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l'Informaamici n° 117 Gennaio 2021

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# informaamici.it 117

… per meglio conoscere le MARCHE

Gennaio 2021

n° 117 - GENNAIO 2021 - Anno X - Lettera Turistica del B&B “ La casa delle rondini “ di STAFFOLO (Ancona) - Marche - ITALIA

Le Marche una terra antica che fa emozionare

Pietre, cocci o merletti


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Il nostro racconto

Anno X - GENNAIO 2021 - 117

è il periodico d’informazione turistica del B&B “La casa delle rondini Residenza di Campagna Contrada Campagliano 5 60039 - STAFFOLO (Ancona).

Il tema del mese:

Materiali e opere

In questo numero, il primo del nuovo anno, per meglio conoscere le Marche ci siamo fatti guidare da un tema: Materiali e opere. Partendo da questo tema ci siamo domandati se un viaggio turistico può essere motivato dalla presenza in un territorio di alcune particolarità come i materiali e le opere ivi prodotte e che lo caratterizzano. Aspetti caratteristici degni di essere conosciuti e dalla conoscenza poi far scaturire il viaggio alla ricerca di nuove sensazioni e alla scoperta di tradizioni antiche ancora in auge. Siamo partiti dalle pietre: travertino ed arenaria, ci siamo soffermati sull’artigianato, quindi le opere, ed alla fine abbiamo tracciato un ipotetico percorso per raggiungere quei territori e località che dalle pietre e dall’artigianato sono stati elevati a luoghi degni di attenzione turistica. Il nostro racconto, la nostra storytelling, ci ha visti impegnati, come ogni mese, nel girovagare per le Marche alla ricerca di luoghi da scoprire, borghi da conoscere e musei da visitare. Cosi come non sono mancate le solite rubriche curate dai nostri collaboratori Federica Micheli e Mattia Bastari. Infine, nel periodo in cui è stato pensato questo numero dell’Informaaamici, tempo di festività natalizie, quando in molte case è presente un presepe, abbiamo proposto un viaggio fantastico in un presepio di Antonio. A tutti i nostri lettori formuliamo un augurio di BUON ANNO per un 2021 DIVERSO e buona lettura a tutti.

La periodicità è mensile ed è pubblicato sotto forma di “lettera turistica” inviata via email a tutti gli ospiti del B&B, agli amici della struttura e quanti non ci hanno negato il consenso circa l’utilizzo dell’indirizzo e-mail a cui inviamo la lettera turistica mensile. Data inizio pubblicazione Maggio 2011 Spedizione del n° 116 a 2.213 indirizzi e-mail Il numero 117 Gennaio 2021 è stato chiuso il 30 Dicembre ed è stato realizzato con la collaborazione di : Amelia CATALANO, Mattia BASTARI, Antonio GUARINO e Federica MICHELI. Foto di copertina : Il mailino di fratte Rosa

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Materiali e opere

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Materiali e opere

Le pietre possono attirare turisticamente? Può l’artigianato produrre turismo? Pagina 5

Materiali e opere

Dove ci conducono i materiali e le opere? Pagina 6

Camminando per di qua …

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Città Capitale della Cultura

A cavallo delle nuvole : Il

sentiero dell’aquila

Sosteniamo Ancona per il 2022 Pagina 8

La casa delle rondini – Residenza di campagna

Questa è La casa delle rondini Pagina 9

Girovagando per Le Marche – LUOGHI DA SCOPRIRE

Acqualagna e il suo tartufo Pagina 10

Girovagando per Le Marche - I BORGHI

Montelupone (Mc) Pagina 11

Girovagando per Le Marche - UN MUSEO ALLA VOLTA

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Per partecipare

Museo del territorio - Arte degli scalpellini a JESI … nel mese di GENNAIO Pagina 13

La casa delle rondini - Residenza di campagna

Noi per voi Pagina 14

Viaggio fantastico … nei presepi di Antonio

“Ce la faremo” Pagina 15

La teca dei ricordi - Immagini e commenti dei nostri ospiti

Sanata Maria di Portonovo (An) Pagina 16

La casa delle rondini - Residenza di campagna

Quello che ci fa piacere segnalare e consigliare

Lettera Turistica

Anno X - GENNAIO 2021 n° 117 - Pagina 2


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Il nostro racconto

Materiali e opere

Le pietre possono attrarre turisticamente ?

I

turisti che progettano un loro viaggio, quasi sempre, quando manca un preciso motivo non sono attratti da elementi particolari che sono parte caratteristica o che fanno parte delle tradizione di una destinazione. La maggioranza è attratta dalla storia di un luogo, dalle sue ricchezze artistiche, dal mare, dalla sua montagna o altre caratteristiche molto vistose. Il più delle volte in mancanza di una determinata esigenza si contribuisce al successo di una destinazione turistica quando diventa obiettivo di viaggio personale solo perché, in quel periodo, è scelta da moltissime persone come località di “moda” o perché è un obiettivo promozionale dei tanti operatori turistici. Quindi, si va in vacanza in quella località a prescindere dagli interessi personali. Eppure ci sono località che hanno costituito la loro caratteristica utilizzando materiali propri del territorio o consolidando e ancora praticando attività tradizionali.

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Questo mese abbiamo scelto come tema : “Materiali ed opere” attraverso cui vi vogliamo condurre in alcune località marchigiane particolarmente caratterizzate da alcune materie e prodotti raccolti e poi trasformati in loco. Tra i materiali pensiamo sia opportuno partire dalle pietre, per la loro funzione architettonica e quindi la loro capacità di caratterizzare un territorio. Il travertino, il lapis tiburtinus, che è una pietra di origine chimica derivata dalla trasformazione del carbonato di calcio contenuto nelle acque. Le cave di travertino si trovano prevalentemente in aree geologiche ricche di fiumi ed è proprio la qualità dell’acqua a determinare la conformazione e le caratteristiche del materiale estratto. Le acque dei fiumi a seguito della loro azione di erosione e della raccolta di tanti elementi chimici durante il loro scorrimento sono portatrici di biodiversità degli elementi, per cui possiamo dire che il travertino è un prodotto auto Lettera Turistica

ctono e le sue caratteristiche variano a secondo del luogo di estrazione. La sua peculiarità, poi, è quella di rendersi adattabile perfettamente all’architettura moderna o classica, e di essere com patibile con ogni altro tipo di materiale complementare, come il vetro, il legno, l’acciaio. Nelle Marche si dispone di un versione autoctona di questa pietra che è il ”travertino ascolano” diverso dagli altri travertini in circolazione, per la sua durezza, il peso specifico e il colore, peculiarità che la roccia assume grazie alla presenza delle acque sulfuree. Le sue caratteriChiesa di San Francesco ad Ascoli P. stiche principali sono il colore bianco, avorio o leggermente rosato, poroso, cavernoso e vacuolare. Questo tipo di pietra viene estratta nel territorio ascolano, ed in particolar modo ad Acquasanta Terme. Il travertino è presente, quindi, in grandi quantità nell’alta valle del fiume Tronto, soprattutto tra Ascoli Piceno ed Acquasanta Terme dove caratterizza gli edifici e se ci riferiamo ad Ascoli, in particolare, conferisce alla città un aspetto unico e raffinato. Tra l’altro, fin dall’antichità, per via delle sue caratteristiche di durezza e facilità al taglio, il travertino è stato usato sia come pietra da costruzione che ornamentale, e per la realizzazione dei rivestimenti interni ed esterni di palazzi. Per non abbandonare l’abito litico nelle Marche è molto usata una diversa pietra che si chiama arenaria e anche questo materiale ha diversificato e caratterizza tanti territori marchigiani. Nel nostro immaginario viaggio turistico ci stiamo spostando dalla provincia di Ascoli Piceno a quella di Pesaro-Urbino dove troviamo un paese, Sant’Ippolito che è riconosciuto fin dal XIV secolo come il "Paese degli Scalpellini”, in virtù del talento artistico e dell’abilità artigianale dei suoi abitanti che sanno lavorare con molta bravura la pietra arenaria. Infatti, nel territorio di Sant'Ippolito si trovavano cave di pietra arenaria di un bel colore giallo e azzurro e ciò ha contribuito a sviluppare una ricca produzione sia per interni che per esterni, favorendo così la nascita di una fitta rete di botteghe artigiane altamente qualificate. Le pietre abbelliscono il territorio. Anno X - GENNAIO 2021 n° 117 - Pagina 3


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Il nostro racconto

Materiali e opere

Può l’artigianato produrre turismo ?

Si

se l’artigianato è di qualità. Le Marche offrono interessantissime opportunità di percorrere veri e propri itinerari attraverso i luoghi dell’operosità e dell’artigianato tipico perché è una terra ricca di cultura e di antichi mestieri che si tramandano ancora oggi nelle botteghe artigiane, dove le materie prime vengono lavorate con arte antica, nel rispetto delle tradizioni locali. Da questa lunga esperienza nascono le produzioni tipiche marchigiane, che nella realtà rappresentano un giacimento di cultura e antiche tradizioni che molto spesso, quando l’obiettivo di un viaggio turistico è molto generico, si corre il rischio di non cogliere da parte dei turisti tale e tanta la sua ricchezza.

nica di filigrana, utilizzata ancora oggi quale tratto distintivo delle carte valori e delle banconote. La lavorazione della maiolica e della terinvece, nasce in età medievale,e raggiunge lo splendore nel Rinascimento quando, grazie al mecenatismo dei Della Rovere nell’attuale provincia di Pesaro e Urbino, si sviluppa una delle più fiorenti industrie italiane. In tutte le Marche è diffusa anche la lavorazione del ferro battuto. Una delle zone più fiorenti in questo settore è ancora l’Ascolano, in particolare nei paesi di Force e Comunanza, dove i ramai di oggi continuano una tradizione secolare. A Jesi, Fossombrone e Fano si sono diffuse le botteghe degli orafi, per la lavorazione dell’oro, grazie alla presenza di artigiani di valore internazionale che si sono contraddistinti per le loro originali creazioni.

Può sembrare fuori tempo praticare arti antiche oggi, specialmente quando la maggioranza delle produzioni anche dei più usati manufatti siano stati trasferiti a lavorazione industriale, eppure, nelle Marche esiste un mondo straordinario animato da tanti uomini e donne all’interno dei centri dei borghi storici. Qui, tra torri e campanili, vicoli, piazzette, teatri, musei, nei pressi di spiagge affollate o casolari di campagna, è possibile incontrare chi ha scelto di continuare un’attività artigianale contando soprattutto sulla propria abilità e creatività, mescolando il sapere antico con il design e il gusto dei giorni nostri.

Ancora rimanendo nell’ambito dell’artigianato e all’interno della tradizione artistica si può incontrare la produzione delle “paiarole”, ossia cesti realizzati con paglia di frumento, vimini e vari tipi di canne palustri. La lavorazione è totalmente manuale e sono le donne ad occuparsi della realizzazione. Nell’antico borgo di Montappone si può visitare il Museo del cappello, che ripropone e illustra tutte le fasi della lavorazione della paglia. Le Marche sono anche terra di produzione di sofisticati strumenti musicali. Castelfidardo è uno dei principali centri mondiali di fabbricazione della fisarmonica mentre, nella vicina Recanati, si ricorda la produzione di chitarre, per finire ad Ascoli Piceno, dove sono fiorenti i liutai. Offida infine è assai famosa per la laboriosa e paziente arte del merletto al tombolo, importata dall’Oriente intorno al XV° Secolo, praticata con maestria dalle donne del paese, spesso sedute in piccoli gruppi davanti all’uscio di casa.

Tra le tradizioni più antiche c’è la lavorazio ne della pelle che nasce nel Medioevo, la lavorazione della carta, che si identificata con la città di Fabriano, dove fu inventata una particolare tec Lettera Turistica

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Il nostro racconto

Materiali e opere

Dove ci conducono i materiali e le opere ?

A

ttraverso i materiali e le opere che colleghiamo a diversi territori marchigiani indichiamo alcune località simbolo in cui si possono meglio cogliere le diverse caratteristiche ed applicazioni. Il nostro immaginario itinerario parte da Ascoli Piceno che possiamo dire edificata sul travertino, materiale che conferisce a questa città scenari e scorci davvero unici. In tal senso l’esempio più interessante è rappresentato da Piazza del Popolo che è considerata una delle più belle d’Italia, e non è possibile andare ad Ascoli senza ammirarla.

In stile rinascimentale, questa piazza, è letteralmente incorniciata da un loggiato con cinquantanove archi e palazzetti rinascimentali con portici e merlature. Tutta la pavimentazione è in lastre di travertino che, dopo la pioggia, assumono un suggestivo effetto a specchio. Non solo la pavimentazione perché ad Ascoli il travertino diventato “parlante”, grazie all’incisione sugli architravi delle porte dei palazzi di frasi, motti e proverbi, colti o dettati dalla saggezza popolare, religiosi o irriverenti, in latino e in volgare. Oggi se ne possono leggere oltre cento, in una sorta di vero e proprio testo che si può leggere lungo le vie del centro storico. Spostandoci verso il Nord della regione, come già abbiamo indicato, incontriamo Sant’Ippolito dove l’arenaria e l’arte con cui si lavora ha lasciato un segno indelebile per i suoi abitanti. Tanto che ancora oggi la viva tradizione si rinnova in uno straordinario connubio con la scultura quando, nel mese di luglio, si organizza e si svolge la manifestazione ”Scolpire in piazza, Simposio di scultura su pietra arenaria”. Durante questo evento numerosi scultori realizzano opere in pietra arenaria, ideate appositamente per progetti di riqualificazione urbana ed ambientale nei piccoli Comuni e nelle aree naturalistiche della Regione Marche. Il paese è un museo a cielo aperto che lungo le vie, sulle facciate delle case, nelle chiese offre la magia delle opere in pietra create dai suoi scalpellini. Lettera Turistica

Nella stessa provincia da Sant’ippolito ci spostiamo a Fratte Rosa dove i terreni ricchi di argilla hanno reso la zona nota, sin dall'antichità, per la produzione di manufatti in terracotta. I manufatti qui realizzati vengono da sempre realizzati con tecniche antiche che caratterizzano anche le produzioni dei nostri giorni. Si tratta essenzialmente di contenitori per la cottura e la conservazione del cibo dalle forme tradizionali, tra cui vasi, piatti, albarelle, codazze, marmitte, scaldini, stufarole, fiasche marinare, bocalette, truffe, pigne, brocchetti per l'olio, vettine e terrine, realizzati al tornio e caratterizzati da forme e finiture semplici, senza decori e orpelli, e da smaltature realizzate con ossidi naturali che conferiscono la tipica colorazione nero melanzana o marrone rossiccio. Ci dirigiamo verso Sud a Montappone, affascinante località dalle suggestioni medievali incorniciata dalle colline della provincia di Fermo, qui sopravvive un antico mestiere della tradizione artigianale, quella del cappellaio. Il cappello di paglia, da queste parti, si trasforma in una vera e propria creazione artistica che trascende la sua semplice funzione di accessorio di abbigliamento. Non a caso Montappone ed i vicini distretti di Massa Fermana, Monte Vidon Corrado e Falerone, si sono, nel tempo, affermati come centri di produzione di cappelli di fama mondiale. Ecco come materiali ed opere caratterizzano un territorio che diventa turisticamente attraente Anno X - GENNAIO 2021 n° 117 - Pagina 5


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Camminando per di qua

Il nostro racconto

Rubrica a cura di Mattia Bastari Guida ambientale escursionistica

A cavallo delle nuvole :

IL SENTIERO DELL'AQUILA

C

i troviamo nel Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi: situato in posizione centrale rispetto alla regione, è chiamato anche “il cuore verde delle Marche”. Con una superficie di 10.026 ettari è il secondo parco, per estensione, più grande del territorio marchigiano, subito dopo il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Nell'area nord-ovest del parco, ad una manciata di chilometri dalle famose grotte di Frasassi, si sviluppa uno dei più affascinanti itinerari ad anello dell'intera area: il Sentiero dell'Aquila. Il percorso, perfettamente tracciato, pulito, con 10 pannelli informativi sparpagliati qua e là e 5 aree di sosta, si trova all'interno di un quadrilatero di piccole e incantevoli borgate di montagna di origine longobarda (Rosenga, Pierosara, Cerqueto e Vallemania). Con un po' di tempo in più a disposizione, sarà possibile anche farsi un giro per questi paeselli dove regna la tranquillità, e il ritmo della vita quotidiana è ancora quello di una volta. Gli aspetti naturalistici sono molteplici, si passa dalle fitte zone boscose di Acero, Roverella e Carpino, tipici della media montagna marchigiana, a qualche boscaglia di Pino e Abete; questi ultimi non sono auto“scavare”,mantenendo ctoni, ma sono stati piantumati a partire dai primi anni così intensità e flusso del '900 nelle zone dove un tempo ampie praterie d'acqua, il secondo sommitali e spazi aperti erano dedicati al pascolo e ha dovuto erodere all‘agricoltura. Con il tempo queste zone di montagna una lunga e proe i lavori inerenti sono stati abbandonati lasciando così fonda parete rocciosa un terreno a forte rischio di frane e smottamenti. Si è e nel corso delle ere scelto di rimboschire principalmente con queste specie geologiche si è visto di conifere perché hanno una crescita molto veloce e il ridurre notevolmente loro apparato radicale è ben ramificato, così da creare la sua portata d'acqua, diventando così, in concomiuna rete in grado di trattenere bene il terreno. Molti di tanza di San Vittore di Genga, affluente dell'Esino. questi alberi sono stati piantati con il contributo dei Quest‘ultimo è riuscito a far breccia in un'altra grande prigionieri di guerra austriaci del primo conflitto mongola poco più avanti della confluenza, gettandosi in diale. In corrispondenza dell'area di sosta nel punto seguito in una vallata fino a raggiungere il mare. Ogpiù altro del percorso, a 620 metri S.L.M., osservando gi quelle due gole e quella vallata sono conosciute tra gli alberi in direzione nord, è possibile vedere il rispettivamente come Gola di Frasassi, Gola della Monte Predicatore e quella che qua chiamano per Rossa e Vallesina. Volendo fare una piccola devial'appunto “pineta degli austriaci”, uno dei rari boschi ad zione, all'altezza del passo di Monte Frasassi, si alto fusto tra i più importanti della regione. Lungo il arriva in meno di quindici minuti alla cima del suddetto sentiero non mancherà qualche traccia di macchia monte dove, un'ampia cengia a strapiombo è il punto mediterranea, Lecci, Stracciabraghe, Robbia selvatica perfetto per scoprire l'intero territorio: un balcone nae Ginepro rosso saranno una visione quasi costante turale in cui la mente si disarma di qualsiasi pensiero nei versanti esposti a sud, e soprattutto tantissimo negativo, e viene pervasa da un grande senso di beScotano, chiamato anche albero della nebbia per via nessere e stupore. I due monti che potremo vedere della sua infruttescenza nebulosa. Questo arbusto (Monte Murano e Monte Revellone) ci sembreranno cresce lungo le pareti della montagna e in autunno ha due sentinelle, impassibili e stoici a guardia di un delle bellissime foglie rossastre, il cui pigmento mondo quasi ancestrale e primitivo. Con un po' di luminescente ha dato il nome alla vicina Gola ella fortuna, da questo punto, sarà possibile ammirare la Rossa. Proseguendo sul nostro percorso, ci godremo regina dei cieli volare sopra le nostre teste, l'Aquila viste mozzafiato che si estendono dalle alte e ripiReale: questo maestoso e importante rapace nidifica dissime pareti rocciose limitrofe al parco dei Monti da tempo sulle pareti rocciose del parco, una presenSibillini, fino ad arrivare al meraviglioso panorama za costante, che aumenta notevolmente la bellezza e sulla sottostante vallata, dove sorge il caratteristico il fascino di questo luogo già incantevole. borgo di San Vittore di Genga con la sua famosa abbazia romanica, e dove il lento scorrere del fiume DATI TECNICI : Lunghezza: 10 km, dislivello: 570 m, tempo: 3h 30 min, difficoltà: T\E, itinerario: Anello Esino scandisce il fluire dei giorni. In prossimità del borgo di Cerqueto, in un punto panoramico, avremo REQUISITI: adatto a chi ha abitudine alla camminata modo di capire la formazione orogenetica dei rilievi del COSA PORTIAMO? - Obbligatorio: scarpe da trekking, zaiparco; tra i protagonisti vanno sicuramente nominati i no,abbigliamento a strati (adatti alla stagione in corso), capdue fiumi che scorrono all'interno dell'area protetta: pello, acqua almeno 1,5Lt, snack, ricambio da lasciare in l'Esino e il Sentino. Mentre il primo nel corso del temauto, impermeabile in caso di pioggia. Facoltativo: occhiali da sole, bastoncini da trekking, binocolo o fotocamera po ha avuto un percorso agile e senza grandi pareti da

Lettera Turistica

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Il nostro racconto

Città Capitale della Cultura

Sosteniamo Ancona per il 2022

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utto era pronto, il progetto, le iniziative, le procedure per partecipare alla competizione con le altre candidate ma, complice il corona virus, ogni cosa è stata rimandata. Nel 2021 non avremo un nuova Città Capitale della Cultura perché per i riflessi della pandemia le dieci finaliste hanno rinunciato alla designazione per il prossimo anno. Pertanto, per il 2021, come nel 2020, continuerà ad essere Parma la Città Capitale della Cultura ed in accordo con il Ministero competente si è aperta una nuova opportunità per il nostro capoluogo regionale, quella di partecipare alla selezione-competizione per il 2022.

Decisivi saranno il peso e la qualità del dossier presentato dall’amministrazione comunale di Ancona dal titolo ‘Il rapporto con l’altro’. Dossier di un certo valore che stimola l’assessore comunale competente, Paolo Marasca ad affermare: “Sono contento perché per la prima volta la nostra città, che in passato ha sempre prodotto cose interessanti a livello culturale, adesso ha come una sorta di autorizzazione e il coraggio giusti per dirsi davvero una città di cultura”.

La partecipazione alla selezione per la scelta della Città Capitale della Cultura è stato un cammino lungo, partito nel 2019 e che fino ad oggi non si è mai fermato. All’inizio sono state complessivamente quarantaquattro le candidature presentate alla Commissione del Ministero dei Beni Culturali chiamata a decidere le varie fasi eliminatorie fino alla città vincitrice. La prima scrematura ha visto l’eliminazione di sedici città, alcune delle quali non avevano presentato alcun dossier, ma il vero spartiacque per Ancona è stata la seconda selezione che ha ridotto le città in lizza da ventotto alle dieci attuali. Oltre al capoluogo marchigiano Lettera Turistica

tra le dieci finaliste che si contenderanno il titolo, ci sono Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra. Queste finaliste dovranno presentare i propri dossier alla Giuria in un’audizione pubblica, della durata di massimo un’ora, composta, per metà, dalla presentazione del progetto e, per l’altra metà, da una successiva sessione di domande. Gli incontri si terranno, compatibilmente con le misure di contenimento adottate dal governo per la situazione epidemiologica in atto, presso il Collegio Romano, sede centrale del Mibact, il 14 e 15 gennaio 2021.

Sarà compito della Giuria raccomandare al ministro Franceschini il progetto di candidatura più idoneo alla designazione della Città Capitale italiana della Cultura per l’anno 2022 entro il 18 gennaio 2021. Grande soddisfazione per il risultato è stata espressa dal sindaco della città, Valeria Mancinelli: “Come ho avuto modo di dire alla presentazione della candidatura, già partecipare è una vittoria, perché significa che Ancona crede, finalmente, alle proprie possibilità, e ritiene di essere capace di trasformarsi anche grazie alla leva culturale. Siamo una città non solo bellissima, ma ricca di risorse che a volte sembrano inaspettate persino a noi, e che giorno dopo giorno stanno emergendo. In un periodo difficile come questo, sapere che si continua a costruire per il futuro, senza ignorare le pene del presente, ma facendone tesoro, è un motivo di orgoglio». AUGURI ANCONA !

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La casa delle rondini - Residenza di campagna

Questa è “La casa delle rondini“

STAFFOLO (AN) Bandiera Arancione del TCI

Vieni nelle Marche rurali … é l’emozione che non hai ancora incontrato che ti sta Chiamando. Nelle Marche rurali tutto ti racconta dell’uomo che ha lavorato e che tuttora lavora, della natura che prepara lo spettacolo dei cuori, del passato che ti regala questo ricco e meraviglioso presente. Vieni. Porta la tua famiglia e le persone a cui voi bene, porta il desiderio e il gusto, perché l’esperienza, la cura e l’arte di questa gente genera da sempre prodotti unici, tipici, prove concrete della dedizione e dell’amore per la terra in cui vivono.

“La casa delle rondini” è nelle Marche Rurali a Staffolo in provincia di Ancona Lettera Turistica

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Girovagando per le Marche - LUOGHI DA SCOPRIRE

Acqualagna e il suo tartufo

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cqualagna, nell’entroterra della provincia di Pesaro-Urbino è una cittadina di circa quattromilacinquecento abitanti. Come terra di produzione, ricerca e commercializzazione di un tubero molto particolare qual’é il tartufo bianco, è definita a livello nazionale, la ”Capitale del Tartufo”. La città si trova nei pressi della Gola del Furlo, una terra circondata da natura incontaminata e da uno scenario incantevole per gli occhi di chi viene a scoprirla. La posizione di Acqualagna è strategica perché offre ai suoi ospiti la vicinanza ai monti più alti della zona: il Catria ed il Nerone. Per questa sua caratteristica, permette di intraprendere percorsi a piedi, in bici ed anche a cavallo sia in inverno che in estate. Itinerari naturalistici molto belli, che portano alla scoperta del territorio più inesplorato. Il tartufo bianco che viene raccolto in queste terre è pregiato ed è considerato “il re della tavola” perché lo si ritiene il più pregiato tra i tartufi commestibili e per molti anche il più gustoso.

Generalmente per il turismo si scelgono i mesi primaverili ed estivi, a volte, senza considerare quelli autunnali. Nelle Marche ottobre e novembre sono i mesi in cui in tante località si organizzano festival e sagre enogastronomiche tutte dedicate al tartufo, sia al tartufo bianco che al tartufo nero. Normalmente si pensa che le sagre alimentari marchigiane si esauriscono con la fine dell’estate, non è così perché l’autunno è una stagione tutta da gustare nelle Marche. Ecco quali sono le principali Sagre del Tartufo nelle Marche, dove si possono assaggiare i tartufi più pregiati, passeggiare fra stand, dedicarsi alle degustazioni e acquistare i rinomati prodotti: Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna, Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche a Sant’Angelo in Vado, Mostra Mercato del Tartufo Bianco e Prodotti del Bosco di Apecchio e la Fiera del Tartufo della città di Pergola. Lettera Turistica

Ma la natura non è tutto, perché sia ad Acqualagna che in tutti i comuni limitrofi è presente una storia ed una cultura che parte dall’epoca romana per evolversi fino ai giorni nostri. Visitare i musei, le zone archeologiche, i luoghi religiosi e tutto il resto può proiettare il turista all’interno di una dimensione ed uno scenario nuovo, inusuale che prima non si conosceva. Per questo motivo e per soddisfare anche le più svariate esigenze di chi raggiunge questo territorio, sono stati creati espressamente degli itinerari artistici, storici e spirituali attraverso cui scoprire i punti turistici di maggiore attrazione. Chi visita la Capitale del Tartufo, ha la fortuna di poter gustare le prelibatezze del territorio. Tutti i maggiori ristoranti della zona, sono in grado di proporre specialità e piatti con prodotti tipici marchigiani in base alle stagioni, dai salumi ai vini, dal tartufo agli oli. Ottimo connubio di emozioni per scoprire Acqualagna e la realtà che la circonda anche dal punto di vista enogastronomico. Acqualagna è una città gradevole priva di tutte le problematiche derivanti dal caotico traffico urbano delle grandi città dove è piacevole sentirsi parte del territorio e poter trovare benessere durante tutto l’anno. Se invece, si cerca una occasione particolare per la visita, si può far coincidere il viaggio turistico durante un avvenimento speciale, una manifestazione di qualità che è la Fiera Nazionale del Tartufo, che si svolge gli ultimi week end di Ottobre e il primo di Novembre. Durante questo evento si possono incontrare i venditori di tartufo, si possono degustare le novità culinarie, assistere a congegni a tema e conoscere la semplicità di un luogo unico nel suo genere: Acqualagna. Anno X - GENNAIO 2021 n° 117 - Pagina 9


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Girovagando per le Marche - I BORGHI

Montelupone (Mc) Racconto con Immagini

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Girovagando per le Marche - UN MUSEO ALLA VOLTA

Museo del Territorio - Arte degli Scalpellini

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ant’Ippolito in provincia di Pesaro-Urbino come paese è un museo a cielo aperto che lungo le vie, sulle facciate delle case, nelle chiese offre la magia delle opere in pietra create dai suoi scalpellini.

E’ un museo diffuso, finalizzato alla valorizzazione dell’arte di modellare la pietra arenaria. La struttura si basa su un Centro di documentazione (presso Palazzo Bracci, edificato nel XIX sec. da uno dei più importanti artigiani del paese) che fornisce gli elementi fondamentali per la conoscenza della realtà degli scalpellini attraverso i secoli. Qui vi si trovano pannelli illustrativi sul lavoro nelle cave, ricostruzioni delle botteghe, una raccolta di attrezzi e strumenti utilizzati per la lavorazione della pietra. Sono presenti anche schede di presentazione, con documentazione fotografica, delle opere più interessanti presenti nel territorio.

ca delle opere più significative presenti nel territorio; una mostra di reperti architettonici e di opere scultoree realizzate in corsi professionali organizzati ogni anno dalla locale ProLoco. Il museo rappresenta il nucleo centrale di un itinerario turistico-culturale che si sviluppa su tutto il territorio comunale e comprende opere in pietra arenaria posizionate in nicchie, edicole, edifici sacri, abitazioni private e botteghe. Il Centro di documentazione conserva anche progetti di opere provenienti dal "Fondo Rossi" e una selezione di lavori di scultura realizzati nei corsi professionali che si tengono nel paese. Da qui parte l’itinerario storico-artistico che si articola territorialmente e lungo il quale si possono ammirare le opere in pietra arenaria (dei secc. XVI, XVII e XVIII) posizionate all'esterno degli edifici.

Da vedere anche le sculture e le decorazioni conservate presso le chiese dei tre castelli di Sant'Ippolito, Reforzate e Sorbolongo. Va ricordata la presenza di diverse sculture contemporanee realizzate durante l'annuale appuntamento di "Scolpire in Piazza". La visita alle botteghe artigianali di lavorazione della pietra conclude l'itinerario.

Il Museo articolato in tre sezioni: una raccolta di vecchi attrezzi e strumenti utilizzati per la lavorazione della pietra; una documentazione fotografiLettera Turistica

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Per partecipare

Il nostro racconto

Rubrica a cura di Federica Micheli dell’Ufficio Turistico del Comune di Jesi

a JESI … nel mese di GENNAIO Un pezzo di storia

Federico II e le Marche nel Medioevo

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ederico II nelle Marche? Ebbene sì, l’illustre Imperatore Svevo, nato a Jesi il 26 dicembre 1194, non ha lasciato testimonianze tangibili nel nostro territorio, ma un patrimonio immateriale dal quale si è formata l’identità culturale della regione: borghi dotati di possenti mura difensive, palazzi, monasteri e chiese, comuni dove sono nate figure a lui ostili, altri alleati nella lunga ed estenuante lotta tra guelfi e ghibellini.

Proprio da questo legame tra l’Imperatore Svevo e la nostra regione, il Comune di Jesi, in collaborazione con la Fondazione Federico II Hohenstaufen, ha elaborato il progetto “Federico II e le Marche nel Medioevo. Percorsi Svevi da scoprire”, approvato oltre che finanziato dalla Giunta regionale nel corso del 2019 e presentato ufficialmente alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano lo scorso mese di febbraio. Nella prima fase è stato ideato un percorso che, partendo da Jesi, luogo natio e sede del museo multimediale dedicato a Federico II, giunge ai Monti Sibillini (si narra che fu proprio la Sibilla ad aver predetto la nascita dell’imperatore). Un itinerario che coinvolge sia i centri con un forte legame storico con Federico II come Fabriano, Matelica, Treia, Urbisaglia, San Severino Marche, Camerino, Sarnano, Ascoli Piceno, ma anche le città e i piccoli borghi nelle immediate vicinanze: Acquaviva Picena, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Comunanza, Loro Piceno, Macerta, Mogliano, Montecassiano, Pieve Torina, San Ginesio e Sefro, luoghi feriti dagli eventi sismici del 2016. Con un protocollo d’intesa, sono state definite le principali azioni progettuali successivamente realizzate sotto il coordinamento del Comune di Jesi e in stretta collaborazione con i partecipanti: la produzione di materiale promozionale in più lingue, il sito www. federicosecondomarche.it e un video. Lettera Turistica

Pagina a cura dell’UFFICIO TURISMO-IAT del Comune di Jesi - Piazza della Repubblica - 60035 Jesi (An) Tel.0731.538420 ORARIO da martedì a sabato 10,00 - 13.00 e 15,00 -18,00 E-mail: turismo@comune.jesi.an.it Web site: www.turismojesi.it - www.comune.jesi.an.it www.jesieventi.it E-mail: turismo@comune.jesi.an.it

È inoltre in uscita un numero speciale della rivista Why Marche, interamente dedicata al percorso, con l’illustrazione degli avvenimenti storici che legano l’itinerario a Federico II. Sarà anche una vera e propria guida turistica per la promozione del patrimonio culturale, naturalistico ed enogastronomico di ciascun comune, con un occhio alle tradizioni, al folklore, oltre agli antichi mestieri praticati ancora oggi. Un percorso dalle molteplici sfaccettature in cui il visitatore potrà inoltre scoprire misteri legati al nostro territorio, come il Globo di Matelica (una sfera di marmo forse utilizzata anticamente come strumento per osservazioni e calcoli astronomici) oppure conoscere preziosi reperti archeologici come l’oinochoe (un vaso) di uovo di struzzo, ritrovato a Pitino nei pressi di San Severino Marche e approdato addirittura alcuni anni fa al Metropolitan Museum di New York per un’esposizione.

Il percorso federiciano intende quindi proporsi come nuovo attrattore turistico della Regione Marche, un itinerario che rappresenta un vero e proprio paesaggio culturale dalle molteplici sfaccettature. E’ opportuno ricordare che in tutte le occasioni pubbliche dove partecipano più persone è necessario attenersi a tutte le indicazioni atte a contrastare la diffusione del Corona virus. Per altre necessità contattare L’UFFICIO TURISMO-IAT del COMUNE di Jesi i cui riferimenti sono nel box sopra indicati.

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Il nostro racconto

La casa delle rondini - Residenza di campagna

Noi per voi La casa delle rondini Residenza di campagna Bed and Breakfast - Contrada Campagliano 5 60039 STAFFOLO (Ancona) Tel. e Fax : 0731779777 Mobile : Antonio 3397874700 - Amelia 3316019619 Web site: www.ilcasaledellerondini.it Info : info@ilcasaledellerondini.it - Facebook : http://facebook.com/lacasadellerondini

Ai

nostri potenziali ospiti, qui di seguito forniamo alcune informazioni di carattere generale utili per una tranquilla permanenza presso “ La Casa delle rondini ”. Per favorire i nostri ospiti le tariffe che applichiamo sono contenute ed uguali in tutti i periodi dell’anno. Pel l’anno 2020 e per la FORMULA B&B il pernottamento in camera matrimoniale costa € 80,00 per due persone al giorno, compresa la prima colazione all’italiana. Bambini fino a 2 anni GRATIS nel lettone con i genitori. - Letto aggiunto € 30,00. Per l’utilizzo della camera matrimoniale uso singola € 50,00 a persona al giorno, compresa la prima colazione. ARRIVI E PARTENZE - Gli arrivi sono previsti tra le ore 12,00 e le ore 20,00, le partenze entro le ore 10,00 PRIMA COLAZIONE - La prima colazione viene servita dalle ore 8,30 alle 10,30, per esigenze particolari concordare le modalità del servizio direttamente con i proprietari. LA NOSTRA POSIZIONE E COME RAGGIUNGERCI - Con il navigatore, se abituati ad inserire le coordinate GPS, per raggiungere la nostra struttura bisogna inserire le seguenti: 43°26'36'' Nord - 13°11'16'' Est. In alternativa alla coordinate, se si utilizza solo il nome, la località e l'indirizzo del B&B, quando si digita l'indirizzo non inserire il numero civico 5 (quello reale) bensì il n° 3. Questa modifica perché abbiamo rilevato un errore sulle mappe GPS per cui con il 5 si potrebbe essere indirizzati su una diversa via Campagliano: pertanto, per non sbagliare digitare STAFFOLO (AN) La casa delle rondini Contrada Campagliano 3. Si può raggiungere, altresì, la nostra struttura utilizzando GOOGLE MAPS, indicando la località e il nome del B&B - La casa delle rondini - Staffolo (An). Lettera Turistica

ALTRE NOTIZIE : La biancheria del bagno viene sostituita ogni 3 giorni, mentre, Il cambio delle lenzuola viene effettuato ogni 5 giorni. WI-FI libero senza bisogno di password Nelle Camere ARIA CONDIZIONATA a richiesta Si accettano animali : di taglia MEDIO - PICCOLA, cani o gatti. Il B&B chiude alle ore 24,00, le eccezioni o esigenze particolari sono da definire previo accordi. I giudizi dei nostri ospiti al 30 di Dicembre 2020 ci hanno assegnato un punteggio di :

9,9 /10 “ La casa delle rondini” è segnalata nella “Guida ai sapori e ai piaceri delle Marche” de la Repubblica Edizione 2017-2018. A pagina 285 - nella categoria - Agriturismi e Bed & Breakfast - nel Comune di STAFFOLO (An). Gli ospiti de’ “ La casa delle rondini “ possono accedere alla Biblioteca presente nella residenza di campagna che è composta da 1.700 volumi suddivisi in 28 sezioni così ripartite : ARCHEOLOGIA, ARTE, BIOGRAFIE, BRICOLAGE, DIZIONARI E VOCABOLARI, ENCICLOPEDIE, FANTASCIENZA, FILOSOFIA, GASTRONOMIA, GUIDE, LETTERATURA, LIBRI SCOLASTICI, LIBRI STORICI, NARRATIVA ITALIANA, NARRATIVA STRANIERA, NARRATIVA PER BAMBINI, ORTO E GIARDINO, POESIA, POLITICA ED ECONOMIA, RELIGIONI , SAGGISTICA, SCIENZE, SPORT, STORIA, TEATRO, TECNOLOGIA, TURISMO e VARIE. Anno X - GENNAIO 2021 n° 117 - Pagina 13


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Viaggio fantastico … nei presepi di Antonio Presepio n° 24 del catalago

“ Ce la faremo "

Presepi certificati

L

a Sacra Famiglia nel suo millenario cammino verso gli uomini di buona volontà, si è fermata in un piccolo borgo di una qualsiasi regione e qui si è resa disponibile a presentare, a chi lo desidera il nuovo componente familiare. La notizia dell’arrivo non si è diffusa subito nel borgo ma, un po’ alla volta e attraverso il passa parola, gli abitanti hanno acquisito l’informazione dell’arrivo e della disponibilità. In molti si sono messi a disposizione della famiglia che per arrivare al borgo ha dovuto percorrere parecchia strada. Un giovane pastore, abituato al quotidiano rapporto con le sue pecore si è reso subito disponibile per la sistemazione e la cura dell’asinello l’unico mezzo di trasporto utilizzato da Giuseppe. L’asinello aveva bisogno di riposo per alleviare le sue fatiche e predisporsi ai successivi spostamenti - viaggi. In attesa della prossima tappa, ben volentieri una famiglia del borgo ha messo a disposizione, temporaneamente, per la Sacra Famiglia un proprio locale considerata la non disponibilità in loco nem meno di una grotta. Questa disponibilità consente a chi lo desidera e che abita nel borgo o in quello vicino, di fare visita e rendere omaggio a Giuseppe, Maria ma, maggiormente al nascituro denominato “Salvatore”. Il locale è posto al piano rialzato sovrastante le stalle e per accedervi bisogna salire diversi scalini. Altresì, è bene ricordare che l’arrivo al borgo è coinciso con una particolare situazione sanitaria in quanto, sebbene localmente non ci siano stati contagi, si reputa opportuno mantenere il distanziamento tra le persone come indicano le norme vigenti emanate dalle autorità per contrastare una pandemia in corso. Per le vie del borgo non si non si vedono molte persone e poche sono quelle che si accinLettera Turistica

gono all’atto di ossequio al nascituro. Sia donne che bambini sono desiderosi di omaggiare il Salvatore e non mancano tra di loro chi con piacere pensa di offrire i semplici e poveri prodotti del proprio lavoro da contadini. Al piano terra, all’ingresso della stalla, c’è il proprietario del gregge che con una lanterna si è reso disponibile ad illuminare l’inizio della scalinata mentre, piano piano, ci sono coloro che si predispongono alla visita. Appena fuori dal locale dove è ospitata la Sacra Famiglia e dopo aver visto il nascituro, c’è un signore che non può fare a meno di urlare e comunicare ad alta voce l’emo zione provata. Altresì, sono affissi, lungo la scalinata, alcuni manifesti pubblicitari che ci riportano ai tempi nostri, mentre sulle pareti interne del locale dove è ospitata la Sacra Famiglia si possono ammirare le riproduzioni di due quadri di Marc Chagall, uno è la natività, l’altro è la crocifissione. Questi elementi non sono stonati rispetto al segno e al significato della tradizione in quanto il presepio è stato realizzato nel 2020 quando a noi umani contemporanei sono note non solo le vicende familiari ma anche le personali e successive vicissitudini del nascituro che conclude la sua breve vita con una con danna di crocifissione. Intanto, le visite si svolgono ad un ritmo giusto e vengono rispettate le frequenze ed il distanziamento che prevede il vigente decreto e proprio perché tra gli abitanti del borgo è molto diffusa la speranza e la fiducia che tutti insieme si sconfiggerà il nemico virale, è stato realizzato un murales raffigurante due ragazze che si abbracciano e con il sorriso esprimono il loro: “ CE LA FAREMO ” a sconfiggere l’invisibile . ( Il presepio è racchiuso in una campana di vetro )

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La teca dei ricordi

Immagini e commenti dei nostri Ospiti

Q

uesta pagina è un’ideale bacheca di ricordi dedicata e redatta dagli Ospiti che hanno soggiornato presso “La casa delle rondini“. Vengono qui pubblicate le foto che ci sono state inviate e i giudizi espressi su di noi. A tutti i nostri Ospiti che dispongono di immagini quale ricordo del loro soggiorno a Staffolo, se vogliono, ci possono spedire delle foto scattate presso o nelle vicinanze del B&B. Non chiediamo foto ricordo delle persone. Queste devono rimanere nell’ambito dello spazio protetto del privato. Così come la scelta delle fotografie compete solo all’insindacabile giudizio dell’autore. Ringraziamo in anticipo coloro che aderiranno a questa iniziativa in quanto con le immagini inviatoci ricorderemo meglio i piacevoli momenti trascorsi insieme. Per l’invio delle foto utilizzare l’e-mail : info@ilcasaledellerondini.it In assenza di foto o giudizi inseriremo delle immagini redazionali del territorio intorno al B&B

Santa Maria di Portonovo (Ancona) Lettera Turistica

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La casa delle rondini - Residenza di campagna

Quello che ci fa piacere segnalare e consigliare Per acquistare e poi degustare dei prodotti di qualità indichiamo i seguenti produttori presenti nelle nostre vicinanze:

FATTORIA CORONCINO Azienda Agricola

CARBONETTI Azienda Agricola

Via Ludovico Ariosto,9 - 60030 MAIOLATI SPONTINI (An)

Olio Extravergine di Oliva

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LA STAFFA Azienda Agricola Biologica Vini Artigianali STAFFOLO (An) - via Castellaretta 19 telefono e fax 0731 779810 e-mail:info@vinilastaffa.it

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STAFFOLO (An) Produzione e 0731 779288 vendita diretta di prodotti caseari con latte di pecora, pietro.calvisi@tiscali.it capra e mucca.

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Tel./Fax: 0731 779264 Michele: 339 63 55 294 Vini Doc Mirco : Via Castellaretta n.8 STAFFOLO (AN) 366 14 53 400 e-maill: vinisimonetti@libero.it Web site : www.verdicchiostaffolo.com

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MARIANI PAOLO S.r.l. Molino Contrada Coste 24/A 60010 BARBARA (An)

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BIGI ANDREA Azienda Agricola Birra Agricola

Via Aldo Moro ,9 60038 SAN PAOLO DI JESI (An)

339 1524321 info@birraagricolabigiandrea.it Punto vendita: Via Martin Luther King - 60039 STAFFOLO (An) www.birraagricolabigiandrea.it

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071 964190 - info@molinomarianipaolo.com www.molinimarianipaolo.com

FATTORIA FUCILI

Località Agello, 7 SAN SEVERINO MARCHE (Mc)

Norcioneria

GIORGIO POETA Azienda Agricola Miele in Barrique Via Dante 71/E FABRIANO (An) 0732 041982 - 328 3787555 - info@giorgiopoeta.com

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Produzione e vendita diretta di salumi artigianali.

0733 635132 338 9216660 339 2105575 francesco.fucili@alice.it

GASTRONOMIA BELTRAMI

Via Umberto I 21/23 CARTOCETO (Pu)

Formaggi - Olio - Confetture

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Via Peschereccia,48 - SAN PAOLO DI JESI (An) 0731 779176 - info@oliorosini.it

Lettera Turistica

Arrivederci al prossimo mese Anno X - GENNAIO 2021 n° 117 - Pagina 16


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