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La Piazza di Adria mag2020 n74

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Sport p.18

Regione p.23

Salute p.33

on-line: La prova del nove

MAGGIO 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.74

Cultura p.17

di Adria

VELOCITÀ E PREZZO CONVENIENTE

Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

DA OGGI E PER SEMPRE!

Da una parte c’è la necessità di far ripartire l’economia, di rimettere in moto, pur con tutte le cautele, filiere e settori fortemente penalizzati dal lockdown. Ci sono linee guida da applicare, norme da comprende e da armonizzare, cercando di garantire il rispetto del distanziamento, unica arma finora a disposizione contro il virus, coniugandolo con la necessità di mettere le attività economiche nelle condizioni di lavorare. Non è solo questione di centimetri di distanza fra i tavoli, di mascherine, di sanificazione: è una rivoluzione che investe tutti, dagli imprenditori ai clienti, e che chiama ciascuno alle proprie responsabilità. In queste settimane imprese, negozi, professionisti stanno mettendo in campo energie, soluzioni ed entusiasmo per assicurare ai clienti la possibilità di acquistare beni e servizi in tutta tranquillità. Il Governo ha varato un corposo piano di rilanservizio a pag 5 cio da svariati miliardi che ora aspetta di essere tradotto in pratica e di essere testato dal vivo, affinché possa portare quella boccata d’ossigeno di cui imprese e famiglie hanno bisogno. Le Regioni, fra queste il Veneto, chiedono più autonomia e libertà di movimento nella gestione delle riaperture e dell’applicazione delle direttive, per individuare soluzioni “su misura” con le specificità territoriali. Sarà un banco di prova, e non da poco, per le ricadute sul fronte sanitario, sugli ospedali tornati alla “normalità” dopo i mesi dell’emergenza più dura, sulla rete dei medici di base, dei servizi territoriali e di tutto ciò che riguarda la sfera dell’assistenza e della cura. La pressione continuerà ad essere notevole su questo versante ma in queste settimane le strutture si sono organizzate e sono state messe nelle condizioni di far fronte all’onda d’urto del contagio. Particolare attenzione meritano, non da ultime, le residenze per anziani, alcune travolte dal coronavirus e altre risparmiate, ancora “blindate” per garantire la sicurezza degli ospiti, la fascia più esposta agli effetti del virus.

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IL COMMERCIO

“Ecco come abbiamo reagito al lockdown”

Fondi a imprese e lavoratori autonomi per ripartire Dal Comune 79mila euro per abbattere i costi dei plateatici, per un fondo a sostegno delle aziende e per progetti d’innovazione per l’economia locale

POLITICA

Scontro sulle tariffe comunali LA FIAB

“Salotti a cielo aperto e più bici” CSA

Polemica sulle indennità dei dipendenti L’OPPOSIZIONEChiama Ora

“Interventi351-6777004 urgenti per le imprese” PA SS

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CULTURA

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d a questo mese

Ricordando i nostri cari

all’emergenza”

Nelle ultime pagine del giornale

La prova del nove Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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a lunga traversata nel deserto è finita, ma ora ci attende una sfida non meno impegnativa. La ripartenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con la riapertura e la ripresa di tutte le attività, e sarà una sorta di “prova del nove” su più fronti e per una molteplicità di aspetti. Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e che lavora è chiamato all’appello per affrontare una sfida del tutto inedita.

È un periodico formato da 18 edizioni locali mensilmente recapitato a 300.000 famiglie del Veneto.

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La prova del nove Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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In arrivo la fibra nelle frazioni A

“Un investimento che guarda al futuro”

l via i cantieri per la stesura della banda ultra larga Chiama Ora in via Curicchi a Bottrighe. A rendere possibile la 351-6777004 posa in opera della rete in fibra ottica per telecomunicazioni anche nelle successive frazioni di Bellombra, Baricetta e Ca Emo, il progetto finanziato dal ministero dello Sviluppo economico, in fase di realizzazione grazie alla convenzione stilata tra il Comune di Adria e Infratel Italia Spa. “ La rete ultra veloce sarà realizzata da www.lapiazzaweb.it/vacanze Open Fiber Spa in modalità Fiber To The Home (FTTH), Scopri all’interno le favolose offerte “fibra scelteletteralmente esclusivamente per te! fino a casa” spiega il consigliere comunale con delega Una selezione periodica di viaggi alle Reti Tecnologiche e Servizi d a questo mese Simone Donà. L’intera tratta dalla centrale ad Informativi un prezzo vantaggioso! Viaggia all’abitazione con noi e i nostri giornalisti! del cliente sarà infatti realizzata completaRicordando Visita lamente sezione dedicata nostro Ciò consentirà di ottenere il masin fibrasulottica. i nostri cari sito www.lapiazzaweb.it simo delle performance con velocità fino a 1 Gigabit al secondo (Gbps). Nelle ultime pagine del giornale “Secondo il crono programma lavori è prevista una prima fase di cablaggi che interesserà in ordine cronolo●OFFICINA AUTORIZZATA FIAT E FIAT PROFESSIONAL gico le frazioni di Bottrighe e Bellombra che, dopo i pre● SERVIZIO GOMMISTA ● ELETTRAUTO visti collaudi, consentirà ai cittadini di poter utilizzare il ● ASSISTENZA IMPIANTI CLIMA Nicola Stievano >direttore@givemotions.it < servizio della fibra ottica entro l’anno. Nel contempo si OFFICINA MULTIMARCHE partirà con gli interventi della seconda fase progettuale a lunga traversata nel deserto●è SERVIZI finita, ma ora ci settembrina, nelle frazioni di Baricetta e Ca Emo” spiega attende una sfida non meno impegnativa. La riil consigliere Donà. partenza da tutti invocata ora è entrata nel vivo, con “Portare la fibra ottica nelle frazioni significa mettere la a riapertura e la ripresa di Servizio revisione bombole metano e sostituzione serbatoi G.P.L. tutte le attività, e sarà una disposizione delle famiglie e delle aziende uno strumensorta di “prova del nove” suTelefono più fronti e per una mole fax - info@officinebellettato.it to indispensabile. Un investimento che guarda al fututeplicità di aspetti. ro” conclude il primo cittadino Omar Barbierato. (g.g.) Dopo settimane di attesa il Veneto che produce e PA SS

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che lavora è chiamato all’appello per affrontare una sfida del tutto inedita. di Adria

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In questo numero il nuovo inserto

Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile via Lisbona, 10 · 35127 Padova Nicola Stievano tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >redazione@givemotions.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An)

Chiuso in redazione consigli preziosi per i nostri amici a 4 zampe il 15 maggio2020


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Adria

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Emergenza e Fase2 Il punto del Comune

“In arrivo fondi per autonomi” e imprese” “Nel bilancio previsionale avremo le liquidità sia per aiutare le attività produttive sia le scuole paritarie”

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l Comune di Adria ha stanziato 79.000 euro per aiutare gli autonomi e le imprese del territorio a ripartire dopo l’emergenza sanitaria ed economica che ha duramente colpito l’intero Paese. L’annuncio è arrivato direttamente dal primo cittadino Omar Barbierato, che ha spiegato in che modo la somma verrà utilizzata: 14.000 euro serviranno per l’abbattimento dei costi per l’occupazione del suolo pubblico, la Cosap; 50.000 euro diventeranno invece un fondo per il sostegno delle aziende e di tutte le attività in difficoltà; 15.000 euro saranno infine destinati ad alcuni progetti d’innovazione per l’economia locale su cui si sta attualmente discutendo, come l’ampliamento di plateatici nelle piazze e nelle vie di Adria, per rendere la città, come è già successo a Vilnius, capitale lituana, una sorta di grande salotto a cielo aperto (come riportato a p.8, ndr). Il sindaco, ringraziando nuovamente tutti coloro che in

queste settimane con le loro donazioni hanno permesso al Comune di raggiungere questa cifra, ha poi anche spiegato che saranno distribuite circa 8300 mascherine per tutte le imprese, un numero destinato ad aumentare in seguito. Questi aiuti costituiscono una buona base di partenza ma potrebbero non essere ancora sufficienti. Per questo Barbierato si augura che anche la Regione Veneto e il Governo possano al più presto farsi sentire liberando risorse a fondo perduto. “Stiamo tentando di recuperare delle liquidità attraverso la cassa depositi e prestiti, alla quale abbiamo chiesto di sospendere alcuni mutui in essere. Il Comune di Adria infatti, non ha la possibilità di far slittare tutti i mutui per recuperare delle risorse, per aver già usufruito di tale misura in occasione del terremoto del 2012. Non solo -spiega il vice sindaco Modarimandare tutti i mutui, significherebbe far slittare la cifra importan-

Il sindaco Omar Barbierato

te di un milione e mezzo all’anno, tra quote capitale mutui e quote di interessi, per poi gravare nei successivi dieci anni sulle casse comunali di ulteriori 200mila euro l’anno, per arrivare a pagare annualmente un milione e 700mila euro. Cifra che metterebbe in difficoltà il bilancio dell’ente” “Entro il mese di maggio andremo ad approvare il bilancio previsionale del Comune che ci consentirà di avere le liquidità da utilizzare sia per aiutare le attività produttive sia le scuole paritarie. Abbiamo già identificato altri 15mila euro provenienti dai progetti d’innovazione per l’economia locale per eventi rimandati al prossimo anno perché prevedevano assembramenti. Stiamo analizzando quelle voci di spesa corrente che possono essere spostate e quindi utilizzate come risorse economiche” spiega il vice sindaco Wilma Moda. Chiata Tomao

Protezione civile in “trasferta” a supporto del mercato cittadino di Papozze

“N

ell’ambito delle iniziative di buon vicinato e collaborazione reciproca tra Comuni, il sindaco di Adria Omar Barbierato in qualità di presidente del gruppo comunale di Protezione civile ha accolto ben volentieri la richiesta del sindaco di Papozze Pierluigi Mosca per dare supporto al mercato settimanale del giovedì”. Così l’amministrazione comunale annuncia la “trasferta” fuori città dei volontari adriesi. “Esporteremo il modello di sicurezza che abbiamo impostato e attivato ai mercati settimanali che vengono svolti nel territorio di Adria, secondo le disposizioni del Dpcm varato dal governo in questo periodo di emergenza sanitaria- spiega il consigliere con delega Enrico Bonato- . Un esempio virtuoso, per il quale siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione dei cittadini di Papozze, adattando il nostro modello alle esigenze comunali”.

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In merito il sindaco di Papozze Pierluigi Mosca ringrazia il sindaco Barbierato e i volontari della protezione civile per l’aiuto offerto in occasione della riapertura del mercato da metà maggio, che si avvarrà appunto di quattro volontari della protezione civile di Adria e del gruppo cinofilo Gli Angeli.

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Adria

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Coronavirus e Fase 2 La voce di estetisti e parrucchieri, tra gli ultimi a riaprire

“Ci siamo sentiti abbandonati, ma abbiamo voluto e saputo reagire” T

ra le categorie più danneggiate dal lockdown degli ultimi mesi ci sono anche quelle dei parrucchieri e delle estetiste, tra gli ultimi a poter riprendere le proprie attività a causa dell’inevitabile contatto diretto e ravvicinato con i clienti. Nessuno di loro però si è mai perso d’animo: “Il primo giorno dopo la chiusura ero sconfortata ma già da quello successivo mi sono tirata su le maniche e ho pensato a come fare per poter essere di sostegno e supporto alle mie clienti” racconta la titolare del negozio New Age consulenti di bellezza. “Insieme al mio team mi sono specifici”. Inoltre durante questi reinventata parrucchiera digitale. mesi di stop forzato, “abbiamo deAbbiamo cominciato a fare dei vi- ciso di imbiancare e sanificare tutdeo tutorial sulla gestione a casa to l’ambiente” spiegano da Estetidei capelli, che ci hanno permes- ca Venere. so di avere una grande visibilità. Entrambe le categorie hanno Inoltre ho consegnaperò lamentato una to i prodotti a domiscarsa attenzione Molte le idee cilio e ho costruito nei loro confronti per “andare percorsi di bellezza da parte del goverpersonalizzati per la avanti” durante no, i cui aiuti non riapertura”. Quando sono stati sufficienle lunghe è stato possibile riati. Questo ha spinto prire il salone, non la titolare del centro settimane ci sono state grosse estetico “L’Incanto” di lockdown. difficoltà né per lo a scrivere una lettera staff né per i clienti. C’è anche chi si è aperta indirizzata al Ognuno con la propremier Conte: “Noi reinventata pria mascherina e abbiamo sempre estetista digitale utilizzato dispositivi guanti ha mantenuto il distanziamene protocolli rigidi di to sociale mentre per quel che ri- sicurezza. Compresa la distanza guarda gli strumenti “l’utilizzo di sociale, visto che le nostre stanze spazzole e pettini è sempre stato sono chiuse e possono entrare solo monouso”. due persone. La chiusura forzata La stessa cosa è avvenuta anche paradossalmente ha dato il via liall’interno dei centri estetici: “Ab- bera agli abusivi, che rappresenbiamo sempre usato dispositivi tano “una beffa e un pericolo per monouso e sterilizzato minuziola salute” . samente gli attrezzi con prodotti Chiara Tomao

Da sinistra, la titolare de L’Incanto di seguito il team di New Age ed Estetica Venere

Adriashopping: “Ecco cosa serve al commercio per ripartire”

D

opo diverse settimane di stop forzato per l’emergenza sanitaria Covid 19, alcuni commercianti e artigiani di Adria hanno potuto rialzare le serrande dei loro negozi per cercare di tornare alla normalità. Quel che è certo è che i negozianti, che fin da subito si sono rimboccati le maniche per ripartire nel migliore dei modi, non possono essere lasciati soli in questo momento così difficile. Per questo motivo il presidente dell’associazione Adriashopping, Mauro Trombini ha avanzato una serie di proposte rivolte al sindaco Barbierato: la prima è quella di “posticipare Imu e Tari a novembre”, seguita anche dalla “sospensione temporanea delle spese per occupazione del suolo pubblico per tutto l’anno 2020”, nonché dalla “riduzione al minimo (previsto per legge) di sanzioni, eventualmente comminate ai commercianti”. Inoltre ci sarà bisogno di “aiuti concreti e

tempestivi a favore di tutta la categoria commerciale”. Senza dimenticare infine che sarebbe utile garantire “parcheggi gratuiti per tutto il 2020 per motivare i cittadini a frequentare il centro storico e non”. “Si tratta di proposte tutte praticabili sul piano amministrativo, necessitano soltanto della volontà politica, ovvero delle scelte che questa amministrazione intende fare. Queste proposte sono maturate dalla base associativa, dai commercianti che hanno chiuso da quasi due mesi con tutte le conseguenze che difficilmente possono immaginare coloro che non vi sono coinvolti”, puntualizza Trombini, che auspica al più presto di poter avere un incontro con il primo cittadino per poter collaborare tutti insieme al fine di raggiungere un obiettivo comune, quello di “galvanizzare sul piano pratico un comparto che rappresenta la storia stessa della città”. (c.t.)

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Furlanetto vs Moda Aumenti e polemiche

Scontro sulle tariffe comunali N

elle scorse settimane si è riunita in video conferenza la commissione per l’approvazione del regolamento generale delle entrate comunali e del regolamento relativo alla tassa rifiuti. “A seguito della catastrofe economica dovuta all’emergenza Covid-19 i mesi che abbiamo davanti saranno di lacrime e sangue per la nostra economia e le tasche degli italiani. Per questo come minoranza abbiamo chiesto che l’amministrazione attui le misure più favorevoli ai contribuenti e riconoscendo le difficoltà del momento e degli anni a venire si adoperi favore dei cittadini, ad esempio prevedendo nei regolamento l’abbassamento del tasso di interesse”

Giorgia Furlanetto

ha spiegato Giorgia Furlanetto, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. Al termine dell’incontro il risultato però non è stato quello sperato dall’esponente di Fratelli d’Italia: il tasso d’interesse infatti è stato “addirittura alzato al massimo previsto per legge. Questo è l’aiuto che l’amministrazione Barbierato vuole dare ai cittadini e alle attività. Questa è la beffa che vi stanno servendo mentre il sindaco fa le dirette Facebook per dirvi che andrà tutto bene. Adesso per attuare lo scempio quel testo dovrà passare in consiglio comunale. Noi siamo pronti a dar dura battaglia”. A queste accuse ha replicato l’assessore al bilancio Wilma

La replica: “Le modifiche effettuate ai regolamento non sono altro che degli adeguamenti in linea con la legge di stabilità”

Moda: “Le modifiche effettuate ai regolamento non sono altro che degli adeguamenti in linea con la legge di stabilità (n.160 del 2019) introdotta con nuove regole generali sulla riscossione, relative agli accertamenti sulle entrate tributarie e patrimoniali del Comune e relativa dilazione dei debiti non assolti. Il regolamento generale delle entrate comunali è stato adeguato al regolamento della Tari

che fu approvato nel consiglio comunale del 16 luglio 2014, in cui è prevista la maggiorazione di due punti del tasso di interesse di mora che viene applicato nel momento in cui un cittadino non rispetta le date di scadenza delle rate”. Il botta e risposta è poi terminato con le nuove parole di Furlanetto: “Se è pur vero che i regolamenti sono andati a recepire la normativa nazionale, è altrettanto vero che la legge lascia al Comune una certa discrezionalità sulla maggiorazione. Il Comune di Adria ha deciso di applicare il massimo consentito dalla legge, vale a dire il tasso di interesse legale maggiorato di due punti percentuali. Perchè caro vicesindaco non racconti ai cittadini adriesi la verità e preferisci nasconderti dietro la bugia della normativa nazionale?”.

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“Salotti a cielo aperto e promozione della bici per salute e turismo” Fiab: “Sono mezzi sani, che permettono di contrastare tutte quelle patologie che più ci esporrebbero a rischi letali se dovessimo contrarre il coronavirus”

“N

iente plateatici ma liberi tavolini in libere piazze, rendiamo le nostre città dei salotti e non dei parcheggi”. Questa è la proposta dell’associazione ambientalista Fiab Rovigo – Amici della bici onlus per permettere a bar e ristoranti di riprendere il loro normale lavoro ma allo stesso tempo di rispettare le distanze sociali imposte a seguito dell’emergenza coronavirus. L’idea è già stata testata a Vilnius, capitale della Lituania, dove il Comune ha deciso di concedere ai ristoratori circa venti spazi pubblici di sua proprietà gratuitamente e per l’intera stagione estiva, rendendo così la città di fatto un unico grande locale all’aperto. Se venisse accolta, quest’iniziativa potrebbe giovare anche al turismo e spingere più visitatori, non appena sarà possibile spostarsi con più libertà. Un altro punto molto importante su cui l’associazione invita tutti a riflettere non poteva non essere quello del trasporto: ora che i mezzi pubblici hanno dovuto ridurre drasticamente il numero dei loro passeggeri, le persone sono costrette a muoversi quasi esclusivamente con i propri veicoli, con il rischio così di veder aumentare nuovamente il livello di smog. Fiab Rovigo propone invece di incentivare l’utilizzo delle biciclette, specialmente per i mesi estivi: “Sono dei mezzi sani, che permettono di contrastare tutte quelle patologie, ad esempio ipertensione, diabete, problemi cardiaci o respiratori, che più ci esporrebbero a rischi letali se dovessimo contrarre il nuovo coronavirus, come indicato dal ministero della Sanità e dall’Oms. Senza contare che sono perfette per tornare a fare un’attività fisica moderata dopo due mesi di stop.” Le bici sono poi sicure “poiché garantiscono la distanza interpersonale di sicurezza e riducono la velocità degli altri mezzi più ingombranti, semplicemente andando più piano e

facendo andare più piano anche loro”. Inoltre sono ecologiche e convenienti perché “non richiedono benzina o corrente elettrica, la loro manutenzione è semplice e non bisogna pagare per parcheggiarle.

Il gruppo di Fiab Rovigo

Lavori al teatro

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er consentire i lavori di ripristino alla copertura del teatro comunale rimane chiuso al traffico veicolare vicolo Prigioni fino all’8 giugno, dalle 7.30 alle 18.30. Solo ai residenti sarà consentito il transito in entrata e uscita dalle abitazioni e rimesse all’interno dei giardini Zen.

“I lavori di messa in sicurezza del teatro si sono resi necessari in seguito alla caduta di alcuni coppi dal tetto dell’edificio comunale, in seguito ad eventi meteo straordinari accaduti alla fine del 2019 e per i quali l’amministrazione ha tempestivamente provveduto, a tutelare l’incolumità pubblica, posizionando dei ponteggi allo scopo di evitare cadute di oggetti dall’alto” fa sapere il Comune in una nota.


tutte le misure necessarie per garantire un ambiente sano e sicuro, dove “ Adottiamo la nostra squadra sarà lieta di darVi il benvenuto con l’ attenzione che voi meritate. Non esitate a contattarci via telefono, mail, videochiamata, WhatsApp o di persona, tutti i giorni, dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

oppure solo su prenotazione prima delle 9.00, durante la pausa pranzo, dopo le 19.00 ed alla domenica mattina . Vi aspettiamo presto.

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Csa, scontro sulle indennità Dura accusa del presidente Mori: “Ancora una volta, mi duole constatare come il direttore faccia “squadra” da solo. Più volte abbiamo sollevato il problema della comunicazione con lui”

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a revoca unilaterale dell’indennità di chiamata per i dipendenti del Csa di Adria aveva fatto infuriare i sindacati. La soluzione si è trovata dopo un confronto del Cda con il direttore Mauro Badiale che ha provveduto al ritiro della stessa, decidendo di ripristinare con effetto retroattivo l’indennità. Gli operatori, che sono stati chiamati ad affrontare un momento difficile dato dall’emergenza sanitaria, hanno spesso dovuto rinunciare a turni di riposo o ferie e hanno trovato ingiusto che oltre tutto fosse tolta loro la “ricompensa” data dall’indennità di chiamata. “Risoluzione sulle indennità = Contratto decentrato”. Questa affermazione deve diventare il mantra per tutti gli operatori di interesse e addetti ai lavori, perché, se qualcuno pensa di risolvere i problemi, senza affrontare una volta per tutte questo punto, non ci saranno cambiamenti significativi per i dipendenti”: queste le parole del presidente

della casa di riposo Simone Mori. “Ancora una volta, mi duole constatare come il direttore faccia “squadra” da solo. Più volte abbiamo sollevato il problema della comunicazione con lui, ma nel momento in cui veniamo a conoscenza dei cambiamenti a cose fatte, è faticoso mantenere il rapporto in essere – ha continuato Mori -. Ora stiamo dialogando per capire se c’è questa collaborazione, tante volte dimostrata solo a parole. Stiamo portando avanti un nodo molto importante, il contratto decentrato, il cui iter è meno breve di quanto speravamo e che si dilungherà ancora per qualche settimana”. “Abbiamo visto a cosa comporta un’imposizione di un certo tipo da parte del direttore: stiamo parlando di un’indennità di chiamata di 1.425 euro, che nel 2019, è stato il totale delle indennità di tutti i dipendenti che su un bilancio di 6 milioni e mezzo di euro è una cifra irrisoria – ha continuato -. Alcune cose a volte andrebbero

Il Csa di Adria e il presidente Simone Mori

spiegate, ed in questo il direttore, secondo me, manca. Le persone hanno bisogno di capire il perché: non ritengo giusto prendere decisioni in maniera unilaterale senza dare delucidazioni”. “Se qualcuno pensa che questo cda, entrato ufficialmente il 23 gennaio 2020, riuscisse a risolvere in 2 mesi problemi esistenti da oltre 3 anni, si sbaglia di grosso. Non avevamo promesso questo – sottolinea Mori -. Dal momento

in cui ci siamo insediati, avevamo programmato dei punti che dovevano essere sviscerati, ma nel frattempo, le priorità sono cambiate in maniera significativa per la salvaguardia della salute di ospiti e personale dipendente. Il nostro impegno è rivolto a far funzionare bene la struttura, applicando le misure previste dall’ emergenza sanitaria”. “Come già ribadito in altre sedi e affermato attraverso i comunica-

ti stampa, riteniamo che il Centro Servizi Anziani abbia bisogno di un direttore in pianta stabile – conclude -, e per questo siamo in contatto con l’Ipab Danielato di Cavarzere per capire come proseguire, ed in che modo, la convenzione in essere”. Il direttore dal canto suo, nel rispetto del codice di comportamento dei dipendenti pubblici, non rilascia dichiarazioni in merito. (g.f.) Graziella Bondesan premiata dall’allora presidente della Camera Laura Boldrini

In pensione Licia Coletti dopo 42 anni di servizio È stata la prima donna medico condotto della città etrusca. Tante le attestazioni di riconoscenza

È

andata in pensione la dottoressa Licia Coletti di Adria, medico di medicina generale, in servizio per quarantadue anni come medico di famiglia. Coletti, sposata con il dottor Vincenzo Rossi, già assessore ad Adria e madre di Giulia, Mariano e Stefano, tutti laureati, è stata la prima donna medico condotto della città etrusca. Si era laureata all’Università di Padova nel marzo 1977. Subito dopo scelse di fare esperienza professionale come medico volontario per un anno in reparto medicina presso l’ospedale di Rovigo con il primario il professor. Fernando Cavazzuti. Successivamente, per circa un anno, prestò servizio come medico assistente, presso l’allora ospedale psichiatrico provinciale. Sentita telefonicamente, la dottoressa Coletti cosi si è espressa in merito: “Le prime esperienze nei due ambiti specialistici mi sono state preziose per la mia professione di medico di famiglia e ringrazio, con l’occasione, tutti i miei ex pazienti”. Nell’ultimo periodo di servizio, numerose sono state le attestazioni di riconoscenza ricevute dai suoi assistiti e a molti mancherà perché la ricordano come “una persona di famiglia”. Ha ricevuto infine una dedica in cornice, con parole di gratitudine e stima, unite ad espressioni di affetto sincero da parte di una giovane coppia di sposi. (ro.ma.)

Addio Graziella, orgoglio adriese A 82 anni si è spenta Graziella Bondesan. Originaria di Adria, era residente fin dall’età di 4 anni a Sesto San Giovanni (Milano). Il padre, Dino, nella Seconda guerra mondiale era stato a capo della brigata partigiana “Maurizio

Martello” di Adria. Dal 2009 al 2016, Graziella Bondesan ha portato avanti unacampagna che l’ha portata ad avere svariati riconoscimenti. Dino Bondesan infatti, dopo avere visto la moglie in attesa del terzo figlio (poi nato disabile), picchiata al teatro adriese da parte di una squadra fascista, si era visto risparmiato in extremis a Villa-

marzana (avrebbe dovuto essere fucilato assieme agli altri 43 Martiri). Ma lì la sua vita finì, in quanto perl’enorme paura e le numerose botte ricevute in testa, passò trent’anni nel manicomio psichiatrico di Granzette. La signora di Milano, com’era da tutti conosciuta, è stata in grado, coinvolgendo varie persone, di farsi dare la pensione di invalidità per suo fratello, quella per i danni di guerra patiti dalla sua famiglia, ma soprattutto è stata abile nel far riottenere il grado di partigiano al padre, toltogli da una commissione riunitasi in gran segreto a Padova, subito dopo la fine della Guerra. È stata premiata dalla Camera di Commercio di Milano con una medaglia d’oro per l’impegno profuso nel lavoro e nella vita, dalla Prefettura di Milano, con il premio Paladina della Memoria e dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, con la medaglia d’argento, nel novembre 2016. (m.s.)


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Adria

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La voce dell’opposizione Le proposte di Federico Simoni (Fi)

“Interventi urgenti a sostegno delle imprese” L

’ex vicesindaco Federico Simoni ha lanciato una serie di proposte all’amministrazione comunale per “venire incontro alle esigenze, necessità e bisogni” delle aziende, negozi e altre piccole attività di Adria. “Tralascio il mio parere su quello che sta facendo il governo Conte, a me interessa dare delle idee per aiutare le imprese a livello locale. In questo momento c’è bisogno di un aiuto concreto, ser-

“I parcheggi almeno fino a fine anno devono essere gratuiti, abbiamo bisogno di far venire la gente in centro per consumare, lavorare e usufruire di tutte quelle bellezze che Adria offre” ve un’iniezione di liquidità per tutte le aziende” Per questo il Comune secondo l’esponente di Forza Italia, seguendo quello che è già stato fatto in altri paesi, dovrebbe prelevare dal fondo di riserva una somma da stanziare a favore di tutte le attività danneggiate a seguito dell’emergenza Coronavirus. Tra le iniziative che Simoni ha poi chiesto al sindaco Barbierato e alla giunta di prendere in considerazione c’è innanzitutto la sospensione fino a fine anno del pagamento del Cosap (canone di occupazione degli spazi pubblici) da parte di bar, ristoranti e negozi e la possibilità, una volta riaperti, “di ampliare il proprio plateatico almeno del 30% gratuitamente” per poter far rispettare le nuove misure di distanziamento sociale. Allo stesso modo “chi è stato chiuso fino ad adesso non può vedersi arrivare la tassa sui rifiuti su un servizio che non ha avuto. La Tari, così come la tassa sulla pubblicità, deve essere quin-

di totalmente annullata” per quei mesi in cui i commercianti non hanno potuto aprire le proprie attività. Un altro punto molto importante che per l’ex vicesindaco deve essere necessariamente affrontato è quello dei parcheggi “che almeno fino a fine anno devono essere gratuiti, abbiamo bisogno di far venire la gente in centro per consumare, lavorare e usufruire di tutte quelle bellezze che Adria offre”.

Il consigliere Federico Simoni

Simoni termina la sua riflessione invitando Barbierato e la giunta a intervenire al più presto: “Dagli inizi di marzo sono state fatte tante proposte, ora devono essere attuate. Serve un atto di coraggio e buonsenso, non si può più aspettare.” Chiara Tomao

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Polemica sui volontari ecologici

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l consigliere comunale Sandro Spinello si è scagliato contro la giunta civica e l’assessore all’Ambiente Andrea Micheletti, il quale nelle scorse settimane, con delibera n. 46 del 08.04.2020, ha dato mandato al dirigente del settore e al segretario comunale di istituire un gruppo di “volontari ecologici”, “residenti e non”, che “intendano sorvegliare il territorio cittadino per tematiche inerenti la salvaguardia ambientale ed il decoro urbano”. “Un’operazione così delicata, che dovrebbe implicare presupposti giuridici rilevanti e precisi, non può essere attuata dalla giunta con un atto così generico e affidata, per l’esecuzione, ai dirigenti comunali. Non può essere che l’unico requisito richiesto sia quello di essere cittadini che hanno a cuore le tematiche dell’ambiente e del decoro urbano. La costituzione e la regolamentazione di un gruppo di volontari con compiti specifici di vigilanza presuppone un’istruttoria ben più articolata ed approfondita e altro è il livello sulla titolarità della decisione definitiva che non può che essere del Consiglio Comunale” accusa l’ex sindaco e capogruppo del PD.

Secondo Spinello il territorio deve essere monitorato esclusivamente dagli appartenenti alle forze dell’ordine o dagli altri organi di controllo e che se ci deve essere uno “specifico servizio di vigilanza ecologica”, questo debba essere affidato ad Ecoambiente, la società pubblica che gestisce la raccolta, o nell’immediato a un dipendente comunale, “assunto come accertatore della sosta”. Il consigliere si dice favorevole all’idea di coinvolgere i cittadini e di ampliare l’educazione e il rispetto ambientale che deve essere inteso sempre più come un dovere civico ma “è brutto pensare che si può essere continuamente spiati da qualcuno che non ha neppure tutte le carte in regola per farlo. Non va sottovalutato poi il fatto che il Comune deve essere il primo a rispettare le regole, ma non è sempre così. E’ meglio che non passi l’idea che ad Adria ci sono anche gli spioni del regime”. (c.t.)


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Bottrighe

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Mater-Biotech Efficienza energetica

L’economia è circolare S

empre più economia circolare all’interno dello stabilimento Mater-Biotech, primo impianto al mondo di bio butandiolo da materie prime rinnovabili. L’azienda, già premiata per due anni consecutivi da Legambiente, per le soluzioni adottate in materia di efficientamento energetico, ha ultimato i lavori di un nuovo sistema che le consentono di convertire il proprio biogas in biometano da immettere nella rete nazionale. I sottoprodotti della produzione vengono infatti utilizzati per soddisfare il fabbisogno energetico della fabbrica, ottimizzano il ciclo di vita dell’intero processo, secondo un approccio circolare in cui gli scarti tornano ad essere risorse, con notevoli risparmi energetici. Tra le diverse soluzioni di efficientamento in uso nello stabilimento, ci sono un sistema a ricompressione meccanica per lo sfruttamento di tutti i cascami termici altrimenti dispersi, un sistema di cogenerazione e un biodigestore. Quest’ultimo, attraverso un processo altamente tecnologico, degrada i sottoprodotti di produzione e li converte in fonte energetica, nello specifico in biogas, che viene successivamente bruciato in una caldaia bifuel, cioè che può funzionare a gas naturale o a biogas, per generare vapore, poi ridistribuito allo stabilimento ed utilizzato ai fini

produttivi. Con l’impianto di upgrading biometano, l’azienda sarà in grado di immettere direttamente biometano in rete e si renderà ancora più autosufficiente da un punto di vista energetico, compensando il gas naturale che attualmente preleva dalla rete per generare energia elettrica, con biometano che cederà alla rete stessa. Questa soluzione consente una maggiore efficienza energetica, che da una parte si traduce in risparmio per l’azienda, dall’altra in un impatto ridotto delle emissioni di Co2 in atmosfera. La bio raffineria di Bottrighe è un gioiello di elevatissima tecnologia con una produzione annua di circa 30 mila tonnellate di prodotto, inviato, per le successive lavorazioni, agli altri stabilimenti del gruppo. La produzione di Bio butandiolo avviene dalla lavorazione degli zuccheri, attraverso l’utilizzo di batteri opportunamente ingegnerizzati, un composto chimico sinora ricavato solo da fonti fossili. A differenza del butandiolo tradizionale, presenta un’impronta di carbonio inferiore al 50%. Lo stabilimento polesano fa parte del gruppo Novamont, leader nello sviluppo della produzione di bioplastiche e biochemicals attraverso l’integrazione di chimica, ambiente e agricoltura. Una sfida dell’immiR.M. nente futuro.

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Il gruppo folcloristico: “Bontemponi” sempre più richiesti e apprezzati in televisione

N

on potendosi esibire in manifestazioni pubbliche, causa l’emergenza legata al coronavirus, il gruppo folcloristico “Bontemponi” di Bottrighe viene spesso richiesto in televisione. Ciò attraverso gli ascoltatori delle popolari trasmissioni dell’emittente televisiva SorRriso tivù, canale 74. Il montaggio video di alcune tra le più celebri canzoni e ballate del gruppo, con immagini di recenti esibizioni, svoltesi prima dei decreti legati all’emergenza sanitaria, sono stati preparati da Nicola Donà, fonico dell’associazione, ed inviati all’emittente di Castelfranco, che copre tutto il Veneto, Friuli Venezia Giulia e parte di Lombardia ed Emilia Romagna. Ecco allora, che molti telespettatori hanno inziato a richiedere i brani del gruppo, come “La Filomena”, “El me moro”, “El Tacheto”, “Bionda, bela bionda” e altri, dedicati a compleanni e ri-

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prossima apertura Adria

correnze di famigliari e amici. In attesa quindi di tornare ad esibirsi in piazze e teatri, i Bontemponi continuano a farsi apprezzare anche in tivù.

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Bottrighe

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Ricorrenze

Danilo Venturi, 35 anni senza la sua musica R

icorre quest’anno il trentacinquesimo dalla scomparsa dell’illustre musicista Danilo Venturi. Nato a Bottrighe il 2 luglio 1902, il maestro Venturi era adriese d’adozione, città dove scomparve il 13 giugno 1985. Insegnante elementare per oltre quarant’anni, si era dedicato in contemporanea all’insegnamento della musica. Giornalista, iscritto alla Siae, ottenne due medaglie d’oro al merito educativo dal Ministero della Pubblica

il coro Eco del Fiume, che raccontano la vita sulle rive del Po. L’opera maggiore è senza dubbio la “Butriganeide”, commedia musicale-satirica sulla vita paesana, eseguita in due edizioni di successo, nel 1930 e nel 1960. Operetta che si concludeva con l’inno “Oh Bottrighe!”, tutt’oggi eseguito dal gruppo folk “Bontemponi”. Il 20 settembre 2003 il Comune gli dedicò una via di Bottrighe. Danilo Venturi

Roberto Marangoni

Giornalista, iscritto alla Siae, ottenne due medaglie d’oro al merito educativo dal Ministero della Pubblica istruzione Istruzione. Studiò pianoforte e composizione al conservatorio “Buzzolla”. Si distinse poi come direttore di coro nelle rappresentazioni di “Barbiere di Sivilia” e “Lucia di Lammermoor” nel 1924 al teatro Rossati di Bottrighe e direttore d’orchestra, specie nel settore operistico. Fra le innumerevoli produzioni, da ricordare le quattro rappresentazioni di “Primarosa” di Pietri al teatro del dopolavoro di Bottrighe nel 1942, dove curò pure la regia. La sua fama maggiore è legata all’attività nel campo delle operine, per i testi in binomio artistico con il professor Primo Guarnieri di Adria. Tra le più famose “La leggenda dei fiori” entrata in breve nel repertorio nazionale, rappresentata per la prima volta al comunale di Adria nel 1953 e “Chioccolino” nel 1957. Questo notevole impegno fu premiato da vivi consensi ottenuti in varie città italiane e fu pure al centro di interesse dell’università di Mainz, in Germania, per alcune tesi di laurea. Nella sua Bottrighe coltivò un altro legame artistico con il paroliere professor Vito Rossati. Vastissima la produzione di opere, operine, canzoni e musica sacra. Famosa l’Ave Maria e molto noti i due canti in esclusiva per

“E...state in piazza” rinviata al 2021

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ra questo il periodo in cui si procedeva alla preparazione del programma, alla definizione delle serate, ai contatti definitivi con gli artisti e alla raccolta pubblicitaria per il grande evento estivo di fine luglio, promosso da anni dall’associazione ricreativa Bottrighese. Giocoforza, a causa dell’emergenza sanitaria legata al coronavirus, i responsabili del gruppo hanno deciso di rinviare “E…state in Piazza” al 2021. Una manifestazione, che insieme ad altre durante l’anno, legava il divertimento con la solidarietà nelle varie necessità del paese. “Tutt’oggi ancora in piena emergenza per Covid -19 e non conoscendo ancora quello che sarà l’immediato futuro collettivo - spiega una nota del consiglio direttivo - vogliamo essere solidali a tutte quelle attività commerciali, artigianali ed industriali già messe a dura prova da questa pesante crisi e dai relativi provvedimenti per la sicurezza ancora in essere, che da sempre sono l’unica risorsa a sostegno delle nostre iniziative”.

“L’associazione A.Ri.Bo. – conclude lo scritto del direttivo - ha deciso quindi di sospendere ogni iniziativa, nella speranza che questa situazione torni velocemente alla normalità, augurando a tutti i nostri sostenitori, una serena ripresa, con l’augurio di ritrovarci il prossimo anno, con la voglia di fare che da sempre ci distingue, con la sicurezza che tutto sia passato e tutto sia andato per il meglio”.

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Le tre S-cioptà a cura di Roberto Marangoni

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> Le fiòle i lo vòle, le maridà i lo prova, le vedve lo ricorda > Dov cà ghè mare,

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Territorio .

Carlo Salvan vice presidente Coldiretti Veneto

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lasse 1985, titolare dell’azienda agricola biologica Quirina, Carlo Salvan è stato eletto oggi vicepresidente regionale di Coldiretti Veneto. Affiancherà il presidente regionale Daniele Salvagno nel ruolo di rappresentanza degli interessi delle aziende associate a Coldiretti. L’incarico è stato votato all’unanimità da tutti i dirigenti dell’associazione riunitisi stamattina in consiglio per un confronto sulla situazione

di crisi provocata dall’emergenza sanitaria che ha investito l’agroalimentare veneto. Salvan ha ringraziato tutti per la fiducia espressa con il voto unanime. “Metterò tutto il mio impegno personale in questo nuovo ruolo – ha detto il presidente polesano, ora vicepresidente regionale – a maggior ragione ora che stiamo attraversando questo momento particolare per tutti.

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“Scatti in avanti” slitta a settembre S

cade il 26 settembre il nuovo termine per partecipare al concorso “Scatti in avanti”, dedicato al tema del paesaggio e aperto a fotografi professionisti e amatoriali. La concomitanza con l’emergenza sanitaria e l’obbligo di rimanere a casa, infatti, ha reso di fatto impossibile per i fotografi poter uscire per realizzare gli scatti da presentare entro l’originaria scadenza di questi giorni. Il concorso, infatti, pone al centro il racconto del paesaggio urbano, di quello naturale o di quello degradato, con l’intento di mostrare come è possibile riconoscerlo, narrarlo e magari valorizzarlo. La nuova scadenza dovrebbe consentire ai fotografi interessati di approfittare della maggiore libertà di questo periodo e delle belle giornate della primavera e dell’estate, per realizzare i propri progetti fotografici in città o nel proprio territorio. Le fotografie devono essere originali e scattate tra il 1° febbraio e il 26 settembre di quest’anno. Sono previsti nove premi in denaro. Il concorso è una delle azioni della coprogettazione “Cantiere paesaggio”, promossa dal Csv di Rovigo con le as-

Nuova scadenza il 26 settembre per il concorso fotografico che premierà i migliori lavori sul paesaggio sociazioni circolo fotografico Focus, Attive Terre, Leonardo da vinci, Il Manegium, Cantieri culturali creativi e con il patrocinio delle amministrazioni comunali di Adria, Ariano nel Polesine, Fratta Polesine. Il bando completo e la scheda di iscrizioni sono sul sito www.csvrovigo.it.

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Cultura .

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La proposta Nei locali dedicati a Maddalena

Perchè non un museo di storia locale? D

a tempo si parla di dedicare un museo a Bottrighe per il grande aviatore concittadino Umberto Maddalena. L’iniziativa dell’associazione che porta il nome dell’eroe mondiale si sta finalmente concretizzando. I locali, messi a disposizione dal Comune nell’edificio scolastico di via Minzoni, sono in fase di sistemazione a cura dell’associazione. Sarebbe interessante, magari in un’area degli spazi espositivi, costituire anche un archivio e centro di ricerca sulla storia locale. Bottrighe ha una storia antichissima e fu paese di rilevante importanza in tutto il contesto del Delta. Il territorio apparteneva infatti alla famiglia dei Conti Macchiavelli. In seguito al matrimonio del conte Giulio Estense Tassoni con la nobildonna Violante Macchiavelli, figlia del conte Baldassarre, la casata degli Estensi entrò in possesso di questo territorio. Il conte Macchiavelli assegnò in dote alla figlia 14.000 scudi di Brescia, somma che si intendeva computata sia in denaro liquido che in beni immobili. Dei beni immobili facevano parte, infat-

ti, i terreni posti nella villa delle Bottrighe (villa intendesi paese ndr). La famiglia Tassoni di illustre nobiltà, giunta in possesso del territorio di Bottrighe, aumentò il suo patrimonio con permute ed acquisti successivi, sino a raggiungere un’estensione notevole, tanto di diventarne residenza ufficiale. Ricordiamo, tra gli altri, Ippolito Estense Tassoni, definito “Uomo nobilissimo, marchese e Saltino, marchese di Saluzzo in Piemonte e paggio antico del Ducato di Modena, signore dei Feudi di Milano, Pavia e di molti altri luoghi, nobile delle città di Ferrara e Modena e, in virtù dei privilegi nobili, cittadino delle città di Adria e Rovigo”. Alla sua morte, avvenuta il 3 luglio 1754 all’età di 85 anni, la salma fu consegnata dall’arcipresbitero della Tomba di Adria al parroco di Bottrighe, il quale accompagnò il defunto nella chiesa di San Francesco ed in questo tempio furono celebrate ben 53 messe. Parteciparono numerose ed illustri personalità di nobili casate italiane. Un eguale afflusso di personaggi così importanti ci fu anche in occasione della mor-

Nella foto: Bottrighe, centro storico, parte sud di piazza della Libertà

Bottrighe ha una storia antichissima e fu un paese importante in tutto il contesto del Delta. Il territorio apparteneva alla famiglia dei Conti Macchiavelli te del Marchese Ercole Estense Tassoni avvenuta il 30 settembre 1759 all’età di 62 anni che, come il padre, venne tumulato nella tomba di famiglia di Bottrighe. Visite ragguardevoli certamente più prolungate ed in circostanze più serene si sono inoltre registrate a palazzo Tassoni di Bottrighe in occasione di lieti eventi, battesimi e matrimoni, che rallegrarono la nobile casata. Roberto Marangoni

Gli spettacoli di Insegno e Cecchetto saranno recuperati: biglietti sempre validi

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l teatro è uno dei settori ad essere stato più colpito dall’epidemia del Covid 19. Nell’attesa delle nuove direttive del governo sulla riapertura, l’amministrazione adriese, in accordo con gli artisti Pino Insegno e Renato Cecchetto, ipotizza nuove date nei mesi di dicembre e gennaio 2021 per i due spettacoli sospesi. Gli adriesi dovranno ancora attendere per ritornare a teatro e assistere a “58 Sfumature di Pino” lo spettacolo di Pino Insegno e Federico Perrotta con la regia di Claudio Insegno e a ” “Rear wall “della compagnia “Come in uno specchio”, uno spettacolo che registra la partecipazione di Renato Cecchetto. L’attore e doppiatore di Shreck ritornerà nella sua terra di origine interpretando Alfred Hitchock. Nel frattempo l’associazione Ferrinionlus e il teatro Ferrini continuano a lavorare da dietro le quinte. In una nota si legge: “Nonostante questi mesi di chiusura forzata, che ognuno di noi auspica termini quanto prima, l’associazione e i volontari del teatro Ferrini di Adria hanno continuato

a lavorare alacremente e, ovviamente, in sicurezza. Gli spettacoli e i concerti del palinsesto 2019-2020 non sono stati cancellati, ma solo rinviati a data da destinarsi. I gruppi musicali, le orchestre, le compagnie teatrali, che hanno allietato i vostri sabati e domeniche, tutti i nostri soci e volontari sono pronti ad accogliervi per la stagione 2020-2021”. I biglietti già acquistati conservano integra la loro validità. Tutte le novità ed eventuali comunicazioni saranno pubblicate sulla pagina Facebook del teatro Ferrini. “Chiediamo agli aspiranti soci, con i quali abbiamo dovuto, giocoforza, interrompere i contatti all’inizio di questa pandemia, di inviarci le loro istanze d’iscrizione al seguente indirizzo di posta elettronica: assoferrinionlus@gmail.com. Invitiamo, inoltre, invitiamo tutti i soci che non l’avessero ancora fatto a comunicarci il loro indirizzo email, per inserirli nella nostra mailg list. La nostra associazione e il teatro Ferrini vi aspettano, non appena sarà possibile, ancora numerosi e affezionati”. (m.r.)

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Talenti adriesi Gianni Zaninello

A fianco Gianni Zaninello

“Il calcio? Socialità ed emozioni Lombardo d’adozione, l’allenatore ha Adria nel cuore: tutti i sui parenti vivono qui

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ianni Zaninello, l’accento lombardo ce l’ha eccome. Anche perché aveva due anni quando con la famiglia da Adria si è trasferito dalle parti di Cantù, vicino al lago di Como. “Papà faceva il commerciale nel settore editoriale ed era spesso in Lombardia, la mamma era insegnante, così decisero di trasferirsi. Ma i parenti sono tutti ad Adria”. Perché Gianni Zaninello, ad Adria, ci è nato, nel 1971, poi il trasferimento a Cantù prima di andare a Meda, cittadina di 22mila abitanti, in provincia di Monza e Brianza. Qui, Zaninello da cinque anni è il direttore generale del Meda calcio femminile, prima squadra in serie

C e un settore giovanile di 180 giocatrici. Prima di mettersi dietro alla scrivania, Zaninello ha allenato la prima squadra, sfiorando, alcuni anni fa, la serie B. A 19 anni ha cominciato ad allenare. “La prima esperienza l’ho avuta con i Pulcini del San Paolo Cantù, poi ancora settore giovanile alla Faloppiese e poi i più grandi, Allievi e Juniores del Cantù. A Cantù con la prima squadra sono stato il vice nel campionato di Promozione e Eccellenza, poi ho allenato il Prima categoria prima di cominciare con il femminile, nel 1995, il Como dove sono stato per 4 anni, prima di approdare al Real Meda. All’inizio mi sono occupato di

settore giovanile poi ho assunto la guida tecnica della prima squadra e da due anni sono direttore generale della società”. In Polesine il calcio femminile ha sempre fatto fatica a decollare. Ora a Rovigo, c’è, nel calcio a 5, una squadra, il Granzette, che sta facendo bene nel campionato di serie A2. Ma c’è solo la prima squadra. “La ricetta vincente, secondo me, è quella di partire dal basso, dal settore giovanile, con una struttura tecnica efficiente e qualificata, facendo degli open day e dei camp estivi che siano propedeutici al calcio. Il calcio femminile da queste parti ha cominciato a prendere piede con Milan, Inter, Pro Sesto e ora anche Monza, ma noi, nel nostro piccolo, abbiamo circa 180 ragazze che si allenano da noi.” Meda ha anche il maschile. “Sì, è un’altra società, però: dividiamo i due centri sportivi, in sintetico, che sono gestiti da una società terza, e la cosa più bella è che abbiamo molti fratelli e sorelle che giocano a calcio, uno da una parte e uno dall’altra”. Cos’è per lei il calcio? “Una grande fetta della mia giornata. Il calcio è relazioni, socialità, emozioni, comprende moltissimi aspetti. Essendo il calcio uno sport situazionale, fatto di esperienze, più ne affronti e più è facile adottare delle tattiche e C.A. non solo sul campo”.

La formazione degli arbitri adriesi non si è fermata neanche con il lockdown

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nche in tempo di coronavirus la formazione degli arbitri della sezione di Adria non si è fermata e, con un collegamento webinair, i giovani fischietti adriesi hanno potuto interloquire con l’internazionale Daniele Orsato. L’arbitro, della sezione di Schio, ha ricordato quanto sia fondamentale rispettare le regole messe in atto dal governo in tema di Coronavirus. Interessanti e svariate le curiosità dei fischietti adriesi come quella di Enrico Franchin che ha chiesto se il carattere che ha fuori dal campo è lo stesso di quello in partita, particolarità subito smentita dall’arbitro internazionale dimostrando, in una simpatica scenetta con il figlio William, che in realtà nella vita privata non è poi così rigido e severo come dimostra in partita. Giacomo Bego ha domandato all’ esperto arbitro come migliorare in questa disciplina e Orsato ha consigliato di non pensarci e, per il momento, dedicarsi solo ad arbitrare, sbagliare e divertirsi, che il resto viene da solo e si migliora un passetto alla volta. Diletta Nonnato ha voluto invece capire meglio qual è il rapporto che deve instaurarsi tra

arbitro e calciatori; su questo argomento Orsato, ha sottolineato che “dobbiamo scordarci di essere accettati, ma è fondamentale ottenere il rispetto dei calciatori, e per farlo dovremmo essere noi, prima di tutto, onesti, educati e rispettosi nei loro confronti”. Curiosità “attuale” quella di Matteo Pavanati, che ha chiesto come si allena in questa quarantena:“Mi sono allenato principalmente sul tapis roulant e, solo da quando è stato possibile, ho iniziato a correre nelle prossimità della sua abitazione”, ha detto Orsato.


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#Regione

Il Prefetto di Padova Renato Franceschelli

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Il Prefetto di Venezia Vittorio Zappalorto

“I cittadini hanno “Ripartiamo dimostrato grande con la massima senso di responsabilità” attenzione” Prefetto Franceschelli, quale il bilancio della prima fase di emergenza? “Possiamo distinguere due momenti e due modalità decisamente diverse. I primi 15 giorni con l’individuazione del focolaio di Vo’ e la chiusura di Schiavonia hanno rappresentato l’emergenza nella maniera più tradizionale, durante la quale abbiamo fornito assistenza alle persone, vigilato sugli accessi, gestito i bisogni e i servizi essenziali. Quando l’emergenza si è allargata sul piano territoriale e ha assunto connotazioni più sanitarie, le cui competenze sono in capo alla regione e alle Uls è cambiato anche il nostro ruolo come Prefettura. Da allora le direttive del Governo hanno avuto un evidente impatto sulla vita di tutti e da parte nostra abbiamo avvertito la necessità di armonizzare le interpretazioni, di coordinare le forze dell’ordine e gli enti locali. La gestione delle deroghe alle attività e filiere essenziali ha rappresentato un onere notevole in termini amministrativi e burocratici, con la gestione di oltre 8 mila domande da parte delle aziende che chiedevano di proseguire. Abbiamo cercato di essere collaborativi e comprendere le singole richieste, negando quelle pretestuose ma riconoscendo la complessità delle filiere presenti a Padova e provincia e cercando sempre una soluzione”. I cittadini come hanno risposto? “Posso dire di aver avvertito un senso responsabilità diffuso nel periodo di maggiore restrizione. I padovani hanno collaborato e si sono adeguati alle disposizioni, lo confermano anche i numeri delle attività di controllo che pubblichiamo quotidianamente sul nostro sito”. I giovani come si sono comportati? “Si sono dimostrati più responsabili e pazienti degli adulti, hanno vissuto la segregazione con minor disagio, probabilmente perché avevano già confidenza con gli strumenti tecnologici che hanno permesso di mantenere le relazioni a distanza”. Come ha vissuto a livello personale questo periodo? “Ho avuto la fortuna di avere mia moglie bloccata qui a Padova e quindi di non essere solo. Come per molti è stato un periodo di lavoro intenso, con giornate veramente piene. Certo mi è mancata la

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dimensione della socialità, come a tutti”. Cosa cambia con la “fase 2”? “Il mondo intorno a noi è cambiato e ci troviamo a gestire una situazione nuova, che coinvolge le amministrazioni pubbliche e il mondo delle aziende. In questo momento l’approccio è improntato alla collaborazione e non solo alla sanzione. Le aziende si trovano di fronte anche a difficoltà di interpretazione delle nuove regole e meritano di essere sostenute e aiutate prima che sanzionate. Questo in caso di difficoltà oggettive, mentre le furbizie non sono ammesse. Il tavolo istituito in Prefettura con gli uffici e forze polizia che eseguono i controlli tiene vivo il dialogo quotidiano con le categorie economiche, con i sindacati e con il mondo bancario. La mia raccomandazione è quella di rendersi conto che la partita non è finita e proprio adesso ci giochiamo un rischio concreto con le riaperture. Dobbiamo evitare le disattenzioni che possono generare nuovi focolai di contagio”. Quali prospettive per i grandi eventi estivi? “Questo è l’ambito sul quale grava un notevole punto interrogativo. In questo periodo è difficile immaginare una gestione a breve termine. Al momento siamo in attesa di indicazioni da parte del governo,sicuramente è il settore che ne sta risentendo di più e che va adeguataNicola Stievano mente sostenuto.

’emergenza Covid-19 ha impegnato in modo massiccio tutte le forze di polizia nella sua fase più acuta nel territorio della Città Metropolitana di Venezia. Ora ci sarà da affrontare la fase 2 tenendo sempre conto che basta qualche disattenzione per far ripartire il virus”. Lo spiega Vittorio Zappalorto Prefetto di Venezia, che è anche coordinatore di tutti i prefetti del Veneto. Zappalorto trevigiano, era stato qualche anno fa anche commissario straordinario per il Comune di Venezia a seguito delle vicissitudini giudiziarie della giunta Orsoni. “Una parte importante del lavorospiega il Prefetto- che è stato fatto in questi difficili mesi, in cui la pandemia è stata così forte, è stata quella dipanare e coordinare le normative in materia che arrivano via via dai vari enti e che a volte erano contraddittorie fra loro”. La Prefettura di Venezia ha dovuto così dare indicazioni sulla corretta applica- che, sono state accolte dalla Prefettura, ad eccezione di circa 200 che non rizione delle normative e dovrà anche far fronte nelle prossime settimane ai spondevano ai requisiti per riaprire. Ora arriva la fase 2. “In questo frantanti ricorsi. “Nel periodo più difficile dell’epidemia - aggiunge Zappalorto - gente – sottolinea il Prefetto Zappasul territorio veneziano fra carabinieri, lorto – è importante innanzitutto seguire l’andamento polizia di stato, guardell’epidemia contradia di finanza e agenti “Ogni giorno stata quotidianamente delle polizie locali, c’erispondiamo alle dal sistema sanitario rano oltre 1200 uomini e donne a presidiare. richieste di aziende e far luce sulle varie normative in modo da Un lavoro importantisdare linee guida chiare simo fatto con grande e cittadini, abbiamo alla cittadinanza e atabnegazione e spirito eseguito decine di tività produttive. Sarà di servizio. I controlli importante ad esemfatti sono stati decine migliaia di controlli” pio, che una attività di migliaia e migliaia le sanzioni comminate. “Va detto - conti- che riapre (si pensi a bar e ristoranti) in nua il Prefetto - che la stragrande mag- linea di massima se non ci sono partigioranza dei cittadini si è attenuta alle colari esigenze, non venga controllata da diverse forze di polizia più volte”. Inregole in modo scrupoloso anche se in tanti hanno chiesto chiarimenti su cosa fine c’è attenzione attenzione e attesa per le disposizioni su momenti aggreera possibile fare e cosa no. I cittadini gativi come concerti, sagre feste paehanno tempestato di telefonate i centralini della Prefettura e a loro sono sta- sane spettacoli. “Si tratta di eventi che te date tutte le delucidazioni ai quesiti per ora restano vietati perché creano di ordine pratico che spesso venivano assembramenti. – conclude il Prefetto Vedremo a giugno con i nuovi decreti se posti”. Sul fronte delle aziende alla Prefettura vi sarà la possibilità di concedere qualsono arrivate 5000 richieste di apertura che forma di autorizzazione”. Insomin deroga nell’ambito delle filiere con- ma, come in tutta Italia, i grandi eventi siderate “essenziali” o riconducibili a rischiano di essere gli ultimi a poter riAlessandro Abbadir partire. queste Queste richieste, fatte le verifi-


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Regione

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L’intervista Maddalena De Luca, Prefetto di Rovigo, ripercorre questi mesi frenetici

“Il Polesine ha dimostrato grande capacità di recupero” P

rima l’emergenza, ora la ripartenza tra mille incognite e dubbi. Ne abbiamo parlato con il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca. Signor Prefetto, un bilancio di questo lockdown che ci siamo finalmente lasciati alle spalle? “L’esigenza maggiore da parte della popolazione è stata quella di avere informazioni chiare, precise, dirette ed è una cosa che continuiamo a garantire anche adesso. Nei primi momenti evidentemente c’era l’incognita sulle cose da fare: di fronte a misure importanti è stata necessaria una vicinanza particolare alla comunità sia attraverso i sindaci che sono i più vicini alle realtà territoriali sia con i cittadini che si sono interfacciati alla Prefettura”. Come ha retto il Polesine? “Ha risposto molto bene: i cittadini sono stati rispettosi delle regole, hanno compreso il problema e quanto fosse seria e grave la situazione. Durante tutto il lockdown sono stati 50mila i cittadini controllati, con una media di un migliaio al giorno, e la percentuale trasgressioni accertate è stata molto bassa, nell’ordine del 2%. Circa 25mila le attività produttive controllate”. Se lo aspettava un comportamento così virtuoso? “Ci speravo, perché ho avuto modo di cono-

scere la comunità e ho sempre avuto un’ottima impressione”. Nel lockdown sono state molte le aziende che hanno chiesto di poter riaprire prima? “Nella fase del silenzio-assenso non abbiamo riscontrato criticità. Ci sono state 865 comunicazioni da parte di aziende che ritenevano di far parte della filiera produttiva e che si sono adeguate utilizzando al loro interno le precauzioni richieste. I controlli delle forze dell’ordine e dello Spisal hanno dato ottimi risultati: solo 20 i procedimenti di sospensione parziale, nessuna chiusura totale. Chi non aveva diritto, insomma, non ha fatto domanda”. Molta preoccupazione hanno destato le case di riposo. “Ci sono state situazioni colpite dal virus, in particolare a Fratta e agli Istituti Polesani di Ficarolo, ma sono state messe in campo misure importanti che hanno permesso di ricostruire dal singolo contagiato tutta la reti di rapporti, consentendo di isolare tutti i contatti”. Veniamo alla fase 2, cosa dobbiamo aspettarci? “C’è stata una ripresa molto razionale e ci stiamo avviando a una nuova normalità. La cosa veramente importante è questa: finché non ci sarà un vaccino o una cura dedicata, le

uniche armi che abbiamo sono quelle di rispettare le precauzioni che ormai conosciamo. La chiusura ha avuto fortissime ripercussioni dal punto di vista economico, è innegabile: sicuramente è auspicabile che attività produttive, piccoli artigiani, parrucchieri, estetisti riprendano a lavorare al meglio perché tantissime famiglie basano la loro economia famigliare su questo”. Capitolo estate: cosa ci attende, in spiaggia e in città? “Il turismo è stato particolarmente colpito in questi mesi. Mi auguro che possiamo pensare a un’estate nella nuova normalità, che sia estate, che siano vacanze! Quanto agli eventi pubblici, manifestazioni di piazza, cinema, spettacolo dovranno aspettare”. E i ristoranti e bar? “Come sappiamo dovranno essere rispettate le distanze, con un numero di coperti ridotto. Questo avrà certamente un peso, ma sono fiduciosa che queste misure saranno comunque temporanee, in attesa di una vera normalità”. Il Polesine reggerà l’onda d’urto? “Il mio augurio è che il Polesine, che ha già dimostrato grande resilienza e capacità di recupero e di reinventarsi, darà prova della sua forza e saprà recuperare quello che si è perso”. Giorgia Gay

“Imprese e lavoratori hanno bisogno di un supporto costante”

“A

questo punto il tema non è più soltanto sanitario. Tutti gli operatori economici ora avranno bisogno di un supporto costante, con indicazioni chiare”. Lo sostengono gli esponenti del Partito Democratico in Regione con il capogruppo Stefano Fracasso e i consiglieri Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis i quali chiedono un monitoraggio costante che investa l’aspetto economico di imprese e lavoratori. “Bisogna intervenire puntualmente sulle criticità, - affermano e pertanto devono essere coinvolti anche i diretti interessati, tramite i rappresentanti delle categorie economiche, i sindacati e non soltanto a livello regionale. L’auspicio è di allargare il Tavolo Ulss-Sindaci attualmente previsto dalle indicazioni regionali. Imprese e lavoratori non non devono essere solo soggetti passivi ma essere coinvolti in modo da segnalare in tempo reale eventuali difficoltà nell’applicazione delle nuove regole”.

Fase 2 La Regione rivendica autonomia sulle linee operative

Lanzarin: “schede nazionali difficilmente applicabili, cerchiamo di semplificare” N

ei giorni cruciali dell’avvio della “Fase 2” il Veneto rivendica la propria autonomia decisionale anche sulle linee guida da adottare per la ripartenza, in sicurezza ma con efficacia, delle attività economiche e produttive. Lo hanno ribadito gli assessori regionali durante il confronto con le parti sociali a ridosso della riapertura generale. A fare sintesi l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. “Le schede elaborate da Inail e Istituto Superiore di Sanità appaiono troppo complesse e inapplicabili, - ha ribadito - in particolare per ristorazione e turismo. La Regione Veneto, con il supporto del Dipartimento sanitario di Pre-

venzione, è pronta a rielaborare le indicazioni Inail in modo da poter fornire una proposta di prescrizioni chiare, semplici e concrete, nel rispetto dei principi cardine di salute pubblica e di sicurezza dei lavoratori e dei cittadini e dei protocolli nazionali già sottoscritti con le parti sociali”. Nei giorni successivi la Giunta ha messo a punto un documento unico, composto da una premessa comune, uguale per tutti i settori, relativa a norme uniformi di igiene, sanificazione, distanziamento fisico e monitoraggio sanitario, e norme di dettaglio specifiche per le diverse attività e comparti, recependo le indicazioni già messe a punto

dai diversi tavoli regionali di settore, in particolare quelle elaborate dal tavolo sul turismo. “Spicca la proposta di semplificare i protocolli per gli operatori della ristorazione e della balneazione e quello per i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti)– ha aggiunto Lanzarin – sostituendo alle indicazioni lineari di distanza tra tavoli, ombrelloni o poltrone di lavoro, il criterio generale del rispetto della distanza minima interpersonale di un metro. In questo modo, con poche regole, coerenti, di prudenza ma al tempo stesso di facile applicazione, e soprattutto condivise anche con le regioni limitrofe, potremo rendere sostenibili

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le riaperture”. L’assessore alle attività produttive Roberto Marcato ha lanciato un allarme per le attività del mondo dello spettacolo e del divertimento (dai concerti alle discoteche), sinora esclusi dalle schede di indirizzo di Inail e Istituto superiore di Sanità: “Per questi settori, per i quali la riapertura sarà impossibile sino all’anno prossimo – ha affermato Marcato - dovrà intervenire il Governo con iniezioni di liquidità”. L’assessore al Turismo Federico Caner ha ricordato che “in Veneto operatori e Regione hanno già predisposto protocolli ‘tagliati su misura’ per i diversi comparti del turismo”.

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Regione

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L’intervista Maurizio Conte, Commissione ambiente e lavori pubblici in Regione

“Dall’emergenza il Veneto può ripartire di slancio” Tra le priorità il consigliere regionale padovano sottolinea l’attenzione ai servizi sanitari territoriali e al personale in forze, ma anche la necessità di un adeguato rilancio del settore turistico

M

aurizio Conte, Consigliere Regionale padovano, già Assessore Regionale con la delega all’Ambiente, è attuale componente della II^ Commissione Ambiente e Lavori Pubblici. Consigliere Conte, cosa ne pensa della situazione del Veneto dopo l’esperienza dell’emergenza coronavirus? “L’esperienza dell’emergenza coronavirus può diventare una nuova opportunità per il Veneto, per poter ripartire con nuovo slancio e con nuove opportunità. Anche in Veneto sono stati fatti degli errori collegati sicuramente alla non conoscenza del virus e di conseguenza alla necessità di inventare dei protocolli che permet-

tessero un azione di prevenzione e di sicurezza per la salute dei cittadini: nel complesso però la Sanità Veneta ha dimostrato efficienza e preparazione, soprattutto grazie alle intuizioni di qualche luminare e alla professionalità e dedizione che medici, infermieri, operatori sanitari hanno dimostrato”. Cosa potrebbe essere migliorato in Sanità? “Soprattutto in ambito sanitario certe scelte hanno avuto un forte impatto sulle prestazioni sanitarie territoriali (es. chiusura dell’Ospedale di Schiavonia) comportando lo spostamento in altri ospedali, per interventi o per visite specialistiche, di tanti cittadini di quel territorio”.

Maurizio Conte

“Si è capito quindi come sia fondamentale la Medicina del Territorio, l’importanza dei Medici di Base, la necessità di potenziare prestazioni preventive e complementari al di fuori degli Ospedali, rivedendo magari anche le dimensioni delle Ulss sulla base dei flussi reali dei fruitori delle varie prestazioni. Senza dimenticarsi del giusto riconoscimento economico a chi opera nella sanità pubblica. Per questa emergenza in cosa si è impegnato direttamente lei, consigliere Conte?

“Grazie al mio ruolo e all’attività in Consiglio sono riuscito, evidenziando le criticità, a sensibilizzare il legislatore sulla necessità di calmierare i prezzi delle mascherine e dei vari dispositivi per la sicurezza personale, sull’opportunità di erogare contributi alle società culturali e sportive in forte difficoltà economica, a evidenziare l’inopportunità da parte dell’Azienda Ospedaliera di Padova nel richiedere il pagamento dei tamponi fatti agli anziani nelle case di riposo”. Quali saranno le priorità che si dovranno affrontare nei prossimi mesi in Regione Veneto? “In Regione Veneto sicuramente il settore del turismo, in forte crisi proprio per l’emergenza coronavirus, diventa prioritario nella politica di rilancio dell’economia di questo territorio. Diventa fondamentale la fase di comunicazione e di promozione per recuperare i flussi turistici Italiano ed Internazionale: è per questo che ho proposto che il portale Veneto.

EU diventi il portale delle prenotazioni turistiche in Veneto, eliminando i costi di gestione booking agli operatori turistici veneti. Collegati al turismo ci sono i settori dell’Agricoltura e dell’Ambiente, settori fondamentali per la valorizzazione delle bellezze naturali e dei prodotti tipici della nostra Terra, che hanno bisogno di una nuova politica di rilancio e sostegno guardando alle opportunità di finanziamento dei Fondi Europei”. Come secondo lei si potrebbero risolvere tutte queste questioni/problematiche? “Proprio in considerazione di come il Veneto ha gestito l’emergenza coronavirus, sono sempre più convinto che potremo farcela solo attuando velocemente quel riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia che il popolo Veneto ha chiesto con forza con il referendum del 2017: sarà questo il mio prioritario impegno, se rieletto, nella prossima legislatura in Regione”.

L’intervista Micaela Faggiani racconta la genesi e l’evoluzione di questo progetto tutto veneto

“Il Cantiere delle donne” guida la rivoluzione gentile per la parità di genere “I

l Cantiere delle donne vuole essere un luogo di lavoro, di sperimentazione, di costruzione, al femminile. Vogliamo fare rete, con uno spirito di combattiva solidarietà, per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini”. È questo il senso del Cantiere delle donne, come raccontato da una delle fondatrici, Micaela Faggiani. Un gruppo di migliaia di donne, per ora forzatamente virtuale, a causa dell’emergenza coronavirus, che a breve tornerà a far incontrare le donne anche fisicamente, per fare appunto rete. Come e quando nasce il “Il Cantiere delle donne”? “Nasce a fine gennaio da un’idea condivisa con le colleghe giornaliste Antonella Benanzato e Alessia Da Canal, davanti ad un aperitivo. Si è iniziato con una partecipatissima cena al Caffè letterario di Padova il 17 gennaio, per proseguire con l’organizzazione del secondo incontro con tanto di ospite d’onore, la giornalista Ritanna Armeni. Il coronavirus lo ha però impedito. Il Cantiere comunque non si è dato per vinto e ha pun-

tato sulla rete: è nato su Facebook un gruppo chiuso che ha raggiunto le 3.500 iscritte, provenienti da tutta Italia”. E poi come siete andate avanti? “Alle tre ideatrici intanto si sono aggiunte come amministratrici altre due colleghe giornaliste Lisa De Rossi e Laura Eduati. Da qui anche l’idea di dar vita ad un vero e proprio tg fatto in casa, in tempo di quarantena: proponiamo ogni settimana un pout pourry di esperienze, consigli, frammenti di vita quotidiana delle donne del cantiere, tante e diverse, con professionalità delle più disparate. Un estratto della società al femminile, che si confronta anche attraverso questi nuovi strumenti, con il sorriso e la leggerezza ma anche toccando temi caldi. Un tg disponibile sia nel gruppo chiuso sia nel canale Youtube del Cantiere delle donne. Da qui la prossima apertura di un sito internet e di una pagina Facebook per strutturare meglio i servizi delle donne per le donne, creando anche in un futuro occupazione al femminile”. Perché l’esigenza di dare voce alle donne?

“Il Cantiere vuole diventare un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne. Vogliamo sederci ai tavoli di costruzione della nostra società con professionalità, talento e desiderio di contribuire al miglioramento della “polis” con la nostra visione del mondo”. Quali “battaglie” avete promosso finora? “Una delle prime è stata proprio l’aver radunato così tante donne sotto lo stesso tetto, poi nel momento storico che stiamo vivendo l’aver aiutato molte donne ad aver voce nei confronti delle istituzioni, sulla necessità di organizzare la fase due con aziende aperte e scuole chiuse... così forti anche della nostra vicinanza con le istituzioni abbiamo contattato il presidente Zaia e l’assessore Donazzan e mandato videoappelli al governo fatti dalle mamme del gruppo. Abbiamo fatto rumore su un silenzio assordante, quello dei bambini e degli adolescenti. Non è un caso che si sono confrontate con noi dal

vivo, online, donne di valore come la senatrice Emma Bonino, l’assessore Donazzan, le onorevoli Sara Moretto e Roberta Toffanin. Abbiamo inoltre messo a confronto le donne europee sulla ripartenza”. Come intendete procedere per il futuro, quando anche l’emergenza coronavirus sarà finita? “La nostra mission è la rivoluzione gentile, ossia cambiare il mondo con un’effettiva parità di genere, aiutare le donne a essere valorizzate a dovere, sporcandoci anche noi le mani facendo vedere quanto valiamo e quanto abbiamo da dare, nelle politica, nel sociale, nel lavoro. Abbiamo già trovato alcuni sostenitori uomini che dall’interno delle loro aziende vogliono iniziare a fare questa rivoluzione con noi...ora non ci rimanere che continuare a lavorare”.


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on sappiamo ancora se la prossima estate sarà caratterizzata da temperature tropicali oppure no. Quello che è certo è che gli animali, in particolare i cani, sono spesso vittime del cosiddetto “colpo di caldo”, perché i nostri amici a due e a quattro zampe hanno davvero poca tolleranza del caldo. Ecco alcuni consigli su come far affrontare al meglio la stagione estiva ai nostri animali domestici. Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita: chiamate immediatamente aiuto e nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino.

Qualche consiglio utile per affrontare il caldo

Estate: come proteggere i nostri amici animali

Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore, chiamate subito il veterinario. Evitate le passeggiate con il vostro cane nelle ore più calde della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portate sempre con voi acqua e una ciotola. Ricordatevi di applicare una crema solare ad alta protezione sulle estremità bianche degli animali prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia. Anche cani e gatti possono scottarsi al sole! Con le alte temperature non mancheranno di far visita le pulci, le zecche e gli

acari, meglio quindi verificare spesso il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. E non dimenticate di applicare preventivamente un antiparassitario con collari, spray o pipette. Per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti è opportuno anche tenere ben pulito e disinfettato il luogo in cui vivono, cuccia o lettiera che sia, cambiando almeno 2 volte la settimana la sabbia o il fondo della loro casa. In estate non solo cani e gatti hanno bisogno di maggiori cure, ma anche uccellini domestici, conigli e roditori oltre che i pesci. Le voliere e le gabbiette vanno posizionate in luoghi all’ombra, freschi e

ventilati, bisogna avere cura di cambiare spesso l’acqua dei beverini e lasciare loro delle vaschette di acqua in cui immergersi. E’ meglio riempire i laghetti ogni sera, per ripristinare l’acqua evaporata durante il giorno e così aggiungere ossigeno nuovo. Per gli acquari è consigliato abbassare la temperatura del riscaldatore di un paio di gradi, lasciare il coperchio aperto ed eventualmente installare sul bordo alcune ventole che aiutano l’abbassamento di qualche grado della temperatura dell’acqua. I rettili, al contrario, amano le temperature più calde e umide e per questo adorano l’estate!

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n treno? E’ conveniente di giorno e con cani di taglia piccola. In nave non c’è una regola, le condizioni le stabilisce ogni singola compagnia. In aereo è più complicato e molto faticoso per i cani di taglia grande e media e le condizioni le condizioni di trasporto vengono stabilite dalle compagnie. In auto è di certo il modo migliore, anche se possono esserci alcuni proiblemi, quali il mal d’auto e la sete! I cani possono infatti soffrire l’auto, come noi, per motivi fisici (cinetosi) o psicologici. I sintomi sono nausea, vomito, paura, agitazione e a volte tentativi di fuga. Ma non dimentichiamo che Fido non sa che stiamo andando in vacanze… quindi non ci spazientiamo se dovesse avere qualche problema di mal d’auto e di agitazione!

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Filariosi Mai abbassare la guardia!

Con l’arrivo dell’estate possiamo dare la giusta protezione ai nostri animali S

appiamo bene quanto pulci e zecche possano rendere un incubo le passeggiate primaverili con i nostri amici a quattro zampe. Ma con l’arrivo dell’estate è bene preoccuparsi maggiormente di una malattia parassitaria del cane e del gatto molto insidiosa e che può essere facilmente trasmessa tramite le punture di zanzara: la filariosi e la filariosi cardiopolmonare. Il rischio di contrarre questa malattia aumenta proprio con l’arrivo del caldo che favorisce infatti la schiusa delle uova delle zanzare. A causare la malattia è un parassita, il Dirofilaria Immitis, che viene trasmesso agli animali tramite delle banali punture di zanzara. In Italia, è diffusa soprattutto nelle regioni della Pianura Padana. Non è facile capirne i sintomi, perché questa patologia è spesso totalmente asintomatica nella fase iniziale e compaiono quasi sempre in uno stadio avanzato. Le prime avvisaglie sono tosse e affaticamento, spesso accompagnati da altri disturbi, che possono essere diversi tra gatti e cani. Nei gatti i primi segnali della presenza della filariosi sono in genere vomito e difficoltà respiratorie. Più rara nei felini

è la sintomatologia cardiopolmonare che però è più pericolosa per questi animali che per i cani, perché il loro il cuore è molto più piccolo e dunque più fragile. Nei cani la malattia può manifestarsi invece con stanchezza, inappetenza, tosse, insufficienza cardiaca, problemi respiratori, edema polmonare. Per verificare la presenza della malattia basta un semplice prelievo del sangue: i risultati sono molto attendibili nel cane, meno nel gatto. Una volta certi della diagnosi, il veterinario vi aiuterà a scegliere la cura più appropriata.

La terapia più diffusa prevede la somministrazione di farmaci che causano la morte del parassita, un metodo efficace che però implica effetti collaterali anche molto seri. Per prevenire l’insorgere della malattia esistono dei farmaci specifici, che agiscono sui parassiti allo stato larvale, assolutamente privi di effetti collaterali. Il trattamento viene solitamente somministrato da maggio a novembre ed è possibile scegliere l’assunzione di compresse, da ripetere una volta al mese, oppure un’iniezione, che agisce per circa sei mesi.

La pericolosa malattia è causata un parassita trasmesso agli animali attraverso le punture di zanzara. Per la prevenzione vi sono farmaci specifici

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Animali da compagnia e Covid-19 facciamo chiarezza L’OIPA: “È importante sensibilizzare l’opinione pubblica sulla non comprovata trasmissibilità del virus da parte degli animali da affezione, per evitare allarmismi ingiustificati e comportamenti irresponsabili nei loro confronti”

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ra fake news e allarmismi generalizzati, in questi mesi sono circolate molte, fin troppe, informazioni sul rapporto tra trasmissione del virus ed i nostri animali da compagnia. Per questo, cerchiamo di fare chiarezza, affidandoci agli esperti che tanto ci hanno guidato e ci guidano dall’esordio del Covid-19. Nel caso specifico ci siamo rivolti ad OIPA Italia Onlus, l’Associazione Internazionale Protezione Animali, che con i suoi specialisti ci ha aiutato a trovare il bandolo della matassa e che vuole diffondere una corretta informazione sul tema. “Gli animali contraggono virus appartenenti a questa famiglia (dei Coronavirus – Ndr), come l’alfa coronavirus nei gatti randagi e il coronavirus enterico nei cani, ma non il Covid-19 – spiega Silvana Confente, medico veterinario di Oipa - È fondamentale rendere pubblica questa indicazione scientifica per evitare il diffondersi di comportamenti dettati da poca consapevolezza e che vadano a ledere il benessere degli animali e la loro libera circolazione”. La prof.ssa Mirta Bajamonte, Biomedico – Biotecnologo – Embriologo Clinico specializzato in Fisiopatologia della Riproduzione Umana, interpellata da OIPA, afferma:

“Sebbene il SARS-CoV2 parta dagli animali, è altrettanto scientificamente verificato che il ceppo virale, cambiando continuamente ospite e quindi progredendo da una specie animale ad un’altra, abbia subito delle mutazioni che hanno reso il ceppo di attacco all’essere umano specie-specifico, motivo per cui la trasmissione avviene esclusivamente da uomo a uomo. Gli animali che vivono nelle nostre case, a causa della malattia dei loro proprietari, potrebbero, in casi rari, contrarre l’infezione ma non trasmettere a loro volta il virus. È quindi sufficiente che la persona positiva al SARS-CoV2 si comporti con loro adottando le stesse misure preventive utilizzate con gli altri membri della famiglia. Nel rispetto di tutti gli esseri senzienti, è irresponsabile fare dichiarazioni allarmanti che confondano l’opinione pubblica e che, non essendo addetta ai lavori, penserà bene di sbarazzarsi dei propri animali domestici soltanto nel timore, ad oggi ingiustificato, del loro possibile ruolo di contagio nell’epidemia”. Sì, perché purtroppo abbiamo assistito anche a questo fenomeno disumano. L’abbandono degli animali domestici, per paura potessero essere veicolo di contagio. Pertanto, è dovero-

so sottolineare che abbandonare un animale che abbiamo scelto come componente della famiglia non è solo un gesto ignobile e deprecabile, ma è anche un reato sancito dal codice penale (art. 727 c.p.). Venendo alla quotidianità di questo periodo e dunque al benessere dei nostri animali, riportiamo le risposte che il Ministero della Salute ha dato ad alcuni dei più frequenti quesiti posti dalla cittadinanza.

Posso contrarre l’infezione dal mio animale da compagnia? Non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione. Si raccomanda di lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche prima e dopo essere stati a contatto con gli animali, con la lettiera o la scodella del cibo.

Se torno da una passeggiata con il mio cane devo pulirgli le zampe La sopravvivenza del nuovo Coronavirus negli ambienti esterni non è al momento nota con certezza. Se il cane viene a contatto con le zampe con secrezioni respiratorie espulse a terra da persone infette è teoricamente possibile che possa trasportare il virus anche se non vi sono al momento evidenze di contagi avvenuti in questo modo. Quindi, si tratta di osservare l’igiene accurata delle superfici e delle mani lavando i pavimenti con soluzioni a base di cloro all’0.1% (la comune candeggina o varechina), le altre superfici con soluzioni a base di cloro allo 0,5% e le mani con acqua e sapone per oltre 20 secondi o con soluzioni/gel a base alcolica, per uccidere i virus. E’ possibile al rientro a casa lavare le zampe del cane con acqua e sapone, analogamente a quanto facciamo con le nostre mani, avendo cura di asciugarle bene e comunque è opportuno evitare di farlo salire con le zampe su superfici con le quali veniamo a contatto (ad esempio su letti o divani).


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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sitoPer internet dell’Istituto superiore partecipare alla rubrica chiamare il numero 049 8704884 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

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e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chi-

Coronavirus, il piano per la Banca del plasma Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

rurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 14683-2019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche

Sperimentazione per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di Veneto richie-che comunitàa Regione se fattedelcon materiali de cortesemente la colla- Le resistono al lavaggio a 60 gradi. borazione della popolazione per mascherine di comunità commerciali compiere unoulteriore passosesulsulla sono monouso sono lavabili camminosidella sfida indicazioni alla pande- che confezione riportano mia da virus SARS-COV-2 che è di possono includere anche il numero responsabile della malattia COVID lavaggi consentito senza che questo 19”, è l’incipit della lettera che diminuisca la loro performance. dallo scorso 11 maggio perso- nel Quali mascherine devole usare ne che sono guarite dall’infezione caso in cui compaiano sintomi di indel terribile virus si sono viste refezione respiratoria? capitare del Veneto con è Nel caso dalle in cuiUlss compaiano sintomi l’invito a donare il sangue. necessario l’utilizzo di mascherine cerSi come trattadispositivi di un invito rivolto a tificate medici. più di 3.000 persone con l’intento, Come smaltire le mascherine? loro collaborazione, -attraverso Se è stata la utilizzata una mascherina di creare, nel tempo monouso, smaltirlapiù conbreve i rifiuti indiffepossibile, una banca del plasma. renziati; spiega il una presidente -L’obiettivo, Se è stata indossata mascheriRegione metterla Luca Zaia,inèuna quello na della riutilizzabile, busta di farsi le trovare preparati nel riutilizzo caso e seguire regole per il suo in cui in autunno ci fosse un nuodopo apposito lavaggio. vo inasprimento dell’infezione da Coronavirus. La sperimentazione della terapia con plasma iper-immune su un panel di ricoverati condotta dalla dottoressa Giustina De Silvestro, Direttore dell’Unità operativa immunotrasfusionale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, ha infatti evidenziato un netto miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti.

Avviato in Veneto il progetto della terapia con plasma-iperimmune

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La Densitometria Mascherine, istruzioni ossea per le per l’uso diagnosi

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Pulvirus, per capire le ricadute del lockdown sulla qualità dell’aria

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uale legame può esserci tra Covid 19 e inquinamento dell’aria? La risposta è affidata ad un progetto di ricerca nazionale, Pulvirus, che l’Agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientale del Veneto (Arpav) e la Protezione civile regionale stanno portando avanti insieme con l’Istituto superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle agenzie. “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” ha spiegato Luca Marchesi, direttore generale Arpav in occasione della presentazione del progetto lo scorso 29 aprile a Roma. “Per questo – ha aggiunto - abbiamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitoraggio”. Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle

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egli ospedali della nostra regione e in particolare nell’Azienda Ospedaliera di Padova, che ha assunto ruolo di centro coordinatore, è in atto la sperimentazione della trasfusione ai pazienti con forma grave di COVID 19 del plasma raccolto dai pazienti guariti dalla stessa malattia che hanno prodotto nel loro organismo degli anticorpi in grado di neutralizzare il virus - prosegue la lettera - i confortanti risultati ottenuti nel decorso clinico dei pazienti così trattati ci ha dato la forza per sostenere e avviare la ricerca delle persone che hanno superato la malattia e potrebbero divenire sorgente benefica donando un po’ del loro plasma. Non soltanto: ma abbiamo l’ambizione di poter provvedere alle possibili ricomparse future di questa insidiosa malattia conservando quote congelate del prezioso emocomponente, da utilizzare al momento opportuno”. Chi può donare? “L’efficacia del risultato dipende dal quadro clinico generale la persona per donare il plasma deve aver contratto la malattia” si spiega in un video divulgativo, diffuso a supporto della lettera. “Se ha avuto solo il tampone positivo ma non ha avuto sintomi o se ha avuto sintomi ma non è sicuro di avere avuto il coronavirus non è idoneo a donare il plasma. Negli asintomatici la quantità di anticorpi non è sempre sufficiente per curare il malato”. “Lei potrebbe essere la persona che stiamo cercando: la preghiamo perciò di poter aderite alla nostra iniziativa e di comunicarci la sua disponibilità ad essere contattato dal Centro Trasfusionale della sua provincia di residenza - conclude la lettera che è stata inviata ai guariti da COVID 19 - per avere maggiori e più precise informazioni in merito e magari poter concordare un appuntamento per una visita preliminare”.

Un progetto di ricerca studia le relazioni tra inquinamento e Covid 19. L’Agenzia ambientale veneta e la Protezione civile nella task force nazionale stazioni di monitoraggio dell’aria che coprono capillarmente il territorio nazionale soprattutto nelle regioni maggiormente interessate alla pandemia. L’analisi preliminare dei dati durante il lockdown indica che i differenti inquinanti studiati non hanno avuto gli stessi andamenti. Infatti da fine febbraio si nota la diminuzione

del biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici. Per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento dell’aria.

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Le bufale sul ossea Coronavirus La Densitometria La Displasia evolutiva dell’anca per la diagnosi

(ecografia anca neonatale)

Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news

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isinformazione e fake news, non sempre aè densitometria facile muoversi,ossoprattutto nei social sea, anchecon consicurezza per distinmedia e nota sul web, la sigla MOCnotizie (Mineraguere le false dalle informazioni utili. lometria Ossea Com- di queste notizie In seguito alla circolazione puterizzata), serve della a salute ha dunque fuorvianti il Ministero determinare la densità avviato una campagna contro le bufale, che minerale del segmentoPer quanto riguarda aggiorna costantemente. di osso esaminato. le informazioni sul virus – questa è la raccoSi tratta principale di una inmandazione - è buona norma fare dagine che può sempre riferimentoessere a fonti istituzionali ufficiaeseguita a livello del alcune affermazioni li e certificate. Di seguito femore, della colonna che sono circolate in rete e che sono smentite vertebrale lombare op- Una volta che mi dal Ministero della Salute. pure dell’intero scheletro. La densitometria ossea aiuta a determinare il rischio individuale di andare incontro a fratture legate alla riduzione della densità minerale ossea ed è in grado di rilevare la presenza di osteoporosi prima della insorgenza di fratture La densitometria utilizza una dose bassissima di radiazioni e può rilevare minime differenze della densità minerale ossea con una sensibilità molto supe-

Dottor Simone Sala Specialista in Radiologia

sono contagiato, il nuovo coronavirus rimarrà per sempre nelle mie cellule: Falso. Una persona che ha contratto il nuovo coronavirus può guarire completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi al nuovo coronavirus non significa rimanere infetti per sempre. Il Coronavirus colpisce l’apparato respiratorio quindi se sono in grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato riore a quella delle indagini radiologiche tradizionali. La densitometria ossea insieme alla accurata valutazione della storia familiare del paziente ed alla eventuale presenza di fattori di rischio quali menopausa precoce o utilizzo di farmaci che riducono la densità minerale ossea aiuta il medico nella valutazione del rischio di fratture e nella scelta di eventuali trattamenti terapeutici.

dolescenti in difficoltà nel periodo di lockdown. E’ quanto emerge dal questionario “Io e la quarantena” realizzato dall’Ulss 3 Serenissma, per comprendere lo stato d’animo dei ragazzi dopo un lungo isolamento. Il questionario, predisposto da adolescenti coordinati dall’Azienda sanitaria e rilanciato dalla Regione Veneto che ne ha riconosciuto la validità, rivela un quadro critico. “Sono 450 gli adolescenti che in poco tempo – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – hanno risposto ad un sondaggio elaborato e proposto da ragazzi come loro, quei peer educator, cioè educatori alla pari, che collaborano con gli specialisti del nostro Dipartimento di Prevenzione. Le risposte dei ragazzi hanno tracciato un quadro di difficoltà: un quarto degli intervistati ha risposto di essere annoiato, un altro quarto di sentirsi triste e isolato; il 12% ha ammesso di essere, in questo periodo particolare, ansioso e impaurito; c’è anche chi, un 5%, confessa di non riuscire a stare in relazione con nessuno”. E se il 34% dei ragazzi intervistati si sono detti tranquilli, è anche vero che il 57% ha affermato seguire i ritmi scolastici ma con fatica. Mentre una buona fetta di ragazzi, inoltre, ha affermato di avere qualche tipo di relazione esterna (con tutti un 47%, e con amici un 37%), qualcuno di loro ha anche risposto che durante il lockdown non ha

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Adolescenti in lockdown, annoiati e stanchi

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per confermare se si ha il Covid-19 è con un a “Displasia test di laboratorio e nonEvolutiva mediante dell’Anca” prove di (DEA) è la più frequente malattia apnea o esercizi di respirazione. La vitamina dell’apparato scheletrico del neonato, D protegge dall’infezione da nuovo coronavicondizione comprendeevidenze tutte le rus? questa Falso. Non ci sono attualmente anomalie dell’anca infantile caratterizzascientifiche che la vitamina D giochi un ruolo da alterazioni di formada e/onuovo di rapporti nellateprotezione dall’infezione Codei due capi articolari dell’anca. norma ronavirus Il virus è sensibile all’alcol, Diquindi la malattia presente alla nascita ma può se bevo alcolici ènon mi ammalo di Covid-19: manifestarsi anche nelle fasi successive Falso. Il consumo frequente di alcol o supedellonon sviluppo deldall’infezione bambino. LadaDEA comralcolici protegge nuovo prende quadri clinici di diversa gravità, coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la sapossiamo lute eschematicamente generano dipendenza. Il lororiconoscere: consumo 1. forme lievi: l’acetabolo non solo non protegge dal virus (la macavità esponedel bacino che contiene la testa del femore) è lievemente svasato e meno profondo che di norma ma contiene e trattiene al suo interno la testa del femore (displasia lieve) 2. forme di gravità intermedia: l’acetabolo è svasato e poco profondo, la testa del femore è contenuta nell’acetabolo ma è discosta dal fondo dell’articolazione ed è clinicamente instabile (sublussazione) 3. forme gravi: l’acetabolo è molto appiat-

tenuto nessuna relazione (5%). L’esito di questo sondaggio ha dunque ispirato un gioco, “Noi ci siamo”, che vuole essere un modo per suggerire ai giovani vie di fuga dalla dalla stanchezza e dall’isolamento. I peer educator dell’Ulss 3 Serenissima, ragazzi formati su corretti stili di vita che si confrontano con altri ragazzi trasmettendo informazioni corrette e riflessioni, hanno subito trasformato il quadro emerso in un’opportunità di azione e di sostegno; e insieme agli operatori dell’Area Promozione Salute del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 3 Serenissima hanno inventato e proposto il gioco che torna sulle fatiche degli adolescenti e le trasforma in strategie per aiutarli a migliorare il loro stato d’animo. “In questo momento complicato, giocare – dice il dottor Vittorio Selle, Direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica – con l’aiuto delle scuole e i ragazzi, abbiamo ideato e diffuso il gioco “Noi ci siamo”, che è possibile trovare nel sito internet della Ulss 3, ma anche in quello della Regione Veneto, che lo sta promuovendo. Partecipando online, i ragazzi sono invitati a riconoscersi in uno dei profili di comportamento e stato d’animo che vengono proposti nel gioco, e a partire da questa consapevolezza ricevono i migliori consigli, strategie efficaci di comportamento per vivere meglio questa fase complessa”.

tito e svasato e non contiene più la testa del femore al suo interno (lussazione) Quali sono le cause responsabili della DEA? al rischio malattie di serie, tra cuiad La DEAdièsviluppare un tipico esempio malattia tumori. Per prevenire il contagio bisogna eziologia multifattoriale che riconosceredue stare a casa quanto piùcause: possibile, rispettare principali gruppi di i fattori “genele misure distanziamento (almeno dei 1 tici” e di quelli “meccanici.sociale L’importanza metro di distanza altre persone) e lavarfattori geneticidalle è dimostrata dal fatto che si frequentemente le mani con acqua femminie sapola DEA è più frequente nel sesso ne le o soluzione a base di alcol peretnici almeno 40ed in determinati gruppi e fami60 liari, secondi. Si possono fare disinfettanti fatti quella dei fattori meccanici dal fatto in casa candeggina, grosso che lamiscelando DEA è più frequente neisale neonati che e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di nella vita intrauterina hanno mantenuto

loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un acetabolare virus respiratorio che si diffonde la cavità progressivamente si principalmente le goccioline genedeforma e si attraverso appiattisce; la testa del ferate quando unatrattenuta persona infetta tossisce more, non più in modo stabileo starnutisce, o attraverso goccioline di saliva all’interno dell’articolazione, si allontana odal secrezioni dal naso. fondo dell’acetabolo (sublussazione)

posture fisse con anche in iperflessione (presentazione podalica) o hanno “dimorato” in un ambiente ristretto (oligoamnios, bambino di peso elevato, madri di bassa statura o primipare con utero poco distendibile). La presentazione podalica è il fattore di rischio più importante della DEA. La patogenesi della DEA è la seguente: i Fattori “genetico-costituzionali” responsabili di un aumento della lassità capsulolegamentosa facilitano l’instabilità articolare; i fattori “meccanici” responsabili di posture fisse del feto con iperflessione ed eccessiva adduzione delle cosce causano un’alterazione dei normali rapporti articolari delle anche e si rendono responsabili di pressioni anomale della testa femorale sulle porzioni periferiche dell’acetabolo;

e, nelle forme più gravi, fuoriesce completamente (lussazione). Come individuare i bambini affetti da DEA? L’esame clinico delle anche (ricerca del segno dello “scatto”) descritto dal prof. Marino Ortolani nel 1936, continua ad avere un ruolo fondamentale per la diagnosi precoce della DEA perché consente di individuare la maggior parte dei neonati affetti da forme gravi di questa malattia fin dalle prime ore di vita dei bambini. L’esame ecografico delle anche descrive con dettaglio e precisione la morfologia, i rapporti e la stabilità dei due capi articolari dell’anca del neonato. La tecnica di studio più utilizzata attualmente è quella di Graf che classifica le anche in 9 differenti tipi ecografici.

Le bufale sul Coronavirus Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news

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isinformazione e fake news, non sempre è facile muoversi, soprattutto nei social media e sul web, con sicurezza per distinguere le false notizie dalle informazioni utili. In seguito alla circolazione di queste notizie fuorvianti il Ministero della salute ha dunque avviato una campagna contro le bufale, che aggiorna costantemente. Per quanto riguarda le informazioni sul virus – questa è la raccomandazione principale - è buona norma fare sempre riferimento a fonti istituzionali ufficiali e certificate. Di seguito alcune affermazioni che sono circolate in rete e che sono smentite dal Ministero della Salute. Una volta che mi sono contagiato, il nuovo coronavirus rimarrà per sempre nelle mie cellule: Falso. Una persona che ha contratto il nuovo coronavirus può guarire completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. Quindi essere positivi al nuovo coronavirus non significa rimanere infetti per sempre. Il Coronavirus colpisce l’apparato respiratorio quindi se sono in grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire vuol dire che sono sano: Falso. I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato per confermare se si ha il Covid-19 è con un test di laboratorio e non mediante prove di apnea o esercizi di respirazione. La vitamina D protegge dall’infezione da nuovo coronavirus? Falso. Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che la vitamina D giochi un ruolo nella protezione dall’infezione da nuovo Coronavirus Il virus è sensibile all’alcol, quindi se bevo alcolici non mi ammalo di Covid-19: Falso. Il consumo frequente di alcol o superalcolici non protegge dall’infezione da nuovo coronavirus. Gli alcolici sono nocivi per la salute e generano dipendenza. Il loro consumo non solo non protegge dal virus ma

espone al rischio di sviluppare malattie serie, tra cui tumori. Per prevenire il contagio bisogna restare a casa quanto più possibile, rispettare le misure di distanziamento sociale (almeno 1 metro di distanza dalle altre persone) e lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzione a base di alcol per almeno 40- 60 secondi. Si possono fare disinfettanti fatti in casa miscelando candeggina, sale grosso e acqua: Falso. Miscelare più prodotti fra di loro senza conoscerne gli effetti è pericoloso perché potrebbero generarsi sostanze tossiche per contatto e per inalazione. Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara: Falso. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso.


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Attività fisica, si riparte con prudenza e gradualità Le norme di sicurezza da seguire e le modalità per riprendere senza forzare troppo o rischiare di farsi male

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ttività fisica, ripartire è una scelta sana ma la ripresa va fatta gradualmente e con attenzione. E’ bene ritornare alle abitudini di un tempo, senza tuttavia dimenticare che la “ripartenza” presuppone, per funzio-

nare, l’osservanza di normative con la stessa attenzione mantenuta nel periodo della piena emergenza. Il dottor Franco Giada, Primario di Medicina dello Sport e Cardiologia Riabilitativa dell’Ulss 3 (in foto), come mem-

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bro del Comitato Scientifico, si rifà ai consigli stilati di recente dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, che è la società scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport. Le sue raccomandazioni si rivolgono sia a chi fa sport di tipo agonistico, ma anche a chi pratica esercizio fisico per il benessere o come mezzo preventivo e terapeutico. 1. Praticare attività fisica a livello individuale, rispettando l’eventuale indicazione all’utilizzo di una mascherina chirurgica per coprirsi naso e bocca. 2. Mantenersi a distanza da altre persone. Considerato che l’attività fisica aumenta la frequenza e la profondità degli atti respiratori e di conseguenza lo spazio percorso dalle goccioline di saliva presenti nel nostro respiro (droplets), sarà necessario aumentare la distanza di sicurezza portandola ad almeno 5 metri durante il cammino e la corsa e ad almeno 20 metri nel caso del ciclismo. 3. Evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta rientrato a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti.

4. Appena possibile, dopo l’attività fisica, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, sciacquandole ed asciugandole con una salvietta monouso. Se non si ha accesso ad acqua corrente è possibile ricorrere a prodotti di disinfezione 5. Bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate. 6. Buttare subito in appositi contenitori (ben sigillati) i fazzolettini di carta o altri materiali, come cerotti, bende, eccetera 7. Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate. 8. Qualora si tossisca o starnutisca, coprirsi la bocca e il naso con l’incavo del gomito o con un fazzoletto, preferibilmente monouso, ma non con la mano. Oltre alla prudenza è inoltre corretto riprendere in maniera sicura, efficace e graduale. “L’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha spiegato il Primario – riconosce l’esercizio fisico come uno dei più importanti mezzi per la riduzione del rischio di mortalità e di contrarre patologie gravi come le malattie cardiovascolari, l’ictus, l’ipertensione, il diabete, l’obesità; e va detto che la riduzione dell’e-

sercizio fisico (il cosiddetto “detraining”) può comportare, anche nel giro di poche settimane, riduzione delle performance fisiche e problemi di vario genere a quasi tutti gli organi: infortuni, traumi, problemi muscolari, eventi cardiovascolari, disturbi della sfera psicologica”. Al fine di contrastare gli effetti deleteri del detraining (del “non allenamento”) sulla ripresa dell’attività fisica, la FMSI raccomanda quindi di attenersi a precise indicazioni in termini di intensità, frequenza, volume e modalità di esercizio. E’ necessario prevedere un aumento graduale del carico o volume totale di esercizio fisico (da aumentarsi ogni 4-6 settimane) ed alternare attività di tipo aerobico (cammino veloce, corsa, ciclismo, eccetera), con attività di tonificazione muscolare (esercizi a corpo libero o con pesi leggeri e/o elastici). Ogni seduta di allenamento deve prevedere una fase iniziale di stretching ed una finale di defaticamento con esercizi di allungamento muscolare. 1. Per le persone “sedentarie” si consiglia iniziare con 150 minuti/settimana di esercizio fisico di lieve intensità, o con 75 minuti/settimana di esercizio fisico ad intensità moderata, fino a raggiungere l’obiettivo di almeno 300 minuti di attività leggera alla settimana, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata alla settimana. 2. Per i “moderatamente attivi” si consiglia di svolgere almeno 300 minuti di attività leggera, o 150 minuti di esercizio a intensità moderata a settimana. 15 minuti di attività vigorosa per 1-2 volte a settimana devono essere eseguiti in alternativa all’esercizio leggero (60-120 minuti) o moderato (30-60 minuti). 3. Per gli “attivi” si consiglia di eseguire almeno 150 minuti di esercizio di intensità moderata a settimana, o 75 minuti di esercizio di intensità vigorosa.

Il Coronavirus, suggerimenti ai bambini con i cartoni animati del Gruppo Alcuni Tre brevi video anche in versione Lis, la lingua dei segni italiana

“B

ambini? Occhio al virus cattivo, che è come un grannellino di sabbia che può entrare dentro di noi e ci può far male, tanto male: è una delle spiegazioni che troviamo nei cartoni animati dei Mini Cuccioli, dove viene raccontato il Coronavirus ai bambini, descrivendo il pericolo del momento che si sta vivendo senza spaventare”. Il Dottor Luca Sbrogiò, Direttore del Dipartimento di Prevenzione della Ulss 3 spiega l’iniziativa Mini Cuccioli di “Raccontiamo la Salute” al tempo del Coronavirus che è stata realizzata con la Regione del Veneto-Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria insieme al Gruppo Alcuni. E’ infatti il Gruppo Alcuni che ha il compito di realizzare i brevi cartoni animati che spiegano il periodo di emergenza ai bambini e li invitano a rimanere a casa, suggerendo modi creativi e divertenti per passare il tempo. “Anche se il lockdown è per molti praticamente terminato – ha aggiunto il Dottor Sbrogiò – soprattutto per questioni di tipo lavorative, va tenuto comunque presente che ai più piccoli si dice ancora che è meglio rimanere il più possibile a casa. In questa fase, inoltre, si è an-

che pensato di realizzare una versione dei cartoni animati ad hoc per i bambini sordi con la versione LIS (Lingua dei Segni Italiana)”. Questa versione LIS è stata realizzata a cura della cooperativa sociale Blhyster e ENS Belluno con il patrocinio del Comune di Belluno. Ed ecco i link dei tre video realizzati: Occhio al coronavirus! Facciamo i bravi… Link Youtube della versione in LIS: https://youtu.be/D5ZWpRAmCJ8 Sconfiggiamo il virus con la fantasia – 1 Link Youtube della versione in LIS:https://youtu.be/KsfYBdyNB_U Sconfiggiamo il virus con la fantasia – 2 Link Youtube della versione in LIS:https://youtu.be/bK8icOg0dUQ


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Salute

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Mascherine, istruzioni per l’uso Dal 26 aprile l’utilizzo è obbligatorio, dal sito internet dell’Istituto superiore di sanità le indicazioni con le risposte alle domande più frequenti

L

e mascherine, in base al DPCM del 26 Aprile scorso sono diventate obbligatorie negli spazi confinati o all’aperto in cui non è possibile o garantita la possibilità di mantenere il distanziamento fisico. In base al comma 2 dell’articolo 3 dello stesso DPCM “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire un’adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Le mascherine rappresentano una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus e non possono in alcun modo sostituire il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca. Dal sito internet dell’Istituto Superiore di Sanità ecco alcune indicazioni sull’utilizzo corretto delle mascherine al tempo del Covid 19. Che differenza c’è tra le cosiddette mascherine di comunità e le mascherine chirurgiche? Le mascherine chirurgiche sono le mascherine a uso medico, sviluppate per essere utilizzate in ambiente sanitario e certificate in base alla loro capacità di filtraggio. Rispondono alle caratteristiche richieste dalla norma UNI EN ISO 146832019 e funzionano impedendo la trasmissione. Le mascherine di comunità, come previsto dall’articolo 16 comma 2 del DL del

essere né tossici né allergizzanti né infiammabili e che non rendano difficoltosa la respirazione. Devono aderire al viso coprendo dal mento al naso garantendo allo stesso tempo confort. La mascherina è obbligatoria anche per i bambini? Dai sei anni in sù anche i bambini devono portare la mascherina e per loro va posta attenzione alla forma evitando di usare mascherine troppo grandi e scomode per il loro viso. È possibile lavare le mascherine di comunità? È possibile lavare le mascherine di comunità se fatte con materiali che resistono al lavaggio a 60 gradi. Le mascherine di comunità commerciali sono monouso o sono lavabili se

sulla confezione si riportano indicazioni che possono includere anche il numero di lavaggi consentito senza che questo diminuisca la loro performance. Quali mascherine devo usare nel caso in cui compaiano sintomi di infezione respiratoria? Nel caso in cui compaiano sintomi è necessario l’utilizzo di mascherine certificate come dispositivi medici. Come smaltire le mascherine? - Se è stata utilizzata una mascherina monouso, smaltirla con i rifiuti indifferenziati; - Se è stata indossata una mascherina riutilizzabile, metterla in una busta e seguire le regole per il suo riutilizzo dopo apposito lavaggio.

• Test gratuito dellʼudito • Apparecchi acustici delle migliori marche 17 marzo 2020, hanno lo scopo di ridurre la circolazione del virus nella vita quotidiana e non sono soggette a particolari certificazioni. Non devono essere considerate né dei dispositivi medici, né dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica utile a

ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Quali sono le caratteristiche che devono avere le mascherine di comunità? Esse devono garantire un’adeguata barriera per naso e bocca, devono essere realizzate in materiali multistrato che non devono

Le bufale sul Coronavirus

Per paura dell’ospedale in molti sottovalutano i sintomi da infarto

Il cardiologo assicura: percorsi protetti

Attenzione alle false notizie che circolano in rete. Non sempre è facile riconoscere le fake news

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a paura del Covid-19 non deve far abbassare la isinformazione e fake news, non sempre è facile muoversi, guardia rispetto al rischio infarto: “Chi ha sintomi soprattutto nei social media e sul web, con sicurezza per dida angina instabile – dice il Primario della Cardiologia stinguere le false notizie dalle informazioni utili. In seguito alla di Mirano, il dottor Salvatore Saccà – non li trascuri e circolazione di queste notizie fuorvianti il Ministero della salute non corra rischi, e metta da parte il timore del Coronaviha dunque avviato una campagna contro le bufale, che aggiorrus: in Ospedale non corre rischi di contagio, e lontano na costantemente. Per quanto riguarda le informazioni sul virus dall’ospedale rischia invece la morte per infarto”. – questa è la raccomandazione principale - è buona norma fare Il Primario lancia questo appello poiché, assieme alle sempre riferimento a fonti istituzionali ufficiali e certificate. altre unità operative di Cardiologia del Veneziano, ha Dinotato seguitoinalcune affermazioni sono circolate in rete e una che questo periodo diche emergenza Coronavirus sonodrastica smentiteriduzione dal Ministero della Salute. degli accessi dei cittadini con sintoUna che miinstabile, sono contagiato, nuovo coronavirus rimarrà mi volta da angina ovveroill’anticamera dell’infarto. per sempre nelle mie cellule: Falso. “Se nel primo trimestre dello scorso anno – ha detto Una persona –che ha contratto il nuovoincoronavirus può guarire il medico avevamo registrato Reparto una media completamente senza avere più tracce del virus nell’organismo. di 30 accessi per angina instabile al mese, nel primo Quindi essere positivi al nuovo coronavirus trimestre di quest’anno si è notatonon unasignifica drasticarimanedimire infetti per sempre. nuzione degli accessi per la stessa problematica. Nel Il mese Coronavirus colpisce l’apparato se sonoun in di marzo siamo arrivati respiratorio addiritturaquindi a registrare grado di trattenere il respiro per almeno 10 secondi senza tossire numero di accessi dimezzato. Credo che il motivo sia in vuolgran dire che sono sano: Falso. sintomi generalmenparte imputabile al Ifatto chedilaCovid-19 gente temporeggia te sono e in questo caso non impediscono lo svolgimento di finolievi all’ultimo, e non si rivolge alla struttura ospedaliera attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente ai primi sintomi, come faceva prima. Questo accade,diio mostrato perper confermare si ha il in Covid-19 è conche un test credo, paura dise entrare ospedale, nondièlabogiuratorio e non mediante prove di apnea o esercizi di respirazione. stificata”. La vitamina dall’infezione da nuovo coronavirus? “Anche Dseprotegge lievi, i sintomi non vanno trascurati – ha Falso. Non ci sono attualmente evidenze scientifiche chetoracico la vitacontinuato il Primario –. Chi avverte un dolore minanelle D giochi un ruolo nellaoppressione protezione dall’infezione da nuovo sue varie forme, alla bocca dello stoCoronavirus maco, dolore al braccio, restringimento alla mandibola, Il tachicardia, virus è sensibile se bevo alcoliciSoccorso non mi deve all’alcol, subito diquindi rivolgersi al Pronto ammalo di Covid-19: Falso. Il consumo frequente di alcol o su-

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che indirizzerà immediatamente l’utente al reparto cardiologico”. peralcolici non protegge dall’infezione da nuovo coronavirus. Gli “Chiediamo agli per utenti di none accedere agli Ospedali alcolici sono nocivi la salute generano dipendenza. Il loro per le cose – spiega il Direttore Generale consumo nonrimandabili solo non protegge dal virus ma espone al rischio di dell’Ulss Serenissima Giuseppe DalPer Ben – ma garansviluppare3malattie serie, tra cui tumori. prevenire il contagio tiamo che,a di fronte allapiùnecessità un accesso bisognaloro restare casa quanto possibile, di rispettare le misure per urgenza, possono stare assolutamente tranquilli: di distanziamento sociale (almeno 1 metro di distanza dalleinaltre tutti gli Ospedali, già dai Pronto Soccorso, sonoe stati persone) e lavarsi frequentemente le mani con acqua sapone o creati dei apercorsi sicuriper peralmeno le urgenze, soluzione base di alcol 40- 60distinti secondi.da quelli specifici per ifare pazienti Covid-19. assicurati Si possono disinfettanti fatti Come in casasono miscelando candegegina, protetti i percorsi attivi per Miscelare le signore gravidanza sale grosso e acqua: Falso. piùinprodotti fra di loro esenza per conoscerne la parte materno-infantile, cheperché non sipotrebbero può certo gli effetti è pericoloso generimandare, si accoglie e si opera in sicurezza per rarsi sostanzecosì tossiche per contatto e per inalazione. ogni altra coronavirus urgenza: chi sintomi che possono Il nuovo puòhaessere trasmesso attraversofare le punpensare ad unFalso. infarto, quindi, non aspetti e si rivolga ture di zanzara: Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio al proprio medico curante o alattraverso Suem118leper un accesso che si diffonde principalmente goccioline generate alle cureuna in sicurezza piena”. quando persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso.

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