Sport p.25
Animali p.33
p.39
on-line: La scuola da salvare
OTTOBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n. 159
Cultura p.24
del Camposampierese Ovest
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CAMPODARSEGO
“Qui ho trovato la mia scuola ideale”
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Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. Via A.AGramsci, 40 · graduatorie 35010 CADONEGHE (Pd) · Tel.di 049 776 584 causa delle esaurite molti questi poMOTO OFFICINA · CENTRO REVISIONI sti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. ABBIGLIAMENTO MOTO · CASCHI · ACCESSORI Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere servizi alle pagg.6 e 17 i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.
I Comuni investono sulla mobilità sostenibile A Campodarsego arriva la pista ciclabile attesa da tempo e oggetto anche di petizione. A Villanova un centro a misura di pedone
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uarda al modello finlandese ma di fronte si trova una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’Istruzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto l’intricata matassa della scuola italiana. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli insegnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. segue a pag 3
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Festa per i primi 40 anni del Cral Q
Dal 1979 il circolo ha promosso attività sociali e ricreative
uarant’anni di attività per uno dei gruppi più radicati in tutto il territorio del Camposampierese con oltre un migliaio di iscritti. Il Cral, Circolo Ricreativo Aziendale dell’Ulss 6 Euganea, sezione di Camposampiero, ha tagliato quest’anno l’ambito traguardo dei 40 anni. Tante le iniziative promosse dal Cral, nel tempo, per i suoi soci: dalle attività ricreative a quelle sociali, dalle culturali e turistiche fino a corsi e iniziative per aggregare e promuovere la dimensione sociale e di incontro. Sono, inoltre, attivi numerosi gruppi sportivi. “Tante le attività - ha sottolineato l’attuale presidente Patrizia Salvalaggio nel corso della festa dei quarant’anni - che hanno fatto crescere il Cral portandolo sui social e in internet”. Il Cral è stato fondato il 10 settembre 1979 da un gruppo di dipendenti dell’Ospedale Generale Provinciale “Pietro Cosma”. Il primo presidente fu Leopoldo Bertacche, seguito poi negli anni da Sergio Malvestio, Ugo Carraro, Renzo Betto, Carla Michelon fino all’attuale presidente Patrizia Salvalaggio. Presenti alla festa anche il dottor Eduardo Toppao in rappresentanza dell’Ulss 6 e del dg Domenico Scibetta, per il Cral di Cittadella la presidente Paola Trevisan e Mario Mantovan. >redazione@givemotions.it< L’attuale direttivo è composto con Jusi Tollardo (vicepresidente), Angelo Giacomazzi, Silvana Valentini Giulietta Rubin, uarda al modello finlandese ma di fronte si trova Massimo Brotto, Nuccia De Santi, Nicola Vidal, Antonio Ivan, una situazione… da terzo mondo. Ha ereditato un non facile compito il ministro all’ISara Tommasin, Cristina Doro, Chiara Gottardello, Sergio Malstruzione Fioramonti, chiamato a mettere a posto vestio (consiglieri); Giulietta Vanin ed Enrico Salvalaggio (revisori dei conti); Vittorio Santinon e Luca Baggio (probiviri). l’intricata matassa della scuola italiana. L’anno scolastico è iniziato con la paradossale situazione di avere gli alunni in classe e non gli inseNicoletta Masetto gnanti. In Veneto al 1° settembre si contavano 9.421 posti vacanti per tutti i gradi di scuola. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue
Insegnanti vincitori di concorso e rimasti a piedi in Veneto non ce ne sono più e quindi si ricorre ai precari. A causa delle graduatorie esaurite molti di questi posti sono stati coperti dai 7.821 docenti ancora precari. Più grave la situazione del sostegno, in cui i posti vacanti sono 2.284. E anche in questo caso i posti sono stati assegnati a precari, spesso non qualificati per lo specifico incarico. Questi i dati forniti dal dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada. Più ancora degli anni precedenti, l’avvio della scuola è stato caratterizzato dalla solita narrazione: convocazioni ai precari partite in anticipo e poi annullate in attesa del definitivo aggiornamento delle graduatorie; dirigenti disorientati nei primi giorni di scuola con il problema delle cattedre da assegnare e le classi prive di docenti; alunni in attesa, come ormai accade da anni in barba alla continuità didattica, del nuovo insegnante di turno; docenti, pochi, di ruolo che cercano di conoscere i moltissimi volti nuovi in sala insegnanti; e poi i ragazzi che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno che non arriva. All’orizzonte si profila una soluzione, quanto meno una toppa: il concorso straordinario per i docenti oltre a quello ordinario, inserito in un decreto “salva precari”. Che poi non sono i precari da salvare, quanto piuttosto la scuola che sui precari si è retta fino ad oggi. Il nuovo governo ha preso tempo e tra le cose ha valutato i criteri di selezione del concorso che, appunto, doveva essere più selettivo. Che di per sé non fa una piega, se non fosse che quei precari per 3, 6, 10, 15 anni sono andati bene alla scuola e sono stati considerati idonei ad insegnare le materie delle loro classi di concorso. Altro capitolo a sé poi è quello delle infrastrutture. Cosa dire? La Finlandia è lontana, la scuola italiana invece è un tema vicinissimo che chiede interventi rapidi per le emergenze e una più ampia visione, a mediolungo termine, ben al di là della durata di una legislatura. La continuità è un criterio che dev’essere adottato in ambito politico per le decisioni sulla scuola. Che si sa è un tema caldo, che può portare voti, ma non ha bisogno di proclami. Gli insegnanti sono esseri pensanti, anche in cabina elettorale.
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del Camposampierese Ovest
è un marchio registrato di proprietà Srl di
recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Campodarsego, Santa Giustina in Colle, San Giorgio delle Pertiche, Villa del Conte, Villanova di Camposampiero e per un numero complessivo di 13045 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
In questo numero il nuovo inserto
Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >redazione@givemotions.it<
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
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Campodarsego
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Il personaggio Anna Maria Ricchiuto
Anna Maria Ricchiuto
“Qui ho trovato la mia scuola ideale” “Q
ui, a Campodarsego, si realizza un sogno affidato al mio cassetto sin da quando ero una bambina: dirigere la scuola ideale, la mia scuola. Farò del mio meglio”. Queste le prime parole del nuovo dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Campodarsego (uno dei più grandi della provincia), professoressa Anna Milena Ricchiuto. Quarantasei anni, originaria dei Presicce (Lecce), ha preso il posto del professor Claudio Segato che, dopo sette anni di reggenza, dallo scorso primo settembre era stato collocato a riposo per limiti di età. Appena insediata, la professoressa Ricchiuto ha rivolto un messaggio di saluto alla comunità scolastica, ai ragazzi, alle fa-
miglie, al Comune e all’intera comunità. Dapprima ha illustrato quelli che saranno i suoi obiettivi assicurando al corpo docente e a tutto il personale amministrativo il proprio sostegno “perché si continui a svolgere l’importante e delicato ruolo di formazione delle nuove generazioni e perseguire traguardi sempre più ambiziosi con l’idea di una scuola viva e aperta al confronto - ha detto Ricchiuto -. Il mio motto è l’I care di don Milani perché bambine e ragazze, bambini e ragazzi, mi stanno davvero a cuore. Sono loro il seme e la linfa vitale di un mondo che si chiama “Scuola”. Sono felice di poter far parte della loro crescita e di poterli accompagnare, insieme ai docenti, in questo percorso così
Obiettivo prioritario per la nuova dirigente è far ripartire la prima classe elementare di Fiumicello che, ad oggi, si ritrova senza iscrizioni
importante della loro vita. Un saluto anche ai genitori, con la speranza e l’augurio di poter sempre collaborare in modo proficuo, supportandoli ogni qualvolta ne avranno bisogno. Sono colonne portanti per la vita dei ragazzi, ma anche per la nostra scuola. Un grazie con tanto affetto e immensa stima al dirigente Claudio Segato, persona eccezionale, per l’accoglienza e il costante supporto”.
Obiettivo prioritario per la nuova dirigente “far ripartire la prima classe elementare di Fiumicello che, ad oggi, si ritrova senza iscrizioni. Ho proposto alle maestre, già dal mese di ottobre, di iniziare alcune attività che possano in qualche modo incentivare l’accoglienza dei bambini, per non disperdere questo prezioso patrimonio scolastico ed evitare che le famiglie si trovino in una situazione di forte disagio”. Tra i progetti anche quello di avere a disposizione una scuola dell’infanzia statale che attualmente manca. “Non è semplice ripartire, in una nuova veste e in un contesto scolastico completamente nuovo - conclude la dirigente - ma la strada è certamente meno faticosa se c’è chi ti tende la mano. Per questo il mio grazie a tutto il personale docente, alla Dsga e al personale Ata per avermi fatto sentire a casa sin dal primo giorno, quindi al sindaco Patron, all’assessore Gallo, al Comune a Don Enrico per la sua visita e il suo amorevole benvenuto”. Nicoletta Masetto
Il sindaco e la giunta diventano “nonni vigile” La nuova legislazione impone regolari
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contratti di lavoro per la sorveglianza
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l concorso non si è presentato nessuno. Ma sindaco e giunta non si sono persi d’animo tanto da decidere di scendere in strada per sostituire i nonni vigile. Le ultime normative in materia hanno imposto obblighi precisi: nessun volontario potrà fare il nonno vigile. Per questa mansione, infatti, è previsto un vero e proprio contratto di lavoro. “A giugno - spiega il sindaco Mirko Patron - abbiamo pubblicato un bando di selezione per l’attività di vigilanza nelle scuole così da assicurare il regolare proseguimento dell’attività e presidiare gli attraversamenti pedonali davanti agli istituti scolastici. Purtroppo non si è presentato nessuno. Da quest’anno la legge ci impone di assumere sei aspiranti nonni vigili con un contratto regolare di lavoro: sono previsti uno stipendio annuo lordo di 21mila euro e un rimborso forfettario che viene stabilito dalla nostra amministrazione. I nostri uffici si stanno adoperando per cercare di avviare una trattativa privata con qualche società. Nel frattempo, fino a quando non riusciremo a colmare questa carenza, ci siamo offerti noi a titolo gratuito, con tanto di paletta rossa e pettorina-gilet, per svolgere il servizio di presidio e vigilanza sugli attraversamenti pedonali davanti ai sette plessi scolastici di Campodarsego, Sant’Andrea, FiuGi.Bo. micello, Reschigliano, Bosco del Vescovo e Bronzola”.
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Campodarsego
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Infrastrutture Progetti
Attesa finita: arrivano il collegamento con la statale e la pista ciclabile N
uova pista ciclabile in via il tempo libero. Soprattutto per De Toni e nuovo colle- i ragazzi che da Cavino intengamento tra la vecchia strada dono raggiungere la stazione statale 307 e via Pioga. È stato ferroviaria di Campodarsego o approvato dalla giunta comu- per i bus che transitano lungo nale il progetto esecutivo di due la strada 307. opere attese da tempo. Inoltre, come Comune abbiaC’era stata anche una raccolta mo partecipato al bando regiodi firme, sottoscritta e protocolnale che prevede uno stanzialata in Comune da oltre una qua- mento di 1 milione e 250mila rantina di residenti del quartiere euro per la realizzazione di una Moretta, che chiedevano da anni nuova serie di tratti di percorsi la realizzazione di una pista sul ciclabili”. lato ovest di via De Toni. Per l’oIn dettaglio, il progetto prepera sono stati stanziati 300mila vede il prolungamento della pieuro. Il progetto rientra nel prosta ciclopedonale esistente che, gramma triennale delle opere partendo dalla strada regionale pubbliche 2019-2021. 307, si fermerà prima dell’im“Sarà l’inizio di un interven- pianto di carburanti. to molto importante: garantirà, Saranno, quindi, realizzainfatti, il transiti i 600 metri che to in sicurezza di mancano per arripedoni e amanti vare alla futura ro“Nonostante della bici lungo tonda provinciale il Patto un’arteria di conall’incrocio con via tinuo scorrimento Brenta e al confine di stabilità, - spiega l’assessore con il comune di siamo riusciti San Giorgio delle ai Lavori pubblici, Valter Gallo -. NoPertiche, dove la a portare nostante il Patto strada prende il a casa la terza nome di via Praadi stabilità, siamo riusciti a portare a grande opera” rie. casa la terza granUn punto nero de opera pubblica, della viabilità, un a dimostrazione del fatto che, crocevia pericoloso, teatro di lavorando in sinergia, i risultati numerosi incidenti stradali al si ottengono. centro, nelle ultime settimaLa ciclabile non toccherà uni- ne, di un botta e riposta tra il tà abitative private, ma conti- vicepresidente della Provinnuerà il suo tratto in un’area cia, Marcello Bano e il sindaco di competenza provinciale. Patron. Sul tavolo la questioOvviamente sarà tombinato il ne della difficoltà di chiudere fosso e saranno realizzati i sot- l’accordo preliminare per gli toservizi, con il potenziamento espropri dei terreni sulla prodi un impianto di illuminazione vinciale 70 e dare così il via lia led. bera ai lavori della rotatoria che Un’opera che andrà a creare saràrealizzata entro la fine del un sistema a rete di mobilità, 2021. equilibrato e completo, in cui la bicicletta diventerà una conGiorgia Bortolato creta alternativa per il lavoro e
Festa in città per i 20 anni del gruppo comunale di Protezione civile
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rande festa per un compleanno speciale. Il gruppo comunale della Protezione civile ha tagliato il traguardo del 20esimo anniversario della costituzione. La giornata, che ha visto la partecipazione dei volontari, delle autorità civili e militari dell’amministrazione comunale oltre ai rappresentanti di alcuni Comuni limitrofi, si è aperta in piazzetta don Pianaro. È seguita la sfilata dei mezzi della Protezione civile, seguiti dalla banda storica musicale G. Verdi. A seguire l’alzabandiera con il saluto delle autorità e la consegna di due nuovi mezzi acquistati dall’amministrazione. A impartire la benedizione ai presenti e ai mezzi il parroco di Campodarsego, don Enrico Piccolo che ha poi
celebrato la messa nelle tensostrutture della sagra del Capiteo. A porgere i saluti il coordinatore del gruppo di Campodarsego, Nicola Maritan: “Anche in questo 2019 siamo intervenuti in situazioni di rischi naturali e idrogeologici importanti. Oltre a prestare soccorso, i volontari si sono sempre impegnati in maniera encomiabile nelle loro mansioni di prevenzione, comunicazione e di ripristino per riportare le situazioni difficili nell’assoluta normalità. Siamo orgogliosi di questo grande traguardo dei 20 anni. Da parte nostra rimane l’auspicio che tanti giovani possano avvicinarsi a questo servizio di volontariato, che rappresenta una scuola di citNi.Ma. tadinanza attiva e di vita”.
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Campodarsego
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Tanti corsi per tutti i gusti e passioni Dalle lingue straniere trattate a vari livelli alla gestione dello stress, dalla fotografia allo storytelling: queste sono solo alcune delle proposte di formazione a cui potranno accedere i cittadini La biblioteca di Campodarsego e l’assessore Fabio Marzaro
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l via, da ottobre a maggio, i numerosi “Corsi culturali” edizione 2019/20120 promossi dal Comune. Si terranno in varie sedi: dalla biblioteca comunale alla sede dell’associazione pensionati del capoluogo, dalla sala al secondo piano in via Roma alle scuole elementari di Sant’Andrea. I corsi, per tutti i gusti e tutte le passioni, sono rivolti sia agli adulti che ai ragazzi. Questi i temi dei corsi per i “grandi”: acquerello, etologia, il cane: consigli per una serena convivenza, fotografia, gestione dello stress: pratiche per la mente e il corpo, grafologia, inglese nei livelli: A1, A2, B1.1, B1.2 e B2, naturopatia: percorso formativo sul riequilibrio naturale, potenziamento della memoria over 55, public speaking, relazioni efficaci e gestione del conflitto, storytelling
L’iniziativa propone svariate attività culturali per adulti e ragazzi per esprimersi in ambito professionale
fotografico, tedesco nei livelli: A1 e A2. Per i ragazzi sono previsti corsi di digital storytelling (ragazzi scuola media) e digital storytelling (ragazzi scuola superiore), manualità. “Nel riproporre l’offerta formativa dei Corsi culturali per adulti, che negli anni è stata
sempre più apprezzata dalla cittadinanza - spiega l’assessore alla Cultura, Fabio Marzaro - abbiamo voluto confermare, anche per l’edizione 2019-2020, la nuova area per bambini e ragazzi: corsi per i nostri piccoli cittadini, che mirano ad essere occasione e stimolo di crescita culturale e personale, ma anche
di presa di coscienza dei social media, delle loro potenzialità e problematicità conseguenti. Così pure i Corsi culturali per adulti si arricchiscono di nuove proposte, utili per affrontare i ritmi frenetici della nostra quotidianità in modo più consapevole e naturale. Centro della nostra offerta formativa rimane, sempre, la persona, con le sue potenzialità e abilità. Il nostro obiettivo è che possa trovare il modo esprimersi al meglio, realizzare se stessa in ambito professionale, artistico e personale. Inoltre, rimane alto il nostro impegno nella promozione dell’aggregazione sociale attraverso l’arte e la culturaraccogliendo e valorizzando una crescente sensibilità della cittadinanza in ambito culturale”. Nicoletta Masetto
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San Giorgio delle Pertiche
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Etra: è polemica per la nomina del nuovo dirigente Arriva da Palermo, anche se è originario di Cittadella, Alberto Pierobon, classe 1961, nuovo dg di Etra. In Sicilia è assessore regionale ai Rifiuti e all’Energia. Una nomina, la sua, che ha suscitato un vespaio di polemiche. A proporlo il presidente di Etra, Andrea Levorato. A votarlo, all’unanimità, sia il consiglio di gestione sia quello di sorveglianza. Sulla vicenda la Lega, tagliata di fatto fuori, parla di vero e proprio blitz. A scendere in campo per primo il sindaco di San Giorgio delle Pertiche, Daniele Canella. “Prima di votare il direttore generale proposto dal Consiglio di gestione - afferma Canella -, il Consiglio di sorveglianza doveva essere rilegittimato, procedendo alla designazione dei nuovi consiglieri. È noto a tutti che è vacante da tempo la poltrona già assegnata all’ex sindaco di Piazzola. Qualche altro esempio? La mia
concittadina Catia Zorzi non fa più parte del consiglio comunale, così come un ex assessore democratico di Bassano ora siede all’opposizione. Bastava convocare l’assemblea dei sindaci e procedere alle surroghe, così come si è sempre fatto in passato nel momento in cui qualche posto diventava vacante. Purtroppo, da parte dei vertici del Consiglio di gestione e del Consiglio di sorveglianza, c’è stata una netta accelerazione, volta alla nomina del direttore generale. Insomma, per fare un parallelo con una situazione ben nota a livello nazionale, si è voluto fare un nuovo governo prima di rieleggere il parlamento. Ovviamente questo modo di procedere non ha tenuto conto, in alcun modo, del voto di maggio che ha dato un nuovo volto a tante amministrazioni loGiorgia Bortolato cali”.
Nuovo logo per la Fiera di Arsego U
n logo per l’edizione 2020 della Fiera di Arsego. Tra le novità introdotte della nuova amministrazione comunale di San Giorgio delle Pertiche per la tradizionale Fiera di Arsego c’è il concorso di pittura incentrato proprio sulla più importante manifestazione del territorio. La competizione, organizzata assieme all’Associazione “Insieme a Cavino”, era rivolta a pittori professionisti, dilettanti e appassionati d’arti figurative che vogliano cimentarsi sul tema “Fiera di Arsego ieri, oggi e domani”. Ammessa ogni tecnica: pittura ad olio, acrilico, acquarello, matite colorate, grafica. Le opere presentate sono state esposte all’interno delle scuole primarie di Arsego (il “Palacultura”) nei giorni clou della Fiera per procedere poi alla premiazione a fine ottobre. Previsti premi pecuniari per i primi tre classificati: rispettivamente 500, 200 e 100 euro. La tela prima classificata diventerà di proprietà del Comune e, oltre ad essere esposta presso il municipio in modo permanente, diventerà la copertina del libretto della Fiera di Arsego 2020. “Questa proposta si inserisce negli in-
Un momento della fiera
terventi di rilancio della Fiera - conferma il sindaco Daniele Canella -. L’idea è quella di valorizzare le nostre tradizioni attraverso l’arte, raccontando la Fiera attraverso la mano virtuosa degli artisti”. La gestione del Palacultura è stata affidata ad Alberto Corsini, vicesindaco con delega all’istruzione e alla cultura. La partecipazione al concorso è gratuita. Per ulteriori informazioni contattare l’Ufficio “Servizi alla Persona” , telefono Ni.Ma. 049 9374730 - fax 049 9374712. Messaggio pubblicitario
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San Giorgio delle Pertiche
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Una vendemmia davvero inclusiva I ragazzi della cooperativa “Il Graticolato” dopo due anni dalla piantumazione delle vigne si sono cimentati nella produzione enologica che sarà attestata anche da un’etichetta apposta sulle bottiglie Alcuni momenti della vendemmia
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orbici, guanti, cappellino e cassetta d’ordinanza per i ragazzi della cooperativa sociale “Il Graticolato” di San Giorgio delle Pertiche alla loro prima esperienza con la vendemmia. I ragazzi sono stati i protagonisti assoluti, nei giorni scorsi tra le vigne dell’ azienda agrituristica “La Penisola”, della raccolta dell’ uva Glera. Il vigneto era stato piantato due anni fa e ora è arrivato il tempo di raccoglierne i frutti e di passare al debutto sul mercato della produzione enologica aziendale 2019. Un evento unico che sarà immortalato anche nell’etichetta che sarà apposta alle bottiglie. I ragazzi, dunque, avranno un vino tutto loro grazie a questa esperienza. Coinvolti nella vendemmia anche Emanuele Gottardo imprenditore agricolo, Fabio Bui
Da anni la cooperativa sociale, composta da un team di professionisti, lavora al fianco dei ragazzi disabili
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presidente della Provincia di Padova, Fabio Miotti Consigliere delegato, Lodovico Nalon Presidente della Cooperativa “Il Graticolato”, Ugo Campagnaro e Giuseppe Battistello, rispettivamente presidente e direttore regionale Confcooperative. La cooperativa sociale “Il Graticolato” si trova in via Buson
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7 a San Giorgio delle Pertiche. Dal 1988 opera nell’Alta Padovana per migliorare la qualità di vita delle persone disabili residenti nel territorio, fornendo servizi socio-sanitari, educativi e assistenziali all’interno del Centro polifunzionale Paolo VI. La base sociale è composta da un centinaio di soci, fra cui
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soci-lavoratori, soci-volontari e soci-fruitori, ovvero i familiari delle persone disabili che usufruiscono dei servizi. Il Centro Paolo VI, che ogni giorno accoglie circa 120 utenti, garantisce un’occupazione stabile a 25 persone svantaggiate e si avvale della professionalità di circa 60 operatori, divisi in responsabili di area, educatori professionali, operatori socio-sanitari e personale di struttura. Il suo obiettivo è creare negli utenti inseriti la consapevolezza di una propria dignità sociale attraverso l’educazione al lavoro inteso come riscatto personale, integrando l’assistenza di base con varie attività che puntino al benessere fisico e psicologico delle persone.
utti per Giacomo. Iniziativa di solidarietà a fine settembre agli impianti sportivi comunali dove la Nazionale Calcio Tv ha incontrato la squadra dei Lions & Jack’s Friends per raccogliere fondi da destinare a un nuovo progetto di ricerca sul neuroblastoma, malattia di cui era affetto Giacomo Nalon, morto lo scorso gennaio. La partita è stata preceduta da un mini torneo Pulcini, promosso dalla società Ardspera, e da uno spettacolo musicale. L’evento in collaborazione con il reparto di Oncoematologia Pediatrica di Padova, con la Fondazione Città della Speranza e con la Fondazione Italiana per la lotta al neuroblastoma è stato preceduto da una presentazione al Teatro Giardino condotta da Moreno Morello di “Striscia la Notizia”. Presenti gli alunni delle elementari e delle medie dell’sitituto comprensivo con i loro insegnanti, il sindaco Daniele Canella e i genitori di Giacomo, Luigi e Alessia. Prima della partita, assieme ai bambini della scuola elementare “Giovanni Pascoli” di Arsego e a moltissimi cittadini intervenuti è stato inaugurato il parco pubblico di piazzale Bonetto a “Giacomo Nalon”. La comunità ha voluto unirsi ai genitori di Giacomo e ai Luigi, ai fratelli Riccardo, Giorgia e Gioia, ai nonni e agli zii in un momento di commemorazione per Giacomo che si è concluso con la lettura di un breve pensiero e con il lancio dei palloncini al cielo da parte dei compagni di classe del Gi.Bo. ragazzo.
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Santa Giustina in Colle
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“Ho costruito il mio sogno con mia moglie a Machupicchu” Il figlio dell’ex sindaco sognava di diventare ricercatore, ma dopo aver incontrato Liss ha deciso di inventarne un altro
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nocchi di patate fatti in casa come le tagliatelle al tartufo. E ancora: gustosi ossibuchi alla veneta e pizze lievitate naturalmente, preparate con pomodorni e mozzarella di bufala. E per iniziare in bellezza da qualche settimana c’è pure lo spritz con tanto di stuzzichini che stanno facendo letteralmente impazzire i clienti. Tutto nella norma se non fosse che non siamo in una trattoria di Venezia, ma a Machupicchu, culla dell’antica civiltà Inca. A migliaia di chilometri di distanza a far apprezzare la nostra cucina e i nostri prodotti c’è Lorenzo Zanchin, figlio di Federico (ex sindaco di Santa Giustina in Colle), ma anche della nostra terra e del mondo. Laureato a Padova in Chimica Farmaceutica a un certo punto, complice la voglia di viaggiare e l’amore per Lyss, decide di cambiare vita. Oggi con la moglie, e il loro bambino Antonio, vive a oltre tremila metri di altezza e ha due locali, a Machupicchu e a Cusco. “Sono arrivato nel 2013. Mia moglie “Liss” è peruviana. Ha vissuto 12 anni a Padova, ci siamo conosciuti all’Università - racconta Lorenzo -. Gli zii paterni di Liss da anni avevano vari hotel e ristoranti turistici. Uno di questi si è liberato a fine 2013. Non ci siamo lasciati scappare l’occasione e, in meno di un mese, abbiamo mollato tutto e siamo partiti”. Lorenzo si è laureato a Padova. “Da piccolo sognavo di diventare un ricercatore in una prestigiosa università americana e inventare qualche medicina che salvasse la vita. Purtroppo la vita di ricercatore è molto dura. Dopo qualche anno di lavoro come farmacista ho lasciato il mio sogno e ne ho fabbricato un altro”. “Ho lavorato come cuoco, pizzaiolo, barista, cameriere, lavapiatti tutto assieme dato che eravamo solo io, mia moglie e un dipendente all’inizio. Poi l’attività del primo ristorante “Incontri del Pueblo viejo” a Machupicchu, è cresciuta, abbiamo assunto dipendenti, siamo finiti nelle pagine delle maggiori guide turistiche internazionali. Nel 2016 è nato il secondo risto-
Un momento della premiazione delle Camere dei Commercio italiane nel mondo
rante: “Carpe Diem cucina italiana”, a Cusco; quindi, un birrificio artigianale nel 2018. Oggi abbiamo 35 dipendenti e supervisiono tutte le settimane la qualità dei piatti, e metto le mani in pasta ogni volta che creiamo piatti nuovi nel menù dei nostri ristoranti (mensilmente). Nel 2018 siamo stati premiati con la “Q” di qualità dei ristoranti italiani nel mondo certificati attraverso le Camere di Commercio italiane nel mondo. In Perù attualmente siamo solo in due ristoranti a beneficiare di questa certificazioNicoletta Masetto ne”.
“Il segreto è la nonna” Il segreto del successo? Gnocchi e pasta fatta in casa e...nonna Mirella. “Mi è sempre piaciuto cucinare - confessa Lorenzo Zanchin - da piccolo andavo sempre nelle cucine delle mie due nonne con le quali passavo interi pomeriggi sempre con le mani in pasta. E poi, informandomi e leggendo in libri di cucina e di rinomati chef... Inoltre mi è servita
l’esperienza nel ristoranteagriturismo gestito dai miei genitori nel quale ho lavorato come cuoco tutti i miei fine settimana”. Nei suoi locali Federico non usa pasta industriale. “Gnocchi e pasta all’uovo sono tutti fatti a mano, giornalmente e di fronte al cliente che vede, impara e fotografa tutto il processo. La pasta fresca è il forte di nonna Mirella che, con i suoi splendidi 80 anni, produce, tutta la pasta fresca che si propone nell’agriturismo dei miei genitori. Senza parlare dei suoi gnocchi: dovrebbero iscriverli nelle 7 meraviglie del mondo! Ovviamente mi ha passato ricette e trucchi del mestiere fin da bambiNi.Ma. no”.
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Santa Giustina in Colle
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Acque Risorgive: “Qualità, sicurezza e valorizzazione del territorio” I lavori, finanziati dalla Regione Veneto, hanno messo in sicurezza la rete fluviale e hanno visto la realizzazione di bacini idrici di cui usufruire in caso di siccità
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ono stati inaugurati, in via don Giovanni Bosco a Santa Giustina, i lavori di ricalibratura del sistema di collettori di bonifica (Fossa Mauri, Orcone, San Marco e Vandura) a ridosso di Camposampiero. Tre gli obiettivi dell’opera voluta dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive: migliorare la qualità dell’acqua, creare una maggiore sicurezza idraulica e valorizzare l’ambiente circostante. I lavori sono stati interamente finanziati dalla Regione che ha messo in sicurezza la rete fluviale della zona in caso di abbondanti piogge (l’intervento abbatterà il picco di pieno anche del 30% nei prossimi 20 anni) e che grazie alla realizzazione delle tre oasi di laminazione risolverà un eventuale problema di siccità in quanto dai bacini idrici si potrà attingere dell’acqua. “L’opera - ha detto il presidente di Acque Risorgive, Francesco Cazzaro - è utile anche alla natura grazie alla piantumazione nelle tre oasi di piante fortemente fitodepuranti da azoto e fosforo, in cui stanno ritrovando dimora volatili mancanti da tempo. L’intervento è solo l’ultimo di una ventina di lavori nel nostro territorio di competenza finanziati dalla Regione per circa 10 milioni di euro. L’idea originaria risale agli anni ‘80 a protezione della laguna di Venezia”. Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Camposampiero Katia Maccarrone, il presidente della Federazione Cesare Mason, il delegato all’ambiente e assetto idraulico del Comune di Santa Giustina in Colle Valerio Bellù e numerosi cittadini che hanno ceduto i terreni al Consorzio. In prima linea anche l’assessore regionale Roberto Marcato che ha lanciato un appello al governo. “Da dieci anni, ormai - ha denunciato Marcato - in Regione non arriva più un euro per la legge speciale su Venezia. Abbiamo scritto più volte al ministero competente. Siamo convinti che dare dei
fondi per il nostro territorio sia doveroso da parte dello Stato. Se consideriamo quello che paghiamo di tasse a Roma, il minimo sarebbe avere in cambio qualcosa”. Nicoletta Masetto
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Addio a Gian Carlo Se n’è andato, dopo una lunga malattia, Gian Carlo Fiscon, 87 anni, di Santa Giustina in Colle, ma molto conosciuto anche a Camposampiero. Fino a una ventina di anni fa Fiscon aveva lavorato come capo ufficio tecnico all’ospedale civile “Pietro Cosma” per oltre 40 anni. Vedovo da una decina d’anni, Fiscon adorava la sua famiglia, soprattutto
gli amatissimi nipoti. Lascia quattro figli: Valentino, primario di Chirurgia generale all’ospedale di Cittadella, Cristina, professoressa a Camposampiero e musicista, Francesco, dirigente all’Ulss 6 Euganea, e Antonio. Cavaliere del lavoro, Gian Carlo si era sempre dedicato al volontariato. Persona gentile e sempre cordiale con tutti, era impegnato in prima linea nei gruppi di volontariato per gli anziani. Il cavalier Fiscon era molto vicino inoltre anche alla parrocchia di San Marco proprio di fronte l’ospedale. (Ni.Ma.)
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Villa del Conte
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“La politica è passione e impegno” Ritratto del vicesindaco Pegoraro. Da sempre attivo nella politica cittadina, che lo ha visto sia in maggioranza che all’opposizione, si emoziona ancora per gli incoraggiamenti dei compaesani
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a politica è una delle sue grandi passioni insieme alla famiglia e al lavoro. Giacinto Pegoraro, consigliere di opposizione uscente e, in precedenza, assessore e vicesindaco, è l’attuale vicesindaco della giunta guidata da Antonella Argenti. Pegoraro si occupa di Bilancio, Edilizia privata e Regolamenti. Nato il 25 maggio 1971, è sposato e da sempre vive a Villa del Conte. All’ultima tornata elettorale è stato eletto il 26 maggio, nella lista civica “Con Voi”, e nominato il primo giugno. In precedenza, a partire da giugno 2014, ha seduto tra i banchi del consiglio come consigliere di minoranza per la civica “Un futuro per Villa del Conte”, dal 2009 al 2014 è stato vice sindaco e dal 2004 al 2009 assessore. Pegoraro lavora all’Ulss6 di Camposampiero dov’è coordinatore infermieristico. “La mia grande passione per la politica - spiega - mi ha portato a impe-
Giacinto Pegoraro
gnarmi per il mio paese da circa vent’anni. Durante questo periodo la sala consiliare mi ha visto in due vesti differenti: con la maggioranza e con l’opposizione”. Due esperienze differenti, ma entrambe utili. “Stare in maggioranza e poi all’opposizione sono due esperienze che hanno contribuito entrambe a render-
mi l’uomo che sono oggi. Su quei tavoli, infatti, ho avuto la fortuna di conoscere persone nuove e di confrontarmi con la cittadinanza avendo sempre avuto come obiettivo il benessere del mio paese”. Pegoraro si sofferma poi sulla squadra di giunta con cui sta lavorando. “Sono circondato da
colleghi, alcuni alla loro prima esperienza, ma tutti competenti, con idee nuove e tanta voglia di mettersi in gioco e dire qualcosa a questo Comune”. Pur non essendo nuovo all’impegno politico Pegoraro confessa: “La mia più grande soddisfazione? Ancora oggi il momento in in cui incontro i miei compaesani
che si rivolgono a me con un sorriso, una “pacca” sulla spalla e mi esortano a continuare nonostante le numerose difficoltà. Posso davvero dire che è una soddisfazione immensa. Questo gruppo mi sta dando tanto, spero anche io di lasciare qualcosa a loro”. Giorgia Bortolato
Di martedì? Con i cittadini. Continua l’iniziativa
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ontinuano a spron battuto gli “incontri rionali”, iniziativa fortemente voluta dal Comune. Da qualche settimana gli amministratori pubblici stanno incontrando i loro cittadini. Le assemblee si svolgono in sala consiliare alle 18.30 ogni martedì per raccogliere le istanze, problemi, segnalazioni e discutere di problematiche specifiche sollevate dagli abitanti di ciascuna zona del territorio. Prossimi appuntamenti: il 22 ottobre per i reGli amministratori sidenti di via Maso, Morlino, Vitstanno incontrando torio Veneto, Risorgive, Ferrata, Mandria e il 29 ottobre per quelli i residenti per di via Piovego, Rive Basse, Prai raccogliere dell’acqua, Guizza, Delle viole, S. le loro istanze Antonio e Casere. Un’iniziativa che pare piacere ai residenti. Incontri si sono già svolti con i residenti delle vie Martiri della libertà, Cardinal Priuli, Risaie, S. Pietro, S. Eufemia, Card. Pisani, via Don Carrara, degli Alpini, A. Moro, via Corse e laterali, via Commerciale, Restello, Abate, Maglio, Ca’ Brusae, Borghetto, S. Rocco, Mira, Braida, XXIX aprile, via Marconi, Sega, via Busiago e laterali, via Rettilineo, Strada Militare, Ni.Ma. Comunetto, Ghebo, Pelosa.
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Villa del. Conte
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Per i ragazzi scatta “L’Ora Magica” Il centro ricreativo vuole fornire ai bambini e ai ragazzi attività di svago nel tempo libero, nonchè servizio di assistenza allo studio e durante il regolare svolgimento dei compiti assegnati per casa
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partita lunedì 30 settembre “L’Ora Magica”, centro ricreativo aperto, rivolto ai bambini della scuola primaria e a ragazzi della scuola secondaria. L’attività è realizzata dalla cooperativa Diadacon con il patrocinio ed il contributo del Comune di Villa del Conte, assessorato all’Istruzione e alla cultura, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Loreggia-Villa del Conte. Il centro si propone di conciliare l’esigenza di tempo libero dei bambini e ragazzi e l’impegno scolastico. Prevede pomeriggi attivi in cui si integrano percorsi di studio guidato per lo svolgimento dei compiti e sostegno scolastico con percorsi educativi che si occupano di tempo libero, laboratori creativi ed espressivi, spazi di gioco liberi e di gruppo, attività formative ed esperienziali per costruire una relazione educativa con bambini e ragazzi. L’attività si svolge nella scuola primaria di Villa del Conte dal
La scuola di Villa del Conte
lunedì al venerdì dalle 14 alle 18 (dalle 12.45 per chi usufruisce del servizio mensa), con la possibilità di scegliere ogni mese quali e quanti pomeriggi frequentare alla settimana. Si consiglia la frequenza di almeno due giorni a settimana per un maggior coinvolgimento del bambino/ragazzo al progetto e per rendere il metodo di lavoro più efficace. Questo il programma del pomeriggio con “L’Ora Magica”: dalle12.45 alle 14 è previsto il servizio mensa (per chi ne fa richiesta al momento dell’iscrizione) e gioco libero; quindi, dalle 14 alle 16.15 accoglienza dei bambini/ragazzi, studio guidato; dalle 16.15 alle 17:30 merenda, attività ludiche e laboratori creativi (per chi ha finito i compiti), svolgimento dei compiti (per chi non li ha finiti e per i ragazzi delle medie). Le proposte messe in atto sono diversificate e pianificate a seconda delle necessità e dell’età. L’uscita è prevista tra le 17:30
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“Con te sport”: tra attività fisica e inclusione
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rande successo per la prima edizione di “Con Te Sport”, una grande giornata a fine settembre all’insegna dello sport per tutti voluta da amministrazione comunale, Asd Noi Santa Giuliana e Comitato paralimpico e in collaborazione con le società sportive operanti sul territorio. La manifestazione sportiva aperta si è svolta negli impianti sportivi “L. Massarotto” in via Villanova. La mattinata si è aperta con il taglio del nastro e il saluto delle autorità, accompagnati dal corteo delle “cheerdance”. Ospiti d’eccezione alcuni campioni che hanno fatto da testimonial alla manifestazione. Tra questi Chiara Rosa, Nicolo’ Toscano, Marta Nocent. I ragazzi hanno potuto partecipare, provando tutte le varie discipline attraverso un percorso divertente. A fine tracciato premiazione e consegna di un gadget per tutti i partecipanti. Nella seconda parte di giornata, si sono svolte le esibizioni di tiro con l’arco paralimpico, tornei giovanili di calcio (Brescia, Padova, Vicenza, Hellas Calcio Verona) esibizioni paralimpiche di calcio, esibizioni di tiro alla fune (Taf di Scorzè) esibizioni mozzafiato seguitissime da parte delle forze dell’ordine che hanno coinvolto grandi e piccoli.Per tutti non sono mancati ristoro e menù a prezzo fisso oltre a una ricca area di divertimento e gioco dedicata ai bambini. A fine giornata, obiettivo raggiunto: far vivere lo sport ai ragazzi, far divertire i più piccoli e rilassare Gi.Bo. le famiglie.
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Villanova di Camposampiero .
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Lavori pubblici Mobilità debole
“Un nuovo centro urbano a misura di pedone” “L
a nostra amministrazione - spiega l’assessore alla Sicurezza, Michele Conte - è da sempre attenta alla tutela della mobilità debole”. Con questo preciso obiettivo, la giunta ha commissionato una serie di interventi volti alla sistemazione del percorso pedonale che collega il lato sud di via Caltana con il lato est di via Ampezzon. Un tratto che da sempre presentava evidenti criticità. “Non ci siamo limitati alle asfaltature - continua l’as-
Conclusi i lavori di riqualificazione del centro urbano sessore Conte -, ma abbiamo implementato la rete di scolo delle acque piovane, installando apposite canalette, e predisponendo i sottoservizi da destinare alla posa della fibra ottica”. A tal proposito, inoltre, sono stati eseguiti due tagli stradali, in corrispondenza degli attraversamenti pedonali in
I lavori in alcune vie della città
prossimità dei semafori di via Caltana e di via Roma. In questo modo sarà possibile portare la banda ultra larga nella parte sud, in via Ampezzon, nella parte ovest, in via Caltana e nella parte nord, in via Roma, senza più compromettere il manto stradale.
“E non solo - aggiunge l’assessore ai Lavori pubblici, Filippo Ancilotto - visto che, parallelamente, abbiamo completato le asfaltature per la messa in sicurezza della banchina stradale di via Roma (lato ovest), dal semaforo fino all’incrocio con via Chiesa”. Anche in que-
sto frangente è stata data particolare attenzione allo smaltimento delle acque meteoriche e all’istallazione dei sottoservizi per la posa della fibra ottica. “Solo l’intervento di via Roma è costato 45mila euro ed è stato finanziato da un contributo a fondo perduto dello Stato –
Il racconto “Antonio, oppure Amid” vince la 5° edizione del concorso Belloni
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rande successo per la V edizione del Concorso letterario intitolato a Silvano Belloni. Quasi 100 gli elaborati pervenuti tra le due sezioni: adulti e ragazzi. Il concorso è molto legato a Villanova, in particolare a Murelle, per essere stato insegnante elementare, professore di lettere nella scuola media, di lingua e letteratura italiana, storia e filosofia
negli istituti superiori e dirigente scolastico per quasi 30 anni, nonché scrittore, poeta, giornalista pubblicista. Primo classificato con il racconto “Antonio, oppure Amid” Marco Madonna; seconda classificata Elisa Rubin Il semaforo), terzo classificato Giovanni Camporese (Mai soli). Tra i ragazzi: prima classificata Sara Mei Madonna (Luna), secon-
do classificato Federico Rossetto (L’orco, l’elfo e le streghe), terzo classificato Elena Zoccarato (Io ti guardo). La premiazione è stata alla presenza del sindaco Cristian Bottaro, dell’assessore alla Cultura Sarah Gaiani, del dirigente scolastico Pierpaolo Zampieri e della giuria composta da Luana Boscolo Moretto, Silvia Farinazzo Ni.Ma. e Ivana Barbato.
conclude l’assessore Ancilotto -. In questo modo, prima di tutto abbiamo aumentato le condizioni di sicurezza stradale e, aspetto non poco rilevante, abbiamo riqualificato un’area del centro urbano”. Giorgia Bortolato
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Villanova di Camposampiero
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Opera Diritti dei bambini
La “grande illustrazione” che parla ad adulti e bambini Bimbi appollaiati sugli alberi, altri che giocano spensierati in un’atmosfera di svago e serenità e persino animali che suonano uno strumento musicale.
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iamo nell’atmosfera magica che si può ammirare con gli occhi e “respirare” con le emozioni entrando nella scuola elementare di Villanova in via Giovanni XXIII. La “grande illustrazione” è stata realizzata dall’artista Nicoletta Bertelle (una delle più grandi illustratrici italiane e autrice di numerosi libri per l’infanzia tra i più apprezzati) con una squadra di quattro allieve (Elisa Pasqualotto, Gloria Pennazzato, Gaia D’Alconzo, Andrea Isolina Ferrara ) del suo corso di illustrazione. Grazie alla loro mano le cinque artiste sono riuscite a
trasformare un luogo dandogli un’anima ben precisa: uno spazio dove protagonisti assoluti sono i bambini con i loro diritti da garantire, realizzare e promuovere. Primi tra tutti quelli al gioco, alla lettura, al movimento, alla fantasia, al sorriso e alla felicità. “La “grande illustrazione” sul muro della scuola elementare di Villanova parla dei “diritti dei bambini” – spiega Nicoletta Bertelle - in particolar modo del diritto alla lettura, del diritto al gioco, del diritto all’immaginazione. Un’illustrazione sul muro di una scuola è “Arte di tutti”.
Un’illustrazione per ricordarci quanto è importante formare lettori appassionati. Un’illustrazione per ricordarci che bisogna nutrirci di immagini d’arte per “educare lo sguardo” alla bellezza. La fantasia è indispensabilie per poter vivere”. È stata una bellissima avventura spirituale. “Bisogna conoscersi e avere spiriti affini per poter parlare lo stesso linguaggio -. Io sono la loro insegnante a un corso d’illustrazione e questo ci ha rese complici, entusiaste ed appassionate. Vogliamo parlare ai bambini, anche quelli dentro gli adulti”. Le artiste al lavoro
Nicoletta Masetto
“Nell’opera sono rappresentati tutti i diritti che i bambini dovrebbero avere” È il verde il colore dominante scelto non a caso da Nicoletta e dalle sue quattro compagne di viaggio per la grande illustrazione realizzate alle elementari del capoluogo. “Per i colori ci siamo ispirate al pittore Rosseau”. Non è un caso visto che, per raccontare la natura e non solo, Rosseau nella sua opera “Sogno” usò ben cinquanta tonalità di verde, sintesi fia-
besca, sgargiante e trasognata di una vita. Grande soddisfazione da parte del Comune che ha voluto fortemente questo intervento. “L’iniziativa - spiega l’assessore Elena Pagetta -nasce dalla grande collaborazione tra scuola e amministrazione, in particolare con le classi quinte dello scorso anno che hanno studiato i diritti dei bambini e lo hanno scelto
• trasporti nazionali • semirimorchi con sponda • deposito e distribuzione
come tema da rappresentare. Nel murales troviamo il diritto al gioco, all’istruzione e all’immaginazione tema quest’ultimo molto sviluppato, attraverso piccoli personaggi da scoprire. Adesso i nostri plessi e il centro Tomasoni sono tutti dipinti. Ci piace stupire i bambini e rendere la scuola sempre più accogliente”. (Gi.Bo.)
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Camposampiero Territorio
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Servizi Centro Bonora
L’esterno dell’Ospedale di Comunità Bonora
Nato il nuovo ospedale di comunità S
i rivolge a pazienti, non solo anziani, in fase di dimissione dall’ospedale per acuti, che necessitano di un percorso di convalescenza e recupero non realizzabile in casa, con l’impiego di svariate tecnologie e di sanitari qualificati. L’accesso può avvenire anche da casa, attraverso il medico di famiglia che attiva la procedura di richiesta segnalando il caso ai Punti Unici di Accoglienza Cure Domiciliari e Residenziali. Questo il nuovo ospedale di comunità che ha preso avvio nella sede del Centro servizi Anna Moretti Bonora di Camposampiero alla presenza dell’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin. Oltre all’Unità riabilitativa territoriale (Urt) e all’Hospice,
sono ora disponibili 15 posti letto destinati a coloro che necessitano di assistenza post-ospedaliera ma non sono ancora pronti per far rientro nelle proprie case. L’accesso all’ospedale di comunità avviene nell’80% dei casi dall’ospedale vero e proprio, nel 20% dal domicilio assistito con il medico di famiglia. La durata massima di permanenza potrà essere indicativamente di 60 giorni. Per il primi 30 giorni di il servizio è completamente gratuito, qualora il ricovero dovesse protrarsi oltre è prevista una compartecipazione alla spesa di 25 euro al giorno, a fronte di un’assistenza completa su tutti i fronti: medica, sanitaria, alberghiera. “Il riconoscimento della com-
Le cariche politiche locali hanno espresso grande soddisfazione per l’apertura di questa struttura di assistenza e riabilitazione post ospedaliera
petenza che in questo ambito possono assumere le Ipab - ha spiegato il presidente del Centro servizi Bonora, Vittorio Casarin -, consentirà di offrire alla cittadinanza la possibilità di usufruire di cure sanitarie e prestazioni assistenziali altamente qualificate all’interno di ambienti protetti, in cui la qualità di vita della persona è la massima priorità massima”. “Un grande risultato grazie a
un gioco di squadra e di sinergie – ha ribadito il dg Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta – e un importante tassello della presa in carico dall’ospedale verso il territorio”. Per l’assessore Lanzarin “qui si concretizza alla perfezione il modello di integrazione sociosanitaria che abbiamo voluto rinforzare con il nuovo Piano Sociosanitario Regionale 20192023”. Presenti anche l’assessore regionale Roberto Marcato per il quale “si completa la filiera dei servizi sociosanitari del Camposapierese con una struttura che è garanzia di protezione e sicurezza per gli assistiti più fragili”. Il sindaco Katia Maccarrone ha infine dichiarato “grande la nostra soddisfazione per un obiettivo che non è stato facile raggiungere”. Presenti anche il presidente della Conferenza dei 102 sindaci del Padovano, Alessandro Bolis, il senatore Antonio De Poli e il consigliere Maurizio Conte hanno lodato la bontà del modello. Giorgia Bortolato
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Trebaseleghe Territorio
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È Trexit: “Non vi sono reali benefici” Il sindaco Zoggia e il suo gruppo rendono ufficiale la presa di posizione che vede il Comune uscire dalla Federazione del Camposampierese. Non ci sarebbe convenienza per i costi
È
Trexit a tutti gli effetti. Il Comune di Trebaseleghe ha deciso di uscire definitivamente dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese. Una decisione annunciata, ponderata, non facile ma sulla quale il sindaco Antonella Zoggia e la maggioranza non hanno mai avuto alcun ripensamento. Nel mirino i costi che, secondo Zoggia e la sua squadra, non varrebbero i reali benefici arrecati. Il consiglio comunale è stato seguito anche in diretta streaming. La Trexit è passata con i voti della maggioranza e quello, annunciato, del consigliere M5S Fabio Fascina. Contrari il presidente del consiglio e segretario Pd Devis Trevisanato e i tre consiglieri all’opposizione di “Trebaseleghe Positiva”, Otello Mason, Chiara Matteazzi e Michele Dallan. Il dietro front ufficiale sarà dal primo gennaio 2020. Fino al
31 dicembre lo Statuto la possibilità di accordi tra i Comuni sulle condizioni d’uscita di un singolo ente aderente. C’è ora preoccupazione: altre amministrazioni potrebbero decidere di fare altrettanto ponendo in seria crisi un’istituzione voluta, all’epoca, dai Comuni stessi. “La Federazione – ha esordito il primo cittadino Zoggia sgombrando il campo e mettendo da subito sul tavolo le ragioni della scelta - è divenuta un contenitore burocratico dove le procedure sono troppo dispersive e poco efficienti. In questo contesto si capisce il perché in tanti anni di Federazione il Comune di Trebaseleghe è riuscito ad installare solo tre telecamere e tra l’altro funzionanti da poco. Non si può parlare di sicurezza del territorio se su oltre 30 chilometri quadrati e 13 mila abitanti riteniamo sufficienti tre telecamere. Il modello federativo poteva sembrare con-
Nella foto Antonella Zoggia
veniente quando arrivavano contributi statali e regionali ma oggi non è più così. Avevamo chiesto un presidente non di facciata in carica solo un anno ma un triennio e avevamo posto il problema della mancanza dei vigili. Il rapporto costi/benefici che avevamo con la Federazione non è più accettabile”. In verità il presidente della
Federazione Cesare Mason e i colleghi si erano dichiarati disponibili a rivedere l’organizzazione generale della struttura federativa, ma Trebaseleghe non ha accettato. “Era solo una dichiarazione di intenti – ha sottolineato Zoggia – e dentro la giunta della Federazione ci sono pareri discordanti tra gli stessi sindaci. Con il risparmio
netto di 100mila euro noi miglioreremo di gran lunga senza dubbio i servizi elargiti ai nostri cittadini”. Dubbi e perplessità sui tempi, ma anche sull’accelerata alla Trexit impressa di recente è stata espressa dalle minoranze. “Non era il caso di aspettare un altro anno e fare le cose per bene – ha detto Trevisanato –. Questa scelta è anacronistica: i Comuni, oggi, da soli fanno sempre più fatica”. Dello stesso avviso anche la minoranza. “La decisione di uscire - hanno ribadito Chiara Matteazzi e Otello Mason è stata incomprensibilmente accelerata. Non se ne capisce il reale motivo. Si poteva tranquillamente aspettare un anno per vedere se ne mutavano le condizioni”. Nicoletta Masetto
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Cultura
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Rassegna Commedia
Tutti a teatro con “Ridendo s’impara” La compagnia teatrale amatoriale si pone l’obiettivo di trasmettere importanti valori attraverso il divertimento
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sordio stagionale il 12 ottobre a Loreggia per la compagnai teatrale “Ridendo s’impara” di Campodarsego che ha già in cartellone una serie di appuntamenti per tutta la stagione. Tra questi: il 2 novembre a Saonara, il 23 novembre ad Arcugnano, il 7 dicembre a Legnaro; quindi, nel 2020 il 18 gennaio a Galzignano Terme e il 25 gennaio a San Giorgio in Bosco. “La nostra compagnia teatrale - spiegano attori e cast al completo - è a livello amatoriale. Calchiamo le scene da più di 30 anni. Siamo nati nel 1983 con il nome di “Equipe F. di F.” e come gruppo di amici uniti da una forte passione per il teatro come mezzo per riscoprire il gusto dello stare insieme in maniera divertente e distensiva. La nostra ambizione è far passare dei valori attraverso il divertimento. Il nostro repertorio è completamente dialettale e le nostre commedie sono localizzate in ambiente veneto per il desi-
derio di mantenere viva la lingua, la cultura e le nostre tradizioni”. Le commedie messe in scena sono 12 ma attualmente quelle portate in giro sono: Sior Tita Paron, Don Checo, Camera a ore, Spese paenosse, Te vojo ben…da morire, Chi xeo l’erede. Oltre a recitare la compagnia, in collaborazione con la parrocchia e il patrocinio del Comune, organizza la rassegna, giunta quest’anno alla XII edizione, “Autunno a teatro” al Cinema & Teatro Aurora. Protagoniste compagnie locali come “Amici del Teatro” di Pianiga che hanno messo in scena “Ancora sei” lo scorso 5 ottobre; sabato 12 ottobre “C’era …C’è” di Albignasego con “Caramba che parenti”; quindi “Le acque mosse” di Battaglia Terme con “Meiomato che mona” in scena il 19 ottobre, infine sabato 26 ottobre a chiudere la rassegna la compagnia “” di Villatora con “Boeing Boeing” commedia Nicoletta Masetto brillante in tre atti.
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La compagnia in scena
Festival Metricamente corto, “Pepitas” è il miglior corto italiano
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epitas” di Alessandro Sampaoli si è aggiudicato il primo premio come “Miglior Corto italiano” all’edizione 2019 “Metricamente Corto” che quest’anno ha tagliato il traguardo dell’ottavo compleanno. “Pepitas” parla di identità, rapporti umani e di come l’arte possa farci sentire a proprio agio. Protagonisti gli attori Lino Guiancaio e Ariella Reggio. ll lavoro del regista e attore milanese (noto al grande pubblico per il ruolo di Silvano Rogi in “Camera Café”, qui al quarto progetto dietro la macchina da presa) vive di sguardi e piccoli gesti, forte della recitazione intensa e misurata dei due protagonisti, con la macchina da presa pronta a evidenziare al momento giusto le sfumature di un rapporto tra nonna e nipote in cui non c’è bisogno di tante parole o di spiegare, è già arrivato tutto, anche quando si pensa che l’altro non veda. La giuria ha, quindi, assegnato il premio come “Miglior Corto straniero” a “Mama” di Eduardo Vieitez, la vera storia di Rabah, una ragazzina siriana costretta a scappare con la sua famiglia e vivere da rifugiata. Un’edizione del Festival che quest’anno si è distinta anche per gli eventi collaterali, dal sentito e toccante “Omaggio alla Luna” a quello dedicato a Giorgio Gaber nonché la mostra e la proiezione di cortometraggi animati prodotti da scuole genovesi a ricordo di Fabrizio De André. Gli ospiti presenti per ritirare gli ambiti riconoscimenti sono arrivati da tutta Italia rendendo davvero importante la serata finale di premiazione. Questi gli altri premi. Miglior Corto d’Animazione: Mercurio di Michele Bernardi; Miglior Regia: Charles Williams per “All these Creatures”; Miglior Attore Protagonista: Gino Andreoli per “Salse Connection”; Miglior Attrice: ex-aequo Rachel Shendon per “The silent child” e Ariella Reggio per “Pepitas”; Miglior Fotografia: Pablo Isa per “Refuge”; Miglior Corto a denuncia sociale: “Something about Alex” di Reinout Hellenthal; Corto di denuncia sociale: “Apri le labbra” di Eleonora Ivone; Premio per Miglior Corto d’Autore “Come la prima volta” di Emanuela Mascherini. Tra gli altri premi, riconoscimenti e menzioni: menzione Speciale Corto a scuola per la media G. Ponti di Trebaseleghe (Pd) con “Il Piave mormorava”. Il pubblico, infine, non ha avuto alcun dubbio, nel premiare come Miglior Corto Premio del pubblico: “The silent child”. Il direttore artistico Maurizio Mason, insieme alla giuria, si è dichiarato molto soddisfatto dell’edizione appena conclusa. Sul futuro della manifestazione ha aggiunto: “Da domani si apre un nuovo capitolo, l’anno prossimo il Festival sarà più vivace, le idee e le prospettive non mancano, le metteremo presto a fuoco. Sulla location del Metricamente Corto 9? Non siamo ancora in grado di pronunciarci. Per il momento è ancora top secret”. Giorgia Bortolato
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Sport
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Tradizioni Arsego
Il momento della partenza
Successo per la Maratonina del Graticolato G
rande successo per la Maratonina del Graticolato giunta quest’anno alla 13° edizione, organizzata da Asd Atletica Foredil-Macchine con la super direzione sportiva di Diego Bovolato, svoltasi ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche. La competizione è Campionato assoluto regionale e Master. A dominare è il Kenya, con ben 4 atleti fra i primi 5 all’arrivo e vittoria per Alfred Kimeli Rono. Il runner kenyiota è molto conosciuto in zona e nel padovano. Con il suo tempo di 1h04’42, raggiunto sotto un tempo ostico a causa della pioggia battente,ha finito per stabilire il secondo tempo di sempre nella mezza maratona di Arsego. Il successo più bello, oltre a quello di Kono, è quello dell’in-
stancabile e immensa Giovanna Ricotta: padovana, 47 anni, ha vinto la maratonina femminile conquistando la quinta vittoria sul Graticolato romano, nove anni dopo il suo ultimo successo. Sono oltre 320 atleti alla partenza di una classica molto attesa. Tra gli stranieri manca solo l’attesissimo eritreo Mogos Shumay che vantava un personale di 1h00’40. Non mancano però ai nastri di partenza tutti gli altri favoriti, dai kenyani Rono, Kirui, Siteki e Mutai al burundese Niyomuzika e agli italiani Solone, Avon, Picello, Casolin e Cortiana. Tra le donne, invece, non ci sono due superfavorite come Gadamnesh e Cunico e per Giovanna Ricotta i giochi si presentano da subito agevoli senza grandi av-
Quando l’amicizia dà vita ad un evento-istituzione
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a Maratonina del Graticolato ha una lunga storia di passione e impegno. Sono passati venticinque anni da quel 4 febbraio, quando tredici amici diedero vita al gruppo podistico “Amatori Sarmeola”. Proprio tra un’ombretta e l’altra, è nata l’idea di dar vita ad un vero e proprio gruppo podistico. Gli atleti, tutti amanti della buona cucina e della buona cantina, hanno sottoscritto un patto di amicizia che dura ancora oggi. Il nucleo fondatore era composto da: Lorenzo Penello, Siro Penello, Ilario Benetazzo, Sergio Callegaro, Gianfranco Giacchetto, Paolo Fornasiero,Francesco Zin,Antonio Faggin, Danilo Greggio, Paolo Negrin, Giovanni Negrin e Giuseppe Paccagnella. E’ proprio Paccagnella che è stato il primo sostenitore alle nascenti iniziative del gruppo che, da “Amatori Sarmeola”, si trasformò in “Atletica Foredil Macchine”. A rafforzare il clima di amicizia sono state le epiche partecipazioni alle maratone internazionali in ogni angolo del mondo da Vienna a New York. L’impegno ha fatto nascere nel 2002 la “Maratonina sul Graticolato Romano”, manifestazione rivolta a tutte le categorie nazionali e dal risvolto sociale è tutt’ora fiore all’occhiello della società. Nel 2009 la nascita della “Santa Klaus Running”, manifestazione suggestiva e di grande impatto sociale. L’impegno costruttivo, attraverso lo sport, ha trovato una particolare sensibilità nel gruppo Foredil, che con la passione per l’attività sportiva e per l’atletica in particolare, ha saputo Gi.Bo. proporre tante esperienze in favore della comunità.
La padovana Giovanna Ricotta vince la maratona femminile e conquista dopo nove anni la sua quinta vittoria sul Graticolato romano
versarie. Alla partenza, con temperatura fresca per la stagione, ma senza pioggia, gli africani partono subito velocissimi. Kirui segna il ritmo. Dietro il gruppo degli italiani guidati da Casolin, Picello, Vecchietti e Solone. Al quarto chilometro perdono contatto prima Mutai e poi Suteki e si forma un trio di testa con Kirui, Niyomuzika e Rono. A metà gara sugli atleti si scatena una pioggia violentissima. Il
trio non si scompone mantenendo il ritmo sino alla fine con una cinquantina di metri di distacco su Siteki e un minuto su Mutai. Seguono gli italiani il cui distacco via via aumenta. La tredicesima Maratonina si decide al diciottesimo chilometro: l’allungo deciso di Rono fa selezione finale; Kirui cerca di resistere ma cede terreno, Niyomuzika deve arrendersi. Uomini: 1. Alfred Kimeli Rono (Kenya) 1h04’42, 2. Robert Kirui (Kenya) 1h05’09, 3. Jean-Marie Niyomuzika (Burundi) 1h05’28, 4. Stanley Siteki (Atl. Potenza Picena) 1h05’50, 5. Ken Mutai Run’N Live) 1h08’29, 6. Luca Solone (Biotekna Marcon) 1h11’58, 7. Diego Avon (Tornado) 1h11’59, 8. Mattia Picello (Spak4 Padova) 1h11’59, 9. Michael Casolin (Vicenza Marathon) 1h12’36, 10. Matteo Vecchietti (Valle di Cembra) 1h14’28. Donne: 1. Giovanna Ricotta (Boscaini Runners) 1h23’55, 2. Federica Schio (Lupatotina) 1h29’04, 3. Lisa Carraro (Vicenza Marathon) 1h29’25, 4. Maddalena Fontana (Atl. Vicentina) 1h29’55, 5. Arianna Miolato (Vicenza Marathon) 1h31’58. Nicoletta Masetto
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#Politica
Autonomia, il traguardo si allontana Il ministro Boccia frena le regioni: prima definiamo i livelli essenziali delle prestazioni. Il politologo Feltrin: anche Salvini sapeva che gli avrebbe fatto perdere milioni di voti al sud
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adesso che è cambiato il governo e la Lega è finita all’opposizione, che cosa accadrà delle richieste di autonomia del Veneto e delle altre regioni? La sensazione, specie dopo l’incontro tra il governatore Zaia e il ministro Boccia, è che siano destinate a finire nel cassetto. O quantomeno che dovranno aspettare un bel po’, sempre che alle parole seguano i fatti. Il neo ministro, pugliese, è arrivato a Venezia promettendo ascolto ma con le idee chiare: l’autonomia differenziata va bene, ma “c’è bisogno di dire che tra Sud e Nord non c’è una competizione aperta. Bisogna rimettere insieme il Paese, non dobbiamo far diventare l’autonomia un tema divisivo né uno strumento di lotta politica”. E dunque, spiega Boccia, prima bisogna definire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep). In altre parole, bisogna scrivere nero su bianco quali sono i diritti e i servizi che vanno garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente da dove abitino e da quanto guadagnino. Giustissimo, in teoria. Il fatto è che la definizione dei Lep, così come è stato per quella dei famosi “costi standard”, rischia di trasformarsi in una storia infinita. E con tutte le urgenze che un governo comunque fragile si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, è facile prevedere che di passi in avanti non se ne faranno molti né troppo in fretta. Uno scenario che difficilmente aiuterà a rasserenare i rapporti tra Regioni e governo, specie considerando che tutto il fronte del Nord a guida centrodestra ha appena depositato la richiesta di referen-
Foto tratta dal sito www.regione.veneto.it
Luca Zaia, Francesco Boccia e Paolo Feltrin
dum abrogativo della parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, ultimo atto di forza voluto da Salvini dopo il passaggio all’opposizione e prima della grande manifestazione organizzata a metà ottobre a Roma. Ma che l’autonomia non veda la luce per “colpa” del nuovo esecutivo, possono affermarlo solo i più convinti soste-
nitori del Capitano. In realtà basta scorrere l’anno e mezzo di governo giallo-verde per verificare come proprio questo tema sia tra quelli che hanno accumulato più rinvii, proclami e rimpalli, con buona pace del famoso “Contratto di governo” e delle promesse di Salvini. A frenare in maniera palese sono
stati i 5 Stelle, che al sud hanno trovato il loro più importante bacino elettorale. Ma forse, sotto sotto, lo stesso leader della Lega ha capito strada facendo che l’autonomia delle regioni del nord gli avrebbe procurato più fastidi che vantaggi. Una conferma di quelle che a lungo sono state considerate poco più che illazioni è venuta a fine settembre da Paolo Feltrin, docente all’università di Trieste, tra i più conosciuti politologi, “mente” dell’Osservatorio elettorale della Regione Veneto, che in una intervista ai quotidiani del gruppo Gedi ha scoperchiato il vaso di Pandora. “ Un sondaggio attendibile e riservato – ha spiegato Feltrin – ha avvertito Salvini che il via libera alla riforma autonomista al nord avrebbe comportato un crollo di consensi nel Mezzogiorno stimato tra i quattro e i cinque milioni di voti”. Un salasso che avrebbe cancellato ogni speranza della Lega di sfondare oltre il Po diventando un vero partito nazionale. E così, rimanda oggi rimanda domani, quando Salvini ha capito che Veneto e Lombardia non erano più disposte a stare ferme e con una manovra finanziaria pesante di fronte, avrebbe preferito aprire la crisi. Interpretazione fermamente smentita da Zaia, ricordando anche numeri alla mano il successo della Lega alle europee nelle regioni del sud. Eppure, il dubbio resta. Aspettando i Lep, i costi standard e una maggioranza in parlamento che finora nessuno ha trovato, quale che fosse il colore del governo.
Sant’Antonio, Sinigaglia rilancia il “no” dei sindaci “Il Tavolo tecnico, istituito per pianificare il passaggio dell’ospedale Sant’Antonio all’Azienda ospedaliera di Padova, ha concluso la prima fase di lavori individuando e approvando un Piano attuativo che prevede che il Sant’Antonio cambi gestione il 1° gennaio 2020. Per quanto di interesse pubblico viene garantita in toto la prosecuzione delle attività in essere, secondo le precise volontà della Regione del Veneto, quindi per i cittadini / utenti non vi sarà alcun cambiamento: la collettività potrà continuare a fare affidamento sull’ospedale Sant’Antonio, come in precedenza e senza eccezioni”. La nota ufficiale dell’Ulss Euganea cerca di stemperare la tensione, che però in
città sta crescendo man mano che si avvicina un “cambio di casacca” annunciato da tempo ma a cui finora non era stata evidentemente prestata la necessaria attenzione. Dall’Ulss rassicurazioni, oltre che agli utenti, anche al personale sulla continuità dei rapporti di lavoro. Ma che le cose non siano così lisce e scontate lo dimostra l’ultima turbolenta riunione della Conferenza dei sindaci: pur in mancanza del numero legale, i primi cittadini hanno espresso a maggioranza il loro “no” al passaggio. E in Consiglio regionale Claudio Sinigaglia, consigliere del Partito democratico tra i più attenti conoscitori della materia, ha rilanciato le loro preoccupazioni chie-
dendo alla giunta di fermare l’operazione e rivedere le schede sanitarie della provincia. “Il documento votato dai sindaci — sottolinea Sinigaglia — chiede di rinviare ogni decisione a quando sarà completato il nuovo Polo della salute e riqualificato il Giustinianeo. Non è un no aprioristico, insomma, ma legato alle tempistiche fissate dalla Regione. Per ora non c’è alcun motivo a favore della decisione della Giunta, né in termini di risparmi né, ancora peggio, per tutelare la salute dei cittadini. Invito perciò, nuovamente a fare proprie le istanze dei sindaci e fermare l’intera operazione: è una penalizzazione immotivata di un intero territorio”.
Claudio Sinigaglia
L’Ulss tranquillizza, ma la Conferenza dei sindaci vota contro il passaggio all’Azienda ospedaliera e chiede di attendere la nascita del nuovo ospedale
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Politica
Civica per il Veneto Franco Ferrari
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Partito Democratico Piero Ruzzante
Serve un grande progetto: “Ambiente, sanità pubblica correre insieme per scalzare e mobilità: serve un Veneto gli avversari non lo è a misura d’uomo” F
ranco Ferrari 64 anni imprenditore, residente a Camponogara, in Riviera del Brenta, e capogruppo in Regione della lista “Civica per il Veneto” traccia un bilancio della sua attività di consigliere regionale e delle prospettive per le prossime elezioni. Consigliere Ferrari come valuta il lavoro svolto in questi 4 anni e mezzo da consigliere regionale? “Mi sono sempre impegnato a livello regionale in un lavoro che punta a dare risposte ai cittadini, operando in una situazione economica difficile. Ho cercato di dare risposte concrete nello spirito che contraddistingue la mia azione politica, che non è mai legata a schemi di partito o di schieramento, ma punta alla soluzione concreta dei problemi. Fin da subito ho aperto a Camponogara un ufficio al pubblico nel quale durante la settimana ricevo i cittadini e le istituzioni, ascolto le richieste e cerco di trovare soluzioni”. Di quali risultati è più orgoglioso? Qualche delusione o rimpianto? “Mi sono impegnato per ridurre i tagli nel settore sanità, per l’ospedale di Dolo con le schede ospedaliere poi approvate in Regione, mantenendo quasi interamente primariati e posti letto e ottenendo fondi per il rilancio. E’ agli atti l’incisività della mia azione. Sempre per l’ospedale di Dolo ho lavorato per la ripartenza dei lavori al Pronto Soccorso e per attrarre decine di milioni di euro per lo sviluppo del presidio. Fra le altre battaglie affrontate c’è stata quella, andata a buon fine, dell’interramento dell’elettrodotto Dolo- Camin, e lo sblocco del Pat di Camponogara e Fossò, fermo da 10 anni. Ho sempre puntato sull’aiuto ai giovani meritevoli: a titolo personale ho creato decine di
borse di studio in collaborazione con le scuole. Fra le delusioni di questi anni, c’è la constatazione purtroppo che anche il ruolo di consigliere regionale nonostante sia espressione del territorio, a livello nazionale non è tenuto nella dovuta considerazione”. Come si colloca politicamente alla luce anche degli ultimi sviluppi nazionali? “Sono stato eletto all’interno della lista Alessandra Moretti Presidente, e sono rimasto fedele agli elettori svolgendo il mio mandato nel gruppo di minoranza, votando secondo coscienza per risolvere i problemi. Non credo che votare per partito preso porti soluzioni per il territorio. Nel 2017 ho ideato “Civica per il Veneto” e di strada la lista ne ha fatta parecchia. Alle comunali di Camponogara è arrivata seconda e sfiorando la vittoria per qualche decina di voti. Sono stato eletto in consiglio comunale: continuerò con scrupolo questo impegno”. Si ricandiderà a consigliere regionale? “In questo momento non ho ancora deciso se ricandidarmi. Spero che il Movimento 5 Stelle, Leu e il Pd non corrano tutti insieme solo nello spirito di scalzare chi amministra la regione. Io per partito preso non aderisco per ora a nessuno degli schieramenti in campo. Valuterò con attenzione i programmi delle formazioni e le coalizioni facendo attenzione ai programmi e alle risposte che questi danno alle istanze dei cittadini. Se nessuno rispondesse a queste caratteristiche continuerò a dedicarmi ad amministrare la mia azienda di Marghera che opera nel settore della metalmeccanica, che ha oltre 100 dipendenti”. Alessandro Abbadir
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ina vita a sinistra: Piero Ruzzante, 56 anni, Consigliere Regionale dal 2010, sta concludendo la sua seconda legislatura a Palazzo Ferro Fini. Eletto nelle fila del PD, dal 2017 è Presidente del Gruppo Misto per Liberi e Uguali, all’opposizione della Giunta Zaia. Che bilancio può fare di questi 5 anni in Regione? “Purtroppo è un bilancio negativo, una cifra su tutte: 2551. Sono gli ettari di suolo consumati tra il 2015 e il 2018, l’equivalente di 6.300 campi da calcio, coperti di cemento in soli tre anni. È un dato impressionante: il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo. Quando ci fermeremo?”. A cosa si è dedicato maggiormente nel corso del suo mandato? “Innanzitutto alla sicurezza sul lavoro, sempre con un confronto positivo con il sindacato, dal quale è nato un filone di atti presentati in Consiglio, spesso accolti anche dalla maggioranza. Ora dalle parole bisogna passare ai fatti: la Giunta deve assume i tecnici Spisal che ha promesso. Ogni giorno in Veneto ci sono 200 incidenti sul lavoro, uno ogni 4 giorni è mortale”. Che giudizio da di questi 5 anni di Giunta Zaia? “Chi l’ha mai visto? È stato presente a poco più del 10% delle sedute e al 2,7% delle votazioni. Si è occupato sempre e solo di autonomia. Eppure la Lega ha governato l’Italia per 10 anni con Berlusconi, per 25 anni il Veneto con Galan e Zaia: continuano a parlare di autonomia, ma quando potevano non l’hanno mai data”. Cosa la preoccupa di più? “La situazione della sanità pubblica, dove i numeri parlano chiaro: taglio del 20% dei posti letto negli ospedali pubblici e aumento del 16% dei posti letto privati. La spesa a favore dei privati è aumentata del 28% nel comparto ambulatoriale e 24% nei ricoveri, le strutture private sono aumentate
del 8,84%, quelle pubbliche sono diminuite del 6,39%. In silenzio stanno privatizzando la sanità e chi vive in Veneto se n’è accorto: nel 2016 un veneto su 7 ha rinunciato a curarsi. Quali sono le potenzialità del Veneto? Quali invece le criticità su cui intervenire? “La più grande scommessa è quella di rendere il turismo e la manifattura compatibili tra loro, con l’ambiente e con la salute umana. Viviamo in una terra tra le più belle e ricche del mondo, ma una minoranza la sta letteralmente devastando. In questo senso, sono due le linee di intervento su cui la politica deve agire: la ricerca e la mobilità. O il Veneto diventa una regione a misura d’uomo, oppure continuerà l’emorragia di 12 mila giovani all’anno”. Qual è la battaglia politica di cui è più orgoglioso? “Sono due: la prima è la legge per i centri antiviolenza È un ottimo strumento, che però va finanziato maggiormente: un contributo regionale di 92 centesimi per ogni donna presa in carico non è assolutamente sufficiente. La seconda è l’approvazione da parte del Consiglio Regionale di una mia mozione per il mantenimento dell’archivio del Vajont a Belluno: una sorta di risarcimento morale, seppur minuscolo, per le popolazioni colpite” Intende proseguire il suo mandato ricandidandosi alle elezioni regionali del 2020? “Lavorerò perché si realizzi il progetto di una grande lista civica e di sinistra, che possa allearsi con il M5S e il PD. L’obiettivo è costruire una vera alternativa alla Lega, che metta al centro l’ambiente e gli interessi generali e non le speculazioni private, edilizie e finanziarie. Per quel che mi riguarda, lavorerò per un rinnovamento di persone e di idee. Piero Ruzzante potrà continuare a dare il suo contributo in mille altre forme e modi.esa del concorso per enEnrico Beda trare in ruolo”.
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Politica
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“Tante battaglie vinte con impegno” Intervista al consigliere regionale del Pd, Graziano Azzalin, che stila un bilancio del suo mandato tra le fila dell’opposizione, tra dure lotte e numerose soddisfazioni
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n vista delle elezioni regionali della primavera 2020, il consigliere rodigino del Pd, Graziano Azzalin, fa il punto sui cinque anni passati a palazzo Balbi. Mancano pochi mesi a fine legislatura. Qual è il suo bilancio? “È stato un mandato intenso e complicato: la prima battaglia ha riguardato un tema nazionale, il referendum contro le trivellazioni, un impegno portato avanti in opposizione alle scelte del governo Renzi, schierato per l’astensione. Una scelta sbagliata, perché il nostro territorio ha già sperimentato gli effetti delle estrazioni di metano e ne sta pagando ancora le conseguenze, in termini di abbassamento del suolo e dissesto idrogeologico. E sempre in tema di referendum, ho combattuto un’altra lotta contro la consultazione truffa sull’autonomia voluta da Zaia. Mai detto di essere contrario, ma era evidente che la chiamata alle armi del governatore non servisse a niente, se non alla sua propagan-
da. L’Emilia Romagna, per esempio, ha avviato la trattativa senza spendere un euro. Il ‘sì critico’ del Pd Veneto è stato un errore, ha permesso a Zaia di raggiungere il quorum e di far partire una nuova campagna su Roma che tradisce la volontà dei veneti. Senza mai dire che il primo a tradire è stato il suo ‘capitano’ Salvini, folgorato sulla via del sovranismo”. Quali sono stati gli atti più significativi di questi quattro anni e mezzo e gli obiettivi raggiunti? “Non è semplice rapportarsi a una maggioranza che, dati i rapporti di forza, non è molto disponibile ad ascoltare le nostre proposte. Quando accade, perciò, la soddisfazione è doppia: penso ai fondi per Casa Matteotti, un Progetto di legge che ha trovato unanimità in aula e con cui la Regione garantirà 105mila euro nel triennio per manutenzione, conservazione e valorizzazione dell’immobile di Fratta Polesine e del giardino. Per quanto riguarda le lotte di questi
Graziano Azzalin
anni ricordo la legge per il contenimento del consumo di suolo, svilita poi dalla maggioranza che ha bocciato molte nostre proposte, infarcendo il provvedimento di deroghe e rendendolo praticamente inutile. Con specifico riferimento al Polesine, invece, penso al Piano sociosanitario e alle schede ospedaliere per garantire alla provincia di Rovigo, una specificità vera. O
ancora i fondi, 200mila euro, a sostegno dell’aziende agricole colpite dalla cimice asiatica, con il mio emendamento approvato nell’ultimo assestato di bilancio, gli interventi (da incrementare) al porto di Pila e sulle lagune dopo una mobilitazione del territorio e l’impegno per modificare la legge regionale sugli alloggi Ater”. Per il futuro: come si possono
battere la Lega e Zaia? “A prima vista sembrerebbe una missione impossibile, ma i fallimenti della giunta Zaia, mascherati con le armi della propaganda, sono tanti e non dobbiamo stancarci di parlarne: dal caso Pfas, alla gestione post emergenziale dei danni della tempesta Vaia o alle legge sull’edilizia popolare. Occorre lavorare però per creare un’alternativa credibile e non un cartello di nomi. Il Pd deve mettersi al servizio di questo progetto. Sconfiggere la destra non è impossibile, a Padova e Rovigo abbiamo dimostrato che si può fare allargando la coalizione. Credo che, anche per quanto accaduto a livello nazionale, sia indispensabile dialogare con Cinque Stelle e LeU, partendo dalle lotte comuni fatte in consiglio a cominciare dalla difesa dell’ambiente e della sanità pubblica”.
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e pensiamo a un possibile linguaggio dei cani, la prima cosa che ci viene in mente è l’abbaio. In effetti, si tratta sicuramente di uno strumento di comunicazione molto efficace, almeno in termini di percettibilità: difficile non accorgersi che il nostro amico sta abbaiando, anche se non è molto vicino a noi. Questo perché i suoni emessi con l’abbaio sono molto forti e arrivano lontano. Ma i cani hanno anche altri strumenti di comunicazione: ci sono i movimenti della coda, quelli delle orecchie e delle zampe, le posizioni, o meglio posture, che il loro corpo assume quando vogliono comunicare qualcosa. E poi ancora la mimica facciale, cioè i movimenti dei muscoli del muso e della testa, e pure della bocca, usati anch’essi per lanciare messaggi. Insomma, anche se non parlano come noi, ne hanno di cose da dire e lo fanno costantemente, sia verso di noi sia verso i loro simili e anche altri animali. E non è l’abbaio il loro più importante mezzo di comunicazione. Spesso, però, noi non capiamo cosa intendono dirci ed è un peccato: ecco allora qualc h e utile chiave di lettura del... “canese”!
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I nostri cani ci parlano! Impariamo a capirli Il linguaggio canino è complesso, e solo in minima parte basato sui suoni: molti messaggi, infatti, vengono trasmessi senza fare alcun rumore. Ecco come comunicano i cani e come interpretare i loro segnali Tutto di questo cane comunica chiaramente il suo stato: è pronto ad agire e sta solo aspettando l’indicazione del suo partner umano.
E loro capiscono noi?
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cani ci capiscono molto bene e sanno leggerci con grande abilità, sappiamo tutti che è così, perché ce lo dimostrano quotidianamente, per esempio anticipando le nostre intenzioni quasi prima di qualsiasi nostra mossa. C’è una ragione profonda per questo. Nel soddisfare l’esigenza di comunicare con il suo branco umano, il cane può contare su una eccellente capacità di associare causa a effetto, cioè un segnale di qualunque genere alla relativa conseguenza. L’abilità di associare causa-effetto, rende il cane maestro assoluto della “premonizione”. Ma, dietro, c’è un lavoro di “studio” che dura tutta la vita!
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Quando un cane ha la bocca leggermente aperta e la lingua che fuoriesce un poco, non ci sono suoni particolari e il respiro è normale, questa espressione indica una situazione di tranquillità e serenità emotiva, il cane non ha alcun motivo di agitarsi o di entrare in attenzione e si sente del tutto a suo agio. La lingua è visibile e poggia sui primi denti inferiori. La canna nasale è normale, senza tensioni né pieghe, e così le labbra, rilassate. In questa condizione non dobbiamo aspettarci nulla di particolare dal nostro amico, almeno finché uno stimolo di qualunque genere, esterno o proveniente dal cane stesso, non lo indurrà a modificare la sua situazione di quiete.
Osserviamo la loro bocca A
bbiamo anticipato che i suoni, pur avendo una discreta importanza per le capacità comunicative, non sono la parte più vasta del linguaggio canino: infatti, i nostri amici si esprimono molto di più con il corpo e con le sue varie parti. Cominciamo proprio da queste ultime e nello specifico con il muso, molto espressivo, se sappiamo “leggerlo” correttamente. Quando è tranquillo, per esempio, il cane tende a tenere la bocca leggermente aperta. Quando la chiude bene e non riusciamo più a vedere nulla dell’interno, di solito significa che sta esaminando qualcosa e, di norma, si tratta di uno stimolo visibile o che provoca un rumore che attira l’attenzione del nostro amico. La canna nasale è rigida, tesa ma non
arricciata. In questi casi, il cane appare ben concentrato sullo stimolo e lo esamina (come nella foto grande a destra), con la vista se è a tiro di sguardo, con l’udito se non lo è, con entrambi se oltre a essere visibile provoca rumore. In genere questa condizione è di breve durata: se lo stimolo non è davvero interessante, il cane smette di concentrarsi e si rilassa, riaprendo la bocca e distogliendo l’attenzione; se invece la faccenda impone una reazione o un avvicinamento per approfondire la cosa, il cane riaprirà ugualmente la bocca e andrà a investigare oppure abbaierà, se lo ritiene necessario. Se, però, si trattasse di una possibile preda, il cane potrà anche partire all’inseguimento, in silenzio, da buon “lupo” quale è rimasto da questo punto di vista.
Lo sbadiglio ha più significati: come per noi, può indicare sonno o fame, certo, ma spesso è invece indice di stress e, sempre come accade a noi, è contagioso!
Un muso rilassato è facile da “leggere” ed è l’espressione più serena dei nostri amici. La potenza di questo messaggio, all’apparenza tanto banale, è invece tale da indurre relax anche in chi lo osservi da vicino.
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il primo segnale evidente che qualcosa turba il nostro amico. Non ha ancora deciso, in realtà, cosa fare ma è infastidito e lo segnala mostrando una piccola porzione della sua dentatura, come monito verso ciò che lo preoccupa. Può essere accompagnata da un ringhio leggero o una specie di “borbottio”. La canna nasale non è arricciata. In genere questa espressione compare quando, per esempio, un estraneo a due o quattro zampe si sta avvicinando e il cane non apprezza questa probabile invasione del suo spazio personale, la cui ampiezza può variare molto da soggetto a soggetto. Ma non è detto che la situazione debba peggiorare: può darsi che il cane, una volta che lo stimolo sia più vicino, lo riconosca, per esempio se ha già incontrato la persona o il cane in arrivo, e sia contento di rivederlo. Ovviamente, può accadere anche l’opposto. In sostanza, si tratta di un’espressione ancora interlocutoria ma attivata da una certa diffidenza di fondo. Gli sviluppi sono ancora incerti. Se le labbra si sollevano a scoprire tutti gli incisivi e il naso si “arriccia”, il cane si sta arrabbiando, quindi espone una porzione più ampia della dentatura per intimidire l’invasore in arrivo, di solito accompagnando il gesto con un ringhio più forte e cupo mentre anche la canna nasale si arriccia in conseguenza del maggiore sollevamento delle labbra. Se ciò che preoccupa il cane continuerà ad avvicinarsi, ci sarà una reazione, in genere attacco ma è possibile anche la fuga.
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Serve una visione d’insieme
Il loro corpo comunica È importante osservare ogni singolo segnale con attenzione
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parte situazioni particolari, per esempio quando del cane riusciamo a cogliere solo una “sezione”, non è mai bene soffermarsi su un solo dettaglio del suo corpo per riuscire a capire ciò che sta dicendo. Infatti, i nostri amici quasi mai affidano a una sola gestualità (o a un singolo suono) il loro messaggio. Quasi sempre si tratta di combinazioni, di un insieme di segnali che coinvolgono molte o anche tutte le parti del corpo, a volte con l’ausilio aggiuntivo della voce. Per esempio, per capire cosa sta cercando di dirci un cane che sta fermo, immobile, e ci fissa negli occhi mentre agita la coda a scatti, è molto importante osservare anche le zampe: se le anteriori sono parallele o una delle due è avanzata e il posteriore ap-
pare pronto a spingere in avanti, ci sono molte probabilità che attacchi, se non mutiamo l’atteggiamento che lo sta innervosendo. Limitandoci a osservare la coda, per esempio, in questo caso avremmo un’indicazione insufficiente. E così è quasi sempre per quanto riguarda il linguaggio del corpo, che esprime spesso concetti complessi. Per “leggere” questi messaggi serve però una certa esperienza.
Sicurezza evidente
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ella foto possiamo ammirare un Rottweiler in posa “plastica”. Tutto il suo corpo esprime grande sicurezza e determinazione, e la coda portata alta sottolinea tale atteggiamento in modo inequivocabile. Le zampe posteriori sono solidamente piantate al suolo e la muscolatura è tesa, pronta a spingere il cane in avanti. Il petto
si spinge in fuori e tutta la mimica facciale esprime forte determinazione e mancanza di timore. Si tratta di una postura molto “assertiva” che indica grande sicurezza nei propri mezzi ma non è necessariamente un messaggio rivolto a “dominare” qualcuno, piuttosto una chiara affermazione di questo tipo: “Non ho paura di nessuno e non sono intimorito da nulla. Non sono qui per lottare ma non mi tirerò indietro, se verrò aggredito”. Quella coda che sporge verso l’alto (foto a sinistra) è un chiaro segnale di sicurezza e determinazione.
Raramente il cane parla con una sola parte del corpo, dunque bisogna saper controllare ogni movimento in maniera attenta
PANCIA ALL’ARIA Un gesto di grande importanza e segnale di fiducia totale
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ettersi a pancia all’aria è una postura che tutti conosciamo perfettamente, perché molti cani la utilizzano quando gli facciamo le coccole, ma il suo significato principale non ha nulla a che fare con questa situazione. Come possiamo vedere nella foto in alto che ritrae un lupo adulto mentre mostra i denti a un cucciolo, la posizione di quest’ultimo ha lo scopo di segnalare all’adulto l’assoluta non belligeranza del piccolo. Il significato, nello specifico, è questo: “Sono piccolo e indifeso e sono alla tua mercé. Se volessi potresti uccidermi ma non lo farai perché sai che sono innocuo e non ho nessuna intenzione di lottare con te”. E in effetti, mostrando il ventre e la gola, il piccolo espone tutte le sue zone più delicate, quelle dove un morso dell’adulto sarebbe letale. La stessa postura viene utilizzata spesso anche dai nostri cani, cuccioli e adulti, quando interagiscono con noi. Come il lupacchiotto, i nostri cani ci stanno comunicando la loro totale assenza di volontà di conflitto e, esponendo ventre e gola, mostrano di avere la massima fiducia nei nostri confronti. Un gesto di grande coraggio, in realtà.
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Quando cambiare atteggiamento Abbracci poco affettuosi e posture che devono mettere in guardia. Ecco quando dobbiamo stare attenti ai segnali che i nostri amici a quattro zampe ci mandano, per evitare spiacevoli incidenti... Questo gesto (a sinistra) può esprimere volontà di dominare l’altro e, in tal caso, non è legato alla sfera sessuale.
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ella immagine a destra, troviamo una postura che, a volte, viene equivocata con quella che esprime sicurezza, con conseguenze non sempre gradevoli. Rispetto al cane “sicuro”, infatti, qui ci sono differenze significative: il corpo è ugualmente teso ma, osservando bene, si nota che spinge già in avanti e la zampa anteriore destra è oltre la sinistra, pronta ad assecondare lo slancio che sta per arrivare dalla posteriore sinistra, già in movimento e in procinto di spingere il cane in avanti. La femmina di Dogo Argentino nella foto, inoltre, ha le orecchie rivolte in avanti e gli occhi sono fermamente puntati su ciò che ha di fronte e che non le piace affatto. Il pelo sulla parte iniziale della schiena, subito dietro il collo, è sollevato, la coda sta per alzarsi e le mascelle sono ben serrate con i muscoli tesi. Se avessimo il sonoro, probabilmente avvertirem-
A dispetto di quanto potrebbe sembrare, le capacità di interazione dei cani sono molto evolute e spesso superiori anche alle nostre
mo un ringhio sordo... la ragione, nello specifico, è il cucciolo che si nasconde spaventato dietro la madre, svezzato da poco, come ci rivelano le mammelle ingrossate. Mamma Dogo è pronta a lottare per difendere il suo piccolo e chi le sta di fronte farà bene a capirlo e a interrompere la sua avanzata, se non vuole scoprire quanto può
essere pericolosa una femmina di cane che teme per suo figlio! C’è anche un altro gesto che non deve trarre in inganno. Quando due cani si incontrano e, dopo reciproche ispezioni olfattive, uno dei due si pone lateralmente all’altro e gli appoggia una zampa sulla parte posteriore del collo, il messaggio è chiarissimo:
“Il più forte sono io e te lo dimostro”. La situazione è critica, da un certo punto di vista, ma non necessariamente. Il cane che viene “toccato” ha probabilmente già comunicato all’altro che non si sente alla sua altezza e, perciò, il gesto suggella un patto già scritto poco prima e potremmo assistere a rituali di gioco nei quali il “dominante” vince fisicamente sull’altro. Ma se i due non si sono ben intesi, invece, la cosa facilmente evolverà in modo conflittuale e potremmo assistere a una ribellione, con il cane “toccato” che si svincola dalla presa e assume un atteggiamento minaccioso. Quanto i due siano decisi a confrontarsi lo sapremo in pochi istanti ma non sarebbe strano se uno dei due decidesse di lasciare il campo oppure esprimere volontà di pacificazione voltando la testa dall’altra parte.
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Autunno
Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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li esperti attendono meno malati ma virus più insidiosi. Ogni anno 8 mila morti sono riconducibili alle complicanze influenzali. Bambini e anziani i più esposti Meno malati, più rischio di complicanze per chi incapperà nell’influenza quest’anno. Gli esperti sono pressoché concordi, e dall’incontro annuale promosso da Assosalute a Milano sono giunte indicazioni precise su cosa dobbiamo aspettarci e come prepararci all’ormai prossimo “picco” dell’influenza. Nel complesso i numeri, per quanto leggermente sotto la media delle ultime stagioni, sono comunque imponenti: circa 15 milioni di italiani saranno obbligati a trascorrere qualche giorno a letto, o per una vera influenza (6 milioni) o per virus “cugini” ma non per questo meno fastidiosi. Capire se si è stati attaccati dalla prima o dai secondi non è sempre facile, ma l’influenza si distingue da tutte le altre forme per tre caratteristiche che devono essere contemporaneamente presenti: brusca della febbre oltre i 38 gradi, dolori muscolari/articolari e presenza di un sintomo respiratorio come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale, mal di gola.
La prevenzione non ha età Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio
Mancano Dien Chan: i medici, leuna Regioni disciplina in pressing dal Vietnam sul Governo
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Tumore al seno, l’Ottobre rosa in Veneto
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’iniziativa più conosciuta è forse il “vaporetto rosa” che dal 30 settembre viaggia ogni lunedì per il Veneziano, ma l’Ottobre rosa — il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno — è un susseguirsi di proposte in ogni angolo del Veneto pensate per sensibilizzare le donne e invitarle alla prevenzione precoce, che rimane il modo migliore di affrontare quella che rimane la neoplasia con la maggiore incidenza nella popolazione femminile, con quasi 53 mila diagnosi stimate nel 2018, ma anche quella con le più elevate percentuali di guarigione (l’87%) se presa in tempo. I dati, infatti, non possono lasciare nessuna donna tranquilla: il tumore della mammella rappresenta il 29% delle neoplasie femminili, seguito dai tumori del colon-retto (13%), del polmone (8%), della tiroide (6%) e del corpo dell’utero (5%). Numeri assoluti a parte, anche percentualmente il trend dei tumori al seno negli ultimi quindici anni non è diminuito, anzi appare in leggero aumento (+0,3% per anno) anche se per fortuna continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-0,8% per anno). Complessivamente, si stima che una donna su 8 in Italia si ammali di tumore al seno nel corso della sua vita. Ecco allora una breve mappa per “orientarsi” nelle proposte, dal Veneziano al Padovano fino al Rodigino. VENEZIA Il vaporetto rosa, iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con Alilaguna e Ulss 3, offre tutti i lunedì screening gratuiti. Dopo la prima tappa a Ca’ Farsetti lo scorso 30 settembre, e quella del 7 ottobre a Murano e Burano, il mese prosegue lunedì 14 ottobre a Marghera,
Un ricco calendario di iniziative per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione. Casi in leggero aumento, ma diminuisce la mortalità in darsena via delle Macchine (10-12.30, 15.30-17.30), il 21 ottobre a Mestre, Hotel NH Laguna Palace (10-12.30, 15.3017.30) e si conclude lunedì 28 ottobre al Lido di Venezia, a Santa Maria Elisabetta (10-12.30) e a Pellestrina, Sestier Zennari (15.30-17.30). Le visite senologiche vengono effettuate solo su prenotazione telefonando, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle ore 12, alla segreteria Lilt (041958443). PADOVA Il “mese rosa” si è aperto sabato 5 ottobre, dalle 10 alle 18, col Tour della prevenzione che ha visto l’equipe medica e i volontari della Lilt sul Liston con un ambulatorio mobile. Il 6 ottobre ha fatto tappa a Montegrotto Terme con la 2° edizione della “Biciclettata in Rosa”. Sabato 12 ottobre, la Lilt sarà presen-
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te con un Info point dalle 16 alle 19 a Sant’Agostino di Albignasego, dove alle 17 gli specialisti della Lega offrono informazioni sulla prevenzione e corretta diagnosi precoce in ambito senologico e ginecologico. Sabato 19 ottobre, dalle 10 alle 16, si replica a Montagnana con informazioni e visite senologiche gratuite presso l’ambulatorio mobile posizionato di fronte al Municipio. Alle 16.30 parte la quarta edizione dell’Urban trail di Montagnana, marcia ludico motoria il cui ricavato sarà devoluto alla Lilt. ROVIGO Tutto il Rodigino è interessato dal progetto “Donne… il seno di poi”, realizzato dalla Provincia, dalla Commissione pari opportunità e dall’Andos con la collaborazione dei 50 Comuni, che hanno sottoscritto già nel 2008 un Patto di alleanza per il comune impegno nella lotta al tumore al seno. L’azienda Ulss 5 Polesana mette a disposizione i propri specialisti, a cui si affiancano i volontari di diverse altre associazioni. Dopo Rovigo il 28 settembre, gli incontri di approfondimento sono previsti a Frassinelle Polesine il 3 ottobre, a Rosolina il 4, a Bosaro il 7, ad Adria il 10, a Corbola l’11, a Loreo il 17, a Porto Viro il 18, a Stienta il 24 e a Canaro il 25.
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Autunno
Arriva l’influenza, meglio vaccinarsi
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quella che si prospetta rischia di essere un’influenza più “pesante” del solito, a detta degli esperti. “Registriamo la diffusione di due nuove varianti dei virus H3N2 e H1N1 – ha spiegato a Milano Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs ortopedico Galeazzi di Milano – che sono responsabili di forme influenzali con un più alto rischio di complicanze, soprattutto l’H1N1 nei bambini piccoli e l’H3N2 nei soggetti anziani e fragili”. Ai primi sintomi, cosa fare? Il consiglio degli esperti è, innanzitutto, quello di non precipitarsi al pronto soccorso. Il rischio, infatti, è quello di intasare il servizio, finendo per trascorrere ore in attesa e magari per infettare altri cittadini. Meglio, per prima cosa, un’automedicazione responsabile evitando però gli antibiotici, che vanno assunti solo su prescrizione del medico di base. E poi i buoni “consigli della nonna”: riposare molto ed evitare i cambi improvvisi e frequenti di temperatura. La strada maestra, però, specialmente per i soggetti più fragili e a rischio di complicanze, rimane quella della vaccinazione, che non mette al riparo da tutti i virus ma contribuisce alla copertura generale della popolazione. E se il tema non ha mai suscitato le stesse accanite reazioni riscontrate per le vaccinazioni dei bambini in età scolare, i dati indicano comunque un calo delle vaccinazioni. “Ma così facendo – ricorda ancora Pregliasco – si sottostimano i rischi di una patologia che, se mal gestita, può invece creare guai e mortalità nei soggetti a rischio, specialmente quando l’età avanza. Per fortuna nei soggetti a rischio, come gli anziani, c’è un trend in crescita, con una buona metà di soggetti ormai abituati alla vaccinazione, mentre a livello generale meno del 15% di italiani si vaccina”. Il periodo migliore per vaccinarsi è quello tra metà ottobre e fine dicembre, considerando che la copertura inizia dopo due settimane e rimane attiva per più di sei mesi. Anche in Veneto le Aziende sanitarie stanno predisponendo le loro campagne informative e di vaccinazione, con l’Ulss 3 Serenissima che per prima ha definito il suo programma annunciando la diffusione di quasi 120 mila dosi di vaccino: si prevede di utilizzarne 69.500 per persone in età adulta, mentre 20.440 sono le dosi destinate agli utenti al di sopra dei 75 anni d’età, e più di un migliaio sono le dosi pronte per i bambini d’età compresa tra 6 mesi e 9 anni. La distribuzione avverrà prevalentemente presso i medici di famiglia, mentre una parte molto minore dell’attività si svolgerà negli ambulatori vaccinali dell’Ulss 3. “La vaccinazione – sottolinea Vittorio Selle, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica – è un gesto di condivisione, perché vaccinandoci proteggiamo noi stessi, e allo stesso tempo, tutti insieme, creiamo una barriera verso la malattia. Non dimentichiamoci che ogni anno circa 8 mila decessi sono ricollegabili all’influenza, sia per polmonite sia perché si aggravano e complicano patologie già esistenti, quali il diabete e le cardiopatie”.
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“Una nuova formula per il turismo termale, albergo aperto al territorio” A sessant’anni dall’apertura la svolta dell’Hotel Sollievo di Montegrotto. Il manager Matteo Moretti: “Accanto all’offerta per il benessere ospitiamo incontri formativi e culturali, meeting aziendali, guardiamo ai giovani, con orari flessibili e nuove proposte”
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essant’anni fa, correva l’anno 1959, fu nientemeno che Padre Pio a suggerire il nome per il nuovo albergo che stava aprendo i battenti in centro a Montegrotto: “Sollievo dalla sofferenza”. Da decenni l’Hotel Sollievo, con il suo centro benessere e le sue piscine, con gli ampi spazi per l’accoglienza, è un punto di riferimento nell’offerta turistica dell’area termale e ora è pronto ad affrontare le sfide del cambiamento grazie all’impulso impresso in quest’ultimo anno dalla nuova gestione, in capo alla Solgest. Proprio in questi giorni si stanno definendo anche gli aspetti che riguardano la proprietà della struttura. Ne parliamo con Matteo Moretti, amministratore e proprietario della
società, in modo da proseguire il lavoro avviato lo scorso anno, quando siamo entrati all’Hotel Sollievo”. In questi mesi il nuovo corso ha già portato ad alcune novità, a partire da una maggiore flessibilità, dalle aperture “daily” con diverse formule, compresa quella fortunata della fascia “pausa pranzo”, alle sempre più numerose partecipazioni ad eventi, sia formativi che culturali. “Abbiamo adottato un nuovo approccio - continua Moretti - che coinvolge l’intera struttura aziendale. Ai nostri dipendenti abbiamo chiesto di uscire dai vecchi schemi che per decenni hanno caratterizzato il turismo termale e iniziare a ragionare in termini di maggiore interazione e integrazione tra le diverse realtà che compongono
d’eccezione, il mitico Dan Peterson e ci impegneremo anche sul fronte del welfare aziendale. L’Hotel Sollievo si apre così al territorio e diventa luogo di opportunità nuove, teatro di eventi, oltre che confermarsi come rinomato centro di soggiorno all’insegna del benessere”. Moretti sottolinea la particolarità dell’offerta termale. “Torniamo alle
origini, riaprendo le antiche grotte termali, grazie alle quali esaltare le virtù e le proprietà dell’acqua termale per la cura e il benessere del corpo. Altro nostro obiettivo è quello di insegnare ai giovani come curarsi con le terme, andando così a coprire un “gap generazionale” che finora ha tenuto lontano dalle nostre terme un’intera
fascia d’età. Noi invece vogliamo comunicare che le terme sono per tutti e alla portata di tutti, in grado di garantire un servizio di qualità ad un prezzo concorrenziale. Dalla nostra abbiamo una lunga e consolidata esperienza unite alle potenzialità di una struttura che vogliamo rendere ancor più interessante e competitiva”.
Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo Solgest, impegnato da mesi in questa operazione cruciale. “La proprietà sarà acquisita da una cordata di investitori russi - spiega Moretti - con i quali abbiamo avviato da tempo un dialogo che sta portando i suoi risultati positivi. Si tratta di persone pronte ad investire risorse in questa attività, animati dello stesso spirito imprenditoriale che l’Italia ha conosciuto nel dopoguerra. Sono pronti a cogliere con entusiasmo le opportunità positive che vengono dalla nostra area termale, una delle più celebri in Europa, tanto da voler rilevare anche il vicino hotel Montecarlo, chiuso da tempo, e ricostruirlo riportando alla luce l’anfiteatro romano. Il punto fermo sarà proprio sulla gestione con un contratto pluriennale alla nostra
l’offerta del nostro albergo. Ecco allora l’apertura delle piscine e della nostra Spa a chi non soggiorna in albergo, con offerte giornaliere a prezzi interessanti, anche per fasce orarie, una formula subito accolta con favore. Anche il ristorante ora è aperto all’esterno, così come la nostra area convegni è a disposizione per eventi pubblici e privati. Ospitiamo importanti incontri con autori e personaggi della cultura ed eventi anziani. Con l’Università di Padova stiamo mettendo a punto un progetto di formazione per aiutare le aziende e i loro dipendenti ad essere al passo con i tempi. Unire la ricerca all’impresa, ecco la formula per trovare un nuovo slancio. Ospiteremo inoltre il “team building” tenuto da un coach
Dati e servizi L’Hotel Sollievo conta 48 dipendenti, 110 stanze, un centro wellness, quattro piscine, di cui due all’aperto. Non mancano le aree giochi per i bambini e la possibilità di partecipare ai corsi di nuoto. Sul sito internet www.hotelsollievoterme.it sono riportati tutti i dettagli sia dell’offerta alberghiera che quelli della “daily spa”, insieme a tutte le altre iniziative organizzate e aperte a tutta la cittadinanza.
Approvato un documento che chiede di ripensare formazione e reclutamento nella sanità pubblica. In Italia servirebbero almeno 56 mila medici per coprire i vuoti in organico
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bbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” ingaggiata per rispondere al problema della carenza di medici, che ha visto questa estate la giunta far sedere allo stesso tavolo le università venete e gli Ordini dei medici, oltre a investire molti milioni di euro per avviare alla professione i giovani medici già laureati creando una apposita scuola regionale, mentre diverse Ulss sono dovute ricorrere a cooperative private per garantire la funzionalità dei reparti più sguarniti. Il Documento approvato dalle Regioni si compone di una premessa e di sedici
punti, relativi a cinque diversi ambiti d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio sanitario nazionale, le nuove esigenze di formazione, la programmazione futura del numero di professionisti necessari alla sanità italiana, le strategie per rendere più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e gli interventi necessari a raggiungere gli standard europei in materia di tempi e funzioni. “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione
nazionale e adesso occorre intervenire su tutto il sistema della formazione e del reclutamento con misure urgenti, come abbiamo già iniziato a fare in Veneto. Quelle che proponiamo sono tutte cose che si possono fare presto e bene. Penso ad esempio al tema dell’inserimento negli ospedali dei medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati e a quello di poter trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.
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Mancano i medici, le Regioni in pressing sul governo
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Dien Chan: una disciplina dal Vietnam N
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bbiamo un pacchetto di proposte concreto, organico e condiviso. La questione è nazionale e urgente, perché mancano 56.000 medici in Italia, dei quali 1.300 in Veneto. Mi auguro che il nostro documento venga preso in ampia considerazione dal Ministro della Salute. Lo scopo è ottenere l’inserimento delle proposte delle Regioni nei primi provvedimenti utili”. Così il Presidente della Regione Luca Zaia, reduce dalla riunione della Conferenza delle Regioni a Roma, ennesima tappa della “battaglia” ingaggiata per rispondere al problema della carenza di medici, che ha visto questa estate la giunta far sedere allo stesso tavolo le università venete e gli Ordini dei medici, oltre a investire molti milioni di euro per avviare alla professione i giovani medici già laureati creando una apposita scuola regionale, mentre diverse Ulss sono dovute ricorrere a cooperative private per garantire la funzionalità dei reparti più sguarniti. Il Documento approvato dalle Regioni si compone di una premessa e di sedici punti, relativi a cinque diversi ambiti d’intervento: l’accesso al lavoro nel servizio sanitario nazionale, le nuove esigenze di formazione, la programmazione futura del numero di professionisti necessari alla sanità italiana, le strategie per rendere più
Salute
attrattivo il lavoro nella sanità pubblica e gli interventi necessari a raggiungere gli standard europei in materia di tempi e funzioni. “Tutte le Regioni – ha aggiunto Zaia – sono state colpite dagli effetti della mancanza di una corretta programmazione nazionale e adesso occorre intervenire su tutto il sistema della formazione e del reclutamento con misure urgenti, come abbiamo già iniziato a fare in Veneto. Quelle che proponiamo sono tutte cose che si possono fare presto e bene. Penso ad esempio al tema dell’inserimento negli ospedali dei medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati e a quello di poter trattenere i tanti bravi ed efficienti medici che devono per forza andare in pensione a 65 anni dal pubblico, e vanno a lavorare nel privato”.
ello scorso numero vi ho parlato della riflessologia plantare e del concetto dei “punti riflessi” su cui tutte le tecniche riflessogene si basano. Oltre ai piedi esistono altre zone sul corpo umano interessate dai cosiddetti punti riflessi, ricordo le mani, i padiglioni auricolari e il viso. È proprio sul viso che la disciplina nota con il nome “DIEN CHAN” agisce. Si tratta di una tecnica vietnamita ideata dal dottor Bùi Quoc Chau e studiata e approfondita dalla sua equipe di medici, ricercatori e agopuntori ed esportata, in questi ultimi trent’anni, in oltre 40 Paesi del mondo. Come la riflessologia plantare, anche questa è una tecnica olistica che prende in considerazione la persona nella sua unità di mente, spirito e corpo ma soprattutto stimola la capacità del corpo stesso di ritrovare l’equilibrio energetico senza l’utilizzo di medicine (il cui ricorso, al giorno d’oggi, è in molti casi esagerato). Anche questa metodica permette sia il recupero dell’equilibrio energetico sia il mantenimento dello stesso. Il dottor Bùi Quoc Chau e la sua equipe hanno individuato circa 600 punti attivi di riflesso connessi – come nella riflessologia plantare – ai diversi organi del corpo e introducendo, in particolare, il “principio delle parti corrispondenti” e cioè, semplificando al massimo, la corrispondenza tra le zone riflesse del viso con gli organi del corpo. Come si applica questo trattamento? È bene dire fin da subito che a differenza
della riflessologia plantare la quale raramente è dolorosa, il DIEN CHAN può risultare, in alcuni punti, un po’ doloroso. Si pratica utilizzando degli appositi strumenti che grazie alla loro forma aiutano a individuare il punto da trattare. Il dolore, in ogni caso assolutamente sopportabile, dura al massimo 30 secondi perché questo è il tempo massimo di stimolazione, come insegna il dottor Bùi Quoc Chau, a cui può essere sottoposto ogni singolo punto. Le percezioni sono comunque, in genere, rapide e piacevolissime, e molto spesso generano uno stato di immediato sollievo,
benessere e rilassamento. A differenza della riflessologia plantare, dove l’auto-stimolazione risulta difficile anche per un operatore, questa tecnica, una volta acquisite le nozioni basilari, può essere praticata anche in modo autonomo, integrando le prestazioni dell’operatore, per accelerare il raggiungimento dell’obbiettivo prefissato. Infine mi permetto un suggerimento: l’abbinata riflessologia plantare – DIEN CHAN nella stessa seduta dà dei risultati veramente sorprendenti.
Dott.ssa Lorena Bonato Naturopata - consulenze naturopatiche Riceve per appuntamento a Camposampiero (Pd) via S.Anna n.4 - tel. 3887292880 web: www.lorena-bonato-naturopata.it mail: bonato_lorena@libero.it
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HOTEL TERME MILLEPINI, IL FANGO È SERVITO! L’unico prodotto termale protetto da brevetto europeo e da marchio D.O.C. è ad un passo da casa.
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otrebbe far ricordare un panificio, la scena che apre la giornata all’Hotel Terme Millepini di Montegrotto Terme. Come all’alba il fornaio estrae il pane lievitato dal forno fumante, allo stesso orario il fangoterapista dell’hotel stende sul lettino il fango caldo, maturato per oltre due mesi nelle vasche ai piedi dei Colli Euganei consentendo la formazione di microalghe uniche al mondo per i loro princìpi antinfiammatori. Sono proprio questi princìpi ad essere stati riconosciuti ufficialmente per le loro qualità curative e preventive sulle patologie osteoarticolari, come reumatismi, artrite, artrosi ed osteoporosi, effigiando nel 2013 il Fango Termale Euganeo del 1° Brevetto Europeo ad un prodotto termale, a conferma di quanto già espresso a livello nazionale nel 2005 dall’Istituto Mario Negri di Milano, e del marchio di Denominazione di Origine Collettiva dalla Regione Veneto. Una giornata, quella iniziata nel panificio, che finisce nelle case di ciascuna famiglia ad allietare i momenti di convivio, mentre quella del fango accoglie l’ospite nella sua di casa, l’elegante camerino del centro termale che tra piscine e grotte termali scalda la mattinata grazie alle sapienti mani del fangoterapista.
Archivio Consorzio Terme Euganee
FANGO: UN FARMACO NATURALE RICONOSCIUTO DAL SERVIZIO SANITARIO La Fangobalneoterapia è un trattamento prescrivibile dal proprio medico e consigliato per artrosi, osteoporosi, reumatismi extra-articolari, distribuito in un ciclo di cura di 12 sedute composte da 12 fanghi e 12 bagni terapeutici. Con il solo pagamento del ticket, anche da esterni dell’hotel, si può accedere
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Appuntamenti
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Venice Fashion Week 2019 Dal 17 al 26 ottobre 2019
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filate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile a Venezia: un evento che si svolgerà dal 17 al 26 ottobre 2019. Arrivata alla sua 9^ edizione la manifestazione è un evento di cultura della moda rivolto a designer e marchi nazionali e internazionali che ha nel programma tra palazzi, hotel e boutique; sfilate, mostre, eventi dedicati alla moda sostenibile, sartoriale, artigianale, etica e slow. Made in Italy e arte contemporanea, palazzi e atelier artigiani aperti con sfilate e mostre, giovani creativi, alto artigianato, moda sostenibile e ospiti internazionali: Venice Fashion Week è una manifestazione nata per promuovere il potenziale della città di Venezia e del Veneto come luogo produttivo, creativo e di ispirazione.
Padova, concerto Jethro Tull Gran teatro Geox
Venezia, grandi concerti
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l 3 novembre la mitica band dei Jethro Tull sarà al Gran teatro Geox. I Jethro Tull sono una leggenda vivente della musica internazionale. Hanno all’attivo più di 60 milioni di album venduti in tutto il mondo. Era il 2 febbraio del 1968 nel famoso Marquee Club di Wardour Street, quando i Jethro Tull si esibirono per la prima volta sotto questo nome. Per celebrare questo anniversario, Ian Anderson porta in tutto il mondo il Jethro Tull 50 Anniversary Tour. Tra le band più importanti e influenti di tutti i tempi nel progressive rock, l’immenso catalogo di opere dei Jethro Tull comprende folk, blues, musica classica e heavy rock. Ogni concerto del tour cinquantennale sarà un ampio mix degli album storici della band, da This Was fino ai giorni nostri.
Teatro Toniolo
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enerdì 18 ottobre alle 21 al Teatro Toniolo di Venezia c’è Antonella Ruggiero in concerto con La vita imprevedibile delle canzoni, live dell’omonimo album del 2016 (Sony Music Classical), con il maestro Andrea Bacchetti a dirigere un ensemble d’archi sulle celebri canzoni dei Matia Bazar. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Antonella Ruggiero. Ancora al Teatro Toniolo, sabato 19 ottobre, alle 21, va in scena Francesco Renga, in concerto con L’altra metà tour. Qui è possibile acquistare i biglietti per il concerto di Francesco Renga. Prodotto da Michele Canova Iorfida e composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo, il nuovo album rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Francesco Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche. Sabato 2 novembre, al Teatro Goldoni di Venezia, ci sono Stefano Bollani e Chucho Valdés in concerto, nell’ambito del Venezia Jazz Festival Fall Edition. L’estro musicale e la fantasia versatile di Bollani e l’energia afro-cubana e il ritmo latino di Valdés danno vita a uno spettacolo musicale di fortissimo impatto. Qui si possono acquistare i biglietti per il concerto di Stefano Bollani e Chucho Valdés.
Giornate FAI d’Autunno a Treviso e provincia In 260 città
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abato 12 e domenica 13 ottobre 2019 torna in 260 città il weekend dedicato alla bellezza. 700 luoghi del nostro Paeseinaccessibili o poco valorizzati da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite. Sarà l’occasione per visitare l’abbazia di Follina aperta sabato, 14:00 – 18:00 e domenica 10:00 – 12:30 / 14:00 – 18:30. O Il Lanificio Poletti, sempre a Folina. La mattina di domenica 13 ci sarà la possibilità di visitare il Lanificio con i macchinari in funzione, per poter meglio apprezzare questo magnifico esempio di manifattura tessile avente oltre duecento anni di storia, ancora oggi in funzione. Queste visite speciali saranno riservate agli iscritti FAI (per chi non lo fosse ci sarà la possibilità di iscriversi in loco). Partenza visite ore 10:00, 10:30, 11:00 e 11:30. Prenotazione obbligatoria. Alla fine di queste visite verrà offerto un buffet durante la pausa pranzo.
Rovigo, Il Giapponismo in Europa Palazzo Roverella
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a mostra è dedicata all’influenza che l’arte giapponese ha avuto sulla cultura figurativa europea tra Otto e Novecento. Quella del Giapponismo è stata una tendenza che ha influenzato le nuove generazioni di artisti, letterati, musicisti e architetti, dalla Germania all’Olanda, al Belgio, dalla Francia all’Austria, alla Boemia, fino all’Italia. Sono numerosi gli autori che si sono lasciati sedurre dalle composizioni grafiche, dalle linee e dai colori tipici dell’arte giapponese. Qualche esempio? Paul Gauguin, Herri de TouluseLautrec, Vincent van Gogh, Gustav Klimt, Kolo Moser, James Ensor, Alphonse Mucha.
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Tavola
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Vellutata di zucca Potimarron e castagne Ingredienti per 2-3 persone: 1 vaso di vellutata di zucca potimarron e castagne DelSanto Acqua QB Timo o rosmarino. Pepe del macinino Pecorino o formaggio parmigiano grattugiato Pane raffermo.
Preparazione In una casseruola capiente versare il contenuto del vaso di vellutata di zucca. Aggiungere un po’ d’acqua e mescolare fino ad ottenere la densità desiderata. Scaldare il tutto a fuoco moderato per circa 5’. Servite la crema di zucca calda in una ciotola da zuppa, a piacere, con delle foglioline di timo o rosmarino, a piacere pepe del macinino, formaggio grattugiato e crostini di pane croccanti.
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LA ZUCCA La zucca, col suo allegro color arancione, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee e fa parte della frutta e verdura di stagione di ottobre-novembre. E’ originaria dell’America Centrale, ma oggi viene ampiamente coltivata in varie regioni del mondo tra cui l’Italia, dove le zone maggiormente vocate sono quelle di Cremona e Mantova. Della zucca esistono diverse varietà, la più diffusa è certamente la zucca comune, contraddistinta dalla forma rotondeggiante e dal tipico colore arancione, dalle dimensioni variabili: molto caratteristica è quella dalla forma allungata, detta infatti “zucca violina”, caratterizzata da una polpa acquosa dolce e da una buccia arancione o con sfumature verdi. Le proprietà: La maggior parte della zucca è composta di acqua (92%), con la restante percentuale comprendente zuccheri, proteine e grassi. Molto ricca di fibra, la zucca è un vero concentrato di vitamine e minerali. Innanzitutto, il betacarotene, abbondante nella zucca, è un importante antiossidante, utile quindi a contrastare i radicali liberi e a prevenire l’invecchiamento cellulare e tissutale; protegge inoltre il sistema circolatorio ed espli-
a cura di G.
ca attività antinfiammatoria generale. L’abbondante quantità di acqua fa sì che la zucca sia un ortaggio diuretico e sia di sostegno in caso di stipsi, agendo, grazie alla fibra, da lassativo naturale. Gli effetti benefici sull’apparato gastrointestinale si manifestano anche attraverso un miglioramento della digestione e l’eliminazione di tossine dall’intestino e dal fegato. Le proprietà della zucca sono anche benefiche per sonno e umore, grazie alla presenza di diversi aminoacidi, tra cui il triptofano, un composto coinvolto nella formazione della serotonina. Esercita quindi un vero e proprio effetto calmante, utile quindi in caso di ansia, nervosismo, ed insonnia, ma anche contro lo stress grazie anche alla presenza di magnesio. Inoltre, la presenza degli aminoacidi alanina, glicina e acido glutammico, fa della zucca un ottimo alleato per gli uomini che soffrono di ingrossamento della prostata, diminuendo la sensazione, tipica di questo disturbo, di dover urinare frequentemente”. La zucca, essendo tra gli alimenti ricchi di potassio (ne contiene anche più della banana), è molto utile per chi pratica attività sportiva, sia perché questo minerale è
di fondamentale importanza nel ripristinare un corretto livello di elettroliti dopo un allenamento, sia perché sostiene la funzionalità muscolare. Controindicazioni: Le ottime proprietà della zucca fanno sì che non esistano allo stato attuale controindicazioni riferite al suo consumo. Infatti, “il basso contenuto di zuccheri la rende un alimento adatto anche per i diabetici. Unica eccezione, anche se rara, l’allergia a questo ortaggio o a qualche suo principio attivo”. Dunque, al contrario di ciò che molti pensano, la zucca è indicata anche in un regime nutrizionale dietetico e, quindi ipocalorico, dato il basso contenuto di zuccheri e il notevole apporto di fibra che, come ormai sappiamo, esercita un significativo potere saziante. Come scegliere una buona zucca Al momento dell’acquisto, per riconoscere una buona zucca, è necessario scuoterla: se suona “a vuoto” è ok, altrimenti non sarà tra le migliori. Se si decide di comprare una zucca fatta a pezzi è opportuno invece dare un’occhiata alla polpa, che deve essere bella piena e ricca. Questo ortaggio autunnale va conservato in un luogo fresco, asciutto e buio; in tali condizioni può mantenersi per mesi. Se privata della buccia, invece, “la zucca si può tenere in frigorifero per diversi giorni, opportunamente avvolta in una pellicola, al fine di evitare la disidratazione dell’ortaggio.
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La storia La DelSanto inizia la propria attività nel 1971, è una piccola azienda artigiana gestita da Gianni De Cecchi e dal figlio Federico, da sempre segue la filosofia del titolare: “Qualità e freschezza degli alimenti non dipendono dalla tecnologia: l’innovazione può invece trovare il modo di preservare quanto natura ci dona senza usare conservanti”. Il processo di sterilizzazione e le buste in poliaccoppiato di alluminio Del Santo hanno viaggiato anche nello spazio con l’astronauta Samantha Cristoforetti,.
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Ariete Dovrete alleggerire la tensione e investire le energie nel consolidare il vostro team. Preferite il lavoro di gruppo
Toro Sole, Venere e Mercurio vi daranno la carica giusta per raggiungere quegli obiettivi sul lavoro a cui tenete tanto
Ottobre Questo mese vi regala un tempo ancora mite e favorevole per passeggiate all’aria aperta e investimenti sul futuro molto proficui. Non temete nulla!
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Bilancia Sarete carichi e motivati, realizzerete molti dei desideri. Come quello di dare una svolta al rapporto sentimentale
Scorpione Anche se sentirete il bisogno di isolarvi per riflettere, ricordate che avete talento e risolverete le questioni professionali
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Una storia sentimentale cominciata da poco subirà una fase di stallo. Meglio chiudere che trascinare ciò che non va
La luna piena vi regala istanti con il partner destinati a lasciare ricordi che porterete per sempre nel cuore
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Rinnovare i vostri spazi è un’esigenza. Date libero sfogo alla fantasia per renderli il più originale possibile
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Fate un po’ di vacanza perché da fine mese Urano vi porterà dei problemi e dovrete occuparvi di un parente
Riceverete una proposta molto importante sul piano del lavoro che potrebbe cambiare tutta la vita: attenzione
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Sono in arrivo importanti novità sul piano finanziario, qualche sorpresa da far fruttare come si deve!
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