truffe telefoniche falsi carabinieri chiamano i cittadini
Il Consiglio Regionale del Veneto ha superato uno scoglio, tutto interno: quello della prima infornata di nomine nei consigli di amministrazione delle società partecipate. Un tema che può non appassionare i più, ma che ha decisamente fatto tremare gli scranni di palazzo Balbi tra franchi tiratori, votazioni ripetute più volte per assenza di maggioranze, accordi trasversali.
La Sanità
Ora ci sarà il passaggio per l’approvazione degli equilibri di bilancio, che non dovrebbe riservare particolari sorprese, e poi il rompete le righe estivo. Ma per le vacanze Giunta e Consiglieri avranno molto da riflettere poiché i temi sul tavolo, in attesa della ripresa, sono molti e urgenti. Da sempre la materia principe della Regione ha bisogno di un sferzata. Si dovranno aggiornare e poi approvare le nuove schede: quegli strumenti che indicano, ospedale per ospedale, l’elenco dei reparti da mantenere, da ampliare, da ridurre o da chiudere. Ma non solo: nelle schede saranno contenuti anche le consistenze delle piante organiche e delle dotazioni tecniche. Non una passeggiata, insomma.
Bacino termale euganeo, Giacinti: “Puntiamo su una forte identità”
Il ciclone Vannacci sferza il Veneto tra consensi e qualche polemica
ESTATE DA VIVERE:
LE MILLE OCCASIONI
PER CHI SCEGLIE IL VENETO
Benini illustra la nuova sanità nel territorio dell’Ulss 6
SAN GIORGIO DELLE PERTICHE PUNTA SU SICUREZZA E DECORO: ECCO I LAVORI IN CORSO
Dalle aree scolastiche alla piazza principale, l’amministrazione investe nella riqualificazione del centro urbano con nuovi spazi, migliore viabilità e maggiore sicurezza
IL TURISMO SIAMO NOI
C’è un’immagine che restituisce la saturazione del nostro territorio: i lunghi serpentoni d’auto sui passi trentini, i centri balneari e turistici del Veneto sempre più congestionati. Non è una sensazione passeggera, ma il verdetto dei numeri: nel 2025 il Veneto ha registrato l’inedito picco storico di 74,2 milioni di presenze, mentre il Trentino (secondo i dati definitivi ISPAT, l’Istituto di ricerca statistica della Provincia autonoma) ha infranto per la prima volta il muro dei 20,2 milioni di pernottamenti (+3,2% rispetto all’anno precedente).
segue a pag. 3
servizi alle pag. 8-9
servizio a pag. 19
servizio a pag.
Sintoniz zati sul
Nessuno spreco
Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti, ti radi o ti insaponi. Più volte lo fai, più acqua risparmi. Il rubinetto ha una portata di più di 10 litri al minuto.
Riduci
Scegli di annaffiare il giardino dopo il tramonto, l’acqua evapora più lentamente e ha il tempo di essere assorbita dal terreno.
Ottimizza
Metti in funzione lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico. Per ogni lavaggio si consumano in media tra gli 80 e i 120 litri di acqua. www.etraspa.it
Estate da vivere/1. Un viaggio tra letture per bambini, ville storiche e tradizioni di paese
Dai libri al tramonto agli affreschi: la stagione a Villanova tra arte e festa
Un bambino che sceglie un libro e se lo porta a casa sottobraccio, mentre il sole cala dietro gli alberi: è con un’immagine così che Villanova di Camposampiero chiude il suo luglio. Giovedì 30 luglio, dalle 18, il parco di via del Donatore ospita l’ultimo appuntamento di Librobua, il servizio gratuito pensato per i più piccoli, dai 2 ai 12 anni. Un pomeriggio di letture animate, giochi, laboratori creativi e artistici, e alla fine il prestito dei libri: perché la storia non finisca al tramonto, ma continui sul comodino di casa.
A settembre il paese cambia registro e apre le sue stanze più preziose. Villa Ruzzini, costruita tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento come testimonianza della presenza veneziana nel territorio, è oggi sede del Comune. La prima domenica del mese, da settembre a novembre, il Piano Nobile si mostra al pubblico con il suo ciclo di a reschi: scene di battaglia, paesaggi dell’Adriatico e vedute di Venezia che raccontano una vicenda militare legata a Marco Ruzzini. Le pareti del municipio, insomma, custodiscono una guerra dipinta e un mare lontano. Il primo appuntamento è domenica 6 settembre, dalle 14.30 alle 17.30, con visita guidata alle 15. Si replica il 4 ottobre e l’1 novembre, sempre nello stesso orario. La partecipazione è gratuita, su
prenotazione; l’iniziativa è sostenuta dall’ U icio turistico della Federazione dei Comuni del Camposampierese e dal progetto «Vicini al Territorio» di Venice Promex. C’è chi la villa la varca per l’arte, e chi pochi giorni prima riempie le strade per tutt’altro. Dal 5 al 9 settembre torna l’Antica sagra del Santo Sepolcro, appuntamento che a Villanova non salta un anno. Cinque giorni di animazione per grandi e piccoli, con qualche novità nel programma e gli stand gastronomici gestiti dalle associazioni del paese: la cucina della sagra, come sempre, è quella dei volontari.
Dal libro portato a casa sottobraccio agli a reschi che guardano Venezia, fino ai tavoli apparecchiati sotto le stelle: per qualche settimana Villanova si racconta così, tra le pagine, l’arte e la festa. Spostandoci a Campodarsego, il 27 luglio l’estate si fa palcoscenico. Con “Tra Palco e Stelle – un territorio in scena” arriva in Piazza Pertini, Fabula Teatro e il suo “Le Nuove Notti”: teatro d’attore e musica dal vivo, pensato per grandi e piccoli, dai cinque anni in su, per un’ora circa. In scena tre cantastorie, girovaghi da sempre, che si ritrovano per raccontare.
Tra battibecchi e desideri di meraviglia, intrecciano fiabe antiche e dimenticate: quelle venete, prima di tutto, ma anche le loro sorelle lontane, arrivate
dal Giappone, dalla Georgia, dall’Irlanda, dal Nepal. Tornano a vivere storie come “La Dea delle Fiabe”, “Pomo e Scorzo”, “Il lupo e le tre sorelle”, “Il figlio del Re di Danimarca”, “Il Paese dove non si muore mai”: racconti di popoli diversi, uniti da un’unica radice, il
Il parco Guizze diventa palestra a cielo aperto
Tappetini stesi sull’erba, le prime luci lunghe della sera tra gli alberi: al parco Guizze, in via Buson, a San Giorgio delle Pertiche per tutta l’estate ci si allena all’aperto. Anche quest’anno l’amministrazione comunale mette l’area verde a disposizione delle società di promozione sportiva. Fino a settembre il parco diventa una palestra a cielo aperto, con lezioni quasi ogni giorno della settimana e discipline per ogni gusto. Diverse le realtà e professionisti coinvolte: La Piuma, Cristina Borsato, APS Ritmes, Michela Zorzi e Clea. Il programma va avanti fino a settembre,
con appuntamenti quasi ogni giorno della settimana. Il lunedì è dedicato all’allenamento funzionale, dalle 19 alle 20, in calendario fino al 28 agosto. Lunedì e venerdì, nella stessa fascia oraria, spazio all’allenamento metabolico, pensato per chi cerca un lavoro più intenso. Il giovedì sera cambia disciplina con lo yogafitpilates: dalle 20 alle 21 nel mese di agosto, dalle 19 alle 20 da settembre, quando le giornate si accorciano. Il pilates torna il lunedì e il venerdì, dalle 19.45 alle 20.45. E per chi preferisce muoversi appena sveglio c’è la sessione del venerdì mattina: due turni, dalle
desiderio umano di narrare e di ascoltare. Perché per un giorno le fiabe, e chi le ascolta, non abbiano confini. In caso di maltempo lo spettacolo si sposta al Teatro Aurora.ovest
8 alle 8.45 oppure dalle 9 alle 9.45. Due anime, nello stesso parco. Da una parte il funzionale e il metabolico, per chi vuole sudare e tenere il fiato; dall’altra il pilates e lo yogafitpilates, che lavorano su postura, respiro e mobilità. Il lunedì è la giornata più piena: si parte dalle 19 con funzionale e metabolico, e alle 19.45 si aggiunge il pilates. Le fasce orarie coprono l’intera giornata, dal primo mattino alla sera, così da incastrare l’allenamento tra lavoro e casa senza spostarsi dal quartiere. E a settembre il programma non si ferma: gli orari serali si spostano un po’ più presto, seguendo la luce, ma le lezioni restano. Nessuna sala, nessuno specchio: solo il prato, l’ombra degli alberi e un tappetino a due passi da casa. Per un’estate, il parco di via Buson diventa la palestra del quartiere.
• (s.b)
• Sara Busato
Tra Palco e Stelle, 14 spettacoli itineranti tra fiabe, burattini e clownerie
Una piazza di paese al calar del sole, le sedie disposte sull’asfalto, il palco montato dove di solito si parcheggia. Il 27 luglio Piazza Pertini, a Reschigliano di Campodarsego, si trasforma in platea sotto le stelle. Da qui parte l’ultimo tratto di Tra Palco e Stelle 2026, la rassegna itinerante di teatro per famiglie che da metà giugno attraversa il Camposampierese. Curata dal Tavolo della Cultura del Camposampierese, la rassegna porta il teatro nei Comuni
della Federazione trasformando in palcoscenici piazze, parchi, ville e sale: quattordici spettacoli in dieci Comuni, fino al 1° settembre. Da fine luglio restano in cartellone tre appuntamenti, uno per paese.
Si comincia lunedì 27 luglio, alle 21, con “Le Nuove Notti” di Fabula Teatro, in Piazza Pertini a Reschigliano di Campodarsego. In caso di maltempo, lo spettacolo si sposta al Teatro Aurora. Il calendario passa poi a Loreggia. Domenica 9 agosto, alle 18.30, l’Audito-
Campodarsego, la biblioteca esce in cortile Estate
Il portellone si apre su un prato, gli scaffali finiscono all’aperto e per una volta la biblioteca non ha porte né silenzio da rispettare. Il Librobus torna a Campodarsego per tutta l’estate: fino al 10 agosto il furgone della biblioteca itinerante fa tappa ogni settimana nelle piazze e nei giardini del capoluogo e delle frazioni, con letture animate, laboratori e prestito libri per i bambini dai 2 ai 12 anni. Il programma cambia a ogni sosta. Accanto al prestito, gli operatori propongono attività manuali e laboratori costruiti su un tema che dura una settimana intera: quella delle emozioni, quella delle storie a cielo aperto, quella dell’amicizia. Chi arriva una settimana e torna quella dopo non ritrova la stessa cosa. L’idea, semplice, è portare i libri dove i bambini già stanno — il giardino sotto casa, la piazza della frazione — invece di aspettarli in sala lettura. Leggere diventa un fatto pubblico, che si fa seduti sull’erba accanto a qualcuno che fino a un minuto
rium “Roberta Marcon” ospita “Il Capi e la Bella Addormentata nel Bosco”, portato in scena dagli Alcuni con il Capi e l’Assistente: una serata pensata sul filo delle fiabe più conosciute, con la maschera che accompagna da anni il pubblico dei più piccoli. Lo spettacolo vede protagonisti il Capo Disegnatore di cartoni animati Sergio e il suo scaltro Assistente Francesco. I nostri eroi, questa volta, sono alle prese con una curiosa storia. La strega della fiaba “La bella addormentata nel bosco” è entrata nello studio e ha rubato i disegni dell’arrivo del principe azzurro al castello con un piano ben preciso: impedire al principe di svegliare la principessa con il famoso bacio, così potrà vendere il castello per farne un centro commerciale. Fortunatamente Francesco scopre il piano e cerca di sventarlo.
Il sipario cala il 1° settembre a Borgoricco. Alle 20.30, al Teatro “Aldo Rossi”, va in scena “Il Circo Tre Dita” di Alberto De Bastiani, spettacolo che chiude l’intera rassegna del territorio. Il Piccolo Circo dei Burattini è un vero e proprio Circo in miniatura, il più piccolo del mondo. Il cast è ricco di artisti internazionali: Vladimir Bombaciov, l’ultimo uomo proiettile; Lulù, la donna più forte del Mondo che a ronta il più coraggioso bambino del pubblico; il fachiro Ahi Ke Mal; Da Damus il più vecchio domatore della preistoria e non mancheranno i divertenti intermezzi dei clowns
prima non si conosceva, e che al momento del prestito si riduce a una decisione sola: quale libro portare a casa. Quando il portellone si richiude e il furgone riparte verso la tappa successiva, i libri restano nelle mani dei bambini. Da riportare la settimana dopo. • (s.b.)
Pippo e Pepe. Con questo spettacolo il Circo Tre Dita ha partecipato ai più importanti festival di teatro di figura in Italia e all’estero, vincendo il 1° premio al Festival Internazionale del Teatro per Ragazzi di Porto Sant’Elpidio nel 1998. Fiabe, burattini, clownerie e racconti classici accompagnano un pubblico fatto di bambine, bambini e genitori, spostandosi di paese in paese lungo tutta l’estate. Non è solo cartellone: è
un progetto pensato per creare occasioni di incontro e per far scoprire, una piazza alla volta, i luoghi della cultura del Camposampierese. Teatro, socialità e scoperta del territorio: sono i tre segni sotto cui il Camposampierese chiude la sua estate in scena.
Sintoniz zati sul
NON PERDERE
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
QUELLO CHE SUCCEDE
Aggiungi
NEL CAMPOSAMPIERESE OVEST!
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
• Sara Busato
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA
Q200 CENSER
IL CAMPUS DOVE IL FUTURO
uello che no a pochi anni fa era conosciuto come il quartiere eristico di Rovigo è oggi uno dei progetti di rigenerazione più signi cativi del territorio. Grazie all’investimento della Fondazione Cariparo, Q200 Censer si è trasformato in un campus che riunisce università, imprese, alta formazione,
Sintoniz zati sul
uando si parla di sicurezza energetica nazionale, Rovigo occupa una posizione strategica. A confermarlo è Adriatic LNG, la società che gestisce il terminale di rigassi cazione offshore situato a circa 15 chilometri dalla costa veneta, il più grande impianto di questo tipo presente in Italia. Dal terminale passa infatti circa il 14% del fabbisogno nazionale di gas naturale, una quota che rende l’infrastruttura centrale per l’approvvigionamento energetico del Paese. Dal 2021 Adriatic LNG ha deciso di rafforzare ulteriormente il proprio legame con il territorio trasferendo al Q200 Censer parte delle attività
ogni realtà contribuisce a costruire un luogo in cui ricerca, innovazione e sviluppo economico dialogano quotidianamente. Un modello che mira a fare di Rovigo un punto di riferimento per il Veneto, valorizzando il territorio e creando nuove opportunità per imprese,
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
ADRIATIC LNG, IL RIGASSIFICATORE CHE GARANTISCE ENERGIA E INVESTE NEL TERRITORIO
spaziano dal sostegno alla cultura ai progetti dedicati allo sport inclusivo e alle attività rivolte alle comunità locali.
Tra le iniziative più recenti gura anche “Net Sapiens”, progetto educativo dedicato agli studenti delle scuole medie della provincia
FORMAZIONE
La presenza dell’azienda produce ricadute importanti anche sul tessuto economico locale. Circa il 40% del valore dei contratti necessari alla gestione del terminale viene infatti af dato a imprese venete, contribuendo a generare un signi cativo indotto per il territorio. A questo si af ancano numerose iniziative di responsabilità sociale che
ITS MARCO POLO ACADEMY, LA FORMAZIONE CHE PORTA DIRETTAMENTE AL LAVORO
Formare gure altamente specializzate in grado di rispondere alle esigenze delle imprese. È questa la missione dell’ITS Marco Polo Academy, presente all’interno di Q200 Censer con percorsi dedicati alla logistica e alla mobilità sostenibile. Gli ITS rappresentano oggi uno dei canali formativi più ef caci per accompagnare i giovani nel mondo del lavoro, grazie a corsi costruiti insieme alle aziende e orientati alle competenze realmente richieste dal mercato.
SCARICA L’APP
RADIO VENETO2 4 SUL TUO SMARTPHONE
L’offerta dell’ITS Marco Polo Academy spazia
dalla logistica tradizionale alla formazione dei macchinisti ferroviari, no ai percorsi dedicati agli uf ciali di macchina e di coperta per il settore navale. Accanto a questi trovano spazio corsi dedicati alla manutenzione dei mezzi di trasporto e per no alla logistica dell’arte, specializzazione che unisce le competenze organizzative con la valorizzazione del patrimonio culturale.
La scelta di trasferirsi al Q200 Censer nasce proprio dalla volontà di inserire la formazione in un ambiente dove convivono università, imprese, startup e centri di ricerca. Un contesto
Q200 CENSER RACCONTATO IN RADIO
La crescita del campus è al centro di una rubrica dedicata su Veneto24, con approfondimenti su ricerca, formazione, startup e innovazione.
che permette agli studenti di confrontarsi quotidianamente con il mondo del lavoro e con l’innovazione, comprendendo n da subito le competenze richieste dalle professioni del futuro. Grande attenzione è riservata anche ai temi della sostenibilità e della digitalizzazione. Intelligenza arti ciale, transizione energetica, nuove tecnologie applicate ai trasporti e alla logistica rappresentano ormai elementi centrali dei percorsi formativi, con l’obiettivo di preparare professionisti capaci di affrontare un mercato in continua evoluzione.
in tutto il Veneto
SAN GIORGIO DELLE PERTICHE
Lavori. Nuove corsie davanti alle scuole, riqualificazione della piazza principale e una nuova rotonda
Carnio aggiorna sui cantieri aperti “Lavoriamo per una San Giorgio più bella”
Non si fermano durante l’estate i lavori pubblici a San Giorgio delle Pertiche. Molti i cantieri aperti, sui quali ha dato alcuni aggiornamenti l’assessore Andrea Carnio nei giorni scorsi: “In tantissimi in questi giorni mi state chiedendo aggiornamenti sui diversi cantieri aperti nel nostro capoluogo. Ci tengo a fare il punto della situazione su questi importanti interventi che stanno ridisegnando e mettendo in sicurezza il cuore di San Giorgio delle Pertiche”.
L’assessore ha quindi elencato nel dettaglio i lavori in corso: “In merito al cantiere davanti alle scuole elementari e medie stiamo creando delle nuove corsie protette e dedicate (insenature) che permetteranno ai pullman il carico e lo scarico degli studenti in totale sicurezza, lasciando completamente libero il transito delle auto e migliorando la viabilità della zona. Inoltre di fronte alle scuole medie nascerà una vera e propria piazzetta, uno spazio sicuro e pensato appositamente per l’accoglienza e il ritrovo degli alunni la mattina, prima dell’orario di ingresso. Tutta l’opera sarà valorizzata da una pavimentazione nobile in porfido, scelta per dare maggiore decoro al nostro centro. I tempi: L’obiettivo è che il cantiere sarà ultimato prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, così da garantire una ripartenza ordinata per famiglie e studenti” precisa l’assessore. Anche in merito alla nuova rotonda in centro, Carnio fornisce aggiornamenti: “Un’opera fondamentale per la sicurezza stradale, pensata per fluidificare il traffico, moderare la velocità nei punti più critici e ridurre drasticamente i rischi per automobilisti e pedoni nel cuore del nostro paese”. Ancora, “proseguono i lavori per la riqualificazione della nostra piazza principale. Stiamo restituendo alla comunità uno spazio, accogliente e bello. Ci tengo a sottolineare che questo è solo il primo stralcio di un progetto complessivo volto a riqualificare l’intero centro urbano. Contemporaneamente, gli u ici sono già al lavoro sul secondo stralcio, attualmente in fase di progettazione, che riguarderà l’area verso il municipio. Questi interventi rappresentano una trasformazione importante e, come ogni grande opera, comportano temporaneamente qualche inevitabile disagio alla circolazione. Per questo vogliamo rivolgere un ringraziamento a tutti i cittadini, ai commercianti e ai residenti per la grande pazienza e la
collaborazione dimostrate. Stiamo a rontando qualche settimana di transizione per consegnare a tutti una San Giorgio più bella, sicura e funzionale” aggiunge Carnio. “I lavori sono stati programmati appositamente durante il periodo di vacanza scolastica proprio per impattare meno sulla viabilità quotidiana e creare meno disagi possibili a tutta la cittadinanza, garantendo al contempo che tutto sia pronto per il rientro dei nostri ragazzi” conclude l’assessore.
• Andrea Benato
Sintoniz zati sul
Doppio riconoscimento a Cavino: premiate la solidarietà e l’arte del legno
Dspipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Camposampiero, Via Vivaldi, 7/9;
dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Trebaseleghe, Via Torino 17; dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 18.30
Piazzola sul Brenta, Via della Roggia 5 int 1; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00
ue premi nel nome di Giovanni da Cavino. Sono quelli assegnati nei giorni scorsi a Cavino in un appuntamento che si rinnova ogni anno, entrambi promossi dall’associazione “Insieme a Cavino APS” con il contributo del comune di San Giorgio delle Pertiche: la consegna del Premio Giovanni da Cavino e la 20ª edizione dell’Ex Tempore di scultura su legno. Giunto alla sua trentunesima edizione, il Premio Giovanni da Cavino è stato assegnato alle Cucine Economiche Popolari di Padova, con la motivazione: “Per lo sguardo gentile verso gli invisibili”. A ritirare il riconoscimento è stata la direttrice, suor Albina Sandonà. Il premio viene conferito ogni anno a persone, enti o associazioni che si distinguono per un impegno generoso e costante al servizio della comunità, valorizzando esempi concreti di solidarietà, attenzione verso il prossimo e dedizione al bene comune. La scelta delle Cucine Economiche Popolari di Padova rappresenta un riconoscimento al loro lavoro quotidiano a favore delle persone in situazione di fragilità, attraverso un’accoglienza che va oltre l’o erta di un pasto caldo, restituendo ascolto, dignità e vicinanza a chi vive momenti di di icoltà. Spazio anche all’arte con la conclusione della 20ª edizione dell’Ex Tempore di scultura su legno “Giovanni da Cavino”, manifestazione che ogni anno richiama artisti provenienti da diverse regioni italiane e che si è ormai a ermata come un’importante occasione di valorizzazione della scultura lignea e della creatività artigianale. Ad aggiudicarsi il primo premio è stato Claudio Medoni, scultore di Mirano, con l’opera “L’unione fa la forza, la carità supera ogni ostacolo”. La giuria ha premiato il lavoro per la precisione tecnica, la profondità del messaggio e la forza espressiva. Sul podio anche Luca Zuliani, secondo classificato, e Dino Damiani, terzo.
Bilancio. Nuove risorse in arrivo e più investimenti sul territorio
MAGGIORI ENTRATE, MAGGIORI SPESE
IL CONSIGLIO APPROVA LE VARIAZIONI
C’è ancora qualche rivolo di PNRR in entrata, ma ci sono anche nuove spese per manutenzioni. Sono alcune delle novità apportate al bilancio di previsione triennale presentate dal sindaco Daniele Canella durante l’ultimo consiglio comunale di giugno.
Il documento di programmazione di San Giorgio delle Pertiche è stato così variato con un corposo pacchetto di modifiche che si sono rese necessarie sia sul fronte delle entrate che su quello delle uscite. In merito alle prime troviamo, per esempio, una previsione di maggiori introiti derivanti da accertamenti IMU per imposta non versata anni precedenti per complessivi 30 mila euro; maggiori entrate previste dalla tassa di iscrizione all’asilo nido comunale per 4.200 euro;
Una serata con “Medici con l’Africa Cuamm”
Ci sono guerre e lotte per la sopravvivenza che non fanno notizia ma che coinvolgono centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo; tra queste, la drammatica situazione dell’ ospedale di Nekemte, in Etiopia. Di questo si è parlato in una serata all’insegna della solidarietà, proposta alla cittadinanza di San Giorgio delle Pertiche nei giorni scorsi, presso il centro civico Oriana Fallaci. L’iniziativa è stata promossa dal comune, da Il Graticolato Società Cooperativa Sociale, dall’Associazione Insieme a Cavino, dal Circolo NOI di Cavino e Confapi Padova, che hanno ospitato e presentato Medici con l’Africa Cuamm, una realtà che
maggiore trasferimento di 1.218 euro proveniente dall’ Azienda Sanitaria Locale; maggiore trasferimento di 34 mila euro da contributo PNRR – PA DIGITALE; maggiori entrate per oneri derivanti da permessi di costruire per 24 milla euro; maggiori entrate per un contributo straordinario di 10 mila euro in materia urbanistica. E, ancora, uno stanziamento del contributo da parte dello Stato verso il comune di San Giorgio delle Pertiche per la misura sociale “Centri estivi 2026” per un importo poco superiore a 14 mila euro. Anche la voce “uscite” ha visto numerosi cambiamenti, soprattutto in tema di manutenzioni. Si prevedono infatti 34.500 euro per manutenzioni varie al patrimonio comunale, 17 mila euro per maggiori spese di manutenzione della scuola media Marco
da quasi 80 anni lavora ogni giorno accanto al personale sanitario locale per garantire il diritto alla salute e per costruire sistemi sanitari più forti e inclusivi.
“Siamo sempre stati abbandonati. Il pronto soccorso non può rispondere alle tante emergenze, manca tutto. Abbiamo quasi 4.000 parti all’anno. È durissima”, ha spiegato il dottor Abebe Bedasa, direttore dell’Ospedale di Nekemte. Nel corso della serata - coordinata da Nicoletta Masetto - Don Dante Carraro ha presentato progetti in corso, spiegando l’attuale situazione dell’ospedale. La struttura presenta spazi troppo piccoli, disordinati, senza un’area per il
Polo e 5 mila euro per gli edifici comunali. Anche l’energia costerà di più, con un aumento di 27 mila 500 euro, così come il personale che richiederà un incremento di spesa di poco più di 23 mila euro per l’anno 2026 e 32 mila per i due anni successivi per nuove assunzioni e adeguamento spese del personale al nuovo CCL. Altre spese riguardano l’allestimento informatico dell’auditorium di Arsego per 34 mila euro; 2 mila per lavori straordinari presso gli impianti sportivi comunali; 20 mila per lavori di riduzione rischio idraulico. In seguito alla presentazione del sindaco, le variazioni sono state approvate a maggioranza, con 3 astensioni e nessun voto contrario.
• Andrea Benato
triage e icace, senza stanze per osservare o stabilizzare i pazienti e senza servizi igienici dedicati. Le attrezzature sono insu icienti e il personale è scarso.
Don Dante ha spiegato che il progetto punterà a rinnovare anche gli ambulatori, il reparto degenze e la farmacia, per migliorare l’accoglienza, ridurre le attese, garantire continuità nelle cure e o rire spazi più sicuri e dignitosi a chi deve restare in ospedale. Il costo complessivo stimato degli interventi previsti a Nekemte ammonta a circa 1,5 milioni di euro.
PIOGGIA DI VARIAZIONI DI BILANCIO ARGENTI: “CI ADEGUIAMO ALLE NORME”
Èstato un consiglio comunale ricco di “aggiustamenti” di bilancio quello di fine giugno, quando la maggioranza monocolore guidata dal sindaco Antonella Argenti ha approvato alcuni punti all’ordine del giorno che andranno a impattare sulle casse comunali.
A spiegare i provvedimenti è stata la stessa Argenti, illustrando le delibere in votazione: “Propongo di votare quello che è il primo aggiornamento del programma triennale degli acquisti 2026-2028. Lo abbiamo approvato contestualmente al bilancio di previsione, lo scorso dicembre, e nello stesso frangente avevamo dichiarato che non c’erano, nel triennio di riferimento, acquisti di beni e servizi superiori o pari ai 140 mila euro, che è la soglia che prevede la normativa per l’inserimento nel programma triennale. Senonché, proprio recentemente, il nostro comune ha partecipato, in qualità di ente capofila, ad un bando importante della Regione Veneto, per nuovi interventi integrati sulla digitalizzazione dei servizi e siamo risultati aggiudicatari
di questo bando per noi, come ente capofila, e per altri cinque comuni”. “L’importo è superiore ai 140 mila euro, esattamente 292 e 848, e questo quindi richiede la modifica – l’aggiornamento del programma triennale degli acquisti, per inserirlo poi nel Documento unico di programmazione e quindi nel bilancio di previsione” ha spiegato Argenti. “È quindi un aggiornamento che servirà per poter utilizzare un importante finanziamento regionale che ci consentirà di migliorare i servizi di digitalizzazione senza spese a carico del bilancio”. Scontata l’approvazione, a cui è seguita l’illustrazione del secondo importante punto all’ordine del giorno che riguardava il riconoscimento di un debito fuori bilancio. “Si tratta di una delibera che per la prima volta vede questa amministrazione, dal 2019 ad oggi, impegnata nel riconoscimento di un debito fuori bilancio. È una procedura derivante dall’asservimento alle aree interessate per la realizzazione della pista ciclabile del Tergola” premette Argenti, ripercorrendo i fatti che ne hanno
dato origine. “Nel 2019 la Federazione si vede aggiudicataria di un importante contributo di circa 700 mila euro da parte della Regione per la realizzazione di una pista ciclabile. Già nei tempi antecedenti al 2019 chi ha governato i nostri comuni di Federazione aveva iniziato a pensare a formare quello che
era il percorso successivo. Solo nel 2019, la Federazione grazie ottenne questo importante contributo e, con l’aggiunta di fondi comunali, ognuno per la competenza del proprio territorio, abbiamo iniziato a lavorare per la realizzazione di questa pista ciclabile”.
“Come tutte le opere, purtroppo accade
che l’interesse pubblico, che deve essere sempre prevalente rispetto all’interesse privato, a volte va purtroppo ad incidere anche su questioni di proprietà. Ecco perché la Federazione ha poi proceduto con quelle che sono le aree di asservimento e ha incontrato l’approvazione di tutti i privati interessati per quanto riguarda Villa del Conte, tranne due signori che non hanno accettato l’indennità provvisoria definita secondo la normativa dall’autorità espropriante, ovvero la Federazione” prosegue Argenti. “Quindi hanno chiesto la nomina di un collegio peritale che ha poi definito quella che era l’indennità finale, accettata infine dalle parti. Con la somma dell’indennità finale più l’indennità dovuta ai periti per il lavoro svolto, siamo arrivati a 51.109 euro”. Argenti precisa infine che una somma di 100 mila euro era stata già accantonata in via prudenziale e che ora non si può fare altro che approvare l’uscita come previsto dalla legge.
• Andrea Benato
Sintoniz zati sul
20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
VILLA DEL CONTE
“Pronto, siamo i Carabinieri” , la chiamata che inganna le vittime
Nuova ondata di tru e telefoniche a Villa del Conte. Lo ha reso noto nei giorni scorsi il sindaco Antonella Argenti con alcuni post sui social, in cui ha informato i cittadini sui nuovi metodi escogitati dai tru atori, aggiungendo alcuni consigli su come proteggersi. “Alcuni cittadini hanno ricevuto telefonate da soggetti che si spacciano per appartenenti alle Forze
dell’Ordine, in particolare “marescialli dei Carabinieri” di stazioni limitrofe. Durante la chiamata, i tru atori riferiscono che risultano targhe di autovetture intestate alla persona contattata, ma non riconducibili a veicoli di sua conoscenza. Successivamente invitano la vittima a recarsi presso una sede (ad esempio a Cittadella) per e ettuare una presunta “dichiarazione urgente” o “verifica”. Si
tratta di un tentativo di tru a” allerta Argenti.
“Le Forze dell’Ordine non richiedono mai telefonicamente di recarsi con urgenza in altre località per chiarimenti su presunte irregolarità legate a veicoli o intestazioni. Cosa fare in questi casi: non fornire mai dati personali, documenti o informazioni bancarie; non seguire indicazioni ricevute telefonicamente; interrompere immediatamente la chiamata; contattare direttamente il numero u iciale dei Carabinieri o della Polizia Locale per verifiche; segnalare l’accaduto alle autorità competenti” informa il sindaco.
“Il comune invita familiari e conoscenti a informare e sensibilizzare soprattutto le persone anziane, che possono essere più esposte a questo tipo di raggiri. La collaborazione di tutti è fondamentale per prevenire le tru e e tutelare la comunità”. Oltre alla tru a dei finti Carabinieri, i malviventi ne hanno di recente messa in atto un’altra altrettanto machiavellica, come informa sempre Argenti assieme all’assessore alla sicurezza Davide Pastorello: “La telefonata dei ‘nipotini’ è una tru a creata con l’Intelligenza Artificiale. Nelle zone vicine al nostro territorio, si stanno verificando diversi tentativi di nuova tru a ai danni degli anziani. I malviventi utilizzano l’intelligenza artificiale per imitare la voce dei nipoti
Confermate le borse di studio per gli studenti meritevoli
Èstata confermata anche per il 2026 l’assegnazione delle borse di studio destinate agli agli studenti residenti nel comune di Villa del Conte che si sono distinti per i risultati conseguiti nel proprio percorso scolastico e universitario. Lo si legge in una delibera di giunta approvata nei giorni scorsi, in cui si precisa che l’amministrazione porta avanti ormai da diversi anni l’iniziativa con l’obiettivo di riconoscere l’impegno, la costanza nello studio e i brillanti traguardi raggiunti dai giovani del territorio, sostenendoli simbolicamente nel proseguimento del loro percorso formativo.
Anche quest’anno saranno assegnate borse di studio del valore di 100 euro ciascuna agli studenti e alle studentesse che hanno concluso con particolare merito il ciclo di studi nell’anno scolastico 2025-2026. Il riconoscimento sarà riservato a chi ha ottenuto il diploma di scuola secondaria di primo grado con una votazione pari a 9 o 10 e a chi ha conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado con un punteggio compreso tra 95 e 100, compresa la lode. L’amministrazione ha deciso inoltre di premiare anche gli studenti che si sono distinti nel percorso universitario. Potranno accedere alla borsa di
studio i laureati e le laureate che avranno discusso la tesi tra il 1° novembre 2025 e il 31 ottobre 2026, conseguendo un voto compreso tra 105 e 110 e lode. Per partecipare sarà inoltre necessario rispettare i limiti di età previsti dal bando: età inferiore a 23 anni per la laurea triennale e meno di 27 anni per la laurea magistrale o a ciclo unico. La delibera è stata in seguito inviata al dirigente dell’Istituto Comprensivo di Villa del Conte a inché ne dia ampia pubblicità.
o di bambini, con un copione sempre simile: chiedono soldi o gioielli per ‘aiutare’ un familiare che si troverebbe in caserma o in ospedale. Poi fanno sentire la voce (finta) del nipote che conferma la necessità”. La tru a in questione non è ancora - per fortuna - arrivata a Villa del Conte ma Argenti mette le mani avanti: “Riteniamo importante prevenire e sensibilizzare. Avvisiamo tutti i nostri
anziani e le persone che restano spesso da sole in casa. Verificate sempre di persona o contattando direttamente il familiare con un numero che conoscete. In caso di dubbio, chiamate subito il 112 o i Carabinieri” concludono il primo cittadino e l’assessore alla sicurezza.
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci
• Andrea Benato
CI STO! A(F)FARE FATICA, EDIZIONE DA TUTTO ESAURITO
Anche quest’anno Ci sto! A(F)Fare Fatica, il progetto estivo dedicato ai giovani dei comuni aderenti, si è confermato un’iniziativa di grande successo, capace di coinvolgere ragazzi e famiglie in un’esperienza concreta di cittadinanza attiva, socialità e cura del bene comune.
I quaranta posti disponibili sono stati infatti esauriti nel giro di poche ore dall’apertura delle iscrizioni, a testimonianza dell’interesse e dell’entusiasmo che questa proposta ha continuato a generare.
Il progetto in questione si è svolto a inizio mese e ha coinvolto complessivamente quattro squadre da dieci ragazzi ciascuna, a iancate da quattro tutor e cinque handyman che li hanno accompagnati nelle diverse attività previste sul territorio. Nella prima settimana una delle squadre è stata impegnata nella realizzazione di un murales sulla muretta esterna dell’asilo di Villanova di Camposampiero, un intervento di street art che ha contribuito a valorizzare uno spazio frequentato quotidianamente da bambini e famiglie. Parallelamente, l’altra squadra ha operato tra l’area dell’asilo di Murelle e i parchi del territorio, svolgendo attività di manutenzione e cura degli spazi pubblici. La seconda settimana ha visto invece una squadra impegnata a Mussolini, dove i ragazzi hanno collaborato nella manutenzione dei parchi, nella pulizia di alcune aree del paese e nel ripristino dei disegni a terra presso il Centro Tomasoni. Le altre squadre hanno lavorato a Villanova, occupandosi di numerosi interventi di manutenzione, dalla sistemazione delle panchine di piazza Mariutto e delle aree limitrofe alla riqualificazione delle panchine dell’asilo, fino al supporto logistico per le iniziative della comunità, con la preparazione delle sedie per il teatro e l’allestimento delle tavolate per la tradizionale pizzata in parrocchia.
• Endrius Salvalaggio Il progetto. 40 giovani mobilitati tra murales, cura dei parchi e attività formative
“Vedere esauriti tutti i quaranta posti disponibili in poche ore è stato per noi motivo di grande soddisfazione. Questo risultato ha confermato quanto i nostri giovani abbiano avuto voglia di contribuire concretamente alla crescita della comunità. Cisto!A(F)FareFatica non è stato soltanto un’occasione estiva di aggregazione, ma un vero percorso educativo che ha insegnato il valore dell’impegno, della collaborazione e del rispetto per il territorio. Ho ringraziato tutte le associazioni, le aziende, i tutor, gli handyman e i volontari che anche quest’anno hanno scelto di investire tempo ed energie per o rire ai ragazzi un’esperienza ricca di contenuti e di valori”, ha commentato la consigliera alle Politiche Giovanili, Ilenia Franco.
Il Comune presente all’adunata Triveneta degli alpini di Gemona
A“Accanto alle attività operative non sono mancati momenti formativi e di incontro con importanti realtà del territorio. In entrambe le settimane - ha raccontato il sindaco Sarah Gaiani - è stata confermata infatti la visita all’azienda Malvestio, che ha accolto i ragazzi per una giornata speciale comprendente il pranzo o erto, la visita agli stabilimenti, attività ludiche e formative”. Sono stati inoltre confermati per entrambi i venerdì pomeriggio gli appuntamenti con la Croce Rossa, un’esperienza molto apprezzata nelle precedenti edizioni che ha permesso ai partecipanti di conoscere più da vicino il mondo del volontariato e dell’emergenza sanitaria.
A conclusione del percorso, si è svolta la tradizionale pizzata finale, un momento di festa e condivisione che ha rappresentato l’occasione per celebrare insieme il lavoro svolto e l’impegno dimostrato dai ragazzi durante queste intense settimane.
Sintoniz zati sul
nche il Comune di Villanova di Camposampiero ha preso parte alla grande festa dell’adunata Triveneta degli alpini, svoltasi nel mese di giugno a Gemona del Friuli. A rappresentare l’amministrazione comunale è stata l’assessore alla cultura Angela Bombo, che ha partecipato alla manifestazione condividendo una giornata all’insegna dei valori che da sempre contraddistinguono gli Alpini fra solidarietà, spirito di servizio, amicizia e italianità. L’assessore è stata ospite del Gruppo alpini di Sant’Andrea di Campodarsego, realtà con la quale Villanova mantiene un legame particolare, grazie alla presenza di numerosi concittadini che ne fanno parte attivamente. Un’occasione speciale per ra orzare rapporti di amicizia e collaborazione che nel tempo si sono consolidati attraverso iniziative, attività di volontariato e momenti di incontro condivisi. L’adunata Triveneta ha richiamato migliaia di penne nere provenienti da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, trasformando Gemona del Friuli in un grande momento di festa. “Le vie della città si sono animate con sfilate, incontri e cerimonie che hanno celebrato la storia e il ruolo degli alpini all’interno delle comunità locali. Gli alpini rappresentano un patrimonio di valori prezioso per le nostre comunità e sono un esempio concreto di disponibilità, volontariato e attenzione verso il prossimo. Eventi come questo permettono di ra orzare il senso di appartenenza e di mantenere vive tradizioni che continuano a unire generazioni diverse” commenta l’assessore alla Cultura Angela Bombo. • (e.s.)
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA
Il primo incontro. I cittadini sono chiamati a presentare proposte
PIANO DEGLI INTERVENTI: AVVIATO IL PERCORSO
PARTECIPATIVO CON LA CITTADINANZA
Èiniziato con una buona partecipazione ed un buon clima di confronto, fa sapere l’amministrazione Gaiani, il percorso di condivisione della Variante al Piano degli Interventi del Comune di Villanova di Camposampiero. Il primo incontro pubblico dedicato alla presentazione degli obiettivi della variante e delle modalità di raccolta delle manifestazioni di interesse, ha registrato una buona presenza di cittadini, professionisti e operatori del territorio, confermando l’interesse della comunità verso le scelte che disegneranno il futuro del paese.
“La Variante rappresenta uno strumento strategico per aggiornare e adeguare la pianificazione urbanistica comunale alle esigenze attuali del territorio. Tra gli obiettivi principali - spiega il sindaco Sarah Gaiani - figurano la semplificazione delle norme, la rigenerazione urbana, la valorizzazione del patrimonio esistente, la revisione di alcune previsioni urbanistiche e il miglioramento complessivo della qualità degli spazi pubblici e privati”. Soddisfazione è stata
espressa anche dall’assessore all’Urbanistica Elena Pagetta, che ha evidenziato l’importanza del percorso partecipativo avviato dall’amministrazione.
“L’ottima risposta registrata durante il primo incontro conferma quanto sia sentita dalla cittadinanza la volontà di contribuire alla crescita del nostro territorio. La Variante è un progetto ambizioso che punta a rivitalizzare Villanova di Camposampiero attraverso una pianificazione moderna, sostenibile e condivisa”, ha dichiarato l’assessore. Nei mesi di luglio e agosto cittadini,
imprese, associazioni e professionisti avranno la possibilità di presentare le proprie manifestazioni di interesse e le proposte ritenute utili per il futuro sviluppo del territorio. Tutte le istanze raccolte saranno successivamente esaminate dall’urbanista incaricato e dagli
u ici competenti, che ne valuteranno la coerenza con gli obiettivi della variante e con gli strumenti di pianificazione sovraordinati.
“Invitiamo tutti a cogliere questa opportunità – prosegue il sindaco Gaiani – perché non si tratta semplicemente di una procedura amministrativa, ma di una concreta occasione per contribuire a scrivere il futuro di Villanova di Camposampiero. Le idee, le esigenze e le proposte che emergeranno potranno diventare parte di una visione condivisa capace di migliorare la qualità della vita, valorizzare il patrimonio esistente e accompagnare lo sviluppo del territorio nei prossimi anni”. Il percorso partecipativo proseguirà quindi un passaggio fondamentale per costruire una Variante al Piano degli Interventi sempre più vicina alle reali esigenze della comunità e orientata a uno sviluppo equilibrato, sostenibile e di buona qualità.
• Endrius Salvalaggio
L’emergenza. Ne parliamo con l’assessore regionale all’ambiente, clima e protezione civile
CALDO RECORD, VENTURINI: “L’ADATTAMENTO AL CLIMA È UNA SFIDA DEL FUTURO”
Il giugno 2026 verrà ricordato per aver superato, in intensità e durata, anche la storica estate del 2003.
Con un’anomalia termica di oltre 3 gradi e un’ondata di calore che ha tenuto il Veneto col fiato sospeso per 15 giorni, il clima della nostra regione ha mostrato un volto nuovo. Ne abbiamo parlato con l’Assessore all’Ambiente, Clima e Protezione Civile, Elisa Venturini.
Assessore Venturini, i dati ARPAV appena pubblicati fotografano un giugno da record. Siamo di fronte a un’anomalia statistica o a una nuova normalità?
“I dati non mentono: giugno 2026 non è stato un episodio isolato, ma la conferma di un trend di lungo periodo che non possiamo più permetterci di sottovalutare. Abbiamo registrato un’anomalia termica regionale di +3,1 °C rispetto alla media 1991-2020, posizionandoci tra i quattro mesi di giugno più caldi dal 1991 a oggi. La vera eccezionalità risiede nella persistenza:
l’ondata di calore che ha attraversato la seconda metà del mese, per estensione e durata, ha superato anche l’agosto del 2003. Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza temporanea e a rontare questo cambiamento con una visione strategica di lungo periodo”. Uno dei parametri più allarmanti è quello delle cosiddette “notti tropicali”. Ci spiega perché sono un indicatore così sensibile?
“Perché misurano direttamente il benessere delle persone. Una “notte tropicale” è un evento in cui la temperatura minima non scende mai sotto i 20°C, impedendo al nostro corpo di recuperare dallo stress termico diurno. La situazione è evoluta in modo drastico: se negli anni ‘90 registravamo in media una notte tropicale ogni due anni, nell’ultimo decennio la frequenza è salita a sei all’anno. Arrivare a ben 11 notti tropicali registrate nel solo mese di giugno di quest’anno, in pianura,
costa la situazione è ancora più estrema, con punte di 23 notti a Chioggia e 20 a Venezia-Cavanis”. L’agricoltura e il bilancio idrico restano sotto osservazione. Qual è la risposta
“Il sistema agricolo è il primo a subire l’accelerazione dei cicli biologici: la sommatoria termica ha segnato un anticipo di 11 giorni rispetto alla norma. A questo si aggiunge un bilancio idroclimatico negativo su quasi tutto il territorio, con
Fratte di Santa Giustina in Colle celebra la passione per i motori storici
Una domenica all’insegna della storia dei motori, della convivialità e della valorizzazione del territorio ha animato Fratte in occasione della 15esima edizione del Giro Panoramico dal Muson al Brenta, manifestazione patrocinata dal Comune di Santa Giustina in Colle e dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese. L’iniziativa ha richiamato numerosi appassionati provenienti anche dai comuni limitrofi, confermandosi un appuntamento atteso nel calendario delle manifestazioni locali. Sono stati 248 gli iscritti, con la presenza di 110 auto d’epoca e 90 motociclette storiche, che hanno sfilato lungo il percorso attraversando il territorio e
regalando ai presenti uno spettacolo fatto di eleganza, memoria e passione per i veicoli che hanno segnato la storia dell’automobilismo e del motociclismo.
Il corteo ha attirato l’attenzione di cittadini, famiglie e curiosi, offrendo un’occasione per riscoprire il fascino dei mezzi storici e per trascorrere una giornata all’aria aperta in un clima di festa. Fondamentale il lavoro organizzativo dell’ASD Fratte Rondinelle, promotrice dell’evento, a iancata dal TCSB AutoStoriche, dal Fiat Club San Marco Venezia e da tutti i volontari che hanno messo a disposizione tempo ed energie per garantire il corretto svolgimento della manifestazione.
un deficit medio di 103 mm in pianura. Non stiamo a guardare: la nostra priorità, in costante confronto con i Consorzi e le categorie, è trasformare il dato scientifico di ARPAV in una gestione più razionale della risorsa idrica. Dobbiamo passare dal monitoraggio all’azione, investendo in infrastrutture e pratiche agronomiche che rendano il nostro sistema produttivo più resiliente”.
Qual è, in definitiva, la bussola che guida l’Assessorato?
“La visione “Veneto 2030”. Il mio Assessorato agisce come garante del territorio: basiamo le nostre scelte su dati oggettivi, evitiamo allarmismi e pianifichiamo interventi strutturali. Convivere con questa nuova variabilità climatica richiede consapevolezza: la resilienza non è più un’opzione, ma la condizione necessaria per tutelare l’ambiente e la prosperità del nostro territorio”.
• Redazione Padova
Il Giro Panoramico dal Muson al Brenta rappresenta ormai una tradizione consolidata per il territorio: un evento capace di unire la passione per i motori storici alla promozione delle eccellenze locali, favorendo momenti di aggregazione e contribuendo a far conoscere Santa Giustina in Colle e le sue frazioni a un pubblico sempre più ampio. Manifestazioni di questo genere dimostrano come sport, cultura e volontariato possano diventare strumenti e icaci di valorizzazione e promozione del territorio.
tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
oltaci in tutto il Veneto in auto sul
• (el.s.)
Elisa Venturini, assessore regionale
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
SCARICA
Compiti per le vacanze
Accanto a questo va a rontato il nodo dei Medici di Base: le stime parlano, soltanto per la provincia di Venezia ma la situazione è uniforme in tutto il Veneto, di oltre 360 pensionamenti nel corso del prossimo anno. I bandi per la loro sostituzione prevedono, tra mille di icoltà di reperimento, l’arruolamento di poco più di 150 medici di famiglia. Non certo una soluzione ottimale per una popolazione sempre più anziana. Le Case di Comunità, in fase di inaugurazione in queste settimane,
vanno riempite di personale e strutture. Sullo sfondo la spinosa vicenda del nuovo ospedale di Padova voluto da Regione e Comune, oggetto di accordi, delibere, stanziamenti e protocolli. Pare non ci sia più una completa copertura finanziaria. La Regione ha chiesto una pausa: problema decisamente non di poco conto.
Case di Riposo Il Veneto è l’unica regione, oltre la Sicilia, a non aver mai adottato una riforma delle Ipab
e questo rende meno performanti, in termini economici non certo di servizio, le case di riposo pubbliche. Oggi i dati parlano chiaro: ci sono circa 11mila anziani veneti in lista d’attesa per un posto in una struttura. Decisamente tanti.
Le infrastrutture per lo sviluppo
Alta velocità ferroviaria: avanti piano. Troppo piano. E questo è un grave limite per il territorio regionale. Romea: continua a essere la strada più pericolosa d’Italia. Anche qui dopo decenni di dibattiti urge una soluzione. Autostrada del Mare: si fa o non si fa? E se si come si risolve l’accesso al litorale? Holding autostradale
non se ne parla più: sogno finito? Biglietto unico per i mezzi pubblici, metropolitana di superficie, porti e aeroporti: i dossier sono decisamente molti e pesanti e nessuno di questi può attende. Saranno, dunque, vacanze molto intense se non ci si vorrà ritrovare impreparati alla ripresa quando si dovranno, anche, a rontare i nodi dell’emergenza casa, della regolamentazione del fine vita e del braccio di ferro con Governo e Enel delle concessioni della rete elettrica e degli impianti idroelettrici in scadenza tra pochi anni. Sullo sfondo rimane il nodo dell’autonomia: ma questa è tutta un’altra storia.
Sanità. L’assessore regionale Gino Gerosa: “Va cambiata la mentalità del paziente nell’approccio con l’ospedale”
“CON LE CASE DELLA COMUNITÀ VOGLIAMO RIDURRE GLI ACCESSI AI PRONTO SOCCORSO”
Dopo una carriera da cardiochirurgo e docente universitario, migliaia di interventi e vite salvate (“la soddisfazione più grande”), il professor Gino Gerosa si sta cimentando con la nuova sfida da assessore regionale alla sanità. “Dobbiamo fare delle scelte e agire oggi - spiega - pensando ai pazienti di domani. E chi saranno i pazienti di domani? Rispetto ai decenni scorsi la piramide sociale si è invertita, nel
una medicina reattiva, della serie sei ammalato - ti curo, ad una medicina di previsione che previene la fase acuta. In poche parole, vogliamo fare del Veneto il laboratorio internazionale per l’invecchiamento in buona salute”.
Di questa nuova sanità territoriale le Case della Comunità che stanno aprendo in tutta la Regione diventano un punto di riferimento e la base di partenza: “Le Case della Comunitàcontinua Gerosa - andranno adattate
“In futuro avremo molti pazienti anziani, con la prevenzione vogliamo fare del Veneto il laboratorio internazionale per l’invecchiamento in buona salute”
senso che una volta avevamo quattro figli, due genitori e un nonno, mentre oggi ci troviamo con un figlio e quattro nonni. La società è sempre più anziana e i pazienti di domani saranno over 80, fragili per definizione, con policomorbilità, vale a dire con più patologie, pazienti cronici da tenere il più possibile fuori dall’ospedale e seguire a casa. E per questo serve una sanità territoriale di vicinanza: dobbiamo passare da
alle esigenze dei singoli territori. Per questo bisogna fare una mappatura accurata: per esempio, se in una determinata area ci sono molti diabetici la Casa della Comunità di riferimento dovrà avere gli specialisti che a rontino questa situazione. La prevenzione non può essere considerata un lusso ma diventa un dovere e va adattata alla realtà territoriale in cui è calata”.
Il primo mattone delle Case della
Comunità sono i medici di famiglia, con i quali la Regione ha raggiunto, per prima in Italia, un accordo che permette di fare fronte alle necessità di coprire gli orari di apertura delle nuove strutture. “L’accordo integrativo regionale è un primo passo, - aggiunge l’assessore - stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli per fare delle Case della Comunità il riferimento della sanità territoriale. E’ un cambio di mentalità che coinvolge anche i cittadini, finora abituati a rivolgersi ai Pronto Soccorso per ogni problema. Con le Case della Comunità vogliamo ridurre gli accessi ai pronto soccorso e dare ai pazienti le risposte direttamente sul territorio. Naturalmente vanno seguiti in maniera molto precisa i pazienti affetti da patologie croniche. E’ una sfida che passa anche attraverso la sostenibilità economica”. Nei prossimi mesi pertanto le Case della Comunità prenderanno sempre più forma e verranno calibrate sulle esigenze e sulla realtà dei singoli territori della nostra regione. Sulla carenza dei medici che in questi anni ha portato al ricorso ai “gettonisti” negli ospedali Gerosa fa notare che nei prossimi anni si passerà dalla carenza di medici attuale ad un eccesso di camici bianchi nel 2030. Ed è al futuro che il cardiochirurgo invita a guadare anche nella programmazione del nuovo
ospedale di Padova e, più in generale, di tutta l’organizzazione ospedaliera. “Il nostro compito è quello di prevedere il futuro, per quanto possibile, e di pensare ad un sistema sanitario estremamente dinamico che possa dare le risposte alle esigenze della popolazione fra 15-20 anni. Chiaramente sappiamo quale direzione deve seguire la sanità ma questo deve avvenire in un sistema dinamico. E in questo approccio si inserisce anche il nuovo ospedale di Padova: noi oggi siamo chiamati a progettare una struttura che sarà a servizio dei pazienti del futuro, ed è quindi alle necessità del futuro che dobbiamo
rivolgerci, consapevoli che andiamo verso una società sempre più anziana che dobbiamo cercare di tenere il più possibile lontana dagli ospedali, che servono invece a curare la fase acuta”. In definitiva, chiediamo in chiusura, cosa ha spinto un cardiochirurgo a ermato a cimentarsi nel ruolo di assessore regionale? “Il potere è la possibilità di fare cose buone per gli altri - risponde Gerosa - allora se c’è questa possibilità di fare qualcosa di buono anche a livello regionale, ben venga”.
• Nicola Stievano
Gino Gerosa
BACINO TERMALE EUGANEO: “PUNTIAMO
SU UNA FORTE IDENTITÀ DI DESTINAZIONE”
Assessore Giacinti, il Bacino Termale Euganeo rappresenta una delle eccellenze del Veneto, ma negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con profondi cambiamenti. Qual è oggi la situazione del comparto e quali sono le principali sfide da aff rontare?
Il Bacino Termale Euganeo rimane una realtà unica in Europa e uno dei principali punti di forza dell’o erta turistica veneta. Tuttavia, il settore sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Dopo la pandemia non si sono ancora recuperati pienamente i flussi turistici, in particolare quelli internazionali, e si è progressivamente ridotta anche la durata media dei soggiorni. È cambiato anche il modo di vivere il turismo e il benessere: oggi le persone cercano esperienze integrate, che uniscano salute, prevenzione, natura, attività all’aria aperta, cultura ed enogastronomia. Dobbiamo quindi intercettare nuovi segmenti di mercato, parlare alle giovani generazioni senza perdere
VICINI
Ula nostra clientela storica e ra orzare l’identità del termalismo euganeo, distinguendolo dal wellness generico. Per farlo servono più ricerca, maggiore promozione, innovazione tecnologica e una governance capace di mettere in rete istituzioni, imprese e territorio. Quali sono le priorità per rilanciare il termalismo euganeo e quale ruolo devono avere Regione e istituzioni?
La prima priorità è aggiornare gli strumenti normativi e programmatori a inché siano adeguati alle nuove esigenze del settore. È fondamentale garantire una gestione sostenibile della risorsa termale, tutelandone il valore terapeutico e pianificando con attenzione anche gli eventuali utilizzi energetici, sempre nel rispetto dell’equilibrio idrogeologico del territorio. Allo stesso tempo la Regione deve essere protagonista nel confronto con il Governo sui temi che riguardano il sistema termale nazionale, dall’accreditamento delle strutture alle prestazioni sanitarie, fino all’aggiornamento della normativa di
n aiuto alle amministrazioni locali che, sempre più spesso, si trovano a dover gestire i territori tra mille difficoltà finanziarie. La Giunta regionale del Veneto ha approvato un provvedimento straordinario che mette a disposizione 5 milioni di euro per finanziare opere pubbliche nei Comuni e nelle Unioni Montane del territorio.
L’obiettivo principale è sostenere i sindaci nella manutenzione, sicurezza e fruibilità del patrimonio pubblico, migliorando la qualità dei servizi per i cittadini. Per l’assessore ai Lavori Pubblici,
tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. L’intervista.
riferimento. Serve poi una strategia di promozione condivisa, capace di ra orzare il posizionamento del Bacino Termale Euganeo come destinazione internazionale del turismo della salute. Innovazione, sostenibilità, lavoro e riqualificazione urbana sono temi sempre più centrali. Come possono contribuire alla crescita del territorio? Sono aspetti strettamente collegati. Innovare significa sviluppare nuovi prodotti dedicati alla prevenzione, al medical wellness, allo sport, alla longevità e alla salute della persona, integrandoli con le eccellenze dei Colli Euganei, il patrimonio storico, culturale ed enogastronomico. Significa anche investire nella digitalizzazione delle imprese e nella promozione attraverso i nuovi strumenti tecnologici. Parallelamente dobbiamo sostenere la formazione degli operatori, favorire occupazione stabile e qualificata e rendere il settore sempre più attrattivo anche per i giovani. Un’altra sfida riguarda la qualità della destinazione: recuperare
Diego Ruzza, si tratta di un investimento mirato: “La Giunta regionale, ancora una volta, mette in campo uno strumento straordinario a testimoniare la propria vicinanza ai Comuni e ai Sindaci che si trovano con sempre maggiori di icoltà a dover gestire i territori”.
I fondi serviranno a coprire fino al 50% delle spese per interventi urgenti e immediatamente cantierabili. Le amministrazioni locali avranno tempo fino al 1° settembre per presentare le domande. I progetti ammissibili dovranno avere un valore compreso tra i 100.000 e il milione di
gli alberghi dismessi, migliorare gli spazi pubblici, aumentare il verde urbano, sviluppare la mobilità dolce e rendere il territorio più accessibile. La qualità dell’ambiente è parte integrante dell’esperienza termale. Qual è il traguardo che vi ponete per il futuro del Bacino Termale Euganeo?
L’obiettivo è quello di creare un brand
euro, con un contributo regionale per singola opera che varierà da un minimo di 50.000 a un massimo di 200.000 euro.
Le risorse copriranno un’ampia gamma di interventi cruciali per i bilanci comunali: nuove costruzioni, e icientamento energetico, adeguamenti normativi e impiantistici, ma anche interventi per la sicurezza, l’igiene e l’abbattimento delle barriere architettoniche negli immobili pubblici. Un’ossigeno puro per gli enti locali. Oltre a garantire spazi pubblici più sicuri e moderni per la comunità, lo stanziamento fungerà da volano economico
del territorio attraverso un marketing orientato alla creazione di un’identità di destinazione, di uno Storytelling esperienziale e di una tematizzazione dei cluster, tutto ciò anche attraverso l’organizzazione dell’o erta turistica sul digitale e quindi sfruttando le opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie. Per fare questo, sarà necessario però fare sinergia con tutti i protagonisti di questo territorio: dalle amministrazioni locali all’ente parco colli, dai commercianti agli artigiani, dagli albergatori ai ai ristoratori e a tutti i componenti dell’ODG che già si occupano di promozione. Il tesoro delle nostre acque termali, nel meraviglioso contesto naturalistico dei Colli Euganei, a due passi da Venezia e Padova, deve consolidare un’identità di destinazione riconosciuta nei principali contesti internazionali. Lavoriamo insieme ai protagonisti del territorio per un obiettivo ambizioso che il più grande bacino termale europeo merita di veder raggiunto.
in una fase congiunturale complessa, dando un impulso immediato al settore edilizio e all’intera economia veneta.
Cerchi un lavoro come dipendente?
Cerchiamo personale per contatto diretto con aziende e attività del territorio O riamo assunzione a tempo indeterminato full time o part time + incentivi
Formazione dedicata e a ancamento continuo
Ambiente solido e percorso di crescita in primaria azienda veneta
DEBUTTA IL PIANO CASA DA 10 MILIARDI, “ORA VA GARANTITA LA PIENA ATTUAZIONE”
Senatore Antonio De Poli, perché serve un Piano casa?
Negli ultimi anni il costo degli a itti è aumentato (incremento, di certo, non attribuibile al fenomeno degli a itti brevi) e l’o erta di abitazioni è insu iciente. In Veneto ci sono 454.000 case private vuote e 7850 alloggi ATER non usati (il 20% del totale), mentre oltre 10.000 famiglie aspettando una casa in graduatoria. Giovani famiglie e lavoratori faticano a trovare abitazioni a costi sostenibili. Per noi la casa non è solo un bene ma il luogo in cui si costruiscono famiglia, stabilità e futuro. Il Piano approvato dal centrodestra al Governo e in Parlamento è una risposta strutturale a questa emergenza. Quali sono i quattro pilastri su cui si fonda il Piano?
Il primo riguarda il recupero degli alloggi di edilizia popolare inutilizzati; il secondo è il rilancio dell’housing sociale, per o rire soluzioni abitative sostenibili a chi non riesce ad accedere né al mercato libero né all’edilizia popolare. Il terzo consiste nella realizzazione di nuovi alloggi a canone calmierato e, infine, il quarto
pilastro è la collaborazione tra pubblico e privato. Una sfida di queste dimensioni non può essere a rontata solo con risorse pubbliche.
Il Piano mobilita circa 10 miliardi di euro. Come verranno utilizzate queste risorse? L’obiettivo è realizzare 100.000 abitazioni nei prossimi 10 anni. Importante è anche il sostegno all’edilizia convenzionata, con abitazioni a prezzi accessibili a quella vasta fascia di cittadini che non ha i requisiti per l’edilizia popolare ma non può permettersi di acquistare una casa ai prezzi di mercato. È un segnale concreto per il ceto medio. Quali sono le misure operative che avranno un impatto più immediato sulla vita delle persone?
La misura più saliente è il recupero di 60.000 alloggi di edilizia popolare oggi inutilizzati. A questa si aggiungono il ra orzamento del Fondo Prima Casa (con accesso prioritario per le famiglie con disabili), gli alloggi a canone calmierato e, in questo ambito, la previsione di una “corsia preferenziale” per forze dell’ordine, insegnanti, personale sanitario. Inoltre,
è previsto il recupero di negozi sfitti consentendo il cambio di destinazione d’uso per creare alloggi destinati a studenti fuori sede. Infine, cedolare secca al 10% e IMU ridotta per chi a itta a giovani e genitori separati. Qual è stato il contributo specifico
dell’UDC alla costruzione del Piano Casa?
Come UDC abbiamo promosso a Roma gli Stati Generali dell’Abitare, il punto di arrivo di un percorso iniziato molti mesi prima con tavoli tecnici che hanno coinvolto associazioni di categoria,
imprese, professionisti e operatori. Dal confronto sono nate proposte concrete: l’estensione della cedolare secca al 10% per le locazioni abitative, incentivi per la riqualificazione edilizia, la riforma delle locazioni per restituire maggiore fiducia ai proprietari e favorire l’aumento dell’o erta di alloggi. Stiamo inoltre lavorando alla riforma delle locazioni commerciali, con il canone concordato commerciale per rilanciare negozi di vicinato e botteghe. Molte di queste indicazioni hanno già trovato spazio nel Piano Casa. Questo Piano viene definito un punto di partenza. Quali saranno i prossimi passi?
La vera sfida dei prossimi anni sarà dare piena attuazione agli strumenti previsti. Uno degli obiettivi prioritari è ampliare la partecipazione agli interventi previsti dal Piano, coinvolgendo in maniera sempre più significativa le piccole e medie imprese, anche artigiane, i professionisti e tutti gli altri operatori della filiera dell’edilizia. Dobbiamo trasformare il diritto all’abitare in una leva di sviluppo, coesione sociale e crescita per l’Italia.
Sintoniz zati sul
Scienza e salute. Giustina Destro, presidente Vimm, Istituto Veneto di Medicina Molecolare
“LA RICERCA BIOMEDICA ANTICIPA IL FUTURO, AIUTA LA PREVENZIONE E RIDUCE LE SPESE”
Quest’anno l’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (Vimm) celebra il suo trentesimo anniversario, una realtà d’eccellenza nata nel 1996 dall’intuizione di Francesco Pagan e Giustina Destro, che oggi ne è la Presidente. Abbiamo intervistato la Presidente Destro, figura storica del territorio padovano — già imprenditrice, prima
donna sindaco di Padova e prima donna alla guida di Confindustria, parlamentare e presidente del Premio Campiello — per tracciare un bilancio e guardare alle sfide future della ricerca biomedica avanzata. Presidente Destro, il Vimm festeggia trent’anni di attività. Lei c’era fin dall’inizio, quando fu inaugurato proprio durante il suo mandato
da sindaco... Sì, ero sindaco di Padova quando abbiamo fatto l’inaugurazione. In seguito sono stata in consiglio per alcuni anni, poi mi sono dedicata ad altro: sono stata parlamentare e Presidente del Premio Campiello. Ma questi trent’anni al Vimm hanno portato grandi soddisfazioni e, soprattutto, risultati scientifici straordinari. Quali sono i numeri e i volti che oggi animano l’istituto?
innovativi in corso?
Sicuramente lo studio sugli organoidi, ovvero micro-organi generati in laboratorio dal professor Elvassore. Partendo da un capello o da un frammento di pelle, in laboratorio decidiamo di far crescere, per esempio, un cervello in miniatura.
Sintoniz zati sul
Progettazione
Fornitura superfi ci gres, legno, resine
Consulenze globali
IMMAGINA NUOVI MODI ABITARE…
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
complementi Ristrutturazioni
1.000 mq di spazio
Oggi al Vimm accogliamo ben 320 giovani ricercatori divisi in gruppi di lavoro guidati da 12 eccellenti scienziati, tra cui il nostro direttore scientifico Nicola Elvassore, e i professori Corbetta, Sandri e Carrer. Quasi tutti sono docenti universitari e alcuni, come il professor Corbetta, svolgono anche attività clinica. Grazie a loro contribuiamo alla prevenzione di gravi malattie e alla fondamentale ricerca di base. Su quali aree terapeutiche vi concentrate maggiormente?
Grazie a questi organoidi possiamo individuare tempestivamente la malattia e approntare cure preventive mirate, prima che sia troppo tardi, come purtroppo spesso accade con i tumori cerebrali.
A questo proposito, quanto conta la prevenzione per la sanità pubblica?
da fare è tanta. Tuttavia, vantiamo centri di eccellenza nazionali con cui collaboriamo costantemente, perché il confronto reciproco è ciò che fa crescere in ogni campo. Per celebrare questo legame tra scienza e bellezza, avete anche promosso un’iniziativa culturale originale, vuole ricordarla?
Moltissimo, perché la prevenzione riduce drasticamente i costi sanitari. Ricordiamoci che il bilancio di una Regione è costituito per il 70% dalla sanità. Evitare la crescita di malattie devastanti migliora la vita del paziente, delle famiglie, del mondo del lavoro e la qualità della vita sociale. In questo senso è fondamentale la nostra biobanca di cellule staminali, prima nel suo genere, nata in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera.
La ricerca italiana soffre spesso di carenza di fondi. Qual è la situazione rispetto all’estero?
La nostra ricerca parte dal cervello, a rontando patologie come ictus, Parkinson e Alzheimer, fino a fegato, pancreas e apparato muscolare, vitale per dare sostegno al corpo. Poiché oggi l’età media si allunga, l’obiettivo è far sì che l’uomo e la donna arrivino alla vecchiaia in salute. Ci sono progetti particolarmente
Siamo ancora indietro: Paesi come la Germania dedicano il 5-6% della spesa alla ricerca, mentre in Italia siamo a malapena sopra l’1%. La strada
Sì, abbiamo allestito la mostra “La terra è blu come un’arancia”, a Padova presso il Museo della Natura e dell’Uomo. Curata da Sylvain Bellenger, personalità culturale d’eccezione, in collaborazione con l’Università. Espone fotografie scientifiche dei nostri ricercatori che sembrano veri quadri per forme e colori. Sarà aperta fino al 30 novembre, ma probabilmente verrà prolungata di un mese o due.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Entra nel vivo una nuova fase per l’idroelettrico veneto grazie a un accordo strategico tra la Regione e il Gruppo Enel. Attraverso la rideterminazione dei canoni idrici e la monetizzazione dell’energia gratuita che i concessionari devono fornire annualmente alla Regione sono stati recuperati ben 99 milioni di euro per il territorio. Nel dettaglio, la cifra è composta da 44 milioni di euro derivanti dalla quota fissa e variabile dei canoni idrici, che saranno destinati direttamente alla provincia di Belluno, e da altri 55 milioni provenienti dalla monetizzazione dell’energia. Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha espresso soddisfazione per questo traguardo, sottolineando come l’operazione rappresenti un passo decisivo verso l’autonomia energetica: “E’ risultato storico, che testimonia l’esercizio di una forma ulteriore di autonomia regionale, che procede attraverso gli strumenti del dialogo”. L’assessore alla montagna Dario Bond ha poi spiegato l’impatto concreto che questi fondi avranno sul territorio: “Stiamo parlando di risorse che potranno sostenere il
sistema sociosanitario, i trasporti, le scuole, la valorizzazione della montagna e le infrastrutture e altro. E’ una forma di autonomia fondamentale per il nostro territorio e attiveremo una cabina di regia congiunta per concertare la destinazione delle risorse”.
Infine, lo sguardo è rivolto al futuro delle concessioni idroelettriche, per le quali l’assessore allo sviluppo economico Massimo Bitonci ha annunciato l’avvio di un’analisi approfondita: “Abbiamo a idato lo studio delle soluzioni a un tavolo tecnico. Sulla base della relazione finale, prenderemo la decisione che porterà, secondo criteri oggettivi, il migliore beneficio al Veneto e ai veneti”.
Giustina Destro
Da sinistra: Massimo Bitonci, Alberto Stefani e Dario Bond
Sintoniz zati sul
Scopri di
Riservata ai lettori La Piazza Scopri il vantaggio dedicato tramite QR code
PARTE DALL’UNIVERSITÀ DI PADOVA L’ULTIMA CACCIA A CARLOS, LO SCIACALLO
La Professoressa Valentine Lomellini, docente associata in Storia delle relazioni internazionali all’Università di Padova e direttrice di Securities (il Centro Studi italiano sulla sicurezza, il terrorismo e la criminalità organizzata), è da poco tornata in libreria con un saggio di grande spessore: Carlos lo sciacallo. Storia del più temuto terrorista internazionale (Edizioni Laterza). Attraverso un meticoloso lavoro d’archivio, Lomellini ha ricostruito la vera storia di un personaggio diventato un’icona, purtroppo in senso negativo, degli anni ‘70 e ’80. Professoressa Lomellini, partiamo da un mini ritratto: chi è davvero Carlos lo Sciacallo?
Il suo vero nome è Ilich Ramírez Sánchez. È un terrorista internazionale nato
Quanto contano per persone come Carlos l’ideologia politica e la fede religiosa? Sono sentimenti sinceri o solo un’etichetta di facciata?
La “fede rivoluzionaria” è un elemento formativo in quello che oggi chiameremmo processo di radicalizzazione. Ramírez Sánchez nasce e cresce in una famiglia della piccola borghesia: il padre è un avvocato che milita nel Partito Comunista. Nasce quindi in un ambiente molto politicizzato. L’approdo alle istanze rivoluzionarie si sviluppa con il ‘68 globale, che lo vede parte attiva a Londra. Negli anni ‘70 Carlos si avvicina all’ala più radicale del FPLP, una formazione marxista-leninista, entrando nella sezione delle operazioni speciali diretta da Wadi Haddad, che sviluppava
Sulle tracce di Ilich Ramírez Sánchez, personaggio controverso accostato anche a Osama Bin Laden e al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna
in Venezuela, diventato poi studente all’Università Lumumba di Mosca, dove probabilmente è stato arruolato dal KGB. Ha militato nel Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e, con un’identità che è stata precorritrice dei tempi moderni, ha tentato di creare una rete internazionale del terrore nel corso degli anni ‘70. A metà di quel decennio si è persino convertito al jihadismo, anticipando quasi di quarant’anni gli sviluppi del terrorismo religioso contemporaneo. È un personaggio controverso, a cui sono stati dedicati libri, film e serie tv. È anche l’uomo al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna.
tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale. Il saggio. La Prof.ssa Lomellini, docente e direttrice di Securities, ha pubblicato un volume dedicato al celebre terrorista internazionale
azioni terroristiche sul suolo occidentale. L’ideologia, dunque, ha un’importanza reale. Tuttavia, subentra un’altra dinamica: quando una persona entra nel mondo del terrorismo e della clandestinità, quello diventa il suo unico mondo di riferimento. Non si può tornare indietro. Carlos è stato arrestato in Sudan nel 1994, anni in cui anche Osama Bin Laden viveva in quel Paese. Un vecchio articolo de Il Manifesto che titolava “Il nuovo Carlos è Bin Laden”. C’è stato un passaggio di testimone o era solo una suggestione giornalistica?
Al momento non abbiamo prove che ci sia stato un legame diretto tra i due.
L’articolo de Il Manifesto la suggestione dell’esistenza di una centrale internazionale del terrore guidata da un singolo capo. Negli anni ‘70-’80 era Carlos, negli anni ‘90-2000 è diventato Bin Laden.I due condividono alcune caratteristiche: la fede islamica, un’ampia disponibilità economica e vasti contatti internazionali. Tuttavia, la modalità d’azione è diversa. Carlos realizza attentati appoggiandosi a un gruppo trasversale, composto da tedeschi occidentali, giapponesi e palestinesi. Bin Laden, invece, promuove una vera e propria “Internazionale del terrore”, un progetto globale di radicalizzazione e di esportazione del Jihad in vari Paesi. Veniamo alla “pista palestinese” per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. Cosa ci dicono i documenti?
Nel libro ho analizzato storiograficamente la pista palestinese. Sappiamo che a livello giudiziario le sentenze hanno ritenuto responsabili della strage di Bologna alcuni esponenti del neofascismo italiano. Tuttavia, da tempo alcuni politici ribadiscono il loro scetticismo, sostenendo che la strage sia stata una vendetta del FPLP per l’arresto, avvenuto in Italia nell’autunno ‘79, del palestinese Abu Anzeh Saleh. Secondo questa teoria, l’arresto avrebbe violato il presunto “Lodo Moro”, l’accordo tra il fronte palestinese
e l’Italia per il libero transito delle armi in cambio della neutralizzazione del nostro territorio dagli attentati. Analizzando le fonti, la conclusione a cui arrivo — e che dimostro nel libro — è che questa pista è assolutamente inattendibile. Al contrario, la vicenda di Abu Anzeh Saleh conferma l’esistenza di quell’accordo per evitare attacchi in Italia. Dunque, nessuna ragione legata a questa dinamica può essere addotta come movente per la strage di Bologna. Chiudiamo con un aspetto paradossale: il soprannome di Carlos, “lo Sciacallo”, arriva dal romanzo di Forsyth e dal film omonimo. Poi lo stesso Carlos ha ispirato i libri di Robert Ludlum su Jason Bourne. Essere così “pop” e mediatico si è rivelato un boomerang per un terrorista?
Assolutamente sì. A lungo si è creduto che Carlos fosse la longa manus di Mosca in Occidente. In realtà, consultando i documenti dei servizi segreti bulgari, cecoslovacchi e in parte rumeni, emerge che Carlos era tollerato, ma poi divenne del tutto indesiderato. Essere un terrorista richiede un grado estremo di riservatezza. Carlos, al contrario, aveva un temperamento esibizionista. I servizi dell’Est lo ritenevano un uomo incontrollabile e troppo “popolare” per svolgere un ruolo
strategico occulto. La grande notorietà esplosa nel 1973 gli si è ritorta contro: è stato costretto a fuggire di Paese in Paese fino all’arresto in Sudan nel ‘94, avvenuto anche grazie alle fotografie scattate anni prima dai servizi cecoslovacchi durante le sue permanenze a Praga. In un’epoca in cui di molti terroristi non si conosceva nemmeno il volto, Carlos, con la sua vanità, si è praticamente fregato da solo. • Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
Scopri i nuovi trattamenti di Medicina Estetica: affidati ai nostri professionisti per risultati naturali in totale sicurezza.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
049 8787479
Scopri
Solidarietà. Oltre 40 milioni investiti (65% Pnrr), più di 150 medici e potenziamento degli infermieri
L’Ulss 6 Euganea attiva le 20 Case della Comunità
Le venti Case di comunità dell’Ulss 6 Euganea sono state attivate e ora entrano nella fase di progressiva implementazione dei servizi. I cantieri si sono conclusi nei tempi previsti dal Pnrr e le strutture, distribuite nel territorio provinciale, sono pronte a diventare uno dei cardini della nuova sanità di prossimità.
L’investimento complessivo supera i 40 milioni di euro, di cui circa il 65% finanziato con fondi Pnrr. L’obiettivo è costruire una rete capace di offrire ai cittadini assistenza di base, prevenzione, presa in carico delle cronicità e servizi integrati tra ambito sanitario e sociale.
A fare il punto sull’avvio del nuovo modello è stata la direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea, Patrizia Benini, durante una conferenza stampa organizzata in contemporanea con le altre aziende sanitarie del Veneto, su indicazione della Regione.
«È una rivoluzione culturale, perché si modificano i modelli organizzativi e non si fanno solo traslochi di attività», ha spiegato Benini. Le Case di comunità, dunque, non nascono come semplici contenitori di servizi
già esistenti, ma come luoghi pensati per cambiare il modo in cui la sanità territoriale risponde ai bisogni dei cittadini.
Uno dei passaggi centrali riguarda la presenza dei medici. Sono oltre 150 quelli che hanno dato la propria disponibilità, per un totale di più di 1.100 ore. Il modello prevede, dal lunedì al venerdì, la presenza in ciascuna struttura di un medico di medicina generale o comunque di un medico H12. Nelle ore notturne, il sabato e la domenica, il riferimento resterà invece la continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica.
Accanto ai medici ci sarà anche l’infermiere di famiglia, figura già presente nel sistema e che l’Ulss punta a rafforzare nei prossimi mesi. Sarà uno degli elementi fondamentali per seguire i pazienti più fragili, accompagnare le persone con patologie croniche e favorire una presa in carico più vicina al territorio.
La macchina organizzativa si è messa in moto dopo l’accordo sindacale. Il Veneto, ha ricordato la direzione dell’Ulss, è stata la prima Regione a chiuderlo, circa dieci giorni fa, prima dell’accordo na-
zionale. Da lì sono partiti i bandi ai quali i medici hanno risposto. Ora il lavoro dell’azienda sarà distribuire le disponibilità raccolte tra le venti sedi.
Resta ancora da completare la copertura dell’intero fabbisogno, ma l’Ulss rivendica il percorso avviato e il lavoro svolto per utilizzare al meglio le risorse disponibili, in un contesto in cui personale e ore restano comunque limitati.
«Sono soddisfatta del percorso soprattutto perché vedo un grande lavoro di squadra», ha aggiunto Benini, citando la collaborazione tra parte tecnica, amministrativa e sanitaria, medici di medicina generale, sindacati e continuità assistenziale. «Quando tutti lavorano insieme, il risultato lo portiamo a casa».
L’avvio delle Case di comunità segna quindi un cambiamento importante, ma graduale. «Non è un interruttore che la sera si spegne e la mattina si riaccende con una cosa completamente diversa», ha concluso Benini. La sfida, ora, sarà trasformare queste strutture in punti di riferimento quotidiani per cittadini, famiglie e pazienti cronici.
Sara Busato
Oltre mille cinquantenni controllati
Sono già più di mille i cittadini sottoposti ai controlli del programma regionale Cardio50, lo screening cardiovascolare promosso dall’Ulss 6 Euganea e rivolto alle persone che nel 2026 compiono cinquant’anni.
L’iniziativa, partita lo scorso novembre, punta a intercettare in anticipo eventuali condizioni di rischio in persone che non hanno ancora ricevuto diagnosi di patologie cardiovascolari. I primi risultati mostrano un quadro significativo: circa un partecipante su tre ha scoperto valori anomali di pressione arteriosa, colesterolo o glicemia, mai rilevati prima, e dovrà ora approfondire la situazione con il proprio medico di famiglia.
Tra le oltre mille persone coinvolte prevalgono leggermente le donne, che rappresentano il 55%degli utenti. Un altro dato riguarda gli stili di vita: il 40% dei partecipanti, pur avendo parametri clinici nella norma, presenta almeno un fattore di rischio modificabile, come fumo, consumo eccessivo di alcol, dieta poco equilibrata, sedentarietà o sovrappeso. Per queste persone l’Ulss ha attivato percorsi di accompagna-
mento con consigli personalizzatie la possibilità di accedere a servizi dedicati, tra cui consulenze nutrizionali, programmi di attività fisica e supporto per smettere di fumare o ridurre il consumo di alcol.
Il progetto prevede anche un controllo successivo a circa sei mesi, per valutare se le indicazioni ricevute abbiano portato a un miglioramento delle abitudini quotidiane Lo screening è completamente gratuito e non serve l’impegnativa del medico. Le visite vengono effettuate nelle sedi di Padova Centro, Padova Ai Colli, Camposampiero e Monselice dal personale del Dipartimento di Prevenzione. Durante il controllo vengono raccolte informazioni sugli stili di vita e vengono misurati peso, altezza, circonferenza della vita e pressione arteriosa. Sono inoltre effettuati gli esami di glicemia e colesterolo attraverso un semplice prelievo di una goccia di sangue. I cittadini nati nel 1976 possono aderire autonomamente prenotando la visita attraverso il portale dedicato dell’Ulss 6 Euganea.
Redazione Salute
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
Passione, impegno e serietà, garanzia di qualità. Dal 1965.
Il nostro showroom vi o re un’ampia scelta di arredo bagno, pavimenti e rivestimenti sia in gres porcellanato che in legno.
Siamo specializzati nella posa dei grandi formati in gres porcellanato.
Il confronto. Il direttore generale dell’Area Sanità e Sociale del Veneto incontra i vertici dell’Istituto di
Ricerca Pediatrica di Padova
Ricerca pediatrica e prevenzione, Ruscitti visita Città della Speranza
afforzare il legame tra ricerca scientifica, prevenzione e sanità pubblica per costruire un futuro più sicuro per bambini, adolescenti e giovani generazioni. È questo il messaggio emerso dalla visita istituzionale del direttore generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, Giancarlo Ruscitti, all’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza di Padova. L’incontro, avvenuto venerdì 10 luglio, ha rappresentato un’occasione di confronto tra istituzioni e mondo della ricerca sulle prospettive della medicina pediatrica, della prevenzione e dell’innovazione clinica. Ad accogliere Ruscitti sono stati i vertici di Città della Speranza: il presidente della Fondazione Marino Finozzi, l’amministratore delegato dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Gen. Stefano Lupi e il direttore scientifico dell’IRP, professor Eugenio Baraldi. Durante la visita il direttore generale ha potuto conoscere da vicino le attività dei laboratori dedicati all’Oncoematologia, alla Genetica e alle Malattie Rare, all’Area di Medicina Predittiva e alla Microscopia, accompagnato dalla professoressa Alessandra Biffi, coordinatrice dell’Area Oncoematologia, e dal professor Leonardo Salviati, coordinatore dell’Area Genetica
e Malattie Rare. “È un piacere essere tornato in questa struttura con un ruolo istituzionale – ha dichiarato Ruscitti – e ho apprezzato il lavoro svolto nella ricerca, anche per la capacità di creare condizioni favorevoli affinché giovani ricercatori possano restare e sviluppare qui il proprio percorso professionale”. Al centro dell’intervento del direttore generale vi è stata la necessità di tradurre sempre più rapidamente i risultati della ricerca in applicazioni cliniche concrete, capaci di migliorare la qualità delle cure rivolte ai pazienti più giovani. “Il nostro obiettivo deve essere portare più pratica clinica nella ricerca, così da migliorare la qualità dell’assistenza per bambini, bambine e adolescenti con problemi di salute – ha spiegato Ruscitti -. Accanto a questo, diventa fondamentale lavorare sugli stili di vita e sulla prevenzione”. Secondo il direttore generale, il progressivo invecchiamento della popolazione impone nuove strategie sanitarie. Il Veneto, ha ricordato, punta a diventare un punto di riferimento nell’ambito dell’invecchiamento attivo, attraverso politiche di prevenzione e promozione della salute.
“Tra dieci anni una persona su cinque tra i residenti veneti avrà più di 80 anni e tra
vent’anni la quota salirà a una su quattro – ha sottolineato Ruscitti -. Dobbiamo quindi investire oggi sugli stili di vita corretti e sulla prevenzione secondaria, perché il futuro vedrà aumentare anche la presenza di patologie complesse che richiederanno risposte sempre più avanzate”. In questo scenario, la ricerca assume un ruolo strategico, soprattutto nella gestione delle malattie oncologiche e delle patologie rare. “Le possibilità di cura dei pazienti oncologici sono cresciute molto –ha aggiunto Ruscitti – ma dobbiamo continuare a impegnarci, intervenendo anche sui giovani e sugli adolescenti attraverso percorsi innovativi e una collaborazione sempre più stretta tra ricerca e sistema sanitario”.
La visita si è conclusa con l’auspicio di avviare una collaborazione stabile tra Regione Veneto e Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, con l’obiettivo comune di sostenere la ricerca, promuovere la prevenzione e tutelare la salute delle nuove generazioni. “Sono certo – ha concluso Ruscitti – che su queste basi potremo costruire una collaborazione concreta e proficua. Questa giornata rappresenta soltanto l’inizio di un percorso condiviso”. Redazione Salute
Policlinico di Abano, primo intervento in Italia con protesi d’anca in ceramica di rivestimento
Il reparto di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico di Abano segna un importante passo avanti nella chirurgia protesica dell’anca, eseguendo il primo intervento in Italia con protesi di rivestimento interamente in ceramica impiantata con tecnica mini-invasiva. L’innovativa procedura è stata realizzata dall’équipe guidata dal dottor Antonio Camporese, responsabile dell’unità operativa, su due pazienti, un uomo di 54 anni e una donna di 52, entrambi affetti da una grave forma di artrosi dell’anca.
I due interventi si sono conclusi con successo e i pazienti sono stati dimessi dopo appena tre giorni di degenza, avviando immediatamente il percorso riabilitativo.
La tecnica del “resurfacing” è indicata soprattutto per pazienti giovani e con uno stile di vita attivo. A differenza della tradizionale protesi totale d’anca, consente di conservare gran parte della testa e del collo del femore, sostituendo esclusivamente le superfici articolari compromesse dalla malattia e preservando così una maggiore quantità di tessuto osseo.
L’elemento più innovativo è rappresentato dall’impiego della ceramica. «Questa protesi – spiega il dottor Antonio Camporese – permette di preservare gran parte dell’osso del femore e rappresenta un significativo passo avanti nel trattamento dell’artrosi. La ceramica è un materiale a bassissima usura, altamente biocompatibile e progettato per mantenere inalterate le proprie caratteristiche nel tempo. Inoltre, non rilascia ioni metallici, eliminando uno dei principali limiti delle precedenti protesi metalliche, che potevano favorire fenomeni infiammatori». L’intervento conferma il ruolo del Policlinico di Abano tra i centri di riferimento nazionali per l’innovazione nella chirurgia ortopedica e nella ricerca di soluzioni sempre meno invasive e più efficaci per il recupero dei pazienti.
La tecnologia che cura: come GPI sta cambiando la sanità digitale italiana
Sintoniz
Gche sviluppa software, servizi e tecnologie per la sanità. Con 7.800 persone, oltre 9.000 clienti tra strutture pubbliche e private e una presenza in più di 70 Paesi, è uno dei principali attori europei nella trasformazione digitale dei sistemi sanitari. I numeri del 2025 - 546 milioni di euro di ricavi, in progressivo aumento - raccontano un’azienda che sta trasformando decenni di esperienza in crescita concreta. Ma i numeri da soli dicono poco. Ciò che distingue GPI è la visione che orienta ogni scelta: la tecnologia in sanità non serve a sostituire i medici né a complicare il lavoro degli operatori o l’esperienza dei pazienti.
Serve a rimuovere gli ostacoli burocratici e informativi che oggi rallentano le cure, sprecano risorse e rendono più dif cile prendere decisioni cliniche nel momento giusto. Un approccio che si declina lungo l’intero percorso di cura: dall’ospedale al territorio, no all’assistenza a domicilio del In particolare, l’intelligenza arti ciale non è una componente che si aggiunge ai sistemi esistenti, bensì si integra direttamente negli strumenti che medici e specialisti usano ogni giorno. Le applicazioni spaziano dal riconoscimento vocale dei segnali precoci di patologie cardiovascolari, neurodegenerative o di burnout negli operatori, a modelli probabilistici che supportano i centri di prenotazione nell’ottimizzare le liste d’attesa, no a sistemi predittivi che anticipano con elevata precisione i picchi di accesso al pronto soccorso. Un impegno che GPI ha formalizzato anche sul piano internazionale, essendo tra i primi operatori ad aver ottenuto la certi cazione ISO/IEC 42001, lo standard che de nisce i requisiti per un uso etico e trasparente dell’intelligenza arti ciale.
La stessa attenzione si ritrova sul fronte della sicurezza dei dati sanitari, una questione che tocca direttamente ogni cittadino. GPI ha scelto di aderire con convinzione a Intacture, un progetto di partenariato pubblico-privato che ha pochi equivalenti in Europa: un data center ricavato all’interno di una miniera attiva in Trentino, dove la roccia garantisce protezione sica naturale e il raffrescamento passivo della montagna abbatte i consumi energetici. Un’infrastruttura progettata per garantire elevati standard di sicurezza, continuità operativa e sovranità del dato, temi sempre più centrali nella gestione delle informazioni sanitarie.
Trasformare la sanità attraverso la tecnologia è un lavoro lungo, fatto di competenze accumulate nel tempo e di scelte strategiche. Con oltre 35 anni di attività, GPI continua a investire nello sviluppo di soluzioni digitali per la sanità, rafforzando la propria presenza sia in Italia sia sui mercati internazionali, con visione e sguardo rivolto al futuro.
Azienda Ospedaliera di Padova capitale dei trapianti: primo posto in Italia
Nel 2025 l’Azienda Ospedale-Università conferma la leadership nazionale con 239 trapianti di rene, 37 di polmone e 12 di pancreas. Un risultato costruito su ricerca, innovazione e lavoro di squadra.
L’Azienda Ospedale-Università di Padova si conferma uno dei principali punti di riferimento della sanità italiana, conquistando anche nel 2025 il primo posto nazionale per numero di trapianti di rene, pancreas e polmoni. Un primato che non rappresenta soltanto un dato statistico, ma testimonia la capacità di un centro altamente specializzato di coniugare competenze chirurgiche, ricerca scientifica, innovazione tecnologica e organizzazione assistenziale, offrendo ogni anno una nuova possibilità di vita a centinaia di pazienti.
I numeri parlano da soli. Nel corso del 2025 sono stati effettuati 239 trapianti di rene, di cui ben 57 da donatore vivente, 37 trapianti di polmone e 12 di pancreas. Prestazioni che consentono all’ospedale padovano di mantenere la leadership italiana in tre tra le più complesse attività della chirurgia dei trapianti. Dietro questi risultati c’è il lavoro di équipe che coinvolge centinaia di professionisti. Un ruolo centrale è svolto dalla Chirurgia dei Trapianti di Rene e Pancreas diretta dalla professoressa Lucrezia Furian e dalla Chirurgia Toracica gui-
data dal professor Andrea Dell’Amore, reparti che negli ultimi anni hanno consolidato un’attività di altissimo livello, riconosciuta a livello nazionale e internazionale. La riuscita di un trapianto, infatti, è il risultato di un percorso che coinvolge chirurghi, anestesisti, infermieri,
immunologi, rianimatori, tecnici, personale di laboratorio e ricercatori, oltre alla complessa rete della donazione degli organi. Il dato sui trapianti da donatore vivente assume un significato particolare. I 57 interventi effettuati nel 2025 dimostrano infatti
Caldo record, l’ULSS 6 Euganea attiva il piano estivo per
L’Azienda ULSS 6 Euganea ha attivato il piano straordinario per affrontare l’emergenza caldo dell’estate 2026, con un sistema di interventi pensato per tutelare anziani, bambini, persone con patologie croniche e tutti i cittadini maggiormente esposti ai rischi delle alte temperature. Il protocollo coinvolge in modo coordinato ospedali, servizi territoriali, medici di famiglia, pediatri, continuità assistenziale, Suem 118, Numero Unico Europeo 116117, servizi sociali, volontariato ed enti locali. L’obiettivo è garantire un’assistenza tempestiva attraverso una rete integrata capace di monitorare le situazioni di maggiore fragilità, fornire informazioni utili per prevenire i colpi di calore e intervenire rapidamente in caso di necessità. Medici di medicina generale e pediatri assicurano la
quanto sia cresciuta la cultura della donazione e quanto l’esperienza maturata a Padova rappresenti un punto di riferimento per pazienti provenienti da tutto il Paese. L’attività dell’ospedale richiama infatti persone anche da fuori regione, confermando il ruolo dell’Azienda come polo di eccellenza del Servizio sanitario nazionale. La leadership nei trapianti si inserisce in un percorso di crescita costante. Già nei primi cinque mesi del 2026 il Centro Trapianti di Rene e Pancreas aveva raggiunto il traguardo dei primi cento interventi dell’anno, confermando un ritmo di attività tra i più elevati d’Europa e lasciando intravedere un’ulteriore stagione di risultati importanti. Il primato padovano è anche il simbolo di una sanità che continua a investire in innovazione, formazione e ricerca. In un settore dove ogni intervento richiede organizzazione perfetta, tecnologie avanzate e competenze multidisciplinari, i risultati ottenuti dimostrano come l’eccellenza non sia il frutto di un singolo reparto, ma di un sistema capace di lavorare in modo integrato. Per centinaia di pazienti in lista d’attesa, tutto questo significa una concreta possibilità di tornare a vivere grazie a cure di altissimo livello che fanno di Padova uno dei principali punti di riferimento italiani per la medicina dei trapianti.
disponibilità per le richieste di visite domiciliari nelle ore mattutine, mentre la continuità assistenziale resta operativa nelle fasce orarie notturne e nei giorni festivi. Sempre attivi, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, anche il Servizio Infermieristico di Assistenza Domiciliare, la Centrale Operativa dell’assistenza domiciliare e la Centrale Operativa Territoriale. Un ruolo fondamentale è affidato al numero europeo 116117, che orienta i cittadini verso il servizio più appropriato per i bisogni sanitari e socio-sanitari non urgenti, lavorando in stretta sinergia con il Suem 118, che continua a gestire tutte le emergenze. Al piano partecipano inoltre l’Azienda Ospedale-Università di Padova, l’Istituto Oncologico Veneto e il Policlinico di Abano Terme, che collaborano nella presa in carico dei pazienti più vulnerabili.
Per facilitare l’accesso alle informazioni, la Regione Veneto mette inoltre a disposizione il numero verde gratuito 800 535 535, collegato al servizio di telesoccorso e telecontrollo.L’ULSS 6 richiama infine alcune semplici regole di prevenzione: evitare di uscire nelle ore più calde, bere frequentemente acqua, consumare pasti leggeri, indossare abiti chiari e leggeri, mantenere freschi gli ambienti domestici e prestare particolare attenzione alle persone anziane e a chi soffre di malattie cardiovascolari, respiratorie o diabete. In caso di sospetto colpo di calore è importante spostare la persona in un luogo fresco, raffreddarla gradualmente, idratarla se cosciente e chiamare immediatamente il 118 se compaiono perdita di coscienza o difficoltà respiratorie.
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.
Ascoltaci in tutto il Veneto in auto sul
Sintoniz zati sul
Ogni 20 minuti tutte le notizie del Veneto aggiornate in tempo reale.