n° 128 - DICEMBRE 2021 - Anno XI - Lettera Turistica del B&B “ La casa delle rondini “ di STAFFOLO (Ancona) - Marche - ITALIA
Informaamici … per conoscere meglio le MARCHE
128 Dicembre 2021
Le Marche una terra antica che fa emozionare
Serene festività
Informaamici … per conoscere meglio Le MARCHE
Il nostro racconto
Anno XI - DICEMBRE 2021 - 128 Il tema del mese:
Informaamici è il periodico d‟informazione turistica del B&B “La casa delle rondini Residenza di Campagna
Contrada Campagliano 5 60039 - STAFFOLO (Ancona). La periodicità è mensile ed è pubblicato sotto forma di “lettera turistica” inviata via email a tutti gli ospiti del B&B, agli amici della struttura e a quanti non ci hanno negato il consenso circa l‟utilizzo dell‟indirizzo e-mail a cui inviamo questo periodico. Data inizio pubblicazione Maggio 2011 Il numero 127 è stato inviato a 2.170 indirizzi mail
Le rocche delle Marche, monumenti nazionali
Nel mese di Dicembre ed in occasione delle festività di fine anno, insieme agli auguri per un sereno periodo che ci condurrà al nuovo anno, si fa sempre un piccolo bilancio di quanto è stato fatto nell‟anno che si sta per chiudere. Per quanto riguarda la nostra informazione a pagina 15 abbiamo pubblicato le copertine dei ultimi 12 numeri dell‟Informaamici attraverso i quali abbiamo cercato di continuare a dare le nostre notizie turistiche sebbene coinvolti nelle difficoltà derivanti dalla pandemia. Ad oggi possiamo tracciare un bilancio abbastanza positivo della stagione di accoglienza trascorsa, in quanto abbiamo rilevato una precisa attuazione del turismo di prossimità. L‟anno che si chiude ci ha visto tutti impegnati a contenere il contagio pandemico oltre che con gli adeguati comportamenti relazionali anche attraverso una ben nutrita adesione alla vaccinazione volontaria. I mesi estivi, a seguito di questi comportamenti, ci confortavano nell‟auspicare il passaggio di fine anno diverso da quello del 2020 quando eravamo sottoposti al confinamento tra le mura delle nostre abitazioni. Purtroppo, da qualche giorno, dai Paesi del Sud dell‟Africa abbiamo importato una nuova variante del virus Covid 19 che attraverso la sua continua evoluzione ci sta offrendo la nuova sua versione denominata « omicron ». Al momento non conosciamo la completa caratteristica della nuova variante, c‟è chi dice che dispone di un tasso di infezione più alto della versione «Delta» ma sembra, e ribadiamo il sembra, che i vaccini che abbiamo assunto ci proteggono anche da questa nuova versione. Nell‟augurare a tutti voi delle serene festività ci fa piacere auspicare che il nuovo anno sia diverso e sia, altresì, foriero di tempi più tranquilli pur sapendo che la pandemia ci lascerà i suoi segni. Pagina 3
L’anno che verrà
Pagina 4
Le rocche delle Marche, monumenti nazionali
Pagina 5
Le rocche delle Marche, monumenti nazionali
I nostri auguri La Rocca di ACQUAVIVA PICENA La Rocca di ARQUATA del TRONTO Pagina 6
Le rocche delle Marche, monumenti nazionali
La Rocca di OFFAGNA Pagina 7
Camminando per di qua
L’eremo delle grotte - Sulle antiche strade dei frati Pagina 8
La casa delle rondini - Residenza di campagna
Questa è “La casa delle rondini” Il numero 128 - DICEMBRE 2021 - è stato chiuso il 30 Novembre ed è stato realizzato con la collaborazione di : Mattia BASTARI, Amelia CATALANO, Antonio GUARINO, Federica MICHELI
Foto di copertina : « Lo Zampognaro» particolare del Presepio Certificato di Antonio n° 25 regalato dall‟autore al Comune di Staffolo a Novembre 2020
Lettera Turistica
Pagina 9
Per partecipare
Pagina 10
Girovagando per Le Marche - LUOGHI DA SCOPRIRE
Pagina 11
Girovagando per Le Marche - I BORGHI - Racconto con immagini
Pagina 12
Girovagando per Le Marche - UN MUSEO ALLA VOLTA
A JESI … nel mese di Dicembre Castel di Lama (Ap) e il suo Parco Ripatransone (Ap) - Il vicolo più stretto d’Italia Spinetoli (Ap) Museo della scultura Pagina 13
La casa delle rondini - Residenza di campagna
Noi per voi - Informazioni Pagina 14
La casa delle rondini - Residenza di campagna
Noi per voi - Informazioni Pagina 15
La teca dei ricordi - Immagini e commenti dei nostri ospiti
La nostra informazione del 2021 Pagina 16
La casa delle rondini - Residenza di campagna
Noi per voi - (In occasione del Natale alcune immagini del Presepio n°27)
Anno XI - DICEMBRE 2021 n° 128 - Pagina 2
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Il nostro racconto
L‟anno che verrà
I nostri auguri
1
Foto dal presepio di Massimo Cocchi
SERENE FESTIVITA’
a tutti gli ospiti del B&B “ La casa delle rondini ” alle Amiche ed Amici di FACEBOOK, ai lettori di questa Lettera Turistica, a voi tutti
BUON NATALE e LIETO 2022 da Amelia e Antonio e la redazione tutta
Lettera Turistica
Anno XI - DICEMBRE 2021 n° 128 - Pagina 3
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Il nostro racconto
Le rocche delle Marche, monumenti nazionali
di Antonio Guarino
La Rocca di ACQUAVIVA PICENA
L’
andamento orografico del territorio, nell‟insieme della dolce successione delle colline marchigiane, ha fatto sì che alcune di esse, proprio per la possibilità di controllo del territorio sottostante, diventassero sedi di accampamenti prima e successivamente siti stabili di insediamenti umani. Questa preferenza derivava dalla necessità di difesa da eventuali attacchi che, solo dal basso, potevano muoversi per accedere e distruggere cosa c‟era sulla cima collinare. I Piceni prima, i Romani successivamente presidiavano e difendevano questi siti con i mezzi e le strutture che ai loro tempi erano disponibili. Man mano, però, che si modificava la tecnologia militare di offesa, diventava sempre più necessario l‟adeguamento della struttura di difesa. Ad Acquaviva Picena questa necessità si percepì verso la fine del 1300 quando si avvertì l‟urgenza di costruire una struttura di difesa dell‟insediamento abitativo. All‟epoca fu la nobile famiglia Acquaviva a rendersi disponibile a finanziare la costruzione di un adeguato apparato difensivo, quello che noi oggi chiamiamo Rocca.
Dell'impianto originario, ad oggi, restano pochi resti. In quanto, oltre all‟opera del tempo ci sono stati anche interventi distruttivi, come quello del 1447, quando la primitiva fortezza subì corposi danni ad opera dei Fermani, che detenevano in Acquaviva fondamentali interessi strategici. Venne ricostruita, successivamente, nel 1474 da Giovan Francesco Azzolino, con la direzione del lavori a cura dell'architetto fiorentino Baccio Pontelli. Un ulteriore e complessivo restauro ci fu alla fine del XIX secolo ad opera di Giuseppe Sacconi. L‟esistenza di questa struttura, la conservazione, il suo valore storico ed architettonico, nonché la funzione sociale svolta l‟ha proiettata in una dimensione più ampia rispetto al territorio Lettera Turistica
in cui è inserita. Tant‟è che nel 1902, durante il Regno d‟Italia, è stata indicata e considerata «monumento nazionale». Pertanto, sebbene scelta durante il Regno d‟Italia e tuttora considerata monumento nazionale anche dalla Repubblica Italiana ed in funzione di questa nomina non solo è stata vincolata al patrimonio nazionale ma le viene assicurata, in via diretta o indiretta, anche la gestione e la manutenzione. La Rocca durante la sua lunga vita si è adattata alle esigenze di chi la utilizzava, nel Medioevo, per esempio, presentava un torrione ottagonale e una cinta muraria di notevole elevazione con una merlatura di tipo ghibellina. Transitando verso l‟età moderna e a seguito dell‟introduzione delle armi da fuoco, la fortezza fu consolidata grazie all'ispessimento di muri e torrioni, all'aggiunta di muro inclinato detto scarpa, per il rafforzamento esterno del torrione e con la possibilità di tenere il più distante possibile dal perimetro murario il nemico. Non solo i soldati ma anche le loro macchine d‟assedio come le torri e le scale senza sottovalutare la migliorata possibilità dalle mura di tirare le frecce, le pietre e il versamento di olio bollente contro il nemico. Inoltre, a difesa attiva vennero create strutture per alloggiare cannoni e archibugi, oltre ai vari passaggi entro le mura unitamente alle gallerie di ronda. Attualmente la Rocca presenta due ordini murari: il primo, verticale, sostiene i camminamenti di ronda e si proietta a sbalzo verso l'esterno; il secondo, fortemente inclinato per il rimbalzo dei proiettili, contiene all'interno percorsi coperti con bocche da fuoco per il tiro delle armi leggere. L'interno della Rocca d'Acquaviva ospita il Museo archeologico «La fortezza nel tempo» percorrendo le cui sale si è coinvolti in un vero tuffo nella storia tra assedi e trasformazioni architettoniche della splendida Fortezza di Acquaviva Picena. Anno XI - DICEMBRE 2021 n° 128 - Pagina 4
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Le rocche delle Marche, monumenti nazionali
di Antonio Guarino
La Rocca di ARQUATA del TRONTO
La
Rocca di Arquata del Tronto, come quella di Acquaviva Picena e di Offagna, è stata dichiarata monumento nazionale nel 1902. A differenza delle altre due ha avuto una vita molto movimentata dentro e attorno alle sue mura, tanti avvenimenti, leggende ed altro ancora hanno riempito di contenuto la sua lunga e avventurosa storia. Sicuramente a determinare il succedersi di tanti eventi è stata la sua posizione geografica che le attribuisce una funzione speciale, quella di vigilare sul vasto territorio della valle del Tronto, sovrastante anche la strada Consolare Salaria che da sempre è stata la spina dorsale del territorio e del collegamento con Roma. La Rocca è un fortezza medioevale eretta come presidio preposto al controllo del territorio con l‟attribuzione di funzioni tattiche e difensive. La struttura è possente e si eleva sulla rupe a Nord del centro abitato di Arquata del Tronto, sede dell‟omonimo comune in provincia di Ascoli Piceno. Arquata e la sua Rocca sono da sempre ubicate in zona di confine quello attuale è tracciato tra le regioni Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Quando non esistevano le delimitazioni regionali molte volte è diventata zona contesa anche attraverso aspre battaglie e lotte furibonde tra le città di Ascoli Piceno e Norcia (attuale Umbria). Norcia, in particolare, era fortemente interessata a conquistare uno sbocco sul fiume Tronto e sulla via Salaria. Non solo contese tra Marche e Umbria ma, secondo la sua secolare storia, è stata teatro di tante vicende laiche ed apostoliche solo a considerare il lungo periodo di appartenenza allo Stato Pontificio. L'origine dell‟insediamento militare ebbe inizio tra l'XI e il XII secolo, epoca in cui fu avviata la costruzione delle opere di fortificazione sul colle. Nel corso dei secoli la Rocca è non solo completata ma ha anche avuto bisogno di diversi interventi di manutenzione e consolidamento, tra i quali il primo intervento di consolidamento e manutenzione risale al 1564. La sua collocazione in zona sismica le ha prodotto danni non solo nel 2016 ma, già nel 1703 con il terremoto dell‟Aquila, ebbe danni e lesioni alla struttura che determinarono la necessità di opere di ripristino. Nel XIX e poi nel XX secolo si eseguirono altri interventi e ad oggi dopo il terremoto del 24 Agosto 2016, mentre il
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borgo di Arquata fu gravemente danneggiato, con il crollo della chiesa parrocchiale e delle case del centro storico, la Rocca fu interessata in maniera meno grave, con la caduta delle merlature delle torri. Come in tutti i territori di questa zona, anche la Rocca cela una leggenda misteriosa. Infatti, si racconta che tra le sue mura ci sia una frequentazione di fantasmi a seguito di divere morti avvenute tra il 1420 e il 1435, quando la Rocca fu dimora della regina Giovanna II d„Angiò. Questa sovrana dopo essere stata incoronata dal pontefice Martino V arrivò ad Arquata per rimanerci un breve periodo, ma così non fu, in quanto ed evidentemente vi si trovò così bene da non voler andarsene più da lì. Si racconta che la regina di Napoli fossa solita irretire i pastori della zona precettandoli nel suo “superattico” sulla torre, con la promessa di una notte di sfrenato piacere. Dalla qualità della prestazione carnale discendeva, però, il loro destino: e se il malcapitato pastorello faceva cilecca o non si guadagnava la sufficienza sotto le lenzuola, la spietata monarca lo faceva appendere ai torrioni del maniero. C‟è chi sostiene che fu lo stesso re, Giacomo di Borbone, a farla rinchiudere nella torre più alta del maniero, dopo averla dichiarata pazza perché macchiatasi più volte del “peccato” di lussuria. Da questa storia deriva la definizione: Castello della Regina Giovanna. Anno XI - DICEMBRE 2021 n° 128 - Pagina 5
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Le rocche delle Marche, monumenti nazionali
di Antonio Guarino
La Rocca di OFFAGNA
O
ltre le bellezze ambientali, reperti archeologici, spiagge e montagne quando guardiamo la Rocca di Offagna, possiamo affermare che anche i fantasmi diventano attrazione turistica. Non ha importanza se i fantasma assume sembianze di fanciulla o di vec chietta quello che probabilmente attrae i turisti è quel mix di fascino e spavento che si può provare attraversando certi luoghi. Come abbiamo già considerato per la Rocca di Arquata, nella zona dove si trova Offagna si tramanda un segreto misterioso ma nello stesso tempo spaventoso, magico e suggestivo legato alle apparizioni del fantasma di Paora. Una leggenda questa molto antica che alcuni anni fa ha coinvolto diversi turisti in visita alla Rocca. Prima però di continuare a raccontare dei fantasmi è bene descrivere il luogo e gli ambienti. La Rocca di Offagna è un‟importante fortezza medioevale sita nel territorio del comune di Offagna, in provincia di Ancona. Venne costruita dalla Repubblica Marinara di Ancona per proteggere i suoi possedimenti di terra ferma dalle mire espansionistiche della vicina e potente città di Osimo. Si presenta come un massiccio quadrilatero con il mastio, la torre di avvistamento, costruito in posizione dominante, su una rupe tufacea anch‟essa fortificata. Le spesse mura in laterizio conservano all‟interno una piccola corte e il mastio che si eleva fino a cinque livelli o piani Quando questa struttura era abitata il suo custode, che poteva essere il proprietario o un militare comandato alla difesa, risiedeva la terzo piano, come indica l‟unico camino presente in tutta la Rocca, mentre l‟ingresso alla torre di avvistamento è posto al quarto piano. Tra queste mura, oggi, è ospitato il Museo della Rocca in cui è esposta una interessante raccolta di armi antiche utilizzate dalla preistoria all‟epoca moderna. Inoltre, per tornare ai fantasmi, tra le stesse mura si aggira silenziosa una donna che non è il frutto di un racconto leggendario ma di una rivelazione recente. Infatti, la sua apparizione, come appreso da uno scritto di Maurizio Brucchi e Tristano Cairola, è avvenuta il 23 Luglio del 2009 verso mezzanotte, quando tre giovani hanno visto una figura femminile che percorreva il camminamento di ronda della Rocca. Dopo quella data è aumentata l‟attenzione e con sorpresa sono stati rilevati, da altre persone, diversi fenomeni inspiegabili. L‟apparizione della donna è descritta come “figura femminile, alta, esile, capel
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li castani lunghi fino alla spalla, con un vestito lungo verde chiaro”. A questa figura bisognava dare un nome, nessuno aveva osato di tentare un‟attribuzione qualsiasi, finché un giornalista di Rai tre Marche, in occasione del TG itinerante ad Offagna, osò chiamarla Ofelia. Questa attribuzione scaturì dal colore dell‟abito che la “figura” indossa, nelle sue due apparizioni, molto simile al colore degli abiti con i quali, nei vari dipinti, viene rappresentato il fantasma di Ofelia dell‟Amleto di Shakespeare. Ulteriore caratteristica di questa “presenza” è il suo “materializzarsi o manifestarsi” improvvisamente in occasioni particolari quali: Feste Medioevali, riprese televisive all‟interno della Rocca o visita di gruppi rumorosi. Il che fa supporre che in queste circostanze viene “turbata la tranquillità” sua a seguito della frequentazione del luogo. Dopo la prima apparizione durante le Feste Medioevali di alcuni anni fa, due altre apparizioni, ma tantissime “manifestazioni” come rumori di passi sulla scala di accesso al terrazzo del Mastio, porte a vetro pesanti che sbattono, in pieno giorno ed in assenza totale di vento. Altri rumori e il racconto di due turisti che hanno riferito di aver sentito provenire dal pozzo una “voce sommessa” che per due volte chiedeva aiuto. “Ofelia”, fantasma o frutto di suggestione? Anno XI - DICEMBRE 2021 n° 128 - Pagina 6
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Camminando per di qua
Il nostro racconto
Mattia Bastari Guida ambientale escursionistica
L'eremo delle grotte - Sulle antiche strade dei frati
P
rotetto dalle tipiche colline marchigiane, tra Cupramontana e Poggio Cupro, in una vallata orientata a ovest, sorge l'antichissimo Eremo delle Grotte, meglio conosciuto con il nome di “Eremo dei Frati Bianchi”. Incastonato in un piccolo scrigno di bellezza, tra vegetazione ripariale e boschetti rimasti immutati da secoli, questo edificio conserva ancora un fascino antico carico di spiritualità; un luogo riparato da qualsiasi rumore, immerso nella natura e custodito dalle alte scogliere di roccia arenaria che svettano tutt'attorno. La vallata che protegge l'Eremo dei Frati Bianchi ha un'origine molto antica, possiamo far risalire il substrato collinare a circa 3 milioni di anni fa, in un periodo chiamato Pliocene, quando queste zone erano abitate da grandi mammiferi, uno su tutti l'orso delle caverne. A monte del rilievo collinare, la morfologia del bacino risulta molto stretta, tanto che in alcuni punti richiama addirittura la struttura di una forra dove l'acqua, sempre abbondante, scorre in rigagnoli che, scendendo a valle, forma veri e propri ruscelli, immettendosi più avanti nel fiume Esino. Questa generosa quantità d'acqua e le strette pareti sovrastate da una fitta copertura arborea, hanno dato origine a un luogo ombroso e umido, tanto che è possibile notare un raro esempio di vegetazione igrofila di collina. Le peculiarità vegetali dell'area sono prerogative che le hanno valso il diritto di essere inserita nelle A.F.P. (aree floristiche protette) dove, tra tanta ricchezza e abbondanza, spuntano alcune piante rare come una piccola felce dalle fronde completamente idrorepellenti; qui cresce a ciuffetti, abbarbicata sulle rocce arenacee perennemente soggette a sgocciolio. La singolarità di questa piccola felce, sempre asciutta nonostante il continuo contatto con l'acqua le ha valso il nome di Capelvenere (Adiantum capillus-veneris); rimandando alla leggenda che vuole la Dea Venere originata dalle acque del mare con i capelli completamente asciutti. Le pareti arenacee, qui, oltre ad essere la superficie dove si origina la Capelvenere è anche il luogo dove i primi eremiti, peregrinando, hanno scavato e ricavato piccole nicchie scegliendo così una vita isolata. Con il tempo le cavità abitabili si ampliarono e i frati sentirono la necessità di edificare un monastero. Risalente all'anno mille, il meraviglioso complesso monastico vide il passaggio di diversi ordini religiosi: dagli osservanti ai camaldolesi, dai fraticelli della povera vita ai francescani. Durante i secoli, l'eremo si arricchì di ulteriori edifici, opere d'arte, e una ricca biblioteca; Lettera Turistica
poi, nel 1516, si trasformò il semplice oratorio, scavato nella roccia, nella piccola chiesetta visibile ancora oggi. Durante il periodo napoleonico, i frati furono costretti ad abbandonare il monastero, per poi ritornare ad abitarlo verso la fine dell'800. Nel 1900 il monastero perse pian piano prestigio e i frati, rimasti a una dozzina, lo abbandonarono definitivamente nel 1928. L'Eremo dei Frati Bianchi e la natura selvaggia che lo circonda è ancora fonte di grande suggestione: passeggiando lungo i sentieri potremo sentire quella pace e quella serenità che tanto amavano i fraticelli, il silenzio intorno è una potentissima medicina per ritrovare la nostra centralità e motivo di grande ispirazione. Luigi Bartolini, il padre del paesaggio marchigiano, nato a Cupramontana, scrittore, pittore e incisore, amava così tanto passeggiare da queste parti, che dedicò a questo luogo una raccolta di poesie e chissà, magari questo posto incantevole è stato fonte di ispirazione del suo romanzo “ladri di biciclette”, dal quale poi De Sica prese spunto per l'omonimo film premio Oscar.
DATI TECNICI: Lunghezza: 5 km, dislivello: 190 m, tempo: 2 h, difficoltà: T, itinerario: Anello. REQUISITI: adatto a chi ha abitudine alla camminata. COSA PORTARE: OBBLIGATORIO: scarpe da trekking, zaino, abbigliamento a strati (adatti alla stagione in corso), cappello, acqua almeno 1,5 l., snack, ricambio da lasciare in auto, impermeabile in caso di pioggia. FACOLTATIVO: occhiali da sole, bastoncini da trekking, fotocamera. Anno XI - DICEMBRE 2021 n° 128 - Pagina 7
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Il nostro racconto
La casa delle rondini - Residenza di campagna
Questa è “La casa delle rondini“
STAFFOLO (AN) Bandiera Arancione del TCI
ECOSOSTENIBILITA’ “La casa delle rondini” utilizza energia pulita grazie al suo IMPIANTO FOTOVOLTAICO. Tutte le lampade del B&B interne ed esterne sono a BASSO CONSUMO. Inoltre per la fornitura di acqua calda sanitaria si utilizza un moderno impianto di SOLARE TERMICO.
Vieni nelle Marche rurali … é l’emozione che non hai ancora incontrato che ti sta Chiamando. Nelle Marche rurali tutto ti racconta dell’uomo che ha lavorato e che tuttora lavora, della natura che prepara lo spettacolo dei cuori, del passato che ti regala questo ricco e meraviglioso presente. Vieni. Porta la tua famiglia e le persone a cui voi bene, porta il desiderio e il gusto, perché l’esperienza, la cura e l’arte di questa gente genera da sempre prodotti unici, tipici, prove concrete della dedizione e dell’amore per la terra in cui vivono.
“La casa delle rondini” è nelle Marche Rurali a Staffolo in provincia di Ancona Lettera Turistica
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Per partecipare
Il nostro racconto
Federica Micheli dell‟Ufficio Turistico del Comune di Jesi
A JESI … nel mese di DICEMBRE 2021 sulla città, per offrire ai turisti la possibilità di conoscere i monumenti principali e la storia della città. Punto d'incontro: Ufficio Turismo – IAT, Piazza della Repubblica - Ingresso a pagamento. Per info e prenotazioni: Stefania 0731 202944 – 335 1833096, segreteria@fpsjesi.com
PRESEPI EVENTI Fino a domenica 9 gennaio PISTA DI PATTINAGGIO SUL GHIACCIO Piazza Federico II Ingresso a pagamento. Per informazioni: www.comune.jesi.an.it Da venerdì 17 dicembre a giovedì 6 gennaio MERCATINO NATALIZIO DI PRODOTTI TIPICI Piazza della Repubblica Domenica 19 dicembre, ore 15,30 - 17,00 e 18,30 COLOCCI E RAFFAELLO: LE MARCHE TRA SCIENZA E ARTE Narrazioni teatralizzate in abiti d‟epoca. A cura dell‟Associazione Quam Pulchra Es Biblioteca Planettiana - Ingresso Gratuito. Prenotazione consigliata al n°0731 538439, pinacoteca@comune.jesi.an.it
VISITE GUIDATE Giovedì 02 dicembre e sabato 18 dicembre, ore 16,00 - 17,00 - 18,00 Domenica 19 dicembre, ore 15.30 - 17,00 e 18.30 VISITE GUIDATE CASA MUSEO COLOCCI VESPUCCI Casa Museo Colocci Vespucci - Prenotazione consigliata al n° 0731 538439-343, pinacoteca@comune.jesi.an.it Sabato 11 e domenica 12 dicembre, ore 16,00 VISITA GUIDATA “COLOCCIANA” Visita alla Casa-Museo; si prosegue con una passeggiata del centro storico alla scoperta dei monumenti e della storia della città, con un accento particolare sul Rinascimento. Punto d'incontro: piazza Colocci, di fronte a Palazzo Colocci - Ingresso a pagamento. Prenotazione obbligatoria al n° 0731 538439343, pinacoteca@comune.jesi.an.it Mercoledì 29 e sabato 31 dicembre, ore 10,30 VISITA ALLE SALE PERGOLESIANE E AL TEATRO, arricchita con informazioni generali Lettera Turistica
Dal 24 dicembre al 6 gennaio MOSTRA PRESEPI Orario: feriali 17,00 -20,00 - festivi 15,30-20,00. Chiuso 31 dicembre - Confraternita Jesina Mastri Presepai - Chiesa di San Savino Per informazioni e prenotazioni: 3355838323
TEATRO - CONCERTI Domenica 05 dicembre, ore 17,30 LA MUSICA AI TEMPI DI RAFFAELLO FESTIVAL DI MUSICA VOCALE E STRUMENTALE TRA IL XV E IL XVI SECOLO Coro Pueri Cantores D. Zamberletti di Macerata Palazzo della Signoria - Per informazioni: Arcom (Associazione Regionale Cori Marchigiani) tel. 335 7299961 – 3711391254, segreteria@corimarche.it Giovedì 23 dicembre, ore 21,00 CORO FEDERICO II - ESECUZIONE DELLA CANTATA PER JESI “ALL’ARMI FRANCHE” DI NICCOLO’ ZINGARELLI Teatro G.B. Pergolesi - Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili . Per informazioni: Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi tel. 0731 206888, biglietteria@fpsjesi.com. Domenica 26 dicembre, ore 16,00 e 17,30 IL VOLO DEL FALCO Spettacolo sull‟Imperatore Federico II - Museo Federico II Stupor Mundi - Info e prenotazioni: Museo Federico II Stupor Mundi tel.0731 084470 – 348 7757859, biglietteria@federicosecondostupormundi.it
MOSTRE Dal giorno 1 al 6 dicembre, ore 10,00 – 13,00; 17,00- 20,00 MACRO - MOSTRA FOTOGRAFICA IN RICORDO DI MARIO BARCHIESI A cura del Circolo Culturale Massimo Ferretti Galleria Palazzo Convegni, Corso Matteotti, 19 Dal 7 al 13 dicembre, ore 10,00 - 13,00; 17,00 - 20,00 PRATI LIQUIDI MOSTRA PERSONALE DI PITTURA DI EMANUELE SASSAROLI Galleria Palazzo Convegni, Corso Matteotti, 19 Anno XI - DICEMBRE 2021 n° 128 - Pagina 9
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Girovagando per le Marche - LUOGHI DA SCOPRIRE
Castel di Lama (Ap) e il suo Parco Parco Storico - Seghetti Panichi
Il
Parco Storico Seghetti Panichi di Castel di Lama (Ap) fa parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani. Disegnato e costruito tra il 1875 ed il 1890 dal grande botanico e paesaggista tedesco Ludwig Winter, il parco è testimonianza del grande amore di questo paesista per i palmizi. Camminando in una piacevole cornice naturale e sostando in luoghi calmi e rasserenanti, si può usufruire di un percorso che suggerisce al visitatore una verifica concreta dei particolari effetti benefici generati dalle varie specie di piante. Infatti, si possono ammirare tra gli altri, un raro esemplare di Jubaea spectabilis, numerose Phoenix canariensis e Ph. dactilifera, Heritea armata dal color blu argento, monumentali Washingtonia filifera, Chamaerops humilis e gruppi di Yucca gloriosa e Cordyline australis. Non mancano alberi tipici del paesaggio marchigiano, per esempio Faggi rossi (Fagus sylvatica - Antropurputrea) e Querce (Quercus ilex) alcune delle quali sono oggi diventate monumentale. Altre piante, soprattutto attorno al morbido laghetto, sono orientali: dorati Ginkgo biloba, Prunus rosa del Giappone che, primi a fiorire, diventano messaggeri della primavera, un leggero Taxodium disticum ed una Sophora japonica „Pendula'. Nello specchio d'acqua inoltre vivono ninfee e fiori di Loto bianchi. Dalle essenze di palme, ulivi ed aranci di antichi esemplari che crescono nel giardino vie Lettera Turistica
ne prodotto per il corpo un olio setoso e delicatamente profumato, che fa parte della “Borgo Storico Natural Beauty''. Inoltre al Ristorante del Borgo, anche grazie all'orto vegetale e delle spezie, si possono degustare delle ricette primaverili con fiori ed erbe aromatiche. Il Parco Storico Seghetti Panichi fa parte di un più grande complesso, denominato Borgo Panichi, costituito da una Villa settecentesca, un antico casale di campagna dei primi dell‟800, una casa indipendente, un Oratorio seicentesco con affreschi, dedicato a San Pancrazio. Un insieme di bellezze architettoniche, pittoriche, storiche e botaniche. Un luogo intriso di una storia lunga sette secoli. Sin dal Medioevo, infatti, l‟antica dimora fungeva da fortilizio militare difensivo, essendo posizionata al confine con il Regno delle due Sicilie. Dalla fine del 1600 l‟architettura della Dimora viene trasformata, con l‟aggiunta del corpo di facciata, la modifica della scalinata principale e la creazione della maestosa galleria d‟ingresso. Un luogo perfetto anche come punto di partenza per scoprire il territorio circostante, tra città d‟arte e borghi storici. Molto vicini sono anche i Monti Sibillini e splendide colline in cui concedersi una rilassante passeggiata nella natura. Ma questo luogo non è solamente la destinazione ideale per gli amanti della natura. Infatti, offre anche la possibilità di conoscere e degustare le tradizioni culinarie con le specialità più prelibate del luogo. Anno XI - DICEMBRE 2021 n° 128 - Pagina 10
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Girovagando per le Marche - I BORGHI - Racconto con Immagini
Ripatransone (Ap) - Il vicolo più stretto d‟Italia Racconto con Immagini
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Girovagando per le Marche - UN MUSEO ALLA VOLTA
Spinetoli (Ap) Museo della scultura
L’
edificio che ospita il Museo della Scultura di Spinetoli è stato predisposto per raccogliere ed esporre le sculture realizzate, nel corso degli anni, dagli artisti italiani ed europei, partecipanti al Concorso Spinetoli Scultura, ideato e creato dal Centro Sociale «Spinetoli, Insieme» con il patrocinio dell‟Amministrazione comunale. Le sale ospitano numerose opere in terracotta, bronzo e pietra. Il museo è ubicato nel centro storico di Spinetoli, in via Michelessi al civico 11. L‟individuazione di questa collocazione è stata raggiunta dopo aver attentamente valutato i requisiti necessari, come le condizioni microclimatiche e la struttura architettonica del sito espositivo. La raccolta si è venuta a creare, anno dopo anno, grazie all‟acquisizione, da parte del Comune, delle opere premiate nelle varie edizioni del Concorso Nazionale di Scultura che si svolge in città. Tra gli artisti premiati si possono indicare: Nicola Nastro, Cosetta Mastragostino, Valentino Giampaoli, Orazio Barbagallo. All‟interno dello spazio espositivo sono organizzati anche laboratori didattici, volti a stimolare la creazione e la fantasia, a sviluppare la conoscenza e l‟abilità di rielaborazione dei diversi materiali. Spinetoli, in provincia di Ascoli Piceno è situata nel subappennino marchigiano, alla sinistra della bassa valle del fiume Tronto. Il toponimo trae origine dal latino Spinetum, spineto siepe, macchia, con l‟aggiunta del suffisso ulus, generalmente usato come diminutivo. Il Museo della Scultura per la visita non richiede molto tempo, per cui arrivati in città
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può essere interessante intrattenersi nel centro storico per completare la conoscienza del territorio. Impreziosiscono tuttora l‟abitato le belle mura castellane e il cinquecentesco palazzo comunale, affiancato da un‟alta torre civica. Tra gli edifici religiosi spicca il Santuario della Madonna delle Grazie, costruito nel 1759 sui resti di un‟edicola votiva e contenente un dipinto su tufo cui sono attribuiti poteri taumaturgici, oltre a preziosi ori rappresentati dagli ex-voto; all‟interno dell‟edificio sono custoditi anche un affresco raffigurante la Madonna con il Bambino e una statua in legno di San Rocco, entrambi del Quattrocento. Inoltre è da visitare l‟Eremo di San Rocco, risalente alla fine del 1700, è ricco di affreschi, bassorilievi in gesso ed arazzi. Sulle colline di Spinetoli è possibile ammirare pregevoli ville patrizie con giardini, costruite tra il 1600 e il 1800, interessanti sia dal punto di vista architettonico sia per le opere d'arte in esse presenti. Nella frazione San Pio è stata scoperta una vasta necropoli di epoca romana. Anno XI - DICEMBRE 2021 n° 128 - Pagina 12
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Il nostro racconto
La casa delle rondini - Residenza di campagna
Noi per voi - Informazioni La casa delle rondini Residenza di campagna Bed and Breakfast - Contrada Campagliano 5 60039 STAFFOLO (Ancona) Tel. e Fax : 0731779777 Mobile : Antonio 3397874700 - Amelia 3316019619 Web site: www.ilcasaledellerondini.it Info : info@ilcasaledellerondini.it - Facebook : http://facebook.com/lacasadellerondini
Ai
nostri potenziali ospiti, qui di seguito, forniamo alcune informazioni di carattere generale utili per una tranquilla permanenza presso “ La Casa delle rondini ”. LE TARIFFE che applichiamo non subiscono variazioni e sono contenute ed uguali durante tutti i periodi dell’anno.
E
Pel l‟anno 2021 e per la FORMULA B&B il pernottamento in “Camera matrimoniale” costa € 80,00 per due persone al giorno, compresa la prima colazione all‟italiana. MERGENZA SANITARIA A SEGUITO COVID-19
Bambini fino a 2 anni GRATIS nel lettone con i genitori. - Letto aggiunto € 30,00.
Per assicurare ai nostri ospiti il massimo della sicurezza sanitaria abbiamo formulato le seguenti norme da osservare prima e durante il soggiorno.
Per l‟utilizzo della camera matrimoniale uso singola € 50,00 a persona al giorno, compresa la prima colazione.
1 - La prenotazione presso la nostra struttura deve essere effettuata telefonicamente, verificata la disponibilità, tre giorni prima dell‟arrivo ed obbligatoriamente, si devono inviare via e-mail copia dei documenti di tutti gli ospiti.
per chi sceglierà di soggiornare presso “La casa delle rondini” si applicheranno le seguenti modalità e tariffe.
2 - Contestualmente, per evitare maneggio di danaro, dovrà essere saldato a mezzo bonifico bancario l‟importo totale del soggiorno prenotato, eventuali extra si salderanno a consumo. 3 - All‟arrivo ogni ospite dovrà indossare guanti e mascherina personale ed utilizzare il gel igienizzante così come andrà fatto ogni volta che si entra in struttura. 4 - Le camere come i bagni saranno sanificati con presidi sanitari specifici. 5 - Durante il soggiorno si dovranno mantenere le distanze di sicurezza sia dentro la struttura che fuori in giardino, quando non è possibile assicurare tale spazio si deve indos-sare la mascherina.
Fino al 15 Dicembre 2021,
1 - IL SOGGIORNO NON PUO’ ESSERE INFERIORE A TRE PERNOTTAMENTI, per tale formula si applica uno sconto in funzione della durata della permanenza. 2 - Per i soggiorni inferiori ai tre pernottamenti la tariffa per la Camera Matrimoniale è pari a € 100 per due persone compresa la prima colazione. 3 - Per Camera matrimoniale USO SINGOLA la tariffa è pari a € 50. 4 - Bambini fino a 2 anni GRATIS nel lettone con i genitori, per letto aggiunto € 20. 5 - A fine soggiorno, una tantum, si applicherà, per sanificazione, un contributo di € 10.
SEMPLICI REGOLE CHE DOVRANNO ESSERE RISPETTATE DA TUTTI A GARANZIA DELLA SICUREZZA E PER TRASCORRERE LA VACANZA CON SERENITA’ E TRANQUILLITA’. Lettera Turistica
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La casa delle rondini - Residenza di campagna
Noi per voi - Informazioni La casa delle rondini Residenza di campagna Bed and Breakfast - Contrada Campagliano 5 60039 STAFFOLO (Ancona) Tel. e Fax : 0731779777 Mobile : Antonio 3397874700 - Amelia 3316019619 Web site: www.ilcasaledellerondini.it Info : info@ilcasaledellerondini.it - Facebook : http://facebook.com/lacasadellerondini LA NOSTRA POSIZIONE E COME RAGGIUNGERCI Con il navigatore, se abituati ad inserire le coordinate GPS, per raggiungere la nostra struttura bisogna inserire le seguenti: 43°26'36'' Nord - 13°11'16'' Est. In alternativa alla coordinate, se si utilizza solo il nome, la località e l'indirizzo del B&B, quando si digita l'indirizzo non inserire il numero civico 5 (quello reale) bensì il n° 3. Questa modifica perché abbiamo rilevato un errore sulle mappe GPS per cui con il 5 si potrebbe essere indirizzati su una diversa via Campagliano: pertanto, per non sbagliare digitare : Staffolo (An) La casa delle rondini - Contrada Campa-liano 3. Si può raggiungere, altresì, la nostra struttura utilizzando GOOGLE MAPS, indicando la località e il nome del B&B - La casa delle rondini - Staffolo (An). ARRIVI E PARTENZE Gli arrivi sono previsti tra le ore 12,00 e le ore 20,00, le partenze entro le ore 10,00 PRIMA COLAZIONE La prima colazione viene servita dalle ore: 8,30 alle 10,30, per esigenze particolari concordare le modalità del servizio direttamente con i proprietari. ALTRE NOTIZIE
Gli ospiti de‟ “ La casa delle rondini “ possono accedere alla Biblioteca presente nella residenza di campagna che è composta da 1.700 volumi suddivisi in 28 sezioni così ripartite : ARCHEOLOGIA, ARTE, BIOGRAFIE, BRICOLAGE, DIZIONARI E VOCABOLARI, ENCICLOPEDIE, FANTASCIENZA, FILOSOFIA, GASTRONOMIA, GUIDE, LETTERATURA, LIBRI SCOLASTICI, LIBRI STORICI, NARRATIVA ITALIANA, NARRATIVA STRANIERA, NARRATIVA PER BAMBINI, ORTO E GIARDINO, POESIA, POLITICA ED ECONOMIA, RELIGIONI , SAGGISTICA, SCIENZE, SPORT, STORIA, TEATRO, TECNOLOGIA, TURISMO e VARIE. I giudizi dei nostri ospiti al 30 di NOVEMBRE 2021 ci hanno assegnato un punteggio di :
9,9 /10 A seguito pandemia da corona virus la struttura fino al 15 DICEMBRE 2021 rimane chiusa per gli ospiti che prenotano attraverso Booking.com
La biancheria del bagno viene sostituita ogni 3 giorni, mentre, Il cambio delle lenzuola viene effettuato ogni 5 giorni. WI-FI libero senza bisogno di password. Nelle Camere ARIA CONDIZIONATA a richiesta. Si accettano animali : di taglia MEDIO - PICCOLA, cani o gatti. Il B&B chiude alle ore 24,00, le eccezioni o esigenze particolari sono da definire previo accordi. Lettera Turistica
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Il nostro racconto
La teca dei ricordi
Immagini e commenti dei nostri Ospiti
Q
uesta pagina è un‟ideale bacheca di ricordi dedicata e redatta dagli Ospiti che hanno soggiornato presso “La casa delle rondini“. Vengono qui pubblicate le foto che ci vengono inviate e i giudizi espressi su di noi. A tutti i nostri Ospiti che dispongono di immagini quale ricordo del loro soggiorno a Staffolo, se vogliono, ci possono spedire delle foto scattate presso o nelle vicinanze del B&B. Non chiediamo foto ricordo delle persone. Queste devono rimanere nell’ambito dello spazio protetto del privato. Così come la scelta delle fotografie compete solo all’insindacabile giudizio dell’autore. Ringraziamo in anticipo coloro che aderiranno a questa iniziativa in quanto con le immagini inviatoci ricorderemo meglio i piacevoli momenti trascorsi insieme.
Per l’invio delle foto utilizzare l’email : info@ilcasaledellerondini.it In assenza di foto o giudizi inseriremo delle immagini o notizie redazionali del territorio intorno al B&B
LA NOSTRA INFORMAZIONE DEL 2021
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Noi per voi ( in occasione del Natale qui di seguito alcune immagini di un Presepio) I PRESEPI di ANTONIO Presepi certificati
STAFFOLO e il suo VERDICCHIO Costruito nel mese di Novembre del 2021, questo presepio e il n° 27 dei Presepi Certificati di Antonio.
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