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Lanterna #22

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Bookcrossing I successi dopo la vittoria di Maggio Calcutta Village Project

Olanda e Italia

Intervista a Tito Boeri Linux in universitĂ

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LANTERNA L LA A

EDIZIONE POLITECNICO Aprile 2007

PERIODICO UNIVERSITARIO DEI GRUPPI STUDENTESCHI DI SINISTRA /politecnico/cattolica/bicocca/bocconi/statale


OPINIONI

Pensieri per scaldarsi la mente Domande sul valore della laurea e della cultura tecnocentrica del Poli di Simone Salmistrato

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mmatricolarsi presso una prestigiosa Università, considerata una delle migliori d’Europa. Magari venire da fuori, in città, stabilendosi in un clima invivibile. Seguire le lezioni, studiare e dare (in casi fortunati) tutti gli esami. “Andare in tesi” con un Prof., con la certezza che, se non sei proprio brillante, costui ti dimenticherà il giorno dopo, e che per lui non sei più di un contratto a termine. Lavorare notte e giorno sulla tesi, convinti di perseguire lo scopo della vita, realizzare la propria leggenda personale. Perché è questo quello che buona parte di noi vuole: costruire qualcosa nella vita – e per farlo crediamo serva un “certificato” riconosciuto da qualcuno. Ma nessuno mai si chiede qual è il valore dell’attestato... Se questo è vero valore o è qualcosa di artificiale, se solo al di là di esso ne vada ricercato il significato. Nella società, nell’economia, chissà dove. Nessuno si chiede mai chi assegna il valore alle cose del mondo. Che valore ha il certificato che riceveremo? Un valore economico-formale o un attestato di cultura? Il valore di qualcuno esperto in un’infinitesima branca di sapere tecnico ma mal-informato sui fatti storico-economici che rendono possibile quella tecnica? Un attestato del reale valore della persona o la promessa che il detentore sarà per un’azienda un preferibile mezzo di profitto?

all’economia vigente? Se la tecnica si insegna in modo a-storico è forse possibile creare Ingegneri in grado di discernere tra la via di applicazione genuina della loro tecnica e la via sbagliata e dannosa? E se queste due vie esistono, sarebbe possibile, così, poter perseguire la via salutare evitando quella cancerosa? Se l’Istituzione tralascia l’insegnamento del Diritto e dei princìpi della Politica, ignora un insegnamento adeguato dell’Economia, è forse possibile creare Ing. in grado di agire e scegliere con coscienza nel mondo in cui si trovano a vivere? È probabile che questi nel mondo sapranno diventare gestori oppure è più probabile che verranno tenuti ad occupare il ruolo di “mezzi”, abboniti nella coscienza, imbambolati da cinque o più anni di in-fondata educazione?

Sarebbe, un’Istituzione Universitaria, ben concepita se invece di occuparsi in primis della crescita individuale e poi della preparazione tecnica, tralasciasse quella parte e educasse l’individuo in modo da renderlo una forma di vita adatta

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“Cos’è il Lanterna? Cosa sono queste pagine che scorrono tra le vostre mani?“ 2


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l Bookcrossing è una nuova forma di scambio culturale che sta prendendo velocemente piede in Europa ed in Italia. L’idea si deve a Ron Hornbaker che la concepì nel marzo 2001. Il sito web divenne accessibile circa un mese dopo, il 17 aprile 2001. Ora si è sviluppato in un movimento globale che conta oltre 530.000 membri e oltre 3.600.000 libri registrati. L’idea è riassumibile nel motto “ se ami un libro, lascialo libero” e promuove una libera ed ampia condivisione di testi. Una nuova forma di arricchimento culturale e di comunicazione di emozioni, completamente plurale e gratuita, basata sul concetto di comunità e di condivisione: chiunque può prendere o donare un libro senza alcun vincolo. L’occasione che ci si presenta è quella di incentivare una forma autogestita e autoconsistente di circolazione di idee, rivalutando un mezzo che garantisce un elevato grado di approfondimento e spunti di riflessione.

INIZIATIVE

Bookcrossing Modello libero e gratuito di diffusione della cultura di Francesco Mazzotta

Il motto: “Se ami un libro lascialo libero”

Il movimento italiano conta già numerosi iscritti (ma non è mai abbastanza!) e numerosi punti di scambio ufficiali; un riferimento è il sito www.bookcrossing-italia.com: qui si può trovare, oltre ad informazioni e riferimenti utili costantemente aggiornati, uno spazio forum per entrare in contatto con le numerose realtà locali. Se la semplice partecipazione non riesce a sedare la vostra voglia di condivisione, c’è la possibilità per chiunque di aprire un OCZ (Official Crossing Zone); in fondo basta poco: un locale con un gestore accondiscendente, due mensole, un cartellone che chiarisca il significato dell’iniziativa e dell’importante idea di fondo, e un po’ di tempo libero. Successivamente l’impegno si limiterà nel registrare i libri che non posseggono un proprio codice BCID; ogni libro sarà quindi associato alla vostra zona di scambio, che avrà un suo nome utente e una password. Seguendo la spinta innovativa, anche il nostro ateneo presto verrà dotato di punti di scambio ufficiali grazie al lavoro congiunto di rappresentanti degli studenti e amministrazione. Ora sta a noi trasformare una bella idea in una realtà e non perdere questa opportunità per contribuire a fornire possibilità di formazione più ampia e non solo accademica all’interno del Poli. Buon Bookcrossing a tutti!

“...anche il nostro ateneo presto verrà dotati di punti di scambio ufficiali...“ 3

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RAPPRESENTANZA

Cosa abbiamo fatto dopo 9 mesi I successi ottenuti dalla Terna dopo la vittoria alle elezioni di Maggio 2006 di Carlo Pretara consiglio.studenti@polimi.it

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aggio forse è il mese migliore di tutti, quello dove la primavera finisce di esplodere, il mondo diventa più grande, perché piacevole da abitare anche al-

l’esterno. L’anno scorso al Poli c’erano anche le elezioni studentesche e tutta la Terna era impegnata a volantinare, banchettare, parlare, convincere che era meglio votare di qua che di là. E alla fine, se abbiamo vinto le elezioni, qualcuno dovremmo pur averlo convinto. Certo, non siamo diventati i governatori dell’Università, ma abbiamo tante possibilità di mettere becco nelle scelte, non sempre piacevoli per noi, dei veri poteri del Poli. Poi portiamo tante proposte, raccogliamo idee e le portiamo ai piani alti per vedere cosa se ne può fare. Vediamo, in breve, le cose fatte a livello “centrale” più significative. SEGRETERIA: in Leonardo, la vecchia segreteria sarà trasferita: abbiamo presentato una lista di richieste per la nuova segreteria (da un sistema di biglietti per ordinare le code, ad una macchina per le fototessere, alla possibilità di prendere appuntamenti…) che sono state accolte dal rettorato!!! Ora la battaglia si sposta sugli spazi della vecchia segreteria: chiederemo che vengano realizzate aule studio e spazi riservati agli studenti, che al Poli mancano. Sarà una dura battaglia perché i prof vogliono per loro quello spazio! TASSE Ci siamo opposti ad un corposo aumento delle tasse presentando una dettagliata proposta alternativa, studiandoci tutto il bilancio e capendoci più di molti altri! VALUTAZIONE DELLA DIDATTICA abbiamo proposto la pubblicazione dei risultati dei questionari al Rettore e al Ministero, per far sì che le nostre

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opinioni sui corsi vengano tenute in conto; potete vedere la proposta dettagliata (che vuole migliorare il questionario e la sua erogazione, oltre a tenere conto dei risultati, sul nostro sito) CONFERENZE Abbiamo già realizzato 3 conferenze: “Kosmo”, “Professione Ingegnere” e “Software Libero”, e ne stiamo preparando molte altre, tra cui “Professione Architetto”, una sulla distribuzione dell’acqua e altre su temi di “politica” universitaria e sui giovani nel mercato del lavoro. Puoi seguirle tutte visitando spesso il nostro sito. VIAGGI Amsterdam, Biennale di Venezia, Toscana... e ne prepariamo altri! EVENTI A-Way: benvenuto alla matricole di architettura, la mostra Serendipity in architettura, stiamo organizzando il Polisuona e uno spazio bookcrossing! CINEFORUM si è svolto quello di Dicembre e ce ne sarà un altro in primavera: partecipa! Ma questa è solo la punta del famoso iceberg. Poi c’è tutto il lavoro nelle facoltà e tante altre “piccole” cose. Tieniti aggiornato sul sito www.ternasinistrorsa.it, nella home trovi sempre notizie aggiornate e nella sezione “Organi Centrali” c’è il link al Blog che vi racconta quotidianamente le peripezie dei rappresentanti.

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ROMA

Ottime novità dal CNSU Lo Statuto dei Diritti degli Studenti

“...il diritto a non essere costretti a comprare libri di testo...“

di Alessio Campi

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ella seduta di febbraio del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari è stata approvata con i voti della maggioranza di centrosinistra una bozza di Statuto dei diritti degli Studenti, che è ora nelle mani del Ministro Mussi e, in particolare, del Sottosegretario Dalla Chiesa, delegato per il Diritto allo Studio. Lo Statuto è una carta che richiama diritti generali, presenti nella nostra Costituzione, armonizzandoli con le necessità degli studenti universitari iscritti dopo l’entrata in vigore della riforma Berlinguer (Nuovo ordinamento) Si parte,quindi, da un richiamo alla pari dignità di tutti gli studenti senza distinzione di sesso, etnia, opinione religiosa o politica, condizione sociale, orientamento sessuale. Su una solida base come questa vengono inseriti principi che hanno una valenza più pratica per garantire lo studente nell’attraversamento della giungla universitaria e soprattutto nei rapporti con alcuni docenti. Per ciò che concerne gli esami, ad esempio, si inseriscono il diritto ad essere esaminati dal docente titolare del corso, il diritto ad avere un numero di appelli minimo, il diritto a non essere costretti a comprare testi per sostenere l’esame, il diritto a non presentare libretto o analogo prima di avere ricevuto la valutazione finale. Altri punti importanti sono quelli che riguardano la valutazione (si prevede di rendere pubbliche le valutazione delle

schede compilate dagli studenti) e gli studenti a tempo parziale o lavoratori cui vengono concessi diritti ad oggi non contemplati. Tra questi a fronte di un apposito riconoscimento, l’esonero dall’obbligo di frequenza, la possibilità di godere di un’ora di ricevimento appositamente fissata dal docente, la possibilità di godere di appositi appelli di esame. Ulteriori articoli sono dedicati agli studenti stranieri, agli studenti disabili, ai tirocinanti e ad altri soggetti “a rischio”. In concomitanza con la seduta di febbraio il CNSU è stato coinvolto anche nell’importante dibattito sul futuro del nostro sistema pensionistico. A seguito di diversi interventi televisivi e giornalistici che richiamavano il Governo a considerare il parere dei giovani a monte degli interventi che si prevedono necessari, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa ha convocato l’organismo per sondare l’umore delle giovani generazioni e capire le loro richieste per ciò che concerne le modifiche previdenziali che, per dirla chiaramente, incideranno soprattutto sull’entità della nostra pensione. L’incontro è stato positivo, tanto da garantire un secondo ascolto questa volta alla presenza del ministro per il Lavoro Cesare Damiano. Per leggere l’intervento e ulteriori documenti è possibile visitare i siti www. studentistatale.it o www. studentipolitecnico.it .

“...il diritto a non presentare il libretto prima della valutazione...“

“...il diritto ad essere esaminati dal docente titolare del corso...“

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ESTERO

Olanda e Italia

Due sistemi universitari agli antipodi di Daniele Perotti perotts@tin.it

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gennaio 2007. Inizio del secondo semestre all’Erasmus School of Economics di Rotterdam, nonché data del mio primo approccio diretto con quello che è il sistema universitario olandese. Il termine “diretto” non è assolutamente un termine casuale. Pochi giorni prima, infatti, avevo potuto gia constatare un’aria di forte differenza al

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“...la quasi assoluta liberta nella formazione del piano di studi...“

docente di ciò che il più delle volte può essere ritrovato sui libri di testo, bensì un luogo di forte interazione e di discussione, dove, appena possibile, si cerca di mostrare un’applicazione pratica degli assunti teorici precedentemente analizzati, attraverso casi inerenti alle tematiche trattate durante la lezione. Un ruolo fondamentale nell’applicazione di questo metodo è dato al lavoro a casa, sia sotto forma di preparazione alla lezione (dalla quale uno studente non può prescindere), sia sotto forma di “assignments”, brevi lavori di gruppo da preparare, generalmente, in gruppi di due o tre persone. Di altrettanta importanza è senza dubbio la quasi assoluta libertà nella formazione del piano di studi, che innalza, a dir poco la motivazione degli studenti presenti ai corsi frequentati. Il piano di studi risulta totalmente flessibile: non solo vi è un’assenza di un vincolo di scelta ex ante, ma addirittura, in itinere, lo studente può scegliere di abbandonare un corso scelto e di iscriversi ad un altro di suo maggior gradimento. Un sistema quindi non incentrato sulla burocrazia come avviene nel nostro paese, bensì sull’efficienza, che, trova nelle ICT il suo apice. Tutte le procedure infatti possono essere effettuate attraverso il sito internet www.myeur.nl dal quale lo studente ha la possibilità di accedere alla sua pagina personale, a quella degli esami frequentati, e alla propria casella di posta elettronica. Inutile specificare che questa efficienza non sia assolutamente fine a se stessa, bensì parte di un meccanismo gia prima citato: nei giorni precedenti la lezione, vengono caricati tutti i “papers” inerenti, e, sovente, proprio questa serie di articoli o saggi costituiscono il vero e proprio materiale di testo per sostenere in seguito l’esame. Inoltre qualsiasi spostamento o annullamento di lezioni viene sempre segnalato in tempo utile, come ho potuto fortunatamente verificare io stesso, risparmiando mezz’ora di tram per raggiungere l’università.

momento della ricezione degli orari ufficiali delle lezioni: una lezione settimanale per ognuno dei due corsi da me frequentati i quali, tengo a specificare, entrambi da sei crediti. Questa diversità è dovuta principalmente a una concezione assolutamente dissimile rispetto al nostro sistema, delle ore di lezione: non un momento di ascolto passivo e di spiegazione da parte del

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Un’altra caratteristica completamente opposta a quella dei più grandi atenei italiani infatti è data dal posizionamento periferico della maggior parte delle facoltà, peraltro riunite in grandi macrocomplessi. Scoprire l’aula della mia prima lezione e l’ufficio scambi il primo giorno è stata quasi una piccola impresa, ma effettivamente, all’interno di questo grande complesso, uno studente può trovare tutto quello di cui possa necessitare, nonché un ambiente policulturale molto stimolante. Il sistema universitario olandese infatti è molto adatto agli studenti stranieri, poiché perfettamente bilingue, come del resto il paese stesso. Lo stato inoltre si dimostra ampiamente partecipe in questo sistema: gli studenti infatti usufruiscono di innumerevoli vantaggi quali trasporti gratuiti sia urbani che extra-urbani attraverso la linea ferroviaria, e di una sovvenzione premio, alla quale ogni studente ha diritto nel momento dell’iscrizione, con l’unico vincolo di restituzione nel caso in cui non riesca a conseguire la laurea in tempi adeguati. In ultimo, per inquadrare anche quella che può essere la “cultura” universitaria locale, faccio un breve cenno alla brochure trovata nel kit post-iscrizione che tanto ha scatenato ilarità tra noi studenti italiani,

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greci e spagnoli: spiegava il perché fosse sbagliato copiare e le eventuali sanzioni per chi fosse colto in fallo. Ciò che invece dovrebbe scatenare tutt’altro che ilarità tra noi cittadini dell’Europa mediterranea, bensì un velo di preoccupazione, è dato dal fatto che molti di questi studenti, dopo un mese, stiano gia pensando di abbandonare i rispettivi paesi per frequentare gli ultimi due anni di specialistica proprio qua in Olanda. Che questo sia un modello a cui avvicinarsi? Personalmente penso di si.

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SATIRA

Governare con Letizia... ...e non concludere niente

A meno di un anno dall’elezione, dal sindaco Moratti molte (più o meno) belle idee, ma pochi fatti di Mauro Bertolotti

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uasi un anno fa Letizia Moratti diventava sindaco. La cultura del “fare” era stato il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale. Tra il dire e il fare però, si sa, c’è di mezzo il mare: in questo caso dev’essere bastato il naviglio.

A fine estate, sull’onda della paura per alcuni episodi di violenza capitati in agosto, il sindaco propone misure concrete in difesa delle donne. Telecamere dappertutto, centrali operative e soprattutto l’idea geniale di installare pulsanti antistupro ai semafori e nelle pensiline dei mezzi pubblici. “Pronto? Senta, credo mi vogliano stuprare” “Resti in linea” “Ok, mi faccia sapere”. E non se ne è più saputo più nulla, ovviamente. Anche se quando si preme il pulsante del semaforo e il verde non scatta c’è chi dice di sentire, in lontananza, la sirena di una pattuglia antistupro in arrivo…Al ritorno della primavera, però, dopo mesi di letargo in cui il consiglio comunale è rimasto paralizzato in assenza di delibere da votare, il sindaco si risveglia e decide che la sicurezza è la vera emergenza di Milano. Appena approvato un bilancio che riduce i fondi a polizia e vigili, ecco che chiede altri 500 agenti al ministero dell’Interno. Anzi, li pretende! Una specie di rapina a mano disarmata. La sicurezza è la nostra priorità, quindi lo stato ci dia i soldi. Bizzarro, certo, ma mai quanto vedere un sindaco che indice una manifestazione (26 marzo) contro il governo e chiede ai suoi cittadini di mobilitarsi, fiaccole e forconi, per chiede-

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re più sicurezza nella città che lei stessa amministra. Mah… Non è stato l’unico exploit del sindaco in questi mesi. C’è stato per esempio il grande progetto, ereditato dalla giunta precedente, delle Olimpiadi del 2016. Presentato in pompa magna, il piano prevedeva di portare avanti la candidatura di Milano per scucire al governo qualche centinaio di milioni di euri necessari a costruire le più basilari strutture sportive moderne di cui la nostra città è miseramente priva da anni. Quando però tutto è saltato, si è deciso di cambiare obiettivo e puntare sull’Expo2015. Non si è ancora ben capito di cosa si tratti: pensavamo che le Esposizioni Universali fossero passate di moda verso fine Ottocento…Invece pare di no, se anche una metropoli come Izmir, Turchia fa concorrenza a Milano per questo grande evento. Buona fortuna!

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ECONOMIA

Pensioni: quanto ci riguardano? Intervista a Tito Boeri

da lavoce.info Il tema delle pensioni è tornato di forte attualità in queste settimane da quando il governo ha deciso di agire operando alcune correzioni al sistema per garantire la stabilità finanziaria del sistema. Pubblichiamo un’intervista a Tito Boeri, Professore ordinario di economia del lavoro all’Università Bocconi di Milano, rilasciata al forum degli studenti e pubblicata sul sito lavoce. info di cui lo stesso Prof. Boeri è coordinatore. I giovani avranno la pensione? E se sì, a che condizioni la avranno? Per effetto delle riforme pensionistiche dell’ultimo decennio, per i giovani i tassi di rimpiazzo (ovvero il rapporto tra prima prestazione pensionistica e ultimo salario) delle generazioni che vanno in pensione ora sono irraggiungibili. Questo perché la pensione pubblica offrirà un rimpiazzo del reddito da lavoro del 3540 per cento nei casi migliori, contro l’attuale 65-70 per cento. (1) L’unica via per coprire questo “buco” pensionistico è garantire, specialmente ai giovani, rendimenti più elevati all’accantonamento ora versato al trattamento di fine rapporto. Il rischio è che un giovane che oggi entra nel mercato del lavoro finisca, anche dopo 45 anni di lavoro (otto anni in più in media di chi va in pensione ora), per ricevere una pensione inferiore al minimo sociale. È una questione di equità intergenerazionale e sostenibilità allo stesso tempo. L’aliquota di equilibrio (il contributo che dovrebbe essere pagato per azzerare

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il deficit dell’Inps) è oggi vicina al 45 per cento. Come si può a chiedere a qualcuno di trasferire quasi il 50 per cento del proprio salario a chi va in pensione a 57 anni, dopo 35 di lavoro, sapendo che lui stesso percepirà una pensione, in rapporto all’ultimo salario, del 20-30 per cento inferiore a quella del beneficiario del suo trasferimento? Quindi per i giovani deve essere incentivato al più presto il trasferimento del Tfr ai fondi pensione. Il sindacato ha un ruolo fondamentale da giocare in questo quadro. I giovani sono spesso occupati in piccole imprese, soggetti alle pressioni (se non al ricatto) dei datori di lavoro che chiedono di mantenere il Tfr presso l’azienda. Per evitare le pressioni e i ricatti, bisogna che la scelta su cosa fare del Tfr sia coordinata fra i lavoratori. Di qui il ruolo insostituibile del sindacato, che però sulla questione ci sembra molto distratto. Coefficienti di trasformazione? Quali vantaggi o svantaggi per i giovani da un’eventuale riforma? Quali vantaggi o svantaggi, inoltre, dalla rimozione dello scalone? Partiamo dai coefficienti di trasformazione. Quando si va in pensione, i coefficienti convertono il montante di contributi accumulati durante la vita lavorativa in quiescenza annuale. Il coefficiente tiene conto di due aspetti: è graduato sulla base degli anni di anticipo rispetto ai 65 anni (cresce al crescere dell’età di pensionamento) ed è calibrato sulla speranza di vita, perché una vita attesa più lunga implica che le prestazioni devono essere versate per un numero maggiore di anni. I coefficienti attualmente variano da un minimo del 4,720 per cento (a 57 anni di età) a un massimo di 6,136 (a 65 anni di età). Ciò significa che chi, a 65 anni di età, avesse accumulato un montante per 100mila euro, si vedrebbe riconosciuta una pensione di 6.136 euro all’anno. Senza revisione dei coefficienti, il sistema contributivo non sarebbe sostenibile e non avrebbe più ragion d’essere. La variazione dei coefficienti di trasformazione è parte integrante della riforma Dini e costituisce uno dei capisaldi della equità intergenerazionale. Quando la longevità aumenta, le pensioni devono essere adeguate a questo cambiamento, altrimenti la generazione che va in pensione otterrà più risorse di quelle preventivate, facendo pagare “il regalo” alle generazioni presenti e future attraverso un aumento dell’imposizione fiscale. Non modificare i coefficienti di trasformazione equivale ad aumentare la generosi-

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tà delle pensioni per quelle generazioni che andranno in pensione prima della prossima riforma. Infatti senza aggiustamento dei coefficienti il sistema sarà presto insostenibile e bisognerà intervenire di nuovo, aumentando ulteriormente i contributi sociali per i lavoratori oppure l’età di pensionamento o riducendo il reddito pensionistico per le future generazioni. Quindi, il mancato aggiustamento oggi dei coefficienti, aumenta anche il “rischio politico” di vedersi cambiate ulteriormente le regole previdenziali a proprio svantaggio in futuro (più contributi mentre si lavora, meno trasferimenti da pensionati e maggior età di pensionamento) e aumenta l’incertezza nel pianificare il proprio futuro previdenziale. Per ridurre il rischio politico di nuove riforme, bisognerebbe rendere gli aggiustamenti dei coefficienti automatici in base agli aggiornamenti delle tavole di mortalità compilate dall’Istat, come già avviene in Svezia. La revisione automatica eviterebbe di intervenire sempre in ritardo (e con processi decisionali che finiscono inevitabilmente per non garantire i lavoratori più giovani) nell’adeguare il sistema previdenziale alla dinamica demografica.

revisione indurrà i lavoratori a elevare spontaneamente l’età media di pensionamento. E, dal punto di vista macroeconomico, ciò conterrà la crescita dei pensionati liberando le risorse necessarie a preservare al meglio le pensioni e a garantire un reddito minimo a tutti, giovani e anziani, come misura di contrasto alla povertà. Riguardo allo scalone, abbiamo espresso più volte le nostre perplessità su questa misura perché riteniamo che siano preferibili interventi che mantengano flessibilità e libertà di scelta su quando andare in pensione. Dal punto di vista dei giovani, tuttavia, l’abolizione dello scalone senza alcuna misura che contenga la spesa pensionistica (tipo riduzioni attuariali delle pensioni per chi va in pensione prima dei 65 anni), significherebbe dover sobbarcarsi quasi 9 miliardi in più di tasse per pagare le pensioni di chi si sta ritirando dalla vita attiva con quiescenze ben più alte di quelle cui i giovani avranno diritto domani. La rimozione dello scalone senza interventi sostitutivi sarebbe dunque un nuovo schiaffo all’equità intergenerazionale. Che cosa vuol dire per voi impostare la riforma delle pensioni nell’ottica della solidarietà tra le generazioni? Vuol dire anticipare l’entrata in vigore delle nuove regole previdenziali, come avvenuto in Svezia, dove il sistema contributivo è stato adottato subito per tutti, tranne per chi aveva più di 62 anni, anziché essere circoscritto ai più giovani. La comparazione fra Italia e Svezia, si veda il grafico qui sotto, è un chiaro esempio di come i giovani siano da noi sotto-rappresentati nel processo politico. Bene che oggi facciano sentire di più la loro voce.

Come mostra il grafico, tratto da un rapporto della Ragioneria Generale dello Stato, senza l’aggiornamento dei coefficienti, la spesa pensionistica aumenterebbe di circa due punti di Pil. Da notare che il quadro previsionale offerto dalla Ragioneria potrebbe radicalmente cambiare ove insorgessero resistenze alla caduta tendenziale delle coperture al pensionamento così come di quelle successive. Se i coefficienti non fossero aggiornati e fossero introdotte, anche con cadenza irregolare, forme di perequazione delle pensioni superiori all’inflazione, il profilo della annunciata ‘gobba’ sarebbe diverso, fino a portare la spesa ben oltre il 20 per cento del Pil (anziché al 16 per cento). Per contro, la

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INTERNI

Linux in università! I vantaggi di un OS libero e gratuito visti alla conferenza sul software libero. Prossimamente si replica! di Luca Endrizzi luca.endrizzi@yahoo.it

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’evoluzione di Linux ha visto sin dalle prime fasi come ambiente principale di sviluppo il mondo dell’università. Forse non tutti sanno che fu proprio uno studente universitario finlandese, tale Linus Torvalds, a sviluppare per la prima volta il kernel Linux, nucleo centrale del sistema operativo. Da allora sono stati fatti enormi passi avanti, lo sviluppo di Linux è cresciuto così come i suoi utenti. Alla luce di questa realtà la Terna Sinistrorsa in collaborazione con il Poul (Politecnico Open Unix Labs) ha organizzato nel mese di Dicembre la conferenza “Software libero e libero pensiero”, iniziativa che ha visto la partecipazione attiva di moltissimi studenti. Nel corso della manifestazione si è puntato l’accento sui vantaggi nell’utilizzo di Linux, un sistema operativo gratuito, sicuro, leggero, liberamente scaricabile da Internet, supportato da una vasta comunità di utenti. Tutte queste caratteristiche lo hanno reso indispensabile in ambienti a budget ridotti, quali le nostre università. Accade infatti di incontrare sempre più spesso studenti universitari che utilizzano Linux sui loro portatili così come reti informatiche dei vari centri di calcolo gestite da questo sistema operativo. Del resto gli strumenti offerti a favore degli studenti sono molteplici e completamente gratuiti: si spazia dalla suite Open Office, comprensiva di fogli di calcolo ed elaboratori di testo, a web browser quali Mozilla Firefox e Opera, a client di posta elettronica come Mozilla Thunderbird, a programmi di foto ritocco quali The Gimp.

Questi ultimi software nati per sistemi Linux sono successivamente migrati ad altri sistema operativi e tuttora sono disponibili sul web gratuitamente anche per Microsoft Windows. Inoltre per gli studenti più esigenti ed esperti Linux mette oggi a disposizione tutti i linguaggi di programmazione prodotti, come Fortran, C, C++, oltre a linguaggi più specificamente orientati alle reti. Diversi software largamente impiegati nell’ambito matematico quali Matlab sono disponibili in versioni compatibili con questa piattaforma, molto spesso con prestazioni decisamente superiori rispetto ad installazioni su altri OS. Non esiste quindi alcun vincolo all’utilizzo di Linux in università deve esserci solo la volontà di farlo! Per questo motivo vi invito a scaricare dalla rete una qualsiasi distribuzione Linux ed a partecipare liberamente alla seconda conferenza “Software libero e libero pensiero” in programma per il mese di Aprile presso la sede Bovisa del Politecnico di Milano.

“...un sistema operativo gratuito, sicuro, leggero, liberamente scaricabile da Internet“ 13

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ESTERO

Calcutta Village Project Un aiuto dal Politecnico di Elisa Boccalini (elisetta81@hotmail.com) e Enrico Agnoli (enricoag1982@yahoo.it)

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rrivi in India e senti il suo odore: nuovo, penetrante, disfatto, di spezie e di decomposizione. L’aria umida e pesante ti si attacca addosso e lì rimane, finché non te ne vai, e anche dopo. Calcutta è una città con 14 milioni di abitanti, caotica, sporca, inquinata e povera, terribilmente povera. Una miriade di persone si muove a fatica tra i cumuli di immondizia, per strada come nelle baracche le condizioni igieniche sono pessime. Le vacche sacre, da tutti rispettate e da nessuno nutrite, girano da un vicolo all’altro, si insinuano tra le tante botteghe che fanno di Calcutta un grande e povero bazar. I venditori ambulanti su un vecchio straccio fanno mostra dei loro timidi tesori: qualche banana o qualche ortaggio, oppure pesci del Gange coperti dalla miriade di mosche che ci svolazzano sopra, libri di terza mano, oggetti di bigiotteria, stoffe varie. E intorno le urla dei venditori, che si trasformano in commercianti abilissimi con te, bianco che hai i soldi. Durante la notte, quegli stessi marciapiedi che di giorno ospitano bancarelle, si trasformano in dormitori pubblici, sui quali

file di uomini e bambini immobili dormono accasciati. C’è in ogni cosa un’aria di fatiscenza e rassegnato abbandono: il viaggiatore europeo non può non essere colpito dall’immane miseria che pervade ogni angolo di questa città, miseria a cui gli indiani sembrano ormai essere amaramente indifferenti. Eppure ciò che sconvolge non è né la puzza, né la sporcizia, ma la pienezza che si percepisce ovunque: i colori, gli odori, i volti, i riti, le contraddizioni, la spiritualità rendono questo posto squallido e sublime, sofferente e affascinante; ogni fatto insignificante porta su di sé l’emozione della novità. Siamo due studenti di ingegneria informatica, approdati in questo mondo così diverso grazie a uno stage del Politecnico di Milano che ha iniziato una proficua

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“...e intorno le urla dei venditori che si trasformano in commercianti abilissimi con te, bianco, che hai i soldi...”“


collaborazione con l’Associazione Calcutta Onlus. Lavoriamo per la IIMC, che ogni anno accoglie volontari da tutta Europa, studenti di medicina che offrono il loro servizio alle cliniche di questa ONG. Occupiamo le stanze di una modesta ma accogliente Guest House, situata in un quartiere residenziale a sud della città e ogni giorno usciamo da Calcutta per raggiungere un piccolo villaggio che ospita la sede della IIMC. Qui tentiamo di risolvere i tanti problemi che le apparecchiature informatiche, per noi ormai obsolete, presentano e forniamo supporto tecnico. Dopo esserci interessati direttamente all’acquisto di dieci computer, finanziati dalla Regione Lombardia, li abbiamo installati in alcune scuole dell’IIMC situate nei villaggi intorno a Calcutta. Qui abbiamo iniziato a fare corsi base di informatica ai bambini, la quasi totalità dei quali non ha mai visto un computer prima e non ha mai sentito parlare di internet. È incredibile vedere come apprendono in fretta e con quale gioia ed entusiasmo partecipano alle nostre lezioni. Il limite principale è la lingua: solo i bambini più grandi infatti capiscono abbastanza bene l’inglese, per cui c’è sempre bisogno di un professore che traduca in bengala. Ed è proprio in questi villaggi, immersi in pianure sconfinate, tra le case costruite con fango e paglia e senza acqua corrente, tra gli occhi scintillanti e nel sorriso di bambini che non hanno niente, che si svela l’anima dell’India. È qui che è nata la nostra curiosità e il profondo interesse per questo paese così complesso, ed è qui che si è sviluppata la profonda consapevolezza che ognuno di noi può portare il suo, seppur piccolo, contributo. Per questo motivo ci auguriamo che le nostre impressioni sull’India si tramutino in una spinta a vivere questa esperienza così intensa e carica di significati.

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Associazione Progetto Calcutta Onlus Associazione Progetto Calcutta Onlus nasce nel 1993. Sostiene l’ONG Institute for Indian Mother and Child con attività di autosviluppo nella zona rurale di Calcutta. L’obiettivo è garantire adeguata assistenza sanitaria alla popolazione e promuovere lo sviluppo locale con iniziative gestite da indiani, progetti specifici e il coordinamento di volontari da tutto il mondo. Ad oggi il Progetto Sanitario garantisce assistenza di base in 5 ambulatori, mentre quella specifica è assicurata in una clinica con 20 posti letto. Il Progetto di Adozioni a Distanza consente a 1.700 bambini di andare a scuola. Con i contributi sono coperti i costi della retta scolastica, la cancelleria, un pasto al giorno e un check up medico. Sono state costruite 22 scuole frequentate da 2.500 bambini. Grande successo riscontra anche il Progetto di Microcredito, che ha erogato 3.000 prestiti a donne in 36 villaggi. Associazione Progetto Calcutta - ONLUS www.calcuttaproject.org Via Angera, 3 20125 Milano tel.0236552292 fax:0299982010 ufficio@calcuttaproject.org

LANTERNA #22 - POLITECNICO


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CONTATTI

info@ternasinistrorsa.it www.ternasinisrorsa.it tel. 02.2399.2639

RIUNIONI LEONARDO: tutti i mercoledì alle 18 in interfacoltà (1°piano pad.Nord) BOVISA-LAMASA: il martedì alle 18 in L02

www.ternasinistrorsa.it

Lanterna è solo una delle tante iniziative e produzioni de “La Terna Sinistrorsa”: il gruppo dei rappresentanti degli studenti del Politecnico di Milano che riunisce tutti gli studenti di sinistra che vogliono vivere l’università in modo attivo e propositivo; se vuoi collaborare contattaci!

INTERAMENTE FINANZIATO DAL POLITECNICO DI MILANO

BOVISA-DURANDO: il giovedì alle 17.30 nell’auletta vicino l’ovale

stampato da “Acheias di S.Siragusa” Milano - 2007

LANTERNA #22

REDAZIONE POLITECNICO Simone Salmistrato Elisa Boccalini Enrico Agnoli Luca Endrizzi Francesco Mazzotta Carlo Pretara REDAZIONE CENTRALE Luca de Vecchi Emanuele Crespi Daniele Ellero Lorenzo Spinazzi


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