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laPiazza del Conselvano - Ago26

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del Conselvano

DAL 1994

AGOSTO 2026

Periodico d’informazione locale - Anno XXXIII n. 170

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Sicurezza idraulica: stanziati dalla Regione 737 mila euro del Genio Civile per i fiumi padovani

Energia, l’Antitrust sulle concessioni, intanto il Veneto punta all’autonomia

Case della Comunità: raggiunto l’accordo, arrivano i medici di medicina generale

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Il fine vita al centro del dibattito in Veneto

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l tema del fine vita torna a infiammare l’agenda politica del Veneto in questa calda estate. Dopo il rinvio tecnico e le tensioni registrate nelle ultime sedute estive del Consiglio regionale, la discussione sulla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni è stata calendarizzata per il prossimo settembre, trasformandosi nel banco di prova più delicato della stagione politica autunnale. Il provvedimento, che punta a regolamentare tempi e procedure certe per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in applicazione della storica sentenza 242 del 2019 della Corte Costituzionale, riapre ferite e spaccature mai sopite all’interno dell’emiciclo di Palazzo Ferro-Fini. Già nel gennaio del 2024 il Veneto era stato pioniere in Italia su questo fronte, vedendo tuttavia la proposta respinta per un solo voto a causa di defezioni trasversali e distinguo interni alla stessa maggioranza. Un colpo di scena che innescò accese reazioni contrastanti e tenne vivo il dibattito a lungo, dentro e fuori il Palazzo. Anche in vista del nuovo appuntamento di settembre, il clima si conferma rovente.

ANZIANI E GIOVANI A RISCHIO SOLITUDINE E ISOLAMENTO CONSELVANO: ASSISTENZA AGLI ANZIANI E FUTURO DEI GIOVANI servizi alle pag. 6-7

IN ARRIVO IL PARCO FOTOVOLTAICO ALL’INGRESSO DELLA ZONA INDUSTRIALE

servizio a pag. 8

I COSTI PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA SCALDANO I CONTI DELLA REGIONE

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segue a pag. 21

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IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI

numeri, come sempre, lasciano poco spazio alla fantasia: il Nordest, e quindi anche Veneto e Trentino fa i conti con una comunità che invecchia a passi spediti. Lo confermano recenti dati Istat e proiezioni demografiche. Guardando alle cifre il Veneto ormai conta oltre 200 anziani ogni cento ragazzi mentre in Trentino sono più di trentamila gli over 70 che affrontano la quotidianità in solitudine. Dal Covid in poi le fragilità e i bisogni dell’una e dell’altra generazioni si sono fatti ancora più urgenti. segue a pag. 5

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10/06/26 17:30


FACCIAMO IL PUNTO

del Conselvano

IL TEMPO SOSPESO TRA LE GENERAZIONI

UN ASILO NIDO TUTTO NUOVO A CONSELVE

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razie ad un finanziamento del Fondo di Solidarietà Comunale dedicato ai servizi per l’infanzia, sono partiti i lavori di riqualificazione dell’asilo nido comunale alla scuola Girasole. L’intervento permetterà di rinnovare gli spazi interni per prossima apertura sezione lattanti, rifare le facciate e le tinteggiature interne, installare infissi con zanzariere e tende oscuranti, avere un’illuminazione più efficiente e una nuova pavimentazione resiliente per la psicomotricità. Il tutto grazie con una spesa complessiva di circa 200 mila euro. “Con questo intervento - spiega l’assessore al sociale Susanna Lazzarin garantiremo più sicurezza, più comfort, più spazio per crescere felici. I lavori infatti porteranno a una rigenerazione di “il Girasole”, ambiente educativo così importante per le famiglie. Questo intervento si inserisce all’interno di una progettualità che trova continuità ormai da un paio d’anni e che, grazie al finanziamento del Fondo di solidarietà comunale destinato al potenziamento degli asili nido, ci ha portato come amministrazione a fare scelte in cui ci impegniamo a perseguire l’obiettivo del continuo miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi e di mettere in atto azioni per essere a supporto dei bisogni delle famiglie. Fra i diversi e importanti lavori di riqualificazione della struttura, la novità è l’adeguamento degli spazi interni al nido per accogliere dal prossimo gennaio la sezione lattanti. Ricordo che in questi anni è stato offerto gratuitamente alle famiglie con bambini residenti e frequentanti il nostro centro infanzia nido la possibilità di usufruire dello “Spazio Gioco” con l’orario pomeridiano prolungato di due ore, un abbattimento della retta del 20% e per tutte le famiglie residenti nel Comune di Conselve che abbiano sostenuto spese per la frequenza degli asili nido e sezioni primavera, pubblici e privati, ubicati anche in centri diversi da quello di residenza, un voucher-contributo su base Isee”.

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• Nicola Stievano Segue da pag. 1

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Al via i lavori alla “Girasole grazie ad un finanziamento del Fondo di Solidarietà Comunale

i fronte a questo scenario la tentazione della retorica è forte. Da un lato la commiserazione per gli anziani “soli e fragili”, dall’altro la ramanzina paternalistica per i giovani “incomunicabili e disorientati”. È una narrazione pigra e, soprattutto, falsa. Se ci prendiamo la briga di gettare lo sguardo oltre i luoghi comuni, scopriamo che i ragazzi e i grandi anziani di questo territorio non sono due pianeti lontani che si ignorano. Sono, al contrario, due specchi che riflettono la medesima ferita: il rischio dell’invisibilità. I giovani soff rono per un futuro che sembra già ipotecato, per la difficoltà di trovare spazi di espressione autentica e per un sovraccarico digitale che spesso maschera una profonda solitudine emotiva. Gli anziani soffrono per l’improvviso ridimensionamento del proprio ruolo sociale, confinati nell’etichetta di “utenti da assistere” anziché custodi di competenze ed esperienze. Entrambi vivono la frustrazione di una comunicazione interrotta, in cui parlare non significa essere ascoltati. Per decenni abbiamo risposto a queste fragilità con l’assistenzialismo: sussidi, servizi a sportello, intrattenimento di facciata. Strumenti utili, certo, ma insufficienti se non affrontano la radice del problema:

la perdita di dignità e di autonomia. Un anziano ha bisogno di essere riconosciuto come risorsa attiva, fin dove possibile. Un giovane chiede fiducia concreta per incidere sulle decisioni della propria comunità. In alcune zone del nostro territorio si intravedono già le fondamenta di un cambio di rotta. Pensiamo ai progetti di abitare condiviso tra studenti universitari e pensionati, al volontariato di comunità che unisce il passo di chi ha memoria al dinamismo di chi ha visione, o ai tavoli territoriali che finalmente smettono di parlare dei giovani e degli anziani per iniziare a parlare con loro. Il dialogo intergenerazionale non è un esercizio poetico o un atto di bontà. È un’infrastruttura sociale primaria, urgente quanto una superstrada o la banda larga. Senza questo ponte, il nostro territorio rischia di trasformarsi in una gigantesca ed elegante residenza per anziani senza futuro, circondata da giovani che sognano di andarsene altrove. Urge allora restituire a chi si trova ai margini dell’agenda economica e spesso anche delle decisioni politiche, perché nel parlarne invece tutti sono bravi, la chiave per ricucire la trama sociale e avvicinare queste generazioni solo in apparenza lontane.

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ASCOLTACI IN Questa edizione raggiunge le zone di Conselve, Tribano, Cartura, Bovolenta, Due Carrare e Bagnoli di Sopra per un numero complessivo di 10.089 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. Srl 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin - formato da 26 edizioni locali mensilmente recapitato a 575.000 famiglie del Veneto e del Trentino

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Giovani e anziani/1. Analisi demografica e nuovi servizi per la terza età, dall’assistenza domiciliare al Pulmino amico

Almeno 400 gli anziani soli a Conselve: l’impegno per rafforzare la rete sociale A Conselve, su una popolazione complessiva che sfiora i diecimila abitanti, gli over 65 sono 2600, rappresentando più di un quarto dell’intera comunità locale. Parallelamente, la popolazione giovanile registra una graduale contrazione, con 1175 bambini e ragazzi fino a quattordici anni e circa 1500 giovani fino ai ventinove anni. Di fronte a questo scenario demografico l’amministrazione comunale ha avviato una capillare mappatura per individuare e comprendere i bisogni concreti delle persone più fragili. I dati rilevati indicano la presenza di 489 anziani sopra i settant’anni che vivono soli, 90 dei quali risiedono all’interno di strutture per la terza età e dunque non rientrano nell’isolamento domestico. “Rispondere ai bisogni degli anziani soli non è soltanto una questione di dati numerici”, spiega l’assessore al sociale Susanna Lazzarin. “Tra le 400 persone anziane sole ce ne sono diverse che non hanno figli residenti nel territorio. Il mio obiettivo, che intendo portare a compimento entro la fine di questo mandato, è definire con esattezza questo numero per lasciare a chi verrà un dato tangibile, concreto sulle reali necessità del paese”. Per coordinare le risposte sociali e valorizzare la

rete di prossimità, il Comune ha promosso il Tavolo di Comunità, coinvolgendo enti del terzo settore, associazioni e gruppi di volontariato impegnati quotidianamente sul campo. Tra le prime azioni realizzate c’è la pubblicazione della guida ai servizi. “Abbiamo pubblicato una guida cartacea molto richiesta dai cittadini, che preferiscono il formato tradizionale”, sottolinea Lazzarin. “In questo strumento le persone con fragilità o in situazioni di necessità trovano tutti i riferimenti essenziali e le informazioni per orientarsi tra le attività offerte dalle associazioni”. Questa rete capillare sarà valorizzata il 19 e 20 settembre durante la Festa del Volontariato e della Solidarietà, intitolata Trame di comunità, raccontare l’impegno e costruire il domani. Il momento clou si terrà la domenica mattina con la piazza del volontariato, mentre nel pomeriggio verrà proposto il panino solidale con offerta responsabile. Il ricavato sarà devoluto al Progetto Donatella Colombara, nato in memoria dello stimato medico di base di Conselve che per trent’anni ha assistito la comunità. L’iniziativa sostiene un centro di ascolto e primo intervento sanitario nella periferia di Nairobi, in Kenya, guidato dal missionario canossiano padre Angelo Bettelli.

Un incontro nella sala “Vita Nova” a Conselve

Sul piano delle prestazioni dirette, il Servizio Assistenza Domiciliare si è integrato con il servizio educativo domiciliare per adulti fragili e minori. “Abbiamo avviato una collaborazione con un educatore esperto per trenta ore settimanali, seguendo dieci utenti e affiancando chi affronta situazioni di demenza sul piano relazionale e del benessere quotidiano”, chiarisce la responsabile del sociale. Prosegue inoltre la consegna dei pasti a domicilio, a cui si aggiunge il servizio del Pulmino Amico che

da novembre 2025 a giugno 2026 ha garantito 113 uscite e novemila chilometri per visite ed esami sanitari grazie ai volontari. L’offerta per la terza età comprende infine il Progetto Vita Nova, con corsi di ballo, attività motoria, cure termali, cinema e incontri di prevenzione contro le truffe, mentre è in fase di allestimento la sede del nuovo centro Auser gestito dai volontari locali. • Nicola Stievano

La scommessa sui giovani tra progetti di rigenerazione urbana, laboratori gratuiti di street art e percorsi su formazione e occupazione

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Conselve si moltiplicano le opportunità “A settembre proseguiamo con Giovani in dedicate alle nuove generazioni con un movimento, un laboratorio di urban art guidato programma di interventi orientati alla for- dall’artista Carolina Blanco, in arte Carolì. Il mazione, alla creatività e all’inclusione sociale. Nel percorso, realizzato grazie ai fondi europei della corso dell’estate l’iniziativa “Ci sto? Affare fatica!” ha Regione del Veneto nell’ambito del progetto registrato un grande successo, vedendo l’impegno Mind the Geps, prevede 20 ore di laboratorio di 40 giovani suddivisi in tre squadre a Conselve e gratuito dal 14 al 18 settembre per otto giovani una a Terrassa Padovana. “I ragazzi si sono dedicati tra i 18 e i 29 anni, sia studenti che ragazze e alla rigenerazione urbana affiancati da adulti che ragazzi non occupati. Impareranno le tecniche hanno messo a disposizione le proprie competenze. dell’urban art per dare vita a un murales, ed Il loro coinvolgimento è stato straordinario”, sottolinea è ancora possibile iscriversi rivolgendosi in l’assessore al sociale Susanna Lazzarin. municipio”.

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L’attenzione ai giovani prosegue con il Progetto Giovani Euganei, finanziato dalla Regione Veneto, nell’ambito del quale alcune ragazze stanno raccogliendo i dati dei partecipanti ai vari bandi per organizzare un fine settimana tra arte, sport, laboratori creativi e hip hop. Il Comune ha inoltre aderito alla misura del Gal Patavino mettendo a disposizione tre pulmini gestiti dalle associazioni. Infine, attraverso il Programma Gol promosso da Veneto Lavoro, si offrono ai disoccupati o a chi ha un reddito basso occasioni di reinserimento lavorativo.

La street artist Carolì

“Accompagniamo i giovani verso il lavoro con corsi di formazione per recuperare competenze fondamentali, comprese quelle digitali”, conclude l’assessore Lazzarin. • (N.S.)

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7 Giovani e anziani/2. La trasformazione demografica fai conti con denatalità e invecchiamento della popolazione

TRIBANO, INDICE DI VECCHIAIA AL 215%, COSÌ I NUOVI NATI SONO SEMPRE MENO

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I ragazzi impegnati nelle iniziative di “Giovani custodi”

ribano sta affrontando una trasformazione demografica profonda che riflette le dinamiche di molti comuni della Bassa Padovana. Se negli anni Sessanta in paese si registravano circa novanta nascite all’anno, oggi i nuovi nati sono scesi a circa ventiquattro, portando l’indice di vecchiaia a superare il 215 per cento, con un rapporto di due anziani per ogni giovane. “Un dato del genere non è un semplice numero da commentare, ma un segnale da affrontare con coraggio e visione”, sottolinea il sindaco Massimo Cavazzana. “Una comunità si salva soltanto se sa prendersi cura di tutte le persone, dai più fragili ai più giovani. Per questo abbiamo scelto di seminare futuro tra le nuove generazioni e garantire protezione

alla terza età: due linee parallele che si completano, perché curare gli anziani significa difendere la salute del presente, mentre curare i giovani significa costruire il domani”. Sul fronte della popolazione anziana, che conta 374 residenti con più di ottant’anni dei quali un quarto vive in solitudine, il Comune ha strutturato una rete capillare di assistenza e prevenzione. Attraverso i fondi del Gal Patavino è stato avviato un progetto triennale di teleassistenza innovativa rivolto a trenta anziani soli, garantendo sicurezza attiva ventiquattro ore su ventiquattro, monitoraggio costante e interventi tempestivi. “È la tecnologia che diventa cura e la cura che si trasforma in dignità”, evidenzia Cavazzana. “Questo servizio consente di

rimanere più a lungo nella propria casa, garantendo maggiore autonomia e riducendo i ricoveri in un Veneto che soffre la mancanza di oltre novemila posti nelle case di riposo”. Alla tecnologia si affianca la prevenzione sul territorio: oltre cento anziani partecipano ai corsi di Attività Fisica Adattata per migliorare equilibrio e socialità, mentre in collaborazione con la Croce Rossa di Due Carrare vengono offerti screening gratuiti per pressione, glicemia e colesterolo. Insieme ad Auser e alla Biblioteca comunale sono organizzati incontri di educazione alla salute. “Due euro investiti in prevenzione valgono quattordici euro di patologie evitate”, fa sapere il sindaco. Inoltre la Caritas e l’assistenza comunale garantiscono visite domiciliari e sostegni alimentari. Parallelamente, l’amministrazione ha promosso percorsi educativi e formativi coordinati con dieci realtà di volontariato locale. Il progetto Giovani Custodi coinvolge circa cento ragazzi tra i dieci e i diciotto anni nella cura dei beni comuni e del verde pubblico durante le giornate dedicate alla sostenibilità, offrendo borse di studio e un riconoscimento pubblico. “I nostri ragazzi non sono semplici spettatori, ma i protagonisti di una piccola rivoluzione civile”, chiarisce il sindaco Cavazzana. L’impegno per le famiglie si sviluppa anche tramite l’iniziativa Benessere in Comune, finanziata con oltre ventotto mila euro per ragazzi dai sette ai quattordici anni,

“Giovani Euganei” fa tappa in Senato: 17 i Comuni della Bassa coinvolti nel progetto

che ha portato alla creazione di un’aula studio attrezzata con rete internet e alla realizzazione di eventi ludico-educativi su salute, inclusione e rischi della rete. L’attenzione alla crescita dei cittadini di domani si completa con percorsi sulla legalità democratica in avvio con Libera e Avviso Pubblico e con il progetto Porte Aperte, che collega scuole e aziende locali per guidare i giovani nella scoperta dei mestieri e del mondo del lavoro. “Tribano sta

• Nicola Stievano

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prire le porte delle istituzioni ai giovani per favorire partecipazione e consapevolezza. È questo il senso dell’incontro al Senato tra il senatore questore Antonio De Poli e un gruppo di giovani e amministratori della Bassa Padovana protagonisti del progetto “La poltrona dei giovani prende parola”. L’iniziativa rientra nel bando regionale “Giovani Euganei”, che coinvolge 17 Comuni del territorio con Monselice come ente capofila e sostiene progetti ideati direttamente dai gruppi giovanili locali. Il percorso prevede una serie di incontri con i diversi livelli della rappresentanza istituzionale, dal Comune fino al Consiglio regionale del Veneto, alla Provincia di Padova e al Senato. Ad accompagnare i ragazzi nella visita a Palazzo Madama è stato Giovanni Cillario, referente giovani della Pro Loco di Monselice e presidente del Leo Club Monselice, promotore del progetto insieme alla presidente della Pro Loco Mariagrazia Canazza. Presenti anche il sindaco di San Pietro Viminario Nicolas De Zuani, il consigliere comunale Matteo Bertin e l’assessore Nicolò Capuzzo di Tribano.

costruendo un ecosistema sociale capace di non lasciare indietro nessuno”, conclude il primo cittadino Massimo Cavazzana. “Vogliamo evitare che i ragazzi crescano nel silenzio o che gli anziani invecchino nella solitudine. Una comunità si salva accendendo i giovani e proteggendo gli anziani, esattamente come si accendono le luci di un paese quando scende la sera”.

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“Mi ha colpito la curiosità e la voglia di partecipare dimostrata dai ragazzi – ha raccontato De Poli –. Hanno posto domande, cercato di capire e soprattutto hanno mostrato il desiderio di far sentire la propria voce. Se vogliamo avvicinare i giovani alla vita pubblica dobbiamo prima di tutto creare occasioni di incontro, ascoltarli e permettere loro di conoscere da vicino le istituzioni”. Secondo il senatore, il coinvolgimento delle nuove generazioni passa dalla possibilità di comprendere concretamente come funzionano i luoghi della democrazia. “La politica deve essere vista per quello che dovrebbe essere: uno strumento per migliorare la realtà e dare risposte alle comunità”.

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CONSELVE

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Il progetto. La compensazione è stata calcolata sulla stima della produttività dell’impianto di oltre 24,5 milioni di euro

NUOVO MAXI IMPIANTO FOTOVOLTAICO DAVANTI ALLE FABBRICHE: MEZZO MILIONE AL COMUNE L ’area all’ingresso della zona industriale di Conselve, un tempo occupata dalle stalle sociali, si appresta a vivere una profonda trasformazione urbanistica ed ecologica. Un terreno di 13 ettari, tra la regionale Monselice-Mare e viale Unità d’Italia — subito dopo la rotatoria del centro commerciale Lando —, ospiterà un imponente impianto fotovoltaico a terra da 12,4 MW di potenza. Pur essendo edificabile, l’area è rimasta incolta e inutilizzata per decenni; nel corso del tempo si erano prospettati diversi progetti di sviluppo che tuttavia non hanno mai trovato concreta attuazione. La svolta decisiva arriva attraverso l’accordo siglato tra l’amministrazione comunale di Conselve e la società San Remo Costruzioni, con sede a Candiana. L’azienda ha presentato l’istanza per la realizzazione dell’infrastruttura energetica, della potenza nominale di 12.456 kWp. In virtù della normativa

Il terreno all’ingresso della zona industriale sul quale saranno installati i pannelli

vigente in materia di impianti da fonti rinnovabili, il proponente e il Comune hanno definito uno schema di convenzione per stabilire l’ammontare delle opere di compensazione territoriale a favore della collettività.

Il calcolo della compensazione è stato effettuato sulla base della capacità produttiva stimata dell’impianto. Con una potenza di picco pari a 12,456 MW, la produzione complessiva nell’arco dei vent’anni di esercizio previsti si

attesterà intorno ai 431.360 MWh. Considerando un valore medio di vendita dell’energia stimato in circa 57 euro al MWh, l’impianto genererà un ricavo teorico di circa 24,5 milioni di euro. La somma spettante al Comune è stata fissata in 565 mila euro, una cifra valutata congrua dai tecnici che hanno seguito l’iter istruttorio: la normativa prevede che le misure compensative possano arrivare anche fino al 3% della produttività dell’impianto. Queste risorse finanzieranno un capitolo di bilancio vincolato e saranno interamente destinate alla ristrutturazione e alla valorizzazione del Pra’ Comunale, polo verde di primaria importanza per la vivibilità e la fruizione pubblica del territorio conselvano. Come evidenziato nella delibera recentemente approvata dalla giunta comunale, l’intervento permetterà di recuperare e riqualificare un fondo da anni ridotto a landa incolta, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile che coniuga la transizione

energetica con il miglioramento degli spazi pubblici urbani. Approvato lo schema di convenzione, l’ultimo passaggio formale sarà la sottoscrizione ufficiale dell’accordo, che consentirà al progetto di proseguire il proprio percorso autorizzativo. La notizia ovviamente ha sollevato subito le prime reazioni e anche le prime domande, fra le quali quella sull’entità della misura compensativa riconosciuta al Comune, inferiore al valore massimo del 3%, ma anche sull’iter autorizzativo dell’impianto. Il tema dell’energia solare si conferma peraltro centrale nell’intera area della Bassa Padovana: a pochi chilometri di distanza, nel vicino comune di Bagnoli di Sopra, è allo studio un altro imponente progetto sugli ex terreni Cosecon Attiva, dove potrebbe sorgere un parco fotovoltaico da 26,66 MW esteso su 30 ettari. • Nicola Stievano

SCONTRO SUL PRA’ TRA COMITATO E AMMINISTRAZIONE: AL CENTRO DELLA POLEMICA LA TUTELA DEL VERDE

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l Pra’ Comunale è spesso al centro del dibattito cittadino. Il comitato Amici del Pra’ ha espresso anche in questi mesi forte preoccupazione per l’installazione del luna park estivo, ritenendo che la presenza delle giostre comprometta il terreno di un parco sottoposto a tutela paesaggistica. “Purtroppo questa amministrazione, ben intenzionata a parole, si è dimostrata nei fatti poco coerente ed attenta”, dichiara la portavoce del comitato. “Dopo una quantità notevole di abbattimenti di alberi e in sostanza una spesa ingente, si

continua con l’impatto negativo del Luna Park. Il concetto di tutela e valorizzazione del parco passa così in secondo piano”. Il comitato fa sapere che organizzerà ora delle serate con esperti per approfondire le corrette modalità di salvaguardia. Di diverso avviso l’amministrazione comunale. L’assessore Cristian Maneo ribadisce la duplice funzione del Pra’, da sempre spazio verde ma anche sede degli eventi estivi, come la Fiera di Sant’Agostino. Maneo precisa che il progetto di riqualificazione prevede una netta separazione

degli spazi: “La parte che si affaccia lungo via Vittorio Emanuele viene completamente destinata all’area verde vera e propria, anche con le nuove piantumazioni. Qui non ci sarà più posto per stand e altre strutture. Nel progetto è chiaro e ben specificato che c’è una parte riservata alle giostre e alle strutture dei grandi eventi mentre tutta la parte del parco che si affaccia lungo via Vittorio Emanuele sarà dedicata solamente al verde. L’obiettivo è tutelare la zona verde e tenerla ben distinta dall’area destinata agli eventi”.

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SETTEMBRE

DAVANTI AL MUNICIPIO

PRE-APERTURA FIERA

ORE 20:00

Cerimonia dell’Alzabandiera con la partecipazione della Banda cittadina Giuseppe Verdi

Serata danzante con MARLEN CLUB e il DJ MATTEO LIONELLO 20.00 | Balli di gruppo - M° Rizzato Valentina 21.00 | Ballo liscio 22.00 | Show MARLEN CLUB A seguire ballo per tutti

VIALE D’INGRESSO AL PRÀ - lato ospedale

Apertura ufficiale del Villaggio Fiera

NATALE CALESELLA:

CONSELVE IN ACQUERELLO

mostra di opere in terracotta sulla storia di Conselve

mostra delle opere di Gino Berto

Villaggio fiera aperte per tutto il periodo fieristico

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Direzione artistica e musicale M° Andrea Ferrari

@Conselve-distretto del commercio

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sabato 29 AGOSTO

ORE 10:30

MEETING ARENA Villaggio Fiera

DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

ORE 21:00

Concerto L.A. VOCE Elisa e Giorgia Live Experience

MEETING ARENA Villaggio Fiera

DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

ORE 21:00

ORE 21:00

ORE 21:00

Serata danzante con Igor Chinetti Band

Convegno: Presentazione dei progetti Conselve città della Vigna - Riconoscimento marchio De.Co. ai Sugoi e la Nuova tappa della via Romea Germanica

27/29/30 agosto | 18.00 - 23.00 28 agosto | 9.00 - 23.00

- Mostra fotografica

con la New Art Symphonic Orchestra

Solennità di Sant’Agostino

Serata danzante con i NuOVANTA ORE 20:30

Viale d’ingresso al Prà lato ospedale

L’ATTIMO RITROVATO

CONVEGNI E CONCERTO DI GALA PER GLI 80 ANNI DELLA REPUBBLICA

Con la partecipazione di: Protezione Civile | Associazione Nazionale Carabinieri | Ass. Musicale G. Verdi | Free Radio Conselve

Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto GIOVEDÌ 27reale. AGOSTO VENERDÌ 28 AGOSTO mercoledì 26 agosto aggiornate in tempo

DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

SPETTACOLI, BALLO E CONCERTO DEI BLUBORDÒ CON SPECIAL GUEST FRANCESCA MICHIELIN

MEETING ARENA Villaggio Fiera

ORE 21:00

Interventi delle Autorità e musiche a cura del M° Andrea Ferrari e della New Art Ensemble DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

ORE 21:00

Serata danzante con Lara Agostini

DOMENICA 30 AGOSTO PRÀ COMUNALE lato ospedale

DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

ORE 08:00

MEETING ARENA Villaggio Fiera

ORE 18:00

ORE 21:00

Convegno IL VINO E IL TERRITORIO - Il Conselvano guarda al futuro

Esibizione di ginnastica ritmica con GINNASTICA ANNIA ASD MEETING ARENA Villaggio Fiera

ORE 21:00

Concerto della SOUND CHECK Band

3a Edizione CORRI IN PRÀ DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

lunedì 31 AGOSTO

ORE 21:00

MARTEdì 01 SETTEMBRE MEETING ARENA Villaggio Fiera

ORE 21:00

MERCOLEdì 02 SETTEMBRE DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

ORE 21:00

Convegno: IN CAMPO ASSIEME: I VALORI DELLO SPORT In collaborazione con il Calcio Padova

Serata latina con Lady Vega DJ

DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

Convegno: IL VENETO IN PENTOLA Le ricette della nostra tradizione

ORE 21:00

Serata danzante con Rossella Ferrari e i Casanova

MEETING ARENA Villaggio Fiera

ORE 21:00

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA DEL VENETO Direzione artistica M° Alberto De Piero www.fimveneto.it DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

ORE 21:00

Serata danzante con Renzo Biondi

giovEdì 03 SETTEMBRE MEETING ARENA Villaggio Fiera

ORE 21:00

Convegno: TALENT MATCH: dalla formazione al mondo del lavoro ORE 21:00 SCARICA L’APP RADIO Serata danzante VENETO24 con A.S.D. Katj Dance e DJ Della Valle SUL TUO SMARTPHONE DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

venerdì 04 SETTEMBRE MEETING ARENA Villaggio Fiera

ORE 21:00

SABATO 05 SETTEMBRE MEETING ARENA Villaggio Fiera

ORE 21:00

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DOMENICA 06 SETTEMBRE CITTADELLA SCOLASTICA Via Traverso

ORE 10:00

Festeggiamenti per il 75° anniversario della fondazione Avis comunale del Conselvano e concerto degli Otogrì

Spettacolo di burattini per bambini e famiglie “RADIO PEPINITA! La rapa la terra la pace la guerra”

Inaugurazione della Nuova cittadella scolastica

DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

DANCE & FUN ARENA Piazza Battisti

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Concerto: Da Verdi a Morricone ... Buon compleanno Italia! New Art Symphonic Orchestra Direttore musicale e artistico: Maestro Andrea Ferrari

ORE 21:00

ORE 21:00

Concerto dei BLUBORDÒ SPECIAL GUEST FRANCESCA MICHIELIN

- lato ospedale

ORE 15:00

25 RASSEGNA CINOFILA a

MEETING ARENA Villaggio Fiera

ORE 21:00

Concerto della Golden Soul Band A seguire estrazione tombola montepremi 5.000€ Spettacolo pirotecnico

ORE 23:15


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CONSELVE

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La polemica. Il gruppo “Noi per Conselve” si è opposto e aveva tentato di proporre un uso diverso dell’edificio

Abbattuta l’ex scuola primaria Valeri duro scontro in consiglio comunale S S

Corso di italiano per stranieri, un passo avanti per l’integrazione

ulla demolizione dell’ex scuola primaria Diego Valeri, programmata da tempo e messa in pratica alla fine di luglio, si è aperto l’ennesimo scontro fra opposizione e maggioranza. Da una parte i consiglieri di minoranza hanno chiesto i documenti che giustificano un intervento così drastico, dall’altra l’amministrazione ha ricordato che la scelta risaliva ancora alla precedente giunta ed era legata al progetto di costruzione delle nuove scuole, finanziato dal Pnrr, che prevedeva appunto l’abbattimento dei vecchi edifici per ottenere il contributo del Gse. Ad insorgere nei giorni della demolizione è stato il gruppo “Noi per Conselve”: “L’edificio - sostiene dai banchi dell’opposizione Melania Bortoletto - relativamente recente e sempre oggetto di regolare manutenzione, non presentava condizioni di fatiscenza tali da giustificare un intervento così radicale. Riteniamo doveroso evidenziare che ad oggi non risultano agli atti relazioni tecniche, perizie o documenti oggettivi che attestino la necessità o la convenienza economica dell’abbattimento. Una scelta di questa portata, assunta senza un’istruttoria completa, rischia di comportare una diminuzione del patrimonio pubblico e di precludere possibili opportunità di riutilizzo dell’immobile”. Secondo l’opposizione l’edificio, anziché essere abbattuto avrebbe potuto essere destinato ad altri usi di interesse collettivo, anche in collaborazione con enti confinanti come la Casa di Riposo “Beggiato”. “Riteniamo che la gestione del patrimonio pubblico - aggiungono i consiglieri di minoranza - debba essere improntata alla trasparenza, alla prudenza e alla tutela dell’interesse collettivo. Demolire senza una valutazione approfondita significa agire in modo non responsabile nei confronti della comunità. Auspichiamo inoltre che anche altre forze politiche, oggi inspiegabilmente assenti e silenziose, vogliano intervenire e approfondire la questione, contribuendo con spirito costruttivo a una scelta condivisa e realmente orientata al bene comune. Conselve merita decisioni ponderate, documentate e rispettose del patrimonio pubblico”. L’appello è caduto nel vuoto perché nei giorni successivi la vecchia scuola è stata demolita per lasciare posto ad un parcheggio. Una scelta, ricordano in municipio, già prese anni fa, quando il Comune ha rimesso mano al progetto del Pnrr per la costruzione delle nuove

scuole. “Per ottenere il contributo Gse da 800 mila euro - ricorda l’assessore all’istruzione Stefania Mastellaro - era necessario effettuare l’abbattimento della Valeri, come era stato chiaramente specificato. In questi anni abbiamo lavorato per trovare le risorse necessarie per coprire le spese e dare a Conselve due nuove scuole. Non vedo perché le nostre scuole devono essere sempre denigrate”. Ma l’opposizione ha insistito, durante il consiglio comunale, nel chiedere perché si sia arrivati alla demolizione di un edificio che poteva avere ancora un valore e un ruolo. Il sindaco Umberto Perilli

ha risposto citando la perizia del 2019 allegata alla richiesta di finanziamento per la costruzione della nuova scuola,

nella quale si affermava che non c’era alcuna convenienza a ristrutturare la Valeri. “Sono trascorsi altri sette anni ha aggiunto - e riteniamo che non siano necessarie ulteriori verifiche o perizie. Quanto ai possibili usi alternativi la vicina Casa di riposo era interessata al terreno ma non certo all’edificio, per il quale non ha mai manifestato alcun interesse. Inoltre abbiamo disponibile l’edificio dell’altra ex scuola primaria, la “Leonardo Da Vinci” che è libero e potrà essere utilizzato in altro modo e per diverse finalità”. • Nicola Stievano

Sintonizzati Dal piccolo comune fino sul di Padova: alla periferia siamo Ogni 20presenti minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. con oltre 30 sedi sul territorio provinciale. DIFENDIAMO I TUOI DIRITTI, LA TUA PENSIONE, IL TUO FUTURO Puoi scriverci all'indirizzo spipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi:

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i è concluso con bilancio positivo il percorso di apprendimento della lingua italiana promosso dal Comune di Conselve in stretta sinergia con la biblioteca. L’iniziativa, svolta tra febbraio e giugno, è stata ideata per offrire ai cittadini extra-Unione Europea strumenti linguistici indispensabili per un reale inserimento nel tessuto sociale e lavorativo locale. I corsi, volti al conseguimento delle certificazioni A1 e A2, hanno registrato un’ampia partecipazione e un forte entusiasmo. In seguito alle selezioni curate da docenti ministeriali, la classe di livello base A1 ha accorpato 18 iscritti, mentre il livello intermedio A2 ne ha contati 8. La platea dei partecipanti, prevalentemente femminile, ha visto la presenza di cittadini provenienti da Nordafrica, Cina, Moldavia, Ucraina, Sudamerica e altri Paesi. Il progetto è nato dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale e il CPIA di Padova (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti) nell’ambito dell’iniziativa Civis. L’apprendimento dell’italiano rappresenta infatti un requisito fondamentale per l’ottenimento del permesso di soggiorno, la ricerca di un’occupazione e la partecipazione attiva alla vita della comunità. Sull’iniziativa è intervenuta l’assessore all’Istruzione Stefania Mastellaro: “Erano tre anni che stavamo lavorando per portare questo tipo di realtà a Conselve e finalmente ci siamo riusciti grazie alla collaborazione con la nostra biblioteca, con il settore socioculturale e con il Cpia”. L’amministrazione intende ora rilanciare il percorso per la stagione fredda. “L’intenzione è quella di riproporre l’iniziativa già in autunno”, sottolinea ancora l’assessore Mastellaro. “Speriamo di poter continuare a crescere, magari stringendo nuove sinergie con le associazioni di volontariato, con gli istituti superiori della nostra città e con le aziende del territorio che hanno la necessità di assumere dipendenti provenienti anche da paesi stranieri”. Gli interessati alle prossime edizioni possono rivolgersi direttamente alla biblioteca comunale per ricevere informazioni. • (N.S.)


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MEDICINA DELLO SPORT, FISIOTERAPIA E RIABILITAZIONE A ESTE: SALUTE E PERFORMANCE: il nuovo punto di riferimento per la medicina dello sport, la fisioterapia e la riabilitazione

RTO DI A P E R NUOVO

Ogni 20 minuti tutte le notizie delRTVeneto VA I O P NA S I C I D aggiornate in tempo reale. E M RAPIA FISIOTE IONE Z A T I L I E RIAB

ESTE – All'interno della nuova clinica polispecialistica Domus Medica nasce una nuova area dedicata alla Medicina dello Sport e alla Riabilitazione, pensata per offrire percorsi completi di valutazione, prevenzione e recupero funzionale. Il servizio si rivolge ad atleti professionisti, sportivi amatoriali e a tutte le persone che desiderano migliorare la propria efficienza fisica, recuperare la mobilità dopo un infortunio, un intervento chirurgico o una patologia e tornare a svolgere le attività quotidiane in piena sicurezza. La Medicina dello Sport rappresenta il punto di partenza per un'attività fisica sicura e consapevole. Presso Domus Medica è possibile effettuare visite specialistiche per il rilascio delle certificazioni di idoneità agonistica e non agonistica, attraverso un'attenta valutazione clinica dello stato di salute.

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Il percorso di cura si distingue per l'approccio multidisciplinare che integra Fisiatria, Ortopedia, Fisioterapia e palestra riabilitativa. Medico fisiatra e fisioterapisti collaborano per definire programmi personalizzati dedicati al recupero post-infortunio, alla riabilitazione post-operatoria, alla ginnastica posturale e alla rieducazione funzionale. L'obiettivo è accompagnare ogni paziente verso un recupero completo, favorendo un movimento corretto, riducendo il rischio di recidive e promuovendo benessere, salute e qualità della vita nel lungo periodo.

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CONSELVE

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Il dibattito. In primo piano anche il ruolo della polizia locale e la sorveglianza dell’ex hotel Oasi ancora in abbandono

SICUREZZA, PERILLI RESPINGE LE ACCUSE MA L’OPPOSIZIONE INSISTE SULLE CRITICITÀ C onselve si può dire una città sicura? La risposta è diametralmente opposta tra tra le due componenti del consiglio comunale: l’opposizione rilancia l’allarme criminalità e si appella anche al Prefetto, la maggioranza e il sindaco invece rispondono che i dati e i riscontri con le forze dell’ordine non sono così preoccupanti. Durante il consiglio comunale chiesto a gran voce dalla minoranza proprio per affrontare la questione sicurezza il sindaco Umberto Perilli ha voluto chiarire anzitutto di non aver mai ricevuto alcuna diffida da parte del Prefetto, che invece ha sollecitato la convocazione del consiglio comunale. “Ricordo che sul fronte della sicurezza - ha sottolineato Perilli - l’amministrazione comunale interviene in subordine perché la gerarchia vede al vertice prefettura e questura e via via le forze dell’ordine, infine il Comune. Al

Prefetto ho chiesto dei dati sul fenomeno e per quanto riguarda Conselve emerge un livello sul fronte della sicurezza in linea con il territorio. Anzi per alcuni settori, come i furti in abitazione, siamo al di sotto della media locale anche se va detto ci sono delle bande che si spostano sul territorio. Per quanto riguarda l’hotel Oasi tutti i report che noi abbiamo dalla nostra polizia municipale e della stazione dei carabinieri ci dicono che in due occasioni sono state individuate delle persone all’interno e che i controlli avvengono come minimo settimanalmente. In queste occasioni non sono stati trovati altri intrusi. Questa amministrazione, inoltre, ha portato il comando di polizia municipale da tre agenti che si occupavano di tre comuni a sette agenti che si occupano di due comuni. Abbiamo investito su questo nella convinzione che senza il numero

di agenti adeguato il servizio non possa essere erogato. Abbiamo organizzato numerosi incontri anche con la parte sindacale per trovare una sintesi tra i differenti modi di vedere di vedere la gestione della squadra degli agenti. Ci tengo a sottolineare che il comando di polizia municipale garantisce tutti i servizi a cui è preordinato. Non c’è nessuna mancanza e il corpo è sempre operativo. Sono convinto che il nostro comando abbia potenzialità importanti perché dispone di ottimi professionisti”. Il

sindaco ha affrontato anche il tema della videosorveglianza e della manutenzione dell’impianto. Per l’opposizione, invece, i problemi restano tutti, a partire proprio dall’hotel Oasi dove soprattutto alla sera vengono avvistate persone aggirarsi nei dintorni e anche all’interno della struttura, fino allo stato di agitazione proclamato dalla polizia locale. Il gruppo “Noi per Conselve” ha presentato una mozione con la richiesta di dimissioni del sindaco, ovviamente respinta dopo che la maggioranza ha

fatto quadrato intorno a Perilli. Dai banchi dell’opposizione è duro il giudizio di Carlo Capuzzo: “Dopo oramai quattro anni di amministrazione ci saremmo aspettati una reazione di responsabilità di fronte alle gravi criticità che la gestione politica ha causato. Lo stato di agitazione sindacale, inedito assoluto per quell’ufficio, pone Conselve in una pessima luce agli occhi dei cittadini e certifica, qualora ve ne fosse ancora bisogno, la totale inadeguatezza del sindaco nel gestire e risolvere problematiche molto spesso create dalla sua stessa linea amministrativa. Si impone doverosa inoltre una riflessione sulla sua capacità di gestire le relazioni con la struttura amministrativa e con le persone che fanno parte della sua squadra”. • Nicola Stievano

L’addio alle suore Canossiane: in archivio 125 anni di storia

S

i è chiuso lo scorso 31 luglio scorso un lungo e significativo capitolo per la comunità di Conselve. Dopo ben 125 anni di presenza sul territorio, le madri Canossiane hanno lasciato Palazzo Benvenuti, in pieno centro, la loro casa per oltre un secolo. Tra quelle mura sono passate generazioni di conselvani che vi hanno frequentato le scuole materna - poi dell’infanzia - ed elementare, tornando poi nel tempo ad accompagnarvi figli e nipoti. Un pezzo fondamentale di storia cittadina che, per quanto riguarda il servizio scolastico, prosegue con continuità: da un paio d’anni la gestione dell’istituto scolastico è infatti affidata con buoni risultati alla cooperativa Start, che ha ampliato la proposta educativa affiancando la sezione Primavera alla scuola dell’infanzia e alla primaria.

L’abbraccio più caloroso da parte della cittadinanza si è tenuto l’ultima domenica di luglio in occasione della messa celebrata in Duomo. La comunità si è raccolta per salutare le quattro madri, suor Amelia, Domenica, Maddalena e Maria, affiancate nell’occasione dalla madre provinciale Elena. “Lasciare il luogo in cui si è operato, lavorato, pregato, voluto bene non è facile – ha sottolineato l’arciprete don Claudio Zuin durante l’omelia –. Condividiamo l’eucaristia con la presenza delle nostre quattro madri insieme alla madre provinciale. A questo primo saluto ne seguirà un altro in autunno”. Profonda la commozione nelle parole delle religiose, a partire da madre Maddalena Ruzzon, nativa proprio di Conselve e in partenza per Valdobbiadene: “Ho varcato la porta dell’istituto quando avevo 3 anni e ora ne ho 87. Qui ho

maturato la mia vocazione. A volte la volontà del Signore è dura da accettare, ma so che Lui ci è sempre vicino”. Un sentito pensiero di gratitudine è arrivato anche da madre Maria Drago, a Conselve per 34 anni come insegnante alla primaria e anima di

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e veicoli Ogni 20 minuti tutte le notizie del Venetocommerciali aggiornate in tempo reale.

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molteplici attività parrocchiali: “Mi sono sempre sentita accolta, amata e benvoluta, con la gioia di ricambiare il bene con altro bene. Dio mi ha scelta per servirlo sotto la guida della fondatrice santa Maddalena di Canossa e con il sostegno della comunità delle madri a cui sono grata”.

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BOVOLENTA - BAGNOLI DI SOPRA

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Il progetto. A Bovolenta il gruppo “Futuro è condivisione” chiede i dettagli dell’iter annunciato ormai da mesi

Supermercato, i dubbi e la conferma dell’azienda: “Apertura entro l’anno”

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’insediamento del nuovo supermercato Conad negli spazi dell’ex Consorzio Agrario continua a far discutere Bovolenta, in particolare fra maggioranza e opposizione. Annunciata la scorsa primavera e al centro del dibattito anche durante la campagna elettorale, la struttura di vendita troverà posto nell’ex Consorzio già acquistato dalla catena di supermercati rappresenta un’importante opportunità di sviluppo. Tuttavia, il gruppo di opposizione “Futuro è condivisione” ha deciso di vederci chiaro sull’effettivo stato dell’arte.

Il consigliere di minoranza Giuseppe Rangon ha inoltrato una richiesta di accesso agli atti per verificare l’avanzamento dell’iter. “L’Ufficio tecnico ha risposto che non risultano depositate pratiche edilizie per l’insediamento della struttura, fatta eccezione per la Scia sulla bonifica delle cisterne presentata dal vecchio proprietario”, fa sapere Rangon. Il consigliere precisa l’atteggiamento del gruppo: “Non siamo contrari all’opera, ogni investimento che porta servizi e lavoro è positivo. Proprio perché lo riteniamo importante, i cittadini devono conoscere lo stato reale delle procedure amministrative, senza creare false aspettative. Questa è vera trasparenza”. L’opposizione si è soffermata anche sui parcheggi e sulla viabilità. La conferma dell’apertura entro l’anno è stata data prima in consiglio comunale e successivamente dalla stessa Conad. “Il deposito delle pratiche negli enti e uffici competenti - spiega la cooperativa che segue i punti vendita in Veneto - è in fase di predisposizione e avverrà entro breve. Il progetto prevede un

negozio di circa 300 metri quadrati in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini di Bovolenta, in una posizione particolarmente comoda, vista la dotazione di parcheggi presenti a corredo dello stabile”. “E’ una notizia che, al di là delle tempistiche che dipenderanno dal completamento dell’iter amministrativo, - commenta il sindaco Anna Pittarello - conferma un aspetto fondamentale: il progetto esiste ed è concreto. Ed è esattamente ciò che questa amministrazione ha sempre sostenuto. Per mesi abbiamo assistito a ricostruzioni secondo cui il supermercato sarebbe stato soltanto uno slogan elettorale o un annuncio privo di qualsiasi fondamento. Abbiamo sempre detto che c’era un interesse concreto e che, come per qualsiasi intervento di questa portata, sarebbero stati necessari i tempi e i passaggi previsti dalla normativa. Abbiamo semplicemente raccontato ai cittadini una realtà che oggi trova ulteriore conferma”. • Nicola Stievano

Bagnoli: la sostenibilità sale sul palcoscenico del Teatro Goldoni

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a sostenibilità non è soltanto una questione ambientale, ma un modo di produrre, consumare e vivere il rapporto con le risorse. È da questa convinzione che è nato lo “Non si butta via niente”, spettacolo andato in scena al Teatro Goldoni e promosso da Confartigianato Imprese per coinvolgere imprese e cittadini in una riflessione sul valore del riuso, attraverso il linguaggio del teatro. Una riflessione quanto mai attuale in un momento in cui l’economia circolare è tornata al centro del dibattito pubblico, anche in seguito alla decisione della Regione Veneto di convocare un tavolo tecnico straordinario per affrontare la crisi della filiera della plastica riciclata.

“Non si butta via niente”, scritto da Gianni Clementi, ha visto protagonisti Emanuela Rossi, tra le più apprezzate attrici e doppiatrici italiane – voce italiana, tra le altre, di Michelle Pfeiffer, Emma Thompson e Robin Wright – e Claudio Totino, attore e doppiatore di grande esperienza. Attraverso una narrazione coinvolgente, capace di alternare leggerezza e momenti di riflessione, lo spettacolo ha inviato i numerosi spettatori presenti a interrogarsi sul rapporto con gli oggetti, sul consumo e sullo spreco, ricordando come il valore delle cose non sia determinato soltanto dalla loro utilità, ma anche dalla storia che racchiudono e dalla capacità di essere recuperate e rigenerate.

SENTINELLA DEL FIUME BACCHIGLIONE

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il Castello di San Martino della Vaneza fra storia e misteri

Una storia lunga più di mille anni lega il fiume Bacchiglione e il Castello di San Martino della Vaneza, a Cervarese Santa Croce. Un tempo in cui questa edificazione medievale ha cambiato più volte funzione, ma non ha mai smesso di dialogare con il fiume. Prima fortezza, poi porto fluviale, infine museo: oggi il castello narra tutta la sua storia e non nasconde anche qualche mistero. Molti degli oggetti conservati nel Museo Archeologico del fiume Bacchiglione sono stati recuperati proprio dall'acqua: reperti preromani e romani, ceramiche medievali, antiche imbarcazioni monossili. Oggetti comuni che oggi permettono di ricostruire e raccontare una storia fatta di gesti quotidiani e che lasciano in sospeso più di qualche interrogativo. Passeggiando tra le mura e lungo il fiume, viene spontaneo chiedersi quante storie il castello abbia vissuto, e quante ne siano andate perdute. Di molte si conoscono i protagonisti e le date. Di altre restano soltanto pochi oggetti, qualche traccia e molte domande. La struttura si trova inoltre lungo la Ciclovia Fiume Bacchiglione I1/I2, un itinerario di circa 60 chilometri che segue in gran parte gli argini del fiume attraversando campagne, borghi rurali e numerosi luoghi di interesse storico e architettonico. Il Castello di San Martino della Vaneza è oggi proprietà della Provincia di Padova Per informaUn patrimonio da scoprire Castello di zioni sulle visite guidate e sulle Episodio 5 San Martino ASCOLTACI SU della Vaneza attività, è possibile contattare il WWW.VENETO24.IT Museo a info@castellosanmartiAscoltaci in tutto il Veneto in auto sul SUL TUO PC O ALEXA nodellavaneza.it. Il Castello si trova in via San Martino, 23 a Cervarese Santa Croce (Padova). Clicca sui QR-code per vedere i video di presentazione.

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DUE CARRARE

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Comunità. Il complesso architettonico acquistato dal Comune ha iniziato a ospitare eventi pubblici

VILLA PETROBELLI PATRIMONIO CARRARESE APERTO ALLA CITTADINANZA

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cquisite al patrimonio comunale alcuni mesi fa, la centralissima villa Priuli Talpo Petrobelli e le sue pertinenze sono già diventate spazi pubblici di aggregazione e socializzazione. Eseguiti alcuni interventi di manutenzione e sistemazione, l’area esterna del complesso immobiliare, che fu culla dell’antica famiglia Da Carrara, ha cominciato a ospitare eventi promossi dal Comune e dalle associazioni locali. “Dopo l’acquisto di villa Petrobelli la priorità è stata

la messa in sicurezza degli spazi esterni, così da poter permettere fin da subito la fruizione del bene alla cittadinanza – spiega il sindaco Davide Moro -. Adesso chiunque entri nella corte della villa rimane impressionato e piacevolmente stupito nello scoprire un patrimonio storico e culturale, ma soprattutto uno spazio bello. Con l’acquisizione del complesso della villa, la cittadinanza si è appropriata di spazi pubblici e di una memoria storica e culturale del proprio passato”.

“Il paese sta imparando a conoscere un luogo che prima non era possibile visitare – rimarca l’assessora agli Eventi di valorizzazione del territorio Alice Carpanese -. Dopo la messa in sicurezza l’abbiamo aperto al pubblico. Il primo evento ospitato è stato il torneo di arco storico: il 12 aprile la cittadinanza ha potuto visitare per la prima volta questo splendido luogo”. Negli ultimi mesi la corte del complesso di Villa Petrobelli ha fatto da cornice a vari eventi pubblici, come i concerti estivi di El Bacaro Festival, la presentazione ufficiale delle squadre dell’Asd Azzurra Due Carrare e la Festa delle angurie promossa dal locale Vespa Club. Attualmente solo l’area esterna di villa Petrobelli è aperta alla cittadinanza, resa fruibile dai lavori già eseguiti, consistiti nella realizzazione delle recinzioni che impediscono l’accesso all’edificio, nella manutenzione delle piante del giardino e nella sistemazione delle coperture, delle grondaie e degli scuri. Per consentire l’accessibilità anche al resto del complesso immobiliare, servono ulteriori interventi e relative risorse economiche. “Parteciperemo a bandi nazionali e regionali e sfrutteremo le possibilità che il

pubblico ha di sistemare il proprio patrimonio storico e culturale – dichiara il sindaco Moro -. La villa e le sue pertinenze avranno un ruolo di rilievo nei festeggiamenti per il Millenario della vicina Abbazia di Carrara Santo Stefano, che ricorre nel 2027. Cercheremo di valorizzare villa Petrobelli, che si inserisce a pieno titolo nell’epopea dei Carraresi.

Proveremo a coinvolgere anche il Comune di Padova, che ha visto la signoria Carrarese protagonista indiscussa e per molti versi antesignana del Rinascimento e del patrimonio Unesco denominato Urbs Picta”. • Francesco Sturaro

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Libri e vino, abbinamento vincente

U

na media di circa duecento persone ha assistito alle tre serate di “Un sorso di Libri”, la rassegna letteraria estiva promossa dal Comune di Due Carrare insieme alla Libreria Gregoriana Estense e in collaborazione con Pro Loco e Gruppo Alpini di Battaglia Terme e Due Carrare. Giunta alla quinta edizione, la manifestazione si caratterizza per ospitare in scenari suggestivi nomi noti del panorama letterario nazionale. Ad ogni libro presentato vengono abbinati vini di cantine del territorio, descritti dalla sommelier Elisa Stocchiero e degustati a fine incontro. “La formula della rassegna è vincente – afferma l’assessora agli Eventi di valorizzazione del territorio Alice Carpanese -. Il connubio tra letteratura ed enogastronomia, che proponiamo in splendide location, piace al pubblico che arriva anche da fuori provincia per godersi questi appuntamenti”. Quest’anno “Un sorso di libri” ha accolto il fondatore di Eataly Oscar Farinetti che, conversando con Nicola Cesaro, ha presentato a Villa La Mincana il suo thriller “La Regola del Silenzio” (Bompiani). La millenaria Abbazia di Santo Stefano ha fatto da cornice all’incontro con Valeria Tron, autrice di “Pietra Dolce” (Salani Editore) in dialogo con

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RITIRO ARGENTERIA USATA Manuela Faccon, mentre il Castello di San Pelagio ha fatto da sfondo alla serata che ha avuto per protagonista Felicia Kingsley. Chiacchierando con Olga Navarin, la “regina del romance italiano” e finalista del Premio Bancarella 2026, ha parlato di “Mezzanotte a Parigi” (Newton Compton Editore). “Con Oscar Farinetti abbiamo riso – commenta l’assessora Carpanese –, con Valeria Tron ci siamo commossi, mentre Felicia Kingsley ha conquistato tutti con la sua freschezza, disponibilità e naturalezza”. • (F.S.)

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CARTURA

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Collaborazioni. Le due realtà lavoreranno per far crescere il calcio giovanile

ASD NEXT GEN 2025 CARTURA E REAL TERME UNISCONO LE FORZE D a alcuni anni le società sportive che promuovono lo sport giovanile si trovano a fare i conti con una progressiva diminuzione dei propri tesserati. Una situazione generalizzata dovuta, in primo luogo, al calo demografico e alla “concorrenza” tra discipline, problematiche che pesano maggiormente sulle realtà che operano nei piccoli comuni. Per aggirare questi ostacoli le società sportive stanno sempre più spesso provando a unire le forze. Questa è anche la strada intrapresa dall’Asd Next Gen 2025 Cartura, che nella passata stagione agonistica ha tesserato un centinaio di ragazzi, iscrivendo sei squadre all’attività giovanile della Figc. Il club carturano ha deciso di aderire al progetto Real Terme, sodalizio sportivo nato dall’aggregazione tra le società calcistiche di Galzignano, Battaglia, Pernumia e Torreglia. “Come Asd Next Gen 2025 Cartura – spiega il direttivo dell’associazione - da sempre consideriamo la collaborazione e l’integrazione tra le società un passaggio obbligato per poter dar vita ad una proposta che possa essere al passo con i tempi e dare le giuste risposte ai ragazzi che vogliono praticare il gioco del calcio e alle loro famiglie. Per questo abbiamo deciso di integrare la nostra attività nel progetto Real Terme, realtà importante e strutturata che come noi mette al centro i ragazzi e il loro percorso nel gioco del calcio”. La collaborazione permetterà anche di ottimizzare risorse logistiche e organizzative della Next Gen Cartura 2025, che dalla nuova stagione agonistica utilizzerà gli impianti sportivi di Pernumia. “Fulcro di questo progetto sarà lo sviluppo ulteriore del polo sportivo di Pernumia, che diventerà ancor di più un punto di riferimento per tutto il territorio limitrofo, offrendo opportunità di crescita sportiva e umana a bambini, ragazzi e famiglie – prosegue il direttivo dell’Asd Next Gen Cartura 2025 -. Questa scelta è stata anche obbligata dalle difficoltà incontrate per l’utilizzo degli impianti sportivi di Cartura. L’ostacolo l’anno scorso è stato superato grazie alla collaborazione con la parrocchia di Cartura e al gestore degli impianti di San Pietro Viminario che ringraziamo. Quest’anno ci è stata data la possibilità strategica di entrare nel

progetto Real Terme e di inserirci negli impianti di Pernumia per contribuire a sviluppare tale polo sportivo. Abbiamo deciso di intraprendere questa nuova sfida che rappresenta un ulteriore salto di qualità per la nostra associazione. È nostra volontà continuare l’attività di promozione sportiva nel territorio del Comune di Cartura e contribuire in maniera fattiva a sviluppare il progetto Real Terme nei territori limitrofi; faremo tutto ciò con rinnovata energia e determinazione”. • Francesco Sturaro

Squadra Pulcini della Next Gen Cartura 2025 impegnata al Trofeo Bucaneve a Tonezza del Cimone

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Giovani esempio di cittadinanza attiva

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i è conclusa per una ventina di ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni di Cartura l’esperienza di cittadinanza attiva, vissuta nell’ambito del progetto estivo “Ci sto? Affare fatica!”. Articolato in due settimane, il progetto, promosso dal Comune in collaborazione con la cooperativa sociale Giovani e Amici e il Consorzio Veneto Insieme, ha visto i giovani svolgere interventi di manutenzione dei beni comuni con la supervisione di un tutor e la guida di adulti tuttofare, gli “handyman”. Suddivisi in due squadre, i ragazzi dalle inconfondibili magliette rosse hanno lavorato al mattino, dal lunedì al venerdì. Il gruppo all’opera nella prima settimana del progetto si è inizialmente dedicato a sistemare panchina e bacheche in piazza De Gasperi, oltre a realizzare una casetta per il bookcrossing iniziativa che promuove la libera condivisione dei libri -, poi installata nel parco di viale dei Giardini. Nella seconda parte della prima settimana i ragazzi hanno iniziato a tinteggiare la struttura che ospita il bar della Pro Loco, situata nel parco di viale dei Giardini, e dipinto i cestini presenti nell’area. L’altra squadra, in azione la seconda settimana, ha completato la tinteggiatura del bar della Pro Loco, ha sistemato e ridipinto le panchine e le giostrine del parco di via Rossini. I giovani hanno anche effettuato un intervento di pulizia di viale dei Giardini, con rimozione dei rifiuti abbandonati e delle ramaglie causate dal maltempo, e realizzato la seconda casetta del bookcrossing, posizionata presso l’ex scuola elementare De Amicis di Cagnola. Alla fine della loro settimana di impegno civico, ciascun partecipante al progetto è stato premiato con un “buono fatica” del valore di 50 euro. • (F.S.)


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TRIBANO

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Il programma. Il Comune avrà un ruolo di coordinamento regionale per gli enti locali

Firmato il Protocollo del progetto “Bene stare, Stare bene”

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’ stato firmato qualche settimana fa, presso la Sala Consiliare del comune di Lendinara, il Protocollo di Rete del progetto “Bene-stare, Stare-bene”. Si tratta di un passo avanti per il Polesine e la Bassa Padovana perché l’obiettivo condiviso è l’edificazione di un ecosistema sussidiario di Welfare Territoriale Integrato, capace di superare la logica degli interventi parziali, episodici e assistenziali. Azioni concrete per costruire benessere a misura di persone

e imprese, promosso da Enaip Veneto all’interno del programma regionale WELL-FARE – Il welfare che connette. L’iniziativa coinvolge una rete ampia e strutturata composta da Comuni, parti sociali, imprese, enti formativi e organizzazioni del Terzo Settore, con l’obiettivo di costruire un ecosistema sussidiario di welfare territoriale integrato, capace di rispondere ai bisogni emergenti delle comunità locali. Alla firma del Protocollo hanno partecipato i comuni di Tribano, Piove di Sacco, Lendinara e Gaiba, San Martino di Venezze, Castelguglielmo, Villanova Marchesana e Arquà Polesine insieme ai partner territoriali di Veneto Welfare. Il Comune di Tribano assume un ruolo strategico: sarà infatti referente regionale dei contatti per gli enti locali, contribuendo al coordinamento delle azioni e alla diffusione delle opportunità di welfare nei territori aderenti. Il Protocollo valorizza la collaborazione con il mondo produttivo locale. Tra le imprese firmatarie e partecipanti alla rete figurano Pittarello Spa e HiRef Spa, realtà che hanno già sottoscritto a maggio il Protocollo, primo tassello di un percorso

condiviso tra amministrazione comunale e sistema economico. La dichiarazione del Sindaco di Tribano, Massimo Cavazzana: “Si avvera finalmente un passo importante, in sintonia con il Protocollo sottoscritto con le nostre imprese a maggio scorso. Oggi consolidiamo quella visione: una rete che unisce territori, comunità e aziende, costruendo servizi di prossimità, sostegno alle famiglie e nuove opportunità per i lavoratori. È un impegno che ci responsabilizza e ci rende orgogliosi”. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Laura Chiaia di Enaip Veneto, per il coordinamento del percorso di co-progettazione che ha portato alla firma del Protocollo e alla costruzione della rete territoriale. Il progetto “Bene-stare, Stare-bene” rappresenta un investimento concreto sul futuro dei territori con più servizi di prossimità, più sostegno alle famiglie, più opportunità per giovani e imprese, più benessere per tutta la comunità. • Cristina Lazzarin

Anche nel 2027 la Tari a Tribano rimarrà invariata a 140 euro

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’ stato confermato nei giorni scorsi che anche quest’anno la Tari a Tribano rimarrà invariata a 140 euro mentre in Veneto è a 182. Infatti in Veneto il costo medio pro capite della Tari è di 182 euro l’anno cioè più di 40 euro rispetto a Tribano. Quaranta euro che moltiplicati per 1765 nuclei familiari, diventano oltre 70 mila euro di risparmio complessivo. Settantamila euro che rimangono nelle tasche dei cittadini e non nelle pieghe della burocrazia. Meno rifiuti significa più futuro perché la Tari non è solo una tassa ma è lo specchio di come viviamo, consumiamo e differenziamo. Tribano quindi sceglie un’altra strada: il lavoro paziente, l’incrocio dei dati, la verifica puntuale delle utenze. Una strada che non fa rumore ma produce effetti concreti che si vedono e si sentono. Grazie all’azione congiunta di Gestione Ambiente e

dell’amministrazione comunale, la Tari non aumenterà nel 2027. “In un momento costellato da aumenti- sottolinea il sindaco Massimo Cavazzana - un’attenta revisione delle utenze ci ha permesso di recuperare risorse e sterilizzare gli incrementi. Restituiamo alla comunità ciò che era stato evaso, trasformandolo in un risparmio reale”. I dati infatti parlano chiaro: il Trevigiano produce 421 chilogrammi pro capite, mentre i bacini padovani 480-550 kg. C’è strada da fare ma la direzione è quella giusta. Tribano sceglie la strada lunga: quella delle verifiche, dei controlli, delle scelte che non si vedono subito ma cambiano la traiettoria di una comunità - Quella che passa dalla scuole, dalle famiglie, dalle buone abitudini, quella che non fa rumore ma costruisce futuro. • (C.L.)

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TERRITORIO

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Sicurezza idraulica. Approvati gli interventi, Venturini: “Prevenzione e cura del territorio sono una priorità”

LA REGIONE INVESTE 737 MILA EURO PER LA MANUTENZIONE DEI CORSI D’ACQUA I l Genio Civile di Padova ha approvato tre interventi di manutenzione ordinaria sui corsi d’acqua dei circondari idraulici di Padova ed Este, per un investimento complessivo di 737.500 euro. Le opere interesseranno numerosi fiumi e canali tra le province di Padova, Venezia, Vicenza, Verona e Treviso e consentiranno di mantenere efficiente il reticolo idraulico attraverso interventi di sfalcio della vegetazione, decespugliamento, disboscamento delle scarpate e degli argini, taglio delle alberature pericolanti e manutenzione delle piste di servizio. Nel dettaglio, il programma comprende un intervento da 437.500 euro relativo all’accordo quadro per la manutenzione ordinaria di tratti dei corsi d’acqua del circondario padovano e due ulteriori interventi da 150.000 euro ciascuno destinati rispettivamente ai circondari idraulici di Padova e di Este. Le attività saranno realizzate nei prossimi mesi lungo i principali corsi d’acqua del territorio e consentiranno di preservare la funzionalità delle opere idrauliche, favorendo il corretto deflusso delle acque e contribuendo alla prevenzione del rischio idraulico.

L’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile Elisa Venturini

«La manutenzione ordinaria rappresenta una delle azioni più efficaci per garantire la sicurezza idraulica del territorio – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile Elisa Venturini –. Intervenire con continuità sulla vegetazione, sugli argini e sulle pertinenze dei corsi d’acqua significa mantenere efficiente il reticolo idraulico e ridurre il rischio di criticità durante gli eventi meteorologici più intensi.» «Questi interventi – prosegue Venturini – confermano la volontà della Regione di investire in una prevenzione concreta e costante. La sicurezza del territorio si costruisce attraverso una manutenzione programmata, capillare e puntuale, che permette di tutelare cittadini, imprese, attività agricole e patrimonio ambientale prima ancora che si verifichino situazioni di emergenza». Ecco quali sono i corsi d’acqua interessati dagli interventi: - Fiume Adige, lungo l’argine sinistro, dal confine tra le province di Padova e Verona, nel comune di Castelbaldo, fino alla foce nel Mare Adriatico, nel comune di Chioggia. - Fiume Brenta, dal Ponte Vigodarzere nel comune di Padova fino al Ponte di Santa Margherita nel comune di Codevigo. - Torrente Muson dei Sassi, dal ponte della ferrovia nel comune di Castelfranco Veneto fino alla confluenza con il fiume Brenta nel comune di Padova. - Fiume Bacchiglione e relativi affluenti, dal confine con la provincia di Vicenza fino alla confluenza con il fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. - Canale Brentella, dall’incile sul fiume Brenta nel comune di Limena fino alla confluenza con il Bacchiglione nel comune di Padova. - Canale Battaglia, dall’incile sul Bacchiglione nel comune di Padova fino al sostegno della Bastarda, nel comune di Monselice. - Canale Roncajette, dal Ponte Kennedy nel comune di Padova fino al comune di Bovolenta. - Canale Cagnola, dal Ponte di Cagnola fino al comune di Bovolenta. - Canale Bagnarolo. - Fiume Fratta-Gorzone, dal ponte in località

Sabbion, nel comune di Cologna Veneta, fino alla confluenza nel fiume Brenta in località Punta Gorzone, nel comune di Chioggia. Nell’ambito dello stesso corso d’acqua sono inoltre previsti interventi dal Ponte dell’Isoletta, nel comune di Pressana, fino al ponte della ferrovia nel comune di Stanghella. - Fiume Frassine – Brancaglia – Santa Caterina, dal comune di Montagnana fino alla confluenza con il Gorzone nel comune di Vescovana. Sono inoltre previsti interventi sul fiume Frassine dal Ponte della Torre nel comune di Este fino al Ponte

della SR10 in località Prà. - Canale Bisatto, dal ponte della SP10 nel comune di Albettone (VI) fino al ponte della SP47 nel comune di Vo’, oltre al tratto dal Ponte di Cà Barbaro, nel comune di Este, fino al Bagnarolo, nel comune di Monselice. - Canal di Valle, lungo l’argine di ponente nel comune di Chioggia. - Nodo idraulico di Padova, comprendente Canale Scaricatore, Canale San Gregorio, Canale San Massimo, Canale Piovego, Canale Roncajette Superiore e Tronco Maestro.

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Segue da pag. 1

Il fine vita torna al centro del dibattito regionale: l’attesa per il voto di settembre tra divisioni politiche e pressioni sociali

D

a un lato persistono le resistenze e i prudenti scetticismi all’interno del centrodestra — preoccupati sia dai possibili profili di impugnazione statale sia dalle differenti sensibilità etiche — mentre dall’altro si registra la ferma opposizione del mondo cattolico. Di recente, il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, ha definito la misura “inaccettabile”, ammonendo

sul rischio che una legge regionale possa aprire varchi impropri a pratiche eutanasiche. A stretto giro è arrivata la replica istituzionale, con il richiamo alla necessità di un confronto laico e rispettoso delle sofferenze umane, fondato sul perimetro già tracciato dai giudici costituzionali. Nel frattempo, il dibattito si arricchisce di nuove istanze trasversali. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico,

non solo premono per il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei pazienti in condizioni di sofferenza irreversibile, ma rilanciano con forza anche il tema della carenza strutturale delle cure palliative nella regione, ricordando come i posti letto negli hospice siano ancora ampiamente inferiori rispetto ai fabbisogni programmati. Con il mese di settembre ormai alle porte, la

maggioranza e le opposizioni si preparano a un confronto d’aula che si annuncia serrato e privo di sconti. La tenuta dei numeri in Consiglio e la capacità della politica veneta di dare una risposta concreta a un tema etico così complesso saranno determinanti, non solo per il futuro della legge regionale, ma per l’intero dibattito nazionale sui diritti dei malati terminali.

Tempo di bilanci. L’assessore Giacinti rassicura sui rilievi della Corte dei Conti: “Nessun rischio, fondi già accantonati”

REGIONE, VIA LIBERA AL RENDICONTO 2025, SFIDA APERTA PER OLIMPIADI E PEDEMONTANA E ’ passato con 30 voti della maggioranza in Consiglio regionale e 15 contrati il Rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025. Un passaggio contabile fondamentale che ratifica la tenuta delle casse regionali e che ha visto al centro dell’attenzione le riserve e i capitoli di spesa legati a due importanti partite per il futuro dell’amministrazione: la gestione degli oneri della Superstrada Pedemontana Veneta e i costi previsti per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Sulle due questioni, oggetto di specifici rilievi da parte della Corte dei Conti, l’assessore regionale al Bilancio, Filippo Giacinti, ha espresso la posizione ufficiale dell’esecutivo per rassicurare l’aula consiliare e la cittadinanza. “Abbiamo accolto le osservazioni della Corte con lo spirito di collaborazione istituzionale che da sempre contraddistingue la Regione del Veneto”, ha spiegato l’assessore Giacinti. “Su entrambi i fronti desidero rassicurare il Consiglio e i cittadini: gli accantonamenti necessari sono già stati effettuati e le risorse risultano pienamente disponibili. La programmazione finanziaria della Regione tiene conto di questi impegni e continuerà a garantire equilibrio e sostenibilità nel medio e lungo periodo”.

Al di là dei nodi legati alla Pedemontana e alla macchina olimpica, l’amministrazione ha sottolineato il valore complessivo di una gestione guidata dal contenimento dei costi e dall’efficienza operativa. Il Veneto si conferma tra i territori con le spese di funzionamento e di personale più basse a livello nazionale, registrando tempi di pagamento dei fornitori in anticipo di 18 giorni rispetto alle scadenze previste dalla legge. Un modello virtuoso che punta a tutelare

Filippo Giacinti

la qualità dei servizi al cittadino, con particolare riferimento alla sanità, limitando il ricorso alla leva fiscale. Conclusa l’approvazione del documento consuntivo, l’amministrazione ha già avviato i lavori per la stesura

del Bilancio di previsione 2027-2029. Il nuovo strumento programmatico punta a sviluppare un percorso fortemente condiviso con gli enti locali, le parti sociali e le categorie economiche territoriali. “Sarà un bilancio

compartecipato, costruito insieme ai territori, - conclude Giacinti - vogliamo superare definitivamente la logica del bilancio come semplice documento contabile e dare forma a uno strumento di programmazione condivisa”.

Il correlatore Paolo Galeano vota contro: “Manovra senza futuro per il Veneto”

I

l gruppo consiliare del Partito Democratico ha espresso voto contrario all’assestamento di bilancio della Regione Veneto, contestando l’assenza di una visione strategica per le infrastrutture economiche e sociali. A spiegare le ragioni della bocciatura è il consigliere regionale dem e correlatore della manovra, Paolo Galeano, che sollecita interventi più incisivi a sostegno della cittadinanza. “Dopo un rendiconto che ha chiuso un’epoca amministrativa dalla quale il Veneto è uscito impoverito, ci attendavamo una manovra capace di dare una prospettiva reale”, evidenzia Galeano, ricordando le proposte emendative avanzate dal proprio gruppo. “Con 130 milioni di euro a disposizione, era doveroso immettere stanziamenti mirati nelle urgenze. La cosa paradossale è che la stessa maggioranza ha ammesso la bontà dei nostri obiettivi, arrivando a dire che li avrebbe sostenuti se solo ci fossero state le risorse”, prosegue l’esponente del Pd. La critica dell’opposizione punta il dito contro quella che definisce una semplice gestione dell’ordinario, priva di coraggio politico. “E’ giunto il momento della verità per chi governa la Regione. Possono continuare con una politica

Paolo Galeano

di piccolo cabotaggio che si limita a gestire il presente verso una totale assenza di prospettiva, oppure decidere di ridare futuro e speranza a questo territorio”, sottolinea il consigliere. “Ogni amministratore ha il dovere di usare al massimo le leve a disposizione: davanti a una crisi evidente, la scelta della maggioranza è stata purtroppo quella di rimanere fermi”, conclude Galeano.


REGIONE

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Il dibattito. Le reazioni e il confronto in Consiglio Regionale dopo l’approvazione del Rendiconto 2025

Il centrodestra difende la manovra Pedemontana, l’affondo di Rocco, Barbisan e Soranzo: “Conti solidi” Manildo: “Maggioranza spaccata”

Enoch Soranzo

L

’approvazione del Rendiconto 2025 trova il pieno sostegno dei gruppi di maggioranza in Consiglio regionale, che rivendicano la stabilità dei conti e sottolineano come le scelte di bilancio garantiscano continuità, sviluppo e responsabilità finanziaria. Per Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega – Liga Veneta, il documento contabile rappresenta la prosecuzione di una gestione virtuosa: “Il Veneto non riparte da zero, ma prosegue un percorso amministrativo che negli ultimi quindici anni ha consentito alla nostra Regione di costruire basi solide”. Barbisan evidenzia l’atteggiamento di apertura dialogante mostrato verso i banchi della minoranza in ambito sociale e difende la tenuta del sistema sanitario regionale: “Il Veneto continua a garantire livelli di assistenza tra i migliori d’Italia senza ricorrere all’addizionale regionale IRPEF. Questo è stato possibile grazie a una gestione attenta delle risorse e dei conti pubblici”. L’esponente del Carroccio rimarca inoltre il valore strategico delle infrastrutture come la Pedemontana, definita come “un’opera che ha cambiato la mobilità e reso più competitivo un territorio di piccole e medie imprese”, ribadendo l’importanza di

accelerare il percorso dell’Autonomia. Sulla stessa linea Enoch Soranzo, consigliere di Fratelli d’Italia e presidente della Sesta Commissione consiliare, che pone l’accento sul rigore finanziario: “La tenuta dei conti non è un merito da esibire, ma un dovere fondamentale per garantire stabilità e continuità ai servizi sul nostro territorio”. Entrando nel dettaglio dei numeri, Soranzo illustra le cifre del documento: “I dati contabili mostrano un quadro di stabilità finanziaria, con un risultato di amministrazione pari a 2.043 milioni di euro e un avanzo netto disponibile di 180,6 milioni. Questo equilibrio ci consente di coprire le spese programmate senza accumulare disavanzi”. Soranzo evidenzia inoltre la virtuosità dell’amministrazione nel saldare i fornitori con circa 18 giorni di anticipo sui tempi ordinari. Sul piano della spesa, oltre il 70% dei fondi impegnati — pari a 12,3 miliardi di euro — è andato alla sanità e al sociale, a cui si aggiungono 1,1 miliardi per i trasporti, oltre 2 miliardi di fondi europei e 1,5 miliardi del PNRR. “La parifica con la Corte dei conti conferma la correttezza delle procedure svolte: il nostro compito rimane lavorare in silenzio e con concretezza”, conclude Soranzo.

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Giovanni Manildo

L

’approvazione del Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 solleva accese polemiche tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale. Sul fronte finanziario, il capogruppo di Riformisti Veneti in Azione, Nicolò Rocco, individua nei grandi dossier infrastrutturali il principale ostacolo agli investimenti. Pur ammettendo che la parità contabile rappresenti un elemento positivo, il consigliere evidenzia i pesanti vincoli che frenano l’ente: “L’assenza di addizionale regionale, che come evidenziato dal Presidente Stefani nelle altre Regioni vale oltre 40 miliardi di euro, unitamente ai debiti per la Pedemontana e le Olimpiadi ci consegnano un bilancio con pochi spazi per gli investimenti”. Analizzando le singole voci di spesa, Rocco rileva forti criticità sul partenariato per la Superstrada Pedemontana Veneta: “È emersa una beffa nei rapporti con il privato: a fronte di maggiori volumi di traffico non vi è riduzione degli oneri a carico della Regione perché il pubblico deve farsi carico di inflazione e manutenzioni”. Alttrettanto delicato il nodo legato a Milano Cortina 2026: “Sulle Olimpiadi ci sono 153 milioni congelati in attesa di capire quanto Regioni ed Enti locali dovranno versare per

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coprire i debiti della società organizzatrice”. Per evitare la stagnazione economica, Rocco chiede di affrontare entro l’anno spending review e piano delle entrate. Allo scetticismo sulla tenuta economica si aggiunge l’affondo sferrato dal Partito Democratico. Il capogruppo Giovanni Manildo censura duramente lo scontro tra le forze di governo: “Un deragliamento simile non ha precedenti. Perché il dibattito andato in scena, che doveva essere dedicato al Rendiconto della Regione, si è trasformato subito in una sorta di seduta dall’analista, nella quale le forze del centrodestra, completamente balcanizzate in gruppi, hanno dato sfogo alle loro frustrazioni e guerre reciproche”. Secondo l’esponente dem, la coalizione di governo appare divisa tra nostalgie e veti incrociati. “Dispiace che il Consiglio regionale non sia il lettino dello psicologo e che ci siano mille cose da fare e decidere per far andare avanti questa Regione”, sottolinea Manildo, rivendicando la linea dell’opposizione: “Noi andiamo avanti per la nostra strada, proponendo in modo costruttivo una nostra visione del Veneto e provvedimenti concreti per dare nuovo slancio a questa regione”.

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REGIONE

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Energia. Il Garante della Concorrenza chiede gare pubbliche e stop alle proroghe. Federico Testa: “Meglio affidare le dighe ad aziende del territorio”

IL FARO DELL’ANTITRUST SULLE CONCESSIONI, INTANTO IL VENETO PUNTA SULL’AUTONOMIA L ’energia e la gestione delle grandi infrastrutture di rete finiscono al centro della nuova segnalazione inviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a Governo e Parlamento in vista del Disegno di Legge Concorrenza. Il documento firmato dal presidente Saverio Valentino punta il faro su tre nodi cruciali: le concessioni per la distribuzione elettrica, le gare per la distribuzione del gas e il rinnovo delle grandi derivazioni idroelettriche. Si tratta di settori strategici in cui l’assenza di procedure competitive rischia di frenare gli investimenti, penalizzare i consumatori e soffocare il mercato. Una partita che riguarda direttamente da vicino il Veneto, sia per il peso delle infrastrutture idroelettriche presenti sul territorio regionale, sia per la presenza di multiutility locali pronte a competere. A chiarire i termini della questione è Federico Testa, presidente di Magis: “Il parere dell’antitrust conferma che la situazione dei mercati delle infrastrutture energetiche in Italia è certamente problematica. l’Enel, con una delibera del governo di un anno e mezzo fa , è

Massimo Bitonci

titolata a mantenere più del 80% delle concessioni di distribuzione elettrica in Italia, caricando i consumatori di un canone che prima non esisteva in bolletta. Per quello che riguarda l’idroelettrico si continua a parlare della volontà del governo di fare altrettanto. Questo soprattutto nella nostra regione comporta il mantenimento all’Enel di 31 delle 34 grandi dighe della regione, con margini di centinaia di milioni. Meglio sarebbe che queste concessioni fossero affidate a soggetti del territorio capaci di gestirle e che potrebbero riversare parte di questi margini sul territorio,

penso a Magis ma anche a Ascopiave o APS Acegas, i Bim del bellunese insieme alla regione. Per quanto riguarda infine le concessioni della distribuzione gas c’è bisogno di una regolamentazione che eviti che Italgas, date le sue dimensioni sia in grado di vincere tutte le gare che saranno bandite, in spregio alle più elementari regole della concorrenza”. Per quanto riguarda la distribuzione elettrica, l’Antitrust critica le proroghe generalizzate e pluridecennali, evidenziando come la stasi attuale favorisca l’operatore dominante e rallenti gli investimenti necessari per la

Federico Testa

transizione. Soltanto gare trasparenti e contendibili sul piano degli impegni economici potrebbero garantire elevati standard di innovazione e qualità. Sul fronte dell’idroelettrico, bene chiave per il tessuto montano e produttivo veneto, l’Antitrust ribadisce che la gara pubblica deve rimanere la via maestra, chiedendo tempi certi per le leggi regionali e l’eliminazione di rendite di posizione. Infine, per le gare della distribuzione del gas, l’Autorità sollecita una revisione dei bandi e degli ambiti territoriali (Atem) per evitare che un unico grande operatore soffochi la concorrenza a discapito delle

aziende locali. Intanto l’assessore regionale alle attività produttive e sviluppo Massimo Bitonci conferma che il Veneto sta proseguendo sulla strada dell’autonomia energetica: “Abbiamo già individuato e abbiamo già incontrato insieme ai dirigenti di settore i professionisti che ci seguiranno dal punto di vista legale, economico e ingegneristico. Ai primi di settembre valuteremo delle ipotesi, c’è tutta una fase di studio e di lavorazione per poi decidere quale sarà la via più corretta da intraprendere in vista del 2029 con la scadenza delle grandi concessioni. Stiamo lavorando ad un progetto che permetta di gestire in proprio le grandi derivazioni idroelettriche attraverso società partecipate, ovviamente tenendo conto delle autonomie provinciali, dei Comuni e di quanto previsto dalla legge regionale sull’autonomia della provincia di Belluno. Mi pare corretto discuterne con professionisti che operano nel settore e che già seguono già alcuni regioni. Analizzeremo i dati e sceglieremo la soluzione migliore per cercare di ottimizzare il risultato”.

Programmazione. L’assessore all’ambiente, clima e Protezione Civile: “Prevenire è una condizione necessaria”

VENTURINI: “14 MILIONI PER LA DIFESA DEL SUOLO E DEL LITORALE, ALTRI 3 MILIONI PER I COMUNI” D alla programmazione strategica alla concretezza della prevenzione: per la Regione del Veneto è il momento di passare decisamente ai fatti. L’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Protezione Civile, Elisa Venturini, ha delineato il pacchetto complessivo di risorse messe in campo dall’assessorato, pensato per anticipare le criticità del territorio, superare la logica della sola emergenza temporanea e agire in chiave strutturale. Il piano d’azione poggia su una visione di lungo periodo e su due pilastri finanziari complementari. Da un lato è stato perfezionato l’iter per l’accensione di un mutuo da 14 milioni di euro destinato a coprire il piano triennale di interventi per la sicurezza idraulica e la difesa della costa. Dall’altro, a queste risorse si

affiancano ulteriori 3 milioni di euro interamente dedicati ai Comuni per il 2026, che verranno assegnati tramite un apposito bando a cui le amministrazioni locali potranno partecipare direttamente. La scelta strategica di ricorrere a un mutuo che copre l’intero piano triennale — strutturato con 3 milioni di euro per l’annualità in corso e 2 milioni di euro per ciascuna delle due successive — nasce proprio con l’obiettivo di pianificare con lungimiranza e di impostare un’unica grande proce-

dura di gara per ciascun ambito. Questo passaggio permette di azzerare i passaggi burocratici superflui, accelerare l’affidamento dei lavori e garantire risposte rapide, certe e tempestive alle comunità locali. Il cuore della Elisa Venturini programmazione dell’Assessorato si fonda su un monitoraggio continuo, basato su dati oggettivi e su un dialogo stretto e costante con il territorio, per trasformare l’analisi in interventi mirati coordinati dai Geni

Civili. Per la sicurezza idraulica diffusa vengono stanziati 7 milioni di euro in totale, a favore di interventi di sistemazione, pulizia e messa in sicurezza dei corsi d’acqua e delle reti idrauliche nelle province di Belluno, Padova, Treviso, Verona, Vicenza, Venezia e Rovigo, essenziali per regimare i flussi idrici ed evitare criticità idrogeologiche. Altri 7 milioni vanno alla difesa del litorale e contrasto all’erosione. A Venezia sono in programma interventi mirati di ripascimento e di sistemazione delle difese del litorale veneto, estesi dalla foce del Tagliamento fino alla foce dell’Adige. A Rovigo interventi specifici per il mantenimento della linea di costa e il contrasto all’erosione del litorale veneto compreso tra la foce dell’Adige e la foce del Po di Goro.

Per il sostegno diretto ai Comuni vengono stanziati 3 milioni di euro per il 2026, si tratta di risorse messe a bando per supportare le amministrazioni comunali nella prevenzione e nella tutela ambientale locale. “Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza temporanea e affrontare le sfide climatiche con una visione strategica e di lungo periodo. Questo piano rappresenta il vero cuore della nostra programmazione: prevenire significa agire prima che i fenomeni colpiscano il territorio. Con i 14 milioni a mutuo e i 3 milioni messi a bando per i Comuni diamo risposte concrete e capillari, lavorando fianco a fianco con le amministrazioni locali per tutelare l’ambiente, la sicurezza dei cittadini e la prosperità del nostro territorio.”


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Nuovo ospedale. Il sindaco Giordani spinge per la sinergia istituzionale mentre la Regione ricalcola le rate

POLO DI PADOVA EST NEL CAOS FINANZIARIO: PIANO INAIL, COSTI E SPONDA DEL COMUNE I l maxi-progetto del nuovo ospedale di Padova Est si muove su un crinale sempre più stretto, stretto tra l’impennata dei costi delle materie prime e la sostenibilità di un piano finanziario che continua a far discutere i livelli istituzionali. Al centro delle tensioni ci sono i dubbi sull’accordo originario con l’Inail, impostato su rate pluriennali

ingenti — stimate in circa 25 milioni di euro all’anno per un quarto di secolo — che al termine del periodo non assicurerebbero tuttavia alla Regione la proprietà finale dell’infrastruttura, lasciando aperta una pesante ipoteca sui conti futuri della sanità veneta. Su questo fronte si inserisce con fermezza la linea del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, il quale

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ha confermato la volontà di portare a termine l’opera ma senza subire passivamente i vincoli economici del vecchio schema. L’obiettivo dichiarato da Palazzo Balbi è esplorare canali di cofinanziamento statale a Roma per tagliare i costi e salvaguardare il patrimonio pubblico, stimando un potenziale risparmio superiore ai 200 milioni di euro. Nelle interlocuzioni con il territorio, il governatore ha inoltre garantito che il cronoprogramma non subirà rallentamenti e che il progetto terrà conto delle

nuove esigenze post-Covid, dell’intelligenza artificiale e del supporto agli operatori sanitari, inserendo anche la tutela e la valorizzazione di presidi storici strategici come l’ospedale Sant’Antonio. In questa delicata fase di transizione si muove il sindaco di Padova, Sergio Giordani, che ha chiesto e ottenuto un tavolo di confronto istituzionale congiunto insieme a Regione e Università per fare chiarezza sul futuro dell’opera e coordinare le tappe. Palazzo Moroni ribadisce la

massima disponibilità al dialogo costruttivo, ricordando gli investimenti già compiuti dal Comune sull’area est — a partire dal sistema tranviario e dalla viabilità di contorno — ma esige certezze sui tempi e garanzie sulla tenuta complessiva del sistema sanitario locale. Tra fondi da ricalcolare a Roma, ipotesi di mutuo alternative e la ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e stabilità di bilancio, la partita per il nuovo polo di Padova Est rimane aperta e complessa.

De Poli (Udc): “Il nuovo Ospedale di Padova sia riconosciuto come eccellenza nazionale. Ora servono le risorse, bisogna fare rete”

“I

l nuovo Polo della Salute di Padova ha tutte le carte in regola per diventare un’eccellenza sanitaria nazionale: una struttura di alta specializzazione, con una forte vocazione alla ricerca clinica”. Lo dichiara il senatore UDC Antonio De Poli, intervenendo nel dibattito pubblico sul nuovo Ospedale di Padova. “Come ha ricordato, di recente, il direttore generale dell’A zienda ospedaliera, Paolo Fortuna – prosegue De Poli – se il nuovo polo venisse usato per la sanità ordinaria sarebbe un fallimento per tutti. Il progetto dovrà avere le caratteristiche per diventare ospedale di terzo livello, secondo i criteri della riforma voluta dal ministro Schillaci: questo è il nostro auspicio. Lo merita Padova, lo merita la sua tradizione medica che, insieme all’Università, ha scritto pagine importanti nella storia della Medicina”. “Non a caso – aggiunge il senatore – va in questa direzione anche la posizione della rettrice Daniela Mapelli che, nei confronti con il presidente della Regione Alberto Stefani e il sindaco Sergio Giordani, ha ribadito la volontà comune Antonio De Poli di realizzare un ospedale moderno, punto di riferimento per il Veneto e per l’Italia. È la conferma che l’ambizione prossima Legge di Stabilità, come UDC chiederemo un su questo progetto non è solo politica, ma condivisa da adeguato sostegno finanziario dello Stato, per rispettare chi la sanità e la ricerca padovana le vive ogni giorno”. le tempistiche dei progetti e arrivare rapidamente alla Secondo De Poli “adesso bisogna passare ai fatti, tradu- messa a terra e all’avvio dei cantieri”, sottolinea il senatore. rre questa progettualità in cantieri: è una priorità della “Il progetto, primo in Italia per dotazione di posti letto, ha Regione. Il nuovo Ospedale è un ponte verso il futuro, nel suo Dna un valore aggiunto: la sinergia tra assistenza che si costruisce con solidità, campata dopo campata, clinica e ricerca accademica, grazie al ruolo centrale per reggere il peso delle generazioni future”. dell’Università. È un passaggio epocale per la sanità veneta Sul fronte della viabilità, De Poli fa presente che “l’intervento che avrà una struttura all’avanguardia per tecnologie e della Regione sulla Sr308 per l’accesso al nuovo ospedale digitale. Come istituzioni abbiamo una grande responsè un primo passo importante ma, da solo, - avverte - non abilità: farci trovare pronti. Per Padova ha vinto finora basta. Parliamo di una struttura che sarà un hub nazionale, il gioco di squadra, grazie al dialogo tra i diversi livelli non solo regionale: serve ripensare la viabilità a 360 gradi, istituzionali: con lo stesso metodo dobbiamo affrontare dalla zona San Lazzaro alla Sp47, alla Sr10, all’intera Sr308”. la questione delle risorse. Siamo fieri di questo risultato, “Le risorse vanno trovate, bisogna fare rete. Su questo ma ora più che mai è il momento di fare rete”. punto c’è già l’impegno concreto della Regione, con il Conclude De Poli: “Il nuovo Ospedale di Padova, che formerà presidente Stefani e l’assessore Gerosa, e sono fiducio- anche i medici del domani, sarà un modello per il futuro so che anche il Governo farà la sua parte. In vista della della sanità nazionale ed internazionale”.


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REGIONE

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Il regista. Cristian Tomassini racconta il suo instant-cult, un successo di pubblico costruito fuori dal sistema

“BRENTA CONNECTION”, IL FILM DI CULTO CHE HA CAMBIATO LE REGOLE DEL GIOCO C ristian Tomassini è una delle voci più originali e interessanti del cinema veneto. Di certo è l’unico regista indipendente al 100%. Il suo Brenta Connection, uscito in sordina ad aprile 2025, è diventato fenomeno di culto. Il film, scritto da Silvio Marotta e prodotto da Anima Film (società dello stesso Tomassini e di Marco Businaro) è costato quanto una utilitaria. Dopo un anno è ancora in giro, è stato visto da più di 35mila persone e ha abbondantemente ripagato l’investimento iniziale. Brenta Connection, grazie al passaparola e alla passione di tutta la crew che ci ha lavorato, è riuscito ad essere distribuito nei circuiti UCI Cinemas e The Space (cosa quasi di solito per un film indipendente). Insomma, la dimostrazione concreta che anche il cinema può essere industria, svincolata dall’assistenzialismo statale che da decenni affligge il settore. E, particolare da sottolineare, stiamo parlando di una produzione vera (vogliamo parlare della splendida fotografia di Beniaimo Gelain?), a

differenza di tanti presunti film d’autore che di fatto sono prodotti amatoriali fatti in casa, privi di distribuzione e, soprattutto, di pubblico. Per questi motivi, e anche perché Brenta Connection mi ha divertito moltissimo, ho voluto fare una chiacchierata con Tomassini. Volevo provare a capire com’è nato questo progetto che ha il gran pregio di non raccontare il Veneto attraverso i soliti cliché (la tristezza, il rimpianto e la delusione…). «Volevamo fare una commedia popolare, capace di parlare alle persone che vivono nei territori intorno a noi», spiega Tomassini. «Il film utilizza in larga parte il dialetto veneto, presenta personaggi riconoscibili e sceglie un tono leggero, ironico e irriverente. Una formula che il pubblico ha subito capito e apprezzato». Avete raggiunto risultati importanti partendo senza distribuzione: come avete fatto? «La distribuzione si è sviluppata quasi spontaneamente. Dopo le prime proiezioni, gli esercenti hanno

cominciato a contattarsi tra loro. Un cinema chiamava quello di un’altra provincia per chiedere informazioni sul film e poi lo inseriva in programmazione. In questo modo Brenta Connection è arrivato più di cento di sale e spazi di proiezione. In alcuni casi la permanenza in cartellone è stata prolungata grazie all’affluenza del pubblico. Ci siamo costruiti una rete di distribuzione perché i cinema vedevano che il film funzionava e ci chiamavano». Qual è l’ipotetica mappa regionale del film? «Il film ha funzionato soprattutto nei centri medio-piccoli, pur ottenendo buoni risultati anche a Padova, Verona e in altre città. Una parte importante della popolazione italiana vive in comuni di piccole dimensioni, ma il cinema nazionale di solito parla delle grandi città e usa modelli narrativi lontani dalla vita di province. Con Brenta Connection abbiamo scelto la strada opposta: abbiamo raccontato un territorio preciso, con la sua lingua, i suoi ambienti e i suoi personaggi». Qual è la lezione che ti porti a casa da questa esperienza? «Innanzitutto che il cinema indipendente deve costruire un rapporto diretto tra produzione, imprese del territorio, sale e pubblico. Questo significa pensare film da realizzare con budget contenuti, sostenuti anche da aziende interessate a legare il proprio nome a un progetto culturale e capaci di rientrare almeno in parte attraverso gli incassi. Per me il vero cinema indipendente nasce quando chi realizza un’opera si assume il rischio e trova il modo di portarla davanti agli spettatori. Questa posizione è maturata affrontando ogni fase del

lavoro: dalla scrittura alla regia, dalla produzione alla promozione e ai rapporti con le sale. In Veneto si sta affermando una new wave di autori: secondo me tu e il gruppo che ha dato vita a Brenta Connection siete una delle voci più forti di questa new wave, forse proprio perché avete fatto saltare il banco giocando con le vostre regole. Cosa ne pensi? «È vero, in Veneto esiste un movimento di indipendenti diffuso di autori, tecnici e piccole realtà produttive. Molti lavorano soprattutto sui cortometraggi, mentre il lungometraggio richiede più tempo, risorse e capacità organizzativa. I risultati ottenuti con Brenta Connection dimostrano che un percorso alternativo è possibile, a condizione di conoscere il proprio pubblico e di costruire un prodotto coerente con il territorio». Dopo questo exploit il telefono ha iniziato a squillare? «Sì, devo dire che si sono aperte nuove strade e siamo al lavoro su diversi progetti molto ambiziosi, anche se non vogliamo snaturarci perché altrimenti perderemmo la nostra forza».

Qualunque sarà il prossimo passo di Tomassini, Brenta Connection ha già ottenuto un risultato significativo: ha dimostrato che una storia veneta, realizzata con professionalità anche se con mezzi limitati e senza una grande macchina promozionale, può trovare il suo pubblico. Il successo è cresciuto attraverso il passaparola e ha trasformato una produzione indipendente in un fenomeno regionale. Una lezione semplice, ma che troppo spesso si fa finta di ignorare: per portare le persone al cinema bisogna prima di tutto raccontare storie nelle quali possano riconoscersi. • Giacomo Brunoro

• Chi è Giacomo Brunoro Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.

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Case della Comunità, in Veneto arrivano i medici di base: accordo per rafforzare la sanità territoriale

L

a sanità territoriale veneta compie un nuovo passo avanti. Medici di medicina generale e Case della Comunità saranno sempre più integrati per offrire ai cittadini un punto di riferimento vicino al territorio e ridurre il ricorso improprio agli ospedali e ai pronto soccorso. Regione Veneto ha infatti definito, insieme alle organizzazioni sindacali dei medici di famiglia Fimmg, Smi, Snami e Fmt, il documento operativo che dà attuazione alla delibera regionale approvata lo scorso giugno. Le indicazioni sono state trasmesse alle Ulss e riguardano l’inserimento dei medici di medicina generale all’interno della rete delle Case della Comunità realizzate con i fondi del Pnrr. In Veneto sono attualmente previste 99 Case della Comunità, strutture pensate per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini e potenziare l’assistenza

fuori dagli ospedali. «Come promesso, si parte», ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, sottolineando l’importanza dell’accordo raggiunto. Ai medici che svolgeranno attività aggiuntive all’interno delle Case della Comunità sarà riconosciuto un compenso di 60 euro all’ora, coperto da risorse regionali già stanziate. Il nuovo modello prevede la presenza del medico di medicina generale nella fascia oraria 8-20, attraverso turnazioni organizzate tra la Casa della Comunità, lo studio principale o eventuali ambulatori secondari. Tra i compiti affidati ai professionisti ci saranno la gestione delle richieste dei cittadini, anche attraverso il numero unico 116117, il supporto ai pazienti fragili e cronici, la collaborazione con gli infermieri di famiglia e di comunità, la partecipazione alle campagne

vaccinali e il monitoraggio dei pazienti dimessi dagli ospedali. Previsto anche il coinvolgimento dei medici nei percorsi di presa in carico dei malati cronici, con l’obiettivo di programmare visite e

prestazioni senza che il cittadino debba occuparsi autonomamente delle prenotazioni. Durante le ore notturne, dalle 20 alle 8, e nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza medica continuerà

a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica. «La presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità significa portare davvero la sanità più vicina ai cittadini – ha spiegato Gerosa -. Questo nuovo assetto potrà contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari ai pronto soccorso, lasciando spazio alle emergenze che richiedono cure immediate». Sul fronte dell’attuazione del Pnrr, la Regione comunica di aver raggiunto gli obiettivi previsti per la Missione 6. Le Case della Comunità attive sono distribuite tra tutte le Ulss venete: 4 nell’Ulss 1 Dolomiti, 15 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 13 nell’Ulss 3 Serenissima, 5 nell’Ulss 4 Veneto Orientale, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 20 nell’Ulss 6 Euganea, 8 nell’Ulss 7 Pedemontana, 9 nell’Ulss 8 Berica e 20 nell’Ulss 9 Scaligera.

Alessandra, nata a 615 grammi, dedica la laurea alla Patologia Neonatale che le salvò la vita

L

a sua storia personale è diventata il punto di partenza per una scelta di vita e di studio. Alessandra Favarato, quasi ventiduenne, si è laureata in Psicologia con il massimo dei voti, 110 e lode, dedicando la propria tesi alla Patologia Neonatale dell’ospedale di Camposampiero, il luogo dove la sua vita è iniziata in condizioni estremamente difficili. Il tema scelto per il suo lavoro di laurea riguarda l’impatto della prematurità sullo sviluppo dell’attaccamento nel bambino pretermine. Una scelta tutt’altro che casuale: Alessandra, infatti, conosce in prima persona il percorso affrontato dai piccoli nati molto prima del termine della gravidanza.

È venuta al mondo il 7 ottobre 2004, alla 26ª settimana di gestazione, con un peso di appena 615 grammi e una lunghezza di 31 centimetri. Dopo circa cento giorni di ricovero e cure intensive, trascorsi nella Patologia Neonatale di Camposampiero, è stata finalmente dimessa insieme alla sua famiglia. “Ho scelto questo argomento di tesi – racconta Alessandra – perché credo sia importante sensibilizzare le persone sul tema della prematurità, soprattutto quella severa, che comporta tante difficoltà e tante battaglie da affrontare”. Un’esperienza che ha influenzato anche il suo futuro professionale: “Fin da piccola ho sentito il

bisogno di svolgere una professione che mi permettesse di aiutare chi si trova in difficoltà. Per questo ho scelto Psicologia e spero, tra qualche anno, di diventare una psicoterapeuta capace di accompagnare concretamente i pazienti nei momenti più complessi della loro vita”. Nel suo percorso c’è però anche un profondo senso di riconoscenza verso chi si è preso cura di lei nei primi mesi di vita. “Sarò grata per sempre al personale che mi ha assistita durante il ricovero nella Patologia Neonatale di Camposampiero, che è stata la mia prima vera casa. Io e la mia famiglia non smetteremo mai di ringraziarli”. Proprio per questo Alessandra ha scelto di dedi-

care la sua tesi all’équipe sanitaria che l’ha accolta da neonata e ha voluto consegnare personalmente una copia del suo lavoro agli attuali professionisti della Pediatria e Patologia Neonatale di Camposampiero, diretta dal dottor Luca Vecchiato. Un incontro ricco di emozioni, vissuto insieme alla mamma Stefania, durante il quale Alessandra ha potuto riabbracciare anche alcuni operatori presenti già al momento della sua nascita. Tra loro l’ostetrica Alessandra Paggioro e l’infermiera Martina Coró, che avevano contribuito alle sue cure durante il ricovero in terapia intensiva neonatale.

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30 Lo studio. Analizzati 40 anni di dati veneti: grazie ai nuovi criteri diagnostici i decessi sono diminuiti

La risonanza cardiaca svela la forma più nascosta della cardiomiopatia aritmogena Operata al cuore a Padova una

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a prevenzione della morte improvvisa negli atleti compie un nuovo passo avanti grazie alla ricerca padovana. Uno studio condotto dall’Unità di Patologia Cardiovascolare dell’Azienda Ospedaliera e dell’Università di Padova ha analizzato quattro decenni di dati raccolti nel Registro regionale veneto della morte improvvisa giovanile, evidenziando come i nuovi strumenti diagnostici abbiano ridotto in modo significativo il numero di vittime, ma anche fatto emergere una forma della malattia più difficile da individuare. Al centro della ricerca c’è la cardiomiopatia aritmogena (ACM), una patologia genetica del cuore nella quale il tessuto muscolare del miocardio viene progressivamente sostituito da tessuto fibro-adiposo, creando un terreno favorevole allo sviluppo di aritmie potenzialmente letali. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology, ha preso in esame i casi registrati tra il 1985 e il 2024, un patrimonio di dati unico per continuità e accuratezza diagnostica. I risultati mostrano un calo netto delle morti improvvise legate alla cardiomiopatia aritmogena negli atleti agonisti. Dopo l’introduzione nel 2010 dei criteri diagnostici aggiornati, i casi sono passati da 0,43 a 0,14 ogni 100mila persone all’anno. Anche la mortalità improvvisa complessiva nello sport è diminuita, passando da 1,41 a 0,64 casi ogni 100mila persone all’anno. Nella popolazione degli atleti veneti deceduti improvvisamente, la quota attribuita all’ACM è scesa dal 31% al 22%, un dato che conferma l’efficacia dei programmi di prevenzione e dello screening sportivo. La scoperta più rilevante riguarda però l’evoluzione della malattia. Se in passato la cardiomiopatia aritmogena si presentava soprattutto nella sua forma classica, con il coinvolgimento del ventricolo destro o di entrambi i ventricoli, oggi emerge con maggiore frequenza una variante che interessa principalmente il ventricolo sinistro.

Una forma definita dagli specialisti “mancina”, perché colpisce la parte sinistra del cuore, che risulta più difficile da individuare con gli esami tradizionali. Una trasformazione che rappresenta una nuova sfida per la medicina sportiva, perché questa variante può sfuggire ai controlli di primo livello. Secondo lo studio, elettrocardiogramma ed ecocardiogramma tradizionale possono non essere sufficienti per riconoscere la forma “mancina” della malattia. Nella casistica analizzata, composta da 51 atleti deceduti per ACM, l’ecocardiogramma era risultato positivo soltanto nel 5,8% dei casi in cui era stato eseguito. La risonanza magnetica cardiaca con mezzo di contrasto (CE-CMR) emerge invece come uno strumento fondamentale per individuare il danno del muscolo cardiaco, grazie alla capacità di evidenziare le aree di fibrosi che rappresentano il substrato delle aritmie. Nei casi in cui l’esame era stato effettuato prima del decesso, la risonanza aveva individuato le alterazioni compatibili con la malattia anche quando gli altri controlli risultavano normali. Per questo motivo gli autori dello studio suggeriscono di aumentare il livello di attenzione negli atleti che presentano segnali sospetti durante lo screening, come aritmie ventricolari provocate dallo sforzo, ridotti voltaggi elettrici o familiarità per malattie cardiache. In presenza di ulteriori elementi di rischio, la risonanza magnetica con contrasto potrebbe quindi diventare un passaggio decisivo per arrivare a una diagnosi più precoce. Lo studio conferma anche una marcata prevalenza maschile nei casi di morte improvvisa da cardiomiopatia aritmogena nello sport: dei 51 casi analizzati, soltanto uno ha riguardato un’atleta donna. La ricerca padovana dimostra come la prevenzione continui a essere un elemento centrale nella tutela degli sportivi, ma evidenzia anche la necessità di aggiornare continuamente gli strumenti diagnostici.

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bambina arrivata dagli Emirati Arabi

È

arrivata a Padova dagli Emirati Arabi, quattro anni e un cuore che non teneva. La seguiva la Cardiochirurgia della Columbia University, ma per operarla la famiglia è salita su un aereo diretto in Veneto. A prenderla in carico è stata l’équipe di Vladimiro Vida, direttore della Uoc di Cardiochirurgia pediatrica e Cardiopatie congenite dell’Azienda Ospedale Università di Padova. Il quadro clinico era complesso: stenosi valvolare mitralica congenita severa, stenosi sopravalvolare e sottovalvolare, ipertensione polmonare secondaria, coartazione aortica. I chirurghi non hanno aperto lo sterno. Hanno lavorato attraverso una minitoracotomia ascellare destra — pochi centimetri sotto il braccio — con circolazione extracorporea periferica. Hanno resecato la membrana sopravalvolare, eseguito la commissurotomia, corretto l’apparato sottovalvolare. La valvola mitralica è rimasta la sua: nessuna protesi. La bambina è stata estubata in giornata, senza complicanze. Vida il proprio mestiere lo descrive con un verbo che appartiene più alla bottega che

alla sala operatoria. «Ripariamo i cuori malati». Riparare, non sostituire: è la logica della chirurgia conservativa, e a Padova passa anche dalla preparazione. Prima di entrare in sala l’équipe studia il cuore su modelli stampati in tre dimensioni e in realtà virtuale, provando la sequenza dei gesti su una copia dell’anatomia che troverà. È il passaggio che ha permesso di estendere l’accesso sottoascellare, nato per i difetti semplici, alle patologie valvolari e alle anatomie congenite complesse. Con trecento procedure l’anno, l’Azienda Ospedale Università di Padova è il centro italiano con la più vasta esperienza di cardiochirurgia mininvasiva. Il 48 per cento dei pazienti arriva da altre regioni o dall’estero, richiamato dalla tecnica, dalla tecnologia e dalla personalizzazione delle cure. Le cardiopatie congenite sono anomalie strutturali del cuore e dei grandi vasi presenti dalla nascita e riguardano otto nati su mille. Ma solo il 60 per cento viene individuato entro il primo anno di vita: quattro bambini su dieci con una malformazione cardiaca crescono senza che nessuno l’abbia ancora vista.

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