Sport p.18
Garden p.27
SETTEMBRE 2019
Periodico d’informazione locale - Anno XXVI n.137
Cultura p.17
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di Adria
on-line: Nuovo governo, stessi problemi Alessandro Abbadir >redazione@givemotions.it<
Il nuovo governo, guidato ancora da GiuRESPONSABILITÀ & RISARCIMENTO
via Manzoni, 17 Conte, · ADRIA (Ro) · tel. 0426 902385 seppe il “Conte Bis”, si propone come Monica Gusella corso Risorgimento, 49 · PORTO VIRO (Ro) un escutivo dal passo diverso, e con contenuti tel. 0426 631947
differenti rispetto al precedente. Si assicurano la risposta più giusta per la tutela dei tuoi diritti
Emigrazione giovanile: “Servono trasporti efficienti”
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toni meno accesi, più attenzione all’ambiente e ai temi sociali e del lavoro, terreni dove gli ex nemici Pd e M5S sembrano aver trovato maggior convergenza programmatica. Chi resta fuori dalla maggioranza invece si divide fra opposizione di tipo parlamentare e di piazza, reclamando le elezioni e promettendo battaglie anche di tipo culturale. Si registrano, comunque, segnali di fiducia dai mercati e dai partner europei dopo la formazione del nuovo esecutivo. Il “Conte Bis” però si trova subito davanti una sfida cruciale: la legge di bilancio per scongiurare anche l’aumento dell’Iva. servizio a pag 4 Si preannuncia, di fatto, per far quadrare i conti un restyling di quota 100 in campo pensionistico, mentre il Pd chiede un cambio di rotta sul tema migranti e sicurezza con una rivisitazione dei decreti voluti dalla Lega. Resta sul tavolo poi, come un macigno, il dossier delle infrastrutture da realizzare per rilanciare economia e sviluppo. M5S e Pd su certe opere sono da sempre su posizioni inconciliabili. Troveranno un accordo? Si pone infine, ma non ultimo, anche con questo governo, soprattutto per la nostra regione, il tema dell’autonomia, sul quale c’è stata una consultazione in Veneto con un esito chiarissimo. Saprà questo governo, che sembra sbilanciato nella sua composizione a Centro- sud, dare soluzioni alle esigenze del Nord? Sono quesiti ai quali il “Conte Bis”è chiamato a rispondere in tempi rapidi, se non vuole bruciare, in pochissimo tempo, la fiducia accordata a livello internazionale e le aspettative nel paese.
POLEMICA
Nuove regole per gli alloggi Ater
Allarme per lo spopolamento della città e del territorio. Il Comune alla Regione: “Elettrificate la Mestre-Adria e sviluppate la Rovigo-Chioggia
EX PESCHERIA
Addio a uno dei simboli della città POLITICA
“Cercasi piantine per il parco dell’Amolaretta” SANITÀ
È scontro sulla gestione del Csa BOTTRIGHE
Speranze per la riapertura della scuola
I nostri ricordi e gli avvenimenti più importanti li trovi sulla fotogallery sulla piazzaweb
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Nuovo governo, stessi problemi Alessandro Abbadir >redazione@givemotions.it<
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utunno, nuovo governo stessi problemi. Il cambio di colore estivo del governo, da giallo-verde a giallo-rosso, ha sorpreso non poco per modalità e tempi. La repentina uscita dalla coalizione della Lega, e l’arrivo invece in maggioranza del Pd, ha stemperato la carica populista che aveva allontanato l’Italia dagli altri paesi europei. segue a pag 3
In questo numero il nuovo inserto
consigli preziosi per il verde di casa vostra
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Facciamo. il punto
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Nuovo governo, stessi problemi Alessandro Abbadir >redazione@givemotions.it<
Il nuovo governo, guidato ancora da Giuseppe Conte, il “Conte Bis”, si propone come un escutivo dal passo diverso, e con contenuti differenti rispetto al precedente. Si assicurano toni meno accesi, più attenzione all’ambiente e ai temi sociali e del lavoro, terreni dove gli ex nemici Pd e M5S sembrano aver trovato maggior convergenza programmatica. Chi resta fuori dalla maggioranza invece si divide fra opposizione di tipo parlamentare e di piazza, reclamando le elezioni e promettendo battaglie anche di tipo culturale. Si registrano, comunque, segnali di fiducia dai mercati e dai partner europei dopo la formazione del nuovo esecutivo. Il “Conte Bis” però si trova subito davanti una sfida cruciale: la legge di bilancio per scongiurare anche l’aumento dell’Iva. Si preannuncia, di fatto, per far quadrare i conti un restyling di quota 100 in campo pensionistico, mentre il Pd chiede un cambio di rotta sul tema migranti e sicurezza con una rivisitazione dei decreti voluti dalla Lega. Resta sul tavolo poi, come un macigno, il dossier delle infrastrutture da realizzare per rilanciare economia e sviluppo. M5S e Pd su certe opere sono da sempre su posizioni inconciliabili. Troveranno un accordo? Si pone infine, ma non ultimo, anche con questo governo, soprattutto per la nostra regione, il tema dell’autonomia, sul quale c’è stata una consultazione in Veneto con un esito chiarissimo. Saprà questo governo, che sembra sbilanciato nella sua composizione a Centro- sud, dare soluzioni alle esigenze del Nord? Sono quesiti ai quali il “Conte Bis”è chiamato a rispondere in tempi rapidi, se non vuole bruciare, in pochissimo tempo, la fiducia accordata a livello internazionale e le aspettative nel paese.
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Il parcheggio ora si paga con il cellulare L
“Un modo anche per evitare sprechi di denaro”
a città di Adria sbarca nell’era moderna. Molto presto, infatti, per i cittadini sarà possibile pagare la sosta dei parcheggi blu tramite il proprio smartphone grazie ad un’apposita App, che permetterà di gestire al meglio, e senza sprechi di denaro, la sosta della propria automobile. “Il vantaggio per l’utente - spiega l’assessore alla Comunicazione Andrea Micheletti - è che se la sosta finisce prima del previsto o si prolunga più di quanto preventivato, è possibile interromperla o prolungarla direttamente tramite l’App, svincolando l’utente dall’uso del contante e dei pardi chimetri fisici che possono guastarsi o essere posizionati camisotti troppo distanti da dove si lascia l’auto”. antonio L’applicazione sarà direttamente collegata alla carta di credito inserita al momento dell’iscrizione. Una piccola percentuale di denaro denominata “aggio”, stabilita dal fornitore del servizio, verrà trattenuta nel momento del pa• Centro Revisione Auto e Moto • Vendita Auto usate gamento. di tutte le Marche “Come amministrazione - spiega l’assessore alla Comuni• Autofficina Benzina e Diesel cazione Andrea Micheletti - stiamo promuovendo l’impiego • Servizio • Vendita e Assistenza diffuso delle nuove tecnologie della comunicazione, al fine >redazione@givemotions.it< di mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città Alessandro Abbadir Pneumatici • Garanzia e Assistenza con chi le abita, e di costruire una città più intelligente”. utunno, nuovo governo stessi problemi. Il camnella propria Officina • Ricarica Climatizzatori L’amministrazione non dovrà caricarsi di alcun onere bio di colore estivo del governo, da giallo-verde finanziario, poichè l’azienda aggiudicatrice per la stipula a giallo-rosso, ha sorpreso non poco per modalità e Via G. Matteotti, 315 • 45018 PORTO TOLLE (Ro) • cell. 348 3912191 della convenzione verserà mensilmente le commissioni al tempi. Comune, senza alcuna trattenuta. tel. 0426 380777-0426 380498 • fax 0426 391623 • matteo.camisotti@libero.it La repentina uscita dalla coalizione della Lega, e Gaia Ferrarese l’arrivo invece in maggioranza del Pd, ha stemperato la carica populista che aveva allontanato l’Italia dagli altri paesi europei. È un periodico formato da 16 edizioni locali mensilmente Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Direzione, Amministrazione seguee a pag 3 Redazione:
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Nuovo governo, stessi problemi
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recapitato a 206.516 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Pettorazza e Papozze per un numero complessivo di 8634 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199
In questo numero il nuovo inserto
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consigli preziosi per il verde di casa vostra Chiuso in redazione il 10 settembre 2019
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Viabilità Riqualificazione
“Servono trasporti più efficienti” È allarme emigrazione giovanile a causa anche delle infrastrutture inadeguate che influiscono sull’economia della zona
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l Polesine si sta svuotando, ormai è popolato da cittadini sempre più anziani. È questa la fotografia che emerge dagli ultimi dati raccolti. A pagare il prezzo più alto per questa situazione sono soprattutto la città di Adria e tutta la zona del Delta. La causa principale di questa emigrazione dei giovani, secondo il primo cittadino della città etrusca, Omar Barbierato, è da imputare all’inadeguato sviluppo del sistema dei trasporti del territorio, che incide negativamente sull’economia dei paesi della zona, in particolare proprio su Adria, che da tempo
cerca invece di presentarsi come un punto di riferimento per i ragazzi grazie “alla concentrazione di istituti scolastici superiori, come il conservatorio musicale e l’istituto alberghiero che da solo conta circa un migliaio di studenti, e alla presenza di tre importanti musei (Museo Archeologico Nazionale, Museo della Cattedrale, Museo d’Arte Adria e Delta) nonché del teatro comunale riconosciuto a livello nazionale”. Dello stesso parere anche Enrico Bonato, consigliere con delega alla Viabilità, che pone l’accento
su alcuni problemi, dai quali una volta risolti si potrebbe ripartire per dare nuova linfa al turismo del territorio: “Nel contesto del riconoscimento della carenza di infrastrutture nel Polesine, soprattutto del Delta, inserite nel Piano trasporti regionale, non capiamo come mai non sia stata ancora elettrificata la tratta ferroviaria Adria-Mestre, e tantomeno dotati i treni di moderne tecnologie per il servizio di connes-
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sione internet, nonostante siano servizi già finanziati dal Ptr. Allo stesso modo non si capiscono i motivi del mancato inserimento nel piano citVato, della ciclovia Ven.To per un turismo slow che interessa Adria e tutti i comuni che si affacciano lungo le sponde del Po. Un territorio per il quale sarebbe bene rivedere anche lo sviluppo della tratta ferroviaria Rovigo-Chioggia”
L’iniziativa permetterà di risparmiare fino a 150 euro sugli abbonamenti del treno
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e tra il 1 ottobre 2019 e il 24 gennaio 2020 verrà acquistata dall’utente una bici pieghevole, l’abbonamento Trenitalia potrà essere scontato fino a 150 euro. Questo è quanto ha dichiarato l’assessore ai Trasporti, Elisa De Berti, descrivendo “gli obiettivi e le strategie per il sistema veneto della mobilità, contenuti nel Piano regionale dei trasporti recentemente presentato, dove numerose sono le azioni che abbiamo avviato per integrare le diverse forme di trasporto, tra cui la bicicletta con la quale raggiungere da casa la stazione di partenza e dalla stazione d’arrivo il proprio luogo di lavoro”. Coloro che dimostrano di aver comprato una bici che, ripiegata, abbia dimensioni non superiori a cm. 80x110x45, verrà applicata una riduzione sull’acquisto dell’abbonamento ferroviario trimestrale o annuale, a tariffa regionale Veneto 40/21 o trimestrale a tariffa regionale Veneto 14-VE. Le risorse impegnate derivano dall’applicazione delle penali per il mancato rispetto degli obblighi sui contratti con Trenitalia per lo svolgimento di servizi ferroviari di interesse regionale e locale. L’iniziativa sarà rivolta anche agli abbonamenti per i servizi gestiti da Sistemi Territoriali S.p.A. sulle linee Rovigo – Chioggia e l’annosa linea Adria - Mestre. Gaia Ferrarese
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Case Ater Amministrazione comunale
“L’assegnazione delle case popolari necessita di nuove regole” V
otato all’unanimità in consiglio comunale il testo per la richiesta della sospensione dell’ultima modifica riguardante la normativa sulle case Ater che ha introdotto aumenti ai canoni di molti inquilini. È proprio il consigliere di maggioranza Michele Casellato che, dopo le opportune modifiche derivanti dal confronto con la minoranza, ha spiegato: “Si ritiene che i principali correttivi da introdurre alla normativa esistente dovranno tener conto della vetustà e delle effettive condizioni dell’abitazione, scomputando nel calcolo dell’affitto le eventuali migliorie di straordinaria manutenzione, fatte a spese dell’inquilino”. ”Inoltre sarebbe adeguato cambiare i limiti del reddito annuo Isee portandoli dagli attuali 20.000 euro a 30-32.000 euro; dei termini, per rientrare nei requisiti di legge, che dovranno essere portati da 2 a 5 anni, dovranno inoltre essere riconosciute particolari discontinuità di reddito, entrate una tantum e straordinarie come Tfr, liquidazioni”. Sottolineando che: “Sarebbe giusto una particolare attenzione agli asseInnalzamento gnatari con età supedella soglia riore ai 75 anni e alle minima Isee loro situazioni reddituali”. e termini per A questo punto rientrare nei si impegna la giunta comunale: “Nella requisiti continuazione e indi legge tensificazione della situazione di monitoraggio delle situazioni anomale presenti nel nostro Comune, per avere un quadro più aggiornato possibile della realtà”. Concludendo: “Si chiede al direttore dell’Ater di Rovigo Aldo Guarnieri di disporre il mantenimento dei canoni presenti, fino a nuove disposizioni per quegli inquilini che si trovano in situazioni “anomale”. Inoltre, si richiama l’attenzione sull’opportunità che venga composto un “Nucleo tecnico territoriale di Rovigo”, chiamato a valutare le criticità e a proporne i correttivi, come già annunciato dall’assessore regionale Manuela Lanzarin; lo stesso dovrà essere composta da una rappresentanza della municipalità polesane autorevole”. Stefano Spano
Buone pratiche ambientali: presto una campagna plastic free per sensibilizzare Adria
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n consiglio comunale è stata votata all’unanimità la mozione sulla campagna del “Plastic Free”, presentata dal consigliere di minoranza Lamberto Cavallari, ma cavallo di battaglia del M5S adriese e sposata dall’amministrazione comunale.”Attraverso la campagna di sensibilizzazione Plastic Free, l’amministrazione si impegna, con alcune linee guida, ad estendere alla cittadinanza alcune buone pratiche per ridurre il consumo della plastica monouso”. Sono le parole dell’assessore Sandra Moda, che continua dicendo: “Abbracciando l’iniziativa, vogliamo dare anche noi il nostro piccolo contributo comunale, stimolando ulteriormente la raccolta differenziata sia all’interno di
palazzo Tassoni che all’esterno. Dare informazioni alle associazioni che propongono sagre paesane per riuscire ad ottenere fondi regionali a sostegno di utilizzo di materiali compostabili”. “Per raggiungere l’obiettivo finale - spiega Moda - sostituiremo gradualmente la plastica monouso con materiale compostabile ed ecosostenibile in tutte le sedi comunali e gli edifici pubblici come sale conferenze, scuole e palestre. In maniera graduale e progressiva, saranno sostituiti i materiali plastici non compostabili che vengono utilizzati dalle attività ristorative e ricettive, eventi e manifestazioni St.Sp. connesse al tema del cibo e bevande”.
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Ex pescheria: addio ad uno dei simboli della città Una brutta notizia per la cittadinanza, in quanto si sta definendo l’avvio dei lavori di demolizione dell’ex pescheria in Corso Mazzini. L’edificio è situato tra lo storico quartiere popolare di Canareggio e corso Garibaldi, di fronte al complesso dell’ex istituto canossiano. A rendere possibile lo smantellamento dell’edificio, la convenzione firmata tra l’autodromo di Adria e il Comune nell’ambito del piano di recupero delle “ex canossiane” approvato in maniera definitiva in queste settimane, ma che trova la sua origine nella delibera di un pubblico consesso civico nel 2001. Una scelta importante ma discutibile dell’amministrazione comunale, data la storicità della struttura, che risale ai primi anni ‘60 e per molti cittadini è quasi un
Cambio gestore: acqua meno cara? A
simbolo degli anni passati che continua ad arredare parte del centro storico. “Una volta smantellata la struttura, saranno previste alcune piccole aree verdi e la sistemazione del fondo stradale per la realizzazione di oltre 40 parcheggi fruibili alla comunità, utili nel giorno del mercato settimanale del sabato. Una volta realizzati tutti gli interventi, Adria - afferma l’assessore all’urbanistica Marco Terrentin- ritroverà la sua tipicità urbanistica/ architettonica”. “Anche in questo caso - afferma il sindaco Omar Barbierato-è stato fondamentale il lavoro del gruppo di lavoro”. Insomma, invece di una possibile area verde, area sgambamento cani o qualcosa di più fruibile, saranno creati guarda un po’, ancora parcheggi, che sicuramente faranno bene alla viabilità, ma verranno sostituiti ad una struttura che ha raccontato tanto di sé, ha visto tante attività aprire e chiudere sotto il suo tetto, ma ormai sembra non essere più il tempo per lei di continuare ad avere un posto nella città etrusca. Stefano Spano
qualche settimana dall’emissione della prima bolletta di Acquevenete per gli utenti di Adria è possibile un primo confronto effettivo delle tariffe applicate in bolletta dal nuovo gestore, rispetto alla vecchia gestione di Acque Potabili. Un’analisi degli importi in bolletta dimostra che il risparmio si è concretizzato. A parità di giorni intercorsi, relativo consumo, numero di componenti, con il calcolo Acquevenete la bolletta risulta inferiore di 19,05 euro. La prima bolletta è basata sui consumi effettivi rilevati al contatore, più un acconto fino alla data del 30 giugno 2019. La prossima bolletta sarà invece basata sulle letture dei contatori nel mese di settembre, e sarà emessa a ottobre, riferita quindi a un periodo di tre mesi, e quindi con un importo assoluto meno impattante. “La tariffa del servizio idrico integrato è una materia estremamente complessa - sottolinea il sindaco di Adria, Omar Barbierato -. Per cui è importante che Acquevenete ci dia il massimo sostegno, per comprendere questa prima emissione. Come amministrazione comunale ci siamo fatti portavoce delle
richieste pervenute dai cittadini, trovando piena disponibilità da parte della società”. Per contro il presidente del gestore idrico, Piergiorgio Cortelazzo, afferma: “Acquevenete è sempre a disposizione degli utenti che desiderassero ricevere chiarimenti. È sufficiente rivolgersi agli sportelli sul territorio, che nei giorni scorsi hanno già dato risposta ad alcuni utenti che ne avevano fatto richiesta, sollevando la problematica anche attraverso i social network”.
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Verde pubblico Polemica
Barbujani: “Cerchasi piantine per il parco Amolaretta” Il consigliere di minoranza Massimo Barbujani aveva fatto presente la scomparsa di 80 alberelli piantati nel parco Amolaretta a novembre 2017 e che ad oggi non sono più presenti nell’area verde adriese.
rogazione del consigliere di minoranza che inspiegabilmente pone delle domande di cui conosce le risposte. Primo, perché il consigliere sa benissimo che quelle piante sono sparite poco dopo la loro piantumazione, avvenuta durante
la sua amministrazione, secondo, perché, nel momento in cui si è insediata la giunta Barbierato le piantine non c’erano già più. Detto questo - conclude il consigliere - ci aspettiamo dall’ex sindaco suggerimenti costruttivi che possano es-
sere a beneficio degli adriesi”. Insomma, sembra che tali piantine siano sparite probabilmente tra la fine dell’amministrazione comunale Barbujani e l’inizio di quella Barbierato, che si è ritrovata Stefano Spano senza piante.
“Quegli alberelli erano un bene comune e ravvivavano questa zona della cittadina, quindi non capisco proprio quale sia il motivo per il quale sono state tolte” spiega l’ex vicesindaco Massimo Barbujani, ora all’opposizione. “La cosa che più sorprende che queste piante siano sparite proprio sotto il naso di
Massimo Barbujani
Simone Donà, consigliere di maggioranza, che abita proprio davanti al parco e che poteva benissimo vedere in che situazione questa piante sarebbero scomparse. Spero che il comune possa ristabilirle, perché sono un patrimonio per tutta cittadina e soprattutto per quel quartiere”. A tal proposito è il consigliere di maggioranza Simone Donà, che sottolinea: “Una ventina di piantine delle cento messe a dimora nel 2017, la cui è al centro dell’inter-
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Minoranza: discussione sugli emendamenti per il decoro urbano Il regolamento per il decoro pubblico non ha messo tutti d’accordo e proprio nell’ultimo consiglio comunale è stato rimandato per essere discusso nuovamente in commissione e essere poi riportato in consiglio a settembre. Il consigliere di minoranza Giorgia Furlanetto solleva una sostanziale polemica sulla questione, e specifica come la stessa non sia stata ascoltata nella terza commissione: “Ho deciso di confrontarmi con la Commissione con spirito collaborativo e con la volontà di esporre la necessità di diversi emendamenti, ritenendo il testo proposto in alcuni punti contraddittorio - dichiara Furlanetto -. Attesa l’impossibilità di esporre gli emendamenti, stante la volontà del Presidente, sentito il parere dell’assessore Andrea Micheletti, di procedere direttamente al voto del testo non emendato e presentato alla Commissione nella sua versione originaria, dichiara voto sfavorevole, considerando altamente lesivo dei diritti dei membri della commissione la mancata discussione degli emendamenti, da una maggioranza che decide di allargare il testo alla cittadinanza, escludendo dalla discussione i componenti della commissione”. Una questione che è rimasta aperta e che ha visto la benevolenza dello stesso Micheletti, che ha permesso di affrontare un’ulteriore Commissione per far parlare anche il consigliere Furlanetto. (St.Sp.)
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Musei polesani: una rete di cultura Una giornata dedicata alla valorizzazione integrata del territorio attraverso l’esposizione dei tanti progetti che trasformino il patrimonio culturale locale in capitale territoriale su alcune aree pilota scelte ad hoc
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uoversi per linee leggere. Cultura, occupazione, rigenerazione tra musei, archeologia e ciclovie. Di questo si è parlato ad Adria, al museo archeologico nazionale, in una giornata collegata al turismo slow e ai musei polesani. Il sindaco Omar Barbierato ha aperto i lavori, ponendo in risalto l’importanza della giornata, apprezzata anche dall’assessore regionale alla cultura, Cristiano Corazzari, che ha sottolineato l’importanza del fare rete, per incidere sul territorio, attraverso le leve della cultura e del turismo. Il presidente della Provincia, Ivan Dall’Ara ha presentato tutte le progettualità che vedono impegnato l’ente, dalla ripresa delle attività del Sistema Museale Provinciale, vera e propria rete di strutture museali in grado di monitorarne potenzialità e debolezze, ai percorsi di cicloturismo. Il Mibac è stato rappresentato da Francesca Condò della Direzione Generale Musei e da Daniele Ferrara diret-
tore del Polo Museale del Veneto, mentre la direttrice del museo, Alberta Facchi, ha coordinato la giornata, presentando in maniera dettagliata le linee strategiche del progetto MuSst, che ha l’obiettivo di avviare a livello nazionale la sperimentazione di modalità di valorizzazione integrata territoriale, in aree pilota e di raggiungere la finalità di trasformare il patrimonio culturale in capitale territoriale, favorendo collaborazione intersettoriale tra pubblico e privato. “Il Polesine è stato scelto come area pilota per le ricchezze del territorio, che si distingue per la presenza di due musei archeologici nazionali (l’altro è quello di Fratta) e per il valore paesaggistico del Parco del Delta del Po eletto riserva Mab Unesco - ha spiegato Facchi -. Il monitoraggio di enti, istituzioni, realtà economiche e associazioni no profit ha caratterizzato la fase preliminare per lo sviluppo del patrimonio museale della provincia di Rovigo anche in relazione agli
Un momento della giornata durante l’esposizione dei progetti culturali
obiettivi di miglioramento degli standard qualitativi sottesi alla costituzione del Sistema Museale Nazionale”. A Giuseppe Toffoli, vicepresidente della Fondazione Cariparo è stato presentato il MuSst in quanto l’istituzione sostiene da sempre i musei del territorio e organizza eventi espositivi, valorizzando la pinacoteca dell’Accademia dei
Concordi e del Seminario Vescovile di Rovigo, nella sede di palazzo Roverella. Aurora di Mauro, della Regione, ha presentato il progetto “Innocultour” del programma Italia Croazia 2014- 2020, che intende proporre iniziative condivise di valorizzazione culturale e turistica legate ai musei. Nell’intento di svilupparne le azioni, sono stati individuati, in Veneto, il museo dei
Ponte della Chieppara riapre: stop ai disagi La viabilità è stata sospesa a causa di automobilisti indisciplinati che hanno messo a rischio gli operai
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a chiusura di fine luglio del ponte della Chieppara ha portato molti disagi alla popolazione adriese non solo della zona, ma un po’ in generale, dato che è probabilmente il punto d’accesso principale della cittadina etrusca, dove il 90% delle persone transitano per ogni tipo di servizio, inoltre è il punto in cui passano il 100% delle ambulanze per soccorrere persone in zona Bottrighe, Papozze e limitrofi. Da maggio il transito è stato possibile a senso alternato, ma vi sono stati diversi episodi, provocati da automobilisti indisciplinati, che hanno portato la ditta Prefer (incaricata ai lavori) a sospendere questo tipo di viabilità, perché troppo pericolosa per i propri operai e soprattutto che avrebbe portato ad un ulteriore prolungamento del tempo di completamento della manutenzione del ponte. In questi primi giorni di settembre il ponte dovrebbe essere riaperto sempre a senso alternato, per agevolare la viabilità per le scuole, ma i lavori continueranno sicuramente fino a metà ottobre, soprattutto per quanto concerne gli ultimi ritocchi. Una situazione che ha avuto le sue problematiche, soprattutto per pedoni e ciclisti, che sono dovuti passare per il ponte della Bettola, una infrastruttura che ha anch’essa dei seri problemi di viabilità e che con il tempo avrebbe bisogno di un radicale cambiamento. (St.Sp.)
“Vogliamo due passaggi” Per gli abitanti di Valliera il passaggio a livello di via Scolo Branco non deve essere chiuso. Per per questo sono state raccolte ben 150 firme per essere portate,
con una mozione da parte della Lega, in consiglio comunale ed essere discusso il punto insieme all’amministrazione comunale. Una situazione che va avanti da diverso tempo, dato che era stata la stessa Regione a specificare come non servivano due passaggi a livello a Valliera, ma poteva rimanerne uno soltanto, ossia quello in via Don Luigi Sturzo, che ovviamente si caricherebbe di tutto il “traffi-
Grandi Fiumi di Rovigo e il museo della Laguna sud di Chioggia. Sono poi stati presentati due progetti europei sull’archeologia: “Value” che prevede la valorizzazione del museo archeologico di Adria e la ripresa delle ricerche a San Basilio di Ariano, e “Historic”, che interessa in particolare Rovigo e il sito di Campestrin a Grignano. Sono stati infine presentati i progetti sulle ciclovie con il piano di sviluppo locale “La via verde del Po”, e il percorso “Blue and green tour”. Paolo Pileri del Politecnico di Milano e ideatore del progetto VenTo, ha posto l’accento sulla necessità di definire le reali linee strategiche di sviluppo, con una punta critica verso alcuni progetti di valorizzazione rivelatisi inefficaci. La serata si è coclusa con l’inaugurazione della mostra fotografica “Con i miei occhi”, relativa al VenTo Bici Tour 2018. Marco Scarazzatti
co” passante per questo punto. Alcuni residenti sottolineano come questa chiusura danneggerebbe le poche attività presenti in quella zona e che grazie al passaggio hanno comunque tante persone che le frequentano. Ad agosto è stato fatto un incontro in concomitanza con la fiera di San Rocco, alla quale hanno partecipato diversi esponenti politici e consiglieri di minoranza e maggioranza, ossia Massimo Barbujani, Paolo Baruffaldi, Paolo Braghin, Giorgio D’Angelo, Norma Carletti, Elena Suman, Emanuela Beltrame, Enrico Bonato e Andrea Micheletti. Un modo per dar voce a queste persone, che avrebbero potuto parlare in consiglio comunale con 50 firme in più, tramite una rappresentanza e presentando una vera e propria petizione. Nel consiglio non è stato possibile parlarne, ma è sicuro che verrà trattato nella prossima assise per cercare di dare una risposta concreta a tutti i residenti della zona. È chiaro che ci si attende una larga rappresentanza della comunità di Valliera al prossimo consiglio comunale, in modo tale da far capire quanto è sentito il problema. L’amministrazione comunale si era già espressa sull’argomento specificando che era un processo inevitabile, ma che ci sarebbe stato un confronto con la Stefano Spano Regione.
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Casa di riposo Forza Italia
“Il sindaco Barbierato contro gli interessi degli ospiti” La casa di riposo di Adria sta vivendo da mesi una difficile situazione che ad oggi sembra ancora non essersi risolta. La colpa di tutto ciò, secondo gli esponenti di Forza Italia, sarebbe da imputare all’amministrazione Barbierato, che vuole “evitare il commissariamento regionale per nominare propri rappresentanti ai vertici di una azienda che necessiterebbe, a questo punto della sua storia, di un intervento risanatore con specialisti altamente qualificati che solo la Regione Veneto potrebbe indicare ed imporre”. I problemi principali che andrebbero affrontati con estrema urgenza, secondo i rappresen-
dere i cancelli della struttura con dei lucchetti, imprigionando persone anziane all’interno di una casa di riposo riconosciuta da tutti gli organi preposti al controllo degli standard di sicurezza come non sicura? Perché il
sindaco non interviene per evitare possibili denunce in merito alla mancanza del rispetto delle norme di funzionamento della camera mortuaria? Il sindaco sa che dentro il Csa prestava la propria opera un soggetto col-
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tanti adriesi di Forza Italia, sono essenzialmente due. Innanzitutto, andrebbe tutelata maggiormente la salute degli ospiti, dei loro familiari e del personale, soprattutto dopo “l’allarme legionella, rilevato dagli organi di controllo dell’Ulss 5 Polesana poco tempo fa, e di quale ad oggi, in maniera omertosa, non si sa più nulla”. In secondo luogo, bisognerebbe discutere circa la sicurezza dell’edificio: “Il sindaco sa della decisione di chiu-
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Csa: la maggioranza respinge le accuse e le rimanda al mittente
Non si è fatta attendere la replica di Ibc, SiamoAdria e Adria Civica alle accuse lanciate dagli esponenti di Forza Italia in merito ad un’inadeguata gestione della Csa: “Si sono accorti solo ora che esistono problemi al Centro Servizi Anziani di Adria. Le risposte alle loro domande sono tutte registrate perché trattate dal sindaco Barbierato circa un mese fa in consiglio comunale”. I tempi per risolvere le difficoltà emerse in questi mesi non saranno brevi. Ma è dal 2015, fa sapere la maggioranza civica, che si sta portando avanti la proposta per far diventare il Csa Azienda Pubblica di Servizi alla Persona per il Delta, “perché su questi temi bisogna prepararsi con serietà. Noi vogliamo costruire un nuovo futuro per Adria deciso dagli adriesi, con buona pace di chi vuole togliere i beni pubblici ai nostri cittadini”. Le tre liste respingono le critiche e le rimandano al mittente: “Nel 2016 la maggioranza Forza Italia-Lega-Bobo Sindaco non disse nulla quando nel consiglio di amministrazione della Casa di Riposo c’erano cinque persone di centrodestra”. Ch. To.
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Bottrighe
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Secondaria di I grado Succursale
Bottrighe, l’edificio di via Don Minzoni che attualmente ospita la primaria
Speranze per la riapertura della scuola L
a scuola media di Bottrighe verso la riapertura? Le speranze sono alimentate dal fatto che i requisiti potrebbero esserci nell’anno scolastico 2020-2021 a seguito della richiesta inoltrata alla dirigenza scolastica. A tale scopo l’amministrazione comunale, insieme al dirigente Paolo Pasello e ad un comitato di genitori, si sono uniti e da tempo sono impegnati in sinergia per raggiungere l’obiettivo che riporterebbe in paese, se i numeri degli iscritti saranno sufficenti con la normativa vigente, la succursale della scuola media “Marino Marin” del capoluogo. Da anni si batte pure il comitato promosso da Alberto Bergo
per la salvaguardia degli istituti scolastici in paese e tutto ciò ha riacceso la speranza. Se la scuola sarà riaperta, troverà spazio in un ala dell’attuale edificio di via Don Minzoni che attualmente ospita la scuola primaria “S. Giovanni Bosco”. Lo stabile necessita di lavori di ristrutturazione e sono in corso, a cura del Comune, i lavori di rifacimento di due bagni situati al piano terra dell’immobile. L’operazione era comunque necessaria per la scuola primaria causa motivi di ordine igenico sanitari. Fiero di ciò, il sindaco Omar Barbierato, che auspica che i genitori iscrivano i propri figli alla scuola del luogo, permettendo così la ripresa dell’attività della media. Soddisfatti pure
Nell’anno scolastico 2020/2021 potrebbe ripartire il polo distaccato della “Marino Marin” dopo gli interventi del comune per il rifacimento di due bagni
gli assessori ai lavori pubblici Marco Terrentin e al decoro urbano Andrea Micheletti. L’intervento, da un avanzo dell’amministarzione, andrà ad iniziare un’opera di riqualificazione del plesso e sarà realizzato dalla Edilit Costruzioni di Campagna Lupia per un importo di trenta mila euro. Altri interventi si renderanno necessari in futuro anche per il piano superiore. Sulla ipotizzata riapertura della
media, sembrerebbero confortanti i dati della popolazione scolastica per i prossimi anni, in controtendenza, rispetto alle situazioni precedenti che avevano indotto alla sopressione della classe prima, nonostante le lotte dell’apposito comitato, che ricordiamo, con una notevole raccolta firme. Intanto il volontariato si fa avanti. Diversi genitori, papà e mamme, ma anche altri volontari, autorizzati dalle competenti autorità scolastiche e comunali, hanno restaurato e tinteggiato le ringhiere ed i cancelli attorno all’edificio. Non solo, anche all’interno della scuola, hanno provveduto alla nuova tinteggiatura di porte e pareti che necessitavano il restauro. Esempio di civiltà e di comunità che quando serve sa fare squadra e si unisce per il bene di tutti. Roberto Marangoni
>rmprometeo@libero.it<
La 4° edizione del raduno dei butrigani nel mondo Il ritrovo è stato sabato 21 settembre con due visite, l’aperitivo e la cena, e si è concluso domenica
E
’ tornato il raduno dei “Butrigan nel mondo” 4° edizione, organizzato dal Gruppo Sportivo Bottrighe. Attraverso il gruppo facebook “I butriganiè in ogni canton” si è diffuso l’invito a quanti, nel tempo, hanno dovuto lasciare il paese natio. L’adesione è stata un successo. La pre-festa, è iniziata alle ore 16 di sabato 21 settembre con la visita guidata alla fattoria didattica “La Milana” e al museo della Bosgattia di Luigi Salvini. A seguire un prelibato aperitivo sul posto. Poi una cena conviviale. Domenica 22 settembre la festa clou. Alle 9,15 nella chiesa di San Francesco, la celebrazione della messa dell’emigrante celebrata da monsignor Antonio Cappato, già parroco di Bottrighe e commentata dai canti del gruppo folk “Bontemponi”. Successivamente foto ricordo e proiezione, in sala polivalente, di un video che ha raccontato gli anni 50-60-70 in paese a cura dello storico Nerino Albieri. La festa si è conclusa con la conviviale al lido di Rosolina Mare. Ro.Ma.
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I Professionisti al tuo Servizio! Mille Bolle lavanderia self-service
Ciao a tutti,
Mi presento: sono Sonia, di origini cavarzerane, da vent’anni abito ad Adria, città meravigliosa dove si vive benissimo. E quindi perché non aprire un’attività? Magari una lavanderia self- service? Ho iniziato ad elaborare questo progetto un anno fa e quando ho capito che potevo e che sarei riuscita a farlo sono partita con grande entusiasmo, appoggiata da mio marito e dalla mia famiglia, che mi ha incoraggiata e sostenuta nei momenti di difficoltà. Finalmente la porta si è aperta il 7 febbraio 2019; l’emozione di quella mattina è stata grande … Ho capito che stavo realizzando qualcosa di bello, qualcosa che mi avrebbe dato soddisfazioni, qualcosa di mio: MILLE BOLLE !!! Mille Bolle è una lavanderia self-service aperta tutti i giorni dalle h 6.00 alle h 23.00, festivi compresi, dove troverete a vostra disposizione lavatrici ed asciugatrici per vestiti, piumoni, coperte ecc ecc.. Ma la novità che Mille Bolle vi offre è l’angolo dedicato ai nostri amici pelosi! Essendo un’amante degli animali non potevo non pensare a loro. Troverete lavatrice e asciugatrice dove potrete lavare ed asciugare coperte, cuccette e indumenti per cani, gatti e cavalli. L‘impianto è dotato di un detersivo igienizzante particolare pensato per non dare fastidio al loro olfatto. Per rendere più piacevole e rilassante l‘attesa, un buon caffé non manca. Un ringraziamento speciale alla Famiglia Lovato Massimo, proprietaria dell’immobile: persone meravigliose e disponibili, senza le quali non avrei potuto realizzare Mille Bolle. Ringrazio anche Monica, Angela e Letizia, le parrucchiere vicine di negozio: dolcissime; l’Angolo del pane Nadia, Denis, Andrea ed Ilena: ragazzi giovani, stupendi, pieni di vita … Ma soprattutto un GRAZIE va alle mie care e cari clienti, già così affezionati a Mille Bolle che anche quando non vengono ad asciugare si fermano per un semplice saluto … Sentirsi dire da loro “questa è la nostra lavanderia…” è semplicemente meraviglioso !!! Grazie a tutti per aver reso possibile MILLE BOLLE !!!
Sonia
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Bottrighe
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Proiezione Premiazione
“Disime la vostra”: il film che affascina anche Venezia O
ltre trecento spettatori alla seconda visione del film “Disime la vostra, che mi o dito la mia” della Delta Production dell’associazione culturale “Batticuore” svoltasi in piazza Libertà a Bottrighe promossa dall’associazione ricreativa Bottrighese con la collaborazione del circolo del Cinema “Mazzacurati” di Adria e del gruppo folkloristico “Bontemponi” che ha curato la parte tecnica attraverso il fonico Nicola Donà. Successo e tanti complimen-
Durante la serata è stata premiata la regista Anita Gallimberti. Il film inoltre è stato proiettato alla 76^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. ti alla regista Anita Gallimberti, nota per la realizzazione di vari cortometraggi a sfondo sociale e per l’ormai famoso docu-film “El canfin de vero” dello scorso anno. Ovazioni anche per il cast e a quanti si sono prodigati nella produzione del film, definito un ulteriore testimonianza delle tradizioni popolari del territorio che rimarrà alle future generazioni. In apertura i saluti ed i complimenti del delegato comunale locale Michele Casellato insieme allo staff di Aribo. Al termine della proiezione un lungo applauso ha sottolineato il gradimento del film che tratta leggende, storie di paura dell’immaginario popolare tra orchi, folletti, fantasmi, principi e principesse. Le riprese, una scena girata a Bottrighe, sono state effettuate, oltre che in Polesine, in altri luoghi veneti. Gran parte degli attori e delle comparse sono quindi saliti sul palco, tra questi, anche l’assessore Sandra Moda che con il suo collega di giunta, Andra Micheletti, hanno fatto parte delle ultime due produzioni della regista. La Gallimberti, visibilmente emozionata, ha consegnato un presente a Marco Ferrarese, autore della colonna sonora, impossibilitato a partecipare alla prima del film che si era svolta a fine
maggio ad Adria. Quindi ha fatto intervenire brevemente gli interpreti. L’Aribo ha premiato quindi la regista con un’artistica targa ricordo della serata. Il film è stato infine proiettato con successo all’interno dello spazio della Regione Veneto all’hotel Excelsior del Lido di Venezia nel corso della 76^ Mostra Internazionale del Cinema. Roberto Marangoni
>rmprometeo@libero.it<
A fianco la premiazione della regista Anita Galimberti
La foto del “Lungo stradon d’la ciesa”
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ricordi di Adria in uno scatto: nella foto, tratta da una cartolina d’epoca, spedita da Costa il 18 dicembre 1909, si vede l’attuale piazza della Libertà di Bottrighe. Nell’antica toponomastica era chiamata “Lungo stradon d’là ciesa”. Gli edifici nella foto ricalcano le strutture attuali. A destra villa Rossati, residenza ufficiale dell’antica omonima famiglia, che vide, tra gli altri, il commendator Anacleto, per molti anni stimato sindaco del paese. Sempre sulla destra il palazzo municipale, già a due piani (il primo palazzo in piazza aveva un solo piano ndr) e si noti il choisco, dinnanzi al municipio, era l’edicola, che poi si spostò successivamente in via Minzoni. Nessuna aiuola in piazza, spartitraffico e illuminazione pubblica verranno realizzati più tardi. A sinistra due edifici molto similari, divisi dal vecchio teatro Rossati, demolito negli anni ’80 per far posto all’attuale piazza Cassetta. Erano le scuole elementari “Rosse”, oggi sala polivalente, “Verdi” quelle dell’attuale ferramenta. Le scuole “Verdi” fuorono, per moltissimi anni, anche sede
dell’ufficio anagrafe, dell’allevatrice e della camera del lavoro. Le persone in posa era una caratteristica di quel tempo: la gente non era abbituata alla fotografia che in questo caso rappresentava un evento. Non compare nemmeno l’antica colonna a gradoni con lampade a petrolio, rifatta sul ricordo di allora, copia similare riposizionata negli anni ‘90. Ro.Ma.
Le tre S-cioptà a cura di Roberto Marangoni
> El can d’tanti parun el mòre d’fame > Cul che càga non ghè oro còà paga > Co l’età l’omo fa pansa e la dona fa stomgo
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Territorio .
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“Ambiente, lavoro e sanità in primis” Veneto 2020 è la nuova lista civica che si presenterà alle elezioni regionali del prossimo anno, con Patrizia Bartelle in prima linea insieme ad altri due colleghi: Piero Ruzzante e Cristina Guarda
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n vista delle elezioni regionali, che avranno luogo la prossima primavera, la consigliera regionale Patrizia Bartelle, insediatasi a palazzo Balbi come facente parte del Movimento Cinque Stelle, per poi staccarsi e diventare autonoma con Italia in Comune, ha deciso di fondersi con altri due colleghi consiglieri, in un unico fronte. E così assieme a Piero Ruzzante di Liberi e Uguali e Cristina Guarda di Civica per il Veneto, ha dato vita a Veneto 2020. “Si tratta di un coordinamento politico aperto, proiettato su tre temi fondamentali: ambiente, lavoro, sanità - spiega Bartelle - Veneto 2020 non è un partito, un nuovo gruppo o una lista, ma è il coordinamento di tre consiglieri regionali che da mesi hanno intrapreso un percorso comune, fatto di proposte e azioni politiche concrete”. La presentazione si è svolta a palazzo Ferro Fini, sede dell’Assemblea legislativa veneta.
“Veneto 2020 è formato da consiglieri che vivono il territorio, incontrano i cittadini e verificano come vi sia un senso di abbandono. Vogliamo far sentire questi cittadini accompagnati, non lasciati soli dinanzi alla necessità di dare risposte, che non siano solo degli spot a problemi di lunga gittata, ma che necessitano di una visione strategica e pluriennale. Il coordinamento è aperto, a disposizione quindi dei consiglieri di minoranza, ma in particolare a quella parte di popolazione veneta che non trova spazio né rappresentanza e che non viene di fatto ascoltata. Il maggiore partito del Veneto non è la Lega: il maggiore partito del Veneto è il partito dell’astensione, ovvero il 45% dei veneti, che non vanno a votare forse perché probabilmente non hanno trovato una risposta politica, noi proviamo ad essere la risposta politica mancante”. Veneto 2020 nasce dunque dal fatto che questi tre esponenti po-
La sede del consiglio regionale e Patrizia Bartelle
litici stavano lavorando lungo lo stesso tracciato, con idee spesso coincidenti e altrettanto spesso negli stessi contesti territoriali. “Abbiamo deciso di metterci assieme - sottolinea Bartelle -, perché crediamo che l’unione faccia la forza. Stiamo lavorando con molto impegno fin dall’inizio della legislatura su temi come la sanità, l’ambiente e il lavoro. Insie-
me saremo in grado di esprimere meglio le nostre potenzialità, che metteremo a disposizione del territorio”. Un tema fondamentale da affrontare fin da subito sarà quello del lavoro, visto che troppi giovani se ne vanno dal Veneto: 12.000 ogni anno, e troppe persone nell’ambito del luogo di lavoro rischiano in termini di sicurezza: 200 incidenti ogni giorno nel Ve-
neto, ogni 4 giorni un incidente è mortale. “I giovani hanno manifestato per dire che il tema dell’ambiente deve essere una priorità. Se vogliamo davvero occuparci di politica nel lungo periodo, ci dobbiamo occupare di ambiente e di politica sanitaria. Uno dei primi temi che porremo sul tavolo sarà la riapertura la Commissione d’inchiesta sui Pfas, che indaghi in modo concreto rispetto alle responsabilità politiche e amministrative della Regione. Come Veneto 2020 ci proponiamo anche di essere riferimento delle coalizioni civiche nel nostro territorio, che in alcuni casi governano, come a Padova, Rovigo, Adria: vogliamo portare questa esperienza civica all’interno del Consiglio regionale”. Marco Scarazzatti
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Cultura .
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Museo Adria Appuntamenti
Il Maad punta sulla nuova arte digitale L’obiettivo è far comprendere la grande potenzialità delle nuove tecnologie a servizio dell’arte pubblica e della società
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enerdì 6 settembre il Maad ha ripreso la sua programmazione: nell’ambito della Notte Bianca della Cultura il Museo organizza un visual dj set e una conversazione nel salotto notturno sulle potenzialità dell’arte e della comunicazione digitale per la riattivazione e la rianimazione dei centri storici. Un’occasione per confrontarsi, raccogliere idee, creare e moltiplicare le sinergie. In concomitanza con “Adria Nascosta”, mostra costituita da tre video installazioni di Gian Luca Beccari ispirate agli studi arche-
ologici di epoca romana della città veneta, l’artista ferrarese dialogherà con Maurizio Finotto (artista nato a Cavarzere, regista e autore, nonché docente dei corsi di Linguaggio e tecniche dell’audiovisivo allAccademia di Belle Arti di Bologna) sul ruolo della comunicazione digitale nel contesto culturale contemporaneo e sull’importanza di generare un processo virtuoso fra comunicazione e sistema culturale. Modererà gli interventi Maria Chiara Wang, giornalista e critica di arte contemporanea.
Al Mibac un settembre ricco di eventi e progetti
S
ono tornate anche quest’anno, le Giornate Europee del Patrimonio (Gep 2019), con tema “Un due tre... Arte! Cultura e intrattenimento”, nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia, che quest’anno si sono svolte sabato 21 e domenica 22 settembre. Anche Adria non poteva tirarsi indietro e così, ha organizzato un week end culturale presso il Museo Archeologico Nazionale – Mibac. Nel pomeriggio di sabato si è svolta la visita guidata gratuita al museo e alla mostra Ornamenta, a cura del personale del Museo, mentre alla sera c’è stata l’apertura straordinaria dalle 19:30 alle 22:30 con ingresso ad 1 euro e visite guidate ai depositi del museo, che è stata riproposta anche dalle 14:30 fino alle 19:30 la domenica pomeriggio seguente. Il tema di quest’ultima giornata è stato: Le bellezze addormentate. Infine, per sensibilizzare l’importanza della cultura e dei musei nostrani, è stata programmata per domenica 29 settembre la giornata #iovadoalmuseo con ingresso gratuito al Mibac per tutta la giornata, in occasione della manifestazione “settembre adriese”. L’evento MUSEO diVINO, con assaggi di storia e degustazione di vino e dolce di patata americana, in collaborazione con Ispeoa“G. Cipriani” di Adria ha concluso la fortunata kermesse. Gaia Ferrarese
L’interno del Museo d’Arte di Adria, foto del sito del museo
Come ulteriore approfondimento sull’arte digitale, il Maad ¬ da venerdì 20 a domenica 29 settembre ospiterà “Adolescenti in collettivo digitale 0.1”, mostra a cura di Alberto Gambato, Andrea Zanforlin, Paola Cominato e Tobia Donà. In esposizione le opere dei partecipanti ai laboratori del progetto InstaMAAD. Il museo, attraverso questi eventi¬ a cui affianca anche
l’allestimento di Corso Vittorio Emanuele con l’installazione Im Maad per tutto il mese di settembre, ¬si pone come obiettivi la valorizzazione del centro storico di Adria e un avvicinamento della comunità al mondo dell’arte con un focus particolare sulle le potenzialità del digitale a servizio dell’arte pubblica. Melania Ruggini
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Sport
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“La formazione comincia da piccoli” L’Adriese punta al ruolo di protagonista per la serie D e pone attenzione al settore giovanile, valorizzando i giocatori locali e proponendo attività e stage per farli crescere apprezzando il gioco fin da giovani
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e intenzioni in casa Adriese per la stagione sportiva sono molto ambiziose. La prima squadra, affidata al tecnico Luca Tiozzo, vuole recitare un ruolo da protagonista nel girone C di serie D ed ambire al passaggio di categoria, assaporato la scorsa stagione ma sfumato nel finale, e la rosa messa a disposizione del tecnico chioggiotto è assolutamente di prima fascia. Ma, dietro, il lavoro del direttore tecnico Alberto Cavagnis, di concerto con il diesse storico Sante Longato, guarda al futuro, cioè alle giovanili e mai come quest’anno si è lavorato per predisporre un settore giovanile tutto adriese per l’Adriese. E non è stata un’estate facile per il responsabile del settore giovanile Nico Moretti che ha dovuto, in un certo senso, partire da zero. La macchina messa in moto ha portato frutti positivi, considerato che sono state allestite le formazioni dagli juniores nazio-
nali ai pulcini, per un progetto che abbia come fare la valorizzazione dei giocatori del posto, che potranno avere uno sbocco verso la prima squadra. “Abbiamo avviato un bellissimo processo - dice Alberto Cavagni -, e questo è solo l’inizio. La comunità ha risposto benissimo e prontamente alla nostra chiamata, questo movimento farà bene a noi, alla città e non solo. Sono previste collaborazioni con squadre professionistiche, non per visionare i ragazzi ma per fornire stage e formazione tecnica ai nostri allenatori. Per i ragazzi prevediamo amichevoli con pari età ma di categoria superiore, in base a quanto matureranno. I tornei estivi saranno prestigiosi e serviranno ai nostri giocatori per crescere, confrontarsi e non solo per vetrina. Ma soprattutto a tutte le categorie verrà impressa una filosofia di gioco simile, compatibile con la prima squadra, cosicché il pro-
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IL DIRITTO DI CAMBIARE
Le suqadre Juniores e Allievi dell’Adriese
getto di valorizzazione possa sfociare in maniera più pronta in un esordio sul campo dei grandi. Fare calcio è crescere insieme, non abbiamo fretta, ma tanta passione e progettualità”. Insomma, se l’entusiasmo che fin dal primo giorno si è crea-
to attorno alla prima squadra, coi tifosi e l’ambiente tutto che crede molto nella “creatura” affidata da patron Scantamburlo a Tiozzo è palpabile, c’è molta fiducia anche nella nuova prospettiva di settore giovanile targata Adriese. Cristiano Aggio
Il nuotatore più veloce d’Italia è Michele Vegro
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’ ricominciata l’attività agonistica natatoria del team Inn Nova nella piscina di Adria, con ancora il ricordo dell’ultima fatica per Michele Vegro, seguito dal tecnico Massimo Bottaro. Ma con che soddisfazione! Il nuotatore adriese, infatti, il mese scorso è entrato nella top ten dei 10 atleti della categoria Cadetti più veloci d’Italia, nei 50 farfalla, ai campionati nazionali di categoria svoltisi allo Stadio del Nuoto di Roma, la piscina più bella del mondo. Michele, portacolori del team Inn. Nova, si era qualificato a questi campionati in ben tre specialità: i 100 delfino, i 50 farfalla, e i 50 stile libero. L’exploit nei 50 farfalla con l’ottavo posto. Michele Vegro, ha un palmares di tutto rispetto e nella sua crescita sportiva non si è mai accontentato pretendendo ogni volta, sempre qualcosa di più da se stesso: è campione regionale assoluto nella specialità dei 50 farfalla, campione regionale categoria cadetti nella specialità dei 100 delfino e bronzo assoluto nei 50 stile libero. Il risultato nella prestigiosa piscina di Roma, è un eccellente risultato per Michele che nonostante nuoti in una società giovane con una squadra agonistica molto ridotta lascia il segno tra i più bravi a livello nazionale. Coach Bottaro e lo staff di Inn.Nova segue i suoi ragazzi cercando sempre di tirarne fuori il meglio e ogni tanto le emozioni e la gioia di risultati come quello di Vegro fanno venire le farfalle allo stomaco a tutto l’ambiente natatorio adriese, che ora, dopo la pausa estiva, riprende a pieno ritmo l’attività quotidiana fatta di allenamenti e sacrifici per poter raggiungere altri risultati prestigiosi, vivendo altre emozioni e soddisfazioni che ripagano di tutti i sacrifici. (C.A.)
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#Politica
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“Alloggi popolari, non si torna indietro” Gli effetti della nuova legge su anziani e pensionati preoccupano le opposizioni ma Zaia conferma la riforma scattata a inizio luglio. Quasi 6 mila inquilini dovranno liberare casa nel giro di due anni
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a tempo non si registrava un’estate così calda per gli inquilini delle case popolari in Veneto, e il meteo questa volta non c’entra. Nodo del contendere, che ha acceso forti polemiche tra i partiti e dato il via a ripetute manifestazioni, è la nuova legge voluta dalla giunta Zaia che dal 1° luglio scorso ha radicalmente modificato un panorama immobile da decenni introducendo, in particolare, contratti a termine e affitti parametrati al reddito e al patrimonio degli inquilini. Risultato, una profonda spaccatura con la maggioranza a sostenere la “lotta ai furbetti” e le opposizioni a denunciare la “macelleria sociale”. La verità, come quasi sempre accade, sta forse nel mezzo. Ma riuscire a riportare ordine nella gestione di un patrimonio di quasi 40 mila case pubbliche, in gran parte costruite decenni fa e abitate dagli attuali inquilini da quasi altrettanto tempo, non sarà facile. Cifre alla mano, dei 39.733 inquilini dell’Ater ben 5.823 hanno un Isee Erp superiore ai 20 mila euro. Che non
significa essere ricchi, sia ben chiaro, ma li costringerà a meno di cambiamenti nella legge a traslocare entro due anni. Qualcuno rientra a pieno titolo nella categoria dei truffatori. “La nuova legge ci ha consentito di fare chiarezza e di fotografare, per la prima volta, e in modo oggettivo, redditi e patrimoni mobiliari e immobiliari degli assegnatari – ricorda l’assessore alla Sanità e al sociale Manuela Lanzarin – individuando anche casi clamorosi, come quelli di chi con un milione di euro di risparmi paga 250 euro al mese di affitto per un alloggio di 100 metri quadrati o chi paga appena 10,87 euro al mese per un appartamento di 130 metri quadrati e ha accantonato depositi per 340 mila euro. Oppure come chi, pur disponendo di patrimoni immobiliari e immobiliare, non paga l’affitto da più di 4 mesi”. Per molti altri, però, il cambiamento rischia di essere una mazzata. “I dati aggiornati – denunciano i consiglieri regionali del Pd – hanno confermato il pesante impatto soprattutto
sugli anziani e i pensionati. Preoccupano in particolare gli oltre 6 mila over 75 che vivono soli e si trovano con un incremento di affitto insostenibile. È indubbio che le soglie Isee siano inadeguate, specialmente per chi ha messo da parte qualche risparmio. Ma la risposta ai 13 mila nuclei in attesa non può e non deve essere la revisione dei canoni, ma stanziamenti veri e pesanti, a partire dal bilancio di previsione 2020”. La Regione non sembra però disposta a fare retromarcia e ricorda anzi che le sette Ater del Veneto registrano a oggi 2.108 inquilini morosi, da cui attendono ancora affitti per 15 milioni di euro. Nessun passo indietro sui caposaldi, conferma il presidente Zaia, anche se con una apertura: “Ci possono essere casi sociali, persone anziane o con disabilità o famiglie in situazioni di criticità, di cui terremo certamente conto. Ma non cambieremo la legge 39, né siamo disponibili a chiudere un occhio verso i quasi 3 mila inquilini che non hanno
presentato la dichiarazione Isee. La funzione sociale della Regione non è quella di essere una società immobiliare e di lucrare sugli affitti, ma quella di garantire il diritto alla casa a chi non ce la fa ad accedere ai prezzi di mercato”. Su una cosa almeno, con un pizzico di buona volontà, la politica veneta potrebbe comunque trovarsi d’accordo. 40 mila alloggi possono sembrare tanti, ma
sono ben lontani dal rispondere alle esigenze delle fasce sociali più deboli specie considerando la lievitazione degli affitti sul libero mercato e la difficoltà di accendere un mutuo per tanti giovani. Aumentare ragionevolmente i canoni, e contemporaneamente tornare a investire sull’edilizia pubblica, sono due strade da percorrere insieme. Germana Urbani
Inquinamento dell’aria, a ottobre un piano condiviso La Pianura padana? Un catino dall’aria sempre più irrespirabile sia d’inverno sia d’estate. Il Veneto? Una delle regioni più in difficoltà, come dimostrano i dati di Legambiente: Venezia è la quarta città italiana per numero di “sforamenti” dei limiti giornalieri di ozono e polveri sottili (139), Padova è appena dietro con 130, Rovigo è arrivata a 121. Gli effetti sono ormai noti: ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422 mila le morti premature per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi peggio-
ri, con più di 60 mila decessi. nostro, ma di tutte le regioni del Bacino PaUn punto della situazione è arrivato nel dano. Negli ultimi anni abbiamo investito corso dell’ultima riunione del Comitato di 300 milioni di euro su questo fronte e conIndirizzo e Sorveglianza, presenti l’assesso- tinuiamo con provvedimenti e misure che re regionale all’ambiente incentivano la riduzione Gianpaolo Bottacin e i Ambiente Regione, delle emissioni”. rappresentanti dei CoLa riunione è stata ocProvince e Comuni casione muni capoluogo e delle per prendere atto capoluogo insieme Province. “I dati dimodel recente accordo tra i strano un trend in calo in vista dell’inverno Comuni capoluogo di per quanto concerne i provincia per affrontare principali inquinanti, mentre permane un i picchi di emissione di PM10, che per la valore di fondo non trascurabile – sotto- maggior parte sono derivanti dal riscaldalinea l’assessore – non è un problema solo mento domestico. Visto l’accordo dei Co-
muni, sono state coinvolte formalmente le Province per l’attivazione dei tavoli zonali che hanno il compito di sovrintendere all’applicazione e, eventualmente, all’estensione dell’accordo stesso in modo da rendere omogenei e, quindi, più efficaci i provvedimenti a tutela della qualità dell’aria in tutto il Veneto. I rappresentanti degli enti presenti si sono dati appuntamento a fine mese per mettere in atto gli impegni presi a partire dal mese di ottobre.
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Politica
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Azzardo, rigida stretta o regalo alle lobby? La nuova legge regola distanze, orari, sanzioni e alza al massimo l’Irap. Ma non si applicherà alle sale gioco già esistenti per evitare i ricorsi degli esercenti
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na legge di riordino, che fa chiarezza e mette dei paletti, stabilendo distanze minime, orari di apertura, aumento di tassazione e sanzioni, al fine di contrastare la piaga della ludopatia. Insomma, “il miglior risultato possibile nell’attuale contesto legislativo nazionale, che nessun governo, né presente né passato, ha avuto il coraggio di riformare in un’ottica di dissuasione e di contrasto”. L’assessore regionale alla sanità e al sociale, Manuela Lanzarin, accoglie così il testo approvato a inizio settembre dal Consiglio regionale del Veneto con 31 voti favorevoli, 5 contrari e 7 astenuti, che fa sintesi di quattro diverse proposte depositate negli anni con l’obiettivo di porre un freno al dilagare di slot machine, videopoker e “macchinette” varie. In concreto, la strategia della Regione si articola in una serie di misure restrittive che dovranno essere omogenee su tutto il territorio: in particolare gli esercizi commerciali dovranno essere almeno a 400 metri di distanza dai luoghi sensibili, l’aliquota Irap sarà portata al massimo consentito (0,92 per cento), gli orari saranno fissati dalla Giunta regionale in fasce uguali su tutto il territorio e le sanzioni salgono fino a 6 mila euro per chi non rispetta le regole. “Agli strumenti di dissuasione
e di controllo – conclude l’assessore – continueranno ad affiancarsi quelli di prevenzione e cura: la Regione Veneto, per parte sua, integra con oltre 1,2 milioni di euro di risorse proprie i 4 milioni del fondo sanitario nazionale erogato con i Lea per finanziare l’attività di prevenzione, cura e recupero dei Servizi per le dipendenze”. Le nuove norme, decisamente restrittive, dovranno però tenere conto dei diritti acquisiti. Si applicheranno insomma ai nuovi locali ma non a quelli che già sono aperti: una scelta forse obbligata, anche per evitare contenziosi, ma che rischia di svuotare di efficacia il provvedimento. Questa perlomeno è la principale critica mossa alla nuova legge, seppur con sfumature diverse. “Il nostro giudizio sulla legge è complessivamente positivo – sottolinea Claudio Sinigaglia, correlatore della legge, spiegando l’astensione del Partito democratico – Ci sono tuttavia due punti critici, su cui il Consiglio regionale avrebbe dovuto mostrare più coraggio: intanto la disciplina dell’esistente, considerando che in Veneto e Trentino Alto Adige ci sono 5.075 tabaccherie ordinarie e 525 speciali, 146 negozi ippica, 428 punti, 506 punti giochi per le scommesse sportive e oltre tremila ricevitorie; e poi la norma finanziaria, visto che la
Regione non mette nulla di proprio ma utilizza solo risorse statali”. Molto più dura nella sua dichiarazione di voto finale Cristina Guarda (CpV), secondo cui “l’impianto originario della legge andava nel senso di tutelare le giovani generazioni rispetto al grave rischio rappresentato dalle ludopatie, ma la proposta normativa è stata svilita per la mancanza di coraggio di incidere sull’esistente e si è persa così una preziosa occasione”. Anche per i 5 Stelle, che avevano fatto della lotta all’azzardo uno dei loro cavalli di battaglia in Parlamento, “tutte le sale gioco già esistenti godranno di deroghe che renderanno, di fatto, senza alcun limite la loro attività. Inoltre – ha ricordato nel suo intervento Erika Baldin – per tutti i locali in cui vengono installate slot machine la legge voluta dalla maggioranza è troppo permissiva in fatto di orari, prevedendo solo 6 ore di spegnimento La maggioranza che governa la regione finge di voler contrastare la piaga del gioco d’azzardo, ma in realtà, di fatto, sembra voler garantire i lauti guadagni di chi lo gestisce”. M.P.
Ogni anno ci giochiamo più di 100 miliardi
I dati: Veneto terza regione in Italia per dimensione del fenomeno B
asta entrare in un bar alle sette di mattina per trovare qualcuno già alle prese con le slot machine. E bastano due numeri per chiarire la gravità della situazione: secondo l’ultima stima, in Italia sarebbero 18 milioni le persone ad aver giocato d’azzardo almeno una volta all’anno, mentre un milione ha una dipendenza pari a quella delle droghe. Fra i ragazzi con 14-17 anni, i giocatori saltuari sarebbero 700 mila e 70 mila quelli già affetti da ludopatia. Il costo del fenomeno – in termini sociali ed economici – è molto più alto degli 8-10 miliardi che lo Stato ricava dal gioco a fronte di una raccolta di oltre 100 miliardi. Il Veneto è la terza regione in Italia per quantità di denaro giocata alle cosiddette “macchinette” (AWP) e alle videolottery. Nel 2017 il volume delle giocate complessive nel territorio regionale ha superato i 6,1 miliardi di euro, di cui tre quarti alle new slot, con una spesa pro capite (compresi neonati e centenari) di 1.244 euro. Si stima che i giocatori d’azzardo con un rischio moderato siano almeno 70 mila, quelli già considerati “problematici” 32.500 (cioè quasi l’un per cento della popolazione tra i 15 e i 64 anni) e che quelli patologici, che cioè si rivolgono ai Servizi pubblici per le dipendenze, siano tra i 3.200 e i 3.700. Una rilevazione recente, che ha interessato tutti i Dipartimenti per le dipendenze del Veneto, mostra che nel 2015 sono stati visti 1.761 giocatori d’azzardo, ovvero circa il 50% dell’utenza stimata. Questa estate il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Alessio Villarosa, aveva annunciato due iniziative: una circolare con indicazioni operative sul divieto di pubblicità e l’avvio di un iter per il riordino del settore, che era già previsto per fine 2018 dal Decreto dignità. Poi la crisi politica ha bloccato ogni intervento, e nel patto di governo tra 5 Stelle e Pd del tema non si trova più traccia. Chissà che non riemerga in un futuro non troppo lontano.
“Droga, serve un deciso cambio di passo” 80 morti per overdose nei primi sei mesi dell’anno. Altrettante morti sospette o legate all’assunzione di sostanze non ben identificate. L’eroina, che pareva relegata nel limbo dei (tristi) ricordi, è tornata sulle strade e le piazze dello spaccio: costa pochissimo, anche una manciata di euro a dose, e miete le sue vittime tra una nuova generazione di giovani tossicodipendenti che negli anni Ottanta, quando il consumo era all’apice, dovevano ancora nascere. Forse anche per questo i decessi per overdose di eroina sono ormai più della metà del totale delle morti per droga in Italia. Un’emergenza che sta toccando in maniera sempre più evidente anche il Veneto, regio-
ne che con 26 vittime per overdose detiene indispensabile rafforzare in modo massiccio il primato nazionale, e che chiede un deciso gli investimenti e gli interventi strutturali di cambio di passo nelle politiche sanitarie. Ne è prevenzione”. convinto il vice presidente Su 130 mila casi in Italia del Consiglio regionale ed La mozione Bruno seguiti dai Servizi regionali esponente del Partito dele Dipendenze, ben 20 Pigozzo (Pd) chiede per mocratico Bruno Pigozzo, mila sono di competenza più soldi per primo firmatario di una delle Ulss venete. Un quarmozione sul tema che into dei pazienti ha meno di la prevenzione. vita la Regione a “prendere trent’anni, e sono in forte In Veneto è record incremento i minorenni. atto che è indispensabile un cambiamento di rotta di morti per overdose “Nel bilancio regionale nelle politiche di contra25 milioni sono destinati ai sto alle tossicodipendenze. Non è sufficien- centri di recupero, vale a dire alla cura. Ma te puntare sulla cura delle persone: è invece sulla prevenzione c’è davvero poco. I nume-
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ri ci devono invece spingere a riprendere in mano un modello che purtroppo negli anni è stato dismesso, puntando su educatori di strada e centri di ascolto. Da troppo tempo non vengono compiute azioni sufficientemente efficaci nei luoghi e negli ambienti frequentati dai nostri ragazzi: con la nostra mozione vogliamo chiedere alla Giunta un impegno chiaro per un cambio di rotta che non è più rinviabile”.
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Statistiche
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Il lavoro c’è, ma è cambiato. In peggio Dal report della Regione la fotografia di un recupero importante sul piano dei numeri. Mancano però qualità e sicurezze, e i giovani sono le prime vittime di dieci anni di crisi
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isti i tempi che corrono, è meglio festeggiare per il bicchiere mezzo pieno invece di lamentarsi per quel che manca a sfiorare l’orlo. E tuttavia la buona notizia regalataci nei giorni scorsi da Statistiche Flash, lo studio monografico mensile dell’Ufficio statistica della Regione Veneto, non basta a cancellare i motivi di preoccupazione. Detto in sintesi: la grande crisi scoppiata nel 2008 è ormai alle nostre spalle, ma ci lascia in eredità un Veneto più fragile dal punto di vista del mercato del lavoro. E con questa nuova dimensione saremo costretto, volenti o nolenti, a fare i conti a lungo. L’aspetto positivo è che il lavoro c’è, quanto e forse persino più di dieci anni fa. Nel 2018 il tasso di occupazione in Veneto è stato del 66,6%, in crescita rispetto ai due anni precedenti e in leggero aumento persino rispetto al 2008, quando toccava quota 66,4%. Il tasso di disoccupazione è ancora lontano da quel 3,4% raggiunto
prima della crisi, ma è comunque sceso al 6,4%, un dato ben diverso dalle statistiche nazionali. Terzo dato incoraggiante, è quello che riguarda le donne, il cui tasso di occupazione è addirittura aumentato negli ultimi anni salendo al 58,2% rispetto al 55,7% del 2008. Mancano solo cinque punti percentuali e il Veneto sarebbe in perfetta media europea, nonostante la maternità e la cura della famiglia rimangano un ostacolo in mancanza di servizi adeguati: si pensi che la percentuale delle donne occupate passa dal 92% delle singles al 77 per cento delle donne in coppia senza figli, per scendere fino al 65% delle madri. Dietro le cifre del recupero occupazionale si nascondono però profondi cambiamenti, che attraversano l’intero mondo del lavoro e che dovrebbero spingere tutti a una riflessione profonda. Due sono gli aspetti più significativi: l’innalzamento dell’età media e la precarizzazione dei contratti. Il primo si spiega solo in parte con
l’invecchiamento generale di una società che fa sempre meno figli. In realtà, gli effetti della crisi economica sono stati sofferti soprattutto dai lavoratori più giovani e con meno tutele, con un tasso di disoccupazione tra i 15-24enni arrivato nel 2014 addirittura al 27,6% e ancora oggi superiore al 20%. E questo proprio mentre le riforme delle pensioni hanno quasi raddoppiato il tasso di occupazione nella fascia tra i 55 e i 64 anni, in cui oggi lavora più di un veneto su due. C’è poi il “caso stranieri”: a distanza di 10 anni non hanno superato gli effetti della recessione e il loro tasso di occupazione (62,2%) è di 5 punti inferiore a quello degli italiani, mentre fino al 2008 lo superava in particolare tra gli uomini. Quanto alla precarietà dei contratti di lavoro, la differenza con un passato lontano solo pochi anni è eclatante: oggi quasi un contratto su cinque è a tempo determinato, nonostante paletti e
rigidità introdotti dal governo per evitare abusi. Il 16,5% delle donne e il 4,3% degli uomini ha poi un contratto a part-time “involontario”, frutto cioè non di una scelta personale ma imposto dall’azienda. E come non bastasse, più di un lavoratore su cinque si accontenta di un impiego che necessiterebbe di minori competenze e titoli di studio inferiori a quelli conseguiti: un evidente spreco di competenze ma anche il frutto di scelte universitarie che non hanno tenuto conto delle reali necessità del mondo produttivo. L’alternativa? Quella che più sta conoscendo successo
ha un nome antico: emigrazione. I dati ci ricordano che sono 128 mila gli italiani che hanno scelto di emigrare nel 2018 alla ricerca di condizioni di lavoro migliori. La prima regione in questa speciale classifica è la Lombardia, la seconda l’Emilia Romagna, la terza il Veneto. Come dire, i giovani fuggono dal cuore produttivo dell’Italia, dove il lavoro c’è. Ma un posto qualsiasi e uno stipendio che spesso non raggiunge i mille euro a molti non bastano più. E se perde i suoi giovani migliori, per il “Nordest del miracolo” il tramonM.P. to è già dietro l’angolo.
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hissà se è più coraggio o incoscienza… La Transiberiana - sogno di ogni viaggiatore - percorsa in solitaria a 71 anni e in sella a una moto del 1983. Luciano Fasolo, inossidabile motociclista di Rovolon, ogni volta che parte alza l’asticella della sfida. Ora che la pensione gli permette di non avere più limiti temporali apre l’Atlante a caso e va. Alle elementari tutti lo facevamo con la mente, lui invece non si accontenta di sognare: mette in moto la sua Guzzi SP 1000 e parte. La Padova - Vladivostok resterà una pagina memorabile per il modo con cui Fasolo l’ha realizzata, gettando il cuore oltre l’ostacolo e mettendo ali ai sogni. Ha percorso 14.000 chilometri
di Renato Malaman
in 33 giorni, attraversando le pianure senza fine della Russia orientale, dove la foresta e la taiga la fanno da padrone e l’uomo diventa piccolo - piccolo, contando come punto di riferimento solo sulla strada. Che là è un rettilineo infinito, spesso infido, ma che porta sempre verso qualche avamposto di presenza umana. Quando va bene si tratta di una città, alla meno peggio di un’area di servizio o di un motel sgangherato con bagno all’aperto. Bisogna fidarsi ciecamente della strada quando si oltrepassano gli Urali e si punta verso l’infinito… Bisogna avere buone mappe e un cuore d’acciaio, perché ogni certezza da quelle parti diventa labile. continua alla pag. seguente
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Transiberiana, senza paura Luciano Fasolo, biker settantunenne di Rovolon, ha percorso la Padova Vladivostok in solitaria in sella alla sua Moto Guzzi del 1983, sciroppandosi 14.000 km in 33 giorni e toccando pure la Mongolia di Renato Malaman segue d alla pag. pr ec ed ente
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asolo è partito con un bel pacchetto di visti, qualche soldo, molti ricambi per la sua gloriosa moto e una dose esagerata di spirito intrepido. La sua tenuta psicologica è stata messa a dura prova più volte, in particolare quando gli è stato rubato il telefono cellulare e di colpo si è trovato isolato dal mondo, privo di riferimenti e di tutto il materiale fotografico e video che fin lì aveva accumulato. Il biker euganeo non si è perso d’animo: ha preso un altro telefono nella città più vicina e tramite la rete ha recuperato quasi tutto (foto, contatti e quant’altro), continuando quindi nella sua impresa. Il suo spirito intrepido gli ha aperto tante porte, comprese quelle di molte case, perché ovunque ha trovato un’accoglienza sorprendente da parte delle popolazioni locali. “Dove c’è più povertà – ha avuto modo di dire – c’è più cuore e più generosità. Un’accoglienza calorosa e sincera che moralmente mi ha sostenuto molto”. La spedizione - che era l’ennesima dopo la Coast to Coast negli Stati Uniti, l’avventura a Capo Nord e il raid nel Sahara marocchino - è di quelle che stuzzicano l’immaginario collettivo, perché dopo Mosca (già di per sé una meta impegnativa, da Fasolo peraltro già raggiunta nel 1992) tutti sono portati a pensare che solo il leggendario treno della Transiberiana o i camion di Overland possano permettersi di andare oltre. Invece l’impresa di Fasolo – e quelle di altri viaggiatori romantici come lui - hanno dimostrato che la voglia di andare non ha limiti. Dopo Mosca Fasolo ha fatto tappa a Kazan, la città dei Tartari famosa per la Madonna di Kazan, la preziosa icona restituita da Papa Giovanni Paolo II alla Chiesa russa. Poi a Ekaterinenburg, tristemente famosa per l’eccidio della famiglia degli Zar deciso da Lenin dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917, a Omsk, a Novosibirsk. Città vecchie
NELL’IMMAGINE DI COPERTINA L’ARRIVO DI LUCIANO FASOLO A VLADIVOSTOK, CITTÀ AFFACCIATA SUL MAR DEL GIAPPONE E CAPOLINEA DELLA TRANSIBERIANA. IN QUESTA PAGINA ALTRE IMMAGINI SCATTATE DURANTE IL LUNGHISSIMO RAID MOTOCICILISTICO LUNGO LE ROTTE DELLA RUSSIA ORIENTALE E DAVANTI A UN TEMPIO BUDDISTA A ULAN BATOR, CAPITALE DELLA MONGOLIA.
e nuove, che ricordano la Russia imperiale barovsk e, infine, l’agognata Vladivostok, e anche quella socialista. Quindi Irkutsk, simbolo di un sogno che si è realizzato. A la capitale siberiana, dopo aver attraversa- dispetto anche di chi voleva dissuaderlo a to una regione montuosa caratterizzata da compiere questo viaggio. Luciano Fasolo - prima di ripartire da Vlastrade martoriate dalle buche. Irkutsk si specchia sul Lago Bajkal dove il centauro divostok in aereo, spedendo la moto in Italia padovano ha tirato un po’ il fiato conce- via nave - è rimasto a lungo a scrutare l’orizdendosi qualche sosta in più per carpire la zonte del Mar del Giappone. Avrebbe voluto raggiungere anche Tokyo, via Corea del bellezza del paesaggio siberiano. Quindi la sortita in Mongolia, audace e Sud, ma quell’appendice rimane un appunto suggestiva, piena di incognite. Non è da per un altro viaggio. Perché il biker eugatutti raggiungere Ulan Bator con i mezzi neo ha tutt’altro che voglia di appendere la propri. Mongolia selvaggia e ancora legatis- tuta al chiodo. Le sue spedizioni rientrano sima alle proprie tradizioni ancestrali, dove nel progetto “In moto per la vita” e hanno non è raro imbattersi in villaggi di yurte, le come scopo quello di raccogliere fondi per la Fondazione Salus caratteristiche tenLe popolazioni locali spesso Pueri di Pediatria. In de circolari. Quinsostanza - attraverso di l’ultima parte del gli hanno aperto le proprie case l’organizzazione di viaggio, quella in cui con grande generosità cene per illustrare la meta più che avviIl motociclista ha già all’attivo le sue imprese - Facinarsi si allontana, perché i chilometri la New York - San Francisco, Capo Nord solo ha già raccolto da percorrere sono e il Sahara marocchino. Le spedizioni 25.000 euro, destinati alla realizzazione ancora migliaia e gli sostengono un progetto per Pediatria della sala riservata ai insediamenti umani sempre più radi. Di notte persino i camion genitori dei baby pazienti ricoverati nel si fermano, perché la strada si fa insidiosa. reparto di Terapia Intensiva Neonatale delFasolo a un certo punto ha dovuto modifi- la Pediatria di Padova. Stanza che è già care il cambio della moto e costruirsi una stata inaugurata. Coronando un altro nobisoletta per neutralizzare i dolori al piede si- le sogno di Luciano, il biker euganeo dalla nistro causatigli dalle troppe ore passate in tempra d’acciaio ma con l’anima lieve di un sella. Ulan Ude, Cita, Blagovescensk, Kha- viaggiatore romantico. D’altri tempi.
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Food & Drink ARQUÀ PETRARCA, FESTA DELLE GIUGGIOLE Le prime due domeniche di ottobre si visita uno dei borghi più belli d’Italia e si gusta il frutto che Omero nell’Odissea chiamava con il nome di Loto Lo splendido borgo padovano sui colli euganei ospiterà il 6 e il 13 ottobre l’ormai famosissima festa delle giuggiole. Si tratta del frutto tipico di Arquà Petrarca celebrato in molte forme lungo tutto il saliscendi che caratterizza il paese, con eventi che attirano centinaia di turisti da tutta Italia. Chi partecipa si immerge in un’atmosfera medievale unica, amatissima dal Petrarca. Assapora le deliziose giuggiole e lo street food, e si gode spettacoli musicali medievali, mostred’arte e artigianato, bancarelle e molte altre attività. Il giuggiolo è una pianta da frutto ornamentale alta tra i 5 e 12 metri e produce piccoli frutti che maturano da settembre a ottobre. Sono simili a delle olive, di colore scarlatto, dal sapore dolce e in molti ritengono che siano i frutti dolcissimi che Omero, nell’Odissea, chiamava i frutti del Loto. Le giuggiole, ricche di vitamina C, fanno molto bene alla salute e, in particolare, la giuggiola di Arquà Petrarca è inserita nell’elenco Nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Il terre-
Tisana di Giuggiole
Cosa c’è di meglio se non una tisana per alleviare il freddo dell’inverno? Un’antica ricetta insegna l’arte di preprare la tisana di giuggiole, che sin dall’antichità era usata per alleviare tosse e raffreddore. Ingredienti 1/2 litro d’acqua 200 gr di giuggiole mature 1 cucchiaio di Propoli dei Colli Euganei Una volta tolto il nocciola alla giuggiole, tagliatele a pezzi fate bollire per 5 minuti circa in una teiera o un bollitore. Una volta spento il fuoco, aggiungete un cucchiaio di propoli e lasciate riposare per 10 minuti. Poi filtrate il tutto e versatelo nelle tazze. E se proprio desiderate farvi una coccola, aggiungete del miele dei Colli Euganei che le api hanno forse prodotto proprio con i fiori dell’albero di giuggiole... Chissà?!
no calcareo dei Colli Euganei, e il particolare microclima dei versanti collinari del Monte Ventolone e del Monte Castello, sono le caratteristiche ambientali essenziali che hanno favorito lo sviluppo della pianta in queste zone. Anche se molto rare e difficili da trovare nel resto d’Italia, nelle tavole dei Colli Euganei sono sempre state presenti: utilizzate fresche o secche, in decotto come rimedio invernale contro le malattie dell’apparato respiratorio e lavorate per preparare distillati, liquo-
CARNIA, FARINE E BIRRE ARTIGIANALI ri, marmellate, confetture, tisane, gelatine e zaèti che ad Arquà Petrarca si presentano come prodotti unici e ricercatissimi. Famosissimo anche il liquore a base di giuggiole, chiamato “brodo di giuggiole”, ci-
tato già neiricettari del ‘400 con il nome di sciroppo di giuggiole. Sempre nei ricettari dell’epoca, si menzionavano gli effetti lassativi delle giuggiole e quindi erano da consumarsi con parsimonia.
Sutrio, incantevole borgo carnico nell’alta Valle di But, domenica 6 ottobre, ospitrà una grande festa dedicata a un mondo agricolo autentico e genuino, che riscopre e valorizza vecchi cereali dai sapori dimenticati. In prima fila nella valorizzazione di questi prodotti c’è Farine di Flor, mulini, farine e delizie della Carnia che animeranno l’intera giornata. Al centro della festa, che animerà per l’intera giornata questo incantevole borgo carnico dell’Alta Valle del But, ci saranno le molteplici varietà di farina e i loro molti e vari impieghi in campo gastronomico, dalla polenta alle minestre, dal pane ai biscotti, dalla polenta alla pastafrolla. Nelle caratteristiche vie, nelle piazzette e nelle corti del centro storico saranno 6 le aree dove i visitatori potranno sostare per scoprire prodotti e degustare piatti rustici e genuini abbinati alle pregiate birre di 6 birrerie artigianali del Friuli Venezia Giulia. Tra i particolarissimi sapori da provare ci saranno, tra gli altri, il Pan di Sorc accompagnato dalla Vahrackara, entrambi presidi Slow Food della regione, il pane di segale con il pastorut di Sutrio (formaggio erborinato a pasta molle, in cui dolce e piccante convivono armoniosamente), piatti della tradizione come il Suf di Zucca e la Meste (gnocco al cucchiaio fatto con latte e una miscela di farine di grano tenero, mais e segale condito con burro fuso, ricotta affumicata e salame) e un’ampia varietà di dolci tipici. In ciascuna tappa, che porterà il nome di un mulino ancora attivo (o comunque visitabile), saranno anche esposte le farine, gli oggetti di lavoro, gli attrezzi da cucina e si potranno apprendere le lavorazioni di un tempo e quelle di oggi, e i migliori utilizzi per ogni tipologia di prodotto. Farine di Flor può essere lo spunto per trascorrere un piacevole week end in Carnia, alloggiando nelle accoglienti stanze (o meglio mini appartamenti con cucina arredati di tutto punto) dell’Albergo diffuso Sutrio Zoncolan ricavate dalla ristrutturazione di antiche case di Sutrio (www.albergodiffuso.org).
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Treviso, Venezia , Mestre: Festival chitarristico “Due città”
Verona, Alessandro Quarta in Arena Il 24 settembre
Il 20-21-28 settembre e 5 ottobre
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’edizione 2019 del Festival Chitarristico Internazionale “Delle Due Città” candida Treviso e Venezia Mestre ad essere capitali europee della chitarra e terra di incontro, di arti e culture diverse. Tema del Festival sarà “New Classical World”, termine coniato da Andrea Vettoretti, direttore artistico della manifestazione, per descrivere un nuovo modo di vivere l’esperienza chitarristica. Lo spettatore sarà portato in un viaggio emozionale in spettacoli di flamenco nuovo, tango, musica classica, musica e danza armene, ritmi brasiliani ed argentini, musica spagnola nelle loro diverse espressioni popolari e colte in un incontro, dove tristezza, allegria, profondità dei sentimenti e bellezza saranno la sola chiave per la piena espressione di tutti i concertisti.
Venerdì 20 Settembre, “Opera e Danze”, concerto, che rievoca le emozioni delle grandi opere e delle danze più espressive; sul palco, Rieko Okuma, flautista giapponese; Lapo Vannucci, chitarrista fiorentino; Luca Torrigiani, pianista. Seconda parte della serata dedicata alla musica iberica (“Spagna!”) del visionario impressionismo di Joaquin Rodrigo in un concerto monografico,
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interpretato dal chitarrista, Pier Luigi Corona. Sabato 21 Settembre, “Tango” con l’argentino Orlando Di Bello, al bandoneón e Carles Pons alla chitarra in un repertorio interamente dedicato alla tradizione musicale: arrabaleros, milongas, nuevo tango. Venerdì 27 Settembre (Auditorium Centro Candiani), “La Spagna di Federico Garcia Lorca”, flamenco nuovo con i “Mediterranea” in uno spettacolo con cante, baile, chitarra, flauto, cajon, che accompagneranno lo spettatore in un viaggio sentimentale alla scoperta di creazioni mitiche, come quelle del “gitano” e del “torero”, fuoriuscite dalla penna del poeta più sensibile. Sabato 28 Settembre (Auditorium Candiani), “Real...mente Napoli”, con il Real Duo (chitarra e mandolino) ed il cantante, Tommaso Chimenti; concerto di brani selezionati dal grande repertorio della “canzone classica napoletana”, canzone d’arte ed ancora oggi riferimento culturale nel mondo. Sabato 5 Ottobre (Teatro Momo), “Tango!” con il Se.Go.Vi.O. Quartet (chitarra, flauto, fisarmonica, clarinetto), il cui repertorio pone l’accento sulle possibilita` espressive di ogni strumento per dare vita alle graffianti sonorita` tipiche del Sud America.
lessandro Quarta, dopo un tour estivo con Il Volo, presenterà il suo live in Arena di Verona il 24 settembre. Nel live anche i suoi brani “Libertango” e “Fracanapa”, estratti dall’ultimo album “Alessandro Quarta Plays Astor Piazzolla”. Insieme a lui sul palco anche il pianista Giuseppe Magagnino. Violinista, polistrumentista e compositore salentino, acclamato dalla CNN nel 2013 come “Musical Genius” e premiato nel 2018 a Montecitorio come “Miglior Eccellenza Italiana nel Mondo” per la Musica, Alessandro Quarta, classe 1976, ha partecipato a scritture di musica inedita per film della Walt Disney e RaiCinema. È attualmente impegnato nella scrittura delle musiche per 4 film internazionali tra cui un film del regista Premio Oscar Anthony Lamolinara (“Spiderman 2”).
Treviso- Codogné, la mela cotogna Il 13 ottobre
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l 13 ottobre 2019 a Codognè si svolge la 19^ Festa della Mela Cotogna con la Fiera delle Piccole Produzioni Locali Venete. Sarà una domenica Tra Natura e Agricoltura in cui il centro cittadino ospiterà la mostra mercato dedicata alla mela cotogna e ai prodotti della tradizione veneta, con possibilità di degustazione. Saranno presenti più di centocinquanta espositori. La giornata sarà allietata da laboratori creativi, concertini, mostra dei veci mestieri, giostre, esposizione di animali da cortile di una volta, cooking show sulla mela cotogna. La festa è nel lungo programma di Delizie d’Autunno, il calendario di eventi e sagre nella Marca Trevigiana.
Ottobre rodigino
Adria, gara sportiva MTB
Dal 19 al 22 ottobre
Il 13 ottobre
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i svolgerà dal 19 al 22 Ottobre il consueto e annuale appuntamento con la tradizionale fiera che si inserisce nel programma dell’Ottobre Rodigino.Durante il mese tantissimi eventi di cultura e intrattenimento si susseguono in città. La fiera, alla sua 537^ edizione, vedrà in campo circa 300 bancarelle che animeranno la città con le più svariate mercanzie. Tanti colori e sapori per una 4 giorni dal fascino irresistibile.
l 13 ottobre si svolgerà la su e zo per i fossi MTB race, la gran fondo d.o.c. del Polesine, è un modo nuovo per conoscere e valorizzare il territorio. Si tratta di una gara alla portata di tutti in un contesto naturalistico d’eccezione come quello dell’oasi Panarella. Una festa dello sport per i bikers, ma anche una festa dei sapori per palati raffinati. Arrivata ormai alla sua sedicesima edizione, non manca mai di emozionare e incantare con i suoi paesaggi nella golena del Po e con il suo contorno caratteristico di campagne e argini.
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Sanità veneta
Mancano i medici, via ai contratti regionali
L’
eccellenza della sanità veneta è a rischio. Non per la mancanza di risorse economiche, ma perché non si trovano più medici per garantire i servizi. Sembra un paradosso, e invece è un problema che aumenta anno dopo anno senza che lo Stato sia fin qui riuscito a offrire soluzioni convincenti. Gli ultimi conti parlano di 1.300 posti vuoti in Veneto, di cui quasi 200 nelle unità operative di medicina e geriatria, con le Ulss costrette a ricorrere a cooperative o a richiamare in servizio i pensionati pur di non chiudere interi reparti e perfino i Pronto soccorso. Per questi ultimi, sono già stati pubblicati dall’Azienda Zero ben tre bandi di concorso, ma per 192 posti vi sono soltanto 22 specialisti e 24 specializzandi all’ultimo anno in graduatoria. Una situazione insostenibile, al punto che a inizio agosto la Regione ha deciso di “mettersi in proprio”, anche se nei limiti consentiti dalla legge, e gli ultimi due mesi sono stati un susseguirsi di proposte e incontri per dare spazio in corsia ai giovani medici non ancora specializzati.
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Una App per vivere al meglio la gioia della maternità
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uando nasce un bambino, nascono una mamma e un papà”. Parole sacrosante, quelle con cui il Direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta, ha presentato la nuova iniziativa lanciata nelle scorse settimane: una App per Android e Apple che vuole accompagnare nei mesi di gravidanza e nei primi due anni di vita del bambino chi è alle prese con un’esperienza che cambia, per sempre, la vita. Ogni anno a Padova e provincia sono più di 7 mila le donne che rimangono incinta, con una età media alla prima gravidanza di 32,4 anni. Se si aggiungono quelle che hanno partorito negli ultimi due anni e i loro figli, ecco un bacino potenziale di circa 35 mila persone a cui la App intende fornire in maniera rapida e sempre a portata di mano tutte le informazioni utili, mini in un momento della vita così delicato e ricco di emozioni, specifiche e certificate. che necessita di un “accompagnamento” adeguato e autoreDietro “Sei Mamma Euganea” (questo il nome della App) c’è vole”. il lavoro durato un anno di una squadra di ginecologi, ostetriDotata di agenda, la App permette di visualizzare le prestache, psicologi, pediatri neonatologi, informatici e addetti alla zioni, gli esami, i test consigliati nella gravidanza fisiologica e comunicazione che hanno messo a punto una sorta di “vade- durante il puerperio, dà la possibilità di aggiungere calendari mecum” perfettamente calato sul territorio e dialogante con personalizzati e personalizzabili in base al profilo che si desidel’ospedale, una mappa agevole e pluridira (mamma e/o bambino), propone l’elenUlss 6 Euganea mensionale, molto più di un diario interatco degli operatori che guideranno i futuri tivo o di una parziale raccolta di indicazioni Presentato un nuovo genitori nel percorso di gravidanza (ostetricome ne esistevano già. che, ginecologi, psicologi) con riferimento servizio rivolto alle Realizzata con la collaborazione della anche alla possibilità di conoscere l’iter migliaia di donne in per la gestione della gravidanza cosiddetta software house Uqido di Padova, “Sei Mamma Euganea” si prefigge di seguire gravidanza o diventate “Bro”, ovvero a Basso rischio ostetrico. le mamme, prima col pancino e dopo col “È un modo bellissimo per sentirsi cocmamme negli ultimi pancione, settimana dopo settimana, indicolati – commenta Suena al nono mese due anni. Tante cando gli esami medici consigliati, dove e di gravidanza, il parto atteso per il 29 setinformazioni utili quando farli, quali gli specialisti presenti tembre – in una rete che è grandissima”. E tra città e provincia, dove si trovano, come Maddalena, mamma di Pietro di tre mesi, sempre a portata raggiungerli. E molto altro ancora. Tra le conferma: “È uno strumento estremamendi mano. novità, le donne potranno anche votare le te utile per ricevere informazioni sul puerprestazioni ricevute assegnando da 1 a 5 stelle: ne scaturirà perio, una volta usciti dalla sala parto”. una sorta di “Tripadvisor della Maternità”. L’App, intuitiva e flessibile, verrà via via arricchita di sezioni, “Il nostro progetto – commenta Domenico Scibetta – mira a nuovi contenuti ed esperienze. Intanto alle mamme chiede già sostenere mamme, bimbi e papà con un approccio scientifico, come stanno: non c’è benessere fisico, infatti, senza benessere autorevole, accurato, di prossimità, e gratuito per gli assistiti. psicologico,e intercettare precocemente i fattori di rischio deUn servizio di supporto, aiuto, affiancamento alla genitorialità, pressione è il modo migliore per evitare che si trasformino in pensato come una sorta di bussola per orientare donne e uo- macigni troppo pesanti poi da rimuovere.
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Sanità veneta
Mancano i medici, via ai contratti regionali
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on due delibere è stato dato il via libera all’assunzione con contratti autonomi di 500 giovani medici, laureati e abilitati, ma non ancora in possesso della specializzazione, che frequenteranno un corso di formazione pratico e teorico, al termine del quale, con il tutoraggio di colleghi strutturati, 320 verranno introdotti al lavoro nell’area del Pronto Soccorso Negli ospedali veneti e 180 in quella della Medicina servirebbero 1.300 Internistica (Medicina Generale e Geriatria). Un’operazione dal specialisti ma i concorsi costo annuo di circa 25 milioni, la vanno deserti. La Regione quasi totalità legati agli stipendi assume 500 neo laureati dei nuovi assunti. “Oggi la richiesta di cure è e chiama a un tavolo sempre più di qualità – sottolinea comune Università il presidente del Veneto Luca e Ordine per individuare Zaia – e sempre più in aumento. le possibili soluzioni Abbiamo medici che fanno un lavoro eccezionale ma è pur vero che solo con più professionisti possiamo dare più risposte. L’organico dei medici nella nostra Regione è diminuito di 250 unità su 11.000 in questi ultimi anni: non è la Regione che non assume, ma si tratta della conseguenza di una errata programmazione degli accessi alle facoltà di medicina e della carenza di borse di studio di specialità. E soprattutto, c’è il problema che in Italia la laurea non apre le porte della professione come negli altri paesi. I nostri laureati entrano nel mercato del lavoro cinque anni dopo i loro colleghi europei”. E forse anche per questo, oltre che per gli stipendi allettanti, i medici neolaureati italiani sono tra le figure più richieste all’estero. Fatte le delibere, a settembre sono iniziati anche i tavoli di lavoro tra la Regione Veneto, le Scuole di Medicina delle Università di Padova e Verona e gli Ordini dei Medici per definire modalità e numeri precisi per l’inserimento negli ospedali dove c’è carenza di specialisti dei giovani medici specializzandi, a partire da quelli che sono al quarto e quinto anno. Nell’incontro si è anche deciso di stendere un accordo per l’assunzione degli specializzandi del quarto e quinto anno che sono in graduatoria e si è convenuto sull’opportunità di allargare il numero degli ospedali veneti accreditati per essere sede di formazione universitaria. “Lavoriamo su due fronti – sottolinea l’assessore regionale Manuela Lanzarin – uno nell’immediato e uno di prospettiva programmatoria. Mentre definiamo con le Università e i Medici tutti i contenuti dell’operazione, la Regione prosegue con l’applicazione delle decisioni in materia di assunzione di medici laureati e abilitati, ma non specializzati. Il 15 settembre è partita la prima chiamata per la specialità di medicina d’urgenza. Vedremo quale sarà l’adesione, e porteremo questo riscontro al Tavolo con le Università”. Oltre ai Pronto Soccorso e alla medicina interna e geriatria, altri settori sono in difficoltà: si stima manchino 80 professionisti in pediatria; 70 in ostetricia e ginecologia; 253 in anestesia e rianimazione. Una sfida difficile, ma “arrendersi non è nel nostro dna – conclude Zaia – Si tratta di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza, che sono un obbligo costituzionale al quale non intendiamo sottrarci”.
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Oncologia, un fiore all’occhiello per Chioggia Inaugurato il nuovo reparto, prosegue l’impegno della Regione per ammodernare l’ospedale. Presto interventi per altri 8 milioni di euro
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00 mila euro per il nuovo reparto di Oncologia, un fiore all’occhiello che rappresenta un’ulteriore, importante tappa nel processo di ammodernamento dell’Ospedale di Chioggia, che ha già visto in questi anni arrivare investimenti per oltre 19 milioni di euro e ne attende per ulteriori 8 milioni nei prossimi anni. Inaugurato dall’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin con il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben oltre a numerose autorità locali e sindaci dell’area, il reparto di Oncologia è situato al quarto piano del blocco nord dell’Ospedale. Comprende un’area di 427 metri quadrati (per un totale, per l’intero quarto piano ristrutturato, con nuovi sei posti letto, di 647 metri quadrati) che si sviluppa in un triplo corpo di fabbrica: nello specifico consta di due serie di locali che sono prospicienti verso un corridoio centrale, dove si articola l’attività. Il reparto è
suddiviso in spazi accoglienti e confortevoli – grazie anche ai nuovi arredi – sia per i pazienti che vi si recano per i trattamenti sanitari, sia per i familiari che li accompagnano. Ad accogliere i pazienti oncologici c’è una apposita segreteria che si apre su un’ampia e confortevole sala di attesa. Il day hospital è organizzato in un’ampia sala con vista laguna di 65 metri quadrati, in cui trovano spazio le dieci poltrone per le terapie. Qui i pazienti hanno la possibilità, durante il tempo di permanenza, di poter usufruire del servizio Tv. Pur essendo una stanza progettata perché i pazienti possano condividere il momento della terapia, che può essere per alcuni anche moralmente terapeutico, c’è la possibilità di garantire attraverso appositi pannelli anche momenti di totale privacy. Accanto alla sala delle terapie, c’è una stanza con due posti letto, con
Salvare un dente caduto? Ecco come fare
bagno dedicato, per il post trattamento; una stanza prelievi e cinque ambulatori, con spazi dedicati agli infermieri e ai medici. «Abbiamo realizzato un reparto d’avanguardia – ha ricordato l’assessore Lanzarin nel suo intervento – sia per gli aspetti strutturali che per quelli clinici. Questo ulteriore intervento costituisce la dimostrazione che in Veneto non lasciamo indietro nessun ospedale, siano essi collocati nelle principali città o sul territorio. La settimana scorsa il Comitato interministeriale per la programmazione economica ci ha dato il via libera per altri 320 milioni di progetti, e non bisogna mai dimenticare che il Veneto investe ogni anno 70 milioni in nuove tecnologie di diagnosi e cura. Siamo una Regione dove si può davvero dire che ogni cittadino riceve la miglior assistenza possibile, a prescindere dal territorio dove si trova. In questa oncologia tro-
Incontinenza, a Treviso il Centro regionale
gratuito dellʼudito U•• Test Apparecchi acustici
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na caduta accidentale, uno scontro se si è certi della pulizia e dell’integrità “energico” facendo sport, una liti- del dente, provare a reimpiantarlo nella gata che degenera… un dente che ca- sua sede. Far mordere un fazzoletto per sca. Se sono quelli da latte, poco male. mantenere il dente in posizione; se non Altrimenti, non è detto che il dente sia è possibile il reimpianto, mettere il denperso per sempre. A condizione, però, te in un bicchiere con del latte (il suo di avere ben presenti le regole da ri- Ph mantiene vive le cellule delle radici) spettare. o della soluzione fisiologica (no acqua). A condensarle in un piccolo opu- Infine, portare “vittima” e dente presso scolo che sarà ora diffuso in diverse un odontoiatra che gestisca le emerstrutture pubbliche, sono stati i quat- genze dentarie. “In questi ultimi anni tro laureandi in Odontostomatologia – ricorda Michele Franzinelli, primario (Tommaso Cappellin, Martina Casarin, di Chirurgia maxillo-facciale dell’OspeGiorgio Giorgi, Frandale dell’Angelo cesco Maniero) in della Ulss 3 – abIn un opuscolo tirocinio all’ospedale biamo affrontato sei semplici regole di Noale, insieme al numerosi interventi responsabile Giordi reimpianto. I da seguire per gio Tiozzo. Eccole in migliori risultati rendere più facile sintesi: far mantesi sono ottenuti il reimpianto nere la calma al/alla quando le persone ragazzo/a che ha hanno recuperato perso il dente; cercare il dente e pren- i propri denti. È fondamentale, quindi, derlo per la corona, evitare di toccare le diffondere sempre di più, tra gli operaradici; se il dente è sporco, lavarlo per tori e i cittadini, la conoscenza di que10 secondi con acqua fresca corrente; sta opportunità”.
viamo anche il valore aggiunto della qualità dell’accoglienza ai pazienti, uno dei tanti aspetti che rientra nel concetto a noi caro di umanizzazione». L’Unità Operativa di Oncologia si occupa della diagnosi, del trattamento e dell’assistenza di pazienti affetti da patologia neoplastica secondo il principio della multidisciplinarietà, ovvero in collaborazione costante con tutte le attività specialistiche presenti nell’Ospedale di Chioggia, ma anche con l’Istituto Oncologico Veneto e con specialisti delle altre strutture ospedaliere del Veneto inserite nella rete oncologica. Lo spazio che l’Oncologia ha lasciato libero al sesto piano sarà adesso dedicato ai sette posti letto per la riabilitazione, previsti dalle schede regionali, servizio che sarà adiacente quindi a quello della Medicina Fisica e Riabilitativa.
n servizio unico in Italia, destinato ad accogliere i pazienti da tutta la Regione. Così si presenta il nuovo Centrodelle per l’incontinenza Stomie migliorie lemarche inaugurato all’Ospedale Ca’ Foncello di • Pile per protesi acustiche Treviso. Con mezzi di diagnostica avanzata, • Ausili per deboli di udito assicura una presa in carico ottimale e garantisce uniformità di alle • Assistenza e accesso riparazioni cure e appropriatezza delle prestazioni a domicilio ad unaanche quota considerevole di popolazione. In Veneto, infatti, soffrono di • Tappi antirumore su misura incontinenza, urinaria o fecale, 97.000 uomini e 450.000monitor donne. La spesa per • In-ear personalizzati garantire loro un’assistenza ottimale, è di circa 36 milioni di euro l’anno. “Un centro di grande visione e un PUNTI DI ASSISTENZA: investimento di natura organizzativa – ha ricordato il Presidente Zaia alla FARMACIA CESTER - Porto Viro (Ro) cerimonia di inaugurazione – Il pazienFARMACIA DOTT. COLLA - Corbola (Ro) te troverà in un unico riferimento tutti FARMACIAoltre IKONOMU - Volto di Rosolina (Ro) Ne soffrono mezzo milione di veneti. FARMACIA MADONNA DELLA SALUTE - Ariano i professionisti che si occupano della Per loro adesso(Ro) c’è un punto di riferimento nel Polesine patologia. Ci conferma che in Veneto CENTRO MEDICO DELTA - Porto Tolle (Ro) siamo i più attenti alle cure e abbiamo per la diagnostica avanzata e le cure FARMACIA NADALINI - Adria (Ro) una visione della sanità che sia utile FARMACIA SAN GIORGIO - Cà Venier di Porto a tutti e quindi anche a chi soffre di A dimostrazione della delicatezza Nell’ambito del Centro, per la cui reTolle (Ro) patologie come l’incontinenza urinaria del problema,FARMACIA va ricordato che seconalizzazione sono stati investiti 235 mila SAN PAOLO - Loreo (Ro) e fecale che, oltre alle problematiche do le statistiche ufficiali meno 20 euro -e Cavarzere che sarà diretto dal dottor Giulio FARMACIA SANdelGIUSEPPE (Ve) cliniche, nella maggior parte dei casi per cento delle persone affette daNATURFARMA inSantoro, dirigente medico della IV chiPARAFARMACIA - Taglio di Po (Ro) sono vissute con grande imbarazzo e continenza affronta il problema con il rurgia del Ca’ Foncello, saranno operacome un tabù, portando molto spesso proprio medico di medicina generale e tivi quattro ambulatori dedicati rispetall’isolamento ed anche a forme di desolo lo 0.4 per cento si rivolge a cure tivamente alle visite, alla diagnostica, specialistiche. pressione”. alla riabilitazione e agli stomizzati.
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Salute
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Luce Pulsata: un metodo innovativo per la cura dell’occhio secco Se il disturbo non viene curato il fastidio diventa permanente causando una iperlacrimazione paradossa e alterazioni più importanti della superficie oculare con riduzione della capacità visiva
L
a sindrome da disfunzione del film lacrimale, o sindrome dell’occhio secco, è una patologia comune che colpisce fino al 25% della popolazione, e in particolare le donne dopo i 45 anni di età, e sta diventando sempre più frequente e fastidiosa per tutta una serie di fattori che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana: lavoro al videoterminale, inquinamento atmosferico, luce artificiale, guida automobilistica, uso di lenti a contatto. È dovuta ad una eccessiva evaporazione o ridotta produzione del film lacrimale. Il film lacrimale è una secrezione liquida che riveste la superficie dell’occhio ed è composto da 3 strati: lo strato mucoso che ha il compito di rendere impermeabile la superficie anteriore della cornea, lo strato acquoso che ha la funzione di favorire lo scorrimento delle palpebre e difendere la superficie corneale dal contatto con microrganismi (grazie alle sostanze in esso contenute). Infine lo strato lipidico, prodotto dalle ghiandole del Meibomio, che ha la funzione di impedire l’evaporazione dei due strati precedenti. La forma evaporati-
scito
va di occhio secco è la più frequente ed è principalmente dovuta all’assenza o insufficienza dello strato lipidico. Per supplire a questa comune deficienza, siamo costretti ad usare lacrime artificiali specifiche per questo tipo di disturbo, anche molte volte al giorno. Nonostante le lacrime artificiali sintomi come fastidio, bruciore, arrossamento, alterazione della vista, sensazione di corpo estraneo, fotofobia e dolore persistono. Se il disturbo non viene curato il fastidio diventa permanente causando una iperlacrimazione paradossa e alterazioni più importanti della superficie oculare con riduzione della capacità visiva. La luce pulsata è un trattamento innovativo che stimola la funzione delle ghiandole di Meibomio. E’ usata già da molti anni in dermatologia per diverse patologie quali l’epilazione e lo sbiancamento delle macchie cutanee. Sequenze di impulsi luminosi perfettamente calibrati ed omogenei, con un intervallo ed un’energia idonea a stimolare le ghiandole di Meibomio ripristinano il loro normale funzionamento. Il trattamento consta di
tre sedute di pochi minuti nell’arco di circa un mese e mezzo, senza alcun fastidio o effetto collaterale, poiché il trattamento coinvolge esclusivamente le palpebre, dove risiedono le ghiandole di Meibomio, senza minimamente coinvolgere il bulbo oculare. Il paziente può riprendere le sue normali attività subito dopo la terapia e gli effetti possono essere valutati anche dopo la prima o seconda seduta. Nei mesi successivi, se necessario, può essere fatta una seduta di richiamo per consolidare l’effetto terapeutico. Sono stati condotti studi in Francia, Nuova Zelanda e in Cina, che hanno mostrato un miglioramento dei sintomi nel 90% dei pazienti sin dalle prime due sedute. Il miglioramento delle condizioni cliniche della superficie oculare è stato valutato mediante specifiche strumentazioni oculistiche. Per la prima volta dunque dopo molti anni in cui l’unica soluzione era la continua istillazione di lacrime artificiali, la tecnologia ci viene incontro con una procedura veloce semplice ed a costi contenuti!
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Dermatologia: la miglior difesa è la prevenzione L
a pelle costituisce l’organo più esteso del corpo umano ed è al tempo stesso l’organo che presenta il maggior numero di malattie. Si stima infatti che ciascun individuo sia soggetto almeno una volta nella vita ad una problematica cutanea, e che la probabilità complessiva aumenti con l’aumentare dell’età. La branca della medicina che si occupa della diagnosi e della cura delle patologie a carico della pelle e degli annessi cutanei (peli, capelli, unghie, ghiandole sebacee e sudoripare), promuovendo comportamenti di vita atti a prevenire le patologie più comuni, è la dermatologia. A questo proposito Centro Medico Rovigo-Bianalisi Veneto, particolarmente attento alle necessità dei pazienti e coinvolto fin dall’inizio dello scorso anno in un processo di riorganizzazione ed aumento dei servizi forniti, si è recentemente dotato di un ambulatorio dermatologico. Allo scopo di avere maggiori informazioni in merito alla prevenzione e alla cura delle patologie più diffuse e di conoscere in modo più approfondito i servizi a disposizione dell’utenza, ne parliamo con la figura di riferimento della struttura per questo preciso ambito diagnostico: la Dott.ssa Stefania Peruzzo, medico specialista in Dermatologia e Venereologia. Dottoressa Peruzzo, quali sono le fun-
zioni della pelle e perché è corretto affermare che la pelle è lo specchio della nostra salute? “La pelle ha numerose funzioni: protettiva, sensoriale, secretoria, termoregolatrice, di assorbimento, di permeabilità ed estetica. L’igiene della pelle e la sua cura nei confronti di cause potenzialmente lesive, quali ad esempio raggi solari, agenti contaminanti e detergenti, rappresentano elementi essenziali di prevenzione. Tuttavia la pelle risente anche delle abitudini alimentari, lavorative e dell’assunzione di farmaci, ed è accertata la correlazione tra patologie della pelle ed aspetti emotivi e/o condizioni di stress. Inoltre molte malattie di tipo internistico presentano manifestazioni cutanee”. Quali sono le affezioni della pelle maggiormente diffuse e qual è il modo migliore per procedere alla loro identificazione? “Tra le patologie più comuni possiamo elencare acne, dermatiti atopiche, da contatto e seborroiche, psoriasi, verruche, ed i tumori della pelle. Sia la diagnosi che la terapia necessitano di un’anamnesi dettagliata del paziente in cui, oltre alla valutazione di sintomi e segni, è fondamentale considerare elementi quali la familiarità ed i fattori di rischio. Vanno inoltre analizzati altri dati, che in alcuni casi possono
essere decisivi: le caratteristiche iniziali e l’evoluzione della lesione, la velocità di accrescimento, l’esposizione a fattori lesivi, le abitudini del soggetto, la presenza di allergie, l’esistenza di altre malattie coesistenti e notizie su possibili fonti di contagio”. Quale tipo di supporto è fornito dall’ambulatorio dermatologico di Centro Medico Rovigo-Bianalisi Veneto? “All’interno della struttura è possibile sottoporsi alla visita dermatologica, fondamentale per escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo di carattere dermatologico. E’ inoltre possibile trattare affezioni cutanee di vario tipo mediante crioterapia dermatologica, ed asportare piccole neoformazioni mediante diatermocoagulazione. Nel primo caso, l’applicazione di anidride carbonica allo stato solido (ghiaccio secco) oppure di azoto liquido sulla lesione, provoca una vera e propria cauterizzazione da freddo, causando la morte delle cellule patologiche mentre, nel secondo caso, viene utilizzato un bisturi elettrico (diatermocoagulatore) che consente di asportare le neoformazioni cutanee e contemporaneamente cauterizzare l’epidermide”. Sappiamo che la sua formazione e le sue esperienze lavorative le hanno permesso di maturare una significativa esperienza nella diagnosi del melanoma. Può
spiegarci di cosa si tratta? “Il melanoma è il tumore che coinvolge le cellule cutanee che producono la melanina, i melanociti, e può svilupparsi in qualsiasi area della pelle, in particolare in corrispondenza di nevi e con una maggiore probabilità nelle zone cutanee che sono più frequentemente esposte ai raggi ultravioletti della luce del sole. La probabilità di conseguire il melanoma dipende anche da familiarità. Sebbene non sia il tumore della pelle più comune, il rischio di sviluppare il melanoma della cute è in continuo aumento ed è sempre più frequente anche in età giovanile. Tuttavia, lo sviluppo di strumenti di diagnostica e di trattamenti sempre più efficaci consente di effettuare diagnosi piuttosto precise e quindi di poter intervenire asportando i nevi melanocitici prima che
possano dare origine a metastasi”. Appare quindi fondamentale il ruolo della prevenzione. Quali sono i suoi consigli? “La prevenzione avviene a due livelli: eliminazione o riduzione dei fattori di rischio e diagnosi precoce. E’ quindi consigliabile controllare l’esposizione ai raggi UV, siano essi provenienti dal sole o dalle lampade. E’ inoltre opportuno eseguire regolarmente un’accurata auto ispezione dei nevi della pelle, rivolgendosi al dermatologo nel caso si riscontrassero nevi o macchie pigmentate riportanti uno o più dei seguenti segni: forma asimmetrica, bordi irregolari, colore disomogeneo, diametro superiore a 4-6 mm e rapida crescita. E’ poi possibile essere indirizzati verso esami strumentali mirati e controlli più frequenti”.
Dott.ssa Stefania Peruzzo Specialista in Dermatologia e Veneorologia Riceve presso Centro Medico Rovigo – Bianalisi Veneto ROVIGO – Tel. 0425 31681 www.centromedicorovigo.it
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Insalata variegata Ingredienti: 1 cuore di lattuga - uno spicchio di sedano rapa - 3 carote - un trito di prezzemolo olio e sale q. b.
Rotolini di melanzane alle verdure Ingredienti: 350 g di melanzane - 150 g di zucchine - 50 g di sedano - 50 g di porro - 50 g di Emmental - una fetta di pane integrale - un ciuffo di prezzemolo - 3 C di olio - sale. Preparazione: pulire le melanzane, lavarle, asciugarle e tagliarle per il lungo a fette sottili. Metterle in uno scolapasta, salarle e lasciarle sgocciolare. Tagliare il porro, le zucchine, il sedano a bastoncini sottili, fare lo stesso con il formaggio. In una padella unta d’olio fare rosolare le verdure a fuoco vivace (per 3-4 min). Quando le verdure saranno croccanti, salarle e lasciarle raffreddare. Su una griglia calda cuocere le fettine di melanzane da entrambi i
lati, poi porre al centro di ogni fettina le verdure, il formaggio e arrotolarle su se stesse. Porre i rotolini in una pirofila, salare, cospargere di pane grattugiato, irrorare con un filo d’olio e passare in forno preriscaldato a 180° (per 10 minuti finchè si sarà formata una crosticina dorata). Togliere dal fuoco, cospargere di prezzemolo tritato. Si possono servire calde, ma anche fredde. A scelta si possono insaporire con sugo di pomodoro fresco.
Girelle alla marmellata di agrumi Ingredienti: 400 g di farina bianca - 100 g di farina integrale - 100 g di marmellata - 1/4 di L di latte - 50 g di burro - 1 C di miele (o di malto d’orzo) - 10 g di lievito di birra secco - 1 pizzico di sale - carta da forno. Preparazione: lavare e grattugiare separatamente le carote e il sedano-rapa, quindi lavare e tagliare a striscioline il cuore di lattuga. Disporre le verdure a cerchi su un piatto da portata rotondo con le carote al centro.
Preparazione: togliere il burro dal frigorifero e tenerlo a temperatura ambiente per ammorbidirlo. Con le farine, il latte ed il lievito, preparare l’impasto, lasciarlo riposare un paio d’ore, lavorarlo e lasciarlo riposare ancora per circa un’ora. Terminata la seconda lievitazione riprendere la pasta, manipolarla qualche istante per sgonfiarla, quindi stenderla sulla spianatoia infarinata in una sfoglia di mezzo centimetro di spessore, di forma rettangolare. In una ciotola battere il burro con 30 grammi di marmellata, fino ad avere una crema morbida ed omogenea. Spalmare la sfoglia di pasta e
arrotolarla su se stessa lungo il lato maggiore. Tagliare il cilindro ottenuto in fette di un centimetro di spessore e deporre sulla placca del forno rivestita con l’apposita carta. Porre a lievitare per una mezz’ora in luogo adatto, coprendo i dolcetti con un panno. Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180°. Quando le girelle saranno ben lievitate, porre al centro di ciascuna un poco di marmellata, fino ad esaurimento. Infornare subito e cuocere per circa 30 minuti. Da ultimo accendere il grill e dorare per pochi istanti. Servire tiepide o fredde.
Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155
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