enti locali firmatari ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori, raggiungendo e superando l’obiettivo di diminuire del 20% le emissioni di anidride carbonica entro il 2020. Per raggiungere tale risultato i comuni aderenti al Patto dei sindaci hanno a disposizione lo strumento del Paes (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) che, oltre a contenere l’inventario dei dati relativi le emissioni di CO2 nel territorio di riferimento, indica gli interventi da realizzare per centrare l’obiettivo del 20% di riduzione dell’anidride carbonica. “Il Comune di Due Carrare ha fatto un percorso inverso rispetto ad altri enti locali – commenta il vicesindaco Claudio Garbo - che prima sottoscrivono il Patto dei sindaci e poi redigono il Paes, spesso senza riuscirci. Il nostro iter è stato differente, perché innanzitutto, come amministrazione comunale abbiamo aderito al progetto europeo Cornubant, di cui è capofila Padova, censendo tutte le emissioni di CO2 nel nostro territorio e solo adesso siamo pronti con l’elaborazione del Paes e l’adesione al Patto dei sindaci. Questi due passaggi: censimento e redazione del Paes sono finanziati dall’Unione Europea, tramite il progetto Cornurbant”. Nella stesura del Piano d’azione per l’energia sostenibile, il Comune ha deciso di coinvolgere le associazioni di categoria e i cittadini, tenendo lo scorso 4 febbraio a tale

L’assessore Claudio Garbo

Il Comune pronto ad aderire al Patto dei sindaci per l’uso di fonti rinnovabili scopo un tavolo operativo con i portatori di interesse. “Il Comune da solo è responsabile per il 3-5% delle emissioni di CO2 in atmosfera – precisa Garbo – quindi, se vogliamo raggiungere il risultato della riduzione del 20% di anidride carbonica dobbiamo coinvolgere la cittadinanza e le associazioni di categoria. Il primo passo è stato compiuto con il tavolo operativo. Le categorie si sono impegnate a proporre delle azioni da mettere in atto per raggiungere questo obiettivo, che ritengo sia alla portata”. Il Paes di Due Carrare dovrebbe essere pronto entro la priF.S. mavera.


Bagnoli 17 La proposta Il gruppo “Bagnoli Nuovo percorso” rilancia l’idea dei coltivatori

Affittare ad agricoltori i terreni di Attiva Spa di Cristina Lazzarin

P

artito solo da alcuni mesi il gruppo “Bagnoli Nuovo Percorso” ha promosso nelle settimane scorse un interessante evento informativo dal titolo “Agricoltura a Bagnoli: proposte e riflessioni”. Alla serata ha aderito un numero gruppo di persone (almeno un centinaio) motivato dalla volontà di conoscere queste nuove proposte per l’agricoltura. L’idea, a dire il vero, era stata lanciata alcune settimane prima dalla Confederazione Italiana agricoltori per ottenere in affidamento i terreni incolti dell’ex Cosecon, rimasti abbandonati al loro destino dopo il fallimento della Spa. Si tratta di 40 ettari a destinazione industriale, che potrebbero essere nuovamente riconvertiti ad uso agricolo e affidati a giovani disoccupati costituiti in cooperativa. Obiettivo della serata è stato far conoscere la proposta sposata da subito del gruppo Bagnoli Nuovo Percorso che trova già molti sostegni a partire da Enti di formazione, come Istituti tecnici Agrari, e collaborazione con le Associazioni di categoria agricole. Roberto Turetta, funzionario dell’Agenzia per Pagamenti in Agricoltura del Veneto (Avepa), ha parlato del Nuovo Piano di Sviluppo Rurale che punta sulle aggregazioni delle aziende in filiere di prodotti tipici, sul rispetto e tutela del paesaggio e dell’ambiente e sul risparmio di acqua. Il vice presidente del mercato ortofrutticolo di Padova, Franco Zecchinato, ha illustrato come il mercato del biologico riesce a crescere nonostante la crisi economica; il Veneto è infatti fra le regioni a maggior richiesta

Roberto Milan “l’agricoltura può fare da traino per riconvertire l’economia locale” di prodotti biologici ma tra le ultime nella produzione. La fondatrice della cooperativa sociale “Caresà” di Brugine, Sara Tognato, ha descritto la propria esperienza nello sviluppare un’impresa agricola sociale. Il portavoce del gruppo, Roberto Milan, manifesta soddisfazione per il buon esito dell’incontro: “L’agricoltura può fare da traino per una riconversione della nostra economia ed è giusto pensare ad un nuovo sistema produttivo agricolo che punti su prodotti di qualità, sani e a disposizione di tutti. Pensare ai nostri campi non è una regressione ma una opportunità. Cerchiamo di trarre dal fallimento di Attiva qualcosa di utile. Nel 2000 il Comune- ricorda Roberto Milan - approvò l’espansione della zona industriale in un’area adiacente via Mameli di circa 400.000 metri quadrati. Si trattava di terreni di proprietà della famiglia Borletti su

Sono quaranta gli ettari sfitti e non urbanizzati, potrebbero essere coltivati e dare lavoro

Una porzione dell’area industriale di Bagnoli, sono decine gli ettari di terreno sfitto che potrebbero essere coltivati

Affollato incontro organizzato dal gruppo per approfondire questa soluzione cui insistevano preziosi vigneti. Nonostante i vari tentativi condotti prima da Cosecon e successivamente da Attiva, di trovare imprese interessate a costruire nuovi insediamenti produttivi, l’area non è stata urbanizzata in tutti questi anni. Ora con il fallimento della società tutti gli immobili sono passati sotto il controllo dei liquidatori, che hanno dieci anni di tempo per pagare i creditori e liquidare la società. Questi ettari di terra possono diventare una fonte di reddito per i tanti disoccupati presenti nel nostro territorio “.

NEWS Materna parrocchiale

scuola infanzia iscrizioni aperte

A

perte le iscrizioni alla scuola dell’infanzia parrocchiale SS. Angeli Custodi che dall’anno scolastico in corso propone il servizio di apertura anticipata alle 7.30 del mattino e di doposcuola fino alle ore 17.30. E’ un servizio nuovo che permette di agevolare tutti quei genitori che lavorando non hanno la possibilità di riprendere i propri bimbi alle ore 16.00, termine delle lezioni normali. Attualmente la scuola si compone di tre ampie e luminose aule nelle quali i bambini dai 2 anni e mezzo ai cinque condividono giochi ed attività. Ad oggi gli iscritti sono una settantina suddivisi nelle tre sezioni dei “Girasoli”, delle “Primule” e delle “Margherite”, guidate ognuna da una qualificata docente (Francesca, Catia e Vanessa). La scuola è retta dalla presenza delle suore di Sales, dalla direttrice Suor Vincenziana e da Suor Silviana che contribuiscono in maniera encomiabile nell’accoglienza dei bimbi e nell’accudire soprattutto quelli più piccolini che hanno maggior bisogno della presenza materna. La programmazione annuale è redatta da un’equipe di esperti. C.L.


18 Agna Dopo l’emergenza Allagamenti diffusi in buona parte della Bassa Padovana

“Rischio idraulico sempre elevato” Mobilitata la protezione civile di Agna con idrovore e sacchi, il Consorzio chiede risorse per i progetti su argini e canali di Cristina Lazzarin

G

li eventi piovosi di fine gennaio e febbraio scorsi, particolarmente intensi nelle aree esterne al comprensorio del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo, hanno comunque interessato in modo devastante i territori gravitanti idraulicamente sul sistema Fratta-Gorzone, determinando un innalzamento dei livelli idrometrici di tutta la rete di fiumi regionali (oltre ai citati Frassine-S. Caterina e Fratta Gorzone, anche del Canale Bisatto, del Canale Vigenzone, del Canale Bagnarolo e del Canalmorto di Pontelongo). La situazione di criticità per gli eccezionali livelli idrometrici dei fiumi che fungono da ricettori delle acque scaricate dalle 58 idrovore consortili, è stata ulteriormente accentuata dalle difficoltà di riversamento in mare a Cà Bianca di Chioggia a causa delle alte maree registrate nello stesso periodo temporale nella laguna di Venezia. Il rischio di collassamenti e tracimazioni  arginali dei Fiumi Frassine e Fratta-Gorzone , in particolare, hanno comportato l’ordine perentorio da parte del Genio Civile di Padova di parzializzazione del funzionamento degli impianti idrovori ed addirittura il loro fermo, per più di sei giorni, con progressivo innalzamento dei livelli idrometrici dei collettori di bonifica consortili ed esondazione degli stessi con diffusi allagamenti delle aree più depresse del territorio (prevalentemente dei terreni più prossimi agli impianti idrovori). I territori callagati per esondazione assommano a circa 7.000 ettari e sono soprattutto concentrati nei comuni di Lozzo Atestino, Casale di Scodosia, Megliadino San Vitale, Merlara, Montagnana, Piacenza d’Adige, Vighiz-

zolo d’Este, Anguillara, Bagnoli di Sopra, Cona, Cavarzere, Correzzola, Candiana, Chioggia e Pontelongo e hanno interessato terreni agricoli, fabbricati agro-industriali, strade e infrastrutture pubbliche oltre ad alcune unità abitative. Intanto si manifesta sempre più l’esigenza di un intervento strutturale regionale al fine di evitare il ripetersi di situazioni di crisi e di emergenza. In particolare, il Consorzio di Bonifica intende avanzare con forza istanze alla Regione del Veneto per la programmazione di un piano di interventi idraulici in grado di potenziare le infrastrutture regionali e consortili e ridurre il rischio idraulico di un territorio di quasi 120.000 ettari (che presenta oltre 20 mila ettari sotto il livello del medio mare e che è servito da 58 impianti idrovori. “Chiederemo - spiega Antonio Salvan, presidente del Consorzio di Bonifica Adige -Euganeo - il Potenziamento della capacità scolante del Fiume Fratta-Gorzone; la realizzazione di bacini di laminazione e di invaso; varie opere di diversione delle portate di piena del Fiume Fratta-Gorzone nel Fiume Adige, come da progettazione preliminare già elaborata dal Consorzio di Bonifica Adige Euganeo; il rifacimento e il potenziamento dell’impianto idrovoro Botte di Vighizzolo, come da progettazione già elaborata dal Genio Civile di Padova e dal Consorzio di Bonifica Adige Euganeo”. “I nostri volontari di protezione civile – spiega Gianluca Piva assessore alla protezione civile di Agna – sono stati operativi fin da subito per operazioni di monitoraggio in loco assieme al gruppo di Anguillara Veneta. Poi

Un recente allagamento nei giorni seguenti sono intervenuti anche gli altri gruppi del distretto del conselvano. Il comune di Agna e quello di Anguillara Veneta sono considerati “rivieraschi” rispetto al Fratta Gorzone. I nostri volontari coordinati dal responsabile del gruppo Forin Roberto e dal coordinatore di distretto Massari Vanni, sono stati impegnati anche in attività di saccata a protezione di un’abitazione in località Valmarana di Anguillara minacciata dall’acqua di un canaletto esondato oltreché in operazioni di prosciugamento con le moto-pompe. Ringrazio  tutti i volontari di Agna e del distretto del conselvano per il grande impegno e dedizione dimostrati anche in questa emergenza”.

L’incontro con la polizia postale

come difendersi dalle truffe on line

G

rande interesse all’incontro promosso i dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione Auser di Agna, per parlare di “Truffe via internet, come difendersi”. Il relatore della serata è stato il dott. Gianfranco Volpin, sociologo, segretario regionale Coisp Sindacato di Polizia e dirigente della Polizia Postale di Padova. Il tema è stato trattato partendo dalle principali casistiche di truffe via internet con esempi e casi concreti, fino a soffermarsi anche al più attuale e problematico cyber-bullismo che è una sorta di trappola e insidia morale, che può diventare molto pericoloso e violento, tanto da spingere le persone soggette a queste pressioni a gesti estremi, come la ragazzina 14enne di Cittadella che qualche settimana fa si è tolta la vita. Purtroppo le truffe in rete sono tante ed altrettante sono le persone che cadono in questi tranelli. “Quando si è  vittime di una truffa online spiega l’assessore alle politiche sociali Gianluca Piva promotore della serata - una delle prime cose da fare è sicuramente sporgere immediatamente denuncia alle forze dell’ordine e nello specifico alla Polizia Postale. Come ha spiegato il dott. Volpin, bisogna essere molto accorti quando si fanno acquisti via internet o tramite email. Proprio riguardo alle truffe tramite email, Volpin ha sottolineato che nessuna banca, poste, concorso a premi o qualsiasi altra associazione o attività privata che gestisce soldi contatta via mail i propri clienti per confermare dati o richiedere i numeri di carte di credito o conti correnti. Quindi se si ricevono email di tal tipo, è doveroso non fidarsi perché quasi sicuramente si tratta di un raggiro”. Sul sito del commissariato di Pubblica sicurezza online, è presente l’ufficio internet gestito dalla Polizia Postale per ricevere informazioni C.L. o fare segnalazioni.

Verso le elezioni Gianluca Piva e Alberto Moretto pronti a sfidarsi

N

ella nebulosa situazione politica che si registra anche nei piccoli comuni, con divisioni interne alla sinistra, doppi schieramenti (se non tripli) a destra tra Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Udc e altri gruppi minori, sembra che ad Agna per le prossime elezioni politiche saranno un paio le liste civiche che si confronteranno per chiedere il consenso degli elettori. Da una parte ci riprova il consigliere Alberto Moretto con la lista Rinnoviamo Agna, già pubblicizzata sui principali social tra cui facebook, e dall’altra la candidatura quasi preannunciata dell’attuale assessore Gianluca Piva che in questi cinque anni ha dimostrato che è possibile farsi parte attiva nella politica per il territorio. “Credo nei fatti concreti e sto provando a cambiare l’approccio alla politica non con slogan e promesse, ma sul campo tutti i giorni da cinque anni a questa parte, da quanto ho ricevuto l’incarico di assessore. Il mio obiettivo

è di proporre una politica a stretto contatto con la gente, sempre in prima linea, mettendoci anima e corpo come nel mandato che sto portando a termine. Abbiamo il compito di riportare la politica al servizio di tutta la nostra comunità. Daremo grande attenzione al sociale ed ai bisogni della persona e delle famiglie, sostenendo le politiche del lavoro e le fasce più deboli della popolazione. Mi porto un’esperienza importante quale assessore al sociale, assistenza pubblica e volontariato, una delle deleghe più pesanti ed impegnative tenuto conto della crisi socio-economica di questi ultimi anni. Anche la delega alla protezione civile e sicurezza mi ha forgiato il carattere e dato esperienza, tenuto conto che abbiamo vissuto in trincea l’alluvione di Bovolenta e Casalserugo del 2010 con i nostri volontari e la dura battaglia per difendere la nostra caserma dei Carabinieri – peraltro efficientissima - da una spending rewiew che ne

prevedeva la chiusura. Un quinquennio che mi è servito da palestra e che mi ha dato la forza per propormi ai cittadini di Agna come Sindaco”. Tenendo conto che Agna fa parte dell’Unione dei comuni del Conselvano, una delle forme associative che le normative vigenti hanno imposto per i comuni sotto i 5.000 abitanti, Piva dice che si impegnerà per partecipare alla realizzazione di questo percorso con massima attenzione e colpevolezza in modo da garantire ai concittadini un mantenimento all’inizio ed un successivo miglioramento del livello dei servizi, in un’ottica di economie di scala e risparmio di risorse pubbliche. Per il momento non è chiaro se il sindaco uscente, Giannicola Scarabello appoggerà Piva, mentre è quanto mai possibile che si proponga agli elettori un’altra lista civica con esponenti di centro- destra avversari di Moretto. I rappresentanti di lungo corso del centro sinistra non hanno sciolto le riserve. C.L.

L’assessore GIanluca Piva


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La manifestazione nella capitale Folta la delegazione dei padovani

PADOVA

A Roma mille imprese “così dobbiamo chiudere” Oltre 60 mila imprenditori sono scesi in piazza per ribadire che tasse e burocrazia li soffocano di Martina Celegato

P

iù di mille sono state le imprese venete che hanno preso parte alla manifestazione a Roma per far sentire la propria voce nella capitale. Una voce straziata dalla crisi che negli ultimi mesi e settimane non ha mancato di scene disperate che ancora di più hanno dimostrano la profondità della crisi che, a poco a poco, sta distruggendo le realtà imprenditoriali del nord est. Una manifestazione, quella dello scorso febbraio, organizzata da Confartigianato UPA, Ascom Confcommercio, Cna, Confesercenti e Casartigiani le grandi associazioni di rappresentanza nazionale che meglio si sono insediate nella realtà padovana dimostrandone la forza e l’importanza a livello non solo italiano ma anche internazionale. Al grido di “Senza impresa non c’è Italia” i piccoli imprenditori, artigiani e commercianti sono andati a portare la loro voce fra le vie di Roma ribadendo la loro importanza per la crescita del Paese che si trova ad affrontare, come affermano i portavoce, una sorta di forzatura da parte delle istituzioni che, invece di facilitare i processi di crescita ed investimenti, si accaniscono rendendo troppo difficoltose le procedure per la creazione di nuove imprese, e quindi posti di lavoro, e bersagliando con tasse ed imposte le attività commerciali, già sofferenti. Ma non solo tematiche legate alla crisi sono state quelle portate all’attenzione nazionale dal folto gruppo di rappre-

sentanti di Padova. Sulla questione della sicurezza, sia dei Ascom anch’essi riconoscibili dai caschi blu e dalla casacca cittadini che dei lavoratori, si è concentrata l’attenzione dei anti tasse e dalla tenuta di gladiatori. A guidare il folto commercianti del centro storico di Padova che, nell’ultimo gruppo, Fernando Zilio, attuale presidente della Camera di periodo, si trovano ad affrontare situazioni a dir poco rischio- Commercio di Padova, il vice presidente Patrizio Bertin, il se dovute a rapine e spaccate nelle storiche vie patavine da presidente e il direttore del Centro Grossisti Alberto Ferro e sempre ricche di piccole botteghe e negozi artigianali che a Federico Barberiato. Una manifestazione, definita dagli poco a poco, causa crisi e frequenti irrustessi organizzatori come “una rivolta zioni di malviventi, stanno chiudendo i Rivolta pacifica pacifica delle imprese”, che ha raccolto battenti impoverendo non solo l’offerta con la presenza a Roma all’incirca 60 mila commercommerciale ma soprattutto il cuore del numero uno cianti e imprenditori guidata dal Nord pulsante della città. A portare a Roma della Camera di Italia (9 mila le partecipazioni registraquesta tematica è stata l’Associazione Commercio Zilio te) ma con rappresentanze di tutto il commercianti centro di Padova, già promotrice delle passeggiate solidali, che ha portato anche un bel paese, che, da Piazza del Popolo, ha chiesto a gran voce primato alla manifestazione essendo la prima associazione meno tasse e burocrazia con rispetto e compostezza che non di categoria a partecipare ad un corteo di portata na- hanno ribadito la posizione dei commercianti nei confronti zionale organizzata da Rete Imprese Italia. Una questione, del Governo e dei cambiamenti che negli ultimi anni hanno quella legata alla sicurezza, che l’associazione ha voluto messo a dura prova tutto il settore. Non sono mancati mesportare all’attenzione delle autorità per la gravità che sta saggi rivolti al nuovo premier Matteo Renzi che comunque raggiungendo nell’ultimo periodo e che sta causando danni non hanno portato tafferugli o scontri con le forze dell’ordiequiparabili alla crisi economica. ne accorse come di consueto. Una manifestazione tranquilla e civile che ha visto i Richieste concrete che non possono non arrivare all’atcommercianti del centro, riconoscibili da bandiere e cappel- tenzione delle autorità preposte che, necessariamente, non lini realizzati a tre mesi dalla fondazione dell’associazio- possono più ignorare la condizione del motore economico ne, affiancati ai navigati rappresentanti di Confesercenti e dell’Italia.

LA DINAMICA DELLE IMpRESE NONOSTANTE TUTTO C’E’ CHI CI CREDE

L

a situazione di crisi è senza dubbio drammatica come dimostrano molti casi di cronaca locale che negli ultimi mesi hanno popolato le pagine di giornali la situazione economica padovana sembra essere in ripresa come dimostrano i dati dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Padova. Numeri alla mano la provincia con 13.431 unità, di cui 9.836 sono sedi legali e 3.595 unità locali (sedi secondarie, negozi, depositi) si posiziona al 22 esimo posto in Italia per numero di imprese del settore e al secondo in Veneto solo dopo Venezia. A seguire si posizionano Verona, Treviso e Vicenza. I segnali di ripresa sono evidenti se si confrontano con quelli degli anni precedenti. Ben 162 attività commerciali in più rispetto al 2011 con un aumento del 1,2% percentuale ben superiore a quella nazionale e veneta pari

a +0,1%. Una crescita dovuta anche all’aumento di imprese che investono nel commercio elettronico, +9,4%, dimostrando ancora una volta quanto sia fondamentale puntare in tale direzione non solo per prodotti tecnologici ma anche per tutte le altre categorie merceologiche. Oggetto dell’e-commerce infatti non solo prodotti tecnologici ma anche abbigliamento, alimentari regionali tipici, prodotti informatici e relativi alle telecomunicazioni. Tra il 2012 e 2013 è aumentata anche la presenza di imprese a maggioranza extracomunitaria, passate da 7 a 77, che vedono la loro attività concentrarsi in particolari tipologie commerciali come distributori automatici, abbigliamento, ambulanti alimentali e ambulanti della moda. Un quadro che lascia ben sperare in una ripresa ancor più notevole nel 2014. M.C.

Triste primato dei suicidi

un numero verde per un primo aiuto

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n triste primato, quello detenuto dalla provincia di Padova, che conta il maggior numero di suicidi da quando la crisi ha cominciato a mettere a dura prova l’economia locale e le piccole medie imprese, che ne sono le fondamenta. I recenti suicidi hanno portato alla luce una situazione ancora drammatica per l’economica locale che non cessa di dimostrarsi in tutta la sua tragicità.Una situazione che ha portato ad istituire un numero verde anti suicidi che, a conferma del dato precedente, riceve il maggior numero di chiamate provenienti dalle provincie di Padova e Vicenza. All’800 33434 in 19 mesi sono arrivate 1.137 chiamate frutto della disperazione di imprenditori soprattutto veneti (poco più di un centinaio le chiamate da fuori regione) che hanno ricevuto supporto e sono stati accompagnati in un percorso verso la serenità. M.C.


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Spazi Spazi Aperti aperti 23 13 La proposta di Legambiente Secondo Lorenzo Cabrelle del direttivo la soluzione è quella di modificare la destinazione d’uso

“Piazzale Boschetti nuova area verde” L’ex stazione delle corriere di Padova potrebbe essere punto di collegamento con l’area monumentale degli Scrovegni

Trasferito il progetto dell’auditorium l’associazione punta all’ambiente

di Emanuele Masiero

L

a prossima sfida di Legambiente? Rendere Padova una città sostenibile. A partire dagli spazi verdi, ma in generale stando molto più attenti alla gestione del tessuto urbano e visto il periodo elettorale il primo appello è andato ai candidati sindaci. Con una cartolina molto eloquente, Legambiente ha esortato gli sfidanti in lizza per la poltrona di primo cittadino, ad avere cura di Padova con uno slogan che non lascia spazio a dubbi: “Via le mani dalla città, salviamo il paesaggio”. Proprio in questi giorni, si sta consumando un dibattito acceso sulle sorti dell’ex stazione delle corriere di Padova. Un’area di grandi dimensioni situata nel cuore di Padova a ridosso del principale corso d’acqua e dei giardini dell’Arena. La proposta di Legambiente è chiaramente quella di trasformare piazzale Boschetti in un’area verde. “Le ultime esternazioni del presidente della Provincia Barbara Degani parlano della volontà di contestare il contratto di permuta, stipulato nel 2007 – ha commentato Lorenzo Cabrelle del Direttivo Legambiente Padova - in ragione di questo contratto la Provincia ha ceduto al Comune l’area di piazzale Boschetti ricevendo in cambio, senza alcun conguaglio, una potenzialità edificatoria di

40.000 metri cubi all’interno del PP1 (piano di trasformazione urbanistica dell’area dell’ex gasometro tra via Valeri e via Trieste)”. Le prime ipotesi, già tramontate a causa di una serie di imprevisti, prevedevano una torre di oltre cento metri e una doppia schiera di ville urbane oppure un auditorium. Ma le proposte non hanno preso vita e Provincia e Comune si sono ritrovati con due aree edificabili da riprogettare. “Tra i rappresentanti delle due amministrazioni sono iniziate delle accuse reciproche, attraverso esternazioni che tradiscono più la volontà di alimentare la competizione politica che non quella di ricercare assieme una soluzione che garantisca il migliore assetto urbanistico delle due aree, nell’interesse della città e dei suoi abitanti – ha continuato Cabrelle - La proposta della Degani di rientrare in possesso dell’area Boschetti per destinarla a parco è senza dubbio interessante. Peraltro anche il sindaco reggente Ivo Rossi, quando ha deciso di trasferire altrove l’Auditorium, aveva indicato nella sistemazione a parco la futura destinazione dell’area, pur non rinunciando a realizzare una certa volumetria a ridosso dei due edifici esistenti”.

Il problema sembra essere proprio la capacità edificatoria delle due aree di proprietà del Comune e della Provincia. La soluzione non può essere la revoca del contratto di permuta perchè il presidente della Provincia si troverebbe nella stessa situazione del sindaco reggente di dover giustificare la rinuncia al valore immobiliare dell’area qualora decidesse di attrezzarla a parco. Ma mentre il Comune può decidere di spostare la capacità edificatoria di piazzale Boschetti altrove, risolvendo così l’aspetto economico della diversa destinazione d’uso, ciò non è possibile per la Provincia, che rischia di essere imputata di danno patrimoniale qualora dovesse rinunciare al proprio volume edificabile. Per Legambiente la soluzione più logica va in di-

rezione del rispetto per l’ambiente. “Proponiamo una variante urbanistica che preveda la destinazione a verde pubblico dell’area di piazzale Boschetti – ha spiegato Cabrelle – in questo modo si risolvono, per entrambe le amministrazioni, gli aspetti patrimoniali relativi alle volumetrie soppresse. Un punto fermo deve rimanere la vocazione culturale di questo brano della città, dove l’area a verde di piazzale Boschetti deve essere collegata ai giardini dell’arena e rappresentare la porta verde di accesso all’area monumentale della cappella degli Scrovegni e del complesso degli Eremitani, nonché del percorso culturale che si sviluppa verso il centro Altinate S. Gaetano e verso le basiliche del Santo e di Santa Giustina”.

IL MANUTENTORE

UN LAvORO pER 135 DISOCCUpATI

1

35 disoccupati avranno di nuovo un lavoro, coinvolgendo 48 Comuni della bassa padovana, Regione Veneto, Fondo Straordinario di Solidarietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Padova Tre, Confcooperative e Consorzio Padova Sud, per un finanziamento complessivo che si avvicina al milione di euro. Un progetto importante che ha preso forma grazie alla scelta di elaborare una proposta unitaria per reperire i fondi necessari e inserire il maggior numero di persone. Una scelta attuata con la cabina di regia del Consorzio Padova Sud, un ente che si occupa principalmente di gestione rifiuti e tematiche ambientali. La Regione Veneto ha stanziato 5 milioni di euro per finanziare un’iniziativa finalizzata a dare una risposta lavorativa alle persone senza occupazione e senza la tutela degli ammortizzatori sociali, dando la possibilità a gli over 35 disoccupati di beneficiare di questi finanziamenti. Sono molteplici le figure che hanno permesso la realizzazione di questo progetto: la Regione Veneto che ha finanziato il progetto con 296.125 euro per i Comuni sopra i 5.000 abitanti, la Fondazione Cariparo che con il contributo di 250.000 euro ha permesso anche ai piccoli comuni di partecipare al progetto, Padova Tre che ha contribuito per 200.000 euro ed infine il contributo importante dei Comuni pari a 191.228 euro per un ammontare finale complessivo di 937.353 euro. “Grazie a questi finanziamenti sarà possibile assumere nel corso del 2014, nel-

La vasta zona di piazzale Boschetti, ora si parla di una sua riconversione da zona urbanistca a parco cittadino

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le varie cooperative presenti nel territorio, 135 persone disoccupate, per un periodo di 6 mesi per 16 ore settimanali – ha spiegato Stefano Tromboni, Direttore del Consorzio Padova Sud - Questo reinserimento nel mondo lavorativo darà a queste persone la possibilità di confrontarsi con un modo di lavorare differente dal loro, relazionandosi con soggetti diversi per rimettersi in gioco. I 48 comuni coinvolti avranno a disposizione nuova forza lavoro che potrà essere impiegata nelle biblioteche o nei musei, svolgere attività amministrative, di assistenza ai convegni, di supporto scolastico e assistenza agli anziani o saranno coinvolti in altri servizi a beneficio del cittadino come interventi di igiene urbana, pulizia del territorio o giardinaggio di aree pubbliche”. E.M.

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IL VENETO

in PRIMO PIANO

Inchiesta Lino Busato, psicologo e psicoterapeuta, Tommaso Palumbo, dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto, ne illustrano le caratteristiche

Cyberbullismo, i giovani e le insidie della rete

di Ornella Jovane

“G

li atti di prepotenza e le forme di comporta- proprio dall’anonimato, si trasformino e diano il peggio mento aggressivo che si esercitano nel web di sè”. possono creare danni enormi sugli adolescenti Ma, forse, il peggiore dei connotati che si possono che le subiscono perché si sentono fragili, soli e indifesi attribuire al cyberbullismo è la disumanizzazione dell’atto proprio in quel mondo virtuale nel quale si erano rifugiati. stesso. Incapaci di affrontare la minaccia o, nei casi più gravi la “Se nella realtà - esemplifica lo psicoterapeuta - fra persecuzione, vivono con disperazione l’umiliazione della gli spettatori che assistono ad un atto di prepotenza o di vessazione che si traduce in pensieri tormentati, difficoltà violenza ad un certo punto c’è chi interviene per fermare esistenziale ed incapacità di trovare una via di uscita”. lo scempio, nella rete manca il ritorno empatico, si assiste Il bullismo informatico e le nefaste conseguenze “passivi” come se si stesse vedendo un film, senza che che può avere sulla vita dei ragazzi è un tema di gran- nessuno intervenga”. de attualità che la cronaca ha recentemente richiamato “I social network - commenta Busato - sono una inteall’attenzione dei media con il caso della ragazza di Cit- ressante forma di partecipazione e di comunicazione che tadella che si è tolta la vita lanciandosi dall’ultimo piano tuttavia va utilizzata con responsabilità. Fondamentale da di un albergo, spinta a suicidarsi dalle offese di probabili questo punto di vista è il ruolo degli adulti che devono, sencoetanei sul sito web Ask.fm. Quali sono le caratteristiche za remore e con autorevolezza, lavorare sull’educazione del bullismo informatico, quali le degli adolescenti”. In che modo? conseguenze e come difendersi dagli Un atteggiamento “Rendendo - risponde concluimbarazzante attacchi on-line? dendo Busato - i giovani consape“Il cyberbullismo - risponde Lino si può trasformare voli di rischi e pericoli della rete, Busato, psicologo e psicoterapeuta in video che sviluppando nei nostri ragazzi il - ha delle specifiche caratteristiche si ricorderà all’infinito senso critico per attrezzarli a saper che rendono, rispetto al bullismo distinguere tra il bene e il male. nella vita reale, ancora più disastrose le conseguenze. Non è un compito facile nè circoscritto alle occasioni ma un Innanzitutto è sufficiente un singolo episodio per procurare lavoro che si deve svolgere nei tempi lunghi, sin dalla scuodanni enormi nei confronti della vittima. Un atteggiamento la primaria. E’ fondamentale il passaggio dell’educazione imbarazzante, colto magari occasionalmente durante una socioaffettiva, insegnare cioè ai bambini a stare insieme, festa, si può trasformare in un video scomodo o umiliante educarli all’accettazione dell’altro, al rispetto dell’altro e a che postato, sui social network, apre ad una vetrina ster- vedere e sentire le sofferenze e le emozioni di chi ci sta minata di testimoni. L’umiliazione sarà dilagante anche nel di fronte”. tempo. Il fatto in sè non è circoscritto al momento in cui “Comportamenti basati su forme di prepotenza eserciaccade, ma disponibile 24 ore su 24 nel web. La vittima tate da uno o più soggetti su un minore, ovvero i cosiddetti dell’aggressione subisce l’umiliazione e, nei casi più gravi, atti di bullismo legati all’età, ci sono sempre stati. Ciò che la persecuzione senza tregua, che si dilata all’infinito nello è cambiato, nella rete, non è tanto l’impatto in termini spazio e nel tempo”. quantitativi del fenomeno quanto, piuttosto, il grado di “L’anonimato dietro cui si può tranquillamente na- percezione dello stesso e soprattutto la gravità dell’effetto scondere il “carnefice” è un’altra delle caratteristiche del provocato su chi lo subisce”. Tommaso Palumbo, primo cyberbullismo - prosegue Busato - che spiazza e inquieta la dirigente della Polizia di Stato, dirigente del Compartimenvittima. Accade che ragazzi che nella vita reale non avreb- to Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto, è bero mai comportamenti discutibili, nel web, incoraggiati impegnato in iniziative di sensibilizzazione ed informazio-

In alto Lino Busato, psicologo e psicoterapeuta, sotto Tommaso Palumbo, dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto

ne rivolte ai giovani e agli adulti, genitori ed educatori, sul ficazione della vittima”. tema dei social network, della navigazione sicura e sui “Nei nostri uffici – racconta – giungono genitori che pericoli, più o meno nascosti, della rete. richiedono di oscurare video o rimuovere foto e messag“Un tempo – spiega – ci si muoveva in modo sponta- gi mortificanti per i propri figli. Va precisato tuttavia che neo, oggi l’attività in chiave di prevenzione è strutturata e l’operazione richiede il necessario intervento dell’Autorità progettata. La Polizia Postale e la Polizia di Stato si muove giudiziaria e non sempre è agevole e scontata. Senza conin team con il Dipartimento di Pubblica sicurezza del Mi- tare il fatto che, nel tempo di permanenza in rete, video, nistero dell’Interno, col Miur e in partnership con le stesse foto e messaggi possono essere scaricati e i fruitori si molaziende che offrono servizi per la navigazione in internet”. tiplicano a dismisura”. Rivolge l’attenzione in modo specifico al mondo dei Ci sono poi da tener presente le conseguenze legali e social network il progetto itinerante “Una vita da social” penali causate dalla richiesta di rimozione o oscuramento che la Polizia Postale e la Polizia di Stato stanno portando di materiali da internet, dal momento in cui si decide di sul territorio. “Ci muoviamo con un trak attrezzato con fare ricorso alle autorità giudiziarie. aula multimediale – spiega il primo dirigente – nel quale Insomma quella che nella vita reale può essere conorganizziamo incontri con gli studenti e la cittadinanza. siderata una ragazzata, legata alle intemperanze dell’età La presenza di testimonial, personaggi famosi del mon- e catalogata come un comportamento tipico adolescendo dello sport, della cultura e dello ziale, da punire ma nell’ambito spettacolo vicini ai giovani, aiutano Quello che nella vita ristretto della famiglia o comunque a veicolare in modo ancora più reale è una del contesto nel quale si consuma, efficace i messaggi “educativi e “ragazzata” nella rete e tuttavia con una buona dose di informativi” che andiamo portando può diventare un tolleranza, nella rete può diventare reato perseguibile in giro per le città”. facilmente un reato perseguibile. Le tappe venete del percorso “Le nuove tecnologie – fa ositinerante sono programmate per il prossimo 14 aprile a servare il dirigente di Polizia postale - che hanno potenPadova e il 15 a Venezia. zialità enormi, possono perciò diventare insidiose in caso Ed è proprio la tematica dei social network che richia- di comportamenti “insani”, come appunto gli atti di bullima la maggiore attenzione e soprattutto invita a tenere smo, che, se nella vita reale abbiamo imparato ad arginaalta la guardia nell’ambito degli incontri a rischio cyber re, non siamo ancora in grado di gestire con padronanza bullismo. nel web, soprattutto perché non abbiamo ancora fatto gli “La maggiore differenza tra un atto di bullismo nella anticorpi per tenere sotto controllo le conseguenze, che a vita reale e uno subito nella rete – spiega Palumbo – è volte possono essere davvero dolorose”. l’enorme risonanza che quello informatico riesce ad avere, L’unico fronte sul quale si può lavorare con profitto per la possibilità, che offre il web, di moltiplicare all’in- rimane dunque quello della prevenzione. finito i testimoni e l’atto stesso. Una scena di violenza “I figli – conclude Tommaso Palumbo - vanno seguiti, ripresa dallo smartphone – non necessariamente da un ancora prima che nella rete, nella vita reale: vanno responamico o conoscente della vittima che subisce ma anche da sabilizzati ed educati ai valori e al rispetto dell’altro. Vanno una persona sconosciuta che si trova per caso ad assistere sensibilizzati e va insegnato loro che ogni azione che comall’atto di bullismo – una volta postata su Facebook o piono nei confronti degli altri ha delle conseguenze delle su WhatsApp avrà una platea sterminata di visitatori. E quali sono essi stessi responsabili e di cui sono chiamati a questo con la conseguenza di aumentare lo stato di morti- rispondere”.

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Il Veneto in primo piano 11 25 Il saggio”Il profumo dei limoni Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” di don Jonah Lynch

Dall’illusione di essere ovunque al rischio di distacco dal mondo reale

A lato Don Jonah Lynch sotto il suo volume “Il profumo dei limoni. Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook”

di Ornella Jovane

I

l profumo intenso dei limoni, il ruvido della buccia gialla, il loro sapore asprigno. Tatto, olfatto e gusto: sono i tre sensi stimolati dalla vista delle piante che si affacciano nel giardino, verso il quale casualmente lo sguardo si rivolge. La realtà in tutta la sua pienezza non può essere vissuta nella rete: tre quinti di essa, tre dei cinque sensi, non viene percepita. E’ questa la premessa che ha ispirato “Il profumo dei limoni. Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” il saggio pubblicato da don Jonah Lynch nel 2011 e che tutt’ora ispira il vicerettore del seminario della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo a Roma negli incontri con i genitori e docenti sul tema in questione. Recente, al riguardo, il suo intervento a fine febbraio a Vigonza (nel Padovano) sul tema “Io voglio educare”, un ciclo di incontri per non lasciare soli i figli (e anche i genitori) nel mondo virtuale. Nel suo libro “Il profumo dei limoni. Tecnologia e rapporti umani nell’era di Facebook” lei analizza l’orizzonte delle nuove tecnologie, ne rileva le utilità e i vantaggi ma mette in guardia anche dai limiti e dai disagi. Ci aiuta don Lynch a capire? “È bellissimo poter comunicare in tempo reale con chiunque, in qualunque parte del mondo, raggiungere agevolmente informazioni un tempo quasi introvabili. Al tempo stesso, questa quasi “onnipotenza” del web e della tecnologia in ge-

nerale è anche il suo lato insidioso: l’illusione di poter essere ovunque, poter sapere tutto e contattare chiunque. La vita digitale presenta questa illusione di illimitatezza, che può generare un distacco dal mondo in cui possiamo agire, toccare, sentire i profumi…”. La tecnologia ha avuto un impatto significativo nella vita di tutti, ma imponente in quella dei giovani, tant’è che noi adulti definiamo le nuove generazioni come “nativi digitali”. Non è che in nome di questa definizione accettiamo - noi adulti - in modo incondizionato e talvolta acritico la massiccia invadenza della dimensione virtuale nella vita dei nostri ragazzi? “Secondo lei, i nostri figli appartengono alla nostra stessa specie? Cioè, chi è nato dopo la rivoluzione tecnologica, che ha prodotto Facebook, Google e gli altri, ha la stessa natura di me e di lei? A mio parere, la natura umana più perfetta è quella di Maria, madre di Gesù. E il Concilio Vaticano II ha detto che Cristo svela l’uomo all’uomo. In Lui, cioè, impariamo chi siamo. Certamente Cristo non è stato un passo intermedio nell’evoluzione verso l’”uomo digitale”. Educare ai tempi di Facebook non è poi così semplice: gli adulti hanno gli strumenti e le conoscenze adeguate per dare ai ragazzi un’educazione idonea a sapersi gestire con autonomia e senza farsi male nella vita che sgorga in “rete”, nelle relazioni che si creano con i social

network? “Educare non è mai stato semplice. La realtà tutta mette sempre alla prova la nostra libertà. Siamo sempre liberi di scegliere di allontanarci dalla verità, da ciò che è bello e vero, ma portiamo anche le conseguenze di quelle scelte. Partecipare alla vita dei ragazzi significa partecipare alla loro giornata, interessarsi a loro, ascoltarli. Educarli vuol dire anche proporre le cose più belle che conosciamo. Se siamo convinti di ciò che diciamo, saremo credibili. In particolare, nell’educazione all’uso delle tecnologie, della rete, vale come sempre dare l’esempio. Quanti di noi adulti sanno rinunciare alle notizie sul telefonino o all’ultimo video su Facebook? Ai ragazzi che educo ho proposto il “digiuno digitale”, il fare a meno, per gran parte della giornata, degli strumenti tecnologici. Domandiamoci: utilizziamo i nostri mezzi di comunicazione, o ne siamo schiavi? Impariamo noi adulti a decidere: ora spengo il cellulare, mi concentro interamente sulla persona che è qui, davanti a me. Questa riscoperta può darci la forza di accompagnare anche i nostri ragazzi”. Si possono creare relazioni di qualità attraverso i social network? O una società iperconnessa in realtà rivela solo delle enormi solitudini, o quanto meno delle relazioni superficiali? “Senza dubbio l’”iperconnessione” può assottigliare lo spessore dei nostri rapporti, può renderli fugaci, veloci come

un tweet o un sms. D’altra parte, però, il web e tutto ciò che offre fa parte della realtà, il web stesso è parte della realtà. Nell’esperienza di una grande amicizia, l’altra persona diventa parte di me, in maniera così profonda che sentiamo la ristrettezza del canale digitale, che è, per sua natura, selettivo, che lascia da parte, inevitabilmente, tante sfumature della realtà”.

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26 12 Il Veneto in primo piano Il docente e le nuove tecnologie. Consigli del professor Pietro Gavagnin agli educatori

“Anche gli adulti devono esserci in rete, senza paura” “Una delle vie maestre per la promozione della sicurezza on line è una combinazione equilibrata di protezione e responsabilizzazione” di Ornella Jovane

“I

l cielo in una stanza: opportunità e pericoli della rete” è il titolo emblematico di un ciclo di tre appuntamenti che iniziati il 14 marzo a Mestre, presso la scuola media “Don Milani”, proseguiranno il 27 del mese a San Donà di Piave, all’istituto “Ippolito Nievo”, e il prossimo 11 aprile a Chioggia al Galileo Galilei. Agli incontri, organizzati dal Forum provinciale associazione genitori scuola di Venezia, prenderà parte il professor Pietro Gavagnin, docente al Liceo Morin di Mestre, vincitore con il suo progetto pgava.net della sezione “docente dell’anno” al premio nazionale 2013 “Anp per l’innovazione”. Una iniziativa, giunta alla quinta edizione, che si pone come obiettivo quello di diffondere l’uso delle tecnologie informatiche nell’insegnamento. E’ lui, insegnante ed esperto di informatica, che spiega agli adulti, genitori ed educatori, come gestire il confronto con la wireless generation. Quali sono le opportunità e i pericoli della Rete per gli adolescenti?

“Di pericoli ce ne sono. Ma sono sostanzialmente gli stessi pericoli che incontriamo nella vita: quando usciamo, quando ci rapportiamo agli altri, quando manipoliano i nostri dati. L’importante è non farsi prendere dal panico perché altrimenti non lasceremo più uscire i nostri figli neppure per strada o dagli amici. Un innocuo coltello da cucina può servire per spezzettare alcuni semplici rametti di prezzemolo ma può essere anche un’arma pericolosissima! Opportunità ce ne sono molte ed anzi, oggi quando non possiamo connetterci tutti noi sentiamo come una sensazione di mancanza. Internet non solo è serbatoio quantitativamente sconfinato di conoscenza ma può essere il motore o l’occasione per instaurare nuove relazioni (pur con le dovute cautele). Se si usa con acutezza. Se si usa con competenza. Se si usa con coscienza. Se si usa con conoscenza”. Come possono i genitori “prevenire” i pericoli? “Non credo servano proibizioni (che

hanno un effetto spesso contrario). Con i giovani le figure di “mediazione” (genitori, insegnanti) devono convincersi che sia importante “esserci”, nonostante noi genitori sappiamo bene che a volte è difficile: i nostri figli devono sapere che ci siamo. Per aiutarli, per consigliarli, per indirizzarli, per proteggerli. Una delle vie maestre per la promozione della sicurezza on line è una combinazione equilibrata di protezione e responsabilizzazione”. Cosa dire ai ragazzi perché si proteggano dalle violazioni del web? “Quello che ci si sente dire quotidianamente: non “distribuire” a cuor leggero dati personali. Non accettare facilmente “amicizie” da persone che non si conoscono. Non aprire allegati o compilare e spedire form senza la consapevolezza di ciò che si sta facendo. Purtroppo però uno dei pericoli della rete che purtroppo sta diventando sempre più una moda è il Sexting (sex+texting = autoscatti in pose sexy). E qui ritorniamo al discorso di prima. Per noi adulti è necessario esserci. Ma non passivamente. Ciò a cui

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Il professor Pietro Gavagnin dobbiamo tendere è una educazione, una formazione complessiva della personalità del ragazzo che serva sempre, online e offline”. Come possono gli adulti inserirsi con autorevolezza e tutelare i ragazzi dalle insidie che il web nasconde se ne sanno meno e sono meno attrezzati di loro? “Devono attrezzarsi. Ovvio. Scusi se mi ripeto ma in quell’”esserci” di cui ho parlato in precedenza ci sta dentro tutto! Lo so, può essere difficile. Ma può risultare anche divertente e…utile! Per quanto riguarda gli insegnanti ad esempio è assolutamente necessario saper usare il web, e per questo è necessario praticarlo. E’ lo stesso motivo per il quale nelle scuole professionali insegnano docenti che praticano un certo mestiere. Quando mi riferisco alla necessità di un aggiornamento serio da parte degli insegnanti non voglio sottolineare l’importanza di “contenuti” (e qui si spiega l’inutilità dei

vari corsi e progetti che l’amministrazione negli anni ha organizzato) quanto l’importanza di pratiche, di “buone” pratiche. E’ fondamentale non avere paura del mezzo, è fondamentale saperlo dominare”. E’ vero che i ragazzi temono il bullismo virtuale? In che misura? “Il bullismo è molto più diffuso offline che online ma esser vittima di cyberbullismo è un’esperienza dolorosa per la maggior parte dei ragazzi intervistati nelle indagini scientifiche che si fanno periodicamente. Per questo motivo, dati alla mano, posso confermare che il bullismo virtuale faccia male (l’85% dei giovani che l’hanno provato si sono dichiarati infastiditi o turbati) credo anche per una sensazione di solitudine e di impotenza che la vittima sente e che viene moltiplicata e amplificata dalla “solitudine” tipica del mezzo: usiamo la rete standocene da soli”.

LA CURIOSITÀ DAgLI STATI UNITI LA MODA DEL FACEbOOK-LIFT pRENDE pIEDE ANCHE IN ITALIA Anche in Italia si ricorre al ritocco estetico per apparire più giovani nella foto di Facebook

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i solito è l’impietosa videocamera del telefono o del computer, oppure è una fotografia scattata da amici e condivisa in rete. Capita di rivedersi da un’ottica diversa e, spesso, si scopre un’immagine di sé che non ci si aspetta. Doppio mento, occhiaie e qualche ruga che erano sfuggite, magari, davanti allo specchio, vengono invece alla luce con i nuovi social network e i nuovi media. E la bellezza nell’era 2.0 non fa sconti a nessuno. “Oggi si scattano foto o si girano video con maggiore frequenza rispetto al passato e ci sono quindi anche più occasione per confrontarsi con la propria immagine e con i segni del tempo - osserva Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano -. Si notano più facilmente i cambiamenti: una piccola ruga, l’occhiaia più marcata o la palpebra leggermente cadente che attribuisce un’aria stanca ci fanno vedere come effettivamente ci vedono gli altri”. Negli Stati Uniti hanno già ribattezzato la tendenza “facebook-lift”. Pur essendo difficile misurare il fenomeno, qualche segnale del diverso approccio dei pazienti c’è anche in Italia: innanzitutto “i pazienti quando

si presentano in studio hanno ben chiaro dove vogliono intervenire e cosa attenuare. Inoltre i modelli di riferimento non sono più tanto i divi del cinema o delle passerelle, come poteva essere fino a qualche tempo fa, quanto loro stessi, solamente qualche anno prima”, continua il chirurgo estetico. I social stanno diventando quindi lo specchio del tempo che passa. Cambiando così l’approccio alla chirurgia estetica. “In effetti prima ci si rivolgeva dal medico estetico in occasioni di importanti cambiamenti nella propria vita: un matrimonio o una separazione, una gravidanza o un nuovo lavoro, erano questi i principali motivi che spingevano i pazienti, indistintamente uomini e donne, in studio -, ricorda Gilardino. - Oggi la tendenza è diversa. Chi era diffidente anche davanti ad una iniezione di filler, chiede di poter migliorare il proprio aspetto attenuando qualche segno del tempo dal proprio viso”. Le richieste si concentrano prevalentemente nella zona del volto. “Nella maggior parte dei casi si tratta di attenuare qualche ruga del contorno occhi oppure restituire volume a delle labbra che si sono assottigliate troppo”.


Il Veneto in primo piano 13 27 Sicurezza Troppi mendicanti professionisti che, spesso, molestano i cittadini

Povertà o racket? Lotta congiunta agli accattoni Le tre provincie Padova, Treviso e Venezia stringono un patto per combattere l’accattonaggio crescente mettendo insieme le forze di polizia

Mendicanti violenti Le donne hanno paura

di germana Urbani

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iro di vite per arginare un fenomeno crescente dietro al quale, però, non c’è solo la miseria. Probabilmente c’è anche la malavita organizzata. Da marzo polizie locali, questure e prefetture dei tre capoluoghi Padova, Treviso e Venezia si riuniranno per fare il punto della situazione e definire strategie per affrontare il problema come un’unica realtà urbana: la città metropolitana. Al vertice saranno invitati anche i funzionari delle rispettive Questure. La giunta di Treviso ha dato il via a quest’azione congiunta sicura che ci voglia una visione ampia del problema per provare a risolverlo, in quanto esisterebbe una struttura organizzata che usa alternativamente le tre città facendo leva su persone disperate che finiscono in questa rete. Le prime voci di denuncia di questo fenomeno sono venute da chi i poveri li conosce bene. Tra loro il direttore della Caritas veneziana, monsignor Dino Pistolato, che ha accolto la decisione con un plauso. “L’elemosina è un atto di misericordia – ha detto – ma più volte abbiamo denunciato che l’accattonaggio sta diventando un business per qualcuno. Furboni che chiedono il pizzo per mendicare in un angolo di strada, con percosse e minacce, che sfruttano e ricattano gente in situazione d’indigenza. Quindi bene se si riesce a fare una barriera comune in un territorio vasto e che chi se ne occuperà colpisca davvero il racket e non i veri poveri”. Contro l’accattonaggio i primi cittadini e la polizia locale non possono quasi nulla, solo elevare delle sanzioni che dovrebbero servire almeno come deterrente ma che in realtà non risolvono granché. A Padova nel 2013 sono state elevate 619 sanzioni per accattonaggio molesto. “Siamo arrivati a oltre 50 a carico di una singola persona - precisa Ivo Rossi -. Questa attività

ha già portato la polizia locale a fare richiesta alla questura di allontanamento di 8 persone”. A Treviso nello stesso anno sono state 250 le sanzioni e dall’inizio del 2014 sono già una settantina. Non serve a nulla neanche sequestrare il denaro che il mendicante ha raccolto sino al momento della sanzione. Questi torna comunque a fare il suo “mestiere” il giorno dopo. “Quando le sanzioni non hanno più effetto – ha detto il vicesindaco e assessore alla sicurezza di Treviso Roberto Grigoletto – occorre trovare rimedi efficaci. Gli accattoni molesti legati al racket verranno riconosciuti dalla polizia locale, saranno identificati dagli agenti e accompagnati in questura. Verrà loro notificato un provvedimento di pubblica sicurezza, il foglio di via. Se torneranno a Treviso nei tre anni di allontanamento, verranno definitivamente allontanati con un decreto penale”. “Sono contrario all’introduzione del divieto di accattonaggio” aveva detto l’estate scorsa il sindaco di Venezia Orsoni, dichiarando in anticipo che non aveva intenzione di replicare Cacciari che, per risolvere la questione del centro storico, fece un’ordinanza apposita tra mille polemiche. Certo con la prefettura si è valutata l’applicazione del foglio di via con rientro coatto, e ora questa convenzione PaTreVe dà una ulteriore spinta verso la regolamentazione di un fenomeno che a Mestre e Venezia è davvero pesante. I tre sindaci solleciteranno anche interventi su scala nazionale per colpire le organizzazioni criminali che molto spesso stanno dietro a questi mendicanti: “Chiederemo - conferma il primo cittadino di Treviso l’introduzione di un reato che punisca lo sfruttamento in forma associativa dell’accattonaggio”.

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In alto a sinistra il sindaco di Padova Ivo Rossi, di seguito Giorgio Orsoni sindaco di Venezia e sotto Giovanni Manildo, sindaco di Treviso

veva alzato un vero e proprio polverone la scelta del parroco di San Lorenzo a Mestre che, nei giorni della messa aveva deciso di impiegare dei giovani come “guardie parrocchiali” allo scopo di allontanare i mendicanti rom che, appostati sul sagrato o, peggio, durante le unzioni all’interno della chiesa, chiedevano ai fedeli l’elemosina. Quindi don Fausto Bonini, un uomo mite, aveva deciso di blindare le messe. “Se anche don Fausto Bonini – aveva commentato il sindaco Orsoni -, che è una persona di grande equilibrio e dedito alla carità, è arrivato a prendere questi provvedimenti è chiaro che il problema il problema ha raggiunto un grado limite”. Orsoni ci tiene però a sottolineare come occorra stare attenti a non fare di tutta l’erba un fascio. “Confondere l’accattonaggio riconducibile al racket con chi mendica per necessità sarebbe un errore. E anche sul fronte del racket – ha proseguito Orsoni - serve una netta distinzione tra sfruttati e sfruttatori. Ma di questo se ne devono occupare le forze dell’ordine”. Ma il problema sicurezza c’è e lo sentono soprattutto le donne che, mentre fanno le loro spese in centro si vedono improvvisamente avvicinare da uomini che insistentemente chiedono un euro o di più. “Mendicare è possibile – afferma Leda Cossu, anima del volontariato mestrino – ma la violenza è un’altra cosa. Tra gli accattoni violenti c’è chi alza anche minaccioso il bastone verso le donne, fingendo di zoppicare, controllandole a distanza. Una violenza che fa paura”. E certo di questa situazione non sono felici i commercianti che conoscono bene il problema che, a detta loro è stato tollerato o sottovalutato troppo a lungo. “ In molte zone della città – ha detto Dario Corradi, dell’Ascom - si è abbassato il livello di vivibilità. E quando sento che i turisti di un bus vengono circondati e viene loro impedito di scendere perché non sganciano l’euro, allora dico che non è accattonaggio, ma criminalità, che va combattuta e che danneggia l’immagine della città. Noi commercianti però vediamo i vigili solo quando si tratta di controllare se lo spazio del plateatico è stato sforato di cinquanta centimetri. È giusto che lo facciano, non voglio dire di no, ma ci piacerebbe venderli in azione anche per prevenire episodi come questi”.

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28 Cultura provinciale

Cultura provinciale 17

Scienza ed esplorazione L’Università di Padova partecipa all’ambiziosa missione di respiro europeo

Padovani gli “occhi” sullo spazio

fino al 2015

Al via la progettazione del sistema di telescopi che sarà installato sui satelliti alla ricerca di pianeti di Laura Organte

Q

uattrocento anni dopo Galileo, che con il suo cannocchiale spinse l’occhio umano dove mai nessuno aveva potuto guardare, Padova torna ad essere al centro di una grande impresa scientifica, sui passi del grande scienziato. Sarà qui infatti che verrà progettato il cuore – costituito da un sistema di telescopi – di uno dei due satelliti che avranno il compito di scovare i gemelli della terra. Il compito di Cheops e Plato, questi i nomi delle due sonde spaziali, sarà quello di comprendere la struttura di altri sistemi solari, scoprire la composizione e la struttura dei loro esopianeti e trovare la collocazione, nelle vicinanze del Sistema Solare, di quelli che hanno le medesime caratteristiche della Terra. Cheops volerà nel 2017 in orbita attorno alla Terra, mentre Plato salirà in rampa di lancio nel 2024 per immettersi in orbita attorno al Sole. I telescopi montati sui due satelliti, veri e propri osservatori astronomici specializzati in queste ricerche, saranno molto diversi fra loro. Su Cheops uno uni-

eventi e mostre

Il Sottopasso della Stua co scruterà una stella alla volta, mentre il rivoluzionario Plato avrà ben 34 obbiettivi grandangolari che scandaglieranno per 8 anni il cielo. Sembra l’inizio di un romanzo di fantascienza, ma si tratta di una svolta epocale per la storia dell’astronomia: “Verrà prodotto un inventario di pianeti che sarà oggetto di ricerche per decenni a venire – spiega il professor Giampaolo Piotto dell’Università di Padova – una rivoluzione culturale comparabile a quella dei primi cataloghi stellari”. Il gruppo padovano che lavorerà alla costruzione dei due satelliti e allo sfruttamento scientifico dei dati comprende ricercatori dell’Osservatorio Astronomico di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Galileo Galilei” dell’Università di Padova ed è finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana. “Gli occhi di Plato - spiega Roberto Ragazzoni dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - sono costati lo sforzo di un gruppo a cura di Laura Organte

“EXCALIBU” AL TEATRO GEOX Il 30 marzo al Gran Teatro Geox approda “Excalibur”, un musical scritto e diretto da Mario Restagno con musiche di Giovanni Maria Lori, prodotto da Teatro dei Sogni. Excalibur porta in scena una delle storie più fantastiche e avvincenti di tutti i tempi: Maghi e Streghe, innamoramenti e filtri magici, eroici cavalieri, belle dame e insidiosi tradimenti. Lo spettacolo stupisce il pubblico con potenti colpi di scena ma chiede di usare memoria e intelligenza per entrare nel profondo della storia, dove si celano tematiche forti che interrogano l’esistenza umana. Per maggiori informazioni consultare il sito internet dedicato allo spettacolo.

MUSICA E SAPORI D’IRLANDA Nuove tensostrutture, aree all’aperto, ma soprattutto 100 bands da tutto il mondo che avranno a disposizione ben tre palchi. Si annuncia così l’evento dedicato all’Irlanda in scena anche quest’anno al Gran Teatro Geox di Padova dal 12 al 17 marzo. Non mancheranno il mercatino, ristoranti a tema e un vero pub irlandese per entrare nell’atmosfera. E per bambini e famiglie, animazioni, giochi e spazi per il divertimento, per tutti gli amanti dell’Irlanda, della sua musica, dei suoi sapori e dell’allegria contagiosa che distingue questo Paese.

GALÀ DELLA LIRICA CON BATTISTINI Dopo il successo del 2013, torna il 6 aprile al Gran Teatro Geox il Gran Galà della Lirica. Nel 2013 fu Verdi il riferimento, quest’anno saranno invece le più belle arie del ’900 ad essere protagoniste, tra Puccini e Verdi, con alcune sorprese come Saint Saens o Arrigo Boito. Sul palco quattro importanti nomi della lirica internazionale, come la soprano Raffaella Battistini, il tenore Ernesto Grisales, la mezzo soprano Anna Maria Chiuri e il baritono Alberto Gazale. Ad accompagnarli la prestigiosa Orchestra Sinfolario, diretta dal Maestro Roberto Gianola. Il coro sarà quello della Città di Rimini, diretto da Gaetano Salvemini.

Sottopasso della Stua, nuovo modo di fare cultura

R Il satellite “Plato” sarà costruito in parte anche a Padova di giovani scienziati padovani che per alcuni anni hanno concepito, disegnato, realizzato un prototipo che è stato testato nelle condizioni estreme del vuoto cosmico, convincendo l’Agenzia Spaziale Europea che i tempi erano maturi per questo epocale progetto”. E l’approvazione è arrivata proprio lo scorso 20 febbraio. “Con un contributo italiano di rilievo anche nel campo dell’elettronica di bordo – osserva la prof.ssa Isabella Pagano, dell’INAF-Osservatorio di Catania –, la

costruzione degli strumenti di Plato è una straordinaria opportunità non solo per i ricercatori italiani (oltre un centinaio quelli coinvolti) ma anche per la nostra industria che vanta competenze di punta proprio nei settori dell’ottica e dell’elettronica spaziali”. Entrambe le missioni godono di un respiro europeo e sono giunte alla selezione dopo una dura sfida che ha visto in competizione le migliori proposte spaziali di tutto il vecchio continente.

iqualificare il Sottopasso della Stua attraverso proposte culturali innovative. Con questo obiettivo l’assessorato alla cultura ha dato in gestione questo spazio fino a tutto il 2015 alle associazioni Kinima e Sugarpulp, selezionate tramite avviso pubblico. Il Sottopasso della Stua, con la sua nuova forma creata e curata da Kinima e Sugarpulp, offrirà dei nuovi servizi ai cittadini, che potranno consultare e usufruire del servizio prestito libri e fumetti, utilizzare l’accogliente ambiente per consultare internet attraverso il servizio hotspot wifi e, soprattutto, trovare nella nuova sede operativa delle due associazioni un luogo di discussione, di confronto e di condivisione. Il Sottopasso della Stua sarà aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. L.O.

L’esposizione Fino al 31 marzo le suggestive incisioni di Miyayama Hiroaki

“Splendori dal Giappone” viaggio ai Musei Civici U

na mostra tra arte e letteratura porta il visitatore nel cuore dell’affascinante cultura giapponese. Fino al 31 marzo i Musei Civici (ingresso da Piazza Eremitani), ospitano l’esposizione “Splendori dal Giappone. Le storie del principe Genji nella tradizione Edo e nelle incisioni di Miyayama Hiroaki”. Protagonista è la suggestione visiva del Genji Monogatari, un romanzo giapponese di 54 capitoli scritto dalla dama di corte Murasaki Shikubu nel periodo Heian (XI secolo), considerata il più importante romanzo dell’epoca e il primo romanzo psicologico o moderno della letteratura giapponese. Nel testo sono raccontati gli amori e le avventure del Principe Genji, noto come il Principe Splendente, fascinoso esempio di cultura e di eleganza di vita. La storia del principe fu illustrata fin dai tempi della sua redazione in rotoli orizzontali risalenti alla fine del periodo Heian e continuò a richiamare l’attenzione degli artisti fino al periodo Edo e ancora nella versione manga, molto popolare in Giappone. Anche la grafica contemporanea si è dedicata ad evocare le ambientazioni raffinate e le vicende di questa storia affascinante. All’interno di quest’ultima spiccano per straordinaria qualità le 55 tavole

Una delle opere esposte

dell’artista di Tokyo Miyayama Hiroaki, che costituiscono il nucleo centrale della mostra. Si tratta di raffinatissime stampe calcografiche, il cui incredibile risalto, del tutto innaturalistico, comporta una tecnica vertiginosa, che prevede l’ottenimento di ogni singolo colore mediante il passaggio di cinque diverse lastre. Il fondo oro su carta preparata a colla è eseguito in un secondo momento, in qualche modo “ritagliando” con contorni impercettibili le immagini già presenti sul foglio. Nelle tavole di Miyayama particolare risalto è dato ai soggetti floreali, che costantemente contornano le storie evocate. Queste presenze sono ben più che un divertissement naturalistico, cosa di cui ci avverte già la loro resa iperrealistica, ma si configurano come un’allusione alla teoria buddista sulla dignità e potenzialità di ogni forma di vita. La documentazione grafica e documentaria della fortuna dell’illustrazione del Genji Monogatari costituisce però solo il secondo nucleo della mostra. In apposite vetrine sono infatti esposte copie della documentazione più antica, esemplari di tavole d’epoca, conservate al Museo Orientale di Venezia ed edizioni del romanzo, che danno conto della sua fortuna e della sua ricezione. Laura Organte


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14 Cultura veneta

Cultura veneta 31

Grandi mostre Fino al 2 giugno al il Museo Correr di Venezia

L’architettura di Léger Oltre 100 opere tracciano la vita artistica di un pittore che ha riflettuto e indagato i mutamenti sociali e tecnologici avvenuti nel corso del Novecento di Alain Chivilò

L

’opera “La ville” (La città) di Fernand Léger eseguita nel 1919, proveniente dal The Philadelphia Museum of Art, rappresenta un valido motivo per visitare la mostra, “Léger. La visione della città contemporanea” che, fino al 2 giugno, il Museo Correr di Venezia propone ai visitatori italiani e non solo. Oltre 100 opere tracciano la vita artistica di un pittore che ha riflettuto e indagato i mutamenti sociali e tecnologici avvenuti nel corso del Novecento, evidenziando anche aspetti meno conosciuti, lungo un percorso di cinque sezioni che caratterizzano l’esposizione: la metropoli prima della Grande Guerra, il pittore della città, la pubblicità, lo spettacolo e lo spazio. Léger, nato in Normandia ad Argentan nel 1881 e deceduto a Gif-sur Yvette ad agosto 1955, elabora uno stile personale che trae le basi dal movimento cubista, passando per una scomposizione astratta e futurista, quest’ultima in una versione statica. La sua pittura è un’ideazione architettonica all’interno della quale gli scenari e le persone vivono di vita propria in equilibri di forme geometriche e colori. A un occhio contemporaneo le forme umane richiamano mondi cibernetici molto più vicini a una visione fantascientifica dei nostri giorni. Lo stesso maestro nel 1914 scrisse un interessante pensiero basilare per il suo proseguo artistico: “Se l’espressione pittorica è cambiata, è perché la vita moderna l’ha richiesto… La vista dal

finestrino della carrozza ferroviaria e dell’automobile, unita alla velocità, ha alterato l’aspetto abituale delle cose. Un uomo moderno registra cento volte più impressioni sensoriali rispetto a un artista del diciottesimo secolo… La compressione del quadro moderno, la sua varietà, la sua scomposizione delle forme, sono il risultato di tutto questo”. Ecco dunque la chiave di lettura per un’arte d’avanguardia all’interno di un mutare continuo di cent’anni fa. Nel percorso espositivo si possono ammirare dipinti quali il “Fumo sui tetti” datato 1911, “Il tipografo” del 1919, “L’uomo con un bastone” (1920), “Elemento meccanico” (1925) fino al cortometraggio “Ballet mécanique” (1924) e al film, caratterizzato da oggetti d’uso comune che interagiscono attraverso differenti prospettive, “L’inhumaine” che vide la presenza di Man Ray a livello artistico e Dudley Murphy alla regia. Nell’ambito della rappresentazione urbana, vero filo rosso del Correr, sono presenti opere di artisti che hanno condiviso una sperimentazione innovatrice come Robert Delaunay, Francis Picabia, Marcel Duchamp, Charles-Edouard Jeanneret-Gris conosciuto come Le Corbusier, Piet Mondrian e Lazar’ Markovic Lisickij con pseudonimo El Lissitzky. Dunque una mostra imperdibile, per la qualità delle opere, per un Légier che come definiva Le Corbusier è “l’unico i cui dipinti richiedano una nuova architettura”.

Oltre 130 fotografie sono ospitate all’Istituto veneto di Scienze, Lettere e Arti di venezia

IL COLORE DI FONTANA

Cà Pesaro, “Dialoghi americani” fino al 4 giugno

Giuseppe Panza di Biumo, un collezionista d’annata

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otografare è un atto di conoscenza: è possedere. Quello che si fotografa non sono immagini ma è una riproduzione di noi stessi. La creatività non illustra, non imita, ma interpreta diventando la ricerca della verità ideale. La fotografia creativa non deve riprodurre ma interpretare rendendo visibile l’invisibile”. Così il fotografo modenese Franco Fontana, classe 1933, introduce il suo concetto per click impressi partendo da un’inquadratura della realtà. In Italia è stato uno dei primi a intendere il colore non come elemento che ponga troppa evidenza ai dettagli di un ritratto o di uno scenario, ma come un attore protagonista ricco di messaggi. Fu proprio una sua foto, scattata nel 1978 a Baia delle Zagare in Puglia caratterizzata da essenziali fasce cromatiche, ad assumere il manifesto per il suo modo d’intendere l’arte fotografica. Tutto questo viene riunito all’interno della prima retrospettiva che la città di Venezia dedica a Fontana. Oltre 130 fotografie sono ospitate all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti per un’ampia panoramica della sua carriera. Gli esordi partono dagli anni ’60 partendo da elementi tipici del Neorealismo per porre successivamente il suo focus a componenti estetici ed esiti visivi. Dopo viaggi all’estero, tra cui New York, dal 1984 dedica la sua attenzione al ciclo Piscine nel quale porzioni di corpi, maggiormente di donna, sono esaltati da colori veraci. Nel 2000 con i Paesaggi Immaginari, attraverso anche l’elaborazione digitale, unisce alla realtà una buona visione d’immaginazione. La sua forza rimane comunque in paesaggi reali che nella sua personale scelta di rappresentazione vivono in costanti ritmi dimensionali sospesi in un equilibrio tra irreale e reale vera sua connotazione artistica. Suggestioni naturali che diventano quasi introspettive, nelle quali l’assenza dell’uomo traccia quasi la sua presenza, mentre gialli vivi si evidenziano in scenari d’effetto. Una mostra di Franco Fontana che, dopo Gianni Berengo Gardin, Maurizio Galimberti e Sebastião Salgado, pone Venezia capitale della fotografia. Al.Ch.

iuseppe Panza di Biumo è stato un collezionista e appassionato d’arte che ha dedicato una vita a scovare e comprare opere di artisti che si sono affermati successivamente o che lo erano già. Di famiglia possidente, nacque a Milano nel 1923 lasciando definitivamente la sua collezione nel 2010 sempre nella città della Madonnina. La sua passione per l’arte iniziò dalla metà degli anni cinquanta, trovandosi nel pieno fiore dell’arte che stava passando da moderna a contemporanea. Lo sviluppo della pittura d’azione, dell’informale, della pop art, dell’arte concettuale e di altri movimenti lo videro presente nel periodo cruciale dell’arte mondiale. Di estrema sensibilità scoprì nuovi artisti ponendosi come mecenate degli stessi, perché il collezionare era una vera e propria filosofia di vita che doveva attribuire alla sua vita un’etica e un’estetica. Proprio per questo successe che non comprò le opere di Lucio Fontana in quanto all’epoca non gli diede un sentimento artistico positivo. Valutazioni che fece anche per altri artisti, ma nessuna delle sue scelte inficiò l’abnegazione encomiabile che negli anni fu avvalorata da donazioni ai più importanti musei mondiali. Nel 2014 Venezia, nelle sale di Cà Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna, dedica un omaggio a Giuseppe Panza di Biumo con la mostra “Dialoghi americani” fino al 4 giugno. Una quarantina di lavori provenienti dalla stessa collezione Panza, dal Moca di Los Angeles e dal Guggenheim di New York testimoniano il percorso artistico attraverso 27 artisti. Una piccola parte di una collezione vastissima suddivisa in tre periodi: 1955 – 1965 dall’informale europeo alla pop art, 1966 – 1976 arte minimale, concettuale e ambientale, 1987 – 2010 arte organica, arte dei piccoli oggetti e arte monocroma. Si potranno vedere Franz Kline con Buttress acquistato nel 1956, Claes Oldenburg, Robert Rauschenberg, Walter De Maria, Roy Lichtenstein, Mark Rothko, Richard Serra, Donald Judd, Joseph Kosuth, Hanne Darboven e Al.Ch. altri sempre di alto contenuto artistico.

musica i remorse festeggiano 20 anni

È

un anno importante per i Remorse, la band veneziana che festeggia i suoi primi 20 anni di carriera, con una storia di spessore alle spalle e un’altra, almeno guardando i presupposti, altrettanto interessante davanti. È l’occasione per Daniele Zabeo, Riccardo Cavicchiolo e Samuele Favaro, per guardarsi indietro e tracciare un bilancio del loro percorso, mentre esce in questi giorni il loro quinto disco, su etichetta Hot Steel Records, anticipato dal singolo “Evasore sociale”. La band nasce come quartetto punk-hardcore nel febbraio 1994, per uscire con il primo demo-tape “Cracker” un anno dopo, subito scritturata dalla Nobrain Records. Il debutto su cd arriva alla fine del 1998 quando esce “Handle with care”, con ottimi riscontri di vendite e buone recensioni nazionali. A supporto del disco, i Remorse partono per un tour di spalla ai francesi Burning Heads, toccando tutta la penisola, da Palermo a Treviso. Nel 2000 il gruppo effettua due tour italiani di una trentina di date di spalla ai Raw Power. A settembre 2001 i Remorse girano l’Europa, ancora con i Raw Power e a novembre esce “Balance of visions” su Nobrain Rec, ospite Mauro “Mp” Codeluppi dei Raw Power. I responsi della critica ufficiale sono lusinghieri. All’inizio del 2002 ecco anche il primo video, “Face scored with scars”. Durante tutto l’anno la band suona moltissimo e comincia a scrivere i nuovi pezzi: agli inizi del 2004 esce il nuovo album dal titolo “A clown smile” su Sana Records che porta la band a firmare un contratto con la canadese Sudden Death Records. Il disco contiene “Eleven: changed”, scritto dal poeta Gongales Jr., che all’indomani dell’11 settembre 2001 aveva scritto un articolo-poesia su un giornale della Florida che poi ha concesso alla band. Il disco porta i Remorse ad una notevole considerazione a livello nazionale e non solo, con importanti riscontri in campo hardcore-crossover-metal. A metà del 2005 la band decide di bloccare i live per scrivere i nuovi pezzi e intraprende un nuovo percorso. Nel marzo 2009 esce Commutarte, il disco del cambiamento. La band volta pagina, allontanandosi dalle influenze musicali hardcore, cantando un disco interamente in italiano e con sonorità più vicine al funk-alternative-rock. Qualcosa di nuovo, destinato a un vasto pubblico, dagli amanti dei Primus a quelli dei Verdena, passando per i Pearl Jam, Metallica, Red Hot Chili Peppers, Afterhours ed Angeli. Il gruppo è di nuovo spalla, stavolta di Meganoidi, Pino Scotto, Sick Tamburo. Nel 2012 i Remorse hanno eseguito tre date esclusive per il diciottesimo anno di attività che poi li ha portati a settembre a suonare al prestigioso Home F.D.G. Festival di Treviso con Il Teatro Degli Orrori, Afterhours e altri.


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LO podismo

SPORT in PRIMO PIANO oltre duemila alla marcia dei mulini a pontemanco

Basket Abano Terme ha ospitato “Join the game” e tantissimi giovani

Settecento al mega torneo

di Nicola Cesaro

B Un momento della “Marcia dei mulini” lungo gli argini

L

’eccezionale ondata di maltempo non ha fermato il movimento dei podisti che si sono presentati in 2000 per la 19. edizione della marcia dei mulini, presso l’antico borgo di Pontemanco a Due Carrare. Percorso tradizionale e collaudato di 7, 13 e 21 km che è si snodato tra i pregiati vigneti carraresi, dal terreno intriso di fango e gli argini dei canali gonfiati a dismisura dalle ultime abbondanti precipitazioni. Il trofeo per la speciale classifica che premia il gruppo più numeroso è andato al gruppo Podistico Tribano (65) davanti ai podisti della Croce Verde (53) bronzo per il gruppo Conselvano (46). Alla premiazione sono intervenuti il vice sindaco Carrarese Claudio Garbo unitamente all’assessore allo sport Mario Romanato. L’associazione Riviera di Pontemanco, organizzatrice dell’evento, rende noto che come di consueto l’incasso della manifestaWalter Lotto zione sarà devoluto in beneficenza.

asterebbero i numeri a decretare il successo del “Join the Game”, il torneo di pallacanestro giovanile che lo scorso 24 febbraio si è tenuto in tutta Italia e che nella nostra provincia è stato ospitato dagli impianti di Abano Terme. I numeri parlano chiaro: oltre 700 atleti da tutta la provincia (e ovviamente decine di genitori), 170 squadre e una serie infinita di canestri che hanno infiammato il tifo nei palazzetti di via Vittorino da Feltre e via Pillon. Cifre a parte, è l’entusiasmo dei giovani atleti ad aver vinto: quest’anno l’evento era riservato alle categoria Under13 e Under14, maschili e femminili. Il torneo è stato dominato dalle squadre cittadine. Per la categoria Under14 maschile ha trionfato la Virtus Verde, che in una finale mozzafiato ha avuto la meglio sulla Virtus Bianco. In semifinale erano state eliminate Red Este e Petrarca 4. In campoo femminile il titolo è andato al Rhodigium 1 a spese del Fila San Martino e di Thermal e Padova 2, eliminate in semifinale. L’Under13 femminile ha premiato

Un momento delle competizioni ad Abano il Thermal Giallo che in finale ha domato il Dolcital San Martino. Le due formazioni avevano eliminato Thermal Rosso e Rhodigium 2. Nel maschile, vittoria del Petrarca 4 sulla Virtus Verde. Terzo posto della Virtus Giallo sulla Virtus Bianco. Non sono mancate le soddisfazioni per le formazioni della Bassa Padovana. Oltre al buon piazzamento del Redentore Este nell’Under14, spicca l’ottimo risultato degli Under13 del Monselice: la squadra della Rocca è arrivata fino agli ottavi di finale (dove è stata battuta dalla Virtus Padova) e ha quindi ottenuto il pass per le finali regionali. Buono anche il piazzamento degli Under13 del Mon-

tagnana (Cesaro, Rizzo e Ferrarato), secondi su otto nel girone di qualificazione, dove il passaggio al turno successivo è mancato solamente per la differenza canestri. Non è mancato nemmeno il momento del cordoglio: prima della gara d’apertura del torneo, gli atleti hanno osservato un minuto di raccoglimento per commemorare la tragica scomparsa della giovane atleta Benedetta Moroni, giocatrice di 12 anni di Ancona morta dopo una partita di basket a Pesaro. Il “Join the Game” continua il prossimo 6 aprile a Treviso con la fase regionale, che mette in palio il pass per l’ultimo atto previsto a Fano per il 17 e 18 maggio.

CICLISMO. Al via la nuova stagione tra buoni auspici

anno 58 per la cartura nalin, dolorosa la rinuncia al settore degli allievi

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Gli atleti della Cartura Nalin schierati per l’inizio della stagione

“I

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nauguriamo il nostro 58mo anno consecutivo di attività al servizio dei giovani e del ciclismo, siamo una delle società più longeve e blasonate dell’intero panorama del ciclismo nostrano con all’attivo 19 titoli nazionali, 3 allori mondiali con tanti atleti “accompagnati” al dilettantismo e al professionismo”. Con queste parole, intrise d’orgoglio, ha esordito Flavio Milani ex vice presidente vicario della Fci Italiana e socio fondatore, nel lontano 1956, della Cartura Nalin alla presentazione del programma 2014. Cerimoniale nel solco della tradizione, dopo la messa al duomo di Cartura foto ufficiale innanzi alla banca Annia credito cooperativo di Cartura e del Polesine, uno degli sponsor della società, quindi convivio al ristorante Distillerie Clandesine di Cagnola da anni “covo” biancorosso, dove il presidente Enzo Rango ha illustrato la programmazione dell’imminente stagione, denunciando purtroppo un

ridimensionamento dell’attività a causa della crisi economica sempre più stringente che limita le risorse: “saremo in campo con un buon numero di giovanissimi, per confermare gli oltre 30 podi della scorsa stagione, tra gli esordienti puntiamo forte sull’astro nascente Giovanni Sergiano, talento purissimo con all’attivo 11 vittorie nella stagione scorsa”. Fin qui le note positive poi il presidente biancorosso annuncia la dolorosa scelta della rinuncia alla categoria allievi: “il mancato sostegno finanziario ci ha costretti a rivedere le nostre programmazioni , con il trasferimento “pro-tempore” dei nostri ottimi allievi Ivan Berto ed Emanuele Barison alla Beni di Monselice, vogliamo sperare e ci impegneremo perché ogni difficoltà venga presto superata e dalla prossima stagione tutto ritorni come da nostra tradizione”. Poi il doveroso ringraziamento agli sponsor che contribuiscono al mantenimento societario. Walter Lotto


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L’altra Tenerife

un Eden barocco LONTANO DALLE AFFOLLATE SPIAGGE E DAL CEMENTO DELLA PARTE SUD LA PIÙ GRANDE ISOLA DELLE CANARIE OFFRE I SUOI ASPETTI PIÙ INTIMI: UNA NATURA STRAORDINARIA FATTA DI COSTE SELVAGGE UNA VEGETAZIONE DI SPECIE RARE E I PAESAGGI LUNARI DEL VULCANO TEIDE OLTRE ALLE CITTÀ BAROCCHE DI LA OROTAVA E GARACHICO DA SCOPRIRE FRA CANDELARIA E LA CAPITALE SANTA CRUZ DE TENERIFE LA STORIA TRISTE DEI GUANCI IL POPOLO AUTOCTONO ANNIENTATO NEL XV SECOLO DAI COLONIZZATORI NORMANNI E SPAGNOLI

“Y

o ante soy canario, y despues español”. Il benzinaio di Icod de los Vinos non ha dubbi sulla sua identità e parla della Spagna definendola “peninsula”, come i sardi parlano dell’Italia chiamandola “continente”. Un’altra cosa, insomma. C’è un’identità forte alle Isole Canarie, una specificità locale, un carattere ben definito fra i suoi abitanti, ovvero i “canarios”. Essere una Comunità Autonoma della Spagna (con due province: Las Palmas e Santa Cruz de Tenerife) può anche far comodo per via di quel 7% di Iva che rende la vita decisamente meno cara, ma è soprattutto un modo per demarcare una diversità. Cinque secoli di antropizzazione delle sette isole dell’arcipelago da parte spagnola hanno mutato radicalmente il profilo etnico di questa regione insulare che galleggia sull’Atlantico a un centinaio di chilometri dal Marocco e dall’ex Sahara Spagnolo (ora Western Sahara). Alle Canarie ci si sente come in Spagna, perchè tutto ne ricorda il modo di vivere, ma è una Spagna diversa. E non solo nel clima, che qui è mite tutto l’anno. E’ differente anche l’approccio alla vita, ispirato ad una maggiore leggerezza e a ritmi un po’ meno tirati. Non è però solo un eden: la crisi si fa sentire anche qui. E lo si scopre quando l’accesso a Santa Cruz de Tenerife, la capitale, nell’ora di punta è bloccato da una manifestazione sindacale inscenata dai dipendenti dello stabilimento della Coca Cola che, per protesta contro la chiusura dell’attività decisa dalla multinazionale, hanno bloccato l’autostrada. Fra le sette isole Tenerife è decisamente la più grande (2.034 kmq) ed è lì il baricentro dell’arcipelago, checchè ne dicano a Gran Canaria, l’isola dirimpettaia che a Madrid ha

IN COPERTINA LA SPIAGGIA DI SAN MARCOS NEI PRESSI ICOD DE LOS VINOS; IN ALTO IL VULCANO TEIDE (3718 METRI) E LA CITTADINA BAROCCA DI GARACHICO. PIÙ SOTTO: IL GAZEBO NELLA PIAZZA DI LA OROTAVA E LA BASILICA DI NOSTRA SIGNORA A CANDELARIA. NELLA COLONNA SI DESTRA, DA IN ALTO: PAESAGGIO DELLA COSTA NORD DI TENERIFE, L’OCEANO “ARRABBIATO” E LA CHIESA DI LA OROTAVA. NELLA STRISCIA IN FONDO PAGINA: MUMMIA GUANCI AL MUSEO DI SANTA CRUZ DE TENERIFE, LA SPIAGGIA DI LOS CRISTIANOS, SCORCIO DI PUERTO DE SANTA CRUZ, IL “DRAGO” MILLENARIO (UNA DELLE PIANTE PIÙ ANTICHE DEL MONDO), GARACHICO E IL BARRANCO DI MASCA

strappato la concessione che le capitali dell’arcipelago fossero due: non solo Santa Cruz de Tenerife, ma pure Las Palmas. Navigando, Tenerife si scorge da lontano, dominata com’è dal cono del Teide, il grande vulcano “dormiente” dal 1909. Con i suoi 3718 metri è la montagna più alta di Spagna e la sua vetta è perennemente coperta di neve. Si trova al centro della più grande area protetta dell’arcipelago, un parco che in alta quota è fatto di paesaggi spettacolari disegnati dalle colate laviche. Distese brune dalle tonalità diverse che assomigliano ad orizzonti lunari. E più sotto c’è la rivincita della vegetazione, estremamente varia, un giardino di biodiversità. A Icod de los Vinos sopravvive il “Drago”, una splendida pianta millenaria, esemplare di una specie botanica presente solo nell’isola. Ma Tenerife sorprende anche per i suoi paesaggi marini. Se la maggior parte dei turisti del “tutto compreso” si limita a portare a casa le immagini stereotipate delle spiagge di Los Cristianos e di Playa Las Americas, belle ma sempre affollatissime e soprattutto circondate dal cemento dei tanti, troppi, complessi turistici, c’è altresì chi, viaggiatore a caccia di ben altre emozioni, scopre la bellezza selvaggia delle coste del nord dell’isola. Frastagliate come quelle scandinave o irlandesi, dove le alte onde dell’oceano vanno ad infrangersi fragorosamente sulle rocce. E più in alto, sulle montagne modellate dalle varie eruzioni del Teide, lo sguardo di questi viaggiatori sensibili al fascino naturale si posa su un ambiente unico, dove la palma divide il territorio con il pino marittimo e con le tante altre varietà presenti su questo versante dell’isola. Più su i “barrancos”, spettacolari fratture (da non perdere quella di Masca, percorsa

da una stradina da brivido) che si aprono al mare lungo ripide pareti. Ma Tenerife sorprende anche per le sue cittadine di stile coloniale. Come La Orotava, elegante e sobria, aristocratica e semplice. Prendere un caffè all’arancio nella piazza, vicino al gazebo liberty, circondati da palazzi e chiese barocchi, specie sul far della sera, è un’emozione da provare. Anche Garachico conserva le atmosfere tipiche del “siglo de oro”, tangibili soprattutto nelle architetture. Ma anche il cuore storico di città più grandi, come Puerto de la Cruz, conservano tracce di questo passato splendente. Candelaria, sulla costa sud, merita una riflessione: nella grande piazza dominata dalla basilica di Nostra Signora de Candelaria, spalle al mare, si ergono nove grandi statue. Raffigurano nove valorosi guerrieri Guanci, gli ultimi ad arrendersi ai Normanni e agli Spagnoli prima che il loro popolo, nel XV secolo venisse annientato o ridotto in schiavitù. La loro presenza è un omaggio tardivo alla loro memoria. Al loro ingiusto sacrificio. Chi è appassionato alla loro storia e alla loro civiltà trova nel museo dell’Hombre y de la Naturaleza (dell’uomo e della natura) a Santa Cruz de Tenerife una documentazione straordinaria. Oltre a tanti oggetti creati dai Guanci, frutto di scoperte archeologiche, a ricostruzioni e ad altre informazioni, spiccano numerose mummie, tutte ben conservate. Nelle loro espressioni forti sembra di cogliere ancora il loro grido di dolore per la scomparsa della loro civiltà. Spazzata via senza pietà dai colonizzatori. Le Canarie erano la terra dei Guanci, per un momento è giusto ricordarlo. Come è giusto non perdere la memoria del loro genocidio.


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Benessere 37

>> Un male che colpisce il 17% dei veneti

Reumatismi e dolore cronico: si guarirà mai? A marzo l’associazione malati reumatici sarà nelle maggiori piazze per informare la gente: meglio farsi visitare prima dell’insorgere del dolore di Germana Urbani

A

ccade più spesso di quanto si creda che può portare all’invalidità in 10 anni e questo ad un certo punto della vita compare un fa capire quanto importante sia diagnosticarla gran dolore a livello articolare che ci impe- precocemente. Anche per tale motivo ringrazio disce di muoverci al meglio e che a volte non ci di cuore i volontari dell’Amarv e i sanitari che fa dormire la notte. Che interferisce con la vita si prestano a queste belle giornate di divulgaquotidiana, riflettendosi anche sulla vita fami- zione e prevenzione”. In Veneto soffre di una liare e sul lavoro. Un dolore che viene liquidato malattia reumatica il 17% della popolazione come reumatismo e di cui si sa solamente che ed i reumatismi sono la patologia più diffusa può peggiorare. Dai reumatismi non si guarisce in Italia con circa 6,5 milioni di malati. Il modo mai del tutto. migliore per prevenirla è quello della visita Ma è proprio così? Anche a Marzo specialistica, ma l’85% dei cittadini si rivolge l’associazione malati reumatici del Veneto, allo specialista quando è troppo tardi, e cioè A.Ma.R.V., torna nelle maggiori piazze della quando i sintomi sono apparsi. regione per informare i cittadini sulle malattie La cultura popolare definisce questo tipo di reumatiche che colpiscono la mano, patologie dolori cronici reumatismi ma la terminologia più molto frequenti e che adatta è malattia reuOltre 5 milioni possono essere talvolta matica. E le malattie particolarmente gravi. reumatiche purtroppo e mezzo di persone Un’azione che ha prisono tante, oltre cenin Italia soffrono ma di tutto uno scopo to e tanti sono coloro di malattie reumatiche che ne soffrono, oltre preventivo per cui, un corretto approccio, che 5 milioni e mezzo di comprende una diagnosi tempestiva e ad una persone in Italia. Oltre 300 milioni di persone terapia adeguata, può essere decisivo per il de- nel mondo. E sono sempre esistite, tanto che stino del paziente. “Si tratta di una patologia ne soffriva anche il grande Faraone Ramsete diffusissima – sottolinea l’assessore regionale II che veniva curato con l’estratto della radice Coletto – che spesso degenera creando vere e di salice, da cui derivò molti secoli dopo l’aproprie disabilità. Proprio per questo il messag- spirina. Queste malattie possono comparire a gio di prevenzione lanciato con questa iniziati- qualunque età, soprattutto negli adulti e negli va dell’Amarv è doppiamente importante per anziani e individuarle non è sempre facile. spingere le persone a controllare per tempo il Le più frequenti sono l’artrosi, i reumatismi loro stato di salute e per poterle curare tempe- extra-articolari, le Spondiloentesoartriti, l’arstivamente evitando poi sofferenze e alti costi. trite reumatoride, la gotta, le connettiviti e il Basti pensare che una patologia reumatica reumatismo articolare acuto. Tutte queste ed

altre sono patologie che devono essere curate adeguatamente e nei tempi giusti, poiché dopo appena 10 anni circa il 50% delle forme più gravi genera una invalidità permanente, quindi una diagnosi precoce è fondamentale. Occorre pensare che le malattie reumatoidi occupano il secondo posto dopo le malattie cardiovascolari come causa di invalidità permanente che, in circa il 27% dei casi dà diritto ad una pensioni di invalidità: ciò significa che la persona colpita da questo male non è più in grado di lavorare e vivere una vita normale. Oggi la conoscenza di queste malattie è più approfondita rispetto anche solo a pochi decenni fa e, grazie ad un accurato esame clinico, cioè la visita medica, che resta comunque il momento fondamentale per individuare il problema che causa il dolore, oggi è possibile definire meglio una diagnosi in tempi più rapidi anche grazie ai progressi ottenuti in tema di indagini diagnostiche. Esistono esami di laboratorio più specifici di un tempo e una diagnostica per immagini più completa (esami radiografici, ecografia articolare, tomografia computerizzata - TC e risonanza magnetica). Una diagnosi precoce delle malattie reumatiche oggi è determinante perché le diverse forme terapeutiche attualmente in uso, principalmente farmacologica, ma anche riabilitativa, occupazionale (per esempio i consigli sullo stile di vita) e chirurgica hanno profondamente cambiato l’evoluzione di queste affezioni consentendone di migliorarne la prognosi e di conseguenza la qualità della vita dei malati.

le cure ci sono basta non rassegnarsi

I

l malato per prima cosa ha bisogno di essere sollevato dal dolore ma oltre alle cure rivolte ad alleviare il male, farmaci sempre più numerosi e sofisticati, antidolorifici ed antinfiammatori, attualmente è disponibile la cosiddetta terapia “di fondo” per i reumatismi infiammatori, si tratta di diversi tipi di farmaci il cui meccanismo d’azione tende a modificare la storia naturale della malattia con lo scopo di rallentarne, o al meglio arrestarne, l’evoluzione. Ancora più recentemente sono stati sviluppati farmaci più efficaci, soprattutto per l’artrite reumatoide, i cosiddetti “biologici” o “anti-TNFalfa” che colpiscono a monte il processo infiammatorio con l’obiettivo di ridurre il danno articolare che ne può derivare. È questo lo scopo della prevenzione secondaria, in altre parole prevenire l’eventuale ulteriore danno che consegue all’evoluzione della malattia. La terapia farmacologia non è l’unica via per curarsi. La riabilitazione, per esempio, ha assunto molta importanza ed è sempre più accurata e mirata a ripristinare, laddove è possibile, la funzionalità articolare. Un’altra forma di cura è l’economia articolare che consiste nell’applicazione adeguata di metodi diversi come l’uso di ausili, la rieducazione gestuale e l’adattamento dell’ambiente circostante per superare gli ostacoli della vita quotidiana: sollevare una pentola, sbrigare le attività domestiche, provvedere all’igiene personale, vestirsi, ecc. Questa rieducazione ai gesti quotidiani che non si riesce più a fare come prima consente di mantenere o riacquistare un’autonomia funzionale soddisfacente nonostante la presenza di una disabilità importante. Da ultimo va detto che anche la chirurgia ortopedica ora può aiutare molto i malati reumatici con artroprotesi, ricostruzioni tendinee o quanto necessario per correggere le articolazioni particolarmente compromesse.


Crucilibro 20 38 Crucilibro

La terra in cui si nasce traccia un’indelebile identità Le vite degli individui sono rette parallele che s’incontrano all’infinito, in un orizzonte illusorio, o si sognano reciprocamente, più spesso si mancano

Eshkol Nevo

Michelle Cohen Corasanti

Giovanni Greco

Luciana Capretti

Noa, studia fotografia a Gerusalemme

Ichmad, 12 anni, un talento non comune per la matematica

María, una mite casalinga

Clara, una cinquantenne madre di due ragazzi

Alter Ego

Amir, frequenta psicologia a Tel Aviv

Il mandorlo in fondo al giardino

Mercedes, figlia e moglie di due militari

Il marito, uno sceneggiatore di successo, sempre assente

Location

Israele

Palestina, metà anni ‘50

L’Argentina dei generali

Roma

Uomini e donne del Medio Oriente

L’esercito isdraeliano e il popolo di Palestina

Vizi e virtù di anni difficili, spesso drammatici

Il commissario Jozzelli, incaricato delle indagini

Noa e Amir, due studenti ebrei giovani e innamorati, decidono di andare a vivere insieme nel villaggio di Castel, dove dal 1948 si è stabilita una comunità ebraica proveniente dal Kurdistan. La coppia stringe amicizia gli abitanti ma poi la Grande storia irrompe Mentre il Medio Oriente è sconvolto dall’assassinio di Yitzhak Rabin, tutti gli abitanti di Castel si trovano a fare i conti con i rimpianti legati al passato. Solo quando ognuno di loro riuscirà a superare la nostalgia le loro vite torneranno ad avere un senso e proseguiranno

La famiglia di Ichmad viene costretta dall’esercito israeliano a trasferirsi in un misero fazzoletto di terra con soltanto una pianta di mandorlo, fonte di sostentamento e ristoro. Quando il padre viene imprigionato spetta al primogenito trovare un lavoro per sostenere la famiglia Anno dopo anno, ingiustizia dopo ingiustizia, i suoi fratelli soccombono all’odio verso Israele, invece Ichmad lotta per dare un senso a ciò che lo circonda e, grazie alla sua intelligenza matematica, vince una borsa di studio per l’università che lo porterà via di lì

Clara è affetta da una cronica A María vedova di un muratore depressione che la confina nella vengono strappati alla nascita dagli sua stanza, in penombra, dove uomini che hanno preso il potere in alterna gocce tranquillanti a Argentina i suoi due gemelli Pablo sigarette. Ama i figli e il marito che e Miguel. María cerca una risposta, non c’è mai e la tradisce. Una sera vuole la verità, e per questo viene di pioggia fitta esce e scompare. imprigionata, torturata, esiliata. Un commissario la cerca La storia di Maria si intreccia a Ma l’annegamento della quella di Mercedes, madre di due protagonista, non è che il sottotesto gemelli, Nacho e Mari. I bambini le di una ricostruzione storica che sono stati consegnati alla nascita, va dagli anni oscuri del fascismo figli di un’attivista politica arrestata a Novara, nel lungo inverno di e poi scomparsa. Sono cresciuti Salò, fino alla liberazione da parte in una famiglia che non è la loro, degli alleati, avvenuta nella città all’oscuro di tutto piemontese il 26 aprile del ’45

Un libro di voci soffuse e strazianti perchè gli scrittori israeliani parlano, non scrivono. Occorre godere di questa freschezza primitiva che rende uniche le nostalgie

Un racconto che parla di tenacia e amore per i propri sogni in qualunque luogo essi vengano coltivati. Proprio come un mandorlo in terra arida continua a fiorire

L’ultima madre è un potente affresco ispirato ai grandi romanzi della letteratura sudamericana: il tema dell’identità negata in un romanzo forte e toccante

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Co-Protagonisti

Intrigo

Finale

Cosa dire del libro

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Eredità e minorenni

Non è per niente raro che ad un’eredità venga chiamato un minorenne; in questo caso le procedure cui si va incontro sono piuttosto complesse ed i tempi rischiano di allungarsi notevolmente. Il minore d’età, infatti, non può accettare l’eredità se non con beneficio di inventario, il che vuol dire che serve non solo un atto pubblico in cui si dichiari di accettare l’eredità, bensì anche un inventario, cioè un elenco preciso e puntuale di tutti i beni di cui il defunto era titolare. Ma questo sarebbe il minimo se non occorresse, prima di tutto, un’autorizzazione del Giudice Tutelare; ciò sta a significare che bisogna effettuare un ricorso al tribunale competente per farsi autorizzare al compimento

di tale atto; stante la lentezza dei nostri tribunali, doversi munire di tale autorizzazione significa far passare (almeno) tra i due e i cinque mesi (salvo inconvenienti...). Non miglior sorte se il defunto aveva conti correnti bancari o postali; nel caso in cui non si sia riusciti a chiudere anzitempo detti conti, il prelievo del denaro dai medesimi viene solitamente autorizzato soltanto dietro presentazione di copia della dichiarazione di successione ovvero di un’apposita certificazione rilasciata dal competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate (cosiddetto modello 240). Ma ancora una volta se il denaro (o parte di esso) deve essere versato ad un minore tutto si blocca; almeno fino a

quando non si presenta copia della prescritta autorizzazione del Giudice. Lo stesso accade qualora si voglia ritirare il contenuto di una cassetta di sicurezza; e pure il versamento del TFR non può essere effettuato senza che venga presentata al datore di lavoro il citato provvedimento. Da ricordare, poi, che di tutto quanto di spettanza del minore non si potrà disporre se non con ulteriori autorizzazioni da richiedere di volta in volta (per es. non si potrà vendere la quota dell’immobile ricevuto dal minore in eredità se non autorizzati; non si potrà prelevare il denaro ricevuto in eredità se non autorizzati e solo per l’ammontare previsto ecc.).

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Attenti al Melanoma, un nemico subdolo che può dimostrarsi letale I fanatici dell’abbronzatura naturale o artificiale devono farsene una ragione: vuoi per l’abuso di esposizione al sole, vuoi per il ridotto spessore della fascia di ozono, i raggi del sole - da sempre amici della vita e della salute - oggi possono essere pericolosi per la pelle e addirittura per la vita umana. Infatti i nei, o nevi, da banali anomalie cutanee composti di cellule iperpigmentate possono trasformarsi, in particolari condizioni, in pericolosi melanomi, o tumori della pelle, la cui incidenza sulla popolazione è in aumento. Ma quali sono le condizioni che concorrono a tale rischio? Innanzitutto sicuramente la familiarità, ovvero una predisposizione genetica che ha prodotto il melanoma tra gli ascendenti (genitori, nonni o altri consanguinei). In attesa del test genetico per il melanoma, non ancora disponibile ma in fase avanzata di studio, questi soggetti dovranno sottoporsi a controlli periodici scrupolosi. In seconda istanza il fototipo: le pelli chiare, sensibili, che al sole si arrossano ma non si abbronzano hanno pochi melanociti – le cellule che producono la melanina – e quindi mancano di una fondamentale difesa naturale. Anche agli altri è necessario raccomandare però

l’utilizzo della crema con adeguato fattore di protezione solare, dal momento che l’azione distruttiva dei raggi solari (UVA e UVB, ma soprattutto gli UVC che colpiscono in profondità il derma) sono certamente responsabili dell’invecchiamento precoce della pelle. Per quanto riguarda il melanoma, una mappatura dei nei effettuata dal dermatologo con uno strumento denominato dermatoscopio, capace sia di ingrandire che di evidenziare la struttura tridimensionale del nevo, consente di “mettere sotto osservazione” i nei più sospetti per forma, colore, dimensione etc… per identificarne eventuali modificazioni, campanello d’allarme da non sottostimare in nessun caso. In particolare, il nevo melanocitico comune è una lesione pigmentaria benigna, molto comune, localizzata prevalentemente sul tronco e sugli arti, completamente piatta o rilevata al centro. Il diametro è di solito inferiore a 1 cm, il colore è marrone nelle varie tonalità, non sempre distribuito uniformemente. La forma è tondeggiante od ovale, prevalentemente simmetrica e i bordi appaiono mal definiti, sfumati. La superficie è liscia con disegno cutaneo lievemente accentuato. Compare nell’adolescenza o più

tardi; può essere unico o multiplo, in media dai 15 ai 30 elementi. Il nevo melanocitico atipico è una lesione pigmentaria che presenta un diametro di solito maggiore di 6 mm; ha forma asimmetrica, bordi irregolari con pigmentazione disomogenea. Si parla di ‘sindrome del nevo displastico’ per quei soggetti i quali presentano numerosi nevi che clinicamente e istologicamente hanno caratteristiche di atipia. La sindrome ha spesso un’incidenza familiare e i soggetti affetti devono essere sottoposti a scrupolosi controlli periodici per il rischio di insorgenza di un melanoma. In generale tutti i nevi atipici devono essere strettamente monitorati, se non addirittura asportati per motivi preventivi. Il nevo melanocitico congenito è una lesione pigmentaria di colore brunastro scuro o chiaro, spesso disomogeneo per la presenza di aree bluastre o nerastre. È già presente alla nascita o compare nei primi mesi di vita. Le dimensioni sono variabili: piccoli (diametro inferiore a 1,5 cm) , medi (diametro tra 1,5 cm e 20 cm ), grandi (con diametro maggiore di 20 cm). Quando sono molto piccoli, difficilmente si distinguono dai nevi acquisiti. Solo le lesioni maggiori hanno un rischio ele-

Dottor Diego Lorusso, Specialista in Dermatologia

vato di trasformazione in melanoma (circa il 60%). Lesioni pigmentarie congenite con diametri inferiori a 10 cm si devono considerare a basso rischio e possono essere attentamente e costantemente controllate procrastinando l’eventuale escissione. I nei che il dermatologo individua come “dubbi” potranno essere asportati ambulatoriamente dal chirurgo plastico e sottoposti ad esame istologico, per escludere che si tratti di melanoma.

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Interessi usurai, rimedi e tutele AFFARI DI FAMIGLIA

A cura dell’AVVOCATO FULVIA FOIS

Cari lettrici e lettori, in questo numero vorrei affrontare con Voi una questione che, negli ultimi mesi, è stata oggetto di attenzione da parte dei media sia regionali che nazionali ovvero l’applicazione, da parte di alcuni istituti di credito, di interessi che possono arrivare alla soglia dell’usura. Consapevole della tecnicità della materia, in questa sede spero di fornirvi alcuni strumenti per potersi muovere nel mondo dei propri diritti “bancari” e non solo con maggior consapevolezza e determinazione. In primo luogo è necessario premettere alcune definizioni che ci consentano di comprendere ciò di cui si parla. Per interesse si intende il frutto civile del denaro. In tal senso l’art. 1282 c.c. stabilisce che “i crediti liquidi ed esigibili di somme di denaro producono interessi di pieno diritto…”. Gli interessi sono pertanto prestazioni pecuniarie - somme di denaro, percentuali e periodiche dovute da chi utilizza un capitale altrui o ne ritarda il pagamento. Gli interessi sono percentuali, in quanto calcolati come percentuale del capitale dovuto, c.d. saggio di interesse; periodici, in quanto dovuti in ragione del tempo in cui il debitore utilizza il capitale altrui o ne ritarda il pagamento ed accessori attesa la dipendenza degli stessi dal capitale. Esistono più tipologie di interessi. Tra questi, i più importanti, i c.d. interessi corrispettivi dovuti a titolo di remunerazione sulle somme date a mutuo e sulle somme liquide ed esigibili ed i c.d. interessi moratori, dovuti in forza del ritardo a restituire una somma di denaro.

Ciò premesso ci si chiede ora che cosa si intenda per usura ed interesse usurario. Il termine usura individua, nel gergo tecnico, il reato previsto e punito all’art. 644 c.p. Tale disposizione è stata oggetto di un’importante riforma nel 1996 (L. n. 108/1996) che ha introdotto dei parametri “oggettivi” per l’individuazione del reato di usura così ampliandone l’ambito di applicazione ed offrendo una tutela rafforzata per i soggetti vessati da questo odioso fenomeno. L’art. 644 c.p., nella sua attuale formulazione, punisce con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da 5.000,00 euro a 30.000,00 euro “chiunque….si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari”. Ciò chiarito, quando l’interesse può dirsi usurario? E’ la legge che stabilisce quando il saggio di interesse diventa usurario. In tal senso si esprime il comma 3 dell’art. 644 c.p. ai sensi del quale “La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari”. Ebbene la legge (art. 2, co. 4, L. n. 108/1996) prevede che “il limite previsto dal terzo comma dell’art. 644 c.p., oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata in Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato della metà”. Ove ciò non bastasse, il terzo comma dell’art. 644 c.p., prevede la c.d. Usura in concreto, nella misura

in cui stabilisce che “sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”. In altre parole la previsione legale di un limite, superato il quale l’interesse deve considerarsi usurario, integra una presunzione relativa superabile in sede giudiziale ove si accerti/dimostri che, per le condizioni di difficoltà economica – finanziaria dell’usurato e con riguardo al tasso medio praticato per operazioni similari, nonostante il saggio di interesse sia inferiore al tasso soglia deve comunque ritenersi usurario. L’attenzione di giornali e tv si è recentemente focalizzato sugli elementi che concorrono a determinare il tasso usurario. In tale direzione l’art. 644 c.p., al quarto comma, individua, con una certa analiticità, le voci che compongono l’interesse usurario stabilendo che per la “determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse collegate all’erogazione del credito”. Quali sono le conseguenze nel caso si accerti la presenza di un tasso usurario? L’accertamento dell’usurarietà dell’interesse, data la tecnicità della materia, richiede spesso una preventiva perizia econometria. Quest’ultima avrà per oggetto tutta la documentazione

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(es. contratti, comunicazioni di variazioni unilaterali) rilasciata dall’istituto di credito o da altro intermediario finanziario. Ove il Giudice accerti la presenza di un tasso usuraio, troverà applicazione il disposto dell’art. 1815, co. 2, c.c. a tenore del quale “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. L’art. 1815, co. 2, c.c. si riferisce testualmente al solo contratto di mutuo, tuttavia la prassi applicativa, ritiene pacificamente che tale norma operi per tutti i contratti di credito. La previsione di un interesse usurario viene pertanto “sanzionata” con la trasformazione del contratto da oneroso a gratuito. L’usurato, quindi, dovrà restituire il solo capitale e non, invece, anche gli interessi. Chi ritiene di essere stato leso con l’applicazione di interessi usurai bene potrà rivolgersi a un avvocato e/o ad un’associazione di consumatori che previa le dovute valutazioni tecniche – perizia econometrica di cui sopra- consiglieranno la migliore azione e strategia difensiva a tutela delle proprie ragioni che si potrà esplicare sia in ambito civile che penale. Se lo desiderate segnalatemi i Vs casi e/o le Vs questioni di maggiore interesse all’indirizzo mail: affaridifamiglia.lapiazza@gmail.com autorizzandomi espressamente anche alla riproduzione parziale del testo da Voi inviatomi.

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Conselvano febb2014 n21