A Fontaniva un percorso gratuito di yoga del suono per dare sollievo e condivisione ai caregiver
Il ciclone Vannacci sferza il Veneto tra consensi e qualche polemica
ESTATE DA VIVERE:
Il Consiglio Regionale del Veneto ha superato uno scoglio, tutto interno: quello della prima infornata di nomine nei consigli di amministrazione delle società partecipate. Un tema che può non appassionare i più, ma che ha decisamente fatto tremare gli scranni di palazzo Balbi tra franchi tiratori, votazioni ripetute più volte per assenza di maggioranze, accordi trasversali.
La Sanità
Ora ci sarà il passaggio per l’approvazione degli equilibri di bilancio, che non dovrebbe riservare particolari sorprese, e poi il rompete le righe estivo. Ma per le vacanze Giunta e Consiglieri avranno molto da riflettere poiché i temi sul tavolo, in attesa della ripresa, sono molti e urgenti. Da sempre la materia principe della Regione ha bisogno di un sferzata. Si dovranno aggiornare e poi approvare le nuove schede: quegli strumenti che indicano, ospedale per ospedale, l’elenco dei reparti da mantenere, da ampliare, da ridurre o da chiudere. Ma non solo: nelle schede saranno contenuti anche le consistenze delle piante organiche e delle dotazioni tecniche. Non una passeggiata, insomma.
OCCASIONI PER CHI SCEGLIE IL VENETO
Benini illustra la nuova sanità nel territorio dell’Ulss 6
CITTADELLA RIDISEGNA I SUOI SPAZI VERDI CON UN INVESTIMENTO
• sanificazione della tua auto
• autoriparazioni diesel e benzina
• manutenzione cambi automatici
• assistenza pneumatici
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IL TURISMO SIAMO NOI
via Palù, 33/b tel. e fax 049 5384181 35026 Conselve (Pd) autorimessa.italia@tiscali.it
C’è un’immagine che restituisce la saturazione del nostro territorio: i lunghi serpentoni d’auto sui passi trentini, i centri balneari e turistici del Veneto sempre più congestionati. Non è una sensazione passeggera, ma il verdetto dei numeri: nel 2025 il Veneto ha registrato l’inedito picco storico di 74,2 milioni di presenze, mentre il Trentino (secondo i dati definitivi ISPAT, l’Istituto di ricerca statistica della Provincia autonoma) ha infranto per la prima volta il muro dei 20,2 milioni di pernottamenti (+3,2% rispetto all’anno precedente).
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FUSIONI DEI COMUNI, PASQUALON:
“NESSUNA IMPOSIZIONE, IL FUTURO
DEI
TERRITORI NASCE DAL CONFRONTO”
Sul tema delle fusioni dei Comuni serve chiarezza. A ribadirlo è il consigliere regionale Eric Pasqualon, che interviene dopo il dibattito acceso degli ultimi giorni per precisare che “non esiste alcun progetto imposto dall’alto e nessuna volontà di penalizzare le amministrazioni che scelgono di mantenere l’attuale assetto”. Secondo Pasqualon, già sindaco di Carmignano, il punto di partenza deve essere il ruolo dei cittadini e delle comunità: “La vera domanda da porsi è come garantire più servizi, più opportunità e un migliore utilizzo delle risorse disponibili per migliorare la qualità della vita dei nostri territori”. Il consigliere regionale sottolinea come la collaborazione tra enti sia già una realtà consolidata in diversi settori. “L’unione fa la forza - a erma -. Pensiamo ai distretti di polizia locale, agli ambiti territoriali sociali, alle Case di Comunità e a molte altre esperienze in cui lavorare insieme permette di migliorare l’organizzazione dei servizi e la risposta ai cittadini”. Per Pasqualon, anche le risorse regionali destinate agli studi di fattibilità e le premialità previste dalla normativa devono essere considerate un’opportunità e non un vincolo. “Si tratta di strumenti a disposizione di chi vuole valutare nuove forme di collaborazione, con l’obiettivo di aumentare la capacità progettuale, migliorare i servizi e creare nuove occasioni di sviluppo”. Il consigliere regionale precisa inoltre che il tema delle fusioni è stato posto soltanto come elemento di riflessione e discussione. “Non c’è un percorso obbligatorio - spiega - ma un’occasione per amministrazioni, sindaci e cittadini di ragionare insieme sul futuro delle proprie comunità, senza ricette preconfezionate”. “Il tema è delicato e merita di essere a rontato con equilibrio, guardando alla concretezza dei contenuti e ai bisogni reali delle persone - conclude -. È importante che il confronto sia basato su informazioni corrette e complete, evitando semplificazioni che rischiano di generare confusione nei cittadini”.
• Redazione Padova
Il consigliere invita a superare i pregiudizi e a valutare nuove forme di cooperazione
IL TURISMO SIAMO NOI
Ma c’è un’ombra ancora più sinistra dell’overtourism quantitativo: è il turismo “cafone”. È quel turismo antropofago che consuma i luoghi senza guardarli, che scambia un patrimonio naturale per uno sfondo social o una piazza storica per un bivacco. Se le grandi soluzioni politiche e i ticket d’ingresso faticano a frenare l’ondata è il momento di riscoprire il potere delle micro-scelte quotidiane. Cambiare rotta è possibile, partendo da piccole attenzioni che costano pochissimo ma valgono tutto. In montagna, dove il Soccorso Alpino trentino registra ormai un incremento strutturale del 20% degli interventi dovuto a escursionisti del tutto improvvisati, il primo passo è la responsabilità. A partire dalla scelta di un itinerario, valutandone il grado di di icoltà ma anche l’impatto della nostra presenza. Se un parcheggio in quota è completo, torniamo indietro: l’accanimento di lasciare l’auto a bordo strada, calpestando i prati alpini pur di fare “quel” selfie da esibire online, è l’esatto manifesto della cafonaggine estiva. Al mare e nelle località lacustri ad altissima densità - come il litorale veneto che registra indici
di pressione turistica sempre più elevati - la rivoluzione parte dal rispetto dello spazio comune. Abbandonare mozziconi sotto la sabbia o occupare metri di bagnasciuga con fortini di ombrelloni alle sei del mattino distrugge la convivenza civile e il diritto al riposo altrui. Nelle città d’arte, l’esplosione delle locazioni brevi - che in Trentino gestiscono ormai oltre 6,2 milioni di presenze all’anno e in Veneto sono di use a macchia d’olio nelle principali destinazioni turistiche - ha fatto schizzare i prezzi immobiliari e svuotato i centri storici. Qui l’attenzione si sposta sul decoro e sui consumi, sul modo in cui ci avviciniamo alle nostre montagne al nostro mare, alle città d’arte come ai piccoli ma ricercati borghi delle nostre regioni. Diventare “ospiti” consapevoli e smettere di essere “clienti che hanno pagato e quindi hanno ragione” è l’unica via per salvare i nostri territori. Questa estate, quando ci spostiamo, ricordiamoci che l’impatto del turismo si misura anche dalle tracce che decidiamo di non lasciare al nostro passaggio.
• Nicola Stievano
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ESTATE CARMIGNANESE, PIAZZA MARCONI
SI PRENDE LA SCENA FINO A FINE AGOSTO
ACarmignano di Brenta l’estate è organizzata nel segno della continuità e della partecipazione. Anche ad agosto, infatti, Piazza Marconi resta il cuore della programmazione estiva, con un calendario di appuntamenti che accompagna il paese fino al 30 agosto e che punta a mantenere vivo il centro nelle settimane più calde dell’anno. La formula è quella ormai consolidata dell’Estate Carmignanese: serate di musica, spettacoli, iniziative culturali, momenti di intrattenimento e spazi dedicati anche alla convivialità, con un’area food pensata per rendere la piazza non soltanto un luogo di passaggio, ma un punto di ritrovo vero e proprio. L’idea di fondo è semplice: o rire occasioni per uscire, incontrarsi e vivere il paese anche durante il mese in cui spesso la vita nei centri più piccoli tende a rallentare. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della rassegna. Agosto, in molti territori, coincide con una pausa o con una riduzione delle iniziative. A Carmignano, invece, il calendario prosegue
e mantiene acceso il centro, trasformando la piazza in uno spazio di socialità continua. Non si tratta soltanto di organizzare eventi, ma di dare un ritmo al paese, creando occasioni di
presenza e frequentazione condivisa. La scelta di concentrare il cartellone su Piazza Marconi ra orza inoltre il valore del centro come luogo identitario della comunità. È lì che l’estate prende
forma sera dopo sera, tra appuntamenti che richiamano famiglie, giovani e cittadini di tutte le età. La piazza torna così a essere il luogo in cui il paese si riconosce, si ritrova e costruisce momenti di leggerezza, ma anche di relazione. Accanto agli appuntamenti serali, il periodo estivo continua a intrecciarsi anche con le attività rivolte ai più giovani. L’estate carmignanese, insomma, non si esaurisce nella dimensione degli eventi, ma si inserisce in un quadro più ampio di iniziative che accompagnano il territorio lungo tutta la stagione. Il risultato è quello di un paese che sceglie di non spegnersi ad agosto, ma anzi di investire su una proposta capace di tenere insieme vitalità, incontro e qualità dello stare insieme. Fino a fine mese, Carmignano continuerà dunque a vivere le sue serate in piazza, confermando una direzione chiara: fare dello spazio pubblico il centro della vita estiva della comunità.
• Elisa Bonino
Protezione civile, due campi scuola per formare i cittadini di domani
Imparare a conoscere i rischi del territorio, a rontare correttamente un’emergenza e comprendere il valore del volontariato. Sono questi alcuni degli obiettivi dei Campi scuola della Protezione civile che tornano anche nel 2026 e vedranno Cittadella tra le realtà protagoniste a livello regionale. In tutto il Veneto sono previsti sette campi scuola, in programma tra giugno e settembre in diverse località. Le date cambiano in base al Comune e all’organizzazione di volontariato promotrice. Le iniziative saranno curate dai gruppi di Cassola, Castelnuovo del Garda, San Michele al Tagliamento, Fossalta di Portogruaro, Galzignano Terme e dall’Associazione Volontari della Protezione Civile di Cittadella, che sarà l’unica realtà veneta a organizzare due campi.
La Giunta comunale ha concesso il patrocinio e la collaborazione al progetto. Una proposta che quest’anno, dunque, raddoppia e che prevede anche un’esperienza rivolta ai ragazzi e alle ragazze tra i 14 e i 16 anni. L’iniziativa si inserisce nel progetto nazionale “Anch’io sono la Protezione Civile”, promosso dal Dipartimento nazionale insieme alle Regioni e alle organizzazioni di volontariato. Nel corso dell’estate coinvolgerà in tutta Italia oltre novemila giovani, distribuiti in circa 350 campi. Non si tratta di una semplice vacanza estiva. Durante le giornate i partecipanti potranno conoscere da vicino il sistema della Protezione civile, incontrare volontari e operatori, prendere parte a esercitazioni e imparare comportamenti utili in caso di incendio, alluvione, terremoto o
altre situazioni di rischio. Accanto alle attività pratiche troveranno spazio la tutela dell’ambiente, la conoscenza del territorio, il lavoro di squadra e la vita comunitaria. Esperienze capaci di responsabilizzare i più giovani e di mostrare quanto ogni cittadino possa contribuire alla sicurezza collettiva attraverso comportamenti corretti e consapevoli. Il Campo scuola rappresenta anche un’occasione per avvicinare le nuove generazioni al volontariato, facendo conoscere un impegno spesso silenzioso ma fondamentale durante le emergenze e nelle attività di prevenzione. La scelta di organizzare due esperienze conferma il ruolo attivo della Protezione civile cittadellese e la volontà di investire sulla formazione dei ragazzi. Perché la sicurezza di una comunità non dipende soltanto dai mezzi
disponibili, ma anche dalla preparazione e dal senso civico delle persone che la abitano.
(E.B.)
Estate da vivere/2. Teatro, musica e festa tra Santa Croce, Ca’ Onorai e Facca
CITTADELLA PORTA GLI EVENTI NELLE FRAZIONI TRA TEATRO E SUMMER FEST
ACittadella l’estate non si ferma al centro storico. Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto saranno soprattutto le frazioni a diventare luoghi di incontro, spettacolo e socialità, con appuntamenti pensati per pubblici diversi e capaci di animare le serate anche nel periodo tradizionalmente dedicato alle vacanze. Martedì 28 luglio farà tappa a Santa Croce la rassegna “Teatro nelle frazioni”, uno degli appuntamenti ormai consolidati dell’estate cittadellese. Alle 21 il teatro arriverà direttamente nel quartiere, confermando una formula che porta gli spettacoli fuori dalle sale e li avvicina alle famiglie. La rassegna
proseguirà martedì 4 agosto a Ca’ Onorai, nella piazza vicino alla palestra comunale, con “Storie di mare” di Febo Teatro. Un lavoro rivolto in particolare ai più piccoli, ma pensato per coinvolgere anche gli adulti attraverso racconti e suggestioni legate al viaggio e all’avventura. In caso di maltempo gli organizzatori prevedono spazi alternativi coperti, indicati nelle comunicazioni dei singoli appuntamenti. Il teatro di uso rappresenta una delle proposte più caratteristiche del territorio: non soltanto intrattenimento, ma anche un modo per valorizzare piazze, parchi e spazi di comunità. Le frazioni diventano così piccoli palcoscenici all’aperto,
dove ritrovarsi e condividere una serata senza dover raggiungere il centro. Negli stessi giorni tornerà anche uno degli eventi più attesi: il Facca summer fest, dal 31 luglio al 5 agosto, in via Chiesa a Facca. Musica, dj set, intrattenimento e proposte gastronomiche accompagneranno diverse serate, richiamando soprattutto il pubblico più giovane ma senza dimenticare famiglie e gruppi di amici. La manifestazione si inserisce nel tradizionale periodo della festa della frazione, durante il quale Facca diventa uno dei principali punti di ritrovo del territorio. Il successo delle precedenti edizioni ha mostrato la capacità della
AFontaniva l’estate nei parchi si vive all’insegna del movimento, del benessere e della condivisione. L’Amministrazione comunale ha infatti promosso il progetto “ViviParchi”, un’iniziativa pensata per valorizzare gli spazi verdi cittadini trasformandoli in luoghi di incontro e partecipazione attraverso un calendario di attività sportive e ricreative gratuite aperte a tutti. Il progetto nasce con l’obiettivo di incentivare uno stile di vita sano e attivo, o rendo ai cittadini un’opportunità semplice e accessibile per fare attività fisica all’aperto, senza necessità di iscrizioni o costi di partecipazione. Un modo per vivere i parchi non solo come aree verdi da frequentare nel tempo libero, ma come veri punti di aggregazione dove incontrarsi, stare insieme e condividere esperienze. Dopo i primi appuntamenti di luglio, l’iniziativa prosegue anche nelle prossime settimane con attività dedicate a persone di tutte le età e con diversi livelli di preparazione. Il cuore del progetto sarà il Parco Giochi di via Cavalieri d’Italia, che per alcune serate diventerà una palestra a cielo aperto dove praticare movimento in compagnia e in un ambiente accogliente. Il calendario prevede lezioni gratuite di fitness, bodywork e Jazzercise, organizzate in collaborazione con
C.S.A. Vicenza e Maestro A.S.D., realtà che metteranno a disposizione competenze e professionalità per accompagnare i partecipanti durante le attività. Gli appuntamenti sono in programma nelle serate di martedì 21 e giovedì 23 luglio, dalle 19 alle 20, o rendo così anche a chi lavora o rientra dalle ferie la possibilità di dedicare un’ora al proprio benessere durante le giornate estive. “ViviParchi” rappresenta un ulteriore passo nella valorizzazione degli spazi pubblici di Fontaniva, con l’idea di creare occasioni di incontro capaci di coinvolgere famiglie, giovani, adulti e anziani. L’attività fisica diventa così uno strumento per stare bene, ma anche per ra orzare i legami tra le persone e favorire una maggiore partecipazione alla vita della comunità. L’Amministrazione comunale invita quindi cittadini, appassionati di sport e chiunque desideri trascorrere una serata diversa all’aria aperta a partecipare agli appuntamenti rimasti in calendario. Un’occasione per prendersi cura della propria salute, riscoprire i parchi di Fontaniva e vivere insieme gli spazi del territorio durante la stagione estiva.
manifestazione di unire linguaggi e generazioni di erenti. Da una parte le orchestre e il ballo, dall’altra i format musicali contemporanei, gli aperitivi e le serate a tema. A completare l’o erta contribuiscono abitualmente lo stand gastronomico, le attrazioni e le iniziative organizzate grazie al lavoro dei volontari. Il calendario di fine luglio e inizio agosto restituisce dunque l’immagine di una città che sceglie di vivere anche i quartieri più
esterni. Il filo conduttore è la possibilità di incontrarsi: davanti a uno spettacolo teatrale, a tavola o sotto un palco musicale. In un periodo nel quale molte attività rallentano, Cittadella mantiene viva la propria o erta e distribuisce gli eventi sul territorio, trasformando le frazioni in protagoniste dell’estate.
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• Elisa Bonino
La riqualificazione. Il piano comunale interesserà centro, quartieri e frazioni
125 MILA EURO PER VENTI PARCHI E AREE VERDI
Un intervento di uso, pensato per migliorare sicurezza, accessibilità e qualità degli spazi pubblici. Il Comune di Cittadella ha avviato un piano da 125 mila euro per la riqualificazione di venti parchi e aree verdi distribuiti tra il centro, i quartieri residenziali e le frazioni. I lavori, programmati durante l’estate, riguarderanno aree gioco, arredi, impianti sportivi di quartiere e patrimonio arboreo.
L’obiettivo dell’amministrazione è restituire alla cittadinanza spazi all’aperto più moderni e sicuri, intervenendo in modo mirato in base alle condizioni e alle necessità di ciascuna area. Non un unico cantiere, dunque, ma una serie di operazioni capillari che coinvolgeranno diverse zone del territorio comunale, cercando di contenere il più possibile i disagi per i frequentatori.
Una parte significativa delle risorse sarà destinata alla messa in sicurezza e al rinnovo delle aree gioco. Il programma prevede la riparazione o la sostituzione delle attrezzature usurate e danneggiate, insieme alla posa di nuove pavimentazioni antitrauma. Particolare attenzione sarà dedicata ai giochi inclusivi già presenti, che saranno oggetto di interventi di ripristino e manutenzione per garantirne la piena fruibilità. Il piano comprende anche il rinnovo degli arredi e la sistemazione delle aree sportive. Panchine danneggiate o ormai deteriorate saranno riparate oppure sostituite, mentre alcuni campetti da gioco verranno riqualificati. In determinate aree si interverrà inoltre su vialetti e fontanelle, con l’intento di migliorare non soltanto l’aspetto degli spazi, ma anche la loro funzionalità quotidiana. Il terzo capitolo riguarda la
cura del verde pubblico. Sono previste potature mirate, innalzamento delle chiome e rimozione di alberature secche o considerate pericolose. Gli interventi serviranno a migliorare la sicurezza dei frequentatori e, dove necessario, a favorire una maggiore illuminazione naturale delle aree.
Le zone coinvolte sono numerose e distribuite in maniera estesa. Tra queste figurano via del Folo, via Caduti di Russia, via Redipuglia, via San Pietro, via Tofana di Rozes, il quartiere Dolomiti, via John Fitzgerald Kennedy e piazza Arengo a San Donato. I lavori interesseranno anche via Mazzini, compresa l’area del Parco del Futuro, via Gabrielli nei pressi della scuola Cornaro, via Cesare Battisti, via monsignor Luigi Rossi, via Pizzamano, Villa Negri, via Battistei, l’area dell’ex scuola di Santa Croce Bigolina, il giardino
della scuola dell’infanzia di Pozzetto e via Postumia di Levante. La scelta di distribuire l’investimento su un numero elevato di aree risponde alla volontà di non concentrare gli interventi esclusivamente nel centro cittadino. Il piano comprende infatti quartieri e frazioni, con l’obiettivo di migliorare gli spazi verdi di prossimità, utilizzati ogni giorno da bambini, famiglie, ragazzi e
PNRR A CITTADELLA, PRECISAZIONE SU “DENTRO LA NOTIZIA” DI GIUGNO
In riferimento al titolo dell’articolo dedicato agli interventi del PNRR a Cittadella, pubblicato nell’edizione de La Piazza del mese scorso, precisiamo che la formulazione del titolo non rispecchiava correttamente il contenuto del testo. Come illustrato nell’articolo, il Comune di Cittadella ha realizzato investimenti per oltre 10 milioni di euro in opere e progetti finanziati
attraverso il PNRR. Una parte significativa delle risorse è stata destinata al mondo della scuola, con l’ampliamento della mensa della scuola primaria Pozzetto, la realizzazione dei nuovi spazi per la refezione della scuola secondaria Pierobon e l’ampliamento della scuola dell’infanzia Ca’ Nave, interventi pensati per migliorare la qualità
FIBRA ULTRA-VELOCE IN CENTRO STORICO
Cittadella guarda al futuro digitale del proprio centro storico con un nuovo progetto dedicato alla fibra ottica ultra-veloce. Il piano, presentato nelle scorse settimane, nasce dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale e l’associazione ViviCittadella e ha l’obiettivo di dotare il cuore della città di una rete internet moderna, stabile e adeguata alle esigenze delle attività economiche. Il tema è particolarmente sentito da commercianti, professionisti e imprese del centro, che fino ad
oggi hanno dovuto fare i conti con collegamenti spesso legati a infrastrutture datate. Linee obsolete, interruzioni e rallentamenti hanno infatti rappresentato un limite concreto per chi lavora ogni giorno con pagamenti elettronici, gestionali, comunicazioni online e servizi digitali. A questo si aggiunge, in molti casi, il peso di canoni elevati per connessioni non più all’altezza delle necessità attuali. La novità più rilevante riguarda però le modalità di realizzazione. La nuova rete sarà infatti sviluppata principalmente utilizzando le
degli ambienti scolastici. Tra le opere finanziate rientrano anche l’e icientamento energetico del Teatro Sociale e gli interventi di rigenerazione urbana previsti dal programma “Sicuro, Verde e Sociale”, che comprendono la riqualificazione degli immobili di via Del Cristo e via Bachelet. Questi sono solo alcuni dei progetti realizzati grazie ai fondi del
anziani.
“Questo stanziamento di 125 mila euro rappresenta una scelta amministrativa ben precisa – dichiara il sindaco Luca Pierobon –. Investire nella cura dei giardini pubblici, delle aree gioco e dei campetti di quartiere, o rendo spazi accessibili, curati e sicuri, significa promuovere il benessere, la salute e l’aggregazione di tutte le fasce d’età, dai bambini agli anziani, ra orzando il senso di appartenenza alla nostra comunità”. Con l’avvio dei lavori durante l’estate, il progetto entra ora nella fase operativa. Area dopo area, l’obiettivo sarà riconsegnare ai cittadini luoghi rinnovati e pienamente utilizzabili, ra orzando il ruolo dei parchi come spazi di socialità, gioco e incontro all’interno della città.
• Elisa Bonino
tubazioni dell’illuminazione pubblica già esistenti, evitando scavi invasivi e riducendo l’impatto sul centro storico. Una scelta pensata per rispettare il valore architettonico della città murata e, allo stesso tempo, predisporre un’infrastruttura capace di supportare anche future evoluzioni tecnologiche senza nuovi interventi pesanti. I lavori sono già partiti e le prime due attività del centro storico risultano già collegate con successo alla nuova rete. Il progetto entra quindi in una fase concreta, con l’obiettivo di
PNRR, che si traducono in interventi concreti destinati a lasciare un’eredità duratura alla città: scuole più moderne, edifici pubblici riqualificati, quartieri valorizzati e una Cittadella sempre più sostenibile. Ci scusiamo con i lettori e i diretti interessati per l’imprecisione.
• (R.P.)
estendere progressivamente il servizio e rendere più competitivo il tessuto economico cittadino. “Questo progetto dimostra come il dialogo tra istituzioni, associazioni e imprese possa o rire risposte concrete a esigenze reali – dichiara il sindaco Luca Pierobon -. Portiamo a Cittadella un’infrastruttura moderna e a idabile, capace di sostenere la crescita e la competitività del nostro tessuto economico”.
• (E.B.)
Comune di Cittadella
CITTADELLA JAZZ 2026: cinque giorni di grande musica I
l Festival Cittadella Jazz quest’anno allunga il passo e per la sua VI edizione si sviluppa in cinque giornate consecutive dal 28 agosto all’1 settembre. Sotto la direzione artistica di Valerio Galla e l’organizzazione dell’associazione culturale Miles, il ricco cartellone vedrà l’esibizione di prestigiose personalità della musica jazz italiana con 10 live in programma, quasi tutti a ingresso libero.
Tra i grandi nomi attesi sul palco figurano (in Piazza Pierobon) il cantautore e pianista Raphael Gualazzi, l’eclettico duo Petra Magoni e Mauro Ottolini, il sodalizio tra Enrico Pieranunzi e Michele Polga, gli Elektro Dixie, le sonorità travolgenti della U.S. Band con la vocalist Chiara Luppi
Ogni serata si chiuderà in Piazza Martiri del Grappa con la sezione “Round Midnight”, pensata per gli amanti delle ore piccole. I concerti saranno il fulcro della programmazione ma non l’unico aspetto della jazz life esplorato dal fe-
stival: ci sarà spazio infatti anche per le arti figurative con una mostra fotografica dal 3 agosto all’1 settembre a Palazzo Pretorio firmata da Roberto Cifarelli, Gabriella Piccolo e Massimo Di Vinci
La grande novità di questa edizione saranno le masterclass in Villa Rina. Tre appuntamenti didattici tenuti da insegnanti di grande esperienza (Valerio Galla, Emanuele Giordani, Christian Meyer, Federico Malaman e Leo Dalla Cort) che spazieranno dallo studio del ritmo per la batteria all’interazione tra percussioni, fino a sessioni intensive dedicate alla musica d’insieme.
Con questo ricco palinsesto, Cittadella Jazz si conferma un appuntamento culturale di spicco, capace di unire grande musica, valorizzazione del territorio e alta formazione, in una perfetta contaminazione tra note, fotografia e didattica.
Il programma completo e tutti i dettagli dell’evento sono disponibili sulla pagina Facebook cittadellajazzfestival.
Contatti e Canali Ufficiali
• Email: cittadellajazz@gmail.com
• Facebook: cittadellajazzfestival
• Prevendite Biglietti: www.ticketmaster.it
Biglietti Concerti e Masterclass
• Concerti: Tutti concerti sono a ingresso gratuito, ad eccezione di:
• Petra Magoni e Mauro Ottolini / Perspectives / Elektro Dixie: Posto unico 20 € (+ d.p.)
• Raphael Gualazzi: Posto unico 30 € (+ d.p.)
• Masterclass: Tutte le masterclass sono gratuite, tranne quella di:
• Christian Meyer : Ingresso 30 €
Mostra Palazzo Pretorio
• Ingresso Gratuito:
• Sabato e domenica: ore 11:00 – 13:00
• Dal 28 agosto al 1° settembre: ore 18:00 – 20:00
• Altri giorni: Accessibile a pagamento prenotando presso lo IAT
Sindaco Dott. Luca Pierobon
CITTADELLA
Sociale. Il progetto sperimentale
sostenuto dalla Fondazione Cariparo
Giovani e famiglie, nasce una nuova comunità educante per il territorio
Ha preso il via a Cittadella “(dif) FUSIONE”, il nuovo progetto sperimentale promosso dal Comune per ra orzare il benessere di giovani e famiglie e costruire una vera comunità educante.
L’iniziativa, avviata nelle scorse settimane, punta a mettere in rete istituzioni, scuole, associazioni e cittadini, superando interventi isolati e costruendo un sistema capace di accompagnare ragazzi e genitori nelle diverse fasi della crescita.
Partner operativo del progetto è la cooperativa Carovana, mentre la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha garantito un finanziamento di circa 38 mila euro. Una somma che consentirà di sviluppare attività nel centro urbano e nelle frazioni, con particolare attenzione ai luoghi frequentati dai più giovani e alle situazioni nelle quali possono emergere fragilità, difficoltà relazionali o bisogno di ascolto.
Il progetto si articola lungo tre direttrici. La prima riguarda il sostegno alla genitorialità: madri e padri vengono riconosciuti come i primi educatori e saranno accompagnati attraverso occasioni di confronto e strumenti utili ad a rontare le sfide quotidiane. Non un intervento sostitutivo, dunque, ma un percorso costruito insieme alle famiglie, valorizzandone capacità ed esperienza.
Il secondo asse mette al centro i ragazzi, considerati non soltanto destinatari delle attività, ma risorse attive della comunità. L’obiettivo è o rire loro spazi di espressione, partecipazione e inclusione, nei quali far emergere talenti, idee e potenzialità. Il terzo fronte riguarda invece la prevenzione, attraverso una collaborazione più stretta tra scuole, servizi e realtà associative, tavoli di lavoro condivisi e attività capaci di intercettare precocemente bisogni e situazioni di disagio. Una delle novità più significative è rappresentata dall’Operatore di Comunità, una figura chiamata a lavorare direttamente sul territorio e a creare collegamenti tra ragazzi, famiglie, istituzioni e associazioni. A questa attività si a iancheranno la educativa di strada e interventi educativi personalizzati, portando ascolto e occasioni di socialità nei luoghi di incontro dei giovani, senza attendere che siano necessariamente loro a rivolgersi ai servizi. La scelta di estendere le attività anche alle frazioni risponde alla volontà di rendere il progetto realmente di uso e accessibile. Il nome “(dif)FUSIONE” richiama proprio questa idea: mettere in circolo competenze, relazioni e responsabilità, facendo sì che ogni soggetto del territorio possa contribuire alla crescita delle nuove generazioni.
“Con questo modello partecipato Cittadella lancia una sfida culturale importante – dichiara il sindaco Luca Pierobon –: dimostrare che
la cooperazione tra istituzioni e cittadini può migliorare concretamente il benessere comune, valorizzando le potenzialità dei giovani e facendo sentire ogni famiglia parte integrante della comunità”.
Il percorso non si concluderà alla fine del 2026. Le attività continueranno nel 2027 attraverso il progetto “Cittadell’Education”, che raccoglierà il lavoro svolto e punterà a consolidare la rete costruita sul territorio. L’obiettivo è dare continuità agli interventi, trasformando la sperimentazione avviata quest’anno in un modello stabile di collaborazione educativa e prevenzione.
• Elisa Bonino
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“Note d’Estate”, quattro serate da tutto esaurito
Qspipadova@gmail.com oppure venirci a trovare nelle nostre sedi: Cittadella, Via Ca’ Nave, 103; dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 - dalle 15.00 alle 18.00 Carmignano di Brenta, Via Trieste, 31; lunedì e giovedì dalle 9.00 alle 12.00 San Martino di Lupari, Viale Europa,47; lunedì, martedì giovedì dalle 9.00 alle 12.00
uattro serate da tutto esaurito, grande musica e una partecipazione capace di trasformare un importante anniversario in un momento di festa e solidarietà per l’intero territorio. Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo la rassegna “Note d’Estate”, organizzata per celebrare i trent’anni di attività della Filarmonica Cittadellese. Il pubblico ha risposto con entusiasmo a tutti gli appuntamenti in programma, facendo registrare il pienone in ciascuna delle quattro serate. Un risultato che ha confermato il forte legame tra la Filarmonica e la comunità cittadellese, costruito in tre decenni di concerti, iniziative culturali e occasioni di incontro. La rassegna non ha rappresentato soltanto un momento di spettacolo e intrattenimento. Grazie alla generosità dei partecipanti, le celebrazioni per il trentesimo anniversario hanno assunto anche una significativa finalità solidale, o rendo un aiuto concreto a favore del territorio. Un traguardo importante per la Filarmonica Cittadellese, che da trent’anni contribuisce ad arricchire la proposta culturale della città attraverso la musica, coinvolgendo generazioni diverse e avvicinando sempre nuovi spettatori. Soddisfazione è stata espressa anche dall’Amministrazione comunale, che ha ringraziato la Filarmonica per l’organizzazione della rassegna e per il costante impegno portato avanti in questi anni. “Un ringraziamento alla Filarmonica Cittadellese per aver curato l’organizzazione della rassegna e per questi trent’anni di instancabile attività culturale sul territorio – ha dichiarato il sindaco Luca Pierobon –. La musica da sempre unisce, emoziona e riesce a fare grandi cose. La straordinaria partecipazione registrata durante tutte le serate ne è un’ulteriore dimostrazione e siamo certi che saprà dare alla Filarmonica la giusta carica per a rontare i prossimi trent’anni insieme”. Il successo di “Note d’Estate” conferma così il valore di una realtà profondamente radicata nella vita cittadina e la capacità della musica di creare partecipazione.
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Animali.
COMPLETATA L’AREA SGAMBAMENTO CANI, SERVIZIO IN PIÙ PER LA COMUNITÀ
Èstata completata la nuova area sgambamento cani realizzata nell’area verde nei pressi della rotatoria di viale Margherita. Un’opera che arricchisce i servizi a disposizione della cittadinanza e offre ai proprietari di cani uno spazio sicuro e attrezzato dove poter far correre e socializzare i propri animali. L’intervento ha comportato un investimento complessivo di 19.860 euro, reso possibile anche grazie al contributo di 5.000 euro concesso dalla Provincia di Padova, che ha cofinanziato la realizzazione dell’opera.
La nuova area è stata progettata per garantire sicurezza e funzionalità, con una recinzione dedicata e spazi idonei al benessere degli animali, rappresentando un luogo di incontro e aggregazione per i cittadini che condividono la passione per i propri amici a quattro zampe.
“Siamo soddisfatti di aver portato a
termine questo intervento – dichiara il vicesindaco Andrea Bombonati –perché risponde a una richiesta che molti cittadini ci avevano rivolto.
La nuova area sgambamento è un servizio concreto che migliora la qualità della vita sia dei proprietari sia degli animali, o rendo uno
spazio dedicato, sicuro e facilmente accessibile. Ringraziamo la Provincia di Padova per il contributo che ha sostenuto una parte significativa dell’investimento. Continuiamo a lavorare per realizzare opere utili e servizi che rendano il nostro Comune sempre più accogliente, vivibile e
attento alle esigenze della comunità”. Con la conclusione dei lavori, l’Amministrazione comunale mette a disposizione della cittadinanza un nuovo spazio pubblico che valorizza l’area verde di viale Margherita e promuove una corretta convivenza tra chi possiede animali domestici
Il nuovo sito comunale punta su servizi digitali e accesso più semplice
Tra le novità che riguardano Carmignano di Brenta c’è anche il ra orzamento del fronte digitale. Sul sito u iciale del Comune viene infatti evidenziato il nuovo portale istituzionale, realizzato secondo le linee guida collegate al Pnrr, con l’obiettivo di o rire ai cittadini un accesso più semplice a informazioni, servizi e documenti. La piattaforma si presenta come un punto unico di accesso per una gamma ampia di funzioni: richiesta di certificati anagrafici, pagamenti, modulistica, informazioni sui servizi comunali e contenuti utili
per la cittadinanza. Il senso dell’operazione è chiaro: rendere più immediato il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, semplificando procedure che fino a pochi anni fa richiedevano spesso passaggi più lunghi e meno intuitivi. Non si tratta di una novità “spettacolare”, ma di un cambiamento concreto, che incide sul quotidiano. Per molti utenti, infatti, la qualità di un’amministrazione si misura anche dalla facilità con cui si riesce a trovare un’informazione, scaricare un modulo o accedere a un servizio senza dover passare ogni volta dagli sportelli. È
su questo terreno che il nuovo sito prova a collocarsi come strumento di semplificazione e maggiore accessibilità. In una fase in cui la digitalizzazione dei Comuni è chiamata a diventare sempre più funzionale e non solo formale, anche Carmignano cerca dunque di adeguarsi a un modello di amministrazione più snello e vicino alle esigenze dei cittadini. Un tema meno visibile degli eventi estivi, ma destinato ad avere e etti più duraturi nella vita di tutti i giorni.
• (E.B.)
e l’intera comunità. L’opera si inserisce nel più ampio programma di riqualificazione e miglioramento degli spazi pubblici, con l’obiettivo di o rire servizi sempre più e icienti e di qualità ai cittadini.
• Elisa Bonino
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Happy Summer Camp
Centri estivi, moltiplicate le proposte per bambini e ragazzi
ACarmignano di Brenta l’estate dei più giovani passa anche da una rete di proposte che coinvolge Comune, realtà educative e associazioni sportive. Dalla pagina Facebook istituzionale emerge infatti che anche per il 2026 l’amministrazione comunale e l’Unità Pastorale Carmignano-Camazzole collaborano all’organizzazione del centro estivo
“Estate Ragazzi”, mentre parallelamente il Comune promuove, insieme a Castoro Asd, lo “Happy Summer Camp” rivolto a bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni. Si tratta di un doppio binario che risponde a un bisogno molto concreto delle famiglie nel periodo estivo: garantire ai figli spazi organizzati, occasioni di socialità e attività educative o ricreative durante la chiusura delle scuole. La
collaborazione con l’Unità pastorale conferma una formula già sperimentata, mentre lo Happy Summer Camp amplia l’o erta con una proposta dedicata a una fascia d’età ampia, dai più piccoli fino ai ragazzi delle medie. Dai risultati indicizzati emerge inoltre che una parte di queste attività si sviluppa tra luglio e agosto, rendendo i centri estivi un tassello importante dell’organizzazione estiva del territorio. Non è solo un servizio: è anche una risposta sociale concreta, perché consente alle famiglie di conciliare tempi di lavoro e vita quotidiana, o rendo allo stesso tempo ai più giovani occasioni di crescita, movimento e relazione. In un’estate che per Carmignano punta molto sulla vitalità degli spazi pubblici e sulla presenza di iniziative di use, il fronte dei centri estivi conferma una linea precisa: investire sui ragazzi e accompagnare le famiglie con proposte strutturate.
• Elisa Bonino
Conclusa la riqualificazione energetica dell’impianto termico del palazzetto
Si sono conclusi gli interventi di riqualificazione energetica dell’impianto termico del palazzetto dello sport, realizzati grazie al finanziamento ottenuto nell’ambito del bando “Work in Sport”. L’opera ha consentito di ammodernare il sistema di riscaldamento della struttura, migliorandone l’e icienza energetica, riducendo i consumi e garantendo un maggiore comfort per atleti, associazioni sportive e cittadini che frequentano quotidianamente l’impianto.L’investimento complessivo è stato di 66.500 euro, di cui 50.000 euro finanziati dalla Fondazione Cariparo e i restanti 16.500 euro messi a disposizione dall’Amministrazione comunale attraverso risorse proprie di bilancio.L’intervento è stato completato entro il termine previsto dal bando, il 30 giugno 2026, rispettando il cronoprogramma e consentendo di rendere il palazzetto ancora più e iciente e sostenibile dal punto di vista energetico.
“Con questo intervento portiamo a termine un’opera concreta che mi-
gliora uno degli impianti sportivi più utilizzati del nostro Comune”, a erma il vicesindaco Andrea Bombonati. “La riqualificazione dell’impianto termico significa minori consumi energetici, maggiore sostenibilità ambientale e un significativo contenimento dei costi di gestione. È un investimento che produce benefici immediati e duraturi per tutta la comunità”. Bombonati sottolinea inoltre il valore della collaborazione tra enti pubblici e privati: “Desidero ringraziare la Fondazione Cariparo per il contributo di 50 mila euro che ha reso possibile la realizzazione dell’intervento. Grazie anche alle risorse stanziate dal Comune abbiamo potuto completare un’opera importante senza gravare eccessivamente sul bilancio comunale. Continuiamo a investire nello sport e nelle strutture pubbliche perché rappresentano un patrimonio fondamentale per la crescita sociale, educativa e aggregativa del nostro territorio”.
• (E.B.)
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FONTANIVA
Sociale. La musica per sostenere chi si prende cura degli altri
AL VIA IL PERCORSO DEDICATO AI CAREGIVER
La musica come strumento di benessere, ascolto e condivisione. A Fontaniva nasce “Una musica può… prendersi cura di chi si prende cura”, un progetto promosso dall’Amministrazione comunale e rivolto a chi ogni giorno assiste un familiare anziano, disabile o ammalato. Un percorso pensato per o rire un momento di sollievo, confronto e attenzione anche verso sé stessi,
perché chi si prende cura degli altri spesso rischia di dimenticare i propri bisogni. L’iniziativa prenderà il via a settembre a Villa Borromeo Fantoni e prevede un ciclo di dieci incontri di gruppo completamente finanziati dal Comune di Fontaniva. A guidare il percorso saranno la musicoterapista Cristina Kety Totti e la psicologa Manuela Guadagnini, con l’obiettivo di creare uno spazio protetto nel quale
Torna “Ci sto? A are fatica!”
AFontaniva anche quest’estate i giovani diventano protagonisti della cura del territorio grazie al progetto “Ci sto? A are fatica!”, l’iniziativa che coinvolge ragazze e ragazzi in attività concrete di cittadinanza attiva, permettendo loro di imparare, collaborare e contribuire al miglioramento degli spazi pubblici. Nelle prime due settimane di luglio il progetto è ripartito con due squadre di giovani accompagnate dai rispettivi handyman, figure adulte che li a iancano nelle attività pratiche, e dai tutor che seguono il percorso organizzativo ed educativo. Un’esperienza che unisce impegno, socialità e senso di responsabilità verso la comunità. Le prime attività hanno riguardato soprattutto la riqualificazione di alcune aree verdi comunali. I ragazzi si sono occupati del restyling delle panchine e delle staccionate di due parchi di Fontaniva, con interventi di manutenzione, recupero e sistemazione che hanno permesso di restituire maggiore decoro e funzionalità a spazi frequentati da famiglie, bambini e cittadini. Un terzo gruppo sarà invece impegnato in un’attività dedicata alla cooperativa Fratres, con la pulizia interna dei mezzi di trasporto utilizzati per i servizi della cooperativa. Un lavoro importante per garantire ordine e attenzione verso strumenti che svolgono un ruolo a servizio della comunità. La grande novità dell’edizione di quest’anno sarà però la “Settimana del Brenta”, un percorso dedicato alla conoscenza e alla tutela del patrimonio naturalistico del fiume che attraversa anche il territorio di Fontaniva. Il Comitato del Consiglio di Bacino Brenta, in qualità di Ente Gestore del sito Natura 2000, ha
i partecipanti possano esprimere emozioni, condividere esperienze e trasformare le di icoltà quotidiane in nuove energie positive. Il progetto nasce con una consapevolezza precisa: il ruolo del caregiver, cioè di chi assiste una persona fragile, può essere molto impegnativo dal punto di vista fisico ed emotivo. Per questo l’Amministrazione ha scelto di proporre un’attività che non sia soltanto un momento ricreativo, ma un vero percorso di sostegno e di relazione.
Gli incontri saranno sviluppati attraverso le tappe dello Yoga del Suono, un approccio che utilizza corpo, voce e ascolto per favorire il benessere personale e il contatto con gli altri. Si partirà dal corpo e dal ritmo, attraverso esercizi di body percussion capaci di creare connessione nel gruppo. Si passerà poi alla voce, con vocalizzazioni e suoni percepiti come vibrazioni che attraversano il corpo. Un altro momento sarà dedicato all’ascolto, attraverso la musica e il paesaggio sonoro, fino ad arrivare alla condivisione finale, dove ciascuno potrà elaborare e raccontare il proprio vissuto. Prima dell’avvio u iciale è prevista anche una prova gratuita
infatti proposto alcune attività specifiche per coinvolgere i ragazzi nella valorizzazione dell’area perifluviale. L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza di un ambiente prezioso e sensibilizzarle sull’importanza della sua protezione. Durante la “Settimana del Brenta” i giovani saranno coinvolti nella pulizia dei sentieri e degli accessi all’area perifluviale del territorio comunale, nella ricognizione e georeferenziazione di cartelli, segnaletica e attrezzature ormai obsolete, oltre alla realizzazione di nuovi “segnavia” con il logo dell’Ente Gestore del Medio Brenta. È previsto anche il monitoraggio di alcune specie presenti nell’area attraverso l’utilizzo di un’applicazione dedicata, un’attività che permetterà ai ragazzi di osservare più da vicino la biodiversità del fiume e comprendere il valore dell’ambiente naturale che li circonda.
• (F.F.)
aperta agli interessati: l’appuntamento è per sabato 12 settembre 2026, dalle 15.30 alle 16.30, al Centro P.O. Nicolini di Fontaniva. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 luglio. Per informazioni è possibile rivolgersi all’U icio Servizi alla Persona del Comune di Fontaniva al numero 049 5949900 o scrivendo a protocollo@ comune.fontaniva.pd.it. È inoltre disponibile il contatto diretto con Kety al numero 3928044154. “La musica è uno strumento potente per arrivare anche dove le parole non arrivano”, spiega l’amministrazione comunale
attraverso Elisa Monegato. “Con il progetto ‘Una musica può…’ inauguriamo una prima azione pensata per prendersi cura di chi si prende cura. Apriamo una finestra nel complesso mondo dei caregiver con l’ambizione che possa essere la prima tessitura di una rete”. Un’iniziativa che punta quindi a costruire una comunità più attenta, capace di riconoscere il valore di chi quotidianamente dedica tempo, energie e a etto alle persone più fragili.
• Federico Franchin
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BRENTA VIVA, IL PARCO DOVE NATURA E BENESSERE DIVENTANO PROTAGONISTI P
Non è soltanto uno spazio verde dove passeggiare o trascorrere qualche ora all’aria aperta. Negli ultimi anni Brenta Viva si è trasformato in un luogo capace di proporre esperienze che mettono insieme ambiente, cultura, socialità e benessere. Un parco dove il verde non è più soltanto lo sfondo delle iniziative, ma diventa parte integrante delle attività proposte ai cittadini e ai visitatori. Anche l’estate 2026 ha visto un calendario ricco di appuntamenti, pensati per coinvolgere pubblici diversi: dalla musica alla comicità, dal cinema alla meditazione, fino alle occasioni dedicate alla scoperta dei sapori e delle produzioni indipendenti. Il programma si è aperto il 21 giugno con lo Yoga Day, una giornata dedicata alla pratica dello yoga e al benessere fisico e mentale. Un appuntamento che ha trovato nel paesaggio naturale del parco il contesto ideale per favorire il rilassamento, la connessione con l’ambiente e un momento di pausa dalla quotidianità. Il 26 giugno è invece partita la rassegna di cinema all’aperto realizzata in collaborazione
con il Palladio. La prima serata ha portato sul grande schermo “Le città di pianura”, inaugurando un ciclo di proiezioni pensate per vivere il cinema in una dimensione diversa, immersi nella natura e sotto le stelle. Tra gli appuntamenti più attesi dell’estate c’è quello del 16 luglio con lo Sgargabonzi, protagonista della stand-up comedy italiana più originale e irriverente. Uno spettacolo che porta a Brenta Viva comicità,
provocazione e riflessioni fuori dagli schemi, offrendo al pubblico una serata all’insegna del divertimento. La musica continua ad avere un ruolo centrale nel calendario del parco, con concerti e serate dedicate alle esibizioni dal vivo. Occasioni per incontrarsi, ascoltare artisti diversi e vivere gli spazi di Brenta Viva anche nelle ore serali, quando il parco cambia atmosfera e diventa un luogo di aggregazione sotto il cielo estivo. Non mancano inoltre gli appuntamenti dedicati al mondo del vino e alla valorizzazione dei piccoli produttori indipendenti. Un percorso tra etichette meno conosciute, storie di vignaioli e degustazioni rivolte a chi cerca qualità, autenticità e nuove esperienze al di là delle produzioni più note. Tutti gli eventi organizzati al parco Brenta Viva sono a ingresso gratuito, confermando la volontà di rendere la struttura accessibile e aperta alla comunità. Con queste iniziative Brenta Viva consolida il proprio ruolo di punto di riferimento per il territorio: un luogo dove trascorrere il tempo libero in modo diverso, tra natura,
cultura e momenti di condivisione.
Un parco che non si limita a essere un polmone verde, ma diventa uno spazio vivo, capace di o rire occasioni per imparare, divertirsi e stare bene insieme.
Un percorso che conferma la vocazione di Brenta Viva come spazio aperto a tutti, capace di unire la valorizzazione dell’ambiente alla proposta di nuove occasioni di incontro. La scelta di organizzare eventi gratuiti all’interno del parco nasce dall’idea di creare un luogo accessibile, dove famiglie, giovani e cittadini possano trovare momenti di svago e approfondimento senza rinunciare alla qualità delle proposte. Dalle attività dedicate al benessere agli appuntamenti culturali, dalle serate musicali alle iniziative legate alle eccellenze del territorio, il calendario estivo dimostra come un’area verde possa diventare un vero centro di comunità. Brenta Viva continua così a ra orzare il legame tra persone e natura, o rendo un modo diverso di vivere gli spazi pubblici.
• Federico Franchin
Verifiche lungo il Brenta e al lago di Camazzole
roseguono i controlli dei Carabinieri della Compagnia di Cittadella lungo gli argini e le spiagge del fiume Brenta e del lago di Camazzole. Qualche settimana fa le pattuglie sono state impegnate soprattutto nei territori di Carmignano di Brenta e Fontaniva, dove in questo periodo si concentra un elevato numero di persone in cerca di refrigerio. L’attività è stata svolta con l’obiettivo di verificare il rispetto del divieto di balneazione nelle aree interessate e di richiamare i visitatori all’importanza di seguire le regole per la sicurezza delle persone e la tutela dell’ambiente. Nel corso del servizio, svolto dalle pattuglie delle Stazioni competenti, sono state identificate 30 persone e controllati 15 veicoli. I controlli sono proseguiti anche in serata con un servizio straordinario nel territorio di Cittadella, mirato a contrastare il consumo di sostanze stupefacenti tra i più giovani attraverso il monitoraggio dei principali luoghi di ritrovo. Vicino a un parco di San Giorgio in Brenta, frazione di Fontaniva, i militari hanno fermato e identificato tre ragazzi del posto. I giovani sono stati trovati in possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente e sono stati segnalati al Prefetto come assuntori. L’attività di presidio del territorio rientra nei servizi di prevenzione svolti dall’Arma per ra orzare il controllo delle aree più frequentate e scoraggiare comportamenti illeciti.
• (R.P.)
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sicurezza un’esperienza indimenticabile per famiglie e bambini
Una notte speciale, fatta di tende, giochi, sorrisi e tante emozioni. A Fontaniva il fine settimana del 20 e 21 giugno si è trasformato in un’esperienza da ricordare grazie a “Una notte sotto le stelle con papà”, l’iniziativa che ha unito il valore della famiglia con l’educazione civica, la sicurezza e la solidarietà. L’evento, organizzato dalla sinergia tra il Gruppo comunale di Protezione Civile e l’associazione sportiva FC Volley, ha trasformato l’area esterna del Palatenda, nel cuore del Quartiere dei Fiori, in un vero campeggio a cielo aperto dove papà e figli hanno potuto vivere insieme una piccola avventura. Fin dal pomeriggio l’area si è animata con giochi di squadra, attività e momenti di condivisione che hanno coinvolto grandi e piccoli. Padri e fi-
gli si sono messi alla prova fianco a fianco, collaborando e divertendosi in un clima di festa e partecipazione. Tra le attività più apprezzate c’è stata la caccia al tesoro organizzata dall’FC Volley, che ha curato anche la parte logistica dell’iniziativa e la preparazione dei pasti per tutti i partecipanti. Un lavoro prezioso che ha permesso alla manifestazione di svolgersi nel migliore dei modi. A rendere ancora più suggestiva la giornata è stata la dimostrazione di falconeria, un momento che ha catturato l’attenzione di bambini e adulti. I partecipanti hanno potuto ammirare da vicino la maestosità dei rapaci, scoprendo il fascino di una tradizione antica e il valore del rapporto con la natura. Il momento più atteso dai più piccoli è arrivato alla sera: dormire in tenda con il
proprio papà, sotto il cielo stellato. Un’esperienza semplice ma ricca di emozioni, vissuta in sicurezza ma con tutto il fascino dell’avventura. La manifestazione ha avuto anche un importante valore educativo grazie alla presenza dell’associazione SOS Alta Padovana. I volontari, arrivati con i mezzi di soccorso, hanno trasformato l’ambulanza in una vera aula didattica, spiegando a bambini e genitori le prime nozioni di primo soccorso e l’importanza delle manovre salvavita. Un altro momento significativo è stato il saluto di don Fabio, che ha voluto essere presente per condividere con partecipanti e organizzatori un momento di preghiera e vicinanza alla comunità. Grande spazio è stato dedicato anche alla Protezione Civile, che ha coinvolto i ragazzi in attività dedicate alla gestione delle emergenze e all’autoprotezione. Particolarmente coinvolgente è stata la simulazione di evacuazione in caso di terremoto realizzata all’interno di una tenda ministeriale, dove è stato creato un percorso a ostacoli. Papà e figli, tenendosi per mano, hanno dovuto affrontare insieme il percorso imparando l’importanza di mantenere la calma e seguire le corrette proce-
dure in caso di emergenza. I giovani partecipanti hanno inoltre potuto provare l’emozione dello spegnimento di un piccolo incendio grazie al supporto di Erminio del Gruppo Rizzato Antincendi, che ha mostrato ai bambini l’utilizzo degli estintori e le principali regole di sicurezza. La domenica mattina, dopo il risveglio muscolare guidato da Livia, istruttrice di judo dell’FC Volley, e una ricca colazione, papà e figli hanno smontato le tende portando a casa un attestato da piccoli soccorritori e soprattutto un ricordo destinato a rimanere nel tempo. Un successo che conferma la forza del volontariato e delle associazioni di Fontaniva, capaci di creare occasioni di incontro, crescita e partecipazione per
tutta la comunità. “Questa iniziativa rappresenta perfettamente lo spirito della nostra comunità: stare insieme, collaborare e trasmettere ai più giovani valori importanti come il rispetto, la solidarietà e l’attenzione verso gli altri. Vedere papà e figli condividere un’esperienza così particolare, imparando anche nozioni fondamentali sulla sicurezza e sulla gestione delle emergenze, è motivo di grande soddisfazione. Ringrazio la Protezione Civile, l’FC Volley, l’SOS Alta Padovana e tutti i volontari che hanno reso possibile questa giornata. Eventi come questo dimostrano quanto sia prezioso il lavoro delle nostre associazioni e quanto sia forte il senso di comunità di Fontaniva”, sottolinea il sindaco Alberto Trento.
Fontaniva prende in gestione l’argine del brenta: più sicurezza per ciclisti, pedoni e frontisti
Un tratto di argine lungo circa 1,7 chilometri passa sotto la gestione del Comune di Fontaniva. L’obiettivo è rendere questo percorso più sicuro, ordinato e fruibile da cittadini, ciclisti e pedoni, garantendo allo stesso tempo l’accesso a residenti, frontisti e agricoltori che utilizzano quotidianamente quell’area.
La Giunta comunale, con la delibera numero 87 del 16 giugno 2026, ha approvato l’atto di indirizzo per la gestione della sommità arginale in sinistra idraulica del fiume Brenta, accettando il disciplinare predisposto dal Genio Civile di Padova. Si tratta di un passaggio importante che consente all’Amministrazione di occuparsi direttamente della manutenzione e della regolamentazione di un tratto strategico per il territorio.
L’iter era iniziato con la richiesta di concessione demaniale presentata al Genio Civile per l’utilizzo ciclopedonale della sommità dell’argine. Prima dell’approvazione definitiva, il Comune ha incontrato residenti, frontisti e conduttori dei fondi agricoli per illustrare le modalità di gestio-
ne, le regole per gli accessi e i possibili interventi futuri, tra cui l’installazione di eventuali sbarre nei punti ritenuti necessari.
Il principio alla base del progetto è chiaro: l’argine sarà destinato principalmente a pedoni e biciclette, mentre il transito dei mezzi sarà consentito soltanto ai soggetti autorizzati, in particolare a chi abita nella zona e a chi deve raggiungere i terreni agricoli. Una soluzione pensata per migliorare la sicurezza senza creare difficoltà a chi vive e lavora lungo il percorso. “Con questo passaggio mettiamo un punto fermo su un tratto arginale molto importante per Fontaniva. Potremo prenderci cura in modo diretto della manutenzione, della sicurezza e della regolamentazione degli accessi, rendendo la sommità arginale un percorso più ordinato e sicuro per biciclette, pedoni, residenti e operatori agricoli. È un intervento che guarda alla qualità della vita dei cittadini, ma anche alla valorizzazione turistica del nostro territorio, lungo un collegamento strategico verso Bassano e inserito nella Via Romea Germanica. L’accesso alle
abitazioni e ai fondi resterà garantito: vogliamo conciliare la fruizione pubblica del percorso con le esigenze concrete di chi vive e lavora in quest’area”, sottolinea il sindaco di Fontaniva Alberto Trento. L’argine del Brenta rappresenta infatti un collegamento importante per Fontaniva, sia per la mobilità quotidiana sia per il cicloturismo. Il percorso si inserisce nella direttrice verso Bassano del Grappa e nella Via Romea Germanica, una rete sempre più frequentata da camminatori e appassionati delle due ruote.
I primi interventi riguarderanno la sistemazione del piano viabile, con la chiusura delle buche attraverso l’utilizzo di materiale stabilizzato e il ripristino dei tratti più danneggiati. Verranno inoltre tagliati i rami che invadono la carreggiata, migliorando visibilità e sicurezza.
Per questa prima fase è previsto un investimento di circa 15 mila euro. In futuro la gestione comunale permetterà di programmare interventi periodici di sfalcio, potature, manutenzione del fondo, controllo della segnaletica e regolamentazione degli accessi.
Il Genio Civile aveva evidenziato la necessità di prestare particolare attenzione all’utilizzo promiscuo dell’argine, vista la larghezza limitata della sommità. Il Comune ha quindi confermato una priorità ciclopedonale, mantenendo comunque garantiti gli accessi autorizzati per residenti e operatori agricoli.
Un intervento che punta quindi a valorizzare una delle porte verdi di Fontaniva, trasformando l’argine del Brenta in un percorso più sicuro, curato e fruibile da tutta la comunità.
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Alberto Trento - Sindaco di Fontaniva
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L’emergenza. Ne parliamo con l’assessore regionale all’ambiente, clima e protezione civile
CALDO RECORD, VENTURINI: “L’ADATTAMENTO AL CLIMA È UNA SFIDA DEL FUTURO”
l giugno 2026 verrà ricordato per aver superato, in intensità e durata, anche la storica estate del 2003. Con un’anomalia termica di oltre 3 gradi e un’ondata di calore che ha tenuto il Veneto col fiato sospeso per 15 giorni, il clima della nostra regione ha mostrato un volto nuovo. Ne abbiamo parlato con l’Assessore all’Ambiente, Clima e Protezione Civile, Elisa Venturini.
Assessore Venturini, i dati ARPAV appena pubblicati fotografano un giugno da record. Siamo di fronte a un’anomalia statistica o a una nuova normalità?
“I dati non mentono: giugno 2026 non è stato un episodio isolato, ma la conferma di un trend di lungo periodo che non possiamo più permetterci di sottovalutare. Abbiamo registrato un’anomalia termica regionale di +3,1 °C rispetto alla media 1991-2020, posizionandoci tra i quattro mesi di giugno più caldi dal 1991 a oggi. La vera eccezionalità risiede nella persistenza: l’ondata di calore che
ha attraversato la seconda metà del mese, per estensione e durata, ha superato anche l’agosto del 2003. Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza temporanea e a rontare questo cambiamento con una visione strategica di lungo periodo”. Uno dei parametri più allarmanti è quello delle cosiddette “notti tropicali”. Ci spiega perché sono un indicatore così sensibile?
“Perché misurano direttamente il benessere delle persone. Una “notte tropicale” è un evento in cui la temperatura minima non scende mai sotto i 20°C, impedendo al nostro corpo di recuperare dallo stress termico diurno. La situazione è evoluta in modo drastico: se negli anni ‘90 registravamo in media una notte tropicale ogni due anni, nell’ultimo decennio la frequenza è salita a sei all’anno. Arrivare a ben 11 notti tropicali registrate nel solo mese di giugno di quest’anno, in pianura, è un segnale tangibile di quanto la nostra qualità della vita sia sotto pressione.
E sulla costa la situazione è ancora più estrema, con punte di 23 notti a Chioggia e 20 a Venezia-Cavanis”. L’agricoltura e il bilancio idrico restano sotto osservazione. Qual è la risposta della Regione?
“Il sistema agricolo è il primo a subire l’accelerazione dei cicli biologici: la sommatoria termica ha segnato un anticipo di 11 giorni rispetto alla norma. A questo si aggiunge un bilancio idroclimatico negativo su
quasi tutto il territorio, con un deficit medio di 103 mm in pianura. Non stiamo a guardare: la nostra priorità, in costante confronto con i Consorzi e le categorie, è trasformare il dato scientifico di ARPAV in una gestione più razionale della risorsa idrica. Dobbiamo passare dal monitoraggio all’azione, investendo in infrastrutture e pratiche agronomiche che rendano il nostro sistema produttivo più resiliente”.
Qual è, in definitiva, la bussola che guida l’Assessorato?
“La visione “Veneto 2030”. Il mio Assessorato agisce come garante del territorio: basiamo le nostre scelte su dati oggettivi, evitiamo allarmismi e pianifichiamo interventi strutturali. Convivere con questa nuova variabilità climatica richiede consapevolezza: la resilienza non è più un’opzione, ma la condizione necessaria per tutelare l’ambiente e la prosperità del nostro territorio”. • Redazione Padova
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Elisa Venturini, assessore regionale
TERRITORIO
RIFIUTI LUNGO IL BRENTA, IL PROGETTO WASTEREDUCE TRACCIA LA STRADA
L’abbandono dei rifiuti lungo il fiume Brenta può essere contrastato con una strategia condivisa che coinvolga istituzioni, cittadini e operatori del territorio. È il risultato emerso dalla conferenza finale del progetto europeo Interreg Italia-Croazia “Wastereduce”, ospitata a Fontaniva, dove sono stati presentati due anni di attività dedicate alla prevenzione e alla gestione sostenibile dei rifiuti nelle aree protette. Il progetto ha dimostrato che il fenomeno dell’abbandono lungo i corsi d’acqua, pur rappresentando una criticità sempre più evidente anche a causa dell’aumento della frequentazione turistica delle sponde del Brenta, non è un problema senza soluzione. La risposta passa da un insieme di azioni coordinate: controlli sul territorio, sanzioni per chi abbandona rifiuti, campagne di informazione, nuovi servizi e una maggiore collaborazione tra gli enti coinvolti. All’incontro nella sala consiliare del Centro Padre Odone Nicolini sono intervenuti i rappresentanti dei
partner del progetto: Etifor | Valuing Nature, ARPAV, ETRA e Università degli Studi di Trieste. Presenti anche numerosi soggetti coinvolti nella tutela del territorio, tra cui i Consigli di Bacino Brenta, i Comuni rivieraschi, gli enti gestori, associazioni e realtà locali. Un coinvolgimento che rappresenta uno degli elementi centrali del percorso avviato in questi due anni. Per a rontare il problema dell’abbandono dei rifiuti, infatti, è emersa la necessità di una rete stabile di soggetti capaci di condividere obiettivi e strumenti comuni. Tra i Comuni che hanno partecipato al progetto figurano Campo San Martino, Carmignano di Brenta, Cittadella, Curtarolo, Fontaniva, Grantorto, Limena, Piazzola sul Brenta, San Giorgio in Bosco e Vigodarzere. Durante il progetto sono state sperimentate diverse attività di monitoraggio e prevenzione, con l’installazione di telecamere e sopralluoghi nelle aree più esposte. Le verifiche hanno evidenziato due principali tipologie di abbandono: da
una parte i rifiuti lasciati durante attività ricreative, come picnic e bivacchi sulle rive del fiume, dall’altra veri e propri episodi di illecito ambientale con l’abbandono di materiali ingombranti e pericolosi. Uno dei dati più significativi riguarda il recupero di 40 tonnellate di rifiuti in un solo anno, un risultato che conferma l’impatto delle attività messe in campo e la necessità di proseguire il lavoro di prevenzione. Il partenariato ha inoltre elaborato una metodologia comune per coinvolgere amministrazioni, enti gestori, associazioni, cittadini e operatori turistici nella definizione di interventi condivisi. Sono stati avviati progetti pilota in aree protette e siti Natura 2000 italiani e croati, con l’obiettivo di testare soluzioni adattabili alle caratteristiche dei diversi territori. Tra le proposte emerse durante il percorso c’è anche il superamento dei tradizionali cestini nelle aree più frequentate, sostituendoli con punti di conferimento dedicati, posizionati nei parcheggi e nelle zone picnic,
I Pionieri di Rodari alle Scuderie di Palazzo Moroni
Le Scuderie di Palazzo Moroni ospitano una mostra dedicata a una delle riviste per ragazzi più famose del Novecento: “I Pionieri di Rodari”, questo il titolo dell’evento, è visitabile fino al 13 settembre prossimo.
Protagonista della mostra è “Pioniere”, la rivista di “Pionieri d’Italia”, associazione nata nel 1949 con l’obiettivo di proporre attività sociali e ricreative che fossero in grado di mettere al centro la creatività dei ragazzi. La rivisita, pubblicata negli anni Cinquanta e Sessanta, si componeva di fumetti ma anche di interventi di natura politica e sociale. Fra i protagonisti della rivista ci fu anche Gianni Rodari, che del “Pioniere” fu autore e direttore. La mostra padovana, promossa dal Comune di Padova - Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Centro Studi Ettore
accompagnati da pannelli informativi sulla corretta raccolta di erenziata. Il progetto Wastereduce punta così alla costruzione di un modello integrato di gestione dei rifiuti nelle aree protette, fondato su tre elementi: conoscenza
Luccini e l’Associazione Crap (Comitato Ricerche Associazione Pionieri), con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, o re la possibilità di fare un viaggio a ritroso nel tempo per scoprire una rivista che ha avuto un ruolo importante nella cultura del nostro paese, con la creazione di alcuni personaggi celebri (come Cipollino di Rodari, che ebbe successo anche all’estero). La rivista, che proponeva anche tavole di provenienza estera tradotte in italiano, ebbe inoltre il merito di far conoscere in Italia alcuni fumetti di produzione francese a puntate. La mostra si compone di tavole e pagine della rivista e presenta anche articoli di giornale dell’epoca che permettono al visitatore di entrare appieno nello spirito del tempo e conoscere il contesto in cui nacque e venne edita la rivista.
scientifica dei comportamenti, collaborazione tra i soggetti coinvolti e sperimentazione di soluzioni replicabili.
• Redazione Padova
“Obiettivo dell’iniziativa - spiega l’assessore Andrea Colasio - è restituire un Rodari meno noto, inserito nel cuore delle trasformazioni culturali del secondo dopoguerra, tra impegno editoriale e tensioni della Guerra fredda, con un approccio rigoroso e documentato alla storia”.
• (F.T.)
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Compiti per le vacanze
Accanto a questo va a rontato il nodo dei Medici di Base: le stime parlano, soltanto per la provincia di Venezia ma la situazione è uniforme in tutto il Veneto, di oltre 360 pensionamenti nel corso del prossimo anno. I bandi per la loro sostituzione prevedono, tra mille di icoltà di reperimento, l’arruolamento di poco più di 150 medici di famiglia. Non certo una soluzione ottimale per una popolazione sempre più anziana. Le Case di Comunità, in fase di inaugurazione in queste settimane,
vanno riempite di personale e strutture. Sullo sfondo la spinosa vicenda del nuovo ospedale di Padova voluto da Regione e Comune, oggetto di accordi, delibere, stanziamenti e protocolli. Pare non ci sia più una completa copertura finanziaria. La Regione ha chiesto una pausa: problema decisamente non di poco conto.
Case di Riposo Il Veneto è l’unica regione, oltre la Sicilia, a non aver mai adottato una riforma delle Ipab
e questo rende meno performanti, in termini economici non certo di servizio, le case di riposo pubbliche. Oggi i dati parlano chiaro: ci sono circa 11mila anziani veneti in lista d’attesa per un posto in una struttura. Decisamente tanti.
Le infrastrutture per lo sviluppo
Alta velocità ferroviaria: avanti piano. Troppo piano. E questo è un grave limite per il territorio regionale. Romea: continua a essere la strada più pericolosa d’Italia. Anche qui dopo decenni di dibattiti urge una soluzione. Autostrada del Mare: si fa o non si fa? E se si come si risolve l’accesso al litorale? Holding autostradale
non se ne parla più: sogno finito? Biglietto unico per i mezzi pubblici, metropolitana di superficie, porti e aeroporti: i dossier sono decisamente molti e pesanti e nessuno di questi può attende. Saranno, dunque, vacanze molto intense se non ci si vorrà ritrovare impreparati alla ripresa quando si dovranno, anche, a rontare i nodi dell’emergenza casa, della regolamentazione del fine vita e del braccio di ferro con Governo e Enel delle concessioni della rete elettrica e degli impianti idroelettrici in scadenza tra pochi anni. Sullo sfondo rimane il nodo dell’autonomia: ma questa è tutta un’altra storia.
Sanità. L’assessore regionale Gino Gerosa: “Va cambiata la mentalità del paziente nell’approccio con l’ospedale”
“CON LE CASE DELLA COMUNITÀ VOGLIAMO RIDURRE GLI ACCESSI AI PRONTO SOCCORSO”
Dopo una carriera da cardiochirurgo e docente universitario, migliaia di interventi e vite salvate (“la soddisfazione più grande”), il professor Gino Gerosa si sta cimentando con la nuova sfida da assessore regionale alla sanità. “Dobbiamo fare delle scelte e agire oggi - spiega - pensando ai pazienti di domani. E chi saranno i pazienti di domani? Rispetto ai decenni scorsi la piramide sociale si è invertita, nel
una medicina reattiva, della serie sei ammalato - ti curo, ad una medicina di previsione che previene la fase acuta. In poche parole, vogliamo fare del Veneto il laboratorio internazionale per l’invecchiamento in buona salute”.
Di questa nuova sanità territoriale le Case della Comunità che stanno aprendo in tutta la Regione diventano un punto di riferimento e la base di partenza: “Le Case della Comunitàcontinua Gerosa - andranno adattate
“In futuro avremo molti pazienti anziani, con la prevenzione vogliamo fare del Veneto il laboratorio internazionale per l’invecchiamento in buona salute”
senso che una volta avevamo quattro figli, due genitori e un nonno, mentre oggi ci troviamo con un figlio e quattro nonni. La società è sempre più anziana e i pazienti di domani saranno over 80, fragili per definizione, con policomorbilità, vale a dire con più patologie, pazienti cronici da tenere il più possibile fuori dall’ospedale e seguire a casa. E per questo serve una sanità territoriale di vicinanza: dobbiamo passare da
alle esigenze dei singoli territori. Per questo bisogna fare una mappatura accurata: per esempio, se in una determinata area ci sono molti diabetici la Casa della Comunità di riferimento dovrà avere gli specialisti che a rontino questa situazione. La prevenzione non può essere considerata un lusso ma diventa un dovere e va adattata alla realtà territoriale in cui è calata”.
Il primo mattone delle Case della
Comunità sono i medici di famiglia, con i quali la Regione ha raggiunto, per prima in Italia, un accordo che permette di fare fronte alle necessità di coprire gli orari di apertura delle nuove strutture. “L’accordo integrativo regionale è un primo passo, - aggiunge l’assessore - stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli per fare delle Case della Comunità il riferimento della sanità territoriale. E’ un cambio di mentalità che coinvolge anche i cittadini, finora abituati a rivolgersi ai Pronto Soccorso per ogni problema. Con le Case della Comunità vogliamo ridurre gli accessi ai pronto soccorso e dare ai pazienti le risposte direttamente sul territorio. Naturalmente vanno seguiti in maniera molto precisa i pazienti affetti da patologie croniche. E’ una sfida che passa anche attraverso la sostenibilità economica”. Nei prossimi mesi pertanto le Case della Comunità prenderanno sempre più forma e verranno calibrate sulle esigenze e sulla realtà dei singoli territori della nostra regione. Sulla carenza dei medici che in questi anni ha portato al ricorso ai “gettonisti” negli ospedali Gerosa fa notare che nei prossimi anni si passerà dalla carenza di medici attuale ad un eccesso di camici bianchi nel 2030. Ed è al futuro che il cardiochirurgo invita a guadare anche nella programmazione del nuovo
ospedale di Padova e, più in generale, di tutta l’organizzazione ospedaliera. “Il nostro compito è quello di prevedere il futuro, per quanto possibile, e di pensare ad un sistema sanitario estremamente dinamico che possa dare le risposte alle esigenze della popolazione fra 15-20 anni. Chiaramente sappiamo quale direzione deve seguire la sanità ma questo deve avvenire in un sistema dinamico. E in questo approccio si inserisce anche il nuovo ospedale di Padova: noi oggi siamo chiamati a progettare una struttura che sarà a servizio dei pazienti del futuro, ed è quindi alle necessità del futuro che dobbiamo
rivolgerci, consapevoli che andiamo verso una società sempre più anziana che dobbiamo cercare di tenere il più possibile lontana dagli ospedali, che servono invece a curare la fase acuta”. In definitiva, chiediamo in chiusura, cosa ha spinto un cardiochirurgo a ermato a cimentarsi nel ruolo di assessore regionale? “Il potere è la possibilità di fare cose buone per gli altri - risponde Gerosa - allora se c’è questa possibilità di fare qualcosa di buono anche a livello regionale, ben venga”.
• Nicola Stievano
Gino Gerosa
L’intervista. L’assessore regionale al bilancio Filippo Giacinti sulle sfide del
BACINO TERMALE EUGANEO: “PUNTIAMO SU UNA FORTE IDENTITÀ DI DESTINAZIONE”
Assessore Giacinti, il Bacino Termale Euganeo rappresenta una delle eccellenze del Veneto, ma negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con profondi cambiamenti. Qual è oggi la situazione del comparto e quali sono le principali sfide da a rontare?
Il Bacino Termale Euganeo rimane una realtà unica in Europa e uno dei principali punti di forza dell’o erta turistica veneta. Tuttavia, il settore sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Dopo la pandemia non si sono ancora recuperati pienamente i flussi turistici, in particolare quelli internazionali, e si è progressivamente ridotta anche la durata media dei soggiorni. È cambiato anche il modo di vivere il turismo e il benessere: oggi le persone cercano esperienze integrate, che uniscano salute, prevenzione, natura, attività all’aria aperta, cultura ed enogastronomia. Dobbiamo quindi intercettare nuovi segmenti di mercato, parlare alle giovani generazioni senza perdere
VICINI
SINDACI:
la nostra clientela storica e ra orzare l’identità del termalismo euganeo, distinguendolo dal wellness generico. Per farlo servono più ricerca, maggiore promozione, innovazione tecnologica e una governance capace di mettere in rete istituzioni, imprese e territorio. Quali sono le priorità per rilanciare il termalismo euganeo e quale ruolo devono avere Regione e istituzioni?
La prima priorità è aggiornare gli strumenti normativi e programmatori a inché siano adeguati alle nuove esigenze del settore. È fondamentale garantire una gestione sostenibile della risorsa termale, tutelandone il valore terapeutico e pianificando con attenzione anche gli eventuali utilizzi energetici, sempre nel rispetto dell’equilibrio idrogeologico del territorio. Allo stesso tempo la Regione deve essere protagonista nel confronto con il Governo sui temi che riguardano il sistema termale nazionale, dall’accreditamento delle strutture alle prestazioni sanitarie, fino all’aggiornamento della normativa di
riferimento. Serve poi una strategia di promozione condivisa, capace di ra orzare il posizionamento del Bacino Termale Euganeo come destinazione internazionale del turismo della salute. Innovazione, sostenibilità, lavoro e riqualificazione urbana sono temi sempre più centrali. Come possono contribuire alla crescita del territorio? Sono aspetti strettamente collegati. Innovare significa sviluppare nuovi prodotti dedicati alla prevenzione, al medical wellness, allo sport, alla longevità e alla salute della persona, integrandoli con le eccellenze dei Colli Euganei, il patrimonio storico, culturale ed enogastronomico. Significa anche investire nella digitalizzazione delle imprese e nella promozione attraverso i nuovi strumenti tecnologici. Parallelamente dobbiamo sostenere la formazione degli operatori, favorire occupazione stabile e qualificata e rendere il settore sempre più attrattivo anche per i giovani. Un’altra sfida riguarda la qualità della destinazione: recuperare
gli alberghi dismessi, migliorare gli spazi pubblici, aumentare il verde urbano, sviluppare la mobilità dolce e rendere il territorio più accessibile. La qualità dell’ambiente è parte integrante dell’esperienza termale. Qual è il traguardo che vi ponete per il futuro del Bacino Termale Euganeo? L’obiettivo è quello di creare un brand
EURO
AI COMUNI VENETI PER LA RIQUALIFICAZIONE DEI TERRITORI
Un aiuto alle amministrazioni locali che, sempre più spesso, si trovano a dover gestire i territori tra mille difficoltà finanziarie. La Giunta regionale del Veneto ha approvato un provvedimento straordinario che mette a disposizione 5 milioni di euro per finanziare opere pubbliche nei Comuni e nelle Unioni Montane del territorio.
L’obiettivo principale è sostenere i sindaci nella manutenzione, sicurezza e fruibilità del patrimonio pubblico, migliorando la qualità dei servizi per i cittadini. Per l’assessore ai Lavori Pubblici,
Diego Ruzza, si tratta di un investimento mirato:
“La Giunta regionale, ancora una volta, mette in campo uno strumento straordinario a testimoniare la propria vicinanza ai Comuni e ai Sindaci che si trovano con sempre maggiori di icoltà a dover gestire i territori”.
I fondi serviranno a coprire fino al 50% delle spese per interventi urgenti e immediatamente cantierabili. Le amministrazioni locali avranno tempo fino al 1° settembre per presentare le domande. I progetti ammissibili dovranno avere un valore compreso tra i 100.000 e il milione di
euro, con un contributo regionale per singola opera che varierà da un minimo di 50.000 a un massimo di 200.000 euro.
Le risorse copriranno un’ampia gamma di interventi cruciali per i bilanci comunali: nuove costruzioni, e icientamento energetico, adeguamenti normativi e impiantistici, ma anche interventi per la sicurezza, l’igiene e l’abbattimento delle barriere architettoniche negli immobili pubblici. Un’ossigeno puro per gli enti locali. Oltre a garantire spazi pubblici più sicuri e moderni per la comunità, lo stanziamento fungerà da volano economico
del territorio attraverso un marketing orientato alla creazione di un’identità di destinazione, di uno Storytelling esperienziale e di una tematizzazione dei cluster, tutto ciò anche attraverso l’organizzazione dell’o erta turistica sul digitale e quindi sfruttando le opportunità messe a disposizione dalle nuove tecnologie. Per fare questo, sarà necessario però fare sinergia con tutti i protagonisti di questo territorio: dalle amministrazioni locali all’ente parco colli, dai commercianti agli artigiani, dagli albergatori ai ai ristoratori e a tutti i componenti dell’ODG che già si occupano di promozione. Il tesoro delle nostre acque termali, nel meraviglioso contesto naturalistico dei Colli Euganei, a due passi da Venezia e Padova, deve consolidare un’identità di destinazione riconosciuta nei principali contesti internazionali.
Lavoriamo insieme ai protagonisti del territorio per un obiettivo ambizioso che il più grande bacino termale europeo merita di veder raggiunto.
in una fase congiunturale complessa, dando un impulso immediato al settore edilizio e all’intera economia veneta.
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Il provvedimento. Ne parliamo con il senatore Udc Antonio De Poli dopo il via libera in Governo e al Parlamento
DEBUTTA IL PIANO CASA DA 10 MILIARDI, “ORA VA GARANTITA LA PIENA ATTUAZIONE”
Senatore Antonio De Poli, perché serve un Piano casa?
Negli ultimi anni il costo degli a itti è aumentato (incremento, di certo, non attribuibile al fenomeno degli a itti brevi) e l’o erta di abitazioni è insu iciente. In Veneto ci sono 454.000 case private vuote e 7850 alloggi ATER non usati (il 20% del totale), mentre oltre 10.000 famiglie aspettando una casa in graduatoria. Giovani famiglie e lavoratori faticano a trovare abitazioni a costi sostenibili. Per noi la casa non è solo un bene ma il luogo in cui si costruiscono famiglia, stabilità e futuro. Il Piano approvato dal centrodestra al Governo e in Parlamento è una risposta strutturale a questa emergenza. Quali sono i quattro pilastri su cui si fonda il Piano?
Il primo riguarda il recupero degli alloggi di edilizia popolare inutilizzati; il secondo è il rilancio dell’housing sociale, per o rire soluzioni abitative sostenibili a chi non riesce ad accedere né al mercato libero né all’edilizia popolare. Il terzo consiste nella realizzazione di nuovi alloggi a canone calmierato e, infine, il quarto
pilastro è la collaborazione tra pubblico e privato. Una sfida di queste dimensioni non può essere a rontata solo con risorse pubbliche.
Il Piano mobilita circa 10 miliardi di euro. Come verranno utilizzate queste risorse? L’obiettivo è realizzare 100.000 abitazioni nei prossimi 10 anni. Importante è anche il sostegno all’edilizia convenzionata, con abitazioni a prezzi accessibili a quella vasta fascia di cittadini che non ha i requisiti per l’edilizia popolare ma non può permettersi di acquistare una casa ai prezzi di mercato. È un segnale concreto per il ceto medio. Quali sono le misure operative che avranno un impatto più immediato sulla vita delle persone?
La misura più saliente è il recupero di 60.000 alloggi di edilizia popolare oggi inutilizzati. A questa si aggiungono il ra orzamento del Fondo Prima Casa (con accesso prioritario per le famiglie con disabili), gli alloggi a canone calmierato e, in questo ambito, la previsione di una “corsia preferenziale” per forze dell’ordine, insegnanti, personale sanitario. Inoltre,
è previsto il recupero di negozi sfitti consentendo il cambio di destinazione d’uso per creare alloggi destinati a studenti fuori sede. Infine, cedolare secca al 10% e IMU ridotta per chi a itta a giovani e genitori separati.
Qual è stato il contributo specifico
dell’UDC alla costruzione del Piano Casa?
Come UDC abbiamo promosso a Roma gli Stati Generali dell’Abitare, il punto di arrivo di un percorso iniziato molti mesi prima con tavoli tecnici che hanno coinvolto associazioni di categoria,
imprese, professionisti e operatori. Dal confronto sono nate proposte concrete: l’estensione della cedolare secca al 10% per le locazioni abitative, incentivi per la riqualificazione edilizia, la riforma delle locazioni per restituire maggiore fiducia ai proprietari e favorire l’aumento dell’o erta di alloggi. Stiamo inoltre lavorando alla riforma delle locazioni commerciali, con il canone concordato commerciale per rilanciare negozi di vicinato e botteghe. Molte di queste indicazioni hanno già trovato spazio nel Piano Casa. Questo Piano viene definito un punto di partenza. Quali saranno i prossimi passi?
La vera sfida dei prossimi anni sarà dare piena attuazione agli strumenti previsti. Uno degli obiettivi prioritari è ampliare la partecipazione agli interventi previsti dal Piano, coinvolgendo in maniera sempre più significativa le piccole e medie imprese, anche artigiane, i professionisti e tutti gli altri operatori della filiera dell’edilizia. Dobbiamo trasformare il diritto all’abitare in una leva di sviluppo, coesione sociale e crescita per l’Italia.
Il saggio. La Prof.ssa Lomellini, docente e direttrice di Securities, ha pubblicato un volume dedicato al celebre terrorista internazionale
PARTE DALL’UNIVERSITÀ DI PADOVA L’ULTIMA CACCIA A CARLOS, LO SCIACALLO
La Professoressa Valentine Lomellini, docente associata in Storia delle relazioni internazionali all’Università di Padova e direttrice di Securities (il Centro Studi italiano sulla sicurezza, il terrorismo e la criminalità organizzata), è da poco tornata in libreria con un saggio di grande spessore: Carlos lo sciacallo. Storia del più temuto terrorista internazionale (Edizioni Laterza). Attraverso un meticoloso lavoro d’archivio, Lomellini ha ricostruito la vera storia di un personaggio diventato un’icona, purtroppo in senso negativo, degli anni ‘70 e ’80.
Professoressa Lomellini, partiamo da un mini ritratto: chi è davvero Carlos lo Sciacallo?
Il suo vero nome è Ilich Ramírez Sánchez. È un terrorista internazionale nato
Quanto contano per persone come Carlos l’ideologia politica e la fede religiosa? Sono sentimenti sinceri o solo un’etichetta di facciata?
La “fede rivoluzionaria” è un elemento formativo in quello che oggi chiameremmo processo di radicalizzazione. Ramírez Sánchez nasce e cresce in una famiglia della piccola borghesia: il padre è un avvocato che milita nel Partito Comunista. Nasce quindi in un ambiente molto politicizzato. L’approdo alle istanze rivoluzionarie si sviluppa con il ‘68 globale, che lo vede parte attiva a Londra. Negli anni ‘70 Carlos si avvicina all’ala più radicale del FPLP, una formazione marxista-leninista, entrando nella sezione delle operazioni speciali diretta da Wadi Haddad, che sviluppava
Sulle tracce di Ilich Ramírez Sánchez, personaggio controverso accostato anche a Osama Bin Laden e al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna
in Venezuela, diventato poi studente all’Università Lumumba di Mosca, dove probabilmente è stato arruolato dal KGB. Ha militato nel Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina e, con un’identità che è stata precorritrice dei tempi moderni, ha tentato di creare una rete internazionale del terrore nel corso degli anni ‘70. A metà di quel decennio si è persino convertito al jihadismo, anticipando quasi di quarant’anni gli sviluppi del terrorismo religioso contemporaneo. È un personaggio controverso, a cui sono stati dedicati libri, film e serie tv. È anche l’uomo al centro della cosiddetta “pista palestinese” per la strage di Bologna.
azioni terroristiche sul suolo occidentale. L’ideologia, dunque, ha un’importanza reale. Tuttavia, subentra un’altra dinamica: quando una persona entra nel mondo del terrorismo e della clandestinità, quello diventa il suo unico mondo di riferimento. Non si può tornare indietro. Carlos è stato arrestato in Sudan nel 1994, anni in cui anche Osama Bin Laden viveva in quel Paese. Un vecchio articolo de Il Manifesto che titolava “Il nuovo Carlos è Bin Laden”. C’è stato un passaggio di testimone o era solo una suggestione giornalistica?
Al momento non abbiamo prove che ci sia stato un legame diretto tra i due.
L’articolo de Il Manifesto la suggestione dell’esistenza di una centrale internazionale del terrore guidata da un singolo capo. Negli anni ‘70-’80 era Carlos, negli anni ‘90-2000 è diventato Bin Laden.I due condividono alcune caratteristiche: la fede islamica, un’ampia disponibilità economica e vasti contatti internazionali. Tuttavia, la modalità d’azione è diversa. Carlos realizza attentati appoggiandosi a un gruppo trasversale, composto da tedeschi occidentali, giapponesi e palestinesi. Bin Laden, invece, promuove una vera e propria “Internazionale del terrore”, un progetto globale di radicalizzazione e di esportazione del Jihad in vari Paesi. Veniamo alla “pista palestinese” per la strage di Bologna del 2 agosto 1980. Cosa ci dicono i documenti? Nel libro ho analizzato storiograficamente la pista palestinese. Sappiamo che a livello giudiziario le sentenze hanno ritenuto responsabili della strage di Bologna alcuni esponenti del neofascismo italiano. Tuttavia, da tempo alcuni politici ribadiscono il loro scetticismo, sostenendo che la strage sia stata una vendetta del FPLP per l’arresto, avvenuto in Italia nell’autunno ‘79, del palestinese Abu Anzeh Saleh. Secondo questa teoria, l’arresto avrebbe violato il presunto “Lodo Moro”, l’accordo tra il fronte palestinese
e l’Italia per il libero transito delle armi in cambio della neutralizzazione del nostro territorio dagli attentati. Analizzando le fonti, la conclusione a cui arrivo — e che dimostro nel libro — è che questa pista è assolutamente inattendibile. Al contrario, la vicenda di Abu Anzeh Saleh conferma l’esistenza di quell’accordo per evitare attacchi in Italia. Dunque, nessuna ragione legata a questa dinamica può essere addotta come movente per la strage di Bologna.
Chiudiamo con un aspetto paradossale: il soprannome di Carlos, “lo Sciacallo”, arriva dal romanzo di Forsyth e dal film omonimo. Poi lo stesso Carlos ha ispirato i libri di Robert Ludlum su Jason Bourne. Essere così “pop” e mediatico si è rivelato un boomerang per un terrorista?
Assolutamente sì. A lungo si è creduto che Carlos fosse la longa manus di Mosca in Occidente. In realtà, consultando i documenti dei servizi segreti bulgari, cecoslovacchi e in parte rumeni, emerge che Carlos era tollerato, ma poi divenne del tutto indesiderato. Essere un terrorista richiede un grado estremo di riservatezza. Carlos, al contrario, aveva un temperamento esibizionista. I servizi dell’Est lo ritenevano un uomo incontrollabile e troppo “popolare” per svolgere un ruolo
strategico occulto. La grande notorietà esplosa nel 1973 gli si è ritorta contro: è stato costretto a fuggire di Paese in Paese fino all’arresto in Sudan nel ‘94, avvenuto anche grazie alle fotografie scattate anni prima dai servizi cecoslovacchi durante le sue permanenze a Praga. In un’epoca in cui di molti terroristi non si conosceva nemmeno il volto, Carlos, con la sua vanità, si è praticamente fregato da solo.
• Giacomo Brunoro
• Chi è Giacomo Brunoro
Classe ‘76, padovano. È direttore editoriale di LA CASE Books, presidente di SUGARPULP, collabora con Veneto24, docente per Forema e per SMART Innovation School.
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