Sport p.18
on-line:
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Salute p.27
L’Europa resiste,
GIUGNO 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.81
Cultura p.17
SCUDO ma deve cambiare
di Chioggia
Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
Dal punto di vista politico, il dato più signifi-
Professionisti cativo non è la crescita del fronte sovranista, che del Risarcimento siGermana afferma in Italia, di Mozzato
in Francia, in Polonia e Un-
gheria, Repubblica e Slovacchia ma non Via Cristoforo Colombo, Ceca 42 · Sottomarina di Chioggia (VE) Tel. 041 490 774 · info@scudoinfortunistica.it sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato
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ELEZIONI EUROPEE
Anche a Chioggia SCOPRI DI PIÙ si afferma a pag. 6 la Lega 35 TURISMO INCLUSIVO
La consegna ufficiale delle 13 carrozzine da mare CLODIENSE DELL’ANNO
Intervista esclusiva ad Andrea Tornielli A 70 ANNI DALLA MORTE
Una mostra per ricordare Aldo e Dino Ballarin IL PERSONAGGIO
Silvia Zennaro e la sua passione per la vela
più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. servizi Sapranno alle pagg 4, 6 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.
Nuove schede ospedaliere, potenziato il territorio di Chioggia Il direttore generale ha presentato i contenuti. Sono previsti 21 posti letto in più e il nuovo Servizio di Procreazione medicalmente assistita
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Anche a Chioggia SCOPRI DI PIÙ si afferma a pag. 6 la Lega 35
più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. servizi Sapranno alle pagg 4, 6 dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.
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Europee, la Lega vince alla grande anche a Chioggia E
Il Movimento 5 Stelle riesce comunque a mantenere il secondo posto con il 15,48 per cento
Dal punto di vista politico, il dato più significativo non è la crescita del fronte sovranista, che si afferma in Italia, in Francia, in Polonia e Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia ma non sfonda in Olanda e arretra in Germania. Il dato più importante è rappresentato dal fatto che le due grandi famiglie politiche del continente, i popolari e i socialisti, non sono più gli arbitri del parlamento. Nel 2009 avevano ottenuto assieme 470 dei 766 seggi, nel 2014 erano scesi a 412 su 751, quest’anno per la prima volta con 332 europarlamentari sono lontani dalla maggioranza. Se gli euroscettici resteranno comunque all’opposizione, insomma, il futuro governo dell’Europa non potrà fare a meno di altri gruppi: i liberaldemocratici, ad esempio, oppure i verdi che sono i grandi vincitori di questa tornata grazie soprattutto al voto giovanile. Sapranno dare quell’energia, quella forza innovativa di cui l’Europa ha disperatamente bisogno? Forse il messaggio che tanti elettori hanno mandato è proprio questo: crediamo ancora nell’Unione europea, ma vogliamo che cambi. Altrimenti la prossima volta guarderemo ancora più in là… E l’Italia? Una cosa è certa: siamo stati i campioni del voto euroscettico, Salvini e Marine Le Pen sono le star della destra radicale, ma rischiamo ora una dolorosa emarginazione. Perché in Europa stare nella famiglia politica giusta conta, eccome. Lo ha spiegato bene il premier ungherese Orban a Salvini, rifiutandosi dopo tanti comizi insieme di unire le forze in un unico gruppo. Così quella della Lega rischia di essere una vittoria di Pirro: primi, ma fuori dei giochi e guardati di traverso. La lettera con cui la Commissione europea ha richiamato l’Italia al rispetto degli impegni presi sui conti pubblici è il primo segnale che la tregua elettorale è finita. Speriamo di non dover pagare un prezzo troppo alto.
lezioni europee, la Lega fa l’en plein anche a Chioggia e porta a casa 11.099 voti, pari al 50,52 per cento delle preferenze. Un successo significativo che supera la media provinciale che si attesta invece sul 45,9 per cento. Salvini ottiene anche a Chioggia un successo personale e risulta con 3.561 preferenze il più votato, a seguire Rosanna Conte con 521 voti e Mara Bizzotto 383 voti. Rispetto al trend nazionale nel comune lagunare il Movimento 5 Stelle riesce comunque a mantenere la seconda posizione. Conquista il 15,48 per cento dei consensi superando la media provinciale dell’11,5 per cento dei voti. Candiello (111 voti), Zullo (107) e Dal Cin (79) i più votati. • SERRAMENTI IN ALLUMINIO-PVC Il Pd raccoglie 2892 voti, in percentuale il 13,16 per • PORTE PER INTERNI cento dei consensi. Calenda porta a casa 709 voti, la • PORTE BLINDATE Moretti 368 e Variati 193. Forza Italia a Chioggia • TENDE DA SOLE • ZANZARIERE incassa l’8,23 per cento dei voti, Berlusconi ne in• TAPPARELLE • VENEZIANE • VETRI cassa 646, 230 la Toffanin e 208 Valerio Zoggia. • PARATIE ACQUA ALTA Fratelli d’Italia incassa il 6 per cento con Giorgia Germana Urbani >direttore@givemotions.it< • RIPARAZIONI E MANUTENZIONI Meloni che raccoglie 402 preferenze. Europa Verde raggiunge l’1,74 per cento, + Europa l’1,6 per cento, he non sarebbero state elezioni come tutte le La Sinistra lo 0,87 per cento. Rivenditore Autorizzato altre si sapeva, e non solo per via della Brexit. Per quanto riguarda l’affluenza ai seggi, a Chioggia sono andati a votare il 54,92 per cento degliChe il “fronte europeista” avrebbe retto molti lo probabile, ma senza grandi entusiassi@gmail.com · cell. 338 3991390 aventi diritto, 5 punti percentuli in meno rispettodavano permilani.infi smi. al dato provinciale. Preventivi e sopralluoghi GRATUITI Alla fine il voto non ha prodotto terremoti: ha indicato però chiaramente che stiamo vivendo un cambio di stagione, e non soltanto in Italia. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:
MILANI INFISSI
L’Europa resiste, ma deve cambiare
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di Chioggia
Borgo San Giovanni di Chioggia (Ve) n. 1165 (di fronte alle Poste)
recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Chioggia, Sottomarina e Sant’Anna per un numero complessivo di 15.066 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Chiuso in redazione il 7 giugno 2019
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Chioggia
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Sanità Le nuove schede ospedaliere
“Privilegiati i bisogni attuali dei cittadini” L’assessore Lanzarin illustra i criteri della nuova programmazione. Zaia: “Trovato un equilibrio tra tutte le necessità”
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o scorso 14 maggio la Giunta regionale del Veneto ha approvato in via definitiva le nuove schede ospedaliere; di fatto ridisegnando la dotazione di posti letto, reparti e primariati secondo quanto previsto dal Piano Sociosanitario 2019-2023. I Primari, che guideranno altrettanti Reparti, saranno 772 ed il sistema ospedaliero regionale potrà contare su un totale di 17.990 posti letto (129 in più rispetto il precedente quinquennio). Saranno 14.901 i posti letto riservati a pazienti “acuti”, 3.089 per la riabilitazione. A questi, si
aggiungono 2013 posti letto in “strutture intermedie”, cioè quelle pensate per assistere i pazienti nella fase compresa tra l’acuzie e il rientro a casa. Come riferito dal Governatore del Veneto Luca Zaia, le scelte della Regione sono state dettate da “reali necessità della gente, dall’evoluzione delle condizioni di salute generali, dallo sviluppo delle tecnologie, dall’applicazione della normativa nazionale non valicabile, dalle indicazioni e i suggerimenti arrivati dalla Quinta Commissione e dalle esigenze e aspirazioni espresse dai terri-
Il governatore regionale Luca Zaia e l’assessore alla Sanità del Veneto Manuela Lanzarin
tori”. Con la nuova dotazione di posti letto, prende forma e sostanza il Piano Socio Sanitario Regionale, nato con l’obiettivo di far crescere per i prossimi 5 anni il già ottimo livello attuale. L’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, ha puntualizzato che le scelte nelle nuove dotazioni di posti letto hanno “tenuto conto di fattori generali fondamentali come l’aumento delle cronicità e dell’aspettativa di vita, il calo generalizzato in tutta Italia del-
la natalità, l’ingresso di tecniche chirurgiche innovative che hanno diminuito fortemente l’invasività di molti interventi e, di conseguenza, la durata dei ricoveri,e i paletti posti dal DM 70/2015”. “E’ inoltre significativo – aggiunge – il dato di fatto che vede aumentate tutte le dotazioni assegnate per le aree medica, chirurgica, di terapia intensiva, materno infantile e riabilitativa rispetto al tasso di occupazione medio degli ultimi 5 anni, il che significa che nessuno che ne ab-
bia bisogno resterà senza il posto letto”. “Mi aspetto una grande efficacia – conclude l’assessore – anche dalla nuova organizzazione per le post acuzie e la riabilitazione, con i reparti di riabilitazione funzionale che sostituiranno progressivamente le lungodegenze, ma senza sospendere il servizio e l’assistenza nemmeno per un giorno, e con una valida dotazione dei posti letto nelle strutture intermedie”. Luca Rapacciulo
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ESSEBI ECOLOGIA è concessionario autorizzato KOBAK per il noleggio di bagni chimici, ideali per essere collocati nei cantieri e durante eventi, amanifestazioni, mercati, sagre e in tutti quei luoghi sprovvisti di servizi igienici. ESSEBI ECOLOGIA offre un servizio completo, dalla consegna al ritiro, agli interventi di pulizia periodici. I bagni chimici KOBAK sono eco-sostenibili e brevettati, con elevati standard sanitari di fun-
zionalità e sicurezza, nel pieno rispetto delle norme igieniche ed ambientali (UNI EN 16 194). I bagni chimici KOBAK hanno un design accattivante e una vasta scelta di colori e grafiche, che li rendono adatti per ogni occasione. Grazie alle ruote integrate nella scocca monolitica, possono essere spostati e posizionati su qualsiasi superficie, la consegna avviene con automezzi attrezzati, senza l’uso delle deformanti cinghie.
ono attivi in centro storico a Chioggia i servizi igienici, nella calle retrostante alla Torre dell’orologio di Sant’Andrea (Campo Sant’Andrea). I bagni pubblici sono accessibili anche alle persone con disabilità e gli ingressi sono automatizzati: basta inserire 50 centesimi di euro nella gettoniera e il gettone poi erogato inserirlo nella colonnina dedicata (le colonnine sono due, poste a fianco delle rispettive porte di accesso per donne e uomini). Il servizio di pulizia e di prelievo delle monete sarà gestito dalla società partecipata del Comune SST. “Abbiamo restituito dopo anni un servizio ai cittadini e ai turisti che si trovano in centro storico – commenta l’assessore ai Lavori pubblici Alessandra Penzo – il manufatto è stato ristrutturato sia internamente, con i rivestimenti e l’impiantistica, che esternamente, con la pulizia delle pietre facciavista imbrattate dai vandali. È attiva una telecamera di sorveglianza e presto sarà posta anche la necessaria segnaletica da Corso del popolo”.
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Chioggia
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Ulss 3 Nuove schede ospedaliere: il direttore generale Dal Ben presenta i contenuti
59 posti letto in più per l’area ospedaliera e153 per le strutture intermedie L
o scorso 15 maggio 2019 i noramica generale sull’assegnaDirettori generali delle Ulss zione dei posti letto nell’Ulss hanno spiegato quale evoluzio- 3 Serenissima, precisando che ne comporta l’approvazione sono previsti 2213 posti letto, un delle nuove schede ospedaliere, aumento di ben 59 unità rispetdocumento integrante del nuo- to ad oggi. Di questi 2213 posti, vo Piano Socio Sanitario Regio1681 sono pubblici, mentre 532 nale 2019-2023. sono privati convenzionati. Il Direttore generale Ulss 3 L’aumento dei posti letto è Serenissima, Giuseppe Dal Ben, previsto nell’area chirurgica ha evidenziato come le nuove e della riabilitazione, mentre schede recepiscono la classifi- diminuiranno quelli dell’area cazione degli ospedali prevista materno-infantile (scelta legadal Decreto ministeriale n.70, ta alla analisi demografica che confermano nella Ulss 3 Sere- evidenzia una diminuzione delnissima Ospedale di Mestre, le nascite, basti pensare che a struttura ospedaliera di secondo Dolo c’è un tasso di occupaziolivello, mentre Venezia, Dolo, ne nella Ginecologia e Ostetricia Mirano e Chioggia come strut- del 33%). ture ospedaliere Sono previsti di primo livello. inoltre 266 posti Potenziati Il dg ha spiegato letto di strutture quali siano le scelintermedie (ovsoprattutto te che hanno ridivero 153 in più i territori di segnato la sanità rispetto alla siveneta. Dolo, Mirano e tuazione attuale). “Le nuove scheI posti letto delle Chioggia con de ospedaliere strutture interposti letto e ha detto - hanno medie previsti a tenuto conto delnuove apicalità gestione diretta la evoluzione deUlss 3, evidenziamografica (meno no 139 posti letto nascite e aumento della popo- (118 in più): 100 assegnati all’ lazione anziana) ed epidemiolo- Ospedale di Comunità, 24 di gica (più malati cronici e fragili). Unità Riabilitativa Territoriale e Vanno lette pari passo col nuo- 15 di Hospice. Previsti inoltre 97 vo Piano Socio Sanitario dove, posti per le apicalità. rispetto al passato, viene accorEntrando nello specifico nel ciato il percorso tra ospedale e Distretto di Chioggia sono preterritorio: gli ospedali, con le visti 183 posti letto. Particolare cure sanitarie, non sono realtà attenzione è stata data all’area a sé stanti, ma vanno considera- riabilitativa, che conquista una ti insieme alle cure intermedie, apicalità, e l’introduzione del alle cure territoriali e alle cure nuovo Servizio di Procreazione residenziali. Infine, il confronto medicalmente assistita. A questi con la situazione precedente va posti letto ospedalieri vanno agfatta tenendo conto della nuogiunti anche quelli delle struttuva programmazione con quanto re intermedie: 20 di Ospedale di effettivamente è presente negli Comunità e 5 di Hospice. ospedali”. Luca Rapacciuolo Dal Ben ha presentato una pa-
Attivato il protocollo Eras a Chioggia per il rapido recupero dopo interventi al colon retto e allo stomaco
“B
uona sanità” a Chioggia: dall’inizio del 2019 è stato attivato il protocollo Eras (acronimo di “Enhanced Recovery After Surgery”), uno specifico “percorso” perioperatorio applicato principalmente nel trattamento delle malattie dello stomaco e del colon retto. “E’ un percorso di cura perioperatoria multiprofessionale, - spiega il primario di Chirurgia, dottor Salvatore Ramuscello (in foto) - che stanno adottando molte chirurgie, che mette davvero al centro il paziente, permettendogli di riprendere in tempi più rapidi le proprie funzionalità e l’autonomia (rivolto soprattutto agli anziani). Il protocollo coinvolge le differenti professionalità a contatto con il paziente. Oltre ai chirurghi partecipano gli anestesisti, infermieri, operatori socio sanitari (Oss), i nutrizionisti, i fisioterapisti e gli enterostomisti. Nello specifico Eras prevede la collaborazione attiva del paziente e, se possibile, dei suoi familiari”. Prima dell’intervento è necessario che il paziente si prepari adeguatamente attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata, l’interruzione del fumo, lo svolgimento di attività fisica (anche leggera). Nell’imminenza dell’operazione ci sarà dunque un gruppo di professionisti che indicherà le azioni da compiere e che seguirà il paziente prima e dopo l’intervento. Rispetto all’organizzazione tradizionale, nel protocollo Eras il paziente che
deve sottoporsi ad un intervento chirurgico viene accolto in Chirurgia alcune settimane prima con lo scopo di far conoscere il luogo del ricovero e i professionisti che lo avranno in cura, riducendo quindi lo stress psico-fisico. Viene effettuata una valutazione dello stato nutrizionale e fisico per migliorare, ove necessario, i parametri funzionali di riferimento. Un paziente adeguatamente preparato, con uno stato nutrizionale accettabile e con uno stato fisico/respiratorio migliorato, riduce il rischio di complicanze polmonari e infettive post operatorie, migliorandone il comfort. Particolare attenzione viene poi attribuita al controllo del dolore, alla mobilizzazione precoce e alla ripresa dell’alimentazione già a poche ore dall’intervento. Il percorso multidimensionale non si evade solo durante il ricovero ma prevede un accompagnamento verso la ripresa delle normali attività quotidiane. “Con l’adozione di questo protocollo, - ha espresso la propria soddisfazione il direttore generale dell’Ulss 3 Giuseppe Dal Ben - la nostra Chirurgia mette in atto una serie di accorgimenti che tiene conto del paziente e delle sue peculiarità, dimostratisi validi soprattutto per quelli anziani e fragili, dove l’allettamento prolungato non aiuta nella guarigione e nel recupero della propria autonomia”.
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Chioggia
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Sottomarina, spiaggia sempre più sociale e inclusiva con le 13 carrozzine da mare La consegna ufficiale è avvenuta lo scorso 14 aprile presso la sede Ascot. L’umanizzazione dei servizi qualifica ulteriormente il litorale
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l Comune di Chioggia lo scorso dicembre ha acquistato 13 carrozzine da mare grazie al finanziamento regionale di 12 mila euro relativo al progetto “Turismo Sociale e inclusivo nelle spiagge Venete”, che favorisce il turismo sociale di persone con disabilità sul litorale della regione del Veneto. La consegna delle carrozzine è stata ufficializzata il 14 aprile scorso presso la sede Ascot di Sottomarina. Presenti alla cerimonia il sindaco, il presidente del consiglio comunale, l’assessore alle Politiche sociali e sussidiarietà, il direttore dei Servizi Socio-Sanitari dell’Azienda Ulss 3 Serenissima Gianfranco Pozzobon, il presidente di Ascot Giorgio Bellemo, il presidente dell’Associazione
Gebis-Segear Fabrizio Boscolo Nale, il presidente dell’Asa Giuliano Boscolo Cegion, il direttore ufficio della pastorale della salute della Diocesi di Chioggia don Simone Doria, alcuni titolari degli stabilimenti del litorale ed alcune associazioni di volontariato del territorio. Il sindaco Alessandro Ferro, ha ringraziato le Aziende Ulss 3 “Serenissima”, Ulss 4 “Veneto Orientale” e Ulss 5 “Polesana” per il contributo erogato. “Mi piace ricordare - ha aggiunto - che il nostro litorale ha da poco conseguito, per il sesto anno di fila, la bandiera blu, un ulteriore traguardo per la nostra città che sta al passo con le altre località di mare. Inoltre a Roma è stato firmato ufficialmente il
SCUDO
La carrozzina da mare, nella foto a destra Boscolo Nale, Pozzobon, Ferro, Cavazzana, Bellemo, Baldin, Bullo, Frizziero alla cerimonia ufficiale di consegna
protocollo del g20 delle spiagge e Chioggia entra per merito tra le località più rappresentative per presenze a livello nazionale”. Soddisfazione è stata espressa anche dall’ assessore alle Politiche sociali e sussidiarietà Luciano Frizziero. “L’accoglienza e l’umanizzazione nei servizi erogati può qualificare ancor di più il nostro litorale, è un valore aggiunto”. Il direttore dei Servizi SocioSanitari dell’Ulss 3 Serenissima, Gianfranco Pozzobon aggiunge: “Quest’anno - ha aggiunto il di-
rettore dei Servizi Socio-Sanitari dell’Ulss 3 Serenissima, Gianfranco Pozzobon - il progetto di turismo sociale, che è al terzo anno, prevede un ulteriore sviluppo, con la possibilità di ospitalità per massimo di 50 giorni persone con disabilità che possono contemporaneamente usufruire di un tirocinio lavorativo in una struttura del territorio delle tre Ulss”. Si è unito ai ringraziamenti il presidente dell’Associazione Gebis-Segear Fabrizio Boscolo Nale, che ha sottolineato come
questo evento debba essere solo il punto di partenza di un lungo percorso. Giorgio Bellemo, presidente di Ascot., ha ricordato come già nel 2008 Chioggia abbia iniziato, grazie allo stimolo di alcune associazioni, ad offrire servizi per persone con disabilità. “Mi sta molto a cuore - ha detto - pensare alla bandiera lilla (per la “certificazione” dei comuni con una predisposizione all’accessibilità) che sarà un prossimo obiettivo”. Luca Rapacciuolo
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Chioggia
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Sicurezza Non sono armi e hanno finalità difensiva
Nuovi strumenti di autotutela per la Polizia locale La Polizia locale si dota di nuovi strumenti difensivi di autotutela. La Giunta comunale, nella seduta dello scorso 14 maggio 2019, ha infatti approvato una delibera di modifica del “Regolamento comunale del corpo di Polizia locale” che consentirà al personale della Polizia locale di avere in dotazione nuovo strumenti difensivi di autotutela. Tra questi la “Mazzetta di segnalazione” e lo “Spray antiaggressione OC a base di acqua con erogazione a getto balistico”. Non sono materiale di armamento, ma hanno scopi esclusivamente difensivi e dissuasivi.
locale Marco Veronese - che tali strumenti oltre a tutelare maggiormente gli agenti, sono una garanzia anche per i cittadini in quanto pur essendo privi di effetti lesivi, assicurano una maggiore efficacia delle attività della
Polizia aumentando il grado di sicurezza per la cittadinanza”. “Ricordo infine – conclude l’assessore - che l’assegnazione degli strumenti non sarà casuale, sarà fatta solo ed esclusivamente a chi effettuerà un apposito
corso di addestramento all’uso, alla formazione relativamente ai presupposti normativi che legittimino l’eventuale utilizzo di tali strumenti e che supereranno una specifica verifica”.
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Giovanni Giovetti
Il nuovo questore Maurizio Masciopinto in visita a Chioggia Il sindaco Alessandro Ferro ha incontrato lo scorso 15 maggio in Municipio il nuovo questore di Venezia Maurizio Masciopinto. Il primo cittadino, assieme al presidente del Consiglio comunale, una rappresentanza della Giunta e al Comandante della Polizia Locale Michele Tiozzo, hanno augurato al nuovo questore buon lavoro per il suo nuovo incarico a nome della città. “Abbiamo avuto modo di accennare alcuni temi importanti per Chioggia – ha commentato il sindaco – come la sicurezza del territorio, il coordinamento
Da sempre sinonimo di affidabilità, come testimoniano le diverse centinaia di clienti, Ecoclima ha sempre rivolto la propria attenzione al raggiungimento di un servizio puntuale e soddisfacente. La filosofia della Società esige che ogni impianto sia realizzato con professionalità e competenza, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. Il sindaco Alessandro Ferro e l’assessore alla Polizia locale Marco Veronese
“Abbiamo ritenuto necessario dotare gli agenti di Polizia locale di strumenti ulteriori di dissuasione e difesa – ha commentato il sindaco Alessandro Ferro – per rendere più sicure ed efficaci le attività quotidiane del personale sul territorio”. Questi strumenti non sono classificati infatti come arma, bensì mezzi di autotutela. “Va sottolineato - è il commento dell’assessore alla Polizia
In anni recenti, Ecoclima ha deciso di allargare la propria offerta di prodotti e servizi ai settori dell’Energia Elettrica, del Fotovoltaico, dell’Efficientamento Energetico e del Pellets con proposte dedicate e personalizzabili.
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tra forze dell’ordine e il trasferimento del Commissariato della Polizia nella Cittadella della Giustizia (sede ex tribunale di Chioggia). Ci confronteremo ancora con il questore per dare corso quanto prima a questa progettualità”. L.R.
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Chioggia
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Andrea Tornielli è il Clodiense dell’anno I
l giornalista Andrea Tornielli, autore di libri sulla storia della Chiesa e sugli ultimi pontefici, direttore editoriale del Dicastero della Comunicazione della Santa Sede, è il “Clodiense dell’anno 2018”. Domenica 19 maggio all’Auditorium comunale S. Nicolò si è svolta la cerimonia di premiazione della quinta edizione del “Clodiense dell’anno” alla presenza dei rappresentanti delle autorità religiose e civili. La professoressa Stefania Lando, presidente del premio, nel ringraziare i componenti del Comitato e la Banca Patavina per il suo sostegno, ha ricordato lo scomparso monsignor Dino De Antoni, oggi sostituito da monsignor Francesco Zenna nel Comitato giudicante. Questa edizione ha registrato circa 150 segnalazioni valutate dal Comitato che ha poi scelto i 5 finalisti: Erminio Boscolo Bibi, insegnante e dirigente in pensione, ma che ha anche fatto parte dell’amministrazione della città, tra i fondatori della rivista Chioggia e presidente del Comita-
to Forte San Felice; Andrea Chinaglia, musicista che collabora con l’orchestra del Friuli, con tournee in Italia e all’estero, direttore della Corale di Parma e direttore a Losanna, scelto dal Maestro Muti come collaboratore nella direzione d’orchestra; Lorenzo Lodici, giovane studente universitario, Campione Italiano di scacchi nel 2018 e con una intensa attività scacchistica nazionale e internazionale; Andrea Segre, regista di film e documentari e che a Chioggia organizza il Festival laguna Sud; infine Andrea Tornielli, poi vincitore di questa edizione. A tutti i finalisti è stato consegnato un diploma di benemerenza La premiazione, inserita quest’anno all’interno del programma del Festival della Comunicazione, organizzato dalla Diocesi di Chioggia, attraverso la Fondazione “Santi Felice e Fortunato”, sul tema “Le belle notizie: dal virtuale al reale”, è stata intervallata dalle musiche del giovane compositore e pianista Alex Bacci, anch’egli finalista in una prece-
Andrea Tornielli e gli altri premiati della quinta edizione
dente edizione. E proprio per dare spazio e rilevanza a quanti operano nel territorio e che hanno in vario modo contribuito allo sviluppo della Città di Chioggia e della sua immagine complessiva sono stati consegnati dei riconoscimenti anche a Antonia Varagnolo, Arena Artis, per l’impegno a offrire opportunità artistiche per i giovani; Francisco Merli Panteghini, Amico Giardiniere, per la sua opera a favore dell’ambiente; Silvia Pagan, Andos, per il supporto alle donne operate; Andrea Boscolo Cappon, AVIS, l’associazione dei
donatori di sangue da 60 anni presente a Chioggia; Rosella Tiozzo, Banda Cittadina, per l’impegno con il Maestro Loris Tiozzo per la diffusione della cultura musicale; Stefano Boscolo Cucco per le innovazioni metodologiche nei dragaggi; Stefano Umberto Penzo, Circolo Nautico, per l’educazione e la formazione alla vela; Antonio Duse per l’Accademia; Pippo Zaccaria ed il suo impegno per il Kenia; Laura Doria per il suo interesse per i beni cittadini; Guidina Borella Lando, presidente del gruppo Poeti Città di Chioggia, per la diffusione della poesia; Sandro
Nordio, Palio della Marciliana, che lavora da 30 anni per la città; Renzo Marchesan, Gruppo Orologio di Sant’Andrea, per l’opera di conoscenza storiografica e divulgativa; Marco Donadi, Pro Loco Chioggia per la promozione del territorio; e Matteo Tonello, “Tutta la Romea minuto per minuto”, per la divulgazione di informazioni attraverso i social. Andrea Tornielli nel ricevere il Leon d’oro opera dell’artista Dino Memmo ha dedicato il premio “Clodiense dell’anno 2018” ai genitori e al suo ex-parroco don Sergio Chiereghin. Eugenio Ferrarese
Tornielli: “Chioggia ha contribuito a farmi crescere” La nostra intervista al giornalista, scrittore di origini chioggiotte che ha vinto la quinta edizione del premio. “Dedico questo riconoscimento - ha detto - a mio padre e a don Sergio Chiereghin, il mio parroco”
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bbiamo rivolto alcune domande al vincitore del pre-
mio. Un commento su questo premio “locale”. “Sarà “locale” ma per me è importantissimo, perché la vita mi ha insegnato l’importanza delle radici, dell’identità, del legame con una storia, con le persone, con un territorio, con una cultura e un modo di vivere. Nonostante nella mia vita abbia finora viaggiato molto e attualmente io viva durante la settimana a Roma e nel fine settimana a Roma, Chioggia resta la “mia” città”. Lei si divide tra Milano, Roma e Chioggia. Immagino viaggi molto anche all’estero. Ha la percezione che il mondo di oggi viaggi a una velocità diversa di quanto vediamo e viviamo in Italia? “Il mondo viaggia a molte velocità, dipende dai Paesi, dalle situazioni, dalle professioni delle persone. Ci sono aspetti affascinanti nei quali ci si imbatte in altre parti del mondo. La bellezza che abbiamo in Italia però è qualcosa di unico, anche se non facciamo
abbastanza per valorizzarla. Non è poi detto che tutto ciò che vediamo come tendenza all’estero sia qualcosa di buono anche se per qualcuno è inevitabile: l’ipertecnologia esasperata che rischia di inghiottirci, l’individualismo che caratterizza alcune società del cosiddetto primo mondo, sono fenomeni ai quali è importante resistere per costruire società basate sulle relazioni umane, l’ascolto, la condivisione, la socialità”. Giornalista, scrittore e ora Direttore Editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede. Scrivere è più semplice o “difficile” rispetto a qualche anno fa? “Ora scrivo molto meno rispetto a sei mesi fa. Per me scrivere non è mai stato difficile e non ho mai sofferto della sindrome del foglio bianco, mi è sempre venuto naturale. Ma certamente - e credo questo fosse il senso della domanda - ora ho una responsabilità molto maggiore sulle spalle e dunque ogni parola e ogni avverbio vanno calibrati e soppesati molto più di prima”.
Il mondo della Chiesa sembra vivere oggi un momento di “avvicinamento” a forme di espressione più moderne, giovani. C’è il rischio di “allontanarsi” dall’obiettivo, diciamo “snaturare” la sacralità della Chiesa Cattolica? “La Chiesa è per sua natura missionaria. Il cristianesimo è Dio che si incarna e si abbassa fino alla morte di croce per salvarci, redimerci, innalzarci verso di Lui. La Chiesa esiste per avvicinarsi agli uomini e alle donne di oggi, in qualunque situazione essi si trovino. La Chiesa per sua natura, in ogni epoca in cui si trova a vivere, ripensa i suoi linguaggi e le sue modalità espressive per annun-
ciare il Vangelo che ha ricevuto in dono ma che non possiede come una proprietà. Ovviamente ciò non vuol dire annacquare il suo messaggio o inventare slogan, o ancora credere di essere “smart” perché padroneggia i social media”. C’è un momento, una persona o un incontro che ritiene fondamentale nel percorso di crescita professionale che sta vivendo? “Sono profondamente grato ai miei genitori, che non ci sono più e sarebbero stati orgogliosamente in prima fila alla premiazione, per avermi insegnato - anzi testimoniato con la loro vita - che cosa significhi amarsi tra marito e moglie nella salute e nella malattia, e volersi bene fino alla fine. Sono grato a loro per aver fatto crescere me e mio fratello in un ambiente familiare allegro, dove si è sempre riso e scherzato tanto e dove mio padre ci insegnava che ciò che conta nella vita è cercare di fare bene il proprio lavoro, essere disponibili ad aiutare gli altri, vivere la semplicità della fede cristiana e soprattutto non credersi mai im-
portanti. Il vero segreto per una vita piena e felice nonostante le inevitabili difficoltà è non prendersi mai troppo sul serio e saper tenere a bada il proprio ego. Spero che da lassù mi aiuti ad imitarlo. Una terza figura che ho ricordato alla premiazione dedicandogli il premio insieme ai miei genitori è quella del mio parroco di San Martino a Sottomarina, don Sergio Chiereghin, anche lui scomparso di recente: un esempio di prete totalmente dedito al suo gregge, che ci ha insegnato la fede cristiana e la vita cristiana”. Chioggia e i suoi abitanti hanno riconosciuto in lei un contributo alla crescita della città e della sua immagine complessiva. Vuole dedicare un saluto ai nostri lettori? “Li ringrazio innanzitutto per essere arrivati fin qui nella lettura e dunque per la loro pazienza. Non credo di aver contribuito alla crescita di Chioggia o alla sua immagine. Sono certo invece che Chioggia ha contribuito a far crescere me. Grazie!” Luca Rapacciuolo
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Chioggia
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Territorio Disinfestazione e consigli
Zanzare e il virus west nile, partita la campagna di prevenzione Con l’aumento delle temperature e l’arrivo dell’estate inizia la proliferazione delle zanzare, problema medico sanitario non trascurabile, considerato che questo insetto è un vettore di malattie infettive. Tra le infezioni più importanti dovute dalla puntura della zanzara abbiamo imparato a conoscere la “febbre del Nilo” (West Nile). Da più di dieci anni il virus è presente in Veneto e anche lo scorso anno è tornato a preoccupare. Anche il Comune di Chioggia, come da indicazioni del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità e delle direttive della Regione Veneto, ha avviato una disinfestazione ordinaria per far fronte a tale problema. Il vicesindaco e assessore all’Ambiente Marco Veronese ha confermato che l’attività di prevenzione coinvolge caditoie e fossati con l’inserimento nell’acqua di pastiglie contro le larve di zanzara. Tra le novità tecnologiche l’ufficio ambiente si è dotato anche di un drone adatto a sganciare le pastiglie negli acquitrini. Verso la fine di maggio è iniziato il trattamento notturno tramite nebulizzazione di insetticidi, a basso impatto ambientale, sulla vegetazione. In aggiunta l’assessore alle Politiche Sociali Luciano Frizziero, componente del tavolo intersettoriale aziendale dell’Ulss 3 sulle malattie trasmesse da vettori, ha sensibilizzato privati, aziende e cittadini affinché un contributo civile possa garantire un adegua-
to piano di prevenzione. Tra i consigli contenuti nelle informative della Regione del Veneto da segnalare: eliminare gli oggetti che si possono riempire di acqua, tipo vasi e sottovasi; tenere liberi e puliti i tombini, le
grondaie e gli scoli dell’acqua e fare i dovuti trattamenti preventivi; introdurre pesci rossi nelle vasche e nelle fontane; proteggersi con repellenti se si soggiorna all’aperto; in casa usare le zanzariere o i climatizzatori.
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A breve un’iniziativa pubblica d’informazione verso la popolazione verrà avviata dal Comune in collaborazione con l’Aussl 3 Serenissima. Luca Rapacciuolo
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Chioggia
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“Griis”: la storia di Danny e Sandy a Chioggia Grande successo per il musical allestito dagli studenti dell’IIS Cestari-Righi che con l’aiuto dei loro insegnanti hanno lavorato tutto l’anno per portare in scena in 4 date lo spettacolo ispirato al famoso “Grease”
“G
riis”, la rivisitata versione ispirata al famoso musical americano “Grease”, proietta la storia d’amore tra Danny e Sandy nel territorio di Chioggia e Sottomarina in uno spettacolo coinvolgente e divertente che ha suscitato l’entusiasmo del pubblico con un tutto esaurito nelle 4 date proposte: 10 e 16 maggio al mattino al teatro don Bosco in occasione delle Feste degli Istituti Superiori Cestari-Righi-Sandonà, il 22 maggio all’Auditorium comunale S. Nicolò, all’interno della rassegna “Un palco per la scuola”, e infine il 27 maggio ancora al don Bosco. Le docenti Annamaria Mariotti e Beatrice Guccione, che hanno curato rispettivamente regia e coreografia, hanno pazientemente e sapientemente “amalgamato” il gruppo di studenti dell’IIS Cestari-Righi-Sandonà che si sono impegnati in una lunga serie di prove per trasformarsi in ballerini, cantanti, attori. Si è trattato di un modo diverso di
Alcuni momenti dello spettacolo e la locandina
La dirigente Zennaro: “Queste sono esperienze che restano ancora di più delle lezioni e sono importanti per la crescita degli individui”
“fare scuola” coinvolgendosi - gli studenti, ma anche gli insegnanti - in una esperienza davvero interessante che consente di acquisire conoscenze, abilità e competenze attraverso l’azione teatrale. “Quando si crede in qualcosa - ha sottolineato la professoressa Antonella Zennaro, dirigente scolastica dell’IIS Cestari-Righi-
Sandonà - ci si mette all’opera e si lavora sodo. Queste sono esperienze che restano ancor più delle lezioni, importanti per la crescita degli individui, dove ciascuno riesce ad utilizzare la propria creatività”. Le colorate scenografie sono state realizzate da studenti e docenti della Didattica Speciale accompagnate dai disegni d’epo-
ca di Edoardo Amodio. Trucco, costumi, fotografia e grafica grazie alla collaborazione in particolare dei docenti Scudieri, Signoretto, Greggio e Giovanni Tiozzo, sono stati il “lavoro di squadra” che ha accompagnato la preparazione del musical “Griis” per tutto l’anno scolastico. Eugenio Ferrarese
I “canti dell’anima” e l’attenzione al presente della città
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anti dell’Anima” è l’annuale appuntamento promosso dal Gruppo Poeti città di Chioggia, presieduto da Guidina Borella Lando. La rassegna di poesia giunta alla XXVIII edizione svoltasi all’Auditorium comunale S. Nicolò sabato 11 maggio scorso ha avuto per protagonisti una ventina di scrittori locali che hanno declamato nelle loro poesie emozioni, pensieri, riflessioni e sensazioni: Maria Luisa Baldo, Liliana Bellemo, Guidina Borella Lando, Giancarlo Boscolo Mezzopan, Chetti Buseghin, Antonio Casarotto, Edda Cavallarin, Alessandra Ceolin, Olga Gallo Tiozzo, Grandis Achille, Bruna Migliorin, Donatella Milanese, Sogna Nordio, Cinzia Pavanato, Lucia Penzo, Guido Rossi, Luciana Sambo, Maria Varagnolo, Rossana Veronese. Nei componimenti letti nel corso della manifestazione culturale si avverte anche l’attenzione per la storia della città lagunare e una preoccupazione per l’incerto presente (l’impianto Gpl…). Le poesie in lingua e in vernacolo sono state interpretate e illustrate nei pannelli del pittore Dino Memmo, esposti nella sala dell’Auditorium. La rassegna “Canti dell’Anima” è stata allietata dagli intermezzi musicali della pianista Micaela Tiozzo e del soprano E.F. Mihaela Dinu.
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Chioggia
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Una mostra per ricordare Aldo e Dino Ballarin a 70 anni dalla tragica scomparsa Allestita al Museo Civico di Chioggia nel mese di maggio, la mostra ha raccontato della vita privata dei due campioni chioggiotti e della loro ascesa professionale fino ad indossare la maglia del grande Torino.
I
l mese di maggio a Chioggia e Sottomarina ha le tinte granata della locale squadra di calcio. Si è celebrato quest’anno il 70° anniversario della tragedia di Superga (4 maggio 1949), incidente aereo in cui morirono Aldo e Dino Ballarin, calciatori chioggiotti militanti nel Grande Torino. Anche quest’anno anno come consuetudine si è tenuto un triangolare tra i settori giovanili di Clodiense, Torino e Triestina (alcune delle squadre in cui militarono i due campioni), il “Memorial Aldo e Dino Ballarin”. Per la cronaca il torneo, che si è disputato domenica 19 maggio, si è concluso con la vittoria dei padroni di casa, che hanno battuto 2 a 0 il Torino e 4 a 0 la Triestina. L’occasione così speciale meritava però di essere celebrata con ancora maggiore enfasi. Per questo è stata allestita dal 2 al 31 maggio presso la Sala Esposizioni del Museo Civico di Chioggia una interessante mostra dedicata ai due campioni, con numerosi cimeli e soprattutto prezioso materiale fotografico. Tante le curiosità e gli spunti di riflessione offerti all’interno dello spazio espositivo. Per esempio in Italia ci sono più stadi intitolati alla memoria dei due campioni; tra cui lo stadio di San Benedetto del Tronto. Altra piccola curiosità è che prima della scomparsa dei due concittadini i colori sociali del Clodia erano bianco e azzurro. Solo nel 1971, con il Clodia e il Sottomarina in Serie D, si decise di operare la fusione dando vita al F.B.C. Union Clodia Sottomarina, con divisa ufficiale di colore granata in memoria del Grande Torino dove giocavano Aldo e Dino. Per comprendere la grandezza di quella squadra (considerata la più forte al mondo e di certo la migliore mai esistita fino ad allora) basti pensare al Quarto d’ora granata. Come riportato alla mostra “…era un momento particolare della partita, dedicato al pubblico dello stadio Filadelfia di Torino. Sugli spalti la gente aspettava quei quindici minuti e i giocatori si divertivano a farlo attendere.
Succedeva che quando la squadra avversaria non era temibile, i calciatori del Torino giocavano volutamente al di sotto delle proprie potenzialità, fino a quando partivano tre squilli di tromba dalla tribuna di legno dove era presente tale Oreste Bolmida, un tifoso particolare di professione ferroviere.
Da quell’istante partiva il quarto d’ora granata: Valentino Mazzola si rimboccava le maniche, dando il segnale del cambiamento, e la squadra aumentava il ritmo”. Lungo il percorso fotografico realizzato, colpiscono le istantanee che ritraggono la quotidianità dei due campioni; i momenti di
spensieratezza trascorsi in spiaggia, lungo Corso del Popolo o con amici e familiari. La mostra ha
ripercorso anche la carriera dei due ragazzi, dai primi calci nelle giovanili di vicine realtà locali (Rosolina, Loreo…) fino allo schianto tragico. A tanti anni di distanza, resta il ricordo di due campioni che correvano spensierati allo stadio Filadelfia di Torino e facevano sognare migliaia di tifosi di tutta Italia; due chioggiotti veri in una squadra leggendaria. Luca Rapacciuolo
L’appello del sindaco Ravagnan a Chioggia: “Manteniamo vivo lo sport” A margine della mostra, poco prima della porta di uscita, su un quadretto alla parete, colpiscono le parole del sindaco chioggiotto di allora, A.F. Ravagnan. Le sue parole rilette a 70 anni di distanza suonano come un moderno “Manifesto dello sport Clodiense”. “Le solenni onoranze tributate ai nostri calciatori Aldo e Dino Ballarin - si legge - hanno messo chiaramente in evidenza, se pur ve n’era bisogno, che a Chioggia la nobile passione per lo sport, non che morta o sopita, è viva e profondamente sentita da quanti, vecchi e giovani, ravvisano nelle competizioni sportive un potente mezzo di elevazione fisica, spirituale, morale. Ma è intuitivo che la fiaccola consegnataci dai nostri indimenticabili Campioni non può essere direttamente raccolta che dall’energia e dall’entusiasmo dei più giovani. Ad essi va quindi il presente appello inteso a rafforzare le tradizioni sportive della nostra città ed, in specie, a potenziare il nostro calcio, perché anche in avvenire Chioggia continui a figurare degnamente in questo particolare campo delle civili competizioni”(l.r.).
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Provincia .
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La storia di una famiglia con la passione per i parquet Imprenditori del legno da tre generazioni, dal 1948, la famiglia Cabbia è diventata leader nella produzione e posa di pavimentazioni di elevata qualità ma accessibili a tutti
D
i generazione in generazione dal 1948 Cabbia Group srl, la ditta di legnami con sede sul Terraglio, alle porte di Mestre, dagli Anni Novanta è diventata uno dei leader nella produzione e posa delle pavimentazioni in legno. Fondata da Otello Cabbia, si occupa inizialmente in maniera generica di legnami, compensati. L’attività prosegue poi con il figlio di Otello, Nello, a cui, dagli anni Novanta, subentra Riccardo, terza generazione della famiglia Cabbia, che incentra quasi esclusivamente l’attività sulla produzione di parquet. Attualmente gestisce, tra i pochissimi in Italia, un magazzino di oltre 80.000 metri quadrati di pavimenti in legno e un’offerta di oltre 120 finiture di rovere, in tutti i formati. Tratta tutte le essenze dal mondo come teak, larice, iroko, dous-
Riccardo Cabbia, titolare della Cabbia Group
siè, olmo, wengè, ipè e molti altri ancora. La forza di Cabbia, che ha permesso all’azienda di affermarsi come un’eccellenza del settore, è quella di avere una gamma vastissima di prodotti che consente al cliente di trovare sempre il materiale perfetto per le sue esigenze tecniche ed estetiche. Un altro enorme vantaggio è la disponibilità del materiale immediata che
garantisce i tempi di consegna certi. Il cliente infatti può collaudare il materiale direttamente nei magazzini dell’azienda ed appartarlo fino al momento necessario per la posa in opera, avendo la certezza assoluta che il pavimento scelto è quello che realmente gli verrà consegnato, senza incorrere nei tipici rischi del legno che essendo un materiale “vivo”
può essere differente di lotto in lotto. Altro “must” di Cabbia è l’idea di “responsabile unico”: in pratica, è l’evoluzione del concetto “dal produttore al consumatore”. Evitando la figura del rivenditore e di altri intermediari, il cliente ha l’azienda stessa come unico interlocutore per posa, misure, rilevazioni di umidità e massetto e quant’altro serve per la posa del
parquet a regola d’arte. Cabbia consegna in tutta Italia e anche all’estero un prodotto di elevatissima qualità, riuscendo a contenere al massimo anche i prezzi. Con la massima attenzione per gli aspetti ambientali, i parquet di Cabbia possono essere utilizzati per la bioedilizia, infatti sono privi di qualsiasi sostanza nociva per il consumatore e sottoposti a severi test.
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Cultura .
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Torna a Cavarzere la “Grande lirica sotto le stelle” Sabato 13 Luglio la Piazza del Municipio ospiterà l’ottava edizione del Concerto dell’Orchestra Sinfonica e Coro “T. Serafin” diretti dal Maestro Renzo Banzato
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arà la tripla ricorrenza legata al 30° anniversario della fondazione del Coro T. Serafin, e al Centenario della morte di Leoncavallo e Luigi Illica (apprezzato librettista delle opere più celebri di Puccini) il tema conduttore dell’ottava edizione del Concerto Lirico Sinfonico che l’Orchestra Sinfonica e Coro “T. Serafin”, sotto la direzione del Maestro Renzo Banzato, terranno sabato 13 luglio nella suggestiva cornice di Piazza Vittorio Emanuele II a Cavarzere, che diverrà così un teatro a cielo aperto dove si svolgerà un vero e proprio “Gran Galà dell’Opera”. Il concerto, realizzato dall’assessorato alla Cultura della Città di Cavarzere, è stato reso possibile grazie alla generosità ed alla disponibilità di alcune importanti realtà economico-produttive che operano nel territorio: Adriatic Lng e la Ditta Turatti, di cui ricorre il 150° anniversario della fondazione. Il concerto rientra poi nell’ambito degli eventi culturali
promossi da Bancadria Colli Euganei. Nel corso della serata, che sarà presentata dalla giornalista di Rete Veneta Vanessa Banzato, risuoneranno le pagine selezionate dalle opere più amate e conosciute di Verdi, Leoncavallo, Mascagni, Mozart e del compositore inglese E. Elgar, del quale l’orchestra e il coro eseguiranno la maestosa marcia Pomp and Circustamce op. 39. Ampia parte della serata sarà dedicata a La Bohème, opera composta da Puccini su libretto di G. Giacosa e L. Illica, della quale sarà proposto, otre ad altre arie, l’intero Finale del I Atto. Per l’evento il M° Banzato ha inoltre selezionato alcune interessanti pagine verdiane che raramente vengono proposte in ambito concertistico: è il caso del suggestivo Preludio da Ernani e del grandioso concertato che conclude il IV Atto de I Lombardi alla prima crociata. La Piazza del Municipio, do-
A Jesolo le sculture di sabbia dedicate a Leonardo Da Vinci Si è aperto lo scorso 2 giugno e proseguirà fino al prossimo 15 settembre il 22° Festival Internazionale delle sculture di sabbia di Jesolo, quest’anno dedicato a Leonardo Da Vinci, in occasione dei 500 anni dalla morte del genio fiorentino. Gli artisti hanno completato le 5 sculture monumentali che esaltano la creatività e l’ingegno di Leonardo Da Vinci, creando un piccolo museo all’aria aperta che gli ospiti della località balneare e i cittadini potranno ammirare in piazza Brescia.
La Festa del Redentore a Venezia Da Sabato 20 a domenica 21 luglio si celebra a Venezia la festa del Redentore, tra grandi eventi e lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Si inizia il 20 luglio alle 19.00 con l’apertura del ponte votivo che collega le Zattere con la Chiesa del Redentore all’isola della Giudecca. Alle ore 23.30 lo spettacolo pirotecnico in Bacino di San Marco. Domenica 21 luglio, le Regate del Redentore nel Canale della Giudecca. Alle 19, nell’Isola della Giudecca, presso la Chiesa del Redentore la Santa Messa Votiva.
L’Orchestra Sinfonica e Coro “Tullio Serafin” e il direttore Maestro Renzo Banzato
minata dalle linee di Palazzo Barbiani, ospiterà pertanto una produzione musicale di notevole spessore artistico, che prevede il coinvolgimento dei qualificati professori dell’Orchestra Sinfonica T. Serafin, affiancati dai componenti dell’omonimo Coro, ai quali si aggiungeranno tre solisti vocali di primo piano nel panorama della lirica internazionale, per un totale di oltre cento esecutori: il tutto sotto la direzione del Maestro Renzo
Banzato, docente di ruolo presso il Conservatorio di Adria, laureato in composizione, direzione d’orchestra, pianoforte, musica corale, direzione di coro e fondatore dei due prestigiosi complessi musicali. Il Maestro si avvarrà della presenza del soprano Chiara Milini, del tenore Domenico Menini e del basso Luca Gallo. La manifestazione, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, si avvale del proficuo sup-
porto di numerose realtà culturali e associative del territorio: Pro Loco, Comitato Cittadino di Grignella, Gruppo Comunale Protezione Civile, Parrocchia di S. Mauro, Gruppo Solidarietà S. Giuseppe, Gruppo Culturale S. Mauro, Unitalsi. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.00; in caso di sfavorevoli condizioni meteorologiche il concerto si svolgerà Domenica 14 Luglio. L’ingresso è libero, ma su prenotazione.
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Sport
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La Robeganese Fulgor “Lo sport Salzano sale in Eccellenza aiuta a essere migliori” Vela Intervista a Silvia Zennaro
L’obiettivo della società calcistica è restare in Eccellenza. Già si pensa ai derby con squadre come il Calvi Noale o il Real Martellago
L S
a Robeganese Fulgor Salzano iha prepara stagione ricca vinto launa Coppa Veneto di di appuntamenti per la velista Promozione e conquistato il pasSilvia tra Campionato saggioZennaro, di categoria. La prossima Europeo Coppa delinMondo. Una stagione egiocherà Eccellenza sportiva che classificata è l’orgoglio nella di Chiogcome prima gragia. L’abbiamo intervistata, tra un duatoria dei ripescaggi. L’obietimpegno e l’altro. tivo, dopo una stagione di alti e Silvia, possiamo dire dove ti bassi in campionato, è stato ottetrovi ora?ragazzi Ti staiallenati preparando per nuto dai da mister qualche gara? Alessandro Tamai grazie al suc“Al momento attuale mi trovo in cesso nella finale dell’ottava ediPortogallo a Porto il Campiozione del trofeo colper punteggio di nato Europeo, successivamente 3-2 contro i rodigini del Porto Viro tornerò a casa 5 giorni ee gol ripartirò (doppietta di Moretto decisubito Marsiglia doveil cipresisarà sivo di per Bettio). Euforico la Finale di Coppa del che Mondo”. dente Roberto Piccoli è al suo 22esima posizione ai giochi secondo successo da massimo diolimpici di Rio de Janiero.dalla Un rigente dopo la promozione breve bilancio alla dell’esperienza prima categoria Promozione. brasiliana. “Grande emozione e grande sod“Sono rimasta con un di disfazione”. Ed assieme al po’ trofeo amaro in anche bocca,laperché sono è arrivata promozione
nel campionato di Eccellenza. Al stata talmente tanto influenzata massimo dirigente rossoblù chiedall’evento, dalle emozioni e daldiamo cosa prova. “Sono contenla grandezza di questo tissimo - spiega. E’ unatraguardo grande che non mi sono neanche accorsoddisfazione perché, anche se ta di regatare purtroppo. Proprio avevamo allestito una rosa per per questo spero in una seconda far bene, il cammino in campiooccasione Tokyo 2020 per ponato è statocon molto travagliato.” terCome fare qualcosa di più”. ad afvi preparerete Come nasce la tua passione per frontare un campionato così la vela? impegnativo? “Tutto nascestaff dalla “Nel nostro c’èpassione chi, comedi mio papà per la vela, sono Del prail direttore sportivo Corrado ticamente nata in barca ed agià sei Bianco- continuaconosce anni abbiamo fatto assieme nola categoria e ci sarà d’aiutolaper stra prima regata una Lui&Lei consentirci di muoverci con at-a Venezia, noilo due, abbiamo tenzione.da Masoli tutto staff è previnto edeinattento seguitoemi ha compraparato confido che to il mio altri che primo amanoOptimist”. i nostri colori, ci Immagino non sia facile condiano una mano per affrontare al ciliare agonistica con la meglio l’attività la nuova avventura.” tua vitaaffronterete privata. Cosacon fai nel tuo Che quale tempo libero? obiettivo?
“Restarci sarebbe come vincere il campionato anche perché ci troveremo di fronte a squadre di assoluto già “Non holivello. molto Pregusto tempo libero, i ed derby con leloaltre veneziane in genere sfrutto per ripocome Calvi Reala Martelsarmi, per Noale, rimanere casa con lago, San Donà e Portogruaro. la famiglia e svolgere tutte quelle Senza dimenticare tutteposso le altre commissioni che non fare equando non saràsono facilevia”. perché la prossimaQuesto stagione sonotipreviste quatsport consente di gitro retrocessioni, a complicare rare il mondo; quasi sempre in ulteriormente la corsa alla sallocalità di mare. Il posto più belvezza”. State giàporti lavorando per la lo, quello che nel cuore? rosa“Sicuramente del prossimo anno? “Sì.più Penil posto bel-
siamo ad allestire una squadra che abbia fame, con giovani che vengono a Salzano per emergere, con che si giololaè consapevolezza stato l’Australia! Viaggiamo cano unama notevole opportunità, molto abbiamo pochissimo perché l’Eccellenza è una grande mi tempo per visitare, in Australia vetrina loro. 20 Vogliamo giocasono per fermata giorni in più per tori motivati”. fare una vacanza”. E la guida tecnicala? vela a livello Per praticare “Rimarrà il nostro mister Alesagonistico è necessario seguire sandro Tamai. Ha dato anima e un’alimentazione specifica? corpo per i nostri e ritenia“Come in tutticolori gli sport mangiamoresia confermarlo”. le giusto cose giuste aumenta la perLino Perini seformance, quindi si dobbiamo
La velista Silvia Zennaro
A Martellago il premio Top Trivengas
guire una dieta anche perché per la mia barca il peso ideale è 70/72 kg che non possono sicuramente essere di grasso”. Anche se pratichi uno sport di cui tradizionalmente si parla l Golf club Ca’ della Nave ha meno, in città ti seguono in molospitato la 31esima edizione Hai a disposizione qualche delti. premio Top Trivengas 2019 riga per invitare tutti a seguire “Memorial Aldo ed Ennio Frasson” le tue prossime (è chenumerosi premia società, calciatori, gare arbitri, consentito l’utilizzo del dialetto giornalisti e sportivi distintisi nel locale!) calcio dilettantistico e promossa dal “Non parlo quasi mai il dialetto presidente del calcio Spinea Mario quindi è meglio che non faccia fiScopece con il coordinamento di guracce, ormai stando sempre in Francesco Confalone, Ferruccio giro parlo meglio le altre lingue Scarpa, Luigi Menin, Piero Fantin, (inglese, spagnolo) che il dialetTiziano Menegaldo e Paolo Antigo. to. Ovviamente non per questo Premiati i dirigenti Armando Franzoi rinnego le mie origini, sono mol(delegato Figc Venezia), Maurizio to legata alla mia città e non mi Gallo (Cazzago), Paola Marcato (Stra sposterei per niente al mondo. Riviera del Brenta), arbitri Livio Sicuramente confra lagli maggior parCassese, Antonio Carmelo Cammarata te dei miei concittadini condivie do Lenny Carisi. i giornalisti l’amore per Fra il mare. Ad ogni Alessandro Pezzin de Il Gazzettino modo, quello che posso dire è chee Michele Contessa de La Nuova lo sport in generale, aiuta Venezia. a essere Fra i giocatori: Francesco Bertellini persone migliori, più rispettose (Fossò), Marco (Rio), delle regole, piùFavaretto determinate, più Ilaria Celegato (Venezia femminile), resistenti davanti alla avversità, Michele (Spinea). Fratutgli quindiNassivera è per questo che invito sportivi premi a Umberto Visentin, ti a seguire e ad appassionarsi ad Alberto Casarin, Alessandro uno sport “puro” che ci Pomarè. aiuti ad Riconoscimento essere migliori”.per i 100 anni di attività alla Miranese. Luca Rapacciuolo
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romozione e vittoria del titolo triveneto. Stagione da incorniciare per le ragazze del “Volley Dolo” che con un doppio successo per 2-1 contro le padrone di casa friulane del Buja Udine e contro il Trento, che avevano dominato la stagione con appena due sconfitte stagionali. Le pallavoliste del Pittarello Legnaro&Dolo hanno conquistato il titolo di campionesse del Triveneto. Dopo aver conquistato la promozione in serie B2 con tre turni di anticipo, la terza in cinque anni, la formazione dolese che gareggia assieme al Legnaro, per ragioni logistiche ed economiche, ha vinto anche il titolo fra le squadre di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ed ora si appresta a gareggiare, a giugno, per la Coppa delle Alpi, manifestazioni che coinvolge le vincitrice di Triveneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. La formazione allenata da Falvio Rocchi e che ha come team manager Davide Guerriero, conta su un’ossatura base di atlete dolesi come Giorgia Benin, Francesca Donolato, Nicole Carraro, Veronica Cacco, Irene Calore e la quindicenne centrale Giulia Felicioli. L’ex presidente Davide Guerriero, ci tiene a sottolineare. “Sancito il sodalizio con Pgs Legnaro voglio comunque confermare l’impegno per il prossimo anno a costruire una squadra competitiva anche nella categoria nazionale. E anticipo che per il prossimo, a Dolo si svolgeranno anche un allenamento settimanale ed alcune gare” . L’assessore allo sport dolese Gianluigi Naletto ha aggiunto. “Tanti complimenti alle atlete e al volley Dolo. L’appassionata e gratuita dedizione dei dirigenti e tecnici rappresenta un valore aggiunto di nobile distinzione per Li.Pe. la nostra comunità”.
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#Politica
Elezioni europee Tutti gli eletti e il voto ai partiti in regione
Il Veneto incorona la Lega. A un soffio dalla maggioranza assoluta N
on che ci fossero grandi dubbi sull’esito finale, specie se il candidato sarà ancora Zaia, ma le regionali del 2020 già si presentano come una marcia trionfale per la Lega. Quest’anno alle europee sarebbe bastata solo una manciata di voti in più per raggiungere una clamorosa maggioranza assoluta. Il Carroccio, trainato dal voto di preferenza a Matteo Salvini (550 mila nella circoscrizione Nordest), in Veneto tocca il 49,9 per cento, vette che rimandano ad altre stagioni della vita politica regionale. Ma più ancora delle percentuali, legate a doppio filo alla partecipazione al voto, contano i numeri assoluti: dopo un anno di governo gialloverde che pure non ha prodotto l’attesa autonomia, la Lega si innalza fino a 1 milione e 234 mila voti, vale a dire 300 mila in più del 2018. E lo fa, particolare non da poco, senza il “traino” di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci in lista. Si vota il simbolo, insomma, e si vota “il capitano”. S u 14 eurodeputati eletti, 6 sono del Carroccio. Dietro a Salvini, che dovrebbe optare per un’altra circoscrizione lasciando il posto alla settima in lista Rosanna Conte, ecco l’exploit della bassanese Mara Bizzotto, riconfermata con 95 mila preferenze. E poi il segretario regionale Da Re, Paolo Borchia, Alessandra Basso, Elena Lizzi e Paolo Dreosto. A sinistra i numeri sono quelli che sono, ma il Partito democratico per una volta può vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto. Certo, in Veneto vale meno del 20 per cento e in numeri assoluti siamo a quota 469 mila, ancora meno delle politiche. Ma supera nettamente il Movimento 5 Stelle, soddisfazione non di poco conto, e riesce comunque a mandare a Strasburgo 4 rappresentanti: passano Carlo Calenda, Elisabetta Gualmini e Paolo De Castro. All’ultimo posto utile ecco la vittoria al fotofinish di Alessandra Moretti, che non è più la regina delle preferenze di cinque anni fa ma ne raggranella abbastanza in Trentino, Emilia e Friuli per superare
Tanti nomi nuovi a rappresentare il Veneto in Europa, e due ritorni al termine di una dura lotta in famiglia per conquistare le preferenze necessarie a volare a Strasburgo. Il primo è quello di Alessandra Moretti, astro splendente del Pd di Renzi che pareva caduta nel dimenticatoio dopo il brutto risultato alle regionali. E invece la vicentina ha mostrato mestiere e spregiudicatezza, mescolando passaggi televisivi e presenza sul territorio con più di 150 date nella lunga tournée elettorale. In Veneto il candidato “ufficiale” del partito e del segretario Zin-
Achille Variati e Laura Puppato. E i 5 Stelle? Alle scorse europee sfiorarono il 20 per cento, oggi in Veneto valgono meno del 9. Eleggono Marco Zullo e Sabrina Pignedoli, ma sanno di avere smarrito la presa sul Nordest, al punto che l’ex candidato alla presidenza della Regione Jacopo Berti ha chiesto un cambio di passo sull’autonomia: se il Movimento si mette di traverso e punta tutte le sue carte sul reddito di cittadinanza, è chiaro che qui difficilmente troverà spazio in futuro. Gli ultimi due seggi sono appannaggio di Sergio Berlato di Fratelli d’Italia e di Herbert Dorfmann della Svp, che aveva stretto un accordo con Forza Italia e che è stata premiata dalle regole a tutela delle minoranze lasciando Berlusconi senza eletti a Nordest. Un’ulteriore boccone amaro da mandare giù per un partito che pare allo sbando, superato in Veneto anche dalla Meloni grazie all’attivismo di Berlato, che da coordinatore regionale ha fatto campagna acquisti recuperando alla causa l’ex assessore Sernagiotto e l’ex eurodeputata Elisabetta Gardini. Che dopo vent’anni non è stata rieletta, ma che pare avere le idee chiare: «La nuova casa dei moderati siamo noi, e presto supereremo il 10 per cento». Roba da non crederci, ma i “moderati” ormai valgono questo. E nel Veneto della Lega pigliatutto rischiano fra un anno di non servire a nulla.
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Amministrative Il Pd conserva pochi centri, aspettando i ballottaggi
Anche nei Comuni Lega pigliatutto
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empo qualche mese, e gli eurodeputati della Lega potrebbero salire addirittura a sette. Ci sono infatti tre seggi che ancora “ballano”, legati alla possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Se alla fine Londra e Bruxelles troveranno un accordo, all’Italia spetteranno tre eurodeputati in più e uno verrebbe assegnato proprio alla Lega nella circoscrizione Nordest. Intanto il Carroccio fa la conta di un altro voto importante, quello per le amministrative in 321 comuni del Veneto. A livello locale, si sa, spesso la lista assume colori e simboli civici, ma mai come questa volta è forte l’impronta leghista anche dove non dichiarata esplicitamente. Domenica 9 giugno i ballottaggi offriranno gli ultimi verdetti di una campagna per le comunali comunque già trionfale. Ci sono ancora in ballo Rovigo (Lega e centrodestra con Monica Gambardella al 38 per cento contro Edoardo Gaffeo fermo al 25), e una manciata di comuni oltre i 15 mila abitanti: Monselice (sfida Lega-centrodestra), Cadoneghe (Lega-centrosinistra), Spinea e Noale nel Veneziano con centrodestra contro centrosinistra. Per il resto, il primo turno è stato sufficiente a garantire la vittoria anche nei municipi più importanti che andavano al voto. La Marca trevigiana, “feudo” di Zaia, regala alla Lega Vittorio Veneto con Antonio Miatto. La Bassa Veronese le regala invece Legnago con Graziano Lorenzetti alla guida di un’alleanza con Fratelli d’Italia. Il Vicentino premia la Lega a Bassano con Elena Pavan e il centrosinistra unito ad Arzignano, Montecchio Maggiore, Schio. Nel Padovano vittoria al primo turno a Selvazzano con Giovanna Rossi, Qualche vittoria anche per il centrosinistra, a dimostrazione di come la qualità dei candidati e una buona amministrazione a volte riescano a emergere pur nelle condizioni più difficili: è il caso di Roncade e Preganziol nel Trevigiano, di Rubano e Camposampiero nel Padovano. Due aspetti particolari hanno segnato questa tornata di amministrative. La prima era rappresentata dal voto nei cinque nuovi comuni nati nei mesi scorsi dopo i referendum sulle fusioni. Accanto a Colceresa, Lusiana Conco e Valbrenta nel Vicentino, e Pieve del Grappa nel Trevigiano, il più significativo era Borgo Valbelluna, 14 mila abitanti nel Bellunese, dove è stato eletto Stefano Cesa. E poi il “caso” dei comuni con un solo candidato: ben 56 in Veneto, dove la lotta era solo per il raggiungimento del quorum. Ce l’hanno fatta tutti tranne Chiarano, nel Trevigiano, che dunque è stato commissariato. Un segnale preoccupante, che però ha avuto se non altro il merito di richiamare i cittadini all’importanza della partecipazione. Altrove, peraltro, va anche peggio. In Lombardia i comuni con un solo candidato sono stati quest’anno 188, vale a dire uno su cinque. Come non bastasse, ci sono cinque comuni in cui nemmeno si è votato per… mancanza di candidati. Peggio di così, cos’altro possiamo aspettarci?
I ritorni Partito democratico e Fratelli d’Italia Moretti e Berlato, due vicentini per l’Europa garetti era l’ex sindaco di Vicenza Achille Variati che la ha staccata di oltre 10 mila preferenze. Ma alla fine hanno pesato i voti arrivati dalle altre regioni, innalzando la Moretti fino a quota 51.043. Sergio Berlato l’europarlamento l’ha frequentato sotto le insegne prima di Alleanza Nazionale e poi del Popolo delle libertà. Escluso dalle candidature nel 2014, è tran-
sitato in Fratelli d’Italia e in questi cinque anni ha costruito la sua personale rivincita: prima entrando in consiglio regionale, poi diventando coordinatore regionale e mettendosi a fare campagna acquisti tra le fila dei berlusconiani, dalla base ai nomi di spicco come Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, che quest’anno hanno impreziosito la squadra della Meloni senza però
centrare l’obiettivo: con le sue 19.450 preferenze, apertamente sostenuto dal mondo dei cacciatori, Berlato non ha lasciato spazio a nessuno. Ed è pronto a salire per la terza volta sulla giostra europea.
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Politica
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Grandi opere Taglio del nastro per i sette chilometri che collegano la Valdastico sud a Breganze.
Pedemontana Veneta, aperto il primo tratto I
l 3 giugno è un giorno destinato a passare alla storia, nel bene o nel male dipende da come si giudica la superstrada Pedemontana veneta, il nastro d’asfalto lungo 94 chilometri destinato a collegare Vicentino e Trevigiano, ovvero due delle aree più intensamente popolate e ricche d’industrie della regione. Il primo passo, col taglio del nastro che ha visto il presidente Zaia affiancato dal ministro Salvini, non è solo un atto simbolico: i sette chilometri aperti, dall’autostrada Valdastico a Breganze, promettono di liberare il centro di Dueville dal traffico diretto verso il Bassanese, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico. Certo però se la Regione ha fortemente insistito per la messa in esercizio anticipata, che non era prevista contrattualmente, è stato anche per lanciare un segnale alle categorie economiche della zona e allo stesso governo, che ancora nelle scorse settimane ha visto voci discordi sull’opportunità di realizzare
una delle poche Grandi opere che coinvolgono il Veneto. «Non abbiamo l’ossessione di buttare calcestruzzo ovunque – ha sottolineato Zaia all’inaugurazione – ma abbiamo il dovere di portare a compimento un’opera strategica nazionale, di concludere quello che oggi è il
L’opera sarà completata entro la fine del 2020. Zaia: “Questo oggi è il più grande cantiere aperto in Italia e vale un punto e mezzo del Pil del Veneto. Ci aspettiamo 27 mila veicoli al giorno”. più grande cantiere aperto in Italia e che vale un punto e mezzo del Pil del Veneto, impegna nei cantieri 1.860 uomini e oltre mille mezzi d’opera. È l’unica opera in Italia della quale l’Ente pub-
Agenda 2030, il grande progetto approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per garantire la sostenibilità del pianeta attraverso 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, almeno in Veneto non è solo un sogno rimasto sulla carta. Anzi, ben 11 registrano in regione livelli migliori rispetto alla media italiana. Nello specifico, come ricorda l’ultimo numero del bollettino statistico regionale, dal 2010 si registrano miglioramenti significativi in tanti campi. Facendo 100 il valore nazionale di nove anni fa, il Veneto avanza nell’ottica di una maggiore inclusione sociale (da
blico incasserà i pedaggi e quindi dobbiamo incentivarne l’utilizzo. Ci aspettiamo un transito di 27 mila veicoli al giorno quando la superstrada sarà terminata. Tutti i 36 sindaci dei Comuni attraversati dal percorso hanno detto sì alla Pedemontana e sono certo che se facessimo un referendum chiedendo alla gente se vuole quest’opera, si arrabbierebbe perché glielo chiediamo ancora». Il completamento dell’intera Superstrada, che collegherà Montecchio Maggiore (Vi) a Spresiano (Tv), passando per il distretto industriale di ThieneSchio, per Bassano del Grappa e a nord di Treviso, interconnettendosi a tre autostrade (l’A4, l’A31 e l’A27) è previsto per la fine del 2020. L’arteria si sviluppa per complessivi 162 chilometri di cui, 94 di viabilità principale e 68 di viabilità secondaria, interessa 114 Comuni, 36 dei quali sono attraversati dal tracciato, 22 nella Provincia di Vicenza e 14 nella Provincia di Treviso. Nel giorno del taglio del nastro,
da Zaia non è mancato una replica alle accuse relative all’impatto ambientale dell’opera. «Non siamo una “Banda Bassotti” che fa le cose di nascosto, né siamo criminali che vanno a interrare e nascondere nottetempo i rifiuti nei cantieri. Anzi, mano a mano che procedono i cantieri, si provvede a bonificare le discariche, vecchie anche di sessant’anni, che vengono scoperte, come a Trissino e a Montecchio Maggiore». Questo primo tratto, percorribile in un tempo tra i 5 e i 7 minuti, è stato realizzato con una spesa di circa 120 milioni di euro. La piattaforma stradale è
Statistiche I numeri di una crescita attenta alla qualità della vita
Il Veneto è sempre più sostenibile 105,7 a 108,5) e di equa distribuzione, riducendo povertà (da 104,0 a 110,3) e diseguaglianze (da 108,6 a 113,6). Migliora l’accesso e la qualità dei percorsi di istruzione (da 101,0 a 113,3) oltre a riportare una più ampia parità di genere nei vari ambiti della vita sociale (da 102,4 a 112,6). Anche il mondo imprenditoriale veneto ha investito nella sostenibilità (da 102,2 a 116,4) e nella garanzia di pari
modelli di produzione e di consumo (da 109,4 a 113,9). Un dato che si accompagna a una situazione del mercato del lavoro che si conferma migliore della media nazionale (105,7), nonostante una leggera flessione di due punti che non nasconde la fatica nel tornare ai livelli precedenti alla crisi. Ulteriore affermazione si registra nel ricorso alle energie rinnovabili (da 102,5 a 105,1) mentre alla voce “Salute e benessere”, l’eccellen-
costituita da due corsie (ognuna larga almeno 3,75 metri) e una di emergenza per senso di marcia, suddivise da uno spartitraffico centrale di 3 metri. La tratta è stata costruita in trincea profonda, per attenuare l’impatto territoriale e ambientale sull’area circostante. La continuità della ferrovia, delle viabilità secondarie e della rete idraulica in superficie viene mantenuta mediante la realizzazione di manufatti. Il pedaggio risulta pari a 1.10 euro per i mezzi di classe A, a 1.20 euro per i mezzi di classe B, rispettivamente a 1.50, 2.40 e 2.80 euro per i mezzi pesanti, suddivisi in tre classi.
za della sanità veneta si conferma con indicatore da 103,9 a 104,1. A partire da questi risultati, il vicepresidente della giunta Regionale del Veneto Gianluca Forcolin ha dato avvio al processo di costruzione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile ambientale, economico e sociale. “Siamo una regione molto sviluppata – ha ricordato a un’ampia platea di rappresentanti del mondo economico e sociale del Veneto – e, proprio per questo, abbiamo la responsabilità di diventare modello di benessere non solo per noi e per le generazioni future ma anche per gli altri territori e le altre comunità”.
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Politica
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La crisi Quattro punti vendita, 150 dipendenti e un largo indotto senza risposte
Mercatone Uno, anche il Veneto trema U
na crisi senza fine, in un susseguirsi di docce fredde. Quella di Mercatone Uno, la catena della grande distribuzione nel settore dell’arredo casa e degli elettrodomestici dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con la chiusura improvvisa di tutti i 55 punti vendita, è una crisi che coinvolge pesantemente anche il Veneto, dove il marchio reso celebre da Pantani conta circa 150 dipendenti nei punti vendita di Legnago, Noventa Padovana, Carrè nel Vicentino e Occhiobello in Polesine, rilevati lo scorso anno da Shernon Holding. La situazione dell’ormai ex colosso, che ha lasciato a casa 1.800 dipendenti comunicando loro la chiusura via internet, è ancora più grave se nel computo delle maestranze si aggiunge l’indotto: qualcosa come 10 mila persone coinvolge tra fornitori, padroncini, clienti che già avevano pagato gli acquisti ora sigillati all’interno dei magazzini. Per tentare di individuare possibili risposte a tutela dei dipendenti e dell’indotto, la
Il fallimento, con la chiusura dei punti vendita, è seguito con attenzione dalla Regione. Nei giorni scorsi la riunione del tavolo di crisi con sindacati, fornitori, consumatori e sindaci
Regione Veneto è stata tra i primi enti a muoversi, con una serie di riunioni culminate nell’incontro del tavolo di crisi a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali, le rappresentanze dei fornitori, le associazioni dei consumatori e i sindaci dei quattro comuni. L’incontro ha avuto la funzione principale di strutturare un coordinamento regionale e di fare pressione sul Ministero per garantire il rispetto degli impegni assunti nel corso del tavolo del 27 maggio scorso, in particolare per quanto riguarda le tempistiche del Tribunale di Bologna da
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cui dipende l’eventuale prosecuzione delle attività aziendali. Oltre a ciò si è provveduto a verificare con le istituzioni locali l’attivazione di iniziative di tutela degli immobili e delle merci dei punti vendita attualmente chiusi, al fine di prevenire fenomeni di sciacallaggio già avvenuti in altre regioni, e di assistere, per il tramite delle associazioni dei consumatori presenti, quei clienti che si sono impegnati in acquisti non consegnati. “Siamo stati tra i primi ad attivarci per conoscere e fronteggiare questa emergenza – sottolinea l’assessore al lavoro Elena Donazzan – e vogliamo coinvolgere tutte le parti territoriali per individuare insieme le soluzioni al fine rendere meno traumatica possibile la situazione. Ci sono troppe zone d’ombra in questa vicenda e i segnali che ci erano pervenuti da alcune aziende venete creditrici di Mercatone Uno si sono poi, purtroppo, confermati”. Shernon Holding, a leggere le
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cronache, non avrebbe neppure pagato i locatori per 6 milioni di euro oltre ad essere moroso di altri 15 milioni verso l’amministrazione straordinaria. A farne le spese, oltre ai creditori, anche i clienti che hanno versato 20 mila acconti per 3,8 milioni di euro senza mai ricevere i mobili ordinati. Inoltre nei mesi di gestione la Shernon avrebbe accumulato 10 milioni di debiti verso l’erario, con 60 milioni di debiti verso fornitori. Non sarebbe stata versata l’Iva, come le ritenute d’acconto sui lavoratori. Ma quale potrebbe essere ora il futuro del gruppo? I sindacati confederali hanno chiesto con forza di esplorare la strada di una possibile vendita ad altri grandi operatori del settore, certo resa difficile sia dall’inchiesta sia dalla stagnazione dei consumi. Altrimenti, potrebbe rimanere la strada della vendita “a spezzatino”, punto vendita per punto vendita. Con quali garanzie di veder tutelati i posti di lavoro e i crediti per i dipendenti, è facile immaginarlo.
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La Regione finanzia 90 specializzandi
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Lo studio
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ono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione che, con un finanziamento di 9.795.000 euro conferma un impegno della forte. Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione. “Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità
Sanità veneta promossa a pieni voti
immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”. “Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.
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Hai una sola pelle, abbi cura di lei. Di melanoma si muore Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova
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Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma a pag 29
romosso, e a pieni voti. Il sistema sanitario veneto passa anche quest’anno la prova dei dati, confermandosi come punto d’eccellenza a livello europeo. L’analisi è della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che dal 2008 ha sviluppato il “Sistema di valutazione dei Sistemi sanitari regionali”, oggi condiviso da dieci regioni italiane (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto) e dalle due province autonome di Trento e Bolzano. Il progetto ha permesso negli anni la condivisione e l’evoluzione di un sistema di valutazione delle “performance” dei Sistemi sanitari regionali, che oggi si compone di quasi 400 indicatori, per monitorare la capacità di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari. Queste informazioni supportano le Regioni italiane nel disegnare le proprie strategie, modulare gli investimenti e rendere conto ai propri cittadini dei risultati conseguiti. Dei 292 indicatori di valutazione relativi al 2018 analizzati, quasi la metà (48,5%) presenta un trend di miglioramento mentre il 19,6 % è stazionario. Sostanzialmente il 70% degli indicatori è quindi in miglioramento o con un trend stabile. Continua alla pag. seguente
Un laser “Micropulsato” per trattare la retina infiammata a pag 30
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Quindici anni per il nuovo ospedale di Padova
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ncora quindici anni, sperando che tutto fili per il verso giusto. È questa la prospettiva per il nuovo ospedale di Padova, il cui progetto ha già alle spalle un buon decennio di discussioni e due campagne elettorali vinte anche sull’onda dello slogan “l’ospedale nuovo al posto di quello vecchio”. Invece alla fine il cuore della sanità padovana è destinato a lasciare via Giustiniani, producendo un effetto a catena anche sul Sant’Antonio e su tutta l’area contigua alle mura, per trovare casa a Padova est, soluzione scelta dopo un infinito tira e molla con le altre ipotesi di Padova ovest vicino lo stadio e l’area dell’attuale aeroporto Allegri. Ma per poter assistere al taglio del nastro ci vorranno, appunto, non meno di quindici anni. Il conto esatto è stato snocciolato nel corso di un convegno nell’aula magna del Bo e ribadito dal governatore Zaia all’inaugurazione della nuova patologia neonatale. Un anno servirà agli enti coinvolti (Regione, Comune, Università) per definire nei dettagli e sottoscrivere l’Accordo di programma, ovvero il testo che mette nero su bianco localizzazione della struttura, interventi, fonti di finanziamento. Gli altri quattordici saranno impegnati dal mega cantiere che ridisegnerà un quadrante strategico della città, a ridosso del casello autostradale di Padova est. Ora che una prima partita decisiva è stata conclusa, con la cessione dei terreni a San Lazzaro dal Comune alla Regione, rimane lo scoglio più impegnativo: dove e come trovare gli 800 milioni che si stimano necessari? La Regione da quattro anni a questa parte ne ha stanziati a bilancio 50 alla
Annunciato il cronoprogramma, si spera nel finanziamento dell’Inail per garantire la piena copertura economica all’opera volta, creando un primo “tesoretto” di 200 milioni. Il resto dovrà essere reperito scegliendo fra tre possibili strade, ribadite nel convegno padovano dal direttore generale dell’area sanità Domenico Mantoan: utilizzo di fondi regionali, accompagnati dall’accensione di un mutuo; utilizzo di fondi regionali, accompagnati dalla compartecipazione di privati (il cosiddetto project financing); investimento nella struttura da parte dell’Inail. Proprio quest’ultima è la strada a cui si guarda oggi con fondata speranza. L’Istituto nazionale ha annunciato il suo interesse a partecipare alla costruzione con un impegno importante, valutato attorno ai 450 milioni di euro. Chiaro che se dovesse concretizzarsi, sarebbe la soluzione ideale e consentirebbe di procedere con più serenità alla stesura dell’Accordo di programma. La soluzione del project financing è stata ampiamente utilizzata in passato, anche per strutture importanti come il
nuovo ospedale All’angelo di Mestre: potrebbe consentire secondo gli esperti di chiudere il cantiere con un paio d’anni di anticipo, ma il costo per le casse pubbliche non sarebbe irrilevante. Quale che sia la strada che verrà intrapresa, è chiaro che i prossimi mesi saranno decisivi per le sorti della sanità padovana, un settore fondamentale anche per la vita economica della città che oggi sconta strutture inadeguate: “Una punta di diamante – ha sottolineato Mantoan – che dal punto di vista edilizio è una catapecchia”, mentre negli ultimi anni nuovi ospedali sono stati costruiti a Verona, Mestre, Treviso, Santorso, Castelfranco, Asiago, Schiavonia. Colpa di una città che non ha saputo elaborare un progetto condiviso in tempi rapidi, e che oggi deve fare i conti con due problemi paralleli: i tempi di attesa per il nuovo ospedale, e il futuro da ridisegnare dell’attuale struttura in pieno centro storico.
una vera e propria promozione – commenta il Presidente della Regione Luca Zaia – che dedico all’impegno quotidiano di tutta la squadra della sanità veneta, senza la cui dedizione non si raggiungerebbero certi risultati di qualità. È anche, peraltro, il risultato di scelte difficili, a volte difficilissime, che però vanno nella direzione di una sanità più efficiente. I bei voti come questi li dobbiamo considerare la base di partenza per fare ancora meglio e dare alla nostra gente la sanità che si merita”. Tra i risultati positivi conseguiti, spicca in particolare la riduzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza: il Veneto è in assoluto la migliore regione (“best practice”) del Network, con un tasso che cala ulteriormente dai 111 ricoveri (per 10.000 residenti) del 2017 ai 104 del 2018. Eccezionale è il risultato sui tempi di attesa per chirurgia oncologica, che va a migliorare ulteriormente il dato già buono del 2017: da 23,99 a 20,24 giorni di attesa media per ricovero per tumore, mammella 15,83, colon 14,41, retto 16,92, polmone 18,64, utero 18,41. Performance ottime anche per quanto riguarda i Lea medici e le patologie sensibili alle cure ambulatoriali, il tasso di ospedalizzazione pediatrico per asma, la copertura vaccinale per varicella, lo screening mammografico e della cervice uterina, il consumo di antibiotici in età pediatrica, gli ultra 75enni dimessi con accesso domiciliare entro i 2 giorni. Valutato positivamente anche l’impegno nell’ambito della ricerca. Insomma, la sanità veneta non sarà perfetta ma è in grado di offrire risposte di altissimo standard, e a contribuire al quadro sono anche le politiche di sensibilizzazione e di educazione rivolte alla popolazione per incentivare l’adesione a stili di vita sani. “L’ulteriore miglioramento dei servizi offerti dal nostro servizio sanitario nazionale nasce dalla sinergia tra innovazione organizzativa, valorizzazione dei professionisti e una nuova alleanza con gli utenti – ha commentato Sabina Nuti, da quest’anno Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – La nostra scuola rilancia nuovamente il proprio impegno a supportare quelle Regioni che hanno accolto la sfida di aderire al Network, per rispondere con trasparenza ai bisogni dei propri cittadini e investire sulla ricerca anche in campo gestionale come volano dello sviluppo del sistema paese”.
In regione continuano a migliore gli indicatori e l’investimento sugli stili di vita sani sta dando i suoi frutti. Ottimi risultati nella gestione dei ricoveri e in campo oncologico
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Crema solare per la pelle: prevenzione indispensabile contro il melanoma La tintarella non è proibita ma l’esposizione al sole senza protezione mette a rischio la salute
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raggi solari piacciono molto a chi ama l’abbronzatura intensa ma fanno male. Ogni anno si fa sempre più intensa la comunicazione su quest’argomento perché è sempre più importante prevenire i tumori della pelle. Quando ci si espone al sole per abbronzarsi c’è sempre un rischio che la pelle si scotti e subisca danni da cui può avere origine, anche anni dopo, un tumore. Ridurre al minimo queste probabilità è possibile, rispettando alcune semplici regole, la prima, ricorda la Fondazione Umberto Veronesi, è l’utilizzo della protezione solare. Chi la applica a partire dai primi anni di vita, riduce in maniera signifiicativa il rischio di avere un melanoma, che è il più diffuso tumore della pelle. La conferma giunge da uno studio australiano pubblicato sulla rivista Jama Dermatology, in cui i ricercatori hanno voluto misurare l’associazione tra l’uso di creme solari e la probabilità di ammalarsi di melanoma nei giovani con meno di quarant’anni. Lo studio ha analizzato i
dati raccolti da quasi 1700 persone: tra pazienti di (603) e altri individui sani (1088) arruolati come “controlli”. A tutti è stato chiesto di fornire informazioni relativamente alla frequenza d’uso della protezione fin dai primi anni di vita, del fattore di protezione utilizzato (da 8 in su) e del tempo mediamente trascorso esponendosi al sole. La probabilità di ammalarsi di melanoma è risultata inversamente associata al maggior uso di creme solari fino ai 17 anni di età: dunque nel corso di tutta l’infanzia e l’adolescenza, a dimostrazione di come il rispetto delle regole della prevenzione sia importante a partire dai primi anni di vita. Il rischio non è invece risultato dipendere (soltanto) dal tempo trascorso esponendosi al sole: a riprova del fatto che la tintarella non è proibita, a patto però di prenderla con cura. Da qui la differenza, rimarcata più volte nello studio, tra “esposizione al sole” ed “esposizione al sole senza protezione”: con quest’ultima a fare la differenza. L’associazione, a parità di utilizzo di
Polizia di stato e Centro trapianti insieme, di corsa per salvare più vite possibile
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l passaggio del Giro d’Italia per le strade del Veneto, gremite come ogni anno di appassionati, è stato anche una preziosa occasione per rilanciare l’attenzione sulla donazione di organi e il trapianto. Protagonisti dell’iniziativa, con un corner promozionale allestito a Treviso e a Valdobbiadene in occasione della partenza delle tappe della corsa rosa e del giro “E” per bici elettriche, è stata una squadra già abituata a lavorare in stretta sinergia e composta da Polizia Stradale, Centro nazionale e Centro regionale trapianti del Veneto, volontari dell’Aido. Nello stand era possibile registrare la propria volontà di donazione di organi e conoscere il lavoro straordinario composto da staffette stradali, personale sanitario e medici. “Con questa iniziativa – ha sottolineato il presidente Zaia - lo sport e la sanità lanciano un messaggio fortissimo di speranza e fiducia. Potrebbe trattarsi di una bella squadra a cronometro, dato che con la Lamborghini della Stradale si rubano anche i minuti per portare organi donati a chi li deve ricevere”. Dal 2016 la Polizia di Stato supporta il Centro nazionale trapianti per il trasporto di organi e tessuti in condizioni di estrema urgenza, una sinergia che lo scorso febbraio è stata anche formalizzata
ufficialmente con la sottoscrizione del protocollo d’intesa. L’attività operativa della Polizia scatta quando la distanza delle strutture sanitarie interessate e la particolarità dei trapianti da eseguire rischierebbero di compromettere il buon esito dell’intervento. Protagonista dello spazio espositivo è stata la Lamborghini Huracàn della Polstrada: un’auto capace di raggiungere i 325 km orari, provvista delle più avanzate dotazioni tecnologiche e attrezzata nel cofano anteriore con un frigobox appositamente adibito al trasporto degli organi. Nel 2018 la Polizia Stradale ha effettuato 4 trasporti a supporto di trapianti incrociati di rene da donatore vivente (i cosiddetti “crossover”): di questi, ben 3 hanno coinvolto strutture della Regione Veneto, ovvero gli ospedali di Padova e Vicenza.
creme protettive, è risultata più alta per le di schermare o bloccare i raggi del sole viene persone di pelle più chiara, con un fototipo definita fattore di protezione solare: è il basso. Oltre che tra coloro che avevano numerino con valori in genere compresi tra più nevi cutanei, poiché questi nascono 6 e 50 che si può trovare sui prodotti solari. dall’accumulo di melanociti. Questo indicatore si riferisce I raggi E dal momento che il nello specifico alla capacità ultravioletti melanoma altro non è che di bloccare i raggi ultravioletti un tumore che ha origine da di tipo B sono di tipo B: considerati un queste cellule, deputate alla cancerogeno certo per considerati un l’uomo, al pari di quelli A produzione della melanina, cancerogeno pigmento responsabile e di quelli C (raramente del colore della pelle e certo per l’uomo raggiungono la Terra). Creme dell’abbronzatura, “una con un «Spf» pari a 15 sono parte di essi può degenerare e dare vita a in grado di bloccare il 93 per cento dei un melanoma”, come si legge sul Manuale raggi UVB, mentre solari con «Spf» pari Pelle. Fondamentale, dunque, è l’utilizzo a 30 arrivano a bloccarne il 97 per cento. delle creme solari. La capacità di una crema Nessun prodotto - nemmeno quello con
fattore di protezione superiori a 50 - è in grado di bloccare tutti i raggi UVB. La scelta della crema solare non è semplice. Il primo fattore da tenere conto è il tipo di pelle: più sono chiare, più alto deve essere il fattore di protezione. Per fototipi più scuri è indicato un fattore di protezione intorno a 15, per quelli intermedi (biondo scuro e castani) fattori tra 15 e 30, per quelli molto chiari (biondo o rossi e pelle molto chiara) fattori da 30 in su. È importante che resta al sudore e all’acqua e va applicata in maniera abbondante: 2-3 cucchiai da tavola di crema (circa 25-30 grammi) per proteggere tutto il corpo. È quindi bene ripetere l’applicazione almeno ogni due ore e dopo ogni bagno.
Padova, rinforzata la Patologia neonatale, 20 nuovi posti letto per i neonati prematuri
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n attesa del nuovo ospedale, Padova si gode un altro tassello di assoluto prestigio nella sua offerta sanitaria. La nuova terapia intensiva neonatale è la frontiera della scienza applicata alla salvaguardia delle vite più fragili: quelle dei bambini prematuri, anche nelle condizioni più problematiche e persino sotto il chilo di peso. Diretta da Eugenio Baraldi, la terapia intensiva neonatale è punto di riferimento per l’intera regione e grazie ai nuovi 20 posti letto può contare su 30 posti tra terapia intensiva e semi-intensiva, a disposizione di un bacino d’utenza di 10 mila nati che ogni anno vede affluire qui 400 bambini, un quarto dei quali di meno di un chilo e mezzo alla nascita.
Terza in Italia dopo Torino e Milano per numero di neonati prematuri curati, con una sopravvivenza superiore alla media certificata dagli standard internazionali, la patologia neonatale può contare su una dotazione tecnologica di livello assoluto, che comprende anche l’Ecmo neonatale tra gli strumenti di assistenza ventilatoria e di monitoraggio delle funzioni vitali. Ospita inoltre il coordinamento del Servizio regionale di trasporto neonatale critico, che ogni anno gestisce oltre 200 trasporti tra i 20 ospedali della Regione in rete, lavorando h24 tutti i giorni dell’anno. Ma il rilancio della terapia neonatale non è l’ultimo intervento in programma. Di
queste settimane è infatti l’approvazione del progetto di fattibilità per la nuova pediatria, una delle strutture più attese dalla sanità padovana. Grazie a un investimento di 61 milioni di euro, ulteriormente lievitato di 7 milioni per rispondere alle modifiche approvate in corso d’opera, la Casa della Mamma e del Bambino si estenderà per quasi 20 mila metri quadrati suddivisi in otto piani più gli ambienti seminterrati. Per questo polo il nuovo ospedale non rappresenta il futuro: pediatria e l’intera area materno infantile, compresa ostetricia, resterà infatti al Giustinianeo e potrà approfittare dei nuovi spazi che si apriranno col trasferimento della gran parte dei reparti a Padova est.
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Trapianto di polmone, un record a Padova: 30 casi in un anno I
l polmone è uno degli organi più complessi da trapiantare; oltre alla sue intrinseche caratteristiche di delicatezza, la difficoltà di conservazione dell’organo espiantato prima del trapianto richiede contenuti tempi di ischemia. Inoltre, essendo il polmone un organo a diretto contatto con l’ambiente esterno (le vie respiratorie), ciò lo espone molto più rispetto ad altri organi al rischio di infezioni nel post trapianto. E’ un vero record, dunque, per la chirurgia toracica di Padova il risultato raggiunto lo scorso anno. L’attività trapiantologica di polmone a Padova è nata nel 1995. Da allora sono stati eseguiti nel Centro di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova diretto dal Prof. Federico Rea, 444 trapianti. Il volume operatorio è cresciuto ogni anno, fino a raggiungere nel 2018 la vetta di 30 trapianti effettuati. A Padova dal 1995 ad oggi sono stati trapiantati di polmone il 34% dei casi di fibrosi cistica, il 13% di BPCO (principalmente casi di enfisema polmonare), il 41% di pneumopatie fibrosanti e il 12% di altre indicazioni. Se guardiamo invece alla più recente casistica dei 30 pazienti trapiantati nel 2018, vediamo che la fibrosi cistica è scesa al 23%, mentre le pneumopatie fibrosanti sono salite al 54%. Sta quindi aumentando nel tempo il numero dei pazienti trapiantati per fibrosi polmonare, che sono quelli più complessi da gestire. Nel nostro Centro di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova è possibile affrontare tale complessità grazie alla grande esperienza di cui dispongono le varie figure di spe-
cialisti che collaborano all’attività trapiantologica. La Chirurgia Toracica di Padova annovera oltre 40 figure professionali di altissimo livello. In sala operatoria per ogni espianto e trapianto si alternano diversi professionisti: Chirurghi di Chirurgia Toracica, Anestesisti, Pneumologi, Anatomo-Patologi, Immunologi, Personale Medico strutturato e Medici in formazione specialistica, oltre a personale Infermieristico e tecnico di comparto. Sebbene la formazione adeguata di vari professionisti in questo campo sia un processo complesso e potenzialmente richieda tempi molto lunghi (almeno un anno), un punto di forza del Centro di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova il cui Direttore è il Prof. Federico Rea consta nell’elevato volume di attività che permette di realizzare tale formazione in maniera intensiva, in modo da avere un’organizzazione nell’ambito del reparto di Chirurgia Toracica di ben 2 equipe di trapiantatori e prelevatori che, alternandosi, assicurano al programma di trapianto polmonare una continuità per 24 ore al giorno nei 365 giorni dell’anno. Recentemente è stato portato a termine anche il trapianto di polmoni con degli organi prelevati da un donatore a cuore non battente con l’utilizzo dei cosiddetti DCD (deceased of cardiac death) strategia già utilizzata da alcuni anni sia a livello europeo che mondiale per ottimizzare il procurement degli organi. Il donatore classicamente utilizzato per i polmoni è il cosiddetto DBD (deceased of brain death), ovvero un donatore cerebralmente morto ma con cuore bat-
tente, nel caso del DCD l’assenza di un sistema cardiocircolatorio efficace rende la donazione d’organo particolarmente complessa per via della necessità di completare il prelievo degli organi in tempi molto rapidi e soprattutto per la problematica valutazione circa l’idoneità dell’organo da prelevare. In questo caso l’OCS – Organ Care System ci ha permesso di ottenere una valutazione esaustiva dell’organo prelevato, potendo così procedere al trapianto con la certezza che i polmoni donati fossero idonei. I molteplici successi sono resi possibili da anni grazie alla presenza di professionisti con consolidata esperienza che, con la disponibilità di risorse tecniche e strumentali all’avanguardia fornite dall’Azienda Ospedaliera di Padova, Hub regionale, permettono l’avanzamento continuo di nuove metodiche chirurgiche.
La Regione finanzia 90 specializzandi
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ono 90 i contratti di specializzazione medica aggiuntivi deliberati, per l’anno accademico 2018-2019, dalla Giunta Regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. Un’operazione che, con un finanziamento di 9.795.000 euro conferma un impegno della forte. Le borse di studio vanno ad accrescere sensibilmente le circa 400 assegnate con finanziamento statale dal MIUR. I giovani professionisti (che dovranno essere residenti in Veneto da almeno tre anni consecutivi) è previsto si formino nelle scuole di specializzazione delle università venete di Padova e Verona, favorendo la loro permanenza nelle aziende sanitarie della Regione. “Il numero di specializzandi che riusciamo così a sostenere nel percorso formativo è considerevole – sottolinea l’assessore Lanzarin – e non è un impegno solo di oggi, visto che negli ultimi anni lo abbiamo portato avanti con determinazione. Alla carenza di medici rispondiamo con un atto che va oltre la contingenza e le necessità immediate. Si tratta di un vero e proprio investimento sul futuro della nostra sanità. I medici, infatti, non solo si formeranno presso le scuole presenti nella nostra regione ma anche avranno l’obbligo di ruotare nel loro percorso professionale nelle strutture delle aziende sanitarie e, in particolare, presso gli ospedali Hub e Spoke del Veneto”. “Siamo di fronte alla necessità di fronteggiare la carenza di camici bianchi – prosegue l’Assessore -. Nel Veneto, mancano all’appello circa 1300 professionisti, e a noi è richiesto impegno nel mantenimento degli organici. Si è sempre detto che è non è il momento delle parole ma quello di agire; questo provvedimento dimostra l’attenzione e la determinazione che la Regione ha verso il problema. Il numero dei posti presso le scuole di specializzazione, infatti, nel rispetto della quota complessiva avverrà limitatamente a quelle specializzazioni per le quali presso il sistema sanitario regionale si è verificata una più significativa carenza di professionisti”.
Un laser “micropulsato” per trattare la retina infiammata L
a retina costituisce il tessuto retinico più nobile dell’occhio. E’ la superficie sulla quale si proietta l’immagine ed è costituita da uno strato di cellule, fotorecettori, capaci di trasformare la luce in impulso elettrico. Ovviamente questa semplificazione non rende ragione della complessità del fenomeno da un punto di vista biochimico; dobbiamo infatti pensare che l’energia luminosa, colpendo le cellule, fa si che queste consumino alcune sostanze chimiche presenti al loro interno e quindi determinino l’eccitazione di determinate fibre nervose. La grande complessità dell’occhio è resa ancora più evidente se pensiamo che è collegato a circa il 40% del cervello! Ad ogni modo, questa breve introduzione è riportata solo per far capire che se in questa catena di eventi vi sono delle interruzioni, la visione non è più buona. Uno dei processi morbosi con cui abbiamo a che fare frequentemente è l’edema retinico. La parola edema rappresenta semplicemente un infarcimento di liquido negli spazi retinici. Se noi prendiamo ad esempio un colpo in una
parte del corpo, questa si gonfia, basti pensare ad una distorsione articolare o ad un trauma. A livello oculare esistono equilibri molto delicati che permettono
ai liquidi fisiologicamente presenti nei tessuti, di rimanere al loro posto. Se però abbiamo dei processi infiammatori successivi ad interventi chirurgici quali
Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente
anche una cataratta o disturbi generali quali il diabete o ad altre patologie oculari o generali, ci possono essere delle raccolte di liquido all’interno degli strati retinici. Ovviamente in questi casi la retina non funziona più bene! Per agevolare il riassorbimento di questo liquido patologico esistono terapie farmacologiche, farmaci iniettati all’interno del bulbo, e più recentemente un particolare tipo di laser. Una particolare lunghezza d’onda (Giallo) è in grado di stimolare le cellule retiniche senza danneggiarle permettendo così a queste di riassorbire il liquido patologico. Questo trattamento è chiamato “Laser giallo micro pulsato” e si effettua in pochi secondi senza alcun dolore per il paziente. Costituisce
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una vera innovazione ed un’arma straordinaria per gli edemi cronici spontanei (retinite sierosa centrale), post diabete o post trombosi. Una seduta laser dura pochi secondi, si effettua dopo aver dilatato la pupilla e non comporta alcuna sensazione di dolore per il paziente. E’ inoltre possibile ripetere questi trattamenti in caso di recidiva della raccolta di liquido. Questo laser ha un’efficacia straordinaria anche nei comuni trattamenti laser per la saldatura delle lesioni retiniche (distacco di retina) o nei trattamenti panretinici nei pazienti diabetici. Il grosso vantaggio per il paziente è l’assenza di dolore dovuta alla estrema brevità dellìimpulso (20 msec). Ancora una volta la tecnologia ci offre soluzioni, sta a noi usarla con intelligenza!
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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune F
iglia di Aquileia, madre di Venezia. Si sa, i detti popolari non amano le sfumature della storia, semplificano di brutto, ma Grado è un po’ così. Isola sospesa nel suo mito, come nel dedalo delle sue lagune. Indefinita, eppure così decisiva nel definire un confine fra Oriente e Occidente, fra le rotte del Nord e il mare. Perché il confine è essa stessa, Grado.
di Renato Malaman
Cosmopolita dentro, con quell’anima un po’ giuliano-veneta (come la sua parlata) e un po’ mitteleuropea. Grado è la proiezione sull’Adriatico di Aquileia, la città romana che illuminava la X Regio Venetia et Histria, quarta città più grande dell’Impero al tempo di Augusto, ancor oggi celebrata dagli splendori archeologici di cui è ricca. continua alla pag. seguente
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Grado, isola di sole. Fra miti e lagune
Il suo passato romano e bizantino, la lega ad Aquileia, a cui oggi è collegata attraverso un lungo ponte. Fu sotto gli Asburgo - ai primi del ‘900 che la città si aprì al turismo, con le sue spiagge dalla sabbia”miracolosa” e le sue ville di gusto liberty di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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ici Grado e pensi al mare e alla spiaggia, ai tempi d’oro delle sabbiature sull’arenile che facevano miracoli per le ossa. Anche calciatori allora di chiara fama, “sabbiati” dopo un infortunio, ne confermarono gli indubbi benefici. Però la Grado balneare è solo una parte dell’identità complessa che la città ha ereditato nel corso dei secoli. E neanche la parte più bella, anzi decisamente la meno attraente sotto il profilo urbano, tanto che ci vorrà del tempo per mascherare le architetture anonime degli anni ’60-’70 che si affacciano sul lungomare. Più intima e suadente è la Grado delle calli e dei campielli, del capriccioso intreccio di canali e specchi d’acqua lagunari disegnati dalle correnti, dei pescherecci e del mercato del pesce, delle piste ciclabili e dei sentieri naturalistici, delle chiese orientaleggianti impreziosite da mosaici e affreschi che ancor oggi destano stupore. Grado è tante città in una. Il suo centro storico più intimo è costituito dalle case di epoca veneziana - alcune ben restaurate come la Casa della Musica che ospita importanti mostre d’arte - e, più verso il mare, dalle ville di epoca asburgica che ricordano la Belle Epoque quando Grado era ancora Graus e gli austriaci alla fine del XIX secolo scoprirono il piacere di soggiornarvi. Ma Grado è fatta anche di casoni, tenuti come reliquie nelle isole della sua laguna, retaggio di una civiltà rurale e lagunare che ha lasciato il segno nel Dna dei gradesi. Vivere Grado oggi è visitare le sue chiese antiche, la Basilica di Santa Eufemia prima fra tutte: l’antica cattedrale del soppresso patriarcato, di cui è continuatore quello attuale di Venezia. Il suo pavimento è interamente mosaicato. Brilla d’arte bizantina anche il vicino Battistero. In laguna, nell’isola di Barbana, sorge il santuario meta da secoli di un pellegrinaggio votivo che si svolge in barca la prima domenica di luglio, rinnovando il rito del Perdon.
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è distribuita con il Sistema
NELLA FOTO COPERTINA UNA SUGGESTIVA IMMAGINE DELLA LAGUNA DI GRADO. SOTTO: LA FESTA DEL PERDON CON IL CORTEO DELLE BARCHE DIRETTO ALL’ISOLA DI BARBANA, LA BASILICA DI SANT’EUFEMIA, RELAX NELLA PISCINA DI UN HOTEL IN CENTRO. IN QUESTA PAGINA: ALTRA VEDUTA DI GRADO, L’INTERNO DELLA BASILICA, LA STATUA DELLA VERGINE PORTATA IN PROCESSIONE A BARBANA, PESCHERECCI SUL MOLO, LA SPIAGGIA, CAVALLI IN LIBERTÀ ALL’ISOLA DI CONA. QUI A LATO: IL SANTUARIO DELL’ISOLA DI BARBANA E ALTRE IMMAGINI DI GRADO E DELLE SUE LAGUNE.
Nelle sue osterie si incontra l’anima giuliano-veneta della città, mentre lungo il molo si possono degustare i prodotti del mare e delle valli salmastre. La bicicletta aiuta a scoprire meglio le sue numerose oasi naturalistiche
Vivere Grado è perdersi la sera in calli e piazzette, cercando l’osteria giusta per concedersi un’ “ombra” per l’aperitivo. Un modo per apprezzare la convivialità, ma anche gli straordinari prodotti di cui il territorio è ricco. I vini friulani e del Carso, quelli del Collio e dei Colli Orientali. Il prosciutto crudo, i salumi tradizionali, i formaggi… E poi i prodotti del mare, in quest’area dell’Adriatico particolarmente prelibati, come i “dondoli” (i cosiddetti tartufi di mare) e gli altri mitili, le seppie e le seppioline, le alici e i “sardoni”. Un patrimonio ittico che la locale Cooperativa di Pescatori valorizza anche attraverso un proprio ristorante, affacciato sul molo dei pescherecci. A Grado si svolge una delle più importanti aste del pesce dell’Alto Adriatico. L’attuale proposta alberghiera punto molto sul benessere. La sabbia dalle riconosciute proprietà curative antiartrosiche e antireumatiche si accompagna all’attività delle Spa degli hotel e alle acque termali delle Terme. Grado è diventato anche il paradiso dei cicloturisti. Tantissimi i percorsi delle vie ciclabili, molti dei quali lambiscono le lagune e il
loro suggestivo mondo. In bici – attraverso un lungo ponte lagunare, si può facilmente raggiungere Aquileia, città archeologica che anche da sola potrebbe valere il soggiorno a Grado, tante sono le testimonianze storico-artistiche e culturali che la connotano. A cominciare dalla Basilica, crocevia di storia e di civiltà. Capitale politica e religiosa per secoli (a partire dal periodo romano), con influenza in ampi territori circostanti, fino all’Istria. Chi ama la natura può scegliere fra tanti orizzonti. Le vicine isole della laguna, come pure la Riserva naturale dell’Isola della Cona, alla foce dell’Isonzo, dove galoppano in libertà una decina di cavalli bianchi e dove nidificano rare specie dell’avifauna locale e di quella migratoria. Scegliere Grado anche per loro è stato facile, visto che in un piccolo paradiso si sta proprio bene. Il sito del Consorzio Grado Turismo (www. grado.it) e la pagina FB consorziogradoturismo meritano una visita per la varietà di proposte e dicombinazioni che offrono per conoscere Grado e il suo piccolo universo.
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Food & Drink FESTA O SAGRA: LA RANA È CELEBRATA IN MOLTE PIAZZE DEL VENETO
VALDOBBIADENE, CANEVANDO IL 30 GIUGNO
Sono davvero tante le feste o sagre dedicate alla regina dei nostri fossi: la rana. Nel risotto o fritta è una vera protagonista dell’arte culinaria veneta. Cona, Pernumia, Grossa di Gazzo padovano, Arquà Polesine, Santa Lucia di Piave. Se nel piatto c’è la rana, la gente arriva. Lo confermano le presenze alla più grande manifestazione enogastronomica italiana a base di rana, quella di Santa Lucia di Piave. L’evento che richiama ogni anno intenditori da tutte le regioni del Nord Italia e anche dall’estero, in particolare da Austria e Slovenia. Solo a Santa Lucia di Piave, infatti, si possono degustare alcune specialità le cui ricette sono il frutto di anni di sperimentazioni in cucina da parte di chef locali, cultori della carne di rana, come la “Rana imperiale”, al forno con guazzetto di pomodoro e polentina, o il risotto alla
Domenica 30 giugno 2019 avrà luogo Canevando, giunta alla sua 21a edizione. Essa, è una festa per la promozione del territorio valdobbiadenese, del vino Valdobbiadene Prosecco Docg e della gastronomia locale. Si tratta di una camminata guidata attraverso i vigneti e le colline alla scoperta delle cantine (le “caneve” in dialetto) dove è possibile degustare il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. di ciascun produttore, in abbinamento ai diversi piatti tipici della cucina trevigiana, curati da ristoratori e pasticceri di Valdobbiadene e dai Consorzi di tutela dei prodotti tipici. Canevando parte da San Pietro di Barbozza, frazione di Valdobbiadene, lungo la strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano – Valdobbiadene e si snoda percorsi di ca. 10 Km ciascuno, attraverso le frazioni di San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano, per un totale di circa 30 cantine del Comune di Valdobbiadene. La camminata procede lungo sentieri, strade sterrate e filari. Alla partenza ogni partecipante riceverà una maglietta, un calice da degustazione, una mappa e il tradizionale “pignatel” (pentolino). Verranno formati gruppi di 30 persone, guidati da esperti del territorio in uno dei percorsi
polpa di rana e i tortelli di rana conditi con burro e salvia. Non manca dal menù la rana fritta, quella che si consuma di più. E anche quella che va per la maggiore nelle sagre venete che si svolgono in questo mese di giugno. Feste analoghe ci sono a Ferrara, Perugia, Teramo. Feste nate spesso dallo spirito goliardico di gruppi di amici, desiderosi di riassaporare quel piatto della loro infanzia, che smuoveva dentro i ricordi mai sbiaditi di quando la fame li spingeva, insieme ai papà e ai nonni, a dare la caccia agli anfibi, di notte, nei fossati ricchi d’acqua delle nostre campagne. Oggi la fame è passata e si è estinto anche l’oggetto del desiderio, quella rana verde che gracida sempre più di rado nei nostri fossati per via di inquinamento e antropizzazione.
TEMPO DI MELONE PRECOCE VERONESE
con visita a circa 6 cantine, sostando in ognuna per degustare i vini, abbinati ad un piatto tipico diverso per ogni tappa. I cantinieri sono a disposizione dei visitatori per spiegare le tecniche enologiche e di viticoltura. Un’occasione unica per conoscere questa terra anche attraverso il dialogo con gli abitanti e i viticoltori.
IL RIUTILIZZO DELLE ACQUE GRIGIE Il sistema di recupero e riutilizzo acque grigie IDROCELL può ridurre il consumo di acqua potabile …
DEPURAZIONE ACQUE CIVILI Il melone (Cucumis melo), zione su terreniREFLUE altamente perè detto anche “popone” ed è il meabili e dalla tecnica di proACQUE DI PRIMA PIOGGIA Melone Precoce di Verona con duzione in tunnel che produce forma ovoidale e circonferenza particolari condizioni di tempeRECUPERO E RIUTILIZZO ACQUA compresa fra 36-47 cm. La suratura e umidità. Ricchissimo perficie esterna presenta una in acqua e povero in zuccheri, ACQUE PRIMARIE E POTABILIZZAZIONE reticolatura marcata e uniforme, il melone è particolarmente ricche identifica bene le singole co di vitamine A, C e B e di poLe acque pluviali che dilavano le superfici asfaltate quali parcheggi o aree di fette; il colore è giallo uniforme, tassio. Trova indicazione nelle manovra rappresentano una fonte importante di inquinamento dei corpi idrici con linee verdi di demarcazione anemie, nella stipsi, nella gotta ricettori. Nell’attraversare l’atmosfera le gocce di pioggia assorbono le sostanze delle fette. La polpa è arancio e nel diabete. Possiede proprieinquinanti ivi presenti edi una volta raggiunto il terrenoe le gocce acquisiscono ulteriori salmone, succulenta, buona tà lassative diuretiche. contaminazioni a contatto con strade, rifi uti, vegetazione e superfici pavimentate. consistenza, con aroma delicato Oggi, in tutti i paesi, sono state introdotte normative specifi che atte ad accumulare (più intenso al taglio) e sapore o trattare le acque di prima pioggia che possono provocare inquinamento elevato dolce, con retrogusto pepato. Le nei corpi ricettori. Il problema delle acque di prima pioggia è stato studiato da prime notizie sul melone veroIDRODEPURAZIONE che ha messo a punto diverse tipologie di impianti per piccole, nese si trovano nel volume di A. medie e grandi superfi ci. Valerini, Le bellezze di Verona del 1584. Le +39 caratteristiche peculiari 348 6187816 • +39 392 3180751 • del Melone Precoce di Verona sono determinate dalla coltiva-
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Verona, estate a teatro
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Lio Piccolo, Cavallino Treporti, tutto da scoprire
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l 15 e il 29 giugno è possibile immergersi in uno degli angoli più affascinanti della Laguna di Venezia. Un’escursione guidata vi permetterà di immergervi in una vera e propria oasi di pace, un mondo fatto di specchi d’acqua, canali, barene, campi coltivati. Lio Piccolo, splendido borgo rurale situato a pochi passi dalle spiagge di Cavallino Traporti e Jesolo, rappresenta un vero e proprio spaccato di vita della laguna. Saranno ripercorse le antiche origini del borgo: una realtà fatta di agricoltura e valli da pesca, in cui la quotidianità è scandita dai soli ritmi della natura. Si scopriranno i sistemi adottati da secoli dalla popolazione locale per adoperare al meglio le risorse a disposizione e riuscire a vivere in ambienti ritenuti ostili. Si vedrà come queste condizioni abbiano portato alla produzione di specialità molto apprezzate e ricercate dal punto di vista gastronomico. La prenotazione è obbligatoria. https://www.beescover. com/dove/la-vita-a-lio-piccolo-e-nelle-valli-da-pesca/;
Noale, infiorata il 23 giugno
DE-BIKE alle prime ore della mattina, sulla strada che sta tra le due torri medioevali di Noale, migliaia di fiori ed essenze arboree raccolte nei giorni precedenti daranno corpo ad un grandissimo quadro floreale composto da sette tappeti raffiguranti PINARELLO FIO scene a soggetto religioso. All’imbrunire, il corteo religioso che porterà in trionfo l’Eucarestia e percorrerà il tappeto per tutta la sua lunghezza. Inoltre, nei due giorni precedenti saranno organizzate cene, presentazione di libri e molti altri eventi collaterali.
a 71ª edizione dell’Estate Teatrale Veronese prevede, dal 15 giugno al 28 settembre, cinquantasei serate, trentasette al Teatro Romano e diciannove, nel mese di settembre, nello spazio alternativo del Teatro Camploy. Organizzata dal Comune di Verona, l’Estate Teatrale Veronese 2019 ha come sponsor BANCO BPM, Cattolica Assicurazioni, la casa vinicola Santi e Agsm. TEATRO ROMANO Le sezioni in cui si articola l’edizione 2019 sono come di consueto tre: prosa, danza e musica. Per la prosa (pietra angolare della manifestazione fin dalla sua nascita nel 1948) gli spettacoli in cartellone sono cinque, tre dei quali inseriti nel 71° Festival Shakespeariano: La Tempesta, con adattamento e regia di Luca De Fusco con Eros Pagni e Gaia Aprea, Romeo & Giulietta, nati sotto contraria stella con drammaturgia e regia a firma di Leo Muscato e sul palco Ale e Franz, Eugenio Allegri, Marco Zannoni e Teodosio Barresi, ed Il mercante di Venezia con adattamento e regia di Giancarlo Marinelli con Mariano Rigillo, Romina Mondello, Fabio Sartor e Francesco Maccarinelli. Gli altri due spettacoli sono l’adattamento di Franco Branciaroli del Moby Dick di Herman Melville, con lo stesso Branciaroli protagonista assieme a Luca Lazzareschi (anche regista dell’opera) e Gianluca Gobbi, oltre a Elena di Euripide, con Laura Marinoni diretta da
Davide Livermore, il regista che ha inaugurato la stagione operistica del teatro Alla Scala di Milano con ‘Attila’ di Verdi. L’atteso cartellone della danza porterà al Teatro Romano i Momix con ‘Alice’, nuovo lavoro del direttore artistico Moses Pendleton ispirato all’universo fantastico che Lewis Carrol ha racchiuso in Alice nel Paese delle Meraviglie, e la prestigiosa compagnia di modern dance internazionale Nederlands Dans Theater 2, al suo ritorno al Romano dopo quattordici anni. Per la musica sono cinque le serate di Rumors, festival nato nel 2013 che prosegue il suo viaggio attraverso la “voce cantata, la voce come significato, la voce come strumento musicale”. Quattro le serate per Verona Jazz, manifestazione che da sempre unisce sonorità ricercate e “mostri sacri” del jazz. TEATRO CAMPLOY Completano il cartellone gli undici spettacoli (sei di prosa e cinque di danza) nello spazio alternativo del Camploy dal 2 al 28 settembre.
Rovigo, ‘Giostre! Storie, immagini, giochi’
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ompletamente dedicata alla fantasiosa iconografia delle giostre, la mostra ‘Giostre! Storie, immagini, giochi’ a Palazzo Roverella, fino al 30 giugno 2019. L’esposizione sfaccettata e divertente, è anche pensosa, e vuole suscitare nel pubblico un vero e proprio effetto-giostra, tra il gioco più semplice e genuino che rimanda all’infanzia e la riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sul mondo che gira, sul destino. L’ampia sezione di fotografie comprende opere di più di sessanta importanti fotografi dall’Ottocento a oggi. Tra
questi, le immagini ottocentesche di Celestino Degoix e di Arnoux; quella della Parigi dell’inizio del Novecento di Eugène Atget e dei Frères Seeberger; le fotografie degli anni Quaranta-Sessanta di Henri Cartier Bresson e molti altri grandi. La mostra è arricchita da una selezione di importanti opere pittoriche e da manifesti di fiere di paese e sagre popolari. Importante l’installazione dell’artista contemporanea Stephen Wilks “Donkey Roundabout” e il film di Adriano Sforza “Jodi delle giostre”, vincitore del David di Donatello 2011.
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Portobuffolè, rassegna Gaiajazz
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gni sabato di giugno, la rassegna Gaiajazz, presenta un programma di altissimo valore musicale, quest’anno il gusto dell’avventura per tutti firmato dalla direzione artistica del prestigioso pianista Antonio Faraò. Dalle ore 19 alle ore 21:30, un ristoratore diverso per ogni sera, prepara un menù con Vivi l’esperienza Adatte a tutti piatti tipici del territorio, partner Le E-bikes ti permettono di affrontare tracciati difficili Non è necessario avere un allenamento Consorzio Vini Venezia. L’Assouna preparazione tecnica particolare: sono perfette con una spinta in più: collina o montagna poco importa, ciazione Culturale o Dotmob in collaborazione con il Comune, la Proloco di Portobuffolè per tour cicloturistici, famiglie, bambini e ciclisti occasionali. potrai goderti a pieno l tua escursione! ed importanti aziende del territorio, allestisce un palcoscenico unico, unendo musica di alta qualità, degustazione e conoscenza delle imprese del territorio. Il 22 giugno sul palcoscenico Carlo Atti Quartet con Carlo Atti, Danilo Memoli, Stefano Senni, Enzo Carpentieri presentano un repertorio dell’America Song Book e brani rappresentativi dell’evoluzione del linguaggio jazzistico. Il 29 giugno, ultimo appuntamento con Luca Jurman - Essential soul trio. Serata guidata dall’artista eclettico e fondatore di un metodo professionale di canto Luca Jurman, accompagnato da musicisti di grande rilievo come Federico Malaman e Gabriele “Lele” Melotti. Inoltre, in occasione degli eventi è possibile visitare i vari siti storici del Borgo dalle ore 17 alle ore 20.
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Ingredienti: 1-2 sedani di Verona - 4 c di maionese casalinga - 7-8 c di yogurt naturale - ½ limone sale q. b.
Ingredienti: 320 g di farfalle - 10 olive nere - 5 olive verdi - ½ limone - 10 pomodorini piccoli - 1 pizzico di prezzemolo e di erba limoncina 30 g di olio - sale - peperoncino.
Ingredienti: 250 g di yogurt naturale - 250 g di frutti di bosco maturi - 4 C di zucchero di canna - ½ limone.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Note
Preparazione: mondare e lavare il sedano, strofinarlo con il mezzo limone per evitare che annerisca. Tagliarlo a fette e cuocerlo al vapore per un quarto d’ora circa. Lasciare raffreddare. Frullare il sedano assieme agli altri ingredienti fino a ottenere una consistenza soffice e omogenea. Servire la mousse fredda o a temperatura ambiente.
Preparazione: lessare in abbondante acqua salata le farfalle. Scolare la pasta, condire con un filo d’olio, le olive tagliate a rondelle, l’erba limoncina, il prezzemolo tritati e i pomodorini tagliati a metà. Aggiustare di sale e peperoncino e servire con qualche spicchio di limone.
Preparazione: lavare rapidamente i frutti di bosco (tenerne da parte qualcuno per guarnire) e asciugarli delicatamente. Frullarli assieme allo zucchero e al succo di mezzo limone. Porli nella gelatiera, aggiungere lo yogurt e metterla in funzione. Dopo 30 minuti il gelato sarà pronto.
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
Oroscopo
42
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l’
Ariete Qualche piccola o grande bufera in arrivo. Situazioni conflittuali da gestire con intelligenza e calma
Toro Grande passionalità, grande determinazione e tanta voglia di migliorare la tua vita: buttatevi!
Giugno Giugno porta con se’ una fase appagante per il divertimento, il tempo libero, le gite o un primo assaggio di vacanza
Bilancia Attenzione: le emozioni trattenute fermenteranno, con il risultato che a rimetterci potrebbe essere la calma
Scorpione La vostra mente avrà ali: un’intuizione felice, un colpo di genio o di semplice astuzia e potrete risolvere tutto
Gemelli
Sagittario
Il cielo vi sussurra: tranquillità. Sicuramente la desiderate e i transiti che vi riguarderanno la annunciano
Nessun cambiamento questo mese, tutto trascorre identico a se stesso. Verso la fine si muove qualcosa
L’ARTE DI ARREDARE CON STILE.
Cancro
Capricorno
La vostra grinta metterà in luce difetti altrui. Probabili discussioni e contrasti sulla strada in diversi ambiti
Vivrete con una tensione interiore quasi continua, spesso trattenuta ma a volte potreste sbottare, attenzione!
Leone
Acquario
Le insoddisfazioni sono dietro l’angolo. Ma di sicuro non vi darete per vinti contro i motivi del vostro scontento
Un mese insolito e contraddittorio potrebbe portarvi a prendere decisioni inaspettate, capaci di sorprendere tutti
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Vergine Determinazione, questa la dote di spicco che vi permetterà di esprimervi al meglio specie nei rapporti più incerti
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Pesci Frizzanti e pieni di risorse, gestirete bene il dialogo, ma nei rapporti affettivi ci sarà qualche contraddizione emotiva
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