Sport p.18
Garden p.27
SETTEMBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.139
Cultura p.17
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di Cavarzere
on-line: Nuovo governo, stessi problemi Alessandro Abbadir >redazione@givemotions.it<
Il nuovo governo, guidato ancora da Giuseppe Conte, ilexcelsior.adria@gmail.com “Conte Bis”, si excelsior.portoviro@gmail.com propone come un escutivo dal passo diverso, e con contenuti differenti rispetto al precedente. Si assicurano toni meno accesi, più attenzione all’ambiente e ai temi sociali e del lavoro, terreni dove gli ex nemici Pd e M5S sembrano aver trovato maggior convergenza programmatica. Chi resta fuori dalla maggioranza invece si divide fra opposizione di tipo parlamentare e di piazza, reclamando le elezioni e promettendo battaglie anche di tipo culturale. Si registrano, comunque, segnali di fiducia dai mercati e dai partner europei dopo la formazione del nuovo esecutivo. Il “Conte Bis” però si trova subito davanti una sfida cruciale: la legge di bilancio per scongiurare anche l’aumento dell’Iva. servizi a pag 4 Si preannuncia, di fatto, per far quadrare i conti un restyling di quota 100 in campo pensionistico, mentre il Pd chiede un cambio di rotta sul tema migranti e sicurezza con una rivisitazione dei decreti voluti dalla Lega. Resta sul tavolo poi, come un macigno, il dossier delle infrastrutture da realizzare per rilanciare economia e sviluppo. M5S e Pd su certe opere sono da sempre su posizioni inconciliabili. Troveranno un accordo? Si pone infine, ma non ultimo, anche con questo governo, soprattutto per la nostra regione, il tema dell’autonomia, sul quale c’è stata una consultazione in Veneto con un esito chiarissimo. Saprà questo governo, che sembra sbilanciato nella sua composizione a Centro- sud, dare soluzioni alle esigenze del Nord? Sono quesiti ai quali il “Conte Bis”è chiamato a rispondere in tempi rapidi, se non vuole bruciare, in pochissimo tempo, la fiducia accordata a livello internazionale e le aspettative nel paese.
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IL CASO
Giovane per noia distrugge la panchina di Maila
Alloggi Erp, il sindaco Tommasi contro la riforma della Regione
Il primo cittadino di Cavarzere contesta la nuova legge regionale sui canoni: “Mette in ginocchio molte famiglie”. Il governatore Zaia: “Non cambieremo la legge!”
POLITICA
Torna in primo piano il dibattito sulla fusione TERRITORIO
La nuova stazione della palestra all’aperto SCUOLA
Trasferiti gli alunni della Collodi EVENTI
Notte Bianca, un successo con oltre 10mila presenze
I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb
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Nuovo governo, stessi problemi Alessandro Abbadir >redazione@givemotions.it<
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utunno, nuovo governo stessi problemi. Il cambio di colore estivo del governo, da giallo-verde a giallo-rosso, ha sorpreso non poco per modalità e tempi. La repentina uscita dalla coalizione della Lega, e l’arrivo invece in maggioranza del Pd, ha stemperato la carica populista che aveva allontanato l’Italia dagli altri paesi europei. segue a pag 3
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Una violenza alla memoria di Maila U
La panchina dedicata alla donna vittima di femminicidio è stata distrutta. L’autore di tale scempio sarebbe un giovane. La rabbia e l’indignazione della città
Il nuovo governo, guidato ancora da Giuseppe Conte, il “Conte Bis”, si propone come un escutivo dal passo diverso, e con contenuti differenti rispetto al precedente. Si assicurano toni meno accesi, più attenzione all’ambiente e ai temi sociali e del lavoro, terreni dove gli ex nemici Pd e M5S sembrano aver trovato maggior convergenza programmatica. Chi resta fuori dalla maggioranza invece si divide fra opposizione di tipo parlamentare e di piazza, reclamando le elezioni e promettendo battaglie anche di tipo culturale. Si registrano, comunque, segnali di fiducia dai mercati e dai partner europei dopo la formazione del nuovo esecutivo. Il “Conte Bis” però si trova subito davanti una sfida cruciale: la legge di bilancio per scongiurare anche l’aumento dell’Iva. Si preannuncia, di fatto, per far quadrare i conti un restyling di quota 100 in campo pensionistico, mentre il Pd chiede un cambio di rotta sul tema migranti e sicurezza con una rivisitazione dei decreti voluti dalla Lega. Resta sul tavolo poi, come un macigno, il dossier delle infrastrutture da realizzare per rilanciare economia e sviluppo. M5S e Pd su certe opere sono da sempre su posizioni inconciliabili. Troveranno un accordo? Si pone infine, ma non ultimo, anche con questo governo, soprattutto per la nostra regione, il tema dell’autonomia, sul quale c’è stata una consultazione in Veneto con un esito chiarissimo. Saprà questo governo, che sembra sbilanciato nella sua composizione a Centro- sud, dare soluzioni alle esigenze del Nord? Sono quesiti ai quali il “Conte Bis”è chiamato a rispondere in tempi rapidi, se non vuole bruciare, in pochissimo tempo, la fiducia accordata a livello internazionale e le aspettative nel paese.
no choc per la città di Cavarzere ritrovarsi, una mattina di fine agosto, vittima di atti vandalici odiosi. Ancor più odiosi perché hanno colpito la memoria di Maila Beccarello, vittima di femminicidio un anno fa, a cui era stata dedicata una panchina. Quella panchina è stata distrutta. Le indagini dei carabinieri in poche ore hanno portato a individuare un diciottenne, denunciato per furto aggravato. “Non lo sapevo, mi dispiace” avrebbe detto alle forze dell’ordine. All’indomani del fatto, duro il sindaco Henri Tommasi: “Questa è mancanza di educazione, e mancanza di rispetto verso il bene pubblico – ha scritto nella sua pagina Facebook rivolgendosi ai presunti vandali -. Peccato, non avete proprio capito che il bene pubblico non è di qualcun altro, ma è vostro. Non avete capito cos’è il rispetto, non avete capito il valore di un simbolo, non avete capito cosa si intende per senso civico… tante cose non avete capito. E qui penso che forse abbiamo fallito noi, è colpa nostra di noi adulti, se questo è il risultato di ciò che noi adulti trasmettiamo significa che abbiamo fallito!”. E ancora: “Parliamo sempre di diritti, ma poco di doveri e di responsabilità. Se gli insegnamenti non partono dalle famiglie, allora si potrà • SERRAMENTI IN ALLUMINIO-PVC fare ben poco. Seguite di più i vostri ragazzi, parlate con loro, siate loro • PORTE PER INTERNI complici, ascoltateli!”. • PORTE BLINDATE Sulla stessa linea d’onda l’assessore ai Lavori pubblici Cinzia Frez• TENDE DA SOLE • ZANZARIERE zato, che di lavoro fa l’insegnante: “È purtroppo difficile accettare che • TAPPARELLE • VENEZIANE • VETRI questa sia anche una conseguenza di una generalizzata mancanza • PARATIE ACQUA ALTA educativa, una vera emergenza. Il mio vuol essere un grido di allarme, Abbadir >redazione@givemotions.it< • RIPARAZIONI E MANUTENZIONI un invito ad ascoltare i nostri figli, a restare vicino ai nostri giovani, Alessandro ad imparare ad essere adulti autorevoli e non autoritari, a pensare che utunno, nuovo governo stessi problemi. Il camRivenditore Autorizzato tutti noi dobbiamo essere di esempio per le generazioni future. bio di colore estivo del governo, da giallo-verde Non so come si evolverà questa storia, so che sarà difficile da dia giallo-rosso, ha sorpreso non poco per modalità e menticare e aggiungo che personalmente ritengo non si debba dimentempi. milani.infissi@gmail.com · cell. 338 3991390 ticare, ritengo che un segno di quel che è successo debba rimanere La repentina uscita dalla coalizione della Lega, e Preventivi e sopralluoghi GRATUITI Giorgia Gay proprio a monito”. l’arrivo invece in maggioranza del Pd, ha stemperato la carica populista che aveva allontanato l’Italia dagli altri paesi europei. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:
MILANI INFISSI
Nuovo governo, stessi problemi
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di Cavarzere
è un marchio registrato di proprietà Srl di
Borgo San Giovanni di Chioggia (Ve) n. 1165 (di fronte alle Poste)
recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Cavarzere e Cona per un numero complessivo di 8569 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
In questo numero il nuovo inserto
Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
consigli preziosi per il verde di casa vostra Chiuso in redazione il 10 settembre 2019
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Cavarzere
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Alloggi Erp Cambiano le regole di assegnazione
Tommasi: “Erp, la riforma mette in ginocchio molte famiglie” Dal 1° luglio in vigore la legge regionale che introduce contratti a termine e nuovi canoni in base a reddito e situazione patrimoniale
B
ufera estiva a Cavarzere, come in tutto il Veneto, per la riforma della regole di assegnazione degli alloggi Erp approvata dalla Regione. Le nuove regole dal 1° luglio 2019 hanno introdotto contratti a termine e nuovi canoni parametrati al reddito e alla situazione patrimoniale dell’inquilino. “Intendo, a nome di tutta l’amministrazione, farmi portavoce dei molti inquilini assegnatari di alloggi Erp che si sono visti re-
capitare a mezzo raccomandata i nuovi canoni d’affitto, aumentati in maniera vertiginosa”, ha scritto il sindaco Henri Tommasi, sottolineando che la riforma “mette in ginocchio, anche a Cavarzere, molte famiglie tra cui molti anziani” e parlando di affitti raddoppiati e in alcuni casi addirittura triplicati. Sì ai controlli per stanare i furbetti, fa sapere Tommasi, ma “riteniamo che la misura adottata sia assolutamente priva di effi-
Il sindaco Henri Tommasi, il presidente Ater Venezia Raffaele Speranzon
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cacia e che vada anzi a gravare sui nuclei più deboli dal momento che non tiene assolutamente conto delle singole situazioni e delle caratteristiche degli assegnatari, limitandosi ad applicare uno schema matematico a tutti indistintamente basato solo sull’Isee”. Aumenti ingiustificati, per il primo cittadino cavarzerano, “soprattutto alla luce del fatto che non si tratta di alloggi di prestigio e Ater non adempie quasi mai agli interventi di manutenzione straordinaria a cui sarebbe tenuto a rispondere, costringendo in questo modo gli inquilini ad intervenire economicamente e provvedere alla manutenzione
straordinaria degli alloggi oltre che a quella ordinaria”. Alla richiesta di fare marcia indietro (già declinata da Zaia, come riferito sempre in questa pagina, ndr), Tommasi aggiunge quella di aumentare le risorse destinate al Fondo Solidarietà “per far fronte alle diverse situazioni di criticità e una maggior tutela per gli assegnatari più a disagio”. La replica di Ater Venezia alle molte proteste che le sono priovute addosso arriva per bocca del presidente Raffaele Speranzon: “L’obiettivo della legge regionale – spiega - non è penalizzare le fasce deboli, ma garantire un alloggio a condizioni di favore a chi ne ha bisogno, accompagnando gli inquilini con maggiori possibilità economiche a rivolgersi al libero mercato delle locazioni”. “Siamo fiduciosi – aggiunge– che il tavolo regionale prenderà in considerazione le criticità che stiamo riscontrando ed evidenziando nel territorio veneziano. Per i singoli casi di particolare fragilità sociale e in particolare per i nuclei dove sono presenti disabili e anziani in età avanzata, l’Ater è impegnata a valutare e ad adottare le soluzioni di maggior tutela per l’inquilino”. Giorgia Gay
Zaia: “Attenzione ai casi sociali ma non cambieremo la legge”
“N
on faremo passi indietro sui caposaldi della nuova legge sugli alloggi di edilizia pubblica popolare: il patrimonio di quasi 40 mila case pubbliche del Veneto deve essere a servizio dei nuclei più deboli e più poveri, non di chi può permettersi di accedere al libero mercato”. Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia non interverrà sulle nuove regole, da cui sarebbe emerso che dei 39.733 inquilini di case Ater, 5823 hanno un Isee Erp superiore ai 20mila euro, soglia massima di reddito fissata dalla legge per aver diritto ad una casa popolare. “All’interno di questo numero, che rappresenta meno del 15% degli inquilini, ci potranno essere casi sociali, persone anziane o con disabilità o famiglie in situazioni di criticità, di cui terremo certamente conto” ha ribadito il presidente, che fa sapere di avere istituito, il 6 agosto scorso, sette nuclei tecnici territoriali per valutare le singoli posizioni e proporre, entro il 30 settembre, eventuali aggiustamenti. “Ma non cambieremo la legge 39, né siamo disponibili a chiudere un occhio verso i quasi 3 mila inquilini che non hanno presentato la dichiarazione Isee, né verso quanti, con centinaia di migliaia di euro di risparmi accantonati, si rifiutano di pagare i nuovi canoni”. G.G.
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Cavarzere
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Amministrazione A un anno dalle due mozioni portate in Consiglio comunale
Fusione, la Lega la vuole a tutti i costi. E la giunta Tommasi? N
el giugno 2018 furono portate in consiglio comunale due mozioni per l’avvio del processo di fusione tra Cavarzere e Cona: una da parte della minoranza e uno della maggioranza. La prima fu votato solo dalla minoranza e, di conseguenza, bocciata, mentre la seconda non ebbe il numero legale di votanti per farla passare e fu chiaramente bocciata anch’essa. Dopo quasi un anno, alle elezioni europee di fine maggio 2019, arrivò un risultato lampante, ossia quello di una Lega che arrivò a conquistare il 57% in tutto il territorio cavarzerano, uno dei risultati più eclatanti di tutto il Veneziano. Dopo questi dati la domanda che sorge spontanea è: ma come sarebbero state le votazioni nel caso in cui si fosse affrontato l’iter per la creazione della fusione tra Cavarzere e Cona? Proprio Cona con le ultime elezioni comunali ha dato un chiaro segnale, ossia quello che l’aria è cambiata e che la voglia è quella di rinnovamento con un sindaco tutto nuovo e con una squadra che è in gran parte diversa rispetto ai soliti noti di questi ultimi Tutte le associazioni anni. E Cavarzere? di settore, Sinistra È giusto pensare Italiana e tutti che non sarebbe stata scontata i partiti di destra la vittoria della continuano Lega in quello che sarebbe stato a spingere in un comune unidirezione della co, ma che cofusione munque avrebbe avuto una grossa possibilità, vista la tendenza politica palese di questa cittadina. Tutte le associazioni di settore, oltre che Sinistra Italiana e tutti i partiti di destra continuano a spingere in direzione della fusione, con il partito capeggiato dal consigliere di minoranza Pierfrancesco Munari che vuole a tutti i costi che si inizi questo percorso. È assai plausibile però che a due anni dalle prossime elezioni amministrative il pensiero della squadra del primo cittadino Henri Tommasi sia quello di continuare sulla strada delle opere pubbliche e di far capire alla popolazione cavarzerana quanto il comune ha fatto in questi anni. La fusione rimarrà solo un punto cardine della campagna elettorale della Lega cavarzerana?
Il sindaco Henri Tommasi: “Nei prossimi mesi parleremo con i comuni di Chioggia e Cona”
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esta sulla sua linea, ormai chiara, il sindaco Henri Tommasi quando si tocca il tema caldo della fusione. “Ribadisco che si tratta di un percorso che deve essere fatto, ma in una certa maniera, passo dopo passo, partendo dalla condivisione di servizi. Ricordo che i risultati de referendum sulle fusioni degli anni scorsi sono stati disastrosi e che pochissimi sono riusciti ad ottenere il risultato. Nei casi in cui il referendum ha avuto esito positivo, le amministrazioni avevano alle spalle anni di percorso condiviso”. E a chi lo sollecita per le maggiori risorse di cui si po-
trebbe disporre unendo i comuni, Tommasi risponde così: “Le ultime normative dell’ex governo 5 stelle - Lega hanno tolto importanti stanziamenti per quanto riguarda le fusioni. Se l’obiettivo era quindi quello di ottenere nuove risorse, non è di fatto possibile”. E conclude: “Siamo comunque disposti ad iniziare una serie di percorsi, soprattutto con Cona o Chioggia, e avrò modo nei prossimi mesi di parlare con i sindaci e capire le loro posizioni”. Giorgia Gay
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Cavarzere
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Pasquali a Tommasi: “Fusione con Chioggia e Cona, si deve fare” “Lasciamo stare campanili e poltrone sollecita il consigliere - e proviamo a dare un futuro ai nostri territori e cittadini”
“O
ltre al calo demografico che i Comuni di Cavarzere e Cona stanno vivendo, esordisce Pasquali, il dato di coloro che si trovano disoccupati e senza lavoro è un campanello d’allarme che un amministratore pubblico non può far finta di non vedere. È arrivato il momento di scelte forti orientate a dare un futuro alle prossime generazioni e più in particolare ai nostri figli”. Così il consigliere di minoranza Emanuele Pasquali “striglia” l’amministrazione di Cavarzere, chiedendo azioni per il rilancio del territorio. Lo spunto sono i dati relativi alle domande di reddito di cittadinanza, la misura introdotta dal governo Lega-5 stelle a sostegno dei disoccupati. “Vedere il Comune di Cavarzere al 13° posto della graduato-
ria del Veneto con 152 domande accolte su 13.637 e scorgere insieme poco distanti sia il Comune di Chioggia e di Cona, mette in risalto la difficoltà della zona meridionale della Provincia di Venezia” commenta Pasquali, che cita ad esempio i problemi legati alla mobilità e alla scarsa attrattività dell’area industriale cittadina. “La soluzione del reddito di cittadinanza non può ovviare alla mancanza di lavoro e non possiamo nemmeno pensare che attraverso il contributo di 300 o 400 euro una famiglia possa vivere e creare benessere nel territorio. Siamo la parte più povera della provincia”. Da qui, la richiesta di riprendere in mano la fusione, non solo con il Comune di Cona ma anche con quello di Chioggia per “incominciare a parlare con una
Il calo demografico e l’alta percentuale di disoccupati - dice il consigliere - rende l’idea della situazione: “Siamo la parte più debole della provincia”. Da qui la necessità di unire le forze e avere più peso voce sola e sedersi ai tavoli istituzionali con un peso specifico che rappresenti l’intero territorio e popolazione”. Quindi, l’affondo finale: “Non dobbiamo avere paura di perdere la poltrona, come ha di-
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mostrato il sindaco Tommasi negando ogni trattativa con il Comune di Cona, e non possiamo nemmeno voltarci dall’altra parte senza dare risposte al mondo imprenditoriale e più in particolare ai nostri giovani di-
Il consigliere di minoranza Emanuele Pasquali
soccupati. Chiedo coraggio a tutti gli amministratori della zona sud. Lasciamo stare campanili e poltrone e proviamo con umiltà e passione a dare un futuro ai nostri territori e cittadini”. Giorgia Gay
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Territorio Inaugurata lo scorso 9 agosto la nuova stazione di street workout”
La palestra all’aperto comincia a prendere forma S
i è svolta venerdì 9 agosto l’inaugurazione ufficiale della nuova stazione di “street workout” alla presenza di un pubblico numeroso, di una rappresentanza delle società sportive, dei Vigili del fuoco, delle Forze dell’Ordine; si tratta di una installazione sportiva, innovativa, che è stata realizzata a Cavarzere a testimonianza della voglia e della passione dell’amministrazione comunale di Cavarzere di rendere questo paese un luogo con maggiori op-
un parco di questa entità e soprattutto che gli permettesse di fare esercizio all’aria aperta e in un contesto veramente piacevole”. Anche il sindaco Henri Tommasi specifica: “Anch’io esprimo tutto il mio compiacimento nella realizzazione di questa stazione di “street workout”, che permette a tanti sportivi di potersi cimentare in esercizi quotidiani e che possono aiutare nel quotidiano”.
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L’attrezzo della nuova stazione di street workout
Stefano Spano
L’idea è quella di poter fare palestra all’aria aperta e in un contesto “sociale”, insieme ad amici e conoscenti. In futuro la stazione potrà anche essere ampliata portunità ludico sportive con un occhio di riguardo ai giovani. L’idea è quella di poter “fare” palestra all’aria aperta e di poterlo fare in un contesto “sociale”, ossia assieme ad amici e conoscenti, in una sorta di connubio ideale di allenamento del corpo e dello spirito. L’attrezzo è “modulare” e, se apprezzato (e già in questi giorni alcuni ragazzi si stavano esercitando), in futuro potrà essere ulteriormente ampliato, in quanto inserito appositamente al centro di un’area che ha le caratteristiche per accogliere anche altre installazioni. Anche l’area dove è inserito l’attrezzo è in armonia con il resto delle installazioni presenti, perché riprende lo stesso disegno “a fagiolo” delle giostrine che lo precedono, davvero nulla è lasciato al caso. È l’assessore Andrea Orlandin che spiega questa opera: “Non posso che essere soddisfatto della realizzazione di quest’opera, in quanto è da diverso tempo che ci lavoro sopra e ho cercato di renderla utile e appetibile a tutti coloro che la vorranno utilizzare”. “Credo che Cavarzere meritasse
Cittadella, quale destino? La Regione tace
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ncora nulla di fatto per la Cittadella Socio-Sanitaria di Cavarzere. Nonostante il continuo interessamento da parte dell’amministrazione comunale Tommasi, il bando per l’alienazione da parte dell’Ulss 3 Serenissima della struttura sanitaria sembra sempre più lontano. La scadenza ultima sembrava il 31 dicembre 2018, ma ad oggi ancora nessuna notizia, nessuna ipotesi chiara e “ufficiale”. Certo che il direttore generale dell’Ulss 3 Giuseppe Dal Ben ha rassicurato più volte i cavarzerani rispetto alla permanenza dei servizi, fatta eccezione ovviamente per i 12 posti dell’ospedale di comunità che, a quanto pare, sembrano più vicini al non essere assegnati a Cavarzere o eventualmente ad essere trasferiti alla casa di riposo della medesima cittadina. Dopo commissioni consiliari, consigli comunali aperti dove è stato invitato anche l’assessore Manuela Lanzarin, ancora si sta aspettando una risposta dalla Regione Veneto, che sembra non aver ancora chiara la questione. A questo punto, dopo 8 mesi di attesa, la palla è tutta in mano ad una Regione che deve dare risposte, deve spiegare qual è il motivo di così tanta attesa, i cittadini vogliono capire se la struttura rimarrà pubblica o se molto probabilmente diventerà privata. Nel secondo caso quali saranno gli investimenti che il privato farà in tale struttura e soprattutto i servizi rimarranno i medesimi di prima? Purtroppo, come sottolineato più volte dal consigliere di minoranza Emanuele Pasquali, l’Ulss 3 Serenissima non ha fatto mai investimenti nella Cittadella e per questo motivo è possibile che la stessa sia solo un peso da scaricare ad un privato che, presumibilmente avrebbe un particolare interesse per continuare questa attività sanitaria per altri 15 anni, come stabilito dalla stessa Regione. A questo punto non rimane che attendere. Ste.Spa.
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Parisotto: “Solo la fusione potrebbe riscattare questa Giunta” Il consigliere di minoranza Pier Luigi Parisotto insiste sulle opportunità della fusione con Cona. “Entro la fine del prossimo anno si potrebbe arrivare a consultare i cittadini con un referendum. Ma il sindaco tentenna”
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anno presentato a fine luglio in consiglio comunale il documento unico di programmazione che non è altro che la fotocopia dell’anno scorso. Più passa il tempo e accumulano esperienza, meno fanno e questo mi preoccupa”. Il consigliere di minoranza Pier Luigi Parisotto torna su alcuni dei temi più caldi per la città, sostanzialmente bocciando l’attuale giunta. Ma lascia aperta una “possibilità di riscatto”, come la definisce, attraverso il percorso della fusione. Parisotto come valuta il lavoro dell’amministrazione Tommasi? “Sono persone giovani, laureate e diplomate, per cui mi aspettavo qualcosa di più soprattutto giunti ormai a due anni dal termine del loro mandato. Mi preoccupa la noncuranza del verde cittadino e la mancata manuten-
zione delle strade”. Un tema caldo è quello della cittadella sociosanitaria. “È dal 2017 che sollecito l’amministrazione su questo. Nel 2018 si è concluso il trasferimento di quote, ma da allora solo silenzio. Il bando (per l’assegnazione della gestione al privato, ndr) non mi risulta sia ancora uscito e tutti in Comune si sono goduti le ferie come nulla fosse. Il sindaco Tommasi partecipa a tagli del nastro a Chioggia o in altri luoghi, ma per Cavarzere non spende una parola, così come l’assessore Lanzarin. Ma questo è solo un esempio”. Ne vuole fare altri? “Un’altra questione importante è quella del patrimonio edilizio pubblico di proprietà del Comune, che si compone di circa 300 alloggi di cui un centinaio sfitti. L’amministrazione quando è en-
I bambini della Collodi saranno trasferiti nei padiglioni della D. Alighieri
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e problematiche legate alla scuola Collodi di Cavarzere sono note da tempo, ancora da marzo, quando in più di qualche occasione i genitori, e non solo, avevano fatto notare lo stato di degrado in cui la stessa verteva. Purtroppo, la situazione ad oggi è rimasta la medesima ed è notizia proprio di fine agosto della decisione del sindaco Henri Tommasi di trasferire tutti i bambini nei padiglioni di via Dante Alighieri, quelle strutture che sostanzialmente erano state proprio realizzate a tale scopo, ossia di essere utilizzate in caso ci fosse stata qualche emergenza. Una decisione chiaramente non facile da prendere, dato che la Collodi è una scuola storica e che avrebbe meritato una piccola revisione, ma le condizioni di degrado della stessa hanno fatto prendere una decisione chiara a questa amministrazione comunale. Non si sa quando la scuola verrà sistemata, ma è certo che in qualche modo si cercheranno i fondi per mettere a norma almeno il minimo indispensabile; nel frattempo i bambini troveranno un luogo confortevole nei padiglioni di via Dante Alighieri. Una situazione che ovviamente non piace ai genitori, ma che è il male minore per permettere ai bambini di continuare la loro attività e non saltare neanche un giorno di scuola. A questo punto si attendono eventuali novità dall’amministrazione comunale, che nel frattempo sta valutando altre soluzioni. Stefano Spano
Il consigliere Pier Luigi Parisotto
trata in carica nel 2011 aveva 1 milione e 100mila euro di cassa e a oggi, nel 2019, hanno deciso di spenderne meno della metà. Adesso hanno deciso di sistemare a macchia di leopardo un appartamento qua e uno là, per un totale di circa 22/25 alloggi. Parlo in particolare di quattro
condomini in via Matteotti e due nella frazione di San Giuseppe, che versano in condizione di forte degrado. Si potevano fare delle scelte diverse, strutturali, sistemandone uno per intero e creando degli spazi pubblici. Invece niente”. E poi c’è la questione fusione.
“Potrebbe essere un’opportunità di riscatto per questa giunta. Il sindaco Tommasi continua a tentennare proponendo le convenzioni per singoli servizi, che non risolvono nessun problema. Intanto il paese vive un calo demografico tremendo, l’età media è avanzata, i soldi mancano, la tassazione è al massimo. Il sindaco avrebbe la possibilità di riprendere in mano la questione mettendo al vaglio dei cittadini la proposta di fusione proponendola al sindaco di Cona e andando al referendum entro la fine del prossimo anno. Si potrebbe arrivare a dicembre 2020 con un referendum. E qualora non dovesse sortire un effetto positivo, amen, potremmo almeno dirci di averci provato. Non sarebbe comunque stato un costo, ma un’opportunità per la città”. Giorgia Gay
Tommasi: “Nessun problema sicurezza alla Collodi “ “La scuola Collodi è vetusta, ma agibile e dotata di Certificato prevenzione incendi”. Ma dato il calo degli alunni, da 120 a 110, abbiamo comunque ritenuto di spostarli nella più nuova e moderna Dante Alighieri, che da poco è stata rimessa a nuovo. Trovo giusto che gli alunni siano ospitati in una struttura più adeguata”. Così il sindaco Henri Tommasi commenta l’imminente “chiusura” della scuola Collodi a partire, con ogni probabilità, da inizio 2020. Una scelta, precisa, non dettata da una qualche emergenza sicurezza ma da un’opportunità di miglioramento per alunni e corpo insegnanti. “La Collodi verrà poi chiusa, in accordo con l’Asl, e verranno accordati degli eventuali lavori di recupero per non lasciarla nel degrado. Il percorso da fare insieme all’Asl è lungo, ma la struttura è bella e vale la pena salvaguardarla” chiarisce Tommasi. “A Cavarzere siamo messi nel complesso abbastanza bene, per quanto riguarda l’edilizia scolastica – sottolinea il primo cittadino - poichè in questi ultimi anni abbiamo fatto una serie di lavori di manutenzione straordinaria un po’ su tutte le nostre scuole. Grazie ai 110mila euro stanziati dal governo Renzi per la Buona scuola, abbiamo recuperato parecchi infissi delle strutture scolastiche in generale, abbiamo sistemato l’asilo nido, abbiamo speso circa 60 mila euro per le
La scuola elementare Collodi
scuole di Boscochiaro, abbiamo adeguato la scuola elementare Giovanni XXIII, abbiamo sistemato i due nuovi padiglioni della scuola elementare Dante Alighieri”. Una serie di interventi di straordinaria manutenzione dal 2012 “che supera i 2 milioni di euro. Penso che la scuola sia uno dei reparti in cui questa amministrazione ha investito maggiormente” fa sapere. G.G.
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Cavarzere
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Francesco Palumbo, l’uomo che vola in alto per vivere la sua libertà Sottoufficiale dell’esercito e titolare di una scuola di deltaplano, racconta la sua passione per il volo
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opo l’immortalità, il secondo sogno più ambito dall’uomo è sempre stato quello di volare. Toccare punti e raggiungere mete lontanissime, lasciarsi andare per un istante, osservare tutto dall’alto. Francesco Palumbo, sottufficiale dell’esercito italiano e titolare di una scuola di deltaplano, racconta la sua esperienza. Francesco, quando è nata la tua passione per il deltaplano? “Questa passione, che ho avuto poi la fortuna di trasformare in un secondo lavoro, è nata all’età di sedici anni, era il 1995. Poi, sempre a sedici anni, ho fatto il primo volo e conseguito il brevetto”. Può essere pericoloso? E a coloro che sono bloccati dal timore della caduta o della “fatalità”, che cosa consigli? “C’è bisogno di fare un po’ di chiarezza a riguardo. Volare di per sé è abbastanza sicuro e, credimi, è provato anche statisticamente, fa più morti la strada che il cielo. Quando accadono incidenti, che fanno notizia a causa dell’elevato numero delle vittime, è dovuto ad un errore umano. Il veicolo non c’entra proprio niente. Un altro punto fondamentale sul quale soffermarsi è che tutto ciò che vola può planare. Se il motore, a causa di un guasto, si rompe, si può atterrare comunque. Molte volte facciamo anche delle prove in volo per dimostrare la veridicità di quanto diciamo. A coloro che volessero intraprendere questa nuova avventura dico solo questo: volare con il deltaplano è come stare in poltrona e osservare uno spettacolo, solamente che ci si trova a due-trecento metri d’altezza”. Quali sono le procedure che anticipano il volo vero e proprio? “Tutte le volte che si vola ci sono i controlli pre volo, è obbligatorio. Si deve controllare che tutto sia a norma, compresa, ovviamente, l’attrezzatura ma anche il meteo che deve permettere un volo sereno e privo di pericoli”. Quali sono gli itinerari? “Durante i nostri voli arriviamo a visitare dall’alto la laguna di Venezia, anche se solo in parte, ov-
viamente, Chioggia e il Delta del Po. Sono macchine che fanno i 100 km/h. In mezz’ora si raggiunge tranquillamente anche Ferrara”. Volare, proprio come l’immortalità, è il sogno più grande dell’uomo da sempre. Cosa significa volare per te? “Libertà – risponde d’istinto –. Io sono innamorato del volo, è il mio rifugio. Credo non possa
Francesco Palumbo in deltaplano e una panoramica dello spettacolo che vede dall’alto
essere descritto a parole, è qualcosa che si può capire solamente provando. E lo stesso sentimento che mi fa emozionare ogni volta, voglio farlo provare ad altri giova-
nissimi, in modo tale da portarli via dalla solita routine quotidiana e far provare a loro un’esperienza che può cambiarli per sempre”. Samuele Contiero
L’addio di Cavarzere a Romolo Sciortino
La celebrazione dei funerali (foto di Giuseppe Arpicelli)
Lo hanno ricordato con affetto e commozione gli amici, i colleghi e i cavarzerani, lo scorso 6 settembre. Nel Piazzale della Chiesa Parrocchiale di San Giuseppe, una folla immensa in silenzio, ha aspettato l’arrivo del Romolo Sciortino, presidente dell’Associazione nazionale Carabinieri sezione di Cavarzere, che si è spento prematuramente all’età di 66 anni. Comando dei Carabinieri di Cavarzere e Associazioni Militari in divisa, hanno reso onore alla salma dell’ex carabiniere. La Chiesa era piena e, toccanti sono state le parole pronunciate dal Parroco don Francesco Andrigo, durante la celebrazione della messa, che lo ha ricordato come una persona cordiale e presente con la famiglia e in ogni occasione.
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Cona
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“Ex base, non ci è mai stata offerta gratis” I consiglieri di minoranza Bottin e Necchio rispondono alle accuse del sindaco Aggio. “Questo tema non ha trovato - commentano - nessun atto dell’offerta al Comune di Cona da parte dello Stato”
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ur essendo ormai chiusa e svuotata dai richiedenti asilo che per molti mesi vi hanno vissuto, l’ex base di Conetta continua a infiammare la politica locale. L’estate 2019 è stata caratterizzata infatti da una serie di accuse e controaccuse tra l’amministrazione e la minoranza. Non è andata giù ai consiglieri Franco Necchio e Antonio Bottin del gruppo “Insieme per Cona” l’affermazione del sindaco Alessandro Aggio riportata dal nostro giornale, secondo cui “anni fa lo Stato offrì l’ex base gratuitamente al Comune che rifiutò. Ora vediamo se si può rimediare a quell’errore”. La minoranza attuale, che all’epoca governava il paese, non ci sta a lasciar correre perché, dice Bottin, “mai ci è stata offerta gratuitamente l’ex base”. Tanto che i due consiglieri hanno chiesto ufficialmente al sindaco copia degli atti relativi a questa offerta e copia degli atti del Comune di Cona relativamente al rifiuto dell’offer-
to” commentano i due consiglieri, che continuano: “Un sindaco ha l’obbligo di dire la verità ai suoi cittadini e di informarli correttamente, non su voci faziose di alcune parti politiche. Se vi è stato errore è stato quello di fare alcune dichiarazioni alla stampa prive di fondatezza e non docu-
sostengono i due consiglieri di minoranza - il tempo delle speculazioni politiche su questo argomento”
Giorgia Gay
Claudio Di Biagio racconta quando “Si stava meglio”
Antonio Bottin, Franco Necchio e Alessandro Aggio
“E’ finito -
mentate da atti ufficiali, dando scredito a chi amministrava prima. Riteniamo sia finito il tempo delle speculazioni politiche su tale argomento e sul fatto che i migranti siano arrivati a Conetta perché la base è stata rifiutata dal Comune di Cona”.
ta come dal sindaco dichiarato. “A questa nostra interrogazione, depositata il 20 giugno 2019, non è pervenuta nessuna risposta scritta entro i 30 giorni previsti dal Regolamento di Consiglio Comunale. Solo dopo, nel consiglio comunale del 30 luglio scorso, il sindaco ha dato risposte sommarie, confermando che lui non ha trovato nessun atto dell’offerta della ex base al Comune di Cona da parte dello Sta-
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L’associazione ConArte Aps ha ospitato a Cona il regista, conduttore romano, che ha presentato il suo libro, un viaggio tra i ricordi e le emozioni raccontato attraverso la risposta a 5 domande
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o scorso 29 luglio, in Piazza Cesare De Lotto a Pegolotte di Cona, la neo associazione giovanile ConArte Aps – operante nel Comune di Cona con lo scopo di promuovere progetti, eventi, iniziative rivolte alla comunità – ha ospitato il regista romano Claudio di Biagio, il quale ha presentato il suo libro “Si stava meglio”. Claudio Di Biagio, classe 1988, è regista, sceneggiatore e conduttore radiofonico. È stato uno dei primi youtuber italiani e il suo canale Youtube “Nonapritequestotubo” conta oltre 230.000 iscritti. Nel 2011 dirige la prima webseries italiana “Freaks”, dove è anche uno degli interpreti principali. Negli anni ha diretto diversi lungometraggi come “Andarevia” prodotto da Rai Cinema e la webserie “Lontana da me”, prodotta da Palomar e Rai Fiction. Dal 2016 conduce la trasmissione radiofonica “Meanzianoyoutubers” su Rai Radio2. Nel 2017 scrive il romanzo “Si stava meglio”, un libro in cui più generazioni si confrontano, un viaggio narrativo che parte dalle interviste alla giornalista e scrittrice Anna Maria Mori, alla campionessa del mondo di nuoto (nel 1957) Anna Mazzola, a Giorgio Michetti, pittore di 105 anni con un canale Youtube e all’irresistibile nonna Lea. Tra i temi del libro, senza dubbio, c’è la riflessione sulla memoria. Non a caso si legge: “Dobbiamo collegare il filo dell’emozione al ricordo per fare del passato non solo una fotografia, ma una realtà virtuale in cui giocare”. In “Si stava meglio” l’autore-protagonista parte, deciso ad attraversare Roma in un viaggio con la sua mitica nonna, inseguendo la storia e i pensieri di una generazione – quella degli over 70 – con cui il dialogo gli appare più facile e fecondo rispetto a quello con i padri. Una nonna e un nipote, un viaggio in auto attraverso i quartieri di Roma, due generazioni che si incontrano e cinque domande a cui trovare una risposta: “Perché i matrimoni finiscono?” “Come funziona lo stress?” “Che cos’è l’ambizione?” “E il sesso?”. Di Biagio durante la serata ha risposto a questi cinque quesiti e alle domande del pubblico, ormai affezionato alla sua storia, ripercorrendo i ricordi passati emozionandosi e facendo emozionare. Samuele Contiero
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Economia
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“La politica si prenda cura dell’agricoltura” Il presidente della Nuova Cooperativa agricola di San Pietro, Macedonio Paganin: “Per noi è un periodo molto difficile, i costi di produzione aumentano e i valori di mercato dei nostri prodotti sono sempre più bassi”
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acedonio Paganin, Presidente della Nuova Cooperativa Agricola di San Pietro: quale periodo sta attraversando oggi l’agricoltura? “Per l’agricoltura, oggi come oggi, è un periodo molto difficile. Non solo a livello locale, ma anche nazionale. Con la parola ‘agricoltura’ mi riferisco in particolare ai cereali, frutta, verdura e legumi. I costi di produzione sono in continuo aumento, al contrario i valori di mercato dei nostri prodotti agricoli sono sempre più bassi. Questo comporta uno scompenso tra costi e ricavi da cui dovrebbe scaturire un utile che negli ultimi anni latita. Tale situazione mette a dura prova molte piccole-medie aziende del territorio. Quando è nata e di che cosa si occupa la Cooperativa? “La Nuova Cooperativa è nata nel 1975 con 44 soci fondatori, oggi, nel 2019, siamo circa a 400 aziende conferenti. I produttori conferiscono il loro prodotto, trattasi di mais, grano, soia, colza ed altri prodotti. La nostra attività consiste nella raccolta, essiccazione e stoccaggio del prodotto presso il nostro stabilimento, in attesa della commercializzazione, che in genere si conclude nell’arco di 12 mesi. La nostra struttura ha una capacità massima di stoccaggio di circa 50.000 tonnellate. I produttori che consegnano il prodotto presso di noi provengono dai comuni di Cavarzere, Chioggia, Rosolina, Porto Viro, Taglio di Po’, Cona e Correzzola. È fondamentale l’esistenza di una forte collaborazione tra centro di raccolta e produttori per cercare di sfruttare al meglio le risorse del mondo agricolo.” Il grano, il mais e tutti i prodotti che commercializzate dove si possono trovare? “I nostri prodotti vengono commercializzati tramite un consorzio verso acquirenti anche ad uso mangimistico, per citarne uno: il Gruppo Amadori al quale va destinato parte del nostro mais giallo e gran parte del bianco che viene utilizzato nell’alimentazione del pollo per dare una colorazione più bianca alla pelle. Inoltre tra gli acquirenti possiamo citare il Molino Quaglia della zona di Este (PD), e Jolly Sgambaro di cui conosciamo un po’ tutti
i prodotti.” Cos’è cambiato rispetto a ieri? “È cambiato il divario tra costi di produzione ed il valore del prodotto che va immesso nel mercato, ad esempio 25 anni fa il mais costava 34.000 lire al q.le e i costi di produzione erano circa di 500/600 mila lire ad ettaro, oggi, invece, il mais costa 17 euro al quintale e i costi di produzione sono di circa 1.700 euro a ettaro. In breve, il valore della materia prima rimane lo stesso ma i prezzi di produzione aumentano in maniera esorbitante. Non c’è più margine per le aziende produttrici, tutto questo dovuto ad un sistema di mercato internazionale che non permette più di valorizzare il nostro prodotto nazionale, prodotto di
qualità, da tutto il resto del prodotto che entra nei porti, andando a creare degli squilibri tra domanda ed offerta di mercato con un conseguente abbassamento del valore della merce.” Cosa sono i grani antichi di cui si sente molto parlare? “Sono dei grani autoctoni, grani che si producevano molti anni fa, purtroppo sono grani che richiedono certe disciplinari di produzione, sono resistenti a certi tipi di malattie ma che danno produzioni piuttosto basse. I più conosciuti sono: Marco Aurelio e Senatore Cappelli, noi abbiamo un’azienda agricola che produce del Marco Aurelio per la ditta Sgambaro, ma si tratta di piccole quantità.” Quale può essere la soluzione, se esi-
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ste, per uscire da questa crisi che affligge il mondo dell’agricoltura ormai da diverso tempo? “La risposta, forse, possiamo trovarla nel nostro mondo politico. Devono iniziare a dare un posto prioritario al mondo agricolo del paese. Devono mettere gli agricoltori nelle condizioni di poter produrre prodotti sempre più genuini, ma con prezzi adeguati, che possano permettere a chi lavora duramente per ottenere materie prime per l’alimentazione di poter guadagnare il giusto per il sostentamento della propria azienda agricola. Questo porterebbe un riavvicinamento anche da parte dei giovani al settore agricolo dal quale ormai stanno fuggendo tutti.”
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Provincia
Ambiente Il G20 delle località balneari il 18-20 settembre a Castiglion della Pescaia
Spiagge green, il modello veneto al summit nazionale L
a lotta contro l’inquinamento da plastiche e micro plastiche in mare, non solo come opera di sensibilizzazione e buona pratica da seguire individualmente ma come sistema nazionale organizzato e strutturato. Sarà questo uno dei temi del prossimo G20 delle spiagge, il summit che riunisce le più importanti località balneari (individuate in base al numero di presenze rilevate dall’Istat l’anno precedente ), che si svolgerà dal 18 al 20 settembre prossimo a Castiglion della Pescaia. E saranno proprio i lidi veneti ad essere protagonisti, in particolar modo Bibione, capofila nel segno dell’ambiente. Il sindaco di San Michele al Tagliamento, Pasqualino Codognato, l’ideatore di questo appuntamento che è diventato annuale e itinerante, porterà in Toscana il suo modello di arenile più green d’Italia, con l’istituzione della prima spiaggia senza fumo. Ma sarà nello specifico all’attenzione degli amministratori e degli addetti ai lavori il tema dell’inquinamento da plastiche e microplastiche. “Una questione alla quale bisogna dare urgentemente una risposta efficace” osserva il primo cittadino di San Michele al Tagliamento, comune che lo scorso anno ospitò la prima edizione del G20. “La plastica non deve entrare in mare - prosegue - in nessun modo, anche perché ritorna a noi dalla catena alimentare. E questo è scandaloso”. Se quindi è ormai diffusa la consapevolezza della portata del problema, ciò che serve a questo punto è mettere a punto un sistema coordinato, sinergico e strategico a livello nazionale, piuttosto che puntare all’iniziativa dei singoli. Nella tre giorni dedicata alle spiagge italiane del G20 si discuterà in generale dello sviluppo del turismo balneare italiano, in particolar modo di sostenibilità, innovazione e progettazione strategica. Il confronto è sui temi dell’ambiente ma anche della sicurezza, della fiscalità e della promozione. Tre giorni di lavori, semina-
ri e incontri che vedranno impegnati i rappresentanti delle spiagge di 8 regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Campania, Puglia, Toscana, Sardegna e Sicilia) e 20 località balneari, tra cui le venete Cavallino Tre Porti, Jesolo, San Michele al Tagliamento, Chioggia, Caorle e, fra sei destinazioni turistiche coinvolte, anche Rosolina. Ornella Jovane
e t a t s E ’ l r e p e i e Graz m e i s n i a t a s s a p
Inquinamento da plastiche, le buone pratiche
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l problema dell’inquinamento da plastiche in mare riguarda tutti, anche la laguna di Chioggia e il mare di Sottomarina. Proprio per questa ragione l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra), attraverso il progetto Ml-Repair, ha contribuito alla causa della pulizia dei nostri mari e spiagge stilando un “decalogo” di “buone pratiche” rivolto a cittadini e turisti. La lista di buone pratiche, consegnata ad associazioni e ai consorzi turistici il 9 agosto scorso in Municipio e affissa all’esterno degli stabilimenti balneari, ha consentito di rafforzare la sensibilità e l’attuazione di comportamenti responsabili. Comune e cittadinanza da mesi dimostrano particolare attenzione a questo tema; basta considerare le numerose iniziative (convegni, mostre, dibattiti) a cui si è potuto assistere durante la Sagra del Pesce di luglio. Sarebbe interessante associare ai lodevoli virtuosismi dei cittadini iniziative di portata più strutturata, che prevedono chiaramente la partecipazione delle istituzioni. In particolare, ci si riferisce al significativo contributo dei “pescatori a strascico” chioggiotti che, parole dell’ assessore alla Pesca e alle partecipate Daniele Stecco, hanno consentito la raccolta di 14 tonnellate di rifiuti in 10 mesi, utilizzando 6 pescherecci. E’ chiaro infatti che una consistente parte dei rifiuti che si depositano nella nostra laguna, in prossimità della diga o semplicemente spiaggiati lungo il bagnasciuga in realtà provenga dalle vicine foci dei fiumi (Brenta e Adige). Ragionamenti azzardati, ipotesi bizzarre che però vengono suffragate da evidenze su scala globale. La prestigiosa rivista “Nature” nel giugno del 2017, ha pubblicato un rapporto a seguito di analisi “sul campo” che dimostra come ogni anno finiscono in mare tra 1,15 e 2,41 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, trasportate dai fiumi, per il 74% nel periodo tra maggio e ottobre. Un ulteriore studio (pubblicato su Environmenthal Science & Technology, Ottobre 2017) arriva a stabilire 10 principali fiumi come responsabili del trasporto negli oceani del 90% circa della spazzatura Luca Rapacciuolo di plastica.
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Provincia .
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Bus Actv, confronto con le scuole per evitare i disagi
Linea Mestre Adria, in ordine per l’autunno
Il presidente Luca Scalabrin: “Abbiamo chiesto le variazioni del numero degli iscritti e gli orari provvisori”
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cuole e trasporti pubblici, Actv monitora la situazione per evitare disagi con l’inizio delle lezioni. A spiegarlo è direttamente il presidente di Actv Luca Scalabrin. “Al fine di poter programmare correttamente il servizio scolastico per l’anno 2019-2020 - spiega Scalabrin - Actv nello scorso mese di maggio, ha avviato specifici contatti con gli istituti scolastici superiori di Mestre, Mirano e Dolo, chiedendo se ci sono state variazioni del numero di iscritti rispetto all’anno precedente e possibilmente la località di provenienza degli studenti. A questa richiesta non hanno risposto tutti gli istituti; tuttavia, dai dati raccolti, si è riusciti a verificare che il numero di studenti di ogni distretto scolastico non ha subito variazioni consistenti rispetto all’anno precedente, per cui saranno confermate, per l’avvio dell’anno scolastico in corso, le corse scolastiche cessate a giugno 2019”. Ma non solo. Actv ha chiesto anche gli
orari provvisori delle lezioni nelle scuole ma purtroppo nelle scorse settimane non sono giunte informazioni sufficienti dagli istituti scolastici in tanti casi, nonostante le richieste. “Nel mese di agosto - aggiunge Scalabrin - vi è stata poi un’ulteriore richiesta ai medesimi istituti, per conoscere l’orario provvisorio di inizio e termine delle lezioni, al fine di organizzare al meglio il servizio nei primi giorni di scuola, quelli nei quali gli orari, in particolare quelli di uscita, sono molto variabili e normalmente anticipati rispetto agli orari definitivi. A questa seconda richiesta di Actv hanno risposto 4 istituti su 20 della Gazzera, 1 di Dolo, 1 di Bissuola, 1 di Mirano”. Nei primi giorni del servizio invernale, non avendo informazioni sufficienti per organizzare i servizi in modo puntuale, Actv ha effettuato alcune corse in base alle informazioni ricevute; per il resto invece ha mantenuto invariati gli orari smessi a giugno 2019. Nei giorni successivi, comunque sono stati ricontattati tutti gli istituti
per aggiornamenti sugli orari provvisori e definitivi per garantire, il più possibile, un servizio efficace ed efficiente. Alessandro Abbadir
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Linea Mestre- Adria in ordine con l’inizio delle scuole. A spiegarlo è il direttore di sistemi territoriali Gian Michele Gambato. Nelle scorse settimane dopo la conclusione dei lavori estivi sulla tratta ferroviaria, si è verificato un problema a livello di infrastruttura di controllo, non sui treni. Sono state soppresse 3- 4 corse e si sono avuti ritardi considerevoli. Non sono mancate le proteste e le code ai passaggi a livello delle auto. “La situazione – assicura Gambato – sulla linea Mestre Adria, con l’apertura delle scuole, e il ritorno dei lavoratori dalle ferie ai luoghi di lavoro a settembre, non dovrebbe creare particolari problemi. Abbiamo fatto fare oggi dai nostri tecnici, tutte le verifiche del caso e con l’inizio della stagione autunnale non dovrebbero esserci problemi”. Questa estate la linea per migliorie e sistemazioni era stata chiusa circa un mese, prima da Piove di Sacco verso Mestre, poi da Adria a Piove.
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Cultura .
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La Notte Bianca supera se stessa Ogni anno la manifestazione clou dell’estate cavarzerana cresce un po’ di più e riesce ad attrarre sempre più gente. Ma l’evento non è solo all’insegna del divertimento, c’è anche l’impegno sociale
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otte bianca incantevole, che ha ottenuto un successo strepitoso, oltre 10mila presenze, e che ogni anno cresce, in termini di offerta di eventi e divertimento e di consensi. E’ questo il bilancio che lo scorso 9 agosto gli organizzatori hanno presentato, a conclusione delle due serate del 3 e 4 agosto, presso la sede comunale di Cavarzere, nel corso della conferenza stampa finale. È il sindaco Henri Tommasi a parlare per primo: “Voglio ringraziare davvero di cuore il comitato Notte Bianca (Giuseppe Bergantin, Valeria Marcato, Luca Zulian, Anna Bergantin, ndr) che, insieme a moltissimi giovani collaboratori, hanno reso possibile queste due meravigliose serate. Un ruolo cruciale in questa impresa lo hanno avuto anche le numerose attività commerciali e gli sponsor. Senza la loro collaborazione difficilmente sarebbe stato possibile organizzare tutto ciò. Alcuni nomi dove-
Alcuni scatti della Notte Bianca 2019 In alto la conferenza stampa dello scorso 9 agosto
rosi da citare nei ringraziamenti sono: la ditta Belcaro, che ha messo in sicurezza le principali via di accesso al centro, la società Bedendi, i Lagunari e la Veritas. Ogni anno ciò che realizziamo è un passettino in avanti. Gli altri anni, soprattutto nell’ora di cena, non riuscivamo ad attirare molta gente. Mentre questa volta, con l’introduzione dello Street Food in via Roma, il pubblico ha iniziato a fluire già nel tardo pomeriggio. Questi risultati sono un’ottima vetrina per il nostro
territorio”. Si chiede quale sia stato il numero effettivo del pubblico presente nelle due serate: “È difficile da quantificare l’ afflluenza media – risponde Giuseppe Bergantin, del comitato Notte Bianca e Hashtag – ma, secondo un calcolo approssimativo, se la piazza può tenere dalle 2000 alle 3000 persone, ed erano colme, in due giornate si sono toccati gli oltre 6000 spettatori solo lì. Anche il parco giochi e l’area food erano pieni. Quindi, possiamo tran-
Anita Gallimberti alla Mostra del Cinema di Venezia
simo”. La conferenza stampa si è conclusa con l’anticipazione delle date del prossimo anno, il primo e il due di agosto, e con la promessa che ci si concentrerà molto sui prodotti a Km0, per ridurre gli effetti dannosi che producono le merci trasportate su gomma. Ancora una volta si dimostra evidente l’interesse cavarzerano verso l’ambiente e i cambiamenti climatici che ormai sta diventando un problema che riguarda tutti noi. Samuele Contiero
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nita Gallimberti, nota regista adriese, in occasione della Mostra del Cinema è stata ospite nello spazio dedicato alla Regione Veneto presso l’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, nelle date del 29 agosto per la presentazione del film “Disime la vostra (che mi ho dito la mia)” e il 6 settembre per la presentazione del trailer del film “Finché il destino non ci separi”, prodotti dall’associazione culturale Batticuore e dalla Delta Production. E’ stata accolta dall’assessore regionale alla Cultura, Cristiano Corazzari. La regista ha ricevuto anche i complimenti dell’ex ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Intanto continuano le proiezioni in varie località del Polesine e nel Veronese. Ma già vi è molta curiosità per il nuovo film dedicato all’universo femminile, che verrà proiettato in prima visione nei prossimi mesi e che ha visto la partecipazione di molti attori e attrici non professionisti. La regia, sceneggiatura e riprese saranno di Anita Gallimberti, la colonna sonora sarà di Marco Ferrarese, il montaggio e post produzione di Francesco Pedrotto. Alla presentazione del trailer c’erano alcune attrici del nuovo film, Giulia Crepaldi, Elisa Conselvan e Velia Ganzerla. Per la regista Gallimberti si è trattato della sesta partecipazione alla Mostra del Cinema di Venezia nello spazio della Regione Veneto. Entrambe le partecipazioni hanno avuto il patrocinio della Regione del Veneto. Molti Adriesi hanno accompagnato la regista nelle due proiezioni al Lido di Venezia. (E.C.)
quillamente affermare, di aver ospitato più di 10000 persone”. Vengono presentati anche i risultati della raccolta fondi per la costruzione e il mantenimento dei pozzi d’acqua in Costa d’Avorio “più di 250 euro, più quelli raccolti a Montegrotto e ad Adria, rispettivamente 200 e 300 euro”, anche se “quest’anno è stata una prova. Il prossimo anno durante le serate faremo girare gli scout, per dare una maggiore visibilità a questo tipo di iniziative atte a tendere la mano verso il pros-
LUNEDI’ 16 SETTEMBRE 2019 GINNASTICA ARTISTICA Giorni: LUNEDI’ - GIOVEDI’ Ore 16.00 -17.15: attività psicomotoria per bambini 3/5 anni (inizio 1 ottobre) Ore 17.00-18.15: BAMBINE DI : I – II – III elementare PRIMO LIVELLO ORE 18.00 - 19.15: bambine dai 9 ai 13 anni e oltre CORSO AVANZATO VENERDI’: ORE 16.00-18.00 CORSO AGONISMO
Op, op, 1, 2, 3, 4, FORZA!!! Sentite il richiamo del benessere? LUNEDI’ 16 SETTEMBRE 2019 Si ritorna tutti in palestra da Renata, naturalmente!!! Orario corso Lunedì h. 18.30- 19.30 Mercoledì h. 18.30- 19.30 Venerdì h. 18.30- 19.30 ATTIVITÀ: STEP, AEROBICA, TONIFICAZIONE E MOBILITÀ ARTICOLARE
ISTRUTTORI: PROF.SSE FAVA RENATA, BILIERO NICOLETTA E BELLO CHIARA Le due settimane di settembre saranno gratuite pe rtutte le atlete già iscritte e anche per coloro che volessero provare i corsi di ginnastica artistica. Sarà a discrezione degli istruttori cambiare di livello le atlete, in base alle abilità riscontrate all’inizio dei corsi o durante l’anno sportivo. LUNEDI’ 1 OTTOBRE 2019 ATTIVITA’ PSICOMOTORIA PER BAMBINI: DAI 03 AI 05 ANNI Giorni: LUNEDI’ E GIOVEDI’ Dalle ore: 16.00 ALLE 17.15 Su richiesta dei genitori, i bambini potranno essere prelevati dagli Istruttori dalle scuole dell’infanzia Collodi e Ca’ Matte e accompagnati in palestra. Per coloro che usufruiranno di tale servizio sarà necessario comunicarlo alla scuola per la delega. PRESSO LA PALESTRA: DANTE ALIGHIERI ISTRUTTORI: PROF.SSE BELLO CHIARA, BILIERO NICOLETTA E FAVA RENATA
Presso PALESTRA I.P.S.I.A - entrata: VIA TULLIO SERAFIN PER INFORMAZIONI TELEFONARE: 339 2566711 - RENATA Insegnante I.s.e.f. - MAIL: renatafava@libero.it
RISERVATO AI SOLI SOCI
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Sport
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Nasce Olimpia Salese, e punta ai fasti del passato
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La nuova società frutto della fusione dell’ “Unione Calcio Sala” e “Salese calcio”. Ha come presidente Giuseppe Paghino e allenatore Alessandro Perini
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’ partita l’avventura della neonata società Olimpia Salese nata dalla fusione della Salese calcio e dell’Unione Calcio Sala e che disputa il torneo di seconda categoria. L’obiettivo è riportare la Salese ai fasti del passato anche se ora si lavora su un programma di ricostruzione che richiede tanto lavoro e tempo. A guidare la formazione è il giovane allenatore Alessandro Perini che vanta due promozioni dalla terza alla seconda con Camponogarese e Perarolo ed è alla sua terza esperienza in categoria. Parte con una rosa completamente rinnovata e gli chiediamo cosa ne pensa. “Sono soddisfatto della rosa a disposizione grazie a due mesi intensi di trattative condotte in sintonia con il direttore sportivo Sandro Lazzarini. Con ogni giocatore sono stati fatti
vari colloqui perché oltre che l’aspetto tecnico a noi interessava anche l’aspetto umano. L’obiettivo era creare un gruppo dove tutti remano dalla stessa parte”. Obiettivi ? “La società ha richiesto i play off e, se devo essere sincero, la rosa può sicuramente ambire a questo traguardo ma bisogna lavorare duramente perché abbiamo rifatto la squadra da zero. Si tratta di una rosa di 23 ragazzi che non hanno mai giocato insieme e questo potrebbe essere un aspetto penalizzante almeno per il primissimo periodo. Sul campo non vincono i nomi ma la voglia. Mi auguro che i miei giocatori ne abbiano tanta per dimostrare il loro valore.” La società è ambiziosa? “Sì, ha preso in gestione dal Comune tutto lo stadio di Sala per 3 anni. Quindi c’è la voglia di fare un progetto
triennale per tentare il salto di categoria”. La rosa è composta dai portieri Marsano e Zanin, dai difensori: Sartori, Savio, Peruzzo, Niero, Zanon, Spiriticchio, Visentin, Milanesi e Rudello. Dai centrocampisti: Muser, Bottacin, Esposito, Michielon, Codato e Gerard. Dagli attaccanti: Del Bello, Bruseghin, Vidal, Beccegato, Mena Reses e Bove. Lo staff
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tecnico, oltre ad Alessandro Perini, comprende anche Stefano Ferian, Daniele De Rossi, Ivan Leoncini e Mirko Carraro. La società è composta dal presidente Giuseppe Paghino, dal segretario Sandro Lazzarini, dal segretario Diego Pastorin e dai consiglieri Stefano Muffatto, Paolo Montin, Cristian Celegon e Andrea Reato. Lino Perini
orso smart coach per l’anno in corso. Il presidente del Comitato Territoriale di Venezia della pallavolo, Giancarlo Vianello, organizza uno o due corsi che prevedono una lezione teorica nella sede Fipav di Mestre e due pratiche, con sedi ed orari da definire, per un totale di 12 ore. Al corso Smart Coach possono partecipare coloro che abbiano già compiuto il 18esimo anno di età alla data d’iscrizione e si ricorda che l’abilitazione di “Smart Coach” consente di svolgere l’attività tecnica ufficiale nell’ambito delle attività promozionali del Volley S3 (Volley S3, Spikeball e Campionato Under 12) e che consente un vincolo come Smart Coach per non più di tre società nella singola stagione. Non sarà l’unico corso organizzato dal comitato territoriale, è previsto anche uno per allenatori di 1° grado e 2 livello giovanile. (L.P.)
Tennis, Radic si aggiudica il Trofeo Città di Dolo
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ario Radic del Tennis Club Ca’ del Moro, si è aggiudicato per il secondo anno successivo il “Trofeo città di Dolo”. Radic si è imposto dopo un match appassionante e spettacolare contro Marco Rampazzo del Tennis club Green Garden. Il torneo, diretto dalla giudice arbitro Maria Teresa Zecchino, coadiuvata dal maestro Andrea Spolaore, ha visto la presenza di 63 partecipanti. Il torneo dolese, ex “Torneo di san Rocco, è in costante crescita ed ogni anno ospita le migliori racchette del Veneto, anche quest’anno è stato impreziosito dalla presenza di Mario Radic, 141 al mondo (best ranking Atp2002). Un’occasione per i molti soci e ospiti del circolo dolese di ammirare un tennis di pregiata fattura considerato il livello dei giocatori. Dopo aver perso il primo set 6-3 il giovane Rampazzo ha dimostrato tutto il suo talento e la sua determinazione pareggiando il conto nel secondo set. Nel terzo set si è imposta l’esperienza di Radic che ha concluso una bellissima partita con il punteggio di 6-3 3-6 6-0 Soddisfazione per gli organizzatori del tennis club Dolo che da poco hanno festeggiato i 40 anni di attività. “Il match arbitrato da Simone Zucchetti- spiegano - è stato impreziosito dai nostri ragazzini della “Scuola Sat” nelle veste di azzurri ball boy e ball girl che, istruiti dal maestro Andrea Spolaore. Hanno dato una luce in più ad un torneo che si dimostra ogni anno un evento importante per gli appassionati del nostro sport. Ringraziamo chi ha reso possibile la realizzazione con la presenza ed il lavoro costante sui campi e fuori e gli sponsor“. (L.P.)
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#Politica
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“Alloggi popolari, non si torna indietro” Gli effetti della nuova legge su anziani e pensionati preoccupano le opposizioni ma Zaia conferma la riforma scattata a inizio luglio. Quasi 6 mila inquilini dovranno liberare casa nel giro di due anni
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a tempo non si registrava un’estate così calda per gli inquilini delle case popolari in Veneto, e il meteo questa volta non c’entra. Nodo del contendere, che ha acceso forti polemiche tra i partiti e dato il via a ripetute manifestazioni, è la nuova legge voluta dalla giunta Zaia che dal 1° luglio scorso ha radicalmente modificato un panorama immobile da decenni introducendo, in particolare, contratti a termine e affitti parametrati al reddito e al patrimonio degli inquilini. Risultato, una profonda spaccatura con la maggioranza a sostenere la “lotta ai furbetti” e le opposizioni a denunciare la “macelleria sociale”. La verità, come quasi sempre accade, sta forse nel mezzo. Ma riuscire a riportare ordine nella gestione di un patrimonio di quasi 40 mila case pubbliche, in gran parte costruite decenni fa e abitate dagli attuali inquilini da quasi altrettanto tempo, non sarà facile. Cifre alla mano, dei 39.733 inquilini dell’Ater ben 5.823 hanno un Isee Erp superiore ai 20 mila euro. Che non
significa essere ricchi, sia ben chiaro, ma li costringerà a meno di cambiamenti nella legge a traslocare entro due anni. Qualcuno rientra a pieno titolo nella categoria dei truffatori. “La nuova legge ci ha consentito di fare chiarezza e di fotografare, per la prima volta, e in modo oggettivo, redditi e patrimoni mobiliari e immobiliari degli assegnatari – ricorda l’assessore alla Sanità e al sociale Manuela Lanzarin – individuando anche casi clamorosi, come quelli di chi con un milione di euro di risparmi paga 250 euro al mese di affitto per un alloggio di 100 metri quadrati o chi paga appena 10,87 euro al mese per un appartamento di 130 metri quadrati e ha accantonato depositi per 340 mila euro. Oppure come chi, pur disponendo di patrimoni immobiliari e immobiliare, non paga l’affitto da più di 4 mesi”. Per molti altri, però, il cambiamento rischia di essere una mazzata. “I dati aggiornati – denunciano i consiglieri regionali del Pd – hanno confermato il pesante impatto soprattutto
sugli anziani e i pensionati. Preoccupano in particolare gli oltre 6 mila over 75 che vivono soli e si trovano con un incremento di affitto insostenibile. È indubbio che le soglie Isee siano inadeguate, specialmente per chi ha messo da parte qualche risparmio. Ma la risposta ai 13 mila nuclei in attesa non può e non deve essere la revisione dei canoni, ma stanziamenti veri e pesanti, a partire dal bilancio di previsione 2020”. La Regione non sembra però disposta a fare retromarcia e ricorda anzi che le sette Ater del Veneto registrano a oggi 2.108 inquilini morosi, da cui attendono ancora affitti per 15 milioni di euro. Nessun passo indietro sui caposaldi, conferma il presidente Zaia, anche se con una apertura: “Ci possono essere casi sociali, persone anziane o con disabilità o famiglie in situazioni di criticità, di cui terremo certamente conto. Ma non cambieremo la legge 39, né siamo disponibili a chiudere un occhio verso i quasi 3 mila inquilini che non hanno
presentato la dichiarazione Isee. La funzione sociale della Regione non è quella di essere una società immobiliare e di lucrare sugli affitti, ma quella di garantire il diritto alla casa a chi non ce la fa ad accedere ai prezzi di mercato”. Su una cosa almeno, con un pizzico di buona volontà, la politica veneta potrebbe comunque trovarsi d’accordo. 40 mila alloggi possono sembrare tanti, ma
sono ben lontani dal rispondere alle esigenze delle fasce sociali più deboli specie considerando la lievitazione degli affitti sul libero mercato e la difficoltà di accendere un mutuo per tanti giovani. Aumentare ragionevolmente i canoni, e contemporaneamente tornare a investire sull’edilizia pubblica, sono due strade da percorrere insieme. Germana Urbani
Inquinamento dell’aria, a ottobre un piano condiviso La Pianura padana? Un catino dall’aria sempre più irrespirabile sia d’inverno sia d’estate. Il Veneto? Una delle regioni più in difficoltà, come dimostrano i dati di Legambiente: Venezia è la quarta città italiana per numero di “sforamenti” dei limiti giornalieri di ozono e polveri sottili (139), Padova è appena dietro con 130, Rovigo è arrivata a 121. Gli effetti sono ormai noti: ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422 mila le morti premature per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi peggio-
ri, con più di 60 mila decessi. nostro, ma di tutte le regioni del Bacino PaUn punto della situazione è arrivato nel dano. Negli ultimi anni abbiamo investito corso dell’ultima riunione del Comitato di 300 milioni di euro su questo fronte e conIndirizzo e Sorveglianza, presenti l’assesso- tinuiamo con provvedimenti e misure che re regionale all’ambiente incentivano la riduzione Gianpaolo Bottacin e i Ambiente Regione, delle emissioni”. rappresentanti dei CoLa riunione è stata ocProvince e Comuni casione muni capoluogo e delle per prendere atto capoluogo insieme Province. “I dati dimodel recente accordo tra i strano un trend in calo in vista dell’inverno Comuni capoluogo di per quanto concerne i provincia per affrontare principali inquinanti, mentre permane un i picchi di emissione di PM10, che per la valore di fondo non trascurabile – sotto- maggior parte sono derivanti dal riscaldalinea l’assessore – non è un problema solo mento domestico. Visto l’accordo dei Co-
muni, sono state coinvolte formalmente le Province per l’attivazione dei tavoli zonali che hanno il compito di sovrintendere all’applicazione e, eventualmente, all’estensione dell’accordo stesso in modo da rendere omogenei e, quindi, più efficaci i provvedimenti a tutela della qualità dell’aria in tutto il Veneto. I rappresentanti degli enti presenti si sono dati appuntamento a fine mese per mettere in atto gli impegni presi a partire dal mese di ottobre.
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Politica
Azzardo, rigida stretta o regalo alle lobby? La nuova legge regola distanze, orari, sanzioni e alza al massimo l’Irap. Ma non si applicherà alle sale gioco già esistenti per evitare i ricorsi degli esercenti
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na legge di riordino, che fa chiarezza e mette dei paletti, stabilendo distanze minime, orari di apertura, aumento di tassazione e sanzioni, al fine di contrastare la piaga della ludopatia. Insomma, “il miglior risultato possibile nell’attuale contesto legislativo nazionale, che nessun governo, né presente né passato, ha avuto il coraggio di riformare in un’ottica di dissuasione e di contrasto”. L’assessore regionale alla sanità e al sociale, Manuela Lanzarin, accoglie così il testo approvato a inizio settembre dal Consiglio regionale del Veneto con 31 voti favorevoli, 5 contrari e 7 astenuti, che fa sintesi di quattro diverse proposte depositate negli anni con l’obiettivo di porre un freno al dilagare di slot machine, videopoker e “macchinette” varie. In concreto, la strategia della Regione si articola in una serie di misure restrittive che dovranno essere omogenee su tutto il territorio: in particolare gli esercizi commerciali dovranno essere almeno a 400 metri di distanza dai luoghi sensibili, l’aliquota Irap sarà portata al massimo consentito (0,92 per cento), gli orari saranno fissati dalla Giunta regionale in fasce uguali su tutto il territorio e le sanzioni salgono fino a 6 mila euro per chi non rispetta le regole. “Agli strumenti di dissuasione
e di controllo – conclude l’assessore – continueranno ad affiancarsi quelli di prevenzione e cura: la Regione Veneto, per parte sua, integra con oltre 1,2 milioni di euro di risorse proprie i 4 milioni del fondo sanitario nazionale erogato con i Lea per finanziare l’attività di prevenzione, cura e recupero dei Servizi per le dipendenze”. Le nuove norme, decisamente restrittive, dovranno però tenere conto dei diritti acquisiti. Si applicheranno insomma ai nuovi locali ma non a quelli che già sono aperti: una scelta forse obbligata, anche per evitare contenziosi, ma che rischia di svuotare di efficacia il provvedimento. Questa perlomeno è la principale critica mossa alla nuova legge, seppur con sfumature diverse. “Il nostro giudizio sulla legge è complessivamente positivo – sottolinea Claudio Sinigaglia, correlatore della legge, spiegando l’astensione del Partito democratico – Ci sono tuttavia due punti critici, su cui il Consiglio regionale avrebbe dovuto mostrare più coraggio: intanto la disciplina dell’esistente, considerando che in Veneto e Trentino Alto Adige ci sono 5.075 tabaccherie ordinarie e 525 speciali, 146 negozi ippica, 428 punti, 506 punti giochi per le scommesse sportive e oltre tremila ricevitorie; e poi la norma finanziaria, visto che la
Regione non mette nulla di proprio ma utilizza solo risorse statali”. Molto più dura nella sua dichiarazione di voto finale Cristina Guarda (CpV), secondo cui “l’impianto originario della legge andava nel senso di tutelare le giovani generazioni rispetto al grave rischio rappresentato dalle ludopatie, ma la proposta normativa è stata svilita per la mancanza di coraggio di incidere sull’esistente e si è persa così una preziosa occasione”. Anche per i 5 Stelle, che avevano fatto della lotta all’azzardo uno dei loro cavalli di battaglia in Parlamento, “tutte le sale gioco già esistenti godranno di deroghe che renderanno, di fatto, senza alcun limite la loro attività. Inoltre – ha ricordato nel suo intervento Erika Baldin – per tutti i locali in cui vengono installate slot machine la legge voluta dalla maggioranza è troppo permissiva in fatto di orari, prevedendo solo 6 ore di spegnimento La maggioranza che governa la regione finge di voler contrastare la piaga del gioco d’azzardo, ma in realtà, di fatto, sembra voler garantire i lauti guadagni di chi lo gestisce”. M.P.
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Ogni anno ci giochiamo più di 100 miliardi
I dati: Veneto terza regione in Italia per dimensione del fenomeno B
asta entrare in un bar alle sette di mattina per trovare qualcuno già alle prese con le slot machine. E bastano due numeri per chiarire la gravità della situazione: secondo l’ultima stima, in Italia sarebbero 18 milioni le persone ad aver giocato d’azzardo almeno una volta all’anno, mentre un milione ha una dipendenza pari a quella delle droghe. Fra i ragazzi con 14-17 anni, i giocatori saltuari sarebbero 700 mila e 70 mila quelli già affetti da ludopatia. Il costo del fenomeno – in termini sociali ed economici – è molto più alto degli 8-10 miliardi che lo Stato ricava dal gioco a fronte di una raccolta di oltre 100 miliardi. Il Veneto è la terza regione in Italia per quantità di denaro giocata alle cosiddette “macchinette” (AWP) e alle videolottery. Nel 2017 il volume delle giocate complessive nel territorio regionale ha superato i 6,1 miliardi di euro, di cui tre quarti alle new slot, con una spesa pro capite (compresi neonati e centenari) di 1.244 euro. Si stima che i giocatori d’azzardo con un rischio moderato siano almeno 70 mila, quelli già considerati “problematici” 32.500 (cioè quasi l’un per cento della popolazione tra i 15 e i 64 anni) e che quelli patologici, che cioè si rivolgono ai Servizi pubblici per le dipendenze, siano tra i 3.200 e i 3.700. Una rilevazione recente, che ha interessato tutti i Dipartimenti per le dipendenze del Veneto, mostra che nel 2015 sono stati visti 1.761 giocatori d’azzardo, ovvero circa il 50% dell’utenza stimata. Questa estate il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Alessio Villarosa, aveva annunciato due iniziative: una circolare con indicazioni operative sul divieto di pubblicità e l’avvio di un iter per il riordino del settore, che era già previsto per fine 2018 dal Decreto dignità. Poi la crisi politica ha bloccato ogni intervento, e nel patto di governo tra 5 Stelle e Pd del tema non si trova più traccia. Chissà che non riemerga in un futuro non troppo lontano.
“Droga, serve un deciso cambio di passo” 80 morti per overdose nei primi sei mesi dell’anno. Altrettante morti sospette o legate all’assunzione di sostanze non ben identificate. L’eroina, che pareva relegata nel limbo dei (tristi) ricordi, è tornata sulle strade e le piazze dello spaccio: costa pochissimo, anche una manciata di euro a dose, e miete le sue vittime tra una nuova generazione di giovani tossicodipendenti che negli anni Ottanta, quando il consumo era all’apice, dovevano ancora nascere. Forse anche per questo i decessi per overdose di eroina sono ormai più della metà del totale delle morti per droga in Italia. Un’emergenza che sta toccando in maniera sempre più evidente anche il Veneto, regio-
ne che con 26 vittime per overdose detiene indispensabile rafforzare in modo massiccio il primato nazionale, e che chiede un deciso gli investimenti e gli interventi strutturali di cambio di passo nelle politiche sanitarie. Ne è prevenzione”. convinto il vice presidente Su 130 mila casi in Italia del Consiglio regionale ed La mozione Bruno seguiti dai Servizi regionali esponente del Partito dele Dipendenze, ben 20 Pigozzo (Pd) chiede per mocratico Bruno Pigozzo, mila sono di competenza più soldi per primo firmatario di una delle Ulss venete. Un quarmozione sul tema che into dei pazienti ha meno di la prevenzione. vita la Regione a “prendere trent’anni, e sono in forte In Veneto è record incremento i minorenni. atto che è indispensabile un cambiamento di rotta di morti per overdose “Nel bilancio regionale nelle politiche di contra25 milioni sono destinati ai sto alle tossicodipendenze. Non è sufficien- centri di recupero, vale a dire alla cura. Ma te puntare sulla cura delle persone: è invece sulla prevenzione c’è davvero poco. I nume-
ri ci devono invece spingere a riprendere in mano un modello che purtroppo negli anni è stato dismesso, puntando su educatori di strada e centri di ascolto. Da troppo tempo non vengono compiute azioni sufficientemente efficaci nei luoghi e negli ambienti frequentati dai nostri ragazzi: con la nostra mozione vogliamo chiedere alla Giunta un impegno chiaro per un cambio di rotta che non è più rinviabile”.
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Statistiche
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Il lavoro c’è, ma è cambiato. In peggio Dal report della Regione la fotografia di un recupero importante sul piano dei numeri. Mancano però qualità e sicurezze, e i giovani sono le prime vittime di dieci anni di crisi
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isti i tempi che corrono, è meglio festeggiare per il bicchiere mezzo pieno invece di lamentarsi per quel che manca a sfiorare l’orlo. E tuttavia la buona notizia regalataci nei giorni scorsi da Statistiche Flash, lo studio monografico mensile dell’Ufficio statistica della Regione Veneto, non basta a cancellare i motivi di preoccupazione. Detto in sintesi: la grande crisi scoppiata nel 2008 è ormai alle nostre spalle, ma ci lascia in eredità un Veneto più fragile dal punto di vista del mercato del lavoro. E con questa nuova dimensione saremo costretto, volenti o nolenti, a fare i conti a lungo. L’aspetto positivo è che il lavoro c’è, quanto e forse persino più di dieci anni fa. Nel 2018 il tasso di occupazione in Veneto è stato del 66,6%, in crescita rispetto ai due anni precedenti e in leggero aumento persino rispetto al 2008, quando toccava quota 66,4%. Il tasso di disoccupazione è ancora lontano da quel 3,4% raggiunto
prima della crisi, ma è comunque sceso al 6,4%, un dato ben diverso dalle statistiche nazionali. Terzo dato incoraggiante, è quello che riguarda le donne, il cui tasso di occupazione è addirittura aumentato negli ultimi anni salendo al 58,2% rispetto al 55,7% del 2008. Mancano solo cinque punti percentuali e il Veneto sarebbe in perfetta media europea, nonostante la maternità e la cura della famiglia rimangano un ostacolo in mancanza di servizi adeguati: si pensi che la percentuale delle donne occupate passa dal 92% delle singles al 77 per cento delle donne in coppia senza figli, per scendere fino al 65% delle madri. Dietro le cifre del recupero occupazionale si nascondono però profondi cambiamenti, che attraversano l’intero mondo del lavoro e che dovrebbero spingere tutti a una riflessione profonda. Due sono gli aspetti più significativi: l’innalzamento dell’età media e la precarizzazione dei contratti. Il primo si spiega solo in parte con
l’invecchiamento generale di una società che fa sempre meno figli. In realtà, gli effetti della crisi economica sono stati sofferti soprattutto dai lavoratori più giovani e con meno tutele, con un tasso di disoccupazione tra i 15-24enni arrivato nel 2014 addirittura al 27,6% e ancora oggi superiore al 20%. E questo proprio mentre le riforme delle pensioni hanno quasi raddoppiato il tasso di occupazione nella fascia tra i 55 e i 64 anni, in cui oggi lavora più di un veneto su due. C’è poi il “caso stranieri”: a distanza di 10 anni non hanno superato gli effetti della recessione e il loro tasso di occupazione (62,2%) è di 5 punti inferiore a quello degli italiani, mentre fino al 2008 lo superava in particolare tra gli uomini. Quanto alla precarietà dei contratti di lavoro, la differenza con un passato lontano solo pochi anni è eclatante: oggi quasi un contratto su cinque è a tempo determinato, nonostante paletti e
rigidità introdotti dal governo per evitare abusi. Il 16,5% delle donne e il 4,3% degli uomini ha poi un contratto a part-time “involontario”, frutto cioè non di una scelta personale ma imposto dall’azienda. E come non bastasse, più di un lavoratore su cinque si accontenta di un impiego che necessiterebbe di minori competenze e titoli di studio inferiori a quelli conseguiti: un evidente spreco di competenze ma anche il frutto di scelte universitarie che non hanno tenuto conto delle reali necessità del mondo produttivo. L’alternativa? Quella che più sta conoscendo successo
ha un nome antico: emigrazione. I dati ci ricordano che sono 128 mila gli italiani che hanno scelto di emigrare nel 2018 alla ricerca di condizioni di lavoro migliori. La prima regione in questa speciale classifica è la Lombardia, la seconda l’Emilia Romagna, la terza il Veneto. Come dire, i giovani fuggono dal cuore produttivo dell’Italia, dove il lavoro c’è. Ma un posto qualsiasi e uno stipendio che spesso non raggiunge i mille euro a molti non bastano più. E se perde i suoi giovani migliori, per il “Nordest del miracolo” il tramonM.P. to è già dietro l’angolo.
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Transiberiana, senza paura
hissà se è più coraggio o incoscienza… La Transiberiana - sogno di ogni viaggiatore - percorsa in solitaria a 71 anni e in sella a una moto del 1983. Luciano Fasolo, inossidabile motociclista di Rovolon, ogni volta che parte alza l’asticella della sfida. Ora che la pensione gli permette di non avere più limiti temporali apre l’Atlante a caso e va. Alle elementari tutti lo facevamo con la mente, lui invece non si accontenta di sognare: mette in moto la sua Guzzi SP 1000 e parte. La Padova - Vladivostok resterà una pagina memorabile per il modo con cui Fasolo l’ha realizzata, gettando il cuore oltre l’ostacolo e mettendo ali ai sogni. Ha percorso 14.000 chilometri
di Renato Malaman
in 33 giorni, attraversando le pianure senza fine della Russia orientale, dove la foresta e la taiga la fanno da padrone e l’uomo diventa piccolo - piccolo, contando come punto di riferimento solo sulla strada. Che là è un rettilineo infinito, spesso infido, ma che porta sempre verso qualche avamposto di presenza umana. Quando va bene si tratta di una città, alla meno peggio di un’area di servizio o di un motel sgangherato con bagno all’aperto. Bisogna fidarsi ciecamente della strada quando si oltrepassano gli Urali e si punta verso l’infinito… Bisogna avere buone mappe e un cuore d’acciaio, perché ogni certezza da quelle parti diventa labile. continua alla pag. seguente
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Transiberiana, senza paura Luciano Fasolo, biker settantunenne di Rovolon, ha percorso la Padova Vladivostok in solitaria in sella alla sua Moto Guzzi del 1983, sciroppandosi 14.000 km in 33 giorni e toccando pure la Mongolia di Renato Malaman segue d alla pag. pr ec ed ente
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asolo è partito con un bel pacchetto di visti, qualche soldo, molti ricambi per la sua gloriosa moto e una dose esagerata di spirito intrepido. La sua tenuta psicologica è stata messa a dura prova più volte, in particolare quando gli è stato rubato il telefono cellulare e di colpo si è trovato isolato dal mondo, privo di riferimenti e di tutto il materiale fotografico e video che fin lì aveva accumulato. Il biker euganeo non si è perso d’animo: ha preso un altro telefono nella città più vicina e tramite la rete ha recuperato quasi tutto (foto, contatti e quant’altro), continuando quindi nella sua impresa. Il suo spirito intrepido gli ha aperto tante porte, comprese quelle di molte case, perché ovunque ha trovato un’accoglienza sorprendente da parte delle popolazioni locali. “Dove c’è più povertà – ha avuto modo di dire – c’è più cuore e più generosità. Un’accoglienza calorosa e sincera che moralmente mi ha sostenuto molto”. La spedizione - che era l’ennesima dopo la Coast to Coast negli Stati Uniti, l’avventura a Capo Nord e il raid nel Sahara marocchino - è di quelle che stuzzicano l’immaginario collettivo, perché dopo Mosca (già di per sé una meta impegnativa, da Fasolo peraltro già raggiunta nel 1992) tutti sono portati a pensare che solo il leggendario treno della Transiberiana o i camion di Overland possano permettersi di andare oltre. Invece l’impresa di Fasolo – e quelle di altri viaggiatori romantici come lui - hanno dimostrato che la voglia di andare non ha limiti. Dopo Mosca Fasolo ha fatto tappa a Kazan, la città dei Tartari famosa per la Madonna di Kazan, la preziosa icona restituita da Papa Giovanni Paolo II alla Chiesa russa. Poi a Ekaterinenburg, tristemente famosa per l’eccidio della famiglia degli Zar deciso da Lenin dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, a Omsk, a Novosibirsk. Città vecchie
NELL’IMMAGINE DI COPERTINA L’ARRIVO DI LUCIANO FASOLO A VLADIVOSTOK, CITTÀ AFFACCIATA SUL MAR DEL GIAPPONE E CAPOLINEA DELLA TRANSIBERIANA. IN QUESTA PAGINA ALTRE IMMAGINI SCATTATE DURANTE IL LUNGHISSIMO RAID MOTOCICILISTICO LUNGO LE ROTTE DELLA RUSSIA ORIENTALE E DAVANTI A UN TEMPIO BUDDISTA A ULAN BATOR, CAPITALE DELLA MONGOLIA.
e nuove, che ricordano la Russia imperiale barovsk e, infine, l’agognata Vladivostok, e anche quella socialista. Quindi Irkutsk, simbolo di un sogno che si è realizzato. A la capitale siberiana, dopo aver attraversa- dispetto anche di chi voleva dissuaderlo a to una regione montuosa caratterizzata da compiere questo viaggio. Luciano Fasolo - prima di ripartire da Vlastrade martoriate dalle buche. Irkutsk si specchia sul Lago Bajkal dove il centauro divostok in aereo, spedendo la moto in Italia padovano ha tirato un po’ il fiato conce- via nave - è rimasto a lungo a scrutare l’orizdendosi qualche sosta in più per carpire la zonte del Mar del Giappone. Avrebbe voluto raggiungere anche Tokyo, via Corea del bellezza del paesaggio siberiano. Quindi la sortita in Mongolia, audace e Sud, ma quell’appendice rimane un appunto suggestiva, piena di incognite. Non è da per un altro viaggio. Perché il biker eugatutti raggiungere Ulan Bator con i mezzi neo ha tutt’altro che voglia di appendere la propri. Mongolia selvaggia e ancora legatis- tuta al chiodo. Le sue spedizioni rientrano sima alle proprie tradizioni ancestrali, dove nel progetto “In moto per la vita” e hanno non è raro imbattersi in villaggi di yurte, le come scopo quello di raccogliere fondi per la Fondazione Salus caratteristiche tenLe popolazioni locali spesso Pueri di Pediatria. In de circolari. Quinsostanza - attraverso di l’ultima parte del gli hanno aperto le proprie case l’organizzazione di viaggio, quella in cui con grande generosità cene per illustrare la meta più che avviIl motociclista ha già all’attivo le sue imprese - Facinarsi si allontana, perché i chilometri la New York - San Francisco, Capo Nord solo ha già raccolto da percorrere sono e il Sahara marocchino. Le spedizioni 25.000 euro, destinati alla realizzazione ancora migliaia e gli sostengono un progetto per Pediatria della sala riservata ai insediamenti umani sempre più radi. Di notte persino i camion genitori dei baby pazienti ricoverati nel si fermano, perché la strada si fa insidiosa. reparto di Terapia Intensiva Neonatale delFasolo a un certo punto ha dovuto modifi- la Pediatria di Padova. Stanza che è già care il cambio della moto e costruirsi una stata inaugurata. Coronando un altro nobisoletta per neutralizzare i dolori al piede si- le sogno di Luciano, il biker euganeo dalla nistro causatigli dalle troppe ore passate in tempra d’acciaio ma con l’anima lieve di un sella. Ulan Ude, Cita, Blagovescensk, Kha- viaggiatore romantico. D’altri tempi.
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Food & Drink ARQUÀ PETRARCA, FESTA DELLE GIUGGIOLE Le prime due domeniche di ottobre si visita uno dei borghi più belli d’Italia e si gusta il frutto che Omero nell’Odissea chiamava con il nome di Loto Lo splendido borgo padovano sui colli euganei ospiterà il 6 e il 13 ottobre l’ormai famosissima festa delle giuggiole. Si tratta del frutto tipico di Arquà Petrarca celebrato in molte forme lungo tutto il saliscendi che caratterizza il paese, con eventi che attirano centinaia di turisti da tutta Italia. Chi partecipa si immerge in un’atmosfera medievale unica, amatissima dal Petrarca. Assapora le deliziose giuggiole e lo street food, e si gode spettacoli musicali medievali, mostred’arte e artigianato, bancarelle e molte altre attività. Il giuggiolo è una pianta da frutto ornamentale alta tra i 5 e 12 metri e produce piccoli frutti che maturano da settembre a ottobre. Sono simili a delle olive, di colore scarlatto, dal sapore dolce e in molti ritengono che siano i frutti dolcissimi che Omero, nell’Odissea, chiamava i frutti del Loto. Le giuggiole, ricche di vitamina C, fanno molto bene alla salute e, in particolare, la giuggiola di Arquà Petrarca è inserita nell’elenco Nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Il terre-
no calcareo dei Colli Euganei, e il particolare microclima dei versanti collinari del Monte Ventolone e del Monte Castello, sono le caratteristiche ambientali essenziali che hanno favorito lo sviluppo della pianta in queste zone. Anche se molto rare e difficili da trovare nel resto d’Italia, nelle tavole dei Colli Euganei sono sempre state presenti: utilizzate fresche o secche, in decotto come rimedio invernale contro le malattie dell’apparato respiratorio e lavorate per preparare distillati, liquo-
CARNIA, FARINE E BIRRE ARTIGIANALI ri, marmellate, confetture, tisane, gelatine e zaèti che ad Arquà Petrarca si presentano come prodotti unici e ricercatissimi. Famosissimo anche il liquore a base di giuggiole, chiamato “brodo di giuggiole”, ci-
tato già neiricettari del ‘400 con il nome di sciroppo di giuggiole. Sempre nei ricettari dell’epoca, si menzionavano gli effetti lassativi delle giuggiole e quindi erano da consumarsi con parsimonia.
Tisana di Giuggiole
Cosa c’è di meglio se non una tisana per alleviare il freddo dell’inverno? Un’antica ricetta insegna l’arte di preprare la tisana di giuggiole, che sin dall’antichità era usata per alleviare tosse e raffreddore. Ingredienti 1/2 litro d’acqua 200 gr di giuggiole mature 1 cucchiaio di Propoli dei Colli Euganei Una volta tolto il nocciola alla giuggiole, tagliatele a pezzi fate bollire per 5 minuti circa in una teiera o un bollitore. Una volta spento il fuoco, aggiungete un cucchiaio di propoli e lasciate riposare per 10 minuti. Poi filtrate il tutto e versatelo nelle tazze. E se proprio desiderate farvi una coccola, aggiungete del miele dei Colli Euganei che le api hanno forse prodotto proprio con i fiori dell’albero di giuggiole... Chissà?!
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Sutrio, incantevole borgo carnico nell’alta Valle di But, domenica 6 ottobre, ospitrà una grande festa dedicata a un mondo agricolo autentico e genuino, che riscopre e valorizza vecchi cereali dai sapori dimenticati. In prima fila nella valorizzazione di questi prodotti c’è Farine di Flor, mulini, farine e delizie della Carnia che animeranno l’intera giornata. Al centro della festa, che animerà per l’intera giornata questo incantevole borgo carnico dell’Alta Valle del But, ci saranno le molteplici varietà di farina e i loro molti e vari impieghi in campo gastronomico, dalla polenta alle minestre, dal pane ai biscotti, dalla polenta alla pastafrolla. Nelle caratteristiche vie, nelle piazzette e nelle corti del centro storico saranno 6 le aree dove i visitatori potranno sostare per scoprire prodotti e degustare piatti rustici e genuini abbinati alle pregiate birre di 6 birrerie artigianali del Friuli Venezia Giulia. Tra i particolarissimi sapori da provare ci saranno, tra gli altri, il Pan di Sorc accompagnato dalla Vahrackara, entrambi presidi Slow Food della regione, il pane di segale con il pastorut di Sutrio (formaggio erborinato a pasta molle, in cui dolce e piccante convivono armoniosamente), piatti della tradizione come il Suf di Zucca e la Meste (gnocco al cucchiaio fatto con latte e una miscela di farine di grano tenero, mais e segale condito con burro fuso, ricotta affumicata e salame) e un’ampia varietà di dolci tipici. In ciascuna tappa, che porterà il nome di un mulino ancora attivo (o comunque visitabile), saranno anche esposte le farine, gli oggetti di lavoro, gli attrezzi da cucina e si potranno apprendere le lavorazioni di un tempo e quelle di oggi, e i migliori utilizzi per ogni tipologia di prodotto. Farine di Flor può essere lo spunto per trascorrere un piacevole week end in Carnia, alloggiando nelle accoglienti stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) dell’Albergo diffuso Sutrio Zoncolan ricavate dalla ristrutturazione di antiche case di Sutrio (www.albergodiffuso.org).
Appuntamenti
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Treviso, Venezia , Mestre: Festival chitarristico “Due città”
Verona, Alessandro Quarta in Arena Il 24 settembre
Il 20-21-28 settembre e 5 ottobre
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’edizione 2019 del Festival Chitarristico Internazionale “Delle Due Città” candida Treviso e Venezia Mestre ad essere capitali europee della chitarra e terra di incontro, di arti e culture diverse. Tema del Festival sarà “New Classical World”, termine coniato da Andrea Vettoretti, direttore artistico della manifestazione, per descrivere un nuovo modo di vivere l’esperienza chitarristica. Lo spettatore sarà portato in un viaggio emozionale in spettacoli di flamenco nuovo, tango, musica classica, musica e danza armene, ritmi brasiliani ed argentini, musica spagnola nelle loro diverse espressioni popolari e colte in un incontro, dove tristezza, allegria, profondità dei sentimenti e bellezza saranno la sola chiave per la piena espressione di tutti i concertisti.
Venerdì 20 Settembre, “Opera e Danze”, concerto, che rievoca le emozioni delle grandi opere e delle danze più espressive; sul palco, Rieko Okuma, flautista giapponese; Lapo Vannucci, chitarrista fiorentino; Luca Torrigiani, pianista. Seconda parte della serata dedicata alla musica iberica (“Spagna!”) del visionario impressionismo di Joaquin Rodrigo in un concerto monografico,
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interpretato dal chitarrista, Pier Luigi Corona. Sabato 21 Settembre, “Tango” con l’argentino Orlando Di Bello, al bandoneón e Carles Pons alla chitarra in un repertorio interamente dedicato alla tradizione musicale: arrabaleros, milongas, nuevo tango. Venerdì 27 Settembre (Auditorium Centro Candiani), “La Spagna di Federico Garcia Lorca”, flamenco nuovo con i “Mediterranea” in uno spettacolo con cante, baile, chitarra, flauto, cajon, che accompagneranno lo spettatore in un viaggio sentimentale alla scoperta di creazioni mitiche, come quelle del “gitano” e del “torero”, fuoriuscite dalla penna del poeta più sensibile. Sabato 28 Settembre (Auditorium Candiani), “Real...mente Napoli”, con il Real Duo (chitarra e mandolino) ed il cantante, Tommaso Chimenti; concerto di brani selezionati dal grande repertorio della “canzone classica napoletana”, canzone d’arte ed ancora oggi riferimento culturale nel mondo. Sabato 5 Ottobre (Teatro Momo), “Tango!” con il Se.Go.Vi.O. Quartet (chitarra, flauto, fisarmonica, clarinetto), il cui repertorio pone l’accento sulle possibilita` espressive di ogni strumento per dare vita alle graffianti sonorita` tipiche del Sud America.
lessandro Quarta, dopo un tour estivo con Il Volo, presenterà il suo live in Arena di Verona il 24 settembre. Nel live anche i suoi brani “Libertango” e “Fracanapa”, estratti dall’ultimo album “Alessandro Quarta Plays Astor Piazzolla”. Insieme a lui sul palco anche il pianista Giuseppe Magagnino. Violinista, polistrumentista e compositore salentino, acclamato dalla CNN nel 2013 come “Musical Genius” e premiato nel 2018 a Montecitorio come “Miglior Eccellenza Italiana nel Mondo” per la Musica, Alessandro Quarta, classe 1976, ha partecipato a scritture di musica inedita per film della Walt Disney e RaiCinema. È attualmente impegnato nella scrittura delle musiche per 4 film internazionali tra cui un film del regista Premio Oscar Anthony Lamolinara (“Spiderman 2”).
Treviso- Codogné, la mela cotogna Il 13 ottobre
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l 13 ottobre 2019 a Codognè si svolge la 19^ Festa della Mela Cotogna con la Fiera delle Piccole Produzioni Locali Venete. Sarà una domenica Tra Natura e Agricoltura in cui il centro cittadino ospiterà la mostra mercato dedicata alla mela cotogna e ai prodotti della tradizione veneta, con possibilità di degustazione. Saranno presenti più di centocinquanta espositori. La giornata sarà allietata da laboratori creativi, concertini, mostra dei veci mestieri, giostre, esposizione di animali da cortile di una volta, cooking show sulla mela cotogna. La festa è nel lungo programma di Delizie d’Autunno, il calendario di eventi e sagre nella Marca Trevigiana.
Ottobre rodigino
Adria, gara sportiva MTB
Dal 19 al 22 ottobre
Il 13 ottobre
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i svolgerà dal 19 al 22 Ottobre il consueto e annuale appuntamento con la tradizionale fiera che si inserisce nel programma dell’Ottobre Rodigino.Durante il mese tantissimi eventi di cultura e intrattenimento si susseguono in città. La fiera, alla sua 537^ edizione, vedrà in campo circa 300 bancarelle che animeranno la città con le più svariate mercanzie. Tanti colori e sapori per una 4 giorni dal fascino irresistibile.
l 13 ottobre si svolgerà la su e zo per i fossi MTB race, la gran fondo d.o.c. del Polesine, è un modo nuovo per conoscere e valorizzare il territorio. Si tratta di una gara alla portata di tutti in un contesto naturalistico d’eccezione come quello dell’oasi Panarella. Una festa dello sport per i bikers, ma anche una festa dei sapori per palati raffinati. Arrivata ormai alla sua sedicesima edizione, non manca mai di emozionare e incantare con i suoi paesaggi nella golena del Po e con il suo contorno caratteristico di campagne e argini.
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eccellenza della sanità veneta è a rischio. Non per la mancanza di risorse economiche, ma perché non si trovano più medici per garantire i servizi. Sembra un paradosso, e invece è un problema che aumenta anno dopo anno senza che lo Stato sia fin qui riuscito a offrire soluzioni convincenti. Gli ultimi conti parlano di 1.300 posti vuoti in Veneto, di cui quasi 200 nelle unità operative di medicina e geriatria, con le Ulss costrette a ricorrere a cooperative o a richiamare in servizio i pensionati pur di non chiudere interi reparti e perfino i Pronto soccorso. Per questi ultimi, sono già stati pubblicati dall’Azienda Zero ben tre bandi di concorso, ma per 192 posti vi sono soltanto 22 specialisti e 24 specializzandi all’ultimo anno in graduatoria. Una situazione insostenibile, al punto che a inizio agosto la Regione ha deciso di “mettersi in proprio”, anche se nei limiti consentiti dalla legge, e gli ultimi due mesi sono stati un susseguirsi di proposte e incontri per dare spazio in corsia ai giovani medici non ancora specializzati.
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Una App per vivere al meglio la gioia della maternità
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uando nasce un bambino, nascono una mamma e un papà”. Parole sacrosante, quelle con cui il Direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta, ha presentato la nuova iniziativa lanciata nelle scorse settimane: una App per Android e Apple che vuole accompagnare nei mesi di gravidanza e nei primi due anni di vita del bambino chi è alle prese con un’esperienza che cambia, per sempre, la vita. Ogni anno a Padova e provincia sono più di 7 mila le donne che rimangono incinta, con una età media alla prima gravidanza di 32,4 anni. Se si aggiungono quelle che hanno partorito negli ultimi due anni e i loro figli, ecco un bacino potenziale di circa 35 mila persone a cui la App intende fornire in maniera rapida e sempre a portata di mano tutte le informazioni utili, mini in un momento della vita così delicato e ricco di emozioni, specifiche e certificate. che necessita di un “accompagnamento” adeguato e autoreDietro “Sei Mamma Euganea” (questo il nome della App) c’è vole”. il lavoro durato un anno di una squadra di ginecologi, ostetriDotata di agenda, la App permette di visualizzare le prestache, psicologi, pediatri neonatologi, informatici e addetti alla zioni, gli esami, i test consigliati nella gravidanza fisiologica e comunicazione che hanno messo a punto una sorta di “vade- durante il puerperio, dà la possibilità di aggiungere calendari mecum” perfettamente calato sul territorio e dialogante con personalizzati e personalizzabili in base al profilo che si desidel’ospedale, una mappa agevole e pluridira (mamma e/o bambino), propone l’elenUlss 6 Euganea mensionale, molto più di un diario interatco degli operatori che guideranno i futuri tivo o di una parziale raccolta di indicazioni Presentato un nuovo genitori nel percorso di gravidanza (ostetricome ne esistevano già. che, ginecologi, psicologi) con riferimento servizio rivolto alle Realizzata con la collaborazione della anche alla possibilità di conoscere l’iter migliaia di donne in per la gestione della gravidanza cosiddetta software house Uqido di Padova, “Sei Mamma Euganea” si prefigge di seguire gravidanza o diventate “Bro”, ovvero a Basso rischio ostetrico. le mamme, prima col pancino e dopo col “È un modo bellissimo per sentirsi cocmamme negli ultimi pancione, settimana dopo settimana, indicolati – commenta Suena al nono mese due anni. Tante cando gli esami medici consigliati, dove e di gravidanza, il parto atteso per il 29 setinformazioni utili quando farli, quali gli specialisti presenti tembre – in una rete che è grandissima”. E tra città e provincia, dove si trovano, come Maddalena, mamma di Pietro di tre mesi, sempre a portata raggiungerli. E molto altro ancora. Tra le conferma: “È uno strumento estremamendi mano. novità, le donne potranno anche votare le te utile per ricevere informazioni sul puerprestazioni ricevute assegnando da 1 a 5 stelle: ne scaturirà perio, una volta usciti dalla sala parto”. una sorta di “Tripadvisor della Maternità”. L’App, intuitiva e flessibile, verrà via via arricchita di sezioni, “Il nostro progetto – commenta Domenico Scibetta – mira a nuovi contenuti ed esperienze. Intanto alle mamme chiede già sostenere mamme, bimbi e papà con un approccio scientifico, come stanno: non c’è benessere fisico, infatti, senza benessere autorevole, accurato, di prossimità, e gratuito per gli assistiti. psicologico,e intercettare precocemente i fattori di rischio deUn servizio di supporto, aiuto, affiancamento alla genitorialità, pressione è il modo migliore per evitare che si trasformino in pensato come una sorta di bussola per orientare donne e uo- macigni troppo pesanti poi da rimuovere.
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Sanità veneta
Mancano i medici, via ai contratti regionali
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on due delibere è stato dato il via libera all’assunzione con contratti autonomi di 500 giovani medici, laureati e abilitati, ma non ancora in possesso della specializzazione, che frequenteranno un corso di formazione pratico e teorico, al termine del quale, con il tutoraggio di colleghi strutturati, 320 verranno introdotti al lavoro nell’area del Pronto Soccorso Negli ospedali veneti e 180 in quella della Medicina servirebbero 1.300 Internistica (Medicina Generale e Geriatria). Un’operazione dal specialisti ma i concorsi costo annuo di circa 25 milioni, la vanno deserti. La Regione quasi totalità legati agli stipendi assume 500 neo laureati dei nuovi assunti. “Oggi la richiesta di cure è e chiama a un tavolo sempre più di qualità – sottolinea comune Università il presidente del Veneto Luca e Ordine per individuare Zaia – e sempre più in aumento. le possibili soluzioni Abbiamo medici che fanno un lavoro eccezionale ma è pur vero che solo con più professionisti possiamo dare più risposte. L’organico dei medici nella nostra Regione è diminuito di 250 unità su 11.000 in questi ultimi anni: non è la Regione che non assume, ma si tratta della conseguenza di una errata programmazione degli accessi alle facoltà di medicina e della carenza di borse di studio di specialità. E soprattutto, c’è il problema che in Italia la laurea non apre le porte della professione come negli altri paesi. I nostri laureati entrano nel mercato del lavoro cinque anni dopo i loro colleghi europei”. E forse anche per questo, oltre che per gli stipendi allettanti, i medici neolaureati italiani sono tra le figure più richieste all’estero. Fatte le delibere, a settembre sono iniziati anche i tavoli di lavoro tra la Regione Veneto, le Scuole di Medicina delle Università di Padova e Verona e gli Ordini dei Medici per definire modalità e numeri precisi per l’inserimento negli ospedali dove c’è carenza di specialisti dei giovani medici specializzandi, a partire da quelli che sono al quarto e quinto anno. Nell’incontro si è anche deciso di stendere un accordo per l’assunzione degli specializzandi del quarto e quinto anno che sono in graduatoria e si è convenuto sull’opportunità di allargare il numero degli ospedali veneti accreditati per essere sede di formazione universitaria. “Lavoriamo su due fronti – sottolinea l’assessore regionale Manuela Lanzarin – uno nell’immediato e uno di prospettiva programmatoria. Mentre definiamo con le Università e i Medici tutti i contenuti dell’operazione, la Regione prosegue con l’applicazione delle decisioni in materia di assunzione di medici laureati e abilitati, ma non specializzati. Il 15 settembre è partita la prima chiamata per la specialità di medicina d’urgenza. Vedremo quale sarà l’adesione, e porteremo questo riscontro al Tavolo con le Università”. Oltre ai Pronto Soccorso e alla medicina interna e geriatria, altri settori sono in difficoltà: si stima manchino 80 professionisti in pediatria; 70 in ostetricia e ginecologia; 253 in anestesia e rianimazione. Una sfida difficile, ma “arrendersi non è nel nostro dna – conclude Zaia – Si tratta di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, che sono un obbligo costituzionale al quale non intendiamo sottrarci”.
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Oncologia, un fiore all’occhiello per Chioggia Inaugurato il nuovo reparto, prosegue l’impegno della Regione per ammodernare l’ospedale. Presto interventi per altri 8 milioni di euro
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00 mila euro per il nuovo reparto di Oncologia, un fiore all’occhiello che rappresenta un’ulteriore, importante tappa nel processo di ammodernamento dell’Ospedale di Chioggia, che ha già visto in questi anni arrivare investimenti per oltre 19 milioni di euro e ne attende per ulteriori 8 milioni nei prossimi anni. Inaugurato dall’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin con il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben oltre a numerose autorità locali e sindaci dell’area, il reparto di Oncologia è situato al quarto piano del blocco nord dell’Ospedale. Comprende un’area di 427 metri quadrati (per un totale, per l’intero quarto piano ristrutturato, con nuovi sei posti letto, di 647 metri quadrati) che si sviluppa in un triplo corpo di fabbrica: nello specifico consta di due serie di locali che sono prospicienti verso un corridoio centrale, dove si articola l’attività. Il reparto è
suddiviso in spazi accoglienti e confortevoli – grazie anche ai nuovi arredi – sia per i pazienti che vi si recano per i trattamenti sanitari, sia per i familiari che li accompagnano. Ad accogliere i pazienti oncologici c’è una apposita segreteria che si apre su un’ampia e confortevole sala di attesa. Il day hospital è organizzato in un’ampia sala con vista laguna di 65 metri quadrati, in cui trovano spazio le dieci poltrone per le terapie. Qui i pazienti hanno la possibilità, durante il tempo di permanenza, di poter usufruire del servizio Tv. Pur essendo una stanza progettata perché i pazienti possano condividere il momento della terapia, che può essere per alcuni anche moralmente terapeutico, c’è la possibilità di garantire attraverso appositi pannelli anche momenti di totale privacy. Accanto alla sala delle terapie, c’è una stanza con due posti letto, con
Salvare un dente caduto? Ecco come fare
bagno dedicato, per il post trattamento; una stanza prelievi e cinque ambulatori, con spazi dedicati agli infermieri e ai medici. «Abbiamo realizzato un reparto d’avanguardia – ha ricordato l’assessore Lanzarin nel suo intervento – sia per gli aspetti strutturali che per quelli clinici. Questo ulteriore intervento costituisce la dimostrazione che in Veneto non lasciamo indietro nessun ospedale, siano essi collocati nelle principali città o sul territorio. La settimana scorsa il Comitato interministeriale per la programmazione economica ci ha dato il via libera per altri 320 milioni di progetti, e non bisogna mai dimenticare che il Veneto investe ogni anno 70 milioni in nuove tecnologie di diagnosi e cura. Siamo una Regione dove si può davvero dire che ogni cittadino riceve la miglior assistenza possibile, a prescindere dal territorio dove si trova. In questa oncologia tro-
Incontinenza, a Treviso il Centro regionale
gratuito dellʼudito U•• Test Apparecchi acustici
U
na caduta accidentale, uno scontro se si è certi della pulizia e dell’integrità “energico” facendo sport, una liti- del dente, provare a reimpiantarlo nella gata che degenera… un dente che ca- sua sede. Far mordere un fazzoletto per sca. Se sono quelli da latte, poco male. mantenere il dente in posizione; se non Altrimenti, non è detto che il dente sia è possibile il reimpianto, mettere il denperso per sempre. A condizione, però, te in un bicchiere con del latte (il suo di avere ben presenti le regole da ri- Ph mantiene vive le cellule delle radici) spettare. o della soluzione fisiologica (no acqua). A condensarle in un piccolo opu- Infine, portare “vittima” e dente presso scolo che sarà ora diffuso in diverse un odontoiatra che gestisca le emerstrutture pubbliche, sono stati i quat- genze dentarie. “In questi ultimi anni tro laureandi in Odontostomatologia – ricorda Michele Franzinelli, primario (Tommaso Cappellin, Martina Casarin, di Chirurgia maxillo-facciale dell’OspeGiorgio Giorgi, Frandale dell’Angelo cesco Maniero) in della Ulss 3 – abIn un opuscolo tirocinio all’ospedale biamo affrontato sei semplici regole di Noale, insieme al numerosi interventi responsabile Giordi reimpianto. I da seguire per gio Tiozzo. Eccole in migliori risultati rendere più facile sintesi: far mantesi sono ottenuti il reimpianto nere la calma al/alla quando le persone ragazzo/a che ha hanno recuperato perso il dente; cercare il dente e pren- i propri denti. È fondamentale, quindi, derlo per la corona, evitare di toccare le diffondere sempre di più, tra gli operaradici; se il dente è sporco, lavarlo per tori e i cittadini, la conoscenza di que10 secondi con acqua fresca corrente; sta opportunità”.
viamo anche il valore aggiunto della qualità dell’accoglienza ai pazienti, uno dei tanti aspetti che rientra nel concetto a noi caro di umanizzazione». L’Unità Operativa di Oncologia si occupa della diagnosi, del trattamento e dell’assistenza di pazienti affetti da patologia neoplastica secondo il principio della multidisciplinarietà, ovvero in collaborazione costante con tutte le attività specialistiche presenti nell’Ospedale di Chioggia, ma anche con l’Istituto Oncologico Veneto e con specialisti delle altre strutture ospedaliere del Veneto inserite nella rete oncologica. Lo spazio che l’Oncologia ha lasciato libero al sesto piano sarà adesso dedicato ai sette posti letto per la riabilitazione, previsti dalle schede regionali, servizio che sarà adiacente quindi a quello della Medicina Fisica e Riabilitativa.
n servizio unico in Italia, destinato ad accogliere i pazienti da tutta la Regione. Così si presenta il nuovo Centrodelle per l’incontinenza Stomie migliorie lemarche inaugurato all’Ospedale Ca’ Foncello di • Pile per protesi acustiche Treviso. Con mezzi di diagnostica avanzata, • Ausili per deboli di udito assicura una presa in carico ottimale e garantisce uniformità di alle • Assistenza e accesso riparazioni cure e appropriatezza delle prestazioni a domicilio ad unaanche quota considerevole di popolazione. In Veneto, infatti, soffrono di • Tappi antirumore su misura incontinenza, urinaria o fecale, 97.000 uomini e 450.000monitor donne. La spesa per • In-ear personalizzati garantire loro un’assistenza ottimale, è di circa 36 milioni di euro l’anno. “Un centro di grande visione e un PUNTI DI ASSISTENZA: investimento di natura organizzativa – ha ricordato il Presidente Zaia alla FARMACIA CESTER - Porto Viro (Ro) cerimonia di inaugurazione – Il pazienFARMACIA DOTT. COLLA - Corbola (Ro) te troverà in un unico riferimento tutti FARMACIAoltre IKONOMU - Volto di Rosolina (Ro) Ne soffrono mezzo milione di veneti. FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE - Ariano i professionisti che si occupano della Per loro adesso(Ro) c’è un punto di riferimento nel Polesine patologia. Ci conferma che in Veneto CENTRO MEDICO DELTA - Porto Tolle (Ro) siamo i più attenti alle cure e abbiamo per la diagnostica avanzata e le cure FARMACIA NADALINI - Adria (Ro) una visione della sanità che sia utile FARMACIA SAN GIORGIO - Cà Venier di Porto a tutti e quindi anche a chi soffre di A dimostrazione della delicatezza Nell’ambito del Centro, per la cui reTolle (Ro) patologie come l’incontinenza urinaria del problema,FARMACIA va ricordato che seconalizzazione sono stati investiti 235 mila SAN PAOLO - Loreo (Ro) e fecale che, oltre alle problematiche do le statistiche ufficiali meno 20 euro -e Cavarzere che sarà diretto dal dottor Giulio FARMACIA SANdelGIUSEPPE (Ve) cliniche, nella maggior parte dei casi per cento delle persone affette daNATURFARMA inSantoro, dirigente medico della IV chiPARAFARMACIA - Taglio di Po (Ro) sono vissute con grande imbarazzo e continenza affronta il problema con il rurgia del Ca’ Foncello, saranno operacome un tabù, portando molto spesso proprio medico di medicina generale e tivi quattro ambulatori dedicati rispetall’isolamento ed anche a forme di desolo lo 0.4 per cento si rivolge a cure tivamente alle visite, alla diagnostica, specialistiche. pressione”. alla riabilitazione e agli stomizzati.
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Salute
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Luce Pulsata: un metodo innovativo per la cura dell’occhio secco Se il disturbo non viene curato il fastidio diventa permanente causando una iperlacrimazione paradossa e alterazioni più importanti della superficie oculare con riduzione della capacità visiva
L
a sindrome da disfunzione del film lacrimale, o sindrome dell’occhio secco, è una patologia comune che colpisce fino al 25% della popolazione, e in particolare le donne dopo i 45 anni di età, e sta diventando sempre più frequente e fastidiosa per tutta una serie di fattori che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana: lavoro al videoterminale, inquinamento atmosferico, luce artificiale, guida automobilistica, uso di lenti a contatto. È dovuta ad una eccessiva evaporazione o ridotta produzione del film lacrimale. Il film lacrimale è una secrezione liquida che riveste la superficie dell’occhio ed è composto da 3 strati: lo strato mucoso che ha il compito di rendere impermeabile la superficie anteriore della cornea, lo strato acquoso che ha la funzione di favorire lo scorrimento delle palpebre e difendere la superficie corneale dal contatto con microrganismi (grazie alle sostanze in esso contenute). Infine lo strato lipidico, prodotto dalle ghiandole del Meibomio, che ha la funzione di impedire l’evaporazione dei due strati precedenti. La forma evaporati-
scito
va di occhio secco è la più frequente ed è principalmente dovuta all’assenza o insufficienza dello strato lipidico. Per supplire a questa comune deficienza, siamo costretti ad usare lacrime artificiali specifiche per questo tipo di disturbo, anche molte volte al giorno. Nonostante le lacrime artificiali sintomi come fastidio, bruciore, arrossamento, alterazione della vista, sensazione di corpo estraneo, fotofobia e dolore persistono. Se il disturbo non viene curato il fastidio diventa permanente causando una iperlacrimazione paradossa e alterazioni più importanti della superficie oculare con riduzione della capacità visiva. La luce pulsata è un trattamento innovativo che stimola la funzione delle ghiandole di Meibomio. E’ usata già da molti anni in dermatologia per diverse patologie quali l’epilazione e lo sbiancamento delle macchie cutanee. Sequenze di impulsi luminosi perfettamente calibrati ed omogenei, con un intervallo ed un’energia idonea a stimolare le ghiandole di Meibomio ripristinano il loro normale funzionamento. Il trattamento consta di
tre sedute di pochi minuti nell’arco di circa un mese e mezzo, senza alcun fastidio o effetto collaterale, poiché il trattamento coinvolge esclusivamente le palpebre, dove risiedono le ghiandole di Meibomio, senza minimamente coinvolgere il bulbo oculare. Il paziente può riprendere le sue normali attività subito dopo la terapia e gli effetti possono essere valutati anche dopo la prima o seconda seduta. Nei mesi successivi, se necessario, può essere fatta una seduta di richiamo per consolidare l’effetto terapeutico. Sono stati condotti studi in Francia, Nuova Zelanda e in Cina, che hanno mostrato un miglioramento dei sintomi nel 90% dei pazienti sin dalle prime due sedute. Il miglioramento delle condizioni cliniche della superficie oculare è stato valutato mediante specifiche strumentazioni oculistiche. Per la prima volta dunque dopo molti anni in cui l’unica soluzione era la continua istillazione di lacrime artificiali, la tecnologia ci viene incontro con una procedura veloce semplice ed a costi contenuti!
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Dermatologia: la miglior difesa è la prevenzione L
a pelle costituisce l’organo più esteso del corpo umano ed è al tempo stesso l’organo che presenta il maggior numero di malattie. Si stima infatti che ciascun individuo sia soggetto almeno una volta nella vita ad una problematica cutanea, e che la probabilità complessiva aumenti con l’aumentare dell’età. La branca della medicina che si occupa della diagnosi e della cura delle patologie a carico della pelle e degli annessi cutanei (peli, capelli, unghie, ghiandole sebacee e sudoripare), promuovendo comportamenti di vita atti a prevenire le patologie più comuni, è la dermatologia. A questo proposito Centro Medico Rovigo-Bianalisi Veneto, particolarmente attento alle necessità dei pazienti e coinvolto fin dall’inizio dello scorso anno in un processo di riorganizzazione ed aumento dei servizi forniti, si è recentemente dotato di un ambulatorio dermatologico. Allo scopo di avere maggiori informazioni in merito alla prevenzione e alla cura delle patologie più diffuse e di conoscere in modo più approfondito i servizi a disposizione dell’utenza, ne parliamo con la figura di riferimento della struttura per questo preciso ambito diagnostico: la Dott.ssa Stefania Peruzzo, medico specialista in Dermatologia e Venereologia. Dottoressa Peruzzo, quali sono le fun-
zioni della pelle e perché è corretto affermare che la pelle è lo specchio della nostra salute? “La pelle ha numerose funzioni: protettiva, sensoriale, secretoria, termoregolatrice, di assorbimento, di permeabilità ed estetica. L’igiene della pelle e la sua cura nei confronti di cause potenzialmente lesive, quali ad esempio raggi solari, agenti contaminanti e detergenti, rappresentano elementi essenziali di prevenzione. Tuttavia la pelle risente anche delle abitudini alimentari, lavorative e dell’assunzione di farmaci, ed è accertata la correlazione tra patologie della pelle ed aspetti emotivi e/o condizioni di stress. Inoltre molte malattie di tipo internistico presentano manifestazioni cutanee”. Quali sono le affezioni della pelle maggiormente diffuse e qual è il modo migliore per procedere alla loro identificazione? “Tra le patologie più comuni possiamo elencare acne, dermatiti atopiche, da contatto e seborroiche, psoriasi, verruche, ed i tumori della pelle. Sia la diagnosi che la terapia necessitano di un’anamnesi dettagliata del paziente in cui, oltre alla valutazione di sintomi e segni, è fondamentale considerare elementi quali la familiarità ed i fattori di rischio. Vanno inoltre analizzati altri dati, che in alcuni casi possono
essere decisivi: le caratteristiche iniziali e l’evoluzione della lesione, la velocità di accrescimento, l’esposizione a fattori lesivi, le abitudini del soggetto, la presenza di allergie, l’esistenza di altre malattie coesistenti e notizie su possibili fonti di contagio”. Quale tipo di supporto è fornito dall’ambulatorio dermatologico di Centro Medico Rovigo-Bianalisi Veneto? “All’interno della struttura è possibile sottoporsi alla visita dermatologica, fondamentale per escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo di carattere dermatologico. E’ inoltre possibile trattare affezioni cutanee di vario tipo mediante crioterapia dermatologica, ed asportare piccole neoformazioni mediante diatermocoagulazione. Nel primo caso, l’applicazione di anidride carbonica allo stato solido (ghiaccio secco) oppure di azoto liquido sulla lesione, provoca una vera e propria cauterizzazione da freddo, causando la morte delle cellule patologiche mentre, nel secondo caso, viene utilizzato un bisturi elettrico (diatermocoagulatore) che consente di asportare le neoformazioni cutanee e contemporaneamente cauterizzare l’epidermide”. Sappiamo che la sua formazione e le sue esperienze lavorative le hanno permesso di maturare una significativa esperienza nella diagnosi del melanoma. Può
spiegarci di cosa si tratta? “Il melanoma è il tumore che coinvolge le cellule cutanee che producono la melanina, i melanociti, e può svilupparsi in qualsiasi area della pelle, in particolare in corrispondenza di nevi e con una maggiore probabilità nelle zone cutanee che sono più frequentemente esposte ai raggi ultravioletti della luce del sole. La probabilità di conseguire il melanoma dipende anche da familiarità. Sebbene non sia il tumore della pelle più comune, il rischio di sviluppare il melanoma della cute è in continuo aumento ed è sempre più frequente anche in età giovanile. Tuttavia, lo sviluppo di strumenti di diagnostica e di trattamenti sempre più efficaci consente di effettuare diagnosi piuttosto precise e quindi di poter intervenire asportando i nevi melanocitici prima che
possano dare origine a metastasi”. Appare quindi fondamentale il ruolo della prevenzione. Quali sono i suoi consigli? “La prevenzione avviene a due livelli: eliminazione o riduzione dei fattori di rischio e diagnosi precoce. E’ quindi consigliabile controllare l’esposizione ai raggi UV, siano essi provenienti dal sole o dalle lampade. E’ inoltre opportuno eseguire regolarmente un’accurata auto ispezione dei nevi della pelle, rivolgendosi al dermatologo nel caso si riscontrassero nevi o macchie pigmentate riportanti uno o più dei seguenti segni: forma asimmetrica, bordi irregolari, colore disomogeneo, diametro superiore a 4-6 mm e rapida crescita. E’ poi possibile essere indirizzati verso esami strumentali mirati e controlli più frequenti”.
Dott.ssa Stefania Peruzzo Specialista in Dermatologia e Veneorologia Riceve presso Centro Medico Rovigo – Bianalisi Veneto ROVIGO – Tel. 0425 31681 www.centromedicorovigo.it
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata variegata Ingredienti: 1 cuore di lattuga - uno spicchio di sedano rapa - 3 carote - un trito di prezzemolo olio e sale q. b.
Rotolini di melanzane alle verdure Ingredienti: 350 g di melanzane - 150 g di zucchine - 50 g di sedano - 50 g di porro - 50 g di Emmental - una fetta di pane integrale - un ciuffo di prezzemolo - 3 C di olio - sale. Preparazione: pulire le melanzane, lavarle, asciugarle e tagliarle per il lungo a fette sottili. Metterle in uno scolapasta, salarle e lasciarle sgocciolare. Tagliare il porro, le zucchine, il sedano a bastoncini sottili, fare lo stesso con il formaggio. In una padella unta d’olio fare rosolare le verdure a fuoco vivace (per 3-4 min). Quando le verdure saranno croccanti, salarle e lasciarle raffreddare. Su una griglia calda cuocere le fettine di melanzane da entrambi i
lati, poi porre al centro di ogni fettina le verdure, il formaggio e arrotolarle su se stesse. Porre i rotolini in una pirofila, salare, cospargere di pane grattugiato, irrorare con un filo d’olio e passare in forno preriscaldato a 180° (per 10 minuti finchè si sarà formata una crosticina dorata). Togliere dal fuoco, cospargere di prezzemolo tritato. Si possono servire calde, ma anche fredde. A scelta si possono insaporire con sugo di pomodoro fresco.
Girelle alla marmellata di agrumi Ingredienti: 400 g di farina bianca - 100 g di farina integrale - 100 g di marmellata - 1/4 di L di latte - 50 g di burro - 1 C di miele (o di malto d’orzo) - 10 g di lievito di birra secco - 1 pizzico di sale - carta da forno. Preparazione: lavare e grattugiare separatamente le carote e il sedano-rapa, quindi lavare e tagliare a striscioline il cuore di lattuga. Disporre le verdure a cerchi su un piatto da portata rotondo con le carote al centro.
Preparazione: togliere il burro dal frigorifero e tenerlo a temperatura ambiente per ammorbidirlo. Con le farine, il latte ed il lievito, preparare l’impasto, lasciarlo riposare un paio d’ore, lavorarlo e lasciarlo riposare ancora per circa un’ora. Terminata la seconda lievitazione riprendere la pasta, manipolarla qualche istante per sgonfiarla, quindi stenderla sulla spianatoia infarinata in una sfoglia di mezzo centimetro di spessore, di forma rettangolare. In una ciotola battere il burro con 30 grammi di marmellata, fino ad avere una crema morbida ed omogenea. Spalmare la sfoglia di pasta e
arrotolarla su se stessa lungo il lato maggiore. Tagliare il cilindro ottenuto in fette di un centimetro di spessore e deporre sulla placca del forno rivestita con l’apposita carta. Porre a lievitare per una mezz’ora in luogo adatto, coprendo i dolcetti con un panno. Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180°. Quando le girelle saranno ben lievitate, porre al centro di ciascuna un poco di marmellata, fino ad esaurimento. Infornare subito e cuocere per circa 30 minuti. Da ultimo accendere il grill e dorare per pochi istanti. Servire tiepide o fredde.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Ariete Insoddisfazione e un po’ di nervosismo vi comunicano che è tempo di mutare rotta! Azzerate le cose da fare
Toro E’ tempo di realizzare e il cielo vi assiste, ricco di aspetti favorevoli e di situazioni incoraggianti
Bilancia Avete bisogno di ricaricare le batterie divertendovi: staccate la spina dai problemi e dai rovelli, gratificatevi
Scorpione
Il mese vi regala ritmi ancora tranquilli, il desiderio di godervi la vita e di prolungare l’estate anche alle soglie dell’autunno. Godetevi il sole finché dura
2019.09 LA PIAZZA_PITERPAN_VE.pdf
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10/09/19
Una fase vivace, che potrebbe aiutarvi a inserirvi in un gruppo particolare, a trovare maggiore collaborazione in famiglia
09:41
Gemelli
Sagittario
Qualunque fastidio o problema abbiate dovuto affrontare, riconquisterete la serenità, pezzetto dopo pezzetto
Clima piuttosto nervoso, caratterizzato da insoddisfazione, equivoci, oppure situazioni irritanti. Chiarite le ombre
Cancro
Capricorno
Sarete al top delle aspirazioni e delle possibilità, felici di quello che vi sta accadendo: godetevela fino in fondo
In arrivo situazioni appaganti, divertenti e utili per incontrare l’amore, migliorare il lavoro, ricevere supporto
C
M
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Leone La fortuna aumenterà con il passare del tempo, le occasioni migliori e l’umore più socievole arrivano da metà mese in poi
I PRIMI A VENEZIA!
305.000
* fonte dati TER 1° Semestre 2019
K
Acquario Questo mese sarà di cerniera tra il precedente periodo e il successivo, piacevole e vantaggioso con parecchie novità
ascoltatori in Veneto e Friuli V.G.
Vergine I buoni propositi, la voglia di raggiungere traguardi sempre più ambiziosi e tantissima grinta: avete tutto per riuscire
FOREVER FUN , FOREVER YOUNG piterpan.it
CANALE
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Pesci Mese difficile: nervosismo, imprevisti, stanchezza mai azzerata e il desiderio di volare lontano dai problemi e dai fastidi
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Via dei Martiri, 59 - Cavarzere (VE) - Tel. 0426303969 - e-mail: cavarzere@gabetti.it - web: www.gabetticavarzere.it CAVARZERE – RIF.C0188
CAVARZERE – RIF.C0160
ZONA INDUSTRIALE
ZONA CENTRALE
Vendesi, casa accostata da un solo lato, sviluppata su 2 livelli con parco dotato di camino e garage. Di recentissima ristrutturazione, spaziosa e curata nei particolari, si trova in un contesto tranquillo, ideale per le famiglie e a pochi minuti dai servizi del centro. OTTIMA OCCASIONE!!!
Vendesi, appartamento ubicato al piano 1°, su stabile servito da ascensore, con ingresso, cucina abitabile, salotto, doppi servizi, 2 camere matrimoniali e ripostiglio.
Euro 189.000
Euro 145.000
CAVARZERE – RIF.C0159
CAVARZERE – RIF.C0189
ZONA CENTRALE
ZONA RESIDENZIALE
Vendesi, villa di ampie dimensioni, sviluppata su tre livelli, con giardino ben curato e ampia tettoia sul retro. I tre piani sono collegati internamente da una scala a chiocciola, ma sono facilmente divisibili in 2 appartamenti con ingresso indipendente.
Vendesi, terreno edificabile con progetto di villetta singola tutta su un piano di circa 150 mq. Il progetto può essere adattato o modificato a piacere a seconda delle esigenze del cliente.
Euro 310.000
Euro 73.000
CAVARZERE – RIF.C0063
CAVARZERE – RIF.C0177
ZONA CENTRALE
ZONA CENTRALE
Vendesi, appartamento al piano 1° con ingresso indipendente, composto da corridoio d’ingresso, soggiorno con cucinotto, 2 letto matrimoniali, bagno e garage al piano terra. L’appartamento è completamente da ristrutturare.
Vendesi, casa singola disposta su tre livelli, con ampio scoperto e garage. Il giardino piantumato si sviluppa intorno alla casa e nella zona retrostante si può adibire ad orto. Possibilità di creare tre appartamenti distinti.
Euro 50.000
Euro 160.000
PERIFERIA GRIGNELLA – RIF.C0197
GRIGNELLA – RIF.C0169
Vendesi, casa indipendente di ampie dimensioni immersa nel verde. Nella proprietà ci sono 2 garage e altre pertinenze ad uso magazzino. Ampio giardino ben curato e in parte piantumato. All’interno della proprietà si trova un vigneto e un orto sul retro dell’abitazione
Vendesi, in esclusiva casa indipendente di ampia metratura così composta: al piano terra ingresso, cucina/soggiorno, salotto, bagno, sottoscala, ripostiglio; al 1° piano 4 camere matrimoniali ed una singola. Dotato di garage ed ampio giardino.
Euro 110.000
Euro 65.000
CONA – RIF.C0210
PEGOLOTTE – RIF.C0212
Vendesi, bellissima porzione di villa bifamiliare sviluppata su due livelli con posto auto coperto e spazioso giardino piantumato. E’ ubicata in zona rurale tranquilla, ideale per chi ama la natura e la comodità.
Vendesi, casa singola su un unico livello con garage e giardino piantumato. Ideale per chi ama la comodità a due passi del centro. Perfetta per chi vuole essere indipendente e allo stesso tempo a due passi dal centro. OTTIMA OCCASIONE!!!
Euro 139.000
Euro 67.000
VALCERERE – RIF.C0165
CONA – RIF.C0066
Vendesi, in esclusiva casa indipendente di ampia metratura, composta al piano terra da garage con 3 posti auto, locale caldaia, magazzino e taverna e bagno. Ampio giardino in parte piantumato, orto e scoperto per posti auto esterni.
Vendesi, villa singola in ottime condizioni disposta su 3 livelli, con giardino ben curato e scoperto carrabile con tettoia per auto. L’abitazione è dotata di impianto allarme, impianto di irrigazione, riscaldamento diviso in 3 zone, cancello elettrico, luci esterne, zanzariere ed inferriate.
Euro 145.000
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