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Dissesto idrogeologico, SCUDO
l’arma della prevenzione
di Chioggia
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NOVEMBRE 2018
Periodico d’informazione locale - Anno n.138
Cultura p.17
Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<
Ci viene in aiuto la presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Tatiana Bartolomei, che senza giri di parole parla Professionisti del Risarcimento di “mancanze accumulate nella gestione del territorio per di Germana Mozzato decenni” che in presenza di eventi meteorologici eccezioVia Cristoforo Colombo 42, Sottomarina di Chioggia (VE) nali fanno emergere potentemente tutte le criticità e preTel: 041.49.07.74; info@scudoinfortunistica.it sentano il conto di un territorio estremamente fragile di cui non ci siamo presi sufficientemente cura, con scarso impegno anche di spesa. Una inchiesta multimediale, realizzata dai giornalisti di Next New Media con la partecipazione di Ance, architetti, geologi e Legambiente, del 2014 calcolava che dal 1944 al 2012 riparare i danni del dissesto idrogeologico è costato allo Stato 61,5 miliardi di euro. Per prevenire tali tipi di danni servirebbe, invece, un decimo della spesa. E ancora nel 2014 la somma destinata nei precedenti 10 anni agli interventi previsti dal Piano di assetto idrogeologico era soltanto di 2 miliardi. Le catastrofi sono sempre più ricorrenti, sembrerebbe impossibile dimenticare i fatti eppure la prevenzione rimane un tema lontano dalla nostra sensibiservizi aforse pag 6 lità, anche se, assieme all’informazione, rappresenta la sola arma che abbiamo a disposizione per combattere il dissesto idrogeologico. “Ancora una volta è necessario ricordare che è fondamentale non abbassare l’attenzione e soprattutto iniziare sin da ora a pianificare le prossime mosse, le professionalità non mancano, i geologi professionisti e quelli presenti all’interno della Pubblica Amministrazione possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare le politiche e le successive fasi pianificatorie che la Regione vorrà mettere in atto” sostiene ancora Tatiana Bartolomei, facendo riferimento alla realtà veneta. “Molto importante – sono le sue indicazioni- sarà in futuro mantenere viva la montagna che significa ripopolare la montagna bellunese, così come quella vicentina dell’Altopiano di Asiago anch’esso tanto duramente provato. Garantire il turismo e le attività ma soprattutto riprendersi cura dei boschi, dei torrenti, vivere e manutenere un bene, come il patrimonio boschivo, che spesso non viene percepito come tale”. L’auspicio è che, come diceva il buon Maurizio Crozza in uno dei suoi più recenti spettacoli, la lotta contro il dissesto idrogeologico rimanga una priorità per il Paese per un tempo sufficiente a poter pianificare e magari realizzare sul medio e lungo temine una strategia.
Tari, dialogo sempre più compromesso tra balneari e Veritas Dopo la commissione consiliare cresce la distanza: da un lato gli imprenditori chiedono una riduzione delle tariffe, dall’altro Veritas e Comune
L’INTERVISTA
Cavazzana: “Il commercio fra le priorità” TURISMO
Il bilancio dell’estate è buono ma migliorabile SANITÀ
Dal Ben: l’ospedale non sarà depotenziato VALLI
Il caso dei giardinetti pubblici AMBIENTE
Chioggia entra a far parte del Green tour MALTEMPO
La montagna è in ginocchio, molti danni anche in pianura
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Il maltempo a Chioggia: acqua alta e mareggiate L
Paura a Punta Gorzone per la piena del Brenta, a Isola Verde il mare si porta via la spiaggia
Ci viene in aiuto la presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, Tatiana Bartolomei, che senza giri di parole parla di “mancanze accumulate nella gestione del territorio per decenni” che in presenza di eventi meteorologici eccezionali fanno emergere potentemente tutte le criticità e presentano il conto di un territorio estremamente fragile di cui non ci siamo presi sufficientemente cura, con scarso impegno anche di spesa. Una inchiesta multimediale, realizzata dai giornalisti di Next New Media con la partecipazione di Ance, architetti, geologi e Legambiente, del 2014 calcolava che dal 1944 al 2012 riparare i danni del dissesto idrogeologico è costato allo Stato 61,5 miliardi di euro. Per prevenire tali tipi di danni servirebbe, invece, un decimo della spesa. E ancora nel 2014 la somma destinata nei precedenti 10 anni agli interventi previsti dal Piano di assetto idrogeologico era soltanto di 2 miliardi. Le catastrofi sono sempre più ricorrenti, sembrerebbe impossibile dimenticare i fatti eppure la prevenzione rimane un tema lontano dalla nostra sensibilità, anche se, assieme all’informazione, rappresenta forse la sola arma che abbiamo a disposizione per combattere il dissesto idrogeologico. “Ancora una volta è necessario ricordare che è fondamentale non abbassare l’attenzione e soprattutto iniziare sin da ora a pianificare le prossime mosse, le professionalità non mancano, i geologi professionisti e quelli presenti all’interno della Pubblica Amministrazione possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare le politiche e le successive fasi pianificatorie che la Regione vorrà mettere in atto” sostiene ancora Tatiana Bartolomei, facendo riferimento alla realtà veneta. “Molto importante – sono le sue indicazioni- sarà in futuro mantenere viva la montagna che significa ripopolare la montagna bellunese, così come quella vicentina dell’Altopiano di Asiago anch’esso tanto duramente provato. Garantire il turismo e le attività ma soprattutto riprendersi cura dei boschi, dei torrenti, vivere e manutenere un bene, come il patrimonio boschivo, che spesso non viene percepito come tale”. L’auspicio è che, come diceva il buon Maurizio Crozza in uno dei suoi più recenti spettacoli, la lotta contro il dissesto idrogeologico rimanga una priorità per il Paese per un tempo sufficiente a poter pianificare e magari realizzare sul medio e lungo temine una strategia.
o scorso 31 ottobre si tiravano le somme sulle conseguenze del maltempo nel comune di Chioggia, dal centro storico, alla costa (Isola Verde e Sottomarina), fino a Punta Gorzone. Nel centro storico tutto sommato la città ha resistito bene agli eventi atmosferici che a fine ottobre hanno flagellato il Paese. “Per l’acqua alta – ha osservato il sindaco Alessandro Ferro - i cittadini sapevano bene come muoversi, anche allertati dalla Protezione Civile e dal centro maree e hanno anche apprezzato gli interventi preventivi sui cassonetti, per evitare che i rifiuti si riversassero in MALTEMPO centro storico e poi in laguna”. La Più montagna in evidentiè invece le conseguenze lungo le coste, ginocchio, molti danni in particolar modo a Isola Verde, dove gli stabilimenti • SERRAMENTI IN ALLUMINIO-PVC anche in pianura balneari colpiti dalla mareggiata, si sono messi subito • PORTE PER INTERNI al lavoro per sistemare i danni del maltempo. • PORTE BLINDATE “Ho riscontrato – ha raccontato il primo cittadino • TENDE DA SOLE • ZANZARIERE dopo un sopralluogo - che il mare in qualche punto • TAPPARELLE • VENEZIANE • VETRI ora lambisce i chioschi e di certo sarà necessario un • PARATIE ACQUA ALTA ripascimento, che solleciteremo al Genio Civile”. Ornella Jovane >redazione@givemotions.it< • RIPARAZIONI E MANUTENZIONI C’è stata un po’ di paura, presto rientrata a Punta Gorzone, dove si è temuto per la piena del Brenta neli fa poca manutenzione del territorio, non si investe la notte tra il 30 e il 31 ottobre. Rivenditore Autorizzato Le condizioni della marea e dei venti sono state più in prevenzione. E’ l’osservazione ricorrente che ha favorevoli e il fiume ha potuto scorrere senza danni. accompagnato nelle settimane scorse i commenti alle immagini dei danni causati dal maltempo in Italia, e in modo milani.infi ssi@gmail.com · cell. 338 3991390 particolare nel Veneto. Abbiamo sentito parlare in più Preventivi e sopralluoghi GRATUITI contesti e occasioni in questi giorni di dissesto idrogeologico, senza forse sapere bene cosa esattamente significhi, ma sappiamo che, di fronte a tanto sfacelo, ora il doverci È un periodico formato da 16 edizioni localifare mensilmente recapitato Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, Amministrazione e Redazione: i conti rappresenta una priorità per il Paese. di Chioggia Centro Stampa: Rotopress International a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) segue a pag 3
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Dissesto idrogeologico, l’arma della prevenzione
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Chiuso in redazione il 9 novembre 2018
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Chioggia
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L’intervista L’assessore Cavazzana
Commercio e associazioni tra le priorità Nella lista delle cose da fare, per il neoassessore, anche l’impegno di apportare migliorie al mercato del giovedì
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enny Cavazzana è entrata in carica con il rimpasto di giunta, ricoprendo l’incarico di assessore al Commercio, pari opportunità e politiche giovanili. Come procedono i suoi primi mesi in giunta? Come si è trovata con i colleghi? “L’ingresso è stato positivo: fin da subito l’accoglienza è stata ottima sia da parte del gruppo di giunta sia da parte dei consiglieri. Io mi sono inserita bene, ovviamente con la consapevolezza che c’è da darsi da fare. L’incarico è impegnativo perché ampio:
oltre alla questione del commercio, la fetta più grossa del lavoro, mi sono integrata anche sul versante delle pari opportunità e delle politiche giovanili. Il lavoro è tosto, però ho una bella squadra, sia dal punto di vista dirigenziale sia per quanto riguarda gli uffici, con cui si è già instaurata una buona collaborazione”. Ci può dare un’idea dei progetti a cui si sta dedicando attualmente? “I progetti più grossi sono incentrati sul commercio. Ce ne sono tanti, per ora li stiamo
L’assessore Jenny Cavazzana
elaborando e a breve cominceranno a vedersi i risultati. Nel frattempo posso citare l’evento di San Martino che siè svolto nel fine settimana, che concerne alla questione commercio. Quest’anno è stato realizzato per la prima volta in collaborazione tra Ascom e Confesercenti. Un ottimo traguardo, perché creare un equilibrio tra le associazioni è sempre una buona cosa. Ci sono state delle cose anche per il versante delle pari opportunità, per esempio la giornata dedicata alla ragazza e alla bambina. Abbiamo aderito all’ultimo ma cercando di fare del nostro meglio, con l’impegno di fare ancora meglio il prossimo anno. Per quanto riguarda le politiche giovanili una cosa importante da citare è la riapertura dell’aula
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studio alla scuola Pascoli”. E per il futuro? Quali le priorità? “Idee ce ne sono tante e obiettivi da raggiungere altrettanto. Nella lista delle priorità c’è l’impegno di dare una miglioria al mercato del giovedì. Stiamo cercando di rivalutare Riva Vena, questo uno degli obiettivi più importanti. Negli ultimi anni purtroppo molte attività commerciali fanno fatica ad andare avanti, con la conseguente chiusura di molti esercizi. Quindi stiamo cercando in tutti i modi di rivitalizzare la zona, che oltretutto è una parte storica che va valorizzata. Cercheremo inoltre di “coccolare” le nostre associazioni e fare il meglio per loro, che poi è il meglio per la città”.
Quali sono le sue prospettive per questo incarico e come lo affronta? “L’unica prospettiva che mi do è quella di fare sempre bene tutto. Non prometto mai niente perché le promesse sono debiti, ma faccio sempre del mio meglio. Non ho trovato “una lista di cose da fare” degli assessori precedenti ma ho dovuto capire da me molte cose, con un’amministrazione già in corso: è stata una sfida, un modo per mettersi in gioco senza sedere sugli allori. L’amministrazione conosce il potenziale di Chioggia e speriamo di riuscire a raggiungerlo a tutti gli effetti, realizzando gli obiettivi. L’impegno è al 101% da parte di tutti”. Daniela Savian
Cavanella d’Adige, inaugurata la casa delle associazioni
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naugurata il 28 ottobre scorso la casa delle associazioni Corte Salasco, che trova spazio nel complesso rurale di Cavanella d’Adige. Erano presenti alla cerimonia l’assessore alle Politiche Sociali Luciano Frizziero; don Giovanni Natoli, parroco dell’Unità Pastorale di Sant’Anna e San Giorgio Martire; i presidenti delle due associazioni di volontariato “Vivere Anteas Chioggia” e “Circolo Auser Sant’Anna di Chioggia” Mario Morandi e Corrado Porzionato, alle quali è stato concesso l’utilizzo del fabbricato A della Corte, che comprende tre immobili. “A volte la vita riserva delle piacevoli sorprese - ha commentato in occasione del taglio del nastro l’assessore Frizziero - perché quand’ero coordinatore di Cittadinanza Attiva, uno fra gli obiettivi era proprio quello del recupero di edifici pubblici a fini sociali. È un cerchio che si chiude in questo caso e me ne rallegro”. Fino ad oggi Corte Salasco (finita di restaurare nel 2009 con fondi della Legge Speciale) era stata utilizzata solo in minima parte. Con una delibera di luglio il Comune ha consentito invece questa nuova destinazione d’uso. Le due associazioni di volontariato, che sono state individuate lo scorso anno grazie a un bando pubblico, hanno la concessione per sei anni, rinnovabili, e oltre al canone annuo si occuperanno delle spese per la manutenzione ordinaria e per le utenze. All’interno di Corte Salasco si prevedono attività sociali e ricreative per la terza età e non solo: laboratori di computer e di ceramica, passeggiate, presentazioni di libri e una biblioteca, progetti con l’Ulss 3, con le scuole e iniziative per i ragazzi, in particolare contro il bullismo. Inoltre il Comitato Cittadino di Cavanella D’Adige – in accordo con i gestori – potrà utilizzare degli spazi almeno una volta a settimana per le proprie attività istituzionali.
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Chioggia
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Il caso Dopo la commissione consiliare cresce la distanza
Tari, margini di trattativa sempre più ridotti tra gli imprenditori balneari e Veritas A
umenta la distanza tra gli essenziali del costo del servizio”. imprenditori balneari e Ve- “Ribadisco - aggiunge - la mia ritas nella trattativa in corso sul disponibilità nel ragionare insiepagamento della Tari. Da un lato me su sconti alla quota variabile, gli stabilimenti balneari e i cam- che è rapportata alle quantità di peggi che chiedono di avere una rifiuti conferiti, ma di certo non riduzione delle tariffe rifiuti, ri- a discapito dei cittadini e dell’utenute tra le più alte, con costi in tenza domestica, che sta paganbolletta non più sostenibili, e che do di più a causa di questa sorta in segno di protesta per anni non di “sciopero fiscale”. hanno pagato la Tari, dall’altro La questione caldeggiata dal Veritas che reclama i 12 milioni Comune è proprio quella del e mezzo di euro, ciò che consi- rischio di dover far ricadere sui dera il dovuto, che in gran parte cittadini di Chioggia l’onere di sarebbero da ricondurre ai con- colmare il buco dei 12 milioni e tenziosi in corso. mezzo. In mezzo il Comune che ha “Ricordo che le tariffe per gli cercato un dialogo che a quanto stabilimenti e per i campeggi gopare, al momento, sembra im- dono già di conteggi ridotti per la possibile. Anche perché la posiloro superficie (20% di riduzione zione dell’amminifino a 3.000 mq e strazione si allinea del 50% oltre a 3.000 con quella di Verimq e fino a 30.000 L’assessore tas, nonostante la mq), che si somma Stecco ai maggiore disponiad un ulteriore 20% bilità a trattare sulla di riduzione per la balneari: “La parte variabile della stagionalità: non è richiesta di tariffa. corretto dire che la E così, alle proriduzione della Tari viene pagata teste dei balneari a stabilimentariffa non può anche indignati risponde ti chiusi, ma questa essere accolta” viene spalmata nell’assessore ai Tributi Daniele Stecco le dodici mensilità” che ribadisce in soaggiunge l’assesstanza quanto detto nella com- sore rispondendo agli operatori, missione consiliare che i consi- tra cui il consigliere Leonardo glieri Dolfin e Montariello hanno Ranieri di Chioggia Viva e conrichiesto di recente. cessionario di uno stabilimento “Le richieste pervenute da albalneare a Sottomarina che accuni stabilimenti balneari e cam- cusava l’amministrazione di non peggi – spiega l’assessore – di aver preso in considerazione, tra avere una riduzione delle tariffe le altre, la proposta della detrarifiuti del 20-30% non può esse- zioni dei mesi invernali delle tare accolta se è necessario al con- riffe. tempo aumentare il tributo verso Auspica, l’assessore, un interaltri contribuenti. Inoltre, diven- vento della Regione con conta ulteriormente difficile se da tributi nella raccolta dei rifiuti anni Veritas non riceve da alcuni spiaggiati che potrebbero aprire imprenditori balneari nemme- nuove disponibilità e nuovi sceno la parte dovuta di quota fissa, nari. Ornella Jovane che comprende le componenti
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Il sindaco: “Ascoltiamo gli imprenditori ma non possiamo andare a pesare sulle tasche dei cittadini”
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a nostra amministrazione sta facendo la sua parte ed è attenta alle richieste degli imprenditori – sostiene il sindaco Alessandro Ferro –, ma è necessaria una collaborazione reciproca, che non vada a pesare sulle tasche dei cittadini. Ricordo che i giudici a cui si sono rivolti alcuni stabilimenti balneari stanno dando ragione al Comune e a Veritas, stabilendo che, nella circostanza specifica, valga la clausola “solve et repete” (paga e poi richiedi)”. Da parte loro gli imprenditori balneari non ci stanno a passare per quelli che non vogliono pagare o che chiedono un condono o una sana-
toria quando, in realtà, reclamano un ricalcolo delle tariffe, commentava tra gli altri Luciano Serafini di Cisa Camping, a conclusione della commissione consiliare. Non vogliono – sostengono - alcun trattamento di favore ma equo e commisurato alla reale produzione di rifiuti. Denunciano le carenze di un regolamento da riconsiderare che avrebbe portato a bollette trimestrali insostenibili, anche di 20, 30 mila euro. Accusano invece Veritas e il Comune di avere assunto un atteggiamento di chiusura e si definiscono i veri danneggiati dall’intera vicenda.
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Chioggia
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Turismo, bene ma non benissimo... Positivo il bilancio della stagione estiva, sindaco e assessore si dicono soddisfatti. Fanno eco le associazioni di categoria che tuttavia lamentano margini di crescita, soprattutto per migliorare la macchina organizzativa
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a stagione turistica si è ormai conclusa, nonostante il clima mite abbia permesso di prolungarla un po’ di più quest’anno. È quindi tempo di bilanci. I dati ufficiali non sono ancora stati diffusi e analizzati, ma l’amministrazione comunale di Chioggia si è espressa con soddisfazione sul periodo estivo. “L’attività turistica è andata bene, anzi un vero successo: il numero delle presenze turistiche è in aumento e ciò ci fa ben sperare per il futuro” così ha commentato il sindaco Alessandro Ferro, che ha fatto sapere come l’amministrazione si stia impegnando per promuovere il turismo tutto l’anno. Tra le idee per realizzare questo proposito vi è principalmente quella di organizzare eventi sportivi di rilievo, in grado di attrarre visitatori in tutti i periodi. Della stessa idea anche l’assessore Isabella Penzo, che ha assunto l’incarico al turismo da un paio di mesi con
il rimpasto di giunta, che va ad aggiungersi al suo impegno sul versante Cultura. Secondo l’assessore, cultura e sport possono essere il giusto mix per attrarre più visitatori a Chioggia e farla risplendere come merita. Tra gli operatori turistici c’è chi, seppur in accordo sul fatto che la stagione sia andata tutto sommato bene, pensa però che vi sia davvero tanto da migliorare sul fronte gestionale. Così Silvia Vianello, presidente del consorzio ConChioggiasì: “I dati non ci sono ancora e i conti si faranno alla fine, però a prescindere da questo si può dire che la stagione è andata mantenendosi sulla media. A luglio tanti fine settimana non sono stati buoni per il tempo, e le spiagge vivono prevalentemente di un turismo di pendolari del week end.” “Detto questo però, bisogna dire che serve maggior organizzazione” mette in chiaro la presidente.
“Abbiamo avuto grossi problemi - ricorda - perché l’assessore al Turismo si è dimesso durante l’estate, per cui è stata fatta in fretta e furia e con grosso ritardo una delibera il 23 luglio per gli eventi dell’estate. Il tavolo tec-
nico del turismo aveva fatto le sue proposte il 29 gennaio e la risposta è arrivata solo a luglio: non può essere che una località turistica e balneare organizzi e promuova i suoi eventi a stagione inoltrata”.
“C’è anche il problema che l’Ogd non è stata organizzata né gestita al meglio. Tre organizzazioni turistiche del territorio (Ascom, Cisa camping, Gebis) a giugno sono uscite dalla cabina di regia a causa di incomprensioni e questo è un segnale forte: la macchina non funziona. L’Ogd inoltre aveva 3 anni di rodaggio che scadono il 31 dicembre. Auspichiamo di capire come funzionerà da gennaio confrontandoci con il nuovo assessore e confidiamo in una migliore organizzazione” ha spiegato Silvia Vianello, che conclude: “Bisogna che la macchina del turismo venga rimessa in moto con competenza da persone a cui sta a cuore il territorio, anche attraverso una buona comunicazione. Il turismo culturale potrebbe essere una chiave, ma non dobbiamo aspettare i turisti: dobbiamo creare le possibilità e comunicarle bene”. Daniela Savian
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Chioggia
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Sanità Il direttore generale dell’Ulss 3 rassicura
Dal Ben: “L’ospedale di Chioggia non sarà depotenziato” L’ospedale di Chioggia non verrà depotenziato, la sua struttura e la sua articolazione sarà mantenuta, c’è attenzione anche per il reperimento del personale e dei primari, seppure nelle difficoltà del generale contesto nazionale. Il direttore generale del l’Ulss 3 Giuseppe Dal Ben mette fine a tutte le preoccupazioni e rassicura la cittadinanza sul futuro del nosocomio della città lagunare. Lo fa in occasione della III Commissione sulle politiche sociali e sussidiarietà, che si è tenuta lo scorso 17 ottobre, quando ha esposto al pubblico le indicazioni generali contenute nel Piano Socio Sanitario 2019-2023 della Regione del Veneto, a cui dovranno poi seguire le schede ospedaliere regionali e le schede territoriali, che lo renderanno effettivamente operativo nel territorio. Chioggia, che dal 2017 è entrata a far parte dell’Ulss 3, per il suo ospedale è strategica per il territorio e per la popolazione che serve, circa 70mila persone, e soprattutto per l’alto numero di anziani che nel distretto clodiense si attesta al 25,6 per cento, rispetto alla percentuale dell’Ulss Serenissima che è del 24,69 per cento. “Da questi dati ne consegue che ora è di assoluta priorità attuare la parte del piano relativo ai servizi territoriali di più pregnante interesse per i cittadini - ha commentato l’assessore ai
Servizi Sociali Luciano Frizziero -, quali i posti letto per l’ospedale di Comunità e dell’Hospice: mi accontenterei di poter attivare quanto previsto nelle schede sanitarie del 2013, che per molti motivi non è stato possibile at-
tuare. Al prossimo tavolo con il dottor Dal Ben vorrei andare con dei progetti concreti e farli accreditare proprio dall’Ulss come fattibili, per poi fare tutti gli investimenti possibili, altrimenti sarebbe inutile”.
AUTUNNO / INVERNO 2018 - 2019
L’ingresso dell’ospedale di Chioggia. In alto il diretore generale Giuseppe Dal Ben
“Colgo lo spunto offerto dal direttore Dal Ben - ha concluso il sindaco Alessandro Ferro -per trovare, in maniera condivisa, una struttura idonea per realizzare un hospice, così necessario alla città”.
Vaccinazione antinfluenzale, al via la campagna di prevenzione Ha preso il via lo scorso 9 novembre la campagna di vaccinazione antinfluenzale dell’Ulss 3 con una intera giornata di sensibilizzazione alla salute che si è svolta presso l’ospedale di Chioggia e che ha avuto il suo momento informativo con un incontro aperto al pubblico sul tema dal titolo “Non lasciarti influenzare”. I relatori, i dottori Clelia De Sisti e Paolo Mancarella (Medici del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica), Mario Lattere (Primario della Pediatria), Antonella Battuello (Primario della Geriatria), Angelo Frascati (Medico di Medicina Generale), moderati dal direttore dell’Ospedale di Chioggia, il Dottore Tiziano Martello, hanno raccomandato la vaccinazione, che è gratuita, per la popolazione più fragile e quindi a rischio. A queste persone si chiede di rispondere positivamente, per dare ancora più forza alla campagna di salute messa in campo sul territorio contro l’influenza, a tutela del singolo e della collettività. L’influenza infatti è una vera e propria epidemia, che si ripete ogni anno, mettendo sotto pressione il nostro sistema sanitario. L’influenza provoca molte persone ammalate, molti accessi ai Pronto Soccorso, molti ricoveri. Numerosi, circa 8mila, sono pure i decessi che si contano ogni anno ricondicibili all’epidemia influenzale.
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Chioggia
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Degrado al parco di Valli
Bonfà risponde: “Presto un nuovo giardino pubblico”
La denuncia di Laura Doria che lamenta oltre all’incuria generale anche frequentazioni di vandali. L’allarme corre sui social
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l tema dei parchi pubblici a Chioggia è stato più volte sollevato dalla cittadina Laura Doria, che nel corso degli ultimi mesi ha cercato di far realizzare un’area sgambamento per cani e sollecitato la sistemazione delle altre aree verdi. Dopo aver richiamato l’attenzione sui parchi di viale Umbria, Isola dell’Unione e via Zeno, Laura Doria è tornata all’attacco puntando il dito sullo stato di degrado in cui versano i parchi della frazione di Valli. In particolare quelli situati nelle vie Liminio, Salsola e Salicornia. Secondo la cittadina alcuni residenti avrebbero lanciato un grido d’allarme sui social, lamentando oltre all’incuria generale, anche la preoccupazione per la conseguente frequentazione del posto da parte di vandali e soggetti “disagiati”. Così la cittadina, che ormai si è fatta promotrice della salvaguardia dei parchi in città, dopo una visita sul posto ha osservato:
Parchi pubblico. Doria punta l’atttenzione su quello di Valli
“Salvo qualche taglio dell’erba e svuotamento sporadico dei cestini, si presenta una condizione di incuria su tutto il perimetro, anche con alberi infestati da rampicanti e rami spezzati, con conseguenti possibili pericoli per l’incolumità. I parchi non hanno alcuna attrezzatura ludica – neanche la più elementare altalena – e le poche panchine sono state scardinate e rese impraticabili”. “Condizioni del genere infatti
Deposito gpl, rimane tutto in stand-by Deposito di gpl in Val da Rio, tutto rimandato a marzo del prossimo anno. Il Collegio giudicante del Consiglio di Stato nell’udienza che si è tenuta lo scorso 25 ottobre ha ritenuto di dover approfondire l’oggetto delle controversie e di non limitarsi a esaminare la sola domanda di sospensione dei lavori, presentata dal Comune e dalla Regionecon il Wwf. La discussione nel merito della causa, nella sua interezza, perciò avverrà entro e non oltre il mese di marzo 2019 anche se la data non è ancora stata fissata.
Distribuite 50 card alimentari per gli acquisti all’Emporio della Solidarietà È stata completata a inizio novembre la distribuzione di cinquanta card alimentari da 30 euro ciascuna per gli acquisti fino a fine anno all’Emporio della Solidarietà a Borgo San Giovanni, che il Rotary Club di Chioggia, in collaborazione con Banca Patavina e Interspar, ha messo a disposizione dell’amministrazione comunale e della Caritas Diocesana. I Servizi Sociali comunali segnalano gli utenti e le famiglie assegnatarie dalla card, in collaborazione con i Centri di Ascolto di Caritas dislocati nel territorio comunale (Chioggia centro storico e Sottomarina). “Con questa operazione – ha commentato l’assessore alle Politiche Sociali Luciano Frizziero – si rinnova il lavoro congiunto tra il soggetto istituzionale, che è il Comune di Chioggia, il Rotary Club e la Caritas, tramite l’associazione Carità Clodiense Onlus. Il lavoro sinergico di questi anni ha sviluppato una serie di interventi che impostano nuove modalità di interazione nel territorio e nella lettura delle povertà esistenti. Ringraziamo il Rotary Club di Chioggia, che ha fortemente voluto questo progetto”.
hanno fatto spazio alla frequentazione da parte di quell’utenza, diciamo così, più disagiata e non proprio attenta alla conservazione del bene comune, frequentando la zona anche nelle ore notturne. Le aree sono sì recintate, ma hanno i cancelli con serrature andate oramai distrutte” ha constatato preannunciando un incontro con l’amministrazione.
parchi di Valli saranno sistemati: al via la realizzazione di un giardino pubblico nel centro. Non ha tardato ad arrivare la risposta sul tema parchi di Valli, nella persona del capogruppo del movimento Paolo Bonfà, residente proprio nella frazione. “Fin dal momento del nostro insediamento, assieme al Comitato di Valli che ne fece immediata richiesta, ci siamo mossi per avere a disposizione l’area antistante alla Chiesa di Valli, per la realizzazione di un giardino pubblico al fine di consegnare alla frazione un luogo di aggregazione.” ha reso noto. Il capogruppo ha spiegato che la scelta di realizzare un parco giochi nel centro è dettata dalla necessità di una maggiore visibilità e possibilità di vigilanza, in modo da evitare i vandalismi di chi non ha a cuore il bene pubblico. Per quanto riguarda l’area dove precedentemente era ubicato il giardinetto pubblico, nei piani dell’amministrazione vi è l’idea di destinarla ad altri progetti, che potrebbero essere quello della realizzazione di un parcheggio oppure quello di un’area sgambamento cani. “È sempre positivo che ci siano cittadini che si impegnano civicamente, sollecitando l’amministrazione” ha commentato l’assessore all’ambiente Marco Veronese, “forse però prima di uscire sui giornali bisognerebbe informarsi meglio sulle attività che si stanno svolgendo. Grazie anche all’impegno del capogruppo del M5s Paolo Bonfà il Comune ha recentemente acquisito dal Demanio l’area verde centrale all’ingresso di Valli”. L’assessore Veronese ha spiegato che la disponibilità economica per attrezzare tale area c’è solo da inizio ottobre, con lo sblocco dell’avanzo di amministrazione. “Con queste risorse stiamo attivando le procedure per sistemare i parchi pubblici del territorio e, come in questo caso, attrezzarne di nuove” ha concluso. Da.Sa.
Daniela Savian
Nastro rosa Lilt per ricordare alle donne la prevenzione
Anche a Chioggia è stato realizzato l’addobbo con nastri rosa e l’illuminazione del palazzo municipale
“Nastro Rosa Lilt for women: la campagna della Lega Italiana Lotta contro i Tumori. La campagna - giunta alla sua 26a edizione - da alcuni anni coinvolge anche la città di Chioggia. L’iniziativa è patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute ed è uno degli eventi più importanti promossi dalla Lilt. Ottobre è il mese mondiale dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Quest’anno lo slogan scelto è stato “Vivi il Rosa, proteggi
la tua vita”. L’aumento di questa malattia nell’ultimo quinquennio ha superato il 15%, un incremento che ha particolarmente interessato le giovani donne comprese tra i 35 e i 50 anni. E’ purtroppo una fascia di età ancora esclusa dal programma di screening previsto dal Servizio Sanitario Nazionale, che viene riservato alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. La Lilt consiglia alle donne a partire dai diciotto anni di praticare l’autoesame mensile; a 30 anni effettuare annualmente una visita senologica con esame ecografico; a 40 anni sottoporsi ad adeguati controlli clinico- strumentali. La Delegazione Lilt di Chioggia è impegnata dal 2013 a sensibilizzare
le donne per l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore al seno. Così come avviene a livello internazionale con famosi e importanti monumenti ed edifici, anche a Chioggia dal 20 al 31 ottobre scorsi in collaborazione con l’amministrazione comunale è stato realizzato l’addobbo con nastri rosa e l’illuminazione del Palazzo Municipale. Con la collaborazione dell’Ulss 3 di Chioggia è stato allestito il 27 ottobre un tavolo informativo davanti al Municipio per la divulgazione di materiale e per sensibilizzare le persone riguardo questa malattia. Le associazioni Pro Loco, Artigiani, Ascom e Pasticceri Chioggiotti hanno contribuito in vario modo a sostenere la manifestazione della Delegazione Lilt di Chioggia. Alle pasticcerie Scapinelli, Nelly, Clodia, Frezzato e Penzo è toccato il compito di preparare dolcetti rosa per regalare un po’ di dolcezza alle donne che si avvicinavano al tavolo informativo per ricordare loro quanto la prevenzione sia fondamentale. Eugenio Ferrarese
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Ferrovie, ancora disservizi nella tratta Chioggia-Rovigo La consigliera regionale Erika Baldin elenca i disagi dei pendolari, tornati d’attualità dopo il black out provocato da un fulmine alla stazione di Cavanella d’Adige qualche settimana fa
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unedì di fine ottobre poco prima dell’alba un fulmine ha colpito la stazione di Cavanella d’Adige, frazione di Chioggia, lasciando il paese senza corrente nella prima mattinata. Ovvie le conseguenze sulla circolazione ferroviaria Chioggia-Rovigo. I pendolari che dovevano recarsi al lavoro hanno subito la cancellazione di alcune corse e atteso nell’incertezza fino all’arrivo degli autobus sostitutivi, data la mancanza di informazioni chiare da parte di Sistemi Territoriali. Quello è l’ennesimo disagio per i pendolari della linea ChioggiaRovigo, da aggiungersi alla lunga lista che da tempo colpisce la tratta, giudicata tra le 10 peggiori d’Italia (dati dal rapporto Pendolaria 2017 di Legambiente). Treni vecchi e di difficile manutenzione, in condizioni igieniche spesso precarie e altamente inquinanti, quelli che viaggiano lungo la tratta. Ma soprattutto continui ritardi e cancellazione di corse, è ciò che deve subire chi per lavoro o studio ogni giorno si deve servire di questi mezzi. “Anni di interventi non eseguiti e una lunga serie di obiettivi non raggiunti o raggiunti parzialmente: il servizio offerto da Sistemi Territoriali non è all’altezza della situazione e delle esigenze dei cittadini” questa la denuncia della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Baldin, in occasione dell’audizione in commissione del direttore di Sistemi Territoriali. Tra gli esempi riportati degli obiettivi non raggiunti: il mancato completamento della stazione di Mira Buse, il sottopasso della Sp14 solo parzialmente completato, come pure risulterebbe incompiuto l’obiettivo dell’investimento in materiale rotabile per la Rovigo-Chioggia…e così via. “Inoltre – ha concluso Baldin – si va a bando per l’acquisto dei treni diesel quando sappiamo che verranno dismessi gradualmente i mezzi più inquinanti. Non sarebbe invece il caso di valutare l’elettrificazione della linea e di conseguenza l’acqui-
A fianco Erika Baldin
sto di treni di ultima generazione elettrici?” Concorde l’assessore ai Trasporti Daniele Stecco, che pone l’accento sulla necessità di una linea ferroviaria più efficiente: “Più volte viene fatto presente dagli enti competenti il basso numero di passeggeri della tratta esistente Chioggia-Rovigo, che non giustificherebbero investimenti per il collegamento con Verona o il semplice potenziamento delle corse, ma gli utenti non scelgono forse l’automobile per recarsi al lavoro, sfidando i disagi e i pericoli della Romea, per paura di fare tardi, perché il servizio ferroviario non è puntuale?” “Occorrono scelte lungimiranti, investire nell’elettrificazione della linea visto che ormai il diesel sarà presto messo in discussione e, soprattutto, si deve puntare ad una mobilità regionale e non locale” conclude Stecco. Daniela Savian
Aula studio alla scuola Pascoli, orario serale Dallo scorso 25 ottobre, i martedì e i giovedì in orario serale, dalle 20,30 alle 23,30, rimarrà aperta l’aula studio della scuola secondaria di primo grado Giovanni Pascoli, in viale Padova a Sottomarina. Una opportunità resa possibile grazie alla disponibilità e alla collaborazione dei ragazzi del Forum Giovani a garantire questo servizio alla cittadinanza. “Raccomandiamo agli studenti di sfruttare questa possibilità di spazi, - ha detto l’assessore alle Politiche giovanili Genny Cavazzana - nella speranza che anche altri ragazzi e volontari si rendano disponibili ad aumentare le ore di gestione, affinché il servizio decolli e diventi un punto di riferimento per chi ha bisogno di tranquillità e di concentrazione per preparare gli esami”.
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Territorio Provincia Chioggia .
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Chioggia fa ufficialmente parte del Green tour La città lagunare ha aderito al progetto transregionale: 600 chilometri di tracciato “verde” da visitare, a piedi, a cavallo in bicicletta o in barca in ben otto percorsi che abbracciano tutte le bellezze ambientali e paesaggistiche del Veneto
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a Laguna veneta nel passaggio tra Venezia e il mare, si formalizza con un ulteriore importante step uno degli otto percorsi del grande progetto transregionale Green Tour, Verde in Movimento: l’adesione del Comune di Chioggia lo scorso ottobre, cui farà seguito a fine novembre la sigla di un protocollo d’intesa con la Regione Veneto. Il passaggio tra Venezia e il mare si compone di due tappe, quella che prevede l’attraversamento dell’arco delle isole della laguna veneziana passando al Lido, poi a Pellestrina e infine a Chioggia, la piccola Venezia. L’altra si snoda lungo il fiume Sile, fino alla sua foce, tra Jesolo e Calvallino. E’ questo, tra Venezia e il mare, solo uno degli otto percorsi che vanno ad esplorare i paesaggi naturali del Veneto, in un anello di “reti verdi” di oltre 600 Km, collegando cinque parchi regionali, sei province (Treviso, Padova, Vi-
cenza, Verona, Rovigo e Venezia) e ottantuno comuni veneti. Territorio e benessere, un matrimonio che si celebra nel nome del turismo, quello slow, quello che valorizza il patrimonio ambientale, artistico e culturale insieme ad uno stile di vita attivo e salutare riconoscendo al buon cibo e all’ospitalità un valore aggiunto. E’ questo in altre parole il Green Tour, Verde in Movimento, il progetto avviato nel 2016 e promosso dalla Regione Veneto insieme con quella dell’Emilia Romagna, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova e 13 Ulss locali. Al centro del progetto il tema della mobilità sostenibile che si fa strada nei percorsi del tracciato lungo l’ex ferrovia Treviso/ Ostiglia (Mantova) andando ad attraversare Parchi Naturali regionali, la Laguna e i tragitti fluviali lungo Brenta, Adige, Muson e Sile, tra le sue mete il Delta del Po, i monti Berici e i colli Euga-
Green Tour la mappa dell’anello di oltre 600 km che si fa strada nei percorsi dell’ex ferrovia Treviso/Ostiglia
nei, le pianure delle Valli Grandi Veronesi oltre ad interessanti città e piccoli borghi storici. Il tutto collegato, da percorrere in bicicletta, a piedi o a cavallo, in un tragitto verde ciclopedonale e fluviale tra i più grandi in Europa. “L’adesione del Comune di Chioggia – ha commentato il sindaco Alessandro Ferro all’indomani dell’approvazione della
delibera di Giunta lo scorso 18 ottobre – è un altro passo verso un modello di sviluppo sostenibile e durevole, capace di generare trasformazioni positive nel nostro territorio: non solo per i turisti, che potranno utilizzare mezzi di trasporto collettivi e “slow”, ma anche per la crescita di attività economiche legate alla promozione delle bellezze della
nostra città”. Green Tour, è un progetto cui la Regione Veneto ha puntato e che vuole valorizzare anche nella sua accezione turistica. E proprio per questo sta portando avanti alcuni percorsi formativi rivolti agli operatori turistici ed economici presenti sulle otto tappe che compongono l’anello ciclopedonale, con lo scopo di creare una maggiore sinergia fra diverse categorie di operatori locali (ristoratori, strutture ricettive, bike service, fattorie didattiche, aziende agricole, ecc.). Insomma, una visione nuova di turismo, tra ecologia, benessere, salute e sostenibilità, cui anche i territori della Laguna e dell’Adriatico guardano con interesse a grandi aspettative. Ornella Jovane
Il libro di Francesco Lusciano sul ‘68 a Chioggia
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otte sociali e studentesche a Chioggia… nel 1968. A distanza di 50 anni Francesco Lusciano propone nel suo libro “Chioggia. Lotte sociali e studentesche” (Art&Print editrice) un tuffo nel passato ripercorrendo gli eventi storici che hanno segnato la storia del secondo periodo del Novecento: la guerra del Vietnam, le proteste operaie e il movimento studentesco, il terrorismo nero e rosso, le utopie politiche… Anche Chioggia è stata coinvolta nelle lotte sociali di questo periodo che hanno riguardato in particolare due problemi ancora attuali: i trasporti e la casa. Ma anche la stagione delle proteste dei portuali… Iniziò una fitta serie di incontri, comizi, manifestazioni, dibattiti e articoli sui giornali locali che testimoniano questo impegno sociale che ha coinvolto personalmente l’autore del libro -docente dell’Istituto Magistrale e poi del Liceo socio-psico-pedagogico di Chioggia - diventato poi più volte consigliere comunale ed anche nel 2002 assessore alla Cultura nella Giunta del sindaco Guarnieri. Per Lusciano - dapprima come studente universitario poi insegnante, sindacalista, personaggio politico, giornalista e pubblicista - la politica, come scrive Sergio Perini nella prefazione, “viene concepita come passione, vocazione dell’individuo convinto della possibilità di realizzarsi come uomo libero tra uomini liberi”. Sessantotto da condannare o da assolvere? Lusciano ritiene che le lotte sono il sale della storia, ma ora nel Terzo Millennio sembrano prevalere la passività, la rassegnazione, l’inerzia… Eugenio Ferrarese
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Chioggia
Eventi L’atteso appuntamento in Duomo giunge alla 24a edizione
Il concerto nella cattedrale di Chioggia dà il via al Natale S
i svolgerà domenica 23 dicembre, nella Cattedrale di S. Maria Assunta di Chioggia, il tradizionale Concerto di Natale dell’Orchestra Sinfonica e Coro T. Serafin diretti dal M° Renzo Banzato; l’appuntamento, che giunge quest’anno al traguardo della 24^ edizione, si inserisce all’interno delle iniziative natalizie programmate dall’Amministrazione Comunale di Chioggia in collaborazione con la Pro Loco. Il programma, che sarà illustrato dal prof. Paolo Padoan, sarà in larga parte dedicato ai più celebri brani legati alla Natività composti da Gruber, Berlin, Couperin, Wade e Adam, elaborati nella coinvolgente versione sinfonica per orchestra e coro. La serata si aprirà con il celebre Adagio in sol minore per organo e orchestra di Albinoni; sarà quindi proposto l’imponente Tantum ergo in re maggiore per coro, organo e orchestra, scritto nel 1772 da Mozart all’età di soli sedici anni. Durante la serata inoltre sarà ricordato C. Gounod, nel bicentenario della nascita e non mancherà un omaggio alla Madonna con la soave Vierge Marie di Lopez, dove l’orchestra e coro dialogheranno con il soprano Miranda Bovolenta, la quale interpreterà anche altre pagine del repertorio sacro. Il concerto si concluderà in un crescendo sempre più gioioso con il maestoso Hallelujah dal Messiah di Händel: il tutto sotto l’attenta direzione del M° Renzo Banzato, docente presso il Conservatorio di Adria, laureato in direzione d’orchestra, composizione, pianoforte, musica corale, direzione di coro e fondatore dei due prestigiosi complessi musicali. Si tratta certamente di un programma di grande fascino, che sicuramente non deluderà le aspettative del numeroso pubblico che ogni anno attende con entusiasmo questo appuntamento con la grande musica: si è infatti in presenza di un evento che viene vissuto dagli abitanti di Chioggia e Sottomarina come un momento assai atteso e sentito, un appuntamento che nelle precedenti 23 edizioni ha sempre visto il Duomo della città clodiense gremito in ogni ordine di posti. La serata è realizzata dalla Cit-
Sopra l’orchestra sinfonica e il coro Tullio Serafin. A lato il maestro Banzato
tà di Chioggia, in collaborazione con la Pro Loco e si avvale del sostegno di Bancadria e di alcune realtà produttive del territorio. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.00; l’ingresso è libero.
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Lezione ai giovani del campione di nuoto Paltrinieri
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l plurimedagliato azzurro dei 1500 stile libero Gregorio Paltrinieri a Chioggia per incontrare studenti e non solo. Lo scorso 20 novembre all’Auditorium San Nicolò di Chioggia è stato ospite d’onore alla tavola rotonda aperta a tutti dal titolo “Una vittoria per la vita”, organizzata dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Veronese” e “Marconi” in particolare per gli studenti dell’indirizzo sportivomotorio. L’iniziativa, che ha il patrocinio del Comune di Chioggia, è stata realizzata dalla scuola superiore in collaborazione con Pro Loco Chioggia Sottomarina e la Farmacia San Marco. ISono interventuti alla tavola rotonda i dottori Angela Bionda-
ni, farmacista; Fabio Ramello, osteopata, e Anna Domanico, nutrizionista, mnoderati dalla giornalista Alessandra Demonte. “Gregorio Paltrinieri ha portato ai ragazzi la sua testimonianza di uomo, prima che di campione – ha spiegato l’assessore allo Sport Isabella Penzo – raccontando la sua vita di vittorie, ma anche di sacrifici, necessari per raggiungere gli obiettivi. Uno stile di vita consono e una sana alimentazione ad esempio possono fare moltissimo. È un esempio non solo per gli studenti, ma per tutti noi: la sua iniziale paura dell’acqua, che aveva da bambino, è diventata il suo più grande successo”.
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Territorio .
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Sicurezza Allarme di Federconsumatori in Riviera e Miranese e nel Veneziano
Truffe on line, auto circolano con assicurazioni false A
uto circolano con false assicurazioni sulle strade di tutto il veneziano e i raggirati si contano a decine. A denunciare un fenomeno davvero inquietante è stato nelle scorse settimane Federconsumatori con il suo referente in Riviera e Miranese Alfeo Babato. Le assicurazioni false sono state poi riscontrate anche da capillari controlli della polizia locale di Mira ai varchi videosorvegliati del paese. “Abbiamo ricevuto dall’area del comprensorio dei 17 comuni – spiega Babato – oltre una ventina di segnalazioni di persone che hanno acquistato, o cominciato l’acquisto on line assicurazioni a prezzo stracciato. Assicurazioni che però poi ad un controllo più accurato, si sono rivelate vere e propri istituti fasulli, in cui al di là del sito non c’era nulla di concreto, nessuna società , nessuna sede, nessun recapito verificabile. In questi casi l’invito è a denun-
ciare i fatti come truffe o tentate truffe. Le conseguenze per chi circola, sprovvisto di assicurazione sono quelle di un sequestro del mezzo e di dover pagare di tasca propria in caso di sinistro i danni in caso di colpa a mezzi o persone” . I paesi da cui sono arrivate più segnalazioni sono Mira, Dolo, Mirano, Camponogara, Scorzè e Spinea. Ma segnalazioni ne sono arrivate anche da Mestre, dal Veneto Orientale e nell’area sud della provincia di Venezia. L’aumento di chi circola senza assicurazione, con assicurazioni taroccate e ora anche false, è cresciuto dopo la crisi economica del 2008. La gente per risparmiare cerca assicurazioni a prezzi stracciati e incappa in imbrogli. Babato invita in questi casi, prima di acquistare, a verificare attraverso un semplice controllo. Nel caso delle assicurazioni on line- basta fare una verifica della loro veridicità consultando
Alfeo Babato
il sito dell’ex Isvap, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, ora Ivass e il vademecum per evitare imbrogli è chiaro. Esiste anche un elenco delle assicurazioni false già segnalate alla Polizia Postale. “ Ivass – spiega per Federconsumatori Alfeo Babato - sottolinea come siti a rischio: assitempo.it, contibroker.it , assicurazionibrevi.it, studiobovio.com assipuntodrive. com, galloassicurazioni.com, tutti siti segnalati alla polizia postale e in cui sono incappati nelle scorse settimane anche diversi utenti della zona”. Federconsumatori e Ivass sottolineano inoltre come possi-
bili segnali di allarme: l’ assenza sul sito web dei dati identificativi dell’intermediario assicurativo, e cioè del soggetto autorizzato dalla legge a distribuire polizze di assicurazione. Sul sito devono essere presenti l’indirizzo della sede, recapiti telefonici e postali, compresa la Pec, il numero e la data di iscrizione al Rui (il Registro tenuto dall’Ivass degli intermediari assicurativi e riassicurativi con sede o residenza in Italia), l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass. Per gli intermediari Ue iscritti nell’elenco annesso, deve essere indicata anche
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l’eventuale sede secondaria e il possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia, con indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro d’origine. Poiché i dati possono essere presenti, ma falsi, è bene controllare la corrispondenza dei dati sul Rui o sull’elenco annesso. Motivo di allarme è anche: la presenza del sito, nell’elenco dei siti web irregolari pubblicato dall’Ivass. E poi: l’assenza sul sito del nome dell’impresa assicurativa che emette la polizza; nome di un’impresa di assicurazione che non compare nell’Elenco delle imprese italiane né nell’Elenco delle imprese estere ammesse ad operare nella r.c. auto. “Se si riscontrano queste anomale - conclude Alfeo Babato per Federconsumatori - invitiamo i cittadini del comprensorio a contattare l’Ivass o la stessa Federconsumatori”
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Cultura .
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Formazione Alternanza scuola-lavoro
Studenti del liceo diventano giornalisti Sono in tutto 17 i ragazzi dei licei Stefanini e Morin di Mestre che realizzano una rivista culturale
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na straordinaria esperienza di alternanza scuola-lavoro per cimentarsi in percorsi professionali, a contatto con professionisti e grazie a loro formarsi direttamente sul campo. In tutto 17 ragazzi del liceo si cimentano nella professione di giornalista e danno vita ad una rivista culturale, “Tutta un’altra storia”. È partito lo scorso 19 ottobre il percorso sul giornalismo di Fondazione di Venezia e Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, in collaborazione con Ordine dei Giornalisti del Veneto e M9 pensato per far vivere ai liceali
l’esperienza diretta del lavoro redazionale, dalla raccolta delle informazioni allo sviluppo dei contenuti. Gli studenti delle classi IV e V dei Licei Stefanini e U. Morin di Mestre indossano i panni di giornalisti per misurarsi con il lavoro di redazione di una rivista di approfondimento culturale sul sistema dei musei, con uno sguardo particolare rivolto a M9, guidati da “maestri” della professione. È questa l’anima di “Tutta un’altra Storia”, il percorso di Alternanza Scuola- Lavoro, inserito in “Tutta un’altra ASL”
Il corso che si svolge nella sede della Fondazione di Venezia
Un percorso sul giornalismo di Fondazione di Venezia e Ufficio Scolastico Regionale Veneto con l’Ordine dei Giornalisti e M9, per far vivere ai liceali l’esperienza diretta di redazione
e dedicato al giornalismo, ideato dalla Fondazione di Venezia insieme all’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto e realizzato in collaborazione con Ordine dei Giornalisti del Veneto e M9, che ha preso il via nella sede della Fondazione. Nel corso dell’incontro studenti e docenti hanno appreso la deontologia professionale e gli strumenti del mestiere, un bagaglio di informazioni che verrà messo a frutto nella realizzazione del magazine.
Gli studenti, organizzati in piccole “redazioni”, si concentreranno su specifici temi seguendo le diverse fasi del lavoro giornalistico, dalla raccolta delle informazioni allo sviluppo dei contenuti. A conclusione del percorso, il magazine verrà stampato e distribuito ai ragazzi durante un incontro nel quale i giovani redattori saranno chiamati a commentare la loro esperienza di fronte a esperti di giornalismo e comunicazione.
Mesthriller, il festival sul giallo, noir e thriller da brivido
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Per gli appassionati del brivido e della suspance si concluderà il prossimo 25 novembre la terza edizione di Mesthriller, il festival sul giallo, noir e thriller più lungo d’Italia. L’evento si svolge a Mestre e Spinea, tra incontri e aperitivi con gli autori, ma anche momenti di cinema, teatro, e ancora performance dal vivo e laboratori per i più piccoli. L’evento si avvale della direzione artistica di Cristina Cama ed è organizzato col contributo a Mestre del Settore Cultura del Comune di Venezia, della libreria Ubik e della Biblioteca e del Comune di Spinea.
Corso di cartografia e Gps Un corso per gli amanti dell’outdoor e a chi pratica sport all’aria aperta, sia a piedi che in bicicletta, che consente di apprendere le basi della cartografia e l’utilizzo di strumenti per l’orientamento come cartina, bussola, altimetro e Gps. Il corso, che si tiene presso la sede del dopolavoro ferroviario in via Gorizia a Mestre, si articola in quattro lezioni teoriche di circa due ore e mezza (20.30-23.00), più un’esercitazione outdoor dove verranno messi in pratica gli argomenti trattati. Iniziato lo scorso 9 novembre proseguirà fino al 30 del mese. Docente del corso è Stefano De Marchi, esperto di cartografia e GPS, responsabile del sito themtbbiker.com e mappatore di oltre 13.000 chilometri di percorsi per mountain bike; è Maestro F.C.I. I° livello e Guida presso l’Accademia Nazionale di Mountain Bike. Info: http://www.themtbbiker.com/corso-gps.html
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Sport
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Podistica L’evento si terrà domenica 7 aprile 2019, partenza e arrivo a Mira
La Mezza Maratona dei Dogi assegnerà titoli italiani assoluti L
a Dogi’s Half Marathon il prossimo anno assegnerà i titoli italiani assoluti, promesse e juniores della specialità. Ad annunciarlo è l’Atletica Riviera del Brenta, società che organizza la mezza maratona che si sviluppa lungo gli argini del Naviglio Brenta, dopo che la decisione era stata ufficializzata dal Consiglio federale. Sulle strade della Riviera, domenica 7 aprile 2019, saranno assegnate quindi le maglie tricolori assolute, promesse e juniores. Si tratta in totale di sei titoli: tre maschili e altrettanti femminili. “Per la Dogi’s Half Marathon è un grande riconoscimento - commenta soddisfatto Michele Stellon, presidente dell’Atletica Riviera del Brenta - che voglio idealmente condividere con tutti coloro che in questi anni hanno corso al nostro fianco”. Il gruppo sta già lavorando in vista dell’evento. “La macchina organizzativa è già in movimento - continua il presidente Michele Stellon - la mezza maratona dei Dogi è una manifestazione collaudata sotto ogni aspetto. L’assegnazione del campionato italiano è una nuova sfida che ci rende orgogliosi e non ci spaventa: siamo sicuri di poterla onorare al
meglio. Sarà un grande evento per l’intera Riviera del Brenta. Confidiamo nel pieno supporto del territorio e in particolare delle amministrazioni comunali. Un campionato italiano è un evento storico per la Riviera del Brenta”. L’assegnazione della prova tricolore non cambierà le caratteristiche di una manifestazione che continuerà ad essere un traguardo prestigioso per migliaia di atleti non professionisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. L’edizione 2019 della Dogi’s Half Marathon, la ventiduesima della serie, si svolgerà sul tradizionale percorso nel cuore della Riviera del Brenta: partenza e arrivo
quest’anno saranno a Mira. Poi i tradizionali 21,097 chilometri di gara che toccheranno anche i territori di Dolo, Fiesso e Stra. Ben diciannove ville venete sfileranno davanti agli occhi dei partecipanti alla Dogi’s Half Marathon. “Uno spettacolo - commentano gli organizzatori - che ogni anno conquista i cuori di migliaia di runners”. Le iscrizione sono aperte, come di consueto, dall’inizio di novembre. Poi comincerà il conto alla rovescia, che terminerà domenica 7 aprile, quando in Riviera del Brenta sventolerà il tricolore”.
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Kickboxing, Compagno campionessa
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iulia Compagno, atleta di kickboxing di Camponogara, ha vinto il titolo europeo nella specialità Kick Light. Il titolo è stato conquistato durante i campionati europei di Kickboxing Wako che si sono svolti a Bratislava in Slovacchia dal 13 al 21 ottobre. Alla competizione hanno partecipato 600 atleti provenienti da 36 paesi. Giulia Compagno, pluricampionessa italiana, europea e mondiale, si è aggiudicata il gradino più alto del podio nella specialità Kick Light +70kg femminile, battendo prima l’ungherese Dora Osvath per 3-0 e poi la polacca Natalia Panas per 3-0. “Le gare internazionali di questo livello racconta Giulia Compagno poco dopo la vittoria - sono sempre un’incognita, ci si trova a confrontarsi con atlete di grande esperienza, ma per fortuna ce l’ho fatta e parte del merito va alla mia squadra che mi ha supportata”. Grande la soddisfazione espressa da Luca Terrin, direttore tecnico e maestro. Il prossimo impegno di Giulia Compagno è dal 17 al 25 novembre ai campionati europei di Point Fighting, Light Contact, Full Contact e Musical Form a Maribor in Slovenia. (G.P.)
Karate in Russia, buoni successi per due chioggiotti
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na bella prestazione per gli atleti dell’asd “New Personal Best” di Chioggia che hanno partecipato al 3° Iku European Karate Championship nella città di Oryol in Russia. Dal 18 al 22 ottobre 2018 nella città russa erano presenti 17 squadre nazionali per partecipare al campionato europeo di Karate. La compagine italiana è riuscita a conquistare il primo posto vincendo 38 medaglie d’oro, 23 medaglie d’argento e 22 bronGianluca Vianelli e Nicola Salvagno zi. Grande soddisfazione per la prestazione dei due sportivi chioggiotti allenati dal Maestro Walter Meneghini: nel Kumite Nicola Salvagno (55Kg) ha dovuto gareggiare (per ragioni organizzative hanno accorpato due categorie) in una categoria superiore di peso (63Kg) riuscendo comunque a raggiungere il 5° posto; Gianluca Vianelli (Juniores) è stato premiato con due medaglie di bronzo conquistate nel Kumite individuale Seniores e in quello a squadre. Dopo la bella avventura europea in Russia, per gli atleti del “New Personal Best” di Chioggia è già cominciata la stagione agonistica con la partecipazione al Campionato Triveneto di Karate a Pordenone l’11 novembre 2018 e successivamente il 24 e 25 novembre il 5° Golden Cup a Roseto degli Abruzzi, competizione valevole per la qualificazione ai Campionati del Mondo 2019 in programma in Brasile. Eugenio Ferrarese
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#Politica
Maltempo: la montagna è in ginocchio, molti danni anche in pianura S
olo ora, dopo aver visto le foto del disastro, i boschi divelti, le frane in montagna e i livelli raggiunti dai fiumi, si può dare adito al fatto che poteva andare molto peggio e bene hanno fatto i nostri amministratori a lanciare per tempo un allarme nazionale, a chiudere le scuole e a consigliare a tutti prudenza massima. Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al Presidente Zaia dicendo di essere rimasto molto impressionato e addolorato dalle immagini della devastazione delle valli del Bellunese e di tante altre zone del Veneto. Esprimendo la propria vicinanza e solidarietà alla Regione e alle popolazioni colpite dalla violenza del maltempo, il Presidente Mattarella ha assicurato che seguirà personalmente la vicenda, affinché venga avviato rapidamente un piano di interventi per il recupero infrastrutturale, edilizio e ambientale ed evitare il fenomeno dello spopolamento delle valli montane. L’onda di maltempo che ha colpito il Veneto è stata la peggiore in Italia ed è stata definita “di eccellenza” dal Dipartimento nazionale con dati pluviometrici che sono stati i peggiori degli ultimi 100 anni. Peggio del ’66. L’assessore alla protezione civile e coordinatore dell’Unità di Crisi Gianpaolo Bottacin ha segnalato che il Piave ha toccato i 2500 mc. di acqua al secondo, il valore massimo che il fiume può accogliere. In alcune località sono stati sfiorati i 700 mm di pioggia. Ma tutti gli argini nei
giorni di emergenza sono stati monitorati dalle squadre della protezione civile regionale che hanno operato anche sugli altri fronti, soprattutto nel bellunese. Alle nostre si sono aggiunte anche quelle delle altre regioni, dell’ANA e delle esercito. La provincia di Belluno è certamente l’area più martoriata: 160 mila le utenze non alimentate dall’energia elettrica. Solo nella provincia di Belluno, nelle varie aree colpite sono stati impiegati oltre tremila volontari di protezione civile, a cui vanno ad aggiungersi centinaia Vigili del Fuoco. Qui sono intervenuti anche 110 uomini dell’Esercito e 520 del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Sono stati otto i paesi completamente isolati dove si arrivava solo a piedi. Sono state soccorse molte persone bloccate in auto e 400 persone sono state evacuate dalle loro case, di cui tuttora ancora 150 con case al momento completamente inagibili. Monitorate in modo speciale anche le frane del Tessina, della Busa del Cristo e del Rotolon. Ammontano invece a 497 i km di strade statali, provinciali e regionali chiuse, senza contare quelle comunali di cui mancano i dati in quanto i comuni, soprattutto i più colpiti, non sono ancora in grado di quantificare i danni sulla rete di loro competenza. Sono poi centinaia i metri di acquedotti divelti e centinaia di migliaia gli alberi totalmente rasi al suolo. In ginocchio anche l’Altopiano di Asiago. Ora, dice l’assessore regionale all’agricoltura
Zaia “Rinforzare gli argini ci ha salvato”
“A del Veneto, Giuseppe Pan, “sarà l’Agenzia regionale per i pagamenti in agricoltura, utilizzando anche droni e satelliti, a censire, con precisione scientifica, i danni subiti dai boschi di larici e abeti dell’Altopiano di Asiago. Le prime stime dicono che la tempesta di fine ottobre che si è abbattuta sul Veneto abbia lasciato a terra dai 300 ai 400 mila metri cubi di legname”. Il mal tempo e le eccezionali piene dei fiumi hanno causato forti disagi anche in Polesine. A seguito della piena del fiume Adige per diversi giorni è stato sospeso il servizio idrico e circa 75000 persone si sono trovate senza acqua potabile. E’ successo a Arquà Polesine (2691 abitanti), Bosaro (1467 abitanti), Ceregnano (3590 abitanti), Costa di Rovigo (2594 abitanti), Pontecchio Polesine (2213 abitanti), Rovigo (51625 abitanti), San Martino di Venezze (3930 abitanti), Villadose (5041 abitanti) e Villamarzana (1961abitanti). Germana Urbani
bbiamo cercato di gestire al meglio l’emergenza – ha detto Bottacin – e fa piace che attestati di stima in questo senso siano arrivati da più parti, come da Luigi D’Angelo della Protezione Civile nazionale e dal prof. Giuseppe Maschio componente della Commissione nazionale Grandi Rischi”. “Se non avessimo realizzato i lavori per il rafforzamento degli argini dei corsi d’acqua - ha sottolineato Luca Zaia - che nel 2010 avevano fatto registrare 32 sfondamenti arginali, il bilancio poteva essere molto più grave. Abbiamo salvato vite”. Per il consolidamento degli argini il Veneto ha speso 411 milioni e i risultati ora si vedono. Anche il capo della protezione civile nazionale Borrelli ha evidenziato l’importanza dei bacini di laminazione e ha confermato che si è trattato di un evento eccezionale a cui, però, si è arrivati preparati. “Bene ha fatto il Veneto – ha detto – a chiedere la mobilitazione in sede nazionale”. Dopo aver, Borrelli ha detto che occorre investire molto di più in prevenzione, operando scelte importanti, e intervenire anche sotto il profilo normativo per favorire la pulizia degli alvei dei corsi d’acqua.
Provvedimento speciale per salvare Venezia “L
a messa in sicurezza di Venezia e della laguna non può più attendere, i lavori del Mose vanno completati il prima possibile. Il Partito Democratico ha predisposto una Mozione per impegnare la Giunta in tal senso”. Così affermavano, all’indomani del nubifragio che ha colpito il Veneto, i consiglieri regionali del Partito Democratico Bruno Pigozzo, primo firmatario della Mozione, il Capogruppo Stefano Fracasso e la collega Francesca Zottis, sottoscrittori del provvedimento. “Il disastro provocato dal maltempo nei giorni scorsi – sottolineavano i consiglieri Democratici - ha riportato alla ribalta un problema che da troppo tempo attende una soluzione, quello della salvaguardia del patrimonio storico e ambientale di una città
unica al mondo. La Giunta si faccia parte attiva presso Governo e Parlamento affinché si sblocchi questo stallo”. “Come hanno ricordato sia il Primo Procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, sia Pierpaolo Campostrini, Procuratore di San Marco con delega ai Servizi tecnici – ricordano gli esponenti dei Democratici - per la seconda volta dal 2000, l’acqua della laguna è entrata nella Basilica, bagnando il pavimento a mosaico marmoreo, ha inondato completamente il Battistero e la Cappella Zen ed è arrivata quasi un metro sopra il pavimento mosaicato del Nartece. Non possiamo permettere la compromissione di un patrimonio inestimabile, soprattutto pensando che i mezzi per evitare tutto
ciò ci sarebbero. Senza dimenticare, poi, i danni provocati anche agli edifici privati e alle attività commerciali”. Quanto accaduto a Venezia ha spinto il consiglio regionale ad approvare nell’immediato un provvedimento che consente di riallocare rilevanti risorse finanziarie, a valere sui finanziamenti della Legge Speciale per Venezia, derivanti da economie delle spese accertate. “Si tratta di un grande risultato che consente di procedere sulla strada del risanamento della laguna, che resta una nostra priorità” ha evidenziato l’assessore regionale alla legge speciale per Venezia Roberto Marcato a seguito dell’approvazione in Consiglio del provvedimento che finanzia e rimodula un programma di interventi nell’ambito della Legge Speciale
per Venezia e della tutela del bacino scolante nella laguna, grazie alla riallocazione di risorse finanziarie. “Grazie a questa manovra - conclude Marcato – sarà possibile dar corso o completare un ampio pacchetto di azioni a cui corrispondono specifiche urgenze e aspettative e che, nel quadro delle politiche perseguite dall’Amministrazione regionale, intende indirizzare l’entroterra veneziano, Porto Marghera e l’area lagunare verso una ripresa all’insegna della sostenibilità ambientale e della riqualificazione territoriale”.
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Politica
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Economia
L’export regionale continua a salire
Serbia terra di opportunità per le imprese venete “Serbia, porta dei Balcani, nuove opportunità economiche per le imprese venete”, questo il titolo di un convegno di studi promosso dalla Regione del Veneto, dalla Camera di Commercio e dell’Industria di Serbia e da Unioncamere Veneto. Un focus su una parte d’Europa di grande interesse
“È
un buon momento per la promozione delle relazioni istituzionali, economiche e commerciali tra il Veneto e la Serbia – ha detto l’assessore regionale ai Fondi Ue, turismo, commercio estero e internazionalizzazione, Federico Caner –. La nostra Regione, infatti, intrattiene ottimi rapporti di amicizia e collaborazione con il Paese balcanico, rafforzatisi negli ultimi anni costantemente attraverso scambi di visite tra delegazioni istituzionali ai massimi livelli, a cominciare dalla visita dell’allora Primo Ministro e oggi Presidente della Repubblica di Serbia, Alexandar Vucic, a Palazzo Balbi nel dicembre 2016. La nostra intenzione è quella di sviluppare ulteriormente le collaborazioni tra le rispettive realtà produttive, che presentano molti aspetti complementari e hanno reciproco interesse alla crescita dei rapporti” “L’economia serba è al centro del mercato balcanico – ha sottolineato Branimir Stojanovic, Segretario di Stato del Ministero dell’Economia della Repubblica di Serbia – e nei primi sei mesi di quest’anno ha registrato un aumento delle esportazioni del 7,7%. La nostra macroeconomia è stabile, di grande interesse per gli investitori, una destinazione interessante dove le aziende possono crescere, che si propone a nuovi mercati anche forte di esperienze nel campo dell’innovazione di prodotti e di servizi”. “La possibilità di avviare nuovi
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accordi di libero scambio – ha aggiunto Milan Vranic, direttore in Italia della Camera di Commercio e Industria Serba – rappresenta un’opportunità per ridurre il rischio e i costi del business. L’obiettivo è quello di creare un nuovo modello di business più agile, che favorisca l’internazionalizzazione delle aziende italiane verso il mercato serbo, svilup-
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pando entrambe le economie”. “Tutto ciò – ha rilevato Caner – è oggi possibile grazie al periodo assolutamente positivo che la Serbia sta attraversando nell’evoluzione delle sue istituzioni, della sua posizione europea e internazionale, per la crescita economica e lo sviluppo complessivo della società. Questo Paese ha infrastrutture di buon
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livello, una forza lavoro formata e competente, stabilità politica, economica e sociale e presenta quindi tutte le condizioni perché le imprese venete, che già sono numerose in questa terra, possano incrementare la loro presenza e rafforzare le collaborazioni con quelle serbe e da qui muoversi più ampiamente in tutta l’area dei Balcani e verso l’est Europa”.
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ei primi sei mesi del 2018 le vendite estere delle imprese venete sono state pari a 31,6 miliardi di euro, facendo registrare un buon incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+3,3%, ossia 1 miliardo in più). I dati, forniti dal Sistema Statistico della Regione, fotografano una crescita anche del numero delle imprese nel secondo semestre del 2018 rispetto al primo (+0,4). Segnali positivi arrivano pure dal mercato del lavoro dove nel secondo trimestre 2018 il tasso di occupazione si attesta al 67,2%, in aumento rispetto al valore del primo trimestre (66,4%), mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,9 % contro il 7,0 % del primo trimestre. Il dato migliore è sicuramente quello relativo all’export, trainato dai settori della meccanica, della moda e dei metalli. Tra i mercati di destinazione, si conferma il sensibile aumento delle vendite verso la Germania, la Francia e la Spagna.
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Politica
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Anniversari Centenario Grande Guerra
“Veneto terra di pace” firmata la dichiarazione a Villa Giusti di Padova D
ove cent’anni fa fu firmato l’armistizio con cui si concluse la Grande Guerra la Regione del Veneto, il 3 novembre 2018, ha voluto sottoscrivere un documento che dichiara il Veneto “Terra di Pace” alla presenza di numerose autorità nonché del ministro per gli affari regionali e le autonomie, Erika Stefani. Si è data così concretezza alla Legge 35 che ha avuto come primo firmatario e relatore il consigliere del Pd Claudio Senigaglia ma votata da tutto il Consiglio Regionale. Si è trattato di una firma dal valore simbolico che ha ribadito però la forze consapevolezza di un popolo che rifiuta la guerra. La pace del 1918 fu firmata a Padova e oggi si mantiene salda su un prezioso documento d’archivio conservato in una teca, ma quelle stesse pagine ingiallite dal tempo, sulle quali è scritto uno dei momenti cruciali della storia del nostro Paese e del nostro continente, esattamente un secolo fa poggiavano sulla medesima tovaglia macchiata che ancor
oggi avvolge il tavolo rotondo attorno al quale uomini potenti sedettero per discutere le condizioni che portarono alla fine del primo drammatico, sanguinoso e inumano conflitto mondiale. Provoca emozione vedere da vicino l’originale di quel trattato, uscito per la prima volta dall’Archivio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, grazie alla collaborazione del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, proprio nel luogo dove fu firmato, il 3 novembre 1918, alle ore 18.39, nella sala del primo piano di Villa Giusti a Padova, rimasta praticamente la stessa di un secolo fa e chiamata da allora la “Sala dell’Armistizio”. Nel documento, firmato oggi dalle Università venete, dall’ANCI, dai Comuni capoluogo di Provincia e dalla Conferenza Episcopale Triveneto, e che sarà inviato agli Stati che hanno combattuto nella prima guerra mondiale, si “dichiara solennemente il Veneto ‘Terra di Pace’, per l’alto valore simbolico conferito al territo-
rio veneto dalle testimonianze storiche della Grande Guerra, che fu il primo conflitto di dimensioni mondiali, e fra i più atroci subiti dall’intera umanità”. “Una dichiarazione che vuole essere soprattutto un messaggio di convivenza tra i popoli, indirizzato a tutto il mondo, da tramandare alle future generazioni – ha spiegato l’assessore regionale alla cultura, Cristiano Corazzari – che nasce dalla sensibilità dell’intero Consiglio regionale del Veneto che con legge regionale dello scorso ottobre ne ha disposto l’adozione”. “Il ricordo della Grande Guerra è ancora presente e vivo nelle nostre genti e quel tragico conflitto ha lasciato nel Veneto segni indelebili – ha sottolineato l’assessore, dopo aver ringraziato tutti coloro i quali hanno reso possibile l’iniziativa che ha coinvolto numerosi Enti e Istituzioni –. I luoghi della memoria sono sparsi in tutto il territorio regionale e noi abbiamo cercato di recuperarli
e valorizzarli: i percorsi che abbiamo creato tra trincee, sacrari, monumenti, musei e altre testimonianze, consentono di comprendere le tragiche vicende di quel conflitto. Questo è il modo più corretto per ricordare la Grande Guerra: nel fango delle trincee si è formata la sofferta unità del nostro Paese e quell’immane sacrificio di vite umane ha fatto emergere valori, come quello della pace, che rappresentano un patrimonio inestimabile”. “Oggi ricordiamo una guerra ma parliamo di pace – ha evidenziato nell’intervento di chiusura il ministro Stefani –. La guerra viene spesso evocata attraverso episodi di eroismo, ma è soprattutto morte e distruzione e credo sia più giusto raccontarla senza retorica, per quello che davvero ha significato dal punto di vista umano vivere quel dramma. Non perdere la memoria significa non solo ricordare cos’è stato quel conflitto, ma riflettere sul valore della pace, come la Regione ha fatto”.
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Editoriale 11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative
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a ricorrenza è dovuta al ricordo di Martino, quando giovane soldato, 1700 anni fa, impietosito da un mendicante seminudo, esposto al freddo ed esaurito di forze, non esitò a tagliare a metà il suo mantello per porgerlo allo sciagurato. In quel momento l’aria si rasserenò e la temperatura da gelida divenne improvvisamente mite. Da qui l’“estate di San Martino”. Santo eletto al giorno d’oggi a patrono delle cure palliative, termine derivato da pallium (mantello), a significare un senso di copertura, di protezione, di difesa. Le cure palliative in quanto tali spesso vengono interpretate come un significato di abbandono, quando la malattia è in fase terminale e non esiste nessuna terapia efficace per contrastarla; rappresentano invece il significato di prendersi cura della persona nella sua globalità fisica, psichica e spirituale. E non sempre sono legate ad una fase di una terminalità prossima, ma anche a situazioni di cronicità, tanto che le cure palliative risultano appropriate in tutti gli stadi della malattia e non soltanto quando “non c’è più nulla da fare” come spesso vengono identificate.
La violenza anche se non si vede si sente Chiama: 800 814681 - 25 novembre giornata nazionale Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per nuovi progetti a pag 28
La novità per la chirurgia della cataratta, cos’è la Zepto-Cataratta? a pag 30
“Il mio paziente nascerà più in là”
a pag 30
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Violenza contro le donne: quasi un milione di euro per centri d’ascolto, case rifugio e nuovi progetti
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100, questo il numero delle vittime di violenza che solo lo scorso anno sono state accolte nei centri pubblici e privati della nostra Regione. I centri attendevano i finanziamenti da tempo e finalmente ora è in arrivo quasi un milione di euro di fondi pubblici destinati alle strutture che si occupano di prevenire e contrastare la violenza contro le donne e i loro figli. “Un terzo dei finanziamenti è destinato ad istituire nuove strutture – informa Manuela Lanzarin, assessore al sociale - per ampliare la rete delle 43 strutture attualmente attive in Veneto, tra centri antiviolenza e case rifugio. Circa il 10 per cento dei fondi è riservato invece a percorsi educativi nelle scuole, per sviluppare la conoscenza e l’educazione all’affettività e promuovere una cultura del rispetto della persona, anche in ottica di genere. Infine la parte più rilevante dei contributi nazionali, cioè oltre 600 mila euro, sono destinati a finanziare i centri antiviolenza e le case rifugio esistenti nel territorio veneto”. “I centri pubblici e privati del Veneto, che lo scorso anno hanno accolto oltre 3100 vittime di violenza, attendevano da tempo le risorse promesse – prosegue l’Assessore – Purtroppo i tempi di trasferimento alle Regioni dei 12,7 milioni stanziati dal Fondo nazionale di contrasto alla violenza contro le donne si sono pro-
tratti superando le aspettative. Ora, comunque, la Regione, grazie al lavoro di concertazione svolto con il Tavolo di coordinamento regionale, provvede a ripartire subito i contributi in arrivo”. Per nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio sono quindi disponibili 305.454 euro, metà dei quali destinati a finanziare nuovi sportelli sul territorio dei centri antiviolenza esistenti, in modo di migliorare la capillarità del servizio. Per dare continuità al lavoro e ai servizi dei 22 centri antiviolenza e delle 21 case rifugio attivi in Veneto sono disponibili rispettivamente 293.443 euro e 311.514 euro.
Infine 62 mila euro andranno a finanziare, a partire dal prossimo anno scolastico, ‘voucher’ educativi, cioè percorsi educativi tematici svolti da enti del terzo settore in collaborazione con dirigenti e docenti scolastici. Tra le iniziative educative in cantiere ci sarà anche un concorso rivolto agli studenti per sensibilizzare alle tematiche della parità di genere, dell’educazione all’affettività e del rispetto tra uomo e donna. Al milione del Fondo nazionale si aggiungono gli oltre 400 mila euro che la Regione Veneto ha destinato nel proprio bilancio 2018 alle iniziative per prevenire e contrastare la violenza di genere.
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L’editoriale
11 Novembre “Estate di San Martino”, giornata nazionale delle cure palliative Chiunque può ammalarsi di una malattia grave, e questo cambia la vita del malato e delle persone che gli sono vicine in tutte le sfaccettature della loro esistenza, comportando difficoltà psicologiche, sociali, ambientali, e spesso anche economiche. Nel concetto della medicina moderna la medicina curativa e la medicina palliativa tendono a complementarsi il più precocemente possibile, l’una per prolungare la sopravvivenza avendo come punto di attacco la malattia, l’altra per prendersi cura della persona nella sua globalità fisica e psichica, in particolar modo quando la cura della malattia non è più ritenuta possibile e non costituisce più l’obiettivo primario. L’ OMS definisce le cure palliative come cure che corrispondono a una condotta e un trattamento che dovrebbe migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro familiari in presenza di una grave malattia. Essa ottiene ciò ricercando attivamente e precocemente, rilevando ripetutamente e trattando adeguatamente i dolori ed i problemi fisici, psicosociali e spirituali. La stessa OMS ricorda in un documento dello scorso anno che la necessità delle cure palliative non è mai stata così grande, in relazione all’invecchiamento della popolazione e all’ aumento delle malattie croniche e degenerative. Le malattie purtroppo possono colpire a qualsiasi età e le cure palliative fanno parte sia della pediatria che della medicina degli adulti che della geriatria e rilevano nelle patologie più diverse: nei bambini e adulti con tumori, nelle patologie neurologiche gravi, nelle gravi malattie organiche, negli anziani con pluripatologie, nei malati psicologici, nelle persone in rianimazione, nei portatori di handicap. Con l’obiettivo di personalizzare e ottimizzare le cure secondo le esigenze di ciascuno, come un “pallium” su misura. L’accesso alle cure palliative in Italia è regolato dalla legge 38 del 2010 che all’art. 1 recita “la legge tutela il diritto dei cittadini ad accedere alle cure palliative” e questo obiettivo da poco tempo è rientrato anche nelle priorità delle Regioni. Ciò nonostante molto resta ancora da fare, innanzitutto per una cultura delle cure palliative (in Italia non fanno parte del percorso formativo del medico), poi per una organizzazione di rete multiprofessionale formata da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, fisiatri e fisioterapisti, psicologi, associazioni di volontariato. La Regione Veneto comunque è avanti nel progetto e da tempo è possibile poter curare al proprio domicilio, che rappresenta il luogo ideale per il malato, attraverso una adeguata presa in carico. La qual cosa è ancor più avvantaggiata per la disponibilità dei Medici di famiglia che si fanno carico dei problemi dei propri assistiti attivando l’intero percorso e costituendone il punto di riferimento; ancor più da quando la Regione Veneto aveva costituito le Medicine di gruppo Integrate, progetto che inspiegabilmente, a discapito degli ammalati, la Regione vuole abbandonare, stante le recenti disposizioni emanate. Disposizioni che ci auguriamo possano essere riviste, considerata la positiva esperienza di assistenza ai malati e al gradimento della popolazione.
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West Nile, in Veneto il confronto internazionale su presente e futuro Coletto: “Nel 2019 una disinfestazione larvicida e due adulticide. Coordinamento con altre regioni e revisione linee guida nazionali”
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l virus West Nile, trasmesso all’uomo dalla zanzara culex pipiens, ha tenuto in apprensione quest’estate pressochè tutto il nord Italia (Emilia Romagna e Veneto le Regioni più colpite), ma si è presentato in forma tanto massiccia quanto imprevista, in buona parte dell’Europa balcanica, in Portogallo, in Grecia e in Corsica. In Veneto ha colpito 257 persone, 64 in forma grave, neuroinvasiva, con 18 decessi. Si trattava di persone anziane, con gravi patologie pregresse o gravi deficit immunitari. In Emilia Romagna, invece, i casi accertati sono stati 253, con 21 decessi. Un fenomeno da studiare, per come si è palesato per la prima volta in maniera così estesa, e da mettere al centro di un’attenta programmazione per la prossima stagione estiva. Per questo, la Regione Veneto ha messo a confronto esperti del mondo scientifico, del Ministero della Salute, delle diverse Regioni interessate, delle Ullss, dell’Istituto Zooprofilattico
delle Venezie, della Regione portoghese di Madeira e della Contea rumena di Daly. “L’esperienza fatta dal Veneto e dall’Emilia Romagna – ha riconosciuto il Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Giovanni Rezza – è stata esemplare, per organizzazione e intensità d’azione. Ora sarebbe importante venisse diffusa a tutte le altre Regioni, perché non possiamo certamente escludere una ulteriore diffusione nel 2019 e vanno messe in atto tutte le possibili misure di monitoraggio e prevenzione”. A questo penserà un tavolo tecnico nazionale, condotto da Veneto ed Emilia Romagna, chiamato a elaborare nuove linee guida per aggiornare lo specifico Piano per tutto il territorio italiano; a creare un coordinamento interregionale che vada oltre quello già in atto tra le due Regioni padane ci penserà invece un tavolo tecnico attivato in seno alla Commissione Salute, che riunisce
Minori: 573 abusati o maltrattati lo scorso anno
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o scorso anno 573 bambini e ragazzi hanno vissuto situazioni di abuso sessuale o di grave maltrattamento: di questi, 328 erano bambine o ragazze. I minori vittime di abuso sessuale sono state 313; per altri 60 agli abusi sessuali si sommavano anche a gravi maltrattamenti; 181 denunciavano maltrattamenti, in famiglia o per fenomeni di bullismo; 19 gli autori di reato. Sono questi i dati del 2017 messi neri su bianco dalle cinque équipes territoriali del Veneto che si occupano di presa in carico di minori maltrattati, vittime o autori di abusi sessuali. Si tratta di equipe interprovinciali multidisciplinari coordinate dalla Regione Veneto che ha trasformato un progetto-pilota sperimentale in una struttura stabile e permanente, garantita dai livelli essenziali di assistenza sociale. “L’esperienza di questi anni conferma la necessità e la validità del servizio specialistico offerto dalle cinque équipes interprovinciali attive nelle Ulss di Padova, Venezia, Treviso, Vicenza, Verona a beneficio dell’intero territorio regionale – ha sottolineato l’assessore Lanzarin - Dei 573 minori presi in carico lo scorso anno, 423 sono stati nuovi accessi. Nei primi sei mesi di quest’anno i casi affrontati dalle cinque équipes sono stati 499, di cui 290 di primo
accesso. Anche questo è un indicatore della consistenza del fenomeno e del bisogno di attivare su scala regionale percorsi organizzati di ascolto, protezione, accompagnamento e terapia”. I 25 professionisti delle cinque équipes (psicologi-psicoterapeuti coadiuvati dalla consulenza di neuropsichiatri infantili e da altre figure tecniche come gli esperti di psicomotricità) lo scorso anno hanno incontrato e valutato 573 bambini e ragazzi che hanno vissuto situazioni di abuso sessuale o di grave maltrattamento: di questi, 328 erano bambine o ragazze. I minori vittime di abuso sessuale sono state 313; per altri 60 gli abusi sessuali si sommavano anche a gravi maltrattamenti; 181 denunciavano maltrattamenti, in famiglia o per fenomeni di bullismo; 19 gli autori di reato. Le prestazioni erogate sono state quasi 13 mila tra ascolto giudiziario (1480), consulenza (1897), valutazione diagnostica (5052) e presa in carico terapeutica (4376). “L’assistenza delle équipes – conclude l’assessore – multidisciplinari a bambini e ragazzi vittime o testimoni di violenze e/o maltrattamenti è un percorso garantito, qualificato ed efficace al quale servizi territoriali, autorità giudiziaria, famiglie e singoli possono accedere senza oneri”.
tutti gli assessori alla sanità delle Regioni italiane, e presieduto dalla dirigente della Prevenzione del Veneto, Francesca Russo. “Come Veneto – ha anticipato Luca Coletto, Assessore alla Sanità – stiamo già programmando le azioni per il prossimo anno, che potranno contare su un finanziamento base di 1,5 milioni di euro da dedicare principalmente al monitoraggio e alle iniziative di prevenzione, ma la questione va ben oltre la nostra Regione, per cui sarebbe opportuno valutare un intervento di sostegno nazionale. Posso comunque già anticipare – ha detto – che nel 2019 verrà realizzata un campagna larvicida a marzo, mirando a ridurre al minimo la schiusa delle larve. In estate, invece, ci saranno due campagne adulticide, i cui tempi saranno decisi dai tecnici sulla base dell’andamento della stagione e delle
indicazioni che arriveranno dalle trappole disseminate in tutte le aree a rischio. Dovremo fare i conti con le bizze del clima, per cui, oggi, non si può entrare maggiormente nei particolari, se non per annunciare che la campagna di monitoraggio che avrebbe dovuto chiudersi a ottobre è stata prolungata per tutto novembre, visto l’andamento ancora caldo e umido del clima. Da ottobre, comunque, le trappole non hanno rilevato nuove zanzare positive, né si sono registrati altri casi umani. Come Regione – ha aggiunto – stiamo creando un coordinamento a tutto campo che, partendo da una pianificazione regionale, coinvolgerà tutte le Ullss, gli ospedali per la parte diagnostica, i Comuni, i Consorzi di Bonifica, l‘Istituto Zooprofilattico delle Venezie e arriverà fino ai cittadini, i cui comportamenti preventivi,
come l’installazione di zanzariere, la manutenzione di giardini e caditoie, l’uso di repellenti cutanei, sono molto importanti, stante che il 70% del territorio si trova in proprietà private, dove il pubblico non può arrivare. Peraltro gli esperti garantiscono che una disinfestazione in un giardino con appositi pastiglioni non costa più di cinque euro a stagione”. Dal punto di vista statistico, il Bollettino West Nile Estate 2018, elaborato dalla Direzione Prevenzione, indica 257 casi accertati, ai quali aggiungere 98 casi probabili, 32 casi di positività in donatori di sangue, 21 casi di infezioni asintomatiche non classificate, per un totale di 408. 18 sono stati i decessi: 8 nel territorio dell’Ulss 6 Euganea, 5 nell’Ulss 5 Polesana, 2 nell’Ulss 3 Serenissima, 2 nell’Ulss 9 Scaligera, 1 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana.
Influenza, partita la campagna di vaccinazioni P
revedendo l’influenza in arrivo è partita anche la campagna antinfluenzale 2018-2019 gestita dalla Regione Veneto attraverso le Ullss territoriali e la rete dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta. “Sulla base dei dati epidemiologici – riferisce l’Assessore – abbiamo preventivato l’acquisto di 860 mila dosi, una quantità più che sufficiente per rispondere alle necessità, anche se l’auspicio sarebbe quello di doverne acquistare ancora, e non sarebbe un problema, per un’adesione al vaccino che sarebbe quanto mai importante fosse massiccia. Anche quest’anno – fa notare – avremo a che fare con un’epidemia piuttosto aggressiva, e per questo rivolgo un appello a tutti i cittadini perché scelgano di vaccinarsi. E’ importante per tutti, ma fondamentale per gli ultrasessantacinquenni in generale e per tutti coloro che soffrono di patologie a rischio come il diabete, le malattie immunitarie, cardiovascolari e respiratorie croniche. E’ infatti in queste categorie di persone che, annualmente, si verificano la maggioranza dei casi gravi, con complicazioni che portano al ricovero e purtroppo, a volte, anche a perdere la vita. L’anno scorso, per esempio, abbiamo registrato 124 ricoveri, con 64 casi gravi e 10 decessi. Si possono evitare, almeno in gran
parte – è l’appello di Coletto – e per farlo è sufficiente aderire al vaccino che, come ogni anno, è stato studiato e definito al massimo livello scientifico ed è assolutamente sicuro”. Le categorie a cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente sono molte, basta informarsi presso la propria Ulss. Tra questi, in particolare, ci sono donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza; soggetti di età pari o superiore a 65 anni; bambini
e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; ricoverati presso strutture per lungodegenti. La vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata a tutti gli operatori sanitari, in particolare a quelli che prestano assistenza a pazienti con maggior rischio di complicanze e che lavorano nei reparti a più elevato rischio di acquisizione e trasmissione dell’infezione, quali pronto soccorso, terapie intensive, oncologie, ematologie, cardiologie, chirurgie, residenze sanitarie assistenziali.
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La novità per la chirurgia della cataratta, cos’è la ZEPTO-CATARATTA? N
onostante la cataratta abbia raggiunto ormai una maturità chirurgica e tecnologica, la ricerca prosegue sempre ed affianca novità che migliorano le prospettive visive del paziente e la sicurezza dell’atto chirurgico. L’intervento di cataratta consiste nella sostituzione del cristallino naturale che si è opacizzato con il passare del tempo. Durante l’intervento viene conservato il contenitore del cristallino (Capsula) che viene solamente svuotato e per realizzare questo, viene creato un foro nella capsula anteriore del cristallino per poi entrare con uno speciale ago ad ultrasuoni ed aspirare il contenuto opaco (vedi immagini a fianco). È proprio l’apertura del cristallino il passaggio più delicato dell’intervento: noi dobbiamo infatti essere sicuri che il foro creato sia rotondo, centrato sulla pupilla, regolare e del diametro voluto. Purtroppo, manualmente non è sempre possibile rispettare queste condizioni. L’ultima novità in tal senso giunge dalla California e si chiama ZEPTO (dispositivo per la capsulotomia di precisione ad impulsi). Presso il centro Sekal Microchirurgia Rovigo abbiamo effettuato il primo intervento chirurgico in Italia con tale strumento. Zepto è un dispositivo chirurgico di ultima generazione che permette di effet-
tuare un’apertura rotonda e ma soprattutto resistente in soli 4 millisecondi. Infatti, a differenza del noto laser a femtosecondi, il taglio generato con lo Zepto è estremamente più resistente, garantendo un profilo di sicurezza maggiore per questo intervento chirurgico.
questo articolo sotto non è uscito per treviso ovest lo scorso mese, se dici lo riprendo visto che parla dell’ospedale di treviso tra l’altro
Immagine 1: Fasi chirurgiche dell’intervento convenzionale di cataratta
di avere un foro rotondo e centrale nel sacco capsulare, è quello di migliorare la stabilità del cristallino artificiale (o lente intraoculare) che verrà inserito, aumentando la sicurezza dell’intervento e la qualità della visione che ne risulta. Lo strumento è composto da Nitilon una lega metallica
di ultima generazione usato in ingegneria areonautica che sfrutta le qualità elastiche e conduttive di Nichel e Titanio. IL Nitilon permette dunque di trasmettere corrente alla punta dello strumento che vaporizzando le molecole di acqua crea un taglio netto e circolare della parte anteriore del cristallino. Non solo, ciò che è stato osservato è che il bordo di questo taglio è ispessito. Questo fa si che si riducano i rischi di eventuali complicanze intraoperatorie che possono penalizzare l’intervento chirurgico ed il risultato postopertatorio. L’avanzare delle nuove tecnologie regala piacevoli sorprese di giorno in giorno, è importante ricordare però che l’intervento di cataratta non deve essere in alcun modo sottovalutato ma affrontato con raziocinio e serietà.
articolo a 3 colonne, solo per l’edizione di treviso ovest
Immagine 2: Strumento Zepto all’interno dell’occhio, la punta circolare di tale strumento genera un taglio perfettamente circolare e resistente.
Lo strumento è stato creato per essere posizionato nella parte anteriore interna dell’occhio a contatto del cristallino (vedi immagine) mediante una piccola apertura di circa 2mm venendo inserito e sfilato una volta terminata la procedura. Il vantaggio
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Biopsia liquida, la nuova frontiera Un nuovo eliporto “Il per mio paziente nascerà più in là” l’ospedale di Treviso per monitorare il tumore
Il follow-up ostetrico del futuro è già presente in Poliambulatorio Delta Medica
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empre spesso, i servizi erogati per la ’ giàpiùoperativo il nuovo eliporto tutela del benessere della salute della ospedaliero (con egrande potenziale Donna e del Bambino rappresentano un inoperativo in più rispetto alle elisuperfici dicatore di qualità dell’interain offerta tradizionali, il secondo Italia disanitaqueria erogata tale sto tipo),alla checomunità. servirà laNell’ottica Cittadelladidella “concezione di salute”, la medicina Salute inmoderna costruzione. materno-fetale ricoprire un ruoL’ Eliportonon delpuò Ca’non Foncello di Treviso lo prioritario, l’unicoelisuperficie momento della sostituisceessendo la vecchia orvitamai di una cui “è possibile definire da donna qualchein settimana. La differenil benessere del paziente (mamma) za nei termini è dovutapresente a caratteristiche e del paziente nella futurorealizzazione, (feto)”. Per nei molteplici specifiche serviaspetti socio-economici, la maternità suzi complementari e nell’attività in ha grado bitodinegli ultimi anni notevoli cambiamenti, assicurare. Quello di Treviso è oggi in primis fra tutti l’essersi spostata dopo come il secondo eliporto ospedaliero evento nella “medio-tarda” età fertile. Tale quello di Campoformido in Friuli. tendenza, che anche non potrà Abilitato per ilche volocontinuare, notturno, induce nella coppia la pianificazione di un l’eliporto sorge nell’ampia area verso numero sempre inferiore di figli, spessotra rila tangenziale, compresa a distanza correndo a tecniche procreazione medicalgli spazi del polodilogistico e tecnologico mente assistita (e quando necessario anche e via Cittadella della Salute. E’ realizconzata utilizzo di gameti eterologhi), aumenta secondo le indicazioni dell’ENAC, potenzialmente rischi materni e fetalihangar (graviè dotato di i moderno e ampio danza rischio), ma al contempo incrementa cona pista di rullaggio e servizi logistici, esponenzialmente il desiderio/necessità di collegata direttamente al polo ospedapredizione benessere. Ecco che diventa liero. E’dioperativo in sostituzione della “normale” la richiesta della coppialadel ormai obsoleta elisuperficie cui“masarea simo” in terminiindiquella aspettativa salute, la di è compresa su cui èdiprevista predizione del rischio e diperdiagnosi rapide, costruzione del polo alta intensità veloci, esaustive ed accurate. Il Poliambudi cura della Cittadella della Salute. Il latorio Affidea Delta Medica in collaboranuovo eliporto è strettamente collegato zione Dr. Gizzo - Specialista conconla ilnuova sedeSalvatore della centrale opein Ginecologica ed Ostetricia – offe già da rativa del SUEM di prossima inauguraalcuni anniL’eliporto la possibilità allaè donna incinta zione. attuale una struttura di soddisfare, con minimo tempo di attesa e
costi contenuti, il desiderio di predizione di benessere suo del suo futuro nascituro. Ecco che, oltre alla routinaria visita ostetrica, è possibile nella stessa occasione effettuare l’ecografia ostetrica ad hoc per qualsiasi epoca gestazionale. L’ecografia ostetrica, oltra al battito cardiaco fetale e alla diagnosi di presentazione permette valutare il rischio moderna e al passo con di i tempi dell’atdi patologie cromosomiche già nel Inprimo tività dell’elisoccorso trevigiano. trimestre gravidanza genetica tutto l’annodiscorso, infatti,(ecografia ha registrato del interventi; primo trimestre). L’ecografia del secondo 546 dall’inizio di quest’anno come atrimestre, oggi sonomeglio stati conosciuta 459, segando unecografia aumorfologica, è ilNel massimo concentrato mento del 6,7%. 2017, gli interventidelle potenzialità dello studio sono ecografico: questa propriamente di soccorso stati 388 è l’epoca cui sitraumaha il miglior (72%), dei gestazionale quali 254 perineventi rapporto le dimensioni feto stesso e tici (65%)tra e 134 (35%) nondel traumatici. risoluzione dell’apparecchio, di eseI lavoli sono stati 142 in seguitoalafine inciguire stradali un’analisi denti (22morfostrutturale. su autostrada),Si45possono a investigare parametri incidenti sul estensivamente lavoro, 31 a incidenti do-della crescita33 e del benessere fetale, implementanmestici, incidenti sportivi o ricreativi. doInloprevalenza studio con la e valutazioglivisualizzazione interventi di soccordellaavvenuti vascolarizzazione fetale ed uterina. sonesono in provincia di Treviso Nellema successive di digravidanza (265) anche di settimane Venezia (76 cui 50 è possibile monitorare benessere sul litorale), Belluno il(9), Padova fetale (14), e di realizzare unoPordenone studio particolareggiato Vicenza (22), (2). Di questi,della struttura, valutarne con la 47 sono avvenuti in l’accrescimento, area montana (19 possibilità attraverso complesseoformule per incidenti con parapendio delta- matematiche di determinare una stima del peso plano). e Non dellasecondario, lunghezza fetale al momento sempre nel 2017, stesso è con buona approssimazione al parto. Le ile numero di trasferimenti ospedalieri pazienti cheVerso si rivolgono Poliambulatorio da Treviso. ospedalialdella Marca Affidea potranno usufruire sono statiDelta 89, 20Medica in provincia di Belluno, inoltre di test 37 di di screening 12 di Vicenza, Venezia.genetici non invasivi di 1° livello (Ultrascreen o meglio co-
nosciuto come Bi-Test) nonché del sempre Laura Bonanno presenta a Monaco i primi dati più diffuso e richiesto “Test del Dna Fetale dello[cfDNA]”. studio sul carcinoma polmonare circolante I testMagic basati sul cfDNA, in quanto analisi del DNA, sono test genetici no glistudio IOV eseguire di Padova fistrato sono correlate con una differente ria tutti effetti,dello potendo uno escrenanziato con la ad raccolta 5×1000 è sposta al trattamento. Se questi risultati si ening cromosomico elevatadelperformance degli operatori, presso usare il Poliambulatorio stato protagonista al Congresso europeo confermeranno, potremo un metodo gravidanza a rischio di poter essere seguite (altra sensibilità ed alta specificità) sia per le tise Medica è come possibile l’indagine di oncologia ESMO a Monacoquali di Baviera, non invasivo la estendere biopsia liquida per presso il Poliambulatorio Delta Medica in macromosomopatie più frequenti trisomia Delta bidimensionale con ricostruzioni evento che raccoglie oltre 20mila18specialipredire la risposta al trattamento e quindi niera completa e multidisciplinare completa 21 (sindrome di Down), trisomia (sindro- ecografica quadridimensionali sti il mondo. Si tratta dello studio – se necessarioe–anche per giungere a modifica- quello che è considerato “un moderno apmedadi tutto Edwards), trisomia 13 (sindrome di tridimensionali ovvero con una in modellazione soli- proccio” alla tutela della salute della mamma mono-istituzionale i cui eprimi dati (3D/4D), re il trattamento stesso modo precoce. Patau), aneuploidie MAGIC (monosomie trisomie) real-time. E’ ormai possibile spiare che nel e del futuro nascituro. Il ginecologo che si aggregati e comunicabili biopsy del as da Ed in anche per selezionare quei pazienti dei cromosomi sessuali (e(Liquid definizione recondito dei misteri: una vita portata in occupa di medicina materno fetale ha quindi tool monitor predict clinical benefit più potranno trarre un beneficio eccezionale sessotofetale) finoand all’estensione dell’indagine Inoltreeèche possibile il proprio from chemotherapy (CT) and immunothedalle terapie, quindivedere potrebbero es- l’insostituibile ruolo di presentare “step by alla ricerca delle microdelezioni più frequen- grembo. muoversi, toccare ilmeno proprio corpo, step” ai futuri genitori il loro figlio, così da aurapy in advanced lung bambino sere soggetti a trattamenti intensivi ti del(IT) genoma umano Non-small o all’interocell genoma Laura Bonanno comeduraturi, osservarea letutto espressioni deldella suo mentarne la consapevolezza durante la gravicancer (aNSCLC): a prospective study)il così o meno beneficio stesso (cariotipo digitale). Per tale motivo danza. controlli sono momento sono stati presentati Laura Bonanno qualità della vita quotidiana”. OpocherI routinari “L’importanza dellaun relazione Poliambulatorio Affideada Delta Medica offre corpo. E’ entrare in diretto contatto visi- in cui in cuidii Laura genitoriBonanno trovano rassicurazioni (Specialista in neoplasie Lopossibile studio, sviluppato nel 2017, ha preso all’ESMO sottolinea e alle pazienti interessate unapolmonari, consulenzaOntolui fino indovinarne somiglianze. risposte aiquindi molti l’altissima dubbi e domande. Per fonuna cologia in un’affollata sessione in con esame 161adpazienti delloleIOV con car- econferma utilità dei talmenteMedica gratuita2)con il Dr. Salvatore Gizzo vo tratta di un’ecografia particolarmente sofi- mamma, poter “vedere il bambino che porta orale nell’ambito delle neoplasie polmo- Si cinoma polmonare avanzato non a piccole di che i cittadini devolvono all’Istituto, che sia pre-test al fine di informare e coadiuvare vantaggi, eoltre tipotestato emotivo, saperedimostra che è sano che latraspagravinari. cellule I(aNSCLC) conche lorodi ha le in in grembo, questo modo in emodo la coppia nella scelta dell’indagine a loro più sticata. enormiprovenienti dal punto didalla vistabiopsia diagnostico procedendo bene”specifico significa essere “Si tratta uno IOV chei sono indicazioni liqui- danza rente sta ed efficace l’utilizzo di tali pertinente siadipost teststudio al finedello di elucidarne che nella nostra sedeèl’indagine analizza ruolo potenziale della biopsia da. Quest’ultima – che oggi una3D/4D delle rassicurata risorse”. sulla propria salute e su quella del risultati edil offrire, in caso di test positivo, un tant’è eseguito su richiesta gestante figlio. Tutto ciò si hapresenta un effettocon positivo liquida nonassistenziale solo per determinare le altefrontiere innovative e piùdella avanzate dellae proprio Lo studio MAGIC una continuum con eventuali altre viene tutti i ecasi in lotta cui il contro medicoleloneoplasie ritenga utile. influisce impronta sulla percezione ed il razioni delessere sangue, ricerca della – è generale marcata che ed efficace di multidiindagini genetiche necessarie. tumorali Il NIPT dove col- in possibilità per le di pazienti affette da buon andamento gravidanza stessa.nello ma anche per monitorare l’andamento nella pratica anche un prelievo sangue con cui sciplinarietà e didella lavoro collaborativo legato e preceduto da un accurato controllo La del carcinoma durante il tratecografico dopopolmonare l’XI settimana, effettuato da eseguire analisi molecolari particolarmen- stile ormai consolidato presso l’Istituto, tamento, sia chemioterapico immute importanti nei pazienti con carcinoma visto che ha coinvolto varie aree dello IOV operatori accreditati ed esperti che in indagine Dott. Gizzo di tessuto (Oncologia Medica 2 sotto la direzione di noterapico”, spiegato Laura Bonanno. nonSalvatore è possibile disporre ecografica delha primo trimestre. E’ infatti pos- quando Specialista in Ginecologia ed Ostetricia “Quello che con abbiamo registrato nello Pierfranco Conte; la Divisione Immunosibile eseguire il Dr. Gizzo Salvatore sia tumorale. Affi dea Uni X Poliambulatorio studio – ha prima continuato la stesso ricercatrice -è “La ricerca presentata all’ESMO è sta-- P.zza logiaG.e oncologia molecolare; l’Unità di alcuni giorni sia nello momento Dossetti,interamente 1 piano primo, Piove PD - e trials clinici), oltre ad alcuche è possibile utilizzare la cfDNA biopsial’ecograliquida ta finanziata con i fondi deldi Sacco Biostatistica del prelievo ematico per test tel. 049 - www.affi dea.it ni dipartimenti della Scuola di Medicina in brevitrimestre. rispettoGrazie all’inizio trat5×1000 dello 970 IOV”,8688 commenta il Direttofia tempi del primo alla del moderna tamento: le tecnologia variazioni presente che abbiamo regire scientifico dello IOV-IRCCS, Giuseppe dell’Università di Padova. ed avanzata e all’exper-
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Moravia, avanguardie ritrovate di Renato Malaman
A
vanguardia, anzi avanguardie. Moravia, cuore della Mitteleuropa, terra di avanguardie culturali, artistiche, sociali e industriali. Dopo la caduta del Muro di Berlino questa regione storica della Repubblica Ceca sembra aver riannodato i fili della storia, lacerati e poi strappati negli anni dell’occupazione prima nazista e poi sovietica. Un nome su tutti, quello di Tomáš Bat’a (sì, si scrive così, con l’apostrofo). Bat’a, per semplicità Bata, figlio di un calzolaio, a cavallo del XIX e XX secolo, si impose all’attenzione europea e poi mondiale per aver trasformato un’attività
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artigianale (avviata nel 1894 a Zlin) in un sistema industriale modello. Il tutto semplicemente per vedere coronato il proprio sogno di produrre scarpe belle per tutti, ovvero per tutte le tasche. Portando democraticamente la qualità alla portata di ogni famiglia. Simbolo dell’epopea produttiva di Tomaz Bat’a – e della sua forza innovativa - è il suo vasto stabilimento, città-fabbrica divenuta un’ icona dell’architettura industriale dell’epoca e oggi trasformata in un centro culturale con annesso museo della calzatura, spazi espositivi, bar, ristoranti. continua alla pag. seguente
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Moravia, avanguardie ritrovate
La regione ceca conserva simboli del pensiero architettonico funzionalista che negli anni ’30 rivoluzionò il modo di costruire e di concepire gli spazi abitativi e di lavoro a livello europeo. Massimi esempi di questo stile innovativo sono Villa Tugendhat a Brno e l’ex stabilimento Bata di Zlin di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
Dall’edificio 21, alto 77 metri, allora il grattacielo più alto d’Europa e sede dei futuristici uffici amministrativi, si ammira il cuore di questo impero industriale firmato da Vladimìr Karfik realizzato in rigoroso stile funzionalista, seguendo i canoni di un’urbanistica a misura di persona, con le case degli operai, l’albergo, il cinema, i servizi costruiti intorno alla fabbrica delle più famose (già allora) calzature del mondo. Un sogno interrotto dalla prematura scomparsa di Bat’a in un incidente aereo nel 1932 e dalla requisizione nazista del complesso, poi utilizzato per produrre calzature per gli internati dei lager tedeschi. Bat’a, industriale visionario, nel concepire il suo complesso trasse ispirazione da alcune visite in stabilimenti di scarpe americani agli inizi del secolo scorso. Il figlio illuminato del calzolaio di Zlin – a cui è dedicata anche l’Università locale concepì anche quell’opera ardita che è il Bat’a Canal, creato per sfruttare l’ecologica via d’acqua per il trasporto delle merci. Oggi la navigazione fluviale nel canale è anche un’attrazione turistica. La Zlin di Bat’a (che in epoca comunista venne ribattezzata Gottwaldov) fu anche sede degli studi dove Karel Zeman, maestro degli effetti speciali nel cinema, Palma d’oro a Cannes nel 1946 con il film “Il sogno di Natale”, tradusse in arte cinematografica la sua sconfinata fantasia. E prima che a Zlin quel visionario di Zeman lavorò a Brno. La summa del funzionalismo, sempre in Moravia, la troviamo proprio a Brno, a Villa Tugendhat, da pochi anni inserita nel Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco per il suo essere sentesi perfetta tra razionalità e gusto estetico. La progettò l’architetto Mies Van der Rohe su commis-
sione dell’industriale del tessile Alfred Löw Beer che volle farne dono alla figlia Greta in occasione delle nozze con Friz Tugendhat. Erano gli ultimi anni in cui Brno era la Manchester della Mitteleuropa. La villa sorge su una collina da cui si ammirano la fortezza dello Spielberg (chi non ricorda “Le mie prigioni” di Silvio Pellico) e le guglie della cattedrale. L’edificio stupisce per la pulizia delle sue linee architettoniche, per l’eleganza semplice delle sue strutture di acciaio, per le sue grandi vetrate che danno aria e luce a interni che anticipano
IN COPERTINA QUATTRO IMMAGINI DI VILLA TUGENDHAT A BRNO, UNO DEI MASSIMI SIMBOLI DEL FUNZIONALISMO (DALLA VETRATA DELLA FOTO GRANDE SI NOTA LA FORTEZZA DELLO SPIELBERG). NELLE FOTO SOTTO IL TITOLO L’EX STABILIMENTO BATA (ORA CENTRO CULTURALE E MUSEO) DI ZLIN, TOMAS BAT’A, IL MUSEO DELLA CALZATURA E UN DETTAGLIO DELL’UFFICIO DEL FONDATORE. A CENTRO PAGINA: DUE IMMAGINI DEL CENTRO TERMALE DI LUHACOVICE E TRE VEDUTE DI KROMERIZ
Anche il barocco ha lasciato tracce di grande valore artistico, soprattutto in piccoli centri come Kromerìz e Olomuc. Nell’elegante centro termale di Luhacovice rivive il fascino discreto delle Belle Epoque
gusti e stili dei decenni successivi, arricchiti da mobili su misura anch’essi di tendenza moderna. I Tugendhat si godettero la villa per pochi anni perché poi, in quanto ebrei, dovettero riparare in Svizzera e poi in Venezuela per sfuggire ai nazisti. Il luogo colpisce per la sua armonia e per la pace che riesce a trasmettere. Stupisce ancora oggi che il pensiero che originò il progetto risalga al 1928-30. La Moravia è scrigno anche di gioielli architettonici barocchi. La vicinanza con Vienna (a Brno il tedesco ai tempi dell’Impero era parlato quanto il ceco) produsse una contaminazione culturale forte. Il barocco, simbolo in arte della Controriforma, brilla in chiese e palazzi di Brno. Ma anche nelle altre città della regione, con espressioni di particolare bellezza a Olomuc e soprattutto a Kromĕřìz. Il Palazzo Vescovile, una delle più alte espressioni dello stile caro agli Asburgo, venne costruito alla fine della Guerra dei Trent’anni insieme ai suoi celebrati giardini. L’intero complesso gode della tutela Unesco dal 1998 e ha costituito
il set dove è stato girato il film “Amadeus”. Anche la bella cittadina termale di Luhačovice risplende di gusto barocco condito di atmosfere della Belle Epoque. Le sue 17 sorgenti curative, che si trovano nella riserva della biosfera dei Carpazi Bianchi, tutelata dall’Unesco, sono una meta molto cara ai moravi, resa molto attraente dall’opera di architetti di fama. La zona è famosa anche per le sue distillerie di Slivovica, il tipico liquore a base di prugna. La Jirinek organizza delle visite guidate che permettono di conoscere anche la storia di questo originalissimo prodotto, vanto della tradizione morava.
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Food & Drink DOPPIETTA ASIAGO DOP AI WORLD CHEESE AWARDS La specialità veneto-trentina al top dei formaggi mondiali Doppio riconoscimento ai World Cheese Awards, la più grande competizione al mondo dedicata ai formaggi, svoltasi quest’anno in Norvegia, per Asiago Dop Fresco, che conquista il prestigioso titolo “Super Gold” e Asiago Dop Stagionato Vecchio che si fregia del titolo Il riconoscimento internazionale conferma l’efficacia dell’azione dei caseifici e del Consorzio che credono in una produzione di alta qualità unita ad una valorizzazione basata sugli elementi unici e identitari del prodotto e ha portato, ai World Cheese Awards 2018, ad un doppio riconoscimento, sia per l’Asiago Fresco di 30 giorni che per l’Asiago
PANETTONE AL TORCOLATO: UN NUOVO PASTICCERE! La Cantina Maculan si prepara alle prossime feste natalizie con un nuovo Panettone al Torcolato. A realizzarlo per la prima volta sarà la Pasticceria Filippi di Zané, a pochi passi dalla sede dell’azienda, a Breganze (Vicenza). Prodotto sin dal Natale del 2000, il Panettone Maculan coniuga la fragranza della lievitazione naturale con i profumi del vino Torcolato, che si tuffa nella ricetta del Panettone classico attraverso la bagna con cui viene reidratata l’uvetta sultanina. Sono 46 le ore di lavorazione, a partire dalle 35 ore di lievitazione, a cui segue un’ora di cottura in forno e 10 di raffreddamento non condizionato. La lievitazione è rigorosamente naturale, con una pasta madre di più di quarant’anni, vanto della famiglia Filippi. La selezione degli ingredienti è attentissima: uvetta sultanina australiana 6 corone, latte di montagna consegnato in giornata, uova di galline allevate a terra, miele biologico dei Colli Euganei, Vaniglia del Madagascar. E naturalmente il Torcolato, vino passito prodotto con uva autoctona di varietà Vespaiola unicamente sulle colline di Breganze. Per ogni chilo di Panettone vengono usati 50 ml di vino Torcolato con cui viene reidratata l’uvetta attraverso una bagna che dura almeno quattro giorni. Gli aromi del Torcolato restano così imprigionati nell’uvetta e rimangono intatti anche dopo il passaggio nelle alte temperature del forno. Per la preparazione del Panettone è stata scelta l’annata 2013, frutto di un’estate calda che ha regalato un Torcolato ricco e profumato, perfetto sia nell’impasto che come accompagnamento goloso.
Stagionato Vecchio di 13 mesi. I World Cheese Awards sono la più prestigiosa competizione annuale che ha visto, nell’edizione 2018, sfidarsi 3500 formaggi giudicati da una giuria internazionale composta da 230 esperti provenienti da 29 nazioni diverse. “I World Cheese Awards – afferma Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, - sono un’ottima vetrina per mostrare il livello raggiunto dalla nostra produzione casearia e, allo stesso tempo, un evento capace di puntare i riflettori su un territorio richiamando visitatori appassionati di formaggio nel nostro Paese.
Quest’anno, la presenza crescente dei nostri soci e l’ottimo risultato ottenuto lancia un positivo messaggio di fiducia verso il futuro della specialità”. In attesa di ospitare, per la prima volta nella sua storia, l’edizione 2019 dei World Cheese Awards in Italia, il paese europeo col maggior numero di Dop casearie, ben cinquanta, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago prosegue la sua attività di divulgazione del valore della produzione d’origine di qualità e della sua ricca varietà di specialità che vanno dall’Asiago Fresco, all’Asiago Stagionato nelle tre stagionature: Mezzano, Vecchio e
Stravecchio e vedono valorizzare le sfumature di produzioni di Asiago biologico, Prodotto della Montagna, Asiago prodotto da latte di
vacche di razza bruna o burlina capaci di incontrare sempre più l’apprezzamento dei consumatori italiani ed esteri.
TOP OF VINI ALTO ADIGE
Consorzio Vini Alto Adige si prepara al prossimo appuntamento dedicato alle eccellenze enologiche locali, che sarà questa volta poco distante da casa. Il 30 novembre: dalle 14 alle 21, il Kurhaus di Merano ospiterà Top of Vini Alto Adige, la vetrina delle etichette altoatesine che si sono aggiudicate i riconoscimenti più prestigiosi nelle edizioni 2019 delle principali guide del vino nazionali. Saranno più di un centinaio i vini protagonisti. Un’occasione imperdibile per degustare il meglio della produzione enologica altoatesina, così come l’hanno vista e recensita i più importanti nomi della critica del vino nazionale. “Con Top of Vini Alto Adige offriremo a wine lover e operatori del settore una chiave di lettura differente” commenta Eduard Bernhart, direttore del Consorzio. “Si tratta di un appuntamento ormai consolidato della nostra agenda annuale, in cui è possibile scoprire in un’unica cornice le etichette premiate dalla critica. Il fatto che questo evento abbia luogo sul territorio non è casuale: ci piace pensare che Top of Vini Alto Adige possa rappresentare un punto di partenza per chi desiderasse approfondire e ampliare, con visite dirette alle aziende di interesse, la propria personale panoramica delle cantine e dei vini locali” ha concluso.
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Villa del Conte, incontri su Dante Dal 25 novembre fino a marzo 2019
O Trebaseleghe teatro, la Divina Commedia di Colangeli Auditorium comunale - 22 dicembre
“E
quindi uscimmo a riveder le Stelle...”. Giorgio Colangeli recita Dante. Per l’esattezza i primi sei canti del Purgatorio. Un evento eccezionale dal titolo evocativo, tra luce e stelle, proprio in periodo natalizio. La serata si colloca all’interno del calendario dedicato alle Festività Natalizie del Comune di Trebaseleghe. L’appuntamento è il 22 dicembre. Colangeli reciterà a memoria alcuni Canti della Divina Commedia di Dante accompagnato dal suono melodioso di chitarra. Uno spettacolo più che adatto allo spirito del Natale organizzato dall’associazione culturale “Bottega dell’Arte”.
Piove di Sacco, in mostra le opere di Davide Paglia Piove di Sacco - dal 24 novembre al 9 dicembre
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avide Paglia, artista milanese, utilizza una tecnica insolita di pittura: usa la carta fotografica come base per esprimere le sue emozioni. L’effetto è travolgente, trovando nella gestualità istintiva la miglior forma di interpretazione personale. “Energie Esplosive” è il titolo della mostra che sarà esposta a Piove di Sacco dal 24 novembre al 9 dicembre prossimo presso il Centro d’Arte e Cultura.
gni lunedì dunque, a Villa del Conte si parlerà in terzine con gli incontri che, iniziati il 5 novembre, proseguiranno fino a lunedì 25 marzo 2019, nella biblioteca comunale dalle ore 20.30. Verranno affrontate numerose tematiche a partire dalla lettura delle 3 cantiche: Dante Politico, confronto con Virgilio e la letteratura del ‘900, il rapporto con Firenze, Chiesa e Impero, la figura di Beatrice, Ulisse confrontato con Primo Levi sono solo alcune degli spunti che emergeranno.
Camposampiero, la rassegna sulla Grande Guerra Dal 25 novembre fino a marzo 2019
Padova, Alberto Bortolozzi racconta... Galleria Cavour - fino al 13 gennaio
“L
’eredità dello sguardo”, esposizione di Alberto Bortoluzzi, aperta fino al 13 gennaio in Galleria Cavour a Padova, propone un confronto tra tre generazioni di pittori padovani riuniti sotto l’egida del paesaggio veneto. Nel solco di una pittura classica e rigorosa, Alberto Bortoluzzi, trentenne artista padovano, trova però la sua cifra stilistica personale e ci consegna una visione assolutamente contemporanea del paesaggio. In mostra una trentina di opere di varie dimensioni dell’artista Alberto Bortoluzzi; sono inoltre proposte opere di Millo Bortoluzzi senior, bisnonno dell’artista e dello zio, Millo Bortoluzzi junior, che fu anche maestro di Alberto.
Limena, “Parliamo di donne” Teatro Falcone e Borsellino 23 novembre
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enerdì 23 novembre nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21 il Teatro Insieme presenta lo spettacolo “Parliamo di donne” testi tratti da Franca Rame e Dario Fo e la regia di Tonia Avellano e Andrea Nao. Cinque divertenti atti unici che mettono in scena il ruolo della donna in tutte le sue condizioni.Per info www.ilcast.it.
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artedì 20 novembre, alle 20.45, nella chiesa della Madonna della Salute, in piazza Castello si terrà il Concerto Festa della Madonna della Salute. L’Ensemble amici di A. Vivaldi eseguirà musiche di G. Caccini, A. Vivaldi, F. Schubert, a cura dell’Agimus, sezione Camposampiero. Venerdì 23 novembre invece, alle 16, presso la Biblioteca, il Gruppo di lettura discuterà sul romanzo La casa dei Krull di George Simenon. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, fissata per domenica 25 novembre alle 17, in sala Filarmonica, piazza Vittoria si terrà la presentazione del libro “La Malastriscia, Sonetti Dark sui Femminicidi”, di Adriana Ferrarini. Voce recitante sarà Mariuccia Rostellato. La chiusura della rassegna è stata fissata per giovedì 29 novembre con i Giochi in Biblioteca, dalle 15 alle 18 e con la Serata CAI, in programma in sala Filarmonica, alle 20.45, dedicata al reportage di viaggio. Maurizio Oviglia alpinista e scrittore presenterà il film “Blu Trad”, scalate sulle ripide scogliere di calcare di Capo Pecora in Sardegna.
Limena, Venerdì a teatro Teatro Falcone e Borsellino 30 novembre
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l 30 novembre nella Sala Teatro Falcone e Borsellino alle 21 La Maschera Teatro rappresenta la brillante commedia “Saponette & Baobab” di Poutcho e la regia di Andrea de Manincor e il 7 dicembre “Il Prigioniero della Seconda Strada” di Neil Simon e la regia di Renzo Pagliaroto, della Compagnia Non solo Note.
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Treviso, Herstory is Ourstory
Treviso, Quartetto di Venezia in concerto
Spazi Bomben della Fondazione Benetton - 25 novembre
Domenica 9 dicembre
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n occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, domenica 25 novembre alle ore 18, negli spazi Bomben, sarà inaugurata Herstory is Ourstory, la mostra che raccoglie i 140 lavori realizzati dagli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane coinvolti in un progetto di sensibilizzazione contro cybercrime e violenza di genere. Herstory is Ourstory – La violenza di genere e il femminicidio ma anche il confronto fra sfera pubblico-privato, le libertà di espressione delle donne, la pornografia e il gender gap, sono stati i soggetti interpretati con maggiore intensità e frequenza nei lavori dei ragazzi delle Accademie di Belle Arti che, da tutta Italia, hanno accolto l’invito di Imago Mundi: la realizzazione di un’opera 10 per 12 centimetri per indagare e soprattutto riflettere sui reati e gli abusi commessi online. Le piccole tele di sorprendente forza evocativa ed emotiva e qualità critica, iconografica e compositiva – disegni, pitture, collage, bassorilievi, fotografie, persino un’opera sonora, tutti nella consueta dimensione delle opere delle collezioni Imago Mundi – saranno esposte negli spazi Bomben della Fondazione Benetton sino a domenica 6 gennaio 2019.
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omenica 9 dicembre alle ore 18:00 presso la chiesa di San Teonisto, il concerto conclusivo del ciclo dedicato alla storia del quartetto. L’esecuzione prevede una delle pagine più celebri del catalogo di Franz Joseph Haydn, il famoso Quartetto in Do maggiore op.76 n.3, conosciuto come Imperatore. Ultimo grande omaggio al genere del quartetto di cui Haydn viene considerato giustamente il padre, fu composto nel 1796 a Vienna e deve il suo nome all’utilizzo nel Poco Adagio della melodia dell’inno austriaco Gott erhalte den Kaiser composto da Haydn stesso su testo di Lorenz Hascka ed eseguito per la prima volta il 12 febbraio 1797, in occasione del compleanno dell’Imperatore. La composizione di Haydn, forse la più elaborata e complessa del ciclo di questi ultimi sei quartetti op. 76 del periodo viennese del compositore, si colloca come un caposaldo del genere, quasi una quintessenza della forma realizzata proprio da colui che con le sue composizioni ha contribuito, lungo il corso della storia della musica, allo sviluppo proprio della forma del quartetto. Il Quartetto veneziano eseguirà la Serena Italiana di Hugo Wolf, scritta nel maggio del 1887, si ispira direttamente, per il suo carattere disteso e sereno, alla tradizione dei movimenti lenti e moderati della forma. Lo stesso Max Reger riconosceva la grandezza di questa pagina, tanto da profetizzarne un naturale riconoscimento di successo da parte del pubblico e degli esecutori.
Riese Pio X, Cortometraggi sulla Pedemontana Mercoledì 5 dicembre
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l cantiere della Superstrada Pedemontana Veneta attraversa le province di Vicenza e Treviso. Quasi 95 chilometri di asfalto stanno per coprire migliaia di ettari di campagna in 36 comuni, tra cui quello di Riese Pio X. Oltre a provocare effetti di carattere viabilistico e ambientale, la realizzazione dell’opera incide anche su tante storie private. I tre cortometraggi, presentati mercoledì 5 dicembre 2018, ore 21:00, che compongono la trilogia Asfalto, raccontano altrettante storie personali legate al passaggio della nuova infrastruttura sul territorio trevigiano, tralasciando gli aspetti economici e ambientali per concentrarsi, per una volta, su quelli definibili come i suoi “costi umani”, raramente presi in considerazione, a partire dal rapporto reciso tra le persone, protagoniste del documentario, e i luoghi che hanno fatto da scenario alle loro esistenze. Intervengono alla serata il regista, Dimitri Feltrin, il sindaco di Riese Pio X, Matteo Guidolin, e l’ideatore del progetto, Dario Antonini (collettivo Fotosocial).
Treviso: Da Tiziano a Van Dyck: il volto del 500 50 opere, 50 storie, 50 emozioni per rivivere il fascino del ‘500.
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a Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” è la mostra in corso a Casa dei Carraresi fino al 3 febbraio 2019. Ospitata da Fondazione Cassamarca, l’esposizione è organizzata da ARTIKA ed è curata da Ettore Merkel. “Da Tiziano a Van Dyck. Il volto del ‘500” attinge integralmente a una delle maggiori collezioni private del Veneto, quella creata già a partire dal secondo dopoguerra da Giuseppe Alessandra. I dipinti qui selezionati propongono un affascinante percorso che dal Rinascimento giunge al Manierismo fino a lambire i confini del Barocco. La suddivisione delle opere mira a mettere in risalto l’evoluzione della pittura veneta a partire dalla tradizione belliniana e dalla rivoluzione giorgionesca, per illustrare la maniera delle grandi botte-
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ghe rinascimentali e manieriste, come quelle di Tiziano e dei Bassano, fino ad arrivare alle nuove espressioni seicentesche.
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Tartine al radicchio
Carciofi ripieni
Ingredienti: 2 fette di pane a cassetta - 1 spicchio d’aglio - 1 C di crema di radicchio. Preparazione: tagliare le fette di pane in 4 parti e formare dei rombi; farli tostare, passare con lo spicchio d’aglio e spalmarvi la crema di radicchio.
Ingredienti: 4 carciofi - 50 g di fontina (o altro formaggio morbido) - 1 spicchio d’aglio - 1 C di pane grattugiato - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di maggiorana - 1 manciata di prezzemolo - olio e sale q. b.
Pasticcio al radicchio Ingredienti: 400 g di radicchio di Treviso 400 g di cipolla - sale e olio q. b. - 100 g di parmigiano - 2 uova - 1 pallina di spinaci lessati della misura di una noce - 300 g di farina. Per la besciamella: 2 C di olio - 2 C circa di farina - ½ L di brodo vegetale. Preparazione: tritare una cipolla e due spicchi d’aglio, metterli in una padella antiaderente spennellata d’olio. Tagliare il radicchio, lavato e scolato, a listarelle abbastanza sottili, aggiungerlo alla cipolla e all’aglio e far saltare il tutto scoperto. Sbucciare e tagliare la cipolla a fettine molto sottili e, in un’altra padella oliata, farla rosolare bene. Preparare la sfoglia, impastando le uova con la farina e gli spinaci, lavorare bene, lasciare riposare coperta con una ciotola per almeno un quarto d’ora, quindi tirare i pezzi di pasta e formare delle tagliatelle della misura della teglia da forno che si userà. Passare ora alla preparazione della besciamella vegetale. In un pentolino mettere l’olio e mescolando unire la farina; quando questa avrà assorbito tutto l’olio, aggiungere il brodo vegetale fino ad ottenere una crema morbida. Procedere alla formazione del pasticcio. In una teglia da forno mettere uno strato di tagliatelle, uno strato di cipolla, spalmare con la besciamella, cospargere di parmigiano grattugiato, quindi stendere un altro strato di sfoglia, disporvi sopra il radicchio, la besciamella e il parmigiano. Procedere in questo modo fino ad esaurimento degli ingredienti o al completamento della teglia. Coprire il tutto con un ultimo strato di tagliatella e far cuocere in forno medio per circa 40 minuti.
Preparazione: togliere ai carciofi le foglie esterne, scavare la peluria interna e lavarli in acqua acidulata con il limone. Tagliare il formaggio a dadini molto piccoli, mescolarlo con il pane grattugiato e le erbe aromatiche. Con questo composto, riempire le “ciotoline” di carciofo. Porli in una teglia antiaderente, mettere un po’ d’acqua sul fondo, coprire e far cuocere una ventina di minuti. Dopo questo tempo scoprire e portare a termine la cottura. Deve rimanere un sughetto denso.
CENTRO ITTICO
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Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
Oroscopo
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l’
Ariete Lasciate perdere obiettivi ambiziosi in cui non vi riconoscete più: non sarà una sconfitta ma un’evoluzione
Toro Verificate ogni dettaglio e prendete una decisione ricordando che la famiglia è sempre il porto sicuro a cui tornare
Novembre Le giornate si fanno corte e la luce che manca potrebbe pesare sull’umore ma le stelle ci assistono e non ci mancherà la loro luce
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Bilancia Vi basteranno piccoli sacrifici per arrivare alla forma desiderata e al benessere di cui sentite l’esigenza: forza!
Scorpione Siete in sintonia con la natura e vorreste fare di più per chi vi circonda. E’ il momento giusto di provare
Gemelli
Sagittario
E’ tempo di buttare tutto ciò che non serve e far ordine in casa senza dimenticare di sognare ad occhi aperti
Uscite dai vostri percorsi abituali, potreste davvero sorprendervi ma fate attenzione: tenete al riparo i sentimenti
Cancro
Capricorno
E’ in arrivo per voi nuova luce che porterà con sé gioie inaspettate. Vantaggi nelle amicizie e nella vita di coppia
Non mescolate l’amicizia con le questioni economiche. Per il resto regalatevi cose colorate, ne avete un gran bisogno
Leone
Acquario
Prima di voltare pagina dovrete fare i conti con il vostro passato. Il distacco può far male ma è curativo
Dovrete mantenere l’equilibrio tra gli impegni lavorativi e famigliari e le vostre aspirazioni: usate creatività
Vergine
Pesci
Ricordate che ogni difficoltà è meglio affrontarla con un sorriso. Su messaggi poco chiari affidatevi al buon senso
Avrete bisogno di spazio per riflettere, fidatevi di un’amicizia importante e della vostra voglia di imparare
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