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La Piazza Cavarzere mag2020 n76.pdf

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Sport p.18

Regione p.23

Salute p.33

on-line: La prova del nove

MAGGIO 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.76

Cultura p.17

di Cavarzere

IL SINDACO

“No all’abbandono per strada di guanti e mascherine”

Le attività chiedono il sostegno dell’amministrazione. Da parte sua il sindaco si dice disponibile in questa difficile fase. L’opposizione critica

EMERGENZA SANITARIA

Fase 2, le premesse sono buone per ripartire CURIOSITÀ

Le domande “strane”per capire i vari decreti SERVIZI

Nuove disposizioni per la Cittadella sociosanitaria BOSCOCHIARO Chiama Ora

351-6777004 Fontolan: “Massimo impegno per la scuola L.Radice” PA SS

Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal excelsior.adria@gmail.com group1excelsior@gmail.com lockdown. Ci sono linee guida da excelsior.portoviro@gmail.com applicare, norme da comprende e da armonizzare, cercando di garantire il rispetto del distanziamento, unica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilanservizi alle pagg 6-7 cio da svariati miliardi che ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

Commercio, massima attenzione nel pieno rispetto della normativa

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a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci attende una sfida non meno impegnativa. La ripartenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molteplicità di aspetti. Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e che lavora è chiamato all’appello per affrontare una sfida del tutto inedita.

È un periodico formato da 18 edizioni locali mensilmente recapitato a 300.000 famiglie del Veneto.

è un marchio registrato di proprietà Srl di

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Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<

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“Basta con l’abbandono di guanti e mascherine” I

Il sindaco tuona contro chi li lascia lungo strade e marciapiedi: comportamento scorretto e pericoloso

Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme da comprende e da armonizzare, cercando di garantire il rispetto del distanziamento, unica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilancio da svariati miliardi che ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

n questo periodo abbiamo imparato a convivere con il distanziamento sociale e con norme igienico sanitarie rigide, ma sembra continuare ad esserci qualcuno che in barba alle Ora raccomandazioni, Chiama vuole distinguersi negativamente. E’ il caso 351-6777004 della grande quantità di guanti e mascherine che ogni giorno è possibile vedere abbandonata a terra. “Si ricevono numerosissime segnalazioni in merito all’abbandono indiscriminato di guanti e mascherine lungo strade e marciapiedi. Fermo restando che l’abbandono di qualsiasi rifiuto è un gesto totalmente irrispettoso nei confronti dell’amwww.lapiazzaweb.it/vacanze biente e della comunità in cui viviamo e privo di responsabilità, Scopri le favolose offerteun grave atto di inciviltà, il fenomeno oltreall’interno che a rappresentare scelte esclusivamente per te! assume un peso ancora maggiore in un momento in cui dobUna selezione periodica di viaggi d a questo mese biamo a convivere con nuove regole stringenti in ad un imparare prezzo vantaggioso! materia tuonato il sindaco. Viaggia con di noiigiene” e i nostri ha giornalisti! Ricordando “Le numerose pervenute e le segnalazioni, denotano Visita la sezione dedicatafoto sul nostro i nostri cari sito www.lapiazzaweb.it purtroppo una scarsa conoscenza e un disinteresse sulla peri• SERRAMENTI IN ALLUMINIO-PVC colosità che un simile gesto può avere, sulla propria salute e su Nelle ultime pagine del giornale • PORTE PER INTERNI quella altrui. • PORTE BLINDATE Guanti e mascherine, una volta utilizzati, vanno gettati nei cestini della raccolta indifferenziata – ha continuato Tommasi • TENDE DA SOLE • ZANZARIERE -. Inutile che ci lamentiamo sulle misure in essere e facciamo • TAPPARELLE • VENEZIANE • VETRI proteste: le fasi dell’emergenza dipenderanno solo dai nostri Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< • PARATIE ACQUA ALTA comportamenti e da ciò che ne consegue”. a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora •ci RIPARAZIONI E MANUTENZIONI “Ci sono intere categorie ancora ferme e del tutto bloccate, attende una sfida non meno impegnativa. La rie questi comportamenti non favoriscono certo una ripartenza. Rivenditore Autorizzato partenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con Qui è in gioco il nostro futuro e siamo noi a determinarlo – ha la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una concluso -. Abbiamo l’occasione per far vedere che sappiamo sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molessere responsabili, il momento per iniziare è arrivato...già da milani.infissi@gmail.com · cell. 338 3991390 teplicità di aspetti. Erika Masiero un po’”. Preventivi GRATUITI Dopo settimane di attesaeil sopralluoghi Veneto che produce e che lavora è chiamato all’appello per affrontare una sfida del tutto inedita. PA SS

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Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<

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tutte le misure necessarie per garantire un ambiente sano e sicuro, dove “ Adottiamo la nostra squadra sarà lieta di darVi il benvenuto con l’ attenzione che voi meritate. Non esitate a contattarci via telefono, mail, videochiamata, WhatsApp o di persona, tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

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Fase 2, le premesse per ripartire sono buone e gli ospedali tornano pian piano all’attività ordinaria Il dg dell’Ulss 3 Serenissima fa un bilancio della situazione. “Indicatori confortanti, aziende pronte per riprendere, si riparte con le attitività ospedaliere e le prestazioni mediche per i territori ma con nuove disposizioni”

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umeri sempre più confortanti che ci fanno capire che stiamo andando nella direzione giusta”, sono queste le parole del direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben. “Gli indicatori – ha continuato Dal Ben - che ci confermano che la situazione è sotto controllo sono il numero dei “positivi”, in decrescita, i numeri dei ricoverati, in calo, il numero dei ricoverati in terapia intensiva, anch’esso in calo”. Lo Spisal ha effettuato, dal 16 marzo all’8 maggio, più di mille visite di controllo presso le aziende operanti nel territorio, 130 solo nel territorio di Chioggia, e continuerà nei prossimi giorni anche tornando più volte nella stesse aziende che appartengono ai settori più diversi: commercio, servizi-comunicazione, logistica-trasporti, metalmeccanica, agrindustria, costruzioni. “La nostra presenza come Spisal Ulss 3 – ha evidenziato Dal Ben – è quella di metterci a fianco delle Aziende e accompagnarle nel modo più opportuno, tramite suggerimenti e miglioramenti, nelle riaperture, per la più corretta ripartenza anche del settore produttivo”. Gli esiti sono stati buoni, solo in una decina di aziende sono state riscontrate inosservanze riguardanti principalmente il distanziamento, le procedure di accesso e la sanificazione. L’Ospedale di Dolo ha iniziato a riprendere gradualmente le sue attività ordinarie per quanto riguarda i prelievi, la radiologia e le attività di poliambulatorio. Il direttore ha inoltre comunicato che prossimamente ripartiranno le attività chirurgiche: sarà infatti liberata una sala operatoria occupata dai posti letto di rianimazione.“Si ribadisce – ha aggiunto Dal Ben– che anche l’Ospedale di Dolo tornerà alla sua normalità come ospedale del

territorio. Un altro segnale importante che è stato dato a Dolo nei giorni scorsi, proprio su questa ripartenza, è stato il riavvio del cantiere del nuovo Pronto Soccorso”. E sono proprio i Pronti Soccorso che si stanno avvicinando ai numeri di accessi medi giornalieri del 2019, stessa cosa per quanto riguarda l’attività dei centri prelievi. In costante crescita anche il numero delle prestazioni specialistiche ambulatoriali. L’Ulss 3 ha rafforzato inoltre le linee telefoniche per le prenotazioni: 120 a Mestre, 60 per Mirano Dolo e 16 a Chioggia. Negli ultimi giorni sempre a Mestre sono state prese in carico 2808 prenotazioni di call center, a Dolo Mirano 2463 e a Chioggia 476. Per quanto riguarda le case di riposo, il numero dei positivi è sempre in continuo calo: al momento della stampa su 315 ospiti, si contano 44 positivi. Su 137 operatori, si contano 30 positivi.

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Dal Ben: “Grazie agli infermieri: sono importantissimi”

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l Direttore Generale Dal Ben non ha mancato di ringraziare il personale ospedaliero per il lavoro svolto nell’occasione della ricorrenza della Giornata internazionale dell’Infermiere svoltasi il 12 maggio scorso. “Un lavoro importantissimo che stanno svolgendo queste figure sanitarie professionali, anche e soprattutto ora, in questo momento di emergenza sanitaria” .

Coronavirus, la situazione a Cavarzere sta evolvendo nella giusta direzione: al momento sono 5 i guariti er quanto riguarda i contagi nel nostro territorio la situazione è al momento tranquilla” incrocia le dita il sindaco sperando che non ci siano ricadute. Quasi tutti i giorni, tramite la sua pagina facebook, cerca di tenere informata la comunità sull’andamento della situazione all’interno del Comune e in Veneto. “I guariti al momento sono cinque – continua il sindaco -. Ho sentito telefonicamente quasi tutti i contagiati e nelle prossime settimane completerò il giro di telefonate”. “La maggior parte di loro ha contratto il virus

Gli accessi agli ospedali

in ambito lavorativo che è stato in alcuni casi trasmesso nell’ambito famigliare: possiamo dire che sono tutti abbastanza circostanziati. Ad oggi il percorso sta andando verso la giusta direzione e speriamo che nelle prossime settimane si possa, un po’ alla volta, tornare alla normalità e possano guarire tutti”. “Sono stati colpiti indistintamente uomini e donne e purtroppo alcuni di loro in maniera più aggressiva di altri – ha concluso -. Siamo vicini alle famiglie e speriamo che la guarigione possa arrivare il prima possibile”. (er.ma.)

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Cavarzere

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Economia Attività artigianali e commerciali si confrontano col sindaco

Tommasi: “Abbiamo cercato di rinviare tutte le tassazioni, per le scadenze comunali” L

a richiesta dei “baristi anonimi” di Cavarzere è stata ascoltata: nei giorni scorsi è avvenuto l’incontro con il primo cittadino. Il gruppo di commercianti, nato in Whatsapp da un’idea di Giuseppe Augusti e Loris Sega, ha deciso di unire le forze per confrontarsi e cercare soluzioni in un momento complicato segnato dall’emergenza Coronavirus. Poche settimane fa a gran voce avevano chiesto un confronto con il sindaco per ricevere novità e direttive in merito alla situazione delle loro attività. La risposta del sindaco non si è fatta attendere. “Nei giorni scorsi ho incontrato un rappresentante dei Commercianti di Cavarzere e un rappresentante dell’Ascom, poiché ho ritenuto giusto che fosse presente anche la categoria. Abbiamo dato ampia disponibilità di poter intervenire - ha dichiarato Tommasi -. Ad oggi abbiamo cercato di rinviare tutta la tassazione, togliendo per i commercianti le scadenze comunali, poiché per molte tassazioni dobbiamo ancora sapere in che modo possiamo procedere e attendiamo delucidazioni da “Abbiamo parte del Ministero e della approvato il Regione”. “Questo è stato il motibilancio in vo principale per cui non velocità per poter abbiamo dato indicaziointervenire per ni precise, ed è ovvio che noi vogliamo intervenire quelle tassazioni sia per quanto riguarda la su cui altrimenti tassazione sui plateatici, sia quella sulla pubblicità non abbiamo che per quanto riguarda la possibilità tassa sui rifiuti- ha continuato Tommasi -. Abbiad’intervento” mo approvato il bilancio in velocità proprio per poter intervenire il prima possibile”. “La minoranza ci ha criticato per questo, ma è quello che stanno cercando di fare tutti i Comuni proprio perché solo se in possesso di questo strumento possiamo intervenire sgravando le tassazioni per i commercianti, altrimenti non esiste la possibilità. Noi, avendolo già fatto, siamo operativi e appena la normativa ci darà delle linee guida chiare potremo intervenire attuando delle diminuzioni importanti alle tassazioni, se non eliminandone alcune totalmente - ha concluso -. Noi ci siamo e saremo vicini il più possibile alle nostre attività commerciali”. Erika Masiero

Il sindaco Henri Tommasi

Parisotto all’attacco: “Il commercio a Cavarzere è da nove anni abbandonato a se stesso”

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l commercio di Cavarzere è da nove anni abbandonato a se stesso dall’amministrazione” è questa l’accusa lanciata dal consigliere di minoranza Pier Luigi Parisotto, capogruppo della lista Tricolore. “Nel 2007-2008 abbiamo fatto un Piano strategico del commercio, analizzando tutti i bisogni che la città aveva sotto il profilo urbanistico e abbiamo partecipato ad un bando indetto dalla Regione del Veneto, insieme ad altri importanti Comuni della Regione, che ci ha portato a risultare assegnatari di un finanziamento di oltre 300mila euro con i quali abbiamo sistemato la via principale e alcune attività commerciali hanno potuto avere finanziamenti a tassi agevolati per ristrutturare i loro negozi – continua Parisotto -. Il progetto poteva continuare, così come è successo in altri territori del Veneto dove sono nati i distretti commerciali, che conti-

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nuano a partecipare ai bandi regionali acquisendo nuovi finanziamenti”. “Recentemente, per fronteggiare la crisi derivata dall’emergenza sanitaria, la Regione ha deliberato che parte di questi fondi per la riqualificazione possano essere utilizzati per l’abbassamento delle tasse. Quando non si è attenti alle novità normative dei settori, in questo caso del commercio, si perdono occasioni importanti. Ci sarebbero molti lavori da fare in zone che di fatto sono abbandonate a se stesse. Se ci fosse stata la costituzioni dei distretti commerciali di comune accordo con Ascom, ci sarebbe stata la possibilità di accedere a questi finanziamenti a fondo perduto – conclude il consigliere -. Ora non resta che da ricavare dal bilancio ordinario, ammesso che lo vogliano fare, dei fondi da aggiungere a quelli che metterà a disposizione lo Stato”.

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Cavarzere

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“Stiamo aiutando le attività, nell’ambito delle misure previste dalla normativa” Il sindaco Henri Tommasi replica a Parisotto: “Non è questo il momento di recriminare e fare polemiche”

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olite polemiche inutili e informazioni non del tutto veritiere”, questo il commento di Henri Tommasi alle accuse sollevate dal consigliere Parisotto in merito all’impegno intrapreso con le attività commerciali. “Ci stiamo concentrando sulla volontà di esentare la Cosap per le attività prossime alla riapertura e sul togliere la Tari anche al di là dei soli mesi di lockdown previsti da Arera, andando ad esentare quindi per tutto il 2020 – ha continuato il sindaco -. Per quanto riguarda le misure a sostegno del commercio ci saranno i buoni shopping e fondi dedicati a seconda della valutazione dell’impatto. Il tutto nell’ambito delle misure previste dalla normativa su cui è inutile e dannoso fare fughe in avanti ma è fondamentale essere pronti quando serve. Sempre con le attività ci

Dalla visita al fidanzato a quella del commercialista: le richieste più curiose dei cavarzerani sul decreto della Fase 2

I siamo adoperati subito per fornire loro i plateatici di cui necessitano in modo da renderli pronti all’apertura”. “Gli strumenti operativi e anche finanziari che stanno arrivando dovrebbero smorzare le polemiche e indirizzare la politica verso sforzi comuni; purtroppo c’è sempre chi, anche in

questi casi, non perde occasione per pensare di mettersi in luce a scapito di qualcun altro – conclude -. Non è questo il momento di recriminare o fare inutili polemiche: l’amministrazione c’è e sta lavorando con provvedimenti seri e concreti ascoltando le proposte che vengono dal territorio”. Erika Masiero

cittadini inizialmente hanno faticato a cogliere le sfumature del decreto a causa della poca chiarezza delle normative. Il sindaco Henri Tommasi si è trovato a rispondere a molte domande. “Alcuni cittadini mi chiedevano se potevano recarsi dal loro commerciante di fiducia, anche se questo implicava oltrepassare il confine comunale – ha raccontato Tommasi -. Alcuni volevano essere sicuri che non esistessero orari “proibiti” per portare il loro amico a quattro zampe a fare una passeggiata”. “Dubbi comprensibili, poichè in un primo momento non si capiva davvero cosa fosse consentito o meno fare – conclude -. Ma le richieste più accorate mi sono pervenute da alcuni giovani fidanzati che mi hanno chiesto di poter andare a trovare il loro innamorato residente in un altro Comune, cosa che ovviamente non era al momento possibile”. (er.ma.)


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Boscochiaro Il vicesindaco Fontolan

Un progetto per tentare di “salvare” la classe prima della scuola Il consigliere Emanuele Pasquali sollecitava l’amministrazione comunale di Cavarzere a dare delucidazioni riguardo il lavoro svolto per garantire la continuità del servizio scolastico.

tecnica, in cui solitamente le deroghe non vengono nemmeno discusse. Per sapere il proseguo della vicenda dovremo aspettare l’elaborazione dell’ “organico di fatto” e sarà in questa fase che bisognerà farsi ascoltare, cosa che

Il vicesindaco Paolo Fontolan

noi siamo pronti a fare – continua il vicesindaco -. L’idea del doposcuola è stata una proposta dell’amministrazione che ho personalmente seguito e assicuriamo tutto l’impegno da parte nostra nel cercare di perseguire questo

obiettivo”. “Le scuole, soprattutto nelle nostre piccole comunità, sono il luogo della speranza: è in una scuola che una comunità vede il proprio futuro – conclude Fontolan -. Speriamo che nonostante le difficoltà di questo tempo, la

Erika Masiero

Cittadella Sociosanitaria, con la Fase 2 cambiano le disposizioni

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ervizio scolastico presso la scuola primaria “L. Radice” di Boscochiaro. Il vicesindaco, nonché assessore alla Pubblica istruzione Paolo Fontolan risponde. “La scuola di Boscochiaro, oltre a lamentare un numero basso di iscritti (il minimo è 15), non garantisce il tempo pieno, ma solo l’orario mattutino: i bambini che hanno la necessità di avere il tempo pieno inevitabilmente si iscrivono altrove – ha dichiarato Fontolan -. A tal proposito l’amministrazione comunale ha pensato ad un progetto per venire incontro a queste esigenze. La dirigenza scolastica ha proposto un’articolazione dell’attività didattica su 5 giorni la settimana (dal lunedì al venerdì con due rientri pomeridiani) mentre gli altri tre pomeriggi sarebbero a carico del Comune, con un’attività di doposcuola”. “I nove bambini uscenti dalla scuola materna, hanno tutti fatto la richiesta di iscrizione a Boscochiaro e il nostro progetto è stato fatto proprio dalla scuola. Siamo in attesa di sapere quali saranno le decisioni dell’ufficio scolastico provinciale – sottolinea -. L’amministrazione si è attivata per far conoscere e promuovere tale progetto con tutte le nostre forze, ma bisogna ricordare che si tratta di una concessione in deroga, della quale abbiamo bisogno per andare avanti con il progetto”. “Il lavoro degli uffici è tre mesi indietro a causa dell’emergenza Coronavirus, e siamo di fatto nella fase di formazione del così detto “organico di diritto”, fase molto

risposta possa arrivare in tempi ragionevoli per permetterci di mettere in piedi il progetto”. Pare tuttavia, così comunicava il sindaco lo scorso 15 maggio sulla sua pagina Facebook, “che l’ufficio scolastico territoriale di Venezia in capo alla Regione Veneto non avrebbe autorizzato la formazione in deroga della classe 1^ della scuola elementare “L. Lombardo Radice” di Boscochiaro. I 9 bambini iscritti sarebbero dirottati addirittura alla scuola elementare di Pegolotte”. “L’amministrazione comunale esprime profonda contrarietà - prosegue - a tale decisione, che corrisponde ad una mera logica di numeri. Questa amministrazione crede nel futuro della scuola di Boscochiaro e rimane al fianco delle famiglie nel chiedere agli organi competenti di rivedere le soluzioni prospettate”.

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on l’inizio della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus sono cambiate anche le disposizioni della Cittadella Socio Sanitaria. Dal 4 maggio infatti è possibile accedere alla struttura anche se solo dopo aver effettuato la prenotazione telefonica, necessaria anche per i prelievi del sangue e le attività amministrative. Come misura di riduzione del contagio sono sospesi invece i pagamenti allo sportello. Rimangono sempre valide le indicazioni secondo cui è vietato presentarsi in presenza di sintomi influenzali o di febbre superiore a 37,5°, se attualmente sottoposti a misura di quarantena o se si è venuti in contatto nei 14 giorni precedenti con persone positive al Coronavirus o in fase di accertamento. L’accesso in Cittadella avverrà unicamente dopo la misurazione della temperatura corporea. Si chiede inoltre ai pazienti di non presentarsi prima di 10 minuti dell’orario di appuntamento, al fine di non provocare assembramenti e di rispettare la distanza di almeno un metro tra le altre persone. Anche il numero degli accompagnatori deve essere ridotto, salvo per minori e disabili. Viene chiesto infine ai pazienti di indossare la mascherina e di igienizzare le mani.


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Scuola Il racconto dell’insegnante Ilaria Pacchiega delle elementari di Spinea

“All’impegno dei genitori, il nostro ringraziamento” “L

a didattica a distanza è stata di grandissimo aiuto, ma per i bimbi più piccoli non basta. Un grandissimo ringraziamento per il contributo offerto, va in questi mesi, ai genitori dei bimbi delle scuole elementari. A settembre si capirà come si potrà fare lezione. Molti problemi ci sono per i bambini con handicap che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno, e per i quali la didattica a distanza nella maggioranza dei casi, non è lo strumento più adatto”. Lo racconta Ilaria Pacchiega di Cavarzere, insegnante alle scuole elementari “Anna Frank“ a Spinea. “I bambini sono a casa da scuola - spiega l’insegnante- da oltre 3 mesi e in tutto questo tempo che si protrarrà fino a settembre dovranno impegnare il tempo con lezioni a distanza e l’aiutio delle famiglie. Io insegno ad una classe di una ventina di bimbi e bimbe della prima elementare. Abbiamo provato a fare anche video lezioni con i bambini di 6- 7 anni, ma è praticamente impossibile. I piccoli hanno sempre bisogno dei genitori accanto, poi qualcuno si emoziona, piange, insomma una situazione complicata

difficile da gestire. Funzionano meglio invece per queste età, i compiti e lezioni impartite a distanza che i videocollegamenti”. Per i bambini più grandi le cose sono più semplici. “Dalla classe terza in poi delle elementari (scuola primaria di primo grado)- spiega la maestra Pacchiega- le videolezioni funzionano bene. La nostra scuola grazie al grande lavoro del nostro dirigente scolastico Stefano Simionato, si è attivata fin da subito con questa modalità che ha permesso di portare avanti il programma didattico“. I problemi comunque ci sono. “Sono soprattutto quelli legati ai bambini portatori di disabilità – continua l’insegnante. Per queste situazioni servono aiuti specifici” . Su come ripartire in autunno, visto che le scuole di fatto si sono concluse a febbraio, non ci sono ancora indicazioni precise. “Una soluzione che si potrebbe adottare – conclude l’insegnante- è quella delle turnazioni , visto che almeno per le prime classi chiedere il rispetto dei distanziamenti e l’uso delle mascherine è davvero complicato”. Ilaria Pacchiega

Il circo “bloccato” a S. Giuseppe Ha fatto un gran parlare la notizia di un circo con cinque tigri bloccato dal lockdown che ha trovato posto sotto l’argine del Gorzone a San Giuseppe di Cavarzere. La carovana che era partita da Rovigo infatti non ha potuto proseguire il tour. “Mi è giunta la notizia della presenza di alcuni animali all’interno di una proprietà e l’ho subito comunicato agli uffici – ha comunicato il sindaco -. Siamo andati a fare un sopralluogo con i Vigili, che sono andati a controllare gli accadimenti. Questa famiglia ha acquistato un appezzamento da un privato e stiamo andando a capire che cosa sta succedendo, poiché sembrerebbe che abbiano avuto l’autorizzazione dal prefetto – ha concluso -. Il Comune non era a conoscenza di questo e stiamo provvedendo a effettuare le verifiche necessarie”.

Cimiteri, riapertura regolare dopo accurati controlli per la sicurezza “Non c’è stata la volontà da parte dell’amministrazione di non riaprire subito i cimiteri, ma ci sono state delle tempistiche gestionali che hanno richiesto alcuni giorni” ha voluto precisare il primo cittadino Henri Tommasi riguardo le tempistiche a qualche giorno dopo dall’ordinanza che ne permetteva la riapertura. “Abbiamo preferito poi fare una riapertura graduale perché era giusto coinvolgere le varie Associazioni, i vari Comitati, la Pro loco perché avevamo bisogno del loro supporto per contingentare le entrate – ha precisato Tommasi -. I cimiteri sono stati attivi regolarmente dopo due settimane: ho aspettato a riportare subito l’orario alla normalità poiché ho preferito eseguire dei controlli per tutelare la popolazione anziana”. “La Regione stessa ha delegato ad ogni singolo ente la possibilità di valutare la situazione e così abbiamo fatto, controllando la situazione per proteggere i cittadini – ha concluso -. Dopo aver avuto conferma della mancanza di irregolarità ho provveduto alla riapertura regolare”.

Alessandro Abbadir

Un fondo di garanzia per le attività di Cavarzere Istituire un “Fondo di Garanzia” per le attività commerciali e artigianali di Cavarzere.

L

a proposta è del consigliere di minoranza Emanuele Pasquali, contenuta in una mozione depositata a inizio maggio e firmata anche dal consigliere leghista Pierfrancesco Munari. Un’iniziativa pensata per “dare voce alle attività che non hanno lavorato in questi due mesi e mezzo”. “Dobbiamo pensare che dietro ad ogni attività, bar, ristoranti, parrucchiere, estetista, negozio di abbigliamento, laboratorio artigianale, ci sono famiglie che per tre mesi non riceveranno alcun stipendio, non avranno alcun introito della loro attività, se non i famosi 600 euro”. Per questo, dice Pasquali, il Comune “non può far finta di non sentire il grido di aiuto che viene da queste attività economiche. Le bollette hanno continuato ad arrivare, gli affitti sono stati pagati e così anche le forniture in scadenza. Il Comune deve intervenire con velocità concordando con queste categorie le modalità di erogazione degli aiuti economici”. Quindi Pasquali passa a fare i conti: “Da un esame del decreto Cura Italia all’art. 112 c’è la possibilità di posticipare le quote capitali dei mutui che il Comune dovrà pagare nel 2020. Da un esame generale la quota dovrebbe aggirarsi sui 150mila euro, mentre

Una iniziativa pensata per “dare voce alle attività che non hanno lavorato in questi due mesi e mezzo”

dal risparmio del capitolo di spesa delle manifestazioni primaverili ed estive si potrebbero recuperare altri 50mila. Sono 200mila euro che potrebbero finanziare le attività che rendono vivo il centro di Cavarzere e delle frazioni”. “È una proposta che non aumenta la spesa e non mette le mani in tasca ai cittadini – precisa il consigliere -, ma che sfrutta le possibilità legislative vigenti e fa economia di spesa. Credo sia vitale per Cavarzere preservare le piccole attività economiche e con esse le famiglie che ci lavorano”. Giorgia Gay


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Cavarzere

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I fedeli sono tornati in chiesa, messe celebrate in tutta sicurezza L’arciprete del duomo di Cavarzere, don Andrea, spiega modalità, orari e disposizioni per la ripresa delle funzioni

“S

ubito dopo l’annuncio del premier Conte che anticipava la fase 2 abbiamo cominciato a pensare a qualche idea, partendo dalla disposizione delle sedute all’interno del Duomo: ci siamo già attivati con dei segnaposti per ogni panca, alternati in modo da rispettare le distanze di sicurezza” sono queste le parole di Don Andrea, arciprete del Duomo di Cavarzere. “Ora stiamo predisponendo dei volontari per le celebrazioni, il cui ruolo sarà quello di pensare all’accoglienza dei fedeli e alla sanificazione tra una celebrazione e l’altra. Alternando i posti così come li abbiamo pensati (1,20 m di distanza laterale e 1,20 m di distanza fronte-retro), abbiamo conteggiato circa 140 posti – ha continuato -. Ci stiamo concentrando sulla creazione di un gruppo di volontari, che saranno facilmente individuabili grazie ad una targhetta di riconoscimento, che siano presenti per la celebrazione delle messe, divisi in gruppi: uno per l’accoglienza esterna, uno per quella interna che si alterneranno per la sanificazione”. “Le celebrazioni dei giorni festivi saranno tre: alle ore 8, alle ore 10 e alle ore 18.30, mentre nei giorni feriali la messa si svolgerà alle 9 e alle 18.30. Per quanto riguarda il momento dell’eucarestia ci stiamo attivando con l’ausilio per la comunione, con tutte le precauzioni del caso. Non ci sarà la tradizionale fila, ma il sacerdote e i ministri passeranno, muniti di guanti e mascherina, a distribuire la comunioni ai quei fedeli che rimarranno in piedi sul posto. Sarà mia premura inoltre igienizzarmi pubblicamente le mani e la comunione sarà distribuita a tutti sulla mano, coperta dal guanto di protezione e precedentemente igienizzata – ha sottolineato Don Andrea -. Ci siamo attivati con del volantinaggio per comunicare la riapertura di lunedì 18, ma abbiamo comunicato con i fedeli anche tramite i gruppi Whatsapp e Facebook,

Il Duomo di San Mauro a Cavarzere Don Andrea

strumenti grazie ai quali siamo riusciti a rimanere vicini durante questi mesi, condividendo ogni domenica un passo del Vangelo”. E ricordando i momenti più difficili dell’emergenza sanitaria ha concluso: “Le porte del Duomo sono rimaste aperte anche nel momento più acuto del Coronavirus, a simboleggiare unità e vicinanza e insieme al sindaco abbiamo condiviso alcune iniziative a dimostrazione della cooperazione di comunità cristiana e comunità civile”. Erika Masiero

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Cona, il responsabile della ragioneria si è trasferito

“D

opo 24 anni il responsabile del settore Ragioneria del nostro Comune ha lasciato il suo incarico trasferendosi altrove. A Paolo Bojan va il nostro ringraziamento per il servizio reso in questi anni” fa sapere il primo cittadino di Cona Alessandro Aggio. Il trasferimento imporrà al Comune di rivedere l’organizzazione interna: “Vedremo di farcela con le forze che già abbiamo a disposizione, dando vita a un riassestamento della macchina comunale per sopperire a questa mancanza”. (g.g.)


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Cona

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Fase 2 Il bilancio del sindaco

Aggio: “Neanche un contagio nel nostro comune”

O

ra che siamo nel bel mezzo della cosiddetta Fase 2, il sindaco di Cona Alessandro Aggio guarda alle settimane di lockdown con sollievo ma anche soddisfazione, per l’attenzione dimostrata dai cittadini alle regole e per la capacità della comunità di affrontare questo periodo con spirito di collaborazione, grazie anche al prezioso aiuto del volontariato e della protezione civile. “Nel lockdown i cittadini sono stati encomiabili – commenta -. Noi siamo stati l’unico comune in tutta la provincia senza neanche un contagio”. “A differenza di molti altri comuni, noi abbiamo sempre garantito il funzionamento del mercato settimanale, seguendo tutte le misure di sicurezza e le prescrizioni, con l’aiuto della Protezione civile e della polizia locale, che hanno contingentato gli ingressi, controllato che tutto filasse liscio, consegnato mascherine a chi ne era sprovvisto

- sottolinea -. Abbiamo fatto questa scelta per mantenere un servizio importante per la città e per dare ove possibile una parvenza di normalità”. Il COC, ricorda il primo cittadino, è continuativamente aperto dal 10 marzo tutte le mattine per distribuire dispositivi di protezione individuale, moduli, autocertificazioni. “A metà maggio siamo ripartiti anche con lo sfalcio dell’erba– fa sapere Aggio -: appena ci è stato possibile abbiamo dato il via alla sistemazione di tutti gli spazi verdi comunali, recependo anche le molte richieste dei cittadini. Purtroppo prima non ci era consentito per il lockdown”. Entro metà giugno all’incirca dovrebbe inoltre partire il cantiere per la realizzazione della pista ciclabile Cona-Conetta: “Il contratto con la ditta è già firmato, ma abbiamo dovuto bloccare tutto sempre per il coronavirus. I lavori dureran-

Il sindaco Alessandro Aggio

no 6 mesi” . Un occhio già alla ripartenza post-estate e alle scuole: “Abbiamo due istituti scolastici con ambienti molto spaziosi, quindi potremo distribuire gli studenti su spazi adeguati garantendo il distanziamento sociale. Stiamo supervisionando gli ambienti rimasti inutilizzati da un po’ di tempo per metterli a disposizione ed essere pronti al momento della ripartenza”. Quanto al sostegno alle imprese nella delicata fase 2, il sindaco fa sapere che “stiamo pensando di ampliare i plateatici senza aumentare i costi, per andare incontro il più possibile ai nostri commercianti”. Mentre per aiutare le famiglie “restituiremo i soldi del trasporto scolastico per i mesi di chiusura del servizio. La copertura di questi costi, che siamo comunque obbligati a versare, saranno a carico del Comune. Infine, il Comune non ha interrotto e ha pagato nor-

Cimitero di Cantarana, tariffe rifiuti, centri estivi e mercato a Pegolotte: le priorità per l’opposizione

A

mpliamento del cimitero di Cantarana, determinazione della Tariffe rifiuti, spostamento del mercato di Pegolotte, risoluzione del problema della sala attesa del medico generale, attivazione dei centri estivi. Queste le priorità da affrontare a stretto giro per Antonio Bottin e Franco Necchio di Intesa per Cona. “Per quanto riguarda il cimitero, ad aprile abbiamo presentato un emendamento al bilancio 2020-2022 per inserirne l’ampliamento e la realizzazione di nuovi loculi nel piano triennale delle opere pubbliche urgenti. La mozione è stata bocciata dalla maggioranza perché aspettano l’approvazione del bilancio consuntivo per finanziare le opere con l’avanzo di amministrazione del 2019 – ricorda Bottin -. Di fatto questo sposta ancora il problema di almeno tre mesi. Noi riteniamo che la problematica sia urgente e non più rinviabile”. Per quanto riguarda la tariffa rifiuti, la richiesta è di presentare il piano finanziario per determinare il costo effettivo del servizio, “in quanto nel 2020 erano previsti dei maggiori oneri dovuti a traslazione dei costi di gestione iniziati nel 2019 e l’ammortamento dal 2020 dei nuovi contenitori – sottolinea Bottin -. Ad oggi la scelta è di mantenere le stesse tariffe provvedendo però entro fine anno all’approvazione del piano economico finanziario per il 2020. Il conguaglio risultante tra i costi per il 2020 e i costi determinati per il 2019 sarà ripartito in tre anni, a decorrere dal 2021”. Per Bottin “questa scelta comporterà maggiori

oneri per i cittadini. Ma la cosa che più preoccupa è il conseguente mancato pagamento delle cartelle esattoriali con l’effetto che i maggiori costi verranno poi spalmati sull’intera cittadinanza. Già il consistente aumento delle tariffe rifiuti avvenute nel 2019 ha determinato un mancato introito nelle casse comunali di circa 77.490 euro su un costo complessivo del servizio per 421mila, pari al 18,5%”. Quanto al mercato settimanale del martedì a Pegolotte “ abbiamo proposto che ritorni nell’intera piazza Cesare De Lotto – spiega Bottin -, con le relative misure di sicurezza previste, per garantirne la distanza sociale, in quanto l’attuale sistemazione all’interno del ristretto cortile del Comune sta creando dei disagi con possibili assembramenti”. Resta da risolvere con urgenza inoltre il problema degli spazi di attesa del medico di base: “Vista la notevole affluenza abbiamo chiesto al sindaco di assegnare come sala di aspetto oltre all’atrio di ingresso anche la sala grande dove si incontravano gli anziani, per evitare che nei periodi di pioggia o vento le persone rimangano fuori alle intemperie”. Infine, il nodo dei centri estivi: la proposta è di “convocare una commissione consiliare e un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati - parrocchia, scuola, associazioni e privati -, coordinata dal Comune con la collaborazione del servizio sanitario territoriale, con il compito di elaborare un progetto da presentare alla Regione per avere le risorse economiche necessarie”. (g.g.)

malmente gli assegni di cura per i beneficiari e i buoni libri”. Anche l’ente locale dovrà però fare bene i conti, a causa delle minori entrate delle ultime settimane: “Vedremo se sarà conveniente l’opzione di

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Percorsi ciclabili Treviso Ostiglia

Raggiungere Venezia in sella alla bici

S

arà possibile arrivare da Trebaseleghe fino a Venezia in bicicletta e non attraverso strade, bensì percorrendo percorsi naturalistici in particolare lungo il fiume Dese. La nuova ciclabile direzione Venezia si potrà prendere a Silvelle. Una bella notizia possibile grazie alla firma da parte del Comune di Trebaseleghe di un protocollo d’intesa con la Città metropolitana di Venezia e i Comuni veneziani di Spinea, Martellago e Scorzè per la progettazione di un percorso ciclabile

Il Comune di Trebaseleghe ha firmato un protocollo d’intesa con la Città metropolitana di Venezia e i Comuni di Spinea, Martellago e Scorzè che collegherà Venezia alla pista Treviso-Ostiglia. La prima intersezione è prevista proprio nel territorio comunale di Trebaseleghe, in particolare a nordest nella frazione di Silvelle (peraltro “capitale della bici” proprio su tracciati bianchi e sterrati e già sede, alla fine dello scorso anno, dei mondiali di mountain bike), alla porta di San Martino che immette sulla ciclabile già in uso e realizzata sul sedime della vecchia ferrovia militare Treviso-Ostiglia. L’obiettivo dell’intesa, e del

Si riparte ! noi ci siamo … e Voi? Piazza Repubblica, 25 · Cavarzere (Ve) seguici su BAR Venezia

progetto, è quello di salvaguardare, e se possibile aumentare, le aree verdi lungo i fiumi, ricchezza e caratteristica del territorio di “acque”, valorizzando e gli antichi mulini, memoria storica delle campagne, e incentivando la mobilità e il turismo sostenibile. La Città metropolitana di Venezia farà da coordinatore del progetto occupandosi anche della fase successiva di reperimento fondi e realizzazione della pista ciclabile. Il progetto di fattibilità costerà 216mila euro che arriveranno da un finanziamento del ministero delle Infrastrutture. A sottoscrivere l’accordo è stato il sindaco Antonella Zoggia, insieme agli altri primi cittadini veneziani. Il protocollo permetterà di rendere fruibile il percorso naturale lungo gli argini del fiume Dese, collegandosi poi a piste verdi già realizzate nel territorio comunale di Scorzè. L’idea di collegare Venezia all’Alta Padovana, e da qui verso le piste del nord, è stata portata avanti da appassionati cittadini come gli “Amici della bicicletta Fiab” che hanno sostenuto proprio un progetto già ipotizzato da associazioni e cittadini di Trebaseleghe. Nicoletta Masetto


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Treni elettrici nella linea AdriaMestre, si va verso la progettazione La società Infrastrutture Venete ha deliberato di procedere con il bando. Questa fase apre a quella successiva dei lavori di elettrificazione della linea pianificati per il prossimo anno

T

reni elettrici, si va verso la progettazione. La società regionale Infrastrutture Venete in queste settimane ha deliberato di procedere con il bando per l’affidamento della progettazione definitiva dell’intervento di elettrificazione della linea ferroviaria Adria-Mestre. Si tratta di una vera e propria rivoluzione per il binario unico a scartamento standard lungo poco più di una cinquantina di chilometri da quasi un secolo solcato dalla “Vaca Mora”, la littorina a gasolio di Sistemi Territoriali. L’affidamento del progetto avverrà con una procedura aperta (che si chiuderà il 22 giugno), con

applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del migliore rapporto qualità prezzo, secondo quanto stabilito dal Codice dei contratti pubblici e nel rispetto degli indirizzi forniti dall’Autorità nazionale anticorruzione. Nel contesto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 questo bando è stato ritenuto un procedimento urgente e indifferibile in quanto l’attività di progettazione è propedeutica ai prossimi lavori di elettrificazione pianificati già per il prossimo anno e da ultimare in tempi compatibili con la consegna dei nuovi treni a trazione elettrica prevista nel pe-

La storica littorina de “la Vaca Mora”

Si tratta di una vera rivoluzione nel collegamento ferroviario lungo poco più di una cinquantina di chilometri da quasi un secolo solcato dalla mitica littorina “Vaca Mora”

riodo secondo semestre del 2022. “Con questa progettazione - ha sottolineato Elisa De Berti, assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti - si apre finalmente una nuova fase per la Adria-Mestre, una delle linee ferroviarie del Veneto che necessita maggiormente di interventi di riqualificazione, velocizzazione e messa in sicurezza. La società Infrastrutture Venete sta confermando la sua importanza strategica nell’azione di potenzia-

mento della mobilità regionale e l’elettrificazione di questa tratta consentirà di migliorare il servizio secondo modelli più performanti e rispondenti alle esigenze dell’utenza”. L’importo a base di gara, al netto degli oneri, è di circa 450 mila euro. I 22 milioni di euro necessari per l’elettrificazione della linea sono già stati finanziati lo scorso anno dalla Regione. Alessandro Cesarato

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Intervista Alberto Toso Fei

Il Decamerone veneziano ai tempi del Coronavirus A

lberto Toso Fei, scrittore e giornalista veneziano, da circa trent’anni si occupa del recupero della tradizione orale. Fin da bambino la sua curiosità e il suo interesse erano indirizzati verso quelle storie popolari narrate dai nostri anziani. L’idea di un Decameron veneziano è originale. È nata durante la quarantena? “Il Decamerone non nasce durante la quarantena ma il primo giorno di quarantena. Mi sono chiesto dal momento in cui è stato annunciato il cosiddetto lockdown cosa avrei potuto fare. Non solo per me, ma per la gente. Ho pensato allora che avrei potuto raccontare delle storie, cosa che facevo già in precedenza. Il tutto è iniziato domenica 8 marzo: un racconto ogni sera a mezzanotte per dieci notti”. Come ha reagito la gente a questa proposta? “C’è chi questo periodo di quarantena è stato costretto a passarlo da solo. Quindi, per molti il Decamerone a mezzanotte – in questo spazio sospeso tra un giorno e l’altro – ha rappresentato un vero momento di sospensione, di svago. Un momento in cui il pensiero si rivolgeva altrove. Non ho potuto non reagire in modo positivo quando mi è stato chiesto di continuare. Glielo

dovevo: per quarantanove notti di seguito, ogni mezzanotte, mi sono collegato e per venti minuti e ho raccontato una storia veneziana. Ho terminato il 25 aprile e da quel giorno, ogni mercoledì alle 23, lo ripropongo con cadenza settimanale in diretta sul mio profilo Instagram e sulla pagina Facebook “Venezia in un minuto”. Inoltre, il Decamerone è destinato a diventare un’esperienza fisica. La Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia ha già dato disponibilità dei suoi spazi per trasformare questo progetto in un vero e proprio evento.” Questa interpretazione boccaccesca, unica nel suo genere, presenta una struttura e una cornice simili a quella originaria? “Direi di no, solo nell’evocazione. Sicuramente è forte e si percepisce il desiderio – come nell’originale – di riunirsi al tempo del contagio per rammentare – a noi tutti – che non siamo soli”. Che tipo di personaggi sono quelli raccontati nelle sue novelle? Che cosa stanno cercando? Cosa vogliono comunicare? “Non sono personaggi univoci. Quelli che propongo sono racconti che hanno una base tradizionalestorica e fanno parte di un patrimonio condiviso. In ogni caso si tratta di figure come uomini e donne tra

Alberto Toso Fei

le più diverse, che hanno attraversato più periodi della storia e che non sono riconducibili a un unico denominatore, se non il fatto di essere veneziani o di aver visto la loro vicenda svolgersi a Venezia”. Nel suo cantiere artistico-letterario ci sono altri progetti di questo genere? “Sì. Difatti, martedì 12 maggio è partito Viaggio nel teatro veneziano. È un lavoro concordato con Venezia Cultura che andrà in streaming ogni martedì e ogni venerdì alle 14 sulla pagina Facebook del Teatro Toniolo, ed io, in dodici puntate, due a settimana per sei settimane, racconto la storia del teatro a Venezia. Mentre il giovedì sto caricando online, sempre sulla pagina Venezia in un minuto, i filmati che ho girato per il carnevale di Venezia e che sono stati proiettati in piazza San Marco durante i festeggiamenti. In quell’occasione mi recavo sopra il palco e a tutti i presenti raccontavo una storia. È stata una bella esperienza.” Samuele Contiero

“Niente paura”: la musica non si ferma

“N

iente Paura” è la band di Chioggia-Cavarzere composta da Lorenzo Penzo alla chitarra e voce, Michele Storari e Nicholas Merlante alle chitarre, Nicola Longhin al piano e tastiere, Marco Ferro al basso e Renzo Bullo alla batteria, che non ha smesso di condividere la sua musica anche durante l’emergenza. Ovviamente a distanza. “L’iniziativa è nata in un momento di distanziamento sociale che non permetteva nessun tipo di attività di gruppo – ha raccontato Renzo -. Abbiamo voluto rimanere attivi, ognuno da casa propria assemblando il tutto in post produzione”. “Da qualche anno ci stiamo concentrando a fare cover di Ligabue e dopo l’affetto che il nostro seguito ci ha dimostrato per la nostra versione de “Il giorno dei giorni” stiamo preparando un altro pezzo – ha continuato - . La nostra iniziativa, che abbiamo avuto il piacere di vedere pubblicata nella pagina facebook di Chioggia Azzurra e Cavarzere Azzurra, ha suscitato un riscontro davvero positivo da parte di conoscenti, amici e familiari”.

“Il nostro settore ha risentito e risentirà delle ripercussioni causate dall’emergenza Coronavirus, dal non poterci ritrovare per le prove nella fase 2, al cambio delle abitudini della fase 3. I gestori dei locali infatti avranno molte difficoltà ad organizzare le serate live e questo si ripercuoterà anche su di noi. Speriamo che il prima possibile si riesca a tornare ad una normalità che sarà comunque diversa rispetto a prima – ha concluso Bullo -. Noi continuiamo ad andare avanti con la nostra musica, che ci Erika Masiero piace e ci diverte”.


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Sport

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L’esperto L’opinione di Alessio Fincato personal trainer di Dolo

“Sport dopo lo stop? Avanti con cautela” I

l lungo periodo di clausura ha costretto tutti ad una inattività fisica che ha influito sul benessere motorio di ognuno. Qualcuno si è adattato a eseguire esercizi casalinghi e per tutti la ripresa dovrà essere attenta e mirata. La Federazione Medico Sportiva italiana, affiliata al Coni dal 1929, ha diramato dei consigli per la ripresa fisica che parte da alcune considerazioni basilari. “Per l’Organizzazione

Mondiale della Sanità, la mancanza di attività fisica e uno stile di vita sedentario comportano circa 3.2 milioni di morti ogni anno. Infatti, è ben noto che l’attività fisica rappresenta un potentissimo strumento per ridurre il rischio di mortalità e di numerose malattie croniche. Una corretta quantità di attività fisica, svolta con le dovute cautele e in condizioni di assoluta sicurezza, è quindi un elemento

Balducci, campione di karate anche virtuale

V

SERRAMENTI

VOLTAN GABRIELE

Alessio Fincato (a sinistra)

imprescindibile della vita di tutte le persone”. Come approcciarsi, allora, alla ripresa? L’abbiamo chiesto al personal trainer Alessio Fincato, molto conosciuto perché da anni presta servizio presso il centro sportivo Riviera del Brenta di Dolo e nella palestre Gym up ipercity e Gym up city di Padova. “I miei consigli sono quelli di rispettare la ripresa graduale dell’attività partendo da almeno 30-45 minuti ogni giorno fino ad un totale di 150-300 minuti a settimana, in combinazione con esercizi di tonificazione muscolare e flessibilità. L’intensità del lavoro deve variare a seconda delle condizioni fisiche individuali e dell’età, con un’attività d’intensità moderata per la maggior parte della settimana, e una parte di singole sedute svolte a intensità più alta”. Raccomandazioni? “Dopo un

periodo di ridotto esercizio fisico e aumentata sedentarietà, l’attività fisica deve essere praticata con le dovute cautele e in condizioni di assoluta sicurezza, con gradualità e periodicità corrette altrimenti si esporrebbe il fisico a situazioni di affaticamento precoce per ridotte capacità aerobiche o a infortuni per alterata funzione dei muscoli, risultando controproducente per la salute” Pericolo di scompensi? “Non necessariamente, a meno che il periodo di isolamento abbia comportato un aumento di peso corporeo, in questo caso sarà assolutamente raccomandato abbinare alla ripresa dell’attività fisica anche un regime dietetico controllato, moderatamente ipocalorico e ricco di vitamine e con attenzione ad una appropriata idratazione”. Lino Perini

incere anche quando non è concesso di gareggiare. E’ quanto è riuscito a fare Giovanni Balducci il pluricampione di Coppa del Mondo, dei campioni mondiali, europei e italiani di Karate che ha partecipato ad aprile al 1° campionato virtuale di karate aperto a tutti gli stili. L’atleta di origini milanesi ha gareggiato dalla palestra della propria abitazione e si è imposto nella categoria 82 kata individuale veterani interstile maschile. Ci spiega. “Si tratta del primo campionato italiano virtuale. In pratica si filma a casa il kata da portare in gara e si invia il file alla federazione. Un team di arbitri li esamina e poi decreta il podio dei migliori. E’ una nuova e insolita esperienza, una iniziativa unica, gratuita e di libera partecipazione”. E non sarà l’unica, come il campione mondiale anticipa. “Seguirà una importante gara internazionale simile a questa, nella federazione dove l’anno scorso vinsi il mondiale, anche questa open.” Con l’obiettivo di primeggiare”. (l.p.)

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l mondo del calcio piange uno dei giocatori locali più amati, Damiano Zugno, che ad agosto avrebbe compiuto 32 anni. Dopo l’esperienza in B col Mantova era tornato nel Veneto, chiamato dalla Calvi Noale e poi ha girovagato in varie società, Mestre, Spinea, Istrana, Real Martellago per finire con lo Zero Branco. In tutte le squadre si era segnalato per il suo attaccamento, la sua professionalità unita alla capacità di far gruppo e di aiutare i compagni. Due anni fa l’insorgere del tumore, all’inizio del 2019 il ritorno in campo, sembrava avesse sconfitto il male. Non è stato così, ha perso la partita più importante. Delle centinaia di messaggi postati, riportiamo

quello d, Alberto De Poli della Calvi contro l’Istrana, così lo ricorda. “Era il 6 gennaio 2019, eri entrato in campo con quel caschetto che si, effettivamente ti stava benissimo, avevi un sorriso che trasmetteva gioia , felicità, speranza, un sorriso che trasmetteva vittoria, La vittoria. Il sorriso di chi non aveva mai mollato,

di chi non molla mai, in campo e nella vita, e che nonostante la situazione ha continuato ad essere sempre la persona speciale che era Eri tornato in campo dopo quel maledetto nemico proprio contro di noi, proprio contro di me. E allora forse pensi che il destino esista. Ero lì a guardarti entrare fiero di te stesso, con la fascia al braccio con la quale probabilmente ci sei nato, perché come quando si pensa ad un capitano, si pensa a Dami Zugno, e l’applauso vero fiero e sincero, dal profondo del cuore, di tutto lo stadio. Ovviamente hai portato a casa i 3 punti, e io non sono mai stato così felice per una sconfitta, perché si il calcio è importante, ma la vita, lo è di più!”. (l.p.)


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#Regione

Il Prefetto di Padova Renato Franceschelli

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Il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto

“I cittadini hanno “Ripartiamo dimostrato grande con la massima senso di responsabilità” attenzione” Prefetto Franceschelli, quale il bilancio della prima fase di emergenza? “Possiamo distinguere due momenti e due modalità decisamente diverse. I primi 15 giorni con l’individuazione del focolaio di Vo’ e la chiusura di Schiavonia hanno rappresentato l’emergenza nella maniera più tradizionale, durante la quale abbiamo fornito assistenza alle persone, vigilato sugli accessi, gestito i bisogni e i servizi essenziali. Quando l’emergenza si è allargata sul piano territoriale e ha assunto connotazioni più sanitarie, le cui competenze sono in capo alla regione e alle Uls è cambiato anche il nostro ruolo come Prefettura. Da allora le direttive del Governo hanno avuto un evidente impatto sulla vita di tutti e da parte nostra abbiamo avvertito la necessità di armonizzare le interpretazioni, di coordinare le forze dell’ordine e gli enti locali. La gestione delle deroghe alle attività e filiere essenziali ha rappresentato un onere notevole in termini amministrativi e burocratici, con la gestione di oltre 8 mila domande da parte delle aziende che chiedevano di proseguire. Abbiamo cercato di essere collaborativi e comprendere le singole richieste, negando quelle pretestuose ma riconoscendo la complessità delle filiere presenti a Padova e provincia e cercando sempre una soluzione”. I cittadini come hanno risposto? “Posso dire di aver avvertito un senso responsabilità diffuso nel periodo di maggiore restrizione. I padovani hanno collaborato e si sono adeguati alle disposizioni, lo confermano anche i numeri delle attività di controllo che pubblichiamo quotidianamente sul nostro sito”. I giovani come si sono comportati? “Si sono dimostrati più responsabili e pazienti degli adulti, hanno vissuto la segregazione con minor disagio, probabilmente perché avevano già confidenza con gli strumenti tecnologici che hanno permesso di mantenere le relazioni a distanza”. Come ha vissuto a livello personale questo periodo? “Ho avuto la fortuna di avere mia moglie bloccata qui a Padova e quindi di non essere solo. Come per molti è stato un periodo di lavoro intenso, con giornate veramente piene. Certo mi è mancata la

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dimensione della socialità, come a tutti”. Cosa cambia con la “fase 2”? “Il mondo intorno a noi è cambiato e ci troviamo a gestire una situazione nuova, che coinvolge le amministrazioni pubbliche e il mondo delle aziende. In questo momento l’approccio è improntato alla collaborazione e non solo alla sanzione. Le aziende si trovano di fronte anche a difficoltà di interpretazione delle nuove regole e meritano di essere sostenute e aiutate prima che sanzionate. Questo in caso di difficoltà oggettive, mentre le furbizie non sono ammesse. Il tavolo istituito in Prefettura con gli uffici e forze polizia che eseguono i controlli tiene vivo il dialogo quotidiano con le categorie economiche, con i sindacati e con il mondo bancario. La mia raccomandazione è quella di rendersi conto che la partita non è finita e proprio adesso ci giochiamo un rischio concreto con le riaperture. Dobbiamo evitare le disattenzioni che possono generare nuovi focolai di contagio”. Quali prospettive per i grandi eventi estivi? “Questo è l’ambito sul quale grava un notevole punto interrogativo. In questo periodo è difficile immaginare una gestione a breve termine. Al momento siamo in attesa di indicazioni da parte del governo,sicuramente è il settore che ne sta risentendo di più e che va adeguataNicola Stievano mente sostenuto.

’emergenza Covid-19 ha impegnato in modo massiccio tutte le forze di polizia nella sua fase più acuta nel territorio della Città Metropolitana di Venezia. Ora ci sarà da affrontare la fase 2 tenendo sempre conto che basta qualche disattenzione per far ripartire il virus”. Lo spiega Vittorio Zappalorto Prefetto di Venezia, che è anche coordinatore di tutti i prefetti del Veneto. Zappalorto trevigiano, era stato qualche anno fa anche commissario straordinario per il Comune di Venezia a seguito delle vicissitudini giudiziarie della giunta Orsoni. “Una parte importante del lavorospiega il Prefetto- che è stato fatto in questi difficili mesi, in cui la pandemia è stata così forte, è stata quella dipanare e coordinare le normative in materia che arrivano via via dai vari enti e che a volte erano contraddittorie fra loro”. La Prefettura di Venezia ha dovuto così dare indicazioni sulla corretta applica- che, sono state accolte dalla Prefettura, ad eccezione di circa 200 che non rizione delle normative e dovrà anche far fronte nelle prossime settimane ai spondevano ai requisiti per riaprire. Ora arriva la fase 2. “In questo frantanti ricorsi. “Nel periodo più difficile dell’epidemia - aggiunge Zappalorto - gente – sottolinea il Prefetto Zappasul territorio veneziano fra carabinieri, lorto – è importante innanzitutto seguire l’andamento polizia di stato, guardell’epidemia contradia di finanza e agenti “Ogni giorno stata quotidianamente delle polizie locali, c’erispondiamo alle dal sistema sanitario rano oltre 1200 uomini e donne a presidiare. richieste di aziende e far luce sulle varie normative in modo da Un lavoro importantisdare linee guida chiare simo fatto con grande e cittadini, abbiamo alla cittadinanza e atabnegazione e spirito eseguito decine di tività produttive. Sarà di servizio. I controlli importante ad esemfatti sono stati decine migliaia di controlli” pio, che una attività di migliaia e migliaia le sanzioni comminate. “Va detto - conti- che riapre (si pensi a bar e ristoranti) in nua il Prefetto - che la stragrande mag- linea di massima se non ci sono partigioranza dei cittadini si è attenuta alle colari esigenze, non venga controllata da diverse forze di polizia più volte”. Inregole in modo scrupoloso anche se in tanti hanno chiesto chiarimenti su cosa fine c’è attenzione attenzione e attesa per le disposizioni su momenti aggreera possibile fare e cosa no. I cittadini gativi come concerti, sagre feste paehanno tempestato di telefonate i centralini della Prefettura e a loro sono sta- sane spettacoli. “Si tratta di eventi che te date tutte le delucidazioni ai quesiti per ora restano vietati perché creano di ordine pratico che spesso venivano assembramenti. – conclude il Prefetto Vedremo a giugno con i nuovi decreti se posti”. Sul fronte delle aziende alla Prefettura vi sarà la possibilità di concedere qualsono arrivate 5000 richieste di apertura che forma di autorizzazione”. Insomin deroga nell’ambito delle filiere con- ma, come in tutta Italia, i grandi eventi siderate “essenziali” o riconducibili a rischiano di essere gli ultimi a poter riAlessandro Abbadir partire. queste Queste richieste, fatte le verifi-


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Regione

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“Imprese e lavoratori hanno bisogno di un supporto costante”

L’intervista Maddalena De Luca, Prefetto di Rovigo, ripercorre questi mesi frenetici

“Il Polesine ha dimostrato grande capacità di recupero” P

rima l’emergenza, ora la ripartenza tra mille incognite e dubbi. Ne abbiamo parlato con il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Signor Prefetto, un bilancio di questo lockdown che ci siamo finalmente lasciati alle spalle? “L’esigenza maggiore da parte della popolazione è stata quella di avere informazioni chiare, precise, dirette ed è una cosa che continuiamo a garantire anche adesso. Nei primi momenti evidentemente c’era l’incognita sulle cose da fare: di fronte a misure importanti è stata necessaria una vicinanza particolare alla comunità sia attraverso i sindaci che sono i più vicini alle realtà territoriali sia con i cittadini che si sono interfacciati alla Prefettura”. Come ha retto il Polesine? “Ha risposto molto bene: i cittadini sono stati rispettosi delle regole, hanno compreso il problema e quanto fosse seria e grave la situazione. Durante tutto il lockdown sono stati 50mila i cittadini controllati, con una media di un migliaio al giorno, e la percentuale trasgressioni accertate è stata molto bassa, nell’ordine del 2%. Circa 25mila le attività produttive controllate”. Se lo aspettava un comportamento così virtuoso? “Ci speravo, perché ho avuto modo di cono-

scere la comunità e ho sempre avuto un’ottima impressione”. Nel lockdown sono state molte le aziende che hanno chiesto di poter riaprire prima? “Nella fase del silenzio-assenso non abbiamo riscontrato criticità. Ci sono state 865 comunicazioni da parte di aziende che ritenevano di far parte della filiera produttiva e che si sono adeguate utilizzando al loro interno le precauzioni richieste. I controlli delle forze dell’ordine e dello Spisal hanno dato ottimi risultati: solo 20 i procedimenti di sospensione parziale, nessuna chiusura totale. Chi non aveva diritto, insomma, non ha fatto domanda”. Molta preoccupazione hanno destato le case di riposo. “Ci sono state situazioni colpite dal virus, in particolare a Fratta e agli Istituti Polesani di Ficarolo, ma sono state messe in campo misure importanti che hanno permesso di ricostruire dal singolo contagiato tutta la reti di rapporti, consentendo di isolare tutti i contatti”. Veniamo alla fase 2, cosa dobbiamo aspettarci? “C’è stata una ripresa molto razionale e ci stiamo avviando a una nuova normalità. La cosa veramente importante è questa: finché non ci sarà un vaccino o una cura dedicata, le

uniche armi che abbiamo sono quelle di rispettare le precauzioni che ormai conosciamo. La chiusura ha avuto fortissime ripercussioni dal punto di vista economico, è innegabile: sicuramente è auspicabile che attività produttive, piccoli artigiani, parrucchieri, estetisti riprendano a lavorare al meglio perché tantissime famiglie basano la loro economia famigliare su questo”. Capitolo estate: cosa ci attende, in spiaggia e in città? “Il turismo è stato particolarmente colpito in questi mesi. Mi auguro che possiamo pensare a un’estate nella nuova normalità, che sia estate, che siano vacanze! Quanto agli eventi pubblici, manifestazioni di piazza, cinema, spettacolo dovranno aspettare”. E i ristoranti e bar? “Come sappiamo dovranno essere rispettate le distanze, con un numero di coperti ridotto. Questo avrà certamente un peso, ma sono fiduciosa che queste misure saranno comunque temporanee, in attesa di una vera normalità”. Il Polesine reggerà l’onda d’urto? “Il mio augurio è che il Polesine, che ha già dimostrato grande resilienza e capacità di recupero e di reinventarsi, darà prova della sua forza e saprà recuperare quello che si è perso”. Giorgia Gay

“A

questo punto il tema non è più soltanto sanitario. Tutti gli operatori economici ora avranno bisogno di un supporto costante, con indicazioni chiare”. Lo sostengono gli esponenti del Partito Democratico in Regione con il capogruppo Stefano Fracasso e i consiglieri Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis i quali chiedono un monitoraggio costante che investa l’aspetto economico di imprese e lavoratori. “Bisogna intervenire puntualmente sulle criticità, - affermano e pertanto devono essere coinvolti anche i diretti interessati, tramite i rappresentanti delle categorie economiche, i sindacati e non soltanto a livello regionale. L’auspicio è di allargare il Tavolo Ulss-Sindaci attualmente previsto dalle indicazioni regionali. Imprese e lavoratori non non devono essere solo soggetti passivi ma essere coinvolti in modo da segnalare in tempo reale eventuali difficoltà nell’applicazione delle nuove regole”.

Fase 2 La Regione rivendica autonomia sulle linee operative

Lanzarin: “schede nazionali difficilmente applicabili, cerchiamo di semplificare” N

ei giorni cruciali dell’avvio della “Fase 2” il Veneto rivendica la propria autonomia decisionale anche sulle linee guida da adottare per la ripartenza, in sicurezza ma con efficacia, delle attività economiche e produttive. Lo hanno ribadito gli assessori regionali durante il confronto con le parti sociali a ridosso della riapertura generale. A fare sintesi l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. “Le schede elaborate da Inail e Istituto Superiore di Sanità appaiono troppo complesse e inapplicabili, - ha ribadito - in particolare per ristorazione e turismo. La Regione Veneto, con il supporto del Dipartimento sanitario di Pre-

venzione, è pronta a rielaborare le indicazioni Inail in modo da poter fornire una proposta di prescrizioni chiare, semplici e concrete, nel rispetto dei principi cardine di salute pubblica e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e dei protocolli nazionali già sottoscritti con le parti sociali”. Nei giorni successivi la Giunta ha messo a punto un documento unico, composto da una premessa comune, uguale per tutti i settori, relativa a norme uniformi di igiene, sanificazione, distanziamento fisico e monitoraggio sanitario, e norme di dettaglio specifiche per le diverse attività e comparti, recependo le indicazioni già messe a punto

dai diversi tavoli regionali di settore, in particolare quelle elaborate dal tavolo sul turismo. “Spicca la proposta di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha aggiunto Lanzarin – sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili

le riaperture”. L’assessore alle attività produttive Roberto Marcato ha lanciato un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: “Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato - dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità”. L’assessore al Turismo Federico Caner ha ricordato che “in Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo”.

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Regione

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L’intervista Maurizio Conte, Commissione ambiente e lavori pubblici in Regione

“Dall’emergenza il Veneto può ripartire di slancio” Tra le priorità il consigliere regionale padovano sottolinea l’attenzione ai servizi sanitari territoriali e al personale in forze, ma anche la necessità di un adeguato rilancio del settore turistico

M

aurizio Conte, Consigliere Regionale padovano, già Assessore Regionale con la delega all’Ambiente, è attuale componente della II^ Commissione Ambiente e Lavori Pubblici. Consigliere Conte, cosa ne pensa della situazione del Veneto dopo l’esperienza dell’emergenza coronavirus? “L’esperienza dell’emergenza coronavirus può diventare una nuova opportunità per il Veneto, per poter ripartire con nuovo slancio e con nuove opportunità. Anche in Veneto sono stati fatti degli errori collegati sicuramente alla non conoscenza del virus e di conseguenza alla necessità di inventare dei protocolli che permet-

tessero un azione di prevenzione e di sicurezza per la salute dei cittadini: nel complesso però la Sanità Veneta ha dimostrato efficienza e preparazione, soprattutto grazie alle intuizioni di qualche luminare e alla professionalità e dedizione che medici, infermieri, operatori sanitari hanno dimostrato”. Cosa potrebbe essere migliorato in Sanità? “Soprattutto in ambito sanitario certe scelte hanno avuto un forte impatto sulle prestazioni sanitarie territoriali (es. chiusura dell’Ospedale di Schiavonia) comportando lo spostamento in altri ospedali, per interventi o per visite specialistiche, di tanti cittadini di quel territorio”.

Maurizio Conte

“Si è capito quindi come sia fondamentale la Medicina del Territorio, l’importanza dei Medici di Base, la necessità di potenziare prestazioni preventive e complementari al di fuori degli Ospedali, rivedendo magari anche le dimensioni delle Ulss sulla base dei flussi reali dei fruitori delle varie prestazioni. Senza dimenticarsi del giusto riconoscimento economico a chi opera nella sanità pubblica. Per questa emergenza in cosa si è impegnato direttamente lei, consigliere Conte?

“Grazie al mio ruolo e all’attività in Consiglio sono riuscito, evidenziando le criticità, a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di calmierare i prezzi delle mascherine e dei vari dispositivi per la sicurezza personale, sull’opportunità di erogare contributi alle società culturali e sportive in forte difficoltà economica, a evidenziare l’inopportunità da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel richiedere il pagamento dei tamponi fatti agli anziani nelle case di riposo”. Quali saranno le priorità che si dovranno affrontare nei prossimi mesi in Regione Veneto? “In Regione Veneto sicuramente il settore del turismo, in forte crisi proprio per l’emergenza coronavirus, diventa prioritario nella politica di rilancio dell’economia di questo territorio. Diventa fondamentale la fase di comunicazione e di promozione per recuperare i flussi turistici Italiano ed Internazionale: è per questo che ho proposto che il portale Veneto.

EU diventi il portale delle prenotazioni turistiche in Veneto, eliminando i costi di gestione booking agli operatori turistici veneti. Collegati al turismo ci sono i settori dell’Agricoltura e dell’Ambiente, settori fondamentali per la valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti tipici della nostra Terra, che hanno bisogno di una nuova politica di rilancio e sostegno guardando alle opportunità di finanziamento dei Fondi Europei”. Come secondo lei si potrebbero risolvere tutte queste questioni/problematiche? “Proprio in considerazione di come il Veneto ha gestito l’emergenza coronavirus, sono sempre più convinto che potremo farcela solo attuando velocemente quel riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia che il popolo Veneto ha chiesto con forza con il referendum del 2017: sarà questo il mio prioritario impegno, se rieletto, nella prossima legislatura in Regione”.

L’intervista Micaela Faggiani racconta la genesi e l’evoluzione di questo progetto tutto veneto

“Il Cantiere delle donne” guida la rivoluzione gentile per la parità di genere “I

l Cantiere delle donne vuole essere un luogo di lavoro, di sperimentazione, di costruzione, al femminile. Vogliamo fare rete, con uno spirito di combattiva solidarietà, per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini”. È questo il senso del Cantiere delle donne, come raccontato da una delle fondatrici, Micaela Faggiani. Un gruppo di migliaia di donne, per ora forzatamente virtuale, a causa dell’emergenza coronavirus, che a breve tornerà a far incontrare le donne anche fisicamente, per fare appunto rete. Come e quando nasce il “Il Cantiere delle donne”? “Nasce a fine gennaio da un’idea condivisa con le colleghe giornaliste Antonella Benanzato e Alessia Da Canal, davanti ad un aperitivo. Si è iniziato con una partecipatissima cena al Caffè letterario di Padova il 17 gennaio, per proseguire con l’organizzazione del secondo incontro con tanto di ospite d’onore, la giornalista Ritanna Armeni. Il coronavirus lo ha però impedito. Il Cantiere comunque non si è dato per vinto e ha pun-

tato sulla rete: è nato su Facebook un gruppo chiuso che ha raggiunto le 3.500 iscritte, provenienti da tutta Italia”. E poi come siete andate avanti? “Alle tre ideatrici intanto si sono aggiunte come amministratrici altre due colleghe giornaliste Lisa De Rossi e Laura Eduati. Da qui anche l’idea di dar vita ad un vero e proprio tg fatto in casa, in tempo di quarantena: proponiamo ogni settimana un pout pourry di esperienze, consigli, frammenti di vita quotidiana delle donne del cantiere, tante e diverse, con professionalità delle più disparate. Un estratto della società al femminile, che si confronta anche attraverso questi nuovi strumenti, con il sorriso e la leggerezza ma anche toccando temi caldi. Un tg disponibile sia nel gruppo chiuso sia nel canale Youtube del Cantiere delle donne. Da qui la prossima apertura di un sito internet e di una pagina Facebook per strutturare meglio i servizi delle donne per le donne, creando anche in un futuro occupazione al femminile”. Perché l’esigenza di dare voce alle donne?

“Il Cantiere vuole diventare un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne. Vogliamo sederci ai tavoli di costruzione della nostra società con professionalità, talento e desiderio di contribuire al miglioramento della “polis” con la nostra visione del mondo”. Quali “battaglie” avete promosso finora? “Una delle prime è stata proprio l’aver radunato così tante donne sotto lo stesso tetto, poi nel momento storico che stiamo vivendo l’aver aiutato molte donne ad aver voce nei confronti delle istituzioni, sulla necessità di organizzare la fase due con aziende aperte e scuole chiuse... così forti anche della nostra vicinanza con le istituzioni abbiamo contattato il presidente Zaia e l’assessore Donazzan e mandato videoappelli al governo fatti dalle mamme del gruppo. Abbiamo fatto rumore su un silenzio assordante, quello dei bambini e degli adolescenti. Non è un caso che si sono confrontate con noi dal

vivo, online, donne di valore come la senatrice Emma Bonino, l’assessore Donazzan, le onorevoli Sara Moretto e Roberta Toffanin. Abbiamo inoltre messo a confronto le donne europee sulla ripartenza”. Come intendete procedere per il futuro, quando anche l’emergenza coronavirus sarà finita? “La nostra mission è la rivoluzione gentile, ossia cambiare il mondo con un’effettiva parità di genere, aiutare le donne a essere valorizzate a dovere, sporcandoci anche noi le mani facendo vedere quanto valiamo e quanto abbiamo da dare, nelle politica, nel sociale, nel lavoro. Abbiamo già trovato alcuni sostenitori uomini che dall’interno delle loro aziende vogliono iniziare a fare questa rivoluzione con noi...ora non ci rimanere che continuare a lavorare”.


RIAPRE Niente fila NO ASSEMBRAMENTI

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on-line: MAGGIO 2020

Pet

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on sappiamo ancora se la prossima estate sarà caratterizzata da temperature tropicali oppure no. Quello che è certo è che gli animali, in particolare i cani, sono spesso vittime del cosiddetto “colpo di caldo”, perché i nostri amici a due e a quattro zampe hanno davvero poca tolleranza del caldo. Ecco alcuni consigli su come far affrontare al meglio la stagione estiva ai nostri animali domestici. Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente aiuto e nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.

Qualche consiglio utile per affrontare il caldo

Estate: come proteggere i nostri amici animali

Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate subito il veterinario. Evitate le passeggiate con il vostro cane nelle ore più calde della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portate sempre con voi acqua e una ciotola. Ricordatevi di applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia. Anche cani e gatti possono scottarsi al sole! Con le alte temperature non mancheranno di far visita le pulci, le zecche e gli

acari, meglio quindi verificare spesso il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. E non dimenticate di applicare preventivamente un antiparassitario con collari, spray o pipette. Per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti è opportuno anche tenere ben pulito e disinfettato il luogo in cui vivono, cuccia o lettiera che sia, cambiando almeno 2 volte la settimana la sabbia o il fondo della loro casa. In estate non solo cani e gatti hanno bisogno di maggiori cure, ma anche uccellini domestici, conigli e roditori oltre che i pesci. Le voliere e le gabbiette vanno posizionate in luoghi all’ombra, freschi e

ventilati, bisogna avere cura di cambiare spesso l’acqua dei beverini e lasciare loro delle vaschette di acqua in cui immergersi. E’ meglio riempire i laghetti ogni sera, per ripristinare l’acqua evaporata durante il giorno e così aggiungere ossigeno nuovo. Per gli acquari è consigliato abbassare la temperatura del riscaldatore di un paio di gradi, lasciare il coperchio aperto ed eventualmente installare sul bordo alcune ventole che aiutano l’abbassamento di qualche grado della temperatura dell’acqua. I rettili, al contrario, amano le temperature più calde e umide e per questo adorano l’estate!

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Filariosi Mai abbassare la guardia!

Con l’arrivo dell’estate possiamo dare la giusta protezione ai nostri animali S

appiamo bene quanto pulci e zecche possano rendere un incubo le passeggiate primaverili con i nostri amici a quattro zampe. Ma con l’arrivo dell’estate è bene preoccuparsi maggiormente di una malattia parassitaria del cane e del gatto molto insidiosa e che può essere facilmente trasmessa tramite le punture di zanzara: la filariosi e la filariosi cardiopolmonare. Il rischio di contrarre questa malattia aumenta proprio con l’arrivo del caldo che favorisce infatti la schiusa delle uova delle zanzare. A causare la malattia è un parassita, il Dirofilaria Immitis, che viene trasmesso agli animali tramite delle banali punture di zanzara. In Italia, è diffusa soprattutto nelle regioni della Pianura Padana. Non è facile capirne i sintomi, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale e compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato. Le prime avvisaglie sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, che possono essere diversi tra gatti e cani. Nei gatti i primi segnali della presenza della filariosi sono in genere vomito e difficoltà respiratorie. Più rara nei felini

è la sintomatologia cardiopolmonare che però è più pericolosa per questi animali che per i cani, perché il loro il cuore è molto più piccolo e dunque più fragile. Nei cani la malattia può manifestarsi invece con stanchezza, inappetenza, tosse, insufficienza cardiaca, problemi respiratori, edema polmonare. Per verificare la presenza della malattia basta un semplice prelievo del sangue: i risultati sono molto attendibili nel cane, meno nel gatto. Una volta certi della diagnosi, il veterinario vi aiuterà a scegliere la cura più appropriata.

La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche molto seri. Per prevenire l’insorgere della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, assolutamente privi di effetti collaterali. Il trattamento viene solitamente somministrato da maggio a novembre ed è possibile scegliere l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, oppure un’iniezione, che agisce per circa sei mesi.

La pericolosa malattia è causata un parassita trasmesso agli animali attraverso le punture di zanzara. Per la prevenzione vi sono farmaci specifici

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Animali da compagnia e Covid-19 facciamo chiarezza L’OIPA: “È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla non comprovata trasmissibilità del virus da parte degli animali da affezione, per evitare allarmismi ingiustificati e comportamenti irresponsabili nei loro confronti”

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ra fake news e allarmismi generalizzati, in questi mesi sono circolate molte, fin troppe, informazioni sul rapporto tra trasmissione del virus ed i nostri animali da compagnia. Per questo, cerchiamo di fare chiarezza, affidandoci agli esperti che tanto ci hanno guidato e ci guidano dall’esordio del Covid-19. Nel caso specifico ci siamo rivolti ad OIPA Italia Onlus, l’Associazione Internazionale Protezione Animali, che con i suoi specialisti ci ha aiutato a trovare il bandolo della matassa e che vuole diffondere una corretta informazione sul tema. “Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia (dei Coronavirus – Ndr), come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 – spiega Silvana Confente, medico veterinario di Oipa - È fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione”. La prof.ssa Mirta Bajamonte, Biomedico – Biotecnologo – Embriologo Clinico specializzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana, interpellata da OIPA, afferma:

“Sebbene il SARS-CoV2 parta dagli animali, è altrettanto scientificamente verificato che il ceppo virale, cambiando continuamente ospite e quindi progredendo da una specie animale ad un’altra, abbia subito delle mutazioni che hanno reso il ceppo di attacco all’essere umano specie-specifico, motivo per cui la trasmissione avviene esclusivamente da uomo a uomo. Gli animali che vivono nelle nostre case, a causa della malattia dei loro proprietari, potrebbero, in casi rari, contrarre l’infezione ma non trasmettere a loro volta il virus. È quindi sufficiente che la persona positiva al SARS-CoV2 si comporti con loro adottando le stesse misure preventive utilizzate con gli altri membri della famiglia. Nel rispetto di tutti gli esseri senzienti, è irresponsabile fare dichiarazioni allarmanti che confondano l’opinione pubblica e che, non essendo addetta ai lavori, penserà bene di sbarazzarsi dei propri animali domestici soltanto nel timore, ad oggi ingiustificato, del loro possibile ruolo di contagio nell’epidemia”. Sì, perché purtroppo abbiamo assistito anche a questo fenomeno disumano. L’abbandono degli animali domestici, per paura potessero essere veicolo di contagio. Pertanto, è dovero-

so sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile, ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.). Venendo alla quotidianità di questo periodo e dunque al benessere dei nostri animali, riportiamo le risposte che il Ministero della Salute ha dato ad alcuni dei più frequenti quesiti posti dalla cittadinanza.

Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia? Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.

Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).

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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sitoPer internet dell’Istituto superiore partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

Coronavirus, il piano per la Banca del plasma Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche

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Sperimentazione per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di Veneto richie-che comunitàa Regione se fattedelcon materiali de cortesemente la colla- Le resistono al lavaggio a 60 gradi. borazione della popolazione per mascherine di comunità commerciali compiere unoulteriore passosesulsulla sono monouso sono lavabili camminosidella sfida indicazioni alla pande- che confezione riportano mia da virus SARS-COV-2 che è di possono includere anche il numero responsabile della malattia COVID lavaggi consentito senza che questo 19”, è l’incipit della lettera che diminuisca la loro performance. dallo scorso 11 maggio perso- nel Quali mascherine devole usare ne che sono guarite dall’infezione caso in cui compaiano sintomi di indel terribile virus si sono viste refezione respiratoria? capitare del Veneto con è Nel caso dalle in cuiUlss compaiano sintomi l’invito a donare il sangue. necessario l’utilizzo di mascherine cerSi come trattadispositivi di un invito rivolto a tificate medici. più di 3.000 persone con l’intento, Come smaltire le mascherine? loro collaborazione, -attraverso Se è stata la utilizzata una mascherina di creare, nel tempo monouso, smaltirlapiù conbreve i rifiuti indiffepossibile, una banca del plasma. renziati; spiega il una presidente -L’obiettivo, Se è stata indossata mascheriRegione metterla Luca Zaia,inèuna quello na della riutilizzabile, busta di farsi le trovare preparati nel riutilizzo caso e seguire regole per il suo in cui in autunno ci fosse un nuodopo apposito lavaggio. vo inasprimento dell’infezione da Coronavirus. La sperimentazione della terapia con plasma iper-immune su un panel di ricoverati condotta dalla dottoressa Giustina De Silvestro, Direttore dell’Unità operativa immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti.

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria sulla qualità dell’aria

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uale legame può esserci tra Couale legame può esserci tra Covid 19 e inquinamento dell’aria? vid 19 e inquinamento dell’aria? La risposta è affidata ad un progetto La risposta è affidata ad un progetto di ricerca nazionale, Pulvirus, che di ricerca nazionale, Pulvirus, che l’Agenzia regionale per la prevenl’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del zione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) e la Protezione civile Veneto (Arpav) e la Protezione civile regionale stanno portando avanti regionale stanno portando avanti insieme con l’Istituto superiore di insieme con l’Istituto superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale Sanità, Enea e Sistema nazionale delle agenzie. delle agenzie. “Abbiamo fortemente promosso “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del persoagenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, nale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” il legame fra inquinamento e Covid” ha spiegato Luca Marchesi, direttore ha spiegato Luca Marchesi, direttore generale Arpav in occasione della generale Arpav in occasione della presentazione del progetto lo scorso presentazione del progetto lo scorso 29 aprile a Roma. 29 aprile a Roma. “Per questo – ha aggiunto - abbia“Per questo – ha aggiunto - abbiamo fortemente promosso un’iniziamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina tiva nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitodati delle nostre stazioni di monitoraggio”. raggio”. Già prima della nascita della task Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientaforce nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle li, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle

egli ospedali della nostra regione e in particolare nell’Azienda Ospedaliera di Padova, che ha assunto ruolo di centro coordinatore, è in atto la sperimentazione della trasfusione ai pazienti con forma grave di COVID 19 del plasma raccolto dai pazienti guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo degli anticorpi in grado di neutralizzare il virus - prosegue la lettera - i confortanti risultati ottenuti nel decorso clinico dei pazienti così trattati ci ha dato la forza per sostenere e avviare la ricerca delle persone che hanno superato la malattia e potrebbero divenire sorgente benefica donando un po’ del loro plasma. Non soltanto: ma abbiamo l’ambizione di poter provvedere alle possibili ricomparse future di questa insidiosa malattia conservando quote congelate del prezioso emocomponente, da utilizzare al momento opportuno”. Chi può donare? “L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale la persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia” si spiega in un video divulgativo, diffuso a supporto della lettera. “Se ha avuto solo il tampone positivo ma non ha avuto sintomi o se ha avuto sintomi ma non è sicuro di avere avuto il coronavirus non è idoneo a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato”. “Lei potrebbe essere la persona che stiamo cercando: la preghiamo perciò di poter aderite alla nostra iniziativa e di comunicarci la sua disponibilità ad essere contattato dal Centro Trasfusionale della sua provincia di residenza - conclude la lettera che è stata inviata ai guariti da COVID 19 - per avere maggiori e più precise informazioni in merito e magari poter concordare un appuntamento per una visita preliminare”.

Un progetto progetto di di ricerca ricerca studia studia le le relazioni relazioni Un tra inquinamento inquinamento ee Covid Covid 19. 19. tra L’Agenzia ambientale ambientale veneta veneta ee la la Protezione Protezione L’Agenzia civile nella nella task task force force nazionale nazionale civile stazioni di monitoraggio dell’aria che stazioni di monitoraggio dell’aria che coprono capillarmente il territorio coprono capillarmente il territorio nazionale soprattutto nelle regioni nazionale soprattutto nelle regioni maggiormente interessate alla panmaggiormente interessate alla pandemia. demia. L’analisi preliminare dei dati duL’analisi preliminare dei dati durante il lockdown indica che i differante il lockdown indica che i differenti inquinanti studiati non hanno renti inquinanti studiati non hanno avuto gli stessi andamenti. Infatti da avuto gli stessi andamenti. Infatti da fine febbraio si nota la diminuzione fine febbraio si nota la diminuzione

del biossido di azoto (NO2) maggiordel biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici. fenomeni atmosferici. Per fare un esempio, il periodo del Per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento e quindi favorevole al miglioramento dell’aria. dell’aria.

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 146832019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del

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sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria? Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici. Come smaltire le mascherine? - Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati; - Se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.

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ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono

Le bufale sul Coronavirus Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news

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isinformazione e fake news, non sempre è facile muoversi, soprattutto nei social media e sul web, con sicurezza per distinguere le false notizie dalle informazioni utili. In seguito alla circolazione di queste notizie fuorvianti il Ministero della salute ha dunque avviato una campagna contro le bufale, che aggiorna costantemente. Per quanto riguarda le informazioni sul virus – questa è la raccomandazione principale - è buona norma fare sempre riferimento a fonti istituzionali ufficiali e certificate. Di seguito alcune affermazioni che sono circolate in rete e che sono smentite dal Ministero della Salute. Una volta che mi sono contagiato, il nuovo coronavirus rimarrà per sempre nelle mie cellule: Falso. Una persona che ha contratto il nuovo coronavirus può guarire completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi al nuovo coronavirus non significa rimanere infetti per sempre. Il Coronavirus colpisce l’apparato respiratorio quindi se sono in grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato per confermare se si ha il Covid-19 è con un test di laboratorio e non mediante prove di apnea o esercizi di respirazione. La vitamina D protegge dall’infezione da nuovo coronavirus? Falso. Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che la vitamina D giochi un ruolo nella protezione dall’infezione da nuovo Coronavirus Il virus è sensibile all’alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19: Falso. Il consumo frequente di alcol o su-

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peralcolici non protegge dall’infezione da nuovo coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la salute e generano dipendenza. Il loro consumo non solo non protegge dal virus ma espone al rischio di sviluppare malattie serie, tra cui tumori. Per prevenire il contagio bisogna restare a casa quanto più possibile, rispettare le misure di distanziamento sociale (almeno 1 metro di distanza dalle altre persone) e lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzione a base di alcol per almeno 40- 60 secondi. Si possono fare disinfettanti fatti in casa miscelando candeggina, sale grosso e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso.

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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità Le norme di sicurezza da seguire e le modalità per riprendere senza forzare troppo o rischiare di farsi male

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ttività fisica, ripartire è una scelta sana ma la ripresa va fatta gradualmente e con attenzione. E’ bene ritornare alle abitudini di un tempo, senza tuttavia dimenticare che la “ripartenza” presuppone, per funzionare, l’osservanza di normative con la stessa attenzione mantenuta nel periodo della piena emergenza. Il dottor Franco Giada, Primario di Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa dell’Ulss 3 (in foto), come membro del Comitato Scientifico, si rifà ai consigli stilati di recente dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, che è la società scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport. Le sue raccomandazioni si rivolgono sia a chi fa sport di tipo agonistico, ma anche a chi pratica esercizio fisico per il benessere o come mezzo preventivo e terapeutico. 1. Praticare attività fisica a livello individuale, rispettando l’eventuale indicazione all’utilizzo di una mascherina

chirurgica per coprirsi naso e bocca. 2. Mantenersi a distanza da altre persone. Considerato che l’attività fisica aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori e di conseguenza lo spazio percorso dalle goccioline di saliva presenti nel nostro respiro (droplets), sarà necessario aumentare la distanza di sicurezza portandola ad almeno 5 metri durante il cammino e la corsa e ad almeno 20 metri nel caso del ciclismo. 3. Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti. 4. Appena possibile, dopo l’attività fisica, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, sciacquandole ed asciugandole con una salvietta monouso. Se non si ha accesso ad acqua corrente è possibile ricorrere a prodotti di disinfezione

5. Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate. 6. Buttare subito in appositi contenitori (ben sigillati) i fazzolettini di carta o altri materiali, come cerotti, bende, eccetera 7. Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 8. Qualora si tossisca o starnutisca, coprirsi la bocca e il naso con l’incavo del gomito o con un fazzoletto, preferibilmente monouso, ma non con la mano. Oltre alla prudenza è inoltre corretto riprendere in maniera sicura, efficace e graduale. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha spiegato il Primario – riconosce

l’esercizio fisico come uno dei più importanti mezzi per la riduzione del rischio di mortalità e di contrarre patologie gravi come le malattie cardiovascolari, l’ictus, l’ipertensione, il diabete, l’obesità; e va detto che la riduzione dell’esercizio fisico (il cosiddetto “detraining”) può comportare, anche nel giro di poche settimane, riduzione delle performance fisiche e problemi di vario genere a quasi tutti gli organi: infortuni, traumi, problemi muscolari, eventi cardiovascolari, disturbi della sfera psicologica”. Al fine di contrastare gli effetti deleteri del detraining (del “non allenamento”) sulla ripresa dell’attività fisica, la FMSI raccomanda quindi di attenersi a precise indicazioni in termini di inten-

sità, frequenza, volume e modalità di esercizio. E’ necessario prevedere un aumento graduale del carico o volume totale di esercizio fisico (da aumentarsi ogni 4-6 settimane) ed alternare attività di tipo aerobico (cammino veloce, corsa, ciclismo, eccetera), con attività di tonificazione muscolare (esercizi a corpo libero o con pesi leggeri e/o elastici). Ogni seduta di allenamento deve prevedere una fase iniziale di stretching ed una finale di defaticamento con esercizi di allungamento muscolare. 1. Per le persone “sedentarie” si consiglia iniziare con 150 minuti/settimana di esercizio fisico di lieve intensità, o con 75 minuti/settimana di esercizio fisico ad intensità moderata, fino a raggiungere l’obiettivo di almeno 300 minuti di attività leggera alla settimana, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata alla settimana. 2. Per i “moderatamente attivi” si consiglia di svolgere almeno 300 minuti di attività leggera, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata a settimana. 15 minuti di attività vigorosa per 1-2 volte a settimana devono essere eseguiti in alternativa all’esercizio leggero (60120 minuti) o moderato (30-60 minuti). 3. Per gli “attivi” si consiglia di eseguire almeno 150 minuti di esercizio di intensità moderata a settimana, o 75 minuti di esercizio di intensità vigorosa.

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ZONA SCUOLE

Vendesi, nelle vicinanze del centro storico in un quartiere comodo a tutti i servizi, villetta a schiera centrale, sviluppata su tre livelli, con lavanderia cortiletto e garage doppio.

Vendesi, appartamento ammobiliato al 2° piano, molto ben rifinito, così composto: ingresso, ampio soggiorno, cucinino, 2 letto, bagno con doccia, ripostiglio, 2 terrazzi e garage al seminterrato. Ottimo affare.

Euro 135.000

D

Euro 80.000

RIF.C0286

RIF.C0245

ROTTANOVA

SANT’ANTONIO

Vendesi, ampia proprietà composta da: abitazione, fienile, magazzini, laboratorio e terreno agricolo di 15.000 mq. L’intera proprietà è da ristrutturare.

Vendesi, casa indipendente tutta al piano terra con ampio giardino piantumato. L’immobile è composta da ingresso sul soggiorno, cucina abitabile, 2 camere matrimoniali, 1 camera singola, 2 bagni e garage.

Euro 135.000

G

Da Euro 130.000

RIF.C0241

G

CAVARZERE – RIF.C0222

BOSCOCHIARO

BOSCOCHIARO

Vendesi, casa indipendente con al piano terra da: ingresso, soggiorno, cucina, centrale termica, bagno, garage e ampio porticato; al 1° piano 2 matrimoniali, bagno, disimpegno e terrazzo. Giardino di circa 450 mq.

Vendesi, appartamento al 1° piano con ingresso indipendente e garage doppio. Attualmente è diviso in da 2 appartamenti un bilocale ed un trilocale. Ottima soluzione anche per chi e desidera creare un ambiente unico spazioso.

Euro 149.000

G

Da Euro 160.000

AFFITTI RIF.C0278 PEGOLOTTE Affittasi, casa singola tutta al pian terreno con cortiletto esclusivo, garage e posto auto. La casa è composta da ingresso, cucina abitabile, salotto, 2 matrimoniali, bagno e ripostiglio. Comodissima a tutti i servizi del centro.

Euro 410,00 al mese RIF.C0249

RIF.C0267 CAVARZERE Affittasi, appartamento in pieno centro storico composto da ingresso, cucina, salotto, 3 letto, veranda con ripostiglio e vano caldaia. Comodo a tutti i servizi, con ambienti spaziosi e dotato di ascensore.

Euro 530,00 al mese RIF.C0255

CAVARZERE Affittasi, villetta a schiera con cortile esclusivo e garage, sviluppata su due livelli. Completamente ristrutturata a nuovo viene proposta in locazione con arredo.

VILLAGGIO BUSONERA Affittasi, attività di parrucchiera con ottimo avviamento. Il negozio viene proposto parzialmente arredato, all’esterno cortile esclusivo con casetta di legno. Possibilità di affitto senza arredi o cambio di destinazione.

Euro 650,00 al mese

Euro 300,00 al mese

Ai nostri consulenti immobiliari puoi CHIEDERE di più!


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