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OTTOBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.145
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di Chioggia
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CURIOSITÀ
Martin Scorsese a Chioggia insieme con la figlia
on-line: La scuola da salvare SCUDO >redazione@givemotions.it< Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. AProfessionisti causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti del sonoRisarcimento stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Germana Piùdigrave laMozzato situazione del sostegno, in cui i posti vaVia Cristoforo Colombo, 42 · Sottomarina di Chioggia (VE) canti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono Tel. 041 490 774 · info@scudoinfortunistica.it stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere a pag 4 i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti;servizio e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.
I pescatori di Chioggia contro l’inquinamento del mare Premiati lo scorso 13 settembre per l’attività che dal 2013 svolgono nella pulizia del mare dai rifiuti, soprattutto plastiche. Un’esperienza monitorata a livello nazionale
AMMINISTRAZIONE
“Inspiegabili le critiche del Comitato No Gpl” LA NOSTRA INTERVISTA
Roberto Rossi: “Stiamo riavviando i rapporti con Roma” IL CASO
Case sul Lusenzo, si va verso una soluzione S. ANNA
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Ambiente, i ragazzi criticano il sindaco per l’impianto Gpl
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Lo scorso 27 settembre lo hanno accusato di non fare abbastanza per contrastarne la realizzazione
Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.
cendono in piazza contro il cambiamento climatico ma rifiutano di confrontarsi su queste tematiche col sindaco. Hanno manifestato anche gli studenti chioggiotti lo scorso 27 settembre, in occasione di Fridays for Future. Erano in circa 400 e dalla cittadella scolastica di Borgo san Giovanni si sono recati fino al centro storico, davanti al municipio. Hanno portato avanti la loro protesta puntando l’attenzione sulle varie problematiche legate al cambiamento climatico e all’inquinamento. Ma la manifestazione ha offerto l’occasione anche per orientare i riflettori su di una questione ambientale particolarmente vicina alla cittadinanza locale: il deposito Gpl. Il sindaco Alessandro Ferro, che aveva rinunciato ad una riunione in corso per poter incontrare gli studenti e con loro discutere di tematiche ambientali, è rimasto alquanto • SERRAMENTI IN ALLUMINIO-PVC interdetto nell’apprendere che i ragazzi non volevano que• PORTE PER INTERNI sto confronto. I ragazzi infatti hanno rifiutato di incontrare • PORTE BLINDATE il primo cittadino accusandolo di non fare abbastanza per • TENDE DA SOLE • ZANZARIERE contrastare la realizzazione del temuto impianto. • TAPPARELLE • VENEZIANE • VETRI Deluso, Ferro ha tenuto a precisare che l’attenzione e l’im>redazione@givemotions.it< • PARATIE ACQUA ALTA pegno c’è da parte della sua amministrazione verso le tema• RIPARAZIONI E MANUTENZIONI tiche ambientali e che molte iniziative “green” sono state uarda al modello finlandese ma di fronte si trova prese dalla sua Giunta. L’impegno dell’amministrazione non una situazione… da terzo mondo. è venuto meno neanche per quanto riguarda la questioneHa ereditato un non facile compito il ministro all’IRivenditore Autorizzato struzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto relativa all’impianto Gpl, anche se qualcuno vuole far crematassa della scuola italiana. dere che non sia così e, soprattutto, ha spiegato il sindaco l’intricata in milani.infi ssi@gmail.com · cell. 338 3991390 è iniziato con la paradossale sirisposta ai ragazzi, vuol far ricadere sulla sua Giunta respon-L’anno scolastico tuazione di Preventivi avere gli alunnieinsopralluoghi classe e non gli insesabilità e colpe che non le appartengono. GRATUITI gnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue
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Borgo San Giovanni di Chioggia (Ve) n. 1165 (di fronte alle Poste)
recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Chioggia, Sottomarina e Sant’Anna per un numero complessivo di 15.066 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
In questo numero il nuovo inserto
Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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consigli preziosi per i nostriChiuso amici a 4 zampe in redazione il 4 ottobre 2019
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Chioggia
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I pescatori di Chioggia che si prendono cura del mare Premiati lo scorso 13 settembre per l’attività che dal 2013 svolgono di “pulizia” del mare dai rifiuti, soprattutto dalla plastica. L’iniziativa è supportata da Ispra e rappresenta un’esperienza pilota in Italia A sinistra la foto di gruppo dei pescatori premiati, a fianco in alto pescatori con alcuni dei sacchi di rifiuto raccolto in mare; sotto gli assessori Stecco, Cavezzana e Frizziero con i ricercatori Ispra e gli studenti
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ono in mare da 17 anni ma non ricordo di essermi mai trovato prima di fronte ad una simile situazione. Tiriamo su la rete e vi troviamo le immondizie. La plastica che tiriamo su con le nostre reti è una cosa incredibile”. E’ questa una delle tante testimonianze raccolte in un breve ma intenso e significativo video realizzato da Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nell’ambito dell’iniziativa “Questa barca si prende cura del mare” che ha il patrocinio del Comune di Chioggia. Sono stati coinvolti i pescatori di una decina di pescherecci (Albino Tanfa, Bufera, Furia C, Gionni Alberto, Jolly, Mauro II, Perla Nera, Salvador I, Drago/Superbo) che, dal 2013, si sono assunti l’onere di essere “guardiani del mare” durante la loro attività di pesca. “Abbiamo il dovere di pulire il mare. Sono anni che raccogliamo le cose: bottiglie, reti a pezzi, telefonini, oggetti usa e getta, persino motorini. All’inizio rientravamo anche con 27-30 sacchi, ora raccogliamo circa 5 sacchi al giorno. Si vede che il mare pian piano si pulisce ma c’è ancora molto da fare”. Sono le parole di un altro pescatore che racconta di questa straordinaria esperienza.
Giunti al termine del progetto Interreg Italia-Croazia “ML-repair” nel quale è stata inserita questa attività, si tirano le somme: durante l’ultimo anno i pescatori a strascico della marineria di Chioggia hanno raccolto 140 quintali di rifiuti, principalmente plastica, che sono stati conferiti a terra, nel cassonetto posizionato al mercato ittico. “I pescatori sono le nostre sentinelle del mare” ha osservato l’assessore alla Pesca Daniele Stecco lo scorso 13 settembre quando hanno ricevuto un ricoscimento dall’amministrazione e dai ricercatori dell’Ispra per l’attività svolta. “Oggi è una giornata importante – ha detto l’assessore – un modo per riconoscere il
grande impegno e il lavoro svolto dai nostri pescatori. Ringrazio ovviamente Ispra per l’attività che sta svolgendo in questi anni nel nostro territorio, che ha portato Chioggia ad essere all’avanguardia su temi che oggi hanno un’attenzione a livello mondiale come quello della plastica in mare: Chioggia è stata pioniera negli anni proprio grazie al lavoro dei nostri ricercatori, che si è diffuso anche in altre località”. “Un impegno verso uno sviluppo sostenibile significa anche lavorare per un mare pulito - ha sottolineato Sasa Raicevich, ricercatore Ispra - che consente di proteggere posti di lavoro e garantire le attività di chi investe sul mare. Chioggia è stata pioniera di
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questa iniziativa, da quando alcuni pescatori hanno evidenziato la quantità di rifiuti che si trovavano ogni giorno nelle reti ed hanno espresso le difficoltà legate al loro conferimento. E’ auspicabile che, anche a livello legislativo, si metta in piedi un sistema strutturato, che funzioni a lungo termine e che risolva le difficoltà che si possono incontrare proprio a partire dal conferimento del rifiuto raccolto, una volta raggiunto il porto”. Francesca Ronchi, ricercatrice Ispra, ha presentato invece il video realizzato con le testimonianze dei pescatori di Chioggia. “L’esperienza acquisita a Chioggia - ha detto - è stata presentata alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati lo scorso 31 luglio durante la discussione per la proposta di Decreto “Salva Mare”. Abbiamo raccontato quello che abbiamo fatto in questi anni”. Il 20 settembre, poi, si è svolta l’iniziativa “metti una giornata di Scienza e Ambiente”, al municipio di Chioggia che ha visto il coinvolgimento degli studenti del quinto anno dell’Iisg Veronese-G. Marconi di Chioggia. Ornella Jovane
Martin Scorsese a Chioggia per vedere la figlia che recita
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i sono svolte il 18 e 19 settembre a Chioggia le riprese della serie tv “We are who we are”, la nuova produzione del canale americano Sky-Hbo diretta da Luca Guadagnino. La storia coinvolge due adolescenti che, insieme alle loro famiglie composte da militari e civili, vivono in una base militare americana in Italia. Tra il cast figura la figlia di Martin Scorsese, Francesca, diciannovenne che aveva già recitato in Almost Paris (2016) della sorella Domenica-Cameron Scorsese. E’ questa la ragione per cui è stato possibile, per i più fortunati, scorgere tra le calli e il centro di Chioggia, tra un ciak e l’altro il grande Martin Scorsese, regista, sceneggiatore e attore tra i più grandi della storia del cinema. Il regista la conosce bene la laguna di Venezia (già nel lontano 1995 ricevette il Leone d’oro alla Carriera al Festival del Cinema), anche se quest’ anno ha preferito presentare la sua ultima fatica (The Irishman con Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci) al New York festival. La location principale di “We are who we are” sembra sia stata identificata nell’ installazione militare di Bagnoli di Sopra (Pd), un’ex-base missilistica dell’Aeronautica Militare italiana e della Nato attiva tra il 1959 e il 2008. Quando le riprese termineranno, a fine autunno, il Comune prevede di aprirvi un centro ricreativo e sportivo. Buona parte delle riprese “clodiensi” invece sono state girate in prossimità di piazza Vigo, resa ancora più “magica” dalla troupe televisiva grazie alle centinaia di luci installate e allo spettacolo pirotecnico organizzato per l’occasione. Lu.Ra.
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Chioggia
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Deposito in Val da Rio L’amministrazioone risponde alle accuse del comitato “No Gpl”
“Non comprendiamo la protesta, stiamo facendo di tutto per fermare l’impianto” S
embra raffreddarsi sempre Manifesta la propria perplespiù il rapporto tra ammini- sità sugli ultimi indirizzi del strazione comunale e Comitato Comitato anche il sindaco Ales“No Gpl”, soprattutto a segui- sandro Ferro, secondo il quale to della discussione che tiene “il Comitato sta sbagliando l’inbanco in questi ultimi mesi in dirizzo dove far giungere le sue merito alla mancanza di una proteste. Come Amministraziovera “Analisi dei rischi” legata ne fin dal nostro insediamento alla realizzazione e gestione del stiamo facendo tutto il possideposito. bile, anche in sede giudiziaria, Le parole del vicesindaco e ma la decisione se fermare il assessore all’Ambiente Marco deposito spetta a Roma ed è lì Veronese e l’assessore alla Pro- che il Comitato dovrebbe andatezione civile Genny Cavazzana re a dire la propria. Dal canto suonano come una ferma pre- nostro, abbiamo già chiesto di sa di posizione sui metodi del essere convocati dal nuovo GoComitato, più che nei contenuti verno, Mise e Mit”. della “battaglia”. Lo studio a cui si riferisce Ve“Non comprenronese rappresenIl sindaco diamo le vere rata un’integraziogioni della protene necessaria per Ferro: sta che il comitato colmare un “vuo“La decisione No Gpl sta portanto normativo” del do avanti in queD.Lgs 105/2015 se fermare il sti giorni contro (recepimento nadeposito spetta zionale della Dil’Amministrazione, perché siamo rettiva 2012/18/ a Roma ed è lì tutti d’accordo - Seveso “ter”). che il Comitato UE che lo studio sul Questa legge è dovrebbe transito delle navi l’evoluzione di gasiere nel porto provvedimento andare a far di Chioggia vada normativi comusentire la fatto e l’iter infatnitari (Seveso e ti è in corso senza Seveso “bis”) nati propria voce” ritardi, nei tempi e a seguito del grave nei modi consentiti dalla legge. incidente che avvenne nel paeLo studio potrà servire anche in se della bassa Brianza di Seveso sede delle commissioni mini- (MB) nel 1976. In quell’occasiosteriali – prosegue il vicesinda- ne il malfunzionamento di un co - perché potrà far emergere impianto per la produzione di delle criticità, ma, voglio sottofertilizzanti provocò la fuoriulineare, non è la panacea di tutti scita da un reattore di una grani mali e i cittadini lo devono sa- de quantità di diossina e diserpere. Il Comitato, a cui abbiamo bante. La popolazione venne sempre dato ascolto in un’ot- pienamente informata dell’actica di collaborazione per un caduto solo dopo parecchi giorfine comune, sta dando troppa ni. L’attuale testo della norma importanza a questo fascicolo, prevede che il piano di emerperché sono anche altre le que- genza esterno venga redatto stioni rilevanti su cui dobbiamo solo per l’impianto a terra. Luca Rapacciulo continuare a lavorare”.
Il sindaco Alessandro Ferro, il vicesindaco Marco Veronese
Il Centrodestra si presenterà unito alle prossime amministrative
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l centrodestra correrà unito alle prossime elezioni comunali di Chioggia. Lo hanno reso noto lo scorso settembre le segreterie dei tre partiti, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, Alleanza, in un comunicato congiunto. “La formazione sul campo – hanno annunciato - sarà quella classica dei partiti Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, con la massima apertura nella formazione delle liste e senza nessuna preclusione su eventuali liste civiche che vorranno allearsi per governare la Città. Comune denominatore: interpretare i valori e le idee del centrodestra”. Gioca in anticipo, quindi, il gruppo del centrodestra (le prossime elezioni comunali si ter-
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ranno nel 2021), e lo fa dopo che anche a livello nazionale sono rimbalzate per settimane voci di possibili accordi. “Lo scopo di questo primo incontro – si legge nel comunicato – è stato quello di condividere le informazioni, fissare i criteri di scelta per i “compagni di viaggio” giusti, individuare i punti generali di un programma credibile, costruire una squadra pulita e competente, allo scopo di trovare la persona giusta a rappresentare il centro destra locale alle prossime elezioni del 2021”. La nota si conclude quindi con l’augurio che “si inizi a costruire una casa su solide fondamenta… per le finiture c’è ancora molto tempo”. Lu. Ra.
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Chioggia
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Roberto Rossi: “Roma deve fare la sua parte, ma anche Chioggia” Il presidente del Comitato “No Gpl” racconta le prossime iniziative. “Stiamo riallacciando i rapporti col Mise, dopo che sono cambiati i ministri di riferimento”
“S
tiamo cercando di ricostruire i rapporti con Roma a seguito della crisi politica intercorsa negli ultimi mesi. Sono cambiati i ministri di riferimento ma al Mise c’è continuità, sia politica che amministrativa del gabinetto del ministro con cui stiamo riallacciando i rapporti precedenti”. Sono le prime parole di Roberto Rossi, presidente del Comitato No Gpl, che abbiamo intervistato. “Stiamo invece coinvolgendo – prosegue - i dirigenti veneti del partito che ha espresso il ministro del MIT per avere i giusti riferimenti e far ripartire il percorso iniziato nel gennaio scorso con l’avvio del tavolo tecnico presso i ministeri coinvolti nelle autorizzazioni concesse per la re-
alizzazione del deposito di GPL. Abbiamo già inviato le lettere di richiesta d’incontro, confidiamo entro il mese di ottobre di avere delle risposte positive; in caso contrario abbiamo messo in preventivo di organizzare, nel mese di novembre, una nuova manifestazione a Roma alla quale dovranno necessariamente partecipare tutti i partiti politici cittadini e tutte le rappresentanze delle categorie economiche della città”. Come giudica l’operato dell’amministrazione comunale fino ad oggi in merito alla questione deposito GPL? “Va ribadito che questa amministrazione si è trovata a gestire un problema enorme del quale non ha responsabilità. E’ altrettanto chiaro che gestire una tale
SCUDO
Il presidente del Comitato No Gpl Roberto Rossi
situazione richiede capacità e competenze, oltre ad una buona dose di umiltà e ascoltare le proposte che la città, attraverso l’azione del Comitato No GPL in questi tre anni di mobilitazione, ha più volte presentato. Giusto il 28 settembre sono scaduti i termini per il ricorso alla Cassazione sezioni riunite, contro la sentenza del Consiglio di Stato che stravolge l’interpretazione della Legge Speciale per Venezia, assegnando al Comune di Chioggia il titolo a produrre il parere paesaggistico, mentre questo compete per legge alla Commissione
di Salvaguardia. Siamo, inoltre, ancora in attesa che l’Amministrazione commissioni lo studio ex RISP (Rapporto Integrato di Sicurezza Portuale) per certificare l’incompatibilità dell’ingresso delle navi gasiere, ora vietato nel canal Lombardo esterno dall’attuale regolamento marittimo, così pure sull’uscita delle autobotti che dovranno percorrere la strada urbana di via Maestri del Lavoro per immettersi nella ss Romea, una delle strade più pericolose d’Italia. Non hanno ancora avviata la procedura per l’altro piano strategico da elaborare,
l’E.R.I.R (Elaborato sui Rischi da Incidenti Rilevanti) per confutare la possibilità di coesistenza di un impianto a rischio di incidente rilevante in un quadro urbanistico che vede la presenza di insediamenti abitativi civili e aziende economiche troppo vicine al deposito”. Ha a disposizione qualche riga per un appello alla cittadinanza. “Alla cittadinanza vogliamo dire che la battaglia è ancora lunga. La politica che governa il Paese si è espressa con netta decisione a sostegno delle nostre tesi. Se a Roma verranno mantenute le promesse fatte, e se a Chioggia faremo la nostra parte, predisponendo gli studi ambientali che servono a confutare quelli di Socogas, se faremo squadra e faremo sentire la pressione delle nostre giuste rivendicazioni, esiste tutto il tempo per arrivare ad una soluzione per noi positiva. Come abbiamo sempre detto “uniti si vince”. Luca Rapacciuolo
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Chioggia
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Il caso Sulla riva nord del Lusenzo
Legge speciale, approvato l’utilizzo delle ulteriori risorse in un programma dettagliato
Case demaniali, si va verso una soluzione definitiva Si è conclusa il 3 ottobre scorso la vicenda che ha tenuto col fiato sospeso per anni decine di famiglie residenti nella parte storica di Sottomarina. Finalmente è stato approvato dalla VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato il disegno di legge 1149, provvedimento promosso dalla senatrice Laura Bottici e “cavallo di battaglia” del la Consigliera regionale Erika Baldin (Movimento 5 Stelle). Quella che è finalmente una legge, consentirà al Comune di acquisire gli immobili dal Demanio e trasferirne la proprietà ai residenti, che vedranno finalmente la fine di quello che si stava materializzando come un vero e proprio incubo. La vicenda è molto nota in città. A inizio ‘900, in assenza di un
La trasferta di luglio a Roma del sindaco Ferro, col presidente del consiglio comunale Bullo e il vicesindaco Veronese
vero e proprio piano regolatore cittadino e con un paese in rapida crescita demografica, vennero costruite decine abitazioni in un’area che a tutti gli effetti era di proprietà del Demanio (lo Stato). Intere generazioni si sono succedute in questa condizione di tacita (ma a tanti realmente sconosciuta) condizione di illegalità, anche in ragione del regolare pagamento delle imposte per immobili di proprietà. Qualche anno fa iniziano ad ar-
rivare ai residenti, dall’Agenzia delle Entrate, cartelle esattoriali per centinaia di migliaia di euro. Famiglie intere in rivolta e rischio di pignoramento su immobili e conti correnti; insomma, un bel pasticcio.
La vicenda si può dire chiusa con un vero e proprio lieto fine se si considera il notevole “valore” immobiliare di queste case, collocate in un’area che da anni è interessata da una massiccia riqualificazione edilizia ed assai
ambita da turisti (a due passi dal mare e dall’imbarco per le isole della laguna) e residenti (da molte abitazioni si gode lo spettacolo di incantevoli tramonti sulla laguna). Luca Rapacciuolo
“Per il 2019 il finanziamento utilizzato della Legge Speciale sarà di un milione e mezzo di euro per progetti che abbiamo pronti”. Sono le parole del sindaco Alessandro Ferro, in occasione dell’approvazione nella seduta del Consiglio dello scorso 24 settembre, dello svincolo di ulteriori risorse della legge Speciale. E quindi, nel dettaglio, i progetti. 180 mila euro saranno destinati per la messa in sicurezza del palazzo comunale (bonifica amianto); 100 mila euro per interventi straordinari sugli edifici pubblici in centro storico; 90 mila euro per la messa in sicurezza di edifici pubblici fuori dal centro storico; 150 mila euro per realizzare la passerella pedonale in Campo Marconi; 320 mila euro per l’adeguamento impiantistico di Palazzo Granaio e della pescheria al minuto (compreso il ripristino della cappella al piano terra di Palazzo Granaio, come da richiesta della Soprintendenza); 100 mila euro per realizzare nuovi loculi e occasi nel cimitero di Borgo San Giovanni; 115 mila euro per interventi straordinari sugli impianti di illuminazione pubblica delle strade e 445 mila euro per il secondo lotto di interventi straordinari sulle strade: nello specifico, entro l’anno è prevista l’asfaltatura di via Padre Emilio Venturini e di Strada Madonna Marina. “Strade, ponti e scuole sono la nostra priorità” ha quindi sottolineato il primo cittadino che ha la delega per la Legge Speciale. “Sappiamo che il lavoro da fare è ancora lungo – ha detto - e che i risultati non sono tangibili dall’oggi al domani, ma, anche grazie a questi fondi e ai prossimi che potremo impiegare della Legge Speciale, abbiamo dato il via al cambiamento: da qui ai prossimi due anni la nostra città sarà migliore”.
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Chioggia
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Il summit A Castiglione della Pescaia
G20 spiagge, un brand per le coste Ammministratori, soggetti pubblici e privati in cerca di una sinergia per fare squadra e procedere con proposte concrete
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reazione di un brand delle Coste Italiane e attuazione di un protocollo d’intesa siglato con l’Enit. Definizione dei nuovi criteri perequativi; missione a Bruxelles a novembre per incontrare il Presidente del Parlamento Europeo e discutere della direttiva Bolkestein; individuazione di una serie di standard comuni e condivisi per l’ospitalità e l’accessibilità; definizione di un piano di sicurezza integrata con il Ministero dell’Interno. Sono questi i 5 punti tematici comuni su cui lavorare congiuntamente nei prossimi mesi che
sono emersi dai tavoli di confronto tra esperti e stakeholders del pubblico e del privato nel corso del G20 spiagge conclusosi lo scorso 20 settembre. A Castiglione della Pescaia il summit delle spiagge i sindaci decidono di fare squadra e procedere nei lavori con proposte concrete. “Abbiamo rilevato una sinergia tra tutti i soggetti pubblici e privati – ha commentato il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro che insieme al collega di Cattolica ha coordinato il tavolo tecnico del turismo balneare
Telecamere contro l’abbandono dei rifiuti Stop all’abbandono dei rifiuti lungo le strade e nelle campagne. La Giunta comunale a inizio settembre ha predisposto con Veritas un protocollo d’intesa che prevede l’installazione e la gestione di telecamere mobili per il controllo dei rifiuti abbandonati in aree pubbliche. Le dieci telecamere mobili saranno installate in prossimità dei siti urbani ed extraurbani maggiormente a rischio, nonché utilizzate a bordo di autovetture, sia civili che di servizio, con le finalità di prevenzione, accertamento e repressione degli illeciti. Gli ispettori ambientali di Veritas, che agiscono in qualità di pubblico ufficiale, opereranno in collaborazione con la Polizia Locale, a cui verrà inviata tutta la documentazione idonea per la corretta procedura relativa al procedimento sanzionatorio.
Attivato il servizio degli ausiliari per l’Ambiente E’ stata approvata lo scorso 20 settembre la Convenzione per l’attivazione del servizio Ausiliari per l’ambiente. La Convenzione della durata di un anno è stipulata tra il Comune di Chioggia e l’Associazione di volontariato Guardie ambientali d’Italia con sede a Vigonovo, la quale dovrà svolgere per conto del Comune un servizio di vigilanza ambientale sul territorio comunale. L’accordo avrà un costo massimo di 1200 euro. L’Associazione dovrà far rispettare i Regolamenti comunali di Polizia Urbana, di Igiene Ambientale, il Regolamento per la pianificazione e promozione del verde pubblico e privato e si dovrà rapportare con il comandante della Polizia Locale e con il Servizio Ambiente. “Siamo orgogliosi di aver avviato questo servizio – spiega l’assessore all’Ambiente Marco Veronese – che ha la finalità di implementare sensibilmente i controlli sui reati ambientali presenti sul nostro territorio”.
Dopo una prima edizione di focus sui problemi, quest’anno si è passati alle proposte operative
e dell’ambiente - per procedere speditamente e coordinati nello sviluppo delle tematiche ambientali relative ai rifiuti in mare, alla mobilità lenta per una riduzione di Co2, alla necessità di monitorare e istituire un piano di intervento comune a livello nazionale relativo all’erosione costiera, a un’attenta analisi dello stato dei nostri corsi fluviali per evitare gli scarichi a mare e garantire acque pulite per la balneazione su tutte le coste.
Per fare qualche esempio, abbiamo presentato alle altre località l’ordinanza plastic free firmata ad inizio anno, nell’ottica di ridurre l’uso della plastica monouso; il recente protocollo d’intesa con Veritas contro l’abbandono dei rifiuti nel territorio; i passi effettuati per portare in città una micro-mobilità turistica con i risciò a pedali. Il documento di sintesi dei lavori del summit ci porterà sempre più uniti verso la prossima
edizione a Vieste. Il riscontro della nostra partecipazione è stato positivo nel garantire una rete tra i vari soggetti coinvolti nelle tematiche affrontate e le soluzione proposte. Sulla scia di Bibione – conclude il sindaco – mi piacerebbe vedere anche Sottomarina e Isola Verde libere dal fumo sotto l’ombrellone, almeno dalla prima fila e fino alla riva del mare, garantendo degli spazi idonei e riservati per chi non rinuncia alla sigaretta”.
Una pietra d’inciampo ricorda il partigiano Tonello L’arte di Piero Brombin a Sottomarina e una Pietra d’inciampo per la memoria. Nel n. 54 della rivista di studi e ricerche “Chioggia”, semestrale del comune di Chioggia, un articolo riguarda la pietra d’inciampo - collocata al n.15 di piazzale Poliuto Penzo - dedicata a Guido Tonello partigiano chioggiotto, arrestato dalla Gestapo tedesca e poi internato nel campo di Dachau dove morirà il 22 maggio 1945 quando la seconda guerra mondiale per l’Europa si era da poco conclusa. Le Pietre d’inciampo sono un progetto dell’artista tedesco Gunther Demnig per commemorare tutte le vittime della Shoah, gli internati militari e i perseguitati politici. Ampio spazio è poi quello che interessa l’artista padovano Piero Brombin che ha realizzato numerose opere - un mix di architettura, design e arte - che hanno caratterizzato alcuni edifici di Sottomarina (l’albergo Stella d’Italia, il bar Caracas…) tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, nel periodo in cui il turismo balneare conosceva un grande sviluppo. Gli altri articoli della rivista “Chioggia” interessano personaggi chioggiotti o legati alla città (Ormisda Donaggio, Tina Desana, Luigi Taccheo), il patrimonio artistico-monumentale (il Refugium Peccatorum nei pressi della Cattedrale, il forte S. Felice),
Il nuovo numero della Rivista culturale di studi e ricerche
il collezionismo, itinerari didattici (censimento di documenti d’archivio, lo studio della mortalità a Chioggia nel Seicento). Nelle prime pagine vi è il saluto a Gina Duse, stimata insegnante e valente ricercatrice scomparsa nell’ottobre 2018: nei ricordi di quanti l’hanno conosciuta il valore delle sue competenze professionali, la stima, l’ammirazione e la riconoscenza. Eugenio Ferrarese
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Chioggia
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Il Forte San Felice apre le porte al turismo attento all’inclusione Volontari e familiari dell’associazione Uildm hanno accompagnato un gruppo di persone con disabilità in carrozzina a visitare la struttura
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amiliari e volontari dell’associazione Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) di Chioggia hanno visitato il 9 settembre scorso il Forte S. Felice, arrivando direttamente dalla laguna da un ingresso insolito, ma reso accessibile alle persone con disabilità in carrozzina, utilizzando l’approdo rivolto a Sud ovest Chioggia con la barca attrezzata Kapitan Memo. Un altro gruppo di accompagnatori e volontari è giunto via terra, costeggiando il Murazzo che porta all’entrata del Forte, dove i gruppi si sono riuniti per l’inizio della visita accolti dai volontari del comitato Forte San Felice e dal farista Diego Nordio. Erminio Boscolo Bibi, presidente del Comitato S. Felice, ha narrato le vicende storiche e le caratteristiche architettoniche e militari del Forte, trasmettendo oltre alla sua passione, anche la sua sensibilità al tema dell’accessibilità per le persone disabili. Con adeguati accorgimenti e attenzione nei lavori di restauro si può rendere il Forte S. Felice davvero patrimonio di tutti con la possibilità di poter godere di una delle maggiori bellezze del nostro territorio. Questa visita è così un altro passo in avanti nella strada per l’inclusione sociale per permettere anche alle persone con disabilità la scoperta del prezioso patrimonio che i nostri “Luoghi del cuore” ci offrono. Uildm Chioggia ringrazia tutti coloro che hanno favorito e sostenuto la visita per le autorizzazioni e i supporti logistici necessari: il Comando del Distaccamento di MariFari di Venezia nella persona del Comandante di Fregata dott. Daniele Verdi, il farista Diego Nordio, Gianluca Memmo ed i suoi familiari e collaboratori per l’imbarcazione Kapitan Memo, la darsena San Felice e tutti i volontari, in particolare il Comitato San Felice. In precedenza il Forte S. Felice aveva registrato sabato 7 settembre un grande afflusso di visitatori, in buona parte giunti da fuori Chioggia ed anche alcuni stranieri, che hanno apprezzato tutto l’itinerario proposto, ma in
particolare il belvedere sul piccolo bastione, finalmente liberato dalla vegetazione infestante, consentendo così il suggestivo panorama sulla laguna e sulla città. Per informazioni e prenotazioni basta seguire la pagina Facebook di Forte San Felice. Eugenio Ferrarese
Ipab Casson, Zennaro neopresidente
La visita al Forte San Felice lo scorso 9 settembre
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Andrea Giovanni Zennaro è il nuovo presidente del Centro Anziani F.F. Casson. La nomina è avvenuta lo scorso 19 settembre quando si è provveduto alla ricomposizione del Consiglio di Amministrazione, compreso il presidente, dopo le dimissioni estive di Ortensio Crepaldi e quelle del consigliere Giorgio Filippo. Dunque, il nuovo Cda, che rimarrà in carica fino al prossimo 12 marzo 2023, è composto dai consiglieri Francesca Avanzi, Erika Pantalin, Federico Griguolo, Pietro Penzo, oltre al neo presidente Zennaro. “Il desiderio di questo consiglio di amministrazione è di continuare il buon percorso fatto fino ad oggi – ha commentato quest’ultimo – rafforzando i rapporti con l’amministrazione comunale per percorrere insieme un sentiero proficuo per l’Ipab stesso. In questi primi mesi sarà cura del Cda terminare il percorso di concorso per selezionare una figura dirigenziale, che dovrà ricoprire l’incarico di direttore”. “Rinnovo gli auguri di buon lavoro al nuovo Cda dell’Ipab e al nuovo presidente – ha commentato l’assessore alle Politiche sociali e sussidiarietà Luciano Frizziero – una squadra giovane e preparata, che lavorerà nella più completa autonomia, caratteristica che ha sempre contraddistinto l’operato del centro servizi anziani di Chioggia”.
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Chioggia
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Anno nuovo, scuola nuova per S. Anna Inaugurato lo scorso 11 settembre il plesso Bruno Maderna, l’istituto ospita 199 alunni, suddivisi tra secondaria e nuovo edificio della primaria. Il sindaco Ferro: “In meno di un anno abbiamo realizzato una scuola moderna e sicura”
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l nuovo plesso scolastico “Bruno Maderna” in via Primavera a Sant’Anna ha fatto il suo debutto in grande stile, proprio il primo giorno di scuola, lo scorso 11 settembre, con una partecipata cerimonia d’inaugurazione. Gli alunni assieme al sindaco Alessandro Ferro hanno provveduto al taglio del nastro, davanti a genitori e famiglie ma anche alle autorità cittadine. Erano infatti presenti, oltre al sindaco, il presidente del consiglio comunale Endri Bullo, l’assessore ai lavori pubblici Alessandra Penzo e l’assessore all’Istruzione Isabella Penzo, il dirigente scolastico uscente Sergio Ferroli, il nuovo dirigente scolastico Cinzia Villanucci, il vescovo di Chioggia monsignor Adriano Tessarollo, il parroco dell’Unità Pastorale di Sant’Anna e San Giorgio Martire don Giovanni Natoli, i rappresentanti delle istituzioni locali e le imprese che hanno lavorato
Alcuni momenti dell’inaugurazione il primo giorno di scuola del nuovo anno
per la realizzazione dell’opera. L’istituto ospita 199 alunni, suddivisi tra la scuola secondaria e il nuovo edificio collegato, sul lato ovest, della nuova scuola primaria.
La prima pietra era stata posata dal primo cittadino lo scorso 3 ottobre per l’ampliamento dell’edificio esistente (già sede delle scuole medie), dove andare a collocare le dieci aule della
vecchia scuola primaria Poliuto Penzo. I lavori alla scuola “Bruno Maderna” hanno previsto due stralci: un primo, conclusosi nel 2012, comprendeva l’ingresso nuovo alle scuole medie e alcuni interventi interni, mentre ora si è conclusa la seconda fase, che ha realizzato un secondo edificio delle scuole primarie composto di dieci aule (5 per piano) con relativi servizi. La spesa complessiva per l’ampliamento è stata di 1.450.000,00 euro così ripartiti: per lavori 1.112.205,86 euro; mentre per spese generali 337.794,14 euro. Di questi, 1,2 milioni provengono da finanziamento statale del mutuo Cassa Depositi e Prestiti – Fondo Sviluppo degli Investimenti, mentre 250 mila euro da risorse dell’Amministrazione. “Come promesso, in meno di un anno abbiamo realizzato una nuova scuola primaria moderna, sicura e confortevole per i nostri
ragazzi, in un plesso unico assieme alla scuola secondaria – ha spiegato Ferro –. Questo è un altro intervento sbloccato da questa amministrazione non appena i fondi si sono resi disponibili e ne siamo orgogliosi, perché per noi è una priorità far vivere e studiare i ragazzi in un ambiente luminoso, accogliente ed efficiente e che risponda alle necessità di chi ci lavora, alunni e insegnanti”. “Questa è una delle tante inaugurazioni in programma in questo periodo – ha preannunciato l’assessore ai lavori pubblici Alessandra Penzo –. La nostra amministrazione è attenta alle esigenze di alunni, genitori, insegnanti e dirigenti scolastici ed è anche per questo che stiamo provvedendo passo dopo passo ad un ammodernamento generale dei plessi, che sono datati e non vedono interventi strutturali e di ammodernamento, anche negli arredi, da molti anni”.
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Si è svolta il 1° ottobre scorso alla presenza dei bambini, maestre e genitori, l’inaugurazione della nuova scuola dell’infanzia della frazione di Valli di Chioggia, che, fino allo scorso anno scolastico, era ospitata in un edificio a fianco della chiesa e di proprietà della Diocesi. Molto sentita la partecipazione da parte dei componenti della giunta e del consiglio comunale. Hanno portato i saluti dell’Amministrazione il sindaco Alessandro Ferro, l’assessore all’Istruzione Isabella Penzo e l’assessore ai Lavori pubblici Alessandra Penzo. Sono inoltre intervenuti la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Chioggia 3 Sandra Zennaro, il parroco don Massimo Fasolo per la benedizione prima del taglio del nastro e il Coro Popolare Chioggiotto.
Nella parrocchia di Ca’ Lino arriva don Achille De Benedetti Dopo sette anni, don Achille De Benedetti ha lasciato la comunità di Cavarzere per raggiunti limiti di età. Ha compiuto i 75 anni a maggio. Lo scorso 22 settembre ha avuto luogo l’ultima celebrazione nel Duomo. Commosso il saluto della città, che si prepara ad accogliere don Andrea Rosada. Ma per don Achille non è ancora tempo per la pensione vera e propria: il vescovo Adriano Tessarollo ha scelto infatti di affidargli la più piccola parrocchia di Ca’ Lino, frazione di Chioggia (G.G).
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Provincia
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Innocultour Una nuova collaborazione tra musei
Visita al museo con guida hi-tech a Chioggia e Rovigo La visita al museo diventa hi-tech grazie alla tecnologia Bluetooth, consentendo così ai visitatori di essere costantemente informati, in tempo reale, sulla sala o l’opera che stanno osservando. E’ questa una delle interessanti novità digitali che per la prima volta al Museo civico della laguna sud di Chioggia stata presentata ufficialmente lo scorso 10 settembre con l’attivazione dei dispositivi, i beacon, in grado di riconoscere la posizione del visitatore ed inviargli - tramite tablet ricevu-
nale e transfrontaliero Innocultour, nato come collaborazione tra partner istituzionali e operatori turistici del Veneto e della Croazia per promuovere 8 tra musei e località della costa adriatica che possano offrire un
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nianze archelogiche, storicoartistiche e naturalistiche. Proprio lo scorso 10 settembre, alla presenza del direttore del Polo Museale del Veneto, il dottor Daniele Ferrara, è avvenuta la sottoscrizione dell’im-
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Alcuni momenti della conferenza stampa di presentazione del progetto di Innocultour
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L’assessore Tovo di Rovigo, la collega Penzo di Chioggia e il direttore del Polo Museale del Veneto Ferrara sottoscrivono l’accordo
portante accordo tra i Comuni di Chioggia e di Rovigo con il Polo Museale del Veneto. Una rete di musei collegati tra di loro nei contenuti e in costante dialogo con il territorio circostante: è questo lo spirito dell’accordo, come emerge anche dai contenuti del video, realizzato nell’ambito del progetto che promuove il legame tra i due musei. Insomma un viaggio meraviglioso dove l’uomo, la natura e la storia si incontrano. “Ringraziamo la Regione Veneto che ha individuato i nostri due musei per metterci in connessione attraverso il progetto Innocultour - ha commentato l’assessore alla Cultura e al Turismo di Chioggia, Isabella Penzo - Il turismo del futuro è slow e in questa ottica realizziamo questo progetto che mette in rete i territori vicini per offrire il meglio ai cittadini e ai turisti”. “L’accordo con il Polo museale del Veneto che valorizza anche il Museo dei Grandi Fiumi - ha osservato il vicesindaco e assessore alla Cultura di Rovigo Roberto Tovo - non è soltanto uno stimolo culturale per i turisti che vogliano conoscere i nostri territori, ma è anche una riflessione sulla nostra identità culturale legata al rapporto con l’acqua e l’Adriatico”. Ornella Jovane
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Ambiente Un gruppo di giovani di Santa Maria di Sala
I ragazzi che puliscono il paese diventeranno associazione S
ono usciti in agosto, sotto la canicola, per pulire un piazzale, un luogo di ritrovo, dietro la palestra del capoluogo. A un mese di distanza stanno per diventare associazione, hanno contagiato altri coetanei, pronti a fare lo stesso o che hanno già iniziato a farlo. Il sogno di Fagun, Alessia e Aurora è realtà: a Santa Maria di Sala e frazioni escono una volta a settimana, per pulire parchi, marciapiedi, piazze, quartieri residenziali e ogni volta riescono a raccogliere interi sacchi pieni di carte, bottiglie, plastiche, mozziconi. Da tre sono diventati 10, poi 18, adesso sono diverse decine i cittadini che ogni settimana si uniscono a loro per cercare di dare il loro piccolo contributo a cambiare il pianeta. All’inizio qualcuno li aveva chiamati i “ragazzi del muretto” perché le prime uscite erano dietro la palestra, dove si trova un muretto, tradizionale luogo di ritrovo dei ragazzi. E anche di sporcizia, lasciata dopo ogni serata. Hanno iniziato a pulire proprio quel luogo-simbolo, poi si sono allargati al resto del centro, quindi a Veternigo, poi Caselle. Li hanno copiati alcuni coetanei, partiti con la stessa
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Rotary contro la poliomelite Saranno stampate le magliette del gruppo che si chiamerà C4U, “City for you”
iniziativa anche a Borgoricco. Qualcuno vorrebbe fare lo stesso a Noale, Mirano, Scorzè. Il sindaco Nicola Fragomeni li ha ricevuti in municipio, poi in giunta, li ha premiati per lo spirito di iniziativa e sensibilità ambientale e si è fatto portavoce presso Veritas affinché i ragazzi fossero dotati di sacchetti, guanti monouso e pinze per raccogliere i rifiuti. Alcune associazioni hanno donato loro piccoli contributi, alcuni si sono proposti di stampare le magliette dell’associazione, che si chiamerà C4u, “City for you”. “Ho trascorso
i miei primi 8 anni di vita in campagna in Bangladesh – spiega Fagun, 22 anni dove la natura verde e incontaminata ti abbracciava fin dal risveglio, potevi fare il bagno nei canali, giocare nel fango e vivere accanto agli animali selvatici. Quando noi giovani un domani avremo una famiglia, vorrei che potessero vedere la natura come me, non solo attraverso la tv”. “Ciò che mi spinge a lottare -aggiunge Alessia, 17 anni- è l’idea che i miei figli rischiano di non poter mai vedere il mare come l’ho Filippo De Gaspari visto io”.
Una campagna per sconfiggere la poliomelite in tutti i posti del mondo. Questa l’iniziativa promossa dai Rotary Club del veneziano in occasione di importanti iniziative collegate allo sport ai giovani e alle famiglie. “Il distretto Veneto – Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia - spiega il Rotary illustrando l’iniziativa - ha stretto una collaborazione con l’organizzazione di Venice Marathon grazie alla quale i runner che corrono con i pettorali rossi End Polio Now raccolgono fondi per la vaccinazione anti polio”. Per la prima volta il Rotary sarà coinvolto direttamente a sostegno delle 4 Family Rin ovvero le 4 corse non competitive rivolte alle scolaresche di San Donà di Piave, Dolo Venezia- Mestre. 18 mila ragazzi indosseranno la maglietta rossa. Le Family Run si terranno il 12 ottobre a San Donà, il 19 ottobre a Dolo, il 26 ottobre a Mestre. A Chioggia si è tenuta lo scorso 5 ottobre. Un gazebo informativo sull’iniziativa e quello che provoca la malattia sarà allestito alla partenza delle corse.
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Cultura .
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La storia di Chioggia dalle origini ad oggi Fatti e personaggi che hanno caratterizzato le sue millenarie vicende, i grandi eventi che si incontrano con la storia locale raccontati dal giornalista Pierluigi Rizziato
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na “Storia di Chioggia” raccontata attraverso fatti e personaggi che ne hanno caratterizzato le sue millenarie vicende in un ordine cronologico che parte dalle leggendarie origini ai tempi della guerra di Troia, tredici secoli prima di Cristo, e che giunge fino ai più recenti eventi: il Mose e il Baby Mose, la riapertura del canale del Perotolo, la Bandiera blu per Sottomarina, il problema della ZTL (zona a traffico limitato) in centro storico a Chioggia, il porto di Val da Rio, lo squalo Olivia nel museo di Zoologia Adriatica a palazzo Grassi, il nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale di Chioggia, i no GPL, la passione per la vela e la motonautica, il mercato ittico e quello ortofrutticolo di Brondolo, ma anche la quasi miss Italia Arian-
na Marchetti, il cabaret di Pippo Zaccaria e quello de Le Bambole, il Palio de la Marciliana… I grandi eventi si intrecciano con la storia locale: le rivalità tra le repubbliche marinare di Genova e Venezia sfociano nella guerra di Chioggia, sui bragozzi chioggiotti troviamo Garibaldi in fuga dagli Austriaci e il più giovane dei famosi Mille era il chioggiotto Giuseppe Marchetti, le profonde ferite della Prima e Seconda Guerra Mondiale, la tragedia del Grande Torino che coinvolge i due fratelli chioggiotti Aldo e Dino Ballarin, l’acqua alta del ’66… L’autore è Pierluigi Rizziato, per trent’anni nelle redazioni di Mestre e di Rovigo de “Il Gazzettino”, ma prima ancora a “Radio Venezia”, “Il Diario”, “La Nuova
La mostra, Mazzon e i suoi amici artisti
Venezia” ed anche a “Il Giornale di Vicenza”. A Chioggia veniva con la sua Fiat 500 acquistata nel 1967 e con una macchina fotografica passeggiando per il centro e le calli di Chioggia, a Sottomarina per lo più fuori stagione oppure ad incontrare gli amici in spiaggia nelle domeniche estive e dove ancor oggi ci torna frequentemente apprezzando la buona cucina dei ristoranti locali o per abbronzarsi al sole sfogliando con tranquillità un giornale o leggere un libro. Per le “Edizioni Biblioteca dell’Immagine”, di cui fa parte questo volume dedicato a Chioggia, Rizziato ha già pubblicato “La spiaggia di Mestre” e “Storia di Mestre”. Eugenio Ferrarese
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azzon ed amici. Il 22 settembre scorso si sono chiusi i battenti dell’interessante esposizione di opere artistiche allestita al Museo civico di Chioggia S. Francesco fuori le mura. Giorgio Mazzon, originario di Rosolina, scomparso nell’estate del 2017, dopo diverse esperienze aveva lavorato nel settore del design di mobili, ma anche collaborando con le fonderie di Murano. Aveva anche fondato con la moglie Fiorenza il laboratorio artistico di ceramiche artigianali “Il Barattolo” e nel contempo realizza piccole sculture spesso ironiche e surreali. Grande passione per le civiltà arcaiche, i riti degli Indiani d’America, i miti greci e il suo territorio, il Polesine; impara e tenta nuovi linguaggi espressivi e collabora con altri artisti: Giampaolo Berto, Nato Frascà, Gabbris Ferrari.. Numerose le sue mostre, le creazioni di scenografie per rappresentazioni teatrali, il “Teatro sull’erba”, il “Teatrino dei burattini” con spettacoli realizzati nel giardino di casa. Le sue ‘escursioni’ nel Delta sono testimoniate da immagini fotografiche e qualche poesia, ma anche dalla raccolta di materiali assai vari trasportati dal fiume Po che divengono composizioni, totem, guerrieri… Con gli amici dello StudioG5 di Chioggia inizia nel 2000 una collaborazione che comprende anche la realizzazione di una stazione della “Via Crucis” per la processione del Venerdì Santo lungo il Corso del Popolo a Chioggia. La mostra al Museo civico è la testimonianza di queste amicizie che hanno coinvolto gli artisti Giampiero Baldin, Silvano Baldo, Dario Ballarin, Roberto Bellemo, Gianpaolo Berto, Giorgio Boscolo, Vanni Cantà, Nando Celin, Piergiorgio Chiereghin, Graziano Donà, Manola De Gobbi, Maurizio Fantoni, Gabbris Ferrari, Osvaldo Forno, Nato Frascà, Ivo Mosele, Dino Memmo, Danilo Sartoni. (E.F.)
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Venice Marathon, in migliaia alla partenza
Calcio dilettanti, nuove regole
La corsa, con partenza da Stra e arrivo in Riva Sette Martiri, si terrà domenica 27 ottobre. Visite in villa Pisani gratuite
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o sport veneziano a ottobre è sinonimo di Venice Marathon, l’evento sportivo più coinvolgente dell’anno. Saranno ancora una volta in migliaia coloro che percorreranno le strade, partenza da Stra ed arrivo a Venezia, domenica 27 ottobre, per la 34a edizione della manifestazione. Campioni o semplici appassionati che si sfideranno, l’uno contro l’altro. I top-runners, contro il tempo, e contro la fatica gli altri. A prescindere dagli obiettivi personali, correre la Huawei Venicemarathon significa entrare nell’arte, nella storia ma soprattutto nella bellezza di un territorio straordinario come Venezia e la Riviera del Brenta, capace di offrire un percorso unico al mondo. Una corsa sicura come poche con un servizi di altissima qualità
forniti agli atleti prima, durante e dopo la gara con circa 200 volontari impegnati. Ed a tutti gli iscritti verrà consegnato un pacco gara contenente una maglia appositamente realizzata dal brand italiano di abbigliamento funzionale Uyn mentre gli iscritti alla 10 chilometri riceveranno una t-shirt tecnica firmata dal brand finlandese Karhu. E, grazie ad un’accordo con la direzione di Villa Pisani, tutti gli iscritti avranno la possibilità di visitare la villa gratuitamente. Dal punto di vista agonistico il Venicemarathon Pacing Team, guidato e coordinato dalla allenatrice, giornalista e scrittrice Julia Jones, aiuterà gli atleti, sia per la 42 chilometri che per la 10 chilometri, a correre a ritmo cadenzato per consentire a tutti di arrivare a per-
C correre i 42,195 chilometri della corsa e tagliare il traguardo di Riva Sette Martiri. E accanto alla parte agonistica vera e propria, nel programma della Huawei Venicemarathon, oltre alla 10K, c’è spazio anche per le famiglie e per gli amici a 4 zampe con le Alì Family Run: le corse a carattere solidale di circa 4 chilometri che si svolgono nei 4 sabato di ottobre nelle città di Chioggia (5 ottobre), San Donà (12 ottobre), Dolo (19 ottobre) e Mestre. L’ultima tappa è in programma sabato 26 ottobre al Parco San Giuliano di Mestre, dove sorge anche l’Exposport Venicemarathon Villa-
ge. Due importanti e significative iniziative contribuiscono a rendere la festa sportiva anche un momento sociale ed umanitario. Il Venicemarathon Charity Program, di cui il campione Alex Zanardi è ancora una volta testimonial, offre la possibilità di scegliere una associazione no profit aderente all’iniziativa, sostenerne il progetto e aiutarlo a crescere con le donazioni. Inoltre, la Maratona di Venezia è stata inserita nel progetto “Zero Waste Blue”, che ha l’obiettivo di eliminare il rifiuto e valorizzare il riciclo, recuperando la plastica. Lino Perini
ol l’avvio della stagione calcistica, molte novità regolamentari. Le gare sospese per motivi che possono derivare da condizioni metereologiche (neve, vento, nebbia) o a causa dell’infortunio dell’arbitro, in ogni caso in tutte quelle situazioni indipendenti da situazioni di gioco, riprenderanno esattamente dalla situazione di gioco che era in corso al momento dell’interruzione. La quantificazione dei minuti da giocare sarà determinata, con decisione inappellabile, dal direttore di gara e nella prosecuzione potranno essere schierati tutti i giocatori tesserati dalle due società, indipendentemente o meno che fossero nella distinta al momento della sospensione . Nel corso della prosecuzione della partita saranno ammesse solo le sostituzioni non ancora effettuate. (Li.Pe.)
Hockey in carrozzina, i Lions Black puntano in alto
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iparte il campionato di hockey in carrozzina con i Lions Black di Venezia, che fanno parte della Polisportiva Terraglio, intenzionati a continuare a vincere dopo i tre scudetti consecutivi conseguiti. Sauro Corò, allenatore-giocatore, osserva. “Per il Black Lion sarà una stagione molto dura -dice Coròperché tutte le squadre si sono rinforzate moltissimo. Per noi sarà un’annata importante e faticosa perché saremmo impegnati in vari fronti e dovremmo affrontare più competizioni, tornei internazionali, la Coppa Italia e cinque nostri atleti fanno parte in pianta stabile della nazionale italiana che in primavera parteciperà ai campionati europei in Finlandia. Il nostro è uno sport che cresce a dismisura anno ogni anno, un sport che è motivo di vita e di riscatto utile per il corpo ma, soprattutto per la mente“. Sorta nel 2011 la società mestrina è diventata un motivo di vanto per la collettività e quest’estate, dopo la conquista del terzo scudetto è stata premiata a Ca’ Farsetti dal sindaco Brugnaro per l’importanza rivestita sotto l’aspetto umano, sportivo e sociale. In primavera un’altra grossa soddisfazione la società quando, presente il premier Giuseppe Conte, sono intervenuti al convegno tenutosi a Firenze sul tema “Persone capaci di colpi di testa”, al festival dell’Economia civile svoltosi a Palazzo Vecchio. La rappresentanza era composta dal presidente Davide Giorgi, dal team manager Andrea Piccillo, dall’allenatoregiocatore Sauro Corò e dagli atleti Ion Jignea, capitano, e Manuel Giuge. Al termine del convegno il presidente del Consiglio Conte ha incontrato la delegazione mestrina che al premier ha parlato del Li.Pe. progetto 3S (Sport, Sanità e Sociale).
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Autonomia, il traguardo si allontana Il ministro Boccia frena le regioni: prima definiamo i livelli essenziali delle prestazioni. Il politologo Feltrin: anche Salvini sapeva che gli avrebbe fatto perdere milioni di voti al sud
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adesso che è cambiato il governo e la Lega è finita all’opposizione, che cosa accadrà delle richieste di autonomia del Veneto e delle altre regioni? La sensazione, specie dopo l’incontro tra il governatore Zaia e il ministro Boccia, è che siano destinate a finire nel cassetto. O quantomeno che dovranno aspettare un bel po’, sempre che alle parole seguano i fatti. Il neo ministro, pugliese, è arrivato a Venezia promettendo ascolto ma con le idee chiare: l’autonomia differenziata va bene, ma “c’è bisogno di dire che tra Sud e Nord non c’è una competizione aperta. Bisogna rimettere insieme il Paese, non dobbiamo far diventare l’autonomia un tema divisivo né uno strumento di lotta politica”. E dunque, spiega Boccia, prima bisogna definire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). In altre parole, bisogna scrivere nero su bianco quali sono i diritti e i servizi che vanno garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitino e da quanto guadagnino. Giustissimo, in teoria. Il fatto è che la definizione dei Lep, così come è stato per quella dei famosi “costi standard”, rischia di trasformarsi in una storia infinita. E con tutte le urgenze che un governo comunque fragile si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, è facile prevedere che di passi in avanti non se ne faranno molti né troppo in fretta. Uno scenario che difficilmente aiuterà a rasserenare i rapporti tra Regioni e governo, specie considerando che tutto il fronte del Nord a guida centrodestra ha appena depositato la richiesta di referen-
Foto tratta dal sito www.regione.veneto.it
Luca Zaia, Francesco Boccia e Paolo Feltrin
dum abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, ultimo atto di forza voluto da Salvini dopo il passaggio all’opposizione e prima della grande manifestazione organizzata a metà ottobre a Roma. Ma che l’autonomia non veda la luce per “colpa” del nuovo esecutivo, possono affermarlo solo i più convinti soste-
nitori del Capitano. In realtà basta scorrere l’anno e mezzo di governo giallo-verde per verificare come proprio questo tema sia tra quelli che hanno accumulato più rinvii, proclami e rimpalli, con buona pace del famoso “Contratto di governo” e delle promesse di Salvini. A frenare in maniera palese sono
stati i 5 Stelle, che al sud hanno trovato il loro più importante bacino elettorale. Ma forse, sotto sotto, lo stesso leader della Lega ha capito strada facendo che l’autonomia delle regioni del nord gli avrebbe procurato più fastidi che vantaggi. Una conferma di quelle che a lungo sono state considerate poco più che illazioni è venuta a fine settembre da Paolo Feltrin, docente all’università di Trieste, tra i più conosciuti politologi, “mente” dell’Osservatorio elettorale della Regione Veneto, che in una intervista ai quotidiani del gruppo Gedi ha scoperchiato il vaso di Pandora. “ Un sondaggio attendibile e riservato – ha spiegato Feltrin – ha avvertito Salvini che il via libera alla riforma autonomista al nord avrebbe comportato un crollo di consensi nel Mezzogiorno stimato tra i quattro e i cinque milioni di voti”. Un salasso che avrebbe cancellato ogni speranza della Lega di sfondare oltre il Po diventando un vero partito nazionale. E così, rimanda oggi rimanda domani, quando Salvini ha capito che Veneto e Lombardia non erano più disposte a stare ferme e con una manovra finanziaria pesante di fronte, avrebbe preferito aprire la crisi. Interpretazione fermamente smentita da Zaia, ricordando anche numeri alla mano il successo della Lega alle europee nelle regioni del sud. Eppure, il dubbio resta. Aspettando i Lep, i costi standard e una maggioranza in parlamento che finora nessuno ha trovato, quale che fosse il colore del governo.
Sant’Antonio, Sinigaglia rilancia il “no” dei sindaci “Il Tavolo tecnico, istituito per pianificare il passaggio dell’ospedale Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera di Padova, ha concluso la prima fase di lavori individuando e approvando un Piano attuativo che prevede che il Sant’Antonio cambi gestione il 1° gennaio 2020. Per quanto di interesse pubblico viene garantita in toto la prosecuzione delle attività in essere, secondo le precise volontà della Regione del Veneto, quindi per i cittadini / utenti non vi sarà alcun cambiamento: la collettività potrà continuare a fare affidamento sull’ospedale Sant’Antonio, come in precedenza e senza eccezioni”. La nota ufficiale dell’Ulss Euganea cerca di stemperare la tensione, che però in
città sta crescendo man mano che si avvicina un “cambio di casacca” annunciato da tempo ma a cui finora non era stata evidentemente prestata la necessaria attenzione. Dall’Ulss rassicurazioni, oltre che agli utenti, anche al personale sulla continuità dei rapporti di lavoro. Ma che le cose non siano così lisce e scontate lo dimostra l’ultima turbolenta riunione della Conferenza dei sindaci: pur in mancanza del numero legale, i primi cittadini hanno espresso a maggioranza il loro “no” al passaggio. E in Consiglio regionale Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito democratico tra i più attenti conoscitori della materia, ha rilanciato le loro preoccupazioni chie-
dendo alla giunta di fermare l’operazione e rivedere le schede sanitarie della provincia. “Il documento votato dai sindaci — sottolinea Sinigaglia — chiede di rinviare ogni decisione a quando sarà completato il nuovo Polo della salute e riqualificato il Giustinianeo. Non è un no aprioristico, insomma, ma legato alle tempistiche fissate dalla Regione. Per ora non c’è alcun motivo a favore della decisione della Giunta, né in termini di risparmi né, ancora peggio, per tutelare la salute dei cittadini. Invito perciò, nuovamente a fare proprie le istanze dei sindaci e fermare l’intera operazione: è una penalizzazione immotivata di un intero territorio”.
Claudio Sinigaglia
L’Ulss tranquillizza, ma la Conferenza dei sindaci vota contro il passaggio all’Azienda ospedaliera e chiede di attendere la nascita del nuovo ospedale
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Politica
Civica per il Veneto Franco Ferrari
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Partito Democratico Piero Ruzzante
Serve un grande progetto: “Ambiente, sanità pubblica correre insieme per scalzare e mobilità: serve un Veneto gli avversari non lo è a misura d’uomo” F
ranco Ferrari 64 anni imprenditore, residente a Camponogara, in Riviera del Brenta, e capogruppo in Regione della lista “Civica per il Veneto” traccia un bilancio della sua attività di consigliere regionale e delle prospettive per le prossime elezioni. Consigliere Ferrari come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Mi sono sempre impegnato a livello regionale in un lavoro che punta a dare risposte ai cittadini, operando in una situazione economica difficile. Ho cercato di dare risposte concrete nello spirito che contraddistingue la mia azione politica, che non è mai legata a schemi di partito o di schieramento, ma punta alla soluzione concreta dei problemi. Fin da subito ho aperto a Camponogara un ufficio al pubblico nel quale durante la settimana ricevo i cittadini e le istituzioni, ascolto le richieste e cerco di trovare soluzioni”. Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Mi sono impegnato per ridurre i tagli nel settore sanità, per l’ospedale di Dolo con le schede ospedaliere poi approvate in Regione, mantenendo quasi interamente primariati e posti letto e ottenendo fondi per il rilancio. E’ agli atti l’incisività della mia azione. Sempre per l’ospedale di Dolo ho lavorato per la ripartenza dei lavori al Pronto Soccorso e per attrarre decine di milioni di euro per lo sviluppo del presidio. Fra le altre battaglie affrontate c’è stata quella, andata a buon fine, dell’interramento dell’elettrodotto Dolo- Camin, e lo sblocco del Pat di Camponogara e Fossò, fermo da 10 anni. Ho sempre puntato sull’aiuto ai giovani meritevoli: a titolo personale ho creato decine di
borse di studio in collaborazione con le scuole. Fra le delusioni di questi anni, c’è la constatazione purtroppo che anche il ruolo di consigliere regionale nonostante sia espressione del territorio, a livello nazionale non è tenuto nella dovuta considerazione”. Come si colloca politicamente alla luce anche degli ultimi sviluppi nazionali? “Sono stato eletto all’interno della lista Alessandra Moretti Presidente, e sono rimasto fedele agli elettori svolgendo il mio mandato nel gruppo di minoranza, votando secondo coscienza per risolvere i problemi. Non credo che votare per partito preso porti soluzioni per il territorio. Nel 2017 ho ideato “Civica per il Veneto” e di strada la lista ne ha fatta parecchia. Alle comunali di Camponogara è arrivata seconda e sfiorando la vittoria per qualche decina di voti. Sono stato eletto in consiglio comunale: continuerò con scrupolo questo impegno”. Si ricandiderà a consigliere regionale? “In questo momento non ho ancora deciso se ricandidarmi. Spero che il Movimento 5 Stelle, Leu e il Pd non corrano tutti insieme solo nello spirito di scalzare chi amministra la regione. Io per partito preso non aderisco per ora a nessuno degli schieramenti in campo. Valuterò con attenzione i programmi delle formazioni e le coalizioni facendo attenzione ai programmi e alle risposte che questi danno alle istanze dei cittadini. Se nessuno rispondesse a queste caratteristiche continuerò a dedicarmi ad amministrare la mia azienda di Marghera che opera nel settore della metalmeccanica, che ha oltre 100 dipendenti”. Alessandro Abbadir
G
ina vita a sinistra: Piero Ruzzante, 56 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini. Eletto nelle fila del PD, dal 2017 è Presidente del Gruppo Misto per Liberi e Uguali, all’opposizione della Giunta Zaia. Che bilancio può fare di questi 5 anni in Regione? “Purtroppo è un bilancio negativo, una cifra su tutte: 2551. Sono gli ettari di suolo consumati tra il 2015 e il 2018, l’equivalente di 6.300 campi da calcio, coperti di cemento in soli tre anni. È un dato impressionante: il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo. Quando ci fermeremo?”. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Innanzitutto alla sicurezza sul lavoro, sempre con un confronto positivo con il sindacato, dal quale è nato un filone di atti presentati in Consiglio, spesso accolti anche dalla maggioranza. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: la Giunta deve assume i tecnici Spisal che ha promesso. Ogni giorno in Veneto ci sono 200 incidenti sul lavoro, uno ogni 4 giorni è mortale”. Che giudizio da di questi 5 anni di Giunta Zaia? “Chi l’ha mai visto? È stato presente a poco più del 10% delle sedute e al 2,7% delle votazioni. Si è occupato sempre e solo di autonomia. Eppure la Lega ha governato l’Italia per 10 anni con Berlusconi, per 25 anni il Veneto con Galan e Zaia: continuano a parlare di autonomia, ma quando potevano non l’hanno mai data”. Cosa la preoccupa di più? “La situazione della sanità pubblica, dove i numeri parlano chiaro: taglio del 20% dei posti letto negli ospedali pubblici e aumento del 16% dei posti letto privati. La spesa a favore dei privati è aumentata del 28% nel comparto ambulatoriale e 24% nei ricoveri, le strutture private sono aumentate
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del 8,84%, quelle pubbliche sono diminuite del 6,39%. In silenzio stanno privatizzando la sanità e chi vive in Veneto se n’è accorto: nel 2016 un veneto su 7 ha rinunciato a curarsi. Quali sono le potenzialità del Veneto? Quali invece le criticità su cui intervenire? “La più grande scommessa è quella di rendere il turismo e la manifattura compatibili tra loro, con l’ambiente e con la salute umana. Viviamo in una terra tra le più belle e ricche del mondo, ma una minoranza la sta letteralmente devastando. In questo senso, sono due le linee di intervento su cui la politica deve agire: la ricerca e la mobilità. O il Veneto diventa una regione a misura d’uomo, oppure continuerà l’emorragia di 12 mila giovani all’anno”. Qual è la battaglia politica di cui è più orgoglioso? “Sono due: la prima è la legge per i centri antiviolenza È un ottimo strumento, che però va finanziato maggiormente: un contributo regionale di 92 centesimi per ogni donna presa in carico non è assolutamente sufficiente. La seconda è l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mia mozione per il mantenimento dell’archivio del Vajont a Belluno: una sorta di risarcimento morale, seppur minuscolo, per le popolazioni colpite” Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Lavorerò perché si realizzi il progetto di una grande lista civica e di sinistra, che possa allearsi con il M5S e il PD. L’obiettivo è costruire una vera alternativa alla Lega, che metta al centro l’ambiente e gli interessi generali e non le speculazioni private, edilizie e finanziarie. Per quel che mi riguarda, lavorerò per un rinnovamento di persone e di idee. Piero Ruzzante potrà continuare a dare il suo contributo in mille altre forme e modi.esa del concorso per enEnrico Beda trare in ruolo”.
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Politica
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“Tante battaglie vinte con impegno” Intervista al consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, che stila un bilancio del suo mandato tra le fila dell’opposizione, tra dure lotte e numerose soddisfazioni
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n vista delle elezioni regionali della primavera 2020, il consigliere rodigino del Pd, Graziano Azzalin, fa il punto sui cinque anni passati a palazzo Balbi. Mancano pochi mesi a fine legislatura. Qual è il suo bilancio? “È stato un mandato intenso e complicato: la prima battaglia ha riguardato un tema nazionale, il referendum contro le trivellazioni, un impegno portato avanti in opposizione alle scelte del governo Renzi, schierato per l’astensione. Una scelta sbagliata, perché il nostro territorio ha già sperimentato gli effetti delle estrazioni di metano e ne sta pagando ancora le conseguenze, in termini di abbassamento del suolo e dissesto idrogeologico. E sempre in tema di referendum, ho combattuto un’altra lotta contro la consultazione truffa sull’autonomia voluta da Zaia. Mai detto di essere contrario, ma era evidente che la chiamata alle armi del governatore non servisse a niente, se non alla sua propagan-
da. L’Emilia Romagna, per esempio, ha avviato la trattativa senza spendere un euro. Il ‘sì critico’ del Pd Veneto è stato un errore, ha permesso a Zaia di raggiungere il quorum e di far partire una nuova campagna su Roma che tradisce la volontà dei veneti. Senza mai dire che il primo a tradire è stato il suo ‘capitano’ Salvini, folgorato sulla via del sovranismo”. Quali sono stati gli atti più significativi di questi quattro anni e mezzo e gli obiettivi raggiunti? “Non è semplice rapportarsi a una maggioranza che, dati i rapporti di forza, non è molto disponibile ad ascoltare le nostre proposte. Quando accade, perciò, la soddisfazione è doppia: penso ai fondi per Casa Matteotti, un Progetto di legge che ha trovato unanimità in aula e con cui la Regione garantirà 105mila euro nel triennio per manutenzione, conservazione e valorizzazione dell’immobile di Fratta Polesine e del giardino. Per quanto riguarda le lotte di questi
Graziano Azzalin
anni ricordo la legge per il contenimento del consumo di suolo, svilita poi dalla maggioranza che ha bocciato molte nostre proposte, infarcendo il provvedimento di deroghe e rendendolo praticamente inutile. Con specifico riferimento al Polesine, invece, penso al Piano sociosanitario e alle schede ospedaliere per garantire alla provincia di Rovigo, una specificità vera. O
ancora i fondi, 200mila euro, a sostegno dell’aziende agricole colpite dalla cimice asiatica, con il mio emendamento approvato nell’ultimo assestato di bilancio, gli interventi (da incrementare) al porto di Pila e sulle lagune dopo una mobilitazione del territorio e l’impegno per modificare la legge regionale sugli alloggi Ater”. Per il futuro: come si possono
battere la Lega e Zaia? “A prima vista sembrerebbe una missione impossibile, ma i fallimenti della giunta Zaia, mascherati con le armi della propaganda, sono tanti e non dobbiamo stancarci di parlarne: dal caso Pfas, alla gestione post emergenziale dei danni della tempesta Vaia o alle legge sull’edilizia popolare. Occorre lavorare però per creare un’alternativa credibile e non un cartello di nomi. Il Pd deve mettersi al servizio di questo progetto. Sconfiggere la destra non è impossibile, a Padova e Rovigo abbiamo dimostrato che si può fare allargando la coalizione. Credo che, anche per quanto accaduto a livello nazionale, sia indispensabile dialogare con Cinque Stelle e LeU, partendo dalle lotte comuni fatte in consiglio a cominciare dalla difesa dell’ambiente e della sanità pubblica”.
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e pensiamo a un possibile linguaggio dei cani, la prima cosa che ci viene in mente è l’abbaio. In effetti, si tratta sicuramente di uno strumento di comunicazione molto efficace, almeno in termini di percettibilità: difficile non accorgersi che il nostro amico sta abbaiando, anche se non è molto vicino a noi. Questo perché i suoni emessi con l’abbaio sono molto forti e arrivano lontano. Ma i cani hanno anche altri strumenti di comunicazione: ci sono i movimenti della coda, quelli delle orecchie e delle zampe, le posizioni, o meglio posture, che il loro corpo assume quando vogliono comunicare qualcosa. E poi ancora la mimica facciale, cioè i movimenti dei muscoli del muso e della testa, e pure della bocca, usati anch’essi per lanciare messaggi. Insomma, anche se non parlano come noi, ne hanno di cose da dire e lo fanno costantemente, sia verso di noi sia verso i loro simili e anche altri animali. E non è l’abbaio il loro più importante mezzo di comunicazione. Spesso, però, noi non capiamo cosa intendono dirci ed è un peccato: ecco allora qualc h e utile chiave di lettura del... “canese”!
I nostri cani ci parlano! Impariamo a capirli Il linguaggio canino è complesso, e solo in minima parte basato sui suoni: molti messaggi, infatti, vengono trasmessi senza fare alcun rumore. Ecco come comunicano i cani e come interpretare i loro segnali Tutto di questo cane comunica chiaramente il suo stato: è pronto ad agire e sta solo aspettando l’indicazione del suo partner umano.
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cani ci capiscono molto bene e sanno leggerci con grande abilità, sappiamo tutti che è così, perché ce lo dimostrano quotidianamente, per esempio anticipando le nostre intenzioni quasi prima di qualsiasi nostra mossa. C’è una ragione profonda per questo. Nel soddisfare l’esigenza di comunicare con il suo branco umano, il cane può contare su una eccellente capacità di associare causa a effetto, cioè un segnale di qualunque genere alla relativa conseguenza. L’abilità di associare causa-effetto, rende il cane maestro assoluto della “premonizione”. Ma, dietro, c’è un lavoro di “studio” che dura tutta la vita!
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Quando un cane ha la bocca leggermente aperta e la lingua che fuoriesce un poco, non ci sono suoni particolari e il respiro è normale, questa espressione indica una situazione di tranquillità e serenità emotiva, il cane non ha alcun motivo di agitarsi o di entrare in attenzione e si sente del tutto a suo agio. La lingua è visibile e poggia sui primi denti inferiori. La canna nasale è normale, senza tensioni né pieghe, e così le labbra, rilassate. In questa condizione non dobbiamo aspettarci nulla di particolare dal nostro amico, almeno finché uno stimolo di qualunque genere, esterno o proveniente dal cane stesso, non lo indurrà a modificare la sua situazione di quiete.
Osserviamo la loro bocca A
bbiamo anticipato che i suoni, pur avendo una discreta importanza per le capacità comunicative, non sono la parte più vasta del linguaggio canino: infatti, i nostri amici si esprimono molto di più con il corpo e con le sue varie parti. Cominciamo proprio da queste ultime e nello specifico con il muso, molto espressivo, se sappiamo “leggerlo” correttamente. Quando è tranquillo, per esempio, il cane tende a tenere la bocca leggermente aperta. Quando la chiude bene e non riusciamo più a vedere nulla dell’interno, di solito significa che sta esaminando qualcosa e, di norma, si tratta di uno stimolo visibile o che provoca un rumore che attira l’attenzione del nostro amico. La canna nasale è rigida, tesa ma non
arricciata. In questi casi, il cane appare ben concentrato sullo stimolo e lo esamina (come nella foto grande a destra), con la vista se è a tiro di sguardo, con l’udito se non lo è, con entrambi se oltre a essere visibile provoca rumore. In genere questa condizione è di breve durata: se lo stimolo non è davvero interessante, il cane smette di concentrarsi e si rilassa, riaprendo la bocca e distogliendo l’attenzione; se invece la faccenda impone una reazione o un avvicinamento per approfondire la cosa, il cane riaprirà ugualmente la bocca e andrà a investigare oppure abbaierà, se lo ritiene necessario. Se, però, si trattasse di una possibile preda, il cane potrà anche partire all’inseguimento, in silenzio, da buon “lupo” quale è rimasto da questo punto di vista.
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Un muso rilassato è facile da “leggere” ed è l’espressione più serena dei nostri amici. La potenza di questo messaggio, all’apparenza tanto banale, è invece tale da indurre relax anche in chi lo osservi da vicino.
Se le labbra si sollevano...
È
il primo segnale evidente che qualcosa turba il nostro amico. Non ha ancora deciso, in realtà, cosa fare ma è infastidito e lo segnala mostrando una piccola porzione della sua dentatura, come monito verso ciò che lo preoccupa. Può essere accompagnata da un ringhio leggero o una specie di “borbottio”. La canna nasale non è arricciata. In genere questa espressione compare quando, per esempio, un estraneo a due o quattro zampe si sta avvicinando e il cane non apprezza questa probabile invasione del suo spazio personale, la cui ampiezza può variare molto da soggetto a soggetto. Ma non è detto che la situazione debba peggiorare: può darsi che il cane, una volta che lo stimolo sia più vicino, lo riconosca, per esempio se ha già incontrato la persona o il cane in arrivo, e sia contento di rivederlo. Ovviamente, può accadere anche l’opposto. In sostanza, si tratta di un’espressione ancora interlocutoria ma attivata da una certa diffidenza di fondo. Gli sviluppi sono ancora incerti. Se le labbra si sollevano a scoprire tutti gli incisivi e il naso si “arriccia”, il cane si sta arrabbiando, quindi espone una porzione più ampia della dentatura per intimidire l’invasore in arrivo, di solito accompagnando il gesto con un ringhio più forte e cupo mentre anche la canna nasale si arriccia in conseguenza del maggiore sollevamento delle labbra. Se ciò che preoccupa il cane continuerà ad avvicinarsi, ci sarà una reazione, in genere attacco ma è possibile anche la fuga.
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Serve una visione d’insieme
Il loro corpo comunica È importante osservare ogni singolo segnale con attenzione
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parte situazioni particolari, per esempio quando del cane riusciamo a cogliere solo una “sezione”, non è mai bene soffermarsi su un solo dettaglio del suo corpo per riuscire a capire ciò che sta dicendo. Infatti, i nostri amici quasi mai affidano a una sola gestualità (o a un singolo suono) il loro messaggio. Quasi sempre si tratta di combinazioni, di un insieme di segnali che coinvolgono molte o anche tutte le parti del corpo, a volte con l’ausilio aggiuntivo della voce. Per esempio, per capire cosa sta cercando di dirci un cane che sta fermo, immobile, e ci fissa negli occhi mentre agita la coda a scatti, è molto importante osservare anche le zampe: se le anteriori sono parallele o una delle due è avanzata e il posteriore ap-
pare pronto a spingere in avanti, ci sono molte probabilità che attacchi, se non mutiamo l’atteggiamento che lo sta innervosendo. Limitandoci a osservare la coda, per esempio, in questo caso avremmo un’indicazione insufficiente. E così è quasi sempre per quanto riguarda il linguaggio del corpo, che esprime spesso concetti complessi. Per “leggere” questi messaggi serve però una certa esperienza.
Sicurezza evidente
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ella foto possiamo ammirare un Rottweiler in posa “plastica”. Tutto il suo corpo esprime grande sicurezza e determinazione, e la coda portata alta sottolinea tale atteggiamento in modo inequivocabile. Le zampe posteriori sono solidamente piantate al suolo e la muscolatura è tesa, pronta a spingere il cane in avanti. Il petto
si spinge in fuori e tutta la mimica facciale esprime forte determinazione e mancanza di timore. Si tratta di una postura molto “assertiva” che indica grande sicurezza nei propri mezzi ma non è necessariamente un messaggio rivolto a “dominare” qualcuno, piuttosto una chiara affermazione di questo tipo: “Non ho paura di nessuno e non sono intimorito da nulla. Non sono qui per lottare ma non mi tirerò indietro, se verrò aggredito”.
Raramente il cane parla con una sola parte del corpo, dunque bisogna saper controllare ogni movimento in maniera attenta
Quella coda che sporge verso l’alto (foto a sinistra) è un chiaro segnale di sicurezza e determinazione.
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PANCIA ALL’ARIA Un gesto di grande importanza e segnale di fiducia totale
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ettersi a pancia all’aria è una postura che tutti conosciamo perfettamente, perché molti cani la utilizzano quando gli facciamo le coccole, ma il suo significato principale non ha nulla a che fare con questa situazione. Come possiamo vedere nella foto in alto che ritrae un lupo adulto mentre mostra i denti a un cucciolo, la posizione di quest’ultimo ha lo scopo di segnalare all’adulto l’assoluta non belligeranza del piccolo. Il significato, nello specifico, è questo: “Sono piccolo e indifeso e sono alla tua mercé. Se volessi potresti uccidermi ma non lo farai perché sai che sono innocuo e non ho nessuna intenzione di lottare con te”. E in effetti, mostrando il ventre e la gola, il piccolo espone tutte le sue zone più delicate, quelle dove un morso dell’adulto sarebbe letale. La stessa postura viene utilizzata spesso anche dai nostri cani, cuccioli e adulti, quando interagiscono con noi. Come il lupacchiotto, i nostri cani ci stanno comunicando la loro totale assenza di volontà di conflitto e, esponendo ventre e gola, mostrano di avere la massima fiducia nei nostri confronti. Un gesto di grande coraggio, in realtà.
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Quando cambiare atteggiamento Abbracci poco affettuosi e posture che devono mettere in guardia. Ecco quando dobbiamo stare attenti ai segnali che i nostri amici a quattro zampe ci mandano, per evitare spiacevoli incidenti... Questo gesto (a sinistra) può esprimere volontà di dominare l’altro e, in tal caso, non è legato alla sfera sessuale.
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ella immagine a destra, troviamo una postura che, a volte, viene equivocata con quella che esprime sicurezza, con conseguenze non sempre gradevoli. Rispetto al cane “sicuro”, infatti, qui ci sono differenze significative: il corpo è ugualmente teso ma, osservando bene, si nota che spinge già in avanti e la zampa anteriore destra è oltre la sinistra, pronta ad assecondare lo slancio che sta per arrivare dalla posteriore sinistra, già in movimento e in procinto di spingere il cane in avanti. La femmina di Dogo Argentino nella foto, inoltre, ha le orecchie rivolte in avanti e gli occhi sono fermamente puntati su ciò che ha di fronte e che non le piace affatto. Il pelo sulla parte iniziale della schiena, subito dietro il collo, è sollevato, la coda sta per alzarsi e le mascelle sono ben serrate con i muscoli tesi. Se avessimo il sonoro, probabilmente avvertirem-
A dispetto di quanto potrebbe sembrare, le capacità di interazione dei cani sono molto evolute e spesso superiori anche alle nostre
mo un ringhio sordo... la ragione, nello specifico, è il cucciolo che si nasconde spaventato dietro la madre, svezzato da poco, come ci rivelano le mammelle ingrossate. Mamma Dogo è pronta a lottare per difendere il suo piccolo e chi le sta di fronte farà bene a capirlo e a interrompere la sua avanzata, se non vuole scoprire quanto può
essere pericolosa una femmina di cane che teme per suo figlio! C’è anche un altro gesto che non deve trarre in inganno. Quando due cani si incontrano e, dopo reciproche ispezioni olfattive, uno dei due si pone lateralmente all’altro e gli appoggia una zampa sulla parte posteriore del collo, il messaggio è chiarissimo:
“Il più forte sono io e te lo dimostro”. La situazione è critica, da un certo punto di vista, ma non necessariamente. Il cane che viene “toccato” ha probabilmente già comunicato all’altro che non si sente alla sua altezza e, perciò, il gesto suggella un patto già scritto poco prima e potremmo assistere a rituali di gioco nei quali il “dominante” vince fisicamente sull’altro. Ma se i due non si sono ben intesi, invece, la cosa facilmente evolverà in modo conflittuale e potremmo assistere a una ribellione, con il cane “toccato” che si svincola dalla presa e assume un atteggiamento minaccioso. Quanto i due siano decisi a confrontarsi lo sapremo in pochi istanti ma non sarebbe strano se uno dei due decidesse di lasciare il campo oppure esprimere volontà di pacificazione voltando la testa dall’altra parte.
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Terra di Orsanti e osterie del Gutturnio
Viaggio nell’altra Food Valley, quella dei Colli Piacentini, fra Castell’Arquato, Vigoleno e Gropparello, dove all’ombra di borghi turriti e castelli si scoprono tante gustose tipicità di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
C
’ è una Food Valley in
Emilia meno famosa e più appartata delle altre, discreta e amante dell’intimità per sua natura. Capace di declinare i suoi straordinari tesori del gusto con le atmosfere oniriche che generano certi suoi borghi e certi suoi castelli, nascosti in suggestivi angoli dell’Appennino. E’ la provincia di Piacenza. Nelle sue vallate nascono tesori gastronomici rari e preziosi come la coppa, la pancetta e il salame (salumi locali protetti da una triplice Dop) e si producono vini tradizionali e schietti come il Gutturnio o il Vin Santo di Vigoleno. Food Valley appartata ma capace di dare ali ai sogni, si diceva. Basta entrare al Museo degli Orsanti di Vigoleno per averne un’idea, dedicato a quegli artisti di strada che già nel XVIII secolo giravano di paese in paese con i loro spettacoli da circo, allestiti per sbarcare il lunario. Erano cantastorie, ammaestratori di animali e regalavano emozioni a chi conduceva una vita misera e il mondo non lo avrebbe girato mai. Il Museo degli Orsanti, memoria viva di quella irripetibile epopea dello spettacolo popolare, è nato dalla passione di Maria Teresa Alpi, che nel secolo scorso ha dedicato la vita per rimettere insieme, come in un mosaico, le tessere di quel mondo onirico fatto di ammaestratori di scimmie e domatori di orsi. E sembra uscito da una commedia fantasy anche il castello di Gropparello, trasformato con il suo immenso parco - da Rita e Gianfranco Gibelli - in un villaggio di fiaba, teatro di attività didattiche di ogni genere. Proposte a ritmo continuo. Un maniero ancora vivo, con tanto di storie di fantasmi e una cornice ambientale che avrebbe suggestionato anche Walt Disney. Piacenza e le sue valli, Piacenza e i suoi borghi. Un piccolo universo di cose buone e belle da scoprire, oggi capace di diventare volano di un marketing turistico dal volto nuovo, fresco, inedito. Dove l’intreccio fra enogastronomia di qualità alta, seppur semplice nei suoi valori tradizionali, e un sistema costituito da gemme turisticoculturali di primordine è elemento distintivo. Vedi il borgo di Castell’Arquato, a pieno titolo fra i Borghi più belli d’Italia e Bandiera arancione del Tci per la qualità dei suoi servizi, dove
Le tre stelle del territorio sono le Dop dei salumi: coppa, pancetta e salame. Dalle cantine arriva il profumo dolce e antico del Vin Santo. Da Piacenza tanti tour per un turismo culturale nuovo
sono osterie e taverne a far da contorno gustoso al centro medievale, alla piazza, al palazzo Ducale e a quello del Podestà, alla Collegiata e alla Rocca Viscontea. Osterie e taverne che propongono anche i salumi piacentini tradizionali e i formaggi della zona, accanto alla pasta fresca, fra cui i caratteristici pi-
sarei’ e fasö, e a tanti altri gustosi prodotti di fattura artigianale. Come la batarö, caratteristiche focaccine da farcire con i salumi, o la chisöla, focaccia con i ciccioli di maiale. Da queste parti lo gnocco fritto si chiama chisulén ed è prodotto De.Co. da ricordare anche gli anolini, lo stracotto di asinina, la pìcula
‘d cavall a base di carne equina tritata finemente e la tasca di vitello. Fra i dolci la torta sbisigona, fatta con ingredienti semplici e i farsö, frittelle tipiche della festa di San Giuseppe. Oppure il latte in piedi, versione locale del crème caramel. Anche il borgo di Vigoleno, frazione di Vernasca, si fregia
degli stessi marchi di qualità turistica e sorprenderà per la ricchezza del suo corredo architettonico e artistico-culturale, stretto com’è nelle sue fortificazioni, intervallate da possenti torri, da cui si possono godere dei bellissimi panorami sulle valli dell’Ongina e dello Stirone, fiumi che scorrono su ampi letti di ciotoli verso la pianura. La Pieve di San Giorgio esprime bene il carattere austero e solenne della storia di questo piccolo borgo turrito, dove poi si scoprono sorprese come il Museo degli Orsanti, luoghi di una memoria rara, tramandata (fino alla creazione del museo) dalla pura trasmissione orale. Negli oggetti esposti rivive un mondo che ci ricorda quello di Pinocchio. Le escursioni del gusto portano anche a visitare le tante cantine della zona, dove accanto al Gutturnio (la cui briosità è nota agli appassionati del genere: c’è contiguità peraltro con l’area della ‘cugina’ Bonarda) è in vetrina il Vin Santo di Vigoleno, Doc dal 1996, frutto di uve Santa Maria, Melara, Bervedino o Ortrugo e Trebbiano e frutto di un processo di affinamento che dura ben 60 mesi, di cui 48 in botte. Sono ben 21 i vini della Doc “Colli Piacentini” E poi c’è Piacenza città, dominata dall’angelo di rame che svetta sul campanile del duomo, capoluogo riservato e tranquillo, seppur di nobile lignaggio come testimoniano il Palazzo Gotico e l’aristocratica Piazza Cavalli. Piacenza da cui è partita la riscossa turistica di tutta la provincia, espressa anche da iniziative come quelle promosse dal Consorzio Turistico Promo Piacenza Emilia o da piacenzawinecastletour.com Esperienze consigliate. A Castell’Arquato: B&B di charme Dimora del Podestà e ristorante Stradivarius; a Cadeo il Relais (con ristorante) Cascina Scottina; a Vigoleno le cantine Lusignani e Visconti, oltre naturalmente al Museo degli Orsanti. A Gropparello il castello della famiglia Gibelli con relativa Taverna. Per gli amanti dello shopping in grande stile c’è il Fidenza Outlet Village, poco lontano dall’uscita dell’autostrada di Fidenza. Un parco commerciale anche bello da vedere oltreché ricco di proposte. Anche gastronomiche, perché il Piacentino… piace sempre.
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Food & Drink BARDOLINO E CASTAGNE: I PROTAGONISTI DELL’AUTUNNO SUL MONTE BALDO
IL RISOTTO DEL GIORNALISTA A ISOLA VINCE STRAMAZZO, PREMI A MALAMAN
Dal 10 ottobre al 10 novembre San Zeno di Montagna quattro appuntamenti per scoprire il vino che meglio si abbina ai piatti della tradizione e ai profumi della stagione Dal 10 ottobre al 10 novembre San Zeno di Montagna quattro appuntamenti per scoprire il vino che meglio si abbina ai piatti della tradizione e ai profumi della stagione ll Bardolino, assieme ai marroni di San Zeno DOP, alle castagne del Monte Baldo e al formaggio Monte Veronese, sarà il protagonista di quattro appuntamenti dedicati ai sapori autunnali del monte Baldo, in programma a San Zeno di Montagna (Verona) a partire dal mese di ottobre. Di un luminoso colore rubino e con i suoi profumi di ciliegia, fragola, lampone, cannella, pepe e chiodo di garofano caratteristici dei vini rossi ottenuti prevalentemente dalle uve di Corvina Veronese, il Bardolino si sposa perfettamente con i piatti autunnali, a maggior ragione con quelli della tradizione del suo territorio d’origine, il lago di Garda e il monte Baldo. Ad aprire la stagione sarà la 22esima edizione della rassegna San Zeno Castagne, Bardolino e Monte Veronese, in programma dal 10 ottobre al 10 novembre: per tutto il mese cinque ristoranti proporranno dei menù a base di castagne in abbinamento con il Bardolino. Tra i piatti della rassegna, il minestrone con verdure e marroni DOP proposto dal Ristorante al Cacciat o re, g l i gnocchi di farina di cas t ag ne e ricotta su pesto di ortiche con dadolata di zucca e salvia fritta del Ristorante Bellavista, le tagliatelle di zucca e castagne con ragout di carni bianche e scaglie di Monte Veronese preparate dal Ristorante Costabella, il capriolo con castagne e polenta del Ristorante Sole, la pancetta di maialino croccante con salsa ai marroni, purè di pastinaca e pere caramellate da assaggiare alla Taverna Kus. I menù completi sono disponibili sul sito www.ristosanzeno.it. Il secondo appuntamento in calendario è la 47esima Festa delle Castagne e 16esima Festa del Marrone di San Zeno DOP, che si terrà sempre a San Zeno il 19, il 20, il 26 e il 27 ottobre, l’1, il 2 e il 3 novembre: negli stand di piazza Schena le associazioni locali cucineranno le caldarroste e altri piatti tradizionali insieme con il Bardolino, mentre nel ristorante allestito nella tensostruttura il vino rosso bardolinese accompagnerà i piatti preparati con i marroni di San Zeno Dop. Venerdì 25 ottobre, alle ore 17.00, nello storico palazzo Cà Montagna
ci sarà invece un convegno dedicato ai prodotti tipici del territorio. Alla conferenza interverrà Franco Cristoforetti, Presidente del Consorzio del Bardolino, che parlerà della sottozona Montebaldo, di prossima istituzione all’interno della Doc Bardolino. Sem-
pre il 25 ottobre, alle ore 20.00, nel ristorante all’interno della tensostruttura di piazza Schena verrà servito il Bardolino della futura sottozona Montebaldo di tre diverse annate (2015, 2016 e 2017) abbinato ai piatti preparati con il marrone di San Zeno DOP.
Il titolare della rubrica “Sì Viaggiare” de “La Piazza” Renato Malaman con lo chef Paolo Businaro e il loro risotto che ha vinto due premi al concorso
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Sfida all’ultimo tocco alla 53ª Fiera del Riso di Isola della Scala (Vr). Risotto con peperoni, cozze Mitilla di Pellestrina (una varietà sempre più apprezzata) e burrata: questo il miglior piatto della quarta edizione del concorso enogastronomico Risotto del Giornalista, che si è tenuto alla 53ª Fiera del Riso di Isola della Scala (Vr). A prepararlo Mario Stramazzo, direttore di Vinoecibo.it e membro dell’Accademia Italiana della Cucina, accompagnato ai fornelli dall’amico-cuoco Roberto Zanca. La sfida ha visto gareggiare sei giornalisti che hanno presentato altrettanti risotti, valutati da una giuria tecnica composta soprattutto da chef. Il premio dell’ “Autocritica”, un premio quindi deciso dal fairplay assegnato dagli stessi concorrenti a uno dei piatti in gara, è andato alla ricetta con polvere di porcini e ceviche di capesante preparata da Renato Malaman del Mattino di Padova e della Guida Espresso, ai fornelli con lo chef Paolo Businaro della Trattoria Antico Molino di Pernumia (Pd). La coppia ha vinto anche il premio per la migliore composizione del piatto, rifinito graziosamente con fiori eduli. Successo completato dal secondo posto assoluto, a soli due punti dalla coppia vincitrice. Il piatto della coppia Malaman-Businaro era abbinato al Rivoli Pinot Grigio Terredeiforti 2016 dell’azienda Roeno di Brentino Belluno (Vr), selezionato insieme al sommelier Stefano Cipolato. Il miglior abbinamento risottovino è stato quello tra la ricetta ai porri, scamorza affumicata e trippe – preparata da Alberto Tonello del Giornale di Vicenza, accompagnato dallo chef del Degusto di San Bonifacio, Matteo Grandi - e il Lessini Durello Metodo Classico 60 Mesi della cantina GianniTessari Wine. Complimenti in sala anche agli altri piatti in concorso.
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Servizio di implantologia a carico immediato
Cos’è e come funziona L’implantologia a carico immediato è una particolare tecnica chirurgica che viene applicata per riabilitare sia i singoli elementi dentali che l’intera arcata (inferiore e/o superiore), e la cui peculiarità è la celerità con cui il paziente può riprendere la normale funzione masticatoria (ed estetica). Con questa tecnica, infatti, nella stessa giornata in cui vengono inseriti gli impianti in titanio viene anche posizionata la protesi fissa. In questo modo il paziente può recuperare il suo sorriso in tempi ridotti, senza dover attendere i mesi necessari all’osteointegrazione, con i fastidi che comportano le riabilitazioni a carico differito. La fattibilità della tecnica di implantologia a carico immediato è chiaramente soggetta alla valutazione del chirurgo e tiene conto di diversi fattori: Quantità e qualità dell’osso a disposizione Età del paziente Tipo di masticazione del paziente Eventuali patologie sistemiche (Es: diabete, osteoporosi, etc.) Terapie farmacologiche in corso Abitudini viziate del paziente (Es: fumo)
Livello di igiene orale del paziente È pertanto fondamentale precisare che, prima di procedere con la progettazione dell’intervento a carico immediato, il paziente viene accuratamente valutato dal chirurgo di riferimento e venga sottoposto ai necessari esami radiografici ed eventualmente ematochimici.
Durante l’operazione quindi il paziente non prova dolore, al massimo un po’ di fastidio post intervento, soprattutto quando svanisce l’effetto dell’anestetico. Nel caso in cui questo fastidio tendesse a persistere anche in fase postoperatoria, si possono assumere degli antidolorifici, che sicuramente il dentista avrà cura di prescrivere.
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E per quanto riguarda i prezzi?
La tecnica All on four (o All on Five/ Six) è una tecnica di implantologia a carico immediato che permette di ripristinare un’intera arcata dentale, installando quattro (o 5 o 6) impianti in posizioni strategiche, al fine di restituire al paziente la piena masticazione in un’unica giornata. Questa tecnica è particolarmente rivolta a chi è completamente privo di denti, sia che si tratti dell’arcata superiore o di quella inferiore. Nel caso in cui il paziente abbia necessità di estrarre uno o più denti, questo avverrà contestualmente all’inserimento degli impianti.
Quando si tratta di interventi odontoiatrici parlare a priori di prezzi è sempre inopportuno. È difficile, infatti, poter fornire dei preventivi senza conoscere a fondo il singolo caso a cui si sta facendo riferimento. Ad ogni modo è sempre bene effettuare una visita completa, farsi redigere un piano di cura completo e chiedere sempre la durata del trattamento e le eventuali alternative.
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Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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li esperti attendono meno malati ma virus più insidiosi. Ogni anno 8 mila morti sono riconducibili alle complicanze influenzali. Bambini e anziani i più esposti Meno malati, più rischio di complicanze per chi incapperà nell’influenza quest’anno. Gli esperti sono pressoché concordi, e dall’incontro annuale promosso da Assosalute a Milano sono giunte indicazioni precise su cosa dobbiamo aspettarci e come prepararci all’ormai prossimo “picco” dell’influenza. Nel complesso i numeri, per quanto leggermente sotto la media delle ultime stagioni, sono comunque imponenti: circa 15 milioni di italiani saranno obbligati a trascorrere qualche giorno a letto, o per una vera influenza (6 milioni) o per virus “cugini” ma non per questo meno fastidiosi. Capire se si è stati attaccati dalla prima o dai secondi non è sempre facile, ma l’influenza si distingue da tutte le altre forme per tre caratteristiche che devono essere contemporaneamente presenti: brusca della febbre oltre i 38 gradi, dolori muscolari/articolari e presenza di un sintomo respiratorio come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.
La prevenzione non ha età Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio a pag 41
Mancano i medici, le Regioni in pressing sul Governo a pag 41
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Autunno
Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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Tumore al seno, l’Ottobre rosa in Veneto
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’iniziativa più conosciuta è forse il “vaporetto rosa” che dal 30 settembre viaggia ogni lunedì per il Veneziano, ma l’Ottobre rosa — il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno — è un susseguirsi di proposte in ogni angolo del Veneto pensate per sensibilizzare le donne e invitarle alla prevenzione precoce, che rimane il modo migliore di affrontare quella che rimane la neoplasia con la maggiore incidenza nella popolazione femminile, con quasi 53 mila diagnosi stimate nel 2018, ma anche quella con le più elevate percentuali di guarigione (l’87%) se presa in tempo. I dati, infatti, non possono lasciare nessuna donna tranquilla: il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%). Numeri assoluti a parte, anche percentualmente il trend dei tumori al seno negli ultimi quindici anni non è diminuito, anzi appare in leggero aumento (+0,3% per anno) anche se per fortuna continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-0,8% per anno). Complessivamente, si stima che una donna su 8 in Italia si ammali di tumore al seno nel corso della sua vita. Ecco allora una breve mappa per “orientarsi” nelle proposte, dal Veneziano al Padovano fino al Rodigino. VENEZIA Il vaporetto rosa, iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con Alilaguna e Ulss 3, offre tutti i lunedì screening gratuiti. Dopo la prima tappa a Ca’ Farsetti lo scorso 30 settembre, e quella del 7 ottobre a Murano e Burano, il mese prosegue lunedì 14 ottobre a Marghera,
Un ricco calendario di iniziative per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione. Casi in leggero aumento, ma diminuisce la mortalità in darsena via delle Macchine (10-12.30, 15.30-17.30), il 21 ottobre a Mestre, Hotel NH Laguna Palace (10-12.30, 15.3017.30) e si conclude lunedì 28 ottobre al Lido di Venezia, a Santa Maria Elisabetta (10-12.30) e a Pellestrina, Sestier Zennari (15.30-17.30). Le visite senologiche vengono effettuate solo su prenotazione telefonando, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle ore 12, alla segreteria Lilt (041958443). PADOVA Il “mese rosa” si è aperto sabato 5 ottobre, dalle 10 alle 18, col Tour della prevenzione che ha visto l’equipe medica e i volontari della Lilt sul Liston con un ambulatorio mobile. Il 6 ottobre ha fatto tappa a Montegrotto Terme con la 2° edizione della “Biciclettata in Rosa”. Sabato 12 ottobre, la Lilt sarà presen-
te con un Info point dalle 16 alle 19 a Sant’Agostino di Albignasego, dove alle 17 gli specialisti della Lega offrono informazioni sulla prevenzione e corretta diagnosi precoce in ambito senologico e ginecologico. Sabato 19 ottobre, dalle 10 alle 16, si replica a Montagnana con informazioni e visite senologiche gratuite presso l’ambulatorio mobile posizionato di fronte al Municipio. Alle 16.30 parte la quarta edizione dell’Urban trail di Montagnana, marcia ludico motoria il cui ricavato sarà devoluto alla Lilt. ROVIGO Tutto il Rodigino è interessato dal progetto “Donne… il seno di poi”, realizzato dalla Provincia, dalla Commissione pari opportunità e dall’Andos con la collaborazione dei 50 Comuni, che hanno sottoscritto già nel 2008 un Patto di alleanza per il comune impegno nella lotta al tumore al seno. L’azienda Ulss 5 Polesana mette a disposizione i propri specialisti, a cui si affiancano i volontari di diverse altre associazioni. Dopo Rovigo il 28 settembre, gli incontri di approfondimento sono previsti a Frassinelle Polesine il 3 ottobre, a Rosolina il 4, a Bosaro il 7, ad Adria il 10, a Corbola l’11, a Loreo il 17, a Porto Viro il 18, a Stienta il 24 e a Canaro il 25.
quella che si prospetta rischia di essere un’influenza più “pesante” del solito, a detta degli esperti. “Registriamo la diffusione di due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – ha spiegato a Milano Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – che sono responsabili di forme influenzali con un più alto rischio di complicanze, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili”. Ai primi sintomi, cosa fare? Il consiglio degli esperti è, innanzitutto, quello di non precipitarsi al pronto soccorso. Il rischio, infatti, è quello di intasare il servizio, finendo per trascorrere ore in attesa e magari per infettare altri cittadini. Meglio, per prima cosa, un’automedicazione responsabile evitando però gli antibiotici, che vanno assunti solo su prescrizione del medico di base. E poi i buoni “consigli della nonna”: riposare molto ed evitare i cambi improvvisi e frequenti di temperatura. La strada maestra, però, specialmente per i soggetti più fragili e a rischio di complicanze, rimane quella della vaccinazione, che non mette al riparo da tutti i virus ma contribuisce alla copertura generale della popolazione. E se il tema non ha mai suscitato le stesse accanite reazioni riscontrate per le vaccinazioni dei bambini in età scolare, i dati indicano comunque un calo delle vaccinazioni. “Ma così facendo – ricorda ancora Pregliasco – si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio, specialmente quando l’età avanza. Per fortuna nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, con una buona metà di soggetti ormai abituati alla vaccinazione, mentre a livello generale meno del 15% di italiani si vaccina”. Il periodo migliore per vaccinarsi è quello tra metà ottobre e fine dicembre, considerando che la copertura inizia dopo due settimane e rimane attiva per più di sei mesi. Anche in Veneto le Aziende sanitarie stanno predisponendo le loro campagne informative e di vaccinazione, con l’Ulss 3 Serenissima che per prima ha definito il suo programma annunciando la diffusione di quasi 120 mila dosi di vaccino: si prevede di utilizzarne 69.500 per persone in età adulta, mentre 20.440 sono le dosi destinate agli utenti al di sopra dei 75 anni d’età, e più di un migliaio sono le dosi pronte per i bambini d’età compresa tra 6 mesi e 9 anni. La distribuzione avverrà prevalentemente presso i medici di famiglia, mentre una parte molto minore dell’attività si svolgerà negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. “La vaccinazione – sottolinea Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica – è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Non dimentichiamoci che ogni anno circa 8 mila decessi sono ricollegabili all’influenza, sia per polmonite sia perché si aggravano e complicano patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie”.
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“Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio” A sessant’anni dall’apertura la svolta dell’Hotel Sollievo di Montegrotto. Il manager Matteo Moretti: “Accanto all’offerta per il benessere ospitiamo incontri formativi e culturali, meeting aziendali, guardiamo ai giovani, con orari flessibili e nuove proposte”
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essant’anni fa, correva l’anno 1959, fu nientemeno che Padre Pio a suggerire il nome per il nuovo albergo che stava aprendo i battenti in centro a Montegrotto: “Sollievo dalla sofferenza”. Da decenni l’Hotel Sollievo, con il suo centro benessere e le sue piscine, con gli ampi spazi per l’accoglienza, è un punto di riferimento nell’offerta turistica dell’area termale e ora è pronto ad affrontare le sfide del cambiamento grazie all’impulso impresso in quest’ultimo anno dalla nuova gestione, in capo alla Solgest. Proprio in questi giorni si stanno definendo anche gli aspetti che riguardano la proprietà della struttura. Ne parliamo con Matteo Moretti, amministratore e proprietario della
società, in modo da proseguire il lavoro avviato lo scorso anno, quando siamo entrati all’Hotel Sollievo”. In questi mesi il nuovo corso ha già portato ad alcune novità, a partire da una maggiore flessibilità, dalle aperture “daily” con diverse formule, compresa quella fortunata della fascia “pausa pranzo”, alle sempre più numerose partecipazioni ad eventi, sia formativi che culturali. “Abbiamo adottato un nuovo approccio - continua Moretti - che coinvolge l’intera struttura aziendale. Ai nostri dipendenti abbiamo chiesto di uscire dai vecchi schemi che per decenni hanno caratterizzato il turismo termale e iniziare a ragionare in termini di maggiore interazione e integrazione tra le diverse realtà che compongono
d’eccezione, il mitico Dan Peterson e ci impegneremo anche sul fronte del welfare aziendale. L’Hotel Sollievo si apre così al territorio e diventa luogo di opportunità nuove, teatro di eventi, oltre che confermarsi come rinomato centro di soggiorno all’insegna del benessere”. Moretti sottolinea la particolarità dell’offerta termale. “Torniamo alle
origini, riaprendo le antiche grotte termali, grazie alle quali esaltare le virtù e le proprietà dell’acqua termale per la cura e il benessere del corpo. Altro nostro obiettivo è quello di insegnare ai giovani come curarsi con le terme, andando così a coprire un “gap generazionale” che finora ha tenuto lontano dalle nostre terme un’intera
fascia d’età. Noi invece vogliamo comunicare che le terme sono per tutti e alla portata di tutti, in grado di garantire un servizio di qualità ad un prezzo concorrenziale. Dalla nostra abbiamo una lunga e consolidata esperienza unite alle potenzialità di una struttura che vogliamo rendere ancor più interessante e competitiva”.
Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo Solgest, impegnato da mesi in questa operazione cruciale. “La proprietà sarà acquisita da una cordata di investitori russi - spiega Moretti - con i quali abbiamo avviato da tempo un dialogo che sta portando i suoi risultati positivi. Si tratta di persone pronte ad investire risorse in questa attività, animati dello stesso spirito imprenditoriale che l’Italia ha conosciuto nel dopoguerra. Sono pronti a cogliere con entusiasmo le opportunità positive che vengono dalla nostra area termale, una delle più celebri in Europa, tanto da voler rilevare anche il vicino hotel Montecarlo, chiuso da tempo, e ricostruirlo riportando alla luce l’anfiteatro romano. Il punto fermo sarà proprio sulla gestione con un contratto pluriennale alla nostra
l’offerta del nostro albergo. Ecco allora l’apertura delle piscine e della nostra Spa a chi non soggiorna in albergo, con offerte giornaliere a prezzi interessanti, anche per fasce orarie, una formula subito accolta con favore. Anche il ristorante ora è aperto all’esterno, così come la nostra area convegni è a disposizione per eventi pubblici e privati. Ospitiamo importanti incontri con autori e personaggi della cultura ed eventi anziani. Con l’Università di Padova stiamo mettendo a punto un progetto di formazione per aiutare le aziende e i loro dipendenti ad essere al passo con i tempi. Unire la ricerca all’impresa, ecco la formula per trovare un nuovo slancio. Ospiteremo inoltre il “team building” tenuto da un coach
Dati e servizi L’Hotel Sollievo conta 48 dipendenti, 110 stanze, un centro wellness, quattro piscine, di cui due all’aperto. Non mancano le aree giochi per i bambini e la possibilità di partecipare ai corsi di nuoto. Sul sito internet www.hotelsollievoterme.it sono riportati tutti i dettagli sia dell’offerta alberghiera che quelli della “daily spa”, insieme a tutte le altre iniziative organizzate e aperte a tutta la cittadinanza.
Approvato un documento che chiede di ripensare formazione e reclutamento nella sanità pubblica. In Italia servirebbero almeno 56 mila medici per coprire i vuoti in organico
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bbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” ingaggiata per rispondere al problema della carenza di medici, che ha visto questa estate la giunta far sedere allo stesso tavolo le università venete e gli Ordini dei medici, oltre a investire molti milioni di euro per avviare alla professione i giovani medici già laureati creando una apposita scuola regionale, mentre diverse Ulss sono dovute ricorrere a cooperative private per garantire la funzionalità dei reparti più sguarniti. Il Documento approvato dalle Regioni si compone di una premessa e di sedici
punti, relativi a cinque diversi ambiti d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio sanitario nazionale, le nuove esigenze di formazione, la programmazione futura del numero di professionisti necessari alla sanità italiana, le strategie per rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e gli interventi necessari a raggiungere gli standard europei in materia di tempi e funzioni. “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione
nazionale e adesso occorre intervenire su tutto il sistema della formazione e del reclutamento con misure urgenti, come abbiamo già iniziato a fare in Veneto. Quelle che proponiamo sono tutte cose che si possono fare presto e bene. Penso ad esempio al tema dell’inserimento negli ospedali dei medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati e a quello di poter trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.
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Tre doni “speciali” Tre doni “specia per la sanità veneziana per la sanità ve U
na buona sanità dipende da molti fattori, non ultima la capacità del territorio e dei suoi abitanti di sostenere lo sforzo delle istituzioni. E tre storie che arrivano dal Veneziano aiutano a comprendere perché il Veneto continua a essere un’eccellenza in campo non solo nazionale. La prima buona notizia arriva da Dolo, dove la Pediatria può ora contare su nuovi arredi donati da un imprenditore locale, Graziano Scantamburlo, che già in passato aveva dimostrato la sua generosità. Questa volta ha regalato al reparto un televisore e quattro tavolini con sedie, tutto a misura di bambino, per rendere ancor più accogliente la sala di attesa che ogni giorno accoglie tanti bambini coi loro genitori. Dietro la donazione, c’è però più dell’impegno di un singolo. “Il signor Graziano – ha raccontato il Primario della Pediatria, il dottor Vecchiato – da qualche anno invita i suoi clienti a lasciare un’offerta prima di uscire dal negozio: un modo concreto per far partecipare la comunità ad un bene superiore che è quello comune” Mirano, invece, deve ringraziare Omar Rosa, di Maerne, e gli amici che hanno
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Grazie alla generosità di imprenditori, ex dipendenti e familiari dei pazienti Dolo, Mirano e Mestre sono oggi più funzionali e attrezzati a rispondere ai bisogni dell’utenza
LaQuasi battaglia infinita sette milioni di euro per la sanità padovana dalla Regione contro le nuove droghe
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ia libera dalla Giunta regionale ttenzione, droghedidel nuovo milad altri le 9 milioni euro di finanlennio sono più pericolose che mai. ziamenti in edilizia e macchinari per Per tre gli effetti sui consumatori, naturalimportanti Ullss venete: la 1 Domente, malaanche perché le 9“nuove solomiti, 6 Euganea e la Scaligera. stanze psicoattive” (in sigla Nps) sono I finanziamenti sono stati approvati, sempre più difficili da arginare la su proposta dell’assessore allaper Saniloro tà, natura di composti E ilsi li-è Manuela Lanzarin,chimici. dopo che velloconcluso di attenzione sociale attorno al fepositivamente l’iter di valuta350 mila euro) e in attrezzature sanitanomeno ancora troppo basso. zioneèdei progetti da parte della Com- rie (3 milioni 507 mila euro). Possono missionepresentarsi Regionale. sotto forma di «Tenere i conti in ordine, come si compresse, o liquidi, matrici All’Ulsspolveri 1 Dolomiti sono in stati asse- fa nella sanità veneta – sottolinea vegetali contenute frangnatio360 mila euroinperminuscoli lavori di ristrutl’assessore Lanzarin – ci consente di cobolli da mettersi sotto la lingua. Hanturazione di alcune stanze del reparto proseguire con continuità in una pono formule che mutano continuamente, di Medicina dell’Ospedale di Pieve di litica di investimenti alla quale, ogni e i cui effetti sono9 quasi impossibili da Cadore. L’Ulss Scaligera ha ottenuto anno, riusciamo a destinare almeno prevedere. Come in una gigantesca cac1 milioni 754 70 milioni di cia fra gatti e tipi, le gettano mila euro. Sa-i produttori Tre Ulss venete si spartiscono euro. Ognuno sul mercato, gli stati le proibiscono ma ranno utilizzati euro Una eccellenza dell’Ulss 3: il laboratorio Liaft, 9 milioni per attrezzature e di questi basta minima variazione della forperunal’acquisto viene anche investimenti Altri punto di riferimento per l’analisi in Veneto muladiperattrezzature uscire dalla lista delle sostanze in edilizia. utilizzato al 11 progetti presto finanziati illegali. E la caccia ricomincia all’infiniall’Ospedale di meglio, per- psicoattive di sintesi delle sostanze to…San Bonifacio, ché ogni proper 13 milioni e mezzo riferimento Tra più diffuse ci sono i cati- ma, diventato il punto di “Le nuove sostanze psicoattive si acperle Nps accessori getto, primaper sostanzeè stupefacenti quistano su internet – spiega il dottor nonirelativi e i cannabinoidi sintetici. Alcuni l’analisi ad attrezzature già realizzate di esseredelle finanziato, valutato conper partedalla del territorio veneto. Negli Giampietro Frison – specie in quelle hanno nomi eintriganti, come la Bromonell’Ulss per i relativi lavori di ade- buona attenzione Commissione regiodieci anniunilcentesimo, Liatf ha effettuato aree nascoste della rete, e vengono DragonFly, altriedilizio. sono già tristemente fa- ultimi guamento nale. Nemmeno quindi, in relazione quindi consegnate con spedizione pomosi: èL’investimento il caso del Fentanyl, centoriguarvolte prestazioni maggiore rischia di essere sprecato».a circa 7.300 conla25.100 stale. Tutte le droghe fanno male, ma più potente o di un suo de- procedimenti da però della l’Ulssmorfina 6 Euganea. Alla sanità Con la stessapenali, delibera, Giunta reperrepresi ha in carico, e circa camqueste sono pericolosissime anche per rivato ancor più potente, il Carfentanyl. padovana vanno 6 milioni e 857 mila tigionale autorizzato altri 106.000 11 progetti analizzati, corrispondenti a circa la loro continua mutazione: chi le utilizTra i protagonisti di questa battaglia euro, che serviranno a copertura fi- pioni per circa 13,5 milioni, che saranno lavoro senza pause, za non sa mai che cosa si trova fra le a tutela dellaper salute dei giovani c’ècail 212.000 nanziaria investimenti in conto finanziatianalisi. con unUnsuccessivo provveogni giorno deve confrontarsi con mani, né può pensare di controllarne Laboratorio di igiene tos- che pitale anno 2019 inambientale edilizia (3 emilioni dimento. l’effetto”. sicologia forense dell’Ulss 3 Serenissi- spiacevoli novità.
na buonaalla sanità dipende da molti partecipato colletta raccogliendo ultimaper la l’acquisto capacità del 1.600fattori, euro non utilizzati di territorioe edispositivi dei suoi abitanti di sostenere ausilio utili all’attività del lo sforzodidelle istituzioni.Una E trescelta storienata che reparto Neurologia. arrivano dal Veneziano aiutanoCaterina, a comdal desiderio della moglie prendere perché continua a scomparsa a soli il43Veneto anni dopo essere esserecurata un’eccellenza in campo non solo stata con dedizione, competenza enazionale. gentilezza proprio nel reparto neuroloLadell’ospedale prima buona notizia arriva da Dolo, gico veneziano. dove la Pediatria può ora contare su “Si tratta di una donazione che per noi nuovi arredi donativalore da un imprenditoassume un doppio – ha sottolinere locale, Graziano Scantamburlo, che ato il primario di Neurologia, Luigi Bartogià in –passato dimostrato la sua lomei perché aveva contribuisce certamente generosità. Questa volta del ha regalato al ad aumentare la qualità nostro serreparto un televisoremae soprattutto quattro tavolini vizio assistenziale, evicon sedie, a misura di che bambino, denzia cometutto ci sono cittadini danno per rendere ancor più accogliente la merito al lavoro che svolgiamo, lo riconosala di Un attesa chedelicato, ogni giorno accoglie scono. lavoro che necessita tanti bambini verso coi loroil genitori. di attenzione prossimo,Dietro dove la si donazione, c’è le però più dell’impegno di cerca di dare risposte che vengono un singolo. attese, sia per l’assistenza specificata“Il signor Graziano – ha raccontato il mente sanitaria, ma anche per l’aspetto Primario della Pediatria, il dottor Vecrelazionale”. chiato – da dono qualche anno invita i suoi L’ultimo è arrivato invece al clienti asoccorso lasciaredell’Ospedale un’offerta prima di pronto dell’AnusciredidalMestre: negozio:dieci un modo concreto gelo carrozzine “su per far partecipare la comunità ad un misura” sono il regalo che Francesco bene superiore chelasciare è quelloa comune” Sorato ha voluto suggello di Mirano, invece, deve ringraziare Omar quarant’anni di lavoro come infermieRosa, di Maerne, e alglidirettore amici che hanno re, consegnandole generale
dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, e al personale. «Sono lieto di fare questo dono – ha spiegato Francesco Sorato, ora in pensione ma sempre attivo nel volontariato – e ancor di più sono lieto del lavoro che abbiamo fatto per pensare e consegnare delle carrozzine particolarmente adatte a quest’area particolare: con la loro dotazione che consente di sollevare, in qualunque posizione necessaria, gli arti di una persona, permetteranno ai pazienti in attesa di sostare in condizioni migliori rispetto a una normale sedia». Con le nuove carrozzine anche la movimentazione dei pazienti negli spazi del Pronto Soccorso e all’interno dell’Ospedale potrà essere fatta al meglio, come ha ricordato nel ringraziarlo il direttore generale: “Oggi con questo dono rendiamo più ricca la dotazione di strumentazioni del Pronto Soccorso; ma credo conti ancora di più il fatto che ci sentiamo più ricchi quanto a sostegno e attenzione: il signor Sorato rappresenta, con la sua opera di volontariato svolta all’Angelo, tutto quel mondo fatto di volontari e di associazioni che non si stanca di partecipare alla vita dell’Ospedale, e a cui va il nostro sincero ringraziamento”.
Grazie alla generosità di impr ex dipendenti e familiari dei p Mirano e Mestre sono oggi più e attrezzati a rispondere ai bi
Quasi sette milioni di euro per la sanità padovana dalla Regione
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ia libera dalla Giunta regionale ad altri 9 milioni di euro di finanziamenti in edilizia e macchinari per tre importanti Ullss venete: la 1 Dolomiti, la 6 Euganea e la 9 Scaligera. I finanziamenti sono stati approvati, su proposta dell’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, dopo che si è concluso positivamente l’iter di valuta- 350 mila euro) e in attrezzature sanitazione dei progetti da parte della Com- rie (3 milioni 507 mila euro). missione Regionale. «Tenere i conti in ordine, come si All’Ulss 1 Dolomiti sono stati asse- fa nella sanità veneta – sottolinea gnati 360 mila euro per lavori di ristrut- l’assessore Lanzarin – ci consente di turazione di alcune stanze del reparto proseguire con continuità in una podi Medicina dell’Ospedale di Pieve di litica di investimenti alla quale, ogni Cadore. L’Ulss 9 Scaligera ha ottenuto anno, riusciamo a destinare almeno 1 milioni 754 70 milioni di mila euro. Sa- Tre Ulss venete si spartiscono euro. Ognuno ranno utilizzati 9 milioni per attrezzature e di questi euro per l’acquisto viene anche di attrezzature investimenti in edilizia. Altri utilizzato al 11 progetti presto finanziati meglio, perall’Ospedale di San Bonifacio, ché ogni proper 13 milioni e mezzo per accessori getto, prima relativi ad attrezzature già realizzate di essere finanziato, è valutato con nell’Ulss e per i relativi lavori di ade- attenzione dalla Commissione regioguamento edilizio. nale. Nemmeno un centesimo, quindi, L’investimento maggiore riguar- rischia di essere sprecato». da però l’Ulss 6 Euganea. Alla sanità Con la stessa delibera, la Giunta repadovana vanno 6 milioni e 857 mila gionale ha autorizzato altri 11 progetti euro, che serviranno a copertura fi- per circa 13,5 milioni, che saranno nanziaria per investimenti in conto ca- finanziati con un successivo provvepitale anno 2019 in edilizia (3 milioni dimento.
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