Intervista a Dino Motti
lo spirito della vela
Cineforum 07
Polisuona
17|18|19 maggio 2007
Terna Poligames
Accesso alla LM
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LANTERNA L LA A
EDIZIONE POLITECNICO Maggio 2007
PERIODICO UNIVERSITARIO DEI GRUPPI STUDENTESCHI DI SINISTRA /politecnico/cattolica/bicocca/bocconi/statale
RAPPRESENTANZA
Editoriale La rappresentanza universitaria: la forma più genuina di politica, alimentata esclusivamente da idee e voglia di fare. di Daniele Ellero
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ono stati resi pubblici proprio in questi giorni i compensi dei parlamentari italiani, le cui cifre stridono con la cruda realtà dei tanti che con grandi sacrifici arrivano alla fine del mese; puntualmente, l’opinione pubblica si ritrova in un condiviso malcontento nei confronti di quella classe di “politicanti” che in realtà sembrano perseguire esclusivamente scopi personali dimentichi del compito affidatogli dagli elettori. Non voglio approfondire questo argomento, non essendo questa la sede adatta né avendo io adeguate conoscenze in merito, ma desidero farne l’introduzione per una serie di considerazioni riguardo alcuni avvenimenti di questi mesi al Politecnico.
E trasparenza, soprattutto trasparenza, che si tramuta in un invito a venirci a trovare alle riunioni (sul retrocopertina gli orari) e a partecipare ad eventi ed iniziative. Fare rappresentanza significa salire il gradino che porta dal semplice lamentarsi delle “cose che non vanno” al cercare di cambiarle e di migliorarle; significa portare ai decisori le opinioni di chi ne è oggetto, soprattutto quando queste si dirigono in direzione diversa, e sono i molti casi nei quali ci si rende conto di quanto sia importante il non voler accettare passivamente le scelte che arrivano dall’alto. Fare rappresentanza significa chiedere sempre perché ed essere noiosi rompiscatole ma significa soprattutto provare grandi soddisfazioni. Ecco cos’è la rappresentanza universitaria: la forma più genuina di politica, alimentata esclusivamente da idee e voglia di fare.
Molti associano all’ambiente universitario le proprie opinioni riguardo la politica nazionale e pensano che appartenere a un gruppo studentesco che si presenta alle elezioni e i cui rappresentanti vengono eletti in vari consigli universitari significhi avere fantastici intrallazzi e conoscenze strategiche in grado di aprire qualsivoglia porta. La rappresentanza universitaria (e -perché no- chiamiamola anche politica universitaria, che “politica” non è una parolaccia) dei membri della Terna Sinistrorsa non ha alcun fine se non il lavoro per gli studenti e per l’ateneo. Una gran mole di lavoro nei consigli senza magici introiti o importanti strette di mano, organizzazioni di eventi senza tornaconti personali o improvvise comparse alle Isole Cayman, questa è la Terna.
LANTERNA #23 - POLITECNICO
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SPECIALISTICA
Accesso alla Laurea Magistrale L’odissea di un blocco controverso di Francesco Mazzotta
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aurea specialistica… dopo tre anni di fatica e sudore dovremmo finalmente essere nelle condizioni di poter scegliere a cuor leggero cosa fare, sentirci parte di una atmosfera idilliaca e profondamente armonizzati nell’Ateneo. Bene, qui al Poli il cammino verso il proseguimento degli studi è stato farcito con un po’ di ostacoli che lo rendono più difficile se non impossibile; per questo abbiamo pensato di proporre alcune modifiche. Premetto che siamo contrari a qualsiasi forma di esclusione dalla laurea specialistica: secondo noi un ateneo di livello dovrebbe essere capace di selezionare i meritevoli tramite una didattica più seria, non tramite sterili sbarramenti post-laurea. Così facendo si rischia di penalizzare il titolo triennale, creando una figura di laureato percepita come incapace di proseguire gli studi, piuttosto che sottolineare la versatilità propria del titolo, conferendogli valore di scelta ponderata e consapevole da parte dello studente.
esempio esperienze esterne all’università, lavorative e non, ed il curriculum vitae. Questo penalizza specialmente gli studenti lavoratori o qualunque triennale che voglia iscriversi alla specialistica con esperienze lavorative pertinenti alla specializzazione alla quale vuole accedere. Mentre la prima proposta è stata accolta, l’altra è stata additata da parte del corpo docente come eccessivamente attenta ai “formalismi” e vista come battaglia “antimeritocratica”... tutti aggettivi a cui è facile appendersi per non fare la fatica di pensare a regole migliori. Noi comunque non ci arrendiamo e continuiamo a cercare di migliorare l’università che abbiamo scelto e che vorremmo essere liberi di continuare a scegliere; proprio per questo ripartiremo a breve con la nostra battaglia sulla non ammissione, e abbiamo bisogno che ci facciate sentire il vostro supporto!
La prima obiezione che abbiamo sollevato riguarda l’esplicazione dei criteri di automatica inclusione/ esclusione: questi sono stati pubblicati a cavallo di giugno e luglio e sono validi solo per le ammissioni di ottobre e marzo; ciò implica che uno studente che voglia essere ammesso alla Laurea Magistrale non può agire sulla propria carriera in modo da soddisfare di questi criteri (che vengono così a perdere la fondamentale funzione di “stimolo” al miglioramento). Pertanto abbiamo proposto di determinare un termine temporale entro cui la facoltà si impegna ad esplicitare e pubblicizzare tali criteri. La seconda obiezione (siamo gli unici rappresentanti degli studenti a chiederlo!) riguarda l’esistenza dell’automatica esclusione: questa soglia, prendendo in considerazione solo crediti e media, tralascia ad
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LANTERNA #23 - POLITECNICO
ROMA
CNSU: opportunità per il Poli Intervista ad Alessio Campi e Salvatore Muratore membri uscenti del Consiglio Nazionale degli studenti universitari a cura della redazione
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a presidente e da membro del CNSU, che bilancio fate dell’operato del Consiglio in questi anni?
Uccio: Il bilancio dell’attività del CNSU dal 2004 a oggi è sicuramente positivo, anche se il CNSU, come organismo consultivo, necessita di avere interlocutori istituzionali attenti alle istanze degli studenti e non sempre al Ministero. Abbiamo avuto riscontri effettivi alle nostre istanze, abbiamo dato una proiezione esterna al nostro lavoro partecipando ad innumerevoli Convegni ( il più significativo organizzato da noi nel 2006 con le rappresentanze studentesche di tutti gli Atenei italiani), abbiamo utilizzato gli strumenti dei pareri e delle mozioni per indirizzare la politica del Ministro, partecipato ad innumerevoli audizioni parlamentari e di recente siamo stati protagonisti del dibattito sulle pensioni rispetto ai giovani con due incontri voluti dal Ministro Damiano e dal Ministro Padoa Schioppa, infine abbiamo finalmente prodotto una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti universitari che il Ministro Mussi vorrebbe inserire nel quadro normativo del sistema universitario già dalle prossime settimane... un risultato storico per gli studenti! Alessio: Uccio ha sottolineato i punti fondamentali: gli studenti che votano e pongono fiducia nella nostra azione e tutti i rappresentanti degli organismi accademici delle 80 e più università italiane meriterebbero però un organismo più forte, più facilmente governabile e soprattutto che possa incidere realmente almeno nelle tematiche del diritto allo studio; tematiche che ancora oggi, con il nuovo governo, non hanno avuto risposta Quali sono stati i problemi maggiori che si sono presentati, soprattutto in riferimento alla rappresentanza a livello nazionale? Uccio: Fondamentalmente la eccessiva burocrazia ha rappresentato un limite alla nostra azione, inoltre
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manca un legame proficuo e continuo con i singoli Atenei che fanno dell’autonomia universitaria (per noi positiva) un muro rispetto alle attività nazionali. Peraltro abbiamo avuto poche risorse finanziarie per espletare la nostra funzione di rappresentanza in giro per l’Italia. Alessio: La rappresentanza nazionale ha senso solo se si riesce ad agire in stretta connessione con chi prende veramente le decisioni, ovvero i ministri ed i sottosegretari. In questo senso è stato intenso il nostro lavoro e credo che su alcuni temi abbia anche portato dei frutti: la riduzione del numero di esami nei percorsi di laurea, la futura valutazione degli Atenei, un nuovo sistema di reclutamento di dottorandi e ricercatori sono tutti temi su cui noi abbiamo spinto molto. Meno bene è andata sul versante borse di studio e finanziamenti all’università. Quali dovrebbero essere le azioni da portare ancora avanti e cosa andrebbe cambiato? Uccio: Si dovrebbe coinvolgere maggiormente il principale portatore di interesse: lo studente; al contempo noi studenti dovremmo essere meno passivi diventando più responsabili. E’ altresì auspicabile che al voto delle rappresentanze contribuiscano in massa tutti gli studenti per consegnare agli eletti una maggiore “forza contrattuale”. Infine, in materia di diritto allo studio, è necessario continuare un lavoro di pressione affinché lo Stato e le Regioni aumentino gli investimenti che ad oggi sono tra i più bassi d’Europa (lo stesso vale anche per la Ricerca). E’ inoltre da riscrivere il d.p.c.m. inerente il diritto allo studio con l’introduzione di nuovi parametri di reddito e merito e con l’inserimento di ulteriori strumenti volti a costruire un vero e proprio Welfare studentesco Alessio: Coloro che prenderanno il nostro posto dovranno essere ancora più pressanti con il governo per non dare la possibilità di dire che gli studenti non hanno fatto sentire la loro voce. Credo che oltre ai temi del diritto allo studio nel futuro saranno centrali le sfide sul cambiamento e sull’apertura degli ordini professionali, sulla revisione e il monitoraggio delle nuove riforme didattiche, ma soprattutto sulla mobilità studentesca che è il primo passaggio verso la mobilità sociale che, assente in Italia, è l’unico mezzo per fare del nostro paese un vero paese europeo.
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SATIRA
Homo Sapiens (?) Ciellinensis Uno studio di antropologia culturale applicata Prof. H. Thalwil
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econdo gli archeologi la specie sarebbe nata a Milano, presso il liceo Berchet, per poi estendere il suo territorio alla Cattolica e in seguito a tutte le altre università milanesi, occupando anche nicchie ecologiche poco ospitali, come i faraglioni di cemento della Bicocca o la materialista Bocconi. È opinione dei ricercatori che il grande successo evolutivo della specie sia da attribuirsi a diversi fattori, tra cui citiamo l’andatura bipede, il pollice opponibile, la capacità di organizzare “pre-test” e gruppi di studio per matricole ignare ed infine la massiccia offerta di cibarie agli studenti delle altre specie in corrispondenza delle elezioni. Studi di linguistica dimostrano che i ciellini usano un’infinità di modi per identificare i loro gruppi: Lista Aperta, Ateneo Studenti, Atheneum, Obiettivo Studenti, Student Point…resta il mistero sul perché. I contatti con le altre specie di studenti sono frequenti, soprattutto in periodo elettorale, e sono di solito preceduti dal saluto tradizionale, ovvero “Ciao! Lo sai che ci sono le elezioni universitarie?”. Segue il rituale della consegna dei volantini. Tornando al PerCorso storico: all’origine della civiltà ciellina ci sarebbe, secondo una tradizione le cui Tracce si perdono nel mito, l’antico profeta Al-Jussani; un cippo in pietra ritrovato nel 2006 tra le aiuole del parco Solari pare confermare questa tesi.
so (forse formule propiziatorie). Queste opere sono disseminate sulle pareti di biblioteche, dipartimenti e uffici universitari in cui vi è una consistente presenza ciellina. La produzione letteraria è invece modesta, per lo più fotocopie in grande formato di discorsi di papi ed alti prelati, “Lettere a una professoressa”, minacce e accuse ad altri gruppi universitari che competono per le scarse risorse naturali. Questa mole di documenti scritti non basta a chiarire l’orientamento politico della società ciellina che si dichiara apolitica, libera e indipendente. Recenti analisi genetiche, tuttavia, hanno individuato dna ciellino in diversi candidati di Forza Italia; lasciamo l’approfondimento di queste scoperte a biologi ed entomologi, esperti di insetti, formiche e Formigoni. Resta ancora da fare luce su un’importante questione: i ciellini hanno il senso dell’umorismo? Per scoprirlo dobbiamo solo attendere la pubblicazione di questa ricerca…
La produzione artistica, pur pregevole, consiste quasi esclusivamente in poster di madonne e santi del Trecento, con oscure citazioni bibliche o del Profeta stes-
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LANTERNA #23 - CENTRALE
RAPPRESENTANZA
Intervista a Dino Motti
Il responsabile di Sinistra Universitaria dell’università Statale ci racconta cosa ha fatto in questi anni di rappresentanza studentesca a cura della redazione centrale
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iao Dino, apriamo le danze, vorrei farti qualche domanda diretta, faccia a faccia, sulla tua attività di rappresentanza. Colgo subito l’occasione per chiederti, ma chi te lo fa fare? Cosa ti spinge ad essere attivo nella politica universitaria?
Una domanda diretta alla quale voglio rispondere altrettanto chiaramente. Chi me lo fa fare? Io. Se sono attivo nella rappresentanza studentesca da ormai tre anni è solo perché sono convinto che sia importante. Credo fermamente nella necessi-
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Non è una domanda cattiva, è la domanda che mi è stata rivolta da centinaia di studenti in questi anni, da decine di professori e anche da una fidanzata e da una mamma preoccupate per il tempo che stavo sottraendo allo studio. La mia risposta è che in democrazia il nemico più pericoloso è l’apatia e la sua arma più forte è il disfattismo e l’inerzia. Impegnarsi oggi è importante, come studenti abbiamo gli strumenti giuridici e i diritti costituzionali per cambiare il sistema universitario. Bisogna volerlo. È un processo lungo e complesso, non privo di nemici e di freni e sicuramente gli studenti non possono esserne gli unici attori, ma tirarsi indietro solo perché non si può avere tutto e subito è sbagliato. Quindi come commenti quanto hanno detto recentemente i rappresentanti di Obiettivo Studenti in un’intervista sul giornale studentesco Vulcano: “Gli studenti dovrebbero preoccuparsi più di studiare che di credere di poter risolvere da sé i problemi dell’Ateneo. Anche perchè quando lo studente avverte l’esistenza o la presunta esistenza di qualche problema, nel cercare di risolverlo si scontra con poteri istituzionali più grandi di lui. In fin dei conti l’Università Statale di Milano, non funziona benissimo, ma funziona”. Conosco quella frase. La prima volta che l’ho letta mi ha molto stupito. Non per il fatto che si dica che gli studenti non dovrebbero illudersi di poter risolvere da soli i problemi della Statale… perché come ho detto prima, basta essere pessimisti. Piuttosto mi ha colpito il fatto che queste parole siano state dette da dei rappresentanti degli studenti… che a rigor di logica si sono impegnati per “cambiare le cose”. È un atteggiamento da vecchia politica che non mi piace. In che senso da vecchia politica? Come può la politica studentesca essere vecchia, quando è fatta da giovani?
tà di impegnarsi oggi, nel proprio ambito, nella propria comunità, per confrontarsi con i problemi reali della società e tentare di risolverli… o quando non fosse possibile perlomeno iniziare a comprenderli.
È questo il fatto, siamo giovani. Dobbiamo superare lo schema che sta facendo a pezzi la cultura della partecipazione civile nel nostro paese. Una classe politica professionale e cittadini che non devono lamentarsi o provare a mettere il becco nelle questioni pubbliche. Con quella frase si dice una cosa sola: gli studenti sono diversi dai rappresentanti, dai politici. La politica dev’essere fatta dai politici Questa è una falsità, un concetto da vec-
Qui mi fai sponda per un secondo caricatore di domande. Ma la rappresentanza studentesca serve? È realmente possibile cambiare le cose dalla posizione di studente? Ha senso impegnarsi oggi?
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LANTERNA #23 - CENTRALE
chia politica, una politica che ha smesso di essere rappresentativa quando ha deciso di non essere più partecipativa. Non volevo accendere una polemica, ma solo capire che cosa sta succedendo in un’Università sempre più apatica, sempre più deserta, sempre più grigia e sempre più incapace di reagire. A chi ci dobbiamo affidare se non ai rappresentanti? Vedi che ci caschi anche tu. I rappresentanti non sono dei superuomini, non sono infallibili. Sta a noi, intesi come comunità di studenti, decidere se sono all’altezza di rappresentarci. E se non lo sono, il passo è breve, candidarsi in prima persona è l’unica risposta. Bisogna superare il concetto di casta politica che imperversa nella nostra cultura e sostituirvi un concetto di cittadinanza critica e attiva capace di alternarsi in fasi di partecipazione diretta alla politica, intesa in senso nobile, come servizio alla comunità. Per tornare alla prima domanda, è questo senso civico che mi spinge… anche troppo… gli esami sono alle porte e forse dovrei seguire il consiglio dei ciellini. E i “grandi” cosa fanno? Ministro, enti locali, rettori, docenti, come giudichi il loro impegno per l’università?
ture degli atenei chiudono troppo presto), mancano impianti sportivi, convenzioni con cinema, teatri, musei. Milano non ha mai voluto integrarsi con le sue università (più di 10) e i suoi studenti. Non deve stupire l’alto numero di studenti Erasmus che non rinnovano la borsa e scelgono di tornare indietro dopo sei mesi, in Europa è tutta un’altra cosa. Mozioni in Senato, appelli in più, petizioni, incontri, conferenze, iniziative, concerti, pensiamo a Moni Ovadia o Giovanni Allevi, la Freshers’ Fair, Studentistatale.it, la BachecAlloggi, lo sportello della rappresentanza, le tante associazioni che vedono in SU un riferimento… Cosa ne pensi? In Statale avete fatto molto, si può fare di più? Grazie, sì, Sinistra Universitaria in Statale è cresciuta moltissimo in questi anni e, partendo quasi da zero siamo riusciti a costruire una squadra ed un’organizzazione eccellente. Siamo contenti di quello che siamo riusciti a fare, ma non possiamo ancora dirci soddisfatti. Possiamo sicuramente fare molto di più, specie se ci ricordiamo che siamo lista di minoranza relativa negli organi accademici, la maggioranza è di CL, cosa che a volte è facile dimenticarsi, ma è un dato di realtà che inevitabilmente si ripercuote sulle forze in campo e che ci rende meno efficaci politicamente.
I “grandi” non fanno abbastanza. L’Università è e resta un capitolo irrisolto della politica italiana. E insieme agli studenti è la società tutta a farne le spese. Un diritto allo studio inesistente, una valutazione della qualità degli atenei che fatica ad essere accettata culturalmente, una pax academica che regola gli atenei e che deprime il merito. Riforme e riformine ravvicinate e incomplete che forniscono alle Facoltà un alibi per non cambiare mai. Scarsi finanziamenti alla ricerca con la conseguente fuga delle nostre menti migliori. Il tutto spesso aggravato da una condizione ambientale ostile che costringe gli studenti a vivere da pendolari sempre in treno da e per Milano.
Una domanda flash, qual è il tuo primo obiettivo come rappresentante, qualcosa che vorresti realizzare più di ogni altra?
Proprio di Milano volevo parlare, una città metropoli, lontana dal modello della città universitaria europea. Cosa manca a Milano per gli studenti?
La continuità è la mia preoccupazione principale. Passare il testimone è la cosa più importante in un ambito come la rappresentanza. Molti progetti in università muoiono per un fallito ricambio generazionale. Alle “matricole” io presento sempre l’impegno come una tavolozza nelle nostre mani, i colori sono nella nostra testa, la tela è la realtà che ci circonda.
A Milano, come ad altre città italiane, manca un modello di cittadinanza studentesca che permetta ai giovani universitari di viverci. Mancano alloggi studenteschi, biblioteche aperte la sera, (le strut-
LANTERNA #23 - CENTRALE
Battere l’apatia, la nebbia che affligge i nostri atenei e che ne affoga le potenzialità. L’associazionismo, la creatività, la ricerca, l’innovazione dovrebbero trovare nell’Università terreno fertile, ma purtroppo oggi così non è. Siamo giunti al termine, ma vorrei ancora domandarti una cosa. Cosa diresti ad una giovane matricola per invogliarla ad impegnarsi e seguire le tue orme?
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DIRITTI
Il diritto allo studio ti cambia la vita Il presidente del Consiglio degli Studenti del Polittecnico di Milano ci parla di welfare di Carlo Pretara Il diritto allo studio non è –banalmente- il “diritto di studiare” e basta. Il diritto allo studio è un sistema di regolamenti, normative e servizi che dovrebbero mettere tutti nelle migliori condizioni per dedicarsi al proprio sviluppo culturale, consentendo di mettere lo studio al primo posto tra le proprie occupazioni, rendendo indipendente il livello raggiunto negli studi dalla condizione economica, sociale e geografica di partenza. Se il welfare è una priorità per gli tutti studenti, lo è ancora di più per un rappresentante di sinistra. Il diritto allo studio universitario è il mezzo con cui, rispettando la Costituzione, si da a tutti la possibilità di studiare per bene fino ai massimi gradi, favorendo un’alta mobilità sociale. E la mobilità sociale è una nostra priorità, è quella che crediamo alla base di una società moderna, che deve avere ai propri vertici coloro che hanno dimostrato di meritarlo, non coloro che ci rimangono per rendite di posizione. Il diritto allo studio è uno dei mezzi più potenti per far sì che l’ordine sociale cambi in continuazione, ed è quindi da lì che uno Stato dovrebbe iniziare ad investire per avere una società più giusta, fondata sul merito e quindi più competitiva e veloce. Nonostante questo debba essere una priorità, negli ultimi anni i fondi non sono aumentati a dovere, continuando la triste tradizione italiana della scarsa attenzione in questa materia. Ora non possiamo più perdere tempo, perché tanta è la concorrenza in Europa. E’ importante che qualcuno sia un continuo pungolo per il governo e per le regioni. A queste ultime ci “pensiamo” noi dalle università a chiedere maggiore attenzione, come abbiamo fatto
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nelle ultime riunioni del comitato regionale per il Diritto allo Studio. Per il Governo in questi anni ci ha pensato il CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari), ma nei prossimi dovrà insistere ancora di più. Anche per questo motivo è importante andare a votare il 16 e il 17 Maggio per rinnovare questo organo. La nostra attenzione va anzitutto sulle borse di studio, che dovranno essere assegnate a tutti gli assegnatari e i cui importi dovranno aumentare, specie per i fuorisede. Non si può pensare di rendere indipendente la vita di uno studente dalle sue condizioni di partenza dandogli poco più di 2000 euro l’anno, e dandoglieli alla fine dell’anno accademico. Sarà lo stesso studente meritevole, una volta laureato, che restituirà sotto forma di capitale creativo e lavoro molto più di quanto ha ricevuto dal territorio che l’ha sostenuto. Ecco perché il Diritto allo studio è anche un investimento conveniente per le regioni. Bisogna quindi impegnarsi affinché le regioni, che erogano direttamente i servizi di diritto allo studio, e che, come nel caso della Lombardia, hanno molti benefici dai migliori laureati nelle università, si prendano maggiori responsabilità economiche in questo senso, ad esempio suddividendo per fasce di contribuzione la tassa regionale per il diritto allo studio, che oggi è pagata da tutti allo stesso modo e che, in Lombardia, è in odore di aumento.
LANTERNA #23 - CENTRALE
Altre sfide saranno nei confronti del governo, ad esempio per potenziare lo strumento della legge 338/00, che cofinanzia la costruzione e la ristrutturazione di alloggi studenteschi, ancora troppo carenti in Italia e per dare contributi ulteriori alle università che si dimostreranno più serie. Di conseguenza bisogna chiedere che la valutazione entri anche nel diritto allo studio, con la rilevazione delle opinioni di chi beneficia di questi servizi, che non sempre sono soddisfacenti. La filosofia di fondo dovrà comunque essere quella di comunicare tranquillità e fiducia ai giovani che, pur meritevoli, influenzano la loro scelta sul futuro per ragioni economiche. Il diritto allo studio serve a dare a queste persone l’opportunità di studiare dove credono, e di farlo in una situazione agevole anche in funzione delle proprie esigenze di vita. Infine il diritto allo studio nell’università moderna dovrà discendere da un’idea di centralità dello studente e del suo processo di apprendimento. Da ciò segue che i servizi di DSU non dovranno essere solo il “minimo indispensabile” per i meno abbienti, ma dovranno andare incontro alle esigenze di tutti gli studenti, mettendo tutti in condizione di studiare con tranquillità, a cominciare dalla ricerca di un alloggio, particolarmente critica a Milano.
LANTERNA #23 - CENTRALE
“La carriera degli uomini migliori ci preme, non solo per loro ma per noi, in quanto rappresenta un interesse sociale, ed il provvedervi è perciò un dovere dello Stato. E poiché gli uomini migliori e più utili alla collettività non sono di regola né i più ricchi, né quelli dotati di quelle forze che servono nella vita per prevalere contro i sopraffattori e gli arrivisti – poiché gli uomini migliori sono generalmente giusti, miti e modesti – occorre che la collettività stessa, nel suo stesso interesse, li aiuti, occorre che lo stato faccia sua la loro causa.” Gustavo Colonnetti
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ELEZIONI
16-17 maggio elezioni del CNSU Perché andare a votare? Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari di Luca de Vecchi Università Bocconi Luca.devecchi@fastwebnet.it
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ono passati 3 anni dall’ultimo rinnovo dei componenti del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari. Nell’ultimo mandato, questo organo ha mostrato alcune sue fragilità strutturali e i suoi limiti organizzativi ma la difficile situazione del mondo universitario in Italia indica quanto sia importante la presenza di un’assemblea consultiva che porti al Ministero e ai centri decisionali veri e propri la voce e i problemi degli studenti. Gli eletti a partecipare al nuovo CNSU avranno il compito di valutare e approvare una profonda riforma dell’organo che permetta di definirne meglio compiti e ragioni e che consenta agli studenti universitari di essere un interlocutore importante delle scelte politiche che ricadono su di loro. Sono peraltro molte le questioni aperte su cui un rinnovato, nei componenti e, ci auguriamo, nelle forme, Consiglio Nazionale degli Studenti Universiari dovrà investire la propria attenzione. Innanzitutto sarà necessario attuare una analisi sulla applicazione del percorso di riforma detto “del 3+2” incominciato con la legge 509/99. Finora infatti ogni governo ha riformato la precedente riforma senza fare una approfondita analisi degli effetti delle modifiche precedentemente apportate. E’ necessario inoltre far sentire la voce degli studenti sulla attuazione, finora conservatrice e corporativa, del nuovo percorso a Y voluto dal Ministro Moratti. Sarà poi importantissimo affrontare l’annoso problema della valutazione universitaria. La valutazione deve essere il pilastro fondamentale dell’organizzazione didattica e dei servizi delle nostre università. Bisogna
cominciare col diffondere questa cultura incentivando ogni sistema di monitoraggio da parte degli studenti degli insegnamenti impartiti, dei servizi erogati, della qualità generale della didattica. Esistono esperienze positive in questo senso che andrebbero incoraggiate ed emulate altrove. Il CNSU da parte sua dovrebbe insistere sulla pubblicazione obbligatoria dei risultati di questi strumenti valutativi che permetterebbero di scardinare certe rendite di posizione baronali che ingessano la nostra università. Inoltre anche la distribuzione dei fondi (che deve comunque essere aumentata per indicare al paese che l’istruzione superiore è una priorità nazionale) deve essere resa più efficace attuando nel migliore dei modi l’Agenzia di Valutazione voluta dal ministro Mussi che deve stabilire dei parametri di qualità a cui ogni ateneo deve attenersi. Tutto questo deve essere inquadrato in un sistema di autonomia delle università che però non deve significare tutela degli interessi baronali, ma incentivo alle potenzialità e alle peculiarità di ogni singola realtà. In questi ultimi mesi di lavoro il CNSU ha approvato una bozza di Carta dei Diritti degli Studenti che garantisce alcune nuove tutele allo studente. Il nuovo organo dovrà raccogliere il testimone su questo tema e rilanciare occupandosi anche del rapporto tra studente e città cioè dello statuto dello studente cittadino. L’integrazione delle università nelle città e gli effetti positivi che queste possono portare, dipendono dall’apertura delle città stesse alla popolazione studentesca con servizi, disponibilità di alloggi a basso costo, un sistema di trasporto pubblico efficiente e a tariffa agevolata. Sarebbe importante che, per meglio
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comprendere le diverse realtà locali, il CNSU organizzasse periodicamente degli incontri/dibattiti nelle varie sedi universitarie, per raccogliere, problemi, questioni e ascoltare possibili soluzioni. Oltre a queste tematiche di straordinaria importanza per gli studenti universitari è anche la questione della liberalizzazione delle professioni affrontata di recente dal ddl Mastella. Il CNSU dovrà svolgere un ruolo di pungolo e incentivo all’apertura delle corporazioni professionali e per l’accesso al lavoro sia nella fase di approvazione della legge delega, sia in quella, forse anche più importante, della emanazione dei decreti attuativi.
LANTERNA #23 - CENTRALE
Il CNSU infine deve dare nuovo stimolo alla vocazione europea e internazionale del proprio sistema universitario, sia promuovendo sistemi di “scambio” anche dei docenti, sia aumentando le opportunità di studio all’estero ben oltre i programmi Erasmus e Socrates, trasformando il semestre di studio all’estero in una tappa fondamentale del percorso formativo di ogni studente. I temi sul tappeto sono moltissimi e di grande rilevanza, la scelta che tutti gli studenti universitari del paese dovranno compiere sarà importantissima perché da essa potrebbe dipendere il loro futuro in università e al di fuori di essa nella professione e nel mondo del lavoro. Per questo il 16 e il 17 Maggio andiamo a votare.
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SPORT
Lo spirito della Vela Uno sport che e’ anche stile di vita di Guido Serra Il vento in faccia, l’adrenalina che sale a 1000, la barca che acquista sempre più velocità. La deriva inizia a fischiare come una forsennata, segno che si va così veloce che lo scafo si è sollevato sull’acqua e l’aria usa la fessura in cui è inferita la deriva come fosse un fischietto. Tump, tump, tump... non so se sia il mio cuore o lo scafo che salta dalla cresta di un’onda all’altra, ma la sensazione è meravigliosa. Un occhio sotto il fiocco, la vela a prua, giusto per verificare che non ci siano altre imbarcazioni sulla mia rotta, e urlo : “Pronti alla vira?”. “Pronti!” risponde prontamente Daniele. “Ok, al mio 3... 2... 1... VIRO!” nel dire questo porto la barra del timone all’orza, l’allontano dal mio corpo in modo che la barca inizi a puntare con la prua verso la direzione da cui proviene il vento. Al tempo stesso inizia la danza... Daniele che aveva preventivamente assunto una posizione tesa tenendo la scotta del fiocco, si prepara a sgusciare sotto al boma e a passare dall’altra parte della barca non appena la randa, la vela principale, si sarà rigonfiata. Io mi passo lo stick, la prolunga del timone, dietro la schiena assieme alla scotta di randa, allungo una gamba dall’altra parte dello scafo, testa sempre avanti ma abbassata quanto basta per non prendersi una legnata da parte del boma che sta passando, e ... via. Per un istante il tempo pare arrestarsi, le vele si sgonfiano, la barca inizia a rallentare e ad affondare la prua nell’acqua, ma per fortuna continua anche a virare, avevamo un bel po’ di velocità dalla nostra parte.
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E... via, si riprende! Le vele si rigonfiano, Dani ha recuperato la scotta del fiocco che spunta dal bozzello opposto al quale lavorava prima, mentre io oramai sono seduto sul bordo della barca e ho ripreso la rotta. Iniziamo a inclinarci, le vele ci tirano giù... “ci sei????” urlo in direzione di Daniele. “Vai! $&£/!!!!!!” risponde lui. Ok... piedi sotto le cinghie e giù! All’unisono piantiamo i piedi e diamo una schienata all’indietro fuori dalla barca... inarcandoci il più possibile. La barca sussulta ma ubbidisce, si raddrizza e siamo di nuovo in rotta... riacquistiamo velocità. Ho provato, per quanto possibile a raccontarvi un’azione che dura non più di 2 secondi... una danza, uno sport, che è un misto di agilità, concentrazione e capacità tecnica, nonché decisionale. Ma è anche uno stile di vita, è un amore per la natura, per il mare, il vento, il sole… Buon vento.
LANTERNA #23 - POLITECNICO
EVENTI
Poligames, Cineforum e Polisuona
Partecipare ai Poligames
Le ultime iniziative della Terna
Sei un’associazione del Politecnico e vuoi allestire uno stand per pubblicizzare le tue attività?
di Salvatore Gentile
Sei uno studente che vuole maggiori informazioni sullo svolgimento del torneo?
Terna Poligames è, nel suo genere, il primo torneo sportivo realizzato al Politecnico di Milano, che racchiude 3 tra i più diffusi sport: calcio, pallacanestro e pallavolo. Squadre da 3 componenti in campo, più facoltativamente 2 panchinari, miste di ragazzi e ragazze, si avvicenderanno su mini campi ad hoc che verranno montati il 22 e 23 maggio 2007 nel campus La Masa (Bovisa Sud) nell’ampio spazio al centro dello stesso.
Sei un ragazzo/a attivo che “lo sport proprio no” ma all’organizzazione parteciperebbe volentieri? L’indirizzo è per tutti lo stesso: ternabovisa@ternasinistrorsa.it
Il torneo si svilupperà sul modello dei mondiali, 8 gironi da 4 squadre ciascuno che si alterneranno sui 3 campi per cimentarsi in ognuno dei 3 sport. Le prime due classificate, per ogni girone, accederanno alla fase successiva che porterà alla proclamazione dei vincitori. E al divertimento, al sudore, alla gioia e alle delusioni verranno affiancati premi per le prime 3 squadre classificate, nell’ordine e per ogni componente: la prima classificata riceverà le magliette della nazionale italiana di calcio, la seconda le felpe POLIMI since 1863, la terza le t-shirt POLIMI since 1863. Ma se il torneo sarà il cuore di questo evento, anche gli appassionati dello stare in compagnia avranno letteralmente “pane per i loro denti”. Infatti a far da cornice, oltre ad un immancabile sottofondo musicale, ci sarà un servizio bar attivo per tutta la durata dell’evento che servirà ai giocatori per recuperare le energie perdute e prepararsi alla sfida successiva e agli spettatori che, tra un tiro da 3 punti ed una schiacciata, potranno girovagare tra uno stand e l’altro che ogni associazione del Politecnico potrà allestire per pubblicizzare la propria attività all’interno dell’ateneo. Insomma una FESTA aperta a tutti, sportivi e non, che serva a prendersi una pausa dalle colossali fatiche che ogni studente sopporta.
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Irrinunciabile e’ il Cineforum 2007 Come ogni anno riparte il Cineforum, proiezioni gratuite nell’Auditorium in Via Pascoli; ecco i titoli e le date: 26 Aprile Piazza delle 5 lune Renzo Martinelli, Italia, 2003 il caso Moro visto attraverso gli occhi di un giudice istruttore. Tra verità scomode e segreti di stato 15 Maggio La vita é un miracolo Emir Kusturiça, Bosnia, 2004 la vicenda di un ingegnere e della sua vita incasinata dallo scoppio della guerra, con la solita verve comicogrottesca del grande Kusturiça 24 Maggio Fascisti su marte Corrado Guzzanti, Italia, 2006 l’eroica impresa dei compatrioti camerati che ha assoggettato al dominio dell’impero italiano sin il pianeta rosso, bolscevico e traditor. Con l’occasione per una riflessione comica sulle recenti vicende storiche 31 Maggio Ingannevole è il cuore + di ogni cosa Asia Argento, Italia, 2004 la storia travagliatissima di un rapporto madre-figlio ai limiti dell’eccesso e dell’irresponsabilità in giro per gli USA. Un esempio da non seguire. 7 Giugno Le luci della era Aki Kaurismaki, Finlandia, 2006 la storia di un guardiano notturno tra solitudine ed errori. Raccontata con un ritmo mai visto, “da rimanerci secchi”
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Polisuona 2007 17|18|19 maggio
Cari amanti della musica dal vivo, anche questa primavera la “Terna Sinistrorsa”, con la collaborazione del Politecnico, vi offrirà il momento musicale più atteso dell’anno: l’edizione 2007 del festival POLISUONA, nelle tre serate del 17, 18 e 19 maggio! Per la prima volta l’evento sarà contornato, fin dal primo pomeriggio, da una vera propria festa con stand di varie associazioni, birra e musica; quindi accorrete numerosi, meglio se accompagnati da chitarre e bongos! Nella prima serata si esibirà Brusco, senza dubbio uno degli artisti Dancehall italiani più intensi e prolifici, uno dei pochi ad interpretare in modo originale la vera attitudine della musica giamaicana di diffondere amore ed impegno sociale stimolando comunque il ballo e il divertimento. Il 18 verrà il momento degli Arpioni, gruppo che da quasi 15 anni vive sulla breccia di una scena multiforme e colorata, quella di un popolo “in levare” che sempre più frequentemente non disdegna di avvicinarsi ad altri suoni, trasmessi da amicizie feconde come Tonino Carotone e Roy Paci. Il 19 il festival sarà chiuso dall’esibizione dei due gruppi vincitori del concorso organizzato dalla Terna Sinistrorsa “Aspiranti Polisuona”, dedicato ai gruppi di musicisti iscritti al poli.
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