n° 108 - APRILE 2020 - Anno IX - Lettera Turistica del B&B “ La casa delle rondini “ di STAFFOLO (Ancona) - Marche - ITALIA
# informaamici.it 108 Aprile 2020 … per meglio conoscere le MARCHE
Dedicato a tutti quelli chi stanno in prima linea
# informaamici.it … per meglio conoscere Le MARCHE #informaamici.it è il periodico d’informazione turistica del B&B “La casa delle rondini Residenza di Campagna Contrada Campagliano 5 60039 - STAFFOLO (Ancona). La periodicità è mensile ed è pubblicato sotto forma di “lettera turistica” inviata via email a tutti gli ospiti del B&B, agli amici della struttura e quanti non ci hanno negato il consenso circa l’utilizzo dell’indirizzo e-mail a cui inviamo la lettera turistica mensile. Data inizio pubblicazione Maggio 2011 -
Il numero 108 - APRILE 2020 è stato chiuso il 29 Marzo 2020 ed è stato realizzato con la collaborazione di : Amelia CATALANO, Antonio GUARINO, Federica MICHELI Foto di copertina : Gli elementi caratteristici della pandemia
Il nostro racconto
Anno IX - APRILE 2020 -108 In questo numero Il tema del mese:
Prepararsi al dopo
Prepararsi a qualcosa significa fare in modo di non risultare impreparati, poiché da impreparati siamo stati danneggiati e colpiti da COVID-19, cerchiamo ad esperienza ancora in corso, di preparaci al dopo pandemia. Sarà tutto diverso, rimarrà tutto uguale come se niente fosse successo? Noi non lo sappiamo, al momento possiamo solo esprimere un auspicio augurale circa un cambiamento in positivo. E’ necessario prepararsi al dopo perché un esperienza di tale gravità e dimensione ci segnerà e ci condizionerà ancora per parecchio tempo. Con questa lettera turistica, normalmente trattiamo di turismo, illustrando le caratteristiche del territorio in cui siamo operatori turistici, per finalizzare la loro conoscenza verso chi, potenzialmente, può diventare turista in terra marchigiana. Con il numero di Aprile 2020 abbiamo rimandato, per evidente mancanza di turisti l’attività preminente del nostro notiziario per concentrarci sulla contingenza coronavirus. Ci siamo scrollati di dosso l’ambito di operatori ed abbiamo affrontato la questione al pari di tanti altri nostri concittadini per esprimere solo alcune considerazioni. Nel fare ciò abbiamo cercato di non inoltrarci in aspetti tecno-scientifici nel cui ambito non abbiamo difficoltà a dichiarare la nostra incompetenza. Abbiamo formulato considerazioni semplici partendo dalla “dolorosa” esperienza pandemica. Non potevamo, in tal senso, non sottolineare le “meritorie” attività di chi sta in prima linea contro l’invisibile nemico, ovvero tutti gli operatori sanitari, medici ed infermieri, così come i vigili del fuoco, i poliziotti, i carabinieri e i tanti volontari impegnati nelle diverse organizzazioni che, sebbene potenzialmente esposti ad un sicuro contagio, con tanta abnegazione sono al servizio della collettività. Abbiamo loro dedicata la copertina ed una pagina del nostro notiziario, mentre nelle pagine successive abbiamo considerato il “patogeno” aggressore, le reazioni di tanti nostri concittadini, cercando di ipotizzare scenari turistici futuri a seguito di probabili cambiamenti di abitudini. Per finire, dalle Marche, ci siamo fatte guidare da due composizioni del grande ed illustre poeta recanatese Giacomo Leopardi. Infine, per questo numero un po’ anomalo, abbiamo ridotto il numero di pagine e a voi tutti auguriamo una buona lettura. Pagina 3
Preparasi al dopo
Pagina 4
Prepararsi al dopo
Pagina 5
Prepararsi al dopo
Intanto, GRAZIE a tutti gli operatori COVID-19 l’invisibile L’accidente CORONAVIRUS Pagina 6
Preparasi al dopo
Quale lascito da COVID-19 ? Pagina 7
Prepararsi al dopo
Pagina 8
Preparasi al dopo
Il turismo dopo la pandemia “ #ioturistainItalia ” … Leopardi dalle Marche Pagina 9
La casa delle rondini
Questa è La casa delle rondini Pagina 10
Noi per voi - quello che ci fa piacere consigliare
Segnalazioni
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Anno IX - APRILE 2020 n° 108 - Pagina 2
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Prepararsi al dopo
Intanto, G R A Z I E a tutti gli operatori
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G
iorno dopo giorni stiamo scoprendo la smisurata e meritoria azione di una parte della nostra società a beneficio di quanti hanno bisogno. In un periodo tanto drammatico, quello che come Paese stiamo attraversando, tante professioni, associazioni di volontari, forze dell’ordine che nella normalità pur svolgendo la loro azione, non vengono alla ribalta così come nei momenti di difficoltà. Oggi più che mai, proprio per difenderci dell’attacco virale a cui come collettività siamo esposti, sono emersi nel loro insieme tutte le preziose ed indispensabili attività degli operatori in prima linea contro l’invisibile nemico. Ai medici e a tutti gli operatori sanitari, prima degli altri gruppi, deve essere espressa una immensa manifestazione di gratitudine per il lavoro che svolgono solo pensando alla mancanza di una adeguata arma, un farmaco, per sconfiggere il nemico insieme al rischio diretto di malattia a cui sono esposti. La stessa riconoscenza va formulata ai volontari di Protezione Civile, agli aderenti alle Croci Rossa, Verde, Gialla, Blu o di altro colore operanti sul territorio nazionale, ai Carabinieri e a tutti i membri delle Forze Armate compresi i Vigili Urbani e Provinciali. Nel mentre esprimiamo il nostro GRAZIE a tutti questi operatori che con sacrificio di sé stanno operando a nostro beneficio, CONDANNIAMO tutti quelli che non rispettano le norme emanate per contrastare la diffusione della malattia. TUTTI INSIEME CE LA FAREMO !
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Anno IX - APRILE 2020 n° 108 - Pagina 3
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Prepararsi al dopo
C O V I D - 19 l’invisibile
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e principali difficoltà nella lotta contro il COVID -19 sono la sua invisibilità del suo patogeno e la mancanza di un idoneo antidoto alla sua diffusione. Bene ha fatto l’OMS a dargli un nome così, la malattia, la possiamo meglio distinguere ed identificarla non più rispetto ad un luogo così come nel ventesimo secolo sono venuti alla ribalta altre drammatiche pandemie influenzali. Infatti, la Spagnola, l’Asiatica e Hong Kong, le tre pandemie influenzali del 1918, 1957, e 1968, sono genericamente denominate in base alla presunta area di origine: Spagna, Asia e Hong Kong. La invisibilità del coronavirus è l’arma più potente circa la difficoltà a contrastarne la diffusione, perché microscopiche sono le sue dimensioni. Questo virus non dispone di particolari mezzi di locomozione ma le sue esigenze di sopravvivenza, agamiche, hanno escogitato soluzioni molto funzionali. Per la sussistenza, da parassita, mangia e vive alle spalle del suo ospite ed attraverso lo stesso è capace di trasferirsi ad altri in un luogo limitato ma anche a grandissime distanze. Inoltre, quando si considera una malattia contagiosa bisogna, necessariamente, contestualizzarla a partire dal luogo del primo contagio fino allo sviluppo della pandemia. In tal senso hanno molto importanza l’origine, la modalità di trasmissione insieme alla platea dei potenziali contagiati. Questo per valutare gli eventuali danni e le necessarie scelte per limitarne la diffusione. Ai tempi nostri, in pre
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senza di una pandemia, ci si mostra uno scenario molto diverso rispetto alle epidemie globali del secolo scorso perché da un lato siamo, oramai, oltre sette miliardi di persone, dall’altro una buona parte di queste persone si muovono da una nazione ad un’altra in un modo molto più veloce e frequente. Conseguenze de’ “la globalizzazione”, in questo caso un male. Detto ciò e con un epidemia in corso non ci resta che attuare tutte quelle norme per limitarne la diffusione e per scongiurare il blocco delle accettazioni negli ospedali, bisogna rallentare e limitare il numero dei contagiati che una volta ricoverati hanno bisogno di cure intensive con apparecchiature particolari. E’ pur vero che nel 1918 a seguito della Spagnola ed in un contesto socio economico diverso, su una popolazione mondiale di due miliardi di individui si contarono, alla fine, oltre trenta milioni di decessi. Quale sarà o potrebbe essere il consuntivo finale del numero dei morti a seguito dell’azione di COVID-19? Speriamo sia contenuto, ma al momento possiamo solo esprimerlo come una speranza in quanto, mentre scriviamo, tanti paesi, specialmente gli europei stanno ritardando l’attuazione di misure restrittive della mobilità ed ancor peggio c’è chi fa riferimento ad una provvidenziale immunità “di gregge”. Capi di stato o di governo a cui sono affidate le sorti di milioni di persone, quelle che attraverso flash mob dai balconi sostengono gli operatori sanitari in “trincea” contro COVIN-19. Anno IX - APRILE 2020 n° 108 - Pagina 4
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L’accidente C O R O N A V I R U S
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memoria della maggioranza degli italiani una situazione così drammatica come quella in cui siamo coinvolti per la pandemia influenzale di COVID-19 non si verificava dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ciò nonostante la parola “guerra” da qualche mese è stata ripetuta, riprodotta, e replicata in tante occasioni quasi a voler rappresentare al meglio le situazioni a cui siamo stati costretti ad adeguarci. Una guerra diversa, nuova, tante volte ipotizzata in occasione di conflitti recenti in alcune zone limitate del Pianeta ed in cui si faceva espresso riferimento all’uso mezzi di “distruzione di massa”, eufemisticamente alla “guerra batteriologica” . La guerra contro COVID-19 è un conflitto ancora più strano in quanto non ci sono rivendicazioni territoriali ne tanto meno si conosce chi questo scontro l’ha voluto. A novembre 2019 per puro caso e a seguito di una polmonite di cui non si capivano le cause, furono fatto delle analisi da cui risultò l’esistenza di un patogeno della famiglia dei “coronavidae” denominato SARS-Cov-2 responsabile della malattia, successivamente chiamata COVIND-19. Da allora e dal luogo dell’indagine, a poco a poco, ma con una velocità e virulenza notevole si è sviluppata la pandemia. Al punto in cui siamo ha poca importanza sapere se il patogeno derivi da una zoonosi o da malefatte di laboratorio, è un accidente che ci sta assalendo e da cui bisogna difendersi.
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Ci vuole ancora del tempo, ma sicuramente ce la faremo a superare la pandemia e quello che essa determinerà socialmente ed economicamente. Questo accidente però ci porta ad alcune considerazioni necessarie per affrontare il futuro e ricordarci che non e vera l’affermazione del 1967 (William Stewart - Capo degli uffici sanitari degli USA) quando indicava che la “guerra contro le malattie infettive è stata vinta”. Invece, oggi noi ne stiamo combattendo una nuova e nonostante le intense campagne di vaccinazioni dobbiamo ricordare, per esempio, che la polio non è stata sradicata. Così come i “super-germi” diventati resistenti ai farmaci stanno rendendo inefficace la penicillina e nuovamente mortale la tubercolosi. Tra l’altro l’accidente coronavirus ha evidenziato la mancanza di un adeguato farmaco, un antibiotico che mediamente prima di essere messo in commercio esige qualche anno di ricerca. In un prossimo futuro potremmo incorrere ancora in questa mancanza, anche per altre infezioni, in quanto le case farmaceutiche sono restie ad investire capitali per ricerche su farmaci il cui uso si riduce a pochi giorni. Infine, considerato lo stato in cui sono state ridimensionate le strutture sanitarie del nostro Paese si è evidenziata la necessità di un nuovo piano sanitario attraverso il quale, in futuro, potrà essere meno drammatica l’accoglienza e la cura di malati a seguito di pandemie su un Pianeta ancora più connesso e con più abitanti. Anno IX - APRILE 2020 n° 108 - Pagina 5
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Quale lascito da C O V I D - 19 ?
E’
difficile rispondere a questa domanda, perché sono troppi gli aspetti attraverso i quali poter prevedere il lascito o l’insegnamento dell’accidente coronavirus. In questi giorno sono tante le analisi che si possono leggere sui media classici o in rete. Tutti gli analisti concordano che sicuramente il dopo COVID-19 non tutto sarà come prima. Le analisi si articolano partendo dal dissesto economico a seguito del fermo delle attività produttive, non solo a livello nazionale o europeo, ma dal blocco delle economie a livello planetario, e da qui, per questi analisti è facile considerare i riflessi negativi che si riverbereranno su ognuno di noi. C’è poi chi si esercita a fare previsioni sui comportamenti di tanti individui coinvolti dalla pandemia, non escludendo che in tanti non si vorrà ritornare alla vita precedente, mettendo in discussione e non più accettando il modello socio economico in cui siamo stai coinvolti negli ultimi quarant’anni. Tutte le analisi di qualsiasi ambito sociale od economico si concludono, però, con un forte segnale di ottimismo e di superamento del disastro pandemico. Questo atteggiamento fiducioso deriva dal fatto che abbiamo raggiunto un livello tecnologico tale che, sebbene in presenza o a seguito di un numero, attualmente imprevedibile, di morti sapremo ritrovare il modo come risalire la china. In tale prospettiva non possiamo non considerare la funzione e l’azione di ognuno di noi perché c’è anche chi afferma che ad
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emergenza finita l’umanità ne uscirà migliore perché acquisirà consapevolezza circa la sua fragilità e la precarietà della vita. Come conseguenza, sia gli uomini che le donne dovrebbero definire nuove priorità ed imparare a distinguere meglio tra ciò che è importante e ciò che e superfluo. Qualche segnale già si è potuto rilevare in occasione dei flash mob dai balconi e dalle finestre di tanti condomini urbani, attraverso i quali parecchie persone hanno avuto modo di recuperare un rapporto interpersonale deteriorato o mai esistito. Pur vivendo nello stesso edificio, salendo e scendendo le stesse scale o usando il medesimo ascensore, queste persone si erano isolate osservando e seguendo il proprio istinto individuale. Poi, le stesse si sono meravigliate quando da un balcone al vicino, da una finestra a quella di fronte si sono chiamate per nome prima di intonare il canto scaramantico a dimostrazione che tutti insieme ce l’avrebbero fatta a vincere il nemico invisibile. Un bel segnale, ma, da qui, si riuscirà a penetrare più nel profondo rifiutando gli effetti distorti della società del benessere? Si riuscirà a focalizzare le inumane disuguaglianze tra chi e molto ricco e tanta altra gente molto povera? COVID-19 sarà un tremendo moltiplicatore delle ineguaglianze solo a considerare lo stato in cui versano i sistemi sanitari dei paesi coinvolti nella pandemia. Alla fine, sarà il numero dei morti l’indicatore di questa disparità. Anno IX - APRILE 2020 n° 108 - Pagina 6
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Il turismo dopo la pandemia
A
nche se siamo nel 2020, come molte volte è già accaduto, gli stranieri quando come Paese stiamo in difficoltà non perdono l’occasione di attaccarci. Trenta o quarant’anni fa erano i settimanali tedeschi, Der Spiegel in primis, ad organizzare campagne di disinformazione per limitare l’afflusso turistico verso il nostro paese. Con il coronavirus in circolazione per il Pianeta, rispetto ai cui attacchi nessuno è tralasciato, ci dovrebbe essere più attenzione e considerazione prima di esprimere un giudizio, specialmente se è negativo, come anche questa volta è stato riservato al nostro Paese. Seppure questi giudizi non erano riferiti all’accoglienza turistica, indirettamente avranno ripercussioni sul settore del turismo. Questa volta, però, quello che funzionava contro di noi si rivolge contro tutti. Sì perché, quando dilagava il terrorismo in Italia e Der Spiegel proponeva la copertina del settimanale con un piatto di spaghetti conditi con una P38, ai suoi lettori indicava che in Italia non c’era sicurezza e qualsiasi turista poteva essere coinvolto in atti di terrorismo. Quindi, per turismo era meglio non dirigersi verso l’Italia, proprio quando i tedeschi erano attratti in Italia dalla nostra cultura, dal clima e dalla nostra enogastronomia. Il gioco risultò facile perché la Germania poteva vantare sicurezza e come società erano affrancati da azioni terroristiche. Oggi è diverso, nessuno è al sicuro nel proprio Paese, per cui a tutti e consigliato di inibire gli spostamenti verso territori stranieri special-
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mente quelli con finalità turistica. Da qui l’analisi di molti economisti che inseriscono il settore del turismo tra quelli ritenuti più rischiosi (ristorazione, cinema e teatri, eventi sportivi, vendite al dettaglio di beni non essenziali, trasporti) perché è in questi ambiti che si manifesterà un forte calo della domanda da parte dei consumatori. Ovviamente, l’impatto economico di una pandemia dipende essenzialmente dalla gravità del contagio: una pandemia “mite”, simile all’influenza asiatica del 1957 o a quella di Hong Kong del 1968-69, avrebbe un effetto contenuto, mentre una pandemia più “severa”, simile alla spagnola del 1918-19, potrebbe produrre effetti dannosi molto più gravi. Accertata la pandemia, noi al momento non siamo in grado di definirne la “mitezza” o la “severità”. Intanto, l’Assoturismo di Firenze, prevede che a causa del Coronavirus vi sarà un calo delle presenze turistiche non solo dei cinesi ma anche di altri turisti stranieri con una perdita totale di 13,2 milioni di presenze turistiche e con un danno diretto per il turismo italiano di 1,6 miliardi di euro. Le regioni più colpite saranno il Lazio, la Toscana, il Veneto e la Lombardia. Pertanto, se questa è la prospettiva cerchiamo anche noi di dare una mano. Invece di andare in vacanza all’estero, per i prossimi anni, riferiamoci al seguente slogan: “ #ioturistainItalia “ anche perché qui da noi ci sono tantissimi siti turistici di gran lunga migliori di quelli stranieri. Anno IX - APRILE 2020 n° 108 - Pagina 7
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“ #ioturistainItalia “… Leopardi dalle Marche tive e negative ad essa collegate. L’altra composizione è La quiete dopo la tempesta che ci può aiutare a preparaci al dopo, nella speranza che tutto non sia come prima, nel senso della lezione che la pandemia ci avrà consegnata.
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urante le lunghe giornate in cui abbiamo scelto di rispettare le ordinanze che hanno vietato e ancora vietano gli spostamenti se non per motivi particolari, abbiamo avuto modo di soffermarci sui libri della nostra biblioteca familiare e quasi attratti dalla vicinanza del recanatese Giacomo Leopardi ci siamo soffermati sulle celebrazioni in occasione del duecentesimo anniversario dell’Infinito. Abbiamo riletto alcune composizioni e tra queste due ci sembrano adatte per aiutarci a superare il triste momento che stiamo attraversando perché i testi del Leopardi sono universali, superano secoli e confini geografici. Le due composizioni sono: L’Infinito e La quieta dopo la tempesta. L’Infinito Sempre caro mi fu quest’ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati Spazi di là da quella, e sovrumani Silenzi, e profondissima quïete Io nel pensier mi fingo, ove per poco Il cor non si spaura. E come il vento Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce Vo comparando: e mi sovvien l’eterno, E le morte stagioni, e la presente E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s’annega il pensier mio: E il naufragar m’è dolce in questo mare.
L’infinito è una poesia che ci proietta da una dimensione ”individuale” ad un’altra senza limiti, capace di farci cogliere la misura della nostra vita attuale, con tutte le implicazioni posiLettera Turistica
La quiete dopo la tempesta Passata è la tempesta: Odo augelli far festa, e la gallina, Tornata in su la via, Che ripete il suo verso. Ecco il sereno Rompe là da ponente, alla montagna; Sgombrasi la campagna, E chiaro nella valle il fiume appare. Ogni cor si rallegra, in ogni lato Risorge il romorio Torna il lavoro usato. L'artigiano a mirar l'umido cielo, Con l'opra in man, cantando, Fassi in su l'uscio; a prova Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua Della novella piova; E l'erbaiuol rinnova Di sentiero in sentiero Il grido giornaliero. Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride Per li poggi e le ville. Apre i balconi, Apre terrazzi e logge la famiglia: E, dalla via corrente, odi lontano Tintinnio di sonagli; il carro stride Del passegger che il suo cammin ripiglia. Si rallegra ogni core. Sì dolce, sì gradita Quand'è, com'or, la vita? Quando con tanto amore L'uomo a' suoi studi intende? O torna all'opre? o cosa nova imprende? Quando de' mali suoi men si ricorda? Piacer figlio d'affanno; Gioia vana, ch'è frutto Del passato timore, onde si scosse E paventò la morte Chi la vita abborria; Onde in lungo tormento, Fredde, tacite, smorte, Sudàr le genti e palpitàr, vedendo Mossi alle nostre offese Folgori, nembi e vento. O natura cortese, Son questi i doni tuoi, Questi i diletti sono Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena E' diletto fra noi. Pene tu spargi a larga mano; il duolo Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto Che per mostro e miracolo talvolta Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana Prole cara agli eterni! assai felice Se respirar ti lice D'alcun dolor: beata Se te d'ogni dolor morte risana. Anno IX - APRILE 2020 n° 108 - Pagina 8
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La casa delle rondini
Questa è “ La casa delle rondini ”
STAFFOLO (AN) Bandiera Arancione del TCI
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Vieni nelle Marche rurali … E’ l’emozione che non hai ancora incontrato che ti sta chiamando. Nelle Marche rurali tutto ti racconta dell’uomo che ha lavorato e che tuttora lavora, della natura che prepara lo spettacolo dei cuori, del passato che ti regala questo ricco e meraviglioso presente. Vieni. Porta la tua famiglia e le persone a cui voi bene, porta il desiderio e il gusto, perché l’esperienza, la cura e l’arte di questa gente genera da sempre prodotti unici, tipici, prove concrete della dedizione e dell’amore per la terra in cui vivono.
“La casa delle rondini” è nelle Marche Rurali a Staffolo in provincia di Ancona Lettera Turistica
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Noi per Voi - quello che ci fa piacere segnalare e consigliare CARBONETTI Azienda Agricola Olio Extravergine di Oliva
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