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L'Informaamici 118 Febbraio 2021

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# informaamici.it 118

… per conoscere meglio le MARCHE

Febbraio 2021

n° 118 - FEBBRAIO 2021 - Anno X - Lettera Turistica del B&B “ La casa delle rondini “ di STAFFOLO (Ancona) - Marche - ITALIA

Le Marche una terra antica che fa emozionare

La regione dei teatri


# informaamici.it … per conoscere meglio Le MARCHE #informaamici.it è il periodico d’informazione turistica del B&B “La casa delle rondini Residenza di Campagna Contrada Campagliano 5 60039 - STAFFOLO (Ancona). La periodicità è mensile ed è pubblicato sotto forma di “lettera turistica” inviata via email a tutti gli ospiti del B&B, agli amici della struttura e a quanti non ci hanno negato il consenso circa l’utilizzo dell’indirizzo e-mail a cui inviamo questo periodico. Data inizio pubblicazione Maggio 2011 Spedizione del n° 117 a 2.200 indirizzi e-mail

Il numero 118 Febbraio 2021 è stato chiuso il 30 Gennaio ed è stato realizzato con la collaborazione di : Amelia CATALANO, Mattia BASTARI, Antonio GUARINO, Federica MICHELI. e Piergiorgio SALIMBENI Foto di copertina : Apriamo il sipario

Il nostro racconto

Anno X - FEBBRAIO 2021 - 118 Il tema del mese: Un

antico patrimonio Questo mese abbiamo alzato il sipario sui teatri delle Marche, un insieme di strutture costruite a partire dagli anni venti del secolo diciottesimo, che rappresentano un antico patrimonio che ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura in questa regione. Quella dello sviluppo della cultura a sostegno di un diffuso progresso, a quel tempo, era avvertito in tutte le comunità anche le più piccole circoscritte nei piccoli borghi medievali. Quindi teatri a dimensione di borgo, piccoli, molti con appena cento posti, alcuni costruiti totalmente in legno. Teatri la cui forma è tipica all’italiana con platea e palchi disposti in duplice fila, voluti dalle famiglie ricche per collegarsi anche ai progressi che a metà del diciottesimo secolo si stavano verificando in tutto il mondo occidentale. Teatri per intrattenere la borghesia ma che nel tempo sono diventati luoghi cultura per tutta la comunità. Funzione culturale assolta, anche se per arrivare fino a noi, non possono vantare un’attività continua, senza soluzione di continuità. Hanno attraversato periodi di successo e lunghe chiusure, parecchi sono andati anche in rovina ma, oggi, la totalità è stata riportata in attività grazie a tanti Enti/Fondazione che ne curano la gestione. Peccato che la pandemia in corso li ha costretti alla chiusura ma, per non far perdere la loro funzione, parecchie realtà si stanno organizzando per arrivare al pubblico attraverso la TV o altri mezzi di comunicazione. Questo perché anche ai tempi nostri la loro funzione è insostituibile, per noi frequentare il teatro migliora la vita. Pagina 3

Un antico patrimonio

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Un antico patrimonio

Fare cultura con il teatro All’inizio il teatro era classico Pagina 5

Un antico patrimonio

Adesso, tutte le forme di spettacolo Pagina 6

Camminando per di qua …

La Macchia di Montenero … una rarità marchigiana Pagina 7

Le Grotte di Frasassi - Verso il 50esimo anniversario dalla loro scoperta

Una visita guidata Pagina 8

La casa delle rondini – Residenza di campagna

Questa è La casa delle rondini Pagina 9

Girovagando per Le Marche - LUOGHI DA SCOPRIRE

I guardiani del molo sud Pagina 10

Girovagando per Le Marche - I BORGHI

Ripatransone (AP) Pagina 11

Girovagando per Le Marche - UN MUSEO ALLA VOLTA

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Per partecipare

Museo del Teatro Pergolesi a JESI … nel mese di FEBBRAIO Pagina 13

La casa delle rondini - Residenza di campagna

Noi per voi Pagina 14

Un ricordo

Corrado Olmi Pagina 15

La teca dei ricordi - Immagini e commenti dei nostri ospiti

Città Capitale della Cultura Pagina 16

La casa delle rondini - Residenza di campagna

Quello che ci fa piacere segnalare e consigliare

Lettera Turistica

Anno X - FEBBRAIO 2021 n° 118 - Pagina 2


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il nostro racconto

Un antico patrimonio

Fare cultura con il teatro

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alla seconda metà del 1700 in molte cittadine marchigiane, anche con poche migliaia di abitanti, si è avvertita la necessità di attrezzare dei locali prima e poi costruire dei luoghi di comunità dove poter esercitare l’antica arte del teatro. Tra gli esempi più significativi dobbiamo ascrivere i piccoli borghi come Penna San Giovanni in provincia di Macerata e Sant’Agata Feltria, quest’ultima prima in provincia di PesaroUrbino che dopo il referendum del 2009 è oggi in provincia di Rimini. In queste località sono presenti i più antichi teatri marchigiani. Quello di Penna San Giovanni è un teatro, di modeste dimensioni che fu progettato e realizzato, in stile barocco, quasi interamente in legno. Il teatro riveste una particolare importanza essendo l’unico costruito solo in legno nell'intera provincia di Macerata ed è esempio raro anche in tutto il territorio italiano. La struttura è quella di un tipico teatro all’italiana con una platea e palchi disposti in due ordini. I palchi sono retti da una serie di colonne esagonali sottili in legno dipinte per imitare il marmo. Le balaustre, pure in legno, sono decorate da finte cornici con festoni floreali. La copertura della sala è ingentilita da una decorazione policroma. Le piccole dimensioni ne limitano la capienza a soli novantanove posti. Un piccolo gioiello.

Teatro Flora di Penna San Giovanni

Anche il teatro di Sant’Agata Feltria è costruito in legno, legno di castagno dalla cavea, alle colonne portanti e al palcoscenico. Nella sua primitiva struttura era composto solamente dal palcoscenico e dalla platea in cui venivano allineate file di panche di legno. Nel 1723 ebbe inizio l'edificazione del primo ordine di palchi, mentre gli ordini successivi furono costruiti in tempi successi e l’opera fu completata solo ne 1753. Nel tempo i teatri antichi non hanno avuto un’attività teatrale senza soluzione di continuità Lettera Turistica

dalla loro costruzione. Le storie di ognuno sono molto diversificate. La loro funzionalità ha attraversato le varie temperie storiche collegate alle vicende locali e territoriali, per cui, molti di questi teatri sono stati chiusi per molti anni e solo dopo ristrutturazioni, restauri e recuperi di patrimoni pubblici sono stati riportati alla funzionalità attuale.

Teatro Angelo Mariani di Sant’Agata Feltria

Della stessa epoca troviamo altri teatri storici a Macerata il Lauro Rossi, a Fermo il Teatro dell’Aquila e a Jesi il Giovan Battista Pergolesi. Stesse esigenze un po’ diffuse in tutto il territorio regionale tanto che le Marche, piccola com’è, assume la denominazione “La regione dei cento Teatri” (all’inizio dell’800 ne furono censiti 113) per indicare la diffusione di questi edifici. Iniziata nella seconda metà del Settecento, la voglia e la necessità di costruir teatri si afferma ancor meglio nel secolo successivo durante il quale si aprono teatri a: SAN SEVERINO MARCHE: Teatro Feronia, RECANATI: Teatro Giuseppe Persiani, POLLENZA: Teatro Giuseppe Verdi, CAMERINO: Teatro Filippo Marchetti, MONTEFANO: Teatro Comunale in provincia di Macerata. In quella di Fermo troviamo: PORTO S. GIORGIO: Teatro Vittorio Emanuele, AMANDOLA: Teatro La Fenice, MONTERUBBIANO: Teatro Vincenzo Pagani. Nella provincia di Ascoli Piceno ASCOLI PICENO: Teatro Ventidio Basso, OFFIDA: Teatro del Serpente Aureo, RIPATRANSONE: Teatro Luigi Mercantini. In provincia di Ancona: ANCONA: Teatro Le Muse, ARCEVIA: Teatro Misa, FABRIANO: Teatro Gentile da Fabriano, OSIMO: Teatro La Fenice. Infine nella provincia di Pesaro-Urbino: PESARO: Teatro Gioachino Rossini URBINO: Teatro Raffaello Sanzio, FANO: Teatro della Fortuna. Anno X - FEBBRAIO 2021 n° 118 - Pagina 3


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Il nostro racconto

Un antico patrimonio

All’inizio il teatro era “classico”

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insieme dei tanti teatri nelle Marche, sicuramente, rappresenta un antica ed importante eredità che costituisce, oggi, un moderno patrimonio culturale. Lascito significativo non solo dal punto di vista materiale, immobili ed infrastrutture, ma importante per l’eredità culturale trasmessa che consente di continuare un’attività che si muove, ancora oggi, nel senso che anticamente si attribuiva alle rappresentazioni teatrali, quello di diffondere la cultura. Diffondere la cultura attraverso la visione. Se ci spostiamo al tempo in cui nei piccoli centri marchigiani si avvertiva la necessità di un teatro, dobbiamo considerare che allora era viva, in questi borghi, la voglia del progresso che diventa più facile da cercare di raggiungere se una comunità dispone di un diffuso ed alto livello culturale. Ecco che allora si scopre il teatro come occasione e strumento per diffondere cultura. Ovviamente, non un teatro “qualsiasi” ma, quello la cui formula, le cui rappresentazioni si inserivano nel filone “classico”. Ovvero, il teatro dove fondamentali erano e sono l’azione ed il dialogo. Per cui sulla scena gli eventi si dipanano grazie agli scambi gestuali ma soprattutto verbali tra i diversi attori. In tal modo gli interpreti conferiscono ai personaggi natura umana ed è attraverso la rappresentazione che lo spettatore può scoprire meglio questa natura e i suoi segreti. Ed è in questo modo che si realizza un rapporto relazionale interpersonale che diventa fonte di esperienza da utilizzare poi nel vissuto quotidiano.

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In questo modo lo spettacolo non è percepito come recita ma come vita stessa. In effetti il tutto è retto dall’illusione teatrale, dalla magia e dall’incantesimo scenico. Dobbiamo pur dire che nella formula del teatro classico è il testo scritto, il libretto, l’unico elemento di riferimento perché la regia, la recitazione degli attori, la scenografia ed altro ancora diventano elementi subordinati al testo che per sua natura già dispone di autonoma capacità comunicativa. Inoltre, in questi piccoli teatri, che ci piace definire di borgo, per la loro contenuta ampiezza parecchi con meno di cento posti, si avverte ancora meglio la divisione tra dove si trova lo spettatore e dove si svolge l’azione scenica. Questa sensazione però non diventa separazione perché nel mezzo c’è il sipario che svolge la sua azione di congiungimento. E’ abbassato davanti alla scena ma quando si alza rivela tutto un altro mondo. E’ vero che questi teatri all’inizio della loro diffusione sono stati sollecitati e voluti da precise necessità che provenivano dalle classi borghesi locali e che per la loro costruzione hanno anche fornito i necessari contributi economici, ma poi, nella realtà, questi luoghi sono diventati spazi di riferimento per tutta la collettività. Infine, non bisogna dimenticare che rispetto alla sua funzione il teatro dispone di una formidabile carica culturale attraverso la quale lo spettatore è invitato ad abbandonare il suo mondo per lasciarsi prendere dai sortilegi di un universo completo in se stesso, autonomo e assoluto. Ancora oggi è cosa buona frequentare il teatro che si è evoluto ed adeguato alle nuove esigenze espressive dei tempi nostri. Anno X - FEBBRAIO 2021 n° 118 - Pagina 4


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Il nostro racconto

Un antico patrimonio

Adesso, tutte le forme di spettacolo

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ltre i teatri classici nelle Marche si può accedere anche ad altri luoghi dove è possibile assistere ad uno spettacolo. Uno tra questi si trova a Macerata ed è lo Sferisterio considerato uno dei luoghi più suggestivi d’Italia per lo spettacolo all’aperto. Di forma semicircolare lo Sferisterio fu costruito per essere adibito al gioco del pal

lone col bracciale. Un’arena con palchi ritenuto di acustica perfetta da cantanti lirici e direttori d’orchestra. Ogni anno allo Sferisterio si svolge MUSICULTURA il Festival della Canzone Popolare e d’Autore, così come l’Associazione Arena Sferisterio, promuove e organizza la stagione lirica denominata MACERATA OPERA FESTIVAL che richiama un pubblico esigente a cui vengono presentate originali proposte e cast prestigiosi. Tutte le forme di spettacolo che vengono proposte oggi nelle Marche derivano, trovano origine, si collegano idealmente alle trasformazioni che nell’ambito teatrale si sono affermate a partire dagli anni ‘20 del secolo scorso quando si è verificata la storica trasformazione con la dissoluzione delle forme del teatro classico per approdare alla forma moderna. A suo tempo i protagonisti, gli artefici di questa evoluzione furono Ibsen, Cechov e Strindberg. Senza inoltrarci nelle modifiche introdotte da questi autori e volendo restare nel territorio, dobbiamo dire che i teatri marchigiani sono retti e gestiti da diverse Enti/Fondazioni attraverso le quali si programmano e si gestiscono tutte le attività di spettacolo. Per varietà, livello culturale, ambito artistico l’insieme dei programmi/cartelloni proposti da tutti i teatri marchigiani compongono un attraente catalogo interprovinciale capace di soddisfare le più varie esigenze distribuite ed usufruibili su tutto il territorio regionale. Partiamo da Pesaro dove è operativa la Fondazione Rossini Opera Festival che annualmente, non solo organizza il Festival Musicale Lirico “Rossini Opera Festival” ma tra le sue attività sono comprese il recupero teatrale, musicologico ed editoriale della produzione rossiniana. In provincia di Ancona, a Jesi, troviamo la Fondazione Pergolesi Spontini che gestisce il Teatro Pergolesi di Jesi, che è Teatro di Tradizione dal 1968. Lettera Turistica

L’Ente organizza annualmente il Festival Pergolesi Spontini e la Stagione Lirica. Gestisce altresì, sem pre a Jesi, il Teatro Studio Valeria Moriconi e organizza e promuove la stagione teatrale a Maiolati Spontini. Per quanto riguarda la Lirica ad Ancona è operativa la Fondazione Teatro delle Muse e a livello regionale la Fondazione Rete Lirica delle Marche. Molto diffuso è il teatro amatoriale e diverse sono le manifestazioni e festival che vengono proposti; anche la danza non manca in quanto ci sono enti come Danzando per le Marche, Civitanova Danza che sono presenti in questo ambito insieme ad Hangartfest che è un’associazione culturale no-profit che si pone l’obiettivo di promuovere la danza contemporanea quale linguaggio e campo di ricerca e sperimentazione. Molto frequentati sono anche gli spettacoli multidisciplinari che si articolano attraverso tante rassegne quasi sempre estive per dare senso al turismo e rispondere alle esigenze culturali di ogni territorio. Anche lo spettacolo dal vivo all’aperto è parte integrante dell‘identità culturale e sociale del territorio, con il TAU-Teatri Antichi Uniti, si è costituito un prezioso luogo di incontro tra le ricchezze archeologiche della regione e i contenuti di spettacolo che da ventidue anni è un fiore all’occhiello della scena nazionale. La maggioranza di questi spettacoli si svolgono preferibilmente nei teatri dei siti archeologici. Covid-19 con tutti gli aspetti negativi derivanti dalla sua diffusione ha costretto gli organizzatori e gestori dei teatri marchigiani alla chiusura e al conseguente annullamento di quanto avevano programmato. Speriamo nel recupero della normalità in un tempo non tanto lontano perché frequentare un teatro o più teatri, quale sostegno e arricchimento della personale cultura, migliora la qualità della vita. Anno X - FEBBRAIO 2021 n° 118 - Pagina 5


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Camminando per di qua

Il nostro racconto

Rubrica a cura di Mattia Bastari Guida ambientale escursionistica

La Macchia di Montenero … una rarità marchigiana

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ontano dai percorsi e sentieri più convenzionali delle Marche, appena fuori dall'antichissimo borgo di Cingoli, 631 metri s.l.m., sorge un luogo unico nel suo genere. Fin da quando gli Antichi Romani occupavano la regione e vi avevano edificato un‘importate città for tificata, per l'appunto “Cingulum”, la macchia di Mon tenero rappresentava una grande fonte di sostentamento: il fitto e vasto bosco alle pendici ovest del borgo offriva legno, acqua e selvaggina a volontà, oltre che luoghi isolati e nascondigli dove rifugiarsi. Alcuni dei reperti trovati nella zona intorno a Cingoli appartengono all'età neolitica, ossia di quando l'uomo da cacciatore e raccoglitore passò all’agricoltura e allevamento stan ziandosi definitivamente. Altri invece portano lo stampo degli antichi popoli Piceni. Quello che rimane nella macchia di Montenero è il rudere di un complesso monastico conosciuto col più famoso nome di chiesa di San Bonfiglio. La chiesa in principio si chiamava Santa Maria di Fara, di antica origine longobarda; la Fara era un agglomerato di famiglie longobarde e l'unità fondamentale dell'organizzazione sociale. Solo successivamente appare il nome di San Bonfiglio, perché qui, il santo eremita passò gli ultimi anni della sua vita - fino al 1115, anno della sua morte - dando origine ad una congregazione di monaci Silvestrini. Il periodo di attività dell'abbazia percorre un lasso di tempo che va dal 1100 al 1600, dopodiché venne pian piano abbandonata e dimenticata. Ad oggi, di quell'antico monastero non rimangono che le quattro diroccate mura della chiesa, delle incisioni e qualche affresco appena visibile. La vegetazione, con il suo ritmo lento ma inesorabile, si sta riprendendo ciò che le apparteneva secoli e secoli fa. Ed è proprio la vegetazione ora, che fa della macchia di Montenero una zona di conservazione speciale di importanza comunitaria: il bosco, folto, selvaggio e lussurioso rappresenta una strana e riuscita fusione di ambienti sub-continentali e mediterranei. Lungo il sentiero ci si imbatterà in gruppi di roverelle, querce bianche, carpini e frassini, tipici delle zone collinari e sub-mediterranee, il tutto aggrovigliato con agrifogli e giovani faggi; questi ultimi rappresentano il primo segnale di un luogo unico in quanto alberi d'alta quota tipici di zone fresche e umide, mentre nella macchia di Montenero crescono ad altitudini relativamente basse, circa 600 metri s.l.m.

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Ciò nonostante quello che stupisce maggiormente sono le vaste formazioni boscose di lecci, queste piante sclerofile sempreverdi tipiche della macchia mediterranea abbondano in un posto dove gli inverni sono spesso freddi e nevosi. Oltre a questi, molte altre piante erbacee e arbustive caratteristiche di climi miti crescono indisturbate e prospere, come il ginepro rosso, la ginestra, la salsapariglia (conosciuta con il nome di stracciabraghe), la robbia e il pungitopo, quest'ultimo il più fertile colonizzatore di Montenero: nel sottobosco centinaia di piante di pungitopo affiorano a perdita d'occhio, vederle poi in questo periodo è meraviglioso grazie alle sue bacche rosse che fruttificano in inverno. Il perché di questo complesso ambiente dove piante dalle caratteristiche diverse vivono i armonia tenendosi strette in appena 360 ettari è da trovarsi nella formazione morfologica della zona. I valloni che contraddistinguono l'area protetta incanalano l'aria mite che viene dal Mar Adriatico distante appena 40 km in linea d'aria, formando per l'appunto un contesto ideale di biodiversità vegetale. Questo interesse fitogeografico è la principale motivazione del perché questa zona è considerata un'area da proteggere con norme e leggi europee che ne regolano la conservazione. La macchia di Montenero è un esercizio di bellezza, quella bellezza nascosta, celata, che si manifesta solo al ritmo lento di un paio di scarponi: alzando lo sguardo i carpini, le roverelle e i faggi con le loro chiome oramai rade di foglie fanno intravedere il cielo plumbeo dell’inverno, poco oltre, le resistenti leccete si aggrappano alla vita in un tripudio di labirintiche fronde rigogliose; sotto, un tappeto verdissimo di pungitopi sembrano proteggere dal freddo il loro tesoro rosso scarlatto e nell'aria riecheggia il suono imperterrito dell'acqua, che scroscia in decine di cascate effimere che nascono e muoiono nel giro di qualche mese. DATI TECNICI : Lunghezza: 10 km, dislivello: 550 m tempo: 4h, difficoltà E, itinerario Anello REQUISITI: adatto a chi ha abitudine alla camminata. COSA PORTIAMO? - Obbligatorio scarpe da trekking zaino, abbigliamento a strati (adatti alla stagione in corso), cappello, acqua almeno 1,5Lt, snack, ricambio da lasciare in auto, impermeabile in caso di pioggia FACOLTATIVO : occhiali da sole, bastoncini da trekking, binocolo, fotocamera Anno X - FEBBRAIO 2021 n° 118 - Pagina 6


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Il nostro racconto

Le grotte di Frasassi - Verso il 50esimo anniversario dalla loro scoperta

Una visita guidata Per chi non ha mai visitato le Grotte di Frasassi proponiamo questa visita guidata in compagnia di Piergiorgio Salimbeni che è Guida Turistica delle Grotte, nonché Guida Escursionistica Ambientale della Regione Marche.

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d eccoci qua… Alla fine di una lunga, stretta e anonima galleria artificiale, si apre inaspettato l’immenso vuoto dell’Abisso Ancona. Si rimane sempre un po’ storditi di fronte a un tale scenario naturale, che le acque corrosive profonde di questa zona, nel loro lento e continuo lavorio, hanno plasmato nel cuore della montagna, la Grande Madre che ci accoglie nel suo ventre millenario. Le Grotte di Frasassi sono questo e molto altro: più di 30 chilometri di cavità, un dedalo complesso di gallerie, sale, cunicoli, pozzi e laghi sotterranei. Ogni parte è diversa dall’altra, ognuna con la sua particolarità, con le sue sculture naturali, le infinite forme diverse fatte di cristalli di calcite, che l’acqua continua a costruire costantemente, goccia dopo goccia. La parte fruibile al pubblico oggi, solo 800 metri di lunghezza, ma forse la più spettacolare in assoluto, è rimasta totalmente inviolata fino a meno di cinquant’anni fa mentre alcune cavità in quest’area erano già conosciute nel lontano passato. Per strappare alle tenebre quello che oggi tutti possiamo comodamente ammirare in poco più di un’ora della visita guidata, c’è voluta la tenacia, la fatica, e soprattutto la sana incoscienza di un piccolo gruppo di giovanissimi anconetani, dopo l’eccezionale scoperta di un loro amico. Poco tempo prima infatti, un ragazzo appena ventenne (Rolando Silvestri) aveva trovato l’ingresso naturale, che si celava oltre uno strettissimo passaggio in una zona impervia della montagna. Qualcosa che avrebbe cambiato per sempre le loro vite. Un sogno al di là dei sogni che è divenuto realtà. L’Abisso Ancona è solo l’inizio di questo viaggio sotterraneo. E così aggiriamo il gruppo dei Giganti, enormi stalagmiti incredibilmente alte come palazzi di 6 piani e, proprio come gli scopritori allora, proseguiamo oltre. Le meraviglie non finiscono mai e come in un romanzo di Jules Verne, ci appaiono all’improvviso animali fantastici, mostri, streghe, castelli, gnomi e personaggi immaginari che la fantasia popolare ha accostato negli anni alle innumerevoli forme delle concrezioni e delle rocce. Qui, per una volta, tutti possono dar sfogo al’immaginazione, ed anche le guide più esperte, quasi ogni giorno “scoprono” qualcosa di nuovo da aggiungere al repertorio. Lettera Turistica

Mentre ci si addentra sempre più nelle viscere della terra, l’atmosfera si fa quasi irreale. A Frasassi niente è come sembra; nelle profondità della grotta, molti punti di riferimento della vita quotidiana sono assenti. Qui non ci sono le stagioni, né il giorno e la notte, né oggetti conosciuti con cui fare un paragone. È facile perdere il senso del tempo e dello spazio. Quello che sembra piccolo in realtà non lo è affatto e l’invisibile si mostra all’improvviso Verso la fine del percorso, la sensazione è quella di essere in un altro mondo e in un certo senso è davvero così. Il totale isolamento, la mancanza di luce solare e di materia organica dall’esterno, rendono questo luogo solo apparentemente ostile alla vita. Scopriamo che qui alcuni microbi metabolizzano minerali inorganici, utilizzando l’energia che si libera nelle reazioni chimiche che avvengono nelle acque sulfuree in profondità, dove le cavità continuano a formarsi ancora oggi. Questi diventano a loro volta il cibo per una miriade di altri animaletti: alcune specie di invertebrati unici al mondo, come il Niphargus Ictus, solo per fare un esempio, un minuscolo crostaceo endemico che nuota a pancia in su. Alcuni ricercatori, hanno ipotizzato che organismi simili a quelli che vivono in queste grotte e in poche altre e negli abissi oceanici, potrebbero essersi sviluppati persino nel sottosuolo di altri pianeti. Un mondo misterioso dunque, ancora tutto da studiare. Una roccia scolpita dall’acqua chiamata l’Orsa (facile intuirne il perché), nella sala omonima, fa un po’ da guardiano e un po’ ci aiuta a non perderci nel labirinto della sala dell’Infinito, l’ultima. Si dice infatti, che i primi che la esporarono, percorrendola camminarono per ore credendo che non finisse mai, per poi accorgersi che stavano in realtà girando in tondo. Da qui il nome. Non si fa fatica a crederci, visto che ancora oggi può ingannare, nonostante l’illuminazione e la “strada obbligata”. Giunti al termine della visita, a malincuore torniamo sui nostri passi, ma possiamo vedere tutto da una prospettiva diversa e cogliere particolari sempre nuovi, prima di uscire “a riveder le stelle” del mondo esterno. Piergiorgo Salimbeni Anno X - FEBBRAIO 2021 n° 118 - Pagina 7


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La casa delle rondini - Residenza di campagna

Questa è “La casa delle rondini“

STAFFOLO (AN) Bandiera Arancione del TCI

ECOSOSTENIBILITA’ “La casa delle rondini” utilizza energia pulita grazie al suo IMPIANTO FOTOVOLTAICO. Tutte le lampade del B&B interne ed esterne sono a BASSO CONSUMO. Inoltre perla fornitura di acqua calda sanitaria si utilizza un moderno impianto di SOLARE TERMICO.

Vieni nelle Marche rurali … é l’emozione che non hai ancora incontrato che ti sta Chiamando. Nelle Marche rurali tutto ti racconta dell’uomo che ha lavorato e che tuttora lavora, della natura che prepara lo spettacolo dei cuori, del passato che ti regala questo ricco e meraviglioso presente. Vieni. Porta la tua famiglia e le persone a cui voi bene, porta il desiderio e il gusto, perché l’esperienza, la cura e l’arte di questa gente genera da sempre prodotti unici, tipici, prove concrete della dedizione e dell’amore per la terra in cui vivono.

“La casa delle rondini” è nelle Marche Rurali a Staffolo in provincia di Ancona Lettera Turistica

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Girovagando per le Marche - LUOGHI DA SCOPRIRE

I guardiani del molo sud

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iamo a San Benedetto del Tronto una delle principali località turistiche delle Marche, che offre delle ampie spiagge sabbiose incorniciate nell’affascinante sfondo delle palme, (8000 palme di varie specie) e degli oleandri, uno scenario capace di evocare meravigliosi scenari esotici senza vagheggiare paesi lontani. Oltre al lungomare tanto caratteristico San Benedetto dispone anche di una passeggiata panoramica da cui poter ammirare i tramonti, i gabbiani, l’azione del vento, i monumenti, le scogliere di travertino scolpite e le rumorose mareggiate invernali. Per molti cittadini e turisti è un luogo che attrae, un punto di ritrovo, di conversazione e di meditazione, da percorrere a piedi o con le bici, lontano dal traffico e dai frastuoni estivi. E’ una passeggiata che si estende per più di un chilometro e offre la possibilità di ammirare molti monumenti, personaggi scolpiti nel travertino, che quasi li possiamo indicare come i guardiani del molo sud. Molti si domanderanno cosa ci fanno queste statue sul molo? Ebbene, queste statue stanno lì da quando nel 1996 fu inaugurata un Festival magico, che trasforma semplici massi del Molo Sud in opere d’arte uniche al mondo. Il Festival è denominato "Scultura Viva“ che ha trasformato il Molo Sud di San Benedetto in un vero e pro-prio museo all'aperto. Questo insieme di statue è chiamato MAM, "Museo d'Arte sul Mare“ ed è ben in-serito nel contesto naturale. Nella parte iniziale della passeggiata sono presenti infatti oltre 150 opere di scultori italiani e stranieri, ricavate dai blocchi di traver-tino bianco che proteggono la passeggiata dalle mareggiate. Proseguendo, oltre al monumento al gab-biano Jonathan, si incontrano la Vela di travertino dello scultore Genti Tavanxhiu e, dall'altro lato, il gruppo del Presepe scultoreo realizzato dallo scultore naif Giuseppe Straccia, con una Natività di Gesù sommersa (ma visibile sul pelo dell'acqua) a cui fanno da corona otto figure in travertino disposte sugli scogli: la Madonna degli scogli e una serie di figure di pescatori. Completano la passeggiata artistica, nella parte finale del Molo Sud, alcuni Murales realizzati su grossi blocchi di cemento da wall painters stranieri e italiani.

Monumento al gabbiano di Mario Lupo

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Girovagando per le Marche - I BORGHI

Ripatransone (AP) Racconto con Immagini

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Il vicolo più stretto d’Italia 43 cm.

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Girovagando per le Marche - UN MUSEO ALLA VOLTA

Museo del Teatro Pergolesi

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ei locali del Ridotto del Teatro Pergolesi di Jesi che fino al 1883 si chiamava Teatro della Concordia, si sviluppa, in quattro sale, l’itinerario storico didattico sulla vita e l’opera di Giovan Battista Pergolesi. La prima sala racconta di Pergolesi a Jesi con una ricca documentazione sulla vita musicale del Settecento jesino e sulla formazione del musicista, dai maestri ai nobili che lo hanno aiutato e incoraggiato; la seconda è dedicata a Pergolesi a Napoli con i ritratti dei grandi musici dell’ epoca e i luoghi legati all’attività e all’ambientazioni delle opere pergolesiane; la terza, Pergolesi a Pozzuoli, è l’ultima tappa della breve vita del compositore, ben descritta dalle immagini popolari con cui nel secolo seguente si è rappresentata un’esistenza “grande e infelice”;

l’ultima sala è dedicata all’Opera e alla reputazione del Maestro ed è costituita da libretti pregevoli tra cui la partitura completa dello Stabat Mater, manoscritti, stampe di scenografie e antiche edizioni delle partiture e di libretti come il prezioso originale de La Sallustia o La conversione di San Guglielmo Duca d'Aquitania. Nel Ridotto è ospitata anche un sala Spontiniana, in omaggio a Gaspare Spontini, dove sono esposti busti di notevole pregio, tra cui quello di J. Pradier, ritratti litografici, quadri, un pianoforte Erard, alcune lettere autografe, manoscritti e libretti musicali.

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Per partecipare

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Rubrica a cura di Federica Micheli dell’Ufficio Turistico del Comune di Jesi

a JESI … nel mese di FEBBRAIO LORENZO LOTTO il richiamo delle Marche

“I

primo pittore italiano ad essere sensibile ai mutevoli stati dell'animo umano”. Così il celebre storico dell’arte Bernard Berenson definì il pittore veneziano Lorenzo Lotto, a cui nel 2018 la Regione Marche ha dedicato un'esposizione concepita come percorso integrato tra la sede principale di Macerata e le otto località della nostra regione che conservano i capolavori del maestro veneto. Da questa fortunata esperienza, che ha registrato la presenza di un notevole numero di visitatori, i curatori delle opere lottesche nelle Marche hanno ritenuto opportuno continuare il percorso di valorizzazione dell'illustre pittore veneziano attraverso l'ideazione e lo sviluppo di un itinerario tematico. Sono 25 infatti i capolavori di Lorenzo Lotto disseminati in tutto il territorio che comprende otto città: Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino. Nel 2019 nasce quindi la Rete Museale delle “Città Lottesche” che unisce 8 realtà museali e l’IME - Istituto Marchigiano di Enogastronomia, al fine di assicurare ai visitatori un percorso ben strutturato per scoprire o approfondire la figura e l'opera di Lorenzo Lotto nella regione. Con un biglietto unico si ha accesso ai musei di cinque località (Ancona, Jesi, Recanati, Mogliano, Cingoli) oltre alla visita dell'Istituto Marchigiano di Enogastronomia, ente di rilievo regionale dedicato alla conoscenza, formazione divulgazione e degustazione dei prodotti enogastronomici di qualità. Le opere conservate invece presso il Museo Pontificio Santa Casa di Loreto e presso la chiesa di Santa Maria in Telusiano di Monte San Giusto sono visitabili gratuitamente, per Urbino è necessario l'acquisto del biglietto d'ingresso alla Galleria Nazionale delle Marche. Le attività della rete museale lottesca prevedono inoltre percorsi di approfondimento dell‘opera di Lorenzo Lotto e per questo sono promossi convegni, mostre, studi e pubblicazioni, attività di formazione e didattica museale, con percorsi differenziati per giovani ed adulti. La visita ai luoghi in cui sono conservate le opere di Lorenzo Lotto permette quindi al turista di scoprire contemporaneamente i piccoli borghi e i grandi centri marchigiani, la costa e l'entroterra, le tradizioni e l'enogastronomia in un soggiorno nella nostra regione ideale in qualsiasi periodo dell'anno. Lettera Turistica

Pagina a cura dell’UFFICIO TURISMO-IAT del Comune di Jesi - Piazza della Repubblica - 60035 Jesi (An) Tel.0731.538420 ORARIO da martedì a sabato 10,00 - 13.00 e 15,00 -18,00 E-mail: turismo@comune.jesi.an.it Web site: www.turismojesi.it - www.comune.jesi.an.it www.jesieventi.it E-mail: turismo@comune.jesi.an.it

E’ opportuno ricordare che in tutte le occasioni pubbliche dove partecipano più persone è necessario attenersi a tutte le indicazioni atte a contrastare la diffusione del Corona virus. Per altre necessità contattare L’UFFICIO TURISMO-IAT del COMUNE di Jesi i cui riferimenti sono nel box sopra indicati.

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Il nostro racconto

La casa delle rondini - Residenza di campagna

Noi per voi La casa delle rondini Residenza di campagna Bed and Breakfast - Contrada Campagliano 5 60039 STAFFOLO (Ancona) Tel. e Fax : 0731779777 Mobile : Antonio 3397874700 - Amelia 3316019619 Web site: www.ilcasaledellerondini.it Info : info@ilcasaledellerondini.it - Facebook : http://facebook.com/lacasadellerondini

Ai

nostri potenziali ospiti, qui di seguito forniamo alcune informazioni di carattere generale utili per una tranquilla permanenza presso “ La Casa delle rondini ”. LE TARIFFE che applichiamo non subiscono variazioni e sono contenute ed uguali durante tutti i periodi dell’anno. Pel l’anno 2021 e per la FORMULA B&B il pernottamento in “Camera matrimoniale” costa € 80,00 per due persone al giorno, compresa la prima colazione all’italiana. Bambini fino a 2 anni GRATIS nel lettone con i genitori. - Letto aggiunto € 30,00. Per l’utilizzo della camera matrimoniale uso singola € 50,00 a persona al giorno, compresa la prima colazione. ACCOGLIENZA CON AGEVOLAZIONI A seguito emergenza COVID19 e fino al 30 Aprile 2021 applicheremo le seguenti modalità e tariffe. 1 - Il soggiorno non può essere inferiore a TRE Pernottamenti. 2 - Alle tariffe vigenti per “Camera matrimoniale“ si applica uno sconto del 25% per cui, invece di € 80 per 2 persone al giorno compresa la prima colazione, si pagherà € 60. 3 - La tariffa per Camera Matrimoniale “Uso singola” sarà pari a € 40 al giorno compresa la prima colazione. 4 - Bambini fino a 2 anni GRATIS nel lettone con i genitori, per un letto aggiunto € 20 compresa la prima colazione. 5 - Al termine del soggiorno, una tantum, per sanificazione si applicherà un contributo di € 10. ARRIVI E PARTENZE - Gli arrivi sono previsti tra le ore 12,00 e le ore 20,00, le partenze entro le ore 10,00 PRIMA COLAZIONE - La prima colazione viene servita dalle ore 8,30 alle 10,30, per esigenze particolari concordare le modalità del servizio direttamente con i proprietari. Lettera Turistica

LA NOSTRA POSIZIONE E COME RAGGIUNGERCI - Le coordinate GPS, per raggiungere la nostra struttura sono le seguenti: 43°26'36'' Nord - 13°11'16'' Est. Si può raggiungere, altresì, il B&B utilizzando GOOGLE MAPS, indicando la località e il nome della struttura B&B - La casa delle rondini Staffolo (An). ALTRE NOTIZIE : La biancheria del bagno viene sostituita ogni 3 giorni, mentre, Il cambio delle lenzuola viene effettuato ogni 5 giorni. WI-FI libero senza bisogno di password. Nelle Camere ARIA CONDIZIONATA a richiesta. Si accettano animali : di taglia MEDIO - PICCOLA, cani o gatti. Il B&B chiude alle ore 24,00, le eccezioni o esigenze particolari sono da definire previo accordi.

I giudizi dei nostri ospiti al 31 di Gennaio 2021 ci hanno assegnato un punteggio di :

9,9 /10 Gli ospiti de’ “ La casa delle rondini “ possono accedere alla Biblioteca presente nella residenza di campagna che è composta da 1.700 volumi suddivisi in 28 sezioni così ripartite : ARCHEOLOGIA, ARTE, BIOGRAFIE, BRICOLAGE, DIZIONARI E VOCABOLARI, ENCICLOPEDIE, FANTASCIENZA, FILOSOFIA, GASTRONOMIA, GUIDE, LETTERATURA, LIBRI SCOLASTICI, LIBRI STORICI, NARRATIVA ITALIANA, NARRATIVA STRANIERA, NARRATIVA PER BAMBINI, ORTO E GIARDINO, POESIA, POLITICA ED ECONOMIA, RELIGIONI , SAGGISTICA, SCIENZE, SPORT, STORIA, TEATRO, TECNOLOGIA, TURISMO e VARIE. Anno X - FEBBRAIO 2021 n° 118 - Pagina 13


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Il nostro racconto

Un ricordo

Corrado Olmi

Jesi 24 ottobre 1926 Roma 29 dicembre 2020

A

ll’età di 94 anni, il 29 dicembre del 2020 in un ospedale di Roma, per complicazioni da COVID-19, è morto Corrado Olmi. Tra i volti più amati del cinema e del teatro italiano. Aveva mosso i primi passi nelle filodrammatiche della sua città natale, Jesi, sullo stesso palcoscenico, quello del Teatro Pergolesi, su cui camminò anche Valeria Moriconi. Quasi in una vita parallela, insieme a Valeria e al marito dell’attrice, Aldo Moriconi, Corrado Olmi decise di tentare l’avventura artistica. Da Jesi dove si poteva andare nel 1952, se non nella capitale? Allora il campo artistico di Roma era molto vivace proprio per la nuova attività conseguente al dopoguerra. Da allora la sua attività artistico-professionale non si è mai fermata, sempre al fianco di grandi registi e attori, in una filmografia imLettera Turistica

mensa, sceneggiati tv e spettacoli teatrali e d’operetta. Non sono mancati riconoscimenti e premi, tra cui il Nastro d’argento al migliore attore non protagonista per il film "La cena" (1998) di Ettore Scola. Nativo di Jesi il suo legame con la città si è mantenuto molto forte, ed oggi la città lo piange e lo ricorda quale uno dei più vitali e generosi protagonisti del palcoscenico. Fortissimo, soprattutto, il suo attaccamento al teatro Pergolesi, dove è tornato più volte nel corso della sua carriera lunga durata più di 50 anni. Significativo il suo intervento, nel 1998, in occasione delle celebrazioni per i 200 anni della inaugurazione del teatro. Successivamente, per la Fondazione Pergolesi Spontini prese parte alle Celebrazioni per i 300 anni della nascita di Giovanni Battista Pergolesi, il 4 gennaio 2010 presso la Cattedrale di San Settimio. E ancora, tra le sue ultime apparizioni sul palcoscenico jesino, il 18 maggio 2018 prese parte allo spettacolo “Ridendo e scherzando, 50 ne fo!” spettacolo scritto, diretto e interpretato dagli Onafifetti per i 50 anni della compagnia di teatro cabaret. Anno X - FEBBRAIO 2021 n° 118 - Pagina 14


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La teca dei ricordi

Immagini e commenti dei nostri Ospiti

Q

uesta pagina è un’ideale bacheca di ricordi dedicata e redatta dagli Ospiti che hanno soggiornato presso “La casa delle rondini“. Vengono qui pubblicate le foto che ci sono state inviate e i giudizi espressi su di noi. A tutti i nostri Ospiti che dispongono di immagini quale ricordo del loro soggiorno a Staffolo, se vogliono, ci possono spedire delle foto scattate presso o nelle vicinanze del B&B. Non chiediamo foto ricordo delle persone. Queste devono rimanere nell’ambito dello spazio protetto del privato. Così come la scelta delle fotografie compete solo all’insindacabile giudizio dell’autore. Ringraziamo in anticipo coloro che aderiranno a questa iniziativa in quanto con le immagini inviatoci ricorderemo meglio i piacevoli momenti trascorsi insieme. Per l’invio delle foto utilizzare l’e-mail : info@ilcasaledellerondini.it In assenza di foto o giudizi inseriremo delle immagini redazionali del territorio intorno al B&B

CITTA’ CAPITALE delle CULTURA per il 2022 Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra erano le dieci finaliste che si sono conteso il titolo di Capitale della Cultura per il 2022, tutte pronte non solo per il confronto ma anche preparate con i loro progetti ad assolvere al meglio il ruolo per il quale si erano candidate. Nell’ambito di questo pacifica competizione noi abbiamo fatto il tifo per Ancona, il nostro capoluogo di regione, che poteva avere le carte in regola per essere per un anno la Capitale della Cultura. La Giuria nominata dal Ministero nella seduta del 18 gennaio c.a. ha scelto PROCIDA. In assoluto PROCIDA rappresenta una novità in quanto è la prima volta che viene proclamata Capitale un’isola, un’isola tra l’atro non molto grande. Da parte nostra ci congratuliamo con questa città e nel contempo auguriamo agli amministratori e alla cittadinanza tutta un efficace e produttivo lavoro per onorare con il massimo impegno il titolo acquisito e per ospitare nel migliore dei modi tutti i visitatori che attratti dall’evento sbarcheranno nel suo porto. AUGURI PROCIDA

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La casa delle rondini - Residenza di campagna

Quello che ci fa piacere segnalare e consigliare Per acquistare e poi degustare dei prodotti di qualità indichiamo i seguenti produttori presenti nelle nostre vicinanze:

FATTORIA CORONCINO Azienda Agricola

CARBONETTI Azienda Agricola

Via Ludovico Ariosto,9 - 60030 MAIOLATI SPONTINI (An)

Olio Extravergine di Oliva

info@oliocarbonetti.it www.oliocarbonetti.it 0731 704408 339 1386355

Vini Doc Contrada Coroncino, 7 60039 STAFFOLO (An) Tel. +39 0731 779494 Fax +39 0731 770205 www.coroncini.it email: info@coroncino.it

LA STAFFA Azienda Agricola Biologica Vini Artigianali STAFFOLO (An) - via Castellaretta 19 telefono e fax 0731 779810 e-mail:info@vinilastaffa.it

PODERE L’INFINITO Contrada Azienda Agricola SanMartino, 1

Via Selva di Comperseto, 14

STAFFOLO (An) Produzione e 0731 779288 vendita diretta di prodotti caseari con latte di pecora, pietro.calvisi@tiscali.it capra e mucca.

SU REDENTORE Azienda Agricola Produzione e vendita diretta di prodotti caseari con latte di pecora e capra. Contrada Coste 39,A - STAFFOLO (An) 331 6420406 - 0731 779905

STAFFOLO (An)

Vini Biologici

Amministrazione : 3394134996 - Produzione : 3398500780 - Commerciale : 3391068724 www.poderelinfinito.it

CALVISI FORMAGGI

info@poderelinfinioto.it

LA FONTE Società Agricola Farine senza glutine

SIMONETTI DINO Azienda Agricola

Tel./Fax: 0731 779264 Michele: 339 63 55 294 Vini Doc Mirco : Via Castellaretta n.8 STAFFOLO (AN) 366 14 53 400 e-maill: vinisimonetti@libero.it Web site : www.verdicchiostaffolo.com

Contrada Coste 44,a - STAFFOLO (An) Orlando : 338 9786556 - Michele: 339 4434969 soc.lafonte@gmail.com

MARIANI PAOLO S.r.l. Molino Contrada Coste 24/A 60010 BARBARA (An)

Farine

BIGI ANDREA Azienda Agricola Birra Agricola

Via Aldo Moro ,9 60038 SAN PAOLO DI JESI (An)

339 1524321 info@birraagricolabigiandrea.it Punto vendita: Via Martin Luther King - 60039 STAFFOLO (An) www.birraagricolabigiandrea.it

Il punto vendita è aperto il pomeriggio

071 964190 - info@molinomarianipaolo.com www.molinimarianipaolo.com

FATTORIA FUCILI

Località Agello, 7 SAN SEVERINO MARCHE (Mc)

Norcioneria

GIORGIO POETA Azienda Agricola Miele in Barrique Via Dante 71/E FABRIANO (An) 0732 041982 - 328 3787555 - info@giorgiopoeta.com

ROSINI Oleificio Olio extravergine d’oliva

Produzione e vendita diretta di salumi artigianali.

0733 635132 338 9216660 339 2105575 francesco.fucili@alice.it

GASTRONOMIA BELTRAMI

Via Umberto I 21/23 CARTOCETO (Pu)

Formaggi - Olio - Confetture

www.gastronomiabeltrami - 339 6218064 gastronomiabeltrami@gmail.com - 0721 1795062

Via Peschereccia,48 - SAN PAOLO DI JESI (An) 0731 779176 - info@oliorosini.it

Lettera Turistica

Arrivederci al prossimo mese Anno X - FEBBRAIO 2021 n° 118 - Pagina 16


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