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Marta Moggi

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Laboratorio del sogno e dell’immaginario Marta Moggi


Questo dipinto rappresenta due persone che si sono separate nel corso della vita, e per questo si sentono sole e sperdute, nonostante questo percepiscono la presenza l’uno dell’altro costantemente, ma il dolore non gli consente di comprenderlo; Mi sono ispirata alla storia d’amore dei miei nonni.


Questo è un sogno che ho rappresentato tramite un dipinto, ho sognato questa donna con il volto non ben visibile che veniva assalita da questo branco di uccelli, nonostante possa sembrare un incubo, le sensazioni che mi ha lasciato non sono state completamente negative.


Sogno di due mani che si congiungono, rielaborato secondo la mia immaginazione, dipinto di qualche tempo fa.


Ho usato la mia immaginazione per la creazione di questo dipinto, non è frutto di un sogno, ma ho immaginato il volto della donna mentre dipingevo.


Ho sognato una serie di pianeti che giravano intorno al sole, la cosa che mi ha sorpreso è che questa rappresentazione non si trovava nello spazio, ma nell’oceano. I pianeti giravano in orbita e il sole in mezzo aveva dei fortissimi raggi luminosi, ricordo che percepivo un forte senso di calore e avevo la sensazione di guardare la scena in prima persona.


Rappresentazione di due amanti che si ritrovano.


Spesso sogno queste due mani che si incontrano, è una immagine che dura pochi secondi, si insidia nei miei sogni qualche volta senza un apparente motivo.


Ho sognato questa ragazza, non l’avevo mai vista prima, avanzava verso lo specchio, e davanti a sé vede un riflesso: Una sagoma nera e senza anima, solo dopo essersi avvicinata capisce che sta guardando un lato di sé, spento e privo di qualsiasi emotività e anima.

Incuriosita e attratta da questo suo lato oscuro, viene condotta al di là dello specchio proprio dal suo riflesso.


Ed è qui che prendono vita alcune delle sue più grandi paure, tra cui un enorme buco nero privo di vita, è proprio la ragazza che decide di procedere verso l’ oscurità, nonostante sia a conoscenza della sua paura e della direzione di quel buco nero, sceglie consapevolmente di toccare il fondo, proprio per questo una volta caduta in questo buco nero diventa lei stessa una sagoma nera, oscura e priva di vita, proprio come il suo riflesso nello specchio. Ripensare a questo sogno mi provoca un forte senso di soggezione.


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Marta Moggi by Psicologia dell'arte - Quaderni d'artista - Issuu