Sport p.18
Motori
NOVEMBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.171
Cultura p.17
di Cavarzere
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ANNIVERSARI
Quarant’anni della biblioteca raccontati in un libro
on-line: Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, metexcelsior.adria@gmail.com group1excelsior@gmail.com tiamoci la fatica quotidiana delexcelsior.portoviro@gmail.com governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del goverservizio a pag 4 no Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.
Opere pubbliche, una stagione di lavori in corso a Cavarzere Il sindaco illustra attività e cantieri: si procede alla scuola Collodi in vista del trasferimento degli alunni, soluzioni in arrivo per i residenti di Baggiolina
IL CASO
Maggioranza e opposizione sul tema della sicurezza LA TESTIMONIANZA
La storia di Monica e della sua rinascita BASSO VENEZIANO
La Lega vuole un proprio rappresentante in Regione SANITÀ
Cona guarda con interesse all’Ulss padovana
Al voto, senza autonomia Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
S
ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai stata. Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo parlando di un’altra era geologica, e il risultato percentualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con segue a pag 3 Alessandra Moretti cinque anni fa.
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LA COMPAGNIA FILODRAMMATICA DI CAVARZERE
DOMENICA A TEATRO 6^
dedicata a FRANCO PENZO
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DOMENICA 10 NOVEMBRE 2019 COMPAGNIA “STREBEN TEATRO” TREVISO
ABBONAMENTO AI 6 SPETTACOLI EURO 35
DOMENICA 12 GENNAIO 2020 COMPAGNIA “STABILIMENTO TEATRALE” CAERANO SAN MARCO
DOMENICA 1 MARZO 2020 COMPAGNIA “AMICI DEL TEATRO” PIANIGA
GIRO GIRO MONDO PAGAMENTO ALLA CONSEGNA
LIBERAMENTE TRATTO DA “IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI DI JULES VERNE
DI MOLIERE
DOMENICA 22 DICEMBRE 2019 COMPAGNIA “ALLEGRAMENTE INSIEME” SEZ. LILT di VENEZIA COMPOSTA DA MEDICI ONCOLOGICI, PAZIENTI E VOLONTARI
TESTO E REGIA DI EMANUELE PASQUALINI
DOMENICA 16 FEBBRAIO 2020 COMPAGNIA “AMICI DI CESCO” SAN DONA’ DI PIAVE
DI MICHAEL COONEY
DOMENICA 29 MARZO 2020 COMPAGNIA “TRENTAMICIDELLARTE” VILLATORA
CAMPO SANT’ALVISE NISSUN VA AL MONTE BOEING BOEING SPACCATO DI VITA VENEZIANA TESTO E REGIA DI NICOLA LAMIA
DI GIACINTO GALLINA
DI MARC CAMOLETTI
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ABBONAMENTI: presso la Cartolibreria Pavanato, in via dei Martiri a Cavarzere, dal 28 ottobre al 9 novembre 2019 in orario di negozio.
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Facciamo. il punto
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I primi 40 anni della biblioteca Q
Presentato il volume che racconta la storia della biblioteca e anche di Cavarzere
uarant’anni della biblioteca comunale di Cavarzere. E’ stato presentato, presso la sala convegni di Palazzo Danielato, lo scorso 19 ottobre, il libro che racconta la storia della biblioteca cavarzerana. “L’idea - afferma il vicesindaco Paolo Fontolan - è nata dal desiderio di riorganizzare e mettere insieme tutto il materiale – foto, testimonianze – che, l’anno scorso, in occasione dell’anniversario della costruzione, abbiamo esposto nella Hall del teatro Tulio Serafin. Allora, con lavoro minuzioso, assieme all’associazione FotoClub, di cui Duilio Avezzù è direttore, ci siamo impegnati affinché queste preziose testimonianze, fotografiche e scritte, non venissero sommerse, nuovamente, da tutta quella polvere che si era depositata nella storia del nostro paese. Questo, a mio modesto parere, è anche un modo per valorizzare l’impegno e la storia di chi siamo stati e, lo spero, diventi uno dei modi di fare cultura per un pubblico sempre più vasto, per il bene di Cavarzere”. Il libro è diviso per argomenti e sarà possibile trovare le foto d’epoca dei primi appuntamenti, i primi incontri con l’autore, le stagione teatrali – dalla prima all’ultima – e altre numerose ricorrenze che si sono svolte in questi quarant’anni. Oltre agli assessori Paolo Fontolan e Cinzia Frezzato, erano presenti alla Germana Urbani >direttore@givemotions.it< presentazione anche Laila Tosin e Raffaella Pacchiega, oggi responsabili dell’ufficio cultura e scuola, ma che sono state le pri-ulla carta non c’è storia, e in fondo non ce n’è mai me bibliotecarie e, proprio per questo, a un anno dalla pensio-stata. Basti pensare che il divario minore il centrosinistra lo ottenne quando candidò nel 1995 Ettore ne, hanno ricevuto un omaggio floreale da parte del Comune. Bentsik contro il “primo” Galan (38 a 32), ma stiamo parlando di un’altra era geologica, e il risultato percenSamuele Contiero tualmente migliore lo raggiunse Massimo Carraro dieci anni dopo issandosi fino al 42 per cento. Da allora è stata una impietosa discesa, fino ai minimi raggiunti con È un periodico formato da 16 edizioni localiAlessandra mensilmente Moretti cinque Direzione, e a pag 3 Redazione: segue anni Amministrazione fa.
Mettiamoci poi il disastro dell’Umbria, persa con un umiliante distacco di venti punti, mettiamoci la fatica quotidiana del governo con i 5 stelle, e il cammino annunciato dal segretario regionale dem Bisato, fatto di cantieri progettuali e apertura ai movimenti civici, non si annuncia certo facile. E tuttavia sulle prossime regionali pesa quantomeno un fallimento conclamato di Zaia e della Lega, che le colline del Prosecco diventate patrimonio Unesco non bastano a cancellare. A due anni abbondanti dal trionfale referendum, infatti, dell’annunciata autonomia non vi è traccia. E almeno di questo non si può dare la colpa alla sinistra, che l’intera partita la ha vissuta da spettatore in panchina. Se il dossier tanto caro al governatore non ha fatto alcun sostanziale passo in avanti, le responsabilità sono tutte del governo Conte 1, quello di cui la Lega era componente fondamentale. Un immobilismo dettato dai 5 stelle, certo, ma che perfino il politologo Paolo Feltrin ha in parte addossato nelle sue analisi alla Lega. Perché impegnarsi in un braccio di ferro per dare il “via libera” alle regioni del Nord avrebbe finito per incrinare la luna di miele di Salvini col Meridione, affossando il sogno di trasformare il Carroccio in partito nazionale capace di sfondare il muro del 40 per cento e governare da solo. Sia come sia, il sogno è rimasto tale. E oggi che la Lega sta all’opposizione, è facile prevedere che altrettanto succederà nel prossimo futuro. Basterà a far cambiare idea ai veneti? Difficile da dirsi, ma forse proprio da un ragionamento sull’identità della regione e sul rapporto tra Venezia e Roma il centrosinistra dovrebbe far partire la sua riflessione. Magari ricordandosi, come l’Umbria insegna, che anche la migliore candidatura non ha speranze se manca un lungo lavoro di semina. I cantieri, in Italia, per essere conclusi hanno sempre bisogno di anni, mai di mesi.
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di Cavarzere
è un marchio registrato di proprietà Srl di
recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Cavarzere e Cona per un numero complessivo di 8569 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
In questo numero il nuovo inserto
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
consigli preziosi per gli amanti delle 4 ruote Chiuso in redazione il 4 novembre 2019
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Cavarzere
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Lavori pubblici Il sindaco illustra il programma
Si apre una stagione di cantieri Lavori in corso per quanto riguarda la Collodi per procedere celermente al trasferimento degli alunni; soluzioni in arrivo anche per i residenti di Baggiolina
C
’è fermento in città sul fronte dei lavori pubblici. Parola del sindaco Henri Tommasi che soddisfatto elenca le opere in essere. “Stiamo partecipando a tutte le richieste di finanziamento per poter essere incisivi su vari fronti, come l’adeguamento degli impianti sportivi, degli edifici scolastici, la manutenzione dei cimiteri”. In attesa di sapere se e quali nuovi finanziamenti saranno approvati, il primo cittadino riepiloga quelli già ottenuti, a lavori in corso.
“Abbiamo iniziato l’intervento per quanto riguarda la scuola Collodi, ovvero per l’adeguamento della nuova struttura in cui saranno trasferiti gli alunni. Parallelamente siamo all’opera per ottenere le autorizzazioni necessarie da un punto di vista burocratico per avere l’accreditamento della scuola nella nuova struttura e poter procedere al trasferimento a lavori ultimati”. Buone notizie per i residenti di Baggiolina, alle prese con la chiusura del ponte: “Abbiamo già approvato il progetto preliminare, quello definitivo e quello esecuti-
Il sindaco Henri Tommasi
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vo ed è stata fatta l’aggiudicazione dell’appalto alla ditta esecutrice. I lavori partiranno a giorni (nel momento in cui andiamo in stampa, ndr), con la speranza di riuscire a chiuderli prima di Natale per porre fine ai disagi dei residenti”. Sul fronte della residenzialità pubblica, i tempi per rendere accessibili 25 alloggi – per i quali sono stati investiti oltre 500mila euro, non sono brevi. “Anche in questo caso a breve sarà incaricata la ditta, e spero che in una decina di mesi riusciremo ad avere tutti gli appartamenti a
disposizione”. Ci vorranno invece 120 giorni per chiudere i lavori al cimitero centrale, anch’essi in via di aggiudicazione. “È in partenza un corposo ciclo di asfaltature - continua Tommasi -, con 400 mila euro investiti per sistemare diverse strade o parti di strade. Abbiamo cercato di individuare le situazioni più critiche a cui dare la priorità, anche se siamo consapevoli che di urgenze ce ne sono sempre. Preciso perciò che questo è un primo step e che l’intenzione dell’amministrazione è di farne un secondo ancora più corposo nel 2020”. “Seguono a ruota tutti gli altri progetti che stiamo portando avanti come il restauro del cimitero di Rottanova, che andrà in gara a breve, e i sottoservizi del ponte di Boscochiaro: stiamo lavorando in parallelo con il genio civile per i lavori di sistemazione degli argini del fiume, senza i quali noi non possiamo procedere”. Infine, il recupero dell’ex macello: “I lavori stiamo continuando e spero che nel giro di tre-quattro mesi possano concludersi in modo da avere una nuova struttura da mettere a disposizione della comunità”. Giorgia Gay
Ospedale, collegamento con Mestre? Il sindaco dice sì
U
n comitato dei sindaci di Chioggia, Mira, Cavarzere, Cona, Codevigo e Campagna Lupia per rendere concreta la richiesta dell’istituzione di una linea pubblica di trasporti verso l’ospedale all’Angelo di Mestre. Cittadinanza attiva, dopo la raccolL’ospedale all’Angelo di Mestre ta di firme degli scorsi mesi, è riuscita ad ottenere a Chioggia il parere favorevole del Consiglio comunale. L’auspicio è che anche negli altri Comuni interessati la questione venga presa in considerazione e che si possa fare squadra per ottenere questo servizio. Un collegamento tra l’ospedale All’Angelo di Mestre e il territorio? “Perché no!”. Così il sindaco Henri Tommasi risponde alla proposta dell’omologo di Chioggia Alessandro Ferro. Quindi aggiunge: “Mi sono già sentito con il sindaco Ferro e a breve avremo un incontro per approfondire questa possibilità. Chiaramente sono a favore di un maggiore collegamento verso altre strutture ospedaliere e quindi do il mio sostegno. Operativamente sui vari percorsi che dovranno essere attivati mi confronterò con il sindaco di Chioggia”. Giorgia Gay e Ornella Jovane
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Cavarzere
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Territorio Videosorveglianza, controllo di vicinato ed episodi di microcriminalità
Sicurezza, per la Lega rimane un problema; per il sindaco è una promessa mantenuta R
esta alto il tema della sicurezza a Cavarzere, anche grazie all’impegno della Pro Loco che recentemente ha organizzato in città un incontro pubblico a riguardo. “Sappiamo quanti furti, rapine, aggressioni e violenze, anche tra le mura domestiche, leggiamo ogni giorno” riferiscono dall’associazione, che ha voluto approfondire le recenti leggi sulla legittima difesa e fornire consigli “al fine di poter rendere più serena, tranquilla e felice la nostra vita e quella delle persone a noi care”. A parlare di percezione di insicurezza diffusa è il Pier Francesco Munari, consigliere comunale cessi del paese: “Sul fronte della della Lega. “Fin dal primo giorno sicurezza stiamo andando avanti: della seconda amministrazione abbiamo avuto un finanziamento Tommasi abbiamo pressato per dalla Regione per 40.000 euro, a l’installazione di telecamere per cui abbiamo aggiunto 10.000 euro la videosorveglianza - riferisce di risorse comunali per l’inserimento delle teleMunari -. Ora che Munari lamenta la camere. alcune sono state Era uno dei finalmente installentezza con cui punti del nostro late diciamo: mesono state installate programma e abglio tardi che mai, biamo mantenudopo tre anni ci le telecamere e to la promessa”. hanno ascoltati sottolinea che il Quanto al cone le hanno messe controllo di vicinato trollo del viciper controllare gli nato, Tommasi accessi del paenon è ancora fa sapere che se”. Munari ripartito; “abbiamo inviacorda anche che “avevamo preTommasi risponde to più richieste scritte all’ente sentato una moche le telecamere ci che se ne occuzione per attivare il controllo di visono e il controllo di pa, chiedendo di iniziare il percinato, propovicinato non parte corso ma non c’è nendo un quarperché l’ente mai stata data ritiere campione, sposta. Con ogni ma tutto è andato preposto non probabilità dagli nel dimenticaconsidera vi sia atti di cui ditoio, purtroppo spongono, come dall’amministraemergenza il numero di furzione non abbiati e altro, la situazione non è di mo avuto più novità”. Dal canto suo, il sindaco Hen- emergenza e quindi non ci attivari Tommasi rivendica la scelta di no il servizio”. Giorgia Gay installare le telecamere agli ac-
Uno dei momenti della serata sul tema della sicurezza organizzata dalla Pro loco (foto Giuseppe Arpicelli)
Una serata di approfondimento sul tema della sicurezza e della legittima difesa
L
o scorso 16 ottobre, grazie ad un’iniziativa organizzata dalla Pro Loco di Cavarzere, si è tenuta presso palazzo Danielato, una serata prevalentemente a carattere informativo, in collaborazione con Sicuritalia a riguardo di uno dei temi più importanti, sulla sicurezza. Sicuritalia è l’azienda, con sede Milano, leader del mercato italiano della sicurezza presente da 62 anni in tutta Italia. Nel corso della serata Pietro Grego, relatore di Sicuritalia, ha illustrato al pubblico presente le statistiche, ha spiegato le recenti leggi sulla legittima difesa e soprattutto ha fornito consigli utili, spesso dati per scontati e tralasciati, sul come uscire vivi e prevenire una possibile aggressione o furto all’interno della propria abitazione, al fine di poter rendere più serena e tranquilla la nostra vita e quella delle persone a noi care. Il messaggio, o serie di consigli atti ad aiutare il cittadino, che Pietro Grego, relatore della serata, ha voluto trasmettere per tutta la durata dell’evento è stato: “Sappiamo quanti furti, rapine, aggressioni e violenze, anche tra le mura domestiche avvengono ogni giorno: in Italia si registra un numero molto elevato di furti, la maggior parte difficili da gestire, tanto che il tema sicurezza non è mai stato così forte e sentito come negli ultimi anni. Anche l’ultima legge, quella sulla legittima difesa, non ci mette poi così al sicuro come pen-
sano in molti. Non è possibile reagire pensando “ci armiamo e spariamo anche noi”. L’arma è un rischio, il pensiero di reagire uccidendo o ferendo un altro essere umano è un rischio ancora più grande; soprattutto è bene ricordarsi che chi ruba, decidendo di invadere la nostra privacy, non ha paura e non avverte prima di arrivare. Purtroppo questa legge trovail sostegno dimolte persone rese suggestionabili dalle innumerevoli notizie drammatiche offerte da TV. È necessario capire che alla violenza non si deve rispondere con altrettanta violenza e ignoranza; l’’unica soluzione per tentare di combattere questi eventi è cambiare il nostro modo di comportarci, ad esempio togliendoci dalla testa l’idea di dover per forza custodire i soldi sotto al materasso o nel cassetto in camera da letto, di nascondere la chiave di casa sotto al classico tappeto o dentro al vaso. Ottimi e semplici suggerimenti sono sicuramente quelli di lasciare una luce o la TV accesa mentre siamo fuori casa, di non postare foto o troppe informazioni se siamo in vacanza per più giorni, educare i bambini a non rilasciare troppe informazioni a sconosciuti, utilizzare dei posti giusti e inusuali per nascondere oggetti di valore, munire la casa di porta blindata, grate e magari un buon antifurto”. Samuele Contiero
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Cavarzere
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Monica: “Il cancro mi ha dato la forza per diventare quello che volevo essere” La testimonianza di una donna di 49 anni che si è trovata per due volte a combattere contro la malattia. La sua vita è cambiata, ha un nuovo lavoro: oggi aiuta gli altri
“H
o 49 anni e sono viva”. Monica Bergantin esordisce così nel racconto della sua esistenza. “Il 5 agosto del 2005 - prosegue - mio padre è mancato per un carcinoma epatico ed esattamente un mese più tardi anche a me è stato diagnosticato un cancro alla mammella. L’ho scoperto facendo la doccia e, senza dire niente a nessuno, ho prenotato una ecografia più mammografia. Poi ho aspettato”. Il referto è arrivato puntuale: cancro duttale infiltrante. Monica, residente a Cavarzere, allora aveva 35 anni. Dopo l’intervento chirurgico, ha iniziato la
terapia infusiva e la radioterapia. “I miei capelli biondi li ho tagliati cortissimi prima che cadessero e ho cominciato a gonfiarmi fino a prendere quasi venti chili. Stavo malissimo con me stessa e con la gente, il mio paese è piccolo e la gente mormora. Dopo un iniziale sconforto ho improvvisamente aperto gli occhi e visto tutto sotto una luce nuova. Ho colto la malattia come un segnale che il mio corpo e la mia mente mi hanno mandato per dirmi che c’era qualcosa da cambiare nella mia vita”. E così Monica ha fatto. Ha lasciato il suo lavoro da operaia in fabbrica nel settore
Monica Bergantin
delle confezioni e si è rimessa a studiare, ha frequentato un corso per operatore socio-sanitario e successivamente si è diplomata in tecnico dei servizi sociali seguendo la scuola serale. Prendere il diploma è stato un sogno che si avverava: “pensate che mia mamma m’interrogava in auto mentre andavo a fare la
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radioterapia. Non ci crederete ma è stato un periodo stupendo. Il cancro mi ha dato la forza per diventare quello che volevo essere”. Per Monica la malattia è tornata quest’anno con un secondo carcinoma, stavolta alla tiroide, cui è seguito un nuovo intervento risolutore.
“Ora lavoro a tempo pieno all’Ospedale Immacolata Concezione di Piove di Sacco, in Rianimazione: tutti i giorni – racconta Monica – sono a contatto con la malattia, il dolore, la disabilità ma cerco di portare speranza con il mio esempio. Il rimpianto più grande è di non aver avuto figli, ma ho ben 6 nipoti che io dico essere le mie medicine, perché sono indispensabili, più dei farmaci e delle terapie. Sempre l’amore salva. Ora sono serena, la mia vita è cambiata, sento di essere una persona migliore. Ho capito che bisogna aggiungere vita ai giorni poiché non ci è dato aggiungere giorni alla vita. Dal tumore alla mammella quest’anno mi hanno dichiarato guarita, per il tumore tiroideo devo ancora sottoporti a controlli. Ma io tutte le mattine quando mi alzo sorrido, perché sono viva, sono qua e non ho più paura”.
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Cavarzere
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Politica Verso le elezioni regionali
Lega, l’area sud del Veneziano vorrebbe un proprio rappresentante in Regione” Riserbo e prudenza a Cavarzere sulla possibilità che un esponente locale della Lega possa varcare la porta di Palazzo Ferro Fini a Venezia, sede del Consiglio regionale. A dare credito alla possibilità ci sono un numero e una percentuale, eccoli: 3.700 persone, il 57,27%, che hanno scelto il Carroccio alle elezioni europee dello scorso maggio. Numeri che non possono essere ignorati. “Strategie non ce ne sono, candidati non ce ne sono, quel che decide il partito sarà legge – si affretta a mettere in chiaro il consigliere comunale del Carroccio Pierfrancesco Munari -. È però alla luce del sole il fatto che attualmente il consigliere regionale più vicino a noi dal punto di vista geografico è Alberto Semen-
Il consigliere comunale della Lega Pierfrancesco Munari. In alto palazzo Ferro Fini
zato di Mirano. Quindi da Mirano verso sud non c’è nessun tipo di rappresentante sul territorio. Questo trend deve essere invertito perché abbiamo bisogno di qualcuno che porti in Regione le nostre istanze. Certo, il ragionamento deve essere fatto come area sud, ma se sarà il turno di Cavarzere sicuramente ci faremo trovare pronti con candidati che
possono sicuramente ben figurare”. Troppo presto, però, per esporsi ulteriormente e scoprire le proprie carte: “Al momento è tutto in stand by – continua Munari -. Dobbiamo capire cosa farà il partito. Tutto è demandato al presidente Zaia e ai vertici della Lega”. Giorgia Gay
Dopo 40 anni il dottor Pavanato appende lo stetoscopio al chiodo Dopo quarant’anni di onorato servizio, di cortesia e disponibilità, uno degli storici medici cavarzerani, il dottr Paolo Pavanato, a fine settembre, è andato in pensione. “E’ sempre stato stimato da tutti, - commenta il vicesindaco Paolo Fontolan - e lo sarà in futuro. In molti abbiamo potuto beneficiare, in questi quarant’anni di onorata carriera, del ruolo professionale che copriva, sempre accompagnato da una notevole dose di serietà e rigore, e delle sue doti umane sconfinate, preziose e riconosciute da molti. Tutta l’amministrazione comunale e l’intera città di Cavarzere gli saranno sempre grati”. Il dottor Pavanato, come in molti cittadini sapranno, ha avuto un ruolo fondamentale anche nella realizzazione del “Gruppo di medicina integrata”, offrendosi come uno tra i promotori. Oggi, il gruppo, è ancora funzionante e operante nella cittadella. Chiediamo al vicesindaco quali saranno le sorti del cittadella in futuro. “Non possiamo sbilanciarci molto a riguardo, per ora. Siamo in attesa di un pronunciamento da parte della Regione”. Si ricorda, per chi fosse interessato, che, come ogni anno dal 2012, è stata indetta per sabato 30 novembre
la giornata del medico di famiglia. I temi che si tratteranno: l’importanza dei vaccini, in un periodo storico e sociale colmo di diffidenza infondata, lo screening mammografico, tumori all’intestino e, se possibile, come fare prevenzione. L’evento inizierà alle 9.30 presso la sala riunioni di Palazzo Piasenti. S.C.
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Cavarzere
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Le panchine rosse per lasciare un segno contro la violenza sulle donne
I ragazzi delle scuole dicono no alla violenza sulle donne
Il prossimo 25 novembre a Cavarzere si terrà il convegno organizzato dall’Auser
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uarantuno panchine dipinte di rosso e due grandi murales sono stati inaugurati nel mese di ottobre in 33 comuni del Veneto, per lanciare un messaggio contro la violenza di genere. L’iniziativa rientra nell’ambito di “T.A.C.I. – Teatro, Arte, Cultura, Inclusione contro la violenza sulle donne”, progetto promosso da AUSER Regionale Veneto e finanziato dalla Regione del Veneto, con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, e che ha permesso di parlare dell’importanza di una nuova cultura del rispetto, della condivisione e della qualità nelle relazioni tra uomini e donne. Tre le panchine inaugurate a Cavarzere e Cona, anche con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali che hanno
aderito al progetto proposto dall’Auser locale, mettendo a disposizione le panchine da realizzare. Sono stati poi coinvolti i ragazzi delle classi terze delle due scuole medie, che con i loro insegnanti , hanno rappresentato con colore e pennelli le proprie riflessioni sul tema della violenza di genere, realizzando “la panchina rossa racconta”. “Con questa nuova iniziativa - spiega Maria Gallo, Presidente Auser Veneto - abbiamo deciso di lasciare un segno tangibile del nostro ‘no’ alla Violenza sulle donne, in particolare cercando di raggiungere le fasce più giovani per trasmettere anche a loro l’importante messaggio di T.A.C.I.. Per questo abbiamo coinvolto due donne e artiste di grande esperienza, chiedendo loro di supportarci nella re-
Un fiume di fiaccole per Giulia Tante, tantissime fiaccole accese per Giulia Lazzari, uccisa barbaramente a soli 23 anni dal marito Roberto Lo Coco, nella serata di sabato 19 ottobre per il corso Vittorio Emanuele di Adria. La mamma Moira e il papà Devis erano presenti per onorare sua figlia. Una situazione quasi surreale con un silenzio incredibile nonostante le tantissime persone presenti. Il sindaco di Adria Omar Barbierato ha specificato: “Abbiamo perso un pezzo di Adria”, poche parole, ma significative dal primo cittadino, che giustamente ha preferito i gesti alle parole. Il corteo si è diretto prima nella piazza Grotto perché la mamma di Giulia depositasse un mazzo di fiori sulla panchina arancione; successivamente la stessa Moira ha messo un altro mazzo davanti al teatro comunale, dove già tanti fiori erano stati depositati. Infine si è arrivati in piazza Garibaldi, fino alla chiusura davanti alla grotta ricreata in fianco alla chiesa Cattedrale come quella di Lourdes. Qui sono stati tanti i saluti da parte delle autorità presenti. Infatti non sono mancati i rappresentanti di tanti comuni come Pettorazza, Rovigo, Ariano, Loreo, Taglio di Po, Porto Tolle, Rosolina, Corbola, Cavarzere, Trecenta e molti altri. Una testimonianza importante non solo da parte delle persone adriesi, ma molto di più, la voglia della gente di ricordare Giulia, ma soprattutto che la violenza sulle donne deve scomparire. Bello anche il gesto durante la partita tra Adriese e Clodiense, dove i tifosi chioggiotti hanno esibito uno striscione in onore proprio di Giulia. Stefano Spano
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alizzazione di opere di arte urbana, consapevoli della grande forza espressiva insita in essa”. Tra le 41 panchine realizzate, infatti, cinque – di cui una proprio a Cavarzere - sono opera della street artist Carolina Blanco – in arte Carolì – che ormai da tempo collabora con numerose realtà, proprio sui temi della violenza di genere. E due grandi murales a tema femminile sono firmati dall’artista romana Alessandra Carloni, che ha impreziosito con le sue opere la piazza principale di Ariano nel Polesine, e l’en-
trata della Sala Agostiniani a Polesella. Ma Cavarzere vuole continuare a mantenere alta la guardia sul tema, quindi l’Auser locale organizza per sabato 23 novembre un convegno in cui parteciperanno le operatrici dello Sportello Antiviolenza di Cavarzere e le forze dell’ordine, moderato dalla nostra giornalista Giorgia Gay, inserito nell’ambito della Giornata per la violenza contro le donne, che si celebra il 25 novembre. Appuntamento alle ore 16 nella sala Convegni di Palazzo Danielato.
nche i Comuni di Cavarzere e Cona hanno aderito al progetto proposto dall’Auser, mettendo a disposizione le panchine da realizzare. Sono stati coinvolti i ragazzi delle classi terze delle Scuole Medie Cappon e Tito Livio, che, con i loro insegnanti, hanno rappresentato con colore e pennelli le loro riflessioni sul tema della violenza di genere, realizzando “la panchina rossa racconta”. L’inaugurazione ufficiale si è svolta lo scorso 12 ottobre a Pegolotte di Cona nelle vicinanze della scuola media Tito Livio (nella foto di Giuseppe Arpicelli) e poi a Cavarzere nello spazio antistante Palazzo Danielato, con la partecipazione delle autorità cittadine, degli studenti e insegnanti coinvolti e Samuele Contiero dei cittadini.
Perdonaci, buon viaggio Giulia Le riflessioni di un ex compagno di scuola di Giulia Le favole, i sogni che ci tenevano sospesi tra realtà e immaginazione, fin da bambini, insegnandoci un mondo del tutto diverso da quello che, una volta adulti, impariamo a conoscere, è destinato – in modi diversi, ma non sempre – a crollare. Anche il sogno di Giulia si è sgretolato, come ceramica, all’improvviso: un sogno di famiglia, di amore, di futuro. Giulia, una ragazza dolce e introversa, una delle tante giovani donne uccisa da chi le gridava amore. Ma l’amore non si grida, non andrebbe nemmeno pronunciato: un semplice e fragile soffio che dovrebbe partire da un cuore e giungere all’altro senza troppi frastuoni e perversioni. Un segreto condiviso. Però con il tempo Giulia si accorge che qualcosa non va, è la più forte e la più fragile, prende la decisione: vuole liberarsi dalla perversione di chi, un sentimento così alto e nobile, lo viveva come una possessione,
una proprietà, un oggetto schiavo delle sue volontà, con il solo compito, che poi si tramuta in spaventoso obbligo, di colmare quelle mancanze che, probabilmente, si porta dentro da un vita. Lui non lo accetta. O meglio, finge di accettarlo, con la scusa di volerla raggiungere per abbracciarla l’ultima volta. Questo abbraccio è troppo forte, soffocante. Solo tanta confusione, smarrimento, i ricordi di una vita, di una bambina che ha ancora troppo bisogno di lei, di un futuro che non le spetta nel grande, ma enigmatico, cerchio della vita. Per volontà non della sfortuna o del caso, ma di chi non accettava un’altra volontà, se non la sua, distorta e ridondante. E allora, incapace di accettare, la vita l’ha spezzata. Ma non la propria, non solo quella di una giovane ragazza, ma anche quella di una bambina che ha continuato, e probabilmente continuerà fino a che qualcuno non
troverà le parole adatte per spiegarle una cosa tanto disumana, a chiedere dove fosse la mamma. Ovunque, nei tuoi successi e nei tuoi insuccessi. Nelle difficoltà, nei pomeriggi o nelle notti in cui ti sentirai disorientata e cercherei una stella, l’unica stella che potrebbe salvarti, guidarti e amarti. “Non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi” sussurrava un nostalgico piccolo principe. Allora, ti accorgerai che quella stella non si trova solo in un cielo estivo ma è e sarà dentro di te, per sempre. Gli ultimi saluti a Giulia sono avvenuti sabato 19 ottobre con la fiaccolata, e sabato 26 ottobre, con l’ultimo, ma vero abbraccio, di chi le ha voluto bene per davvero. Da sempre e per sempre. Perdonaci, buon viaggio Giulia. Samuele Contiero
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Cavarzere
Le borse di studio, un riconoscimento ai ragazzi che ce la mettono tutta Consegnate lo scorso 26 ottobre agli studenti della scuola secondaria di primo grado di Cavarzere e Cona. Da parte di tutti i presenti un bravo e un incoraggiamento: credete nei vostri sogni
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o scorso 26 ottobre, presso l’elegante Teatro “Tulio Serafin” a Cavarzere, si è svolta la cerimonia dell’assegnazione delle Borse di Studio per l’anno scolastico 2018/2019. L’iniziativa vuole essere un riconoscimento ai brillanti risultati scolastici conseguiti dagli studenti meritevoli, durante il percorso triennale della scuola secondaria di primo grado “A. Cappon” di Cavarzere e “T. Livio” di Cona. È il Sindaco Henri Tommasi a dare inizio alla cerimonia. “Un grazie sincero e carico di affetto - esordisce - va alla famiglia Guarnieri, finanziatori delle borse di studio, e all’Avis tutta, importantissima e fondamentale per la nostra vita. Poi, le mie più sincere congratulazioni vanno al sacrificio e all’impegno che questi ragazzi meritevoli hanno dimostrato”. Sono quindi intervenuti anche il sindaco di Cona Alessandro Aggio, il figlio del dottor Guarnieri, il presidente dell’Avis di Cavarzere e Cona Pako Massaro e il dirigente scolastico Filippo Sturaro. Tutti hanno incoraggiato i ragazzi: “Date il massimo, non solo per vincere la borsa di studio, ma date il massimo per raggiungere i vostri obiettivi. Per sentirvi arrivati, realizzati un giorno. In questo periodo difficile abbiamo bisogno di amore e passione, anche per il lavoro che si fa. Qualunque sia. Conta solo credere nella la realizzazione dei nostri sogni, di noi stessi”. La consegna ufficiale delle Borse di Studio è avvenuta in momenti diversi, intervallata da musiche e sinfonie realizzate dai ragazzi del corso musicale (sezione F dell’Aldo Cappon, ndr) e diretti dal professore Antonio Brazzo. I vincitori delle Borse di studio 2018/2019 sono: Bortoloni Karol (3^A Cappon), Gibin Angelica (3^A Cappon), Bacciu Giovanni (3^B Cappon), Binato Mattia (3^B Cappon), Tosetti Aurora (3^B Cappon), Gibin Marco (3^C Cappon), Borella Beatrice (3^F Cappon) e Fontolan Arianna (3^I Tito Livio di Cona). Al termine della cerimonia e del concerto è stata consegnata la Borsa di studio “Enzo Frezza-
Un momento delle cerimonia di consegna delle borse di studio (foto di Giuseppe Arpicelli)
to” alla vincitrice Grandi Alessia (3^B Cappon) dal figlio Fabio Frezzato. In conclusione, il dirigente scolastico Filippo Sturaro ha voluto spendere due parole sull’importanza del prof. Frezzato, venuto a mancare per un malore nel gennaio scorso. “Avere avuto al nostro fianco una persona come lui - ha detto - è stato fondamentale, lui era così: un pacca sulle spalle e tutti si risolverà. È sempre stato vici-
no a chiunque avesse bisogno: alunni, insegnanti, collaboratori scolastici, preside. Non si è mai tirato in dietro. Mai. Anche alle riunioni, era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene. Dico sul serio, non aveva un giorno libero. Aveva una tale disponibilità senza confini di tempo, empatico, capace di connettersi con le persone in seria difficoltà. Grazie…”. Samuele Contiero
Boscochiaro, inaugurato il Giardino della vita Un nuovo spazio di aggregazione e ritrovo per i bimbi e i ragazzi è nato a Boscochiaro, inaugurato nel mese di ottobre. È nato, infatti, il Giardino della vita, realizzato grazie all’impegno del Comitato 21 maggio che ha reso possibile questo dono alla comunità. Il parco nasce al fianco della chiesa, grazie alla disponibilità della Curia che ha messo a disposizione il terreno e grazie alla sensibilità dell’azienda cavarze-
rana Turati, che ha acquistato le giostrine. “Il Giardino della Vita nasce in uno spazio centrale, sicuro per i nostri ragazzi – commenta l’assessore Andrea Orlandin, presente all’inaugurazione in rappresentanza del Comune -. Grazie a questo lavoro di sinergia tra più realtà e all’impegno di tanti volontari che hanno istallato le giostrine, è riuscito davvero un bel lavoro per il quale mi congratulo con tutti”. Giorgia Gay
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Cona
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Il sindaco Aggio vuole cambiare Ulss Presentata una mozione in Consiglio comunale che propone di porre Cona sotto la sfera dell’azienda sanitaria Euganea. Contraria la minoranza
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ambiare Ulss ed entrare nella sfera di quella Euganea per rendere più facile l’accesso alle cure delle persone di Cona: questo è l’obiettivo della mozione presentata e approvata dal consiglio comunale. Un documento, per ora, solo di intenti, ma l’amministrazione del sindaco Aggio ha tutta l’intenzione di tentare questa strada e andare a discuterne in Regione. Troppa la distanza tra Cona e l’ospedale di Chioggia, più vicino quello di Piove di Sacco, che sempre più diventa punto di riferimento per i cittadini del territorio. “È un problema che conosciamo e che non possiamo ignorare – spiega infatti il sindaco Alessandro Aggio -. I disagi per rag-
giungere il nosocomio di Chioggia sono eccessivi. Non escludo che su questa scelta, che è molto importante, permetteremo ai cittadini di esprimersi formalmente”. L’idea non piace alla minoranza anche se, come ci tiene a precisare il sindaco, nessuno ha votato contro la mozione in consiglio. “L’ospedale di Piove di Sacco si sta svuotando di competenze – sottolinea il consigliere di Intesa per Cona Antonio Bottin -. Non c’è, ad esempio, il Punto nascite, l’Oncologia è stata portata al Sant’Antonio a Padova. Cambiare Ulss non sarebbe strategico e non significherebbe dare un migliore servizio alla cittadinanza. Anzi, significherebbe costringere
Il sindaco Alessandro Aggio
i cittadini a cambiare medico di base, sarebbe un grande disagio. È solo una sparata elettorale perché ne avevano parlato in campagna. Piuttosto, che ci diano la priorità come extra-Ulss”. Ma sul demansionamento dell’ospedale di Piove di Sacco, Aggio risponde: “Non è vero. È ospedale spoke in seguito alle schede ospedaliere”. Giorgia Gay
Letteratura e musica sotto un cielo lunare
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o scorso 4 ottobre presso il Centro Civico di Pegolotte di Cona, l’associazione giovanile ConArte ha organizzato un incontro letterariomusicale:“prosa incontra poesia, sfumature d’autore sotto un cielo lunare”. L’evento si è basato sulla raccolta di poesie intitolata “Eclipse de lune” nata dalla collaborazione di Cristina Pappalardo, insegnante e traduttrice di lingua e letteratura inglese; Jada Rubini, originaria di Cavarzere, studentessa all’Università di Padova di Filosofia, da sempre appassionata di scrittura, ha vinto diversi concorsi classificandosi a soli 15 anni al primo posto nel concorso letterario per l’intercultura “Si viaggiare” e il concorso letterario europeo indetto dal movimento italiano per la Vita; Franco Fabris, giornalista e insegnante di materie letterarie e Paolo Materazzo, co-autore di testi didattici e insegnante di educazione musicale. È stata una serata destinata alla promozione della letteratura, della scrittura, della lettura e della musica durante la quale si è avuta l’occasione di riflettere e discutere sul senso della scrittura e della poesia, ma anche di temi molto attuali e toccanti come l’eutanasia, l’utero in affitto e l’immigrazione. Una serata che ha Samuele Contiero abbracciato la cultura a 360 gradi.
Il Veneto legge, la maratona di lettura delle scuole di Pegolotte
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’un appuntamento che si rinnova quello con “Il Veneto legge” negli istituti scolastici di Pegolotte che anche quest’anno hanno aderito all’iniziativa. Negli spazi della biblioteca comunale di Cona il 27 settembre si è svolta la terza edizione della maratona di lettura promossa coordinata dagli insegnanti della scuola primaria “Gabriele D’Annunzio” e della scuola secondaria di primo grado “Tito Livio”. Dalle 18 alle 19 gli alunni delle due scuole sono stati tutti coinvolti nell’iniziativa, per l’occasione sono stati predisposti degli spazi accoglienti dove i ragazzi sono stati suddivisi per fasce d’età e hanno ascoltato delle piacevoli letture eseguite dai genitori, dai nonni o dall’autore del libro scelto. Quest’anno gli insegnanti hanno voluto coinvolgere più persone che concorrono nella formazione ed educazione degli alunni e che dovrebbero sensibilizzarli, sollecitandoli all’incontro con i libri, fin dalla primissima infanzia. Un momento non solo scolastico, ma un’esperienza di lettura sociale che ha cercato di allargarsi alla collettività, creando continuità all’azione intrapresa a scuola e consolidando le buone abitudini. Largo ascolto alle letture tratte dalle “Favole” di Esopo, dal “Mago di Oz”, da “Ragazzi nella preistoria” fino a “Romildo al Piave” di Gelindo Baron. Per quest’ultima lettura i ragazzi hanno beneficiato della presenza dell’autore stesso che ha letto il suo libro. L’occasione ha coinvolto anche gli alunni della classe prima della “Tito Livio” in un progetto di continuità che potrebbe poi portare, durante l’anno scolastico, alla produzione di lavori dei ragazzi dei due ordini di scuola. Anche quest’anno è stata molto ampia la partecipazione da parte dei genitori e di qualche nonno, i quali hanno voluto assistere a questo evento, ringraziando tutti gli organizzatori, insegnanti in primis. “Felicissima del bellissimo pomeriggio trascorso assieme e orgogliosa della mia scuola – questo il commento di uno dei tanti genitori che hanno aderito all’iniziativa – complimenti agli insegnanti, in prima linea nei progetti di crescita dei nostri figli. Grazie di cuore”. A conclusione dell’evento, che è stato inserito nella pagina ufficiale di “Il Veneto legge”, a tutti i partecipanti è stato donato un simpatico segnalibro. N icla Sguotti
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Cultura
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Musica La cerimonia di consegna del premio internazionale
Fiorenza Cossotto ricorda il maestro Tullio Serafin N
on ha deluso le aspettative la cerimonia di consegna del Premio Internazionale Tullio Serafin 2019 all’artista Fiorenza Cossotto, ospite al Teatro Tullio Serafin di Cavarzere lo scorso 18 ottobre per ricevere il prestigioso riconoscimento. L’iniziativa, la cui direzione artistica è stata affidata al M° Nicola Guerini, è nata lo scorso anno per volontà della Città di Cavarzere e dello storico Circolo Tullio Serafin,la cui presidenza è da qualche mese stata affidata a Nicla Sguotti, studiosa della figura dell’illustre direttore, già vicepresidente dell’associazione nata alla fine degli anni Settanta per ricordare il Maestro di Cavarzere. Il Premio Internazionale Tullio Serafin beneficia fin dalla sua istituzione della partnership esclusiva con Festival e Premio Internazionale Maria Callas fondati dal M° Guerini e della collaborazione dell’Università popolare di Cavarzere. Nell’edizione 2019 ha preso vita una nuova sinergia con l’associazione Archivio Storico Tullio Serafin presieduta da Andrea Castello, che quest’anno ha curato il momento musicale dell’evento con la partecipazione del tenore Paolo Antonio Nevi, tra i vincitori del Concorso Internazionale Tullio Serafin 2019, accompagnato al pianoforte dal M° Dragan Babic. A fare gli onori di casa è stato il vicesindaco di Cavarzere Paolo Fontolan, il quale ha poi ceduto la parola a Nicla Sguotti che ha moderato gli interventi e i contributi del direttore artistico Nicola Guerini e di Andrea Castello sul profilo artistico di Fiorenza Cossotto. È stato un fluire di emozioni e ricordi, legati ai momenti più significativi della carriera dell’illustre ospite che si è più volte intrecciata a quella del Maestro di Cavarzere con collaborazioni passate alla storia. La signora Cossotto ha ricordato, non senza emozione, la figura di Serafin evidenziandone la straordinaria competenza musicale, la preziosa capacità di mettere a proprio agio e sostenere i cantanti e la profonda umanità nei rapporti con chiunque si trovasse a collaborare. Significativa la dedica che la signora ha voluto lasciare al Circolo Tullio Serafin, del quale in passato era già stata ospite, insieme al marito Ivo Vinco, in occasione di un concerto
Omaggio a Tullio Serafin. “Al Circolo Tullio Serafin – queste le parole di Fiorenza Cossotto – con viva riconoscenza per aver ricordato questa sera il “Nostro Maestro”, astro della musica italiana e Grande Persona! Grazie Maestro per il Suo insegnamento musicale e umano. Fiorenza Cossotto (la biondona, come lei mi chiamava)”. Momento culminante della serata è stata la consegna del Premio, al centro del quale è stata
Fiorenza Cossotto al Teatro Serafin nella cerimonia di consegna del premio
posta la medaglia commemorativa del ’79 disegnata dallo scultore Alessandro Caetani, riconiata in esclusiva per il Premio Internazionale Tullio Serafin dalla storica Fonderia Picchiani e Barlacchi di Firenze, che realizzò l’originale, e valorizzata da una creazione artistica di Stefano Bullo, maestro artigiano di Vetrate Artistiche di Samuele Contiero Murano.
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Premio Venezia, il vincitore suonerà a Cavarzere
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i sono svolte nella serata di sabato 19 ottobre, presso il nobile e celeberrimo teatro La Fenice di Venezia, le premiazioni di quello che è uno degli eventi più attesi della Città: il Premio Venezia. Si tratta di uno dei principali, e tra i più prestigiosi, concorsi pianistici che si svolgono nella rinomata penisola italiana e che, ogni anno, dà i natali ai più talentuosi artisti del nostro Paese. Molte sono le “star” della musica classica – e non solo – che hanno solcato quel palco. “È il secondo anno consecutivo che Cavarzere viene inserita nel bando finale del concorso - afferma orgoglioso il vicesindaco, nonché assessore alla Cultura, Paolo Fontolan - il nostro impegno è stato, ed è, quello di garantire e concedere, all’artista vincitore, un concerto presso il nostro teatro Tulio Serafin”. L’anno scorso è stato ospitato Gabriele Strada, vincitore del 35esimo Concorso Pianistico Nazionale Premio Venezia e diplomato al conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, con enorme successo e sentita partecipazione del pubblico. Quest’anno è la vol-
ta di Elia Cecino, vincitore della 36esima edizione, classe 1991, di origine trevigiana, che si è conteso il podio con Giovanni Bertolazzi, il quale si è aggiudicato il Premio Alfredo Casella. Il neovincitore del prestigioso premio verrà accolto in città all’inizio dell’anno nuovo. “Possiamo solo essere grati con gli amici della Fenice per la considerazione enormemente positiva che hanno del nostro territorio - conclude il vicesindaco - un enorme e sentito grazie va anche alla nostra compaesana Stefania Masiero che, più di due anni fa, ci ha messo in contatto con questa straordinaria organizzazione. Nutro la speranza che tutto questo sia solo l’inizio di un sodalizio umano, professionale e artistico che ci accompagnerà negli anni a venire”. S.C.
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Cultura .
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Il Concerto di Natale dell’orchestra sinfonica e del coro Tullio Serafin Serata di grande musica il prossimo 21 dicembre nel Duomo di S. Mauro di Cavarzere, dedicata al 30° anniversario della fondazione del Coro
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i svolgerà sabato 21 dicembre, nel Duomo di S. Mauro di Cavarzere, la 30° edizione del Concerto di Natale dell’Orchestra Sinfonica e Coro T. Serafin diretti dal M° Renzo Banzato: un appuntamento molto atteso che da molti anni prepara la città alle festività natalizie e che quest’anno si inserisce all’interno delle celebrazioni dedicate al 30° anniversario della fondazione del Coro Tullio Serafin di Cavarzere. Il programma, che sarà illustrato dal Prof. Paolo Fontolan, si aprirà con il delicato Intermezzo dall’oratorio Venite pueri di L. Donorà e proseguirà con il maestoso Te Deum per coro, organo e orchestra, composto da F. J. Haydn fra il fra il
1799 e il 1800 per l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria. Ampia parte del concerto sarà dedicato ai più celebri brani legati alla Natività composti da Schubert, Gruber, Berlin, Couperin, Wade e Adam, elaborati nella coinvolgente versione sinfonica per orchestra, soli e coro. Durante la serata, che prevede la presenza del soprano Miranda Bovolenta, sarà inoltre ricordato G. F. Händel, nel 260° anniversario della morte: il tutto sotto l’attenta direzione del M° Renzo Banzato, laureato in direzione d’orchestra, composizione, pianoforte, musica corale, direzione di coro, fondatore e direttore dei due prestigiosi complessi musicali, nonché della Serafin Youth
L’orchestra sinfonica, il coro e il maestro Renzo Banzato
Symphony Orchestra e docente di ruolo presso il Conservatorio di Adria, dove è anche direttore del Coro di Voci Bianche “A. Buzzolla”. Date tali premesse il concerto si preannuncia come uno dei principali eventi musicali dell’anno e sicuramente non
deluderà le aspettative del numerosissimo pubblico che ogni anno attende con entusiasmo questo imperdibile appuntamento con la grande musica. La serata, che gode del Patrocinio della Regione Veneto, è realizzata dall’Assessorato alla Cultura e all’Istruzione della Città di Ca-
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Premio Settembrini: Marco Marrucci vince la 56° edizione
E’ Marco Marrucci, toscano di San Miniato, classe 1985, con il racconto “Ovunque sulla terra gli uomini” (Racconti Edizioni) il vincitore dell’edizione ORARIO APERTURA: MATTINO 8,30 -13,00 • POMERIGGIO 15 ,30-17,30 2019 del Premio Settembrini, la prestigiosa selezione di novelle e racconti nel panorama dei premi letterari ed editoriali italiani, ‘inventata’ nel 1959 da Arnaldo Settembrini e da trent’anni promossa dalla Regione Veneto. Lo scorso 25 ottobre al teatro Toniolo di Mestre, la proclamazione del vincitore, scelto dagli studenti delle scuole superiori di Mestre e Venezia nell’ambito della terna dei 33 autori valutati dalla giuria ‘tecnica’, presieduta da Giancarlo Marinelli, scrittore e regista teatrale. Il racconto di Marco Marcucci, laureato in Estetica, polistrumentista e cantante, alla sua prima prova editoriale, ha avuto la meglio su Beatrice Masini, autrice di “Più grande la paura”, Marsilio Editori e sul racconto “Con passi giapponesi” di Patrizia Cavalli nel giudizio espresso con scrutinio in diretta dagli studenti dei cinque istituti superiori veneziani, “G.B. Benedetti – N. Tommaseo”, “G. Bruno - R. Franchetti”, “Marco Polo”, liceo scientifico “Ugo Morin” e liceo classico “Marco Foscarini”. La premiazione, dedicata allo scrittore trevigiano Giovani Comisso a 50 anni dalla scomparsa, ha animato una serataevento, presentata dall’attrice Debora Caprioglio, che ha proposto – per la regìa di Giancarlo Marinelli – brani musicali eseguiti dagli allievi del conservatorio Benedetto Marcello, le multivisioni dell’artista Francesco Lopergolo e i booktrailer realizzati dagli studenti delle scuole superiori sui libri dei tre finalisti.
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varzere, in collaborazione con la Parrocchia di San Mauro, la Pro Loco, il Gruppo Solidarietà S. Giuseppe, il Gruppo Culturale S. Mauro, l’Unitalsi e si avvale del sostegno della Ditta Turatti di Cavarzere. L’orario d’inizio è fissato alle ore 21.15; l’ingresso è libero.
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Cultura .
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Una stagione teatrale ricca di appuntamenti per tutti
Il sindaco Tommasi: “Una rassegna che parla a tutti”
Presentato lo scorso 25 ottobre il cartellone 2019-20: si parte il 17 novembre; tante le proposte
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o scorso 25 ottobre, presso palazzo Danielato, si è svolta la presentazione della stagione teatrale per l’anno 2019-2020. Erano presenti il sindaco Henri Tommasi, il vicesindaco Paolo Fontolan, il maestro Renzo Banzato, il direttore di Arteven Pierluca Donin e Lisa Roncon di Adriatic Lng. Il direttore di Arteven, Pierluca Donin racconta: “Cavarzere per noi è come essere a casa, in quanto per anni la cittadina si è affidata a noi per le stagioni teatrali e sono sempre stati soddisfatti, credo sia importante specificare che ce
ne è per tutti i gusti quest’anno, come d’altronde è già accaduto in altri anni, e il merito è tutto di una stretta collaborazione tra noi, il comune di Cavarzere e Adriatic Lng. I nomi proposti sono di tutto rispetto e non possono che catturare l’attenzione delle persone”. Gli spettacoli, al teatro Tullio Serafin, inizieranno il 17 novembre con Veronica Pivetti in “Viktor und viktoria”, una commedia musicale ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel. L’appuntamento successivo è previsto per l’1 dicembre con Amanda Sandrelli,
E per gli amanti del teatro amatoriale ben sei appuntamenti domenicali
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’ inaugura domenica 10 novembre, nella splendida cornice del Teatro “Tullio Serafin”, la rassegna di teatro amatoriale “Domenica a Teatro”. Giunta alla sua sesta edizione, è organizzata dalla compagnia teatrale Filodrammatica con l’importante contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cavarzere ed è dedicata a Franco Penzo, figura portante della compagnia cavarzerana scomparso tre anni fa. La rassegna si avvale anche del patrocinio della Fita (Federazione italiana teatro amatori) alla quale la Filodrammatica è affiliata fin dal 1986, anno della sua fondazione. È da tenere presente l’enorme importanza che il teatro amatoriale assume nel panorama dello spettacolo italiano in quanto ogni anno, sotto l’egida della Fita, vengono messe in scena, in tutto lo stivale, circa 1.600.000 commedie rendendo alla Siae il maggior importo di introiti da diritti d’autore. Importante novità del cartellone di quest’anno è il numero di spettacoli che è salito, grazie alla preziosa disponibilità dell’ Assessore alla Cultura, da quattro a sei. Sei domeniche nelle quali verranno offerti al pubblico della città brillanti ed esilaranti commedie messe in scena da alcune tra le migliori compagnie del Veneto. Altro particolare aspetto da mettere in rilievo è l’inserimento in cartellone di una compagnia del tutto particolare qual è “Allegramente insieme” di Venezia, formata da medici oncologi, pazienti e volontari della Lega Italiana Lotta contro i Tumori, che metteranno in scena una divertente commedia ambientata a Venezia, dove gli attori saranno impegnati nel “dipingere” uno spaccato di vita della città lagunare. Tutto l’incasso della serata sarà devoluto alla Lilt di Venezia. Gli appuntamenti: domenica 10 novembre 2019, “La scuola delle moglie” di Moliere, regia di Sebastiano Boschiero; domenica 22 dicembre, “Campo Sant’Alvise - spaccato di vita veneziana” rappresentato dalla Compagnia “Allegramente insieme”, testo e regia di Nicola Lamia; domenica 12 gennaio 2020, “Giro Giro Mondo”, liberamente ispirato a Il giro del mondo in 80 giorni di Julius Verne, testo e regia di Emanuele Pasqualini; domenica 16 febbraio 2020, “Nessun va al monte” di Giacinto Gallina; domenica 1 marzo 2020, “Pagamento alla consegna” di Michael Cooney, regia di Gianni Rossi; domenica 29 marzo 2020 “Boeing Boeing” di Marc Camoletti, regia di Gianni Rossi. Come si può osservare, le commedie si mantengono tutte nel genere comico-brillante e appartengono alla drammaturgia di autori sia contemporanei che del passato. (S.C.)
S nell’adattamento di Francesco Niccolini de “La locandiera” di Carlo Goldoni. Il 15 dicembre spazio alle “Suggestioni natalizie” con l’orchestra Gav. Inoltre, nel mese di gennaio e febbraio non mancheranno gli appuntamenti per i più piccoli. Poi, il 26 gennaio, sarà il tempo della compagnia “Fabula Saltica”, che omaggerà l’arte di Gioachino Rossini in “Cenerentola, una storia italiana...”. Il 9
febbraio la Nuova Compagnia Teatrale proporrà “l’Onorevole”, mentre il 23 febbraio Enzo Iachetti e Pino Quartullo si esibiranno in “Hallywood Burger. La stagione si concluderà l’8 marzo con Dedalofuorioso in “Sogno di mezz’estate”. Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 17, i biglietti costeranno 20 euro intero e 17 ridotto. Samuele Contiero
oddisfatto per il cartellone della rassegna teatrale il sindaco Henri Tommasi: “Ogni anno riusciamo a fornire proposte teatrali sempre più convincenti, che parlano a tutti, non solo agli adulti ma anche ai giovani e ai bimbi. Non è semplice, ma siamo molto contenti dei risultati. Una sfida resa ancora più difficile dal fatto che ormai da 8 anni il costo di biglietti e abbonamenti è invariato per nostra scelta, così da promuovere la cultura e incentivarne l’accesso a tutti. Ricordo che una stagione teatrale costa 50.000 euro quindi per noi non alzare il prezzo è veramente G.G. una sfida”.
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Sport
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Venicemarathon, trionfano gli atleti africani
Gara di bocce, vince l’Associazione Sorriso
Alla gara si sono iscritte 13 mila persone, 5000 le donne (il 40%) e 3000 gli stranieri provenienti da 57 nazioni
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avorita da una splendida giornata di sole, la trentaquattresima edizione della Venicemarathon è stata disputata da oltre 13.000 runners. Un lungo serpentone colorato che è partito da Stra, ed ha percorso la Riviera del Brenta prima di arrivare a Mestre e, quindi, concludersi in Riva Sette Martiri a Venezia, traguardo unico per le corse di 42.195 metri e dei dieci chilometri. Due dati molto interessanti sonopro emersi: il numero delle donne iscritte, circa 5.000 (40%) e i 3.000 stranieri provenienti da 57 nazioni. Ma a trionfare, ancora una volta è stato il continente nero. Il dominio africano è stato sancito dall’etiope Lencho Tesfaye Anbesa e dalla keniana Judith Korir che hanno infatti tagliato per primi il traguardo di Riva Sette Martiri, rispettivamente in 2h10’49” e 2h29’20”. La gara maschile, sin dall’inizio, ha visto prendere la testa un gruppetto di 8 atleti africani che, dopo essere passato a metà gara in1h04’55”, ha marciato compatto sino
al 35° chilometro. Anbesa è stato molto bravo a rintuzzare i primi attacchi, risparmiando molte energie per i chilometri finali dove è riuscito a piazzare l’allungo vincente. Nonostante un po’ di difficoltà sui ponti, l’atleta etiope è riuscito a chiudere in 2h10’49” che rappresenta il suo nuovo personal best ed il terzo tempo di sempre per un atleta etiope alla Venicemarathon. Dietro di lui si sono piazzati i due atleti keniani Henry Kiprop, autore di un bel finale che, con 2h10’55” l’ha visto migliorare il suo record di oltre un minuto, e Andrew Ben Kimtai (2h11’58”). Primo degli italiani Said Boudalia (Cagliari Marathon) che, con 2h26’56”, ha stabilito il nuovo primato nazionale M50. “E’ stata una bella gara – ha raccontato in conferenza stampa Lencho Tesfaye Anbesa – ho gestito al meglio le mie energie per quasi tutta la gara ed ho accusato la fatica solo dopo il 40° km, sui ponti. Però sono riuscito a tenere duro ed a portare a casa questa pre-
stigiosissima vittoria”. Tra le donne, grande prestazione della keniana Judith Korir che ha saputo gestire al meglio la gara, staccando sul passo tutte le altre atlete più quotate, e chiudendo in un ottimo 2h29’20”. Risultati uomini: 1. Lencho Tesfaye Anbesa (Eth) in 2h10’48”, 2. Henry Kiprop (Ken) in 2h10’55” 3. Andrew Ben Kimtai (Ken) in 2h11’58”. Donne 1. Judith Korir (Ken) in 2h29’20”, 2. Cynthia Jerop (Ken) in 2h31’33” 3. Wake Meka Washo (Eth) in 2h34’36”.
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L’eccellenza del Ju Jutsu ospite a Dolo
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li atleti dell’Associazione Sorriso di Mira ad ottobre hanno trionfato al primo Memorial Roberto Dal Mina, gara di bocce a coppie, organizzata dalla Associazione Oltre Onlus di Montebelluna, cui hanno partecipato 5 società, tra cui Trieste e Gorizia. Il risultato finale ha visto l’affermazione delle ragazze dell’Associazione Sorriso Stefania Borgato e Michela Martignon sui compagni di squadra Alessio Perisinotto e Simone Vanin. Al terzo e quarto posto, rispettivamente, le formazioni dell’Usb. Zelarino e della Onlus Oltre di Montebelluna composte da Stella Tessari e Alessandro Bussolin e da Cinzia Cecchel e Matteo Florian. Ai ragazzi di Mira è andato anche il trofeo come prima società classificata. (A.A.)
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na tre giorni con i grandi maestri del Hakkoryu Ju Jutsu, ha caratterizzato ad ottobre un week end a Dolo, cittadina della Riviera del Brenta che ha ospitato il prestigioso seminario internazionale di questa antica disciplina marziale. La straordinaria presenza di Shihan internazionali, i capi scuola dell’Hakkoryu giapponese ed il responsabile per l’Europa e Nord America Shihan Joesph Miller, hanno dato lustro ad un evento unico in Italia. Gli Shihan, sono rimasti favorevolmente colpiti, dalla qualità e capacità di insegnamento, in particolare la propedeutica marziale per i piccoli atleti, del maestro Shihan Mario Spillere, “padrone di casa” e responsabile dell’Hakkoryu per l’Italia. Lo stesso Spillere, visti gli anni di dedizione alla pratica della disciplina, ad una vita dedicata alla promozione dell’Hakkoryu Ju Jutsu e ai risultati raggiunti con i propri allievi, è stato insignito del VI° Dan della prestigiosa scuola, consegnato dal Shihan Masaki Kamijo, in rappresentanza del Nidai Soke Okuyama Ryuho. Allo stage a fare gli onori sportivi e di casa, hanno partecipato anche il vicesindaco ed assessore allo sport Gianluigi Naletto ed il fiducario Coni e segretario nazionale Csa, Diego Baldan.”Il maestro Spillere, si conferma un’eccellenza sportiva del territorio, grazie alla dedizione, alla compentenza e all’aggiornamento che ogni giorno mette nello sviluppare le proprie attività”- precisa Diego Baldan. Credo che questo evento e questo riconoscimento siano un bel traguardo per il maestro, anche se conoscendolo, lo considererà l’ennesimo punto di partenza per migliorare ulteriormente le proprie competenze, che sono già vastissime nel mondo marziale”. (A.A.)
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Città di Cavarzere Assessorato alla Cultura
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Città di Cavarzere Assessorato alla Cultura
SOLO A TEATRO CAVARZERE TEATRO TULLIO SERAFIN LE DOMENICHE SONO SPETTACOLARI! stagione di prosa 2019-2020
SOLO A TEATRO
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CAVARZERE TEATRO TULLIO SERAFIN stagione di prosa 2019-2020 17 novembre ore 17.00 26 gennaio ore 17.00 VERONICA PIVETTI VIKTOR UND VIKTORIA
commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel versione originale di Giovanna Gra regia di Emanuele Gamba
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coreografie di Claudio Ronda assistente alle coreografie Federica Iacuzzi musiche di Gioacchino Rossini e Simone Pizzardo
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INFORMAZIONI Città di CavarzereINFORMAZIONI - Ufficio Cultura tel. 0426 317190 Città di Cavarzere - Ufficio Cultura 0426 317190 (dal lunedì al sabato ore tel. 8-13) (dalgli lunedì orebotteghino 8-13) Teatro Serafin durante orarialdisabato apertura tel. 0426 52898 Teatro Serafin durante gli orari di apertura botteghino tel. 0426 52898 Servizio biglietteria tel. 331 4021045 (orari e giorni di apertura biglietteria) Servizio biglietteria tel. 331 4021045 (orari e giorni di apertura biglietteria) ufficio.cultura@comune.cavarzere.ve.it ufficio.cultura@comune.cavarzere.ve.it www.cultura.cittametropolitana.ve.it - www.arteven.it arteven www.cultura.cittametropolitana.ve.it - www.arteven.it arteven scritto da Roberto Cavosi
ENZO IACCHETTI, Mataz Teatro PINO QUARTULLO CAPPUCCETTO ROSSO, HOLLYWOOD BURGER IL LUPO E ALTRE ASSURDITÀ La Direzione potrà apportare variazioni al programma che risultassero necessarie La Direzione potrà apportare variazioni al programma che risultassero necessarie Spettacolo tratto fiaba per cause didalla forza maggiore. per cause di forza maggiore.
della tradizione popolare
La Stagione è realizzata con il sostegno di La Stagione è realizzata con il sostegno di
regia di Pino Quartullo
8 marzo ore 17.00
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#Politica
Regionali 2020, la corsa è partita
Dopo il voto umbro, i 5 stelle chiudono ad eventuali alleanze. Il Pd guarda ai movimenti civici per l’alternativa, Lega e Fratelli d’Italia si godono il successo e pregustano l’ennesima vittoria
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l risultato dell’Umbria, con l’alleanza Pd-5 stelle travolta dal centrodestra, ha immediatamente provocato i suoi effetti. E qualche riflesso si riverbera anche sul Veneto, dove pure le condizioni di partenza e le prospettive sono ben diverse. Ma se qualcuno poteva ipotizzare un’alleanza “giallorossa” anche per tentare di strappare Palazzo Balbi al governatore Zaia, pare non ci sarà bisogno nemmeno di attendere gli esiti delle prossime regionali in Emilia-Romagna e Calabria. A caldo, infatti, la chiusura dei 5 stelle è netta, affidata a un comunicato lapidario: «Rispetto alla questione politica e alle prospettive in Veneto, ribadiamo quanto già emerso nel corso dell’assemblea regionale tenutasi a Mestre sabato scorso: in vista del prossimo voto regionale, non è in campo alcuna ipotesi di alleanze elettorali con alcun partito. È invece già da tempo avviato un dialogo costruttivo con gruppi, liste civiche, movimenti sul territorio le cui istanze convergano sui principi e programmi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un confronto sui temi e non su liste o poltrone». Non che, per la verità, dal Partito democratico fossero arrivate aperture chiare, nel percorso iniziato verso le regionali.
Piuttosto, afferma il segretario regionale Alessandro Bisato, «il Partito democratico sarà il perno della coalizione» e intende avviare una collaborazione con tutti i movimenti civici e politici che abbiano a cuore un Veneto solidale, più forte, concreto, orgoglioso, meno “chiacchierone” e che sappia trattenere e dare prospettiva ai giovani che fuggono all’estero e in altre regioni italiane. Nelle prossime settimane incontreremo e ci confronteremo apertamente con tutti i soggetti che condividono agenda politica e priorità». Poi una stoccata a Renzi e a chi ha deciso di seguirlo: le divisioni «non aiutano a costruire un fronte unitario alternativo. Defezioni, distinguo e divisioni, alcune delle quali evidentemente sorte più per tattica elettorale che per sensibilità politica, fanno il gioco di Zaia che, a dispetto degli sforzi, proprio negli ultimi giorni sta dimostrando di non essere poi così diverso da Salvini». Umori ben diversi nella Lega, naturalmente, che anche in Umbria ha sfiorato il 37%, molto più di Pd e 5 stelle insieme. Un risultato frutto, secondo il capogruppo in Consiglio regionale Nicola Finco, del “buongoverno” e della concretezza: “I cittadini hanno capito che la Lega è il partito della buona amministrazione, e non degli
estremisti come la propaganda di sinistra si sforza di dipingerlo, ormai inutilmente”. E questa, con ogni probabilità, sarà anche la chiave di una campagna elettorale che si annuncia tutta in discesa vista anche l’incapacità del centrosinistra in questi cinque anni di costruire un’alternativa visibile. Ma a brindare all’indomani del primo appuntamento elettorale nelle regioni è soprattutto Fratelli d’Italia, che anche in Veneto lo scorso anno si era messa in mostra con una ambiziosa “campagna acquisti” in particolare tra le fila di Forza Italia,
sempre più partner debole della coalizione. “Il voto umbro dà respiro e suffraga un quadro politico da noi annunciato da mesi”, commenta in una nota il consigliere regionale Sergio Berlato, sicuro che il suo partito “Confermerà e supererà questo risultato anche alle regionali del Veneto vincendo la scommessa fatta con il nostro presidente Giorgia Meloni”. E se così fosse, Berlato la prossima volta potrebbe non essere più l’unico esponente della vecchia-nuova destra a palazzo Ferro Fini.
Italia Viva, partenza col botto in Veneto Non saranno le folle che lo attendevano nel 2014, quando alle Europee anche il Veneto si scoprì tutto d’un tratto “renziano” e non è nemmeno detto che un domani si tradurranno in voti, ma certo il battesimo di Italia Viva ha dimostrato che esiste un pezzo di apparato e di militanti che al Matteo fiorentino continuano a guardare con lo stesso entusiasmo di allora. La controprova si è avuta, a pochi giorni di distanza, prima al battesimo ufficiale alla Leopolda e poi all’assemblea regionale organizzata a Mestre. Il 25 ottobre all’hotel Bologna sono arrivati in tanti per ascoltare Ettore Rosato, che della nuova creatura di Renzi è il coordinatore nazionale, e le due parlamentari
venete Sara Moretto e Daniela Sbrollini. di centro. Una strategia che pare già aver In più di 500 si sono iscritti, costruendo il fatto breccia, raccogliendo adesioni signiprimo zoccolo duro di quella che sarà l’or- ficative come quella di Franca Porto, già ganizzazione a livello territoriale. segretaria regionale della Cisl, Sante BresObiettivo, come più san, vicesindaco di Vivolte dichiarato, è ag500 iscritti, assemblea cenza e poi assessore gregare mondi diversi e regionale, il sindaco regionale gremita. fin qui su posizioni opdi Torri di Quartesolo Via alla “campagna poste, ma che guardano Diego Marchioro, l’ex con la stessa preoccupasocialista e poi in Foracquisti” assieme zione allo spostamento za Italia Mario Dalla al tour nelle province verso le estreme dei due Tor, i sindaci di San poli: dirigenti e militanMartino di Venezze e ti del Pd, in prima battuta, ma anche pezzi Polesella dal rodigino. di una Forza Italia ormai ridotta ai miniAlla Leopolda c’era anche la consigliera mi termini e volti nuovi capaci di parlaregionale del Pd Orietta Salemi, e la cosa re all’elettorato tradizionalmente definito non è passata inosservata, ma la lista delle
Matteo Renzi
adesioni promette di ingrossarsi settimana dopo settimana, magari utilizzando per gli annunci il tour nelle province venete in programma da qui a Natale. Poi, con le elezioni regionali alle porte, si faranno i conti.
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Politica
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Claudio Sinigaglia Consigliere Regionale Partito Democratico
Alberto Semenzato Consigliere Regionale della Lega
“Sanità e politiche sociali, gli errori di Zaia pagati dai veneti più deboli”
“Con l’autonomia arriveranno le adeguate coperture a tanti progetti”
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laudio Sinigaglia, 61 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini nel Gruppo PD, all’opposizione della Giunta Zaia. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Sicuramente all’area socio - sanitaria. In particolare, ho seguito con attenzione la nuova legge regionale 19 del 2016, che ha riformato le Aziende Sanitarie e ha istituito l’Azienda Zero. Ma anche l’approvazione del nuovo Piano socio sanitario 2019 – 2023. È stato un lavoro enorme e penso di aver dato numerosi e qualificati contributi in entrambi i provvedimenti”. Oltre a questo? “Da un paio d’anni sono vicepresidente della 1° commissione, che si occupa soprattutto della stesura del bilancio e di tutti gli atti ad esso collegati. È un ruolo importante, che consente di entrare nel merito delle principali disposizioni delle entrate, ma soprattutto delle spese del consiglio e della giunta Zaia”. A proposito di Zaia, che giudizio da di questi 5 anni? “Fortemente negativo: sono davvero numerosi i suoi fallimenti, nascosti troppo spesso da abili capacità comunicative”. Qualche esempio? “Ce ne sono tantissimi. La realizzazione della Pedemontana è stata un bagno di sangue per le casse della Regione e chissà quando terminerà. La gestione dei parchi è un vero disastro, con commissariamenti che durano da più di tre anni. La nuova legge sulle politiche abitative e gli alloggi popolari è da ritirare, perché colpisce la popolazione più debole. Siamo l’unica regione in Italia a non aver ancora fatto la riforma delle case di riposo e la gente
paga rette proibitive: da 1880 a 2500 euro al mese”. Cosa la preoccupa maggiormente? “Il sistema sociosanitario pubblico, fortemente penalizzato da una riforma che abbiamo criticato e respinto. Mancano medici, manca personale per i servizi territoriali, le liste d’attesa aumentano, eppure continuano a spostare i finanziamenti ai privati”. Quali sono i punti di forza e le potenzialità del Veneto? “Siamo una regione bellissima, che eccelle per le sue piccole e medie imprese e per la rete sociale, fatta di tantissime persone e associazioni che appartengono al mondo del volontariato. La Regione dovrebbe supportare entrambe queste realtà, più e meglio di come ha fatto finora”. Quali invece le criticità, sui cui la Regione dovrebbe investire in futuro? “Sviluppo tecnologico e mobilità su tutte. Dobbiamo investire sulla banda ultra larga e su molte nuove infrastrutture: sul raccordo ferroviario con l’aeroporto di Tessera, sull’alta velocità tra Verona e Padova, solo per fare qualche esempio”. Qual è l’atto politico di cui va più orgoglioso? “Sono due: il primo è il libro bianco di denuncia sulla situazione delle case di riposo del Veneto. Il secondo è la legge su “Veneto terra di Pace”, in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale”. Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Ancora non lo so, dipenderà innanzitutto dalle decisione del Partito Democratico a cui appartengo, così come è sempre successo in questi anni”. Enrico Beda
n vista delle elezioni regionali del Veneto previste per la primavera del prossimo anno, abbiamo intervistato Alberto Semenzato consigliere eletto nelle fila della Lega, al suo primo mandato. Semenzato è nato a Mirano, ha 58 anni ed è diplomato perito commerciale. Per anni ha gestito l’attività commerciale della famiglia (un locale in centro a Mirano). E’ entrato nella Lega Nord nel 1991 e si è impegnato nella politica del suo paese, diventando prima segretario di sezione per due mandati e poi membro dei probiviri nazionali e poi si è candidato a consigliere comunale ed è diventato vicesindaco di Mirano. E’ stato anche assessore alla sicurezza e politiche sociali del suo territorio comunale. Fino al 2015 è stato segretario della Lega Veneta – Lega Nord poi è stato eletto in consiglio regionale per la circoscrizione di Venezia. E’ componente della quarta e quinta commissione del Consiglio Regionale del Veneto. Fra i temi di interesse di cui si occupa specificamente in consiglio Semenzato, c’è la vigilanza su finanziamenti ed appalti e le politiche sociali e sanitarieConsigliere Semenzato come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Con la mia presenza a 6.747 votazioni effettuate in aula ad oggi su 6.844, pari al 98,58% ed una sola giustificazione in commissione, sono al primo posto nella classifica del Consiglio Regionale del Veneto; credo che i numeri parlino da soli”.
Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Sono orgoglioso di aver fatto parte della squadra che ha portato i veneti ad esprimersi sull’Autonomia, di aver sostenuto convintamente ed esser riusciti a dar seguito al 90% del programma che il presidente Luca Zaia aveva fatto sottoscrivere ai veneti con il voto del maggio 2015, di aver fatto approvare dall’aula il mio Pdls, progetto di legge statale, cioè il progetto su “videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole d’infanzia nonché presso le strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio” e di aver contribuito a far chiarezza sulla spiacevole vicenda della “gestione liste di attesa adottate” dall’ex Ulss13 Dolo – Mirano. Rimpianti per non aver potuto proporre qualche progetto di legge per mancanza di coperture, che auspico arriveranno molto presto con l’Autonomia. Come valuta gli ultimi sviluppi politici anche a livello nazionale? “E’ una situazione che questo paese purtroppo vive da oltre settant’anni, causa la mancanza di un sistema elettorale maggioritario simile a quello della più antica democrazia parlamentare d’Europa, l’Inghilterra, che consenta cioè, a chi vince anche solo con un voto in più, di poter governare”. Si ricandiderà a consigliere regionale a primavera del 2020? “Questo dipende dalla valutazione che daranno sul mio operato la Lega e il presidente del Veneto Luca Zaia”. Alessandro Abbadir
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Politica
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Cristiano Corazzari: “Il mio impegno per il territorio in Regione” L’assessore traccia il bilancio del suo mandato per la gestione del patrimonio veneto
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’assessore regionale Cristiano Corazzari, che ha le deleghe a Pianificazione territoriale e urbanistica, Parchi e aree protette, Sicurezza, Sport, Cultura e identità veneta, racconta la sua esperienza, iniziata nel 2015, che si concluderà a maggio 2020. “Queste competenze sono molto importanti in un territorio come il Veneto, che si attraversa in 3-4 ore di auto e dove si trovano borghi e città d’arte di straordinaria bellezza, oltre 100 chilometri di spiagge, montagne magnifiche, parchi naturali, laghi e sistemi termali. Un Veneto che continua a registrare record storici, anche in ambito turistico e culturale, terra nella quale importanti scrittori e poeti di ogni tempo si sono ispirati”. Tante le eccellenze che hanno
portato anche quest’anno ad essere il territorio italiano più visitato: “Venezia e la sua Laguna, l’orto botanico di Padova, Vicenza e le ville palladiane, Verona, le Dolomiti, i siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, le opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo al quale recentemente si sono aggiunge le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, sono siti che l’Unesco ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale, oltre al Delta del Po come Riserva di Biosfera MaB. Nella consapevolezza di questo e altro immenso patrimonio, negli ultimi due anni, abbiamo tracciato, in maniera decisa, un innovativo percorso nelle politiche territoriali, provvedendo all’emanazione di due specifici provvedimenti di leggi regionali
Cristiano Corazzari
di straordinaria importanza: la 14/2017 sul contenimento del consumo di suolo e la 14/2019 Veneto 2050”. Corazzari è stato impegnato anche a livello di cultura: “La giunta ha fortemente voluto lo stanziamento di circa 16 milioni di euro, dedicati ad imprese culturali e cinematografiche. In questo senso è stato avviato il processo di costruzione di una nuova governance del sistema,
con la costituzione della Veneto Film Commission”. A livello sportivo, le gioie più grandi sono state quelle di avere ottenuto i campionati del mondo di sci alpino 2021 e i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: “Sono importanti risultati, conquistati grazie ad uno straordinario lavoro di squadra, condotto dal presidente Luca Zaia. In Veneto operano 45 federazioni sportive, con 19 le discipline
sportive associate. Si tratta di tutte quelle riconosciute dal Coni. Abbiamo 5.549 società sportive, che corrispondono all’8,7% di tutte quelle italiane. Siamo la terza regione per numero di società. In tutte le nostre azioni ci accompagna la Carta etica dello sport veneto, con la quale riconosciamo il valore sociale, formativo ed educativo dell’attività motoria e sportiva”. Infine un pensiero alle prossime elezioni regionali. “E’ prematuro parlare di candidature, ma quel che è certo è che resto a disposizione e ringrazio per l’opportunità che il presidente Zaia mi ha dato. Continuerò ad impegnarmi al massimo, anche sui i temi del Polesine. Continuerà ad esserci la mia massima disponibilità per risolvere le problematiche a tutti i tavoli regionali e non solo, per affrontare insieme le nuove sfide”. Marco Scarazzatti
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NOVEMBRE 2019
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iciamolo subito: scegliere un’auto elettrica non è l’affare del secolo. La batteria è ancora troppo cara e incide molto nel prezzo d’acquisto. Inoltre, l’autonomia è limitata e ci sono anche diversi e noti problemi per la ricarica. Però, chi utilizza l’automobile in città, se sceglie un’auto elettrica, può ottenere vantaggi anche economici. Prendiamo come esempio la Smart, auto “cittadina” per eccellenza. Il maggior costo d’acquisto si ammortizza, anche senza incentivi. La Smart elettrica più economica a listino costa intorno ai 24.200 euro. L’equivalente a benzina di euro ne costa 16.100. La differenza è di 8.100 euro, quanto costa la sola batteria. Eppure si può risparmiare. Come? Lavorando sulle condizioni di noleggio a lungo termine o leasing, con un anticipo alto e mantenendo una rata bassa, intorno ai 100 euro al mese. Così, con una percorrenza di circa 15.000 chilometri l’anno, si possono arrivare a risparmiare intorno ai 70 euro al mese. Nell’acquisto dell’elettrica ci sono poi altri vantaggi: ha diritto al bollo gratis per 5 anni. Nella RCA, molte Compagnie praticano sconti di circa 80 euro/mese. Tirando le somme, il risparmio totale può arrivare intorno ai 180 euro al mese. Il tutto a patto che siano sufficienti 150 km di autonomia al giorno, si percorrano almeno 15.000 km all’anno e si abbia la possibilità di ricaricare l’auto in casa o presso una colonnina nelle vicinanze.
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er chi vive e lavora nei centri urbani, anche la E-Bike è un mezzo comodo. All’inizio ci si fa un po’ di domande: come si carica? Devo attaccare la bici alla presa di corrente? Naturalmente no: basta sfilare la batteria e portarla a casa. Con un caricatore la si lascia in carica per qualche ora. L’autonomia dipende dall’uso che se ne fa, ma si può arrivare, per certi modelli, fino a cinque giorni. Secondo la normativa vigente inoltre il costo per l’acquisto di una bicicletta a pedalata assistita a può essere dedotto dal reddito per il 50 o addirittura il 100%.
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Vacanze invernali in SUV in Baviera: nel regno dei giocattoli U
na grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso le destinazioni delle vacanze invernali. Tra queste il Sud della Germania, la Baviera in particolare, dove si possono trovare mete apprezzabili e apprezzate da grandi e piccini. Accompagnati dall’idea di prendersela comoda, a dispetto delle Autobahn tedesche prive di limiti di velocità. A seconda della regione d’Italia da cui si proviene l’itinerario può
prevedere l’arrivo in Germania dal Brennero e dall’Austria (via Bolzano, Brennero, Innsbruck, Rosenheim, Monaco di Baviera) o dalla Svizzera (via Chiasso, San Bernardino, Bregenz, Lindau). Due zone meritano il soggiorno più di altre, nell’ottica di un weekend lungo o di una settimana intera di vacanza: quella di Norimberga e quella di Regensburg-Passau. Il capoluogo della Franconia offre numerose possibilità di svago, tra
Una grande SUV ben si presta a viaggiare con tutta la famiglia verso il Sud della Germania, la Baviera in particolare, meta apprezzata da grandi e piccoli
cui uno zoo dove vivono ben tutelate numerose specie animali (anche orsi e delfini ammaestrati!), diversi musei del giocattolo e, nella vicina Zirndorf, il celebre Playmobil Funpark (con factory store annesso, per lo shopping natalizio di bimbe e bimbi). Senza dimenticare il centro storico della città, che merita unavisita al pari della vicina Fuerth, dove ha sede oggi il colosso del giocattolo Dickie-Simba, proprietario
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di numerosi marchi tra cui Schuco, Solido e Majorette nel settore delle auto in miniatura, Eichholz nel campo dei giocattoli in legno, Nico Toys per i peluche e Steffy Love per quanto concerne le bambole. Nel 1850, quando fu introdotta la prima macchina per stampare i metalli, tra Norimberga e Fuerth operavano più di trecento industrie che producevano prevalentemente giochi di latta e di legno. Tra le prime a realizzare trenini in miniatura fu la Fleischmann, mentre la Schuco divenne celebre nel secondo dopoguerra per le sue prestigiose automobiline in scala ridotta. È ancora forte e radicata la loro tradizione, così come quella degli orsetti di peluche, creati oggi come allora dalla Steiff. Spostandosi in auto in direzione di Regensburg e Passau ci si può piacevolmente “perdere” nelle colline delle prealpi bavaresi, al confine con la Repubblica Ceca. Ogni villaggio è un mondo a sé, l’uno diverso dall’altro: tutti comunque offrono l’opportunità di passeggiate nei boschi fin verso i mille metri di altitudine. Sankt Englmar è una delle località più gradevoli di questa Baviera al confine con quella che era un tempo la “Cortina di Ferro”.
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n’indagine realizzata nel 2017 dal Servizio Polizia Stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus, tra aprile e giugno, ha fornito risultati preoccupanti: nei 12.910 controlli eseguiti in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia) sono emerse irregolarità relative ai pneumatici per il 15,26% delle auto controllate. Ben 4.821 vetture verificate erano equipaggiate con pneumatici M+S (il 37,34% del campione di cui 24,08% solo M+S e 13,26% M+S con pittogramma alpino) e 1.024 presentavano un equipaggiamento non omogeneo (il 7,93% del campione). Un quadro certamente non ideale e confortante. Per circolare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili è opportuno montare pneumatici di tipo estivo (“standard”) nella stagione calda e coperture di tipo invernale (M+S con o senza pittogramma alpino) nella stagione fredda, uguali tra loro sulle 4 ruote o almeno sui singoli assi. Con pneumatici invernali in periodo freddo gli spazi di frenata si riducono rispetto a un equipaggiamento estivo del 20% con suolo asciutto e fino al 50% nel caso della presenza di un manto di neve sul terreno.
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Autotrasportatori e tecnologia 5G: troppo sorvegliati?
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l 5G è la rete mobile di quinta generazione che sarà lanciata più o meno l’anno prossimo e che aumenterà in modo impressionante la velocità di connessione mobile. Detta così, sembra una simpatica opportunità per la quale avremo smartphone con maggiore copertura e internet velocissimo (un giga al secondo). Ma questa rapidità consentirà di raggiungere grandi traguardi. Per esempio, sarà possibile una chirurgia a distanza per cui un medico americano potrà operare un paziente in Svizzera. Oppure crescerà quello che viene definito lo IoT, l’internet delle cose. Finora abbiamo lavorato sempre sulle comunicazioni tra noi e le macchine, e adesso cominciamo a curare la comunicazione tra macchina e macchina. È il passaggio verso l’intelligenza artificiale e verso la guida autonoma, che funziona in sicurezza a patto che i veicoli comunichino tra loro in tempi velocissimi. Solo il 5G permette di gestire l’enorme mole di traffico sulle strade e l’enorme traffico di dati senza provocare incidenti. Fin qui tutto bene. Ci sono contestazioni dal punto di vista della salute (perché il 5G richiede un gran numero di antenne molto potenti) e anche dal punto di vista della riservatezza. Gli Stati Uniti ce l’hanno con Huawei, perché secondo loro, attraverso le tecnologie del 5G, i cinesi sono in grado di spiarci. E qui comincia la questione. Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere tutti i dettagli della sua vita. Ma-
gari non sarà interessato a sapere se un dipendente si ferma al bar per prendere un caffè, ma quello che conta è che lo saprà. E che la nostra libertà avrà spazi ancora più ridotti. Insomma, il progresso porta mille opportunità positive, ma ha anche un rovescio della medaglia che, per un autotrasportatore che ama la libertà, diventa un boccone amaro da mandar giù.
Se prima il manager di una flotta sapeva dove si trovavano un furgone e il suo autista, con il 5G potrà conoscere praticamente tutti i dettagli della sua vita.
VEICOLI INDUSTRIALI: in Italia il 63% sono ante Euro 4
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econdo i dati UNRAE, i 663.500 veicoli industriali che viaggiano nel nostro Paese hanno in media 13,5 anni e il 63% di questi sono anche ante Euro 4. Insomma, il nostro parco circolante è tra i più vecchi d’Europa. E questo significa che molti mezzi viaggiano senza quei sistemi di sicurezza che oggi consideriamo indispensabili. E non basta, i camion vecchi consumano di più. E dunque costano all’autotrasportatore e inquinano. Insomma, le ragioni per rinnovare il parco circolante ci sono tutte. Ma c’è un ma… Come fa un padroncino strangolato dalla concorrenza estera a trovare i soldi per comprare un camion nuovo? Non li trova e basta. Ed è proprio qui che dovrebbe intervenire lo Stato. Ma gli incentivi, ad oggi, non sono strutturali. E invece un’azienda dovrebbe contare su finanziamenti protratti nel tempo. Sarebbe utile, per esempio, modulare la tassa di possesso di un camion. Più è nuovo, meno si paga. Chi ha un camion vecchio può lavorare, ma a costi più alti. Lo stesso vale per i pedaggi in autostrada. Chi inquina di più paga di più. E lo stesso vale per i premi assicurativi. Più un mezzo è vecchio e meno è sicuro e, per questo, deve pagare di più. Stesso discorso vale per le accise sul carburante Insomma, lo Stato dovrebbe schierarsi al fianco degli autotrasportatori con incentivi e facilitazioni, ma anche con una politica a favore dell’autotrasporto italiano.
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Camionisti: dire no al diesel fa male?
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i recente, un importante quotidiano economico nazionale ha dato qualche cifra sull’inquinamento da diesel: nell’articolo si avanzava il sospetto che metterlo al bando (per il momento solo per le auto), invece che far bene all’ambiente, potrebbe addirittura fare male. Secondo alcuni esperti, infatti, meno diesel circolano e meno inquinamento da polveri sottili (PM) e ossidi di azoto (NOx) si registra. In realtà questa idea sarebbe giusta se fossimo nel 1993 e circolassero mezzi Euro 1, ma oggi, con l’Euro 6d, i livelli di inquinamento di un camion sono scesi del 95% e se svecchiassimo il parco circolante, l’inquinamento scenderebbe in modo sensibile. C’è, però, un altro problema, che riguarda il rilevamento delle sostanze inquinanti. Se andiamo a vedere i dati che riguardano le PM (il particolato), i dati dell’ADAC (l’Automobile Club tedesco), dimostrano che le
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La campagna contro i diesel può mettere in ginocchio un settore: chi comprerebbe un camion con il rischio di vederselo mettere fuori legge?
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cause di inquinamento come i riscaldamenti nelle città o i fumi delle aziende che non vengono aggrediti, mentre si preferisce parlare di ambiente spingendo su mezzi non inquinanti come quelli elettrici, che per ora sembrano solo un sogno che si potrà avverare tra molti anni. La campagna anti-diesel, infatti, rischia di mettere in crisi l’intero settore e il risultato potrebbe essere una stasi del mercato e potrebbe portare alla paralisi e allo stop del processo di svecchiamento del parco circolante, con il risultato di vedere sulle strade veicoli industriali sempre più vecchi. Perché, d’altronde, chi potrebbe mai pensare di comprare un camion diesel con, in prospettiva, il rischio che, prima o poi, anche il diesel per l’autotrasporto possa venire messo fuori legge?
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Maya e Rum E gli spiriti del Guatemala
’ la patria del Rum il Guatemala. Rum che da quelle parti chiamano Ron: distillazione sublime della canna da zucchero, invecchiamento “sopra le nuvole” e spirito raffinato. Vai a Quetzaltenango, a Casa Botran, e nel museo della famiglia Botran, produttore simbolo di un determinato modo di fare Rum (con oltre 80 anni di storia alle spalle) e cogli un segreto in più dell’orgoglio nazionale guatemalteco. Il Rum, appunto. Rum qui ottenuto dalla distillazione del succo di varietà pregiate di canna da zucchero, non dalla melassa. E poi affinato su legni “tostati” ad arte, secondo regole antiche e sapienti. Il Rum è uno dei sim-
di Renato Malaman
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boli di questo paese, che è il cuore pulsante del Centro America e della civiltà Maya. Paese che ha sempre difeso con tenacia le proprie tradizioni, la propria identità e la propria libertà. E’ successo dal XVI al XVIII secolo quando gli Spagnoli arrivarono come colonizzatori, attratti dalle sue mirabili ricchezze naturali, sia quando - in tempi più recenti - furono gli Stati Uniti d’America a cercare di mettere pesantemente sotto il proprio tallone l’economia (prevalentemente agricola) del Guatemala, condizionando attraverso le proprie avide compagnie commerciali - con le buone o (molto più spesso) con le cattive - le sorti del paese. continua alla pag. seguente
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Maya e Rum, gli spiriti del Guatemala
Il paese è il cuore pulsante del Centro America e quest’anno con la fiera CATM è stato vetrina del turismo nell’area. Il parco archeologico di Tikal immerso nella foresta svela - nel mistero delle sue piramidi - l’anima segreta di un popolo millenario di Renato Malaman se g u e dal l a pag. pr ec ed ente
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rgoglio, appunto. Oggi il Guatemala si mostra con orgoglio, perché oggi è un paese che fa da formidabile vetrina internazionale a quanto di bello c’è in tutta l’area centroamericana. Città del Guatemala quest’anno a giugno ha ospitato il “Centro America Travel Market”, fiera e workshop del turismo centroamericano, occasione straordinaria per far conoscere i valori di questo paese. A cominciare dalle testimonianze della civiltà Maya, così lontana nel tempo eppure ancora così presente nello spirito fiero della gente. Tikal con i suoi templi è la celebrazione della grandezza di quel popolo antenato e dei suoi valori ancestrali. E’ immersa nella foresta Tikal, bisogna conquistarsela salendo sulla montagna e poi fin sulla sommità del tempio del Giaguaro, il più alto di tutti con i suoi 74 metri di pietre posate in un equilibrio perfetto. Lì, nel silenzio, sembra di vederli ancora all’opera i sacerdoti del fuoco intenti nei loro riti misteriosi. Ma per cogliere in una cornice ancora più profonda e suggestiva il genio di quel popolo basta allungarsi fino a Yaxha, l’ultimo dei siti archeologici scoperti in Guatemala, dove tutto è ancora “vergine”. Come se le rovine in realtà fossero una città abbandonata all’improvviso ieri. Dove ogni cosa è ancora al suo posto, all’ombra delle grandi piramidi Maya. Quando si scende nella graziosa Flores, crocevia turistico del Petén che si rispecchia nel suo lago, sembra di uscire dalla scena di un film. Ma non è avventura o fantasy, è realtà. Realtà in parte ancora avvolta nel mistero. Paese di grandi vulcani il Guatemala, vulcani dall’umore instabile. Incombenti anche sulle città, come ad Antigua dove i pennacchi di fumo del vulcano Fuego promettono sempre… fuoco. Quello che lo scorso anno ha prodotto un’ esplosione di cenere simile a quella del Vesuvio a Pompei nell’anno 79 d.C. e che - proprio come a
NELLA FOTO COPERTINA IL TEMPIO DEL GIAGUARO, SIMBOLO DI TIKAL. SOTTO: IL PARCO ARCHEOLOGICO FRA LE NUVOLE, TESSUTI TRADIZIONALI E PREPARAZIONI TIPICHE CON CARNE E FAGIOLI. IN QUESTA PAGINA: SOPRA IL TITOLO UN’ALTRA IMMAGINE DI TIKAL, UNA SPETTACOLARE VEDUTA AEREA DI YAXHA E UNO SCORCIO DI ANTIGUA CON IL VULCANO FUEGO SULLO SFONDO. PIÙ SOTTO: IL CENTRO STORICO DI ANTIGUA, UN PADIGLIONE DELLA FIERA INTERNAZIONALE CATM A CITTÀ DEL GUATEMALA, IL RUM DI CASA BOTRAN, IL MERCATO DI CHICHICASTENANGO E MASCHERE TRADIZIONALI GUATEMALTECHE
Pompei - ha sepolto interi villaggi facendo zioni locali lo hanno scelto come piazza di migliaia di vittime. Ad Antigua lo temono scambio per un’infinita tipologia di merci quel gigante dalla forma di cono nero che e per raggiungerlo in molti casi affrontano ormai fa parte del paesaggio della città, che lunghi percorsi a piedi. Immergersi in quene rafforza l’icona. Antigua, la coloniale, sto cosmo non è folclore, non è “fare shopcittà spagnola dove tutto ricorda “el Siglo ping”, ma è immergersi nell’anima vera del de Oro”, i Gesuiti e gli altri ordini monasti- popolo guatemalteco. Guatemala che due anni è stato privato ci mandati dalla corona di Spagna per “ammansire” lo spirito ribelle del popolo gua- del servizio postale (un primato singolatemalteco, è in fondo anche il simbolo del re anche se non certo invidiabile!) ma che ciò nonostante lancia al sincretismo religioso e mondo il suo messaggio culturale prodotto da Ad Antigua, città di stile di amicizia e di pace, con questa sovrapposizione coloniale spagnolo tanta voglia di farsi codi valori, di stili e di riti. su cui incombe minaccioso noscere. Anche attraverSincretismo che è il vero il vulcano Fuego, si coglie so i sapori della sua cufascino di questa anima profonda del Guatemala. l’essenza di quel sincretismo cina, tuttora così intrisa delle tradizioni Maya Il Lago Atitlan ha acreligioso e culturale (carne cotta in più modi, que color smeraldo e tanche pervade l’intero paese. pollo, fagioli e mais gli te montagne a fargli da corona. I Maya lo consi- Nei villaggi affacciati sul lago ingredienti principali), e deravano l’ombelico del Atitlan sopravvivono attività soprattutto attraverso lo spirito raffinato e soave mondo e gli hippy lo scelartigianali tradizionali del suo Rum. Il migliore sero negli anni ’60 come del mondo, assicurano i luogo di pace per vivere in comunità, lontano dalle sirene del mondo guatemaltechi. Di sicuro il più originale. contemporaneo. Nei villaggi intorno al lago Provare per credere. sorgono ancora oggi dei laboratori - in parIl Guatemala è raggiungibile comodaticolare tessili – gestiti da cooperative, che mente dall’aeroporto di Venezia, con voli sono figlie di quella cultura di solidarietà. Chichicastenango è il mercato più fa- Iberia che fanno scalo (in genere breve) a moso e colorito del Guatemala. Le popola- Madrid.
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L’iniziativa
Il Veneto di corsa contro il cancro
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La rete Run for Iov promuove la prevenzione Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada
Il bando regionale fa il pieno di candidati
Dalle medicine di gruppo ai Team di assistenza primaria
Una vita dedicata a far sbocciare la vita
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e atlete di Run for Iov si preparano alla Maratona di New York, ma è tutta la regione che “corre” grazie alle politiche di prevenzione e a una rete di strutture specializzate. Il prossimo appuntamento è a New York, esattamente tra un anno, per la maratona più famosa al mondo. E c’è da scommettere che, ancora una volta, le ragazze di “Run for Iov” si faranno trovare pronte, con tutto il loro carico di entusiasmo e la forza con cui hanno già affrontato una sfida ben più difficile: quella contro il tumore al seno. Dopo Valencia, Londra e tante altre sfide in Italia e all’estero, New York è un po’ la ciliegina sulla torta di un progetto nato quasi per sfida e diventato col tempo uno dei fiori all’occhiello di Ryla Onlus e dell’Istituto oncologico veneto. La squadra è composta da 32 atlete, tutte unite dall’esperienza della malattia e dalla voglia di non arrendersi che le accompagna nei lunghi allenamenti necessari ad affrontare l’impresa. Senza l’obiettivo di vincere, ma con la voglia di testimoniare al mondo che dal cancro, dalla chemio, dalla radioterapia si può uscire per tornare a vivere appieno. Anzi, da vere e proprie testimonial dello Iov con le loro imprese sportive raccolgono fondi per la ricerca e la cura del tumore al seno. Un impegno che ha già superato quota 100 mila euro, dando un ulteriore, prezioso contributo al lavoro di medici e ricercatori di uno dei centri d’eccellenza della sanità veneta. Segue alla pag. seguente
Un Problemi nuovoai piedi? ambulatorio Ecco le soluzioni per aaffrontarli Chioggiae risolverli a pag 40
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Consulenza scientifica
L’iniziativa
Il Veneto di corsa contro il cancro
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Il diabete non si cura, ma si può tenere a bada
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a data non è certo scelta a caso. Il 14 novembre del 1891 nasceva infatti il fisiologo canadese Frederick Grant Banting, che insieme a Charles Herbert Best nel 1921 scoprì l’insulina, trasformando quella che era una malattia mortale in una malattia controllabile. Dal 1991 l’Organizzazione mondiale della sanità dedica il 14 novembre alla lotta al diabete, e sono ormai più di 60 i paesi che aderiscono a questa campagna con iniziative di sensibilizzazione, presidi medici e un gesto simbolico ma di alto impatto: illuminare in blu i più famosi monumenti nel mondo, come un segno di speranza per i malati. Perché non va mai dimenticato che, a un secolo ormai di distanza dalla scoperta dell’insulina, il diabete continua a essere un nemico temibile e, purtroppo, privo di una cura definitiva. Si stima che attualmente nel mondo ne soffrano circa 350 milioni di persone e che ogni anno più di 3 milioni di persone che vivono con il diabete muoiano per malattie correlate. Un dramma a cui si può tentare di ovviare in un solo modo: investendo sulla diagnosi precoce e su tutte le buone pratiche di gestione del diabete. Anche l’Italia non fa eccezione al continuo aumento di casi: si stima che negli ultimi 10 anni i malati, nella popolazione generale, siano passati dal 4 al 6%. E si tratta solo dei casi noti, a cui le stime più realistiche tendono ad aggiungere un altro buon 2 per cento di malati che non sanno neppure di esserlo, salvo poi scoprirlo in caso ad esempio di infarto. Secondo la Società Italiana di diabetologia, quasi il 65% dei malati ha più di 65 anni ed è quindi nella fascia maggiormente a rischio. Ci sono però
Il 14 novembre è la Giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione su una malattia che colpisce 350 milioni di persone nel mondo. Ma pochi accorgimenti possono aiutare a gestirla nel modo più corretto anche pazienti giovani (il 2% ha meno di vent’anni e si calcola che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia) e quasi un terzo dei soggetti è in età lavorativa (20-64 anni). La prevalenza fra i 20 e i 49 anni è maggiore nelle femmine mentre fra i 50 e gli 80 anni è superiore nei maschi. La prevalenza complessiva è maggiore nei maschi. Ma come accorgersi di un possibile problema? Il diabete si presenta in genere con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. Proprio la diagnosi precoce rimane fondamentale per ridurre il rischio delle complicanze acute del diabete. Da qui l’importanza della Giornata mondiale del diabete, organizzata ogni anno da Diabete Italia con la sua rete di coordinatori regionali che fungono da riferimento per tutti coloro che, lo-
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calmente, hanno intenzione di organizzare eventi collegati. Un impegno che le è valso nel 2017 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica, e che si ripete anche quest’anno attorno al tema “Famiglia e diabete”. Dal 4 al 17 novembre migliaia di volontari saranno impegnati a organizzare eventi in oltre 500 città. Oltre a conferenze stampa, convegni, spettacoli e manifestazioni sportive, nelle centinaia di punti di attività allestiti nel Paese sarà possibile valutare il rischio di sviluppare il diabete nei prossimi anni e ricevere suggerimenti e materiale informativo. Tra i molti appuntamenti in programma in Veneto, va segnalata l’opportunità di screening del rischio diabete attraverso la misurazione gratuita della glicemia martedì 12 novembre, dalle 9 alle 12.30, in via Laurenti a Rovigo.
erché, anche se non tutti lo sanno, proprio la prevenzione del tumore alla mammella - il più diffuso oggi tra le donne - è uno dei settori in cui la nostra regione può vantare un indiscusso primato nazionale. Con un’estensione degli inviti pari al 91% contro l’84% in Italia, e un’adesione delle donne invitate del 78,6% rispetto al 59,6% nazionale, il sistema veneto di prevenzione ha sottoposto a screening in un anno 194.973 donne, con 10.346 approfondimenti resisi necessari, che hanno portato a 1.076 diagnosi di carcinoma e ad alzare di almeno 20 punti la percentuale di donne che hanno avuto salva la vita. Un impegno che ha consentito anche di individuare meglio l’età giusta per lo screening: al di sotto dei 45 anni la mammografia risulta generalmente inutile, tra i 45 e i 50 anni si può fare ma non è consigliata, mentre è assolutamente efficace tra 50 e 74 anni. Ma non basta, perché in Veneto si sta già lavorando a un’evoluzione che prevede di realizzare uno screening personalizzato su donne con caratteristiche genetiche a rischio. Il Progetto sperimentale, a cura proprio dello Iov, sta per coinvolgere 11.000 donne anche giovani e giovanissime residenti nelle Ulss 5 e 6, ed è il primo al mondo per ampiezza e velocità. “Un vestito su misura per ogni donna, perché ogni successo ci spinge a cercarne degli altri”, come l’ha definito il Presidente della Regione Luca Zaia, presentando lo stato dell’arte della prevenzione contro il tumore e le prospettive future della lotta al cancro, in occasione del Mese Rosa della Prevenzione che come ogni anno si è celebrato a ottobre con un ricco calendario di iniziative. “Le statistiche ci premiano – ha detto Zaia – ma sono il punto di partenza per nuovi passi avanti, perché lo studio dello Iov ci porterà a costruire uno screening personalizzato mai visto al mondo. Un altro grande passo avanti, dopo la scelta vincente di realizzare le Breast Unit (già 21 in Veneto) e di concentrare gli interventi chirurgici in sedi iperspecializzate e con casistiche elevate. Anche grazie a questa decisione, oggi in Veneto il tasso di sopravvivenza dopo il percorso di cura è arrivato al 95%”. Accanto al programma di screening della mammella, vi sono altri due grandi screening antitumore su cui si sta investendo con decisione: quelli per la cervice dell’utero e per il colon retto. Il primo, rivolto alle donne tra 25 e 64 anni, che vengono invitate a eseguire un Pap Test o un test Hpv, ha un’estensione corretta delle donne invitate del 100% e un’adesione delle donne agli inviti del 62,8%, oltre 22 punti in più della media nazionale, ferma al 39,9%. In un solo anno, grazie alla prevenzione, sono state diagnosticate 461 lesioni precancerose. Lo screening colorettale, rivolto a uomini e donne tra 50 e 69 anni con la ricerca biennale delle feci occulte, presenta un’estensione corretta degli inviti pari all’89,3% e un tasso di adesione al 63,9%, il che ha permesso, in un anno, di diagnosticare e poi curare 376 carcinomi e 3.401 adenomi avanzati. All’apparenza solo un freddo elenco di statistiche e percentuali, ma che in realtà ricordano un dato di fatto ormai assodato: la prevenzione rimane l’arma migliore contro i tumori, a maggior ragione considerando il progressivo invecchiamento della popolazione del Veneto. E acquisire una “cultura della prevenzione” rappresenta l’unica strada per poter garantire anche in futuro una sanità d’eccellenza, fatta di alta tecnologia e grande professionalità ma anche di consapevole partecipazione dei cittadini.
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Forze fresche in corsia. Il bando regionale fa il pieno di candidati S
e lo dice Repubblica, che con la Lega e col Veneto in particolare non è mai tenera, c’è da crederci. Dati alla mano, la nostra regione risulta la prima in Italia per la capacità di assicurare i livelli essenziali di assistenza (Lea) ai propri cittadini. Il quotidiano ha analizzato decine di indicatori ministeriali e di dati forniti dalle regioni stesse nelle tre aree di indagine (ospedale, distretto e prevenzione), assegnando al Veneto 222 punti su un massimo raggiungibile di 225. Sul podio anche Toscana ed Emilia Romagna (con 220 punti), seguite da Piemonte (218) e Lombardia (215 punti), mentre a chiudere la classifica sono Campania (170), Sicilia (165) e Calabria (146 punti, 14 sotto la soglia minima richiesta). Il problema è che garantire un futuro in linea con i risultati di oggi non sarà facile. E tra gli ostacoli il più impegnativo è rappresentato dalla mancanza di medici. Qualcosa però inizia a muoversi: dopo un’estate segnata dalle polemiche per i vuoti negli organici, e in attesa di qualche segnale da parte del Ministero, in corsia arriveranno presto alcune centinaia di giovani medici, laureati e abilitati ma non ancora specializzati, grazie
(ne mancano 53.000) e in Veneto (almeno 1.300). In attesa che da Roma arrivino fatti concreti e non teorie, abbiamo deciso di percorrere questa strada, certamente inedita, certamente coraggiosa, ma altrettanto certamente non campata in aria. Non butteremo mai allo sbaraglio questi ragazzi ma li inseriremo gradatamente, vicino ai colleghi strutturati, e a occuparsi delle situazioni più semplici, non certo di codici rossi. Abbiamo fiducia nelle nostre Università e siamo certi che, con la preparazione ottenuta, i giovani medici saranno preziosi occupandosi, ad esempio, di codici bianchi o, al massimo, verdi». Intanto è partito il secondo bando, che prevede 150 posti per l’area internistica. E nel frattempo proseguono gli incontri tra la Regione e le Università di Padova e Verona per definire una strategia comune. L’ultimo ha visto alla stesso tavolo il presidente della Regione e i due
Il Veneto miglior regione italiana per Livelli essenziali di assistenza, ma rimane il problema dei vuoti in organico
ai bandi promossi dalla Regione. Il primo, per l’inserimento nei Pronto soccorso, ha visto arrivare ben 224 domande che sono ora al vaglio per dare poi il via alla formazione accademica affiancata dal tirocinio pratico in corsia. «L’adesione è stata importante – commenta il presidente Zaia – il che
Un nuovo ambulatorio a Chioggia
dimostra quanta voglia di lavorare e di mettersi alla prova ci sia tra i nostri giovani medici, imprigionati nell’assurdità nazionale delle borse di specialità: obbligatorie ma previste in numero largamente inferiore ai laureati in medicina. Parte da qui la carenza di medici, ormai diventata un’emergenza in tutta Italia
Linfedema, adesso c’è una cura
gratuito dellʼudito D •• Test Apparecchi acustici
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rettori. «Un incontro proficuo e costruttivo – sottolinea il Rettore di Padova, Rosario Rizzuto – nel quale abbiamo riconfermato l’impegno forte dei nostri due Atenei a sostegno della sanità veneta con le nostre attività di ricerca, formazione e assistenza. Sulla carenza di medici abbiamo riscontrato la volontà comune di collaborare per dare in tempi rapidi una soluzione all’emergenza che si è creata». Di “un incontro storico”parla anche il Rettore di Verona Nocini, «nel quale – ha detto – abbiamo gettato le basi per colmare il gap creatosi nella sanità veneta sul fronte dei medici. Le Università di Padova e Verona sono pronte a lavorare direttamente alla formazione dei giovani che la Regione sta reclutando. Ed è significativa anche la collaborazione avviata sulla possibilità di coinvolgere nell’operazione gli specializzandi dal terzo al quinto anno».
’Ospedale di Chioggia della Ulss circa 8.000 prestazioni all’anno per 3 Serenissima si potenzia con questa disciplina, mentre a Venezia l’attivazione di un nuovo servizio: ne registriamo circa 4000. Credo che l’ambulatorio di Odontostomato- anche Chioggia si attesterà su quallogia e Maxillofacciale. Finora gli che migliaio di prestazioni, probabilabitanti di Chioggia dovevano per mente superando Venezia stessa». forza rivolgersi all’Ospedale di MeIl nuovo servizio ha come refestre o a quello di Venezia, un disagio rente il dottor Daniele Ferro, visto finalmente risolto grazie all’integra- la sua lunga esperienza di lavoro zione tra ospedali e professionisti presso l’Ospedale hub di Mestre: nella Ulss 3 Serenissima. Si accede medico specialista in chirurgia maal servizio tramite xillofacciale è di impegnativa del origine romano, Attivo il servizio di medico curante ma mestrino di e prenotazione al Odontostomatologia adozione. È giunCup, ma anche to all’Ospedale di e Maxillofacciale, attraverso consuMestre nel 2007 e basta “trasferte” lenze richieste dai dal 2011 si occupa fino a Mestre vari reparti ospedi chirurgia orale dalieri. «Ci si può e maxillofacciarivolgere all’ambulatorio – ha spie- le, interessandosi particolarmente gato il Primario Michele Franzinel- ai disturbi articolari temporomanli – per prime visite, per controlli e dibolari. All’attivazione del nuovo chirurgia ambulatoriale: ad esempio servizio hanno collaborato anche la per estrazioni, lesioni ossee, disturbi coordinatrice del Poliambulatorio articolari temporomandibolari e la Fabiana Veronese e l’infermiera prochirurgia orale. A Mestre si contano fessionale Monica Boscolo Capon.
ue prestigiosi riconoscimenti per la Chirurgia Vascolare dell’ospedale all’Angelo di Mestre. Ai congressi specialistici di Bruxelles e Buenosmarche Aires la delle migliori comunità scientifica internazionale ha • Pile per l’attività protesi acustiche inteso così premiare di chirurgia linfatica effettuata a Mestre per la pre• Ausili per deboli di udito venzione e il trattamento dei linfedemi degli•arti. Assistenza e riparazioni «Il linfedema – spiega il dottor Alesa domicilio sandroanche Busetto, microchirurgo linfatico – è il ristagno di linfa che provoca il ri• Tappi antirumore su misura gonfiamento in un arto. Si manifesta purtroppo con frequenza dopo un intervento • In-ear monitor personalizzati ma può comparire anche a distanza di anni dall’operazione risultando spesso invalidante». Di solito è affrontato con PUNTI DI ASSISTENZA: massaggi, linfodrenaggi e fasciature. A L’Ospedale all’Angelo premiato a Bruxelles Mestre, invece, gli specialisti della ChiFARMACIA CESTER Porto Viro (Ro) e Buenos Aires per la sua innovativa tecnica rurgia Vascolare hanno messo in atto da FARMACIA DOTT. COLLA - Corbola (Ro) chirurgica in grado di risolvere un problema alcuni anni un iter terapeutico che cura e FARMACIA IKONOMU - Volto di Rosolina (Ro) FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE - Ariano addirittura previene il formarsi del linfealtamente invalidante nel Polesine (Ro) dema con la realizzazione di veri e propri CENTRO MEDICO DELTA - Porto (Ro)provinciale, ma bypass, che “evitano” il vaso linfatico tro ospedaliero del Nordest in grado non solo perTolle il territorio FARMACIA NADALINI Adria (Ro) ostruito costruendo chirurgicamente dei oggi di offrire il trattamento microchiruranche per quello extra-regionale, grazie FARMACIA SAN GIORGIO - Cà Venier di Porto percorsi alternativi. Gli studi clinici pre- gico del linfedema. L’intera attività, sia alle sinergie sviluppate con altri cenTolle (Ro) sentati ai due congressi sono frutto della diagnostica che terapeutica chirurgica, FARMACIA SAN PAOLOtri- specialistici Loreo (Ro)oncologici. A gennaio il collaborazione con il Centro di riferimen- è offerta in regime di sanitàSAN pubblica, tema -sarà al centro (Ve) del “Lymphedema FARMACIA GIUSEPPE Cavarzere to oncologico di Aviano e con l’ospedale anche attraverso un ambulatorio NATURFARMA deUpDate”, all’Ospedale Venezia, PARAFARMACIA - Taglio Civile di Podi(Ro) di Udine, grazie a un progetto culminato, dicato nel quale attualmente vengono che vedrà numerosi scienziati discutere nel 2016, nella creazione di una rete tra seguiti più di 300 pazienti affetti da su come migliorare i trattamenti, sia mele eccellenze trivenete. linfedema con problematiche chirurgidici che chirurgici, di questa patologia L’Ospedale dell’Angelo è l’unico cen- che. Rappresenta un polo d’attrazione ad alto impatto sociale.
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Salute
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Dalle Medicine di gruppo ai Team di assistenza primaria Prosegue la riorganizzazione della rete di medici di base. Oggi sono 76 le Medicine di gruppo per quasi un milione di veneti, ma la Regione è pronta al prossimo passo
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’è il problema della carenza di medici, anche di quelli di base. Ma non è l’unico a rendere difficile la vita delle famiglie, che si debba chiedere una ricetta o magari si abbia bisogno di una visita a domicilio, e questo soprattutto nelle aree più periferiche. Il fatto è che gli orari di ambulatorio mal si conciliano con i mille impegni della vita quotidiana, e che seguire una popolazione sempre più anziana e afflitta da malanni cronici moltiplica le incombenze. Ecco perché già da alcuni anni il Veneto ha deciso di sperimentare con decisione un nuovo modello, e i dati sembrano dare ragione della bontà della scelta. Oggi sono 76 le Medicine di Gruppo attivate: funzionano come “squadre” di medici di medicina generale che condividono lo spazio di lavoro, la segreteria e garantiscono la presenza costante di un professionista per tutte le urgenze. Un servizio migliore, dunque, e al tempo stesso più economico grazie alle economie di scala che garan-
tisce: negli ultimi due anni hanno consentito di risparmiare 4 milioni di euro, di evitare un ulteriore 6% di spesa, di diminuire del 3% le prestazioni specialistiche valutabili come “improprie”, pari a 52.000. Sono stati anche attivati 540 nuovi posti di lavoro tra collaboratori di studio (300) e infermieri (240). Questi e altri inediti dati hanno fatto da punto di partenza per un confronto a tutto campo tra passato, presente e futuro tra la Regione e i suoi medici di medicina generale, organizzata a Montecchio Precalcino a cura di Azienda Zero. In discussione anche l’annunciata evoluzione del modello, con la nascita di quello che è stato ribattezzato Team di assistenza primaria. Ogni team sarà composto da almeno quattro medici di medicina generale per un bacino di riferimento indicativo di ottomila assistiti, prevedendo per ciascun medico componente la possibilità di incrementare il proprio massimale fino a duemila assistiti in carico.
«Il modello si è rivelato vincente – ha sottolineato l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin – soprattutto per la gestione delle cronicità, che è, e diverrà sempre di più fondamentale, anche a fronte del previsto aumento dell’età media della popolazione. Ma i servizi garantiti dalla medicina territoriale sono assolutamente insostituibili per avvicinare la buona sanità alla gente ed evitare faticosi e complessi accessi impropri ai Pronto Soccorso». Le 76 Medicine di gruppo integrate oggi coinvolgono 638 medici di medicina generale e coprono 921.361 assistiti, quasi un quinto della popolazione. In 15 realtà viene garantita anche l’attività di prelievo del sangue. Nel 2018, i costi sono stati di 46 milioni 280 mila euro, dei quali il 31% dedicati all’assistenza dei malati cronici, il 10% alle attività di prevenzione, il 21% alla partecipazione alla governance generale, il 21% all’accessibilità degli studi per i pazienti, il 10% per la tenuta delle schede-paziente informatizzate, il 7% per
la formazione e l’audit. Complessivamente nel triennio 2015-18, la Regione ha investito nel settore 102 milioni 575 mila euro. «L’organizzazione va testata, un po’ come i farmaci prima di darli alle persone – ha ricordato il direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan – ed è
questo che la Regione sta opportunamente facendo. Ma in un quadro nazionale dove a lungo non ci sono state idee chiare e si sono sviluppate esperienze diverse, il Veneto ha un suo preciso modello e oggi possiamo dire che è sicuramente un punto di riferimento per tutto il Paese».
Una vita dedicata Problemi ai piedi? Ecco le soluzioni a far sbocciare la vita Mezzo milione a sostegno dei viaggi solidali
per affrontarli e risolverli S
i chiama “Stacco”, ed è l’iniziativa di trasporto solidale e gratuito per persone non autosufficienti, anziani e disabili oggi attivo nelle l cinque piede è province la base d’appoggio nostro di Belluno,del Treviso, corpo, è responsabile postura Verona, Vicenza e della Venezia chee da la essoRegione dipendono aspetti del nostrocon beha molti appena rifinanziato nessere, proprio per questo l’importanza riun investimento di mezzo milione conosciuta salute è in in continuo di euro.allaMa piùdei deipiedi soldi, que- ni mezzi, tutto il resto lo mettono i aumento. Gli odierni di vita comportano sto caso vale ilstili coinvolgimento dei volontari e le loro associazioni. Prol’utilizzo prolungato delle calzature che, spevolontari, ben 1.200, che hanno ga- prio per questo, per l’anno 2019-20 cie se stretteun o con tacchi alti, rantito passaggio a incrementano loro concit- i fondi sono stati ripartiti tenendo il rischio incorrere in patologie di interesse tadinidi in difficoltà conto del numero podologico. nel raggiungere di volontari, con Grazie al progetto La Podologia è una spel’ambulatorio deldelle più recenti 115 mila euro “Stacco” 1.200 cialità disponibilil’ospeper l’utenza di Centro Memedico, destinati al coorvolontari dicodale Rovigo, centro medico polispecialistico o un ufficio dinamento delle accompagnano appartenente al gruppo Bianalisi. pubblico per visite sanitario associazioni di Allomediche, scopo di comprendere più apterapie, in modo volontariato della chi ne ha bisogno profondito le peculiarità pratiche burocra- del nuovo servizio, Città metropolitaper visite mediche, ne tiche. parliamo Noncon sololaundottoressa Valentina na di Venezia. Al terapie, La Rocca, Podologa e specialista in Scien- pratiche passaggio, anche momento rimanze della e diagnosi cura del province se siriabilitazione tratta pur gono fuori dal proin ecinque piede diabetico, figura di riferimento della sempre di qualcogetto le province della regione struttura per quanto riguarda la salute ed il sa come 700 mila di Padova e Rovibenessere del piede. chilometri percorsi in decine di mi- go, che grazie al sostegno finanziamicosi verruche, oltre al piedehanno doloroso in Dottoressa La Rocca, aiutarci a rio gliaia di viaggi, ma un può accompagnadellae Fondazione Cariparo genere. Rientrano quindiorganizzativo nel campo d’aziocomprendere meglio chi èsiil trasforma Podologo ein di adottato mento che spesso un modello ne del Podologo cosaamicizia si occupa? e relazioni che durano nel alternativo, ma anche non èproblematiche escluso che quali l’alluce valgo e le deformazioni delle dita e “Iltempo, Podologo è un terapeuta specializzato rendendo più solida la rete possano in futuro inserirsi anch’esle complicanze locali per i pazienti affetti da chesociale si occupa dellacomunità. cura e della prevenzione se delle nel progetto Stacco, visto che malattia diabetica, neurologica, vascolare e delle patologie legate alla struttura alla metodologia La Regione contribuisce alle espee servizio sono sovrapreumatologica”. conformazione del piede, trattando callosità, ponibili se vive di carburante e manutenzioa quello regionale. In che modo il terapeuta procede alla unghie ipertrofiche, deformi ed incarnite,
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Dopo 42 anni di lavoro Gabriella Bagatella lascia l’ospedale in cui ha lavorato come infermiera e poi come ostetrica. Accompagnando sono rivoltipiù al mantenimento della funzionatutorivita su misura in silicone (ortoplastie) migliaia di donne nel momento importante dellanano loro
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anni e 2 mesi trascorsi sempre nello stesso ospedale, anche se nel frattempo la sede è cambiata e anche l’Ulss ha cambiato di numero: prima era la 23, poi è diventata la 17 e infine è confluita nella nuova Ulss 6 Euganea. Ma questi sono solo dettagli, aspetti formali che non mutano il senso e il valore di una intera vita professionale spesa a far nascere bambini e seguire le loro mamme. Gabriella Bagatella ha iniziato a farlo appena maggiorenne e adesso, a 60 anni, è pronta a lasciare l’ospedale di Schiavonia ma non quella che è stata e rimane la vocazione di una intera vita: essere d’aiuto agli altri. «Ho amato tantissimo il mio lavoro, più di ogni altra cosa», racconta Gabriella, che nella sua lunga carriera ha cambiato 40 primari. In principio era infermiera professionale ma il suo sogno era diventare diagnosi scelta studiando della metodica di ostetrica. eCialla è riuscita, la notte trattamento adeguata? su fotocopie,più facendo sacrifici su sacrifici. “Il punto di partenza è semprea la visita del «Mio papà voleva che andassi lavorare, a paziente, la quale si esegue un’acasa mia durante c’era tanto bisogno. Per realizzanamnesi si valutano conformare la miacompleta, passione sono anchelascappata di zione piede, camminata, calzature casa edel oggi sonolamolto felice dileaver fatto eil gli eventuali in uso, al fine di inlavoro che miplantari piaceva, con un trasporto dividuare le abitudini scorrette. I trattamenti e un amore per me grandi. Ho fatto nasce-
lità del piede, perciò hanno lo scopo primario per il trattamento delle patologie delle dita: di consentire una corretta deambulazione ed alluce valgo, dita a martello, dita a collo di una corretta postura. Inoltre, gli interventi cigno, dita a griffe”. del Podologo si inseriscono in un lavoro di Dottoressa, qual è il suo consiglio per equipe, pertanto le sospette condizioni pa- chi soffre di una delle patologie o delle tologiche che richiedono approfondimento problematiche del piede? diagnostico o terapeutico vengono segnala“E’ fondamentale affrontare il problema te al medico specialista competente”. rivolgendosi ad un professionista. Il percorso Più concretamente in cosa consistono i di studi del Podologo è improntato sulla cotrattamenti eseguiti? noscenza delle patologie del piede e sull’ac“I trattamenti sono ambulatoriali e in quisizione di competenza nell’effettuare i modo non invasivo si provvede alla rimo- trattamenti e nella realizzazione dei disposizione di calli (ipercheratosi), al taglio e alla tivi ortesici. Inoltre, il Podologo ha un compifresatura delle unghie e all’individuazione e to educativo: si occupa di trattare, ma anche alla cura di infezioni funginee e batteriche di prevenire le patologie, infatti suggerisce delle unghie o degli spazi interdigitali. Si al paziente tecniche per alleviare il dolore, re cinquemila bambini,per partorire le donne consiglia tantissimile ricordi, difficili da utilizzare raccontare: eseguono medicazioni la prevenzione giuste calzature ed che ho evisto nascere Ottanogni paziente ha lasciato primaria secondaria delnegli piede anni diabetico, si insegna esercizimi e massaggi da qualcosa, effettuare in ta: seguendo il travaglio che dura anche autonomia quarant’anni la professione è in cambiata, rimuovono verruche e si trattano le unghie per evitare di incorrere ulteriori parecchie(onicocriptosi). ore, diventi laInoltre madresi delle più problematiche”. le donne sono diventate giustamente più incarnite confeziogiovani o la sorella maggiore, raccogli conesigenti, adesso affrontano la gravidanza fidenze, dai consigli, ti metti sul loro stesso e il parto a un’età diversa, dopo aver piapiano, ascolti storie belle La e meno belle». nificato anche la loro attività lavorativa. I Dott.ssa Valentina Rocca Adesso Gabriella Bagatellain èScienze pronta della bambini no, loro sono rimasti uguali». Ride Podologa - Specialista riabilitazione per voltare pagina. La pensione è solo un Gabriella, e ha proprio ragione. I bambini e diagnosi e cura del piede diabetico nuovo puntopresso di partenza, con destinaziosempreVeneto uguali, oggi come ieri, qui Riceve Centro Medico Rovigo sono – Bianalisi ne Lima, la capitale del Perù, per un mese come altrove. E uguale è l’amore che serve ROVIGO – Tel. 0425 31681 da dedicare alla Caritas: «Lavorerò nei diper accompagnarli quando si affacciano www.centromedicorovigo.it stretti, negli ospedali, nelle abitazioni. Ho alla vita.
Appuntamenti
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Rovigo città segreta 16, 23, 30 novembre
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i rinnova anche quest’anno la manifestazione promosso da Pro Loco e comune all’insegna del mistero. Il ritrovo per la partenza è previsto sotto il gazebo rosso di Palazzo Roverella. Sabato 16 si andrà sulle tracce di storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo. Sabato 23 si scruteranno le apparizioni al crepuscolo: il fantasma del “leone bianco”. Sabato 30, invece si ripeterenno le storie di reclusione e tortura: i misteri celati di Rovigo.
Veronica Pivetti in “Viktor und Viktoria” 23 novembre Conegliano, Treviso
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l Teatro Accademia va in scena lVeronica Pivetti con la famosa commedia con musiche liberamente ispirata all’omonimo film di Reinhold Schunzel. Berlino, Repubblica di Weimar, 1930. Susanne Weber, attrice disoccupata e affamata, arriva in città. Condivide la sorte col collega Vito Esposito. È per l’affamata ditta che Susanne diventa Viktor und Viktoria, affascinante en travesti dotato di uno stravagante fallo di cotone che nasconderà il suo segreto. Strepitosa Veronica Pivetti in un crescendo di esilarante qui pro quo, travestimenti, canzoni e passione. Per informazioni: www.teatroaccademia.it
Escursione alle Grotte del Caglieron 24 Novembre, Fregona, Treviso
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scursione alle Grotte del Caglieron: uno spettacolo naturale tra i più affascinanti di tutta l’area prealpina. Durante questa escursione ci lasceremo ammaliare dalla bellezza di un ambiente veramente singolare formato da una serie di grandi marmitte, cascate e antri che si sono formati nei secoli grazie all’opera della natura e dell’uomo. Queste grotte sono in realtà delle cave aperte dagli scalpellini locali sulle pareti della forra scavata dal torrente Caglieron, per ottenere la “piera dolza”. Ci inoltreremo nel bosco e proseguiremo il nostro cammino accompagnati da un panorama mozzafiato sulla pianura e Fregona. Lungo il percorso avremo modo di cogliere gli aspetti naturalistici che caratterizzano questo ambiente particolare ma anche di immergerci nella realtà artigianale del passato, contraddistinta non solo dall’attività di estrazione della pietra ma anche dalla presenza di diversi mulini. Ritrovo: alle 9.45 davanti al centro visite Grotte del Caglieron, via Ronzon, 31010 Fregona TV. Per Informazioni: giulia@ beescover.com.
Children’s Museum Verona
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ille metri quadrati su due piani, un percorso che si snoda su aree diverse, attraverso esperienze emozionali e immersive. Acqua e aria, musica e colori, luce e arte: leve e prospettive diverse, così come mutano i modelli pedagogici pensati ad hoc per le varie fasi evolutive del bambino. Children’s Museum Verona è movimento e divertimento, proprio come insegna l’educazione informale. Entrando – rigorosamente senza scarpe – in CMV tutti i sensi del bambino vengono attivati. Ad attendere i bimbi, ma anche i loro genitori, colori vividi, profumi diversi, o musica e rumori bianchi concilianti. Aree diverse per un continuum di divertimento e di scoperte. Maggiori info sul sito www.cmverona.it
Momix
We will rock you
La Venezia ebraica
Padova, Teatro Geox, 7-8 dicembre
Padova, Teatro Geox, 30 novembre
24 novembre
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osa ci racconta Alice? Chiedetelo a Moses Pendleton, direttore artistico di Momix, il cui ultimo lavoro, ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, sarà a Brescia (Gran Teatro Morato) e Padova (Gran Teatro Geox) a dicembre 2019. Momix è una compagnia di ballerini-illusionisti, tra le più famose al mondo, che vanta al suo attivo numerosi spettacoli teatrali e apparizioni cinematografiche e televisive. Tornano ora in Italia dopo il successo di spettacoli come ‘Passion’, ‘Opus Cactus’, ‘Sun Flower Moon’, ‘Bothanica’ e ‘W Momix Forever’.
opo un tour di grande successo sia di pubblico che di critica, torna in tour We Will Rock You! Per questa nuova stagione del musical sono confermate le dinamiche e moderne coreografie di Gail Richardson, l’apparato scenografico di Colin Mayes, la direzione musicale di Riccardo Di Paola e la preziosa direzione vocale di Antonio Torella. “Le vicende di Galileo e Scaramouche hanno appassionato a ritmo di Rock platee animate da giovani e meno giovani che hanno condiviso con i protagonisti, tra emozioni e risate, il racconto di una Speranza.
Aism, AssociAzione iTALiAnA scLerosi MuLTipLA, e i notAi ti invitAno A pArtecipAre AgLi inconTri grATuiTi per ricevere risposTe ALLe Tue doMAnde.
PER INFORMAZIONI suglI INCONtRI:
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isita guidata al Ghetto ebraico di Venezia, forse uno dei più famosi al mondo e sicuramente uno dei più antichi. Un decreto del 1516 del governo della Repubblica stabilì che la comunità ebraica dovesse risiedere nel ghetto, che tutt’oggi si trova nel Sestiere di Cannareggio. Durante la passeggiata per il ghetto la guida ci illustrerà moltissimi aspetti riguardanti la storia, la vita e la cultura del popolo ebraico a Venezia. Per prenotarsi o chiedere informazioni: info@viaggiarecuriosi.com
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata con mais
Medaglioni alla salsa di funghi
Ingredienti: ½ cavolo cappuccio - 2 carote - ½ caspo di lattuga - 4 C di mais in chicco - 1 C di gomasio - olio, sale, limone q. b.
Ingredienti per i medaglioni: acqua - sale - farina di mais q. b. Per la salsa di funghi: 300 g di funghi - 1 cipolla - 1 carota - 1 gambo di sedano 100 g di pomodoro - 1 rametto rosmarino - 2 C d’olio - sale q. b.
Focaccia di mais Ingredienti: ½ di latte - 2 C di olio - 5 C di zucchero di canna - 1 uovo - 100 g di farina di mais - 1 pizzico di vaniglia - 100 g di uvetta - 2 mele - 2 mandaranci spremuti - 8 fichi - 1 pizzico di sale.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: lavare le verdure, tagliare il cavolo cappuccio il più sottile possibile, grattugiare le carote, spezzettare la lattuga, condire separatamente. Porre il mais al centro del piatto.
Preparazione: preparare una polentina della giusta consistenza, stenderla su un piano oliato, livellarla con un cucchiaio di legno bagnato (deve essere circa 1 cm e ½ di spessore). Con un bicchiere formare dei dischi. Passare in forno calcolando il tempo in cui saranno serviti (devono essere bollenti), disporre su ogni disco la salsa di funghi (vedi salsa di funghi). Salsa di funghi: tritare la cipolla, la carota e il sedano, mettere in una casseruola oliata, far saltare qualche minuto, unire i funghi, il pomodoro, il sale e il rosmarino, cuocere il tutto circa 10 minuti. Togliere il rosmarino e frullare il tutto.
Preparazione: bollire il latte, versare la farina a pioggia fino a formare una polentina consistente, cuocere per 2-3 minuti e spegnere. Mettere in una terrina, aggiungere la spremuta, il sale, lo zucchero, la vaniglia, l’uovo e l’olio; mescolare gli ingredienti, aggiungere l’uvetta, i fichi, le mele, amalgamare molto bene. Versare in una tortiera oliata e passata con il pan grattato, mettere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti. Servire tiepido.
Note
La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Oroscopo
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l’
Ariete Arriva una svolta significativa per la vostra carriera ma frenate l’impulsività evitando situazioni poco piacevoli
Toro Tensioni in vista e difficoltà con il partner. Avrete la possibilità di decidere del vostro futuro e comunque sarete felici
Novembre Le foglie gialle portate dal vento ricordano a tutti noi che si avvicina l’inverno. Godetevi gli ultimi giorni di sole ancora caldi e piacevoli
Bilancia Determinazione e slancio daranno una bella spinta alla carriera: qualunque cosa abbiate in mente andrà bene
Scorpione Liti e malintesi in vista: se alla coppia potrebbe far bene un chiarimento, sul lavoro andateci cauti
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Gemelli Evitate le nuove avventure, non è tempo. Guardate al passato con fiducia, è la chiave per avere le gratificazioni cercate
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Una discussione accesa con il partner farà emergere problemi irrisolti. Confrontarsi approfondirà la vostra unione
La fortuna in amore si propagherà con effetto domino anche alla vita professionale. Si avvererà ciò che attendete
Leone
Acquario
Le persone che amate vi chiederanno di trascorrere più tempo con loro: non trascuratele o saranno guai
La seconda metà del mese sarà un saliscendi di emozioni, perciò ricordatevi che dopo ogni tristezza ci sarà gioia
Vergine Concedetevi una pausa di riflessione per decidere con calma come muovervi nei mesi a venire. Rispolverate vecchi progetti
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CAVARZERE – RIF.C0043
ZONA CIRCONVALLAZIONE
ZONA CENTRALE
Vendesi,appartamento trilocale al piano 1° con ingresso, studio, cucina con terrazzo, soggiorno con terrazzo, bagno, 2 camere da letto e garage.
Vendesi, in contesto di sole 3 unità abitative, appartamento quadrilocale al piano 2°, composto da: ingresso, soggiorno, cucina, studio, tre camere da letto e 2 bagni. Da ristrutturare.
Euro 60.000
Euro 80.000
CAVARZERE – RIF.C0033
CAVARZERE – RIF.C0024
ZONA CENTRALE
ZONA RESIDENZIALE
Vendesi, appartamento trilocale al 2° piano composto da ingresso, cucina, soggiorno, bagno, 1 camera singola, 1 camera matrimoniale e garage.
Vendesi, appartamento trilocale al piano terra su palazzina di sole 4 unità, composte da ingresso, soggiorno, cucina, 2 camere da letto, bagno, ripostiglio, giardino e scoperto sul retro di mq.240 edificabile.
Euro 72.000
Euro 55.000
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Vendesi, casa accostata da un lato, disposta su due livelli con garage, composta al piano terra da sala con angolo cottura ed una camera matrimoniale ed al piano 1° da una camera matrimoniale e bagno.
Vendesi,villa singola con cortile completamente recintato, in parte piantumato ed in parte adibito ad orto. Al p. terra ingresso, cucina, soggiorno, salotto,camera matrimoniale, ripostiglio, 2 bagni e lavanderia; al p. mansardato salotto, camera da letto e bagno.
Euro 35.000
Euro 147.000
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Vendesi, in esclusiva, attico trilocale in condizioni pari al nuovo con finiture di pregio.Inoltre l’immobile è dotato di ampio garage, posto auto privato e giardino condominiale e due terrazzi di cui uno di 35mq. Proposta in vendita ad un prezzo davvero interessante.
Vendesi, in zona esclusiva, porzione di bifamiliare al grezzo composta da cucina, soggiorno, 2 letto, bagno, ripostiglio e garage al piano terra, ampia mansarda con travi in legno. Le finiture possono essere modificate a gusto e necessità dal cliente.
Euro 135.000
Da Euro 140.000
AFFITTI CAVARZERE – RIF.C0233
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ZONA CENTRALE
ZONA CENTRALE
Affittasi, villetta a schiera centrale in buone condizioni composta al piano terra da ingresso, cucina abitabile, soggiorno, garage e veranda; al piano 1° camera matrimoniale, doppia, singola e bagno con vasca. Posto auto esterno.
Affittasi, comodo a tutti i servizi, trilocale disposto su due piani con ingresso indipendente e posto auto privato.Composto da :ingresso su soggiorno, cucina abitabile, giardinetto sul retro e disbrigo nel sottoscala; al piano 1° 2 letto e bagno con box doccia.
Euro 480,00 al mese
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