DICEMBRE 2016
Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 159 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD
Cultura p.17
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Sport p.18
Attualità p.21
Salute p.31
della Bassa Padovana
MONSELICE,IL CASO
Css, documenti sbagliati, tutto da rivedere MONSELICE, SICUREZZA
Degrado in via Colombo, primo intervento
Il NO vince, il SI’ perde. Forse… Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
Ma insieme a lui anche il centrodestra e soprattutto Forza Italia sventolano la bandiera dei vincitori e in molti riconoscono fondamentale l’apporto di un redivivo BerluSRL per le sconi che ha già annunciato la sua discesa in campo cell. 3395739186 terry.battistella@gmail.com prossime elezioni. E· perché no! Se riuscisse a ricucire con parte dei compagni vincitori, Fratelli d’Italia e Salvini, potrebbe anche tornare a governare il nostro Paese. Va detto però che, all’indomani del voto, il M5S per primo si è detto pronto a prendere in mano le redini dell’Italia, intestandosi per buona parte l’esito del referendum. E pare che Grillo stia pensando a larghe intese destrorse pur di vincere le prossime elezioni. Tra i vincitori non dimentichiamo che ci sono però anche l’Anpi, la Cgil e D’Alema che ritengono di aver fatto la loro parte per difendere la Costituzione e che faranno pesare la loro vittoria nelle sedi opportune. Il problema vero è sotto gli occhi di tutti: se il gruppo dei vincitori ha raccolto 19 milioni e mezzo di no, quanto pesa politicamente ognuno di essi davvero? E quanto, invece, servizio a pag 9 pesa il profondo disagio sociale espresso da questi no? Il no dei giovani che non trovano lavoro e non vedono futuro, il no di chi non riesce a sbarcare il lunario ed è furibondo con la politica tutta? Se andassimo a elezioni domani, tutti questi no si trasformerebbero in consenso elettorale per una forza di governo maggioritaria? No. Perciò la grancassa ha già cominciato a suonare caldeggiando una nuova legge elettorale di tipo proporzionale: così si vince tutti e si governa tutti… Come al tempo di Craxi. Tra tutti i vincitori, però, c’è anche Renzi. Ha perso ma il sì, il suo sì, ha raccolto 13 milioni e mezzo di consensi. Tutti per lui e le sue riforme? Forse no, ma in buona parte sì. E questo è certo. Ora due cose sono prioritarie: varare la legge di bilancio e approvare una legge elettorale per poi andare al voto. Ma chissà se sta bene a tutti sbrigarsi. A chi siede in parlamento, tutti, non conviene forse tirarla per le lunghe e votare nel 2018? Conviene, certo che conviene. Cosa è cambiato dunque rispetto al 3 dicembre? Che fare? Non ci resta che festeggiare. Buon Natale e Buon anno nuovo, dunque, sia al popolo del sì che a quello del no!
Natale magico e creativo tra le mura di borghi storici Ricco il calendario di proposte tra Monselice, Este e Montagnana, un’area che punta sulle feste per portare visitatori in centro
ESTE, LA POLEMICA
Dirette web l’opposizione invoca la privacy ESTE, L’INTERVISTA
Agujari Stoppa “attenzione a chi vende sogni” MONTAGNANA
Candidatura ad area di crisi non complessa attualità
on-line:
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Zaia dopo il referendum: “Ora l’autonomia” treni
La Regione proroga il contratto a Trenitalia cultura
A Verona il genio artistico di Picasso
Il NO vince, il SI’ perde. Forse…
U
Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
rne chiuse. 19 milioni e mezzo di italiani hanno detto no, 13 milioni e mezzo hanno detto sì. Da qui si parte per analizzare un voto che sembra chiaro ma non lo è. “Abbiamo vinto” dicono tutti i protagonisti della campagna per il no. Zaia in primis, che non perde tempo e rilancia con forza il proprio referendum per l’autonomia del Veneto che, rispetto a tutte le altre regioni italiane, si è distinta per affluenza alle urne e per i no che hanno bocciato la Riforma. segue a pag 3
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Novità - anno scolastico 2017/2018
Istituto Statale d’Istruzione Superiore
“J. F. Kennedy” - Monselice -
L’Istituto Kennedy vuole essere all’avanguardia proponendo ogni anno qualche innovazione per migliorare la propria immagine e per offrire sempre migliori servizi all’utenza, ai genitori, agli studenti e ai docenti. In primis si propone per il prossimo anno scolastico di aggiungere altre lingue straniere presenti nell’indirizzo Turismo e RIM (Relazioni Internazionali per il Marketing) cioè oltre all’Inglese e al Tedesco nel biennio potranno scegliere il Francese e lo Spagnolo nel successivo triennio. Altrettanto si farà nei corsi AFM (Amministrazione Finanza e Marketing) e SIA (Servizi Informatici Aziendali) dove nel biennio oltre all’Inglese e al Francese i genitori potranno scegliere, per i propri figli, il Tedesco o lo Spagnolo utilizzando le quote orarie dell’autonomia scolastica. Questo dovrebbe essere molto gradito dalle famiglie perché consentirà di ampliare l’offerta formativa.
Progetti d’Istituto
Per una formazione al passo con i tempi
Accoglienza Educazione alla Cittadinanza Orientamento Progetti formativi con Enti esterni del territorio; stage aziendali sul territorio e all’estero; mini stages per studenti di terza media.
Attività sportive Educazione all’Europa Genitori Conferenze formative di sostegno ai genitori nell’educazione dei figli e Comitato dei Genitori.
Biblioteca
Altra novità per l’anno scolastico 2017/2018 sarà l’introduzione accanto al Corso Serale di Ragioneria anche di quello relativo all’Informatica. La scuola migliorerà così le (proprie) competenze linguistiche e informatiche degli studenti giovani e meno giovani. Si stanno inoltre costruendo NUOVI LABORATORI: birra, miele, cantina e sala multimediale per conferenze e corsi aperti anche all’esterno dell’Istituto. Infine il fiore all’occhiello dell’Istituto: I PROGETTI EUROPEI. La Scuola sarà una delle più favorite del Veneto avendo ottenuto, accanto ai progetti già in atto (Imagine in accordo con otto scuole europee per favorire la mobilità di studenti e docenti, Settimana Linguistica in Irlanda e Spagna in settembre 2017 per 120 studenti di seconda e terza, ASL (Alternanza Scuola Lavoro ) in Austria e Germania per studenti di terza e quarta) la prosecuzione di fatto fino al 2021 del PROGETTO ERASMUS PLUs che consente di mandare in diversi Paesi Europei 110 studenti di quarta classe per 5 settimane dall’ultima decade di maggio fino a tutto giugno.
Salute
Alternanza Scuola Lavoro
Per ogni ulteriore informazione è gradita una visita all’istituto. Dirigente scolastico, docenti e personale non docente sono a vostra disposizione. Basta un preavviso telefonico o via email.
ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE
J.F. Kennedy
CORSI SERALI PER ADULTI DAI 16 ANNI IN POI (60 E PIÙ ...)
IL DIRIGENTE SCOLASTICO Dott. Giacomo Zanellato
INDIRIZZI PRESENTI
Dal prossimo anno scolastico 2017/2018 saranno attivi due nuovi corsi serali. Oltre a quello già esistente (AFM ragioneria) comincerà a funzionare anche quello nuovo che, presumibilmente, sarà quanto prima approvato dalla Regione Veneto (Informatica e Telecomunicazioni). Questi due corsi consentiranno, in base alle recenti disposizioni, di arrivare al diploma in tre anni (1° biennio comune, 2° biennio comune: parte con materie comuni e parte con materie specifiche di indirizzo, 5° anno autonomo). Le materie del prossimo anno saranno le seguenti (1° biennio): Italiano, Storia, Inglese, Matematica, Informatica, Diritto ed Economia, Scienze Integrate Geografia, Economia Aziendale. La frequenza sarà dal Lunedì al Venerdì alla sera: ore 19.15 – 23.45. Nell’orario è compreso anche il lavoro on line da fare a casa o in laboratorio. Chi ha crediti da presentare (come una pagella di precedenti corsi) può essere ammesso alla 2A o alla 3A annualità oppure alla frequenza solo di alcune materie perché le altre risultano pienamente sufficienti. Per le iscrizioni o ulteriori informazioni rivolgersi all’Ufficio di Segreteria (didattica tel. 0429 73270 dalle ore 10.00 alle ore 13.00).
Via A. De Gasperi, 20 - 350 43 - Monselice (Pd) Tel. 0 429/73270 - Fax 0 429/73430 Email: kennedy@scuolanet.pd.it Sito web: http://www.iiskennedy.it/
STUDIO ASSISTITO POMERIDIANO
per gli alunni del Kennedy Inizia lunedì 5 dicembre un nuovo servizio dell’Istituto per gli studenti che si vogliono fermare a scuola per studiare o svolgere i compiti assegnati per casa. Sette insegnanti dell’organico della Scuola dell’Autonomia sono a disposizione degli studenti dal lunedì al venerdì fino alle ore 16.00.
SCUOLA APERTA SABATO 21 GENNAIO 2017 ore 15.00-18.00 DOMENICA 22 GENNAIO 2017 ore 10.00-13.00
Vi aspettiamo!!! Potete anche visitare la nostra scuola in un altro giorno, prenotando al n. 0429 73270 (Prof.ssa Anna Gazzetta)
La riflessione sui risultati scolastici degli studenti a fine agosto afferma il Dirigente Scolastico Dott. Giacomo Zanellato - ci porta ad adottare nel Piano di Miglioramento dell’Istituto misure nuove, più efficaci dei consueti corsi di recupero, se pur necessari. Occorre sostenere lo studente ogni giorno per garantire il successo scolastico, consentendogli di chiarire in maniera continuativa dubbi e incomprensioni delle lezioni. Il servizio di Studio Assistito è gratuito e si aggiunge al consolidato apprendimento “peer to peer“ già attivo a scuola da parecchi anni e agli sportelli didattici. Si pone anche come valido supporto alle famiglie di quei ragazzi che passano il pomeriggio da soli a casa. Contiamo che questa proposta sia apprezzata sia dagli studenti che dai genitori - conclude il Dirigente – e che a giugno ci siano sempre più ragazzi promossi. Prof.ssa Anna Gazzetta
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Facciamo il punto
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DICEMBRE 2016
Il NO vince, il SI’ perde. Forse… Germana Urbani >direttore@givemotions.it<
Montagnana: incertezze per la scuola H
a destato forti polemiche la proposta “perlustrativa” del x sindaco Loredana Borghesan, che ha ipotizzato nuovi scenari per le scuole cittadine in vista dei possibili cali di studenti dei prossimi anni. Oggi a Montagnana esistono tre realtà scolastiche per circa 2.300 studenti: l’Istituto comprensivo statale Chinaglia (infanzia, elementari e medie), l’Educandato statale San Benedetto (elementari, medie e superiori con liceo e ragioneria) e l’Isituto di istruzione superiore Jacopo da Montagnana (liceo e alberghiero). Da tempo il Comune di Urbana, la cui gestione degli istituti scolastici è affidata al Chinaglia, ha manifestato la volontà di unire le proprie scuole a quelle di Casale di Scodosia e dell’Istituto comprensivo Comuni della Sculdascia. Questa scelta provocherà la perdita di 200 studenti al Chinaglia di Montagnana, che oggi conta 800 studenti. Il rischio di sottodimensionamento è evidente e per questo i sindaci del mandamento si sono riuniti per trovare una soluzione. La proposta avanzata è questa: l’Ics Chinaglia (materna, elementari e medie) annesso all’Educandato San Benedetto. In cambio il San Benedetto dovrebbe cedere l’indirizzo della ragioneria allo Jacopo da Montagnana, anch’esso da anni in deficit di studenti. Oppure un omnicomprensivo Chinaglia-Jacopo. Ad oggi problemi di numeri non esistono, ma la Borghesan vuole preparare un piano d’emergenza per il futuro. Sul nuovo assetto le minoranze politiche hanno chiesto un consiglio comunale straordinario. Nicola Cesaro
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Fa discutere l’idea di annettere la Chinaglia al San Benedetto
Ma insieme a lui anche il centrodestra e soprattutto Forza Italia sventolano la bandiera dei vincitori e in molti riconoscono fondamentale l’apporto di un redivivo Berlusconi che ha già annunciato la sua discesa in campo per le prossime elezioni. E perché no! Se riuscisse a ricucire con parte dei compagni vincitori, Fratelli d’Italia e Salvini, potrebbe anche tornare a governare il nostro Paese. Va detto però che, all’indomani del voto, il M5S per primo si è detto pronto a prendere in mano le redini dell’Italia, intestandosi per buona parte l’esito del referendum. E pare che Grillo stia pensando a larghe intese destrorse pur di vincere le prossime elezioni. Tra i vincitori non dimentichiamo che ci sono però anche l’Anpi, la Cgil e D’Alema che ritengono di aver fatto la loro parte per difendere la Costituzione e che faranno pesare la loro vittoria nelle sedi opportune. Il problema vero è sotto gli occhi di tutti: se il gruppo dei vincitori ha raccolto 19 milioni e mezzo di no, quanto pesa politicamente ognuno di essi davvero? E quanto, invece, pesa il profondo disagio sociale espresso da questi no? Il no dei giovani che non trovano lavoro e non vedono futuro, il no di chi non riesce a sbarcare il lunario ed è furibondo con la politica tutta? Se andassimo a elezioni domani, tutti questi no si trasformerebbero in consenso elettorale per una forza di governo maggioritaria? No. Perciò la grancassa ha già cominciato a suonare caldeggiando una nuova legge elettorale di tipo proporzionale: così si vince tutti e si governa tutti… Come al tempo di Craxi. Tra tutti i vincitori, però, c’è anche Renzi. Ha perso ma il sì, il suo sì, ha raccolto 13 milioni e mezzo di consensi. Tutti per lui e le sue riforme? Forse no, ma in buona parte sì. E questo è certo. Ora due cose sono prioritarie: varare la legge di bilancio e approvare una legge elettorale per poi andare al voto. Ma chissà se sta bene a tutti sbrigarsi. A chi siede in parlamento, tutti, non conviene forse tirarla per le lunghe e votare nel 2018? Conviene, certo che conviene. Cosa è cambiato dunque rispetto al 3 dicembre? Che fare? Non ci resta che festeggiare. Buon Natale e Buon anno nuovo, dunque, sia al popolo del sì che a quello del no!
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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Montagnana, Monselice, Este e Casale di Scodosia per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
• corone in zirconia • pulizia più sbiancamento professionale da 90 euro Redazione: Direttore responsabile (ad interim) Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Ornella Jovane >o.jovane@lapiazzaweb.it<
Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) uesto periodico è associato alla Q Unione Stampa Periodica Italiana
Chiuso in redazione il 5 Dicembre 2016
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Monselice .
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Il caso Tensione in consiglio comunale
Progetto Css: colpo di scena arriva lo stop La documentazione era sbagliata e di conseguenza l’intero iter è da rivedere. Tensione alle stelle in Consiglio comunale
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a documentazione consegnata dalla Cementizillo al momento della presentazione del piano di “efficientamento energetico” che prevede la sostituzione del combustibile pet-coke con il Css era sbagliata. L’ammissione dell’errore nella documentazione di partenza è stata fatta pubblicamente, da parte del direttore tecnico della cementeria al tavolo ambientale di Este. Ha sbagliato il perito del Comune a non accorgersi dell’errore nelle tabelle ricevute dalla cementeria. Ha sbagliato di conseguenza il Comune, nel-
la valutazione di partenza. E ha sbagliato la Provincia a mandare avanti frettolosamente l’iter, con due provvedimenti adottati fra agosto e settembre. La partita quindi è di nuovo aperta. Intanto la tensione sembra salire di continuo. Dopo le minacce in consiglio comunale del sindaco Francesco Lunghi rivolte al consigliere Andrea Bernardini, il primo cittadino tenta di abbassare i toni. Sul progetto di riconversione della Cementeria Zillo, che chiede di poter utilizzare nel proprio impianto 52 mila tonnellate all’anno di Css (Combustibile so-
Qui sopra Lunghi e Bernardini durante l’infuocato consiglio comunale.
lido secondario) in sostituzione di 37 mila tonnellate di Pet-Coke, Lunghi vuole un parere dagli altri sindaci e dall’Ulss prima di procedere. Ma la situazione è tutt’altro che semplice e l’aggressione al consigliere del Movimento 5 Stelle ne è la prova. “Riteniamo che una persona che ricopre un ruolo importante come il sindaco non dovrebbe mai perdere la calma in questo modo, peraltro senza alcun motivo visto che nemmeno mi ha dato la possi-
bilità di spiegargli perchè mi ero avvicinato a lui - ha commentato il consigliere Bernardini - Tuttavia avremmo tralasciato senza problemi l’accaduto se si fosse limitato ad essere un aggressione emotiva. Ma le minacce personali e alla famiglia sussurratemi all’orecchio e poi parzialmente ribadite a microfoni accesi sono un fatto troppo grave per poter sorvolare. Soprattutto perché erano mirate a condizionare la mia attività di consigliere”. (e.m.)
Gestione dei rifiuti la resa dei conti è vicina
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a gestione rifiuti della bassa padovana sembra avviarsi alla resa dei conti. Il problema del “buco” milionario scoperto nei mesi scorsi dagli amministratori di Padova Tre non è ancora stato risolto e sta creando non poche difficoltà ai sindaci della bassa padovana. La situazione debitoria di Padova Tre e Consorzio Padova Sud (le due realtà che gestiscono la bollettazione) ha avuto risvolti importanti non solo sul piano economico, ma anche su quello politico. Primo fra tutti la mancata approvazione del bilancio del Consorzio che rischia di slittare addirittura al 2017. Un pessimo segnale che sta aggravando la sofferenza finanziaria di Padova Tre. Una situazione che non è passata inosservata con la Guardia di Finanza che tutt’ora sta cercando di fare chiarezza nel dedalo di spese non del tutto cristalline. Su questo punto, da una prima analisi, sembra che tra le fatture ce ne siano molte di sospette da parte della cooperativa Ecofficina, la stessa che oggi gestisce centinaia di profughi. La stessa guidata da Simone Borile che un tempo era anche amministratore di Padova Tre. Insomma una situazione in cui tutto è stato congelato e si attende una risposta ufficiale dalle autorità che stanno indagando. La politica nel frattempo sembra muoversi parallelamente. Alcuni Comuni, tra cui in primis Este e Ospedaletto, vorrebbero togliere la bollettazione a Padova Tre per affidarla a Sesa Spa, azienda che svolge già il servizio di raccolta. Una decisione questa che se diventerà realtà potrebbe creare l’ennesimo terremoto politico.
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Monselice .
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Le proposte per le Feste Spettacoli in piazza, animazione musicale e doni per i bambini
La grande stella in piazza Mazzini palcoscenico del Natale 2016 E
’ in arrivo il Natale e Monse- strada. Domenica 18 alle ore 17 lice diventa una piccola Lap- presso l’ospedale Madre Teresa ponia. Con Babbo Natale, gli elfi di Calcutta ci sarà l’atteso cone anche la befana. Quest’anno certo di Natale. Giovedì 22 dalle piazza Mazzini si propone come 15 alle 17.30 Babbo Natale saluta il cuore dei festeggiamenti. Illu- con un dono, tutti i bambini che minata da una grande stella, co- hanno consegnato la letterina. stituirà un palcoscenico naturale Venerdì 23 presso la Chiesa di S. sul quale si alterneranno spet- Giacomo si terrà alle 21 concerto tacoli di giocoleria, animazione Amazing Gospel Choir. musicale e offerte per tutte le età. Sabato 24 presso l’Ospedale Puntuale come sempre, Babbo Madre Teresa di Calcutta, alle ore Natale nella sua casetta attende- 21, si terrà la Santa Messa di Narà le letterine dei bambini e di- tale con presepe vivente. Lunedì spenserà doni. 26 presso la Chiesa di S. Giacomo Inoltre i negozi del centro sa- alle 21 ci sarà il concerto di Nataranno aperti tutte le domeniche. le a cura della New Art Chamber Il periodo delle festività natalizie Orchestra. Venerdì 6 Gennaio in com’è noto è uno dei momenti piazza Mazzini alle 14.30 arriva più “sensibili” per gli affari, so- la befana che consegnerà delle prattutto dei comcalzette. Alle 17.30 Per un mese mercianti che come invece, in campo ogni anno nutrono intero la città della Fiera, si terrà grandi aspettative “falò si trasforma e ildeatradizionale contribuiscono a vecia”. anchei i negozi “dare vita” al cenDa sabato 10 ditro cittadino. Sabacembre fino a dosi vestono a to 10 dicembre si è menica 8 gennaio festa e faranno il palazzo della Logtenuta la fiaccolata in occasione della gli straordinari getta ospiterà la 7° giornata mondiarassegna dei presele dei diritti umani. Dall’8 all’11 pi artistici. “L’Amministrazione dicembre in piazza Mazzini ha comunale, la Pro Loco e l’Ascom ospitato “ChocoMoments - Co- hanno messo assieme le idee, le oking Show” a cura dei maestri iniziative, le risorse, le proposte cioccolatieri La Fabbrica del culturali e turistiche offrendo un Cioccolato con degustazioni, le- programma ricco e di ampio rezioni per adulti, laboratori per spiro che sicuramente sarà grabambini e la mostra mercato del dito dai cittadini e dai visitatori cioccolato artigianale. - hanno commentato gli organizSabato 17 appuntamento alle zatori - le vie e le piazze di Mon15 con “Cartoons & Natale”: selice offriranno uno scenario fementre la carrozza di Babbo stoso e scintillante. Passeggiare, Natale scorterà i bambini per incontrare gli amici e scoprire le dei brevi percorsi, la showgirl di numerose opportunità offerte Rai1, Monika D’Avenaz, canterà dalla città diventerà un autentico le intramontabili sigle dei carto- piacere. A tutti uno speciale auni animati. Domenica 18 dalle 15 gurio di un Natale ricco di gioia e ci sarà Sketch il Progetto Movie- speranza”. Lab. Dalle 15.30 invece “Quadri Emanuele Masiero Viventi” spettacolo di artisti di
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Commercio in fermento tra nuove aperture e vecchi nodi da sciogliere
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on la nuova apertura del supermercato Famila in via Colombo sono ormai definite le due aree commerciali più importanti di Monselice. Da un lato il centro storico che da anni tenta un rilancio dei negozi e dall’altro proprio via Colombo, dove le attività commerciali di grande distribuzione sono nate come funghi. Tanto da richiedere la realizzazione dell’ennesima rotonda che questa volta è decisamente ovale per evidenti problemi di spazio. Una soluzione che non piace proprio a tutti: l’accesso alle attività prospicenti al nuovo Famila è infatti diventato un po’ più ostico. Di certo il nuovo supermercato darà un impulso all’economia proprio vicino alle
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feste natalizie. “Sono felice perché con l’inaugurazione di oggi diamo lavoro a più di 50 persone - ha affermato Marcello Cestaro, presidente del Gruppo Unicomm - Nonostante le grandi difficoltà dell’economia del nostro Paese noi stiamo continuando a investire dando un impulso economico non indifferente a Monselice e al circondario”. Il nuovo supermercato era atteso da anni. Peccato solo per l’aumento esponenziale di cartelli stradali pubblicitari: la statale adriatica nel tratto che attraversa Monselice conta ormai più cartellonistica pubblicitaria che cartelli relativi alla viabilità.
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Allarme sicurezza rientrato via Colombo è più tranquilla
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Dopo la nostra inchiesta sul degrado tra rifiuti abbandonati e molestatori l’intervento delle forze dell’ordine
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llarme sicurezza rientrato. L’area prospicente al Centro Veneto Servizi è tornata alla normalità. Il mese scorso avevamo pubblicato un’inchiesta che segnalava una situazione di forte degrado dell’area in via Colombo con rifiuti abbandonati e soste illegali. In questi giorni non sono mancati i controlli da parte delle forze dell’ordine allontanando due famiglie rom che aveva trasformato il parcheggio nella loro nuova casa. “La situazione stava diventando ai limiti della sostenibilità - ha commentato Emanuele Rosina, consigliere comunale delegato alla sicurezza - le condizioni igieniche rischiavano di essere compromesse in un’area frequentata non solo dalle persone dirette al vicino supermercato, ma anche da tutti i cittadini
della bassa che hanno necessità di recarsi agli sportelli del Cvs. Purtroppo la legge non permette di intervenire tempestivamente e soprattutto con chiarezza. E’ necessario monitorare la situazione con continui controlli. Si tratta infatti di situazione border line dove l’unico strumento sono i controlli ai mezzi parcheggiati con le verifiche di idoneità. Non è la prima volta che i cittadini segnalano situazioni di degrado come questa, ma come istituzioni possiamo fare poco e soprattutto non nell’immediato. Di certo non lasciamo mai che le denunce cadano nel vuoto e ci impegneremo a farlo anche in futuro”. L’area è tornata ad una situazione di normalità anche se permangono diverse problematiche legate all’abbandono di
Profughi all’Ostello tra le polemiche
Emanuele Rosina: “La situazione era ormai al limite della sostenibilità” resta il problema dell’abbandono dei rifiuti nei pressi della seconda torre
rifiuti. La seconda torre del complesso “Monselice Uno” tutt’ora abbandonata, crea di fatto una terra di nessuno. Una zona nascosta rispetto alla strada statale quasi impossibile da controllare. Il tutto vicino al nuovo supermercato inaugurato da pochi giorni. La partita tra decoro e degrado è ancora una sfida tutta aperta. Emanuele Masiero
rofughi a Monselice? Quelli ospitati nell’ostello in centro storico potrebbero avere i giorni contati. L ’ assessore Gianni Mamprin ha fatto la voce grossa, intimando i gestori a riportare la struttura alla sua originale vocazione di ospitalità turistica. O rmai sono passati quasi due anni da quando sono arrivati i primi profughi. “ Q uando la cooperativa Terra di Mezzo ha dato la disponibilità ad Ecofficina per accogliere i primi stranieri al Venetian Hostel il Comune è stato inizialmente tenuto all’oscuro di tutto - ha spiegato l’assessore - Poi ci è stato detto che si sarebbe trattato di una soluzione temporanea, della durata massima di due o tre mesi. Ma così non è stato”. N el frattempo l’ostello restaurato nel 2000 ha abbandonato i vertici delle classifiche come struttura ricettiva, incassando decine di recensioni negative . (e.m.)
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Este .
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Gli eventi Molte le proposte fino all’Epifania
Natale a Este tra pattinaggio, spettacoli per tutti e shopping Si annuncia piuttosto ricco il programma di eventi messo a punto dal Comune per le festività natalize. Oltre alle iniziative permanenti, attive per l’intero periodo natalizio (la consueta pista di pattinaggio su ghiaccio, le giostre dei cavalli, il trenino di Babbo Natale e l’albero donato dal Comune di San Vito di Cadore), sono previsti diversi spettacoli per le famiglie. Tra questi “Le storie del Tucano parlante” sabato 17 dicembre, “I racconti dell’Albero magico” domenica 18 dicembre, “La dimora della befana” e “Il ripostiglio magico della Befana” il 6, il 7 e l’8 gennaio. Due le location privilegiate: la Chiesa dell’Annunziata e la Torre dell’Orologio, ma mer-
Il 26 dicembre alle ore 18,30 l’Accademia dell’Artigianato ospiterà l’“Ensemble ConSerto Musico” composto da Glauco Bertagnin al violino, Roberto Loreggian all’organo e dalla soprano Carola Freddi. L’1 gennaio alle ore 17
la sala consiliare del municipio accoglierà invece il concerto di Capodanno. Protagonista il “Tritono Ensemble” con Francesco Padovani al flauto, Glauco Bertagnin e Leonardo Loreggian al violino, Roberto Loreggian al clavi-
cembalo e Francesco Ferrarini al violoncello. Fino all’8 gennaio in Pescheria Vecchia si potrà inoltre visitare una mostra internazionale di Presepi. Davide Permunian
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L’assessore Puato: “Attenzione particolare alle attività commerciali” “Tre sono gli ambiti sui quali abbiamo lavorato per rendere speciale questo Natale: l’immagine sobria ed elegante, per far riscoprire i valori e le emozioni di questa festa speciale; lo shopping per supportare il nostro sistema economico locale in questi anni difficili e la programmazione degli eventi per attrarre sempre più visitatori nel nostro bel centro” spiega l’assessore alle Attività produttive Aurelio Puato. L’Amministrazione comunale sottolinea in modo particolare l’aspetto di promozione commerciale. A questo proposito gli esercenti legati alla rete di “Este in
CARRARE SPURGHI di
L’immagine del Natale ad Este, sopra la pista in piazza, foto di Arianna Ferraretto
catini ed eventi di vario genere animeranno tutte le piazze e le vie del centro storico, specie nei fine settimana. Numerosi, poi, gli appuntamenti musicali. Merita un’attenzione particolare “Aspettando il Tiepolo”, il concerto lirico con il tenore Cristian Ricci e il Coro di voci bianche Alive, organizzato per raccogliere fondi da destinare al restauro della Pala di Giambattista Tiepolo, che si terrà il 17 dicembre alle ore 21 presso il Duomo di Santa Tecla.
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Este .
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Sedute in diretta, ma solo “ufficiali” Le opposizioni, a partire dal Movimento 5 Stelle, insorgono contro la proposta della maggioranza di permettere a chiuque di trasmettere il video del consiglio comunale, a farlo dovrà essere solo il Comune
D
iretta dei consigli comunali: sì, ma ad una condizione. A farlo deve essere esclusivamente il Comune. E’ quanto emerso da uno degli ultimi consigli comunali di Este, dove una forte posizione delle minoranze ha condizionato una volontà espressa all’amministrazione comunale. La giunta di Roberta Gallana ha autorizzato la ripresa e la diretta video delle assemblee a qualsiasi cittadino. Smartphone in mano, chiunque d’ora in poi potrà dunque registrare la seduta di consiglio e pubblicarla ovunque vuole, ad esempio in Facebook. C’è però un limite notevole. La quasi totalità dell’opposizione, infatti, ha invocato il diritto alla privacy. Così è stato per Pd, Civiche d’Este e pure Movimento 5 Stelle. Tutti, ad eccezione di Carlo Zaramella di Este Sicura, hanno vietato la ripresa dei propri volti e interventi. “Sia l’ente comunale a provvedere alla registrazione della seduta. In questo modo i filmati potran-
no essere pescati e utilizzati da qualsiasi cittadino”, è stata la posizione condivisa da quasi tutta la minoranza. Nel corso dello stesso consiglio Zaramella e Francesco Roin del M5S hanno presentato due diverse mozioni con cui, tra le varie cose, si è impegnata l’amministrazione comunale a istituire la diretta streaming del consiglio e la messa a disposizione dei filmati all’interno del sito internet del Comune. I due documenti sono stati approvati. Trasparenza sì, dunque, ma con dei limiti: a garantirla deve essere il Comune. Il perché lo spiega lo stesso Roin del M5S: “Il rischio di bagarre durante le sedute con più cittadini che volessero filmare, nonché il rischio di un uso distorto e parziale dei contenuti registrati da parte di soggetti che potessero strumentalizzare gli interventi e i contenuti soggettivi estrapolandone parti o contenuti parziali non oggettivi, ci hanno indotto chiarire le modalità e gli estremi
A fianco Francesco Roin del Movimento 5 Stelle, sotto il municipio di Este
dello streaming puntualizzando quindi non il diniego alle riprese dei cittadini presenti nei consigli comunali, bensì l’uso inappropriato che ne potrebbero fare”. Critico, su questo, il sindaco Gallana: “Sono stata stupita anch’io che il diniego sia avvenuto da una
In ricordo di Prosdocimi E’ uscito il nuovo numero di “Terra e Storia”, rivista di storia e cultura locale. La rivista pubblica un ricordo del professor Aldo Prosdocimi, docente di Glottologia all’Università di Padova, recentemente scomparso, soffermandosi sull’opera e il lascito culturale dello studioso. L’articolo dedicato all’illustre estense è firmato da Luigia Businarolo.
Arte e molto altro ancora nei pomeriggi a Scuola E’ partita a metà novembre l’attività “EduArt” alla scuola Pilastro, servizio di sostegno allo studio e laboratori artisticoespressivi nei pomeriggi dopo la scuola. L’obiettivo di “EduArt” è quello di creare un luogo di riferimento per bambini e famiglie del territorio in orario extrascolastico. Oltre al sostegno nell’espletamento dei compiti, vengono proposte attività psicomotorie, ludiche, espressive, culturali ed artistiche. I pomeriggi sono suddivisi in due parti: dalle 14.30 alle 16.30 studio e compiti, dalle 16.30 alle 17.30 laboratori artistico-espressivi.
Università del Tempo Libero Nuovo anno accademico per l’Università del Tempo Libero di Este. I corsi sono riservati alla popolazione adulta e anziana e continueranno fino a maggio 2017 seguendo un ricco calendario di inizaitive nei settori più disparati. Le lezioni si svolgeranno in Accademia dell’Artigianato, a partire da oggi, il lunedì e giovedì dalle 15 alle 17.30. Il costo di partecipazione è di 70 euro. Informazioni presso il Centro Argento Estense di piazza Trento o ai numeri 335-6049155 o al 347-4798423. (n.c.)
Uno dei tanti vigneti che caratterizzano il paesaggiio dei Colli Euganei
Colli e Terme “riserva” Unesco Una candidatura prestigiosa per l’intero territorio a sud ovest di Padova Colli Euganei, Terme e Bassa padovana tra le “riserve MaB” riconosciute dall’Unesco in tutto il
mondo, che ad oggi sono 669 di cui 14 in Italia. Questa, almeno, è la speranza che arriva dai promotori della candidatura avanzata al programma MaB dell’Unesco. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura – l’Unesco appunto ha avviato il MaB (acronimo che sta per Man and the Biosphere) negli anni Settanta allo scopo di
forza che ha sempre fatto della trasparenza il suo cavallo di battaglia. Da parte mia non ho alcun problema per eventuali riprese da parte di chiunque, anche perché ricordo che le sedute consigliari sono pubbliche”. Nicola Cesaro
migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e di sviluppo sostenibile. Il programma ha portato al riconoscimento delle” Riserve della Biosfera” che gli Stati membri si impegnano a gestire nell’ottica della conservazione delle risorse e dello sviluppo sostenibile, nel pieno coinvolgimento delle comunità locali. Oggi le 669 riserve riconosciute sono sparse in 120 Paesi del mondo. La Strada del vino Colli Euganei è capofila della candidatura di questo territorio. A sostegno dell’iniziativa ci sono anche numerosi Comuni, su tutti quello di Este e di Montegrotto Terme. Sottolinea Franco Zanovello, presidente della Strada del vino: “Vi è una chiara domanda di progettualità sinergica e strategica che permetta di superare le ormai lunghe e insostenibili divisioni tra aree e tra soggetti pubblici e privati. I tempi sono maturi per un progetto ambizioso finalizzato a coniugare l’esigenza di tutelare e conservare i valori ambientali e paesaggistici del territorio con l’individuazione di opportunità di sviluppo socio-economico”. Nicola Cesaro
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Este .
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“Chi vende sogni sarà chiamato a rendere conto delle promesse” Dall’opposizione Stefano Agujari Stoppa riflette sulla sconfitta: “manca ancora un progettualità condivisa, i Comuni della Bassa non dialogano fra loro”
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tefano Agujari Stoppa, partiamo dal ballottaggio dello scorso giugno. A mente fredda, che lettura dà della sconfitta? “I cittadini hanno voluto cambiare. Una scelta dettata da alcune aspettative che, evidentemente, nei nostri dieci anni di amministrazione non siamo riusciti a soddisfare: questo non per negligenza, ma perché abbiamo avuto difficoltà oggettive, dalla crisi economica alle calamità naturali. E poi noi in campagna elettorale non ce la siamo sentita di vendere sogni. Chi ha vinto lo ha fatto con proposte ambiziose, ma alla fine la gente chiederà conto di tutto”. Al di là dell’insuccesso personale e di coalizione, come valuta il risultato della sua lista, le Civiche d’Este? “Siamo la terza forza della città e per la quinta volta rappresentiamo gli atestini in Consiglio. Significa che c’è un patrimonio politico importante, ormai consolidato”. Che opposizione farete? “Dipenderà anche dalla maggioranza. Se chi amministra continuerà a mostrarsi arrogante, ci regoleremo di conseguenza.” Uno dei problemi che più affligge il territorio è relativo al lavoro. “Subiamo un grave deficit infrastrutturale che mina la competitività delle imprese. Este non ha più la centralità di una volta e il turismo non farà la differenza. Ma manca soprattutto una progettualità condivisa: i Comuni della Bassa non dialogano”. Molto sentita è anche la questione ambientale. “Tante battaglie sono ideologiche. L’80% dell’inquinamento atmosferico è generato principalmente da auto e riscaldamento domestico, quindi dal nostro stile di vita. Anziché cercare sempre lo scontro, ognuno di noi dovrebbe impegnarsi a crescere in informazione, cultura e senso civico”. Este oggi è una città sicura? “Io ho sempre detto e continuo a dire che su questo tema un sindaco ha poteri limitati. Non
Stefano Agujari Stoppa è stato candidato sindaco alle recenti elezioni amministrative per la coalizione di centro sinistra
vedo però un aumento della videosorveglianza o una maggiore presenza della polizia locale, e nemmeno la dovuta attenzione all’illuminazione di alcune aree pubbliche: interventi fattibili, su cui invece, finora, tutto tace. E pensare che quando amministravamo noi ci accusavano di non fare abbastanza…” Continuerà a fare politica? “Sì, fino a quando chi è stato al mio fianco in tutti questi anni non riterrà il mio entusiasmo esaurito”. Davide Permunian
Mille visite per Altobello Oltre un migliaio di visite a “Un’idea di bellezza”, la prima mostra personale del fotografo Carlo Altobello. Uno sguardo inedito sugli scorci più suggestivi di Este: il fascino di una città raccontato tramite la capacità evocativa delle immagini. L’esposizione, in una decina di giorni ha attirato oltre un migliaio di visitatori..(d.p.)
Eventi e Contenti Accogliamo i nostri Ospiti, in ampie ed Eleganti sale, adatte ad Ospitare svariati eventi: Matrimoni, Pranzi di Lavoro, Feste di Ogni Genere. La nostra cucina offre un Ottimo Menù alla Carta di Carne e Pesce. Pranzo di Lavoro 11,00 € dal Lunedì al Sabato. Il nostro Menù Pizza propone una ampia varietà di scelta, sempre al passo con le esigenze dei nostri clienti. Vi Aspettiamo per Organizzare con l’Avvento delle Festività Natalizie i Vostri incontri Conviviali con Menu a partire da 18 € … La nostra sala Taverna è infatti l’ideale per organizzare eventi in quanto può ospitare fino a 300 persone e dispone di due piste da Ballo. Fateci Compagnia per il Pranzo di Natale e per il Veglione di San Silvestro … a Breve usciranno i Menù con tante sorprese … Ristorante Hotel Oasi *** - via G. Rossini, 2 - Conselve per info: tel 049/9500693 - info@hoteloasi.eu - www.hoteloasi.eu
Terremoto aiuti e lavoro Lo scorso 21 novembre il sindaco Gallana e il consigliere Balbo hanno visitato Amatrice e Arquata del Tronto, , a cui sono stati donati due miniescavatori Komatsu. A mobilitarsi è stata anche la Protezione Civile: alcuni volontari di Este, Baone e Teolo sono rientrati dopo due giorni di lavoro presso i Comuni di Fiuminata e Muccia. (d.p.)
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Montagnana .
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Natale magico tra le antiche mura Dal presepio vivente con atmosfere medievali al grande albero di fronte al Duomo fino ai mercatini e agli eventi per quasi un mese. Borghesan: “la nostra città regala l’atmosfera ideale per il periodo delle Feste” Tre immagini simbolo del Natale a Montagnana.
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all’inaugurazione del “Presepe vivente” all’arrivo dei Re Magi. E’ un Natale denso di eventi quello che aspetta la città di Montagnana. Piazza Vittorio Emanuele, come già detto, ospita per il sesto anno consecutivo il “Presepe vivente”, ricreato in un contesto di villaggio di ambientazione medievale, realizzato in legno, a rappresentare la povera ruralità del medioevo. Il presepe vivente, il calore dell’atmosfera reale e non costruita, hanno rappresentato un grande elemento d’attrazione per le famiglie e un grande richiamo di carattere turistico. A dare vita ad un itinerario del presepe più ampio si è aggiunto, negli ultimi anni, anche l’allestimento dei presepi in piazzetta San Francesco e il percorso della “natività”, con una serie di riproduzioni di quadri d’autore lungo il tratto di Mure Sud, curato dalla
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Francesco allestiti i presepi e lungo il tratto delle mura a sud il percorso della Natività con i quadri
Fondazione Sandro Lucco. In piazza, ovviamente, ci sarà anche un abete alto 15 metri, simbolo tradizionale del Natale cittadino. Commenta il sindaco Loredana Borghesan: “La nostra città è fortemente radicata nella storia del medioevo e ricca di percorsi della fede, con il duomo, le altre chiese e capitelli che mar-
cano la religiosità di questo territorio; il presepe vivente è quindi marcatore e collante di valori culturali e religiosi, che sono divenuti motivo d’attrazione per chi cerca lo spirito natalizio e le emozioni più intime. Non credo vi sia in provincia un’esperienza simile, ovvero un presepe vivente realizzato proprio nel cuore pul-
Nicola Ceesaro
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sante della città, la piazza centrale”. Nei weekend la città murata accoglierà anche dei mercatini a tema, con la presenza di Babbo Natale, ma anche di giocolieri, antichi mestieri, zampognari e con tanti giochi e laboratori per bambini e famiglie. Il villaggio medievale natalizio sarà aperto l’8 dicembre, l’11, il 18, il 24 e poi all’Epifania. Il 19 e 20 dicembre saranno i ragazzi del San Benedetto a portare per le vie della città i canti di Natale. Alla vigilia, tra i vari eventi, Babbo Natale sarà a passeggio per il centro storico. L’evento clou è quello del 6 gennaio, con il tradizionale arrivo dei Magi a cavallo e lo spettacolo del fuoco. Accanto al presepe vivente sarà sempre presente un’isola dedicata ai bambini, con giochi in legno.»
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Tutte le istanze di carattere produttivo o edilizio potranno essere presentate per via telematica o Sportello Unico on line è realtà. Il Comune ha infatti attivato il servizo dedicato alla presentazione di tutte le istanze sia di tipo produttivo (commercio, industria, artigianato, agricoltura, sanitario, assistenza, ambiente ), sia edilizio. E’ già attivo in modalità sperimentale ed entrerà a pieno regime definitivamente dal mese di gennaio 2017. L’istituzione dello Sportello Unico è accompagnata da uno specifico regolamento, reperibile sul sito istituzionale del Comune. “Con il nuovo servizio on line assicureremo un percorso unico di accesso agli uffici comunali per tutte le richieste. Sarà quindi il Comune che acquisirà i pareri necessari in forma diretta o con il ricorso alla Conferenza di Servizi per i casi previsti - spiega il sindaco Loredana Borghesan - Ridurremo quasi totalmente la documentazione cartacea con un risparmio di costi e di tempi e avremo certezza delle procedure e dei tempi per la definizione o il perfezionamento delle istanze”. Allo sportello on line si ricorrerà ad esempio per l’apertura di una nuova attività commerciale, per l’attivazione di un esercizio pubblico, per la realizzazione di un impianto produttivo, per la costruzione di una civile abitazione o commerciale e per tante altre tipologie di richieste. (n.c.)
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CONSIGLI UTILI: Qual è il periodo migliore per imbiancare casa? Non è assolutamente vero che non si può imbiancare casa in inverno. Fuori fa freddo, non si possono aprire le finestre per far cambiare aria e il riscaldamento è ormai acceso e quindi si preferisce rinnovare i locali al cominciar della primavera. Tutto questo può essere vero se si affronta la tinteggiatura o la ritinteggiatura dei propri locali con prodotti tradizionali. Ma oggi esistono prodotti innovativi. Di fatto esistono pitture definite “auto pulenti”, in grado cioé di non far aderire lo sporco ai muri (polvere, nero dei termosifoni). Esistono anche le pitture che sanificano dagli acari e ne impediscono la loro proliferazione, ideali prima di un inverno dove la casa è quasi sempre chiusa e non c’è un gran ricambio d’aria. Parlando poi delle pitture in grado di ionizzare l’aria, Bene… Quindi non chiudiamoci nelle nostre case, che magari necessitano di una rinfrescata, aspettando la bella stagione perché l’inverno può essere un buon momento. Senza tralasciare l’aspetto forse più importante della faccenda. D’inverno l’imbianchino è sicuramente più libero, e può praticare un abbassamento dei prezzi, o sconti maggiori con più tranquillità.
Muffa sui muri e sulle pareti di casa? Ecco cosa fare per eliminarla La presenza di muffa sui muri e sulle pareti di casa, oltre che anti estetica, può avere effetti negativi sulla salute degli abitanti, tanto da essere anche motivo di contenziosi tra acquirenti o in caso di locazioni. Uno dei rimedi più conosciuti contro le muffe che si formano sulle pareti di casa è quello rappresentato da una miscela di acqua e aceto di vino bianco. Indicativamente il mix va preparato in una tazza di medie dimensioni piena d’acqua calda a cui vanno aggiunti due cucchiai di aceto. La miscela deve essere poi utilizzata sulla superficie da trattare con un panno pulito. Può essere utile utilizzare anche uno spazzolino bagnato con la soluzione per arrivare negli interstizi tra soffitto e parete. Una volta terminata l’operazione, attendere almeno un quarto d’ora prima di risciacquare e asciugare. A prescindere dal rimedio che si è deciso di utilizzare per eliminare la muffa sui muri per mantenere più a lungo l’integrità della parete vale la pena utilizzare delle pitture apposite trattate con sostanze fungicide e antimuffa.
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Giovedì 15 Dicembre 2016 Giovedì 12 Gennaio 2017 dalle ore 9.30 alle ore 11.00
Il Corpo Docenti e la Direzione vi invitano a visitare e conoscere la nostra Scuola durante l’Open Day Un insegnante vi accompagnerà durante la visita e risponderà a ogni vostra domanda
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Montagnana .
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Economia locale Avanzata la candidatura ufficiale dalla Regione Veneto
Montagnanese candidato area di crisi non complessa I
l Montagnanese è stato ufficialmente candidato a diventare aree di crisi non complessa. Qualora l’iter andasse in porto, in quest’area e nel Monselicense – altra zona inserita tra le candidate - le imprese potranno investire con importati agevolazioni dallo Stato, rimediando così ad una recessione economica che continua ormai da anni. La richiesta è stata avanzata dalla Regione Veneto e attende ora l’assenso del Ministero dello Sviluppo Economico. Per
Oltre a tutta la Sculdascia rientrano anche il Monselicense e altre municipalità tra Este e Conselve. Le aziende potranno ottenere agevolazioni per l’insediamento o la differenziazione Montagnanese e Monselicense si intendono quei sistemi locali di lavoro che comprendono tutta la Sculdascia e altre 23 municipalità dall’Estense al Conselvano. Le due aree otterranno la “certificazione” che queste zone sono tra le più economicamente disagiate del Veneto. E che possono essere trattate con un regime privilegiato. “Ci stavamo lavorando da tempo - commenta soddisfatta la deputata democratica Giulia Narduolo - Non era scontato che i sistemi di Montagnana e Monselice la spuntassero su altre realtà. Il rischio, ad esempio, era che venisse privilegiato quello di Badia Polesine. Essere area di crisi non complessa non frutta un finanziamento annuo o un pacchetto di risorse predefinito, ma permette alle aziende che vogliono insediarsi, o differenziare la propria attività, di ottenere agevolazioni”. Si parla di investimenti che possono essere coperti da fondi ministeriali anche fino al 75% del totale. “Il Ministero prevede tuttavia coperture economiche solo per particolari settori -specifica la Narduolo - E’ esclusa ad esempio
la siderurgia. Il mio parere? Spero si investa molto nel settore turistico, nella manifattura innovativa e nell’agroalimentare. E confido che non si punti su altro, vedi il business dei rifiuti. Non vogliamo aziende che vengono a rapinare gli incentivi dedicati alla Bassa e che poi tra qualche anno spariscono”. “Questa è un’opportunità concreta per lo sviluppo della Bassa, area messa a dura prova da otto anni di crisi” commenta Marta Zillo, presidente della delega-
zione atestina di Confindustria “La decisione della Regione accoglie le aspettative delle nostre imprese. Gli imprenditori sono davvero pronti a fare la loro parte. Ser-
ve tuttavia una mobilitazione con le istituzioni per portare qui servizi efficienti, infrastrutture, semplificazione amministrativa”. Nicola Cesaro
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Montagnana “capitale” della lirica
E
’ del baritono cinese Chenyan Lin e del soprano lituano Raminta Vaicekauskaite l’edizione 2016 del Concorso lirico internazionale “Giovanni Martinelli-Aureliano Pertile” di Montagnana. La kermesse internazionale ha raccolto nella città murata i migliori astri nascenti della lirica mondiale, giudicati da un parterre d’eccezione presieduto da Fabio Mastrangelo, direttore artistico del Teatro di Stato di San Pietroburgo “Music Hall”. Al secondo posto si sono classificati due tenori, il georgiano George Oniani e il giovane Alessandro Viola, mentre il terzo premio è stato assegnato al mezzosoprano lituano Julija Samsonova Khayet. Terzo gradino del podio anche per il tenore russo Georgy Faradzhev. Sono risultati vincitori di premi e borse di studio il soprano coreano Han Maru, il soprano Kazako Anastassja Kozhukharova, il mezzosoprano Rossella Giacchero e il baritono russo Vladislav Chursin. Soddisfatto, ovviamente è in particolare il direttore artistico della competizione, il
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tenore Cristian Ricci: “Questo concorso cresce anno dopo anno e si conferma fucina di talenti e di nuove promesse. Spesso i cantanti faticano nel trovare occasioni di crescita e di approfondimento. Ecco perché ho istituito negli anni il Laboratorio lirico del Veneto, che affianca le attività della competizione internazionale con attività di formazione continua. Montagnana dunque si candida ad essere la capitale veneta e italiana del belcanto e delle attività di formazione lirica. I frutti di questo percorso potranno essere sperimentati, in tutto il nostro territorio, con attività di spettacolo e di alta espressione culturale sul cui cartellone 2017 stiamo già lavorando”. (n.c.)
Ospedaletto .
La sanità padovana si trasforma e sbarca sui social Con il nuovo anno la sanità padovana, come quella veneta del resto, cambia aspetto. E non sarà una semplice formalità.
“Inediti del buon vivere” da scoprire F
ar conoscere al grande pubblico territori ancora poco conosciuti ma carichi di potenzialità, soprattutot in ambito culturale e paesaggistico; portare sotto i riflettori gli “inediti del buon vivere”, come sono stati definiti i luoghi da riscoprire. All’inizio di dicembre al Santuario del Tresto di Ospedaletto Euganeo si sono aperti i lavori del meeting promosso dall’Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto. L’evento, che si è svolto dall’1 al 4 dicembre in alcuni comuni della Bassa Padovana (oltre a Ospedaletto, coinvolti anche Este, Saletto e Urbana), del Basso Veronese e del Polesine, ha coinvolto giornalisti e comunicatori, rappresentanti delle istituzioni e realtà locali, uomini di cultura e imprenditori. Presenti nel complesso 52 borghi provenienti da oltre 20 regioni differenti in Europa e in Italia, con 120 delegati accreditati. L’associazione Borghi Europei del Gusto è nata nel 2005 con l’idea di collegare territori poco conosciuti e valorizzati attraverso una rete di scambi culturali e istituzionali di ampio respiro. L’iniziativa è stata quindi l’occasione per mettere a confronto i vari progetti realizzati negli anni, oltre che per far sco-
messaggistica istantanea, le mai. Ecco allora la pagina Facebook (da personaggio pubblico) del direttore generale Domenico Scibetta, l’ account Twitter @Ulss_Euganea, il numero Whatsapp 337 1694439 al quale scrivere per richieste direttamente al direttore generale, l’indirizzo email ildirettoretiascolta@aulss6.veneto.it per inviare segnalazioni e/o chiedere informazioni direttamente al direttore generale sulle tre Uls. “I servizi sociosanitari devono andare incontro alle esigenze dei cittadini e in questo è fondamentale porsi in ascolto – sottolinea il dr. Scibetta – ritengo pertanto che aprire dei canali social sia di essenziale importanza al fine di favorire un dialogo franco e diretto con gli utenti. Va detto che l’apertura dei social non preclude l’utilizzo dei normali strumenti di comunicazione delle nostre aziende, come ad esempio l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, ma rappresenta un ulteriore possibilità di dialogo e ascolto dei nostri assistiti al fine di supportare il percorso di continuo miglioramento dei servizi che ci vede tutti impegnati nel quotidiano”.
Vanno in soffitta le tre attuali Uls (Padova, Bassa e Alta) e nasce l’Azienda Ulss 6 Euganea che corrisponde con il territorio provinciale. Una novità tutt’altro che formale che nei prossimi mesi porterà a cambiamenti sostanziali e, si spera, a semplificazioni nella complessa gestione sanitaria padovana. In attesa di questo passo importante Domenico Scibetta, direttore generale dell’Uls 16 e commissario delle altre due, lancia una “piattaforma social” per comunicare ai cittadini la nuova organizzazione sanitaria. E lo fa sfruttando gli strumenti ormai entrati nella vita quotidiana: i social, la
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prire agli ospiti invitati il patrimonio storico, culturale e agroalimentare dei luoghi dove si è tenuto il meeting. L’obiettivo è “informare chi informa” e continuare il prezioso lavoro di valorizzazione e conoscenza dei borghi e dei territori poco conosciuti intrapreso 11 anni fa dall’Associazione Borghi Europei del Gusto, nata con l’intento di unire e collegare borghi e territori europei poco conosciuti e valorizzati al fine di creare una rete di scambi culturali e istituzionali di ampio respiro volta alla salvaguardia di questi territori e di queste realtà. Davide Permunian
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Cultura .
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Presepi magici nella città del Santo Alla Gran Guardia di Padova l’esposizione di “diorami”, rappresentazioni tridimensionali in scala ridotta e racchiusi dentro una scatola visibili da un’unica finestra, chiamata “boccascena”
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’è tempo fino al 15 gennaio per visitare la mostra “La Natività a Palazzo. Scene di Presepi nella città del Santo”, organizzata presso la Sala della Gran Guardia dal settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche - con il supporto dell’associazione Cammino ad Oriente. Non la solita mostra di presepi: saranno infatti esposti 15 diorami legati al tema della Natività, ovvero rappresentazioni tridimensionali e in scala ridotta racchiuse all’interno di una scatola e visibile da un’unica finestra posta anteriormente, detta boccascena, che attraverso particolari espedienti di luce, colore e prospettiva porta l’osservatore davanti ad un paesaggio quasi reale. A realizzarli gli artisti che fanno parte dell’associazione Cammino ad Oriente, nata nel 2008, che accoglie al suo interno Presepisti del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna e si ispira ai principi e ai valori dell’asso-
ciazione Italiana Amici del Presepio. La principale attività dell’associazione è la realizzazione di diorami e di presepi di varie dimensioni e tipologie, realizzati interamente a mano. Nell’ambito della mostra, il visitatore sarà accompagnato ad ammirare e contemplare il tema del Natale e della Sacra Famiglia attraverso la visione di quadri tridimensionali, in cui ogni artista ha riprodotto l’evento della Natività secondo la propria sensibilità e il proprio stile. Saranno esposti diorami che riproducono gli ambienti storici della Palestina al tempo degli episodi narrati dai Vangeli, ma anche scene di di carattere popolare che faranno rivivere nel presente i luoghi e gli antichi borghi del tempo passato. Accanto al tema classico della Natività, sarà proposto quello della Maternità di Maria, l’Adorazione dei Pastori e i Primi Passi di Gesù. Per creare le scenografie e gli
Uno dei presepi esposti nella mostra alla Gran Guardia di Padova
edifici in primo piano vengono utilizzati il polistirolo e il polistirene, che riproducono le pietre e i sassi di una vecchia casa, i portali e le travature in legno di una stalla, i coppi e le tegole che ricoprono i tetti delle abitazioni. Per il paesaggio e le montagne di fondo si utilizza, di solito, la Tecnica Catalana del gesso che prevede l’impiego del polistirolo il
quale, opportunamente lavorato ed inciso, subisce un trattamento di gessatura. A questi elementi si affiancano anche prodotti naturali tra cui cortecce di sughero e di larice, adatte per simulare le rocce, spugnette frullate e muschio per riprodurre i boschi in lontananza. Anche la colorazione delle scenografie è ottenuta impiegando colori in polvere di
derivazione naturale. Altro elemento fondamentale è l’illuminazione della scena, che propone paesaggi notturni o illuminati da una calda luce solare. Tutte le scene sono arricchite da figure in terracotta, in legno e resina, realizzate su commissione dai più valenti scultori del settore, italiani e spagnoli. La mostra è ad ingresso libero e sarà aperta anche il 26 dicembre. Una scelta azzeccata per portare visitatori anche il giorno di festa dopo Natale, quando ormai con sempre maggiore frequenza le famiglie e non solo scelgono anche una visita culturale dopo la Festività trascorsa a casa o con i propri cari. Quindi la scelta di visitare l’esposizione dei presepi potrebbe rivelarsi azzeccata. Laura Organte
>laura.organte@gmail.com<
Presepe vivente a Cittadella Oltre 30 figuranti in abito d’epoca romana e la magia del camminamento di ronda delle mura di Cittadella: dopo il debutto durante il ponte dell’Immacolata il presepe vivente torna in scena il 6 gennaio dalle 10 alle 16. Saranno presenti pastori, guardie, soldati, popolani, i Re Magi e la Natività. Ingresso al camminamento senza maggiorazioni, 5 euro intero e 3 ridotto..
Ai Musei Civici le “Vedute di Padova nell’Ottocento” In esposizione ai Musei Civici eremitani fino al 26 febbraio le “Vedute di Padova e del Veneto nell’Ottocento” di Pietro Chevalier, disegnatore, incisore e scrittore nato a Corfù da padre di origine francese. Formatosi a Venezia, lavorò a Trieste, ma soprattutto a Padova, dove morì nel 1864. Le civiche collezioni conservano un ricco fondo di disegni e di stampe dell’artista, il cui nucleo fondamentale è costituito da vedute di Padova, di Venezia e di altre città del Nord Italia. Questi fogli sono anche vivaci espressioni della vita dell’Ottocento.
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Pensieri preziosi in Oratorio In occasione della dodicesima edizione di “Pensieri Preziosi Monografie”, sarà esposta fino al 19 febbraio 2017 all’Oratorio di San Rocco in via Santa Lucia una consistente selezione di circa 120 gioielli di uno dei più significativi rappresentanti della Scuola Orafa Padovana: Stefano Marchetti. L’artista, uno dei più interessanti nel panorama orafo internazionale, ha contribuito a far conoscere e apprezzare a livello internazionale la tradizione orafa della città. (l.o.)
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Sport .
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Rugby I successi del C’è l’Este
Una azione di gioco degli Arieti, la prima squadra che milita in serie C
Da 45 anni una passione che cresce U
na storia lunga ormai quarantacinque anni. quella targata C’è l’Este Rugby, realtà sportiva della bassa padovana che conta attualmente la bellezza di quasi quattrocento tesserati. Il presidente è Fabrizio Ferro e a fare gli onori di casa ci pensa l’anima della formazione senior, il capitano Michele Nicoletti. “Di recente, grazie ai progetti con le scuole, il numero di iscritti è cresciuto. Oggi abbiamo diverse squadre, dall’under 6 all’under 18 passando per la categoria Old, che pratica il touch rugby”. Uno sport per soli uomini? Macché. “Dall’anno scorso c’è anche una squadra femminile. Abbiamo raggiunto un accordo con altre società del territorio per creare una franchigia, sempre femmi-
nile, che parteciperà alla Coppa Italia”. Insomma, le cose sembrano andare piuttosto bene anche se, in realtà, le difficoltà ci sono. “Ci sarebbe voglia di fare ancora di più, ma le risorse sono poche: pur avendo alcuni sponsor, qui lavoriamo a titolo volontario e ci sosteniamo principalmente con le quote associative. Abbiamo strutture molto vecchie e il campo di gioco, che è occupato tutti i giorni dal tardo pomeriggio fino a sera inoltrata, è profondamente deteriorato”. Quanto alla prima squadra, gli Arieti Rugby Este, che milita in serie C, a guidarla in panchina c’è coach Paolo Baratella: un ex giocatore, in possesso del patentino necessario per allenare persino nella massima categoria nazionale, l’Eccellenza.
“Ci sarebbe voglia di fare ancora di più ma le risorse sono poche e lavoriamo a titolo di volontariao. Adesso puntiamo a costruire un gruppo solido, destinato a durare nel tempo”
“Non è stato facile portarlo qui – ammette Nicoletti – anche perché aveva varie richieste: dove ha lavorato, ha sempre ottenuto risultati”. Nella rosa ci sono tanti elementi provenienti dalle giovanili, ma i veterani non mancano. Tra questi Simone Boscolo, che è arrivato in serie A (la serie B del calcio) con le maglie di Vicenza e Badia. Il campionato non è facile: in C non è raro trovarsi ad affrontare avversarie blasonate,
tra big cadute in disgrazia e seconde squadre di grandi società. Ma la voglia di fare bene c’è. “Da quest’anno abbiamo impostato il lavoro molto più seriamente, ponendo le basi per un progetto triennale che punta a costruire un gruppo solido”. Il capitano ci racconta il suo inizio di carriera. “La passione ce l’avevo sin da ragazzo, me l’ha trasmessa mio padre. Ma a Montagnana, dove abitavo, il rugby non esisteva. Allora ho cominciato a Lendinara, a 24 anni. La prima gara di campionato mi hanno mandato in ospedale, ma l’infortunio non ha spento la passione. Poi mi sono trasferito a Este e oggi, a 33 anni, gioco ancora con lo stesso entusiasmo di nove anni fa”. Ma che cos’ha di così speciale questa disciplina? “Se il corpo è importante, la testa lo è di più. In campo devi coordinare i tuoi movimenti con quelli di quattordici compagni. Allenamento dopo allenamento conosci la fatica, il sacrificio, il fango, il freddo, il contatto fisico. Cresci e impari a rispettare le regole. Il rugby non è solo sport, ma anche una filosofia di vita”. Davide Permunian
Volley, Bp Team: strada ancora in salita
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ei partite e cinque sconfitte. Non sorride al Petra1BP Team questo avvio di campionato di serie C: le ragazze guidate in panchina da coach Armando Marchetto e dal vice Andrea Ghibaudi, dopo essere state eliminate dalla Coppa Veneto, si trovano, in data 19 novembre, al terz’ultimo posto del Girone A con cinque punti in classifica. L’unica gioia finora è arrivata lo scorso 22 ottobre in casa contro la matricola Leali Padova Project: un 3-0 netto che, alla seconda giornata, riscattava il 3-2 subito il turno precedente dal New Volley Vicenza Est e lasciava ben sperare per il futuro. Poi, invece, sono arrivate tre docce fredde: il 3-1 dalla Gps San Vito, il pesante 0-3 con la capolista Giorgione, squadra che punta decisa al passaggio in serie B2, e la sfida persa al tie-break contro il Laguna Volley. Una striscia di risultati negativi proseguita il 19 novembre contro l’Arcella Volley. Il match, disputato nella palestra del nuovo Liceo Ferrari di Este, ha visto le atestine soccombere 3-1. Nonostante un inizio di gara incoraggiante (primo set messo in cassaforte per 25-19), le ospiti sono rientrate dominando la seconda frazione di gioco (1525) e facendo propri anche i due set successivi (25-27 e 23-25). Un ko che fa male, anche perché maturato contro una potenziale rivale nella corsa alla salvezza. Ma il tempo è dalla parte del BP Team. La società infatti ha puntato sulla “linea verde”: la rosa è molto giovane, composta in massima parte da atlete classe 1998, e coach Marchetto avrà sicuramente modo di apportare i necessari correttivi tecnico-tattici per far crescere la squadra.. (d.p.)
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ilVeneto Attualità .
Riforma Costituzionale Record di affluenza e di no
Zaia batte cassa: “Ora l’autonomia”!
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ciambetti: “il voto ci invita a proseguire verso l’autonomia” “E’ evidente il dato della partecipazione come della difesa della Regione deve spingerci tutti a rilanciare con forza il problema dell’autonomia della nostra terra che, non dimentichiamo, ha un residuo fiscale, cioè versa allo stato più di quanto non riceva, pari all’11 per cento del Pil prodotto. Penso che il voto e la partecipazione al voto di domenica 4 sia un’ ‘ulteriore indicazione a proseguire verso la strada dell’autonomia nel solco di quanto disposto dall’articolo 116 della nostra Costituzione”
M5S: “Vince il no perchè i veneti attribuiscono i problemi del Paese chi aci governa “
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he ai veneti non piaccia votare non si può certo dire. Al referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre ha votato il 76,66% degli aventi diritto, la maggior parte per dire no alla riforma: il 61,9% contro il 38,1% di Sì. Un risultato annunciato, dicono in molti, che confermerebbe, secondo una facile lettura, l’anima leghista del nostro territorio. La pensa certo così governatore del Veneto Luca Zaia che ha salutato i risultati del voto referendario come “un risultato strepitoso”. “Una grande lezione di democrazia è venuta dal Veneto – ha detto - vista la partecipazione. E’ la fine del grande fratello e i cittadini dimostrano autonomia nell’ascoltare e poi decidere”. È il commento del governatore del Veneto Luca Zaia agli esiti del referendum. “La grande affluenza e il risultato - dice Zaia - è la dimostrazione che la stabilita’ tanto decantata i cittadini la vedono solo con una vera tornata elettorale. Con le annunciate dimissioni di Renzi e il voto si avrà un governo democraticamente eletto, ovvero un presidente del consiglio eletto e non nominato, come non accade in questo Paese dal maggio 2008”. Secondo il Governatore i veneti, con il loro voto, hanno mandato a Renzi un messaggio concreto che lui incassa per ribadire che ora è il tempo di preparare un altro referendum, quello per l’autonomia che si svolgerà in primavera. Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, a palazzo Ferro Fini ha ringraziato “i veneti per l’alto senso civico nella partecipazione al voto: i cittadini hanno compreso l’importanza del momento.
Per la classe politica questa elevata affluenza è anche un segnale inequivocabile: quando la cittadinanza è coinvolta e informata non esita a far sentire la sua voce. L’astensionismo è figlio del distacco tra forze politiche e società ed è chiaro che dopo questo referendum tutti gli attori politico-sociali devono riflettere attentamente sulle loro strategie di informazione ma anche di ascolto della cittadinanza e dei suoi veri problemi che, per la stragrande maggioranza dei cittadini, non trovavano risposta di certo nella Riforma costituzionale: disoccupazione, sicurezza, questione ambientale, pensioni”. “Che il dato sia storico – affermano i consiglieri del Gruppo di Forza Italia Massimiliano Barison, Massimo Giorgetti ed Elena Donazzan - lo dimostra il confronto con l’affluenza alle altre consultazioni referendarie: ad esempio con i precedenti due referendum costituzionali del 2001 (34,1%) e del 2006 (52,5%). I Veneti non si sono fatti condizionare dalla potenza mediatica messa in campo dal governo, o dai recenti viaggi con annessi firme di ‘Patti’, o dalle regalie dell’ultimo momento, come lo sblocco di contratti fermi da molti anni. In Veneto - puntualizzano - i cittadini reclamano più autonomia e la risposta al neo centralismo di Renzi è stato plebiscitario. Non solo non devono essere spogliate le Regioni delle loro funzioni, ma la richiesta è che il Veneto ne abbia di maggiori. Questo è il voto di un Veneto che vuole contare di più. Continuare ad ignorare questa attesa è sbagliato e pericoloso, perché l’onda di protesta si leverà sempre più forte”.
“Il nostro comitato del No ha lavorato compatto contro lo strapotere del Pd, che ha investito 6 milioni di euro in questa campagna referendaria ed ha potuto contare sulle principali tv e i principali giornali. Questo voto e le immediate dimissioni di Renzi proiettano il M5S al governo del Paese. Siamo già al lavoro per formare una squadra di governo ed un programma che saranno composti, come è nel nostro stile, sulla rete, insieme ai nostri iscritti”. “In Veneto abbiamo ora il dovere di portare alti i valori di democrazia e di difesa della sovranità popolare che i cittadini hanno confermato ritenere prioritari con questo voto. È nella nostra natura farlo, come abbiamo mostrato in questi mesi, quindi chiunque abbia dato fiducia al nostro ideale di cambiamento non sarà deluso”.
Finozzi: “confindustria, coldiretti, artigiani che fanno ora?” Marino Finozzi: “I vertici confindustriali o degli artigiani come di alcuni sindacati che si sono schierati apertamente per il sì e che nei fatti sono stati sfiduciati dai loro stessi iscritti, non rappresentano migliaia di imprenditori, di artigiani, di lavoratori. Renzi ha fatto un gesto corretto nel preannunciare le dimissioni ma i vertici di Confindustria? E quelli della Coldiretti? E gli artigiani? Chissà cosa risponderanno agli iscritti delle loro associazioni che escono da questo referendum impoverite di certo in prestigio, peso politico e credibilità”.
tosi: “ temo per l’economia, Brexit docet”! Che le nostre imprese. La maggioranza giustamente vince, ma non è detto abbia sempre ragione, Brexit docet”. Il Sindaco di Verona aveva fatto una campagna convinta per il sì, dunque si ritrova sconfitto. “Da uomo di centrodestra, complimenti a Renzi per la dignità e la coerenza, merce rara in politica. Noi abbiamo perso l’occasione per cambiare”
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Attualità .
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Pd veneto: “13milioni di Sì alla riforma non sono pochi” Moretti: “Volevamo diminuire il numero delle poltrone e gli enti inutili. Alla fine, a lasciare la poltrona è l’unico che meritava di restare”
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l giorno dopo la vittoria del No al referendum costituzionale gli esponenti veneti del Pd che sostenevano il sì hanno espresso la loro vicinanza al Premier Renzi, dimissionario, riconoscendo come risultato indiscutibile che i veneti hanno respinto la Riforma. “La sconfitta del sì è netta, in Italia e in Veneto, - ha affermato Il Sottosegretario Pier Paolo Baretta - accentuata dall’alta affluenza al voto degli italiani che sono tornati alle urne, sono tornati a votare riscoprendo il valore profondo di una democrazia chiamata a decidere sulla Carta costituzionale, nodo strategico
della partecipazione alla vita civile del Paese. Da un punto di vista politico, è stata un’occasione persa, una messa in discussione del percorso di riforme avviato con questa legislatura. Da un punto di vista sociale, non bisogna ignorare la richiesta di ascolto che arriva dai cittadini”. Meno governativa e più passionale, Alessandra Moretti su Fb, dice di essere “fiera di Matteo Renzi e gli sono grata per come ha condotto questa grande battaglia e per come ha ammesso la sconfitta. Volevamo diminuire il numero delle poltrone e gli enti inutili. Alla fine, a lasciare la pol-
trona è l’unico che meritava di restare. Abbiamo conquistato, da soli e contro una parte del PD, il 40% dei consensi. Ripartiamo da qui con una leadership autorevole. Perché dalle sconfitte ci si rialza più forti di prima e noi siamo già in piedi a guardare al futuro senza paura”. E anche la Senatrice Laura Puppato guarda al futuro propositiva, proprio a partire da quei 13 milioni di di italiani che hanno votato sì alla Riforma. “13 milioni di voti non sono pochi, ma nella vita accade di perdere – dice –son convinta che abbiamo lavorato per un’idea-
le più grande, anche se magari ci sarebbe convenuto schierarci contro. Ripartiamo assieme, siamo già di nuovo in piedi”. E sulla necessità di rifondare il Pd ha le idee chiare: “Rivedere come funziona il partito è necessario, dando più spazio ai circoli e facendo sì che possa emergere una classe dirigente per il futuro e non solo conservarsi quanto abbiamo già visto. Credo però che, ogni rifondazione, debba ripartire da quanto fatto in questi due anni,
che hanno visto, per la prima volta, una politica intenta a riformare se stessa, a scegliere le risorse migliori, a dare risposte ai cittadini”. “Oggi serve senso di responsabilità – ha concluso il Sottosegretario Baretta - bisogna, innanzitutto, completare la legge di bilancio, evitando l’esercizio provvisorio che bloccherebbe il Paese in un’avvilente gestione dell’ordinario senza prospettive e senza programmazione per il futuro”.
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Economia .
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Dopo il tirocinio, la firma di un contratto di lavoro in due casi su tre Nel 28% dei casi al tirocinio è seguito un contratto a tempo determinato o di apprendistato, 26%. Solo il 9% di contratti a tempo indeterminato
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aIn due casi su tre il tirocinio non rappresenta un’isolata esperienza di lavoro ma uno strumento per un inserimento stabile nel mercato del lavoro. I tirocini avviati e conclusi in Veneto tra il 2013 e il 2015 sono circa 70 mila e al 69% di essi ha fatto seguito un rapporto di lavoro più stabile o un altro tirocinio, spesso presso la stessa azienda in cui si è svolto lo stage. Poco meno di 22 mila, invece, i lavoratori per i quali il tirocinio ha rappresentato l’ultima o l’unica opportunità di impiego. Lo rileva l’Osservatorio & Ricerca di Veneto Lavoro, che ha pubblicato la seconda parte di un report di approfondimento dedicato a quella che negli ultimi anni si è rivelata una misura di politica attiva sempre più diffusa per l’inserimento lavorativo di soggetti disoccupati e inoccu-
pati e per far entrare in contatto con il mondo del lavoro studenti e giovani in uscita dai percorsi di istruzione e formazione. Complessivamente i tirocini attivati in regione a partire da inizio 2013 sono oltre 90 mila: prevalgono quelli di inserimento o reinserimento lavorativo rivolti a persone in cerca di lavoro (66%), seguiti dai tirocini formativi e di orientamento (14%) e dai tirocini estivi per studenti (8%). Sempre di più i tirocini strettamente connessi a specifiche misure di politica per il lavoro messe in campo dalla Regione del Veneto: oltre 7.000 nel solo 2015, di cui il 90% attivati nell’ambito di Garanzia Giovani Veneto. I tirocinanti, complessivamente più di 80 mila nell’arco dei tre anni, sono prevalentemente giovani italiani under 25 diplomati o laureati e nella metà dei casi si
tratta di persone disoccupate o alla ricerca del primo impiego. “Il tirocinio - commenta l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan - si rivela sempre più strumento importante per l’inserimento nel mondo del lavoro veneto, non solo per i giovani alla ricerca del primo impiego,
e il fatto di averli inseriti tra le misure di Garanzia Giovani lo dimostra, ma anche per quella platea di disoccupati over 30 cui bisognerà porre sempre maggior attenzione e sui quali la Regione è intervenuta e sta intervenendo con specifiche misure di politica attiva.
Il crescente ricorso da parte delle aziende, anche di grandi dimensioni, a questo strumento ci conforta - osserva Donazzan - a patto che si riveli altresì il mezzo per un inserimento stabile nel mercato del lavoro e non solo una isolata, per quanto utile, esperienza lavorativa”.
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Politica .
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La proroga A Trenitalia la gestione delle nostre ferrovie fino al 2023
Maggiori investimenti e 23 treni in più O
gni giorno disservizi. Ogni giorno proteste dei pendolari. Eppure, a quanto pare, cambiare non si può. La Giunta regionale del Veneto ha confermato la proroga del contratto di servizio con Trenitalia sino al 31 dicembre del 2023. Certo ne ha aggiornato i termini: entro il 2017 la società che gestisce il servizio ferroviario nazionale dovrà garantire l’entrata in servizio nella rete regionale di 5 nuovi treni Vivalto e di 9 treni Swing; e a partire dal 2020 verranno consegnati 9 nuovi elettrotreni (tipo ‘Caravaggio’). Nei prossimi otto anni Trenitalia dovrà inoltre provvedere al ‘revamping’ (cioè l’integrale rimessa a nuovo) dei convogli Taf e ulteriori investimenti tecnologici sulla flotta e sulla manutenzione del materiale rotabile. “A seguito delle segnalazioni dei comitati dei pendolari – ha spiegato l’assessore alle Infrastrutture Elisa De Berti - e delle criticità evidenziate nelle diverse tratte del Veneto –abbiamo rinegoziato con Trenitalia termini e condizioni per la prosecuzione del contratto. In attesa dei tempi tecnici per bandire ed espletare la gara europea abbiamo utilizzato la possibilità di estendere la proroga del servizio al gestore attuale per sei anni più tre, in cambio dell’impegno di Trenitalia di raddoppiare gli investimenti inizialmente programmati: dagli 86 milioni dell’offerta iniziale, agli attuali 170 per acquistare nuovi treni, in aggiunta ai 56 milioni programmati per adeguamenti tecnologici e manutenzioni, con l’obiettivo di migliorare e razionalizzare l’offerta agli utenti”. Nel dettaglio, la nuova proroga impegna la Regione Veneto a corrispondere a Trenitalia un miliardo e 279 milioni per gli anni 2015-2023. In cambio Trenitalia migliora i servizi e la flotta secondo un preciso calendario di
impegni scandito dal contratto stesso: più treni festivi ed estivi, introduzione dei treni notte, intensificazione dei servizi negli orari di punta e aumento delle percorrenze nelle tratte meno servite. “Con l’investimento in nuovi treni elettrici e nell’efficientamento della flotta e dei servizi abbiamo creato le premesse - prospetta l’assessore De Berti perchè Rfi, la società che gestisce la rete ferroviaria infrastrutturale, possa tener fede all’impegno preso di completare l’elettrificazione delle tratte ferroviarie Conegliano-Vittorio Veneto, Castelfranco-Montebelluna, Camposampiero-Cittadella-Bassano anche con l’’anello’ bellunese Vittorio Veneto-Ponte nelle AlpiBelluno-Feltre-Montebelluna e con la linea Vicenza-Schio. Rinegoziando i termini del contratto di proroga con Trenitalia entrano in circolazione nella rete ferroviaria regionale 23 treni in più, di cui 18 elettrici. Mi auguro che anche la società infrastrutturale delle Ferrovie dello Stato tenga il medesimo passo e possa garantire l’elettrificazione dell’intero anello sub-dolomitico, secondo i tempi concordati”.
una “teen Zone” per lo studio e il gioco dei piccoli malati di cancro
“L
a nuova Pediatria a Padova si farà, e va sizione della sanità dei padovani”. anche fatta al più presto. Ci sono 18 milio“Teen Zone” sarà realizzata nelle adiacenze del ni stanziati dalla Regione e c’è il progetto, ora si reparto. Si rivolge principalmente a quel circa deve passare alla fase realizzativa nei tempi più 30% dei mille e più pazienti di Oncoematologia brevi possibile”. Pediatrica che hanno un’età tra i 14 e i 18 anni e La conferma viene direttache provengono per il 27%, come mente dal presidente Luca Zaia oltre mille piccoli tutti i pazienti, anche più piccoalla presentazione di un nuoli, da tutta Italia e dall’estero. pazienti in vo progetto, denominato “Teen Sarà un vero e proprio “ambienZone”, che metterà a disposiziote” (170 metri quadri) a disposioncoematologia ne dei bimbi, ma in particolare dei ragazzi, attrezzato con a Padova potranno zione degli adolescenti in cura presso postazioni internet, consolle viusufruire l’oncoematologia pediatrica, deogame, impianti audio e anspazi dove poter svolgere attiche una piccola palestra. di questi spazi vità di studio, svago e relax nel Ai responsabili di Team For corso della degenza. Children, che hanno annuncia“La nuova Pediatria nascerà qui – ha precisato to la partenza di una raccolta di fondi per coprire il Governatore dall’aula magna del Dipartimen- i circa 150 mila euro per l’allestimento interno to di Pediatria dell’Azienda Ospedaliera di Pado- della struttura una volta completata la parte va – quando sarà pronto il nuovo Policlinico si muraria, Zaia, a sorpresa, ha detto che “una partrasferirà lì, perché non è immaginabile un Po- te la metterà la Regione: dovunque possiamo, con liclinico di valenza internazionale senza Pedia- quel che possiamo – ha aggiunto – noi ci siamo tria, e quanto realizzato prima rimarrà a dispo- sempre”.
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Cultura .
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Anteprime A Verona 90 opere che ne illustrano il talento
Picasso, genio artistico in continua evoluzione C
hi conosce l’opera completa di Pablo Picasso sa che l’evoluzione artistica di questo pittore è molto varia e, spesso, anche sorprendente. Sicuramente Picasso, con i suoi dipinti, le sue sculture, le ceramiche e altro, è uno dei protagonisti assoluti del XX secolo e meglio di altri incarna il dinamismo di un’epoca storica davvero unica. Conoscere l’artista e la sua parabola intellettuale è oggi possibile grazie ad una mostra di oltre novanta capolavori esposti a Verona all’Amo di Palazzo Forti fino al 12 marzo 2017. La mostra “Picasso. Figure (1895-1972)” è ideata dal Museo Nazionale Picasso di Parigi – uno dei numerosi musei dedicati al prolifico ed inesauribile genio della pittura, che però detiene il maggior numero delle sue opere – e sarà esposta in anteprima a Verona, prima di raggiungere almeno un altro museo
internazionale, ancora non identificato. L’esposizione è curata da Emilie Bouvard, conservatrice del Museo parigino, promossa dal Comune di Verona e organizzata da Arthemisia Group. La retrospettiva presenta le opere più significative quali “Nudo sedut0”, da Les Demoiselles d’Avignon, “Il Baciò”, piccola e struggente tela del 1931, “La Femme qui pleure” e il “Portrait de MarieThèrèse”, che si susseguono in un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui Picasso ha sottoposto la rappresentazione del corpo umano, mentre la sua arte attraversava le fasi del precubismo, del Cubismo, dell’età Classica e del Surrealismo, fino a giungere negli anni del dopoguerra a un nuovo concetto di figura. la retrospettiva presenta le opere più significative quali ’Nudo sedutò, da Les Demoiselles d’Avignon, ’Il Baciò, piccola e strug-
gente tela del 1931, ’La Femme qui pleurè e il ’Portrait de MarieThèrèsè, che si susseguono in un percorso capace di raccontare la metamorfosi a cui Picasso ha sottoposto la rappresentazione
L’esposizione propone un focus specifico che riguarda lo sviluppo dell’interpretazione della figura da parte del pittore
Venezia, Guggenheim tancredi. una retrospettiva Con oltre novanta opere, si apre un’attesa retrospettiva che sancisce il grande ritorno a Venezia di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927 – Roma 1964), tra gli interpreti più originali e intensi della scena artistica italiana della seconda metà del Novecento. Tancredi è stato l’unico artista, dopo Jackson Pollock, con il quale Peggy Guggenheim stringe un contratto, promuovendone l’opera, facendola conoscere ai grandi musei e collezionisti d’oltreoceano e organizzando alcune mostre, come quella del 1954 proprio a Palazzo Venier dei Leoni. Dopo oltre sessant’anni, dunque, l’artista ritorna protagonista indiscusso alla Collezione Guggenheim con una straordinaria selezione di lavori, che ricostruiscono in modo intimo e capillare, tra produzione creativa ed emotività prorompente, la parabola breve, ma folgorante, di questo grande interprete dell’arte del secondo dopoguerra. L’esposizione rappresenta inoltre il ritorno in Italia di una preziosissima selezione di opere donate dalla mecenate ad alcuni celebri musei americani: per la prima volta, dai tempi di Peggy, sono esposti capolavori come la Primavera, proveniente dal MoMA di New York e Spazio, Acqua, Natura, Spettacolo, oggi al Brooklyn Museum. La grande retro-
del corpo umano, mentre la sua arte attraversava le fasi del precubismo, del Cubismo, dell’età Classica e del Surrealismo, fino a giungere negli anni del dopoguerra a un nuovo concetto di figura.
spettiva non manca di documentare la produzione artistica degli anni ‘60, momento di crisi e di completa revisione della propria pittura, a cui Tancredi vuole dare un senso esistenziale e politico. Ed è così che la vena della polemica e della tensione di quegli anni di guerra fredda emergono nel titolo della mostra “La mia arma contro l’atomica è un filo d’erba”, frase con cui Tancredi risponde agli innumerevoli conflitti dell’epoca, dal Vietnam alla guerra in Algeria, alla tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Di questo momento fondamentale nel suo percorso artistico, sono esposti i tre dipinti della serie Hiroshima (1962). La parte conclusiva dell’esposizione è dedicata ai collage-dipinti, eseguiti tra il 1962 e il 1963, i cosiddetti Diari paesani e i Fiori dipinti da me e da altri al 101%, che a ragione possono essere definiti la vera rivelazione di questa retrospettiva e che sono da considerarsi esempi di eccezionale vigore creativo e drammatica euforia. Sono queste opere a chiudere lo straordinario percorso, geniale e sregolato, della pittura di Tancredi dedicata alla natura e all’uomo. Tancredi muore nel 1964 a soli 37 anni, giovanissimo e pronto a entrare, come scrive Dino Buzzati, nel “mito di Tancredi”.
a christmas carol, vivi la favola del natale
Imperdibile, a Cervarese Santa Croce, lo spettacolo “A Christmas Carol”, basato sulla più bella e rappresentativa favola di Natale Un testo scritto agli inizi dell’800 dallo scrittore Charles Dickens, e nonostante tutto lancia un messaggio attuale che rispecchia tutt’ora la società moderna. Il titolo viene sottotitolato con “Vivi la favola” perché questo non è uno spettacolo dove vi è il classico punto di vista dallo spettatore verso il palcoscenico, ma è lo stesso spettatore a far parte della scena, in quanto la storia è sviluppata in un itinerario studiato all’interno del castello dove ogni stanza è un set che rappresenta un pezzo della favola e gli attori interagiranno con lo spettatore su di uno stesso piano rendendolo, così, a sua
volta parte della favola stessa. L’itinerario all’interno della suggestiva cornice del castello di San Martino della Vaneza a Cervarese Santa Croce, sarà condotto da un attore guida che a sua volta sarà anche colui che scandirà i tempi dei gruppi che si susseguiranno uno ogni ora. La produzione sarà curata da Flash Dance Academy, Xenia Spettacoli e Scenografie snc ed è patrocinata dai comuni di Cervarese Santa Croce e Teolo oltre che dalla Provincia di Padova, i Musei di Padova e Provincia e Butterfly Arc. Nel cast moltissimi attori, comparse e cantanti con partecipazioni di prim’ordine, partendo dalla regia di Maurizio Pizzato, alle coreografie di Giorgia Chiurato con la sua crew Jam Session, il coro gospel/pop University Choir. La manifestazione sosterrà il coordinamento nazionale Alluvionati e Terremotati italiani che gestirà il piccolo mercatino di natale difronte al castello di San Martino.
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Turismo .
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India
Spirituale Kerala incantò anche gli hippy Viaggio nello stato più meridionale della penisola indiana, il primo ad essere stato colonizzato dagli europei dopo lo sbarco di Vasco De Gama nel 1498 a Cochin Poi arrivarono gli olandesi, quindi gli inglesi Mezzo secolo fa è stato la meta preferita dai “figli dei fiori”
E
ra la meta preferita dai “figli dei fiori”, dai giovani che a cavallo degli anni ’60 e ‘70 sognavano un mondo migliore. Una sorta di “terra promessa” il Kerala, con le sue spiagge dai colori cangianti e i suoi richiami spirituali forti e misteriosi. Per tanti anni hippy di tutto il mondo intrapresero avventurosi viaggi, alcuni anche via terra dall’Europa a bordo dei leggendari pullmini Volkswagen, per raggiungere Goa, Cochin, Trivandrum… Il viaggio in India dei Beatles non fece che lievitare l’interesse verso questi luoghi fino ad allora sconosciuti. E ancor oggi nei baretti del lungomare di Kovalam, pittoresco borgo di pescatori a sud di Trivandrum adagiato su una baia dominata da un piccolo promontorio, capita di incontrare qualche hippy solitario in cerca di ricordi e di emozioni mistiche. E dopo il tramonto, sulla sabbia vulcanica della spiaggetta all’ombra del grande faro, è suggestivo assistere a qualche improvvisato concerto di questi giovani dalle camice a fiori e i capelli lunghi che girano il mondo con zaino e chitarra al seguito. Il Kerala oggi è noto agli italiani soprattutto per la vicenda dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati a Cochin per la controversa vicenda dei due pescatori indiani uccisi da colpi sparati (pare) dalla petroliera Enrica Lexie il 15 febbraio 2012. Un caso ben noto anche all’opinione pubblica locale di cui ora si sta occupando un tribunale internazionale. Echi di cronaca a parte, questo stato meridionale della federazione indiana è una realtà singolare. E’ lo stato più “europeo” dell’India, e lo è per un fatto storico importante: è il luogo del primo sbarco europeo in India, datato 1498. Fu il navigatore portoghese Vasco De Gama ad approdarvi e furono i portoghesi i primi a colonizzare la regione intorno a Cochin. Lo stesso De Gama vi morì nel 1524 e venne sepolto nella chiesa di San Francesco, per essere poi riportato dal figlio a Lisbona. Dopo i portoghesi arrivarono gli olandesi. Quindi, nell’800, gli inglesi. Ognuna di
Imperdibile la rappresentazione del Kathakali, una combinazione di teatro e danza dalle origini antichissime citato anche da Battiato in una delle sue canzoni Da vedere anche il parco Peryar e il lago Vembanadu visitabile a bordo di house boat tradizionali. Nella regione è nato l’Ayurveda: una filosofia, non semplici massaggi
La mitica spiaggia di Kovalam che fu uno dei luoghi di ritrovo preferiti dagli hippy provenienti da tutto il mondo. A sinistra la scena di una rappresentazione di Kathakali a Cochin; sotto un carro dedicato a una coppia di bovini durante una festa tradizionale e un tempio indù. A destra: navigazione sul lago Vembanadu su house boat che si ispirano a imbarcazioni tipiche della zona; una rete da pesca tradizionale e una manifestazione di arti marziali (foto di Renato Malaman)
queste presenze europee ha lasciato traccia nel Kerala, tanto che oggi i quartieri storici delle città conservano degli edifici in stile coloniale davvero interessanti. In particolare quello olandese di Cochin. Un’altra conferma dell’anima multietnica del Kerala arriva dal culto religioso: i cristiani (protestanti e cattolici) sono un quarto della popolazione, un altro quarto è musulmano e la metà è dedita ai culti induisti. Nasce in Kerala il famoso Kathakali, una forma espressiva di teatro-danza indiano (peraltro citato in una delle più celebri canzoni di Franco Battiato) ancora oggi molto viva, con tanto di scuole che ne tramandano la complessa ritualità, a cominciare dal trucco degli attori che impersonano i personaggi epi-
ci e popolari di questa spettacolare combinazione di teatro, danza, musica e rituali. A Cochin c’è una scuola di straordinario valore che ogni giorno propone questo spettacolo imperdibile, la cui prima parte consente di assistere dal vivo al trucco degli attori. Tutti maschi secondo tradizione, anche quelli che impersonano figure femminili. Un attore di Kathakali, per prepararsi alla rappresentazione, usa particolari tecniche di concentrazione, accompagnate da abilità e attitudine fisica. I percussionisti, i cantanti, gli artisti del trucco e i costumisti completano l’insieme. In Kerala è nato anche l’Ayurveda, che non è solo una tecnica di massaggi ma una vera e propria filosofia di vita finalizzata al raggiungimento
di un benessere fisico e spirituale. Tra le cose imperdibili del Kerala figura anche la crociera sul lago (che in realtà è una laguna) Vembanadu a bordo delle house boat tradizionali in partenza da Kumarakom. L’escursione dura circa una giornata, notte compresa, regalando emozioni uniche per effetto di un paesaggio lacustre particolarmente suggestivo e di villaggi tradizionali immersi nella vegetazione tropicale. Scompare anche il wi-fi da quelle parti e per un momento restare connessi solo con il proprio cuore fa davvero bene. Il momento del tramonto vissuto a bordo della house boat è indimenticabile. Un acquerello di colori. Molto bello anche il parco naturale di Peryar, il cui piatto forte è il giro
in battello che consente di osservare sulle rive molte specie animali. Non è raro imbattersi anche in branchi di elefanti che raggiungono le sponde per abbeverarsi. Un santuario della natura che comprende anche alcuni templi. Numerose (e dispettose) le scimmiette che si incontrano all’ingresso del parco. Il pernottamento consigliato è al Mountain Courtyard Hotel che sorge sulle alture circostanti, in un’area dove ci sono tantissime coltivazioni di the, pepe e spezie varie. Lo si percepisce anche dal particolare profumo dell’aria. Infine vale una visita anche Trivandrum, capitale del Kerala, altra città coloniale posta vicino all’estremità sud della penisola indiana. In lingua locale si chiama Thiruvananthapuram, ma tutti preferiscono chiamarla ancora Trivandrum, come durante l’età coloniale. Il Mahatma Gandhi amava chiamarla invece “la città sempre verde”. Oggi Trivandrum è una piccola metropoli di 800.000 abitanti, nel cui centro storico ci sono due perle da non perdere: il Padmanabha Swamy Temple con la sua caratteristica cupola (visibile purtroppo solo dall’esterno dai non induisti) e il palazzo del maraja, ricco di opere d’arte straordinarie, molte delle quali dono di capi di stato al marajà nel corso dei secoli. In Kerala il clima è migliore rispetto ad altre regioni dell’India. Fa caldo tutto l’anno, ma l’umidità è più sopportabile che altrove. Air India ed Emirates assicurano buoni collegamenti aerei, con scalo intermedio, dall’Italia. Quindi la regione è facile da raggiungere. Un piccolo tour operator di Bergamo, Viaggindia, propone anche dei viaggi su misura. Il titolare, l’indiano Kesar Singh, risponde alla mail kesar@ viaggindia.it Informazioni sul sito www.viaggindia.it
Pagina a cura di
>Renato Malaman<
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editoriale
Umberto Veronesi, il rifiuto delle cure “fra accanimento terapeutico e eutanasia”
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“Credere nella scienza significa credere nel futuro” Apparecchi per bambini a pag 33
Vaccini obbligatori, il protocollo veneto
a pag 34
i avevano già presentati in occasioni istituzionali, ma ho conosciuto veramente Umberto Veronesi alcuni mesi prima della sua nomina a ministro della Sanità in un soggiorno montano durante le vacanze natalizie in Val d’Aosta. Era giunto per trovare alcuni comuni amici a La Thuile nell’albergo dove alloggiavo e ho avuto l’occasione di averlo come commensale seduto a tavola proprio di fronte a me. La conversazione, iniziata a pranzo, sempre di estremo interesse e di spessore davvero notevole quando si ha a che fare con personaggi di quel calibro, è proseguita per l’intero pomeriggio e poi a cena in una baita di alta montagna raggiunta in funivia in una serata limpida rischiarata da una luna particolarmente splendente. Gli argomenti della conversazione si sono ben presto spostati da argomenti scientifici, ineluttabili quando ci si incontra fra medici, ad interessi di politica sanitaria, (dopo pochi mesi sarebbe diventato ministro della Sanità), alle condizioni della salute e delle offerte dei servizi sanitari nel nostro paese,alle opportunità delle cure e all’equità di accesso alle stesse da parte dei malati nelle diverse aree geografiche, agli stili di vita, lui convinto vegetariano, unico quella sera in un contesto di colleghi che facevano onore ai prodotti valdostani compresi la carne e i formaggi, per concentrarsi poi sui grandi temi della bioetica, oggetto di particolari approfondimenti da parte della classe medica e profondamente sentiti dall’illustre personaggio. Umberto, (mi aveva chiesto di chiamarlo per nome e di dargli del tu come si conviene fra colleghi), da sempre favorevole all’aborto, all’eutanasia, alla liberalizzazione delle sostanze stupefacenti,sosteneva con pacatezza, ma con la forza che deriva da convinzioni radicate nella ragione laica (si professava decisamente ateo), i suoi convincimenti in un confronto che per la maggior parte vedeva su posizioni diverse i suoi commensali. Ancor oggi mi chiedo se le nostre posizioni fossero poi così distanti. A parte la liberalizzazione delle droghe,argomento che mi vedeva e mi vede assolutamente contrario per le mie esperienze professionali anche come responsabile scientifico del progetto Epicuro nella Regione Veneto sull’uso delle sostanze di abuso nei giovani, (esperienze che Umberto non poteva avere essendo il suo interesse rivolto quasi esclusivamente alle patologie oncologiche), per quanto riguarda l’aborto e l’eutanasia molte argomentazioni seppur apparentemente contrarie sembravano sfiorasi e quasi andare insieme, tanto da farlo sorridere dichiarando “siamo nelle più classiche convergenze parallele!”. Tutti quella sera convenimmo sulla drammaticità dell’aborto e sulle conseguenze fisico-psicologiche sulle donne e sul fatto che la legge 194/78 che ha di fatto depenalizzato l’atto abortivo in Italia è invero una legge sulla maternità responsabile per cui l’aborto in ogni caso diventa aborto terapeutico in rapporto alle condizioni di salute o alle condizioni economiche o sociali o familiari o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito e non può essere certo considerato come metodo contraccettivo.
I genitori percepiscono poco il rischio
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L’intervento
Alba al termine della notte
G
entile Direttore, la vita professionale del medico consta di 24 ore al giorno. La notte di guardia si declina in vari modi, da quella in guardia medica a quella del reparto universitario, da quella in pronto soccorso a quella in sala operatoria. Ma vedere l’alba in pronto soccorso è una costante. Si percepisce sullo sfondo, dal cambio di luminosità delle finestre, mentre si passa dall’edema polmonare del mattino all’incidente in itinere di quelli che vanno al lavoro in motorino con le strade ghiacciate d’inverno. A volte te ne accorgi quando la luminosità è già evidente e ne sei quasi sorpreso, altre volte hai il tempo di scrutare fuori il nuovo giorno che avanza in mezzo all’aroma del caffè. Non è detto che sia tu a berlo, perché ne hai già buttati giù troppi e lo stomaco si ribella, ma è il classico profumo del mattino, che si mescola a quello dei prodotti di pulizia delle sale. Anche questo turno sta per finire ma sembra appena cominciato, sono le gambe e gli occhi che te lo ricordano, le prime sono pesanti come la pietra, gli occhi ti bruciano perché in pratica sei in piedi da 24 ore, visto che è residuale il tempo che hai dormito al pomeriggio prima di andare al lavoro. In sala operatoria se tiri l’alba, chiamato in reperibilità, il tempo è scandito dal cambio turno: prima gli infermieri, poi gli anestesisti, i chirurghi no, mai, quelli restano sempre “lavati“ fino alla fine dell’intervento che hanno iniziato. E’ una tradizione, una regola non scritta, non detta, si impara fin dall’inizio, quando si fa ancora in tempo a cambiare strada. Certo se uno ha un problema può sempre chiedere il cambio, ma non succede praticamente mai, sarà un caso. La vita riprende bruscamente al blocco
operatorio, comincia alle 7.00 tutta la preparazione per gli interventi che partono dopo le 8.00 nelle altre sale, ortopedia, urologia, oculistica, otorinolaringoiatria, e tutte le altre chirurgie specialistiche. La chirurgia generale molo spesso no, quella magari è già operativa dalla notte, o stanno ancora pulendo perché l’intervento è finito da poco, e può essere un problema per gli interventi di elezione già programmati in quella sala al mattino. Tu esci stranito e l’adrenalina ti terrà in piedi ancora per un bel po’, ma per tutti gli altri sta cominciando una giornata come le altre, ricomincia la vita, le voci, il rumore delle barelle, è il popolo del blocco operatorio. Ti senti un pò distaccato, ed anche quando la gente ti parla ti senti diverso dal solito, poi trovi in spogliatoio un collega di un altro reparto che inizia in quel momento e ben presto questo conclude il discorso con un: ma và a dormire. Alla fine dopo le consegne si smonta ma moltissimi vanno a fare un ultimo giro per controllare quello che hanno fatto di notte, magari già in borghese si guardano i primi esami del mattino. Il distacco è difficile, a volte invece è quasi una fuga, mai un passaggio indifferente. La notte è finita, il momento supremo della responsabilità, di fare o non fare. E sopratutto cosa. Di notte devi decidere da solo, tutto. Certo puoi chiedere a qualcuno, c’è sempre un telefono che risponde da qualche parte ma in definitiva è meglio se ti arrangi. La terapia da prescrivere, se ricoverare, se fare i raggi, se chiamare un consulente, se attivare la sala operatoria che vuol dire mettere in moto una macchina che prevede almeno 6 persone di cui almeno 3 a casa (2 chirurghi ed un infermiere
strumentista) nella formazione tipo. Sta tutto a te. Certo puoi chiedere al chirurgo responsabile dell’équipe di assumersene la responsabilità, ma non va tanto bene. E’ una questione di affidabilità. Ed al mattino seguente dovrai rendere conto di tutto, al primario o all’aiuto “anziano” ma in particolare a te stesso, potrai essere messo di fronte al fatto che non hai fatto abbastanza o hai addirittura fatto troppo. Sei condannato a fare “il giusto”. Sei messo di fronte alla tua prova di professionalità, un esame quotidiano per giovani e meno giovani, davanti ai colleghi ed agli infermieri, da cui ad un certo punto ti separerai, e riprenderai i vestiti borghesi, ma in testa ti resteranno i pazienti che hai curato e che si sono affidati a te perché tu sei stato il loro dottore, anche se non li hai mai visti prima, ma il vissuto di quella notte vi ha uniti per un tempo limitato in modo diretto ed inscindibile. Siamo tutti fatti così noi medici, con piccole variazioni, lo vedo, lo percepisco dai discorsi delle 3 di notte chiamato in consulenza al PS, quando ho finito e mi fermo un po’ a parlare prima di tornare in reparto o quando incontro alle 5 il collega della medicina che viene in chirurgia a vedersi l’ultimo suo ricovero “in appoggio” da noi perché ha finito i letti, seguito dal corteo dei parenti del malato stravolti da una notte da dimenticare. Gli urgentisti realmente e costantemente operativi non sono tanti in realtà, statistiche alla mano sono in minoranza in ospedale e meno ancora se paragonati alla globalità della medicina del territorio o dei distretti, alla odontoiatria ed alla libera professione. Per questo hanno bisogno della solidarietà di tutti i loro colleghi, in particolare di quelli
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L’editoriale
Umberto Veronesi, il rifiuto delle cure “fra accanimento terapeutico e eutanasia” In ogni caso comunque è previsto un iter procedurale per verificare i disposti legislativi e l’atto dell’interruzione volontaria di gravidanza deve esser eseguito in strutture adeguate e autorizzate e solo su esplicita richiesta della donna. Le considerazioni poi sulla perdita della dignità umana, sull’alleviare il dolore fisico insopportabile, sull’accompagnamento fino all’ultimo respiro, sui casi clinici e sulle esperienze professionali riguardanti i momenti di fine vita ci trovarono in sintonia sulla libertà di scelta in piena coscienza di poter anticipare, in rapporto al proprio vissuto, alle proprie convinzioni e al proprio credo religioso le decisioni sul trattamento di fine vita fino al rifiuto di qualsiasi cura o terapia. Umberto però era oltre, era favorevole a praticare “la buona morte” non considerando l’atto eutanasico come atto a sé stante ma ritenendolo compreso in tutte quelle cure e terapie che devono riguardare non solo la vita ma anche l’accompagnamento alla morte ed era un accanito sostenitore per una legge sulle dichiarazioni anticipate di fine vita. In questo modo il prof. Veronesi ha deciso di andarsene, rifiutando cure che non avrebbero fatto altro che prolungare la sua agonia, accompagnato dall’affetto dei suoi cari che non hanno osato opporsi alle sue volontà. Il tempo cambiò improvvisamente quella notte, cominciò a nevicare in modo così abbondante che ci riportarono alla base della funivia con i gatti delle nevi e dove facemmo fatica a riconoscere le macchine, che avevamo laggiù lasciate, coperte come erano da un manto di neve fresca. Accompagnai il prof. con la mia macchina, dotata di quattro ruote motrici, fino a Courmayer, dove alloggiava, e durante il tragitto ci fu una piacevolissima conversazione sulla natura e sulle bellezze delle nostre montagne. Quando ho appreso che Umberto aveva deciso di “andarsene” rifiutando ogni terapia, rifiutando il cibo e l’idratazione ho ripensato a quella sera, alle sue convinzioni e alla sua coerenza esercitata sia in vita che in prossimità della morte. Non c’è dubbio che la scelta del modo di morire di Umberto Veronesi riaprirà il confronto sulle dichiarazioni anticipate di fine vita e sull’eutanasia non solo nel mondo medico e scientifico ma nelle coscienze e nella morale pubblica dell’intera comunità. Al riguardo sottolineo che il Codice Deontologico Medico nell’affrontare queste tematiche di bioetica sollecita il Medico a non intraprendere accanimenti terapeutici che non hanno più alcun effetto curativo, ma per lo più protraggono sofferenze inutili e, nel respingere il concetto di eutanasia come atto finalizzato a procurare la morte diretta impone a non abbandonare,”perchè non c’è più niente da fare”, ma ad accompagnare all’ exitus i malati terminali con il proprio conforto e con tutte le cure palliative di cui la scienza oggi dispone per alleviare le sofferenze fisiche. Anche se consapevoli che queste come effetto collaterale, a volte, possono anche accorciare i momenti di vita. Ho incontrato altre volte il prof. Veronesi in occasioni istituzionali quando era ministro o professionali come medico e scienziato ma quella giornata è ancora impressa nei miei ricordi, ricordi di un Uomo che non si dimentica!
che hanno scelto altre strade, perché in un contesto di blocco del turnover e delle assunzioni, loro hanno un’attività più usurante ed esposta ad errori, questo maggiore impegno dovuto ad una particolare predisposizione d’animo non deve tramutarsi in una condanna, deve essere riconosciuto ed adeguatamente considerato, non solo dalla politica e dalle direzioni, ma anche dagli altri colleghi, e da tutti i cittadini perché di “quelli della notte” possiamo aver bisogno tutti e devono essere messi nelle condizioni di lavorare al meglio delle loro possibilità nell’interesse globale. Questa solidarietà
loro non ve la chiederanno mai, ma io non mi vergogno a chiederla a voi per loro, ho accettato questo prestigioso incarico di presidente apposta. Forse risulterò un pò ripetitivo su certi concetti e me ne assumo la responsabilità ma mi rendo conto che abbiamo a che fare con degli ipoacusici (quelli che ci sentono poco) e quindi continuo su questa strada, visto che non abbiamo neanche fatto sciopero. L’importante è ritrovarsi fra compagni di viaggio, in vite separate ma con le stesse affinità elettive, ed andare tutti nella medesima, giusta, direzione.
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Apparecchi per bambini Gli apparecchi ortodontici sono fondamentali per prevenire e curare determinati disturbi della bocca, e non solo. È importante però sapere quando sono necessari, a che età iniziare e qual è il tipo più adatto
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e i dentini non sono ben allineati non è il caso di allarmarsi: non è detto che si debba ricorrere subito a un apparecchio ortodontico. Ma una visita dal dentista intorno ai sei anniè sempre consigliabile per valutare il corretto sviluppo della dentatura e, soprattutto, mettere in evidenza eventuali anomalie della mascella, della mandibola. Se ce ne sono, è bene intervenire presto per guidare la crescita di queste ossa finché sono plastiche, nel senso che si possono ancora modificare nella forma. Se, al contrario, tutto il sistema muscoloscheletrico è in equilibrio, a raddrizzare i denti ci si potrà pensare intorno ai 12 anni. APPARECCHI DIVERSI PER ETÀ E DIFETTI DIFFERENTI I disturbi più comuni da trattare con l’applicazione precoce di un apparecchio sono quelli di tipo scheletrico: iposviluppo, ipersviluppo, arretramento o avanzamento mandibolare o mascellare, difetti di morso e malocclusioni (quando le arcate dentali non combaciano alla perfezione). Ma anche i casi nel quali si abbia un numero di denti inferiore o superiore al normale. Per il solo allineamento dentale, invece, l’applicazione dell’apparecchio è indicata a partire
dai 10-12 anni circa. Esistono differenti apparecchi ciascuno studiato per curare un determinato difetto: apparecchi funzionali mobili, ortopedici a trazione extraorale, fissi. Quello più adatto a ogni bambino sarà scelto dal dentista ortodontista in base a tutte le caratteristiche del piccolo paziente. APPARECCHI MOBILI L’applicazione di un apparecchio ortodontico in bambini tra i cinque e i nove anni è indicata quando sia necessario condizionare lo sviluppo delle ossa. Si parla, in questo caso, di ortodonzia intercettiva – ortopedica o funzionale – e serve a migliorare le dimensioni e la conformazione della bocca. In questi casi i più utilizzati sono apparecchi ortodontici mobili: sfruttano la naturale crescita della mandibola e del mascellare per guidare le strutture ossee e i denti portandoli nella posizione corretta. Possono essere fissati in bocca direttamente sui denti o con un dispositivo di trazione extra-orale, ed esercitano la loro azione per mezzo di molle, elastici e attivatori oppure lavorando sulla muscolatura. Questi dispositivi sono utilizzati per allargare il palato, per portare avanti la
mandibola o, al contrario, contenerne la crescita, ma anche per impedire movimenti anormali e nocivi della muscolatura delle labbra, delle guance e della lingua. Può essere opportuno affiancare l’applicazione dell’apparecchio con esercizi di rieducazione dei movimenti della lingua e della muscolatura periorale grazie alla collaborazione con altri specialisti, quali logopedisti e osteopati. APPARECCHI FISSI Se si tratta solo di allineare i denti, invece, il momento migliore per intervenire è intorno ai 12 anni, quando sono comparsi quasi tutti o tutti i denti permanenti. In questo caso si utilizzano di preferenza dispositivi di tipo fisso. Ovviamente la correzione con apparecchi fissi è facilitata da un precedente trattamento intercettivo, che avrà sistemato i rapporti tra le arcate dentarie, creato spazio sufficiente per tutti i denti ed eliminato eventuali interferenze muscolari che possono ostacolare la buona riuscita dell’allineamento. L’apparecchio fisso è preferito poiché permette di allineare i denti in modo molto preciso, è attivo 24 ore al giorno, indipendentemente dalla collaboratività del bambino, e permette di raggiungere i risultati desiderati in un
tempo più breve. Uno degli svantaggi degli apparecchi fissi è quello di rendere più difficoltosa la corretta igiene orale. È quindi molto importante indirizzare bene il ragazzino a effettuare una pulizia meticolosa, usando appositi spazzolini, idropulsori, colluttorio. MASCHERINE TRASPARENTI Recentemente si è aggiunta una nuova alternativa agli apparecchi fissi tradizionali per allineare i denti. Si tratta di una serie di mascherine in resina trasparente, sottili, elastiche e quasi invisibili quando indossate. Ideato inizialmente soltanto
per gli adulti, da qualche anno il sistema è stato adattato per l’applicazione anche negli adolescenti. Ogni mascherina deve essere portata giorno e notte per un tempo di circa due settimane per poi essere sostituita con la successiva. Le mascherine sono facilmente removibili: possono quindi essere tolte per mangiare e per lavare i denti. Proprio questa caratteristica, insieme al fatto di essere praticamente invisibili, rappresenta uno dei maggiori vantaggi del metodo poiché permette di pulire i denti come si fa abitualmente senza apparecchio.
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Torna l’obbligo delle vaccinazioni ma non in Veneto, per ora Se l’astensione cresce, i bimbi non vaccinati saranno allontanati da nidi e scuole
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econdo i tecnici del Veneto, per le Aziende Ulss dove Si ritiene importante, inoltre, attivare una campagna le coperture vaccinali sono inferiori al 90%, limite di informativa straordinaria per la popolazione generale al attenzione e/o all’85% limite di allarme per il vaccino fine di sensibilizzare sull’importanza delle vaccinazioni esavalente ed il vaccino anti morbillo-parotite e rosolia per la tutela della salute del singolo e della collettività. (MPR), i bambini non vaccinati possono rappresentare Promuovere nei professionisti sanitari la cultura delle un rischio per la salute collettiva, specie all’interno di un vaccinazioni mediante un’adeguata informazione e nido o una scuola dell’infanzia. Così la Regione Veneto formazione. ha deciso che al verificarsi di particolari situazioni Ma soprattuto, la cosa che fa più discutere le persone epidemiologiche il Servizio Igiene e Sanità Pubblica che in questi anni non hanno vaccinato i proprii figli fornirà parere all’Autorità Sanitaria Locale per disporne è il fatto che il nido o la scuola richiederanno all’atto il temporaneo allontanamento o la non ammissione alla dell’iscrizione la documentazione sulle avvenute frequenza ai sensi di quanto vaccinazioni. Tale documentazione previsto dall’art. 117 del D.Lgs n. verrà sottoposta alla valutazione Per iscrivere 112/1998. dell’Azienda Ulss. Toccherà infine i bambini a scuola La delibera regionale indica al Sindaco assumere la decisione una serie di azioni in cinque occorrerà dimostrare di allontanare temporaneamente il punti, che sono state condivise bimbo in questione dalla struttura o di aver vaccinato con la Commissione Regionale di non ammetterlo. Vaccini e sono state presentate Si richiederà, inoltre, la ai Direttori Sanitari e ai Direttori dei Dipartimenti di collaborazione con tutti gli attori del percorso nascita e Prevenzione di tutte le Aziende Ulss. con i Pediatri di Libera Scelta, inserendo il percorso del Sarà importante predisporre accordi di collaborazione recupero dei rifiuti nei Patti Aziendali. tra la Regione del Veneto e gli Ordini Professionali e Queste misure straordinarie si associano ad un le Associazioni Sindacali di categoria maggiormente percorso di gestione di tutto il processo vaccinale con rappresentative per la gestione delle segnalazione di la predisposizione di procedure comuni a tutti i servizi controinformazione da parte degli operatori sanitari. presenti sul territorio.
cOPerture Vaccinali aGGiuState a 24 MeSi Di Vita Per 1° DOSe Di MOrBillO - Varicella Per PrOVince; cOOrte 2013
I genitori percepiscono poco il rischio per i loro figli
La vaccinazione contro morbillo, rosolia, parotite, varicella e meningococco
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e ultime rilevazioni nazionali sulle coperture rilevano un trend in diminuzione in tutte le regioni determinato dalla scarsa percezione del rischio da parte dei genitori. I dati dicono chiaramente che non influisce la non obbligatorietà introdotta in Veneto nel 2007, ma una sorta di sottovalutazione generale del rischio dovuto al possibile ritorno di malattie che proprio dai vaccini erano state debellate. Per questo il Veneto ha scelto la strada di stretti controlli sul territorio e della valutazione sanitaria caso per caso di fronte a bimbi non vaccinati. L’anagrafe vaccinale regionale è completamente informatizzata e consente di tenere sotto controllo la situazione, consentendo all’Autorità sanitaria Locale, cioè il sindaco, di intervenire con propria ordinanza di allontanamento temporaneo o di esclusione del non vaccinato dove la situazione del singolo nido o della scuola d’infanzia scenda sotto la copertura del 90%. I vaccini hanno sconfitto malattie gravi e salvato milioni di vite e paradossalmente è stata proprio la scomparsa delle malattie, grazie ai vaccini, che ha allentato l’attenzione delle giovani coppie al problema. Ora, secondo gli esperti, occorre incentivare l’informazione corretta, la scelta consapevole, la presa d’atto che la libertà di ogni individuo finisce dove comincia quella dell’altro e che non vaccinare i propri figli può mettere a repentaglio la salute pubblica in generale, ma soprattutto quella di questi bambini che, non vaccinati, sono più esposti ai rischi.
ntorno alla metà degli anni novanta i livelli medi regionali di copertura contro il morbillo erano circa pari all’80%. In seguito all’attuazione del Programma Regionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita il tasso vaccinale si è stabilizzato, pur con ampie variazioni locali, e ha raggiunto il 93,0% per la coorte del 2009 calando poi per la coorte 2011 al 91%(dato aggiustato). Per quest’ultima coorte la copertura per la prima dose di vaccino per morbillo è dell’87,1%, indicando un ulteriore calo di 1,5 punti. Nel corso dell’ultimo anno si è rilevato un calo per quasi tutte le Aziende Ulss rispetto alla coorte 2012 ad eccezione delle sole Ulss 4, 12, 20 e 21, con quest’ultima che ha rilevato un aumento di 1,8 punti percentuali. Il calo maggiore lo ha riscontrato l’Azienda Ulss 14 di circa 6 punti percentuali. Solo l’Azienda Ulss 21 ha superato la soglia del 95%, le restanti sono tutte al di sotto del 91%. Per quanto riguarda la parotite e la rosolia valgono gli stessi discorsi fatti per il morbillo dato che la differenza è minima. La copertura regionale a 24 mesi per la Varicella è dell’84% (un calo di 1,6 punti percentuali rispetto alla copertura per la coorte 2012 e di 3,8 punti rispetto alla coorte 2011 che avevano registrato, rispettivamente, coperture a 24 mesi dell’85,6% e dell’87,8%) con un minimo del 70,7% registrato nell’Ulss 3 ed un massimo del 96,2% dell’Ulss 21. La rilevazione per il meningococco C a 24 mesi indica una copertura del 90,5% considerando che tale percentuale è data dalla copertura fornita dal vaccino monovalente coniugato e da quella de tetravalente ACWY. Per il pneumococco la copertura per la coorte 2013 è del 84,6% con il minimo dell’Ulss 22 del 76,1% ed un massimo del 94,5% dell’Ulss 1. Complessivamente, il calo registrato per queste vaccinazione è proporzionale a quello descritto per il morbillo, anche in termini di massimi e minimi, indicando un calo generale di circa due punti percentuali.
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Crucilibro
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Un libro sotto l’albero E’ sempre una buona idea regalare un romanzo per Natale. Tra le pagine rimangono sogni, promesse e viaggi che coccolano l’anima Lauren Groff
Paolo Cognetti
William Boyd
Giulia Alberico
Lotto, testardo e sognatore
Pietro, un ragazzino in formazione
Amory Clay, primogenita di una famiglia benestante
Lea, maestra quarantenne
Alter Ego
Matilde, sua moglie, bella e austera
Bruno, un ragazzino conosciuto in montagna
Greville Reade-Hill, suo zio e fotografo del bel mondo
Marco, coetaneo che incontra per caso
Location
Un matrimonio perfetto
Le Dolomiti
Inghilterra di inizio Novecento
Roma
I segreti
I genitori di Pietro
I suoi familiari
Stefano, il quasi marito
Intrigo
Per alcuni la vita è sogno. Lotto e Mathilde, il ragazzo d’oro e la principessa di ghiaccio, si conoscono alla fine dell’università e si sposano subito: giovani, bellissimi e innamorati, si avviano verso un destino di felicità
Pietro e i suoi genitori vivono a Milano, dove il papà fa il chimico in “una fabbrica di diecimila operai” mentre la mamma lavora come assistente sanitaria. Appena possibile partono per le montagne. E qui lui conosce Bruno
Amory impara a fotografare dallo zio, un omosessuale londinese ed eccentrico che ha molta influenza su di lei. Suo padre, invece, è un uomo depresso, fallito, che tenta il suicidio in auto mentre lei, ancora giovane, è a bordo
Lea vive da anni con Stefano, che ha incontrato dieci anni prima agli esami di maturità, lui professore universitario e capace letterato, lei laureata ma desiderosa di insegnare ai bambini delle elementari e di dedicarsi alla loro formazione e crescita
Finale
Lotto depone senza troppo dolore le ambizioni da attore e diventa un celebre autore teatrale, e Mathilde è la moglie ideale, la musa silenziosa. Ma basta cambiare punto di vista e la maschera cade. Il fato cala senza pietà e Mathilde è la furia che libera un carico di rivelazioni
Ai piedi del Monte Rosa, dove sembra quasi di toccare il cielo azzurro, avvengono accadimenti i cui temi sono l’amicizia, la montagna con il suo silenzio e la sua natura incontaminata e la necessità di venire a patti con il passato che ancora turba
Amori, amicizie, un matrimonio, molti viaggi, sogni, passioni e tradimenti, fughe, ritorni e rimpianti: fili che si intersecano formando una rete, tanti destini all’interno dell’unica storia collettiva del XX secolo
Insoddisfatta del rapporto con Stefano ad un corso incontra Marco un coetaneo affascinante di cui si innamora ma lui nasconde un segreto. Tutto si spezza per poi ricomporsi diverso e migliore
Cosa dire del libro
Un romanzo di successo con cui l’autrice ha voluto affrontare l’essenziale ambiguità che è sottesa a tutti i rapporti umani
Un libro rivelazione dal respiro dei grandi classici che affronta un tema difficile, quello dell’amicizia tra maschi
Questo romanzo è un carezza, perché Boyd riesce a trattare temi impegnativi con grandissima leggerezza e intelligenza
Una storia intrigante, densa di emozioni e di personaggi a tutto tondo, uomini e donne del nostro tempo
Eroe/Eroina
Co-protagonisti
Leggere
Lauren Groff Fato e furia Bompiani, pp. 459 € 19.00
Paolo Cognetti Otto montagne Einaudi, pp. 208 € 18.50
William Boyd Una dolce carezza Neri Pozza, pp. 463 € 15.30
Giulia Alberico Un amore sbagliato Sonzogno, pp. 476 € 18.00 A cura di Germana Urbani
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Tavola
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Sformatino al radicchio
Brasato di Seitan
Ingredienti per la pasta: 1 uovo - 1 etto di farina. Per il ripieno: 1 cipolla - 2 spicchi d’aglio - 4 cespi di radicchio - un pizzico di: origano, maggiorana, paprika, curry - 100 g di parmigiano.
Ingredienti: ½ cipolla - 1 carota piccola - 1 pezzo di sedano - 200 g di seitan - 100 g di farina bianca di mais - 100 g di farina gialla di mais - 2 C di passata di pomodoro - 2-3 funghi porcini secchi - olio e sale q. b.
Preparazione: preparare la sfoglia, tagliarla a quadrati di cm.18x18. Sbollentarla in abbondante acqua salata e porla ad asciugare su una tovaglia. Lavare il radicchio, tagliarlo a spicchi in verticale, lasciarlo scolare dall’acqua, quindi ungere una teglia con l’olio, porvi l’aglio tagliato a listarelle, le bacche di ginepro, e gli spicchi di radicchio, unire il sale, le spezie e un filo d’olio. Mettere in forno scoperto a temperatura medio alta per circa 40 minuti avendo cura di rigirare 2-3 volte. Quindi frullare. Procedere alla preparazione degli sformatini in questo modo: oliare lo stampino con un pennello, rivestire con il quadrato di sfoglia, sopra a questo stendervi la foglia di radicchio, dentro riempire con la purea di radicchio. Chiudere il fagottino. In una teglia bassa da forno porre gli sformatini, aggiungere acqua quanto basta per poterli scaldare a bagnomaria. Servire rovesciando il fagottino su una salsa di radicchio*. Servire ben caldo. *salsa di radicchio: frullare tre dei cespi di radicchio già cotti, aggiungere panna di soia quanto basta per ottenere una salsina cremosa.
Broccoletti alla fonduta Ingredienti: 2 broccoletti - 100 g di formaggio morbido - 2 C di panna di soia - 1 pizzico di curry - olio e sale q. b.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
Preparazione: fare ammollare i funghi secchi, pulire, lavare e tagliare tutte le verdure e anche i funghi sottili, fare rosolare in una teglia oliata, unire il seitan, rosolare anche questo da entrambi i lati, quindi aggiungere il pomodoro e lasciare insaporire 5-10 minuti. Tagliare il brasato a fettine, frullare le verdure. Disporre sul piatto la purea di verdure, adagiarvi sopra il seitan e guarnire con le knel di polenta bianca e gialla.
Preparazione: pulire e lavare i broccoletti, sbollentarli per 5-6 minuti in acqua bollente e salata, quindi scolarli, passarli nel piatto da portata, sciogliere il formaggio tagliato a dadini con la panna di soia. Decorare con questa fonduta i broccoletti uno ad uno. Servire ben caldo.
Nota La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.
Fotovoltaico, Soladria si guadagna la stima della provincia di Padova È
entusiasta e orgoglioso per il risultato raggiunto del risparmio energetico e delle energie rinnovabili con dalla sua azienda Nicola Gennari, titolare di Sola- un occhio di riguardo per gli impianti fotovoltaici chiavi dria, che ha vinto quest’anno un importante bando di in mano per i quali si occupa di tutte le fasi, dalla proLegambiente nel settore del risparmio energetico per l’a- gettazione al post vendita, mettendo al primo posto la rea della provincia di Padova. L’azienda adriese ha scon- soddisfazione del cliente. Fino a oggi l’azienda ha installato ben più di 1200 imfitto infatti la concorrenza di diverse imprese del settore, guadagnandosi il bando come azienda più titolata pianti e la sua rete commerciale copre il Friuli Venezia in quanto a certificazioni. “Già l’anno scorso avevamo Giulia, il Veneto e dal nuovo anno anche l’Emilia Rovinto il bando per l’area della Bassa Padovana – ricorda magna. Ha saputo rialzarsi e diventare ancora più forte Gennari - : quest’anno invece siamo risultati vincitori per dopo un periodo non facile nel 2014, cui ha fatto seguito una buona ripresa nei due anni l’intera provincia di Padova. Questo successivi. Tanto che si appresta a comporta che Soladria sarà il forniFino a oggi l’azienda ha tore di tutti gli aderenti al “gruppo di installato ben più di 1.200 chiudere il 2016 con +12% sul 2015 e +90% rispetto al 2014. acquisto Padova 2016” per impianti impianti e la sua rete Gennari può contare su una orgafotovoltaici, batterie di accumulo, climatizzazione e pompe di calore. commerciale copre il Friuli nizzazione aziendale che oggi può Venezia Giulia, il Veneto vantare anche la divisione assistenza Questo non è che una conferma del su impianti costruiti da terzi, attività valore di Soladria: il bando ha ricoe dal nuovo anno anche molto importante sulla quale puntanosciuto ancora una volta la granl’Emilia Romagna re forte nel 2017. Lo staff è composto de professionalità e l’eccellenza nel campo delle energie rinnovabili. “Questa è una medaglia di 15 dipendenti, giovani e dinamici ai quali è molto ricoche ci attacchiamo volentieri al petto – afferma il titolare noscente: “Sono stato fortunato – ammette – ho trovato – siamo un’azienda di Adria e andare a vincere questo brave persone ed è grazie a loro che siamo ancora in pietipo di bando “fuori”, in un’area come quella di Padova di”. E’ talmente evidente l’attaccamento all’azienda che dove c’è tantissima concorrenza, è un orgoglio davvero dimostrano questi ragazzi che l’impressione è quella di grande”. Soladria nasce nel 2010 per operare nel campo lavorare al fianco di 15 titolari di Soladria.
Per informazioni e approfondimenti contatta lo Sportello Energia presso Legambiente Padova P.zza Caduti della Resistenza 6 Padova (Pd) aperto martedì 9.00-12.30/14.30-17.30 e venerdì 9.00-12.30 Tel. 049 8561212 - Cell. 348 9877714 sportello.energia@legambientepadova.it www.legambientepadova.it/GAS
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Ariete Vi sentirete dinamici, pieni di voglia di fare, di agire, di mettere in cantiere progetti e iniziative. Attenzione però: riflettete!
Toro Sarete un po’ irruenti, e forse gelosi dei vostri affetti. Se ci tenete a qualcuno non pretendere che faccia sempre come dite
Gemelli Dicembre sarà un buon mese per ripristinare la fiducia in voi stessi, per concludere progetti personali e dialogare in famiglia
Dicembre Coccole, riposo, viaggi di relax…Fatevi un regalo che vi restituisca ciò che la via di tutti i giorni vi ruba. E ridete, ridete tanto
SOLIDALI SI NASCE. E POI TI LAUREI, TI SPOSI...
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Bilancia Qualche equivoco complicherà le relazioni interpersonali il mese, però, vi promette anche emozioni intense e speciali
Scorpione Dicembre sarà un mese contradditorio, positivo per certi versi e insidioso per altri, ma nel complesso buono
Sagittario Vi attendono emozioni calde, avvolgenti, che vi faranno sentire come se indossaste un capo morbido, fatto su misura per voi
Per fermare la sclerosi multipla ogni occasione è buona. Cancro
Capricorno
Clima frenetico in questo dicembre che vi offrirà un po’ di grinta solo alle soglie delle festività, godetevi un po’ di meritato riposo
E’ il momento ideale per fare nuove amicizie, oppure per regalarvi una vacanza in giro per il mondo
Leone
Acquario
Bene l’iniziativa ma non si può dire altrettanto delle vicende affettive, sollecitate da alti e bassi e da emozioni rabbiose
Avrete uno stile meditativo, ma senza dimenticare l’azione, specie in ambito affettivo, dove godrete di magnifici transiti
Matrimonio, nozze d’oro e d’argento, battesimo, prima comunione, laurea, momenti speciali che possono essere resi unici e indimenticabili con un gesto di solidarietà. Vergine Se desiderate conoscere persone nuove e fare qualcosa di diverso avrete spunti interessanti e occasioni uniche
AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla www.aism.it - bomboniere@aism.it - Tel. 010 27131
Pesci Prima delle feste Marte passerà nel vostro segno e vi darà una bella carica di forza e fiducia
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ARSEGO - SAN GIORGIO DELLE PERTICHE - 35010 Via Brose, CAMPOSAMPIERO - 35012 A. MEUCCI, 2 ARSEGO - SAN GIORGIO DELLE PERTICHE (Pd)(Pd) - 35010 - Via- Brose, 19 19 CAMPOSAMPIERO (Pd) - (Pd) 35012 - Via A.- Via MEUCCI, 2 Tel. e Fax 049.5742491 info@zorzisalotti.it www.zorzisalotti.it Tel. 049.9301147 Fax 049.8595150 info@zorziarredamenti.it - www.zorziarredamenti.it Tel. e Fax 049.5742491 - info@zorzisalotti.it - www.zorzisalotti.it Tel. 049.9301147 - Fax 049.8595150 - info@zorziarredamenti.it - www.zorziarredamenti.it Interni ed Esterni Design e Progettazione Riposo e Benessere Produttori per Passione Z ORZ I S ASLALO O T TTT I S. c..c. di di ZorZor zi zi Ivone 35010 A R S EAGROSE diG O S Adi N G I ONR GGI O DE H ER TI (PCD) ZORZI I n. S .n Ivonee C.e -C . Sede - S e dlegale: e l e g a Via l e : VBirose, a B r o19 se , - 19 - 35010 SA IOR G ILOL EDEPLELRET I CPE H E ( PD) ARSEGO - 35010 -R Via - 35012 2PD 3 0 9-9 0z3o r z- isazorzi Cod ice F-iFiscal sSAN ca l eGIORGIO IVA 3 403354237502(Pd) 27809289 - R- egist ro prese di Padova 13 1-5-Via E-AMEUCCI, l o tti@pe Codice ee eP.DELLE P .IV A0PERTICHE e gBrose, i st rIm o 19 I m p rCAMPOSAMPIERO e se d i P a d o1999-3151 v a(Pd)19991 1RA. RPEDA 309903 s al otc t.it i @ pec. i t Interni ed Esterni Design-eFax Progettazione Riposo e Benessere Produttori per Passione Tel. e Fax 049.5742491 - info@zorzisalotti.it - www.zorzisalotti.it Tel. 049.9301147 049.8595150 - info@zorziarredamenti.it - www.zorziarredamenti.it