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Camposampierese ago2017 n112

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Cultura p.21

Sport p.23

AGOSTO 2017

Periodico d’informazione locale - Anno XXIV n. 112

Salute p.13

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on-line:

del Camposampierese Il Diamante della Memoria la nuova forma di sepoltura

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PIOMBINO DESE

Da cannoniere a cantante, la svolta di Marta BORGORICCO

Premiati giovani, imprenditori e Pro Loco

via G. Puccini, 24 35012 Camposampiero (Pd) tel. 049 9301139

A Camposampiero Ortopedia all’avanguardia Inaugurato il nuovo e atteso centro specializzato nella gestione dei traumi servizio a pag. 6 complessi. Inaugurazione in pompa magna

GR.EST

Giovani ripuliscono le aree verdi LOREGGIA

La parrocchia apre le porte ai profughi MASSANZAGO

Lavori di rifacimento della palestra TREBASELEGHE

“Allenarsi al futuro” progetto per i giovani MARCATO, SIRCA SPA

“Accelerare insieme per far crescere il territorio” SPORT

Rugby, in campo le PataTose

Tempo di leggerezza, Dall’aggregazione dei comuni di “strategia” giochi e dicondivisa saldi a una Germana Urbani>albertobeggiolini@gmail.com >direttore@givemotions.it< < Alberto Beggiolini

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www.compro-oro-conselve.it

hissà perché le estati(di della nostra comuni, infanzia provinrimanconfini amministrativi quartieri, gono così intense tra le pagine dei nostri ricordi. ce, regioni) oggi hanno senso forse su una cartina, Sarà luce più forte del che si allunga tantolaper mantenere vivisole riferimenti teorici,sulla che sera, però regalandoci molte ore in più permai stare aperta; nella realtà non coincidono quasi conall’aria l’attuale omosarà chedei prima o poi, o tanto, ma almenodelle una geneità territori, deipoco bisogni delle popolazioni, vacanza al mare o in montagna fa; sarà l’esperienza affinità delle produzioni. I confinisioggi sono frantumati del sempre o sarà solo dalleviaggio, situazioni, dalleemozionante vie di trasporto (per anche non dire di che l’estate porta con sé uno strano senso di leggequelle telematiche), dalle ricchezze. La Federazione dei rezza, undel desiderio di libertà eprimo di riposo che nessun Comuni Camposampierese, esempio di città altro periodo dell’anno regala. segue metrolitana “de facto” inci Veneto... segueaa pag pag 33

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Facciamo il punto

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Dall’aggregazione dei comuni a una “strategia” condivisa Alberto Beggiolini >albertobeggiolini@gmail.com<

Allarme incendi, “evitare i fuochi fai da te” O

gni giorno arrivano notizie di un’Italia devastata dagli incendi, spesso dolosi, spesso causati dalla disattenzione. Ecco perché è importante essere prudenti, specialmente nelle nostre zone agricole o di aperta campagna, dove non è raro imbattersi in pennacchi di fumo nero. È la malsana abitudine, ormai non più solo contadina, di bruciare le sterpaglie per ripulire in modo “fai da te” i giardini delle proprie abitazioni, piuttosto che gestirle come un rifiuto e conferirle secondo le corrette modalità. Questi fuochi non sempre vengono gestiti nel modo giusto e possono creare problemi quando non anche seri danni, in particolare in un periodo siccitoso come quello che stiamo affrontando quest’anno. Tuttavia, bruciare il verde non è espressamente vietato, “ma è importante ricordare che questa azione contribuisce all’inquinamento dell’aria perché produce benzopirene – spiega il Presidente di Etra Andrea Levorato -. Ecco perché è sempre meglio conferire sfalci, residui di potature, scarti di orto e giardino al servizio pubblico di smaltimento: in questo modo si proteggono il territorio e la salute delle persone, e dal rifiuto verde raccolto si potrà ricavare compost ed energia rinnovabile”. Bruciare ramaglie e scarti vegetali è consentito dalla legge, ma per evitare rischi bisogna rispettare alcune regole, previste nel Decreto legislativo 91/2014: limite giornaliero di 3 metri steri per ettaro; divieto di accensione di fuochi nelle vicinanze di abitati; obbligo di assistere di persona alla combustione; rispetto dei periodi e degli orari stabiliti dal Comune. Bisogna inoltre ricordare che tra il rifiuto verde non deve trovarsi nessun altro materiale. Sacchi di plastica, mobili e legno trattato, corde di plastica o altro possono produrre emisBianca Parise sioni fortemente inquinanti.

del Camposampierese

è un marchio registrato di proprietà Srl di

Le raccomandazioni di Etra per scongiurare danni irreparabili

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Borgoricco, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese e Trebaseleghe per un numero complessivo di 16.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<

...ed una delle prime in Italia, è un indicatore delle nuove mappe che si stanno creando sotto i nostri occhi. Ma se allarghiamo lo zoom, c’è un’altra zonainsieme, più vasta, che non può non risultare ancora più evidente nella sua tumultuosa crescita. E’ quella che fisicamente si può considerare compresa a sud dall’autostrada Serenissima, ad est dalla A27, e a nord e ad ovest dalla Pedemontana, a scavalco delle province di Venezia, Treviso, Vicenza e Treviso, una sorta di PaTreVe allargata. L’area conta1.200.000 abitanti, poco meno di 130.000 imprese per 500 mila occupati, ed una grande vocazione: la manifattura. E’ quella che l’ex storico sindacalista Cisl Gigi Copiello definì la “metropoli inconsapevole”, un indistinguibile mix fatto delle stratificazioni avvenute sulla città diffusa, sul Veneto policentrico (lo stesso che, sempre secondo Copiello e Aldo Cibic, ha impedito ogni forma metropolitana a Nordest), sulle smart city, e in genere su ogni tentivo, fallito, di interpretare un’area in progress, dove sempre più spesso capita di abitare in una provincia, lavorare in un’altra e usufruire dei servizi di un’altra ancora. Tornando all’inizio: valgono ancora i vecchi confini amministrativi? La domanda è talmente retorica che perfino il governo centrale tentò di azzerare le Province per relegarle ad enti (inutili) di secondo livello e rinviare la gestione dei territori a Comuni e Regioni. “L’abolizione degli ambiti provinciali e la concentrazione di alcune funzioni a livello superiore – sosteneva il rapporto Unioncamere dell’anno scorso può essere l’occasione per specializzare alcuni territori e rivedere i programmi di investimento in infrastrutture. Il Veneto è caratterizzato da un modello di crescita diffuso, che ha generato nel tempo uno spazio denso e interconnesso”. La riforma però non è andata esattamente a buon fine: ne è uscito un semilavorato, come è noto, che ha lasciato comunque intatta l’idea di fondo, cioè l’assurdità dei confini imposti, già ampiamente ignorati, ad esempio, dalle Camere di commercio, dagli istituti bancari, dalle territoriali confindustriali, dalle organizzazioni sindacali, nonchè, da sempre, dalle Diocesi. Grande area del centro-Veneto, dunque, grande vocazione manifatturiera, ma nessuna coscienza identitaria, scarsissima capacità relazionale e forza contrattuale assente. Tanto che Eurostat, nella mappa delle aree metropolitane europee di sviluppo, ignora totalmente il Nordest. Mentre l’area metropolitana delineata dall’Ocse, quella veneziana, è più limitata, compresa tra Piave e Bacchiglione (243 comuni, 6740 km2, poco meno di tre milioni di abitanti), con l’esclusione della provincia vicentina, invece elemento fondante della zona centroveneta cresciuta nell’ultimo decennio. Proprio l’esperienza dell’Unione camposampierese potrebbe a questo puntoindicare una strada più realistica, e creare valori che generino anche un’identità distintiva.Dall’aggregazionedei comuni, insomma, all’insieme di cittadini, di territori, conoscenze, risorse e scopi, in una sorta di “strategia” condivisa che porti ad una maggiore competitività e ad una considerazione adeguata alle performances che questa nuova macro area già produce.

Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<

Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

Chiuso in redazione il 1 agosto 2017


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Borgoricco/Piombino

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Da cannoniere a cantante, la svolta di Marta Mason

Guasti alla luce? Numero verde

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La giovane di Piombino Dese, reduce dal programma tv Amici 16, ha fatto uscire il suo primo singolo “I walk alone”

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a cannoniere a cantante. È uscito lo scorso 7 luglio il primo singolo, dal titolo “I walk alone (acquistabile su iTunes, Amazon e GooglePlay), di Marta Mason, 24enne ex calciatrice originaria di Piombino Dese. Marta, che ha vestito la maglia della Nazionale e ha giocato in serie A ricoprendo il ruolo di attaccante, ha scoperto anche un’altra grande passione: quella per la musica, in particolare per il canto. La ventiquattrenne, che oggi vive a Verona, ha partecipato anche al talent show di Maria De Filippi, “Amici”, edizione 16. A convocarla in Nazionale nel 2015 era stato il ct Antonio Cabrini. Poi lo stop forzato a causa di vari infortuni e, nel 2016, il ritiro. Da questo momento Marta col-

tiva l’altra sua grande passione che la porta fino a questo primo inedito. Già in autunno potrebbe uscire il video di “I walk alone”. E poi forse un album. Il testo, scritto da Mariasole Benvenuto, ex concorrente di X Factor con l’arrangiamento di Veronica Marchi e Fabio Lonardoni, in fondo parla proprio di Marta. A partire dalle parole iniziali “Cammino da sola verso la felicità/non mi vedrete mai piangere/è difficile, ma ci sto provando” che raccontano da sole tutti i sogni di una ragazza determinata e piena di talento. Marta è cresciuta nelle giovanili del Piombino Dese, dove ha militato nella squadra maschile dai 7 fino ai 13 anni d’età. Nel 2006 è entrata nella prima squadra femminile della carriera, a

Ex calciatrice di serie A, Marta ha vestito la maglia della Nazionale, poi il ritiro dopo una serie di infortuni

Barcon, fino a che è stata notata dal Venezia, giocando per due stagioni in Serie A. Seguono l’accordo con la Reggiana; nel 2011 con la società friulana del Chiasiellis e, infine, con l’AgsmVerona. E.R,

l via un nuovo servizio di segnalazione guasti della pubblica illuminazione. Oltre all’Ufficio Tecnico del Comune, in caso di malfunzionamento o disservizi è attivo il numero verde 800-052662 (tutti i giorni 24 ore su 24). Risponderà la SimetSrl, azienda di Albignasego specializzata nella realizzazione e manutenzione, a cui il Comune ha affidato la gestione integrata dell’impianto di illuminazione pubblica. Un contratto di nove anni che prevede, oltre alla manutenzione, la sostituzione delle attuali lampade con lampade a led in oltre metà dei punti luce. Un intervento che riguarderà circa 700 lampioni e che consentirà, oltre ad una maggiore sicurezza viaria, un risparmio in bolletta. La spesa sostenuta dal Comune per la pubblica illuminazione, circa 170 mila euro all’anno, sarà pagata direttamente alla Simet, non più al gestore di energia elettrica, che si tratterrà l’onorario per gli interventi dal risparmio energetico derivante dall’efficientamento dell’impianto. (be.sc.)

Borgoricco, premiati giovani e imprenditori

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erata di riconoscimenti sabato 1° luglio nella sala consiliare per i neo-diciottenni che hanno partecipato al progetto “18enni…Lo sguardo d’oggi”. La straordinaria seduta di Consiglio si è aperta con la consegna della Costituzione e della bandiera italiana ai ragazzi, circa una cinquantina, che hanno aderito al percorso formativo di cittadinanza attiva organizzato dall’associazione Il Barco con il finanziamento dell’assessorato alle Politiche sociali e giovanili. “Mi congratulo con i partecipanti per la serietà e l’impegno con cui hanno seguito il percorso – ha dichiarato l’assessore Gabriella Boesso –. L’affluenza è stata molto elevata e per questo ringrazio i volontari de “Il Barco” che hanno saputo organizzare un progetto di grande interesse per i giovani”. Un progetto che ha previsto cinque serate nel corso delle quali sono state affrontate diverse tematiche, come i rischi che si corrono sui social networks o assumendo sostanze alcoliche e stupefacenti, il funzionamento delle istituzioni locali ed europee e l’importanza della donazione del sangue. Un tema quest’ultimo particolarmente sentito dai ragazzi: alcuni hanno scelto di diventare donatori. A seguire, sono state consegnate delle targhe di riconoscimento a tre imprenditori che hanno contribuito a fare la storia del territorio: Mariano e Andreina Toto, titolari dei ristoranti Tamiso e Faraone, che festeggiano i 40 anni di attività e i parrucchieri Lucia De Fanti Bernardi e Alceo Rizzo, presente nel territorio da ben mezzo secolo. Da ultimo, in occasione del 35° anniversario della Pro Loco, è stato consegnato un riconoscimento speciale ai cinque Presidenti che si sono succeduti dal 1982 ad oggi: Franco Bosello, Gianfranco Codogno, Antonio Rettore, Alessandro Perin e Bruno Caccin. (be.sc.)


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Comune di Trebaseleghe

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1-11 Settembre 2017

Arte, mostre, concerti, area espositiva, luna park, pesca di beneficenza, stand gastronomico

Venerdì 01 Settembre

Domenica 10 Settembre

ore 21.00 (Arco Struttura) Serata danzante con l’Orchestra LINDA BISCARO

Sabato 02 Settembre ore 21.00 (Arco struttura) Serata danzante con l’Orchestra ALICE & I DIAPASON

ore 21,30 (Area Spettacoli) concerto con il gruppo ENGLISH MEN feat. ARCHIMIA Tributo Sting

Domenica 03 Settembre 29° FIERA DEGLI UCCELLI (Org. Ass. Federcaccia) 29° RASSEGNA CINOFILA (Org. Ass. Federcaccia) ore 21,00 (Arco Struttura) Serata Latino Salsa, Bachata, Kizomba con Miky DJ A.S.D. MIRA EL SOL e PASSIONE DANZA SELENA in collab. con PARADISO LATINO

Mercoledì 06 Settembre ore 21,00 (Area Spettacoli) Spettacolo di danza tratto dal Romanzo di L. Pirandello UNO, NESSUNO CENTOMILA (a cura dell’Ass. Just Dance)

Giovedì 07 Settembre

833a FIERA DEI MUSSI

PARCO DRAGANZIOLO dalle ore 6,30 • Mostra Mercato del Bestiame

dalle ore 10,00 Area Spettacoli ROCKING DAY Raduno auto moto americane anni ‘50 Mercatino Vintage

• Esposizione/vendita delle macchine ed attrezzature tecniche per l'agricoltura

ore 18,00 (Area Spettacoli) Esibizione della Scuola Doo-Wop boogiedancers

ore 9,45 sfilata delle Autorità ore 16,00 spettacolo equestre Passion Horse ore 21,00 (Arco Struttura) Serata danzante con l’orchestra MAURO E I BOOMERANG ore 21,30 (Area Spettacoli) Concerto con JOE DI BRUTTO (Dance Music anni ‘70/‘80/‘90)

ore 21,30 (Area Spettacoli) Concerto con il gruppo THE DI MAGGIO CONNECTION (Rockbilly music)

Venerdì 08 Settembre

Ore 21,30 (Area Spettacoli) 1° PALIO DELLA CUCCAGNA

• Mostra trattori d'epoca

ore 21,30 (Area Spettacoli) Concerto con il gruppo “IL RE DEGLI IGNORANTI” (Tributo Adriano Celentano) 23° FESTA DEL CAMIONISTA (Org. Ass. Camionisti)

23° FESTA DEL CAMIONISTA (Org. Ass. Camionisti)

Lunedì 11 Settembre ore 23,00 SPETTACOLO PIROTECNICO

MAIN SPONSOR:

Sabato 09 Settembre

ore 21,30 (Area Spettacoli) Concerto con il gruppo DIAPASON BAND (Vasco Rossi Tributo band) 23° FESTA DEL CAMIONISTA (Org. Ass. Camionisti)

Per informazioni:www.comune.trebaseleghe.gov.it •

• anticafieradeimussi@gmail.com


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Camposampiero

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Sanità Eccellenze

È operativo il nuovo Centro traumatologico ortopedico N

ove milioni di euro per il nuovo Centro traumatologico ortopedico di Camposampiero. Taglio del nastro, lo scorso 3 luglio, del nuovo trauma center realizzato all’ospedale di Camposampiero, in grado di accogliere 50 pazienti, con accesso internet gratuito, domotica per gli impianti di illuminazione e riscaldamento. Una struttura all’avanguardia, nata su iniziativa della Regione Veneto all’interno del Piano Socio mente specializzata nella gestione Sanitario Regionale 2012 – 2016 dei traumi complessi. Il suo avvio con l’obiettivo di riorganizzare è un grande risultato, reso possila Rete del Trauma per renderla bile da un intenso lavoro di squacomplessivamente più efficiente dra, dalla grande collaborazione ed efficace. di tutti i professionisti coinvolti e E proprio la Regione ha indivi- dal supporto fondamentale della duato l’ospedale di Camposam- Regione”. piero quale Centro Il Presidente della traumatologico Una struttura Regione, Luca Zaia, ortopedico, con la ha parlato di “un d’avanguardia ospedale che entra specifica funzione di centralizzare i a pieno titolo nelnata per traumi ortopedici la modernità della riorganizzare n u o v a p r o g r a m complessi. Sono stati adeguamazione sanitaria la Rete ti gli spazi del quinto regionale, fatta di del Trauma e settimo piano del qualità diffusa, di nosocomio che, olquantità elevata di tre ai 50 posti letto del Cto, ospite- prestazioni, di elevate professiorà, in accordo funzionale con l’A- nalità mediche e infermieristiche, zienda ospedaliera di Padova, i 20 di una sempre più efficace speciaposti letto delle specialità previste lizzazione delle strutture. Questo dalla programmazione regionale è il caso del Cto, pensato proprio ovvero chirurgia maxillofacciale, per dare grande specializzazione chirurgia vascolare e neurochirur- a una branca clinica di frontiera gia. come la traumatologia”. L’attività del centro sarà coorGrazie al contributo di 150mila dinata dal direttore di Ortopedia euro della Fondazione Cassa di Rie Traumatologia, Guido Rocca, sparmio di Padova e Rovigo è staspecialista di fama internaziona- to possibile procedere all’acquisto le nella gestione dei traumi del di un’ambulanza dotato di ecobacino. Alla cerimonia inauguratomografo: un mezzo di soccorle il direttore generale dell’Ulss 6 so funzionale e completo di tutti “Euganea”, Domenico Scibetta, i presidi necessari per garantire il ha detto che “con il Cto l’ospeda- soccorso di un paziente traumale di Camposampiero si connota, tizzato o il trasporto secondario di all’interno del Sistema sanitario traumatizzati verso Centro Hub. Bianca Parise regionale, per la sua funzione alta-

A servizio della comunità. Giovani del Gr.est al lavoro per ripulire le aree verdi

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ia le erbacce, i mozziconi di sigarette, cartacce, ma anche bottiglie in plastica e le lattine che immancabilmente qualche incivile getta per terra. Sistemati i sassi ornamentali e riordinati i fiori. Per una mattina i ragazzi animatori del Grest della parrocchia di San Pietro di Camposampiero si sono messi al lavoro per ripulire alcune aree verdi del territorio. Armati di guanti, sacchetti, giubbetto e scopa, il gruppetto di 50 ragazzi dai 15 ai 17 anni ha passato in rassegna l’area verde accanto a Palazzo Tiso, sede del municipio, le aiuole che adornano la Piazza Castello, e il percorso verde del Muson dei Sassi adiacente alla stazione ferroviaria di Cam-

posampiero, i giardini pubblici di via Vivaldi, le aiuole di Campo Marzio e l’ingresso del percorso ciclabile dell’ex Ostiglia. E hanno ritrovato di tutto, da alcuni inerti e scarti edilizi, cartacce, bottiglie di plastica. Gli animatori hanno tolto anche le erbacce cresciute tra i fiori delle aiuole. “Una lodevole iniziativa di loro spontanea volontà – ha commentato l’assessore Carlo Gonzo – dimostrando di avere a cuore la bellezza del loro paese. I ragazzi si sono arrangiati a fare richiesta all’ufficio tecnico del Comune per avere l’attrezzatura necessaria. Un bell’esempio di civiltà che spero e mi auguro sia imitato anche da altri”. (bi.pa.)

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La parrocchia di Loreggia apre all’accoglienza Anche la comunità di Loreggia ha deciso di aprire le porte all’accoglienza. La parrocchia della Purificazione della Beata Vergine Maria, d’accordo con il Consiglio Pastorale, mette a disposizione un alloggio per un piccolo gruppo di migranti in arrivo in paese. “Vogliamo tenere informata tutta la comunità cristiana di Loreggia su questa iniziativa straordinaria che vuol essere un segno dell’accoglienza misericordiosa che ogni cristiano è chiamato a vivere e testimoniare – ha detto il parroco don Leone Cecchetto -. Con il Consiglio pastorale parrocchiale (Cpp) abbiamo concordato di far posto all’accoglienza di due profughi a spese della parrocchia. In ogni caso ci appoggeremo alla Caritas diocesana, ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti i nostri parrocchiani. E per questa ragione invito chi è disponibile a iniziare con il cercare

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Loreggia/Massanzago

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Massanzago, lavori nella palestra

e arredare un appartamento per due persone per un periodo che varia da sei mesi a un anno, che la parrocchia si impegnerà a finanziare. Chi avesse questa possibilità o potesse metterci in contatto con qualcuno disposto ad affittare a Loreggia un ambiente per un prezzo giusto, lo faccia presente”. L’iniziativa messa in atto dalla parrocchia fa parte del più ampio progetto di accoglienza proposta e lanciata dalla Caritas diocesana dal titolo “Un profugo a casa tua”. “Un’iniziativa impegnativa, per tanti motivi, ma abbiamo pensato che è importante non lasciar cadere questo appello che ci viene rivolto, come comunità cristiana, in tante occasioni – ha aggiunto don Leone -. Avremo occasione di presentarlo a tutta la comunità in modo che non vi siano chiacchiere inutili. Intanto però è importante trovare un appartamento per due persone per un periodo di sei mesi, che la parrocchia si impegnerà a finanziare”. Bianca Parise

La palestra oggetto di lavori

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ono iniziati da qualche settimana, per l’esattezza il 10 luglio scorso, i lavori per l’efficientamento energetico e il miglioramento antisismico della palestra adiacente alla scuola secondaria “Giambattista Tiepolo” che si trova nel capoluogo, a Massanzago. Le opere prevedono, in particolare, la realizzazione della coibentazione esterna (vale a dire il “cappotto” dello spessore di 14 centimetri), quindi l’isolamento termico della copertura, la sostituzione dei serramenti ormai vetusti con i nuovi a norma e coibentati. “Saranno inoltre sostituiti anche i corpi illuminanti ed è previsto l’inserimento di staffe nella travatura. Insomma – spiega il primo cittadino, Stefano Scattolin –, si tratta di qualcosa di più di un restyling in una struttura, costruita 40 anni fa, ben

mantenuta ma migliorabile soprattutto per quanto riguarda il risparmio nei costi di esercizio. L’edificio ospita attività didattiche scolastiche, ma anche quelle promosse da tante associazioni locali quali la Pallavolo Massanzago, il Salice, l’Aiace, nonché corsi di ballo ed altro”. Il costo complessivo dell’intervento (comprese Iva, spese tecniche e per la sicurezza) è di 141mila euro, dei quali 113mila derivano da un contributo regionale e i rimanenti 28mila sono a carico del bilancio comunale. Il termine dei lavori assegnati alla ditta Graffito srl di San Biagio di Callalta è previsto per la metà di settembre “in tempo utile – conclude il sindaco - per assicurare la ripresa delle tante attività ospitate nella struttura”.

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Trebaseleghe

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Allenarsi per il futuro: per insegnare ai giovani diritti e responsabilità Iniziato con Crepet, il programma prevede la partecipazione anche del fondatore del “Museo dei sogni e della memoria” Aldo Bertelle 15 anni,si sta cercando di organizzare un Centro di Aggregazione Ragazzi. Tanta strada resta ancora da fare, conclude Franceschi, ma come dice il saggio: “Un viaggio lungo mille chilometri inizia sempre con un piccolo passo”. E.R.

L’assessore Cristina Franceschi

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ietre, sassi e acqua. Dai luoghi più impensati, dai posti più remoti e carichi di significato. Si possono ammirare a Feltre (BL). Un pezzo del Muro di Berlino e un pugno di terra raccolto a Capaci e a Palermo dove furono uccisi Falcone e Borsellino. E ancora: un frammento delle Torri Gemelle, ma anche uno della cripta della Natività e uno del Santo Sepolcro, e tanto altro. In questo luogo, dove si incrociano spazio, tempo e civiltà, Aldo Bertelle, ex arbitro e cercatore di sogni, ha allestito il Museo dei sogni e della memoria. A oggi sono oltre 300mila i giovani che ci hanno messo piede per ammirare frammenti che racchiudono storie, storia e umanità. Proprio Bertelle sarà uno dei protagonisti del programma di attività voluto dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Trebaseleghe per il prossimo autunno. Il titolo è, giustamente, ambizioso: “Allenarsi per il futuro”. “Il titolo è lo slogan che fa da sfondo ai progetti promossi dal Comune nell’ambito di un pensiero a più ampio respiro – spiega l’assessore alle Politiche giovanili, Cristina Franceschi –. Il “viaggio” è iniziato a maggio con l’intervento del professor Paolo Crepet che ha parlato di sfide educative. La tappa successiva riguarderà le speranze e le aspettative per il futuro: a parlarcene sarà il 28 settembre Aldo Bertelle, direttore della Comunità di Villa San Francesco, nonché fondatore del Museo dei Sogni”. Il Comune non si fermerà qui. “Sarà avviato un itinerario di cittadinanza attiva – aggiunge Franceschi – per far conoscere ai giovani i loro diritti e le loro responsabilità, ma anche per mostrare solidarietà con le altre persone e per essere pronti a dare qualcosa alla società. Il percorso si concluderà a dicembre, con una bella cerimonia: la consegna ai neo diciottenni della nostra Costituzione”. Altri progetti in cantiere riguarderanno i corretti stili di vita e per i più piccoli, quelli dagli 11 ai

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Amministratori locali e agricoltori uniti contro i prodotti tarocchi. C’era anche il Comune di Trebaseleghe a Roma per dire no al Ceta, il nuovo trattato di libero scambio tra Ue e Canada che, secondo Coldiretti, minaccia le tipicità del made in Italy e spalanca le porte all’invasione di prodotti tarocchi. Insieme agli imprenditori dell’associazione di categoria hanno protestato anche gli amministratori del Comune, insieme con sindaci di altri Comuni padovani, come Boara Pisani, Urbana, Cinto e Saletto, e veneti. Il Ceta avrà ricadute negative per centinaia di milioni di euro perché non tutela la varietà del patrimonio agroalimentare, ma dà il via libera a imitazioni che minacciano l’agricoltura di qualità come il radicchio di Treviso coltivato anche tra Trebaseleghe e Piombino Dese. Gli amministratori ora porteranno all’approvazione dei propri consigli comunali un ordine del giorno proposto da Coldiretti. La delibera è già passata a Montagnana, Cittadella, San Giorgio in Bosco, San Pietro in Gù, Carmignano di Brenta, Galliera Veneta, Urbana e Rovolon. (c.r.)


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Protagonisti

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L’intervista Gianni Marcato, Sirca Spa

“Accelerare insieme per far crescere il territorio”

“A

ggregazioni tra imprese, per valorizzare la filiera produttiva dall’artigianato all’industria, e nuovi sistemi urbani integrati che rendano competitivo il Camposampierese”. Sono questi i due principali obiettivi posti da Gianni Marcato, 64 anni, direttore generale di Sirca Spa di Massanzago, tra i leader delle vernici per il legno e le resine, con un fatturato di circa 92 milioni di euro (export 40%) e 240 dipendenti. Marcato è da pochi mesi il nuovo Delegato di territorio della Delegazione Confindustria Camposampierese per il quadrennio 2017-2021. Presidente, sembrano obiettivi posti da un lato all’impresa e dall’altro all’amministrazione pubblica. E’ così? “L’idea di fondo è far crescere le nostre imprese e farle crescere assieme al territorio, con i suoi fattori distintivi, le specializzazioni, i valori. Soltanto insieme possiamo affrontare i grandi cambiamenti. Le imprese guardano all’orologio dei mercati, che corre veloce. I territori, le istituzioni, la società hanno tempi diversi. Dobbiamo tutti accelerare, collaborare a un obiettivo comune di sviluppo sostenibile e nuove opportunità. Consapevoli entrambi che “piccolo è bello” non funziona più. Le imprese devono crescere per competere, in innovazione, presenza sui mercati, capitale proprio, mediante reti e aggregazioni. E i territori devono diventare “facilitatori” competitivi, semplificando burocrazia, efficientando servizi, valorizzando produzioni e tipicità, favorendo l’attività d’impresa non mettendo lacci”. Nel Camposampierese operano 13.039 imprese, il 12% del totale delle imprese padovane. Industria e costruzioni rappresentano insieme il 35% del totale (40% al netto dell’agricoltura). Nel 2015 il reddito prodotto ha superato i 3 miliardi di euro, pari al 12% del Pil della provincia. Gli addetti occupati nell’area sono 43.118 (dati 2015), pari al 14% del totale degli addetti della provincia. La delegazione Confindustria del Camposampierese rappresenta 160 aziende con 10 mila addetti distribuiti in 11 Comuni: Borgoricco, Campodarsego, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Trebaseleghe, Vigonza, Villanova di Camposampiero. I dati Confindustria dicono che qui operano 13.039 imprese di tutti i settori, il 12% del

Sirca spa di Massanzago è tra i leader delle vernici per il legno e le resine totale delle imprese padovane. Nel 2015, ultimo dato disponibile, il reddito prodotto ha superato i 3 miliardi di euro, pari al 12% del Pil della provincia. Nel 2015 gli addetti occupati nell’area erano 43.118 (il 14% del totale provinciale). Nell’industria manifatturiera è concentrato il 45, 2% degli occupati del Camposampierese, il 32% del totale della provincia. Presidente, lei ha citato, recentemente, la necessità di una “massa critica” per poter sperare in una competitività maggiore. Ritiene che l’esempio della Federazione dei Comuni del Camposampierese sia un tracciato da implementare? “Il mondo cambia velocemente. Solo chi si trasforma, innova, tiene il passo. Chi fa massa critica si dà la dimensione adeguata per competere. Vale per le aziende e vale anche per i territori. Oggi la competizione è tra aree vaste capaci di integrarsi, fare economie di scala, mettere a fattor comune le eccellenze, coordinare la pianificazione urbanistica, velocizzare i centri decisionali. Questo vuol dire essere “facilitatori”. La Federazione dei Comuni è stato un laboratorio di innovazione dal basso che ha aperto una strada che va rilanciata. Con un percorso di progressiva integrazione da piccoli municipi a Città, sistemi urbani integrati per migliorare i livelli di efficienza, liberare risorse per gli investimenti, abbassare le aliquote della fiscalità locale. Una vera innovazione istituzionale e un’azione incisiva di marketing territoriale, di richiamo per nuovi insediamenti innovativi e lavoro di qualità. Sono le sfide su cui lavoreremo sodo quest’anno, nel dialogo con gli enti locali”. Quali sono le caratteristiche principali delle imprese del territorio Camposampierese? E quali i punti

deboli? Conferma la stretta vocazione manifatturiera dell’area? “Il Camposampierese è un’area a forte vocazione manifatturiera e glocal, radicata nel territorio e proiettata nei mercati globali. Dal 2009 al 2016, mentre la crisi falcidiava le aziende del Nord Est, l’industria camposampierese ha consolidato del +2,2% le unità sul territorio. È il segno che le imprese hanno fatto quello che sanno fare meglio: competere, innovarsi, accettare nuove sfide. Oggi manifattura e costruzioni rappresentano insieme il 40,2% del tessuto economico (al netto agricoltura). Un motore di sviluppo e di lavoro: nella sola industria è concentrato il 45,2% degli occupati (32% del totale provinciale), con punte nella metalmeccanica, chimica, legno e carta. Punti deboli ce ne sono, certo. A breve partiranno i cantieri per la banda larga, ma il ritardo è decennale. E anche le aziende devono sforzarsi di cambiare approccio, modelli di business, organizzazione, modo di stare più vicini al cliente. Devono imparare di più a conoscerci, organizzarsi in filiera, passare a una logica collaborativa per affrontare i mercati internazionali. Su questi temi la Delegazione Confindustria Camposampierese con centrerà il suo impegno”. La “parabola” Anselmi cosa può insegnare? “Insegna che nessuno si salva da solo, che le battaglie per salvare aziende e lavoro si vincono con la collaborazione di tutti, imprenditori, lavoratori, sindacato, istituzioni ed enti locali, dalla Regione ai Comuni che hanno sempre mantenuto alta l’attenzione sull’Anselmi. L’azienda era rimasta sbilanciata finanziariamente, ma i suoi prodotti godevano di un’ottima reputazione. Al punto che la bresciana Fonderie Ariotti e la vicentina VDP l’hanno individua ta come un asset da valorizzare per rafforzare la loro competitività sul mercato europeo, in una logica col- laborativa che la dice lunga sulla ma- turità degli imprenditori. C’è solidità patrimoniale, c’è progetto industriale e c’è attenzione ai riflessi sociali in questa operazione. Di questa parabola, vorrei ricordare anche i lavoratori di Carraro Drive Tech e Maschio Gaspardo, che lo scorso marzo hanno dato vita a una gara di solidarietà per i colleghi della Anselmi. Un gesto che dimostra il senso di comunità che è la nostra forza e che ha dato speranza fino all’arrivo della nuova proprietà”. Alberto Beggiolini

I dati del camposampierese Camposampierese: caratteristiche della popolazione al 31 dicembre Camposampierese: caratteristiche della popolazione al 31 dicembre

Totale residenti Totale residenti variazione % residenti 16/06 variazione % residenti 16/06 2 Superficie territoriale (km2) Superficie territoriale (km ) 2 Densità abitanti (ab/km2) Densità abitanti (ab/km )

peso % area peso % area su totale su totale provincia provincia 2006 2016 2016 2006 2016 2016 897.999 936.274 12,6 897.999 936.274 12,6 4,3 4,3 2147,00 11,3 2147,00 11,3 418,3 436,1 418,3 436,1

Camposampierese Camposampierese

Residenti stranieri Residenti stranieri % stranieri su totale % stranieri su totale

Totale provincia Totale provincia

2006 2016 2006 2016 107.518 117.951 107.518 117.951 9,7 9,7 241,87 241,87 444,5 487,7 444,5 487,7 2006 2016 2006 2016 8.318 12.170 8.318 12.170 7,7 10,3 7,7 10,3

2006 2006 58.498 58.498 6,5 6,5

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Confindustria Padova su dati Istat Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Confindustria Padova su dati Istat

Unità locali operative Unità locali operative

2016 2016 93.268 93.268 10,0 10,0

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Confindustria Padova su dati Infocamere Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Confindustria Padova su dati Infocamere 31.12.2016

Turismo

TOTALE

peso % peso % su tot su tot 2016 2016 13,0 13,0 19,0 19,0 15,9 15,9 27,6 27,6 24,4 24,4 0,1 0,1 100,0 100,0 87,0 87,0

-­‐1,0 -­‐1,0 -­‐0,2 -­‐0,2 -­‐1,9 -­‐1,9 -­‐0,3 -­‐0,3 0,8 0,8 -­‐30,2 -­‐30,2 -­‐0,3 -­‐0,3 -­‐0,2 -­‐0,2

11,9 11,9 13,5 13,5 12,9 12,9 32,3 32,3 29,3 29,3 0,1 0,1 100,0 100,0 88,1 88,1

9.654 14,6 99.559 Provincia di % Area su t20,2 otale provincia Padova 96.358 20,5 6.250 9.654 13.821 99.559 7.331 96.358

12,7 14,6 20,7 20,2 26,4 20,5 24,5 12,7

1.086 793 2.376 2.866

4.427 6.250 11.755 13.821

10.112 1.938

47.576 7.331

20,2 20,7 21,3 26,4

1.086 606 2.376 4.657 10.112 7.466 606 1.877

4.427 5.198 11.755 26.507 47.576 66.348 5.198 24.964

24,5 11,7 20,2 17,6 21,3 11,3 11,7 7,5

8.974 4.657 73 7.466

96.151 26.507 648 66.348

9,3 17,6 11,3 11,3 13,7 7,5

44.521 1.877

323.831 24.964

8.974

96.151

9,3

73

648

11,3

44.521

323.831

13,7

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Confindustria Padova su dati Infocamere

Servizi alle imprese e alle persone non classificate TOTALE

var % var % 16/15 16/15 -­‐0,9 -­‐0,9 0,0 0,0 -­‐3,0 -­‐3,0 -­‐1,2 -­‐1,2 1,6 1,6 -­‐38,5 -­‐38,5 -­‐0,6 -­‐0,6 -­‐0,5 -­‐0,5

Provincia di % Area su totale Padova provincia

Camposampiero Occupati nelle imprese private 31.12.2016 1.406 Attività agricole 20.068 Industria in senso stretto Camposampiero 19.777 di cui manifatturiero 793 1.406 alimentari e bevande Attività agricole 2.866 20.068 sistema moda Industria in senso stretto 1.938 e mobili 19.777 di cui mlegno anifatturiero

non classificate Commercio

Camposampierese Camposampierese

var % var % 2009 2015 2016 16/09 2009 2015 2016 16/09 Attività agricole 2.301 1.717 1.701 -­‐26,1 Attività agricole 2.301 1.717 1.701 -­‐26,1 Industria in senso stretto 2.430 2.482 2.483 2,2 Industria in senso stretto 2.430 2.482 2.483 2,2 Costruzioni 2.306 2.137 2.073 -­‐10,1 Costruzioni 2.306 2.137 2.073 -­‐10,1 Commercio-­‐alberghi-­‐ristorazione 3.606 3.636 3.593 -­‐0,4 Commercio-­‐alberghi-­‐ristorazione 3.606 3.636 3.593 -­‐0,4 Servizi alle imprese e alle persone 2.989 3.130 3.181 6,4 Servizi alle imprese e alle persone 2.989 3.130 3.181 6,4 Non classificate 46 13 8 -­‐82,6 Non classificate 46 13 8 -­‐82,6 Totale unità locali 13.678 13.115 13.039 -­‐4,7 Totale unità locali 13.678 13.115 13.039 -­‐4,7 Totale unità locali al netto agricoltura 11.377 11.398 11.338 -­‐0,3 Totale unità locali al netto agricoltura 11.377 11.398 11.338 -­‐0,3 Provincia di Padova Provincia di Padova Attività agricole 17.071 12.983 12.847 -­‐24,7 Attività agricole 17.071 12.983 12.847 -­‐24,7 Industria in senso stretto 16.535 14.612 14.576 -­‐11,8 Industria in senso stretto 16.535 14.612 14.576 -­‐11,8 Costruzioni 14.836 14.150 13.886 -­‐6,4 Costruzioni 14.836 14.150 13.886 -­‐6,4 Commercio-­‐alberghi-­‐ristorazione 37.971 34.992 34.895 -­‐8,1 Commercio-­‐alberghi-­‐ristorazione 37.971 34.992 34.895 -­‐8,1 Servizi alle imprese e alle persone 24.995 31.335 31.595 26,4 Servizi alle imprese e alle persone 24.995 31.335 31.595 26,4 Non classificate 457 212 148 -­‐67,6 Non classificate 457 212 148 -­‐67,6 Totale unità locali 111.865 108.284 107.947 -­‐3,5 Totale unità locali 111.865 108.284 107.947 -­‐3,5 Totale unità locali al netto agricoltura 94.794 95.301 95.100 0,3 Totale unità locali al netto agricoltura 94.794 95.301 private 95.100 0,3 Occupati nelle imprese

carta grafica alimentari e beevande chimica, gomma e plastica sistema moda metalmeccanica legno e mobili altre manifatturiere, r iparazioni e carta e grafica manutenzioni chimica, gomma e plastica Costruzioni metalmeccanica Commercio altre manifatturiere, riparazioni e Turismo manutenzioni Servizi alle imprese e alle persone Costruzioni

2016 2016 13,0 13,0

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Confindustria Padova su dati Infocamere

Depositi e Impieghi negli sportelli bancari del Camposampierese 31.12.2016 Milioni di euro Euro pro-­‐capite var % 16/15

Depositi Impieghi Depositi Impieghi Depositi Impieghi Depositi e Impieghi negli sportelli bancari del Camposampierese 146,2 97,7 16.680 11.147 5,8 -­‐10,2 31.12.2016 400,4 493,9 27.353 33.741 8,4 -­‐15,1 Milioni di euro Euro pro-­‐capite var % 16/15 Camposampiero 341,9 758,1 28.359 62.882 24,7 5,4 Depositi Impieghi Depositi Impieghi Depositi Impieghi Loreggia * * * * * * Borgoricco 146,2 97,7 16.680 11.147 5,8 -­‐10,2 Massanzago 44,7 53,7 7.368 8.851 4,4 -­‐1,8 Campodarsego 400,4 493,9 16.227 27.353 26.031 33.741 8,4 -­‐15,1 Piombino Dese 155,1 248,8 15,2 7,9 Camposampiero 341,9 758,1 28.359 62.882 24,7 5,4 S.Giorgio delle Pertiche 128,0 84,7 12.585 8.328 5,0 -­‐7,7 Loreggia * * * Santa Giustina in Colle * * * * * * * * * Massanzago 44,7 53,7 14.636 7.368 12.037 8.851 4,4 -­‐1,8 Trebaseleghe 189,2 155,6 9,2 -­‐12,2 Piombino 155,1 248,8 13.779 16.227 13.784 26.031 15,2 7,9 Vigonza Dese 314,9 315,0 14,3 -­‐18,4 Borgoricco Campodarsego

S.Giorgio Pertiche Villanova ddelle i Camposampiero Santa Giustina in Colle TOTALE Camposampierese

128,0 84,7 17.187 12.585 105,2 87,4 * * * 1.825,6 2.294,9 Trebaseleghe 189,2 22.969,9 155,6 18.746 14.636 Provincia di Padova 17.551,0 Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Confindustria Padova su dati Banca 13.779 D’Italia Vigonza 314,9 315,0

8.328 14.279 *

Villanova di Camposampiero

14.279

14,3 14,3

-­‐7,7 -­‐1,8 * -­‐5,9 -­‐12,2 -­‐8,0 -­‐18,4 -­‐1,8

TOTALE Camposampierese Provincia di Padova

17.187

12.037 24.533 13.784

5,0 14,3 * 12,6 9,2 7,8

105,2

87,4

1.825,6

2.294,9

12,6

-­‐5,9

17.551,0 22.969,9

18.746

24.533

7,8

-­‐8,0

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Confindustria Padova su dati Banca D’Italia


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Cultura

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Nuovi servizi Piombino dese

Nasce “Sipario aperto”, un nuovo centro della cultura L’iniziativa nasce da Laura Cecchin, che insegna da ormai un decennio, e da Fabrizio Citi

A

prirà a Settembre l’associazione “Sipario aperto”, un nuovo centro artistico e culturale a Piombino Dese, in Via Roma 184/4, su volontà di due giovani artisti Laura Cecchin e Fabrizio Citi. L’obiettivo principale è quello di dare al territorio una scuola di qualità dove tutti possano studiare le discipline della danza, della musica e del teatro con insegnanti preparati e qualificati. “L’educazione viene posta al primo posto, come prerogativa di crescita per gli allievi”, dichiara Laura Cecchin, direttrice della

scuola. Laura insegna a Piombino Dese da ormai dieci anni, si è formata presso la scuola “Il Balletto” di Susanna Plaino e successivamente con Elisabetta Galli. È stata ballerina nel cast di “Ladies” con Riccardo Fogli e in diverse produzioni italiane ed estere. Da anni trasmette, agli oltre 60 allievi, la sua passione per la danza, puntando su qualità ed educazione. Ad affiancare Laura in questo progetto c’è Fabrizio Citi, diplomato a Milano presso l’accademia “MTS - Musical! The

School” diretta da Simone Nardini, cantante attore e performer in diverse produzioni teatrali accanto ad eccellenti artisti del musical italiano. Fabrizio dirigerà la parte di musica e di teatro, dando un valore aggiunto anche a tutto il settore della danza. La scuola offrirà diverse opportunità di studio e di benessere non solo per i bambini, ma anche per i ragazzi e gli adulti. All’interno corsi di Gioco Danza, Danza classica, Danza Contemporanea, Danza Classica per adulti, Musical (ballato, cantato e reci-

tato), Teatro, Canto e Strumento. La scuola collaborerà inoltre con diverse realtà del territorio offrendo corsi di Yoga, Pilates, Ginnastica con i bimbi in fasce e Ginnastica pre parto, Zumba, Danza Orientale, Salsa e Bachata. Aspetto importante sarà dedicato ai progetti teatrali negli Istituti Comprensivi della zona: “...” dichiara Fabrizio Citi. Gli insegnanti ed i loro allievi da sempre portano la loro arte in diverse occasioni sociali, come le serate di beneficienza per Ass. Butterfly organizzate da Elena

Pizzighello, i concerti con “Musicalmente Orchestra” del maestro Matteo Del Negro, le mostre d’arte organizzate da Roberto Marconato, gli spettacoli per l’Ass. Bimbi In Fiore ecc... “Sipario Aperto” con i suoi 230 mq di sale e un’aula musica si prospetta di essere un centro accogliente, dove ogni persona possa trovare la propria ispirazione e coltivare il proprio talento. La nuova scuola verrà inaugurata a Settembre con successivo inizio delle attività.

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Editoriale Vita da medico. Prendersi un pugno in faccia e non dire nulla dott. Giovanni Leoni*

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Estate all’aria aperta prevenendo i traumi più frequenti Zaia sui vaccini: “Ricorreremo contro la legge”

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Farmaci e sole: le regole per conservarli

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entile Direttore, richiamo la sua attenzione sugli episodi di violenza nei confronti dei medici tratti dalla cronache In questi ultimi giorni di metà luglio, caldo complice o meno. Nella provincia del mio Ordine un collega è stato aggredito con calci e pugni nel suo luogo di lavoro: la Medicina Integrata di Cavarzere e Cona. Le pesanti lesioni riportate, frattura dello zigomo e delle ossa nasali, sono emblematiche del livello di violenza fisica che si somma a quella psicologica. E’ stato ricoverato in ospedale. E’ immaginabile lo sgomento dei colleghi e del personale di fronte a questo episodio che turba un ambiente formato da persone che hanno dedicato una vita a donare salute e serenita’ ai pazienti ed ai loro famigliari. La nostra categoria è fatta da persone miti, proprio per questo la violenza sui medici e’ quanto mai esecrabile. A Verona i medici della Continuità Assistenziale sono stati aggrediti e picchiati con arroganza da stranieri che volevano prestazioni impossibili ma che al ragionamento hanno preferito la violenza. *Presidente OMCeO Provincia di Venezia

Cardiochirurgia: Padova capitale dei trapianti

a pag 16

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Salute

Garantire ai bambini un’estate sicura si può, grazie ai consigli degli esperti

I

l primario di Pediatria dell’Ospedale di Chioggia, Mario Lattere, ritorna quest’estate a fornire ai genitori alcuni suggerimenti per garantire una estate in sicurezza ai propri bambini. “Ogni anno – ha spiegato il pediatra –, soprattutto nel periodo estivo, si registra un importante numero di traumi che riguarda i bambini. Si fanno male perché cadono dallo scivolo, o dai gonfiabili, ma anche dalle biciclette”. La scorsa estate sono stati ricoverati, per un intervento chirurgico di stabilizzazione di fratture, una trentina di bambini. Nel mese di giugno 2017 ne sono stati operati già sette, e se il numero si mantiene così anche nei prossimi mesi, verrà riconfermato il trend del 2016. “Quando questi bambini arrivano da noi – ha continuato Lattere - nei casi più fortunati si procede con l’ingessatura, ma talvolta è necessario intervenire chirurgicamente se riscontriamo delle fratture scomposte. Le parti più colpite dalle cadute sono le braccia, le mani e gli arti inferiori (omero, radio, tibia)”. “Accade perché non si usa il gioco nella maniera giusta – ha aggiunto – nel caso della bici vedi ragazzini che sfrecciano a tutta velocità come se stessero guidando una motocicletta. Per loro non esiste il

codice della strada: fanno zig zag in mezzo al traffico e talvolta li scopri pure andare contromano. Per i gonfiabili, le brutte cadute avvengono perché alcuni bambini saltano o si arrampicano sui bordi, mentre dovrebbero farlo nella parte centrale. State vicini ai piccolini che salgono le scale dello scivolo, succede infatti spesso che cadano inavvertitamente all’indietro”. In estate i bambini si preparano anche ad andare al mare o in piscina. E anche qui il dottor Lattere ha qualcosa da dire, invitando alla prudenza, soprattutto per i cosiddetti colpi di calore. “Si guarda il sole e si pensa al colpo di sole, dimenticando quello più subdolo che è il colpo di calore – ha ricordato il pediatra - per cui chiedo la massima attenzione, soprattutto per i neonati. Consiglio di andare al mare coi bambini sotto l’anno di età solo nelle ore più fresche della giornata, perché non è sufficiente tenere sotto l’ombrellone un

neonato quando si raggiungono i 40 gradi all’ombra. Il rischio per i bambini è che si alzi la febbre, che subisca delle alterazioni della coscienza fino allo stato di coma, situazione che abbiamo affrontato, per fortuna a lieto fine, in alcuni casi lo scorso anno”. Importante anche controllare cosa si mangia: meglio una dieta leggera anche per i bambini, dove va aumentata la quantità di verdure e frutta ricche di acqua. “Curiamo anche facendo prevenzione – ha ricordato il direttore generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – e fare prevenzione significa informare e dare buoni consigli. Ormai deve essere chiaro che anche il nostro comportamento può aiutarci a star bene, pertanto, cambiare uno stile di vita scorretto, insegnare a comportarsi correttamente, fin da bambini, ci garantisce un migliore orizzonte per la nostra salute”.

“Fa bene stare all’aria aperta, prendere il sole, giocare fuori casa, correre e saltare, ma con sicurezza, cioè rispettando comunque delle semplici regole comportamentali che non rendono certamente meno divertente il gioco”

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Editoriale

Vita da medico. Prendersi un pugno in faccia e non dire nulla Sono solo gli ultimi esempi di un periodo di pestaggi per la nostra categoria, che e’ tenuta per definizione al massimo riserbo per l’utenza, a noi e’ proibito infatti anche perdere la calma. “Non vogliamo targhe o cerimonie di commemorazione, a fine turno vogliamo tornare a casa vivi dalle nostre famiglie”, ha denunciato Ombretta Silecchia, giovane dottoressa vittima di un’aggressione mentre era al lavoro nella sua postazione di guardia medica e sei Ordini dei medici pugliesi hanno recentemente protestato nei confronti delle Asl e della Regione per la mancanza di sicurezza negli ospedali, nei pronto soccorso e nelle guardie mediche. E’ reale la possibilità che si possa ripetere la tragedia di cui è stata vittima nel 2013 la psichiatra barese Paola Labriola, uccisa da un suo paziente nel Centro di salute mentale del rione Libertà di Bari. Ad inizio carriera, come tantissimi di noi, ho fatto la Guardia Medica ed il Pronto Soccorso in provincia per alcuni anni e so di cosa parlo. Se esci solo sei esposto a tutto, una donna poi, le lascio immaginare - In PS devi sempre controllare la situazione e guidare il personale, dare l’esempio, con i tossici in astinenza, con gli ubriachi che diventano improvvisamente aggressivi mentre nell’altra stanza c’è una anziana con l’edema polmonare che avrebbe molto più bisogno di te, ma devi controllare tutte le situazioni. Nei turni di notte tanti PS hanno un solo medico che deve tenere il campo, ed a volte il tempo necessario per l’arrivo della forza pubblica non passa mai, nel frattempo ti devi arrangiare. Quasi nessuno va più in giro con la classica borsa da medico, quella che ti regalano per la laurea. Troppo identificabile, meglio una borsa più anonima, quei tempi sono passati da un pezzo, e poi chissà cosa pensano che ci sia dentro. A Venezia centro storico ai miei tempi vi erano vari punti guardia ognuno con un medico solo e si andava in giro di notte con la pila per vedere i numeri di casa. Per strada anni 80 alle 3 del mattino non c’era nessuno, nè amici nè nemici solo un indirizzo da trovare con lo stradario, eravamo anni luce dal navigatore. Adesso i colleghi girano con la barca dell’ULSS - A Mestre le auto già da allora giravano tutta la notte come in un rally cittadino - Al Cavallino ti venivano incontro in macchina in mezzo ai campi per guidarti ad un casolare. Storie comuni che tutti i miei colleghi possono raccontare - ma non ho mai pensato di rischiare la pelle facendo questo particolare servizio, francamente in origine non l’avevo messo in conto, non così, comunque non sarebbe cambiato niente ma la mia attuale preoccupazione per i colleghi che fanno questi servizi è reale. Questo articolo è per avere la solidarietà della gente per i medici che in un periodo in cui la Tempesta Vaccinale sta mettendo a dura prova un sistema ed in cui chi lotta lotta per la supremazia della verità scientifica viene descritto come colluso a chissà quali poteri con pediatri dediti ai bonus aziendali per incrementare i tassi vaccinali. I medici non sono gente aggressiva nè dedita a pratiche contro l’interesse del paziente. Non saremo proprio tutti così, purtroppo è possibile, e gli esempi negativi non sono tanti per fortuna pur facendo tanto male, ma un minimo di rispetto è doveroso. Già, noi dobbiamo prenderci anche i pugni, quando va bene, senza poter reagire adeguatamente, per ruolo ricoperto, per età, per condizioni fisiche, perchè il tutto non ha senso.

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Salute

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Zaia sui vaccini: “Ricorreremo contro il Dl Lorenzin anche se convertito in legge” Tutte le soglie superiori a quelle indicate dall’Oms

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l Governatore ribadisce la sua posizione favorevole verso i vaccini che non possono però essere diffusi per via coercitiva: “Con l’obbligo si rischia la fuga dei genitori”. Nella regione le soglie sono superiori a quelle nazionali al 90% e regionali all’80% dell’Oms: vanno dall’89,2% per rosolia, parotite e morbillo, a oltre il 90%, come per tetano, difterite, polio, epatite B, pertosse, hib emofilo, morbillo e meningococco C. “Il Veneto è favorevole ai vaccini, che però vanno diffusi con la corretta e capillare informazione e non con coercizioni che, in quanto tali, potrebbero avere addirittura l’effetto contrario a quello desiderato. Non siamo irresponsabili, come ci si vuole dipingere, siamo supportati dai dati della nostra anagrafe vaccinale informatizzata (l’unica in Italia), dalle soglie regionali indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’aumento delle adesioni da parte delle giovani coppie, che in Veneto apprezzano di essere informate e di trovare risposte scientifiche ai loro comprensibili dubbi. Così facendo abbiamo tutte le soglie

superiori a quelle indicate dall’Oms”. Con queste parole, il Presidente del Veneto Luca Zaia ha confermato il ricorso contro il Dl Lorenzin che introduce l’obbligatorietà per un ampio numero di vaccinazioni, già presentato, annunciando che “ricorreremo anche contro la legge di conversione qualora venisse approvata”. “Con la nostra legge regionale del 2007, definita e approvata con il pieno consenso del Governo di allora – ha detto il Governatore – abbiamo rivoluzionato l’approccio alla diffusione della cultura della vaccinazione e abbiamo ottenuto risultati lusinghieri, che oggi indicano una copertura complessiva in Veneto del 92,6% per il morbillo e del 94,5% per la polio nelle persone tra due e diciotto anni. È anche per difendere la bontà della nostra legge che ricorriamo contro un provvedimento che rischia di essere considerato odioso dalle coppie che chiedono e cercano informazione per decidere. Noi la diamo, sia a livello ospedaliero che territoriale. Puntiamo sul dialogo, arrivando a concordare con i

Nuove tecnologie per una sanità efficiente

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5 Tomografie Assiali Computerizzate, 8 Risonanze Magnetiche, 9 Angiografi Digitali e altri 5 investimenti di diversa tipologia, per un valore totale di circa 30 milioni di euro. Sono queste le nuove macchine acquistate dalla Regione, nuove tecnologie che entreranno in funzione negli ospedali tra il 2017 e il 2018, a seconda dei lavori strutturali in alcuni casi necessari per ospitarle, e dei tempi di acquisto. “Si tratta deai primi effetti dell’Azienda Zero – Afferma il presidente Zaia - , della Programmazione pluriennale, della visione globale in linea con la rete ospedaliera, delle gare centralizzate. L’intera sanità mondiale, dall’Oms in giù – aggiunge il Governatore – indica un futuro con sempre meno letti, ricoveri sempre più brevi e interventi sempre meno invasivi e dolorosi. L’obbiettivo si raggiunge potenziando di anno in anno le grandi tecnologie”. Le 25 Tac, con caratteristiche da 16, 64 e 128 strati, riguardano gli ospedali di Belluno, Bassano, Santorso, Arzignano, Vicenza (2 macchinari), Conegliano, Vittorio Veneto, SS Giovanni e Paolo di Venezia, Mirano, Cittadella, Camposampiero, S. Antonio di Padova, Trecenta, Rovigo ( 2 macchinari), San Bonifacio, Legnago,

Azienda Ospedaliera di Padova (2 macchinari), Azienda Ospedaliera di Verona (23 macchinari), l’Istituto Oncologico Veneto (2 macchinari). Le 8 Risonanze Magnetiche riguardano gli ospedali di Feltre, Santorso, Conegliano, San Bonifacio, e le Aziende ospedaliere di Padova (2 macchinari) e di Verona (2 macchinari. I 9 Angiografi Digitali si collocano negli ospedali di Vicenza (2 macchinari), Portogruaro, Mirano, Rovigo, Legnago e nella Aziende Ospedaliere di Padova (2 macchinari) e di Verona. Con la stessa delibera, la Giunta regionale ha dato anche il via libera alla fornitura di sistemi diagnostici per immunoistochimica all’Azienda Ospedaliera di Verona (circa un milione più iva); alla progettazione dell’appalto del servizio integrato di connettività ad alta velocità dell’Azienda Ospedaliera di Padova (780 mila euro più iva); alla gara per la fornitura triennale di sistemi completi di recupero sangue a basso e alto flusso dell’Azienda Ospedaliera di Verona (793 mila euro); alla sostituzione di un acceleratore lineare all’Ulss 2 Marca Trevigiana (un milione 959 mila euro iva esclusa); all’acquisizione di un mammografo digitale con tomosintesi all’Ulss 4 Veneto Orientale (205 mila euro).

genitori percorsi vaccinali personalizzati, e stiamo avendo ragione, tanto che tutte le nostre coperture sono superiori a quelle indicate dall’Oms, che suddivide gli obiettivi a livello nazionale e regionale, da raggiungere entro il 2020”. A supporto della tesi del Veneto, il Governatore ha anche ricordato che “con una recente delibera di organizzazione delle attività vaccinali abbiamo previsto l’esclusione di un bimbo non vaccinato in quelle strutture nelle quali la copertura minima di sicurezza non sia raggiunta (la cosiddetta “copertura di gregge”), tutelando così come e meglio dell’obbligo gli interessi di salute della collettività”.

I dati vaccinali del Veneto

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a legge veneta del 2007, indica come soglia minima per garantire la sicurezza di coorte l’85% della copertura (soglia di allarme), 5 punti più dell’Oms, e tutte le diverse vaccinazioni, rispetto ai nati nel 2014, risultano ben superiori sia alla soglia regionale che a quella internazionale, andando da un minimo dell’89,2% per rosolia, parotite e morbillo, a oltre il 90%, come per tetano (92%), difterite (92%), polio (92%), epatite B (91,4%), pertosse 92%, hib emofilo (91,2%), morbillo (89,2%), varicella (86,8%), Meningococco C (91,7%). Non sono ancora disponibili rilevamenti sul meningococco B perché di nuova attivazione. “Tutti dati – ha tenuto a evidenziare il Presidente – certificati e informatizzati, cosa che nessun’altra Regione in Italia può vantare. Come minimo, prima di introdurre un obbligo, sarebbe necessario che tutti in Italia avessero un sistema di rilevazione come questo”.

Finanziata l’assistenza a donne vittime della violenza L

a giunta regionale ha ripartito le risorse del “Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle Pari opportunità 2015-2016”, assegnate con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri per potenziare l’assistenza ed il sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli. Alla Regione del Veneto è stato attribuito un importo complessivo di circa 1.286.715 euro. “Sono finanziamenti che – sottolinea l’assessore ai servizi sociali del Veneto – useremo per aumentare la diffusione di questi servizi sul territorio e garantire maggiori possibilità di far emergere il fenomeno della violenza, mettendo a disposizione delle donne qualificati punti di ascolto e assistenza e aumentando le possibilità di operare efficacemente per la prevenzione e il contrasto degli episodi di violenza, indirizzando e sostenendo le donne in percorsi di uscita”. In base al decreto, l’importo assegnato al Veneto dovrà essere utilizzato per l’istituzione di nuovi centri antiviolenza e di nuove case rifugio (435.494 euro); per integrare gli interventi regionali già operativi volti ad attuare azioni di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli, sulla base della programmazione regionale; per i centri antiviolenza pubblici e privati (428.912 euro), per le case rifugio pubbliche e

private (323.907 euro). Sulla base di questi criteri – fa presente l’assessore – abbiamo proceduto al riparto nel rispetto della normativa regionale in materia e sentito il parere del “Tavolo di coordinamento regionale per la prevenzione ed il contrasto alla violenza contro le donne” .Per quanto riguarda l’istituzione di nuove strutture, 80.000 euro saranno destinati all’apertura di un nuovo centro antiviolenza nel territorio regionale per poter raggiungere il numero di 22 calcolato come standard di riferimento per la Regione del Veneto. 195.494 euro all’apertura

di nuovi sportelli nei centri antiviolenza già operanti al fine di migliorare la rete dei servizi offerti sul territorio regionale; 160.000 euro all’apertura di due nuove case rifugio nel territorio regionale per permettere una maggiore copertura territoriale. Potranno presentare domanda di contributo i comuni e le aziende unità locali socio sanitarie (ULSS) del Veneto in forma singola, associata o in convenzione con altri soggetti operanti nel settore del sostegno e dell’aiuto alle donne vittime di violenza.


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Salute

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Farmaci e sole: le regole per una corretta conservazione e utilizzo I

farmaci non dovrebbero mai essere esposti a temperature superiori ai 25° C e mantenuti sempre al riparo da caldo, umidità e luce diretta. Mai lasciarli all’interno dell’auto parcheggiata o nel bauletto della moto, vanno portati quanto prima a casa seguendo le istruzioni e i consigli del farmacista. Occhio all’aspetto dei farmaci perché alterandosi possono presentare colore, odore, consistenza, omogeneità diversi dal consueto. Sono queste le regole principali descritte dal vademecum di Federfarma Verona. Tante e semplici regole da seguire perché la corretta conservazione dei farmaci, soprattutto quando le temperature raggiungono livelli estremi come in questa torrida estate, è una pratica salvavita. Una volta passati in farmacia a ritirare i vostri farmaci meglio tornare quanto prima a casa seguendo le istruzioni e i consigli del farmacista che per preparazione è il tecnico del farmaco. In modo particolare questo è sconsigliato se i farmaci sono termolabili, ovvero si alterano facilmente al variare della temperatura, cosa che apprendiamo dalla confezione o dalle indicazioni del farmacista. In questo caso farmaci e dispositivi medici non vanno mai lasciati nemmeno per mezz’ora in macchina o in moto a meno che non si disponga di un contenitore frigo. Quando si viaggia sia sulle quattro che sulle due ruote è sempre preferibile tenere il farmaco nell’abitacolo dell’auto e non nel bagagliaio o nelle valigie esterne che spesso sono sistemate all’interno del box da tetto. In moto bisogna evitare di lasciare i farmaci verso l’esterno delle sacche, mettendoli quanto più possibile al loro interno e la stessa regola vale per i motociclisti che utilizzano lo zaino. In genere i farmaci non dovrebbero mai essere esposti a temperature superiori ai 25° C e mantenuti sempre al riparo quindi non solo dal caldo, ma anche dall’umidità e dalla luce

Fate attenzione se i farmaci sono termolabili, ovvero si alterano facilmente al variare della temperatura, cosa che apprendiamo dalla confezione

Alberto Rigo direttore medico all’ospedale di Schiavonia

diretta. Proprio per evitare la luce è sempre importante conservare i farmaci sempre dentro la propria confezione. “Esistono specifici contenitori per medicinali che tendono a non surriscaldarsi e in generale ad isolare le dosi quotidiane e sono anche molto utili in viaggio quando si tende, sbagliando, a stoccare tutto insieme – spiega Marco Bacchini, presidente Federfarma Verona – ogni prodotto farmaceutico deve essere un “osservato speciale” in estate, come ad esempio, le strisce per test diagnostici che si alterano facilmente se non correttamente conservate. Tutti i farmaci che contengono ormoni come quelli per la tiroide o i contraccettivi sono particolarmente sensibili alle variazioni di temperatura. In generale se si può scegliere e in assenza di difficoltà di deglutizione, in vacanza è meglio optare per le forme solide rispetto a quelle liquide che sono più delicate. Non dimentichiamoci della conservazione e del trasporto di pomate, unguenti, gel, ovuli e supposte per i quali l’innalzamento anche di pochi gradi della temperatura oltre ad alterare il principio attivo rende i prodotti più fluidi con il rischio che il contenuto fuoriesca dalle confezioni macchiando rovinando altri farmaci o il vestiario. Infine un consiglio sulle reazioni da fotosensibilizzazione che in genere provocano problemi cutanei come eczemi e dermatiti. Antistaminici, alcuni antibiotici, sulfamidici, contraccettivi orali e antinfiammatori non steroidei (Fans), ma anche cerotti o gel a base di ketoprofene e prodotti che attenuano il fastidio delle punture di insetto a base di prometazina non devono essere assunti se si ha intenzione di prendere il sole. Vista la complessità dell’argomento invitiamo i pazienti a chiedere sempre consiglio al farmacista che saprà dare in ogni circostanza una risposta tecnica adeguata e personalizzata”.

Sanità L’eccellenza all’Azienda Ospedaliera

Cardiochirurgia Padova capitale di trapianti con numeri da record D

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lberto Rigo, 55 anni, è il nuovo Direttore Medico del Presidio Ospedaliero Madre Teresa di Calcutta di Monselice. Dirigente medico laureato nel 1991 in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Padova, il dottor Rigo si è specializzato in Igiene e Medicina Preventiva. Ha lavorato alla Direzione Medica dell’Azienda Ospedaliera di Mantova e in seguitoa Legnago (VR), dove dapprima ha lavorato come dirigente medico di Direzione Medica Ospedaliera

con l’incarico per la gestione del rischio clinico e successivamente con l’incarico di Direttore supplente per la Direzione Medica. Dall’inizio del 2017, il dottor Rigo ha svolto l’incarico di responsabile della Struttura Semplice “Gestione del rischio clinico” per il Distretto dell’Azienda Ulss n.9 Scaligera di Verona. Numerose le attività di docenza così come le partecipazioni in qualità di relatore a corsi, congressi e seminari sul tema del rischio clinico, dei controlli sanitari.

a otto-nove mesi di attesa a circa 30 giorni: tempi sempre più rapidi per un intervento chirurgico all’azienda ospedaliera di Padova. La cardiochirurgia, diretta dal professor Gino Gerosa, ha riorganizzato il sistema e in alcuni mesi è riuscita ad abbattere la lista d’attesa per fornire ai numerosi pazienti i complessi trattamenti chirurgici sul cuore. Un risultato che si aggiunge all’aumento di personale e di posti letto per una struttura di riferimento nazionale che quest’anno sfiorerà i 1300 ricoveri per 1532 atti chirurgici. “La cardiochirurgia è annoverata come primo Centro in Italia - ricorda Luciano Fior, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova - per numero di trapianti (39) effettuati nel 2016, e per numero di impianti effettuati (100) dal 2010 al 2015. Due primati che conferiscono a Padova il ruolo di Centro leader nel trattamento dell’insufficienza cardiaca terminale, patologia ad elevata complessità assistenziale che, in assenza di trattamenti specifici, è a prognosi infausta. Il paziente deve essere la centralità per quanti operano in questa complessa organizzazione. La nostra offerta è ampia, essendo un Centro Hub ma dobbiamo migliorare con

Da otto-nove mesi di attesa a circa 30 giorni: tempi sempre più rapidi per un intervento chirurgico all’azienda ospedaliera di Padova l’obiettivo di ridurre i tempi d’attesa di chi si rivolge a questa struttura”. L’organizzazione ospedaliera in accordo con la Regione del Veneto e in sinergia con il team cardiochirurgico che dispone di 2 sale operatorie, 35 posti letto, 12 posti in terapia intensiva e 7 in terapia sub-

intensiva per i trapianti, oltre a 198 figure professionali ha organizzato il sistema allungando l’orario di attività nelle sale operatorie. Sono stati aumentati inoltre i posti letto di terapia intensiva. Aumentati anche gli infermieri.


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Cultura

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Un workshop dedicato a Gloria Gli studenti dello Iuav di Venezia hanno dedicato la sedicesima edizione di “W.A.Ve” , sulla ricostruzione in Siria, alla giovane di Camposampiero e al fidanzato, architetti laureati a Venezia morti a Londra

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a ricostruzione in Siria, un futuro migliore a partire proprio dai muri trafitti della propria città. Gli studenti dello Iuav di Venezia hanno dedicato la sedicesima edizione di “W.A.Ve” , workshop rivolto agli studenti del corso triennale, a Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i 27enni architetti laureati a Venezia morti nel rogo della Grenfell Tower a Londra. Tenutosi a luglio, il seminario ha affrontato il tema della ricostruzione in Siria. Gli studenti partecipanti erano 1.500, inclusi 150 esterni di cui 50 proprio siriani. “W.A.Ve” è acronimo di Workshop Architettura Venezia, ma piace di più pensare – ricordando Gloria e Marco - al significato più stretto di: onda. Vale a dire al mare che unisce e non divide. A quel nome in greco antico, “pontos”, che richiama subito i ponti e non i muri. Sarebbe piaciuto a Gloria e Marco questo tavolo di lavoro da condividere con i com-

La sede dello Iuav e, sotto, Gloria e Marco

pagni di studio di varie nazionalità, culture, civiltà. L’iniziativa targata Iuav non è la sola per Gloria e Marco. A Camposampiero in Comune, ad esempio, è stato messo a disposizione un grande quaderno dove poter lasciare un pensiero, una riflessione. Il consigliere di opposizione Domenico Zanon ha, poi, proposto di intitolare una via a Gloria, e non solo, “per fare memoria di quanti sono partiti dalla nostra terra alla ricerca di fortuna, di un lavoro, di una vita migliore. Intitoliamo loro una strada: via degli Emigrati di Camposampiero - propone Zanon –. La stessa sorte era toccata, due anni fa sempre a Londra, a Federica Baldassa, travolta e uccisa in pieno centro da un camion (pieno di affetto il necrologio della famosa fashion designer Vivienne Westwood, Federica aveva lavorato nel suon atelier, ndr). “Gloria e Federica erano figlie della nostra terra – prosegue Za-

non -, accomunate dalla speranza, finita in tragedia, di trovare altrove un futuro migliore. La differenza rispetto al passato è che oggi emigra chi ha un titolo di studio, magari con lode, e velocemente, in aereo, mentre allora

“In sogno con Peter Pan” chiude “Sogno d’estate” Successo per la rassegna estiva organizzata dal Comune di Trebaseleghe con Arteven

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ran finale il 4 agosto per la rassegna “Sogno d’estate” realizzata dal Comune di Trebaseleghe con Arteven. In scena l’associazione Tipi Da Teatro che presenta “In sogno con Peter Pan” spettacolo teatrale e musicale di Giovanni Giusto ed Emanuela Zaro, adatto a tutte le età, anche per il bambino che è in tutti noi. L’appuntamento è alle 21.15 al Parco del Draganziolo. Soddisfatti gli amministratori, in particolare l’assessore alla Cultura Antonella Zoggia che ha fortemente voluto un cartellone ricco di spettacoli di qualità alla portata di tutti. “Nello splendido scenario naturalistico del Parco del Draganziolo – spiega Zoggia - abbiamo aperto con ‘Il mio canto libero’, non un semplice concerto ma un grande spettacolo che ha omaggiato il periodo d’oro della storica accoppiata Mogol – Battisti. Sul palco, un ensemble di musicisti affiatati e già rodati nel corso di lunghe carriere, che portano avanti questo nuovo progetto con grande determinazione. E poi la grande Lella Costa con ‘Questioni di cuore’. In un gioco di contrappunti tra botta e risposta che raggiunge tutte le sfumature, i diversi gradi d’intensità e di intimità, la Costa ha dato voce e corpo alle lettere ricevute da Natalia Aspesi e pubblicate su ‘Il Venerdì’ di Repubblica. Per Trebaseleghe un “Sogno d’estate” da ripetere”. Per info e costi; http://www.trebaseleghe.gov.it/. (c.r.)

Uno scorcio del Parco Draganziolo di Trebaseleghe

“Nei luoghi della cultura” Dopo l’esordio a Trebaseleghe con Lella Costa continua “Nei luoghi della cultura”. La rassegna - un racconto a tappe de territorio . è promossa dagli assessorati alla Cultura della Federazione per promuovere e

fare rete nel territorio con un calendario di iniziative e spettacoli fino a novembre. Sedici appuntamenti con tematiche che spaziano dal teatro, al cabaret dalla musica classica, al pop, al jazz, non disdegnando linguaggi quali la letteratura, la fotografia, il folklore, l’intrattenimento puro: una proposta varia, rivolta a cittadini di ogni età. Un contenitore di eventi che, utilizzando il linguaggio universale delle emo-

emigrava il povero con la valigia di cartone, su un treno o una nave, con un biglietto di sola andata. Sono tragedie che ci toccano così da vicino e che abbiamo il dovere di non dimenticare”. E.R.

zioni vuole raggiungere un pubblico vasto ed eterogeneo, condurlo per mano a riappropriarsi dei luoghi della propria storia, stimolarlo a riscoprirli, con occhi rinnovellati dalla bellezza. Prossimo spettacolo in calendario venerdì 4 agosto a Trebaseleghe: lo spettacolo “In sogno con Peter Pan” al parco del Droganziolo (si veda l’articolo qui a lato, ndr). Dall’1 al 5 settembre a Villanova di Camposampiero apre la mostra d’arte contemporanea e fotografica “Meta-morfosi” (sarà presente Leandro Barsotti, ingresso libero). A Villa del Conte venerdì 1 settembre lo spettacolo “Borsellino” presso l’Oasi Vallona. Sabato 2 settembre a Loreggia è l’ora del cabaret. Il 9 settembre doppio appuntamento a Santa Giustina in Colle con l’evento “A spasso con l’autore” e a Bronzola con “Musica al parco” presso il parco Tergolandia. Con rassegna “I luoghi della Cultura” il Camposampierese partecipa all’edizione 2017 di Rete Eventi, il network di cultura e spettacoli coordinato dalla Provincia di Padova con l’obiettivo di esaltare il territorio. Per il programma e i costi si può consultare il sito internet del Comune di Camposampiero (www. comune.camposampiero.pd.it). Bianca Parise


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Sport

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Rugby Amatori Camposampiero

Le PataTose: amiche in campo Ora il rugby in zona è diventato una realtà che accoglie tutti coloro che hanno voglia di conoscere questo sport

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ra il 2012 quando un gruppo di amici ebbero una visione: promuovere i valori del rugby nel Camposampierese, come era già successo pochi tempo prima con il minirugby. E dopo cinque stagioni il seme piantato è diventato una solida pianta: oggi gli amatori rugby Camposampiero (St.Pieterfield per gli amici) contano più di 50 iscritti, che in realtà sono 50 amici. Tra loro ci sono le PataTose, la squadra femminile amatoriale di rugby: un gruppo di amiche, e mamme, che una fredda sera d’inverno, in un campo umido e

fangoso, hanno deciso di mettersi in gioco. Ora il rugby è diventato una realtà che accoglie tutti coloro che hanno voglia di fare o conoscere questo sport, che siano giocatori old, ex giocatori, appassionati, o semplicemente curiosi. Per tutti loro, le porte del campo sono sempre aperte, perché non tutti diventeranno giocatori di rugby, ma chiunque può diventare rugbista. “Molti di noi lo sono diventati in tarda età grazie alla pazienza e capacità del coach, anzi grazie a questo entusiasmo la squadra è diventata una so-

Tennis, un anno di soddisfazioni per il Monti

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iccoli tennisti crescono: va in archivio un’altra stagione positiva per il club “T.C. Monti” di Camposampiero che alcune settimane fa ha festeggiato la fine dei corsi. Estate è tempo di bilanci per il tennis club, la storica associazione cittadina che promuove lo sport dei “gesti bianchi” a Camposampiero. I corsi hanno avviato alla racchetta oltre 35 tra bambini e ragazzi: un mix di emozioni prorompenti che ha invaso i rettangoli di terra rossa di via Giorgione in occasione della festa di fine anno in cui gli aspiranti tennisti, coadiuvati dagli istruttori del Monti hanno dato prova della loro abilità da fondo campo e sotto rete. Intanto continua l’impegno del club anche nel settore agonistico in cui si stanno distinguendo le formazioni impegnate nella Coppa Italia maschile, femminile, under 14. Forte di una tradizione ormai consolidata il Monti organizza nel corso dell’anno tornei, sia maschili sia femminili, che richiamano a Camposampiero le promesse del tennis nazionale. L’ultimo appuntamento in programma per la stagione estiva è stata la terza edizione del torneo nazionale “Città di Camposampiero - Memorial Roberto Gallo”, categoria open maschile, in cui si sono cimentati alcuni tra i primi 50 giocatori d’Italia a partire dalla cat. 2.1. (bi.pa.)

lida realtà a livello old, ad oggi imbattuta da 24 partite consecutive – racconta il vulcanico presidente Fabio Valentini – nella mia visione per il futuro rugbistico di Camposampiero sogno già club-house e una squadra senior. Senza dimenticarci che tutto ciò ha un grande valore sociale, di aggregazione e di promozione sportiva nel territorio, e per questo ci auguriamo le istituzioni

locali si promuovano per sostenere questa solida realtà locale”. Per i più vogliosi e curiosi, gli allenamenti ricominceranno da settembre ogni lunedì e giovedì a partire dalle 20.30 nel campo sportivo di Camposampiero. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito Internet ufficiale: www.amatorirugbycsp.com Bianca Parise


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La Trattoria Passaora è stata per oltre 50 anni un punto di riferimento per chi amava un ambiente familiare e accogliente, dove gustare i piatti tradizionali della cucina della veneta.

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Oggi, in un locale profondamente rinnovato, Claudia, Andrea e Fabio propongono la cucina del territorio con un’ampia carta dei vini.

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N Capo Boi di Villasimius, baia e location esclusiva scelta da celebrity e vip

ella Sardegna meridionale, in una baia privata con acqua cristallina e sabbia soffice, sorge la prima struttura Family Premium del gruppo alberghiero Falkensteiner. Da qui è andata in onda a luglio la puntata di Temptation Island, celebre programma di Canale 5, girata nella splendida cornice a 5 stelle del Falkensteiner Resort Capo Boi. L’ambiente raffinato e romantico, la terrazza sulla spiaggia privata, il mare cristallino, l’infinity pool e la Spa illuminata dalle candele. E dopo i vip ora si lavora per un nuovo grande evento: dall’8 al 10 settembre tante le attività dedicate ai bambini, in arrivo anche le Winx, le celebri fatine che incontreranno i loro fans nel Resort Falkensteiner che alle famiglie offre il massimo livello di lusso e comfort, con piscine panoramiche, area Spa, terrazza con bar e gelateria, ristorante in riva al mare, club lounge e campi da tennis,

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calcetto e beach volley. Per i bambini non solo un miniclub, ma anche un parco a tema Falky-Land, molte attività ricreative e un piccolo zoo. Per gli amanti dello sport una stazione esterna con stand up paddling, snorkeling, diving e canoa con l’assistenza di professionisti. Innumerevoli anche le proposte per il benessere dei più grandi, che potranno rigenerare corpo e mente nell’oasi benessere Acquapura Spa, tra bagno turco, sauna finlandese, biosauna, area cardio-fitness, corsi di yoga e pilates. Il coronamento di una vacanza che diventa esperienza sensoriale a tutto tondo, soddisfando le fantasie dei più piccoli che avranno l’opportunità di conoscere dal vivo le celebri protagoniste della serie. Per l’occasione è stato appositamente ideato un pacchetto speciale, prenotabile al seguente link: https://www.falkensteiner.com/it/ hotel/capo-boi/offerte/winx_o_21225


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Armenia preziosa, il cuore cristiano del Caucaso

Bruno Cazzin, cuoco padovano che da vent’anni vive a Yerevan, ci aiuta a scoprire questa terra antica e ricca di bellezze: dai monasteri costruiti in luoghi di grande suggestione, ai caravanserragli sulla Via della Seta, alle atmosfere alpine del lago Sevan di Renato Malaman

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oveva restarci soltanto 15 giorni, risiede là da quasi vent’anni! Storia d’altri tempi e decisamente singolare quella di Bruno Cazzin, cuoco padovano nativo di Vigonza che oggi vive a Yerevan, capitale dell’Armenia. Una storia che sa di sfida, che fa pensare a certe migrazioni verso l’ignoto che caratterizzarono altre epoche (si pensi ai veneti finiti in Sud America o in Australia). Quando Cazzin, su invito di un amico, raggiunse l’Armenia il paese aveva da pochi anni ottenuto l’indipendenza da Mosca (prima fra le 15 repubbliche ex sovietiche) ed era reduce dalla sanguinosa guerra del Nagorno Karabakh contro l’Azerbaijan. Era un paese in ginocchio, che ancora cercava nuovi punti riferimento nello scacchiere geopolitico dell’area. Impresa non facile in Caucaso, regione da sempre percorsa da tensioni sotterranee. Su cui ancora pesano certi spostamenti coatti di popolazioni da una regione all’altra imposti da Stalin, all’insegna del “Divide et impera”. Bruno Cazzin in quel clima difficile aprì il ristorante “Ai leoni” in Tumanyan Street, una delle vie simbolo della capitale e del nuovo corso armeno, su cui oggi si affacciano locali e negozi importanti. “Ai leoni”, grazie alla passione e alla professionalità di Cazzin, oggi è l’unico vero ristorante italiano di Yerevan, dove la cucina e la cantina sfoggiano prodotti di qualità “made in Italy”. Perché abbiamo scelto Cazzin come Cicerone per raccontare l’Armenia? Semplice: il suo ristorante è una sorta di ambasciata-ombra del nostro paese, dove passano molti personaggi importanti della società armena attuale. Da Karakhin II, il Catholicos (ovvero il “papa”) della chiesa armena, la prima chiesa cristiana al mondo fondata nel 302 d.C., 12 anni prima dell’Editto di Costantino e quindi della Chiesa di Roma, al console onorario d’Italia Antonio Montalto, che andò in Armenia nel 1988 per aiutare il paese a superare la fase critica del devastante terremoto che colpì il paese quell’anno. Quel Montalto che nel frattempo ha favorito la costruzione di tre ospedali e di numerose altre strutture di pubblica utilità. Si deve a lui anche la presenza delle didascalie in italiano nei pannelli turistici posti davanti ai maggiori monumenti del paese. Non solo: il ristorante di Cazzin è meta di imprenditori, uomini di cultura, turisti italiani, tutti sicuri di poter trovare da lui informazioni utili, consigli e, naturalmente, un buon pasto all’italiana. “L’Armenia in questi vent’anni ha fatto passi da gigante” osserva Cazzin “il paese gode dell’amicizia, e delle fonti energetiche, della Russia, ma ha buone relazioni anche con l’Europa, gli Stati Uniti e persino con l’Iran. Lo stile di vita degli armeni oggi guarda molto all’Occidente. Con la Turchia e l’Azerbaijian invece i rapporti sono congelati: pesano molto le vicende del passato. Dico solo che la Turchia un secolo fa si è presa due terzi dell’Armenia storica e non ha mai riconosciuto il genocidio del 1915”. Già, il genocidio degli armeni, costato circa 1.800.000 vite umane. Una della pagine di storia del XX secolo più vergognose, perpetrato dal movimento dei Giovani Turchi per strappare terre e beni di quel popolo. Si pensi che lo stesso Monte Ararat, quello dell’Arca di Noè, montagna simbolo della nazione armena, oggi è in territorio turco. L’Armenia odierna è un paese che ha tanta voglia di futuro e che ha moltissimo da far vedere a chi decide di visitarla. Per l’ingresso basta il passaporto, non serve

NELLA FOTO GRANDE IL MONASTERO DI NORAVANK NEL SUO SOLENNE CONTESTO DI ROCCE. A DESTRA, DALL’ALTO: IL MONASTERO DI KHOR VIRAP E SULLO SFONDO IL MONTE ARARAT (OGGI IN TERRITORIO TURCO) DOVE SECONDO GLI ARCHEOLOGI SI È INCAGLIATA L’ARCA DI NOÉ. SOTTO:UNA DELLE PIAZZE DI YEREVAN E UN MANIFESTO INNEGGIANTE AL NAGORNO KARABAKH NEL CENTRO DELLA CAPITALE “LIBERATA” STEPANAKERT. QUI SOPRA: BRUNO CAZZIN NEL SUO RISTORANTE “AI LEONI”. A DESTRA: IL MONASTERO DI SERAVANK SUL LAGO SEVAN E UN KACHKAR - CROCE DI PIETRA - DI CUI SONO RICCHI I CIMITERI ARMENI. A LATO, A DESTRA: PUPAZZI IN COSTUME TRADIZIONALE ARMENO. SOTTO: LA STRADA CHE CONDUCE IN NAGORNO KARABAKH, LE MISTERIOSE PIETRE FORATE DI KARAHUN, OVVERO LA STONEHENGE ARMENA, IL MEMORIALE DEL GENOCIDIO A YEREVAN, GIOVANI A PASSEGGIO NELLA CAPITALE E KARAKHIN II, IL CATHOLICOS DELL’ANTICHISSIMA CHIESA ARMENA

Antonia Arslan: “Il genocidio di un secolo fa è una ferita ancora aperta” “Le ferite del genocidio sono stimmate nel cuore di ogni armeno. Tutti ci stiamo battendo per una memoria condivisa in modo da rendere finalmente giustizia alle vittime di quel crimine di massa”. L’auspicio è espresso dalla scrittrice Antonia Arslan, padovana di famiglia armena, nota per il suo libro “La Masseria delle Allodole”, opera del 2004, vincitrice dei premi Campiello e Stresa, tradotta in più lingue. La stessa da cui i fratelli Taviani trassero ispirazione per l’omonimo film, che pure contribuì ad alzare il velo sulla tragedia del genocidio, costato la vita a 1.800.00 persone. “L’aspetto più grave di questa vicenda per tanti anni dimenticata dalla storia” ag-

giunge Antonia Arslan “è che la Turchia non ha mai riconosciuto le proprie colpe e continua a farlo. In Italia qualche anno fa in seno al Partito Democratico, senza conoscere la storia, a una corrente del partito venne dato il nome “Giovani Turchi”. Quando facemmo presente chi erano stati un secolo fa i Giovani Turchi, ovvero gli ideatori del genocidio, il Pd con grande imbarazzo ci porse le sue scuse…”. Due parole sull’Armenia di oggi: “E’ un paese da conoscere: terra di grandi monasteri e di paesaggi di solenne bellezza, dove vive un popolo antico e di antica cultura, fiero della propria identità. Di cui ci sentiamo custodi anche da noi figli della diaspora”.

più il visto. Si può noleggiare un’auto e andare dove si vuole. La capitale Yerevan è una città molto dinamica, con uno standard di vita elevato rispetto al resto del paese. Il centro storico è monumentale. Tra i palazzi più belli spicca il Teatro dell’Opera, la cui programmazione è sempre di alto livello. Di recente è stato aperto un museo dedicato a Charles Aznavour, il cui nome è in realtà Chahnouhr Varinag Aznavourian. Il cantautore, attore e diplomatico vive in Francia, ma è senza dubbio oggi l’armeno più famoso al mondo. Non a caso è stato chiamato lui ad aprire nel 2015 l’anno del centenario al memoriale del Genocidio di Yerevan. Nell’Armenia turistica spiccano gli antichi monasteri, uno più bello dell’altro. Nidi d’aquila costruiti in pietra su luoghi arditissimi. Alcuni vanno nominati: Khor Virap con lo sfondo dell’Ararat; Ghegard, scavato nella nuda roccia; Novarank, incastonato fra spogli picchi in un ambiente roccioso; Tatev, raggiungibile con la funivia più lunga al mondo, costruita da un’azienda svizzera e lunga quasi 7 chilometri. Alcuni si specchiano sulle acque del grande Lago Sevan. L’Armenia si trova lungo la Via della Seta, di cui conserva imponenti caravanserragli in pietra. C’è pure un’area a 2400 metri di altezza che assomiglia a Stonehenge e cela antichi segreti astronomici. Da vedere il complesso religioso di Echmiadzin, il “vaticano” armeno. Oggi è visitabile anche il Nagorno Karabakh, regione abitata da armeni che Stalin assegnò all’Azerbaijan e che si è svincolata da Baku solo attraverso una sporca guerra combattuta dal 1991 al’ 94, costata 30.000 morti e un milione di profughi. Oggi lo status quo della regione è in bilico, in attesa dell’esito di un negoziato internazionale aperto anni fa. Nel frattempo però gli armeni della diaspora (che sono nove milioni, contro i tre che vivono oggi nel paese) hanno inviato molti aiuti, così da trasformare la regione in una sorta di Svizzera del Caucaso, dove tutto è nuovo e pulito. Un armeno americano ha finanziato la costruzione strada di Lacin che collega il Nagorno Karabakh (che ora si chiama Artsakh) con l’Armenia. Per l’ingresso le formalità sono minime. Insomma, l’Armenia va conosciuta. Un viaggio in questo angolo di Occidente incastonato in Asia riserverà molte sorprese. Bruno Cazzin lo testimonia con la sua decisione di rimanerci a vivere. “Qui si vive bene” assicura “anche gli armeni sono bravi e devo dire che gli italiani sono gli ospiti più coccolati. Vi aspetto. Anzi, l’Armenia vi aspetta, con le sue straordinarie bellezze, i suoi grandi vini, la sua gente cordiale e ospitale”.


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Dormire come principi al castello di Meleto

A Gaiole in Chianti, un soggiorno di charme in un borgo medievale che domina dall’alto uno degli scorci incantati della Toscana

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n weekend o una fuga di relax in uno dei luoghi più suggestivi della Toscana, un soggiorno di charme in un antico maniero a Gaiole in Chianti tra grandi vini, un teatro del Settecento con scenografie originali, uliveti e mille ettari di boschi. Tutto questo è Castello di Meleto che fin dal 1256 si staglia sulla collina a dare il benvenuto a chi arriva a Gaiole in Chianti. Un luogo incantato che sorveglia e domina i terreni circostanti, ricamati di vigneti, dove gli ospiti possono concedersi una vacanza sulle orme della famiglia De’ Medici. Perfetta fusione tra passato e futuro, il Castello di Meleto rappresenta ancor oggi l’anima autentica del Chianti, che raccoglie sotto le proprie insegne una prestigiosa cantina, un’enoteca in cui degustare le etichette del castello, un’azienda agricola, una fattoria in cui vengono allevati i maialini di Cinta Senese e un borgo medievale divenuto agriturismo di charme. Una storia cominciata nell’XI secolo con i monaci benedettini e proseguita interrottamente sino ai giorni nostri. Immerso nella splendida campagna toscana, il Castello di Meleto da oltre mille anni domina una piccola valle del Chianti dove le principali vie di comunicazione tra Siena, Firenze e il Valdarno si incrociano. Nel XVIII secolo, quando ormai il pericolo di assedi era un lontano ricordo, il castello venne trasformato in una villa nobiliare

Un tuffo nella storia in una stanza arredata come nel ‘700 di campagna, con stanze finemente decorate e affrescate. A seguito dei lavori di ristrutturazione avvenuti nel 2000, oggi è possibile soggiornare all’interno del castello o in una delle sei caratteristiche case coloniche che si trovano a poca distanza. Per chi vuole assaporare l’ambiente dell’antica campagna toscana, la soluzione ideale è il soggiorno in una delle 24 camere all’interno degli appartamenti ricavati nelle antiche case coloniche. Due di queste residenze sono direttamente addossate al castello, rivolte verso

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la campagna; altre due si trovano a pochi passi dalla fortificazione. La Casanova, invece, si trova in una splendida posizione collinare con vista sul Castello e sulla Valle del Chianti. Tutti gli appartamenti sono dotati dei migliori comfort e accorgimenti moderni, per concedersi un viaggio sensoriale in un tipico ambiente toscano e rilassarsi nella terrazza o nel giardino privati, sotto lo sguardo dello storico maniero. Durante le calde giornate estive, è anche possibile rinfrescarsi in una delle due grandi piscine esterne che si affacciano sul meraviglioso paesaggio della campagna toscana. Le camere che si trovano all’interno del Castello di Meleto riportano invece alla mente visioni romantiche e atmosfere da fiaba. Soggiornando nella Torre di Guardia o nella Casa Canonica, si potrà godere dell’inebriante vista sul giardino delle erbe, dormire nei morbidi letti a baldacchino nelle stanze con travi a vista e pavimenti in cotto e passeggiare nella corte del Castello. Completa questa esperienza d’altri tempi la prima colazione di Alina, servita nell’antica cucina di Fattoria, davanti al grande camino. E per i viaggiatori che cercano e desiderano un soggiorno più autentico, il Castello di Meleto mette a disposizione una camera arredata in semplice stile settecentesco,

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che presenta una particolarità: così come succedeva fino a qualche decennio fa, l’ospite vivrà un’esperienza estremamente realistica del tempo, avendo a disposizione nella camera il tradizionale catino smaltato con la brocca d’acqua. Questo tipo di soggiorno frugale ma allo stesso tempo autentico, vuole far sì che il viaggiatore si senta a stretto contatto con il territorio che sta visitando, per carpirne la sua vera anima.


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La montagna vi chiama: nei Falkensteiner Hotels in Carinzia le famiglie si godono l’estate in montagna Invitiamo le famiglie nel paradiso montano austriaco, precisamente a Katschberg e a Nassfeld

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’aria fresca, la vista ampia ed un’impressionante varietà della natura - questa è l’estate in montagna. Qui, lontano dai rumori e dalla frenesia della città, si ritorna di nuovo ad un’autenticità naturale che resta impressa per molto tempo, anche dopo la vacanza. Soprattutto per le famiglie, quando è il momento migliore dell’anno per essere uniti, attivamente o rilassandosi, e godere al meglio questa meritata pausa dalla vita di tutti i giorni in montagna. I Falkensteiner Family Hotels vi invitano in montagna quest’estate, per scoprire questi luoghi carinziani mozzafiato: Katschberg e Nassfeld. I Falkensteiner Hotels per famiglie, l’Hotel & Spa Carinzia, l’Hotel Sonnenalpe, l’Hotel Cristallo e il Club Funimation Katschberg offrono tutto ciò che rende perfetta una vacanza estiva. Direttamente fuori dalla porta degli hotels si possono scorgere paesaggi naturali da togliere il fiato. Qui si possono trovare le condizioni ideali per numerose attività all’aperto per tutta la famiglia: trekking, mountain bike, arrampicata, slittino estivo e molto altro ancora. A Nassfeld vi aspettano oltre 100 attività emozionanti e ricreative per tutta la famiglia. Con la Nassfeld Card +, gli ospiti del Falkensteiner Hotel & Spa Carinzia possono usufruire di sconti o addirittura avere gli ingressi gratuiti in molte attrazioni. A partire dall’estate 2017, gli ospiti del Katschberg possono usufruire della Katscherg-Card, potendo così utilizzare le numerose strutture ricreative intorno all’hotel. Il personale dei Falkensteiner vi può aiutare a pianificare il programma attivo ed aiutarvi nel noleggio di attrezzature sportive. Una caratteristica molto speciale attende i più piccoli, la mascotte “Falky”. Anche all’interno dei Falkensteiner Hotels Katschberg e Nassfeld vi è una grande varietà

di programmi per grandi e piccoli ospiti. Mentre gli adulti si rilassano nella spaziosa Falkensteiner Acquapura SPA, i bambini possono divertirsi al Falky-Land, un colorato mondo pieno di giochi, divertimento e azione. Assistenza professionale e amorevole anche con la mascotte Falky, mentre nella SPA per i bimbi ci sono anche dei intrattenimenti su misura per loro. Una combinazione culinaria perfetta in cucina Falkensteiner, tra specialità carinziane regionali ed un tocco mediterraneo. Dalla ricca colazione a buffet alla cena a più portate. Al buffet dei bambini, i più piccoli potranno trovare sia piatti più popolari come gli spaghetti, la cotoletta, nonché pasti sani e gustosi. Per soddisfare le esigenze dei genitori e dei figli sono state progettate delle camere famigliari su misura, complete di accessori per i bimbi, biancheria Falky e molte altre attenzioni. Divertimento, giochi e azione nella fantastica natura. Questa è l’estate alpina di Falkensteiner! ALTO ADIGE

Nel cuore dell’Alto Adige, accarezzato dalla fresca brezza delle Dolomiti, sorge il Falkensteiner Family Hotel Lido Ehrenburgerhof, ideale per famiglie con bambini. Di fronte ad un laghetto privato balneabile ed immerso in un ampio giardino con parco avventura, l’Hotel Lido coccola i suoi ospiti con un’atmosfera davvero unica. Centro benessere con piscine, saune, bagno turco e sala fitness, ottima offerta enogastronomica ed un ricco programma di attività per grandi e piccini rendono la vacanza davvero indimenticabile.


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enuta Ca’ Zen è una Villa Veneta del 1700 costruita dall’omonima famiglia di Patrizi veneziani presso le rive del grande Fiume Po. Passo’ poi ai Marchesi Guiccioli. Famosa e romantica la storia di amore tra la bellissima e giovane Teresa Guiccioli e il poeta Inglese Lord Byron. A Ca’ Zen Byron venne per amare Teresa, e per scrivere la sua affascinante “ Stanzas to the Po”. La proprietà passo’ poi ai Casalicchio Avanzo. Elaine Avanzo Westropp Bennett, originaria dell’Irlanda del Sud, sposa del Cavalier Pericle Avanzo, ebbe l’idea di aprire questa grande casa ad ospiti Italiani e stranieri, desiderosi di conoscere quest’angolo d’Italia affascinante e poco conosciuto, un giardino, tra alcune delle città d’arte più note al mondo: Venezia, Ravenna, Ferrara, Padova.... Oggi la Tenuta ospita persone da tutto il mondo. Da Ca’ Zen è bello partire in bicicletta, in barca, in canoa , a cavallo per andare alla scoperta del Delta del Po... Chioggia, Pomposa e Comacchio distano da noi 30 minuti. A pochi minuti si trova l’Autodromo di Adria. Ca’ Zen oggi offre un servizio di pernottamento e prima colazione nelle affascinanti camere della Tenuta. Su prenotazione gli ospiti dell’Agriturismo possono cenare in Tenuta. Ca’ Zen, con il suo grande parco di 4 ettari, la sua splendida ed antica aia in cotto, la scuderia, la cappella , i granai, è una cornice affascinante per ricevimenti, cene aziendali, attività culturali e occasioni speciali. Quest’anno la Tenuta ha organizzato un festival dedicato alla musica classica e alla cultura.

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Food & Drink SUA MAESTÀ L’ANGUILLA, COMACCHIO IN FESTA

CUCINA TIPICA CAORLOTTA, VACANZE DI GUSTO E SAPORE

Ancora più ricca ed appetitosa ritorna a Comacchio, in provincia di Ferrara, da venerdì 29 settembre a domenica 15 ottobre, la Sagra dell’Anguilla. Anche per la diciannovesima edizione dell’evento che celebra la regina gastronomica di questi territori, la “piccola Venezia del Delta del Po” si vestirà a festa proponendo un ricchissimo cartellone di appuntamenti non soltanto per i tre weekend previsti ma anche in tutte le serate delle due settimane di kermesse. A partire dal grande stand gastronomico a pochi passi da Argine Fattibello con oltre 700 posti a sedere, le cui cucine ogni sabato e domenica vedranno ‘sua maestà’ l’anguilla protagonista un po’ in tutte le pietanze, dall’antipasto fino al dessert: un biscotto tipico a forma… d’anguilla. Ma le prelibatezze culinarie si uniranno ai piaceri della scoperta. Infatti sono molteplici le proposte per escursioni a piedi, in bici ed in barca ma anche degustazioni guidate e cooking show dedicati alla valorizzazio-

La cucina Caorlotta, tipica delle località nel territorio di Caorle, include il moscardino, mollusco pescato nel mare antistante la cittadina, che viene consumato solitamente dopo essere stato lessato. Se siete da quelle parti assaggiate l’atro piatto della tradizione che è la pasta al nero di seppia, dove il nero contenuto nella sacca delle seppie serve a dare un gusto particolare alla pasta. Va ricordato il “broeto”, preparato fin dal passato dalle famiglie dei pescatori. E’ un piatto unico a base di pesce misto che può essere mangiato da solo o accompagnato da polenta bianca. Notevolmente apprezzate le oche, le anatre e le galline, cucinate bollite, arrosto od in umido, arricchite con odori, pancetta ed aromi. Famosa l’anatra in salsa o ripiena di acciughe, soppressa, rosmarino e lardo. Da provare la faraona con la peverada, una salsa fatta con abbondante pepe, brodo, burro, insaccati e pangrattato. Altro piatto locale popolarissimo è il fegato alla veneziana, fatto stufare in abbondante cipolla. Amatissimo il risotto, come il pregiato vialone nano veronese. Infinite le varianti di risotti: con insaccati tipici come la luganega o il pintel, coi bruscandoli (luppolo selvatico), con i funghi, con il radicchio rosso, i famosi risi e bisi (i piselli), con i frutti di mare e col bisato (l’anguilla). Il formato di pasta tipico sono i bigoli: preparati con una salsa di cipolle e acciughe oppure coi “rovinazzi”, rigaglie e fegatini di pollo. Tipici del bellunese sono i casunziei, ravioloni farciti con un impasto a base di rape rosse, conditi con un sugo composto da

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ne di prodotti e tradizioni che fanno di Comacchio la capitale dell’anguilla ma anche il cuore del Bosco Eliceo, la denominazione di origine dei vini delle sabbie. Da non perdere, inoltre, le attività sull’acqua: dalle visite guidate del centro storico navigando lungo i canali cittadini alle spettacolari gare dei vulicepi, tipica e velocissima imbarcazione comacchiese, che si svolgeranno ogni domenica pomeriggio. E ancora, le dimostrazioni pratiche di cattura dell’anguilla nelle stazioni da pesca delle valli ed i gemellaggi enogastronomici che vedranno approdare a Comacchio specialità e must agroalimentari provenienti non soltanto da altri territori italiani, ma anche dal Giappone. Nel primo week end di Sagra tornerà infatti anche lo chef Hiroshi Ogata, uno dei massimi esperti nipponici nella cucina di questo pesce.

TUTTI I MARTEDÌ DEGUSTAZIONI DI OLIO E VINO DEL GARDA Ogni martedì sera nel periodo estivo, da maggio a settembre, il Frantoio Manestrini sul lago di Garda offre ai suoi ospiti una visita guidata dell’oleificio di famiglia: dopo un’introduzione all’olivicultura e una visita all’oliveto, il percorso prosegue all’interno del frantoio per spiegare il metodo di lavorazione, i macchinari e le tecnologie impiegate. La visita guidata è accompagnata, inoltre, dalla degustazione dei prodotti tipici del Garda: olio extravergine d’oliva, oli aromatizzati, aceti, vino, patè di olive, verdure sott’olio. Le visite si effettuano su prenotazione alle ore

17.30. Per gruppi formati da minimo 6 persone è possibile effettuare la degustazione in altri giorni della settimana e organizzare il servizio bus navetta. Sempre su richiesta il Frantoio è disponibile a organizzare visite guidate anche nel periodo invernale. Per degustare buoni vini il posto giusto, invece, è Le Bignele, l’azienda offre tutti i martedì la visita dei propri spazi e la degustazione di 5 vini tipici della Valpolicella sapientemente abbinati a formaggi e salumi. Si può gustare l’Amarone, il Ripasso, il Valpolicella classico superiore, il Rosso veronese ed il Recioto.

burro fuso, ricotta affumicata e semi di papavero. Fra le zuppe vanno ricordate il “manai”, fatto con lardo, fagioli, farina ed uvetta, la zuppa con i fegatini, con le trippe e la “coada”, con brodo, pane vecchio, e piccione. Fra i secondi di pesce ricordiamo le sarde in saor, fritte e poi messe a macerare in aceto, uva passa e pinoli, il baccalà mantecato. Particolarmente pregiati i granchi di laguna: le granceole, grossi granchi e le moeche, piccoli granchi senza carapace, pescati durante la muta e per questo pregiatissimi. Il filo conduttore della gastronomia veneta è la polenta: con gli osei (uccelli) o il baccalà, con la carne, i funghi o col sugo. La polenta bianca accompagna solitamente il pesce, quella gialla le carni.

BACALÀ ALLA VICENTINA: TRENT’ANNI DI FESTA La Festa del Bacalà alla Vicentina in programma nella piazza principale di Sandrigo, in provincia di Vicenza, dal 12 al 25 Settembre 2017 celebra quest’anno i trent’anni, tanti quanti la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina. Nata nel 1987 a Sandrigo su iniziativa dell’avvocato Michele Benetazzo per difendere la buona cucina locale, la Confraternita in questi trent’anni ha lavorato per recuperare e riportare in auge il piatto della tradizione culinaria veneta che altrimenti rischiava di ARBUSTI DA FIORE E PIANTE FORESTALI E ALBERATURE E scomparire. Oltre a codifica re una PIANTE DA SIEPE PIANTE DA LEGNO PIANTE A FORMA NATURALE ricetta ufficiale, la Confraternita ha promosso gli abbinamenti più indicati con il vino e gli altri prodotti tipici per accompagnare il bacalà alla vicentina, instaurato rapporti con altre Confraternite italiane e promosso le “Giornate Italo-Norvegesi” che si tengono a Sandrigo sempre presente in menù, ed una può essere impiegato per prepararogni due anni. La nostra passione verde al servizio di tutti: di Enti forestali e grandi seraèdedicata alla Lofoten Fiskelo. Sempre durante la Festa di setProprio quest’anno, come tutti committenti, ovunque in Europa, ma anche del giardiniere o del privato un secondo gli anni dispari, le Giornate Italo- suppe, la famosa zuppa di pesce tembre ci sarà anche che cerca animeranno un’unica lapianta. noi trovipreparata il meglio della natura, il risparmio dai pescatori annullo speciale - dopo quello di Norvegesi Festa delDanorvegese, dell’arci- del francobollo al Bacalà, una nutrita al presenza di di Røst,i l’isola dal con produttore consumatore, giustinorvegese consigli: anche,marzo su richiesta, condedicato la pelago delle Lofoten gemellata con Bacalà alla Vicentina. Il piatto della pescatori e commercianti di merconsulenza di un paesaggista professionista. luzzo provenienti direttamente dal Sandrigo. Qui si pesca il merluzzo tradizione vicentina che compare che dopoALessere stato essiccato al DIsuNOSTRA un francobollo da 0,95 euro è il paese scandinavo. Tante le novità VENDITA DETTAGLIO DI PIANTE PRODUZIONE gelido vento del nord diventa stoc- Semplice primo valore bollato dedicato ad per l’edizione 2017: due serate ag- Vivai Ivano Guagno Società Agricola sso. Secondo ricetta ufficiale una ricetta tipica giuntive - il martedì ed il mercoledì Viacafi Santo Stefano, la 38/A - 35010 - S. Giustina in Colle PDdella - Italytradizione della049 Confraternita Bacalà, italiana. della seconda settimana – duran- T +39 9300635 del F +39 049 pro5792416 posta in tutti i ristoranti del CircuTutte le informazione della festa te le quali verrà proposto il Baca- info@vivaiguagno.com - www.vivaiguagno.com là all’Anconetana, che sarà servito ito del Bacalà alla Vicentina, solo sul sito: www.baccalaallavicentina. a fianco di quello alla Vicentina, stoccafisso di primissima qualità it

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Crucilibro

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Romanzo, thriller, noir. Ad ognuno il suo Non c’è niente di meglio che un po’ di tempo libero, un po’ d’ aria aperta, ed un buon libro! L’estate è la miglior stagione per leggere… Matteo Righetto

Giulia Caminito

Richard Cox

Anna Ekberg

Jole, la primogenita dei De Boer

Giada, bimba a cui manca qualcosa

Todd Willis

Louise Andersen

Alter Ego

Augusto, suo padre

La madre, partita per le colonie italiane in Africa

I Boys of Summer

Il marito Edmund

Location

Nevada, in alta val Brenta

Addis Abeba

Wichita Falls, città texana

La piccola isola danese di Christiansø

La madre e i fratelli

L’uomo che sposerà e i suoi parenti

Un ragazzo scomparso, segreti inquietanti

Segreti, intrighi e bugie

Intrigo

Augusto e la sua famiglia vivono a Nevada, località montana, in estrema povertà. Qui coltivano tabacco per conto dello Stato ma Augusto, invece di distruggere le eccedenze decide di spingersi oltre le frontiere e diventa contrabbandiere.

Adi, la madre di Giada, ha lasciato lei, la sorella e il fratello per trafficare con camion, automobili e bar nelle colonie italiane in terra d’Africa. E mentre Legnano è scossa dagli ultimi bombardamenti, Giada sogna di poter raggiungerla alla Grande A

Nel 1979 un terribile tornado devasta la città di Wichita Falls, in Texas. Molti morti, moltissimi senzatetto e un bambino di nove anni che lotta per riemergere dal coma. Il suo nome è Todd e quando quattro anni dopo si risveglia, trova ad attenderlo un mondo diverso

Il marito ritrova Luise e le dice che lei è Helene Söderberg, una ricca ereditiera svanita nel nulla tre anni prima. Ma allora chi è – o era – Louise Andersen? Per quale motivo lei aveva i suoi documenti? E’ possibile che sia scappata di casa, abbandonando il marito e i due figli?

Finale

Quando Jole ha 15 anni Augusto la porta con se’ per insegnarle la strada e di lì a poco sarà proprio lei a continuare il lavoro del padre, a confrontarsi con la frontiera e tutte le insidie che viaggi come questi nascondono.

Ad Asab incontra Giacomo, un giovane italiano che sposerà. Giada attraversa in Africa la grande storia, gli anni ‘50 e ‘60, il boom del mitico Circolo Juventus di Addis Abeba, le ristrettezze mentali degli ex coloni e incredibili viaggi con la jeep nel deserto.

Nel 1983 conosce degli amici e diventano inseparabili fino all’estate cruciale in cui ognuno di loro scopre il senso dell’amore, la ferocia del tradimento e tutti insieme condividono un segreto che giurano di seppellire per sempre. Invece 20 anni dopo dovranno affrontarlo

A poco a poco Helene si rende conto che la sua scomparsa è solo la punta di un iceberg in un oceano di bugie, inganni e tradimenti. Un oceano oscuro che nasconde un passato – il suo e quello della sua famiglia – che nessuno vuole riportare alla luce…

Cosa dire del libro

Il romanzo è stato definito un western letterario avvincente e coraggioso per i temi epici che mette in campo e la scrittura e pulita e profonda al tempo stesso

Un esordio narrativo di grande livello che ha appena vinto il premio Giuseppe Berto e che racconta un pezzo dimenticato di storia italiana

Un thriller sui passi di It e de Il corpo di S.King. Una storia di ragazzi che si inceppa in un punto e poi, quando saranno adulti, la stessa storia chiederà il conto

Un thriller che appassiona il lettore grazie agli ingredienti classici di questo genere: omicidi, menzogne, passioni, misteri di famiglia. Non si può restare delusi

Eroe/Eroina

Co-protagonisti

Leggere

Matteo Righetto L’anima della frontiera Mondadori, pp. 185 € 18.00

Giulia Caminito La grande A Giunti, pp. 285 € 14.00

Richard Cox Un’estate da ragazzi Baldini e Castoldi, pp. 528 € 10.00

Anna Ekberg La donna senza passato Nord, pp. 384 € 16.90 A cura di Germana Urbani

via Achille De Giovanni, 7 35127 Padova tel. magazzino 049 754280 fax 049 8035168 paolo.dezuani@tin.it www.ediliziadezuanipaolo.com


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Salsa di pomodoro crudo Ingredienti: 4 pomodori rotondi ben maturi - 1 cipollotto - 1 cetriolo - 1 peperone rosso - 1 spicchio d’aglio - sale - 1 pizzico di origano - 1 pizzico di peperoncino piccante - 1 C di olio.

Preparazione: lavare le verdure e tagliarle grossolanamente a pezzi. Versarle in un frullatore capiente (o utilizzare il frullatore a immersione dentro una pentola) insieme all’origano, al peperoncino, al sale e all’olio crudo. Frullare fino ad ottenere una crema omogenea. Servire ben freddo.

Scodelline di Cus-cus

Crepes alle Melanzane

Ingredienti: 2 bicchieri di cus-cus - 100 g di tofu - 1 cipolla - 1 carota - 1 gambo di sedano - 2 zucchine 1 rametto di rosmarino - qualche bacca di ginepro - 1 pizzico di curry - olio e sale q. b.

Ingredienti: 200 g di farina - 1 uovo - latte di riso q. b. - 2 melanzane - 1 cipolla - 1 spicchio d’aglio - 1 pizzico di origano - 1 ciuffo di erba luigia - sale e olio q. b.

Preparazione: mettere il cus-cus in una casseruola, aggiungere il doppio di quantità d’acqua (4 bicchieri) bollente. Frullare il tofu con un po’ d’olio, sale e il curry. Intanto pulire le verdure, tagliarle a dadini e farle saltare in una padella oliata con il rosmarino e le bacche di ginepro. Quando il cus-cus è bello gonfio, oliare una teglia da forno, quindi con uno stampino o, se si ha dimestichezza, con le mani, formare delle scodelline. Riempirle con la crema di tofu, passarle in forno per una decina di minuti. Quindi servirle su un fondo di verdure saltate.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.

Preparazione: rompere l’uovo in una ciotola, unire la farina e mescolando con la frusta aggiungere a filo il latte di riso fino ad ottenere una pastella abbastanza consistente. Quindi in una padellina antiaderente versare un mestolino piccolo e formare la crepes. Passarle in un tagliere di legno e continuare fino ad esaurire la pastella. Nel frattempo pulire e lavare le melanzane, tagliarle a pezzetti, tritare la cipolla e l’aglio, farle cuocere. A scelta si possono riempire le crepes con i pezzetti oppure si passano un po’ con il frullatore per ottenere una crema. Si stende quindi l’impasto sulle crepes, si arrotolano, si pongono in una placca da forno oliata e si fanno dorare per circa 15 minuti. Servire la crepes con un ciuffo o qualche foglia di erba luigia.

LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

Pizzeria · Piadine · Panini caldi

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Oroscopo

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Ariete La vostra vitalità vi garantirà il piacere di godere fino in fondo dei divertimenti e delle vacanze. Siate intransigenti se serve

Toro Mese piacevole e ricco di sorprese, ma dovrete fare i conti con nervosismo e piccole o grandi tensioni

Agosto Agosto sarà il mese del recupero, dell’entusiasmo, dell’allegria, dei vostri progetti. Mettete voi stessi e le vostre esigenze al centro per una volta!

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Bilancia Un po’ di sano egoismo ogni tanto non può che farvi bene e contribuire a farvi tornare alla routine con una marcia in più

Scorpione A parte qualche tensione, familiare o affettiva, vi aspetta un periodo vantaggioso per riflettere su progetti personali

Gemelli

Sagittario

Fate attenzione ai dettagli: eviterete fastidiosi contrattempi dovuti a probabili distrazioni, i punti deboli del periodo

Avete bisogno di staccare dalla routine: e agosto è qui proprio per questo! Approfittatene per divertirvi

Cancro

Capricorno

Vita sociale allegra e divertente con la possibilità di conoscere persone interessanti, con le quali trascorrere il tempo libero

Qualche insoddisfazione affettiva, forse legata a motivi familiari, che getterà un’ombra sulla serenità del periodo

Leone

Acquario

Desiderate nuovi stimoli e vorreste conoscere persone interessanti; bando alle mezze misure, vorrete il meglio del meglio

Siate cauti in ogni tipo di relazione, perché questo mese la discussione feroce potrebbe essere in agguato

Vergine

Pesci

La vostra vita sociale sarà più vivace del solito: sarà proprio in questo settore che concentrerete gli sforzi

Cuore caldo, immaginazione pronta ad incantarsi e a sognare, affettuoso e dolce e tanto, tantissimo distratto


DGR 474, 475, 476 e 477/2017 e DGR 1986, 1987 e 1988/2016


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