Sport p.23
Politica p.33
NOVEMBRE 2016
Periodico d’informazione locale - Anno XXIII n. 149 • Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 nº 46) Art. 1, Comma 1, NE/PD
Cultura p.17
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Salute p.37
on-line:
di Adria agenzia di adria Tel. 0426 901385
VICESINDACO SIMONI
“Partecipate, il futuro nell’aggregazione” EVENTI
Mercatini, presepi e festa con la Pro Loco
Profughi a Cavanella, rassicurazioni dal prefetto Raggiunta quota 100. Convocata una riunione a fine mese e una seconda il 7 novembre. La prefettura punta all’accoglienza diffusa
servizio a pag. 6
PROSPETTIVE
Fusioni dei Comuni? Irrevocabili AMBIENTE
Tigli, polemica su eventuale abbattimento OCCUPAZIONE
Novamont: “Pochi bottrighesi tra i lavoratori” attualità
Scuole venete: solo uno su tre antisismiche economia
400 milioni per la Tav, Pedemontana al palo Cultura
Francis Bacon alla Casa dei Carraresi
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N
on si tratta per niente di mandare a casa Renzi oppure no. Si tratta di cambiare una parte della Carta Costituzionale, pensata così com’è oggi dalle madri e dai padri “nobili” della nostra Repubblica, forse i parlamentari più saggi e onesti che abbiamo avuto dal ‘46 in poi. Certo, il 4 dicembre, con il Referendum Costituzionale il Premier si gioca tutto o quasi. Ma credo che la posta sia alta anche per noi cittadini e per il nostro futuro. segue a pag 3
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Facciamo il punto
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L’anno zero della sanità polesana
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l 2016, anche se ormai agli sgoccioli, passerà alla storia come x l’anno zero della sanità polesana, con la scomparsa delle Ulss 18 di Rovigo e Trecenta e dell’Ulss 19 di Adria che si fonderanno in un’unica azienda sanitaria, la Ulss 4: il 6 ottobre scorso è stato infatti approvato dalla giunta regionale un articolo del progetto di legge che da anni tenta di riorganizzare l’assetto delle Ulss venete, accorpandone il più possibile. Nove in tutto le aziende sanitarie che saranno presenti a norma promulgata. Una per provincia, con Venezia e Vicenza che ne avranno una in più. Inutile aggiungere che il provvedimento ha suscitato una ridda di polemiche tra favorevoli e contrari, con questi ultimi preoccupati che la sforbiciata si possa tradurre in un drastico peggioramento dei servizi offerti ai pazienti. Davide Benazzo, segretario provinciale della Funzione Pubblica della Cgil, valuta positivamente la novità che si prospetta all’orizzonte per il territorio. “Era ormai inevitabile – afferma – parlare di unificazione perché da tempo si dovevano prevedere coordinamenti funzionali tra i dipartimenti, cominciando a ragionare su strutture complesse che le avrebbero scavalcate. Il Polesine è purtroppo penalizzato da una bassa antropizzazione che, dunque, si traduce in finanziamenti minori rispetto a province in cui la densità della popolazione è maggiore. Lo step successivo, ora, sarà quello di definire assieme alle direzioni dell’Ulss quale sarà l’organizzazione di tutti i lavoratori alla luce della riforma. Sarebbe utile che da Venezia arrivassero direttive precise e linee guida, perché, quando la fusione si concretizzerà, sarà necessario modificare i contratti integrativi aziendali”. Elisa Dall’Aglio
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Passata la riforma che unisce le Ulss 18 e 19 in un’unica azienda
Occorre, dunque, valutare bene i due atteggiamenti che si scontrano e si confrontano in questo periodo di campagna referendaria. Molta parte di chi voterà sì lo farà per il desiderio di riformare finalmente lo Stato o almeno col desiderio di provarci; allo stesso modo chi voterà no lo farà anche per conservare la Costituzione così com’è, quasi fosse sacra, perché frutto del lungo e ponderato lavoro delle madri e padri costituenti. Uno dei punti centrali della riforma che andremo a votare, riguarda la modifica dell’articolo 55 della Costituzione, ovvero la norma che definisce la composizione e il ruolo del Parlamento diviso tra Camera e Senato. Il “nuovo” articolo 55 previsto dalla Riforma si amplia, rispetto a com’è ora, affermando che le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza. Ribadisce che ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione, è titolare del rapporto di fiducia con il Governo, esercita la funzione di indirizzo politico, legislativa e di controllo dell’operato del Governo. Da ultimo dice che Il Senato della repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri Enti costitutivi della Repubblica e spiega le nuove funzioni. Chi vota sì vede favorevolmente il fatto che si dia rappresentanza agli enti territoriali in Parlamento dando loro un potere diretto più forte di quello di cui godono oggi le Conferenze Stato-Regioni. Inoltre si esprime la parità di genere come principio costituzionale. Chi sostiene le ragioni del no pensa che, se un Senato rimane, deve essere eletto dai cittadini e il testo della riforma non specifica come saranno nominati i futuri senatori. Inoltre si tira in ballo il tempo e ci si chiede ma come possa fare un sindaco o un consigliere regionale a Sedere in Senato e a seguire ben l’Ente in cui è stato eletto. Credo che a noi cittadini sia richiesta serietà e che il nocciolo della questione si possa ridurre a: restiamo come siamo, ci va bene, o proviamo a cambiare qualcosa?
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È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Pettorazza e Papozze per un numero complessivo di 8.177 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
Direzione, Amministrazione e Concessionaria di Pubblicità Locale: via Lisbona, 10 · 35127 Padova tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >redazione@givemotions.it< >www.lapiazzaweb.it<
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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) uesto periodico è associato alla Q Unione Stampa Periodica Italiana
Chiuso in redazione il 7 Novembre 2016
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Adria .
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Partecipate, “il futuro è aggregazione” Il vicesindaco Federico Simoni ha le idee chiare sullo sviluppo del territorio: le società partecipate devono aggregarsi, in modo da offrire al cittadino servizi ottimali alla tariffa più bassa
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l tema delle partecipate mi interessa molto, perché riguarda servizi essenziali, che toccano direttamente i cittadini. In più permette di fare politica del territorio, dato che è proprio qui che si determina il suo futuro. Ma per svolgere al meglio questi servizi alla politica serve un salto di qualità, per garantire al cittadino il miglior servizio alla tariffa più bassa”. La visione di Federico Simoni, vicesindaco con delega alle Società partecipate, è molto chiara e ha un unico orizzonte: il concetto di aggregazione. In che modo i processi di aggregazione possono contribuire all’erogazione di un servizio migliore, come nel caso dell’acqua? “Polesine Acque (la partecipata che gestisce il ciclo dell’acqua in tutti i comuni polesani, ndr) ormai fa fatica ad andare avanti da sola e l’imminente aggregazione con Cvs Bassa Padovana, società sana e molto simile, permetterebbe di migliorare il servizio investendo sulle reti, che qui ad Adria sono un colabrodo. Que-
Il vicesindaco Federico Simoni
sta fusione consentirebbe alla nuova società di acquisire la rete idrica di Adria e ne diventerebbe l’unico gestore”. Tempistiche? “Entro l’estate 2017. Consentire ad Adria di avere una rete unica sarà un grande successo e ci permetterà di uscire da una convenzione capestro trentennale che vecchie amministrazioni, in maniera poco lungimirante, avevano realizzato”. Per quanto riguarda i rifiuti? “Al momento la guerra tra Consorzio Rsu ed Ecoambiente ha dei riflessi negativi sui cittadini, che pagano di più per ottenere un servizio peggiore. Adria vuole fare da pompiere e ho sconsigliato a chi vuole proseguire con questo muro contro muro di andare avanti in questo modo, che ha portato l’arresto di tutti gli sviluppi futuri in termini di aggregazione tra le due società o di miglioramento del servizio. Dobbiamo ritrovare serenità tra i comuni, dialogare e proporre soluzioni”. Consvipo?
“Questa società (Consorzio per lo Sviluppo del Polesine, ndr) deve essere rinnovata e vivere di vita propria, in base ai bandi e ai finanziamenti raccolti. Deve permettere lo sviluppo del Polesine, non il mantenimento di sé stessa”. Infine As2? “È una società (azienda di servizi
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strumentali, ndr) che fa utili. Se farà un altro aumento di capitale la mia idea sarà di proporre l’aggiunta di altre quote. Stiamo andando avanti per avere un Ced (centro elaborazione dati) unico provinciale, cui anche Adria si appoggerebbe, abbattendo tutti i costi di struttura”. Stefano Chiarelli
“I lavori pubblici partiranno il prossimo anno”
P
er quanto riguarda i lavori pubblici, altra delega del vicesindaco Federico Simoni, “l’iter dei lavori portato a termine è corposo. A cominciare dal teatro, che oramai è ultimato e a breve partirà la stagione”. Passando agli annosi problemi idrici che ciclicamente interessano alcune zone cittadine, “partiranno il prossimo anno i lavori in località Passetto, dove andremo a prendere l’acqua da Cavarzere attraverso una nuova conduttura, e anche in via Renovati e via Zandonai. Inoltre, abbiamo messo a bilancio risorse per i lavori in via Peschiera. In questo modo contiamo di risolvere definitivamente uno dei problemi più grossi di Adria, ovvero gli allagamenti”. Tra fine anno e inizio primavera “partiranno i progetti di sistemazione della piscina comunale, gli interventi nella scuola Manzoni, i lavori sulla pista ciclabile che arriverà fino a Valliera e il rifacimento di piazza Oberdan”. Un aspetto importante concerne la sicurezza stradale e le risorse utilizzate per curarla. “I soldi per rifacimento asfalti, sfalci erba e marciapiedi – sottolinea il vicesindaco – li prendiamo dalle entrate che derivano dalle multe. I cittadini sappiano che quei soldi li investiamo solo ed esclusivamente in questo modo e non per coprire sprechi come succede altrove”. Questa amministrazione, conclude Simoni, “si concentrerà molto sull’attenzione alle piccole manutenzioni, ovvero ciò che i cittadini chiedono di più. Ad esempio solo per le frazioni destineremo ogni anno dai 35 ai 50mila euro per lavori puntuali di questo tipo”. (st.ch.)
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Accoglienza A fine ottobre i presenti erano quasi un centinaio
Profughi a Cavanella, “Rassicurazioni dal Prefetto che il numero calerà” S
i lavora all’alleggerimento della situazione a Cavanella Po dove, a fine ottobre, il numero dei profughi è salito a quota 100. Un primo incontro in prefettura svoltosi a fine mese, seguito da un nuovo appuntamento il 7 novembre, è servito a fare il punto sulla situazione dell’accoglienza in città e in provincia. “Il prefetto mi ha comunicato che sta lavorando per alleggerire il numero di migranti a Cavanella - ha fatto sapere il sindaco Massimo Barbujani - per riportarli a una sessantina, cioè al numero che era stato previsto dal bando e che è aumentato nel corso dei giorni”. “Io attendo fiducioso che ciò avvenga - ha commentato Bobo - e in quest’occasione sono tornato a segnalare anche le criticità della struttura, che si trova in una condizione di assoluto degrado. Ho inoltre richiesto una presenza continua delle forze dell’ordine, per evitare che ci siano diatribe tra vari gruppi etnici. Il prefetto mi ha assicurato che si sta lavorando”. L’appuntamento del 7 novembre, in cui sono stati convocati tutti i sindaci del Polesine, voleva - nelle intenzioni del prefetto - sensibilizzare anche i sindaci di quei comuni che a oggi non hanno dato la propria disponibilità all’accoglienza. “Nel corso del primo incontro ho segnalato la concentrazione elevatadi profughi in pochi chilometri: 100 Tra ottobre a Cavanella, 80 a Porto Viro, 75 a Retinella, una borgata di e novembre Loreo. Il tutto nell’arco di sì e incontri no sei chilometri”. Barbujani è consapevole e con gli altri si fa portavoce delle preoccusindaci per pazioni dei residenti, aumentate dal fatto che la proprietà sensibilizzare di Borgo Fiorito ha dato la disponibilità a un eventuale incremento del numero dei profughi da ospitare. “Ma ho ottenuto rassicurazioni da prefetto che questa disponibilità non verrà tenuta in considerazione - tranquillizza Barbujani - perché si sta lavorando in una direzione diversa, quella della microaccoglienza”. Il primo cittadino mette anche in chiaro la propria posizione, “che non è accettazione supina. Sono contrario a questo tipo di accoglienza che crea dei veri e propri ghetti e che non è sicuramente quell’accoglienza diffusa di cui qualcuno si riempie la bocca. Tutt’altra cosa è l’accoglienza riservata a 7 cittadini siriani fuggiti dalla guerra che sono stati accolti dall’associazione Agnese Baggio di Adria su progetto di integrazione della Compagnia di Sant’Egidio. Questa è la vera accoglienza”.
Forza Italia: “I tavoli vanno convocati prima degli arrivi, non dopo. I sindaci facciano sistema”
“S
i attui un tavolo di coordinamento che decida le modalità di collocamento e integrazione dei richiedenti asilo nel territorio provinciale. Ma questo tavolo deve riunirsi prima del collocamento dei profughi, non dopo! Questo a supporto delle decisioni del Prefetto e per evitare che vi sia un unico attore, quale appunto il Prefetto, che decida in assoluta autonomia dove collocare i profughi, perché ciò sta generando diversità di trattamento tra i vari Comuni e i cittadini polesani, e sta creando concentrazioni troppo elevate e potenzialmente pericolose per la sicurezza e il quieto vivere dei nostri cittadini”. È la posizione di Forza Italia Adria, espressa per bocca del vicesindaco Federico Simoni.
“Il fenomeno dell’immigrazione è gestito in maniera pessima dal Governo Renzi, interessato solo a vincere il referendum del 4 dicembre per mantenere la propria poltrona - attacca -. La posizione di Forza Italia, quindi, è chiara: accogliamo i richiedenti asilo, identifichiamoli, aiutiamo i veri profughi e respingiamo i clandestini, che sono purtroppo la maggioranza di quelli che arrivano. Ma per fare questo serve la collaborazione, la volontà ma soprattutto il buon senso di tutti. Ed in questo momento, da parte del Governo, mi sembra che il buon senso non ci sia per niente”. E ai sindaci lancia “un invito a fare sistema, in un sistema di reciproca collaborazione e mutuo soccorso”. (gi.ga.)
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Stato di Chu, bilancio positivo, o quasi Il 20 novembre chiusa la mostra dedicata ai reperti bellici dell’antico stato cinese. Il sindaco: “Si è trattato di una semina e speriamo di avere altre opportunità in futuro per promuovere il nostro museo” Il sindaco Massimo Barbujani e il Museo Archeologico di Adria
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a mostra Meraviglie dello Stato di Chu volge al termine e il 20 novembre sarà l’ultimo giorno in cui il Museo Archeologico di Adria potrà ospitare i preziosi reperti bellici dell’antico stato cinese. Tempo di bilanci, dunque, per capire se questa mostra su cui Adria ha molto puntato (a livello economico tra Adria ed Este si è speso 500mila euro) è stata in grado di apportare alla città i benefici auspicati. Ne abbiamo parlato col sindaco Massimo Barbujani. “Tutto sommato questa mostra ha rappresentato qualcosa di positivo per la nostra città – dice il primo cittadino –, un’esperienza non così facilmente ripetibile peraltro, dato che mettere ancora insieme quattro soggetti (Adria, Este, Venezia e Regione Veneto, oltre alla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo) sarà tutt’altro che semplice. Ma i numeri registrati, 6/7.000 presenze, sono proporzionati alla
Erano attesi 20mila ospiti, ma Adria ne ha visti 7mila. Bobo: “Proporzionati alla nostra città. Venezia ha assorbito il 70 per cento”
nostra città, tenendo conto che Venezia ha naturalmente assorbito oltre il 70% dei visitatori”. Parliamo in ogni caso di numeri piuttosto lontani da quella quota di 20mila presenze auspicata alla vigilia. “Ma l’importante – spiega il sindaco – è cominciare a seminare. Se riusciremo a dare continuità, con altre proposte accattivanti,
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sarà più facile abituare gli abitanti di città al di fuori dei circuiti tradizionali museali a fruire di questi eventi”. Secondo il primo cittadino “si è vista tanta gente ad Adria attirata dalla mostra, magari questo non si percepisce. Chi è andato a visitare il museo ne è rimasto sorpreso – prosegue –, non solo per la mostra ma anche per il tipo di
proposta offerta dall’intera struttura museale. Il bilancio è buono, e la mostra di Chu è servita anche per promuovere il nostro Museo Nazionale”. Evento promosso, per il sindaco, che per il futuro spera in una maggiore collaborazione da parte di tutti nel tentativo di attrarre numeri maggiori: “Bisogna coltivare la cultura dell’accoglienza e della disponibilità – attacca Barbujani –, magari imparando dall’Emilia Romagna. Qui ad Adria c’è sempre qualche divisione di troppo, cosa che ci contraddistingue. Qualche ente preposto alla comunicazione, infatti, poteva fare qualcosa di più: forse non tutti hanno capito lo sforzo economico che si è fatto per ospitare la mostra. Ma, come dicevo prima, si è trattata di una semina e speriamo di avere altre opportunità in futuro per promuovere il nostro museo”, conclude il sindaco. Stefano Chiarelli
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Eventi Le prossime iniziative
Presepi, arte e cultura: tutti gli appuntamenti della Pro loco A
nche nei prossimi mesi il calendario di attività dell’associazione Pro Loco Adria sarà particolarmente attivo e ricco di eventi.“Ci stiamo preparando alle iniziative natalizie - conferma la presidente Letizia Guerra -, che in particolar modo riguarderanno l’esposizione di presepi. Anche quest’anno, nonostante i lavori sul canale, sarà realizzato il tradizionale e galleggiante Presepe sull’Acqua, cui si aggiungerà la 17° edizione del concorso tra i presepi allestiti dalle varie chiese adriesi. In più, stiamo lanciando su Facebook un’altra iniziativa, “Mostra di Presepi”, che interesserà tutti coloro che vorranno e potranno esporre il proprio presepe personale”. Ma non è tutto. Il 17 dicembre avrà luogo al Maad la chiusura dell’iniziativa “Una visione oltre” dedicata alla figura di Luigi Groto, in occasione della quale alcuni giovani artisti riporteranno alla luce attraverso i fumetti la figura del celebre scrittore adriese del ‘500.
“L’obiettivo dell’associazione è sempre quello di non far disperdere le tradizioni del nostro territorio - dice -. Anche se ciò risulta sempre più difficile, viste la scarsità delle risorse a nostra disposizione”. Una condizione che tuttavia non
ha mai frenato l’impegno e la dedizione dei volontari della Pro Loco nel portare avanti questo compito, come oramai accade da più di cinquant’anni. “E’ da poco uscito il Numero Unico 2016 – chiude la presidente
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“Un’iniziativa importante e da seguire, coordinata da un’artista di fama internazionale come Stefano Cagol”, afferma Guerra. Che può dirsi soddisfatta anche del successo e dei numerosi consensi raccolti dal concorso di pittura e grafica ˊVia Ruzzinaˋ, conclusosi il 28 ottobre, che ha dato l’opportunità a tanti artisti e appassionati di esibire le proprie opere di grafica (11, nella nuova sezione predisposta) e le più classiche opere pittoriche, ben 95 in tutto.
Stefano Chiarelli
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Messico
La presidente della Pro Loco Letizia Guerra
– una pubblicazione in cui vengono presentati tutti insieme musei, biblioteche e archivi del territorio”. Un documento che può rimanere nel tempo, e che sta riscuotendo un notevole successo.
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Torna “Adria tra presente e passato”. E a dicembre ogni domenica è festa “Adria tra presente e passato” è il titolo dell’iniziativa che, come già accaduto a settembre e ottobre, animerà la città etrusca domenica 27 novembre. Adriashopping propone infatti la mostramercato dell’anticquariato, dell’usato, del vintage, dell’artigianato artistico e dell’ingegno creativo. Il tutto accompagnato da prodotti enogastronomici da tutt’Italia. La manifestazione - in collaborazione con l’associazione culturale Nsv e Adria.com, si aprirà alle ore 9 e durerà tutto il giorno fino alle 19 in corso Mazzini. Per i più piccoli sarà garantito il divertimento grazie ai
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Fusioni dei Comuni? “Irrevocabili” In un confronto organizzato da Cna, amministratori e politici si sono tutti espressi a favore. Adria, Pettorazza, S.Martino Venezze e Papozze realizzerebbero un’aggregazione da oltre 27mila abitanti
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e fusioni vanno bene ma bisogna lavorare, e tanto, sulla condivisione con i cittadini di un percorso che sembra irrevocabile” è questo il messaggio lanciato in un recente convegno ad Adria da tutti gli amministratori del Delta, riuniti dalla Cna Rovigo. “Cerchiamo di unire le nostre idee - è la posizione del sindaco di Adria Massimo Barbujani - ed è giunto il momento di scrivere una pagina importante della storia del nostro territorio. I sindaci stanno diventando sempre più ‘dipendenti’ comunali e da soli non si può andare avanti. Ho sentito recentemente Il ministro Madia affermare che non ci sarà alcun provvedimento calato dall’alto ma cominciamo a vedere se c’è questo feeling per tendere ai risultati presentati da Cna con un significativo passaggio culturale.” La Cna, secondo lo studio presentato da Alberto Cestari di Sintesi Centro Studi, propone 10 nuove fusioni lasciando “soli”
Un momento del confronto
solo Rovigo e Porto Tolle. Per il Delta Adria, Pettorazza, S.Martino Venezze e Papozze potrebbero comporre un’aggregazione da oltre 27.000 abitanti. Villadose, Ceregnano e Gavello arriverebbero a quasi 10.500 abitanti. Loreo, Rosolina e Porto Viro toccherebbero i 25.000 abitanti mentre Corbola, Ariano nel Polesine e Taglio di Po sorpasserebbero le 15.000 unità. Gli incentivi arriverebbero in qualche caso a 2.000.000 di euro per aggregazione. “Da tempo Cna porta avanti il tema dell’aggregazione - ha ricordato David Gazzieri presidente provinciale di Cna -. Vi sono troppe differenze, ad esempio, di natura fiscale come i regolamenti della tassa rifiuti. Ma ci rendiamo conto che ci vuole una volontà diversa dalla mera valutazione economica della comunità. Non dobbiamo aver paura di prendere una strada coraggiosa e auspico che da tutto il mondo economico e politico sorga un movimento
coeso per impegnarci a fondo per il cambiamento”. “Concordo che si debba avere un processo condiviso e bisogna far nascere una cabina di regia anche politica - chiarisce Diego Crivellari, deputato Pd -. L’ipotesi di un unico comune del Delta come auspicato è un’ipotesi suggestiva anche se distante dall’avverarsi. La cosa sicura è che non
dobbiamo lasciare i sindaci da soli”. E il senatore Bartolomeo Amidei (Forza Italia): “La politica purtroppo non credo possa aiutare più di tanto questo tipo di processo. Bisogna prima di tutto porre fine ai campanilismi avendo davanti anche tentativi legislativi falliti in passato. Dai cittadini ora abbiamo la massima resistenza ma l’obiettivo è razionalizzare i
Imam convocato in consiglio, è polemica
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ei giorni scorsi l’Imam di Adria ha raccolto l’invito dell’aministrazione a partecipare a un consiglio comunale speciale. L’invito era partito alla volta della guida spirituale del Basso Polesine a seguito degli attentati della scorsa estate a Nizza. Nella “convocazione” si chiedeva di chiarire la posizione della comunità islamica locale in merito al terrorismo. Toni che non sono piaciuti a Impegno per il Bene comune e SiAmo Adria, che parlano di “toni inquisitori”. “A nome della minoranza -fa sapere il capogruppo Ibc Omar Barbierato - ho dato la nostra disponibilità a costruire un percorso diverso e a costruire strumenti come ad esempio la consulta degli immigrati per iniziare un percorso politico che lavori seriamente al confronto e all’integrazione culturale chiedendo che fosse ritirata quella convocazione. La maggioranza è rimasta sorda alle proposte fatte. Se la maggioranza avesse voluto veramente dare importanza al documento portato dall’Imam avrebbe rimandato il punto in questione al prossimo consiglio, per poterne fare un documento condiviso, come è stato erroneamente ripetuto da diversi consiglieri di maggioranza, vista l’impossibilità di votare dovuta a una convocazione formalmente errata del consiglio.” “Come minoranza abbiamo deciso di rimanere in sala - conclude Barbierato -, assicurando il numero legale per il prosieguo della seduta perchè volevamo far sentire all’Imam e ai cittadini adriesi che esiste una parte di Adria che non condivide gli strumenti e le modalità usati da questa maggioranza, e che esistono volontà di costruire un’Adria diversa da quella rappresentata oggi”.
Nella foto, Paolo Franzoso ritratto in una sua opera
Franzoso, il volto dell’arte adriese Pittore di professione, titolare del negozio Artisticheria di Adria: ecco chi è Paolo Franzoso È un periodo di fermento per l’attività artistica in città. Non
parliamo solo dello splendido murales raffigurante Marco Polo ultimato il mese scorso dall’artista greco Stathis Tsavalaias, ma anche di tutte le eccellenze artistiche prodotte dai nostri concittadini. Uno dei suoi più autorevoli esponenti è senza dubbio Paolo Franzoso, 42 anni, proprietario del negozio “Artisticheria” in via
costi e migliorare i servizi.” Anche i consiglieri regionali non hanno fatto mancare il loro contributo. “Bisogna sviluppare un ragionamento politico con la rivendicazione di un’autonomia che in Veneto può trovare la giusta radice - ha evidenziato Graziano Azzalin (Pd)-. L’identità andrà smarrita se non faremo azioni nella direzione che stiamo discutendo anche se al momento questo è un tema che non scalda i cuori”. E la pentastellata Patrizia Bartelle: “Sono perfettamente d’accordo con le fusioni. Bisogna sviluppare un percorso ‘pedagogico’ verso la popolazione individuando le affinità dei territori e le identità. Bisogna iniziare per tempo spingendo sui vantaggi non solo economici.” Giorgia Gay
Vittorio Emanuele II, e vero e proprio artista di professione, con specializzazione in pittura. “Una passione questa che è nata recentemente – spiega –, da nemmeno dieci anni. Lavorando per tanti anni come grafico pubblicitario ho sempre avuto una vena creativa, che ora utilizzo per far nascere le mie opere”. Opere quali quadri, che vengono dipinte con la tecnica del collage. “Mi viene in mente un’idea e la sviluppo istintivamente, abbinando abilità manuale e computer grafica” conferma Paolo, che grazie alla sua arte di matrice contemporanea realizza e vende nel suo negozio oltre alle sue opere particolari t-shirt, sulle quali viene raffigurato con pittura a mano il contenuto dei suoi quadri. L’artista adriese ha anche creato un marchio (“Irripetible”) ed espone regolarmente le sue creazioni in varie mostre, collaborando anche con una galleria di Modena. La storia di Paolo dimostra come l’arte possa essere coniugata al commercio, nonostante il periodo storico: “Vivere di arte non è semplicissimo. Ma se uno ci crede e si accontenta è possibile credere ai propri progetti”. Stefano Chiarelli
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Adria .-
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I 5 stelle adriesi: “Non abbattete i tigli del teatro” Il Movimento denuncia la mancata promessa di preservare gli alberi durante i lavori di rifacimento della sponda del fiume. Il sindaco: “Ancora tutto da decidere”
ferenza dei capigruppo per illustrarli. La stessa conferenza che ho convocato nelle scorse settimane con carattere d’urgenza sul tema e aalla quale la minoranza non si è presentata” mette in chiaro il sindaco, che comunque garantisce: “Se dovesse essere necessario l’abbattimento, provvederremo comunque alla sostituzione con piante meno impattanti a livello di radici. Ai nostalgici ricordo che è stato fatto lo stesso anche ad Asiago lungo il viale degli Alpini, uno dei punti sacri della nostra patria”.
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na raccolta firme per salvare i tigli davanti al teatro comunale di Adria. “Sono in pericolo” secondo il Movimento 5 stelle di Adria, che lamenta il mancato mantenimento delle promesse da parte del “Genio Civile” e dell’amministrazione comunale, “che comunicavano alla popolazione che tutto sarebbe stato preservato, anche la ringhiera in ghisa sarebbe dovuta essere recuperata”. Oggi, fanno sapere i pentastellati, “corre voce che tutto verrà ritrattato e per proseguire nel progetto di sistemazione della sponda del fiume dovranno essere abbattuti tutti i tigli e, anche la ringhiera in ghisa sarà sostituita”. Per questo è scattata la mobilitazione. I tigli - una decina - sorgono sulla sponda del fiume da 80 anni. “Sono cresciuti nel tempo, coronando e abbellendo con la loro chioma tutte le stagioni degli eventi culturali e artistici della vita del Teatro” scrive il Movimento, secondo cui il progetto iniziale della sistemazione della sponda “non prevedeva il taglio del Tigli ma, la loro conservazione in quanto patrimonio ambientale storico”. Dal canto suo, il sindaco Massimo Barbujani fa sapere che nessuna decisione è stata ancora presa al riguardo, ma che è necessario un approfondimento perchè esiste il rischio che le radici dei tigli mettano in pericolo l’efficacia dell’intervento che sta per partire. “Un intervento di salvaguardia e manutenzione straordinaria delle rive, per la messa in sicurezza delle murate - fa presente -. Si tratta di lavori di grande importanza, e che hanno anche un forte peso economico, per cui non possono essere compromessi. Capisco l’affetto di molti cittadini verso quelle piante ma prima di tutto viene la sicurezza”. Tutto è ancora da stabilire, comunque, al momento in cui andiamo in stampa. Il genio civile ha solo chiesto, per ora, ulteriori verifiche sullo stato di salute delle piante e sul possibile impatto delle radici. “A giorni avrò in mano l’esito dello studio, affidato a un agronomo, e convocherò la con-
I tigli ottuagenari
Giorgia Gay
Studenti premiati Continuano le attività all’interno della ludoteca Dadi Adriatic Lng. Nelle scorse settimane si è svolta la conferenza “Quant’è bello giocare con i genitori”, per parlare e discutere del progetto e dell’importanza del gioco nella relazione genitori-bambini. Al termine si è svolta anche la premiazione del concorso
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“Quant’è bello giocare con i genitori?”, rivolto alle classi primarie del Basso Polesine. Ad aggiudicarsi il primo posto è stata la IV della primaria “Anna Frank”, il secondo posto le classi I A-B della “G.Pascoli” e il terzo ex aequo la IV A-B della primaria “Vittorino da Feltre” e la IV della scuola “Marconi” di Ariano. Alle classi vincitrici è stato consegnato dal nuovo presidente dell’Associazione Down Dadi Adria Onlus, Leonardo Peretto, l’attestato di merito e come premi del materiale scolastico e giochi didattici.
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Adria
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Il Pd: “Minoranze non coinvolte” L’attacco del consigliere Matteo Stoppa al sindaco per la gestione del consiglio comunale. “Continuano a sentirsi autosufficienti. Non ci è stata fatta nessuna apertura, come per il cda della casa di riposo” La casa di riposo di Adria e il consigliere comunale Matteo Stoppa
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n questi primi mesi di amministrazione, nonostante l’ulteriore dimostrazione di consenso delle ultime elezioni, la giunta Bobo sta dando prova di non aver ancora imparato niente, sia dal punto di vista del coinvolgimento delle minoranze in consiglio sia della visione strategica sulle grandi opere”. È netta la bocciatura da parte del consigliere comunale del Partito Democratico Matteo Stoppa in relazione alle scelte operate da Barbujani in questo primo scorcio di legislatura. Senza troppo soffermarsi sul tema profughi (“il problema è stato accantonato per troppo tempo, ora l’amministrazione non deve scaldare gli animi ma trovare soluzioni”), Stoppa fa riferimento ad altre tematiche: “La gestione del consiglio comunale - analizza - avviene come negli
Critiche anche sulla sanità: “Il sindaco ha rincorso il salvataggio dell’Ulss quando era ormai troppo tardi”
anni precedenti, con pochi spazi lasciati alle minoranze. Continuano a sentirsi autosufficienti su tutto e noi continuiamo a non sentirci partecipi. Non ci è stata fatta nessuna apertura, come nella nomina al componente del cda della casa di riposo”. Sempre a proposito di Csa, Stoppa rimarca: “A oggi ci dicono
che l’unica soluzione è quella di ristrutturare l’esistente edificio, cosa che da anni sosteniamo. Si è quindi perso tempo, a discapito di chi ne usufruisce”. Altro aspetto caldo è quello relativo all’ospedale: “Il sindaco ha rincorso il salvataggio dell’Ulss quando era ormai troppo tardi – attacca – senza muovere un dito
poi sulla salvaguardia dei servizi. Che devono essere mantenuti e in prospettiva implementati. Ma di questo il sindaco non parla mai”. Anche in tema di società di servizi e grandi opere pubbliche il consigliere del Partito Democratico contesta l’operato dell’amministrazione. “Su Polesine Acque ed Ecoambiente vi è una mancanza di strategia e di leadership. Con Porto Viro commissariata, Adria potrebbe pesare di più sulla politica provinciale, ma purtroppo questo non avviene. Così come sulla viabilità, vedi la rotonda del ponte Beniamino Gigli e la Strada Piovese, ci sono tanti problemi che non vengono risolti, mentre ci si è persi su opere superflue come il rifacimento del Corso”, conclude. Stefano Chairelli
Partito democratico, Zanellato: “Spallata fallita”
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a caduta del sindaco di Porto Viro Thomas Giacon rischia di trasformarsi in un effetto valanga per il segretario provinciale del Pd Julik Zanellato, accusato di esserne stato il primo manovratore. Ma lui reagisce con una dura nota: “Non accetto lezioni di stile da una vecchia guardia che in questi mesi ha disertato i momenti veri di confronto politico - ha scritto -. Si prenda atto che la spallata non è riuscita, nonostante l’arruolamento di qualche nuova truppa. Il Pd non può lavorare dentro un clima di contesa permanente; soprattutto di fronte all’appuntamento referendario del 4 dicembre, tutto il gruppo dirigente deve fare la propria parte abbandonando sterili polemiche interne. La politica polesana oggi non può più riproporre vecchie ricette assistenzialistiche, intrise di provincialismo e di improvvisazione, e soprattutto deve mettere in campo una nuova classe dirigente in grado di concretizzare le soluzioni nuove per dare una risposta efficace alle esigenze dei polesani”. La bagarre, intanto, dà il via alle prime ipotesi sul futuro del partito, in vista del congresso di febbraio: una delle prime conseguenze è stato un riavvicinamento in funzione anti-Julik tra il parlamentare Diego Crivellari e il consigliere comunale ed ex sindaco di Adria Gino Spinello, che mirano a radunare attorno a loro altri compagni di partito. In vista della guerra congressuale, sta già scaldando i motori Nicola Garbellini, sindaco di Canaro, silurato dal fuoco amico nella corsa alla presidenza della provincia di due anni fa, quando Zanellato era appena diventato il numero Fabio Pregnolato uno del Pd.
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Bottrighe
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Lavoro Dopo la riapertura dello stabilimento
Novamont, è polemica: pochi bottrighesi occupati A
seguito dell’inaugurazione dello stabilimento Mater-Biotech di Novamont nella zona industriale di Bottrighe, sono sorte alcune polemiche in paese, in particolare attraverso i social network, sul numero degli occupati all’interno della fabbrica. Secondo questi, troppo pochi di Bottrighe, all’interno della prima bio-raffineria al mondo che produce Butandiolo da fonti ve-
sine, 10% di Padova, 10% di Venezia e il 5% da altre province italiane. Lo stabilimento, diretto dal dottor Stefano Dessì, è stato inaugurato dalla scienziata Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, con i vertici della stessa e delle istituzioni locali e nazionali. Gioiello di altissima tecnologia, l’impianto di Bottrighe, al massimo della sua potenzialità
Lo stabilimento inaugurato poche settimane fa
che sarà raggiunto nel 2017 con una produzione annua di circa 31 tonnelate di prodotto liquido, avrà anche un forte impatto occupazionale, attraverso l’indotto, secondo l’azienda, ci saranno altri circa 200 occupati. Roberto Marangoni >rmprometeo@libero.it<
Secondo i dati occupazionali, il 65% dei lavoratori proviene dal Polesine, solo il 9% da Bottrighe. In totale nove addetti dalla frazione che ospita l’impianto getali attraverso un processo di fermentazione degli zuccheri. Il sindaco Massimo Barbujani ha ottenuto i dati occupazionali da parte dell’azienda e li ha resi noti. In sintesi, su 75 dipendenti, 46 sono polesani, in particolare 19 di Adria e 7 di Bottrighe, 2 di Loreo, 3 di Taglio di Po, 2 di Porto Tolle, 3 di Porto Viro, 3 di Rovigo e 9 residenti in altri comuni della provincia. Nell’arco di 70 chilomentri giungono gli altri dipendenti, di cui 5 di Cavarzere e 6 da comuni della provincia di Venezia, 5 dalla provincia di Padova, 6 da Ferrara e provincia e 4 da altre province. Nel complesso i polesani impiegati nel nuovo complesso industriale rappresentano il 65% degli addetti, di cui il 34% del comune di Adria, il 9% residenti a Bottrighe, il 15% arrivano dal veneziano, dal ferrarese l’8%, il 7% dal padovano e il restante 5% da altre provincie. In questi quattro anni di lavori di riconversione sono state impegnate tre aziende di Bottrighe e quattro di Adria. Circa il 45% delle imprese erano venete di cui il 20% del Pole-
Erbacce infestanti? Ci pensano i volontari
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Bottrighe le erbacce e radici che infestano l’area dell’ex Polychimica, piano piano, sono arrivate a invadere anche gran parte della ciclabile che da via Curicchi, lungo la sinistra di via Dante Alighieri, arriva all’angolo di via Risorgimento. Essendo un’area privata pare che il Comune non possa intervenire. Infatti, l’area in questione, è ancora in mano ad un curatore fallimentare. La vegetazione spontanea e le erbacce avevano però oltrepassato il limite della recinzione, invadendo un po’ troppo l’arteria ciclopedonale anche dal punto di vista del decoro. I passaggi di gente a piedi e in biciletta sono molto frequenti a tutte le ore, specie di sera. Per ovviare a questo disagio, tre amici, volontari del luogo - Ugo Roberto Romagnollo, titolare della rivendita tabacchi di via Dante, insieme ai pensionati Maurizio Gregnanin e Giordano Bergantin, - hanno scelto di dedicare due domeniche alla pulizia completa della zona. Armati quindi di forbici, pale e scope, con l’ausilio di un motocarro hanno poi trasportato altrove il materiale dell’infestante giugla. Un segno, questo, di encomiabile civiltà. I tre però non potevano certo
Da sinistra Ugo Romagnollo, Giordano Bergantin e Maurizio Gregnanin
rimediare all’incuria della toponomastica locale: molti cartelli indicatori delle vie sono storti e male conservati. Da molti mesi ormai anche la toponomastica d’ingresso a Bottrighe, in via Curicchi, che dovrebbe portare l’indicazione del paese quale luogo di nascita del grande aviatore concittadino Umberto Maddalena, è stata rimossa per cedimenti del suolo a lato del canale e più rinstallata. (ro.ma.)
Le tre S-cioptà a cura di Roberto Marangoni
A U T U N N O / I N V E R N O / 2 0 1 6 / 1 7
> Bacàlà ala vicentina, bon d’sira e bon d’matina > Co nà fiòla non se po’ far du zenari > Amor sensa barufa el fa la mufa
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Bottrighe •
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Don Gabriele, Bontemponi, trasferta da 40 anni a servizio piemontese per della Chiesa ricordare l’alluvione Il prelato ha festeggiato insieme ai fedeli della città i suoi 40 anni di sacerdozio La comunità di Bottrighe ha incontrato il suo concittadino don Gabriele Fantinati per ricordare, attraverso una celebrazione religiosa, il suo quarantesimo di ordinazione sacerdotale. Gabriele Fantinati, nato a Bottrighe il 13 novembre 1949, è stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1976 nella chiesa di San Bortolo a Rovigo da monsignor Senner Corrà, il giorno dopo celebrò la sua prima messa in Bottrighe. Per tre anni è stato capellano di San Bartolomeo a Rovigo, poi per un anno nella parrocchia di Santa Sofia a Lendinara. Per diciasette anni è stato missionario in Brasile, di seguito cinque anni a Roma prestando servizio in progetti per il terzo mondo. Tornato in Polesine è stato parroco di Baricetta e Valliera e dal 19 ottobre 2014 è parroco del Duomo, Concattedrale di Rovigo. Per il suo quarantesimo è tornato al paese natale per una messa
S Don Gabriele Fantinati
concelebrata insieme al parroco di Bottrighe don Antonio Cappato nella chiesa di San Francesco d’Assisi e di Paola. Il coro polifonico parrocchiale “San Francesco” diretto da Carla Bizzaro Secchieri e il soprano Miranda Bovolenta hanno accompagnato la liturgia. Da Roma è giunto pure l’oboista Roberto Stivali, direttore del coro Ana di Latina e amico della famiglia Fantinati e in particolare del locale coro femminile “Plinius” di cui Giuliana, sorella di don Gabriele, fa parte del direttivo. Al termine della messa, dopo l’abbraccio con tanti concittadini, si è svolto un momento di festa con parenti e amici in un ristorante della zona. Roberto Marangoni >rmprometeo@libero.it<
traordinario successo per il gruppo folk “Bontemponi & Simpatica Compagnia” di Bottrighe tornato a Grugliasco, in cui vivono seicento famiglie di origine polesana che si trasferirono in quella realtà al seguito dell’alluvione del 1951. E proprio per ricordare il sessantacinquesimo della tragedia, la città torinese, attraverso Antonio Ferri, ha voluto dedicare due giorni di manifestazioni. Al teatro “Le Serre”, esaurito completamente nei suoi seicento posti, dopo la lettura di due poesie sul Delta di Cesare Lorefice da parte dell’attrice Mellissa Dall’Oco, lo spettacolo dei “Bontemponi” che hanno travolto il calorosissimo pubblico di emozioni e commozione, in particolare con i brani “Polesine” e “Oh Bottrighe”. Apprezzamenti del sindaco di Grugliasco Roberto Montà, dei colleghi di Rosolina Franco Vitale e di Corbola Michele Domeneghetti e del Gruppo Sportivo Bottrighe con il presidente Antonio Boni e il consigliere Nerino Albieri. Le autorità hanno sottolineato la tenacia dei polesani che hanno saputo costruirsi una famiglia
Un momento degli interventi delle autorità
impegnandosi nel lavoro, inserendosi nella società, contribuendo allo sviluppo delle loro città. Il giorno dopo la celebrazione della messa nel duomo, con canti dei Bontemponi e la sfilata con la banda di Grugliasco, delle varie “fameje” dei Polesani nel mondo sino a Largo Polesine. Qui, il sindaco di Corbola, momento commovente, ha consegnato un pioppo, tipico del Delta, che sarà piantumato a ricordo delle radici polesane inserite in questa città. Ro.Ma.
Opere d’Arte Fruit bar e Fruit shop Adria
Frutti di stagione: la melagrana
Uno degli obiettivi fondamentali di Opere d’Arte è far conoscere ai propri clienti i prodotti ortofrutticoli italiani e promuoverne il consumo durante la stagione di raccolta nel nostro Paese. Questo mese parliamo della melagrana, frutto del melograno (Punica Granatum L.), indiscusso protagonista della stagione autunnale per le sue proprietà nutrizionali e le sue possibilità di impiego in cucina. Il nome “melograno” deriva dal latino malum (mela) e granatum (con semi). L’albero del melograno è originario dell’Asia Centrale. Tuttavia nel corso dei secoli la sua produzione si è estesa anche a Stati Uniti, Cina e Israele, e successivamente all’Europa e ad altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo, prevalentemente Spagna, Egitto e Turchia. In Italia le principali regioni per la coltivazione di questa pianta sono la Puglia, la Sicilia, la Calabria, il Lazio e la Sardegna. Gli alberi di melograno fioriscono tra maggio e luglio e la raccolta dei frutti avviene da settembre a novembre. La melagrana è un frutto molto apprezzato per il consumo alimentare fresco, ma viene anche utilizzato per la pro-
duzione di succhi freschi, sciroppi e confetture. Viene inoltre ampiamente utilizzata in ambito cosmetico e per la produzione di integratori alimentari. La melagrana è ampiamente conosciuta per le sue proprietà antiossidanti attribuite al succo, che contrasta i danni causati dai “radicali liberi”, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Questo frutto inoltre è una fonte importante di vitamine A, C, E e di elementi importanti per il metabolismo (Manganese, Potassio, Zinco, Rame e Fosforo). Inoltre è benefico per il sistema immunitario, ci aiuta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e ad abbassare la pressione sanguigna, soprattutto quando il suo innalzamento è dovuto a cause alimentari. La melagrana è ricca d’acqua, poco calorica e quindi molto adatta anche a chi segue regimi nutrizionali dietetici (100 gr di melagrana contengono circa 65 calorie). Invitiamo tutti i clienti al nostro Fruit shop e informiamo che presso il nostro Fruit bar si potranno apprezzare due proposte di valorizzazione della melagrana: il “Cous-cous di melograno e pistacchi” e lo “Spritz al melograno”.
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Cultura •
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Fecchio vince il premio Bancadria “Vecchio Muro”, l’opera realizzata dall’artista adriese ha vinto il premio, per una somma di 1.500 euro, nell’ambito del Concorso Nazionale di Pittura Via Ruzzina 2016
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l vincitore del premio Bancadria del Concorso Nazionale di Pittura Via Ruzzina 2016 è un adriese: Francesco Fecchio ha vinto 1500 euro con l’opera “Vecchio muro”. La commissione composta da Francesca Mariotti (curatrice e critica d’arte), Luciano Scarpante (artista), Vanni Boccato (grafico), Alessandro Ceccotto (restauratore), Claudio Lorenzi (consigliere della Fondazione Franceschetti e Di Cola) ha assegnato il premio con questa motivazione: “L’opera affascina sia dal punto di vista emozionale che per la tecnica. Ben costruita ed equilibrata pur rifacendosi ad una scuola di provenienza veneta, unisce la tecnica dell’affresco al collage e ad un messaggio contemporaneo tra comunicazione di massa e degrado urbano. Ottima scelta cromatica, efficace e delicata nello stesso tempo”. Vincitore della nuova sezione grafica è Gabriele Bordignon
di Tezze sul Brenta, con l’opera “Elevato al nero” perchè “si è voluta premiare la maestria e l’originalità dimostrata dall’artista nel rendere concetti attuali attraverso un’arte antica legata alla tradizione, esprimendo emozione e raccontando storie di vita. Forte impatto visivo nell’espressione prospettica della metropoli”. Gli altri importanti riconoscimenti: 1.000 euro offerti dalla Fondazione Franceschetti e Di Cola in memoria di Angelo Raffaele Di Cola sono andati a Mohamed Rouhani (Fenek) di Jolanda di Savoia con “Donna in blu”. Il premio Pro Loco Adria è andato alla pittrice adriese Maria Grazia Finessi con l’opera “Trepidazione”. Il premio Città di Adria, dedicato a Leonida Zen, è stato assegnato all’opera “Disgelo” di Claudio Pompeo di Colfosco. Questi i nomi degli autori delle opere classificatesi ex aequo: Emidio Bernecoli di Adria,
Scoperto un nuovo gioiello archeologico in città
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d Adria viene svelato un antico gioiello artistico, rivelato dagli studi di una giovane ricercatrice. Genericamente ritenuta una cripta, scoperta nel 1830 sotto la chiesa di San Giovanni, oggi viene invece riscoperta come possibile chiesa alto medievale della città etrusca, sepolta da tre metri di depositi alluvionali nel corso dei secoli. A riscrivere la storia di quella cripta e dell’intera cittadina veneta, nella storia fiorente di città greco-etrusca che diede addirittura il nome al Mar Adriatico, è stata Elisa Corrò, giovane geoarcheologa neodottorata in Storia Antica e Archeologia all’Università Ca’ Foscari Venezia. Dopo tre anni di studio negli archivi e di analisi sul campo tramite carotaggi, la studiosa ha dimostrato non solo che si era di fronte a un edificio di culto sepolto, ma ha anche evidenziato come l’assetto topografico alto medievale si estendesse anticamente in quella porzione della città a nord del Tartaro-Canal Bianco, corso d’acqua di risorgiva che oggi occupa l’antico letto del fiume Po. Un insediamento altomedievale di cui le alluvioni hanno parzialmente ricoperto le tracce e di cui la chiesetta rimane l’unica testimonianza ancora in opera giunta ai nostri giorni. “La chiesa esisteva nel IX secolo dopo Cristo ed è splendidamente affrescata - spiega Elisa Corrò -. Fu poi sepolta dai depositi di due eventi alluvionali, il primo avvenuto tra IX e XI secolo, il secondo più tardi, dopo il XV secolo”. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Journal of Archaeological Science-Reports. (me.ru.)
Nella foto: il vincitore, Francesco Fecchio, e il vice presidente di Bancadria
Giampietro Cavedon di Marano Vicentino, Rosanna Casagrande di Conegliano, Paolo Brugiolo di Brugine, Giacomo Minutello di Palazzolo dello Stella, Sandro Cellanetti di Tivoli, Marinella Falcomer di Gruaro, Marco Camporese di Villanova di Camposanpiero, ai quali è stato asse-
gnato un buono acquisto di 250 euro offerto rispettivamente da Bonaldo, Associazione Vecchie Glorie, Azienda Agricola Eredi Destro di Cona, Nuova Tipografia di Corbola, Farmacia Alla Croce di Malta di Adria, Luciano Braga, Leonardo Bonato di Adria, Andrea Pavanello Studio Com-
mercialisti di Rovigo. Segnalazione per l’opera “Ricordo di musica e arte al mio paese” di Beatrice Cepellotti di Codroipo per l’interessante visione carica di suggestione.
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Cultura •
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Ottorino Stoppa, il suo Delta nei quadri Un pittore dalle doti straordinarie, autodidatta, Stoppa è stato un pittore naif al quale adesso è dedicata una mostra nella biblioteca di Papozze
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l Polesine può nascondere delle inaspettate sorprese, se si va a indagare nella storia locale. Questa volta siamo a Papozze, dove è stato riscoperto un personaggio davvero singolare che aveva come abitudine quella di dipingere il contesto in cui viveva e in particolare il suo Delta: lui è Ottorino Stoppa. Nato a Bellombra nel 1914 e scomparso a Papozze nel 1984, è stato un pittore naif. Per rendergli omaggio, Paolo Rigoni ha allestito una mostra in Biblioteca, visitabile fino a dicembre. Rispondendo all’appello, molti cittadini hanno messo a disposizione le loro opere sino al raggiungimento di una quarantina, tra dipinti e sculture in legno. Ottorino Stoppa era un vero creativo, sia nella sua professione di ciabattino, sia nella pittura. Dopo la guerra, mise a frutto il suo talento iniziando a riparare scarpe come ciabattino, e a farne di nuove da artigiano provetto. Aggiustava per i poveri e creava per il ricchi. Sapeva fare tutto: suo-
nare la chitarra, il mandolino, il banjo. Con una squadra di amici, era solito cantare le serenate alle ragazze. Anche a Linda, che divenne sua moglie, ne fece parecchie quando era giovanetta, per strapparle un sì. Lei si affacciava alla finestra contenta e si sentiva quasi una principessa. Stoppa era un creativo a tutto tondo che si cimentava in molti lavori: muratore, contadino, falegname, vignaiolo, potatore, scultore con i semplici utensili. Ma la sua passione rimase sempre la pittura. Nel disegno si era distinto sin da bambino alla scuola, tanto che i suoi disegni finivano sempre appesi al muro. Dipingeva sempre, anche da adulto. Girava col suo motorino dove teneva tutto l’occorrente e se vedeva uno scorcio per lui interessante si fermava per bloccare sulla tela. Totalmente autodidatta, ingenuamente accoglieva nel suo mondo fantastico e trasformava il vissuto.Alberi parlanti, scheletriti e sofferenti, tronchi contorti e no-
dosi dalla corteccia ferita, boschi in cui si avverte il pulsare di una vita sotterranea e misteriosa; acque ora placide e tranquille, ora surreali ed insanguinate, tramonti di fuoco, albe radiose, cieli in tumulto; scoli torbidi e limacciosi, campagne trapuntate di fiori, strida di gabbiani, lamenti di uccelli, paesaggi sognati, la chiesetta di Mezzano là in fondo, il traghetto, le riviere del Po e dei tanti scursuri che tagliano i campi, le golene e il Po, che sembravano chiamarlo per accoglierlo in un abbraccio. Tutto vedeva, coglieva e rappresentava con i suoi occhi stupiti, con il suo sentire che tentava di andare oltre e di individuare la smagliatura attraverso la quale cogliere finalmente una luce che forse non riuscì mai bene a raccontare come avrebbe voluto. Fare un calcolo della sua produzione è impossibile perché regalava, generosamente, alla comunità, senza pensarci. Un’immagine di Ottorino Stoppa al lavoro
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Casone Arancione, il Delta a un premio letterario
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l Delta polesano è protagonista assoluto di un premio letterario nazionale, con “Casone Arancione”. “Nel libro - spiega l’autore, Gianluca Cappellozza - la memoria non ha solo un gioco fotografico di luoghi, paesaggi e colori bellissimi di fine stagione nel Delta. Vi è anche l’oggi, con le difficoltà lavorative e assistenziali di molti. Ciò che scrivo ha una valenza civica. Una società, la nostra, che dimentica presto dovrà prima o poi porsi anche dal punto di vista della politica economica nuove logiche educative e prospettive occupazionali”. Il libro è stato premiato a Trastevere e l’autore è giunto al terzo posto, nella sezione narrativa breve inedita, della sesta edizione del Premio nazionale “Scriviamo Insieme”. ”È un onore ricevere un premio così importante in un luogo così prestigioso. Il risultato è molto buono. Ho ricevuto parecchie strette di mano. Mi stupisco che qualcuno si accorga solo ora di me. Sono moltissimi anni che scrivo sceneggiature su carta, biografie, saggi, ricerche. Forse poche sono edite. Quello sì”. “Con la precedente pubblicazione ‘Peripezie da Sociologo non Accademico’ ho cercato di spiegare quale potrebbe essere il ruolo del sociologo pratico del futuro anche in campo clinico”. “Qualche amico mi dice che narrare è la mia peculiarità. La mia è una narrativa volutamente descrittiva, per certi versi parrebbe ingenua. Cerco sempre di inoltrarmi con brevità nei grandi temi d’attualità. Non sono un romanziere. Narro l’attualità. L’orgoglio di chi ha a cuore un paese l’Italia che faccia emergere autori determinati e volenterosi. Il Delta polesano ritorna nei miei scritti dopo anni. Dei non luoghi, certi orizzonti, ciò che eravamo, ciò che dimentichiamo”. (me.ru.)
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Cultura •
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Street Art Una nuova opera tra le strade della città
Il grande murale del greco Insane 51 racconta la storia di Marco Polo U
n grande murales tridimensionale che raffigura Marco Polo a firma di Insane 51. È questa l’ultima iniziativa che pone la città etrusca sotto i riflettori dell’arte. Il murales è stato realizzato qualche settimana fa in via Dante, nel quartiere scolastico. L’artista in questione è di nazionalità greca, ha 24 anni ed è stato coinvolto in un progetto regionale chiamato Pax Tibi “per celebrare l’antica e preziosa storia deiVeneti, proiettandola verso il futuro” tramite la realizzazione di opere di street art, dedicate a sette protagonisti della storia veneta. Un’iniziativa che coinvolge tutte le province, corredata da tre video riassuntivi realizzati da bambini della scuola primaria tra i cinque e i dieci anni. Così la galleria degli eroi comprende figure celeberrime come Andrea Palladio e Antonio Canova, Galileo Galilei e Marco Polo, per includere via via il navigatore e geografo vicentino Antonio Pigafetta; Arturo Ferrarin di Thiene, l’aviatore che per compì la prima transvolata Roma-Tokyo e il padovano Bartolomeo Cristofori, l’inventore del fortepiano che anticipò il moderno pianoforte. Il Comitato 1866, che opera con il patrocinio della Regione VeneL’opera to, ha avviato questa attività ledi via Dante gata alla street art per ricordare la grande storia del Veneto. vuole Come hanno annunciato il celebrare consigliere comunale Luca Azzano Cantarutti e il sindaco Masl’antica storia simo Babujani, “la città di Adria del veneti si è candidata per ospitare uno dei murales e il Comitato 1866 ha accolto la candidatura inviando ad Adria un giovane artista di Atene, Stathis Tsavalias, già autore di numerose opere in varie città europee”. L’artista greco utilizza una particolare tecnica di pittura tridimensionale che ha reso il murales adriese un vero e proprio unicum. Il murale di Stathis Tsavalias raffigura Marco Polo (Venezia, 1254-1324), il grande mercante-viaggiatore veneziano che per primo portò la cultura veneta in Cina aprendo le porte alla reciproca conoscenza e governando al fianco dell’imperatore cinese; tornato in patria, al comando di una galea da guerra fu catturato dai genovesi durante la battaglia di Curzola, durante la prigionia descrisse quelle terre lontane nel libro “Il Milione”. “Questa iniziativa non è solo un’opera di arredo urbano, ma porterà ad Adria l’arte di strada internazionale e sarà un’ulteriore occasione per celebrare la storia veneta con un illustre personaggio della nostra Civiltà” conclude il sindaco.
Piccoli lettori premiati a Porto Viro nel concorso indetto dal comune polesano
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iccoli lettori crescono. Sono stati premiati nei giorni scorsi in sala Eracle a Porto Viro, gli alunni che hanno partecipato alla 17esima edizione del concorso di lettura indetto dal comune di Porto Viro e dal comitato delle biblioteche. L’iniziativa culturale, attivata per stimolare le giovani generazioni alla lettura, era partita il 23 aprile scorso in occasione della giornata mondiale del libro e del 400esimo anniversario dalla nascita del grande William Shakespeare. A condurre il pomeriggio di premiazioni Artilla Milani della cooperativa Macchine Celibi che gestisce le biblioteche di Porto Viro e la maestra di
scuola elementare Lorella Barbieri. Tre le categorie premiate al concorso intitolato quest’anno #apriunlibroenontiannoipiù: la prima dedicata agli alunni di 1° e 2° elementare, che dovevano ridisegnare la copertina del libro letto, scelto tra una rosa di 20 titoli indicati dal comitato delle biblioteche; la seconda categoria riservata agli scolari di 3°, 4° e 5°elementare che dovevano compilare una scheda bibliografica di un libro scelto tra una rosa di titoli e la terza categoria, riservata agli alunni delle scuole medie che dovevano cambiare il finale del libro letto tra una rosa di trenta titoli.
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Sport •
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Rally Due Valli La sfida finale
Matteo Luise, prestazione a cinque stelle Durante la gara, il pilota rally della scuderia PR Group si è distinto registrando numeri da capogiro
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l Rally Due Valli Historic di Verona, reso molto insidioso dalle avverse condizioni meteo, Matteo Luise della scuderia PR Group ha fatto ricorso a tutta la sua esperienza per mettere in campo una prestazione stellare: decimo assoluto, primo tra le vetture di duemila di cilindrata, primo di classe J1 A/2.000 e quinto nel quarto raggruppamento alla guida della Fiat Ritmo 130 gruppo A, in coppia con la moglie Melissa Ferro. Notevole la prestazione e quello che ha fatto nel circuito veronese. La soddisfazione
è stata tanta da parte del pilota adriese. “Siamo andati a Verona consapevoli delle nostre potenzialità e siamo al settimo cielo per aver ottenuto anche al Due Valli un risultato così prestigioso. Questa vittoria gratifica e consolida ulteriormente il lavoro che stiamo svolgendo assieme a Luca Vigna e ad altri amici. Abbiamo passato notti intere, me compreso, per mettere assieme la Ritmo. Ottenere questi successi è il modo migliore per ripagare tutte quelle ore di sonno perso”. L’ultimo atto del Ciras 2016 si è aperto
Bentivoglio vince il “Battle of the Twins” a Misano Al pilota il campionato per la categoria BotT 3 riservata a moto bicilindriche fino a 803 cc
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ul Circuito di Misano Adriatico, intitolato a Marco Simoncelli, il pilota della Pregnocorse di Adria Giuseppe Bentivoglio ha vinto il Trofeo “Battle of The Twins” categoria BotT 3. Per la squadra della città etrusca quinto posto finale nella classifica scuderie. C’erano tutti i presupposti per fare bene perché Bentivoglio aveva vinto tre delle cinque gare disputate. Il week end di gare è stato condizionato dal tempo perché al venerdì le prove sono state sul bagnago a causa della pioggia che ha reso umida la pista e reso l’asfalto scivoloso. Bentivoglio è partito in 13esima posizione su 22 piloti in griglia di partenza. Nonostante alcune cadute e rotture nel corso della Q2 che hanno privato la griglia di alcuni piloti, allo spegnersi del semaforo, lo spettacolo in pista non è mancato con Fabrizio De Noni pronto a balzare in testa tallonato da D’Amico e Sala. I tre sono riusciti a prendere il largo ma ciò che più conta è che alla fine Bentivoglio sia riuscito ad aggiudicarsi il campionato per la categoria BotT 3 riservata a moto bicilindriche fino a 803 cc di cilindrata. Nella classifica scuderie la vittoria va alla BRT Prototipi. Per il team Pregnocorse onorevole quinto posto assoluto. (ri.pa.)
Matteo Luise
nel nubifragio della “Torricelle” con Luise che ha raggiunto il dodicesimo tempo assoluto, già primo di classe, e quinto di 4° Raggruppamento. Il giorno seguente, con la gara, il pilota polesano è riuscito ad agguantare la top ten sin dal primo impegno di giornata, quello di “Roncà”. Nell’utimo giorno di gara era in programma l’ultima tappa con: l’adriese è risultato nono assoluto sulla speciale di “San Francesco” mentre sulla
successiva “Erbezzo” si è reso autore di una divagazione, per fortuna innocua, in un prato. Nonostante questo fuori programma, grazie anche ad un nuovo nono tempo sull’ultimo crono, Luise e Ferro sono riusciti ad avviarsi verso l’incantevole cornice di Piazza Bra per dare inizio ai meritati festeggiamenti.
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Sport •
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Attrezzature In 16 impianti
Nuovi defibrillatori in arrivo I defibrillatori verranno dati in dotazione ai comuni di Porto Viro, Taglio di Po, Loreo, Porto Tolle e Corbola
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aranno 16 gli impianti sportivi nel Delta che verranno dotati di defribillatori semiautomatici come previsto dal decreto “Balduzzi”: 6 nel comune di Porto Viro, nelle palestre di via N. Fregnan, via Piave, via Malipiera, via Gramsci, via Cavalieri di Vittorio Veneto e campo sportivo di via Piave), 1 nel comune di Taglio di Po (palestra comunale di via Marche), 3 nel comune di Porto Tolle (campi sportivi di Polesine Camerini e Ca Venier, palestra di via Giordano), 4 nel comune di Loreo (campo sportivo, campo da tennis, palestre delle scuole
primaria e secondaria) e 2 nel comune di Corbola (campo sportivo e palazzetto dello sport). A sostenere la spesa degli apparecchi salvavita l’Adriatic Lng e il Convipo per un importo complessivo di circa 16mila euro. “Sono stato coinvolto nel progetto - afferma il presidente del Consvipo Angelo Zanellato - diversi mesi fa, dall’ex vice sindaco di Porto Viro Silvia Gennari, che si è fatta promotrice dell’adempimento del decreto Balduzzi che entrerà in vigore dal prossimo 30 Novembre”. “Si tratta di un grande progetto di prevenzione-si leg-
ge nella nota scritta del delegato provinciale Coni Lucio Taschin, che ha provveduto all’acquisto delle attrezzature salvavita-e una straordinaria operazione di solidarietà rivolta a tutta la cit-
tadinanza dei territori coinvolti, affinchè possa diventare un investimento per creare sana cultura sportiva;questo significherebbe far crescere sportivi ed operatori formati, pronti ad intervenire in
situazioni di emergenza, in piena sicurezza, accorciando “la catena della sopravvivenza” nei soggetti che incorrono in queste drammatiche situazioni”. Guendalina Ferro Messaggio publiredaziionale
Addio a Gianni Camuffo, grande uomo, volto storico della pesca R
osolina è in lutto. Dopo una lunga malattia si è spento nella serata di martedì 11 ottobre l’amministratore della cooperativa e presidente del Consorzio Foce Po di Maistra Gianni Camuffo. Aveva 63 anni. Lascia la moglie e i figli. Camuffo era sempre stato un grande appassionato di pesca ed era impegnato come imprenditore nel settore da oltre 47 anni. Lo piange anche la comunità e il sindaco di Rosolina Franco Vitale. “Il settore della pesca e
Rosolina - ricorda Vitale ha perso un grande uomo, una personalità di spicco e sempre pronto ad aiutare chi si trovava in difficoltà, con grande animo umano. Con lui l’amministrazione ha condiviso diversi traguardi come il tavolo della pesca, in cui Camuffo come rappresentante del consorzio Foce Po di Maistra ha sempre collaborato”. “Una persona,- conclu-
de il sindaco - prima di un grande imprenditore, innamorato della sua terra, ma soprattutto del suo mare e della laguna che lo ha visto protagonista fin da giovane, in modo intraprendente, per trovare soluzioni ai tanti problemi che questo settore vive. In questo momento io e tutta la città di Rosolina siamo vicini alla famiglia per la perdita di Gianni”.
“Una grande persona e un grande imprenditore, innamorato della sua terra, ma soprattutto del suo mare”
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Circuito Adriatic Lng: si è conclusa l’edizione dei record La manifestazione è nata dall’idea di riunire le gare podistiche realizzate in 6 comuni del Polesine – Porto Viro, Adria, Corbola, Taglio di Po, Porto Tolle e Loreo
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i è concluso domenica 16 ottobre a Cavarzere il 7° Circuito Adriatic LNG, divenuto ormai tra gli appuntamenti più attesi del podismo in Veneto. L’edizione 2016 della manifestazione polesana sarà ricordata per i suoi record di partecipazione e per l’avvincente finale. Per la prima volta in assoluto la competizione maschile ha visto la vittoria ex-aequo di due atleti: Michele Bedin - vincitore dell’edizione 2015 - e Angelo Marchetta. La situazione si è replicata anche per il terzo gradino del podio, conquistato da Davide Corritore e Michele Bombonati. In campo femminile, Nadya Chubak si è invece riconfermata vincitrice. La manifestazione è nata dall’idea di riunire le gare podistiche realizzate in 6 comuni del Polesine – Porto Viro, Adria, Corbola, Taglio di Po, Porto Tolle e Loreo – in un unico Circuito, per dare maggiore organicità agli eventi e un’opportunità di promozione al territorio. Negli anni a seguire, il Circuito ha saputo rinnovarsi, migliorandosi nell’organizzazione e nelle procedure di sicurezza degli atleti coinvolti. Inoltre, si è arricchito di una nuova gara che si svolge nel veneziano, a Cavarzere, e da questa ultima edizione anche di una nuova tappa a Rovigo. L’ideatore e organizzatore della manifestazione Maurizio Preti, pluripremiato podista italiano, commenta: “La settima edizione del Circuito Adriatic LNG sarà ricordata come la più entusiasmante: un’edizione storica che per la prima volta in assoluto, vede ben due vincitori a pari punti”. “Il successo del Circuito è un chiaro esempio di come la collaborazione tra i Comuni del Delta sia in grado di creare manifestazioni che coniugano l’energia dello sport alla promozione del territorio”spiega Adriano Gambetta, responsabile della Base di Terra di Adriatic LNG. “Ringraziamo ancora una volta le amministrazioni comuna-
li, i volontari e gli organizzatori che hanno visto in noi un’azienda vicina al territorio, capace di dare vita a una manifestazione che ogni anno cresce per partecipazione e qualità. Insieme abbiamo vissuto una delle edizioni più avvincenti di sempre”.
Un momento della manifestazione
I numeri del circuito L’affluenza nelle 9 gare che compongono il Circuito è riuscita a superare gli eccellenti numeri già registrati nella precedente edizione: sono ben 5.500 i podisti che quest’anno hanno preso parte alla manifestazione, tra competizioni, camminate non competitive e mini-marce, per un totale di più di 50 società
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sportive rappresentate. L’edizione 2016 ha registrato inoltre l’incremento delle partecipazioni femminili, sia nelle gare sia nelle camminate, oltre che il coinvolgimento dei bambini,più di 200 all’ultima tappa di Cavarzere. Anche quest’anno il Circuito Adriatic LNG ha vantato la presenza di numerosi atleti di spicco del podismo internazionale. L’occasione per vederli tutti riuniti è stata la tappa jolly di Rovigo, dedicata allo sportivo polesano Paolo Fantinato, scomparso nel 2015.
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ilVeneto Attualità •
Edilizia Ricostruire l’Italia e mettere in sicurezza le scuole
Antisismico, l’economia potrebbe ripartire da qui R
icostruire per il futuro. Da qui potrebbe prendere forma l’occasione per far tornare a girare l’economia nazionale e quella regionale. Non si tratta di una scommessa sul settore edilizio tout court ma una riflessione più mirata alla soluzione di un problema che ormai è lampante e che, di emergenza in emergenza, negli ultimi anni è diventato cronico nel nostro Paese: la fragilità dei nostri vecchi e vetusti edifici, pubblici e privati, spesso insicuri e, nello specifico, inadeguati a difendersi dagli attacchi violenti e indiscriminati dei terremoti. Ricostruire l’Italia, dopo l’ennesimo terremoto che ha sbriciolato gli edifici di interi paesi, è una visione che il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha consegnato al celebre architetto Renzo Piano, affinché con la sua consulenza si possa imbastire, al di là dell’immediata emergnza, a lungo termine uno scenario possibile di ciò che potrebbe significare appunto la ricostruzione. Quest’ultimo ha parlato di un cantiere lungo 50 anni e due generazioni per sistemare, da Nord a Sud, l’Italia in chiave antisismica. E se per i privati la soluzione potrebbe trovarsi negli incentivi fiscali e magari in una legge che preveda l’obbligo di rendere antisismici gli edifici in cui abitiamo, per il settore pubblico la questione diventa molto più complessa. In primo luogo si pone la “que-
Scuole venete: antisismiche solo il 2,1% stione europea” che in queste settimane è tornata in primo piano, quella del braccio di ferro tra il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker e il premeier italiano Matteo Renzi che chiede di collocare tutte le spese e gli interventi contro il rischio sismico e per la sicurezza degli edifici al di fuori del patto di stabilità. Sulla base del principio per cui tutto ciò che rientra nel contesto degli eventi eccezionali va valutato con un “metro” differente. Per ricostruire l’Italia in chiave antisismica dunque sarà necessario un cantiere lungo 50 anni, dieci dei quali potrebbero e dovrebbero essere riservati alle scuole, intese come edifici pubblici, che rappresentano una priorità, fra le altre, in tema di sicurezza. “Purtroppo non siamo ancora fuori dal tunnel dell’emergenza” denunciava Adriana Bizzarri, re-
sponsabile scuola di Cittadinanzattiva, lo scorso settembre, in occasione della presentazione ufficiale del rapporto sulla sicurezza, la qualità e l’accessibilità a scuola, con un particlare occhio di riguardo sul rischio sismico. I dati resi noti dall’associazione sono significativi: negli ultimi tre anni scolastici si sono registrati 112 incidenti con conseguenti 18 feriti. Il Veneto, in questa dolorosa graduatoria, con 12 incidenti si trova in una posizione di preoccupante primato, dietro soltanto a Lombardia (16) e immediatamente prima di Sicilia (11) e Toscana (10). L’antisismico può diventare dunque la nuova frontiera della filiera edilizia e dintorni. Un orizzonte che le imprese venete hanno già individuato e su cui evidentemente hanno intenzione di puntare se molte imprese hanno deciso di specializzarsi sull’antisismico. Per ora è partita la formazione anche in Veneto per poter evidentemente rispondere all’appello nel momento in cui partirà questo cantiere lungo 50 anni.
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Edilizia scolastica: 2 edifici su 3 non a norma
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ule sicure e confortevoli spesso un miraggio o per lo meno un obiettivo, stando allo stato attuale delle cose e considerati anche gli ultimi epidsodi di cronaca in Veneto. Crollano solai, controsoffitti, tetti, intonaci... A ottobre, forse, il culmine, con i quattro episodi in una settimana. Dal distacco dell’intonaco alla scuola primaria “Dante Alighieri” di Mirano, al cedimento di un soffitto dell’Istituto tecnico superiore “Fermi” di Treviso, e ancora il crollo del controsoffitto della scuola primaria “Merlin” di Sottomarina fino al clamoroso crollo del soffitto alla primaria “De Amicis” di Padova. Tutte tragedie evitate, per fortuna, ma tutte inequivocabili segnali del cedimento strutturale degli edifici scolastici anche nella nostra regione. In termini numerici e di percentuali è il XVII Rapporto di Legambiente “Ecosistema Scuola” a disegnare il quadro della situazione regionale, un’indagine sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi. Ed eccoli i numeri: le scuole venete realizzate nel rispetto dei criteri antisismici sono il 2,1 per cento; quelle che possiedono il certificato di idoneità statica sono il 22,3 per cento. Bisogenrebbe avviare interventi di manutenzione urgente nel 13,5 per cento delle scuole, di cui solo il 2,4 per cento è stato sottoposto a indagini diagnostiche dei solai. Il 33,1 per cento delle strutture è in possesso della certificazione igienico sanitaria, la media italiana è del 71,4 per cento. Il 53,5 per cento degli istituti scolastici ha la certificazione di agibilità. In più di due terzi degli edifici scolastici non ci sono stati interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni. “Su 3800 plessi scolastici in Veneto, ben 1884 necessitano di interventi di messa a norma, messa in sicurezza e manutenzione. In pratica due scuole su tre”, dichiara da un ulteriore osservatorio l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan, attingendo ai dati dell’anagrafe scolastica regionale. Il Veneto è stato infatti una delle prime regioni in Italia a censire nel 2010 i propri edifici scolastici e a catalogarne lo stato di salute e le necessità strutturali. “Sono gli enti locali, i più vicini territorialmente alle proprie scuole, i primi ad occupare delle condizioni strutturali dei plessi scolastici, per sensibilità e attenzione verso la proprie comunità – prosegue l’assessore - Ma da anni i Comuni hanno i bilanci sempre più strangolati dal patto di stabilità, e le Province, con la riforma Delrio, hanno subito la beffa di dover far fronte a competenze fondamentali come l’edilizia scolastica senza ricevere più trasferimenti”. Da parte sua la Regione ha stanziato 1,5 milioni per le scuole pubbliche e 150 mila per le paritarie per rispondere alle criticità più gravi, segnalate dai dirigenti scolastici e dagli enti locali.
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Attualità •
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Edifici più leggeri per resistere ai terremoti Intervista all’ingegner Marco Brisighella, padovano, esperto nella realizzazione di costruzioni anti sismiche
L
a messa in sicurezza del patrimonio edilizio, scolastico ed architettonico è una priorità dal punto di vista degli impegni da realizzar, anche in Veneto. Le imprese venete sempre più inoltre, si stanno specializzando in questo comparto che diventa volano per un rilancio dell’intero settore”. A dirlo è Marco Brisighella ingegnere civile, specializzato nell’edilizia antisismica. E’ stato consulente per gli enti locali in Abruzzo per il censimento degli edifici danneggiati dal disastroso terremoto dell’Aquila. L’ingegner Brisighella, padovano, mette in chiaro subito che per quanto riguarda l’edilizia pubblica il Veneto non se la passa bene. “Da stime fatte - spiega - nel territorio della nostra regione, da enti locali e ordini professionali, solo 10 scuole su 100 sono in regola con
le recenti normative anti sismiche. Per gli ospedali, va meglio. In questo caso per la loro sicurezza, anche antisismica sono stati fatti ingenti investimenti e adesso il 60% delle strutture è a norma”. La nuova normativa, spiega Brisighella, prevede che gli edifici strategici, cioè quelli pubblici o a funzione pubblica, come i municipi, le scuole , gli ospedali appunto o le caserme, devono resistere all’urto del sisma e restare in piedi. Il problema è che il censimento di questi edifici strategici e le loro reali condizioni di anti sismicità, è partito nel 2003 e ad ora non si è concluso. In Italia si è a poco più della metà degli edifici controllati. Le scuole sono quelle meno a norma perché costruite per la maggior parte dei casi negli anni Cinquanta e Sessanta, quando cioè le regole anti sismiche non erano normate. Ma c’è
un modo per rendere gli edifici meno pericolosi in caso di terremoto? “Il principio base da seguire - spiega Brisighella-è quello di realizzare case con materiali leggeri, più in grado per natura di assorbire l’urto della scossa. Più pesante è la strutture più avrà come caratteristica la rigidità. Per quello l’ideale sarebbe realizzare case in legno nelle zone ad alto rischio, ma una soluzione del genere non è certamente possibile in ogni parte del territorio italiano. Un territorio che però è stato dichiarato tutto, da una legge nazionale, sismico anche se alcune zone come il Friuli o l’area dell’Appennino hanno un rischio maggiore che si verifichino eventi gravi o catastrofici. Un discorso a parte secondo l’esperto di edilizia anti sismica lo merita il patrimonio architettonico cul-
L’ingegnere Marco Brisighella
turale ed artistico italiano. “Per questi edifici che sono vecchi di secoli – spiega – purtroppo non sono possibili adeguamenti anti sismici, cioè la totale messa in sicurezza, ma solo de miglioramenti. Degli accorgimenti che ad esempio a Norcia avevano fatto resistere bene l’area del centro storico alla scossa dl terremoto di agosto, ma che poi però non hanno potuto nulla ad ottobre, di fronte alle ultime della potenza di 6.6 della scala Richter”. Infine l’opportunità per le imprese
venete. “Le imprese edili venete da anni si stanno specializzando - conclude Brisighella – nel comparto delle costruzioni anti sismiche e le associazioni di categoria in tutta la regione chiamano esperti ed ingegneri a fare formazione agli imprenditori. Formazione che permette alle aziende venete di concorrere con una alta preparazione specifica, riconosciuta su tutto il territorio nazionale, agli appalti legati alla ricostruzione”. Alessandro Abbadir
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Società •
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Cooperazione internazionale Da oltre mezzo secolo l’attività del Cuamm Medici con l’Africa
Il plauso di Mattarella: “la solidarietà sconfigge il terrorismo” “A
iutiamoli a casa loro”: un’affermazione mai sentita pronunciare così tanto, e non di rado a sproposito, quando si affrontano i temi della cooperazione internazionale, degli aiuti umanitari e via dicendo. C’è chi invece alle parole preferisce i fatti, e i fatti parlano per loro da oltre mezzo secolo. E’ il caso dei volontari del Cuamm, Medici con l’Africa, l’organizzazione che da sessant’anni, per l’appunto, si occupa di portare un aiuto concreto, visibile e verificabile nei angoli più poveri del continente africano. Progetto dopo progetto, passo dopo passo il Cuamm continua a fare la differenza, a salvare vite umane, spesso dei bambini, a portare una speranza in luoghi dove sembrava ormai perduta. Solidarietà, impegno, preparazione: è questa la merce che l’Italia è orgogliosa di “esportare” nel pianeta grazie a donne e uomini di buona volontà. Lo ha riconosciuto anche
il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha scelto proprio il convegno annuale del Cuamm per la sua prima visita a Padova. Seduto in prima fila, accanto al Segretario di Stato Vaticano, il vicentino Pietro Parolin, Mattarella ha seguito tutti gli interventi della giornata e non è certo rimasto indifferente alle parole di chi in Africa ad “aiutarli a casa loro” ci va per davvero e che per questi mesi ha un progetto che parla da solo, già dal titolo: “Prima le mamme e i bambini”. Dal palco, poi, il Presidente della Repubblica ha messo l’accento sul valore aggiunto della cooperazione, fattore di pace, stabilità e sicurezza, ma anche occasione di sviluppo, non a senso unico, ma reciproco. “Giorni fa ero a Gerusalemme - ha esordito - e da lì sono andato a Gerico per una iniziativa importante della nostra Cooperazione. Scendendo mi è venuta in mente la parabola: un uomo scen-
deva da Gerusalemme a Gerico e per sua fortuna dopo i ladroni incontrò il Buon Samaritano e lì ho pensato al Cuamm. Migliorare la qualità della vita nei Paesi africani, combattervi malnutrizione e malattie, offrire prospettive di lavoro e di futuro è anzitutto giusto e doveroso. Inoltre, in un’ epoca contrassegnata dalla globalizzazione, significa sottrarre consenso al fondamentalismo e al terrorismo internazionale, contribuire a
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contenere il fenomeno migratorio, creare per tutti opportunità di conoscenza, dialogo e sviluppo. Tenere tanti milioni di persone in condizioni di povertà, chiudere gli occhi di fronte alle guerre e alle catastrofi naturali, significa sottrarsi a un dovere storico. Inoltre ha per noi un costo non solo umano, sociale e politico, ma anche economico, dalle proporzioni difficilmente calcolabili. Ogni euro ben speso in cooperazione, in aiuti allo sviluppo, in integrazione con i Paesi africani comporta, in realtà, anche un investimento per il nostro futuro e per il futuro dei nostri giovani”. Pertanto, ha continuato Mattarella, risponde pienamente a questa logica il programma “Prima le mamme e i bambini”, che si propone di
migliorare, attraverso il sostegno alle donne partorienti e ai loro figli, lo standard complessivo di vita di numerosi Paesi africani. “Con il vostro lavoro sul suolo africano - ha concluso il Presidente - non avete soltanto contribuito al miglioramento delle condizioni di vita e di sviluppo di quei popoli. Ma avete formato generazioni di medici e di cittadini capaci di portare con sé, nell’attività quotidiana, in Italia o all’estero, quell’irripetibile bagaglio di umanità, di solidarietà, di competenza appreso sul campo. E’ una rete preziosa di impegno, di altruismo, di gratuità. Un fenomeno contagioso che sensibilizza politica e pubblica opinione, che attrae e moltiplica generosità, che interroga e orienta le coscienze”.
“Avevamo un grande progetto ma zero risorse”
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a testimonianza dei volontari di un “viaggio lungo cinque anni”. L’impegno a mettere al sicuro le mamme che stanno partorendo L e storie e i volti dell’impegno in Africa, per i bambini, per le mamme da salvare. E’ senz’altro questa la parte più intensa del convegno padovano del Cuamm nel grande spazio del Palageox gremito in ogni angolo. Il racconto di un “viaggio lungo cinque anni” come è stata chiamata l’esperienza concretizzata in questo frangente, lo hanno fatto direttamente i protagonisti: Fabio Manenti, responsabile dei progetti, insieme ad Anna Berti, la pediatra che ha operato nei Paesi di intervento, e all’ostetrica ugandese Magdalen Awor. “Per far nascere un bambino a volte non basta un semplice atto d’amore. - ricordano i volontari - Ancora oggi in Africa troppe mamme non hanno la possibilità di dare alla luce il proprio bambino in modo sicuro, mettendo a repentaglio la loro vita e quella dei loro piccoli. Servono i mezzi e gli strumenti giusti, serve l’impegno di tutti”. “Quando siamo partiti nel 2010 - aggiunge don Dante Carraro, direttore del Cuamm - avevamo un grande progetto, ma zero risorse. Quattro Fondazioni bancarie hanno raccolto per prime la sfida, seguite poi da tante istituzioni, gruppi e persone comuni. Ci abbiamo creduto fortemente e grazie ai tanti che si sono coinvolti possiamo dire di “aver fatto la differenza”, anche grazie ai tanti compagni di strada di questi anni”.
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Economia •
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Infrastrutture
400 milioni per la Tav veneta Pedemontana incagliata in Regione Favorire la crescita per l’Italia sostenendo l’economia di una delle regioni che può trascinare il Pil verso l’alto Queste le intenzioni dichiarate dal Ministro Graziano Delrio che a inizio novembre è stato a Tessera (Venezia) per l’inaugurazione del tappeto mobile e della darsena dell’aeroporto Marco Polo, opere che collegheranno lo scalo alla laguna. “Sull’alta velocità – ha ricordato Delrio - abbiamo stanziato 15 milioni per il Veneto in vista di un investimento totale di 400 milioni per creare un sistema di connessione che permetta ai
Il ministro Graziano Delrio durante l’inagurazione delle infrastrutture a Tessera. Accanto a lui Alessandra Moretti
viaggiatori di raggiungere le principali città in due ore”. Un capitale importante investito nell’ottica di realizzare un sistema di infrastrutture che permetta a Venezia di essere vivibile e accessibile via terra, aria, strada ed acqua. “L’alta velocità – ha aggiunto il Ministro - a fine anno, chiuderà il cantiere Milano-Brescia, di conseguenza apriremo quello per Verona e a seguire quello per Vicenza”. Il nuovo tappeto mobile del Marco Polo,
è solo un primo passo per Venezia, infatti Delrio ha ribadito che sono previsti altri 500 milioni di investimenti guidati dall’idea di condividere i progetti con una filosofia di collaborazione per una strategia Paese, “perché Venezia da sola – ha sottolineato - non si salva se non c’è un sistema” che la colleghi al resto d’Italia e d’Europa. E nel fare i complimenti per i lavori fatti a Tessera il Ministro non si è sottratto ad un commento pungente riferito alla gestione
delle opere pubbliche veneziane :“bisogna fare le cose per bene ha detto -, togliendo il pubblico e i politici riciclati dalla gestione perché il meccanismo di tariffe e investimenti funzionano se c’è imprenditorialità manageriale”. Per la Pedemontana veneta però è tutta un’altra storia, e l’importanza di riaprire il cantiere è stata al centro dell’incontro tra le associazioni economiche e il Ministro che ha chiarito quanto fin qui è stato fatto dal governo,
ribadendo la volontà di portare a termine l’opera. “Tutto però adesso è nelle mani della Regione – ha dichiarato Alessandra Moretti, capogruppo Pd in Consiglio - che deve proporre, insieme al costruttore con cui ha sottoscritto un contratto, una soluzione che sia praticabile”. “L’appello delle associazioni imprenditoriali vicentine e venete – continua Moretti - e dei sindacati rivolto al ministro Delrio è chiaro: la Pedemontana è un’opera necessaria per l’economia della Regione ed è fortemente sentita la necessità di modernizzare le infrastrutture per renderci sempre più competitivi con il resto d’Europa. Si tratta ora di chiudere in tempi brevi sul nuovo accordo e riaprire un cantiere che vale centinaia di posti di lavoro, immediati e futuri”.
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Politica •
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Bilancio Facciamo quadrare i conti a modo nostro
Zaia, Toti e Maroni sfidano Renzi sulla legge di Stabilità L
a legge di stabilita’’ 2017 è “insostenibile, perchè anticipa i contenuti di un referendum su cui i cittadini non si sono ancora espressi”. Lo afferma il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, al terzo incontro trilaterale con i governatori di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Roberto Maroni, oggi a H-Farm, Roncade, in provincia di Treviso. Dopo i due appuntamenti di Genova e Milano, in cui i tre governatori hanno parlato rispettivamente di migranti e di referendum costituzionale, l’appuntamento di oggi serve ufficialmente a presentare il “bilancio dei virtuosi”, ovvero la proposta di una serie di norme da inserire nella Legge di stabilita’’ per incentivare “lo sviluppo dei territori”. Siamo in piena “stagione finanziaria” - spiega Zaia - ma a Roma pensano in maniera sconnessa ai territori che producono”. Per questo i tre governatori insistono su alcuni punti. “L’applicazione dei costi standard a sanità e alla spesa pubblica in genere permetterebbe un risparmio di 30 miliardi l’anno, ovvero un terzo del debito pubblico” - sottolinea Zaia, che chiede inoltre una maggiore autonomia per le Regioni che la meritano. “Se uno ha i conti a posto non capiamo per quale motivo non debba essere ascoltato”, continua il governatore del Veneto, secondo cui il debito pubblico dovrebbe essere “regionalizzato”. C’è poi il tema della semplificazione, perché in Italia investire é troppo complesso e anche chi attira investitori finisce per perdere fondi per la mancanza di percorsi e tempi certi. Eliminare le Conferenze dei servizi, trasferire alle Regioni le funzioni svolte
MANOVRA 2017
MANOVRA 2017
Interventi di variazione legislazione Maggiore spesa 19,5 Mld
Coperture alla manovra
Riduzione di entrate 16,2 Mld
Maggiori entrate 10,7Mld
Deficit 15Mld
Derivanti da RECUPERO DELLA BASE IMPONIBILI e LOTTA ALL’EVASIONE
Altro 7% Spesa capitale 4 Mld
Disattivazione clausole salvaguardia 93%
Spesa corrente 15,5 Mld
MANOVRA 2017
Minori spese 10Mld A valere sui fondi
MANOVRA 2017
PAREGGIO DI BILANCIO
MISURE A SOSTEGNO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 2015
2015
2019
La Relazione Tecnica alla Legge di Stabilità indica una riduzione, nel triennio, di 6,6 Miliardi di Euro
OBBLIGO DEL PAREGGIO DI BILANCIO SLIDE GOVERNO
SPESA IN INVESTIMENTI REGIONI
STATO
Per il comparto delle Regioni dal 2015 vige l’obbligo del pareggio di Bilancio mentre per lo Stato questo entrerà in vigore solo nel 2019
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Riduzione della spesa in conto capitale per 3,3 Mld di Euro (-8%)
40 39 38
Previsione 2016: 39,957 Mld€ Assestato 2016: 40,880 Mld€ Previsione 2017: 37,545 Mld€
37 36 35
MLD€
2016 - Previsione
2016 - Assestato
2017 - Previsione
La trilaterale: “Servono costi standard per la pubblica amministrazione investimenti fuori dal vincolo di bilancio”
Luca Zaia, Giovanni Toti e Roberto Maroni
da Agenzia del Demanio, dalla Sovrintendenza per i Beni culturali, e dal Corpo dello Stato, oltre a regionalizzare completamente la Via (commissione Valutazione impatto ambientale), sarebbero dei passi importanti per sburocratizzare e semplificare, sostengono i tre governatori. Inoltre, “le spese di investimento non vanno incluse nei vincoli di pareggio di bilancio” in modo da permettere maggiori investimenti pubblici, chiede Maroni. I tributi dovrebbero poi essere “federalizzati”,
continua il presidente della Lombardia, ricordando che “il pareggio di bilancio è obbligatorio per le Regioni dal 2015, e noi lo rispettiamo. Ma il Governo se l’é trasportato al 2019”. Qui “stiamo costruendo un esempio di confronto tra Regioni che hanno interessi comuni”, conclude il governatore della Liguria, e “lo spirito non é polemico ma costruttivo”, a dimostrazione che “ieri Renzi ha provato a descrivere il paese che costruira’’.
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Politica •
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Blue e green economy, il futuro di Italia e Croazia E’ il più importante programma transfrontaliero europeo con 238 milioni di euro di budget
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en 25 province italiane, 8 contee croate sono chiamate a dar vita a una cooperazione nel programma ItaliaCroazia finanziato per 238 milioni di euro e che si inserisce nel più vasto scenario della strategia della macro-regione adriatico ionica, una delle quattro strategie su cui punta l’Europa, Baltica, Danubiana, Alpina e appunto Adriatico-Ionica, l’unica che investe il Mediterraneo e che unisce il Mediterraneo al cuore del continente europeo”. Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha presentato il programma transfrontaliero Italia-Croazia. “Le sfide marittime e la blue economy che affrontiamo nella regione adriatica – ha proseguito Ciambetti - non sono specifiche a un singolo paese: sfruttamento eccessivo della pesca, inquinamento, mutamenti climatici, sicurezza, congestione del traffico, collegamenti di trasporto e turismo stagionale: dal momento che esiste un potenziale di crescita in molti di questi settori, il piano d’azione del programma Italia-Croazia
può diventare la cornice ideale per affrontare in maniera organica questioni strategiche per i nostri due Paesi proiettandoli al centro della strategia europea della macroregione Adriatico-Ionica. Proprio a inizio novembre la città di Dubrovnick ha salutato per la prima volta il suo primo milionesimo visitatore in un anno e per capire questo dato basti pensare che i turisti in questa città sono raddoppiati dal 2008. Anche Dubrovnick come Venezia soffre della congestione dei flussi turistici, tema che si potrebbe per altro ampliare anche a buona parte della costa Dalmata come Emiliana, romagnola. Cito questi casi emblematici per spiegare quanto sia necessario riuscire a dare delle risposte eco-sostenibili senza con ciò penalizzare la risorsa turistica che in molte realtà, italiane come croate, sono trainanti”. L’area su cui insiste il Programma si estende su una superficie di 85.562 km² con una popolazione totale di oltre 12 milioni e mezzo di abitanti e riguarda le provincie italiane di Udine, Gorizia, Trieste, Pordenone,
Il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti
Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Teramo, Pescara, Chieti, Campobasso, Brindisi, Lecce, Foggia, Bari, Barletta-Andria-Trani a cui si affiancano le 8 contee croate, Istria, Fiume e la regione litoranea montana con le isole del Quarnaro, la Regione di Lica e Segna, Zara, Sebenicco, Spalato, Dubrovnick, Karlovac, “I temi prioritari riguardano la blue e green-eco-
nomy – ha spiegato Ciambetti – la sicurezza e l’adattamento ai mutamenti climatici, il trasporto e il patrimonio culturale. Mi auguro che questo programma possa far sì che le 25 province italiane e le 8 contee croate si mobilitino consci del ruolo che è stato affidato loro dall’Unione Europea, che non a caso ha voluto riservare a questo programma il maggior finanziamento, 237 milioni di euro, previsto per tutti i programmi transfrontalieri”.
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Cultura •
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La mostra Treviso, Casa dei Carraresi, fino al 1 maggio 2017
“Francis Bacon. Un viaggio nei mille volti dell’uomo moderno” S
criveva Luigi Pirandello che impareremo a nostre spese che nella vita si incontrano “tante maschere e pochi volti”. Un’intuizione che trova spesso conferma e che il genio di uno dei più grandi pittori contemporanei ha indagato con efficacia e successo. Si tratta di Francis Bacon, artista di origini irlandesi, nato a Dublino nel 1909, a cui Treviso dedica in questi mesi una grande mostra presso la Casa dei Carraresi. L’esposizione cercherà di focalizzarsi soprattutto sulla produzione italiana delle sue opere, in quanto rappresentazione della “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno, interpretabile alla luce della psicanalisi, della filosofia e della psicologia. Un’opportunità unica di “entrare nella mente” dell’artista, di comprenderne
i dubbi, le angosce e le ragioni che lo spinsero a scegliere i suoi soggetti, attraverso l’analisi della Francis Bacon Collection of the Drawings Donated to Cristiano Lovatelli Ravarino, delineata all’interno di relazioni e vita privata che si intrecciano nella storia. Il percorso si soffermerà sull’analisi delle diverse tematiche care all’artista: dai Papi alle crocifissioni, dai ritratti agli autoritratti, declinati nelle diverse modalità espressive nel corso degli anni. Le opere esposte comprenderanno la collezione italiana delle opere dell’artista irlandese: disegni, pastelli e collages donati da Bacon ad un intimo amico italiano tra il 1977 ed il 1992. In esse sono evidenti gli influssi dei maestri del passato, punti di riferimento per l’artista. Proprio per sottolineare come Bacon sia
Le opere rappresentano quella “maledizione del corpo e dell’anima” che attanagliò l’individuo moderno
stato interprete della maledizione del corpo e dell’anima dell’individuo moderno, è prevista la collaborazione con il Sigmund Freud Museum di Vienna, con la presenza di opere e testi per un viaggio tra arte, colore, filosofia e psicanalisi. Saranno inoltre presenti opere di confronto di artisti del calibro di Burri, Manzoni, Fontana, che inviteranno il visitatore alla riflessione sulla coscienza e sull’esistenza. Citazioni di pensatori, scrittori,
Venezia, la Stagione teatrale della Fenice
La nuova grande stagione teatrale della fenice si è aperta il 4 novembre con la prima assoluta di Aquagranda, un’opera dedicata al cinquantesimo anniversario dell’alluvione, tratta dal libro Acqua Granda di Roberto Bianchin, musica di Filippo Perocco e Libretto Roberto Bianchin e Luigi Cerantola. Il 4 novembre 1966 una terribile alluvione colpì Venezia. Quel giorno si verificò la più elevata acqua alta mai registrata da quando iniziarono le rilevazioni sistematiche del fenomeno: alle ore 18 il mareografo di Punta della Salute segnò quota 194 cm. L’alluvione provocò disastrose conseguenze. Soprattutto fu colpita Pellestrina, l’isola nella quale è ambientata la nuova opera di Filippo Perocco che inaugura la Stagione. Ernesto Ballarin, il protagonista, all’epoca aveva venticinque anni e il mare che aveva travolto i Murazzi gli entrò dentro casa arrivando fino al tetto e costringendolo a evacuare la sua casa e la sua isola insieme ad altre tremila persone. I prossimi appuntamenti della stagione lirica della Fenice sono Attila di Giuseppe Verdi in programma dal 9 al 12 dicembre e Tannhauser di Richard Wagner dal 20 gennaio al 5 febbraio.
Dinosauri, non solo la mostra anche tanti film E’ partita in grande stile la rassegna cinematografica organizzata al Centro culturale Altinate San Gaetano nell’ambito della mostra “Dinosauri. Giganti dall’Argentina”. Un nuova iniziativa per dare al pubblico la possibilità di passare un pomeriggio in compagnia dei dinosauri all’insegna del divertimento, tra svago e stimoli scientifico-educativi, offrendo un intrattenimento di qualità”. Domenica 27 novembre sarà
proiettato il film “The Lost World” (1925) di Harry Hoyt: si tratta della prima trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Arthur Conan Doyle scritto nel 1912. Il film mostrò per la prima volta al grande pubblico dei dinosauri “in carne e ossa” (fino ad allora si erano visti solamente gli scheletri) ed è considerato il capostipite di un fortunato filone cinematografico. Domenica 18 dicembre sarà la volta di un divertente film d’animazione par-
poeti, artisti saranno i punti di riferimento di questo viaggio in un mondo incerto e sospeso, nel quale ogni forma d’arte prova a disvelare la realtà, con suggestioni provenienti da diversi linguaggi, sempre con il medesimo fine, quello di indagare il mistero più affascinante di tutti: l’uomo. A curare l’esposizione è Edward Lucie-Smith, poeta, critico e storico dell’arte, autore di oltre 200 tra libri, cataloghi e saggi, affiancato da Giulia Zandonadi, giovane scrittrice e storica dell’arte.
ticolarmente amato da grandi e piccini, “L’Era Glaciale 3 - L’alba dei Dinosauri” (2009) di Carlos Saldanha. Domenica 29 gennaio sarà presentato “L’impero dei dinosauri”, un documentario sull’evoluzione di questi temutissimi predatori, con le scoperte scientifiche più recenti su come vissero e perché scomparvero. Un programma ricco di animazioni di grande spettacolarità, che offre un’ipotesi estremamente realistica di come potevano apparire la Terra e i suoi abitanti milioni di anni fa. Si continua domenica 12 febbraio con un film all’insegna della suspence “The Lost Dinosaurs I Dinosauri perduti” (2012) di Sid Bennet alla ricerca di un mostro discendente dai dinosauri, una specie di Lock Ness africano. La rassegna si chiude domenica 26 febbraio con il film d’animazione “A spasso con i dinosauri” (2013) di Barry Cook e Neil Nightingale. Ambientato 70 milioni di anni fa al tempo in cui i dinosauri dominavano la Terra, racconta le avventure di Patchi, un cucciolo di pachirinosauro. Le proiezioni si terranno alle ore 17 nell’auditorium del Centro Altinate (unica proiezione; ingresso con il biglietto della mostra fino ad esaurimento dei posti).
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Editoriale
Un farmaco vale l’altro? I rischi per la salute dell’equivalenza terapeutica
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Verso il farmaco di Stato, ma i medici si oppongono Il mestiere del chirurgo
Apnee del sonno, una sindrome che può diventare pericolosa
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a determina 458/2016 dell’Agenzia Italiana del farmaco introduce, evidentemente per meri motivi economici, un concetto scientifico ad oggi del tutto sconosciuto: l’equivalenza terapeutica. Con buona pace degli scienziati ed incurante dei possibili effetti nefasti sulla salute delle persone e sui certi danni per le loro tasche. In pratica con la determina dell’AIFA vengono definiti i criteri per consentire alle centrali di acquisto di scegliere, sulla base del prezzo più scontato, fra farmaci sovrapponibili in base alle indicazioni terapeutiche con la finalità di ottenere così risparmi sulla spesa farmaceutica. La valutazione di equivalenza terapeutica indicata dall’AIFA riguarda molecole in possesso di determinati requisiti: essere principi attivi già in uso, non avere prove di superiorità rispetto ad alternative per la stessa indicazione terapeutica, appartenere alla stessa classificazione Act quarto livello, possedere indicazione terapeutica sovrapponibile, avere la stessa via di somministrazione e possibilmente lo stesso schema posologico. Il che tradotto in pratica significa che non si tratta degli stessi principi attivi confezionati da ditte farmaceutiche diverse, per intenderci farmaci originatori e farmaci equivalenti, come qualcuno voleva far credere giocando sull’equivoco, ma si tratta di molecole completamente differenti seppure con indicazioni terapeutiche sovrapponibili.Per intenderci ci si potrà curare per quella malattia, con oneri a carico del Servizio Sanitario, solo con quella determinata molecola che si sarà aggiudicata la gara di appalto al maggior ribasso. Tutti gli altri principi attivi con indicazioni terapeutiche sovrapponibili saranno a totale carico dei pazienti. Ad esempio chi è affetto da bronchite cronica potrà disporre solo del farmaco aggiudicatario della gara di appalto al maggior ribasso ,ma se dovesse assumere un’altro farmaco, per motivi di allergia o di inefficacia o intolleranza, sarebbe costretto a comprarlo interamente di tasca propria. L’organismo umano già può rispondere in modo diverso allo stesso farmaco se confezionato in bustine o in compresse, sia per l’efficacia che per la tollerabilità, figuriamoci se le molecole sono differenti. Sono circa 2700 le molecole che, in base ai requisiti richiesti, potranno partecipare a bandi di gara al massimo ribasso e di queste oltre 1500 rischiano la non rimborsabilità da parte del SSN e saranno poste a totale carico dei pazienti.
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Un farmaco vale l’altro? I rischi per la salute dell’equivalenza terapeutica
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Si tratta delle specialità per lo più riguardanti malati cronici o prodotti innovativi, quelli a distribuzione diretta ospedaliera o “per conto” cioè dispensati dalle farmacie territoriali ma acquistati dalle aziende sanitarie. Ed è del tutto evidente che la ricaduta sul territorio sarà di conseguenza. E pensare che è la stessa Agenzia del Farmaco che decide l’immissione in commercio, il prezzo e la concedibilità dei farmaci attraverso il sistema sanitario. Dopo il decreto ministeriale che tagliava esami e prestazioni diagnostiche ponendole a carico dei cittadini,ora la determina taglia farmaci. Si arriverà all’ esame e al farmaco di Stato? La preoccupazione che si stia cercando di smantellare pezzo dopo pezzo, un po’ alla volta, il sistema sanitario,vanto fino ad oggi della nostra Nazione, con motivazioni ammantate di subdola scientificità, sembra trovare ogni giorno sempre più conferme. E come il decreto ministeriale, per la ferma presa di posizione degli Ordini dei Medici, è stato sospeso, così anche la determina dell’AIFA è già stata rinviata per due volte per la stessa presa di posizione. Con la speranza che qualcuno finalmente capisca che, prima di emanare provvedimenti che riguardano, o che possono danneggiare, la salute dei cittadini, vengano intese preliminarmente le Professioni Sanitarie che quella salute sono chiamate a tutelare.
L’intervento
Il mestiere del chirurgo
A
rti mestieri e professioni, per il titolo ho scelto mestiere perché sul vocabolario è più connotato con la pratica, il tirocinio ed il quotidiano, e ho lasciato allo scritto del Prof. Pier Giuseppe Cevese la definizione di chirurgo come artista (allegato 1) “ Il Decalogo del buon chirurgo - Padova 1981” - http://www.urotriveneta. org/files/links/decalogo.pdf. Tra le specialità mediche la chirurgia è connotata da un’attività che si svolge in un luogo ben specifico, la sala operatoria, luogo molto celebrato nell’immaginario collettivo, in realtà ad accesso estremamente ristretto. Le motivazioni clinico organizzative quindi confinano il personale che lavora in questo ambito, medici, infermieri ed operatori, in un ambiente specifico dall’atmosfera rarefatta, in cui tutti sono vestiti allo stesso modo ma il cui ruolo è scolpito a caratteri di pietra nella mente di ognuno. Ordine e disciplina, gerarchia della funzioni, non sono e non possono essere mai oggetto di discussione, non si fa politica al blocco operatorio, si lavora ognuno nel suo ruolo. La crescita professionale è strettamente correlata al concetto di “affidabilità” intesa come summa di cultura specifica, capacità direzionale, resistenza fisica e psichica agli imprevisti, esatta percezione della proprie capacità e dei propri limiti e, su tutto, onestà intellettuale e responsabilità professionale nei confronti del paziente. Non si diventa chirurghi, anestesisti, o strumentisti di sala operatoria per caso, tutti sono volontari, come nei reparti speciali delle forze armate, tutti passano al vaglio di chi ha superato le stesse prove prima dei nuovi arrivati, e cerca nei giovani medici ed infermieri
le stesse innate qualità. Le motivazioni individuali vengono vagliate e messe alla prova fin dall’inizio, chi resiste va avanti, non c’è spazio per qualcosa che esuli dalla profonda dedizione alla propria disciplina. “Ci sono tanti lavori da fare nella vita, vuoi proprio fare questo?“ è la frase che ricorre detta dall’ “anziano” al più giovane, in particolare all’inizio. Una specialità medica che condiziona pesantemente la vita di che la sceglie anche nel tempo libero, contrassegnata dall’istituto del contratto di lavoro che prevede dei turni di reperibilità. Finito il lavoro, perché è residuale stante gli organici che il reperibile non abbia già lavorato in quella giornata per almeno 6 ore, pomeriggi, domeniche e festività, giorno e notte , sono caratterizzati dal controllo costante di uno o più telefoni, fisso di casa, cellulare personale, cellulare aziendale, per non perdere una chiamata da cui deriva un accesso nel più breve tempo possibile al Pronto Soccorso o direttamente alla Sala Operatoria, senza se e senza ma. Perché uno sceglie questa vita? Ancora non lo so, mi rendo conto del tempo che è passato quando mi trovo in sala con uno specializzando, così giovane ed entusiasta, così preparato, e spero tanto che riesca a coronare il suo sogno alla fine di un lunghissimo percorso professionale che comunque non gli dà la certezza di un adeguato posto di lavoro. E così tutti vestiti di azzurro, o di verde, o rosso scuro a seconda della scelta di qualche responsabile del magazzino dei vari ospedali, uniti da affinità elettive, oggi mattina ed a volte anche di notte ci riuniamo in ogni équipe per essere parte di un sistema collaudato e ben “oliato”,
in cui raramente serve il gesto eroico, ma dove la norma deve essere ordine e puntualità. Per questo l’articolo del licenziamento di un collega chirurgo all’Ospedale dell ‘Angelo mi ha ferito profondamente, la sola possibilità che al cittadino comune ci sia un percepito di inadeguatezza al ruolo all’interno della nostra categoria mi dà un dolore quasi fisico. Conosco i colleghi di quel reparto e li rispetto, nel 2014 si sono fatti 570 urgenze in 365 giorni e hanno anche una importante parte di lavoro programmato in elezione. La spettacolarizzazione della notizia, su questo specifico tema (Ritarda e litiga in sala operatoria - medico licenziato - Corriere del Veneto del 23/10/2016 e La Nuova di Venezia e Mestre allegati a http://www.ordinemedicivenezia. it/news/notizie-medici/il-mestiere-del-chirurgo) lede l’immagine di un assetto professionale ed una tradizione di comportamento di una categoria di medici e anche di infermieri strumentisti che quotidianamente hanno deciso di dare qualcosa più di altri. Ci saranno i relativi pronunciamenti di legge e nel tempo emergeranno le varie responsabilità. Non si sentano offesi i colleghi che non vanno in sala, ma vorrei sottolineare che questa
categoria di professionisti si distingue quotidianamente per una superiore disponibilità alla continuazione del servizio attivo, all’imprevisto, all’urgenza, visto che a lavoro finito per tutti, solo per alcuni può ricominciare in ogni momento. E non dimentico, gli altri interventisti come i cardiologi, i gastroenterologi e i neuroradiologi, il pronto soccorso ed urgentisti a vario titolo, insomma tutti “quelli della notte“. Questa disponibilità, spontaneamente residente nel più profondo dell’animo, è misurabile in ore di straordinario notturno e festivo quasi mai recuperato, e coinvolge, statistiche alla mano, in primis i chirurghi generali, proprio come quelli del reparto coinvolto, i medici delle appendiciti e delle perforazioni, delle milze rotte da incidente stradale e delle occlusioni intestinali, un lavoro straordinario che è diventato orario ordinario, richiesto dall’ emergenza urgenza del giorno. Per questo mi sento in dovere di ringraziare i miei colleghi reperibili, ed in particolare visto il caso, quelli della Chirurgia di Mestre, a nome e per conto di tutti coloro che, medici, infermieri, o comuni cittadini, di notte sono abituati, e giustamente, a dormire.
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Apnee del sonno, una sindrome che può diventare pericolosa L
a sindrome delle Apnee ostruttive nel sonno (OSAS), è caratterizzata da ripetuti episodi di ostruzione respiratoria a livello della faringe di pazienti per lo più russatori. Ciò può determinare diminuzione periodica del livello di ossigeno nel sangue, tachicardia o bradicardia, ipertensione arteriosa, ripetuti micro risvegli notturni e possibili risvegli con sensazione di soffocamento, che possono portare ad un’eccessiva sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione e cefalea mattutina con comparsa nelle forme più gravi di patologie cardiovascolari importanti che possono arrivare fino a cardiopatie ischemiche e malattie cerebro-vascolari acute. Le forme più gravi sono spesso associate ad obesità e possono compromettere gravemente la qualità di vita del paziente. È costantemente presente una ristrettezza delle prime vie aeree,una ridotta funzionalità della muscolatura laringo-faringea, e spesso è presente un’ipertrofia tonsillare. Per questi motivi per la diagnosi la prima valutazione è eseguita dall’otorino laringoiatra e successivamente si possono eseguire accertamenti strumentali. L’approccio terapeutico si basa sulla chirurgia nasale, la chirurgia uvulopalatale, fino alla più recente chirurgia faringea, per stabilizzare le pareti faringe laterali. L’alternativa alla chirurgia rimane l’uso, peraltro
efficace, della CPAP durante il sonno, cioè di un apparecchio di ventilazione a pressione positiva, che permetta di mantenere disostruite le vie aeree e aiutare l’espansione della gabbia toracica. È sempre indicato evitare il sovrappeso, l’abuso di alcoolici ed i pasti serali abbondanti, il fumo e l’abuso di tranquillanti. L’OSAS è quindi una sindrome più frequente di quanto si pensi, negli adulti la forma di grado severo si stima attorno al 6% della popolazione, e si ritiene determini in questi pazienti una frequenza di incidenti 7 volte superiori alla media. Solo in Italia nel 2014 ha causato 7300 incidenti con 231 morti e più di 1200 feriti, tanto che nel 2016 i medici competenti hanno l’obbligo di segnalarla per il rinnovo della patente Dott. Giorgio Bondesan - Specialista in Otorinolaringoiatria, Audiologia, Agopuntura Adria - via Brollo, 2 tel. 342 0015277 Porto Viro - Centro medico S.Giusto - via G.Mazzini, 48/A tel. 0426 634136
Chirurgia ossea ricostruttiva in odontoiatria S
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empre più spesso i pazienti richiedono il ripristino funzionale della dentatura mediante protesi fisse su impianti per una funzione più simile alla naturale e per un risultato estetico soddisfacente. A volte questo è impossibile in quanto la malattia parodontale che ha dal mento o dall’angolo mandibolare un blocchetto di causato la perdita dei denti ha determinato anche una osso che viene sagomato e fissato nel sito ricevente perdita di supporto osseo. Questo è più evidente nei mediante viti in titanio. settori laterali dell’arcata superiore per la presenza del L’espansione di cresta consente di aumentare seno mascellare, struttora anatomica cava connessa lo spessore di creste edentule contestualmente con le fosse nasali, e nella mandibola per la presenza all’inserimento di impianti. Il rialzo del seno del nervo alveolare inferiore che mascellare si effettua sollevando Queste tecniche possono da sensibilità e motilità al labbro la membrana di rivestimento inferiore escludendo la possibilità del seno e riempiendo lo spazio essere eseguite dell’inserimento di impianti in formatosi con osso autologo o ambulatoriamente e titanio per riduzione dell’altezza e osso artificiale permettendo così danno risultati dello spessore osseo. Per ovviare un aumento in altezza tanto da soddisfacenti a questi inconvenienti si utilizzano poter inserire gli impianti. Queste tecniche di chirurgia ossea ricostruttiva e rigenerativa. tecniche, eccetto rari casi di controindicazione per La correzione delle atrofie ossee può essere effettuata malattie gravi di carattere generale (cardiopatie gravi, principalmente con quattro modalità di trattamento: diabete scompensato, malattie delle ossa) o nei forti -Rigenerazione ossea guidata fumatori, possono essere eseguite ambulatoriamente -Innesto a blocco e danno risultati soddisfacenti. -Espansione della cresta ossea (allargamento dello spessore) Dott. Vezio Bertani -Rialzo del seno mascellare - Medico-chirurgo specialiL’obiettivo della rigenerazione ossea guidata è sta in Odontostomatologia quello di promuovere la formazione di nuovo osso Cortile di San Martino, 12 attraverso l’utilizzo di membrane e materiali riempitivi - Piove di Sacco (PD) tel. di diversa natura. L’osso autologo cioè l’osso proprio 0495842949 del paziente è senz’altro il materiale migliore per www.studiodentisticobertani.it l’aumento osseo. veziobertani@libero.it L’innesto a blocco si effettua di solito prelevando
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Run for Iov Pazienti e oncologhe alla maratona di new York
Cancro al seno: si guarisce e si torna a correre L
’avventura del team Run for Iov, composto da dodici pazienti guarite dal cancro al seno e da quattro specialiste dell’Istituto Oncologico Veneto, si è conclusa nel migliore dei modi. Partite da Padova verso New York, domenica 6 novembre hanno partecipato alla Maratona più famosa del mondo. Le runners hanno sconfitto il cancro al seno, curate e seguite dagli specialisti dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS. Alessandra, 34 anni; Sabrina 44 anni; Patrizia 43 anni; Alberta 49 anni; Susanna, 30 anni; Martina, 38 anni; Paola, 63 anni; Ornella, 53 anni; Daniela 50 anni; Caroline, 49 anni; Donatella, 53 anni, Sandra, 47 anni (fondatrice della Onlus Ryla, Run for Your Life Again).
Con loro sono partite anche quattro specialisti dello IOV (clinici che hanno seguito da vicino le donne durante e dopo il periodo di cura) e che parteciperanno alla maratona newyorkese: Silvia Michieletto e Tania Saibene (chirurghi oncologi della Breast Unit dello IOV); Stefania Zovato (endocrinologa U.O. Tumori EreditariIOV); Samantha Serpentini (psiconcologa, IOV). “Il rapporto che si instaura allo IOV – afferma Patrizia Simionato, direttore generale dello IOV - tra pazienti e clinici è tale da generare iniziative forti, autentiche e coinvolgenti. All’Istituto i pazienti sono prima di tutto persone, e proprio per questo in un rapporto di profonda attenzione nascono momenti di aggregazione e si sviluppano attività importanti, che durano nel tempo”.
Il gruppo padovano alla Maratona di New York si è fatto notare
Chi si ammala, chi guarisce?
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gni anno, in Italia, si ammalano di tumore al seno circa 48 mila donne (e 300 uomini). Si tratta infatti della neoplasia più frequente in assoluto per incidenza nella popolazione femminile. In media, in assenza di condizioni particolari (come la mutazione genetica), il rischio di ciascuna donna di ammalarsi è del 10-12%. Questa percentuale, però, varia molto con l’età. Secondo i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori è del 2,3% fino all’età 49 anni (1 donna su 45), del 5,2% tra i 50 e i 69 anni (1 donna su 19) e del 4,4% tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 23). Complessivamente, emerge che 1 donna su 9 in Italia si ammalerà di tumore al seno nel corso della sua vita. Consola però sapere che la mortalità è in continuo calo: ogni anno diminuisce dell’1,4%, e questo si deve sia all’efficacia delle nuove terapie sia alla diagnosi precoce, che permette di individuare il tumore in una fase iniziale. Oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è di circa l’87%. Certo sono ancora troppe le donne che muoiono a causa di questa malattia, che si conferma la prima causa di decesso per patologia oncologica nella popolazione femminile. Il cancro al seno è la causa del 29% dei decessi nelle donne prima dei 50 anni, il 23% di quelle tra 50 e 69 anni e il 16% di chi ha oltre 70 anni..
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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Tartine radicchio
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Ingredienti: 2 fette di pane a cassetta - 1 spicchio d’aglio - 1 C di crema di radicchio*. Preparazione: tagliare le fette di pane in 4 parti e formare dei rombi; farli tostare, passare con lo spicchio d’aglio e spalmarvi la crema di radicchio*.
Ingredienti: 4 carciofi - 50 g di fontina (o altro formaggio morbido) - 1 spicchio d’aglio - 1 C di pane grattugiato - 1 pizzico di curry - 1 pizzico di maggiorana - 1 manciata di prezzemolo - olio e sale q. b.
Ingredienti: 300 g di farina - 2 uova - 3 C di zucchero di canna - latte di riso quanto serve - 1 pizzico di sale - 1 c di vanillina - 1 c di lievito naturale - 100 g di noci tritate - 1 C di zucchero a velo.
Preparazione: togliere ai carciofi le foglie esterne, scavare la peluria interna e lavarli in acqua acidulata con il limone. Tagliare il formaggio a dadini molto piccoli, mescolarlo con il pane grattugiato e le erbe aromatiche. Con questo composto, riempire le “ciotoline” di carciofo. Porli in una teglia antiaderente, mettere un po’ d’acqua sul fondo, coprire e far cuocere una ventina di minuti. Dopo questo tempo scoprire e portare a termine la cottura. Deve rimanere un sughetto denso.
Preparazione: in una ciotola mettere la farina, i rossi d’uovo, lo zucchero di canna, la vanillina, il lievito, il latte di riso quanto serve per ottenere una consistenza cremosa e una parte delle noci tritate. Mescolare bene il tutto, unire i bianchi montati a neve, amalgamare delicatamente e passare in uno stampo infarinato. Mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Lasciare intiepidire, cospargere con lo zucchero a velo. Per una miglior presentazione servire con un cucchiaio di composta di frutta a scelta e un pizzico di noci tritate.
Crema di radicchio Ingredienti: 1 decina di foglie di radicchio varie - 2 spicchi d’aglio - 2 C di panna di riso - un pizzico di zenzero - un pizzico di curry - olio e sale q. b. Preparazione: lavare, scolare il radicchio e farlo saltare con l’aglio tritato, regolare di sale. A fine cottura unire lo zenzero, il curry e la panna di riso. Frullare il tutto per ottenere una crema vellutata da usare sia per condire cereali e pasta, ma anche su crostini e tartine. Questo inoltre è un ottimo modo per riciclare le foglie di radicchio più grandi o resti di radicchio di vari tipi.
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Zona centralissima, Appartamento monolocale al piano terra, completamente arredato con piccolo scoperto esterno. Classe energetica non definita. Euro 380 mensili, comprese utenze. Rif.A2329
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