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SETTEMBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.134
Cultura p.17
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della Bassapadovana
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AUTUNNO DIFFICILE
Emergenza cimice asiatica nelle campagne
on-line:
Ambulatorio Nuovo governo, Veterinario stessi problemi Alessandro Abbadir redazione@givemotions.it Cartura D O M E N I C A M AT T I N A A P E R T O >
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Il nuovo governo, guidato ancora da GiuDr. Milan Roberto Dr. Lideo Luca seppe Conte, propone ord. Vet. PD 538 il “Conte Bis”, si ord. Vet. PD 602come 349 1202137 349 4238734 un escutivo dal passo diverso, e con contenuti via Stazione, - PEGOLOTTE DI CONA (Venezia) differenti13 rispetto al precedente. Si assicurano via Padova, 220 CAGNOLA DI CARTURA (Padova) toni meno accesi, più attenzione all’ambiente e ai temi sociali e del lavoro, terreni dove gli ex nemici Pd e M5S sembrano aver trovato maggior convergenza programmatica. Chi resta fuori dalla maggioranza invece si divide fra opposizione di tipo parlamentare e di piazza, reclamando le elezioni e promettendo battaglie anche di tipo culturale. Si registrano, comunque, segnali di fiducia dai mercati e dai partner europei dopo la formazione del nuovo esecutivo. Il “Conte Bis” però si trova subito davanti una sfida cruciale: la legge di bilancio per scongiurare anche l’aumento dell’Iva. servizio a pag 11 Si preannuncia, di fatto, per far quadrare i conti un restyling di quota 100 in campo pensionistico, mentre il Pd chiede un cambio di rotta sul tema migranti e sicurezza con una rivisitazione dei decreti voluti dalla Lega. Resta sul tavolo poi, come un macigno, il dossier delle infrastrutture da realizzare per rilanciare economia e sviluppo. M5S e Pd su certe opere sono da sempre su posizioni inconciliabili. Troveranno un accordo? Si pone infine, ma non ultimo, anche con questo governo, soprattutto per la nostra regione, il tema dell’autonomia, sul quale c’è stata una consultazione in Veneto con un esito chiarissimo. Saprà questo governo, che sembra sbilanciato nella sua composizione a Centro- sud, dare soluzioni alle esigenze del Nord? Sono quesiti ai quali il “Conte Bis”è chiamato a rispondere in tempi rapidi, se non vuole bruciare, in pochissimo tempo, la fiducia accordata a livello internazionale e le aspettative nel paese.
Nuova vita per l’ospedale vecchio: Este cambia volto Tra riqualificazioni e demolizioni le prospettive per il grande “vuoto” urbanistico lasciato in centro dall’ex struttura sanitaria
MONSELICE, IL BILANCIO
Boom di multe con i nuovi impianti T-Red MONSELICE, L’INTERVISTA
Elena Varotto indaga il passato studiando le ossa ESTE, BATTAGLIA LEGALE
L’ex Chiostro passa di mano e torna all’Uls ESTE, AMBIENTE
Al via il piano anti puzza, nuovi interventi
I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb
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utunno, nuovo governo stessi problemi. Il cambio di colore estivo del governo, da giallo-verde a giallo-rosso, ha sorpreso non poco per modalità e tempi. La repentina uscita dalla coalizione della Lega, e l’arrivo invece in maggioranza del Pd, ha stemperato la carica populista che aveva allontanato l’Italia dagli altri paesi europei. segue a pag 3
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Flagello cimice “aliena” “I
L’insetto importato dalla Cina mette in crisi l’agricoltura
n due anni alcuni di noi si trovano con il reddito azzerato, molti saranno costretti a chiudere se non si fa qualcosa. Le nostre aziende sono sottoposte a migliaia di controlli, verifiche e sopralluoghi, per la cimice invece cosa si è fatto? Dove erano i controlli per arginare l’invasione? Oltre che distruggere i raccolti dell’agricoltura crea anche un grave disagio sociale e andrà sempre peggio”. Gli agricoltori della Bassa Padovana sono esasperati e molto, molto preoccupati per l’invasione senza precedenti della cimice asiatica, insetto “alieno”, arrivato dalla Cina e assai più vorace della lontana parente nostrana. Riccardo Dacome, giovane frutticoltore, mostra le pere danneggiate dall’insetto: “in parte riesco a salvare il raccolto grazie alle reti, ma ci sono aziende che stanno perdendo molto di più. Ormai non c’è tempo da perdere”. Gli agricoltori della Bassa Padovana continuano a riperterlo da mesi e si dicono pronti anche a scendere in piazza per denunciare che intere coltivazioni rischiano di scomparire. Intanto Coldiretti ha messo a punto un ordine del giorno da far approvare a tutti i sindaci padovani per chiedere lo stato di calamità naturale misure speciali per gli agricoltori che stanno subendo gravi perdite. “Lanciamo un appello ai sindaci, molti dei quali ben conoscono la portata e le conseguenze dell’invasione degli insetti alieni. Alle Alessandro Abbadir >redazione@givemotions.it< istituzioni chiediamo di intervenire rapidamente, prima che sia troppo tardi”. Una notizia positiva arriva proprio durante uno utunno, nuovo governo stessi problemi. Il camdegli incotri dedidati all’emergenza: è stato pubblicato in Gaz- bio di colore estivo del governo, da giallo-verde a giallo-rosso, ha sorpreso non poco per modalità e zetta Ufficiale il decreto che fissa le norme necessarie per introtempi. durre in Italia la “vespa samurai”, parassita delle voraci cimici. La repentina uscita dalla coalizione della Lega, e Nicola Cesaro l’arrivo invece in maggioranza del Pd, ha stemperato la carica populista che aveva allontanato l’Italia dagli altri paesi europei. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:
Il nuovo governo, guidato ancora da Giuseppe Conte, il “Conte Bis”, si propone come un escutivo dal passo diverso, e con contenuti differenti rispetto al precedente. Si assicurano toni meno accesi, più attenzione all’ambiente e ai temi sociali e del lavoro, terreni dove gli ex nemici Pd e M5S sembrano aver trovato maggior convergenza programmatica. Chi resta fuori dalla maggioranza invece si divide fra opposizione di tipo parlamentare e di piazza, reclamando le elezioni e promettendo battaglie anche di tipo culturale. Si registrano, comunque, segnali di fiducia dai mercati e dai partner europei dopo la formazione del nuovo esecutivo. Il “Conte Bis” però si trova subito davanti una sfida cruciale: la legge di bilancio per scongiurare anche l’aumento dell’Iva. Si preannuncia, di fatto, per far quadrare i conti un restyling di quota 100 in campo pensionistico, mentre il Pd chiede un cambio di rotta sul tema migranti e sicurezza con una rivisitazione dei decreti voluti dalla Lega. Resta sul tavolo poi, come un macigno, il dossier delle infrastrutture da realizzare per rilanciare economia e sviluppo. M5S e Pd su certe opere sono da sempre su posizioni inconciliabili. Troveranno un accordo? Si pone infine, ma non ultimo, anche con questo governo, soprattutto per la nostra regione, il tema dell’autonomia, sul quale c’è stata una consultazione in Veneto con un esito chiarissimo. Saprà questo governo, che sembra sbilanciato nella sua composizione a Centro- sud, dare soluzioni alle esigenze del Nord? Sono quesiti ai quali il “Conte Bis”è chiamato a rispondere in tempi rapidi, se non vuole bruciare, in pochissimo tempo, la fiducia accordata a livello internazionale e le aspettative nel paese.
Nuovo governo, stessi problemi
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recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Monselice e Este per un numero complessivo di 10.668 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
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Monselice
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Il bilancio L’assessore Andrea Parolo
Multe, boom grazie ai nuovi T-Red Gli impianti in via Piave fanno schizzare le previsioni a 750 mila euro. “Lo scopo di queste sanzioni è educare e prevenire”
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ulte sanzioni, previsioni da 750 mila euro. Il Comune di Monselice ha messo in bilancio questa cifra alla voce multe e sanzioni per l’anno in corso. Una somma considerevole, a maggior ragione se si pensa che si tratta di 150 mila euro in più rispetto all’anno scorso. Il motivo? La messa in funzione di due T-Red posti all’altezza di via Piave per contrastare le violazioni al Codice della strada. Andrea Parolo, vicesindaco, ha commentato così la destinazione degli incassi: “Il 50 per cento di queste sanzioni non finirà nel-
le casse del Comune: si tratta di entrate di natura vincolata che devono essere reinvestite per legge in progetti di sicurezza stradale e prevenzione. Lo scopo di queste sanzioni è proprio quello di educare e prevenire, per questo vengono attuati progetti di educazione stradale nelle scuole e vengono investiti in dotazioni migliori e all’avanguardia per il comando di polizia”. Del 2018 si è accennato: l’anno scorso ci si è fermati a 416.075,06 euro di sanzioni a fronte delle 5.681 multe staccate. Di queste, 984 sono state elevate dai vigili
Andrea Parolo, vice sindaco di Monselice, interviene sugli incassi delle multe
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per eccesso di velocità e 136 per infrazioni semaforiche. Nel 2017, invece, il numero delle multe era risultato minore (5.521) ma l’importo entrato nelle casse del comune era maggiore (507.621,76), con una differenza significativa di 91.546 euro. Gli ausiliari del traffico, entrati in azione solo qualche anno fa, hanno elevato 3.822 sanzioni amministrative per soste irregolari per un importo di 157.791
euro. Da risolvere ci sono ancora importanti nodi, come l’abusivismo della sosta in alcune zone, via Zanellato e piazza Mazzini su tutte. I controlli dei parcheggi a pagamento con parchimetro da parte degli ausiliari hanno permesso di registrare 26.595 euro in più di introito rispetto all’anno precedente, facendo incamerare 185.252 euro nel 2018. Nicola Cesaro
Quartiere preoccupato per il lungo cantiere
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’ entrato nel vivo il cantiere per la strada alternativa a via Valli, chiusa da metà settembre per permettere i lunghi lavori al sottopasso ferroviario. Una vera bega per la viabilità locale, vista l’importanza della strada che corre sotto la linea ferroviaria. A realizzare il percorso alternativo è Ferrovie dello Stato. La nuova via correrà all’interno dello stabilimento Italcementi dismesso e collegherà attraverso la “bretella verde”, costruita proprio per i camion diretti alla cementeria, via Valli con la statale Padana inferiore a Marendole. Il sottopassaggio non verrà chiuso finché la strada non sarà pronta. Questi sono gli accordi che il Comune ha preso con Ferrovie dello Stato. Il progetto definitivo ed esecutivo è stato portato a fine agosto in giunta. Resta alta la preoccupazione nel quartiere, che teme l’isolamento (durante i nove mesi di lavori i collegamenti con il centro saranno garantiti solo dal passaggio a livello di via Trento Trieste (i cui tempi di chiusura sono biblici) dove i residenti sono consapevoli che per poter utilizzare le strade interne all’ex Italcementi non basta solo aprire i cancelli. La strada sbucherà nel piazzale antistante la cementeria e sarà lunga circa 900 metri, recintata da ambo i lati in modo che non sia possibile entrare nello stabilimento chiuso da diversi anni. S’immetterà nella bretella attraverso il cancello che veniva utilizzato dai camion in entrata e in uscita dalla cementeria. Nicola Cesaro
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Monselice
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L’intervista Elena Varotto, pale0patologa e archeologa di formazione, innamorata della sua Monselice
La studiosa dei resti antichi “le ossa miniera di informazioni utili” S
tudiare gli scheletri dei morti per comprendere cos’hanno fatto in vita: Elena Varotto è una paleopatologa che ha fatto una scelta totalmente controcorrente seguendo la sua passione che l’ha portata a dover emigrare al sud. Ma l’amore per Monselice è rimasto e quando può torna a far visita a parenti e amici. Elena, ci spieghi in cosa consiste la professione della paleopatologa? “Il paleopatologo è lo scienziato che si occupa dello studio delle malattie nel passato. Ricostruisce, quindi, il percorso storico e l’evoluzione delle malattie nel corso dei secoli, dalla preistoria sino agli inizi del XX secolo. Mi occupo dello studio di resti umani antichi, come scheletri e mummie, ma anche dell’interpretazione di fonti storiche ed artistiche in chiave paleomedica. Comprendere l’origine e l’antichità delle malattie non ha solo una grande importanza storico-archeologica, ma influenza anche la moderna ricerca sui processi patologici”. Come mai hai scelto questa professione? “Archeologa di formazione, sono sempre stata affascinata dalla possibilità di studiare i principali “attori”, i veri protagonisti umani della storia, ossia quelle migliaia di persone ora ridotte a scheletro, ricostruendone lo stile di vita, la storia biologica e patologica. Lo scheletro umano rappresenta, infatti, un incredibile registro di informazioni biologiche, sociali e culturali. Poi era anche il sogno di mio nonno Romolo, infermiere appassionato di archeologia, che mi occupassi di queste cose”. Dove svolgi il tuo lavoro? “Sono principalmente operativa in Sicilia, dove qualche mese fa ho fondato insieme al prof. Francesco
Galassi un centro di ricerca internazionale, il Fapab Research Center, dedicato a questi studi e dove svolgo ricerca per l’Università di Catania con cui siamo convenzionati. Sono operativa su tutto il territorio siciliano, ma abbiamo progetti in tutta Italia e all’estero, in paesi tra cui Portogallo, Olanda e Inghilterra”. Sei uno dei pochi casi di migrazione verso il sud. Come mai hai fatto questa scelta? “La scuola archeologica siciliana è tra le migliori in Europa e, dopo gli studi liceali, ho scelto questa piazza per formarmi e per sviluppare la mia carriera. Con i vari colleghi delle soprintendenze archeologiche, dell’università e dei musei c’è grande sinergia culturale e progettuale.” Cosa ti manca di Monselice? Vorresti tornarci? “Porto sempre Monselice nel mio cuore e, ogni volta che ho l’opportunità di farvi visita, la colgo. Il mio evento preferito è il Palio e cerco sempre di passare in settembre per non perdermelo. Mi mancano anche la famiglia, i tanti amici di infanzia, con i quali ancora mi sento, e le passeggiate sui Colli Euganei. In Sicilia, però, mi trovo molto bene e rimarrò sicuramente per molti anni, ma nella vita mai dire mai…”. Che progetti hai per il futuro? “Conseguire risultati scientifici importanti per questa disciplina, contribuendo anche alla sua divulgazione presso il grande pubblico che ancora non la conosce in pieno, come pure formare gli studenti. In Italia, infatti, non sono tanti gli specialisti della disciplina. Mi farebbe piacere, infine, poter svolgere qualche ricerca anche a Monselice. Vedremo cosa porterà il futuro”.
Specialista negli scavi di sepolture, è consulente della Procura
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ioarcheologa, paleopatologa, antropologa forense, Elena Varotto, originaria di Monselice, svolge attività di ricerca antropologica come membro scientifico affiliato al Dipartimento di Scienze Umanistiche (DISUM) dell’Università di Catania, ViceDirettore e Co-Fondatore del FAPAB Research Center (Avola, SR, Sicilia), ricercatore antropologo presso il Centro Polidiagnostico – Casa di Cura Santa Lucia (SR). Ha lavorato presso la Scuola Medica dell’Università di Pisa e si è occupata dello studio di numerosissimi scheletri antichi e moderni dallo scavo al laboratorio, provenienti da di-
versi contesti storici e geografici. Supervisiona scavi archeologici di contesti cimiteriali, insegnando le tecniche di scavo delle sepolture. Inoltre, svolge il ruolo di Consulente Tecnico d’Ufficio per la Procura della Repubblica Italiana, occupandosi dell’identificazione di cadaveri scomparsi. E’ autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e relazioni congressuali, tra i suoi ultimi studi figura quello della collezione egizia dei Musei Civici di Modena e la scoperta del primo caso di osteoma osteoide del seno frontale (tumore cranico benigno) nel mondo antico. (e.m.)
Emanuele Masiero
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Monselice
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Spunta il “caro obitorio” imprese e sindaci in allerta
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L’Uls 6 introduce il costo del servizio anche nella Bassa, dove non si pagava, “abbiamo applicato la normativa”
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’ è da mettere in conto una nuova spesa per chi affronta il decesso di un proprio caro, perché anche nella Bassa Padovana si pagherà il servizio obitoriale. Già presente in altre zone della provincia, dal Piovese all’Alta Padovana, l’Uls 6 ha deciso di uniformare la tariffa per l’uso dell’obitorio per i defunti che non provengono dagli ospedali. Si pagheranno 256 euro per i residenti o i decessi avvenuti nei Comuni convenzionati e 358 euro per tutti gli altri. Al momento le convenzioni non sono ancora state stipulate ma entro il mese la documentazione dovrebbe essere pronta. Alcuni sindaci avevano sollevato la questione, primo fra tutti Massimo Cavazzana a Tribano. Intanto l’Uls ha fatto sapere che l’introduzione della nuova voce di spesa
sarà graduale, anche perché resta da affrontare la questione della fatturazione alle imprese di onoranze funebri, che a loro volta dovranno farsi rimborsare la somma dai parenti del defunto. “Non ci stiamo a fare da esattori per conto terzi - è la posizione di molti titolari delle imprese locali - anche perché poi tocca a noi accollarci il rischio d’impresa”. “Considerato che in genere i Comuni non dispongono di un proprio obitorio, - ricorda l’Uls 6 come invece la normativa nazionale obbligherebbe, da anni vengono stipulati degli accordi con i Comuni per il servizio di ricezione e deposito in osservazione delle salme, decedute fuori dall’ospedale. Si tratta di un servizio obitoriale che non rientra nelle finalità istituzionali dell’Azienda Uls ma dei Comuni,
Servizi digitali per le aziende nella sede Cna
“Il servizio dovebbe essere garantito dai Comuni, viene calcolato sulle spese sostenute”, ma le imprese non ci stanno
quindi non si tratta di una tassa. La tariffa del servizio è determinata sulla base delle spese vive sostenute dall’Uls, quindi costi del personale, preparazione e vestizione della salma, utenze. La Direzione Amministrativa Ospedaliera si rende disponibile al dialogo con i soggetti interessati nel processo che comunque sarà graduale e troverà indicativamente attuazione entro fine anno”.
l via nella sede Cna di Monselice il servizio di sportello per il rilascio della firma digitale, dei rinnovi, rilascio Spid a utenti Cns. Il servizio è organizzato in convenzione con la Camera di Commercio di Padova ed è attivo per tutti gli imprenditori, non solo per gli associati. “Questo nuovo servizio vuole essere una risposta alla necess ità delle nostre aziende - osserva Luca Montagnin presidente Cna Padova che hanno sempre più la necessità di rimanere al passo con l’evoluzione digitale che sta caratterizzando sempre più la vita delle nostre imprese. In supporto al servizio della nostra Camera di commercio, abbiamo voluto offerto la nostra disponibilità, nell’obiettivo chiaro di aiutare il più possibile le imprese a velocizzare quelle procedure, alcune già obbligatorie, che richiedono la firma digitale”.
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Il caso La sentenza del Consiglio di Stato
L’antico chiostro passa di mano dopo una disputa ventennale Il chiostro di Santa Maria delle Consolazioni passa di mano, dal Comune all’Usl 6. Lo sancisce il Consiglio di Stato, che ha messo fine ad una diatriba legale ventennale. Il complesso che accoglie il chiostro, e che tra le altre cose include anche la chiesa degli Zoccoli, è del 1500 ed è stato inizialmente adibito a monastero; dal 1769 la sua destinazione è diventata sanitaria e, nella storia recente, per molti anni è stato parte integrante del blocco ospedaliero di Este. Sono qualche lustro fa, grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il chiostro è stato protagonista di un’importante
In alto, il Chiostro e qui sopra uno degli affreschi custoditi sotto le volte
campagna di restauro, divenendo sede dell’Accademia dell’Artigianato Artistico che però è fallita clamorosamente nel 2015, facendo le valigie e abbandonando lo stabile. La bagarre tra istituzioni è nata nel 1996, quando la giunta regionale - in attuazione di un decreto legislativo del 2012 - ha disposto il trasferimento di questi beni all’allora Usl 17: tra mosse e contromosse, ricorsi e accordi traballanti, ognuno a suo modo ha reclamato la proprietà degli spazi. Nel 2011 il
Tar del Veneto aveva accolto un ricorso del Comune sul trasferimento di questi spazi all’Usl 17 (oggi Usl 6) da parte della Regione, riconoscendo allo stesso ente comunale la proprietà di questo prezioso gioiello architettonico.
Non sono mancati ricorsi. Il 2019 si è aperto con una nuova sentenza, definitiva e contro il Comune. Chiostro, parcheggi e palazzine del complesso degli Zoccoli sono una proprietà dell’ente regionale. Il motivo? Tutti i beni in questione,
chiostro compreso, avevano una destinazione per finalità sanitaria al momento in cui è entrata in vigore la nuova disciplina della legge 1992. Per utilizzarlo, ora, il Comune ha dovuto firmare una convenzione con l’Usl. (n.c.)
Il Centro Sollievo il primo a trovare posto con lo spazio dedicato ai malati Un nuovo spazio dedicato ai malati di Alzheimer e alle loro famiglie. Ad ospitarlo sarà proprio il chiostro di Santa Maria delle Consolazioni, appena passato di proprietà. Il centro, dedicato in particolare ai malati a stadio iniziale, sarà collocato nell’ex biblioteca. Il servizio ha lo scopo di aiutare i malati a mantenere il più a lungo possibile le capacità cognitive coinvolgendoli in attività ludiche e di socializzazione. Al contempo il Centro Sollievo si pone come supporto ai familiari dei fruitori del servizio, che così per alcune ore potranno dedicarsi alle
proprie occupazioni, sicuri che i loro cari sono in compagnia di volontari formati appositamente per questa attività. Il progetto, di cui è capofila l’Associazione Volontari Ospedalieri di Conselve, sarà finanziato con fondi della Regione Veneto attraverso l’Usl 6 Euganea. Inizialmente il Centro Sollievo sarà aperto una mattina a settimana, ma l’orario potrebbe essere esteso a un’altra giornata. (n.c.)
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Este
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Ambiente, scatta il piano anti puzza Il sindaco Gallana e l’assessore Gobbo incontrano Arpav, Uls 6 e Polizia locale per concordare i nuovi interventi e testare l’efficacia delle iniziative adottate negli ultimi anni per risolvere un problema sentito
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uzze e odori sono all’ordine nel giorno nell’agenda politica comunale. E, prima ancora, tra le principali lamentele dei residenti atestini. A fine agosto, il sindaco Roberta Gallana e l’assessore Sergio Gobbo hanno incontrato polizia locale, Arpav e Usl 6 al fine di concordare un piano anti-odori per tutto il territorio estense e per valutare l’efficacia delle iniziative adottate negli ultimi anni dal Comune. I fattori che concorrono a determinare un effettivo problema di odori sono molti: “La compresenza di numerose attività potenzialmente odorigene, l’impianto e la discarica Sesa, l’alta densità di allevamenti avicoli, il mangimificio Veronesi ai quali si aggiunge l’annoso problema della viabilità su via Padana Inferiore, dove transitano 17.000 veicoli al giorno, compreso il traffico pesante relativo a industrie, allevamenti, stabilimenti Marcegaglia - spiegano dal Comune - La premessa fondamentale è che non sono
emerse evidenze di salute pubblica dall’indagine epidemiologica estesa fino al 2016 su richiesta dei Comuni di Este e Ospedaletto. Le patologie rilevate corrispondono alla media veneta e nazionale”. Il Comune ha confermato di portare avanti l’indagine sensoriale “Field Inspection” dell’Università di Udine dedicata all’impianto Sesa (a fine agosto, ad esempio, due episodi di intensi odori sono stati attribuiti a questa attività) e l’indagine oggettiva con radielli (un particolare rilevatore di inquinamento) da parte di Arpav. “Tra le attività poste in essere dall’amministrazione comunale c’è la campagna di controlli effettuata dalla polizia locale che esegue verifiche puntuali sul territorio, in particolar modo nei luoghi e nelle aree in cui insistono impianti potenzialmente odorigeni. Questo lavoro condiviso ha riscontrato la presenza di odori di varia natura provenienti dalle lavorazioni agronomiche del ter-
A fianco, l’assessore Sergio Gobbo, sotto una indagine sensoriale
ritorio, soprattutto in questo periodo, nonché dagli allevamenti e dall’impianto Sesa”. E ancora: “Nel tavolo si è discusso del monitoraggio svolto anche negli allevamenti (sono state controllate 18 aziende nel 2018, ndr) nei quali sono stati riscontrati in alcuni casi odori anche fuori dal perimetro
Chiuso il bar dell’ex ospedale Ha chiuso i battenti il bar dell’ex ospedale di Este. Dal primo luglio hanno abbassato le serrande i bar che operavano all’interno delle strutture sanitarie di Este, Monselice, Montagnana e Conselve. Le quattro strutture hanno inevitabilmente subito l’esodo di servizi e ambulatori seguito all’apertura del “Madre Teresa” di Schiavonia. (n.c.)
Festival delle Basse, un “anno sabbatico” per nuovi progetti E’ stata un’estate senza “Festival delle Basse”. La rassegna itinerante, tra le più importanti della Bassa padovana, si è presa una pausa dopo quattro edizioni (due anni fa si era tenuta ad Este). “Il “Festival delle Basse” si prende una piccola pausa» hanno spiegato i promotori. “Sono stati quattro anni bellissimi grazie a tutti voi, che ci avete seguiti, che siete venuti a trovarci per ridere, ballare e cantare con noi. Adesso abbiamo bisogno di prenderci un po’ di tempo per fare tesoro di questa magnifica esperienza e capire come dare una nuova forma al progetto”.
Dalle parrocchie al Senato Il Senato ha aperto le porte ai giovani di Este. Il senatore dell’Udc e questore, il padovano Antonio De Poli, ha ricevuto a Palazzo Madama una rappresentanza dei ragazzi delle parrocchie di Santa Maria delle Grazie e del Santissimo Redentore che lavorano come volontari presso la casa di accoglienza “Dono di Maria” gestite dalle suore di Madre Teresa, missionarie della carità. Ad accompagnare i ragazzi c’era il consigliere comunale Enzo Ferro. (n.c.)
L’Arco del Falconetto, uno dei simboli monumentali di Este, tornerà agli antichi splendori
Restauro all’Arco del Falconetto Finalmente sono cominciati gli attesi lavori di restauro dell’Arco del Falconetto, uno dei simboli monumentali.
Questo tesoro architettonico ritorna ad essere oggetto di un importante cantiere di restauro conservativo, a 25 anni dall’ultimo importante intervento che di fatto salvò questo monumento lasciato ad un poco dignitoso degrado. Regia, e soprattutto cuore, di questo nuovo intervento è l’associazione Scauteste Onlus, realtà che raccoglie cittadini di Este che hanno
e quindi si sono fatte delle prescrizioni rendendosi conto comunque che dove sono presenti allevamenti con immobili vecchi l’opera di mitigazione risulta sempre molto difficile data la necessità di investimenti importanti per la riqualificazione degli stessi”. Nicola Cesaro
condiviso l’esperienza negli scout e che oggi vanta il comodato d’uso “assoluto” di Villa Benvenuti, il cui accesso è proprio rappresentato dall’Arco del Falconetto. Fondamentale, per finanziare il restauro della struttura, è il contributo di partner e benefattori privati: su tutti Banca Patavina, Gasparetto Augusto, Veneta Mineraria, Ferrioli srl, Sesa, Ber Fin, Francesco De Nadai e Komatsu. L’Arco del Falconetto è opera del 1525 realizzata dal famoso architetto veronese Giovanni Maria Falconetto, che si rifa al celebre Arco di Giano Quadrifronte, edificato nella metà del IV secolo ai margini del Foro Boario di Roma. L’arco atestino era opera di abbellimento, ma forse anche fondale di un teatro all’aperto, del parco di proprietà di Alvise Cornaro, tra i più vivaci animatori culturali dell’epoca, già amico del Ruzante. E’ una struttura molto fragile: gli stucchi e le decorazioni tengono, ma la pietra utilizzata è molto porosa e l’acqua inevitabilmente mette a rischio il monumento. I lavori termineranno, salvo intoppi, con l’arrivo dell’autunno. Uno dei simboli di Este tornerà all’antico splendore dopo un lungo periodo di abbandono grazie all’impegno corale di molte persone. Nicola Cesaro
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La nuova vita dell’ospedale vecchio tra servizi, alloggi, negozi e verde Piastra e monoblocco verranno mantenuti per ospitare un centro polifunzionale e attività a carattere commerciale e direzionale
momento dislocate in via San Fermo. Il monoblocco, l’ampio edificio che dà su via Settabile, avrà invece un indirizzo commerciale e direzionale, senza escludere la possibilità che si possano ricavare anche degli appartamenti a fini residenziali. Sarà invece spazio residenziale quello attualmente occupato dai vani tecnici, dove il confine è segnato da via Settabile. Il Comune prevede l’abbattimento di questi volumi e il recupero solo parziale e comunque esclusivamente a fini residenziali.
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na piastra sanitaria, nuovi spazi verdi e un’area residenziale e commerciale. E’ questa la visione che il Comune di Este ha per l’ex area ospedaliera di via San Fermo. Il recupero del vecchio ospedale atestino è uno dei punti inseriti nella variante numero 2 al Piano degli Interventi, documento che segna lo sviluppo e la trasformazione urbanistica della città. Da anni, ormai, l’ex ospedale di Este è un “vuoto” notevole del centro storico atestino. Con l’attivazione dell’ospedale “Madre Teresa”, quello di via San Fermo ha visto una costante e continua emigrazione dei suoi servizi. Oltre a qualche ambulatorio e alla guardia medica, qui oggi funzionano solamente degli uffici amministrativi e un piccolo Cup. Il complesso ospedaliero occupava nel suo insieme 45.257 metri quadri, di cui 16.799 di superficie coperta. Il volume edificato è pari a 129.941 metri cubi. Il Piano degli Interventi prevede innanzitutto l’abbattimento di tutte le palazzine che si trovano a ridosso della Chiesa degli Zoccoli e del Chiostro di Santa Maria delle Consolazioni. Si tratta di stabili dal basso pregio storico, la cui eliminazione darebbe ampio respiro al quartiere. Verrebbe dunque sgomberata la vasta area che va da via delle Consolazioni a via San Fermo passando per via Pellesina. L’idea è quella di mantenere le pareti che danno sulla strada come “schermatura” e di realizzarvi all’interno un grande parco verde, aree di svago e camminamenti che portano al chiostro, agli spazi archeologici del complesso e alle future zone residenziali. La vocazione sanitaria del complesso non verrebbe tradita. Piastra e monoblocco verranno infatti mantenuti per ospitare un centro polifunzionale votato ai servizi sanitari, pubblici ma anche privati, ma anche per far spazio ad attività di carattere commerciale e direzionale. Nel piano comunale, il centro sanitario dovrebbe prendere spazio nella piastra. Qui verranno concentrate, se non ampliate, tutte le attività che l’Usl 6 ha al
L’ex ospedale di Este, sarà al centro di un complesso piano di recupero, a fianco i fabbricati che verranno abbattuti
Nicola Cesaro
Zuppetti alla Gdf INSTALLAZIONE - MANUTENZIONE ELEVATORI per DISABILI e ANZIANI
E’ il 28enne tenente Andrea Zuppetti, già in forze alla compagnia di Lecce, il nuovo comandante della compagnia della Guardia di finanza di Este. Ha ricevuto il testimone dal capitano Chiara Mezzone, assegnata al Nucleo di polizia economico finanziaria di Parma e che ha condotto importanti operazioni nella sua permanenza a Este.
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Il vicesindaco Aurelio Puato ha portato gli auguri al centenario Luigi Paluan, reduce della Seconda guerra mondiale e membro più anziano dell’associazione atestina dei combattenti e reduci di guerra. Paluan ha lavorato come fiorista in zona Salute. All’anziano è stata anche consegnata una stampa della pala del Tiepolo.
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Este
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Colonna marciana: a caccia di idee Lanciato il bando per raccogliere proposte sulla riedificazione in centro storico, iniziativa sostenuta dai gruppi consiliari di Lega Nord ed Este Sicura, avviata una raccolta fondi per finanziare il progetto
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olonna marciana, si raccolgono le idee. Il Comune di Este ha pubblicato lo schema di bando con cui viene lanciato il concorso di idee per la riedificazione della colonna di San Marco in centro storico. L’iniziativa è dei gruppi Lega Nord ed Este Sicura, che attraverso il consiglio comunale hanno proposto l’idea riportare nel salotto cittadino la colonna sormontata dal leone alato, simbolo di San Marco, già eretta nel 1612 quando fu podestà e capitano di Este Antonio Marino. La pala del Tiepolo custodita in duomo a Este, dipinta nel 1631, raffigura questa colonna marciana, e lo stesso riscontro è ben visibile nella tela del 1732 posta sulla parete destra del coro dell’oratorio di San Valentino. La colonna è stata tuttavia abbattuta tre secoli fa. Un concorso di idee lanciato dal Comune invita cittadini e professionisti a ideare la colonna, ma anche a pensare il luogo del suo colloca-
Al centro, la riproduzione dell’antica colonna marciana che svettava in piazza a Este.
Chi presenterà la migliore idea vincerà duemila euro, i costi non ricadranno sulle tasche pubbliche
mento. Chi presenterà la migliore idea, vincerà 2 mila euro. La proposta ideativa dovrà contenere la progettazione e l’individuazione esatta del punto nel quale si intende riedificare la colonna marciana: a giudicarla sarà un’apposita commissione composta almeno da un architetto regolarmente iscritto all’ordine
professionale e da un dottore in Storia dell’arte. Il costo del bando e dell’effettiva realizzazione della colonna non cadranno sulle tasche pubbliche: i promotori dell’iniziativa hanno avviato una raccolta di fondi da destinare proprio a questo intervento. Si ipotizza una spesa di circa 50 mila euro. Anche il lavoro del pool di esperti che valuterà il progetto non andrà gravare in alcun modo sul bilancio comunale. La commissione terrà in considera-
zione cinque criteri fondamentali: realizzabilità dell’opera dal punto di vista tecnico e pratico organizzativo, bellezza e qualità, originalità della proposta che potrà leggere in chiave moderna un simbolo della storia estense e veneta, e ancora rapporto tra qualità e costi di realizzazione e infine location individuata per la riedificazione. E’ stato già aperto un doppio canale di contribuzione, via Iban o attraverso conto corrente postale. Nicola Cesaro
Ex caserma Carabinieri al via il piano di recupero
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Il piano degli interventi prevede il cambio di destinazione d’uso in zona residenziale
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na scheda del Piano degli Interventi è dedicata anche al recupero dell’ex caserma dei carabinieri di via San Martino. Il complesso ospitava la Compagnia dei carabinieri di Este, che nel marzo 2015 è emigrata con la stazione nella nuova sede di via Stazie Bragadine. Si tratta di uno spazio che occupa 3.140 metri quadri, di cui 960 di superficie coperta per un volume totale di 9.650 metri cubi. L’ente comunale, in un’ottica di accordo tra pubblico e privato, concede il cambio di destinazione d’uso in cambio di interventi di interesse pubblico. La destinazione d’uso passerà da U5.5, dedicata cioè ad attrezzature militari, a zona residenziale di completamento. L’indicazione comunale prevede però la completa demolizione e le ricostruzione dell’edificio esistente, per un massimo di 9.540 metri cubi di volume, e comunque non oltre il volume attuale. Viene ritoccata la superficie coperta, concessa fino a 1.000 metri quadri. Il progetto prevede 63 abitanti teorici, ma punta molto anche sulla riqualificazione urbanistica. A fronte del recupero del volume esistente dell’ex caserma, dovranno infatti essere realizzati un viale alberato, di collegamento da via San Martino al parcheggio adiacente la scuola, e un parcheggio pubblico. (N.C.)
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Provincia
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Ambiente L’impegno dell’associazione Retake, appuntamento il 22 settembre
Raccolte oltre 2 DAL tonnellate 1969 di rifiuti in appena 8 mesi “L
Giovani idee da Oscar... green in agricoltura
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na platea di 300 giovani imprenditori agricoli arrivati da tutto il Veneto ha applaudito i sei finalisti della tredicesima edizione dell’Oscar Green, il premio per l’innovazione in agricoltura promosso dagli under 30 di Coldiretti. Fra loro c’è la padovana Laura Ciniltani di Cervarese Santa Croce, 28 anni, che con altri due colleghi ha fondato una innovativa rete d’impresa per la coltivazione della canapa. Laura gestisce la parte industriale del progetto per la valorizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica e calore da utilizzare nel suo agriturismo. “Le idee giovani sono il futuro della nostra agricoltura- affermano il presidente di Coldiretti Padova Massimo Bressan e il direttore Giovanni Roncalli - complimenti a Laura per la costanza e l’intraprendenza con cui ha coinvolto altri imprenditori in questa iniziativa che sfrutta le potenzialità della canapa. Un plauso anche a tutti gli altri giovani che hanno partecipato all’Oscar Green 2019. Sicuramente le loro idee daranno soddisfazioni e apriranno nuove opportunità per la
I volontari di Retake Padova in azione per la ke Padova. “Collaboriamo con PAVIMENTI E RIVESTIMENTI IN GRES PORCELLANATO pulizia dell’Isola Memmia in Prato della Valle AcegasApsAmga, che si occupa della raccolta rifiuti nel comune LVT LEGNO PIETRA NATURALE di Padova e ci fornisce materiali ARREDO BAGNO RUBINETTERIA SANITARI e supporto. Abbiamo delle ditte
’associazione Retake è nata a Roma ed esiste già, con migliaia di volontari, in molte città, anche a Padova. Il gruppo Retake Padova è nato spontaneamente qualche anno fa, è no-profit e apartitico, aperto a tutti i cittadini che sentono la necessità di agire in prima persona contro inquinamento, degrado, abbandono di rifiuti. “I nostri interventi - spiegano i responsabili padovani - sono delle vere e proprie passeggia-
sponsor nazionali che ci offrono alcuni prodotti per la pulizia, ma cerchiamo anche sponsor locali che ci aiutino, ad esempio, nella stampa dei volantini o nell’acquisto di pittura murale. Retake Padova infatti ha come obiettivo anche la pulizia di muri imbrattati; promuove l’arte di strada,
purché legale: murales o graffiti di bravi artisti possono migliorare e impreziosire i nostri quartieri, l’arte è un altro antidoto contro il degrado. Abbiamo molte idee nel cassetto che cercheremo di mettere in atto, anche con il coinvolgimento delle scuole”.
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Dall’inizio dell’anno già organizzati 41 interventi: “ci siamo divertiti e abbiamo creato un buon gruppo, collaboriano con AcegasAps” te ecologiche: muniti di sacchi, guanti, pinze, scope ecc. ripuliamo zone di Padova che ci sono state segnalate; durante gli interventi ci soffermiamo spesso a parlare con i residenti della zona e riscontriamo una sensibilità sempre maggiore al problema del degrado e dell’inquinamento, così molto spesso i cittadini interessati ci chiedono di unirsi al gruppo. Per noi è importante agire attivamente contro il degrado. A questo proposito ricordiamo che ciascuno di noi può fare la propria parte anche semplicemente raccogliendo qualche rifiuto per strada o sugli argini, invece di passare oltre facendo finta di niente. Ma fare tutto questo in squadra, diventando veri e propri retakers funziona meglio e di più: non solo da gennaio ad oggi abbiamo raccolto più di 2 tonnellate di rifiuti, in 197 sacchi, nel corso di 41 interventi, ma ci siamo anche divertiti e abbiamo creato un buon gruppo”. Tra le prossime iniziative c’è l’appuntamento del 22 settembre, in collaborazione con Decathlon in relazione al World Clean Up Day. Per maggiori informazioni su come diventare Retakers chiamare Ettore al 3483332499 o Gabriele al 3408916606 e consultate il sito Facebook di Reta-
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nostra agricoltura. Il concorso di Coldiretti si conferma un ottimo “talent” che porta alla ribalta le migliori proposte e soluzioni per il settore primario che fa grande il nostro made in Italy”. Sara Cardin, campionessa mondiale di karate, insieme ad Alex Vantini vice delegato nazionale dei Giovani Impresa ha comunicato i tanti punti e le sfide in comune tra chi pratica sport agonistico e chi lavora la terra con la responsabilità di fornire alimenti sani. Chiaro in questo senso l’intervento di Paolo Magaraggia referente dell’Ufficio Coldiretti a Bruxelles sulla petizione #stopciboanonimo che sarà strategica per le decisioni europee sulla trasparenza dell’origine dei prodotti agroalimenrari.
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Provincia .
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Violenza sulle donne, “Infrastrutture, scatta il codice rosa c’è molto da fare” nei pronto soccorso “ A Sono 364 le donne vittime di violenza che lo scorso anno si sono rivolte ai pronto soccorso dell’Uls 6. Le diagnosi riguardano molteplici tipologie di trauma fisico ma anche psicologico. “Il termine “codice rosa” è una definizione informale che identifica la problematica ma non è un nuovo codice colore inserito al Triage”, sottolinea il dottor Maurizio Chiesa, direttore del Pronto soccorso del Sant’Antonio. All’atto di accesso al Pronto soccorso dunque l’infermiere del Triage aggancia la persona che ha subito violenza al sistema di urgenza-emergenza attivando il percorso per la sua presa in carico e accompagnandola fino alla sua dimissione e all’aggancio ai servizi del territorio. L’Uls ha approfondito, perfezionandolo, il percorso integrato ospedale-territorio, che individua nel Pronto Soccorso lo snodo centra-
le per la rilevazione di episodi di violenza sulle donne uniformando in modo omogeneo gli iter presenti nei diversi presidi ospedalieri di Padova (Sant’Antonio), Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Monselice. Il percorso codificato prevede visita medica, consulenze specifiche, segnalazione ai servizi sociali, eventuale consulenza medico-legale e denuncia al posto di polizia, valutazione del rischio alla dimissione. “Abbiamo approvato la nuova procedura unica di accoglienza delle donne vittime di violenza, fche uniforma le prassi già in essere presso i diversi presidi ospedalieri di questa Azienda – spiega il Direttore generale Domenico Scibetta - implementandole e aggiornandole. I Pronto Soccorso di tutti i nostri ospedali lavoreranno cioè in maniera uniforme secondo modalità codificate che prevedono l’accoglienza della donna in luoghi dedicati e la riduzione dei tempi di attesa, con l’attivazione di percorsi preferenziali e specifici per le diverse tipologie di violenza subìta”.
ccanto alle grandi opere c’è la necessità di accelerare sulle altre e sull’adeguamento della dotazione infrastrutturale prioritaria ed essenziale alla mobilità del nostro territorio, tra i più dinamici in Italia ma dipendente da collegamenti veloci. A partire dalla nuova Valsugana, progettata già nel 2009 e ancora sulla carta, connessa alla variante di Bassano e dai lavori di consolidamento del ponte doppio sul fiume Brenta a Curtarolo per i quali si prospettano 3 anni di disagi; dal collegamento della Pedemontana alla nuova Sr 308 del Santo (bretella di Loria) e dal completamento della SR 10 da Carceri a Legnago. Al governo che verrà chiediamo di accelerare la riclassificazione della Strada 47 Valsugana e della Regionale 10 con la cessione delle competenze rispettivamente da Provincia e Regione ad Anas, garantendo adeguate risorse finanziarie, anche per i lavori al ponte sul Brenta”. È l’appello al nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di Massimo Finco, Presidente Vicario di Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso, dopo i recenti incontri istituzionali con Regione del Veneto e Provincia di Padova sul tema
Massimo Finco, presidente vicario di Confindustria
infrastrutture e la presentazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti.“La rete stradale è satura, inadeguata a sostenere il potenziale di sviluppo - continua Finco - e anche l’aumento di traffico futuro con l’entrata in servizio di SPV (da 45mila auto al giorno da Castelfranco a Padova a 80mila). Negli ultimi anni siamo stati testimoni di mancati investimenti o di trasferimenti di attività dai nostri Comuni a causa della viabilità decisamente insufficiente. Per questo, come Assindustria Venetocentro consideriamo l’adeguamento della ex SS 47 Valsugana, il raddoppio del collegamento da Castelfranco alla Pedemontana e il completamento della SR 10”.
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Cultura .
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Il cibo sano scrive e migliora il Dna Il Musme di Padova accoglie fino alla primavera 2020 la mostra “Io vivo sano - Alimentazione e Dna” dedicata alla relazione tra ciò che mangiamo e l’interazione con il nostro patrimonio genetico
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naugura il 13 settembre la mostra-laboratorio “Io vivo sano - Alimentazione e DNA”, un progetto della Fondazione Umberto Veronesi in esposizione al MUSME, il Museo di Storia della Medicina di Padova, fino al 15 marzo 2020. Obiettivo della mostra, che inaugura proprio in concomitanza con il CICAP Fest 2019, il festival della scienza e della curiosità, organizzato dal CICAP in collaborazione con il Comune e l’Università degli studi di Padova, è quello di raccontare a grandi e piccini il tema della relazione tra il cibo e il nostro patrimonio genetico per capire come il cibo interagisce con le cellule e il DNA, determinando la nostra salute. Un percorso interattivo, divertente ed efficace, veicola in modo comprensibile a tutti vent’anni di ricerca scientifica sull’impatto di quello che mangiamo sul nostro organismo. La mostra si articola in tre sezioni tematiche, dedica-
te alle principali discipline che si occupano del tema da diverse angolature. La prima sezione si focalizza sui pilastri della sana alimentazione, al metabolismo, al fabbisogno alimentare, ai macro e micronutrienti, mettendo in evidenza le caratteristiche di un’alimentazione bilanciata. Il tutto attraverso il gioco: il percorso espositivo comincia infatti in un mercato “futuristico”, dove i ragazzi fanno la spesa e riempiono il loro cestino con gli ingredienti del pranzo ideale, ricevendo al termine uno scontrino con il punteggio che restituisce l’equilibrio del pasto. La seconda sezione è dedicata alla scoperta dei principi base di due discipline, la nutrigenomica, che studia il modo in cui le molecole dei cibi modificano la superficie del DNA, e la nutrigenetica, che si occupa invece del modo in cui ognuno di noi, che ha un DNA diverso dagli altri, reagisce alle molecole presenti nei
“Stomp!”, ritmi urbani Il 12 e 13 novembre torna al Gran Teatr Geox “Stomp!”, il travolgente spettacolo di danza urbana che festeggia 25 anni di attività a Broadway. Con strofinii, battiti e percussioni di ogni tipo, i formidabili ballerini-percussionisti- attori-acrobati danno voce ai più banali oggetti della vita quotidiana in un “delirio” artistico di ironia travolgente. (l.o.)
I talenti dell’oreficeria all’Oratorio di San Rocco A partire dal 5 ottobre saranno esposti all’Oratorio di San Rocco in via Santa Lucia i gioielli di tre giovani talenti dell’oreficeria contemporanea - Yajie Hu (Cina), Koen Jacobs (Paesi Bassi), Jongseok Lim (Corea del Sud) - vincitori del concorso internazionale Preziosa Young, organizzato da LAO – Le Arti Orafe, prestigiosa scuola europea di Gioiello Contemporaneo di Firenze. Dopo Firenze e Parigi la mostra arriva a Padova. Vengono presentate le opere dei tre vincitori del concorso e alcuni lavori appositamente realizzati per omaggiare la sede padovana. (l.o.)
Concerti al Barco Teatro Al via il 3 ottobre la rassegna Transitions, organizzata da MoMùs More Music presso il Barco Teatro di via Orto Botanico, un ciclo di 6 concerti di musica da camera il cui tema, come accennato dal titolo, è la complessità e il fascino della trasformazione del linguaggio musicale nel delicato passaggio dal classicismo all’età moderna. I concerti si terranno le domeniche pomeriggio, alle ore 18.00, ogni 15 giorni a partire dal 13 ottobre al 15 dicembre. (l.o.)
L’esposizione è un progetto della Fondazione Veronesi
cibi Ad esempio, l’enzima lattasi digerisce il lattosio (lo zucchero del latte) permettendo che venga assorbito dal sangue. In una parte degli esseri umani, il gene per la lattasi è in una versione che si “spegne” dopo i primi anni di vita. Chi ha questa variazione genetica fa fatica a digerire il lat-
tosio, che nell’intestino fermenta causando vari disturbi. Infine, un’ultima sezione è dedicata alla scoperta della nutraceutica, ovvero lo studio delle molecole naturalmente presenti nei cibi che hanno un’azione benefica sul nostro organismo. Ad esempio il beta-carotene con-
tenuto nella carota serve per la produzione di vitamina A che fa bene a pelle, occhi, ossa e sistema immunitario. Il licopene presente nel pomodoro aiuta a proteggere la prostata dal rischio di tumori, la quercetina che si trova nella mela, nella lattuga e nel cioccolato fondente 72% aiuta a proteggere il cuore e i vasi sanguigni, mentre il sulforafano combatte l’Helicobacter pylori, un batterio dello stomaco che può causare gastriti, ulcere e tumori. La mostra-laboratorio prevede visite guidate dedicate alle scolaresche, con l’intervento di esperti, durante la settimana, ed è aperta al pubblico nei fine settimana. Maggiori informazioni: https://www.musme.it/io-vivosano-alimentazione-dna/. Laura Organte
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Sport
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Pallacanestro Redentore Este
Giuliano Bartoloni, nuovo tecnico della Pallacanestro Redentore Este
Finisce l’era Baù, arriva Bartoloni F
inisce un’era per la Pallacanestro Redentore Este: coach Fabio Baù non è più l’allenatore della prima squadra. Dopo quattro anni intensi, uno in Promozione e tre in serie D, il tecnico atestino cede il timone di un gruppo che nel tempo ha plasmato sulla base del suo credo cestistico, attraverso la cultura del lavoro e lo spirito di sacrificio. Il massimo risultato raggiunto è rappresentato dall’accesso ai playoff di serie D nel campionato 2017/2018, un traguardo considerevole e del tutto inaspettato per una compagine giovane come quella dei “Reds”. La scorsa stagione, invece, l’atroce sconfitta sulla sirena nel fortino del Basket Paese, che ha condannato alla retrocessione. Retrocessione poi annullata dal ripescaggio estivo, che
ha riammesso il Redentore al torneo regionale. “Riecheggia ancora nelle mie orecchie il cupo suono del pallone sulla tabella in occasione di quella tripla a poco più di un secondo dalla fine di gara 3” confessa il dirigente Mirco Battistella, ricordando l’amaro epilogo degli ultimi playout. “Tuttavia la serie D per noi è veramente importante e ritengo sia meritato esserci ancora per tutto l’impegno che ci stiamo mettendo e gli ottimi risultati delle nostre giovanili. La prima squadra deve essere fonte ispiratrice per i più piccoli e va vista come un punto di arrivo”. La stagione che si accinge a muovere i primi passi sarà molto importante per Ianno e compagni, che verranno dunque guidati da un nuovo allenatore: si tratta di Giuliano Bartoloni. “Sì,
Dopo quattro anni intensi, uno in Promozione e gli altri in Serie D, il tecnico atestino cede il timone al nuovo coach già alla guida degli Under 15 con buoni risultati
coach Baù ha passato il testimone a coach Bartoloni. Giuliano ha iniziato a collaborare con noi lo scorso anno, ottenendo buonissimi risultati da tecnico del gruppo under 15. Riteniamo che sia in questo momento la persona giusta per guidare la prima squadra e continuare il grande lavoro iniziato da Fabio”. La volontà è quella di riuscire a guadagnarsi sul campo la permanenza nella categoria: “L’obiettivo principale è la salvez-
za, sperando magari di toglierci anche qualche bella soddisfazione durante il torneo. Il nostro spirito sarà quello di sempre, ogni partita una battaglia. Il cuore del Redentore tante volte ha fatto la differenza andando a colmare i gap tecnici, sarà così anche nel prossimo campionato”. L’addio di Baù (che comunque rimarrà a Este, dove seguirà i gruppi under 18), non è però l’unico che ha scosso l’ambiente biancorosso. Anche Raffaele Guarini, infatti, non fa più parte del roster della prima squadra. “Raffaele ci ha lasciato per andare a fare un’esperienza che lui ritiene importante. Noi rispettiamo la sua decisione ma guardiamo avanti, non possiamo fare altrimenti. Stiamo già lavorando per riuscire a far pesare il meno possibile la sua assenza. Quest’anno ce lo troveremo come avversario, sarà sicuramente un momento particolare sia per lui che per noi” dice Battistella. Guarini, che negli anni era diventato il principale terminale offensivo di coach Baù, ha salutato e ringraziato i suoi tifosi con un lungo post pubblicato nel sito della società. “Sotto la maglia sarò sempre Reds” ha scritto. Davide Permunian
Este Calcio si prepara alla stagione del centenario
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gosto tutto sommato positivo per l’Este Calcio, nonostante l’eliminazione dalla Coppa Italia. Il mese scorso i giallorossi hanno affrontato alcune prestigiose amichevoli precampionato davanti al proprio pubblico, dando buoni segnali. Da ricordare sicuramente l’1-1 strappato al Padova (squadra di Lega Pro) il 3 agosto in un Nuovo Stadio gremito di spettatori: un pomeriggio ricco di emozioni, con le marcature aperte da un gran gol del talentuoso trequartista atestino De Giorgio. Cinque giorni dopo in via Monte Cero è arrivato il Cittadella (serie B): la formazione di mister Venturato, come da pronostico, ha messo sotto i padroni di casa e ha vinto per 4-1 (di Munaretto la rete della bandiera giallorossa), ma anche in questo caso l’Este non ha sfigurato nonostante la differenza di categoria. Il 25 agosto sul difficile campo del Feltre, nel primo turno di Coppa Italia, Pozza e compagni sono stati sconfitti 2-1, uscendo dalla competizione: non è bastato il gol del momentaneo pareggio siglato da Nicoloso. Nel complesso, però, le sensazioni non sono negative. Il gruppo guidato dal confermato mister Nicola Zanini è giovane e può crescere, anche grazie ai veterani che sono rimasti e a quelli che sono arrivati: in primis capitan Lorello, Pozza, De Giorgio, Munaretto e Fracaro. Nelle scorse settimane l’Este ha puntellato la rosa con gli ultimi innesti: Filippo Segalina, classe 1997, centrocampista proveniente dall’Arcella, Michal Kitlinski, del 1995, prima punta con alle spalle un’esperienza nella serie B polacca, e Mattia Piras, ventenne portiere dal Modena. Il campionato sarà lungo e difficile, ma la volontà dei giallorossi è quella di fare bene nell’anno che coincide con il centenario della società. Davide Permunian
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#Politica
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“Alloggi popolari, non si torna indietro” Gli effetti della nuova legge su anziani e pensionati preoccupano le opposizioni ma Zaia conferma la riforma scattata a inizio luglio. Quasi 6 mila inquilini dovranno liberare casa nel giro di due anni
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a tempo non si registrava un’estate così calda per gli inquilini delle case popolari in Veneto, e il meteo questa volta non c’entra. Nodo del contendere, che ha acceso forti polemiche tra i partiti e dato il via a ripetute manifestazioni, è la nuova legge voluta dalla giunta Zaia che dal 1° luglio scorso ha radicalmente modificato un panorama immobile da decenni introducendo, in particolare, contratti a termine e affitti parametrati al reddito e al patrimonio degli inquilini. Risultato, una profonda spaccatura con la maggioranza a sostenere la “lotta ai furbetti” e le opposizioni a denunciare la “macelleria sociale”. La verità, come quasi sempre accade, sta forse nel mezzo. Ma riuscire a riportare ordine nella gestione di un patrimonio di quasi 40 mila case pubbliche, in gran parte costruite decenni fa e abitate dagli attuali inquilini da quasi altrettanto tempo, non sarà facile. Cifre alla mano, dei 39.733 inquilini dell’Ater ben 5.823 hanno un Isee Erp superiore ai 20 mila euro. Che non
significa essere ricchi, sia ben chiaro, ma li costringerà a meno di cambiamenti nella legge a traslocare entro due anni. Qualcuno rientra a pieno titolo nella categoria dei truffatori. “La nuova legge ci ha consentito di fare chiarezza e di fotografare, per la prima volta, e in modo oggettivo, redditi e patrimoni mobiliari e immobiliari degli assegnatari – ricorda l’assessore alla Sanità e al sociale Manuela Lanzarin – individuando anche casi clamorosi, come quelli di chi con un milione di euro di risparmi paga 250 euro al mese di affitto per un alloggio di 100 metri quadrati o chi paga appena 10,87 euro al mese per un appartamento di 130 metri quadrati e ha accantonato depositi per 340 mila euro. Oppure come chi, pur disponendo di patrimoni immobiliari e immobiliare, non paga l’affitto da più di 4 mesi”. Per molti altri, però, il cambiamento rischia di essere una mazzata. “I dati aggiornati – denunciano i consiglieri regionali del Pd – hanno confermato il pesante impatto soprattutto
sugli anziani e i pensionati. Preoccupano in particolare gli oltre 6 mila over 75 che vivono soli e si trovano con un incremento di affitto insostenibile. È indubbio che le soglie Isee siano inadeguate, specialmente per chi ha messo da parte qualche risparmio. Ma la risposta ai 13 mila nuclei in attesa non può e non deve essere la revisione dei canoni, ma stanziamenti veri e pesanti, a partire dal bilancio di previsione 2020”. La Regione non sembra però disposta a fare retromarcia e ricorda anzi che le sette Ater del Veneto registrano a oggi 2.108 inquilini morosi, da cui attendono ancora affitti per 15 milioni di euro. Nessun passo indietro sui caposaldi, conferma il presidente Zaia, anche se con una apertura: “Ci possono essere casi sociali, persone anziane o con disabilità o famiglie in situazioni di criticità, di cui terremo certamente conto. Ma non cambieremo la legge 39, né siamo disponibili a chiudere un occhio verso i quasi 3 mila inquilini che non hanno
presentato la dichiarazione Isee. La funzione sociale della Regione non è quella di essere una società immobiliare e di lucrare sugli affitti, ma quella di garantire il diritto alla casa a chi non ce la fa ad accedere ai prezzi di mercato”. Su una cosa almeno, con un pizzico di buona volontà, la politica veneta potrebbe comunque trovarsi d’accordo. 40 mila alloggi possono sembrare tanti, ma
sono ben lontani dal rispondere alle esigenze delle fasce sociali più deboli specie considerando la lievitazione degli affitti sul libero mercato e la difficoltà di accendere un mutuo per tanti giovani. Aumentare ragionevolmente i canoni, e contemporaneamente tornare a investire sull’edilizia pubblica, sono due strade da percorrere insieme. Germana Urbani
Inquinamento dell’aria, a ottobre un piano condiviso La Pianura padana? Un catino dall’aria sempre più irrespirabile sia d’inverno sia d’estate. Il Veneto? Una delle regioni più in difficoltà, come dimostrano i dati di Legambiente: Venezia è la quarta città italiana per numero di “sforamenti” dei limiti giornalieri di ozono e polveri sottili (139), Padova è appena dietro con 130, Rovigo è arrivata a 121. Gli effetti sono ormai noti: ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422 mila le morti premature per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi peggio-
ri, con più di 60 mila decessi. nostro, ma di tutte le regioni del Bacino PaUn punto della situazione è arrivato nel dano. Negli ultimi anni abbiamo investito corso dell’ultima riunione del Comitato di 300 milioni di euro su questo fronte e conIndirizzo e Sorveglianza, presenti l’assesso- tinuiamo con provvedimenti e misure che re regionale all’ambiente incentivano la riduzione Gianpaolo Bottacin e i Ambiente Regione, delle emissioni”. rappresentanti dei CoLa riunione è stata ocProvince e Comuni casione muni capoluogo e delle per prendere atto capoluogo insieme Province. “I dati dimodel recente accordo tra i strano un trend in calo in vista dell’inverno Comuni capoluogo di per quanto concerne i provincia per affrontare principali inquinanti, mentre permane un i picchi di emissione di PM10, che per la valore di fondo non trascurabile – sotto- maggior parte sono derivanti dal riscaldalinea l’assessore – non è un problema solo mento domestico. Visto l’accordo dei Co-
muni, sono state coinvolte formalmente le Province per l’attivazione dei tavoli zonali che hanno il compito di sovrintendere all’applicazione e, eventualmente, all’estensione dell’accordo stesso in modo da rendere omogenei e, quindi, più efficaci i provvedimenti a tutela della qualità dell’aria in tutto il Veneto. I rappresentanti degli enti presenti si sono dati appuntamento a fine mese per mettere in atto gli impegni presi a partire dal mese di ottobre.
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Politica
Azzardo, rigida stretta o regalo alle lobby? La nuova legge regola distanze, orari, sanzioni e alza al massimo l’Irap. Ma non si applicherà alle sale gioco già esistenti per evitare i ricorsi degli esercenti
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na legge di riordino, che fa chiarezza e mette dei paletti, stabilendo distanze minime, orari di apertura, aumento di tassazione e sanzioni, al fine di contrastare la piaga della ludopatia. Insomma, “il miglior risultato possibile nell’attuale contesto legislativo nazionale, che nessun governo, né presente né passato, ha avuto il coraggio di riformare in un’ottica di dissuasione e di contrasto”. L’assessore regionale alla sanità e al sociale, Manuela Lanzarin, accoglie così il testo approvato a inizio settembre dal Consiglio regionale del Veneto con 31 voti favorevoli, 5 contrari e 7 astenuti, che fa sintesi di quattro diverse proposte depositate negli anni con l’obiettivo di porre un freno al dilagare di slot machine, videopoker e “macchinette” varie. In concreto, la strategia della Regione si articola in una serie di misure restrittive che dovranno essere omogenee su tutto il territorio: in particolare gli esercizi commerciali dovranno essere almeno a 400 metri di distanza dai luoghi sensibili, l’aliquota Irap sarà portata al massimo consentito (0,92 per cento), gli orari saranno fissati dalla Giunta regionale in fasce uguali su tutto il territorio e le sanzioni salgono fino a 6 mila euro per chi non rispetta le regole. “Agli strumenti di dissuasione
e di controllo – conclude l’assessore – continueranno ad affiancarsi quelli di prevenzione e cura: la Regione Veneto, per parte sua, integra con oltre 1,2 milioni di euro di risorse proprie i 4 milioni del fondo sanitario nazionale erogato con i Lea per finanziare l’attività di prevenzione, cura e recupero dei Servizi per le dipendenze”. Le nuove norme, decisamente restrittive, dovranno però tenere conto dei diritti acquisiti. Si applicheranno insomma ai nuovi locali ma non a quelli che già sono aperti: una scelta forse obbligata, anche per evitare contenziosi, ma che rischia di svuotare di efficacia il provvedimento. Questa perlomeno è la principale critica mossa alla nuova legge, seppur con sfumature diverse. “Il nostro giudizio sulla legge è complessivamente positivo – sottolinea Claudio Sinigaglia, correlatore della legge, spiegando l’astensione del Partito democratico – Ci sono tuttavia due punti critici, su cui il Consiglio regionale avrebbe dovuto mostrare più coraggio: intanto la disciplina dell’esistente, considerando che in Veneto e Trentino Alto Adige ci sono 5.075 tabaccherie ordinarie e 525 speciali, 146 negozi ippica, 428 punti, 506 punti giochi per le scommesse sportive e oltre tremila ricevitorie; e poi la norma finanziaria, visto che la
Regione non mette nulla di proprio ma utilizza solo risorse statali”. Molto più dura nella sua dichiarazione di voto finale Cristina Guarda (CpV), secondo cui “l’impianto originario della legge andava nel senso di tutelare le giovani generazioni rispetto al grave rischio rappresentato dalle ludopatie, ma la proposta normativa è stata svilita per la mancanza di coraggio di incidere sull’esistente e si è persa così una preziosa occasione”. Anche per i 5 Stelle, che avevano fatto della lotta all’azzardo uno dei loro cavalli di battaglia in Parlamento, “tutte le sale gioco già esistenti godranno di deroghe che renderanno, di fatto, senza alcun limite la loro attività. Inoltre – ha ricordato nel suo intervento Erika Baldin – per tutti i locali in cui vengono installate slot machine la legge voluta dalla maggioranza è troppo permissiva in fatto di orari, prevedendo solo 6 ore di spegnimento La maggioranza che governa la regione finge di voler contrastare la piaga del gioco d’azzardo, ma in realtà, di fatto, sembra voler garantire i lauti guadagni di chi lo gestisce”. M.P.
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Ogni anno ci giochiamo più di 100 miliardi
I dati: Veneto terza regione in Italia per dimensione del fenomeno B
asta entrare in un bar alle sette di mattina per trovare qualcuno già alle prese con le slot machine. E bastano due numeri per chiarire la gravità della situazione: secondo l’ultima stima, in Italia sarebbero 18 milioni le persone ad aver giocato d’azzardo almeno una volta all’anno, mentre un milione ha una dipendenza pari a quella delle droghe. Fra i ragazzi con 14-17 anni, i giocatori saltuari sarebbero 700 mila e 70 mila quelli già affetti da ludopatia. Il costo del fenomeno – in termini sociali ed economici – è molto più alto degli 8-10 miliardi che lo Stato ricava dal gioco a fronte di una raccolta di oltre 100 miliardi. Il Veneto è la terza regione in Italia per quantità di denaro giocata alle cosiddette “macchinette” (AWP) e alle videolottery. Nel 2017 il volume delle giocate complessive nel territorio regionale ha superato i 6,1 miliardi di euro, di cui tre quarti alle new slot, con una spesa pro capite (compresi neonati e centenari) di 1.244 euro. Si stima che i giocatori d’azzardo con un rischio moderato siano almeno 70 mila, quelli già considerati “problematici” 32.500 (cioè quasi l’un per cento della popolazione tra i 15 e i 64 anni) e che quelli patologici, che cioè si rivolgono ai Servizi pubblici per le dipendenze, siano tra i 3.200 e i 3.700. Una rilevazione recente, che ha interessato tutti i Dipartimenti per le dipendenze del Veneto, mostra che nel 2015 sono stati visti 1.761 giocatori d’azzardo, ovvero circa il 50% dell’utenza stimata. Questa estate il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Alessio Villarosa, aveva annunciato due iniziative: una circolare con indicazioni operative sul divieto di pubblicità e l’avvio di un iter per il riordino del settore, che era già previsto per fine 2018 dal Decreto dignità. Poi la crisi politica ha bloccato ogni intervento, e nel patto di governo tra 5 Stelle e Pd del tema non si trova più traccia. Chissà che non riemerga in un futuro non troppo lontano.
“Droga, serve un deciso cambio di passo” 80 morti per overdose nei primi sei mesi dell’anno. Altrettante morti sospette o legate all’assunzione di sostanze non ben identificate. L’eroina, che pareva relegata nel limbo dei (tristi) ricordi, è tornata sulle strade e le piazze dello spaccio: costa pochissimo, anche una manciata di euro a dose, e miete le sue vittime tra una nuova generazione di giovani tossicodipendenti che negli anni Ottanta, quando il consumo era all’apice, dovevano ancora nascere. Forse anche per questo i decessi per overdose di eroina sono ormai più della metà del totale delle morti per droga in Italia. Un’emergenza che sta toccando in maniera sempre più evidente anche il Veneto, regio-
ne che con 26 vittime per overdose detiene indispensabile rafforzare in modo massiccio il primato nazionale, e che chiede un deciso gli investimenti e gli interventi strutturali di cambio di passo nelle politiche sanitarie. Ne è prevenzione”. convinto il vice presidente Su 130 mila casi in Italia del Consiglio regionale ed La mozione Bruno seguiti dai Servizi regionali esponente del Partito dele Dipendenze, ben 20 Pigozzo (Pd) chiede per mocratico Bruno Pigozzo, mila sono di competenza più soldi per primo firmatario di una delle Ulss venete. Un quarmozione sul tema che into dei pazienti ha meno di la prevenzione. vita la Regione a “prendere trent’anni, e sono in forte In Veneto è record incremento i minorenni. atto che è indispensabile un cambiamento di rotta di morti per overdose “Nel bilancio regionale nelle politiche di contra25 milioni sono destinati ai sto alle tossicodipendenze. Non è sufficien- centri di recupero, vale a dire alla cura. Ma te puntare sulla cura delle persone: è invece sulla prevenzione c’è davvero poco. I nume-
ri ci devono invece spingere a riprendere in mano un modello che purtroppo negli anni è stato dismesso, puntando su educatori di strada e centri di ascolto. Da troppo tempo non vengono compiute azioni sufficientemente efficaci nei luoghi e negli ambienti frequentati dai nostri ragazzi: con la nostra mozione vogliamo chiedere alla Giunta un impegno chiaro per un cambio di rotta che non è più rinviabile”.
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Statistiche
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Il lavoro c’è, ma è cambiato. In peggio Dal report della Regione la fotografia di un recupero importante sul piano dei numeri. Mancano però qualità e sicurezze, e i giovani sono le prime vittime di dieci anni di crisi
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isti i tempi che corrono, è meglio festeggiare per il bicchiere mezzo pieno invece di lamentarsi per quel che manca a sfiorare l’orlo. E tuttavia la buona notizia regalataci nei giorni scorsi da Statistiche Flash, lo studio monografico mensile dell’Ufficio statistica della Regione Veneto, non basta a cancellare i motivi di preoccupazione. Detto in sintesi: la grande crisi scoppiata nel 2008 è ormai alle nostre spalle, ma ci lascia in eredità un Veneto più fragile dal punto di vista del mercato del lavoro. E con questa nuova dimensione saremo costretto, volenti o nolenti, a fare i conti a lungo. L’aspetto positivo è che il lavoro c’è, quanto e forse persino più di dieci anni fa. Nel 2018 il tasso di occupazione in Veneto è stato del 66,6%, in crescita rispetto ai due anni precedenti e in leggero aumento persino rispetto al 2008, quando toccava quota 66,4%. Il tasso di disoccupazione è ancora lontano da quel 3,4% raggiunto
prima della crisi, ma è comunque sceso al 6,4%, un dato ben diverso dalle statistiche nazionali. Terzo dato incoraggiante, è quello che riguarda le donne, il cui tasso di occupazione è addirittura aumentato negli ultimi anni salendo al 58,2% rispetto al 55,7% del 2008. Mancano solo cinque punti percentuali e il Veneto sarebbe in perfetta media europea, nonostante la maternità e la cura della famiglia rimangano un ostacolo in mancanza di servizi adeguati: si pensi che la percentuale delle donne occupate passa dal 92% delle singles al 77 per cento delle donne in coppia senza figli, per scendere fino al 65% delle madri. Dietro le cifre del recupero occupazionale si nascondono però profondi cambiamenti, che attraversano l’intero mondo del lavoro e che dovrebbero spingere tutti a una riflessione profonda. Due sono gli aspetti più significativi: l’innalzamento dell’età media e la precarizzazione dei contratti. Il primo si spiega solo in parte con
l’invecchiamento generale di una società che fa sempre meno figli. In realtà, gli effetti della crisi economica sono stati sofferti soprattutto dai lavoratori più giovani e con meno tutele, con un tasso di disoccupazione tra i 15-24enni arrivato nel 2014 addirittura al 27,6% e ancora oggi superiore al 20%. E questo proprio mentre le riforme delle pensioni hanno quasi raddoppiato il tasso di occupazione nella fascia tra i 55 e i 64 anni, in cui oggi lavora più di un veneto su due. C’è poi il “caso stranieri”: a distanza di 10 anni non hanno superato gli effetti della recessione e il loro tasso di occupazione (62,2%) è di 5 punti inferiore a quello degli italiani, mentre fino al 2008 lo superava in particolare tra gli uomini. Quanto alla precarietà dei contratti di lavoro, la differenza con un passato lontano solo pochi anni è eclatante: oggi quasi un contratto su cinque è a tempo determinato, nonostante paletti e
rigidità introdotti dal governo per evitare abusi. Il 16,5% delle donne e il 4,3% degli uomini ha poi un contratto a part-time “involontario”, frutto cioè non di una scelta personale ma imposto dall’azienda. E come non bastasse, più di un lavoratore su cinque si accontenta di un impiego che necessiterebbe di minori competenze e titoli di studio inferiori a quelli conseguiti: un evidente spreco di competenze ma anche il frutto di scelte universitarie che non hanno tenuto conto delle reali necessità del mondo produttivo. L’alternativa? Quella che più sta conoscendo successo
ha un nome antico: emigrazione. I dati ci ricordano che sono 128 mila gli italiani che hanno scelto di emigrare nel 2018 alla ricerca di condizioni di lavoro migliori. La prima regione in questa speciale classifica è la Lombardia, la seconda l’Emilia Romagna, la terza il Veneto. Come dire, i giovani fuggono dal cuore produttivo dell’Italia, dove il lavoro c’è. Ma un posto qualsiasi e uno stipendio che spesso non raggiunge i mille euro a molti non bastano più. E se perde i suoi giovani migliori, per il “Nordest del miracolo” il tramonM.P. to è già dietro l’angolo.
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Transiberiana, senza paura
hissà se è più coraggio o incoscienza… La Transiberiana - sogno di ogni viaggiatore - percorsa in solitaria a 71 anni e in sella a una moto del 1983. Luciano Fasolo, inossidabile motociclista di Rovolon, ogni volta che parte alza l’asticella della sfida. Ora che la pensione gli permette di non avere più limiti temporali apre l’Atlante a caso e va. Alle elementari tutti lo facevamo con la mente, lui invece non si accontenta di sognare: mette in moto la sua Guzzi SP 1000 e parte. La Padova - Vladivostok resterà una pagina memorabile per il modo con cui Fasolo l’ha realizzata, gettando il cuore oltre l’ostacolo e mettendo ali ai sogni. Ha percorso 14.000 chilometri
di Renato Malaman
in 33 giorni, attraversando le pianure senza fine della Russia orientale, dove la foresta e la taiga la fanno da padrone e l’uomo diventa piccolo - piccolo, contando come punto di riferimento solo sulla strada. Che là è un rettilineo infinito, spesso infido, ma che porta sempre verso qualche avamposto di presenza umana. Quando va bene si tratta di una città, alla meno peggio di un’area di servizio o di un motel sgangherato con bagno all’aperto. Bisogna fidarsi ciecamente della strada quando si oltrepassano gli Urali e si punta verso l’infinito… Bisogna avere buone mappe e un cuore d’acciaio, perché ogni certezza da quelle parti diventa labile. continua alla pag. seguente
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Transiberiana, senza paura Luciano Fasolo, biker settantunenne di Rovolon, ha percorso la Padova Vladivostok in solitaria in sella alla sua Moto Guzzi del 1983, sciroppandosi 14.000 km in 33 giorni e toccando pure la Mongolia di Renato Malaman segue d alla pag. pr ec ed ente
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asolo è partito con un bel pacchetto di visti, qualche soldo, molti ricambi per la sua gloriosa moto e una dose esagerata di spirito intrepido. La sua tenuta psicologica è stata messa a dura prova più volte, in particolare quando gli è stato rubato il telefono cellulare e di colpo si è trovato isolato dal mondo, privo di riferimenti e di tutto il materiale fotografico e video che fin lì aveva accumulato. Il biker euganeo non si è perso d’animo: ha preso un altro telefono nella città più vicina e tramite la rete ha recuperato quasi tutto (foto, contatti e quant’altro), continuando quindi nella sua impresa. Il suo spirito intrepido gli ha aperto tante porte, comprese quelle di molte case, perché ovunque ha trovato un’accoglienza sorprendente da parte delle popolazioni locali. “Dove c’è più povertà – ha avuto modo di dire – c’è più cuore e più generosità. Un’accoglienza calorosa e sincera che moralmente mi ha sostenuto molto”. La spedizione - che era l’ennesima dopo la Coast to Coast negli Stati Uniti, l’avventura a Capo Nord e il raid nel Sahara marocchino - è di quelle che stuzzicano l’immaginario collettivo, perché dopo Mosca (già di per sé una meta impegnativa, da Fasolo peraltro già raggiunta nel 1992) tutti sono portati a pensare che solo il leggendario treno della Transiberiana o i camion di Overland possano permettersi di andare oltre. Invece l’impresa di Fasolo – e quelle di altri viaggiatori romantici come lui - hanno dimostrato che la voglia di andare non ha limiti. Dopo Mosca Fasolo ha fatto tappa a Kazan, la città dei Tartari famosa per la Madonna di Kazan, la preziosa icona restituita da Papa Giovanni Paolo II alla Chiesa russa. Poi a Ekaterinenburg, tristemente famosa per l’eccidio della famiglia degli Zar deciso da Lenin dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, a Omsk, a Novosibirsk. Città vecchie
NELL’IMMAGINE DI COPERTINA L’ARRIVO DI LUCIANO FASOLO A VLADIVOSTOK, CITTÀ AFFACCIATA SUL MAR DEL GIAPPONE E CAPOLINEA DELLA TRANSIBERIANA. IN QUESTA PAGINA ALTRE IMMAGINI SCATTATE DURANTE IL LUNGHISSIMO RAID MOTOCICILISTICO LUNGO LE ROTTE DELLA RUSSIA ORIENTALE E DAVANTI A UN TEMPIO BUDDISTA A ULAN BATOR, CAPITALE DELLA MONGOLIA.
e nuove, che ricordano la Russia imperiale barovsk e, infine, l’agognata Vladivostok, e anche quella socialista. Quindi Irkutsk, simbolo di un sogno che si è realizzato. A la capitale siberiana, dopo aver attraversa- dispetto anche di chi voleva dissuaderlo a to una regione montuosa caratterizzata da compiere questo viaggio. Luciano Fasolo - prima di ripartire da Vlastrade martoriate dalle buche. Irkutsk si specchia sul Lago Bajkal dove il centauro divostok in aereo, spedendo la moto in Italia padovano ha tirato un po’ il fiato conce- via nave - è rimasto a lungo a scrutare l’orizdendosi qualche sosta in più per carpire la zonte del Mar del Giappone. Avrebbe voluto raggiungere anche Tokyo, via Corea del bellezza del paesaggio siberiano. Quindi la sortita in Mongolia, audace e Sud, ma quell’appendice rimane un appunto suggestiva, piena di incognite. Non è da per un altro viaggio. Perché il biker eugatutti raggiungere Ulan Bator con i mezzi neo ha tutt’altro che voglia di appendere la propri. Mongolia selvaggia e ancora legatis- tuta al chiodo. Le sue spedizioni rientrano sima alle proprie tradizioni ancestrali, dove nel progetto “In moto per la vita” e hanno non è raro imbattersi in villaggi di yurte, le come scopo quello di raccogliere fondi per la Fondazione Salus caratteristiche tenLe popolazioni locali spesso Pueri di Pediatria. In de circolari. Quinsostanza - attraverso di l’ultima parte del gli hanno aperto le proprie case l’organizzazione di viaggio, quella in cui con grande generosità cene per illustrare la meta più che avviIl motociclista ha già all’attivo le sue imprese - Facinarsi si allontana, perché i chilometri la New York - San Francisco, Capo Nord solo ha già raccolto da percorrere sono e il Sahara marocchino. Le spedizioni 25.000 euro, destinati alla realizzazione ancora migliaia e gli sostengono un progetto per Pediatria della sala riservata ai insediamenti umani sempre più radi. Di notte persino i camion genitori dei baby pazienti ricoverati nel si fermano, perché la strada si fa insidiosa. reparto di Terapia Intensiva Neonatale delFasolo a un certo punto ha dovuto modifi- la Pediatria di Padova. Stanza che è già care il cambio della moto e costruirsi una stata inaugurata. Coronando un altro nobisoletta per neutralizzare i dolori al piede si- le sogno di Luciano, il biker euganeo dalla nistro causatigli dalle troppe ore passate in tempra d’acciaio ma con l’anima lieve di un sella. Ulan Ude, Cita, Blagovescensk, Kha- viaggiatore romantico. D’altri tempi.
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Y-40® THE DEEP JOY: SCUOLA DI SUBACQUEA E APNEA!
Da metà settembre, al via i nuovi corsi in acqua termale, nella piscina più profonda del mondo, a Montegrotto Terme
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a 5 anni è il diving center più frequentato in Europa, eppure non è al mare, ma ai piedi dei Colli Euganei! È Y-40® The Deep Joy, la piscina più profonda del mondo, uno spazio sommerso riempito da 4.300.000 litri d’acqua termale, che scende fino alla profondità di 42 metri, a Montegrotto Terme (PD). Il luogo ideale per effettuare immersioni in apnea o con le bombole in ogni stagione, grazie alla temperatura dell’acqua salsobromoiodica tra i 32° e 34°C, che consente di immergersi senza muta. “Si tratta di uno spazio con le caratteristiche adatte alla didattica, una vera e propria scuola di subacquea ed apnea – spiega l’architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista di Y-40. - Un sogno di gioventù che è da subito entrato nel Guinness dei Record per profondità, conquistando presto anche il primato di ingressi e brevetti emessi!” La piscina, infatti, ha 8 piattaforme a diverse profondità (-1.3, -5, -6, -8, -10, -12, -15, -42.15 metri) per imparare gradualmente ad immergersi, dalla prima esperienza al
CORSO BASE DI APNEA per ottenere il brevetto riconosciuto in tutto il mondo e trattenere il fiato in sicurezza fino a -16 metri di profondità. Dal 19 Settembre al 24 Ottobre, tutti i giovedì dalle 20:00 alle 22:00. IMPARERAI A: Sentirti a tuo agio sott’acqua. Conoscere l’attrezzatura d’apnea ed il suo utilizzo corretto. Praticare tecniche di respirazione e di rilassamento. Trattenere il respiro rilassando il corpo in apnea statica. Pinneggiare in modo efficace in orizzontale in apnea dinamica. Compensare la pressione dell’acqua sulle orecchie. Discendere in profondità con le pinne in assetto costante. Discendere a braccia sul cavo in free immersion. Altri corsi in partenza: 07 Novembre 2019 2020: 16 Gennaio, 12 Marzo, 07 Maggio
Foto di Cristina Camacho Puerta
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Food & Drink ARQUÀ PETRARCA, FESTA DELLE GIUGGIOLE Le prime due domeniche di ottobre si visita uno dei borghi più belli d’Italia e si gusta il frutto che Omero nell’Odissea chiamava con il nome di Loto Lo splendido borgo padovano sui colli euganei ospiterà il 6 e il 13 ottobre l’ormai famosissima festa delle giuggiole. Si tratta del frutto tipico di Arquà Petrarca celebrato in molte forme lungo tutto il saliscendi che caratterizza il paese, con eventi che attirano centinaia di turisti da tutta Italia. Chi partecipa si immerge in un’atmosfera medievale unica, amatissima dal Petrarca. Assapora le deliziose giuggiole e lo street food, e si gode spettacoli musicali medievali, mostred’arte e artigianato, bancarelle e molte altre attività. Il giuggiolo è una pianta da frutto ornamentale alta tra i 5 e 12 metri e produce piccoli frutti che maturano da settembre a ottobre. Sono simili a delle olive, di colore scarlatto, dal sapore dolce e in molti ritengono che siano i frutti dolcissimi che Omero, nell’Odissea, chiamava i frutti del Loto. Le giuggiole, ricche di vitamina C, fanno molto bene alla salute e, in particolare, la giuggiola di Arquà Petrarca è inserita nell’elenco Nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Il terre-
Tisana di Giuggiole
Cosa c’è di meglio se non una tisana per alleviare il freddo dell’inverno? Un’antica ricetta insegna l’arte di preprare la tisana di giuggiole, che sin dall’antichità era usata per alleviare tosse e raffreddore. Ingredienti 1/2 litro d’acqua 200 gr di giuggiole mature 1 cucchiaio di Propoli dei Colli Euganei Una volta tolto il nocciola alla giuggiole, tagliatele a pezzi fate bollire per 5 minuti circa in una teiera o un bollitore. Una volta spento il fuoco, aggiungete un cucchiaio di propoli e lasciate riposare per 10 minuti. Poi filtrate il tutto e versatelo nelle tazze. E se proprio desiderate farvi una coccola, aggiungete del miele dei Colli Euganei che le api hanno forse prodotto proprio con i fiori dell’albero di giuggiole... Chissà?!
no calcareo dei Colli Euganei, e il particolare microclima dei versanti collinari del Monte Ventolone e del Monte Castello, sono le caratteristiche ambientali essenziali che hanno favorito lo sviluppo della pianta in queste zone. Anche se molto rare e difficili da trovare nel resto d’Italia, nelle tavole dei Colli Euganei sono sempre state presenti: utilizzate fresche o secche, in decotto come rimedio invernale contro le malattie dell’apparato respiratorio e lavorate per preparare distillati, liquo-
CARNIA, FARINE E BIRRE ARTIGIANALI ri, marmellate, confetture, tisane, gelatine e zaèti che ad Arquà Petrarca si presentano come prodotti unici e ricercatissimi. Famosissimo anche il liquore a base di giuggiole, chiamato “brodo di giuggiole”, ci-
tato già neiricettari del ‘400 con il nome di sciroppo di giuggiole. Sempre nei ricettari dell’epoca, si menzionavano gli effetti lassativi delle giuggiole e quindi erano da consumarsi con parsimonia.
Sutrio, incantevole borgo carnico nell’alta Valle di But, domenica 6 ottobre, ospitrà una grande festa dedicata a un mondo agricolo autentico e genuino, che riscopre e valorizza vecchi cereali dai sapori dimenticati. In prima fila nella valorizzazione di questi prodotti c’è Farine di Flor, mulini, farine e delizie della Carnia che animeranno l’intera giornata. Al centro della festa, che animerà per l’intera giornata questo incantevole borgo carnico dell’Alta Valle del But, ci saranno le molteplici varietà di farina e i loro molti e vari impieghi in campo gastronomico, dalla polenta alle minestre, dal pane ai biscotti, dalla polenta alla pastafrolla. Nelle caratteristiche vie, nelle piazzette e nelle corti del centro storico saranno 6 le aree dove i visitatori potranno sostare per scoprire prodotti e degustare piatti rustici e genuini abbinati alle pregiate birre di 6 birrerie artigianali del Friuli Venezia Giulia. Tra i particolarissimi sapori da provare ci saranno, tra gli altri, il Pan di Sorc accompagnato dalla Vahrackara, entrambi presidi Slow Food della regione, il pane di segale con il pastorut di Sutrio (formaggio erborinato a pasta molle, in cui dolce e piccante convivono armoniosamente), piatti della tradizione come il Suf di Zucca e la Meste (gnocco al cucchiaio fatto con latte e una miscela di farine di grano tenero, mais e segale condito con burro fuso, ricotta affumicata e salame) e un’ampia varietà di dolci tipici. In ciascuna tappa, che porterà il nome di un mulino ancora attivo (o comunque visitabile), saranno anche esposte le farine, gli oggetti di lavoro, gli attrezzi da cucina e si potranno apprendere le lavorazioni di un tempo e quelle di oggi, e i migliori utilizzi per ogni tipologia di prodotto. Farine di Flor può essere lo spunto per trascorrere un piacevole week end in Carnia, alloggiando nelle accoglienti stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) dell’Albergo diffuso Sutrio Zoncolan ricavate dalla ristrutturazione di antiche case di Sutrio (www.albergodiffuso.org).
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Appuntamenti
Treviso, Venezia , Mestre: Festival chitarristico “Due città”
Verona, Alessandro Quarta in Arena Il 24 settembre
Il 20-21-28 settembre e 5 ottobre
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’edizione 2019 del Festival Chitarristico Internazionale “Delle Due Città” candida Treviso e Venezia Mestre ad essere capitali europee della chitarra e terra di incontro, di arti e culture diverse. Tema del Festival sarà “New Classical World”, termine coniato da Andrea Vettoretti, direttore artistico della manifestazione, per descrivere un nuovo modo di vivere l’esperienza chitarristica. Lo spettatore sarà portato in un viaggio emozionale in spettacoli di flamenco nuovo, tango, musica classica, musica e danza armene, ritmi brasiliani ed argentini, musica spagnola nelle loro diverse espressioni popolari e colte in un incontro, dove tristezza, allegria, profondità dei sentimenti e bellezza saranno la sola chiave per la piena espressione di tutti i concertisti.
Venerdì 20 Settembre, “Opera e Danze”, concerto, che rievoca le emozioni delle grandi opere e delle danze più espressive; sul palco, Rieko Okuma, flautista giapponese; Lapo Vannucci, chitarrista fiorentino; Luca Torrigiani, pianista. Seconda parte della serata dedicata alla musica iberica (“Spagna!”) del visionario impressionismo di Joaquin Rodrigo in un concerto monografico,
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interpretato dal chitarrista, Pier Luigi Corona. Sabato 21 Settembre, “Tango” con l’argentino Orlando Di Bello, al bandoneón e Carles Pons alla chitarra in un repertorio interamente dedicato alla tradizione musicale: arrabaleros, milongas, nuevo tango. Venerdì 27 Settembre (Auditorium Centro Candiani), “La Spagna di Federico Garcia Lorca”, flamenco nuovo con i “Mediterranea” in uno spettacolo con cante, baile, chitarra, flauto, cajon, che accompagneranno lo spettatore in un viaggio sentimentale alla scoperta di creazioni mitiche, come quelle del “gitano” e del “torero”, fuoriuscite dalla penna del poeta più sensibile. Sabato 28 Settembre (Auditorium Candiani), “Real...mente Napoli”, con il Real Duo (chitarra e mandolino) ed il cantante, Tommaso Chimenti; concerto di brani selezionati dal grande repertorio della “canzone classica napoletana”, canzone d’arte ed ancora oggi riferimento culturale nel mondo. Sabato 5 Ottobre (Teatro Momo), “Tango!” con il Se.Go.Vi.O. Quartet (chitarra, flauto, fisarmonica, clarinetto), il cui repertorio pone l’accento sulle possibilita` espressive di ogni strumento per dare vita alle graffianti sonorita` tipiche del Sud America.
lessandro Quarta, dopo un tour estivo con Il Volo, presenterà il suo live in Arena di Verona il 24 settembre. Nel live anche i suoi brani “Libertango” e “Fracanapa”, estratti dall’ultimo album “Alessandro Quarta Plays Astor Piazzolla”. Insieme a lui sul palco anche il pianista Giuseppe Magagnino. Violinista, polistrumentista e compositore salentino, acclamato dalla CNN nel 2013 come “Musical Genius” e premiato nel 2018 a Montecitorio come “Miglior Eccellenza Italiana nel Mondo” per la Musica, Alessandro Quarta, classe 1976, ha partecipato a scritture di musica inedita per film della Walt Disney e RaiCinema. È attualmente impegnato nella scrittura delle musiche per 4 film internazionali tra cui un film del regista Premio Oscar Anthony Lamolinara (“Spiderman 2”).
Treviso- Codogné, la mela cotogna Il 13 ottobre
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l 13 ottobre 2019 a Codognè si svolge la 19^ Festa della Mela Cotogna con la Fiera delle Piccole Produzioni Locali Venete. Sarà una domenica Tra Natura e Agricoltura in cui il centro cittadino ospiterà la mostra mercato dedicata alla mela cotogna e ai prodotti della tradizione veneta, con possibilità di degustazione. Saranno presenti più di centocinquanta espositori. La giornata sarà allietata da laboratori creativi, concertini, mostra dei veci mestieri, giostre, esposizione di animali da cortile di una volta, cooking show sulla mela cotogna. La festa è nel lungo programma di Delizie d’Autunno, il calendario di eventi e sagre nella Marca Trevigiana.
Ottobre rodigino
Adria, gara sportiva MTB
Dal 19 al 22 ottobre
Il 13 ottobre
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i svolgerà dal 19 al 22 Ottobre il consueto e annuale appuntamento con la tradizionale fiera che si inserisce nel programma dell’Ottobre Rodigino.Durante il mese tantissimi eventi di cultura e intrattenimento si susseguono in città. La fiera, alla sua 537^ edizione, vedrà in campo circa 300 bancarelle che animeranno la città con le più svariate mercanzie. Tanti colori e sapori per una 4 giorni dal fascino irresistibile.
l 13 ottobre si svolgerà la su e zo per i fossi MTB race, la gran fondo d.o.c. del Polesine, è un modo nuovo per conoscere e valorizzare il territorio. Si tratta di una gara alla portata di tutti in un contesto naturalistico d’eccezione come quello dell’oasi Panarella. Una festa dello sport per i bikers, ma anche una festa dei sapori per palati raffinati. Arrivata ormai alla sua sedicesima edizione, non manca mai di emozionare e incantare con i suoi paesaggi nella golena del Po e con il suo contorno caratteristico di campagne e argini.
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Mancano i medici, via ai contratti regionali
L’
eccellenza della sanità veneta è a rischio. Non per la mancanza di risorse economiche, ma perché non si trovano più medici per garantire i servizi. Sembra un paradosso, e invece è un problema che aumenta anno dopo anno senza che lo Stato sia fin qui riuscito a offrire soluzioni convincenti. Gli ultimi conti parlano di 1.300 posti vuoti in Veneto, di cui quasi 200 nelle unità operative di medicina e geriatria, con le Ulss costrette a ricorrere a cooperative o a richiamare in servizio i pensionati pur di non chiudere interi reparti e perfino i Pronto soccorso. Per questi ultimi, sono già stati pubblicati dall’Azienda Zero ben tre bandi di concorso, ma per 192 posti vi sono soltanto 22 specialisti e 24 specializzandi all’ultimo anno in graduatoria. Una situazione insostenibile, al punto che a inizio agosto la Regione ha deciso di “mettersi in proprio”, anche se nei limiti consentiti dalla legge, e gli ultimi due mesi sono stati un susseguirsi di proposte e incontri per dare spazio in corsia ai giovani medici non ancora specializzati.
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uando nasce un bambino, nascono una mamma e un papà”. Parole sacrosante, quelle con cui il Direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta, ha presentato la nuova iniziativa lanciata nelle scorse settimane: una App per Android e Apple che vuole accompagnare nei mesi di gravidanza e nei primi due anni di vita del bambino chi è alle prese con un’esperienza che cambia, per sempre, la vita. Ogni anno a Padova e provincia sono più di 7 mila le donne che rimangono incinta, con una età media alla prima gravidanza di 32,4 anni. Se si aggiungono quelle che hanno partorito negli ultimi due anni e i loro figli, ecco un bacino potenziale di circa 35 mila persone a cui la App intende fornire in maniera rapida e sempre a portata di mano tutte le informazioni utili, mini in un momento della vita così delicato e ricco di emozioni, specifiche e certificate. che necessita di un “accompagnamento” adeguato e autoreDietro “Sei Mamma Euganea” (questo il nome della App) c’è vole”. il lavoro durato un anno di una squadra di ginecologi, ostetriDotata di agenda, la App permette di visualizzare le prestache, psicologi, pediatri neonatologi, informatici e addetti alla zioni, gli esami, i test consigliati nella gravidanza fisiologica e comunicazione che hanno messo a punto una sorta di “vade- durante il puerperio, dà la possibilità di aggiungere calendari mecum” perfettamente calato sul territorio e dialogante con personalizzati e personalizzabili in base al profilo che si desidel’ospedale, una mappa agevole e pluridira (mamma e/o bambino), propone l’elenUlss 6 Euganea mensionale, molto più di un diario interatco degli operatori che guideranno i futuri tivo o di una parziale raccolta di indicazioni Presentato un nuovo genitori nel percorso di gravidanza (ostetricome ne esistevano già. che, ginecologi, psicologi) con riferimento servizio rivolto alle Realizzata con la collaborazione della anche alla possibilità di conoscere l’iter migliaia di donne in per la gestione della gravidanza cosiddetta software house Uqido di Padova, “Sei Mamma Euganea” si prefigge di seguire gravidanza o diventate “Bro”, ovvero a Basso rischio ostetrico. le mamme, prima col pancino e dopo col “È un modo bellissimo per sentirsi cocmamme negli ultimi pancione, settimana dopo settimana, indicolati – commenta Suena al nono mese due anni. Tante cando gli esami medici consigliati, dove e di gravidanza, il parto atteso per il 29 setinformazioni utili quando farli, quali gli specialisti presenti tembre – in una rete che è grandissima”. E tra città e provincia, dove si trovano, come Maddalena, mamma di Pietro di tre mesi, sempre a portata raggiungerli. E molto altro ancora. Tra le conferma: “È uno strumento estremamendi mano. novità, le donne potranno anche votare le te utile per ricevere informazioni sul puerprestazioni ricevute assegnando da 1 a 5 stelle: ne scaturirà perio, una volta usciti dalla sala parto”. una sorta di “Tripadvisor della Maternità”. L’App, intuitiva e flessibile, verrà via via arricchita di sezioni, “Il nostro progetto – commenta Domenico Scibetta – mira a nuovi contenuti ed esperienze. Intanto alle mamme chiede già sostenere mamme, bimbi e papà con un approccio scientifico, come stanno: non c’è benessere fisico, infatti, senza benessere autorevole, accurato, di prossimità, e gratuito per gli assistiti. psicologico,e intercettare precocemente i fattori di rischio deUn servizio di supporto, aiuto, affiancamento alla genitorialità, pressione è il modo migliore per evitare che si trasformino in pensato come una sorta di bussola per orientare donne e uo- macigni troppo pesanti poi da rimuovere.
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Sanità veneta
Mancano i medici, via ai contratti regionali
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on due delibere è stato dato il via libera all’assunzione con contratti autonomi di 500 giovani medici, laureati e abilitati, ma non ancora in possesso della specializzazione, che frequenteranno un corso di formazione pratico e teorico, al termine del quale, con il tutoraggio di colleghi strutturati, 320 verranno introdotti al lavoro nell’area del Pronto Soccorso Negli ospedali veneti e 180 in quella della Medicina servirebbero 1.300 Internistica (Medicina Generale e Geriatria). Un’operazione dal specialisti ma i concorsi costo annuo di circa 25 milioni, la vanno deserti. La Regione quasi totalità legati agli stipendi assume 500 neo laureati dei nuovi assunti. “Oggi la richiesta di cure è e chiama a un tavolo sempre più di qualità – sottolinea comune Università il presidente del Veneto Luca e Ordine per individuare Zaia – e sempre più in aumento. le possibili soluzioni Abbiamo medici che fanno un lavoro eccezionale ma è pur vero che solo con più professionisti possiamo dare più risposte. L’organico dei medici nella nostra Regione è diminuito di 250 unità su 11.000 in questi ultimi anni: non è la Regione che non assume, ma si tratta della conseguenza di una errata programmazione degli accessi alle facoltà di medicina e della carenza di borse di studio di specialità. E soprattutto, c’è il problema che in Italia la laurea non apre le porte della professione come negli altri paesi. I nostri laureati entrano nel mercato del lavoro cinque anni dopo i loro colleghi europei”. E forse anche per questo, oltre che per gli stipendi allettanti, i medici neolaureati italiani sono tra le figure più richieste all’estero. Fatte le delibere, a settembre sono iniziati anche i tavoli di lavoro tra la Regione Veneto, le Scuole di Medicina delle Università di Padova e Verona e gli Ordini dei Medici per definire modalità e numeri precisi per l’inserimento negli ospedali dove c’è carenza di specialisti dei giovani medici specializzandi, a partire da quelli che sono al quarto e quinto anno. Nell’incontro si è anche deciso di stendere un accordo per l’assunzione degli specializzandi del quarto e quinto anno che sono in graduatoria e si è convenuto sull’opportunità di allargare il numero degli ospedali veneti accreditati per essere sede di formazione universitaria. “Lavoriamo su due fronti – sottolinea l’assessore regionale Manuela Lanzarin – uno nell’immediato e uno di prospettiva programmatoria. Mentre definiamo con le Università e i Medici tutti i contenuti dell’operazione, la Regione prosegue con l’applicazione delle decisioni in materia di assunzione di medici laureati e abilitati, ma non specializzati. Il 15 settembre è partita la prima chiamata per la specialità di medicina d’urgenza. Vedremo quale sarà l’adesione, e porteremo questo riscontro al Tavolo con le Università”. Oltre ai Pronto Soccorso e alla medicina interna e geriatria, altri settori sono in difficoltà: si stima manchino 80 professionisti in pediatria; 70 in ostetricia e ginecologia; 253 in anestesia e rianimazione. Una sfida difficile, ma “arrendersi non è nel nostro dna – conclude Zaia – Si tratta di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, che sono un obbligo costituzionale al quale non intendiamo sottrarci”.
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Oncologia, un fiore all’occhiello per Chioggia Inaugurato il nuovo reparto, prosegue l’impegno della Regione per ammodernare l’ospedale. Presto interventi per altri 8 milioni di euro
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00 mila euro per il nuovo reparto di Oncologia, un fiore all’occhiello che rappresenta un’ulteriore, importante tappa nel processo di ammodernamento dell’Ospedale di Chioggia, che ha già visto in questi anni arrivare investimenti per oltre 19 milioni di euro e ne attende per ulteriori 8 milioni nei prossimi anni. Inaugurato dall’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin con il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben oltre a numerose autorità locali e sindaci dell’area, il reparto di Oncologia è situato al quarto piano del blocco nord dell’Ospedale. Comprende un’area di 427 metri quadrati (per un totale, per l’intero quarto piano ristrutturato, con nuovi sei posti letto, di 647 metri quadrati) che si sviluppa in un triplo corpo di fabbrica: nello specifico consta di due serie di locali che sono prospicienti verso un corridoio centrale, dove si articola l’attività. Il reparto è
suddiviso in spazi accoglienti e confortevoli – grazie anche ai nuovi arredi – sia per i pazienti che vi si recano per i trattamenti sanitari, sia per i familiari che li accompagnano. Ad accogliere i pazienti oncologici c’è una apposita segreteria che si apre su un’ampia e confortevole sala di attesa. Il day hospital è organizzato in un’ampia sala con vista laguna di 65 metri quadrati, in cui trovano spazio le dieci poltrone per le terapie. Qui i pazienti hanno la possibilità, durante il tempo di permanenza, di poter usufruire del servizio Tv. Pur essendo una stanza progettata perché i pazienti possano condividere il momento della terapia, che può essere per alcuni anche moralmente terapeutico, c’è la possibilità di garantire attraverso appositi pannelli anche momenti di totale privacy. Accanto alla sala delle terapie, c’è una stanza con due posti letto, con
Salvare un dente caduto? Ecco come fare
na caduta accidentale, uno scontro se si è certi della pulizia e dell’integrità “energico” facendo sport, una liti- del dente, provare a reimpiantarlo nella gata che degenera… un dente che ca- sua sede. Far mordere un fazzoletto per sca. Se sono quelli da latte, poco male. mantenere il dente in posizione; se non Altrimenti, non è detto che il dente sia è possibile il reimpianto, mettere il denperso per sempre. A condizione, però, te in un bicchiere con del latte (il suo di avere ben presenti le regole da ri- Ph mantiene vive le cellule delle radici) spettare. o della soluzione fisiologica (no acqua). A condensarle in un piccolo opu- Infine, portare “vittima” e dente presso scolo che sarà ora diffuso in diverse un odontoiatra che gestisca le emerstrutture pubbliche, sono stati i quat- genze dentarie. “In questi ultimi anni tro laureandi in Odontostomatologia – ricorda Michele Franzinelli, primario (Tommaso Cappellin, Martina Casarin, di Chirurgia maxillo-facciale dell’OspeGiorgio Giorgi, Frandale dell’Angelo cesco Maniero) in della Ulss 3 – abIn un opuscolo tirocinio all’ospedale biamo affrontato sei semplici regole di Noale, insieme al numerosi interventi responsabile Giordi reimpianto. I da seguire per gio Tiozzo. Eccole in migliori risultati rendere più facile sintesi: far mantesi sono ottenuti il reimpianto nere la calma al/alla quando le persone ragazzo/a che ha hanno recuperato perso il dente; cercare il dente e pren- i propri denti. È fondamentale, quindi, derlo per la corona, evitare di toccare le diffondere sempre di più, tra gli operaradici; se il dente è sporco, lavarlo per tori e i cittadini, la conoscenza di que10 secondi con acqua fresca corrente; sta opportunità”.
viamo anche il valore aggiunto della qualità dell’accoglienza ai pazienti, uno dei tanti aspetti che rientra nel concetto a noi caro di umanizzazione». L’Unità Operativa di Oncologia si occupa della diagnosi, del trattamento e dell’assistenza di pazienti affetti da patologia neoplastica secondo il principio della multidisciplinarietà, ovvero in collaborazione costante con tutte le attività specialistiche presenti nell’Ospedale di Chioggia, ma anche con l’Istituto Oncologico Veneto e con specialisti delle altre strutture ospedaliere del Veneto inserite nella rete oncologica. Lo spazio che l’Oncologia ha lasciato libero al sesto piano sarà adesso dedicato ai sette posti letto per la riabilitazione, previsti dalle schede regionali, servizio che sarà adiacente quindi a quello della Medicina Fisica e Riabilitativa.
Incontinenza, a Treviso il Centro regionale U
U
bagno dedicato, per il post trattamento; una stanza prelievi e cinque ambulatori, con spazi dedicati agli infermieri e ai medici. «Abbiamo realizzato un reparto d’avanguardia – ha ricordato l’assessore Lanzarin nel suo intervento – sia per gli aspetti strutturali che per quelli clinici. Questo ulteriore intervento costituisce la dimostrazione che in Veneto non lasciamo indietro nessun ospedale, siano essi collocati nelle principali città o sul territorio. La settimana scorsa il Comitato interministeriale per la programmazione economica ci ha dato il via libera per altri 320 milioni di progetti, e non bisogna mai dimenticare che il Veneto investe ogni anno 70 milioni in nuove tecnologie di diagnosi e cura. Siamo una Regione dove si può davvero dire che ogni cittadino riceve la miglior assistenza possibile, a prescindere dal territorio dove si trova. In questa oncologia tro-
n servizio unico in Italia, destinato ad accogliere i pazienti da tutta la Regione. Così si presenta il nuovo Centro per l’incontinenza e le Stomie inaugurato all’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Con mezzi di diagnostica avanzata, assicura una presa in carico ottimale e garantisce uniformità di accesso alle cure e appropriatezza delle prestazioni ad una quota considerevole di popolazione. In Veneto, infatti, soffrono di incontinenza, urinaria o fecale, 97.000 uomini e 450.000 donne. La spesa per garantire loro un’assistenza ottimale, è di circa 36 milioni di euro l’anno. “Un centro di grande visione e un investimento di natura organizzativa – ha ricordato il Presidente Zaia alla cerimonia di inaugurazione – Il paziente troverà in un unico riferimento tutti i professionisti che si occupano della patologia. Ci conferma che in Veneto siamo i più attenti alle cure e abbiamo una visione della sanità che sia utile a tutti e quindi anche a chi soffre di patologie come l’incontinenza urinaria e fecale che, oltre alle problematiche cliniche, nella maggior parte dei casi sono vissute con grande imbarazzo e come un tabù, portando molto spesso all’isolamento ed anche a forme di depressione”.
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FARMACIA CESTER - Porto Viro (Ro) FARMACIA DOTT. COLLA - Corbola (Ro) FARMACIAoltre IKONOMU - Volto di Rosolina Ne soffrono mezzo milione di (Ro) veneti. FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE - Ariano Per loro adesso c’è un punto di riferimento nel Polesine (Ro) CENTRO MEDICO DELTA - Porto Tollee (Ro) per la diagnostica avanzata le cure FARMACIA NADALINI - Adria (Ro) FARMACIA GIORGIO Nell’ambito - Cà Venierdel di Centro, PortoTolle A dimostrazione della SAN delicatezza per la(Ro) cui reSANseconPAOLOalizzazione - Loreo (Ro) del problema, FARMACIA va ricordato che sono stati investiti 235 mila do le statistiche ufficiali meno 20 euro-eCavarzere che sarà diretto FARMACIA SANdel GIUSEPPE (Ve) dal dottor Giulio per cento dellePARAFARMACIA persone affette daNATURFARMA inSantoro, dirigente della IV chi- Tagliomedico di Po (Ro) continenza affronta il problema con il proprio medico di medicina generale e solo lo 0.4 per cento si rivolge a cure specialistiche.
rurgia del Ca’ Foncello, saranno operativi quattro ambulatori dedicati rispettivamente alle visite, alla diagnostica, alla riabilitazione e agli stomizzati.
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Salute
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La malattia di Alzheimer e le altre demenze: come affrontare l’epidemia del terzo millennio? N
el 2015, al mondo, circa 46 milioni di persone erano affette da demenza; si stima che nel 2050 si arriverà a oltre 130 milioni. Questi i dati ottenuti considerando gli studi epidemiologici che hanno utilizzato i criteri internazionali ICD e DSM. Le demenze rappresentano inoltre la quarta causa di morte negli ultrasessantacinquenni dei Paesi occidentali, e sono uno dei fattori di disabilità più importanti nella popolazione anziana, responsabile di oltre la metà dei ricoveri in Casa di Riposo. L’impatto economico è molto rilevante con una stima di spesa attuale di circa 700 miliardi di dollari all’anno. In Italia si stimano 1,2 milioni di persone affette da demenza e oltre 250.000 nuovi casi all’anno. La demenza è una sindrome clinica caratterizzata dalla perdita progressiva delle funzioni cognitive, tra cui la memoria, tale da interferire con le usuali attività sociali e lavorative del paziente. Oltre ai sintomi cognitivi, sono presenti sintomi non cognitivi, riguardanti la sfera della personalità, l’affettività, l’ideazione e la percezione, le funzioni vegetative, il comportamento. La malattia di Alzheimer è la forma più frequente e più studiata, rappresentando circa il 60% delle demenze. Si tratta di una sindrome degenerativa caratterizzata dalla morte progressiva delle cellule del cervello, i neuroni, in zone specifiche della corteccia e in special modo a livello dell’ippocampo. La causa della loro morte è complessa ma si crede in rapporto soprattutto all’accumulo di sostanze tossiche che si aggregano nelle placche amiloidi e nei gomitoli neurofibrillari. L’esordio è subdolo, con lieve perdita di memoria per gli eventi recenti: ad esempio, non ci si ricorda dove si sono riposti gli oggetti, cosa si è mangiato, l’ultima strada percorsa. Poi la menomazione della memoria tende ad accentuarsi in progressione, con deficit sempre più marcati: disturbi del
linguaggio e del pensiero e perdita graduale dell’autonomia con la necessità di avere una supervisione da parte dei familiari. In più nella fase moderata e poi grave della malattia, oltre all’aggravarsi delle disfunzioni cognitive, si fanno sempre più importanti e di difficile gestione i disturbi del comportamento che spesso necessitano di una terapia farmacologica. Oltre alla malattia di Alzheimer esistono altre forme di demenza degenerativa, come la malattia a corpi di Lewy e le demenze fronto-temporali; vi sono poi le demenze secondarie, come la demenza vascolare, e anche demenze reversibili, per cui è determinante individuare una diagnosi precisa. Sono numerose le ricerche in atto per comprendere le cause della malattia di Alzheimer e delle altre demenze; e se le conoscenze appaiono sempre più rilevanti, hanno anche messo in risalto l’estrema complessità di queste malattie. Le terapie a disposizione per la demenza di Alzheimer sono costituite dai farmaci inibitori delle colinesterasi e la memantina, che tuttavia aiutano solo a rallentarne la progressione. I farmaci del futuro dovrebbero invece ridurre la produzione delle sostanze considerate tossiche, beta amiloide e proteina tau; inoltre anticorpi monoclonali per eliminare gli accumuli patologici nei neuroni. Finora sperimentati tuttavia i farmaci non hanno dato i risultati sperati ed è certo che le cure innovative ed efficaci non saranno disponibili a breve nei prossimi anni. Risulta pertanto importante affrontare le demenze in modo più globale e su questa strada anche in Italia si è elaborato il Piano Nazionale per le Demenze (G.U. n.9 del 13.01.2015); la Regione Veneto con delibera n. 635 del 28.04.2015 ha dato il via alla creazione della Rete Alzheimer (punto nodale sono i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze) che prevede la graduale integrazione dei servizi esistenti al fine
di poter erogare in modo omogeneo ed efficace una serie di prestazioni per i malati con disturbi cognitivi e le loro famiglie. Appare comunque fondamentale fare diagnosi sempre più precoci ed esatte e poi seguire il paziente e la famiglia durante il percorso della malattia. Per ottenere ciò, è importante che paziente e familiari facciano attenzione ai sintomi premonitori, per poi parlarne col proprio medico e con estrema franchezza. Quindi: attenzione alla perdita di memoria recente, alle difficoltà in attività della vita quotidiana, ai problemi di linguaggio, a disturbi dell’orientamento nel tempo e nello spazio, alla diminuzione della capacità di giudizio, a incertezze nel pensiero astratto, a cambiamenti di umore e del comportamento, al disorientamento nel pianificare azioni complesse. Il medico valuterà se tali sintomi abbiano un certo rilievo clinico e potrà decidere se indirizzare verso una visita specialistica. A questo punto il neurologo o il geriatra potrà iniziare una serie di indagini, sia strumentali che di tipo neuropsicologico, volendo determinare se si tratta di un declino cognitivo o no; se il declino è patologico, può essere primitivo o secondario e bisognerà escludere sempre le possibili cause reversibili, di tipo organico o di natura psichica (ad esempio depressione). Al termine di questo percorso si proporrà una terapia non solo farmacologica ma anche consigli sullo stile di vita perché si è evidenziato come una regolare stimolazione fisica e mentale possa rallentare in modo efficace il decorso della malattia. Da non trascurare poi il controllo di certe patologie come l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, l’ipercolesterolemia e l’obesità che possono aggravare il decorso della demenza. Se la diagnosi è di demenza degenerativa sarà da verificare se si tratta di Alzheimer o
di altro tipo perché l’approccio farmacologico è diverso. Ai familiari è da spiegare invece e con chiarezza che tutte le cure hanno lo scopo di rallentare il decorso della malattia, ma non il ripristino delle condizioni cognitive precedenti. E proprio i Centri di Sollievo e i Centri Diurni sono di ausilio alle persone affette da demenza perché aiutano a mantenersi in attività grazie ai programmi di tipo motorio e cognitivo. Nelle fasi più avanzate, si può chiedere l’inserimento temporaneo al Servizio Alta Protezione Alzheimer (SAPA) o nelle strutture residenziali. In questi anni in tutte le Residenze Sanitarie Assistite si sono create équipe composte da psicologi, educatori e logopediste che attuano progetti di stimolazione cognitiva e fisica con l’applicazione di terapie non farmacologiche per i disturbi del comportamento che a volte sono molto difficili da gestire. In conclusione, nell’attesa del farmaco risolutore che tutti noi ci auguriamo possa giungere presto ma che il realismo ci dice di non essere alle porte, è necessario riconoscere quanto prima la demenza per poi assicurare le cure più adatte mettendo in atto comportamenti individuali e collettivi tali da permettere di ridurre sofferenza, perdita dell’autosufficienza e le problematiche assistenziali delle famiglie, senza dimenticare un necessario, continuo adattamento a condizioni che non sono mai statiche ma in continua evoluzione. Dott. Lino Pasqui - Neurologo Affidea - Delta Medica Monselice PD, Via Rialto, 12 - Tel. 0429 783000 www.deltamedica.affidea.it
Luce Pulsata: un metodo innovativo per la cura dell’occhio secco Se il disturbo non viene curato il fastidio diventa permanente causando una iperlacrimazione paradossa e alterazioni più importanti della superficie oculare con riduzione della capacità visiva
L
a sindrome da disfunzione del film lacrimale, o sindrome dell’occhio secco, è una patologia comune che colpisce fino al 25% della popolazione, e in particolare le donne dopo i 45 anni di età, e sta diventando sempre più frequente e fastidiosa per tutta una serie di fattori che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana: lavoro al videoterminale, inquinamento atmosferico, luce artificiale, guida automobilistica, uso di lenti a contatto. È dovuta ad una eccessiva evaporazione o ridotta produzione del film lacrimale. Il film lacrimale è una secrezione liquida che riveste la superficie dell’occhio ed è composto da 3 strati: lo strato mucoso che ha il compito di rendere impermeabile la superficie anteriore della cornea, lo strato acquoso che ha la funzione di favorire lo scorrimento delle palpebre e difendere la superficie corneale dal contatto con microrganismi (grazie alle sostanze in esso contenute). Infine lo strato lipidico, prodotto dalle ghiandole del Meibomio, che ha la funzione di impedire l’evaporazione dei due strati precedenti. La forma evaporati-
va di occhio secco è la più frequente ed è principalmente dovuta all’assenza o insufficienza dello strato lipidico. Per supplire a questa comune deficienza, siamo costretti ad usare lacrime artificiali specifiche per questo tipo di disturbo, anche molte volte al giorno. Nonostante le lacrime artificiali sintomi come fastidio, bruciore, arrossamento, alterazione della vista, sensazione di corpo estraneo, fotofobia e dolore persistono. Se il disturbo non viene curato il fastidio diventa permanente causando una iperlacrimazione paradossa e alterazioni più importanti della superficie oculare con riduzione della capacità visiva. La luce pulsata è un trattamento innovativo che stimola la funzione delle ghiandole di Meibomio. E’ usata già da molti anni in dermatologia per diverse patologie quali l’epilazione e lo sbiancamento delle macchie cutanee. Sequenze di impulsi luminosi perfettamente calibrati ed omogenei, con un intervallo ed un’energia idonea a stimolare le ghiandole di Meibomio ripristinano il loro normale funzionamento. Il trattamento consta di
tre sedute di pochi minuti nell’arco di circa un mese e mezzo, senza alcun fastidio o effetto collaterale, poiché il trattamento coinvolge esclusivamente le palpebre, dove risiedono le ghiandole di Meibomio, senza minimamente coinvolgere il bulbo oculare. Il paziente può riprendere le sue normali attività subito dopo la terapia e gli effetti possono essere valutati anche dopo la prima o seconda seduta. Nei mesi successivi, se necessario, può essere fatta una seduta di richiamo per consolidare l’effetto terapeutico. Sono stati condotti studi in Francia, Nuova Zelanda e in Cina, che hanno mostrato un miglioramento dei sintomi nel 90% dei pazienti sin dalle prime due sedute. Il miglioramento delle condizioni cliniche della superficie oculare è stato valutato mediante specifiche strumentazioni oculistiche. Per la prima volta dunque dopo molti anni in cui l’unica soluzione era la continua istillazione di lacrime artificiali, la tecnologia ci viene incontro con una procedura veloce semplice ed a costi contenuti!
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata variegata Ingredienti: 1 cuore di lattuga - uno spicchio di sedano rapa - 3 carote - un trito di prezzemolo olio e sale q. b.
Rotolini di melanzane alle verdure Ingredienti: 350 g di melanzane - 150 g di zucchine - 50 g di sedano - 50 g di porro - 50 g di Emmental - una fetta di pane integrale - un ciuffo di prezzemolo - 3 C di olio - sale. Preparazione: pulire le melanzane, lavarle, asciugarle e tagliarle per il lungo a fette sottili. Metterle in uno scolapasta, salarle e lasciarle sgocciolare. Tagliare il porro, le zucchine, il sedano a bastoncini sottili, fare lo stesso con il formaggio. In una padella unta d’olio fare rosolare le verdure a fuoco vivace (per 3-4 min). Quando le verdure saranno croccanti, salarle e lasciarle raffreddare. Su una griglia calda cuocere le fettine di melanzane da entrambi i
lati, poi porre al centro di ogni fettina le verdure, il formaggio e arrotolarle su se stesse. Porre i rotolini in una pirofila, salare, cospargere di pane grattugiato, irrorare con un filo d’olio e passare in forno preriscaldato a 180° (per 10 minuti finchè si sarà formata una crosticina dorata). Togliere dal fuoco, cospargere di prezzemolo tritato. Si possono servire calde, ma anche fredde. A scelta si possono insaporire con sugo di pomodoro fresco.
Girelle alla marmellata di agrumi Ingredienti: 400 g di farina bianca - 100 g di farina integrale - 100 g di marmellata - 1/4 di L di latte - 50 g di burro - 1 C di miele (o di malto d’orzo) - 10 g di lievito di birra secco - 1 pizzico di sale - carta da forno. Preparazione: lavare e grattugiare separatamente le carote e il sedano-rapa, quindi lavare e tagliare a striscioline il cuore di lattuga. Disporre le verdure a cerchi su un piatto da portata rotondo con le carote al centro.
Preparazione: togliere il burro dal frigorifero e tenerlo a temperatura ambiente per ammorbidirlo. Con le farine, il latte ed il lievito, preparare l’impasto, lasciarlo riposare un paio d’ore, lavorarlo e lasciarlo riposare ancora per circa un’ora. Terminata la seconda lievitazione riprendere la pasta, manipolarla qualche istante per sgonfiarla, quindi stenderla sulla spianatoia infarinata in una sfoglia di mezzo centimetro di spessore, di forma rettangolare. In una ciotola battere il burro con 30 grammi di marmellata, fino ad avere una crema morbida ed omogenea. Spalmare la sfoglia di pasta e
arrotolarla su se stessa lungo il lato maggiore. Tagliare il cilindro ottenuto in fette di un centimetro di spessore e deporre sulla placca del forno rivestita con l’apposita carta. Porre a lievitare per una mezz’ora in luogo adatto, coprendo i dolcetti con un panno. Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180°. Quando le girelle saranno ben lievitate, porre al centro di ciascuna un poco di marmellata, fino ad esaurimento. Infornare subito e cuocere per circa 30 minuti. Da ultimo accendere il grill e dorare per pochi istanti. Servire tiepide o fredde.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
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La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
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Settembre
Ariete Insoddisfazione e un po’ di nervosismo vi comunicano che è tempo di mutare rotta! Azzerate le cose da fare
Toro E’ tempo di realizzare e il cielo vi assiste, ricco di aspetti favorevoli e di situazioni incoraggianti
Bilancia Avete bisogno di ricaricare le batterie divertendovi: staccate la spina dai problemi e dai rovelli, gratificatevi
Scorpione
Il mese vi regala ritmi ancora tranquilli, il desiderio di godervi la vita e di prolungare l’estate anche alle soglie dell’autunno. Godetevi il sole finché dura
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Una fase vivace, che potrebbe aiutarvi a inserirvi in un gruppo particolare, a trovare maggiore collaborazione in famiglia
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Sagittario
Qualunque fastidio o problema abbiate dovuto affrontare, riconquisterete la serenità, pezzetto dopo pezzetto
Clima piuttosto nervoso, caratterizzato da insoddisfazione, equivoci, oppure situazioni irritanti. Chiarite le ombre
Cancro
Capricorno
Sarete al top delle aspirazioni e delle possibilità, felici di quello che vi sta accadendo: godetevela fino in fondo
In arrivo situazioni appaganti, divertenti e utili per incontrare l’amore, migliorare il lavoro, ricevere supporto
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Leone La fortuna aumenterà con il passare del tempo, le occasioni migliori e l’umore più socievole arrivano da metà mese in poi
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* fonte dati TER 1° Semestre 2019
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Acquario Questo mese sarà di cerniera tra il precedente periodo e il successivo, piacevole e vantaggioso con parecchie novità
ASCOLTATORI IN VENETO E FRIULI V.G. Vergine I buoni propositi, la voglia di raggiungere traguardi sempre più ambiziosi e tantissima grinta: avete tutto per riuscire
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