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Periodico d’informazione locale. Anno XIX n. 108
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Periodico d’informazione locale. Anno XIX n. 108
Palazzo Tassoni Barzan contesta l’assegnazione del Pat
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Casa di Riposo I lavori per la nuova struttura inizieranno nel 2013
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Provincia Azzalin: “Il riordino porti a 4 aree omogenee”
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16, 26 EDITORIALE
Stop al cemento, il Veneto cambia rotta
LO NAZ/19/2010/CT 01 04 2010
ESTATE ARIDA. RACCOLTI COMPROMESSI AL 100% In alcune campagne del Polesine il mais è seccato ancora prima che spuntasse la pannocchia. Rimasto nano, inutile da utilizzare sia come alimentazione per il bestiame che come biomassa, è stato tranciato anzitempo per liberare i campi. Per soia, frutta e orticole la stagione non è andata meglio pag. 5
VIA TRAVERSAGNO, NUOVO SOTTOFONDO
Procedono con continuità i lavori di Strada Traversagno e la sistemazione del manto stradale sarà portata a termine entro il prossimo autunno. A darne notizia è una nota congiunta del sindaco Massimo Barbujani e dell’assessore ai Lavori Pubblici Federico Simoni pag. 9 pubbliredazionale
Terme e sordità rinogena in età pediatrica pag. 11
di Nicola Stievano
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E’ nata Ecoambiente ma è stato un travaglio politico Ora la gestione dei rifiuti è di competenza di una sola azienda
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allo scorso 24 agosto la gestione dei rifiuti in Polesine è di competenza di una sola società: Ecoambiente, il cui Cda è composto da Massimo Nicoli, in qualità di presidente, Angelo Bragiotto e Ferruccio Lembo. Le due aziende che se occupavano in precedenza, Asm a Rovigo, ed Ecogest in tutto il testo del territorio provinciale, sono state definitivamente fuse anche se il processo è stato tutt’altro che semplice e ha dato luogo ad una vera e propria guerra politica conclusasi con la vittoria del Centrodestra e lo
smacco per il Centrosinistra che considera tuttavia l’intera operazione “sub judice”, visto che alcuni passaggi, a suo avviso, sono stati reputati illegittimi. Illecito ad esempio per il Pd Polesano è stato il modo di intervenire del presidente del Consorzio Rsu Pierluigi Tugnolo che con un colpo di mano lo scorso 9 luglio, il mandato dal Consiglio di amministrazione lo ha ottenuto solo qualche settimana dopo, ha decapitato il Cda di Ecogest di Giovanni Giribuola, Sandro Gino Spinello e Luigi Viaro, rei di aver fatto ostruzionismo
al procedere della fusione. Secondo la ricostruzione fornita dai tre, invece, la richiesta era di una proroga della fusione di ulteriori dieci giorni per ottenere una nuova perizia visto che a loro avviso la stima sul valore di Ecogest è stata al di sotto del vero valore della società. Però le due aziende sono state equiparate e fuse per dare vita a Ecoambiente una Srl con 5 milioni di capitale in mano quasi per due terzi dal comune di Rovigo e il resto al Consorzio Rsu. pag. 6
L’Intervento
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’ entrata in vigore la Legge n. 92/2012, contenente le disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita. La legge arriva dopo lunghe discussioni spesso solo ideologiche, ponendo un’ attenzione eccessiva sull’art. 18, concentrandosi più sull’effetto che sulla causa da risolvere. *Consulente del Lavoro e segretario provinciale Udc di Venezia
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opo decenni di crescita “irresistibile”, dopo il boom delle aree industriali commerciali - residenziali, spuntate accanto ad ogni campanile, dopo l’ubriacatura del mattone e del cemento armato, dell’asfalto e dei prefabbricati, in Veneto ci si chiede se sia il caso di invertire la rotta, di mettere un freno ad uno “sviluppo” che, oltre a modificare per sempre il territorio ed il paesaggio, lascia una pesante eredità ai nostri figli. Ad aprire la discussione è stato, a sorpresa, il Governatore Luca Zaia, senza tanti giri di parole. “Nel Veneto si è costruito troppo, non possiamo continuare così. È necessario fermarsi. Questo vale per i capannoni industriali, ma a maggior ragione per le abitazioni. Il tema è quello dell’archeologia residenziale, ancora più strisciante dei fabbricati industriali. È assurdo continuare ad approvare nuove lottizzazioni urbanistiche, quando esistono già abbastanza case per tutti. Piuttosto, diamo valore al recupero dei volumi esistenti”. La dichiarazione di Zaia non poteva (e non voleva) certo passare inosservata e ha sollevato immediate reazioni, quasi tutte favorevoli, con gli inevitabili distinguo, alle parole del governatore. continua a pag. 3
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EDITORIALE
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Stop al cemento, il Veneto cambia rotta
Tribunali
CORTEO DI SINDACI IN PROTESTA Per le sezione staccate dei tribunale non c’è più niente da fare, l’ex sottosegretario del Pdl Maria Elisabetta Casellatti ha fatto sapere che il guardasigilli Paola Severeno ha già messo la parola fine su tutti e 22 i collegi giudicanti che con il decreto sulla spending review sono stati considerati “di troppo”. Una decisione alla quale tuttavia alcuni primi cittadini non riescono a rassegnarsi, tant’è che lo scorso primo settembre, proprio ad Adria, sono scesi in corteo insieme ad altre 150 persone per protestare contro la decisione governativa. “La speranza è l’ultima a morire – spiegato il sindaco Massimo Barbujani, che nell’iniziativa è stato accompagnato dal colleghi di Loreo, Bartolomeo Amidei, di Ariano, Giovanni Chillemi, di Porto Tolle, Silvano Finotti e dalla parlamentare leghista Emanuela Munerato – e credo sia giusto che alla nostra protesta si aggiunga quella di tutti i cittadini”. Polizia locale
CALENDARIO DEI POSTI DI BLOCCO
Il Comando di Polizia locale ha comunicato quali saranno le strade e i giorni nelle quali verranno eseguite le misurazioni delle velocità sul traffico in transito sulle strade cittadine a settembre. Le misurazioni si terranno quasi tutte di mattina tranne quelle di venerdì 14 in via Malfatti e quelle di lunedì 24 in via M. Pozzato – Calcutta che si terranno di pomeriggio mentre martedì 25 sulla SR 443 a Valiera i posti di blocco sono previsti sia per al mattino che pomeriggio. Lunedì 3 in località Curicchi, martedì 4 in via L. Da Vinci, giovedì 6 a Valliera sulla SR 443, lunedì 10 in località Cengiaretto, mercoledì 12 in via L. da Vinci, lunedì 17 in località Pontinovi, martedì 18 ancora Valliera sulla SR 443, mercoledì 19 in località Curicchi a Bottrighe, giovedì 20 via L. da Vinci e venerdì 28 in via Malfatti.
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Una riflessione che dai toni e dai contenuti potrebbe andare ben al di là della battuta estiva e trasformarsi in atti e decisioni concrete già dai prossimi mesi. Questo almeno si augurano un po’ tutti, a partire dagli stessi costruttori edili, ormai consapevoli che la corsa sfrenata al mattone si è trasformata in un salto nel vuoto. D’accordo anche i commercianti, che chiedono di iniziare dallo stop alla costruzione di nuove, grandi aree commerciali che insieme con i capannoni hanno cambiato il volto del Veneto nell’ultimo ventennio. Le associazioni di tutela del paesaggio, le organizzazioni agricole, gli ambientalisti e tutti coloro che sono sensibili a questo tema ora chiedono che dalle parole Zaia passi ai fatti e che la sua denuncia non rimanga una bella promessa estiva. Più di qualcuno mette in luce le contraddizioni l’enunciato e la realtà che vede proprio in Veneto i cantieri di nuove aree commerciali (Veneto City), aree produttive più o meno vaste e infrastrutture. Il no al cemento, dunque, da cosa dovrebbe partire? Anzitutto da una diversa concezione del territorio, che non deve essere più visto come uno spazio vuoto da riempire con villette e prefabbricati ma come una risorsa che non possiamo perdere. Lo sottolineato da tempo gli agricoltori che proprio in Veneto fanno i conti con una disponibilità di terreno sempre più risicata. Amministratori e urbanisti dovranno concentrarsi, anziché sulla progettazione di nuove aree, sul recupero di quelle già esistenti. Perché tornare indietro è quasi impossibile una volta che il cemento c’è. Lo stop al cemento non è che il primo passo di un approccio più consapevole e responsabile con il territorio. Almeno è quello che tanti si augurano. Nicola Stievano
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La nuova illuminazione sarà a costo zero pag.
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La classifica delle strade più trafficate
ECONOMIA
Provincia
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La centrale è ancora tra le priorità di Enel pag.
SCUOLA
Polesine e acqua, binomio da ripensare pag. 19
CULTURA
A Ca’ Cornera Gabbris Ferrari con la sua mostra pag. 21
SPORT
Zancanaro è tornato ai vertici del mezzofondo
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Regione
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Viabilità
SIMONI ATTENDE RISPOSTE DA PALAZZO CELIO L’assessore alle Opere pubbliche Simoni ha fatto il punto su quelle che saranno le prossime priorità in termini di interventi alla viabilità per i quali attende il finanziamento della Provincia. “La circonvallazione nord di Adria, - ha spiegato - è un’opera già discussa nel Consiglio Comunale del 6 ottobre 2011 in occasione la quale è stata votato all’unanimit l’ordine del giorno che impegnava tutti i soggetti interessati ad adoperarsi per realizzare nel più breve tempo possibile la circonvallazione ed il cavalcaferrovia, avendo a disposizione ben 11,5 milioni di euro, dei quali 4 milioni. Si tratta della circonvallazione che, partendo da Località Orticelli, collega la S.R. 443 Adria-Rovigo con la S.R 516 “Piovese” Adria-Cavarzere, per poi continuare fino a ricongiungersi con la Adria-Loreo all’altezza dell’Ostello Amolara. Altro intervento importante che attendiamo dalla Provincia, anche a seguito di un sopralluogo già avvenuto con il sottoscritto, il Sindaco Barbujani e l’Assessore Tosini, è la sistemazione della S.P. 41 Adria-Loreo che presenta, nei pressi della rotonda dell’Autodromo, dei cedimenti e avvallamenti molto pericolosi, soprattutto di notte e per i motociclisti”.
“Adria d’estate”
CONCLUSIONE RINVIATA AL 16 SETTEMBRE
Libri di testo, quest’anno i genitori ripiegano sull’usato pagg. 24-25
INTORNO A NOI
Un team di psicologi a sostegno delle “vittime” della crisi
ARCHEOLOGIA
pag.
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Rinvenuti tre insetti di oltre 230 milioni di anni fa pag. 29
La 19esima edizione della manifestazione di “Adria d’estate” che avrebbe dovuto concludersi il 31 agosto è stata invece rinviata a domenica 16 settembre mantenendo il medesimo programma ossia spettacoli in Piazza Garibaldi, sulla Galleggiante, in Largo Mazzini confermato anche l’estrazione della tombola.
È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. è un marchio registrato di proprietà della PROMOMEDIACOMMUNICATIONS Srl Edito da: Give Emotions Srl
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Questa edizione raggiunge le zone di Adria, Petorazza e Papozze per un numero complessivo di 8.177 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 15752
Venezia Padova Rovigo Treviso
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Padova, via Svezia 9 Tel. 049 8704884 - Fax 049 6988054 numero verde 800 465040 promomedia@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
REDAZIONE:
Direttore responsabile
MAURO GAMBIN direttore@lapiazzaweb.it ORNELLA JOVANE o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 29 agosto 2012 CENTRO STAMPA: ROTOPRESS INTERNATIONAL LORETO, VIA BRECCIA (AN)
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4 Argomento del mese AGRICOLTURA Settembre è per tradizione il mese della raccolta e della vendemmia, quest’anno invece sarà protagonista la conta dei danni, dal vigneto al granoturco, dalle barbabietole all’ortofrutta. Allarme per il reddito delle imprese agricole e preoccupazione per l’approvvigionamento delle materie prime. Intanto le quotazioni aumentano. Appello di Zaia al Governo: “Trovate le risorse ma senza aumentare le accise sulla benzina”
Veneto a secco, crollo de
di Nicola Stievano
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e le perdite più gravi ’Iscrizione!!! registrate tra Venezia, Padova e Rovigo
L’assessore Manzato: “Dobbiamo trovare tutti gli strumenti per salvare le nostre imprese agricole”
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ranai vuoti, filari deserti, frutteti riarsi, orti assetati: è drammatico il bilancio dell’agricoltura veneta alle prese con l’annata più calda del decennio, addirittura peggiore del terribile 2003. Settembre è il mese del raccolto per eccellenza ma questa volta le delusioni saranno cocenti, soprattutto per i prodotti che più degli altri hanno risentito della siccità e del caldo torrido che ha caratterizzato l’estate. La trebbiatura del mais ha confermato i timori delle previsioni: chi non ha potuto irrigare ha fatto i conti con perdite di prodotto tra il 40 e l’80 per cento, con punte del 100 per cento nelle zone più aride tra la parte meridionale delle province di Venezia e Padova e l’intero Polesine. La resa media per ettaro, fa sapere Paolo Martin, direttore del Consorzio Agrario di Padova e Venezia, che si occupa anche del territorio di Rovigo, per il granoturco stando alle prime stime si è ridotta anche dell’80 per cento. Con le successive raccolte di inizio settembre la situazione è migliorata ma il bilancio resta pur sempre negativo. Una perdita solo in parte compensata dal sensibile aumento del prezzo del mais, pagato anche il doppio rispetto all’anno scorso. “Sarà difficile soddisfare il fabbisogno di materia prima per la nostra Regione – commenta Martin – a causa del crollo della produzione di granoturco particolarmente pesante pro-
prio nelle zone di maggior produzione”. Preoccupazioni anche per la vendemmia, iniziata la seconda metà di agosto sia nelle colline trevigiane che in pianura. Chi non ha risentito della siccità non avrà particolari problemi, anzi potrà contare su un prodotto di qualità, sia per i vini bianchi che per i rossi. Chi invece ha dovuto fare i conti con la penuria d’acqua rischia di perdere anche il 3040 per cento del prodotto, soprattutto nei vigneti più giovani e non serviti dall’irrigazione. Stando alle prime stime i danni per il Veneto ammontano ad un miliardo di euro e la superficie interessata dalla “grande sete” è di quasi 400 mila ettari, concentrati fra Venezia, Padova e Rovigo.”Al più presto – spiega Franco Manzato, assessore regionale all’agricoltura - dobbiamo dare il massimo delle risposte agli agricoltori, soprattutto quelli più colpiti: una strada non facile, che richiede un intervento a livello nazionale, che potrà essere accompagnato da azioni regionali. I sistema ordinario di difesa dalle avversità atmosferiche in agricoltura si basa sull’assicurazione contro i danni, il cui premio è coperto per circa tre quarti da contributo pubblico. Ma conosciamo anche i vincoli che le assicurazioni pongono, vincoli che in questa situazione sono diventati in molti casi un cappio. Sappiamo anche bene che molte aziende si sono “normalmente” indebitate acquistando a
credito sementi e mezzi tecnici, che a fine stagione faranno fatica a pagare per il pesante taglio del reddito a causa della perdita parziale o totale del raccolto. Il nostro obiettivo è salvare il nostro sistema agricolo e impedire che aziende valide collassino a causa di questa situazione del tutto straordinaria, che richiede risposte straordinarie”. Una delle misure da adottare potrebbe essere l’anticipo dei contributi della Pac, stabiliti dalle misure della politica agricola comunitaria, insieme alla richiesta di una deroga al piano assicurativo nazionale 2012. A queste si aggiungeranno altre iniziative accessorie di carattere fiscale e contributivo, l’integrazione salariale in favore dei lavoratori agricoli nelle aree colpite da avversità eccezionali e l’esenzione delle imposte sui redditi dominicali e agrari per le imprese agricole con un danno superiore al 30% della produzione ordinaria. Il presidente del Veneto Luca Zaia lancia un appello al Governo: “Ci vuole più attenzione, vanno trovate le risorse nazionali per sostenere le imprese agricole. Sappiamo che la coperta è corta, che ci sono al momento solo 18 milioni a disposizione del Fondo di solidarietà. Noi però non aumentiamo le accise, non vogliamo farlo: già lo fa Roma in maniera ignobile. I soldi dei veneti sono già lì Roma ce li restituisca. Noi versiamo di tasse più di quello che ci viene restituito”.
L’ACCESSO AL CREDITO AVEPA HA RIAPERTO LA PROCEDURA INFORMATICA
Alle aziende anticipi per 13 milioni Corenaro si contante di Nuo tofi/A quaziende agym tinconol’emer... per dare ato alle agricoleMat alle prese genza siccità ee le 8 difficoltà del es mercato. burocrazia risposte puo i aver ingr si Meno Nuo to Leibe ropiù veloci da parte degli organismi regionali da sempre al centro delle proteste fino allel’agenzia 14.0 degli agricoltori. E’ il caso dell’Avepa, per0i pagamenti in agricoltura,
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che il mese scorso ha riaperto la procedura informatizzata per l’anticipo dei premi comunitari del 2012. Nei mesi scorsi il progetto “Insieme per l’agricoltura” che ha coinvolto tremilarsportelli bancari in tutto ha permesso di erogare Palest a Fascia + il8Veneto, ingressi 13 milioni di euro. “L’anticipazione ha visto anche una effettiva concorrenza le fino alle14. 04,5 0 per cento, bancheNuoto interessate che,Libero a fronte di un tasso massimo applicabile del hanno applicato un tasso medio del € 3,9 per cento. – spiega l’assessore soponderato l o 50 regionale Manzato - Anche la platea dei beneficiari è stata molto ampia quanto a dimensione aziendale: gli importi erogati sono andati da un minimo di 3 mila ad un massimo di 500tmila euroqua per azienda”. Avepa pagamento Corso di Nuo o/A gym aèl dunque Matpronta tinalo... anticipato della metà della Domanda unica 2012, autorizzato dall’Unione EuroCon olo 25 piùL’Agenzia ha inoltre erogato pea, che in ogni casosprenderà avvio€ dal in 16 ottobre. 14 milioni di euro come T anticipo dela 75liperIn cento, Percorsi erm cludeispremi i richiesti in maggio tramite le domande di conferma presentate nell’ambito di misure agroambientali alle Rurale. 9 alEntro le il13 del ProgrammaD di Sviluppo 15 ottobre, infine, annunciati 15 milioni di euro ai viticoltori veneti che hanno richiesto il sostegno specifico sui premi per le polizze di assicurazione per la difesa dell’uva. € 135,00
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Argomento del mese 5 In Polesine
della produzione agricola Censimento dell’agricoltura Chiudono le piccole aziende ma le altre crescono
Meno aziende ma più giovani e specializzate, il rebus del reddito di Nicola Stievano
I
l bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Anche i dati veneti dell’ultimo censimento dell’agricoltura si prestano ad essere letti secondo le due opposte chiavi di lettura. Da una parte è confermato il calo costante delle imprese agricole dall’altra, però, le realtà che restano sul mercato sono sempre più specializzate e competitive, grazie anche alla presenza dei giovani, preparati e aperti alle nuove forme di business. Se la superficie coltivata diminuisce, di contro cresce l’estensione media delle singole aziende agricole, soprattutto nei settori più produttivi. Il rebus che il censimento non scioglie è quello della redditività, da sempre il tasto dolente dell’agricoltura alle perse con calamità naturali, speculazioni, emergenze alimentari. Ma sono le stesse organizzazioni agricole a considerare il bicchiere mezzo pieno. “Il calo di superficie è collegato soprattutto all’abbandono nelle zone di montagna del prato/ pascolo (dei 45 mila ettari andati perduti ben 33 mila sono riferiti a questa tipologia) – afferma Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto - mentre nelle altre aree rurali la superficie agricola è stata mantenuta dalle stesse aziende, nonostante le notevoli pressioni determinate dallo sviluppo infrastrutturale, commerciale e residenziale. I comparti trainanti dell’agricoltura veneta non hanno subito variazioni sostanziali: la vite è costante (73.000 ettari), i seminativi risentono di una lieve flessione (2%). Le fattorie in questo decennio, pur riducendosi da 178 mila a 120 mila si sono specializzate nelle coltivazioni tipiche, incrementando la dimensione aziendale. Le 37 mila aziende vitivinicole hanno raddoppiato la loro superficie media (da meno di un ettaro a quasi due ettari), le 13 mila aziende con bovini hanno aumentato del 40% la loro mandria. L’allevamento di suini ha registrato un aumento del numero di capi allevati (+ 230.000 capi), così come quello avicolo (+ 10 milioni di capi), anche grazie all’elevato livello di specializzazione raggiunto nelle 1.765 aziende suinicole e 2.976 aziende avicole”.
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n alcune campagne del Polesine il mais è seccato ancora prima che spuntasse la pannocchia. Rimasto nano, inutile da utilizzare sia come alimentazione per il bestiame che come biomassa, è stato tranciato anzitempo per liberare i campi. I danni maggiori sono stati riscontrati nei territori di Guarda, Crespino, Gavello, Ceregnano ma non migliore è stata la situazione nella zona di Adria e nei comuni di Loreo, Corbola, Papozze e Pettorazza dove oltre al mais gravi perdite sono state riscontrate per la soia e la barbabietola. Stessa situazione a Taglio di Po e Porto Tolle, e Ariano. Idem a Boccasette e Ca’ Venier, dove non è stato nemmeno possibile irrigare a causa dalla risalita del cuneo salino nei fiumi. La situazione descritta da Coldiretti Rovigo ad ogni rilevamento si è fatta via via più grave man mano che il periodo di siccità si è allungato. I primi allarmi addirittura gli inizi di luglio e alla fine di agosto, dopo nemmeno una goccia di pioggia caduta per terra, la situazione si è fatta decisamente grave: con raccolti compromessi al cento per cento, aziende agricole senza prospettive di reddito e diversi milioni di euro di danni che hanno letteralmente messo in ginocchio il comparto. Grande infatti il disagio lamentato dagli agricoltori e raccolto dall’assessore provinciale competente, Claudio Bellan, in occasione degli incontri con le A Boccasette associazioni di categoria. “Intendiamo e Ca’ Venier chiedere una sospensione dei ratei dei irrigazione mutui e forme di accesso agevolato al bloccata dalla risalita credito – spiega il direttore di Coldiretti del cuneo salino Rovigo Adriano Toffoli – diventa anche indispensabile attivare quanto prima un anticipo dei fondi Pac (Politica agricola comunitaria) delle domande uniche per le aziende colpite dalla siccità, poiché questa sarà l’unica liquidità che entrerà nelle casse di alcune aziende”. Su questo punto la presidente della Provincia, Tiziana Virgili, è stata tempestiva inviando la richiesta a Fabrizio Stella, direttore generale dell’Avepa, e per conoscenza all’assessore regionale alle Politiche Agricole Franco Manzato, affinché venissero garantite agli agricoltori la liquidità necessaria ad effettuare i pagamenti in sospeso, senza incorrere in eventuali sanzioni. Immediata la risposta del direttore dell’agenzia Regionale che comunque ha fatto sapere che la scadenza richiesta dalla Virgili, ossia prima della fine di agosto, con difficoltà sarebbe stata rispettata. “L’Unione europea ha autorizzato il pagamento degli acconti Pac per tutti, indipendentemente dalla siccità, a partire dal 16 ottobre prossimo – ha spiegato il direttore Stella – Avepa si impegna ad esser pronta a pagare il 16 ottobre stesso: essendo il fenomeno siccità esteso a tutta la regione, saranno liquidate certamente anche le aziende colpite. Da qui al 16 ottobre, sarà necessario creare delle sinergie con gli istituti di credito affinché possano fare affidamento sul fatto che la liquidità arriverà sui conti delle aziende agricole a quella data. In questi giorni Avepa sta già pagando gli anticipi, che sono stati autorizzati dalla Ue, per le circa 1600 aziende agricole dei 18 comuni polesani colpiti dal terremoto”. Fo.Ma.
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allo scorso 24 agosto la gestione dei rifiuti in Polesine è di competenza di una sola società: Ecoambiente, il cui Cda è composto da Massimo Nicoli, in qualità di presidente, Angelo Bragiotto e Ferruccio Lembo. Le due aziende che se ne occupavano in precedenza: Asm a Rovigo, ed Ecogest, in tutto il testo del territorio provinciale, sono state definitivamente fuse insieme anche se il processo è stato tutt’altro che semplice e ha dato luogo ad una vera e propria guerra politica conclusasi con la vittoria del Centrodestra e lo smacco per il Centrosinistra che considera tuttavia l’intera operazione “sub judice” visto che alcuni passaggi, a suo avviso, sono stati reputati illegittimi. Illecito ad esempio per il Pd Polesano è stato il modo di intervenire del presidente del Consorzio Rsu Pierluigi Tugnolo che con un colpo di mano lo scorso 9 luglio, ottenendo il mandato dal Consiglio di amministrazione solo qualche settimana
dopo, ha decapitato il Cda di Ecogest di Giovanni Giribuola, Sandro Gino Spinello e Luigi Viaro, rei di aver fatto ostruzionismo al procedere della fusione. Secondo la ricostruzione fornita dai tre, invece, la richiesta era di una proroga di ulteriori dieci giorni per ottenere una nuova perizia visto che a loro avviso la stima sul valore di Ecogest è stata al di sotto del vero valore della società. “Una società come Ecogest – hanno ribadito i tre in un comunicato – non può avere lo stesso valore di Asm visto che la prima serve circa duecento mila abitanti e la seconda solo la città di Rovigo”. Però le due aziende sono state equiparate e fuse per dare vita a Ecoambiente una Srl con 5 milioni di capitale sociale e una durata statutaria prevista fino al 2050 in mano quasi per due terzi dal comune di Rovigo e il resto al Consorzio Rsu che rappresenta il resto dei comuni polesani. Secondo i contestatori è evidente lo sbilanciamento di forze che la fusione ha
Nelle foto: Gino Sandro Spinello, Bruno Piva, Luigi Viaro, Giovanni Giribuola, Caterina Zanetti e Barbara Businaro creato tra gli enti locali. “Non capiamo – continua il comunicato a firma dei tre ex consiglieri di Ecogest – il silenzio con il quale alcuni sindaci hanno accettato questo trasferimento di capitali dai propri comuni a quello capoluogo”. Gli scontri tuttavia sono stati sull’intera linea dei due schieramenti con grovigli di reciproche accuse sconfinate anche all’interno delle stesse coalizioni, come nel caso del Pd, arrivato a mettere in forse l’alleanza con la Federazione della Sinistra dopo la revoca del Cda ad opera di Tugnolo, dal quale tuttavia FdS aveva già preso le distanze, e querele come nei confronti del primo cittadino rodigino Piva, denunciato da Viaro, Giribuola e Spinello per aver imputato loro la responsabilità di una lettera nella
quale un imprenditore del Nord Est (anonimo) chiedeva spalleggiamenti ad esponenti del Centrodestra per vincere l’appalto sulla discarica. Insomma una lotta politica senza esclusione di colpi nella quale si è inserito anche il Movimento a cinque stelle, con dichiarazioni di biasimo ad indirizzo sia del Centrodestra che del Centrosinistra ipotizzando, ma nenache tanto velatamente, che ad animare le forze politiche sia stata più che altro l’alta posta in palio piuttosto che lo spirito di servizio.“La tensione palpabile durante le discussioni, il lavoro frenetico ed incessante delle segreterie, dei sindaci di Destra e Sinistra, l’agitazione da un lato e la fretta dall’altro non certo si addicono - a nostro avviso, spiega Barbara Busi-
naro in un comunicato stampa – ad un gruppo di amministratori che a loro dire lavorano solo per cercare il bene della comunità”. Più esplicita la collega rodigina Michela Furin con un altro comunicato ha parlato “di un affare ghiotto” per quanto riguarda la gestione dei rifiuti del Polesine e di una guerra tra fazioni politiche che di certo non ha tenuto conto dei reali interessi dell’utenza. Interventi bollati come qualunquisti dal consigliere del Pd Caterina Zanetti. “Il Movimento a cinque stelle non può pretendere di ergersi al di sopra delle altre forze politiche e rilasciare patenti di moralità. Il Pd ha condotto la propria battaglia politica con numeri alla mano, quando altri hanno preferito semplicemente restare a guardare”.
LA GESTIONE DEI RIFIUTI NON VENGA PRIVATIZZATA Lo scorso luglio la Corte Costituzionale ha dichiarato nullo l’articolo che rendeva obbligatoria la partecipazione di partner privati nella gestione dei servizi pubblici
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a nuova partita che riguarda la neonata azienda che gestisce i rifiuti in Polesine, Ecoambiente, si giocherà sul campo della sua eventuale privatizzazione. Una delle ultime iniziative del Governo, Berlusconi prima della sua capitolazione lo scorso novembre, riguardava infatti l’obbligo di privatizzazione dei servizi pubblici locali. In poche parole la gestione dei servizi poteva essere affidata a società pubblliche solo se in quota parte erano partecipate anche da partner privati. Al tempo la contestazione all’operazione fu veemente, anche perché seguiva a di qualche mese il referendum sui servizi pubblici. Lo scorso luglio, tuttavia, la Corte Costituzionale ha definitivamente dichiarato nullo l’art.4 della manovra del governo Berlusconi. La notizia è stata accolta con esultanza dalla Federerazione della Sinistra polesana che immediatamente ha chiesto che in Polesine venisse bloccato ogni tentativo di privatizzazione, anche parziale, dei servizi pubblici. “E necessario modifficare il previsto bando di gara sui rifiuti – ha commentato Lorenzo Feltrin, portavoce della Fds - stralciando la cessione del 40% delle quote della nuova società, per far sì che questa rimanga totalmente in mano pubblica. In secondo luogo, sia per Ecoambiente, sia per la Polesine Acque, occorre procedere alla loro trasformazione in aziende speciali, chiudendo così definitivamente, ogni tanta-
tivo di introdurre logiche di profitto sui beni comuni e garantendo maggiore trasparenza a controllo nella loro gestione. Del resto è arcinoto – ha precisato lo stesso Feltrin – che lo scopo delle aziende private è fare utili mentre per i cittadini sarebbe importante che tali utili rimanessero bassi così da non incidere sulle tariffe”. Poco propenso alla privatizzazione di Ecoambiente si è detto anche il segretario provinciale della Cgil Fulvio dal Zio che con una lettera inviata ai nuovi rappresentati della società ha fatto conoscere tutte le ragioni della propria contrarietà. “La nostra posizione è totalmente contraria a qualsiasi privatizzazione – spiega nella missiva - anche parziale, del settore. Non c’è più un obbligo privatizzare lo dicono i referendum popolari e la Corte Costituzionale. La trasparenza nei percorsi di privatizzazione, da tutti richiesta, la otteniamo molto facilmente: chi ora politicamente sta gestendo il processo dimostri questa trasparenza perseguendo una strada completamente pubblica. Ecoambiente e la gestione della discarica può e deve rimanere pubblica. Riteniamo tale scelta la soluzione più idonea per assicurare la qualità dei servizi ai cittadini, il controllo delle tariffe, il mantenimento dei livelli occupazionali e non ultima una maggiore garanzia ambientale. E forse, chissà, una maggior condivisione politica”. Fo.Ma.
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Come trascorrere l’estate in città imparando l’inglese? Speak Summer è stata l’interessante alternativa dell’estate dei giovani adriesi rispetto ai soliti viaggi studio all’estero. Organizzato dall’associazione culturale Speak Europe, il campo estivo ha riscosso un grande successo sia tra i ragazzi che tra le famiglie, quale alternativa intelligente, educativa ed economica, specie in tempi di crisi, rispetto alle tradizionali e spesso costose vacanze all’estero, atte all’apprendimento della lingua madre per eccellenza della globalizzazione. La formula si è rivelata azzeccata, dal punto di vista didattico e in termini di affluenza, con i 50 posti esauriti fin dai primi giorni di iscrizione. I bambini non sono solo del territorio di adria ma arrivano da Cona, Cavarzere, Rosolina, Portoviro, Loreo, Taglio di Po, Ariano Polesine, Corbola, Bottrighe, Ceregnano e San Martino di Venezze oltre che da Guarda Veneta. I corsi, che dal 27 agosto al 7 settembre hanno allietato la vita del Centro Giovanile della Tomba, ricontestualizzando un’area dimostratasi peraltro funzionale per questo genere di attività, hanno intercettato varie fasce d’età, dai bambini più piccoli di 2 anni e mezzo fino ai ragazzi di 12 anni. Abbiamo deciso di svi-
luppare qui il nostro progetto per valorizzare ulteriormente questo centro che già offre sevizi per i ragazzi. Il merito di questi risultati soddisfacenti risiede, oltre alla bravura di tutor, nel metodo di insegnamento, che si basa nella trasmissione dell’inglese come parte attiva della quotidianità dei bambini, a partire dalla tenera età, incentivandone la comunicazione orale con dialoghi atti ad integrare le conoscenze grammaticali che si apprendono a scuola. “Speak Summer” si basa infatti su una serie di allegre e intelligenti attività complementari all’apprendimento svolto in classe, dove sovente i bambini non hanno il giusto tempo per esprimersi ampiamente in lingua. “Cerchiamo di favorire l’apprendimento dell’inglese attraverso attività ricreative oltre che attraverso il dialogo”- ha spiegato Elizabeth de Boehmler, presidente dell’associazione. “I nostri presupposti sono sostenere l’apprendimento della lingua inglese mediante il rispetto dei bisogni evolutivi del bambino, dei suoi tempi e ritmi, utilizzando una modalità ludica per accostarsi alla lingua straniera”. Non solo inglese tra i valori fondanti del campo estivo: tra i principi più importanti divulgati dai tutor anglosassoni, in possesso
delle certificazioni idonee per l’insegnamento dell’inglese come seconda lingua, ci sono il rispetto degli altri, il coinvolgimento, il ringraziamento, il rispetto dell’ambiente, la responsabilità, l’onestà, la fiducia, l’utilità, riassunti nel “Decalogo del buon cittadino e dell’amicizia”. Si tratta di una serie di regole positive per trasmettere valori importanti e fondamentali per l’educazione dei ragazzi, impartite ovviamente in lingua. Molto efficace anche il restyling della sede: le 6 aule, colorate e tappezzate con disegni, fumetti, collage e addobbi, tutti rigorosamente realizzati con carta riciclata, comprendenti la sala pranzo, sono divise per fasce d’età, secondo il livello linguistico degli alunni. “Ci piacerebbe rimanere in questa sede per il valore e le opportunità che ci offre e per dare una continuità a questo polo cittadino”- commenta l’insegnante, che ha attivato varie iniziative anche nel segno dei gemellaggi con il gruppo omonimo di Adria, tra scambi culturali e caccia al tesoro in inglese, tra città d’arte di grande fascino come Venezia. Tale attività ha permesso ai nostri tutor madrelingua di conoscere non solo i posti principali ma anche parti della città sconosciute ai turisti in genere. Nel
frattempo, le attività non si arrestano con la fine delle vacanze; a settembre ripartono i corsi per tutte le età e il baby parking bilingue, dove i genitori possono iscrivere i bambini dai tre anni e mezzo ai cinquesei anni, mediante quattro ore di contatto diretto con insegnanti madrelingua che attraverso il gioco e attività ricreative, iniziano a sviluppare le basi della lingua inglese. “Il nostro obiettivo principale è formare bambini bilingue in quanto consapevoli che l’inglese risulti una conoscenza necessaria per risultare competitivi nel mondo lavorativo di oggi” spiega la presidente. Speak Europe organizza infatti attività didattiche già per la prima infanzia, sia individuali che in gruppo, accompagnandoli fino all’università. Oltre ai ragazzi, l’associazione pensa anche al mondo degli adulti, con corsi adatti per ogni necessità, tra cui Speak Individual, ideali per migliorare terminologia e basi grammaticali, Speak Adults per la fluidità della comunicazione orale, Speak Enterprize per le aziende, Speak London con week end londinesi in compagnia di tutor madrelingua alla visita della città e Speak Venice l’alternativa al viaggio all’estero, in compagnia di madrilingua inglesi.
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8 Adria Urbanistica Maltarello ha individuato lo studio che affiancherà l’ufficio tecnico
Barzan getta ombre sull’assegnazione della stesura del Pat
NEWS Casa di riposo
INIZIO LAVORI NEL 2013
Il preventivo presentato all’Amministrazione è di 39.500 euro. La cosa puzza al Consigliere dell’Idv: “Sopra i 40 si dovrebbe procedere con una gara” di Roberta Giacomella
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o studio Tombolan & associati di Padova avrà l’incarico di redigere il Pat, il Piano di assetto del territorio che sostituirà il vecchio Piano regolatore fisando gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili. Si tratta di uno studio privato che l’assessore all’urbanistica Lorenzo Maltarello ha individuato, in via diretta, per redigere il piano di assetto territoriale che sarà completato nel prossimo periodo. Lo studio esterno si è già occupato di redigere diversi Pat in Veneto e si compone di professionisti altamente qualificati,.“Un’occasione – spiega Maltarello - per acquisire le conoscenze dell’intero processo di redazione e della fase attuativa del Piano”. Intervento reso necessario soprattutto dal fatto che a palazzo Tassoni la sola figura in grado di redigere il Pat si ritroverebbe a gestire una mole di lavoro troppo pesante per una sola persona. Il compenso accettato dallo studio Tombolan è di 39.500 euro, cifra che Maltarello definisce “estremamente contenuta”. Immediate le questo caso l’incarico di progettazione del Pat abbia perplessità dell’Idv adriese che chiede trasparenza il costo di 39.500 euro semplicemente perché si sulla determinazione di tale può assegnare incarichi diretti, compenso. A loro avviso l’as- L’assessore: eludendo la gara, se l’importo sessore non può affermare che “Istituire un di spesa non supera i 40.000 l’incarico assegnato sia la scelta bando costa una euro. Molto più trasparente samigliore per l’amministrazione cifra intorno agli rebbe stato invitare un congruo comunale perchè mancano 80-90mila euro” numero di professionisti e solo degli effettivi criteri di compacomparando le diverse offerte razione. La capogruppo Barzan ritiene infatti che in presentate è possibile affermare che chi si aggiudica
NEWS
È
L’assessore all’urbanistica Lorenzo Maltarello e il consigliere dell’Idv Rosa Barzan
l’incarico è più conveniente rispetto ad altri. Solo in questo modo si garantisce ai cittadini trasparenza e contenimento dei costi. A sua difesa Maltarello replica difendendo la scelta della giunta Barbujani “perché non è stata frutto di una analisi politica ma semplicemente tecnica”. Oltretutto rappresenta un risparmio per l’amministrazione poiché “Se avessimo istruito un bando avremmo speso una cifra intorno agli 8090mila euro, invece ci siamo accordati con lo studio per 40mila”.
Il consigliere regionale Mauro Mainardi con il sindaco Massimo Barbujani e l’assessore Federico Simoni
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a nuova casa di riposo di Adria si farà ed entro il 2013 cominceranno i lavori. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità una mozione che impegna la Regione a realizzare una nuova struttura in tempi brevi. Lo assicura il consigliere regionale del Pdl Mauro Mainardi. “Parliamo di una realtà che funziona e che messa nelle condizioni di operare in una sede opportuna è destinata a diventare un’eccellenza soprattutto in un territorio che ha tassi elevati di popolazione anziana”. Certo si tratta di una struttura di metà Ottocento, ormai inadeguata e obsoleta che non può più essere ammodernata. “Tuttavia la gestione è virtuosa, il bilancio è stato chiuso in attivo e le rette sono state aumentate di pochissimo”, sottolinea soddisfatto il consigliere regionale. “L’amministrazione comunale è già al lavoro come tutti i soggetti interessati dall’operazione. Il terreno per la nuova costruzione c’è già ed è frutto di una donazione, segno di quanto interesse c’è nei confronti dell’opera da parte di tutta la comunità”. Quindi sembra non mancare nulla in termini di mezzi e determinazione. La Regione ha capito le esigenze del territorio. ”La mozione ha affrontato anche il nodo economico impegnando la Regione a trovare le risorse necessarie. Insomma - rimarca fiducioso Mainardi - deve essere chiaro che la nuova casa di riposo di Adria sarà una priorità assoluta nonostante il momento di crisi”. Il segnale arrivato da Venezia è ottimo. “Dopo sessant’anni di stallo siamo finalmente sulla strada giusta. Con questa mozione abbiamo messo la parola fine a una serie di polemiche”. Ro.Gi.
Don Gabriele
E TORNATO IN BRASILE, RIMARRÀ FINO ALLA FINE DEL 2013
ripartito alla volta del Brasile il missionario Don Gabriele Fantinati. Rientrato in Italia dopo 2 anni ha dedicato i suoi giorni di “vacanza” alla visita delle parrocchie di Baricetta e Valliera, e ha celebrato una messa a Bottrighe, suo paese natale dove ha voluto incontrare tutti i familiari e parenti per uno scambio di saluti. Anche il vescovo, Lucio Soravito de Franceschi, ha voluto approfittare del rientro del missionario per conoscere meglio la realtà della missione diocesana in terra brasiliana e la situazione della chiesa cattolica in quei posti tanto lontani e tanto bisognosi di aiuto.
Si sono susseguiti una serie di incontri con gruppi di giovani, associazioni e con decine di persone che da sempre hanno mantenuto contatti con la nostra missione di oltre oceano. Non è nemmeno mancata l’occasione, importante sotto tutti i punti di vista, di diffondere un messaggio attraverso Radio Kolbe di Rovigo, qui don Gabriele è stato a lungo intervistato dal direttore del settimanale don Bruno Cappato, dedicando ampio spazio alla validità di una presenza dei sacerdoti della nostra diocesi in questa delicata ed importante parte del mondo. Don Gabriele, che ricordiamo
impegnato in Brasile fin dal 1982 ad oggi è ritornato ben tre volte in terra brasiliana, dovrebbe concludere questa sua significativa ed entusiasmante esperienza missionaria a fine del 2013, epoca nella quale sia lui che Don Giuliano, dovrebbero essere sostituiti da due nuovi sacerdoti della diocesi per continuare quel cammino missionario iniziato quasi 40 anni fa con il sostegno spirituale e morale ma anche materiale, visto che i proventi della raccolta fondi viene destinata ai più poveri, di quelle terre dove povertà e miseria vanno a braccetto. Ro.Gi
Nella foto: Don Gabriele all’aeroporto di Bologna prima della partenza per il Brasile accompagnato dai fratelli Giorgio e Giuliana
Adria 9 Opere pubbliche A Bellombra lavori completati entro l’autunno
Traversagno, nuovo sottofondo. Ok dalla prova di carico di Roberta Giacomella
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rocedono con continuità i lavori di sulla strada Traversagno e la sistemazione del manto stradale sarà portata a termine entro il prossimo autunno. A darne notizia è una nota congiunta del sindaco Massimo Barbujani e dell’assessore ai Lavori Pubblici Federico Simoni. La notizia dell’avanzamento dei lavori giunge lieta soprattutto ai residenti di Bellombra per una delle opere maggiormente discusse, almeno negli ultimi 10 anni, da molti assessori e sindaci. Il via al cantiere è stato dato il 2 maggio da parte della ditta Pigeco Srl. I lavori effettuati consistono in un abbassamento generale della sede stradale, e successivo allargamento della banchina, permettendo così maggior stabilità al terrapieno su cui scorre la strada, ed evitando inoltre i fenomeni franosi delle sponde. Mediante una particolare lavorazione e ricostruzione del sottofondo, composto in buona parte da caolino che verrà stabilizzato, si ridurrà drasticamente il fenomeno dei cedimenti della sede stradale e delle ondulazioni la caratterizzavano in precedenza. Allo stato dei lavori, sono stati bonificati circa 900 metri, partendo dall’idrovora e proseguendo verso Adria fino al vecchio casello ferroviario, subito a ridosso delle abitazioni, abbassando la strada di circa 2 metri fino ad arrivare quasi al piano campagna. I risultati della prova di carico su piastra per verificare la portata del nuovo sottofondo realizzato, hanno dato riscontri positivi alla soluzione tecnica adottata, in quanto si sono rilevati
Il via al cantiere è stato dato il 2 maggio. I lavori sono condotti dalla ditta Pigeco cedimenti minimi residui non rilevanti a carichi di 500 kg/cmq. “I positivi risultati delle prove tecniche di tenuta del tratto non possono che confermare la validità e la bontà dell’intervento - commenta soddisfatto Simoni - e i lavori proseguono tutt’ora con continuità per portare a termine la strada Traversagno in autunno. Questa credo sia un’altra prova che la nostra amministrazione lavora in silenzio e alacremente su molti fronti, compresi quello dei lavori pubblici, in cui nonostante i tagli e l’impossibilità di contrarre mutui per realizzare opere pubbliche, ci si stia muovendo andando alla ricerca di contributi o altre forme di finanziamento per realizzare opere di cui la nostra città ha sentito per troppi anni solamente parlare senza mai vederle realizzate, come invece sta avvenendo ora”.
Abbassata la sede stradale di 2 metri e impiegato del caolino per evitare che le sponde franino NEWS Municipio
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a ditta Beghelli spa fornirà e gestirà per 16 anni la manutenzione di 1.794 lampade di illuminazione e 250 lampade d’emergenza a costo zero per l’Amministrazione comunale adriese. La notizia è stata diffusa dall’assessore alle Politiche Energetiche Fabio Panetto nel quadro di un progetto di riqualificazione degli impianti di illuminazione e lampade d’emergenza degli edifici comunali. Beneficiari saranno le scuole medie Manzoni, ex Omni, Marino Marin, le scuole elementari Bottrighe, De Amicis, Pascoli, Vittorino da Feltre, Leonardo da Vinci, Di Vittorio, la Polizia Municipale e Palazzo Tassoni. In tutti questi edifici saranno anche adeguati gli impianti elettrici di illuminazione fino alla scatola di derivazione più vicina; inoltre per il palazzo Municipale verrà adeguato normativamente l’impianto elettrico della parte quadri e linee dorsali. La nuova tecnologia consentirà alle lampade che resteranno accese di giorno un consumo inversamente proporzionale all’intensità luminosa presente nell’ambiente, che porterà un risparmio fino al 60% dei consumi diretti di illuminazione. “Un progetto in ballo da diversi anni, ricorda l’Assessore Panetto, che ha visto la luce in questo mandato della Giunta Barbujani”. Ro.Gi.
10 Sguardo a Rovigo Istruzione Al via il nuovo anno accademico
Il Cur rinnova l’offerta universitaria Al via diversi corsi: dalla laurea in giurisprudenza al dottorato in Diritto dell’Unione Europea, dalla laurea magistrale in Ingegneria Meccanica ai corsi di Infermieristica di Roberta Giacomella
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l Cur si rinnova e la sede di Viale Marconi è già pronta per ospitare lezioni e segreteria. Il Presidente del Cur, Roberto Tovo, ha presentato i corsi di laurea attivati a Rovigo per l’anno accademico 2012/2013 e sono diversi i punti di forza che caratterizzano il nuovo anno accademico. Innanzitutto va segnalata la novità inerente il Corso Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, che attiva un percorso di studi a doppio titolo con l’Università di Granada (Spagna). Al termine lo studente conseguirà la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Ferrara e il “Grado en derecho” presso l’Università di Granada. Il percorso è attivato sulla base di una convenzione tra i due atenei. Altro punto di forza è il dottorato in Diritto dell’Unione Europea. Coloro che sono già in possesso di una laurea possono scegliere
Riconfermati tutti i corsi che in questi anni hanno contraddistinto la sede di proseguire la loro formazione in un settore sicuramente promettente, quello del diritto emanato nell’ambito delle varie politiche comunitarie per aspirare, ad esempio, a carriere dirigenziali in amministrazioni pubbliche e private e in organizzazioni internazionali. Riconfermati, inoltre, tutti i corsi che in questi anni hanno contraddistinto la sede universitaria rodigina e che l’hanno resa una scelta qualificata per tanti giovani. Prosegue il corso di laurea magistrale in Ingegneria Meccanica già attivo con l’università di Padova. Con l’indirizzo in Progetto e Fabbricazione con i Materiali Polimerici si
vuole formare una figura professionale del tutto nuova, molto richiesta dalle imprese dei comparti manifatturieri di prodotti in materiale polimerico, assai numerose nel territorio nazionale e, soprattutto, nei distretti industriali del Nord. Sempre attuale e in linea con le dinamiche sociali e occupazionali è il corso triennale in Diritto dell’economia. Fornisce ampi sbocchi e competenze richieste a diverse figure professionali con possibilità di collocazione in molteplici settori pubblici e privati. Proseguono i corsi che rappresentano una risposta a livello regionale per la preparazione delle figure professionali degli educatori. Tra questi il corso di laurea magistrale in Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi, e il corso di laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione
La sede dell’Università rodigina Sempre ricca anche la proposta in ambito sanitario grazie alla collaborazione con l’ULSS 18 di Rovigo. Anche quest’anno vengono riproposti i corsi di Infermieristica, Tecniche di Radiologia Medica, Ostetricia e Fisioterapia. Da segnalare anche il corso di Educazione Professionale, abilitante alla professione sanitaria di Educatore Professionale. “Oltre alla varietà e qualità dei percorsi formativi offerti strettamente collegati al mondo del lavoro e della ricerca, tanti scelgono il Cur - spiega Roberto Tovo - anche
perché è una sede giovane e piccola capace di essere, rispetto agli Atenei tradizionali, a misura di studente, e dove si può trovare una maggiore attenzione alla dimensione umana, allo scambio tra ragazzi e docenti, al dialogo aperto e costante e in un contesto dinamico e flessibile. Aspetti da non trascurare quando si affronta la carriera universitaria, perché sentirsi accompagnati durante tutto il proprio percorso di studi è un fattore importantissimo per portarlo a termine con successo”.
IL CASO L’istituzione culturale cittadina ha rischiato la chiusura
SALVA LA BIBLIOTECA DELL’ACCADEMIA DEI CONCORDI
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a biblioteca dell’Accademia dei Concordi è salva, così come i contratti dei propri dipendenti precari. La biblioteca ha riaperto ufficialmente i battenti il 28 gosto, con un giorno di ritardo rispetto alla regolare attività. Tuttavia quanta ansia, il giorno precedente: ad accogliere l’utente, la scritta “chiuso” del giorno prima non faceva certo presagire nulla di buono. Quella mattina, la tensione era alta non solo tra le parti, ma anche nei volti dei dipendenti e degli stessi cittadini, in numerosi accorsi per capirne il destino. Viva si è dimostrata, anche la sensibilità dei rodigini, che in questi mesi estivi hanno dato vita ad una vera e propria mobilitazione per salvare il destino di questo importante fulcro culturale sfociata in una cospicua raccolta firme, inviata al sindaco e l’amministrazione comunale per preservare un così nevralgico servizio sociale e culturale dal pericolo di inattività. Con la sua raccolta di oltre 280.000 volumi, l’Accademia svolge infatti la funzione di biblioteca comunale della città in virtù del contratto Gnochi del 1836, accogliendo oltre 5000 persone al mese. Il rischio di chiusura rappresentava un colpo al cuore per la città, se si considera come, in tempo di crisi, in centro siano venuti a a mancare altri necessari servizi culturali, tra cui la libreria, senza considerare che la Fiera delle parole è emigrata a Padova. Fortunatamente, la querelle è sfociata nell’accordo tra il sindaco Bruno Piva con il Cda dell’ente culturale. “E’ stato un incontro molto positivo di confronto – ha commentato il primo cittadino - in cui l’amministrazione ha chiaramente confermato l’importanza riconosciuta a questa illustre istituzione culturale. Da parte nostra c’è la piena consapevolezza del ruolo che l’Accademia riveste per l’intera comunità e tutta la volontà di rispettare gli impegni presi, anche se gravosi per il nostro bilancio”. Entro la fine dell’anno il contratto che regola i rapporti fra Comune di Rovigo e Accademia dei concordi, il legato Gnocchi risalente al 1836 e rivisto nel 1979, andrà perfezionato. Me.Ru.
Terme e Sordità Rinogena in Età Pediatrica
pubbliredazionale
La sordità in età pediatrica nell’ otite catarrale L’ otite catarrale o Otite Media Secretiva (OMS) in età pediatrica sta assumendo in questi ultimi anni la più frequente predisposizione dei processi catarrali essudativi delle prime vie aeree.
E’ una patologia molto insidiosa in quanto non da dolore ma solo un calo dell’udito
infatti in termini clinici viene anche chiamata Sordità Rinogena, che non sempre viene riportato dal bambino, il genitore o la maestra se ne accorgono in quanto vedono il bambino distratto, poco attento e che non ripete bene le parole. Presso questo centro termale ogni anno vengono trattati per OMS circa 800 bambini, di età compresa tra i 3 e i 12 anni, inviati sia dagli Specialisti ORL sia dai Pediatri di base. Il trattamento termale consiste nell’eradicare le cause che maggiormente predispongono all’otite catarrale infantile attraverso tre obiettivi: 1 Riduzione del numero delle flogosi rinofaringee; Azione diretta sulla funzione tuba2
rica (Tromba di Eustachio) e sui processi infiammatori e infettivi cronici dell’orecchio medio; 3 Prevenzione delle riacutizzazioni delle flogosi delle vie aeree superiori. Tali risultati possono essere ottenuti attraverso la terapia termale; ciò lo posso affermare sia sulla base della mia esperienza clinica, sia sulla base di dati numerosi della letteratura. Il trattamento termale consiste nell’ insufflazione tubo-timpanica sempre eseguita dal Medico Specialista ORL . In alcuni casi viene utilizzato il Politzer secondo la metodica di Salimbani. Nel 90/95% dei casi si assiste ad una risoluzione del problema uditivo, molto spesso
con recupero totale e a riduzione consistente degli episodi catarrali rinofaringei durante la stagione autunno-invernale. Una revisione della nostra casistica ci permette di affermare che nei bambini sottoposti a cure termali (Inalatorie, insufflatorie) vi è stato un minor tasso di assenteismo scolastico e un minor ricorso sia a terapie mediche farmacologiche sia a terapie mediche chirurgiche. Il Direttore Sanitario Specialista ORL Dott. ChIappetta Antonio
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Sguardo a Rovigo 13 Viabilità Un’indagine della Provincia vie strade di propria competenza
La strada più trafficata è la Provinciale 5 Lo stesso tratto di strada detiene il primato anche per il transito del maggior numero di mezzi pesanti e per le velocità raggiunte da auto e moto
L’Intervento Riforma mancata
di Luca Scalabrin* segue da pag.
1
di Melania Ruggini
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entre l’assessore provinciale Oscar Tosini ha recentemente comunicato l’avvio del progetto di rifacimento di tutta la segnaletica stradale, sia verticale che orizzontale, in previsione della stagione invernale, dallo stesso ufficio viabilità di Palazzo Celio arriva l’ultimo interessante rilevamento relativo al traffico dei veicoli che investono sulle strade provinciali, con annesse le relative criticità. L’indagine si è protratta per cinque mesi, mediante una rilevazione alquanto precisa sulle 53 strade gestite dalla Provincia di Rovigo, per un totale di 518 chilometri, di cui 429 di proprietà e 88 in concessione demaniale. Ogni arteria è stata monitorata per una settimana, 24 ore su 24, coinvolgendo tutti i mezzi possibili: motociclette, autovetture, veicoli pesanti, fino ai tir. Ciò che risulta è che la strada Provinciale n. 5, che collega il famoso e popolare centro commerciale La Fattoria alla zona dell’Interporto, è la strada più trafficata del Polesine, con 68.685 veicoli circolanti. Essa è seguita dalla Sp8, che da Loreo conduce a Porto Viro in località Pilastro, con 68.490 transiti. Tra le strade deputate al turismo la Sp65, che dal Volto di Rosolina conduce alle spiagge, sop-
La velocità massima registrata è stata quella di una moto a 225 kmh porta il maggior numero di veicoli: nel periodo estivo, da luglio ad agosto del 2011, essa ha registrato 86.792 automezzi, scesi poi ai 29.210 nel mese di settembre. Particolarmente “calda” anche la Sp45 che collega Adria con Rosolina, che ha contato 80.371 mezzi nel periodo estivo, contro i 68.186 mezzi del periodo autunnale. Il maggior numero di veicoli pesanti transitati sono stati 23.158 sulla Sp5 in prossimità dell’Interporto, la velocità massima raggiunta è stata di una moto a 225 kmh; per le autovetture si è arrivati a 214 kmh, per i tir a 137. Per quanto riguarda invece la nota dolente, ossia gli incidenti stradali, si è notato che la provinciale con il maggior numero di sinistri è Sp38, quella che va da Piano di Rivà a Bonelli, con ben 17 sinistri, per un totale di 26 feriti, seguita quindi dalla Sp45 Adria-Rosolina con 15 incidenti e 17 feriti.
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Nel nostro territorio, è in atto una profonda trasformazione nella gestione delle attività produttive, nell’ambito delle diverse realtà imprenditoriali. In Veneto c’è un’ impresa ogni 12 abitanti, di cui quasi il 97% sotto la soglia dei 15 dipendenti. Un grande sforzo, dunque, su un problema che in realtà poteva essere risolto con il semplice abbassamento della durata dei processi del lavoro e dei termini di impugnazione del licenziamento. L’imprenditore veneto non è interessato ad avere una legislazione che gli consenta di licenziare i propri dipendenti, ma al costo del lavoro, assente completamente in questa riforma. In Italia, il lavoro costa il 115% in più rispetto al salario netto spettante al lavoratore. Il problema non è quello di licenziare, ma di assumere. Fidelizzare il lavoratore con l’intento di realizzare un mercato del lavoro dinamico, flessibile e inclusivo, capace cioè di contribuire alla crescita e alla creazione di occupazione di qualità, di stimolare lo sviluppo e la competitività delle imprese, oltre che tutelare l’occupabilità dei cittadini. Non serviva demonizzare i titolari di partita iva, che appartengono al mondo delle professioni. Non serviva stravolgere, i diversi contratti di lavoro, la giusta qualificazione del rapporto di lavoro, può avvenire con i principi giuridici già esistenti. Manca attenzione alle donne, ai giovani, spariscono le agevolazioni per i contratti di inserimento utilizzati per far imparare un mestiere, nelle società partecipate dall’ente pubblico. Si sono introdotti nuovi adempimenti, inutili, a carico delle aziende. Una riforma mancata dunque. Le barriere ideologiche e culturali, hanno contribuito a questo scarso risultato. Quello che però rimane è un’occasione perduta con un modello senza crescita, in un Italia dove la disoccupazione per i giovani sale al 35% e la cassa integrazione segna punte di più 16%, una presentazione poco proponibile per una seria credibilità internazionale.
*Consulente del Lavoro e segretario provinciale Udc di Venezia
14 Sguardo al Delta Centrale di Polesine Camerini Un nuovo rischio per il futuro dell’impianto portotollese
Il Sulcis in concorrenza con il Delta Rassicuranti le risposte del ministro Clini e dell’Ad Conti sulla riconversione ma il progetto dello stoccaggio della Co2 potrebbe sfumare a beneficio della miniera Nuraxi Figus di Fortunato Marinata
L
a recente sentenza del Consiglio di Stato ha rimes- Paolo Avezzù, ha rassicurato i polesani sul fatto che so in pista l’ipotesi che la via della riconversione dal Ministero le risposte attese arriveranno con una a carbone della centrale di polesine Camerini sia certa solerzia tuttavia non ha mancato di sottolineare praticabile. Il collegio, infatti, ha dato il proprio as- ancora una volta che il problema vero non è forse più quello ambientale, considerati i senso affinché il progetto torni severissimi limiti alle emissioni con in Commissione Via al ministero, Il problema vero cui l’eventuale centrale a carbone dopo che quello vecchio era stato non è forse più annullato perché basato su una quello ambientale dovrebbe misurarsi, ma l’economicità in senso più ampio, in un legge regionale “ad centralem” ma l’economicità contesto in cui la sovrapproduzione con la quale è stata modificata la dell’impianto di energia spinge un certo tipo di legge istitutiva del Parco nazionale del Delta del Po. Secondo il Consiglio di Stato, però, la centrali elettriche fuori dalle logiche economiche più procedura seguita dal Consiglio regionale è corretta e attuali e virtuose. Dunque secondo il Ministro è Enel dunque la Commissione Via può nuovamente tornare che dovrebbe informare il territorio se vi siano ancora ad esprimersi. Il problema è quando lo farà? La risposta le opportunità economiche per investire a Porto Tolle. in merito è arrivata il mese scorso dal meeting di Co- Anche in questo caso la risposta è arrivata sempre dal munione e liberazione di Rimini al quale ha partecipato meeting di Rimini al quale l’amministratore delegato anche il ministro competente, Corrado Clini, che incal- del colosso dell’energia, Fulvio Conti, ha presenziato zato dal presidente del consiglio comunale di Rovigo, qualche giorno dopo Clini. La fatidica domanda è stata
posta sempre da Avezzù, accompagnato da una delegazione portollese composta dal primo cittadino Silvano Finotti e dal portavoce del Comitato dei lavoratori, Maurizio Ferro, che ancora una volta ha ottenuto una risposta positiva. “L’impianto di Polesine Camerini – ha infatti risposto l’amministratore delegato – è e rimane un progetto strategico per Enel”. Alla risposta di Conti andrebbe aggiunto che ora il progetto e anche libero da impedimenti di sorta, visto che il tono del ministro è parso rassicurante in merito ad un veloce avvio delle valutazioni e che le leggi regionali sono già state riviste a tal fine, ma che tuttavia potrebbe subire la concorrenza di altre realtà come nel caso della miniera di Nuraxi Figus per la quale i minatori della Carbonsulcis hanno chiesto di ottenere il finanziamento di un progetto che prevede l’integrazione della miniera con la centrale di stoccaggio dell’anidride carbonica nel sottosuolo. Il progetto integrato rivendicato dai minatori, infatti, necessita di un investimento di un miliardo e mezzo di euro da distribuire
Una manifestazione dei minatori del Sulcis e quella dei lavoratori della centrale di qualche tempo fa in 8 anni che se andasse in porto, distrarrebbe risorse alla centrale visto che un analogo progetto è previsto anche per il Polesine e la Comunità europea ha già deciso di finanziarne uno solo in Italia. Insomma la strada della speranza, per i lavoratori, è stata è attraversata ancora una volta dall’ennesima incognita.
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Nel nostro territorio, è in atto una profonda trasformazione nella gestione delle attività produttive, nell’ambito delle diverse realtà imprenditoriali. In Veneto c’è un’ impresa ogni 12 abitanti, di cui quasi il 97% sotto la soglia dei 15 dipendenti. Un grande sforzo, dunque, su un problema che in realtà poteva essere risolto con il semplice abbassamento della durata dei processi del lavoro e dei termini di impugnazione del licenziamento. L’imprenditore veneto non è interessato ad avere una legislazione che gli consenta di licenziare i propri dipendenti, ma al costo del lavoro, assente completamente in questa riforma. In Italia, il lavoro costa il 115% in più rispetto al salario netto spettante al lavoratore. Il problema non è quello di licenziare, ma di assumere. Fidelizzare il lavoratore con l’intento di realizzare un mercato del lavoro dinamico, flessibile e inclusivo, capace cioè di contribuire alla crescita e alla creazione di occupazione di qualità, di stimolare lo sviluppo e la competitività delle imprese, oltre che tutelare l’occupabilità dei cittadini. Non serviva demonizzare i titolari di partita iva, che appartengono al mondo delle professioni. Non serviva stravolgere, i diversi contratti di lavoro, la giusta qualificazione del rapporto di lavoro, può avvenire con i principi giuridici già esistenti. Manca attenzione alle donne, ai giovani, spariscono le agevolazioni per i contratti di inserimento utilizzati per far imparare un mestiere, nelle società partecipate dall’ente pubblico. Si sono introdotti nuovi adempimenti, inutili, a carico delle aziende. Una riforma mancata dunque. Le barriere ideologiche e culturali, hanno contribuito a questo scarso risultato. Quello che però rimane è un’occasione perduta con un modello senza crescita, in un Italia dove la disoccupazione per i giovani sale al 35% e la cassa integrazione segna punte di più 16%, una presentazione poco proponibile per una seria credibilità internazionale. *Consulente del Lavoro e segretario provinciale Udc di Venezia
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Taglio delle Provincie Il Governo attende le proposte della Regione entro il 22 ottobre
Azzalin: “Il Veneto diviso in quattro aree omogenee” Per il consigliere regionale del Pd il riordino dovrebbe portare alla realizzazione di un’area montana, di una ad elevata urbanizzazione, dell’area del Veneto centrale e a quella del basso Veneto Fortunato Marinata
La sede della Provincia di Rovigo
P
er palazzo Celio sembra non ci sia più niente da fare, all’Emilia, non dispiacerebbe nemmeno il salto di Regione la legge sul contenimento della spesa pubblica (la e un accorpamento alla provincia di Ferrara. La storia, del cosiddetta ‘spending review’) non lascia molte possi- resto, lo legittimerebbe. Comunque sia, finora si è parlato bilità all’ipotesi che la provincia di Rovigo possa continuare solo di ipotesi più o meno realistiche, il momento delle dead avere un ente che lo rappresenti come unità territoriale. cisioni deve ancora arrivare anche se il tempo stringe. Entro Le provincie salve dalla “forbice” del Governo sono solo il 2 ottobre la Conferenza permanente Regione-Autonomie quelle di Verona, Vicenza e Venezia, in virtù del fatto che locali dovrà deliberare un’ipotesi di riordino delle Provinhanno più di 350 mila abitanti e un’estensione superiore ce da trasmettere alla Regione, che a sua volta avrà solo 20 giorni di tempo per inviare una ai 2500 chilometri quadrati mentre il proposta al Governo, proposta che resto del Veneto dovrà essere riorga- Il Polesine ancora manca visto che in Regione nizzato. Il Polesine, pertanto, conti- non è un bottino la discussione verte su una legge nuerà ad esistere come realtà fisica di guerra che attribuisca la precedenza del ma come realtà politica è costretto a da dividere riordino al Consiglio regionale e non, diventare qualcos’altro. Tra le ipotesi e distribuire come previsto dal Governo, ad una si è parlato di un accorpamento “tout court” a Padova ma non sono mancare supposizioni dif- “Conferenza” che non è nemmeno elettiva. Questioni “di ferenti che hanno anche lasciato presagire l’idea di uno lana caprina”, secondo alcuni esponenti del Consiglio di smembramento del territorio rodigino e del successivo rior- palazzo Ferro Fini, che hanno solo il merito di allontanare dino delle varie aree seguendo il parametro delle affinità il discorso dal cuore del problema, ossia immaginare come con le altre realtà contermini. Per il Delta, ad esempio, il dovrà essere il Veneto di domani. In Polesine, intanto, lo nuovo riferimento provinciale potrebbe essere quello ve- scorso 5 settembre in occasione di un consiglio provincianeziano mentre a una parte del Polesine, quella limitrofa le è stato votato un punto all’ordine del giorno in cui gli
esponenti di palazzo Celio hanno espressa la volontà che il Polesine non diventi una terra da annettere solo in ragione delle sue potenzialità: lo sbocco al mare, il sistema portuale e l’asta navigabile o addirittura l’intera area deltizia potrebbero essere contesi tra le provincie superstiti come fossero un bottino di guerra. Ma il vero pericolo secondo il presidente del Consiglio rodigino, Federico Frigato, è che l’ipotesi più accreditata del riordino sia quella di un accorpamento a Padova e che dunque per la provincia rodigina spetti un futuro “all’ombra” della città del Santo. Ipotesi che non piacerebbe nemmeno un poco al consigliere del Partito democratico Graziano Azzalin che invece il Veneto del “dopo provincie” lo immagina diviso in quattro aree omogenee. “In sede regionale il Pd – ha precisato Azzalin - già nel corso della discussione sul nuovo Statuto veneto, ha elaborato una propria proposta organica, nella quale il riconoscimento di macroaree non è una semplice constatazione delle peculiarità dei diversi territori, bensì uno sprone ad attuare politiche mirate a seconda delle diverse esigenze. In più, con la legge di Disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali, approvata dal Consiglio con consenso trasversale, si mette
nero su bianco una suddivisione del Veneto in quattro aree omogenee: l’area montana e parzialmente montana, l’area ad elevata urbanizzazione, l’area del Veneto centrale e l’area del basso Veneto. Solo partendo da questa suddivisione si può trovare una soluzione che superi le incongruenze dei dettami contenuti nel cosiddetto decreto sulla spending review. E solo così le competenze del nuovo ente intermedio, nei settori ambiente, rifiuti, trasporti e viabilità possono essere implementate e organizzate secondo economie di scala ed in modo più efficiente. Ritagli arbitrari del territorio contribuirebbero solo ad affossare ulteriormente l’amministrazione locale, rendendo le nuove Province degli inutili carrozzoni poco rappresentativi e poco democratici”. Convergenza pressoché totale su queste posizioni anche da parte del consigliere del Carroccio Cristiano Corazzari che ha sottolineato come sia: “Importante che in questa occasione si mettano da parte le appartenenze politiche e si superino i pregiudizi di ogni tipo per offrire una soluzione che sia coerente e che vada nell’interesse comune di tutti i cittadini veneti, senza distinguere fra zone di serie A e zone di serie B”.
RICORSO AL TAR LA VIRGILI PROPONE UNA “CLASS ACTION” DEI PRESIDENTI
L
a presidente della Provincia, Tiziana Virgili, ha invitato tutti i colleghi e l’Upi (Unione provincie italiane) a promuovere in forma di class-action un ricorso al Tar del Lazio contro lo stravolgimento istituzionale che troverebbe attuazione con la votazione del decreto sulla spending review. Da tempo infatti la Presidente ritiene assolutamente incostituzionale la via intrapresa dal Governo e nella lettera inviata agli altri presidenti di provincia ha inserito anche un riferimento ai rispermi che la manovra governativa dovrebbe mettere in pratica ma che secondo la Virgili sarebbero inesistenti. “Il provvedimento – ha spe-
cificato nel testo - come documentato da indagini economiche, non comporteranno alcun beneficio, ma aumenteranno la disoccupazione e recheranno soltanto disservizi ai cittadini che vedono nella Provincia il riferimento tra Comune e Regione”. Ma quanto risparmierà lo Stato dal riordino degli enti locali intermedi? Secondo i dati elaborati dagli uffici della Regione veneto, poco: meno 200 milioni di euro. I conti sono stati fatti prendendo come riferimento i conti consuntivi delle province per l’anno 2009 e ipotizzando di eliminare i costi connessi alle funzioni generali di gestione e controllo visto che il personale dovrà essere ri-
collocato in altri enti e rimarrà comunque sul libro paga dello Stato. Dunque il risparmio ammonta a circa 130 milioni di euro ai quali va aggiunta la quota derivante dalle economie di scala collegate all’accorpamento delle funzioni, calcolato da uno studio dell’istituto Bruno Leoni in un risparmio di spesa nell’ordine del 10 per cento. Ipotizzando, quindi, un risparmio del 10 per cento sul totale delle spese complessive per le funzioni delle province che in moneta sonante si traduce in circa 55 milioni di euro. Il risparmio complessivo, dunque, dovrebbe ammontare a 185,6 milioni di euro”. Nel 2009 le sette province venete han-
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no sostenuto una spesa corrente di circa 629,5 milioni di euro, dei quali 22,7 milioni destinati al funzionamento degli organi istituzionali (3,6% ). “Il valore fatto registrare dalle province del Veneto è ben al di sotto della media nazionale (4,8%) - sottolinea il dossier del Consiglio veneto – è il valore più basso nel panorama nazionale sia per abitante sia per quanto riguarda la spesa corrente complessiva (128,15 euro a fronte di una media nazionale di 150 euro) che per quanto attiene alla quota di spesa relativa agli organi istituzionali (4,62 euro per abitante, a fronte di una media nazionale di 7,27 euro).
Tiziana Virgili
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Spazi aperti 19 17 Siccità La stagione agricola è ittica e stata compromessa dal grande caldo
Polesine e acqua binomio da ripensare Il sistema idrologico è strutturato per smaltire l’acqua e non per affrontare situazioni siccitose come quelle di questa estate
Alcuni prodotti agricoli non hanno raggiunto la maturazione. Grande il danno per le aziende
di Fortunato Marinata
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er più di due mesi non è caduta una sola in una terra normalmente associata all’acqua goccia di pioggia, le ultime stille d’acqua come il Polesine, sono stati registrati non pochi dal cielo sono state quelle di giugno che problemi legati all’irrigazione e di conseguenza diedero l’impressione, insieme a quelle dei gravi danni per le colture. Certo non poteva mesi precedenti, che una primavera discreta- essere diversamente, visto che il sistema idromente piovosa avesse riequilibrato un inverno logico soprattutto nell’area del Delta è struttudecisamente scarso di precipitazioni. Invece no, rato per smaltire l’acqua e non per affrontare erano giuste le preoccupazioni lanciate ancora situazioni da deserto del kalahari. Il bisogno di acqua, infatti, è stato più ad inizio anno, quando grande di quanta i conLucifero, Caligola, Minos- Il livello sorzi di bonifica siano se e Scipione non aveva- del Canalbianco riusciti pomparne nella no ancora trasformato la è sceso rete dei canali e le stesse campagna polesana un di 60 millimetri aziende agricole si sono forno a ciel sereno. Già in un solo giorno scoperte poco attrezzate allora le falde freatiche e il regime dei fiumi erano scesi in modo preoc- per pompaggi l’irrigazione. Malgrado grandi cupante, molto più preoccupante di quanto non siano stati gli sforzi di entrambi i consorzi di avessero fatto nel 2003. Quella fu un’estate bonifica, Adige Po e Delta del Po, il Polesine calda, questo è un anno in cui le stagioni con il si è trovato impreparato ad affrontare la situasecco sono in vantaggio per 2 a 1 su quelle con zione mancando le infrastrutture ma anche la pioggia, un vantaggio tanto largo che anche l’acqua nei fiumi. Il livello del Canalbianco è
SICUREZZA DEL TERRITORIO 17 IMMOBILI PER LA PROTEZIONE CIVILE
D
a magazzino idaulico a possibile sede dei gruppi comunali di Protezione Civile. E’ quanto è previsto dal protocollo d’intesa firmato tra l’Aipo (l’agenzia interregionale per il fiume Po), la Provincia ed i Comuni approvato recentemente dalla giunta di Palazzo Celio. Lungo l’asta fluviale polesana sono stati individuati 17 immobili connessi ai servizi di piena, “che da sempre rappresentano un presidio idraulico per il territorio” e che ora rischiano di non essere utilizzati. “La Protezione Civile provinciale – ricorda l’assessore Caludio Bellan - punta su un modello che valorizzi gli enti locali e i gruppi di volontariato attraverso azioni codificate e omogenee, e le possibilità d’impiego di questi immobili è un ulteriore passo”. Saranno ora i comuni a dover manifestare l’interesse, verificando lo stato degli immobili con i tecnici di Aipo e definire modalità di utilizzo e importi spettanti a ciascun ente. “Tali sedi – ha proseguito Bellan - andranno ad integrare la rete della Protezione
sceso anche di 60 millimetri in un solo giorno. “Abbiamo pompato acqua a pieno regime – ha confessato Giuliano Ganzerla, presidente dell’Adige Po – ma in alcune zone i nostri impianti non sono riusciti a sopperire al grande prelievo d’acqua da parte delle aziende agricole consociate”. Ma a mettere in difficoltà il sistema dell’approvvigionamento idrico non è stata solo la scoperta di essere mal equipaggiati ad affrontare un’annata eccezionalmente siccitosa, alla distanza sono saltate fuori anche vecchie magagne come la risalita del cuneo salino provocato dal minor portata idrica dei fiumi. Le conseguenze di una stagione trascorsa senza acqua dal cielo, si sono presentate alle associazioni di categorie sotto la forma di una vasta varietà di danni che hanno irrimediabilmente compromesso la stagione della raccolta. Sulle piante da frutto il caldo non ha permesso una perfetta maturazione del prodotto, che nella maggior parte dei casi è rimasto di pezzature
più piccole, sulle orticole invece il calore ha fatto proliferare gli insetti (es. afidi) inoltre il continuo ricorso all’irrigazione meccanica ha provocato il surriscaldamento del terreno con conseguenti malattie fungine (es. botrite), il risultato è stata la perdita di peso e di qualità, ma soprattutto la diminuzione della capacità del prodotto alla frigoconservazione. A soffrire maggiormente, però, sono stati i cereali: i raccolti di mais e di soia sono andati quasi completamente perduti e non è andata meglio alla stagione della barbabietola, in sofferenza anche sulle superfici irrigate, con una raccolta media di saccarosio di appena 9 tonnellate per ettaro. Ma le colture ad essere devastate dal caldo non sono state solo quelle dei campi, a metà luglio metà della produzione di cozze
della Sacca degli Scardovari è andata perduta a causa del surriscaldamento dell’acqua che in alcuni casi ha toccato i 31 gradi, oltrepassando di cinque la soglia di sopravvivenza dei mitili. L’aumento della temperatura, infatti, ha portato ad una riduzione della quantità di ossigeno necessario alla sopravvivenza dei mitili ed innescato un meccanismo a spirale in quanto la decomposizione dei bivalve consuma ulteriore ossigeno e produce sostanze quali idrogeno solforato e ammoniaca che determinano la distruzione rapida di tutte le altre cozze. Anche in questo caso a gran voce sono stati più volte richiesti interventi per la vivificazione delle lagune ma come per quelli inseriti nel Piano irriguo nazionale le risposte si possono certo definire tempestive.
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Viaggio nel “paesaggio musicale” L’edizione di quest’anno si è tenuta al Monastero degli Olivetani di San Bortolo. Ospite d’onore l’Orchestra popolare delle Dolomiti di Fortunato Marinata
S
i è recentemente conclusa l’11esima edizione del Fesival di musica e cultura popolare “Ande, bali e cante”, la tre giorni dedicata alla musica folkloristica ed etnografica che anche quest’anno ha proposto diversi appuntamenti per la prima non più dispersi in varie parti della città ma racchiusi ed incorniciati dalle architetture del Monastero degli Olivetani di San Bortolo. Accanto agli spettacoli serali, hanno trovato posto i balli pomeridiani, il gran ballo del sabato sera in notturna, gli stage musicali per bambini e poi convegni con ospiti internazionali, aperitivi musicali, mostre a tema e presentazioni di libri, alcuni dei quali inediti. L’ospite d’onore della rassegna è stata l’Orchestra popolare delle Dolomiti, formata dall’unione di 25 musicisti di area veneta, trentina e tirolese, che ha presentato al pubblico presso la sala Flumina del Museo dei Grandi Fiumi un concerto inedito frutto di anni di lavoro con un repertorio di musiche, danze e canzoni rinvenute una decina di anni or sono in quattro manoscritti cadorini della fine dell’800 di grande valore etnomusicale e antropologico. Un concerto che è anche stato il perno attorno al quale ha gravitato il tema indagato dalla rassegna, ossia il paesaggio musicale. Con efficacia e forse inconsciamente nel 2011 il gruppo piemontese dei “Musicanti di Riva presso Chieri” aveva già dato un’anticipazione di quanto è stato trattato quest’anno in modo più approfondito introducendo il pubblico del Censer all’ipotesi che non esistano solo paesaggi fotografici, pittorici o comunque visivi ma vi siano pure dei paesaggi sonori luoghi cioè che si caratterizzano per la loro tradizione melodica, canora ma anche per i rumori,
NEWS
Il gruppo piemontese dei “Musicanti di Riva presso Chieri”, ospiti lo scorso anno, l’Orchestra delle Dolomiti e la locandina dell’edizione appena conclusa le vocii e i suoni, tanto che possono essere considerati dei veri e propri tratti distintivi che differenziano quel luogo dall’altro. Agli otto musicisti/attori in quell’occasione era bastato agitare del grano dentro ad un setaccio, riprodurre il suono delle campane, rispolverare qualche vecchio strumento musicale per riportare in vita non solo un paesaggio bucolico-agreste, e i suoi ritmi ormai confinati nel solco del tempo, ma anche i sentimenti che animavano quell’epoca, i desideri, le paure. Il paesaggio, infatti, è un posto fisico ma può essere anche una entelechia, cioè sostanza che ha perfettamente attuato tutte le sue potenzialità, l’importante è che possieda una propria lingua che lo possa raccontare. La musica, indubbiamente, sa assolvere egregiamente questo compito. Sono tanti gli elementi che concorrono a formare un paesaggio sonoro ed esplorarli per
Al “Granaio” di Ca’ Cornera”
GABBRIS FERRARI, “PER MARI E PER FIUMI”
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ltimi giorni per visitare la mostra di Gabbris Ferrari “Per mari e per fiumi”. Dopo il 14 settembre il “Granaio” di Ca’ Cornera a Porto Viro tornerà ad essere quello che era prima: un luogo suggestivo e pieno di fascino ma non più quel teatro sul quale l’artista rodigino ha messo in scena l’Odissea di una terra fatta di acqua e per questo da sempre porto per partenze e arrivi di viaggi. Il Polesine di Ferrari è ovviamente quello contenuto dai fiumi e sbarrato dal mare ma è anche quella traballante passerella di terra non sedimentata, giovane ma anche antica: villanoviana, etrusca, romana come testimoniano gli abbondanti reperti archeologici. E’ questo il linguaggio che Ferrari ha deciso di usare a Ca’ Cornera, quello della testimonianza attraverso oggetti metonimici, sostituitivi del reale ma per questo non meno efficaci per il racconto. Ferrari sul palco di Ca Cornera ha portato tutto quello che è riuscito a raccogliere: relitti di navi romane in chiave simbolica, metafore di carichi preziosi e allegorie di spezie. Tutto è finto, di scena, come a teatro appunto, ma è la lirica che pittore-scenografo e riuscito a scrivere della sua terra l’opera d’arte, anche perché tutto è scritto in chiave autobiografica. Lo stesso Ferrari infatti parlando del Polesine spiega di avere netta la sensazione di camminare sopra una grande quantità di reperti, sepolti e stratificati negli anni. “E’ questo il sentimento di chi frequenta e ama questi luoghi – dice - e non può fare a meno di raccogliere qualche legno qua e là senza smettere di pensare da dove esso provenga o a cosa appartenesse”. Riflessioni esistenziali, dunque, le stesse che Gabbris ha fatto su stesso e che a Ca’ Cornera ha raccontato con tre grandi pannelli. Il primo intitolato “Il giorno dei prodigi e dei sacrifici” descrive la giornata che
conoscerli uno ad uno è la missione che l’associazione culturale Minelliana, organizzatrice dell’evento, con la direzione artistica del Maestro Roberto Tombesi ha proposto al pubblico. Non a caso l’edizione 2012 del festival è stata organizzata in concomitanza all’inizio del lavoro di documentazione e archiviazione che l’associazione culturale Minelliana sta compiendo sui materiali etnografici audio e video di tradizione polesana, che ha ispirato la manifestazione. “Una bella utopia – l’ha definita l’art director Roberto Tombesi – che abbiamo messo in piedi, di questi tempi, in cui ciascuno pensa a salvare la propria pelle, ma che ci sta dando delle grandi soddisfazioni”. Il livello e la qualità dell’offerta culturale, del resto, insieme alla grande partecipazione di pubblico ogni anno sono lì a confermare la bontà di questa iniziativa.
FRATTA POLESINE Cinque serate con “Estate in Villa Badoer”
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’ ancora in corso in questi giorni la settima edizione di “Estate in Villa Badoer” a Fratta Polesine, la rassegna culturale che dopo il recente concerto di Arisa animerà ancora per qualche giorno il centro cittadino. La kermesse è iniziata il primo settembre con il musical “Mamma … cercasi papà”, messo in scena dai giovani della compagnia teatrale Lumière, mentre il resto della programmazione prevede una serata dedicata alla musica di Vivaldi martedì 11 settembre, con l’orchestra di Padova e Rovigo (ingresso 3 euro) giovedì 13 invece sarà la grande danza con il balletto del Teatro di Torino impegnato ne “Le vergini” ad occupare il palco. Il prezzo del biglietto di ingresso in questo caso sarà di 5 euro, stesso prezzo anche per lo spettacolo che chiuderà la rassegna sabato 15 con la compagnia Fabula Saltica che porterà in scena lo spettacolo “Presto lento presto”. Domenica 16 settembre, invece, la cittadina polesana ospiterà fin dalle prime ore del mattino l’evento “Fratta e sue ricchezze, dall’alba al tramonto per le piazze e vie del paese” in occasione del quale oltre all’esposizione dei prodotti del territorio ci sarà anche la possibilità di visitare la villa palladina, il Museo archeologico nazionale e la casa-museo di Giacomo Matteotti.
Villa d’Adige
Festa della polenta fino al 19 settembre
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prepara il viaggio, il secondo intitolato invece “Barche notturne delle acque paludose”, nel quale riaffiora l’eco della storia, della mitologia, l’idea del viaggio e l’ultimo “I doni nella casa degli Argonauti” allusione della leggenda che racconta il passaggio di Giasone nelle valli del Po prima di intraprendere il viaggio nella Colchide alla ricerca del “vello d’oro”. Non manca la barca, simbolo per eccellenza del viaggio, assembrata da Gabbris con i legni “viaggianti” trasportati dalle correnti e spiaggiati un po’ su tutte le rive del Polesine. Ingresso libero, orario di apertura: dal venerdì alla domenica dalle 16 alle 19. Ma.Ga.
’immagine più antica di una pannocchia di granoturco in Veneto pare sia quella che campeggia in un clipeo che fa da ornamento al sontuoso ciclo di affreschi di palazzo Roberto a Brugine. Si tratta di una testimonianza importante, in quanto conferma che al tempo della realizzazione delle pitture parietali, attorno alla metà del ‘500, il mais era già diffuso e prezioso, tanto da meritare un posto su una delle pareti erette dal celebre architetto Andrea da Valle, coevo di Palladio e Falconetto. Anche la mano che l’ha affrescata potrebbe essere stata quella di un altrettanto celebre pittore, essendo i dipinti attribuiti con una certa attendibiltà al gruppo di artisti veronesi che lavorarono assieme attorno al 1550: Gianbattista Zelotti, Paolo Veronese, Giovanni Fasolo. Ma esiste in Polesine un luogo che primeggia in merito alla precocità della coltivazione del mais, infatti, secondo una ricerca condotta dal professore Giovanni Beggio sull’archivio dell’abazia della Vangadizza di Badia Polesine, autore tra l’altro di un libro sui mulini natanti dell’Adige, fu a Villa d’Adige che venne sperimentata per la prima volta la semina. Da qui dunque si può immaginare il proseguo che la fortunata coltura ebbe nel territorio, grazie anche alla massiccia presenza di acqua, tanto da diventare un tratto distintivo dell’intera regione se non dell’intera Pianura Padana. Ma da questa ricerca ha inizio anche una fortunata “sagra” che dal 1983 non ha mai smesso di crescere. Infatti fu proprio da quanto scoperto dal professore polesano che il locale comitato festeggiamenti decise che la terza domenica di settembre di ogni anno dovesse essere dedicata ad una grande festa per far
conoscere a tutti l’importante primato. Con il passare degli anni la festa della polenta divenne sempre più importante e conosciuta tanto che il comitato festeggiamenti decise di cambiare ragione sociale, diventando Gruppo Manifestazioni Villa d’Adige, entrando anche a far parte dell’Associazione Nazionale Polentari d’Italia, e di dedicarsi esclusivamente a questo appuntamento che quest’anno ha preso il via lo scorso 6 settembre e si protrarrà fino al 19. Ogni sera è in funzione uno stand gastronomico, con menù tipico ovviamente contornato da polenta, mentre il dopocena è ravvivato da gruppi musicali e ballo liscio. All’interno del programma spiccano le iniziative previste per domenica 16 settembre: ore 9.30 sfilata delle carrozze d’epoca, alle12.00 il pranzo offerto a tutti gli anziani del paese, alle 14,00 il mercatino dei sapori e l’angolo dei “mestieri antichi”. Fo.Ma.
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SPORT in PRIMO PIANO Olimpiadi L’atleta polesana, in coppia con la Cicolari, sconfitta nei quarti
Menegatti perde ma non delude
CAMPIONATI ITALIANI DI NUOTO ZANCANARO È TORNATO AI VERTICI DEL MEZZO FONDO
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oddisfazione per le prestazioni degli atleti della Rovigo Nuoto ai recenti campionati italiani delle categorie junior, cadetti e senior nella piscina olimpica del Foro Italico a Roma. In acqua, a difendere i colori biancoazzurri della società polesana, sono scesi Gabriele Zancanaro e Claudia Scodeggio entrambi molto preparati per l’importante appuntamento. Solo per fare qualche numero basta dire che alle varie competizioni hanno Gabriele Zancanaro preso parte 925 atleti, 457 maschi e 468 femmine, tra i quali anche gli atleti reduci dalle recenti Olimpiadi di Londra, per un totale di 2410 presenze gara e 234 staffette. Tra le corsie è stato proprio Zancanaro a strappare l’applauso più grande in quanto anche senza aver raggiunto il podio è stato protagonista nei 1500 metri stile libero, dimostrando di essere tornato l’atleta dei migliori tempi, quando cioè era riuscito a fare suoi due podi ai campionati assoluti nei 1500 stile libero; a vestire la maglia azzurra alle universiadi di Bangkok nei 1500 e negli 800 stile libero e a laurearsi campione italiano assoluto negli 800 stile libero a Livorno. Quarto con 15’42.86 alla fine dell’andirivieni di vasche, dopo Matteo Furlan del Plain Team Veneto con 15’23.70, Luca Baggio del GS Fiamme Azzurre Circolo Canottieri Napoli con 15’25.35 e Gianlorenzo Parmigiani del Circolo Canottieri Aniene con 15’35.83, ma che per il suo tecnico Pontalti è valso quanto un’affermazione, visto che comunque ha sancito il ritorno di Zancanaro ai vertici del mezzofondo italiano. Buona anche la prestazione di Claudia Scodeggio soprattutto se si tiene conto che la nuotatrice biancoazzurra era reduce da una stagione difficile e che comunque nella categoria cadette nei 50 rana ha raggiunto il 17 posto con 34” e 56.
di Fortunato Marinata
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l presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha mostrato la propria soddisfazione per la prestazione generale degli atleti azzurri al termine delle Olimpiadi: “E’ stata un’Olimpiade che ha visto il team Italia primeggiare – è stato il suo commento - siamo nel G8 dello sport, abbiamo guadagnato una posizione, rispetto alle ultime competizioni olimpiche”. Un successo al quale hanno concorso anche gli atleti veneti malgrado il clamoroso flop di Federica Pellegrini e le buone ma non esaltati prove dei due nuotatori di Camposampiero: Arianna Barbieri e Luca Dotto. Benino, invece, sono andati Alessandro Fabian, decimo nel triathlon, il maratoneta Ruggero Pertile e il ciclista Elia Vivarini al quale è sfuggito l’argento nell’ultima prova in pista. A tenere alte le insegne dello sport regionale, tuttavia, ci ha pensato l’inossidabile e infallibile arciere padovano Marco Galiazzo, oro insieme a Michele Frangilli e Mauro Nespoli, e la giovane Jessica Rossi che pur non essendo veneta è stata arruolata di diritto, visto che gli alle-
Marta Menegatti namenti e la preparazione, per l’incredibile record di piattelli mandati in frantumi dalla piazzola della fossa olimpica, li ha fatti a Ponso, piccolo comune della Bassa Padovana. Non ha vinto ma non ha comunque deluso la polesana Marta Menegatti che dai campi in sabbia dell’Horse Guards Parade di Londra, malgrado le attese, non è riuscita a portare a casa nessun metallo prezioso. In coppia con la romana Greta Cicolari, infatti, non è riuscita ad andare oltre il quarto di finale del beach volley, bloccata dalle fortissime atlete americane Walsh e May, già detentrici dell’oro
da due edizioni, contro le quali non c’è stato proprio niente da fare. Le giocatrici a stelle e strisce, infatti, dopo aver piegato le nostre Cicolari e Menegatti, con due set vinti entrambi con il punteggio di 21 a 13, si sono imposte in semifinale e in finale hanno piegato anche le connazionali Ross e Kessy, centrando un incredibile tris di primati. Il terzo gradino del podio è stato occupato dalle brasiliane FrancaSilva che nella finalina hanno regolato il duo cinese Xue e Zhang. Grande rammarico è stato espresso dalla polesana per aver mancato un risultato che pareva essere alla portata visto anche il ruolino di marcia tenuto durante le fasi eliminatorie. “Sono molto triste – ha commentato la Menegatti - le cose non sono andate come avevo sperato ma loro hanno giocato una grandissima partita. Sicuramente la loro grande esperienza è stato un fattore importante. Misty May sin da quando ho iniziato a giocare è sempre stato un modello a cui mi sono ispirata, la mia eroina, cercherò di lavorare ancora di più per avvicinarla”.
Nuoto
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en 203 atleti al via nel trofeo internazionale lago di Caldonazzo, appuntamento come ogni anno immancabile per gli atleti dell’Adria Nuoto. Per 4km i temerari delle acque libere di tutta Italia e non solo (come ogni anno c’è stata una numerosa rappresentanza soprattutto tedesca e austriaca ma anche olandese) si sono affrontati all’ultima bracciata. Per la società adriese l’agonista Elena Lionello è scesa in acqua contro i migliori atleti italiani, tra cui diversi rappresentanti della nazionale di nuoto in acque libere e in vasca come Giorgia Consiglio, Nicole Cirillo, Arianna Bridi, Giulia De Fusco, Greta Sandrini, Renata Fabiola Spagnolo e tanti altri. In campo maschile altrettanti nomi famosi come Nicola Bolzonello, Andrea Bondanini, Furlan Matteo, Federico Pirani, Mario Sanzullo, Gianlorenzo Parmigiani e Mattia Alberico. Elena ha fermato il cronometro in 59minuti e 17secondi che le è valso il 13esimo posto. “Ho nuotato questa distanza che non mi è molto congeniale ad un ritmo abbastanza sostenuto ma che mi consentisse di risparmiare qualcosa per i 10km del giorno successivo, distanza in cui per le mie caratteristiche sono più competitiva”, afferma l’ondina biancorossa. Bruno Roccato, master 55, ha chiuso all’ultimo posto in 1ora 55 e 36. Il giorno successivo 64 atleti hanno solcato le acque dello stesso lago trentino per i 10km del 24esimo trofeo Achille Santoni. In rappresentanza dell’Adria Nuoto ancora Elena Lionello,
Elena Lionello
con i 4km del giorno precedente sulle spalle ottiene un ottimo ottavo posto in 2ore e 30minuti, alle spalle delle migliori atlete. Bruno Mantovan, master 45 chiude al 39esimo posto in 2ore 59minuti 58secondi e 4decimi e (5° posto di categoria). Alle sue spalle Bovolenta Stefano, M50, che in 2ore 59minuti 58secondi e 9decimi e ottiene il secondo posto di categoria. I due master commentano: “Ci sentivamo bene, meglio delle precedenti 10km, perchè questa gara l’abbiamo preparata al meglio sia dal punto di vista alimentare che dell’allenamento, quindi siamo soddisfatti della nostra prestazione”. Adesso per Elena qualche giorno di recupero per tornare ai massimi livelli prima del faticoso trittico che la vedrà impegnata 3 giorni consecutivi dal 21 al 23 settembre a Cagliari in una 18km, una 4,2km e una 7,5km.
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IL VENETO
in PRIMO PIANO Riparte la scuola, e la lotta dei precari
Aule aperte per 608.232 studenti, 13.400 più dello scorso anno. Arrivano 173 insegnanti in più. Ne mancano ancora un centinaio di Alessandro Abbadir
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iparte la scuola in Veneto fra luci ed ombre. Tagli questa volta non ne sono previsti per fortuna, ma i problemi all’inizio dell’anno scolastico non mancano e i numeri sono tutti lì a dimostrarlo. I sindacati pongono sul tavolo diversi problemi: aiuti alle scuole parrocchiali, presidi a scavalco, situazione difficile degli edifici scolastici, le questioni sollevate dal concorsone che permette l’accesso alla scuola per l’ultima volta di persone in possesso dei vecchi titoli di studio di venti anni fa. Ma partiamo vedendo i numeri. Ai nastri di partenza il 12 settembre in tutte le provincie si sono presentati 608232 fra studenti e alunni, 13.400 più dello scorso anno. La media di allievi per classe è di 21,7 unità. Gli affollamenti macroscopici sono previsti alle superiori. “La crescita tumultuosa delle iscrizioni arriva in termini temporali, dalla parte finale delle classi di nascita degli anni 90 - spiega Nereo Marcon segretario regionale di Cisl Scuola - Non si tratta solo di stranieri, ma nella stragrande maggioranza dei casi di alunni e studenti
autoctoni (gli stranieri sono il 10%)”. Il personale è strutture ad abbassare le rette con dei contributi ad hoc. all’osso, nonostante il ministro Francesco Profumo ab- Le scuole parrocchiali in Veneto sono un patrimonio in bia promesso alla regione Veneto 173 insegnanti in più. termini di servizi e qualità che non deve essere perso. Mancano ancora al fabbisogno un centinaio di docenti. Va comunque aumentato in modo considerevole, il nuHa protestato contro questo atteggiamento del mero delle materne statali”. Ministero l’assessore alla Pubblica Sul tappeto restano però Istruzione della regione Veneto In difficoltà anche i problemi sollevati con il Elena Donazzan. I docenti sono le materne nuovo concorsone per l’immissione complessivamente circa 45.000. parrocchiali: a ruolo degli insegnanti. In tutta Bidelli, impiegati e tecnici sono sono il 67% Italia, saranno circa 21.000 inse15.716. La Cisl si fa portabandiera del totale gnanti da immettere a ruolo con un bando che dovrebbe essere pronto dei problemi degli istituti paritari. “I due terzi delle scuole materne in Veneto sono il 24 settembre. Nel Veneto il concorso, voluto dal Ministro Profumo, parrocchiali (il 67%) - dice Nereo Marcon - a differenza del resto d’Italia, dove le scuole parrocchiali sono potrebbe essere riservato solo agli abilitati e non anche molto meno numerose di quelle statali. Non si possono ai laureati dell’ultima ora, immetterebbe in cattedra lasciare i parroci da soli. Giustamente loro spiegano che 1500 nuovi insegnanti. I sindacati puntano i piedi. “Il ministro Francesco il loro scopo principale non è tenere aperte le scuole. Queste scuole hanno rette molto alte rispetto alle ma- Profumo – spiega Salvatore Mazza segretario regioterne pubbliche. Rette che in periodo di crisi i genitori nale della Cgil Scuola - deve fare attenzione. Ci sono non ce la fanno a pagare. Bisogna perciò aiutare queste migliaia di persone in Veneto che da decenni vivono
nel precariato. Questi non possono essere lasciati in disparte a favore dei neolaureati. Ci sono persone di 40 anni, che da anni aspettano di diventare di ruolo e ci sono anche i soprannumerari cioè quegli insegnanti che hanno perso il posto a causa dei tagli degli anni precedenti voluti dal centrodestra. Ora devono ritornare a lavorare prioritariamente”. Il ministro Profumo proprio a Venezia a margine di una giornata sulla cultura ebraica nei giorni scorsi, ha ribadito come sia dal “1999 che non si tengono concorsi nella scuola. La legge prevede il doppio canale: lo svuotamento delle graduatorie e il concorso. È il modo più regolare per diventare un Paese normale”. Nel frattempo la lotta per ottenere il lavoro da parte degli insegnanti supplenti è già partita. Nelle scorse settimane in Veneto sono stati immessi a ruolo 226 insegnanti. Ci sono ancora per le prossime settimane 300 posti a disposizione per 3000 precari.
CRITICITA’ SICUREZZA E SOTTODIMENSIONAMENTO, NODI DA SCIOGLIERE
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rganizzazione dei presidi, sotto dimensionamento, tempo pieno e sicurezza degli edifici scolastici, problemi davvero importanti nella nostra regione sul versante scuola. Partiamo dalla questione della sicurezza. Gli edifici scolastici fuori norma si stima siano un terzo. “Non basta mettere le scale antincendio o controllare la staticità della costruzione. Certo questo è l’abc e va fatto prioritariamente - dice per la Cisl Nereo Marcon - ma vanno controllati anche tutti quegli edifici che ad esempio negli anni 70 erano fatti con eternit non solo nei tetti ma anche nei pavimenti“. Ci sono sul tappeto poi una serie di controlli che vanno fatti nello specifico per le provincie
di Rovigo, di Verona e Padova, dove il terremoto dell’Emilia ha lesionato diverse strutture. “Servono inoltre palestre a norma e mense all’avanguardia - continua Marcon - il sindacato poi mette in risalto un piccolo miracolo ottenuto nella nostra regione. “Si è riusciti nonostante i tagli della devastante riforma del ministro del governo Berlusconi, Maria Stella Gelmini - continua Marcon - a far aprire negli ultimi 4 anni 700 classi a tempo pieno. Erano appena 250 nel 2008. In questo modo ci si alinea ad altre regioni limitrofe come la Lombardia, in cui la percentuale di classi a tempo pieno è sempre stata altissima”. C’è poi la questione del sottodimensionamento. Gli
impresa
istituti sotto dimensionati in Veneto sono 64 su 654. Ossia il 10% va avanti con meno di 600 studenti, che è la soglia minima stabilita per legge. “Capisco – spiega Marcon – che in certe comunità montane soglie o non soglie le scuole devono restare. Non si capisce invece questa realtà, magari all’interno di aree metropolitane”. Infine i presidi a scavalco. “E’ un problema causato soprattutto da atteggiamenti campanilistici dei comuni – conclude la Cisl - che avendo scuole con dimensioni piccole, non accettano accorpamenti con altre realtà limitrofe. La scuola resta, ma il preside a quel punto arriva da fuori paese ed è di tipo comprensoriale” . A.A.
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Il Veneto in primo piano 25 7 Caro-libri Da un’indagine Adico risulta che il 70 per cento di studenti in più acquista volumi di seconda mano
Libri di testo, quest’anno va l’usato di Ornella Jovane L’acquisto dei libri, un passaggio “doloroso” per il portafogli dei genitori
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a corsa al libro usato diventa uno sport assai praticato questo settembre da genitori che, ancora più degli altri anni, fanno fatica a sostenere le esose spese necessarie a mandare i propri figli a scuola. Da una indagine svolta dall’Assaciazione Difesa dei Consumatori Adico in collaborazione con la libreria Pacinotti di Mestre e divulgata a fine agosto, risulta che, rispetto all’anno scolastico 2011-2012, il 70 per cento in più degli studenti mestrini ricorrerrà all’acquisto dei libri di seconda mano. Una scelta dovuta considerato il classico fenomeno del “caro-libri” che ha fatto lievitare i costi - com’è tradizione ormai - di volumi e tomi anche in occasione di questo esordio imminente di anno scolastico.
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Dall’indagine condotta da Adico, sem- centesimi circa. Gli aumenti - prosegue valupre nel territorio mestrino, risulta che i ge- tando la tendenza degli ultimi anni - sono nitori che hanno un figlio iscritto al primo contenuti ma inesorabili sul libro singolo, anno delle scuole superiori di Mestre dovran- ma incidono su una lista totale, raramente no sborsare dai 275 euro ai 357 euro (a inferiore ai 10 libri”. “Un fenomeno - è seconda dell’istituto) per l’acquisto dei libri I libri di testo aumentano, dunque la conclusione - nel quale è difficile di testo. La media i dizionari sono onerosi, capir dove finisca la sull’aumento del tota- il corredo scolastico legittima esigenza di le è di 20 euro, con non costa quasi mai rinnovamento e aggiorun rincaro dei prezzi meno di 100 euro namento e dove inizi sul singolo tomo che la speculazione delle case editrici. L’unica oscilla tra lo 0,5% e l’1,2%. “Su un testo che l’anno scorso costava certezza è che agosto e settembre restano 30 euro - esemplifica il presidente dell’Asso- mesi neri per le famiglie, con le spese per ciazione Carlo Garofolini - il prezzo di co- mandare i figli a scuola a fare la parte del pertina oggi indica un aumento tra 30 e 50 leone”.
Oltre ai libri di testo incide sonoramente sulle tasche dei genitori anche l’acquisto dei dizionari: 86,70 euro per il Rocci, di greco, 66 per i Castiglioni-Mariotti, di latino, che lievitano a 96 con cd-rom ed espansione on line, 72,68 euro per lo Zingarelli d’italiano, e via via tutti gli altri. C’è poi il corredo scolastico e l’attrezzatura richiesta per le materie tecniche e artistiche: non si spende mai meno di 80 euro, 100 euro in media se non predomina l’ambizione degli adolscenti di “griffare” i propri studi. Insomma far studiare i propri figli rimane un investimento impegnativo, per qualcuno anche proibitivo: tra libri di testo, dizionari e corredo è difficile rimanere sotto la soglia dei 500 euro.
IL CALENDARIO: SI COMINCIA IL 12 SETTEMBRE, SI FINISCE L’8 GIUGNO
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a prima campanella dell’anno scolastico 2012-2013 in Veneto è suonata il 12 settembre e si andrà a scuola fino al prossimo sabato 8 giugno, ad eccezione delle scuole dell’infanzia che termineranno l’attività didattica sabato 28 giugno. Il cammino sarà intervallato dalle vacanze, di cui si potrà pregustare un assaggio già con il ponte di Ognissanti, dal 1° novembre, un giovedì, a domenica 4. Ci sarà poi la pausa natalizia, in programma da domenica 23 dicembre 2012 a domenica 6 gennaio 2013. Si concluderanno a casa i festeggiamenti di carnevale da do-
menica 10 al 13 febbraio, mercoledì delle Ceneri compreso. Per Pasqua la scuola rimarrà chiusa dal 28 marzo al 2 aprile. E poi sarà un tour de force fino alla fine dell’anno, con le sole “interruzioni” giornaliere del 25 aprile e del 1° maggio. ll 2 giugno, la festa nazinale della Repubblica, quest’anno è di domenica. Rimane tuttavia la “carta” del santo patrono per “rosicchiare” ancora un giorno di festa al calendario delle “fatiche” scolastiche.
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26 Voci da palazzo Taglio delle Provincie Toniolo e Tesserin hanno presentato un Proposta di legge
“Il riordino degli enti locali spetta al Consiglio” In Regione si stanno prendendo le prime misure sul come intervenire, anzi su chi lo debba fare di Mauro Gambin
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aglio delle Provincie, atto secondo. Dopo la generale levata di scudi dietro alla quale un po’ tutti i partiti politici si sono trincerati il giorno dopo il varo del decreto legge sul contenimento della spesa pubblica (la cosiddetta ‘spending review’, con il quale è stato deciso anche il riordino degli enti locali intermedi sulla base della densità abitativa, 350 mila abitanti, e l’estensione territoriale, non inferiore ai 2500 chilometri quadrati), sostenendone l’incostituzionalità piuttosto che l’assoluta mancanza di effetti economici positivi dalla manovra, in Regione in questi giorni si stanno prendendo le prime misure sul come intervenire, anzi su chi lo debba fare. Ma il tempo stringe. La legge, che di fatto terrebbe in vita solo la provincia di Venezia, quella di Verona e Vicenza, dà tempi strettissimi alle Regioni per procedere all’accorpamento/razionalizzazione del resto del territorio. Infatti, prevede che entro il 2 ottobre prossimo la Conferenza permanente Regione-Autonomie locali deliberi un’ipotesi di riordino delle Province da trasmettere alla Regione, che a sua volta avrà solo 20 giorni di tempo per inviare una proposta al Governo. In caso di inadempienza della Regione è prevista l’acquisizione del parere della Conferenza. Ed è su questo iter che a palazzo Ferro Fini hanno voluto piantare il primo chiodo. A prendere in mano il martello sono stati i consiglieri del PdL, Costantino Toniolo, presidente della commissione Affari Istituzionali, e Carlo Alberto Tesserin, presidente della commissione Statuto, che in una proposta di legge, denominata “Norme in materia di funzionali provinciali”, hanno ribadito che dovrà essere il Consiglio il protagonista nel processo di riassetto del sistema istituzionale del Veneto.
I dieci articoli predisposti dai presidenti delle commissioni Statuto e Affari istitizionali vogliono essere “un cavallo di Troia” (la definizione è di Bond) o, più prosaicamente, uno “strumento” (secondo Tesserin) per far sì che a decidere il futuro assetto istituzionale del Veneto sia l’assemblea legislativa della Regione, e non un organo tecnico composto da 11 amministratori qual è la Conferenza Regione-Autonomie locali o, peggio, il governo di Roma. Con la proposta di legge TesserinToniolo, invece, il Consiglio regionale viene chiamato a disciplinare “il conferimento ai Comuni delle funzioni amministrative attribuite alle Province ed individua quelle che richiedono l’unitario esercizio a livello regionale”. “Abbiamo presentato questo progetto di legge - ha spiegato Toniolo - perché rispetto alla tempistica e alle scadenze previste dal decreto del Governo, il Consiglio regionale deve potersi esprimere e dare indirizzi significativi alla Conferenza, che dovrà formulare una prima ipotesi di riordino”. “Non condividiamo la scelta nazionale - ha ribadito Tesserin - di affidare la riorganizzazione dei diversi livelli istituzionali all’interno delle Regioni ad un organismo come la Conferenza permanente, che non ha una rappresentanza democratica diretta. Noi crediamo che il Consiglio regionale abbia il diritto-dovere di farsi carico di come sarà il Veneto. Crediamo inaccettabile, come stabilisce il decreto, che a determinare la soppressione di alcune province sia solo una questione di dati numerici; crediamo invece che, pur in una logica finalizzata al contenimento della spesa pubblica e al riordino delle province, questo comporti un lavoro approfondito con i territori, a cui sono chiamati tutti i consiglieri regionali”.
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Entro il 22 ottobre dovrà pervenire al Governo qualche proposta
Nelle foto Costantino Toniolo, presidente della commissione Affari Istituzionali, e Carlo Alberto Tesserin, presidente della commissione Statuto
L’opinione Dario Bond, PdL
“SÌ AL REFERENDUM PER IL RIASSETTO ISTITUZIONALE”
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nche dal capogruppo del Pdl, Dario Bond, si augura che il processo di riorganizzazione e riassetto istituzionale parta dal basso, magari anche attraverso il ricorso al referendum. “La politica deve fare la politica e quindi ascoltare il territorio - ha sottolineato Bond - In questo momento a Roma non c’è praticamente nessuno attento alle esigenze del Veneto, tocca quindi a noi prendere una posizione su un tema tanto fondamentale per il governo del territorio. In ballo ci sono l’operatività dello Statuto regionale e il pieno riconoscimento delle diverse specificità territoriali, dal Bellunese all’area deltizia”.
Dario Bond
Piergiorgio Cortelazzo, PdL
“NON È AMMISSIBILE CHE QUALCUNO DECIDA SULLA NOSTRA TESTA”
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al canto suo, il vicecapogruppo del Pdl Piergiorgio Cortelazzo ha ribadito che “non è ammissibile che qualcuno decida sulla nostra testa: con questa proposta di legge vogliamo porre la Piergiorgio questione delle province a 360 gradi”. Cortellazzo Bruno Pigozzo, PD
“STERILE E BANALE LA QUERELLE CIRCA LA PRIMOGENITURA DELLA PROPOSTA”
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’ un giudizio positivo, seppur con riserva, quello che il consigliere regionale del Pd, Bruno Pigozzo, dà alla Proposta di Legge presentata ieri dal PDL per il riordino delle province. “In merito alla discussione sul riordino delle province, - dichiara in una nota l’espo- Bruno Pigozzo nente democratico - trovo sterile, banale e fuori luogo la querelle circa la primogenitura della proposta che dal Veneto dovrà essere inviata al governo entro il 22 ottobre. E’ chiaro che una proposta di riordino di tale portata - precisa Pigozzo - dovrà obbligatoriamente essere costruita con il contributo di tutti i soggetti interessati il Consiglio regionale, la Giunta regionale, l’Anci Veneto, le Province, le Comunità Montane, senza competizioni e isolati protagonismi. In effetti, - precisa - non avendo il Veneto provveduto, anche ai sensi del nuovo statuto, ad istituire la Conferenza delle Autonomie Locali, il punto di riferimento oggi operativo è la Conferenza Permanente Regione Autonomie Locali, nella quale, ad inizio legislatura, il Consiglio ha nominato in sua rappresentanza il sottoscritto e per la maggioranza il consigliere Cristiano Corazzari della Lega Nord. Ciò, ovviamente, non può e non deve esaurire il potere di iniziativa di tutti i consiglieri, con lo stesso atteggiamento collaborativo già dimostrato nella stesura dello Statuto. In questo senso - ribadisce - valuto positivamente la proposta di legge del PdL presentata ieri, seppure in modo affrettato, quale spunto di confronto su un tema così importante ed impellente. Da parte mia ho già ricevuto da capigruppo di minoranza utili proposte da mettere sul tavolo e altre arriveranno a breve. Sarà mia cura rappresentare questa volontà del consiglio di lavorare a stretto contatto per una proposta condivisa.”
28 Intorno a noi 10 Lavoro Firmata una convenzione tra l’Ordine professionale veneto e l’associazione Speranzaallavoro
Un team di psicologi a sostegno delle “vittime” della crisi di Ornella Jovane
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n intero ordine professionale si mette a disposizione per dare il proprio contributo nel tentativo di ”ammortizzare” l’impatto devastante della crisi sulla società veneta, che già conta le sue vittime e che, ancora preoccupata, guarda al futuro imminente. Lo scorso 2 agosto l’Ordine degli psicologi del Veneto ha formalizzato un protocollo d’intesa con l’associazione Speranzaallavoro per garantire insieme una rete di supporto a chi – artigiani e piccoli imprenditori, lavoratori, pensionati e famiglie – si trova in difficoltà proprio a causa degli effetti sul mondo occupazionale e lavorativo della crisi economica e finanziaria. Per il momento sono 200 gli psicologi che hanno dato la propria adesione all’iniziativa, professionisti che consentono a chi ne ha la necessità di intraprendere un percorso psicoterapeutico a costi accessibili: saranno disponibili ad uno, se necessario due, incontri gratuiti e quindi ad una riduzione del 30 per cento sulla parcella per le sedute successive, con l’impegno a non superare mai i 50 euro per ciascuna di esse. Non si tratta solo di agevolazioni economiche, pur sempre utili in questo frangente, ma soprattutto di un’organizzazione capillare e diffusa su tutto il territorio per arginare il disagio e offrire un punto di riferimento a chi si sente solo di fronte a difficoltà che – se affrontate appunto da soli - sembrano insormontabili e che logorano alla lunga, fino a quando ad avere la meglio è il senso d’impotenza. “Attraverso questa convenzione – spiega Laura Tamiozzo, presidente dell’Associazione promossa da Filca Cisl, Adiconsum e familiari delle vittime dell’indifferenza al lavoro - nessuno si dovrà più sentire solo: tutelare le imprese e i lavoratori significa innanzitutto tutelare le persone e la struttura sociale che essi esprimono, e per questo va creata una rete di riferimenti e di opportunità di sostegno e affiancamento alle situazioni di difficoltà”. I casi e le storie di “ordinaria” disoccupazione o di diffusa disperazione non mancano e il malessere è palpabile. Lo conferma il segretario generale della Filca Cisl, Salvatore Federico, facendo riferimento all’esperienza dell’associazione nata in Veneto soltanto tre mesi fa. “La crisi – racconta – sta facendo aumentare notevolmente il disagio psicosociale, così come le dipendenze da droga, alcol, gioco e la depressione. In poco più di tre mesi, Speranzaallavoro ha raccolto più di 500 contatti, con una media di 5 contatti al giorno di lavoratori licenziati, imprenditori sull’orlo del fallimento perché non riescono a riscuotere i crediti e, più in generale, di persone che in questo momento di grande fragilità hanno bisogno di sostegno”. Da qui la convenzione con l’Ordine degli psicologi che con il suo presidente Marco Nicolussi conferma il proprio impegno socia-
Piccoli imprenditori esasperati lavoratori che perdono il posto: una risposta a chi è in difficoltà e si sente solo
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le. “Una rete di psicologi professionisti rivolta espressamente al supporto delle persone in difficoltà a causa della crisi economica – sottolinea – permetterà di aiutare quanti stanno attraversando un periodo nero, fornendo loro interlocutori altamente preparati e in grado di valutare caso per caso gli interventi più opportuni per uscire dall’impasse che si viene a creare quando mutano le prospettive della propria vita lavorativa e non solo”. L’Ordine professionale sta inoltre lavorando con la Regione Veneto – che con il suo presidente Luca Zaia ha avuto modo di elogiare l’iniziativa - affinché si creino dei canali di contatto e di coordinamento anche con il servizio “inOltre”, istituito dalla stessa Regione e gestito da psicologi del servizio sanitario regionale. La via d’accesso sarà l’Associazione – il sito è www.speranzaallavoro.it - che, caso per caso, segnalerà agli specialisti quelli che potrebbero avere bisogno anche di un approccio di carattere psicologico. Questa convenzione rappresenta un tassello che va ad aggiungersi all’attività di Speranzaallavoro “che si propone ora – spiega Federico - di far entrare questo tipo di convenzione all’interno della contrattazione aziendale di secondo livello”. “Sarebbe un passo fondamentale – conclude – sul fronte della prevenzione del disagio, per costruire assieme benessere sociale e familiare”.
NEWS L’associazione
SPERANZAALLAVORO CONTRO LA SOLITUDINE
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scolto e aiuto, sono i due obiettivi per cui l’associazione Speranzaallavoro s’impegna in Veneto dallo scorso maggio, quando ha preso il via la sua attività grazie all’iniziativa di Filca Cisl, Adiconsum Veneto e al coraggio di Laura Tamiozzo, la figlia dell’impreditore edile vicentino che lo scorso dicembre si tolse la vita oberato dalle preoccupazioni e dalle difficoltà economiche che avevano investito la sua azienda. L’associazione nasce con lo scopo di costruire una rete “protettiva” attorno al mondo del lavoro per supportare chi lo attraversa con difficoltà, chi improvvisamente se ne trova fuori, con le relative conseguenze, e le famiglie che vivono al loro interno il disagio di una situazione dolorosa da affrontare e difficile da gestire sul piano economico ma sopprattutto emotivo. La solitudine e l’indifferenza sono i primi “nemici” da affrontare e da combattere, contro di essi l’associazione punta a tessere la propria rete, favorendo agganci col mondo politico, istituzionale e dei professionisti che possano contribuire ad intervenire rapidamente ed efficacemente sul territorio. O.J.
Cultura veneta 29 Archeologia e fossili Rinvenuti acari e moscerini di oltre 230 milioni di anni fa
Tre insetti portano indietro le lancette del tempo
Musica Gran Teatro Geox
Banco e Orme insieme al progressive rock
Un gruppo di ricerca internazionale ha scoperto i più antichi artropodi mai inglobati in ambra
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ue acari e un moscerino delle dimensioni di pochi millimetri, risalenti al periodo Triassico, databile a oltre 230 milioni di anni fa, sono stati trovati perfettamente conservati all’interno di goccioline di ambra rinvenute nelle Dolomiti, vicino a Cortina d’Ampezzo. A rivelarlo uno studio internazionale realizzato dall’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Igg-Cnr) e dall’Università di Padova, in collaborazione con l’Università di Göttingen e con il Museo di Storia Naturale di New York, e pubblicato su Pnas – Proceedings of the National Academy of Sciences. I ricercatori hanno osservato oltre settantamila piccole gocce di ambra finora ritrovate nel sito dolomitico, facendo luce sull’evoluzione di un gruppo di artropodi (invertebrati che comprendono gli insetti, i ragni e i crostacei) tra i più diffusi al mondo. “Già nel 2006 il team di ricerca aveva pubblicato i risultati sullo studio di batteri e protozoi inglobati nell’ambra dolomitica, dimostratisi incredibilmente simili ai microrganismi ancora oggi esistenti - ha spiegato Eugenio Ragazzi dell’Università di Padova - prima del presente studio, però, le più vecchie inclusioni di organismi animali in ambra risalivano a circa 130 milioni di anni fa: la nuova scoperta sposta quindi le lancette indietro nel tempo di ben 100 milioni di anni rispetto a ogni precedente ritrovamento di organismi inglobati in ambra”. Grazie all’eccezionale stato di conservazione, per due dei tre artropodi sono state coniate anche
Il Banco e le Ome, insieme a alla Pfm e agli Area, sono l’esempio più rappresentativo e noto, anche all’estero, di progressive rock italiano
A Nella foto grande gli insetti di pochi millimetri ancora imprigionati nell’ambra e gli autori della scoperta: seduti Eugenio Ragazzi e Schmidt in piedi Guido Roghi nuove specie, chiamate Ampezzoa triassica e Triasacarus fedelei, in onore del cortinese Paolo Fedele che nel 1997 ha segnalato il giacimento che ha permesso tutte le successive ricerche. “È sorprendente come la morfologia di tali acari triassici sia simile a quella delle specie odierne appartenenti alla famiglia Eriophyoidea - prosegue Guido Roghi dell’Igg-Cnr - le caratteristiche comuni - corpo lungo e segmentato, due paia di zampe invece delle quattro solitamente presenti negli acari, un peculiare apparato boccale e artigli piumati – dimostrano che questi artropodi avevano tratti distintivi e specializzati già nel Triassico, decine di milioni di anni prima della comparsa delle angiosperme di
cui si nutrono oggi, quando necessariamente si nutrivano di conifere (gimnosperme)”. Quando apparvero le prime piante con fiore, quindi, questi artropodi modificarono le loro abitudini alimentari: “Grazie al loro adattamento ambientale hanno superato le grandi estinzioni al termine del Cretacico (65 milioni di anni fa)”, concludono i ricercatori. “Se nel Permiano (252 milioni di anni fa) si erano estinte il 96% di tutte le specie marine e il 70% di quelle dei vertebrati terrestri, questo studio chiarisce che nel Triassico (230 milioni di anni fa) esistevano organismi animali persistenti anche a cambiamenti enormi”.
ll’inizio spirava un vento di rivoluzione…e in un certo senso lo fu. Il progressive rock italiano fu un vento che cambiò tutto per sempre. Sabato 20 ottobre il Gran Teatro Geox ospita Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme assieme sullo stesso palco. Le due band hanno fatto la storia del rock italiano: insieme alla PFM sono stati gli unici gruppi che hanno fatto breccia in America con il loro stile inconfondibile. Francesco Di Giacomo, voce del Banco di Mutuo Soccorso, ricorda con orgoglio che nel 1972 il loro album Darwin fu proclamato da 300 critici americani il miglior disco progressive dell’anno. Da allora non si sono mai fermati. Sempre in tour, spesso all’estero, Banco del Mutuo Soccorso, per festeggiare i 40 anni di attività, hanno pensato un tour che è uno degli eventi musicali più interessanti del 2012. Un concerto con in scaletta i classici del gruppo, ma soprattutto con un finale imprevedibile: sullo stesso palco, Le Orme (altra band storica della scena rock italiana) e Banco del Mutuo Soccorso, suoneranno insieme i classici delle due band. Un appuntamento che sa di storia della musica, che proporrà il meglio di quell’avventura musicale che fu il progressive italiano.
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CHIAVE (8) - Un nome inglese.............................................................................
Pierino • Pierino rivolto alla maestra: “Signora maestra, non credo di essermi meritato zero nel compito di matematica.” “Nemmeno io lo credo, ma purtroppo voti più bassi non ne esistono.” • Pierino torna a casa e suo padre
gli chiede: “Come è andato l’esame?” “Papà non dicevi che era più importante la salute?” • Un amico fa all’altro: “Tua mamma per caso fa l’elettricista?” “No, perché?” “Perché la vedo sempre sotto un palo.” • La maestra a Pierino: “Fammi
un esempio di ingiustizia.” “Ehm, quando io prendo un brutto voto perché papà ha sbagliato i compiti.” • Il professore interroga Pierino: “Dimmi il nome di un rettile.” Chiede. “Una vipera.” “Bene, ora dimmi il nome di un’altro rettile.” “Un’altra vipera.” • La maestra indicando Pierino: “Tu, dimmi due pronomi.” “Chi? Io?” “Bene, benissimo! Ora sentiamo un altro.”
Aforismi sull’amore • La massima forma d’egoismo è l’amore. Non amiamo i nostri partner, ma soltanto la loro capacità di amare noi. • La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo il mio amore: più te ne do e più ne ho, perché entrambi sono infiniti. • Nell’amore, un silenzio val più di un discorso. • L’amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si LE OMBRE
ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. • Esistono persone che mai si sarebbero innamorate, se non avessero avuto la notizia che questa cosa esiste. • L’amore non ha altro desiderio che quello di realizzarsi, ma se amate ed è inevitabile che abbiate dei desideri, fate in modo che essi siano questi: svegliarsi all’alba con le ali al cuore e ringraziare per un altro giorno d’amore. • Amare è mettere la nostra felicità nella felicità di un altro.
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VERGINE DAL 24/08 AL 22/09
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Oroscopo A VOLTE VESTIRE I PANNI DELLA
BELLA ADDORMENTATA PUÒ ESSERE CONTROPRODUCENTE…
BILANCIA DAL 2 3/09 AL 22/10
FASCINO SARETE RICCHI DI FIDUCIA, COMBATTIVITÀ E CAPACITÀ STRATEGICHE. POTRESTE IMBATTERVI IN CONOSCENZE IMPORTANTI · S ALUTE POTRESTE RISENTIRE DI QUALCHE DISTURBO A CARICO DI SCHIENA O STOMACO. OPPORTUNO GESTIRE CON SAGGEZZA DIETA ED ENERGIE
SCORPIONE DAL 23/10 AL 22/11
FASCINO RECUPERERETE CHARME E POESIA. IL QUADRO COMPLESSIVO DEI SENTIMENTI SI FARÀ MENO OSTINATO E BELLICOSO · S ALUTE IL TONO MUSCOLARE NON SEMPRE OTTIMALE REGALERÀ RISULTATI A CHI POTRÀ CONTARE SU UN PERIODO DI PREPARAZIONE PREGRESSA
SAGITTARIO DAL 23/11 AL 21/12
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VENDESI VENDESI Ad Adria Località Bottrighe Casa accostata, Ad Adria in zona centralissima Casa accostata da entrambi i lati, disposta su due livelli, composta da completamente ristrutturata, composta da cucina, soggiorno, 2 stanze da letto, bagno, bassocomo- entrata, soggiorno con angolo cottura, 2 camere da letto e bagno. Cl. energetica non definita “G” . do esterno e giardino esclusivo. Cl. energetica “F”. Euro 90.000 Rif.40171813 Euro 85.000 Rif.A0284 VENDESI In Località Bottrighe Casa accostata da un lato, disposta su due livelli, con cucina, soggiorno, 2 camere da letto, 2 bagni, lavanderia, garage e giardino VENDESI di proprietà. Classe VENDESI Ad Adria Palazzina di nuova costruzione, indipendente, in A Corbola Casa accostata da un lato, di nuova energetica non pieno centro storico, con ottime rifiniture, di pregio e ben costruzione, disposta su due livelli e composta definita “G” . curate, compreso di mobilio di valore e munita di pannelli da cucina, soggiorno, 3 letti, bagno, garage e Euro 115.000 fotovoltaici, ascensore interno e riscaldamento a pavimengiardino di proprietà. Classe energetica “E”. Euro 110.000 Rif.A0410 Rif.A0609 to. Cl. energetica“C”. Info in agenzia Rif.A0657
RUSTICI
VENDESI In località Bellombra rustico con casa di abitazione e fienile, scuderie e terreno di mq15.000 c.a con giardino, pascolo per cavalli, campo ad ostacoli in erba, campo di allenamento in sabbia e campo cross. Cl. en. “F”. Info in agenzia. Rif.A0666
VENDESI In località Bellombra Rustico composto da abitazione singola, disposta su 2 livelli e divisa in 2 appartamenti indip., con annesso fienile accostato di ampie dimensioni e giardino di proprietà di circa mq 950. Cl. en. “G” Euro 75.000 Rif.A0718
VENDESI In Gavello Località Magnolina Rustico di c.a mq 130 completamente da ristrutturare, iniziata parte della ristrutturazione con pietre faccia vista con annesso giardino e terreno agricolo di c.a mq 2.800. Cl. en. “G”. Euro 55.000 Rif.A0598
SCHIERE/BIFAMILIARI/TRIFAMILIARI
VENDESI Ad Adria in zona residenziale Villetta a schiera di testa, disposta su 2 livelli, con cucina, sogg., 3 letti, 3 bagni, porticato, posto auto, ampio garage e giardino esclusivo di circa mq.80. Classe energetica “F”. Info in agenzia Rif.A0512
VENDESI Ad Adria in zona residenziale e tranquilla, Porzione di bifamiliare di nuova costruzione, su due livelli con cucina, soggiorno, 2 camere da letto, 2 bagni e giardino di proprietà. Cl. energetica “E”. Euro 150.000 Rif. A0719
VENDESI Ad Adria Zona Carbonara villa singola, di ampia metratura, ottime condizioni strutturali, su 3 liv.i con scoperto adibito a giardino piantumato ed in parte ad accesso all’autorimessa e parcheggio esterno. Cl. en. non def. “G”. Info in agenzia. Rif. A0188
VENDESI Ad Adria in zona Carbonara, a due passi dal centro, Villetta a schiera di mq120, su 2 livelli con ingr., cucina, rip., salone, 3 stanze da letto, bagno, garage e giardino di proprietà. Cl. en. non def. “G”. Euro 140.000 tratt. Rif.A0645
VENDESI Ad Adria Villetta a schiera, disposta su due livelli, con ingresso, soggiornocucina, vano scala, 2 camere da letto, 2 bagni, due terrazzi, garage al piano interrato con taverna e VENDESI VENDESI giardino di proprietà Ad Adria zona Carbonara Schiere centrale/finale Nella primissima periferia di Adria ultime 2 porda due lati. Cl. en. di ampia metratura, disposte su 4 livelli, con sogg., zioni di trifamiliare di recente costruz., con ingr., “E”. cucina, 2 letti, 2 bagni, disimpegno, garage, man- sogg., cucina, 2 camere, 2 bagni, portico e giarEuro 170.000 sarda e giardino di proprietà. Cl. energetica “E”. dino esclusivo. Cl. en. “C”. Possibilità di vendita al Rif.A0725 grezzo avanzato. Info in ag. Rif.40106742 VERO AFFARE. Info in agenzia Rif. A0207
VENDESI Ad Adria in zona residenziale porzione di bifamiliare, di recente costruzione, di ampia metratura con cucina, sogg., 3 letti, 3 bagni, taverna, garage e giardino di proprietà. Cl. energetica “E”. Euro 258.000 Rif. 40103933
VENDESI Ad Adria zona Amolaretta Porzione di trifamiliare di testa, disposta su due livelli, con soggiornoangolo cottura, 3 letti, 2 bagni, garage e giardino esclusivo VENDESI VENDESI di circa mq.150. Cl. A Ceregnano Porzione di bifamiliare di nuova co- A due km da Adria Schiere di nuova costruzione struzione e di ampia metratura, disposta su 2 livelli su tre livelli con cucina, soggiorno, 2 stanze da letenergetica “D”. to, 2 bagni, garage doppio e giardino esclusivo. con sogg., cucina, 3 camere da letto, 2 bagni, 3 Euro 235.000 Consegna primavera 2012 Cl. energetica “C”. terrazzi, garage e giardino in parte piantumato e A partire da Euro 160.000 Rif.A0052 ben curato. Cl. en. “C”. Info in ag. Rif.A0757 tratt. Rif.A0479
VENDESI Ad Adria in zona resid. e tranquilla, a due passi dal centro, Villa singola ubicata tutta al p. terra e composta da cucina, salotto, 2 camere da letto, bagno, garage e giardino privato di proprietà Cl. en. “G”. Euro 120.000 Rif.A0726
VILLE SINGOLE
VENDESI Ad Adria, in zona prestigiosa, a due passi dal centro, Villa singola in buono stato, di ampia metratura, disposta su due livelli, con garage e giardino di proprietà. Classe energetica non definita “G”. EInfo in agenzia Rif. A0578
VENDESI Ad Adria, a due passi dal centro, Villa singola di ampia metratura, disposta su tre livelli, con garage, ampio terrazzo e giardino tutto intorno di circa mq.2.000 in parte piantumato. Classe energetica non definita “G”. Info in Agenzia Rif. A0729
VENDESI Ad Adria in zona Carbonara, a due passi dal centro, Villa singola di ampia metratura, già predisposta per 2 unità indip., con 2 garages e giard. di proprietà di circa mq 400. Cl. en. non def. “G”. Euro 400.000 Rif.A0656
VENDESI Ad Adria, in zona resid. e tranquilla, Villa singola anni ‘70 di ampia metratura, disposta su 2 liv., con ingr., cucina, sogg., 2 stanze da letto, corridoio, 2 bagni, 2 ripostigli, cantina, tre terrazze, VENDESI VENDESI VENDESI VENDESI garage ed ampio Prima periferia di Adria, Casa singola di ampia In Gavello Casa singola tutta al piano terra comAd Adria, in zona resid., tranquilla, a due passi Ad Adria, in zona centrale Villa singola di ampia giard. piantumato. metratura, su 2 liv., con annessi bassocomodi posta da ingresso, cucina, disimpegno, una stanza dal centro, Villa singola in ottime condizioni, di metratura, disposta su due livelli, con annessi canCl. en. “G” tina, taverna, garage e giardino tutto attorno, in ampia metratura, disposta su livelli, ampia taverna, da letto, veranda, bagno con annesso terreno di esterni e giardino tutto attorno di circa mq 2000 a Euro 260.000 tratt. parte piantumato. Cl. energetica non definita “G”. garage e giardino di mq1.200 in parte piantumavigneto e terreno agricolo di circa Ha.2.00.00. Cl. circa mq.400. Classe energetica “G”. en. non def. “G”. Info in agenzia Rif.A0671 Euro 40.000 Rif.A0685 to. Cl. en. “F”. Info in agenzia. Rif.A0584 Info in agenzia. Rif.A0014 Rif.A0636
VENDESI Località Bellombra Villa singola di ampia metratura, disposta su 2 livelli, composta da salotto, pranzo, cucinino, 3 letti, ripostiglio, 2 bagni, 3 garages e terreno di circa mq.1.500. Cl. energetica “F”. Euro 160.000 tratt. Rif.A0487
VENDESI Località Bottrighe centro Immobile costituito da villetta di ampia metratura, in buono stato e da casa accostata da ristrutturare, con garage e giardino esclusivo su tre lati. Cl. en. non definita “G”. Info in agenzia Rif.A0507
VENDESI VENDESI A Papozze, Casa singola su due livelli, con Ad Adria Località Bottrighe Casa singola su due livelli composta da ingresso, due stanze, 2 riposti- soggiorno, cucina, lavanderia, 3 letti matrimoniali, gli, cucina, soggiorno, vetrata, 2 camere da letto e bagno, doppio garage e giardino piantumato di circa mq.7.000. Cl. en. non definita “G”. bagno. Classe energetica non definita “G”. Info in agenzia Rif.A0670 Euro 100.000 Rif.A0708
ADRIA AFFITTI
AFFITTASI AFFITTASI AFFITTASI AFFITTASI In zona centrale Casa accostata, parzialmente In zona Tomba Appartamento Bilocale al piano In pieno centro casa indipendente su due livelli, di In pieno centro a due passi dal Duomo, ampio ap1° completamente arredato a nuovo, composto arredata, disposta su due livelli e composta da nuova costruzione, con ingresso, pranzo-angolo cot- partamento bilocale, di nuova costruzione, ubicato soggiorno-angolo cottura, 1 camera matrimoniale, da soggiorno con angolo cottura, una stanza da al piano terra, sia arredato che non. tura, 2 disimpegni, 1 camera da letto, guardaroba, letto, bagno ed annesso posto auto esclusivo. Cl. bagno e cortile esterno. Classe energetica non Classe energetica “E”. bagno e cortile esclusivo. Classe energetica “D”. definita “G”. Euro 350 mensili Rif.40183224 energetica “F”. Euro 410 mensili Rif.A0587 Euro 380 mensili Rif. A0754 Euro 500 mensili Rif. 40098751
VENDESI A Papozze, vicinissima al centro abitato in zona artigianale, Villa padronale di ampia metratura, in ottimo stato, disposta su due livelli con annesso terreno edificabile di circa mq.2.500. Cl. en. non definita “G”. Info in agenzia Rif. A0510
AFFITTASI In zone di prestigio e di forte passaggio, locali uso negozio di varie dimensioni e tipologie. Info in agenzia