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Chioggia dic2016 n154

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Sport p.20

Attualità p.25

DICEMBRE 2016

Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 154 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD

Cultura p.17

Salute p.35

di Chioggia

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INFRASTRUTTURE

Via libera al Ponte sul Brenta, lavori sempre più vicini SETTORE ITTICO

Il Senato approva il ddl , fine alla questione degli sgravi

on-line: Il NO vince, il SI’ perde. Forse… Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

Ma insieme a lui anche il centrodestra e soprattutto Forza Italia sventolano la bandiera dei vincitori e in molti riconoscono fondamentale di un redivivo Berluagenzia dil’apporto CHiOggia sconi che ha già annunciato la sua discesa in campo per le 041 prossimeTel. elezioni. E perché3180316 no! Se riuscisse a ricucire con parte dei compagni vincitori, Fratelli d’Italia e Salvini, potrebbe anche tornare a governare il nostro Paese. Va detto però che, all’indomani del voto, il M5S per primo si è detto pronto a prendere in mano le redini dell’Italia, intestandosi per buona parte l’esito del referendum. E pare che Grillo stia pensando a larghe intese destrorse pur di vincere le prossime elezioni. Tra i vincitori non dimentichiamo che ci sono però anche l’Anpi, la Cgil e D’Alema che ritengono di aver fatto la loro parte per difendere la Costituzione e che faranno pesare la loro vittoria nelle sedi opportune. Il problema vero è sotto gli occhi di tutti: se il gruppo dei vincitori ha raccolto 19 milioni e mezzo di no, quanto pesa politicamente ognuno di essi davvero? E quanto, invece, servizi alle pagg 6,7 pesa il profondo disagio sociale espresso da questi no? Il no dei giovani che non trovano lavoro e non vedono futuro, il no di chi non riesce a sbarcare il lunario ed è furibondo con la politica tutta? Se andassimo a elezioni domani, tutti questi no si trasformerebbero in consenso elettorale per una forza di governo maggioritaria? No. Perciò la grancassa ha già cominciato a suonare caldeggiando una nuova legge elettorale di tipo proporzionale: così si vince tutti e si governa tutti… Come al tempo di Craxi. Tra tutti i vincitori, però, c’è anche Renzi. Ha perso ma il sì, il suo sì, ha raccolto 13 milioni e mezzo di consensi. Tutti per lui e le sue riforme? Forse no, ma in buona parte sì. E questo è certo. Ora due cose sono prioritarie: varare la legge di bilancio e approvare una legge elettorale per poi andare al voto. Ma chissà se sta bene a tutti sbrigarsi. A chi siede in parlamento, tutti, non conviene forse tirarla per le lunghe e votare nel 2018? Conviene, certo che conviene. Cosa è cambiato dunque rispetto al 3 dicembre? Che fare? Non ci resta che festeggiare. Buon Natale e Buon anno nuovo, dunque, sia al popolo del sì che a quello del no!

Dal Ben: “La riforma della sanità porterà benefici per l’Ulss 14” Il commissario dell’azienda sanitaria di Chioggia rassicura e parla di un potenziamento. Il centrodestra approva, Erika Baldin definisce la maxi Ulss penalizzante per la città balneare e turistica

SERVIZI E DISSERVIZI

Futuro incerto per l’Ufficio del Giudice di Pace SOCIALE

A Borgo San Giovanni nasce l’Emporio della Solidarietà NATALE

Dal Concerto alla tradizione del Presepe attualità

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Zaia dopo il referendum: “Ora l’autonomia” treni

La Regione proroga il contratto a Trenitalia cultura

A Verona il genio artistico di Picasso

Il NO vince, il SI’ perde. Forse… Qualità ed Affidabilità Via Acacia, 14 • 30015 Chioggia (Ve) Tel. e Fax 041 492314 • Cell. 348 3903973 - 339 6511243 scuttari.luciano@libero.it - info@scuttariperlambiente.it www.scuttariperlambiente.it

U

Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

rne chiuse. 19 milioni e mezzo di italiani hanno detto no, 13 milioni e mezzo hanno detto sì. Da qui si parte per analizzare un voto che sembra chiaro ma non lo è. “Abbiamo vinto” dicono tutti i protagonisti della campagna per il no. Zaia in primis, che non perde tempo e rilancia con forza il proprio referendum per l’autonomia del Veneto che, rispetto a tutte le altre regioni italiane, si è distinta per affluenza alle urne e per i no che hanno bocciato la Riforma. segue a pag 3

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Nuovi migranti a Chioggia? Il sindaco chiama il Prefetto I

l sindaco chiama il Prefetto per la questione migranti e rasx sicura i cittadini. Il primo cittadino si è attivato per avere maggiori notizie in merito a possibili nuovi arrivi, dopo una comunicazione della Prefettura, che avvisava sull’ “arrivo imminente di altri undici migranti nel territorio di Chioggia”. Il Sindaco Ferro, dopo questa notizia, ha chiamato la Prefettura di Venezia a cui ha chiesto spiegazioni. “Dopo i nostri solleciti al fine di evitare l’aumento delle presenze di migranti nel territorio di Chioggia — ha scandito Alessandro Ferro — ho parlato personalmente con il vice Prefetto, il quale mi ha informato che gli undici migranti in arrivo non vanno ad aggiungersi a quelli già presenti nel nostro territorio, ma vanno a ricoprire i posti vacanti, dovuti al trasferimento di altri undici profughi in strutture presenti in altri comuni italiani o che sono riusciti ad ottenere il ricongiungimento familiare in altri Stati membri dell’Unione Europea”. Il Sindaco chiarisce, quindi, che “non esistono nuove strutture ricettive a Chioggia, oltre a quelle che già danno ospitalità ai profughi”. Ferro conclude rassicurando i suoi cittadini: “E’ molto importante, per me, poter rassicurare i miei cittadini circa il non arrivo e confermare il numero attuale di immigrati presenti”. Questa presa di posizione è stata presa per “mantenere un clima sereno e disteso sull’emergenza immigrazione”

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Ferro rassicura: gli undici migranti vanno a ricoprire posti che si sono resi vacanti

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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Chioggia, Sottomarina e Sant’Anna per un numero complessivo di 15.250 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) uesto periodico è associato alla Q Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 5 Dicembre 2016


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Chioggia .

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Infrastrutture La risposta al ricorso

Ponte sul Brenta, lavori sempre più vicini Via libera del Tribunale superiore delle acque pubbliche dopo un lungo periodo di schermaglie tra i sostenitori e i detrattori del progetto

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’avvio dei lavori per la realizzazione del ponte sul Brenta si avvicina sempre di più. È stata la sentenza numero 276 del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche a rappresentare il disco verde all’opera, attesa da moltissimi anni. Sembra così chiudersi il lungo capitolo delle schermaglie verificatesi negli ultimissimi anni, tra i sostenitori e i detrattori del progetto, che tanto ha fatto discutere negli ultimi quattro anni. Il Tribunale si è pronunciato su un ricorso proposto da alcune darsene contro svariati enti pubblici,

tra cui il Comune di Chioggia, per annullare una delibera di Giunta Regionale che aveva “approvato il progetto definitivo per la costruzione dello sbarramento antisalino presso la foce del fiume Brenta nel Comune di Chioggia e per l’annullamento del parere della Commissione Regionale Via, di compatibilità ambientale”. Come spiega il Comune di Chioggia, i proponenti del ricorso contestavano, in particolare, la circostanza per cui il progetto, localizzato a circa 2,5 chilometri dalla foce del Brenta, andrebbe “ad interferire con l’attività nau-

tica e con l’accessibilità delle imbarcazioni agli ormeggi da loro gestiti”. “I progetti per la costruzione dello sbarramento — spiega una nota del Comune di Chioggia — sono iniziati già nel 2003 e il 18 giugno 2009 è stato firmato un protocollo d’intesa fra i vari enti interessati per la progettazione e la realizzazione dell’intervento. Il progetto definitivo è stato approvato con la Delibera oggetto del

ricorso”. Ad adire le vie legali erano state alcune darsene nel 2012, che avevano – sempre come spiega il Comune di Chioggia - impugnato il bando per la progettazione esecutiva e per la realizzazione dello sbarramento, deducendo l’illegittimità del bando stesso. “Il Tar — precisa la stessa nota — con propria sentenza del 6 novembre 2014, ha declinato la giurisdizione sulla controversia

a favore del Tribunale Superiore delle Acque. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha però, con la sentenza 297/2016, definitivamente rigettato il ricorso”. Sull’utilità dell’opera si è espresso il sindaco di Chioggia. “La realizzazione dell’opera è fondamentale per il territorio vicino alle foce del Brenta — spiega il sindaco Alessandro Ferro — impedire il fenomeno del cuneo salino, l’infiltrazione dell’acqua marina nelle acque dolci garantirebbe la non desertificazione dei terreni, permettendo agli agricoltori della zona di continuare la propria attività lavorativa. L’opera di sbarramento garantirà comunque la possibilità di risalita del fiume da parte dei diportisti e una volta ultimato il ponte sullo sbarramento e completati gli allacciamenti stradali comunali sarà adoperato dall’utenza locale e sarà indispensabile per la sicurezza della viabilità locale sia di Sottomarina che delle frazioni di Ca’ Lino e S. Anna. Non sussistono più quindi le ragioni affinché non si possa quanto prima iniziare i lavori di sbarramento del cuneo salino”. Andrea Varagnolo >andrea.vara@hotmail.it<

L’incontro tra i sindaci veneti per la messa in sicurezza della Romea A CHIOGGIA E SOTTOMARINA

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a messa in sicurezza della Statale Romea come priorità per le amministrazioni comunali interessate al transito dell’arteria di importanza nazionale. Recentemente, alcune amministrazioni si sono incontrate con i tecnici Anas, con l’assessore regionale alle Infrastrutture, Elisa De Berti e con il deputato dem Diego Crivellari, per discutere della situazione attuale e degli interventi in programma. L’incontro si è recentemente svolto a Taglio di Po e, per il Comune di Chioggia, hanno partecipato il sindaco, Alessandro Ferro e l’assessore ai Lavori Pubblici, Marco Boscolo Bielo. “L’Anas — spiega una nota diffusa dall’amministrazione comunale — ha esposto il proprio programma di ristrutturazione della Statale Romea, entrando poi nei dettagli degli interventi per ogni comune attraversato”. “E’ stata una utile occasione di incontro con Anas — ha dichiarato il sindaco — che, finalmente, ha dimostrato concretamente di lavorare sulla messa in sicurezza della Statale con alcune ipotesi di intervento sulle intersezioni più pericolose nel comune di Chioggia e un tracciato alternativo nel tratto di S.Anna. Ho proposto ad Anas, che ha dato massima disponibilità, di valutare l’ipotesi di una variante di tracciato che non attraversi le frazioni di Chioggia e altri interventi migliorativi in alcuni punti specifici dell’attuale tracciato. Attendiamo altri incontri con Anas a breve ancora più dettagliati sugli interventi di messa A.V. in sicurezza”.


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Il dibattito Il futuro dell’Ulss 14

Il commissario Dal Ben rassicura: con la riforma sanitaria solo benefici S

compare l’Ulss 14, che viene inglobata nella nuova Serenissima, ma in termini di servizi non si profila nessuna scure. La riforma sanitaria recentemente approvata dal Consiglio Regionale ridisegna la geografia delle aziende sanitarie locali, che passano dalle attuali 21 a 9. Il bacino d’utenza di Chioggia, Cavarzere e Cona viene quindi assorbito della realtà veneziana, in termini pratici l’attuale Ulss 12. Una rivoluzione che, secondo la Giunta Regionale, si prefigge l’obiettivo di razionalizzare le risorse, andando a ottimizzare la spesa delle strutture amministrative, non tagliando quindi i servizi sanitari. Sarà davvero così? A rassicurare la cittadinanza sulle ripercussioni della riforma è l’attuale commissario dell’Ulss 14, Giuseppe Dal Ben, che dipinge il quadro dell’attuale realtà locale. “Da alcuni anni e, precisamente dal 2012 — spiega Dal Ben — l’ospedale di Chioggia sta vivendo un momento di riqualificazione che si tocca con mano nelle strutture, nelle tecnologie e nelle risorse umane. Recentemente, tra i servizi potenziati pensiamo al Pronto Soccorso e alla Anestesia e Rianimazione per cui, di recente, abbiamo inaugurato la nuova Terapia Intensiva”. Il commissario ricorda che il Governatore Luca Zaia ha garantito altri 7 milioni di finanziamento per continuare i lavori di ristrutturazione e di potenziamento del nosocomio. “Tutto questo — prosegue il commissario — si traduce in un’attenzione forte verso l’ospedale, che ora concentreremo anche verso altre realtà importanti sul territorio. Ad esempio sulla

Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere, un ambulatorio polispecialistico con sala chirurgica sorto dalle ceneri dell’ex struttura ospedaliera cavarzerana, dove si erogano servizi in piena sinergia con la Ulss 14, nel cui edificio, che necessita di un rinnovamento dal punto di vista strutturale, vengono ospitate varie attività territoriali importanti per i cittadini come la Medicina di Gruppo Integrata e una sede distrettuale dell’Ulss 14”. Massima attenzione, quindi, alla capillarità del servizio, non dimenticando l’importante realtà cavarzerana. Dal Ben precisa, quindi, che nei disegni degli organi dirigenziali non è previsto alcun ridimensionamento; bensì, all’opposto, si profila un potenziamento. Il commissario esprime pertanto massima soddisfazione per l’assetto che si sta delineando. “Si tratta di una riforma estremamente positiva — conclude — che si tradurrà in servizi eccellenti per i nostri cittadini. Il nuovo assetto geografico, che accorpa le aziende in base alla provincia di appartenenza (nel nostro caso Ulss 12, Ulss13, e Ulss 14 insieme nella “Serenissima”), ci permette, infatti, maggiori sinergie e integrazioni, sia tra professionisti che tra servizi. Nel nostro territorio, come altrove nel Veneto, ogni ospedale si metterà in rete con gli altri, e gli specialisti dialogheranno tra loro e si confronteranno con maggior facilità: da tutto questo non può che derivare, per il paziente, la risposta più appropriata e migliore.

Andrea Varagnolo

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Giuseppe Dal Ben

Per Erika Baldin (M5S) la maxi ulss “Serenissima” è penalizzante per Chioggia

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rime reazioni alla riforma sulle Ulss voluta dalla Regione, che entrerà in vigore dal prossimo anno. Se la politica rassicura i cittadini sulla bontà della riforma, che prevede, per l’area di Chioggia, l’accorpamento dell’Unità locale socio sanitaria di Chioggia, Cavarzere e Cona nella maxi Ulss “Serenissima”, non mancano i distinguo dei consiglieri regionali di opposizione. Erika Baldin, consigliera pentastellata di Chioggia, non approva politicamente le novità, e parla apertamente di una penalizzazione in vista. Secondo l’esponente del Movimento Cinque Stelle, il nuovo assetto della sanità veneta “penalizza Chioggia, alla faccia dei flussi turistici”. La Baldin, quindi, esprime tutta la sua contrarietà al progetto varato dalla Regione sulle Ulss Venete. Baldin ricorda che l’Ulss 14 di Chioggia, Cona e Cavarzere “sparisce”, perché “sarà assorbita dall’azienda sanitaria di Venezia”. Il ragionamento si sposta, quindi, sul bacino di utenza e, in particolar modo, sui flussi legati al turismo. “I flussi turistici sono importanti – sostiene

Baldin - dato l’afflusso di persone che vanno a Sottomarina d’estate e che visitano tutto l’anno la nostra bellissima cittadina. Eppure non è stato neppure tentato il trucco utilizzato per raddoppiare le Ulss in altre zone del Veneto”. La consigliera punta quindi il dito sulle problematiche infrastrutturali che patisce Chioggia. “A questa maggioranza – dice Baldin – evidentemente non importa che l’unico modo per raggiungere Venezia sia tramite la Romea, quindi con un’ora di strada se le cose vanno bene. Per non parlare del fatto che mancano collegamenti ferroviari degni di questo nome”. La riforma, quindi, a suo dire, avrebbe prodotto una “disparità di trattamento”. “Da una parte c’è Chioggia – conclude - e dall’altra i bacini di voti del Carroccio. Questo è un territorio con problematiche tutte sue e con deficit infrastrutturali enormi, che viene messo in secondo piano rispetto all’area nord della provincia solo perché qui non ci sono gli interessi elettorali da salvaguardare”. A.V.


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Il centrodestra: riforma contro gli sprechi Per Beniamino Boscolo Capon (Forza Italia) la riduzione del numero di Ulss da 21 a 9 c’entra poco con la qualità del servizio offerto. Per Marco Dolfin (Lega Nord) la riforma comporta una limitazione dei costi della burocrazia

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e preparato”. Il consigliere forzista sottolinea come le scelte regionali sulla sanità clodiense “hanno portato gli ottimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti, ovviamente e soprattutto grazie alle capacità manageriali del direttore Giuseppe Dal Ben di eseguire gli indirizzi della politica regionale”. Ma Capon avverte gli addetti ai lavori affinché l’impegno per il miglioramento della sanità non si fermi. “Il lavoro non è finito conclude - e la riforma non sembra completa, quindi si auspica che i lavori della politica regionale siano coerenti con quanto fatto e che ci sia una valida collaborazione dell’opposizione, attualmente latitante”. Dello stesso avviso Marco Dolfin, secondo il quale la riforma comporta “una riduzione dei costi diretti, degli stipendi e della burocrazia”. Per Dolfin la riforma andrebbe politicamente “sostenuta e non contrastata”.

lauso di Forza Italia e Lega Nord alla riforma sanitaria varata dalla Giunta Zaia. I consiglieri di opposizione di centrodestra approvano la rivoluzione approvata dalla Regione che, a loro dire, va nella direzione giusta: quella della lotta agli sprechi. Per Beniamino Boscolo di Forza Italia, la riforma porta “una riduzione della burocrazia e l’introduzione di economie di scala e di risparmio” mentre, per Marco Dolfin del Carroccio, la riduzione delle Ulss è improntata alla “lotta agli sprechi e alla maggior efficienza ed efficacia”. “Quando si parla della recente riforma sanitaria del Veneto - commenta Boscolo Capon - sarebbe opportuno ragionare dal punto di vista del cittadino. Quindi, tutte le polemiche che, in maniera artefatta, alla riduzione da 21 a 9 delle Ulss c’entrano poco o quasi nulla con le esigenze di cure, il bisogno di nuova tecnologia e macchinari e di personale bravo

“Sul nostro territorio - conclude il consigliere della Lega Nord vi saranno ulteriori investimenti e finanziamenti. La Regione, in tema di sanità, ha le idee chiare e il Governatore Luca Zaia è il testimone d’eccellenza. Questo non lo dico io ma i fatti”. Andrea Varagnolo

>andrea.vara@hotmail.it<

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Pesca La Commissione lavoro del Senato approva il disegno di legge Vettinelli

Settore ittico, il ddl pone fine all’annosa questione degli sgravi L

a Commissione lavoro del Senato approva il disegno di legge Venittelli, che mette la parola fine all’annosa vicenda degli sgravi contributivi concessi a 1.645 aziende del settore ittico, dal 1995 al 1997. L’undicesima commissione permanente del Senato, riunitasi il 15 novembre in sede deliberante, ha infatti approvato il ddl che regola le modalità di pagamento e i criteri di calcolo degli interessi sulle somme dovute per gli aiuti di Stato dichiarati incompatibili con la normativa europea, concessi sotto forma di sgravio, in favore, prevalentemente, di imprese operanti nei territori di Venezia e Chioggia. “Si chiude così — spiega l’onorevole Laura Venittelli, prima firmataria del provvedimento — una questione delicata che rischiava di mandare in default centinaia di aziende, soprattutto armatori e cooperative del comparto ittico, scampando il pericolo di una infrazione comunitaria”. La Venittelli, che ricopre anche il ruolo di responsabile nazionale di Pesca e acquacoltura del Pd, commenta con soddisfazione il risultato raggiunto: “Abbiamo dimostrato ancora una volta che la forza delle idee e la coesione permettono di abbattere qualunque ostacolo, permettendoci di raggiungere risultati epocali. Non è eccessiva l’enfasi con cui commento questo provvedimento, poiché pur non essendo veneta ho voluto portare avanti questa battaglia difficile con un’azione capace di centrare pienamente l’obiettivo”. La Venittelli sottolinea che, di fatto, è stato introdotto “un nuovo sistema di concertazione all’interno del mondo marittimo, quello che ci sta permettendo di far recuperare terreno in appena 24 mesi dopo anni di ritardi su innumerevoli fronti”. L’onorevole evidenzia, poi, la capacità riscontrata di “raccogliere le istanze provenienti dal territorio, in questo caso dal mondo produttivo lagunare, anche attraverso numerosi incontri promossi nel comprensorio, e tradurlo in legge dello Stato”. “Il Partito democratico — commenta ancora Venittelli — con i fatti, giorno dopo giorno, risponde alle sterili strumentalizzazioni con cui cercano di indebolirci”. Con il provvedimento approvato

si pone, quindi, la parola fine alla tormentata vicenda. Venittelli ha ringraziato, per l’impegno profuso, i sottosegretari all’Economia Pierpaolo Baretta e alla presidenza del Consiglio dei Ministri Luca Lotti, al presidente della Commissione Lavoro del Senato Cesare Damiano e a tutti coloro che hanno collaborato con lei e con la collega Sara Moretto, per la riuscita di una complessa partita parlamentare.

L’onorevole Laura Venitelli

Andrea Varagnolo >andrea.vara@hotmail.it<

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Bandiera blu, vicesindaco a Roma in vista della prossima stagione

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l Comune già al lavoro per la Bandiera Blu 2017. E, per la prossima stagione estiva, si cerca di estendere l’ambito riconoscimento anche a Isola Verde, in un’ottica di valorizzazione di un’area che va considerata strategica. Il vicesindaco, Marco Veronese, si è recentemente recato a Roma per un primo incontro tecnico, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sezione marina mercantile, per “iniziare la procedura di assegnazione della bandiera blu 2017”. “Il relatore dell’Ispra — spiega una nota diffusa dall’amministrazione comunale — ha affermato che è sempre più sentita la necessità di sviluppare nuove forme di turismo che sono sempre più attente all’ambiente. Per questo i parametri di assegnazione si fanno sempre più stringerti a livello di servizi e qualità dell’acqua, ma Chioggia ha tutte le carte in regola per vedere riassegnata la bandiera blu”. Per Veronese, l’incontro informativo sulla Bandiera Blu, è stato “molto importante per la località di Sottomarina”.

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“Quest’anno — aggiunge — contiamo di ampliare tale riconoscimento anche al litorale di Isola Verde. Stiamo lavorando per questo obiettivo, un valore aggiunto indispensabile per Sottomarina e un primo passo per una valorizzazione di Isola verde, un’area strategica per il turismo balneare che può fare la differenza se adeguatamente rivalutata”. Adesso, l’auspicio della popolazione è, senz’altro, che la meta balneare migliori la notorietà e che il settore turistico possa continuare a fare da traino all’economia cittadina. A.V.


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Chioggia .

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Ufficio del Giudice di pace: il futuro è incerto Il sindaco Alessandro Ferro chiede aiuto ai Comuni di Cavarzere e Cona e agli avvocati per mantenere il presidio, affinchè vengano ripartite le spese di gestione, troppo onerose per le sole casse comunali di Chioggia

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uturo incerto per l’ufficio del Giudice di Pace di Chioggia. Dopo la chiusura della sezione staccata del Tribunale di Venezia, avvenuta nel 2013, adesso è a rischio il mantenimento del presidio giudiziario. Il sindaco Alessandro Ferro chiede aiuto ai comuni di Cavarzere e Cona, nonché agli avvocati, per mantenere in piedi il Giudice di Pace. La situazione attuale, come spiega una nota del Comune di Chioggia, è figlia delle scelte dello Stato quando, nel 2011, venne deciso di riorganizzare la distribuzione sul territorio nazionale degli uffici giudiziari. Il Ministero della Giustizia aveva disposto che gli enti locali interessati al mantenimento degli uffici del Giudice di Pace dovevano farsi integralmente carico di tutte le spese di funzionamento e di erogazione del servizio. Chioggia approvò, quindi, il mantenimento dell’ufficio, approvando all’uopo una convenzione con il

A fianco Il sindaco Alessandro Ferro e l’ex primo cittadino Giuseppe Casson

Comune di Cona. “Con i Decreti del Ministro della Giustizia del 7 marzo 2014 e del 10 novembre 2014 — spiega la nota del Comune — veniva disposto il mantenimento dell’ufficio del Giudice di Pace di Chioggia, stabilendone la competenza anche per i territori dei Comuni di Cona e Cavarzere. Il Comune di Cavarzere, però, non ha mai provveduto a sottoscrivere la convenzione con il Comune di Chioggia”. “Per tale motivo — spiega ancora il Comune — è stata inviata una lettera ai Comuni di Cona e di Cavarzere per la ripartizione delle spese di gestione che ammontano a circa 232 mila euro”. “Nel caso in cui anche i Comuni di Cona e Cavarzere non si facciano carico delle spese sostenute per il mantenimento del Giudice di Pace o se gli Avvocati non dovessero decidere di farsi carico in parte dei costi di gestione, non ci resta che chiudere l’Ufficio — ha sentenziato il

sindaco Alessandro Ferro”. Sulla questione è intervenuto anche l’ex sindaco, Giuseppe Casson, che ha condiviso le preoccupazioni degli avvocati. “Sottrarre a Chioggia, Cavarzere e Cona — ha dichiarato — l’unico presidio di giustizia rimasto rappresenta l’imperdonabile rinuncia ad un punto di riferimento immancabile per l’economia dei nostri territori e per la popolazione tutta. Una scelta siffatta condizionerebbe in negativo il presente ed il futuro di cittadini ed aziende, per i quali il mantenimento dell’ufficio del giudice di pace rappresenta motivo di investimento per sè e le future generazioni. Sono stati questi i motivi che mi hanno condotto, nel corso del mio mandato, a sostenere con forza le ragioni del no alla soppressione del tribunale”. Andrea Varagnolo

Panfilio: “Io non pago”, Tommasi: “Vedremo!” “Non esiste che io paghi per quel servizio” dice il sindaco di Cona Alberto Panfilio. “Aspettiamo gli sviluppi a valutiamo una possibile ripartizione” commenta invece il primo cittadino cavarzerano Henri Tommasi. È la risposta (molto diversa) alla richiesta del sindaco di Chioggia di partecipare alla spesa per il Giudice di pace. “Quanto volte dobbiamo pagare per la Giustizia?!”sbotta Panfilio, che spiega: “Il ministero disloca i tribunali e paghiamo. Poi, visto che non offrono un servizio sufficientemente di qualità apriamo un’altra sede e mi devo far dare i soldi dai cittadini per pagare i dipendenti comunali oltre che la logistica. Non esiste! Il servizio doveva essere efficiente già nelle sedi stabilite e l’ufficio di Chioggia è un vezzo per gli avvocati che non vogliono prendere l’auto e andare verso le sedi”. Niente soldi da Cona, quindi: “Mi son ritirato perché non avevo i soldi per partecipare. E poi andiamo a vedere la professionalità delle persone che erogano quel servizio: non sono state formate, non sono state istruite. Con gli stessi soldi che io risparmio a Cona pago il biglietto gratis per andare a prendere il treno e arrivare a Mestre”. Ben diversa la posizione di Tommasi: “Penso sia meglio aspettare un attimo prima di valutare la chiusura, anche perché sembra che si intenda aumentare la copertura delle cause e in tal caso l’Ufficio diventerebbe un piccolo tribunale. In questa circostanza sembra che il Ministero sarebbe pronto a erogare delle somme ai Comuni. Ecco perché penso sia utile monitorare la situazione prima di decidere. E poi si può ragionare sui costi: quelli presentati da Comune di Chioggia mi sembrano alti. Non escludo una compartecipazione di Cavarzere, ma dovremmo ragionare sui criteri di ripartizione”. (g.g.)

Anna Berto, presidente della Camera degli avvocati di Venezia

Gli avvocati: “Ci sarebbe un disservizio” L’ipotesi della chiusura preoccupa la Camera degli avvocati

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ttraverso la sua presidente Anna Berto lancia un allarme per il grave disservizio in cui incorrerebbero i cittadini di Chioggia, Cona e Cavarzere. “Sarebbe un errore strategico chiudere quell’ufficio - tuona Berto - perché un presidio di giustizia sul territorio è indispensabile. Non lo diciamo per noi avvocati, che a causa della chiusura del Tribunale siamo comunque

costretti a spostarci a Venezia regolarmente, ma per i cittadini: andare nella città lagunare sarebbe per loro un dispendio economico, oltre che di tempo. Senza contare che l’ufficio del giudice di pace di Venezia è di per sé già al collasso”. Tutto risale all’epoca del Governo Monti, quando fu decretata la chiusura del Tribunale locale e di molti uffici del giudice di pace. Quello di Chioggia sopravvisse per volere dell’allora sindaco Casson, che si impegnò a mantenere il presidio dislocando cinque dipendenti comunali e facendosi carico delle spese. Sulla carta la gestione doveva

essere ripartita - in proporzione agli abitanti - tra i tre comuni coperti dal servizio. Di fatto, però, il costo ricade solo sull’amministrazione di Chioggia. “Il sindaco Ferro ha stimato una spesa annua di 230mila euro - fa sapere Berto -, ma reputo sia davvero eccessiva. Senza contare che la spesa del personale non verrebbe tagliata, poiché i dipendenti non verrebbero licenziati, bensì riassegnati”. Berto nel mese di novembre ha incontrato sindaco, vicesindaco e la consigliera regionale Erika Baldin per fare il punto sulla questione: “Ho chiesto loro di valutare attentamente i pro e i contro - spiega -. Ora attendiamo la convocazione per un’audizione consiliare. E siamo pronti anche a chiedere un consiglio comunale aperto perché la questione riguarda direttamente i cittadini”. Berto è consapevole delle difficoltà economiche con cui devono fare i conti gli enti locali, ma non le considera una ragione valida per mettere fine a un servizio che reputa indispensabile: “Capisco i problemi, ma amministrare significa anche fare scelte strategiche e prendersi delle responsabilità. So bene cosa significa, ho fatto il sindaco per 10 anni!”. Giorgia Gay


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Tributi locali, nuove modalità di riscossione? Il consigliere pentastellato Bonfà facendo riferimento al decreto legislativo 166/2011 invita il sindaco e l’assessore al Bilancio a valutare un’alternativa a Equitalia

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inquestelle alla ricerca di una nuova modalità per la riscossione dei tributi locali. La proposta arriva dal consigliere pentastellato Paolo Bonfà, che si schiera per un cambio di passo rispetto al modello attuale. Internalizzazione del servizio o soggetto diverso dall’attuale: questa la posizione del consigliere di maggioranza, in seno al consiglio comunale. Bonfà sottolinea come, nella nuova manovra prevista dal Governo “si provvederà entro la metà del prossimo anno alla chiusura di Equitalia”, che diventerà “una costola dell’agenzia delle Entrate”. Bonfà parte dal presupposto che il decreto legislativo 166/2011 “concede ai comuni la facoltà di scegliere quale agente di riscossione anche soggetti differenti da Equitalia e perfino di internalizzare il servizio di riscossione coattiva”. Secondo il consigliere, quindi, basterebbe “dare applicazione a questo Decreto Legislativo”. Il consigliere precisa che la sua presa di posizione non vuole significare che “chi ha contratto un debito con il Comune di Chioggia non debba pagare”, ma vuole, invece, cambiare le modalità della riscossione che dovrebbero, a suo dire, essere “differenti dall’ipoteca sui beni immobili, dal fermo amministrativo per i beni mobili, dal sequestro dei crediti e dei conti correnti personali”. In altri termini, la proposta di Bonfà vuole andare incontro alle singole esigenze dei cittadini. “Se lo stesso servizio fosse gestito direttamente dal Comune di Chioggia — spiega il consigliere — le situazioni economiche e finanziarie di ogni singolo soggetto potrebbero essere analizzate con più serenità e, magari, il piano di recupero del debito potrebbe essere studiato in maniera condivisa col debitore, evitando cosi di generare situazioni nelle quali chi viene colpito dalla riscossione coattiva si senta immediatamente strangolato dai debiti e messo con le spalle al muro”. Si palesa quindi l’esigenza di differenziare i trattamenti, a seconda della natura del soggetto

Il Forum dei giovani per dialogare col Palazzo

moroso. “Non è possibile considerare alla stessa maniera — prosegue Bonfà — la grande azienda che deve pagare un debito pregresso causato da mancati pagamenti e la famiglia che stenta ad arrivare a fine mese”. Bonfà, infine, chiede “l’impegno del sindaco Alessandro Ferro, dell’assessore al Bilancio Daniele Stecco, di valutare un altro soggetto abilitato dalla normativa, o all’internalizzazione del servizio di riscossione”. Andrea Varagnolo

A fianco Paolo Bonfà

>andrea.vara@hotmail.it<

Ragazzi in primo piano, chiamati dall’amministrazione ad essere protagonisti, ad avere voce in capitolo, a farsi sentire anche con la loro presenza e il coinvolgimento della partecipazione diretta. E’ ciò che è accaduto lo scorso 24 novembre con il primo Forum Giovani, ideato e voluto dall’assessore alle Politiche giovanili, Patrizia Trapella, con l’intento di stabilire un contatto con l’universo giovanile chioggiotto per avviare un dialogo, si spera, costruttivo. Tutti invitati i giovani del territorio, raggiunti attraverso la scuola, le associazioni sportive, la parrocchia e ancora più attesi, dopo gli atti di vandalismo accaduti alla vigilia del Forum lungo la Riva del Lusenzo. Al primo appuntamento ha risposto circa una trentina di ragazzi, alcuni accompagnati anche dai genitori e dai dirigenti delle associazioni sportive. I ragazzi hanno riaffermato il loro bisogno di essere direttamente interpellati. Vogliono avere voce in capitolo, esprimere i loro bisogni, far presente le loro aspet-

L’assessore Patrizia Trapella

tative e raccontare in prima persona delle speranze che nutrono per la città in cui vivono. Insistenti nel corso del primo incontro sono state le richieste di avere migliori opportunità di svago e di divertimento, oltre alle reiterate denunce di assenza di impianti sportivi. Prima di Natale l’assemblea si riunirà nuovamente e in quell’occasione verrà definito un percorso di partecipazione riconosicuto dall’amministrazione. Il ponte da parte dell’amministrazione è gettato, ai giovani la scelta di attraversarlo.


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Una scuola con più occhi: studenti in radio E’ partito lo scorso 19 novembre con la puntata di prova il programma radiofonico gestito completamente dagli studenti del triennio del Cestari-Righi: si parlerà di questioni vicine al mondo dei giovani

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ar conoscere la città con più occhi, quelli degli studenti del Cestari-Righi di Chioggia. Sabato 19 novembre con la puntata “zero” è partito il progetto “Una scuola con più occhi”, un programma radiofonico – ma è sempre prevista anche la diretta streaming grazie ad Internet –completamente gestito dagli studenti del triennio dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Cestari-Righi” che così avranno l’opportunità di proporre il loro punto di vista sulla realtà che li circonda… e sul loro futuro. La trasmissione eredita quanto realizzato da Radio Clodia con il fortunato programma “Pin’occhio” guidato da Pino Penzo, diventato in seguito “Più Occhi” grazie anche alla collaborazione di un nutrito staff e di Chioggia Web TV che hanno ora incoraggiato e sostenuto questa nuova opportunità che intende rivolgersi a tutta la città, ma in particolare alle nuove generazioni. La realtà cittadina sarà presentata con occhi diversi, passando

La diretta della puntata del 19 novembre scorso trasmessa dall’aula video della sede centrale del Cestari

Il progetto prevede sei puntate radiofoniche, in onda un sabato al mese, nella fascia oraria che va dalle 10 alle 11 su Radio Clodia

dalla cultura locale al rispetto dell’ambiente e delle tradizioni, ma soprattutto alle molte questioni connesse agli interessi dei giovani alla ricerca del lavoro, di spazi sociali culturali e sportivi, attraverso la capacità di ascolto, di un confronto attivo e di dialogo con tutti, con una particolare attenzione alle nuove idee e propo-

ste. L’anno scolastico 2016/17 sarà così accompagnato da sei puntate radiofoniche un sabato al mese, nella fascia oraria che va dalle ore 10 alle ore 11, con Radio Clodia che si trasferirà per l’occasione con tutta la strumentazione, nei due istituti superiori per garantire, oltre la diretta radiofonica sulla modulazione di frequenza 103.60,

anche quella streaming. Protagonisti della trasmissione “zero” del 19 novembre tutto il nuovo staff degli studenti del Cestari-Righi che si sono avvalsi dell’esperta conduttrice Laura Bonaldo. Nel corso della diretta trasmessa dall’aula video del terzo piano della sede centrale del Cestari gli studenti hanno intervistato il dirigente dell’istituto, la professoressa Antonella Zennaro, e il dottor Piergiorgio Tiozzo Gobetto, rappresentante del Comitato Forte S. Felice. Alcune classi hanno potuto assistere alla diretta streaming grazie ai grandi schermi delle aule magne del Cestari e del Righi. I video della trasmissione sono anche su Chioggia Web TV e sui social network Facebook e Youtube. La seconda puntata “Una Scuola con Più Occhi” sabato 17 dicembre 2016 sarà trasmessa dalla sede dell’Itis “Righi” e dedicata all’arte. Eugenio Ferrarese >eferra@alice.it<

Stelle sulla terra: esperti, genitori e docenti per affrontare la sfida della dislessia

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Ristorante · Pasticceria · Alloggi. Pranzi di lavoro a buffet dal lunedì al venerdì · Cene esclusive alla sera Ideale per Natale, Capodanno, cene aziendali, eventi privati. Menu raffinato accompagnato dai migliori vini. Menù Pranzo di Natale · 25.12.2016 Antipasti: Uovo di gallina cremoso con zucca e spinaci al limone Cotechino con croccante di lenticchie, crema di patate e cicoria glassata Primi: Cortelli fatti a mano in brodo di cappone e zafferano Risotto “alla sbirraglia”

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Menù Cenone San Silvestro · 31.12.2016 Antipasti: Carpaccio di manzo con insalata di radicchio, mela e lenticchie Capesante arrostite, spuma di patate al limone, crudo di carciofi e cialda di riso nero Primi: Risotto zucca, mandarino e scampi Lasagnetta integrale con ragù della corte padovana e radicchio Secondo: Filetto di manzo in crosta con salsa al tartufo e verdure dell’orto Dessert: Sorbetto al melograno Crema caramellata alla nocciola, ristretto di cacao e caffè, gelato al panettone “ubriaco” Uva e Bollicine a Mezzanotte Per la serata verrà proposto l’abbinamento con: Cabernet El Moro, Vignale di Cecilia; Cocài Vignale di Cecilia e Isimbarda o Fior d’arancio con il dolce. Il prezzo del menù è di 85€ a persona, bevande incluse.

lcuni genitori mossi dal desiderio di seguire al meglio i propri figli che erano accumunati dallo stesso problema, la dislessia, decisero di fondare nel 2013 l’associazione denominata Stelle sulla terra.Il nome trae origine da un film indiano che racconta la storia di un bambino dislessico finalmente amato e compreso grazie ad un insegnante consapevole delle sue potenzialità. Ad occuparsi dell’organizzazione degli eventi sono la presidente dell’associazione Laura Tiozzo, la vice presidente Ilenia Scarpa e la segretaria Eleonora Saviano supportati dal lavoro di un gruppo di mamme instancabili. Obiettivo primario dell’associazione è di sostenere, informare e formare le famiglie oltre che i docenti poiché vengono sempre di più riscontrati ragazzi con dislessia ma non sempre in tempi rapidi. Oltre ad aprire lo sportello di accoglienza per genitori e insegnanti presso l’ Istituto Cavanis “Stelle sulla terra” ha organizzato diversi convegni, nel 2015 grazie al professor Michele Daloiso e l’équipe Gruppo Deal dell’università Cà Foscari di Venezia si è parlato di glottodidattica. Attualmente lo sportello è attivo presso il distretto Asl in via Amerigo Vespucci il venerdì dalle 17 alle 19. Da questi incontri con le famiglie nascono le idee per nuovi progetti e tra il 2016/2017 è stato creato un ricco calendario di eventi sulla dislessia per accompagnare in un percorso formativo il genitore e il docente. E’ possibile iscriversi anche singolarmente agli incontri inviando un messaggio al 3892139666 o una mail a: adesione.eventi@stellesullaterra.it. L’associazione sta già lavorando nella progettazione di un nuovo convegno sulle logiche matematiche e la discalculia con relatori provenienti dal mondo universitario. Insieme alla Regione del Veneto e dell’Azienda Ospedaliera Ulss 14 si sta prodigando per ottenere un ampliamento dell’organico dello staff che si occupa delle Miriam Vianello diagnosi di dilessia.


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Sociale Finora sono 120 le persone che si sono rivolte a questo speciale “supermercato”

A Borgo San Giovanni nasce l’Emporio della solidarietà L

’anno della Misericordia indetto da Papa Francesco si è da poco concluso e sono molteplici le iniziative che si sono succedute in Diocesi. In particolare a Chioggia il vescovo Adriano Tessarollo, grazie alla proposta di Don Marino Callegari, ha voluto realizzare l’emporio della solidarietà, ne esistono circa una decina in Veneto, come opera segno del giubileo. Una realtà davvero interessante, inaugurata lo scorso 13 novembre, per il valore educativo e di accompagnamento nei confronti del prossimo così da valorizzare il buono che c’è in ogni persona. L’Emporio solidale dal punto di vista organizzativo è strutturato come un comune supermercato a cui però non tutti possono accedere. I Centri di ascolto della Caritas o i Servizi Sociali, dopo opportune valutazioni, inviano le persone bisognose di aiuto presso l’emporio. In tale luogo vengono accolti da alcuni volontari e viene consegnata loro una card personale con codice a barre che contiene normalmente 50 punti per poter far la spesa. Sono circa 120 le persone che si sono rivolte all’Emporio finora ma il numero è destinato a crescere ed è prezioso il contribuito dei circa trenta volontari provenienti dal Masci, dall’Associazione Mappamondo, dall’Azione Cattolica e dal mondo associativo. Proprietario dell’immobile è la Fondazione di Carità della Diocesi mentre l’ente gestore è la Carità Clodiense, onlus della Caritas. Sono stati provvidenziali però i 20mila euro derivati dalle offerte in occasione del giubileo e i finanziamenti di Caritas, Fondazione Cattolica Assicurazioni, Fondazione Clodiense e Regione del Veneto, riconoscendo quest’ultima il carattere innovativo di questa realtà sociale che consente di monitorare la povertà in Veneto. Sono state inoltre stipulate alcune convenzioni con l’emporio di Milano, gli amici della solidarietà e con il Banco Alimentare. Quest’ultima opera condivide i locali con l’Emporio in un’ottica di interscambio e condivisione delle situazioni di disagio. Con l’obiettivo di attuare il principio di sussidiarietà in ambito sociale le due realtà lavorano in sinergia

completandosi a vicenda e sostenendosi “per condividere il senso della vita”. Non mancano quotidianamente atti di generosità o donazioni che consentono di ampliare l’offerta di generi alimentari. Un’opera davvero grande ed è impossibile non essere affascinati da un popolo in azione seguendo l’invito di Santa Madre Teresa che scriveva: “Trova il tempo di fare la carità. E’ la chiave del Paradiso”.

La sede dell’Emporio della solidarietà

Miriam Vianello

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La testimonianza di Monica, volontaria del Banco Alimentare

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l Banco Alimentare a Chioggia è una realtà significativa che ha sede a Borgo San Giovanni. Mensilmente i volontari distribuiscono a chi ne ha bisogno il pacco alimentare. Monica, una delle volontarie, racconta una di queste consegne. “La sua casa è un corridoio lungo, in fondo la cucina. Certo, ci sarà almeno il bagno e una camera ma l’immagine che mi rimane negli occhi è che questa casa è un corridoio. Lei è vestita con braghe del pigiama e maglietta, ciabatte e capelli scomposti. Con lei c’è una giovane donna con una bambina che è sua nipote, quindi. Abbiamo la scatola e la cassetta della frutta in mano che poggiamo sul tavolo e per terra. Restiamo lì un attimo, un po’ in imbarazzo, non sappiamo bene cosa dire, mentre la bimba s’intrufola curiosa tra le gambe della nonna per guardarmi. Provo a farle qualche coccola, ma scappa dalla mamma. Poche parole e senza grande significato rompono il ghiaccio. La signora insiste per offrirci il caffè. Accetto volentieri un bicchiere d’acqua fresca. Viene preparata la caffettiera. Apre il frigo che è lì accanto a me. Sbircio dentro. Oltre alle bottiglie di acqua poco altro: latte, mezza mela, una pentolina con il coperchio, un incarto da salumi. La signora apre per me la bottiglia di acqua ancora sigillata. Un gesto di gentilezza. Lo si faceva anche a casa mia. Il profumo del caffè lasciato a riposare ha invaso tutto il corridoio. Chiede a mio marito se il caffè lo vuole zuccherato e versa lo zucchero direttamente nella caffettiera, mescolando con il manico di un cucchiaio da cucina. È una donna dignitosa e fiera. Nelle parole che ormai si susseguono non c’è rabbia, recriminazione, delusione. Parla del marito in carcere. Stanno aspettando una sentenza che dovrebbe permettergli di lavorare all’esterno, con un piccolo impiego che potrebbe essere un nuovo inizio per la famiglia. Sta per piovere e dalla finestra socchiusa si accavallano le nuvole sempre più scure. Dobbiamo andare. Ci alziamo. La donna saluta, tende una mano che io stringo volentieri ricambiando. Usciamo. Non c’è più il profumo del caffè e l’aria è quasi frizzante”.


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Chiusura Centro donna a Venezia, allarme rientrato La notizia della chiusura di una realtà di grande importanza e tradizione aveva suscitato la reazione di molte amministratrici ed esponenti del Pd. Silvia Vianello, assessore alle Pari opportunità a Chioggia, commenta la smentita con sollievo e speranza

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ridosso della Giornata Nazionale Contro la Violenza sulle Donne, una notizia ha fatto letteralmente tremare il mondo del sociale in tutta l’area metropolitana veneziana. Si è diffusa la voce che il Comune di Venezia avrebbe disposto la chiusura del Centro Donna, una realtà che offre servizi di assistenza alle famiglie e alle donne in difficoltà da circa un trentennio. Il documento incriminato sarebbe la delibera di giunta n° 276 del 27 settembre 2016, dove sembra che in effetti il Centro Donna subirebbe un ridimensionamento: la biblioteca di genere passerebbe al sistema bibliotecario comunale, mentre il Centro Antiviolenza sarebbe conglobato nel Referato alle Politiche Sociali. In effetti, non si parla di chiusura tout court, ma, considerata la forza e la valenza del settore del sociale sul territorio, tanto è bastato per far scattare un campanello d’allarme. In una lettera firmata da sin-

dache, senatrici, assessore, consigliere comunali e regionali e democratiche venete si denuncia aspramente il sindaco, Luigi Brugnaro, che avrebbe smembrato il centro “affidandone le parti a settori diversi che niente hanno a che vedere con gli obiettivi e le finalità finora perseguiti dal Centro Donna e che può e deve avere una valenza metropolitana”, in questo modo condannando l’azione del sindaco “come un ennesimo atto di violenza al mondo femminile”. Immediata la risposta del Comune, che con un comunicato stampa ha smentito tutte le notizie fino a quel momento circolate, assicurando che la chiusura del Centro Donna non era un’ipotesi contemplata. “Si è parlato di chiusura del Centro, di assenza di operatrici e di tagli di finanziamenti ma nulla di tutto ciò risponde al vero – ha dichiarato anche il vicesindaco Luciana Colle - Si desidera rassicurare la cittadinanza che il Centro Anti-

Il Comune di Venezia smentisce la notizia e parla di eventuali scorpamenti di servizi

violenza del Comune di Venezia è aperto e non ha mai chiuso”. Sulla questione si è espressa con toni più ottimistici anche Silvia Vianello, ex assessore alle pari opportunità a Chioggia, impegnata da anni nella tutela delle donne contro la violenza. “Voglio sperare che l’idea di Brugnaro sia quella di continuare questo servizio in un’ottica di ottimizzazione e non di interruzione dei servizi – ha commentato -. Che voglia chiuderlo definitivamente è impensabile, perché il Centro offre una serie di servizi irrinunciabili, che vanno dal legale al supporto

psicologico, all’aiuto alle donne nei primi giorni di accoglienza. In questo modo, dovrebbe chiudere una serie di attività e di servizi correlati che funzionano non solo in aiuto alle donne ma anche alle famiglie e ai minori. La rete è così importante per la città e per il territorio – ha proseguito - che sono convinta che Brugnaro non abbia nessuna intenzione di interromperla; bisogna capire quale sia l’idea di ridimensionamento alla base, considerati anche i problemi economici che i comuni devono affrontare”. Il Patto per Venezia firmato

con il presidente del Consiglio Matteo Renzi dovrebbe in ogni caso garantire a Venezia un gettito fiscale generoso, che quindi dovrebbe escludere totalmente l’ipotesi di chiusura dal tavolo delle decisioni. “Spero che di questo ne terrà conto – ha proseguito Silvia Vianello – la civiltà di un Paese si vede nella qualità dei servizi che vengono offerti sul sociale. Venezia è una città a vocazione turistica e sicuramente questo sarà il primo dei problemi da risolvere, però è anche vero che ha una tradizione molto importante sul fronte dell’impegno sociale. Se Brugnaro vorrà parlare dell’argomento – ha concluso -, noi saremo volentieri a disposizione per collaborare in modo costruttivo”. Marta Tudisco

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Cultura .

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Teatro, musica, danza: una marea di spettacoli Inaugurata lo scorso 25 novembre la stagione teatrale di ACQUE ALTR3 proseguirà fino al prossimo giugno. La prosa al teatro don Bosco, la danza e la musica all’Auditorium comunale

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eatro, musica e danza. Con lo spettacolo di Max Giusti “Pezzi da 90” il 25 novembre è ripartita la “marea” di spettacoli di ACQUE ALTR3, progetto collaudato da molte stagioni – siamo già alla XXIII edizione - promosso ed organizzato dall’assessorato alla Cultura della Città di Chioggia con il Circuito Teatrale Regionale Arteven/Regione del Veneto, Centro Formazione Danza, Associazione Lirico Musicale Clodiense, Veneto Jazz e Città Metropolitana. Per la città di Chioggia la novità di quest’anno è costituita dalla proposta di accumunare in un unico abbonamento danza e prosa. Altra opportunità è anche quella di scegliere l’abbonamento ai soli 3 spettacoli di danza. Gli spettacoli di prosa al teatro don Bosco (per il teatro comunale occorrerà attendere ancora un po’…), quelli di danza e musica all’Auditorium comunale. Dopo l’amore saltimbanco di “Romeo e Giulietta” del 1° dicem-

bre, il 15 dicembre Teresa Mannino con “Sono nata il ventitré”, pregi, difetti, traumi, eventi che hanno determinato il corso della vita della notissima attrice; il 2017 si apre con “BalcaniKaos” in programma il 19 gennaio - rumoroso, coinvolgente, irresistibile viaggio fra le sonorità dell’est con Andrea Kaemmerle e la Raskornika Orchestra; il 29 gennaio “Cenerentola” con il corpo di ballo Kaos – Balletto di Firenze, coreografie di Roberto Sartori e Christian Fara; Federico Buffa, telecronista sportivo di Sky, racconterà il 9 febbraio “Le Olimpiadi del 1936”, storie di atleti e uomini che hanno gareggiato davanti ad Hitler e Goebbels. Spazio alla danza anche domenica 12 febbraio sul palco dell’Auditorium con i primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano Sabrina Brazzo e Andrea Volpintesta che si esibiranno con il corpo di ballo Jas Art Ballet; ancora danza il 25 febbraio con la Compagnia

Enzo Iachetti e Giobbe Covatta saranno in scena il prossimo gennaio; l’appuntamento con Teresa Mannino è per il 15 dicembre

Tango Brujo che presenterà “Dolores Hotel” sulle note di vecchi tanghi e misteriose vicende. Il 1 marzo si ritorna al teatro don Bosco con lo spettacolo “La Divina” dove Alessandro Fullin interpreta il laureato poeta Dante Alighieri; e infine protagonisti della serata i notissimi comici Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta diretti da Gioele Dix nella commedia “Matti da slegare” in programma il 30 gennaio. Non mancheranno gli appuntamenti di “Play. Famiglie a teatro”, spettacoli domenicali pomeridiani all’Auditorium comunale, che saranno inaugurati il 26 dicembre

dalla Famiglia Mirabella, comici, saltimbanchi e acrobati; il 22 gennaio 2017 il Teatro Pirata proporrà le avventure di Robinson Crusoe; il 5 febbraio “Tête à tête”, spettacolo che unisce insieme teatro gestuale e nouveau cirque. Al mondo della scuola – dai più piccoli della scuola dell’infanzia fino agli studenti delle superiori – è dedicata la rassegna Teatro Ragazzi e Giovani 2016/17 che comprende 7 spettacoli proposti da dicembre 2016 a marzo 2017 (per gli studenti delle superiori anche un allestimento in lingua inglese da un’opera di Shakespeare). Due appuntamenti sono propo-

sti per la Giornata della Memoria e il Giorno del Ricordo per non dimenticare le vittime dei campi nazisti e quanti sono stati uccisi nelle Foibe (il 25 gennaio e il 10 febbraio 2017). A questi appuntamenti occorre aggiungere anche il progetto “Un palco per la scuola – Vitamine creative 2017” giunto all’VIII edizione che vedrà gli stessi studenti coinvolti in un percorso creativo con il supporto di tutor professionisti in collaborazione con i propri docenti. Ricordiamo infine anche la XXV Stagione Concertistica con numerose proposte musicali che partiranno a dicembre e si concluderanno con un omaggio a Ioseffo Zarlino nel mese di giugno 2017. Eugenio Ferrarese >eferra@alice.it<

La Divina Commedia in “ciosoto”, l’esperimento di Angelo Padoan

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a Commedia di Dante in dialetto veneto ed anche in dialetto “ciosoto”? L’attenzione al dialetto è sempre stata al centro degli interessi culturali di Angelo Padoan che ha accompagnato la sua lunga e intensa attività di docente nelle scuole del territorio di Chioggia e dintorni e di attivo collaboratore da molti anni del settimanale diocesano Nuova Scintilla ad una particolare predilezione per la poesia, pubblicando varie raccolte. Questa volta Padoan ci propone un libro - “Divina Commedia e dialetto con particolare riguardo al dialetto veneto e chioggiotto” (edizioni Nuova Scintilla 2016) - che da una parte ci invita a riprendere in mano il testo dantesco attraverso alcune riflessioni, divagazioni e curiosità, dall’altra ci avvicina o riavvicina all’uso del dialetto che costituisce per molti aspetti il punto di partenza per la conoscenza del proprio territorio, delle tradizioni e degli aspetti culturali che lo caratterizzano. Accanto ad una parte dedicata agli approfondimenti sul concetto di dialetto – lo stesso Dante ha scritto l’opera in “volgare” fiorentino – alle opere d’arte e trasposizioni cinematografiche che hanno preso ispirazione dal poema dantesco, ma anche alla musica, al teatro, alla televisione… ed anche al fumetto e ai videogiochi, nella seconda parte si dà spazio alle traduzioni in veneto su cui si sono cimentati vari scrittori riscrivendo soprattutto gli episodi più noti. Un tentativo che ha compiuto lo stesso Angelo Padoan con una libera traduzione in “ciosoto” di tre brani: il proemio nella selva oscura del I canto dell’Inferno, le vicende di Paolo e Francesca nel V canto dell’Inferno, la morte del conte Ugolino nel canto XXXIII dell’Inferno… cercando di rispettare sia il testo che le rime dantesche. E.F.

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Cultura .

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Appuntamenti Il prossimo 23 dicembre

Il “Concerto di Natale”a Chioggia, ormai una tradizione S

i svolgerà venerdì 23 dicembre, presso la Cattedrale di S. Maria Assunta di Chioggia, il tradizionale “Concerto di Natale” dell’Orchestra Sinfonica e Coro “Tullio Serafin” diretti dal M° Renzo Banzato; l’appuntamento, che giunge quest’anno al significativo traguardo della 22^ edizione, si inserisce all’interno delle iniziative natalizie programmate dall’Amministrazione Comunale di Chioggia in collaborazione con la Pro Loco. Il programma, che sarà illustrato dal professor Paolo Padoan, vivrà il suo momento centrale con l’esecuzione della maestosa “Messa in sol maggiore D 167” per soli, coro, organo e orchestra di F. Schubert. Nell’esecuzione dell’opera, in

cui vengono raggiunti i massimi vertici dell’ispirazione sacra e trova felice esaltazione l’unione tra fede e arte musicale, interverranno, oltre ai professori d’orchestra, anche i componenti del coro e tre solisti di notevole rilievo: il basso Raffaele Zaninelli, il tenore Matteo Mezzaro e il soprano Miranda Bovolenta. Seguirà un omaggio a W. A. Mozart nel 260° anniversario della nascita, di cui sarà proposto l’imponente “Tantum ergo in re maggiore” per coro, organo e orchestra, lavoro scritto nel 1772 dal compositore salisburghese all’età di soli sedici anni. L’apertura della serata sarà affidata alle note di un autore coevo a Mozart ed emblema del classicismo viennese: di L. V. Be-

Il coro e l’orchestra Tullio Serafin

L’appuntamento giunge quest’anno al significativo traguardo della ventiduesima edizione, si terrà nella cattedrale di S. Maria Assunta, a partire dalle 21

ethoven sarà infatti eseguita la celebre “Romanza in fa maggiore op. 50” per violino e orchestra, nella quale il pubblico potrà apprezzare le doti virtuosistiche del violinista Stefano Antonello. Ai solisti vocali sarà inoltre affidata l’interpretazione di alcune arie particolarmente significative tratte dal repertorio sacro di G. Rossini (Stabat Mater), G. Fauré (Requiem) e A. Vivaldi (Magnificat). La parte conclusiva della serata sarà dedicata ad alcune celeberrime composizioni per soli, coro, organo e orchestra specificata-

mente legate alla Natività, tra cui il possente Hallelujah dal Messiah di Händel: il tutto sotto la puntuale direzione del M° Renzo Banzato, compositore, pianista, direttore d’orchestra, direttore di coro e docente presso il Conservatorio “Buzzolla” di Adria. La serata è realizzata dalla Città di Chioggia, in collaborazione con la Pro Loco di Chioggia e si avvale del sostegno di Bancadria e di alcune realtà produttive del territorio. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.00; l’ingresso è libero.

Don Marco racconta il presepe e la tradizione

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Chioggia vige la tradizione della realizzazione di presepi artigianali. Nelle chiese, in particolare, sono molte le persone che preparano al meglio la ricostruzione della natività. Don Marco Favaro racconta il presepe della chiesa dei Salesiani. Da cosa nasce l’ispirazione? Quante sono le persone coinvolte? “Ogni anno non possiamo fare a meno del presepe. Oltre ad una tradizione e una passione, ci ricorda chi siamo, da dove veniamo e perché celebriamo il Natale. Tra tanti impegni riusciamo a trovare il tempo da dedicare al presepe e questo ci aiuta a scrollarci di dosso le tensioni accumulate... e poi è bello! A progettare e realizzare il presepe siamo un gruppo di una dozzina di persone. Il nome del gruppo è “Amici del Presepio Ildebrando Sartori”. Sartori o Brando, per gli amici, era un salesiano appassionato di presepio e di tutto ciò che abbelliva la chiesa parrocchiale. Ogni anno realizziamo un presepe a tema. L’anno scorso avevamo proposto un tema sulla divina misericordia (in foto); quest’anno il tema ispiratore sono i 50 anni della nostra parrocchia dedicata a Maria Ausiliatrice”. Quanto tempo impiegate per creare questo capolavoro? “Circa due mesi, dalla fase progettuale al montaggio in chiesa e all’inaugurazione la notte della vigilia di Natale”. Negli anni quanti visitatori ci sono stati? “Mediamente un migliaio di persone all’anno, con incremento di visitatori negli ultimi 5 anni. Forse dovremmo migliorare nella promozione. Non abbiamo mai aderito a circuiti regionali di presepi. Certo, il presepe è molto apprezzato e i visitatori vengono anche da fuori provincia”. E’ possibile visitare il presepio dalla notte del 24 dicembre Miriam Vianello fino alla prima settimana di febbraio.


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Sport .

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Calcio a 5

Super League, il “torneo” principe dell’inverno, vi partecipano 8 squadre e fior fior di giocatori I

n estate, quando i campionati di calcio a 11 sono fermi, a Chioggia impazza la “voglia di calcetto”. Da giugno ad agosto diversi tornei di calcio a 5 intrattengono migliaia di turisti nel lungomare di Sottomarina. Ci sono tornei di tutti i tipi: quelli con decine di squadre partecipanti e quelli con pochi iscritti, quelli con giocatori semi professionisti e quelli con i più improbabili dilettanti allo sbaraglio, quelli dove si vincono premi in denaro e quelli in cui alzare una coppa al cielo almeno per una volta è il sogno di una vita. Ma da settembre in poi, quando i campionati di calcio a 11 iniziano, quando le temperature scendono, quando il clima si fa meno clemente, gli irriducibili del calcio a 5 sanno che il torneo “principe” è uno solo, La “Super League” organizzata al “Camp Nou” (ex Sirenella). Ormai da anni tale torneo è appunto il punto di riferimento per gli amanti del calcio a 5. Nel corso degli anni si sono anche formate squadre che hanno fatto e stanno facendo la storia di questo torneo. Stiamo parlando della Pizzeria Tocia, dello Sporting Orange (vincitrice della scorsa edizione), delle storiche Ondazzurra e Planet PC, e tante altre. La stagione 2016-2017 prevede un maxi girone all’italiana, con ben otto squadre partecipanti (Sporting Orange, Mascalzoni Marini, CRAME, Jaguari, Pizzeria Al Porto, Porto San Felice, Real Sciopedad e Rico Carni), che si affronteranno in gare notturne nel corso di tutto l’inverno, fino a quando le migliori classificate si sfideranno nelle gare ad eliminazione diretta, fino ad eleggere anche quest’anno la squadra

Translagunare: I Cavalli Marini. Racconto di una passeggiata di un centinaio di chilometri

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Al momento la squadra prima in classifica è la Pizzeria Al Porto con ben 16 punti (5 vittorie su 7 partite disputate), seguita a ruota dal Porto San Felice con 15 punti e dallo Sporting Orange con 13 punti, ma la strada verso il titolo è ancora lunga vincitrice. Partecipanti al torneo troviamo anche fior fior di giocatori, alcuni anche molto celebri nel panorama calcistico clodiense, come Stefano Bernardi, Giuseppe Salvagno, Manuel Albiero, Stefano Penzo, Filippo Frezzato, e altri. Al momento la squadra piazzata prima in classifica è la Pizzeria Al Porto (in foto) con ben 16 punti (5 vittorie su 7 partite disputate), seguita a ruota dal Porto San Felice con 15 punti e dallo Sporting Orange con 13 punti. In coda al gruppo troviamo momentaneamente la Real Scipedad. Il miglior attacco appartiene attualmente al Porto San Felice, forte dei suoi 47 gol realizzati, mentre delude un po’ la difesa dei Jaguari bucata ben 38 volte. Per ora il cannoniere del torneo è Marella Jonathan della Pizzeria Al Porto, con ben 11 reti realizzate. Già si sono giocate partite di

Auguri di Buone Feste

spessore, nelle quali si sono già affrontate squadre come CRAME contro Sporting Orange, terminata con un equilibratissimo 5 a 5 ; di grande interesse è stata anche la partita tra Porto san Felice e Pizzeria Al Porto, finita con la vittoria dei secondi per 3 a 2; degne di nota anche le roboanti vittorie del Porto san Felice sui Jaguari per 13 a 2, e del Porto San Felice su CRAME per 10 a 3. La strada verso il titolo è ancora molto lunga, ma le squadre sono già tutte molto agguerrite e vorranno giocarsi le loro carte fino alla fine. Per alcuni è un semplice torneo per passare qualche ora in compagnia durante il freddo inverno chioggiotto, ma per la maggior parte è la propria Champions League. Quindi staremo a vedere chi riuscirà ad alzare al cielo la coppa “dalle grandi orecchie”.

DILGRONDAIE s.n.c.

ore e 13 minuti. Non si trattava di battere nessun record e nessuna scommessa, solo una bella escursione da effettuare in compagnia. Così l’idea di Romano, uno dei ‘veterani’ del gruppo Marathon Cavalli Marini di Chioggia, che l’anno scorso con un piccolo gruppetto era già arrivato da Chioggia a piedi fino alla piazza San Marco, questa volta ha convinto gli amici a compiere il percorso completo comprendendo anche Lido, Alberoni e Pellestrina e infine il ritorno a Chioggia. Ritrovo in 13 sabato 29 ottobre 2016 alle ore 17,30. Dopo la consueta foto da condividere con tutti i “social” alle 18,00 partenza senza fretta con le lampade frontali accese seguendo l’argine del canale Nuovissimo accompagnati dalla foschia e dall’umidità che bagna erba e piedi. Una sosta per un caffè dopo tre ore e mezza e poi si riprende. Le chiacchierate sulle proprie “imprese” sportive e non accompagnano tutto il tragitto. Dopo Malcoltenta ecco Marghera via Fratelli Bandiera e poi Mestre. L’unico bar aperto diventa una buona occasione per brioche e cappuccino. Sono le 4,30 del 30 ottobre. Il gruppetto riparte passando per via Righi e successivamente il lungo Ponte della Libertà. Le luci di Venezia in lontananza, il passo è più lento, il sonno tanto, ma si prosegue. Foto sotto il cartello stradale con scritto “Venezia”. E’ ancora piuttosto buio. In tre giunti a piazzale Roma lasciano, una decisione già stabilita prima della partenza, ma comunque assai soddisfatti di questa intensa esperienza. Per la Strada Nova i primi passanti sono sorpresi dal gruppetto multicolorato che cammina compatto verso il salotto di Venezia, piazza san Marco. Ormai è l’alba e una foto renderà immortale questa tappa. Ci si avvia verso Riva degli Schiavoni fino a raggiungere a Sant’Elena. Dopo il vaporetto ecco il Lido di Venezia. Ancora una sosta, stavolta direttamente in pasticceria. Sono stati già percorsi circa 70 chilometri. Ripartenza per Alberoni per arrivare alla fermata del ferry boat che porterà a Pellestrina. La giornata comincia a scaldarsi grazie al sole. Da San Pietro in Volta a Pellestrina le colorate case della lunga e sottile isola lagunare sono accompagnate dal vociare della gente che passeggia e guarda il gruppetto dei ‘Translagunari’. Ancora un tragitto in vaporetto e sbarco a Chioggia. Si va per il Corso del Popolo confondendosi con i molti passanti di una bella domenica autunnale. E infine Sottomarina da dove il gruppetto era partito. Sono passate quasi 20 ore e tanti, tanti chilometri. Con Romano c’erano quest’anno Albano, Claudio, Cinzia, Dario, Daniele, Fabio, Fiorenza, Narciso, Sabrina, Sandra, Stefania e Paolo: i Translagunari. Eugenio Ferrarese

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ilVeneto Attualità .

Riforma Costituzionale Record di affluenza e di no

Zaia batte cassa: “Ora l’autonomia”!

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ciambetti: “il voto ci invita a proseguire verso l’autonomia” “E’ evidente il dato della partecipazione come della difesa della Regione deve spingerci tutti a rilanciare con forza il problema dell’autonomia della nostra terra che, non dimentichiamo, ha un residuo fiscale, cioè versa allo stato più di quanto non riceva, pari all’11 per cento del Pil prodotto. Penso che il voto e la partecipazione al voto di domenica 4 sia un’ ‘ulteriore indicazione a proseguire verso la strada dell’autonomia nel solco di quanto disposto dall’articolo 116 della nostra Costituzione”

M5S: “Vince il no perchè i veneti attribuiscono i problemi del Paese chi aci governa “

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he ai veneti non piaccia votare non si può certo dire. Al referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre ha votato il 76,66% degli aventi diritto, la maggior parte per dire no alla riforma: il 61,9% contro il 38,1% di Sì. Un risultato annunciato, dicono in molti, che confermerebbe, secondo una facile lettura, l’anima leghista del nostro territorio. La pensa certo così governatore del Veneto Luca Zaia che ha salutato i risultati del voto referendario come “un risultato strepitoso”. “Una grande lezione di democrazia è venuta dal Veneto – ha detto - vista la partecipazione. E’ la fine del grande fratello e i cittadini dimostrano autonomia nell’ascoltare e poi decidere”. È il commento del governatore del Veneto Luca Zaia agli esiti del referendum. “La grande affluenza e il risultato - dice Zaia - è la dimostrazione che la stabilita’ tanto decantata i cittadini la vedono solo con una vera tornata elettorale. Con le annunciate dimissioni di Renzi e il voto si avrà un governo democraticamente eletto, ovvero un presidente del consiglio eletto e non nominato, come non accade in questo Paese dal maggio 2008”. Secondo il Governatore i veneti, con il loro voto, hanno mandato a Renzi un messaggio concreto che lui incassa per ribadire che ora è il tempo di preparare un altro referendum, quello per l’autonomia che si svolgerà in primavera. Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, a palazzo Ferro Fini ha ringraziato “i veneti per l’alto senso civico nella partecipazione al voto: i cittadini hanno compreso l’importanza del momento.

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Per la classe politica questa elevata affluenza è anche un segnale inequivocabile: quando la cittadinanza è coinvolta e informata non esita a far sentire la sua voce. L’astensionismo è figlio del distacco tra forze politiche e società ed è chiaro che dopo questo referendum tutti gli attori politico-sociali devono riflettere attentamente sulle loro strategie di informazione ma anche di ascolto della cittadinanza e dei suoi veri problemi che, per la stragrande maggioranza dei cittadini, non trovavano risposta di certo nella Riforma costituzionale: disoccupazione, sicurezza, questione ambientale, pensioni”. “Che il dato sia storico – affermano i consiglieri del Gruppo di Forza Italia Massimiliano Barison, Massimo Giorgetti ed Elena Donazzan - lo dimostra il confronto con l’affluenza alle altre consultazioni referendarie: ad esempio con i precedenti due referendum costituzionali del 2001 (34,1%) e del 2006 (52,5%). I Veneti non si sono fatti condizionare dalla potenza mediatica messa in campo dal governo, o dai recenti viaggi con annessi firme di ‘Patti’, o dalle regalie dell’ultimo momento, come lo sblocco di contratti fermi da molti anni. In Veneto - puntualizzano - i cittadini reclamano più autonomia e la risposta al neo centralismo di Renzi è stato plebiscitario. Non solo non devono essere spogliate le Regioni delle loro funzioni, ma la richiesta è che il Veneto ne abbia di maggiori. Questo è il voto di un Veneto che vuole contare di più. Continuare ad ignorare questa attesa è sbagliato e pericoloso, perché l’onda di protesta si leverà sempre più forte”.

“Il nostro comitato del No ha lavorato compatto contro lo strapotere del Pd, che ha investito 6 milioni di euro in questa campagna referendaria ed ha potuto contare sulle principali tv e i principali giornali. Questo voto e le immediate dimissioni di Renzi proiettano il M5S al governo del Paese. Siamo già al lavoro per formare una squadra di governo ed un programma che saranno composti, come è nel nostro stile, sulla rete, insieme ai nostri iscritti”. “In Veneto abbiamo ora il dovere di portare alti i valori di democrazia e di difesa della sovranità popolare che i cittadini hanno confermato ritenere prioritari con questo voto. È nella nostra natura farlo, come abbiamo mostrato in questi mesi, quindi chiunque abbia dato fiducia al nostro ideale di cambiamento non sarà deluso”.

Finozzi: “confindustria, coldiretti, artigiani che fanno ora?” Marino Finozzi: “I vertici confindustriali o degli artigiani come di alcuni sindacati che si sono schierati apertamente per il sì e che nei fatti sono stati sfiduciati dai loro stessi iscritti, non rappresentano migliaia di imprenditori, di artigiani, di lavoratori. Renzi ha fatto un gesto corretto nel preannunciare le dimissioni ma i vertici di Confindustria? E quelli della Coldiretti? E gli artigiani? Chissà cosa risponderanno agli iscritti delle loro associazioni che escono da questo referendum impoverite di certo in prestigio, peso politico e credibilità”.

tosi: “ temo per l’economia, Brexit docet”! Che le nostre imprese. La maggioranza giustamente vince, ma non è detto abbia sempre ragione, Brexit docet”. Il Sindaco di Verona aveva fatto una campagna convinta per il sì, dunque si ritrova sconfitto. “Da uomo di centrodestra, complimenti a Renzi per la dignità e la coerenza, merce rara in politica. Noi abbiamo perso l’occasione per cambiare”

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Attualità .

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Pd veneto: “13milioni di Sì alla riforma non sono pochi” Moretti: “Volevamo diminuire il numero delle poltrone e gli enti inutili. Alla fine, a lasciare la poltrona è l’unico che meritava di restare”

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l giorno dopo la vittoria del No al referendum costituzionale gli esponenti veneti del Pd che sostenevano il sì hanno espresso la loro vicinanza al Premier Renzi, dimissionario, riconoscendo come risultato indiscutibile che i veneti hanno respinto la Riforma. “La sconfitta del sì è netta, in Italia e in Veneto, - ha affermato Il Sottosegretario Pier Paolo Baretta - accentuata dall’alta affluenza al voto degli italiani che sono tornati alle urne, sono tornati a votare riscoprendo il valore profondo di una democrazia chiamata a decidere sulla Carta costituzionale, nodo strategico

della partecipazione alla vita civile del Paese. Da un punto di vista politico, è stata un’occasione persa, una messa in discussione del percorso di riforme avviato con questa legislatura. Da un punto di vista sociale, non bisogna ignorare la richiesta di ascolto che arriva dai cittadini”. Meno governativa e più passionale, Alessandra Moretti su Fb, dice di essere “fiera di Matteo Renzi e gli sono grata per come ha condotto questa grande battaglia e per come ha ammesso la sconfitta. Volevamo diminuire il numero delle poltrone e gli enti inutili. Alla fine, a lasciare la pol-

trona è l’unico che meritava di restare. Abbiamo conquistato, da soli e contro una parte del PD, il 40% dei consensi. Ripartiamo da qui con una leadership autorevole. Perché dalle sconfitte ci si rialza più forti di prima e noi siamo già in piedi a guardare al futuro senza paura”. E anche la Senatrice Laura Puppato guarda al futuro propositiva, proprio a partire da quei 13 milioni di di italiani che hanno votato sì alla Riforma. “13 milioni di voti non sono pochi, ma nella vita accade di perdere – dice –son convinta che abbiamo lavorato per un’idea-

le più grande, anche se magari ci sarebbe convenuto schierarci contro. Ripartiamo assieme, siamo già di nuovo in piedi”. E sulla necessità di rifondare il Pd ha le idee chiare: “Rivedere come funziona il partito è necessario, dando più spazio ai circoli e facendo sì che possa emergere una classe dirigente per il futuro e non solo conservarsi quanto abbiamo già visto. Credo però che, ogni rifondazione, debba ripartire da quanto fatto in questi due anni,

che hanno visto, per la prima volta, una politica intenta a riformare se stessa, a scegliere le risorse migliori, a dare risposte ai cittadini”. “Oggi serve senso di responsabilità – ha concluso il Sottosegretario Baretta - bisogna, innanzitutto, completare la legge di bilancio, evitando l’esercizio provvisorio che bloccherebbe il Paese in un’avvilente gestione dell’ordinario senza prospettive e senza programmazione per il futuro”.

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(CO2): 147 (g/km).


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Economia .

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Dopo il tirocinio, la firma di un contratto di lavoro in due casi su tre Nel 28% dei casi al tirocinio è seguito un contratto a tempo determinato o di apprendistato, 26%. Solo il 9% di contratti a tempo indeterminato

C

aIn due casi su tre il tirocinio non rappresenta un’isolata esperienza di lavoro ma uno strumento per un inserimento stabile nel mercato del lavoro. I tirocini avviati e conclusi in Veneto tra il 2013 e il 2015 sono circa 70 mila e al 69% di essi ha fatto seguito un rapporto di lavoro più stabile o un altro tirocinio, spesso presso la stessa azienda in cui si è svolto lo stage. Poco meno di 22 mila, invece, i lavoratori per i quali il tirocinio ha rappresentato l’ultima o l’unica opportunità di impiego. Lo rileva l’Osservatorio & Ricerca di Veneto Lavoro, che ha pubblicato la seconda parte di un report di approfondimento dedicato a quella che negli ultimi anni si è rivelata una misura di politica attiva sempre più diffusa per l’inserimento lavorativo di soggetti disoccupati e inoccu-

pati e per far entrare in contatto con il mondo del lavoro studenti e giovani in uscita dai percorsi di istruzione e formazione. Complessivamente i tirocini attivati in regione a partire da inizio 2013 sono oltre 90 mila: prevalgono quelli di inserimento o reinserimento lavorativo rivolti a persone in cerca di lavoro (66%), seguiti dai tirocini formativi e di orientamento (14%) e dai tirocini estivi per studenti (8%). Sempre di più i tirocini strettamente connessi a specifiche misure di politica per il lavoro messe in campo dalla Regione del Veneto: oltre 7.000 nel solo 2015, di cui il 90% attivati nell’ambito di Garanzia Giovani Veneto. I tirocinanti, complessivamente più di 80 mila nell’arco dei tre anni, sono prevalentemente giovani italiani under 25 diplomati o laureati e nella metà dei casi si

tratta di persone disoccupate o alla ricerca del primo impiego. “Il tirocinio - commenta l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan - si rivela sempre più strumento importante per l’inserimento nel mondo del lavoro veneto, non solo per i giovani alla ricerca del primo impiego,

e il fatto di averli inseriti tra le misure di Garanzia Giovani lo dimostra, ma anche per quella platea di disoccupati over 30 cui bisognerà porre sempre maggior attenzione e sui quali la Regione è intervenuta e sta intervenendo con specifiche misure di politica attiva.

Il crescente ricorso da parte delle aziende, anche di grandi dimensioni, a questo strumento ci conforta - osserva Donazzan - a patto che si riveli altresì il mezzo per un inserimento stabile nel mercato del lavoro e non solo una isolata, per quanto utile, esperienza lavorativa”.

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Politica .

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La proroga A Trenitalia la gestione delle nostre ferrovie fino al 2023

Maggiori investimenti e 23 treni in più O

gni giorno disservizi. Ogni giorno proteste dei pendolari. Eppure, a quanto pare, cambiare non si può. La Giunta regionale del Veneto ha confermato la proroga del contratto di servizio con Trenitalia sino al 31 dicembre del 2023. Certo ne ha aggiornato i termini: entro il 2017 la società che gestisce il servizio ferroviario nazionale dovrà garantire l’entrata in servizio nella rete regionale di 5 nuovi treni Vivalto e di 9 treni Swing; e a partire dal 2020 verranno consegnati 9 nuovi elettrotreni (tipo ‘Caravaggio’). Nei prossimi otto anni Trenitalia dovrà inoltre provvedere al ‘revamping’ (cioè l’integrale rimessa a nuovo) dei convogli Taf e ulteriori investimenti tecnologici sulla flotta e sulla manutenzione del materiale rotabile. “A seguito delle segnalazioni dei comitati dei pendolari – ha spiegato l’assessore alle Infrastrutture Elisa De Berti - e delle criticità evidenziate nelle diverse tratte del Veneto –abbiamo rinegoziato con Trenitalia termini e condizioni per la prosecuzione del contratto. In attesa dei tempi tecnici per bandire ed espletare la gara europea abbiamo utilizzato la possibilità di estendere la proroga del servizio al gestore attuale per sei anni più tre, in cambio dell’impegno di Trenitalia di raddoppiare gli investimenti inizialmente programmati: dagli 86 milioni dell’offerta iniziale, agli attuali 170 per acquistare nuovi treni, in aggiunta ai 56 milioni programmati per adeguamenti tecnologici e manutenzioni, con l’obiettivo di migliorare e razionalizzare l’offerta agli utenti”. Nel dettaglio, la nuova proroga impegna la Regione Veneto a corrispondere a Trenitalia un miliardo e 279 milioni per gli anni 2015-2023. In cambio Trenitalia migliora i servizi e la flotta secondo un preciso calendario di

impegni scandito dal contratto stesso: più treni festivi ed estivi, introduzione dei treni notte, intensificazione dei servizi negli orari di punta e aumento delle percorrenze nelle tratte meno servite. “Con l’investimento in nuovi treni elettrici e nell’efficientamento della flotta e dei servizi abbiamo creato le premesse - prospetta l’assessore De Berti perchè Rfi, la società che gestisce la rete ferroviaria infrastrutturale, possa tener fede all’impegno preso di completare l’elettrificazione delle tratte ferroviarie Conegliano-Vittorio Veneto, Castelfranco-Montebelluna, Camposampiero-Cittadella-Bassano anche con l’’anello’ bellunese Vittorio Veneto-Ponte nelle AlpiBelluno-Feltre-Montebelluna e con la linea Vicenza-Schio. Rinegoziando i termini del contratto di proroga con Trenitalia entrano in circolazione nella rete ferroviaria regionale 23 treni in più, di cui 18 elettrici. Mi auguro che anche la società infrastrutturale delle Ferrovie dello Stato tenga il medesimo passo e possa garantire l’elettrificazione dell’intero anello sub-dolomitico, secondo i tempi concordati”.

una “teen Zone” per lo studio e il gioco dei piccoli malati di cancro

“L

a nuova Pediatria a Padova si farà, e va sizione della sanità dei padovani”. anche fatta al più presto. Ci sono 18 milio“Teen Zone” sarà realizzata nelle adiacenze del ni stanziati dalla Regione e c’è il progetto, ora si reparto. Si rivolge principalmente a quel circa deve passare alla fase realizzativa nei tempi più 30% dei mille e più pazienti di Oncoematologia brevi possibile”. Pediatrica che hanno un’età tra i 14 e i 18 anni e La conferma viene direttache provengono per il 27%, come mente dal presidente Luca Zaia Oltre mille piccoli tutti i pazienti, anche più piccoalla presentazione di un nuoli, da tutta Italia e dall’estero. pazienti in vo progetto, denominato “Teen Sarà un vero e proprio “ambienZone”, che metterà a disposiziote” (170 metri quadri) a disposioncoematologia ne dei bimbi, ma in particolare dei ragazzi, attrezzato con a Padova potranno zione degli adolescenti in cura presso postazioni internet, consolle viusufruire l’oncoematologia pediatrica, deogame, impianti audio e anspazi dove poter svolgere attiche una piccola palestra. di questi spazi vità di studio, svago e relax nel Ai responsabili di Team For corso della degenza. Children, che hanno annuncia“La nuova Pediatria nascerà qui – ha precisato to la partenza di una raccolta di fondi per coprire il Governatore dall’aula magna del Dipartimen- i circa 150 mila euro per l’allestimento interno to di Pediatria dell’Azienda Ospedaliera di Pado- della struttura una volta completata la parte va – quando sarà pronto il nuovo Policlinico si muraria, Zaia, a sorpresa, ha detto che “una partrasferirà lì, perché non è immaginabile un Po- te la metterà la Regione: dovunque possiamo, con liclinico di valenza internazionale senza Pedia- quel che possiamo – ha aggiunto – noi ci siamo tria, e quanto realizzato prima rimarrà a dispo- sempre”.


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Cultura .

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Anteprime A Verona 90 opere che ne illustrano il talento

Picasso, genio artistico in continua evoluzione C

hi conosce l’opera completa di Pablo Picasso sa che l’evoluzione artistica di questo pittore è molto varia e, spesso, anche sorprendente. Sicuramente Picasso, con i suoi dipinti, le sue sculture, le ceramiche e altro, è uno dei protagonisti assoluti del XX secolo e meglio di altri incarna il dinamismo di un’epoca storica davvero unica. Conoscere l’artista e la sua parabola intellettuale è oggi possibile grazie ad una mostra di oltre novanta capolavori esposti a Verona all’Amo di Palazzo Forti fino al 12 marzo 2017. La mostra “Picasso. Figure (1895-1972)” è ideata dal Museo Nazionale Picasso di Parigi – uno dei numerosi musei dedicati al prolifico ed inesauribile genio della pittura, che però detiene il maggior numero delle sue opere – e sarà esposta in anteprima a Verona, prima di raggiungere almeno un altro museo

internazionale, ancora non identificato. L’esposizione è curata da Emilie Bouvard, conservatrice del Museo parigino, promossa dal Comune di Verona e organizzata da Arthemisia Group. La retrospettiva presenta le opere più significative quali “Nudo sedut0”, da Les Demoiselles d’Avignon, “Il Baciò”, piccola e struggente tela del 1931, “La Femme qui pleure” e il “Portrait de MarieThèrèse”, che si susseguono in un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui Picasso ha sottoposto la rappresentazione del corpo umano, mentre la sua arte attraversava le fasi del precubismo, del Cubismo, dell’età Classica e del Surrealismo, fino a giungere negli anni del dopoguerra a un nuovo concetto di figura. la retrospettiva presenta le opere più significative quali ’Nudo sedutò, da Les Demoiselles d’Avignon, ’Il Baciò, piccola e strug-

gente tela del 1931, ’La Femme qui pleurè e il ’Portrait de MarieThèrèsè, che si susseguono in un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui Picasso ha sottoposto la rappresentazione

l’esposizione propone un focus specifico che riguarda lo sviluppo dell’interpretazione della figura da parte del pittore

Venezia, Guggenheim tancredi. una retrospettiva Con oltre novanta opere, si apre un’attesa retrospettiva che sancisce il grande ritorno a Venezia di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927 – Roma 1964), tra gli interpreti più originali e intensi della scena artistica italiana della seconda metà del Novecento. Tancredi è stato l’unico artista, dopo Jackson Pollock, con il quale Peggy Guggenheim stringe un contratto, promuovendone l’opera, facendola conoscere ai grandi musei e collezionisti d’oltreoceano e organizzando alcune mostre, come quella del 1954 proprio a Palazzo Venier dei Leoni. Dopo oltre sessant’anni, dunque, l’artista ritorna protagonista indiscusso alla Collezione Guggenheim con una straordinaria selezione di lavori, che ricostruiscono in modo intimo e capillare, tra produzione creativa ed emotività prorompente, la parabola breve, ma folgorante, di questo grande interprete dell’arte del secondo dopoguerra. L’esposizione rappresenta inoltre il ritorno in Italia di una preziosissima selezione di opere donate dalla mecenate ad alcuni celebri musei americani: per la prima volta, dai tempi di Peggy, sono esposti capolavori come la Primavera, proveniente dal MoMA di New York e Spazio, Acqua, Natura, Spettacolo, oggi al Brooklyn Museum. La grande retro-

del corpo umano, mentre la sua arte attraversava le fasi del precubismo, del Cubismo, dell’età Classica e del Surrealismo, fino a giungere negli anni del dopoguerra a un nuovo concetto di figura.

spettiva non manca di documentare la produzione artistica degli anni ‘60, momento di crisi e di completa revisione della propria pittura, a cui Tancredi vuole dare un senso esistenziale e politico. Ed è così che la vena della polemica e della tensione di quegli anni di guerra fredda emergono nel titolo della mostra “La mia arma contro l’atomica è un filo d’erba”, frase con cui Tancredi risponde agli innumerevoli conflitti dell’epoca, dal Vietnam alla guerra in Algeria, alla tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Di questo momento fondamentale nel suo percorso artistico, sono esposti i tre dipinti della serie Hiroshima (1962). La parte conclusiva dell’esposizione è dedicata ai collage-dipinti, eseguiti tra il 1962 e il 1963, i cosiddetti Diari paesani e i Fiori dipinti da me e da altri al 101%, che a ragione possono essere definiti la vera rivelazione di questa retrospettiva e che sono da considerarsi esempi di eccezionale vigore creativo e drammatica euforia. Sono queste opere a chiudere lo straordinario percorso, geniale e sregolato, della pittura di Tancredi dedicata alla natura e all’uomo. Tancredi muore nel 1964 a soli 37 anni, giovanissimo e pronto a entrare, come scrive Dino Buzzati, nel “mito di Tancredi”.

a christmas carol, vivi la favola del natale

Imperdibile, a Cervarese Santa Croce, lo spettacolo “A Christmas Carol”, basato sulla più bella e rappresentativa favola di Natale Un testo scritto agli inizi dell’800 dallo scrittore Charles Dickens, e nonostante tutto lancia un messaggio attuale che rispecchia tutt’ora la società moderna. Il titolo viene sottotitolato con “Vivi la favola” perché questo non è uno spettacolo dove vi è il classico punto di vista dallo spettatore verso il palcoscenico, ma è lo stesso spettatore a far parte della scena, in quanto la storia è sviluppata in un itinerario studiato all’interno del castello dove ogni stanza è un set che rappresenta un pezzo della favola e gli attori interagiranno con lo spettatore su di uno stesso piano rendendolo, così, a sua

volta parte della favola stessa. L’itinerario all’interno della suggestiva cornice del castello di San Martino della Vaneza a Cervarese Santa Croce, sarà condotto da un attore guida che a sua volta sarà anche colui che scandirà i tempi dei gruppi che si susseguiranno uno ogni ora. La produzione sarà curata da Flash Dance Academy, Xenia Spettacoli e Scenografie snc ed è patrocinata dai comuni di Cervarese Santa Croce e Teolo oltre che dalla Provincia di Padova, i Musei di Padova e Provincia e Butterfly Arc. Nel cast moltissimi attori, comparse e cantanti con partecipazioni di prim’ordine, partendo dalla regia di Maurizio Pizzato, alle coreografie di Giorgia Chiurato con la sua crew Jam Session, il coro gospel/pop University Choir. La manifestazione sosterrà il coordinamento nazionale Alluvionati e Terremotati italiani che gestirà il piccolo mercatino di natale difronte al castello di San Martino.


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Cultura .

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Una mostra fotografica per celebrare Diego Valeri

Pontelongo, un tappeto tutto di zucchero

Poeta, intellettuale e uomo di cultura del ‘900 ha trovato ispirazione nella Venezia più intima e raccolta, la stessa che ha guidato i fotografi che gli hanno reso omaggio

P

resso il Centro Piovese d’Arte e Cultura si è svolta dal 3 all’11 dicembre una mostra dedicata a Diego Valeri, allo scopo di ricordare e celebrare quello che potrebbe essere definito “il signore veneto delle lettere”. Fu infatti insigne poeta, intellettuale e uomo di cultura a livello nazionale ed europeo, insegnante di letteratura francese e traduttore. Nato a Piove di Sacco il 25 gennaio del 1887 e morto a Roma il 27 novembre 1976, ha abitato per circa 50 anni a Venezia e fu uno dei più grandi cantori della Venezia del ‘900. Di indole malinconica, fu anche uomo politico, restò sempre socialista, e costretto per il suo mai nascosto antifascismo all’esilio in Svizzera per un breve periodo. La sua poesia è in apparenza

semplice e lineare, poiché i suoi versi possiedono ritmo e colore, ma la sua più grande ispirazione è l’emozione di un autunno veneziano, nebbioso, che lo sommerge di malinconia e tristezza, quando vi sono meno turisti e l’atmosfera rivela la propria anima. Con l’occasione del 40° anniversario della morte, un gruppo di fotografi denominato “5punto2”, (il nome fa riferimento al numero dei componenti e alla linea di vaporetti veneziani) ha concepito e organizzato la mostra traendo ispirazione dai suoi scritti. Per un anno i fotografi hanno scattato con questa finalità, accomunati a Valeri dall’amore per Venezia. Da migliaia di scatti ne hanno selezionati una settantina, che cercano di esprimere la stessa ispirazione delle liriche va-

U In alto lo scatto di Luciano Bellesso, di lato la foto di Giorgio Meneghetti

Per un anno il gruppo di fotografi “5punto2” ha “immortalato” la fascinosa città lagunare. Tra gli oltre mille scatti ne sono stati selezionati una settantina

Nasce il nuovo circolo del Cinema Rossini: gli eventi cinematografici in programma

leriane e la sua profonda “venezianità”, a seconda della sensibilità di ciascun fotografo. Probabilmente Valeri apprezzerebbe questa “iniziativa fotografica” nella sua città natale, ricordiamo che la biblioteca, che porta il suo nome, è stata donata dalla figlia al Comune di Piove di Sacco, insieme ad altri documenti e libri del poeta. E molto è stato fatto dal Comune per la conservazione e valorizzazione dei suoi scritti; altra raccolta di corrispondenza e documentazione è stata donata, invece, alla Fondazione Cini di Venezia. F. Trivellato

n grande tappeto di zucchero colorato. Una vera e propria opera d’arte quella realizzata a fine novembre sul pavimento interno dello stand della Pro loco allestito in largo Cavalieri di Vittorio Veneto in occasione della ormai tradizionale Festa della Dolcezza. Il progetto del “Dolce parterre”, nato da un’idea di Andrea Lazzarin, è stato realizzato da Chiara Borella con Irene Vettorato, Anna Casetta, Elisa Ponchio, Alice Pinato, Nicolò Spinello e Marco Borella. Il tema del tappeto ha preso spunto da un quadro realizzato in iuta nel 2007 dall’artista locale Angelo Maron, da poco scomparso, per il progetto “Pontelongo Paese dello Alessandro Cesarato Zucchero”.

Una serata per celebrare la prima stamperia al mondo

U

A

Porto Viro è stato fondato il Circolo del Cinema Roberto Rossellini che farà parte del centro Inter-regionale FICC Veneto/Friuli Venezia Giulia assieme a quello di Adria e all’associazione culturale Druidi di Loreo. In una recente riunione del direttivo presso la stazione di sosta di Ca’ Cornera, si sono decise alcune date per la partenza delle attività, previste già all’inizio dell’ anno. Una prima proiezione sarà organizzata proprio a Ca’Cornera, in concomitanza con la mostra pittorica “La tentazione del colore” di Fabio Crivellaro, con la proiezione del film “Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni, il cui aspetto fondamentale è la grande sperimentazione cromatica e la ricerca sul colore messa in campo

dal regista ferrarese nella sua prima pellicola a colori. A seguire l’inaugurazione nella sala dell’Ex Macello con la proiezione di “Paisà” di Roberto Rossellini, la cui madreElettra Bellanè nata a Porto Viro nel 1886. Il Circolo si impegnerà nella promozione di vari eventi cinematografici, affiancandosi ad iniziative comunali e promuovendo produzioni indipendenti, al fine di diversificare la proposta mantenendo un occhio di riguardo per la realtà cinematografica locale, oltre che per i titoli più significativi del panorama nazionale ed internazionale. Sono inoltre già avviate alcune opere di recupero relative a film indipendenti che verranno successivamente proposti nel calendario delle proiezioni. (fa.pr.)

na serata per ricordare la nascita in città della prima stamperia al mondo. È quella che si è tenuta martedì alle 21 nell’auditorium di via Ortazzi. L’evento è stato organizzato dall’associazione “Guariento, tra cultura e arte”. La stamperia fondata da Meshullam Cusi, di chiare origini ebraiche, ha scritto una pagina indelebile nella storia della tipografia. Durante la serata è stato infatti presentato un modello di torchio in legno con le medesime caratteristiche e le stesse funzioni di quello usato per la prima volta in città nel 1475 quando la famiglia di Meshullam Cusi pubblicò il primo libro ebraico stampato, un’edizione degli Arba’a Turim (I quattro ordini) di Yaaqov Ben Asher, in quattro volumi. Questo torchio è un’opera unica, realizzata da un artigiano piovese, Pierluigi Milani, con la supervisione tecnica e progettistica dell’ingegnere Gianni Mengardo. Era presente anche Daniele Nissim, esperto di tipografie ebraiche antiche, che ha portato il suo contributo di profondo conoscitore della materia.

“È un onore per l’associazione che presiedo - ha commentato Bianca Rosa Disarò - rappresentare e far conoscere alcuni aspetti della storia passata di Piove di Sacco. L’intento è legare la storia della stampa e della tipografia con la cultura e la memoria storica di questa comunità”. “È un progetto - ha aggiunto l’assessore Luca Carnio - che abbiamo sostenuto con forza in quanto rappresenta una parte importantissima della nostra storia. Ancora una volta Piove di Sacco si dimostra una città capace di far incontrare cultura e lavoro, artigianato e storia, ottenendo dei risultati straordinari”. Alessandro Cesarato


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La testimonianza La missione umanitaria

Albino e Doriana in Kenya insegnano ai giovani a costruirsi un futuro “S

osteniamo insegnando”. E’ questo il motto di Albino e Doriana, bruginesi di nascita, ma un po’ kenioti “d’azione”, che, da vent’anni, frequentano la realtà del Kenya, supportando missioni umanitarie, costruendo pozzi d’acqua, aiutando i bambini con adozioni a distanza e gli anziani dei villaggi con viveri e generi di prima necessità, fino ad arrivare a fondare la loro Onlus, nel 2013, con la missione di insegnare un lavoro alle giovani

zare e supportare materialmente i corsi professionali, ma coloro che seguono da vicino questi giovani sono insegnanti del posto – sottolinea – Evitiamo, così, ingerenze esterne, lasciando che sia direttamente la gente locale a gestire il progetto”. “Agli studenti, che hanno un’età dai 18 ai 28 anni, vengono consegnati gli attrezzi per coltivare, il materiale per costruire una serra, un kit di sementi, una coniglia ed una gallina e tutto il materiale

Gli studenti del Kenya che imparano un mestiere. A lato il sindaco Giraldo e l’assessore Pinato consegnano ad Albino e Doriana un riconoscimento

entra nel team! generazioni. “Abbiamo iniziato negli anni ’90, perché sentivamo il bisogno di spenderci per aiutare il prossimo – hanno raccontato Albino Valente e Doriana Benetello, nella cucina della loro casa di Brugine, così piena di ricordi, calore ed emozioni, portati direttamente dai loro viaggi – Tramite un parroco nostro parente, abbiamo conosciuto don Luigi Pajaro, missionario in Kenya. Con la nostra esperienza, maturata negli anni – hanno spiegato – abbiamo capito che, se vogliamo aiutare queste persone ad avere un futuro, dobbiamo partire da coloro che potranno davvero cambiare le cose, ovvero i giovani”. E proprio i giovani sono i destinatari di un progetto ambizioso, che ha previsto l’istituzione di corsi professionali legati all’agricoltura biologica, al piccolo allevamento, al cucito e all’intreccio dei capelli, molto in voga tra le donne keniote. “I ragazzi e le ragazze vengono dotati dell’attrezzatura necessaria per imparare un mestiere e, al termine del corso, possono tenere tutto, per poter cominciare subito la loro attività – ha spiegato Albino – La cosa fondamentale, è che noi ci limitiamo ad organiz-

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per costruire un alloggio destinato ad accogliere cuccioli che nasceranno – ha spiegato Doriana – Alle ragazze, invece, viene rilasciata la macchina da cucire su cui hanno imparato a lavorare, e tutto il materiale necessario, tra cui stoffe, ricambi e filo. Lo stesso vale per le ragazze del corso di parrucchiera”. Da quest’anno è partito anche il progetto “un pasto al giorno”, dedicato ai più piccoli e finalizzato a garantire il pasto a 350 bambini di una scuola molto povera, per i quattro mesi nei quali il raccolto scarseggia, portando sul posto 6 quintali tra granturco e fagioli ogni mese. “Per noi è importante farci conoscere, ed abbiamo ricevuto molti aiuti, anche dall’amministrazione comunale – hanno concluso, mostrando orgogliosamente il riconoscimento ricevuto dal sindaco, Michele Giraldo, e dall’assessore Sofia Pinato, nel corso dell’ultima edizione di Saccisica in Mostra, per l’impegno profuso a favore degli altri – e siamo stati presenti anche in occasione del mercatino di Natale a Campagnola, l’11 dicembre”. Per aiutare a crescere l’associazione di Albino e Doriana, è possibile destinare la scelta del 5 per mille, segnando, nell’apposito spazio in dichiarazione dei redditi, il codice fiscale 92255100288, oppure donando materiale utile allo svolgimento dei corsi professionali. Per qualsiasi informazione, è possibile visitare il sito www.sosteniamo-insegnando.it, dove è possibile reperire anche l’iban, per chi volesse effettuare una donazione diretta, o mettersi in contatto con i fondatori.

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editoriale

Umberto Veronesi, il rifiuto delle cure “fra accanimento terapeutico e eutanasia”

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“Credere nella scienza significa credere nel futuro” La riabilitazione post operatoria a pag 37

Affidarsi al medico odontoiatra per un quadro clinico completo a pag 37

i avevano già presentati in occasioni istituzionali, ma ho conosciuto veramente Umberto Veronesi alcuni mesi prima della sua nomina a ministro della Sanità in un soggiorno montano durante le vacanze natalizie in Val d’Aosta. Era giunto per trovare alcuni comuni amici a La Thuile nell’albergo dove alloggiavo e ho avuto l’occasione di averlo come commensale seduto a tavola proprio di fronte a me. La conversazione, iniziata a pranzo, sempre di estremo interesse e di spessore davvero notevole quando si ha a che fare con personaggi di quel calibro, è proseguita per l’intero pomeriggio e poi a cena in una baita di alta montagna raggiunta in funivia in una serata limpida rischiarata da una luna particolarmente splendente. Gli argomenti della conversazione si sono ben presto spostati da argomenti scientifici, ineluttabili quando ci si incontra fra medici, ad interessi di politica sanitaria, (dopo pochi mesi sarebbe diventato ministro della Sanità), alle condizioni della salute e delle offerte dei servizi sanitari nel nostro paese,alle opportunità delle cure e all’equità di accesso alle stesse da parte dei malati nelle diverse aree geografiche, agli stili di vita, lui convinto vegetariano, unico quella sera in un contesto di colleghi che facevano onore ai prodotti valdostani compresi la carne e i formaggi, per concentrarsi poi sui grandi temi della bioetica, oggetto di particolari approfondimenti da parte della classe medica e profondamente sentiti dall’illustre personaggio. Umberto, (mi aveva chiesto di chiamarlo per nome e di dargli del tu come si conviene fra colleghi), da sempre favorevole all’aborto, all’eutanasia, alla liberalizzazione delle sostanze stupefacenti,sosteneva con pacatezza, ma con la forza che deriva da convinzioni radicate nella ragione laica (si professava decisamente ateo), i suoi convincimenti in un confronto che per la maggior parte vedeva su posizioni diverse i suoi commensali. Ancor oggi mi chiedo se le nostre posizioni fossero poi così distanti. A parte la liberalizzazione delle droghe,argomento che mi vedeva e mi vede assolutamente contrario per le mie esperienze professionali anche come responsabile scientifico del progetto Epicuro nella Regione Veneto sull’uso delle sostanze di abuso nei giovani, (esperienze che Umberto non poteva avere essendo il suo interesse rivolto quasi esclusivamente alle patologie oncologiche), per quanto riguarda l’aborto e l’eutanasia molte argomentazioni seppur apparentemente contrarie sembravano sfiorasi e quasi andare insieme, tanto da farlo sorridere dichiarando “siamo nelle più classiche convergenze parallele!”. Tutti quella sera convenimmo sulla drammaticità dell’aborto e sulle conseguenze fisico-psicologiche sulle donne e sul fatto che la legge 194/78 che ha di fatto depenalizzato l’atto abortivo in Italia è invero una legge sulla maternità responsabile per cui l’aborto in ogni caso diventa aborto terapeutico in rapporto alle condizioni di salute o alle condizioni economiche o sociali o familiari o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito e non può essere certo considerato come metodo contraccettivo.

Vaccini obbligatori, il protocollo veneto

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Salute

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l’intervento

Alba al termine della notte

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entile Direttore, la vita professionale del medico consta di 24 ore al giorno. La notte di guardia si declina in vari modi, da quella in guardia medica a quella del reparto universitario, da quella in pronto soccorso a quella in sala operatoria. Ma vedere l’alba in pronto soccorso è una costante. Si percepisce sullo sfondo, dal cambio di luminosità delle finestre, mentre si passa dall’edema polmonare del mattino all’incidente in itinere di quelli che vanno al lavoro in motorino con le strade ghiacciate d’inverno. A volte te ne accorgi quando la luminosità è già evidente e ne sei quasi sorpreso, altre volte hai il tempo di scrutare fuori il nuovo giorno che avanza in mezzo all’aroma del caffè. Non è detto che sia tu a berlo, perché ne hai già buttati giù troppi e lo stomaco si ribella, ma è il classico profumo del mattino, che si mescola a quello dei prodotti di pulizia delle sale. Anche questo turno sta per finire ma sembra appena cominciato, sono le gambe e gli occhi che te lo ricordano, le prime sono pesanti come la pietra, gli occhi ti bruciano perché in pratica sei in piedi da 24 ore, visto che è residuale il tempo che hai dormito al pomeriggio prima di andare al lavoro. In sala operatoria se tiri l’alba, chiamato in reperibilità, il tempo è scandito dal cambio turno: prima gli infermieri, poi gli anestesisti, i chirurghi no, mai, quelli restano sempre “lavati“ fino alla fine dell’intervento che hanno iniziato. E’ una tradizione, una regola non scritta, non detta, si impara fin dall’inizio, quando si fa ancora in tempo a cambiare strada. Certo se uno ha un problema può sempre chiedere il cambio, ma non succede praticamente mai, sarà un caso. La vita riprende bruscamente al blocco

operatorio, comincia alle 7.00 tutta la preparazione per gli interventi che partono dopo le 8.00 nelle altre sale, ortopedia, urologia, oculistica, otorinolaringoiatria, e tutte le altre chirurgie specialistiche. La chirurgia generale molo spesso no, quella magari è già operativa dalla notte, o stanno ancora pulendo perché l’intervento è finito da poco, e può essere un problema per gli interventi di elezione già programmati in quella sala al mattino. Tu esci stranito e l’adrenalina ti terrà in piedi ancora per un bel po’, ma per tutti gli altri sta cominciando una giornata come le altre, ricomincia la vita, le voci, il rumore delle barelle, è il popolo del blocco operatorio. Ti senti un pò distaccato, ed anche quando la gente ti parla ti senti diverso dal solito, poi trovi in spogliatoio un collega di un altro reparto che inizia in quel momento e ben presto questo conclude il discorso con un: ma và a dormire. Alla fine dopo le consegne si smonta ma moltissimi vanno a fare un ultimo giro per controllare quello che hanno fatto di notte, magari già in borghese si guardano i primi esami del mattino. Il distacco è difficile, a volte invece è quasi una fuga, mai un passaggio indifferente. La notte è finita, il momento supremo della responsabilità, di fare o non fare. E sopratutto cosa. Di notte devi decidere da solo, tutto. Certo puoi chiedere a qualcuno, c’è sempre un telefono che risponde da qualche parte ma in definitiva è meglio se ti arrangi. La terapia da prescrivere, se ricoverare, se fare i raggi, se chiamare un consulente, se attivare la sala operatoria che vuol dire mettere in moto una macchina che prevede almeno 6 persone di cui almeno 3 a casa (2 chirurghi ed un infermiere

strumentista) nella formazione tipo. Sta tutto a te. Certo puoi chiedere al chirurgo responsabile dell’équipe di assumersene la responsabilità, ma non va tanto bene. E’ una questione di affidabilità. Ed al mattino seguente dovrai rendere conto di tutto, al primario o all’aiuto “anziano” ma in particolare a te stesso, potrai essere messo di fronte al fatto che non hai fatto abbastanza o hai addirittura fatto troppo. Sei condannato a fare “il giusto”. Sei messo di fronte alla tua prova di professionalità, un esame quotidiano per giovani e meno giovani, davanti ai colleghi ed agli infermieri, da cui ad un certo punto ti separerai, e riprenderai i vestiti borghesi, ma in testa ti resteranno i pazienti che hai curato e che si sono affidati a te perché tu sei stato il loro dottore, anche se non li hai mai visti prima, ma il vissuto di quella notte vi ha uniti per un tempo limitato in modo diretto ed inscindibile. Siamo tutti fatti così noi medici, con piccole variazioni, lo vedo, lo percepisco dai discorsi delle 3 di notte chiamato in consulenza al PS, quando ho finito e mi fermo un po’ a parlare prima di tornare in reparto o quando incontro alle 5 il collega della medicina che viene in chirurgia a vedersi l’ultimo suo ricovero “in appoggio” da noi perché ha finito i letti, seguito dal corteo dei parenti del malato stravolti da una notte da dimenticare. Gli urgentisti realmente e costantemente operativi non sono tanti in realtà, statistiche alla mano sono in minoranza in ospedale e meno ancora se paragonati alla globalità della medicina del territorio o dei distretti, alla odontoiatria ed alla libera professione. Per questo hanno bisogno della solidarietà di tutti i loro colleghi, in particolare di quelli

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l’editoriale

Umberto Veronesi, il rifiuto delle cure “fra accanimento terapeutico e eutanasia” In ogni caso comunque è previsto un iter procedurale per verificare i disposti legislativi e l’atto dell’interruzione volontaria di gravidanza deve esser eseguito in strutture adeguate e autorizzate e solo su esplicita richiesta della donna. Le considerazioni poi sulla perdita della dignità umana, sull’alleviare il dolore fisico insopportabile, sull’accompagnamento fino all’ultimo respiro, sui casi clinici e sulle esperienze professionali riguardanti i momenti di fine vita ci trovarono in sintonia sulla libertà di scelta in piena coscienza di poter anticipare, in rapporto al proprio vissuto, alle proprie convinzioni e al proprio credo religioso le decisioni sul trattamento di fine vita fino al rifiuto di qualsiasi cura o terapia. Umberto però era oltre, era favorevole a praticare “la buona morte” non considerando l’atto eutanasico come atto a sé stante ma ritenendolo compreso in tutte quelle cure e terapie che devono riguardare non solo la vita ma anche l’accompagnamento alla morte ed era un accanito sostenitore per una legge sulle dichiarazioni anticipate di fine vita. In questo modo il prof. Veronesi ha deciso di andarsene, rifiutando cure che non avrebbero fatto altro che prolungare la sua agonia, accompagnato dall’affetto dei suoi cari che non hanno osato opporsi alle sue volontà. Il tempo cambiò improvvisamente quella notte, cominciò a nevicare in modo così abbondante che ci riportarono alla base della funivia con i gatti delle nevi e dove facemmo fatica a riconoscere le macchine, che avevamo laggiù lasciate, coperte come erano da un manto di neve fresca. Accompagnai il prof. con la mia macchina, dotata di quattro ruote motrici, fino a Courmayer, dove alloggiava, e durante il tragitto ci fu una piacevolissima conversazione sulla natura e sulle bellezze delle nostre montagne. Quando ho appreso che Umberto aveva deciso di “andarsene” rifiutando ogni terapia, rifiutando il cibo e l’idratazione ho ripensato a quella sera, alle sue convinzioni e alla sua coerenza esercitata sia in vita che in prossimità della morte. Non c’è dubbio che la scelta del modo di morire di Umberto Veronesi riaprirà il confronto sulle dichiarazioni anticipate di fine vita e sull’eutanasia non solo nel mondo medico e scientifico ma nelle coscienze e nella morale pubblica dell’intera comunità. Al riguardo sottolineo che il Codice Deontologico Medico nell’affrontare queste tematiche di bioetica sollecita il Medico a non intraprendere accanimenti terapeutici che non hanno più alcun effetto curativo, ma per lo più protraggono sofferenze inutili e, nel respingere il concetto di eutanasia come atto finalizzato a procurare la morte diretta impone a non abbandonare,”perchè non c’è più niente da fare”, ma ad accompagnare all’ exitus i malati terminali con il proprio conforto e con tutte le cure palliative di cui la scienza oggi dispone per alleviare le sofferenze fisiche. Anche se consapevoli che queste come effetto collaterale, a volte, possono anche accorciare i momenti di vita. Ho incontrato altre volte il prof. Veronesi in occasioni istituzionali quando era ministro o professionali come medico e scienziato ma quella giornata è ancora impressa nei miei ricordi, ricordi di un Uomo che non si dimentica!

che hanno scelto altre strade, perché in un contesto di blocco del turnover e delle assunzioni, loro hanno un’attività più usurante ed esposta ad errori, questo maggiore impegno dovuto ad una particolare predisposizione d’animo non deve tramutarsi in una condanna, deve essere riconosciuto ed adeguatamente considerato, non solo dalla politica e dalle direzioni, ma anche dagli altri colleghi, e da tutti i cittadini perché di “quelli della notte” possiamo aver bisogno tutti e devono essere messi nelle condizioni di lavorare al meglio delle loro possibilità nell’interesse globale. Questa solidarietà

loro non ve la chiederanno mai, ma io non mi vergogno a chiederla a voi per loro, ho accettato questo prestigioso incarico di presidente apposta. Forse risulterò un pò ripetitivo su certi concetti e me ne assumo la responsabilità ma mi rendo conto che abbiamo a che fare con degli ipoacusici (quelli che ci sentono poco) e quindi continuo su questa strada, visto che non abbiamo neanche fatto sciopero. L’importante è ritrovarsi fra compagni di viaggio, in vite separate ma con le stesse affinità elettive, ed andare tutti nella medesima, giusta, direzione.

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Nel Veneto, all’interno del Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 vigente è attivo un Programma Specifico per i comportamenti a rischio Hiv, ma anche per l’uso di alcol, tabacco e sostanze psicoattive illegali, basato sulla metodologia innovativa delle “peer education”, che si fonda sulla capacità dei ragazzi, opportunamente formati, di trasmettere le conoscenze acquisite a quelli di qualche anno più piccoli.

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in carico i pazienti con infezione documentata. La privacy dei pazienti è assicurata secondo quanto previsto dalle normativa nazionale (legge 135/90) e regionale e una volta documentata l’infezione, è prevista una esenzione della quota di partecipazione (ticket) che rende le procedure diagnostiche e terapeutiche esenti da pagamento.

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Affidarsi al medico odontoiatra per un quadro clinico completo

Diabete: importante il rapporto con il medico di riferimento

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’incidenza di patologie di interesse odontoiatrico, nonostante gli indubbi miglioramenti ottenuti in termine di salute generale, permane elevata. Pertanto il medico odontoiatra ha il compito di preservare la dentatura naturale. E’ importante quindi promuovere e favorire programmi di prevenzione e cura delle patologie più diffuse della bocca: carie, malattia parodontale (piorrea), neoplasie, al fine anche di evitare l’insorgenza di situazioni cliniche come l’edentulismo che comporta invalidanti menomazioni psico-fisiche con conseguente impegno di cospicue risorse finanziarie per la terapia riabilitativa. Quindi visite periodiche e tecniche di prevenzione quali sigillatura, terapia farmacologica mirata, laserterapia, fluorizzazione, ablazione tartaro, sbiancamento, terapia ortodontica e consigli da parte dell’igienista

sulle tecniche di pulizia, si rendono utili per preservare la dentatura e i tessuti. La prevenzione è quindi fondamentale in termini di efficacia con un favorevole rapporto costo-benefici per una promozione della salute globale del paziente. La figura del medico odontoiatra deve essere un punto di riferimento fondamentale a cui rivolgersi per avere un quadro clinico chiaro dello stato di salute della propria bocca e anche della salute generale. La nostra struttura, attraverso un’equipe professionalmente preparata e grazie ad apparecchiature all’avanguardia: diagnostica intraorale con telecamera, rx digitale, oropantomografia digitale, laser, è in grado di affrontare con serenità e successo le prestazioni necessarie in un ambiente familiare e accogliente.

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a maggior parte dei pazienti diabetici di tipo 2 insulino-trattati in Veneto risulta consapevole, attiva e competente nella gestione della propria patologia per una misura percentuale sostanzialmente in linea con il resto d’Italia. Spicca il ruolo importante dei medici di famiglia che, grazie alle politiche di integrazione organizzativa e professionale ormai consolidate, per oltre la metà dei pazienti (51% contro il 47% del dato nazionale) hanno un importante ruolo di supporto e motivazione nella gestione della malattia. Sono questi alcuni tra i dati più evidenti dell’indagine condotta su scala nazionale da Gfk Eurisko e che, estrapolati a livello regionale, inquadrano il Veneto tra le regioni più avanzate nell’organizzazione, nei servizi sul territorio e, di conseguenza, nella capacità dei pazienti di sapere e poter gestire efficacemente la propria malattia. “Il medico – ha dichiarato Isabella Cecchini, - ha sottolineato Loris Confortin, Presidente della Direttrice del Dipartimento di Ricerche sulla Salute di Società italiana di diabetologia del Veneto - oltre che GfK Eurisko – ha un ruolo fondamentale nell’educare nella formazione di tutte le figure professionali (anche il paziente e renderlo consapevole dell’importanza non mediche) necessarie per affrontare questa vera della cura e di un corretto stile di e propria “epidemia” di diabete, vita. Tale consapevolezza migliora la riteniamo che debba esserlo Il ruolo soddisfazione del paziente attraverso altrettanto nelle strutture sanitarie del Diabetologo per acuti. un migliore controllo della malattia”. L’indagine ha confermato come Il che significa - ha spiegato è centrale per anche in Veneto il diabetologo sia il garantire la propria presenza nel questa patologia momento in cui un diabetico va medico di riferimento per il paziente (lo è per il 75% degli intervistati) ma il incontro ad un fatto acuto come uno medico di medicina generale ha un ruolo più importante scompenso, un intervento chirurgico, un parto o un rispetto ad altre regioni. “Se Il ruolo del diabetologo accesso al Pronto Soccorso dove, affiancando i clinici nell’intero sistema è centrale per il futuro della nostra della struttura di emergenza, è stato possibile nella organizzazione e deve pertanto essere consapevole e sperimentazione che stiamo conducendo, anche evitare partecipe nell’organizzazione dell’assistenza territoriale il ricovero”.

La riabilitazione post operatoria E’ una tra le componenti più importanti della riabilitazione che eseguiamo presso il Poliambulatorio Vespucci Dott. Barbetta, sappiamo che visita presso il Poliambulatorio Vespucci, fate anche riabilitazione post-operatoria? “Si, questo tipo di riabilitazione è tra le componenti più importanti della riabilitazione che eseguiamo al Poliambulatorio Vespucci. Trattiamo pazienti con esiti di artroscopia di spalla e ginocchio, interventi a mani e piedi (sindrome del tunnel carpale o tarsale, dito a scatto, rizoartrosi, correzione alluce valgo…) interventi di protesizzazione di anca, ginocchio o spalla, interventi al rachide”. Quando conviene prenotare la visita e quanto dura il percorso riabilitativo? “E’ utile eseguire la Visita Fisiatrica appena dimessi dall’ospedale (quindi meglio prenotarla in anticipo) per poter programmare un trattamento riabilitativo personalizzato riguardo anche le indicazioni dei colleghi ortopedici. Tanto più precocemente si inizia una specifica e personalizzata riabilitazione dopo intervento chirurgico, tanto prima si recupera la funzionalità dell’arto interessato evitando l’insorgenza di eventuali complicanze. I cicli di fisioterapia (un ciclo consiste di 10 sedute) possono consistere in uno unico, nei casi più semplici, o più nei casi più complicati ed in pazienti più anziani o defedati”. Quali sono i risultati che vi prefiggete? “L’obiettivo della riabilitazione post intervento chirurgico consiste principalmente nel risolvere l’edema e l’infiammazione presenti nell’articolazione operata, nel recuperare il normale range articolare,

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nel potenziare la muscolatura per stabilizzare l’articolazione e quindi recuperare il prima possibile la normale funzionalità dell’articolazione stessa e non ultima di tutto il corpo. Per esempio in caso di intervento di protesizzazione del ginocchio il paziente si presenta col ginocchio dolente e gonfio, con l’articolarità molto limitata e deambulante con stampelle. Si programma un protocollo riabilitativo con abbinamento di alcune terapie fisiche (laser, c. interferenziali e compex…), crioterapia, kinesiterapia passiva ed attiva assistita , esercizi di rinforzo muscolare (in un secondo momento anche con l’inserimento del circuito riabilitativo con l’utilizzo di macchinari specifici per il rinforzo muscolare), rieducazione propiocettiva ed alla deambulazione;

il tutto volto al progressivo recupero funzionale articolare e globale del paziente. Il paziente viene seguito quotidianamente dal suo fisioterapista con periodici controlli del medico fisiatra per monitorare la corretta evoluzione e progressione dei miglioramenti anche con scale di valutazione. Senza una adeguata riabilitazione spesso l’esito di un intervento chirurgico, se pur eseguito da mani esperte ed in maniera “perfetta”, può non arrecare al paziente i benefici attesi”. Dott. Giovanni Barbetta - Medico Chirurgo specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione presso il Poliambulatorio Vespucci

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Torna l’obbligo delle vaccinazioni ma non in Veneto, per ora Se l’astensione cresce, i bimbi non vaccinati saranno allontanati da nidi e scuole

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econdo i tecnici del Veneto, per le Aziende Ulss dove Si ritiene importante, inoltre, attivare una campagna le coperture vaccinali sono inferiori al 90%, limite di informativa straordinaria per la popolazione generale al attenzione e/o all’85% limite di allarme per il vaccino fine di sensibilizzare sull’importanza delle vaccinazioni esavalente ed il vaccino anti morbillo-parotite e rosolia per la tutela della salute del singolo e della collettività. (MPR), i bambini non vaccinati possono rappresentare Promuovere nei professionisti sanitari la cultura delle un rischio per la salute collettiva, specie all’interno di un vaccinazioni mediante un’adeguata informazione e nido o una scuola dell’infanzia. Così la Regione Veneto formazione. ha deciso che al verificarsi di particolari situazioni Ma soprattuto, la cosa che fa più discutere le persone epidemiologiche il Servizio Igiene e Sanità Pubblica che in questi anni non hanno vaccinato i proprii figli fornirà parere all’Autorità Sanitaria Locale per disporne è il fatto che il nido o la scuola richiederanno all’atto il temporaneo allontanamento o la non ammissione alla dell’iscrizione la documentazione sulle avvenute frequenza ai sensi di quanto vaccinazioni. Tale documentazione previsto dall’art. 117 del D.Lgs n. verrà sottoposta alla valutazione Per iscrivere 112/1998. dell’Azienda Ulss. Toccherà infine i bambini a scuola La delibera regionale indica al Sindaco assumere la decisione una serie di azioni in cinque occorrerà dimostrare di allontanare temporaneamente il punti, che sono state condivise bimbo in questione dalla struttura o di aver vaccinato con la Commissione Regionale di non ammetterlo. Vaccini e sono state presentate Si richiederà, inoltre, la ai Direttori Sanitari e ai Direttori dei Dipartimenti di collaborazione con tutti gli attori del percorso nascita e Prevenzione di tutte le Aziende Ulss. con i Pediatri di Libera Scelta, inserendo il percorso del Sarà importante predisporre accordi di collaborazione recupero dei rifiuti nei Patti Aziendali. tra la Regione del Veneto e gli Ordini Professionali e Queste misure straordinarie si associano ad un le Associazioni Sindacali di categoria maggiormente percorso di gestione di tutto il processo vaccinale con rappresentative per la gestione delle segnalazione di la predisposizione di procedure comuni a tutti i servizi controinformazione da parte degli operatori sanitari. presenti sul territorio.

cOPerture Vaccinali aGGiuState a 24 MeSi Di Vita Per 1° DOSe Di MOrBillO - Varicella Per PrOVince; cOOrte 2013

I genitori percepiscono poco il rischio per i loro figli

La vaccinazione contro morbillo, rosolia, parotite, varicella e meningococco

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e ultime rilevazioni nazionali sulle coperture rilevano un trend in diminuzione in tutte le regioni determinato dalla scarsa percezione del rischio da parte dei genitori. I dati dicono chiaramente che non influisce la non obbligatorietà introdotta in Veneto nel 2007, ma una sorta di sottovalutazione generale del rischio dovuto al possibile ritorno di malattie che proprio dai vaccini erano state debellate. Per questo il Veneto ha scelto la strada di stretti controlli sul territorio e della valutazione sanitaria caso per caso di fronte a bimbi non vaccinati. L’anagrafe vaccinale regionale è completamente informatizzata e consente di tenere sotto controllo la situazione, consentendo all’Autorità sanitaria Locale, cioè il sindaco, di intervenire con propria ordinanza di allontanamento temporaneo o di esclusione del non vaccinato dove la situazione del singolo nido o della scuola d’infanzia scenda sotto la copertura del 90%. I vaccini hanno sconfitto malattie gravi e salvato milioni di vite e paradossalmente è stata proprio la scomparsa delle malattie, grazie ai vaccini, che ha allentato l’attenzione delle giovani coppie al problema. Ora, secondo gli esperti, occorre incentivare l’informazione corretta, la scelta consapevole, la presa d’atto che la libertà di ogni individuo finisce dove comincia quella dell’altro e che non vaccinare i propri figli può mettere a repentaglio la salute pubblica in generale, ma soprattutto quella di questi bambini che, non vaccinati, sono più esposti ai rischi.

ntorno alla metà degli anni novanta i livelli medi regionali di copertura contro il morbillo erano circa pari all’80%. In seguito all’attuazione del Programma Regionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita il tasso vaccinale si è stabilizzato, pur con ampie variazioni locali, e ha raggiunto il 93,0% per la coorte del 2009 calando poi per la coorte 2011 al 91%(dato aggiustato). Per quest’ultima coorte la copertura per la prima dose di vaccino per morbillo è dell’87,1%, indicando un ulteriore calo di 1,5 punti. Nel corso dell’ultimo anno si è rilevato un calo per quasi tutte le Aziende Ulss rispetto alla coorte 2012 ad eccezione delle sole Ulss 4, 12, 20 e 21, con quest’ultima che ha rilevato un aumento di 1,8 punti percentuali. Il calo maggiore lo ha riscontrato l’Azienda Ulss 14 di circa 6 punti percentuali. Solo l’Azienda Ulss 21 ha superato la soglia del 95%, le restanti sono tutte al di sotto del 91%. Per quanto riguarda la parotite e la rosolia valgono gli stessi discorsi fatti per il morbillo dato che la differenza è minima. La copertura regionale a 24 mesi per la Varicella è dell’84% (un calo di 1,6 punti percentuali rispetto alla copertura per la coorte 2012 e di 3,8 punti rispetto alla coorte 2011 che avevano registrato, rispettivamente, coperture a 24 mesi dell’85,6% e dell’87,8%) con un minimo del 70,7% registrato nell’Ulss 3 ed un massimo del 96,2% dell’Ulss 21. La rilevazione per il meningococco C a 24 mesi indica una copertura del 90,5% considerando che tale percentuale è data dalla copertura fornita dal vaccino monovalente coniugato e da quella de tetravalente ACWY. Per il pneumococco la copertura per la coorte 2013 è del 84,6% con il minimo dell’Ulss 22 del 76,1% ed un massimo del 94,5% dell’Ulss 1. Complessivamente, il calo registrato per queste vaccinazione è proporzionale a quello descritto per il morbillo, anche in termini di massimi e minimi, indicando un calo generale di circa due punti percentuali.


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India

Spirituale Kerala, incantò anche gli hippy Viaggio nello stato più meridionale della penisola indiana, il primo ad essere stato colonizzato dagli europei dopo lo sbarco di Vasco De Gama nel 1498 a Cochin. Poi arrivarono gli olandesi, quindi gli inglesi. Mezzo secolo fa è stato la meta preferita dai “figli dei fiori” Pagina a cura di >Renato Malaman<

E

ra la meta preferita dai “figli dei fiori”, dai giovani che a cavallo degli anni ’60 e ‘70 sognavano un mondo migliore. Una sorta di “terra promessa” il Kerala, con le sue spiagge dai colori cangianti e i suoi richiami spirituali forti e misteriosi. Per tanti anni hippy di tutto il mondo intrapresero avventurosi viaggi, alcuni anche via terra dall’Europa a bordo dei leggendari pullmini Volkswagen, per raggiungere Goa, Cochin, Trivandrum… Il viaggio in India dei Beatles non fece che lievitare l’interesse verso questi luoghi fino ad allora sconosciuti. E ancor oggi nei baretti del lungomare di Kovalam, pittoresco borgo di pescatori a sud di Trivandrum adagiato su una baia dominata da un piccolo promontorio, capita di incontrare qualche hippy solitario in cerca di ricordi e di emozioni mistiche. E dopo il tramonto, sulla sabbia vulcanica della spiaggetta all’ombra del grande faro, è suggestivo assistere a qualche improvvisa-

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to concerto di questi giovani dalle camice a fiori e i capelli lunghi che girano il mondo con zaino e chitarra al seguito. Il Kerala oggi è noto agli italiani soprattutto per la vicenda dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati a Cochin per la controversa vicenda dei due pescatori indiani uccisi da colpi sparati (pare) dalla petroliera Enrica Lexie il 15 febbraio 2012. Un caso ben noto anche all’opinione pubblica locale di cui ora si sta occupando un tribunale internazionale. Echi di cronaca

a parte, questo stato meridionale della federazione indiana è una realtà singolare. E’ lo stato più “europeo” dell’India, e lo è per un fatto storico importante: è il luogo del primo sbarco europeo in India, datato 1498. Fu il navigatore portoghese Vasco De Gama ad approdarvi e furono i portoghesi i primi a colonizzare la regione intorno a Cochin. Lo stesso De Gama vi morì nel 1524 e venne sepolto nella chiesa di San Francesco, per essere poi riportato dal figlio a Lisbona. Dopo i portoghesi arrivarono gli olandesi. Quindi, nell’800, gli inglesi. Ognuna di queste presenze europee ha lasciato traccia nel Kerala, tanto che oggi i quartieri storici delle città conservano degli edifici in stile coloniale davvero interessanti. In particolare quello olandese di Cochin. Un’altra conferma dell’anima multietnica del Kerala arriva dal culto religioso: i cristiani (protestanti e cattolici) sono un quarto della popolazione, un altro quarto è musulmano e la metà è dedita ai culti induisti. Nasce in Kerala il famoso Kathakali, una forma espressiva di teatro-danza indiano (peraltro citato in una delle più celebri canzoni di Franco Battiato) ancora oggi molto viva, con tanto di scuole che ne tramandano la complessa ritualità, a cominciare dal trucco degli attori che impersonano i personaggi epici e popolari di questa spettacolare combinazione di teatro, danza, musica e rituali. A Cochin c’è una scuola di straordinario valore che ogni giorno propone questo spettacolo imperdibile, la cui prima parte consente di assistere dal vivo al trucco degli attori. Tutti maschi secondo tradizione, anche quelli che impersonano figure femminili. Un attore di Kathakali, per prepararsi alla rappresentazione, usa particolari tecniche di concentrazione, accompagnate da abilità e attitudine fisica. Prosegue alla pag. seguente


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Turismo

Spirituale Kerala, incantò gli hippy

I percussionisti, i cantanti, gli artisti del trucco e i costumisti completano l’insieme. In Kerala è nato anche l’Ayurveda, che non è solo una tecnica di massaggi ma una vera e propria filosofia di vita finalizzata al raggiungimento di un benessere fisico e spirituale. Tra le cose imperdibili del Kerala figura anche la crociera sul lago (che in realtà è una laguna) Vembanadu a bordo delle house boat tradizionali in partenza da Kumarakom. L’escursione dura circa una giornata, notte compresa, regalando emozioni uniche per effetto di un paesaggio lacustre particolarmente suggestivo e di villaggi tradizionali immersi nella vegetazione tropicale. Scom-

Segue dalla pag. precedente

Imperdibile la rappresentazione del Kathakali, una combinazione di teatro e danza dalle origini antichissime citato anche da Battiato in una delle sue canzoni. Da vedere anche il parco Peryar e il lago Vembanadu visitabile a bordo di house boat tradizionali. Nella regione è nato l’Ayurveda: una filosofia, non semplici massaggi

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pare anche il wi-fi da quelle parti e per un momento restare connessi solo con il proprio cuore fa davvero bene. Il momento del tramonto vissuto a bordo della house boat è indimenticabile. Un acquerello di colori. Molto bello anche il parco naturale di Peryar, il cui piatto forte è il giro in battello che consente di osservare sulle rive molte specie animali. Non è raro imbattersi anche in branchi di elefanti che raggiungono le sponde per abbeverarsi. Un santuario della natura che comprende anche alcuni templi. Numerose (e dispettose) le scimmiette che si incontrano all’ingresso del parco. Il pernottamento consigliato è al Mountain Courtyard Hotel che sorge sulle alture circostanti, in un’area dove ci sono tantissime coltivazioni di the,

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Nella pagina accanto: la mitica spiaggia di Kovalam che fu uno dei luoghi preferiti di ritrovo dagli hippy provenienti da tutto il mondo. A destra la scena di una rappresentazione di Kathakali a Cochin; sotto un carro dedicato a una coppia di bovini durante una festa tradizionale e un tempio indù. In questa pagina: navigazione sul lago Vembanadu su house boat che si ispirano a imbarcazioni tipiche della zona; una rete da pesca tradizionale, una manifestazione di arti marziali,, un tempio indù e un carro dedicato a una coppia di bovini durante una festa tradizionale. (foto di Renato Malaman)

pepe e spezie varie. Lo si percepisce anche dal particolare profumo dell’aria. Infine vale una visita anche Trivandrum, capitale del Kerala, altra città coloniale posta vicino all’estremità sud della penisola indiana. In lingua locale si chiama Thiruvananthapuram, ma tutti preferiscono chiamarla ancora Trivandrum, come durante l’età coloniale. Il Mahatma Gandhi amava chiamarla invece “la città sempre verde”. Oggi Trivandrum è una piccola metropoli di 800.000 abitanti, nel cui centro storico ci sono due perle da non perdere: il Padmanabha Swamy Temple con la sua caratteristica cupola (visibile purtroppo solo dall’esterno dai non induisti) e il palazzo del maraja, ricco di opere d’arte straordinarie, molte delle quali dono di capi di stato al marajà nel corso dei secoli. In Kerala il clima è migliore rispetto ad altre regioni dell’India. Fa caldo tutto l’anno, ma l’umidità è più sopportabile che altrove. Air India ed Emirates assicurano buoni collegamenti aerei, con scalo intermedio, dall’Italia. Quindi la regione è facile da raggiungere. Un piccolo tour operator di Bergamo, Viaggindia, propone anche dei viaggi su misura. Il titolare, l’indiano Kesar Singh, risponde alla mail kesar@ viaggindia.it Informazioni sul sito www.viaggindia.it


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Crucilibro

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Un libro sotto l’albero E’ sempre una buona idea regalare un romanzo per Natale. Tra le pagine rimangono sogni, promesse e viaggi che coccolano l’anima Lauren Groff

Paolo Cognetti

William Boyd

Giulia Alberico

Lotto, testardo e sognatore

Pietro, un ragazzino in formazione

Amory Clay, primogenita di una famiglia benestante

Lea, maestra quarantenne

Alter Ego

Matilde, sua moglie, bella e austera

Bruno, un ragazzino conosciuto in montagna

Greville Reade-Hill, suo zio e fotografo del bel mondo

Marco, coetaneo che incontra per caso

Location

Un matrimonio perfetto

Le Dolomiti

Inghilterra di inizio Novecento

Roma

I segreti

I genitori di Pietro

I suoi familiari

Stefano, il quasi marito

Intrigo

Per alcuni la vita è sogno. Lotto e Mathilde, il ragazzo d’oro e la principessa di ghiaccio, si conoscono alla fine dell’università e si sposano subito: giovani, bellissimi e innamorati, si avviano verso un destino di felicità

Pietro e i suoi genitori vivono a Milano, dove il papà fa il chimico in “una fabbrica di diecimila operai” mentre la mamma lavora come assistente sanitaria. Appena possibile partono per le montagne. E qui lui conosce Bruno

Amory impara a fotografare dallo zio, un omosessuale londinese ed eccentrico che ha molta influenza su di lei. Suo padre, invece, è un uomo depresso, fallito, che tenta il suicidio in auto mentre lei, ancora giovane, è a bordo

Lea vive da anni con Stefano, che ha incontrato dieci anni prima agli esami di maturità, lui professore universitario e capace letterato, lei laureata ma desiderosa di insegnare ai bambini delle elementari e di dedicarsi alla loro formazione e crescita

Finale

Lotto depone senza troppo dolore le ambizioni da attore e diventa un celebre autore teatrale, e Mathilde è la moglie ideale, la musa silenziosa. Ma basta cambiare punto di vista e la maschera cade. Il fato cala senza pietà e Mathilde è la furia che libera un carico di rivelazioni

Ai piedi del Monte Rosa, dove sembra quasi di toccare il cielo azzurro, avvengono accadimenti i cui temi sono l’amicizia, la montagna con il suo silenzio e la sua natura incontaminata e la necessità di venire a patti con il passato che ancora turba

Amori, amicizie, un matrimonio, molti viaggi, sogni, passioni e tradimenti, fughe, ritorni e rimpianti: fili che si intersecano formando una rete, tanti destini all’interno dell’unica storia collettiva del XX secolo

Insoddisfatta del rapporto con Stefano ad un corso incontra Marco un coetaneo affascinante di cui si innamora ma lui nasconde un segreto. Tutto si spezza per poi ricomporsi diverso e migliore

Cosa dire del libro

Un romanzo di successo con cui l’autrice ha voluto affrontare l’essenziale ambiguità che è sottesa a tutti i rapporti umani

Un libro rivelazione dal respiro dei grandi classici che affronta un tema difficile, quello dell’amicizia tra maschi

Questo romanzo è un carezza, perché Boyd riesce a trattare temi impegnativi con grandissima leggerezza e intelligenza

Una storia intrigante, densa di emozioni e di personaggi a tutto tondo, uomini e donne del nostro tempo

Eroe/Eroina

Co-protagonisti

Leggere

Lauren Groff Fato e furia Bompiani, pp. 459 € 19.00

Paolo Cognetti Otto montagne Einaudi, pp. 208 € 18.50

William Boyd Una dolce carezza Neri Pozza, pp. 463 € 15.30

Giulia Alberico Un amore sbagliato Sonzogno, pp. 476 € 18.00 A cura di Germana Urbani

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IL DIRITTO DI CAMBIARE


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Sformatino al radicchio

Brasato di Seitan

Ingredienti per la pasta: 1 uovo - 1 etto di farina. Per il ripieno: 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 cespi di radicchio - un pizzico di: origano, maggiorana, paprika, curry - 100 g di parmigiano.

Ingredienti: ½ cipolla - 1 carota piccola - 1 pezzo di sedano - 200 g di seitan - 100 g di farina bianca di mais - 100 g di farina gialla di mais - 2 C di passata di pomodoro - 2-3 funghi porcini secchi - olio e sale q. b.

Preparazione: preparare la sfoglia, tagliarla a quadrati di cm.18x18. Sbollentarla in abbondante acqua salata e porla ad asciugare su una tovaglia. Lavare il radicchio, tagliarlo a spicchi in verticale, lasciarlo scolare dall’acqua, quindi ungere una teglia con l’olio, porvi l’aglio tagliato a listarelle, le bacche di ginepro, e gli spicchi di radicchio, unire il sale, le spezie e un filo d’olio. Mettere in forno scoperto a temperatura medio alta per circa 40 minuti avendo cura di rigirare 2-3 volte. Quindi frullare. Procedere alla preparazione degli sformatini in questo modo: oliare lo stampino con un pennello, rivestire con il quadrato di sfoglia, sopra a questo stendervi la foglia di radicchio, dentro riempire con la purea di radicchio. Chiudere il fagottino. In una teglia bassa da forno porre gli sformatini, aggiungere acqua quanto basta per poterli scaldare a bagnomaria. Servire rovesciando il fagottino su una salsa di radicchio*. Servire ben caldo. *salsa di radicchio: frullare tre dei cespi di radicchio già cotti, aggiungere panna di soia quanto basta per ottenere una salsina cremosa.

Broccoletti alla fonduta Ingredienti: 2 broccoletti - 100 g di formaggio morbido - 2 C di panna di soia - 1 pizzico di curry - olio e sale q. b.

3 antipasti con astice al prosecco 2 primi piatti con scampati alla busara grigliata e fritto di pesce contorno di stagione

Preparazione: fare ammollare i funghi secchi, pulire, lavare e tagliare tutte le verdure e anche i funghi sottili, fare rosolare in una teglia oliata, unire il seitan, rosolare anche questo da entrambi i lati, quindi aggiungere il pomodoro e lasciare insaporire 5-10 minuti. Tagliare il brasato a fettine, frullare le verdure. Disporre sul piatto la purea di verdure, adagiarvi sopra il seitan e guarnire con le knel di polenta bianca e gialla.

Preparazione: pulire e lavare i broccoletti, sbollentarli per 5-6 minuti in acqua bollente e salata, quindi scolarli, passarli nel piatto da portata, sciogliere il formaggio tagliato a dadini con la panna di soia. Decorare con questa fonduta i broccoletti uno ad uno. Servire ben caldo.

alla Fornace

3 dessert con tartufo gelato 1/4 di ananas fesco pandoro e vino moscato caffè e liquore La serata sarà allietata da Musica dal Vivo, ci sarà la Lotteria ed Estrazioni di Magnifici premi di Capodanno La cena è aperta a tutte le famiglie i bambini a metà prezzo

Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

La Trattoria alla Fornace organizza Grande Cena dell’Ultimo dell’Anno a base di pesce il Menù della serata si compone di:

Carmen Bellin

Via Padana, 198 Statale 11 Riviera del Brenta Malcontenta - Ca’ Sabbioni (Ve) seguici su Facebook La prenotazione avviene presso il Ristorante info 041 932127 cell. 335 5294045 luigifornace@libero.it www.ristoranteallafornace.com

Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.


Oroscopo

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Ariete Vi sentirete dinamici, pieni di voglia di fare, di agire, di mettere in cantiere progetti e iniziative. Attenzione però: riflettete!

Toro Sarete un po’ irruenti, e forse gelosi dei vostri affetti. Se ci tenete a qualcuno non pretendere che faccia sempre come dite

Dicembre Coccole, riposo, viaggi di relax…Fatevi un regalo che vi restituisca ciò che la via di tutti i giorni vi ruba. E ridete, ridete tanto

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Bilancia Qualche equivoco complicherà le relazioni interpersonali il mese, però, vi promette anche emozioni intense e speciali

Scorpione Dicembre sarà un mese contradditorio, positivo per certi versi e insidioso per altri, ma nel complesso buono

Gemelli

Sagittario

Dicembre sarà un buon mese per ripristinare la fiducia in voi stessi, per concludere progetti personali e dialogare in famiglia

Vi attendono emozioni calde, avvolgenti, che vi faranno sentire come se indossaste un capo morbido, fatto su misura per voi

Cancro

Capricorno

Clima frenetico in questo dicembre che vi offrirà un po’ di grinta solo alle soglie delle festività, godetevi un po’ di meritato riposo

E’ il momento ideale per fare nuove amicizie, oppure per regalarvi una vacanza in giro per il mondo

sottomarina sottomarina

Leone Bene l’iniziativa ma non si può dire altrettanto delle vicende affettive, sollecitate da alti e bassi e da emozioni rabbiose

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Acquario Avrete uno stile meditativo, ma senza dimenticare l’azione, specie in ambito affettivo, dove godrete di magnifici transiti

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Vergine Se desiderate conoscere persone nuove e fare qualcosa di diverso avrete spunti interessanti e occasioni uniche

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Alice Gamba Alice Gamba

Pesci Prima delle feste Marte passerà nel vostro segno e vi darà una bella carica di forza e fiducia


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